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Philip K. Dick

OCCHIO NEL CIELO





























Traduzione di: Maurizio Nati
Prima Edizione: 1998
Titolo originale: Eye in the Sky
1957 by A.A. Wyn, Inc.
1998 by Fanucci Editore,
Via delle Fornaci 66. 00165 Roma
Published in agreement with
BAROR INTERNATIONAL, INC.
Bedford Hills, New York, U.S.A.
Grafica di copertina: Grafica Effe
Propriet letteraria e artistica riservata
Stampato in Italia - Printed in Italy

CAPITOLO PRIMO

Il deflettore di raggi protonici del bevatrone di Belmont trad i suoi inventori alle quattro del pomeriggio del 2 ottobre 1959. Ci che avvenne dopo, avvenne istantaneamente. Non pi adeguatamente deflesso, e quindi non pi sotto controllo, il fascio da sei miliardi di volt si irradi verso il soffitto della sala, riducendo in cenere al suo passaggio una piattaforma di osservazione che sovrastava il magnete a forma di ciambella.
Su quella piattaforma, in quel momento, c'erano otto persone: un gruppo di visitatori con la loro guida. Senza pi la piattaforma sotto i piedi, caddero tutti e otto sul pavimento della camera del bevatrone, dove giacquero feriti, e in stato di shock, fino a quando il campo magnetico fu disattivato e la radiazione dura in parte disattivata.
Quattro di loro dovettero essere ricoverati in ospedale; due, ustionati in modo leggero, rimasero sotto osservazione per lungo tempo; gli ultimi due vennero esaminati, curati e infine dimessi. I giornali locali di San Francisco e Oakland riportarono l'evento. Gli avvocati delle vittime diedero immediatamente il via alle azioni legali. Diversi funzionari addetti al bevatrone passarono un brutto momento, cos come il Sistema di Deflessione Wilcox-Jones e i suoi entusiastici inventori. I tecnici cominciarono a riparare i danni materiali.
L'incidente era avvenuto in pochi istanti. Alle quattro era iniziata la deflessione difettosa, e alle quattro e due minuti otto persone erano precipitate per diciotto metri attraversando il fascio protonico dalla carica incredibilmente elevata che si irradiava dalla camera circolare interna del magnete. Il giovane di colore che faceva da guida cadde per primo, e fu il primo a toccare il pavimento della camera L'ultimo a cadere fu un giovane tecnico del vicino centri di missili teleguidati. Quando il gruppetto era stato portati sulla piattaforma, lui si era separato dai compagni e si era girato verso il corridoio, frugandosi in tasca in cerca delle sigarette.
Probabilmente, se non si fosse lanciato in avanti nel tentativo di afferrare la moglie, non avrebbe fatto la fine degli altri. Quello era il suo ultimo ricordo chiaro: gettare via le sigarette, annaspare inutilmente in avanti e stringere la manica svolazzante del cappotto di Marsha...

Hamilton rimase seduto tutta la mattina nel laboratorio di ricerche missilistiche, limitandosi a fare la punta alle matite e sudando per la preoccupazione. Ma attorno a lui l'attivit non si era fermata e i suoi dipendenti continuavano a lavorare. A mezzogiorno apparve Marsha, raggiante, deliziosa, tirata a lustro come una delle anatre domestiche del Golden Gate Park. Quella piccola creatura profumata; costosa, che lui era riuscito a prendere al laccio, e della quale era pi orgoglioso che del suo giradischi ad alta fedelt o della sua collezione di bottiglie di ottimo whisky, valse a scuoterlo momentaneamente dal suo cupo letargo.
Che succede? domand Marsha, appoggiandosi appena sul bordo della scrivania di metallo grigio, intrecciando le dita guantate e dondolando nervosamente le gambe snelle. Andiamo subito a mangiare, cos possiamo arrivare in tempo. E il primo giorno che mettono in funzione il deflettore, ci tenevi tanto a vederlo. Te ne sei dimenticato? Allora, sei pronto?
Sono pronto per la camera a gas, le rispose Hamilton. secco. E quella quasi pronta per me.
Gli occhi bruni di Marsha si spalancarono, e la sua vivacit assunse un tono serio, drammatico. Ma che ti prende? Altre cose segrete di cui non puoi parlarmi? Tesoro, non mi hai detto che oggi sarebbe successo qualcosa di importante. A colazione ridevi e scherzavi come un cucciolo.
A colazione non sapevo ancora niente. Hamilton controll l'orologio e si alz in piedi, scuro in volto. Andiamo a farci una bella mangiata. Per me potrebbe essere l'ultima. Poi aggiunse. E potrebbe essere anche l'ultima visita che far.
Ma non raggiunse la rampa di uscita dei laboratori della California Maintenance, e tanto meno il ristorante in fondo alla strada, oltre la zona pattugliata degli edifici e delle installazioni. Fu bloccato da un fattorino in divisa, che gli porse un foglio di carta accuratamente ripiegato e gli disse, Signor Hamilton, per lei. Il colonnello T. E. Edwards mi ha detto di consegnarglielo.
Hamilton lo apr con le mani che gli tremavano. Be', disse alla moglie con voce sommessa, ci siamo. Vai a sederti nella saletta d'attesa. Se non sar uscito entro un'ora o poco pi, torna a casa e apriti una scatoletta di maiale con fagioli.
Ma... protest la donna, gesticolando impotente. Hai un'aria cos... cos sconvolta. Sai di che cosa si tratta?
Lui sapeva di che cosa si trattava. Si pieg in avanti e la baci di sfuggita sulle labbra rosse, umide, che tremavano. Poi segu il fattorino a passo deciso e veloce lungo il corridoio, diretto verso gli uffici del colonnello Edwards, le grandi sale per le riunioni importanti dove i pezzi grossi della societ erano soliti radunarsi solennemente.
Mentre si sedeva, fu quasi aggredito dalla solida, opaca presenza di alcuni uomini d'affari di mezza et: un misto di fumo di sigaro, deodorante e lucido da scarpe. Un brusio
continuo si levava dal lungo tavolo d'acciaio. A unestremit sedeva il vecchio T. E., sovrastato da un grosso mucchio di documenti e rapporti. Ogni funzionario aveva la sua pila protettiva di carte, la valigetta aperta, il posacenere, il bicchiere di acqua tiepida. Dalla parte opposta del colonnello Edwards, massiccio nella sua uniforme, era Charley McFeyffe, il capitano della squadra di poliziotti incaricata della sicurezza della base missilistica, sempre a caccia di agenti sovietici.
Eccola qui, mormor il colonnello T. E. Edwards, rivolgendo ad Hamilton un'occhiataccia da sopra gli occhiali. Non ci vorr molto, Jack; l'ordine del giorno prevede un unico argomento che la riguarda; non sar obbligato a seguire il resto della riunione.
Hamilton non disse niente. Rimase a sedere, tirato,e attese.
Riguarda sua moglie, esord Edwards, leccandosi il pollice grasso mentre sfogliava un rapporto. Mi risulta che da quando Sutherland ha dato le dimissioni le stato affidato l'incarico di responsabile unico dei nostri laboratori di ricerca. Esatto?
Hamilton annu. Le sue mani, appoggiate sul tavolo avevano assunto un colorito esangue. Come se fossi gi morto, pens cupamente. Come se fosse gi appeso per il collo, tagliato fuori dalla vita e dalla luce del sole. Penzolante come uno dei prosciutti di Hormel, nell'oscura santit del mattatoio.
Sua moglie, incalz Edwards con voce fragorosa, alzando e abbassando i polsi chiazzati di rosso man mano che sfogliava le pagine, stata giudicata pericolosa per la sicurezza della base. Ho qui il rapporto. Fece un cenno al capitano della sicurezza, che era rimasto in silenzio. Me lo ha fatto avere McFeyffe. Con riluttanza, dovrei aggiungere.
Ci pu giurare, aggiunse McFeyffe, rivolto ad Hamilton. Gli occhi grigi e duri sembravano quasi volersi scusare, ma Hamilton li ignor di proposito.
Lei naturalmente, riprese Edwards, conosce benissimo il sistema di sicurezza di questa installazione. La nostra una societ privata, ma il nostro cliente il governo. Nessuno compra missili oltre allo Zio Sam. Perci dobbiamo badare a noi stessi. Le dico tutto questo in modo che lei possa valutare adeguatamente la questione. In fondo, si tratta di una cosa che riguarda in primo luogo lei. Per noi importante solo perch lei a capo dei nostri laboratori di ricerca. In questo scuso riguarda anche noi. Fiss Hamilton come se non lo avesse mai visto prima... anche se era stato proprio lui ad assumerlo nel 1949, ben dieci anni prima, quando Hamilton era un giovane ingegnere elettronico, brillante ed entusiasta, appena uscito dal MIT.
Questo significa. chiese Hamilton con un filo di voce, aprendo e richiudendo le mani in modo quasi convulso, che a Marsha non verr pi consentito di entrare nella base?
No, rispose Edwards. significa che a lei verr negato l'accesso al materiale classificato finch la situazione non cambier.
Ma questo vuoi dire... Hamilton sent la sua voce spegnersi in un silenzio stupefatto. Questo vuoi dire tutto il materiale al quale sto lavorando.
Nessuno rispose. Tutti i funzionali della societ rimasero seduti, al riparo delle valigette e dei mucchi di carte. Lontano, in un angolo, il condizionatore d'aria arrancava debolmente.
Che mi prenda un accidente, disse all'improvviso Hamilton, con voce alta e decisa, facendo sussultare qualcuno senti. Edwards lo squadr di traverso, incuriosito.
Charley McFeyffe si accese un sigaro e si pass nervosamente la mano massiccia fra i capelli radi. Nella sua anonima divisa marrone sembrava un panciuto agente della polizia stradale.
Lo metta al corrente delle accuse, disse McFeyffe. Gli dia una possibilit di difendersi, T. E. In fondo ne ha il diritto.
Per alcuni secondi Edwards frug in mezzo alla massa di rapporti della sicurezza poi, scuro in volto per l'esasperazione, sospinse l'intera pratica lungo il tavolo, in direzione di McFeyffe. il suo reparto che ha tirato fuori questa storia, borbott, lavandosi le mani della faccenda. Glielo dica lei.
Intende dire che lo legger qui? protest Hamilton. Davanti a trenta persone? Alla presenza di tutti i funzionari della compagnia?
L'hanno gi letto tutti, ribatt Edwards, in modo non sgarbato. stato redatto pi o meno un mese fa, e da allora circolato. Dopotutto, ragazzo mio, lei qui una persona importante. Non potevamo prendere alla leggera una questione del genere.
Tanto per cominciare, intervenne McFeyffe, palesemente imbarazzato, questa roba viene dall'FBI. Ce l'hanno mandata loro.
L'avete richiesta voi? domand Hamilton, acido. Oppure circolava per caso nella zona?
McFeyffe avvamp. Ecco, in qualche modo l'abbiamo chiesta noi. Una indagine di routine. Buon Dio, Jack, c' anche una pratica che riguarda me... e ce n' addirittura una sul presidente Nixon.
Non c' bisogno di leggere tutto quell'incartamento, disse Hamilton con voce tremante. Marsha si iscritta al Partito Progressista nel 1948, quando era matricola all'universit. Ha contribuito finanziariamente al Comitato per gli Aiuti ai Rifugiati Spagnoli. Si abbonata alla rivista In Fact. Tutte queste cose le conosco gi.
Legga la relazione aggiornata, ordin Edwards a McFeyffe.
Quest'ultimo frug fra le carte e trov la relazione aggiornata. La signora Hamilton ha lasciato il Partito Progressista nel 1950. In Fact ha cessato le pubblicazioni. Nel 1952 la signora ha partecipato alle riunioni dell'associazione Arti, Scienze e Professioni della California, un fronte organizzato con simpatie filocomuniste. Ha sottoscritto la Petizione di Pace di Stoccolma, e ha aderito all'Unione per le Libert Civili, descritta da alcuni come sinistrorsa.
Che diavolo significa "sinistrorsa"? chiese Hamilton.
Significa che appoggia gruppi o persone che simpatizzano per il comunismo, rispose McFeyffe, poi prosegu faticosamente la lettura. L'8 maggio 1953 la signora Hamilton ha scritto una lettera al San Francisco Chronicle per protestare contro il divieto di ingresso negli Stati Uniti di Charlie Chaplin... comunista dichiarato, anche se ufficialmente non iscritto al partito. Ha firmato anche l'appello a favore dei Rosenberg, traditori gi giudicati e condannati. Nel 1954 ha parlato alla Lega delle Votanti di Alameda pronunciandosi a favore dell'ammissione nelle Nazioni Unite della Cina Rossa... Nel 1955 si iscritta alla sezione di Oakland della Coesistenza Internazionale, o Organizzazione della Morte, con ramificazioni nei paesi della Cortina di Ferro. E nel 1956 ha fatto un'offerta a favore della Societ per il Progresso della Popolazione di Colore. Lesse la cifra. Quarantotto dollari e cinquantacinque centesimi.
Segu una pausa di silenzio.
Tutto qui? chiese poi Hamilton.
Queste sono le informazioni pi significative, s.
C' anche scritto, disse Hamilton, cercando di mantenere la voce ferma, che Marsha ha fatto l'abbonamento al Chicago Tribune? Che nel 1952 ha sostenuto la campagna di Adlai Stevenson? Che nel 1953 ha contribuito alla Societ Filantropica per il benessere dei cani e dei gatti?
Non vedo che importanza possano avere questi fatti, replic Edwards, impaziente.
Completano il quadro! Ma certo, Marsha si abbonata a In Fact... si abbonata anche al New Yorker. Ha abbandonato il Partito Progressista quando lo fece Wallace... e ha aderito ai Giovani Democratici. Questo c' scritto? vero, il comunismo la incuriosiva, ma questo fa di lei una comunista? In sostanza voi mi dite che Marsha legge giornali di sinistra e ascolta oratori di sinistra... ma questo non dimostra che appoggi il partito, o che ne segua l'insegnamento, o che auspichi il rovesciamento del governo o...
Noi non stiamo affermando che tua moglie sia comunista, lo interruppe McFeyffe. Stiamo semplicemente dicendo che un rischio per la sicurezza. La possibilit che Marsha sia comunista esiste.
Santo Dio, esclam Hamilton, con un gesto di impotenza, allora sarei io a dover dimostrare che non lo ? cos che stanno le cose?
La possibilit esiste, ripet Edwards. Jack, cerchi di essere razionale; non si alteri e non si metta a strillare. Forse Marsha una rossa, forse no. Non questo il punto. Quello che abbiamo fra le mani materiale dal quale risulta che sua moglie si interessa di politica... politica radicale, per dirla tutta. E questo non va bene.
Marsha si interessa di tutto. una donna colta e intelligente. Ha tutto il giorno a disposizione per informarsi e conoscere. Secondo voi dovrebbe rimanersene a casa a...
Hamilton fatic a trovare le parole, a spolverare il caminetto? A preparare la cena, a cucinare e a rammendare?
C' un'indicazione di tendenza, qui, disse McFeyffe. Bisogna ammetterlo, presi uno per uno non si tratta di dati significativi, ma se li mettiamo insieme, se si calcola la media statistica... siamo su livelli troppo alti, Jack. Tua moglie coinvolta in troppi movimenti di sinistra.
E cos sarebbe colpevole solo perch si iscritta a tutte queste associazioni? una donna curiosa, piena di interessi. Ma il fatto che abbia dato la sua adesione basta a dimostrare che Marsha d'accordo con tutto quello che sente dire?
Non possiamo leggere nella sua mente... e nemmeno tu, Jack. Possiamo solo giudicare da quello che fa: dai gruppi che frequenta, dalle petizioni che firma, dai suoi contributi in denaro. Sono gli unici dati di fatto che abbiamo... e dobbiamo prenderli in considerazione. Tu dici che partecipa a quelle riunioni ma non condivide i punti di vista che vengono esposti. D'accordo, supponiamo che la polizia faccia irruzione in un locale dove si svolge uno spettacolo pornografico e arresti le ragazze e gli organizzatori. E gli spettatori, secondo te, possono cavarsela dicendo che lo spettacolo non di loro gradimento?
McFeyffe allarg le mani.
Se veramente non gli piacesse si troverebbero forse l? Posso capire andarci una volta, per curiosit, ma non in continuazione. Sono dieci anni, fin da quando aveva diciotto anni, che tua moglie immischiata con gruppi di sinistra. Ha avuto tutto il tempo che voleva per formarsi un'idea precisa sul comunismo, eppure continua a frequentarli; sempre l quando qualche organizzazione filocomunista organizza una protesta per un linciaggio nel Sud, o sbraita contro l'ultimo stanziamento per gli armamenti. Quanto al fatto che Marsha legga anche il Chicago Tribune, a me non sembra pi rilevante del fatto che un frequentatore di spettacoli pornografici vada anche a messa. Dimostra soltanto che ha una personalit molto sfaccettata, e magari anche contraddittoria... ma rimane il fatto che una di queste sfaccettature la sua passione perla pornografia. E non lo schedano perch va a messa, ma perch gli piace la pornografia, e perch va a vedere spettacoli pornografici. Tua moglie pu essere al novantanove per cento un'americana media dai capelli rossi... pu essere una brava cuoca e un'automobilista prudente, pu pagare le tasse, fare beneficenza e preparare torte per la lotteria della parrocchia. Ma per il restante uno per cento pu benissimo essere legata al Partito Comunista. Le cose stanno cos.
Dopo un istante Hamilton fu costretto ad ammettere, controvoglia, Sei molto bravo a perorare la tua causa.
Io credo in questa causa. Vi conosco entrambi fin da quando hai cominciato a lavorare qui, e provo molta simpatia per voi... e anche Edwards. Tutti la proviamo. Per il punto non questo. Finch non potremo usufruire della telepatia e penetrare nella testa della gente, dovremo per forza basarci sull'evidenza statistica. vero, non siamo in grado di dimostrare che Marsha sia un agente al servizio di una potenza straniera. E tu, Jack, non sei in grado di dimostrare che non lo sia. Nel dubbio, dobbiamo schierarci contro tua moglie. Non possiamo permetterci di fare altrimenti, tutto qui. McFeyffe si gratt il grosso labbro inferiore e domand, Ti sei mai domandato se Marsha sia comunista?
No, non se lo era mai domandato. Sudando copiosamente, Hamilton fissava senza dire una parola la superficie scintillante del tavolo. Era sempre stato convinto che Marsha gli dicesse la verit, che il suo interessamento per il comunismo fosse dettato da semplice curiosit. Ma adesso, per la prima volta, sentiva nascergli dentro il sospetto orribile, dolente del dubbio. Statisticamente, era possibile.
Glielo chieder, disse infine ad alta voce.
Lo farai? chiese McFeyffe. E Marsha che cosa ti risponder?
Mi risponder che non vero, naturalmente!
Edwards scosse la testa e disse, Non servirebbe a niente, Jack. E se ci riflette, sar d'accordo con me.
Hamilton si alz in piedi. nel salottino che aspetta. Potete chiederglielo voi stessi... fatela venire qui e interrogatela.
Non ho pi intenzione di discutere con lei, tagli corto Edwards. Sua moglie considerata pericolosa per la base, e fino a nuovo avviso lei si deve ritenere sospeso dall'incarico. O ci porta prove convincenti che sua moglie non comunista, oppure se ne liberi. Si strinse nelle spalle. Lei ha una carriera davanti a s, ragazzo mio. tutta la
sua vita.
McFeyffe si alz anche lui e gir pesantemente attorno al tavolo. La riunione era giunta al termine: la liquidazione di Hamilton era stata ufficialmente sanzionata. McFeyffe prese il tecnico sottobraccio e lo sospinse verso la porta. Usciamo da qui e andiamo a prendere un po' d'aria. Che ne diresti di bere qualcosa? Tutti e tre, io te e Marsha. Gi il Rifugio hanno un whisky niente male. Io ne approfitterei.
CAPITOLO SECONDO

Non ho nessuna voglia di bere, afferm enfaticamente Marsha in tono asciutto, freddo. Pallida e decisa fissava McFeyffe, ignorando tutti i funzionari della compagnia che sfilavano nella sala d'attesa. Io e Jack stiamo andando al bevatrone; oggi mettono in funzione la nuova attrezzatura. Lo abbiamo deciso da diverse settimane.
Ho la macchina nel parcheggio, disse McFeyffe. Vi accompagno io. Poi aggiunse, con un pizzico di ironia, Sono un poliziotto... posso portarvi fin dentro l'impianto.
Mentre la Plymouth impolverata percorreva la lunga salita che portava agli edifici del bevatrone, Marsha disse, Non so se ridere o piangere, o che cosa. Non riesco a crederci. Ma tu stai parlando sul serio?
Il colonnello Edwards ha suggerito a Jack di buttarti via come un vestito usato, disse McFeyffe.
Stordita, confusa, Marsha sedeva impettita, stringendo i guanti e la borsetta. Lo faresti? domand a suo marito.
No, rispose Hamilton. Nemmeno se tu fossi una pervertita, una comunista e un'alcolizzata nello stesso tempo.
Hai sentito? chiese Marsha, rivolta a McFeyffe.
Ho sentito.
E che ne pensi?
Penso che siete due ottime persone. Penso che se Jack facesse diversamente, sarebbe un gran figlio di buona donna. Poi concluse, E l'ho anche detto al colonnello Edwards.
Uno di voi due, disse Hamilton, non dovrebbe essere qui. Uno di voi due dovrebbe essere cacciato via a calci. Forse dovrei tirare una monetina.
Colpita. Marsha lo fiss, mentre gli occhi bruni le si riempivano di lacrime e le mani continuavano a tormentare stupidamente i guanti. Ma non capisci? gli disse in un sussurro. tenibile. una congiura contro di te. Contro di noi.
Anch'io mi sento un po' in colpa, ammise McFeyffe. Svolt dalla statale e guid la Plymouth fino al posto di blocco, e quindi nell'area del bevatrone. Il poliziotto all'ingresso salut e fece un cenno con la mano. McFeyffe rispose al saluto. In fondo, voi siete miei amici... ma il dovere viene prima, e mi impone di fare rapporti anche sui miei amici. Prendere in considerazione ogni aspetto negativo, verificare le voci... credete che mi diverta?
Il tuo dovere mettitelo... cominci Hamilton, ma Marsha lo interruppe.
Ha ragione, non colpa sua. Ci siamo dentro tutti e tre, in questa storia.
La macchina si ferm di fronte all'ingresso principale. McFeyffe spense il motore, e i tre scesero, imboccando a passo lento il largo vialetto di cemento.
Hamilton si volt a guardare un gruppetto di tecnici fermi sui gradini. Giovanotti ben vestiti, con i capelli tagliati a spazzola, cravatte a farfalla, che chiacchieravano amichevolmente. Insieme a loro c'era la consueta folla di visitatori che, dopo aver superato il controllo, si stavano avviando tutti eccitati ad assistere allo spettacolo del bevatrone in azione. Ma ad Hamilton interessavano i tecnici; eccomi qua, si disse.
Anzi, pens, c'ero fino a pochi minuti fa.
Devo assentarmi un minuto, disse Marsha con voce fioca, strofinandosi gli occhi rigati dalle lacrime. Vado in bagno a rimettermi in sesto.
D'accordo, mormor lui, sempre immerso nei suoi pensieri.
Marsha si allontan e i due uomini rimasero uno di fronte all'altro nel corridoio rimbombante dell'edificio del bevatrone.
Forse meglio cos, disse Hamilton. Dieci anni erano un tempo molto lungo, in qualsiasi genere di lavoro. E poi, che cosa si aspettava da quel lavoro? Ecco una buona domanda.
Hai tutte le ragioni per essere depresso, disse McFeyffe.
Dici bene, ribatt Hamilton. Si allontan per stare un po' da solo, con le mani in tasca.
Certo che era depresso. E lo sarebbe rimasto finch non avesse deciso in un modo o nell'altro se scegliere il lavoro o sua moglie. Ma il problema non si riduceva poi solo a quello; era la sua organizzazione che aveva ricevuto un colpo fatale, il suo sistema di vita, l'intera gamma delle sue abitudini; le tante cose in cui credeva e sulle quali faceva affidamento. McFeyffe era penetrato fin nell'intimo della sua esistenza, fino al suo matrimonio, e fino alla donna che per lui significava pi di chiunque al mondo.
Pi di qualsiasi altra cosa o persona, si rese conto. Pi del suo lavoro. Era lei che avrebbe scelto, e nel rendersene conto la cosa gli sembr strana. Non era tanto il fatto della scelta che lo turbava, quanto l'idea che lui e Marsha fossero stati separati l'uno dall'altra, allontanati da ci che era successo.
S, disse a McFeyffe. Sono proprio a terra.
Puoi trovarti un altro lavoro. Con l'esperienza che hai...
Mia moglie, lo interruppe Hamilton. Sto parlando di lei. Pensi che abbia qualche possibilit di fartela pagare? Mi piacerebbe. Ma proprio mentre pronunciava quelle parole, si sent infantile. Tu sei malato, aggiunse, continuando ugualmente a parlare, un po' perch voleva dirle, quelle parole, e un po' perch non aveva altri argomenti. Tu distruggi persone innocenti. Illusioni paranoiche...
Piantala, disse McFeyffe, a denti stretti. Ce l'hai avuta la tua occasione, Jack. Per anni e anni. Fin troppi.
Mentre Hamilton stava rimuginando una replica, riapparve Marsha. Stanno facendo entrare un gruppo di normali visitatori. I pezzi grossi hanno gi finito la loro visita. Adesso aveva l'aria un po' meno sconvolta. Quell'affare... quel nuovo deflettore, credo che sia gi in funzione.
Riluttante, Hamilton si scost dal massiccio poliziotto. Allora andiamo.
McFeyffe lo segu. Penso che sia interessante, disse, senza rivolgersi a nessuno in particolare.
Gi, comment Hamilton, distrattamente, rendendosi conto che stava tremando. Respir profondamente ed entr nell'ascensore dopo Marsha, girandosi automaticamente per mettersi di fronte alla porta. McFeyffe fece lo stesso. Mentre l'ascensore saliva, Hamilton si ritrov davanti il grosso collo sudato di McFeyffe. Anche lui era sconvolto.
Al secondo piano furono accolti da un giovane negro con una larga banda sul braccio, che stava organizzando un gruppo di visitatori. I tre si unirono al gruppo, mentre alle loro spalle molti altri attendevano pazientemente il proprio turno. Erano le quattro meno dieci; il Sistema di Deflessione Wilcox-Jones erano gi stato messo a fuoco e attivato.
Siamo arrivati, stava dicendo la giovane guida di colore in tono piatto ma sicuro, mentre li accompagnava dall'atrio alla piattaforma di osservazione. Dovremo muoverci in fretta in modo da dare anche agli altri la possibilit di vedere. Come sapete, il bevatrone di Belmont stato costruito dalla Commissione per l'Energia Atomica per lo studio avanzato dei raggi cosmici indotti artificialmente in condizioni controllate. L'elemento centrale del bevatrone un enorme magnete il cui campo accelera il raggio protonico e lo ionizza con intensit crescente. I protoni caricati positivamente vengono introdotti nella camera lineare dal tubo di accelerazione Cockcroft-Walton.
A seconda dei casi, i visitatori sorridevano in modo distratto oppure lo ignoravano. Un anziano signore alto e magro se ne stava a braccia conserte dritto come un palo, rivelando un distaccato disprezzo per la scienza in generale. Un militare, not Hamilton; sopra la giacca di cotone esibiva una mostrina di metallo brunito. Che vada al diavolo, pens Hamilton, acido. Al diavolo il patriottismo sotto qualsiasi forma, quella specifica e quella generica. Tutti uguali, piedipiatti e militari. Anti-intellettuali e anti-negri. Anti-tutto, tranne birra, cani, automobili e armi.
Si pu avere del materiale informativo? stava chiedendo con voce sommessa ma penetrante una florida signora di mezza et, che indossava un abito dall'aria piuttosto costosa. Ci piacerebbe qualcosa da leggere e da portare a casa, la prego. A scopo di studio.
Quanti volts ci sono l dentro? chiese con voce squillante il figlio della signora. Pi di un miliardo?
La sollecitazione di elettronvolt ricevuta dai protoni, rispose pazientemente il negro, prima di essere deflessi dalla loro orbita e spinti fuori dalla camera circolare di oltre sei miliardi. Ogni volta che il fascio compie un giro, la sua carica e la sua velocit si intensificano.
Qual questa velocit? domand una donna snella sulla trentina, dall'aria professionale, vestita di un semplice completo di stoffa ruvida. Gli occhiali le conferivano un'aria severa.
Di poco inferiore a quella della luce.
Quanti giri compiono attorno alla camera?
Quattro milioni, rispose la guida. La loro distanza astronomica di trecentomila miglia, e viene coperta in 1,85 secondi.
Incredibile, gorgogli la signora ben vestita con voce languida, un po' intimorita.
Quando i protoni lasciano l'acceleratore lineare, continu la guida, hanno un'energia di dieci milioni di volts o, come diciamo noi, di dieci Mev. Il problema successivo quello di convogliarli in un'orbita circolare nella stessa identica posizione e con lo stessa identica angolazione, in modo che possano essere attratti dal campo magnetico.
E il magnete non in grado di farlo? domand il ragazzo.
No, temo di no. Per questo viene usato un inflettore. I protoni con carica molto alta possono facilmente abbandonare la loro traiettoria e mettersi a vagare in tutte le direzioni. Occorre un complesso sistema di modulazione di frequenza per impedirgli di seguire un tracciato a spirale crescente. Poi, quando il fascio ha raggiunto la carica richiesta, rimane sempre il problema fondamentale di spingerlo fuori dalla camera circolare.
La guida indic verso il basso, oltre la ringhiera, il magnete che si trovava sotto di loro. Largo e imponente, ricordava alla lontana una grossa ciambella, ed emetteva un debole ronzio.
La camera di accelerazione si trova all'interno del magnete. larga centoventi metri. Ho paura che da qui non possiate vederla.
Chiss, disse il militare dai capelli bianchi con voce ispirata, se i costruttori di questo spettacoloso congegno si sono mai resi conto che un qualsiasi uragano scatenato da Dio sulla Terra supera di gran lunga tutta la potenza creata dall'uomo, in questa e in tutte le altre macchine messe insieme.
Sono certa che se ne sono resi conto benissimo, replic la donna dall'aria severa in tono malizioso. Anzi, forse sarebbero capaci di dirle con precisione quale sia la potenza di un uragano.
Il veterano le rivolse un'occhiata fredda e dignitosa. Lei uno scienziato, signora? le chiese soavemente.
La guida aveva fatto accomodare sulla piattaforma gran parte dei visitatori. Dopo di voi, disse McFeyffe ad Hamilton, facendosi di lato. Marsha avanz meccanicamente, subito seguita da suo marito. McFeyffe finse blandamente di leggere i pannelli informativi che tappezzavano le pareti dietro la piattaforma, e rimase in fondo alla fila.
Hamilton prese la moglie per mano, gliela strinse e le sussurr all'orecchio, Pensi che rinuncerei a te? Non viviamo nella Germania nazista.
Non ancora, replic Marsha, avvilita. Era ancora pallida e infelice: si era tolta quasi tutto il trucco, e le sue labbra erano sottili, esangui. Tesoro, quando penso che quella gente ti ha fatto andare fin l per metterti a confronto con me e con le cose che faccio, come se fossi una specie di... come se fossi una prostituta o qualcosa del genere, o magari una che se la fa con i cavalli, insomma, mi viene voglia di ucciderli. E Charley... credevo che fosse amico nostro. Credevo di poter contare su di lui. Quante volte venuto a cena da noi?
Per non viviamo nemmeno in Arabia, ribatt Hamilton. Il fatto che gli abbiamo dato da mangiare non fa di lui un nostro fratello di sangue.
Se la pu scordare la torta meringata al limone che gli piace tanto. Lui e le sue giarrettiere arancioni. Promettimi che non userai mai pi le giarrettiere.
Solo calze elastiche e nient'altro. La avvicin a s e le disse, Buttiamo quel bastardo nel magnete.
Pensi che sarebbe in grado di digerirlo? Marsha fece un debole sorriso. Probabilmente lo risputerebbe fuori. Troppo indigesto.
Alle loro spalle avanzavano lentamente la grassa signora con suo figlio. McFeyffe era ancora pi indietro, con le mani infilate in tasca e la faccia bovina sopraffatta dall'avvilimento.
Non sembra molto felice, osserv Marsha. In un certo senso mi dispiace per lui. Non colpa sua.
E allora di chi la colpa? In tono vacuo, come se raccontasse una barzelletta, aggiunse, dei mostri del capitalismo succhiasangue di Wall Street?
Che strano modo di porre la questione, disse Marsha, preoccupata. Non ti ho mai sentito usare parole simili. All'improvviso si strinse a lui. Tu non credi davvero che... Non fin la frase, e si ritrasse di scatto. S, tu lo credi. Tu pensi che pu essere vero.
Che forse pu essere vero che cosa? Che eri iscritta al Partito Progressista? Ti accompagnavo sempre io alle riunioni con la Chevy coup, ti ricordi? Sono dieci anni che lo so.
No, non quello. Non ci che ho fatto. Ci che significa... ci che loro dicono che significa. Lo pensi anche tu, vero?
Be', replic lui, a disagio, non hai una trasmittente a onde corte, in cantina. O almeno, io non l'ho vista.
Hai cercato bene? La voce di Marsha era gelida e accusatoria. Forse ce l'ho, non esserne cos sicuro. Forse sono qui per sabotare il bevatrone, o come accidenti si chiama.
Abbassa la voce, le disse Hamilton in tono di rimprovero.
Non darmi ordini. Furiosa, frustrata, la donna si scost da lui e and a urtare il militare magro e austero.
Stia attenta, giovane signora, la apostrof quest'ultimo, allontanandola prontamente dalla ringhiera. Non vorr cadere di sotto.
Il problema principale nella costruzione di questo impianto, stava dicendo la guida, stato quello di progettare l'unit di deflessione necessaria per convogliare il fascio protonico fuori dalla camera circolare e per dirigerlo esattamente sul bersaglio. Sono stati impiegati diversi sistemi. In origine l'oscillatore veniva escluso nel momento critico, consentendo ai protoni di procedere a spirale verso l'esterno, ma si rivelato un metodo di deflessione troppo inaffidabile.
vero, domand bruscamente Hamilton, che una volta nel vecchio ciclotrone di Berkeley un fascio se ne andato per conto suo?
La guida lo scrut con interesse. quello che dicono, s.
Ho sentito dire che ha attraversato un ufficio bruciando ogni cosa. Mi hanno detto che i segni delle bruciature sono ancora l, e che di notte, quando le luci sono spente, si vede ancora la radiazione.
Pare che aleggi sotto forma di una nuvola azzurrina, convenne la guida. Lei un fisico, signore?
Un tecnico elettronico, rispose Hamilton. Sono interessato al deflettore; conosco molto bene Leo Wilcox.
Questo il grande giorno di Leo, osserv la guida. Hanno appena messo in funzione la sua unit, l sotto. Qual ? chiese Hamilton.
La guida fece un cenno verso il basso, indicando un complesso meccanismo che si trovava su un lato del magnete. Una serie di piastre schermate sosteneva un grosso condotto color grigio scuro, sul quale era montata una intricata sequenza di tubi pieni di liquido. Ecco l'opera del suo amico, signore. Dev'essere qui attorno da qualche parte, a controllare.
Che impressione ne avete avuto?
ancora presto per dirlo.
Alle spalle di Hamilton, Marsha si era ritirata in fondo alla piattaforma. Lui la raggiunse. Cerca di comportarti da persona adulta, le disse in un sussurro risentito, appena udibile. Finch siamo qui, voglio vedere tutto quello che succede.
Tu e la tua scienza. Cavi e tubi... tutta questa roba, per te, pi importante della mia vita.
Sono venuto qui per vederlo e ho intenzione di farlo. Non mandare tutto all'aria con una scenata.
Sei tu che stai facendo una scenata.
Non ti sembra di avere gi combinato abbastanza guai? Le volt le spalle, contrariato, si fece strada oltrepassando la giovane professionista dall'aria competente, lo stesso McFeyffe, e giunse alla rampa che dalla piattaforma portava all'atrio. Stava frugandosi in tasca in cerca delle sigarette quando il primo minaccioso squillo della sirena di allarme copr con il suo suono stridulo il sommesso ronzio del magnete.
Indietro! url la guida, sollevando e ondeggiando le braccia scure e magre. Lo schermo antiradiazioni...
Un ruggito furioso e lacerante travolse la piattaforma. Nuvole di particelle incandescenti avvamparono, esplosero, e piovvero addosso ai visitatori terrorizzati. Mentre un disgustoso odore di bruciato si spargeva nell'aria, tutti cominciarono a muoversi sgomitando freneticamente verso il retro della piattaforma.
Si form una fessura. Un montante metallico, colpito in pieno dall'intensa radiazione, si fuse, si pieg e infine cedette. La matrona di mezza et apr la bocca ed emise un urlo lacerante. McFeyffe tent freneticamente di allontanarsi dalla piattaforma ormai corrosa e dalla vampa accecante della radiazione che sfrigolava dappertutto. And a sbattere addosso ad Hamilton; quest'ultimo spinse di lato il poliziotto in preda al panico e lo oltrepass tentando disperatamente di raggiungere Marsha.
I suoi abiti presero fuoco. Attorno a lui la gente, avvolta dalle fiamme, si dibatteva freneticamente, mentre la piattaforma, pian piano, si piegava in avanti; per un attimo rimase in bilico, poi si dissolse del tutto.
Il sistema automatico di allarme risuonava in ogni parte dell'edificio. Grida di terrore, umane e meccaniche, si mescolarono in una cacofonia assordante. Sotto i piedi di Hamilton il pavimento cedette quasi con solennit. Cessando di essere compatti, acciaio e cemento, plastica e cavi si trasformarono in particelle impazzite. D'istinto sollev le mani dinanzi a s, e si ritrov a precipitare a faccia avanti verso il macchinario che si distingueva appena gi in basso. L'aria gli usc dai polmoni in un sibilo bruciante; l'intonaco gli piovve addosso, frammenti di cenere bruciacchiata che scintillava e scottava. Poi, dopo qualche attimo, si schiant sul reticolato metallico aggrovigliato che costituiva la protezione del magnete. Il rumore stridulo del materiale che si lacerava e la furiosa presenza della radiazione che fuoriusciva sopra di lui...
Urt con violenza. Il dolore si fece visibile: un lingotto luminoso che diventava sempre pi morbido, pi elastico, come una maglia metallica radioattiva. Ondeggiava, si espandeva, e pian piano lo assorb. Lui era, nella sua agonia, un puntolino di umida materia organica che veniva silenziosamente intriso da una infinita lastra di densa fibra metallica.
Poi anche quello cess. Consapevole delle grottesche condizioni del suo corpo martoriato, giacque in un mucchietto inerte, tentando inutilmente, automaticamente, di alzarsi in piedi. E rendendosi conto nello stesso tempo che nessuno di loro si sarebbe rialzato in piedi. Per un bel po'.
CAPITOLO TERZO

Nell'oscurit qualcosa si muoveva.
Per un lungo periodo Hamilton rimase in ascolto. Gli occhi chiusi, il corpo molle, rinunci a ogni movimento e divenne, per quanto possibile, un unico grande orecchio. Il rumore era un tap tap ritmico, come se nell'oscurit ci fosse qualcosa che si muoveva a tastoni. Per un tempo interminabile, come fosse appunto un grande orecchio, prese in considerazione quel rumore, e poi, come fosse un grande cervello, si rese conto stupidamente che era solo una veneziana che sbatteva contro una finestra, e che lui si trovava in un reparto d'ospedale.
Adesso era un occhio normalissimo, nervo ottico e cervello umano, e percep la sagoma indistinta di sua moglie, che ondeggiava avanti e indietro a un metro o due dal letto. Si sent invadere da una sensazione di gratitudine. Marsha non era stata incenerita dalla radiazione dura, grazie a Dio. Il suo cervello fu travolto da una muta preghiera di ringraziamento; si rilass, cercando di godere la gioia di quel fatto.
Sta riprendendo i sensi, afferm la voce profonda, autoritaria di un medico.
Credo di s, aggiunse Marsha. La sua voce sembrava provenire da grande distanza. Quando potremo saperlo con certezza?
Sto bene, riusc a farfugliare Hamilton.
Subito la sagoma indistinta avanz verso il letto e si chin verso di lui. Tesoro, gli disse con voce soffocata, abbracciandolo e stringendolo appassionatamente. Non rimasto ucciso nessuno... stanno tutti bene. Anche tu.
Simile a una grande luna, lo irradiava di una passione quasi estatica. McFeyffe si slogato una caviglia, ma guarir. Pare che il ragazzo abbia subito una commozione cerebrale.
E tu come stai? le chiese Hamilton con voce fiacca.
Sto bene anch'io. Si gir su se stessa, perch lui potesse vederla tutta. Al posto del solito abitino elegante indossava una semplice vestaglia bianca da ospedale. La radiazione mi ha bruciacchiato quasi tutti i vestiti... mi hanno dato questa. Imbarazzata, si pass la mano sui capelli bruni. E guarda come sono corti. Ho dovuto tagliare tutti quelli bruciati. Ma ricresceranno.
Posso alzarmi? chiese Hamilton, cercando di mettersi seduto. Fu colto da un violento attacco di vertigini e si ritrov quasi sdraiato di nuovo, ansimando per riprendere fiato. Frammenti di oscurit danzavano e vorticavano attorno a lui: chiuse gli occhi e aspett, preoccupato, che passasse.
Per un po' sar ancora debole, lo inform il dottore. Conseguenza dello shock, e della perdita di sangue. Tocc il braccio di Hamilton. Si procurato un brutto taglio, su un pezzo di lamiera metallica, ma abbiamo ricucito tutto.
Chi che sta peggio? domand Hamilton, sempre con gli occhi chiusi.
Arthur Silvester, il vecchio militare. Non ha mai perso del tutto conoscenza, ma sarebbe stato meglio se fosse avvenuto. Pare che si sia fratturato la spina dorsale. in chirurgia.
Troppo fragile, immagino, comment Hamilton, osservandosi il braccio. Era avvolto in un grosso bendaggio di plastica bianca.
Io me la sono cavata meglio di tutti, disse Marsha, con voce esitante. Ma io sono stata colpita a freddo. Voglio dire, la radiazione mi ha colpito a freddo. Sono caduta proprio al centro del fascio principale: ho visto solo tanti scintille e una luce accecante. Naturalmente l'hanno disattivato subito. In realt l'esposizione durata meno di una frazione di secondo. Poi aggiunse, con un velo di tristezza, ma mi sembrato un milione di anni.
Il medico, un giovane dall'aria piuttosto pratica, scost le coperte e gli prese la pressione del polso. Una massiccia infermiera apparve dal fondo del letto e gli sistem rapidamente un'attrezzatura sotto il gomito. Tutto sembrava sotto controllo.
Sembrava... ma c'era qualcosa che non andava. Hamilton ne era convinto. Dentro di lui c'era la netta, sgradevole sensazione che qualcosa di importante fosse fuori posto. Marsha, disse all'improvviso, lo senti anche tu?
Titubante, Marsha gli si avvicin. Sentire che cosa, tesoro?
Non lo so, ma c'.
Dopo un attimo di indecisione, Marsha si rivolse al dottore. Le avevo detto che c'era qualcosa. Gliene ho parlato, appena ho ripreso i sensi, non vero?
Chiunque si risvegli dopo uno shock prova un senso di irrealt, le spieg il dottore. una sensazione normalissima. Dopo un giorno o due dovrebbe sparire. Ricordatevi che siete stati entrambi sottoposti a una terapia a base di sedativi. E avete passato dei momenti terribili; quel macchinario aveva una carica incredibile.
Hamilton e sua moglie tacquero e si scambiarono un'occhiata, cercando ciascuno di leggere l'espressione sul volto dell'altro.
Siamo stati fortunati, comment Hamilton, tanto per dire qualcosa. La sua preghiera di gioia aveva ceduto il posto a una incertezza angosciosa. Che cos'era? Non si trattava di una consapevolezza razionale, e lui non era in grado di definirla. Si guard intorno, ma nella stanza non vide nulla di strano, nulla che fosse fuori posto.
Molto fortunati, conferm l'infermiera, con un senso di orgoglio nella voce, come se fosse stato merito suo.
Per quanto tempo dovremo restare qui?
Il medico riflette. Potreste tornare a casa anche stasera, credo. Ma sarebbe meglio che rimaneste a letto per un paio di giorni. Avete bisogno di molto riposo, almeno per tutta la settimana prossima. Vi consiglierei di prendere un'infermiera diplomata.
Non possiamo permettercela, osserv Hamilton, pensieroso.
Non dovrete pagarla voi, naturalmente. Il dottore sembrava quasi offeso. Ci penser il Governo Federale. Se fossi in lei, passerei il tempo pensando a rimettermi in piedi al pi presto.
Forse preferisco cos, replic Hamilton, cocciuto. Non si dilung oltre; prefer abbandonarsi per un po' a cupe riflessioni sulla sua situazione.
Incidente o no, per lui non era cambiato nulla. A meno che, mentre lui era svenuto, il colonnello T. E. Edwards non fosse morto per un infarto. Cosa che non sembrava probabile.
Dopo essere riuscito a convincere il medico e l'infermiera a lasciarli soli, Hamilton si rivolse a sua moglie. Bene, adesso abbiamo una scusa. Qualcosa da dire ai vicini per spiegare come mai non vado a lavorare.
Avvilita, Marsha annu. Me ne era dimenticata.
Dovr trovarmi un lavoro che non abbia a che fare con materiale riservato, che non riguardi la sicurezza nazionale. Poi aggiunse, di malumore, come disse Einstein nel 1954, posso fare l'idraulico, o riparare televisioni. Mi si addice di pi
Ricordi che cosa hai sempre voluto fare? Appollaiai sul bordo del letto, Marsha si tormentava i capelli cortissimi e spettinati. Volevi progettare nuovi circuiti per registratori a nastro. E per radio a modulazione di frequenza. Volevi diventare qualcuno nel campo dell'alta fedelt, come Bogen e Thorens e Scott.
vero, annu, cercando di sembrare il pi convinto possibile. Il mio sistema sonoro Trinaural. Ti ricordi quella volta che ne abbiamo parlato per tutta la sera? Tre audiocassette con musica registrata, amplificatori e altoparlanti, il tutto montato in tre stanze separate. Un uomo in ogni stanza, che ascolta un singolo impianto di registrazione, ciascuno dei quali trasmette una composizione diversa.
Uno suona il concerto doppio di Brahms, aggiunse Marsha, con un entusiasmo non troppo convinto. Me lo ricordo.
Un altro suona le Nozze di Stravinskij, e il terzo musica per liuto di Dowland. Poi i cervelli dei tre uomini vengono rimossi e collegati fra loro per mezzo del sistema sonoro Trinaural, l'Ortocircuito Musifonico Hamilton. Le sensazioni dei tre cervelli vengono assemblate secondo una relazione matematica molto precisa, basata sulla costante di Planck. Il braccio aveva cominciato a pulsargli. Concluse, con voce roca, La combinazione risultante viene registrata su nastro e trasmessa a una velocit di 3:14 rispetto a quella originale.
E viene ascoltata con un'apparecchiatura di cristallo. Marsha si pieg di scatto verso di lui e lo abbracci. Tesoro, quando sono venuta qui, sembravi morto. Davvero, sembravi proprio un cadavere, pallido, silenzioso e immobile. Ho avuto paura che mi si spezzasse il cuore.
Sono assicurato, disse lui, serio. Saresti diventata ricca.
Io non voglio essere ricca. Dondolandosi avanti e indietro, sempre abbracciata a lui, Marsha gli parl con un filo di voce, e con un velo di tristezza. Guarda quello che ti ho fatto. Solo perch sono annoiata e curiosa, e mi diverto a frequentare degli estremisti politici, tu hai perso il tuo lavoro e il tuo futuro. Vorrei tanto prendermi a calci. Con un marito che lavora in un'industria di missili teleguidati, dovevo capirlo da sola che non era il caso di firmare quella petizione della Pace di Stoccolma. Ma ogni volta che qualcuno mi sottopone iniziative come questa, io ci casco sempre. Sai, le minoranze oppresse, e roba del genere.
Non pensarci pi, tagli corto lui. Se tutto questo fosse successo nel 1943, tu saresti una persona normalissima, e McFeyffe sarebbe disoccupato. Lo avrebbero preso per un fascista pericoloso.
Ma lui lo , disse Marsha, scaldandosi. un fascista pericoloso.
Hamilton la scost da s. McFeyffe un fanatico nazionalista, e un reazionario. Ma non un fascista. A meno che tu non creda che chiunque sia...
Non ne parliamo pi, lo interruppe Marsha. Non devi agitarti, va bene? Lo baci sulla bocca con febbrile trasporto. Aspetta di essere a casa.
Mentre lei stava per alzarsi, Hamilton la afferr per la spalla. Ma che succede? Che cosa c' che non va?
Come stordita, la donna scosse la testa. Non lo so. Non riesco a immaginarlo. Da quando ho ripreso i sensi, come se ci fosse sempre qualcosa dietro di me. Lo sento. Come se... Gesticol. Ho paura di voltarmi e di vedere... non so nemmeno io che cosa. Qualcosa che si nasconde. Qualcosa di orribile. Fu scossa da un brivido di paura. Sono terrorizzata.
Anch'io.
Magari lo scopriremo, disse Marsha debolmente! Magari non niente... solo lo shock e l'effetto dei sedativi, come ha detto il dottore.
Hamilton non ne era convinto. E nemmeno lei.

Furono riaccompagnati a casa da un medico, insieme alla giovane professionista dall'aria severa. Anche lei indossava una vestaglia dell'ospedale. Sedevano tutti e tre sul sedile posteriore, tranquilli, mentre il pulmino Packard percorreva le strade buie di Belmont.
Pare che abbia un paio di costole incrinate, spieg la donna con voce incolore. Poi aggiunse subito, Mi chiamo Joan Reiss. Vi ho gi visti tutti e due... siete venuti nel mio negozio.
Che negozio ? domand Hamilton, dopo aver rapidamente presentato se stesso e sua moglie.
Il negozio di libri e oggetti d'arte a EI Camino. Lo scorso agosto avete acquistato una stampa di Chagall curata da Skira.
vero, conferm Marsha. Era il compleanno di Jack... lo abbiamo appeso al muro. In basso, nella sala d'ascolto.
In cantina, precis Hamilton.
C' una cosa, disse all'improvviso Marsha, stringendo convulsamente la borsetta. Hai fatto caso al dottore?
Fatto caso? ripet Hamilton, perplesso. No, non particolarmente.
Voglio dire che... che era una specie di... insomma, come se fosse finto. Come quei dottori che si vedono sulla pubblicit del dentifricio.
Joan Reiss ascoltava attentamente. Ma di che state parlando?
Di niente, tagli corto Hamilton. una conversazione privata.
E l'infermiera. La stessa cosa. Costruita, come tutte le infermiere che si trovano negli ospedali.
Hamilton riflett, mentre guardava fuori dal finestrino, nel buio della sera. la conseguenza delle comunicazioni di massa, azzard. La gente si modella sulla pubblicit. Non cos, signorina Reiss?
C' una cosa che vorrei chiederle, replic la donna. Ho notato qualcosa che mi ha fatto pensare.
Che cosa? le domand Hamilton, in tono guardingo; non era possibile che la signorina Reiss sapesse di che cosa stavano parlando.
Il poliziotto sulla piattaforma... poco prima che cedesse. Perch si trovava l?
venuto con noi, rispose contrariato Hamilton.
La signorina Reiss lo squadr. Davvero? Io credevo che forse... Lasci la frase a met. Ho avuto l'impressione che si sia voltato per allontanarsi appena prima del crollo.
Infatti, convenne Hamilton. Voleva andarsene. E anch'io, ma poi mi sono lanciato dall'altra parte.
Lei intende dire che tornato volutamente indietro? Quando avrebbe potuto salvarsi?
L'ho fatto per mia moglie, disse Hamilton, stizzito.
La signorina Reiss annu, apparentemente soddisfatta. Mi dispiace... tutto lo shock e la tensione. Siamo stati fortunati. Alcuni non lo sono stati. Non strano? Qualcuno se l' cavata quasi senza conseguenze, e invece quel povero militare, il signor Silvester, si rotto la spina dorsale. una cosa che fa riflettere.
Volevo parlarvene, intervenne il medico che era alla guida della macchina. Il signor Silvester non si fratturato la colonna vertebrale. Pare che si tratti semplicemente di
una vertebra incrinata e di lesioni alla milza. I
Grande, borbott Hamilton. E la guida? Nessuno ne ha parlato.
Qualche lesione interna, rispose il medico. Ma ancora non stata stilata una diagnosi.
L'hanno messo in attesa nella dispensa? domand Marsha.
Il dottore si mise a ridere. Vuole dire Bill Laws? stato il primo a essere ricoverato; ha degli amici fra i medici.
E un'altra cosa, aggiunse subito Marsha. Considerando l'altezza da cui siamo caduti e tutte le radiazioni che ci hanno colpito... nessuno di noi si fatto veramente male. Prendiamo noi tre, per esempio: ce ne stiamo tornando a casa come se non fosse successo niente. irreale. stato tutto troppo facile.
Esasperato, Hamilton disse, Magari siamo caduti proprio addosso a un gruppo di congegni di sicurezza. Ma perdio. ..
Voleva aggiungere altro, ma le parole gli morirono in bocca. In quel preciso momento un dolore acuto, lancinante, gli trafisse la gamba destra. Sussult, emettendo un urlo, e and a sbattere la testa contro il tettuccio della macchina. Quasi in preda a una sorta di frenesia, si arrotol i pantaloni fino al ginocchio, appena in tempo per vedere una piccola creatura alata che tentava di volare via.
Che ti succede? gli domand Marsha, preoccupata, poi la vide anche lei. Un'ape!
Furioso, Hamilton riusc a schiacciare l'insetto sotto la scarpa. Mi ha punto, proprio sul polpaccio. Si stava gi formando una brutta chiazza rossa e rigonfia. Non bastavano tutti i guai che ho passato?
Il medico aveva gi accostato la macchina sul lato della strada. L'ha uccisa? Quelle maledette si infilano nelle macchine al parcheggio. Mi dispiace... si sente bene? Ho con me una pomata da spalmare sulla puntura.
Sopravviver, brontol Hamilton, massaggiandosi energicamente la pelle. Un'ape. Come se non avessimo gi avuto gi abbastanza problemi, oggi.
Saremo a casa fra poco, disse dolcemente Marsha, guardando fuori dal finestrino. Signorina Reiss, venga da noi a bere qualcosa.
Be', disse la donna, ambiguamente, mentre si tormentava un labbro con il dito lungo e ossuto. Credo che gradirei una tazza di caff, se ne avete.
Ma certo, replic subito Marsha. Dovremmo aiutarci l'un l'altro, noi otto. La nostra stata un'esperienza cos sconvolgente.
Speriamo che sia finita qui, disse la signorina Reiss, a disagio.
Amen, comment Hamilton. Pochi secondi dopo la macchina si accost al marciapiede e si ferm. Erano tornati a casa.

Avete una casetta deliziosa, osserv la signorina Reiss mentre scendevano dalla macchina. Nel crepuscolo la moderna casa in stile fattoria californiana sembrava essere in serena attesa che i tre risalissero il vialetto fino al portico anteriore. E accovacciato sul portico c'era un grosso gatto giallo, con le zampe raccolte sotto il corpo.
il gatto di Jack, spieg Marsha, frugando nella borsetta in cerca della chiave. Aspetta che gli diamo da mangiare. Poi, rivolta al gatto, Vieni dentro, Tontolone. Qui non ti dar da mangiare nessuno.
Che strano nome, osserv la signorina Reiss, disgustata. Perch lo chiamate cos?
Perch stupido, rispose seccamente Hamilton.
Jack trova sempre nomi strani per i suoi gatti, aggiunse Marsha. L'ultimo che abbiamo avuto si chiamava Parnaso.
Il grosso gatto dall'aria un po' malmessa si era alzato piedi e stava venendo loro incontro sul vialetto. Si accost ad Hamilton e si strofin rumorosamente contro la sua gamba. La signorina Reiss si ritrasse, stavolta con un disgusto evidente. Non sono mai riuscita ad abituarmi ai gatti, confess. Sono cos viscidi e subdoli.
In un'altra occasione Hamilton le avrebbe fatto notare che quello era un luogo comune, ma in quel momento noi gli interessavano particolarmente le opinioni della signorina Reiss in fatto di gatti. Infil la chiave nella serratura, api la porta e accese le luci del soggiorno. Il piccolo ma accogliente appartamento torn in vita, e le due donne entrarono. Tontolone le segu all'istante e si diresse verso la cucina, con la coda arruffata dritta come un grosso scovolo giallo.
Sempre con addosso la sua vestaglia da ospedale, Marsha apr il frigorifero e ne tir fuori una grossa ciotola di plastica verde con dei pezzi di cuore di bue bollito. Mente faceva a pezzetti la carne e li lasciava cadere verso il gatto, Marsha osserv, Molti geni dell'elettronica hanno degli animali domestici meccanici... tipo quelle falene fototropiche e cose simili, che girano e vanno a sbattere da tutte le parti. Quando eravamo sposati da poco Jack ne costru uno che catturava i topi e le mosche. Per non andava bene; infatti ne dovette costruire un altro che catturasse lui.
Giustizia cosmica, comment Hamilton, togliendosi cappello e cappotto. Non volevo che popolassero il mondo.
Mentre Tontolone divorava avidamente la sua cena, Marsha and in camera da letto a cambiarsi. La signorina Reiss si mise a gironzolare per la stanza, esaminando con aria competente i vasi, le stampe e gli arredi.
I gatti non hanno anima, disse Hamilton in tono compiaciuto, mentre osservava il suo gatto che si ingozzava. Anche il gatto pi nobile sarebbe disposto a tenere in equilibrio una carota sulla testa in cambio di un boccone di fegato di maiale.
Sono animali, comment la signorina Reiss dal soggiorno. Questa stampa di Paul Klee l'ha acquistata da noi?
Pu darsi.
Io non sono mai riuscita a definire che cosa volesse dire Klee.
Magari non voleva dire niente. Forse si voleva solo divertire. Il braccio aveva ricominciato a dolergli; si domand che aspetto avesse sotto il bendaggio. Ha detto che gradisce del caff?
S, caff... e forte, rispose la donna. Vuole che l'aiuti a prepararlo?
No no, si metta pure comoda. Meccanicamente Hamilton allung la mano verso la caffettiera. Nel carrello delle riviste, accanto al divano, c' l'edizione economica della History di Toynbee.
Caro, lo chiam Marsha dalla camera da letto, con una nota di urgenza nella voce. Puoi venire qui?
Lui and, tenendo in mano la caffettiera, e agitandola mentre camminava. Marsha era in piedi vicino alla finestra, pronta ad abbassare la tapparella. Guardava fuori, nel buio della notte, e la fronte era corrugata per la preoccupazione. Che succede? le chiese Hamilton.
Dai un'occhiata fuori.
Lui guard, ma tutto ci che vide fu solo l'oscurit, e il profilo indistinto delle case. Qua e l c'erano poche luci che brillavano debolmente. Il cielo era coperto, un basso soffitto di nebbia che scivolava silenziosamente sulle cime tetti. Niente si muoveva. Non c'era vita, n attivit. Non vedeva nessuno.
come stare nel Medio Evo, disse Marsha a bassa voce.
Perch un'immagine del genere? Anche lui vedeva ci che c'era, ma si trattava oggettivamente di una scena comunissima, il consueto panorama dalla camera da letto alle nove e mezzo di una fredda sera di ottobre.
Ne parlavamo prima, in macchina, aggiunse Marsha scossa da un brivido. Tu hai detto qualcosa a proposito dell'anima dei gatti. Non avevi mai parlato cos, prima.
Prima di che cosa?
Prima di tornare qui. Si allontan dalla finestra e prese una camicetta pulita che era appesa sulla spalliera di una sedia. E... lo so che ti sembrer sciocco, ma tu hai visto veramente la macchina del dottore che si allontanava? Lo hai salutato? successo qualcosa?
Be', se ne andato, precis Hamilton in tono vago.
Seria in volto, Marsha si abbotton la camicetta e poi la infil nei pantaloni. Forse sto dando i numeri. Lo shock, i sedativi... ma tutto cos immobile. Come se fossimo le uniche persone vive. Chiuse in una prigione grigia, senza luci n colori, una specie di... di luogo primordiale. Ti ricordi le antiche religioni? Prima che il cosmo si trasformasse in caos, prima che la terra fosse separata dall'acqua, e l'oscurit dalla luce. Quando le cose non avevano nome.
Tontolone ce l'ha il suo nome, le fece notare dolcemente Hamilton. Tu ce l'hai, e cos la signorina Reiss,e anche Paul Klee.
Ritornarono insieme in cucina. Marsha si occup di preparare il caff, e dopo pochi minuti la caffettiera bolliva furiosamente. La signorina Reiss era seduta tutta impettita al tavolo della cucina, e aveva un'espressione tirata, quasi stravolta; i suoi lineamenti severi, esangui, esprimevano una grande concentrazione, come se lei fosse agitata da chiss quali tumulti interiori. Era una donna giovane, dal viso anonimo ma volitivo, e i capelli scialbi color sabbia raccolti in uno stretto chignon dietro la testa. Aveva il naso piccolo e aguzzo, e le labbra serrate riducevano la sua bocca a una linea dura e sottile. Aveva l'aria di una persona con la quale era meglio non scherzare.
Di che stavate parlando, voi due? chiese mentre girava il caff.
Contrariato, Hamilton rispose, Di cose personali, perch?
Su, caro, lo riprese Marsha.
Hamilton affront la signorina Reiss a brutto muso. Ma lei fa sempre cos? Mette il naso dappertutto, si impiccia delle cose degli altri?
Il volto teso della donna non rivel alcuna emozione visibile. Devo essere prudente, spieg. L'incidente di oggi mi ha reso particolarmente consapevole dei pericoli che corro. Poi si corresse, e aggiunse, Il cosiddetto incidente, anzi.
Perch lei in particolare? le chiese Hamilton, incuriosito.
La donna non rispose; stava guardando Tontolone. Il grosso gatto malandato aveva finito di mangiare, e adesso era in cerca di un posto dove mettersi a dormire. Che gli prende? domand la signorina Reiss, con voce esile, spaventata. Perch mi guarda?
Lei sta seduta, disse Marsha in tono conciliante. Il gatto vuole solo saltarle in grembo e farsi una dormita.
La signorina Reiss sobbalz e se la prese col gatto. Non avvicinarti! Tieni il tuo lurido corpo lontano da me! Poi, rivolta ad Hamilton, gli confid, Se non avessero le pulci forse non me la prenderei tanto. E questo, poi, ha un aspetto davvero poco invitante. Immagino che far fuori un bel po' di uccellini.
Sei o sette al giorno, rispose Hamilton, sentendo che stava perdendo la pazienza.
Gi, disse la signorina Reiss, ritraendosi cautamente dal gatto, che la fissava perplesso. Si vede subito che ha un istinto omicida. Dovrebbero emanare delle leggi molto severe. Sono bestie pericolose, animali aggressivi, e costituiscono una minaccia per tutti; come minimo bisognerebbe chiedere il permesso per tenerli. E poi le autorit dovrebbero...
Non solo uccelli, la interruppe Hamilton, che si sentiva invadere da un freddo, perverso sadismo. Anche serpenti e talpe. E stamattina si presentato con un coniglio morto.
Tesoro, intervenne Marsha, secca, mentre la signorina Reiss era scossa da un tremito di genuina paura. A certa gente non piacciono i gatti. Non puoi pretendere che tutti la pensino come te.
E anche piccoli topi pelosi, insistette brutalmente Hamilton. A dozzine. Alcuni li mangia, altri li porta a noi. E una mattina aveva in bocca la testa di una vecchia.
La signorina Reiss emise un urlo stridulo di tenore. Presa dal panico, arretr, patetica e indifesa. Hamilton si pent immediatamente di ci che aveva detto. Vergognandosi di se stesso, apr la bocca per scusarsi, per fare ammenda del suo umorismo frainteso...
Dall'alto piovve uno sciame di locuste. Travolto da una massa brulicante di animali vermiformi, Hamilton lott freneticamente per liberarsi. Le due donne e il gatto rimasero a guardare senza riuscire a credere ai loro occhi, incapaci di muoversi. Per un bel po' lui si dimen e scalci per non soccombere a quell'orda di insetti che strisciavano, mordevano e pungevano, poi si ritrasse e riusc a cacciarli via; esausto e ansimante, rimase in un angolo a riprendere fiato.
Santo Dio, mormor Marsha, sconvolta, allontanandosi anche lei dalla massa di insetti che frinivano e saltellavano dappertutto.
Che... che diavolo stato? riusc a dire con fatica la signorina Reiss, gli occhi fissi sul mucchio di animali formicolanti. impossibile.
Be', disse Hamilton con voce tremante, invece successo.
Ma come? fece eco Marsha, mentre tutti lasciavano la cucina, e quella valanga straripante di ali e corpi chitinosi. Cose del genere non possono succedere.
Per quadra, aggiunse Hamilton, sempre con un filo di voce. L'ape... ti ricordi? Avevamo ragione; successo qualcosa. E tutto quadra. Tutto ha senso.
CAPITOLO QUARTO

Marsha Hamilton dormiva; la luce gialla e calda del mattino si riversava sulle sue spalle nude, sulle coperte e sul pavimento. Jack Hamilton era in bagno a farsi stoicamente la barba, incurante del dolore pulsante al braccio ferito. Lo specchio, appannato e gocciolante, gli rimandava l'immagine del suo viso ricoperto dalla schiuma da barba, una parodia distorta della sua immagine di tutti i giorni.
La casa era in ordine e vi regnava la calma. Le locuste della sera prima erano scomparse quasi tutte; solo degli occasionali fruscii gli ricordavano che qualcuna si era nascosta nelle pareti. Tutto sembrava normale. Il furgone del latte passava rumorosamente sulla strada. Marsha russava leggermente e ogni tanto si muoveva, sollevando un braccio al di sopra delle coperte. All'esterno, sul portico posteriore, Tontolone si stava preparando a entrare in casa.
Con molta attenzione, imponendosi di vincere il dolore, Hamilton fin di radersi, sciacqu il rasoio, si pass del talco sulle guance e sul collo, e and in cerca di una camicia pulita. Era rimasto sveglio tutta la notte a pensarci, e aveva deciso di farlo proprio in quel momento: adesso che si era lavato, rasato e pettinato, e che si era svegliato del tutto.
Si inginocchi con qualche fatica, un le mani, chiuse gli occhi, respir a fondo e cominci.
Signore, disse, serio, quasi in un bisbiglio, mi dispiace di ci che ho fatto alla povera signorina Reiss. Vorrei tanto essere perdonato, se Tu sei d'accordo.
Rest in ginocchio per un minuto, domandandosi se la preghiera fosse sufficiente. E se fosse stata correttamente indirizzata. Ma pian piano il suo atteggiamento umile e contrito lasci il posto a un senso di collera risentita. Non era normale che un uomo maturo come lui se ne stesse l in ginocchio. Era una posizione poco dignitosa, indegna di un adulto... e per di pi non ci era nemmeno abituato. Indignato, aggiunse una frase per concludere la preghiera.
Diciamoci le cose come stanno... se l' cercata. Il suo rauco bisbiglio scivol nell'appartamento silenzioso; Marsha sospir di nuovo e si raggomitol in posizione fetale. Di l a poco si sarebbe svegliata. All'esterno Tontolone grattava nervosamente la porta, domandandosi come mai fosse ancora chiusa.
Esaminiamo quello che ha detto, continu Hamilton, scegliendo accuratamente le parole. Sono gli atteggiamenti come i suoi che poi portano ai campi di concentramento. intollerante, una personalit tipicamente compulsiva. Ci vuole poco per passare dall'odio per i gatti all'odio per gli ebrei.
Non vi fu risposta. Forse se ne aspettava una? E quale, esattamente, si aspettava? Non lo sapeva con certezza. Una cosa qualsiasi, magari, un segno.
Ma forse non era la strada giusta. L'ultima volta che si era rifugiato nella religione era stato quando aveva otto anni, in una imprecisa giornata di scuola domenicale. Le faticose letture della sera prima non gli avevano affatto chiarito le idee; aveva solo capito, molto vagamente, che era una materia molto complessa. Formule ben precise, certe regole da rispettare... peggio di una discussione con il colonnello T. E. Edwards.
Eppure, in qualche modo, era la stessa cosa.
Era ancora inginocchiato quando ud un suono alle sue spalle. Si gir di scatto e scorse una figura che si muoveva rapidamente attraverso il soggiorno. Un giovane di colore vestito in pantaloni di tela e maglione.
lei il mio segno? gli chiese ironicamente Hamilton.
Si ricorda di me? replic il negro, il cui volto era teso per la stanchezza. Sono la guida che vi ha accompagnato su quella piattaforma. Da quindici ore non faccio che ripensarci.
Non stata colpa sua, disse Hamilton. Lei caduto insieme a tutti gli altri. Si rimise faticosamente in piedi, usc dal bagno e and in cucina. Ha gi fatto colazione?
Non ho fame. Il negro lo studi con attenzione Che cosa stava facendo? Pregava?
S, ammise Hamilton.
Lo fa abitualmente?
No, rispose Hamilton dopo un attimo di esitazione. Non pregavo pi da quando avevo otto anni.
Il negro assimil l'informazione. Mi chiamo Bill Laws. Si strinsero la mano. Sembra che lei abbia capito. Quand' successo?
In un momento imprecisato fra ieri sera e stamattina.
Le accaduto qualcosa di particolare?
Hamilton gli raccont della pioggia di locuste e dell'ape. Non stato difficile capire quale fosse la relazione. Ho mentito... e sono stato punito. E prima ancora, avevo bestemmiato... e sono stato punito. Causa ed effetto.
Perde il suo tempo, a pregare, gli disse Laws, asciutto. Ci ho provato anch'io, ma non funziona.
Lei per che cosa ha pregato?
Laws indic ironicamente la propria pelle scura. Ho fatto un tentativo. Ma le cose non sono cos semplici... non lo sono state e non lo saranno mai.
Sembra piuttosto amareggiato, osserv Hamilton, guardingo.
stato un colpo vero e proprio. Laws gironzol per il soggiorno. Mi scusi se sono entrato cos. La porta era aperta e pensavo che lei fosse sveglio. Non un tecnico nel campo della ricerca elettronica?
Proprio cos.
Laws fece una smorfia. Congratulazioni, fratello. Io sono studente universitario, fisica superiore. cos che sono riuscito a ottenere l'impiego. Al giorno d'oggi c' un sacco di concorrenza. Poi aggiunse, o almeno cos dicono.
Lei come se ne accorto?
Di questa faccenda? Laws alz le spalle. Non stato difficile. Tir fuori dalla tasca un rotolo di stoffa, lo apr e mostr un piccolo frammento metallico. Me lo ha regalato mia sorella, tanti anni fa, perch lo portassi sempre con me. Ormai non posso pi farne a meno. Porse il talismano ad Hamilton. Vi erano incise alcune formule di devozione religiosa, ormai consunte dal continuo maneggiamento.
Avanti, disse Laws. Lo provi.
Provarlo? Hamilton non capiva. In tutta sincerit, non proprio il mio campo.
Il braccio, disse Laws, gesticolando impaziente. Funziona, adesso. Lo metta sulla ferita. Prima per meglio togliere la fasciatura; se c' un contatto fisico diretto agisce ancora meglio. Contiguit, la chiamano. cos che sono riuscito a farmi passare tutti i dolori e a far guarire tutte le lesioni.
Scettico, e con molta circospezione, Hamilton tolse una parte della fasciatura; la carne livida e umida aveva un colorito sanguigno, alla luce del mattino. Dopo un attimo di esitazione pos sulla ferita il freddo pezzetto di metallo.
Eccolo che funziona, disse Laws.
La carne martoriata della ferita cominci a risanarsi. Mentre Hamilton osservava, si tramut da rosso vivo in un rosa cupo, quindi in arancione vivido; la ferita si contrasse,
si asciug e si richiuse, lasciando solo un segno sottile, bianco e indistinto. E il dolore era scomparso.
Ecco fatto, esclam Laws, riprendendosi il talismano. Prima funzionava?
Non ha mai funzionato. Laws lo rimise in tasca. Stasera voglio provare a lasciare qualche capello dentro l'acqua. Naturalmente domattina ci trover dei vermi. Vuole sapere come si cura il diabete? Mezzo rospo tritato mescolato con latte di vergine, da portare intorno al collo all'interno di un pezzo di flanella immersa in una pozza d'acqua.
Intende dire che tutta questa roba...
Funziona. Come dicevano i contadini. Fino a ora hanno avuto torto, ma adesso siamo noi che ci sbagliamo.
Marsha apparve in vestaglia sulla porta della camera da letto, tutta spettinata e con l'aria ancora insonnolita. Oh, esclam quando vide Laws. lei. Come sta?
Benissimo, grazie, rispose il negro. Strofinandosi gli occhi, Marsha si rivolse subito al marito. Come hai dormito?
Ho dormito. Qualcosa nel tono della sua voce, qualcosa di dolorosamente urgente, lo spinse a chiedere, perch?
Hai sognato?
Hamilton riflett. Si era agitato molto, e aveva avuto qualche vaga fantasia, ma nulla che ricordasse con precisione. No, rispose.
Una strana espressione si era dipinta sul viso affilato di Laws. Lei ha sognato, signora Hamilton? Che cosa ha sognato?
Una cosa assurda. Non stato proprio un sogno. Voglio dire, non successo niente. Era cos, e basta.
Un posto?
S, un luogo. E noi.
Tutti noi? domand Laws, molto interessato. Tutti e otto?
S. Marsha annu con enfasi. Eravamo proprio dove siamo caduti. Gi nel bevatrone. Tutti e otto, lunghi a terra, e svenuti. E non succedeva niente. Il tempo non passava, e non c'era nessun cambiamento.
In un angolo, chiese Laws, non c'era qualcuno che si muoveva? Magari degli infermieri?
S, conferm Marsha. Ma non si muovevano. Erano su una specie di scala. Immobili, come congelati.
Si muovevano, invece, disse Laws. L'ho sognato anch'io. All'inizio mi sembrava che fossero immobili, ma poi mi sono accorto che si muovevano. Molto lentamente. Segu un silenzio imbarazzato.
Hamilton continu a frugare nei suoi ricordi e disse, lentamente, Adesso che me lo dite... Poi si strinse nelle spalle. un ricordo traumatico. Il momento dello shock. inciso nei nostri cervelli; non riusciremo mai a liberarcene.
Ma, osserv Marsha, con voce tirata, continua ancora. Ci siamo ancora dentro.
Laggi? Nel bevatrone?
Lei annu con convinzione. Lo sento. Ne sono convinta.
Hamilton si rese conto dalla voce che sua moglie era allarmata. Allora cambi argomento. Sorpresa, disse, facendole vedere il braccio appena guarito. arrivato Bill e ha fatto il miracolo.
Non sono stato io, replic con enfasi Laws, guardandoli con espressione dura. Non ne sarei mai stato capace. Imbarazzato, Hamilton si mise a strofinarsi il braccio. il suo talismano che l'ha fatto.
Laws riprese in mano il pezzetto di metallo portafortuna e lo guard. Forse siamo sprofondati nella realt reale. Forse questa capacit sempre esistita, nascosta al di sotto della superficie.
Marsha si avvicin lentamente ai due uomini. Siamo morti, non vero? domand con voce fioca.
Sembra di no, rispose Hamilton. Ci troviamo ancora a Belmont, California. Ma non la stessa Belmont. Ci sono stati dei piccoli cambiamenti, qua e l. E qualche aggiunta. C' qualcuno che si sta dando da fare.
E adesso che facciamo?
Non chiederlo a me, disse Hamilton. Non sono stato io a fare tutto questo. evidente che tutta una conseguenza dell'incidente al bevatrone. Qualunque cosa sia successa.
Lo sapete che facciamo? disse Marsha, con calma.
Che cosa?
Io vado a cercarmi un lavoro.
Hamilton sgran gli occhi. Che genere di lavoro?
Uno qualsiasi. Dattilografa, commessa, centralinista. Cos potremo andare avanti... te lo ricordi?
Me lo ricordo, rispose Hamilton. Ma tu starai a casa a spolverare il caminetto. Ci andr io, a cercarmi un lavoro. Indic il viso rasato di fresco e la camicia pulita. Sono gi pronto a partire.
Ma, obiett Marsha, se hai perso il lavoro per colpa mia.
Forse non ci sar pi bisogno di lavorare, intervenne Laws, in tono ironicamente enfatico. Forse ci baster aprire la bocca e aspettare la manna che scender dal cielo.
Magari ci ha gi provato, disse Hamilton.
S, ci ho provato, ma senza ottenere niente. Per qualcuno ha ottenuto dei risultati. Dovremo studiare bene come funziona tutta questa faccenda. Questo mondo, o quel che
diavolo , ha le sue leggi. Leggi diverse da quelle a cui eravamo abituati. Gi qualcuna l'abbiamo vista. Il talismano funziona, e questo significa che adesso funziona l'intera struttura della benedizione. Poi aggiunse, e forse della dannazione.
La salvezza, mormor Marsha, spalancando gli occhi. Buon Dio, Jack, credi che ci sia veramente un Paradiso?
Assolutamente, conferm Hamilton, poi torn in camera da letto e ne usc poco dopo facendosi il nodo alla cravatta. Ma tutto questo viene dopo. Adesso devo andare a San Francisco. In banca ci sono rimasti soltanto cinquanta dollari e io non ho la minima intenzione di mettermi a invocare miracoli per non morire di fame.

Hamilton and alla base missilistica a riprendersi la sua Ford coup ancora parcheggiata l, in uno spazio dove c'era scritto: riservato a John W. Hamilton.
Lasci la citt di Belmont e prese la strada per El Camino. Mezz'ora pi tardi entrava a San Francisco. L'orologio di fronte alla filiale della Bank of America di San Francisco sud segnava le undici e mezzo quando lasci la macchina nel parcheggio, accanto alle Cadillac e alle Chrysler dei pezzi grossi dell'EDA.
I palazzi della Electronic Development Agency si trovavano sulla sua destra; blocchi di cemento bianco che si stagliavano contro le colline della zona industriale in continua crescita. Una volta, un anno prima, quando lui aveva pubblicato la sua prima ricerca in elettronica avanzata, la EDA aveva cercato di strapparlo alla California Maintenance. A capo della societ c'era Guy Tillingford, uno dei pi importanti esperti di statistica del paese: un uomo brillante e originale, che per di pi era stato un grande amico del padre di Hamilton.
Se mai c'era la possibilit di trovare un lavoro, quello era il posto giusto. E poi, cosa ancor pi importante, attualmente la EDA non era aveva nulla a che fare con i militari. Il dottor Tillingford, membro del gruppo che aveva creato l'Istituto di Studi Avanzati a Princeton (prima che quel gruppo venisse ufficialmente sciolto) era pi interessato alla ricerca scientifica in genere. Producevano alcuni fra i computer pi evoluti, i grandi cervelli elettronici utilizzati nelle industrie e nelle universit di tutto il mondo occidentale.
S, signor Hamilton, disse la piccola, efficiente segretaria, mentre continuava a esaminare con molta attenzione i suoi documenti. Riferir al dottore che lei qui... sono certa che sar molto contento di vederla.
Hamilton si mise a passeggiare nervosamente nell'atrio, tormentandosi le mani e pregando fra s e s. Non gli fu difficile, farlo; in quel momento, con cinquanta dollari in banca, era facile pregare. Cinquanta dollari non avrebbero garantito vita lunga alla famiglia Hamilton... nemmeno in un mondo di miracoli e di cavallette che piovevano dal cielo.
Jack, ragazzo mio, tuon il dottor Guy Tillingford con il suo vocione, mentre compariva sulla porta dell'ufficio; radioso in volto, gli tese subito la mano. Accidenti, come sono contento di vederti. Quanto tempo , dieci anni?
Pi o meno, conferm Hamilton mentre si stringevano calorosamente la mano. La trovo bene, dottore.
L'ufficio era pieno di assistenti e tecnici, giovanotti dall'aria intelligente con i capelli tagliati cortissimi, cravatte a farfalla, lo sguardo sveglio e i visi ben rasati. Il dottor Tillingford precedette Hamilton attraverso una serie di porte di legno, fino a un salottino privato.
Qui possiamo parlare, disse, accomodandosi in una comoda poltrona di pelle nera. Questa stanza l'ho voluta io, proprio per avere un posto in cui ritirarmi quando ho bisogno di stare un po' da solo a riflettere. Poi aggiunse, tristemente, Non sono pi quello di una volta, ormai. Mi rifugio qui un paio di volte al giorno... per recuperare le forze.
Ho lasciato la Cal Main, disse Hamilton.
Ah, s? fece Tillingford, annuendo. Meglio per te. un ambientaccio. C' troppo amore per le armi. Non sono scienziati, ma semplici dipendenti del Governo.
Non me ne sono andato di mia volont, mi hanno licenziato. In poche parole Hamilton lo mise al corrente della situazione.
Per un po' Tillingford Jion disse niente. Pensieroso, si torment un dente, aggrottando la fronte. Mi ricordo di Marsha. Splendida ragazza. Mi sempre piaciuta. Ma di questi tempi non si fa che parlare dei rischi per la sicurezza nazionale. Comunque qui non abbiamo preoccupazioni del genere. Adesso come adesso non abbiamo nessun contratto con il Governo. Siamo in una torre d'avorio. Ridacchi senza troppa allegria. L'ultimo caposaldo della ricerca pura.
Pensa che potrei esserle utile? domand Hamilton con il tono pi disinvolto possibile.
Perch no. Oziosamente, tir fuori dalla tasca una piccola ruota e cominci a farla girare. Conosco bene il lavoro che fai... anzi, mi piacerebbe averti avuto prima con me.
Non credendo ai suoi occhi, preda di un fascino quasi ipnotico, Hamilton fissava la ruota di Tillingford.
Naturalmente, devo farti le solite domande, aggiunse Tillingford, sempre facendo girare la ruota. Questa la trafila... ma tu non dovrai compilare il questionario per iscritto. Ti rivolger le domande a voce. Tu non bevi, no?
Hamilton sussult. Bere?
Questa storia di Marsha solleva qualche problema. Naturalmente a noi non interessano gli aspetti legati alla sicurezza... ma una cosa devo chiedertela. Jack, rispondimi con sincerit. Tillingford si mise la mano in tasca, ne estrasse un volumetto rilegato in pelle nera e lo porse ad Hamilton. Sulla copertina c'era scritto, a lettere d'oro: Bayan del Secondo Bab. All'universit, quando voi due eravate immischiati con gruppi estremisti, avete mai praticato... diciamo cos, l'amore libero?
Hamilton non sapeva che rispondere. Muto, confuso, rimase l a fissare il volumetto, che ancora conservava il tepore della tasca. Nel frattempo un paio di giovani impiegati dell'EDA erano entrati nella stanzetta e assistevano in rispettoso silenzio. Vestiti nei loro lunghi grembiuli bianchi, sembravano stranamente solenni e obbedienti. Le loro teste rasate gli fecero venire alla mente quelle di giovani monaci... strano che non avesse mai fatto caso a quanto quel genere di pettinatura cos in voga ricordasse l'antica pratica ascetica degli ordini religiosi. Quei due uomini erano senza dubbio dei giovani e brillanti tecnici, ma dov'era finita la loro abituale sicurezza?
E visto che ci siamo, aggiunse Tillingford, devo farti anche un'altra domanda. Jack, ragazzo mio, metti la mano sul Bayan e dimmi, in tutta sincerit, hai trovato l'Unico Vero Cancello che conduce alla salvezza?
Tutti gli occhi erano puntati su di lui. Hamilton deglut, si sent avvampare e rimase l impotente, senza sapere che cosa rispondere. Dottore, riusc a dire alla fine, penso che torner un'altra volta.
Tillingford, preoccupato, si tolse gli occhiali e gli rivolse un'occhiata indagatrice. Jack, non ti senti bene?
Sto attraversando un momento molto difficile. Ho perso il posto... Poi, in tutta fretta, aggiunse, ho avuto anche altri problemi. Ieri Marsha e io abbiamo avuto un incidente. Gi al bevatrone un nuovo deflettore ha funzionato male e ci ha scaricato addosso le radiazioni.
Oh, s, annu Tillingford. Ne ho sentito parlare. Ma non morto nessuno, per fortuna.
Quelle otto persone, disse uno dei giovani tecnici dall'aria ascetica, devono aver camminato insieme al Profeta. stata una brutta caduta.
Dottore, disse Hamilton, faticando a farsi uscire la voce, potrebbe consigliarmi un bravo psichiatra?
Sul viso dell'anziano scienziato si deline lentamente un'espressione di incredulit. Un... che cosa? Sei uscito di senno, ragazzo mio?
S, rispose Hamilton. Pare di s.
Ne parliamo dopo, tagli corto Tillingford, con voce strozzata. Poi, con un gesto brusco, fece cenno ai due tecnici di uscire dalla stanza. Andate alla moschea, ordin loro, e meditate finch non vi chiamo io.
Dopo avere rivolto una lunga, penetrante occhiata ad Hamilton, i due uscirono.
Adesso possiamo parlare, disse Tillingford, con la sua voce cavernosa. Io ti sono amico. Conoscevo tuo padre, Jack. Era un grande scienziato. Non ne nascono pi cos. Ho sempre nutrito grandi speranze su di te, e quando sei andato a lavorare con la California ci sono rimasto male. Ma naturalmente dobbiamo inchinarci di fronte alla Volont Cosmica.
Posso rivolgerle qualche domanda? Hamilton cominciava a sudare freddo, e sentiva il colletto inamidato della sua camicia che si stava bagnando. Questa ancora una organizzazione scientifica, vero? Oppure non lo pi?
Ancora? Stupito, Tillingford si riprese il libretto dal le mani di Hamilton. Non riesco a capire il senso della domanda, figliolo. Sii pi chiaro.
Mettiamola cos. Io sono stato... tagliato fuori. Ero talmente preso dal mio lavoro che ho perso ogni contatto con il resto del mondo scientifico. E quindi, concluse, quasi disperato, non ho la pi pallida idea di quello che sta succedendo, anche negli altri campi. Non potrebbe... non potrebbe riassumermi in breve qual l'immagine complessiva del! mondo di oggi?
Immagine, ripet Tillingford, annuendo. piuttosto facile perderla di vista. il problema dell'eccessiva specializzazione. Da parte mia non posso dirti un gran che. Il nostro lavoro all'EDA piuttosto lineare, si potrebbe addirittura dire che prescritto. Alla Cal Main stavate sviluppando armi da usare contro gli infedeli, questo abbastanza chiaro. Scienza applicata, non cos?
Esatto, convenne Hamilton.
Qui, invece, ci occupiamo dell'eterno problema di base, quello della comunicazione. nostro compito, e che compito, garantire la struttura elettronica fondamentale della comunicazione. Abbiamo dei tecnici... come te. Abbiamo degli eccellenti consulenti semantici, e psicologi della ricerca molto preparati. Tutti insieme dobbiamo affrontare questo problema basilare dell'esistenza dell'uomo: mantenere in piena efficienza il collegamento fra la Terra e il Gelo.
Il dottor Tillingford continu, Anche se certamente tu lo sai gi, te lo ripeter. Nei tempi antichi, prima che la comunicazione venisse sottoposta a una rigorosa analisi scientifica, esisteva una gran quantit di sistemi pi o meno empirici. Sacrifici umani, tentativi di attirare l'attenzione di Dio stuzzicandogli il naso e il palato. Molto rozzo e molto antiscientifico, come la preghiera a voce alta e il canto di inni, ancora praticati dalle classi meno evolute. Bene, lasciamo che intonino i loro inni e recitino le loro preghiere. Premette un pulsante e una sezione della parete divenne trasparente. Hamilton si ritrov a guardare tutto il complesso dei laboratori di ricerca, che si estendevano in cerchio attorno all'ufficio di Tillingford; una sfilata di uomini e apparecchiature, le migliori macchine e i migliori tecnici disponibili nel paese.
Norbert Wiener, riprese Tillingford. Ricorderai il suo lavoro nel campo della cibernetica. E, cosa ancor pi importante, quello di Enrico Destini nel campo della teofonia.
Che cos'?
Tillingford sollev una palpebra. Tu sei uno specialista, ragazzo mio. La comunicazione fra l'uomo e Dio, naturalmente. Utilizzando il lavoro di Wiener, e la preziosa ricerca di Shannon e Weaver, Destini riusc a realizzare, nel 1946, il primo sistema di comunicazione realmente efficace fra la Terra e il Cielo. Naturalmente pot servirsi di tutta l'attrezzatura bellica usata nella Guerra contro le Orde Pagane, contro quei dannati barbari adoratori di Wotan e della Quercia.
Intende dire... i nazisti?
Io preferisco chiamarli cos. Quello gergo da sociologi, no? E quel Negatore del profeta, queir Anti-Bab... dicono che sia ancora vivo e che si trovi in Argentina. Ha scoperto l'elisir di eterna giovinezza o qualcosa del genere. Ha fatto il patto col diavolo nel 1939, te lo ricorderai. Forse successo quando eri ancora piccolo? Be', comunque dovresti saperlo... storia.
Lo so, disse Hamilton, a fatica.
Eppure ci sono ancora persone che si rifiutano di vedere ci che evidente. A volte penso che i Fedeli dovrebbero ricevere una bella lezione. Qualche bomba all'idrogeno buttata qua e l, e la forte corrente di ateismo che non si riesce a sconfiggere...
E negli altri campi? lo interruppe Hamilton. Che stanno facendo? La fisica, per esempio. Che mi dice dei fisici?
La fisica un argomento chiuso, lo inform Tillingford. Virtualmente si conosce ogni aspetto dell'universo materiale... anzi, lo si conosce fin da diversi secoli. La fisica diventata la parte astratta della tecnica.
E gli ingegneri?
In risposta Tillingford gli porse una copia del Journal of Applied Sciences del novembre 1959. L'articolo di fondo ti spiegher tutto, penso. Un uomo in gamba, quell'Hirschbein.
L'articolo di fondo si intitolava Aspetti teorici del problema della costruzione di un serbatoio; seguiva un sottotitolo: La necessit di disporre di una fornitura costante grazia incontaminata per tutti i maggiori centri abitati.
Grazia? ripet Hamilton debolmente.
Gli ingegneri, spieg Tillingford, sono pi che altro preoccupati dall'impegno di convogliare la grazia a ogni comunit babista di tutto il mondo. In un certo senso un problema analogo al nostro di tenere sempre in efficienza le linee di comunicazione.
E questo tutto ci che fanno?
Be', riconobbe Tillingford, c' l'impegno continuo di edificare moschee, templi e altari. Il Signore un padrone severo e preciso, te ne rendi conto; le Sue regole sono molto precise. Detto fra me e te, in tutta onest non li invidio. Basta uno sbaglio e... fece schioccare le dita, puf.
Puf?
Un fulmine.
Oh, esclam Hamilton. Ma certo.
Perci i ragazzi pi in gamba evitano quasi tutti di studiare ingegneria. Il tasso di mortalit troppo alto. Tillingford lo studi con un'attenzione quasi paterna. Figliolo, ti rendi conto, spero, che il tuo campo il migliore.
Non ne ho mai dubitato, disse Hamilton con la voce che sembrava non volergli uscire. Ero solo curioso di sapere quello che fanno gli altri.
Sono soddisfatto del tuo livello morale, gli disse Tillingford. So che vieni da una buona famiglia, devota e timorata di Dio. Tuo padre era una persona umile e onesta come poche. Ogni tanto ci sentiamo.
Vi sentite? chiese Hamilton a fatica.
Se la passa piuttosto bene. Sente la tua mancanza, naturalmente. Tillingford indic l'impianto di comunicazione sul tavolino. Se vuoi...
No, si affrett a dire Hamilton, ritraendosi. Sono ancora sconvolto dall'incidente. Non potrei parlargli, adesso.
Come preferisci. Tillingford gli diede una pacca arni1 chevole sulla spalla. Vuoi dare un'occhiata ai laboratori? Abbiamo un'attrezzatura di prim'.ordine, lasciamelo dire. Poi, in un sussurro confidenziale, gli rivel, Ci sono costate un bel po' di preghiere, per. Dove lavoravi prima, alla Cal Main, hanno fatto di tutto per farsi sentire pi di noi.
Ma l'avete spuntata voi.
Oh, certo. Dopotutto, siamo stati noi a installare le linee di comunicazione. Con una smorfia maliziosa lo accompagn alla porta. Ti accompagno dal direttore del personale... lui penser a tutto, per quanto riguarda l'assunzione.

* * *

Il direttore del personale era un uomo florido, dalle guance lisce, che accolse Hamilton con radiosa cordialit mentre trafficava con le carte e i modelli sopra la scrivania. Saremo felicissimi di averla con noi, signor Hamilton. L'EDA ha bisogno di uomini della sua esperienza. Se poi il dottore la conosce di persona...
Lo assuma subito, gli ordin Tillingford. Riduca al minimo ogni aspetto burocratico e passi ai test attitudinali.
D'accordo, annu il direttore prendendo la sua copia di Bayan e il Secondo Bab. Lo appoggi sulla scrivania, lo richiuse, poi chiuse gli occhi, fece scorrere un dito lungo le pagine e apr il libro a caso. Tillingford si pieg su di lui, osservando attentamente, e i due uomini esaminarono il passaggio, confabulando fra loro a voce bassa.
Bene, disse alla fine Tillingford, soddisfatto. una conferma.
Lo senza dubbio, convenne il direttore. Poi, rivolto ad Hamilton, La cosa potr interessarla. una delle approvazioni pi chiare che abbia visto quest'anno. In tono sbrigativo ed efficiente lesse, Visione 1931, Capitolo 6, versetto 14; linea 1: "S, la Vera Fede scioglie il coraggio di chi non crede, poich egli conosce la misura dell'ira di Dio; egli conosce la misura per riempire il vaso d'argilla". Con un colpo secco richiuse il Bayan e lo ripose nella scrivania. Entrambi fissavano orgogliosamente Hamilton, irradiando buona volont e soddisfazione professionale.
Confuso, ancora incerto se essere soddisfatto o no, Hamilton torn al motivo, chiaro e semplice, che lo aveva condotto l. Posso chiedere quale sar lo stipendio? O troppo... Cerc di fare una battuta, ...troppo volgare e commerciale?
I due uomini rimasero di sasso. Stipendio?
S, stipendio, ripet Hamilton, sull'orlo di un attacco isterico. Ricordate, quella cosa che il reparto contabilit consegna ai dipendenti ogni due settimane. Per evitare che diventino troppo insoddisfatti.
Come d'uso, rispose Tillingford, con serena dignit, tu verrai pagato da quelli dell'IBM ogni dieci giorni. Si rivolse al direttore del personale e gli chiese, Qual la cifra esatta? Non mi ricordo mai questa roba.
Vado a controllare in contabilit. Il direttore lasci l'ufficio e torn poco dopo con l'informazione. Lei comincer con la classificazione Quattro-A. Dopo sei mesi passer alla Cinque-A. Che ne dice? Non male per un uomo di trentadue anni.
Che cosa... chiese Hamilton, che cosa significa Quattro-A?
Sorpreso, il direttore del personale ebbe un attimo di esitazione, poi rivolse un'occhiata a Tillingford, si umett le labbra e rispose, L'IBM gestisce il Libro dei Debiti e dei Crediti. Il Registro Cosmico. Gesticol. Sa, il Grande Inalterabile Elenco dei Peccati e delle Virt. L'EDA esegue il lavoro del Signore, quindi lei un servo del Signore. La sua paga sar di quattro crediti ogni dieci giorni, quattro unit lineari sulla via della sua salvezza. L'IBM le fornir tutti i particolari; in fin dei contr, esistono per questo.
Tutto quadrava. Hamilton respir a fondo e disse, E vero, me ne ero dimenticato. Vi prego di perdonarmi, ma sono cos confuso. Per... Si rivolse a Tillingford, quasi con frenesia. Come faremo io e Marsha a sopravvivere? Dobbiamo pagare le bollette, dobbiamo mangiare.
Come servo del Signore, dichiar Tillingford, impettito, sar Lui a provvedere a tutti i tuoi bisogni. Non hai il tuo Bayan ?
S-s, ment Hamilton.
Guardati solo dal perdere la fede. Io credo che uomo della tua statura morale, impegnato in un lavi come questo, dovrebbe essere capace di pregare e di ottenere almeno... Fece un rapido calcolo. Oh, diciamo quattrocento a settimana. Che ne dici, Ernie?
Il direttore del personale annu con convinzione. Come minimo.
Un'ultima domanda, disse Hamilton, mentre il dotto Tillingford era gi pronto ad andarsene, ben soddisfatto avere sistemato ogni cosa. Poco fa le ho chiesto di consigliarmi uno psichiatra...
Figliolo, disse Tillingford, fermandosi, ho una cosa e una sola da dirti. La vita tua e puoi farne ci che vuoi. Non tenter di dirti che cosa devi fare o pensare. La tua esistenza spirituale a rigore una faccenda privata fra te l'Unico Vero Dio. Ma se hai intenzione di consultare ciarlatani e...
Ciarlatani! esclam debolmente Hamilton.
Sono degli svitati, sempre sul filo del rasoio. Vanno bene per i laici. So che gli ignoranti li frequentano in grani numero; ho letto le statistiche e sono una ben triste conferma del livello di disinformazione che c' fra la gente. Comunque, posso consigliarti questo. Tir fuori un blocchetto per appunti e una penna, e scarabocchi rapidamente qualcosa. Questa l'unica strada giusta per te, e immagino che se non l'hai gi percorsa, a questo punto non far nessuna differenza. Comunque ci hanno detto di insistere. In fin dei conti, l'eternit un tempo molto lungo.
Sul foglietto c'era scritto: Profeta Horace Clamp. Sepolcro del Secondo Bab. Cheyenne, Wyoming.
Proprio cosi, disse TiWingford. Hai letto bene. Ti sorprende? Questo ti fa capire quanto io ci tenga a te, ragazzo mio.
Grazie, disse Hamilton, mettendosi distrattamente in tasca l'appunto. Se lo dice lei.
Certo che lo dico io, conferm Tillingford, con il tono di chi detiene l'autorit assoluta. Il Secondo Babismo l'unica Vera Fede, figliolo; l'unica che possa garantirti il Paradiso. Dio parla attraverso Horace Clamp, e solo attraverso lui. Vallo a trovare domani stesso; comincerai a lavorare un altro giorno, non importa. Se c' qualcuno che pu salvare la tua anima immortale dai fuochi della Dannazione Eterna, proprio il Profeta Horace Clamp.
CAPITOLO QUINTO

Mentre Hamilton si allontanava con passo incerto dai palazzi dell'EDA, un gruppetto di uomini gli si mise silenziosamente alle calcagna, le mani in tasca, i volti tutti ugualmente inespressivi, ma benevoli. Mentre cercavate chiavi della macchina, gli uomini avanzarono con decisione sulla ghiaia del parcheggio e lo raggiunsero.
Salve, disse uno di loro.
Erano tutti giovani e biondi, tutti con i capelli tagliati cortissimi, e impaludati in grembiuli bianchi da laboratorio che conferivano loro un'aria ascetica. Erano i giovani, brillanti tecnici di Tillingford, dipendenti superspecializzati dell'EDA.
Che cosa volete? chiese Hamilton.
Sta andando via? chiese uno di loro.
Gi.
Il gruppo valut l'informazione, e dopo un po' quello che aveva parlato aggiunse, Ma torner.
Statemi a sentire... cominci Hamilton, ma l'altro lo interruppe.
Tillingford l'ha assunta, afferm. Lei dovr prendere servizio la settimana prossima. Ha superato i test di ammissione e adesso andr in giro per i laboratori e ficcher il naso dappertutto.
Pu darsi che abbia superato i test, convenne Hamilton, ma questo non significa che mi ripresenter qui per prendere servizio. In effetti...
Mi chiamo Brady, lo interruppe di nuovo il tecnico. Bob Brady. Forse mi ha anche visto, l dentro. Ero con Tillingford quando lei arrivato. Brady lo squadr, poi riprese. Forse gli altri saranno soddisfatti delle sua assunzione, ma noi non lo siamo. Il personale gestito da laici. Loro sono dei burocrati; gli basta qualche semplice test attitudinale e non pensano ad altro.
Noi non siamo dei laici, aggiunse un altro.
Sentite, disse Hamilton, che sentiva rinascere in lui un filo di speranza. Forse possiamo trovare un punto d'incontro. Mi stavo proprio chiedendo come facciate, voi che siete tecnici specializzati, ad accettare questo assurdo sistema di selezione che si basa sull'apertura a caso di un libro. Non il modo adeguato per valutare le capacit e la preparazione di uno che cerca lavoro. Nel campo della ricerca avanzata, poi...
Per quanto ci riguarda, prosegu inesorabile Brady, fino a prova contraria lei un pagano. E nessun pagano pu lavorare all'EDA. Abbiamo le nostre regole professionali.
E poi lei non qualificato, aggiunse uno del gruppo. Qual la sua valutazione N?
La sua valutazione N. Brady protese la mano e attese. Lei ha fatto un nimbogramma di recente, no?
Non che io ricordi, rispose Hamilton, non sapendo cosa dire.
quello che pensavo. Nessuna valutazione N. Brady tir fuori dalla tasca un cartoncino perforato. In questo gruppo non c' nessuno che abbia una valutazione inferiore a 4.6 N. Cos su due piedi, direi che lei non raggiunge nemmeno la classe 2.0. Che mi dice?
Lei un pagano, ripet uno dei giovani tecnici, in tono severo. Uno sfacciato che cerca di infilarsi qui dentro senza averne il diritto.
Forse meglio che se ne vada, disse Brady. Salga sulla sua dannata macchina e si levi dai piedi.
Ho lo stesso vostro diritto di stare qui, protest Hamilton, esasperato.
Il giudizio di Dio, disse Brady, pensieroso. Sistemiamo questa faccenda una volta per tutte.
Bene, disse Hamilton, soddisfatto. Si tolse la giacca e la gett in macchina, poi disse, Vi dar una bella lezione.
Nessuno gli prest attenzione; i tecnici si erano radunati in circolo e stavano confabulando. Sopra di loro il sole del tardo pomeriggio cominciava a tramontare. Le macelli ne sfrecciavano lungo l'autostrada, e gli edifici dell'EDA scintillavano nella luce morente.
Cominciamo, decise Brady, avvicinandosi ad Hamilton con in mano un accendino tutto decorato. Alzi il pollice.
Il... pollice?
La prova del fuoco, gli spieg Brady, attivando l'accendino. Si lev una fiamma giallastra. Ci mostri il suo ed raggio, faccia vedere che un uomo.
Certo che sono un uomo, ribatt infuriato Hamilton Ma non ci penso nemmeno a bruciarmi il pollice solo per sottostare a questo assurdo rito di iniziazione da goliardi. Credevo che fosse roba da matricole.
Tutti i tecnici protesero il pollice, e Brady fece passali metodicamente l'accendino su ognuno di essi. Nessuno riport la pi piccola ustione.
Adesso tocca a lei, disse poi Brady, con ipocrita solennit. Sia uomo, Hamilton. Si ricordi che lei non un'animale senz'anima.
Andate al diavolo, reag Hamilton, fuori di s. E lei tenga quell'accendino lontano da me.
Si rifiuta di sottoporsi alla prova del fuoco? domand Brady, allusivo.
Con riluttanza, Hamilton allung il pollice. Forse il quel mondo gli accendini non bruciavano. Forse, senza saperlo, era immune al fuoco. Forse...
Ahi! strill Hamilton, ritraendo violentemente al mano.
I tecnici si strinsero la mano con molta seriet. Bene, disse Brady, che sprizzava soddisfazione da tutti i pori, rimettendosi in tasca l'accendino. Ci avrei giurato.
Hamilton rimase l impotente a strofinarsi il dito ustionato. Siete un branco di sadici, sbott. Bigotti e presuntuosi. Sembrate usciti dal Medioevo. Siete fanatici come... come musulmani.
Attento a quello che dice, lo ammon Brady. Lei sta parlando con un Campione dell'Unico Vero Dio.
E non se ne dimentichi, salmodi uno dei suoi assistenti.
Lei sar pure un Campione dell'Unico Vero Dio, disse Hamilton, ma si da il caso che io sia un tecnico elettronico di prim'ordine. Ci pensi bene.
Ci sto pensando, replic Brady, imperturbabile.
Scommetto che lei pu mettere il pollice anche davanti alla fiamma di un saldatore, o dentro un altoforno.
Proprio cos, annu Brady. Posso farlo.
Ma tutto questo che c'entra con l'elettronica? Hamilton fiss negli occhi il giovane tecnico, e disse, E va bene, amico mio. Le propongo una sfida. Vediamo quanto ne sa veramente, di elettronica.
Lei vuole sfidare un Campione dell'Unico Vero Dio? gli chiese Brady, incredulo.
Esatto.
Ma... Brady gesticol. illogico. meglio che se ne vada a casa, Hamilton. Lei sta cedendo ai suoi impulsi talamici.
Se la sta facendo sotto, eh? lo stuzzic Hamilton.
Ma lei non pu vincere. Lei perder, assiomatico. Consideri le premesse della situazione. Un Campione dell'Unico Vero Dio non pu che trionfare, per definizione; qualsiasi risultato diverso significherebbe negare il Suo potere.
La smetta di blaterare, disse Hamilton. Mi faccia lei la prima domanda. Tre domande a testa, sull'elettronica teorica e applicata. D'accordo?
D'accordo, rispose Brady con riluttanza. Gli altri tecnici fecero capannello intorno a loro sgranando tanto d'occhi, affascinati dalla piega che stavano prendendo gli eventi. Mi dispiace per lei, Hamilton. chiaro che lei non si rende conto di come stanno le cose. Possono concepire un atteggiamento irrazionale da parte di un profano, ma un uomo che abbia una minima preparazione scientifica...
Mi rivolga la domanda, lo interruppe Hamilton.
Mi enunci la legge di Ohm, disse allora Brady.
Hamilton sbatt gli occhi. Era come chiedergli di contare da uno a dieci; come poteva sbagliare? Questa la sua prima domanda?
Mi enunci la legge di Ohm, ripet Brady, poi cominci a muovere silenziosamente le labbra.
Che succede? gli chiese Hamilton, insospettito. Perch muove la labbra?
Sto pregando, confess Brady. Per avere l'aiuto divino.
La legge di Ohm, cominci Hamilton. La resistenza di un corpo al passaggio della corrente elettrica... Si interruppe.
Cosa c' che non va? gli domand Brady.
Mi distrae. Non potrebbe pregare dopo?
No, rispose Brady enfaticamente. Dopo non servirebbe a niente.
Cercando di non far caso alle labbra in movimento dell'altro, Hamilton riprese, La resistenza di un corpo al passaggio della corrente elettrica pu essere definita con la seguente equazione: R uguale...
Vada avanti, lo incoraggi Brady. La testa di Hamilton era come oppressa da una strana pesantezza; numeri ed equazioni fluttuavano, parole e frasi volteggiavano come farfalle, rifiutandosi di farsi afferrare. Una unit assoluta di resistenza, riprese con voce roca, si pu definire come la resistenza di un conduttore nel quale...
A me questa non sembra proprio la legge di Ohm, disse Brady. Poi, rivolto ai suoi colleghi, chiese, A voi sembra la legge di Ohm?
Tutti scossero la testa con aria reverente. impossibile, disse Hamilton, sconcertato. Non riesco nemmeno a enunciare la legge di Ohm.
Sia ringraziato Dio, comment Brady.
Il pagano stato sconfitto, osserv scientificamente un tecnico. La prova finita.
Non giusto, protest Hamilton. Io conosco la legge di Ohm come conosco il mio nome.
Guardi in faccia la realt, gli disse Brady. Ammetta di essere un pagano, al di fuori della grazia del Signore.
Posso farle io una domanda?
Brady riflette. Ma certo. Faccia pure. Tutto quello che vuole.
Un fascio di elettroni viene deflesso, cominci Hamilton, se passa attraverso due piastre tra le quali sia immessa una corrente elettrica. Gli elettroni sono soggetti a una forza che ad angolo retto rispetto al loro movimento. Chiamiamo L1 la lunghezza delle piastre, mentre la distanza dal centro delle piastre fino a...
Si interruppe. Appena sopra la testa di Brady, vicino al suo orecchio destro, erano apparse una bocca e una mano. La bocca stava bisbigliando qualcosa all'orecchio di Brady; protette dalla mano, le parole non erano udibili da Hamilton.
Che quello? domand, stizzito.
Mi scusi? replic l'altro, candidamente, indicane alla bocca e alla mano di allontanarsi.
Chi che le suggerisce? Chi le da informazioni?
Un angelo del Signore, rispose Brady. Naturalmente.
Hamilton si arrese. Ci rinuncio. Ha vinto.
Vada avanti, lo incoraggi Brady. Lei stava per chiedermi di definire la deflessione di un fascio protonico con questa formula. Con poche frasi succinte gli espose tutto il problema che Hamilton si era faticosamente costruito nella mente. giusto?
Cos non leale, protest Hamilton. un imbroglio bello e buono e...
La bocca angelica sghignazz sguaiatamente, poi sussurr qualcosa all'orecchio di Brady, il quale si concesse un fuggevole sorriso. Molto divertente, convenne. E anche molto adatto.
Mentre la grande bocca volgare cominciava a svanire, Hamilton disse, Aspetta un attimo. Resta qui. Voglio dirti una cosa.
La bocca si ferm. Che cosa vuoi? gli chiese con voce forte, profonda, simile a un tuono.
Pare che tu lo sappia bene, replic Hamilton. Non l'hai gi visto?
La bocca sghignazz, sprezzante.
Se puoi vedere nella mente degli uomini, continu Hamilton, puoi vedere anche nei loro cuori.
Ma che tutta questa storia? protest Brady, che stava cominciando ad agitarsi. Prenditela col tuo angelo, non con il mio.
Da qualche parte ci deve essere scritto, insistette Hamilton, che il desiderio di commettere un peccato grave come il peccato stesso.
Ma che stai blaterando? gli chiese Brady in tono seccato.
Per come mi ricordo quel vecchio passaggio, disse Hamilton, si tratta di una affermazione che riguarda il problema psicologico della motivazione. Essa viene giudicata come la questione morale fondamentale; infatti un peccato effettivamente commesso non altro che la conseguenza palese di un desiderio del male. Bene e male non dipendono da ci che un uomo fa, ma da ci che prova.
La bocca angelica si pieg in un ghigno di approvazione. Ci che dici vero.
Questi uomini, prosegu Hamilton, indicando i tecnici, si comportano come Campioni dell'Unico Vero Dio, vogliono sradicare il paganesimo, ma nei loro cuori si nascondono motivazioni maligne. Dietro il loro comportamento cos zelante c' il nocciolo di un desiderio peccaminoso.
Brady deglut. Che cosa vuoi dire?
Il motivo per cui non volete che io lavori all'EDA disonesto. Voi siete gelosi di me. E la gelosia, come motivazione, inaccettabile. In qualit di membro della stessa religione, io richiedo che venga posta la dovuta attenzione su questo aspetto del problema. Poi aggiunse, mio dovere farlo.
La gelosia, ripet l'angelo. S, la gelosia rientra nella categoria dei peccati. Tranne quando si dice che il Signore un Dio geloso. In quella frase il termine esprime il concetto che possa esistere un Unico Vero Dio. L'adorazione di qualsiasi altro quasi-Dio equivale a negare la Sua natura, e significa un ritorno al preislamismo.
Ma, protest Brady, un babista pu perseguire gelosamente l'opera del Signore.
Solo nel senso di escludere ogni altra opera, e di non essere fedele ad altri insegnamenti, precis l'angelo. Quello l'unico uso del termine che non abbia connotazioni morali negative. Si pu parlare di gelosia per difendere il proprio retaggio; intendendo, in tal caso, una sollecita determinazione nel proteggere ci che ci appartiene. Questo pagano, tuttavia, asserisce che voi siete gelosi di lui, nel senso che desiderate negargli la sua legittima posizione. Siete spinti da una motivazione invidiosa, avida e maligna, dal rifiuto di sottomettervi alla Distribuzione Divina.
Ma... fece Brady, agitando stupidamente le mani.
Il pagano nel giusto quando afferma che le opere apparentemente buone motivate da intenzioni cattive sembrano, ma non sono, opere buone. I vostri comportamenti zelanti sono contraddetti dalla vostra sciagurata cupidigia, Sebbene le vostre azioni siano dirette a sostenere la causa dell'Unico Vero Dio, le vostre anime sono impure e macchiate.
In che modo definisci la parola "impuro"... cominci Brady, ma era troppo tardi. Il giudizio era stato gi emesso. Senza il minimo rumore il sole si scolor fino a diventare di un giallo cupo e smorto, per poi scomparire del tutto. Un vento secco e impetuoso invest il gruppetto atterrito di tecnici. Il terreno si raggrinz e divenne secco sotto i loro piedi.
Potrete fare appello pi tardi, disse l'angelo dal profondo dell'oscurit. Stava per andarsene. Avrete tutto il tempo per servirvi dei regolari canali di comunicazione.
Quello che era stato un fertile pezzo di terra tutt'intorno agli edifici dell'EDA si era ridotto a una landa arida e desolata. Non c'erano pi piante: il prato e gli alberi erano diventati erbacce rinsecchite. I tecnici si contrassero, fino a trasformarsi in pelose figure tozze e ricurve, con la pelle scura, e le braccia e il viso pieni di piaghe e di sporcizia. Gli occhi cerchiati di rosso si riempirono di lacrime mentre si guardavano fra loro, disperati.
Dannati, gracchi Brady con voce rotta. Siamo dannati.
Era evidente che ormai i tecnici non erano pi in grazia di Dio. Ridotti a dei nani ricurvi e miserabili, strisciavano pietosamente senza meta. L'oscurit della notte filtrava su di loro attraverso le particelle di polvere sospese a strati nell'aria. Un serpente attravers sibilando il terreno inaridito sotto i loro piedi, e dopo un po' si sent il rumore secco, frusciante di uno scorpione...
Spiacente, disse oziosamente Hamilton. Ma la verit viene sempre fuori.
Brady alz gli occhi verso di lui, occhi rossi e brucianti di rabbia sul viso ricoperto di baffi ispidi. Dalle orecchie e dal collo gli sporgevano ciuffi di peli sporchi. Maledetto pagano, biascic, voltandogli la schiena.
La virt l'unica ricompensa di se stessa, gli ricord Hamilton. Le vie del Signore sono misteriose, e un successo ne chiama un altro.
Si diresse verso la macchina, sal a bordo e gir la chiavetta di accensione. Mentre tentava di mettere in moto, nuvole di polvere fluttuavano ancora sopra il parabrezza. Non successe niente; il motore si rifiut di partire. Continu a provare, premendo il pedale dell'acceleratore e domandandosi che cosa ci fosse che non andava. Poi, con sgomento, not che le coperte dei sedili erano tutte stinte. La splendida stoffa brillante di una volta era diventata pallida e smorta. Sfortunatamente aveva parcheggiato la macchina all'interno dell'area danneggiata.
Allora apr lo sportello del cruscotto e prese il libretto di istruzioni. Ma il grosso manuale non conteneva pi i dettagli tecnici della vettura; al loro posto c'era una serie di comunissime preghiere.
In quel mondo le preghiere avevano sostituito la conoscenza meccanica. Tenendo il manuale aperto davanti a s, Hamilton ingran una marcia bassa, premette il pedale dell'acceleratore e lasci la frizione.
Non c' che un solo Dio, cominci a dire, e il Secondo Bab ...
Il motore part e la macchina si mosse lentamente in avanti. Scoppiettando e gemendo procedette a fatica lungo il parcheggio fino alla strada. Alle spalle di Hamilton i tecnici dannati vagavano all'interno della loro ristretta area desolata. Avevano gi cominciato a discutere le linee generali dell'appello, citando date e precedenti. Avrebbero riavuto la loro condizione di prima, si disse Hamilton. Ci sarebbero riusciti.
Gli ci vollero quattro diverse preghiere domestiche per portare la macchina fino all'autostrada per Belmont. A un certo punto, mentre passava accanto a un'autofficina, pens di fermarsi per qualche riparazione, ma il cartello lo fece scappare via.

Nicholton e figli
Guarigione auto

Poco pi sotto, piccolo capolavoro di letteratura ispirata, lo slogan pi importante: ogni giorno su ogni strada, la mia macchina diventa sempre pi nuova.
Dopo la quinta preghiera sembr che il motore funzionasse normalmente. E i sedili avevano recuperato la loro brillantezza. Hamilton riacquist un po' di fiducia; era riuscito a venir fuori da una brutta situazione. Ogni mondo ha le sue leggi, si disse, basta solo scoprire quali sono.
Adesso la sera era calata dovunque. Le macchine sfrecciavano attraverso El Camino, tagliando il buio con i fari. Alle sue spalle ammiccavano nell'oscurit le luci di San Mateo. In alto nubi minacciose ricoprivano il cielo. Hamilton imbocc la corsia di decelerazione e con molta prudenza accost sul lato della strada.
Sulla destra c'era la California Maintenance. Ma non valeva la pena raggiungere la base missilistica; lo avevano rifiutato nel suo mondo, figurarsi in questo. Dio solo sapeva che cosa poteva essere diventato adesso. In qualche modo Hamilton sentiva che poteva solo essere peggiore. Molto peggiore. Un uomo come il colonnello T. E. Edwards, in quel mondo, era certamente cambiato al di l di ogni ragionevole previsione.
Sul lato della strada c'era una piccola oasi familiare, piena di luci. Vi aveva trascorso diversi pomeriggi, al Rifugio, come lo chiamavano loro... si trovava proprio di fronte alla base ed era il luogo di ritrovo preferito dai tecnici, nelle torride giornate estive, per un buon bicchiere di birra fresca.
Hamilton parcheggi la macchina, scese e si avvi lungo il marciapiede buio. Cominciava a cadere una pioggerella leggera. Lui punt con gratitudine verso l'insegna rossa al neon su cui c'era scritto Golden Glow.

Il bar era pieno di gente e di una confortante confusione. Hamilton sost un attimo sull'entrata, osservando quel campionario di umanit variegata. Il locale, almeno, non era cambiato. C'erano i soliti camionisti in giacca nera che si ingozzavano di bina in fondo al bancone, la stessa biondina rumorosa appollaiata sullo sgabello, cliente abituale e inevitabile con il suo bicchiere di acqua color whisky. Lo sgargiante juke-box strepitava nell'angolo accanto alla stufa, mentre da una parte due operai con pochi capelli erano intenti a giocare a "shuffleboard"1.
Hamilton si fece strada in mezzo agli avventori e si avvicin alla fila di sgabelli. Seduta proprio nel mezzo, davanti al grande specchio di cristallo, c'era una figura familiare che agitava il suo boccale di birra e conversava ad alta voce con un gruppetto di amici occasionali.
La mente stanca e confusa di Hamilton fu invasa da una perversa felicit. Pensavo che fossi morto, disse pizzicando McFeyffe sul braccio. Brutto figlio di buona donna.
1 Un gioco che consiste nello spingere con apposite stecche dei dischetti di legno all'interno di figure geometriche numerate (N.d.T.)

Sorpreso, McFeyffe rote sullo sgabello rovesciandosi addosso un po' di birra. Che mi prenda un accidente. Il Rosso. Gesticol allegramente in direzione del barista. Una birra per il mio amico, accidenti a lui.
Preoccupato, Hamilton gli disse, Piantala. Hai saputo?
Saputo? Che cosa? Quello che successo. Hamilton si accasci su uno sgabello vuoto vicino a McFeyffe. Non te ne sei accorto? Non vedi nessuna differenza fra le cose com'erano prima e come sono adesso?
S, me ne sono accorto, rispose McFeyffe. Ma non sembrava turbato; si apr il cappotto e gli fece vedere come si era organizzato. Dal suo corpo pendeva ogni possibile talismano portafortuna, una serie completa buona per ogni situazione. Sono ventiquattro ore avanti a te, amico mio, disse. Io non so chi sia questo Bab, o da dove abbiano tirato fuori questa ingenua religione araba, ma non mi preoccupo. Diede un colpetto a uno dei talismani, un medaglione dorato con dei simboli enigmatici scavati all'interno di cerchi intrecciati fra loro. Non mi stuzzicare o far apparire un'orda di topi che ti ridurr a pezzettini.
Arriv la birra di Hamilton e lui la bevve avidamente. Era circondato da rumore e da gente in attivit: prov un senso di temporaneo appagamento. Si rilass e si abbandon passivamente alla confusione generale. Del resto, non aveva molta scelta.
Chi il tuo amico? chiese la biondina dal viso magro seminascosta dietro McFeyffe, dimenandosi tutta. Sembra carino.
Falla finita, le disse McFeyffe in tono scherzoso, o ti trasformo in un verme.
Provaci, replic la ragazza tirando su col naso. Poi si sollev la gonna e indic un piccolo oggetto bianco infilato sotto la giarrettiera. Vedi se riesci a batterlo, disse a McFeyffe.
Affascinato, McFeyffe osserv l'oggetto. Che cos'?
Un osso del metatarso di Maometto.
Che i santi ci proteggano, esclam devotamente McFeyffe, sorseggiando la sua birra.
La ragazza si riabbass la gonna e si rivolse ad Hamilton. Non ti ho gi visto qui? Tu lavori dall'altra parte della strada, in quella grossa fabbrica di bombe, non cos?
Ci lavoravo, precis Hamilton.
Questo signore un Rosso, le spieg McFeyffe. E un ateo.
Inorridita, la ragazza si ritrasse. Veramente?
Proprio cos, le rispose Hamilton. A questo punto non gliene importava pi niente, Io sono la zia nubile di Lev Trotsky, e ho messo al mondo Josif Stalin.
All'improvviso una fitta bruciante gli trafisse l'addome; si pieg su se stesso e cadde dallo sgabello; rimase a terra a contorcersi, digrignando i denti per il dolore.
quello che ti meriti, disse McFeyffe, spietato.
Aiuto, gemette Hamilton.
Premurosa, la ragazza si inginocchi accanto a lui. Non ti vergogni? Dov' il tuo Bayan?
A casa, riusc a rispondere con voce strozzata, terreo per il dolore. I crampi si susseguivano con bruciante regolarit. Sto morendo. Ho l'appendice perforata.
Dov' la tua ruota di preghiera? Nella giacca? La ragazza gli infil una mano in tasca e si mise a frugare con agilit.
Portatemi... da... un... dottore, implor con fatica immane.
Il barista si sporse dal bancone. O lo porti via o lo rimetti in sesto, disse alla ragazza a brutto muso. Non pu morire qui dentro.
Qualcuno ha un po' di acqua benedetta? grid con voce acuta da soprano.
La folla si agit e ben presto spunt una bottiglietta piatta. Non usarla tutta, la ammon una voce irritata. L'ho riempita alla sorgente di Cheyenne.
La ragazza svit il tappo, fece cadere qualche goccia di acqua tiepida sulle unghie laccate di rosso e la spruzz rapidamente sul corpo di Hamilton. Appena lo toccarono, il dolore diminu all'istante, e il suo corpo martoriato ritrov un po' di sollievo. Dopo un po', aiutato dalla ragazza, fu in grado di tirarsi su.
La maledizione svanita, gli spieg lei sbrigativamente, restituendo la bottiglietta al proprietario. Grazie, signore.
Offrigli una birra, disse McFeyffe senza nemmeno voltarsi. un vero seguace del Bab.
Mentre il boccale di birra schiumosa passava di mano in mano, Hamilton stramazz avvilito sullo sgabello. Nessuno fece caso a lui; la ragazza si era allontanata per corteggiare il proprietario dell'acqua benedetta.
Questo mondo, gracid Hamilton a denti stretti, proprio assurdo.
Assurdo un cavolo, ribatt McFeyffe. Che c' di assurdo? tutto il giorno che non pago una birra. Scosse il suo armamentario di amuleti. Tutto quello che devo fare appellarmi a loro.
Spiegami una cosa, mormor Hamilton. Questo posto... questo bar, perch Dio non lo spazza via? Se adesso il mondo funziona in base alle leggi morali...
Questo bar necessario per l'ordine morale. un concentrato di corruzione e di vizi, un abisso di iniquit. Pensi che la salvezza funzioni senza la dannazione? Pensi che possa esistere la virt senza il peccato? questo il problema, con voialtri atei: non riuscite a concepire il meccanismo del male. Cerca di vedere le cose dalla parte opposta e goditi la vita, uomo. Se sei uno dei Fedeli, non hai niente di cui preoccuparti.
Sei un opportunista.
Ci puoi scommettere l'anima.
Perci Dio permette che tu te ne stia qui a ingozzarti di birra e a spassartela con queste puttanelle? A bestemmiare e a mentire, a fare tutto quello che ti passa per la testa?
Conosco i miei diritti, afferm tranquillo McFeyffe. So bene come vanno le cose. Basta guardarsi intorno e imparare. E cercare di stare attenti a quello che succede.
Inchiodato sulla parete del bar accanto allo specchio c'era un cartello con una frase: Che cosa direbbe il Profeta se vi trovasse in un posto come questo? i
Lo so io, quello che direbbe, lo inform McFeyffe, Ci direbbe, "ehi, ragazzi, versatene uno anche per me". un tipo alla buona, non come voialtri intellettuali.
Hamilton attese speranzoso, ma non vi fu alcuna pioggia di serpenti velenosi. Tranquillo e compiaciuto, McFeyffe continu a trangugiare la sua birra.
Pare che io non riesca a vedere le cosa dalla parte opposta, disse Hamilton. Se l'avessi detto io, ci sarei rimasto secco.
Mettiti da questa parte.
Ma in che modo? domand Hamilton. Si sentiva oppresso dal peso dell'ingiustizia, dalla fondamentale iniquit della situazione. Quel mondo che per McFeyffe era cos lineare, a lui sembrava la tragica parodia di un universo regolato da leggi equanimi. Percepiva solo l'immagine confusa e fuggevole di uno schema logico, in mezzo alla nebbia e alla confusione che lo circondavano da quando c'era stato l'incidente al bevatrone. I valori che appartenevano al suo mondo, le verit etiche che avevano contraddistinto la sua esistenza, almeno fin da quando riusciva a ricordare, non c'erano pi; al loro posto, la nuda vendetta tribale contro l'avversario, un sistema arcaico originato da... da dove?
Con mano malferma rovist nella tasca e prese il bigliettino che gli aveva dato il dottor Tillingford. L c'era scritto il nome, il Profeta. E il luogo, il Sepolcro del Secondo Bab, il punto di origine di quel culto non occidentale che in qualche modo aveva spazzato via e assorbito il suo mondo familiare. Era sempre esistito un Horace Clamp? Una settimana prima, pochi giorni prima, non c'erano n un Se-
condo Bab, n un Profeta dell'Unico Vero Dio a Cheyenne, Wyoming. N...
Accanto a lui McFeyffe si era avvicinato per leggere ci che c'era scritto sul foglio di carta. Sul suo viso c'era adesso un'espressione cupa; quell'atteggiamento un po' spaccone era scomparso, ed era stato sostituito da una smorfia tesa e preoccupata. Che cos'? gli chiese.
Pare che dovrei consultarlo, rispose Hamilton.
No, disse McFeyffe. Allung la mano e afferr il biglietto. Buttalo via. La sua voce tremava. Non prenderlo in considerazione.
Hamilton cerc di riprendersi il biglietto, ma McFeyffe gli artigli la spalla affondandogli le dita nella carne e facendo traballare lo sgabello. Hamilton cadde a terra, e si ritrov addosso il corpo massiccio dell'altro. I due si misero a lottare sul pavimento, sudando e rantolando, ognuno cercando di impadronirsi del biglietto.
Non voglio risse qui dentro, disse il barista, sbucando da dietro il bancone per separarli. Se volete continuare a pestarvi, andate fuori.
Borbottando, McFeyffe si rimise faticosamente in piedi. Liberatene, disse ad Hamilton mentre si sistemava i vestiti. Era ancora teso, quasi stravolto da chiss quale senso di angoscia.
Ma che ti prende? gli domand Hamilton, rimettendosi a sedere. Recuper il bicchiere di birra e cominci a portarlo alla bocca. Stava succedendo qualcosa, nella mente animalesca di McFeyffe, e lui non riusciva a capire che cosa fosse.
Proprio in quel momento torn da lui la biondina di prima, accompagnata da una figura magra e afflitta. Bill Laws, con in mano un bicchierino di liquore, si inchin lugubremente davanti a McFeyffe e ad Hamilton. 'Sera, salmodio. Basta con i litigi. Siamo tutti amici, qui dentro.
Guardandosi intorno, McFeyffe comment, Tutto considerato, ci conviene proprio esserlo. Ma non spieg perch.
CAPITOLO SESTO

Quest'uomo dice che ti conosce, spieg ad Hamilton la biondina.
vero, replic lui. Prenda uno sgabello e si metta seduto. Rivolse uno sguardo pacato a Laws. Che cosa ha fatto in queste ultime ore? Ha studiato i progressi della fisica avanzata?
Al diavolo la fisica, ribatt Laws, aggrottando la fronte. Ormai acqua passata. Non mi interessa pi.
Si metta a costruire serbatoi, gli disse Hamilton. La pianti di leggere tutti quei libri. Ci vuole un po' di aria fresca.
Laws appoggi la mano affusolata sulla spalla della ragazza. Le presento Grace. Lei s che un serbatoio. Piena fino all'orlo.
Piacere di conoscerti, disse Hamilton.
La ragazza fece un sorriso incerto. Non mi chiamo Grace. Il mio nome...
Laws la scans senza troppi complimenti e si accost ad Hamilton. Sono contento che abbia usato la parola "serbatoio".
Perch?
Perch, rispose Laws, in questo mondo non esiste una cosa del genere.
Ma deve esserci.
Venga con me. Laws prese Hamilton per la cravatta e lo fece allontanare dal bar. Voglio farle vedere una cosa. La pi grande scoperta dopo l'imposta pro capite.
Facendosi largo fra gli astanti, Laws condusse Hamilton fino al distributore di sigarette nell'angolo. Vi picchi sopra il palmo della mano e disse trionfante, Be'? Che gliene pare?
Hamilton esamin attentamente la macchina. Era una come tante: un grosso contenitore metallico di colore azzurrino, la fessura per le monete nella parte superiore, e una serie di piccole vetrine dietro le quali si vedevano i vari tipi di sigarette, i diversi pulsanti e l'apertura in cui cadeva il pacchetto. Sembra normale, no? comment alla fine.
Non nota niente di strano?
No, niente di particolare.
Laws si guard intorno per accertarsi che nessuno ascoltasse, poi avvicin Hamilton a s. L'ho vista funzionare, gli sussurr all'orecchio con voce aspra. E sono arrivato a questa conclusione. Si tenga forte. In questa macchina non ci sono sigarette.
Hamilton consider l'affermazione. Neanche una?
Laws si pieg e gli indic la fila di pacchetti in mostra dietro le vetrine trasparenti. Quelle sono le uniche. Un pacchetto per tipo. Non c' nessun serbatoio. Guardi bene. Fece cadere un quarto di dollaro nella fessura, scelse il pulsante delle Carnei e lo premette con decisione. Un pacchetto di Carnei scivol gi e Laws lo prese. Vede?
Non capisco, disse Hamilton.
La macchina delle caramelle uguale. Laws lo condusse verso il distributore di caramelle. Vengono fuori, ma dentro non ci sono. Ci sono solo i pacchetti in mostra. Capisce, adesso? Ci arrivato?
No.
Ha mai sentito parlare di miracoli? Nel deserto apparvero dal nulla acqua e cibo; quello fu il primo.
Ah, fece Hamilton. Ho capito.
Queste macchine funzionano secondo lo stesso principio. La moltiplicazione frutto di un miracolo. Laws tir fuori un cacciavite dalla tasca e cominci a smontare il distributore di caramelle. Glielo dico io, Jack, questa la pi grande scoperta che l'uomo abbia mai conosciuto. Rivoluzioner l'industria. L'intero concetto di produzione di macchine, tutta la catena di montaggio... Laws agit la mano. Tutto finito. Kaput. Non ci sar pi bisogno di materie prime, n di mano d'opera sottopagata. Niente pi brutte fabbriche inquinanti. Dentro questa scatola metallica c' un grande segreto.
Ehi, disse Hamilton, affascinato, forse lei ha scoperto qualcosa di grosso.
Questa roba si pu utilizzare. Con gesti febbrili Laws tir la parte posteriore del macchinario. Mi dia una mano, amico. Mi aiuti a sfilare il lucchetto.
Il lucchetto venne via. I due uomini staccarono la parte posteriore della macchina e la appoggiarono contro il muro. Come aveva previsto Laws, le scanalature verticali che costituivano il serbatoio del distributore erano assolutamente vuote.
Mi dia una moneta, disse Laws. Poi svit con destrezza tutto il meccanismo interno fino a mettere in vista le vetrine di esposizione. Sulla destra si vedeva il piano inclinato sul quale scivolava il pacchetto; nel suo punto pi alto c'era una complicata serie di alloggiamenti, leve e rotelle. Laws segu col dito il percorso fino al punto di origine.
Sembra che cominci qui, sugger Hamilton, piegandoci sopra la spalla di Laws e toccando una piccola mensola piatta. La moneta sposta una levetta e aziona quello stantuffo. Il pacchetto di caramelle viene sospinto in avanti, il resto lo fa la forza di gravita.
Infili la moneta, lo sollecit Laws. Voglio vedere da dove viene quel dannato pacchetto.
Hamilton inser la moneta e premette un pulsante a caso.
Le rotelle e le leve si misero a girare. Dal centro dell'ingranaggio emerse un pacchetto di caramelle, che scivol lungo il piano inclinato e si ferm nell'apertura all'esterno del distributore.
spuntato dal nulla, disse Laws, spaventato. Ma in un'area specifica. apparso in un punto che tangente al pacchetto campione, il che fa pensare a un qualche processo di fissione binaria. Il pacchetto campione si divide in due pacchetti identici e completi.
Metta un'altra moneta. Glielo dico io, Jack, proprio cos.
Un altro pacchetto di caramelle si materializz e venne espulso in modo impeccabile, sotto gli occhi ammirati dei due.
Proprio una bella macchina, riconobbe Laws. Un capolavoro di progettazione e di costruzione. E un ottimo sfruttamento del principio dei miracoli.
Uno sfruttamento su piccola scala, per, precis Hamilton. Per caramelle, sigarette e bevande gassate. Niente di importante.
Ed qui che entriamo in ballo noi. Tutto eccitato. Laws infil una sbarretta metallica nell'alloggiamento vuoto accanto a un campione di caramelle Hershey. La sbarretta non incontr resistenza Adesso non c' niente. Ma se proviamo a togliere il pacchetto campione e al suo posto ci mettiamo qualcos'altro...
Hamilton tolse il pacchetto di Hershey dalla vetrina e lo sostitu con un tappo di bottiglia. Quando premette il pulsante, un altro tappo identico rotol lungo il piano inclinato fino alla finestrella.
Questa la prova, annu Laws. Duplica qualsiasi cosa che sia tangente al campione esposto. Potremmo riprodurre quello che vogliamo. Tir fuori alcune monete d'argento. Bisogna mettersi in affari.
Che ne dice di questa spiegazione? sugger Hamilton. Un vecchio principio dell'elettronica: rigenerazione. Basta rifornire con una parte del prodotto l'alloggiamento del campione originale. Cos la fornitura continua a crescere. Pi si produce, pi si rifornisce e pi si duplica.
Un liquido andrebbe benissimo, disse pensoso Laws. Dove possiamo procurarci un tubo di vetro per fare il rifornimento?
Hamilton stacc un neon dalla parete, mentre Laws trotterellava verso il bar per ordinare da bere. Mentre Hamilton installava il tubo, riapparve Laws con un bicchierino di liquido ambrato.
Brandy, gli spieg il negro. Autentico cognac francese... il migliore che hanno.
Hamilton spinse il tubo di vetro verso l'alloggiamento in cui c'era stato il pacchetto di caramelle Hershey. Il tubo, svuotato del neon, venne posizionato con il centro nella zona di duplicazione, un'estremit accanto al bicchierino e l'altra verso la fessura di uscita.
Il rapporto di quattro a uno, comment Hamilton. Quattro parti vanno verso la fessura come prodotto, una parte torna alla fonte di origine. In teoria dovremmo avere una produzione che cresce in maniera esponenziale, tendendo a un volume infinito.
Con un movimento rapido Laws azion la leva che metteva in azione il meccanismo. Dopo una pausa il cognac cominci a sgocciolare dall'apertura esterna, cadendo per terra proprio accanto alla macchina. Laws si rialz in piedi, prese il pannello posteriore e lo rimont insieme ad Hamilton, richiudendo il lucchetto. Intanto il distributore continuava tranquillamente a rovesciare un rivolo continuo di brandy di ottima qualit.
Ci siamo, disse Hatnilton, compiaciuto. Si beve gratis... mettetevi tutti in fila.
Qualche cliente cominci ad avvicinarsi, incuriosito, ben presto attorno a loro si form una piccola folla.
Abbiamo utilizzato la macchina, disse lentamense Laws mentre fissavano tutti e due la pozza crescente che si stava formando davanti al distributore. Ma non siamo riusciti a stabilire quale sia il principio di funzionamento. Sappiamo quello che fa, e sappiamo anche in che modo agisce a livello meccanico. Quello che non sappiamo perch.
Forse, ipotizz Hamilton, non c' nessun principio. Non cos che avvengono i miracoli? Non esiste nessuna legge operativa... solo un evento capriccioso, senza regolarit n causa. Avviene e basta, ma non si possono fare predizioni, n rintracciarne la fonte.
Ma qui c' una regolarit, obbiett Laws, indicando il distributore di caramelle. Quando si infila una moneta esce fuori un pacchetto di caramelle, non una palla da baseball o un rospo. E una legge naturale esattamente questo, la semplice descrizione di ci che succede. Un rapporto di regolarit. Non c' nessuna causalit... ci limitiamo a dire che A + B fa C e non D.
Ma arriveremo mai ad avere C? chiese Hamilton.
Forse s, o forse no. Fino a ora C lo abbiamo ottenuto; prima le caramelle e adesso il brandy, non un insetticida. Abbiamo la nostra regolarit, il nostro schema. Tutto quello che dobbiamo fare scoprire quali elementi sono necessari per costruire lo schema.
Tutto eccitato, Hamilton disse, Se solo potessimo capire che cosa deve essere presente perch avvenga la duplicazione dell'oggetto campione...
Esatto. C' qualcosa che mette in moto tutto il processo. A noi non interessa come succede... dobbiamo solo scoprire che cosa lo fa succedere. Cos come non abbiamo bisogno di sapere in che modo lo zolfo, il nitrato di potassio e il carbone producono la polvere da sparo; quello che conta che quando vengono mescolati in una determinata proporzione, questi elementi la producono.
I due tornarono verso il bar, lasciandosi indietro la sfilata di clienti che facevano incetta del liquore gratuito Dunque questo mondo ha le sue leggi, disse Hamilton. Come il nostro. Forse non come il nostro, ma insomma... delle leggi esistono in ogni caso.
Laws assunse un'aria preoccupata. Proprio cos. Tutto a un tratto il suo entusiasmo era scomparso. Me ne ero dimenticato.
Cosa c' che non va?
Nel nostro mondo non funzioner. Funziona solo qui.
Oh, fece Hamilton, avvilito. vero.
Stiamo perdendo tempo.
Potremmo decidere di restare qui. Laws si mise a sedere su uno sgabello e recuper il suo bicchierino. Piegato su se stesso, meditabondo, mormor, Forse proprio quello che dovremmo fare. Rimanere qui.
Certo, intervenne giovialmente McFeyffe, che aveva sentito. Restate qui. Fate i furbi... lasciate perdere l'idea, vi conviene.
Laws e Hamilton si scambiarono un'occhiata fugace Lei vuole restare? Le piace questo posto?
No, ripose Hamilton.
Nemmeno a me. Ma forse non abbiamo scelta. Al momento non sappiamo nemmeno dove ci troviamo. E quanto all'andarsene via...
Questo un bel posto, intervenne la biondina, risentita. Io ci sto tutto il giorno e ci sto bene.
Non stavamo palando del bar, le disse Hamilton.
Con le mani serrate convulsamente sul bicchierino Laws disse, Dobbiamo andar via. Non so come, ma dobbiamo trovare il modo di lasciare questo posto,
Lo so benissimo, disse Hamilton.
Lo sa che cosa pu comprare al supermercato? gli chiese acido Laws. Glielo dico io. Offerte in scatola sacrifici.
E che cosa si pu comprare dal ferramenta? fu la risposta di Hamilton. Bilance per pesare l'anima.
Che sciocchezza, comment petulante la ragazza Un'anima non ha peso.
Allora, ritiene Hamilton, la si pu spedire per posta senza spendere un centesimo.
Quante anime, domand ironicamente Laws, si possono mettere all'interno di una busta affrancata? Nuove questioni religiose. Il genere umano diviso a met. Fazioni in guerra. Sangue che scorre a fiumi.
Dieci, butt l Hamilton.
Quattordici, ribatt Laws.
Eretico. Mostro uccisore di bambini.
Blasfemo bevitore di sangue impuro.
Esecranda progenie del male immondo.
Laws riflett. La sa che cosa vedr alla TV domani mattina? Glielo dico io: vedr se stesso. Tenendo stretto il suo bicchierino ormai vuoto. Lews scese di scatto dallo sgabello e scomparve in mezzo alla folla
Ehi, esclam Hamilton, sbalordito. Ma dove sta andando?
matto, comment la ragazza in tono sbrigativo.
Dopo un po' la figura di Bill Laws ricomparve. Il suo viso nero era terreo per l'angoscia. Si diresse verso Hamilton attraverso la calca chiassosa e ridente, e grid, Jack, sa una cosa?
Che cosa? chiese Hamilton, turbato.
Laws aveva un'espressione di profonda, disperata sofferenza. In questo mondo... Gli occhi si offuscarono per il dispiacere. In questo dannato posto mi sento rimescolare.2
2 Nelloriginale c un gioco di parole intraducibile in italiano. To shuffle infatti significa mescolare o rimescolare, in senso letterale o metaforico, ma indica anche landatura strisciante e sottomessa di chi occupa un rango inferiore, in questo caso i neri degli stati del Sud. (N.d.T.)
Poi scomparve, lasciando Hamilton a meditare.
Che voleva dire? domand la biondina, incuriosita. Voleva rimescolare le carte?
No, era lui che si sentiva rimescolare, rispose cupamente Hamilton.
Si sentono tutti cos, comment McFeyffe.
La ragazza prese il posto sullo sgabello di Laws e cominci sistematicamente a corteggiare Hamilton. Offrimi da bere, tesoro, disse speranzosa.
Non posso.
Perche? Sei minorenne?
Hamillon si frug nelle tasche vuote. Non ho pi denaro. L'ho speso tutto a quel distributore di caramelle.
Prega. gli disse McFeyffe Prega con tutta la forza che hai.
Mio Signore, cominci con amarezza Hamilton, manda al tuo indegno tecnico elettronico un bicchiere di acqua colorata per questa ragazza dal volto truccato Doverosamente concluse. Amen.
Il bicchiere di acqua colorata apparve sul ripiano del bancone proprio accanto al suo gomito. La biondina lo prese sorridendo. Sei gentile. Come ti chiami?
Jack.
Il nome completo.
Lui sospir. Jack Hamilton.
Io mi chiamo Silky. Si mise a giocherellare con li collana. tua quella Ford coup parcheggiata fuori?
S, rispose lui con voce atona.
Andiamo da qualche parte. Io detesto questo posto....
Perch? Hamilton esplose all'improvviso, e a voce alta. Perch mai Dio ha risposto a quella preghiera? Perch non a quella di qualcun altro? Perch non a quella Laws?
Dio ha approvato la tua preghiera, disse Silky. In fin, dei conti la decisione spetta a Lui; Lui che decide se esaudirla o no.
terribile.
Silky alz le spalle. Pu darsi.
Ma come fai a convivere con tutto questo? Non sai mai quello che succeder... non c' nessun ordine, nessuna logica. La cosa che lo faceva infuriare era che lei non avesse niente da obiettare, che le sembrasse tutto normale. Siamo impotenti, dobbiamo dipendere dal semplice capriccio. E questo ci impedisce di essere persone... siamo solo animali che aspettano di essere nutriti. Premiati o puniti.
Silky lo studi. Sei uno strano ragazzo.
Ho trentadue anni, non sono un ragazzo. E poi sono sposato.
Lei lo tir amorevolmente per un braccio, facendo barcollare sullo sgabello. Suvvia, dolcezza. Andiamo dove possiamo pregare in privato. Conosco alcuni rituali che forse ti piacerebbe provare.
Andr all'inferno per questo?
No, se conosci le persone giuste.
Il mio nuovo capo ha un collegamento diretto col Paradiso. Sar sufficiente?
Silky continu a tirarlo per la manica. Ne parleremo pi tardi. Su, andiamo, prima che quello scimmione di irlandese se ne accorga.
McFeyffe alz la testa e diede un'occhiata ad Hamilton. Con voce incerta, preoccupata, gli domand, Te ne vai?
Gi, rispose Hamilton, scendendo faticosamente dallo sgabello.
Aspetta. McFeyffe gli and dietro. Non te ne andare.
Abbi cura della tua anima, disse Hamilton, ma colse sul volto dell'altro i segni di una fondamentale incertezza.
Che succede? gli chiese, fermandosi.
Voglio farti vedere una cosa, rispose McFeyffe.
Che cosa?
McFeyffe oltrepass i due e and a prendere un grosso ombrello nero, poi si volt verso di loro, aspettando. Hamilton lo raggiunse, subito seguito da Silky, e tutti e tre si diressero verso l'uscita. McFeyffe spinse la porta, poi apr accuratamente il grosso ombrello, che sembrava una tenda, sopra le loro teste. La leggera pioggerella era diventata un acquazzone, fredda pioggia autunnale che picchiava sul marciapiede lucido, sui negozi chiusi e sulla strada.
Silky rabbrivid. Che tempo orribile. Dove stiamo andando?
McFeyffe individu la coup di McFeyffe nell'oscurit e disse, parlando a se stesso, con voce cantilenante, Deve esistere ancora.
Perch pensi che si comporti cos? domand morbosamente Hamilton mentre la macchina correva lungo l'interminabile autostrada bagnata dalla pioggia. Non mai
stato cos evasivo.
McFeyffe era al volante e guidava immerso nei suoi pensieri, tutto ripiegato in avanti, dando quasi l'impressione di essere addormentato. Come ho detto, farfugli all'improvviso, drizzando la testa, sono da quella parte.
Eppure deve esserci un significato, insistette Hamilton. L'andirivieni dei tergicristalli lo cullava; insonnolito, si pieg verso Silky e chiuse gli occhi. La ragazza emanava un leggero odore di fumo di sigaretta e di profumo. Un buon odore... Hamilton lo apprezz. I suoi capelli, ruvidi e leggeri, gli pizzicavano la guancia. Sembravano le spore di qualche erba.
La sai la storia di questo Secondo Bab? chiese McFeyffe a un certo punto, con una nota dura, quasi isterica nella voce. un mucchio di chiacchiere, un culto senza capo n coda, praticato da una manica di svitati. Nient'altro che un gruppetto di arabi capitati qui a diffondere le loro idee. Non cos?
Hamilton e Silky non risposero.
Non durer, aggiunse McFeyffe.
Irritata, Silky cambi discorso. Io vorrei sapere stiamo andando, disse, poi si fece pi vicina ad Hamilton e gli chiese, Davvero sei sposato?
Hamilton non le bad e disse a McFeyffe, Io lo so di che cosa hai paura.
Non ho paura di niente, replic l'altro.
Ne hai e come, incalz Hamilton. E anche lui, malgrado, non si sentiva del tutto a proprio agio.
Di fronte a loro San Francisco diventava sempre grande e pi vicina, e alla fine la macchina cominci ad traversare zone abitate senza il minimo segno di vita, senza rumori, n movimento o luci. McFeyffe sembrava sapere esattamente dove era diretto; devi pi volte e alla fine imbocc una strada piuttosto stretta. A questo punto rallent, raddrizz la testa e scrut al di l del parabrezza. Era teso per la preoccupazione.
Questo posto orribile, si lagn Silky coprendosi la testa sotto il soprabito di Hamilton. Ma che zona questa? Non ci sono mai stata, in questo schifo.
McFeyffe ferm la macchina, apr lo sportello e scese sulla strada deserta. Hamilton lo segu e i due rimasero in pedi uno vicino all'altro. Silky rimase all'interno, ascoltando la musica banale trasmessa dalla radio. Quel debole suono sembrava disperdersi nel buio, e mescolarsi con la nebbia che saliva a volute fra i negozi serrati e i palazzi tozzi e squallidi.
Ci siamo? chiese Hamilton alla fine.
Gi. McFeyffe fece un cenno con la testa. Adesso, posto di fronte alla realt della cosa, non mostrava la minima emozione.
I due uomini si trovavano di fronte a una specie di magazzino scolorito e malridotto, una struttura decrepita rivestita con assi di un giallo quasi del tutto stinto che metteva a nudo il legno sottostante, rigato dalla pioggia. L'entrata era ingombra da sacchi di spazzatura e giornali vecchi. Alla luce del lampione Hamilton riusc a scorgere alcuni volantini appiccicati sulle finestre, con caratteri gialli e sporchi che sembravano tracciati a caso. Oltre le finestre si vedeva una tenda sudicia e, al di l di essa, una fila di brutte sedie metalliche. Oltre le sedie c'era solo oscurit. Proprio sopra l'ingresso c'era un cartello scritto a mano, vecchio e scrostato che diceva

Chiesa Non-Babista
Sono tutti benvenuti

Con un gemito soffocato McFeyffe si mosse e si diresse verso il marciapiede.
Forse meglio lasciar perdere, disse Hamilton, andandogli dietro.
No. McFeyffe scosse la testa, Io vado. Brandendo il grosso ombrello nero giunse fino all'ingresso del magazzino, e si mise subito a martellare sistematicamente la porta con il manico dell'ombrello. Il rumore, vuoto e cavernoso, echeggi per tutta la strada deserta. In qualche vicolo vicino, un animale sobbalz in mezzo ai bidoni della spazzatura.
L'uomo che alla fine venne ad aprire la porta era un vecchietto magro e ricurvo. Li squadr timidamente da dietro un paio di occhiali da vista con la montatura metallica. I polsini della camicia erano sporchi e consunti. Gli occhi gialli e acquosi continuavano a guardare con tremula insistenza, come se non avesse riconosciuto la persona.
Che cosa volete? domand con una vocetta esile e piagnucolosa.
Non si ricorda di me? gli chiese McFeyffe, Che successo, padre? Dov' la Chiesa?
Gesticolando con aria impotente e borbottando qualcosa di incomprensibile, il vecchio fece per richiudere la porta. Andatevene, disse poi. Siete solo una coppia di ubriaconi. Andatevene o chiamo la polizia.
Mentre la porta stava per richiudersi, McFeyffe infil l'ombrello nella fessura, bloccandola. Padre, lo supplic tutto questo terribile. Io non riesco a capire. Le hanno rubato la sua chiesa. E lei diventato... cos piccolo. Non possibile. Gli manc la voce, spezzata dall'incredulit.
Lei era cos... Si gir verso Hamilton, disperato. Era un uomo grande e grosso. Pi alto di me.
Andate via. pigol la piccola creatura in tono minaccioso.
Non possiamo entrare? chiese McFeyffe senza accennare a togliere l'ombrello. La prego, ci lasci entrare.Dove altro possiamo andare? Ho qui con me un eretico... vuole convertirsi.
L'ometto esit. Con una smorfia di ansia diede un'occhiata ad Hamilton. lei? Ma che problema c'? Non potete tornare domattina? quasi mezzanotte, e io stavo dormendo. Ma poi lasci la porta e si fece da parte, anche se non del tutto convinto.
Guarda com' ridotta, disse McFeyffe ad Hamilton, mentre entravano. Tu non l'hai vista prima. Era tutta in pietra, grossa come... Gesticol impotente. Era grandissima.
Vi coster dieci dollari, disse l'ometto precedendoli. Si chin in avanti e prese un vaso di argilla da sotto un bancone. Al di sopra c'erano invece mucchi di libretti e volantini, gran parte dei quali caduti a terra. Il vecchio non ci fece caso. Anticipati. aggiunse.
Mentre rovistava nelle tasche, McFeyffe si guard intorno. Dov' l'organo? E le candele? Non ha nemmeno delle candele?
Non posso permettermelo." rispose l'ometto, affrettandosi verso il retrobottega. Insomma, che volete esattamente? Devo convertire quest'uomo? Prese Hamilton per un braccio e lo guard in faccia. Io sono padre O'Farrel. Lei deve inginocchiarsi, giovanotto. E chini la testa.
sempre stato cos ? domand Hamilton.
Padre O'Farrel riflette un attimo prima di rispondere.
Come cosa? Che intende dire?
Hamilton fu colto da un'ondata di piet. Lasci perdere. , disse.
La nostra organizzazione molto antica, gli spieg O'Farrel, senza troppa convinzione. questo che voleva dire? Risale a qualche secolo fa. La voce tremol. addirittura antecedente al primo Bab. Non saprei dirle con esattezza la data di origine, pare che... Fece un'altra pausa. Noi non abbiamo molta autorit. Il primo Bab, naturalmente, risale al 1844. Ma anche prima di quella ..
Voglio parlare con Dio, lo interruppe Hamilton.
Certo, certo, annu padre O'Farrel. Anch'io, giovanotto. Diede una pacca sul braccio di Hamilton; il tocco fu leggerissimo, quasi inavvertibile. Tutti, lo vogliono.
Pu aiutarmi? chiese Hamilton.
molto difficile, rispose padre O'Farrel. Poi scomparve in uno sgabuzzino sul retro, incredibilmente ingombro. Sbuffando e rovistando rumorosamente, ricomparve poco dopo con un cesto di vimini pieno di ogni sorta di ossa, ciuffi di capelli rinsecchiti e frammenti di pelle, tutto quello che ci rimasto, disse ansimando, e poggi il cesto. Forse qualcuno di questi potr esserle utile. Si serva pure liberamente.
Mentre Hamilton sceglieva rapidamente qualche reperto, McFeyffe disse con voce incerta. Ma guarda che roba. Tutti falsi, cianfrusaglie da rigattiere.
Facciamo quello che possiamo. si scus padre OFarrel, unendo insieme le mani.
C' un modo per arrivare lass? domand Hamilton.
Per la prima volta il vecchietto sorrise. Dovrebbe morire, figliolo.
McFeyffe recuper l'ombrello e si diresse verso la porta. Andiamocene di qui, ne ho abbastanza.
Aspetta, lo blocc Hamilton.
McFeyffe si ferm e chiese, Ma perch vuoi parlare con Dio? A che ti servir? Non lo vedi in che situazione ti trovi? Guardati intorno.
l'unico che pu dirci quello che successo. disse Hamilton.
Dopo una pausa, McFeyffe replic, Non mi interessa quello che successo. Io me ne vado.
Hamilton dispose per terra in tutta fretta una serie di reliquie, formando una collana fatta di ossa e di denti. Dammi una mano. disse poi a McFeyffe Ci sei dentro anche tu.
Quello che tu cerchi, disse McFeyffe, un miracolo.
Lo so, ammise Hamilton.
McFeyffe torn indietro. Non ti servir a niente. inutile. Rimase l in piedi stringendo il grosso ombrello, mentre padre OFarrel passeggiava senza sosta, sbalordito da ci che stava accadendo.
Voglio sapere come cominciata tutta questa storia, disse Hamilton Il Secondo Bab e tutto il resto. Se non posso scoprirlo qui... Allung la mano e prese lombrello di McFeyffe; poi, dopo aver respirato a fondo, lo sollev. Come le ali di un grosso avvoltoio di stoffa, lambrello si apr sopra di lui, lasciando sgocciolare un po di acqua piovana che era rimasta dentro.
Che vuoi fare? domand McFayffe, oltrepassando il circolo di reliquie per riprendersi l'ombrello.
Tienilo anche tu, gli ordin Hamilton. Poi, tenendo sempre stretto il manico, chiese a padre OFarrel, C dellacqua in quella bacinella?
S-s, rispose il vecchio balbettando, mentre guardava dentro un vasetto di coccio. Ce n un po sul fondo.
Allora la spruzzi, disse Hamilton e reciti la preghiera dellascesa.
Ascesa? Perplesso, padre OFarrel si ritrasse. Io...
Et resurrexit. Se la ricorda?
Oh, fece il vecchio. S, credo di s. Annuendo, immerse senza troppa convinzione la mano nella bacinella dellacqua santa e cominci a spruzzarla sullombrello. Sinceramente non credo che servir a molto.
La reciti, gli ordin Hamilton.
Con voce indecisa, padre O'Farrel cominci a salmodiare, Et resurrexit tertia die secundum scripturas, et ascendit in coelum, sedet ad dexteram patris, et iterum venturus est cum gloria iudicare vivos et mortuos, cuius regni non erit finis...
L'ombrello fremette fra le mani di Hamilton. Lentamente, a fatica, cominci a sollevarsi. McFeyffe emise un gemito strozzato e si aggrapp al manico con tutte le forze che aveva. Dopo un po' la punta dell'ombrello urt contro il basso soffitto del magazzino; Hamilton e McFeyffe penzolavano come assurde marionette, agitando i piedi nell'oscurit polverosa.
Il lucernario, rantol Hamilton. Lo apra.
Padre O'Farrel sgattaiol a prendere un lungo palo come un topo affannato. Il lucernario venne sollevato e l'aria umida della notte irruppe nel magazzino, scacciando quell'annoso odore di stantio. Libero di salire, l'ombrello schizz verso il cielo, mentre gli scalcinati edifici di legno scomparivano alla vista. Una nebbia fredda e umida aggred i due uomini mentre continuavano a salire sempre pi in alto. Raggiunsero il livello dei Twin Peaks, poi furono del tutto al di sopra di San Francisco, stretti al manico dell'ombrello, sospesi su un disco ammiccante di luci gialle.
Che cosa... strill McFeyffe, che succede se ci lasciamo andare?
Prega di perdere la presa! gli grid di rimando Hamilton, chiudendo gli occhi e aggrappandosi freneticamente all'asta dell'ombrello. Continuavano a salire, guadagnando velocit a ogni istante. Per una frazione di secondo Hamilton trov il coraggio di riaprire gli occhi per guardare in basso.
Sotto di loro c'era una sterminata distesa di minacciose nuvole nere. Che cosa c'era al di sopra? Forse Lui li stava aspettando?
L'ombrello prosegu la sua ascesa nella notte buia. Ormai era troppo tardi per tornare indietro.
CAPITOLO SETTIMO

Mentre salivano l'oscurit caotica cominci a diradarsi. Lo strato di nubi si distolse in una nebbia gocciolante attraverso la quale l'ombrello scivol con facilit. Non c'era pi il nero raggelante della notte; al suo posto una zona opaca di un grigio indistinto, una distesa informe senza colore, senza dimensioni.
Sotto di loro c'era la Terra.
Era l'immagine pi suggestiva che ad Hamilton fosse mai capitato di vedere. Sotto molti aspetti corrispondeva alle sue aspettative. Sospeso in quell'opacit, il pianeta era un globo imponente e minaccioso che si stagliava quietamente nel vuoto.
La cosa che lo impression di pi fu constatare di essere solo nello spazio. Sconvolto, Hamilton si rese conto che non si vedevano altri pianeti. S guard intorno, preoccupato, assimilando pian piano, con riluttanza, le immagini che i suoi occhi gli rimandavano.
La Terra era sola nel firmamento. Attorno a essa ruotava una sfera luminosa, molto pi piccola, un insetto ronzante e scintillante accanto a un gigantesco grumo di materia inerte. Il Sole, si rese conto con un gemito di sgomento. Quello era il Sole. Piccolissimo, e... in movimento!
Eppur si muove. Ma non la Terra. Eppur si muove... il Sole.
Per fortuna il piccolo frammento incandescente si trovava dalla parte opposta di quella Terra gigantesca. Si muoveva con lentezza, dovendo percorrere l'orbita in ventiquattro ore. Pi vicino a ioro c'era invece un sassolino ancora pi piccolo, quasi invisibile, un granello corroso di materia sterile che avanzava faticosamente nel cielo, insignificante e superfluo.
La Luna.
Era vicinissima; l'ombrello le stava passando accanto, e Hamilton ebbe l'impressione di poterla toccare. La segu con lo sguardo, incredulo, finch non scomparve nel grigiore. Dunque la scienza si sbagliava? Era stato frainteso l'intero schema dell'universo? L'elaborato impianto eliocentrico del sistema copernicano, costruito con tanta fatica, era tutta unillusione?
Quello che vedeva era l'antico, ormai sorpassato, universo geocentrico, con la Terra come unico, immobile e gigantesco pianeta. In quel momento scorse anche Marte e Venere, frammenti di materia cos piccoli da essere virtualmente inesistenti. E le stelle. Anch'esse erano minuscole... una volta celeste insignificante. In un attimo l'intera architettura della sua cosmologia era franata miseramente.
Ma soltanto l. Quello era l'antico universo tolemaico, non il suo mondo. Un Sole e delle stelle in miniatura, e la massa obesa di una Terra rigonfia e deforme, piazzata nel cuore immobile del cosmo. Tutto ci era vero l... perch l l'universo funzionava in quel modo.
Ma questo non aveva niente a che fare con il suo universo... grazie a Dio.
Dopo aver assimilato il concetto, Hamilton non fu particolarmente sorpreso di scoprire uno spesso strato rossastro proprio al di sotto della Terra. Sembrava una specie di fornace in fondo all'universo, come un'antiquata miniera in piena attivit: altiforni, fucine infuocate e, ancor pi lontano, una sorta di vulcano incandescente i cui bagliori scarlatti ravvivavano sinistramente l'indefinito grigiore dello sfondo.
Era l'Inferno.
E sopra di lui... sollev la testa pi che pot. Adesso era chiaramente visibile. Il Paradiso, all'altra estremit di quell'assurdo sistema, la stazione terminale alla quale gli ingegneri elettronici, gli esperti di semantica, i tecnici della comunicazione, gli psicologi avevano connesso la Terra. Il punto A del grande collegamento cosmico.
Sopra l'ombrello la nebbia grigia cominciava a dissolversi. Per un po' non ci fu nulla, nemmeno il gelido vento notturno che congelava le ossa. McFeyffe, aggrappato all'ombrello, guard con crescente preoccupazione la residenza del Signore che si avvicinava. Non si distingueva ancora molto, solo una infinita muraglia densa e opaca, uno strato protettivo che impediva praticamente ogni visuale.
Al di l di essa si potevano per scorgere alcuni puntolini luminosi, che guizzavano e saltavano come ioni elettrizzati. Come se fossero vivi.
Probabilmente erano angeli, ma era ancora troppo presto per dirlo.
L'ombrello sal ancora, e cos la curiosit di Hamilton. Stranamente si sentiva calmo. In una circostanza del genere era impossibile abbandonarsi alle emozioni: o si controllava o sarebbe stato sopraffatto. O l'una o l'altra, non c'erano vie di mezzo. Ben presto, entro pochi minuti, sarebbe stato sollevato al di l della muraglia. Lui e McFeyffe avrebbero visto il Paradiso.
Un lungo cammino, pens Hamilton. Un lungo cammino dal momento in cui si erano ritrovati nella camera del bevatrone, l'uno di fronte all'altro, a discutere di cose insignificanti...
Gradualmente, quasi impercettibilmente, l'ascesa dell'ombrello cominci a rallentare. Adesso si muoveva appena. Erano arrivati al limite. Non c'era pi un sopra. Oziosamente Hamilton s domand che cosa sarebbe successo.
Forse l'ombrello avrebbe cominciato a ridiscendere, con la stessa pazienza con cui era salito? Oppure si sarebbe richiuso e li avrebbe depositati nel bel mezzo del Paradiso?
Si cominciava a vedere qualcosa. Adesso si trovavano in linea rispetto alla muraglia di materia protettiva. Un pensiero insensato gli attravers la mente: quella materia non era l per impedire ai passanti di guardare all'interno, ma per impedire ai suoi abitanti di cadere di sotto. Per evitare che precipitassero in quel mondo dal quale provenivano fin dalla notte dei tempi.
Siamo... pigol McFeyffe. Siamo quasi arrivati.
Gi, replic Hamilton.
Tutto questo... fa uno strano... effetto, vero?
Certo, ammise Hamilton. Poteva quasi vedere. Ancora un secondo... mezzo secondo... l'immagine indistinta di un panorama stava prendendo forma pian piano. Una visione confusa, una specie di continuum circolare, un luogo avvolto in una nebbiolina trasparente. Uno specchio d'acqua, un oceano? Un grande lago, acque increspate. Montagne sullo sfondo, e una infinita distesa di verdi foreste.
All'improvviso il lago cosmico scomparve, come se una tenda si fosse richiusa su di esso. Ma poi la tenda, dopo un breve intervallo, si riapr. C'era di nuovo il lago, una distesa senza confini di sostanza umida.
Era il lago pi grande che Hamilton avesse mai visto, grande abbastanza da contenere il mondo intero. In vita sua non si sarebbe mai aspettato di vedere qualcosa di pi vasto. Oziosamente si domand quale fosse la sua capacit. Nel mezzo la sostanza si faceva pi densa, pi opaca. Una specie di lago dentro il lago. Questa smisurata distesa d'acqua era tutto il Paradiso? A perdita d'occhio non si vedeva che quello.
Non era un lago. Era un occhio. E l'occhio li stava osservando!
Non c'era bisogno di chiedere a chi appartenesse l'occhio.
McFeyffe emise un urlo stridulo. Divenne nero in volto e cominci a rantolare, mentre un brivido di assoluta, totale paura lo travolgeva; per un attimo si dimen impotente appeso al manico dell'ombrello, tentando inutilmente di staccare le dita, tentando vanamente di sottrarsi al suo campo visivo. Tentando frenetica mente e senza riuscirci di sfuggire a quell'occhio.
L'occhio si focalizz sull'ombrello. Con un secco crepitio l'ombrello prese fuoco. Ben presto i frammenti il fiamme, il manico e i due uomini urlami precipitarono come corpi morti.
Non discesero cos come erano saliti. Precipitarono con la velocit di una meteora, perdendo i sensi. A un certo punto Hamilton ebbe la vaga sensazione che il mondo non si trovasse pi sotto di loro. Toccarono il suolo con una violenza lancinante; Hamilton venne scagliato per aria, di nuovo verso l'alto, e per poco non rimbalz fino in Paradiso.
Per poco. Ricominci subito a discendere, e url ancora. Dopo una serie interminabile di salti il suo corpo fisico giacque inerte e ansimante, abbarbicato alla superficie della Terra, tenendosi stretto disperatamente a un cespuglio erba rinsecchita che cresceva su un arido terreno di argilla rossa. Con circospezione, con grande sofferenza, apr gli occhi e si guard intorno.
Si trovava su un'ampia spianata polverosa, in piena campagna. Era il primo mattino di un altro giorno, e piuttosto freddo. In distanza si scorgevano delle costruzioni dall'aria malconcia. Poco lontano da Hamilton c'era il corpo immobile di Charley McFeyffe. Cheyenne, Wyoming.
Credo, riusc a dire Hamilton dopo un lungo silenzio, che questo sia il posto in cui avrei fatto meglio a venire subito.
McFeyffe non rispose. Era ancora privo di sensi. L'unico rumore era il cinguettio acuto degli uccelli appollaiati su un albero spoglio a un centinaio di metri di distanza.
Hamilton si rimise dolorosamente in piedi e si diresse barcollando verso il suo compagno. McFeyffe era vivo e apparentemente illeso, ma respirava male, a fatica. Un rivolo di saliva gli colava sul mento dalla bocca semiaperta. Sul viso era ancora dipinta un'espressione di terrorizzata meraviglia e di schiacciante sgomento.
Perch sgomento? Non era soddisfatto, McFeyffe, di aver visto il suo Dio?
Altri strani avvenimenti da archiviare. Altri dati senza senso in quel mondo senza senso. E adesso eccoli l, nel Centro spirituale dell'universo babista: Cheyenne, Wyoming. Dio aveva corretto il peccatore errante che si era rivolto direttamente a Lui. McFeyffe lo aveva messo sulla strada sbagliata, ma ora lui era tornato indietro. Tillingford aveva detto la verit; era dal Profeta Horace Clamp che la Provvidenza intendeva inviarlo.
Hamilton osserv incuriosito il profilo grigio e freddo della vicina citt. Nel centro, in mezzo alle altre indefinibili costruzioni, si stagliava un altissimo edificio a spirale, che risplendeva furiosamente alla luce del primo mattino.
Un grattacielo? Un monumento?
No, quello era il Tempio dell'Unica Vera Fede. Da lontano, da parecchi chilometri, lui stava vedendo il Sepolcro del Secondo Bab. Il potere babista, cos come lo aveva conosciuto fino a quel momento, gli sarebbe sembrato una bazzecola in confronto a quello che lo aspettava.

Alzati, disse Hamilton a McFeytTe. accorgendosi che si stava muovendo.
Non ci penso nemmeno, rispose l'altro. Vacci tu, io resto qui. Appoggio la testa sul braccio e richiuse gli occhi.
Aspetter. Mentre aspettava, Hamilton si mise a riflettere sulla sua situazione. Si trovava nel cuore del Wyoming, in un freddo mattino di un giorno di autunno, con solo trenta centesimi nel portafoglio. Ma che cosa aveva detto Tillingford? Rabbrivid. Comunque valeva la pena tentare, e poi non aveva molta scelta.
Signore, cominci, assumendo la posizione canonica con un ginocchio a terra, le mani giunte e gli occhi rivolti devotamente verso il cielo. Ricompensa il tuo umile servo secondo la consueta tariffa prevista per i tecnici elettronici di classe 4-A. Tillingford ha parlato di quattrocento dollari.
Per un attimo non successe niente. Un vento secco e gelido spazzava la pianura rossastra, sollevando erbacce secche e barattoli arrugginiti di birra. Poi, quasi istantaneamente, l'aria intorno a lui si mosse.
Copriti la testa, grid Hamilton a McFeyffe. Il cielo vomit una pioggia di monete, un turbinio lucente di centesimi, nichelini, quarti e mezzi dollari. Le monete vennero gi tintinnando e assordandolo, come un carico di carbone che scivolasse su un piano inclinato. Quando il torrente si fu esaurito, lui cominci a raccoglierle; poi per, passato il primo momento di eccitazione, si rese conto ben presto con disappunto che l non cerano quattrocento dollari, ma poco pi dell'elemosina che pu raggranellare un mendicante.
Era quello che si meritava, comunque.
Quando ebbe raccolto tutte le monete vide che si trattava di quaranta dollari e settantacinque centesimi. Gli sarebbero state utili, almeno avrebbe potuto comprarsi qualcosa da mangiare. E finite quelle...
Non dimenticarti. biascic McFeyffe mentre cercava di rimettersi in piedi, che mi devi dieci dollari.
McFeyffe non era esattamente in piena forma. Il viso largo, tutto pieno di chiazze, aveva un'aria malsana e la carne gli pendeva in pieghe flaccide intorno al collo. Le dita tormentavano nervosamente un punto della guancia che pulsava ritmicamente. La trasformazione era straordinaria: McFeyffe era stato schiantato dalla vista del suo Dio. Quell'incontro faccia a faccia lo aveva atterrito.
Non te lo aspettavi cos? gli chiese Hamilton, mentre tutti e due si incamminavano con passo pesante verso l'autostrada.
McFeyffe rispose con un grugnito e sput su un cespuglio la polvere rossa che gli era entrata in bocca. Si trascina stancamente con le mani affondate nelle tasche e gli occhi vacui, piegato su se stesso come un vecchio.
Certo, ammise Hamilton. non sono affari miei.
Mi sarebbe bastato bere un bicchierino, fu tutto quello che disse. Mentre si arrampicavano sulla spalletta dellautostrada, diede un'occhiata al portafoglio. Ci vediamo a Belmont. Ridammi i miei dieci dollari, mi servono per pagare l'aereo.
Hamttton cont con riluttanza dieci dollari in monete di piccolo taglio, e McFeyffe li prese senza fare commenti. Si stavano addentrando nella periferia di Cheyenne quando Hamilton not qualcosa di minaccioso e sinistro. Sul collo di McFeyffe si stavano formando una serie di brutte ferite rosse e rigonfie, vere e proprie piaghe che crescevano e si allargavano sotto i suoi occhi.
Vesciche disse ad alta voce, stupito.
McFeyffe gli rivolse un'occhiata di muta sofferenza, poi si tocc la guancia sinistra. E un ascesso al dente del giudizio, aggiunse, con il tono di chi si sente irrimediabilmente sconfitto. Vesciche e ascesso. la mia punizione.
Per che cosa?
Non vi fu risposta nemmeno stavolta. McFeyffe era immerso nella sua depressione privata, alle prese con problemi invisibili. Se fosse sopravvissuto all'incontro con il suo Dio, riflett Hamilton, si sarebbe potuto considerare fortunato. Naturalmente aveva a disposizione un elaborato meccanismo di espiazione del peccato; con le adeguate assoluzioni McFeyffe poteva liberarsi dell'ascesso e delle vesciche; da quell'innato opportunista che era, ci sarebbe riuscito certamente.
Alla prima fermata d'autobus si misero ad aspettare, accasciandosi su una panchina umida. La gente che passava, diretta in citt per gli acquisti del sabato, li guard con curiosit.
Siamo pellegrini, disse gelido Hamilton, in risposta a uno sguardo pi insistito degli altri. Siamo arrivati in ginocchio da Battle Creek, Michigan.
Questa volta non ci fu alcuna punizione dall'alto. Sospirando, Hamilton desider in un certo modo che ci fosse stata; l'elemento capriccioso e volubile della personalit divina lo faceva infuriare. Non c'era quasi nessuna corrispondenza fra l'azione e la punizione; magari in quello stesso momento, dalla parte opposta di Cheyenne, uno sfortunato cittadino veniva incenerito per molto meno.
Ecco l'autobus, disse sollevato McFeyffe, alzandosi; in piedi con uno sforzo. Tira fuori gli spiccioli.
Quando l'autobus giunse all'aeroporto, McFeyffe scese e si avvi con passo incerto in direzione dell'aereostazione. Hamilton prosegu verso la struttura radiosa, imponente, quasi minacciosa che era l'Unico Vero Sepolcro.

Il Profeta Horace Clamp lo ricevette nello sgargiante salone d'ingresso, circondato da ogni lato da grandiose colonne di marmo. Il Sepolcro era una copia sfacciata dei tradizionali monumenti funerari dell'antichit, che trasudava per un'impressione di sciatta, borghese volgarit, nonostante le sue dimensioni. Massiccia, opprimente, la moschea era un obbrobrio stilistico. Come gli edifici governativi dell'Unione Sovietica, era stata progettata da uomini che mancavano della minima sensibilit artistica, ma diversamente da quelli abbondava di arabeschi e ghirigori, di ringhiere barocche e intarsiate fioriture, di anticaglie da robivecchi, di maniglie e corrimano di ottone lucidato a specchio. Luci indirette e incassate creavano giochi sui pavimenti di terracotta, e meravigliosi bassorilievi facevano bella mostra con la loro vistosa imponenza: rappresentavano a grandezza naturale scene pastorali del Medio Oriente. I personaggi ritratti erano fatui ed elaboratamente agghindati, ma volti all'edificazione morale.
Salute, esclam il Profeta, sollevando la mano pallida e grassoccia per benedirlo. Horace Clamp poteva essere uscito da un variopinto manifesto pubblicitario di qualche scuola domenicale. Grasso, dall'andatura oscillante, con un'espressione benigna ma assente, impaludato in una tonaca con cappuccio, accolse Hamilton e lo accompagn nella moschea vera e propria. Clamp era la manifestazione vivente del leader spirituale islamico. Mentre entravano in uno studio riccamente decorato, Hamilton si domand sconfortato perch mai si trovasse l. Era quello il Dio che aveva in mente?
Ti stavo aspettando, disse Clamp in modo molto sbrigativo. Sono stato informato del tuo arrivo.
Informato? Hamilton rimase perplesso. Da chi?
Be', naturalmente da...Tetragrammaton.3
Intende dire, domand Hamilton, sempre pi sconcertato, che lei il Profeta di un dio di nome...
Quel nome non si pu pronunciare, lo interruppe immediatamente Clamp, ma senza durezza. troppo sacro. Preferisce che ci si riferisca a Lui chiamandolo Tetragrammaton. Mi stupisce che tu non lo sappia. una cosa che sanno tutti.
Io sono un po' ignorante, si scus Hamilton.
3 Termine greco che rappresenta il nome di quattro lettere dato a Dio nei testi religiosi ebraici: YHWH. Un nome che poteva essere; pronunciato solo dai sacerdoti in occasione di particolari riti, e da cui derivano Yahweh e Geova (N.d.T.).
Mi risulta che di recente tu abbia avuto una visione.
Se intende dire che ho visto... Tetragrammaton, la risposta s. Hamilton provava gi una forte avversione per quel profeta pi largo che alto.
Come Lui?
Mi parso in buona salute, rispose Hamilton, che poi non pot impedirsi di aggiungere, per uno della Sua et.
Clamp girovag rumorosamente per lo studio. Quasi calva, la sua testa brillava come una pietra levigata. Era l'epitome della dignit e della magnificenza teologica. Ma era nello stesso tempo, si disse Hamilton, virtualmente una caricatura. C'erano in lui tutti gli stereotipi pi logori... Clamp era semplicemente troppo maestoso per essere vero.
Una caricatura... o l'idea di qualcuno su come dovesse essere il capo spirituale dell'Unica Vera Fede.
Profeta, disse senza complimenti Hamilton, tanto vale che venga subito al dunque. Mi trovo in questo mondo pi o meno da quaranta ore, non di pi. In tutta franchezza, mi lascia molto perplesso. Per quanto posso giudicare, questo un universo assolutamente privo di logica. La Luna che ha le dimensioni di un pisello... assurdo. E questo sistema geocentrico, con il Sole che gira intorno alla Terra... primitivo! E poi questo concetto arcaico, non occidentale di Dio, il Grande Vecchio che fa piovere monetine e serpenti dal cielo, che scaglia piaghe e bubboni...
Clamp lo scrut con attenzione. Ma figliolo mio, cos che vanno le cose. Questa la Sua creazione.
Questa creazione, forse. Ma non la mia, non quella da dove provengo...
Credo sia meglio, tagli corto Clamp, che tu mi dica da dove provieni. Tetragrammaton non mi ha messo al corrente di quest'aspetto della situazione. Si limitato a informarmi che un'anima perduta era diretta qui.
Senza troppo entusiasmo Hamilton gli fece un rapido resoconto di ci che era avvenuto.
Ah, fece Clamp quando l'altro ebbe finito. Angosciato e incredulo, passeggiava nervosamente per lo studio con le braccia dietro la schiena. No, esclam, proprio non posso accettare questa storia. Per potrebbe anche essere vera, s, potrebbe esserlo. Tu affermi... tu sei venuto da me a sostenere che fino all'altro ieri vivevi in un mondo non toccato dalla Sua presenza?
Non ho detto questo. Non toccato da una presenza cos invadente e concreta. Non c' niente di tutta questa... religiosit tribale. Non ci sono tuoni e fulmini. Ma Lui potrebbe benissimo esserci, anzi io ho sempre dato per scontato che ci fosse. Ma in modo pi sottile, dietro il sipario, senza bisogno di prendere a calci qualcuno solo perch uscito fuori dal seminato.
Il Profeta era stato chiaramente colpito dalla rivelazione di Hamilton. Questa una storia sensazionale... non mi ero reso conto che potessero esistere dei mondi ancora infedeli.
Hamilton perse la pazienza. Ma non riesci a capire quello che sto dicendo? Questo universo di seconda categoria, questo Bab o come diavolo...
Il Secondo Bab, lo interruppe Clamp.
Che cos' un Bab? E il primo che fine ha fatto? Da dove uscita fuori tutta questa assurdit?
Dopo un momento di altezzoso silenzio, Clamp disse, II 9 luglio 1850 il primo Bab venne giustiziato a Tabriz. Ventimila suoi seguaci, i babisti, vennero orribilmente trucidati. Il primo Bab fu un Vero profeta del Signore; mor in modo straordinario, facendo piangere anche i suoi carcerieri. Nel 1909 i suoi resti vennero traslati sul Monte Carmelo. Clamp fece una pausa drammatica, gli occhi pieni di commozione. Nel 1915, sessantacinque anni dopo la sua morte, il Bab riapparve sulla Terra. A Chicago, alle otto del mattino del 4 agosto, fu visto da un gruppo di persone che pranzavano in un ristorante. E questo avvenne nonostante i suoi resti sul Monte Carmelo siano ancora intatti.
Capisco, disse Hamilton.
Clamp alz le mani e disse, Quale altra prova si pu chiedere? Quale pi grande miracolo ha mai visto il mondo? Il primo Bab era un semplice Profeta dell'Unico Vero Dio. La sua voce ebbe un tremito. E il Secondo Bab... Lui!
Perch Cheyenne, Wyoming? chiese Hamilton.
Il Secondo Bab concluse la sua vita terrestre in questo punto preciso. Il 21 maggio 1939 ascese al cielo portato da cinque angeli, sotto gli occhi di tutti i Fedeli. Fu un momento straordinario. Io stesso... Clamp si dovette interrompere un'altra volta. Io stesso ho ricevuto dal Secondo Bab, durante la Sua ultima ora di vita sulla terra, quel... Indic una
nicchia nella parete dello studio. L dentro c' l'orologio del Secondo Bab, la Sua penna stilografica, il Suo portafoglio e un dente falso... gli altri erano buoni e sono ascesi fisicamente con lui in Paradiso. Io sono stato il segretario del Secondo Bab nel corso della sua vita. Ho trascritto molte sezioni del Bayan con la macchina da scrivere che puoi vedere l. Tocc una teca di cristallo dentro la quale c'era una vecchia Underwood modello Cinque da ufficio, consunta e obsoleta.
E adesso, prosegu il Profeta Clamp, prendiamo in considerazione questo mondo di cui mi hai parlato. Ovviamente sei stato inviato qui per mettermi al corrente di questa eccezionale situazione. Un mondo intero, miliardi di persone, vivono le loro esistenze tagliate fuori dalla vista dell'Unico Vero Dio. Nei suoi occhi apparve un'espressione infervorata; il fervore si intensific quando il Profeta pronunci la parola. Una crociata.4
Un attimo... cominci a dire Hamilton preoccupato, ma Clamp non gli prest attenzione.
Una crociata, disse il profeta tutto eccitato. Eserciteremo la nostra autorit sul colonnello T. E. Edwards e sul suo laboratorio... lo convertiremo immediatamente in una fabbrica di missili a lunga gittata. Per prima cosa bombarderemo questa sciagurata regione con pubblicazioni di natura propagandistica. Poi, quando avremo acceso un po' di luce spirituale fra quei selvaggi, proseguiremo inviando delle squadre di istruttori, e concluderemo con una concentrazione capillare di messaggeri itineranti che presenteranno la Vera Fede con l'ausilio di tutti i mass-media: televisione, cinema, libri, nastri registrati. Sono quasi certo che Tetragrammaton si lascer convincere a farci avere un Suo filmato di quindici minuti, e alcuni messaggi su disco a beneficio dei miscredenti.
per questo, si domand Hamilton, che sono stato brutalmente scaricato a Cheyenne, Wyoming? Travolto dalla sicurezza dei Profeta Clamp, stava cominciando ad arrendersi. Forse lui era un segno inviato perch si realizzasse il Compimento della Sottomissione; forse questo era il mondo reale, dopotutto, aggrappato al grembo di Tetragrammaton.
Posso visitare il Sepolcro? domand per cambiare discorso. Mi piacerebbe vedere com' il centro spirituale del Secondo Babismo.
Preoccupato, Clamp alz gli occhi. Che cosa? Ma certo. Aveva gi cominciato a premere i pulsanti del centralino. Mi metto subito in contatto con Tetragrammaton. Poi, per, ebbe un'esitazione; si pieg verso Hamilton, sollev la mano e gli domand, Perch pensi che Lui non ci abbia informati di questo mondo avvolto nelle tenebre? Sul suo viso, sul viso ridondante e compiaciuto del Profeta del Secondo Bab, apparve un'ombra di crescente incertezza. Avrei pensato che... infine scosse la testa e disse, quasi parlando a se stesso, Ma le strade del Signore a volte sono incomprensibili.
4 Dick usa il termine "jihad", oggi tristemente noto perch spesso associato ai massacri in nome del fanatismo religioso (N.d.T.).
Dannatamente incomprensibili, conferm Hamilton. Abbandon lo studio e si incammin lungo il corridoio marmoreo echeggiarne.
Anche in quell'ora mattutina i devoti sciamavano da ogni parte, toccando col dito le sacre reliquie e guardandosi intorno con aria imbambolata. La loro vista depresse Hamilton. In una grande sala un gruppo di uomini e donne ben vestiti, in gran parte di mezza et, stavano cantando degli inni. Hamilton fece per passare oltre, ma poi decise che era
meglio fermarsi.
Sopra il gruppo di fedeli aleggiava una Presenza che emanava una debole luminosit... e una debole gelosia. Forse, decise, non era una brutta idea quella di unirsi ai pellegrini.
Allora si ferm, si un al gruppo e con riluttanza cominci a cantare con loro. Non aveva mai sentito quegli inni, ma non tard a unirsi al coro. Erano canti semplici e ridondanti, con le stesse frasi e gli stessi toni che si ripetevano in continuazione. Gli stessi monotoni concetti iterati all'infinito. L'appetito di Tetragrammaton era insaziabile, concluse. Una personalit infantile, nebulosa, che esigeva un'adorazione costante... e nei termini pi scontati. Facile all'ira, Tetragrammaton era ugualmente disposto all'euforia, e godeva molto per quelle vistose forme di adulazione.
Una forma di equilibrio, un modo per coccolare la Divinit. Ma che meccanismo delicato! Per tutti c'era sempre il pericolo di risvegliare quella Presenza facilmente irascibile che non li lasciava mai, che sembrava essere sempre in ascolto.
Dopo aver doverosamente svolto i suoi obblighi religiosi, se ne and in giro con aria mesta. Tanto l'edificio quanto i suoi frequentatori erano infestati dalla severa vicinanza di Tetragrammaton. Poteva sentirlo dovunque; come una nebbia densa e oppressiva il Dio islamico gravava su ogni cosa. A disagio, Hamilton esamin un immenso pannello illuminato che si trovava su una parete.

Elenco dei Fedeli. C' anche il tuo nome?

La lista era in ordine alfabetico; la scorse e scopr che il suo nome non c'era. E nemmeno, not con sadica soddisfazione, quello del povero McFeyffe. Ma lui sarebbe riuscito a farsi aggiungere all'elenco. Non c'era neanche il nome di Marsha. In totale la lista era incredibilmente corta: di tutta l'umanit, solo questa scarna minoranza era destinata a guadagnarsi il Paradiso?
Prov una sensazione di aspro risentimento. Cerc a caso i nomi di alcuni dei grandi personaggi che conosceva: Einstein, Albert Schweitier, Gandhi, Lincoln. John Donne. Non ce n'era nemmeno uno. La sua rabbia crebbe. Che cosa significava? Erano tutti condannati all'Inferno solo perch non erano stati seguaci del Secondo Bab di Cheyenne, Wyoming?
Naturalmente, solo i Credenti si sarebbero salvati. Tutti gli altri, miliardi e miliardi di persone, erano destinati a sprofondare nel fuoco purificatore dell'Inferno. La sfilza di nomi che vi compariva era quella dei contadi notti che avevano abbracciato l'Unica Vera Fede. Personalit da quattro soldi, insignificanti testimoni della mediocrit pi assoluta...
Un nome per lo conosceva. Rimase a fissarlo a lungo domandandosi, dapprima preoccupato poi con interesse crescente, perch fosse l e che significato potesse avere la presenza di quel nome.

Silvester, Arthur

L'anziano veterano di guerra! Il vecchio austero soldato che giaceva in un letto d'ospedale di Beimont. Era uno dei soci fondatori dell'Unica Vera fede.
Aveva senso. Ne aveva cos tanto che, questa volta. Hamilton non pot fare altro che fissare esterrefatto, senza dire una parola, il nome inciso su quel pannello.
Debolmente, in modo confuso, si rese conto che tutti i frammenti combaciavano fra loro. La dinamica della situazione cominciava a essere comprensibile; aveva finalmente scoperto quale ne fosse la struttura.
Il passo successivo era quello di ritornare a Belmont. E di trovare Arthur Silvester.

All'aeroporto di Cheyenne Hamilton rovesci tutte le sue monete sul banco e disse all'impiegato, Un biglietto di sola andata per San Francisco. Compartimento bagagli, se necessario.
Il denaro non era sufficiente, ma telegraf subito a Marna e risolse il problema... prosciugando il conto in banca. Insieme al denaro giunse un messaggio enigmatico e minaccioso: Forse meglio che non torni. Mi sta succedendo qualcosa di orribile.
Non ne fu particolarmente sorpreso... anzi, immaginava abbastanza chiaramente di che cosa si potesse trattare.
L'aereo giunse a San Francisco poco prima di mezzogiorno. Dall'aeroporto prese un autobus della Greyhound fino a Belmont. La porta di casa era chiusa a chiave: accucciata nel vano della finestra c'era la sagoma gialla di Tontolone, che lo guard avvilito mentre lui si frugava in tasca in cerca delle chiavi. Marsha non si vedeva, ma lui sapeva che era in casa.
Sono tornato. annunci quando ebbe aperto la porta.
Dalla camera da letto buia provenne un piagnucolio sommesso. Caro, sto per morire. Marsha si agitava disperata nell'oscurit. Non posso uscire. Non guardarmi, ti prego, non guardarmi.
Hamilton si tolse il soprabito e prese il telefono. Venga subito, disse quando Bill Laws finalmente rispose. E cerchi di contattare quante pi persone del gruppo le sar possibile. Joan Reiss, poi quella donna con il figlio, e McFeyffe, se riesce a trovarlo.
Edith Pritchet e suo figlio sono ancora all'ospedale, lo inform Laws. E Dio solo sa dove sono gli altri. C' proprio tutta questa urgenza? Poi aggiunse, Non mi sento troppo bene.
Allora stasera.
Facciamo domani, disse Laws. domenica. Ma che succede?
Penso di aver risolto il problema.
Proprio quanto cominciavo a divertirmi. Laws si concesse un po' di ironia. E domani un grande giorno in guesdo bosdo. Gi diverdiremo un mondo.5
Che le prende?
Niende, badrone. Laws ridacchi senza allegria. Brobrio niente.
Allora ci vediamo domani. Hamilton riattacc e and verso la camera da letto. Vieni fuori, grid seccamente alla moglie.
No. disse lei, ostinata. Non voglio che tu mi veda. Ho deciso cos.
5 Bill Laws si esprime qui e nelle pagine successive in un dialetto un tempo usato fra le classi pi umili dei neri degli stati del Sud. Viene reso in italiano con la parlata un po' da operetta che in molti film stata attribuita a personaggi di colore, soprattutto per sottolineare l'atteggiamento volutamene ironico di Laws. (N.d.T.).

Fermo sulla soglia della stanza, Hamilton cerc le sigarette, ma non le trov; erano rimaste nella Ford ancora parcheggiata di fronte alla Chiesa Non-Babista di padre O'Farrel. E Silky chiss che fine aveva fatto? Forse li aveva visti volare in cielo. Comunque era una ragazza abituata a cavarsela in ogni occasione, e non doveva avere avuto problemi a tornare a casa. Niente di grave, perci... a parte il fatto che gli ci sarebbe voluto un po' per recuperare la macchina.
Dai, tesoro, disse a sua moglie. Ho fame e vorrei fare colazione. E se le cose stanno come penso...
orribile. La voce di Marsha tradiva dolore e ribrezzo. Volevo uccidermi. Ma perch? Che cosa ho fatto? Perch questa punizione?
Non una punizione, le disse dolcemente. Passer tutto.
Davvero? In lei forno a rinascere un filo di speranza. Ne sei sicuro?
Se riusciamo a gestire la situazione come si deve. Vado a sedermi in soggiorno con Tontolone; ti aspettiamo l.
Mi ha gi visto, lui, disse Marsha con voce strozzata. rimasto disgustato.
I gatti fanno presto a disgustarsi. Hamilton torn in soggiorno, si butt sul divano e attese pazientemente. Per un po' non successe niente; poi giunsero dalla camera da letto i primi rumori, e dopo un po' si deline nell'oscurit una figura goffa e sgraziata. Hamilton si sent trafiggere da uno spasimo di compassione. Povera creatura... e senza nemmeno sapere il perch.
La figura si ferm sulla soglia. Tarchiata, volgare, rimase l a fissarlo. Per quanto preparato, Hamitton non riusc a impedirsi di rimanere sconvolto. La rassomiglianza con Marsha era appena avvertibile. Quella mostruosit obesa e rigonfia era sua moglie?
Le guance non pi morbide come una volta erano rigate di lacrime. Che cosa... disse in un sussurro. Che cosa devo fare?
Lui si alz e corse ad abbracciarla. Non durer a lungo. E poi tu non sei la sola. Laws a pezzi, e parla in dialetto.
Che vuoi che me ne importi? Io penso a me.
Il cambiamento aveva colpito ogni parte del suo corpo. Quelli che una volta erano soffici capelli castani adesso erano diventati un groviglio sporco e fibroso che le ricadeva disordinatamente sul collo e sulle spalle. La pelle era grigia e segnata dall'acne. Il corpo era un grumo informe e pieno di protuberanze. Le mani erano diventate immense, le unghie spezzate e annerite. Le gambe erano due pertiche bianche e pelose che terminavano con dei grossi piedi piatti. Al posto del consueto abitino elegante, Marsha indossava una maglia di lana ruvida, una gonna di tweed tutta macchiata, delle scarpe da tennis... e dei calzini da uomo pieni di buchi.
Hamilton le gir intorno, esaminandola con aria critica. Tutto questo ha senso, disse.
Se stato Dio a...
Dio non c'entra niente. E stato quel veterano di guerra che si chiama Arthur Silvester. Un vecchio soldato uscito di testa che crede nel suo culto religioso e nelle sue idee stereotipate. Per lui le persone come te sono degli estremisti pericolosi. E lui sa benissimo che aspetto abbia un estremista, anche una giovane estremista come te.
I lineamenti imbruttiti di Marsha si torsero per la sofferenza. Sembro... un personaggio dei cartoni animati.
Tu sei l'immagine che Silvester ha di una giovane universitaria con idee estremiste. Ed anche convinto che tutti i negri abbiano problemi di comportamento. E la stessa cosa avverr per tutti noi... dobbiamo uscire al pi presto dal mondo di Silvester, altrimenti il nostro scomparir del tutto.
CAPITOLO OTTAVO

La domenica mattina Hamilton fu svegliato all'alba da un frastuono forsennato che riempiva la casa. Mentre si alzava rigidamente dal letto, si ricord che Bill Laws aveva predetto eventi terribili per le prime ore di quel giorno dedicato al Signore.
La cacofonia proveniva dal soggiorno. Quando lo raggiunse, Hamilton si accorse che il televisore si era acceso da solo come per miracolo; lo schermo era percorso da macchioline pulsanti che si spostavano irregolarmente, creando un minaccioso quadro cromatico di rossi e scarlatti. Dagli altoparlanti dell'impianto hi-fi fuoriuscivano dei suoni assordanti, aspri e continui, una specie di travolgente, infiammato susseguirsi di urla disumane.
Era il sermone della domenica mattina, si rese conto Hamilton. Ed era tenuto da Tetragrammaton in persona.
Hamilton spense l'apparecchio e ciabatt in camera per vestirsi. Marsha era rimasta a letto e si era raggomitolata su se stessa, formando un ammasso informe e infelice, e cercando di evitare la luce abbagliante del sole che filtrava dalla finestra. ora di alzarsi, le disse. Non senti l'Onnipotente che sta tuonando in soggiorno?
Che dice? mormor Marsha, di malumore. Niente di particolare. Pentiti o patirai la dannazione eterna. Le solite ciance da imbonitore di piazza.
Non guardarmi, lo supplic Marsha. Voltati mentre mi vesto. Santo Dio, sono un mostro!
In soggiorno, intanto, il televisore si era riacceso e trasmetteva al massimo volume. A nessuno era permesso interferire con il sermone domenicale. Facendo del suo meglio per non sentire, Hamilton and in bagno e si dedic al rito giornaliero di lavarsi e farsi la barba. Era appena tornato in camera da letto, e aveva appena cominciato a vestirsi, quando suon il campanello.
Sono arrivati, disse a Marsha.
Sua moglie, che era gi vestita e stava cercando di sistemarsi i capelli, emise un gemito di agonia. Non posso farmi vedere da loro. Digli che se ne vadano.
Tesoro, le rispose, deciso, mentre si allacciava le scarpe, se vuoi tornare a essere come eri prima...
G' gualguno in gasa? domand la voce di Bill Laws. Ah, la borda era aberda e gos sono endrado.
Hamilton si precipit in soggiorno. Ed eccolo l, Bill Laws, studente in fisica avanzata all'universit, con le braccia penzoloni sui fianchi, gli occhi come due palle bianche sporgenti, le ginocchia piegate, il corpo floscio e ciondolante, che si dirigeva verso di lui con una grottesca andatura da scimmia.
Allora gi siede, disse ad Hamilton. Guarda, amigo mio, gome sono ridoddo. Mi hanno breso brobrio a galgi in gulo.
Lo sta facendo apposta? gli chiese Hamilton, indeciso se ridere o preoccuparsi.
Abbosda? Il negro lo guard con un'espressione idiota. Ghe vuoi dire, badron Hamildon?
O lei completamente vittima di Silvester, o la persona pi cinica che abbia mai conosciuto.
All'improvviso gli occhi di Laws ripresero vita. Vittima di Silvester? Che cosa intende dire? Non parlava pi in dialetto, e tutto a un tratto era tornato vigile e teso. Pensavo che fosse Sua Maest Eterna.
Allora il dialetto era tutta una scena?
Gli occhi di Laws scintillarono. l'unico modo per fregarlo, Hamilton. Dentro di me c' la sollecitazione... la sento sempre pi forte, e allora lo faccio apposta, per mantenere la padronanza di me stesso. In quel momento si accorse della presenza di Marsha. E quella chi ?
Mia moglie, rispose infelice Hamilton. Lei non ce l'ha fatta.
Ges, esclam Laws con un filo di voce. Che cosa ha intenzione di fare?
Il campanello suon di nuovo. Con un gemito Marsha scomparve in camera da letto. Questa volta era la signorina Reiss. Sbrigativa e austera come sempre, entr nel soggiorno a passo marziale, vestita con un completo grigio, scarpe con tacchi bassi e occhiali con la montatura di corno. Buongiorno, disse seccamente. Il signor Laws mi ha detto che c'... Si interruppe, sorpresa. Quella baraonda, disse poi, indicando il televisore che continuava a trasmettere con grande frastuono. Anche il suo fa cos?
Certo. Lui vuole farsi sentire da tutti.
La signorina Reiss si rilass visibilmente. Temevo di essere l'unica privilegiata.
Sulla porta semiaperta si deline la sagoma sofferente di Charley McFeyffe. Salute a tutti, borbott. La guancia si era gonfiata notevolmente, ed era ricoperta da una benda. Intorno al collo, infilata nel colletto della camicia, aveva una fasciatura bianca. Si avvicin cautamente ad Hamilton.
Non ti passato? gli chiese lui, provando dispiacere a vederlo cos.
McFeyffe scosse tristemente la testa. No.
Ma che succede? chiese la signorina Reiss. Il signor Laws mi ha detto che lei doveva parlarci di questa strana cospirazione ai nostri danni.
Cospirazione? Hamilton la guard con inquietudine. Non mi sembra la parola adatta.
Ha ragione, replic la donna, fraintendendo. Infatti si tratta di ben pi che una semplice cospirazione.
Hamilton lasci perdere. Si diresse verso la porta chiusa della camera da letto e buss con insistenza. Vieni fuori, cara. ora di andare all'ospedale.
Dopo un tormentoso intervallo, Marsha usc dalla stanza. Indossava un pesante soprabito e dei jeans, e nel tentativo di nascondere i capelli rovinati li aveva raccolti sotto un fazzoletto rosso. Non si era truccata; sarebbe stata una perdita di tempo. Va bene, disse con voce fioca. Sono pronta.

Hamilton lasci la Plymouth di McFeyffe nel parcheggio dell'ospedale. Mentre tutti e cinque marciavano lungo il vialetto di ghiaia verso il reparto, Bill Laws chiese, Silvester la chiave di tutto questo?
Silvester tutto questo, rispose Hamilton. Il sogno che avete fatto, lei e Marsha, la chiave. E diversi altri fatti... come il suo comportamento, Laws, la trasformazione fisica di mia moglie, la condizione dei babisti e tutto questo universo geocentrico. Mi sembra di conoscere molto bene Silvester, ormai, soprattutto per come fatto dentro.
Ne sicuro? chiese dubbioso Laws.
Tutti e otto siamo stati colpiti dal fascio protonico del bevatrone, ma l'unico che non ha mai perso conoscenza, che ha conservato il proprio sistema di riferimento, stato Silvester.
Quindi, disse Laws, quasi con brutalit, noi non ci troviamo realmente qui.
Fisicamente siamo stesi sul pavimento del bevatrone, ma mentalmente siamo qui. L'energia liberata dal raggio ha trasformato il mondo personale di Silvester in un universo accessibile a tutti. Noi siamo soggetti alla logica di un fanatico religioso, di un vecchio che nella Chicago degli anni trenta ha aderito a un culto di svitati. Noi ci troviamo nel suo universo, dove tutte le sue superstizioni bigotte e ignoranti funzionano. Noi siamo dentro la testa di quell'uomo. Gesticol. Questo panorama, questo ambiente... sono le circonvoluzioni del suo cervello, le colline e le vallate della mente di Silvester.
Oh, poveri noi, mormor la signorina Reiss. Allora siamo in suo potere. Sta cercando di distruggerci. .
Dubito che si renda conto di ci che successo. questo l'aspetto ironico. Probabilmente Silvester non vede niente di strano in questo mondo. Perch dovrebbe? il suo mondo fantastico personale, nel quale ha vissuto per tutta la vita.
Entrarono nell'ospedale. Non c'era nessuno, ma da ogni stanza proveniva il rimbombo aggressivo del sermone mattutino di Tetragrammaton.
Gi, riconobbe Hamilton. Me ne ero dimenticato. Bisogna essere prudenti.
II banco di accettazione era deserto. Probabilmente il personale al completo stava seguendo il discorso. Hamilton controll l'elenco dei degenti e trov il numero della stanza di Silvester. Poco dopo salivano sul silenzioso ascensore idraulico.
La porta della stanza in cui era ricoverato Arthur Silvester era spalancata, e dentro c'era lui, il vecchio alto e magro, seduto a guardare il televisore con grande attenzione. C'erano anche la signora Edith Pritchet e suo figlio David. Questi ultimi due sembravano piuttosto agitati, e quando i cinque visitatori entrarono nella stanza li accolsero con un debole sospiro di sollievo. Silvester, dal canto suo, non si mosse nemmeno. Imperturbabile, con fanatica seriet, fissava il suo Dio, imbevendosi di quel furibondo torrente di sentimenti toccanti e bellicosi che invadevano la stanza.
Chiaramente, Silvester non era affatto stupito di sentirsi rivolgere la parola dal suo Creatore. Era ovvio che faceva parte dei suoi riti domenicali. Ogni domenica mattina si ingozzava della sua razione settimanale di nutrimento religioso.
David Pritchet trotterell stizzito verso Hamilton. Ma chi diavolo quello? gli domand, indicando lo schermo. Non lo sopporto pi.
Sua madre, grassa, di mezza et, se ne stava seduta a mangiucchiare con cura una mela sbucciata, con il viso anonimo che non mostrava il minimo segno di comprensione. A parte un leggero fastidio per il fracasso che usciva dal televisore, sembrava del tutto indifferente a ci che appariva sullo schermo.
difficile da spiegare, spieg Hamilton al ragazzo. Probabilmente tu non hai mai avuto a che fare con Lui, prima d'ora.
La testa canuta e ossuta di Silvester si gir appena; due occhi grigi, duri e inflessibili, si posarono su Hamilton. Faccia silenzio, gli disse, con una voce che lo raggel. Senza pronunciare un'altra parola, torn a guardare lo schermo.
Quello era l'uomo nel cui mondo si ritrovavano tutti e sette. Per la prima volta dopo l'incidente Hamilton prov un moto di autentica, inconfondibile paura.
Mi sa, farfugli Laws strascicando le parole, ghe guesdo disgorso durer a lungo.
Sembrava che avesse ragione. Lui poteva andare avanti a parlare per chiss quanto tempo, adesso che si era impadronito della scena.
Dieci minuti dopo la signora Pritchet non ne pot pi. Con un gemito di esasperazione si alz e si diresse verso il retro della stanza, dove stavano gli altri.
Santo Cielo, si lament, non li ho mai potuti sopportare, quegli evangelisti farneticanti. Credo di non aver mai sentito un discorso cos rumoroso in tutta la mia vita.
Dovr smettere, disse Hamilton, divertito. Comincia a mancargli la voce.
Lo stanno ascoltando tutti, nell'ospedale, spieg la donna, con un'espressione di corrucciato fastidio. Non va bene per David... io ho cercato di insegnargli a vedere il mondo in modo razionale, e questo non un buon posto per lui.
No, convenne Hamilton. Non lo davvero.
Voglio che mio figlio riceva un'educazione adeguata, prosegu la signora Pritchet, ormai inarrestabile, mentre il suo elaborato cappellino le ondeggiava sulla testa. Voglio che conosca i grandi classici, che sperimenti le cose belle della vita. Suo padre era Alfred B. Pritchet, fu lui l'autore di quella splendida traduzione in versi dell'Iliade. Io credo che l'arte debba recitare un ruolo di primo piano nella vita di ogni uomo, non d'accordo? Pu arricchirlo e dare un significato alla sua esistenza.
La signora Pritchet era noiosa quasi quanto Tetragrammaton.
Joan Reiss, spalle allo schermo, si inser nel discorso. Non credo che resister un altro minuto, con quell'orribile vecchio che se ne sta l seduto a bearsi di questa robaccia. Il suo volto era teso, e attraversato da una smorfia di insofferenza. Vorrei avere qualcosa tra le mani... qualsiasi cosa, per spaccargli in testa.
Badrona, le disse Laws, guel vegghio la gonger ber le fesde se far una gosa del genere.
La signora Pritchet sembr trovare divertente il modo di parlare del negro. Le parlate regionali suonano cos dolci all'orecchio, gli disse in tono fatuo. Da dove viene, signor Laws?
Clinton, Ohio, rispose Laws, questa volta parlando correttamente. Le rivolse un'occhiata furibonda; non aveva previsto una reazione del genere.
Clinton, Ohio, ripet la signora Pritchet, sempre con quell'aria beata sul viso. Ci sono passata, una volta. Non c' un'ottima compagnia lirica?
Mentre Hamilton si girava verso sua moglie, la signora Pritchet cominci a snocciolare le sue preferenze in fatto di musica. Ecco una donna che, se esistesse un mondo, nemmeno se ne accorgerebbe, disse a Marsha.
Aveva parlato a bassa voce, ma proprio in quel momento il fragoroso discorso si concluse. Il turbinio pasticciato di colori scomparve dallo schermo, e in un attimo la stanza piomb nel silenzio. Mortificato, Hamilton sent le sue ultime parole che rompevano vistosamente l'improvvisa quiete.
Lentamente, inesorabilmente, la testa bianca di Silvester ruot sul collo scheletrito. Prego? disse con voce calma, glaciale. Voleva dire qualcosa?
Proprio cos, replic Hamilton; ormai non poteva tirarsi indietro. Voglio parlarle, Silvester. Tutti e sette abbiamo un conto in sospeso con lei.

Nell'angolo il televisore mostrava un gruppo di angeli che cantavano gioiosamente una versione melodica di inni popolari. Con espressione vuota e assente, gli angeli ondeggiavano languidamente avanti e indietro, conferendo a quelle cadenze lugubri un tocco vagamente jazzistico.
Abbiamo un problema, disse Hamilton, gli occhi piantati sul vecchio. Probabilmente Silvester aveva il potere di spedirli tutti e sette all'Inferno. In fin dei conti si trattava del suo mondo, e se c'era qualcuno che poteva avere un rapporto privilegiato con Tetragrammaton, quello era proprio Arthur Silvester.
Di che problema si tratta? chiese Silvester. Perch non siete tutti a pregare?
Hamilton lo ignor e prosegu. Abbiamo scoperto una cosa sull'incidente di cui siamo stati vittime. A proposito, come vanno le sue ferite?
Sul volto raggrinzito dell'uomo si deline un sorrisetto di compiaciuta soddisfazione. Le mie ferite, precis, sono guarite del tutto. E il merito della fede, non di quegli impiccioni di dottori. La fede e la preghiera possono far superare a un uomo qualsiasi difficolt. Poi aggiunse, Quello che lei definisce "incidente" stato il sistema attraverso il quale la Provvidenza ci ha messo alla prova, il modo che Dio ha escogitato per scoprire di che pasta siamo fatti.
Oddio, protest la signora Pritchet, con un sorriso confidenziale, io sono sicura che la Provvidenza non costringerebbe gli uomini a una prova cos crudele.
Imperturbabile, il vecchio la studi. L'Unico Vero Dio, afferm categoricamente, un Dio severo. Egli dispensa la punizione e la ricompensa secondo il Suo giudizio. Il nostro destino quello di sottometterci. L'umanit stata posta sulla Terra per adempiere alla Volont dell'Autorit Cosmica.
Di noi otto, disse Hamilton, sette hanno perso la conoscenza in seguito all'impatto della caduta. Solo uno rimasto cosciente. Ed lei.
Silvester annu soddisfatto. Mentre cadevo, spieg, ho pregato l'Unico Vero Dio di proteggermi.
Da che cosa? intervenne la signorina Reiss. Dalla Sua stessa volont di sottoporla a una prova?
Hamilton la allontan con un gesto di fastidio. Dal bevatrone si liberata una spaventosa quantit di energia. Di norma ogni individuo possiede un suo preciso sistema di riferimento, ma poich noi siamo tutti svenuti quando siamo stati colpiti dal fascio, e lei non...
Silvester non lo ascoltava. Stava guardando con intensit oltre le spalle di Hamilton, in direzione di Bill Laws. Un'espressione di oltraggiata indignazione si dipinse sul suo volto scavato. Non una persona di colore quella che si trova l? chiese con voce tagliente.
la nostra guida, disse Hamilton. Prima di continuare la nostra discussione, disse Silvester con voce piatta, devo chiedere a quell'uomo di colore di uscire. Questa la stanza privata di un bianco.
La reazione di Hamilton fu spontanea, e irrazionale; la risposta gli venne con una tale naturalezza che non ebbe nemmeno il tempo di pentirsi di ci che diceva. Ma vada a farsi fottere! sbott, e vide che la faccia di Silvester diventava rigida come la pietra. Be', ormai l'aveva detto, perci tanto valeva che andasse fino in fondo. Un bianco? Se quella idiozia del Secondo Bab o Tetragrammaton o come diavolo si chiama, che si inventato lei, pu rimanersene tranquillo a sentire le sue affermazioni, allora davvero una indegna caricatura di Dio, ed molto peggio di lei, Silvester. Il che tutto dire.
La signora Pritchet boccheggi, David Pritchet fece una risatina soffocata, mentre la signorina Reiss e Marsha si ritrassero d'istinto, atterrite. Laws si irrigid, con un'espressione sofferta e maligna sul volto. Rintanato in un angolo, McFeyffe si tormentava la guancia rigonfia, e sembrava non essersi nemmeno reso conto di ci che era successo. Lentamente Arthur Silvester si alz in piedi. Non era pi un uomo, ma una forza vendicatrice che trascendeva ogni umanit. Era un agente della purificazione che difendeva nello stesso tempo la sua divinit, il suo paese, la razza bianca e il suo onore personale. Rimase immobile per un attimo, raccogliendo le forze. Il suo corpo macilento fu scosso da una vibrazione, e divenne quasi tangibile l'intima, rivoltante, velenosa sensazione di odio che emanava da ogni fibra del suo essere. Io credo, disse, che lei sia uno che ama i negri.
Proprio cos, rispose Hamilton. E anche un ateo e un rosso. Conosce mia moglie? una spia sovietica. E il mio amico Bill Laws? Uno studente di fsica all'universit, che ha tutto il diritto di sedere allo stesso tavolo con qualsiasi altra persona, bianca o nera che sia. E di...
Il coro di angeli aveva smesso di cantare. L'immagine tremol, e venne sostituita da minacciosi lampi di luce, un crescente fluire di rabbia in movimento. L'altoparlante smise di trasmettere musica sdolcinata; adesso l'intero apparecchio era scosso da un sordo ruggito, che crebbe fino a trasformarsi in un tuono assordante.
Dallo schermo emersero quattro enormi figure. Erano angeli, grossi angeli mascolini, animaleschi, con uno sguardo meschino negli occhi. Dovevano pesare almeno un quintale ognuno. Sbattendo le ali i quattro angeli puntarono direttamente su Hamilton. Con una smorfia maligna sul volto rugoso, Silvester si fece da parte per godersi lo spettacolo della vendetta celeste che colpiva il blasfemo.
Appena il primo angelo cal su di lui per eseguire il Giudizio Cosmico, Hamilton lo mise fuori combattimento con un pugno bene assestato. Intanto Bill Laws, che aveva afferrato una lampada da tavolo, si scagli in avanti e colp in piena testa il secondo angelo; quest'ultimo, stordito, cerc di mettere le mani sul negro.
Oh mio Dio, esclam la signora Pritchet in tono lamentoso. Qualcuno chiami la polizia.
Ma era una lotta disperata. McFeyffe riemerse dal suo imbambolamento e mosse un inutile passo dall'angolo, puntando su un altro angelo. Fu travolto da una raffica di energia luminosa e si accasci a terra senza rumore, tramortito. David Pritchet si mise a strillare di eccitazione, poi prese alcune bottigliette di medicinali dal tavolino accanto al letto e le scagli a caso contro gli angeli. Marsha e Joan Reiss, entrambe alle prese con un angelo gigantesco ma un po' tardo, lottarono selvaggiamente trascinandolo a terra, prendendolo a calci, graffiandolo e strappandogli le penne a manciate.
Intanto altri angeli sciamavano dallo schermo del televisore. Arthur Silvester, con compiaciuta soddisfazione, vide Bill Laws scomparire sotto un cumulo di ali vendicative. Rimaneva solo Hamilton, e anche lui era ormai ridotto allo stremo. La giacca lacera, il naso sanguinante, era impegnato in un ultimo, disperato scontro. Un altro angelo croll a terra, colpito con un calcio in pieno basso ventre. Ma per ognuno che veniva abbattuto, lo schermo del televisore a ventisette pollici ne vomitava interi gruppetti, che non tardavano a crescere e a raggiungere la statura degli altri..
Hamilton si ritrasse, e nel farlo urt contro Silvester. Se solo ci fosse un minimo di giustizia, in questo suo mondo sballato e puzzolente... disse ansimando, ma subito due angeli gli furono addosso; accecato, semisoffocato, sent che le gambe gli cedevano. Marsha url e cerc di raggiungerlo; brandendo uno scintillante spillone per cappellino si scagli contro un angelo e lo infilz su un fianco. L'angelo rugg di dolore e lasci Hamilton, il quale riusc ad afferrare una bottiglia di acqua minerale dal tavolo e la scagli via con la forza della disperazione. La bottiglia esplose contro il muro; frammenti di vetro e di acqua minerale schizzarono dappertutto.
Arthur Silvester si scans, farfugliando qualcosa, e and a sbattere contro la signorina Reiss; agile e guardinga come un gatto, la donna ruot su se stessa, gli diede un violento spintone e scapp via. Silvester, con un'espressione stupefatta negli occhi, vacill e cadde. Cadendo sbatt la testa indifesa contro uno spigolo del letto; si sent un secco crac. Arthur Silvester emise un gemito e perse i sensi...
E gli angeli scomparvero.
Il frastuono cess all'improvviso. Il televisore tacque. Rimasero solo otto esseri umani malconci, fermi in diverse posizioni di attacco e di difesa. McFeyffe era del tutto privo di conoscenza, e parzialmente ustionato. Silvester giaceva inerte, con gli occhi spalancati nel nulla, la lingua fuori dalla bocca e un braccio che si contorceva per un movimento riflesso. Bill Laws, seduto a terra, tentava faticosamente di rimettersi in piedi. Terrorizzata, la signora Pritchet fece capolino nella stanza dalla soglia, il volto soave deformato dallo sgomento. David Pritchet stava cercando di riprendere fiato, con ancora in mano le mele e le arance che aveva tirato addosso agli angeli.
Ridendo istericamente, la signorina Reiss grid, Ce l'abbiamo fatta. Lo abbiamo sconfitto. Abbiamo vinto!
Stordito, Hamilton and a soccorrere la forma tremante che era sua moglie. Magra, ansimante, Marsha si strinse a lui. Tesoro, sussurr, con gli occhi lucidi, va tutto bene, vero? E finita.
I suoi morbidi capelli castani gli avvolsero il viso, la sua pelle morbida e delicata si accost alle sue labbra; il corpo di Marsha era fragile, snello, quel corpo flessuoso e leggero che Hamilton ricordava. E anche il suo brutto abbigliamento era scomparso; vestita con una bella gonna e una impeccabile camicetta di cotone, Marsha si aggrapp a lui liberando tutta la sua riconoscente, gioiosa felicit.
Proprio cos, farfugli Laws, raddrizzandosi non senza fatica. Aveva un occhio chiuso che si stava gonfiando in modo inquietante, e i vestiti a brandelli.
Il vecchio bastardo fuori combattimento. Lo abbiamo proprio conciato per le feste... ce l'abbiamo fatta. E adesso non sta pi meglio di noi, ha perso i sensi anche lui.
Abbiamo vinto, stava ripetendo Joan Reiss, con un'enfasi irrefrenabile. Siamo sfuggiti alla sua cospirazione.

I medici giunsero di corsa da ogni angolo dell'ospedale. Gran parte della loro attenzione si concentr su Silvester. Con un fiacco sorriso il vecchio riusc a trascinarsi fino alla sedia davanti al televisore.
Grazie, borbott. Sto bene, grazie. Devo avere avuto un capogiro.
McFeyffe, che cominciava a riprendersi, si tast felice la guancia e il collo; i suoi malanni erano scomparsi. Gridando di sollievo si strapp via tutte le bende. finita! esclam. Grazie a Dio!
Non ringraziare Dio, gli ricord asciutto Hamilton. Meglio non scherzare col fuoco.
Ma che diavolo successo qui dentro? chiese uno dei medici.
Una piccola discussione. Ironicamente Laws indic la scatola di cioccolatini caduta a terra dal tavolino. Su chi doveva mangiarsi l'ultimo alla crema.
C' solo una cosa che non quadra, mormor Hamilton, immerso in un angoscioso pensiero. Probabilmente solo una questione tecnica.
Che cosa? chiese Marsha, sempre stretta a lui.
Il tuo sogno. Non siamo tutti distesi nel bevatrone, pi o meno privi di sensi? Non siamo fisicamente sospesi nel tempo?
Accidenti, disse Marsha, colpita. cos. Ma siamo nel nostro mondo... adesso siamo al sicuro!
Cos sembra. Hamilton sent il cuore di lei che batteva forte, e il ritmico su e gi del suo respiro. Ed questo che conta. Marsha era calda, morbida, e stupendamente snella. Finch sarai accanto a me come...
La sua voce si spense. Stringeva fra le braccia un corpo snello, certo. Troppo snello.
Marsha, le disse con calma, qualcosa andato storto.
Il corpo di lei si irrigid all'istante. Storto? Che cosa vuoi dire?
Togliti i vestiti. Hamilton le afferr con decisione la chiusura lampo della gonna. Togliteli... subito!
Marsha sbatt gli occhi e si ritrasse da lui. Qui? Ma tesoro, con tutta questa gente...
Fallo! le ordin seccamente.
Sconcertata, Marsha cominci a sbottonarsi la camicetta, se la sfil e la gett sul letto, poi si pieg per togliersi la gonna. Inorriditi, senza capire, tutti i presenti la guardarono
mentre si spogliava, mentre si toglieva anche la biancheria, rimanendo nuda in mezzo alla stanza.
Era asessuata come un'ape operaia.
Guardati! la aggred con violenza Hamilton. Per l'amor di Dio, guarda come sei ridotta! Ma non te ne sei accorta?
Esterrefatta, Marsha abbass gli occhi. I seni erano scomparsi; il corpo era liscio, leggermente angolato, senza caratteri sessuali di alcun tipo. Magrissima, glabra, assomigliava a un ragazzetto imberbe. Ma non era nemmeno quello, non era niente. Assolutamente, inequivocabilmente neutra.
Che cosa.... balbett, terrorizzata. Non capisco.
Non siamo tornati, afferm Hamilton. Questo non il nostro mondo.
Ma gli angeli, disse la signorina Reiss, quelli sono scomparsi.
McFeyffe si tocc la mascella che era tornata normale. E anche il mio ascesso.
Questo non pi il mondo di Silvester, gli disse Hamilton. il mondo di qualcun altro. Buon Dio... non torneremo mai nel nostro. Fuori di s, si rivolse al gruppetto di figure sgomente che lo circondava. Ma quanti mondi esistono? Quante volte si ripeter questa storia?
CAPITOLO NONO

Stese sul pavimento della camera del bevatrone c'erano otto persone, nessuna delle quali del tutto cosciente. Attorno a loro una massa frammentata di macerie fumanti, le strutture contorte e carbonizzate di metallo e cemento che erano state la piattaforma di osservazione, il confuso groviglio di materiale dal quale poco prima avevano guardato verso il basso.
Gli infermieri scesero come lumache guardinghe gi per le scale fino al fondo della camera. Ci avrebbero messo poco a raggiungere gli otto corpi, prima ancora che l'energia del magnete fosse stata tolta e il sibilante fascio protonico fosse stato ridotto al silenzio.
Rigirandosi in continuazione nel letto, Hamilton osservava la scena immutabile, esaminandola in continuazione sotto ogni aspetto e in ogni particolare. Quando era sul punto di svegliarsi la scena si offuscava, quando faticosamente tornava ad addormentarsi riacquistava consistenza, e diventava chiara e ben delineata.
Al suo fianco, Marsha si agitava nel sonno, sospirando. Nella citt di Belmont otto persone si rigiravano nel letto, alternandosi fra sonno e veglia, e continuavano a rivedere il profilo sempre uguale del bevatrone, e quei corpi martoriati stesi a terra.
Nel tentativo di conoscere la scena in tutti in particolari, Hamilton studi ogni corpo palmo a palmo.
Per primo, e con maggiore interesse, vide il suo stesso corpo. Era caduto dopo tutti gli altri, colpendo il pavimento di cemento con una violenza devastante: giaceva in una posa dolorosamente scomposta, le braccia larghe, una gamba innaturalmente piegata sotto il corpo. A parte un respiro appena accennato, era del tutto immobile. Dio, se solo ci fosse stato un modo per raggiungerlo... se solo avesse potuto gridargli qualcosa, ridestarlo, urlare con tale forza da sottrarlo al buio dell'incoscienza. Ma non poteva.
Poco lontano c'era la sagoma corpulenta di McFeyffe. Il volto massiccio dell'uomo tradiva un'espressione di infuriato stupore; una mano era ancora protesa nell'inutile tentativo di aggrapparsi a una ringhiera che non c'era pi. Lungo la guancia gli colava un rivolo di sangue. McFeyffe era ferito, questo era indubbio. Respirava pesantemente, e in modo irregolare: il petto si alzava e si abbassava dolorosamente sotto la giacca.
Accanto a McFeyffe c'era la signorina Joan Reiss, semisepolta sotto un mucchio di macerie; anche lei respirava a fatica, mentre le braccia e le gambe si agitavano nel gesto riflesso di allontanare da s i frammenti di plastica e intonaco. Gli occhiali si erano rotti, e gli abiti erano ridotti a brandelli, e un brutto taglio si stava gonfiando sulla fronte.
Marsha, sua moglie, era poco lontana da lui. Vedendo il suo corpo immobile, Hamilton non riusc a trattenere un moto di tristezza. Come gli altri non poteva essere sollevata. Svenuta, giaceva con un braccio sotto il corpo, le ginocchia rannicchiate in una posizione quasi fetale, la testa girata da un lato, i capelli bruciacchiati sparsi sul collo e sulle spalle. Respirava appena, ma per il resto era anche lei del tutto immobile. Gli abiti bruciavano ancora; lentamente, inesorabilmente, una linea di scintille avanzava verso il suo corpo. Sopra di lei c'era uno strato di fumo acre che le nascondeva in parte le gambe e i piedi. Nel cadere aveva perso una delle sue scarpe con i tacchi alti, che adesso si trovava a circa un metro di distanza da lei, dimenticata.
La signora Pritchet era un cumulo corpulento di carne pulsante, grottesca nel suo vistoso vestito a fiori ora del tutto bruciato. Il suo incredibile cappellino era stato maciullato dai detriti che le erano caduti addosso. La borsetta, strappata dalle sue mani, era accanto a lei, spalancata, e il suo contenuto si era sparpagliato tutt'intorno. David Pritchet era quasi nascosto dalle macerie. Ogni tanto gemeva, ogni tanto si muoveva. La testa era schiacciata da una sezione di metallo ritorto che gli impediva di sollevarsi. Era verso di lui che la squadra di medici e infermieri si stava dirigendo a passo di lumaca. Ma che accidenti gli era preso, a quelli? Hamilton ebbe voglia di gridare, di urlare con tutto il fiato che aveva in corpo. Ma perch se prendevano cos comoda? Erano passate quattro notti... Ma non l. In quel mondo, nel mondo reale, erano trascorsi solo pochi, terribili secondi.
La guida negra, Bill Laws, agonizzava in mezzo agli schermi di protezione tutti sventrati. Il suo corpo allampanato era scosso da un fremito continuo; con gli occhi aperti e sbarrati fissava senza vederlo un mucchio fumante di materia organica: era la sagoma asciutta e macilenta di Arthur Silvester. Il vecchio aveva perso i sensi... lo shock e il dolore per la frattura alla spina dorsale gli avevano tolto anche l'ultima scintilla di personalit. Fra tutti e otto era quello ridotto peggio.
Eccoli tutti l, quegli otto corpi ustionati e orribilmente martoriati. Uno spettacolo sconfortante. Ma Hamilton, continuando a girarsi e rigirarsi nel suo comodo letto, accanto alla sua snella e avvenente moglie, avrebbe dato qualsiasi cosa per trovarsi di nuovo l, per tornare al bevatrone e risvegliare la sua controparte inanimata... e in tal modo liberare la sua mente da quel cammino obbligato al quale non riusciva pi a sottrarsi.

* * *

In tutti i possibili universi, ogni luned era sempre uguale all'altro. Alle otto e trenta del mattino Hamilton era seduto sul treno dei pendolari della Southern Pacific, con il San Francisco Chronicle spiegato sulle ginocchia, diretto verso la costa, alla Electronic Development Agency. Ammesso, naturalmente, che esistesse ancora. Cosa che lui, a quel punto, non poteva affermare con sicurezza.
Intorno a lui molti impiegati dai colletti bianchi che fumavano, leggevano i fumetti o discutevano di sport. Rincantucciato nel suo sedile, Hamilton li osserv di malumore. Si rendevano conto che erano soltanto creazioni distorte del mondo fantastico di qualcun altro? Apparentemente no. Affrontavano tranquillamente l'abituale tran tran del luned mattina, inconsapevoli che ogni aspetto della loro esistenza era manipolato da una presenza invisibile.
Non era difficile provare a dare un nome a quella presenza. Con ogni probabilit sette degli otto membri del gruppo lo avevano gi fatto, ormai. A colazione Marsha gli aveva detto, con grande solennit, La signora Pritchet. Ci ho pensato tutta la notte. Ne sono sicura.
Come fai a esserne sicura? le aveva chiesto lui, acido.
Perch, aveva risposto sua moglie, con assoluta convinzione, lei l'unica che sia disposta a credere a una cosa del genere. Fece scorrere la mano sul suo corpo piatto. esattamente il genere di insensato bigottismo vittoriano che mi aspetterei da una persona cos.
Se c'era ancora qualche dubbio nella sua testa, era subito svanito alla prima occhiata dal treno, appena partito da Belmont. Di fronte a una piccola costruzione rurale c'era un cavallo attaccato a un carretto con dei rottami metallici. Quel cavallo indossava dei pantaloni.
San Francisco sud, blater il conduttore apparendo in fondo alla vettura ondeggiante. Hamilton si infil in tasca il giornale e si un ai pochi passeggeri che si dirigevano verso l'uscita. Poco dopo camminava mestamente verso gli scintillanti palazzi bianchi dell'EDA. Almeno quella esisteva ancora... era gi un inizio incoraggiante. Incroci le dita, e preg ardentemente che il suo lavoro facesse parte di quel mondo.
Il dottor Guy Tillingford lo accolse nel suo ufficio. Pimpante e mattiniero, vedo, gli disse raggiante, stringendogli la mano. Proprio un ottimo inizio.
Notevolmente rilassato, Hamilton cominci a togliersi il soprabito. L'EDA esisteva, e lui aveva ancora un lavoro. Tillingford, in quel mondo distorto, lo aveva assunto; almeno questo non era cambiato. Un altro problema cancellato dal suo taccuino mentale delle cose di cui preoccuparsi.
stato molto gentile da parte sua concedermi un giorno libero, disse Hamilton cautamente, mentre Tillingford lo accompagnava lungo il corridoio verso i laboratori. L'ho apprezzato davvero.
Com' andata? gli chiese Tillingford.
Un passo falso. Nel mondo di Silvester Tillingford gli aveva consigliato di andare a trovare il profeta del Secondo Bab, e non era affatto probabile che quello esistesse ancora... anzi, era proprio da escludere. Perci scelse di tenersi sul vago. Non male, tutto sommato. Naturalmente, non ci sono abituato, ma insomma...
Hai avuto qualche problema a trovare il posto?
Nessuno. Sudando, Hamilton si domand che cosa potesse aver fatto, in quel mondo. stato... cominci. stato un bel gesto, il suo. Proprio il primo giorno...
Non pensarci. Dimmi solo una cosa. Giunto davanti a una porta, Tillingford si ferm un attimo. Chi ha vinto?
V-vinto?
L'hai vinto tu, il premio? Tillingford sorrise e gli batt calorosamente la mano sulla spalla. Accidenti, ci avrei scommesso. Ti si legge in faccia.
Il corpulento direttore del personale venne loro incontro lungo il corridoio, con una grossa borsa sotto il braccio. Come andiamo? domand con una risatina ironica. Anche lui diede una pacca amichevole ad Hamilton. Ha portato qualcosa da farci vedere? Un attestato, magari?
Fa il misterioso, gli confid Tillingford. Ernie, mettiamo una notiziola sul bollettino della ditta; non pensi che al personale farebbe piacere saperlo?
Lei ha proprio ragione, convenne il direttore del personale. Prender un appunto. Poi, rivolto ad Hamilton, come ha detto che si chiama il suo gatto?
Che cosa? replic lui, balbettando.
Ne stavamo parlando venerd, non si ricorda? Accidenti a me, me ne sono dimenticato. Voglio segnarmi bene come si scrive per pubblicarlo sul bollettino.
In quell'universo Hamilton aveva avuto un giorno libero, il suo primo giorno di lavoro, per portare Tontolone a un concorso felino. Dentro di s gemette. In qualche modo il mondo della signora Pritchet si stava rivelando pi impegnativo di quello di Silvester.
Dopo aver raccolto ogni possibile informazione, il direttore del personale si allontan di corsa, lasciando Hamilton e il suo capo l'uno di fronte all'altro. Era giunto il momento, e non poteva tirarsi indietro.
Dottore, disse cupo Hamilton, facendosi coraggio, devo confessarle una cosa. Venerd ero cos eccitato per avere trovato un lavoro che... Fece un sorriso supplichevole. Ecco, in tutta franchezza, io non ricordo un bel niente di quello che ci siamo detti. Ho dei ricordi vaghissimi.
Ti capisco, figliolo, disse Tillingford in tono suadente, rivolgendogli un'occhiata paterna. Non ti preoccupare... non mancher occasione di scendere nei dettagli. Io mi auguro che tu rimanga qui a lungo.
Per dirla tutta, si butt Hamilton, io non mi ricordo nemmeno qual il mio lavoro. Non buffo?
Scoppiarono tutti e due in una grossa risata.
proprio divertente, ragazzo mio, convenne alla fine Tillingford, asciugandosi le lacrime per il troppo ridere. Credevo di averle sentite tutte, ma...
Non potrebbe... disse Hamilton, cercando di dare un tono casuale e disinteressato alla domanda. Solo qualche indicazione, prima che se ne vada.
Be', fece Tillingford. Aveva perso un po' del suo buonumore; adesso la sua espressione era pomposa e solenne, e il suo sguardo serio e pensieroso, quasi assente, come se vedesse al di l del fatto contingente per concentrarsi sul quadro d'insieme. Penso che non faccia mai male dare una ripassata ai concetti essenziali. Io dico sempre che importante tornare ai postulati di base, di tanto in tanto. Quindi non in ogni caso una perdita di tempo.
D'accordo, convenne Hamilton, pregando fra s e s che, di qualsiasi cosa si trattasse, lui fosse in grado di adattarvisi. Chiss che concetto poteva avere Edith Pritchet della funzione di un gigante nel campo della ricerca elettronica.
L'EDA, cominci Tillingford, come ti renderai conto benissimo, un elemento fondamentale nel tessuto sociale della nazione, e ha un compito di grande importanza da eseguire. E lo sta eseguendo.
Non lo metto in dubbio, disse Hamilton.
Quello che facciamo, qui all'EDA, ben pi che un lavoro. Ben pi, oserei dire, che una semplice iniziativa economica. L'EDA non stata costituita con l'idea di guadagnare denaro.
Capisco, annu Hamilton.
Sarebbe meschino e riduttivo vantarsi che lEDA un successo dal punto di vista finanziario. In effetti lo , ma non quello che conta. Il nostro compito qui, un compito importante e gratificante, oltrepassa ogni concetto di profitto e di guadagno. E questo particolarmente vero nel tuo caso. Tu che sei giovane e che cominci adesso, pieno di zelo e di entusiasmo, hai le stesse motivazioni che sospinsero me, tanto tempo fa. Io ormai sono vecchio, ho fatto la mia parte. Un giorno, forse fra non troppo tempo, passer la mano, e affider questo fardello a spalle pi giovani e robuste delle mie.
Il dottor Tillingford prese Hamilton per un braccio e lo introdusse con orgoglio nel vasto labirinto dei laboratori di ricerca dell'EDA.
Il nostro scopo, salmodi con voce ispirata, quello di utilizzare le immense risorse e i grandi talenti dell'industria elettronica per sollevare il livello culturale delle masse. Perch l'arte sia alla portata di tutto il genere umano. Hamilton fece un brusco sobbalzo. Dottor Tillingford, disse, alzando la voce, mi guardi dritto negli occhi e me lo ripeta.
Sbalordito, Tillingford rimase l aprendo e richiudendo la bocca senza sapere bene cosa dire. Ma Jack..., farfugli. Che cosa...?
Ma come fa a raccontarmi tutte queste sciocchezze? Lei un uomo colto e intelligente, un esperto di statistica, una delle menti pi brillanti del paese. Agitando freneticamente le mani, Hamilton invest il povero vecchio con veemenza, lasciandolo attonito. Ma non ha una testa per ragionare? Per l'amor di Dio... cerchi di ricordarsi chi . Non si lasci sopraffare da questa storia!
Tillingford indietreggi, sbigottito, e un timidamente le mani. Jack, ragazzo mio, che ti succede?
Hamilton fu scosso da un brivido. Era inutile, stava solo perdendo tempo. All'improvviso fu sopraffatto dalla voglia di una grossa risata. La situazione era assurda oltre ogni dire, tanto valeva che si tenesse per s la sua rabbia. Il povero Tillingford non aveva nessuna colpa... non valeva la pena di prendersela con lui pi di quanto valesse la pena di prendersela con quel cavallo in pantaloni.
Mi scusi, disse stancamente Hamilton. Sono fuori di me.
Santo Dio, esclam il dottor Tillingford, boccheggiando. Ti dispiace se mi siedo un attimo? Ho qualche problema al cuore... niente di grave, uno strano disturbo che si chiama tachicardia parossistica. Qualche volta accelera un po' troppo i battiti del cuore. Scusami. Si infil in un ufficio l accanto, sbattendo la porta dietro di s; il rumore di bottigliette di farmaci aperte in tutta fretta e di pillole ingurgitate al volo giunse fin nel corridoio.
Probabilmente aveva perso il suo nuovo lavoro. Hamilton si accasci indolente su una panca e cerc le sigarette. Proprio un bell'inizio, il suo... non avrebbe potuto fare di peggio.
Lentamente, con prudenza, la porta dell'ufficio si riapr. Il dottor Tillingford, con uno sguardo impaurito negli occhi sgranati, fece capolino con aria esitante. Jack, disse.
S? farfugli Hamilton senza alzare lo sguardo.
Jack, ripet Tillingford con voce dubbiosa, tu vuoi portare la cultura alle masse, non vero?
Hamilton sospir. Ma certo, dottore. Si alz in piedi e guard in faccia il vecchio. Non chiedo altro. la cosa pi grande che sia mai stata inventata.
Tillingford fu travolto dal sollievo. Grazie al cielo.
Avendo riacquistato un po' di fiducia, si avvi lungo il corridoio. Pensi di essere abbastanza in forma per cominciare a lavorare? Io... ecco... non vorrei che fossi troppo sotto pressione...
Un mondo creato e abitato da tante Edith Pritchet. Adesso Hamilton ne aveva un'immagine chiara: dolcezza, disponibilit, zucchero a profusione. Fare, pensare e credere nient'altro che il bello e il buono.
Non mi licenzia? chiese Hamilton.
Licenziarti? Tillingford strabuzz gli occhi. E perch mai?
Sono stato molto villano con lei.
Tillingford ridacchi debolmente. Non pensarci pi. Figliolo, tuo padre stato uno dei miei migliori amici. Un giorno o l'altro ti racconter le furiose litigate che ci siamo fatti. Tu sei tale e quale a lui, eh, Jack? Lo prese delicatamente per la spalla e lo accompagn dentro i laboratori. C'erano tecnici dappertutto e un'imponente attrezzatura: un'immagine dinamica e vibrante di un istituto di ricerca elettronica in piena attivit.
Dottore, disse Hamilton, senza troppa convinzione, posso farle una domanda? Cos, tanto per curiosit?
Ma certo, ragazzo mio. Di che si tratta?
Lei ha mai sentito nominare qualcuno che si chiama Tetragrammaton ?
Il dottor Tillingford lo fiss stupito. E chi questo... Tetragrammaton? No, credo proprio di no. Non che io ricordi, almeno.
Grazie, disse Hamilton, infelice. Volevo solo esserne sicuro. Non pensavo che lei lo conoscesse.
Il dottor Tillingford prese da un tavolo da lavoro la copia del Journal of Applied Sciences del novembre 1959. Qui c' un articolo che circolato molto nel nostro ambiente. Pu interessarti, anche se un po' datato, ormai. un'analisi degli scritti di uno degli uomini pi importanti lei nostro secolo. Sigmund Freud.
Bene, disse Hamilton con voce atona. Era preparato a tutto.
Come tu ben sai, Sigmund Freud svilupp il concetto psicanalitico di sesso come sublimazione della tendenza artistica. Ha mostrato come la pulsione basilare dell'uomo verso la creativit artistica, se privata di validi mezzi espressivi, viene trasformata e modificata nella sua forma surrogata: l'attivit sessuale.
Davvero? disse Hamilton, rassegnato.
Freud ha dimostrato che nell'individuo sano e disinibito non esiste pulsione sessuale, e nessuna curiosit o interesse per la sessualit. Contrariamente al pensiero tradizionale, il sesso una preoccupazione del tutto artificiale. Quando a un uomo o a una donna si offre l'occasione di una decorosa, normale attivit artistica, come la pittura, la scrittura o la musica, la cosiddetta pulsione sessuale viene meno. L'attivit sessuale la forma nascosta, dissimulata, dietro la quale opera il talento artistico quando la societ meccanicistica sottopone l'individuo a una inibizione innaturale.
Certo, disse Hamilton. Me l'hanno insegnato al liceo. Qualcosa di simile.
Per fortuna, continu Tillingford, l'iniziale resistenza alla fondamentale scoperta di Freud stata sconfitta. Naturalmente ha incontrato un'opposizione feroce, ma ormai, grazie al cielo, quasi del tutto sconfitta. Al giorno d'oggi difficile trovare una persona colta che parli di sesso e di sessualit. Io uso il termine nel suo stretto significato clinico per definire una condizione clinica anormale.
Speranzoso, Hamilton domand, Lei afferma che fra le classi inferiori c' ancora qualche residuo del modo di pensare tradizionale?
Be', ammise Tillingford, ci vorr del tempo per completare l'opera. Si era illuminato, e aveva recuperato tutto il suo entusiasmo. E questo il tuo compito, figliolo. questa la funzione dell'artigianato elettronico.
Artigianato, ripet meccanicamente Hamilton.
Non proprio una forma d'arte, temo. Ma nemmeno del tutto lontana. Il nostro compito, ragazzo mio, quello di proseguire la ricerca per il mezzo di comunicazione definitivo, il congegno che non lascer neanche una pietra rivoltata, e che metter tutti gli esseri umani di fronte al loro retaggio artistico e culturale. Mi segui?
Come no, rispose Hamilton. Sono anni che possiedo un impianto ad alta fedelt.
Alta fedelt? Tillingford sembr compiaciuto. Non sapevo che ti piacesse la musica.
Mi piace ascoltarla.
Tillingford lo ignor. Allora, prosegu, infiammato, dovrai far parte dell'orchestra sinfonica della compagnia. Sfideremo quella del colonnello T. E. Edwards alla fine di dicembre. Per Giove, avrai l'occasione di esibirti contro la tua vecchia ditta. Che strumento suoni?
L'ukulele.
Sei un principiante, eh? E tua moglie?
La ribca.6
Perplesso, Tillingford lasci cadere il discorso. Be', ne parleremo un'altra volta. Immagino che tu non veda l'ora di cominciare a lavorare.
Alle cinque e mezza del pomeriggio, Hamilton pot finalmente lasciar perdere gli schemi e riporre gli strumenti del suo lavoro di artigiano. Si un a tutti gli altri dipendenti che sciamavano dai vari edifici e lasci senza rimpianti il laboratorio, imboccando il vialetto ghiaioso fiancheggiato da alberi che portava verso la strada.
Stava guardandosi attorno in cerca della stazione ferroviaria quando una macchina blu dall'aria familiare accost al marciapiede e si ferm dolcemente accanto a lui. Dietro il volante della Ford coup di Hamilton c'era Silky.
Mi venisse un accidente, disse lui... o forse pens di dirlo, perch in effetti disse qualcosa di peggio. E tu che ci fai qui? Stavo proprio per venirti a cercare.
6 Strumento musicale a tre corde, simile a una piccola viola, usato nel medioevo. Hamilton si sta prendendo evidentemente gioco di Tillingford, che nemmeno se ne rende conto (N.d.T.).

Sorridendo, Silky apr lo sportello dal lato del passeggero. Ho letto il tuo nome e l'indirizzo sul bollo della macchina. Indic il foglietto bianco accanto al volante. Allora mi hai detto la verit. Che significa quella W?
Willibald.
Sei proprio impossibile.
Mentre saliva a bordo senza troppo entusiasmo, Hamilton osserv, Per l non c' scritto dove lavoro.
No, ammise Silky. Ho chiamato tua moglie e lei mi ha detto dove avrei potuto trovarti.
Mentre Hamilton la guardava sbalordito, la ragazza ingran la marcia e avvi la vettura.
Non ti dispiace se guido io, vero? gli domand, un po' imbarazzata. che... questa macchina mi piace molto. cos piccola, e pulita, e cos facile da guidare.
Guida pure, le disse Hamilton, che ancora non si era del tutto ripreso. Tu... hai telefonato a Marsha?
Abbiamo fatto una lunga chiacchierata, da vecchie amiche, lo inform Silky, placida.
Di che avete parlato?
Di te.
Di me? E che cosa vi siete dette?
Niente di particolare. Quello che fai, quello che ti piace... insomma, le solite cose. Lo sai come parlano le donne.
Costretto a un silenzio impotente, Hamilton guard distrattamente mentre attraversavano El Camino, seguendo il flusso incessante di macchine che si dirigevano a sud, verso i diversi sobborghi residenziali di San Francisco. Accanto a lui Silky guidava spensierata, sprizzando serenit dal volto piccolo e angoloso. In quel mondo incontaminato Silky aveva subito una trasformazione radicale: aveva i capelli biondi raccolti in due lunghe trecce gialle che le penzolavano sul collo e indossava una camicetta bianca col colletto alla marinara e una gonna molto castigata color azzurro scuro. Ai piedi aveva dei semplici mocassini disadorni. Somigliava in tutto e per tutto a una ingenua scolaretta, Nien- i te pi trucco, ed era svanita anche quell'espressione civettuola e maliziosa. Il suo corpo, come quello di Marsha, non rivelava la minima forma.
Come stai? le chiese Hamilton, senza reale interesse.
Non c' male.
Ti ricordi, le chiese allora, cauto, quando ci siamo visti l'ultima volta? Ti ricordi quello che successo?
Ma certo. rispose Silky senza esitazione. Noi due e Charley McFeyffe siamo andati in macchina a San Francisco.
A fare che?
Il signor McFeyffe voleva che tu visitassi la sua chiesa.
E l'ho fatto?
Credo di s. Siete scomparsi dentro tutti e due.
E poi?
Non ne ho idea. Mi sono addormentata nella macchina.
Non... non hai visto niente?
Che avrei dovuto vedere?
Non gli avrebbe creduto se le avesse risposto, Due uomini adulti che salivano in cielo attaccati a un ombrello, perci non lo disse. Invece le chiese, Dove stiamo andando? Torniamo a Belmont?
Ma certo. Dove altro potremmo andare?
A casa mia? Adattarsi a quel mondo sarebbe stato un processo piuttosto lungo. Tu e io e Marsha...
La cena pronta, lo interruppe Silky. O comunque lo sar quando arriveremo. Marsha mi ha telefonato dove lavoro, mi ha detto quello che le serviva al supermercato e io ho fatto la spesa.
Ti ha telefonato dove lavori? Incuriosito, Hamilton le domand, Che... ehm, che genere di lavoro fai?
Silky lo guard senza capire. Jack, sei proprio un tipo strano.
Oh.
Preoccupata, Silky continu a fissarlo finch un rumore smorzato di freni non la costrinse a rivolgere lo sguardo sulla strada.
Suona il clacson, le sugger Hamilton. Un grosso camion sulla destra stava cambiando carreggiata.
Che cosa? fece Silky.
Seccato, Hamilton allung la mano e premette il clacson. Non successe niente: non venne fuori nessun suono.
Perch l'hai fatto? gli domand incuriosita Silky, rallentando per fare strada al camion.
Hamilton torn a immergersi nei suoi pensieri e registr un'altra informazione nel suo archivio di saggezza. In quel mondo la categoria dei clacson era stata abolita. Su quella
strada, a quell'ora, con tutti i pendolari che tornavano a casa, c'era sempre qualcuno che suonava. Adesso non pi.
Nel suo sforzo di ripulire i mali del mondo, Edith Pritchet aveva sradicato non dei semplici oggetti, ma intere categorie di oggetti. Probabilmente, in qualche luogo e in qualche tempo ormai lontani, era stata disturbata dallo strombazzare di un camion. Adesso, nella accogliente versione fantastica di quel mondo, cose del genere non esistevano pi. Anzi, non esistevano, e basta.
La sua lista di contrariet era certamente considerevole. E ancora non sapeva che cos'altro includeva. Gli venne in mente la canzone di Koko nel Mikado:

Ma davvero non importa chi sia il primo della lista,
poi non mancher nessuno, poi non mancher nessuno!

Non era un pensiero incoraggiante. Qualsiasi cosa, oggetto o evento che nel corso dei cinquanta e passa anni di vita della signora Pritchet avesse smosso appena la superficie ovattata della sua placida e vacua serenit, veniva rimosso delicatamente e cancellato. Hamilton poteva anche fare qualche congettura. I netturbini che svuotavano rumorosamente i bidoni della spazzatura, i venditori porta a porta, le fatture e le cartelle delle tasse di ogni tipo, i bambini che piangono (o magari tutti i bambini), l'ubriachezza, la sporcizia, la povert. La sofferenza in generale.
C'era da chiedersi che cosa potesse essere rimasto.
Che ti prende? gli chiese premurosa Silky. Non ti senti bene?
lo smog, le rispose. Mi da sempre un po' fastidio.
Che cos' lo smog? gli domand la ragazza. Che strana parola.
Per un po' di tempo nessuno dei due parl. Hamilton se ne rest seduto tentando inutilmente di aggrapparsi alla propria parte razionale.
Hai voglia di fermarti da qualche parte lungo la strada? gli chiese lei a un certo punto, sempre piena di attenzioni. Magari a bere un bicchiere di limonata?
Chiudi il becco! sbott Hamilton.
Silky gli rivolse un'occhiata muta e intimorita, sbattendo gli occhioni.
Scusami. Fuori di s, Hamilton si invent la prima scusa che gli venne in mente. Sai, ho cominciato oggi un nuovo lavoro... stata una giornataccia.
Lo immagino.
Davvero? Non riusc a nascondere una sfumatura di gelido cinismo. A proposito... non mi hai ancora detto che lavoro fai.
Sempre lo stesso.
E cio?
Lavoro sempre al Rifugio.
Hamilton prov un senso di sollievo. Qualcosa almeno era rimasto. Esisteva ancora un bar che qualcuno chiamava Rifugio. Era un piccolo frammento di realt al quale lui poteva ancora aggrapparsi. Andiamoci, le disse, ansioso. Facciamoci una birra prima di tornare a casa.

Quando giunsero a Belmont, Silky parcheggi lungo la | strada dall'altra parte del bar. Hamilton si sofferm a guardarlo. Da lontano non sembrava particolarmente cambiato. Era un po' pi pulito, forse, pi tirato a lucido; il tocco marinaresco era stato intensificato, mentre i riferimenti alle bevande alcoliche sembravano un po' meno evidenti. In effetti lesse con qualche fatica l'insegna Golden Glow. Le lettere rosse luminose apparivano quasi mescolate fra loro, a formare una macchia indistinta. Se lui non avesse saputo da prima quello che c'era scritto...
Jack, gli disse Silky con voce esile, turbata. Vorrei che tu mi dicessi che cos'.
Che cos' che?
Io... non saprei dirlo. Gli rivolse un sorriso esitante. Mi sento cos strana. Come se avessi tanti ricordi confusi che mi turbinano nella testa; niente che possa dirti con precisione, solo un mucchio di sensazioni vaghe.
A proposito di che?
Di te e di me.
Oh, Hamilton annu. cos. E McFeyffe?
C' anche lui. E Bill Laws. Sembra un ricordo di tanto tempo fa. Ma non possibile, non ti pare? Ci conosciamo da cos poco. Si premette con forza le mani affusolate sulle tempie; Hamilton not oziosamente che non aveva le unghie laccate. tutto cos maledettamente confuso.
Vorrei poterti aiutare. Lo disse sul serio. Ma anch'io ho avuto dei problemi, negli ultimi giorni.
Va tutto bene? Ho la sensazione che se entro, attraverser il pavimento. Sai... come se, facendo un passo, dovessi sprofondare. Scoppi in una risata nervosa. ora che mi trovi un altro analista.
Un altro? Vuoi dire che adesso sei in cura da uno?
Ma certo. Si volt e lo guard ansiosamente. Voglio dire... tu mi parli cos e questo mi mette in imbarazzo. Non dovresti dirmi cose come quelle, Jack, non giusto. Fa... fa molto male.
Mi dispiace, si scus lui, a disagio. Non colpa tua, inutile che continui a tormentarti.
Colpa mia? E di che?
Su, adesso. Hamilton spinse lo sportello e scese sul marciapiede. Andiamo al bar a berci la nostra birra.
Il Rifugio aveva subito una metamorfosi interna. Tavolini quadrati ricoperti da tovaglie di cotone immacolate e fresche di ferro da stiro erano ordinatamente sistemati a intervalli regolari. Una candela accesa gocciolava su ogni tavolo. Alle pareti erano appese una serie di stampe di Currier e di Ives. Alcune coppie di mezza et consumavano tranquillamente dell'insalata mista.
Dietro pi carino, disse Silky, facendogli strada in mezzo ai tavoli. Ben presto si misero a sedere in una specie di retrobottega in penombra, con il men aperto davanti a loro.
La birra, quando arriv, si rivel la migliore che lui avesse mai bevuto. Esaminando il men, Hamilton si rese conto che era una McCoy autentica, genuina birra tedesca del tipo che lui raramente riusciva a procurarsi. Per la prima volta dal momento del suo ingresso in quel mondo, ritrov un po' di ottimismo, e addirittura un po' di allegria.
Alla salute, disse a Silky, sollevando il boccale.
Sorridendo, Silky lo imit. bello ritrovarsi qui, gli disse mentre sorseggiava la birra.
S, bello.
Giocherellando con il bicchiere, Silky disse, Sapresti consigliarmi un buon analista? Io ne ho provati a bizzeffe... ogni volta provo con quello che viene dopo nell'elenco, sempre in cerca del migliore. Ognuno ha un analista di fiducia.
Io no, disse Hamilton.
Davvero? Che strano. Osserv oltre le sue spalle le stampe di Currier e di Ives appese dietro il tavolino. Rappresentavano una scena invernale del New England nel 1845. Credo che andr alla AMIM e mi rivolger a uno dei loro consulenti. In genere riescono ad aiutarmi.
Che cos' la AMIM?
L'Associazione Mobile di Igiene Mentale. Tu non sei iscritto? Lo sono tutti.
Io sono un tipo un po' asociale.
Silky estrasse una tessera dalla borsetta e gliela mostr. Ti risolvono tutti i problemi mentali. magnifico... puoi fare analisi a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Ti prescrivono anche le medicine?
Vuoi dire quelle per i disturbi psicosomatici?
Immagino di s.
S, pensano anche a quello. E c' anche un servizio dietetico attivo ventiquattro ore al giorno.
Hamilton gemette. Era meglio Tetragrammaton.
Tetragrammaton? Silky fu colta da un attimo di sbandamento. Ho gi sentito quel nome? Che significa? Ho la vaga sensazione di... Poi scosse la testa tristemente. No, proprio non mi torna alla mente.
Parlami di questo servizio dietetico.
Ecco, si prendono cura di quello che mangi.
Questo lo avevo capito.
Una corretta alimentazione molto importante. Adesso, per esempio, io seguo una dieta a base di melassa e formaggio fresco fermentato.
Io preferisco una bella bistecca di manzo, disse Hamilton, convinto.
Silky lo guard con un'espressione inorridita. Una bistecca? Carne di animale?
Ci puoi scommettere. E anche bella grossa. Affogata nelle cipolle, con un bel contorno di patate arrosto, piselli verdi e caff nero bollente.
L'orrore si tramut in repulsione. Oh, Jack!
Ma cosa c' che non va?
Tu sei un... un selvaggio.
Hamilton si pieg sul tavolo verso la ragazza. Che ne diresti di andarcene da qui? Andiamo a parcheggiare in qualche vicoletto buio e ci facciamo una bella scopata.
Il volto della ragazza mostrava solo una perplessa indifferenza. Non capisco.
Hamilton ci rinunci. Lascia perdere.
Ma...
Lascia perdere, ti ho detto! Trangugi di malumore l'ultimo goccio di birra. E adesso andiamo a casa. Marsha ci aspetta per la cena e si star gi domandando che fine abbiamo fatto.
CAPITOLO DECIMO

Quando entrarono nel piccolo soggiorno, Marsha li accolse con gioia. Appena in tempo, disse al marito sollevandosi sulla punta dei piedi per baciarlo. Nel suo grembiule sopra il vestito a fiori era una figura graziosa e snella, calda e fragrante. Andate a lavarvi le mani e mettetevi a tavola.
Posso aiutarti? chiese educatamente Silky.
Niente affatto. Jack, prendile il cappotto.
No, non serve, disse Silky. Lo appogger in camera da letto. Si allontan a piccoli passi, lasciandoli momentaneamente soli.
Questa la cosa pi incredibile, disse Hamilton, seguendo la moglie in cucina.
Vuoi dire lei?
Gi.
Quando l'hai incontrata?
La settimana scorsa. un'amica di McFeyffe.
carina. Marsha estrasse dal forno una pentola fumante. Cos fresca e dolce. Tesoro, una puttana.
Oh. Marsha sgran tanto d'occhi. Sul serio? Non ha l'aria di... di quello che hai detto.
Certo che no. Qui le puttane non esistono. Marsha si illumin. Allora non lo . Non pu esserlo. Esasperato, Hamilton la blocc mentre si dirigeva verso il soggiorno con la pentola in mano. Lo . Nel mondo reale una lucciola da bar, una professionista che abborda i clienti nei locali, si fa offrire da bere e tutto il resto.
Oh, davvero, disse Marsha, ancora non convinta. Io non lo credo proprio. Abbiamo parlato a lungo al telefono. Fa la cameriera o qualcosa del genere. una ragazza deliziosa.
Tesoro, quando il suo apparato era intatto.... Si interruppe perch era riapparsa Silky, sbarazzina e impeccabile nel completo da scolaretta.
Mi meraviglio di te, bisbigli Marsha al marito mentre rientrava in cucina. Dovresti vergognarti.
Lui si allontan ciondolando. Al diavolo tutto, borbott, poi prese l'edizione serale dellOakland Tribune, si butt sul divano di fronte a Silky e cominci a scorrere i titoli di testa.

FEINBERG ANNUNCIA UNA NUOVA SCOPERTA
L'ASMA VINTA PER SEMPRE

L'articolo, in prima pagina, mostrava la fotografia di un medico grassoccio, sorridente e un po' stempiato, in camice bianco, proprio davanti al manifesto pubblicitario di un collutorio. L'articolo parlava di questa rivoluzionaria scoperta. Pagina uno, prima colonna.
A pagina due, alla colonna due, c'era un lungo articolo sulle recenti scoperte archeologiche in Medio Oriente. Avevano ritrovato piatti e vasellame e individuato un'intera citt dell'Et del Ferro. L'umanit attendeva gli sviluppi trattenendo il respiro.
Hamilton fu preso da una specie di curiosit morbosa. Che ne era stato della guerra fredda con la Russia? Anzi, che ne era stato della Russia? Sfogli velocemente tutte le altre pagine, e ci che scopr gli fece venire la pelle d'oca.
La Russia, come categoria, era stata abolita. Era semplicemente troppo sgradevole. Milioni di uomini e donne, milioni di chilometri quadrati di terra... svaniti nel nulla! Che cosa c'era al suo posto? Una landa desolata? Un vuoto nebuloso? Un gigantesco pozzo?
In un certo senso non esisteva sul giornale una sezione dedicata alla politica... si cominciava con le rubriche femminili: moda, avvenimenti mondani, matrimoni e fidanzamenti, eventi culturali, giochi. Quanto alla pagina dei fumetti, ce n'era solo una parte; erano rimaste le strisce umoristiche e quelle per i ragazzi, mentre erano scomparse quelle di argomento poliziesco, quelle d'azione e quelle un po' pi spinte. Non che importasse poi tanto, solo che quegli spazi bianchi nella pagina facevano un certo effetto.
Probabilmente l'Asia settentrionale doveva essere ridotta pi o meno nello stesso modo. Una specie di gigantesca striscia con tutti i riquadri bianchi, dove una volta, nel bene e nel male, vivevano milioni di persone. Nel male, per quanto riguardava una anzianotta signora sovrappeso chiamata Edith Pritchet. La Russia le dava fastidio, le rendeva la vita sgradevole come una grossa zanzara ronzante.
Adesso che ci pensava, non aveva ancora visto insetti; niente mosche, moscerini o ragni, n animali nocivi o fastidiosi di qualsiasi tipo. Una volta che la signora Pritchet avesse concluso il suo lavoro, quello sarebbe stato certamente un mondo accogliente e piacevole... se fosse rimasto qualcosa.
Non ti dispiace, domand improvvisamente a Silky, che non esista pi la Russia?
Che non esista pi che cosa? chiese Silky, alzando gli occhi dalla rivista che stava leggendo.
Lascia perdere. Hamilton butt via il giornale e con passo strascicato raggiunse sua moglie in cucina. proprio questo che non sopporto, le disse.
Che cosa, tesoro?
Che non gliene importa niente!
Marsha sottoline, con voce soave, Per loro la Russia non mai esistita. Perci come pu importargliene qualcosa?
Invece dovrebbe. Se la signora Pritchet abolisse la scrittura, loro rimarrebbero del tutti indifferenti. Non ne sentirebbero la mancanza... non si accorgerebbero nemmeno che non c' pi.
Ma non accorgendosene comunque, obbiett Marsha, pensierosa, allora che importanza ha?
Lui non aveva preso in considerazione questo aspetto del problema. Mentre le due donne apparecchiavano ci pens un po' su. peggio, disse poi a Marsha quando fu tornata. proprio questa la parte peggiore. Edith Pritchet si balocca con il loro mondo... modella le loro vite e non se ne accorgono nemmeno. terribile.
Perch? Marsha si scald. Forse non poi cos terribile. Quindi riabbass la voce, e fece un cenno in direzione di Silky. Lo davvero? Lei era tanto meglio, prima?
Non questo il punto. Il pnto ... Le and dietro cercando di non perdere la calma. Questa non pi Silky, qualcun'altra. una bambola di cera che la signora Pritchet ha messo al posto suo.
A me sembra Silky.
Ma se non l'hai mai vista prima!
Grazie a Dio, disse Marsha con fervore.
Lentamente un minaccioso sospetto cominci a prendere forma dentro di lui. A te tutto questo piace, le disse in un sussurro. Anzi, tu lo preferisci a quello che c'era prima.
Non direi proprio cos, replic Marsha in tono evasivo.
Invece proprio cos! A te piacciono questi... miglioramenti.
Marsha si ferm sulla porta della cucina, con le mani piene di forchette e cucchiai. Ci ho riflettuto a lungo, oggi. Sotto molti aspetti tutto molto pi pulito. Non c' quella confusione di prima. Le cose sono... ecco, pi semplici. Pi ordinate.
Be', non ne sono rimaste molte, di cose.
E che cosa c' di male?
Forse anche noi diventeremo elementi da mettere in discussione, ci hai pensato? Gesticol, poi riprese. Non siamo al sicuro. Ma guarda come siamo ridotti... siamo gi stati rimodellati. Non abbiamo pi sesso... sei contenta? Marsha esit a rispondere.
Tu sei contenta, non vero? le disse Hamilton, atterrito. Per te va meglio cos.
Ne parliamo pi tardi, tagli corto Marsha, facendo per allontanarsi con l'argenteria.
Lui l'afferr per un braccio e la fece rigirare con violenza. Rispondimi! Ti piace cos, vero? Ti piace l'idea di una vecchia matrona piena di complessi che ripulisce il mondo dal sesso e da ogni cosa altra sporca!
Be', disse Marsha, riflettendo, io credo che il mondo abbia bisogno di una bella ripulita, questo s. E se non ci siete riusciti voi uomini, o se non avete voluto farlo...
Allora ti confider una cosa, le disse Hamilton con voce quasi esaltata. Visto che Edith Pritchet abolisce le categorie, io ho intenzione di ripristinarle. E la prima categoria che ho intenzione di ripristinare il sesso. Entro stanotte avr restituito il sesso al mondo intero.
Gi, tu saresti capace di farlo, vero? questo che vuoi; un'idea fissa, per te.
Quella ragazza. Hamilton indic con un cenno della testa verso il soggiorno. Silky stava sistemando spensieratamente i tovaglioli sul tavolo. Me la porter di sotto e far l'amore con lei.
Ma caro, gli fece notare Marsha in modo sbrigativo., non puoi.
Perch?
Perch non... Marsha fece un gesto vago. Non equipaggiata.
E a te non te ne importa un accidente?
Ma assurdo. come parlare di asini che volano. Non esistono.
Hamilton attravers il soggiorno a grandi passi e prese con decisione Silky per la mano. Vieni con me, le ordin. Andiamo nella nostra saletta di musica ad ascoltare i quartetti di Beethoven.
Sbalordita Silky lo segu barcollando, e senza capire. E la cena?
Al diavolo la cena, ribatt lui, aprendo la porta che conduceva al seminterrato. Scendiamo prima che abolisca anche la musica.

Il seminterrato era freddo e umido. Hamilton accese il radiatore elettrico e abbass le tapparelle. Mentre l'ambiente si riscaldava piacevolmente, lui and allo scaffale dei dischi e cominci a tirare fuori decine di dischi.
Che cosa vuoi sentire? le domand in tono aggressivo.
Spaventata, Silky esitava accanto alla porta. Io vorrei mangiare. Marsha ha preparato una cenetta deliziosa...
Solo gli animali mangiano, borbott Hamilton. una cosa sgradevole. Non bella. L'ho abolita.
Non capisco, protest Silky lamentosamente.
Hamilton accese l'amplificatore e sistem tutta la complicata serie di controlli. Che te ne sembra del mio impianto? le chiese.
Molto... interessante.
Uscita parallela in controfase. Fino a trentamila cps. Quattro woofer da quindici pollici. Otto altoparlanti professionali. Tweeter. Sistema incrociato a quattrocento cps. Trasformatori bobinati a mano. Puntine di diamante e braccio con molla in oro. Mentre sistemava un disco sul piatto aggiunse, il motore in grado di sostenere un peso fino a dieci tonnellate senza scendere minimamente sotto i 33 e tre quarti di velocit. Niente male, eh?
B-bellissimo.
La musica era quella di Dafne e Cloe. Una buona met dei suoi dischi era misteriosamente sparita, quasi tutti quelli di musica moderna atonale e a percussione. La signora Pritchet preferiva la buona vecchia musica classica: Beethoven e Schumann, la grande musica orchestrale prediletta dal frequentatore borghese delle sale da concerto. Stranamente, il fatto di aver perduto la sua preziosa raccolta di Bartok lo mand su tutte le furie pi di quanto gli fosse successo in precedenza, perch lo toccava nel profondo, andava a intaccare gli strati pi intimi della sua personalit. Non era possibile vivere nel mondo della signora Pritchet: era ancora peggiore di quello di Tetragrammaton.
Va bene cos? le domand automaticamente, regolando l'intensit della lampada fino a una penombra molto accentuata. Adesso non ce l'hai pi negli occhi, eh?
Non ce l'ho mai avuta, Jack, rispose Silky, preoccupata. L'eco di un ricordo lontano si stava insinuando nella sua mente purificata. Accidenti, non vedo nemmeno quello che c' intorno... ho paura di cadere.
Non cadresti, ci sono io vicino a te, ribatt Hamilton, ironico. Che ne diresti di bere qualcosa? Dovrei avere una bottiglia di scotch, da qualche parte.
Spalanc l'armadietto dei liquori e armeggi all'interno. Le sue dita si richiusero sul collo di una bottiglia; la tir fuori e si pieg a cercare un paio di bicchieri. Ma quella bottiglia aveva un'aria strana. La guard meglio ed ebbe la conferma che non era affatto una bottiglia di scotch.
Be', facciamo crema alla menta. si corresse, rassegnato. In qualche modo era meglio cos. Va bene?
Dafne e Cloe riempiva maestosamente la stanza buia quando Hamilton invit Silky a sedersi sul divano. Lei accett obbediente il suo drink e lo sorseggi senza fare storie, con un'espressione vuota e remissiva sul viso. Hamilton si diede da fare per la stanza, curando gli ultimi ritocchi, come raddrizzare un quadro, sollevare di un niente l'amplificatore, abbassare ulteriormente la luce, sistemare un cuscino sul divano e accertarsi che la porta della scala fosse chiusa a chiave. Sentiva sopra la testa Marsha che si muoveva per la casa. Be', se l'era cercata.
Adesso chiudi gli occhi e rilassati, le impose con rabbia.
Sono rilassata. Silky aveva ancora paura. Non ti sembra che lo sia?
Ma certo, le disse fra i denti, in tono allusivo. Splendido. Senti, ho un'idea... prova a toglierti le scarpe e a mettere i piedi sul divano. Se ascolti Ravel in quel modo tutta un'altra cosa.
Silky obbed. Scalci via i suoi mocassini bianchi e sollevo i piedi nudi. bello, disse con voce incolore.
Molto meglio, eh?
S, molto.
Tutto a un tratto Hamilton fu sopraffatto da una tristezza enorme, opprimente. inutile, disse, sconfitto. Non si pu fare.
Che cosa non si pu fare, Jack?
Non capiresti.
Vi fu una breve pausa di silenzio poi, pian piano, Silky si avvicin a lui e gli tocc la mano. Mi dispiace.
Anche a me.
colpa mia, vero?
Pi o meno. In un certo senso lo , anche se in un modo piuttosto astratto.
Dopo una lunga pausa, Silky domand, Posso... posso farti una domanda?
Ma certo. Tutto quello che vuoi.
Vorresti... La sua voce era cos debole che lui la sentiva appena. Lo guardava dal basso in alto, con gli occhi grandi e scuri nella penombra della stanza. Jack, mi daresti un bacio? Solo uno?
Lui la prese per le braccia, la attir a s, le sollev il piccolo viso e la baci sulla bocca. Silky si aggrapp a lui, fragile e leggera, magra e piatta in modo terribile, mortificante. Hamilton la strinse con tutte le forze che aveva, e i due rimasero cos per un attimo eterno, finch lei alla fine si ritrasse, una figuretta stanca e sconsolata, quasi perduta nell'oscurit incombente della stanza.
Mi sento cos male, disse con voce esitante.
Non devi.
Mi sento... come vuota. Mi fa male tutto. Perch, Jack? Che succede? Perch devo sentirmi cos?
Lasciamo perdere, disse lui con voce rotta. Non mi piace sentirmi cos. Vorrei darti qualcosa, ma non ho niente da darti. Io non sono altro che una cosa vuota, vero? Una specie di involucro, senza niente dentro.
Non esattamente.
Qualcosa anim l'oscurit. Silky si era alzata dal divano e adesso era in piedi di fronte a lui, una macchia indistinta che si muoveva rapidamente. Quando torn a guardarla, Hamilton si rese conto che la ragazza si era tolta rabbiosamente tutti i vestiti; adesso erano ammucchiati in una pila ordinata accanto a lei.
Mi desideri? gli chiese lei, esitante.
Be' s, in un modo pi o meno teorico.
Puoi avermi, lo sai.
Lui sorrise ironicamente. Davvero?
Se vuoi, s.
Hamilton raccolse il mucchietto di vestiti e glielo porse. Rivestiti e torniamo su. Stiamo solo perdendo tempo e la cena si raffredda.
inutile?
S, rispose lui provando quasi un senso di dolore fisico, e cercando di non vedere quel corpo liscio e piatto. assolutamente inutile, ma tu hai fatto del tuo meglio. Hai fatto quello che potevi.
Quando si fu rivestita, Hamilton la prese per mano e la guid verso la porta. Dietro di loro il giradischi continuava a suonare quell'inutile, ridondante carosello di musica che era il Dafne e Cloe. Nessuno dei due gli prest ascolto mentre risalivano tristemente le scale.
Mi dispiace di averti deluso, disse Silky.
Non pensarci pi.
Forse posso riuscirci, in qualche modo. Forse posso...
La voce della ragazza si spense, mentre la pressione delle sue dita piccole e asciutte veniva meno all'improvviso. Hamilton si ritrov a stringere il nulla. Sconvolto si gir e scrut nel buio.
Silky era scomparsa. Era svanita dall'esistenza.
Confuso, incredulo, era ancora inchiodato su quel gradino quando la porta superiore si apr e in cima alle scale apparve Marsha. Oh, disse, sorpresa. Eccoti. Vieni su... abbiamo compagnia.
Compagnia, ripet lui meccanicamente.
La signora Pritchet. E c' un sacco di gente insieme a lei... sembra proprio una festa. Sono tutti allegri ed eccitati.
Ancora stordito, Hamilton sal gli ultimi gradini ed entr in soggiorno, accolto da un brusio di voci e di movimento. Sul gruppo di persone incombeva la figura massiccia di una donna che indossava una vistosa pelliccia e un cappello adorno di grottesche piume ondeggianti, e con i capelli biondi ossigenati che le ricadevano in riccioli rigidi sul collo e sulle guance floride.
Ah, eccola qui, strill allegramente la signora Pritchet quando lo vide. Sorpresa! Sorpresa! Sollev una grossa scatola di cartone di forma quadrata e gli confid con voce squillante, Ho portato i migliori pasticcini che lei abbia mai assaggiato... una squisitezza. E la migliore frutta candita che abbia mai...
Che ne ha fatto di lei? la interruppe Hamilton con voce strozzata, avanzando verso la donna. Dov'?
Per un attimo la signora Pritchet rimase perplessa. Poi i rotoli di grasso del suo volto si rilassarono in un sorriso di compiaciuta soddisfazione. Be', l'ho abolita, mio caro. Ho eliminato l'intera categoria, non lo sapeva?
CAPITOLO UNDICESIMO

Mentre Hamilton restava l con lo sguardo fisso sulla signora Pritchet, Marsha gli si avvicin senza dare nell'occhio e gli disse in un bisbiglio, Stai attento, Jack. Stai attento. Lui si gir. C'entri anche tu, in questa storia?
Immagino di s. Marsha si strinse nelle spalle. Edith mi ha chiesto dove fossi e io gliel'ho detto. Non sono entrata nei particolari... mi sono tenuta sul vago.
In quale categoria rientrava Silky?
Marsha sorrise. Edith stata molto chiara. Una ragazza poco seria, credo che l'abbia definita cos.
Devono essercene un bel po', comment Hamilton. Ne valeva la pena?
Dietro Edith Pritchet spuntarono Bill Laws e Charley McFeyffe, entrambi con le braccia cariche di bottiglie e generi alimentari. Si festeggia, disse Laws con un leggero cenno della testa, quasi a scusarsi. Dov' la cucina? Voglio sistemare questa roba.
Come va, amico mio? gli chiese McFeyffe, strizzando l'occhio. Ho portato venti lattine di birra; possiamo incominciare.
Alla grande, rispose Hamilton, ancora confuso.
Basta solo schioccare le dita, aggiunse McFeyffe, con il volto massiccio rosso e sudato. Cio, basta che lei schiocchi le dita.
Dopo McFeyffe segu la sagoma minuta e incolore di Joan Reiss; accanto a lei c'era il ragazzo, David Pritchet. Chiudeva la fila la figura allampanata e claudicante del vecchio militare, il cui viso raggrinzito era una maschera di impassibile dignit.
Ci siamo tutti? chiese Hamilton, con una ftta di doloroso sgomento.
Giocheremo alla sciarada mimata, li inform con voce garrula Edith Pritchet. Oggi pomeriggio ho fatto un salto qui, spieg poi ad Hamilton. La sua dolce mogliettina e io ci siamo fatte proprio una bella chiacchierata.
Signora Pritchet... cominci lui, ma sua moglie lo interruppe all'istante.
Vieni in cucina e dammi una mano a preparare, gli disse con un tono fermo e autoritario.
La segu con riluttanza. Vi trov Laws e McFeyffe che se ne stavano in piedi, goffi e imbarazzati, senza sapere bene cosa fare. Laws aveva una specie di smorfia disegnata sul viso, un misto di preoccupazione e di qualcosa che somigliava molto al senso di colpa; Hamilton non fu in grado di definire se prevalesse l'una o l'altra. Quando li vide, Laws si volt rabbiosamente e cominci ad aprire gli involti con i salatini e le creme per i sandwich. La signora Pritchet andava pazza per gli antipasti.
Bridge, stava dicendo enfaticamente la donna nell'altra stanza. Ma bisogna essere almeno in quattro. Possiamo contare su di lei, signorina Reiss?
Temo di non essere troppo brava a bridge, rispose la donna con voce atona. Ma far del mio meglio.
Laws, disse Hamilton, lei troppo in gamba per accettare tutto questo. McFeyffe ce lo vedo, ma lei proprio no.
Il negro non ebbe il coraggio di guardarlo in faccia. Lei pensi a se stesso, gli disse di malagrazia. Io penser a me.
Ma non ha un briciolo di buon senso...
Badron Hamildon, motteggi Laws. A me sda bene gos. In guesdo modo gamber a lungo.
Ma la smetta, replic Hamilton, avvampando. Non si metta a fare il buffone con me.
Gli occhi neri e irridenti di Laws avvamparono di ostilit. Gli volt la schiena ma tremava visibilmente, a tal punto che Marsha dovette togliergli dalle mani il pezzo di pancetta affumicata che stava affettando. Lascialo in pace, disse Marsha al marito in tono di rimprovero. la sua vita.
qui che ti sbagli, ribatt Hamilton. la vita di quella donna. Ti sta bene una vita fatta di sandwich e antipastini?
Non poi cos male, osserv filosoficamente McFeyffe. Svegliati, amico. Questo il mondo di quella anziana signora, giusto? lei che guida la danza; il capo lei.
Sulla soglia apparve Arthur Silvester. Potrei avere un bicchiere di acqua calda e del bicarbonato di sodio, per favore? Oggi ho un po' di acidit di stomaco.
Hamilton appoggi la mano sulla spalla fragile di Silvester e gli disse, Arthur, in questo posto il suo Dio non c'; non credo che le piaccia.
Senza una parola Silvester lo scans e si diresse verso il lavandino, dove Marsha gli diede ci che aveva chiesto; poi si rintan in un angolo e si concentr sul suo bicchiere, dimenticandosi del resto del mondo.
Non riesco ancora a crederci, disse Hamilton a sua moglie.
A credere che cosa, caro?
Silky. sparita. Cos su due piedi, come un moscerino che schiacci fra le mani.
Marsha alz le spalle con indifferenza. Be', deve essere qui intorno da qualche parte, in qualche altro mondo. Nel mondo reale star sicuramente scroccando da bere ai suoi clienti. Pronunci quella parola, "reale", in modo tale da far sembrare che stesse parlando di qualcosa di sporco e contaminato.
Posso esservi utile? Edith Pritchet apparve sulla soglia starnazzando vivacemente, un'enorme massa di carne flaccida ingabbiata in un osceno vestito di seta a fiori sgargianti. Buon Dio, dove posso trovare un grembiule?
Nell'armadietto, Edith, le ripose Marsha, indicando col dito.
Provando una istintiva avversione, Hamilton si ritrasse quando la donna gli si avvicin ondeggiando. La signora Pritchet gli rivolse un sorriso fatuo, mentre il resto del viso tradiva l'espressione di chi ha capito tutto. Su, non faccia i capricci, signor Hamilton. Non ci rovini la festa.
Quando la donna ebbe portato la sua mole fuori dalla cucina, Hamilton mise alla strette Laws. Lei vuole davvero che quel mostro disponga liberamente della sua vita?
Laws si strinse nelle spalle. Io non ho mai avuto una vita. Per lei fare da guida ai visitatori del bevatrone significa vivere? Spiegare le cose a persone che non capiscono niente, a dei semplici turisti senza la minima preparazione tecnica...
E adesso che fa?
Sul volto di Laws si disegn un'espressione di fiero orgoglio. Sono il capo dell'ufficio ricerche dell'Industria di Saponi Lackman.
Mai sentita nominare.
L'ha inventata la signora Pritchet. Poi aggiunse, senza guardarlo in faccia, Fabbrica quelle saponette da bagno profumate che vanno tanto di moda.
Cristo, esclam Hamilton.
Per lei un lavoro da poco, eh? Lei non lo accetterebbe mai, vero?
Io mi rifiuterei di fabbricare saponette profumate per Edith Pritchet, questo sicuro.
Allora le dir una cosa, disse Laws con voce bassa, esitante. Ci provi lei ad andare in giro con la pelle nera. Ci provi lei a inchinarsi e a dire "Sissignore" a qualunque fottuto bianco che le passa vicino, magari a bifolco della Georgia cos ignorante da soffiarsi il naso con le mani, cos deficiente da non essere capace di trovare il cesso degli uomini se qualcuno non glielo indica. Glielo devo indicare io, e magari gli devo anche far vedere come si tirano gi i pantaloni. Ci provi. Provi a mantenersi per sei anni all'universit lavando i piatti dei bianchi in un ristorantuccio da quattro soldi. Ho sentito parlare di lei; suo padre era un fisico di prim'ordine. Aveva un sacco di soldi, e lei non ha dovuto sgobbare come lavapiatti. Provi a prendersi una laurea come ho fatto io, e provi a portarsela in tasca per mesi e mesi, in cerca di un lavoro. Per poi finire a fare da cicerone ai turisti con una fascia sul braccio, come uno di quegli ebrei che stavano nei campi di concentramento. Allora non far tanto lo schizzinoso, se le offriranno di lavorare in una fabbrica di saponette profumate.
Anche se questa fabbrica non esiste?
Qui esiste. Il viso scuro e magro di Laws era stravolto dall'ira. Ed qui che mi trovo. E finch sar qui, ho intenzione di ricavarne il meglio che posso.
Ma, obiett Hamilton, questa un'illusione.
Illusione? Laws fece un ghigno sarcastico; chiuse a pugno la mano e picchi sul muro della cucina. A me sembra abbastanza reale.
una costruzione della mente di Edith Pritchet. Un uomo della sua intelligenza...
Mi risparmi la predica, lo interruppe brutalmente il negro. Non voglio sentirla. A lei non interessava niente della mia intelligenza, prima. Quando ha visto che facevo la guida non ha avuto niente da obiettare e non mi sembrato cos scandalizzato.
C' tanta gente che fa la guida, osserv Hamilton, a disagio.
Gente come me, forse. Ma non gente come lei. Vuole sapere perch mi trovo bene qui? A causa sua, Hamilton. E colpa sua, non mia. Ci pensi un attimo. Se lei avesse fatto qualche tentativo, nel nostro mondo... invece non l'ha fatto. Lei aveva una bella moglie, una bella casa, e la macchina e il gatto. Se la passava bene... naturalmente, lei che vuole tornare indietro. Io no, invece, io non me la passavo cos bene. E non ho nessuna intenzione di tornare indietro.
Se questo mondo cessa di esistere dovr farlo, disse Hamilton.
Laws lo squadr con un'espressione di odio profondo. Ha intenzione di farlo scomparire?
Ci pu scommettere.
Lei vuole che io torn l con la fascia al braccio, eh? uguale agli altri, Hamilton... non diverso per niente. Mai fidarsi di un bianco, questo me l'hanno sempre detto. Ma credevo fossimo amici.
Laws, disse Hamilton, lei il pi nevrotico figlio di puttana che abbia mai conosciuto.
Se lo sono colpa sua.
Mi dispiace che la pensi cos.
la verit, disse con enfasi Laws.
Non proprio. Lo solo in parte; c' un fondo di verit, in quello che dice, e forse ha anche ragione lei, forse dovrebbe davvero restare qui. Forse questo mondo il migliore possibile, per lei... la signora Pritchet si prender cura di lei, Laws, se si metter a quattro zampe e abbaier nel modo giusto, se camminer alla giusta distanza e non le dar fastidio, se le andranno bene le saponette profumate, gli antipasti freddi e le cure per l'asma. Nel vecchio mondo sarebbe costretto a lottare per la vita, con tutti, e ogni giorno, e magari anche giusto che adesso si riposi un poco; tanto non avrebbe vinto comunque.
Piantala di tormentarlo, intervenne McFeyffe che era rimasto ad ascoltare senza intervenire. Stai perdendo tempo... solo un muso nero.
Ti sbagli, ribatt Hamilton. un essere umano e si stancato di perdere. Ma qui non vincer, e nemmeno tu. Qui nessuno pu vincere, a parte Edith Pritchet. Poi, rivolto a Laws, Sar peggio che essere maltrattato dai bianchi... in questo mondo lei sar sempre nelle mani di una cicciona di mezza et.
La cena pronta, grid con voce acuta Marsha dal soggiorno. Tutti a tavola.

Tornarono tutti nel soggiorno, in fila indiana. Hamilton usc dalla cucina appena in tempo per vedere Tontolone che compariva sulla porta di casa, attratto dall'odore del cibo. Tutto arruffato per aver dormito in una scatola di scarpe dentro il ripostiglio, il gatto attravers la strada proprio davanti a Edith Pritchet.
Santo Cielo! esclam infuriata la donna, che per poco non perse l'equilibrio. E Tontolone, gi pronto a balzare in grembo sulle ginocchia di qualcuno, scomparve. La signora Pritchet prosegu la sua marcia senza neppure rendersi conto di ci che era successo, il vassoio di pasticcini sempre stretto fra le dita rosa e grassocce.
Ha fatto scomparire il vostro gatto, strill isterico David Pritchet in tono accusatorio.
Non preoccuparti, disse Marsha con aria assente. Ce ne sono tanti.
No, la contradd Hamilton, con la voce che gli usciva a fatica. Non ce ne sono pi. Non te lo ricordi? Ci siamo giocati l'intera categoria dei gatti.
Che cos'era? chiese la signora Pritchet. Di che cosa stava parlando? Non ho capito bene.
Non importa, si affrett a dire Marsha, sedendosi a tavola e cominciando a servire. Anche gli altri si misero seduti; l'ultimo fu Arthur Silvester, che aveva finito di bere il suo bicchiere di acqua e bicarbonato e stava uscendo dalla cucina portando una caraffa di t.
Dove devo metterla? domand in tono querulo, cercando un posto sulla tavola ingombra, mentre la grossa caraffa umida e scivolosa sembrava l l per cadergli dalle mani rinsecchite.
La prendo io, disse la signora Pritchet, con un sorriso ebete. Mentre Silvester si avvicinava, lei allung le mani verso la caraffa. Il vecchio, senza cambiare espressione, sollev la caraffa e fece per scaraventarla sulla testa della donna con quel poco che rimaneva della sua forza. Dal tavolo si lev un gemito di incredulit, e tutti si alzarono in piedi di scatto.
Un attimo prima che la caraffa colpisse, Arthur Silvester svan nel nulla. La caraffa stessa gli cadde dalle mani ormai inesistenti e fin sul tappeto, spaccandosi in mille pezzi. Il t schizz tutto intorno, una brutta chiazza giallastra simile a urina.
Oh, mio Dio, esclam la signora Pritchet, infastidita. Dopo Arthur Silvester, scomparvero anche i frammenti della caraffa e tutti gli schizzi di t bollente.
Che cosa spiacevole, disse Marsha dopo un po'.
Meno male che finita bene, disse Laws con voce fiacca, le mani che gli tremavano ancora. C' mancato... un pelo.
Joan Reiss si alz all'improvviso dal tavolo. Non mi sento bene. Torno subito. Si gir rapidamente e corse fuori dal soggiorno, scomparendo nella camera da letto.
Che cos'ha? domand ansiosa la signora Pritchet, guardandosi intorno. C' qualcosa che l'ha sconvolta? Forse posso...
Signorina Reiss, la chiam Marsha, con un tono insistito, pressante nella voce. La prego, torni qui. Stiamo cenando.
Andr a vedere che cosa le successo, disse sospirando la signora Pritchet, pronta ad alzarsi.
Ma Hamilton era gi uscito dalla stanza. Ci penso io, disse mentre si allontanava.
Joan Reiss era seduta in camera da letto con le mani unite in grembo, e cappotto, cappello e borsetta accanto a lei. Gli avevo detto di non farlo, confess ad Hamilton con voce calma. Si era tolta gli occhiali con la montatura di corno, e li teneva fra le dita facendoli dondolare. Senza occhiali i suoi occhi erano smorti e pallidi, quasi privi di colore. Non era quello il modo giusto.
Allora era tutto programmato?
Ma certo. Arthur, il ragazzo e io. Ci siamo visti oggi. Degli altri non ci potevamo fidare. Non ce la siamo sentita di coinvolgere anche lei, per via di sua moglie.
Potete contare su di me, disse Hamilton.
La donna estrasse una bottiglietta dalla borsa e la pos sul tavolino accanto al letto. La metteremo a dormire, disse con voce priva di emozione. vecchia e stanca.
Hamilton prese la bottiglietta e la port alla luce per osservarla. Era un preparato liquido a base di cloroformio, utilizzato per il fissaggio dei campioni biologici. Ma questo la uccider.
No, non la uccider.
David, il ragazzo, comparve ansioso sulla soglia. Sar meglio che vi sbrighiate... mamma sta diventando nervosa.
La signorina Reiss si alz in piedi, afferr la bottiglietta e torn a infilarla nella borsa. Adesso sto bene. stato tutto cos improvviso. Aveva promesso di non farlo... questi vecchi militari...
Lo far io, le disse Hamilton.
Perch?
Non voglio che la uccida. E so che ha intenzione di farlo.
Per un attimo i due si fissarono negli occhi. Poi, con un gesto brusco e impaziente, la donna prese la bottiglietta e gliela mise in mano. Faccia un buon lavoro, allora. E lo faccia stasera.
No. Domattina. La porteremo da qualche parte... a fare un picnic. Partiremo presto, appena fa giorno, e andremo verso le montagne.
Non si spaventi, e non si tiri indietro.
Non lo far, disse lui, mettendosi in tasca la bottiglietta.
E ne era convinto.
CAPITOLO DODICESIMO

Freddo e luminoso, il sole di ottobre si stagliava nel cielo. Sui prati c'era ancora una leggera patina di brina; era mattina presto e la citt di Belmont emergeva da una fitta coltre di nebbia azzurrina. Lungo l'autostrada, quasi l'uno attaccato all'altro, una fiumana incessante di veicoli risaliva la penisola in direzione di San Francisco.
Buon Dio, esclam angosciata la signora Pritchet. Che traffico.
Lo eviteremo, le disse Hamilton mentre lasciava la superstrada per Bayshore e si immetteva su una strada provinciale. Noi andiamo verso sud, in direzione di Los Gatos.
E poi? chiese la signora Pritchet, con la curiosit avida e ingenua di un bambino. Dio Santo, non mi sono mai spinta cos lontano.
E poi dritti fino all'oceano, continu Marsha, tutta eccitata. Prenderemo l'Autostrada Uno, quella costiera, fino a Big Sur.
Dove si trova? domand la signora Pritchet, dubbiosa.
Fra le montagne di Santa Lucia, appena sotto Monterey. Non ci vorr molto, ed un posto splendido per fare un picnic.
Bene, acconsent la donna, abbandonandosi contro il sedile e poggiando le mani sulle ginocchia. stata proprio un'idea carina, da parte vostra, quella di organizzare un picnic.
un piacere anche per noi, disse Hamilton pestando bruscamente il piede sull'acceleratore.
Non capisco perch non poteva andare bene il Golden Gate Park, mugugn McFeyffe, insospettito.
C' troppa gente, fu la replica assennata della signorina Reiss. Big Sur fa parte della Riserva Federale ed ancora un posto molto selvaggio.
La signora Pritchet sembr preoccuparsi. Ci sar pericolo?
Assolutamente no, la rassicur Joan Reiss.Andr tutto benissimo.
Ma lei non dovrebbe essere al lavoro, signor Hamilton? domand ancora la signora Pritchet. Oggi non vacanza, no? Il signor Laws al lavoro.
Mi sono preso una mattina libera, rispose ironicamente Hamilton, in modo da poterla accompagnare in questa? gita.
Oh, che carino, esclam la signora Pritchet, agitando le dita grassocce.
McFeyffe sbuff di malumore il fumo del suo sigaro e disse, Che diavolo ti prende, Hamilton? Hai intenzione di fare qualche brutto scherzo? Una voluta di fumo puzzolente di sigaro aleggi verso il sedile posteriore, dove era seduta la signora Pritchet. La donna fece una smorfia e abol i sigari. McFeyffe si ritrov a stringere l'aria fra le dita; per un attimo divenne tutto rosso poi, gradualmente, riprese il colorito normale. Uh, borbott.
Che cosa stava dicendo? lo incalz la signora Pritchet.
McFeyffe non rispose; si frug goffamente in tutte le tasche, sperando che per miracolo fosse stato risparmiato un sigaro.
Signora Pritchet, disse Hamilton, con aria casuale, le mai venuto in mente che gli irlandesi non hanno dato nessun contributo alla cultura? Non esistono pittori irlandesi,
musicisti irlandesi...
Ges, esclam McFeyffe, allarmato.
Non esistono musicisti irlandesi? ripet la signora Pritchet, sorpresa. Oh, Dio del Cielo, davvero cos? Non ci avevo mai pensato.
Gli irlandesi sono una razza di barbari, incalz Hamilton con sadico piacere. Tutto quello che sanno fare ...
George Bernard Shaw! mugol McFeyffe, sconvolto dal terrore. Il maggior drammaturgo del mondo! William Butler Yeats, grandissimo poeta. James Joyce, quello che ha... Si interruppe all'istante. Un poeta anche lui.
Quello che ha scritto Ulisse, complet per lui la frase Hamilton. Bandito per anni a causa del contenuto osceno della sua prosa.
Ma la sua grande arte, gracchi McFeyffe.
La signora Pritchet riflette. S, convenne alla fine, avendo preso la sua decisione. Quel giudice ha deciso che si tratta di arte. No, signor Hamilton, io penso che lei si sbagli. Gli irlandesi hanno rivelato un grande talento nel teatro e nella poesia.
Swift, disse in un bisbiglio McFeyffe, che aveva ripreso coraggio. Ha scritto I viaggi di Gulliver. Un'opera straordinaria.
D'accordo, riconobbe serenamente Hamilton. Ho perso.
Quasi fuori di s per la paura, McFeyffe si accasci contro lo schienale, e rimase l ansimante e madido di sudore, il volto bianco come un lenzuolo.
Ma come ti venuto in mente? sibil in tono di accusa Marsha all'orecchio del marito. Sei un mostro.
Divertita, la signorina Reiss guard Hamilton con rinnovato rispetto. C' mancato un pelo.
Non ho voluto calcare la mano, replic Hamilton, anche lui un po' turbato, adesso che era passato tutto. Mi dispiace, Charley.
Lascia perdere, biascic McFeyffe con voce strozzata.
Sulla destra della strada c'era una distesa di campi non coltivati. Mentre guidava, Hamilton frug fra i suoi ricordi; non c'era stato qualcosa, in quel punto? Alla fine, dopo uno sforzo non indifferente, si ricord. L avrebbe dovuto esserci una zona industriale piena di fabbriche chiassose e impianti di raffinazione, dove si produceva e si lavorava di tutto, dalla cera all'inchiostro, dalla plastica ai prodotti chimici, al legname... adesso non c'era pi niente. Restava solo una spianata di terra arida e disabitata.
Una volta sono passata da queste parti, disse la signora Pritchet notando l'espressione sul suo viso. Ho abolito tutte le fabbriche. Erano brutte, rumorose e maleodoranti.
Allora non esistono pi fabbriche? chiese Hamilton. Bill Laws ci sar rimasto male, adesso che non c' pi la sua fabbrica di saponette.
No, quelle che producono saponi le ho lasciate, disse con aria innocente la signora Pritchet. Almeno quelle che mandano un buon profumo.
In uno strano modo un po' contorto, Hamilton cominciava quasi a divertirsi. Era tutto cos assolutamente assurdo, cos casuale e precario. Con un cenno della mano la signora Pritchet poteva cancellare un'intera regione industriale, anzi tutte le regioni industriali del mondo. Di certo quell'illusione non poteva durare. La struttura era stata pericolosamente minata dalle fondamenta e si stava sgretolando. Non c'erano pi nascite, non si produceva quasi pi nulla... Intere categorie vitali non esistevano pi, semplicemente. Il sesso e la procreazione erano una condizione peccaminosa, materia per soli medici. Quella fantasia, per la stessa logica che ne costituiva la base, era destinata a frantumarsi.
Questo gli fece venire un'idea. Forse aveva scelto l'approccio sbagliato, forse c'era un sistema pi semplice e pi rapido per prendere il gatto senza farsi graffiare.
Gatti, gi. Ormai non ce n'erano pi. Al ricordo del povero Tontolone, Hamilton fu invaso da una rabbia sorda, frustrata, che gli tolse il lume della ragione. Solo perch quella bestiola le aveva attraversato la strada per caso... ma almeno nel mondo reale i gatti esistevano ancora. L Arthur Silvester, Tontolone, le zanzare, le fabbriche di inchiostro e la Russia continuavano a occupare pi o meno fastidiosamente un loro spazio ben definito. Hamilton ebbe un moto di soddisfazione.
A Tontolone comunque quel mondo non sarebbe piaciuto. Topi, mosche e talpe erano gi stati cancellati dall'esistenza, e in quella realt distorta non c'era pi spazio per ogni forma di naturale carnalit.
Guardi, le disse allora, per fare una prova. Stavano attraversando un brutto sobborgo nato ai margini della strada, con locali malfamati, botteghe artigiane, alberghi scalcinati. una vergogna, afferm. Mi offende, vedere uno spettacolo del genere.
I locali malfamati, le botteghe artigiane e gli alberghi scalcinati cessarono di esistere. In tutto il mondo si aprirono altri spazi vuoti nel tessuto della realt.
Cos va meglio, disse Marsha, un po' a disagio. Per, Jack, forse sarebbe il caso... voglio dire, lasciamo che sia la signora Pritchet a decidere.
Io voglio solo rendermi utile, disse Hamilton in tono affabile. In fin dei conti anch'io sto dando il mio contributo all'acculturazione delle masse.
La signorina Reiss non tard a capire. Guardi quel poliziotto, fece notare. Quello che sta facendo la multa al povero automobilista. Come pu fare una cosa simile?
Quell'automobilista mi fa pena, aggiunse Hamilton con enfasi. Cadere nelle grinfie di quel bestione ignorante. Magari un irlandese anche lui. Sono tutti uguali.
Per me assomiglia pi a un italiano, osserv con aria critica la signora Pritchet. Ma la polizia fa del bene, non le sembra, signor Hamilton? Sono sempre stata convinta che...
La polizia s, convenne Hamilton. Ma non gli agenti del traffico. diverso.
Oh, fece la signora Pritchet, annuendo. Capisco. Tutti i vigili del mondo, compreso quello che era sulla strada vicino a loro, scomparvero dall'esistenza. E nella macchina tutti, a parte McFeyffe, tirarono un sospiro di sollievo.
Non te la prendere con me, gli disse Hamilton. stata la signorina Reiss.
Aboliamo la signorina Reiss, propose McFeyffe, imbronciato.
Su, Charley, disse Hamilton, con un sorrisetto. Il tuo non si pu davvero definire spirito umanitario.
Gi, convenne severamente la signora Pritchet. Mi meraviglio di lei, signor McFeyffe.
McFeyffe si chiuse in un silenzio offeso e guard fuori dal finestrino. Qualcuno dovrebbe togliere di mezzo quelle paludi. disse poi. Mandano una puzza terribile.
La distesa paludosa cess di puzzare. Anzi, scomparve del tutto. Al suo posto rimase un basso avvallamento del terreno. Hamilton osserv lo spettacolo e si domand quanto fosse profondo; probabilmente solo qualche metro... le paludi coprivano solo la parte superficiale del suolo. Uno stormo di uccelli selvatici improvvisamente privati della loro fonte di nutrimento svolazz sconcertato sulla zona.
Ehi, intervenne David Pritchet, pare che vi divertite.
Allora partecipa anche tu al gioco, lo incalz vivacemente Hamilton. C' qualcosa che non ti piace?
David riflette, poi rispose, No, non c' niente che non mi piace. Anzi, voglio che rimanga tutto quello che c'.
Hamilton si calm. Hai ragione, disse. E non permettere che qualcuno ti faccia cambiare idea.
Come faccio a diventare uno scienziato se non c' niente da studiare? chiese David. Come faccio a procurarmi l'acqua stagnante per esaminarla al microscopio? Non ci sono pi paludi.
Paludi? ripet la signora Pritchet, colpita. Che significa, David? Io non sono sicura di...
E non ci sono nemmeno pi le bottiglie rotte nei campi, si lagn risentito David. Non si trovano pi scarafaggi per la mia raccolta, e sono spariti anche tutti i rettili, cos la mia trappola per serpenti diventata inutile. E non posso andare pi alla stazione a vedere quando caricano il carbone sul treno, perch non c' pi carbone. Prima mi piaceva andare alla fabbrica di inchiostri Parker... non esiste pi nemmeno quella. Hai intenzione di lasciare qualcosa, o no?
Solo le cose belle, rispose in tono di rimprovero la signora Pritchet. Ne rimarranno un bel po' alle quali potrai dedicarti. Non vorrai mica metterti a giocare con le cose brutte e sporche?
E poi, continu David con vigore, Eleanor Root, quella ragazza che si trasferita da poco vicino a casa nostra, voleva farmi vedere una cosa che io non ho, se fossi andato con lei nel garage, e io ci sono andato, e lei non aveva niente, invece. E non mi piace per niente.
La signora Pritchet avvamp. David, strill, faticando a trovare le parole, sei un lurido, piccolo pervertito. In nome del cielo, che ti prende? Ma come hai fatto a diventare cos?
Avr preso dal padre, butt l Hamilton. Cattivo sangue.
Credo anch'io. Ansimando, la donna continu, Di certo non ha preso da me. David, quando torniamo a casa ti toccher una bella razione di frustate. Non riuscirai a sederti per una settimana. In tutta la mia vita, non ho mai...
Lo abolisca, disse filosoficamente la signorina Reiss.
Non ci provare nemmeno! rugg David in tono aggressivo. E meglio che tu non lo faccia, non ti dico altro.
Ne riparliamo pi tardi, sibil la signora Pritchet a denti stretti. Per il momento sono io che non ho niente da aggiungere, ragazzo.
David farfugli qualcosa a mezza bocca.
Gli parler io, si offr Hamilton.
Preferirei di no, disse la signora Pritchet con decisione. Voglio che sappia che non pu frequentare la gente per bene, se continua a fare tutte quelle porcherie.
Anch'io faccio qualche porcheria, cominci a dire Hamilton, ma la moglie gli diede un calcio sulla caviglia, e lui tacque.
Se fossi in te non me ne vanterei, disse Marsha con voce bassa e tagliente.
Contrariata e offesa, la signora Pritchet guard in silenzio il panorama che scorreva fuori dal finestrino, e abol sistematicamente diverse categorie. Scomparvero brutte fattorie con i mulini malmessi, vecchie automobili arrugginite, stalle e fienili, alberi marciti, scuderie, mucchi di spazzatura e cenciosi raccoglitori di frutta itineranti.
Che cos' quella? chiese a un certo punto la donna, ancora irritata.
Sulla destra c'era una costruzione brutta e tozza di cemento. Quella, le spieg Hamilton, la centrale della Compagnia del Gas e dell'Elettricit. Collega i cavi ad alta tensione.
Allora, concesse la signora Pritchet, dev'essere utile.
Alcuni pensano di s, disse Hamilton.
Potrebbero renderla pi attraente, osserv la donna. Mentre le passavano davanti, le linee rette della centrale tremolarono e ondeggiarono. Quando l'ebbero superata, si era trasformata in una pittoresca costruzione con il tetto a mattoni, e piante rampicanti fiorite sulle pareti color pastello.
Deliziosa, mormor Marsha.
Aspetta che gli elettricisti vadano a controllare i cavi, disse Hamilton. Li aspetta una bella sorpresa.
No, lo corresse la signorina Reiss con un sorriso senza allegria. Non se ne accorgeranno nemmeno.

Era quasi mezzogiorno quando Hamilton lasci l'Autostrada Uno e si infil nel verde inestricabile della foresta di Los Padres. Si ritrovarono in mezzo a un bosco di sequoie gigantesche e minacciose, interrotto ogni tanto da qualche radura; proseguirono sulla stretta strada sterrata che si inoltrava nel parco di Big Sur e che conduceva fino all'altura di Cone Peak.
Fa paura, osserv David.
La strada cominci a salire. Dopo un poco raggiunsero un ampio pendio cosparso di cespugli di un color verde brillante, con le rocce che spuntavano qua e l in mezzo alla vegetazione. I fiori preferiti di Edith Pritchet, i papaveri dorati della California, vi crescevano a milioni. Nel vederli, la donna emise un gridolino di gioia.
Oh, che meraviglia! Fermiamoci qui per il picnic!
Obbediente, Hamilton lasci la strada e port la macchina sul prato, saltellando sul terreno in tutta fretta, prima che alla signor Pritchet venisse in mente di eliminare anche i terreni irregolari. Poco dopo si ferm e spense il motore. Non si sentiva nessun rumore, a parte il debole sfiatare del radiatore e il cinguettio lontano degli uccelli.
Bene, disse Hamilton. Eccoci arrivati.
Uscirono impazienti dalla macchina. Gli uomini scaricarono il cestino con le cibarie dal bagagliaio, Marsha prese la coperta e la macchina fotografica, Joan Reiss port il thermos pieno di t caldo. David si mise a sgambettare, battendo i cespugli con un bastoncino e facendo svolazzare un'intera famiglia di quaglie.
Come sono carine, comment la signora Pritchet. Guardate quelle pi piccole.
Non c'era nessuno nei paraggi. La distesa verde della foresta digradava fino quasi a toccare l'Oceano Pacifico, da cui la separava solo una sottile striscia di roccia color piombo; al di l l'immensa superficie di acqua in movimento che fece trasalire lo stesso David.
Cavolo, mormor. enorme.
La signora Pritchet scelse il punto esatto in cui fermarsi per il picnic e fece distendere scrupolosamente la coperta per terra. Vennero aperti i cestini; tovaglioli di carta, piatti, posate e bicchieri di plastica passarono allegramente di mano in mano.
Nascosto nell'ombra del bosco vicino, Hamilton era intento a preparare il cloroformio. Nessuno lo not quando tir fuori il fazzoletto e cominci a imbeverlo della sostanza. Il vento fresco di mezza mattina allontan i vapori da lui. Non c'era pericolo per nessuno, a parte la vittima designata, che forse avrebbe avuto qualche problema all'apparato respiratorio. Sarebbe stata una cosa rapida e di sicura efficacia.
Che stai facendo, Jack? gli bisbigli improvvisamente Marsha all'orecchio. Colto di sorpresa e anche da una specie di senso di colpa, Hamilton sobbalz e per poco non gli cadde la bottiglietta dalle mani.
Niente, le disse brusco. Torna indietro e comincia a sbucciare le uova sode.
Tu stai facendo qualcosa. Marsha aggrott la fronte e cerc di vedere oltre le spalle di suo marito. Jack! Non sar... veleno per topi?
Lui fece una smorfia poco convinta. Ma no, sciroppo per la tosse. Contro il catarro.
Marsha sgran gli occhi. Tu stai tramando qualcosa, afferm. Ci scommetterei; quanto hai in mente qualcosa ti comporti sempre in questo modo sfuggente.
Ho intenzione di mettere la parola fine a tutta questa ridicola storia, le confess allora, rassegnato, Hamilton. Ho sopportato abbastanza.
Le dita aguzze di Marsha si strinsero sul suo braccio. Jack, fallo per me...
A te piace cos tanto? Amareggiato, si ritrasse bruscamente da lei. Tu e Laws e McFeyffe ve la spassate, qui, ci state bene; e intanto quella megera elimina uomini, animali e insetti... tutto quello su cui si sofferma la sua limitata immaginazione.
Jack, non fare niente. Ti prego, non farlo. Promettilo!
Mi dispiace, rispose lui. gi tutto deciso. La macchina si gi messa in movimento.
La signora Pritchet fiss con espressione miope i due seminascosti in mezzo agli alberi. Jack e Marsha, venite. Ci sono tramezzini e yogurt. Presto, prima che finisca tutto.
Marsha si piazz decisa davanti al marito. Non te lo permetter, gli sibil. Jack, non puoi farlo. Ma non capisci? Ricorda quello che successo ad Arthur Silvester, ricorda...
All'improvviso, con grande sorpresa di Jack, gli occhi le si riempirono di lacrime. Oh, Ges, caro. Che ne sar d me? Se lei ti abolisse io non sopravviverei. Morirei all'istante.
Hamilton si sent intenerire. Che sciocchina.
Ma vero. Le lacrime le rigavano le guance; si strinse a lui e cerc di trascinarlo via. Ma naturalmente era tutta fatica sprecata. Intanto Joan Reiss era riuscita a far sedere la signora Pritchet in modo che voltasse le spalle ad Hamilton. David, tutto eccitato, parlava fitto: stava calamitando l'attenzione della madre mostrandole una pietra dalla forma strana che aveva trovato scavando, e contemporaneamente indicando col dito qualcosa in distanza. La situazione era ideale; un'occasione come quella non gli sarebbe capitata una seconda volta.
Resta pure qui, disse dolcemente Hamilton a sua moglie. E voltati, se non vuoi guardare. Si liber con decisione dalla sua stretta e la scost da s. anche per il tuo bene. Per te, per Laws, per Tontolone, per tutti noi. E anche per i sigari di McFeyffe.
Ti amo, Jack, disse Marsha con un fremito nella voce.
E ho fretta, disse lui per tutta risposta. Va bene?
Lei annu. Va bene. Buona fortuna.
Grazie. Mentre si avviava verso il luogo del picnic, aggiunse, Sono contento che tu mi abbia perdonato per la storia di Silky.
E tu mi hai perdonato?
No, rispose lui, cocciuto. Ma forse lo far quando la rivedr di nuovo.
Spero che sia cos, disse Marsha con voce triste.
Incrocia le dita. Hamilton lasci la moglie e si avvi a passo deciso lungo il terreno soffice, verso la schiena ricurva e informe di Edith Pritchet, che proprio in quel momento stava trangugiando un bicchiere di t all'arancia. Nella mano sinistra stringeva mezzo uovo sodo. Appoggiato sulle ginocchia aveva un piatto di insalata di patate e pesche sciroppate. Mentre Hamilton si avvicinava, piegandosi rapidamente verso il basso, la signorina Reiss si rivolse alla anziana signora. Mi passerebbe lo zucchero, per favore? le chiese con voce decisa.
Ma certo, mia cara, rispose educatamente la signora Pritchet, posando ci che rimaneva del suo uovo sodo e frugando in cerca della busta dello zucchero. Santo Dio, disse, arricciando il naso. Che cos' quest'odore terribile?
Contemporaneamente il fazzoletto impregnato di cloroformio che Hamilton stringeva fra le mani tremanti scomparve. Anche la bottiglia che gli premeva contro un fianco cess di essere un problema, svanendo nel nulla. La signora Pritchet allung premurosamente la busta di zucchero verso la mano protesa della signorina Reiss e torn al suo uovo sodo.
Era gi finito tutto. Il piano era fallito: sommessamente, definitivamente fallito.
Delizioso questo t, esclam la signora Pritchet mentre Marsha si avvicinava a piccoli passi. Devo farle le mie congratulazioni, mia cara. Lei davvero un'ottima cuoca.

Be', disse Hamilton, eccoci qua. Si accoccol sul terreno, dandosi una rapida pulita alle mani, e osserv le pietanze. Che cosa abbiamo qui?
David lo fiss con gli occhi sgranati. La bottiglia scomparsa! disse piagnucolando. Poi, indicando la madre, L'ha fatta sparire lei!
Hamilton lo ignor e cominci a servirsi con generosit. Credo che assagger un po' di tutto, disse con entusiasmo. Dev'essere tutto molto buono.
Faccia pure, gorgheggi la signora Pritchet con la bocca piena di uovo. Provi uno di quei meravigliosi sandwich al sedano e formaggio. Sono davvero incredibili.
Grazie, disse Hamilton. Li provo subito.
David Pritchet, isterico per la disperazione, punt il dito contro la madre e strill, Accidenti a te, vecchia ranocchia... l'hai preso tu, il cloroformio! L'hai fatto scomparire. E adesso che facciamo
S, caro, disse sbrigativa sua madre, aveva un odore tremendo, e francamente non vedo a che cosa ti poteva servire. Perch non finisci di mangiare e poi vai a vedere quanti tipi di felce riesci a trovare?
Con un tono di voce stranamente acuto, la signorina Reiss domand, Signora Pritchet, che cosa ha intenzione di fare con noi?
Dolcezza mia, afferm la donna, mentre si serviva dell'altra insalata di patate. Che razza di domanda questa? Mangi, cara; lei troppo magra, davvero, dovrebbe mettere su un po' di carne.
Il gruppetto consum meccanicamente il proprio pasto, ma l'unica che sembr goderne veramente fu la signora Pritchet, che mangi con grande piacere... e con grande generosit.
C' una gran pace quass, osserv a un certo punto. Si sente solo il fruscio del vento in mezzo ai pini.
In lontananza un piccolo aereo ronzava debolmente; era una pattuglia della Guardia Costiera in ricognizione lungo il litorale.
Santo Cielo, esclam la signora Pritchet, sbattendo nervosamente le palpebre, che sgradevole intruso. L'aereo, e ogni altro componente della categoria aeroplano, cessarono di esistere.
Ecco, osserv Hamilton con ironico distacco. Anche questa fatta. A chi tocca la prossima volta?
All'umidit, rispose lei con enfasi.
Prego?
All'umidit. La donna si agit nervosamente sul cuscino. La sento anche attraverso il cuscino. Mi da molto fastidio.
Lei in grado di abolire anche un'astrazione? le domand la signorina Reiss.
Ma certo, mia cara. Il terreno sotto i loro piedi divenne caldo e secco come un toast. E poi il vento; un po' troppo freddo, non vi pare? Il vento si trasform in una tiepida carezza. Non meglio adesso?
Hamilton si sent travolgere da un irrazionale senso di abbandono. Che gli rimaneva da perdere, ormai? Non era rimasto quasi pi niente, avevano toccato il fondo. Non le sembra che l'oceano abbia un colore disgustoso? le chiese. Io trovo che sia un brutto spettacolo.
L'oceano perse il suo colore piombo cupo e divenne di un bel verde pastello.
Cos va molto meglio, riusc a dire Marsha, che poi si mise a sedere accanto al marito e gli strinse convulsamente la mano. Caro... cominci a dire, ma senza convinzione.
Tenendola stretta a s, Hamilton continu, Guardi quel gabbiano che volteggia laggi.
Va a caccia di pesce, puntualizz la signorina Reiss.
un uccello malvagio, dichiar Hamilton. Uccide pesci indifesi.
Il gabbiano scomparve.
Ma i pesci se lo meritano, osserv pensierosa la signorina Reiss. Fanno strage di piccoli animali marini, protozoi, esseri unicellulari.
Schifosi, spietati pesci, disse Hamilton in tono eccitato.
Un debole crepitio sembr smuovere l'aria. I pesci, come categoria, avevano cessato di esistere. Nel bel mezzo della coperta la scatoletta di aringhe affumicate scomparve.
Oh, cielo, esclam Marsha. Erano importate dalla Norvegia.
Devono essere costate un bel po', borbott McFeyffe con voce roca. Tutta la merce importata costa cara.
Ma a che serve il denaro? prosegu imperterrito Hamilton. Tir fuori una manciata di spiccioli e la sparpagli per il prato. Le monetine rimasero a scintillare nel sole del primo pomeriggio. Robaccia.
Le monetine luccicanti scomparvero. Il portafogli che teneva in tasca ebbe uno strano sussulto; erano svanite anche le banconote.
Tutto questo molto bello, gorgheggi la signora Pritchet. Siete molto carini ad aiutarmi. Ogni tanto mi dimentico di qualche cosa.
Lungo il pendio c'era una mucca che si trascinava lentamente. Mentre la guardavano, la mucca fece qualcosa di irriferibile. Abolisca le mucche! grid la signorina Reiss, ma non fu necessario. Edith Pritchet non aveva gradito la scena, e la mucca non c'era pi.
E anche la cinta dei pantaloni, not Hamilton. E le scarpe di sua moglie. Tutte in pelle di vitello. E poi lo yogurt, il formaggio e tutti i derivati del latte.
Joan Reiss si pieg in avanti e strapp un ciuffo di piante urticanti, secche e malandate. Che brutte piante, si lament. Una mi ha lasciato il segno sulla mano.
Le piante scomparvero, e cos pure gran parte dell'erba secca nei campi in cui prima brucavano le mucche. Adesso si vedeva solo roccia e terreno sterile.
Mettendosi a girare in tondo, quasi preda di un attacco isterico, David strill, Ho trovato una quercia velenosa! Una quercia velenosa!
I boschi ne sono pieni, aggiunse Hamilton. E sono anche pieni di ortiche, e piante nocive.
Sulla loro destra la foresta sembr rabbrividire, e fu attraversata da una specie di spasmo appena avvertibile. La vegetazione si era notevolmente diradata.
Scura in volto, Marsha si tolse ci che rimaneva delle sue scarpe: la striscia di stoffa e i chiodini metallici. Non triste? disse al marito quasi piangendo. Abolisca le scarpe, propose Hamilton. Questa proprio un'ottima idea, convenne la signora Pritchet, gli occhi lucidi per l'entusiasmo. Le scarpe rovinano i piedi. I rimasugli scomparvero dalle mani di Marsha, insieme a tutte le scarpe del gruppo. I calzini sgargianti di McFeyffe risaltarono vistosamente; imbarazzato, lui raccolse i piedi sotto di s, nascondendoli alla vista.
All'orizzonte si vedeva appena il fumo di un grosso piroscafo da carico. Una volgarissima nave commerciale, decise Hamilton. La spazzi via.
Il fumo nero svan. Tutte le navi commerciali avevano cessato di esistere.
Un mondo molto pi pulito, comment la signorina Reiss.
Lungo l'autostrada stava passando una macchina, e si sentiva l'eco debolissima dell'autoradio. Abolisca le autoradio, propose Hamilton. Il rumore cess. E anche i televisori e i film. Non avvenne alcun cambiamento visibile, ma l'evento si era ugualmente consumato. E gli strumenti musicali pi economici... le fisarmoniche, i banjo e le armoniche a bocca.
Quegli strumenti scomparvero in tutto il mondo. Le scritte pubblicitarie, strill Joan Reiss, mentre un grosso camion di forma ovale percorreva lentamente l'autostrada, con una vistosa insegna sui fianchi. E anche i camion. Il camion svan, scaraventando il guidatore sulla cunetta di scolo a lato della strada.
ferito, disse Marsha in un sussurro. Di l a poco il povero camionista era scomparso anche lui.
La benzina, disse Hamilton. quella che il camion trasportava.
La benzina scomparve in tutto il mondo.
Petrolio e trementina, propose la signorina Reiss.
Birra, alcoJ e t, aggiunse Hamilton.
Melassa, miele e sidro, incalz Joan Reiss. Mele, arance, limoni, albicocche e pere, sugger stancamente Marsha.
Uva passa e pesche, borbott McFeyffe, di malumore.
Noci e patate dolci, disse Hamilton. La signora Pritchet cancell doverosamente tutti questi prodotti dalla faccia della terra. Le loro tazze di t divennero vuote, e la provvista di cibarie diminu visibilmente.
Uova e hamburger, disse la signorina Reiss con voce stridula, balzando in piedi.
Formaggi, maniglie e appendiabiti, aggiunse Hamilton, alzandosi anche lui.
Ridacchiando, la signora Pritchet esegu. Sul serio, disse ansimando, ma felice come una bambina. Non che stiamo un poco esagerando?
Cipolle, tostapane elettrici e spazzolini da denti, disse Marsha con voce chiara.
Zolfo, matite, pomodori e farina, salmodi David, aggiungendosi al coro.
Erbe, automobili e aratri, strill la signorina Reiss. Alle loro spalle la Ford coup svan senza rumore. Sulle alture e sui pendii del parco di Big Sur la vegetazione si assottigli ulteriormente.
Marciapiedi, sugger Hamilton.
Fontanelle e sveglie, aggiunse Marsha.
Lucido per mobili, grid David, saltando come un | forsennato.
Spazzole per capelli, disse Joan Reiss.
Fumetti, cit McFeyffe. E tutta quella pasticceria zuccherosa con le scritte sopra. Quella robaccia francese.
Sedie, disse Hamilton, stupito dal suo ardire. E divani.
I divani sono immorali, convenne la signorina Reiss, inciampando sul thermos per l'eccitazione. Via anche quelli. E il vetro. Tutti gli oggetti di vetro.
La signora Pritchet fu costretta ad abolire i suoi stessi occhiali, nonch tutti gli occhiali dell'universo.
Il metallo, grid Hamilton con voce fiacca, stupita.
La chiusura lampo dei suoi pantaloni scomparve, cos come ci che rimaneva del thermos, un involucro metallico; sparirono anche il piccolo orologio da polso di Marsha, le impiombature dei denti, i gancetti e gli uncini della biancheria intima femminile.
David fu colto da un raptus incontrollabile. I vestiti! esclam, sempre continuando a saltellare.
Tutti si ritrovarono all'istante completamente nudi. Ma la cosa non scandalizz nessuno; il loro sesso e ogni caratteristica a esso collegata erano svaniti da tempo.
La vegetazione, disse Marsha, alzandosi in piedi impaurita e rifugiandosi fra le braccia del marito. Questa volta il cambiamento fu stupefacente. Le colline e tutta l'enorme distesa di montagne divennero glabre come un sasso levigato. Non rimase nulla se non la terra d'autunno, bruna e arida sotto il pallido sole.
Le nuvole, disse la signorina Reiss, stravolta in viso. Le poche nuvolette bianche che fluttuavano nel cielo sparirono. E la nebbia! Subito il sole cominci a risplendere furiosamente.
Gli oceani, disse Hamilton. La distesa color verde pastello svan all'improvviso, lasciando solo un enorme pozzo di sabbia asciutta che si stendeva a perdita d'occhio. Spaventato, lui ebbe un attimo di esitazione, lasciando a Joan Reiss il tempo di gridare, La sabbia!
Il gigantesco pozzo divenne pi profondo; non era neanche possibile vedere dove finiva. Un ruggito sordo e minaccioso scosse il terreno sotto di loro; era stato intaccato l'equilibrio terrestre.
Presto, rantol la signorina Reiss, il volto deformato dall'eccitazione. Che altro c'? Che manca?
Le citt, sugger David.
Hamilton lo allontan con impazienza. I burroni, disse quasi in un ruggito. Tutto a un tratto si ritrovarono su un terreno perfettamente piatto, come se ci fosse passato sopra un enorme ferro da stiro. Sei pallide figure nude, di peso e dimensioni assortite, che si guardavano intorno febbrilmente.
Tutti gli animali tranne l'uomo, rantol la signorina Reiss, ormai senza fiato. Era fatta.
Tutte le forme di vita tranne l'uomo, la corresse Hamilton.
Gli acidi! strill la signorina Reiss e le gambe le cedettero ali 'istante, mentre il viso diventava una maschera di dolore. Tutti e sei si contorsero in un'estasi di sconforto; la chimica fondamentale del corpo era stata radicalmente alterata.
Sali metallici! url Hamilton, e furono travolti da un lancinante dolore interno.
Nitrati specifici! aggiunse la signorina Reiss con voce stridula.
Fosforo!
Cloruro di sodio!
Iodio!
Calcio! Joan Reiss si accasci sui gomiti, quasi priva di conoscenza; tutti gli altri erano crollati a terra, vittime rattrappite di una sofferenza impotente. Il corpo rigonfio e palpitante di Edith Pritchet si contorceva fra spasimi atroci; la saliva le gocciolava dalle labbra pendule mentre si sforzava ancora di concentrarsi sulle categorie di cose da eliminare.
Elio! gracchi Hamilton.
Anidride carbonica!
Neon, riusc a dire Hamilton. Tutto girava vorticosamente e perdeva consistenza intorno a lui; stava precipitando in un caos di infinita, totale oscurit. Freon. Gleon.
Idrogeno, esalarono le labbra esangui della signorina Reiss dal buio che la stava travolgendo.
Azoto, boccheggi Hamilton con l'ultimo fiato che aveva, appena prima che il vortice del non essere si richiudesse su di lui.
In un ultimo, debole rigurgito di energia, Joan Reiss si sollev sulle braccia e disse in un sussurro, Aria!
Tutti gli strati dell'atmosfera cessarono di esistere. Con i polmoni completamente vuoti, Hamilton precipit in un abisso indistinto di morte. Mentre l'universo intero veniva meno, lui vide la forma inerte di Edith Pritchet allontanarsi rotolando in uno spasmo riflesso: la sua coscienza e la sua personalit erano svanite.
Avevano vinto; quella donna non aveva pi alcun potere su di loro. Se n'erano liberati e adesso erano finalmente e dolorosamente liberi.

Lui era vivo. Giaceva steso a terra, troppo svuotato di energia per muoversi, con il petto che saliva e scendeva e le dita che artigliavano il suolo. Ma dove diavolo si trovava?
Con uno sforzo tremendo riusc ad aprire gli occhi.
Non era pi nel mondo della signora Pritchet. Attorno a lui l'oscurit sembrava picchiare e pulsare con ritmo sordo e cadenzato, come una specie di sgradevole corrente sotterranea che cresceva, si dilatava e premeva minacciosamente su di lui. Si rese conto confusamente della presenza di altre forme, di altri corpi sparpagliati intorno a lui.
Marsha giaceva non lontana, inerte e silenziosa. Al di l di lei s'era la sagoma corpulenta di Charley McFeyffe, con la bocca aperta e gli occhi spalancati nel nulla. Nel turbinio dell'oscurit pulsante distinse vagamente Arthur Silvester, David Pritchet, la figura scomposta di Bill Laws, e l'enorme corpo sgraziato di Edith Pritchet, ancora privo di conoscenza.
Si trovavano di nuovo nel bevatrone? Prov un fremito fuggevole di gioia eccitata... che per svan subito. No, quello non era il bevatrone. Nella sua gola si form pian piano un gemito gorgogliante che cerc di farsi strada fino alla bocca. Fiaccamente, disperatamente, lott per strisciare via da quella cosa che incombeva su di lui, l'involucro liscio e sottile della vita che si stava lentamente piegando su se stesso, fino a quando non gli fu sopra, quasi a schiacciarlo.
Nel suo orecchio prese forma un bisbiglio secco e metallico. Percorso da una vibrazione soffocata, il suono tambureggiava e si riverberava con insistenza, tornando a ondate successive finch lui non smise di urlare, o di tentare di urlare, nell'inutile sforzo di soffocarlo, di cacciarlo via.
Grazie, rantol la voce metallica. Hai svolto molto bene il tuo compito. successo tutto proprio come avevo programmato.
Vattene via! grid lui in tono stridulo.
Me ne andr, promise la voce. Ma voglio che ti alzi e torni alle tue cose. Voglio guardarvi. Siete tutti molto interessanti. Vi ho tenuto d'occhio a lungo, ma non come avrei voluto. Voglio osservarvi pi da vicino, ogni minuto; voglio vedere tutto quello che fate. Voglio essere intorno a voi, dentro di voi, in modo da potervi raggiungere ogni volta che ne sentir il bisogno. Voglio riuscire a toccarvi, voglio poter fare delle cose con voi. Voglio vedere come reagite. Voglio... voglio...
In quel momento seppe dove si trovava, e a chi apparteneva quel mondo. Riconobbe il sussurro pacato, metallico che gli martellava incessantemente nelle orecchie e nel cervello.
Era la voce di Joan Reiss.
CAPITOLO TREDICESIMO

Grazie al cielo, stava dicendo una voce, lentamente e metodicamente. Una voce femminile, vivace e decisa.
I gorghi di oscurit si erano dissolti. Da ogni parte si stagliava l'immagine familiare della foresta e dell'oceano; la distesa verde del parco di Big Sur e la minuscola striscia dell'autostrada ai piedi di Cone Peak erano ritornati alla vita.
Il cielo in alto era quello del primo pomeriggio, limpido e azzurro, e i papaveri dorati della California erano punteggiati da scintillanti goccioline di umidit. C'era ancora la coperta per il picnic, le bottiglie, i piatti, i bicchieri e tutto il resto. Sulla destra di Hamilton c'era il boschetto di sempreverdi. La Ford coup, ancora parcheggiata all'estremit del prato, risplendeva ai raggi del sole con un luccichio metallico ma amichevole.
Un gabbiano si librava nella nebbiolina che si stava formando all'orizzonte. Un camion a motore diesel transitava rombando lungo l'autostrada emettendo nuvolette di fumo nero. A met del pendio erboso uno scoiattolo zigzag in mezzo ai cespugli diretto verso la sua tana sotterranea.
Anche gli altri stavano cominciando a muoversi. Erano sette in tutto: Bill Laws doveva essere dalle parti di San Jos, a piangere la scomparsa della sua fabbrica di saponette. Hamilton riusc faticosamente a mettere a fuoco l'immagine di sua moglie; Marsha si era messa in ginocchio e lo fissava con espressione vuota. Poco lontana, Edith Pritchet non aveva ancora ripreso conoscenza; pi in l Arthur Silvester e David Pritchet, mentre Charley McFeyffe, dall'altra parte della coperta, si agitava appena.
Accanto ad Hamilton c'era la figura magra e austera di Joan Reiss, che stava raccogliendo con meticolosa precisione il contenuto della sua borsa e gli occhiali; poi si sistem la crocchia di capelli, fissandolo con uno sguardo inespressivo.
Grazie al cielo, ripet la donna, rimettendosi in piedi non senza sforzo. finita.
Era la sua voce che lo aveva risvegliato. McFeyffe, che non si era ancora rialzato, la fiss con l'aria imbambolata di chi era ancora sotto shock. finita, ripete, ma senza avere capito davvero.
Siamo tornati nel mondo reale, disse la signorina Reiss con un tono molto sicuro. Non meraviglioso? Poi, rivolta alla grossa figura immobile accasciata nell'erba umida accanto a lei, aggiunse, Si alzi, signora Pritchet. Ormai non ha pi nessun potere su di noi. Si chin e diede un pizzico sul braccio rigonfio della donna. Tutto tornato com'era prima.
Grazie a Dio, farfugli penosamente Arthur Silvester mentre si sforzava di rimettersi in piedi. Oddio, quella orrenda voce.
finita davvero? ansim Marsha, gli occhi scuri che esprimevano nello stesso tempo incertezza e sollievo. Rabbrivid e si drizz in piedi anche lei, barcollando un poco. Quello spaventoso incubo alla fine... mi bastato viverlo solo di sfuggita...
Che cos'era? chiese implorante David Pritchet, che ancora tremava tutto per lo spavento. Quel posto, e quella voce che ci parlava...
finita, intervenne debolmente McFeyffe. Siamo al sicuro, aggiunse poi con il tono di chi non convinto, ma vuole convincersi a tutti i costi.
L'aiuto io, signor Hamilton, si offr la signorina Reiss avvicinandosi a lui. Protese la mano ossuta e rimase l con un sorriso smorto dipinto sul viso. Come ci si sente a tornare nel mondo reale?
Lui non pot rispondere. Riusc solo a rimanere a terra, pietrificato dall'orrore.
Suvvia, disse con calma Joan Reiss. Prima o poi dovr alzarsi. Indic la Ford e spieg, Voglio che ci riporti a Belmont. Prima torniamo a casa sani e salvi, meglio sar. Impassibile, senza la minima traccia di emozione, aggiunse, Voglio rivedervi tutti come eravate, nei luoghi che vi appartengono. Fino ad allora non potr ritenermi soddisfatta.

La sua guida, come tutto il resto, fu meccanica, rigida, una cosa fatta di riflesso, senza realmente volerlo. Davanti a loro si stendeva l'autostrada, liscia e rettilinea in mezzo alle colline grigie. Ogni tanto qualche macchina li sorpassava; si stavano avvicinando alla superstrada per Bayshore.
Non ci vorr molto, disse la signorina Reiss, gi pregustando il ritorno a casa. Siamo quasi arrivati a Belmont.
Mi stia a sentire, disse Hamilton con voce strozzata. La smetta di fingere; la smetta di giocare sadicamente con noi.
Ma di che gioco sta parlando? gli chiese dolcemente la donna. Non la seguo, signor Hamilton.
Non siamo tornati nel mondo reale. Siamo nel suo mondo, nel suo mondo paranoico, nevrotico...
Ma io ho creato il mondo per voi, disse con semplicit la signorina Reiss. Non vedete? Guardatevi intorno. Non ho fatto un buon lavoro? Era gi tutto programmato da molto tempo. Troverete ogni cosa esattamente come deve essere, non ho trascurato niente.
Le dita di Hamilton strinsero il volante con tanta forza da diventare bianche. Stava aspettando? le domand. Sapeva che dopo la signora Pritchet sarebbe toccato a lei?
Ma certo. Pacatamente, tenendo a freno l'orgoglio, la signorina Reiss spieg, Lei non ha usato la testa, signor Hamilton, tutto qui. Si ricorda perch Arthur Silvester fu il primo di noi a prendere il controllo? Perch non aveva mai perso conoscenza. E perch dopo di lui subentrata la signora Pritchet?
Si stava muovendo, disse Marsha, atterrita. Sul pavimento del bevatrone. Io... noi potevamo vederla, la notte, quando sognavamo.
Avrebbe dovuto porre maggiore attenzione ai suoi sogni, signora Hamilton, osserv Joan Reiss. Cos avrebbe visto quello che succedeva, e si sarebbe accorta che la pi vicina a riprendere i sensi ero io.
E dopo di lei? chiese Hamilton. ? Non ha nessuna importanza, signor Hamilton, perch io sono l'ultima. Siete tornati indietro... e siete arrivati alla fine del viaggio. Ecco il vostro piccolo mondo, non delizioso? Ed tutto vostro. Per questo l'ho creato cos, perch le cose fossero come voi le avete sempre volute. Troverete ogni cosa intatta... spero che comincerete a vivere come vivevate prima.
Io credo, obbiett subito Marsha, che dovremo farlo per forza. Non abbiamo altra scelta.
Perch non ci lascia andare? chiese inutilmente McFeyffe.
Non posso lasciarvi andare, signor McFeyffe, rispose la signorina Reiss. Dovrei smettere di esistere, per farlo.
Non esattamente, precis McFeyffe in tono ansioso, masticando le parole. Potrebbe lasciare che le facessimo qualcosa. Il cloroformio, per esempio... oppure potremmo farle perdere i sensi, Solo per...
Signor McFeyffe, lo interruppe con calma Joan Reiss, Ho lavorato a lungo su questo progetto. L'ho programmato nei minimi particolari fin dal giorno dell'incidente, da quando mi sono resa conto che prima o poi sarebbe toccato anche a me. Sarebbe stato un peccato non approfittarne, non crede? Magari un'occasione cos non ci capiter pi... No, questa era un'opportunit da non lasciarsi sfuggire. Troppo preziosa.
Dopo un po' David Pritchet indic col dito. Ecco Belmont.
Sar bello tornare a casa, disse la signora Pritchet con voce tremula e incerta. Belmont una citt cos carina.
Seguendo le direttive della signorina Reiss, Hamilton li accompagn uno dopo l'altro alle rispettive abitazioni. Gli ultimi ad arrivarci furono, naturalmente, lui e Marsha. Prima ancora, quando giunsero davanti alla casa di Joan Reiss rimasero seduti in macchina mentre la donna raccoglieva le sue cose e scendeva sul marciapiede.
Adesso andatevene a casa, disse loro la donna in tono premuroso, fatevi un bel bagno caldo e vedrete che dopo apprezzerete il letto pi di ogni altra cosa al mondo.
Grazie, disse Marsha, quasi senza fiato.
Cercate di rilassarvi e divertitevi, li istru la signorina Reiss. E vi prego, cercate di dimenticare tutte le cose che sono accadute. Ormai sono acqua passata. Ricordatevelo sempre.
S, annu Marsha, rispondendo meccanicamente a quel tono asettico, spassionato, da maestra di scuola. Ce ne ricorderemo.
Mentre attraversava il marciapiede diretta verso casa, la signorina Reiss esit un attimo. Con il lungo soprabito di velluto a coste che le dondolava addosso, aveva un aspetto
tutt'altro che autoritario. Carica com'era dei suoi effetti personali, borsa, guanti e una copia del New Yorker che aveva acquistato in un supermercato, sembrava piuttosto una normalissima segretaria che tornasse a casa dopo una giornata di lavoro in ufficio. Il vento freddo della sera le scompigliava i capelli color sabbia. Dietro gli occhiali con la montatura di corno, gli occhi ingranditi e distorti erano fissi sui due rimasti in macchina.
Forse fra qualche giorno verr a farvi una visita, disse, quasi per metterli alla prova. Potremmo passare insieme una bella serata, seduti a chiacchierare.
Sarebbe... sarebbe bello, disse Marsha con voce bassa e poco convinta. Jack, andiamo a casa. Ti prego, portami a casa.
Lui lo fece il pi rapidamente possibile. Imbocc il vialetto in tutta fretta, tir il freno a mano con uno strattone, spense il motore e spalanc rabbiosamente lo sportello con un calcio.
Eccoci arrivati, disse a sua moglie. Marsha era seduta immobile accanto a lui, pallida e fredda come una statua di cera. Lui pass dall'altra parte, la tir dolcemente, ma con decisione, e quando fu uscita la prese in braccio e la port di peso fino al portico anteriore.
Comunque, disse Marsha, ancora scossa e tremante, Tontolone ci sar di nuovo. E anche il sesso. Tutto torner a essere come prima, non credi? Forse ci andr bene lo stesso.
Lui non disse nulla, concentrato com'era a trovare la chiave per aprire la porta di casa.
Vuole dominarci, prosegu Marsha. ma in fondo che importa? Abbiamo il nostro mondo; lo ha creato lei apposta per noi. A me sembra identico a prima, tu vedi qualche differenza? Jack, per l'amor di Dio, di qualcosa.
Hamilton spinse la porta con la spalla e accese la luce del soggiorno.
Siamo a casa, disse Marsha, guardandosi intorno con circospezione mentre lui la rimetteva gi senza tanti complimenti.
S, siamo a casa. Hamilton si sbatt la porta alle spalle.
sempre lei, no? Esattamente come era prima che... incominciasse tutta questa storia. Mentre cominciava a sbottonarsi il soprabito, Marsha si mise a camminare per il soggiorno esaminando le tende, i libri, le stampe alle pareti, gli arredi. Sembra a posto, no? Che sollievo... non manca niente, mi pare. Non ci sono pi serpenti o cavallette che piovono dal cielo, non c' pi nessuno che abolisce le categorie... non sei contento?
Fantastico, disse acido Hamilton.
Jack. Gli si avvicin lentamente, il soprabito sul braccio. Io non credo che dobbiamo preoccuparci di lei; non come la signora Pritchet, pi intelligente. molto pi avanti di noi.
Un milione di anni pi avanti, convenne lui. Ha programmato tutto. Ha pensato, riflettuto, organizzato e progettato ogni cosa... aspettando solo che le capitasse l'occasione di assumere il controllo. Nella sua tasca c'era un oggetto duro e rotondo; lo prese e lo scagli con rabbia contro la parete opposta. La bottiglietta vuota di cloroformio rimbalz sul tappeto, rotol via e rimase immobile in un angolo, intatta.
tutto inutile, disse poi. Tanto vale che ci arrendiamo subito. Questa volta abbiamo proprio le mani legate.
Marsha prese un attaccapanni nel ripostiglio e vi appese il soprabito. Mi sa che Bill Laws non la prender troppo bene.
Avr voglia di uccidermi.
No, ribatt sua moglie. Non colpa tua.
Come far a guardarlo negli occhi? Come far a guardare chiunque di voi, negli occhi? Voi ci stavate bene, nel mondo di Edith Pritchet, e io vi ho portato qui... mi sono fatto abbindolare dall'idea di quella psicotica.
Non ti preoccupare, Jack. Tanto non serve proprio a niente.
vero, riconobbe lui. Non serve a niente. Vado a preparare del caff. Giunta sulla porta della cucina, si volt e gli chiese, Ci vuoi del brandy, dentro?
Certo. Puoi giurarci.
Con un sorriso poco convinto, Marsha scomparve in cucina, e per qualche attimo vi fu silenzio. Poi la donna cominci a urlare. Hamilton scatt in piedi e si precipit verso la cucina. All'inizio non not nulla di particolare; Marsha, appoggiata al tavolo, gli nascondeva in parte la vista.
Fu mentre si dirigeva verso di lei per sorreggerla che vide. L'immagine si impresse nel suo cervello, poi scomparve quando lui chiuse gli occhi e allontan Marsha da quella scena. Le mise una mano sulla bocca per soffocare le sue urla isteriche, e si sforz di non imitarla, tent con tutte le sue forze di tenere a freno le proprie emozioni.
Alla signorina Reiss non erano mai piaciuti i gatti. Ne aveva paura, e li considerava dei nemici.
La cosa sul pavimento era Tontolone. Era stato rovesciato come un calzino, ma era ancora vivo; quella massa aggrovigliata era un organismo ancora vitate. C'era la mano della signorina Reiss; limitarsi a eliminare i gatti sarebbe stato per lei troppo semplice.
Fremendo e palpitando, la cosa umida e molliccia di ossa e tessuti si trascinava alla cieca sul pavimento. Probabilmente si muoveva in quel modo, un passo alla volta, da un bel po' di tempo, fin da quando era nato il mondo della signorina Reiss. La massa grottesca, in tre o quattro ore, aveva continuato ad avanzare con una specie d movimento peristaltico, proprio in mezzo alla cucina.
Non possibile, gemette Marsha. Non pu essere vivo!
Hamilton prese una paletta dal cortile posteriore, raccolse quella roba informe e la port fuori. Pregando che potesse morire riemp d'acqua un catino metallico e vi gett dentro la massa tremolante di organi, ossa e tessuti. Per un po' quello che era stato un gatto si dimen, tentando di nuotare e di mantenersi a galla, aggrappandosi in qualche modo al bordo e tentando anche di uscire. Poi, gradualmente, con un sussulto finale, la cosa mor e affond.
Hamilton ne bruci gli avanzi, scav in tutta fretta una buca nel terreno e la seppell. Poi si lav le mani, ripose il catino e torn in casa. C'erano voluti solo pochi minuti... ma gli era sembrata un'eternit.
Marsha si era seduta quietamente sul divano, le mani serrate, e fissava il vuoto davanti a lei. Quando lui entr nella stanza non lo vide nemmeno. Tesoro, le disse Hamilton.
finita?
S. morto. E dobbiamo esserne contenti. Adesso non gli potr fare pi niente.
Lo invidio. Con noi non ha ancora nemmeno cominciato.
Per odia i gatti, non odia noi. Marsha si gir appena. Ti ricordi quello che le hai detto quella sera? L'hai spaventata a morte. E di certo lei non se ne dimenticata.
Gi, ammise lui. Probabilmente cos. Probabilmente non dimentica nulla. Torn in cucina e cominci a preparare il caff. Lo stava versando nelle tazze quando lo raggiunse di soppiatto Marsha, che prese la panna e lo zucchero.
Be', disse lei. Ecco la risposta che aspettavamo.
A quale domanda?
Alla domanda se possiamo sopravvivere a questo mondo. La risposta no. Anzi, peggio che no.
Non c' niente di peggio di un no, osserv lui, ma con un tono che alle sue stesse orecchie suon assai poco convinto.
pazza, vero?
Sembra di s. una paranoica con manie di persecuzione e di cospirazione. Tutto ci che vede ha un significato, per lei: parte del complotto ordito ai suoi danni.
E adesso, disse Marsha, non dovr pi preoccuparsi. Perch per la prima volta nella sua vita lei in grado di opporsi con successo.
Mentre sorseggiava il caff nero bollente, Hamilton disse, Secondo me lei davvero convinta che questo mondo sia una replica di quello reale. O quanto meno del suo mondo reale. Buon Dio, il suo mondo reale dev'essere lontanissimo dalle fantasie di chiunque di noi... Tacque per un attimo, poi concluse, Guarda in che modo ha trasformato quel povero gatto. Probabilmente lei immagina che noi le faremmo una cosa del genere e che le cose vadano sempre ', cos.
Hamilton si alz in piedi e and ad abbassare tutte le tapparelle. Era gi sera, e il sole era scomparso da un bel po'. Le strade erano buie e fredde.
Poi and al cassetto della scrivania e prese la sua 45 automatica, cominciando a infilare le pallottole nel caricatore. Solo perch domina questo mondo, disse alla moglie che lo guardava preoccupata, non significa che sia onnipotente.
Si infil l'arma nella tasca interna della giacca, provocando un rigonfiamento vistoso. Marsha sorrise stancamente. Hai l'aria di un killer.
Invece sono un investigatore privato.
E dov' la tua formosa segretaria?
Sei tu, rispose Hamilton, ricambiandole il sorriso.
Marsha alz volutamente le mani. Non so se ti sei accorto che sono tornata anch'io, gli disse, non senza malizia.
Me ne sono accorto.
tutto a posto?
Ti sopporter, in ricordo dei vecchi tempi.
Che strana cosa... mi sento quasi volgare. Come dire, poco ascetica. Lo baci sulle labbra e gli ondeggi attorno. Non pensi che mi ci riabituer? Per c' qualcosa che mi turba... devo essere ancora sotto l'influenza di Edith Pritchet.
Quella roba passata, disse Hamilton in tono ironico. Adesso tutta un'altra musica.
Nel suo schivo compiacimento, Marsha scelse di non replicare. Andiamo di sotto, Jack, nella sala d'ascolto. Possiamo... be', mettiamo su un po' di musica e ci rilassiamo. Gli si avvicin e lo strinse con le piccole braccia. Lo facciamo? Ti prego.
Hamilton si ritrasse bruscamente. Un'altra volta.
Marsha, sorpresa e dispiaciuta, ci rimase male. Cosa c' che non va?
Non ti ricordi?
Oh, annu. La ragazza, quella cameriera. scomparsa, vero? Mentre voi due ve ne stavate laggi.
Non era una cameriera.
Immagino di no. Marsha si illumin. Comunque, adesso tornata anche lei, perci tutto a posto, no? E poi... Lo guard dritto negli occhi, speranzosa. Non mi importa niente di lei. Io ho capito.
Hamilton non sapeva se infastidirsi o esserne contento. Hai capito che cosa?
Come ti sentivi. Insomma, lei era solo un pretesto, uno strumento attraverso il quale tu potessi affermare te stesso. Stavi solo protestando.
Lui la cinse con le braccia e la avvicin a s. Sei una donna dalla mente incredibilmente aperta.
Mi piace guardare le cose in modo moderno, replic lei, decisa.
Mi fa piacere sentirlo.
Marsha si liber e gli prese il colletto della camicia. Dai, gli disse, civettuola. Andiamo gi. Sono mesi che non metti un disco per me... una volta lo facevi sempre. Quando voi due siete scesi laggi mi sono sentita morire di gelosia. Mi piacerebbe ascoltare uno dei nostri pezzi preferiti.
Vuoi dire Ciaikovskij? a lui che ti riferisci quando parli dei "nostri pezzi preferiti".
Vai ad accendere le luci e il riscaldamento. Sistema tutto per bene, crea un po' di atmosfera. Quando scendo voglio trovare tutto a posto.
Lui si pieg in avanti e la baci sulla bocca. Troverai un erotismo che far scintille.
Marsha arricci il naso. Tutti uguali, voi scienziati.
Le scale erano buie e fredde. Hamilton scese a tastoni nell'oscurit, un gradino dopo l'altro. Gli era tornata un po' di fiducia, frutto dei quei preliminari amorosi che conosceva cos bene. Canticchiando a bocca chiusa continu a scendere verso l'abisso tenebroso della cantina, muovendosi tuttavia con la disinvoltura che aveva acquisito negli anni...
Qualcosa di viscido e repellente gli sfior la gamba e vi si attacc. Una specie di grossa fune appiccicaticcia, che trasudava una sostanza umida e vischiosa. Scalci con violenza per liberarsi e sotto di lui, in fondo alle scale, un essere grosso e peloso sgattaiol attraverso la sala di ascolto, rimanendo immobile.
Senza muovere il corpo, Hamilton allung la mano sulla parete della scala in cerca dell'interruttore, finch non lo sent con le dita; lo azion con un gesto repentino e si ritrasse immediatamente. La luce si accese: un tremolante bagliore giallastro, una chiazza sbiadita in mezzo all'oscurit.
Proprio in fondo alle scale c'era un grossolano ammasso di filamenti, alcuni spezzati, altri legati insieme a formare un informe gomitolo grigio. Una ragnatela, un lavoro di filatura rozzo e approssimativo, fatto in tutta fretta, senza armonia, da qualcosa di immenso, animalesco, accovacciato nel buio. I gradini sotto i suoi piedi erano cosparsi di uno strato di polvere, e il soffitto era segnato da righe di sporcizia, come se il ragno, o quello che era, avesse strisciato dappertutto, esplorando ogni pi remoto angolo e ogni pi piccola crepa.
Svuotato di ogni energia, Hamilton si accasci sul gradino. Adesso poteva sentirla, sotto di lui, che lo aspettava nella sala di ascolto, nella fetida oscurit. Urtando nella sua ragnatela ancora incompleta l'aveva spaventata. La ragnatela non era abbastanza robusta da trattenerlo, e lui poteva ancora muoversi, e liberarsi.
Lo fece, con lacerante lentezza, scuotendo il meno possibile la tela. I filamenti si staccarono e la sua gamba fu libera. I pantaloni erano impregnati di una densa bava gommosa, come se gli fosse passata sopra una lumaca gigantesca. Hamilton si aggrapp alla ringhiera e cominci a risalire.
Aveva fatto appena due gradini quando le sue gambe, di loro stessa volont, si rifiutarono di portarlo oltre. Il suo corpo comprendeva ci che la sua mente non voleva accettare. Stava scendendo di nuovo, sempre pi gi, verso la sala di ascolto.
Impietrito, terrorizzato, gir su se stesso e prov a lanciarsi freneticamente verso l'alto, ma quella cosa mostruosa, quell'incubo a occhi aperti, si ripet. Torn a scendere verso le tenebre, verso quel luogo sporco e degradato. Era in trappola.
Mentre se ne stava accucciato a subire il fascino ipnotico dei pochi gradini che lo separavano dalla sua fine, sopra di lui vi fu un rumore. In cima alle scale era apparsa sua moglie.
Jack? lo chiam con voce esitante.
Non scendere, le ringhi, girando appena la testa, fino a distinguere confusamente la sagoma del corpo di lei che si stagliava contro la luce. Stai lontana dalle scale.
Ma...
Resta dove sei. Respirando pesantemente, rimase inchiodato a quel gradino, le dita ben strette alla ringhiera, tentando di recuperare la lucidit mentale. Doveva muoversi lentamente; doveva evitare di alzarsi di scatto e precipitarsi avventatamente verso il rettangolo luminoso sopra di lui, e verso la dolce immagine di sua moglie.
Dimmi che succede, disse lei, cocciuta.
Non posso.
Dimmelo, o vengo gi. Aveva intenzione di farlo, lo cap dal tono della voce.
Tesoro, gracchi Hamilton, a quanto pare non riesco a risalire.
Ti sei fatto male? Sei caduto?
Non mi sono fatto male. successo qualcosa. Quando tento di salire... Respir a fondo, scosso da un brivido. Mi ritrovo a scendere.
Posso... posso fare qualcosa? Non puoi girarti verso di me? Perch mi volti la schiena?
Hamilton rise istericamente. Ma certo che mi giro verso di te. Si afferr alla ringhiera e fece un lentissimo dietro-front... ma non cambi niente; il suo sguardo era sempre rivolto verso quel pozzo minaccioso di polvere e ombre.
Ti prego, lo implor Marsha. Per favore, voltati e guardami.
Lui fu colto da un accesso di rabbia... una furia impotente che non riusciva a esprimere. Con una imprecazione soffocata si alz in piedi. Al diavolo, sbott. Al diavolo tutto.
Da molto lontano giunse il suono del campanello.
C' qualcuno alla porta, disse Marsha freneticamente.
E allora vai ad aprire. Ormai non era pi preoccupato; si era arreso.
Per un attimo Marsha esit, poi si gir di scatto facendo ondeggiare la gonna e corse via. La luce gli piovve addosso con violenza, proiettando per le scale un'ombra lunga e minacciosa. La sua stessa ombra, immensa e sproporzionata.
Santo Dio, giunse una voce maschile. Che cosa ci fa laggi, Jack?
Hamilton sbirci da sopra la spalla e vide la sagoma torva e dinoccolata di Bill Laws. Mi aiuti, disse Hamilton sommessamente.
Subito. Laws si gir prontamente verso Marsha, che lo aveva raggiunto. Rimanga quass, le ordin. Si regga a qualcosa in modo da non cadere. La prese per la mano e le assicur le dita a una sporgenza del muro. Ce la fa a resistere?
Marsha annu con un cenno del capo. Credo... di s.
Laws strinse l'altra mano della donna e cominci a scendere con cautela lungo le scale, un gradino dopo l'altro; si port quanto pi in basso gli fu possibile, sempre aggrappato alla mano di Marsha, e si pieg sulle ginocchia, allungando una mano verso Hamilton.
Ci arriva, alla mia mano? gli chiese in una specie di grugnito.
Hamilton, senza girare la testa, protese il braccio all'indietro e lo allung quanto poteva. Non riusciva a vedere Bill Laws, ma ne avvertiva la presenza, sentiva il suo respiro ansimante e accelerato mentre, appollaiato qualche gradino pi in alto, cercava di afferrargli le dita protese.
Niente da fare, disse Bill Laws, senza perdere la calma. Siamo ancora troppo lontani.
Rassegnato, Hamilton ritir il braccio indolenzito e si risistem sul suo scalino.
Non si muova da l, gli disse Laws. Torno subito. Risal rumorosamente la scala fino alla porta illuminata, prese Marsha e si allontan con lei.
Quando torn, con lui c'era David Pritchet.
Stringi forte la mano della signora Hamilton, gli disse. Niente domande; fai solo quello che ti dico.
Marsha torn ad aggrapparsi alla sporgenza del muro in cima alle scale e afferr la piccola mano del ragazzo. Laws e David scesero insieme fin dove era possibile, poi il negro prese l'altra mano del compagno e prosegu da solo.
Sto arrivando, borbott. pronto, Jack?
Hamilton si afferr alla ringhiera e protese l'altra mano dietro di lui, alla cieca. Adesso il respiro affannoso di Laws era pi vicino, e lui sentiva le scale vibrare sotto i passi dell'altro. Quindi, come per miracolo, la mano robusta e sudata di Laws si chiuse sulla sua, lo schiod dal suo gradino e lo trascin verso l'alto con forza.
Hamilton e Laws emersero sbuffando e respirando a fatica nel corridoio pieno di luce. David scapp via terrorizzato e Marsha, che faticava a reggersi in piedi, si lanci verso il marito, che tremava pi di lei. j
Che cosa successo? gli chiese Laws, quando fu in grado di parlare. Che diavolo c' l sotto?
Io... Hamilton stentava a trovare le parole. Non riuscivo a risalire. Per quanto mi girassi, non c'era niente da fare. Dopo un lungo intervallo aggiunse, in qualunque direzione andassi, mi ritrovavo sempre a scendere.
C'era qualcosa laggi, disse Laws. L'ho visto.
Hamilton annu. Lei mi stava aspettando.
Lei?
l che l'ho persa. Era sulle scale quando Edith Pritchet l'ha abolita.
Marsha emise un gemito soffocato. Vuoi dire la cameriera.
tornata, disse Hamilton, misurando le parole. Ma non pi una cameriera. Non in questo mondo.
Possiamo bloccare la porta delle scale, propose Laws.
S, convenne Hamilton. La blocchi. Tenga lontana da me quella cosa.
Lo faremo, lo rassicur Laws. Poi lui e Marsha si avvicinarono ad Hamilton, che continuava a fissare come inebetito il pozzo delle scale, buio e pieno di filamenti di ragno. Lo bloccheremo per bene. Cos non potr fare del male a nessuno.
CAPITOLO QUATTORDICESIMO

Dobbiamo mettere le mani su Joan Reiss, disse Hamilton mentre gli altri componenti del gruppo sfilavano lungo il portico ed entravano nel soggiorno. E poi dobbiamo liberarcene. Subito e in modo definitivo, senza esitazione. Appena sar fisicamente nelle nostre mani.
Ci distrugger, borbott McFeyffe.
Non tutti. Forse molti di noi, ma non tutti.
E comunque sarebbe meglio, osserv Laws.
S, disse Hamilton. Molto meglio che restarsene qui ad aspettare. Questo mondo deve finire.
C' qualcuno che non d'accordo? chiese Arthur Silvester.
No, rispose Marsha. Siamo tutti d'accordo.
E lei, signora Pritchet? domand Hamilton. Che ne pensa?
Naturalmente bisogna metterla a dormire, rispose la donna. Quella sventurata creatura...
Sventurata?
Questo mondo spaventoso, allucinato, quello in cui ha sempre vissuto. Provate a immaginare... un giorno dopo l'altro. Un mondo fatto di orribili predatori.
Con gli occhi fissi sulla porta della cantina, sopra la quale erano state inchiodate assi di legno, David chiese nervosamente, Quella cosa pu arrivare fin quass?
No, gli rispose Laws. Non pu. Rester laggi finch non morir di fame. O almeno finch non riusciremo a distruggere la signorina Reiss.
Allora siamo tutti d'accordo, disse Hamilton in tono definitivo. gi qualcosa. Questo un mondo nel quale nessuno di noi vuole rimanere.
Va bene, intervenne Marsha. Abbiamo deciso quello che vogliamo fare. Ma come lo facciamo?
Una bella domanda, osserv Arthur Silvester. Non sar certo una passeggiata.
Ma nemmeno impossibile, ribatt Hamilton. Con lei ci siamo riusciti, Silvester, e anche con la signora Pritchet.
Avete notato, disse pensieroso Silvester, che ogni volta diventa pi difficile? Adesso vorremmo tutti essere nel mondo della signora Pritchet...
E quando eravamo nel mondo della signora Pritchet, concluse cupo McFeyffe, avremmo voluto essere nel suo, Silvester.
Che cosa intende dire? gli chiese Hamilton, a disagio.
Forse succeder la stessa cosa, rispose Silvester, quando ci troveremo nel prossimo.
Speriamo che il prossimo sia quello reale, replic Hamilton. Prima o poi dovremo pure uscire da questa specie di scatola cinese.
Non detto che succeda subito, osserv Marsha. Siamo in otto, e siamo stati soltanto in tre mondi. Ne mancano altri cinque, mi pare.
Siamo stati in tre mondi di fantasia, disse Hamilton. Tre mondi chiusi che non hanno alcun punto di contatto con la realt. Una volta l dentro siamo fregati... non c' nessuna via d'uscita. Fino a ora abbiamo avuto sfortuna. Poi aggiunse, pensieroso, Non credo che noialtri viviamo cos chiusi in noi stessi.
Dopo un attimo di silenzio, Laws disse, Brutto figlio di puttana.
Perch, non potrebbe essere cos?
Forse.
Lei compreso.
No, grazie.
Laws, disse Hamilton, lei cinico e nevrotico, ma anche una persona dotata di un sano realismo, come me. E come Marsha, e McFeyffe, e David Pritchet. Penso che possiamo considerarci lontani da questo genere di fantasie.
Che cosa intende dire, signor Hamilton? domand la signora Pritchet, preoccupata. Non capisco.
Non mi aspettavo che lo facesse, ribatt Hamilton. Lasciamo perdere.
Interessante, comment McFeyffe. Forse hai ragione. Sono d'accordo su di me, su Laws e sul ragazzo, ma non su Marsha. Mi dispiace, cara signora Hamilton.
Pallida, Marsha disse, Non te ne sei dimenticato, vero?
Per me quello un mondo di fantasia bello e buono.
Lo anche per me, replic Marsha, secca. Le persone come te...
Ma di che stanno parlando? chiese Laws ad Hamilton.
Non ha importanza, rispose Hamilton, infastidito. l. Forse ne ha. Di che si tratta?
Marsha rivolse un'occhiata al marito. Non mi vergogno di parlarne davanti a voi. McFeyffe lo ha gi reso di pubblico dominio.
Dovevo farlo, ribatt McFeyffe, imperturbabile. Ne andavano di mezzo le nostre vite.
Marsha stata accusata di essere comunista, spieg Hamilton. stato McFeyffe a raccogliere le prove. Che naturalmente sono un cumulo di assurdit.
Laws riflette. Potrebbe essere una cosa seria. Non mi piacerebbe ritrovarmi in quel tipo di fantasia.
Non ci si ritrover, lo rassicur Hamilton. Sul volto scuro di Laws si disegn una smorfia fredda e amara. Lei mi ha gi rovinato una volta, Jack.
Mi dispiace.
No, lo contraddisse l'altro. Probabilmente aveva ragione lei. Non mi sarebbe piaciuto il profumo di una fabbrica di saponette. Non a lungo, almeno. Per... Si strinse nelle spalle. Per come stanno le cose lei ha torto marcio. Finch non usciamo da questo casino... Si interruppe. Dimentichiamo il passato e occupiamoci del presente. Ci sono un sacco di cose da fare.
Un'ultima cosa, disse Hamilton. Poi potremo dimenticarlo.
Che cosa?
Grazie per avermi tirato fuori dalle scale.
Laws si concesse un sorriso fugace. Non c' di che. Certo che non aveva un bell'aspetto, accucciato su quel gradino. Credo che sarei sceso comunque, anche a rischio di non tornare pi su. Non avrei scommesso un centesimo su di lei. Non dopo aver visto quello che c'era in fondo alle scale.

Marsha si diresse verso la cucina dicendo, Vado a mettere su il caff. Qualcuno vuole mangiare qualcosa?
Io ho una fame da lupi, rispose subito Laws. Sono venuto direttamente qui da San Jos appena scomparsa la fabbrica di saponette.
Che cosa c' al suo posto? domand Hamilton mentre si trasferivano tutti in cucina dietro a Marsha.
Qualcosa che non sono riuscito a capire. Una specie di fabbrica dove si producono oggetti per stringere, come pinze e tenaglie, simili a strumenti chirurgici. Ne ho presi un paio e li ho esaminati a lungo, ma non sono stato in grado di stabilire quale potesse esserne l'uso.
Mai visto niente del genere?
Nel mondo reale mai. Dev'essere qualcosa che la signorina Reiss ha intravisto chiss dove, senza nemmeno sapere bene a che cosa servisse.
Strumenti di tortura, ipotizz Hamilton.
probabile. Naturalmente sono scappato da l a gambe levate e ho preso il primo autobus che ho trovato.
Marsha sal su una piccola scala a pioli e apr l'armadietto sopra il lavello. Che ne direste di un po' di pesche sciroppate? domand.
Ottimo, disse Laws. Qualsiasi cosa, purch subito.
Marsha allung la mano verso il barattolo, ma quello scivol dalla mensola, rotol in avanti e le cadde pesantemente sul piede. Lei si ritrasse con un gemito di dolore mentre un secondo barattolo scivolava gi e, dopo essersi fermato per un attimo sul bordo dell'armadietto, precipitava a terra. Marsha lo evit con un rapido spostamento del corpo.
Chiudi l'armadietto disse subito Hamilton, in tono deciso. Poi lui stesso, senza salire sulla scaletta, allung la mano e lo richiuse con violenza. Il rumore soffocato degli altri barattoli che urtavano contro lo sportello di legno dur ancora per qualche secondo, poi cess.
Un incidente, disse la signora Pritchet in tono fatuo.
Cerchiamo di vedere la cosa in modo razionale, disse Laws. Sono cose che capitano.
Ma questo non il mondo regolare, precis Arthur Silvester. Questo il mondo della signorina Reiss.
E se fosse capitato alla signorina Reiss, conferm Hamilton, lei non lo avrebbe considerato un incidente.
Allora stato intenzionale? chiese debolmente Marsha, chinata a massaggiarsi il piede dolorante. Quel barattolo di pesche...
Hamilton raccolse il barattolo e lo apr con l'apriscatole. Bisogner essere molto prudenti. D'ora in poi dobbiamo considerarci tutti a rischio di incidenti. E di vendette. Al primo assaggio della sua porzione di pesche sciroppate, Laws fece una smorfia e allontan immediatamente il piatto. Capisco quello che intende dire.
Hamilton fece un assaggio guardingo. Non sent, come si aspettava, il sapore zuccherino della frutta sciroppata, ma un gusto acido e metallico che lo fece quasi vomitare e che lo costrinse a sputare il boccone nel lavandino. Acido, disse con voce strozzata. Veleno, ribatt con calma Laws. Dovremo guardarci anche da quello.
Forse il caso di fare un elenco, propose nervosamente la signora Prtchet. Dovremmo cercare di scoprire in che modo funzionano le cose.
Buona idea, convenne Marsha, rabbrividendo. Cos non avremo sorprese. Si rimise la scarpa sul piede indolenzito e si diresse zoppicando verso suo marito. Tutto ci che pu essere potenzialmente pericoloso...
Mentre stavano rientrando in soggiorno, le luci si spensero e la stanza piomb nel buio.
Bene, disse Hamilton con calma, ecco un altro incidente. Si fulminata la lampadina. C' qualcuno che disposto a cambiarla?
Nessuno si offr volontario.
Lasciamo perdere, decise allora Hamilton. Non ne vale la pena. Me ne occuper io domani mattina, alla luce del giorno.
E se si fulminano tutte? domand Marsha. Una buona domanda, ammise Hamilton. Posso risponderti cos: faremo di tutto, immagino, per procurarci delle candele e ogni altra fonte di luce autonoma, come torce, accendini e fiammiferi.
Povera donna, mormor Marsha. Ma pensateci... ogni volta che c' una mancanza di corrente lei se ne sta seduta al buio in attesa che qualche mostro la aggredisca. Sempre convinta che tutto ci faccia parte di chiss quale complotto ai suoi danni.
Proprio quello che stiamo pensando di fare adesso, [osserv acido McFeyffe.
Infatti, disse Laws. Ma questo il suo mondo, e [quando la luce va via...
Nell'oscurit della stanza squill il telefono.
Anche il telefono, disse Hamilton. Cosa credete che pensi, quando squilla il telefono? Sar meglio che facciamo uno sforzo di immaginazione: che significa per un paranoico un telefono che suona?
Immagino che dipenda dal tipo di paranoia, osserv Marsha.
Ovviamente in questo caso penserebbe che un tentativo per attirarla nell'oscurit con chiss quali scopi, perci noi non risponderemo.
Attesero. Il telefono smise ben presto di squillare. Tutti i sette tornarono a respirare normalmente.
meglio restare in cucina, disse Laws, facendo dietro front. L non dovrebbe succederci niente; un luogo caldo e accogliente.
Una specie di fortezza, concluse Hamilton senza convinzione.
Quando Marsha cerc di mettere in frigorifero il secondo barattolo di pesche, lo sportello non si apr. Lei continu stupidamente a forzare la maniglia bloccata, tenendo il barattolo con l'altra mano, finch non giunse Hamilton ad allontanarla con dolcezza.
Sono solo un po' nervosa, mormor la donna. Magari funziona alla perfezione, solo che qualche volta si incastra.
Qualcuno di voi lo ha acceso? chiese la signora Pritchet indicando il tostapane che ronzava sul piccolo tavolo della cucina.
Hamilton lo esamin. Dopo avere inutilmente trafficato i con il termostato, ci rinunci e stacc il cavo. La resistenza si spense lentamente.
Di che cosa possiamo fidarci? domand sgomenta la signora Pritchet.
Di niente, rispose Hamilton.
tutto cos... grottesco, si lagn Marsha.
Soprappensiero, Laws apr il cassetto a fianco dell'acquaio. Potremmo avere bisogno di protezione. Cominci a frugare in mezzo alla posateria finch non trov ci che cercava, un grosso coltello d'acciaio per bistecche con il manico robusto. Mentre le sue dita stavano per richiudersi su di esso, Hamilton fece un passo avanti e lo blocc.
Sia prudente, lo ammon. Si ricordi del barattolo di pesche.
Ma ci serve, reag irritato Laws. Ignor Hamilton e afferr il coltello. Anch'io voglio qualcosa con cui difendermi; non una pistola, quella che sporge sotto la sua giacca?
Per un attimo il coltello rimase nel palmo della sua mano. Poi, quasi fosse dotato di vita propria, schizz via vibrando e punt direttamente verso lo stomaco del negro. Laws lo evit con uno scarto improvviso e il coltello and a piantarsi sul pannello dell'acquaio. Rapido come un lampo, Laws alz il piede e lo cal sulla maniglia, che si ruppe con uno schianto metallico; la mezza lama conficcata nel legno continu a fremere impotente per qualche secondo.
Visto? disse Hamilton, secco. La signora Pritchet, debolissima, ebbe un capogiro.
Mio Dio, esclam con voce fioca, accasciandosi su una sedia. Che ne sar di noi? Poi cominci a gemere sommessamente.
Marsha si affrett a prendere un bicchiere dalla credenza e and verso il rubinetto. Le porto subito un bicchier d'acqua, signora Pritchet.
Ma il liquido che usc dal rubinetto non era acqua: era sangue, caldo, denso e rosso.
La casa, disse debolmente Marsha, chiudendo il rubinetto. Nell'acquaio smaltato si era formata una pozza scura di sangue che rifluiva lentamente verso lo scarico. La casa viva.
Non c' dubbio, annu Hamilton. E noi ci siamo dentro.

Penso che siamo tutti d'accordo, disse Arthur Silvester. Bisogna assolutamente uscire. La domanda : possiamo farlo?
Hamilton and alla porta sul retro e prov il chiavistello. Era chiuso. Tir con tutte le sue forze ma non riusc ad aprirlo. Non da questa parte, rifer agli altri.
Quello si blocca spesso, disse Marsha. Proviamo dalla porta principale.
Ma questo significa passare attraverso il soggiorno, fece notare Laws.
Lei ha qualche idea migliore?
No, ammise Laws. A parte un suggerimento: qualunque cosa dobbiamo fare, facciamola subito.
In fila indiana tutti e sette si diressero con molta prudenza verso il soggiorno immerso nell'oscurit. Hamilton era in testa alla fila; il fatto di sapere che si trovava in casa sua gli dava, in qualche modo, un po' di coraggio. Forse, ma era solo una speranza assurda, gli sarebbe stato riservato un trattamento di favore.
Dal radiatore del corridoio fuoriusciva un ronzio ritmico. Hamilton si ferm e si mise ad ascoltare. L'aria che ne usciva era calda... e fragrante! Non l'aria inerte e malsana di un congegno meccanico, ma il tepore intimo, corporale, generato da un organismo vivente. La caldaia sistemata in cantina stava respirando. L'aria si muoveva avanti e indietro, man mano che la creatura-casa inspirava ed espirava.
E... maschio o femmina? chiese Marsha.
Maschio, rispose McFeyffe. La signorina Reiss ha paura degli uomini.
L'aria che usciva dal radiatore emanava un sapore intenso di sigaro, di birra stantia e di sudore maschile. Quel fastidioso miscuglio di odori che la signorina Reiss aveva sicuramente sentito sugli autobus, negli ascensori, nei ristoranti. Quel tanfo pungente di aglio degli uomini di mezza et.
Forse l'alito del suo fidanzato, ironizz Hamilton, ; quando la bacia sul collo.
Marsha rabbrivid. Deve essere ossessionata da quell'odore.
A questo punto, probabilmente, l'intero impianto elettrico della casa era diventato un sistema neurologico che trasmetteva gli impulsi nervosi della creatura-casa. Perch no? Nei tubi dell'acqua scorreva il suo sangue, mentre i condotti del riscaldamento portavano l'aria fino ai suoi polmoni, gi in cantina. Attraverso la finestra del soggiorno Hamilton poteva vedere le piante di edera rampicante che Marsha aveva faticosamente fatto arrivare fino al tetto. Nel buio della notte l'edera non era pi verde, ma di un marrone scuro.
Come capelli. Come i capelli folti e pieni di forfora di un anziano uomo d'affari. L'edera ondeggiava appena al vento, un brivido sinistro che faceva piovere sul prato frammenti di gambi e di foglie.
Sotto i piedi di Hamilton il pavimento cominci a fremere. All'inizio non se ne accorse nemmeno; solo quando la signora Pritchet se ne usc con gemito soffocato, si rese conto dell'impercettibile movimento.
Si pieg e tocc il pavimento con il palmo della mano. Le mattonelle erano calde... come carne umana.
Anche le pareti lo erano. E la superficie non era dura; non si sentiva al tatto la consistenza solida, compatta del legno, dell'intonaco, della vernice o della carta da parati... ma una struttura morbida, che cedeva leggermente sotto la pressione delle mani.
Forza, disse Hamilton a denti stretti. Muoviamoci. Un passo dopo l'altro, come animali in trappola, i sette attraversarono il soggiorno buio. Sotto i loro passi il tappeto si muoveva incessantemente. Tutti avvertivano con chiarezza la presenza minacciosa che li circondava, una presenza viva, irrequieta, che ondeggiava e sussultava, e sembrava animata da una rabbia incontenibile.
Fu un viaggio nell'oscurit che sembr non finire mai. Da ogni parte era tutto un agitarsi incessante di lampade e libri. A un certo punto la signora Pritchet emise un urlo stridulo di terrore; il cavo del televisore si era annodato intorno alla sua caviglia. Bill Laws la liber strappandolo con un gesto fulmineo, e il cavo spezzato, ormai innocuo, continu a dimenarsi furiosamente dietro di loro.
Siamo quasi arrivati, disse Hamilton alle forme indistinte che lo seguivano. Riusciva gi a distinguere la porta e la maniglia, e cominci ad allungare la mano. Pregando in silenzio continu ad avanzare; tre passi, due passi, un solo passo da percorrere ancora...
Gli sembr di trovarsi in cima a una salita.
Sbalordito, ritir la mano. Era su un ripido pendio e stava gi scivolando all'indietro. All'improvviso si ritrov a precipitare scompostamente; agit le mani cercando senza riuscirci di recuperare l'equilibrio. Tutti e sette caddero verso il centro della stanza, rimbalzando fin quasi al corridoio. La casa era completamente buia; si era spenta anche la luce della cucina, e c'era solo il bagliore tremolante delle stelle al di l della finestra, puntolini luminosi e lontani.
il tappeto, esclam Bill Laws in un sussurro quasi incomprensibile, Ci sta... risucchiando all'indietro, come se fosse una lingua!
Sotto di loro il tappeto ebbe uno strattone violento. Una superficie calda, spugnosa, che gi si stava inumidendo. Hamilton si raddrizz come pot, and a sbattere contro una parete e si ritrasse all'istante. La parete stava secernendo una bava densa e vischiosa, come una bocca avida che avesse l'acquolina per il pasto imminente.
La creatura-casa si stava preparando a divorarli.
Allora Hamilton ader alla parete e prov ad aggirare il tappeto. Ma gli angoli del tappeto si misero a brancolare nel tentativo di afferrarlo mentre lui, tremante e madido di sudore, puntava verso la porta. Un passo. Due. Tre. Quattro. I suoi compagni lo seguirono... ma non tutti.
Dov' Edith Pritchet? chiese Hamilton.
sparita, rispose Marsha. rotolata fino al corridoio.
Nella gola, giunse la voce di Laws.
Invece noi siamo nella bocca, disse debolmente David Pritchet.
La carne umida e calda della bocca della creatura si gonfiava e premeva contro il corpo di Hamilton. Il solo contatto gli provoc dei brividi di repulsione, ma con un ultimo sforzo allung concitatamente la mano verso la maniglia, concentrandosi su quel piccolo pomo metallico rilucente. Questa volta riusc ad afferrarla e con uno strattone la spalanc. Tutti fissarono ansimanti l'immagine della notte che si stagliava nel riquadro della porta. Le stelle, la strada, le case buie sull'altro lato, gli alberi che ondeggiavano al vento... e l'aria fredda, pungente.
Ma fu solo un attimo. Senza preavviso la porta cominci a diminuire, o forse furono le pareti che si dilatarono, schiacciandola, fino a lasciare una piccola apertura; le pareti si erano richiuse come labbra, tagliandoli fuori da ogni possibilit di fuga.
Dalle loro spalle, dal corridoio, il tanfo rancido di aglio della creatura li avvolse. La lingua fremeva, ingorda, e le pareti trasudavano saliva. Nel buio che lo avvolgeva, Hamilton sentiva le urla stridule, terrorizzate e impotenti, dei suoi compagni; le ignor e cerc di infilarsi con le mani e con le braccia in quella minuscola cavit che era stata la porta principale. Sotto di lui il pavimento cominci a sollevarsi, mentre il soffitto prese a scendere lentamente, inesorabilmente; si muovevano all'unisono, con ritmica precisione, e fra breve si sarebbero incontrati.
Sta masticando, rantol Marsha, che era accanto a lui nell'oscurit.
Hamilton scalci con tutta la forza che gli rimaneva. Fece forza con la spalla contro la porta chiusa, e spinse, colp, graffi e lacer la carne morbida. Vi affond le mani e ne strapp via brandelli di materia organica.
Aiutatemi! grid agli altri che si affollavano dietro di lui. Bill Laws e Charley McFeyffe emersero dalla pozza di saliva e cominciarono anche loro ad accanirsi freneticamente sulla porta. Apparve un'apertura, e con l'aiuto di Marsha e di David Pritchet riuscirono ad allargarla fino ad avere un buco di forma circolare.
Fuori, disse in un ringhio Hamilton, spingendo sua moglie. Marsha atterr sul portico e rotol via. Adesso lei, disse allora Hamilton, rivolto a Silvester. Anche il vecchio venne sospinto fuori senza troppi complimenti; dopo di lui tocc a Laws, e infine a McFeyffe. Hamilton si guard rapidamente intorno e non vide pi nessuno, oltre a se stesso e a David Pritchet. Il pavimento e il soffitto si erano praticamente quasi uniti, e non c'era pi tempo da perdere per preoccuparsi di Edith Pritchet.
Infilati l dentro, rantol, e fece passare al ragazzo attraverso lo squarcio palpitante. Poi, piegandosi tutto, riusc a infilarsi anche lui. Dopo un attimo il soffitto e il pavimento si incontrarono, e nel momento del contatto si sent un rumore sordo, che si ripet pi volte.
La signora Pritchet, che non ce l'aveva fatta ad uscire, era diventata cibo per quella creatura.
I superstiti si raccolsero nel cortile, ormai al sicuro dalla casa. Nessuno parl; rimasero tutti a fissare in silenzio il metodico contrarsi ed espandersi di quel mostro. Stavano iniziando i processi digestivi. Dopo un po' il movimento cess. La casa fu attraversata da un ultimo sussulto di attivit spasmodica, poi tacque.
Le tapparelle delle finestre calarono con un fruscio soffocato, formando delle ombre opache sulla facciata.
Sta dormendo, disse Marsha in tono incolore.
Oziosamente, Hamilton si domand che cosa avrebbero detto i netturbini quando fossero venuti l'indomani a raccogliere la spazzatura. Sul portico anteriore avrebbero trovato un mucchietto di ossa bianche ben spolpate; le avrebbero raccolte, messe nel camion tritarifiuti e gettate via. Insieme, forse, a qualche bottone e a qualche gancio metallico.
fatta, comment Laws.
Hamilton si diresse verso la macchina. Sar un vero piacere ucciderla, afferm.
No, non in macchina, lo mise in guardia Laws. Non possiamo fidarci.
Hamilton si ferm. Andremo da lei a piedi, disse dopo un attimo di riflessione. Cercher di farla uscire; se riusciamo ad attirarla fuori senza entrare in casa sua...
Probabilmente sar gi fuori, disse Marsha. Forse tutto questo agisce anche contro di lei. Forse gi morta. Magari il suo appartamento l'ha divorata appena entrata in casa.
Non morta, puntualizz ironicamente Laws. Altrimenti noi non saremmo ancora qui.
Una figura sottile emerse dall'oscurit del garage. Proprio cos, afferm una voce tranquilla, priva di tono. Una voce familiare. Sono ancora viva.

Hamilton si affrett a estrarre dalla tasca la sua 45, ma mentre con il dito armeggiava sulla sicura gli venne in mente una cosa curiosa. Lui non aveva mai visto n usato pistole in vita sua. Nel mondo reale non ne possedeva. Quella pistola aveva fatto la sua comparsa nel mondo della signorina Reiss: faceva parte della sua vita e della sua personalit. Della sua patologica, tetra fantasia.
Si salvata? chiese Bill Laws alla signorina Reiss.
Sono stata l'unica cos furba da non entrare in casa, giunse la sua risposta. Mi sono resa conto di quello che avevate architettato appena ho messo piede sul tappetino d'ingresso. Nella sua voce c'era una sfumatura esaltata di trionfo. Non siete cos in gamba come credevo.
Mio Dio, disse Marsha. Ma noi non abbiamo mai...
Volevate uccidermi, non cos? le chiese la signorina Reiss. Tutti voi, il gruppo al completo. Era da tempo che stavate cospirando contro di me, vero?
vero, ammise francamente Hamilton. cos. Joan Reiss scoppi a ridere. Una risata strozzata, metallica. Lo sapevo. E non ha paura di venirmelo a dire in faccia?
Signorina Reiss, disse Hamilton, vero che abbiamo cospirato per ucciderla, ma anche vero che non possiamo farlo. Non c' un solo essere umano in questo mondo di follia che possa metterle un dito addosso. Sono quegli orrori dai quali ossessionata che....
Ma voi, lo interruppe la donna, non siete esseri umani.
Che cosa? disse Arthur Silvester.
Certo che non lo siete. L'ho capito nello stesso istante in cui vi ho visto, quel giorno al bevatrone. per questo che siete tutti sopravvissuti alla caduta; era un ovvio tentativo di attirarmi l e di eliminarmi. Ma io non sono morta. Joan Reiss fece un sorriso. Ho diverse frecce al mio arco.
Misurando le parole, Hamilton le domand, Ma se non siamo esseri umani, allora che cosa siamo?
In quel momento Bill Laws si mosse. Si sollev ronzando dall'erba umida e punt verso la figura esile e minuta di Joan Reiss. Con le ali spiegate, due ali membranose e ricoperte da un velo di polvere, svolazz rumorosamente nel buio della notte. Prese la mira con assoluta precisione, e le fu sopra prima ancora che lei potesse emettere un grido o fare un solo movimento.
Quello che fino a poco prima era stato, o almeno era sembrato, un essere umano, si era trasformato in un'entit dal corpo chitinoso diviso in diversi segmenti, che ormai aveva avvolto con le ali la sua vittima, ignorando la sua debole reazione. La parte posteriore allungata della creatura si contorse e con un colpo secco infil il pungiglione velenoso della coda nel corpo della donna, tenendo velo a lungo. Alla fine, soddisfatta, lo ritrasse. Poi, poco a poco, gli artigli ticchettanti mollarono la presa e Joan Reiss cadde a terra ginocchioni e rimase l faccia a terra, rantolando nell'erba bagnata.
Scapper via strisciando, disse subito Arthur Silvester, che si lanci sul corpo rattrappito e lo rigir sul dorso. Poi, con grande rapidit ed efficienza, spruzz del cemento a presa rapida attorno ai fianchi ossuti della donna; infine la rigir ancora e la avvolse strettamente con una robusta rete di filamenti. Quando ebbe finito, l'insetto allungato che era stato Bill Laws la afferr di nuovo con gli artigli e la tenne sollevata, mentre lei si agitava debolmente nel suo bozzolo; Silvester srotol un altro filamento, lo fece passare sopra un grosso ramo, lo assicur al corpo della donna e la tir su. Dopo un attimo la figura semiparalizzata di Joan Reiss penzolava dal ramo avvolta nel suo involucro di fili vischiosi, gli occhi spalancati, la bocca leggermente aperta, dondolando appena al vento notturno.
Dovrebbe bastare, disse Hamilton soddisfatto.
Sono contenta che non l'abbiate uccisa, disse Marsha, con una nota di sadica crudelt. Cos potremo divertirci un po' con lei... Non c' pi niente che possa farci, ormai.
Comunque alla fine dovremo ucciderla, osserv McFeyffe. Dopo che ci saremo divertiti.
Ha ucciso mia madre, esclam David con voce stridula e prima che qualcuno potesse fermarlo si lanci in avanti, prese la rincorsa e salt addosso al bozzolo dondolante. Protese un tubo nutritivo, scost gli strati di filamenti, lacer il vestito e si attacc avidamente al corpo pallido della donna, penetrando all'istante in profondit nella carne umida e cedevole. Dopo un po' si lasci ricadere al suolo, sazio e rigonfio, lasciando dietro di s soltanto un involucro secco e disidratato.
La donna non era ancora morta, ma non avrebbe resistito a lungo. I suoi occhi sgranati fissavano il gruppo con un'espressione di muto dolore. Aveva perso quasi del tutto coscienza, e in lei rimaneva solo una fioca scintilla di personalit. I sette assistettero con un misto di piet e di sollievo agli ultimi secondi della sua agonia.
Se lo meritato, disse Hamilton in tono incerto. Adesso che era tutto finito, cominciava ad avere dei dubbi. Accanto a lui l'insetto chitinoso e segmentato che era Bill Laws annu.
Ma certo. La sua voce era uno stridio sommesso e ronzante. Basta vedere quello che ha fatto alla signora Pritchet.
Non vedo l'ora di andarmene da questo mondo, disse Marsha. E di tornare al nostro.
E di recuperare il nostro aspetto normale, aggiunse Hamilton, con un'occhiata sgomenta ad Arthur Silvester. Che cosa intende dire? gli chiese Bill Laws. Non capisce, rispose Silvester con una sfumatura di freddo divertimento. Questo il nostro aspetto normale. Hamilton, solo che fino a ora non mai emerso. Poi concluse, almeno non si mai reso visibile a noi.
Laws fece una risatina chioccia. Lo ascolti, Silvester. Sentiamo come la pensa. Quanto a lei, Hamilton, proprio un tipo interessante.
Forse vale la pena di ascoltarlo fino in fondo, propose Arthur Silvester.
Teniamolo d'occhio, convenne Laws. Restiamo vicino a lui e ascoltiamo quello che dice. E vediamo anche che cosa in grado di fare.
Atterrito, Hamilton disse, Uccidiamola e mettiamo fine a tutta questa storia... voi fate parte della sua follia e non ve ne rendete nemmeno conto.
Chiss quanto veloce a scappare, disse Arthur Silvester, quasi parlando fra s e s, mentre si avvicinava lentamente ad Hamilton.
Stia lontano da me, disse Hamilton allungando la mano verso la pistola.
E sua moglie, aggiunse Silvester. Perch non ci divertiamo anche con lei?
La voglio io, intervenne avidamente David Pritchet. Lasciatela a me. Se volete, potete tenermela ferma, per evitare che...
Silenziosamente appesa dentro il suo bozzolo, la signorina Reiss mor in quel momento senza un rumore. E senza un rumore il mondo attorno a loro si dissolse in un pulviscolo di particelle impazzite.
Esausto ma sollevato, Hamilton prese sua moglie e la abbracci. Grazie a Dio, disse. Ne siamo usciti.
Marsha si strinse a lui. Appena in tempo, eh? Il mondo era un turbinio di ombre; Hamilton attese con pazienza. Sapeva che li aspettava il dolore, quando si fossero ritrovati ancora una volta distesi scompostamente in mezzo ai rottami, sul pavimento del bevatrone. Erano tutti feriti: sarebbe seguito un periodo di sofferenza, poi la lenta guarigione, lunghi giorni vuoti in ospedale. Ma ne sarebbe valsa la pena. Su questo non c'era dubbio.
Le nuvole si diradarono. Non si trovavano nel bevatrone.
Ci siamo di nuovo, disse McFeyffe preoccupato, mentre si alzava dal prato umido e si aggrappava alla ringhiera del portico.
Ma non possibile, disse stupidamente Hamilton. Non rimasto pi nessuno. Siamo passati attraverso tutti i mondi possibili.
Ti sbagli, ribatt McFeyffe. Scusami, Jack, ma te lo avevo detto. Ti avevo messo in guardia contro di lei e tu non hai voluto darmi retta.
Parcheggiata lungo il marciapiede, proprio di fronte a casa, sua c'era una minacciosa macchina nera. Gli sportelli si spalancarono e dal sedile posteriore scese una grossa figura che attravers il prato con passo rapido e ondeggiante e si diresse verso Hamilton. La seguivano alcuni uomini massicci, dalla faccia arcigna, che indossavano cappotto e cappello e tenevano le mani infilate minacciosamente nelle tasche.
Eccoti qua, grugn l'uomo corpulento. Va bene, Hamilton. Vieni con noi.
Sulle prime Hamilton non lo riconobbe. Il volto di quell'uomo era una massa di tessuto molle, con il mento rincagnato e gli occhietti porcini affondati nel grasso. Le sue dita, quando si chiusero senza complimenti sul braccio di Hamilton, erano artisti carnosi. L'uomo emanava un lezzo insopportabile di acqua di colonia costosa ma irrancidita, e di sangue.
Come mai non eri al lavoro, ieri? latr il grassone. Mi dispiace per te, Jack. Conoscevo tuo padre.
Abbiamo saputo del vostro picnic, aggiunse uno dei suoi scagnozzi.
Tillingford, esclam Hamilton, sbalordito. proprio lei?
Il dottor Guy Tillingford, il grasso capitalista con le mani sporche di sangue, gli rivolse un'occhiataccia, poi si volt e trotterell verso la Cadillac parcheggiata. Portatelo via, ordin ai suoi uomini. Io devo tornare ai laboratori della Epidemic Development Agency. Abbiamo delle nuove colture batteriche da sperimentare. Lui sar un'ottima cavia.
CAPITOLO QUINDICESIMO

La morte incombeva pesantemente nel buio gelido della notte. Nell'oscurit davanti a loro un grande organismo corroso stava morendo. Frammentata e spaccata, la massa raggrinzita emetteva penosamente fluidi corporali sul cordolo e sul marciapiede; tutt'intorno si stava gi formando una pozza di liquame scintillante, che si espandeva e gorgogliava.
Per un attimo Hamilton non riusc a identificarla. Mentre la guardava, la massa ebbe un leggero sussulto e si rigir su un fianco. La luce delle stelle pulsava debolmente sui finestrini scheggiati. Come legno fradicio, il guscio rigonfio della macchina si contrasse e collass. La cappotta si spacc sotto i suoi occhi come un uovo, e ne fuoriuscirono pezzi arrugginiti che si sparsero dappertutto, sprofondando nella chiazza di olio, acqua, benzina e liquido dei freni.
Per un attimo la struttura massiccia della vettura fu animata da un barlume di solidit: poi, con un ultimo gemito di protesta, i resti del motore sfondarono il pianale corroso e caddero sull'asfalto. Il blocco motore si spacc in due e cominci a disgregarsi metodicamente in un'infinit di frammenti informi e smussati.
Ecco qui, disse l'autista di Tillingford, rassegnato. Anche questa partita.
Tillingford guard con tristezza il rottame che era stata la sua Cadillac, mentre una furia impotente si impadroniva visibilmente di lui. Tutto si sfascia, disse, sferrando con cattiveria un calcio ai resti della macchina; la Cadillac ebbe un ultimo sussulto, cercando di riassestarsi in una informe accozzaglia di metallo, ma poi cedette di schianto scomparendo nelle ombre della notte.
Ormai del tutto inutile, disse uno degli uomini di Tillingford. Tanto vale lasciarla qui.
Avremo qualche problema, per arrivare fino all'impianto, afferm Tillingford, scrollandosi gocce nere di olio dal risvolto dei calzoni. Dobbiamo attraversare un distretto operaio.
Potrebbero avere eretto delle barricate sull'autostrada, conferm il suo autista. In quel buio quasi totale era impossibile distinguere gli scagnozzi l'uno dall'altro, e ad Hamilton sembravano tutti uguali: colossi tarchiati dal portamento tedesco, e dai volti brutali e inespressivi.
Quanti uomini abbiamo qui? chiese Tillingford.
Trenta, rispose uno.
meglio accendere una torcia, propose, ma senza particolare convinzione, un altro. Con questo buio non riusciremmo nemmeno a vederli, quando si muovono.
Facendosi largo a gomitate, Hamilton raggiunse il dottor Tillingford. Ma state facendo sul serio? gli domand con voce roca. I suoi uomini credono davvero che....
Si interruppe quando un mattone si infranse sui rottami della Cadillac. Tra le ombre si intravidero delle forme indistinte correre via e nascondersi.
Capisco, disse allora, spaventato. Adesso gli era tutto pi chiaro.
Mio Dio, esclam Marsha con voce sommessa. Come faremo a sopravvivere?
Forse non ci riusciremo, rispose suo marito.
Un secondo mattone sibil attraverso l'oscurit. Marsha, impaurita, si abbass e corse verso Hamilton. Per poco non mi colpiva. Siamo proprio in mezzo; da un momento all'altro si massacreranno.
Peccato che non l'abbia colpita, disse con calma Edith Pritchet. In tal caso saremmo gi usciti da questo mondo.
Atterrita, Marsha emise un grido sommesso di disperazione. Attorno a lei i volti degli altri componenti del gruppo erano maschere pallide appena illuminate dal bagliore della torcia. Voi lo credete tutti. Credete che io sia... comunista.
Tillingford si volt di scatto e sulla sua faccia abietta e volgare si disegn un'espressione di terrore isterico. Esatto; me ne ero dimenticato. Eravate tutti a un picnic del Partito.
Hamilton accenn a una protesta, ma la stanchezza lo sopraffece. Che importanza aveva? Probabilmente, in quel mondo, loro avevano veramente partecipato a un picnic del Partito Comunista, una riunione progressista a base di danze popolari, canzoni della Spagna franchista, slogan, discorsi e petizioni. Be', disse con dolcezza rivolto a sua moglie, abbiamo fatto tutta questa strada, attraverso tre mondi, per arrivare fino a questo.
Che vuoi dire?
Avrei preferito se me lo avessi detto.
Gli occhi di Marsha si accesero. Allora non mi credi neanche tu? Nel buio la sua mano snella e pallida scatt verso l'alto; Hamilton sent un dolore bruciante sul viso, e intorno a lui fu tutto un turbinio di scintille. Ma il risentimento di sua moglie dur un attimo. Non vero, afferm con voce disperata.
Strofinandosi la guancia dolorante e rigonfia, Hamilton disse, interessante, per. Dicevamo che non lo avremmo saputo finch non ci fossimo trovati dentro la testa di una persona. Adesso ci siamo, cos come siamo stati dentro la testa di Arthur Silvester, di Edith Pritchet e di Joan Reiss e...
Se la uccidiamo, lo interruppe Silvester con voce atona, ne usciremo.
E torneremo al nostro mondo. aggiunse McFeyffe.
State lontani da lei! li minacci Hamilton. Gi le mani da mia moglie.
Ma il gruppo aveva formato un cerchio ostile e sempre pi ristretto attorno a loro due. Per un po' nessuno si mosse; le sei figure erano rigide per la tensione, le loro braccia tese lungo i fianchi, pronte a scattare. Poi Laws scroll le spalle e si rilass. Volt le spalle e si allontan. Lasciamo perdere, disse da sopra la spalla. Che ci pensi Jack a risolvere la situazione. In fondo un problema suo.
Marsha cominci ad ansimare ritmicamente. tutto cos orribile... Non riesco a capire. Scosse la testa, disperata. Non ha senso.
Altre pietre stavano piovendo addosso a loro. Le ombre sembravano muoversi, e si udivano dei suoni deboli e cadenzati, che crebbero di intensit fino a trasformarsi in cantilene discordi. Tillingford li ascoltava anche lui, con un'espressione amara e crudele sul viso da mastino.
Li senti? chiese ad Hamilton. Sono l fuori, si nascondono nel buio. Adesso il viso da mastino tradiva un odio viscerale. Bestie.
Dottore, protest Hamilton. Non creder sul serio a una cosa del genere? Ma che le prende? Non da lei, comportarsi cos.
Senza degnarlo di un'occhiata, Tillingford gli disse, Vattene dai tuoi amici rossi l fuori.
La pensa davvero cos?
Tu sei comunista, disse Tillingford con voce piatta. Tua moglie comunista. Siete dei rifiuti umani. Per te non c' posto nella mia ditta, non c' posto della societ umana. Vattene da loro e restaci! Dopo un momento aggiunse, Tornatevene al vostro picnic comunista.
Ha intenzione di combatterli? gli domand Hamilton.
Naturalmente.
Vuole veramente cominciare a sparare? Vuole davvero uccidere quegli uomini l fuori?
Se non lo facciamo, rispose Tillingford, con una logica stringente, saranno loro a uccidere noi. Cos vanno le cose, non colpa mia.
Questa storia non pu durare, disse disgustato Laws ad Hamilton. Sono solo dei fantocci che recitano in una commedia comunista di infimo livello. una parodia gi vista, minestra riscaldata: la Vita in America. Non riesce nemmeno a nascondere bene il mondo reale che c' dietro.
Lo scoppiettio secco di una mitragliatrice spezz improvvisamente il silenzio. Un gruppo di operai si era arrampicato sul tetto di una casa vicina e vi aveva montato quell'arma. Sbuffi di polvere di cemento grigia e scintillante si sollevarono sotto la raffica di pallottole. Tillingford si lasci cadere goffamente sulle ginocchia accanto ai resti della Cadillac, mentre i suoi uomini, correndo qua e l per cercare riparo, cominciavano a rispondere al fuoco. Dall'oscurit sbuc una bomba a mano; Hamilton cerc di proteggersi dall'esplosione, che sollev una colonna di fuoco e lo sbalz via, bruciacchiandogli la faccia. Quando il fumo si dirad, c'era una grossa buca piena di calcinacci, in mezzo ai quali si vedevano parecchi degli uomini di Tillingford con i corpi orribilmente martoriati.
Mentre Hamilton fissava istupidito i loro movimenti scomposti, Laws gli sussurr all'orecchio, Non le sembra che abbiano qualcosa di familiare? Li guardi bene.
Fra l'oscurit e la confusione, Hamilton non riusc a mettere a fuoco la scena con chiarezza, ma una di quelle figure inerti e martoriate aveva effettivamente un che di familiare. Perplesso, rest l a fissarla. Chi era quella persona stesa in mezzo ai detriti, mezza sepolta da frammenti di pavimentazione e da mucchietti di cenere ancora fumante?
lei, disse Laws.
Era proprio Hamilton. I contorni indistinti del mondo reale andavano e venivano dietro quella fantasia distorta. Come se lo stesso creatore della scena avesse dei dubbi esistenziali che non riusciva a risolvere. La superficie coperta di detriti non era la strada, ma il pavimento del bevatrone. C'erano anche altre figure familiari, sparse qua e l. Si muovevano appena, ed erano sul punto di tornare alla vita.
Alcuni medici e qualche tecnico camminavano con circospezione tra le rovine fumanti. Si muovevano piano, spostandosi con esasperante lentezza, un passo dopo l'altro, attenti a non esporsi. Erano discesi dalle case vicine fino al livello del suolo, e adesso si aggiravano furtivamente sulla strada sconnessa... ma era poi una strada? Adesso somigliava alla struttura del bevatrone, con le passerelle di sicurezza che scendevano fino all'impianto. E le fasce rosse al braccio degli operai ricordavano quelle della Croce Rossa. Confuso, Hamilton rinunci a cercare di decifrare quel sovrapporsi di luoghi e di forme.
Manca poco, disse con calma la signorina Reiss. Dopo il collasso del suo universo personale, lei era riemersa esattamente come era prima: una donna scialba con il suo lungo abitino di velluto a coste, gli occhiali con la montatura di corno e la preziosa borsetta stretta fra le mani. Questa costruzione un vero fallimento. Ma la precedente, quella s che era stata architettata bene.
Lei crede che l'ultima sia stata davvero convincente? le domand Hamilton, gelido.
Ma certo. All'inizio era quasi riuscita a ingannare anche me. Pensavo... Si interruppe e sorrise con una luce di intenso fanatismo negli occhi. Proprio un bel lavoro, sul serio. Per poco non l'ho scambiata per il mio mondo reale. Ma naturalmente, quando sono entrata nell'ingresso del mio appartamento e ho visto le lettere anonime sul tavolino, allora ho capito tutto.
Marsha scivol ginocchioni verso suo marito. Ma cosa c' che non va? gli chiese rabbrividendo. Sembra tutto cos nebuloso.
Siamo quasi alla fine, rispose la signorina Reiss con voce lontana.
In un anelito di speranza, Marsha si strinse al marito. vero? Stiamo per svegliarci?
Pu darsi, rispose Hamilton. Qualcuno dice di s.
... meraviglioso.
Ne sei sicura?
La donna fu colta da un accesso di panico. Certo che ne sono sicura. Odio questo posto... non lo sopporto. cos... cos strano. Cos triste e squallido.
Ne parleremo pi tardi. La sua attenzione era adesso rivolta a Tillingford; il grosso capitalista aveva radunato i suoi uomini e stava confabulando con loro a voce bassa e misurata.
Quei bastardi non si arrendono, gli disse all'orecchio Laws. Prima di andarcene da qui, assisteremo a uno scontro.
Tillingford aveva finito di discutere. Punt il pollice in direzione di Laws e disse, Impiccatelo. Cos ce lo togliamo di mezzo.
Laws fece una smorfia. Un altro nero da linciare. I capitalisti lo fanno sempre.
Incredulo, Hamilton per poco non scoppi a ridere. Tillingford per faceva sul serio, anzi non era mai stato cos serio. Dottore, gli disse allora Hamilton, spiccicando a fatica le parole, tutto questo esiste solo perch Marsha ci crede. Ma sta gi andando in pezzi: lei, la sua guerra, tutta questa stupida fantasia. Non reale... una illusione di Marsha. Mi dia retta!
E quel rosso, continu stancamente Tillingford, detergendosi la fronte sudicia con un fazzoletto di seta. Insieme alla sua puttanella, rossa anche lei. Fategli un bel bagno con la benzina, quando smetteranno di strepitare. Ma perch non siamo rimasti all'impianto? Almeno l saremmo stati al sicuro, per un po', e avremmo potuto studiare un piano di difesa pi efficace.
Come ombre spettrali, gli operai stavano strisciando attraverso le macerie. Esplosero altre granate, e l'aria si riemp di minuscoli frammenti di polvere e di detriti che piovvero silenziosamente verso il basso.
Guardate, esclam David, atterrito.
Nel cielo buio stavano prendendo forma delle grosse lettere. Macchie luminose dai contorni indistinti che poco per volta si trasformarono in parole, propaganda di sostegno gi in parte disintegrata, scribacchiata alla meglio nell'oscurit vuota della notte, a loro beneficio.
Stiamo arrivando.
Tenete duro.
Combattenti della pace.
Ribellatevi.

Davvero consolante, comment Hamilton, disgustato.
La cantilena discorde era cresciuta di tono. Il vento gelido trascinava ritornelli di canzoni cantate a squarciagola dal gruppo ancora quasi invisibile. Forse ci salveranno, disse esitante la signora Pritchet. Ma quelle orribili parole lass... mi sembrano tanto strane.
Gli uomini di Tillingford correvano qua e l, raccogliendo calcinacci e rottami di ogni genere, ed erigendo barricate. Li si scorgeva appena, nascosti com'erano dalle nuvole vorticanti di polvere e di fumo. Di tanto in tanto un bagliore metteva in evidenza il muso canino e ossuto di qualche scagnozzo, ma solo per un attimo; subito dopo ripiombava in quell'oscurit nebulosa. Che cosa gli facevano venire in mente? Hamilton si sforz di ricordare. Cappelli calati sulla fronte, nasi prominenti...
Gangster, gli sugger Laws. Gangster della Chicago anni trenta.
Hamilton annu. Proprio cos.
Tutto secondo copione. Deve averlo memorizzato alla perfezione.
Lasci in pace mia moglie, gli disse Hamilton, senza troppa convinzione.
Che ci aspetta, adesso? chiese ironicamente Laws alla forma rattrappita che era Marsha Hamilton. I capitalisti cattivi che impazziscono per la disperazione? questo, che ci aspetta?
Hanno gi l'aria abbastanza disperata, comment Arthur Silvester nel suo modo sempre misurato.
Che persone sgradevoli, gorgheggi preoccupata la signora Pritchet. Non pensavo che potessero esistere uomini come quelli.
Proprio in quel momento uno degli slogan che illuminavano il cielo esplose. Pezzetti di parole in fiamme piovvero sui detriti, incendiandoli. Tillingford si ritrasse a malincuore, imprecando e scuotendosi i vestiti; gli era caduto addosso un intero frammento di lettere che aveva appiccato il fuoco al suo cappotto. Sulla sua destra, il gruppo di scagnozzi era stato quasi schiacciato da un enorme ritratto incandescente che raffigurava Bulganin di profilo e che era piombato dal cielo proprio addosso a loro.
Sepolti vivi, fu il commento compiaciuto di Laws.
Adesso stavano cadendo altre parole. Una gigantesca Pace si era appena schiantata sulla graziosa casetta di Hamilton; il tetto era gi in fiamme, cos come il garage e la corda per stendere il bucato. L'incendio divamp in pochi minuti sotto gli occhi amareggiati e impotenti di Hamilton, sollevando altissime lingue di fuoco nella notte. Dalla citt buia non si ud alcun gemito di sirene d'allarme; le strade e le case rimasero silenziose, chiuse e indifferenti all'incendio.
Santo Cielo, esclam impaurita Marsha. Credo che non si possa pi parlare di coesistenza.
Rannicchiato insieme ai suoi uomini, Tillingford aveva perso il controllo della situazione. Bombe e pallottole, continuava a ripetere senza sosta, in un bisbiglio monotono. Solo pochi dei suoi scagnozzi erano ancora vivi. Bombe e pallottole non li fermeranno. Stanno cominciando a marciare.
Nell'oscurit lampeggiante una linea di ombre stava avanzando verso di loro. Il canto era cresciuto ancora di intensit, trasformandosi in un'orgia di febbrile eccitazione che si levava cupo e insistente, precedendo gli uomini ben decisi a farsi strada attraverso i cumuli di macerie fumanti.
Andiamo, disse Hamilton. Prese la mano floscia di sua moglie e la condusse rapidamente via dal caos che li circondava.
Trovando la strada ad istinto, Hamilton e Marsha aggirarono la loro casa in fiamme, seguendo il vialetto di cemento fino al cortile posteriore. Una sezione del recinto era gi bruciata e carbonizzata; sempre stringendo la mano di sua moglie, Hamilton attravers le braci ancora accese e sconfin nel cortile adiacente. Le altre case erano forme opache che si profilavano minacciose in lontananza. Ogni tanto si vedeva di sfuggita qualcuno che correva: operai senza volto, uno uguale all'altro, che avanzavano inesorabilmente verso il luogo della battaglia; poco per volta, per, uomini e rumori scomparvero e il crepitio delle fiamme diminu. Erano ormai fuori dalla zona di combattimento.
Aspettate. Dietro di loro apparvero Laws e McFeyffe, ansimanti. Tillingford impazzito, rantol Laws. Cristo, un massacro.
Non riesco a crederci, farfugli McFeyffe, paonazzo e sudato. Sono rimasti in quattro, tutti sporchi e coperti di sangue, ma lottano come forsennati.
Davanti a loro le luci tremolavano.
Che succede? chiese Laws, insospettito. Sar meglio tenerci lontani dalla strada principale.
Si trovavano nella zona commerciale di Belmont, ma non era affatto come la ricordavano.
Be', disse acidamente Hamilton, dovevamo aspettarcelo.
Era una squallida distesa di casupole, con l'illuminazione stradale che andava e veniva. C'era una serie di negozietti scrostati, dall'aria vistosa e malmessa, simili a funghi velenosi. Bar, sale da gioco e da bowling, bordelli, armerie... e su tutto uno stridore metallico. Il frastuono assordante del jazz americano che fuoriusciva da altoparlanti montati su una serie di archi di dubbio gusto estetico. Le luci al neon si accendevano e si spegnevano. La zona era piena di militari armati che vagavano senza meta, passando al vaglio tutte le sordide opportunit offerte da quel fatiscente concentrato di depravazione morale.
Nella vetrina di un negozio Hamilton vide qualcosa di strano: una serie di coltelli e pistole all'interno di scatole rivestite di velluto.
Perch no? disse Laws. L'idea comunista dell'America... citt popolate di malviventi, dove regnano il vizio e il crimine.
E nelle zone rurali, aggiunse Marsha con voce incolore, indiani, linciaggi, esecuzioni sommarie, banditi, massacri e bagni di sangue.
Sembra piuttosto bene informata, osserv Laws.
Avvilita, disperata, Marsha si accasci sul marciapiede. Non ce la faccio ad andare avanti, disse.
I tre uomini rimasero l a guardarsi senza sapere cosa fare. Muoviti, le disse poi il marito. O prenderai freddo.
Marsha non reag. Scossa dai brividi, si rannicchi su se stessa, il viso rivolto verso il basso, le braccia strette, il corpo piccolo e fragile contro il freddo della notte.
Sar meglio portarla al riparo, propose Laws. Magari in uno di quei ristoranti.
inutile proseguire, disse Marsha al marito. Non credi?
Immagino che sia cos, rispose lui, semplicemente.
Non ti importa pi di tornare indietro?
No.
C' qualcosa che posso dire?
Hamilton, in piedi dietro di lei, indic il mondo che li circondava. Io vedo questo; tutto quello che c'.
Mi dispiace, disse goffamente McFeyffe.
Non colpa tua, replic Hamilton.
Per mi sento responsabile.
Non ci pensare pi. Hamilton si pieg e poggi la mano sulla spalla tremante di sua moglie. Andiamo, cara. Non puoi restare qui.
Anche se non c' nessun posto in cui andare?
Esatto. Anche se non c' nessun posto dove andare. Anche se siamo arrivati dove finisce il mondo.
Ci sar arrivato lei, comment brutalmente Laws.
Hamilton non seppe che cosa replicare. Si inginocchi e sollev di peso sua moglie, rimettendola in piedi. Lei non oppose alcuna resistenza. Nel freddo e nell'oscurit era soltanto un insieme di materia inerte disposta ad assecondarlo ciecamente. Sembra passato un secolo, disse Hamilton, quasi parlando fra s e s, mentre le stringeva la mano. Dal giorno in cui ci siamo incontrati nel salotti no, prima che io andassi a parlare con il colonnello Edwards.
Marsha annu.
Quando abbiamo visitato il bevatrone.
Pensate un po', disse McFeyffe con voce roca. Se non fosse stato per quella visita, non avreste mai saputo niente.
I ristoranti erano troppo eleganti, troppo pretenziosi. C'erano camerieri in divisa che si profondevano in inchini ossequiosi, trotterellando come topi fra i tavolini agghindati. Hamilton e gli altri vagarono per le strade senza una meta precisa in mente. I marciapiedi erano quasi deserti; ogni tanto passava qualche figura cenciosa, rattrappita su se stessa per proteggersi dal vento freddo, che poi si dileguava frettolosamente nella notte.
Uno yacht, motteggi Laws.
Eh?
Uno yacht, ripet Laws, indicando una enorme vetrina che occupava un intero isolato. Ce ne sono a bizzeffe. Se ne vuole comprare uno?
Nelle altre vetrine facevano bella mostra pellicce costose e gioielli. E poi profumi, cibi d'importazione... e gli immancabili ristoranti rococ, con i loro deferenti camerieri e i tendaggi sfarzosi. Gruppetti di uomini e donne vestiti poveramente si fermavano qualche volta a guardare le vetrine, senza un centesimo per poter comprare qualcosa. A un certo punto apparve un carretto trainato da un cavallo, che avanzava desolato lungo la strada. A bordo c'era un'intera famiglia che si stringeva al suo fardello di stracci.
Profughi, ipotizz Laws. Dal Kansas bruciato dalla siccit. Il Dust Bowl7, ricordate?
Di fronte a loro si stendeva l'enorme quartiere a luci rosse.
Allora, disse subito Hamilton, che si fa?
In fondo che abbiamo da perdere? fece Laws. Pi avanti di cos non possiamo andare; non c' altro.
Tanto vale che ci rilassiamo un po', brontol McFeyffe. Finch possiamo ancora farlo. Prima che questo rudere blasfemo crolli del tutto.
Senza dire una parola si avviarono tutti e quattro verso quel carosello di luci sfolgoranti, insegne, altoparlanti a tutto volume e lacere tende svolazzanti. Verso il familiare Rifugio, il Golden Glow.

Stanca ma riconoscente, Marsha si accasci su una sedia, accanto a un tavolino appartato. Sembra grazioso, comment. Caldo e accogliente.
Hamilton assapor la rumorosa cordialit della sala, la consumata familiarit dei portacenere ammucchiati, la collezione di bottiglie di birra vuote, il vociare metallico del juke-box. Il Golden Glow non era cambiato. Al bar sedeva il consueto gruppetto di operai, volti anonimi appollaiati
stancamente sui loro sgabelli. Il pavimento di legno era cosparso di mozziconi di sigaretta. Il barista, che stava pulendo indolentemente la superficie del bancone con il suo straccio sporco, fece un cenno a McFeyffe quando anche gli altri tre si misero seduti accanto a Marsha.
Finalmente un po' di riposo per i miei piedi, sospir McFeyffe.
Qualcuno vuole della birra? domand Laws. Mentre lui si alzava per andare a ordinare, tutti gli fecero un cenno di assenso.
7 Vasta regione pianeggiante nel centro degli Stati Uniti che negli anni trenta sub un processo di desertificazione dovuto a siccit, disboscamento e altri fattori climatici, diventando praticamente sterile (N.d.T.).

Abbiamo fatto un sacco di strada, disse Marsha stancamente, sfilandosi il cappotto. Non credo di essere mai venuta qui prima.
molto probabile, convenne Hamilton.
Tu ci sei gi stato?
Ci ritrovavamo sempre qui, a bere un bicchiere di birra. Quando lavoravo per il colonnello Edwards.
Oh, fece Marsha. Adesso mi ricordo. Me ne parlavi spesso.
Laws riapparve portando quattro bottiglie di birra Golden Glow e si sedette stando attento a non farle cadere. Servitevi pure, disse.
Non avete notato niente? chiese Hamilton mentre sorseggiava la sua birra. Guardate quei ragazzi.
Negli angoli pi riservati del locale c'erano alcuni adolescenti. Hamilton osserv affascinato una ragazza, che non doveva avere pi di quattordici anni, dirigersi verso il bar. Era una cosa nuova per lui; non gli risultava che si potessero servire alcolici ai minorenni. Nel mondo reale... che adesso gli sembr molto pi lontano. Eppure quella fantasia comunista tremolava intorno a lui, confusa e priva di sostanza. Il bar, la fila di bottiglie e di bicchieri, erano come una macchia indistinta. I ragazzi che bevevano, i tavolini, il mucchio di bottiglie vuote, sembravano dissolversi in un'oscurit nebulosa, e lui non era quasi pi in grado di distinguere il retro del locale. Le familiari insegne al neon rosse, con su scritto SIGNORI e SIGNORE non si vedevano nemmeno.
Socchiuse gli occhi, mettendosi una mano sulla fronte, e osserv meglio. Molto pi in l, ben oltre i tavolini e gli avventori, c'era una striscia di luce rossa indistinta. Erano quelle le insegne?
Che c' scritto? chiese a Laws, indicando col dito.
Laws, quasi sillabando, rispose, USCITA DI SICUREZZA, mi sembra. Ma dopo un attimo aggiunse, quella che si trova in alto, nella camera del bevatrone. In caso di incendio.
A me sembra che ci sia scritto SIGNORI e SIGNORE, obiett McFeyffe. O almeno quello che c' sempre stato scritto.
l'abitudine che te la fa vedere, replic Hamilton.
Ma perch quei ragazzi bevono? chiese Laws. E si drogano pure. Guardateli... hanno dell'erba con loro, ci scommetterei la camicia.
Coca-cola, droga, sesso e liquori, disse Hamilton. La moralit depravata del sistema. Probabilmente lavorano nelle miniere di uranio. Non riusc a cancellare l'amarezza dalla sua voce. E quando cresceranno diventeranno delinquenti e useranno fucili a canne mozze.
Gangster di Chicago, incalz Laws.
Poi si arruoleranno nell'Esercito per massacrare i contadini e bruciare le loro baracche. Ecco il sistema che abbiamo. Terra ideale per assassini e profittatori di tutte le risme. Poi, rivolto a sua moglie, Giusto, tesoro? I ragazzi si drogano, i capitalisti hanno le mani grondanti di sangue, e gli emarginati morti di fame frugano nell'immondizia per rimediare qualcosa da mangiare.
Sta arrivando un'amica tua, disse quietamente Marsha.
Un'amica mia? Sorpreso, Hamilton si gir poco convinto sulla sedia.
Dalla penombra spunt una bionda sinuosa e provocante, le labbra appena socchiuse, i capelli sciolti sulle spalle. All'inizio non la riconobbe. Indossava una camicetta chiusa con dei lacci, corta e tutta spiegazzata. Il viso era una maschera di trucco, e la gonna strettissima le scopriva tutte le cosce. Non portava calze, e i piedi nudi erano infilati in bassi mocassini sporchi e consumati. Aveva un seno straripante, e quando si avvicin al tavolo Hamilton si sent avvolgere da una nuvola di profumo e di calore... un elaborato miscuglio di odori che gli evocarono altrettanto elaborati ricordi.
Ciao, disse Silky con voce sommessa, un po' roca. Si chin su di lui e lo sfior con le labbra sulla fronte. Ti stavo aspettando.
Hamilton si alz e le offr una sedia. Accomodati.
Grazie. Dopo essersi seduta, Silky si guard intorno. Salve, signora Hamilton, disse a Marsha. Come va, Charley? Salve, signor Laws.
Posso farle una domanda? disse Marsha, sbrigativa.
Ma certo.
Che misura di reggiseno porta?
Quasi inconsciamente. Silky si slacci la camicetta e la apr, mettendo in mostra i suoi seni magnifici. Questo risponde alla sua domanda? le domand a sua volta. Non portava reggiseno.
Marsha arross. S, grazie, disse.
Contemplando con una sorta di ben camuffato timore reverenziale quei seni abbandonati, e quasi misticamente eretti, Hamilton comment, Immagino che il reggiseno sia un'invenzione capitalistica, progettata per abbindolare le masse.
A proposito di masse lei non scherza, disse Marsha, ma fu la prima a non ridere della sua battuta; quello spettacolo le aveva tolto il poco spirito che le era rimasto. Deve avere qualche problema a trovare indumenti della sua misura, quando butta via quelli vecchi, aggiunse poi.
In una societ comunista, sentenzi Laws, il proletariato non butta via mai niente.
Silky fece un sorrisetto poco convinto. Rest seduta per un poco a carezzarsi i seni con le mani lunghe e affusolate, immersa nei suoi pensieri, poi scroll le spalle, richiuse la camicetta, diede una ravviata alle maniche e appoggi le mani unite sul tavolo. Che mi raccontate di nuovo?
C' stata una grossa battaglia alle nostre parti, disse Hamilton. Il vampiro succhiasangue di Wall Street contro l'eroico operaio dallo sguardo fiero che intona canzoni di rivolta.
Silky lo guard senza capire. E chi ha vinto?
Ecco, rispose Hamilton, la banda di menzogneri sciacalli fascisti stata sepolta da slogan fiammeggianti.
Guardi un po' disse all'improvviso Laws, indicando qualcosa col dito. Lo vede che c' laggi?
In un angolo del locale c'era il distributore automatico di sigarette.
Se lo ricorda? chiese Laws ad Hamilton.
Me lo ricordo s.
C' anche l'altro. Laws indic il distributore di caramelle, dalla parte opposta, quasi invisibile in mezzo alle ombre vaganti. Ricorda quello che abbiamo fatto?
Me lo ricordo. Gli abbiamo fatto sputare del brandy francese di prima qualit.
Potevamo cambiare la societ, il mondo intero. Pensi a tutto quello che avremmo potuto fare. Jack.
Ci sto pensando.
Avremmo potuto produrre qualunque cosa. Cibo, medicinali, whisky, fumetti, aratri, contraccettivi. Che principio straordinario, dietro quella macchina.
Il Principio del Divino Rigurgito. La Legge della Fissione Miracolosa. Hamilton annu con la testa. In quel mondo in particolare avrebbe funzionato benissimo.
Avremmo potuto fare anche meglio del Partito, continu Laws. Quelli si devono costruire le dighe, e le industrie pesanti e via dicendo. A noi bastava solo una confezione di caramelle.
E un tubo al neon vuoto, aggiunse Hamilton. S, ce la saremmo proprio spassata un mondo.
Hai l'aria cos triste, disse Silky. Cosa c' che non va?
Niente, rispose asciutto Hamilton. Proprio niente.
C' qualcosa che posso fare?
No. Hamilton fece una smorfia. Grazie comunque.
Potremmo andare di sopra a fare l'amore. Silky scost maliziosamente il lembo della camicetta e scopr i fianchi. da sempre che desidero farlo con te.
Hamilton le diede un buffetto sul polso. Sei una brava ragazza. Ma non servirebbe a niente.
Ne sei sicuro? Gli mostr le cosce nude, dove scintillava qualche gocciolina di sudore. Il suo fu un gesto quasi supplichevole. Ci far sentire meglio tutti e due... vedrai, ti piacer...
Magari un'altra volta, ma non adesso.
Ma che piacevole conversazione, intervenne Marsha, rossa e tirata in volto.
Stavamo solo scherzando, le disse gentilmente Hamilton. Non c'era nessuna intenzione cattiva.
Morte al capitalismo monopolista, esclam tutto a un tratto Laws, con un rutto solenne.
Il potere alla classe operaia, replic doverosamente Hamilton.
Viva la democrazia popolare degli Stati Uniti, incalz Laws.
Viva l'America socialista sovietica.
Alcuni operai seduti al bar avevano smesso di bere e si erano girati verso di loro. Parlate piano, li ammon McFeyffe, a disagio.
Ascoltatemi bene, grid invece Laws, picchiando sul tavolo con il coltello da tasca. Poi lo apr e lo agit minacciosamente. Ho intenzione di spellare vivo uno di quei mangiacarogne di Wall Street.
Hamilton lo studi con sospetto. I negri non portano coltelli da tasca. uno stereotipo borghese.
Io lo porto, ribatt Laws seccamente.
Allora, decise Hamilton, lei non un negro. un criptonegro che ha tradito il suo gruppo religioso.
Gruppo religioso? ripet Laws, come ipnotizzato.
Il concetto di razza un concetto fascista, gli confid Hamilton. Il negro un'entit religiosa e culturale, niente di pi.
Che mi prenda un colpo, disse Laws, impressionato. Ehi, questa una roba niente male.
Ti va di ballare? chiese Silky ad Hamilton, con improvviso trasporto. Vorrei poter fare qualcosa per te... hai un'aria cos orribilmente disperata.
Sopravviver, replic secco Hamilton.
Che cosa possiamo fare per la rivoluzione? chiese ansioso Laws. Chi uccidiamo?
Uno qualsiasi, rispose Hamilton. Il primo che incontri. Chiunque sappia leggere e scrivere.
Silky scambi un'occhiata con qualcuno degli operai che stavano seguendo la conversazione. Jack, gli disse poi, in tono preoccupato, questi non sono argomenti su cui scherzare.
Certo che no, convenne lui. C' mancato poco che finissimo linciati dal quel cane pazzo dell'alta finanza, Tillingford.
Liquidiamo Tillingford, propose Laws.
Lo far io, disse Hamilton. Lo far a pezzettini e lo getter nello scarico del gabinetto.
strano sentirti parlare in questo modo, disse Silky, squadrandolo con occhi dubbiosi. Ti prego, Jack, non ti esprimere cos. Mi spaventi.
Ti spavento? E perch?
Perch... La ragazza gesticol indecisa. Ho l'impressione che tu stia facendo del sarcasmo.
Marsha emise un gridolino isterico. Oddio, adesso ci si mette anche lei.
Jack, disse Silky preoccupata, Stai attento. Fallo per amor mio.
Adesso le ho proprio viste tutte, sbott Hamilton. Tu fai politica attiva. Proprio tu! Una ragazza onesta, amante della casa, non cos? Anche tu corrotta dal sistema?
Dall'oro dei capitalisti, aggiunse cupo Laws, grattandosi la fronte ampia e rovesciando la bottiglia di birra ormai vuota. Sedotta da qualche borioso industriale. Magari da un ministro. Hai incorniciato la tua verginit e l'hai appesa in cima alla sua libreria, sopra il caminetto.
Marsha si guard intorno e disse, Questo non veramente un bar, vero? Ha solo l'aspetto di un bar, ma non lo .
A vederlo un bar, precis Hamilton. Che altro vuoi?
Ma sotto sotto, insistette Marsha, agitata, una cellula comunista. E questa ragazza ...
Tu lavori per Guy Tillingford, non vero? chiese Silky ad Hamilton. L'altro giorno sono venuta a prenderti l.
Hai ragione, ma Tillingford mi ha cacciato via. Il colonnello T. E. Edwards mi ha licenziato, Tillingford mi ha licenziato... e credo che il peggio debba ancora venire. Vagamente interessato, Hamilton not che il gruppetto di operai attorno a loro era armato. In quel mondo tutti andavano in giro armati. Ognuno era schierato da una parte o dall'altra. Perfino Silky. Silky, le chiese ad alta voce, sei la stessa persona che conoscevo?
La ragazza ebbe un attimo di esitazione. Ma certo. Per... Scosse la testa, non sapendo come esprimersi, e i capelli biondi le ondeggiarono sulle spalle. tutto cos maledettamente confuso. Non riesco a orizzontarmi.
Gi, annu Hamilton. proprio tutto un casino.
Credevo che fossimo amici, disse Silky mogia mogia. Credevo che fossimo dalla stessa parte.
Lo siamo, replic Hamilton. Anzi, lo eravamo, una volta. Chiss dove, in qualche altro luogo. Molto lontano da qui.
Ma... non volevi venire a letto con me?
Mia cara, le disse con aria infelice, da sempre che voglio venire a letto con te. In ogni tempo e in ogni luogo, attraverso tutti i mondi possibili. Dovunque. E lo vorr fino al giorno della mia morte. Mi piacerebbe prenderti e scoparti fino a far fremere quel tuo petto enorme come un albero scosso dal vento.
Lo immaginavo, disse Silky con voce rotta. Per un attimo si pieg verso di lui, appoggiando la guancia sulla cravatta. Hamilton giocherell goffamente con una ciocca di capelli biondi che le era scivolata sugli occhi. Vorrei che le cose fossero andate in un altro modo, gli disse alla fine la ragazza.
Anch'io, replic lui. Forse... una volta o l'altra ti verr a trovare e berremo qualcosa insieme.
Acqua colorata, disse Silky. Mi basta quella. E il barista mi offre sempre qualche patatina.
Gli operai, piuttosto imbarazzati, avevano tirato fuori i fucili. Adesso? chiese uno di loro.
Silky si rialz.
Credo di s, rispose, in modo quasi inaudibile. Procedete, e facciamola finita.
Morte ai cani fascisti, disse Laws con il suo vocione.
Morte ai cattivi, aggiunse Hamilton. Possiamo alzarci?
Certo, rispose Silky. Tutto quello che vuoi. Vorrei... mi dispiace, Jack, mi dispiace davvero. Ma tu non sei dalla parte nostra, vero?
Temo di no, riconobbe Hamilton, quasi di buonumore.
Sei contro di noi?
Devo esserlo, ammise lui. Non potrei essere qualcosa di diverso, non credi?
Ci faremo ammazzare cos, senza alzare un dito? protest Marsha.
Sono amici tuoi, disse McFeyffe con il tono rassegnato di chi si gi arreso. Cerca di fare qualcosa. Trova qualcosa da dire. Non puoi cercare di farli ragionare?
Non servirebbe a niente, disse Hamilton. Loro non ragionano. Poi si volt verso sua moglie e la fece alzare dolcemente in piedi. Chiudi gli occhi, le disse. E rilassati. Non ti far troppo male.
Che... che cosa hai intenzione di fare? gli chiese Marsha in un bisbiglio.
Ho intenzione di andarmene da qui. Con l'unico sistema che sembra funzionare sempre. Mentre il cerchio di fucili si sollevava verso di loro, Hamilton caric il pugno, prese bene la mira e colp forte sua moglie sulla mascella.
Marsha emise un rantolo soffocato e si accasci fra le braccia di Bill Laws. Poi Hamilton la prese e rimase l a stringerla fra le braccia, con un'aria istupidita sul viso. Istupidita perch gli operai erano sempre l, impassibili, concreti e reali: stavano caricando i fucili e qualcuno aveva cominciato a prendere la mira.
Mio Dio, esclam Laws, sbalordito. Siamo ancora qui. Non siamo tornati al bevatrone. Confuso e disorientato, aiut Hamilton a sorreggere il corpo inerte della moglie. Ma allora questo non il mondo di Marsha.
CAPITOLO SEDICESIMO

Tutto questo non ha senso, disse Hamilton, legnoso, continuando a stringere il corpo immobile, caldo e morbido, di sua moglie. Deve essere il suo mondo. Altrimenti, di chi pu essere?
Poi, con un sollievo crescente, se ne rese conto.
Charley McFeyffe aveva cominciato a cambiare. Fu un cambiamento involontario, al di fuori del suo controllo. La trasformazione germogli nello strato pi intimo e profondo delle sue convinzioni, nucleo centrale da cui aveva origine la sua visione complessiva del mondo.
McFeyffe cresceva a vista d'occhio. Mentre lo guardavano cess di essere un uomo basso e tarchiato, con il ventre prominente e il naso rincagnato. Divenne alto e imponente, suscitando un senso di soggezione, quasi ci si trovasse di fronte a una divinit. Le braccia erano grosse e muscolose, il petto ampio e forte, gli occhi fiammeggianti. La mascella dura e squadrata aveva adesso una linea nobile e rigorosa, sottolineata dall'aria di superiorit con cui si guardava intorno nel locale.
La rassomiglianza con Tetragrammaton era stupefacente. Evidentemente McFeyffe non era stato capace di soffocare tutte le sue convinzioni religiose.
Che succede? domand Laws, affascinato. In che cosa si sta trasformando?
Non mi sento troppo bene, tuon McFeyffe con una voce squillante, da dio. Credo che prender un'aspirina.
Intanto gli energumeni con la tuta da operaio avevano abbassato i fucili. Allibiti, tremanti, lo fissavano con reverenza.
Compagno Commissario, farfugli uno di loro. Non ti avevamo riconosciuto.
Infastidito, McFeyffe si gir verso Hamilton. Che imbecilli, esclam fragorosamente, con tono autoritario.
Che mi prenda un accidente, mormor Hamilton. Il Piccolo Padre in carne e ossa.
La nobile bocca di McFeyffe si apr e si richiuse, ma non ne usc nessun suono.
Questo spiega tutto, disse Hamilton. Quando l'ombrello ci ha portati lass e Tetragrammaton ti ha potuto vedere da vicino... non c' da stupirsi che tu sia ne rimasto sconvolto, n che Lui ti abbia scagliato addosso la folgore.
Riconosco che la cosa mi ha stupito, ammise McFeyffe dopo una pausa. Non credevo che esistesse veramente. Pensavo che fosse tutto un imbroglio.
Charley, incalz Hamilton. Tu sei comunista.
Gi, tuon miseramente McFeyffe. Pare di s.
Da quanto tempo?
Da anni. Fin dai tempi della Grande Depressione.
Hai avuto un fratello piccolo ucciso da Herbert Hoover?
No. Avevo semplicemente fame, non trovavo lavoro e mi ero stufato di prenderlo sempre in quel posto.
In fondo non sei da buttare via, disse Hamilton. Ma certo sei un piuttosto contorto dentro. Sei pi pazzo della signorina Reiss, pi puritano della signora Pritchet e pi condizionato di Silvester. In te si assomma il peggio di tutti loro messi insieme. E anche di pi. Ma a parte questo, sei a posto.
Non sono obbligato ad ascoltarti, dichiar la magnifica divinit dorata.
E soprattutto sei una canaglia. Sei un sovversivo, un bugiardo senza coscienza, un maneggione affamato di potere, e sei anche un gran figlio di buona donna. Come hai potuto fare una cosa del genere a Marsha? Come hai potuto inventarti tutta quella storia?
Dopo un attimo la creatura radiosa gli rispose, II fine, a quanto si dice, giustifica i mezzi.
Tattiche di partito?
La gente come tua moglie pericolosa.
Perch? gli chiese Hamilton.
Perch non appartengono a nessun gruppo. Si impicciano di tutto, e appena voltiamo la schiena...
E cos li distruggete gettandoli in pasto ai patrioti fanatici.
I patrioti fanatici li possiamo capire, spieg McFeyffe. Ma tua moglie no. Firma le petizioni per la pace e legge il Chicago Tribune. Quelli come lei... costituiscono una minaccia gravissima per la disciplina del Partito, pi di chiunque altro. E il culto dell'individualismo che pericoloso; l'idealista con le sue leggi, la sua etica, colui che rifiuta di sottostare all'autorit indebolisce la societ, scardina l'intera struttura. Con queste premesse non si pu costruire niente di duraturo. La gente come tua moglie si rifiuta di prendere ordini da chiunque.
McFeyffe, disse Hamilton, tu mi perdonerai.
Perch?
Perch adesso far qualcosa di stupido e inutile. Perch, anche se mi rendo conto che non servir a niente, ho intenzione di ricacciarti in gola quella tua aria da divinit di terz'ordine.
Mentre si lanciava verso McFeyffe, Hamilton vide che l'altro tendeva la muscolatura massiccia e dura come il ferro. Era una lotta impari, e infatti non riusc nemmeno a sfiorargli il grosso viso. McFeyffe fece qualche passo indietro, si raccolse e reag con determinazione.
Hamilton chiuse gli occhi e abbranc McFeyffe, tenendolo stretto. Nonostante le ammaccature, i denti saltati, il sangue che gli sgorgava da una ferita all'occhio, i vestiti a brandelli, tenne duro come un topo preso a sassate, sopraffatto da una specie di religiosa frenesia. Continu a stringerlo, facendo appello a tutto l'odio che c'era dentro di lui, e si mise a sbattergli metodicamente la nobile testa contro il muro. McFeyffe si difese artigliandolo e graffiandolo, ma lui non moll la presa.
Lo scontro si era virtualmente concluso; il suo piccolo assalto sconsiderato si era esaurito senza grandi risultati. Laws era accasciato a terra con la testa rotta, non lontano dalla figura scomposta e abbandonata di Marsha, che era ancora dove Hamilton l'aveva deposta. Lui stesso, ancora in piedi, si ritrov addosso tutti i calci dei fucili; ormai la sua ora era giunta.
Fatevi avanti, li invit, ansimante. Non fa nessuna differenza. Anche se ci farete a pezzi. Anche se ci ridurrete in briciole e userete quel che resta dei nostri corpi per costruire barricate. Anche se ci userete come polvere da cannone. Tanto questo non il mondo di Marsha e non c' altro...
Il calcio di un fucile si abbatt su di lui; Hamilton si pieg in due per il dolore. Uno degli operai del Partito gli moll un calcio al basso ventre, mentre un altro si mise a colpirlo sistematicamente sui fianchi. Poi si rese conto confusamente che il corpo massiccio di McFeyffe si stava dileguando. Nell'oscurit delirante che lo circondava le sagome degli aggressori andavano e venivano; a un certo punto si ritrov a strisciare sulle ginocchia, rantolando, e cercando di rintracciare McFeyffe attraverso la nebbia del suo stesso sangue. Ma anche di allontanarsi quanto pi possibile dagli operai.
Grida. I calci del fucile che picchiavano forte sulla sua testa. Hamilton, scosso da un tremito convulso, cerc di orientarsi in mezzo a tutta quella confusione, vide una forma inerte accasciata poco lontano e si trascin verso di lei.
Lasciatelo perdere, adesso, stava dicendo una voce, ma lui la ignor e continu a strisciare come un verme verso McFeyffe. Ma quella forma immobile e martoriata non era McFeyffe; era Joan Reiss.
Dop un poco riusc a trovare McFeyffe. Indebolito, frastornato, rovist fra i detriti in cerca di qualcosa con cui ucciderlo. Mentre la sua mano si richiudeva su un pezzo di calcinaccio, un calcio violento lo fece stramazzare. Il corpo inerte di McFeyffe scomparve, e lui si ritrov da solo a dimenarsi in mezzo alle macerie e al caos, perso fra le particelle sospese di polvere che si stavano depositando da ogni parte.
Le macerie che lo circondavano erano le rovine contorte del bevatrone, e le figure che avanzavano lentamente erano gli infermieri della Croce Rossa e i tecnici dell'impianto nucleare.
Nell'indiscriminata gragnola di colpi con il calcio dei fucili c'era andato di mezzo anche McFeyffe. In quel massacro non gli era stata riservato un trattamento di favore; nessuno aveva pensato di rispettare l'etichetta.
Sulla destra di Hamilton c'era il corpo immobile di sua moglie, con i vestiti bruciacchiati e ancora fumanti. Un braccio era ripiegato sotto il corpo, le ginocchia raccolte in posizione fetale: era un piccolo, patetico ammasso di carne sulla superficie bruciata di cemento. Poco lontano giaceva McFeyffe. Hamilton strisci istintivamente verso di lui, ma giunto a mezza strada una squadra di soccorso lo raggiunse e tent di sistemarlo su una barella. Allucinato, confuso, ma ancora spinto da una volont feroce, Hamilton li scans e si mise seduto.
McFeyffe, colpito alla testa dai suoi stessi compagni, era ancora svenuto e aveva sul viso massiccio e ammaccato un'espressione di furia risentita; rabbia e frustrazione gli deformavano i lineamenti, e quando riprese dolorosamente i sensi quell'espressione non cambi. Respirava rantolando, in modo irregolare, e farfugliava qualcosa di incomprensibile agitando le braccia e dimenandosi, mentre le grosse dita si stringevano sul vuoto.
Semisepolta sotto le macerie, la signorina Reiss stava incominciando a muoversi. Si sollev a fatica sulle ginocchia e cerc fiaccamente a tastoni i suoi occhiali rotti. Oh, disse senza fiato, gli occhi ammiccanti, vuoti e inespressivi, lacrime di paura lungo le guance. Che cosa... Quasi per proteggersi, afferr i resti laceri e bruciacchiati del soprabito e se lo avvolse intorno al corpo.
Un gruppo di tecnici aveva raggiunto la signora Pritchet e la stava ripulendo in tutta fretta dai detriti che ricoprivano il suo corpo voluminoso e ustionato. Hamilton si drizz in piedi con una fitta di dolore e si trascin verso Marsha, mettendosi a battere con la mano sulla linea di scintille incandescenti che attraversavano il suo vestito carbonizzato. Marsha rabbrivid e si agit in un movimento riflesso.
Non muoverti, le disse. Potresti avere qualcosa di rotto.
Lei obbed e rimase immobile, gli occhi chiusi, il corpo rigido. Pi lontano, perso in mezzo alla polvere e al fumo, David Pritchet piagnucolava sommessamente, con voce lamentosa e atterrita. Adesso si muovevano tutti: tutti stavano riprendendo conoscenza. Bill Laws, circondato da un gruppetto di infermieri bianchi, si dimenava futilmente. Pianti, grida, il gemito assordante delle sirene di allarme...
Il frastuono del mondo reale. Fumo acre e puzzolente, apparecchiature elettroniche semidistrutte, gli impacciati tentativi da parte del personale medico di prestare i primi soccorsi.
Siamo tornati, disse Hamilton a sua moglie. Puoi sentirmi?
S, rispose Marsha. Ti sento.
Sei contenta? le chiese lui.
S, rispose Marsha con calma. Non gridare, caro. Sono molto contenta.

Il colonnello T. E. Edwards ascolt pazientemente, senza fare commenti, la relazione di Hamilton. Quando lui ebbe finito di snocciolare per sommi capi tutte le sue accuse, la sala convegni rimase assolutamente silenziosa. Si sentiva soltanto il fioco rumore dei sigari che venivano aspirati e il frusciare sulla carta della stenografa.
Lei sta accusando il nostro responsabile della sicurezza di essere un membro del Partito Comunista, disse Edwards dopo una pausa di accigliata riflessione. cos?
Non esattamente, rispose Hamilton. Era ancora sottosopra; dal momento dell'incidente al bevatrone era trascorsa poco pi di una settimana. Quello che voglio dire che McFeyffe un comunista disciplinato il quale si serve della sua posizione per favorire gli scopi del Partito Comunista. Se poi si tratti di una disciplina interna al partito o di una posizione sua personale...
Edwards si gir di scatto verso McFeyffe e gli chiese a brutto muso, Che ne dice di tutto ci, Charley?
L'altro non alz nemmeno gli occhi. Dico che una calunnia piuttosto evidente, rispose.
Lei sostiene che Hamilton sta semplicemente cercando di indebolire la sua posizione?
Proprio cos. McFeyffe parlava quasi meccanicamente, snocciolando le parole. Sta tentando di gettare l'ombra del dubbio sulla validit delle mie affermazioni. Invece di difendere sua moglie ha scelto di attaccare me.
Il colonnello T. E. Edwards si rivolse nuovamente ad Hamilton. Temo di dover essere d'accordo con lui. sua moglie a essere sotto accusa, non Charley McFeyffe. Cerchi di essere pertinente, nella sua linea di difesa.
Lei si rende conto benissimo, disse Hamilton, che io non posso dimostrare n adesso n mai che mia moglie non comunista. Posso solo farvi capire per quale motivo McFeyffe ha formulato quelle accuse nei suoi confronti. Posso spiegarvi quello che sta facendo e come stiano veramente le cose. Considerate la sua posizione: chi potrebbe sospettare di lui? Ha libero accesso agli archivi riservati, e pu accusare chi vuole... una posizione ideale per un fedele servitore come lui. Pu scegliere chiunque non piaccia al Partito o chiunque si metta sulla sua strada. In questo modo il Partito in grado di eliminare sistematicamente tutti i suoi avversari.
Ma tutto cos vago, obiett Edwards. Basta un minimo di logica... dove sono le prove? Lei pu dimostrare che Charley un rosso? Come ha precisato lei stesso, non un membro del Partito Comunista.
Io non faccio l'investigatore privato, replic Hamilton. N il poliziotto. Non ho modo di raccogliere informazioni contro di lui. Immagino che abbia qualche genere di contatto con il Partito Comunista americano, o con qualche organizzazione a esso collegata... qualcuno gli deve pur passare le istruzioni. Se l'FBI lo tenesse sotto sorveglianza...
Nessuna prova, dunque, lo interruppe Edwards, masticando il suo sigaro. Giusto?
Nessuna prova, ammise Hamilton. Nessuna prova di ci che passa per la testa di Charley McFeyffe. Ma neanche lui aveva alcuna prova di ci che passa per la testa di mia moglie.
Ma su sua moglie c'era tutto quel materiale a carico. Le petizioni che ha firmato, gli ambienti di sinistra che ha frequentato. Lei mi mostri una sola petizione firmata da McFeyffe; o una riunione sovversiva alla quale abbia partecipato.
Nessun vero comunista si esporr mai fino a quel punto, ribatt Hamilton, rendendosi conto dell'assurdit nello stesso momento in cui lo diceva.
Non possiamo licenziare Charley sulla base di ipotesi del genere. Anche lei si render conto di quanto sia fragile la sua affermazione. Che facciamo, lo cacciamo via perch non ha partecipato a riunioni sovversive? Sul volto del colonnello apparve l'ombra di un sorriso. Mi dispiace, Jack. Lei non ha uno straccio di prova.
Lo so, riconobbe Hamilton.
Lo sa? Edwards era sbalordito. Lei lo ammette?
Ma certo che lo ammetto. Non ho mai preteso di averne. Poi spieg, senza particolare emozione, Ho semplicemente ritenuto di sottoporre il caso alla sua attenzione. Solo per scrupolo.
Imbronciato, affondato nella sua poltrona, McFeyffe non disse niente. Aveva incrociato le dita grassocce e le stringeva con forza; teneva lo sguardo fisso su di esse, evitando cos di guardare Hamilton.
Vorrei poterla aiutare, disse Edwards, a disagio. Ma che diavolo, Jack, seguendo il suo ragionamento dovremmo classificare l'intero popolo americano come pericoloso per la sicurezza.
Tanto lo farete comunque. Io volevo solo che lo stesso sistema venisse applicato anche a McFeyffe. Mi sembra una vergogna che venga escluso uno come lui.
Io penso, disse impettito Edwards, che l'integrit e l'attaccamento alla nazione di Charley McFeyffe siano al di sopra di ogni sospetto. Lei lo sa, Jack, che quest'uomo ha combattuto nella seconda guerra mondiale, nel corpo dell'Aeronautica? Lo sa che un devoto cattolico, e che membro dei Veterani delle Guerre d'Oltremare?
Magari anche boy-scout, ironizz Hamilton. E tutti gli anni fa l'albero di Natale.
Vuole forse insinuare che i cattolici e gli ex combattenti non sono leali verso la nazione? gli domand Edwards.
No. Io sto solo cercando di dire che un uomo pu essere tutte quelle cose, ed essere nello stesso tempo un pericoloso sovversivo. Mentre una donna pu firmare petizioni per la pace e abbonarsi a In Fact, e contemporaneamente amare fino all'ultimo pezzetto di terra di questo paese.
Mi sembra, afferm Edwards freddamente, che stiamo solo perdendo tempo. Questo sono soltanto chiacchiere inutili.
Hamilton spinse indietro la sedia e si alz in piedi. Grazie per avermi ascoltato, colonnello.
Non c' di che. Impacciato, Edwards aggiunse, Vorrei fare pi per lei, ragazzo mio. Ma lei capisce la mia situazione.
Non colpa sua, convenne Hamilton. Anzi, da un certo punto di vista, sono quasi contento che lei non mi abbia dato retta. In fin dei conti McFeyffe innocente fino a quando non venga provata la sua colpevolezza.
La riunione era terminata. I dirigenti del California Maintenance cominciarono ad allontanarsi a passo di carica lungo il corridoio, ben lieti di tornare alle loro solite mansioni. L'impeccabile stenografa raccolse la macchinetta, le sigarette e la borsa. McFeyffe si concesse non senza difficolt un'occhiata velenosa nei confronti di Hamilton, poi lo oltrepass con una spinta e scomparve.
Sulla soglia, Hamilton fu bloccato dal colonnello Edwards. Che cosa far? gli chiese. Cercher lavoro nella penisola? Far un tentativo all'EDA di Tillingford? Lui la assumer senza dubbio. Era molto amico di suo padre.
L, nel mondo reale, Hamilton non si era ancora rivolto a Tillingford. S, mi assumer, rispose pensieroso. In parte per quel motivo, e in parte perch sono un bravissimo esperto di elettronica.
Mi dispiace, figliolo, cominci a farfugliare Edwards, imbarazzato. Non intendevo insultarla. Volevo solo dire che...
Capisco benissimo ci che voleva dire. Hamilton si strinse nelle spalle, muovendosi con cautela per via della costola rotta, strettamente fasciata. I due denti nuovi che gli avevano impiantato gli sembravano instabili; non ci si era ancora abituato, cos come non si era abituato alla chiazza. sopra l'orecchio destro, dove lo avevano rasato per suturargli con due punti una brutta ferita. Per molti versi l'incidente e tutte le disavventure successive lo avevano invecchiato precocemente. Non andr da Tillingford, dichiar. Mi metter in proprio.
Esitante, Edwards gli domand, Lei prova del risentimento nei nostri confronti, vero?
No. Ho perso il mio lavoro ma non importa. Da un certo punto di vista un sollievo. Se non fosse successo tutto questo, probabilmente sarei andato avanti tranquillamente per chiss quanto tempo, senza preoccuparmi del sistema di sicurezza, senza nemmeno rendermi conto che esisteva. Ma adesso ci ho sbattuto il naso; sono stato costretto a prendere coscienza che esiste. Ho dovuto aprire gli occhi, che mi piacesse o no.
Suvvia, Jack...
Per me la vita stata sempre piuttosto facile. La mia famiglia era ricca e mio padre era una persona molto conosciuta nell'ambiente. Normalmente quelli come me non vengono nemmeno sfiorati da gente come McFeyffe, ma i tempi stanno cambiando. Tutti i McFeyffe di questo mondo cominciano a farsi avanti, e prima o poi bisogna sbatterci il muso; perci ora che ci si accorga della loro esistenza.
Un gran bel discorso, disse Edwards. Nobile e toccante. Ma lei dovr guadagnarsi da vivere; dovr trovare un lavoro per mantenere la sua famiglia. E senza un'organizzazione di sicurezza non ci sar compagnia in cui lei possa progettare i suoi missili, n qui n altrove. Nessuno che abbia un contratto governativo la assumer.
Forse anche questa una cosa positiva. Ne ho abbastanza di costruire bombe.
Stanchezza del lavoro?
Io lo chiamerei risveglio di coscienza. Alcune delle cose che mi sono successe hanno cambiato il mio modo di pensare. Mi hanno fatto uscire dai binari, per cos dire.
Ah, s, disse distrattamente Edwards. L'incidente.
Ho visto tanti aspetti della realt che pensavo non esistessero nemmeno, e ne sono uscito con una prospettiva modificata. Forse ci voleva un'esperienza del genere per spezzare le catene dell'abitudine. Se cos, stata un'esperienza che valeva la pena di essere vissuta.
Dietro di lui, dal corridoio, provenne il suono ritmato di un battito di tacchi. Marsha, radiosa e ansimante, corse verso di lui e lo abbracci. Possiamo andarcene, gli disse con calore.
E la cosa pi importante, aggiunse Hamilton, stata chiarita. Marsha diceva la verit, ed questo che mi sta pi a cuore. Un altro lavoro posso sempre trovarlo, ma le buone mogli scarseggiano.
Che cosa ha intenzione di fare? insistette il colonnello mentre Hamilton e Marsha si allontanavano lungo il corridoio.
Le scriver, gli rispose Hamilton senza nemmeno voltarsi. Sulla carta intestata della ditta.
Tesoro, disse Marsha tutta eccitata mentre scendevano le scale dell'edificio e si avviavano sul vialetto di cemento, sono arrivati i camion e hanno gi cominciato a scaricare.
Bene, disse Hamilton, soddisfatto. Cos faremo un figurone quando ci lavoreremo quella vecchia ciabatta.
Non parlare cos, lo rimprover Marsha, preoccupata, stringendogli il braccio. Mi vergogno di te.
Hamilton ridacchi e la aiut a salire in macchina. D'ora in poi sar sempre pi che onesto con tutti, dir esattamente ci che penso, e far esattamente ci che ho voglia di fare. La vita troppo breve per viverla in un altro modo.
Esasperata, Marsha si lagn, Tu e Bill... mi domando che ne verr fuori.
Faremo un sacco di soldi, le rispose allegramente Hamilton mentre guidava lungo l'autostrada. Ricordati quello che ti dico, amore mio. Tu e Tontolone mangerete piatti sopraffini e dormirete su cuscini di seta.
Mezzora pi tardi erano in cima a una spianata brulla, e studiavano con occhio critico il piccolo capannone in lamiera ondulata che Hamilton e Laws avevano preso in affitto. Una fila di grossi camion stava andando a marcia indietro per scaricare sulla piattaforma posteriore i macchinari, imballati all'interno di gigantesche scatole di compensato.
Uno di questi giorni, disse pensieroso Hamilton, da quella piattaforma verranno fuori piccole scatole lucide e quadrate, con manopole e levette. E i camion verranno a caricare la merce, non a scaricarla.
Bill Laws, il corpo magro contratto contro il vento freddo d'autunno, stava trotterellando verso di loro, con un mozzicone tutto storto di sigaretta fra le labbra sottili e le mani infilate nelle tasche. Bene, disse con una smorfia sardonica sulla faccia. Non molto, ma almeno ci divertiremo. Magari andremo subito a gambe all'aria, per lo faremo spassandocela come matti.
Jack sostiene che faremo un sacco di soldi, disse Marsha, perplessa, le labbra serrate in un'espressione falsamente imbronciata.
Quello verr dopo, le spieg Laws. Quando saremo troppo vecchi e malridotti per spassarcela.
Si fatta vedere Edith Pritchet? chiese Hamilton.
in giro da queste parti, rispose Laws, indicando vagamente con la mano. Ho visto la sua Cadillac parcheggiata lungo la strada.
Cammina ancora?
Oh s, afferm Laws. Funziona benissimo. Decisamente non siamo pi in quel mondo.
Un ragazzetto sugli undici anni spunt correndo tutto eccitato. Che cosa fabbricherete? domand. Razzi?
No, rispose Hamilton. Giradischi. Cos la gente potr ascoltare la musica. un prodotto destinato ad avere un grande successo.
Evviva, esclam il ragazzo, colpito. Ehi, l'anno scorso ho costruito un apparecchio ricevente a cuffia, con tubo unico. Funzionava a batteria.
un buon inizio.
E adesso sto costruendo un sintonizzatore ad alta frequenza.
Ottimo, disse Hamilton. Magari ti prenderemo a lavorare con noi. Ammesso naturalmente che non dobbiamo stamparci da soli i quattrini.
La signora Edith Pritchet li raggiunse in quel momento, muovendosi a piccoli passi sul terreno ancora privo di qualsiasi servizio. Era imbacuccata in un pesante cappotto di lana, e sui riccioli tinti troneggiava un elaborato cappellino. Su, caro, non fare perdere tempo al signor Hamilton e al signor Laws, disse in tono di rimprovero, rivolta al figlio. Hanno gi tante cose di cui occuparsi.
David Pritchet si fece da parte con aria avvilita.
Avete acquistato una gran quantit di materiale, osserv dubbiosa la signora Pritchet ai due uomini. Dev'essere costata parecchio.
Ci era indispensabile, disse Hamilton. Noi non assembliamo amplificatori da componenti standard; noi progettiamo e costruiamo ogni singolo pezzo, dai condensatori ai trasformatori. Bill ha gli schemi di una nuova cartuccia antiattrito. Dovrebbe essere una bomba, nel mercato dell'alta fedelt... garantisce il consumo minimo del disco.
Siete due degenerati, disse Marsha, divertita. Cercate di soddisfare i capricci della classe pi agiata.
Io credo, disse Hamilton, che la musica sia destinata a crescere nell'interesse della gente. Il problema riguarda il modo di ascoltarla. Utilizzare bene un impianto hi-fi diventer un'arte vera e propria. Questi nostri impianti richiederanno lo stesso impegno, per farli funzionare, di quanto ce ne vorr a noi per costruirli.
Gi me li vedo, disse Laws, sorridendo. Giovanotti aitanti seduti sul pavimento del loro appartamento di North Beach, che girano freneticamente manopole e interruttori, mentre nella stanza rimbomba il suono incredibilmente autentico di motori, tempeste di neve, camion che scaricano rottami metallici e altre stranezze registrate.
Non ne sono cos sicura, obbiett la signora Pritchet, ancora poco convinta. Voi due sembrate cos... eccentrici.
Ma questo un campo di eccentrici, la inform Hamilton. Peggiore di quello degli articoli di moda, o dell'organizzazione di feste di addio al celibato, ma immensamente pi remunerativo.
Ma voi siete certi, insistette la signora Pritchet, che la vostra iniziativa sar uri successo commerciale? Non mi piace fare investimenti senza la garanzia di un ritorno ragionevole.
Signora Pritchet, disse Hamilton, con aria di rimprovero, mi sembrato di sentirle dire, una volta, che lei avrebbe voluto fare la mecenate in campo artistico.
Santo Cielo, lo rassicur la donna. Non c' niente di pi importante per la societ di un sostegno convinto alle attivit culturali. La vita senza il grande patrimonio artistico creato da generazioni di geni ispirati...
Allora sta facendo la cosa giusta, la interruppe Hamilton. Sentir la musica dei contanti.
Ma...
Dei cantanti, voleva dire Jack, intervenne Laws.8 Insomma, noi operiamo in campo musicale. Con un impianto come il nostro, chiunque potr ascoltare la musica come non ha mai fatto in vita sua. Musica al massimo della potenza senza la minima distorsione, e con una fedelt mai raggiunta. Sar una rivoluzione culturale.
Hamilton pose un braccio attorno alla moglie e la strinse calorosamente a s. Che te ne sembra, tesoro?
Magnifico, rispose Marsha, con una smorfia di dolore. Ma stai attento... sono tutta ustionata, ti ricordi? Pensi che avremo successo? Non ne dubito.
Dovremmo essere tutti soddisfatti, disse allora Hamilton, rivolto alla signora Pritchet, lasciando Marsha. Giusto?
Ancora incerta. Edith Pritchet frug nella sua voluminosa borsa in cerca del blocchetto degli assegni. Be', pare che sia per una buona causa.
un'ottima causa, annu Hamilton. Perch se non abbiamo i soldi, non potremo nemmeno cominciare a lavorare.
8 Qui c' un gioco di parole intraducibile in italiano fra "loot" (quattrini) e "liute" (liuto), che si pronunciano pi o meno allo stesso modo (N.d.T.).

La signora Pritchet richiuse di scatto la borsa. Tutto sommato, forse meglio che non mi lasci coinvolgere in questa storia.
Non ci faccia caso, intervenne prontamente Marsha. Nessuno dei due sa quello che sta dicendo.
D'accordo, cedette infine la signora Pritchet, ormai convinta. Compil scrupolosamente un assegno corrispondente alla spesa iniziale prevista. Mi aspetto di riaverlo indietro, disse con aria severa, porgendo l'assegno a Laws. Secondo quelli che sono i termini del nostro accordo.
Lo riavr, disse Laws. Ma subito dopo fece un salto all'indietro, strillando per il dolore. Si pieg, port rabbioso una mano alla caviglia e schiacci con il pollice qualcosa di piccolo che si dimenava freneticamente. Che cos'? gli chiese Hamilton. Una forbicina. Si infilata lungo il calzino e mi ha pizzicato. Laws fece una smorfia impacciata e aggiunse, solo una coincidenza.
Noi speriamo di poterle restituire il denaro, disse Hamilton alla signora Pritchet, tanto per coprirsi le spalle. Naturalmente non possiamo prometterglielo, ma faremo tutto il possibile.
Aspett, ma niente lo morse o lo pizzic.
Grazie a Dio, ansim Marsha, dando un'occhiata all'assegno.
Bill Laws si incammin di buon passo verso il capannone di lamiera ondulata. Allora? strill. Che stiamo aspettando? Mettiamoci al lavoro!
Questo libro falsifica e distorce deliberatamente l'immagine reale, mettendo in ombra gli elementi cospiratori e sottintendendo che la loro esistenza immaginaria.
Joan Reiss

Si cercherebbe invano qualsiasi reale consapevolezza del perch questi eventi si siano verificati. L'autore si accontenta semplicemente di offrircene un resoconto piatto e naturalistico, senza alcun riferimento al significato morale... la malattia del naturalismo contemporaneo.
Arthur Silvestre

Non saprei trovarci niente di interessante, escluso l'episodio dell'ombrello, al quale non credo.
David Pritcher

L'autore andato fuori dalle righe tentando di rivestire di un certo fascino alcuni personaggi minori piuttosto insignificanti, come la cameriera (o quel che diavolo ).
Marsha Hamilton

Il libro delizioso. Solo che c' un interesse insistito per la violenza e il sesso, e manca invece un messaggio spirituale pi ampio che redima alcune sequenze altrimenti sgradevoli.
Edith Prichet


Sul romanzo sembra aleggiare una specie di roseo bagliore ottimistico, una fiducia anacronistica che le cose in un modo o nell'altro volgeranno per il meglio. Nella vita reale tutto questo semplicemente non avviene.
Bill Laws

In qualche modo lungo e tortuoso, si parla troppo e si agisce poco.
Charley McFeyffe

Mi sembrato buono, anche se avrei preferito che la scena nella sala d'ascolto entrasse meno nei particolari. Non necessario che tutto sia cos esplicito.
Jack Hamilton

Questo il testo completo di un prologo incluso nel manoscritto originale di Eye in the Sky del 1955, dove i protagonisti sembrano dare un giudizio personale sul romanzo. Nell'originale la citazione di Bill Laws viene prima di quella di Edith Prichet.









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