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WILBUR SMITH.
ULTIMA PREDA.
Lui il colonnello Sean Courteney ex militante nei corpi dellantiguerriglia sudafricana, ora divenuto cacciatore professionista e guida di safari. Lei Claudia, bella, viziata e testarda, venuta in Africa al seguito del padre, un multimiliardario americano affetto da un male incurabile e deciso a procurarsi un ultimo trofeo, il leggendario elefante Tukutela. Unavventura che ben presto si tinge di tragedia, in una girandola di colpi di scena abilmente orchestrati da un maestro della suspance, sullo sfondo di un paese dilaniato da una sanguinosa e spietata guerra fratricida.
Un nemico che manovra nellombra, un safari che si trasforma in una caccia alluomo...
Mi domando che effetto le faccia questa inversione di ruoli, colonnello. Come ci si sente nei panni della preda ? Perch adesso il cacciatore sono io.
Il safari.
Ormai Claudia sedeva immobile da pi di due ore, e le era venuta una voglia irresistibile di sgranchirsi. Ogni singolo muscolo le tremava, implorando la grazia di un po di movimento. Stava guardando fuori dalla feritoia della posta - una rozza struttura di erba e frasche - e osservava langusto cunicolo che i portatori avevano ritagliato meticolosamente nella fitta boscaglia. Anche il minimo rametto avrebbe potuto deviare una pallottola che viaggiava a ben mille metri al secondo.
Senza muovere la testa, Claudia gir gli occhi sul padre, che aspettava al suo fianco. Teneva il fucile appoggiato alla forcella di un ramo, a portata di mano, con la destra sul calcio.
Pur nel disagio fisico che provava, il pensiero di suo padre che sparava con quellarma luccicante e sinistra la irrit. Da sempre quelluomo risvegliava in lei emozioni violente e contrastanti: dominava la sua vita, e per questo lei lodiava e lamava. La giovane sapeva bene che la principale ragione per cui a ventisei anni era ancora nubile - nonostante la sua bellezza, nonostante le tante proposte di matrimonio che aveva ricevuto - era luomo che le stava seduto accanto. Non aveva mai conosciuto nessuno che fosse paragonabile a suo padre.
Il colonnello Riccardo Monterro: soldato, ingegnere, studioso, buongustaio, uomo daffari multimiliardario, gaudente, dongiovanni, sportivo... quante descrizioni gli andavano a pennello, eppure non lo esaurivano affatto, per come lo conosceva lei! Non dicevano nulla della sua gentilezza e della sua forza, che glielo facevano amare; n della crudelt e della spietatezza che glielo facevano odiare.
Era un uomo pericoloso, e proprio l stava, in gran parte, il suo fascino.
Qualcuno, una volta, le aveva detto: Dei veri bastardi, qualche donna si innamora sempre . E suo padre era un vero, formidabile bastardo, con un fascino tutto latino, perch i nonni di Claudia erano emigrati a Seattle dallItalia, quando Riccardo era ancora bambino.
Lei aveva ereditato le sue caratteristiche fisiche - gli occhi, i denti e la carnagione olivastra e luminosa - ma si sforzava di respingere tutti i valori del padre che loffendevano. Aveva scelto di studiare legge in polemica con le sue tendenze trasgressive, e poich lui dava tanta importanza alla ricchezza, Claudia aveva rifiutato di proposito il lavoro da duecentomila dollari allanno che le avevano offerto dopo la laurea a pieni voti, per accettare invece i magri quarantamila di un impiego al ministero dei Diritti Civili. Poich il padre aveva combattuto in Vietnam e continuava a imprecare contro i gialli, la sua opera tra gli eschimesi dellAlaska le dava anche la soddisfazione di contraddire i suoi pregiudizi razziali. Tuttavia era venuta in Africa su sua richiesta e - cosa ben peggiore - cera venuta per ammazzare degli innocui animali.
Mai avrebbe pensato di diventare complice di unimpresa cos squallida, ma stavolta, pochi giorni prima di ricevere linvito del padre, era venuta a conoscenza di un segreto. Questa forse era lultima, lultimissima volta che poteva trovarsi a tu per tu con lui.
Oh, Dio! pens, come far senza di lui?
Colta dallangoscia, gir la testa, il primo movimento che faceva da due ore a quella parte, e diede unocchiata al proprio fianco. Nellangusta posta, un altro uomo sedeva vicinissimo dietro di lei.
Era il cacciatore bianco, il professionista dei safari.
Bench suo padre fosse gi andato a caccia decine di volte con quelluomo, Claudia laveva conosciuto soltanto quattro giorni prima, a Harare, capitale dello Zimbabwe. Il cacciatore, alla cloche del suo bimotore Baron Beechcraft, li aveva portati nel cuore di quella remota riserva di caccia ai confini col Mozambico, di cui aveva ottenuto la concessione governativa .
Si chiamava Sean Courteney. Non era strano che, pensando a suo padre si fosse girata a guardare lui: era un uomo non meno pericoloso.
Duro, spietato e cos diabolicamente bello che tutti i suoi istinti la mettevano in guardia contro di lui.
Al vederla muoversi, la guard torvo, con i suoi occhi chiari, verdissimi sullo sfondo dellabbronzatura. La tocc con un dito sul fianco per indurla a star ferma. Era un tocco leggero, ma lei vi colse una sconcertante forza virile. Si rimise a guardare fisso in avanti attraverso la feritoia, fremendo di rabbia. Come osava toccarla!
Quel pomeriggio, prima di lasciare laccampamento, Sean aveva insistito affinch tutti si lavassero con uno speciale sapone senza aromi. Aveva raccomandato a Claudia di non profumarsi, e uno dei servitori le aveva fatto trovare sulla branda, di ritorno dalla doccia, indumenti puliti e stirati.
Quei gattoni sono capaci di fiutarti da chilometri, se sei sopravvento le aveva detto Sean. E adesso, dopo due ore nel caldo torrido della valle dello Zambesi, anche lei era in grado di sentire lodore emanato dal cacciatore.
Pochi centimetri davanti ai suoi occhi una foglia verde che pendeva di fronte allapertura si mise a ruotare attorno al gambo come una banderuola, e quasi subito Claudia si rese conto di essere accarezzata dalla brezza della sera, che port con s un altro odore: la puzza dellesca piazzata da Sean, la carcassa di una vecchia bufala. Sean laveva scelta in un branco che contava oltre duecento di quei neri e grossi animali.
Quella ha finito di pascolare aveva detto. Bisogna colpirla al cuore, sotto la spalla. Lo sparo del grosso fucile del padre aveva sconvolto Claudia, ma pi ancora lo zampillo di sangue scarlatto nel gran sole africano, e il muggito di morte della vecchia bufala. La ragazza, in preda alla nausea, era tornata al fuoristrada, un Toyota scoperto, mentre Sean e i suoi battitori procedevano a macellare la carcassa. Poi, con larganetto del Toyota, avevano issato la bufala sui rami pi bassi di un fico selvatico, allaltezza precisa che avrebbe permesso a un leone adulto ritto sulle zampe posteriori di raggiungerla.
Questo era successo quattro giorni prima. Ormai le mosche e il caldo avevano fatto il loro mestiere, e Claudia arricci il naso con una smorfia disgustata fiutando la puzza che la brezza le portava. Guardando la carcassa appesa allalbero, le parve addirittura di scorgere il mantello nero ondularsi leggermente, mentre sotto, nella carne putrida, banchettavano i vermi.
Ottimo aveva detto Sean di quel fetore, prima di celarsi nella posta. Pare un camembert ben maturo. Nessun micio nel raggio di venti chilometri potr resistergli.
La lievissima frescura apportata dalla brezza serale sembr ridestare gli uccelli dal loro accaldato sopore, e nei rami che avevano proprio sopra la testa un paio di uccellini coloratissimi si misero a svolazzare, suggendo le corolle pendule. Claudia si trovava cos vicina che poteva vedere chiaramente la loro lingua sottile e tubolare penetrare fino in fondo ai fiori gialli, e rimase a guardarli con intenso piacere.
Stava ancora osservando gli uccelli quando avvert unimprovvisa tensione intorno a lei. Suo padre si era irrigidito, stringendo il calcio del fucile. Stava fissando il cunicolo arboreo con estrema concentrazione ma bench si sforzasse di fare altrettanto Claudia non riusc a vedere proprio niente.
Quindi ud il sussurro di Sean, pi lieve della brezza. Sulla sinistra disse, cos inaspettatamente da farla sussultare. Gli occhi di Claudia cercarono a sinistra. Non vide niente: solo erba, cespugli e ombre. Guard senza batter ciglio finch le palpebre non cominciarono a dolerle e gli occhi a lacrimare. Allora li sbatt rapidamente e subito dopo vide qualcosa che si muoveva come nebbia o fumo, una macchia bruna nellerba alta bruciata dal sole.
Poi, di colpo, un animale piomb allo scoperto, sotto la carcassa putrefatta appesa al fico.
A dispetto di se stessa, Claudia non pot trattenere unesclamazione soffocata. Era la pi bella bestia che avesse mai visto, un gattone molto pi grande di quel che si aspettava, agile, lustro e dorato. Lanimale gir la testa e si mise a guardare proprio lei: gli occhi erano gialli implacabili, lucenti come pietre di luna.
Claudia non riusciva quasi a respirare. Era raggelata dalleccitazione e dal terrore che le incuteva lo sguardo del felino. Solo quando lanimale si volt a guardare la carcassa appesa allalbero, lei riusc a emettere un breve sospiro.
Fu quasi sul punto di gridare: Non ammazzatelo! Vi prego, non ammazzatelo. Con sollievo vide che suo padre non aveva mosso un muscolo, e improvvisamente cap il perch. Era una leonessa, e al campo aveva sentito dire che cerano pene severe, ammende e addirittura la prigione per chi uccideva una femmina. Si rilass un poco e si abbandon al piacere di quel momento, ammirando la stupefacente bellezza dellanimale. La leonessa si guard intorno unaltra volta e poi convintasi che non cerano pericoli, apr le fauci ed emise un basso sordo richiamo.
Quasi subito i cuccioli irruppero vivacemente nella piccola radura. Ce nerano tre, pelosi come orsacchiotti e maculati come gattini. Inciampavano nelle zampe troppo grandi per i loro corpicini e, dopo qualche momento di esitazione, si lanciarono in un animato e giocoso combattimento, lottando e cascandosi addosso con feroci ruggiti da cuccioli.
La leonessa li ignor e, rizzandosi sui posteriori, infil la testa nel ventre squarciato della bufala, da cui erano state tolte le interiora, e cominci a divorare la carcassa. La fila di capezzoli neri sporgeva evidente sul ventre e Claudia cap che i cuccioli non erano ancora stati svezzati.
Poi una seconda leonessa si affacci nella radura, seguita da due cuccioli pi grandi. Questa era molto pi scura di colore e aveva la groppa coperta di vecchie cicatrici, segni di zoccoli, corna e artigli, retaggio di una vita di dure cacce . Anche mezzorecchio le era stato strappato via, ed era cos magra che sui fianchi le si vedevano le costole. Era vecchia. I due cuccioli che la seguivano erano probabilmente gli ultimi. Lanno successivo lavrebbero abbandonata. Troppo debole per sfamarsi e per difendersi, sarebbe divenuta facile preda per le iene: ma per adesso era ancora in grado di campare sulla scorta della sua astuzia ed esperienza.
Aveva lasciato che andasse avanti la leonessa giovane perch di certo aveva gi visto altri compagni morire sotto unesca simile, e non si fidava pi. Perlustr instancabilmente la radura, con la coda che sferzava nervosamente laria, fermandosi ogni poco a fissare il cunicolo, che terminava con un muro derba.
I suoi cuccioli guardavano la carcassa, emettendo ruggiti di fame e frustrazione. Dopo un po, il pi baldanzoso prese la rincorsa e con un balzo cerc di raggiungere lesca. Ci rimase appeso per le zampe anteriori e cerc di strapparne un buon boccone, ma la leonessa giovane gli si rivolt contro con cattiveria, ringhiando, e con una zampata lo mand a ruzzolare zampe allaria: dopo di che il cucciolo si allontan mogio.
La pi vecchia delle due leonesse non era intervenuta a proteggerlo. Era la legge del branco: i migliori cacciatori, i membri pi preziosi, dovevano nutrirsi per primi. Solo dopo che questi si erano saziati toccava ai giovani. In tal modo era assicurata la sopravvivenza.
A un certo punto la giovane leonessa salt gi dalla preda atterrando sulle quattro zampe. Claudia fu orripilata nel vederle il muso coperto dai bianchi vermi che infestavano la carne di cui si era nutrita. La leonessa se ne liber scuotendo la testa e proiettandoli intorno come chicchi di riso, poi allung il collo ed emise un potente starnuto, facendo schizzar via dalle nari unaltra quantit di vermi.
I suoi cuccioli giovanissimi lo presero per un invito a giocare, o a farsi
avanti per mangiarci. Due di loro le saltarono in testa, cercando di
13 aggrapparsi alle sue orecchie, mentre il terzo le si infilava sotto e si attaccava al capezzolo, simile a una grossa sanguisuga. La leonessa li ignor e torn a rizzarsi sulle zampe posteriori per riaddentare la carcassa. Il cucciolo che poppava riusc a tenersi appeso per qualche istante, poi ricadde tra le zampe della madre e si rialz pesto e dolorante. Claudia ridacchi senza riuscire a frenarsi, nemmeno coprendosi la bocca con le mani. Subito Sean la pungol tra le costole.
Solo la vecchia leonessa si accorse della risatina: si accucci appiattendo le orecchie contro il cranio e guardando fisso il cunicolo aperto nella boscaglia. Con quegli occhi addosso, a Claudia pass subito ogni voglia di ridere, e trattenne il respiro.
Non pu vedermi si disse senza troppa convinzione. Ma siamo sicuri? Per un bel po quegli occhi continuarono a fissarsi nei suoi, trapassandola da parte a parte.
Poi, di colpo, la vecchia leonessa si alz e scivol nel folto sottobosco sinuosa come un serpente. Claudia tir lentamente il fiato, inghiottendo per il sollievo.
Mentre il resto del branco ruzzava e si nutriva sotto il fico, il sole cal dietro la cima degli alberi e il rapido crepuscolo africano scese su di loro.
Se c anche un maschio, adesso si far vivo sussurr Sean. La notte era il regno dei felini, il buio li rendeva ancora pi forti e arditi. E la luce stava andando via.
Claudia sent muoversi qualcosa oltre la parete vegetale accanto a lei un fruscio di qualche creatura nellerba alta; ma la boscaglia era piena di simili rumori e non volt nemmeno la testa. Poi ud un suono diverso e inconfondibile: il passo pesante di un grosso animale. Proprio allaltezza degli occhi, cera una stretta apertura nella parete derba secca contro cui era appoggiata.
Attraverso la fessura vide un movimento. Per un attimo non cap cosa stesse guardando, poi di colpo si rese conto che era un grosso occhio tondo, che brillava come agata gialla, un occhio terribile che la fissava da una spanna di distanza.
Voleva gridare, ma aveva la gola serrata. Voleva saltare in piedi, ma aveva le gambe morte. Istintivamente, afferr la mano di Sean, sempre guardando fisso quellorribile occhio giallo. Quindi locchio spar, e la ragazza sent le grosse zampe girare attorno al loro nascondiglio. Si volt a seguire il rumore, e incontr gli occhi divertiti di Sean. Stava ridendo di lei. La paura le pass, e divamp la collera.
Maledetto porco arrogante pens, e distolse lo sguardo in modo che Sean non potesse vederla in faccia.
La leonessa pass di nuovo davanti alla feritoia. Claudia colse il fugace balenio del suo corpo dorato, poi not che la leonessa giovane e i cuccioli, allarmati dal brontolio di prima, erano scomparsi nel sottobosco. Lesca sul fico selvatico pendeva adesso solitaria.
La luce se ne stava andando in fretta. Nel giro di pochi minuti sarebbe stato buio, e il pensiero di quella belva nei pressi le riusc quasi insopportabile. Sean le pass la mano sopra la spalla e le premette qualcosa di piccolo e duro sulle labbra. Per un attimo lei oppose resistenza, poi le apr e lo lasci scivolare in bocca. Era una cicca americana.
Questo diventato matto pens sbalordita. Una cicca americana in un momento come questo?
Poi, nel masticarla, cap che non era una cattiva idea, perch aveva la bocca asciutta. Ma Claudia era cos arrabbiata con luomo che non prov nessuna gratitudine: lui aveva capito che le era venuta la bocca secca per la paura.
La leonessa rugg nella semioscurit.
Ma senti che sfacciata disse allegramente Sean. Ha il coraggio di mettersi a ringhiare !
Zitto! gli sibil Claudia. Altrimenti ci trova!
Oh, sa gi benissimo dove siamo rispose Sean, poi si mise a urlare come un matto: Vattene via, vecchia puttana, fila dai tuoi cuccioli!
Il grido umano mise in allarme il felino, e per qualche minuto al di l della parete erbosa vi fu silenzio. Sean prese il fucile a due canne appoggiato accanto a lui e se lo mise in grembo.
Poi la leonessa brontol di nuovo e quasi subito le rispose un altro brontolio dallaltra parte del nascondiglio.
Sono tutti qui comment Sean. Il suono delle voci e i ruggiti della vecchia leonessa avevano richiamato il resto del branco, e ora i cacciatori erano cacciati. Eccoli intrappolati nella posta!
Dov il fuoristrada? sussurr Claudia.
Sta arrivando le rispose Sean in un bisbiglio. Poi la sua voce cambi. Gi! disse seccamente. Tutti a terra! Bench non avesse udito niente, anche Claudia si accucci al suolo, abbandonando la sedia di tela.
La leonessa si era avvicinata di nuovo al nascondiglio, sul davanti, quasi senza rumore, e adesso vi si gett contro, ruggendo furiosa e strappando la leggera struttura con possenti zampate. Claudia si rese conto con orrore che stava venendo proprio addosso a lei.
Tenete gi la testa grid Sean secco, alzando la grossa doppietta proprio mentre la parete derba si schiantava.
Spar. Fu uno scoppio fragoroso, un lampo che illumin il cubicolo come un flash.
Lha ammazzata, quella belva, meno male pens Claudia con colpevole sollievo, dato il suo disprezzo per quello sport sanguinoso. Ma il sollievo fu di breve durata. Lo sparo aveva soltanto spaventato il felino, allontanandolo provvisoriamente. Claudia sent la leonessa filar via al galoppo nel sottobosco, ruggendo con cattiveria.
Era solo un colpo di avvertimento. Sean apr il fucile e lo ricaric.
Arriva il Toyota disse Riccardo con voce bassa e tranquilla. A Claudia rimbombavano ancora le orecchie, ma riusc anche lei a sentire il pulsare lontano del motore diesel. Si alz in fretta e furia e guard, oltre le pareti erbose della posta scoperta, la paurosa foresta che si stendeva intorno a loro immersa nel buio. Ricord il sentiero che dal letto del fiume asciutto, usato come pista, arrivava fin l. Era lungo mezzo chilometro: le si accappon la pelle.
Tra gli alberi, a meno di cinquanta metri di distanza, la leonessa rugg di nuovo.
Fracassona scocciatrice disse Sean, ridacchiando; afferr Claudia per il gomito e la guid alluscita. Stavolta la ragazza non si sottrasse al contatto, ma anzi si ritrov ad aggrapparsi al suo braccio. Attaccati alla cintura del capo le disse Sean, e gentilmente la scost e le guid le mani alla cintola di suo padre, dietro la schiena.
Sean accese la torcia elettrica, una grossa Maglite nera, ma anche il suo potente raggio sembrava fievole nellimmensit della foresta.
La punt in circolo tuttintorno a loro. Si vedevano brillare gli occhi dei leoni, tantissimi occhi nel folto, splendenti come stelle minacciose: era impossibile distinguere i cuccioli dalle leonesse adulte.
Andiamo disse con calma Sean, e Riccardo si avvi per primo lungo lo stretto sentiero, trascinandosi dietro Claudia. Procedevano lentamente, mantenendosi vicinissimi.
Il sentiero era molto ripido e, ahim, lunghissimo. Ogni passo era per Claudia un tormento dimpazienza, mentre inciampava attaccata alla cintura del padre, non guardando minimamente dove metteva i piedi, bens scrutando le fantomatiche sagome feline che continuavano a sfilare intorno a loro.
Arriva la vecchia rompiballe! avvert Sean tranquillo mentre la leonessa anziana raccoglieva il coraggio e si scagliava contro di loro dal buio della notte. Si fermarono stringendosi il pi possibile luno allaltro e Sean punt la torcia contro lanimale che caricava. Fuori di l! grid alla leonessa. Dai, vieni, gattaccia! La leonessa si slanci in avanti, ma si ferm proprio allultimo momento, con una derapata a zampe rigide, a non pi di tre metri da loro. La torcia illumin il polverone di quella vera e propria frenata.
Fuori dai piedi! le ordin seccamente Sean, e lei rialz le orecchie e trotterell ubbidiente nel folto.
Era unazione dimostrativa ridacchi Sean. Per vedere se ci cascavamo. Finch muovono la coda, vuol dire che scherzano. E quando la tengono dritta e rigida che fanno sul serio.
Ecco il fuoristrada disse Riccardo, e finalmente Claudia riusc a vedere i fari del Toyota, fermo a motore acceso a non pi di trenta metri di distanza. Erano vicini, vicinissimi, e non riusc a trattenersi. Lasci andare la cintura di suo padre e si mise a correre verso lautomezzo, calpestando la sabbia molle e bianca del letto del fiume.
Sent Sean che le gridava dietro, e subito dopo il pauroso ruggito della belva che caricava. Illuminata dai fari del Toyota, la leonessa appariva enorme e spettrale, con la coda dritta e rigida come una sbarra dacciaio.
Stupida! url infuriato Sean. Fin dal suo arrivo la ragazza era stata una continua fonte di dissensi e irritazione. Cap subito, ancora prima di vedere la leonessa prepararsi a spiccare il balzo, che era perduta. Ora, il guaio peggiore che pu capitare a un cacciatore professionista che un cliente venga sbranato sotto il suo naso. Per Sean avrebbe significato la fine della sua carriera, ventanni di sacrifici e di duro lavoro. Si lanci dietro di lei gi per il sentiero, mentre Riccardo, paralizzato dallo spavento, era rimasto immobile.
Buttati gi! le grid Sean. Ma Claudia continuava a correre, impedendogli di far fuoco, mentre la leonessa continuava ad avvicinarlesi ruggendo e ringhiando, con la coda tesa e dritta. Nel mirino che linquadrava insieme alla ragazza, Sean vide la leonessa raccogliersi per il balzo finale: impossibile distinguerle, impossibile sparare senza colpire Claudia.
Ma allultimo momento la ragazza inciamp: le gambe molli per la paura le cedettero e con un gemito di disperazione fin con la faccia nella sabbia.
Istantaneamente Sean mir al petto chiaro della leonessa. Con quel fucile aveva ucciso leopardi, leoni, rinoceronti, bufali, elefanti a centinaia. Non aveva mai avuto bisogno del secondo colpo. Adesso il bersaglio gli si offriva senza ostacoli, ed era ampiamente in grado di spedire una pallottola a devastare gli organi interni della leonessa dal petto alla coda. Sarebbe stata la fine per quel gatto, ma anche, forse, la fine della sua licenza. Una leonessa morta gli avrebbe tirato addosso lira del governo e i fulmini del ministero.
Sean abbass la mira. Era un rischio tremendo, ma a lui il rischio piaceva. Spar nella sabbia a mezzo metro dalle fauci spalancate dellanimale. La pallottola sollev un polverone che per un istante avvilupp completamente la belva. La sabbia le schizz negli occhi gialli, le riemp la bocca, le and nei polmoni mentre inspirava per ruggire; accecata, disorientata, la leonessa interruppe istantaneamente lattacco.
Sean corse avanti pronto a sparare il secondo colpo, ma non fu necessario. La leonessa arretr in fretta, strofinandosi gli occhi pieni di sabbia con le zampe, e fil via incespicando verso il canneto, ove disparve con un balzo cieco, emettendo altissimi ruggiti di dolore.
Sean raggiunse Claudia, la aiut a rialzarsi passandole un braccio intorno alla vita, e la trascin verso il Toyota, scaricandola sul sedile anteriore come fosse un sacco di patate.
Intanto Riccardo era salito dietro. Sean salt sul predellino e, impugnando la doppietta come una pistola, la punt nel buio, pronto a fronteggiare un altro attacco.
Vai! grid a Job, e il battitore della trib matabele part in quarta, sobbalzando sulle cunette del letto asciutto.
Per raggiungere laccampamento cera unora di viaggio. Quando arrivarono, Moses, il cameriere personale di Claudia, le aveva gi preparato una doccia caldissima. La doccia era costituita da un bidone bucherellato appeso ai rami di un mopani, con intorno un riparo di frasche, in alto le stelle e in basso un basamento di cemento.
Sotto il fiotto dacqua, Claudia sent che lumiliazione e la nausea dovute allincidente con la leonessa a poco a poco scorrevano via, sostituite da quel senso di benessere che si prova solo quando si appena scampati a un pericolo mortale.
Mentre si insaponava con cura, tese lorecchio per sentire Sean. Era a una cinquantina di metri di distanza, dietro la sua tenda, impegnato nei soliti esercizi coi pesi. Il suo ansito regolare e potente le arrivava chiaramente fin l. Nei quattro giorni di safari non li aveva mai saltati, per quanto dura e faticosa fosse stata la giornata di caccia.
Rambo! Claudia rise, sprezzante della sua presunzione maschile.
Si concesse tutto il tempo per asciugarsi i capelli e spazzolarli. Poi si trucc, leggermente ma con arte, e quando infine si guard allo specchio si sent ancor meglio di prima.
Chi la pi bella del reame? mormor, sorridendo alla propria immagine riflessa. Poi usc e raggiunse gli uomini, gi riuniti intorno al fuoco.
Sean si alz ad accoglierla con quella stolida cerimoniosit britannica che la sconcertava sempre. Stai pur comodo gli disse, cercando un tono brusco. Non c bisogno che continui a saltar su e gi per me.
Sean le rivolse un bel sorriso. Portale da bere ordin poi al cameriere. Il solito, per la signora.
Il cameriere torn con un bicchiere di cristallo su un vassoio dargento. Era perfetto: uno schizzo di whisky, quanto bastava a colorare la dose di acqua minerale, e il resto ghiaccio, fino allorlo. Il servitore indossava una candida tunica, la kanza, con una fusciacca rossa in vita. In testa aveva un fez, pure rosso. A Claudia tutto quel cerimoniale pareva alquanto imbarazzante: venti servitori a prendersi cura di loro tre! Dopotutto era il 1987, IImpero era morto e sepolto! Per il whisky era buonissimo. Penso che ti aspetti un ringraziamento per avermi salvato la vita disse a Sean sorseggiando la bevanda ghiacciata.
Ma niente affatto, papera. Sean si era accorto subito di quanto la infastidisse essere chiamata cos. Non mi sogno nemmeno di pretendere che tu chieda scusa per la tua crassa stupidit. A esser sincero fino in fondo, mi preoccupavo piuttosto di esser costretto ad ammazzare la leonessa. Quella s che sarebbe stata una tragedia.
Proseguirono in quella specie di schermaglia e Claudia si accorse che si divertiva. Ogni affondo che giungeva a segno la riempiva di soddisfazione. Le dispiacque quando il capocameriere li interruppe annunciando che la cena era pronta.
Sean fece strada fino alla tenda dove era apparecchiata la tavola tutta illuminata dalla luce delle candele. Le posate erano dargento massiccio e i bicchieri di cristallo rilucevano sulla tovaglia ricamata.
Dietro ogni posto aspettava un cameriere in tunica, pronto a servirli.
In una crosta dorata di sfoglia fumava un magnifico stufato di filetto e rognone dantilope. Il vino era un ottimo Cabernet sudafricano e Claudia gli dedic - insieme alla carne in crosta - una vivissima attenzione. La giornata allaria aperta e il moto le avevano stuzzicato lappetito. Solo la conversazione la deludeva: come tutte le altre sere, i due uomini discutevano soltanto di fucili, di caccia e delluccisione di animali selvatici, soprattutto esemplari eccezionali, vecchi maschi leggendari a cui Sean aveva dato soprannomi che la irritavano, cos come la esasperava la mania di chiamare suo padre capo, quasi fosse un padrino della mafia. Uno di questi animali era Federico il Grande, o anche semplicemente Fred. Era il leone che stavano cercando adesso, e per attirare il quale avevano appeso al fico la carcassa della bufala.
Mi racconti un po di questo leone disse Riccardo, chinandosi attento verso Sean.
Finora in questa stagione lho visto due volte. Un cliente gli ha anche sparato, ma tremava tanto che la pallottola andata a finire a una distanza pari a quella di un campo da football. Devessere lungo pi di tre metri, e anche bello grosso. Ha una testa da ippopotamo e la criniera scura come le stoppie bruciate dal sole. Quando cammina, la scuote, facendo vibrare laria come il vento tra le fronde di un albero di msasa. Sean si stava lasciando andare alle sue solite descrizioni roboanti. Voi due siete assolutamente disgustosi interloqu Claudia. Dopo aver visto quelle magnifiche creature, quei bellissimi cuccioli! Ma come fate ad ammazzarli?
Non mi risulta che oggi ci siano state stragi di cuccioli osserv Riccardo Anzi, mi sembra che abbiamo corso un bel rischio per garantire la loro sopravvivenza.
Le idee confuse del medio progressista lacrimoso mi hanno sempre affascinato intervenne Sean. Io ammazzo gli animali come fanno gli allevatori di bestiame, Lunica differenza che uso il fucile; ma il mio fine quello di tutti gli allevatori, proteggere il bestiame.
Ma non si tratta di animali domestici contest Claudia. Sono stupendi animali selvatici.
Selvatici? Cosa diavolo centra questo? Come ogni altro essere vivente nel mondo doggi, anche la fauna africana deve guadagnarsi la sopravvivenza il capo qui presente paga migliaia di dollari per cacciare un leone e un elefante. Attribuisce a questi animali un valore monetario ben superiore a quello delle capre e dei manzi, sicch il governo dello Zimbabwe ha istituito delle riserve per avere sempre una quantit di prede da offrire ai cacciatori. No, papera, i safari autorizzati sono oggi una delle armi pi potenti per assicurare la conservazione dellAfrica.
Mi stai dicendo che la fauna si salva sparandole addosso con quelle specie di cannoni che usate voi cacciatori? gli domand sprezzante Claudia.
Preferiresti che si usassero carabine di piccolo calibro? Sarebbe come chiedere che i macellai sgozzassero i manzi con un coltello che non taglia. Tu sei una donna intelligente, ragiona con la testa e non con il cuore. Il leone che tuo padre sta cacciando un vecchio maschio giunto alla fine della sua onorata carriera. Quindi molto meglio che la sua morte produca diecimila dollari in contanti da spendere per fornire un posto sicuro ai cuccioli, affinch sopravvivano, piuttosto che aprire tutta questa terra allinvasione di orde di pastori negri con le loro greggi di capre spelacchiate.
Dio mio, ma senti! disse Claudia, scuotendo tristemente la testa.
Orde di pastori negri! Questa la loro terra, perch non dovrebbero esser liberi di andare dove vogliono?
Tu dovresti decidere da che parte stai replic Sean, ridendo.
Quella dei magnifici animali selvaggi, o dei magnifici negri selvaggi?
Perch da tutte due non si pu stare. Quando entrano in concorrenza per lo spazio vitale, gli animali perdono sempre, a meno che noialtri cacciatori non paghiamo il conto.
Claudia dovette ammettere che sul piano dialettico il cacciatore non era uno sprovveduto, e fu contenta dellintervento di suo padre.
Non pu esserci dubbio sulla scelta della mia cara figliola disse Riccardo. Dopotutto, Sean, si ricordi che sta parlando con unillustre esponente della commissione per il reinsediamento degli eschimesi nelle loro terre tradizionali.
Siete ancora fortunati in Alaska, capo ribatt Sean, con tono sarcastico. Magari lass gli eschimesi vi lasceranno qualcosa: qua i neri ormai si sono presi tutto.
Claudia si svegli al tintinnio dei piatti della colazione e al tossicchiare discreto di Moses fuori della tenda. Faceva ancora freddissimo e cera buio pesto. Si rizz a sedere sulla branda, scaldandosi le mani sulla teiera e guardando Moses sfaccendare allinterno della tenda con una coperta sulle spalle.
Hai sentito ruggire i leoni stanotte, signora? domand lindigeno. Macch. Non ho sentito un bel niente. Claudia sbadigli. Se anche sotto la brandina avesse avuto la banda dei Marines che suonava, non se ne sarebbe accorta.
Cerano ancora le stelle quando raggiunse gli uomini accanto al fuoco. Protese le mani verso la fiamma e si scald tutta contenta.
Non sei cambiata affatto da quando eri piccola le sorrise suo padre. Ti ricordi che fatica farti alzare per andare a scuola? Un cameriere le port una tazza di t.
Sean fece un fischio e Claudia vide Job dirigersi verso il Toyota, metterlo in moto e portarlo davanti al cancello dellaccampamento, dove tutti indossarono indumenti pesanti: maglioni, giacche a vento, cappelli e sciarpe di lana.
Quando raggiunsero il fuoristrada, trovarono i fucili gi nelle rastrelliere e Job e Shadrach, i due matabele, seduti dietro insieme a Matatu, un indigeno della trib ndorobo, che era la loro guida. Era un ometto che a Claudia arrivava a stento alla spalla, ma aveva un sorriso simpatico, grinzosissimo, e gli occhi intelligenti. La ragazza era ben disposta nei confronti di tutti gli indigeni del campo, ma Matatu era in breve diventato il suo preferito. I tre negri si difendevano dal freddo sotto pesanti cappotti militari e passamontagna. Tutti risposero con grandi sorrisi al saluto di Claudia, che si sedette davanti accucciandosi al riparo del parabrezza e stringendosi a suo padre per scaldarsi. Nei pochi giorni trascorsi dallinizio del safari aveva preso ad amare quelle partenze per la quotidiana avventura.
Sean si mise al volante e lentamente imboccarono la pista serpeggiante e sassosa, mentre la notte si ritirava incalzata dallalba. Claudia scrutava la foresta e le radure erbose che Sean chiamava vlei, cercando di avvistare per prima qualche creatura timida e stupenda, ma sempre la precedevano Sean o suo padre, che annunciavano: Antilope a sinistra , se non era Matatu che le batteva sulla spalla con la manina dal palmo rosa per indicarle qualche avvistamento ancor pi raro. A un certo punto videro un gran mucchio di sterco di elefante, che fumava ancora nel frescolino dellalba. Tutti scesero dal Toyota per ispezionarlo da vicino. Le prime volte Claudia era rimasta sconcertata da tanto interesse per tali tracce, ma ormai si era abituata.
Un vecchio sdentato disse subito Sean. a Come fai a saperlo? gli domand Claudia.
Non riesce pi a masticare bene le rispose lui. Guarda le foglie e i rametti nello stereo: sono quasi intatti.
Matatu era accucciato vicino alle grandi impronte rotonde, che sembravano lasciate da bidoni della spazzatura.
E lui? chiese impaziente Riccardo, guardando il fucile 416 Rigby appeso alla rastrelliera dietro il suo sedile. Cosa dite, sar proprio Tukutela?
Tukutela, lArrabbiato.
Claudia ne aveva sentito parlare al campo, davanti al fuoco. Tukutela era uno di quegli animali leggendari di cui un tempo lAfrica era piena, ma che ormai in tutto il continente si potevano contare sulle dita di una mano. Un elefante maschio dalle zanne colossali, che pesavano pi di cinquanta chili luna. Tukutela era lunica ragione per cui suo padre aveva voluto tornare ancora una volta in Africa.
Tre anni prima, durante un altro safari con Sean Courteney avevano seguito il grande elefante per cinque giorni. Matatu li aveva guidati sulle sue tracce, ed erano arrivati a venti passi dal vecchio bestione, che stava mangiando i frutti di un albero di marula. Avevano potuto studiare ogni minima grinza della sua pellaccia grigia e sbiadita e contemplare il suo magnifico avorio. Riccardo Monterro avrebbe volentieri pagato somme inverosimili per fare di quelle zanne un trofeo. Aveva chiesto in un sussurro a Sean: Non c proprio modo di poterlo avere? Ma Sean aveva scosso la testa.
No, capo. Non si pu toccarlo. Quelle zanne valgono pi della mia licenza e della mia riserva.
Qualche anno prima, infatti, il vecchio maschio era stato inseguito da un elicottero del ministero preposto alle ricerche sugli elefanti, era stato addormentato con un sonnifero e, mentre ronfava, gli era stato applicato un collare con una radiotrasmittente. Ci aveva reso Tukutela un esemplare sotto osservazione da parte del servizio ricerche. Naturalmente potevano sempre ammazzarlo i bracconieri. Ma i cacciatori muniti di licenza no. Poi, alcuni mesi prima, Tukutela aveva perduto il collare, ed era ridiventato una qualunque preda dei safari. Quello stesso giorno Sean aveva mandato un telegramma a Riccardo, ricevendo la risposta il giorno dopo: ARRIVO STOP RISERVAMI SAFARI DA PRIMO LUGLIO A QUINDICI AGOSTO STOP VOGLIO ASSOLUTAMENTE PRENDERE PACHIDERMA STOP CAPO.
E adesso Riccardo tremava dalleccitazione, mentre fissava lenorme impronta stampata sul terreno.
Claudia lo guardava sbalordita. Era suo padre? Luomo daffari imperturbabile? Laveva visto negoziare un contratto da dieci milioni di dollari senza batter ciglio, e adesso eccolo l che saltellava emozionato come uno scolaretto al suo primo appuntamento. Prov uno slancio daffetto per lui. Non avevo capito quanto ci tenesse pens. Forse sono stata troppo severa. Questa lultima cosa che vuole veramente dalla vita.
Sean scosse la testa. Non Tukutela. E il vecchio maschio che ha una zanna sola.
Claudia osserv la faccia del padre e vide lintensit della sua delusione. Le si strinse il cuore per lui.
Tornando al Toyota nessuno parl, ma quando lo raggiunsero Sean disse sottovoce: Daltra parte lo sapevamo che non sarebbe stato tanto facile. Non vero, capo? I due uomini si scambiarono un sorriso. Comunque Tukutela arriver promise Sean. Verr prima della luna nuova, glielo garantisco; ma per il momento c ancora da prendere il leone. Andiamo a vedere se Federico il Grande ha gradito la nostra bufala.
Cerano venti minuti di strada nel letto del fiume asciutto per arrivare alla posta della bufala. Lasciarono il Toyota sulla sabbia bianca e Claudia ricord con un brivido di paura lavventura della sera prima. Poi imboccarono il sentiero che costeggiava la sponda e videro le tracce lasciate dalla vecchia leonessa intorno alla posta. Sean e i portatori si misero a discutere animatamente mentre si avvicinavano alla carcassa della bufala appesa ai rami del fico. Claudia invece si tenne distante dallesca in putrefazione. La puzza era veramente insopportabile, ormai. Eppure, perfino da lontano Claudia si rese conto della differenza rispetto alla sera prima. Allora la carcassa era virtualmente intatta: adesso pi di met era stata divorata.
Mentre Sean e i portatori esaminavano i resti della carcassa, Matatu ispezion i dintorni del fico uggiolando di felicit come un cane da caccia che abbia fiutato la selvaggina. A un tratto indic sorridendo un punto dove la terra appariva smossa: era stata calpestata da cinque cuccioli e due leonesse, che avevano macinato il terreno fino a ridurlo in polvere, ma in quella confusione spiccava unimpronta perfetta. Era grossa il doppio delle altre, come una ciotola da minestra.
Ieri sera, dopo che eravamo stati cacciati via dalle leonesse, arrivato lui spieg Sean. Nella notte si mangiato mezza bufala e prima che facesse giorno se n andato. Te lavevo detto, un vecchio diavolo furbissimo.
un leone? chiese Claudia.
S, ma non un leone qualunque disse Riccardo. venuto Federico il Grande in persona, stavolta.
Il trucco indurlo a tornare prima del tramonto prosegu Sean.
E lunico modo piazzare unaltra esca. Cos, nelle giornate seguenti cacciarono per procurarsi nuove esche per il leone.
Tutti i giorni Sean spostava unesca o la posta cercando la collocazione migliore per indurre il vecchio maschio ad abbandonare le precauzioni e a mangiare di giorno.
Le due leonesse e i cuccioli erano ormai talmente abituati alle loro visite che si limitavano ad allontanarsi di un centinaio di metri dentro la foresta e guardavano con interesse larrivo di ogni nuova carcassa.
Hotel Courteney cucina a cinque stelle bofonchiava Sean. Tutti i giorni pasti da re!
Ogni sera rimanevano appostati fin dopo il tramonto, e se ne tornavano delusi e scoraggiati col buio. Il giorno seguente, controllando lesca, si accorgevano che il leone se lera pappata lasciando le solite impronte e dileguandosi prima dellalba.
Il nono giorno di safari, quando andarono a vedere che ne era stato dellultima esca, la leonessa giovane si dimostr particolarmente aggressiva, mettendosi a ruggire contro Sean e inscenando un attacco dimostrativo - ossia scodinzolante - allorch luomo scese dal Toyota per la consueta ispezione. Quando la belva si gir per ritirarsi scorsero sotto la coda una macchia rosea. Gertrude andata in calore esult Sean.
Adesso s che abbiamo unesca a cui Federico il Grande non potr resistere.
Quel giorno la giovane leonessa mangi poco e svogliatamente. Tra un assaggio e laltro si aggirava come unanima in pena nella radura, ringhiava ai cuccioli, si rotolava sulla schiena. Di tanto in tanto scrutava nella foresta, poi abbassava il muso rasoterra ed emetteva un lungo, malinconico richiamo.
Brava, Gertrude lincoraggiava sussurrando Sean. Chiama paparino, digli che hai una bella cosina da dargli.
Per non giusto pensava Claudia. Non bisognerebbe strumentalizzarla cos!
Allimprovviso tutte due le leonesse saltarono su e si misero a guardare la foresta. La pi anziana emise un sordo brontolio. Allarmati i cuccioli interruppero il loro gioco e si rifugiarono dietro le madri. Poi la leonessa giovane avanz tra lerba flessuosa e come conscia del proprio richiamo sessuale emettendo una serie di bassi mugolii di benvenuto.
Stia pronto capo disse Sean posandogli la mano sul braccio per impedirgli di alzare il fucile. Ma non abbia troppa fretta.
Claudia gir lentamente la testa per seguire lo sguardo del padre, rivolto a destra, dove finiva la radura di erba secca e cominciava la foresta.
Laggi lunica creatura vivente era un uccello grigio simile a un pappagallo, appollaiato in cima a un salice. Sean le aveva detto che era un lourie, soprannominato uccello va via, perch perseguita i cacciatori col suo verso rauco. Infatti in quel momento stava schiamazzando e fissava lerba alta sotto il salice, col collo torto.
Sta arrivando. Luccello lha gi visto sussurr Sean. Guarda lerba. La cima degli steli vibrava, un ondeggiare furtivo che lentamente attraversava la radura verso il fiume.
Sta fiutando e tendendo lorecchio spieg Sean. Anche lui, incredibilmente, era emozionato: la ragazza se ne accorse dal tono della sua voce, roco e teso.
Ed ecco di nuovo la strana vibrazione nellerba, stavolta diretta verso lalbero dellesca. Suo padre si lasci sfuggire unesclamazione soffocata Sean subito se la prese con Claudia, e le premette una mano sulla coscia.
Il contatto la fece sussultare, e lo spavento fu accresciuto dalla vista del bestione. Infatti, proprio in quel momento, il leone sbuc dalla foresta. Claudia scorse la folta criniera scura e arricciata, che ondeggiava al suo incedere regale. Non aveva mai visto una creatura dallaria cos minacciosa e al tempo stesso maestosa.
La leonessa gli corse incontro senza vergogna, e i due animali si trovarono in mezzo alla radura.
Aspetti, capo sussurr Sean a Riccardo, che gi si accingeva a imbracciare il fucile. Voleva che la ragazza vedesse la scena.
La leonessa strusci il corpo contro il maschio, avanti e indietro, per tutta la lunghezza dei suoi fianchi di seta, e il leone scosse la criniera, che cos si gonfi, facendolo sembrare grosso il doppio. Rispose agli approcci della femmina leccandole il muso, mentre lei si stringeva alla sua folta criniera scura.
Poi la leonessa si gir e gli present i quarti posteriori: il leone grugn, scoprendo i denti e inarcando la schiena.
La leonessa volt le spalle al maschio, si allontan di qualche metro e si sdrai pancia a terra, voltandosi a vedere cosa faceva lui. Il leone le and vicino, muovendosi con passo un po rigido, e le copr il corpo col proprio, standole a cavalcioni.
Poi arrovesci la gran testa crinita e rugg; e la leonessa rugg con lui.
Quindi si chin sulla compagna e le mordicchi la nuca, un gesto appassionato e possessivo.
Si prepari, capo disse Sean.
Erano le cinque del pomeriggio e il sole, gi basso sullorizzonte, illuminava la scena in maniera addirittura teatrale. Riccardo Monterro era il miglior tiratore tra i clienti di Sean. A quella distanza era capace di piazzare tre proiettili nello stesso buco.
La leonessa mugol, seducente, e il leone si alz. Si ferm dietro di lei, offrendo al cacciatore tutta la lunghezza del fianco, illuminato dal sole doro. E un dono del cielo, capo gli sussurr Sean, battendo sulla spalla di Riccardo. Gli spari!
Lentamente Riccardo imbracci il fucile premendo il calcio contro la spalla. Guardando nel mirino telescopico, riusciva perfino a distinguere i singoli peli della criniera ondulata. Ingranditi dalle lenti, si vedevano tutti i muscoli del leone stagliarsi sottopelle. Due centimetri dietro la spalla, cera una piccola cicatrice che somigliava a un ferro di cavallo, un portafortuna. ideale per prendere la mira. Riccardo mir alla cicatrice, che sembrava pulsare al ritmo del suo cuore emozionato, e cerc con lindice la curva del grilletto, tirandolo fino a raggiungere lultima resistenza, vinta la quale il fucile avrebbe sparato.
Accanto a suo padre, Claudia sedeva irrigidita dallorrore. Il leone gir la testa e si mise a guardare proprio verso di lei. Laccoppiamento laveva profondamente turbata e commossa.
E troppo bello per morire si disse. Allora apr la bocca e si mise a gridare con tutto il fiato che aveva in gola: Scappa! Maledetto, scappa!
Il risultato la sbalord. Non pensava che una creatura potesse reagire cos rapidamente. Riscuotendosi dalla loro pigra immobilit, gli animali schizzarono via come frecce. Riccardo Monterro gir sulla sedia col fucile imbracciato, alla stessa velocit del leone, seguendone il galoppo nel mirino. Le leonesse tagliarono nellerba alta e sparirono, seguite dai cuccioli. Il leone le imit, ma un attimo prima che svanisse si sent lo sparo assordante del Weatherby. Il leone perse il passo, emise un roco mugolio e spar in mezzo allerba.
Ma brava! Bel lavoro, papera! grugn sottovoce Sean.
Sono contentissima ribatt lei in tono di sfida, e suo padre mise un altro colpo in canna con un rabbioso movimento della leva, che sped il bossolo in aria, a roteare brillando nella luce del sole. Si alz in piedi, e, senza nemmeno guardare la figlia, si allontan.
Sean prese il suo 577 a due canne e lo segu. Si fermarono alla base dellalbero e Riccardo, tolto dalla tasca il portasigari, offr a Sean un avana. Nessuno dei due era solito fumare di giorno, ma ora Sean accett il sigaro e ne morse via la punta.
Per un po fumarono in silenzio. Poi fu Sean a parlare, con calma:
Mi dica dove lha preso, capo .
Riccardo era un tiratore di tale esperienza che un attimo dopo lo sparo sapeva dove era andata a finire la pallottola. Adesso per esit, imbarazzato. Nella pancia ammise infine. Non sono riuscito ad anticiparlo bene .
Dannazione mormor Sean. Non possiamo lasciarlo soffrire tutta la notte !
Si misero a scrutare lerba folta e alta e lintricato sottobosco dellaltra riva.
Il Toyota arriv dopo dieci minuti richiamato da quellunico sparo.
Job, Shadrach e Matatu ridevano gi tutti contenti: era il sesto safari che facevano con Riccardo Monterro e non lavevano mai visto sbagliare. I loro volti, per, si rabbuiarono bruscamente quando Sean diede la brutta notizia: Intumbu! Nella pancia!
Claudia non li guard neppure, ma gett i capelli allindietro con gesto di sfida e si avvi decisa verso il fuoristrada. Si sedette davanti e incroci le braccia, guardando fisso di fronte a s, con espressione truce.
Mi dispiace disse Riccardo. La conosco da ventisei anni, avrei dovuto immaginarmelo uno scherzo del genere.
Non necessario che venga anche lei, capo disse Sean senza rispondergli direttamente. Resti qua con Claudia. Vado io a finire il lavoro.
Ora fu Riccardo a ignorarlo. No, mi aspetti, vengo anchio; prendo il Rigby dichiar.
Sean, appoggiato alla fiancata del Toyota, sostitu le pallottole della doppietta.
Povera bestia disse. Bench guardasse Riccardo, si rivolgeva a Claudia. Poteva fare una fine rapida e pulita, e invece adesso l in mezzo allerba con le budella di fuori. E la ferita pi dolorosa che ci sia. Vide la ragazza sbattere gli occhi e impallidire, senza per guardarlo Saremo fortunati se non ammazzer nessuno continu Sean.
La faccia finita ordin Riccardo. Claudia sa benissimo di essersi comportata da stupida.
Ah s? replic Sean. Mi chiedo fino a che punto se ne renda davvero conto.
I tre negri stavano aspettando sulla sponda. Job portava un fucile automaticO caricato a pallettoni, ma gli altri due erano disarmati. Per quanto fosse agitata, Claudia not la fiducia con cui si rivolgevano a Sean Courteney. Intu che dovevano aver gi condiviso pi volte pericoli mortali e che questo univa il piccolo gruppo con un legame tutto speciale. Prov una fitta dinvidia. In vita sua non era mai stata cos legata a un altro essere umano.
A turno Sean tocc ciascuno sulla spalla con un gesto quasi benedicente poi si mise a parlottare fitto con Job. Unombra pass sui bei lineamenti del matabele. e per un momento sembr che stesse per protestare ma poi annu e torn al Toyota a far la guardia a Claudia.
Sean appoggi la doppietta allincavo del gomito e si ravvi con le dita i capelli che gli spiovevano sugli occhi. Poi si cinse la fronte con una fascia di cuoio. Sebbene in quel momento Claudia provasse una sorda irritazione nei suoi riguardi dovette ammettere che, mentre si preparava ad affrontare il tremendo pericolo e forse la tragica morte che lei gli aveva in larga misura propiziato Sean aveva un che di eroico.
Le lanci unocchiata diretta e sprezzante e allimprovviso Claudia fu colta da un brutto presentimento ma, prima che riuscisse a parlare, Sean le aveva gi voltato le spalle. Pronto capo? chiese, e Riccardo annu con il Rigby in mano. Va bene allora muoviamoci. Sean fece un cenno a Matatu e lometto si mise alla testa del gruppo, avviandosi gi per la sponda.
Dopo che ebbero percorso una ventina di metri nellerba alta, Matatu si ferm e indic una pozza di sangue scuro rappreso.
Non sar andato lontano indovin Sean. Ci sta aspettando, Matatu; quando viene. tu allontanati tenendoti alle mie spalle. Hai capito?
Matatu sogghign. Entrambi sapevano benissimo che non avrebbe ubbidito. Matatu non scappava mai: aspettava la carica a pi fermo.
E va bene farabutto. Sean era teso. Vagli dietro.
Continuarono a seguire la traccia di sangue fermandosi ogni tre o quattro passi a tirare sassi nellerba e procedendo con la massima cautela anche quando non cera stata nessuna reazione.
Dietro Sean sentiva il clic-clic della sicura del Rigby. Era Riccardo che continuava a farla scattare. un gesto di nervosismo che tradiva la sua agitazione.
Sean lanci un altro sasso nel folto dellerba, e procedendo, si mise a riflettere sulla paura. Per certi uomini, la paura era unemozione distruttiva e paralizzante ma per quelli come Sean era una specie di droga che gli scorreva nelle vene aguzzando tutti i sensi.
Tir un altro sasso nel boschetto debani che si ergeva come unisola nel mare derba proprio davanti a loro e lo sent cadere tra i rami. A quel punto il leone brontol dal folto. Sean tolse la sicura e disse:
Adesso viene, Matatu. Scappa! La sua voce vibrava di esultanza e per effetto della paura gli sembr che il tempo si fermasse.
Con la coda dellocchio vide Riccardo Monterro metterglisi a fianco, prendendo posto sulla linea di fuoco. Contemporaneamente i rami del boschetto si scossero. Un massiccio corpo scuro li stava attraversando a gran velocit, emettendo spaventosi ruggiti, e gettandosi dritto contro di loro.
Matatu rimase perfettamente immobile, come un soldato della guardia. Sean gli si mise a fianco, subito imitato da Riccardo sullaltro lato. Puntarono il fucile contro il muro derba, che si apr allimprovviso rivelando un grande corpo ambrato che balzava loro addosso.
Spararono insieme, sovrastando i bestiali ruggiti. Tre colpi in rapidissima successione investirono lanimale che caricava, fermandolo come se avesse sbattuto contro un macigno.
Nel silenzio, Shadrach fece un passo avanti. Come Matatu, aveva aspettato a pi fermo; adesso si chin sulla carcassa, salt indietro e grid forte quello che nessuno aveva ancora ben capito. Non lui! E la femmina!
In quellistante il leone li aggred. Usc a tutta velocit dal fitto boschetto, ancor pi rapido della compagna, spinto dal dolore alladdome e dallira furibonda che lo divorava.
Arriv ansando come una locomotiva a vapore e li colse impreparati, coi fucili scarichi, troppo raggruppati intorno alla carcassa della leonessa, con Shadrach in prima fila.
Il leone si lanci fuori dallerba alta e si avvent sul matabele, azzannandolo al fianco. Lo slancio della carica lo fece piombare addosso al gruppetto di uomini che si stringevano poco dietro Shadrach. Sean cadde allindietro, sbattendo violentemente con le scapole e la nuca contro il terreno. Teneva il fucile stretto al petto, e le canne gli percossero lo sterno quando urt il suolo. Nonostante il dolore non lasci la presa e, sempre stringendo larma, rotol sul fianco.
A tre metri di distanza il leone stava sbranando Shadrach. Lo teneva bloccato con le grosse zampe, e con le fauci gli straziava il fianco e la coscia. Il portatore matabele urlava e picchiava pugni impotenti sulla gran testa crinita.
Sean vide Riccardo strisciare nellerba a un passo dal leone, cercando di recuperare il Rigby.
Non spari, capo! gli grid Sean. In una mischia del genere, un uomo emozionato con in mano un fucile carico era molto pi pericoloso della belva stessa. Le pallottole del Rigby potevano infatti trapassare tranquillamente il leone e andare a colpire Shadrach sotto di lui.
Sean aveva gi due cartucce strette nella sinistra, il vecchio trucco del cacciatore per ricaricare in fretta. Le fece scivolare insieme nelle canne e chiuse la doppietta. Non fece alcun tentativo di rialzarsi in piedi. Rotol come un ceppo, proteggendo il fucile, girando su se stesso tre volte: quella manovra, dopo laddestramento militare, era diventata naturale per lui. Adesso giaceva proprio di fianco al leone, quasi lo sfiorava. Gli ficc la canna tra le costole e spar verso lalto.
Limpatto sollev il leone sopra il corpo di Shadrach, facendolo ricadere di lato, e la pallottola gli usc dalla schiena, tra le spalle, finendo dritta in cielo.
Sean pos il fucile e si inginocchi accanto a Shadrach, lo prese tra le braccia ed esamin la gamba straziata. Le zanne avevano inflitto ferite simili a pugnalate, dallanca al ginocchio. Matatu! grid Sean. Va alla macchina a prendere la cassetta del pronto soccorso. La guida ndorobo part di corsa, filando via come un fauno spaventato.
Riccardo strisci di fianco a Sean e guard la gamba. Madre santissima disse sottovoce. E larteria femorale. Rosso sangue usciva a fiotti dalla ferita pi profonda, e Sean ci infil due dita, cercando larteria. La trov e la strinse con forza tra lindice e il pollice.
La macchina era a meno di trecento metri. Nel giro di pochi istanti Matatu torn. Job era con lui, la cassetta del pronto soccorso in mano.
La pinza emostatica disse secco Sean.
Job gli pass lattrezzo dacciaio inossidabile e Sean chiuse larteria fissando poi la pinza alla coscia con del cerotto. Poich in tempo di guerra aveva fatto cose simili molte volte, era pratico e si muoveva con sicurezza. Shadrach giaceva impassibile, guardandoli lavorare.
La flebo pronta disse Job.
Senza parlare, Sean prese la cannula con lago. Gir il braccio di Shadrach esponendo lincavo del gomito e con due massaggi fece spiccare la vena, azzeccandola al primo tentativo con lago. Poi fece cenno a Job di lasciar fluire il plasma.
Ehi, Shadrach! Il sorriso di Sean risult assai convincente quando gli pos brevemente la mano sporca di sangue sulla guancia. Lhai proprio avvelenato bene, quel vecchio leone. Ti ha dato un morso ed cascato morto. Puff! Cos! Shadrach ridacchi. Offra a Shadrach uno dei suoi sigari, capo sugger Sean a Riccardo. Poi cominci a bendare la gamba per fermare lemorragia residua. Terminata la medicazione verific rapidamente il resto del corpo di Shadrach, spremendo disinfettante in tutte le lacerazioni prodotte dagli artigli del leone.
Quel vecchio leone si nutriva di carne putrida. Bocca e zanne sono un focolaio di infezione garantita, e anche gli artigli sono contaminati da residui di carne marcia. Non ancora soddisfatto, Sean iniett nel sacchetto di plastica della flebo unintera fiala di penicillina. Loperazione di soccorso era durata in tutto un po meno di mezzora.
Vado a prendere il Toyota disse Sean. Siccome dovr andare fino al guado per salire su questa sponda, ci metter un po di tempo e arriver col buio. Avrebbe potuto mandare Job a prendere la macchina, ma voleva fare quattro chiacchiere a tu per tu con la ragazza.
Guard Shadrach. un graffietto. Ti rivoglio subito al lavoro, altrimenti niente paga.
Raccolse il fucile e fendendo lerba alta raggiunse la riva del fiume. Scese nel letto sabbioso e man mano che procedeva fu invaso dalla collera, pi forte per esser stata soffocata fino a quel momento.
Claudia sedeva immobile sul fuoristrada, con laria stanca e afflitta. Ma Sean non prov la minima compassione per lei. La ragazza fiss con occhi sbarrati le sue mani lorde di sangue.
Senza guardarla Sean infil il fucile nella rastrelliera, poi si lav le mani al serbatoio dellacqua, riuscendo in qualche modo a pulirsele.
Non mi dici che cosa successo? gli chiese infine Claudia con voce tremula.
Va bene >, accett Sean. Te lo dir. Prevedevamo una morte rapida e misericordiosa, invece scoppiato il caos. Ci ha caricato per prima la leonessa: cos ora la leonessa morta. I suoi cuccioli non sono ancora svezzati, dunque sono destinati a morire di fame, tutti e tre.
Oh no! sussurr Claudia.
Poi ci ha attaccato il leone, cogliendoci alla sprovvista, e ha azzannato Shadrach. A momenti gli strappava una gamba. Forse gliela dovranno tagliare, non so: magari fortunato e rester soltanto zoppo.
In ogni caso, sicuramente non potr pi fare il battitore. Gli dar un posto da scuoiatore, ma un guerriero matabele e lavoretti del genere lo umilieranno fino a spezzargli il cuore.
Mi spiace tanto.
Ah, ti spiace? ribatt Sean. Parlava a voce bassa, furioso. Shadrach mio amico e compagno. Mi ha salvato la vita uninfinit di volte, e lo stesso ho fatto io con lui. Abbiamo combattuto insieme, dormito sotto la stessa coperta, percorso a piedi centinaia di chilometri sotto il sole e lacqua e la polvere. E pi che un amico per me. E adesso tu mi vieni a dire che ti spiace tanto. Grazie mille, papera! E una gran bella consolazione.
Tu hai tutto il diritto di arrabbiarti. Ti capisco benissimo.
Tu non capisci proprio niente. Cittadina del paese dei faciloni, dove tutto si aggiusta in un momento, vieni a sperimentare le tue soluzioni ingenue e semplicistiche in Africa! Vuoi salvare un singolo animale dal suo destino, e finisci per far sterminare tutto il branco, oltre a rendere invalido per il resto della vita un uomo eccellente.
Ho sbagliato. . . Cosa posso fare? chiese Claudia.
Restano trenta giorni di safari disse Sean amaramente. Cerca di non rompere pi le scatole. Unaltra fesseria e ti metto sul primo aereo per Anchorage. Sono stato chiaro?
Chiarissimo. Nessuno dei due parl pi per il resto del viaggio fino alla radura dove era avvenuto lincidente. Appena arrivati Sean balz gi dal Toyota e and di corsa dove giaceva Shadrach.
Come va il dolore? gli chiese, accucciandosi vicino a lui.
Roba da niente rispose Shadrach, ma Sean cap la menzogna dal colorito grigiastro della pelle, e prepar subito uniniezione di morfina. Attese che facesse effetto e poi con laiuto di Job caric Shadrach sul fuoristrada.
Mentre aspettavano Sean, Job e Matatu avevano scuoiato i due leoni. Stesero e legarono le pelli sul cofano della macchina perch si raffreddassero al vento della corsa notturna.
Sean guidava con attenzione, cercando di evitare le buche per non far soffrire Shadrach.
Claudia aveva insistito per star dietro ad assisterlo, e gli teneva la testa in grembo. Riccardo sedeva davanti con Sean e gli chiese in tono tranquillo: Adesso cosa succeder?
Porter Shadrach allospedale di Harare. Star via un paio di giorni per accertarmi che sia curato bene, e naturalmente dovr fare un rapporto sullincidente per il ministero della Caccia.
Non ci avevo ancora pensato disse Riccardo. Abbiamo ucciso una leonessa con cuccioli. Cosa far il ministero?
Sean alz le spalle. Potrebbero anche togliermi licenza e concessione. Direi che c un cinquanta per cento di probabilit.
Diavolo, Sean, non me nero reso conto. C qualcosa che posso fare per aiutarla?
No, capo, ma grazie comunque dellofferta. E una cosa tra me e il ministero: il suo safari non lo annullano. Il governo ha un gran bisogno della valuta pregiata che portano i cacciatori. Non deve preoccuparsi: tra due giorni sar di ritorno e andremo a caccia di quel grosso elefante.
Guardi che mi preoccupavo della sua licenza, non del mio safari.
Ci divertiremo tutti e due, capo. Dopotutto, se perdo la licenza, sar lultima volta che andiamo a caccia insieme, no?
Dietro, Claudia, che ascoltava la conversazione, cap perch suo padre non rispose. Licenza o non licenza, lui sapeva che sarebbe stato comunque il suo ultimo safari. Gi scossa dagli avvenimenti e avvilita dagli aspri rimproveri di Sean, adesso, pensando a suo padre, le vennero le lacrime agli occhi. Cerc di ricacciarle ma non ci riusc, e allora si mise a piangere, per suo padre, per la leonessa e i cuccioli, per quel bel leone maschio, e per Shadrach e la sua gamba straziata.
Una lacrima cadde sulla faccia di Shadrach, che la guard preoccupato. Lei si asciug gli occhi con la mano e poi gli sussurr, con voce rauca e addolorata: Andr tutto bene, Shadrach, vedrai . Ma si rendeva conto di aver detto una inutile e sciocca menzogna.
Sean ritorn da Harare con brutte notizie: avevano amputato la gamba a Shadrach e lui probabilmente avrebbe perso la licenza di caccia nella riserva.
La serata al campo fu perci priva di allegria. Claudia si ritir subito nella sua tenda, lasciando gli uomini accanto al fuoco. Poco dopo anche Riccardo and a dormire e allora Sean prese una bottiglia di whisky e si incammin verso le tende degli indigeni.
Quella di Job e delle sue due mogli si trovava distanziata dalle altre, sulla sponda del fiume, affacciata su una pozza dacqua stagnante dove gli ippopotami emergevano come neri isolotti rocciosi.
Quando Sean si sedette sullo sgabello intagliato, di lavorazione indigena, guardando Job al di l del fuoco, una delle mogli port due bicchieri e, inginocchiatasi davanti a lui, aspett che li riempisse. I due bevvero in silenzio, e Sean ricord il giorno in cui aveva conosciuto Job Bhekani.
Era successo su una collina senza nome, la collina 31, uno sperone rocciosO circondato da una fitta vegetazione di ebani. Job si trovava su quella collina da due giorni, quando era arrivato Sean, paracadutato coi rinforzi. Per tutta la giornata avevano combattuto fianco a fianco, e al tramontO, quando la collina fu in mano loro e i nemici superstiti stavano scappando, Sean e Job sorreggendosi a vicenda avevano raggiunto lelicottero che li aspettava per portarli via. Avevano disceso la collina lentamenteesausti, abbracciati stretti, mescolando il sangue che usciva dalle loro ferite.
Ti piaccia o no, siamo diventati fratelli di sangue aveva scherzato Sean sogghignando sotto il nerofumo mimetico, lo sporco e la polvere, e una settimana dopo, quando Job era stato dimesso dallospedale, Sean laspettava sulla porta col foglio di trasferimento in mano.
Sei stato aggregato agli Scout di Ballantyne, capitano. E Job aveva fatto uno dei suoi rari, larghi sorrisi, prima di dire:
Allora andiamo, colonnello .
Dalla sua scheda personale Sean era venuto a sapere che Job era nato sul fiume Gwai e aveva frequentato la scuola della missione locale, vincendo una borsa di studio per lUniversit della Rhodesia e Nyasaland, dove si era laureato con lode in scienze politiche, storia e antropologia sociale. Di l era andato con unaltra borsa di studio al Brown College di Chicago, dove aveva ottenuto il diploma di specializzazione lo stesso anno in cui lan Smith aveva dichiarato unilateralmente lindipendenza .
Durante gli studi in America, Job era giunto ad aborrire la dottrina comunista, sicch al suo ritorno in Africa fu naturale che si arruolasse nei fucilieri africani della Rhodesia, dove nel giro di un anno era diventato capitano.
Dopo la guerra, quando il Trattato di Lancaster House aveva sanzionato la vittoria di Robert Mugabe e portato il Paese alla democrazia popolare, Job era stato segnato col marchio del venduto, poich aveva combattuto dalla parte sbagliata; inoltre era un matabele mentre il potere era in mano alla trib degli shona. In simili condizioni fare carriera si rivel subito un sogno irrealizzabile. Cos, arrabbiato e deluso, si era rivolto a Sean.
Maledizione, Job, sei troppo in gamba per qualunque lavoro possa offrirti una compagnia che organizza safari gli aveva detto lamico.
Battitore, scuoiatore, portatore, va bene tutto aveva insistito Job.
Cos, nel giro di un anno, Sean ne aveva fatto uno dei capi della Safari
Courteney. Ma a Job piaceva recitare parti diverse a seconda delle circostanze. Di fronte ai clienti chiamava Sean buana e Nkosi e rispolverava ironicamente latmosfera del passato coloniale.
Ma non fare il buffone, Job; cos sminuisci te stesso aveva protestato allinizio Sean.
E quello che si aspettano i clienti aveva ribattuto Job. Se sapessero che chi gli porta il fucile laureato in scienze politiche e storia scapperebbero a gambe levate. Sia pure con riluttanza, Sean aveva accettato la commedia.
Ora, Sean stava fissando il volto di Job al di l del fuoco.
Guarda, Sean, non preoccuparti troppo di perdere questa concessione. Intanto non ancora detto, e poi se anche capita, potremo chie. derne unaltra, magari nella terra dei matabele, dove la mia famiglia conta ancora parecchio gli disse lamico.
Non va scosse la testa Sean. Dopo questo fiasco, avr addosso il marchio del macellaio. : Faremo domanda a nome mio sugger Job, sorridendo sornione.
Poi col tempo ti far socio, se mi chiamerai buana.
Risero insieme, gi pi allegri di poco prima, e quando Sean lo lasci accanto al fuoco e torn al campo al buio, si sentiva ottimista come da giorni non gli capitava.
Nellavvicinarsi alla sua tenda, qualcosa di chiaro si mosse sotto gli alberi, al lume argenteo della luna. Poi Sean sent un leggero tintinnio.
Posso parlarti? disse sottovoce Claudia.
Forza, entra linvit lui, sempre un po irritato dal suo accento americano.
Non mi capita spesso, a dire il vero esord lei senza trovare in Sean il minimo incoraggiamento, comunque volevo chiederti scusa.
Stai chiedendo scusa alla persona sbagliata. Io ho ancora tutte due le gambe.
Claudia sbatt le palpebre, poi sirrigid e alz il mento. Va bene. Immagino di essermelo meritato. Nella mia ignoranza ho combinato un guaio tremendo. So bene che non serve a niente, ma me ne dispiace moltissimo.
Va bene, tregua. Sean stese la mano e lei la strinse. La mano della ragazza era fresca e affusolata, ma la sua stretta era salda come quella di . un uomo.
Buonanotte gli augur Claudia nellallontanarsi.
Sean la guard tornare verso la sua tenda. Mancavano due giorni al plenilunio, e il candido chiarore lunare, etereo e soffice, avvolgeva la sua figura snella come una nebbiolina. In quel momento Sean sent di ammirare il temperamento di Claudia e lapprezz pi di quanto gli fosse mai capitato da quando laveva conosciuta.
Sean aveva il sonno leggero tipico del soldato e del cacciatore. I rumori naturali della foresta non lo disturbavano - nemmeno lo strepito delle iene intorno alla rete che proteggeva i trofei, dove le pelli dei leoni stavano ancora seccando - tuttavia, al leggero frusciare della tela della sua tenda, si svegli.
Chi ? chiese con calma.
Sono io, Job. E arrivato uno dei battitori di guardia al fiume. Ha fatto trenta chilometri di corsa. Ieri al tramonto Tukutela ha traversato il fiume ed uscito dal Parco Nazionale.
Sean si sent prudere la nuca per leccitazione e mise le gambe gi dalla branda.
Benissimo, si parte tra venti minuti. Voglio essere sulle tracce di Tukutela prima che ci sia abbastanza luce per vederle.
Sean and alla tenda di Riccardo. Capo! Si parte tra venti minuti. Tukutela nella riserva.
Accidenti! Si capiva che Riccardo era ancora mezzo addormentato. Dove diavolo sono i calzoni? Ehi, Sean, vada a svegliare Claudia intanto, le spiace?
La ragazza doveva aver sentito il movimento, perch quando Sean arriv alla sua tenda, lei gli and incontro con la pila in mano. La camicia da notte le arrivava fin quasi alle caviglie, aveva il colletto e i polsini di pizzo, ma il tessuto era cos fine che la luce lattraversava facendo risaltare il suo corpo nudo.
Ti ho sentito parlare con pap disse. Ci sar da camminare? Devo mettermi gli stivali o i mocassini?
Gli stivali. Oggi dovrai fare la camminata pi lunga e veloce della tua vita.
Allimprovviso Sean sent che la tristezza per la disgrazia accaduta a Shadrach e limminente perdita della licenza si erano gi dissolte. In fondo stava per partire alla caccia di uno degli animali leggendari dellAfrica, e la presenza della ragazza, in qualche imprecisabile maniera, accresceva la sua eccitazione.
I sassi vlei che attraversarono erano coperti di brina, che brillava alla luce dei fari, e la selvaggina che videro lungo la strada era in una specie di stato letargico, a malapena capace di spostarsi dalla pista per lasciar passare il Toyota. Raggiunsero il guado sul fiume Chiwewe unora prima dellalba. Agli ultimi raggi della luna, gli alti alberi sulle due rive sembravano eserciti inargentati di mitici giganti.
Sean lasci il Toyota ben distante dalle tracce, con uno scuoiatore di guardia. Si disposero automaticamente nella formazione di caccia, coi clienti al centro. Pumula prese il posto di Shadrach in coda. Era un uomo forte e taciturno, con una folta barba nera.
Tutti gli uomini, compreso Riccardo, erano carichi di pesanti zaini e perfino Claudia portava le proprie borracce. Si avviarono verso monte e dopo un paio di chilometri presero ad accelerare il passo, ormai riscaldati. Sean not che Claudia si muoveva bene su quelle sue gambe lunghe e che teneva il ritmo senza difficolt.
La luce dellalba stava intensificandosi quando il battitore che era venuto a portare la notizia dellarrivo di Tukutela nella riserva lanci un grido di segnale indicando qualcosa per terra. L! disse il matabele. Ho segnato il punto.
Al primo sguardo, Sean cap che il posto era un guado naturale per gli animali. Il veld africano tutto attraversato dai sentieri degli animali: in quel punto molti convergevano a stella. Plotoni di ippopotami avevano aperto un sentiero nel canneto lungo la riva. Branchi di bufali ed elefanti lo avevano quindi allargato, accrescendone la pendenza.
Non avevano fatto neanche cinque passi che Matatu, il primo a raggiungere le tracce, si rialz e guard Sean, coi lineamenti grinzosi contratti in una smorfia di eccitazione e felicit. E lui! cinguett. Sono i piedi del padre di tutti gli elefanti. E Tukutela! E lArrabbiato!
Sean osserv la grande impronta tonda stampata nel terriccio fine del sentiero e leccitazione provata poco prima fu sostituita da un senso di fatalit, di gravit quasi religiosa. Matatu disse. Segui le tracce.
Le tracce erano chiare come unautostrada e seguivano il sentiero degli animali fin nella foresta. Il vecchio maschio aveva accelerato il cammino, quasi fosse consapevole che il passaggio del fiume era il momento pi pericoloso. Forse per tale motivo aveva deciso di guadarlo al tramonto, per poi approfittare delloscurit per allontanarsi sulla riva opposta.
Per sette o otto chilometri aveva proseguito senza fermarsi, poi aveva lasciato il sentiero per inoltrarsi in un roveto, dove aveva fatto una gran scorpacciata di bacche e germogli. confondendo alquanto le tracce. Matatu e Job andarono a vedere da che parte era uscito, mentre il resto della spedizione si ferm un po discosto per lasciarli lavorare in pace.
Ho sete! disse Claudia, prendendo la borraccia dalla cintura.
No! la ferm Sean. Se bevi appena hai sete, poi lavrai tutto il giorno, e la battuta appena cominciata.
Lei esit un momento, consider la possibilit di sfidare il divieto, poi rimise la borraccia alla cintola. Tu sei un capo severo gli disse.
Matatu fece un fischio sommesso dallaltra parte del roveto.
Ha ritrovato le tracce di Tukutela disse Sean, guidandoli attraverso lintrico spinoso.
Lelefante aveva abbandonato il sentiero battuto per seguire una vena di roccia che affiorava sul terreno, quasi cercasse deliberatamente di non lasciare tracce. Un occhio qualunque non sarebbe pi stato capace di seguirlo, Matatu invece non ebbe esitazioni.
Ma che cosa vedr mai? chiese Claudia a Sean. Qua tutto roccia e sassi.
Tra i sassi cresce sempre qualche filo derba e lelefante li piega nella direzione di marcia. Lerba calpestata prende la luce in maniera particolare.
Tu sapresti seguirlo?
Sean scosse la testa. No. Io non sono un mago.
Avevano parlato in un sussurro appena udibile, ma ora Sean disse: Basta gridare, che quello l ci sente benissimo .
Cos proseguirono in silenzio, in mezzo a una foresta che cambiava aspetto a ogni passo. Certe volte si stringeva intorno come una palizzata, e poco dopo invece si apriva, offrendo allo sguardo panorami di colline lontane e di vlei bruciati da poco, dove lerbetta rada era un tappeto verde tenero che spiccava sulla cenere nera. Lerba nuova aveva attirato branchi di vari animali: antilopi nere con le lunghe corna ricurve come scimitarre; le cervicapre, con le corna puntate in avanti come indici accusatori e la coda simile a un candido piumino da cipria; e gli gnu dal naso aquilino e la barbetta ispida, che si rincorrevano in cerchio come pagliacci, sollevando nuvole di cenere nera.
Quando il leone non a caccia, gli animali che sono la sua preda naturale lo stanno a guardare senza scappar via mentre scivola accanto a loro a non pi di cinquanta metri di distanza. Allo stesso modo ora quegli animali sembravano indovinare che il gruppo di esseri umani non costituiva una minaccia, e li lasciarono avvicinare moltissimo prima di trotterellare pigramente pi lontano, con grande delizia di Claudia che a quella vista si sent ricompensata della fatica di quattro ore di marcia forzata.
Raggiunsero una gola tra due colline, dove lacqua era rimasta intrappolata nella roccia in una sorta di piscina naturale. Era verde, stagnante e sobbolliva di putrefazioni vegetali, ma il vecchio elefante maschio vi si era abbeverato comunque, lasciandovi accanto un cumulo di sterco giallo e spugnoso.
Ci fermiamo qui dieci minuti annunci Sean. Adesso puoi bere un sorso o due disse a Claudia, ma non di pi, a meno che poi tu non abbia intenzione di assaggiare quella. Indic la pozza verdastra e lei fece una smorfia.
La lasci seduta vicino a suo padre e and da Matatu, che sedeva solo a unestremit della pozza.
Qui c qualcosa che non va disse Matatu. Poi scosse la testa e le rughe sincavarono lugubremente. Il vecchio infelice. Non si nutre, e va come se la terra gli scottasse sotto i piedi.
Perch, Matatu?
Non lo so ammise la guida. Ma non mi piace, buana.
Proseguirono la marcia, e poco prima di mezzogiorno le tracce dellelefante cambiarono direzione, puntando dritte verso est. Abbiamo guadagnato un paio dore su di lui sussurr Sean a Riccardo. Ma Matatu non contento, e neanchio. Lelefante sembra molto teso, e adesso sta puntando dritto verso il Mozambico. Siamo a sedici chilometri dal confine. Se lo attraversa siamo fregati.
Credi che ci abbia sentiti?
Sean scosse la testa. E impossibile, siamo ancora troppo lontani.
Sean consider la possibilit di corrergli dietro, ma il colonnello Monterro stava visibilmente soffrendo per il caldo torrido di quella valle, perci abbandon lidea. Certe volte Sean tendeva a dimenticare che Riccardo andava per i sessanta. Era sempre stato molto in forma, ma ormai cominciava a dar segni di stanchezza, aveva occhiaie violacee e la pelle un po grigiastra.
Il vecchio sembra spompato pens. Non posso certo dirgli che adesso bisogna mettersi a correre.
Si era distratto, e quasi travolse Matatu che, agitatissimo, si era fermato di colpo a esaminare pi da vicino unimpronta.
Cosa...? Sean sinterruppe: aveva visto anche lui. Oh, dannazione! imprec. Due serie di orme umane erano confluite lateralmente sulla pista dellelefante e adesso ne confondevano le impronte: due uomini con scarpe di gomma.
Bracconieri dello Zambia grugn Job.
Bastardi! sibil Sean. Nello Zambia, ossia al di l dello Zambesi, nel 1970 vi erano ancora circa dodicimila rinoceronti neri. Adesso non ce nera pi neanche uno. I ricchi yemeniti pagavano cinquantamila dollari per un pugnale dallimpugnatura in corno di rinoceronte, e i bracconieri organizzavano vere e proprie spedizioni militari. Nella parte meridionale della valle dello Zambesi era rimasto qualche centinaio di rinoceronti, e cos di notte i bracconieri sconfinavano dallo Zambia nello Zimbabwe cercando di sfuggire alle pattuglie di vigilanza. Erano uomini duri, pronti a uccidere anche le guardie oltre ai grandi animali di cui facevano razzia.
Avranno il Kalashnikov disse Job guardandolo in faccia. E penso che ce ne siano altri a guardare i fianchi. Sean, sono pi di noi e meglio armati. Cosa vuoi fare?
Sean si alz in piedi. La concessione sulla riserva mia. Se li raggiungiamo, li attacchiamo.
Le direttive del governo ai concessionari delle riserve erano molto chiare. Cera lautorizzazione a sparare a vista sui bracconieri.
Allora bisogner sbrigarsi disse Matatu, alzandosi a sua volta.
Hanno due ore di vantaggio, e Tukutela ben presto dovr fermarsi a mangiare. Gli piomberanno addosso molto prima di noi.
Sean raggiunse Riccardo e Claudia, che si erano seduti allombra.
Bracconieri! disse. Probabilmente cercano rinoceronti, ma non si lasceranno certo scappare la possibilit di cacciare un elefante. Lo guardarono senza parole, e Sean prosegu: Dovremo muoverci in fretta per impedire che trovino Tukutela prima di noi. Voi due seguiteci con Pumula alla vostra velocit: Job, Matatu e io ci mettiamo a corrergli dietro cercando di allontanarli dallelefante .
Mentre stava per andarsene, Riccardo lo prese per un braccio. Sean io ci tengo a quellelefante, ci tengo pi che a tutto il resto!
Cercher di accontentarla annu Sean. Capiva benissimo. Ci teneva allo stesso modo anche lui.
Grazie. Riccardo gli lasci andare il braccio e Sean raggiunse Job e Matatu che laspettavano. Avevano dato gli zaini a Pumula e portavano soltanto le borracce.
Inseguimento rapido! ordin. E occhio alle imboscate!
Matatu si rimbocc il perizoma di tela sotto la cintura, dopo di che si avvi di corsa. Sean si port sul fianco destro, e Job, che era mancino prese la sua posizione naturale. Nel giro di pochi secondi si lasciarono alle spalle il gruppo di Riccardo, e Sean concentr tutta lattenzione davanti a se.
Per tenersi in formazione su un terreno cos irregolare ci voleva molta esperienza. Le ali dovevano mantenersi leggermente avanzate rispetto a chi teneva il centro, coprendolo e proteggendolo, anticipando come potevano la direzione e sorvegliando il terreno per scongiurare imboscate, osservando nel contempo una distanza costante di cinquanta passi e tenendosi in contatto con sommessi richiami duccelli: il tubare di una colombella, il fischio di un bulbul, il trillo dellaverla, gli acuti del nibbio; ciascuno di questi versi aveva il suo significato, era un ordine o un avvertimento.
Dopo unora di corsa giunsero in una radura e Matatu fece un segnale con la mano, che Sean cap subito. Altri due voleva dire. Unaltra coppia di bracconieri si era unita ai primi.
Corsero per unaltra ora, senza mai rallentare, poi Matatu fece un nuovo segnale dal centro. Sono vicinissimi. Attenzione. Pericolo.
Rallentarono il passo, avanzando con estrema circospezione.
Le tracce li avevano condotti verso un kopje, un piccolo altopiano, non pi lungo di un chilometro e mezzo. Pancia a terra, per non stagliarsi contro il cielo azzurro, scivolarono fin sul ciglio del pianoro e osservarono il panorama. Un fiume asciutto serpeggiava in fondo alla valle: il suo corso era segnato da una stretta striscia di cespugli verde scuro, mentre per il resto la valle era coperta soltanto della rada e sbiadita erba invernale, che brillava al sole. Per un momento Sean non vide nulla, poi dimprovviso Tukutela, rimasto nascosto dietro un grosso formicaio, usc allo scoperto. Sean emise un sospiro. Era a quasi due chilometri di distanza, ma comera imponente! Sean lo ricordava male. Tukutela era grigio scuro come la roccia vulcanica, alto e magro. Le orecchie ondeggiavano armoniosamente a ogni passo, sbrindellate e consunte alle estremit, come vecchie e gloriose bandiere lacerate dai proiettili e annerite dal fumo delle cannonate. Anche le zanne di Tukutela erano scure, macchiate dallet: solide colonne davorio, cos curve che nel punto pi basso sembravano sbilanciare con il loro peso perfino quella struttura massiccia.
Sean si sent trafiggere dal rimorso. Anche se era legale, ammazzare una bestia come quella rappresentava unoffesa agli dei della boscaglia. Eppure, sapeva che non avrebbe esitato a farlo. Per un cacciatore, pi nobile la predapi forte limpulso a procurarsene il trofeo.
Job fischi ancora, distogliendo dallelefante lattenzione di Sean, che solo allora distinse; bracconieri.
Erano quattro, e si stavano avvicinando rapidamente allanimale per chiuderlo in trappola. Erano appena usciti dagli alberi alla base del pendio, e procedevano di corsa, in fila indiana, nellerba alta. Spuntavano fuori con la testa e le spalle come una fila di galleggianti di sughero che ondeggino ritmicamente in mare. Ognuno di loro portava in spalla una mitraglietta dassalto AK 47, il famoso Kalashnikov.
Sean prese il Weatherby e inquadr col mirino telescopico i bracconieri. Proprio mentre guardava, il primo della fila prese in mano il mitra e fece un segnale ai compagni. Allora Sean tir un gran respiro, espir a met e trattenne il resto dellaria nei polmoni. Prese la mira e premette il grilletto. Il calcio gli sbatt contro la spalla col solito rinculo fortissimo del Weatherby, sicch Sean perse di vista il bersaglio. Prima che si riprendesse sent Job gridare esultante: Shayile! Lhai preso!
Quando torn a puntare il mirino telescopico, vide solo tre teste spuntare dallerba.
I tre bracconieri si erano voltati e rispondevano al fuoco, spazzando laltura dove erano nascosti Sean e Job con raffiche selvagge che sembravano un incessante rullo di tamburi. Alle loro spalle, Sean vide il vecchio elefante maschio che se la filava. Orecchie piegate allindietro e zanne molto alte sopra lerba, si tuff nei cespugli in riva al fiume e in breve sbuc dallaltra parte.
Corri, bellezza! Lincit Sean. Se non ti avr io, nessuno ti avr! Poi torn a dedicare tutta la sua attenzione alla banda di bracconieri. Due continuavano a investire il kopje con raffiche di copertura, mentre il terzo era corso dal compagno per aiutarlo a rimettersi in piedi. Il bracconiere ferito era piegato in due e si tamponava un fianco con la mano.
Tho beccato! borbott Sean, e fece fuoco di nuovo. Vide alzarsi la polvere tra lerba, molto vicino ai due. I bracconieri cominciarono a ritirarsi, trascinandosi dietro il capo, e sparirono in breve tra la fitta vegetazione.
Chi seguiamo? I bracconieri o Tukutela? volle sapere Job.
Quello gi sparito rispose Sean. La frontiera con il Mozambico non era segnata da filo spinato o altro, ma un sesto senso avvertiva Sean che il pachiderma laveva gi superata.
Continua ad andar forte disse Matatu, sputando per terra.
Molto pi di quanto possa correre qualsiasi uomo. Per questanno Tukutela non lo v嶮iamo pi.
S, ma la prossima stagione torner disse Sean. Lanno che viene ripasser nel Parco Nazionale e attraverser ancora il fiume Chiwewe. E noi saremo l ad aspettarlo.
Forse disse Matatu, dopo aver fiutato una presa di tabacco dal corno cavo che portava appeso alla cintola. Ma non affatto certo, perch magari lo troveranno prima i bracconieri, oppure morir di vecchiaia.
Quel pensiero riemp Sean di malinconia. Aveva voluto quellelefante: laveva voluto con tutto il cuore e tutta lanima. Adesso, girandosi per riprendere la via del ritorno, la delusione gli piomb addosso di colpo, e si avvi mogio mogio.
Poco prima di mezzanotte raggiunsero Riccardo e Claudia che dormivano sotto un riparo di frasche su giacigli di erba tagliata, accanto alle braci di un fuoco. Pumula vegliava poco distante.
Riccardo si svegli appena Sean gli tocc la spalla, e si alz immediatamente, impaziente di sapere. Lavete trovato? Cos successo?
Se n andato, capo. Siamo riusciti a far scappare i bracconieri, ma Tukutela ha passato il confine gli disse Sean. Deluso, Riccardo ripiomb a sedere sullerba, ascoltando in silenzio il racconto di Sean. Claudia pass un braccio intorno alle spalle del padre per consolarlo.
Poi Sean si alz. lo e Matatu andiamo a prendere il Toyota. Ci vediamo fra cinque o sei ore.
Arrivarono al campo verso lalba, trovando pronta lacqua calda per la doccia e i vestiti lavati e stirati. Si ritrovarono per far colazione. Sean riemp i piatti di uova fritte e pancetta. Fu allora che Riccardo parl:
E se seguissimo Tukutela in Mozambico? Se andassimo a cercarlo nelle paludi?
Sean lo fiss sbalordito. Mio Dio, non dir sul serio! Non ha idea di come stanno le cose laggi: c la guerra civile!
Voglio quellelefante pi di qualunque altra cosa al mondo.
E si aspetta che io, Job e Matatu ci suicidiamo per soddisfare un suo capriccio?
No, non per un capriccio. Diciamo per mezzo milione di dollari. Mi sento responsabile di averle fatto perdere la licenza. Con mezzo milione di dollari potr comprarsi una buona concessione nel Botswana. Ci pensi.
Sean balz in piedi cos violentemente da rovesciare il piatto. Poi si allontan senza voltarsi indietro.
Si affacci sulla sponda del fiume, allestremit del campo, guardando un piccolo branco di impala che si abbeveravano. Su un albero secco in riva allacqua verde cera unaquila di fiume dalla testa bianca.
Pensava allanno dopo, quando non avrebbe avuto pi la concessione. Avrebbe compiuto quarantanni, senza aver ancora concluso niente nella vita. Suo padre sarebbe stato molto contento di riprenderlo in ditta, ma adesso il presidente della Courteney era suo fratello Garry, che ne sarebbe stato assai meno entusiasta.
Pens agli uffici con laria condizionata, alla cravatta, allabito scuro, alle interminabili riunioni con avvocati e ingegneri, al traffico dellora di punta e alla puzza della citt inquinata.
Pens al mezzo milione di dollari. Con quei soldi in tasca, poteva far gli sberleffi al banchiere Garry Courteney; per non parlare degli altri.
Si avvi verso la capanna di Job. Luomo stava mangiando da solo accanto al fuoco, servito dalla moglie pi giovane. Quando vide arrivare Sean le ordin pacatamente di ritirarsi, poi vers una tazza di caff per il suo amico. Sean si sedette e prese in mano la tazza. Poi cominci a parlare in sindebele. Cosa penseresti di uno che seguisse Tukutela fino alle paludi lungo lo Zambesi?
Non vale neppure la pena di pensare a un uomo di tale stupidit rispose Job.
Matatu, che dormiva non lontano di l, avvert la presenza del padrone e usc dalla capanna, sbadigliando, poi venne ad accucciarsi ai piedi di Sean. Matatu sarebbe andato con lui ovunque, senza un attimo di esitazione, cos Sean continu a rivolgersi a Job: Mio vecchio amico di tanti anni, ti dar qualcosaltro a cui pensare, allora. Monterro vuole seguire lelefante in Mozambico. Offre mezzo milione di dollari. Cosa ne pensi di mezzo milione di dollari?
Job sospir. Anche a questo non vale la pena di pensare troppo. Quando si parte?
Dietro di lui, Matatu ridacchi, afferrando la spalla di Sean. Mozambico? Inhlozane. Ti ricordi, buana?
Inhlozane: i Seni della Vergine; due colline gemelle che tutti e tre ricordavano benissimo. Ci erano passati lultima volta nella primavera del 1976, con la divisa degli Scout di Ballantyne. Un prigioniero aveva rivelato lesistenza in quella zona di un grande campo daddestramento di guerriglieri, e lo Stato Maggiore rhodesiano aveva mandato un aereo Vampire a fare un giro di ricognizione.
Tra le duemila e le duemilacinquecento persone aveva detto lesperto ricognitore alla riunione. Stanno l da circa sei mesi, dunque laddestramento quasi terminato. Probabilmente stanno aspettando le piogge per cominciare una grande offensiva.
Lazione preventiva contro il campo daddestramento dei guerriglieri fu affidata agli Scout di Ballantyne, con grande gioia di Sean. Gli uomini partirono coi vecchi aerei Dakota, stipati allinterno della fusoliera, seduti sul paracadute. Il numero dei bianchi e dei negri pressappoco si equivaleva, e il nerofumo mimetico li rendeva tutti uguali.
La zona del lancio era a venti chilometri dal campo daddestramento nemico e a centocinquanta dal confine tra il Mozambico e quella che allora si chiamava ancora Rhodesia. Al calar del sole tutti e trecento gli Scout erano sul terreno, riuniti e pronti a muoversi.
Procedettero nella marcia davvicinamento al chiaro di luna e dopo mezzanotte avevano gi raggiunto la confluenza dei due fiumiciattoli che fronteggiavano il campo daddestramento, situato sullaltra riva. Sean, con Job al fianco, aveva ispezionato personalmente tutte le posizioni. Per il resto della notte gli uomini erano rimasti in attesa dietro le mitragliatrici, mentre la brezza portava i rumori e lodore di fumo e di cibo provenienti dal campo.
Allalba erano arrivati ululando i Vampire da ovest, scaricando le loro bombe al napalm. Palle di fuoco arancione, molto pi luminose del giorno che nasceva, che esplodevano emanando un tremendo fumo nero: il calore e la puzza del napalm raggiunsero a folate il luogo dove gli Scout erano in agguato. I bombardieri Canberra arrivarono venti secondi dopo, con bombe a frammentazione cariche di esplosivo ad alto potenziale. I superstiti del campo scapparono fuori dalla foresta urlando e smaniando come una folla in preda al panico. Sean soffi nel fischietto, e trecento armi automatiche aprirono insieme il fuoco a raffica. Lordine era di prendere prigionieri solo gli ufficiali o i commissari politici. Poi dilagarono in massa nel campo, tirando bombe a mano nei rifugi e frugando dappertutto in cerca di sopravvissuti o, cosa pi importante, di documenti e carte. Da bravi marxisti, infatti, i guerriglieri erano ossessionati dalle scartoffie e registravano tutto.
Correndo in testa ai suoi uomini, Sean fu il primo ad arrivare alla baracca del comando, al centro del campo. Nel primo ufficio cera un negro alto che stava prendendo manciate di documenti dalle casse che fungevano da armadietti e le scagliava sul pavimento al centro della stanza, con la chiara intenzione di bruciarli.
Sean gli fece lo sgambetto con un calcio e appena fu a terra gli vibr un colpo dietro lorecchio con la canna del mitra. Poi arriv Matatu, sogghignando come un folletto, e si accinse a tagliar la gola al guerrigliero stordito.
No lo ferm Sean. Lo vogliamo vivo, questo qua. Dopo due secondi arriv anche Job. Fa raccattare da qualcuno tutte queste scartoffie gli ordino Sean. Guard lorologio. Gli elicotteri saranno qui fra venti minuti.
Laviazione rhodesiana era disperatamente a corto di elicotteri. Di tutte le nazioni del mondo, soltanto il Sudafrica la riforniva ancora. Per questa operazione potevano rischiare solo due elicotteri: uno sarebbe servito per levacuazione dei feriti, mentre laltro sarebbe stato riempito da quasi cinque tonnellate di documenti; un vero tesoro, la cui perdita era per il nemico un colpo ben pi grave delle centinaia di morti lasciati sul terreno. Ma per far posto alle carte, Sean fu costretto a tenere con s i prigionieri nella marcia di ritorno.
Quarantacinque minuti dopo linizio dellattacco gli elicotteri partirono e gli Scout si disposero a muoversi. Mentre la prima sezione di cinquanta uomini si avviava a passo di corsa leggera, Job raggiunse Sean. Il prigioniero che hai preso, colonnello. Lho riconosciuto. E il compagno Cina in persona.
Il compagno Cina era il comandante responsabile di tutto il settore nordest, praticamente un generale di corpo darmata. Era insomma un uomo da cui i servizi segreti militari si ripromettevano di trarre una quantit di notizie interessantissime.
Accertati che arrivi a destinazione sano e salvo, capitano gli ordin bruscamente Sean. Trattalo come la tua nuova mogliettina.
Cina si rifiuta di camminare gli disse Job. Non possiamo sparargli e non possiamo portarlo di peso, e lui lo sa benissimo.
Sean and subito dal prigioniero che, sorvegliato da due soldati, se ne stava sdraiato con le mani dietro la testa.
In piedi e marciare gli ordin; laltro gli sput sugli stivali. Sean slacci la fondina e tir fuori la rivoltella 357 Magnum. Lappoggi contro la tempia delluomo.
In piedi ripet. E lultima volta che te lo dico.
Tanto lo so che non spari gli rise in faccia luomo. Non te lo puoi permettere. E Sean spar. La bocca dellarma era puntata oltre la spalla di Cina, ma la canna era premuta forte contro lorecchio del prigioniero.
Il compagno Cina url, premendosi lorecchio con le mani. Un rivolo di sangue gli col dal timpano sfondato. In piedi! disse Sean; sempre premendosi lorecchio ferito, il compagno Cina gli sput addosso unaltra volta. Sean appoggi la canna della pistola sullaltro orecchio. Il compagno Cina si alz in piedi.
Forza, muoversi ordin Sean, affidando il prigioniero a Job, che sospingendolo con una mano tra le scapole, lo fece trotterellare davanti a s lungo la riva del fiume.
Quando Cina cadde in ginocchio, sopraffatto dal dolore della ferita allorecchio, Sean gli fece uniniezione di morfina e gli diede da bere dalla sua borraccia. Per un rivoluzionario che ammazza i neonati e taglia via i piedi alle vecchiette, questa una passeggiata nel parco gli disse. Lui e Job lo tirarono su per i gomiti, e insieme lo trascinarono finch la morfina non cominci a fare effetto, senza mai perdere contatto con la colonna di Scout che correva attraverso la foresta.
Avete vinto una piccola battaglia oggi, colonnello Courteney disse Cina dopo circa un chilometro, diventando loquace per effetto della morfina. Ma domani la guerra la vinciamo noi. Il tono di Cina era duro e pieno del risentimento di chi nelle contrariet sicuro di essere nel giusto.
Come fai a sapere come mi chiamo? gli chiese divertito Sean.
Sei famoso, colonnello, nella tua infamia.
Grazie del complimento, caro Cina, ma non credi di cantar vittoria un po troppo presto?
Vince la guerra chi controlla le campagne, e finalmente noi siamo riusciti a controllarle, e vi abbiamo imbottigliato nei paesi e nelle citt. I latifondisti bianchi stanno disanimandosi, e i negri delle campagne ormai simpatizzano apertamente per noi. Il mondo vi contro. Perfino il Sudafrica, vostro unico alleato, si sta stancando di questa guerra. Finir presto, molto presto...
Continuarono a polemizzare, sempre correndo, e a dispetto di se stesso Sean si ritrov a dover ammirare il prigioniero. Era di intelligenza pronta, la sua padronanza dellinglese era mirabile e quella della politica e della tattica militare ancora di pi. Fisicamente, poi, era in gran forma. Pochi uomini con un timpano sfondato sarebbero riusciti a tenere quel ritmo di marcia. Sean prese a studiare il compagno Cina con rinnovato interesse. Era probabilmente di qualche anno pi giovane di lui. Aveva lineamenti sottili, nilotici, pi da etiope che da shona, naso stretto e arcuato e bocca fine, senza labbroni negroidi.
Arrivarono poco dopo mezzogiorno al punto dove li aspettava la
colonna di camion. Erano scortati dalle autoblindo e avevano la ghiacciaia piena di lattine di birra. Gli Scout avevano percorso sessantacinque chilometri in poco pi di sette ore. La birra gelata sembr loro nettare.
Sean ne diede una lattina anche al compagno Cina. Mi spiace per il tuo orecchio disse brindando.
Avrei fatto lo stesso con te sorrise Cina, sempre con lo sguardo imperscrutabile. Al nostro prossimo incontro? propose.
Al prossimo incontro accett Sean.
Pi tardi, quella sera stessa, Sean venne a conoscenza della fuga del compagno Cina. A quanto sembrava, le guardie si erano addormentate sul camion, e lui era riuscito a slacciare il telone e a saltar gi, nonostante le manette. Nascosto dal polverone alla vista degli altri autocarri, era subito scomparso nellerba alta, sul ciglio della pista. Due mesi dopo, Sean aveva letto un rapporto dei servizi segreti militari secondo il quale Cina aveva comandato un vittorioso attacco a una colonna di rifornimenti sulla strada di Mount Darwin.
Matatu, ricordo tutto benissimo disse Sean alzandosi e avviandosi verso la tenda di Riccardo.
Quando entr, Claudia era accanto al padre, e i due stavano discutendo animatamente. La faccia della ragazza era tutta rossa, e gli occhi le brillavano per la collera, ma non appena Sean entr nella tenda si zitt.
Capo disse Sean, laggi in Mozambico come in Vietnam, ma stavolta non ci sar lesercito americano a proteggerla. Ha capito bene?
Monterro annu Ci voglio andare comunque.
E va bene. Le mie condizioni sono queste: firmer una dichiarazione, in virt della quale io non sar in alcun modo responsabile di qualunque cosa le succeda.
Daccordo.
Poi voglio una cambiale per lintero ammontare pattuito, esigibile sul suo patrimonio nelleventualit della sua morte.
Qua la carta.
Lei pazzo, capo, lo sa o no?
Ma certo sogghign Riccardo. E lei, allora?
Ah, io sono nato cos rise Sean. Si strinsero la mano e tornarono seri. Stanotte attraversiamo il confine. Ci significher marce forzate e viaggiare leggeri. Voglio tornare entro dieci giorni.
Riccardo annu e Sean gli disse: Adesso vada a riposare. Ne avr bisogno .
Stava per andarsene, quando si accorse dellaria furibonda di Claudia. Avvertir per radio il mio ufficio di noleggiare un aereo che ti venga a prendere qui domani. Ti far prenotare un posto sul primo volo per Anchorage.
Claudia fece per ribattere, ma Riccardo le pos una mano sul braccio.
Va bene disse. Lei torna a casa. Ci penso io.
Chiaro che torna a casa ribad Sean. Di sicuro non viene in Mozambico con noi.
Appena Sean li lasci, Claudia salt in piedi e cominci a girare furiosa per la tenda. Riccardo la guardava, segretamente compiaciuto.
A dispetto dellira che le alterava lespressione, era bellissima. La ragazza si ferm vicino alla branda e lo fiss. Sono venuta in Africa a condizione di seguirti dappertutto, lo hai dimenticato?
Mi dispiace, tesoro. Non vieni.
E va bene. Tir un profondo respiro. Non vorrei farlo, pap ma non mi lasci scelta. So quanto ci tieni, ma se non potr venire con te, allora ti impedir di andare.
Lui ridacchi ancora, divertito e niente affatto preoccupato. E come faresti a fermarmi, bambina mia? le chiese.
E semplice: baster che dica a Sean Courteney quello che ho saputo dal dottor Andrews.
Riccardo Monterro balz in piedi con rapidit felina e prese la figlia per le braccia. Cosa ti ha detto Andrews? le chiese con voce secca e tagliente come un rasoio.
Che a novembre ti venuta una piccola macchia nera sul braccio destro. Istintivamente lui lo nascose dietro la schiena. Lui te lha tolta, ma la biopsia ha rivelato che purtroppo ti resta un anno di vita al massimo. Ecco cosa mi ha detto il dottore.
Riccardo Monterro si sedette sulla branda e parl con voce improvvisamente stanchissima. Quando te lha detto?
Sei settimane fa. Claudia gli si sedette accanto. Ecco perch ho voluto venire in Africa. Per non separarmi da te nemmeno per un giorno, di quei pochi che ci restano. Quindi verr con te anche in Mozambico.
No ribatt lui, scuotendo la testa. Questa battuta di caccia lultima cosa che veramente voglio nella vita. Avresti il coraggio di negarmela?
Ma io non ti voglio negare nulla replic dolcemente Claudia. Io voglio che tu vada, ma desidero stare con te.
NON SE NE PARLA NEANCHE! url Sean. Lei non viene, capo, ed la mia ultima parola.
Se pago mezzo milione di dollari avr ben diritto di decidere ribatt Riccardo con calma. Io dico che viene anche lei, e ci viene.
Erano in piedi vicino al Toyota. Sean respir profondamente, guardando padre e figlia che, fianco a fianco, lo fronteggiavano. Vide che entrambi avevano unespressione quanto mai risoluta. Gli venne la tentazione di rimettersi a sbraitare, ma si controll. Sia ragionevole, capo riprese, moderando il tono. Sa bene che non possibile.
I due continuavano a guardarlo fisso, sordi a qualunque ragione.
Laggi c la guerra. Non possiamo portarla.
Ma perch fai tante storie, si pu sapere? Perch sono una donna? intervenne Claudia. Mi hai ben visto camminare, non mi stanco e reggo ottimamente il caldo.
Sean distolse lo sguardo da Claudia e si rivolse a Riccardo: Come padre non pu permetterglielo. Riesce a immaginare cosa le succederebbe se cadesse in mano a una banda di tagliagole della Renamo?
Con i guerriglieri della Resistenza Nazionale del Mozambico cera poco da scherzare e Riccardo lo sapeva. Sean lo vide rabbrividire, ma anche Claudia se ne accorse e, prima che cedesse, gli prese la mano e parl con voce ferma.
O vengo anchio, o non va nessuno, e tu puoi dire addio al tuo mezzo milione di dollari, colonnello Sean Courteney. Mio padre e io siamo perfettamente daccordo su questo. Vero, pap?
Temo proprio di s, Sean. Riccardo aveva laria triste. Su questo non si pu trattare. Se vuole i soldi, bisogna portare anche Claudia.
Sean gir su se stesso e si avvi verso la tenda, ma dopo qualche passo si ferm e si gir di nuovo. Va bene disse guardando freddamente Claudia. Se poi per ti rompi la testa, non venire da me a fartela aggiustare.
Stai pur tranquillo, te lo prometto gli rispose lei con voce melliflua, ed entrambi seppero che, da quel momento, la loro tregua era finta.
Abbiamo delle carte da firmare, capo, venga con me. E Sean si avvi verso la tenda della mensa senza voltarsi pi.
Con due dita, Sean scrisse sulla sua vecchia portatile le dichiarazioni liberatorie per padre e figlia, che cominciavano cos: Pienamente consapevole del rischio e dellillegalit di questo atto.... Poi scrisse il pagher da far firmare a Riccardo e chiam Job e il cuoco perch facessero da testimoni. Ficc tutto in una busta indirizzata al suo ufficio di Harare, e la chiuse nella piccola cassaforte dacciaio in fondo alla tenda.
Forza, allora, si parte disse.
Quando lasciarono il campo di Chiwewe cerano ancora almeno quattro ore di luce, ma Sean part a tutta velocit, sballottandoli spietatamente sui sedili del Toyota, perch voleva arrivare assolutamente al confine prima di sera.
Guidando, parlava con voce molto controllata: Prima di cominciare questa visita guidata al paradiso mozambicano del proletariato, consentitemi di proporvi alcuni fatti e qualche cifra . Nessuno protest, sicch lui prosegu: Fino al 1975 il Mozambico era una colonia portoghese. Per quasi cinquecento anni aveva sub鮅o questo dominio ed era una comunit ragionevolmente prospera e felice di ben quindici milioni di persone. I portoghesi non disdegnavano commistioni di sangue con la popolazione indigena: i risultati furono un gran numero di mulatti e una politica di assimilazione in base alla quale ogni persona di colore, se raggiungeva determinati livelli di civilizzazione, aveva diritto alla nazionalit portoghese. Tutto funzionava benissimo, come in gran parte delle vecchie amministrazioni coloniali, specialmente quelle britanniche .
Tutte storie sghignazz Claudia. Questa pura e semplice propaganda inglese.
Propaganda? ripet Sean con un sorrisetto. Attenta, perch un fatto che lindiano o lafricano medio che vive in unex colonia britannica adesso sta molto peggio di prima, e questo vale cento volte di pi per il mozambicano medio.
Ma almeno sono liberi interloqu Claudia, e Sean si mise a ridere.
E questa sarebbe libert? Leconomia guidata secondo i princ髹i socialisti del caos e della rovina ha condotto a una recessione media del dieci per cento lanno dal ritiro dei portoghesi; al crollo della pubblica istruzione, con solo il cinque per cento di bambini che vanno a scuola; c un dottore ogni 45.000 persone e una mortalit infantile del trecentoquaranta per mille; ma, come dici tu, almeno sono liberi.
Ma non potr certo andare davvero cos male protest lei.
No riconobbe Sean. Va molto peggio. Non avevo ancora menzionato altri due fattori: la guerra civile e lAIDS. Quando i portoghesi sono andati via, il potere passato a un dittatore di nome Samara Machel e al Frelimo il Fronte per la Liberazione del Mozambico, il suo partito. Machel non credeva affatto alle elezioni, e il suo regime direttamente responsabile delle presenti condizioni del Paese e del sorgere della Renamo, la Resistenza Nazionale del Mozambico. Nessuno sa molto degli scopi e dei capi del movimento, ma resta il fatto che controlla la maggior parte del Paese.
Tutti sanno che la Renamo unorganizzazione fantoccio diretta, rifornita e controllata dai sudafricani. Prende ordini da Pretoria laiut Claudia, allo scopo di rovesciare il governo legittimo.
Ma brava, papera annu Sean. approvando. E una citazione quasi letterale del verbo dellOrganizzazione per lUnit Africana. E poich sono sudafricano naturalmente ritieni che anche io sia responsabile di tutto. Lepidemia di AIDs, la carestia in Etiopia, Angola e Mozambico, la caduta del governo in Nigeria e Zaire... tutto uno sporco complotto sudafricano. Questa la verit appurata dallONU e dallOUA.
Ma smettetela sbott Riccardo Monterro. Ne ho abbastanza.
Scusate, mi sono lasciato un po trasportare disse sorridendo Sean. Volevo soltanto avvertirvi che, una volta passato il confine, dobbiamo aspettarci di tutto. Bisogna solo sperare di non incontrare i ragazzi del Frelimo o della Renamo, perch tra loro c poco da scegliere: sparano le stesse pallottole.
Il pensiero gli fece rizzare i capelli in testa: stava per affrontare di nuovo un pericolo mortale, e lemozione cominciava a farsi sentire. La presenza della ragazza non gli dava nemmeno pi tanto fastidio, anzi, acuiva la sua impazienza, e sent svanire il risentimento nei suoi confronti. Sean continu a guidare in silenzio, e anche gli altri tacquero man mano che si avvicinavano al confine.
A un certo punto Sean si gir a guardare dietro, e Job annu.
Eccoci, signore e signori disse Sean con calma. Siamo a cinque chilometri dal confine, distanza di sicurezza. Da qua in avanti ci toccher scarpinare.
Riccardo mise gi un piede dal Toyota, ma Sean gli disse secco: Attenzione, capo, scendi su quel tratto di roccia, non vogliamo lasciare tracce .
Uno per volta gli altri fecero lo stesso. Sean aveva raccomandato di posare la scarpa dove laveva appoggiata quello davanti. Il cuoco, che era venuto con loro per riportare il Toyota al campo, rimise in moto.
Va in pace, mambo! grid a Sean nellandarsene.
Speriamo bene rise Sean, e lo salut con la mano. Poi si rivolse a Job: Andiamo! E senza lasciare tracce!
La formazione prevista a questo scopo era la fila indiana, aperta da Job: tutti gli altri mettevano i piedi dove li metteva lui. In coda Matatu copriva le tracce, rimettendo a posto un sasso capovolto, raddrizzando un filo derba, spazzando il terreno con una frasca.
Job badava con cura a evitare i sentieri degli animali e il terreno molle, muovendosi peraltro con sorprendente rapidit, tanto che nel giro di mezzora Claudia si accorse di essere madida di sudore. Giunti in cima a un basso kopje, Sean li sollecit a gesti a nascondersi dietro un cespuglio per non stagliarsi contro il cielo arrossato dal tramonto.
Come mai ci fermiamo qui? chiese Claudia.
Siamo proprio sul confine spieg Sean. E utilizzeremo la poca luce che resta per studiare la zona dove poi ci inoltreremo.
Alz il binocolo e si mise a scrutare di sotto, mentre a pochi passi di distanza anche Job faceva lo stesso. Esaminarono con attenzione il terreno che li aspettava finch anche lultimo raggio di sole fu scomparso. Allora Sean ripose il binocolo nel taschino e si rivolse a Claudia.
E ora di truccarsi le disse. Per un attimo lei non cap, poi sent sulla guancia il grasso della crema al nerofumo e istintivamente si ritrasse. Sta ferma! berci Sean. La tua faccia bianca riflette la luce come uno specchio. Questa crema, poi, va bene anche contro gli insetti e le scottature.
Le impiastr con cura tutta la faccia e il dorso delle mani.
Ecco che spunta la luna. Sean fin di spalmarsi il grasso in faccia e pass il tubetto a Riccardo. Adesso possiamo andare.
Sean cambi ancora una volta formazione, disponendo sui fianchi Job e Pumula. mentre lui apriva la fila. Proseguirono in silenzio nella foresta: unora, e poi ancora unaltra ora, senza fermarsi mai. Piano piano il silenzio e il chiaro di luna conferirono alla marcia notturna unatmosfera di irrealt onirica. I movimenti di Claudia diventarono simili a quelli di una sonnambula sicch quando Sean si ferm di colpo lei gli fin addosso. e sarebbe certamente caduta per terra se lui non lavesse subito afferrata col suo forte braccio.
Aspettarono immobili, tendendo lorecchio. Dopo quasi cinque minuti Claudia si mosse leggermente per liberarsi dalla stretta, ma lui la trattenne ancora pi forte e la ragazza rinunci. Dal fianco destro, Job emise il richiamo di un uccello notturno, e senza far rumore Sean si stese a terra tirando gi anche lei. La ragazza si rese conto che doveva esserci un vero pericolo e i suoi nervi si tesero ancor pi. Adesso il braccio di Sean non le dava pi fastidio. Istintivamente si rilass e si strinse a lui. Era una bella sensazione stargli vicino.
Dal buio si alz il verso di un altro uccello e Claudia si sent improvvisamente sola e in pericolo. quando Sean si stacc da lei per sussurrare qualcosa a suo padre. Si avvicin ad ascoltare. Il suo braccio sfiorava quello nudo di Sean, ma lui non sembr farci caso, sicch Claudia non si mosse, per godere della sensazione di sicurezza e conforto che le dava.
C una piccola squadra di uomini armati accampata poco pi oltre stava spiegando Sean. Ma possiamo aggirarli.
Quando la marcia ricominci, Claudia si rese conto che era la prima volta in vita sua che si trovava oltre la trincea difensiva della societ civile. L non cera la polizia a proteggerla: era inerme come unantilope davanti al leopardo, sola in una foresta piena di predatori. Acceler il passo, avvicinandosi a Sean. Claudia aveva perso da tempo ogni senso dorientamento, perch Sean li guidava in direzioni imprevedibili, a volte muovendosi in fretta, altre rallentando fino a immobilizzarsi in seguitO a qualche segnale proveniente dalle ali, di cui lei non si era nemmeno accorta. Not che Sean guardava il cielo ogni pochi minuti e cap che si orientava con le stelle: ma per lei quelle costellazioni erano ignote come le luci di una citt straniera.
Poi, dopo un po, si rese conto che avevano ricominciato ad andare dritti. Evidentemente per il momento il pericolo era passato. Venuta meno la tensione, Claudia cominci ben presto a sentire la stanchezza. Le gambe erano pesanti e lo zaino sembrava diventato di piombo. Guard lorologio. Le lancette luminose le dissero che da quando avevano aggirato il campo degli uomini armati erano passate cinque ore.
Ma quando si decide a fermarsi? si domand, fissando esasperata la schiena di Sean, odiandolo, e ordinandogli mentalmente di arrestarsi una buona volta. Ma lui continuava ad andare avanti, e le venne il sospetto che stesse cercando di umiliarla apposta, di farla crollare, di costringerla a implorare piet. Adesso faceva davvero freddo, sentiva la brina scricchiolarle sotto i piedi, e aveva gli arti intorpiditi, ma tenne duro, e allimprovviso si accorse che ora distingueva benissimo tutti i riccioli folti e lucidi sulla nuca di Sean.
Lalba, finalmente pens. In quel momento Sean si ferm. Claudia gli and vicino, con le gambe che le tremavano dalla stanchezza
Mi dispiace, capo disse piano Sean rivolgendosi a Riccardo dietro di lei, ma ho dovuto spingere un po. Bisognava allontanarsi il pi possibile da quelli l prima che facesse giorno. Come si sente
Non c problema borbott Riccardo, ma nella luce grigiastra dellalba appariva pallido e affaticato.
Sean diede unocchiata a Claudia, in piedi accanto a lui. Nessuno dei due parl, ma Sean inclin leggermente la testa. Il primo giorno e il terzo sono sempre i peggiori le disse.
Sto benissimo dichiar Claudia. Potrei tranquillamente andare avanti ancora un pezzo.
Come no! ridacchi lui. Per sar meglio che tu dia invece unocchiata a tuo padre.
Sean si allontan e torn dopo qualche minuto con due tazze di t Job aveva fatto un fuocherello che non produceva quasi fumo, e che aveva spento immediatamente dopo aver portato a bollitura lacqua del te. La bevanda era forte e caldissima, e a Claudia - che nel frattempo si era avvolta nel suo sacco a pelo imbottito ultraleggero per ripararsi dal freddo dellalba - parve di non aver mai bevuto niente di pi buono Col te, Sean le pass un pacchetto di gallette e delle fette di carne secca. lei cerco dl non divorarle come un lupo.
Fra pochi minuti ripartiamo Lavvert, e quando vide il disappunto nel suo sguardo le spieg: Non bisogna mai dormire vicino al fuoco, pu attirare i cattivi .
Proseguirono per sei o sette chilometri e si fermarono su un rialzo del terreno, facilmente difendibile. Sean le mostr come scavare una buca a mo di letto e usare lo zaino come cuscino. Claudia cadde addormentata come se avesse preso un colpo in testa.
Sveglia, sono gi le quattro! la scosse Sean, dopo quello che in realt le era parso un minuto. Le porse una tazza di t e un altro pacchetto di gallette. Fra cinque minuti si va.
Continuarono la marcia per tutta la notte, con brevi soste ogni due ore. Allinizio Claudia prov la sensazione di avere le gambe ingessate, ma poi scaldandosi le pass, e tenne il ritmo senza troppo penare.
Allalba si fermarono di nuovo per bere una tazza di t. Claudia cominciava a dipenderne. Era sempre stata una bevitrice di caff, ma adesso, mentre marciava, si sorprendeva a pregustare la prossima tazza di t bollente. E lunica cosa che mi fa tirare avanti confid a suo padre, mezzo scherzando e mezzo sul serio.
Sean li raggiunse dopo unanimata discussione con Job e Matatu. Siamo a poche ore di marcia dal canneto dove abbiamo visto Tukutela. Guard con intenzione Claudia. Mi piacerebbe arrivarci prima di fermarci a dormire, ma naturalmente se qualcuno non ce la fa pi! Lasci la frase in sospeso, tra la sfida e laccusa.
Anzi, mi va benissimo una passeggiatina dopo colazione dichiaro lei amabilmente.
Quando Sean se ne and, suo padre raccolse le foglioline di t dalla tazza e le butt via. Attenta a non innamorarti di lui, tesoro. E un boccone troppo grosso anche per te.
Lei lo guard. Innamorarmi di lui? Sei matto, pap? Ma se non lo sopporto!
Meglio cos mormor lui a voce cos bassa che Claudia non pot esser sicura di aver capito quel che aveva detto.
Poco prima di mezzogiorno, Matatu li condusse nel letto di un rivo asciutto. Seguendo il suo istinto, li port direttamente a delle grandi impronte circolari stampate nel fango, e tutti si fecero intorno a guardare. Perfino Sean fu stupefatto dellabilit quasi soprannaturale della piccola guida ndorobo.
Ecco! disse Matatu. Qui Tukutela si alzato e si messo a barrire.
E poi cosha fatto? gli chiese Sean, e Matatu gir sui talloni e punt nella direzione delle tracce.
scappato via a tutta velocit.
Bene disse Sean. Adesso non si fermer pi finch non arriver alle paludi. E molto allarmato, non possiamo sperare di raggiungerlo prima. . Quanto sono lontane le paludi? chiese Riccardo, e Sean prima di rispondergli lo guard in faccia.
Centoventi, centotrenta chilometri, capo. Una passeggiatma. c, Riccardo non aveva una bella cera. La sua camicia era tutta zuppa di sudore e negli ultimi quattro giorni semhrava invecchiato di dieci anni.
E 57
LULTIMA PREDA
E se il vecchio tira le cuoia proprio ora? si disse Sean, poi subito
scacci il pensiero. Va bene, ragazzi, mangiamo e dormiamo qui. Si
riparte alle quattro.
Li condusse sulla riva del fiume, su un terreno solido e asciutto. Il gran caldo e la stanchezza avevano fatto passare la fame a tutti Avevano pi bisogno di sonno che di cibo, e ben presto si stesero a giacere allombra come morti.
Faceva un caldo infernale quel pomeriggio, e lafa aument ancora quando cominciarono a scendere nella valle dello Zambesi. Laria si stendeva sopra la terra come unumida distesa argentea, quasi liquida vibrante di un luccichio cristallino che cambiava forma a tutte le cose lontane, facendole rimpicciolire, ondeggiare, raddoppiare di grandezza o addirittura sparire alla vista, inghiottite dalle cascate di vapore surriscaldato.
Pi in alto, il cielo era di un pallido azzurro, e cos lo vide Claudia voltandosi a guardare il costone che stavano discendendo. Ancora pi in alto diventava invece di un blu pi cupo e intenso, su cui si stagliavano nettamente nuvole torreggianti color piombo e argento, simili a smisurati velieri che solcassero lorizzonte con tutte le vele al vento.
Laria, intrappolata sotto lo strato di nuvole, era densa come uno sciroppo. Gravati da quel peso appiccicoso, continuarono la discesa ansimando. Ogni chilometro che percorrevano apriva nuovi panorami del fondovalle. Allorizzonte riuscirono finalmente a distinguere la striscia di vegetazione pi scura che marcava il corso del grande Zambesi Matatu, instancabile e incurante della calura, danzava davanti a loro come un folletto, seguendo sentieri che solo il suo occhio era in grado di discernere. A un certo punto Sean dovette richiamarlo, per indurlo a fare una sosta, senza la quale gli altri sarebbero scoppiati.
Non si vede selvaggina disse Riccardo. Da quando siamo in
Mozambico non abbiamo visto neanche un coniglio.
Era la prima frase che diceva da ore, e Sean lo giudic un sintomo incoraggiante. Aveva cominciato a preoccuparsi seriamente per il suo cliente. E pensi che una volta era il paradiso della caccia grossa. Prima che i portoghesi se ne andassero, i bufali scorrazzavano a branchi di diecimila capi rispose pronto.
E che fine hanno fatto?
Il Frelimo li ha dati in pasto alle truppe. Con gli elicotteri sorvolavano i branchi a volo radente e li mitragliavano. In tre mesi hanno
ammazzato quasi cinquantamila bufali. Per tutto il tempo il cielo era
nero dl avvoltoi, e la puzza di quei campi di sterminio si sentiva a trenta
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chilometri di distanza. Quando finirono i bufali, cominciarono a far fuori le altre bestie, zebre e gnu. Che terra crudele e selvaggia questa comment Claudia.
Senza fare commenti, Sean diede unocchiata allorologio. E ora di
muoverci, forza.
Tese la mano a Riccardo per aiutarlo a tirarsi su da terra, ma lui la respinse. Tuttavia, Sean decise di marciare vicino al suo cliente, e si mise a chiacchierare con lui, cercando di tenerlo allegro, o almeno di distrarlo dalla fatica.
Gli raccont aneddoti sulla guerriglia. Passando qualche chilometro a nord, gli indic il vecchio campo daddestramento e gli descrisse lincursione degli Scout di Ballantyne. Riccardo si dimostr abbastanza interessato e prese a fare domande.
Questo compagno Cina sembra un buon comandante comment.
Ha pi avuto notizie di lui, dopo la fuga?
Ha combattuto sino alla fine della guerra. Per un po ha fatto parte
del nuovo governo di Harare, ma ben presto stato vittima di una
purga. Potrebbe anche esser stato fucilato. I vecchi rivoluzionari risultano sempre quanto mai invisi ai governanti che hanno mandato al
potere. A nessuno piace convivere con un assassino patentato, eversore
di altri governi.
La traccia di Tukutela era facile da seguire sul terreno molle. Tuttavia, quando scese il buio furono obbligati a fermarsi. Riccardo chiese a Sean se non avesse un paio di aspirine. Sean frug nello zaino e tir fuori tre pastiglie da una boccetta.
Mal di testa? chiese, porgendole a Riccardo, che annu e inghiott le pillole.
La polvere, il caldo... rispose, ma sia Sean sia Claudia lo scrutavano preoccupati e Riccardo si irrit.
Maledizione, non guardatemi cos. Sto benissimo. Certamente disse subito Sean.
Pap! Claudia si avvicin un po di pi a suo padre, toccandogli
un braccio. Come ti senti? Di la verit.
Non preoccuparti per me, tesoro.
Ti voglio tanto bene, pap disse lei.
Lo so, cara, e te ne voglio tanto anchio. Riccardo pass iI braccio EintornO alle spalle della figlia, che si strinse teneramente a lui.
Mentre gli altri dormivano gi, Claudia rest a lungo a vegliare, preoccupata per suo padre. Ma a poco a poco anche lei cedette alla stanchezzae cadde nel sonno senza sogni di chi esausto.
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Al risveglio, prima che ripartissero, Sean controll velocemente gli
zaini. Avevano consumato una gran quantit di provviste, e riusc a ridurre gli zaini di Riccardo e Claudia a soli cinque chili. Sean ancora una volta si mise a fianco di Riccardo per incoraggiarlo e sorvegliarlo. Claudla reggeva sorprendentemente bene e non cera bisogno di preoccuparsi di lei.
Lontano, davanti a loro, una nuvola di vapore immobile segnalava la posizione delle paludi, e il terreno alluvionale era sabbioso e cedevole al piede. Adesso procedevano nel fondovalle, in mezzo a vlei aperti e baobab dal tronco rigonfio, con la corteccia simile alla pelle di un rettile e rami nudi e contorti da cui pendevano rari baccelli.
Pensi un po, capo disse Sean a un certo punto, lei probabilmente uno degli ultimi che cacceranno lelefante alla maniera tradizionale, seguendolo a piedi e non aspettandolo al varco sulla Land Rover.
E cos che si dovrebbe fare, sparargli dalla macchina troppo comodo
Karamojo Bell consumava ventiquattro paia di stivali allanno, e gli
toccava sostituire ogni due mesi portatori e guide perch non riuscivano
a tenere il passo con lui. Goda ogni passo che fa, perch siamo sulle
orme del vecchio Bell.
Vide Riccardo illuminarsi in volto, allidea di essere paragonato a quel leggendario cacciatore. Quella era la vera et delloro disse Riccardo accelerando il passo senza accorgersene, con aria sognante.
Lei e IO avremmo dovuto vivere allora, Sean. Siamo nati nellepoca
sbagliata.
Purtroppo, Ieffetto incoraggiante delle parole di Sean non si rivel duraturo. Nel giro di unora Riccardo ricominci a trascinarsi stancamente, e Sean not una nuova, sconcertante incertezza nel suo passo. Dun tratto incespic, e sarebbe caduto, se Sean non lo avesse preso per un braccio.
Abbiamo bisogno di cinque minuti di sosta dichiar Sean conducendolo allombra.
Riccardo farfugli: Non ha altre due aspirine? Sicuro di star bene, capo? chiese Sean, dandogli le pillole.
Mi tornato quel dannato mal di testa, tutto qua rispose Riccardo, senza guardarlo negli occhi.
Sean diede unocchiata a Claudia, ma anche lei evit il suo sguardo Allora si alz e raggiunse Job vicino al fuoco.
Laspirina ti far star meglio disse sottovoce Claudia a suo padre
Sicuro, proprio quel che ci vuole per il cancro al cervello ribatt
IUi, e quando si accorse dellespressione addolorata di Claudia sbott:
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Mi dispiace, non so perch lho detto. Lautocommiserazione di solito non rientra nel mio stile .
Fa tanto male, pap?
11 mal di testa ancora sopportabile, il guaio che comincio a
vederci doppio ammise. Maledizione, stavo cos bene fino a qualche
giorno fa... successo tutto di colpo.
Le paludi non sono lontane. Forse l potremo riposarci un po... disse Claudia.
Io non voglio riposare replic lui. Mi rendo perfettamente
conto che mi resta pochissimo da vivere, e non voglio sprecare neanche
un istante.
Sean torn vicino a loro. Siete pronti a rimettervi in marcia?
Avevano riposato meno di mezzora. Era troppo poco, e Claudia
voleva protestare, ma suo padre si era gi alzato.
Tutto a posto disse, e la ragazza si accorse che effettivamente la breve sosta laveva un po ritemprato.
Quella sera, quando si fermarono e piantarono le tende per la notte, Riccardo disse allegramente: Le polpette che ha cucinato Job hanno un profumino fantastico. Fanno proprio venir fame .
Quelle polpette sono focaccine di mais ridacchi Sean. Mi
spiace deluderla.
Non ci casco ridacchi a sua volta Riccardo. Ho sentito benissimo lodore della cipolla frieta e della carne di manzo.
Pap. Claudia si volt a guardarlo preoccupata, e Riccardo smise di ridere e parve sconvolto. La ragazza ricord le parole del dottore:
Gli verranno delle allucinazioni. Pu cominciare a vedere delle cose che non ci sono, o a immaginarsi degli odori.
Eccole una grossa polpetta con cipolle fritte e tutto il resto, capo scherz Sean, passandogli una focaccia di mais e una fetta di carne secca, il biltong. Claudia lo fulmin con lo sguardo, mentre Riccardo abbozzava una risatina imbarazzata.
Sean li lasci dormire finch vi fu abbastanza luce per illuminare il senierO. Il paesaggio era mutato. Erano ormai giunti in una zona di antiche pianure alluvionali, regolarmente inondate dal fiume Zambesi durante la stagione delle piogge. Adesso erano asciutte, ma quasi prive di alberi. Qua e l, un mopani secco e qualche acacia affogata dalla piena alzavano i rami contorti al cielo lattiginoso di foschia, come sentinelle solitarie .
Inoltrandosi allo scoperto, cominciarono a camminare su un terreno
di fango secco, crepato in mattonelle dal margine rialzato. Qua e l
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LULnMA PREDA
cerano macchie brunastre di erbe palustri secche. Quando il vento girava, portava zaffate maleodoranti di fango e di vegetazione imputridita provenienti dalle paludi ancora invisibili.
Improvvisamente Matatu si chin a esaminare il terreno e lanci un grido che fece sussultare tutti: aveva ritrovato le tracce di Tukutela. I segni erano cos chiari che si distinguevano benissimo le zampe anteriori da quelle posteriori, pi ovali, e si leggeva persino la traccia lasciata dallunghia dellalluce sul davanti.
In un certo senso siamo fortunati osserv Sean. Fino a pochi
anni fa, in queste pianure cerano tanti di quei bufali che le tracce di
Tukutela sarebbero state certamente cancellate. Adesso che il Frelimo
li ha sterminati per dar da mangiare alle truppe, Tukutela lunico
essere vivente nel raggio di chilometri e chilometri.
Siamo rimasti molto indietro?
No, anzi, abbiamo guadagnato un po di terreno disse Sean guardando Riccardo. Ma non abbastanza... e se degli uomini armati ci sorprendono qui allo scoperto siamo spacciati. Meno male che Tukutela sta andando dritto verso quegli alberi laggi. Ci daranno un po di copertura. Sulla pianura Sean si sentiva esposto e vulnerabile. Poteva darsi che un aereo del Frelimo li sorvolasse, e in tal caso non avrebbe potuto non vederli, perch spiccavano come scarafaggi su un lenzuolo. Con sollievo Sean segu le tracce del vecchio maschio fuori della pianura e tra gli alberi. Lelefante si era fermato a scavare le radici succose di una palma ilala, e aveva lasciato la solita pila di sterco spugnoso.
Ormai vecchio e si stanca facilmente spieg Matatu, abbassando
la voce a un sussurro. Qui si messo a dormire, guardate che segni ha
lasciato nella polvere.
Quanto tempo si trattenuto? chiese Sean, e Matatu ci pens un po piegando la testa da una parte.
Si fermato a riposare fino al tardo pomeriggio di ieri, quando il sole era l. Matatu indic un punto a ovest, dieci gradi sopra lorizzonte. Ma quando ripartito, si messo ad andar piano. Adesso che vicino alle paludi si sente sicuro. Abbiamo guadagnato terreno su di lui. Allimprovviso, prima che potesse replicare, Sean sent uno strano grido gutturale proveniente da dietro le sue spalle, e si volt immediatamente. Riccardo, rosso e gonfio in faccia, stava indicando qualcosa davanti a loro, con la mano che tremava per lemozione.
Eccolo l! grid, con voce rauca. Perdio, non lo vedete? Sean si gir a guardare in quella direzione.
Cosa ha visto?
Intento a scrutare in lontananza, Sean non si avvide che Riccardo si era avvicinato a Pumula e gli aveva preso di mano il Rigby: per sent lo scatto metallico dellotturatore quando Riccardo inser la cartuccia.
Capo, cosa diavolo fa? grid Sean accorrendo per trattenerlo, ma Riccardo gli diede uno spintone. Il Rigby spar. La canna si sollev bruscamente e il forte rinculo fece fare un passo indietro a Riccardo.
Ma diventato matto? Sean lo raggiunse e riusc a strappargli larma. Maledizione, cosa le salta in testa? Lo sparo del Rigby rimbombava ancora nelle orecchie di tutti, perci la voce adirata di Sean suonava flebile dopo tutto quel frastuono.
Tukutela! disse Riccardo. Non lo vede? Perch mi ha fermato? Aveva la faccia ancora tutta rossa, e tremava come se fosse in preda a un attacco di malaria.
E impazzito? gli disse Sean, scuotendolo per le spalle. Stava sparando a un albero! Sean lo scosse ancora e lo gir verso un baobab.
Eccolo l, il suo elefante. To, se lo guardi bene!
Claudia si avvicin di corsa, cercando di fermare Sean. Lascialo
stare, non vedi che malato?
E ammattito! disse Sean, spingendola da parte. Ci sta tirando
addosso tutto il Frelimo e la Renamo!
Lascialo andare lo esort Claudia, e Sean si fece da parte.
Va bene, papera, tutto tuo.
Claudia corse ad abbracciare suo padre. Va tutto bene, pap!
Andr tutto bene! Riccardo fissava senza capire i grossi buchi aperti
nella corteccia del baobab, da cui colava la linfa. E io ho creduto che
fosse... Scosse debolmente la testa. Ma perch lho fatto? Io
non...
S, pap, s disse Claudia, stringendolo a s. Non ti preoccupare.
Job e gli altri erano tranquilli ma a disagio e fissavano attoniti i
protagonisti di quello strano e imprevedibile episodio. Sean si volt
dallaltra parte, disgustato, poi si riscosse, cercando di allontanare la
collera come i cani si scrollano di dosso lacqua. Dovremo fermarci
,qui. Il mambo non sta bene. Prepara il t Job, poi decideremo cosa
fare ordin.
Torn da Claudia e Riccardo, ancora abbracciati. La ragazza guard
Sean con aria di sfida, facendo scudo al padre col proprio corpo.
走 Mi dispiace di averla un po strapazzata, capo gli disse mitemente

Sean. Mi ha fatto prendere un bello spavento.
Non capisco farfugli Riccardo. Lavevo visto benissimo.
Ci fermiamo a prendere il t continu
Sean. Si sar beccato un po di insolazione.
Questo sole capace di trasformare in pappa il
cervello di chiunque.
Tra pochi minuti star di nuovo bene disse fiduciosa Claudia, e Sean annu gelidamente.
Adesso, per. portiamolo allombra soggiunse secco.
Riccardo si appoggi contro il tronco del
baobab e chiuse gli occhi. Era pallidissimo, aveva laria sgomenta e la faccia coperta di sudore.
Claudia si inginocchi vicino a lui e si mise ad
asciugargliela con un lembo del foulard, ma
quando alz gli occhi incontr lo sguardo di
Sean che linvit con un gesto secco ad appar

tarsi con lui. Claudia lo segu subito.
Questa faccenda non affatto una sorpresa per te, vero? la invest, non appena furono fuori portata dorecchio. Lei non rispose, e
Sean continu. Ma che razza di figlia sei?
Sapevi che era malatoe hai lasciato che si
cacciasse in questo pasticcio!
A Claudia tremavano le labbra, e aveva le
lacrime agli occhi. Questo, Sean non se lera
aspettato. Sent lira svanire in un istante e
prosegu meno duramente: Bisogna trovare
il modo di riportarlo a casa. E malato .
Non torner pi a casa sussurr lei, cos piano che a stento Sean intese le sue parole.
Dagli occhi color del miele le lacrime traboccavano sulle folte ciglia scure, mentre lui la guardava in silenzio. La ragazza deglut e poi disse:
Non malato, Sean, sta morendo. Ha il cancro. Gli stato diagnosticato da uno specialista
prima di partire. Ci aveva avvertiti che da un
momento allaltro poteva colpire il cervello .
No. . . ! esclam Sean. 11 capo no!
Perch credi che labbia lasciato venire, e
anzi labbia accompagnato io stessa? Sapevo

64
che era lultima volta che andava a caccia, e volevo stare con lui.
Rimasero qualche momento in silenzio, guardandosi. Vedo che ti dispiace, ti dispiace davvero per lui. Non credevo. Ti avevo mal giudicato disse infine Claudia.
Forse tutti e due ci siamo mal giudicati rispose lui, sbalordito
dallintensit del proprio dolore. La ragazza annu.
Forse s ripet lei. Grazie, comunque.
Si gir per allontanarsi, ma Sean la ferm.
Non abbiamo ancora deciso niente le disse. Bisogna stabilire
cosa si fa adesso.
Si continua, naturalmente rispose lei. Fino allultimo atto della
tragedia. Glielho promesso.
Hai un bel fegato le sussurr Sean.
Se ce lho, Iho ereditato da lui gli rispose la ragazza, e torn da
suo padre.
La tazza di t e una mezza dozzina di aspirine risuscitarono Riccardo. Riprese a parlare e a comportarsi normalmente, e nessuno pi accenn alla crisi di poco prima.
Bisogna muoversi, capo gli disse Sean. Tukutela si sta allontanando ogni minuto di pi.
Si avviarono lungo una sorta di argine sopraelevato, e ormai sentivano sempre pi forte lodore della palude. Pi avanti cera un varco fra gli alberi, e Sean si ferm con gli altri a guardare. Eccole l disse.
Le paludi dello Zambesi.
Il costone su cui stavano camminando era simile al dorso di un serpente di mare che nuotasse nella piana alluvionale. Adesso, per appena poco pi avanti rispetto a dove si trovavano, tornava a scendere, proprio nel punto dove la pianura diventava unimmensa distesa di canne e papiri. Pi in l, quasi allorizzonte, si vedevano profilarsi degli isolotti. La stagione era stata secca e il livello dellacqua doveva essere basso: quasi dappertutto non superava probabilmente la cintola. In compenso ci sarebbe stato molto pi fango nero e vischioso.
La traversata si prospettava ardua. Ogni chilometro in palude poteva equivalere per loro a cinque chilometri di marcia sul terreno asciutto mentre invece lelefante si trovava nel suo elemento. Amava lacqua e ii fango, che sostenevano la sua enorme massa; inoltre le sue zampe erano fatte in modo da allargarsi quando le posava nel fango, creando una grossa buca, e restringersi quando le sollevava, in modo da non restarci invischiate. Insomma, in tutto litinerario migratorio di Tukutela quello era proprio il posto pi difficile per andarlo a scovare.
Capo, sar un gioco da ragazzi disse Sean. Fa conto di aver gi quelle zanne sul caminetto. In quel momento Job emise un fischio. Quando Sean lo raggiunse, stava osservando le rovine di un villaggio allestremit del costone.
Chiaramente gli abitanti erano stati pescatori, membri di una delle tante piccole trib che traggono il proprio sostentamento dalle acque verdi del grande Zambesi. Del villaggio restavano solo i tralicci su cui usavano far seccare il pescato, tilapia e pesci gatto, ma le capanne erano state tutte bruciate.
Per me stata la Renamo disse Sean. Cercavano reclute, o
magari pesce. Oppure stato il Frelimo a caccia di ribelli. Poveri diavoli, questa gente si trova tra lincudine e il martello.
Sean si diresse verso Riccardo e Claudia, seduti allombra. Diede unocchiata furtiva alla ragazza, che lo rassicur con un sorriso.
Pap sta bene; che posto questo?
Sean le disse quello che pensava circa la sorte del villaggio.
Ma perch ammazzare questa povera gente innocente? Claudia era sgomenta.
Oggi in Africa non servono altre ragioni, per ammazzare qualcuno,
che unarma carica in mano e la voglia di sparare.
Il sole era basso sulla cima dei papiri: una palla rossa che forava la foschia sulla palude. In breve raggiunsero il villaggio abbandonato.
Sta per farsi buio. Quindi stanotte dormiamo qui, e domattina ci muoveremo alle prime luci decise Sean. Poi si sedette accanto a Riccardo e cominci a parlargli di Tukutela, e di come lavrebbero cacciato in quel mare di papiri e canne. Per la prima volta in quel giorno, Riccardo si anim e fece perfino una risata.
Claudia indirizz a Sean un sorriso grato, poi si alz e disse: Ho una ; faccenduola privata da sbrigare .
Dove vai? le chiese subito Sean.
In un posticino riservato alle bambine, dove tu non sei invitato ; ribatt lei.
Be, non allontanarti troppo le intim.
Agli ordini, grande buana bianco rispose lei con unironica riverenza Sean la guard allontanarsi, un po a disagio; stava per urlarle altre raccomandazioni, quando un grido proveniente dal folto dei papiri lo distrasse.
Si udirono altre esclamazioni confuse e sciacquii provenienti dal canneto, poi emersero Job e Matatu, trascinando una cosa lunga e nera , macerata dallacqua.
LULTIMA PREDA
Il primo colpetto di fortuna. Sean strizz locchio a Riccardo dandogli una pacca sulla spalla.
Era una tipica canoa mokorro, ricavata da un tronco del cosiddetto alberosalsiccia: era lunga circa sei metri. La larghezza era appena sufficiente a contenere un uomo seduto: ma generalmente veniva spinta da una persona in piedi a poppa con laiuto di un palo.
Job la vuot dallacqua e si mise a esaminarla attentamente: nel complesso la canoa sembrava abbastanza solida. Manda Pumula a tagliare un paio di pali da punta gli ordin Sean.
In quellistante Claudia url, e immediatamente Sean part di corsa in direzione della boscaglia, afferrando al volo il fucile che aveva appoggiato per terra vicino a una capanna bruciata.
Claudia! grid. Dove sei? Solo leco gli rispose dalla foresta.
NEL RIPRENDERE la via del ritorno verso il villaggio, Claudia aveva
seoperto un largo sentiero che dalla boscaglia puntava direttamente
verso la palude. Tutta contenta, si era messa a seguirlo ignorando di
aver imboccato unautostrada riservata agli ippopotami, di cui avrebbe finito per pagare il pedaggio. Era la direttissima di cui quei pachidermi anfibi si servivano di notte per le loro scorrerie nella boscaglia. Davanb a lei, scorse dimprovviso una specie di stuoia intrecciata
i steli secchi di papiro, che occupava tutta la larghezza del sentiero
Bench Claudia non riuscisse a immaginarne la funzione, non sembrava
eerto un ostacolo al suo procedere. Senza rallentare, ci mise sopra il
Il trabocchetto era stato concepito per catturare gli ippopotami. Profondo tre metri, in basso si restringeva a imbuto per bloccare il pericoloso bestione fra le pareti di terra. Lapertura era stata coperta di rami tali da reggere un uomo o un altro animale pi leggero, ma non certo un ippopotamo. Sopra la struttura di rami era stato poi disposto uno strato i paplri. Col tempo, tuttavla, la copertura vegetale era marcita, tanto da non reggere nemmeno il peso di Claudia, che precipit nella trappola con un urlo, facendosi male a un ginocchio. Il dolore la lasci senza fiato per un attimo, poi finalmente riusc a emettere un grido strozzato.
Qua! Sono qua! si mise a urlare con quanto fiato aveva in gola.
Sta calma, ehe adesso ti vengo a prendere io le disse Sean allimprovviso, affacciandosi ansioso ai bordi della trappola. La testa di Sean spar. Claudia sent delle voci, poi Sean, tornato con una fune di nailon Sl calo nella fossa accanto a lei.
Il ginocchio disse Claudia tutta contrita. Mi spiace.
Non scusarti le sorrise lui. Stavolta non stata colpa tua. Diamo
unocchiata alla gamba.
Si accucci vicino a lei. Prova a muovere il piede. Riesci a piegare il ginocchio? Magnifico! Non c niente di rotto, meno male. Adesso tiriamoci fuori da questo buco. Fece un nodo alla corda e glielassicur intorno al torace.
Okay. Job! grid rivolto verso lalto. Tirala su. Piano, ehi,
piano!
Appena usciti dalla fossa, Sean prese in braccio Claudia e la riport al villaggio. Lei fu stupita della sua forza. Bench il ginocchio cominciasse a pulsarle dolorosamente, si rilass tra le sue braccia. Era una bella sensazione e dovette resistere alla voglia di appoggiare la testa alla spalla di Sean.
Quando raggiunsero il villaggio, lui la deposit sullerba. Lincidente aveva momentaneamente distratto Riccardo dai suoi guai, e ora si diede a coccolare la figlia in un modo che, in altre circostanze, Iavrebbe infastidita. Invece ora vi si sottomise docilmente, contenta di vederlo un po rianimato.
Sean le esamin di nuovo la gamba. Quale comandante degli Scout, sera fatto una bella esperienza degli incidenti cui vanno soggettm paracadutisti: ossa rotte, lussazioni, strappi ai legamenti della caviglia e del ginocchio. Il ginocchio di Claudia si stava gi gonfiando, mentre compariva lematoma. Attenta che adesso potrei farti un po male le disse, cominciando a manipolarle con delicatezza la gamba.
Ahi! sbott lei. Che dolore!
Eh gi annu lui. E il legamento. Sean applic al ginocchio una
fascia elastica che aveva trovato nella cassetta del pronto soccorso, e le
diede un antinfiammatorio da ingoiare col t. Non c altro da fare le
disse sedendosi. Non ci devi camminare sopra per tre giorm almeno.
Tre giorni?
S, perch tanti ne occorrono. Ho visto centinaia di ginocchia nelle
tue condizioni, per a dire il vero meno carine.
Ma questo un complimento! Claudia alz un sopracciglio.
Non ti starai per caso rammollendo, signor colonnello?
Fa parte della cura, e naturalmente non un complimento sincero
ridacchi Sean. Il problema cosa fare adesso di te.
Lasciatemi qui sugger subito la ragazza.
Sei diventata matta? ribatt Sean.
E fuori questione concord Riccardo.
Allora mettiamola cos ragion lei con calma. lo per tre giorni non mi posso muovere: e in questo frattempo il tuo elefante chiss dove andr a finire, pap. Alz la mano per respingere le obiezioni. Non possiamo tornare indietro, perch comunque non potete trasportarmi.
Camminare non posso, per potete lasciare con me qualcuno, mentre
voi continuate a seguire Tukutela.
Sean la guard con ammirazione e quellocchiata la riemp di fierezza. Forse non ha tutti i torti, capo ammise sottovoce Sean.
Va bene, Sean disse Riccardo. Vuole dunque occuparsi dei
preparativi per partire domattina presto? E tu, Job, starai qui a badare
alla mia ragazzina per conto mio?
S, bader a lei in sua vece, signore acconsent Job. Lei pensi
solo a prendere quellelefante. Quando tornerete, ci troverete qui.
AL CHIARO Dl LUNA si spostarono dal villaggio bruciato e si accamparono nella foresta, a qualche centinaio di metri di distanza. Costruirono una capanna di frasche per Claudia e vi disposero uno strato di erba tagliata. Sean diede a Job gli ultimi ordini, poi raggiunse Riccardo che stava congedandosi dalla figlia.
E pronto, capo?
Riccardo si alz subito e si allontan senza voltarsi indietro.
Non ficcarti in altri pasticci raccomand Sean alla ragazza.
Neanche tu. Stai attento ti prego gli rispose lei guardandolo negli
occhi. E, Sean. . . tieni docchio mio padre per me.
Sean si accucci davanti a lei tendendole la mano, come avrebbe fatto se fosse stata un uomo. Okay allora? le chiese.
Okay, okay. Lui si alz e scese al margine della palude dove Matatu, Pumula e Riccardo lo stavano aspettando vicino alla canoa Matatu and a prua del fragile scafo, Riccardo e Sean si sedettero a met, sopra gli zaini, col fucile in grembo, e Pumula si mise a poppa col palo, puntando dove gli indicava Matatu.
Nel giro di pochi secondi si ritrovarono in mezzo agli alti papiri, dove non vedevano nientaltro che una striscia di cielo, tinto dai colori sbiaditi dellalba, sul giallolimone.
Avanzando, le foglie appuntite e taglienti delle canne li sferzavano in faccia, minacciando gli occhi, e le ragnatele dei minuscoli aracnidi palustri li avvolgevano, appiccicose e irritanti.
Il freddo umido della notte ristagnava ancora sulla palude, e quando di colpo sbucarono in una laguna la trovarono coperta da una fitta nebbia. Uno stormo di anatre fischianti si invol frullando le ali e rompendo il silenzio dellalba incipiente.
La canoa era quasi sovraccarica, con quattro persone a bordo. Lacqua arrivava a due o tre dita dal bordo. Appena qualcuno si muoveva colava dentro e bisognava sgottarla col pentolino del t. Matatu tuttavia continuava a far segno di andare avanti.
Il sole si alz sopra i papiri. Subito la nebbia cominci a disperdersi formando spirali che si alzavano nel cielo. In breve spar. I gigli dacqua aprirono le loro corolle cerulee e le girarono in direzione del sole.
Due volte scorsero grossi coccodrilli che galleggiavano tenendo fuor dacqua soltanto gli occhi. Allavvicinarsi della canoa si lasciavano sprofondare sotto la torbida superficie.
La palude era piena di uccelli. Tra le canne occhieggiavano nitticori e tarabusi. Piccoli jacana color cioccolato facevano equilibrismi sulle ninfee galleggianti con le lunghe zampe da trampolieri, mentre aironi giganti alti come un uomo pescavano nellacqua fonda. In cielo volavano formazioni di pellicani ed egrette bianche, cormorani e aninghe dal collo serpentino, per non parlare dei fitti stormi di anatre di una dozzina di specie diverse.
Ben presto cominci a far caldo. Il sole si rifletteva sullacqua, e in breve i due uomini bianchi si ritrovarono con le camicie letteralmente zuppe. Qua e l lacqua era profonda poche spanne o addirittura spariva: allora dovevano scendere dalla canoa e tirarsela dietro fino al successivo canale o laghetto. Sotto le canne e le erbe palustri il fango nerastro e puzzolente arrivava al ginocchio.
Solo in questi varchi relativamente asciutti le tracce dellelefante risultavano evidenei anche a Sean e a Riccardo e non al solo Matatu. Nei banchi di fango spiccava il gigantesco sigillo del bestione, come un secchio dal fondo pieno dacqua. Le tracce portavano sempre pi addentro nella palude. Per un po Sean sostitu Pumula al palo, ma ben presto il negro, notando la goffaggine del padrone, senza una parola gli tolse lattrezzo.
Sul fondo della canoa poteva sdraiarsi una persona sola, e quella notte ci dorm Riccardo, mentre gli altri tre si coricarono nel fango, con la testa poggiata allo scafo, tentando vanamente di proteggersi dai nugoli di zanzare.
La mattina seguente, prestissimo, quando Sean si sollev dal fango,
Scopr di avere le gambe nude letteralmente coperte di nere sanguisughe. Quelle bestiacce gli si erano attaccate alla pelle ed erano ormai
gonfie del sangue che gli avevano succhiato. Sean, per liberarsene, us
un po della preziosa riserva di sale. Infatti, strapparle semplicemente
via avrebbe prodotto una serie di piccole ferite che non si sarebbero chiuse tanto presto, perch la sanguisuga inietta nella preda una secrezione anticoagulante, e le piaghe avrebbero rischiato di infettarsi col passare del tempo. Per, bastava una presa di sale su ogni bestiola perch questa, contorcendosi freneticamente, si staccasse di sua spontanea volont, lasciando sulla pelle soltanto una crostina.
Togliendosi i calzoncini, Sean vide confermato lorrendo sospetto: gli erano strisciate anche tra le natiche e gli pendevano dai glutei come un ripugnante grappolo nerastro. Rabbrividendo per lorrore, le sal abbondantemente, mentre dalla canoa Riccardo Monterro lo osservava con interesse, ridacchiando.
Sean teneva il palo ben piantato nel fango, mentre Matatu ci si arrampicava come una scimmia e poi si guardava in giro. Quando scese disse a Sean: Siamo vicini. Se Tukutela non ci ha sentito lo troveremo su qualche isolotto .
Sean sapeva dalla carta topografica che gli isolotti formavano una specie di catena fra la palude e il canale principale dello Zambesi. Trascinandosi dietro la canoa, superarono le secche. Riccardo si offr di aiutare, tirando la cima legata alla prua o spingendo la poppa, ma Sean non volle.
Si riposi, capo. Non voglio che possa accampare scuse se davanti a
Tukutela far padella.
Infine, Sean vide spuntare le palme sopra i papiri, e di colpo lacqua divent pi profonda, arrivandogli al mento. Allora tornarono a salire a bordo e lentamente raggiunsero il primo isolotto. La vegetazione era cos densa che si protendeva fin sullacqua. Per raggiungere la riva dovettero penare.
La terra era grigiastra e sabbiosa, dilavata da mille alluvioni, ma era bello riaverla finalmente sotto i piedi. Sean stese ad asciugare indumenti e materiale, mentre Matatu, instancabile, andava a fare il giro dellisola. Ritorn che lacqua aveva appena cominciato a bollire nel pentolino del t.
S disse a Sean. E arrivato qui ieri mattina, quando siamo partiti
dal villaggio, ma adesso si sar fermato. Sente su di s la pace del fiume
e si muove con calma, soffermandosi per mangiare. Ha lasciato questo
isolotto stamattina allalba.
Da che parte andato? chiese Sean, e Matatu glielo indic
C un altro isolotto pi grande poco pi avanti.
Andiamo a dare unocchiata disse Sean. Costeggiando lisola in
direzlone nord e aprendosi un varco tra la fitta vegetazione, Sean e
Matatu trovarono un albero abbastanza alto e ci salirono sopra per guardarsi in giro. Sean si sistem su unelevata biforcazione e strapp le foglie che gli impedivano la vista. Gli si offr una grandiosa scena di desolazione. Da unaltezza di venti metri dominava tutto lisolotto fino allorizzonte, immerso in una vaga foschia. Dallaltra parte dellisola scorreva lo Zambesi. Le sue acque verdastre, opache, si estendevano cos tanto in larghezza che i grandi alberi sulla sponda opposta sembravano una strisciolina verde scuro, che separava il fiume grigioverde dalle montagne di nuvole di madreperla torreggianti allorizzonte sotto lazzurro cielo africano.
: Nello Zambesi la corrente era cos forte che il fiume appariva tutto
: solcato da gorghi e mulinelli dacqua. Enormi grovigli di erbe palustri
sradicate, in apparenza solidi come lisolotto dove si trovavano Sean e Matatu, scorrevano lentamente a valle.
Sean pens a una traversata di quel fiume impetuoso con la fragile
canoa. Sarebbero occorsi pi viaggi, e abbandon lidea. Cera solo una
. strada per andarsene, ossia tornare indietro da dove erano venuti. Si
. mise a scrutare la collana di isolotti sparsi come sentinelle tra il padre
fiume e la sua prole di pantani. Il pi vicino era a trecento metri di
distanza: il braccio dacqua che li separava era tutto coperto di canne,
: gigli di palude e ninfee. I gigli erano macchie di blu elettrico sullo ,sfondo dellacqua verdastra: a tratti il loro profumo arrivava fino alla cima dellaibero.
Sean prese il binocolo e si mise a osservare meticolosamente il canale :e la riva pi vicina dellaltra isola.
: A un tratto ebbe un soprassalto: aveva visto un movimento di una certa
ampiezza tra le canne, e un groppone lustro dacqua brillare al sole. Ben presto rimase deluso: era la testa semisommersa di un ippopotamo.
Le lenti del binocolo gli consentivano di guardarlo proprio negli
Eiocchietti porcini, picchiettati di rosa, e di vedere le setole delle orecchie
piccolissime. Lippopotamo le faceva vibrare come ali, scuotendo via
: goccioline splendenti che formavano un alone sopra la massiccia testa
dellanimale.
Con sollievo Sean lo guard proseguire e immergersi nella laguna
UCCessiva. Sarebbe stato un bel guaio se si fosse diretto verso la loro
t: canoa mezza marcia, che non poteva proteggerli dai suoi dentoni e dalle
sue fauci, capaci di farla a pezzi con un solo morso.
Alla fine Sean guard Matatu, appollaiato su una forcella vicina, e il
piccolo ndorobo scosse la testa.
: Ha tirato dritto, ci tocca seguirlo.
LULTIMA PREDA

Tornarono a terra e poi al punto dove avevano lasciato Riccardo. Il viaggio in canoa e una bella dormita lavevano ritemprato. Era in piedi, mpaziente di andare a caccia, come Sean laveva sempre conosciuto.
Visto niente? domand.
No scosse la testa Sean. Per Matatu sicuro che sia qua vicino.
Dora in poi non bisogna pi parlare.
Mentre caricavano la canoa, Sean bevve un po di t e copr il fuoco con la sabbia.
Passarono il canale fino allaltro isolotto e ancora una volta Sean si arrampic su un albero alto, mentre Matatu perlustrava il fitto sottobosco in cerca delle tracce di Tukutela. Torn prima che fosse passato un quarto dora e Sean scese dallalbero per sapere cosa avesse scoperto.
E andato avanti sussurr Matatu. Ma adesso il vento cattivo aggiunse con aria grave.
Sean annu e, prima di spostarsi sullisola successiva, si tolse la camicia senza maniche. A torso nudo era in grado di avvertire immediatamente sulla pelle sudata il minimo cambiamento di vento.
Sullaltro isolotto trovarono il punto dove Tukutela era uscito dallacqua. Il fango che aveva schizzato sui rametti del sottobosco era ancora un po umido. Matatu tremava deccitazione, come un cane da caccia che fiuti la selvaggina.
Lasciarono la canoa e avanzarono quatti quatti nella fitta boscaglia, fehci che il vento per una volta li aiutasse: gli soffiava in faccia, e faceva sbattere le foglie di palma, confondendo i piccoli rumori prodotti dal loro passaggio. Scoprirono il punto dove il vecchio elefante aveva fatto cadere le noci da una palma, ingoiandole senza romperle con gli ultimi molari consumati: ma era ripartito subito unaltra volta.
Scappa via? sussurr Sean a Matatu, temendo che lelefante potesse averli in qualche modo scoperti. Matatu lo rassicur scuotendo la testa e gli indic i rametti verdi che il pachiderma aveva scortecciato e disseminato dappertutto. Non erano ancora seccati. Seguendoli, compirono un complicato itinerario attraverso lisolotto e ancora una volta sbucarono sul canale che lo separava dal successivo. Matatu torn indietro a recuperare la canoa e al suo arrivo Sean fece salire Riccardo spingendo poi limbarcazione verso laltro isolotto, sempre badando a non fare il minimo rumore. Sulla riva trovarono un cumulo di escrementl, dove si distinguevano le canne e i giacinti palustri che lelefante aveva mangiato. Lo sterco aveva la crosta secca, ma quando Matatu ci ficc dentro il piede si rivel molle e ancora caldo. La guida si mise a saltellare per la gioia.
74
E vicino, vicinissimo bisbigli tutto contento, fregandosi le mani. Istintivamente Sean prese due cartucce dal cinturone e sostitu quelle con cui aveva gi caricato la doppietta. Fece attenzione a non far scattare il fucile, quando lo richiuse. Riccardo riconobbe il gesto e sogghign eccitato. Continuarono ad avanzare silenziosamente in fila indiana, ma li aspettava una delusione. Lelefante aveva tirato dritto e si era immerso di nuovo nellacqua tra i papiri, per raggiungere lisolotto successivo.
Allimprovviso lo sentirono. Un brontolio cupo come un tuono destate, il barrito profondo che gli elefanti emettono quando sono contenti e a proprio agio. Sean tocc il braccio di Riccardo e gli bisbigli allorecchio: Adesso bisogna stare attentissimi al vento . Poi udirono il gorgoglio dellacqua risucchiata dalla proboscide e spruzzata sul dorso per rinfrescarsi. Per un attimo videro anche spuntare sopra i papiri la punta della proboscide.
Sean aveva la bocca secca e la gola serrata per leccitazione. Riusc appena a sussurrare: Indietro! facendo un segnale con la mano, cui Matatu obbed istantaneamente.
Passo passo arretrarono, con estrema cautela, Riccardo guidato per
un braccio da Sean. Appena furono rientrati nella macchia, gli
domand con un bisbiglio furioso: Ma perch? Eravamo cos vicini!
Troppo vicini gli spieg Sean. In mezzo ai papiri impossibile
sparargli. Se il vento gira appena appena, tutto finito ancora prima di
cominciare. Bisogna lasciarlo arrivare allaltra isola, e l piombargli
addosso. >,
Indietreggiarono ancora per un tratto e si fermarono sotto i rami di un grande fico selvatico che si protendevano sullacqua.
Diamo unocchiata ordin. Appoggiarono i fucili al tronco e Sean aiut Riccardo a montare sul ramo pi basso, poi si arrampic a sua volta Quasi in cima al fico trovarono un punto comodo per fermarsi. Sean sorreggeva saldamente Riccardo con un braccio ed entrambi si misero a scrutare la distesa di papiri.
Lo videro subito. Il groppone di Tukutela torreggiava in mezzo alle
cannetutto bagnato e nero come il carbone per gli spruzzi della proboscide: le vertebre sporgevano nette sotto la pellaccia grinzosa e le orecchie dai bordi sbrindellati sventolavano pigramente. Sul dorso si erano
piazzate quattro egrette candide col becco giallo, sentinelle occhiute
pronte a schiamazzare per avvertirlo del minimo pericolo. Finch se ne
stava nellacqua, non cera modo di avvicinarlo e in quel momento era a
una distanza ben superiore ai trecento metri, dunque chiaramente fuori
75 portata del fucile. Cos rimasero a guardarlo dallalbero, mentre attraversava lento e maestoso il canale fra i due isolotti. Quando Tukutela arriv nel punto pi profondo si immerse totalmente: solo la proboscide spuntava dallacqua, arricciolata e ondeggiante come la testa di un serpente di mare. Poi lelefante emerse dallaltra parte, il groppone ruscellante di acqua fangosa.
Immobili sul ramo del fico, Riccardo e Sean assaporavano quel momento eccelso della loro esperienza di caccia. Un elefante come quello non sarebbe mai pi venuto al mondo. La passione del cacciatore eclissava in quellattimo ogni altra emozione. Era qualcosa di primordiale, che si sprigionava dalle sorgenti stesse dellanima.
Il vecchio maschio alz la testa e si gir un momento, concedendo loro una fugace visione delle sue zanne scure e maculate, ed essi inconsciamente sussultarono, colpiti dalla vista di quelle lunghe colonne dalla curva perfetta, belle come unopera di Michelangelo o il corpo di una donna stupenda.
Com bello! sussurr Riccardo.
Sean non replic, perch non cera niente da aggiungere. Guardarono Tukutela raggiungere lisolotto lontano e uscire dallacqua, scalando la bassa riva e sostando un momento prima di farsi strada nella folta vegetazione, che subito inghiott anche la sua mole possente. Le egrette, spazzate dai rami, si involarono come pezzi di carta in un turbine di vento. Sean diede un colpetto sulla spalla a Riccardo, che si riscosse come da un bel sogno.
Attraverseremo il canale in canoa sussurr Sean, e mand Matatu a prenderla dallaltra parte dellisolotto.
Sedettero tutti sul fondo dellimbarcazione, per non spuntare fuori dalle canne. Silenziosamente scivolarono tra i papiri, mentre la leggera brezza continuava a spirare nella direzione propizia. Sean sentiva ogni minimo soffio sulle spalle nude.
Raggiunsero la riva e Sean aiut Riccardo a uscire dalla canoa. Poi la tirarono a secco, attenti a non fare rumore.
Controlli che il fucile sia carico sussurr Sean. Laltro tir indietro lotturatore quel tanto che bastava per intravedere lo scintillio del bossolo dottone. Sean approv con un cenno e Riccardo rimise a posto lotturatore in assoluto silenzio. Poi andarono avanti.
Erano obbligati a muoversi in fila indiana, seguendo il sentiero che il pachiderma aveva aperto nella fitta boscaglia, altrimenti impenetrabile. Silenziosamente scivolarono tra lintrico di rami e papiri. Pochi passi poi Sean si ferm e indic qualcosa davanti a s.
LULnMA PREDA
Per un bel pezzo Riccardo non riusc a distinguere niente nel folto di rami e foglie. Poi il vecchio elefante torn a sventolare le orecchie, e Riccardo ne scorse locchio attraverso uno spiraglio nella vegetazione. Era un occhietto appannato, velato dallombra azzurra che suole depositarvi let, da cui le lacrime scorrevano sulla guancia rugosa, dando unimpressione di grande saggezza e pena infinita.
Quella pena era contagiosa. Riccardo si sent sommergere da unonda nera, che gli gravava sullanima, trasformando la sua ardente passione venatoria in una devastante malinconia, un amaro rimpianto per la sua vita che stava per finire. Non alz il fucile.
Lelefante sbatt la palpebra, orlata di ciglia folte e lunghe, e il suo occhio si fiss profondamente in quelli di Riccardo: lui ebbe limpressione che gli scrutasse fin nellanima, e che condividesse il suo lutto per le due vite che stavano per terminare.
Sent che Sean gli batteva piano piano sulla spalla: era il pressante invito a sparare subito. Ma era come se Riccardo si fosse disincarnato, e il suo spirito aleggiasse ora sopra il suo stesso corpo, guardandolo dallalto, insieme allanimale, come due morituri. La tragicit di quella sensazione laveva derubato di ogni volont e possibilit di muoversi.
Ancora una volta Sean gli picchi sulla spalla. Lelefante era a quindici passi, imrnobile, unombra grigia e incombente. Sean sapeva che limprovvisa immobilit era dovuta al fatto che Tukutela presentiva il pericolo. Sarebbe rimasto fermo per pochissimi secondi ancora, poi sarebbe sparito nella boscaglia.
Sean avrebbe voluto scrollare Riccardo, gridandogli: Spara, forza, spara! Ma non poteva fare proprio niente: il pi piccolo movimento avrebbe indotto il vecchio elefante a scappare via, veloce come il vento.
Poi accadde quello che Sean aveva previsto e temuto. Sembrava impossibile che un bestione del genere potesse svanire cos rapidamente e silenziosamente: eppure era successo.
Sean prese Riccardo per il braccio e se lo tir letteralmente dietro, mentre si lanciava allinseguimento dellelefante. Faceva fatica a respirare per la rabbia: aveva rischiato la vita perch Riccardo potesse prendere quellanimale, e lui non aveva neanche alzato il fucile.
Sean continu a correre, trascinandosi dietro Riccardo in mezzo ai
rovi, incurante del disagio che gli procurava. Era sicurissimo che Tukutela avrebbe cercato di rifugiarsi sullisolotto successivo e sperava che si
presentasse unaltra occasione per sparargli, magari mentre attraversava il braccio dacqua: stavolta avrebbe costretto Riccardo a far fuoco
anche da lontano, per ferire e comunque rallentare il passo del vecchio
maschiocos da poterlo seguire pi facilmente. Poi ci avrebbe pensato
lui a finirlo
Alle sue spalle, Matatu grid qualcosa di incomprensibile, forse un
avvertimento: Sean si ferm ad ascoltare. Ud limprovviso schiantarsi
dei rami, e poi il barrito di un elefante infuriato: ma quei rumori venivan da un punto alle loro spalle, e non dalla direzione in cui era sparito
Tukutela Per un attimo Sean non comprese, poi la realt gli si impose
in tutta la sua evidenza e si gir di scatto. Sent che gli veniva la pelle
doca sulla schiena nuda. Tukutela aveva fatto qualcosa che nessun
elefantea quanto ne sapeva, aveva mai fatto prima. Non era scappato:
li aveva aggirati
Matatu! grid Sean. Scappa! Va sottovento! Poi spinse rudemente Riccardo contro il tronco di un enorme albero di tek.
Salga, forza! gli ringhi. I rami bassi erano facili da raggiungere, e Sean lo lasci per andare in soccorso di Matatu. Correva a testa bassa nellintric di rami, col fucile stretto al petto, mentre la foresta rimbombava degli irati barriti di Tukutela, che avanzava inarrestabile, come una frana di granito grigio.
Di colpo Matatu schizz fuori dal folto a pochi passi da Sean. Il suo iStinto laveva condotto dritto a fianco del padrone. Come lo vide, Sean cambi direzione, invitandolo con un rapido cenno a seguirlo. Corse un centinai di passi di lato, tagliando il vento. Poi si ferm, accucciandosi accant a Matatu. La sua tattica aveva avuto successo: per il momento TUkuteh li aveva perduti. La foresta era immota, e il silenzio COS ass追ut che Sean sentiva il sangue pulsargli alle tempie.
Era convinto che il vecchio maschio fosse vicinissimo, immobile come
loro, Iorecchio teso, la proboscide puntata in aria nella speranza di
fiutarli ancora. Chiss quante volte stato braccato si disse Sean
per essere indotto ad attaccare cos fieramente al primo sentore di
presenza umana
Tukutela, IArrabbiato, adesso capisco perch ti chiamano cos
mormor
poi nella foresta si sent un rumore, che Sean non si aspettava di cert: una voce umana che gridava. Gli ci volle un po di tempo per renderSi conto che era la voce di Riccardo Monterro.
Tukutela! Siamo fratelli! gridava allelefante. Siamo ci che
resta di un tempo tramontato! I nostri destini sono legati. Non posso
ucciderti!
Lele&nte lo sent e barr unaltra volta, poi caric in direzione della
vOce umana, procedendo come un carro armato. Dopo una cinquantina
78
di metri fiut di nuovo lesecrato odore delluomo e come impazzito prese a seguirlo fino alla sua fonte.
Riccardo Monterro non si era curato di arrampicarsi sullalbero di tek dove laveva lasciato Sean: si era semplicemente appoggiato al tronco, a occhi chiusi. Il mal di testa gli era piombato addosso come un colpo daccetta, facendogli esplodere negli occhi tante stelle luminose: nello stordimento provocato dal dolore, sent barrire il vecchio elefante maschio, e quel verso lo riemp di rimorso.
Il fucile gli sfugg di mano e cadde tra le foglie ai suoi piedi. Brancolando and incontro allelefante, senza vedere niente, con lassurdo proposito di placare il bestione e fare ammenda. Non voglio farti del male, siamo fratelli grid. E davanti a lui il sottobosco si apr e Tukutela gli croll addosso come una montagna di pietra.
Correndo a testa bassa verso il punto dove aveva lasciato Riccardo, Sean sent la terrificante carica del pachiderma e la voce delluomo proprio davanti a s.
Qua! grid. Qua, Tukutela! ripet ancora Sean, cercando di distrarre lelefante da Riccardo e di tirarselo addosso, ma sapeva benissimo che non sarebbe servito a niente. Tukutela aveva gi scelto la sua vittima e avrebbe continuato la carica fino alla morte.
La vista di Riccardv si snebbi: da un varco al centro del campo visivo, un varco circondato dai fuochi artificiali che continuavano a esplodergli dentro, rivide il mondo. E scorse il testone di Tukutela, con le lunghe zanne maculate, emergere con uno schianto dalla foresta.
In quellattimo lelefante divenne lincarnazione di tutte le centinaia di animali che Riccardo aveva ammazzato in una vita di caccia. Nel suo cervello aleggiava la confusa nozione che quelle zanne, quella lunga proboscide che lo puntava, fossero simboli di una benedizione che Iavrebbe assolto e redento per tutto il sangue che aveva versato e le vite che aveva distrutto. Tese le mani verso il bestione, con gioia e gratitudine, e ricord una frase che risaliva ai tempi lontani del catechismo:
Perdonami, Padre, perch ho peccato grid.
Sean vide la testa dellelefante muoversi nel folto, davanti a lui. Sent h voce di Riccardo, e si rese conto che doveva esser proprio sotto le zanne dellelefante. Frenando in una frazione di secondo la sua corsa pazza, imbracci il suo 577. Era nella posizione pi difficile per tentare di colpirlo al cervello, eppure, per un attimo ebbe limpressione di vederlo splendere allinterno del testone come una lucciola.
Non appena il mirino si trov allineato con quella lucciola ideale, Sean spar, con un riflesso automatico. La pallottola attravers losso spugnoso del cranio del bestione e gli spappol il cervello, senza che lelefante avesse neppure il tempo di accorgersene. Pass istantaneamente dalla piena furia della vita alla morte: le zampe gli si piegarono e cadde sul petto, facendo tremare la terra. Un turbine di polvere biancastra aleggi attorno alla sua massiccia carcassa, e la testa gli cadde in avanti.
La zanna destra trafisse il corpo di Riccardo Monterro allaltezza dello stomaco. Quella colonna davorio, che Riccardo aveva tanto bramato, fino al punto di rischiare la vita e il patrimonio per ottenerla, ora lo inchiod a terra, come larpione di un baleniere.
Guard sbalordito la zanna. Non avvertiva dolore, n alcuna sensazione che provenisse ancora dal suo corpo impalato sulla zanna ritorta del bestione; neppure la testa gli doleva pi. Per un attimo la vista gli si snebbi, come se ogni cosa che guardava splendesse illuminata da riflettori: poi la luce cominci a svanire e le tenebre si chiusero sopra di lui.
Un attimo prima che loscurit lavvolgesse completamente, scorse il viso di Sean Courteney aleggiare su di lui e con un estremo sforzo, gli disse: Lei ti ama... bada alla mia bambina . Poi il buio lo inghiott, e non vide n ud nientaltro, per sempre.
IL PRIMO 閵PULSO di Sean fu di liberare il corpo di Riccardo Monterro ma subito si rese conto della futilit dei suoi sforzi, e fece un passo indietro. Su quelle zanne gravava tutto il peso della testa e del corpo di Tukutela. Luomo e lanimale erano indissolubilmente uniti nella morte, e lui li avrebbe lasciati cos.
Prima Matatu e poi Pumula sbucarono dalla macchia e si fermarono accanto a Sean a contemplare il triste spettacolo.
Andate! ordin loro Sean. Aspettatemi alla canoa. Sentendo il tono della sua voce, i due filarono via.
Sean si appoggi alla testa dellelefante e osserv il volto di Riccardo.
Anche da morto, Riccardo Monterro era un belluomo. Ti capitato
proprio al momento giusto, capo, ed stata una fine degna delluomo
che eri. Sono contento che tu non sia morto in un letto qualsiasi, tra
lenzuola sporche. Prego solo di essere altrettanto fortunato anchio.
Sean pos la mano su una delle zanne e laccarezz. Te le lasciamo capo disse. Queste zanne saranno la tua pietra tombale. Dio sa se le hai pagate care. Prese il Rigby e lo mise nellincavo del gomito destro di Riccardo. Un guerriero devessere sepolto con le sue armi mormor. Poi si rialz e fu pronto a partire.
Senza rimpianti, capo disse. Va in pace, vecchio amico. Si volt e and via, verso la canoa che lo aspettava.
Il ricatto
L
F E CANNE GRAFFIAVANO 10 scafo della canoa spinta dal palo di Pumula.
Nessuno parlava. Sean sedeva a met barca, chino in avanti, col mento sappoggiato alla mano. Si sentiva stordito. Era come tornare da unincursione in tempo di guerra: tutti gli uomini allora erano tristi e silenziosi.
F Rivisse mentalmente la grande caccia, dal primo avvistamento delle lefante al momento in cui era corso a salvare Riccardo, impalato sotto il
gran testone grigio. Poi ud la voce di Riccardo che gli riecheggiava in
testa, fievole e sfiatata, lontanissima. Lei ti ama. Cos aveva detto: il
resto era stato incomprensibile. Ti ama. Parole senza senso di un
moribondo, deliri di un cervello malato. Riccardo poteva riferirsi a una
qualunque delle centinaia di donne che gli avevano riempito la vita.
* Oppure stava cercando di parlare a Sean di una donna in particolare:
Claudia Monterro.
Sean alz lo sguardo e per la prima volta ammise con se stesso che
aveva una gran voglia di rivederla. Gli sembrava che soltanto lei potesse
consolarlo del dolore che provava per la morte di Riccardo. Pens al
suono della sua voce, al suo modo di camminare, di ergere la testa
quando stava per sfidarlo. Ricord la consistenza setosa della sua pelle,
. simile ai petali del giglio dacqua, quando la toccava col pretesto di
aiutarla o di guidarla.
Siamo assolutamente e completamente inadatti luno allaltra riflett. Poi sorrise, e la malinconia di pochi istanti prima allent la sua morsa. Se il capo parlava di lei, vuol dire che era completamente impazzito. Eppure si rendeva conto, con una certa sorpresa, che limmagine di Claudia era talmente chiara in lui che poteva quasi contare i peli delle ciglia uno per uno intorno a quei grandi occhi color del miele, e le rughette che il sorriso le disegnava intorno alla bocca. Allimprovviso desider pazzamente tornare da lei, e cominci a preoccuparsi.
Sono stato un pazzo a lasciarla sola, anche se c Job con lei pens, guardando il buio della palude e tremando al pensiero di tutte le brutte cose che potevano esserle successe. Sent la canoa rallentare. Pumula si era fermato, chiedendo il permesso di riposare.
Vado avanti io gli disse Sean. Voglio arrivare al villaggio senza
fermarmi.
Mentre Pumula e Matatu si coricavano sul fondo della canoa, Sean in
piedi a poppa inizi il monotono esercizio di puntare il palo sul fondo e
LULrlMA PREDA
spingerla avanti. Ben presto la voga divenne automatica e la sua mente ricominci a vagare, il pensiero sempre rivolto a Claudia Monterro.
Pens al dolore che avrebbe provato. Bench se laspettasse, la morte del padre lavrebbe sconvolta. Prepar le parole da dirle, quelle che probabilmente lavrebbero pi consolata. Sono la persona giusta per aiutarla si disse. Lo conoscevo benissimo, Iaiuter a ricordare tutte le sue buone qualit. Forse cos riusciremo a superare lantagonismo che ci ha diviso fin dal primo momento.
Si rese conto che aveva accelerato il ritmo della voga e dovette imporsi di prendersela calma per non scoppiare, anche se la voglia di rivedere Claudia era di gran lunga pi forte della fatica. Continu a vogare, finch il cielo a est divent rosa, poi giallo chiaro; sopra la sua testa turbinavano stormi di uccelli palustri, miriadi di ali frullavano nellaria del primo mattino.
Due ore dopo, la prua della canoa buc lultimo foltissimo canneto di papiri, e finalmente sbarcarono sulla spiaggia del villaggio bruciato.
Sean si trattenne a stento dal mettersi a correre mentre passava tra i resti delle capanne. Proprio davanti a loro cera il boschetto dove avevano costruito il capanno per Claudia e Sean si ferm di colpo.
Era troppo tranquillo. Cera qualcosa che non andava. Si butt per terra, rotolando al riparo col 577 gi imbracciato. Rest sdraiato ad ascoltare. Il silenzio gravava su di lui come un peso fisico. Si inumid le labbra e imit il verso chioccio del francolino, uno dei segnali che Job avrebbe certamente riconosciuto. Non ci fu risposta. Avanz col passo guardingo e felpato di un leopardo e poi si ferm di nuovo. Qualcosa brillava nellerba: si chin e sent lo stomaco chiuderglisi. Era un bossolo vuoto calibro 7.62, con una scritta incisa in caratteri cirillici: munizioni sovietiche per il Kalashnikov. Poi, raggiunto il limite del bosco vide un cadavere. Un negro. Corse a vedere: uno sconosciuto, non Job come aveva temuto. E morto da almeno un giorno stim.
Job! grid. Claudia! Grida disperate. Corse dove aveva lasciato la ragazza: la capanna era deserta.
Cera un altro cadavere steso ai margini della radura: un altro sconosciuto. Due bastardi in meno disse amaro Sean. Bel colpo, Job.
Matatu aveva seguito Sean e stava osservando la scena. Si mise a girare freneticamente in tondo, e poi ad andare avanti e indietro come un cane da caccia che abbia fiutato una pernice. Nel giro di pochi minuti Matatu torn a rapporto: Erano almeno in quindici, hanno circondato il capanno e li hanno assaliti .
E la memsahib? Sean aveva paura della risposta.
Hanno preso anche lei. Zoppica ancora; Ihanno portata via sorreggendola in due, ma lei continuava a dibattersi. Job ferito, forse lo
hanno picchiato.
Quando? chiese Sean.
Ieri mattina, allalba, credo.
Sean annu. Bisogna inseguirli. Presto, andiamo! Trascurando le
* consuete precauzioni contro le imboscate, si affid interamente a Matatu per individuare eventuali trappole che i guerriglieri si fossero lasciati alle spalle. Pareva che volessero far prigionieri piuttosto che uccidere, perch a quanto sembrava Job era stato soltanto malmenato. Ma ci che preoccupava di pi Sean era la sorte di Claudia. Erano in quindici, aveva detto Matatu, e il corpo bianco della ragazza doveva senzaltro rappresentare una tentazione.
Stavano forzandola a camminare sulla gamba ammaccata. Questo
non poteva che aggravare la distorsione. Se lei li avesse costretti a rallentare troppo, avrebbero cominciato a minacciarla, impazienti. Tutto dipendeva da quanto bisogno avevano di un ostaggio bianco, probabilmente da usare come merce di scambio coi governi occidentali;
da chi erano, se membri del Frelimo o guerriglieri della Renamo; da chi
li comandava, dalla sua autorit eccetera eccetera: ma in qualunque
,modo si considerasse la faccenda, restava il fatto che Claudia era in
gravissimo pericolo.
Si rendevano conto di essere inseguiti? Sicuramente dalle tracce avevano capito che al campo mancavano quattro uomini. Dunque la risposta non poteva essere che s. Ci li avrebbe preoccupati e resi nervosn
Purtroppo Claudia poteva dimostrarsi un pericolo per la sua stessa
salvezza. Gi se limmaginava intenta a discutere con loro, pretendendo
Fil rispetto dei diritti umani. Quel pensiero gli strappo un sorriso. Magari
F quelli credevano di aver messo le mani su una gattina, e invece presto si
sarebbero accorti che si trattava di una tigre.
Il sorriso gli mor sulle labbra. Era sicurissimo che si sarebbe messa
nei guai. Se il capo del gruppo era un debole, Iavrebbe spinto al punto
di dover ribadire la propria autorit sui suoi uomini. La societ africana
patriarcale, e una donna che non sta agli ordini rappresenta unoffesa.
Per una volta, papera, tieni la bocca chiusa! preg in silenzio.
tMatatu si ferm e lo chiam con un gesto. Sean lo raggiunse. Qua si
sono fermati a riposare disse la guida, indicando il punto dove il . gruppo aveva sostato allombra di un boschetto di mopani.
Matatu indic il segno dei rami tagliati: Hanno costruito un
mushela per la memsahib . Sean annu con sollievo. Claudia aveva
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LIJLTIMA PREDA
rallentato la marcia, ma invece di liberarsene con il semplice espediente di una pallottola nella nuca, avevano pensato bene di costruirle una barella con rami di mopani.
Andiamo, Matatu rugg. In marcia!
Le tracce li portarono a ripercorrere larida pianura alluvionale. La pista era facilissima da seguire, i quindici uomini coi due prigionieri non tentavano neppure di cancellare i segni del proprio passaggio. Stavano guadagnando rapidamente terreno sul gruppo dei guerriglieri, e Sean spero addinttura dl ragglungerll prima di sera.
Poco dopo Matatu si ferm di nuovo. Ieri sera hanno dormito qui.
Qui hanno appoggiato la barella della memsahib disse, indicando dei
segni nella terra soffice. Qui lei si alzata in piedi.
Sean esamin le sue impronte, pi piccole, strette e nitide di quelle
lasciate dagli stivali dei suoi rapitori. Si capiva che trascinava una
gamba. Dove ha dormito la memsahib? domand a Matatu
Qua gli indic la guida. Qualcuno, probabilmente Job, le aveva preparato un giaciglio di erba e foglie. Sean si accucci l vicino e cerc attentamente. Non cera niente Stava per rialzarsi in piedi, quando vide un bottone, semisepolto tra le foglie pestate. Era un bottone da eans, con il marchlo mclso.
Jeans firmati, proprio lei. Se linfil in tasca. Poi raschi il terriccio sotto il punto dove aveva trovato il bottone: Claudia si era servita del bottone come segnale, e sotto uno strato di terriccio aveva infilato un cartoncino strappato da un pacchetto di sigarette. Era un rettangolino di due centimetri per quattro, piccolissimo per scriverci sopra con un rametto carbonizzato dal fuoco.
15 Renamo... Finalmente si chiariva con chi avevano a che fare Cave... La parola lo rese perplesso. Poi cap: era latino e significava Attento. Dovette sorridere. Come far a saperlo? Poi ricord che era laureata in legge, e continu la lettura.
Cave. Ti aspettano. Lei e Job dovevano averli sentiti parlare proprio di questo. Altra informazione preziosissima.
Tutto OK. E aveva perfino firmato, con una C.
Sean guard il pezzettino di carta che aveva sul palmo della mano.
Brava, bellezza sussurr. Scosse la testa ammirato e inquieto.
E la Renamo disse a Matatu e Pumula. Sanno che li stiamo seguendo. Bisogna aspettarsi unimboscata. Entrambi avevano la preoccupazione dipinta in faccia, e Sean guard lorologio.
Bisogna cambiare formazione stabil con riluttanza, per scongiurare altre imboscate. Questo li avrebbe fatti rallentare: non era pi
possibile ormai raggiungere la squadra della Renamo prima di sera.
In tre erano veramente troppo pochi. Solo Matatu poteva restare sulle tracce: Sean e Pumula dovevano allontanarsi sui fianchi. Fra tutti avevano un fucile solo, la grossa, pesante, lenta doppietta a due colpi. E stavano per affrontare guerriglieri perfettamente addestrati, che li aspettavano muniti di armi automatiche.
E un suicidio si disse Sean, ma nonostante questo aveva una gran
voglia di accelerare.
Al centro, Matatu fece un fischio. Anche se non era un segnale dallarme, Sean si guard attentamente intorno prima di avvicinarsi alla guida. Matatu era accucciato di fianco alle tracce, e aveva lespressione preoccupata .
Da dove diavolo sono saltati fuori? esclam Sean. Era una protesta, pi che una domanda. Il divario di forze a loro sfavore si era moltiplicato per cento. Un gruppo ancora pi numeroso di guerriglieri della Renamo si era unito a quelli di prima. A prima vista sembrava unintera compagnia.
Quanti sono? domand Sean a Matatu.
Matatu fiut una piccola presa di tabacco, il solito rito di quando
voleva dissimulare lincertezza. Poi alz le mani a dita aperte, e le agit insieme quattro volte.
Quaranta?
Matatu fece un timido sorriso di scusa, poi agit le mani aperte unaltra volta.
Tra quaranta e cinquanta. Sean apr la borraccia e bevve un sorso dacqua. Era calda come brodo.
Li conter unaltra volta pi tardi promise Matatu. Quando li
riconoscer tutti uno per uno, ma per ora... Uno di questi comunque io
lho gi visto.
Ne conosci uno?
Credo di s, ma successo tanto tempo fa, e non riesco pi a
ricordarmi dove .
, Sean rest zitto, pensando a quella semplice affermazione. Personalmente avrebbe avuto gravi difficolt a ricordare la faccia di tutte le
L persone che aveva incontrato anche solo negli ultimi dieci anni. E l
cera Matatu, che si lamentava di non riuscire a riconoscere immediatamente delle impronte che gli era capitato di vedere in precedenza, tra infinite altre.
Io questo qua lo conosco sussurr Matatu. So come cammina. Scosse la testa, frustrato, e si gir dallaltra parte.
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LULTIMA PREDA
Adesso procedevano con estrema cautela. Le tracce li conducevano verso laltopiano che dominava il fondo scosceso della valle, e ben presto si trovarono tra le prime colline.
Sean si aspettava da un momento allaltro di entrare in contatto con la retroguardia della colonna. Temeva per di accorgersene ricevendo in corpo una raffica di mitragliatrice.
Su quelle colline ogni macigno, ogni piega del terreno, poteva celare il nemico, sicch bisognava esplorare minutamente i dintorni prima di avanzare. Sean friggeva dimpazienza, ma si costrinse ad adattare il ritmo di marcia al terreno difficile. Quando superarono la cima della collina, attraverso un rado boschetto di begli alberi msasa scorsero laltopiano che si elevava sopra i primi contrafforti.
Sicuramente ci aspettano lass mormor Sean.
Le impronte sembravano condurre a una sorta di valico dominato da
pareti di roccia rossa. Al centro del canalone non cerano quasi alberi mentre sui costoni cresceva una foltissima vegetazione. Era il posto ideale per intrappolarli e massacrarli.
Dal centro Matatu fece un fischio, e Sean corse a raggiungerlo. Da l si vedeva benissimo il fondo del canalone, e Sean distinse dei movimenti nellerba giallastra. Guard col binocolo e scorse una colonna di uomini che risalivano la china in fila indiana.
Erano quasi tutti in tuta mimetica, bench non mancassero quelli in jeans e camicia cachi. La testa della colonna aveva gi raggiunto la macchla m cima al canalone, a circa cinque chilometri da l, ma col binocolo Sean fece in tempo a contare dodici uomini.
La barella era al centro, e la portavano in quattro, due davanti e due di dietro. Sean cerc di regolare il binocolo per poter distinguere Claudia, ma prima che vi riuscisse la barella scomparve tra gli alberi.
Sean abbass il binocolo e pul le lenti col fazzoletto. Anche Pumula li aveva raggiunti, dallaltro fianco, e adesso si accucci vicino a Matatu e insieme si misero a studiare il terreno, in silenzio.
Matatu sput. Quel canalone la bocca del coccodrillo. Vogliono
che noi ci infiliamo la testa.
Sean studi le pareti del canalone, senza fretta. Cercava di non pensare alla barella e alla figurina che gli era sembrato di scorgervi sopra. Si concentr completamente nella sua ricerca, e dieci minuti dopo fu ricompensato. Fu solo un lampo improvviso: il riflesso del sole sopra un orologio da polso, o forse un paio di occhiali.
Sono l disse, abbassando il binocolo. S, Matatu, hai ragione.
Ci hanno fatto vedere lesca e adesso ci aspettano.
86
Si sedette dietro un masso per cercare di riflettere, valutando la situazione. La prima idea che scart fu un attacco alla colonna della Renamo. Anche se avesse avuto pi uomini, doveva pensare agli ostaggi. Nemmeno una compagnia di Scout bene armati gli avrebbe consentito di attaccare.
Probabilmente la migliore garanzia di rilascio per gli ostaggi in mano alla Renamo non era il suo intervento, ma trattative diplomatiche a Pretoria col potente alleato dei guerriglieri, il governo sudafricano. Tuttavia. anche i sudafricani non potevano far niente fintanto che ignoravano che una cittadina americana era stata catturata dalla Renamo.
Okay. Sean era giunto a una prima decisione. Devo far arrivare un messaggio al consolato americano di Harare. In questo modo avrebbe anche risolto unaltra delle sue grosse preoccupazioni. Aveva la responsabilit di Pumula e Matatu: finora, li aveva condotti verso il suicidio. Adesso per aveva la scusa buona per mandarli via. Li avrebbe rispediti tutti e due a Chiwewe con un messaggio per il console. Apr lo zaino trov il suo taccuino e si mise a scrivere.
Riccardo era stato un uomo importante, pieno di conoscenze nelle alte sfere. Sean avrebbe iasciato intendere che lui e la figlia erano prigionieri della Renamo. Il console degli Stati Uniti, poteva contarci, si sarebbe subito messo in contatto con Pretoria, e i sudafricani non avrebbero mancato di intercedere presso la Renamo a favore dei due cittadini statunitensi prendendo a pretesto motivi umanitari.
Okay, questo risolve il problema di Matatu e Pumula si disse Sean. Firm il messaggio, strapp la pagina del taccuino e la pieg. Non gli restava che prendere una decisione riguardo a se stesso. Seguir la colonna in attesa di una buona occasione. Sogghign allidea. Ma quale occasione? si derise. Di assalire pi di cinquanta terroristi con una doppietta, liberare due prigionieri, e scappare in Zimbabwe marciando con Claudia in spalla per cento chilometri in territorio nemico?
Si alz in piedi e torn dai due compagni, ancora intenti a studiare il canalone. Si mise vicino a Matatu.
Qualcosa di nuovo? chiese, e la guida scosse la testa.
Restarono in silenzio per parecchi minuti, mentre Sean cercava il
coraggio per comunicare ai due che intendeva rispedirli indietro.
Matatu sembr accorgersi che in pentola stava bollendo qualcosa di
sgradevole Continuava a guardare di sottecchi Sean con aria preoccupata, ma quando finalmente quello fece per parlare, Matatu si mise a
ridere tutto contento.
Adesso mi ricordo! esclam. Mi venuto in mente chi !
c 87
LULTIMA PREDA

Preso alla sprovvista, Sean lo guard accigliato. Chi chi? Di cosa
stai parlando?
Del capo della colonna della Renamo gli disse giulivo Matatu.
Adesso mi sono ricordato chi .
E chi , allora? chiese diffidente Sean.
Ti ricordi quando siamo saltati dallo ndeki per attaccare il campo
daddestramento alla confluenza dei due fiumi? Rammenti quel tizio che abbiamo sorpreso nellufficio, mentre cercava di bruciare le carte?
Quello che non voleva marciare, e cos alla fine tu hai dovuto sparargli
nellorecchio?
Il compagno Cina?
Proprio lui. Matatu sembrava avere qualche difficolt a pronunciarne il nome.
Sean lo guard incredulo. Tutto lo spingeva a scartare quellipotesi, senonch Matatu ben difficilmente commetteva errori in quel genere di cose.
11 compagno Cina! sospir Sean. Bella fregatura. Non riusciva a immaginare nessuno che avrebbe temuto di pi, a capo di quella colonna della Renamo, del compagno Cina.
Vi rimando a Chiwewe disse Sean senza cerimonie. Matatu lo fiss costernato. Sean non riusc a sostenere quello sguardo carico di rimprovero.
Si rivolse a Pumula, chiamandolo seccamente a rapporto. Questo
biglietto per il cuoco del campo. Digli di trasmetterlo per radio al mio
ufficio di Harare. Matatu ti guider indietro.
Mambo. Pumula obbed senza discutere. Gli tese la mano, e se la strinsero alla maniera africana, prima i palmi e poi i pollici e poi ancora i palmi.
Matatu era raggomitolato sul terreno e cercava di farsi ancora pi
piccolo per non attirare lattenzione di Sean. Va! gli ordin bruscamente Sean. Insegna a Pumula la strada!
Matatu alz la testa con uno sguardo afflitto e lespressione servile Sean aveva voglia di abbracciarlo e consolarlo.
E fila via, grandissimo farabutto! gli grid con una faccia ferocissima; Matatu si allontan di pochi passi e poi si ferm di nuovo e torn a guardarlo, implorante.
Vai! Sean alz minacciosamente la destra. Alla fine lometto si rassegn allinevitabile e si avvi per la discesa.
Deliberatamente Sean gli volt le spalle e alz il binocolo per rimettersi a scrutare il terreno, ma dopo qualche istante la vista gli si anneb88
bi e dovette sbattere pi volte le palpebre. Suo malgrado diede una sbirciatina dietro. Matatu era sparito. Era una strana sensazlone, non averlo pi accanto. Dopo qualche minuto, torn a sollevare il binocolo e riprese a esaminare attentamente le pendici del canalone, scacciando Matatu dalla mente.
Contrafforti di roccia rossa dominavano ininterrotti entrambi i versanti. Non erano particolarmente alti, ma la parete era verticale, con delle sporgenze sul vuoto. Sean li perlustr col binocolo, continuando per a tornare sullo stesso punto. A mezzo chilometro, sul lato destro della sella rocciosa, cera una via che si poteva scalare, bench senza un compagno e senza adeguato equipaggiamento sarebbe stato molto pericoloso. Il fucile e lo zaino lavrebbero impacciato nei movimenti; inoltre avrebbe dovuto fare il tentativo al buio. Affrontare la scalata della parete di giorno avrebbe significato esortare i nemici a un esercizio di tiro a segno.
Attraverso le lenti del binocolo distinse un punto dove la roccia formava delle specie di stretti gradini. Sembrava che di l si potesse risalire e aggirare la sporgenza, per arrivare a un angusto cornicione che proseguiva pi o meno orizzontale per parecchie centinaia di metri in entrambe le direzioni.
Da quel cornicione alla cima sembravano esserci due possibili vie:
una era una fenditura verticale, un camino; Ialtra era costituita dalle radici di un enorme fico che cresceva in cresta.
Sean guard lorologio. Aveva tre ore per riposare, prima che venisse buio e potesse tentare la scalata. Di colpo gli piomb addosso la stanchezza. Cap che non era dovuta solo alla fatica fisica dellinseguimento, ma anche alla tensione emotiva per la sorte incerta di Claudia e Job e al congedo da Matatu.
Trov un bel nascondiglio tra la roccia e i cespugli, con una comoda via di fuga. Si slacci gli stivali e si sistem nel pertugio tenendo tuttavia il fucile in grembo. Poi mangi una galletta e una tavoletta di proteine delle razioni demergenza e bevve qualche sorso dalla borraccia. Chiuse gli occhi e quasi subito si addorment.
SEAN 51 SVEGLIO al primo frescolino della sera. Davanti a lui, la parete dei contrafforti era avvolta dalla caligine purpurea del crepuscolo. Apr il fucile, tolse le cartucce e le sostitu con altre due prese dalle tasche del giubbotto. Spremette due centimetri di crema mimetica nera dal tubo ormai quasi vuoto e se la spalm in faccia e sul dorso delle mani. Questo complet i suoi preparativi.
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Quando la notte stese il suo nero manto sulla valle, si avvi con calma
verso la base della parete. L la vegetazione era fittissima e intricata, e per raggiungere la roccia impieg molto pi tempo del previsto.
Ormai era buio pesto, ma riusc lo stesso a individuare il punto di partenza della scalata, grazie a un cespuglietto che cresceva in una crepa della roccia.
Sean infil il fucile insieme al sacco a pelo sotto la falda dello zaino. Il calcio sporgeva da una parte e la canna dallaltra: il fucile era pi lungo della larghezza delle sue spalle e inoltre il peso era squilibrato. Mise le mani sulla parete di roccia, tastandola.
Prima della guerra era stato uno scalatore appassionato. Amava il rischio, il terrore dellabisso che lo risucchiava per i piedi. Tuttavia, una scalata del genere non laveva mai tentata. Non disponeva di corde chiodi, moschettoni, n di un compagno che potesse assicurarlo, e si accingeva ad aprire una nuova via al buio, scorgendo a malapena lappiglio seguente, lungo un percorso che aveva osservato da due chilometri di distanza, su una parete di arenaria, la pi insidiosa delle rocce.
Cominci ad arrampicarsi, aggrappandosi saldamente con le mani e coi piedi e mantenendosi un po staccato dalla parete per cercare un buon equilibrio, senza mai fermarsi, senza mai muoversi di scatto o pesare troppo sugli appigli, progredendo come un corpo fluido che per miracolo scorra verso lalto.
Dapprima gli appigli erano saldi, ma pian piano la parete si fece pi liscia e non trov pi che sporgenze minime. Cercava di caricare il peso il meno possibile: un tocco delle dita, una spinta dellalluce e via; ma anche cos avvertiva la friabile inconsistenza della roccia sotto i polpastrelli. Senza pause n rallentamenti percorse il primo tratto e raggiunse il cornicione a una trentina di metri daltezza.
Era pi stretto di quanto avesse creduto osservandolo col binocolo non pi largo di una ventina di centimetri. Con lo zaino in spalla e ii fucile che sporgeva dai due lati, gli era impossibile voltarsi per sedervisi sopra e lasciarsi scivolare col sedere.
Era costretto a stare faccia alla montagna, coi talloni sporgenti nel vuoto e il peso dello zaino e del fucile che lo tiravano verso il basso. Stava pi scomodo l che in arrampicata sulla parete. Prese a spostarsi avanzando con le braccia aperte come un crocifisso, tastando la roccia in cerca di qualche asperit, con la faccia incollata alla parete.
Si diresse a sinistra, cercando la fenditura verticale che aveva visto col binocolo. Delle due vie possibili era quella che gli sembrava migliore.
Come ogni esperto scalatore, Sean diffidava di rami e radici. Erano
90
LULrlMA PREDA
troppo insidiosi per rischiarci la vita. Cont i suoi passi da gambero lungo il cornicione. Quando arriv a cento, lo spazio sotto i piedi si era ancor pi ristretto, i muscoli delle cosce gli dolevano e cominciavano a tremare, per lo sforzo innaturale di bilanciare il peso dello zaino e del fucile.
Altri venti passi e la parete si fece quasi convessa, spingendolo ancora pi fuori e obbligandolo ad aderire col bacino alla roccia per mantenere il baricentro dentro il cornicione. Era a unaltezza di soli trenta metri, ma sarebbero stati pi che sufficienti per ridurlo come chi precipitasse dalla parete nord dellEiger, se fosse caduto.
Si costrinse a fare un altro passo e poi ancora un altro. Adesso era curvo, con la schiena ad arco, le caviglie tremanti e le gambe intorpidite: presto avrebbero certo ceduto. Poi di colpo le dita della mano sinistra trovarono una frattura e fu come uniniezione di adrenalina nelle arterie. Le dita ispezionarono la frattura. Non era neanche abbastanza larga da incastrarci la spalla, e si restringeva bruscamente.
Sean ci spinse dentro la mano, pi che poteva, e poi la chiuse a pugno in modo da incastrarla saldamente nella fenditura e avere cos modo di riposare un po le gambe e la schiena dolorante. Aveva il respiro affannato e il sudore gli colava negli occhi, offuscandogli la vista.
Sbatt le palpebre pi volte e alz la testa. La crepa procedeva verticalmente ininterrotta. Alz la mano libera e la incastr nella spaccatura, sopra laltra. Poi stacc il piede sinistro dal cornicione e lo infil dentro la crepa pochi centimetri sopra. Contrasse i muscoli e gli parve che fosse saldamente incastrato. Ci caric sopra il peso e ripet il procedimento con laltro piede.
Una mano dopo laltra, un piede dopo laltro, risal pian piano la fenditura nella roccia.
Adesso vedeva il ciglio dellaltopiano, solo una trentina di metri sopra di lui. Ma la crepa si stava allargando e non poteva pi incastrarci mani e piedi saldamente come prima. Un piede anzi gli cedette, e scivol qualche centimetro verso il basso prima di bloccarsi di nuovo.
Si gir, cercando di infilare la spalla nella fenditura, ma era impedito dalla canna del fucile che sbatteva contro la parete. Rest l appeso per qualche secondo, dopo di che tast pi in alto alla ricerca di un appiglio cui aggrapparsi, ma la sua mano non incontr che la liscia superficie di arenaria e cap di essere bloccato.
Aveva circa quindici secondi di tempo, poi le gambe avrebbero ceduto. Sapeva perfettamente che cosa doveva fare, ma tutti i suoi istinti si ribellavano.
LULTIMA PREDA
Fallo, forza gli gracchi nelle orecchie la sua stessa voce. Se non
lofai,crepi.
Abbass la mano e sganci la cinghia inferiore dello zaino. Poi sfil lo spallaccio. Zaino e fucile scivolarono gi da una parte, bloccati dallo spallaccio nellincavo del gomito. La spinta fece ruotare Sean su se stesso e riusc per un pelo a tenersi attaccato alla parete. Ficc la testa nella spaccatura, cercando di incastrarcela dentro. Raccolse tutte le sue forze, contrasse i muscoli del collo, irrigid la testa il pi possibile e stese entrambe le braccia dietro la schiena, restando attaccato alla parete solo con i piedi e il capo. Per un terribile istante la cinghia dello zaino si impigli a un bottone del giubbotto, poi scivol gi per il braccio.
Lo zaino precipit nel buio. Libero da quel peso, Sean vacill, e riusc appena in tempo a infilare le braccia nella fessura evitando di seguire lo zaino nellabisso.
Aggrappato alla roccia, ud il rumore provocato dallo zaino che precipitava in basso, sbattendo come una campana la canna del fucile contro la roccia. Leco amplific il suono, facendolo rimbombare da una parete all altra .
I tonfi continuarono a riecheggiare per un pezzo anche dopo che lo zaino aveva ormai toccato il fondo.
Sean si gir e riusc finalmente a infilare la spalla nella fenditura. Si ripos per qualche istante in quella posizione, ansimando come un cane, stremato dal pericolo appena scampato. Poi pian piano si riprese e il panico lasci spazio alla sensazione familiare delladrenalina in circolo. Non gli pareva vero di essere ancora vivo.
Stavolta lhai scampata proprio bella, ragazzo mio si disse con un bisbiglio rauco. Lhai vista di nuovo in faccia. Pi grande il terrore, pi grande lemozione. Ma anche quella sensazione era fuggevole. Nel giro di pochi secondi svan, e Sean torn a essere consapevole della sua situazione. Non aveva pi lo zaino. Fucile, borracce, sacco a pelo razioni di cibo, tutto era perduto. Gli restava solo quello che aveva in tasca, pi il coltello e il sacchettino demergenza alla cintura.
Me ne preoccuper quando sar arrivato in cima decise, e ricominci la scalata. Con una spalla incastrata nella fenditura, poteva spingersi in su pian pianino, centimetro per centimetro, seppure a costo di spellarsi le mani.
La fenditura continuava ad allargarsi, finch divent un vero e proprio camino, dove Sean pot infilarsi con tutto il corpo e salire facendo leva con le gambe e le braccia sulle pareti. In questa maniera procedette con pi rapidit.
Il ciglio dellaltopiano era ormai a tre metri sopra la sua testa. Continu la scalata fino a farvi capolino: alla luce della luna si rese conto che non si trovava ancora in cima, ma semplicemente su un altro cornicione, al di sotto dellaltopiano vero e proprio.
Quello spalto era chiaramente occupato da una colonia di procavie, inconfondibili per la puzza delle loro deiezioni, che riemp i polmoni di Sean, affannato per lo sforzo di reggersi. La procavia un buffo animaletto peloso. Bench abbia le dimensioni di uno scoiattolo, parente sia pure alla lontana dellelefante, e ha laspetto accattivante dl un orsacchiotto di pezza. In quel momento le procavie erano ben rintanate e il cornicione sembrava deserto. Sean si iss pian piano e appoggi il gomito sullorlo, sforbiciando con le gambe. Poi si raccolse per lo sforzo finale e in quella rest gelato.
Ci che al chiaro di luna aveva scambiato per un mucchio di sassi proprio davanti alla sua faccia cambi improvvisamente forma. Sembrava qualcosa di fluido.
Sean cap subito che era un serpente. Solo una vipera poteva sibilare cos forte e solo una in particolare poteva raggiungere tali dlmensiom: la vipera del Gabon, uno dei serpenti pi velenosi dellAfrica.
Si puntell sui gomiti, le gambe nel vuoto, con tutti i muscoli del corpo irrigiditi, fissando il serpente e cercando di dominarlo con la forza di volont. Era l, a cinquanta centimetri dalla sua faccia, pronto ad attaccare, e Sean sapeva bene che era pericoloso anche da due metri, perch poteva scattare in tutta la sua lunghezza. Il pi piccolo movimento lavrebbe indotto a colpire.
I secondi scorrevano, lenti come una colata vischiosa di melassa, finch non gli parve di avvertire un fremito di rilassamento nel suo collo contratto.

In quellattimo gli scivol la mano sinistra, le dita rasparono sulla roccia e il serpente scatt in avanti, con la forza di una martellata da fabbro ferraio.
Sean mosse la testa di lato, schivando il colpo come un pugile, e il muso freddo della vipera gli sfior la mascella. Avvert una fitta tra il collo e la spalla, cos violenta da scardinargli la presa della destra e farlo mezzo ruotare su se stesso, rimanendo attaccato solo con laltra mano.
Pens che il serpente gli avesse affondato i denti nella spalla, o magari nel collo, e si aspett che il veleno cominciasse a bruciargli dentro col suo fuoco mortale. La bestiaccia gli era rimasta appesa addosso Gli penzolava davanti come un enorme salame, dibattendosi e frustandolo, fischiandogli nellorecchio.
LULTIMA PREDA
Sean si mise quasi a urlare per lorrore. Il peso del serpente che si dimenava lo scuoteva di qua e di l e i suoi sibili fortissimi lassordavano. Sent che la presa della sinistra veniva meno, ma labisso sottostante non lo spaventava pi a paragone dellatroce creatura agganciata al suo collo.
Sent un liquido gelido che gli colava lungo la gola e la mascella, gi per la scollatura del giubbotto, e con improvviso sollievo Sean cap che il serpente non gli aveva morsicato il collo ma il bavero.
La consapevolezza di non essere stato morsicato gli restitu nuova forza e lo spinse ad aggrapparsi ancor pi disperatamente, fermando il suo lento scivolare nel vuoto. Con la destra libera prese il serpente per il collo, proprio dietro la testa, e cerc di strapparselo di dosso, ma i denti erano impigliati come ami nella tela pesante. Appeso al ciglio solo con la sinistra, riusc infine con un fortissimo strattone a sradicargli i denti dal palato, da cui cominci a colare sangue misto a veleno. Poi scagli lontano, nellabisso, la bestiaccia che ancora si contorceva, sibilando furibonda. E finalmente pot aggrapparsi nuovamente alla roccia con entrambe le mani.
Ansimava come un mantice per la fatica e il terrore, e dovette aspettare un minuto buono prima di riprendersi e issarsi faticosamente sullo spalto .
Si inginocchi sulla roccia e si sfil attentamente il giubbotto intriso di veleno. Rimettersi quellindumento era pericoloso. Il veleno poteva essere assorbito dalla pelle delicata del collo, provocando ulcere o peggio, ma daltra parte buttare il giubbotto significava dover esporre lindomani il suo corpo indifeso al sole tropicale. Esit e poi lo infil ripiegato nella cintura. Alla prima occasione lavrebbe lavato.
Si alz in piedi e sent la fredda brezza notturna spirare sul suo torso nudo e sudato. Il percorso fino alla cresta non era pi una scalata, ma quasi una passeggiata. Comunque laffront con estrema cautela e quando arriv in cima si ferm a spiare affacciato solo con mezza testa.
Qualche nuvoletta velava la luna e Sean vedeva pochissimo. Davanti a lui cerano una quarantina di metri di terreno roccioso, senza vegetazione, superati i quali sarebbe stato al riparo, nella boscaglia.
Si alz in piedi e corse avanti, piegato in due per non stagliarsi contro il cielo stellato. Era a met del tratto scoperto quando allimprovviso una luce lo invest.
Si ferm di colpo, come se fosse andato a sbattere contro una montagna, e alz istintivamente le mani a proteggere gli occhi da quella luce abbagliante. Si tuff nellerba e si appiatt contro il terreno roccioso.
Il fascio di luce proiettava lunghe ombre nere dietro ogni masso e si rifletteva vividamente sullerba giallastra invernale. Sean non osava alzare la testa. Schiacci la faccia al suolo, esposto, vulnerabile e indifeso sotto quel fascio abbacinante.
Aspett che succedesse qualcosa, ma il silenzio non fu rotto da alcun rumore. Tacevano anche gli uccelli notturni, non si udiva neppure il ronzio degli insetti. Quando infine una voce echeggi rimbombando dal folto degli alberi, distorta da un megafono a pila, per Sean fu come un pugno in faccia.
Buona sera, colonnello Courteney. La voce parlava in buon
inglese, con un lievissimo accento africano. Ha fatto un buon tempo,
sa? Ventisette minuti e quindici secondi dalla base della parete a qui.
Sean non si mosse, ma rest sdraiato ad assaporare lamarezza dellumiliazione. Si erano divertiti con lui.
Mi spiace di non poterle assegnare un punteggio altrettanto alto
quanto a silenziosit. Cos che ha buttato gi? Sembrava una batteria
h di pentole da cucina. Un ghigno sardonico e poi la voce prosegu: E
adesso, colonnello, se ha riposato abbastanza, sia cos gentile da alzarsi
con le mani dietro la testa .
Sean non si mosse.
Va bene, vedo che dovr convincerla. Ci fu una breve pausa
durante la quale Sean sent la voce impartire sommessamente un ordine
in dialetto.
Una raffica devast lerba a tre passi di distanza da lui. Sean vide
benissimo i lampi che uscivano dalla canna piazzata tra gli alberi e
riconobbe larma, una mitragliatrice leggera RPD, le cui raffiche produ cevano un rumore di telaccia strappata. Le pallottole sollevarono una
nuvoletta di polvere gialla illuminata dal riflettore.
Sean si alz lentamente in piedi. Il fascio di luce gli si punt in faccia,
ma lui evit di distogliere lo sguardo o ripararsi gli occhi.
, Mani ben alzate sopra la testa, colonnello.
, Obbed. Il suo torso nudo splendeva candido alla luce del riflettore.
Sono lieto di constatare che si mantenuto in forma, colonnello.
EJ Due sagome nere sbucarono dalla linea degli alberi. Stando ben lon tane dal fascio di luce, gli girarono attorno e lo raggiunsero alle spalle.
Con la coda dellocchio Sean vide che indossavano tute mimetiche e gli
puntavano addosso il Kalashnikov. Uno di loro si affrett a perquisirlo,
togliendogli il coltello e le razioni demergenza. Quindi si allontana rono, sempre tenendolo sotto la minaccia del mitra, lasciandolo nudo
salvo i calzoncini corti e gli stivali.

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LULTIMA PREDA
La luce si lnosse e luomo che reggeva il riflettore si fece avanti uscendo dagli alberi.
Poco dietro di lui, mantenendosi nellombra, veniva luomo col megafono. Bench abbagliato dal riflettore, Sean vide che era alto e magro, e Sl muoveva con grazia felina.
Quanto tempo che non ci vediamo, colonnello Courteney. Era ormai abbastanza vicino da poter fare a meno del megafono, e Sean rlconobbe la voce.
Sette anni disse.
Dovr parlare un po pi forte lo esort luomo, fermandosi a
qualche passo di dlstanza da Sean e portandosi scherzosamente una mano a coppa allorecchio. Sa, sono mezzo sordo aggiunse, e Sean sogghigno sotto la nera crema mimetica.
Avrei dovuto farle saltar via anche laltro orecchio, gi che cero
compagno Cina.
S concord Cina. Dobbiamo veramente riparlare dei vecchi
tempi lo e lel. Sorrise, ed era ancora pi attraente di come Sean lo
ricordasse. Tuttavia. temo che mi abbia gi fatto perdere fin troppo
tempo, colonnello. Per quanto sia piacevole rivederla, mi tocca rientrare al pi presto al quartier generale. Potremo parlare in qualche altra
occasione: adesso debbo lasciarla. I miei uomini si occuperanno di lei.
Si gir e scomparve nelloscurit dietro il fascio di luce.
Sean avrebbe voluto gridargli dietro: E il mio uomo e la ragazza
sono sani e salvi? ma si trattenne. Con un uomo del genere era meglio non mostrare nessuna debolezza, non offrirgli alcuna occasione di cui in segulto potesse approfittare.
Presto raggiungeremo la colonna si consol Sean, e vedr da me come stanno Claudia e Job.
La prospettiva di rivedere Claudia gli appariva in quel momento pi invitante persino di un buon sorso dacqua fresca.
LE LINEE DIFENSIVE della Renamo erano concentriche come le onde formate da un sasso gettato in uno stagno. Stavano marciando ormai da due giorni e Sean si rese conto che la squadra shangane incaricata di sorvegharlo lo stava conducendo verso il centro della zona occupata dai guerriglieri.
Superarono quelli che erano con tutta evidenza campi affollati di reclute: uomini e donne sedevano in fila come bambini a scuola seguendo attentamente le lezioni degli istruttori senza degnare di uno sguardo 11 gruppetto dl Sean.
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Oltre il campo daddestramento attraversarono quella che sembrava una successione di kopje semideserti. Fu solo quando arrivarono a pochi metri da uno di questi bassi rilievi che Sean si accorse degli ingressi dei rifugi, completamente invisibili dal cielo e quindi al sicuro da ogni bombardamento. Dal mutato comportamento delle guardie, diventate dun tratto pi severe, cap che avevano raggiunto il quartier generale della Renamo.
Uno degli uomini scort Sean fino a una pozza stagnante nei pressi e gli diede del sapone e degli indumenti di ricambio. Sean si insapon con cura, si lav la faccia per eliminare gli ultimi rimasugli della crema mimetica e si rivest.
Pochi minuti dopo fu condotto allingresso di uno dei bunker sotterranei. Ci fu uno scambio di battute tra il sergente shangane che lo guidava e le guardie allingresso, poi Sean fu fatto entrare in un labirinto di cunicoli e locali scavati sotto terra. Il bunker era illuminato da lampadine e in lontananza si sentiva il rombo di un generatore. Contro le pareti erano ammonticchiati sacchetti di sabbia, e i soffitti erano rinforzati da grosse travi di legno.
Entrarono in una sala radio affollata di uomini. Sean vide subito che le apparecchiature erano sofisticate e ben tenute. Una carta geografica su vasta scala delle province centrali mozambicane copriva unintera parete.
Sean sbirci la carta di nascosto. Cap subito che il territorio montagnoso in cui era schierata larmata della Renamo era la Sierra Gorongosa, ma prima che yotesse rubare alla carta qualche altra informazione fu condotto in un altro breve corridoio, in fondo al quale si apriva un vano schermato da una tenda.
La scorta chiese educatamente permesso e la risposta fu secca e autoritaria. Sean fu spinto allinterno della stanzetta.
11 compagno Cina! Sean sorrise. Che bella sorpresa!
Quello non sono pi io, colonnello Courteney. Dora in poi la
prego di chiamarmi generale Cina o semplicemente signore.
Sedeva alla scrivania in mezzo alla stanza. Indossava la solita tuta mimetica tigrata, adorna per delle insegne dei par - le ali dargento - e di quattro file di nastrini colorati sul petto a sinistra. Intorno alla gola portava un fazzoletto giallo di seta. Berretto marrone e cinturone pendevano da un attaccapanni dietro di lui. Il calcio della pistola automatica che aveva nella fondina era davorio istoriato. Era pi che evidente che il generale Cina prendeva molto sul serio la propria conversione dal marxismo al capitalismo.
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Dunque spero che lei, generale, mi vorr
spiegare perch diavolo ha sequestrato dei cittadini di due nazioni amiche e potenti come il
Sudafrica e gli Stati Uniti.
Il generale Cina lo ferm con un gesto.
Per piacere, mi risparmi queste scenate, colonnello. Abbiamo gi ricevuto i reclami sia
degli americani sia dei sudafricani. Ma naturalmente noi abbiamo negato di avere sequestrato chicchessia e ostentato indignazione per un
tale infamante sospetto. Si interruppe un attimo per guardare Sean negli occhi. Ha avuto una bella pensata a mandar subito un messaggio al consolato americano, ma da lei non
mi aspettavo niente di meno.
Prima che Sean potesse rispondere, alz la
cornetta del telefono da campo e parl tranquillamente in una lingua che Sean - pur senza
capire - riconobbe per portoghese. Poi riappese e si mise a guardare la soglia schermata dalla tenda, e Sean istintivamente lo imit.
Poco dopo entrarono quattro persone. Tre
erano negri in uniforme, con pistola alla fondina e mitra in spalla. Laltra era Claudia Monterro.
Era dimagrita. Questa fu la prima cosa che
colp Sean. Aveva i capelli raccolti in una crocchia ed era abbronzatissima. Nel vederla gli
venne un gran batticuore.
Claudia! proruppe, e la ragazza si gir di scatto verso di lui. Il sangue le deflu dal volto che divenne cos color caffellatte chiaro.
Oh, mio Dio sussurr. Avevo paura
che... Sinterruppe e si guardarono per qualche secondo, senza muoversi, poi lei pronunci il suo nome: Sean . Suon come un gemito. Si avvi vacillando verso di lui, con gli
occhi pieni delle sofferenze, delle durezze e
della paura di quegli ultimi giorni. Con due
lunghi passi, Sean la raggiunse e lei gli si butt
LULTIMA PREDA

al collo, stringendolo a occhi chiusi, la guancia contro la guancia. La forza dellabbraccio di lei quasi gli mozz il fiato.
Tesoro sussurr Sean carezzandole la testa. Tesoro mio, va
tutto bene, adesso.
Lei alz il viso e lo guard con le labbra che tremavano, socchiuse. Il sangue era tornato a scorrerle sotto la pelle liscia e abbronzata, che ora sembrava risplendere, come i suoi occhi, simili a scuri topazi gialli. Sean labbracci di nuovo e la baci.
Dalla scrivania, il generale Cina disse tranquillamente in dialetto shangane: Molto bene. Adesso portatela via .
Le guardie presero Claudia e la strapparono allabbraccio di Sean trascinandola verso luscita.
Lasciatela andare grid lui e scatt verso di loro, ma una delle guardie tir fuori la pistola e gliela punt contro.
Maledetto bastardo ringhi sottovoce Sean. Ha organizzato
tutto apposta.
Ed andata molto meglio di quanto sperassi concord compiaciuto il generale Cina.
Badi che io le stacco la testa. Se le fa qualcosa di male .
Ma andiamo, colonnello Courteney! Io non intendo farle niente di
male. E troppo preziosa come moneta di scambio!
Pian piano Sean ritrov il controllo. Okay, Cina. Cosa vuole che faccia? domand infine.
Bravo approv il generale Cina. Aspettavo giusto che mi
facesse questa domanda. Si sieda disse, indicandogli uno sgabello
Mi ha chiesto cosa voglio. Be, colonnello, devo confessarle che sulle
prime volevo solo vendicarmi. Dopotutto, lei la causa dellunica macchla nella mla carriera professionale, e inoltre mi ha ferito, infliggendomi uninvalidit permanente. Si tocc lorecchio leso. Ce n
abbastanza per volersi vendicare. Sono sicuro che anche lei sar daccordo con me.
Sean rest zitto.
Naturalmente sapevo che lei gestiva la riserva di Chiwewe. Quale
ministro del governo Mugabe, anzi, sono stato uno di quelli che hanno
votato a favore dellassegnazione a lei. Pensavo gi che poteva essere
utile averla l, cos vicino al confine.
Sean si impose di rilassarsi. Capiva che avrebbe potuto ottenere di
pi mostrando spirito di cooperazione anzich ostentando un atteggiamento di sfida. Per, un bel cambiamento! comment, soridendo
Ministro di un governo marxista ieri, signore della guerriglia oggi.
100
Cina respinse con un gesto le accuse di Sean. La dialettica marxista
non mi ha mai davvero interessato. Allepoca era il miglior modo di far
strada nella vita. Ma dopo la presa del potere del partito ZANU a
Harare, una volta cacciato Ian Smith, mi sono accorto che come ex capo
partigiano ero temuto da quelle astute volpi che avevano evitato di
combattere ma che ora dirigevano la baracca. Sicch mi sono lasciato
guidare dal mio istinto capitalistico. Con qualche altro che la pensava
come me mi sono messo a organizzare un nuovo cambiamento di
governo, riuscendo a convincere alcuni vecchi compagni darme, che
ora occupano alte posizioni nellesercito dello Zimbabwe, che sarei
stato un buon successore di Robert Mugabe.
Botta e risposta, la solita vecchia storia africana interloqu Sean.
E bello parlare con chi afferra immediatamente il nocciolo della
questione approv Cina. Ma del resto anche lei africano, pur se
della tinta meno di moda attualmente.
Mi fa piacere che qualcuno lo riconosca ribatt Sean. Ma per
tornare al suo altruistico e lodevole desiderio di mandare al potere il
migliore...
Ah, s... Be, qualcuno accenn la faccenda a una donna, per vantarsi, e quella lo disse a un altro suo amante, che guarda caso era il capo
dei servizi segreti di Mugabe. Dovetti quindi affrettarmi a passare il
confine, dove trovai altri ex compagni che si erano gi uniti alle truppe
della Renamo.
Ma perch proprio la Renamo? chiese Sean.
Perch la mia collocazione naturale, politicamente parlando.
Vede, io sono mezzo shangane, e come sa la nostra trib occupa proprio
il territorio a cavallo del confine artificiale imposto dai colonialisti, che
nello spartirsi lAfrica se ne sono infischiati delle realt demografiche
preesistenti.
Se lei ora ha davvero abbracciato il capitalismo, come sostiene,
generale Cina, tutto questo non pu bastare a determinare la sua scelta
di campo. Quale altra ricompensa c in serbo per lei?
Lei non mi vuol proprio deludere, eh? disse Cina. E perspicace e diffidente come tutti gli africani. Chiaro, ci guadagner ben altro.
Quando avr aiutato la Renamo a formare il nuovo governo del
Mozambico, alleato del Sudafrica, i due Paesi saranno in grado di esercitare sullo Zimbabwe una pressione insostenibile. Potranno benissimo
imporre un mutamento di governo a Harare... nominare un nuovo

presidente al posto di Mugabe.
Da generale a presidente, sarebbe un bel colpo convenne Sean.
lQ1
LULTIMA PREDA
Bisogna ammettere che lei sa pensare in grande, generale Cina. Ma
cosa centro io con tutto ci? Poco fa ha accennato alla sua voglia di
vendicarsi. Possibile che abbia deciso invece di perdonarmi?
Cina si accigli, portandosi la mano allorecchio offeso. A dire la
verit avevo gi progettato unincursione notturna al suo campobase di
Chiwewe. Ho un buon manipolo di uomini pronto vicino al confine, e
aspettavo solo un momento di tranquillit per sottrarmi al dovere e farle
una visitina personale: ma sono stato costretto a cambiare i miei piani.
Sean alz un sopracciglio per esprimere il suo attento interesse.
Da poco lequilibrio delle forze, qui nelle province centrali, si
drasticamente alterato. Noi della Renamo avevamo conquistato un bel
vantaggio: abbiamo ridotto la produzione agricola al punto che il Frelimo deve affidarsi interamente agli aiuti stranieri, e abbiamo virtualmente interrotto i trasporti interni. In effetti, abbiamo instaurato una
vera e propria amministrazione alternativa. Tuttavia ultimamente le
cose sono molto cambiate.
Cos successo?
Cina non rispose subito, ma si alz dalla sedia e and a mettersi
davanti alla carta geografica. Dato che lei un esperto dellantiguerriglia, colonnello Courteney, superfluo che le illustri larmamento che impieghiamo per infliggere le classiche punture di spillo. Non ne sa certo meno di qualunque altro specialista di operazioni antiguerriglia.
Allora secondo lei, qual la peggiore minaccia per noi?
Gli elicotteri rispose Sean, senza esitazioni.
Cina and a sedersi di nuovo alla scrivania. Gi, e proprio tre
settimane fa i sovietici hanno consegnato al Frelimo uno squadrone
intero di elicotteri Hind.
Sean fischi tra i denti. Gli Hind! disse. In Afghanistan li chiamano la morte volante.
Qui li chiamiamo hensci, falchi. I russi hanno mandato tecnici
munizioni e pezzi di ricambio, oltre ai piloti. Intendono spazzar via la
Renamo entro sei mesi.
Possono riuscirci?
S rispose deciso Cina. Sono gi riusciti a limitare gravemente la
nostra mobilit. Se non pu muoversi, un esercito di guerriglieri sconfitto. Fece un gesto che indicava lambiente circostante. Qua ci
nascondiamo sottoterra come talpe, non siamo pi soldati. Il morale sta
crollando, e quel mostro volante invincibile. E tutto incassato in una
corazza di titanio.
A quanto mi risulta, c solo unarma efficace contro gli Hind: lo
Stinger americano, un missile terraaria da fanteria, che hanno perfezionato in Afghanistan e reso capace di sfondare la corazza degli Hind
comment Sean. Non conosco per i particolari si affrett ad
aggiungere. Sapeva che era imprudente atteggiarsi a esperto, ma il
problema era interessante e sera lasciato trasportare dallistinto. La
vita dura, generale prosegu poi, simulando solidariet. Ma sono
sicuro che lei ha gi il suo asso nella manica.
Infatti annu Cina. Lei!
Io contro uno squadrone di Hind? ridacchi Sean. Sono onorato, ma preferisco starne fuori.
Temo che non sar possibile, colonnello. Come si suol dire, lei ha
una cosa mia rispose toccandosi lorecchio, e io ho una cosa sua: la
signorina Claudia Monterro.
Va bene annu Sean rassegnato. Mi dica esattamente quello che
vuole da me.
Il piano che ho in mente richiede una faccia bianca e un ufficiale
addestrato che conosca i soldati negri e ne parli la lingua. Inizialmente
lavorer con una squadra di quaranta uomini.
Avr bisogno di pi di quaranta shangane, e voglio il capitano Job
con me.
Naturalmente, il suo matabele acconsent subito Cina. Ci avevo
gi pensato. Prese il telefono e parl brevemente, poi alz gli occhi su
Sean. C anche la possibilit che, se sar soddisfatto della vostra
condotta, io prenda in considerazione lipotesi di restituire la libert
anche a voi, oltre che alla piacente signorina Monterro.
Lei molto generoso disse ironico Sean. In quel momento tre soldati spinsero Job nella stanza.
Salute a te, caro amico disse piano Sean in dialetto sindebele.
Salute a te rispose Job; poi risero e si abbracciarono, battendosi
forte sulle spalle.
Come mai ci hai messo tanto tempo, Sean? chiese Job. Hai
trovato Tukutela? Dov lamericano? Come ti hanno preso?
Ti racconter tutto dopo tagli corto Sean.
Giusto, colonnello intervenne il generale Cina. Veniamo al
sodo. Lei mi procurer un carico di missili Stinger, e in cambio io le
dar la libert. Ecco il nostro patto.
Cosa...!? Sean lo guard sbalordito, poi si mise a ridere. Come
no! disse. Cosa vuole che sia per me? Di che colore li preferisce? E
il gusto: va bene alla menta?
Per la prima volta Cina sorrise. Gli Stinger ci sono gi, basta andarli
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LULTIMA PREDA
a prendere. Si ricorda, colonnello, la vecchia base militare rhodesiana
di Grand Reef?
Certo. Era la base di partenza delle operazioni dei miei Scout annu Sean.
Me lo ricordo anchio disse Cina toccandosi lorecchio. Per attaccare il mio campo di Inhlozane siete partiti di l aggiunse con truce indifferenza.
Si trattava di unaltra guerra gli ricord Sean.
Lespressione di Cina si ammorbid un po. Infatti. Ma, come le
stavo dicendo, gli Stinger sono a Grand Reef.
Non capisco proprio Sean scosse la testa, gli americani non
darebbero mai gli Stinger a Mugabe. E un comunista. Non ha senso.
Ma s che ha senso assicur Cina. Agli americani non piace Mugabe, ma non piacciono neppure i sudafricani. Ora, Mugabe sostiene i
guerriglieri dellAfrican National Congress, che vanno a colpire oltre
confine obiettivi sudafricani. LANC ha annunciato che intensificher le
azioni terroristiche, e Mugabe sa benissimo quali saranno le conseguenze, sicch ha cercato di procurarsi dei missili adatti a buttar gi gli
elicotteri sudafricani Puma quando sconfineranno nello Zimbabwe
inseguendo i terroristi. I mediatori sono gli inglesi. Sono loro che hanno
gh Stinger americani e a Grand Reef stanno addestrando la Terza Brigata dAssalto di Mugabe a usarli. Sicch pu cominciare a capire perch mi serve una faccia bianca per questa faccenda.
Mi dica cosa vuole esattamente da me.
Voglio che torni nello Zimbabwe e mi prenda quegli Stinger.
Sean non mostr alcuna emozione. Si limit a domandare: E in
cambio?
Sarete rilasciati tutti e tre.
Sean si alz e si avvicin alla carta geografica. In realt non aveva
nemmeno bisogno di consultarla, perch la conosceva a memoria. Chiudendo gli occhi, era in grado di richiamare alla mente ogni valle, ogni monte, ogni piega del terreno della zona tra Mozambico e Zimbabwe. La linea ferroviaria attraversava il confine vicino alla cittadina di Umtali, e venti chilometri prima, nello Zimbabwe, un aeroplanino rosso indicava la base aerea militare di Grand Reef. Job si piazz accanto a lui ed entrambi studiarono la carta meditabondi.
Lei ha parlato di un piano, generale Cina. Cosha in mente? chiese Sean senza voltarsi.
Qualche tempo fa i miei uomini hanno catturato tre camion Unimog con le insegne dellesercito dello Zimbabwe gli rispose Cina. Il
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mio piano prevede che varchiate il confine travestiti da soldati di
Mugabe. E per lei c ununiforme inglese. E autentica e corredata dei
relativi documenti.
E come diavolo se l procurata?
Abbiamo attaccato una colonna di soldati di Mugabe, e fra loro
cera un osservatore britannico che rimasto ucciso. Un maggiore della
Guardia, per lesattezza. Luniforme stata lavata, accuratamente rammendata, e verr adattata su misura per lei, colonnello.
Un maggiore della Guardia sorrise Sean. Non sono convinto
che il mio accento possa andare, per. Qualunque inglese mi identificherebbe per uno delle colonie appena apro bocca.
Lei avr a che fare solo con le sentinelle della Terza Brigata al
cancello della base, e le assicuro che non hanno lorecchio cos fino per
certe cose.
Un attimo intervenne Job studiando la carta. Non possiamo
certo presentarci al cancello senza una buona motivazione e i documenti
che la confermino. Con gli Stinger nella base, le misure di sicurezza
saranno sevensslme.
E vero ammise Cina. Tuttavia ho unaltra buona notizia per voi.
Un mio nipote vicecomandante della sala comunicazioni di Grand
Reef. Potr falsificare un fonogramma dello Stato Maggiore che autorizza unispezione del programma Stinger da parte delladdetto militare
inglese. Sicch le guardie della base vi aspetteranno, e non studieranno
troppo i vostri lasciapassare.
Se ha un uomc dentro la base, sapr esattamente dove tengono gli Stinger osserv Job, compiaciuto.
Gi. Si trovano nellhangar numero tre, il secondo da sinistra annu Cina.
Sappiamo benissimo dov lhangar numero tre gli garant Sean.
Avremo bisogno di un diversivo sugger Job. Era come ai vecchi
tempi. Quante volte avevano collaborato cos, stimolandosi a vicenda,
tenendo a freno leccitazione, ma con gli occhi brillanti... Sono contento che sia la Terza Brigata che attacchiamo. Due miei fratelli, mio
nonno... Job abbass la voce a un sussurro. La Terza Brigata ha
gettato i loro cadaveri nei pozzi della vecchia miniera di Antelope.
Bada che non una vendetta personale lo ammon Sean. Gli odi
fra le trib dellAfrica scatenavano faide implacabili. Forza, facciamo
un piano e mettiamo tutto sulla carta.
Cina apr un cassetto della scrivania e tir fuori un taccuino e una
penna. Mentre lavoravano, Cina mand a chiamare il suo attendente,
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LULTIMA PREDA
un ometto rubicondo che a Beira aveva fatto il sarto, prima che la crisi economica, pi che una scelta ideologica, lo costringesse a lasciare la citt per cercar lavoro nelle file della Renamo.
Arriv con in mano ununiforme da campo da ufficiale di Stato Maggiore della Guardia, con tanto di nastrini, berretto e stivali. Sean la prov. Giacca e pantaloni erano da stringere, e anche gli anfibi erano un numero in pi.
Meglio larghi che stretti disse Sean. Metter due paia di calze.
Il sarto cominci ad affaccendarsi intorno a Sean col metro in mano,
inginocchiandosi a scucire lorlo dei pantaloni per allungarli di qualche centimetro.
Molto bene disse Sean esaminando i documenti del maggiore che
Cina gli aveva sciorinato davanti. Dalla foto vide che il maggiore era stato
un biondo corpulento sui cinquanta. Bisogner sostituire la foto.
Ci penser il mio addetto alla propaganda lo rassicur Cina.
Va bene disse Sean. Adesso voglio prendere subito il comando
del reparto che effettuer lincursione. E lei dovr spiegare ai suoi
uomini che in futuro prenderanno ordini da me.
Cina sorrise e si alz in piedi. Mi segua, colonnello. La condurr a
vedere le sue nuove truppe.
Sean e Job lo seguirono fino al complesso di bunker sulla riva del fiume, dove una compagnia di quaranta uomini, evidentemente informati dellarrivo del generale, lo aspettavano schierati su un campo di terra battuta.
Il generale Cina sprec poche parole e poco tempo. In tono brusco si rivolse ai suoi in dialetto shangane: Sergente Alfonso, a lei e ai suoi uomini stato affidato un compito speciale. In futuro prenderete ordini da questo ufficiale bianco disse indicando Sean al suo fianco. Conoscete benissimo le conseguenze a cui andreste incontro in caso contrario. Si rivolse quindi a Sean. Continui lei, colonnello Courteney disse, e se ne and rapidamente verso il bunker del comando.
Istintivamente, Sean scatt sullattenti nel saluto militare... Accidenti a te, Cina! imprec tra i denti, poi si dedic allesame del suo nuovo reparto.
Gli uomini che il generale gli aveva affidato sembravano soldati di prima scelta. Sean li pass lentamente in rivista. Erano tutti armati di Kalashnikov: la brunitura del mitra era qua e l consumata dalluso per le armi erano tutte oliate e in ottime condizioni. Gli indumenti, bench logori e rattoppati, erano tenuti perfettamente in ordine.
Bisona sempreiudicare loperaio dallo stato dei s ttrP77i pens Sean. Li guard negli occhi uno per uno e vi lesse la conferma che erano combattenti orgogliosi e risoluti. Se fosse spettato a lui scegliere i soldati per unazione del genere, avrebbe scelto proprio quelli.
Terminata lispezione, si rivolse agli uomini in shangane. Bene, e ora prepariamoci a fare a fettine quei bastardi del Frelimo disse tranquillamente, e in prima fila il sergente Alfonso fece un ghigno da lupo.
POTRANNO anche combattere come donnette disse il sergente
Alfonso guardando il mucchio di divise catturate allesercito dello Zimbabwe, ma non c dubbio che si vestono da veri guerrieri.
Le uniformi fornite dalla Gran Bretagna a Mugabe erano impeccabili e Alfonso e i suoi uomini si tolsero volentieri le tute mimetiche tigrate, vecchie e rattoppate. Apprezzarono in particolare gli stivaletti di cuoio neri e lustri da paracadutista, che sostituirono con vantaggio le scarpe da tennis sbrindellate che avevano ai piedi.
Quando tutti si furono rivestiti con le divise catturate, Sean e Job li passarono in rivista controllando ogni indumento. Li seguiva il sarto per rimediare ai difetti pi vistosi quanto a misure. Non necessario che siano perfetti disse Sean. Basta che superino unocchiata distratta.
Non c tempo da perdere in raffinatezze.
Terminate le operazioni di equipaggiamento, Sean e Job si misero a schizzare a memoria una pianta quanto pi precisa possibile della base militare di Grand Reef, tirando fuori tutti i particolari che ricordavano. Lavorando fino a notte inoltrata, fabbricarono un modello in scala della base. Job aveva gusto e capacit artistiche, e col morbido legno di baobab, simile alla balsa, ricostru uno per uno gli edifici.
La mattina dopo riunirono gli uomini. Il modello riscosse un gran successo, suscitando una quantita di commenti e di battute, oltre che di domande. Innanzitutto Sean descrisse lincursione, muovendo, lungo le file di sassolini che indicavano le strade, tre scatole di fiammiferi che rappresentavano i camion Unimog e illustrando lattacco diversivo al perimetro di cinta e la ritirata dei camion carichi fino allappuntamento sulla strada di Umtali. Quando ebbe finito, punt la bacchetta che aveva in mano contro il sergente Alfonso.
Bene, sergente, adesso spiegacelo tu il piano dattacco. Il cerchio di soldati attentissimi si divert a correggere le dimenticanze e i piccoli errori del sergente. Alla fine tocc al caporale pi anziano ripetere la lezione. Dopo cinque ripetizioni, tutti sapevano a memoria il piano dattacco, e perfino il generale Cina rimase impressionato.
Resta solo da vedere se riuscirete a realizzarlo disse a Sean.
LULTIMA PREDA
Basta che lei mi dia i camion gli assicur Sean.
Il sergente Alfonso era con il reparto che li ha catturati. Sa dove
sono nascosti.
Quanto tempo fa accaduto? chiese Sean.
Circa due mesi.
Magnifico comment sarcastico Sean. Cosa le fa pensare che
funzioneranno ancora, o che siano ancora dove li ha lasciati?
Colonnello... Cina sfoder il gelido sorriso che Sean stava imparando a conoscere e a odiare con tutto il cuore. Le conviene sperare
che ci siano e che funzionino ancora. Altrimenti... Il sorriso svan
Ora, mentre gli uomini preparano armi e munizioni, lei e io faremo un
ultimo discorsetto.
Una volta raggiunto il bunker del comando, Cina si rivolse a Sean con
espressione impenetrabile. Stanotte ho ricevuto un messaggio radio
dal mio agente nella base di Grand Reef. Hanno completato laddestramento sugli Stinger. Entro le prossime settantadue ore li trasferiranno a
destinazione operativa, non appena sar disponibile laereo per il trasporto.
Sean fischi tra i denti. Settantadue ore. In questo caso, non ce la
facciamo.
Colonnello, tutto quello che le dico che meglio che ce la faccia per il bene della signorina Monterro, perch in caso contrario non avr pi alcun valore per me, e mi verranno in mente i vecchi tempi disse toccandosi lorecchio offeso.
LA COLONNA era sovraccarica. Ciascuno portava cibo e acqua per due giorni, munizioni per le mitragliatrici leggere RPD, bombe a mano e razzi per il lanciagranate RPG7.
Bench con quel carico non potessero certo correre, il sergente Alfonso, in testa, procedeva a ritmo serrato. Prima di sera uscirono dalla zona controllata dalla Renamo ed entrarono in una terra di nessuno dove cera la possibilit di incontrare pattuglie del Frelimo, e Sean ordin un cambio di formazione. Spezz la colonna ogni dieci metri e distribu i fiancheggiatori, lavanguardia e la retroguardia per scongiurare attacchi di sorpresa. Allalba avevano percorso gi quasi sessanta chilometri.
Quanto distano ora i camion? domand Sean.
Ormai sono vicini, abbiamo marciato bene. Sono in quella valle l
disse Alfonso puntando il dito in lontananza. La valle indicata da
Alfonso era qualche chilometro davanti a loro, e pi oltre il territorio
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diventava meno aspro e selvaggio, aprendosi in una vasta pianura dolcemente ondulata. Alfonso stava per aggiungere qualcosa, ma Sean gli prese il braccio per farlo tacere e tese lorecchio.
Ci volle qualche secondo prima che il rumore si distinguesse dallo stormire delle fronde della foresta sottostante, mosse dalla brezza mattutina, ma poi si cominci a udire il sibilo dei rotori e lululato delle turbine.
Gli Hind disse Sean, e Alfonso url agli uomini di nascondersi. La colonna si sparpagli al coperto e loro rimasero a guardare gli elicotteri che in formazione sparsa sorvolavano a bassa quota le colline, diretti a nord verso le linee della Renamo.
Sean li osserv col binocolo di fabbricazione sovietica che aveva trovato nei magazzini della Renamo. Erano quattro, e Sean cap che lo squadrone, di dodici, consentiva tre diversi attacchi a ondate successive. Dio mio, sono veramente grotteschi mormor. Sembrava impossibile che aggeggi cos grevi e deformi riuscissero a vincere la forza di gravit. I motori erano alloggiati in cima alla fusoliera, sotto al rotore principale. La fusoliera era panciuta come una scrofa incinta. Il muso era deformato dalla protuberanza della torretta del cannoncino a canne rotanti; alle alette tozze e al ventre gonfio erano appesi grappoli asimmetrici di missili, antenne, radar.
Ai lati della gobba del motore le linee disarmoniche dellapparecchio erano ulteriormente deformate da unaltra struttura estranea, che sembrava essere stata applicata in un secondo momento, come per un ripensamento.
La mascheratura dello scappamento. Sean ripens a un articolo che aveva letto una volta su una rivista daeronautica. Serviva a schermare le emissioni del motGre, per far sfuggire lelicottero ai sensori a infrarossi dei missili che seguono le fonti di calore. Bench il congegno servisse a rendere lapparecchio praticamente invulnerabile, il suo peso, insieme a quello della corazza di titanio, riduceva di molto la velocit e lautonomia di volo degli Hind.
La formazione di elicotteri pass a circa due chilometri da loro, diretta a nord. Il generale Cina li avr ospiti a colazione disse Job, alzandosi per rimettere la colonna in ordine di marcia.
Sebbene avessero camminato tutta la notte, non rallentarono il passo, e Sean rimase sinceramente colpito dalla condizione fisica e dalladdestramento degli uomini del sergente Alfonso.
Sono quasi buoni come i miei Scout si disse, e poi, sogghignando:
Quasi. Quelli erano inarrivabili.
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LULTIMA PREDA
Pi duna volta Sean si port in retroguardia a controllare i fiancheggiatori. Adesso infatti cera pericolo di incontrare le truppe del Frelimo. Era rimasto indietro qualche centinaio di metri e stava studiando attentamente il terreno quando di colpo si sent osservato.
Subito si tuff pancia a terra, imbracciando il mitra, e rotol due volte su se stesso andando a ripararsi dietro il tronco di un albero caduto. L si immobilizz, col dito sul grilletto, scrutando la foresta circostante dove gli era sembrato di intravedere un piccolo movimento.
Era pi vicino di quanto immaginasse. Da un ciuffo derba proprio accanto al suo gomito si alz una risatina beffarda, e spunt allimprovviso la testa di Matatu.
Tu! Grandissimo farabutto! esclam Sean guardandolo incredulo.
Tavevo rimandato a Chiwewe! Cosa diavolo ci fai qua?
Sono andato a Chiwewe, come mi avevi detto rispose Matatu con
tono da scolaretto. Ma poi sono tornato a cercarti.
Sean fiss Matatu a occhi sbarrati, comprendendo cosa significava ci
che gli aveva appena detto. Poi scosse la testa. Sei sicuro che non ti
abbia visto nessuno?
Una simile domanda suonava in effetti come un insulto per la dignit di Matatu, e Sean sorrise. Lo so, lo so, nessuno vede Matatu se non lui che vuol farsi vedere... Sinterruppe, ed entrambi alzarono gli occhi al cielo.
Da lontano giungeva lormai familiare sibilo dei turboelica.
Gli Hind, tornano dal bombardamento delle linee della Renamo
mormor Sean. Gli apparecchi erano fuori vista, coperti dalla volta degli alberi, ma il rumore indicava che erano diretti a sud.
Avendo poca autonomia, la base sar qua intorno pens Sean, e
guard Matatu con aria interrogativa. Matatu, sei in grado di trovare
il nido di quegli ndeki?
Un lampo di dubbio balen sul volto della guida, ma poi sogghign spavaldo. Matatu buono a seguire qualunque cosa, animale o ndeki, dovunque vadano si vant.
Allora va! ordin Sean. Trova la base degli elicotteri. Sta attento per, perch ci saranno tanti camion e tanti uomini bianchi.
Non farti beccare.
Matatu fece la faccia offesa e Sean gli strinse la spalla con affetto.
Quando avrai trovato il posto, torna allaccampamento del generale
Cina al fiume Pungwe. Ci vediamo l.
Senza far domande, come un cane da caccia mandato a recuperare un
fagiano, Matatu si alz in piedi. Va in pace, buana.
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Va in pace, Matatu gli augur a bassa voce Sean quando lometto si avvi trotterellando verso sud. Sean aspett che scomparisse e poi si affrett a raggiungere la colonna di Alfonso.
Attraversarono unaltra catena di kopje, e mentre scendevano il pendio Alfonso indic un punto della vallata sottostante.
Ecco come abbiamo fatto a portarci i camion spieg, e Sean vide il corso del fiume asciutto che costituiva lunica via percorribile dai veicoli in quella zona accidentata. Anche di l non doveva essere stato uno scherzo farli passare, dati i numerosi macigni e altri ostacoli che ingombravano il letto sabbioso in fondo allangusta gola.
Dove hai nascosto i camion? chiese Sean senza abbassare il binocolo, e Alfonso ridacchi.
Se il Frelimo non pi furbo di quel che credo io, presto lo vedrai
tu stesso.
Lasciarono delle sentinelle in cresta per tenere docchio eventuali nemici alle spalle, poi Alfonso guid il resto della colonna gi nella valle. In quella gola profonda non spirava un filo daria, e la roccia arroventata dal sole emanava un calore insopportabile.
E allora? domand Sean, impaziente. Alfonso indic il versante opposto .
Sono nelle caverne rispose. Attraversarono il letto sabbioso e raggiunsero laltra sponda.
Alcune delle caverne erano mere rientranze nella roccia rossa, altre erano ingombre di detriti portati dalle piene. Alfonso gliene indic una e diede un ordine agli uomini, che misero gi i fucili e cominciarono a liberare limboccatura della caverna dai massi e dai tronchi.
Nel giro di unora avevano aperto un passaggio sufficiente per penetrare allinterno. Sean e Alfonso entrarono, e nella penombra subito distinsero la sagoma del primo camion.
Poco dopo, abituati gli occhi alloscurit, videro anche gli altri.
Come diavolo hai fatto a farceli entrare? chiese Sean, incredulo.
A furia di spinte spieg Alfonso.
Spero che si riesca a tirarli fuori, adesso borbott Sean, e sal sul
camion pi vicino.
Era tutto coperto da uno spesso strato di polvere rossa. Sean apr la portiera e si sedette al volante, starnutendo: con sollievo not che le chiavi erano nel quadro.
Gir la chiave. Non successe niente.
E be, ho staccato la batteria gli disse Alfonso, e Sean grugn.
Bravissimo. Dov che hai imparato questi trucchi?
LULTIMA PREDA
Prima della guerra facevo il conducente di autobus gli spieg Alfonso. Era strano pensare a quel valente e coraggioso soldato in vesti tanto prosaiche.
Ottimo disse Sean. Allora potrai certamente aiutarmi a far partire questo qua.
Ogni camion era fornito di due gomme di scorta, teloni, cassetta di attrezzi e grosse taniche di carburante di riserva. Una volta ricollegata la batteria del primo camion, la carica si rivel sufficiente ad accendere la spia rossa del preriscaldamento, ma non a mettere in moto il veicolo.
Cerca la manovella davviamento ordin Sean. Era fissata in cabina dietro il sedile del passeggero. Due forzuti shangane si misero a girarla con tanta lena che ben presto il motore si mise a sputacchiare spernacchiare e quindi a rombare a regime. Dopo che i due erano scesi Sean inser la trazione integrale e la ridotta e, traballando sul terreno sconnesso e accidentato, guid il camion verso lingresso della caverna. Ben presto per lautomezzo si blocc, malamente in bilico sui macigni sparsi, con tutte le ruote motrici che giravano a vuoto. Allora venti uomini si misero a spingerlo tutti insieme e finalmente il camion si tuff nel letto sabbioso, da dove Sean riusc faticosamente a smuoverlo e a parcheggiarlo sotto lopposto versante roccioso. Lasci il motore acceso per ricaricare la batteria esaurita e torn a piedi alla caverna per occuparsi degli altri autocarri.
A met del pomeriggio i tre camion erano allineati sulla sabbia
bianca, pronti a partire. Che gli uomini si cambino uniforme ordin
Sean. Lasciamo nella caverna quelle vecchie.
Ridendo e scherzando, tutti si tolsero le tute mimetiche tigrate della Renamo e indossarono la divisa dellesercito dello Zimbabwe prodotta in Inghilterra. Nel *attempo Sean torn ai camion. Trov i documenti in uno scomparto del cruscotto.
Spero che non dovremo esibirli disse a Job. Saranno certo registrati come mezzi rubati o distrutti.
Apr i tappi dei serbatoi e controll il livello del gasolio.
Dovrebbe bastare per arrivare a Grand Reef e tornare indietro
stim. Ma non oltre.
Appena gli uomini si furono rivestiti, Sean e Job li passarono tutti in rivista, uno per uno, poi li fecero montare sui camion.
Erano quasi le cinque quando furono finalmente pronti a partire. Sia Job sia Alfonso avevano la patente per i veicoli pesanti, e anche un guerrigliero della Renamo millantava qualche esperienza di guida. Sean gli si sedette accanto per vedere come se la cavava.
Job guidava il primo camion, Alfonso quello di mezzo. Il principiante al volante del terzo automezzo si dimostr abbastanza allaltezza della situazione, anche se aveva la tendenza ad andare un po troppo forte. Sean lo sostitu alla guida nei punti pi difficili.
In fila indiana macinarono la sabbia del letto del fiume, seguendo i solchi del camion di Job per quasi un chilometro prima di raggiungere il primo ostacolo. Per far superare ai tre automezzi una breve salita costellata di massi, i quaranta soldati dovettero mettercela tutta, spingendo i camion e facendo leva sotto il pianale con laiuto di tronchi di mopani per sollevarli.
I potenti motori rombavano fuori giri, sparando nuvoloni di fumo azzurro dallo scappamento. Sean fece notare a Job che tutto quel fracasso poteva attirare lattenzione del Frelimo, e che erano gi in ritardo sulla tabella di marcia.
Cercarono di recuperare il tempo perso sui tratti meno accidentati, ma il tramonto li colse quando mancavano ancora quasi venti chilometri per raggiungere la strada principale che collegava la costa al posto di confine di Umtali.
Viaggiare di notte era ancora pi arduo. Sean non osava accendere i fari, sicch dovevano procedere al buio, con il solo aiuto delle stelle e di una falce di luna.
Era mezzanotte passata quando poterono infine uscire dal letto del fiume in un punto dove la riva era bassa. Guidati da quattro uomini mandati avanti a segnalare formicai e altre insidie, puntarono direttamente a sud e nel giro di due ore sboccarono sulla pista abbandonata, ormai infestata di erbacce, di cui Alfonso aveva parlato a Sean.
Sean diede lalt e alla luce delle torce si misero a studiare la carta topografica.
Dormiremo qua decise Sean. Togliete i camion dalla pista e mimetizzateli bene, perch sicuro che gli elicotteri ci sorvoleranno.
Non si fuma, n si accendono fuochi.
VERSO LE QUATTRO del pomeriggio si svegliarono e ingoiarono in fretta un po di cibo in scatola. Dopo aver tolto le reti mimetiche dagli automezzi, Sean diede lordine di rimettersi in moto lasciando i soliti quattro uomini davanti al primo camion per ispezionare le condizioni della pista, abbandonata da anni, e non perderla di vista, nonch per sondare scrupolosamente con la baionetta ogni monticello sospetto di celare mine anticarro del Frelimo.
Il sole stava tramontando quando finalmente avvistarono la strada principale, che serpeggiava tra la foresta e i kopje sparsi. Sean blocc lautocolonna a notevole distanza e and avanti con Job, lasciando il comando ad Alfonso.
Dalla cima di una collinetta sorvegliarono lo stradone fino a quando non fece buio. Passarono due autocolonne, entrambe composte di tre o quattro polverosi Unimog carichi di soldati dello Zimbabwe in tenuta da combattimento, con una mitragliatrice leggera RPD montata sopra la cabina di guida. I camion passavano rombando, a distanza di cento metri luno dallaltro. Guardandoli col binocolo, Sean comment:
Be, in effetti sembriamo tali e quali a loro .
Non tu, viso pallido precis Job.
E un difetto di nascita si scus sogghignando Sean. Ma lo terr
nascosto fino al momento buono.
Scesero dalla collina e tornarono lungo la pista fino ai camion nascosti. Da qui in avanti te la devi cavare da solo disse Sean allautista in
erba, il cui nome era Ferdinand. Se ti ricorderai di schiacciare la
frizione quando cambi, vedrai che tutta unaltra cosa.
Con indosso luniforme del maggiore caduto, Sean si infil nella cabina del primo camion, nascondendosi dietro il sedile di Job.
A fari spenti, la colonna prosegu per lultimo breve tratto fino allo stradone, dove i camion girarono verso occidente, filando in direzione del confine.
Adesso potevano finalmente accendere i fari. Mantenendo la distanza prescritta di cento metri tra un camion e laltro, e la velocit regolamentare di cinquanta chilometri allora, sembravano una normale autocolonna dello Zimbabwe di pattuglia.
Le otto e sette. Fin qui andato tutto bene disse Job a Sean.
Perfetto, arriveremo al posto di frontiera poco dopo le dieci, quando
le guardie pensano solo a smontare.
I cento chilometri che mancavano al confine sembrarono molti di pi a Sean. Il pianale dellautocarro gli torturava il fondoschiena e ogni sobbalzo provocato dal terreno accidentato di quello stradone negletto gli si scaricava nel cranio via colonna vertebrale.
Nasconditi bene! C il confine! gli grid infine Job.
Meno male, era ora disse Sean, mentre il camion rallentava e le
luci della frontiera illuminavano la cabina di guida. Sean si tir un telone sulla testa e si appiatt pi che poteva dietro il sedile.
Sent il camion fermarsi con un sobbalzo. Job spense il motore e apr la portiera. Incrocia le dita mormor e scese dal camion.
Nessuno di loro sapeva cosa attendersi. Certo le formalit dovevano
essere scarse, per non intralciare la rotazione delle pattuglie che sorvegliavano la linea ferroviaria. Job era vestito in tono con la parte, col suo
bravo tesserino e il ruolino della compagnia. Anche i documenti dei
.i camion erano autentici, nondimeno qualche piccolo dettaglio trascurato
poteva sempre compromettere tutto, se veniva notato da una guardia particolarmente attenta.
Se qualcosa fosse andato storto, Job avrebbe dato un segnale col
fischietto e si sarebbero aperti la strada con le armi. Tutti i mitra e i lanciagranate erano carichi, e anche i mitraglieri in cima alle cabine : erano pronti ad attaccare.
I secondi passavano e i nervi di Sean si tendevano.
Ud dei passi sulla ghiaia e la voce di Job, che si avvicinava al camion
con uno sconosciuto. Entrambe le portiere si aprirono e Sean cerc di farsi ancora pi piccolo.
Dove ti devo lasciare? chiese Job con indifferenza in lingua shona, e una voce che Sean non aveva mai sentito prima gli rispose:
Alla periferia della citt, te lo dir io .
Sean gir la testa appena appena, e nel varco tra i sedili distinse la
tela blu delluniforme dei doganieri. Con orrore si rese conto che Job aveva dato un passaggio fino a Umtali a un ispettore.
Il camion si avvi e il doganiere abbass il finestrino e grid alle guardie alla barriera: Tutto a posto, aprite! Sean vide attraverso il finestrino che varcavano la frontiera, e dovette tapparsi la bocca per non scoppiare a ridere per il sollievo e la contentezza.
Sul cassone dellUnirnog, frattanto, i soldati diedero sfogo alla tensione intonando una canzone di guerra. Stavano ancora cantando quando la colonna di camion imbocc i lunghi tornanti della strada che scendeva fino a Umtali. Job stava parlando col doganiere delle attrazioni del nightclub Stardust e del prezzo di una notte con le ragazze del locale.
Di a Bodo, il barman, che sei amico mio gli consigli il doganiere
prima di farsi lasciare a un incrocio in periferia. Ti far fare un prezzo
speciale.
Ripartendo, Sean pot finalmente strisciar fuori dal suo buco e mettersi a sedere accanto a Job.
Cosa diavolo ti saltato in mente? si lagn. A momenti mi ::r facevi venire lernia. Quale miglior modo per ottenere un trattamento di riguardo... rispose Job ridacchiando, ...che farsi amico il capo dei doganieri?
Dovevi vedere come ci salutavano le guardie alla sbarra!
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LULTIMA PREDA
Guidarono in silenzio per qualche minuto, mentre Sean riepilogava tra s gli ordini che successivamente avrebbe dovuto impartire ai suoi uomini. Attese che Job portasse il camion in una stradina poco illuminata e spegnesse il motore. Poco dopo sopraggiunsero gli altri due autocarri, e spensero anchessi fari e motori.
Rieccoci a casa ridacchi Job. Come niente! Gi, eccoci a casa conferm Sean. Dove tu rimarrai. Ci fu un lungo silenzio, poi Job gir la testa e guard pensoso Sean.
Cosa intendi dire?
Che sei congedato. Job, ascolta: tu non vieni a Grand Reef, tu non
rubi gli Stinger, e soprattutto non torni in Mozambico con me.
Mi stai licenziando? chiese Job.
Proprio cos, mio caro amico. Non mi servi pi.
Sean prese un rotolino di dollari dello Zimbabwe, affidatigli dal generale Cina per eventuali spese, e lo porse a Job. Liberati di quelluniforme appena puoi. Se ti beccano con la divisa addosso, ti fucilano.
Prendi il primo treno per Harare e va in ufficio.
Job ignor la mazzetta di banconote. Ti ricordi quel giorno sulla collina numero 31? chiese con calma.
Ehi, Job, non cercare di commuovermi adesso.
Tornasti a prendermi disse Job.
Perch ogni tanto mi comporto da scemo.
Anchio rise Job. Certe volte sono proprio uno scemo! Senti un po, Job, questa faccenda non ti riguarda, quindi fila via.
Torna al paesello, siediti al sole e beviti una bella birra.
Bel tentativo, Sean, peccato che non funziona. Io resto con te.
Sono ventanni che ti faccio da balia e non intendo smettere proprio
adesso disse Job. Si parte.
Sean rise, scuotendo la testa. Allora Job mise in moto e la colonna attravers a bassa velocit la cittadina addormentata di Umtali. Le strade erano deserte, ma Job rispett scrupolosamente tutti i semafori a un certo punto si trovarono fuori del paese, sulla strada principale.
Le undici e dieci disse Sean guardando lorologio. Subito dopo alla luce dei fari videro il cartello: BASE MILITARE Dl GRAND REEFIS KM.
Sean sent contrarsi i muscoli dello stomaco, come gli capitava sempre prima del combattimento. Aveva anche il fiato un po corto. cerc di controllare il ritmo del respiro.
Eccola l disse Job in cima a una breve salita.
Il campo daviazione era tutto illuminato. I fari di posizione erano
arancioni, e pi oltre brillavano le lucine verdi e azzurre della pista.
Alla luce dei riflettori che illuminavano a giorno laeroporto militare, anche a una distanza di pi di tre chilometri lHercules sembrava gigantesco. Il piano di coda verticale superava in altezza lhangar numero tre.
; Sean vide subito che era una versione pi grande dellHercules da
trasporto in dotazione allaviazione britannica.
Fermati ordin Sean, e Job mise la freccia e accost al ciglio della
strada. Poi spense le luci e gli altri due camion lo imitarono.
Nel silenzio Sean disse piano: LHercules che caricher la merce gi arrivato. Entriamo subito .
Certo concord Job.
Sean salt gi dal camion e corse verso il secondo automezzo, mentre
anche Alfonso scendeva. Sergente, tu sai gi cosa devi fare. Ti do
quarantacinque minuti per prendere posizione. Poi voglio esattamente
dieci minuti di fuoco diversivo. Sparate tutte le munizioni che avete.
Il piano originale prevedeva venti minuti di fuoco.
Le cose sono cambiate gli spieg Sean. Quindi dieci minuti di
* attacco e poi filate alla svelta, capito?
俟.
Andate! Alfonso salt sul camion e dal finestrino salut Sean con unallegra risata, poi lUnimog ripart verso la base illuminata a giorno. Sean segn lorario dinizio dellattacco di Alfonso sulla corona esterna dellorologio e torn sullautomezzo accanto a Job. Seduto in cabina si mise a scrutare col binocolo il grosso apparecchio in sosta vicino allhangar, sotto le luci. Aveva la rampa di carico abbassata come un ponte levatoio, cos che Sean riusciva a vedere anche dentro la fusoliera, vasta come una caverna. Mentre osservava, vide uscire dallhangar numero tre un carrello elevatore carico di casse di legno lunghe e strette. Recavano scritte e numeri in nero, che Sean non riusc a decifrare. Tuttavia non cera da sbagliarsi: l dentro cerano i missili.
Stanno caricando gli Stinger disse Sean, e Job si raddrizz sul sedile.
Il carrello fu guidato sulla rampa e scomparve nel vano di carico
,dellapparecchio Pochi minuti dopo venne riportato, vuoto, nellhangar. Sean guard lorologio. Erano passati solo cinque minuti dalla partenza di Alfonso.
D跬, forza brontol Sean, scuotendo lorologio come per accelerare il tempo.
Assistettero ad altri due viaggi del muletto carico, poi il manovratore
. in tuta arancione parcheggi il mezzo, scese e and a chiacchierare con
due stivatori fermi ai piedi della rampa.
LULTIMA PREDA
Hanno completato il carico sussurr Sean controllando ancora lorologio. Accendi il motore. Job mise immediatamente in moto.
Dovremo cercare di spegnere i riflettori che illuminano a giorno la
pista brontol Job mentre rallentava per svoltare nella breve strada
daccesso ai cancelli della base. Non possibile caricare i camion sotto
i loro occhn
Job ferm il camion sotto le luci davanti al cancello dingresso, mentre due sentinelle si avvicinavano a entrambi i finestrini del camion Portavano i Kalashnikov in spalla ed esaminarono attentamente sia Job sia Sean.
Job abbass il finestrino dalla sua parte e porse alla guardia il lasciapassare. Luomo lo port nel casotto delle sentinelle e prese nota del numero dordine, poi due dei suoi uomini aprirono il cancello e fecero segno ai camion di passare.
Sean restitu un distratto saluto alle guardie e disse tranquillamente a Job: Adesso punta dritto verso gli uffici, ma poi gira dietro la torre di controllo .
Job guidava piano, obbedendo ai cartelli che imponevano il limite dei venti allora. Sean apr la fondina e tira fuori la pistola. Invert la posizione di due pallottole nel caricatore e lo rimise a posto.
Perch lo fai sempre? gli chiese Job.
Scaramanzia rispose Sean.
E funziona? gli chiese Job.
Be, sono ancora vivo, no? rise tra i denti Sean. Portati dietro
lhangar numero tre.
Attraversarono il piazzale illuminato e si fermarono nella zona dombra dietro lhangar in modo da restare nascosti sia rispetto alledificio dellamministrazione sia rispetto alla torre di controllo. Sean salt gi e si guard rapidamente intorno. Il secondo Unimog si arrest accanto al primo e i guerriglieri in divisa scesero in fretta dal retro del camion. Con tre passi veloci Sean raggiunse la porta posteriore dellhangar in lamiera ondulata. Era aperta, ed entr. Job lo segu subito.
Lhangar era illuminato a giorno e vuoto, salvo un aeroplano leggero nellangolo pi lontano. Il pavimento di cemento, ampio come met di un campo di calcio, era coperto di chiazze oleose.
Il manovratore del muletto e gli stivatori in tuta arancione stavano venendo incontro a Sean chiacchierando e fumando, a dispetto delle enormi scritte rosse di divieto. Si fermarono confusi quando videro Sean entrare seguito dai soldati.
Bloccateli ordin Sean. Mentre Job procedeva rapidamente a que118
sta incombenza, Sean studi attentamente i piccoli box per uffici alIestremit opposta dellhangar. In uno di questi la luce era accesa, e Sean vide un uomo seduto di spalle; dalla divisa lo riconobbe come un pilota della RAF. Parlava gesticolando con una persona che non si vedeva.
Ormai gli stivatori erano stesi sul pavimento dellhangar, faccia a terra e braccia aperte, tenuti sotto controllo da un Kalashnikov puntato alla nuca. Tutto era stato risolto rapidamente e silenziosamente.
Con le pistole spianate Sean e Job corsero alla porta dellufficio illuminato e laprirono con un calcio. Due uomini, un pilota e un capitano dellartiglieria britannica, sedevano stravaccati su due vecchie poltrone, sotto una parete tappezzata di foto di ragazze nude, di fronte allaltro pilota, pi anziano, seduto sulla scrivania. Tutti e tre guardarono Sean sbalorditi.
Questa unazione di guerra dichiar tranquillamente Sean.
State fermi dove siete.
Sul pavimento, tra i piedi del capitano dartiglieria, cera una valigetta nera chiusa da pesanti lucchetti, con le insegne dellartiglieria.
Lufficiale ci pos la mano come per proteggerla, e Sean cap subito
cosa conteneva: fece due passi verso di lui e afferr il manico della
valigia. Job guard lorologio. Mancano quattro minuti al diversivo.
Disarmali e rinchiudili in uno sgabuzzino ordina Sean. E dammi il tuo coltello. Job glielo pass.
In pochi secondi Sean tagii la pelle lungo lintelaiatura metallica della valigetta e fece saltare i cardini. Dentro cera una mezza dozzina di portaschede a spirale e Sean ne prese uno qualsiasi. Sulla copertina, in rosso, cera scritto TOP SECRET. Guard la prima pagina.
ISTRUZIONI PER LUSO DEL MISSILE STINGER
MODELLO G4X
TERRAARIA PORTATILE PER FANTERIA
Abbiamo fatto tredici disse a Job. In quel momento si scaten il putiferio: dal lato meridionale della base, allestremit opposta delIhangar, udirono provenire il sibilo dei razzi RPG7, il sordo rimbombo dei mortai, e gli schianti delle bombe che arrivavano a destinazione. Corsero allingresso: le guardie della base avevano aperto il fuoco con le mitragliatrici, incendiando il cielo buio con le graziose parabole verdi dei proiettili traccianti.
Le luci disse Sean. Rientrato nellhangar si guard rapidamente intorno. Scorse la cassetta delle valvole vicino alla porta dellufficio, la raggiunse e lapr.
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LULTIMA PREDA
Lhangar era stato costruito durante la seconda guerra mondiale, quando la RAF si era servita anche della Rhodesia per istituire delle basi di addestramento oltremare. Limpianto elettrico risaliva a quellepoca. Cerano ancora gli antiquati portafusibili in ceramica.
Dammi un proiettile del Kalashnikov disse a Job, che allistante tir fuori un proiettile da uno dei caricatori di scorta e lo diede a Sean.
Sean individu il cavo dellalimentazione. La corrente doveva essere distribuita direttamente dal trasformatore: se fosse riuscito a sovraccaricarlo, ne avrebbe fatto saltare le valvole.
Estrasse il portafusibile in ceramica della valvola e lhangar piomb immediatamente nel buio. Prosegu la sua opera alla luce dei riflettori esterni. Inser la cartuccia del Kalashnikov al posto del fusibile e grid a Job di farsi da parte.
Reinser il portafusibile e un lampo azzurrino illumin per un istante il locale buio. Sean fu proiettato allindietro. Urt contro la parete e si rialz barcollando con gli occhi ancora pieni del lampo azzurro. Si affacci sulla porta dellhangar: a parte le fontane di traccianti che continuavano a descrivere parabole verdi nel cielo nero, e i lampi delle bombe e delle granate, la base era piombata nelloscurit.
Fa entrare gli uomini nellHercules grid Sean, intravedendo lombra nera del compagno tra i fuochi artificiali che ancora gli turbavano la vista.
Cosa? Non ho capito! ribatt Job.
Ce ne andiamo con lapparecchio. Fa salire a bordo Ferdinand e i
ragazzi e muovi le chiappe!
Job corse via e Sean, presa sottobraccio la valigetta dellartigliere, si affrett a seguirlo.
Stava cercando di ricordare tutto quello che sapeva dellHercules.
Bench avesse al suo attivo quasi cinquemila ore di volo su apparecchi a
pi motori, non aveva mai pilotato un Hercules. Per era stato a bordo,
e anche in cabina di pilotaggio, quando - nel 1983 - aveva lavorato
come consulente militare per le forze sudafricane impegnate nel cosiddetto antiterrorismo. Con locchio interessato dellesperto, aveva
osservato le manovre del pilota, discutendone tutti i dettagli. E ricordava ci che gli aveva detto il collega: E molto maneggevole. Vorrei
che mia moglie fosse cos docile!
Job lo stava aspettando ai piedi della rampa di carico dellHercules.
Piloterai tu?
S, se non vuoi provarci tu stesso. C una prima volta per tutto.
Forza, vieni ad aiutarmi a togliere i fermi alle ruote.
Completata a tempo di record loperazione, Sean sal di corsa sulla rampa, fermandosi in cima.
Questo il comando della rampa disse indicando a Job una leva
sulla parete della fusoliera. Spostala verso lalto quando avr avviato
il primo motore.
Sean scomparve allinterno dellHercules. Gli shangane ciondolavano incerti nel buio dellapparecchio.
Ferdinand! grid Sean. Falli sedere sulle panche laterali e
mostragli come ci si assicura con le cinghie.
Sean prosegu a tastoni verso la cabina di pilotaggio. Trov le casse di legno dei missili Stinger caricate sul baricentro dellHercules, tra le ali. Pass oltre e raggiunse la porta della cabina di pilotaggio. Dalla calotta vide che il falso attacco sul lato sud del perimetro della base era ancora in corso. Sean si sistem sul sedile di sinistra e accese le luci del quadro di controllo dellHercules. La profusione di lancette, quadranti, spie e pulsanti era tale da scoraggiare qualunque pilota meno che esperto, ma Sean cerc di non badarci troppo. Poi predispose la batteria allavviamento del primo motore di destra. Arricch la miscela e cerc lo starter. Non cera tempo di fare alcun controllo. Baster una preghierina? si chiese.
Il motore si avvi. Sean osserv ansiosamente dal finestrino le pale dellelica che giravano a scatti. D跬! E d跬! implor, dando due colpetti di gas. Il motore prese a girare regolarmente.
Sean infil la cuffia della radio. Poi accese linterfono e parl nel microfono che aveva davanti alla bocca.
Job, tira su la rampa.
Sean aspett con impazienza che la spia di chiusura del portello
diventasse verde, poi tolse i freni alle ruote. LHercules si mosse pesantemente in avanti.
Stava rullando con un motore solo, e doveva compensare col timone lo sbandamento della spinta asimmetrica. Mentre percorreva la pista di rullaggio, Sean si diede a trafficare con gli altri motori, e uno dopo laltro riusc ad accenderli tutti, correggendo man mano la posizione del timone Non c vento pens. Dunque non ha importanza da che parte si decolla.
Sean puntb lHercules alla prima intersezione, che conduceva alla
pista proprio davanti alla torre di controllo. Finora nessuno aveva sparato contro lHercules. Le mitragliatrici pesanti ai cancelli erano puntate ancora verso il cielo. Invece al lato sud del perimetro della base i
veterani della Quinta e quelli della Terza Brigata stavano dimostrando
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LULTIMA PREDA
di che cosa sono capaci i soldati africani ben addestrati. Il loro fuoco mortalmente preciso aveva gi quasi estinto limpeto dellattacco del sergente Alfonso e dei suoi uomini, che non rispondevano pi che con qualche prudente colpo di mortaio dal folto degli alberi.
Sean aveva lanciato lHercules lungo la pista di rullaggio a velocit pazzesca, talch gi avvertiva la portanza; a quel punto si sintonizz con la torre di controllo sulla frequenza 118,6.
Lo stavano chiamando disperatamente: Hercules militare Sierra Whisky. Dichiarate le vostre intenzioni .
Torre, qui Sierra Whisky. Chiedo... Sean farfugli qualcosa di indistinto nel microfono, costringendo la torre a chiedere delucidazioni. Stava controllando con ansia la spia della temperatura di regime dei motori, aspettando che diventasse verde.
Torre, vi riceviamo male disse. Prego ripetere autorizzazione
decollo.
Dietro di lui Job apr la porta della cabina. Tutti seduti e assicurati grida.
Siediti qua vicino e allaccia la cintura di sicurezza anche tu gli rispose senza voltarsi. Sean fren per effettuare la manovra di allineamento sulla pista di decollo.
Hercules militare, autorizzazione negata, ripeto autorizzazione
negata. Tornate allhangar, ripeto tornate allhangar.
Chiudi il becco brontola Sean, ruotando i flap di dieci gradi e regolando lassetto per caricare leggermente il peso in coda.
Hercules militare, fermatevi subito o apriamo il fuoco.
Sean accese i fari di atterraggio e lanci il grosso apparecchio sulla
pista principale. Era docile ai comandi come il suo piccolo bimotore. Sei fantastica, dolcezza. Sapeva che gli aerei, come le donne, sono sensibili ai complimenti. Spinse delicatamente le manette del gas, e proprio in quel momento la mitragliatrice pesante oltre la torre di controllo apr il fuoco su di loro.
Per ormai lHercules filava forte e il mitragliere ignorava larte di anticipare la traiettoria dellaereo. Cos la prima raffica di traccianti oltrepass gli alti piani di coda.
Quello ha bisogno di fare esercizio osserv Job con calma.
La raffica successiva, troppo bassa, invest il cemento della pista
davanti al muso dellHercules.
Per impara in fretta ammise riluttante Job, con un grugnito.
Sean era leggermente chino in avanti, con la destra sulle manette del
gas e la sinistra sulla cloche.
Allimprovviso sent che lHercules stava finalmente raggiungendo la velocit di decollo.
D跬, bellezza! mormor, e tir a s la cloche. Il grande apparecchio punt subito il muso verso il cielo.
Sean spense tutte le luci, facendo piombare laereo nelloscurit. Cos non era pi un bersaglio facile per i mitraglieri che sparavano da terra. Fece rientrare il carrello e abbass i flap. Subito la velocit dellapparecchio aument e Sean intraprese una virata ascendente.
Unaltra raffica di traccianti li insegu, passando appena sopra la punta dellala. Sean vir dallaltra parte e se li lasci indietro, uscendo dalla portata di tiro.
Vuoi farmi venire il mal daria? gli chiese Job. Sean lo ignorb: stava controllando sul quadro se cera qualche danno ai motori.
Sembrava impossibile che un bersaglio enorme come quello offerto dallHercules non fosse stato centrato da una sola raffica, ma tutte le lancette degli indicatori sembravano normali e risposero subito quando avvi il propulsore ausiliario accelerando per salire di duecento metri al minuto.
Verso sud, brillavano le luci della cittadina di Umtali e pi oltre si intravedevano le montagne. Sean sapeva che la cima pi alta di quella catena non raggiungeva i duemilacinquecento metri, cos stabil di incrociare a tremila. Poi verifica la rotta.
Finora non ci aveva pensato affatto, e ignorava i riferimenti per tornare alle linee della Renamo.
Proveremo a far rotta per trenta gradi mormor, ridacchiando tra s e s. E vir in quella direzione.
Aveva ancora il sangue pieno di adrenalina, la paura lo faceva volare sulle sue ali daquila e Sean rise unaltra volta, un po nervosamente, assaporando quellinebriante sensazione.
Le nere vette delle montagne scivolavano sotto di lui, appena visibili alla luce delle stelle, come balene immerse nel Mare Glaciale Artico. Ogni tanto vedeva una lucina in qualche valle, una fattoria isolata o una missione. Ma, quando varcarono la frontiera del Mozambico, ogni luce scomparve.
Sean inizi la discesa sulla foresta, gradualmente. Ora che avevano superato le montagne non conveniva restare in quota, dove i radar potevano individuarli e spedire uno Hind a intercettarli.
Dopo qualche minuto, Job ruppe il silenzio: Quanto tempo ci vorr
prima che i Mig ci raggiungano?
Sean scosse la testa. Hanno la base a Harare, non credo possano
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LULTIMA PREDA
raggiungerci neanche se decollano subito. No, non mi preoccupano i
Mlg, ma gli Hind.
Tacquero di nuovo, guardando le stelle che sembravano frutti celestiali, maturi per esser colti.
Sei pronto a rispondere a una domanda un po imbarazzante? chiese allimprovviso Job.
Forza, di pure.
Fin quass ci sei arrivato, ma mi spieghi come diavolo intendi riportarci a terra?
Domanda interessante concesse Sean. Te lo far sapere quando
ne avr unidea anchio. Nel frattempo mi basterebbe trovare le linee
della Renamo e il quartiere generale di Cina in particolare. Seguendo
le istruzioni stampate sul pannello degli strumenti, si mise alla velocit
di crociera che garantiva allapparecchio la massima autonomia. Mancano ancora due ore allalba, solo allora si potr cominciare a pensare a
un punto dove atterrare disse a Job. Nel frattempo potremmo cercare il fiume Pungwe.
Unora dopo alla luce delle stelle avvistarono un corso dacqua.
Sembra lui disse Sean. Ma non potremo capire se siamo a monte o
a valle delle linee della Renamo fino al sorgere del sole.
Allora cosa si fa?

Gironzoleremo qui intorno fino a domattina. E cominci una
lunga serie di virate simmetriche, attraversando e riattraversando il fiume buio sempre nello stesso punto, aspettando il mattino.
Uno Hind potrebbe divertirsi a giocare al tiro al bersaglio osserv a un certo punto Job.
E non menar gramo si accigli Sean. Se non hai niente di pi
utile da fare, prendi la valigetta, e trova qualcosa di interessante per
passare un po il tempo.
Job tir fuori i quaderni a spirale marcati TOP SECRET e si mise a sfogliarli. I primi tre riguardavano il possibile uso degli Stinger in tutte le situazioni immaginabili e in ogni zona climatica del globo. Tutto quello che volevate sapere, ma avevate paura di chiedere disse Job pigliando in mano il quarto manuale: SISTEMA Dl MISSILI GUIDATI STINGER - OPERAZIONI EFFETTUATE.
Job si mise a leggere ad alta voce: Isole Falkland... Golfo Persico...
Stretto di Hormuz... Approdi di Grenada... Angola Unita... Afghanistan...
Sean lanci unesclamazione. Afghanistan! Vedi un po se parlano
degli Hind.
Job si mise in grembo il voluminoso manuale e inizi a sfogliarlo.
Ecco qua. Afghanistan... Tipi di elicotteri: Hare. Hoplite. Hound.
Hook. Hip. Haze. Havoc... Eccolo qua. Hind.
Leggi la descrizione ordin Sean.
Job si mise a leggere: Questo pezzo dartiglieria volante soprannominato dai sovietici Sturmovi(Gobbo); il suo nome in codice NATO Hind. I ribelli afghani lo chiamano Morte volante. La sua formidabile reputazione tuttavia non forse pienamente giustificata .
Spero che quei tizi sappiano di che cosa stanno parlando sbott Sean sarcastico.
Job prosegu: Manovrabilit limitata e ascensione lenta a causa del
peso della blindatura; autonomia scarsa per lo stesso motivo: si stima
che a pieno carico essa non superi i 450 chilometri. Prestazioni limitate;
velocit massima 290 chilometri allora; velocit di crociera 270. Manutenzione complessa e onerosa...
Interessante interloqu Sean. Perfino questo bamboccione pi
veloce degli Hind disse accarezzando la cloche. Se ne incontriamo
uno, me lo ricorder.
Allora vuoi che legga o no? chiese Job, spazientito. Se vuoi che
legga, sta zitto!
Scusami tanto e continua pure.
Si stima che questi apparecchi siano stati impiegati a centinaia in
Afghanistan, generalmente con successo, sebbene oltre centocinquanta
di essi siano stati abbattuti per mezzo dei missili Stinger. Ci induce a
concludere che questarma possa essere utilmente impiegata contro lo
Hind seguendo le norme operative qui descritte.
Job continu a leggere, fornendo il tipo e le prestazioni dei motori e altre statistiche, finch Sean non lo ferm.
Basta, Job Sean indic loriente. Vedi, sta facendo giorno. Il
cielo si era fatto abbastanza chiaro da formare un orizzonte oltre la terra
nera. Metti via il manuale e chiama Ferdinand. Vediamo se capisce
dove ci troviamo e ci fa vedere come si torna a casa.
Ferdinand arriv barcollante, in preda a un attacco di nausea. Si aggrapp al sedile di Sean, che si spost pi che pot.
Guarda un po laggi, Ferdinand disse Sean. Vedi qualcosa che
riconosci?
Lo shangane scrut dubbioso allesterno, brontolando, poi di colpo
sillumin in volto. Quelle colline disse indicando il finestrino laterale, le riconosco. Il fiume esce di l; c una cascata.
Da che parte il campo?
Da quella parte, a due giornate di marcia.
Bene comment Sean. Non siamo poi tanto lontani. Grazie Ferdinand. Sean interruppe linfinita serie di evoluzioni, punt nella direzione indicata dallo shangane e controll lorologio.
Sentiamo un po la radio. Chiss cosa dice di noi lAfrica Service della BBC. Si sintonizz sulla stazione, in tempo per sentire la ben nota sigla.
Notiziario della BBC. Ecco i titoli di oggi. In America il governatore Michael Dukakis ha battuto nettamente Jesse Jackson per la nomination presidenziale democratica nello Stato di New York. Centoventi
passeggeri sono morti in una sciagura aerea nelle Filippine. Ribelli della
Renamo hanno sottratto un Hercules della RAF da una base aerea
dello Zimbabwe vicino alla cittadina di Umtali. Sia il presidente
Mugabe sia il presidente Chissano hanno ordinato che lapparecchio
venga abbattuto a ogni costo.
Sean spense la radio e sorrise a Job.
Non avresti mai pensato di venire citato al giornale radio, eh?
Ne avrei fatto volentieri a meno ammise Job. Hai afferrato
quella faccenda dellordine di abbatterci a ogni costo?
LHercules stava rapidamente avvicinandosi al valico tra le colline. La luce era aumentata, e Sean cominciava a distinguere la cascata tra le rocce nere della sella.
Nemici! grid a un tratto Job. A ore una!
Con la sua vista straordinaria laveva individuato un attimo prima di
Sean. Lo Hind li aspettava in agguato, in una radura riparata, mostruoso insetto a guardia della gola della cascata: salt su dalla foresta alzandosi verticalmente sotto il barlume argenteo del rotore, chinando il muso come un toro che si prepari a incornare, chiazzato di lebbrose macchie mimetiche, oscenamente brutto e letale. Quelli del Frelimo avevano certo capito dove Sean si stava dirigendo, cos lo Hind si era nascosto nella foresta, perlustrando il cielo col radar e tendendo lorecchio al rumore dei motori dellHercules.
Era ancora sotto di loro, ma saliva in fretta, ingrossandosi a ogni secondo che passava. Entro pochi istanti il cannone rotante sarebbe stato a portata di tiro: gi brandeggiava per puntarli.
Sean reag senza riflettere. Diede tutto gas e si gett in picchiata, caricando letteralmente lelicottero, con un urlo minaccioso dei grandi motori turboelica.
Reggiti forte! grid Sean a Job. Lo sperono, questo bastardo!
La furia del combattimento si era impadronita di lui, gli scorreva
dolce e rovente nel sangue: non aveva affatto paura, sentiva solo lirrefrenabile impulso di distruggere.
Allultimo momento il pilota dellelicottero cap le sue intenzioni. Erano cos vicini che dalle calotte si guardavano in faccia. Il russo era pallidissimo, con la bocca rossa che spiccava come una ferita sanguinante. Si ribalt sul fianco per scendere quasi a piombo e sottrarre aria al rotore, cercando di nascondersi sotto le ali protese dellHercules.
Tho beccato, figlio di puttana! esult Sean, e lala dellHercules cozz contro la coda dellelicottero. Il colpo sballott Sean nelle cinghie, e lHercules sussult, rallentando fin quasi allo stallo a soli sessanta metri di quota sopra la foresta.
Vola, fallo per me, piccola sussurr Sean mentre i quattro motori, rombando per lo sforzo, riuscivano a tenere laereo in aria e poi gradualmente a cabrare.
Dov lo Hind? grid Sean a Job.
Devessere caduto gli rispose sempre gridando Job. Erano entrambi ancora pieni di terrore e di entusiasmo guerresco.
Nessuno poteva resistere a un urto del genere. Poi il suo tono
cambi. Ma no. E ancora l! Vola sempre! Buon Dio, che diavolo!
Lo Hind era malconcio, e sbandava a pi non posso. Rotore di coda e timone erano quasi del tutto divelti. Chiaramente il pilota stava facendo il possibile per non precipitare, sballottato qua e l per il cielo in maniera incontrollabile.
Si sta stabilizzando disse Job guardando lelicottero dal finestrino
laterale Gira, continua a inseguirci!
Sean punt dritto verso il valico tra le colline. Le pareti rocciose sembravano sfiorare le ali dellapparecchio; la schiuma bianca della cascata brillava sotto di loro.
Ci ha sparato un missile! Mentre Job dava questo avvertimento, il valico tra le colline si spalanc davanti a loro, e Sean si prepar a virare, sollevando lala menomata dellHercules.
Il grosso aereo costeggi la parete di roccia, girando langolo proprio mentre il missile a infrarossi avvertiva lirradiazione degli scarichi e si lanciava nella gola. LHercules vir cos stretto che Sean dovette dare tutto gas per tenerlo in assetto di volo.
Guardando in su, al posto del cielo si trov di fronte la parete di roccia, cos vicina che gli pareva di toccarla: Iapparecchio si reggeva sulla punta di unala come una ballerina.
Il missile si schiant sulla roccia, cavandone una pioggia di frammenti e riempiendo di fumo e polvere la gola alle spalle dellHercules.
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LULTIMA PREDA
Sean rimise lapparecchio in linea, sempre con la massima delicatezza, tenendo conto dellala ammaccata.
Si vede ancora lo Hind?
No disse Job, proprio mentre lorrida macchina si materializzava
nel polverone. Ma s, ancora l, ci segue ancora!
Tutta la coda dello Hind era torta, e gli restava solo met del timone. Barcollava, ondeggiando per aria, mantenendo a stento il controllo e perdendo rapidamente terreno nei confronti dellHercules. Ma il pilota era un uomo coraggioso, deciso a resistere fino allultimo.
Ha sparato ancora! grid Job vedendo il missile cadere da sotto gli alettoni tozzi e partire verso di loro con uno sbuffo di fumo.
Sta precipitando! Job vide il rotore di coda staccarsi e sprizzare verso lalto, mentre lelicottero si abbatteva sugli alberi come un bufalo colpito alla spina dorsale, schiantandosi con una grande esplosione di fuoco e fumo nero.
Schiva a destra! grid disperatamente Job: bench lo Hind fosse ormai defunto, la sua tremenda prole ancora li inseguiva, brillando letale nel cielo.
Sean vir pi che poteva. Il missile se lo lasci quasi sfuggire, ma poi si rimise in linea e guadagn parecchio terreno, puntando visibilmente sul motore esterno di sinistra.
Per un attimo furono accecati dal fumo dellesplosione. LHercules sussultava, squassato da una specie di agonia. Lo scoppio del missile aveva sollevato lala, raddrizzando miracolosamente lapparecchio, e Sean riusc a mantenerlo in assetto.
Guard atterrito il danno. Il secondo motore era sparito: al suo posto cera un orrendo squarcio nellala. Era un colpo mortale. LHercules sbandava, scivolando dala per la spinta squilibrata dei motori.
Sean tolse un po di gas ai motori di destra cercando di riequilibrare la propulsione. Guard avanti e vide il fiume, ampio, basso e tranquillo. I primi raggi del sole accendevano la cima degli alberi sulle rive, mentre sui sabbioni bianchi i coccodrilli spiccavano neri come lucertole.
Sean accese linterfono. Attaccatevi, perch adesso prenderemo un gran colpo! url agli uomini nella carlinga.
LHercules sinchin pesantemente. Entrambe le ali erano cos malridotte che cera da stupirsi che volasse ancora.
Troppo forte imprec tra i denti Sean. Precipitavano come un ascensore velocissimo. Cos, si sarebbero schiantati sugli alberi prima di raggiungere i banchi di sabbia. Sean si irrigid e poi mise i flap per rallentare la caduta.
LHercules rispose grato allaumento della portanza e si mise a planare con una parvenza dellantica eleganza, sfiorando le cime degli alberi sulla riva. Sean chiuse i contatti per evitare incendi dopo lurto. Tenne alto il muso, decelerando in fretta. Lallarmestallo si mise a gracchiare, sovrastato subito dopo dal segnale assordante che gli ricordava di abbassare il carrello!
La cloche diventava sempre pi inerte, mentre lHercules si approssimava allo stallo, ma ormai erano in mezzo al fiume, a dieci metri daltezza, e perdevano rapidamente quota.
Sean sent la coda toccare lacqua e lanci uno sguardo allindicatore della velocit che segnava 70 chilometri allora. LHercules fin nel fiume con una spanciata. Unonda verde copr il tettuccio.
Sean e Job furono proiettati in avanti, ma trattenuti dalle cinture di sicurezza; poi lHercules si mise a galleggiare sulla pancia, rallentando e spinto di traverso dalla corrente.
Stai bene? abbai Sean rivolto a Job. Per tutta risposta laltro si sganci la cintura e salt su dal sedile del copilota. Quando anche Sean si alz in piedi, ebbe la sensazione di fluttuare. Dalla calotta vide bene che lHercules galleggiava seguendo pigramente la corrente. I serbatoi vuoti e laria intrappolata nella fusoliera lo tenevano a galla.
Andiamo! Sean spinse Job nella carlinga e vide subito che le casse dei missili erano ancora bloccate dalle reti. Gli shangane, invece, erano in preda al panico.
Sean gir la manovella delluscita di emergenza e diede un calcio al portello. Immediatamente si gonfi lo scivolo di plastica, sbattendo sulla superficie del fiume sottostante.
Sean si sporse dal portello aperto. Stavano andando ad arenarsi su un sabbione. Giudic che si toccava, perch vedeva chiaramente il fondo. Ferdinand grid Sean scorgendolo in mezzo alla confusione degli shangane. Da questa parte! Falli uscire! Vide che si rinfrancava e che spingeva alluscita i soldati.
Fagli vedere come si fa ordin Sean a Job. E quando sei gi
digli di tirare lapparecchio sul sabbione.
Job incroci le braccia sul torace e salt a piedi uniti sullo scivolo. Rimbalz in acqua e si rimise subito dritto: gli arrivava al petto. Uno alla volta gli shangane lo imitarono. In fondo allo scivolo Job li aiutava a rimettersi in piedi. Sean spinse gi lultimo e poi salt anche lui.
Appena riemerse vide che tutti gli uomini erano gi impegnati a spingere lapparecchio verso la riva, sfruttando la corrente. Diede loro una
mano e ben presto lHercules si aren sul sabbione. Gli uomini si trasci128 : 129
narono a riva e vi si abbandonarono, fradici e sfiniti dalla stanchezza e
dalla paura. Bisogna sbrigarsi disse Sean a Job. Possiamo star
certi che lo Hind ha trasmesso agli altri la nostra posizione e che verranno subito a cercarci. Per prima cosa scarichiamo gli Stinger.
Risalito nella carlinga, Sean vide che i congegni idraulici del portellone funzionavano ancora e abbass la rampa. Il peso di ogni cassa era
stampigliato chiaramente sulle assi di legno: 70 kg.

130

Due uomini per cassa ordin Sean, e con Job prese a caricargliele
sulle spalle. Appena cariche, le coppie di shangane trotterellavano gi
dalla rampa e si infilavano tra gli alberi.
A scaricare lapparecchio non ci vollero pi di venti minuti, ma
furono minuti di angoscia per Sean. Quando lultima cassa scomparve
nella macchia, si affacci sulla rampa e si mise a scrutare 1I cielo, aspettandosi di veder apparire qualche elicottero o di sentirne il rumore.
LULTIMA PREDA
Una fortuna cos non pu durare disse a Job. Bisogna liberarsi
dellHercules.
E come intendi fare? Pensi di inghiottirlo o forse di seppellirlo? chiese sarcastico Job.
In fondo alla stiva dellapparecchio cera un argano della portata di
120 tonnellate, usato per imbarcare carichi pesanti. Su istruzioni di
Sean, quattro shangane srotolarono il cavo dellargano e servendosi del
battellino gonfiabile di salvataggio in dotazione allapparecchio attraversarono il fiume e lagganciarono a un albero sullaltra riva. Poi Sean
and ai comandi dellargano. Quando lavvi, il cavo dacciaio si tese e
* la fusoliera dellHercules, pesantemente arenata, si mosse e cominci a dondolare, finch laereo non fu in mezzo al fiume, dove la corrente era
t piU vivace. Appena sent che lapparecchio galleggiava Sean prese il
tagliabulloni dalla rastrelliera degli attrezzi e tranci il cavo. LHercules
si mise a fluttuare liberamente.
Poi si dedic ai tubi di alimentazione che portavano olio e carburante
ai motori e che correvano sul soffitto della stiva, e tranci anche quelli. La miscela di avio e olio minerale prese a riversarsi sul pavimento, creando delle belle pozzanghere. Sean si mise sulla soglia del portello demergenza e tolse la linguetta della bomba incendiaria che si era fatto dare da Ferdinand.
Grazie, vecchia mia disse ad alta voce allHercules. Sei stata bravissima. Il meno che ti possa offrire una pira vichinga. Fece rotolare la bomba lungo la carlinga e si tuff nel fiume. Riemerse e prese a nuotare freneticamente, con la mente che riandava ai coccodrilli gi visti su quei sabbioni.
Dietro, sent lo scoppio attutito della granata, ma non si ferm a guardare finch non sent il fondo sotto i piedi. Qrmai lHercules era a mezzo chilometro. Bruciava furiosamente ma galleggiava ancora. Un gran pennacchio di fumo nero saliva sobbollendo nel cielo luminoso del mattino.
Sean guadagn la riva e ci si arrampic a quattro zampe. Mentre riprendeva fiato seduto sul ciglione, ud lormai ben noto e odiatissimo rombo degli Hind che si avvicinavano. Il pennacchio nero dellHercules che bruciava non poteva certo sfuggire ai piloti nemici.
Sean prese una manciata di fango nerastro e se lo pass in faccia e sulle braccia nude. Si nascose in un cespuglio della riva e si mise a spiare lo Hind, che avanz sfiorando gli alberi e si mise a girare intorno alla carcassa incendiata dellHercules, alzandosi poi come un maligno vampiro sessanta metri sopra lapparecchio.
Le fiamme raggiunsero i serbatoi del carburante e lHercules esplose sfiatando fuoco come un drago, schizzando frammenti fin sulle rive e producendo nubi di vapore sullacqua del fiume.
Lo Hind continu a sorvolare per quasi cinque minuti la zona, in cerca di sopravvissuti, poi di colpo si alz in cielo, punt a meridione e in breve spar.
Autonomia limitata, come dice il manuale comment Sean
emergendo dal nascondiglio. Bravo, adesso va a casa e di a Mugabe
di non preoccuparsi, che i suoi preziosi Stinger non sono caduti nelle
mani sbagliate.
Sospir incamminandosi lungo la riva, e raggiunse il punto in cui Job stava esaminando le casse scaricate dallHercules.
Erano trentacinque, ammucchiate in qualche modo sotto i rami a ombrello di un mogano africano. Con Ferdinand e quattro dei suoi le fecero passare a una a una, impilandole ordinatamente dopo aver verificato la scritta sul coperchio. Trentatr recavano la dicitura: SISTEMA GUIDATO Dl MISSILI STINGER: 1 IMPUGNATURA CON SENSORE, 1 CONGEGNO SPIA PUNTAMENTO, 5 TUBI LANCIO CARICHI.
Ci vuol dire che Cina avr a disposizione centosessantacinque
colpi per buttar gi gli undici Hind che restano dopo quello che hai
abbattuto tu calcol Job. Mi sembrano abbastanza.
Visto come sparano sar un miracolo se basteranno grugn Sean.
Poi la sua espressione di voluto pessimismo si spian. Meno male!
Guarda cosa c qui.
Una delle due casse che restavano portava la scritta: SISTEMA GUIDATO Dl MISSILI STINGER CONGEGNO ADDESTRAMENTO PUNTATORI M. 134.
Questo render la vita pi facile a qualcuno ammise Job, che sui manuali recuperati aveva letto del sistema di addestramento al computer che simulava su video i voli nemici. Quella specie di videogioco sarebbe certo riuscito utilissimo per insegnare ai militanti della Renamo a usare i missili.
Tuttavia fu soltanto quando ebbe letto lultima dicitura della cassa pi piccola, che Sean comprese tutto il valore del bottino. Infatti cera scritto: SISTEMA GUIDATO Dl MISSILI STINGER SOFTWARE PERFEZIONATO USO TATTICO .
Perbacco! fischi tra i denti.
Delicatamente apr il coperchio della cassa e rimosse limballaggio di
poliuretano. Il software era dentro una robusta borsa di plastica. Sean
ne sciorin il contenuto sul coperchio della cassa. Si trattava di dozzine
di cassette di software in scatole di plastica trasparente contrassegnate
da vari colori. Va a prendere i manuali disse Sean a Job. Quando li
132 1 133
LULTIMA PREDA
port, si accucciarono vicino alla cassa aperta e sfogliarono il fascicolo che descriveva il sistema di attacco.
Con il loro sistema di puntamento i missili Stinger potevano attaccare utilizzando tattiche e frequenze specifiche per qualsiasi tipo di aeromobile. Bastava inserire la microcassetta nel congegno di puntamento e il missile eseguiva le correzioni di rotta pi convenienti.
Ecco: sistema attacco Hind Cassetta S.42.A. lesse forte Job, segnando la riga col dito sul manuale. Speciale per gli elicotteri di tipo Hind. Utilizza sensori a due colori che registrano alternativamente le emissioni infrarosse e ultraviolette dellelicottero. Allinizio il puntamento avviene sullemissione infrarossa dello scappamento. Il dispositivo di soppressione dei gas di scarico dello Hind emette raggi infrarossi attraverso una serie di feritoie blindate poste sotto la fusoliera dellelicottero. Ma il missile che esplode in quel punto non arreca danni allaeromobile. Grazie al software della cassetta S.42.A, il sistema di guida dello Stinger, a una distanza di cento metri dal bersaglio, abbandona lirradiazione infrarossa e segue quella ultravioletta che proviene principalmente dalle prese daria del turbo TV3117 che azionano il rotore.
Questa lunica parte della fusoliera non blindata al titanio e quando il
missile esplode sulle prese daria dei turbo lelicottero precipita nel
cento per cento dei casi.
Job chiuse il manuale. Cina si trova la pappa fatta! esclam.
CERANO trentatr pesanti casse da portare ed erano rimasti ormai solo in ventidue, compresi Sean e Job. Sean nascose quelle che furono obbligati a lasciarsi dietro. Le avrebbe mandate a prendere da qualcuno appena possibile.
Portarono quello che poterono, compresi naturalmente i manuali, le cassette del software e il videogioco per laddestramento Al calar del sole si avviarono lungo il fiume Pungwe sperando di imbattersi quanto prima nella Renamo.
Unora dopo lalba caddero nellimboscata.
Avanzavano in un tratto di savana lungo la riva del fiume, quando
Sean ud distintamente lo scatto metallico dellotturatore che precede la raffica della mitragliatrice e prima ancora di capire cosera si butt a terra, urlando un avvertimento ai suoi shangane. Sbattendo contro il suolo sabbioso, sent un frastuono e uno spostamento daria tali che gli si rizzarono i capelli in testa.
Rotol a sinistra per disorientare il mitragliere e, col Kalashnikov
impugnato come una pistola, spar qualche raffica alla cieca, sempre
134
per confondere gli attaccanti: frattanto con la mano libera afferr una delle granate agganciate alla cintura.
Stava per lanciarla, quando dietro di lui Ferdinand grid qualcosa in
portoghese e il fuoco si interruppe quasi subito. Dal ciuffo derba proprio di fronte a Sean una voce rispose in portoghese, e subito dopo
Ferdinand si mise a gridare come un forsennato in shangane: Non
sparate! Siamo della Renamo!
Ci fu un lungo silenzio diffidente, durante il quale Sean si tenne pronto a lanciare la bomba. Aveva visto troppi uomini coraggiosi morire traditi da trucchetti del genere.
Renamo! grid unaltra voce di fronte. Siamo amici!
Va bene replic Sean in shangane. Allora alzati e facci vedere la
tua bella faccia da amico.
Qualcuno si mise a ridere, e una faccia nera sotto un berretto mimetico fece capolino per un attimo nellerba, per sparire immediatamente.
Dopo pochi secondi, visto che nessuno sparava, un altro uomo si alz cautamente, e poi un altro ancora. Anche gli shangane di Sean si alzarono e avanzarono, dapprima lentamente e col mitra spianato; ma poi i combattenti si riconobbero e si misero a sghignazzare stringendosi la mano e affibbiandosi grandi pacche sulle spalle.
Quanto siamo lontani dal quartier generale di Cina? chiese Sean al comandante del battaglione.
Gli elicotteri del Frelimo lhanno costretto a ripiegare. Il nuovo
quartier generale a una decina di chilometri soltanto.
Il ritorno al campo fu una marcia trionfale. La notizia del loro successo li aveva preceduti e da tutti i cespugli uscivano i commilitoni della Renamo a complimentarsi. I portatori reggevano le casse di missili come larca dellalleanza, contenti e fieri sotto il carico.
Il generale Cina li aspettava allentrata del nuovo bunker del comando, con la divisa pulitissima e stirata. Ero sicuro che non mi avrebbe deluso, colonnello. Per la prima volta dacch si conoscevano Sean ebbe limpressione che il suo sorriso fosse sincero.
Abbiamo dovuto abbandonare il sergente Alfonso con i suoi
uomini lo inform brusco Sean. Avranno fatto una brutta fine.
No! No, colonnello! il generale Cina lo prese per la spalla con gesto di affettuosa confidenza. Alfonso riuscito a cavarsela perdendo solo tre uomini. Ho appena avuto un contatto radio con lui. Domani sera al pi tardi saranno qui. Tutta loperazione stata un brillante successo, colonnello. Gli lasci andare la spalla. E adesso vediamo un po cosa mi avete portato. portatori posarono le casse ai suoi piedi.
Apritele! Cina era raggiante. Sean non si sarebbe mai aspettato uneccitazione cos puerile da parte di un uomo solitamente tanto freddo e riservato. Cina guardava i suoi ufficiali affaccendarsi intorno alle casse. Quando finalmente riuscirono a togliere il coperchio e scoprire il contenuto, si levarono grandi urla di congratulazioni dei subal駰rni. Il generale Cina appoggi un ginocchio a terra e con reverenza tir fuori il lanciamissili dalla schiuma di poliuretano.
I collaboratori lo guardarono sbigottiti mentre se lo appoggiava alla spalla e lo puntava al cielo.
Che vengano adesso gli hensci del Frelimo! tuon Cina. Li vedremo bruciare! E cominci a far pernacchiette come un bambino che gioca alla guerra, imitando elicotteri e raffiche di mitragliatrice.
Tatatatat! gridava. Vvr籯! Zip! Boom!
Qualcuno si mise a cantare e poco dopo tutti intonarono a squarciagola linno di guerra della Renamo, battendo le mani, dondolandosi e pestando i piedi. Il generale Cina, col lanciamissili in spalla, guidava il coro, che lev al cielo il sempre commovente canto dellAfrica. Linno fin col consueto urlo di sfida: Renamo! e le facce nere si illuminarono di fiero ardore patriottico.
Quando sono di questo umore, sarebbe molto difficile per chiunque sconfiggerli pens Sean.
Il generale Cina pass il lanciamissili a uno dei suoi e si avvicin a Sean. Congratulazioni, colonnello disse stringendogli la mano.
Credo che lei abbia salvato la situazione. Le sono grato.
Questo molto bello, Cina ribatt ironico Sean. Ma non si
limiti a dirmelo, me lo dimostri!
Ma certo, mi scusi! Cina simul imbarazzo per la dimenticanza.
Nelleccitazione mi ero quasi scordato che c una persona ansiosissima di vederla.
Sean sent che gli mancava il fiato e gli si stringeva il cuore.
Dov?
Nel mio bunker, colonnello. Il generale Cina indic fra gli alberi lingresso accuratamente mimetizzato.
Sean si fece largo a gomitate tra i soldati eccitati, una volta raggiunto
lingresso del bunker non riusc pi a trattenersi e scese i gradini a tre a tre.
Claudia era seduta su una panca con due carceriere ai lati. Quando la vide, la chiam e lei si alz lentamente in piedi, fissandolo pallida e incredula. Gli zigomi sembravano volerle bucare il viso: la pelle era quasi trasparente e gli occhi grandi e scuri come la mezzanotte.
La prese tra le braccia e sent che era magra e fragile come una bimba. Per un attimo lei rimase inerte nel suo abbraccio, poi gli gett le braccia al collo e lo strinse cos forte che Sean ne rest sorpreso.
Restarono stretti stretti senza muoversi n parlare per un bel po, finch Sean sent le lacrime di lei bagnargli la camicia.
Ti prego, non piangere, mia cara. Delicatamente le alz il volto tra le mani, e coi pollici le asciug le lacrime.
Piango di gioia gli sorrise Claudia ricacciando le lacrime. Nientaltro importa pi, ora che sei tornato.
Sean le prese le mani e le baci la pelle livida ed escoriata dei polsi.
Poi si gir verso le due carceriere in divisa ancora sedute sulla panca.
Maledette iene mangiacarogne! sibil sottovoce in shangane. Fuori! Le due donne sobbalzarono ma non si mossero, finch Sean non mise la mano sul calcio della pistola: allora saltarono gi dalla panca e filarono via.
Sean torn a rivolgersi a Claudia, e per la prima volta la baci sulla bocca. Quando, malvolentiei, si separarono Claudia gli sussurr:
Quando mi hanno levato le manette ho capito che saresti tornato .
Queste parole gli fecero intuire la degradazione e le brutalit a cui era stata sottoposta e la risposta di Sean fu amara.
Che bastardo. Gliela far pagare in qualche modo, te lo giuro, per
quello che ti ha fatto.
No, Sean. Non ha pi importanza ormai. E tutto finito adesso mormor Claudia.
Restarono soli ancora pochi minuti, poi il generale Cina irruppe nella stanza, circondato dai suoi ufficiali, ancora tutto contento e sorridente.
Spinse Sean e Claudia nel suo ufficio privato e fece finta di non accorgersi che entrambi rispondevano con freddezza alla sua affabile ospitalit.
Sedettero vicini davanti alla sua scrivania tenendosi per mano, senza rispondere ai suoi scherzi.
Vi ho fatto preparare un alloggio disse il generale Cina. Spero
che ci starete bene.
Sa, generale, non abbiamo intenzione di trattenerci disse Sean.
Domattina voglio gi essere in viaggio per il confine insieme alla
signorina Monterro.
Ah, colonnello, Iaccontenterei molto volentieri, perch dora in
poi lei sar ospite onorato e privilegiato. Si certo guadagnato il rilascio! Purtroppo, per ragioni di carattere operativo, quel felice momento
dovr essere rimandato di qualche giorno.
LULTIMA PREDA

Non ci lascia andare. Sta violando laccordo disse piatto Sean.
Lo sapevo che sarebbe finita cos.
Si tratta di circostanze che non dipendono da me dichiar con
calma Cina. Ho appena ricevuto un messaggio radio dal sergente
Alfonso che ci informa che a occidente delle nostre linee si sta concentrando un massiccio contingente di truppe nemiche. Siamo gi tagliati
fuori dal confine dello Zimbabwe, colonnello. Cercare di raggiungere il
confine adesso, per voi due sarebbe un suicidio. Vi conviene restare
sotto la mia protezione personale.
Si pu sapere cosa diavolo vuole ancora da noi? domand Sean.
Lei ha in mente qualcosa, lo sento! Di che cosa si tratta?
La sua mancanza di fiducia nei miei confronti veramente irritante
disse Cina con un sorrisetto gelido. Tuttavia evidente che loffensiva
del Frelimo potr esaurirsi soltanto con la distruzione degli elicotteri
Hind. Prima accadr, e prima lei potr tornarsene nel mondo civile con la
signorina Monterro. Lei lunico, col capitano Job, che capisca come
funzionano questi missili. Voglio che lei addestri un gruppo selezionato
dei miei uomini alluso degli Stinger.
E tutto ci che vuole? disse Sean guardandolo in faccia. Noi
addestriamo i suoi uomini e poi lei ci lascia andare?
Esatto.
E come faccio a credere che in seguito non sposter il traguardo
ancora pi in l?
Lei mi addolora, colonnello.
Molto meno di quel che mi piacerebbe fare!
Dunque siamo daccordo. Lei addestrer i soldati e in cambio io la
far accompagnare al confine alla primissima occasione.
Mi pare che non abbiamo scelta.
Sono lietissimo che lei si dimostri cos ragionevole, colonnello. Il
tono di voce di Cina divenne vivace e sbrigativo. Quanto tempo ci
vorr? Dora in avanti, anche unora pu essere determinante per la
nostra sopravvivenza.
Cercher di farle avere gli Stinger in azione al pi presto rispose
irritato Sean. La prego di credermi, generale, non ho nessuna voglia
di trattenermi qui pi del necessario. Prese Claudia per un braccio e la
fece alzare. Nel frattempo contiamo su un trattamento da cinque
stelle. La signorina Monterro avr bisogno di vestiti per sostituire gli
stracci che ha indosso.
Le far procurare dallo spaccio il meglio che abbiamo. Tuttavia,
non posso prometterle capi firmati.
Sean si avvi verso la porta. Bene. Adesso andiamo a vedere lalloggio.
Vi accompagner uno dei miei ufficiali subalterni disse il generale
Cina. Se c qualcosaltro di cui avete bisogno, fateglielo sapere. Ha
avuto lordine di darvi tutto ci che possa rendere pi comodo il vostro
soggiorno. Come ripeto, siete ospiti donore.
Quelluomo mi fa venire i brividi bisbigli Claudia a Sean, mentre lufficiale li accompagnava allalloggio.
Tanto ne abbiamo ancora per poco disse Sean abbracciandola, ma nonostante tutte le rassicurazioni lo spettro inquietante del generale Cina sembrava aleggiare ovunque.
Lalloggio sotterraneo dove furono condotti si trovava nella boscaglia in riva al fiume, a non pi di trecento metri di distanza dal quartier generale. Era stato appena scavato nellargilla rossa dellargine.
E cos nuovo che non avr ancora la sua brava popolazione di pulci, pidocchi e altra fauna selvatica del genere scherz Sean.
Le pareti di argilla erano fresche e umide e dagli interstizi fra i pali del tetto entrava un po daria.
Gli unici mobili erano un tavolo e due sgabelli, costruiti con tronchi di mopani, e un letto, pure di legno grezzo, con un materasso di erba sminuzzata, coperto da un lenzuolo di tela sbiadita. Cera per, lusso straordinario, una zanzariera appesa sopra il letto.
Lufficiale che li scortava convoc tre servitori: due erano giovani attendenti che si sarebbero occupati del bucato e delle pulizie; il terzo, che svolgeva mansioni di cuoco, era un anziano shangane dalla bella faccia piena di rughe, con capelli e barba inargentati. A Claudia faceva pensare a una specie di Babbo Natale negro. A entrambi piacque subito. Come ti chiami? gli domand Sean.
Mi chiamo Joyful, signore.
Allora parli inglese, Joyful?
E afrikaans e portoghese e shona e. . .
Ullall disse Sean, alzando la mano a bloccarlo. Ma sei capace
di cucinare?
Sono il miglior cuoco del Mozambico!
Che modesto! rise Claudia.
Va bene, Joyful, allora stasera per cena vogliamo un bel filetto alla Chateaubriand lo sfid Sean, e Joyful si rabbui.
Mi spiace, signore, non abbiamo filetto.
Be, fai del tuo meglio cedette Sean.
Avvertir i signori quand pronto.

139
LULTIMA PREDA
Non c fretta disse Claudia e tir la tendina, congedando sbrigativamente i tre servitori.
Sean e Claudia restarono immobili per un po, mano nella mano guardando meditabondi il letto. Fu lei a rompere il silenzio.
Sean gli disse, con un tono diverso da prima. Non te lho ancora
chiesto perch mi mancato il coraggio di farlo. Si interruppe per
tirare un profondo respiro. E mio padre? Non tornato insieme a te,
vero?
Sean scosse la testa.
Ha trovato il suo elefante? gli chiese piano.
S le rispose semplicemente Sean. Il capo morto, ma stata
una morte degna di lui, e Tukutela, il suo elefante, morto con lui.
Vuoi sapere anche i particolari?
No! proruppe lei, scuotendo la testa e stringendolo forte. Adesso no, e forse mai. E morto ormai, e una parte della mia vita muore
con lui.
Sean non riusc a trovare parole per consolarla, e la tenne abbracciata
mentre piangeva in silenzio, stretta a lui, sconvolta dal dolore. Sean
lasci che si sfogasse, e piano piano i singhiozzi che la scuotevano
diminuirono finch infine gli sussurr, roca: Non so come avrei fatto a
sopportarlo senza di te. Siete molto simili voi due, sai?
Lo prendo come un complimento.
Lo . Sono contenta di averti incontrato. Gli sorrise. E adesso
pensiamo al futuro, ammesso che ne abbiamo uno!
Brava la mia ragazza! Sean le restitu il sorriso. Qualunque cosa
succeda, ti amo, Claudia Monterro.
Anchio Iassicur lei e si baciarono ancoralungamente, teneramente, un bacio salato di lacrime, che non esprimeva desiderio, ma bisogno di rassicurazione e di certezze: Iaspirazione a qualcosa di vero e di sicuro in un mondo di pericolosa instabilit.
CLAUDIA Sl SVEGLIO di colpo, sentendo la tensione del corpo di Sean contro di lei, e subito lui le mise la mano sulle labbra per indurla a tacere. Claudia giacque immobile nel buio, senza osare fiatare o muoversi: un leggero raspare proveniva dallingresso del rifugio.
Il suo cuore si mise a battere allimpazzata, e si morse il labbro per non gridare, mentre sentiva qualcosa che scivolava sul pavimento di terra battuta e si avvicinava al letto.
Di fianco a lei Sean scost fulmineo la zanzariera e gherm lintruso che cerc di divincolarsi, squittendo impaurito.
Stavolta ti ho beccato! imprec tra i denti Sean. Non me la puoi
fare due volte di fila. Come mai ci hai messo tanto tempo? Hai incontrato qualche bella ragazza per strada?
Matatu si mise a ridacchiare. Era contentissimo quando Sean lo sospettava di avventure galanti.
Ho trovato il nido dei falconi si glori. Ho fatto come quando
seguo le api per scovare il favo. Ho osservato il volo controsole e li ho
seguiti fino al loro nascondiglio segreto.
Sean lo tir pi vicino scuotendogli dolcemente il braccio. Dimmi tutto. Nel buio, Matatu si accucci accanto al letto e si raschi solennemente la gola come un avvocato che si accinga alla requisitoria. C una collina rotonda come la testa di un uomo pelato cominci Matatu.
Da una parte della collina passa la ferrovia, dallaltra parte c la
strada.
Sean si tir sul gomito per ascoltare. Con laltro braccio attir a s Claudia, che gli si premette contro ascoltando la vocina soddisfatta di Matatu cinguettare nel buio. Sean si fece subito lidea della collina munitissima che Matatu gli descriveva: oltre la linea difensiva esterna, gli elicotteri erano alloggiati in grandi buche protette da sacchetti di sabbia. Cos risultavano assolutamente imprendibili. In caso di attacco, bastava che si alzassero di qualche metro per innaffiare gli assalitori con le loro armi mortali.
Tra i nidi degli hensci ci sono macchine parcheggiate e soldati in divisa verde che salgono sui falconi e ci guardano continuamente dentro. Matatu descriveva alla sua maniera i furgoni delle officine mobili, le autobotti del rifornimento e le squadre di meccanici e tecnici russi addetti alla manutenzione degli elicotteri.
Matatu, hai visto sulla ferrovia vicino alla collina i barili grossi grossi con le ruote sul binario? chiese Sean.
Li ho visti conferm Matatu. Era evidente che il carburante per gli elicotteri veniva trasportato da Harare per ferrovia. Lironia di tutto ci stava nel fatto che molto probabilmente tutto quel carburante proveniva dal Sudafrica.
Matatu era sicuro che ci fossero almeno undici elicotteri nascosti nelle buche fortificate. Questo concordava con il calcolo di Sean. Da una collina vicina, Matatu aveva visto decollare gli elicotteri allalba, tornare a far rifornimento verso met giornata e rientrare alla sera dalle operazioni.
Quando Matatu termin finalmente il suo rapporto, chiese soltanto:
E adesso, buana, cosa vuoi che faccia?
141
LULTIMA PREDA
Sean ci pens un attimo in silenzio. Forse non cera motivo di costringere Matatu a tenersi nascosto nella boscaglia: poteva benissimo farlo aggregare come guida al suo reparto di shangane. Per subodorava che potesse convenirgli tenerlo ancora fuori dello sguardo da rettile del generale Cina.
Voglio che non ti faccia vedere da nessuno, tranne me e Job.
Ti sento, buana.
Vieni a trovarmi tutte le notti come stavolta, e dimmi tutto quello
che vedi. Io ti dar da mangiare e ti dir cosa fare.
Matatu usc, silenziosamente comera arrivato.
Sar al sicuro? chiese sottovoce Claudia.
E il pi atto a sopravvivere di tutti noi le rispose sorridendo Sean,
che era molto affezionato allometto.
Non ho pi sonno disse Claudia strofinandosi contro di lui come
una gatta. Poi, molto tempo dopo, gli sussurr: Sono contenta che
Matatu ci abbia svegliati.. .
ERA ANCORA BUIO quando il mattino dopo Sean and a chiamare Job. Abbiamo da fare gli disse, e mentre lui si allacciava gli stivali gli raccont il discorso del generale Cina la sera prima.
E pensare che tutto quel che sappiamo sugli Stinger labbiamo letto ieri sul manuale! rise Job.
Dobbiamo darci da fare in tutti i modi gli disse Sean. Prima
riusciamo a preparare allazione gli shangane, e prima ce ne andiamo da
qui. Adesso possiamo sballare il videogioco daddestramento e un lanciamissili.
Scelsero un bel campo qualche centinaio di metri a valle del fiume, dove sul versante di un basso kopje si apriva un anfiteatro naturale ideale per laddestramento. Poi aprirono le prime casse e disposero su un tavolaccio il materiale daddestramento e un lanciamissili. Mentre Claudia leggeva ad alta voce dal manuale delle istruzioni, Sean e Job smontarono e rimontarono lequipaggiamento fino a prendere confidenza con le varie operazioni.
Il procedimento dattacco del lanciamissili Stinger semplicissimo. Il
bersaglio inquadrato nel piccolo schermo del mirino; col pollice si
toglie la sicura. Il dispositivo cercabersaglio si attiva premendo un bottone situato nella parte posteriore dellimpugnatura. Quando il bersaglio inquadrato nel mirino, i raggi infrarossi vengono amplificati e
concentrati sulla cellula rivelatrice in testa al missile. Appena la radiazione sufficientemente concentrata da consentire al missile di risalire
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alla fonte, lo stabilizzatore giroscopico si attiva e il missile emette un fischio acuto. Loperatore schiaccia il grilletto dellimpugnatura con lindice, e cos il missile sfonda il sigillo anteriore del tubo e insegue il bersaglio come un kamikaze automatico, guidato solo dal programma e senza bisogno di altri interventi delloperatore.
Con la cassetta di software speciale per gli Hind inserita nel computerino dellimpugnatura RMP - Reprogrammable microprocessor , giunto a cento metri dalla sorgente infrarossa il sistema si converte automaticamente al dispositivo di guida a due colori. Il missile non segue pi gli scappamenti della marmitta blindata, e punta invece le emissioni ultraviolette molto pi deboli delle prese daria del motore. Su questo bersaglio la testata altamente esplosiva scoppia e distrugge.
Perfino uno shangane pu imparare ad adoperarli disse Job, e Sean sogghign.
Bravo, ecco che salta fuori il tuo razzismo tribale di matabele lo rimprover.
Quando si geneticamente superiori non serve negarlo.
Entrambi guardarono Claudia, aspettandosi una reazione, ma lei non
alz nemmeno gli occhi dal manuale. State perdendo tempo, faziosi!
Stavolta non vi dar soddisfazione.
Fazioso! Job assapor la parola. E la prima volta che mi chiamano cos. Mi piace.
Basta scherzare decret Sean. Diamo unocchiata al dispositivo
per laddestramento.
Lo montarono e lo collegarono a una delle batterie che avevano appena caricato. Con questo affare possiamo addestrare i ragazzi allazione nel giro di pochi giorni comment soddisfatto Sean.
Inserita una microcassetta nel monitor, sullo schermo apparve la
sagoma di uno Hind, che listruttore poteva manovrare a piacimento,
salendo, scendendo, scivolando di fianco, restando fermo sul posto,
come un elicottero vero. Sean e Job si misero a giocare con il dispositivo
come due ragazzini, facendo descrivere allelicottero complicate evoluzioni. Sembra dessere in una salagiochi! disse entusiasta Job. Ma
adesso ci servirebbe uno pseudoshangane gonzo per vedere se riusciamo a insegnargli ad adoperarlo.
Ancora una volta i due guardarono Claudia che, seduta a gambe incrociate sul tavolaccio, stava ancora leggendo il manuale.
Sentendosi osservata, la ragazza alz gli occhi. Vi serve un gonzo di
prova? Lo faccio io! Qua il lanciamissili!
Si piazz al centro dellanfiteatro col lanciamissili in spalla, guar143 dando nel mirino. La massiccia attrezzatura sembrava schiacciarla. Si era girata il berrettino con la visiera sulla nuca, sicch sembrava un giovane giocatore di baseball.
Sei pronta? chiese Sean.
Via! disse lei, concentrandosi sul suo piccolo schermo, mentre Sean e Job si scambiavano sorrisetti scettici.
Arriva! grid Sean. A ore dodici. Carica e punta. Condusse lo Hind fantasma allattacco a una velocit di 280 chilometri allora.
Caricato e puntato annunci Claudia, e sul loro schermo videro la simulazione del mirino del lanciamissili salire rapidamente e inquadrare lo Hind in avvicinamento.
Sensori accesi disse Claudia con calma. Dopo un secondo, sentirono il tubo di lancio animarsi, per poi stabilizzarsi in un sibilo come di zanzara infuriata.
Bersaglio agganciato comunic Claudia. Lo Hind era a seicento metri e avanzava a tutta velocit ingrandendosi via via nel mirino.
Fuoco! dichiar lei, e videro partire sullo schermo del videogioco un raggio rosso, che poco dopo divent verde, a significare che si era acceso il razzo. Quasi istantaneamente la sagoma dello Hind spar dallo schermo, sostituita dalla scritta lampeggiante: BERSAGLIO DISTRUTTO!
Segu un profondo silenzio. Job tossicchi nervosamente. Un colpo di fortuna disse Sean. Riproviamo? Via! disse Claudia, impugnando di nuovo il lanciamissili.
Arriva! grid Sean. A ore sei. Carica e punta.
Fece apparire il secondo Hind da dietro, allaltezza degli alberi, lanciato a velocit dattacco. La ragazza aveva solo tre secondi per reagire.
Caricato e puntato disse Claudia dopo una piroetta da ballerina inquadrando subito lo Hind. Sensori accesi. Mentre cos diceva Sean manovr lelicottero esibendosi in una cabrata di traverso. Colpirlo era come centrare al volo una folaga in una bufera.
Nello schermo guardarono increduli Claudia centrare destramente il bersaglio col mirino, fino al gemito e al fischio del missile nel tubo.
Bersaglio inquadrato. Fuoco!
BERSAGLIO DISTRUTTO! BERSAGLIO DISTRUTTO! li sfott lampeggiando il
video. Entrambi si misero a tamburellare le dita, a disagio.
Job mormor: Due centri al volo. Non era un colpo di fortuna .
Claudia pos il lanciamissili sul tavolaccio, si rimise a posto il berrettino, poi punt i pugni ai fianchi e sorrise dolcemente. Vuoi che la
figlia di Riccardo Monterro non sappia sparare? Non ho mai sparato a
creature vive, ma ho sterminato dozzine di ochette di gesso.
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Avrei dovuto capirlo quando hai detto via! mugugn Sean.
Se ti interessa disse Claudia guardandosi le unghie della mano
destra, con aria di finta modestia, sono stata tre volte campionessa di
tiro al piattello dellAlaska.
I due uomini si scambiarono uno sguardo imbarazzato. Ti ha proprio fregato bene scosse la testa Job.
Daccordo, Miss Alaska le disse severo Sean. Ti sei guadagnata
il ruolo di istruttore. Job e io divideremo gli shangane in due gruppi e gli
daremo le prime spiegazioni, poi te li porteremo per laddestramento al
simulatore. Questo sveltir la faccenda.
In quel momento sopraggiunse il generale Cina. Osserv con sguardo rapido e inquisitorio i preparativi. Quando cominciate laddestramento? Mi aspettavo che foste gi pi avanti!
Sean riconobbe linutilit di fornire spiegazioni. Senza interferenze
faremmo pi in fretta.
Sono venuto per avvertirvi che il Frelimo ha scatenato loffensiva.
Ci attaccano in forze da sud e da ovest, a tenaglia, mirando ovviamente
a snidarci da queste colline.
Dunque le stanno facendo vedere i sorci verdi lo punzecchi Sean con malizia.
Stiamo ripiegando disse Cina accusando il colpo con un semplice lampo degli occhi. Appena i miei uomini cercano di attestarsi su qualche caposaldo naturale, il Frelimo si limita a chiamare gli Hind.
Voglio immediatamente in azione almeno una squadra addestrata.
Questa, generale Cina, sarebbe crassa stupidit gli disse Sean.
Se lei impiega gli Stinger col contagocce va incontro di sicuro a delle
fregature.
Cosa intende dire?
Questi piloti russi hanno gi avuto a che fare con gli Stinger in
Afghanistan. Conoscono di certo tutte le contromisure, da manuale e
no. Finora per fortuna sono convinti di dominare il cielo, e non stanno
in guardia. Ma se lei lancia uno Stinger, tutto cambier. Potr magari
abbattere un elicottero, ma il resto dello squadrone sar pronto a correre ai ripari.
Lespressione di Cina si ammorbid. Si mise a riflettere. Lei cosa
suggerisce di fare, colonnello?
Di spararglieli addosso tutti insieme. Un attacco di sorpresa alla
base degli elicotteri, allalba.
Un attacco alla base? Cina scosse
piamo neanche dov!
la testa irritato. Non sapLULTIMA PREDA

S che lo sappiamo lo contraddisse Sean. Io lho gi individuata.
Addestrer Alfonso e Ferdinand e preparer il piano dellincursione
Ma mi servono due giorni.
Cina ci pens su un momento, con le mani unite dietro la schiena, guardando lazzurro cielo africano come se si aspettasse di veder comparire da un momento allaltro le temute sagome dei gobboni volanti. Due giorni concesse alla fine.
Due giorni, e quando avr addestrato i lanciatori e preparato il
piano dattacco, lei mi lascer andare via coi miei amici. Questa la mia
condizione.
C una colonna del Frelimo schierata tra qui e il confine dello Zimbabwe gli ricord Cina.
Correremo il rischio! berci Sean. Questo laccordo. Allora,
accetta o no?
Ha la mia parola, colonnello.
Molto bene. Adesso mi dica: quando arriver Alfonso coi suoi?
Sono gi entro le nostre linee. Saranno qui fra unora circa, ma
non dimentichi che combattono da giorni senza interruzione, saranno
esausti.
Chi se ne frega, questo non un picnic disse cinicamente Sean.
Me li mandi appena arrivano.
E infine arrivarono. Le loro tute mimetiche erano tutte infangate, e avevano la faccia grigia di stanchezza.
Mentre i suoi uomini si stendevano allombra cadendo immediatamente addormentati, Alfonso raccont a Sean in poche parole la ritirata
dalla base di Grand Reef. La boscaglia era piena di soldati del Frelimo e il cielo di hensci. Su tutto il fronte i nostri vengono fatti a pezzi
oppure scappano. Fece una pausa per asciugarsi il viso con un fazzoletto che era diventato ormai uno straccio. Non si pu combattere con
gli hensci.
S che si pu! disse Sean prendendolo per la tuta. Ti far vedere
come! Fa saltare in piedi i tuoi uomini. Ci sar tempo per dormire
dopo, quando avremo tirato gi dal cielo quei bastardi dei russi.
SEAN E JOB conoscevano ormai uno per uno gli uomini di Alfonso, e avevano unidea chiara delle loro capacit. Sapevano che fra loro non cerano codardi n lavativi. Alfonso se nera liberato da un pezzo. Per cerano quelli che Job chiamava buoi, forti ma stupidi, muscolosa carne da cannone. Gli altri avevano una certa intelligenza e adattabilit. In cima alla graduatoria stavano Alfonso e Ferdinand.
Sean e Job li divisero in due gruppi e dopo quasi tre ore giunsero a selezionare venti uomini che avevano il potenziale per assimilare in fretta laddestramento e mettersi a capo delle squadre di lancio, e altrettanti in grado di costituire buone riserve. Quelli che non mostravano alcuna attitudine vennero assegnati alle squadre di incursori che si sarebbero serviti di armi convenzionali.
Era tardo pomeriggio quando Sean mand il primo gruppo di cinque uomini da Claudia per la prova al simulatore. Cerano Alfonso, Ferdinand e altri tre.
Alfonso fece tre centri consecutivi, e fu subito nominato aiutante e interprete di Claudia. Prima di sera tutti i membri del primo gruppo avevano effettuato i tre centri consecutivi che Claudia aveva fissato come metro di valutazione: intanto Sean e Job avevano scelto altri dieci uomini per la prova al simulatore lindomani mattina. Quando non si vide pi niente, Sean li conged e Alfonso e i suoi tornarono stravolti ai giacigli, ubriachi di stanchezza e stremati dallo sforzo di imparare.
Joyful, il cuoco, aveva rubato la trippa del bufalo servito agli ufficiali la sera prima. Dopo il caldo della giornata cominciava a non essere pi tanto fresca, ma il cuoco rimedi con abbondante cipolla e salsa piripiri. Claudia impallid quando Joyful le piazz una ciotola fumante di trippa sotto il naso. Ma alla fine la fame sconfisse lo schifo.
Brava, fatti un po di pelo sullo stomaco Iincoraggi Sean.
Caro mio, non rientra nella mia concezione di bellezza.
Quando a notte alta Matatu scivol nel rifugio, Sean gli diede da
mangiare un piattone di trippa, che lomino fece fuori tutto contento, finch la sua pancia nera e lustra non somigli a un pallone da spiaggia.
Bene, vecchio mio, e ora tempo che paghi il conto del ristorante gli disse infine Sean.
Lo accompagnarono al campo di addestramento, dove Job aveva gi preparato la materia prima per costruire il modellino della base degli Hind. Alla luce di due lampade a petrolio si misero al lavoro. Durante la guerra civile Matatu aveva partecipato a molte di queste sedute, sicch capiva bene cosa gli si chiedeva. Inoltre, aveva una memoria fotografica assai sviluppata. Si dava un sacco darie, fornendo istruzioni a Sean e Job per correggere particolari, illustrare i collegamenti della collina con la strada e la ferrovia, le caratteristiche del terreno.
Nel frattempo Claudia intagli undici modellini in scala degli Hind.
Era passata da un pezzo la mezzanotte quando Claudia e Sean tornarono a infilarsi nudi sotto la zanzariera del letto. Erano tutti e due stanchi da morire, ma anche dopo aver fatto lamore in maniera lenta e languida non riuscirono a dormire, e allora giacquero abbracciati stretti e cominciarono a parlare.
Claudia prese a rievocare episodi della sua infanzia. Sean fu lieto di constatare che la ragazza era ormai in grado di parlare con facilit e naturalezza di suo padre. Aveva superato lo shock iniziale e adesso lo ricordava con malinconia nostalgica e non pi con lo strazio e la sofferenza dei primi giorni.
Raccont a Sean come allet di quattordici anni il bozzolo sicuro e protetto entro cui era vissuta fino a quel momento fosse stato distrutto a seguito del traumatico divorzio dei genitori. Gli descrisse vividamente gli anni seguenti: gli attacchi di solitudine quando il padre era lontano e laltalena di odio e amore quando si ritrovavano insieme.
Ora puoi capire perch sono una ragazza cos contraddittoria disse
infine. Sono costretta a impegnarmi al meglio in tutto ci che faccio, e
per met del tempo cerco di meritarmi lapprovazione di mio padre, e per
laltra met rifiuto la sua concezione materialistica della vita. Si strinse
ancora di pi a Sean. Non so davvero come farai con me.
Sar sempre un piacere la rassicur lui. Ma farti stare al tuo
posto sembra proprio che sar un lavoro a tempo pieno.
E proprio il tipo di commento che avrebbe fatto pap. Prevedo
litigate tremende, Sean Courteney.
Gi, ma pensa che belle riconciliazioni!
Alla fine riuscirono a dormire qualche ora, svegliandosi sorprendentemente freschi e riposati per riprendere laddestramento.
Mentre Claudia al simulatore iniziava altri shangane agli attacchi terraaria, Sean e Job si accucciarono vicino al modellino per preparare lassalto. Job ascolt attentamente il piano di Sean, facendo qualche obiezione qua e l, finch alla fine ebbero tutto chiaro in mente: la marcia davvicinamento, Iattacco, la ritirata, e le azioni alternative se avessero trovato qualche intralcio. Alla fine Sean si alz.
Okay disse. Chiamiamo i ragazzi.
I guerriglieri assistettero attentissimi alla spiegazione, seduti sul pendio dellanfiteatro naturale: Sean e Job illustrarono il piano dattacco servendosi di ciottoli di fiume per rappresentare le varie unit degli incursori e spostandoli sugli obiettivi di ciascun gruppo. Quando lattacco simulato cominci, Claudia fece decollare i modellini degli Hind e gli shangane emisero grida di entusiasmo man mano che tutti venivano abbattuti dagli infallibili Stinger.
Bene, sergente Alfonso disse Sean rimettendo a posto i sassolini
nelle posizioni di partenza. Facci vedere tu lattacco, adesso.
LULTIMA PREDA
Lo ripeterono cinque volte. A turno i capisquadra lo descrissero, e sempre la distruzione simbolica degli Hind scaten applausi e schiamazzi. Alla fine della quinta replica il sergente Alfonso si alz in piedi e si rivolse a Sean: Nkosi Kakulu esord. Non aveva mai usato questo titolo in precedenza: era generalmente riservato ai capitrib di altissimo lignaggio. Sean era consapevole dellonore che rappresentava il riconoscimento tributato al suo valore da quei fieri e sperimentati guerrieri.
Grande Capo disse Alfonso, i tuoi bambini sono preoccupati.
Ci fu un mormorio dassenso tra gli shangane. In tutto quello che ci
hai detto sul piano di battaglia, manca la garanzia che ci comanderai tu,
come a Grand Reef. Dicci che sarai con noi nella battaglia, che ti
sentiremo ruggire come un leone quando gli hensci cadranno bruciando dal cielo.
Sean apr le braccia. Non siete i miei bambini disse. Siete
uomini forti, come i vostri padri prima di voi. Non cera complimento
maggiore che potesse far loro. Non avete bisogno del mio aiuto. Vi ho
insegnato tutto quello che so. Questa battaglia sar soltanto vostra. Io
devo andare, ma sar sempre orgoglioso del fatto che siamo stati amici
e abbiamo combattuto fianco a fianco da bravi fratelli.
Ci fu un sommesso coro di proteste. Gli shangane scuotevano la testa e parlottavano scontenti. Sean si volt dallaltra parte, e vide che mentre parlava era arrivato il generale Cina, che ora se ne stava tranquillo fra gli alberi in riva al fiume, e lo guardava. Cina fece un passo avanti.
Vedo che i preparativi sono terminati, colonnello.
S, gli uomini sor!o pronti, generale.
La prego di espormi il piano dattacco, che non ho fatto in tempo a
sentire.
Sean guard il sergente Alfonso. Raccontacelo tu ordin; mentre il soldato parlava, il generale Cina si avvicin al modellino e lo studi minutamente con i suoi occhi vivaci e intelligenti, interrompendo pi volte per far domande.
Perch intendete usare solo met dei missili disponibili?
La colonna deve raggiungere lobiettivo in territorio controllato dal
Frelimo. I missili sono pesanti e ingombranti: portarne di pi sarebbe
superfluo e accrescerebbe il rischio di essere scoperti.
Cina annu e Sean prosegu. Bisogna inoltre considerare la possibilit di un fallimento dellattacco. Se questo dovesse succedere e lei perdesse tutti gli Stinger in un sol colpo... Sean alz le spalle.
S, certo, saggio tenere di riserva met dei missili. Continui pure,
sergente.
Alfonso illustr il piano passo per passo, mostrando coi ciottoli come le squadre dei lanciatori si sarebbero appostate a mezzo chilometro dal reticolato, due squadre per ogni bucaelicottero. Al segnale di un razzo rosso, gli assalitori avrebbero attaccato in massa da sud, facendo saltare coi lanciagranate RPG7 tutte le autobotti o i vagoni di carburante che avessero incontrato, bombardando la base cintata coi mortai per poi lanciarsi allassalto del reticolato sul lato meridionale.
Gli hensci si spaventeranno, quando si scatener lattacco spieg
Alfonso. Cercheranno di volar via, ma in fase di decollo saranno
bassi, fermi in aria, come quando il falco si prepara alla picchiata. In
quel momento li colpiremo.
Sean e Cina discussero ogni aspetto del piano dattacco, finch il
generale non fu soddisfatto. Allora quando lo attuate?
Lei continua a dire voi protest subito Sean. Ma io non centro
pi niente. Sar il sergente Alfonso a comandare lazione. Partiranno a
mezzogiorno.
Molto bene disse Cina. Ora, colonnello, vorrei parlarle in privato. Venga con me, per favore.
Sean si avvicin a Claudia e Job. Torno subito. Intanto fateli esercitare ancora col simulatore.
Quando raggiunsero il bunker del comando, il generale Cina fece entrare Sean nel suo ufficio sotterraneo. Il t li attendeva; Sean ci mise un bel po di zucchero di canna e sorseggi la bevanda fumante. Allora, cosa aveva da dirmi? chiese.
Cina gli voltava le spalle, intento a studiare la carta appesa alla parete, su cui aveva infilzato delle bandierine che segnavano le direttrici dattacco del Frelimo. Non funzioner disse, girandosi verso Sean.
Cosa, non funzioner?
Lattacco che lei ha pianificato.
Niente mai sicuro in guerra, generale. Ma non sono daccordo:
per me il piano ha un sessanta per cento di probabilit di riuscita. Mi
sembra una buona percentuale.
Sarebbe dellottanta per cento, se fosse lei a guidare lattacco,
colonnello Courteney.
Sono lusingato della sua previsione, che tuttavia resta ipotetica. Io
non guider lattacco, torner a casa.
No, colonnello. Lei guider lattacco.
Avevamo un accordo preciso.
Un accordo? Cina sorrise. Non sia ingenuo. Io li faccio e li
rompo come mi serve. E adesso temo che serva.
150
LULTIMA PREDA
Sean salt in piedi, con la faccia cerea nonostante labbronzatura. Io me ne vado! dichiar. Nellira riusc a mantenere il controllo della voce, bassa e tagliente. Prendo i miei amici e vado via subito.
Dovr ammazzarmi per fermarmi.
Cina si tocc lorecchio sordo e sorrise di nuovo. Lidea non priva
di attrattive per me, sa colonnello? Comunque non penso che bisogner
arrivare a tanto.
Prese il telefono e ordin: Portate qui la donna . Nellattesa continuarono a fissarsi, entrambi allerta.
Poco dopo si sent uno scalpiccio e Claudia fu sospinta nella stanza.
Lavevano di nuovo ammanettata, aveva perso il berretto e i capelli le
ricadevano sulla faccia.
Sean! proruppe nel vederlo, cercando di sfuggire alle guardie per raggiungerlo. La trattennero e la spinsero contro una parete dellufficio.
Dica ai suoi babbuini di piantarla! ringhi Sean, e quando quelli
diedero segno di volersela prendere con lui, Cina li ferm con un ordine
secco. Mettetela seduta.
Fecero sedere Claudia su una sedia di mogano, ammanettandole le mani ai braccioli. Vogliamo giungere a un accordo? sugger il generale Cina. Tir fuori il pugnale dal fodero che portava alla cintura: aveva il manico davoris e la lama lunga una ventina di centimetri.
Se lammazza non avr pi niente da scambiare gli fece presente Sean con voce tesa e rauca. Sudava freddo.
E qualcosaltro che ho in mente rispose Cina facendo un cenno ai suoi uomini.
Portarono dentro un essere che sembrava unapparizione spettrale. I capelli erano caduti a ciuffi, lasciando sul cuoio capelluto poche macchie nere. Le labbra si erano ritirate scoprendo denti troppo grandi e bianchi per quella testa martoriata.
A un cenno di Cina le guardie strapparono via lunico straccio che copriva quel corpo, lasciandolo completamente nudo, e solo allora Sean cap che era una donna.
Gli ricord i documentari sui campi di concentramento nazisti. Era uno scheletro coperto di pelle floscia e grinzosa. I seni vizzi le pendevano sul petto, dove le costole si potevano facilmente contare a una a una; il ventre era addirittura scavato. Gli arti erano scheletrici, e le ginocchia e i gomiti sporgevano grottescamente.
Sean e Claudia la guardarono con orrore, incapaci di spiccicar parola.
Osservate le lesioni sulladdome li invit Cina in tono colloquiale,
e istintivamente obbedirono.
LULTIMA PREDA
Escrescenze dure e lucide come acini duva nera coprivano il ventre della donna.
Mentre lattenzione di tutti era concentrata su quella figura patetica, Cina abbass rapidamente il pugnale incidendo il dorso della mano di Claudia con la punta. La ragazza emise un gemito e cerc di allontanare la mano, ma la manetta glielo impediva. Un rivolo di sangue scarlatto prese a gocciolare per terra.
Perch lhai fatto, bastardo? Iinvest Sean.
Cina sorrise. E solo un graffietto disse.
Si avvicin lentamente alla nuda e scheletrica figura, col pugnale
puntato contro il suo ventre incavato.
Lestrema magrezza e quelle caratteristiche lesioni sono sintomi
precisi spieg. Questa donna ha quella che noi africani chiamiamo
la malattia della magrezza.
LAIDS sussurr Claudia, atterrita. Era una parola che da sola ingenerava spavento.
Involontariamente Sean fece un passo indietro, allontanandosi dalla donna.
S, signorina Monterro. E proprio AIDS, allultimo stadio.
Tocc con la punta del pugnale uno dei bugnoni duri sul ventre della
donna negra, che non reag in alcun modo quando dallincisione prese a colare un siero purulento.
Sangue sussurr Cina, raccogliendolo delicatamente sulla lama
lampeggiante. Sangue caldo, e virulento.
Fece vedere il pugnale a Sean che senza volerlo fece un altro passo indietro. Il sangue gocciolava dalla punta.
S annu Cina. E un male che anche i pi coraggiosi hanno
ragione di temere: la pi lenta, la pi odiosa morte che ci sia mai stata al
mondo. Con laltra mano afferr il polso di Claudia. E considerate
un po questaltro sangue. Il sangue chiaro e fresco di una bella e giovane donna.
Il taglietto sul dorso della mano di Claudia non aveva ancora smesso di sanguinare.
Sangue e sangue sussurr Cina. Sangue malato e sangue sano.
Avvicin la lama infetta alla mano di Claudia che si irrigid sulla
sedia, lottando senza parlare per liberarsi dalle manette, con la faccia bianca come un lenzuolo.
Sangue e sangue ripet Cina. Vogliamo mischiarli?
Sean si accorse che non riusciva a parlare. Scosse la testa sbigottito,
fissando il coltello.
Mancano due centimetri, colonnello sussurr Cina, e a un tratto Claudia si mise a urlare, un urlo raccapricciante di orrore e terrore, ma Cina non fece una piega. Non la guard in faccia e continu a impugnare saldamente il pugnale. Allora, cosa facciamo, colonnello Courteney? chiese. Abbass ancora il coltello e le tocc il polso con la lama, lasciando una traccia di sangue infetto sulla pelle liscia, a poca distanza dal taglio. Poi lentamente avvicin il coltello alla ferita aperta.
Basta! La smetta! url Sean.
Cina allontan subito il coltello e lo guard, in attesa. Intende dire
che siamo daccordo?
S, maledetto! Far quello che vuole!
Cina butt il coltello contaminato in un angolo, poi and a prendere
in un cassetto della scrivania una bottiglia di disinfettante. Intrise il fazzoletto nel liquido e pul con cura la macchia di sangue infetto sulla pelle di Claudia.
La ragazza si accasci sulla sedia, ansimando.
La faccia liberare gracchi Sean, ma Cina scosse la testa.
No, finch non avremo chiarito i termini del nostro accordo.
E va bene disse Sean. La prima condizione che la signorina
Monterro mi segua nelloperazione!
Cina ci pens un po su e poi annu. Molto bene. Ma la seconda
condizione che, se lei cerca di farmi qualche brutto scherzo, Alfonso
ammazzer subito la donna.
Faccia venire qui Alfonso chiese Sean. Il sudore gli imperlava il
volto, e la voce era ancora roca e incerta. Voglio sentire esattamente
quali ordini gli dara.
Alfonso ascolt impassibile sullattenti gli ordini del generale Cina:
Sergente, obbedirai a tutti gli ordini del colonnello, mettendo in atto
lattacco esattamente come stato ideato. Se per lattacco fallisce, o se
qualche hensci si salva...
Sean linterruppe. No, generale, un successo completo insperabile. Siamo realistici. Se riesco a distruggere quattro o cinque Hind, la
missione potr gi dirsi un successo.
Cina si accigli e scosse la testa. Se restano sei Hind, saranno pi che sufficienti per portarci alla sconfitta. Gliene concedo due. Se pi di due elicotteri scamperanno allattacco, la missione sar considerata fallita e lei ne sopporter le conseguenze. Torn a rivolgersi ad Alfonso.
Dunque, sergente, se pi di due falconi scappano, prenderai tu il
comando, e per prima cosa fucilerai i due bianchi e il capitano Job. Li
farai fuori subito, sul posto.
152 153
LULTIMA PREDA
Alfonso sbatt le palpebre come un sonnambulo. Non guard Sean, e questi si chiese se nonostante lamicizia che era nata fra loro, nonostante Alfonso lavesse chiamato Nkosi Kakulu e lavesse esortato a comandare lincursione... si chiese se, nonostante tutto ci, avrebbe eseguito lordine di Cina.
S concluse Sean. Magari gli dispiacer, ma ci far la pelle senza esitare. Alfonso era un guerriero shangane fedele a una tradizione di obbedienza assoluta ai capi e agli anziani della trib.
Alz la voce. Va bene, Cina, a questo punto sappiamo come stanno
le cose. Liberi la signorina Monterro.
Le guardie del corpo le tolsero le manette e il generale Cina laiut
compitamente ad alzarsi dalla sedia. Mi scuso della mala creanza, ma
capir che era inevitabile, signorina Monterro.
Claudia si reggeva a stento in piedi. Sean labbracci.
E adesso vi saluto e vi auguro buona caccia disse Cina con un
ironico saluto militare. Perch temo che comunque vada noi non ci
vedremo pi.
Sean non si degn neppure di rispondere. Con un braccio intorno alle spalle di Claudia, la guid fuori dal bunker.
PARTIRONO per la missione a mezzogiorno. I missili ingombranti li impacciavano nella marcia costringendoli a rallentare nei passaggi pi stretti e rendendoli meno capaci di difendersi da eventuali agguati. Per prudenza Sean mand Job in testa alla colonna, mentre lui si mantenne al centro, accanto a Claudia.
Dov Matatu? gli chiese la ragazza. Labbiamo lasciato l!
Non ti preoccupare. Scommetto che in questo momento ci sta guardando da qualche cespuglio.
E cos era, perch appena scesero le tenebre unombra si materializz al fianco di Sean. Salute a te, buana ammicc Matatu.
Salute a te, amico mio. Sean gli fece una carezza sulla testa lanosa. Aspettavamo solo te per farci guidare oltre le linee del Frelimo, al nido dei terribili falconi. Matatu gonfi il petto, orgoglioso del suo ruolo.
Seguimi, mio buana disse.
Adesso che cera Matatu a guidarli, Sean pot ridisporre la colonna in
formazione pi corretta per attraversare le linee nemiche. Di tanto in tanto durante la lunga marcia sentirono cannonate lontane colpi di mortaio, raffiche di mitragliatrice. Erano le avanguardie dei Frelimo che si scontravano con le difese della Renamo.
Due volte udirono gli Hind rombare in lontananza, poi gli elicotteri sorvolarono addirittura il punto dove si trovavano, sicch dovettero affrettarsi a nascondersi.
Gli Hind andavano nella stessa direzione in cui li stava portando Matatu, e mentre Sean li seguiva col binocolo cominciarono a discendere sopra la base.
Non mancano pi di sette o otto chilometri pens Sean.
Come le api al favo ridacchi Matatu.
Hai gli occhi di un falco lo elogi Sean. Vedono tutto. E
Matatu si illumin per la contentezza. Le lodi di Sean erano lunica ricompensa che desiderava.
Mezzora dopo si affacciarono in cima a un basso kopje roccioso e si gettarono a terra per non stagliarsi in cresta. Sean tir fuori il binocolo, riparando le lenti con il berretto. Un raggio di sole riflesso avrebbe segnalato la loro posizione con infallibile efficacia. Vide subito la linea ferroviaria, a meno di tre chilometri. Il binario unico lucidato dalle ruote brillava al sole del tramonto.
Sean segu con lo sguardo la ferrovia per un altro chilometro e mezzo e individu un binario morto su cui erano stati lasciati due vagonicisterna. Erano seminascosti dalla vegetazione, ma qualche minuto dopo un polverone si alz dalla foresta: unautobotte comparve su una stradina di terra battuta e si ferm accanto ai vagonicisterna.
Adesso che sapeva dove guardare, Sean riusc a distinguere la base e tante altre postazioni rnimetizzate sul declivio della collina. Ne cont sei e chiese conferma a Matatu.
Te ne sono sfuggite due ridacchi con aria di superiorit Matatu indicandogli le buche che non era riuscito a vedere da solo. E ce ne sono altre tre dallaltra parte della collina, che di qui non si vedono. Sean chiam i capisquadra e mostr a ciascuno quale posizione avrebbe dovuto occupare non appena fosse venuta notte e le squadre di guerriglieri coi lanciamissili li avessero raggiunti. I capisquadra presero il comando dei loro lanciatori di Stinger, distribuendo il carico dei tubi di riserva. Sean, Job e Claudia passavano da una squadra allaltra, effettuando gli ultimi controlli e accertandosi che tutte le batterie fossero cariche e correttamente collegate.
Alla fine Sean si sent pronto a dare il via. Ma prima convoc ancora una volta i capisquadra e fece loro ripetere il piano. Finalmente soddisfatto, li mand a raggiungere le postazioni stabilite.
Alfonso era incaricato dellattacco coi missili da est, e siccome doveva andare a piazzarsi pi lontano part per primo.
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LULTIMA PREDA
Ne ammazzeremo tanti disse con calma Alfonso. Sar un combattimento da uomini veri.
Sean annu. S, amico mio, sar un bel combattimento, e se perdiamo dovrai tentare di uccidermi. Anche quella sar una bella sfida.
Vedremo grugn Alfonso.
Quando venne il turno di Job, destinato a comandare lattacco sul
lato ovest, lui e Sean si strinsero rapidamente la mano.
Se avessi seguito il mio consiglio, a questora potevi essere a Harare a spassartela mormor Sean.
E non provare lemozione di buttare gi uno Hind? disse Job con un sorriso. Abbiamo cacciato insieme tutte le bestie pi pericolose Sean, e nei posti peggiori. Il bufalo tra i rovi, Ielefante nel Kasagasaga.
Questo sar un altro trofeo, il pi grande e il migliore.
Sean si gir a guardarlo in faccia. Era tipico della loro amicizia condividere sempre gli stessi sentimenti. Durante la lunga marcia, la rabbia e lodio nei confronti del generale Cina erano molto diminuiti, lasciando il posto proprio allemozione che Job aveva appena espresso: Ieccitazione del cacciatore. La caccia era una passione che avevano entrambi nel sangue. Si capivano a vicenda: riconoscevano e accettavano questo legame esistente tra loro, che in ventanni di amicizia si era costantemente rafforzato. Tuttavia Sean si rese conto che raramente avevano parlato dei loro sentimenti reciproci.
Forse adesso venuto il momento per farlo pens, e disse ad alta voce: Tu e io siamo pi che fratelli .
S, vero rispose con semplicit Job. Siamo al di l dellamore
fraterno.
Poi tacquero, non imbarazzati da quel colloquio, ma piuttosto contenti e rincuorati.
Quale fratello disse Sean, rompendo infine il silenzio, posso
chiederti un favore?
Job annu, e Sean continu a bassa voce. Presto si combatter
duramente. Non vorrei che Claudia cadesse nelle mani del Frelimo, se
io non sar l a poterlo impedire. Ecco il favore che ti chiedo.
Unombra pass negli occhi di Job. Non mi va di pensare a certe
eventualit.
Se non ci sar pi, lo farai tu al mio posto?
Job annu. Ti do la mia parola.
Se dovrai farlo, non avvertirla, ma fallo allimprovviso.
Non temere, non se ne accorger nemmeno promise Job. Sar
una cosa rapida.
Grazie disse Sean, battendogli la mano sulla spalla. Poi Job si allontan perch Sean e Claudia potessero parlare in privato.
Non voglio lasciarti gli sussurr lei, e Sean labbracci forte.
Sta vicina a Job le ordin.
Torna da me sano e salvo! Promettimelo.
Te lo prometto. Claudia si stacc dal suo abbraccio e scomparve
nel buio dietro a Job.
Sean rimase a guardarla e si accorse che gli tremavano le mani. Se le mise in tasca e strinse i pugni. Certo lamore non giova alla combattivit si disse, e cerc di non pensare pi a lei.
Il gruppo degli incursori lo aspettava, accucciato pazientemente sotto gli alberi. Erano ventiquattro uomini. Ventiquattro pezzi di carne da cannone pens Sean accigliato. Mentre i lanciatori si sarebbero tenuti nelle retrovie, a mezzo chilometro dal perimetro della base, a loro toccava prenderla dassalto a testa bassa, attirando deliberatamente su di s il fuoco nemico e cercando di far alzare gli Hind per consentire ai lanciatori di missili di abbatterli. Il loro era il compito pi pericoloso, e solo per quella ragione Sean non poteva delegare il comando a nessun altro. Avrebbe guidato iui lassalto.
Vieni, Matatu disse con calma. Quando il pericolo si avvicinavabelve ferite nel folto, o una postazione nemica da prendere - il posto che Matatu sceglieva era sempre al fianco di Sean. Niente avrebbe potuto dissuaderlo.
In segno di stima Alfonso aveva regalato a Sean un Kalashnikov, che tutti i guerriglieri Renamo apprezzavano e sognavano di possedere. Con larma spianata, Sean guid il gruppo dassalto gi dalla collina e, facendo un largo giro, li condusse tra la linea ferroviaria e la base degli elicotteri portandoli il pi vicino possibile, compatibilmente con la prudenza, al binario morto dove si trovavano i vagonicisterna pieni di carburante .
Non cera fretta. Avevano tutta la notte per raggiungere le posizioni e quindi si mossero con grandissima cautela, tanto pi circospetti a mano a mano che si avvicinavano ai nemici.
Erano le due passate quando Sean li piazz nelle postazioni di attacco, a intervalli regolari luno dallaltro, cos che al suo comando potessero scattare avanti in ordine sparso.
Ispezion unultima volta lo schieramento, strisciando silenziosamente dalluno allaltro, puntando personalmente i mortai sugli obiettivi,
controllando lequipaggiamento a tastoni, e accertandosi che ciascuno
avesse ben capito quello che doveva fare, per poi passare oltre con
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LULTIMA PREDA
qualche parola di incoraggiamento e una stretta di mano. Solo quando ebbe fatto tutto quello che era possibile fare si stese ad aspettare.
Lattesa era sempre stata la parte peggiore - e la migliore - di ogni caccia. Giacendo in silenzio, Sean si chiese quanto tempo della sua vita aveva passato cos, aspettando che ci fosse abbastanza luce per sparare. A un tratto gli venne il pensiero che quella era forse lultima volta che gli capitava. Aveva pi di quarantanni e Claudia Monterro era entrata nella sua vita: era tempo di cambiare. In quel pensiero la soddisfazione era pari alla malinconia.
Speriamo che lultima volta sia la migliore pens, e proprio in quel momento, nel buio pesto che precede laurora, ud un rumore a un tempo elettrizzante e tremendo, il sibilo acuto di un potente motore a turbina, che ululava come un lupo affamato nella notte. A quel sibilo se ne mescol subito un altro, e poi un altro ancora. Lo squadrone di elicotteri accendeva i motori per scaldarli e prepararli alla prima missione della giornata.
Sean guard lora. Mancavano dieci minuti alle cinque. Era quasi tempo. Senza pensare, sfil il caricatore a banana dal Kalashnikov e lo sostitu con un altro. Quel gesto abituale lo confort, come sempre, e Matatu, notandolo, si dimen tutto eccitato. Il vento dellalba si lev, carezzando la guancia di Sean con la dolcezza di unamante.
Gir la testa verso oriente alzando la mano con le dita aperte. Riusciva appena a distinguerle. Era lora che i matabele chiamano delle corna, il primo momento in cui il pastore riesce a vedere il bestiame stagliarsi contro il cielo.
Tra dieci minuti ci si vedr abbastanza per sparare comment Sean sottovoce, sapendo gi quanto gli sarebbero sembrati lunghi quei dieci minuti.
Uno dopo laltro, gli Hind ridussero il gas, facendo girare i motori al minimo. I meccanici stavano probabilmente completando i rifornimenti e larmamento, mentre lequipaggio saliva a bordo.
Il giorno avanzava in fretta. Sean chiuse gli occhi e cont lentamente fino a dieci prima di riaprirli. In quel breve frattempo era diventata visibile la cima della collina: una sagoma nera coronata dagli alberi di msasa, che stormivano dolcemente nella brezza e si stagliavano contro il rosa del cielo come un merletto di pizzo.
Fuoco! ordin Sean, e il guerrigliero al mortaio accanto a lui prese un razzo con due mani e lo inser nella canna. La carica in coda deflagr e con un botto gentile sped il razzo alto a parabola sopra la cima della collina. Esplose con una vampata rosso fuoco.
CLAUDIA SEGUf JOB gi per la discesa. Job portava in spalla un lanciamissili, e dietro Claudia il suo aiutante era chino sotto il peso dei tubi di scorta. La discesa era abbastanza difficile, perch sotto i piedi le scaglie di quarzo facevano scivolare. Ma Claudia fu contenta di poter dimostrare su quel terreno la stessa sicurezza e agilit degli altri.
Quando per raggiunsero il fondovalle e si diressero cauti verso il perimetro della base, si accorse di essere coperta di sudore, nonostante il fresco della notte. Solo poche settimane prima in circostanze del genere si sarebbe sentita incerta e inetta, ma adesso rispondeva allistante ai segnali di Job, mettendo i piedi dove li metteva lui, quasi istintivamente.
Raggiunsero il folto boschetto da cui dovevano sparare i missili e vi si nascosero. Claudia aiut Job a preparare lo Stinger per il lancio, poi si raggomitol ai piedi di un albero.
Job la lasci l con il suo aiutante shangane e scomparve nel buio come un leopardo in caccia, e in quel momento Claudia si rese conto di quanta fiducia in se stessa e quanta forza avesse acquistato nelle ultime poche settimane.
Pap sar orgoglioso di me si disse, e sorrise tra s, usando il futuro come se fosse ancora vivo. Ma certo si rincuor. E ancora lass, da qualche parte, a vegliare su di me. Se no come avrei fatto a resistere fin qui? Il suo ricordo era una consolazione e, mentre pensava a lui, nella sua mente limmagine del padre si confuse con quella di Sean, formando una sola entit, come se in qualche modo luno rivivesse nellaltro. Era una bella sensazione, che alleviava la sua solitudine. A un tratto Job ricomparve, silenziosamente comera partito.
Tutte le altre squadre sono in posizione sussurr sedendosi vicino
a lei. Ma la notte sar lunga. Cerchi di dormire un po.
Non ci riuscirei gli rispose, a voce cos bassa che lui dovette
chinarsi per sentirla. Mi parli un po di Sean Courteney. Voglio sapere
tutto quello che ne sa lei.
A volte un eroe, altre un gran bastardo rispose Job dopo averci
pensato un po. Ma il pi delle volte a met strada.
E allora come mai sta con lui da tanto tempo?
E mio amico rispose semplicemente Job, e poi pian piano, interrompendosi spesso, prese a parlare di Sean, e cos pass la notte, e in quelle ore diventarono amici.
Alla fine lui le disse, con la sua bella e profonda voce africana:
Sentir moltissimo la mancanza di Sean, pi di quanto io possa esprimere con le parole .
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LULTIMA PREDA
Parli come se doveste separarvi, ma non cos. Tutto rester come prima osserv Claudia.
No la contraddisse Job. Non sar mai pi lo stesso. Adesso
lui verr con te. Il nostro tempo insieme finito: il vostro sta cominciando.
Non odiarmi per questo, Job, ti prego gli disse la ragazza toccandogli il braccio.
Voi due starete bene insieme rispose lui. Credo che il tuo viaggio con lui sar buono com stato il mio. I miei pensieri saranno sempre
con voi.
Grazie, Job gli sussurr lei. Sarai sempre nostro amico. Job alz il braccio tendendo le dita della mano contro lalba.
Lora delle corna sussurr. Manca poco. E, mentre lo diceva,
una vampa arancione fior in cielo, sopra la collina.
Fu A QUEL SEGNALE che nacque la battaglia. Sean infatti considerava le azioni di guerra come esseri viventi: mostri, che - una volta venuti alla luce - si poteva solo cercar di governare, ma che avevano volont e vita propria.
Il primo razzo and basso, esplodendo a dieci metri dal pi vicino vagonecisterna. Il secondo razzo and alto sopra il vagone e scoppi tra gli alberi della collina.
E mira bene, bue di uno shangane! url Sean, lanciandosi di corsa e comprendendo di aver sbagliato a non aver sparato lui il primo tiro, quello cruciale.
Le sentinelle del Frelimo stavano gridando e scappando da tutte le parti, mentre dal perimetro della base un cannoncino da 12,7 mm apriva il fuoco, rigando il cielo di traccianti. Uno dei lanciatori di granate stava armeggiando per ricaricare larma, ma era in preda al panico e incerto per via del buio. Sean gli strapp il lanciagranate, poi con piglio esperto tolse la sicura al razzo e caric. Quindi mise un ginocchio a terra e mir al vagonecisterna pi vicino. Ho tutto il tempo che voglio si ramment, e aspett di non sentire pi la brezza del mattino spirargli sulla guancia, perch lRPG7 era molto impreciso col vento.
La brezza cadde e Sean inquadr il vagone nel mirino. La distanza era di circa trecento metri, limite di precisione dellarma: spar. Il razzo part e la fiancata del vagonecisterna esplose in unenorme vampata di carburante. Il cielo si riemp di fiamme che illuminarono il pendio sud della collina come il sole a mezzogiorno. Sean era inginocchiato allo scoperto, e laddetto al cannoncino lo punt.
Il terreno intorno a Sean si dissolse in fontanelle di polvere, e luomo al suo fianco si rannicchi.
D跬, bastardo! Sean complet da solo il caricamento e non fece neanche il tentativo di sottrarsi alla mira del mitragliere. Imbracci il lanciarazzi e mir al secondo vagonecisterna. Era illuminato dalle fiamme, con effetto teatrale, ma proprio quando stava per sparare, Sean venne avvolto da una nube di terriccio giallo: la raffica del cannoncino pass cos vicino alla sua testa che i timpani gli schioccarono come in una camera di decompressione. Trattenne il fiato per tre secondi e poi, quando il polverone si dirad, spar, e anche il secondo vagonecisterna esplose.
Il carburante incendiato scorreva gi per la discesa come da un vulcano in miniatura, e Sean gett il lanciarazzi addosso allinetto lanciatore accanto a lui.
La mira dei mortai era invece migliore. Sean li aveva puntati di persona, e ora i guerriglieri li alimentavano in continuazione di bombe, che partivano a campanile e poi piovevano sulla base, in cima alla collina.
Sean osservava gli effetti del bombardamento con occhio professionale. Bene mormor. Bene. Ma avevano potuto portare solo trenta bombe per ciascun mortaio, e sarebbero state consumate tutte in pochi minuti. Bisognava assaltare il perimetro mentre il bombardamento distraeva i mitraglieri del Frelimo. Sean imbracci il Kalashnikov e tolse la sicura. Via! Via! grid, e fece una serie di fischi.
Gli shangane balzarono in piedi tutti insieme e si misero a correre gi per la discesa, ma erano solo in venti, una fila striminzita di uomini in corsa potentemente illuminati dalle fiamme. I mitraglieri del Frelimo li presero di mira coi traccianti, che si abbattevano su di loro come locuste incandescenti. Che modo di crepare! grid Sean.
Un tiratore del Frelimo aveva individuato Sean e stava concentrando il fuoco su di lui, ma Sean correva gi dalla collina a saltoni, e il mitragliere non riusciva a centrarlo: i suoi colpi erano sempre troppo alti o troppo corti. Ma, quando lo sfioravano, lo spostamento daria gli incollava la tuta mimetica addosso. Riusc malgrado tutto ad accelerare la corsa, mentre vicino a lui Matatu teneva il passo lanciando stridule risate.
Perch diavolo ridi? gli grid Sean furioso, mentre giungevano al piano, vicino alle cisterne incendiate. Il fumo nero adesso li nascondeva ai mitraglieri, e Sean ne approfitt per riunire gli shangane e indirizzarli a grandi gesti verso il perimetro della base.
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LULTIMA PREDA
Per i duecento metri successivi dellassalto furono coperti dalla fitta cortina fumosa. La brezza del mattino la stava spargendo, nera e puzzolente, da tutte le parti.
Uscirono dal fumo ancora in linea dattacco. Sean diede unocchiata allo schieramento e si rese conto con incredulit che non avevano ancora subito alcuna perdita. I venti shangane erano sparpagliati bene e avanzavano velocissimi, un fugace bersaglio mobile tra fuoco e fumo che disorientava i mitraglieri del Frelimo.
Proprio in quel momento Sean intravide a una dozzina di passi da lui un filo dacciaio, cui erano appese piastrine di lamiera col simbolo della morte e quello degli esplosivi. Prima ancora che se ne rendesse conto, erano tutti nel campo minato. Due secondi dopo, lo shangane che correva a destra di Sean salt in aria: era piombato su una mina antiuomo. Cadde a terra con una gamba ridotta a brandelli sanguinolenti.
Avanti! Avanti! Forza! grid Sean. Labbiamo gi quasi passato! Ma adesso la paura era come una bestiaccia nera grottescamente aggrappata alle sue spalle, che lo schiacciava, lo soffocava. Restare mutilato era una prospettiva ben peggiore della morte, e il terreno che aveva sotto i piedi era disseminato di ordigni fatti apposta per conciarlo malissimo.
Matatu super Sean, costringendolo ad accelerare. Seguimi, mio buana! cinguett in swahili. Metti i piedi dove li metto io. E Sean obbed, accorciando il passo per adeguarlo a quello dellomino.
E cos Matatu lo guid fuori dal campo minato. Per quei cinquanta passi, Sean pens di non aver mai assistito a una simile dimostrazione di coraggio e devozione. Altri due shangane saltarono in aria prima che finalmente raggiungessero il filo di ferro che segnava il termine del tratto minato, e lo superassero con un balzo.
Nel terrore e nellesaltazione del momento, Sean si sent travolgere dallaffetto e dalla gratitudine nei confronti del piccolo ndorobo. Avrebbe voluto sollevarlo come un bambino e abbracciarlo. Invece gli gracchi: Sei cos magro e leggero, che anche se ci mettevi il piede sopra, la bomba non sarebbe scoppiata . E Matatu sorrise, correndo al fianco di Sean verso il nido della mitragliatrice trincerato dietro sacchetti di sabbia di fronte a loro.
Sean sparava tenendo il mitra allaltezza dellanca, brevi raffiche secche, dirette alla testa del mitragliere del Frelimo, che distingueva benissimo nella feritoia tra i sacchetti di sabbia.
Luomo gir la canna della pesante mitragliatrice in direzione di
Sean, mirando alla pancia, ed era cos vicino che mentre puntava Sean
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vedeva riflettersi nei suoi occhi barbagli di fuoco. Un attimo prima che sparasse, Sean si tuff in avanti e sent fischiare i grossi proiettili sopra la sua testa, i timpani assordati dal fracasso della raffica. Rotol in avanti e si appiatt contro il muro di sacchetti di sabbia, cos vicino alla canna della mitragliatrice che avrebbe potuto toccarla.
Prese la bomba a mano dalla cintura, tir via la linguetta e la butt nella feritoia come chi infili una lettera nella buca della posta. Buon compleanno! disse Sean, e la bomba esplose, vomitando fuoco e fiamme dalla feritoia.
Sean salt in piedi e scavalc i sacchetti di sabbia. Nella ridotta cerano due uomini che si contorcevano a terra: unaltra mezza dozzina aveva abbandonato la posizione e correva su per la salita urlando in preda al panico.
Sean lasci che Matatu finisse i due feriti col coltello, mentre lui prendeva la mitragliatrice abbandonata e la voltava dallaltra parte. Poi spar una lunga raffica trasversale sui soldati che scappavano, stendendone un buon numero. Sembrava che pi della met degli shangane fossero sopravvissuti al campo minato e allassalto. Urlando trionfanti, irruppero nelle trincee e si lanciarono allinseguimento dei nemici in fuga.
La canna della mitragliatrice pesante scottava come un ferro di cavallo appena uscito dalla forgia del fabbro.
Avanti! grid Sean a Matatu e, abbandonata la mitragliatrice si apprest a seguire i suoi shangane pi addentro nel perimetro della base. Mentre stava per saltar gi dal parapetto posteriore e la sua sagoma si stagliava contro le fiamme dei vagonicisterna incendiati, unapparizione mostruosa gli si par davanti. A meno di duecento metri di distanza uno Hind emerse rombando e ululando dalla terra. Sembrava un mostro volante preistorico. Ruot pesantemente su se stesso finch le sfere perlucide della calotta fissarono Sean, e il cannoncino rotante sotto il muso gli si punt contro come un indice accusatore.
Sean si rituff nella trincea, prese Matatu per la collottola e lo tenne gi, schiacciandolo sotto il suo peso e togliendogli il fiato, proprio mentre una tempesta di cannonate triturava il parapetto, sollevando un gran polverone di sabbia.
DA UN MOMENTO allaltro tutto cambi: alloscurit immobile e alla placidit dellalba incipiente subentrarono il frastuono e le vampe della battaglia. Claudia vide il cielo accendersi di razzi e traccianti e sent gli scoppi delle bombe dei mortai e le raffiche dei Kalashnikov e delle mitragliatrici pesanti aggredirle i timpani.
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ci mie un po ad abituare gli occhi allintensit della luce e a orizzontarsi nel turbinante caleidoscopio della battaglia. Job le aveva indicato il punto del perimetro dove Sean avrebbe condotto allassalto i suoi, e lei cerc ansiosamente di riconoscerlo nella miriade di figurette nere che sciamavano sulla china, illuminate dalla gran vampa del carburante che bruciava, proiettando lunghe ombre nere simili a ragni zampettanti. Di quando in quando, con un sussulto dangoscia, vedeva cadere qualcuno e restare a terra, immobile in mezzo alla gran confusione di movimenti, scoppi e vampate.
Dov Sean? sussurr a Job, preoccupata. Lo vedi?
A sinistra, ai margini del fumo, con Matatu rispose il matabele e
Claudia distinse lomino che precedeva Sean nella corsa come un cane da caccia. Poi proprio davanti ai due la terra sembr improvvisamente fiorire di polvere e fiamme, e scomparvero alla vista.
Oh Dio, no! grid forte Claudia, ma quando la polvere fu dispersa dal vento del mattino, li rivide, sempre in corsa.
Per piacere, per piacere, proteggi Sean preg lei.
Allimprovviso, illuminato dalle fiammate, lo vide tuffarsi in avanti,
perch dalla terra stessa, pochi metri innanzi, era emersa la forma mostruosa di uno Hind, che ora si alzava e lo puntava come un toro alla carica. Claudia sent il tuono del suo cannone, e fontane di terra e polvere nascosero la lontana sagoma di Sean, mentre i colpi tempestavano la collina.
Job! grid. Lhanno ucciso!
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Job aveva appoggiato un ginocchio a terra e stava puntando il lanciamissili Stinger con unespressione quanto mai concentrata.
Presto! sussurr Claudia. Spara subito!
Il missile schizz fuori dal lungo tubo. Come si accese il reattore,
granelli di sabbia e aria calda li sferzarono in faccia. Socchiudendo gli occhi, lo guardarono filare via, lasciandosi dietro una scia di fumo, diretto verso la cresta della collina su cui, stagliandosi contro il cielo ancora scuro, incombeva lo Hind.
Claudia distinse la lieve correzione di rotta del missile quando sinnest il dispositivo di ricerca allultravioletto, e i sensori si puntarono sulle prese daria della turbina sotto il rotore.
Le sembr di vedere il missile conficcarsi letteralmente nella presa daria: tuttavia lesplosione fu soffocata, in quanto era avvenuta allinterno della corazza al titanio. Lo Hind si ribalt allindietro, il rotore di coda urt contro la roccia e lelicottero si fracass a terra, sprigionando vampe di fuoco dalle prese daria, e i frammenti delle pale del rotore principale schizzarono dappertutto nel cielo semibuio.
Claudia cerc disperatamente di intravedere Sean ed emise un gemito strozzato quando lo rivide scavalcare il parapetto e correre avanti, subito seguito da Matatu.
Ricarica! le grid Job, e con un soprassalto lei prese il tubo del missile di ricambio e lo inser sul lanciamissili. Poi gli batt sulla spalla.
Vai!
Torn a guardare la base: Sean era svanito, ma altri Hind gi incro165 ciavano in aria, riflettendo il chiarore dellalba e delle fiammate. Sparavano coi cannoni rotanti, alcuni puntando sulla base, dove gli incursori stavano combattendo con la guarnigione del Frelimo in una mischia furibonda, altri sulla foresta, tempestandola di traccianti per far cessare il fiotto di missili che sgorgava dalle sue buie profondit. Un altro Hind fu colpito e precipit esplodendo sulla cresta rocciosa, poi un terzo, scivolando di traverso, and a schiantarsi tra due alberi.
Un altro ancora sbuc dalla foresta dritto davanti a loro. Il pilota russo avanzava zigzagando e ondeggiando tra gli alberi, falciando lerba con la coda.
Job si gir a fronteggiare il velivolo che veniva loro addosso. Usc allo scoperto, illuminato dalle fiamme, e inquadr lo Hind nello schermo del mirino.
Lelicottero sembr fermarsi un momento, e su di loro si abbatt una tempesta di cannonate. Claudia, che stava in piedi accanto a Job, fin a terra per lo spostamento daria, con le orecchie che fischiavano per gli SCOPPI .
Job fu proiettato sopra di lei, e lurto le mozz il fiato. Ma erano caduti fra due grossi macigni che li protessero dal resto della raffica, e lo Hind li sorvol radendo il terreno.
Quando lelicottero fil via come uno squalo, Claudia, soffocata dal peso di Job e accecata dalla polvere, cerc di liberarsi e dimprovviso si accorse che aveva le mani bagnate. Un liquido caldo le stava intridendo la camicia.
Job! invoc. Spostati! Tirati su da me !
Solo quando lui non rispose n si mosse, ma rest su di lei come un
peso morto, Claudia cap che quel liquido caldo che la bagnava era il suo sangue. Con la forza della disperazione riusc infine a sgusciar via e a rialzarsi.
Si mise in ginocchio e lo guard. Una cannonata laveva centrato in pieno devastandogli le membra. Sembrava fosse stato sbranato da qualche bestia feroce. Il braccio destro era quasi staccato dalla spalla, proiettato allindietro in una grottesca parodia di un gesto di resa.
Lo guard attonita cercando di pronunciare il suo nome, ma senza riuscire a emettere alcun suono. Gli carezz il volto, senza osare toccare quel corpo orrendamente mutilato. Prov un dolore terribile, che le strapp un gemito prorompente e stridulo di rabbia. Questa reazione cos intensa, la sbalord e le sembr di contemplarsi da lontano, mentre una furia selvaggia prendeva possesso del suo corpo e si chinava ad afferrare il lanciamissili sfuggito di mano a Job.
LULTIMA PREDA
Poi si ritrov in piedi con larma impugnata che cercava in cielo lo Hind. Era a quattrocento metri di distanza e spazzava la foresta: si sceglieva i bersagli tra gli alberi e li distruggeva con devastanti raffiche del cannoncino a canne rotanti.
Quando Claudia si gir a fronteggiarlo, allo scoperto, illuminata a giorno dalle vampate dei fuochi, il pilota dovette individuarla, perch fece ruotare lelicottero sul proprio asse per offrirla come bersaglio al cannoniere.
Caricato disse Claudia, con voce che suon strana alle sue stesse orecchie, ripetendo la litania di morte.
Sensori avviati sussurr vedendo apparire lo Hind nel mirino elettronico e inquadrandolo nella crocetta, mentre nel tubo il missile vibrava e poi emanava il suo acuto ronzio.
Bersaglio acquisito. Non prov alcuna paura quando la sagoma dello Hind si mosse nel mirino. Si era voltato dalla sua parte, e il cannoniere correggeva il puntamento per inquadrarla sul proprio schermo.
Fuoco! disse Claudia con calma, e schiacci il grilletto. Lo Stinger part, con un violento rinculo: lei socchiuse gli occhi vedendolo volar via, a quattro volte la velocit del suono, dritto contro lelicottero che arrivava.
Il cannoncino spar, ma Claudia non sent che lo spostamento daria dei proiettili, alti sulla sua testa. Proprio in quellattimo anche il missile piomb sul bersaglio e si conficc infallibile nelle prese daria dello Hind. Lelicottero volava bassissimo e si schiant subito a terra, su un fianco: nei pochi attimi che precedettero la sua esplosione, Claudia distinse le disperate contorsioni del pilota intrappolato nella calotta.
Era un essere umano pens, e io lho ucciso. Si aspettava di provare rimorso, invece fu travolta da unondata di selvaggio e incontenibile entusiasmo.
Si guard intorno freneticamente, cercando un altro bersaglio, qualcosaltro da distruggere, da sacrificare ciecamente alla vendetta. Ma il cielo era vuoto. Carcasse brucianti di elicotteri erano disseminate sulle pendici della collina e tra gli alberi.
Sono stati abbattuti tutti pens. Ce labbiamo fatta.
Dalla foresta, gli shangane addetti agli Stinger correvano verso la
collina, per dare man forte a Sean. Claudia vide i difensori del Frelimo gettare le armi ed emergere tremanti dalle trincee, a mani alzate, in un patetico gesto di resa, mentre gli shangane irrompevano urlando e li massacravano selvaggiamente come vitelli al macello.
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Ai suoi piedi, Job emise un gemito, e subito lira che provava svan.
Pos larma e si inginocchi accanto al ferito.
Credevo che fossi morto! gli sussurr togliendosi il fazzoletto che
aveva al collo con dita che solo ora cominciavano a tremare. Non
morire, Job! Ti prego, non morire! Il fazzoletto era tutto sporco di
polvere e di sudore, tuttavia lo appallottol e lo ficc nello squarcio
della ferita, cercando con tutta la sua forza di fermare lemorragia che
gli stava togliendo la vita.
Sean sar qui presto e ci porter in salvo gli disse. Non morire,
Job. Resisti, ti prego resisti, ti aiuto io!

SEAN E MATATU si acquattarono dietro il parapetto, mentre le cannonate grandinavano pochi centimetri sopra le loro teste tritando i sacchetti di sabbia e riempiendo occhi e nari di polvere.
Nellattimo in cui il fuoco cess, Sean si alz a guardare, appena in
tempo per vedere lo Hind sbattere la coda contro il suolo roccioso e
precipitare rotolando gi per la china.
Ehi, gli Stinger funzionano davvero! rise, ancora sullonda dellesaltazione provocata dalla paura. Vicino a lui, Matatu si mise a ridacchiare battendo le mani.
Come sparare alle pernici col banduki! grid. Poi si alz per
scavalcare il parapetto con Sean.
Ormai si trovavano nella base vera e propria, tra le aree di servizio e
le buche degli elicotteri. Nella confusione uomini correvano da tutte le
parti: tecnici disarmati in tuta grigia, che alzavano le mani appena vedevano Sean. Molti, per far capire meglio che si arrendevano, si gettavano
addirittura in ginocchio. Tutto sporco di grasso mimetico, coi lineamenti stravolti dallesaltazione guerresca, Sean aveva un aspetto veramente spaventoso.
Davanti a s vide sporgere da una buca protetta dai soliti sacchetti di
sabbia le pale spioventi di un rotore.
Uno non si nemmeno alzato pens, correndo in quella direzione,
e proprio allora le pale cominciarono lentamente a ruotare. Qualcuno
stava cercando di mettere in moto lapparecchio. Sean schizz nellangusta entrata della buca circolare e si ferm un attimo per valutare la
situazione.
Lo Hind, nella sua verniciatura mimetica, torreggiava su di lui. Il
rotore girava sibilando, prendendo rapidamente velocit. Tre meccanici
lavoravano sul davanti dellapparecchio, e Sean fece in tempo a notare
che sul muso dellelicottero, a lettere rosse, era stampigliata la scritta:

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EQUIPAGGIO ECCELLENTE. Era unambita decorazione dellaviazione militare sovietica.
I meccanici si voltarono verso Sean e lo osservarono a bocca aperta.
Lui punt il mitra e loro si fecero indietro. Il rotore sibilava girando
sempre pi forte. Sean salt sulla scaletta daccesso al posto di pilotaggio. La calotta era ancora aperta, e Sean ci infil la canna del mitra.
Il pilota ai comandi era giovane, magro, coi capelli biondissimi
tagliati molto corti. Nella fretta di decollare non si era neanche messo il
casco. Si gir verso Sean. Aveva la pelle deturpata dallacne e gli occhi
azzurri molto chiari. Li sgran sbalordito quando Sean gli appoggi la
canna del mitra sulla punta del naso foruncoloso, dicendo: Fuori! E
il pilota cap il gesto e il tono, se non la parola. Con riluttanza, impover
la miscela e poi spense i due motori turboelica, e il sibilo delle turbine
cess subito. Poi si slacci la cintura di sicurezza e scese dallelicottero.
Sean spinse il pilota, il tecnico di volo e i tre meccanici contro il muro
di sacchetti di sabbia.
Ho vinto la lotteria! rise, ancora euforico per ladrenalina che gli
circolava nel sangue, Matatu, abbiamo conquistato uno Hind perfettamentefunzionante!
Guard di nuovo il pilota russo, con interesse. Bene, signori,
adesso andiamocene di qua. Indic luscita e, sotto la minaccia del
mitra, i prigionieri sfollarono ubbidienti. Al passaggio del pilota, Sean
lo ferm e gli tolse la pistola Tokarev dalla fondina. Questa non ti
serve, Ivan disse intascandola.
Molto vicino alla buca di partenza cera il laboratorio meccanico,
anche questo scavato nella collina. Sean ci chiuse dentro i russi e poi si
guard intorno.
La battaglia si stava esaurendo, pur se si udivano ancora spari isolati e
leplodere di munizioni attaccate dal fuoco. Nel fumo e nel polverone
Sean vide gli shangane della Renamo che riunivano i prigionieri e rovistavano in cerca di bottino. Ne riconobbe qualcuno che era stato assegnato agli Stinger. Una volta distrutti gli elicotteri, dovevano averli
abbandonati, per correre sulla collina a partecipare al saccheggio della
base. Sorvegliate questi prigionieri bianchi ordin loro Sean.
Senza guardarsi indietro fece un giro della base, per riprendere il
controllo dei suoi uomini, cercando di far passare agli shangane la sbornia della vittoria. Allimprovviso si vide apparire davanti il sergente
Alfonso.
Possiamo aspettarci un contrattacco del Frelimo entro unora al
massimo. Voglio che per allora siamo gi lontani comand Sean.
No! ribatt Alfonso. Il generale Cina ha mandato tre compagnie a tagliare la strada al Frelimo. Ordina di tenere la posizione finch
non ci raggiunger.
Sean si avvicin, fissandolo stupefatto. Ma che cosa diavolo dici?
Cina sul fiume!
Alfonso si mise a ridere. Il generale Cina sempre stato alle nostre
calcagna. Gli ho parlato dieci minuti fa rispose, indicando la radio che
un suo aiutante portava in spalla.
E perch non me lhai detto prima, bastardo? rugg Sean.
Il generale mi ha ordinato di non dirtelo, ma anche di farti i complimenti per labbattimento dei falconi, e di assicurarti che quando arriva
ti ricompenser come meriti.
Va be sbuff Sean cambiando gli ordini. Se dobbiamo tenere la
base, useremo le mitragliatrici pesanti calibro 12,7.
Sean sinterruppe. Un guerrigliero shangane correva su per la collina
cercando proprio lui. Nkosi! url ansimante.
Vedendolo, Sean cap subito che portava brutte notizie. Dov
la donna? chiese prendendolo per il braccio. La donna bianca
ferita?
Lo shangane scosse la testa. E salva, lei che mi manda. E il
matabele, il capitano Job. E stato colpito.
E grave? disse Sean, partendo di corsa.
Sta morendo gli grid dietro lo shangane, mentre si allontanava.
Il matabele sta morendo.
Sean sapeva dove andare, aveva scelto lui il boschetto di acacie spinose quale postazione dattacco per Job. I primi raggi del sole sorgevano dorati sopra le foglie degli alberi, mentre Sean correva gi dalla
collina.
Claudia aveva posato la testa di Job su uno zaino e aveva bendato
sommariamente la ferita. Oh, Sean, Dio sia ringraziato! grid nel
vederlo sopraggiungere. Aveva la camicia tutta sporca di sangue, e
quando vide lespressione di Sean si affrett a rassicurarlo. E di Job.
Io sto benissimo.
Sean si dedic immediatamente al compagno. Aveva la faccia sofferente, grigiastra.
Gli toccb la guancia: fredda come la morte. Freneticamente gli sent il
polso del braccio illeso e, bench il battito fosse debole e accelerato tir
un sospiro di sollievo: era ancora vivo.
Ha perso una gran quantit di sangue gli sussurr Claudia, ma
adesso sono riuscita a fermare lemorragia.

LULTIMA PREDA
E in stato di shock disse brusco Sean. Va alla base a cercare
qualche cassetta del pronto soccorso. Mi serve del plasma e il necessario
per fargli una flebo. E anche bende e cerotti. Se poi trovassi antibiotici
e morfina. . .
Claudia salt in piedi, mentre Sean continuava a studiare la faccia di
Job. Matatu, va con la donna e bada a lei.
I due partirono di corsa. Fino al loro ritorno col materiale medico Sean non poteva fare proprio niente. Si limit a bagnare il fazzoletto dacqua e a ripulire dal sangue e dalla polvere la faccia di Job. Il matabele sbatt le palpebre e apr gli occhi e Sean cap che era cosciente.
Okay, Job, sono qua. Roba da niente, te la caverai, te lo metto per
iscritto, amico mio.
Un flebile sorriso incresp langolo della bocca di Job, che gli strizz locchio. Sean si sent spezzare il cuore. Sapeva di avergli mentito, sapeva che Job sarebbe morto.
Rilassati gli ordin allegramente. Adesso ci penso io. Job chiuse gli occhi.
Quando Claudia torn con i medicinali, Sean alz gli occhi dal corpo
di Job, che aveva avvolto in una coperta.
Come sta? chiese ansiosa la ragazza.
Il polso va meglio. Ora gli far una trasfusione di plasma rispose
Sean, e appese il sacchetto della flebo a un ramo sopra di loro.
E cosciente?
A intervalli.
Tolte 駰 bende provvisorie, la ferita apparve cos terribile che nessuno dei due ebbe animo di parlarne, soprattutto per timore che Job potesse sentirli. Sean cosparse la lesione con pomata allo iodio e poi torn a bendare la spalla orrendamente lacerata con tamponi emostatici e garze pulite. Sangue e pomata continuavano a intridere le bende anche mentre lo fasciava. Insieme girarono Job sul fianco per fargli passare il bendaggio dietro la schiena. Claudia teneva fermo il braccio semistaccato, piegando il gomito di Job sul torace, e Sean lo fasci ben bene, bloccandolo. Quando finirono, tutto il busto di Job era accuratamente fasciato e aveva libero solo il braccio sinistro.
Dalla foresta al di l del perimetro della base giunse il rumore di raffiche di mitra e colpi di mortaio. Claudia alz la testa, preoccupata.
Che cos?
Il contrattacco del Frelimo. I ragazzi di Cina dovrebbero essere in
grado di respingerli senza problemi, adesso che quelli della Renamo
hanno perso lappoggio aereo.
170 1 171
LULTIMA PREDA
Sean, da dove spuntato Cina? Credevo che.. .
S, anchio credevo che fosse rimasto sul fiume. Invece quel dritto ci
venuto dietro per impadronirsi subito del bottino. Sean si alz, e aiut Claudia a fare altrettanto; in quel momento videro sopraggiungere il sergente Alfonso con una mezza dozzina di shangane. Scendevano dalla collina, carichi di bottino.
Nkosi! La bella faccia larga di Alfonso era palesemente felice.
Che battaglia! Che vittoria!
Avete combattuto come leoni gli diede atto Sean. La battaglia
vinta, ma adesso dovete aiutarci ad arrivare al confine. Il capitano Job
gravemente ferito.
Il sorriso di Alfonso svan. Nonostante linimicizia atavica tra le loro trib, fra i due uomini era nato uno spontaneo rispetto.
Nellinfermeria c una barella in fiberglass disse Claudia. Con
quella si pu trasportarlo.
Ci sono due giorni di marcia per il confine mormor dubbioso
Alfonso. In territorio controllato dal Frelimo.
Ma il Frelimo sta scappando come un cane che si scottato la coda
sul fuoco! ribatt Sean in tono risoluto. Manda due dei tuoi a prendere la barella.
Il generale Cina ti vuole vedere. Sta per andarsene sul falcone
russo. Deve parlarti prima di partire.
Daccordo disse Sean guardando lorologio. Entro unora
intendo essere in marcia per il confine.
Nkosi! concord allegramente Alfonso. Saremo pronti. Sean si rivolse a Claudia: Tu sta qui con Job e controllagli il polso;
fagli uniniezione di adrenalina, ma solo come estremo rimedio. Matatu rester con te .
Ti prego, non star via molto gli sussurr lei.
Sean sal rapidamente sulla collina, incrociando una prima fila di
portatori della Renamo. Evidentemente Cina stava portando via tutto quello che poteva servirgli. Sean non prest loro attenzione. La sua parte laveva fatta. Era impaziente di andarsene e di raggiungere lo Zimbabwe per affidare Job alle cure dei medici. Solo cos, inoltre Claudia sarebbe stata finalmente al sicuro. Ma tutto dipendeva dalla disponibilit di Cina a mantenere la parola data. Li avrebbe davvero lasciati andare?
Vedremo si disse tristemente.
Trov Cina con i suoi uomini e i prigionieri russi nel bunker del
comando della base. Il generale alz gli occhi dalla carta topografica che
172
stava consultando e sorrise affabilmente a Sean che entrava. Colonnello Courteney, le faccio tutte le mie congratulazioni. E stata una
grandissima vittoria.
E adesso lei che mi deve un favore, no?
Certamente. Lei e i suoi siete liberi di andarvene.
Sean scosse la testa. Secondo i miei calcoli, adesso lei che si trova in debito. Il capitano Job stato ferito gravemente, e rischia la vita.
Voglio che sia trasportato in elicottero nello Zimbabwe.
Lei vuole scherzare si mise a ridere allegramente Cina. Non posso rischiare un bottino di guerra cos prezioso in una missione improduttiva. No, colonnello, la prego vivamente di non insistere con queste richieste stravaganti. Siccome non ci sento tanto bene, potrei irritarmi e cambiare idea, ritirando la generosa offerta di lasciarvi andare sani e salvi. Lei disporr dei servigi del sergente Alfonso e della sua squadra.
Inoltre un uomo dalle infinite risorse. Sono sicuro che riuscir a
portare in salvo i suoi senza ulteriore assistenza da parte mia. Sorrise
e gli porse la mano. Andiamo, colonnello, separiamoci da amici.
Sean ignor la mano di Cina, che dopo un attimo la ritir. Dunque qui le nostre strade si dividono, colonnello. Io torno alla mia piccola guerra, che mi porter un giorno, chiss, a un Paese tutto mio, lei torni pure al tenero abbraccio della sua giovane americana bellissima e ricchissima. Il suo sorriso furbo sembrava celare qualche sottintesa insidia. Le auguro ogni bene e non dubito che lei si auguri altrettanto per me. Volt le spalle a Sean, rimettendosi a studiare la mappa. Sean rest per un attimo sbalordito. Non poteva finire cos! Sean ne era certo, eppure il generale Cina si era messo a impartire ordini a uno dei suoi ufficiali, lasciando lui in piedi, incerto, sulla porta del bunker.
Sean aspett ancora qualche istante e poi di colpo gir sui tacchi. Solo dopo che se ne fu andato Cina alz la testa e fece un sorrisetto che, se Sean lavesse visto, avrebbe risposto a tutte le sue domande inespresse.

La fuga
LA BARELLA era leggerissima, di quelle che si adoperano per i salvataggi in montagna. Tuttavia, il trasporto avrebbe richiesto sempre quattro uomini su quel terreno accidentato, e la strada per il confine era lunga e difficile.
Sono meno di cento chilometri e non poi cos duri si rassicur Sean.
Se ce la mettiamo tutta, due giorni possono bastare.
Claudia lo accolse con sollievo. Pare che Job si stia un po riprendendo. Prima ha chiesto di te, farfugliando qualcosa a proposito di una
certacollina31.
E dove ci siamo conosciuti sorrise Sean. Si vede che sta delirando. Aiutami a metterlo sulla barella.
Insieme sollevarono delicatamente Job e lo sistemarono sulla barella. Sean applic la flebo allapposita intelaiatura e copr lamico con qualche coperta militare.
Matatu disse rialzandosi. Portaci a casa. E fece segno al primo quartetto di barellieri di prendere posizione.
Erano passate meno di due ore dal levar del sole, main quel frattempo gli sembrava di aver vissuto una vita intera. Sean torn a guardare la cima della collina. Colonne di fumo salivano ancora in cielo, e lultima schiera di portatori del generale Cina se ne stava allontanando, stracarica, in fila indiana.
Finalmente anche gli ultimi echi della battaglia si erano spenti. Il contrattacco del Frelimo era stato respinto senza difficolt.
Al calar della sera si fermarono a riposare, e fecero una scorpacciata di cibi in scatola sottratti ai russi.
Job era tornato semicosciente e si lamentava con un roco sussurro:
C un leone che mi sbrana la spalla .
Sean vers una fiala di morfina nella flebo e il matabele sembr
riprendersi un po, tanto che riusc a inghiottire qualche boccone di
insipida carne in scatola. Quando arriveremo alla missione di Santa
Maria, starai benissimo gli disse Sean. Ti metteremo sullaereo e ti
troverai ricoverato allospedale di Johannesburg prima ancora di capire
cosa ti successo. L avrai le cure migliori del mondo.
Quando si fermarono di nuovo per riposare, Sean si fece un materasso derba vicino alla barella di Job, e mentre Claudia si raggomitolava tra le sue braccia le sussurr: Per domani sera ti prometto un bel bagno caldo e un letto con lenzuola di bucato .
Davvero? sospir lei.
Giuro.
Per vecchia e radicata abitudine Sean si svegli unora prima dellalba
e and a fare lappello delle sentinelle con Alfonso. Finito il giro dispezione si sedettero al limite del campo e Alfonso gli offr una sigaretta russa, che fumarono nascondendo la brace con la mano.
E vero che in Sudafrica la gente, anche i negri, mangia carne ogni giorno? gli chiese inaspettatamente Alfonso.
Sean sorrise nel buio, divertito da quelle fantasie paradisiache.
174
LULTIMA PREDA
Qualche volta sono cos stufi del manzo che mangiano pollo e agnello, tanto per cambiare lo sfott Sean.
Alfonso scosse la testa. Nessun africano si stancherebbe mai della carne di manzo.
Quanto guadagna un negro in Sudafrica? domand.
Circa cinquecento rand al mese se un manovale qualunque.
Cinquecento rand era pi di quanto un mozambicano guadagnasse in
un anno. E ci sarebbe lavoro per un uomo come me? chiese infine Alfonso con insolita modestia.
Per uno come te? Sean finse di riflettere attentamente, mentre
Alfonso aspettava con apprensione il suo giudizio. Un uomo come
te? ripet Sean. Mio fratello ha una miniera doro. Nel giro di un
anno potresti diventare caposquadra.
E quanto guadagna un caposquadra?
Mille, duemila rand dichiar Sean, e Alfonso rest sbigottito.
Mi piacerebbe fare il caposquadra mormor pensoso.
Pi che fare il sergente nella Renamo? lo sfott Sean, e Alfonso
fece una risatina sprez7ante. Certo che in Sudafrica non avresti il
diritto di voto deplor Sean. Solo i visi pallidi votano.
Il voto! Ma cos il voto? domand Alfonso, e poi si rispose: Il voto non si mangia mica. Non si indossa, non si cavalca. Per duemila rand al mese e la pancia piena lo cedo volentieri, il mio voto .
Be, se vieni in Sudafrica, passa a trovarmi disse Sean stirandosi e guardando il cielo. Mancava pochissimo allalba. Spense la sigaretta e fece per rialzarsi.
Ti devo dire una cosa bisbigli Alfonso, e il suo tono strano cattur lattenzione di Sean.
S? disse, tornando ad accucciarsi vicino allo shangane. Alfonso si schiar la voce imbarazzato.
Abbiamo combattuto fianco a fianco disse poi Alfonso.
Come leoni conferm Sean.
Io ti ho chiamato Nkosi Kakulu.
Cos infatti mi hai onorato gli diede formalmente atto Sean. E
io ti ho chiamato amico.
Alfonso annu nel buio. Non posso lasciarti attraversare il confine dello Zimbabwe disse poi con improvvisa decisione.
Sean si irrigid. Dimmi perch no.
Il generale Cina ha parlato per radio con uno dei suoi agenti. Proprio stamattina, dalla base dei falconi. Io ero nellaltra stanza del bunker e ho sentito tutto. Gli ha ordinato di far sapere allesercito dello
Zimbabwe che sei stato tu a comandare lincursione alla base di Grand
Reef e a organizzare il furto degli Stinger.
A Sean si torsero le budella per lo shock. Per un bel po rimase stordito dallastuzia di quel tradimento. Il generale Cina gli aveva teso una trappola diabolica. Lira delle alte sfere dello Zimbabwe non avrebbe avuto limiti. Sean era in possesso di un passaporto di quel Paese, dunque era un traditore reo di strage: nessun intervento straniero avrebbe potuto salvarlo. Sarebbe stato consegnato alla polizia segreta che, nelle celle della prigione di Chikarubi, lavrebbe fatto lentamente a pezzi. Non sarebbe mai uscito vivo di l: e neppure Claudia. Pur essendo cittadina americana, ufficialmente risultava dispersa. Di lei come di suo padre il consolato americano poteva aver da tempo rinunciato a ricevere notizie. Era quindi altrettanto indifesa.
E la trappola era gi scattata. Avevano la Renamo alle costole, il Frelimo che li attendeva al varco, e poco pi in l il servizio segreto dello Zimbabwe, il famigerato CIO. Erano destinati a essere braccati come bestie feroci.
Dobbiamo puntare verso sud disse Alfonso. Bisogna andare in
Sudafrica.
Sean lo fiss. Vuoi venire con noi? gli chiese sbalordito.
Non posso pi tornare dal generale Cina, adesso che lho tradito.
Dunque verr con voi in Sudafrica.
Sono quasi cinquecento chilometri, occupati da due eserciti nemici,
il Frelimo e larmata meridionale della Renamo. E c Job da portare.
Ebbene, lo porteremo ribatt Alfonso.
Sean si mise a riflettere. Alfonso aveva ragione. A nord, la via verso
il dubbio rifugio del Malawi era sbarrata dalle acque di Cabora Bassa e dalla divisione del generale Cina. A est cera lOceano Indiano, a ovest lo Zimbabwe e il suo CIO.
Va bene acconsent infine con riluttanza Sean. Lunica strada
quella del sud. Penso che riusciremo a ingannare Cina per quattro o
cinque giorni con messaggi radio fasulli. Non capir che siamo scappati
a sud finch non saremo ben fuori dalla sua portata. Sean si alz in
piedi. Credi che i tuoi uomini ti seguiranno?
Se no li ammazzo disse tranquillamente il sergente. Non si pu
lasciarli tornare dal generale Cina!
Molto bene disse Sean. Farai bene a parlare subito coi tuoi
uomini, prima che capiscano da soli che c qualcosa che non va.
Alfonso richiam le sentinelle e nella luce grigia dellalba gli shangane, accucciati in cerchio, ascoltarono con la faccia intenta le meraviglie del paradiso meridionale che Alfonso andava promettendo a tutti:
Ormai siamo stanchi di combattere, e di aggirarci come bestie nella boscaglia. E tempo che impariamo a vivere da uomini, e troviamo buone mogli che ci diano dei figli .
Era pieno dellentusiasmo del convertito e per la prima volta Sean pens che limpresa di quel viaggio poteva anche riuscire. Ci voleva un gran coraggio ma anche tanta fortuna.

Sean and da Claudia e Job per informarli su quanto li attendeva. Claudia stava lavando la faccia di Job con una pezzuola bagnata. Sta molto meglio dopo una bella notte di riposo disse, ma appena vide la faccia di Sean sinterruppe. Si accasci, affranta, quando seppe cosa dovevano fare.
Era troppo bello per essere vero sussurr.
Job giaceva immobile sulla barella e Sean pens che fosse svenuto di
nuovo e non avesse inteso. Gli prese il polso. A quel contatto Job apr gli occhi.
Di, possiamo fidarci di quegli shangane? sussurr.
Non abbiamo molta scelta osserv Sean.
Lasciatemi qui bisbigli Job, con voce appena udibile. Lespressione di Sean si indur e dalla sua voce trapel lira.
Finiscila! ringhi.
Senza di me potreste anche farcela insistette Job. Ma se dovete
tirarvi dietro questa barella...
Si parte tra dieci minuti esatti. Il tono di Sean non ammetteva obiezioni.
Per tutta la giornata mossero cautamente verso sud. Nel tardo pomeriggio Matatu riapparve a un tratto dopo un giro di ispezione. La
ferrovia a un chilometro e mezzo. Sulla linea c un sacco di traffico
militare e le sentinelle del Frelimo sembrano in piena attivit.
Sar difficile passare. Appena spunta la luna, andr a dare unocchiata disse Sean.
Mentre aspettavano che sorgesse, Alfonso effettu il previsto contatto radio col quartier generale di Cina.
La colomba volata via disse in codice. Era la notizia che Sean e i suoi avevano passato il confine. Dopo una breve pausa, loperatore diede ad Alfonso lordine di tornare al quartier generale sul fiume.
Adesso per due giorni mi aspettano sogghign Alfonso ripiegando lantenna.
Quando la luna inargent la cima degli alberi, Sean e Matatu scivolarono via per effettuare unultima ricognizione della linea ferroviaria. Circa due chilometri a sud trovarono un punto dove la ferrovia attraversava un fiumicello su un breve viadotto. A una cinquantina di metri dallimbocco cera un posto di guardia. Mentre Sean losservava col binocolo, una sentinella del Frelimo si incammin sul ponte, e poco dopo torn indietro. A Sean sembrava un po barcollante. Quando giunse al posto di guardia, leco lontana di una risata femminile arriv fin dove si trovavano Sean e Matatu.
Vino di palma e jigjig comment la piccola guida ridacchiando.
Piacerebbe anche a me.
Sean gli tir un orecchio. Quando saremo a Johannesburg, ti
pagher la pi grassa prostituta della citt.
Sean e Matatu si ritirarono cautamente e tornarono dagli altri, che avevano lasciato tre ore prima. Invece di calarvisi direttamente, girarono intorno alla forra dove si trovava laccampamento e al chiar di luna Matatu distinse una traccia inaspettata. Si chin a guardarla da vicino.
Sean sussurr: Chi ? Dove va?
Sono tanti: i nostri shangane! Matatu alz la testa e indic il nord.
Se ne sono andati di l.
Ma non ha senso! disse Sean perplesso. Oh Dio, no! Claudia! sussurr, soffocando listinto di gridare forte il nome della ragazza. Fece una serie di respiri profondi per calmarsi.
Regol il Kalashnikov sulla posizione di sparo a raffica e prosegu strisciando sulla pancia. I cinque shangane che aveva lasciato addormentati al campo erano scomparsi con tutte le armi e lequipaggiamento. Distinse al chiaro di luna la barella di Job esattamente dove laveva lasciata, e l accanto la forma raggomitolata di Claudia. Dietro la donna cera ora un altro corpo, steso a terra a faccia in gi con le braccia spalancate. Sean vide sulla sua nuca una macchia nera.
Abbandonata ogni cautela, corse verso Claudia, cadendo in ginocchio vicino a lei e prendendola tra le braccia.
Sean! esclam la ragazza, svegliandosi di colpo. Cosa c?
Meno male! Avevo paura che...! La rimise delicatamente a giacere e si avvicin alla barella di Job.
Job, come va? Lo scosse appena, e lui si mosse, farfugliando qualcosa. Sean salt in piedi e and dove giaceva Alfonso. Gli tocc il collo. La pelle era calda, il polso forte e regolare.
Claudia disse forte, porta qua la pila.
Alla luce della torcia esamin la lacerazione sul cuoio capelluto di
Alfonso. Bench lemorragia fosse gi cessata da sola, applic una benda alla ferita, dopo averla disinfettata.
178
Cos successo, Sean? gli domand ansiosa Claudia. Io dormivo. Dove sono gli altri?
Se ne sono andati. Evidentemente non gradivano la passeggiata o la
destinazione. Hanno messo fuori combattimento Alfonso e sono tornati
dal generale Cina.
Lei lo fiss. Vuoi dire che adesso siamo solo noi quattro?
Proprio cos conferm Sean, mentre Alfonso rinveniva borbottando e toccandosi la testa bendata. Sean laiut a mettersi a sedere.
Sean! disse Claudia prendendolo per il braccio. Come si fa con
Job? Chi pu trasportarlo ora?
Amore mio, sono domande veramente interessanti le diede atto
con tristezza Sean. Ma lunica cosa che posso dirti che entro domani
a questora il nostro vecchio amico Cina sapr esattamente dove stiamo
andando. Bisogner trovare qualche altra soluzione.
Insieme spostarono Job dalla barella e lo stesero sulla coperta di Claudia. Poi Sean, sotto gli occhi degli altri, cominci a smontare la barella di fiberglass. User la tela e il filo di nailon per fare un seggiolino da portare in spalla spieg a Claudia e Job. Poi tolse le cinghie dai Kalashnikov suo e di Alfonso per applicarle al seggiolino.
Dovremo arrangiarci grugn, e poi guard Claudia. Io e Alfonso porteremo Job. Oltre a lui possiamo prendere soltanto le armi e una coperta a testa. Tu e Matatu porterete il materiale medico, le borracce e le vostre coperte. Tutto il resto dovremo abbandonarlo e nasconderlo bene per non lasciare tracce. Poi, rivolto a Job, aggiunse:
Okay, amico mio, ora di andare . Diede unocchiata allorologio e vide che erano quasi le tre. Restavano poche ore di buio per tentare lattraversamento della ferrovia.
Si inginocchi di fianco a Job e lo tir a sedere. Poi gli strinse bene la fasciatura del braccio contro il petto.
Adesso viene il difficile lavvert Sean, e con laiuto di Alfonso fece alzare in piedi Job, che sopport stoicamente queste manovre e poco dopo si trov appeso tra Sean e Alfonso, aggrappato al collo dellamico con il braccio buono e le gambe penzoloni. Dietro la sua schiena Sean e Alfonso si afferravano a vicenda il braccio per sostenere il ferito. Le cinghie smontate dai mitra appese alla spalla dei due uomini sostenevano il sedile di fortuna.
Pronto? chiese Sean, e Job rispose con un piccolo grugnito, cercando di nascondere il male che gli procurava ogni movimento.
Se credi che adesso sia brutta, vedrai come sar tra un paio dore comment scherzosamente Sean.
LULTIMA PREDA
Si avviarono piano piano, cercando di abituarsi allarduo carico e di infliggere a Job meno scosse che potevano: ma una volta scivolarono sul pietrisco e Job and a sbattere contro uno di loro. Non emise alcun gemito, ma Sean sent il suo ansimare disperato, mentre involontariamente gli conficcava le dita nella spalla.
Lentamente, risalendo il letto di un fiumiciattolo, si avvicinarono alla ferrovia. Matatu li precedeva di un centinaio di metri, appena visibile al chiaro di luna. A un certo punto fece un segnale per fermarli e dopo qualche minuto li invit a proseguire.
Gravati dal peso di Job, era impossibile per Sean e Alfonso non fare rumore. A un certo punto piombarono in una pozzanghera fangosa sguazzando nel silenzio della notte come un branco di ippopotami.
Matatu aveva raggiunto un sottopassaggio vicino al viadotto ferroviario, e li sollecitava con gesti frenetici a sbrigarsi. Si misero goffamente a correre per lultimo tratto scoperto, ma erano ancora in piena vista quando, sopra di loro, si sentirono scalpiccii e rumore di voci.
Non si fermarono, ma proseguirono a testa bassa. Finalmente raggiunsero il sottopassaggio e si infilarono con Job nellangusto tunnel di cemento armato. Anche Claudia, che era rimasta indietro di pochi passi, poco dopo entr in quel buio benedetto.
Zitti! sussurr Sean, poi si volt cercando Job a tentoni e si accorse che era scivolato a terra.
Chinandosi per tirarlo su, gli tocc la spalla. La fasciatura era bagnata. Aveva ricominciato a sanguinare.
Per ora non possiamo farci niente pens, e delicatamente fece alzare in piedi Job.
Come va, amico mio?
Non preoccuparti rispose Job con un sussurro flebile e roco.
Sean tocc la spalla di Matatu e lomino ubbid subito a quel tacito
ordine, correndo verso laltro sbocco del sottopassaggio. Usc e scomparve tra i cespugli della riva.
Pochi minuti dopo lo zufolio di un uccello notturno giunse fino a loro:
Matatu dava via libera.
Andiamo disse allora Sean. Issarono Job sul sedile e i cento passi successivi furono i pi lenti e penosi che gli fosse mai toccato fare. Infine si ritrovarono oltre il tratto scoperto, protetti dalla boscaglia.
Ce labbiamo fatta! sussurr Claudia tutta contenta.
Ma certo, i primi due chilometri sono stati fantastici, vediamo come
saranno gli altri quattrocento e rotti ribatt Sean, e si rimisero immediatamente in marcia.
Quando lalba fece impallidire le stelle, si fermarono, e Sean concesse due sorsi dacqua a testa, dalla borraccia che portava Claudia. Poi rivolse la propria attenzione alla spalla di Job. La fasciatura era intrisa di sangue fresco e la faccia del suo amico era grigio cenere.
Con attenzione Sean disfece le bende e poi scambi un rapido sguardo con Claudia.
Lo squarcio della ferita era impressionante. Le bende appallottolate nella cavit aderivano ormai alla carne straziata e Sean si rese conto che se avesse cercato di tirarle via avrebbe strappato anche la pelle, aumentando probabilmente lemorragia. Si chin ad annusare la ferita, mentre Job sogghignava come un teschio.
Steak tartare? celi il matabele con un filo di voce.
Manca solo un po daglio rispose Sean stando allo scherzo, pur
avendo avvertito nettamente la prima zaffata malsana della putrefazione. Spremette un altro mezzo tubetto di pomata allo iodio sulle bende insanguinate e poi cambi la fasciatura esterna. Quindi gli fece unaltra iniezione di antibiotici.
Bisogna procedere disse a Job. E meglio allontanarsi il pi
possibile dalla ferrovia. Vuoi anche un po di morfina?
Job scosse la testa. Quella tienila per quando la spalla mi far veramente male. E sogghign di nuovo, straziando il cuore a Sean.
A mezzogiorno si fermarono allombra non certo fitta di un teak africano. Stesero Job su un giaciglio di foglie tagliate l per l e il matabele cadde subito in un sonno comatoso, russando piano tra le labbra gonfie e screpolate.
Sean e Claudia trovarono un comodo riparo accanto a un basso cespuglio di rovi, vicino a dove giaceva Job. Sean dispose le coperte per terra, si sdraiarono e si addormentarono immediatamente, esausti.
Quando Claudia si svegli, poco prima del tramonto, Sean giaceva come un cadavere accanto a lei. Cap che di l a poco sarebbe rimasto senza forze. Nemmeno lui era inesauribile, per quanto straordinarie fossero le sue energie.
Claudia si mise a osservare la sua faccia con amore e quasi con avidit. La barba lunga cominciava ad arricciarsi e vi distinse due o tre peli
dargento. I lineamenti erano tiratissimi, eppure Claudia scopr rughe
che non gli aveva mai visto. Si mise a studiarle attentamente, come
tavolette di scrittura cuneiforme in cui fosse registrata la storia della sua
vita. Aveva la pelle color mogano per labbronzatura, con riflessi simili
a quelli del cuoio ben lucidato, come gli stivali da polo di pap si
disse. Sorrise del paragone, ma poi si rese conto di quanto il ricordo del
181 padre si fosse concentrato in questuomo che per una volta giaceva addormentato come un bambino tra le sue braccia. I due sembravano essersi fusi in un solo corpo, sicch ora lei poteva concentrare su quello tutto il suo amore. Delicatamente spost la testa di Sean fino ad accomodarsela sulla spalla: poi infil le dita nei folti ricci e lo cull dolcemente. Dio, quanto lo amo pens, sbalordita dallintensit dei suoi stessi sentimenti.
Finora lui era riuscito a risvegliare in lei tutta la gamma delle emozioni, dalla rabbia alla passione sensuale: tutte tranne la tenerezza. Adesso cera anche quella. Bambino mio sussurr Claudia con la tenerezza di una mamma. E per una volta sent davvero che le apparteneva completamente.
Un lieve gemito dissip quel fragile umore, e Claudia si volt a guardare Job che giaceva poco distante. Ma dopo quel lamento il matabele tacque. Pens a quei due, Job e Sean, e al loro rapporto speciale, tutto maschile, in cui non poteva sperare di entrare. Avrebbe dovuto provare gelosia, invece la faceva sentire pi sicura. Se Sean riusciva a essere cos fedele e capace di sacrificio nellamicizia, poteva sperare che dimostrasse altrettanta costanza nel loro stesso rapporto.
Job ricominci a gemere e ad agitarsi inquieto. Claudia si stacc delicatamente da Sean e gli and vicino. Una nuvola di insetti verdi dai riflessi metallici ronzava intorno al bendaggio insanguinato. Claudia si accorse che avevano anche depositato le uova, che risaltavano come microscopici chicchi di riso sul tessuto. Con unesclamazione di disgusto li scacci e tent di pulire le bende.
Job apr gli occhi e la guard. Claudia si accorse che era di nuovo
pienamente cosciente e gli fece un sorriso dincoraggiamento. Vuoi
bere ancora un po?
No le rispose a voce bassissima. Devi convincerlo le disse poi.
Chi? Sean? chiese lei, e Job annu.
Non pu andare avanti cos. Si ammazzer. Senza di lui, nessuno di
voi pu sopravvivere. Dovete convincerlo a lasciarmi qui. Ma gi Claudia scuoteva la testa.
No gli rispose decisa. Non lo far mai, e io non glielo lascerei fare neanche se volesse. Siamo nella stessa barca, socio. Gli tocc il braccio. E adesso che ne diresti di un po dacqua? Lui cedette, troppo debole per discutere oltre. Come Sean, anche Job sembrava peggiorato molto nelle ultime poche ore. Claudia gli rimase accanto scacciando le mosche con una fronda di palma ilala, mentre il sole calava pian piano nel cielo occidentale.
Il fresco della sera risvegli Sean, di colpo cosciente e guardingo. La
dormita laveva ritemprato. Come sta? le chiese, avvicinandosi a
Job. Ben presto dovremo farlo alzare di nuovo.
Concedigli ancora qualche minuto implor lei e poi continu.
Sai a cosa ho pensato mentre sedevo qui?
Dimmi linvit lui cingendola col braccio.
Ho fantasticato di fare un bel bagno, di lavare i vestiti, e di liberarmi di questa puzza.
Non la sai quella di Napoleone? le chiese lui.
Napoleone? E che centra? disse lei, perplessa.
Ogni volta che tornava da qualche campagna militare, si faceva
precedere da un messo a cavallo che recava a Giuseppina il seguente
messaggio: Je rentre, ne te lave pas. Vedi, amava le signore ben stagionate, come i formaggi. Gli saresti piaciuta moltissimo cos come sei
adesso!
Sei disgustoso disse lei, tirandogli un pugnetto sulla spalla, e Job emise un lamento.
Ehil esclam Sean. Come va, amico mio?
Adesso credo che accetter lofferta di prima sussurr Job.
Vuoi la morfina? chiese Sean e Job annu.
Mica tanta, eh?
Daccordo disse Sean, aprendo lo zainetto dei medicinali.
Dopo liniezione, Job giacque a occhi chiusi e la smorfia di dolore che
aveva intorno alla bocca si attenu.
Ti lasceremo riposare ancora un po mentre ci mettiamo in contatto radio con Banano. Era quella la denominazione convenzionale del quartier generale della Renamo.
Sean si alz e raggiunse Alfonso che gi stava rizzando lantenna.
Ngulube, qui Banano. La risposta alla prima chiamata di Alfonso
fu cos forte e chiara da far sussultare Sean.
Alfonso regol la potenza e poi diede unaltra posizione fittizia sulla via del ritorno al quartier generale.
Ci fu una pausa, riempita soltanto dalle scariche elettrostatiche, poi udirono unaltra voce altrettanto forte e chiara. Fammi parlare col colonnello Courteney! Il tono era inconfondibile e Alfonso alz lo sguardo verso Sean.
E il generale Cina gli sussurr, passandogli il microfono. Ma Sean lo allontan con la mano.
Nel silenzio che segu, Claudia lasci Job e si avvicin anche lei alla radio. Sean labbracci e rimasero a fissare lapparecchio.
182 183
Molto bene prosegu la voce di Cina. Capisco che non abbia
voglia di rispondere, ma la credo in ascolto, colonnello.
Job apr gli occhi. Anche lui aveva sentito chiaramente le parole di
Cina. Gir la testa. Alfonso aveva lasciato il suo zaino a non pi di dieci
passi da dove giaceva Job. Il calcio della pistola Tokarev spuntava dalla
tasca dello zaino.
Lei non mi delude mai continu Cina con voce affabile e vellutata. Era troppo sperare che incappasse goffamente nel comitato di
ricevimento che le avevo organizzato alla frontiera.
Job si appoggi sul gomito del braccio sano. Non provava dolore:
solo una sensazione di debolezza. La morfina agiva. Concentr sulla
pistola tutta la propria attenzione, e cominci a strisciare penosamente
verso larma, senza fare rumore, mentre tutti erano concentratissimi ad
ascoltare la radio.
Dunque il gioco continua, colonnello, o dobbiamo chiamarlo piuttosto la caccia? Lei un gran cacciatore. Si compiace di braccare gli
animali selvatici. Voialtri lo chiamate sport, e vi gloriate di rispettare un
vostro codice di comportamento leale.
Job aveva quasi attraversato lo spazio che lo separava dallo zaino, e
ora si muoveva un po pi in fretta. In qualsiasi momento qualcuno
avrebbe potuto voltarsi e scorgerlo.
Non ho mai capito la passione dei bianchi per i vani rituali della
caccia grossa. La mia gente ha sempre pensato che quando occorre della
carne si abbia tutto il diritto di procurarsela nel modo pi semplice e
meno faticoso possibile.
Job raggiunse lo zaino di Alfonso e tese il braccio ad afferrare la
pistola. Vide subito con sollievo che cera il colpo in canna, perch la
sicura era inserita. Era pronta per luso.
Dietro di lui continuava a uscire dalla radio la voce di Cina. Forse
lei mi ha corrotto, colonnello, perch per la prima volta mi sembra di
capire la vostra passione. Forse solo perch finalmente la preda
abbastanza grossa da eccitarmi. Mi domando che effetto le faccia questa
inversione di ruoli, colonnello. Come ci si sente nei panni della preda?
Perch adesso il cacciatore sono io. Io so dov lei, ma lei ignora dove
sono io. Scappi a nascondersi, perch adesso tocca a lei.
Job chiuse attentamente le dita sullarma. La sollev, sbalordito di
quanto pesasse. Poi cerc di togliere la sicura col pollice, ma non riusc
a spostare la levetta. Fu preso dal panico. Aveva la mano troppo intorpidita per muoverla.
Io non le prometto in questa caccia regole di fair play, colonnello.
Io la caccer alla maniera africana, ma mi divertir lo stesso, glielo
assicuro! tuon Cina dalla radio.
Job ce la mise tutta e infine sent la levetta che cominciava a spostarsi
sotto il pollice.
Adesso sono le diciotto, ora zulu. Domani a questora la richiamer, colonnello: se non ci saremo gi incontrati, naturalmente. Nel
frattempo guardi in alto, colonnello. Chiss da che parte arriver! Ma
stia tranquillo che verr.
Si sent un piccolo scatto. Cina aveva chiuso la comunicazione. Sean
spense subito la radio per risparmiare le pile. Nessuno parl finch un
altro rumoretto metallico non ruppe il silenzio. Per Sean era inconfondibile. Reag istintivamente, spingendo Claudia a terra e voltandosi a

fronteggiare la minaccia.
Per un istante rest paralizzato, poi grid: No! Job, per lamor di
Dio, no! Subito si lanci in avanti come uno scattista ai blocchi di
partenza.
Job era steso sul fianco. Si guardarono negli occhi: Sean lo fissava
imperiosamente, come per dominarlo, Job invece con tristezza e profondo rimpianto, ma non minore risolutezza. Sean lo vide aprire la
bocca e ficcarci dentro la pistola. Poi Job chiuse la bocca. Sean si tuff
su di lui, nel tentativo disperato di strappargli larma di mano, ma riusc
a stringere il polso di Job solo nellattimo in cui la pistola spar.
Job fu proiettato allindietro, col braccio alzato in una specie di saluto
spensierato e la pistola Tokarev ancora in pugno. Sean lo strinse fra le

braccia con tutta la forza che aveva. Job! sussurr chiudendogli le
mani a coppa sulla nuca, come volesse riversarci quanto era appena
fuoriuscito dal cranio schiantato. Non dovevi farlo! Pos la guancia
contro quella di Job, stringendolo come unamante.
Ce lavremmo fatta. Ti avrei portato a casa. Sempre abbracciando
il corpo senza vita di Job, cominci a cullarlo delicatamente, premendo
la guancia sulla sua. Abbiamo fatto tanta strada insieme, non era
giusto finirla qui.
Claudia li raggiunse e singinocchi vicino a Sean. Cerc disperatamente qualcosa da dirgli, ma non cerano parole per consolarlo. In quel
momentO Sean sembrava dimentico di lei e del mondo circostante.
Il suo dolore era cos terribile a vedersi che Claudia non avrebbe
voluto guardare. Era troppo intimo, troppo penoso, e tuttavia non
riusciva a distogliere gli occhi. Era come se quel colpo di pistola avesse
distrutto una parte dello stesso Sean, e non rimase affatto stupita nel
vederlo scoppiare in pianto.

185
Le lacrime sembravano sgorgargli dal profondo e uscivano brucianti,
scottandogli le palpebre e scorrendo poi lentamente sulle guance oscurate dalla barba.
Perfino Alfonso non aveva resistito. Si era alzato e si era allontanato fra i rovi. Claudia non riusciva a muoversi. Continu a restarsene inginocchiata accanto a Sean, piangendo con lui.
Anche Matatu aveva sentito lo sparo. Era a due chilometri di distanza, a controllare se qualcuno li seguiva: rientr rapidamente e come vide la scena cap che cosa era successo. Si avvicin in silenzio e si accucci vicino a Sean. Come Claudia, rispett il suo dolore, aspettando che riuscisse a dominare le prime pungenti stoccate del lutto.
Alla fine Sean parl senza guardarsi attorno e senza aprire gli occhi.
Matatu disse.
Ndio, buana.
Va a cercare un posto per seppellirlo. Non abbiamo il necessario
per scavare una fossa, ma lui un matabele e deve essere seppellito
seduto con la faccia rivolta a levante.
Ndio, buana. Matatu scivol via, nella foresta che si andava oscurando, e alla fine Sean riapr gli occhi e stese delicatamente Job sulla coperta grigiastra. Adesso aveva la voce ferma, quasi indifferente.
Per tradizione bisognerebbe seppellirlo nel centro del suo kraal, il
recinto del bestiame - si interruppe per asciugarsi le lacrime col dorso
della mano - ma noi due eravamo dei vagabondi. Job non aveva
bestiame, n un kraal da poter chiamare suo.
Claudia non sapeva se stesse parlando con lei, ma gli rispose: Gli animali selvatici erano il suo bestiame, e la boscaglia il suo kraal. Dunque qui star bene .
Sean annu, sempre senza guardarla.
Chiuse gli occhi di Job. Il viso non era sfigurato, a parte gli incisivi
rotti: con un lembo della coperta Sean gli ripul dal sangue gli angoli della bocca. Adesso sembrava riposare in pace.
Matatu torn poco dopo. Ho trovato il posto disse, e Sean annu.
Poi si alz e and a prendere il suo zaino. Tir fuori lunica camicia di
ricambio che conteneva e poi torn dal morto, inginocchiandosi ancora accanto a lui.
Addio, fratello mio. Abbiamo fatto una buona strada insieme. Peccato che non siamo arrivati fino in fondo tutti e due disse sottovoce, poi si chin e diede un bacio in fronte a Job. Poi avvolse con la camicia pulita la testa di Job, nascondendo lorrida ferita, lo prese tra le braccia e sincammin per la boscaglia, con la sua testa sulla spalla.
LULTIMA PREDA
Matatu lo port a un formicaio abbandonato, non lontano, tra i rovi. Allargare lentrata abbastanza per farci entrare il corpo di Job fu affare di pochi minuti. Sean lo gir con la faccia rivolta a oriente e le spalle alla stella della sera.
Matatu laiut a mettere delle pietre sulle spalle di Job per tenerlo in posizione seduta. Poi lo coprirono completamente con macigni pi grossi, in modo che le jene non potessero divorarlo. Fatto questo, Sean non si trattenne oltre. Gli aveva gi detto addio. Si allontan senza guardarsi indietro e dopo qualche istante Claudia lo segu.
Nonostante il dolore, in qualche modo strano la ragazza sentiva che il suo rispetto e il suo amore per Sean erano stati esaltati dalle emozioni che lui aveva manifestato nel perdere il suo amico. Da quella terribile tragedia aveva imparato di pi a proposito di Sean di quanto altrimenti avrebbe potuto imparare in una vita.
Quella notte marciarono a passo sostenuto. Sean sembrava voler fuggire il suo dolore, e Claudia non tent di trattenerlo. Bench ormai si muovesse agile come un levriero, quel ritmo la metteva a dura prova, ma non si lament. Allalba avevano percorso quasi una sessantina di chilometri dal punto dove avevano sepolto Job, e davanti a loro si stendeva una larga piana alluvionale.
Sean trov un boschetto per ripararsi allombra e, mentre Claudia e Matatu preparavano da mangiare, lui prese il binocolo e la carta geografica e and sotto lalbero pi alto.
Claudia lo guard preoccupata mentre si arrampicava, ma era svelto come uno scoiattolo e forte come un babbuino, e dove non cera possibilit di puntare i piedi si issava a forza di braccia da un ramo allaltro.
Quando fu sulla cima dellalbero, si mise a scrutare con attenzione il ? terreno che gli si stendeva davanti. La pianura alluvionale era stata intensamente coltivata, ma vide subito che da parecchie stagioni non si lavoravano i campi. Erano coperti dalla vegetazione che in Africa invade subito la campagna abbandonata. Distinse il ricino nauseabondo e il cotone inselvatichito, e i cespugli dai fiori arancione della cannabis, che cresceva spontanea dappertutto per la delizia di giovani europei e americani in jeans e sacco a pelo e con la testa piena di fumosi sogni di pace e fratellanza tra gli uomini. eRiusciva appena a distinguere le capanne scoperchiate dei villaggi, idistrutte e carbonizzate dalle fiamme. Bench guardasse con grande attenzionenon riusc a scorgere tracce di presenza umana recente. I sentieri tra i campi erano invasi dalle erbacce e non cerano capre n pollame n fumate rivelatrici di aualche focolare.
LULTIMA PREDA
Tra Frelimo e Renamo hanno conciato bene questa zona pens.
Poi guard direttamente a sud, in direzione della meta. Nessun rilievo rompeva la pianura da quella parte. Lunico ostacolo che avevano di fronte erano le fitte foreste di latifoglie, i fiumi e le paludi che le circondavano.
Il Limpopo, il grande, grigioverde, oleoso fiume di Rudyard Kipling, costituiva lostacolo finale che avrebbero dovuto superare. Era ancora a trecento chilometri. Sulle sue rive convergevano tre frontiere: del Mozambico, dello Zimbabwe e del Sudafrica. L avrebbero trovato salvezza e Sean contempl la carta geografica con desiderio e nostalgia per la sua patria.
Il fischio sommesso di Matatu lo strapp alle sue fantasticherie, e Sean guard in basso. Venti metri pi sotto la guida gli rivolgeva gesti allarmati. Sean sent il cuore accelerare convulsamente. Matatu non lanciava segnali dallarme con leggerezza. Alz la testa e si mise in ascolto, ma gli ci volle un intero minuto prima di udire.
Quando finalmente sent e riconobbe quel suono debole e lontano, il cuore torn a balzargli in petto. Si protese dalla forcella dei grossi rami su cui era appollaiato e guard nella direzione da cui erano venuti, verso nord.
A parte alcuni altissimi cirri, il cielo del mattino era limpido e blu. Sean alz il binocolo e cerc lungo lorizzonte, appena sopra le cime degli alti alberi.
Il suono lontano crebbe di volume, dandogli unidea della direzione in cui concentrarsi. Infine, improvvisamente, una forma scura si materializz nelle lenti e sent una feroce stretta alla bocca dello stomaco.
Come un insetto gigantesco e nocivo, lo Hind incrociava a naso in gi a pochi metri dalle cime pi alte del bosco. Era ancora a qualche chilometro, ma si dirigeva decisamente verso lalbero su cui si trovava Sean.
IL GENERALE CINA era seduto sul seggiolino del cannoniere di bordo dello Hind, e scrutava oltre il parabrezza corazzato. Laria del primo mattino aveva una trasparenza cristallina. I raggi del sole, ancora basso sullorizzonte, accendevano ogni dettaglio del paesaggio duna radiosa luce doro.
Sebbene volasse gi da alcune ore sullelicottero appena catturato,
non si era ancora abituato alla straordinaria sensazione di onnipotenza
che il posto del cannoniere di bordo suscitava in lui. Dallalto osservava
ogni creatura vivente e sapeva davere potere di vita e di morte su
chiunque riuscisse a vedere. Con una leggerissima pressione dellindice
188
avrebbe potuto inviare un nugolo di proiettili esplosivi a distruggere qualsiasi obiettivo. Semplicemente premendo un tasto sul quadro di comando, poteva scegliere uno qualsiasi degli armamenti alternativi: i razzi ariaaria o i missili. La potenza di fuoco di cui ora disponeva era la pi terrificante che avesse mai maneggiato. Quella macchina gli dava un potere pressoch divino.
Allinizio cerano stati gravi problemi da risolvere. Non poteva contare sulla collaborazione del pilota russo e degli altri membri dellequipaggio catturato. Erano ostili e inaffidabili e sapeva bene che avrebbero approfittato della prima occasione per fuggire o per sabotare il prezioso velivolo.
Ma il generale aveva comunque risolto la faccenda. Poche ore dopo la cattura dello Hind, aveva trasmesso un lungo messaggio in codice al proprietario di una piantagione di t nel Malawi che era vicedirettore dei servizi di informazione della Renamo. Nel giro di poche ore, un pilota scelto dellaeronautica militare portoghese e due tecnici con migliaia di ore di volo allattivo si erano imbarcati su un aereo di linea della TAP per lAfrica. Quella stessa notte, un bimotore Beechcraft della Renamo aveva condotto il pilota portoghese e i due tecnici a una pista datterraggio segreta nel territorio selvaggio a ovest delle montagne di Gorongosa.
Fino a poco tempo prima, non sarebbe stata necessaria quella complicata procedura per trovare e trasportare uomini e mezzi. Invece di un piccolo aereo privato, avrebbero avuto a disposizione un elicottero Puma con le insegne del Sudafrica. In quei giorni, il presidente marxista del Frelimo, Samora Machel, ospitava i guerriglieri dellAfrican National Congress e permetteva loro di usare il Mozambico come base per i loro attacchi terroristici contro la popolazione civile del Sudafrica. Per ritorsione i sudafricani fornivano il loro completo appoggio ai guerriglieri della Renamo che tentavano di rovesciare il governo di Machel.
In seguito, per, con grande sgomento dei vertici della Renamo, Machel e Botha, presidente della Repubblica Sudafricana, avevano firmato un accordo, il cui primo risultato era stato una drastica riduzione degli aiuti alla Renamo da parte del Sudafrica, in cambio dellespulsione dei terroristi dellANC dal Mozambico.
Tutto ci risaliva a pochi mesi prima, e il generale Cina era infuriato come tutti gli altri comandanti della Renamo. Nei magazzini le scorte di cibo e armi diminuivano rapidamente, senza prospettive di rifornimenti. Ben presto i guerriglieri sarebbero stati costretti a vivere di saccheggio, ai danni di un Paese gi devastato da dodici anni di guerra civile.

Tra tutti i comandanti della Renamo, il generale Cina negli anni si era dimostrato il pi pieno di risorse. La sua era la pi forte delle tre divisioni della Renamo. La distruzione dello squadrone di elicotteri russi, con la cattura di uno di essi, aveva enormemente accresciuto il suo prestigio e la sua importanza, mentre il possesso dello straordinario apparecchio con cui ora scorrazzava nei cieli lo poneva in una posizione di potere unica.
Tuttavia, proprio in quel frangente, mentre cio si trovava a bordo dellelicottero, il generale Cina era visibilmente preoccupato: voleva arrivare puntuale allappuntamento fissato per radio col generale Tippu Tip, comandante della divisione meridionale della Renamo.
Generale, ho avvistato il villaggio disse il pilota portoghese nellinterfono.
Eh gi, lo vedo anchio rispose Cina. Avviciniamoci.
Mentre lo Hind virava puntando verso lalbero dove si trovava Sean,
questi cerc di nascondersi il meglio possibile dietro le foglie, appiattendosi contro il tronco, e si mise a osservare con vivo interesse lelicottero.
Capiva bene che la loro sopravvivenza dipendeva in ultima analisi dalla possibilit di scoprire in quella macchina blindata qualche difetto, qualche punto debole, ma non ne trov. Lelicottero era invulnerabile, salvo le prese daria dei turbo. Forse solo un eccellente tiratore, da vicino, avrebbe potuto sparare una raffica di mitra per danneggiare le alette della turbina, provocando uno squilibrio che in pochi secondi avrebbe prodotto vibrazioni tali da far andare in pezzi il motore.
Ci vuole un gran tiratore, e una grandissima dose di fortuna borbott Sean guardando in su con gli occhi strizzati. Per un attimo la calotta del cannoniere divent trasparente e Sean riconobbe il generale Cina. Basco alla sgherra, occhiali da sole: nel vederlo, un empito dodio gli attanagli le viscere. Era luomo a cui senza tema di errore poteva attribuire la morte di Job e tanti altri dolori e sofferenze.
Dio, quanto ti vorrei avere tra le mani ringhi Sean.
Cina sembr avvertire la forza del suo odio, perch gir appena la
testa e scrut lalbero di Sean, che cerc di farsi piccolo piccolo sotto il lampo di quegli occhiali a specchio.
Poi di colpo lo Hind vir e si allontan, mentre lo spostamento daria del rotore faceva turbinare le foglie dellalbero. Sean rest a guardare lapparecchio che si allontanava, finch scomparve del tutto.
Allora scese dallalbero. Matatu aveva spento il fuoco appena udito lelicottero, ma la polentina di mais aveva fatto in tempo a cuocere.
Mangeremo in marcia decret Sean.
Claudia imprec fra s, ma si rialz in piedi. Tutti i muscoli delle gambe e della schiena le dolevano per la marcia forzata.
Mi spiace, bellezza disse Sean, cingendole la spalla col braccio e
stringendola a s. Cina atterrato a tre chilometri scarsi da qui, dove
possiamo star certi che ha delle truppe. Bisogna tagliare la corda.
Mangiarono la polentina salata e appiccicosa con le mani e poi si sciacquarono la bocca con della fanghiglia che sapeva di alghe.
Dora in avanti sar la terra a nutrirci le disse Sean, e sentiremo
il fiato di Cina sulla nuca.
Lo HIND ATTERRO nella strada principale del villaggio di Dombe. Il villaggio era costituito da non pi di una ventina di casupole abbandonate da tempo. Gli edifici sulla strada erano stati un tempo botteghe che vendevano di tutto, gestite da mercanti ind. PATEL & PATEL, Si leggeva ancora su un cartello sghembo tra due insegne rosse della CocaCola. La strada era piena di spazzatura ed erbacce.
Tra le case abbandonate erano appostati una cinquantina di soldati.
Indossavano luniforme assortita ed eclettica dei guerriglieri africani.
Lo Hind si pos sulla strada polverosa e il pilota tolse gas alle turbine. Il generale Cina alz la calotta antiproiettile, salt agilmente a terra e si gir verso il gruppo di uomini in attesa sulla veranda di un negozio.
Tippu Tip! grid, aprendo le braccia con gesto fraterno. Come sono contento di rivederti! Alzava la voce per sovrastare il fracasso dellelicottero.
Il generale Tippu Tip scese i tre gradini per andargli incontro, anche lui a braccia aperte. Si abbracciarono con tutta lipocrisia di acerrimi rivali i quali ben sanno che un giorno magari si faranno la pelle. Vecchio amico mio! gli disse Cina.
Tippu Tip non era il vero nome del generale, naturalmente. Laveva solo scelto come nome di battaglia: si trattava del nome di uno dei pi famigerati trafficanti arabi ottocenteschi di avorio e di schiavi. Tuttavia, sia il nome sia le implicazioni gli si confacevano perfettamente. Era basso, ma di struttura robustissima. Il suo torace sembrava quello di un gorilla e anche le braccia parevano confermare limpressione: le nocche delle dita gli arrivavano alle ginocchia. La testa sembrava uno di quei macigni di granito che in Rhodesia si trovano in cima a pinnacoli di arenaria. Se lera rapata: ma la barba era enorme, nerissima, lanuginosa, e gli copriva il petto. Fronte e naso erano larghi e le labbra piene e carnose.
La tua visita profuma di mimose la mia giornata disse in shangane
190 , 191
guardando, oltre Cina, il grosso elicottero da cui era sbarcato. Linvidia
di Tippu Tip era cos evidente che a Cina pareva di fiutarla intorno,
come zolfo bruciato che ammorbasse laria.
Tippu Tip si riscosse e rise senza alcun motivo apparente. Mi hanno
raccontato che hai distrutto lo squadrone e catturato un elicottero, e io
ho detto: Cina un leone fra gli uomini ed mio fratello.
Sulla veranda cerano gi le sedie pronte per loro. Due giovani donne
di Tippu Tip servirono birra in ciotole di terracotta. Erano due ragazzette giovanissime, carine, dagli occhi grandi grandi. A Tippu Tip piacevano le donne, e procurava di esserne sempre circondato. Era una delle
sue debolezze, pens Cina con un sorrisetto di superiorit. Le due
ragazzine attirarono la sua attenzione solo per un attimo: poi torn a
dedicarsi allospite.
E a te come vanno le cose, fratello mio? chiese Cina. Ho sentito
dire che hai preso per il collo il Frelimo e gli hai ricacciato la testa tra le
gambe, cos che possano ammirare il loro stesso fondamento. E vero?
Non era vero, ovviamente. Cina sapeva che negli ultimi mesi Tippu
Tip aveva subito gravi rovesci, perdendo uomini e territori nel sud, ma
in quel momento si limit a ridacchiare, annuendo soddisfatto.
Chiacchierarono amabilmente sorseggiando la loro birra, ridendo
allegri ma sorvegliandosi come leoni intorno alla preda, sempre pronti
ad attaccare o difendersi, finch Cina mormor: Sono contento di
sentire che le cose ti vanno cos bene. Sono venuto a vedere se per caso
il mio elicottero ti pu servire contro il Frelimo, ma vedo bene che non
hai nessun bisogno di aiuto da parte mia concluse con un gesto di
deplorazione.
Era una mossa machiavellica che Tippu Tip non si aspettava, e che lo
lasci disorientato, mentre Cina rideva sotto i baffi. Il generale sapeva
benissimo che sarebbe stato un grave errore chiedere apertamente assistenza a una persona del genere. Tippu Tip aveva un fiuto da iena per
ogni debolezza altrui. Invece Cina gli aveva fatto balenare lesca dello
Hind sotto gli occhi, per poi farla sparire con mossa astuta.
Tippu Tip sbatt le palpebre e dietro il sorriso fisso si mise ad architettare una risposta. Anche lui non gradiva affatto ammettere debolezze
con uno che le avrebbe cinicamente sfruttate, per la macchina volante
lo faceva addirittura sbavare di invidia.
Laiuto del fratello sempre gradito contraddisse amabilmente,
e soprattutto di un fratello che cavalca i cieli sul suo hensci personale. Poi subito continu: E c forse qualche piccolo servigio che
posso offrire in cambio?

Vecchia volpe pens Cina, ammirando il suo stile. Ha capito che
mi serve qualcosa da lui. Ed entrambi si ritirarono, alla maniera africana, dietro un altro schermo di banalit e scherzi, tornando allargomento principale in maniera alquanto circonvoluta.
Ho teso una trappola al Frelimo si vant Tippu Tip. Mi sono
ritirato dalle foreste del Save. In realt era stato scacciato da quelle
preziosissime riserve di legname da unoffensiva mai cos decisa del
Frelimo.
Che grande astuzia da parte tua concord Cina, lasciando affiorare il sarcasmo. Bella trappola lasciare le foreste al Frelimo, e ben
stupidi i nemici a cascarci.
Le foreste del Rio Save erano un vero e proprio tesoro nazionale.
Cerano i bellissimi mogani rhodesiani, dai tronchi del diametro di un
metro e mezzo, e il pi raro e pregiato degli alberi africani, il tamboti o
sandalo africano, col suo legno profumato, dalle fantastiche venature.
Probabilmente in tutto il continente non era possibile trovare unuguale
concentrazione di legni duri. Le foreste costituivano lultima risorsa
naturale di quella terra devastata. Per primi erano stati sterminati i
grandi branchi di elefanti, poi mitragliati dallaria rinoceronti e bufali.
Solo le foreste restavano intatte.
Ma il governo del Mozambico era disperatamente a corto di valuta
pregiata, anche pi degli altri Paesi africani di recente indipendenza.
Per oltre dieci anni si era trascinata una guerra che aveva stremato
leconomia. Le foreste erano lunico bene vendibile a pronti contanti.
Sono arrivati l con unarmata di lavoratori forzati, venti o forse
trentamila schiavi disse Tippu Tip.
Cos tanti? chiese Cina con interesse. E dove li hanno scovati?
Hanno spazzato via dalla terra gli ultimi contadini e svuotato i
campi profughi, ripulito di vagabondi e disoccupati le vie di Maputo. Lo
chiamano Programma di piena occupazione.
E tu hai lasciato che il Frelimo facesse una cosa del genere? chiese
Cina. Non era la sorte dei lavoratori che gli interessava, bens quella dei
tronchi di tamboti, che valevano cinquantamila dollari luno e arricchivano il Frelimo, dacch aveva messo le mani su quelle centinaia di
migliaia di ettari di foresta.
Ma certo che glielo lascio fare disse Tippu Tip. Tanto non possono portar via il legname finch non hanno ricostruito strade e ferrovia. Lo stanno accumulando lungo i binari, e i miei esploratori contano i
tronchi uno per uno. Il generale fece vedere a Cina le colonnine di
cifre annotate con cura in un quadernetto.

192 193
Cina lesse impassibile il totale, ma dietro le lenti a specchio dei suoi
occhiali da sole i suoi occhi ebbero un lampo. La somma in dollari
bastava a finanziare altri cinque anni di guerra, a comprare lalleanza di
intere nazioni, a elevare alla presidenza a vita del Paese un modesto
signore della guerra.
Ed quasi giunta lora che io riconquisti le foreste del Rio Save e
raccolga i frutti graziosamente accumulati per me dal Frelimo disse
Tippu Tip.
Ma come farai a esportare il raccolto? Un tronco di tamboti pesa
cento tonnellate. Chi te lo comprer?
11 deposito pi meridionale a soli cinquanta chilometri dal fiume
Limpopo, ossia dal confine sudafricano.
I sudafricani non ci aiutano pi, hanno firmato un trattato col
Mozambico osserv Cina.
I trattati sono pezzi di carta dichiar Tippu Tip con un gesto
sprezzante. Qui si parla di mezzo miliardo di dollari di legname. Ho
gi ricevuto ampie assicurazioni dai nostri ex alleati meridionali: se
riesco a garantire la consegna, penseranno loro al trasporto oltre confine e pagheranno in Svizzera. Sinterruppe un momento. Il Frelimo
ha tagliato e ammucchiato gli alberi: a me resta solo da consegnarli e
incassare.
E magari vorresti lappoggio del mio elicottero nelloperazione?
sugger Cina.
Tippu Tip fece finta di prendere in considerazione la proposta, poi
annu e rispose: Certo ti ricompenserei per il tuo aiuto, con una
modesta percentuale sul valore del legname catturato .
Modesto un termine che non mi piace granch sospir Cina.
Preferisco luguaglianza socialista. Si fa a met?
Tippu Tip parve addolorato e alz le braccia in segno di protesta.
Sii ragionevole, fratello mio. Per unaltra ora discussero animatamente, avvicinandosi pian piano a un accordo circa lo sfruttamento
privato di una ricchezza nazionale e il destino di decine di migliaia di
lavoratori coatti.
I miei esploratori mi dicono che i tagliaboschi sono quasi allo
stremo delle loro energie osserv a un certo punto Tippu Tip Il
Frelimo li ha nutriti cos male che ormai non reggono pi alla fatica. Ne
muoiono centinaia al giorno, e tagliano met del legname che tagliavano due mesi fa. Dunque non pi il caso di attendere, anzi conviene
attaccare immediatamente, prima dellinizio delle piogge.
In pochi minuti concordarono i particolari dellazione congiunta e poi

194

Cina disse come per caso: Ci sarebbe unaltra cosetta . Il suo tono
mise Tippu Tip sullavviso: doveva trattarsi di una faccenda importante.
Si chin sulla sedia, piazzandosi le manone da grizzly sulle ginocchia.
Sto correndo dietro a un gruppetto di fuggitivi bianchi. Sembra che
stiano cercando di raggiungere il confine sudafricano prosegu Cina, e
diede una sommaria descrizione del gruppo di Sean. Poi concluse:
Vorrei che tu allertassi i tuoi uomini schierati tra qua e il Limpopo.
Cos se li vedono li prendono .
Un uomo e una giovane donna bianca. Sembra interessante, fratello disse pensoso Tippu Tip.
Luomo il pi importante. La donna americana e pu avere un
certo valore come ostaggio, ma per il resto significa poco.
Per me le donne significano sempre qualcosa lo contraddisse
Tippu Tip, soprattutto se sono giovani e bianche. Allora facciamo un
altro accordo, fratello. Ti aiuto a prendere i fuggiaschi, poi ti do luomo
e mi tengo la donna, daccordo?
Cina ci pens un attimo e poi annu. Benissimo, tientela pure, ma
voglio luomo vivo e incolume.
Esattamente come io voglio la donna dichiar ridacchiando Tippu
Tip. Dunque, anche su questo siamo daccordo. Tese la destra e
Cina la strinse. Entrambi, guardandosi negli occhi, sapevano bene che
era un gesto senza significato. Il loro accordo sarebbe stato onorato solo
finch conveniva a entrambi: in caso contrario lavrebbero violato senza
il minimo rimorso.
E adesso parlami di questa giovane donna bianca lo sollecit
Tippu Tip. Dove stata vista lultima volta, e che provvedimenti hai
preso per catturarla?
Lultima loro posizione conosciuta era qui disse Cina indicando
un punto sulla carta geografica poco pi a nord della ferrovia di Beira.
Ma linformazione risale a tre giorni fa. A questora potrebbero essere
dovunque su questa direttrice continu, indicandola sulla carta. Se
tu organizzi una rete pi avanti finiranno per incapparvi. Quanti uomini
puoi impiegare?
Tippu Tip alz le spalle. Ho gi tre compagnie lungo il Rio Save, a
sorvegliare il disboscamento. Se questi bianchi cercano di raggiungere il
confine sul Limpopo, dovranno attraversare non solo le mie linee ma
anche quelle del Frelimo. Ora comunque avvertir i miei uomini di
stare con gli occhi aperti.
Cina parl in tono autoritario e deciso. Avverti anche i tuoi capitani
di tenersi bene in guardia: il bianco un soldato molto in gamba. Alla
fine della guerra in Rhodesia comandava gli Scout di Ballantyne.
E Courteney? intervenne Tippu Tip. Me lo ricordo molto
bene. Poi si mise a ridacchiare. Ma certo, era lui che comandava
lattacco al tuo campo daddestramento! Non mi stupisco che tu voglia
mettergli le mani addosso. E una storia vecchissima la tua col colonnello
Courteney. Hai la memoria lunga, fratello.
S disse Cina toccandosi lorecchio. Sono passati tanti anni e ci
vuole una bella memoria, ma si sa che la vendetta un piatto che va
gustato freddo. Cina si alz dalla sedia e torn allelicottero, mentre
Tippu Tip osservava con bramosia la sagoma dello Hind, simile al
mostro mutante di qualche film dellorrore.
Il generale Cina si accomod al posto del cannoniere e chiuse la
calotta. Alz il pollice destro verso Tippu Tip, che era rimasto sulla
veranda della bottega derelitta, poi lo Hind si alz verticalmente sul
villaggio girando il muso a nord.

PER TUTrA LA MATTINA Matatu li guid in direzione sud, attraverso
campagne abbandonate e villaggi deserti.
Claudia faceva fatica a tenere il ritmo. Dalla sera prima trottavano
quasi senza soste, e lei stava giungendo ai limiti della resistenza. I suoi
passi erano meccanici e pesanti e, bench cercasse di tenere il ritmo
degli altri, si accorgeva che continuava a rimanere indietro, come una
bambola con la molla scarica. A un certo punto per fortuna Sean si
volt e si ferm ad aspettarla.
Scusami sussurr lei, e Sean guard il cielo.
Dobbiamo andare avanti rispose, e lei ripart arrancandogli alle
calcagna .
Poco dopo mezzogiorno risentirono lo Hind. Il rumore era molto
lontano e svan rapidamente verso nord.
Sean prese per il braccio Claudia che vacillava e la sorresse.
Bravissima le disse gentilmente. Mi spiace di averti costretto a
questa marcia massacrante, ma cos almeno abbiamo guadagnato terreno. Cina non penser mai che siamo gi cos a sud. E andato a
cercarci molto pi a nord, sicch adesso possiamo riposare.
La guid verso un boschetto di basse acacie dai rami spinosi che
formavano un riparo naturale. Esausta, Claudia si lasci cadere sul duro
terreno e l giacque immobile, mentre Sean si accucciava davanti a lei
togliendole scarpe e calze.
Adesso s che ti sono venuti i piedi duri comment massaggiandoglieli delicatamente. Sei diventata forte come uno Scout di Ballantyne

196

e due volte pi coraggiosa. Ma lei non riusc nemmeno a ricambiare il
complimento con un sorriso.
Claudia chiuse gli occhi. Le sembr di averli riaperti subito dopo, ma
poi not che la luce era cambiata. Cerano gi le ombre lunghe del tardo
pomeriggio, e anche il caldo non era pi cos feroce. Si rizz a sedere.
Sean stava cucinando su un fuocherello di legna secca. La guard.
Hai fame? le chiese poi.
Da morire.
Ecco la cena disse porgendole la gavetta.
Che roba ? chiese lei sospettosa, guardando il gomitolo di salsicciotti nerastri grossi come il mignolo.
Non far domande ribatt Sean. Mangia.
Cautamente Claudia ne addent uno e si ritrov a masticare una
specie di poltiglia che sapeva di spinaci. Si impose di trangugiarla.
Prendine un altro.
Grazie no.
Sono pieni di proteine. Non puoi marciare a stomaco vuoto. Apri la
bocca. Limbocc, dividendo il pasto con lei.
Quando la gavetta fu vuota, Claudia chiese unaltra volta: Allora,
cosa mi hai propinato? Ma lui non le rispose.
Mentre Alfonso procedeva a preparare la radio, Matatu scivol silenziosamente tra loro. Aveva in mano un cilindro di corteccia appena
strappata, con le estremit turate con dellerba secca. Lui e Sean confabularono brevemente, con faccia preoccupata.
Cosa c? chiese subito Claudia.
Matatu ha visto molte tracce pi avanti. Pare che da queste parti
girino un sacco di pattuglie. Frelimo o Renamo, chiss.
Non era certo una bella notizia. Li mise a disagio, e Claudia si avvicin a Sean, appoggiandosi alla sua spalla. Insieme ascoltarono la radio.
Anche letere era affollatissimo di comunicazioni.
C qualcosa che bolle in pentola grugn Alfonso concentrandosi
sullapparecchio. Sembrano i reparti del generale Tippu Tip.
I reparti di chi? gli chiese Claudia, ma Sean non voleva che si
allarmasse ulteriormente.
Traffico di routine ment, e lei si rilass e si mise a osservare
Matatu. Si era avvicinato al fuoco e stava vuotando attentamente nel
tegamino il contenuto del cilindro di corteccia. Non appena Claudia
intu che cosa stava arrostendo si irrigid per lorrore.
E la cosa pi disgustosa che. . . ! Non riusc a terminare, e si mise a
Osservare inorridita e affascinata al tempo stesso i grossi bruchi che

197 arrostivano contorcendosi nella gavetta, con i lunghi peli rossastri che bruciacchiavano sfrigolando e fumando.
Matatu si accorse del suo interessamento, prese un bocconcino rovente e dopo averlo fatto raffreddare passandolo da una mano allaltra glielo offr con premurosa cortesia.
Riconoscendo i croccanti salsicciotti che aveva appena mangiato Claudia emise un gridolino strozzato e si aggrapp al braccio di Sean. Non saranno mica...! boccheggi. Non mi avrai dato...! Oh no!
Non posso crederci!
Altamente nutrienti le assicur Sean. Poi guard lora. Be, per
stasera pare che il generale Cina non intenda intrattenerci. Sar meglio
farfagotto.
Quella notte andarono pi piano. Due volte Matatu venne a fermarli avvertito come da un sesto senso dei pericoli che li attendevano. Strisciando avanti era riuscito a sventare ben due imboscate, che avevano evitato con lunghissime deviazioni.
Sono quelli di Tippu Tip brontol Alfonso. Si vede che d una
mano al generale Cina. Sono in agguato su tutti i sentieri.
Quando la prima luce del mattino fece impallidire le stelle a oriente, furono costretti a fermarsi. Non possiamo arrischiarci a proseguire di giorno. Matatu, trovaci un bel posto per nasconderci fino a stasera mormor Sean.
Nella marcia notturna erano penetrati in una zona di vlei paludosi che preannunciavano la vicinanza del Rio Save, e ora Matatu li guid apposta nellerba alta degli acquitrini. Attraversarono con lacqua fino al ginocchio le pianure inondate, passando da una laguna allaltra fra nuvole grigie di zanzare. Sean in retroguardia provvedeva a raddrizzare meticolosamente gli steli derba che avevano piegato.
Qualche centinaio di metri pi avanti Matatu avvist unisoletta che emergeva di pochi centimetri dallacqua, e come vi mise il piede le canne si agitarono, scosse da una massa che le attraversava a gran velocit.
Claudia strill per lo spavento. Certo erano incappati in qualche mortale imboscata della Renamo! Poi vide Matatu gettarsi tra le canne con un acuto grido di guerra, e dibattersi lottando con un essere scaglioso due volte pi grosso di lui. Sean corse ad aiutarlo e i due si misero a pugnalare la bestiaccia, che poi tirarono fuori dalle canne. Era un lucertolone grigio, lungo un po pi di due metri, con una grossa coda che continuava a sbattere di qua e di l.
Cos? domand Claudia.
La leccornia preferita di Matatu. Sean si strofin il coltello sul palmo della mano e cominci a spellare il lucertolone.
La carne della coda era bianca come filetto di sogliola, ma Claudia fece una smorfia schifata quando Sean gliene offr un bel boccone.
Tu e Matatu sareste capaci di mangiarvi anche i figli li accus.
Senti chi parla. Non sei tu quella che ha appena trangugiato una
gavetta di bruchi del mopani?
Sean, non ce la faccio proprio. Cruda!
Tu hai gi assaggiato il pesce crudo alla giapponese, vero? Mi hai
detto che ti era anche piaciuto. Allora, forza, mangiati questo sashimi
africano!
Quando Claudia cedette e lassaggi, trov il lucertolone sorprendentemente buono, e la fame sbaragli la schifiltosit.
Per una volta lacqua non scarseggiava, e si riempirono la pancia di carne bianca e acqua palustre. Poi si sdraiarono sulle coperte. Lerba alta della palude li proteggeva dal sole cocente: Claudia si sentiva sicura, e si lasci andare allo sfinimento.
Verso mezzogiorno si svegli, tendendo lorecchio allelicottero che li cercava. Cina sta perlustrando le rive del fiume davanti a noi sussurr Sean. Con lo stomaco contratto per la paura, Claudia sent lo Hind avvicinarsi, con un rombo assordante, e passare poco distante da loro. Poi finalmente se ne and via.
E tutto finito, cara le disse Sean abbracciandola. Dormi ancora
un po .
Claudia si risvegli cli nuovo con una sensazione di panico addosso. Non riusciva a muoversi perch qualcuno la teneva ferma e le aveva tappato la bocca con la mano. Gir gli occhi e vide la faccia di Sean vicinissima alla sua.
Zitta! le bisbigli allorecchio.
Quando la vide annuire, la lasci andare e si mise sdraiato pancia a
terra per guardare tra lerba alta. Allora anche lei fece lo stesso e contempl la squallida distesa della laguna.
Dapprima non vide niente, poi sent un canto. Era una vocetta tremolante, che cantava una canzone damore shangane. Subito dopo, si sentirono sciabordare passi leggeri nellacqua fangosa. Poi di colpo la ragazzetta che cantava apparve proprio davanti agli occhi di Claudia.
, Era magra e graziosa: bench i lineamenti fossero dolci e infantili,
aveva i seni grossi e tondi come meloni tsama. Indossava soltanto uno
straccetto sopra le lunghe gambe da cavallino: la sua pelle splendeva
alla luce del tardo pomeriggio come zucchero caramellato. Sembrava

:, 199
selvaggia e magica come uno spirito della foresta e Claudia ne rimase immediatamente incantata.
Nella destra la ragazza impugnava una rudimentale fiocina di canna.
Nellattraversare le acque della palude la reggeva alta e pronta a colpire.
A un tratto la canzone le mor sulle labbra e per un attimo si immobilizz. Poi si lanci in un bellaffondo, con grazia da danzatrice. La fiocina si flesse sotto la sua mano e con un gridolino di gioia la ragazza tir fuori dallacqua un grosso e viscido pescegatto, che si contorceva, boccheggiando e agitando i barbigli. La ragazza gli diede una bastonata sul cranio piatto e lo ficc in una specie di bisaccia di vimini che portava appesa alla vita.
Si sciacqu le piccole mani dal palmo rosato, riprese la fiocina e si rimise a pescare, puntando dritta verso lisoletta su cui Sean e gli altri giacevano nascosti dallerba. Dimprovviso alz lo sguardo, direttamente negli occhi di Claudia. Si fissarono per un attimo solo, poi la ragazzina si gir e scapp via. Ma gi Sean le correva dietro, mentre anche Matatu e Alfonso sbucavano saltellando dallerba per unirsi allinseguimento.
La ragazza era gi in mezzo alla laguna quando la raggiunsero. Cerc invano una via di scampo, ma da tutte le parti i tre uomini le sbarravano la strada. Alla fine si ferm, con gli occhi sgranati e ansimando per il terrore, ma impugnando la fiocina, risoluta a difendersi. Per il suo coraggio non serviva: era come un gatto circondato dai lupi.
Matatu finse di aggredirla sul fianco e, appena la ragazza si gir e gli rivolse contro la fiocina, Sean le si slanci addosso, disarmandola e sollevandola di peso sulla spalla. Mentre lei si dibatteva, smaniando e scalciando, la riport allisola e la scaric sullerba asciutta. Rest l, accucciata e tremante, a fissare gli uomini che la circondavano. Sean le rivolse la parola con voce calma e rassicurante, ma dapprima la ragazza non gli rispose. Poi linterrog Alfonso, e appena cap che era della sua stessa trib lei parve rilassarsi lievemente. Dopo qualche esitazione si mise a rispondere a sussurri.
Cosa sta dicendo? Claudia non riusciva a reprimere la sua preoccupazione.
Che venuta qui nella palude per nascondersi ai soldati rispose
Sean. Il Frelimo ha catturato la sua famiglia per servirsene come
manodopera: stanno tagliando gli alberi della foresta. Lei riuscita a
scappare.
Interrogarono la ragazzina per quasi unora. Quantera lontano il fiume? Cerano guadi? Quanti soldati sorvegliavano le rive? Via via che rispondeva a tutte quelle domande, la ragazza sembr rincuorarsi un po. Guardava Claudia, di cui avvertiva la simpatia, con fiducia patetica e infantile.
Io parlo un po inglese, signora le sussurr infine, e Claudia ne fu sbalordita.
Dove hai imparato?
Alla missione, prima che i soldati venissero a bruciarla e a uccidere
le suore.
Parli bene le sorrise Claudia. Come ti chiami, bimba? Miriam, signora. Non far troppa amicizia con lei lammon, severo, Sean.
E una piccina adorabile.
Sean stava per ribattere qualcosa, poi ci ripens e guard il sole che
tramontava. Maledizione, abbiamo perso lappuntamento via radio
con Cina. Prepariamoci a partire.
In due minuti prepararono gli zaini e se li caricarono in spalla, dopo
di che Claudia chiese: E la ragazza?
La lasciamo qua rispose Sean, ma qualcosa nel suo tono, nel suo modo di distogliere gli occhi, preoccup Claudia. Fece per seguirlo mentre lui entrava nellacqua, ma subito si ferm e si volt indietro. La ragazzetta era ancora accucciata sullerba e guardava Claudia con aria triste. Matatu era in piedi dietro di lei, col coltello in mano.
Claudia cap e fu travolta da un empito di gelida ira.
Sean! grid con voce terribile. Cosa hai intenzione di fare a
quella bambina?
Tu non pensarci le rispose lui bruscamente.
Tu hai intenzione di assassinarla! strill la ragazza con voce
vibrante di orrore.
Ascolta, Claudia, non possiamo lasciarla qua. Se la prendessero

quelli della Renamo...
Bastardo! gli url lei in faccia. Sei malvagio come un qualunque
tagliagole della Renamo, come il generale Cina!
Questa una terra crudele. Non possiamo permetterci la follia della
compassione.
Claudia aveva una gran voglia di aggredirlo fisicamente; strinse i pugni, lottando per controllarsi, ma la sua voce era ancora uno strillo acuto: Solo coscienza e compassione ci distinguono dagli animali ribatt. Poi trasse un profondo sospiro e con voce fredda e determinata disse: La porteremo con noi .
Con noi? le fece eco Sean.
2n2
Proprio cos. Visto che non possiamo lasciarla andare, lunica
soluzione.
Sean apr la bocca, poi la richiuse e guard la ragazzina negra, che aveva capito qualcosa della discussione, cio che ne andava della sua vita, e che Claudia era dalla sua parte. Quando Sean vide lespressione della ragazzetta fu improvvisamente travolto dal disgusto di s. Claudia lo stava rammollendo, pens, poi sorrise e scosse la testa. Forse lo stava soltanto rendendo umano.
Daccordo disse sorridendo ancora. Viene con noi, ma a condizione che tu mi perdoni e mi dia un bel bacio.
Il bacio fu breve, freddo. Sean cap che ci sarebbe voluto del tempo per farle dimenticare la faccenda. Poi Claudia si volt e si avvicin alla ragazzina. Miriam labbracci grata.
Metti via il coltello ordin Sean a Matatu. La ragazza viene con noi. Matatu rote gli occhi in segno di disapprovazione.
Mentre Miriam si riaggiustava il perizoma intorno alla vita, il sergente Alfonso la studi con interesse. Era evidente che non era scontento di risparmiare la ragazza. Claudia, che non gradiva quellatteggiamento, apr lo zainetto e tir fuori per la sua protetta lunica camicia di ricambio che aveva, una casacca mimetica, proveniente dai magazzini della Renamo.
A Miriam arrivava a met coscia, soddisfacendo il senso del decoro di Claudia. La ragazzina era contenta come una pasqua. Terrorizzata fino a un attimo prima, ora si pavoneggiava nel suo nuovo indumento.
Va bene intervenne Sean, la sfilata finita, muoviamoci. Alfonso prese Miriam per un braccio.
Solo allora la ragazza cap che la portavano via, e si divincol con
accenti di protesta appassionata, balbettando frasi smozzicate. Maledizione! esplose Sean. Adesso s che siamo nei guai! Che cosa c? chiese Claudia.
Non sola. Ha due fratellini nascosti nella palude. Un maschio e una femmina cos piccoli da non potersela cavare da soli. Dannazione!
Dannazione! ripet amaramente Sean. E adesso che cosa diavolo
facciamo?
Ci portiamo dietro anche loro stabil semplicemente Claudia.
!1l Due bambocci! Sei matta? Non siamo mica un orfanotrofio!
: Vuoi che ricominciamo da capo? Claudia volt le spalle a Sean e
prese per mano Miriam. Dove s鏮o nascosti i bambini? Forza, andia. moaprenderli.
203 Vieni, signora. Ti faccio vedere. Miriam la guid attraverso lacquitrino. Era quasi buio quando raggiunsero lisolotto dove Miriam aveva nascosto i bambini, dietro un folto intrico di papiri. Scostando gli steli verdi apparvero due paia di occhioni neri che li fissavano come piccoli gufi dal nido. Il maschietto aveva cinque o sei anni di et, era magro magro e tremante di paura; la femminuccia non aveva pi di quattro anni, e Claudia toccandola lanci unesclamazione.
Ma scotta! Questa bambina malata! La piccola non riusciva nemmeno a stare in piedi: giaceva raggomitolata come un gattino moribondo, tremando e gemendo piano.
Ha la malaria disse Sean accucciandosi vicino alla bimbetta.
Nello zaino c del chinino disse Claudia affrettandosi a cercarlo.
Questa pura follia ringhi Sean. Non possiamo assolutamente
portarli con noi!
Vuoi star zitto? berci Claudia. Quante pillole di chinino bisogner darle? Le istruzioni dicono: per bambini sotto i sei anni, consultare il medico. Grazie tante... gliene dar due.
Mentre si occupavano della piccina, Claudia domand a Miriam:
Come si chiamano?
La risposta fu cos lunga e complicata che perfino Claudia si scoraggi. Ma si riprese in fretta. Non riuscir mai a pronunciarlo disse
infine. Li chiamer Topolino e Minnie.

Guarda che Walt Disney ti fa causa lavvert Sean, ma lei non gli bad e avvolse Minnie nella sua coperta.
Dovrai portarla tu disse Claudia a Sean, in un tono che non ammetteva repliche.
Se mi piscia addosso, giuro che le torco il collo ribatt Sean con altrettanta risolutezza.
E Alfonso pu portare Topolino. Claudia aveva superato lesaurimento quasi letargico di poche ore prima, ed era efficiente e sicura di s come Sean non laveva pi vista dopo la morte di Job.
Sean si assicur alla schiena la coperta con dentro il corpicino della bambina, che non pesava quasi niente e che, febbricitante comera, gli scaldava la schiena come una borsa dacqua calda. Fin dalla prima infanzia dovevano averla portata in giro in quel modo, sicch subito si tranquillizz e si mise a dormire. Non riesco ancora a credere che sia capitato a me brontol Sean ridiscendendo nella palude.
Prima di mezzanotte Miriam sera gi mostrata di unincomparabile
utilit, compensando abbondantemente il fastidio di portarsi dietro i
due piccini. Conosceva benissimo la zona delle paludi e il fiume, e li
204
guid sicura per il labirinto di acquitrini e isolette, imboccando scorciatoie segrete che risparmiarono a Matatu ore e ore di faticose esplorazioni. Poco dopo mezzanotte, Miriam li condusse sulla riva del Rio Save indicando il punto in cui si poteva guadarlo.
Questo il momento pi pericoloso sussurr Sean. Cina ha
perlustrato il fiume tutto il giorno con lelicottero e torner di sicuro alle
prime luci dellalba. Dobbiamo passare sullaltra sponda e allontanarci
il pi possibile da qui prima che sorga il sole.
Attraversarono il fiume tenendosi aggrappati luno allaltro. Senza questo accorgimento le donne sarebbero certo state trascinate via dalla corrente. Ma anche cos il guado fu difficile, e quando misero piede sullaltra riva erano tutti pressoch esausti. Tuttavia, Sean non lasci riposare la compagnia pi di pochi minuti, poi costrinse subito tutti a rimettersi in marcia e a penetrare nella foresta.
Prima dellalba dobbiamo essere ben lontani dal fiume. Cina verr
a cercarci non appena spunta il sole.
SEAN Sl RESE CONTO che Claudia non sarebbe riuscita a tenere quel passo ancora a lungo. Aveva le gambe molli per la stanchezza, e si vedeva che le caviglie stavano per cederle da un momento allaltro.
Bisognava assolutamente farla riposare un po, anche se non si era mai lamentata, mai una volta nelle lunghe ore di tortura da che si erano allontanati dal fiume.
Sorrise intenerito al ricordo della ragazza viziata e arrogante scesa dal Boeing allaeroporto di Harare... quanti secoli prima? Questa era una donna diversa, dura, decisa, sprezzante di ogni pericolo. Sean sapeva che non si sarebbe mai arresa. Le batt sulla spalla.
Rallenta, pastorella, ci fermiamo un po.
La donna smise di correre, e lui le cinse le spalle per sorreggerla. Lo
sai che sei davvero fenomenale? La fece sedere appoggiata al tronco di un albero.
Dammi Minnie. E ora di farle prendere il chinino. La voce di Claudia era rauca per la stanchezza. Sean tir fuori la bimba dalla coperta che portava in spalla e la pass a Claudia.
Alfonso aveva rizzato lantenna della radio. Accucciati accanto a lui, Topolino e Miriam lo guardarono affascinati mentre sintonizzava lapparecchio sulle frequenze della Renamo. Finalmente rimbomb fortissima ed eccitata una voce che parlava in shangane.
Ci siamo, ormai siamo vicini, vicinissimi diceva, e la risposta arriv immediatamente.
205
Continuate a correre cos. Non lasciateveli scappare. Richiamatemi
quando li raggiungete. La voce era inconfondibile.
La comunicazione fu interrotta e Sean e Alfonso si scambiarono uno sguardo preoccupato.
Sono vicinissimi ormai disse lo shangane. Non riusciremo pi a
staccarli.
Da solo potresti anche cavartela osserv Sean.
Alfonso esit, guardando Miriam che gli stava a fianco. La ragazza
shangane lo fissava con espressione aperta e fiduciosa, e Alfonso tossicchi grattandosi la testa imbarazzato.
Resto mormor.
Sean fece una risatina e disse in inglese: Benvenuto nel club dei
cuori trafitti. La streghetta non ci ha messo molto a incantarti Alfonso si accigli, e Sean torn a parlare in shangane: Metti via la radio. Se restiamo tutti insieme, ci conviene trovare un buon posto per aspettare i tuoi fratelli .
Sean si volt verso Matatu, che si alz subito in piedi.
Quello che parlava alla radio era Cina gli disse. I suoi uomini si
vantano dicendo che ci prenderanno tra poco. Vedi un po quanto sono
vicini in realt. Intanto noi andiamo a cercare il posto adatto per attenderli al varco.
Conged lomino con una pacca affettuosa sulla spalla, e rimase a
guardarlo mentre spariva fra gli alberi. Poi, cercando di soffocare la
propria inquietudine, torn da Claudia. Come sta la nostra malatina? le chiese con studiata leggerezza. Mi sembra gi abbastanza
cinguettante.
Il chinino fenomenale. Come a confermare la diagnosi, Minnie
Sj miSe il pollice m bocca e guard Sean con un timido sorriso. Claudia
rise. Nessuna femmina immune al tuo fascino fatale.
E solo una smorfiosa come tutte le altre replic sogghignando
Sean e accarezz la testa lanosa della bambina. Bene, dolcezza, il tuo
cavallino pronto a ripartire.
Minnie gli tese fiduciosa le braccine e Sean se la caric in groppa
Claudia si alz tutta dolorante e per un attimo si aggrapp a lui. Sai
una cosa? Sei una persona molto pi buona di quello che vuoi far
credere.
Ti ho imbrogliata, eh?
Mi piacerebbe vederti con un bambino tuo gli sussurr.
Adesso s che mi fai spaventare sul serio. Andiamo via prima che ti
vengano altre idee del genere.
Ma non pot fare a meno di pensarci, correndo per la foresta. Avere un figlio da Claudia... Ed ecco che, come a sottolineare lidea, una manina proveniente da dietro gli sfior la barba, leggera come una farfalla. Minnie gli restituiva la carezza di poco prima. Per un attimo gli venne il magone: riusciva appena a respirare. Le prese la manina, e fu sommerso da unondata di tremenda nostalgia. Mai avrebbe avuto un figlio, ora lo riconobbe, e nemmeno una figlia. Era la fine. Gli inseguitori incalzavano, ormai vicinissimi. Potevano sperare solo di trovare un posto adatto allultima, inutile resistenza. Altro futuro non cera.
Era cos preso dalla malinconia che sbuc allo scoperto senza accorgersene. Claudia si ferm di colpo davanti a lui e insieme si guardarono intorno, incerti e perplessi.
La foresta era stata tagliata. Fin dove arrivava lo sguardo non vi erano pi alberi pregiati, ma solo una landa desolata, come dopo il passaggio di un terribile uragano, disseminata di ceppi sanguinanti di resina rossa. La terra era rotta e sconvolta dove erano crollati i pesantissimi tronchi. Grossi cumuli di segatura restavano dove i rami erano stati segati e tagliati a misura. Miriam si ferm vicino a Sean. E qui che la mia gente stata costretta a lavorare disse sottovoce.
Proprio in quel momento comparve Matatu. Bastava vederlo correre per capire il suo terrore. Lo spettro della morte gli distorceva i lineamenti del viso.
Sono vicinissimi, buana. Li guidano due bravi battitori, non riusciremo a ingannarli.
Quanti uomini sono? domand Sean, cercando con uno sforzo di scuotersi di dosso la depressione.
Tanti come gli steli derba nella pianura di Serengeti rispose
Matatu. Corrono come lupi affamati.
Sean si riscosse e si guard intorno. La radura in cui si trovavano era favorevole ai difensori, perch non offriva agli attaccanti alcun riparo, salvo i ceppi sparsi alti fino al ginocchio. Il terreno scoperto si estendeva per duecento metri fino a un punto dove erano accatastati rami e foglie ormai secche, che formavano una specie di barricata naturale.
Ci asserragliamo qui decise in fretta Sean, segnalando ad Alfonso di raggiungerlo. Attraversarono di corsa il terreno scoperto, chini, con le due ragazze in mezzo. Miriam tirava il fratellino per il braccio e Alfonso cercava di proteggerli. Non aveva bisogno di ordini: aveva locchio del soldato per giudicare il terreno, e corse subito verso una catasta di rami che formava una specie di fortino, da cui si dominava la radura nella maniera migliore per sparare ai nemici.
206 207
LULTIMA PREDA
Si sistemarono rapidamente sulla barricata consolidandola con qualche altro grosso ramo, poi controllarono armi e munizioni.
Claudia e Miriam portarono i bambini un po pi indietro, dove una piccola trincea naturale e due ceppi particolarmente grossi formavano un riparo. Completati i suoi preparativi, Sean li raggiunse in fretta e si accucci vicino a Claudia.
Appena comincia la sparatoria, prendi Miriam e i bambini e scappa le disse. Va sempre a sud. Ma si accorse che lei scuoteva la testa, stringendo i denti con ostinazione.
Sono stanca di scappare gli disse. Rester con te. Gli pos la
mano sul braccio. Non discutere. Sarebbe una perdita di tempo.
Aveva ragione, ovviamente. Cercare di proseguire la fuga da sola era insensato, con due bambini da portare e cinquanta guerriglieri alle calcagna. Sean annu.
Va bene cedette. Prese la pistola Tokarev che aveva alla cintura
mise il colpo in canna e inser diligentemente la sicura. Prendila tu.
A che cosa servirebbe? domand Claudia, guardando larma con disgusto.
Non capisci?
A fare come Job?
Sean annu. Meglio che cadere nelle mani di Cina.
Lei scosse la testa. Non ci riuscirei gli sussurr. Se non ci sar
altro da fare, pensaci tu per me.
Ci prover, ma credo che non ne avr il coraggio. Tieni, prendila lo stesso. Con riluttanza, Claudia afferr infine la pistola e se la mise alla cintola.
Adesso dammi un bacio gli disse.
Il fischio di Matatu interruppe labbraccio. Ti amo le sussurr
Sean allorecchio.
Ti amer. .. rispose lei, per tutta leternit.
La lasci e torn strisciando alla postazione. Si nascose dietro la
catasta di legname accanto a Matatu e si mise a spiare attraverso un pertugio fra due rami il limitare della foresta. Per parecchi minuti non scorse niente, poi fra i tronchi intravide un movimento molto rapido. Una sagoma umana sfrecci fuori dal folto gettandosi subito dietro un ceppo. Mezzo secondo dopo un altro uomo sbuc dagli alberi cento metri a sinistra e schizz avanti, mentre a destra scattava un terzo guerrigliero della Renamo.
Tre soli mormor Sean.
Non intendevano evidentemente esporre altri uomini. I tre avanza208
vano a scatti, mai insieme, abilmente sparpagliati e cauti come vecchi leopardi esperti delle insidie dellesca. Da dietro un ceppo luomo al centro sporse la mano segnalando agli altri dove andare: dunque era il capo, quello da liquidare per primo.
Che si avvicini ancora un pochino pens Sean. Il Kalashnikov non un fucile di precisione, e non cera da fidarsene troppo oltre i cento metri, sicch attese, ordinando telepaticamente al nemico pi pericoloso di avvicinarsi ancora e tenendolo sotto mira.
Il guerrigliero della Renamo salt su e si mise a correre avanti. Sean vide che era giovane, sui venticinque anni, con due bandoliere di munizioni a tracolla e una intricatissima chioma intrecciata di nastri mimetici. Aveva lineamenti da arabo e carnagione ambrata: un bel ragazzo, solo un po strabico dallocchio sinistro, ci che gli conferiva unespresslone sormona.
Abbastanza vicino per notare che era strabico, dunque abbastanza vicino per sparargli si disse Sean. Trasse un gran respiro, appoggi lindice al grilletto e fece fuoco. Il guerrigliero cadde tra i cespugli bassi scomparendo alla vista.
Subito dal limitare degli alberi partirono nutrite raffiche di mitra, ma era chiaro, dalla loro inefficacia, che nessuno aveva individuato la posizione di Sean. Ben presto cessarono il fuoco. La Renamo risparmiava munizioni: segno della disciplina e dellesperienza dei combattenti.
Questi ragazzi conoscono il loro mestiere. Cercheranno sicuramente di aggirarci ipotizz Sean. Ma da che parte? Destra o sinistra? Gli rispose un impercettibile movimento tra gli alberi. Una squadra era partita, verso destra.
Sean strisci indietro fino a raggiungere il riparo dei cespugli bassi. Poi si alz e corse curvo verso destra. Dopo quattrocento metri ricominci a strisciare, prendendo unaltra posizione di fronte alla linea degli alberi. Si raggomitol dietro un ceppo e cerc di padroneggiare il respiro, guardando il limite della radura e regolando larma sul fuoco automatico.
Aveva previsto quasi esattamente la mossa del nemico. I soldati incaricati di aggirarli uscirono dalla foresta cento metri pi avanti rispetto a dove si era ritirato lui. Erano otto, e sbucarono tutti insieme, cercando di raggiungere di corsa il riparo della catasta di rami. Sean li lasci arrjvare a met strada. Li prese dinfilata mentre gli passavano davanti, uno dopo laltro.
Il caposquadra cadde come chi inciampa in un cavo teso, e i due
subito dietro incapparono nella stessa raffica. Uno fu colpito alla spalla,
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LULTIMA PREDA
laltro alla tempia e rest secco, mentre il cappello da baseball svolazzava in aria come un piccione ferito.
Tre centri pieni. Sean cambi caricatore, compiaciuto del risultato.
Se ne era aspettato uno, due come massimo.
Gli altri nel frattempo avevano fatto dietrofront e scappavano verso la foresta: attacco interrotto. Sean spar unaltra breve raffica e gli sembr di vedere uno dei fuggitivi ingobbirsi ricevendo il proiettile, ma non cadde e poco dopo spar.
Quasi subito altre raffiche esplosero al centro, e Sean torn di corsa ad aiutare Alfonso. Dalla foresta gli sparavano addosso. I proiettili gli sfrecciavano sibilando vicino alla testa, frustate che gli riversavano fiotti di adrenalina in circolo. Abbass il capo e continu a correre. Si divertiva: era come fare il surf sullonda del suo stesso terrore.
Intanto al centro infuriava la sparatoria. La Renamo stava cercando di prendere la barricata con un assalto frontale e la squadra offensiva aveva gi superato la met della radura quando Sean arriv a dare man forte ad Alfonso. Giunti ormai a pochi passi dalla catasta di legna i guerriglieri decisero di sospendere lassalto e si ritirarono correndo a zigzag e cercando di ripararsi dietro i ceppi, mentre i proiettili tempestavano il terreno sotto i loro piedi alzando nubi di polvere.
Due! grid Alfonso a Sean. Ne ho stesi due. Ma gi Matatu tirava Sean per il braccio indicandogli il fianco sinistro. Sean fece appena in tempo a vedere unaltra squadra tuffarsi al riparo dietro i soliti ceppi. Lattacco frontale e quello da destra erano stati solo diversivi: adesso venivano in massa e nel giro di pochi istanti sarebbero stati circondati senza speranza.
Alfonso! grid Sean. Tu resta qui. Io vado dalle donne per
tenerli a bada sul retro.
Tanto adesso non attaccheranno pi gli rispose in tono noncurante Alfonso. Ormai siamo circondati, aspetteranno lhensci. Poi
tutto finir in un attimo.
Alfonso aveva ragione. Contro lo Hind non avevano nessuna possibilit di difesa. I trucchi di repertorio erano esauriti.
Sean strisci cautamente fino alla buca dove erano nascoste le donne. Claudia aveva Minnie in braccio; alz gli occhi speranzosa quando lo vide comparire.
Siamo completamente circondati le disse secco Sean. Poi alz gli occhi al cielo, dove da un momento allaltro poteva risuonare il rombo sibilante dello Hind.
Claudia gli lesse nel pensiero e gli prese la mano. Stesi a terra sotto il torrido sole africano, rimasero in attesa, abbracciati. Non cera pi niente da dire, pi niente da fare. Impossibile difendersi. Restava solo da attendere che linevitabile si compisse.
Matatu tocc la gamba di Sean, che alz leggermente la testa e sent un rumore: appena pi forte dello stormire della brezza pomeridiana tra gli alberi.
Claudia gli strinse fortissimo la mano, conficcandogli le unghie nel palmo. Anche lei aveva sentito. Baciami gli sussurr. Per lultima volta. Sean pos il mitra, si gir e la prese tra le braccia.
Se devo morire sussurr Claudia, sono contenta che sia cos. E Sean sent che gli metteva in mano la pistola Tokarev.
Addio, tesoro mio gli disse. Sean sapeva di doverlo fare, ma non sapeva come avrebbe trovato il coraggio.
Lurlo dello Hind stava diventando pi acuto e assordante. Tolse la sicura della pistola e lalz piano piano. Claudia aveva chiuso gli occhi e voltato la testa dallaltra parte. Un ricciolo madido di sudore le pendeva davanti allorecchio: sotto pulsava larteria temporale, sollevando ritmicamente la pelle bianca che il ricciolo aveva riparato dal sole. Sean punt la canna della Tokarev alla tempia di lei.
Sullorlo della buca scoppi una granata. Istintivamente Sean ripar Claudia col suo corpo. Per un attimo pens che lelicottero avesse aperto il fuoco, ma era impossibile, perch non si vedeva ancora.
Unaltra serie di scoppi crepit in rapida successione, e Sean abbass la pistola e lasci Claudia. Si affacci alla buca e vide che le posizioni della Renamo erano slate investite da un massiccio bombardamento. Le raffiche delle armi sommergevano anche il rumore assordante dello Hind ormai vicino.
Di colpo si trovavano nel bel mezzo di una battaglia, e Sean vide una miriade di sagome correre qua e l tra i ceppi degli alberi tagliati, sparando raffiche di mitra.
E il Frelimo! esult eccitato Matatu, tirando per il braccio Sean.
Solo allora Sean cap. La scaramuccia con gli inseguitori aveva messo
in allerta un grosso contingente del Frelimo schierato nelle vicinanze. Dunque adesso i guerriglieri della Renamo si ritrovavano attaccati dalle forze del Frelimo, di gran lunga preponderanti.
Poi vide arrivare di corsa da sinistra una fitta linea di rastrellamento del Frelimo. Le loro tute mimetiche erano a larghe chiazze verdi e brune, ben diverse da quelle tigrate della Renamo. In pochi secondi sarebbero arrivati alla buca. La salvezza era unillusione: lunica differenza era che adesso ci avrebbe pensato il Frelimo a farli fuori.
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LULTIMA PREDA
Proprio mentre stava mirando alla pancia del pi vicino soldato, il bersaglio, travolto dal fuoco battente dello Hind, gli fu nascosto da una fontana di terriccio, che ricadde addosso a loro celandoli provvidenzialmente allelicottero nei secondi cruciali del sorvolo.
Adesso il caos era totale: le truppe nemiche si mischiavano nella foresta, razzi e colpi di mortaio facevano strage alla cieca, mentre lelicottero librato sul campo di battaglia lo cannoneggiava senza tregua sparando razzi che accrescevano la confusione.
Sean diede una pacca sulla spalla a Matatu. Va a chiamare Alfonso gli disse. Cerchiamo di tagliare la corda prima che ci veda lo Hind. Sean sinterruppe e annus laria, poi si alz in ginocchio per guardare fuori della buca.
Laria era grigia di fumo. Tra le raffiche e il rombo dellelicottero Sean ud le fiamme crepitare nel sottobosco.
C un incendio! E abbiamo il vento addosso!
Un razzo aveva dato fuoco alle cataste di rami secchi, levando un
gran fumo che gi li investiva, facendoli lacrimare e tossire.
Non abbiamo scelta, qui si scappa o si arrostisce. Sean si mise in spalla Minnie, che gli si aggrapp al collo come una moschina nera. Poi tir su Claudia. Intanto Alfonso aveva caricato Topolino in spalla, seduto sullo zaino che conteneva la radio: al suo fianco, Miriam si aggrappava al braccio che reggeva il mitra.
Il fumo li avvolse, denso come olio, e si misero a correre disperatamente, cercando di tenersi raggruppati per non perdersi di vista. Facevano.fatica a respirare e non vedevano pi il cielo, risultando altrettanto
invisibili ai combattenti e allo Hind che volteggiava sopra di loro, mentre il fuoco divampante li incalzava guadagnando terreno ogni secondo
Claudia inciamp e cadde in ginocchio, boccheggiante, ma Sean la tir su e la trascin via. Non avevano speranze di poter avanzare molto oltre: lincendio, incitato dal vento, divorava gli sterpi. Faville incandescenti volavano dappertutto, e la bambina in spalla a Sean strillava a pi non posso schiaffeggiandosi come se fosse assalita dalle vespe. Perse lequilibrio e sarebbe senzaltro caduta se Sean non lavesse presa al volo, stringendola sottobraccio.
E finalmente uscirono dalla zona cosparsa dalle cataste di rami. Davanti a loro si stendeva unaltra radura pulita, rotta solo dagli spuntoni degli alberi abbattuti, che facevano pensare a cippi di un cimitero emergenti dalla nebbia. I piedi di mille boscaioli avevano fatto piazza pulita del sottobosco. Gi! grid Sean spingendo a terra Claudia e mettendole Minnie tra le braccia.
La bambina si contorceva selvaggiamente per le scottature. Tienila stretta! grid Sean togliendosi la camicia. Mettiti gi con la faccia a terra! ordin, e Claudia si gir ubbidiente, facendo scudo col suo corpo a Minnie. Sean le copr con la sua camicia per proteggerle in qualche modo da fumo, scintille e polvere. Poi apr la borraccia e bagn lindumento, i capelli e i vestiti delle due.
Minnie era agitatissima e strillava, mentre Claudia la riparava come poteva. Sean si inginocchi di fianco a loro e rapidamente le copr di terriccio finch non sembrarono due mummie. Alfonso lo imit coprendo di terra anche Miriam e il fratellino.
Le faville volavano nel fumo accecante e piovevano sulla pelle nuda di Sean. Facevano male come le punture velenose dei formiconi africani. Sean sent la barba cominciare a strinarsi e i globi oculari seccarsi dei loro umori. Svuot lo zaino e ci infil dentro la testa, si vers sul torso il contenuto della seconda borraccia poi, sdraiatosi supino, si copr a sua volta di terriccio e rest immobile. Rasoterra laria era pi respirabile, abbastanza ossigenata da impedire loro di svenire, ma le soffocanti vampate di calore li stordivano. Sean fiut odore di tela bruciata: il sottile strato di terriccio che lo ricopriva scottava come un vaso di argilla appena uscito dalla fornace. Sentiva le fiamme divampare con un crescendo infernale, mentre la ramaglia secca crepitava come fucileria. Il fuoco, sospinto dal vento che esso stesso generava, si espandeva rapidamente. Limmane torrente infuocato li raggiunse e li super.
Pian piano il calore diminu, e il fumo nellaria si dirad. Dapprima Sean non os liberarsi dallo strato protettivo di terra; solo dopo qualche minuto si rizz infine a sedere e si tolse lo zaino di tela dalla testa. La pelle gli bruciava terribilmente, come se vi avessero versato sopra dellacido. I segni rossi lasciati dalle faville incandescenti ben presto sarebbero diventati vesciche.
Strisci fino al monticello di terra sotto cui erano sepolte le donne e i bambini e le aiut a rialzarsi. La camicia aveva riparato bocca e nari dal turbine di cenere e fumo, e vide che se lerano cavata meglio di lui e Alfonso. Il fuoco era passato oltre, ma laria era ancora piena di fumo.
Bisogna scappare prima che si diradi il fumo gracchi con la gola secca Gli sembrava di avere inghiottito un pugno di schegge di vetro. Sulle guance bruciacchiate gli scorrevano le lacrime.
Luno accanto allaltro, si avviarono, cercando di farsi strada nel paesaggiO annerito, simili a un manipolo di fantasmi brancolanti nel fumo vorticante e denso. La terra scottava come lava vulcanica, rovente anche attraverso le suole degli stivali.
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LULnMA PREDA
Due volte udirono lo Hind che incrociava sopra le loro teste, ma non riuscirono a vederlo per via della densa cortina fumosa. Di Frelimo e Renamo non cera pi traccia. I combattenti erano stati sparpagliati e dispersi dallincendio.
Questo grandissimo farabutto ha le zampe damianto borbott Sean vedendo Matatu danzare scalzo in testa, nel fumo che pian piano si diradava. In spalla a Sean, Minnie piagnucolava per le scottature, e alla prima sosta Sean le diede mezza aspirina e un sorso della poca acqua che rimaneva nelle borracce.
Quella sera il tramonto tinse il cielo di un rosso fiammeggiante. Nel buio giacquero abbracciati, troppo esausti per fare la guardia. Indeboliti dal fumo che avevano inalato, erano scossi da tremendi accessi di tosse convulsa.
Alla mattina si alz un po di vento, ma il fumo continuava a gravare sulla terra bruciata come nebbia, riducendo la visibilit a poche decine di metri.
Sean e Claudia medicarono prima i bambini, applicando su vesciche e scottature la pomata giallastra allo iodio. Mentre Topolino sopport la cura con lo stoicismo di un guerriero shangane, la bambina pianse per il bruciore.
Poi le due donne si dedicarono agli uomini. Le bruciature sul petto e sulla schiena di Sean erano tutte superficiali, ma Claudia le tratt con tutta la delicatezza che poteva.
Nessuno dei due accenn al momento in cui lui le aveva puntato la Tokarev alla tempia. Forse non ne avrebbero parlato mai pi, ma certo nessuno dei due lavrebbe dimenticato: per Sean era stato il pi atroce momento della sua vita, anche peggiore della morte di Job; per Claudia, la prova della sua devozione. Sapeva che avrebbe trovato la forza di farlo, anche se gli fosse costato pi della sua stessa vita. Non aveva pi bisogno di prove del suo amore.
I bambini erano assetatissimi. Lincendio e il fumo li avevano disidratati. Sean diede a loro la razione maggiore dacqua, poi pass la borraccia alle donne, riservando non pi di un assaggio per Alfonso e per s.
Matatu disse infine con voce ancora molto rauca, se non ci trovi
lacqua prima di sera, saremo tutti morti come se lhensci ci avesse
mitragliati.
Proseguirono zoppicando per la foresta nera e fumante, e nel tardo
pomeriggio Matatu li condusse a una specie di cratere di argilla circondato di ceppi bruciacchiati. Nel centro del cratere, nero di cenere e
disseminato dei corpi carbonizzati di vari animali - serpenti, topi e altri
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roditori che vi si erano rifugiati per difendersi dal fuoco - cera una pozzanghera dacqua fangosa.
Sean la filtr con la camicia e poi la bevvero come fosse nettare, con mugolii di piacere, ristorando le gole arse e doloranti per il fumo ingoiato. Quando ebbero bevuto fino a riempirsi la pancia, si versarono lacqua in testa e si bagnarono tutti i vestiti, inebriati da quella sensazione di frescura.
Quasi due chilometri oltre la pozza raggiunsero il punto dove il vento era cambiato e aveva fermato lincendio. Quella notte si accamparono tra cataste di rami secchi: lopera delluomo non era stata meno devastante di quella della natura.
Per la prima volta dopo lincendio Alfonso rizz lantenna della radio e tutti si strinsero intorno allapparecchio per ascoltare i consueti minacciosi messaggi del generale Cina. Quando riconobbero la sua voce, si irrigidirono istintivamente: parlava in shangane e sullo sfondo si sentiva il rumore dellelicottero in volo.
Alfonso scosse la testa. Sembra che stia schierando le truppe su
nuove posizioni. Non moller.
Adesso siamo in territorio controllato dal Frelimo. Credi che ci inseguir anche qui? disse Sean.
Alfonso fece spallucce. Col falcone non ha da preoccuparsi troppo
del Frelimo. Credo che ci seguir dappertutto.
Restarono in ascolto altri dieci minuti, finch non fu completamente buio, ma non intercettarono altre comunicazioni. Alfonso stava per spegnere la radio, ma dimpulso Sean lo trattenne e si mise invece a cambiare frequenza. Quasi subito intercett trasmissioni militari sudafricane. Adesso si udivano molto forti e chiare, perch il Limpopo non era pi tanto distante. Per Sean sentir parlare in afrikaans fu una consolazione e come una promessa di salvezza.
Dopo qualche minuto sospir e spense la radio. Bisogna fare la
guardia disse ad Alfonso. Fa tu il primo turno.
POICH LA MINACCIA di una ricognizione aerea era ormai piuttosto
ridotta, Sean decise di riprendere a viaggiare di giorno: ogni chilometro
che facevano diretti a sud trovavano tracce sempre pi numerose e pi
fresche dellattivit dei boscaiolh
Il terzo giorno di marcia dopo lincendio Matatu li costrinse a un
lungo giro. Gli alberi erano stati appena tagliati e le fronde accatastate
erano ancora verdi. Matatu li sollecit con un gesto a far silenzio e
mentre avanzavano udirono, non troppo lontano, lurlo delle seghe a
LULTIMA PREDA
motore, e il triste canto di lavoro dei boscaioli. Dopo aver lasciato gli altri a mangiare e riposare ben nascosti sotto una catasta di fronde appena tagliate, Sean e Matatu strisciarono fino alle soglie di una radura naturale e col binocolo Sean pot vedere le squadre di forzati del Frelimo al lavoro. Centinaia di uomini e donne africane, alcuni giovanissimi, sgobbavano sotto la sorveglianza di soldati del Frelimo in tuta mimetica.
Tutti i militari erano armati di mitra e di sjambok, un lungo nerbo africano in pelle dippopotamo, che menavano sulle gambe e sulle schiene nude dei forzati. Lo schiocco dei colpi e le grida di dolore arrivavano fino a Sean e Matatu, che si trovavano a quasi mezzo chilometro di distanza.
Era troppo anche per un soldato ben munito di pelo sullo stomaco.
Sean tocc la spalla di Matatu e strisciarono via, tornando dagli altri.
Quel pomeriggio passarono vicino allaccampamento, che a quellora era semideserto. Tutti i lavoratori abili erano nel bosco e solo malati e moribondi erano stati lasciati al riparo sotto un tetto di frasche. Sean mand Matatu a rubacchiare qualcosa. Elusi i cuochi, la guida torn con un sacchetto di farina gialla in spalla.
Quella sera mangiarono polenta, tendendo nel frattempo lorecchio alla radio per ascoltare il generale Cina.
Ancora una volta, Sean si sintonizz sulle frequenze militari sudafricane e rimase in ascolto finch non identific il quartier generale sudafricano alla frontiera, il cui nome convenzionale era Cud.
Sean aspett pazientemente un intervallo nel traffico delle comunicazioni militari, poi impugn il microfono e parl in afrikaans: Cud parla Mossie. Chiamata demergenza. Qui Mossie, chiamata demergenza. Rispondete .
Il messaggio era una richiesta di precedenza assoluta, un segnale convenzionale che risaliva ai tempi della guerriglia in Rhodesia. In afrikaans mossie un tipo di falco, ed era il nome in codice di Sean.
Segu un lungo silenzio interrotto soltanto dalle scariche elettrostatiche crepitanti nella stratosfera, e Sean pens che nessuno avesse intercettato il suo messaggio. Riprese in mano il microfono e proprio in quel momento la radio cominci a trasmettere.
Qui Cud disse una voce diffidente. Ridimmi un po chi sei.
Cud, sono Mossie, ripeto Mossie. Chiedo di essere messo in contatto col generale De La Rey.
Lothar De La Rey era un cugino di Sean. Negli anni Settanta avevano lavorato insieme nei servizi segreti del Sudafrica. Poi De La Rey aveva fatto una bella carriera in politica. Cud non poteva correre il rischio di negare a un papavero del genere comunicazioni importanti.
Era chiaro che Cud stava pensando proprio quello, ma ci mise un bel po a decidersi. Alla fine rispose: Resta in ascolto Mossie. Cerchiamo De La Rey .
Quasi unora dopo, in piena notte, Cud richiam.
Mossie, qui Cud. De La Rey irraggiungibile.
Cud, questione di vita o di morte. Chiamer su questa frequenza
ogni sei ore finch non riuscite a collegarvi con De La Rey.
Dood reg, Mossie. Ci proviamo. A risentirci tra sei ore. Totsiens.
IL GENERATORE portatile rombava rumorosamente. Era mattina, e gli alberi intorno alla base temporanea del generale Cina erano scheletri grigi contro il grigio pi chiaro dellalba. Le lampadine erano ancora accese davanti allelicottero e la radio sul tavolaccio gracchiava pressanti messaggi.
Contatto! Generale Cina, li abbiamo trovati! Era il capo di una pattuglia appostata sulle colline nei pressi del Limpopo.
Ancora mezzo addormentato, Cina and alla radio e prese il microfono. Qui Banano, ditemi esattamente la vostra posizione grid e, riconoscendo la sua voce, il lontano capopattuglia sembr scattare sullattenti.
I fuggiaschi erano incappati nel blocco proprio nel punto previsto da Cina. Cera stata una breve sparatoria e poi la banda si era rifugiata in cima a un piccolo kopje quasi in vista del fiume Limpopo.
Ho gi fatto venire i mortai esultava il capopattuglia. Li faremo
a pezzi in cima a quella collina!
Negativo disse molto chiaramente Cina. Ripeto, negativo. Non
aprite il fuoco coi mortai. Non attaccate, li voglio prendere vivi. Circondate la collina e aspettate il mio arrivo.
Tippu Tip aveva cercato invano di convincerlo che Sean Courteney doveva essere perito nellincendio della foresta, ma il generale Cina aveva ragione di dubitarne. Appena placatasi la furia delle fiamme, aveva scaricato dallelicottero le sue guide sguinzagliandole nella zona, e ben presto avevano trovato il posto dove luomo bianco si era seppellito coi suoi per scampare allincendio. La forma dei corpi era ancora stampata nella terra molle: e di l partivano tracce che andavano a sud, ancora e sempre a sud.
Cina aveva capito subito che era ridicolo cercare un gruppetto di
fuggitivi vicino ai campi di lavoro del Frelimo. Ogni traccia di Sean e
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LULTIMA PREDA
compagni era stata certamente confusa e cancellata dal passaggio dei numerosissimi gruppi di lavoratori coatti, ma il disboscamento operato dal Frelimo non era ancora arrivato tanto a sud da interessare le colline digradanti verso il bacino del Limpopo. Tra le colline e il fiume, la foresta si diradava e diventava un veld aperto, con radi alberi di mopani. Era una striscia di una cinquantina di chilometri, un buon terreno per rintracciare i fuggiaschi.
Il generale Cina aveva deciso di effettuare il blocco finale l. Per tutta la giornata aveva trasferito nella zona le truppe fresche fornitegli dal generale Tippu Tip. La cabina posteriore dellelicottero poteva trasportare quattordici uomini in assetto di guerra, e aveva fatto undici viaggi. Cosl adesso cerano quasl centocinquanta uomini schierati a tagliare la strada del Limpopo a Sean Courteney.
Lastuzia del bianco e la sua fortuna sfacciata non potevano che rinfocolare lodio e la brama di vendetta del generale Cina. Per tutte le lunghe ore impiegate nel trasferimento delle truppe dassalto, Cina si era nutrito di fantasie di vendetta, immaginando le torture pi stravaganti per il momento in cui avrebbe avuto in suo potere Sean Courteney e la donna.
Il generale guard lelicottero. Il meccanico portoghese si stava occupando del rifornimento. Cina grid al meccanico di avvicinarsi e quello si affrett a raggiungerlo.
Dobbiamo decollare immediatamente ordin. Quanta benzina
c dentro adesso?
I serbatoi di riserva sono pieni, quello principale a tre quarti.
Basta allora, vai a chiamare il pilota, digli che si parte subito.
Devo ancora rimontare il soppressore infrarosso degli scarichi del
motore protest il meccanico.
Quanto ci vuole?
Non pi di mezzora.
Troppo! grid Cina, agitato. Il pilota stava arrivando dalla sua tenda, ancora mezzo addormentato. Stava infilandosi il giubbotto di volo, e aveva i paraorecchi dellelmetto slacciati.
Forza! gli grid Cina. Sbrigati ad accendere il motore! E il soppressore della turbina? insistette il meccanico.
Cina lo spinse da parte. Non posso aspettare. Scordati il soppressore, partiamo subito. Metti in moto.
Con le falde del soprabito militare svolazzanti intorno alle gambe il generale Cina corse allelicottero, sal a bordo e si sistem nella cabina del cannoniere.
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SEAN COURTENEY era sdraiato a terra fra due rocce, subito sotto la cresta del kopje, e guardava la rada foresta di mopani. Lontano, a sud, si vedeva appena una striscia di verde pi scuro che indicava la posizione del fiume Limpopo.
Era cos vicino si rammaric. Ce lavevamo quasi fatta.
Che fossero sopravvissuti fin l era gi un miracolo. Trecento chilometri in una terra devastata dalla guerra civile, tra due eserciti nemici, per finire bloccati a due passi dalla salvezza. Dai piedi della collina arriv una sventagliata di mitra.
Accanto a Sean cera Matatu che continuava a darsi del cretino.
Sono un vecchio imbecille, buana. Ti conviene licenziarmi e trovarti
uno meno orbo e decrepito di me.
Sean immagin che una vedetta della Renamo li avesse avvistati mentre attraversavano una delle radure tra le colline. Non cera stato preavviso, n inseguimento, n imboscata: a un tratto si erano trovati di fronte una fila di uomini in tuta mimetica tigrata emersi da un boschetto di mopani.
Erano stanchissimi per aver marciato tutta la notte, e forse avevano perso la concentrazione: avrebbero fatto meglio a starsene tra gli alberi invece di tagliare attraverso il veld, allo scoperto... ma tanto ormai era tardi per pensarci.
Avevano avuto appena il tempo di prendere i bambini e trascinare le
donne su per quel kopje, mentre i guerriglieri della Renamo, pessimi
tiratorimitragliavano a vuoto le rocce intorno a loro. Ma forse avevano
fatto apposta a non centrarli, riflett Sean. Indovinava quali ordini
poteva aver dato ai suoi uomini il generale Cina: Prendeteli vivi!
Dov Cina, adesso? si chiese. Una cosa era sicura, non era lontano, e stava arrivando alla velocit massima dello Hind. Guard unaltra volta il fiume Limpopo e assapor lamarezza del fallimento.
Alfonso grid. Hai preparato la radio? Non che sperasse in qualche novit, era solo un modo per pensare ad altro.
Due volte, nella notte, aveva cercato invano di parlare con lesercito sudafricano. Una volta gli era parso di sentirsi chiamare da Cud, molto debolmente: le batterie della radio stavano per esaurirsi.
Se cerco di rizzar lantenna qui, quei babbuini laggi mi faranno fuori subito rispose Alfonso di tra le rocce.
Siamo in vista del fiume gli disse bruscamente Sean. Dammi qua lantenna. Si rizz su un gomito e tir il rotolo di cavo isolato gi dalla collina, pi lontano che poteva; poi si chin sulla radio. Quando laccese, la luce della spia si illumin appena.
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LULTIMA PREDA
Cud, parla Mossie. Cud, mi senti? Cud, parla Mossie! ripet lanciando nelletere il suo disperato richiamo.
Le due donne lo fissavano, trepidanti.
Cud, parla Mossie. Commut sulla ricezione e incredibilmente
debolissima, quasi impercettibile, una voce gli rispose: Mossie, parla Oubaas. Ti sento appena appena .
Oubaas. Oh, Dio sospir. Oubaas!
Oubaas, il nonno, era il nome convenzionale del generale Lothar
De La Rey.
Oubaas, qua siamo nella merda, chiedo un recupero di emergenza.
Siamo in sette, cinque adulti e due bambini. La nostra posizione .
Lesse le coordinate stimate sulla carta topografica. Teniamo un piccolo kopje circa venti chilometri a nord del fiume Limpopo. Mi senti,
Oubaas?
Ti sento, Mossie. La voce cal, poi torn. Come si chiamava
tua nonna da ragazza?
Dannazione! berci Sean, irritatissimo. Lothar si metteva a controllare la sua identit in un frangente simile! Si chiamava Centaine de
Thiry ed anche tua nonna brutto bastardo di un Lotharl
Okay, Mossie, mando subito un Puma a portarti via di l. Ce la fai a
resistere ancora unoretta?
Arrivano! Sean alz gli occhi dalla radio e sorrise a Claudia. Poi il sorriso gli mor sulle labbra e si gir lentamente verso settentrione. Si udiva un suono nuovo nellalba, ancora flebile e lontano, ma tutti lo riconobbero. Era il suono della morte.
VIDERO LO HIND sbucare da nord, basso sulla foresta, gran mostro gobbo a macchie mimetiche: i primi raggi del sole nascente si riflettevano sulle calotte che sembravano grandi occhi rossi e splendenti.
Dalla foresta di mopani ai piedi del kopje si alz un razzo di segnalazione, descrivendo una pigra parabola rossa. Lo Hind la vide, e punt dritto verso la cima della collina.
Claudia era a fianco di Sean: labbracci forte.
E troppo crudele sussurr lei. Tir fuori dalla cintola la pistola
Tokarev e cerc di mettergliela in mano.
No! si ribell lui. Non posso impormelo ancora una volta! Questa sar pi rapida e sicura. Sean le mostr la bomba a mano che aveva nella destra.
Claudia la guard con orrore. Pareva un frutto velenoso e maligno.
Rabbrivid e distolse lo sguardo.
Sean alz di nuovo lo sguardo verso lo Hind. Era molto vicino. Era quasi ora. Non lavrebbe avvertita. Lavrebbe soltanto baciata per lultima volta e. . .
Allimprovviso Sean strizz gli occhi. La sagoma dello Hind era un po diversa. Nellaccorgersi di ci che era cambiato Sean sent un fremito di eccitazione nuova.
C ancora una possibilit le sussurr. Una possibilit minima, ma cercheremo di sfruttarla. Vieni qua, Minnie! grid in shangane, e la bambinetta venne di corsa fino a loro.
Tienila ferma sussurr Sean a Claudia, e alz la gonnellina lacera della bimba. Sotto portava delle mutandine blu.
Sean scost un po lelastico e ci infil qualcosa di rotondo e nero.
Tienimela tu per un po, piccola sussurr alla bambina in shangane.
E un segreto. Non tirarla fuori, tienila nascosta l. Me lo fai questo
favore, fiorellino?
Minnie lo guard con gli occhi scuri adoranti e annu solennemente, ricambiata da un abbraccio di Sean.
Il rumore dei turbo dello Hind era quasi insopportabile via via che si avvicinava. Quando fu a duecento metri di distanza, Alfonso apr il fuoco col Kalashnikov, scaricando un intero caricatore contro la cabina. Ma quei proiettili non la scalfivano nemmeno. Lelicottero rallent e si ferm, come appeso al suo rotore lucente.
Il generale Cina era seduto al posto del cannoniere ed era talmente vicino che quando accost il microfono alla bocca poterono notare distintamente il suo ghigno trionfante.
La voce rimbomb fuori dagli altoparlanti applicati sotto le tozze
alette. Buongiorno, colonnello Courteney. Mi ha fatto correre parecchio, ma adesso la caccia finita. Dica ai suoi uomini di gettare immediatamente le armi, prego.
Obbedisci! grid Sean ad Alfonso. Fa come ti dico! insistette
di nuovo con voce dura, tagliando corto alle proteste del sergente. Ho
un piano, fidati di me.
Prima Matatu e poi Alfonso si alzarono lentamente in piedi con le mani dietro la testa.
La voce di Cina rimbomb ancora dagli altoparlanti. Toglietevi i
vestiti, tutti.
Lentamente i due si spogliarono e rimasero nudi.
E adesso le due donne.
Fatti forza, obbedisci sussurr Sean a Claudia. Forse abbiamo
ancora una possibilit.
221
Rapidamente Claudia sbotton con gesto sprezzante la camicia lacera
e se la sfil sopra la testa scarmigliata. Al sole del primo mattino il seno era bianchissimo. Poi si tolse i calzoni e li allontan con un calcio.
Benissimo, e ora il resto.
No scosse la testa lei. Non lo far. Incroci le braccia. Il suo
rifiuto era netto.
Va bene, per ora rispetteremo il suo pudore, cos poi i miei uomini si divertiranno anche di pi ridacchi Cina.
Miriam non aveva la vergogna dei bianchi per la nudit, e in breve si spogli completamente. Tenendo per mano il fratellino, and a raggiungere gli altri.
Tocca a lei, adesso, colonnello Courteney. Lultima preda sempre
la migliore.
Sean si liber con noncuranza dei vestiti sbrindellati.
Ma guarda, complimenti! lo sfott Cina. Ha un fisico notevole.
Voglio dire, per un bianco. Faccia il piacere di venire un po pi avanti,
in modo che la possa tenere docchio, colonnello. Adesso basta con gli
equivoci, le pare?
Sean prese per mano Minnie e la guid gi per la collina. Il bozzo nelle mutandine oscillava da una parte allaltra come una crinolina ottocentesca: con la mano libera la bambina si reggeva lelastico per non far cadere le braghette appesantite.
Dieci, quindici, venti passi, cont Sean, muovendo verso lo Hind fermo in aria. Adesso vedeva chiaramente gli occhi del generale Cina: quaranta metri, ancora troppi.
Cina diede un ordine e dai piedi della collina i suoi uomini si misero a correre su per la china lanciando grida di trionfo. Il pilota avvicin ancora un po lelicottero alle rocce, dando prova della sua bravura ai comandi.
Trenta, venticinque metri. Sean si stava concentrando sulle prese daria delle turbine. Erano grosse come bocche di bidoni della spazzatura, e dentro, nel buio, si intravedevano gli ingranaggi del rotore girare a velocit vertiginosa. Lo Hind si ferm in aria, proprio davanti a loro. Nella cabina il generale si gir a guardare i suoi uomini che salivano su per il pendio. Sean approfitt di questo momento di distrazione.
Si chin appena e sollev la gonna di Minnie sul sedere. Infil la mano nelle mutandine e la chiuse sopra la granata. Tirandola fuori, tolse la sicura. Sent scattare il congegno a tempo. Adesso mancavano cinque secondi. Ne cont tre, poi si mise in posizione da lanciatore di baseball, proprio mentre Cina tornava a guardarlo.
Mir allapertura di destra e tir la bomba. Part secca, tesa, e Sean cerc di dirigerla con la mente nel buchetto della presa daria.
La bomba colp la parte inferiore della presa daria e rimbalz sul bordo, come una puntata da un miliardo sospesa tra due numeri alla roulette. Poi il tremendo risucchio degli ingranaggi del rotore laspir dentro il buco.
La granata esplose contro le pale dellelica, e la potenza enorme delle turbine si squilibr. Gli ingranaggi si bloccarono, rivolgendo contro se stessi limmensa forza di rotazione.
Mentre Sean si gettava a terra spingendo gi Claudia e Minnie con le braccia, lelicottero sband di coda e la micidiale raffica di cannonate sparata dal generale schizz verso il cielo mancando il bersaglio. Lo Hind si ribalt. Fumo e schegge metalliche eruttavano dai motori.
Lelicottero urt il fianco della collina, rimbalz alto, ricadde e capriol per la discesa, andando a finire proprio addosso al drappello della Renamo che saliva. I guerriglieri schizzarono via in tutte le direzioni, ma ben pochi riuscirono a salvarsi. La fusoliera dello Hind piomb loro addosso, spazzandoli via dalla collina.
Lelicottero continu a scivolare gi per la discesa come unimmensa slitta, fino al duro impatto contro gli alberi. Il carburante avio, limpido come acqua, sgorg dai serbatoi sfondati e sprizz dappertutto, brillando nel sole.
Sean e Claudia si alzarono attoniti a contemplare la distruzione. Poi, incredibilmente, la cabina del cannoniere si apr come unenorme ostrica e il generale Cina ne strisci fuori. Il carburante dello Hind zampillava alto nel cielo, ccme un getto che annaffi gli orti, e irror Cina dalla testa ai piedi. Gli ruscell gi per la faccia e gli intrise la divisa, ma lui badava solo ad allontanarsi dalla fusoliera accartocciata, correndo a perdifiato gi per la discesa.
Non aveva fatto dieci passi che lo Hind esplose in una palla di fuoco. Le fiamme divorarono in un istante lo spazio che separava lapparecchio dal generale e accesero luniforme di Cina, imbevuta di carburante. Trasformato in torcia umana, questi continu a correre gi per la china, inseguito da lunghe lingue di fuoco aranciate. Le sue grida si udivano fin sulla cima della collina.
Cina non fece in tempo a raggiungere gli alberi. Cadde al limitare della foresta, e quella divent la sua pira. La carne che bruciava appicc fuoco allerba: nel cuore delle fiamme lo sentivano urlare ancora.
Indietro! grid Sean, e la sua voce riscosse tutti dallorrore che li aveva paralizzati. Sollev Claudia e prese in braccio Minnie.
223
Insieme tornarono di corsa verso le rocce dove si erano asserragliati
poco prima, mentre intorno a loro riprendevano a fischiare rade pallottole della Renamo. Si stesero dietro le rocce e restarono a guardare lo Hind che bruciava.
Quando il fuoco si spense, sul pendio nerastro giacevano soltanto informi sagome carbomzzate. Sembravano sacchi di spazzatura ma quando il vento cambi, il puzzo di carne bruciata arriv fino in vetta alla collina.
Il cambiamento di vento port loro anche un rumore nuovo. Sean si alz e volse lo sguardo allorizzonte, verso il verde Limpopo.
Lelicottero Puma era ancora un puntino lontano, ma si stava avvicinando in fretta: gi si sentivano distintamente i motori.
Rimettiti i calzoni, dolcezza disse Sean stringendo forte Claudia.
Pare che tra poco avremo compagnia.
Sono ormai trascorsi quasi trentanni dallesordio narrativo di Wilbur
Smith e la vena creativa e la passione
per la scrittura di questo autentico re
del bestseller - quaranta milioni di
copie vendute in tutto il mondo - non
accennano ad esaurirsi. A volte
confessa lautore, mi meraviglio di
essere pagato per fare qualcosa che
mi piace cos tanto.
Nato nel 1933 a Broken Hill, nella Rhodesia del Nord (Iattuale Zambia)
Smith cresciuto e ha studiato in Sudafrica. Laureatosi in scienze economiche e impiegatosi come funzionario delle imposte, ha intrapreso parallelamente lattivit di scrittore, unambizione coltivata fin dallinfanzia. Al 1963 risale il suo primo successo, n destino del leone, cui sono seguiti una ventina di altri romanzi, suddivisi in cicli, i cui personaggi sono legati da intricati vincoli di parentela. Accade cos che il Sean Courtenay de Lultima preda risulti essere pronipote del protagonista de n destino del leone.
La ricetta del successo di Smith sembra fondarsi su un abile dosaggio di
avventura, intrigo, amore e suspense, sapientemente mescolati sullo sfondo
degli immensi spazi dellAfrica, con i suoi grandi fiumi, gli animali selvatici,
Ie popolazioni indigene, le guerre tribali, che lautore ritrae con la fedelt di
chi conosce tutti i colori, le atmosfere, le leggende e la storia del Continente Nero.
Per Lultima preda, Smith ha attinto abbondantemente anche a memorie ed esperienze personali. Ricorda infatti lautore come suo padre fosse solito compiere ogni anno con la famiglia un lungo safari di due mesi in regioni ancora del tutto inesplorate. Oltre ai ricordi, si riflette tuttavia nel romanzo anche la preoccupazione di Smith per il precario equilibrio naturale del suo Paese - drammaticamente minacciato dallo sterminio indiscriminato della fauna e dalla distruzione delle foreste - e per il destino del popolo africano, stretto tra tumulti politici, scontri fratricidi e odii razziali.
Sposato e padre di tre figli, Smith vive attualmente a Citt del Capo con la moglie Danielle, preziosa collaboratrice nella revisione dei manoscritti.
Dello stesso autore sono gi stati pubblicati da SELEZIONE DELLA NARRATIVA MONDIALE Luccello del sole, Gli occhi dellamore, Come il mare e La spiaggia infuocata.
FINE.






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