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File Asci ad uso esclusivo per non vedenti.

LA VOCE DEL TUONO.

WILBUR SMITH.

Sean Courteney sta tornando dalla
foresta col frutto della propria carabina:
le zanne di cinquecento elefanti. E ricco,
ma sente che qualcosa cambiato, che
l'epopea delle grandi cacce nella savana
sta svolgendo ai termine e che si sta
approssimando una nuova era. E' stanco
della vita errabonda, preoccupato per il
figlio Dirk, che cresciuto senza madre,
con un carro come casa e l'avventura
come scuola. Sean ancora un leone,
ma un leone ormai adulto, e la guerra
anglo-boera che scoppia di l a poco
ancora una volta gli toglie tutto,
mettendo a dura prova il suo coraggio e
la sua lealt. La pagina di Smith assume
in tal modo una colorazione ancor pi
drammatica e si carica di una nuova
tensione emotiva, accostandoci a un
personaggio pi umano, in lotta con se
stesso prima che con gli altri,
tormentato da passioni e rimorsi, alle
prese con i vecchi rancori del fratello
Garrick e con il figlio Dirk, il quale gi
咬uggisce pi forte dei leone che lo ha
generato. Dopo cinque anni di
vedovanza, Sean s'innamora di nuovo,
per Ruth un tipo di donna che gli
sconosciuto: tenera ma autonoma,
intraprendente, ribelle. E la donna del
咨empo nuovo presentito e che si
definitivamente instaurato, con il quale
Sean chiamato a misurarsi. Grazie al
cieco gioco dei destino ha riconquistato
tutto: accanto alle stalle dei cavalli
adesso ha parcheggiato la Rolls, i recinti
delle mandrie hanno lasciato il posto alle
piantagioni e agli stabilimenti, e Sean
deve tenere a freno i pugni (non
riuscendovi sempre) ora che la lotta si
spostata dagli sterminati spazi selvaggi
al terreno della politica. Non una lotta
meno dura o pi avara di colpi di scena:
questi anzi si susseguono con il ritmo
incalzante tipico di quel gran maestro
della suspense che Wilbur Smith.

WILBUR SMITH.

Wilbur Smith nato nel 1933 nella
Rhodesia dei Nord (l'attuale Zambia),
ma cresciuto e ha studiato nella
Repubblica Sudafricana. La stampa lo
definisce il pi importante scrittore di
avventura del nostro tempo.

LA VOCE DEL TUONO.

Questo libro per i miei figli
Shaun, Lawrence e Christian Laurie.

1.

Quattro anni di viaggio nella foresta, lontano da ogni strada,
avevano ridotto i carri a malpartito. Molti raggi e timoni
erano stati rifatti con legno dei bushveld; i teloni di coper-
tura avevano tante toppe che la stoffa originale era appena
visibile; decimati dai predatori e dalle malattie, i tiri erano ridotti da
diciotto a dieci buoi per carro. Tuttavia quella piccola ed esausta
carovana trasportava le zanne di cinquecento elefanti: dieci tonnel-
late d'avorio, il frutto della carabina di Sean Courteney; avorio che,
appena arrivato a Pretoria, egli avrebbe convertito in circa quindici-
mila sterline d'oro.
Sean era di nuovo un uomo ricco. I suoi indumenti erano sfor-
mati, coperti di macchie e tenuti insieme da rozzi rammendi; gli sti-
vali dalle tomaie terribilmente logore erano risuolati con pelle di bu-
falo non conciata; una lunga barba incolta gli copriva met dei pet-
to, e i capelli neri gli scendevano sul collo, dove erano stati tagliati,
all'altezza del bavero della giubba, con un paio di forbici che non
dovevano essere troppo affilate. Ma, a dispetto delle apparenze,
Sean era ricco d'avorio, oltre che dell'oro depositato nei sotterranei
della Volkskaas Bank di Pretoria.
Ferm il cavallo su un rialzo dei terreno di fianco alla strada e
guard i carri che avanzavano ondeggiando. Ora posso sistemarmi,
pens con soddisfazione. Trentasette anni, non sono pi un giova-
notto. E' arrivato il momento di comprare la fattoria. Aveva gi
scelto il terreno e il luogo preciso in cui avrebbe costruito la sua ca-
sa: vicino al bordo della scarpata, in modo da potersi sedere in ve-
randa, la sera, a guardare oltre i pianori, nella lontananza blu, il
fiume Tugela.
Domattina presto arriveremo a Pretoria. La voce accanto a
lui interruppe le sue fantasticherie, e Sean si gir sulla sella per
guardare lo zulu accoccolato di fianco al cavallo.
E' stata una buona caccia, Mbejane.
俟, Nkosi, abbiamo ucciso molti elefanti, annu Mbejane, e
Sean not per la prima volta i fili d'argento nella cupola crespa dei
suoi capelli. Neppure lui era pi un giovanotto.
Abbiamo fatto molte marce, aggiunse Sean, e Mbejane chin
di nuovo il capo in segno di assenso.
隹lla lunga un uomo si stanca del trek , riflett Sean a voce al-
ta. 隹rriva un momento in cui desidera con tutta l'anima dormire
due volte nello stesso posto.
亟 sentire il canto delle sue mogli che lavorano nei campi , rin-
car Mbejane, e vedere le sue bestie che rientrano nel kraal al cre-
puscolo, condotte dai suoi figli.
侶uesto momento arrivato, per noi, amico mio. Torniamo a
casa, a Ladyburg.
Le due lance risuonarono sullo scudo di pelle non conciata,
mentre Mbejane balzava in piedi, i muscoli guizzanti sotto il velluto
nero della pelle, alzava la testa verso Sean e schiudeva le labbra in
un sorriso: un miracolo di denti bianchi e di splendore. Sean non
pot fare a meno di ricambiarlo, e i due si guardarono sogghignan-
do come due ragazzi che abbiano appena portato a buon fine una
birbonata.
Se forziamo l'andatura dei buoi in quest'ultimo giorno, Nkosi,
possiamo arrivare a Pretoria stasera.
促roviamo, lo incoraggi Sean, dirigendo il cavallo verso la
scarpata per intercettare la carovana.
Mentre muoveva verso quella nello splendore candido del matti-
no africano, una certa agitazione, a partire dalla coda, si diffuse ra-
pidamente lungo la colonna; i cani latrarono e i servi levarono grida
d'incitamento al giovane cavaliere che sfrecci loro accanto, galop-
pando verso la testa della carovana. Piegato sulla sella, spronava il
pony con i gomiti e i talloni, il cappello ciondolante dal laccio di
cuoio intorno al collo, i capelli neri scompigliati dalla velocit della
corsa.
侶uel cucciolo ruggisce pi forte del leone che l'ha generato,
borbott Mbejane, ma c'era una grande tenerezza sul suo volto,
mentre guardava il ragazzo raggiungere il carro di testa e fermare il
cavallo con una brusca impennata.
E rovina la bocca di tutte le bestie che monta. La voce di
Sean era dura come quella di Mbejane, e altrettanto tenera l'espres-
sione dei suoi occhi, mentre guardava il figlio tagliare la fune che
assicurava al pomo della sella il corpo bruno di un'antilope, lascian-
dolo cadere sulla strada, accanto al carro. Due dei conducenti si af-
frettarono a raccoglierlo. Dirk Courteney incit il pony con i talloni
e galopp verso il punto in cui Sean e Mbejane aspettavano la caro-
vana.
Una sola? chiese Sean, mentre Dirk arrestava l'animale e lo
faceva ruotare sulle zampe posteriori per mettersi al suo fianco.
保h, no. Ne ho abbattute tre. Con tre colpi. I portatori hanno
le altre due. Disinvolto, come considerando naturale che a nove
anni dovesse procurare la carne per tutta la carovana, Dirk si siste-
m un p di sghembo sulla sella, tenendo le redini con una mano e
posando negligentemente l'altra su un fianco, in fedele imitazione
del padre.
Aggrottando un poco la fronte per nascondere l'intensit del
proprio orgoglio e del proprio amore, Sean esamin, senza darlo a
vedere, il figlio. La bellezza di quel volto era quasi indecente, l'in-
nocenza degli occhi e la pelle perfetta si sarebbero meglio adattate a
una ragazza. Il sole traeva riflessi rossicci dalla massa dei riccioli
bruni, gli occhi verdi, ben distanziati fra loro, erano orlati da lun-
ghe ciglia nere e sormontati dalla linea delicata delle sopracciglia.
Occhi di smeraldo, pelle dorata, rubini nei capelli: una testa model-
lata da un gioielliere. Poi Sean guard la bocca e prov un certo di-
sappunto. Era eccessivamente grande, con labbra troppo larghe e
morbide. Per la sua forma irregolare si aveva sempre l'impressione
che il ragazzo stesse per mettere il broncio o per frignare.
保ggi marceremo tutto il giorno, Dirk. Niente soste finch arri-
viamo a Pretoria. Torna indietro e dillo ai conducenti.
俑anda Mbejane. Non sta facendo niente.
L'ho detto a te.
Accidenti, pap! Ho sgobbato abbastanza per oggi.
侮a', maledizione! rugg Sean con eccessiva violenza
Sono appena tornato, non giusto che... cominci Dirk, ma
Sean non lo lasci finire.
保gni volta che ti chiedo di fare qualcosa, ti metti a discutere.
Ubbidisci! Si fissarono negli occhi; Sean irritato e Dirk risentito.
Sean ravvis con sgomento quel l'espressione, preludio delle prove
di forza che stavano diventando sempre pi frequenti fra di loro. Si
sarebbe conclusa come la maggior parte delle precedenti, con Sean
che doveva ammettere la propria sconfitta e ricorrere allo sjambok?
Quand'era stata l'ultima volta? Due settimane prima: Sean aveva
rimproverato Dirk per cose di poco conto riguardo alla cura dei suo
pony. Dirk era rimasto in silenzio, accigliato, ad attendere che Sean
finisse di parlare, poi se n'era andato tra i carri. Senza pi pensare
alla cosa, Sean stava chiacchierando con Mbejane, quando nell'ac-
campamento era risuonato un guaito di dolore e Sean era corso a
vedere.
Al centro del cerchio di carri c'era Dirk. Il suo viso era ancora
infiammato di rabbia e ai suoi piedi uno dei cagnolini non ancora
svezzati si rotolava e guaiva, con le costole spezzate da un calcio del
ragazzo.
Furioso, Sean aveva picchiato Dirk, ma, nonostante la sua colle-
ra, aveva usato una corda e non lo sjambok di pelle l'ippopotamo.
Poi gli aveva ordinato di andarsene sul carro.
A mezzogiorno l'aveva mandato a chiamare perch chiedesse
scusa, ma Dirk, senza piangere, le labbra e le mascelle contratte, si
era rifiutato.
Sean lo aveva picchiato di nuovo con la corda... Questa volta a
freddo, non in un impeto di collera. Dirk non si era piegato.
Infine, vinto dal disappunto, Sean aveva preso lo sjambok. Per
dieci sibilanti colpi, ognuno dei quali si concludeva con un penoso
schiocco sulle sue natiche, Dirk non aveva disserrato i denti. Il suo
corpo sussultava lievemente a ogni frustata, ma il ragazzo non par-
lava, e Sean aveva continuato a colpirlo, con un senso di nausea al-
lo stomaco e coi sudore della vergogna e del senso di colpa che gli
colava negli occhi, alzando e abbassando meccanicamente lo sjam-
bok, le dita contratte intorno all'impugnatura, la bocca piena di sa-
liva acida.
Quando Dirk finalmente aveva gridato, Sean aveva lasciato ca-
dere l'orribile frusta e si era appoggiato alla fiancata di un carro,
cercando di ricacciare indietro la nausea che gli saliva alla gola.
Dirk aveva continuato a gridare, allora il padre lo aveva stret-
to a s, abbracciandolo forte.
俑i spiace, Pa'! Mi spiace. Non lo far pi, te lo prometto.
Ti voglio bene, ti voglio bene pi che a chiunque altro. Non lo fa-
r pi, davvero, davvero, urlava Dirk, mentre si tenevano stretti.
Per giorni, in seguito, nessuno dei servi aveva sorriso a Sean,
n gli aveva rivolto la parola, salvo che per assentire a un ordine.
Infatti non c'era nessuno tra loro, Mbejane incluso, che non fosse
pronto a mentire, ingannare e rubare perch Dirk Courteney aves-
se tutto quello che desiderava nel momento stesso in cui lo deside-
rava. E potevano odiare chiunque glielo rifiutasse, compreso
Sean.
Ci era accaduto due settimane prima. Ora dovremo ripetere
tutto? pens Sean, guardando quella bocca sgradevole.
Invece, a un tratto, Dirk sorrise. Fu uno di quei bruschi cam-
biamenti d'umore che lasciavano Sean un p sconcertato. Infatti,
quando il figlio sorrideva, la sua bocca diventava bella. Allora di-
ventava irresistibile.
侮ado, pap. Allegramente, come se lo facesse di propria
volont, Dirk spron il pony e torn al trotto verso i carri.
Piccola canaglia insolente! borbott Sean per salvare la fac-
cia agli occhi di Mbejane, ma dentro di s pensava alla propria
parte di colpa. Aveva allevato Dirk con un carro coperto come ca-
sa, il veld come scuola, uomini adulti come compagni e l'autorit
su di essi come proprio, indiscutibile diritto di nascita.
Poich sua madre era morta cinque anni prima, Dirk non ave-
va conosciuto l'influenza moderatrice di una donna. Non c'era da
meravigliarsi che fosse un selvaggio.
Sean scacci il ricordo della madre di Dirk. Anche questo si
accompagnava a un forte sentimento di colpa, contro il quale ave-
va lottato per anni. Lei era morta, ormai. Non c'era nulla da gua-
dagnare a torturarsi. Scacci anche l'umor nero che stava som-
mergendo la felicit di pochi minuti prima, colp con le briglie il
collo dei cavallo e lo condusse sulla strada: verso sud, in direzione
della bassa linea di colline all'orizzonte, verso sud, in direzione di
Pretoria.
E' un selvaggio, ma una volta sistemati a Ladyburg si raddriz-
zer, pens Sean. A scuola gli toglieranno i grilli dalla testa e a
casa io gli insegner le buone maniere. Si raddrizzer, di sicuro.
Quella sera del 3 dicembre 1899 Sean fece scendere i carri dalle
colline e form il laager sul bordo del fiume Apies. Dopo mangiato,
mand Dirk a dormire nel carro adibito ad abitazione, poi sal da
solo sulla cresta di un colle e si volt a guardare dietro di s, a set-
tentrione. Grigio-argento nella luce della luna il veld si stendeva si-
lenzioso e sconfinato. Quella era la vecchia vita. Bruscamente fece
dietro front e scese verso le luci della citt che gli ammiccavano dal-
la vallata sottostante.

2.

L'ordine di restare coi carri aveva provocato un piccolo litigio
con Dirk, perci Sean era di malumore quando, la mattina do-
po, attravers il ponte sull'Apies ed entr in citt. Accanto a
lui, Mbejane correva per tenere il passo col cavallo del padrone.
Assorto nei suoi pensieri, Sean arriv fino in Church Street, pri-
ma di notare l'insolita attivit che lo circondava. Una colonna di
cavalieri lo costrinse a fermare il suo animale su un lato della stra-
da. Sean la guard passare con interesse.
Erano tutti boeri, abbigliati con un miscuglio d'indumenti ac-
quistati e fatti in casa, e cavalcavano in quella che con un p di
fantasia si poteva chiamare colonna per quattro. Ma fu il loro nu-
mero a suscitare la curiosit di Sean. Perdio, dovevano essere alme-
no duemila, ragazzi giovanissimi e uomini dalle barbe grigie, ciascu-
no con due cartucciere incrociate sul petto e, accanto al ginocchio
sinistro, il calcio di un Mauser a ripetizione che spuntava dal fode-
ro. Coperte arrotolate e legate alle selle, pentolini e borracce che
sbattevano gli uni contro le altre, sfilarono lungo Church Street.
Non potevano esservi dubbi. Quei cavalieri andavano alla guerra.
Dai marciapiedi le donne e alcuni uomini lanciavano grida d'in-
coraggiamento.
Geluk hoor! Mirate giusto.
Spoedige terugkoms.
I cavalieri ridevano e rispondevano sullo stesso tono. Sean si
chin su una graziosa ragazza che si trovava accanto al suo cavallo.
Agitava una sciarpa rossa e Sean vide che, bench sorridesse, aveva
le ciglia imperlate di lacrime, simili a rugiada su fili d'erba.
非ove vanno? chiese, urlando per sovrastare il frastuono della
cavalcata.
La ragazza alz la testa e quella mossa liber una lacrima che
scivol lungo la guancia e si stacc dal mento, lasciando una mac-
chiolina umida sul davanti della camicetta.
隹l treno, naturalmente.
Al treno? Che treno?
亮uardi, ecco i cannoni.
Sbigottito, Sean alz lo sguardo sui due pezzi d'artiglieria che
passavano con gran fracasso. Cannonieri in uniformi blu, guarnite
d'alamari d'oro, sedevano rigidamente sugli affusti, i cavalli china-
vano la testa per effetto dell'immenso peso dei cannoni. Alte ruote
cerchiate di ferro, bronzo scintillante delle culatte in contrasto con
il grigio scuro delle canne.
Mio Dio! bisbigli Sean. Poi si volt di nuovo verso la ragaz-
za e le afferr una spalla, scuotendola in preda all'agitazione. Do-
ve vanno? Me lo dica, presto!
俑enheer! esclam lei, irritata, liberandosi dalla sua stretta.
La prego, mi scusi! Dovevo saperlo! le grid dietro Sean,
mentre la ragazza spariva tra la folla.
Per un minuto Sean rimase stupefatto, poi il suo cervello riprese
a lavorare.
Dunque c'era la guerra. Ma dove e contro chi?
Nessuna insurrezione tribale poteva richiedere un simile spiega-
mento di forze. Quei cannoni erano le armi pi moderne che Sean
avesse mai veduto.
No, era una guerra tra bianchi.
Contro la Repubblica dell'Orange? Impossibile, erano alleati.
Contro gli inglesi, allora? L'idea lo sgoment. Eppure... Eppure
cinque anni prima erano circolate voci di un possibile conflitto. Ed
era gi accaduto in passato. Ricord il 1895 e il raid di Jameson.
Poteva essere avvenuta qualsiasi cosa durante il lungo periodo in
cui Sean era rimasto tagliato fuori dalla civilt. E adesso, ignaro di
tutto, c'era piombato nel mezzo.
Valut rapidamente la propria posizione. Egli era inglese. Nato
nel Natal sotto l'Union Jack. Sembrava un boero, parlava come un
boero, cavalcava come un boero, era nato in Africa e non l'aveva
mai lasciata; ma tecnicamente era altrettanto inglese che se avesse
visto la luce entro la City di Londra.
Ammesso che la guerra fosse tra la Repubblica e la Gran Breta-
gna e supponendo che i boeri lo catturassero, cosa avrebbero fatto
di Sean Courteney?
L'avorio e i carri sarebbero stati certamente confiscati e lui get-
tato in prigione, magari fucilato come spia!
Devo filarmela da qui, mormor, poi disse a Mbejane: An-
diamo. Torniamo ai carri, presto! . Ma, prima di raggiungere il
ponte, cambi idea. Doveva sapere con certezza cosa stava accaden-
do. C'era una persona cui poteva rivolgersi e decise di correre il ri-
schio.
俑bejane, corri al campo. Trova lo Nkosizana Dirk e tienilo l,
legato, se occorresse. Non parlare con nessuno e, se ti cara la pel-
le, impedisci che Dirk parli con chicchessia. Capito?
青apito, Nkosi.
Poi Sean, secondo tutte le apparenze boero tra boeri, si apr len-
tamente la strada tra la folla e la ressa dei carri verso un grande em-
porio ai margini della citt, vicino alla stazione ferroviaria.
Dall'ultima volta che l'aveva vista, l'insegna sopra la porta era
stata ridipinta a nuovo in rosso e oro: I. Goidberg. Importazione
& Esportazione, Rappresentanza di Macchine Minerarie, Commer-
cio al Minuto e all'Ingrosso, Si acquistano Oro, Gemme, Pelli,
Avorio e Altri Prodotti Naturali .
Nonostante la guerra, o grazie a essa, l'emporio del signor Gold-
berg faceva buoni affari. Il locale era gremito, e Sean scivol inos-
servato tra i clienti, alla ricerca dei proprietario.
Lo trov che contrattava un sacco di caff in chicchi con un tipo
chiaramente scettico riguardo alla qualit del prodotto. La discus-
sione sui pregi del caff dei signor Goldberg, in confronto a quello
del suo concorrente al lato opposto della strada, stava diventando
tecnica e appassionata.
Sean si appoggi a uno scaffale colmo di mercanzia, riemp la
pipa, l'accese e osserv il signor Goldberg in azione. Avrebbe dovu-
to fare l'avvocato, le sue argomentazioni erano cos appassionate
che convinsero prima Sean e infine il cliente. Quest'ultimo pag, si
caric il sacco in spalla e, brontolando, si apr un varco fino all'u-
scita, lasciando il signor Goldberg sudato e rosso in volto.
Vedo che non dimagrito, Izzy , disse Sean a mo' di saluto.
Goldberg lo scrut incerto da sopra gli occhiali, cominciando a
sorridere, poi lo riconobbe e il sorriso si spense. Sbatt le palpebre
per la sorpresa, mosse il capo in un cenno d'invito che gli fece tre-
molare le guance e spar nel retrobottega. Sean lo segu.
亟' pazzo, signor Courteney? lo accolse Goldberg, tremando
per l'agitazione. Se la prendono...
俟enta, Izzy. Sono arrivato ieri sera e sono quattro anni che
non parlo con un bianco. Cosa diavolo sta succedendo?
Non sa niente?
No, maledizione!
C' la guerra, signor Courteney.
Questo lo vedo. Ma dove? E contro chi?
Su tutti i confini... Il Natal, il Capo.
Contro?
L'Impero Britannico. Goldberg scosse la testa, come se non
credesse alle proprie parole. Siamo in guerra contro tutto l'Impero
Britannico.
Siamo, chi?
La Repubblica del Transvaal e lo Stato libero d'Orange. Ab-
biamo gi ottenuto grandi vittorie... Ladyburg assediata, Kimber-
ley, Mafeking...
E qual la sua posizione personale, Izzy?
Io sono nato a Pretoria. Sono un boero.
Intende denunciarmi?
No, certo che no. Come potrei denunciare un uomo che stato
mio buon cliente per tanti anni?
Grazie, Izzy. Senta, devo andarmene da qui il pi presto possi-
bile.
Sarebbe una saggia decisione.
Cosa dice del mio denaro alla Volkskaas? Posso ritirarlo?
Izzy scosse tristemente la testa. Hanno congelato tutti i conti
inglesi.
Maledizione! imprec Sean, maledizione! Poi: Izzy, ho
venti carri e dieci tonnellate d'avorio appena fuori citt... Le interes-
sano? .
Quanto?
Diecimila per tutto; buoi, carri, avorio... Tutto.
俏on sarebbe patriottico, signor Courteney, tentenn Gold-
berg, commerciare con il nemico... Inoltre, chi mi assicura che sia-
no proprio dieci tonnellate?
Accidenti, Izzy, io non sono l'esercito britannico... Tutta quella
roba vale almeno ventimila sterline!
侮uole che compri a scatola chiusa, pronta cassa e nessuna do-
manda? D'accordo. Le dar quattromila sterline. In oro.
Sette.
Quattro e mezzo, replic Izzy.
No, dannazione. Cinque! ringhi Sean.
Cinque?
Cinque!
Va bene, cinque.
Grazie, Izzy.
Piacere mio, signor Courteney.
Sean gli spieg in fretta dove si trovavano i carri. 促u manda-
re qualcuno a prenderli. Io partir per il Natal appena far buio.
Si tenga lontano dalle strade e soprattutto dalla ferrovia. Jou-
bert ha trentamila uomini nel Natal settentrionale, ammassati intor-
no a Ladyburg e sulle alture dei Tugela. Goidberg and alla cassa
e prese cinque sacchetti di tela. Vuole contarle?
Mi fido di lei, come lei si fidato di me. Arrivederci, Izzy.
Sean si ficc i pesanti sacchetti nella camicia e li distribu al di sopra
della cintura.
Arrivederci, signor Courteney.

3.

Restavano due ore di luce, quando Sean fin di pagare gli uo-
mini. Spinse l'esigua pila di sterline attraverso la ribalta del
carro verso l'ultimo dipendente ed esegu il complicato ri-
tuale dell'addio, il battito delle palme e la stretta di mano, la ripeti-
zione delle frasi formali; poi si alz dalla sedia e lanci un'occhiata
tutt'attorno. Gli uomini stavano pazientemente accoccolati e lo
guardavano con inespressive facce nere; ma, riflesso da quei volti,
Sean vedeva il suo stesso dolore per quella separazione. Uomini con
cui aveva vissuto e lavorato e condiviso mille pericoli. Non era faci-
le lasciarli, ora.
亭inito, disse.
Yebho, finito, assentirono in coro, ma nessuno si mosse.
Andate, accidenti a voi!
Lentamente, uno tra loro si alz e raccolse il fagotto dei propri
beni, un kaross (l'indispensabile coperta di pelle), due lance, una
camicia donatagli da Sean. 俏kosi! disse, e alz il pugno in segno
di saluto.
Nonga , rispose Sean. L'uomo si volt e usc dal laager.
Nkosi!
Hlubi.
Nkosi!
Zama.
Una specie di appello: Sean pronunci i loro nomi per l'ultima
volta e, a uno a uno, gli uomini uscirono dal cerchio di carri. Sean
l guard allontanarsi nel crepuscolo. Nessuno si volt indietro e
ciascuno and per proprio conto. Era finita.
Stancamente Sean si volt verso il campo. I cavalli erano pronti.
Tre con le selle, due carichi d'involti. Prima mangeremo,
Mbejane.
E' pronto, Nkosi. Hlubi ha cucinato, prima di andarsene.
Vieni, Dirk. A cena.
Il ragazzo fu l'unico a parlare durante il pasto. Chiacchierava
allegramente, eccitato dalla nuova avventura, mentre Sean e Mbeja-
ne ingurgitavano il grasso stufato di Hlubi, senza quasi sentirne il
sapore.
Lontano, nella crescente oscurit, uno sciacallo ulul, un urlo
solitario nel vento della sera che ben s'accordava con l'umore di un
uomo che aveva perduto amici e ricchezza.
亟 ora. Sean infil la giacca di pelle di montone e l'abbotto-
n, mentre si alzava per soffocare il fuoco coi piedi. Ma all'improv-
viso s'arrest e rimase in ascolto, la testa piegata di lato. C'era un
nuovo rumore nel vento.
青avalli, conferm Mbejane.
Presto, il fucile! Lo zulu balz in piedi, corse ai cavalli e sfil
dal fodero l'arma di Sean.
隹llontanati dalla luce e tieni la bocca chiusa, ordin Sean,
spingendo Dirk nell'ombra, tra i carri. Poi afferr il fucile dalle
mani di Mbejane, lo caric e si accoccol accanto al figlio e al ne-
gro, in attesa.
Sassi che rotolavano sotto gli zoccoli, lievi fruscii di rami
smossi.
俗n uomo solo, bisbigli Mbejane. Uno dei cavalli col carico
lanci un breve nitrito e ricevette un'immediata risposta dal buio.
Poi ancora silenzio, un lungo silenzio rotto alla fine dal tintinnio di
una briglia, quando il cavaliere smont.
Allora Sean intravide una figura snella che emergeva lentamente
dalla notte, e alz il fucile per tenere lo sconosciuto sotto tiro. C'era
qualcosa d'insolito nella sua andatura, aggraziata ma con uno stra-
no dondolio dei fianchi, le gambe erano lunghe come quelle di un
puledro, e Sean cap che era giovane, molto giovane a giudicare dal-
la statura.
Con sollievo si drizz dalla scomoda posizione ed esamin a
proprio agio il nuovo arrivato, che si ferm incerto accanto al fuo-
co, scrutando il buio. Il ragazzo portava un berretto a visiera calato
sugli occhi e una costosa giacca di camoscio color miele. I pantaloni
da cavallerizzo erano confezionati alla perfezione e aderivano stret-
tamente alle natiche. Sean si disse che quel fondoschiena era troppo
voluminoso e del tutto sproporzionato ai minuscoli piedi che calza-
vano lucidi stivali inglesi da equitazione. Un vero damerino, si disse
ancora, e fu in tono sprezzante che intim: Fermo dove sei, ami-
co. Che cosa cerchi? .
La domanda di Sean ebbe un effetto inatteso. Il ragazzo salt, le
suole dei suoi scintillanti stivali si sollevarono di parecchi centimetri
dal suolo e, quando vi ricaddero, si ritrov di fronte a Sean.
Parla. Non ho tutta la notte a disposizione.
Il ragazzo apr la bocca, la richiuse, si pass la lingua sulle lab-
bra e disse a bassa voce: Ho saputo che andate nel Natal .
Chi te l'ha detto?
Mio zio.
Chi tuo zio?
Isaac Goldberg.
Mentre assimilava questa informazione, Sean esamin il volto
del ragazzo. Glabro, pallido, con grandi occhi scuri e una bocca fat-
ta per sorridere, anche se, in quel momento, era assottigliata dalla
paura.
E se anche fosse? chiese Sean.
Voglio venire con voi.
Scordatelo. Rimonta sul tuo cavallo e tornatene a casa.
La pagher... La pagher bene.
Fosse la voce o il portamento, Sean si disse che c'era qualcosa di
molto strano in quel ragazzo. Teneva con entrambe le mani una
piatta borsa di cuoio sul petto, quasi che volesse difendere, come se
stesse proteggendo... Che cosa? E a un tratto Sean cap.
Togliti il berretto , ordin.
No.
Toglilo.
Il ragazzo esit ancora un momento, poi, con gesto quasi di sfi-
da, si strapp il berretto dal capo: due folte trecce nere, rilucenti al
bagliore delle fiamme, ricaddero fino alla vita, trasformando il gof-
fo ragazzo in una donna stupenda.
Bench lo avesse immaginato, Sean non era pronto allo shock di
quella rivelazione. A provocarlo non fu tanto la bellezza della ra-
gazza, quanto il suo abbigliamento. Sean non aveva mai visto una
donna in calzoni, e rimase a bocca aperta. Calzoni, perdio, tanto
valeva che fosse nuda dalla cintola in gi... Anzi, in quest'ultimo ca-
so sarebbe stata meno indecente.
Duecento sterline... Ora la ragazza avanzava verso di lui,
porgendo la borsa. A ogni passo la stoffa dei pantaloni si tendeva
sulle cosce, e Sean dovette fare uno sforzo per riportare gli occhi sul
suo volto.
Si tenga il suo denaro, signora. Gli occhi della ragazza erano
grigi. Grigio fumo.
非uecento in acconto, e altrettante quando arriveremo nel
Natal.
Non sono interessato. Ma lo era: a quelle morbide labbra che
cominciavano a tremare.
Quanto allora? Dica il suo prezzo.
Senta, signora, non sto guidando un corteo. Siamo gi in tre...
e uno un bambino. Ci aspetta un duro viaggio a cavallo, e fra qui
e il Natal c' un esercito di boeri. Le nostre probabilit sono gi ab-
bastanza esigue cos. Se si aggiungesse una quarta persona, e oltre
tutto donna, diventerebbero pressoch nulle. Non voglio il suo de-
naro, desidero soltanto portare mio figlio al sicuro. Torni a casa e
aspetti che questa guerra sia finita... Non durer a lungo.
Io vado nel Natal.
亟 va bene, ci vada... Ma non con noi. Sean non era sicuro di
poter resistere ancora per molto al fascino di quegli occhi grigi e si
rivolse a Mbejane. 隹 cavallo, ordin, allontanandosi da lei. La
giovane donna non gli stacc gli occhi di dosso mentre salivano in
sella. Sembrava molto piccola e sola quando Sean la guard dall'al-
to del cavallo. 俑i spiace, grugn. 隹desso torni a casa, da bra-
va, e, voltato il cavallo, scomparve al trotto nell'oscurit.
Cavalcarono per tutta la notte in direzione est, nella pianura il-
luminata dalla luna. Mentre passavano accanto a una casa buia, un
cane abbai; fecero una piccola deviazione, poi puntarono di nuovo
a oriente, tenendo alla loro destra la Croce del Sud. Quando Dirk si
addorment in sella e scivol di lato, Sean lo afferr prima che toc-
casse il suolo, lo prese in grembo e lo tenne cos per il resto della
notte.
Prima dell'alba giunsero a una macchia di cespugli sulla riva di
un corso d'acqua, impastoiarono i cavalli e si accamparono. Mbeja-
ne aveva messo a bollire il gavettino su un piccolo fuoco ben scher-
mato e Sean aveva appena avvolto il figlio addormentato nelle co-
perte, quando la ragazza emerse dalla macchia e balz gi di sella.
侮i ho quasi perduto due volte, disse, ridendo e togliendosi il
berretto. 信o avuto una paura terribile. Le trecce lucenti caddero
di nuovo fino alla vita. 青aff! Oh, bene, sono affamata.
Sean si alz minacciosamente in piedi e la fiss stringendo i pu-
gni, ma, senza lasciarsi intimidire, la ragazza impastoi il suo caval-
lo e lo lasci libero prima di dedicare nuovamente la sua attenzione
a Sean.
俏on faccia cerimonie, si sieda, prego. E ridacchi con tanta
malizia negli occhi grigi, scimmiottando, con le mani su quei fianchi
indecenti, la posa di Sean, che Courteney si sorprese a sorridere.
Cerc di trattenersi, perch era come ammettere la resa, ma i suoi
sforzi erano cos vani che fu la ragazza a scoppiare in un'allegra ri-
sata.
Com' la sua cucina? le domand Sean.
Cos cos.
Far meglio a darle una ripassata, perch d'ora in poi dovr
guadagnarsi il passaggio.
Pi tardi, dopo che ebbe assaggiato il primo boccone, Sean am-
mise a malincuore: 俏on male... Date le circostanze , e in un bale-
no vuot il piatto, ripulendolo con un pezzo di pane.
俊roppo gentile, signore, lo ringrazi la ragazza, poi port la
sua coperta all'ombra, la stese, si sfil gli stivali, agit le dita dei
piedi e si sdrai con un sospiro.
Sean sistem con cura il proprio giaciglio in modo che, socchiu-
dendo appena gli occhi, potesse vederla senza muovere la testa, da
sotto la tesa del cappello che gli ricadeva sul volto.
Si svegli a mezzogiorno e vide che la ragazza dormiva con una
guancia poggiata sulla mano aperta. Le lunghe ciglia erano arruffa-
te e alcune ciocche brune, liberatesi dalle trecce, le attraversavano il
volto sudato e arrossato dal caldo. Sean la contempl a lungo, pri-
ma di alzarsi pian piano e attraversare il campo per prendere qual-
cosa dalle sacche della sella. Quando scese al corso d'acqua, porta-
va con s una busta di tela con l'occorrente per la toletta, l'unico
paio di calzoni decenti che gli restavano e una linda camicia di seta.
Seduto su una roccia accanto all'acqua, nudo dopo il bagno,
contempl il proprio volto nello specchio d'acciaio lucente.
亟' una vera impresa, sospir, cominciando a tagliare la fore-
sta di peli che da tre anni non conosceva le forbici.
All'imbrunire, pieno di s come una fanciulla nel suo primo abi-
to da sera, Sean torn al campo. Erano tutti svegli. Dirk e la ragaz-
za sedevano insieme sulla coperta di lei, cos immersi in un'animata
conversazione che nessuno dei due si accorse del suo arrivo. Mbeja-
ne stava attizzando il fuoco; accosciato com'era, spost il peso del
corpo dalla punta dei piedi ai talloni ed esamin Sean senza cambia-
re espressione.
俟ar meglio che mangiamo e partiamo subito.
Dirk e la ragazza lo guardarono. Gli occhi di lei si restririsero,
poi si spalancarono, pensosi.
Dirk lo fiss a bocca aperta. La tua barba diventata buf-
fa... dichiar, e la ragazza tent disperatamente di reprimere il
riso.
隹rrotola le tue coperte, ragazzo, bofonchi Sean, tentando
di fargli cambiare argomento, ma, come un mastino, Dirk non de-
morse:
... E come mai ti sei messo i vestiti buoni, Pa?

4.

Cavalcavano a fianco a fianco nel buio, Dirk tra Sean e la ra-
gazza, Mbejane dietro coi cavalli da soma. Il terreno saliva
e scendeva sotto di loro come i fiutti di un mare sconfinato,
e il modo in cui l'erba si muoveva al vento notturno rafforzava l'il-
lusione delle onde. Le masse scure dei kopjes erano isole e l'urlo di
uno sciacallo era il grido di un uccello marino.
La ragazza ruppe il silenzio, e la sua voce si fuse con il morbido
suono dei vento: Non ci stiamo spingendo troppo a est? .
Deliberatamente , rispose Sean. Voglio attraversare l'estre-
mit della catena del Drakensberg passando molto alla larga dalle
concentrazioni boere intorno a Ladyburg e dalla strada ferrata. La
guard al di sopra della testa di Dirk: cavalcava con il volto levato
verso il cielo.
Conosce le stelle? le chiese.
Un p.
Io le conosco tutte, si vant Dirk, e punt il dito verso la par-
te meridionale dei cielo. Quella la Croce dei Sud con i due brac-
ci, quell'altra Orione con la spada alla cintura, e quella la Via
Lattea.
Dimmene qualche altra , lo incit la ragazza.
Le altre sono stelle comuni... Non contano. Non hanno nem-
meno un nome.
Oh s, invece, e la maggior parte ha anche una storia.
Ci fu una pausa. Ora Dirk si trovava in una posizione difficile;
doveva ammettere la propria ignoranza - ma era troppo orgoglioso
per inghiottire quel rospo con facilit -, oppure rinunciare a quella
che prometteva d'essere una bellissima serie di storie. Per quanto
grande fosse il suo orgoglio, la sua sete di storie lo era ben di pi.
Raccontamene qualcuna , fin col dire.
侮edi quel gruppo di stelline lass, sotto quella grande e lumi-
nosa? Si chiamano le Sette Sorelle. Devi sapere che una volta, tanto
tempo fa...
Pochi minuti dopo Dirk era completamente avvinto dalla narra-
zione. Erano storie ancora pi belle di quelle di Mbejane... Proba-
bilmente perch erano nuove, mentre Dirk avrebbe potuto recitare a
memoria l'intero repertorio dello zulu. Si buttava su ogni punto de-
bole della trama come un pubblico ministero.
Ma perch non hanno sparato alla vecchia strega?
Non avevano armi da fuoco a quei tempi.
Allora con arco e frecce.
Non si pu uccidere una strega con l'arco. La freccia le passa
attraverso... Psst... Senza ferirla.
Accidenti! Era una cosa davvero impressionante, ma prima
di accettarla Dirk stim necessaria l'opinione di un esperto. Si rivol-
se a Mbejane, traducendogli la questione in zulu. Quando anche lui
sostenne la ragazza, Dirk non ebbe pi dubbi, perch Mbejane era
un'indiscussa autorit in materia di sovrannaturale.
Quella notte Dirk non si addorment in sella, e quando si ac-
camparono, prima dell'alba, la ragazza era rauca a forza di raccon-
tare, ma la sua conquista di Dirk era completa e quella di Sean mol-
to prossima.
Per tutto quel tempo, ascoltando la sua voce e i bassi scoppi di
risa che la costellavano, Sean aveva sentito che il seme piantato al
momento del loro primo incontro stava mettendo radici nei suoi
lombi e allungando viticci nel suo petto. Desiderava quella donna al
punto che, in sua presenza, diventava stupido. Molte volte durante
la notte aveva tentato di prender parte alle discussioni, ma Dirk
aveva sempre ignorato i suoi sforzi pungolando avidamente la ra-
gazza. Verso l'alba Sean aveva fatto la seccante scoperta d'esser ge-
loso del proprio figlio... Geloso dell'attenzione che Dirk otteneva e
che lui desiderava con tanta forza.
Mentre bevevano il caff dopo la colazione del mattino, sdraiati
sulle coperte in un boschetto fitto, Sean osserv: Non ci ha ancora
detto il suo nome.
E naturalmente fu Dirk a rispondere: A me si. Si chiama
Ruth... Non vero? .
Vero, Dirk.
Con sforzo Sean controll la rabbia insensata che ribolliva in
lui, ma, quando parl, la sua voce ne conservava ancora forti
tracce.
Ti abbiamo ascoltato abbastanza tutta la notte, ragazzo. Ora
metti gi la testa, chiudi gli occhi e la bocca, e resta cos.
Ma io non ho sonno, Pa'.
Fa' quello che ti dico! ringhi Sean e, balzato in piedi, usc a
grandi passi dall'accampamento e sal sul kopje sovrastante. Ormai
era giorno fatto ed egli scrut il veld da ogni parte. Nessuna traccia
di uomini o di abitazioni. Ridiscese e controll le pastoie dei cavalli,
prima di tornare nella fitta macchia d'alberi.
Nonostante le proteste, Dirk dormiva gi, raggomitolato come
un cucciolo, e da un grosso involto di coperte, vicino al fuoco, usci-
va l'inconfondibile russare di Mbejane. Ruth era sdraiata un p di-
scosta da loro, con una coperta gettata sulle gambe: il davanti della
sua camicetta che si alzava e si abbassava in modo ritmico diede a
Sean due buone ragioni per non prendere sonno. Giacque puntella-
to su un gomito, saziandosi gli occhi e la fantasia.
Erano quattro anni che non vedeva una bianca, quattro anni
senza il suono della voce di una donna o il conforto del suo corpo.
All'inizio era stato un tormento: inquietudine, crisi di depressione
che si alternavano agli accessi di collera... Poi, a poco a poco, nei
lunghi giorni a cavallo e a caccia, lottando contro la siccit e la
pioggia, gli animali e gli elementi, aveva ripreso il controllo dei pro-
prio corpo. Le donne erano svanite nell'irrealt, vaghi fantasmi che
lo tormentavano soltanto la notte, quando si contorceva sudando e
gridando nel sonno, finch la natura gli procurava sollievo e i fanta-
smi fuggivano nel loro regno, a riacquistare forza per la visita suc-
cessiva.
Ma non era un fantasma colei che ora gli giaceva accanto. Al-
lungando una mano avrebbe potuto accarezzarle una guancia e sen-
tire la seta tiepida della sua pelle.
Ruth apr gli occhi, di un grigio offuscato dal sonno, mettendoli
lentamente a fuoco finch incontrarono quelli di lui e ricambi il
suo sguardo.
Ci che vi lesse le sugger di estrarre la mano sinistra dalla co-
perta e di esporla alla vista di Sean.
Non portava i guanti da cavallerizza. Per la prima volta Sean
not il cerchietto d'oro all'anulare. 信o capito, mormor, e poi,
in tono di protesta: 俑a lei troppo giovane... Troppo giovane per
essere sposata .
信o ventisei anni , disse Ruth dolcemente.
Suo marito... Dov'? Forse il bastardo aveva tirato le cuoia
era la sua ultima speranza.
Lo sto raggiungendo. Quando cap che la guerra era inevitabile
and nel Natal, a Durban, per cercarvi un lavoro e una casa. Io do-
vevo seguirlo... Ma le ostilit scoppiarono prima di quanto ci aspet-
tassimo. E io rimasi bloccata.
青apisco. Ti sto portando da un altro uomo, si disse amara-
mente, ma espresse il proprio pensiero con parole diverse. Cos se
ne sta tranquillo a Durban, aspettando che lei lo raggiunga attraver-
sando le linee.
E' con l'esercito del Natal. Una settimana fa riuscito a farmi
pervenire un messaggio. Voleva che restassi a Johannesburg ad at-
tendere che gli inglesi prendessero la citt. Dice che con un esercito
cos forte saranno a Johannesburg entro tre mesi.
Perch non ha aspettato, allora?
Ruth fece spallucce. La pazienza non una delle mie virt. I
suoi occhi ebbero un lampo di malizia. Inoltre, ho pensato che sa-
rebbe stato divertente attraversare le linee... Mi annoiavo tanto a
Johannesburg.
Lo ama? chiese improvvisamente Sean.
La domanda la sbalord e spense il sorriso sulle sue labbra. E
mio marito.
Questo non una risposta alla mia domanda.
Una domanda che non ha alcun diritto di farmi. Adesso era
irritata.
Deve dirmelo.
Lei ama sua moglie? ribatt Ruth.
L'amavo. E' morta da cinque anni.
Cos com'era apparsa, la collera di lei svan. 保h, mi spiace.
Non sapevo.
俏on ci pensi. E non pensi neppure a quello che le ho chiesto.
S, meglio. Ci stiamo ficcando in un tremendo pasticcio. La
mano che recava l'anello era ancora tra loro, posata sul morbido
tappeto di foglie cadute. Sean allung un braccio e la sollev. Era
una mano molto piccola. 俟ignor Courteney... Sean, meglio se...
non possiamo... Credo che dovremmo dormire adesso. E, ritirata
la mano, si volt sull'altro fianco.
A met pomeriggio furono destati dal vento. Ruggiva da est, ap-
piattendo l'erba sulle colline e agitando i rami al di sopra delle loro
teste.
Sean guard il cielo; il vento gli gonfiava la camicia e gli arruf-
fava la barba. Si chin in avanti per contrastarlo, torreggiando su
Ruth, cos che la giovane donna si rese improvvisamente conto di
quanto egli fosse alto e forte. Sembrava un dio del temporale, con
le lunghe, poderose gambe divaricate e i muscoli del petto e delle
braccia superbamente rilevati sotto la seta bianca della camicia.
Le nuvole si ammassano , grid sovrastando il fischio del ven-
to. Niente luna stanotte.
Ruth balz in piedi, e un'improvvisa e violenta raffica le fece
perdere l'equilibrio. Barcoll contro Sean, e le braccia dell'uomo si
chiusero intorno alla ragazza. Per un momento si trov premuta
contro il suo petto, pot sentire la magrezza, l'elasticit del suo cor-
po e il suo odore d'uomo. Quel contatto inaspettatamente intimo fu
uno shock per entrambi, e quando Ruth si scost i suoi occhi erano
grandi e cupi per il timore, di fronte all'emozione che aveva pro-
vato.
Mi spiace , mormor. Non l'ho fatto apposta. Il vento le
scompigli i capelli, spingendoli sul volto della ragazza in un dan-
zante groviglio nero.
Selleremo i cavalli e proseguiremo finch ci sar luce , decise
Sean. Stanotte non potremo muoverci.
Le nuvole avanzavano accavallandosi, cambiando forma e scen-
dendo verso terra. Nubi scure e livide, grevi della pioggia che tra-
sportavano.
La notte cal presto. Il vento ruggiva ancora, schiaffeggiandoli
nell'oscurit.
隹ndr ancora avanti cos per circa un'ora, poi comincer a
piovere. Dobbiamo trovare un riparo prima che sia buio com-
pleto.
Sul lato riparato di un kopje scoprirono una sporgenza rocciosa
e vi a mucchiarono sotto il bagaglio. Mentre Sean legava i cavalli
per le cavezze affinch non fuggissero spaventati dal temporale,
Mbejane tagli dell'erba e l'ammucchi formando una specie di
materasso al di sotto della sporgenza. Infagottati nelle loro tele ce-
rate mangiarono carne secca e pane di mais, dopo di che Mbejane si
ritir con discrezione all'estremit pi lontana del riparo e scompar-
ve sotto le coperte. Aveva la facolt animale di addormentarsi istan-
taneamente e completamente anche nelle condizioni pi avverse.
Bene, ragazzo. Ficcati tra le coperte.
Non potrei ... cominci a protestare Dirk come ogni sera.
No, non puoi.
Ti canter qualcosa, si offr Ruth.
Perch? chiese Dirk, perplesso.
Per farti addormentare... Non ti hanno mai cantato una ninna-
nanna?
No. Ma era interessato. Cosa canterai?
Prima sdraiati per bene tra le coperte.
Seduta accanto a Sean nel buio, conscia del corpo di lui e del
contatto delle loro spalle, accompagnata dal ruggire attutito del
vento, Ruth cant.
Prima le canzoni popolari olandesi Nooi, Nooi e Jannie met die
Hoepel been, poi Fr鋨e Jacques e altri vecchi motivi. La sua voce
diceva qualcosa di diverso a ciascuno di loro.
Svegliatosi, Mbejane ricord il vento sulle colline dello Zululand
e il canto delle ragazze nei campi al tempo del raccolto. E si sent fe-
lice, perch stava tornando a casa.
Per Dirk era la voce della madre che aveva appena conosciuta.
Un suono che dava sicurezza... E ben presto si addorment.
俏on smettere, bisbigli Sean.
Cos Ruth cant solo per lui. Una canzone d'amore di duemila
anni prima, piena di tutta la sofferenza del suo popolo, ma anche di
una strana gioia. Il vento cess, mentre la giovane donna cantava, e
la sua voce mor con esso nel vasto silenzio della notte.
Scoppi il temporale. Un fulmine zigzag tra le nubi e si ud il
fracasso dei primo tuono. Dirk emise un lieve gemito, ma continu
a dormire.
Nella cruda luce azzurra, Sean vide che le guance di Ruth erano
bagnate di lacrime, e, quando l'oscurit li riavvolse, la giovane don-
na cominci a tremare.
Sean la strinse fra le braccia. Ruth gli si aggrapp, piccola e cal-
da contro il suo petto: le sue labbra avevano il sapore salato delle
lacrime.
Sean, non dobbiamo.
Ma egli la sollev tra le braccia e s'incammin nella notte. Un
altro lampo provoc un tale chiarore che Sean pot vedere i cavalli,
che si addossavano gli uni agli altri con le teste abbassate, e il profi-
lo frastagliato del kopje sopra di loro.
Sent le prime gocce sul volto e sulle spalle. La pioggia era calda,
e Sean continu a camminare portando Ruth. Poi l'aria si colm di
pioggia, che apparve come una nebbia perlacea alla luce del lampo
successivo, e la notte si satur dell'odore di terra bagnata... Un pro-
fumo caldo e pulito.

5.

Nel mattino sereno, reso talmente limpido dalla pioggia che
si potevano vedere le montagne, azzurre e nitide all'oriz-
zonte meridionale, Sean e Ruth sedevano insieme sulla cre-
sta del kopje.
Quella l'estremit del Drakensberg, ce ne siamo tenuti lonta-
ni una quarantina di chilometri. E' poco probabile che una pattuglia
boera si spinga fin qui. Presto potremo rimetterci sulla via pi diret-
ta e incontrare la ferrovia al di l delle linee.
Per la bellezza del mattino, per la terra che ancora gocciolava
nella grande, verde coppa del Natal e per la donna che gli stava al
fianco, Sean era felice.
Per la prospettiva della fine di quel viaggio e dell'inizio di un al-
tro con Ruth come compagna, Sean era felice.
Quando parl, lei si volt lentamente a guardarlo, sollevando il
mento verso il molto pi alto Sean. E questi si accorse che il proprio
stato d'animo non si rifletteva negli occhi della giovane donna. 俟ei
bellissima, disse.
Ruth rimase silenziosa, e Sean cap che quelle ombre nei suoi oc-
chi erano di pena, o di qualcosa di ancora pi forte.
Ruth, verrai con me?
俏o, rispose lei, scuotendo la testa lentamente. Con rammari-
co. Il grosso e nero pitone di capelli si snod attraverso le sue spalle
e ricadde sul camoscio color miele della giacca.
Devi.
Non posso.
Pensa a stanotte.
Stanotte stata una follia... Il temporale...
E' stato giusto. Lo sai.
No. E' stato il temporale. Distolse gli occhi da quelli di lui per
guardare il cielo. E adesso finito.
A stato molto pi di questo. Non puoi negarlo. Fin dal nostro
primo incontro...
Una follia. Una follia basata sull'inganno. Qualcosa che dovr
nascondere sotto una cortina di menzogne... Come stanotte l'abbia-
mo nascosta nel buio.
Mio Dio, Ruth, non parlarne cos!
Hai ragione. Non ne parler in alcun modo, mai pi.
Non pu essere finita fra noi. Sai anche tu che non possi-
bile.
Per tutta risposta, Ruth sollev la mano sinistra in modo che la
vera d'oro scintillasse al sole. Ci diremo addio qui, su un'altura,
alla luce del sole. Anche se cavalcheremo insieme ancora un p ...
qui che ci diciamo addio.
Ruth... cominci Sean, ma la donna gli pose la mano sulla
bocca. Egli sent il metallo della vera sulle labbra e gli parve gelido
come il terrore che gli attanagliava l'anima all'idea della rinuncia
che Ruth voleva imporgli.
No , mormor Ruth. Baciami un'ultima volta e poi lasciami
andare.

6.

Mbejane fu il primo a vederla, e avvert con calma Sean: a
pochi chilometri sulla loro destra, simile a fumo grigio che
si alzava dietro la cresta pi vicina, cos lieve che Sean im-
pieg qualche secondo a scoprirla. Volt subito il cavallo in direzione
opposta, cercando freneticamente un riparo. Il pi vicino era un af-
fioramento di pietra rossa a un chilometro di distanza. Troppo lon-
tano.
Cosa c', Sean? chiese Ruth, notando la sua agitazione.
Polvere , rispose. Uomini a cavallo. Vengono verso di noi.
Boeri?
E' probabile.
Cosa dobbiamo fare?
Niente.
Niente?
侶uando appariranno sulla cresta, io andr loro incontro. In-
venter qualche frottola. Si volt verso Mbejane e gli parl in zulu.
Io andr da loro. Osservami attentamente, ma continua ad allonta-
narti. Se alzo il braccio, lascia andare i cavalli col carico e galoppa
ventre a terra. Io li tratterr pi che posso, ma, quando alzer il
braccio, sar finita. Sleg rapidamente la borsa da sella che conte-
neva l'oro e la diede a Mbejane. 青on una buona partenza dovreste
riuscire a non farvi raggiungere prima di notte. Accompagna la Nko-
sikazi dove ti dir lei, poi tu e Dirk tornate da mia madre a Lady-
burg.
Si volt di nuovo verso la cresta, giusto in tempo per veder appa-
rire due cavalieri. Sean alz il binocolo: nel campo rotondo delle lenti
i due uomini stavano a fianco a fianco, rivolti verso di lui. Sean di-
stinse la forma degli elmetti, lo scintillio delle loro bardature, le di-
mensioni dei cavalli, le selle caratteristiche, e grid con sollievo. In-
glesi!
Come per conferma, uno squadrone di cavalleria ordinatamente
disposto in doppia fila si profil all'orizzonte, con gli stendardi che
sventolavano elegantemente su una foresta di lance.
Con Dirk che fischiava per l'eccitazione, Ruth che rideva accanto
a lui e Mbejane che li seguiva conducendo i cavalli da soma, Sean si
alz sulle staffe e galopp incontro ai soldati sventolando il cappello
al disopra della testa.
Insensibili al loro entusiastico saluto, i lancieri, imperturbabili, li
guardarono avvicinarsi, e l'ufficiale subalterno alla loro testa accolse
Sean con sospetto.
青hi siete, signore? domand, ma parve meno interessato alla
risposta di Sean che ai pantaloni di Ruth e al loro contenuto. Durante
le spiegazioni che seguirono, Sean concep per l'ufficiale una crescen-
te antipatia. Bench la pelle liscia, arrossata dal sole, e i baffetti bion-
di avessero la loro parte in quel sentimento, la causa principale erano
gli slavati occhi azzurri. Forse erano strabuzzati per natura, ma Sean
ne dubitava. Si fissavano su di lui soltanto per il breve tempo in cui
Sean gli riferiva che non avevano mai incontrato i boeri, poi tornava-
no subito su Ruth.
Non la tratteniamo oltre, tenente, grugn Sean, tirando a s le
redini per voltare il cavallo.
俟iete ancora a una ventina di chilometri dal fiume Tugela, si-
gnor Courteney. In teoria quest'area occupata dai boeri e, anche se
siamo lontani dal grosso del loro esercito, sareste molto pi sicuri se
passaste le linee britanniche sotto la nostra protezione.
No, grazie. Voglio evitare entrambi gli eserciti e raggiungere
Pietermaritzburg il pi presto possibile.
Il tenente si strinse nelle spalle. 俟ta a lei decidere. Ma se si trat-
tasse di mia moglie e di mio figlio... Senza concludere, si volt sulla
sella per segnalare alla colonna di proseguire.
Andiamo, Ruth , disse Sean. La donna non si mosse.
俏on vengo con te, dichiar con voce piatta, stornando lo
sguardo.
俏on fare la sciocca. Sbigottito, Sean parl con una durezza
che provoc scintille di collera negli occhi di lei.
Posso unirmi a voi? chiese Ruth al tenente.
Be', signora, esit l'ufficiale, lanciando una rapida occhiata a
Sean. Se suo marito...
俏on mio marito. Lo conosco appena, lo interruppe Ruth,
ignorando l'esclamazione di protesta di Sean. Mio marito combatte
nel vostro esercito. Desidero che mi portiate con voi, per favore.
亟bbene, questo cambia le cose, disse l'ufficiale con voce affet-
tata, e la pacata arroganza del tono malcelava il suo piacere per la
prospettiva della compagnia di Ruth. 俟ar felice di scortarla, si-
gnora.
Con le ginocchia, Ruth fece arretrare il cavallo fino a portarsi di
fianco all'ufficiale. Questa piccola manovra la colloc direttamente
di fronte a Sean... Come dall'altra parte di una barriera.
Ruth, ti prego. Parliamone. Concedimi qualche minuto.
No. La sua voce era inespressiva, come il suo volto.
Solo per salutarti , la supplic Sean.
青i siamo gi salutati. Pass con lo sguardo da Sean a Dirk, poi
fiss il vuoto.
Alzato un pugno, il tenente grid: Colonna, avanti! e, mentre
il suo grosso e lucido cavallo si metteva in marcia, sogghign a Sean,
toccandosi il bordo del casco in un ironico cenno di saluto.
Ruth!
Ma la donna non lo guardava pi. I suoi occhi erano fissi davanti
a s, mentre si allontanava alla testa della colonna, il mento solleva-
to, la dolce bocca fatta per sorridere stretta in una linea sottile, la
grossa treccia ballonzolante sulla schiena a ogni passo dell'animale.
Sfortuna, amico! grid un lanciere in fondo alla fila...
Piegato sulla sella, Sean guard la colonna che si allontanava.
Torner, Pa? chiese Dirk.
No, ragazzo.
Perch?
Sean non ud la domanda. Guardava Ruth, aspettando che si vol-
tasse. Ma attese invano, perch ben presto la donna fu alla sommit e
quindi al di l del pi vicino rialzo del terreno, seguita, qualche se-
condo dopo, dall'intera colonna. Allora non rimase che il vuoto im-
menso della terra e del cielo sopra di essa... Immenso quanto il vuoto
nell'animo di Sean Courteney.

9.

Sean cavalcava in testa. Gli altri lo seguivano a una decina di
metri; Mbejane tratteneva Dirk affinch non si avvicinasse di
pi al padre, perch capiva che in quel momento Sean doveva
esser lasciato solo. Molte volte, negli anni che avevano trascorso in-
sieme, Mbejane e Courteney avevano viaggiato in quella formazio-
ne: Sean davanti col suo dolore o la sua vergogna, Mbejane dietro,
aspettando pazientemente che le spalle del suo Nkosi si raddrizzas-
sero e che il mento si sollevasse dal petto.
Non c'era coerenza nei pensieri di Sean, soltanto un alternarsi di
rabbia e disperazione.
Rabbia contro la donna, una rabbia che quasi si trasformava in
odio prima di diventare disperazione, non appena egli realizzava
che Ruth non c'era pi. Poi la collera si riaccendeva fino al limite
della follia, ma questa volta contro se stesso per averla lasciata an-
dare. E di nuovo il crollo nella disperazione quando si rendeva con-
to che non avrebbe avuto modo di trattenerla. Cosa poteva offrirle?
Se stesso? Novanta chili di ossa, muscoli e cicatrici a sostegno di
una faccia scolpita nel granito? Bella roba! I suoi beni terreni? Un
sacchetto di sterline e il figlio di un'altra donna... Perdio, questo
era tutto ci che aveva. A trentasette anni, non possedeva altro! Di
nuovo la collera divamp. Una settimana prima era un uomo ric-
co... La sua rabbia trov un nuovo bersaglio. Aveva qualcosa su
cui vendicarsi, c'era un nemico tangibile da colpire, da uccidere. I
boeri. I boeri gli avevano rubato i carri e l'oro, lo avevano costretto
a fuggire; a causa loro la donna era entrata nella sua vita e sempre a
causa loro gli era stata strappata.
Ebbene sia, pens con rabbia, questo ci che mi riserva il futu-
ro. La guerra!
Si raddrizz sulla sella, le sue spalle divennero ampie e quadrate.
Sollev la testa e, nella vallata sottostante, vide un sinuoso nastro
d'argento. Avevano raggiunto il Tugela. Senza fermarsi, Sean port
il cavallo sull'orlo della scarpata e, fra un gran rotolio di pietre, il
terzetto cominci a discendere.
Con impazienza Sean segu il fiume nel senso della corrente, cer-
cando un guado. Ma, fra le rive a picco, il Tugela scorreva liscio,
rapido e profondo, largo una ventina di metri e ancora grigio per il
fango provocato dal temporale.
Nel primo luogo in cui la riva opposta si appiattiva abbastanza
da promettere una facile risalita dall'acqua, Sean ferm il cavallo e
disse bruscamente: Passeremo a nuoto .
Per tutta risposta, Mbejane guard allusivamente Dirk.
L'ha gi fatto prima, ribatt Sean, mentre scendeva di sella e
cominciava a sfilarsi gli indumenti. 亭orza, Dirk, svestiti.
Mandarono avanti i cavalli col carico, costringendoli a saltare
dalla riva a picco e attendendo con ansia che le loro teste riemerges-
sero dall'acqua per puntare verso la sponda opposta. Poi, tutti e tre
nudi, coi vestiti avvolti nelle tele cerate e assicurati alle selle, risali-
rono sulle rispettive cavalcature.
Prima tu, Mbejane.
Un gran tonfo sotto la sponda.
Va', Dirk. Ricorda di tenerti forte alla sella.
Un altro tonfo; Sean sferz il cavallo che recalcitrava, saltellan-
do lateralmente lungo la riva. Un improvviso balzo in avanti e la
lunga caduta prima che il fiume si richiudesse su loro.
Sbuffando acqua, riaffiorarono alla superficie, e Sean vide con
sollievo la testa dei figlio che ballonzolava accanto a quella del ca-
vallo e ud le sue grida di eccitazione. Qualche momento dopo era-
no sulla sponda opposta, ridendo a crepapelle per i loro corpi nudi
e grondanti.
A un tratto il riso si strozz nella gola di Sean. Allineati lungo la
riva sopra di loro, sorridendo per contagio, ma coi Mauser pronti a
far fuoco, c'erano una dozzina di uomini... Grandi e grossi, barbuti,
muniti di cartuccere a bandoliera, vestiti con rozzi indumenti e con
una variet di copricapi che andavano dal casco a visiera alla bom-
betta.
A imitazione di Sean, sia Mbejane sia Dirk smisero di ridere e
alzarono gli occhi verso la schiera di uomini armati lungo la riva.
Un silenzio assoluto avvolse la scena.
Lo ruppe l'uomo in bombetta, che indic Sean con la canna dei
Mauser.
俑agtig! Ci vorrebbe un'ascia ben affilata per tagliare quel
ramo!
俏on farlo arrabbiare, lo ammon il tipo col casco. Se ti col-
pisce sulla testa con quello, ti sfonda il cranio! e tutti scoppiarono
in una fragorosa risata.
Sean non sapeva che cosa fosse pi sconfortante: quell'intima
discussione sulla sua nudit o il fatto che fosse condotta in Taal,
olandese del Capo. Nella sua impazienza, si era buttato, o piuttosto
tuffato, dritto nelle braccia di una pattuglia boera. Restava un'esi-
lissima speranza di riuscire a metterti nel sacco, e Sean apr la bocca
per provarci. Ma Dirk lo precedette.
Chi sono, Pa', e perch ridono? chiuse nel suo chiaro inglese
argentino, e la speranza di Sean mor tanto bruscamente come il ri-
so dei boeri, allorch udirono quella lingua aborrita.
Ah, cos! grugn l'uomo in casco, facendo un gesto elo-
quente col Mauser. Mani in alto, amico, per piacere.
俑i permette d'infilarmi i calzoni, prima? chiese educatamen-
te Sean.

Dove ci stanno portando? Per una volta Dirk appariva inti-
midito, e nella sua voce c'era un tremito che commosse il boero col
casco, il quale rispose al posto di Sean:
隹desso non preoccuparti, ragazzo, ti porto a conoscere un ge-
nerale. Un vero generale in carne e ossa. L'inglese di Casco era
abbastanza buono, e Dirk esamin l'uomo con interesse.
青on medaglie e tutto?
Nee amico. Noi non usiamo quella robaccia.
Venuto meno ogni interesse, Dirk si volt di nuovo verso Sean:
促a', ho fame.
Casco intervenne ancora una volta. Tir fuori di tasca una lunga
striscia di carne secca e l'offr a Dirk. 隹ffilati i denti su questa,
Kerel.
Con la bocca piena, Dirk era sistemato; Sean pot concentrarsi
sui boeri. Costoro erano convinti d'aver catturato una spia e parla-
vano dell'imminente esecuzione. Molto cortesemente, permisero a
Sean di partecipare al dibattito e ascoltarono con rispettosa atten-
zione la sua difesa. Questa s'interruppe allorch guadarono il Tuge-
la e risalirono la scarpata, ma Sean la riprese durante la cavalcata in
gruppo lungo la cresta. Alla fine li aveva convinti della propria in-
nocenza... Con sollievo dei suoi giustizieri, che in realt non aveva-
no alcuna voglia di fucilarlo.
Passarono cos ad argomenti pi piacevoli. Era una giornata
stupenda, il sole riluceva sulla valle verde e dorata. Sotto di loro, il
fiume scorreva e scintillava, aprendosi la strada tortuosa nella pare-
te azzurro-fumo del Drakensberg, che s'innalzava lungo il lontano
orizzonte. Alcune nuvole rigonfie scivolavano nel cielo, e una lieve
brezza mitigava la calura.
I pi giovani della pattuglia ascoltavano avidamente, mentre
Sean raccontava delle mandrie di elefanti oltre il Limpopo e dell'im-
menso territorio che aspettava soltanto di essere rivendicato.
Dopo la guerra... dicevano, e ridevano nel sole. Poi un muta-
mento del vento e una particolare disposizione delle colline recaro-
no un debole ma inquietante rumore che spense le loro risate.
青annoni , disse uno.
Ladyburg , aggiunse un altro.
Ora toccava a Sean fare domande. Seppe cos che i boeri aveva-
no attaccato Ladyburg, mettendo in fuga le truppe spiegate per re-
spingerli. Amaramente la sua scorta ricord come il vecchio Joubert
avesse trattenuto la cavalleria, limitandosi a osservare l'esercito in-
glese sconfitto che rientrava in citt.
促er l'Onnipotente! Ci avesse dato il via, li avremmo ricacciati
in mare!
俟e al posto dei vecchio Joubert ci fosse stato Oom Paul, la
guerra sarebbe gi finita... Invece ce ne stiamo qui con le mani in
mano.
A poco a poco Sean ebbe un quadro completo dei conflitto nel
Natal. Ladyburg era assediata. L'esercito del generale George
White era imbottigliato, con tanto di tappo, all'interno della citt.
Met delle forze boere si erano spinte avanti lungo la ferrovia,
creando una linea difensiva a cavallo dell'Escarpment, dominante il
fiume e il minuscolo villaggio di Colenso.
Sotto di loro, nella grande pianura del Tugela, il generale Buller
stava ammassando truppe per aprire una breccia nella linea e soc-
correre Ladyburg.
Che ci provi... Oom Paul lo sta aspettando.
Chi Oom Paul?... Di certo non Kruger! disse Sean, perples-
so. Per quel che ne sapeva, Oom Paul era il nomignolo dei presi-
dente della Repubblica Sudafricana.
俏ee, amico! Si tratta di un altro Oom Paul. Questo il Vecht-
Generaal Jan Paulus Leroux del commando Wynberg.
Sean trattenne il respiro. A un omaccione con i capelli rossi e
un caratteraccio?
Una risata, poi: Ja! proprio lui. Lo conosci? .
Si. Lo conosco.
Dunque mio cognato un generale adesso, si disse Sean, ridac-
chiando fra s, poi chiese: E' Oom Paul il generale da cui ci state
portando? .
Se riusciamo a trovarlo.
Il giovane Dirk conoscer suo zio finalmente... E Sean pregust
il piacere di quell'incontro.

8.

La spessa tela della tenda poteva ben poco contro il volume della
voce all'interno: Sean, che aspettava fuori con la scorta, udiva
chiaramente ogni parola.
非evo prendere il caff e scambiare strette di mano con ogni
rooinek che viene catturato? Lavoro gi per dieci, non vi pare abba-
stanza? Portatelo davanti a un giudice militare! Mandatelo a Preto-
ria, che lo ficchino in gattabuia! Fate quel che vi pare di lui, se
una spia... Ma, in nome della divina provvidenza, non portatelo da
me.
Sean sorrise allegramente. Di sicuro Jan Paulus non aveva perso
la voce. Ci fu un momento di relativa calma, mentre Casco borbot-
tava qualcosa all'interno della tenda. Poi di nuovo un sordo mug-
gito.
No! Non voglio! Portatelo via!
Sean si riempi i polmoni, port le mani a imbuto intorno alla
bocca e url in direzione della tenda: 亟hi tu, maledetto olandese!
Hai paura d'incontrarmi di nuovo? Temi forse che ti faccia saltare
tutti i denti, come l'ultima volta che ci siamo visti? .
Qualche istante di silenzio sbigottito, poi il fracasso di uno sga-
bello rovesciato e lo schiocco della tenda aperta con violenza. In
pieno sole, sbattendo le palpebre per la luce intensa, ma guardando
torvo, con una corona di capelli rossi che ardevano come fuoco in-
torno a una chiazza di calvizie, le spalle minacciosamente curve in
avanti, apparve Jan Paulus. Gir la testa da una parte e dall'altra,
cercando di scoprire da dove proveniva l'insulto.
Qui, url Sean, e Jan Paulus impietr. Incerto, scrut Sean.
Tu! Fece un passo verso il cognato, poi: Sei proprio tu,
Sean! . E cominci a ridere. La sua mano destra, stretta in un pu-
gno enorme, si dischiuse e scatt in avanti.
Sean! Per l'inferno, amico! Sean!
Si strinsero forte la mano, sorridendosi a vicenda.
侮ieni nella tenda. Vieni, Sean.
Appena furono entrati, la prima domanda di Jan Paulus fu:
Dov' Katrina? Dov' la mia sorellina? .
Subito il sorriso scomparve dal volto di Sean. Si sedette pesante-
mente su uno sgabello di reimpje e si scopr il capo prima di rispon-
dere: E' morta, Paulus. Sono gi cinque anni .
Lentamente l'espressione di Jan Paulus cambi, diventando te-
tra e dura. Come? chiese.
E ora cosa gli rispondo, pens Sean. Posso dirgli che sua sorella
si uccisa per un motivo che nessuno sapr mai?
Febbre , ment. Febbre malarica.
Non ci hai neppure scritto.
Non sapevo dove trovarvi. I tuoi genitori...
Anche loro sono morti, lo interruppe bruscamente Jan Pau-
lus, e gir la testa dall'altra parte, fissando la tela bianca della ten-
da. Ci fu silenzio tra loro, mentre ricordavano la morta con un do-
lore reso pi acuto dall'impotenza. Poi Sean si alz e si avvicin al-
l'ingresso della tenda.
Dirk. Vieni qui.
Mbejane spinse avanti il ragazzo, che raggiunse il padre e lo pre-
se per mano. Sean lo fece entrare. 侵l figlio di Katrina , disse.
Jan Paulus abbass lo sguardo sul nipote. Avvicinati, picco-
lo. Esitando, Dirk obbed. Bruscamente Jan Paulus si accoccol,
cos che i suoi occhi furono al livello di quelli del bambino. Prese il
volto di Dirk tra le mani e lo studi attentamente. S , disse.
Questo il tipo di figlio che Katrina avrebbe generato. Gli oc-
chi... La sua voce si spezz. Ancora per un secondo guard gli oc-
chi di Dirk. Poi parl di nuovo.
Siine fiero disse e si alz. Sean indic l'ingresso della tenda
e, pieno di gratitudine, Dirk sgattaiol fuori, dove l'aspettava
Mbejane.
亟 adesso? domand Jan Paulus.
Voglio oltrepassare le linee.
Cio raggiungere gli inglesi?
Io sono inglese, disse Sean.
Aggrottando la fronte, Jan Paulus soppes questa dichiarazio-
ne, prima di chiedere: Mi dai la tua parola che non combatterai al
loro fianco? .
俏o, dichiar Sean, e Jan Paulus annu. Non si aspettava al-
tra risposta.
侵o sono in debito verso di te, disse Jan Paulus. Non ho di-
menticato quando mi salvasti dall'elefante. Questo pareggia il
conto.
Raggiunse lo scrittoio portatile e affond la penna nel calamaio.
Senza sedersi, scarabocchi qualche riga, sventol il foglio e lo por-
se a Sean. 侮a', disse. 俟pero di non incontrarti pi, perch la
prossima volta ti uccider.
Oppure io uccider te, replic Sean.

9.

Quel pomeriggio Sean condusse i suoi compagni al di l del
ponte ferroviario sul Tugela, poi attraverso il villaggio ab-
bandonato di Colenso e ancora addentro nella pianura. In
lontananza davanti a loro, disseminate sul verde come mar-
gherite in un prato, biancheggiavano le tende dell'immenso accam-
pamento inglese di Chievely Siding. Molto prima di arrivarci, Sean
incontr un posto di guardia presidiato da un sergente e quattro uo-
mini di un glorioso reggimento dello Yorkshire.
Ehi, tu! Dove diavolo credi di andare?
俟ono un suddito britannico, l inform Sean. Il sergente lan-
ci un'occhiata alla barba e alla giacca rattoppata. Spost lo sguar-
do sul pony, terribilmente ispido, e consider la direzione dalla qua-
le era arrivato.
Dillo di nuovo , fece.
Sono un suddito britannico ripet Sean, compiacente, ma con
un accento che non poteva non suonare sospetto all'orecchio di un
figlio dello Yorkshire.
亮i! E io sono giapponese, disse il sergente in tono ilare.
Molla il fucile, amico.
Per due giorni Sean langu tra il filo spinato d'un campo di pri-
gionia, mentre il Servizio Informazioni telegrafava all'ufficio di sta-
to civile di Ladyburg e aspettava la risposta. Due lunghi giorni du-
rante i quali Sean continu a rimuginare, non sull'indegno tratta-
mento inflittogli, ma sulla donna trovata, amata e perduta in cos
breve tempo. Quella forzata inattivit arrivava proprio nel momen-
to peggiore. Ripetendosi all'infinito ogni parola che si erano scam-
biati, risentendo ogni contatto delle mani e dei corpi, rievocando il
suo volto e soffermandosi su ogni particolare, incise cos profonda-
mente nel proprio spirito il ricordo di Ruth, da renderlo incancella-
bile. Non conosceva nemmeno il suo cognome, ma non l'avrebbe
mai dimenticata.
Quando, con molte scuse, fu liberato, e gli furono restituiti ca-
valli, fucile, danaro e bagagli, Sean era in uno stato di depressione
che soltanto l'alcool o la violenza fisica potevano alleviare.
Il villaggio di Frere, il primo a sud verso la costa, prometteva
entrambe le cose.
促orta Dirk con te, ordin a Mbejane. 隹ccampatevi fuori
citt, di fianco alla strada, e accendete un grosso fuoco, in modo
che possa trovarvi al buio.
Tu cosa farai, Nkosi?
Sean si avvi verso la piccola e scura bettola che provvedeva ai
bisogni degli assetati di Frere. 侵o vado l鉬, rispose.
Vieni, Nkosizana , disse Mbejane a Dirk.
Mentre proseguiva col ragazzo lungo la strada, lo zulu si chiede-
va quanto tempo avrebbe dovuto lasciare a Sean, prima di tornare a
prenderlo. Erano anni che non lo vedeva dirigersi con tanta deter-
minazione verso un bar, ma bisognava dire che in quegli ultimi gior-
ni Sean aveva passato un bel mucchio di guai. Gli ci vorr fino a
mezzanotte, si disse Mbejane, poi potr portarlo a dormire.
Dalla porta Sean esamin l'interno della bettola. Era un unico
vasto locale con un banco su cavalletti lungo la parete di fondo,
uno stanzone caldo, gremito, odoroso di sigari e di liquori. Sempre
sulla soglia, Sean infil una mano in tasca e cont di nascosto il de-
naro che conteneva: si era concesso dieci sovrane, pi che sufficienti
per le bevande che intendeva consumare.
Mentre si faceva strada tra la folla verso il bancone, osservava
gli uomini che lo circondavano. Militari per lo pi, appartenenti a
una dozzina di reggimenti diversi. Truppe imperiali e coloniali, qua-
si tutti soldati semplici, ma c'era anche un gruppetto di sottufficiali
seduti a un tavolo a ridosso di una parete. Poi c'erano alcuni civili,
che Sean giudic conducenti di carri, appaltatori e uomini d'affari;
in compagnia degli ufficiali, due donne sulla cui professione non
sussistevano dubbi; e una dozzina di camerieri negri.
青osa ti do, tesoro? chiese il donnone dietro il banco, quando
il nuovo arrivato l'ebbe raggiunto. A Sean non piacquero n i mu-
stacchi dell'ostessa, n l'appellativo che gli aveva rivolto.
Brandy. Non era dell'umore adatto ai convenevoli.
La donna cap subito di che cosa aveva bisogno. 侮uoi la botti-
glia, caro?
Tanto per cominciare, assent Sean.
Bevve tre buoni bicchieri, ma si accorse che non gli facevano al-
cun effetto... O piuttosto eccitavano la sua immaginazione, tanto
che, davanti ai suoi occhi, apparve chiaramente il volto di Ruth,
completo di ogni particolare, compreso il piccolo neo su uno zigo-
mo e il modo in cui gli angoli degli occhi si sollevavano quando sor-
rideva. Aveva bisogno di un pi rapido approccio all'oblio.
Appoggiato sulla schiena, con entrambi i gomiti sul banco e il
bicchiere stretto nella mano destra, Sean studi di nuovo gli uomini
che lo circondavano. Valutava ciascuno come possibile fonte di di-
strazione, poi lo scartava e passava a un altro, finch non gli rimase
che il gruppetto seduto attorno al tavolo da gioco.
Erano in sette e giocavano a poker; con poste modeste, da quel
che Sean poteva vedere. Afferr la bottiglia, attravers il locale per
unirsi alla cerchia di spettatori e si piazz dietro un sergente della
guardia nazionale a cavallo che stava prendendo una solenne bato-
sta. Poche mani, e il sergente chiese una carta per completare un co-
lore, gli and buca e tent il bluff, rilanciando due volte finch fu
visto da una doppia coppia. Il sottufficiale butt le carte e sbuff
con aria contrariata: E con questo sono ripulito. Raccolse dal ta-
volo le poche monete rimaste davanti a lui e si alz.
俟fortuna, Jack. Qualcuno vuole prendere il suo posto? chiese
il vincitore, rivolto alla cerchia di uomini in piedi. 俗na partitina
amichevole, soldi sul tavolo.
Entro io , disse Sean.
Si sedette, piazz bicchiere e bottiglia in posizione strategica alla
propria destra e ammucchi davanti a s cinque sovrane.
Ehi, questo ci porta dell'oro! Benvenuto.
Sean pass nella prima mano, perdette due sterline contro tre re-
gine nella seconda e ne vinse cinque nella terza. Da quel momento
la fortuna fu dalla sua e Sean gioc con fredda concentrazione:
quando gli occorreva una carta, pareva che dovesse soltanto deside-
rarla.
Com'era il vecchio adagio? 俟fortunato in amor, fortuna a car-
te. Con un sorriso truce, complet una scala minima con un sette
di cuori, batt un tris di regine e trasse a s il piatto, ingrossando il
mucchio delle sue vincite. Era sopra di circa trenta o quaranta ster-
line. Ora cominciava a divertirsi.
俟iamo rimasti in pochi, signori. Durante l'ultima ora tre gio-
catori si erano ritirati, ed erano rimasti in quattro. 青he ne direste
di dare ai perdenti la possibilit di rifarsi?
侮uoi aumentare la posta? chiese Sean al tizio che aveva par-
lato. Era, oltre a Sean, l'unico vincente, un omaccione dalla faccia
rossa che emanava un forte odore di cavallo. Conducente di carri,
con tutta probabilit.
S, se siamo tutti d'accordo. Alziamo il minimo a cinque ster-
line.
Ci sto, grugn Sean, e un mormorio di approvazione risuon
intorno al tavolo. Con tanto denaro in ballo, da principio prevalse
un'aria di cautela, poi lentamente il gioco si riscald. La fortuna di
Sean gir un poco, ma in capo a un'ora una serie di piccole vincite
aveva portato il suo malloppo a un totale di settantacinque sterline.
Quindi Sean distribu una mano alquanto singolare.
Il primo giocatore alla sinistra di Sean rilanci, lo stesso fece
Odor di Cavallo, il terzo vide e Sean apr a ventaglio le sue carte.
Con un senso di euforia scopr il sette, l'otto, il nove e il dieci di
fiori... Con un asso di quadri. Una cara, dolcissima scala servita.
青opro le vostre venti, pi altre venti annunci, suscitando un
piccolo moto di eccitazione tra gli astanti.
青i sto. Il numero uno era a corto di contante.
Anch'io. Odor di Cavallo butt il proprio oro nel piatto.
侵o vado. Il numero tre e pos le proprie carte e le spinse di
lato.
Sean guard il numero uno. 侶uante carte?
亮iocher con queste. Sean avvert la prima premonizione di
disastro.
E tu? chiese a Odor di Cavallo.
Anch'io sto bene cos.
Due serviti contro la sua scala; e, a giudicare dalla distribuzione
dei semi, dato che lui aveva quattro fiori, era probabile che uno dei
suoi avversari avesse in mano un colore. Con una sensazione di
nausea allo stomaco, Sean cap d'essere nei guai, di avere una mano
perdente.
Rompere la scala nella speranza di pescare un altro fiori... Non
sarebbe stato ancora sicuro di vincere, ma valeva la pena di tentare.
Una carta , disse. Butt l'asso di quadri tra gli scarti e si serv
da sopra il mazzo.
Sta a me parlare , disse il numero uno. La sua faccia irradiava
fiducia. Rilancio di... Altre quaranta. Ragazzi, vedermi vi costa ot-
tanta sterline. Fatemi sentire il suono dei vostri quattrini.
Mi piacerebbe farti sudare... Ma il limite. Vedo. La faccia
di Odor di Cavallo era completamente inespressiva, ma la sua fron-
te luccicava.
Lasciatemi leggere, disse Sean, poi riun le proprie carte e, da
dietro le altre quattro, spinse in fuori quella che aveva pescato. Ne-
ro... La scopr un p di pi... Un fante nero. Sent la pressione sali-
re lentamente dentro di s, come acqua in ebollizione all'interno di
una caldaia. Tir un lungo respiro e scopr completamente la carta.
Vedo anch'io , disse, buttando fuori il fiato.
Poker! grid il numero uno. Poker di regine... Battetemi un
p questo, razza di bastardi!
Odor di Cavallo sbatt rabbiosamente le carte sul tavolo, con il
faccione rosso contratto in una smorfia di disappunto. Maledizio-
ne... Sfortuna delle sfortune. Avevo colore con l'asso. Il numero
uno ridacchi per l'eccitazione e stese una mano sul denaro.
Un momento, amico , disse Sean, e spieg le sue carte sul ta-
volo.
E' colore. Il mio poker di regine lo batte , protest il numero
uno.
Ehi, non sai contare? fece Sean, picchiando un indice su ogni
carta via via che la nominava, 哀ette, otto, nove, dieci e fante...
tutti fiori. Scala reale! Vieni secondo a una giornata di marcia.
Sollev la mano dell'altro dai quattrini, li trasse a s e cominci a
disporli in pile di venti.
Il volto ancora contratto dalla rabbia, Odor di Cavallo volle dire
la sua: Tu e la fortuna siete culo e camicia .
Gi , assent Sean. Duecentosessantotto sterline. Niente male.
青urioso come ti assista quando il piatto grosso, continu
Odor di Cavallo. 亟 specialmente quando sei tu a dare le carte.
Quale hai detto che la tua professione?
Senza alzare gli occhi, Sean cominci a trasferire le pile di sovra-
ne nelle varie tasche. Sorrideva lievemente. La giusta conclusione di
una serata perfetta, si disse.
Una volta messo al sicuro il denaro, Sean guard Odor di Caval-
lo, allargando un poco il sorriso. La sistemiamo fuori questa fac-
cenda, amico?
Sar un piacere. Odor di Cavallo spinse indietro la sedia e si
alz. Quindi cominci a scendere la scala che portava al cortile sul
retro, seguito da Sean e da tutti gli avventori del locale. Arrivato in
fondo si ferm, prestando orecchio ai passi di Sean sui gradini di le-
gno... Poi si gir di scatto e colp, accompagnando il pugno con tut-
to il peso del corpo in rotazione.
Sean ruot la testa, ma il pugno lo colse alla tempia ed egli stra-
mazz all'indietro, sulla folla che si pigiava alle sue spalle. Mentre
cadeva vide Odor di Cavallo scostare la falda della giacca ed estrar-
re un coltello, che brill come argento satinato alla luce che trapela-
va dalle finestre dell'osteria... Un coltello per scuoiare, ricurvo, con
una lama di venti centimetri.
La folla si sparpagli, lasciando Sean disteso sui gradini, e l'uo-
mo avanz per ucciderlo, sferrando dall'alto un colpo goffo, da di-
lettante.
Appena un p intontito, Sean segu con facilit il guizzo argen-
teo della lama, e il polso dell'omaccione sbatt rumorosamente nel-
la sua mano aperta.
Per qualche istante Odor di Cavallo rest sopra Sean, il braccio
col coltello immobilizzato nella stretta dell'avversario, mentre
Courteney raccoglieva le forze... E si doleva per quell'incontro im-
pari. Odor di Cavallo era piuttosto grosso, ma il ventre premuto
contro quello di Sean era flaccido, e troppo ossuto il polso stretto
nella sua mano, senza la salda elasticit dei tendini e dei muscoli.
L'omaccione ce la stava mettendo tutta, tentando di liberare la
mano destra, il sudore gli copr il volto e cominci a gocciolare...
emanava un puzzo di burro rancido che mai si amalgamava con l'a-
frore equino.
Sean aument la stretta sul suo polso, usando dapprima soltanto
la forza dell'avambraccio.
Aah! Odor di Cavallo smise di affannarsi. Allora Sean fece
forza con tutto il braccio, tanto da sentire i muscoli della spalla
contrarsi e fremere.
Cristo! Con uno scricchiolio, l'osso del polso si spezz, le di-
ta si schiusero e il coltello cadde sui gradini di legno.
Sempre stringendo l'avversario, Sean si mise seduto, poi si alz
lentamente in piedi. Fila, amico.
Gett l'uomo nella polvere del cortile. Sean respirava pesante-
mente, ma era ancora freddo e distaccato, mentre guardava Odor di
Cavallo che si sollevava sulle ginocchia, sostenendo il polso spezza-
to con l'altra mano.
Forse fu il primo accenno di fuga da parte dell'avversario a sca-
tenare Sean... O forse era il liquore che aveva ingurgitato a distorce-
re i suoi sentimenti, accrescendo il suo senso di frustrazione e inca-
nalandolo in quell'accesso di odio insensato.
Improvvisamente gli parve di avere davanti la fonte di tutti i
suoi guai... Quello era l'uomo che gli aveva tolto Ruth! Sporco ba-
stardo! ringhi.
L'uomo avvert il mutamento in Sean e si alz in piedi, guardan-
dosi disperatamente intorno alla ricerca d'una via di scampo.
俟porco bastardo maledetto! grid Sean con voce stridula, so-
praffatto dalla nuova emozione. Per la prima volta in vita sua desi-
derava uccidere. Avanz lentamente verso l'uomo, i pugni che si
aprivano e chiudevano, il volto contratto, parole insensate che gli
uscivano dalla bocca.
Un grande silenzio si era creato nel cortile. Nell'ombra, gli uo-
mini trattenevano il fiato, raggelati dal fascino spaventoso della sce-
na. Anche Odor di Cavallo era impietrito, soltanto la testa si muo-
veva e nessun suono usciva dalla sua bocca spalancata... E Sean si
avvicinava col movimento ondeggiante di un cobra pronto ad attac-
care.
All'ultimo momento l'uomo cerc di scappare, ma aveva le
gambe deboli e appesantite dalla paura. Sean lo colp al petto, e il
tonfo fu simile a quello di un'ascia sul tronco di un albero.
Odor di Cavallo cadde, e Sean gli si butt addosso; continu a
colpirlo ruggendo frasi incoerenti. Una sola parola era comprensibi-
le: il nome della donna che amava. Nel suo furore sent la faccia
dell'uomo che si spaccava sotto i suoi pugni, sent lo schizzo caldo
del sangue sul suo volto e le sue braccia, ud le grida della gente.
Lo uccider!
Tiratelo via!
Per l'amor di Dio, datemi una mano... forte come un bue in-
furiato!
Le mani della gente su di lui, il braccio stretto da dietro intorno
alla sua gola, il trauma quando qualcuno lo colp con una bottiglia,
la pressione dei corpi che si lanciavano su di lui.
Bench avesse due uomini a cavalcioni sulla schiena e una dozzi-
na d'altri aggrappati alle gambe e alle braccia, Sean si alz in piedi.
Buttatelo gi, accidenti!
Mandatelo gambe all'aria!
Con uno sforzo convulso, Sean fece cozzare gli uni contro gli al-
tri coloro che gli tenevano le braccia. Lo lasciarono andare.
Scalciando, liber la gamba destra, e coloro che gli tenevano la
sinistra scapparono da tutte le parti. Portando le mani al di sopra
delle spalle, si strapp gli uomini dalla schiena e rimase solo, il pet-
to che si alzava e si abbassava per l'affanno, il sangue che sgorgava
dalla ferita prodotta dalla bottigliata in testa, scorrendo sul volto e
intridendo la barba.
Prendete un'arma! grid qualcuno.
C' un fucile sotto il banco dei bar.
Ma nessuno si allontan dal circolo che attorniava Sean, il quale
lanciava occhiate selvagge da quella maschera di sangue che era il
suo volto.
L'hai ammazzato! lo accus una voce.
Queste parole riuscirono a penetrare attraverso il furore di Sean;
il suo corpo si rilass un poco, mentre tentava di tergere il sangue
con il palmo della mano aperta. Gli altri notarono il mutamento.
青almati, amico. Divertirsi un conto, ammazzare la gente
un altro.
Basta, adesso. Vediamo come l'hai conciato.
Sean guard il corpo e dapprima si sent confuso, poi, di colpo,
spaventato. L'uomo era morto... Non aveva il minimo dubbio in
proposito. 保h, mio Dio! bisbigli, arretrando; cerc di asciugar-
si gli occhi, ma riusc soltanto a diffondere il sangue.
信a tirato fuori il coltello. Non preoccuparti, amico, siamo tut-
ti testimoni.
L'umore della folla era mutato.
俏o, mormor Sean; non capivano. Per la prima volta in vita
sua aveva abusato della propria forza, servendosene per uccidere
senza scopo. Uccidere per il piacere di farlo, uccidere come uccide il
leopardo.
In quel momento l'uomo si mosse lievemente. Gir la testa, una
gamba ebbe una contrazione. Sean sent rinascere la speranza. 亟'
vivo!
Chiamate un dottore!
Timorosamente Sean si avvicin all'uomo e, inginocchiatosi, si
tolse il fazzoletto che portava al collo, usandolo per ripulirgli dal
sangue la bocca e le narici.
Se la caver... Lasci fare al dottore.
Il medico arriv, un uomo scarno e di poche parole che mastica-
va tabacco. Alla luce gialla di una lanterna esamin il ferito, mentre
gli altri facevano ressa intorno, cerrando di guardare al di sopra
delle sue spalle. Infine si alz. Okay. Pu essere mosso. Portatelo
nel mio ambulatorio. Guard Sean. E' stato lei?
Sean annu.
Mi ricordi di non farla mai irritare.
Non volevo... successo senza che me ne rendessi conto.
Davvero? Uno schizzo giallo di tabacco si spiaccic sulla pol-
vere del cortile. Mi faccia dare un'occhiata alla sua testa. Abbas-
s il capo di Sean alla propria altezza e spart i capelli intrisi di san-
gue. Ha leso una vena. Non c' bisogno di punti. Lavi la ferita e ci
metta un p di iodio.
Quant', dottore, per l'altro tizio?
Paga lei? Il medico lo guard con aria interrogativa.
S.
Mascella spezzata, idem la clavicola, circa due dozzine di punti
e qualche giorno di letto per la commozione cerebrale... Facciamo
due ghinee.
Sean gliene diede cinque. 隹bbia cura di lui, dottore.
E' il mio mestiere , disse il medico, e segu gli uomini che tra-
sportavano Odor di Cavallo fuori del cortile.
Immagino che le ci voglia un cicchetto adesso. Venga, offro
io , disse qualcuno. La gente ama i vincitori.
S , ammise Sean. Ne ho proprio bisogno.
I bicchieri furono pi d'uno. Quando Mbejane venne a prender-
lo, a mezzanotte, fece una fatica del diavolo a issarlo sul cavallo. A
met strada dall'accampamento Sean scivol di lato e cadde sulla
strada. Mbejane lo caric di traverso alla sella, la testa e le braccia
ciondoloni da una parte, le gambe dall'altra.
Domani ti pentirai di questo , gli disse solennemente lo zulu,
mentre lo scaricava accanto al fuoco e, ancora con gli stivali e co-
perto di sangue, lo avvolgeva nelle sue coperte.
Aveva ragione.

10.

All'alba, mentre Sean si ripuliva la faccia con un panno bagna-
o in una ciotola d'acqua calda, guardandosi nello specchiet-
to di metallo, la sola cosa che gli desse un p di soddisfa-
zione erano le duecento e pi sovrane che aveva salvato dalla bi-
sboccia della sera prima.
Stai male, Pa? Il grande interesse di Dirk per le sue condizio-
ni di salute accrebbe notevolmente il suo malumore.
俑angia la tua colazione, ringhi. Il tono malevolo di Sean
era calcolato, al fine di scoraggiare ulteriori domande.
俏on c' cibo, ribatt Mbejane, investendosi del consueto ruo-
lo di protettore.
Sean mise a fuoco sullo zulu gli occhi iniettati di sangue. 青ome
mai?
侶ualcuno fra noi considera l'acquisto di liquori e altra roba del
genere pi importante dei cibo per suo figlio.
Sean prese una manciata di sovrane da una tasca della giacca.
Va'! ordin. 青ompra cibo e cavalli freschi. Fila alla svelta, af-
finch, oltre al mio male, io non debba sopportare anche la saggezza
dei tuoi consigli. Porta Dirk con te.
Mbejane esamin il denaro e sogghign. 俠a notte non andata
sprecata.
Quando si furono avviati verso Frere, Dirk che trotterellava ac-
canto all'enorme zulu seminudo, cianciando con una voce che svan
soltanto a cento metri di distanza, Sean si vers un'altra tazza di
caff e, stringendola con entrambe le mani, fiss le braci che arde-
vano fra la cenere. Era certo che Mbejane avrebbe usato bene il de-
naro, lo zulu aveva, nel contrattare, la pazienza tipica della sua raz-
za: poteva dedicare due giorni all'acquisto di un bue. Non era que-
sto che lo preoccupava adesso, erano piuttosto gli eventi della sera
prima. Ancora angosciato per quell'esplosione di rabbia omicida,
tent di giustificarla. Considerando la perdita di quasi tutto ci che
possedeva, il frutto di anni di duro lavoro che gli era stato strappa-
to in un sol giorno, la fuga e l'incertezza che erano seguite, l'al-
cool, infine, e la tensione nervosa del poker... Non c'era da stupirsi
se aveva perso il controllo.
Ma non era tutto qui, Sean sapeva d'aver evitato la causa prin-
cipale. Ruth. Pensando a lei, un'ondata di desiderio lo travolse,
una tenera disperazione che non aveva mai sperimentato prima. Si
lament ad alta voce e alz gli occhi alla stella dei mattino che il-
languidiva sopra l'orizzonte rosato, via via che il sole ne emergeva.
Per qualche minuto si abbandon alla dolcezza del suo amore,
rammentando il modo in cui Ruth camminava, la scura serenit dei
suoi occhi, la sua bocca che sorrideva e la sua voce che cantava...
finch i ricordi minacciarono di soffocarlo con la loro tenerezza.
Allora balz in piedi e prese a camminare avanti e indietro sul-
l'erba, accanto al fuoco. Dobbiamo andarcene di qui, pens, dob-
biamo togliere il campo e via... Al pi presto. Devo trovare qualco-
sa da fare, qualcosa che m'impedisca di pensare a lei e riempia que-
ste mie mani che ora dolgono dal desiderio di stringere il suo
corpo.
Sulla strada apparve una lunga colonna di fanteria, diretta a
nord, verso Colenso. Sean smise di andare su e gi e la guard pas-
sare. Ogni uomo marciava chinato in avanti sotto il peso dello zai-
no e del fucile.
S, pens, andr con loro. Forse nel luogo verso il quale mar-
ciano trover quello che ho cercato invano ieri sera. Andremo a ca-
sa, a Ladyburg, con cavalli freschi faremo presto. Lascer Dirk
con mia madre, poi torner indietro a combattere questa guerra.
Riprese a camminare su e gi con impazienza. Dove diavolo era
Mbejane?
Dalle alture che lo sovrastavano, Sean guard Ladyburg. Il vil-
laggio si allargava a cerchio perfetto intorno alla guglia della chiesa.
Un tempo questa guglia brillava come fuoco nel suo rivestimento di
rame nuovo, ma dopo diciannove anni di clima africano era diven-
tata di un caldo color marrone.
Diciannove anni. Non sembrava che fosse passato tanto tempo.
C'erano depositi di merci, adesso, intorno alla stazione, un nuovo
ponte di calcestruzzo sovrastava il Baboon Stroom, gli eucalipti del-
la piantagione dietro la scuola erano pi alti e le poinciane lungo la
strada principale erano scomparse.
Con strana riluttanza Sean gir il capo e guard a destra, oltre il
Baboon Stroom, quasi a ridosso di una scarpata, dove aveva lascia-
to la grande fattoria di Theunis Kraal con la sua casa dall'alto fron-
tone all'olandese, il tetto spiovente di paglia intrecciata e le persiane
di legno giallo.
C'era ancora, ma diversa da come la ricordava. Anche da quella
distanza poteva vedere che i muri erano scrostati e macchiati d'umi-
dit; il tetto era ispido come il pelo di un terrier, una, delle persiane
pendeva un poco da un cardine rotto, i prati erano secchi, con chiaz-
ze di terra nuda. La latteria dietro la casa era in rovina, il tetto man-
cava e quanto restava dei muri arrivava appena alle spalle di un
uomo.
Dannato piccolo bastardo! s'infuri Sean, vedendo come suo
fratello gemello aveva trascurato la vecchia casa. E' cos pigro che
non uscirebbe da un letto neanche dopo averci pisciato.
Per Sean non era soltanto una casa. Era il posto che suo padre
aveva costruito, il posto in cui Sean era nato e aveva trascorso tutta
la sua fanciullezza. Quando il padre era stato ucciso dalle lance zulu
a Isandlawana, met della fattoria e della casa era passata a Sean;
quante serate aveva trascorso nello studio, coi ceppi che bruciavano
nel caminetto di pietra e la testa di bufalo appesa sulla cappa che
gettava strane ombre guizzanti sugli stucchi dei soffitto. Anche se
aveva ceduto al fratello la sua parte, Theunis Kraal era sempre casa
sua. Garry non aveva il diritto di lasciarla andare in rovina a quel
modo.
Maledetto! ringhi Sean, dando voce ai propri pensieri... Ma
quasi subito prov una fitta di rimorso. Garrick era mutilato, una
carabina lasciata cadere da lui, Sean, gli aveva maciullato un ginoc-
chio, rendendo necessaria l'amputazione. Mi liberer mai da questa
colpa? Quanto deve durare ancora la mia punizione? protest Sean.
Ma quella non stata l'unica cattiva azione che hai commesso con-
tro tuo fratello, gli ramment la sua coscienza. Chi ha generato il
ragazzo che Garry chiama figlio? Quali lombi hanno prodotto il se-
me che ha fecondato il ventre di Anna, la moglie di tuo fratello?
E' passato tanto tempo, Nkosi. Mbejane aveva notato l'e-
spressione sul volto di Sean, mentre guardava verso Theunis Kraal e
ricordava cose che sarebbe stato meglio dimenticare.
S. Sean si riscosse e raddrizz le spalle. Tanto tempo e tan-
ta strada. Ma adesso siamo tornati a casa.
Si volt di nuovo verso il villaggio e perlustr con gli occhi il
quartiere oltre la via principale e l'albergo, cercando il tetto di quel
piccolo cottage in Protea Street. Quando lo scorse, tra le alte e ar-
ruffate chiome degli eucalipti, si sent di colpo lieto ed eccitato.
Chiss se Ada viveva ancora l? Chiss com'era diventata? Un p
grigia, senza dubbio... Ma i suoi cinquanta anni l'avevano segnata
profondamente, oppure erano stati gentili con lei, come Ada lo era
con tutti coloro con cui veniva a contatto? L'aveva perdonato d'es-
ser partito senza dirle addio? Non gliene voleva per tutti quegli anni
di silenzio? Capiva perch non le aveva mai fatto sapere nulla... N
una lettera, n un messaggio, salvo quel dono anonimo di diecimila
sterline, che Sean aveva fatto versare sul suo conto in banca? Dieci-
mila miserabili sterline, una festuca in confronto a tutti i milioni che
Sean aveva guadagnato e perduto in quei giorni lontani, quando era
uno dei pi grossi proprietari di giacimenti auriferi di Witwater-
srand.
Di nuovo il senso di colpa s'impossess di lui... Proprio perch
sapeva con assoluta certezza che lei aveva capito, che lei aveva per-
donato. Cos era Ada, la donna che suo padre aveva sposato in se-
conde nozze... E che Sean amava al di l dell'amore naturale dovuto
a chi ci ha generato.
Scendiamo , disse, spingendo il cavallo al piccolo galoppo con
un colpo di ginocchia.
Laggi, pap? grid Dirk, raggiungendolo.
S, ragazzo. Siamo arrivati a casa.
Ci sar la nonna?
Lo spero , rispose Sean, e aggiunse a bassa voce: Lo spero
con tutte le mie forze .
Sean e Dirk, seguiti da Mbejane e dal mulo col carico, cavalcaro-
no oltre il ponte sul Baboon Stroom, oltre i recinti del bestiame lun-
go i binari, oltre il vecchio bosco e l'edificio di ferro della stazione
con il cartello bianco e nero scolorito - LADYBURG, ALTITUDINE 745
METRI SOPRA IL LIVELLO DEL MARE - a sinistra nella polverosa strada
principale, abbastanza larga per potervi girare con un carro trainato
da una pariglia di buoi, e gi lungo Protea Street.
All'angolo Sean mise il cavallo al passo, prolungando il piacere
dell'attesa, finch si fermarono davanti a uno steccato bianco. Il
giardino era verde, ben curato, con allegre aiuole di margherite Bar-
beton e rododendri. Il cottage era stato ingrandito, sul lato pi lon-
tano avevano aggiunto una nuova stanza ed era intonacato di fre-
sco. Un'insegna sul cancelletto diceva in lettere d'oro su fondo ver-
de: MAISON ADA - COSTUMIERE.
Sean ridacchi. La vecchia ragazza si data al francese. Poi,
a Dirk: Aspetta qui .
Scese da cavallo, porse le redini al figlio e varc il cancello. Da-
vanti alla porta sost, imbarazzato, aggiustandosi nervosamente il
fazzoletto da collo. Abbass lo sguardo sul severo abito di panno
scuro e i nuovi stivali che aveva comprato a Pietermaritzburg, si
spolver i calzoni, diede una sistematina alla barba pareggiata da
poco, si arricci i baffi e infine buss.
Venne ad aprirgli una giovane donna, che Sean non riconobbe.
Lei invece reag all'istante, arrossendo un poco, tentando di siste-
marsi i capelli senza attirare l'attenzione sul loro disordine, nascon-
dendo dietro la gonna il lavoro di cucito che aveva in mano e mo-
strando tutti i segni di confusione tipici di una donna nubile che si
trovi, a un tratto e senza aspettarselo, alla presenza di un uomo at-
traente e ben vestito. Ma Sean non prov che un moto di pena alla
vista del suo volto deturpato dalle cicatrici rosse dell'acne.
Si tolse il cappello. La signora Courteney in casa?
E' nel laboratorio, signore. Chi devo annunciare?
Non le dica nulla... una sorpresa, fece Sean, sorridendole, e
la ragazza alz timidamente una mano per nascondere la rovina del-
la faccia.
亟ntri, prego , mormor, spostando il viso di lato, come per
esporne la minor superficie possibile.
Chi , Mary? chiese una voce dalle profondit del cottage.
Sean sussult. Non era cambiata... E fu come se tutti quegli anni
non fossero trascorsi.
Un signore, zia Ada. Vuole vederti.
Vengo subito. Fallo accomodare e porta del caff, Mary, per
piacere.
La ragazza fugg, sollevata, e Sean rimase solo nel piccolo salot-
to, rigirando il cappello nelle grandi mani brune, gli occhi fissi sul
dagherrotipo di Waite Courteney appeso sopra il caminetto. Bench
non se ne rendesse conto, il volto del ritratto era quasi il suo stesso
volto... Gli stessi occhi sotto le folte sopracciglia brune, la stessa ar-
roganza nella piega della bocca, perfino la stessa ostinazione nel
protendersi della mascella dissimulato dalla barba a punta... E il
grande naso aquilino dei Courteney.
La porta del laboratorio si apr e Sean si volt di scatto. Ada
Courteney entr sorridendo, ma, appena i suoi occhi si posarono sul
volto di Sean, la donna s'immobilizz e il sorriso le mor sulle lab-
bra, mentre diventava bianca come un cencio. Portando una mano
alla gola, emise un piccolo suono soffocato. 俑io Dio, bisbigli.
俑a', fece Sean, agitando goffamente i piedi. 青iao, Ma'. E'
bello vederti.
Sean! Il colore riflui sulle sue guance. Per un momento ho
pensato... Sei identico a tuo padre. Oh, Sean! E corse verso di lui.
Sean butt il cappello sul sof e l'accolse tra le braccia.
Ti aspettavo. Sapevo che saresti venuto.
Sean la sollev dal pavimento, la baci ridendo di gioia, ruot su
se stesso.
Mettimi gi , ansim Ada. Sean obbed e lei gli butt le brac-
cia al collo. 俟apevo che saresti tornato. In principio leggevo ogni
tanto di te sui giornali e la gente mi raccontava cose... Ma in questi
ultimi anni non c' stato nulla, assolutamente nulla.
Mi spiace , disse Sean.
俟ei un ragazzaccio. Ada era eccitatissima, dalla crocchia al-
lentata una ciocca le era caduta su una guancia. Ma cos bello
averti di nuovo qui... e improvvisamente scoppi in lacrime.
No, Ma'. Per piacere, no. Non l'aveva mai vista piangere.
E' perch... Una sorpresa simile! Si asciug le lacrime con un
gesto brusco. Non niente.
Sean cerc disperatamente qualcosa per distrarla. Ehi! escla-
m poi, sollevato. Ho un'altra sorpresa per te.
Pi tardi , protest la donna. Una alla volta.
Questa non pu aspettare , rise Sean. La condusse alla porta e
poi fuori, sui gradini, tenendole un braccio intorno alle spalle.
Dirk , grid. Vieni qui.
La sent irrigidirsi, mentre guardava Dirk risalire il sentiero.
Questa tua nonna, disse.
Perch piange? chiese Dirk, guardandola con visibile curio-
sit.
Poco dopo, padre e figlio sedevano al tavolo di cucina, mentre
Ada e Mary li rimpinzavano di cibo. Ada Courteney credeva che la
prima cosa da fare, con un uomo, fosse nutrirlo.
Mary era eccitata quasi quanto Ada. Aveva approfittato dei po-
chi minuti in cui era rimasta sola: ora i suoi capelli erano ben petti-
nati e portava una nuova camicetta, ma la cipria con cui aveva ten-
tato di coprire i brutti segni della pelle non faceva che attirare l'at-
tenzione su di essi. Impietosito, Sean evitava di guardarla e Mary se
ne accorse. Timidamente si dedic a Dirk... Il quale accolse le sue
gentilezze come se fossero nell'ordine naturale delle cose.
Mentre mangiavano, Sean raccont quello che aveva fatto negli
anni di cui Ada non sapeva nulla, sorvolando sulla morte della ma-
dre di Dirk e altre cose di cui non poteva essere orgoglioso. Infine
concluse:
E cos eccoci qui:

A casa torna il marinaio dall'alto mare,
A casa torna il cacciatore dalla collina...

Dirk, non riempire troppo la bocca e tienila chiusa quando ma-
stichi .
Quanto tempo ti fermerai? Mary, guarda se sono rimaste delle
paste nella credenza... Dirk ha ancora fame, disse Ada.
Gli farai prendere un'indigestione. Non so quanto rester; non
molto comunque... C' una guerra in corso.
Vuoi arruolarti?
S.
Oh, Sean. Devi proprio? Ma conosceva gi la risposta.
Mentre sceglieva un sigaro, Sean esamin attentamente Ada per
la prima volta. C'era dei grigio nei suoi capelli, come s'era aspetta-
to, anzi c'era pi grigio che nero, soprattutto alle tempie; la pelle,
perduta la freschezza giovanile, si era raggrinzita intorno agli occhi
e tesa sul dorso delle mani, rivelando le vene e rendendo pi promi-
nenti le nocche. Era anche pi grassa, il petto era pieno e tondeg-
giante, le mammelle avevano perso la loro identit separata e forma-
vano un tutto unico.
Invece le altre qualit, il cui ricordo Sean aveva tenuto caro per
tanto tempo, non solo permanevano, ma sembravano accentuate; il
controllo di s rivelato dalla compostezza delle mani e del corpo, ma
mitigato dal senso dell'humour che aleggiava intorno alle labbra; lo
sguardo che esprimeva umana piet e sicura comprensione per tutto
ci su cui si posava. Ma soprattutto quell'indefinibile aura di bont
che la circondava... Guardandola, Sean sent di nuovo che, dietro
quegli occhi, nessun pensiero distruttivo poteva vivere a lungo.
Accese il sigaro e parl, mentre il fumo gli avvolgeva il viso. S,
Ma'. Devo andare.
E gli occhi di Ada, il cui marito era morto in guerra, si colmaro-
no per un istante d'infinita tristezza. Gi. Suppongo che tu debba.
Garry gi partito... E Michael sta facendo il diavolo a quattro per
seguirlo.
Michael? chiese Sean.
Il figlio di Garrick... Nacque poco dopo... La tua partenza da
Ladyburg. Quest'inverno compir diciott'anni.
Com'? La voce di Sean era colma di ansia. Michael... Pens,
dunque cos che si chiama mio figlio. Il mio primogenito. Perdio,
il mio primogenito, e non ne ho saputo nemmeno il nome finch
non stato quasi un uomo fatto.
Ada lo stava guardando con una grande domanda inespressa ne-
gli occhi. Mary, accompagna Dirk in bagno, per piacere, e ripuli-
scigli un p la bocca da tutto quel cibo. Quando se ne furono an-
dati, rispose alla domanda di Sean. E' uno spilungone, molto alto e
magro. Bruno come la madre, ma serio. Sempre il primo della clas-
se. Io lo adoro. Viene spesso qui. Tacque per un momento, poi
mormor: Sean... .
Subito il figliastro la interruppe. E come sta Garry? Sapeva
cosa stava per chiedergli.
Non cambiato molto. Ha avuto un periodo sfortunato... Po-
vero Garrick, le cose sono andate male alla fattoria. La peste bovina
gli ha sterminato le mandrie; ha dovuto chiedere un prestito alla
banca. Esit un istante. E credo che abbia cominciato a bere for-
te. Bada, non posso esserne sicura... Anche prima di partire veniva
di rado in citt e io non l'ho mai visto toccare alcool. Ma credo che
sia cos.
Quando sar a Colenso, cercher di sapere dove si trova.
Non ti sar difficile. Garry tenente colonnello e presta servi-
zio nello stato maggiore dei generale Buller. Ha avuto la promozio-
ne la settimana scorsa, assieme al Distinguished Service Order, per
fare il paio con la Victoria Cross. E' incaricato dei collegamenti fra
le truppe imperiali e coloniali.
Buon Dio! Sean era sbalordito. Garrick colonnello!
侵l generale Buller lo stima molto. Anche lui ha la Victoria
Cross.
Ma tu sai come Garry ha ottenuto quella decorazione , prote-
st Sean. Si trattato di uno sbaglio. Se Garrick nello stato mag-
giore del generale... Allora il Signore abbia piet dell'esercito britan-
nico!
Sean, non devi parlare cos di tuo fratello.
Colonnello Garrick Courteney, fece Sean, e rise a gola spie-
gata.
Non so cosa ci sia fra te e Garry, ma lo trovo orribile... E non
voglio nulla di simile in casa mia. Il tono di Ada era molto duro.
Sean smise immediatamente di ridere.
Scusa.
Prima di chiudere la questione, voglio metterti in guardia. Ti
prego, sta' molto attento a come ti comporti con Garry. Qualunque
cosa sia accaduta fra voi... E io non voglio saperne nulla... Garry ti
odia ancora. Un paio di volte aveva cominciato a parlarne e io l'ho
fermato. Ma conosco il suo odio da Michael... Che ne ha subito il
contagio. E' quasi un'ossessione per lui. Quindi sta' attento. Ada si
alz. 亟 adesso parliamo di Dirk. Che bel bambino, Sean! Ma ho
paura che tu l'abbia viziato.
E' una tigre, ammise il padre.
Che istruzione ha avuto?
Be', sa leggere un poco...
Rester qui con me. Tra non molto inizia l'anno scolastico e lo
iscriver.
Stavo per chiedertelo. Ti lascer del denaro.
Dieci anni fa qualcuno ha fatto un grossissimo e misterioso
versamento sul mio conto in banca. Non erano soldi miei... Cos li
ho depositati a interesse. Sorrise a Sean, che assunse un'aria colpe-
vole. Possiamo usare quelli.
No , fece Sean.
俟儢, lo contraddisse Ada. 亟 adesso dimmi quando pensi di
partire.
Presto.
Quanto presto?
Domani.

11.

Da quando erano usciti da Pietermaritzburg, salendo la stra-
da della World's View, Sean e Mbejane avevano viaggiato
in allegria e concordia. Il sentimento che li univa era forte,
consolidato dal tempo, dalle avversit e dalle risate condivise in un
guscio protettivo di affetto sincero... E adesso erano felici come sol-
tanto due uomini possono esserlo insieme. Le battute erano vecchie
e le risposte quasi automatiche, ma l'eccitazione era nuova, come
nuovo il sole ogni mattina. Perch stavano andando alla guerra, a
un altro incontro con la morte, e tutto il resto diventava insignifi-
cante. Sean si sentiva libero, il fardello di pensieri che l'aveva op-
presso in quegli ultimi mesi gli era scivolato di dosso. Come una na-
ve sul mare calmo, filava leggero incontro alla propria sorte.
Sorrise con indulgenza della propria immaturit. Ges, siamo
come due ragazzi che hanno marinato la scuola, pens... E improv-
visamente si sent sollevato. Per il suo stato d'animo: perch aveva
ancora la capacit di dimenticare ogni cosa e cogliere l'attimo con
trepidazione infantile. Per qualche minuto si abbandon all'auto-
compiacimento: non sono pi giovane e ho imparato molto, accu-
mulandolo mattone per mattone lungo la via e cementandolo in
un'alta muraglia. La fortezza della mia virilit non compiuta, ma
ci che ho costruito finora solido. D'altra parte, lo scopo di una
fortezza proteggere e conservare al sicuro ci che si possiede di
prezioso; se, durante la costruzione, un uomo perde e butta via le
cose che desidera proteggere, allora l'intera fortezza una beffa. Io
non ho perduto tutto, ho soltanto usato qualcosa come merce di
scambio. Ho dato un p di fede in cambio della conoscenza del ma-
le; un p di allegria in cambio della familiarit con la morte; un p
di libert in cambio di due figli (e questo si rivelato un buon barat-
to)... Ma c' stato anche molto spreco.
Al suo fianco Mbejane si accorse che Sean aveva cambiato umo-
re e cerc d'intaccare la sua malinconia. 俏kosi, dobbiamo sbrigar-
ci se vuoi raggiungere il tuo abbeveratoio a Frere.
Con uno sforzo Sean scacci i pensieri neri e rise. Cavalcarono
di nuovo allegri verso nord e il terzo giorno arrivarono a Chievely.
Sean ricord il suo innocente stupore quando, giovanissimo,
aveva raggiunto la colonna di Lord Chelmsford all'inizio della guer-
ra zulu. Aveva creduto che una maggiore concentrazione di uomini
non fosse possibile. Ora guard l'accampamento dell'esercito bri-
tannico davanti a Colenso e sorrise; la piccola armata di Chelmsford
si sarebbe sperduta nel solo parco dell'artiglieria, non parliamo poi
di quella tendopoli che si stendeva per due miglia. File e file di tende
bianche coi cavalli tra l'una e l'altra... E, in fondo, interi ettari disse-
minati di veicoli da trasporto, a migliaia, con le bestie da tiro spar-
pagliate a pascolare nel veld quasi a perdita d'occhio.
Era uno spettacolo impressionante non solo per le proporzioni,
ma anche per l'ordine e la funzionalit della disposizione, per il sin-
cronismo delle squadre compatte impegnate nelle esercitazioni, per
lo scintillio collettivo delle baionette, allorch gli uomini cambiava-
no direzione.
Quando Sean cominci ad aggirarsi per il campo e lesse i nomi
dei reggimenti in testa a ogni fila di tende, percep in essi la risonan-
za della gloria. Ma le nuove uniformi color cachi e i caschi coloniali
l avevano ridotti a una massa uniforme. Soltanto la cavalleria con-
servava un p del vecchio incanto negli stendardi che sventolavano
allegramente sulle punte delle lance. Uno squadrone lo sorpass al
trotto, e Sean guard con invidia quei cavalli. Grandi animali lucidi,
arroganti come gli uomini che portavano in groppa. E la lunga lan-
cia dalla punta scintillante conferiva a cavallo e cavaliere un'aria di
crudelt disumana.
Una dozzina di volte Sean ripet la sua domanda: 非ove posso
trovare le guide? e, sebbene le risposte gli fossero date nei dialetti
di Manchester e del Lancashire, o con i quasi incomprensibili accen-
ti della Scozia e dell'Irlanda, c'era sempre in esse un fattore comu-
ne: nessuno ne aveva la minima idea.
Si ferm per osservare un gruppo che trainava una delle nuove
mitragliatrici Maxim. Goffa, si disse, neppure paragonabile con una
bella carabina. In seguito avrebbe ricordato quel giudizio e si sareb-
be sentito un p sciocco.
Per tutta la mattina vag nell'accampamento, seguito da Mbeja-
ne, e a mezzogiorno era stanco, impolverato e di pessimo umore. Il
Corpo delle guide del Natal pareva un'unit mitica. Sean si ferm
all'estremit del campo e guard il veld, pensando alla sua mossa
successiva per procedere nella ricerca.
A un chilometro di distanza, nella pianura coperta d'erba, una
piccola colonna di fumo attir la sua attenzione. Saliva da una stri-
scia di vegetazione che evidentemente seguiva il corso di un fiume.
Chiunque avesse scelto quel posto per accamparsi sapeva come siste-
marsi comodamente nel veld. In confronto al territorio desolato su
cui sorgeva il campo principale, quello doveva essere un paradiso:
protetto dal vento, vicino all'acqua e alla legna da ardere, lontano
dagli occhi degli ufficiali superiori. La sua ricerca era finita. Sean
sogghign e si avvi verso la pianura.
La sua ipotesi fu convalidata dallo sciame di servi negri che si ag-
giravano tra gli alberi. Potevano essere soltanto coloniali, ciascuno
con il proprio inserviente. Inoltre i carri erano radunati nella tipica
formazione circolare del laager. Come sentendosi in casa propria,
Sean si accost al primo bianco che vide.
Costui sedeva in un semicupio all'ombra d'un albero di mimosa,
immerso fino alla vita, mentre un servo aggiungeva acqua calda ver-
sandola da una grande pentola nera.
俟alve, lo salut Sean.
L'uomo alz lo sguardo dal libro che stava leggendo, si tolse il
sigaro di bocca e restitu il saluto.
Sto cercando le guide.
Le hai trovate, amico. Siedi, invit. Poi disse al servo: Por-
ta allo Nkosi una tazza di caff .
Grato, Sean si lasci cadere sulla sedia reimpje vicina alla vasca
e allung le gambe davanti a s. L'altro, messo da parte il libro, co-
minci a insaponarsi il petto peloso e le ascelle, e intanto esaminava
Sean con schietto apprezzamento.
Chi comanda qui? domand Sean.
Vuoi vederlo?
S.
L'altro spalanc la bocca e url: 亟hi! Tim! .
Che c'? rispose una voce dal carro pi vicino.
俗n tizio vuole vederti.
Perch?
Dice che ti deve parlare di sua figlia.
Ci fu un lungo silenzio, mentre l'uomo all'interno del carro assi-
milava l'informazione, poi: 青he tipo ? .
Un pezzo di marcantonio, con un fucile.
Mi stai prendendo in giro!
Col cavolo! Dice che, se non esci, verr lui a prenderti.
Il telo di copertura del carro fu sollevato cautamente, e un oc-
chio brill dietro la fessura. Il feroce barrito che segu fece scattare
in piedi Sean. Il telone venne aperto con violenza, e l'ufficiale co-
mandante delle guide balz gi dal carro per muovere incontro a
Sean, allargando le braccia come un lottatore. Sean lo guard, poi
url a propria volta e si pieg sulle ginocchia, in posizione di difesa.
Yaa! L'uomo caric e Sean sostenne l'urto, petto contro pet-
to, bloccandogli le braccia con le proprie.
俊im Curtis, miserabile bastardo! grid, in parte ridendo e in
parte gemendo, perch Tim tentava di strappargli la barba alla ra-
dice.
Sean Courteney, maledetto figlio di puttana! ansim l'altro,
coi polmoni svuotati dalla stretta del vecchio amico.
Sean gli tir un pugno. Facciamoci un goccetto.
Tim gli torse un orecchio. 亭acciamoci una bottiglia.
Infine si separarono, e rimasero l'uno di fronte all'altro, ridendo
come pazzi, per la gioia di rivedersi.
L'inserviente torn con il caff per Sean, ma Tim lo respinse con
un gesto di disgusto. 侮ia questa robaccia! Va' a prendere una bot-
tiglia di brandy nella mia cassetta.
Pare che voi due vi conosciate, disse l'uomo nel semicupio.
青onoscerci! Ges, ho lavorato cinque anni per questo tipac-
cio! sbuff Tim. A estrarre il suo maledetto oro. Il peggior prin-
cipale che abbia mai avuto.
Be', adesso puoi rifarti, sogghign Sean, visto che sono ve-
nuto a lavorare per te.
Hai sentito, Saul? L'idiota vuole arruolarsi.
Mazeltov. L'uomo che Tim aveva chiamato Saul immerse la
punta del sigaro nell'acqua, lo butt via e, alzatosi in piedi, porse a
Sean una mano insaponata. Benvenuto nella legione dei dannati. Il
mio nome Saul Friedman. Mi pare d'aver capito che il tuo Sean
Courteney. Appena arriver quella bottiglia, festeggeremo il tuo ar-
rivo.
Il baccano aveva fatto uscire gli altri dai carri e Sean fu presenta-
to a ciascuno di loro. A quanto pareva, l'uniforme delle guide era
costituita da una giubba color cachi senza mostrine e senza gradi,
pantaloni da cavallerizzo e cappello floscio. Erano in dieci, un grup-
petto dall'aria dura. Sean li trov di suo gradimento.
Nudo, a parte un asciugamano intorno ai fianchi, Saul riemp i
bicchieri, dopo di che si sistemarono tutti all'ombra, preparandosi a
una buona bevuta. Per i primi venti minuti Tini Curtis li intrattenne
con una spiegazione biografica e biologica della carriera di Sean, al-
la quale Saul aggiungeva commenti che sollevavano tempeste di risa-
te. Non c'erano dubbi sul fatto che Saul fosse l'umorista della com-
pagnia, un ruolo che ricopriva con distinzione. Sui venticinque anni,
era il pi giovane del gruppo e, fisicamente, il pi minuto. Aveva un
corpo sottile, pelosissimo, e in un suo modo simpatico era estrema-
mente brutto. A Sean piacque molto.
Un'ora pi tardi, quando il brandy li ebbe portati a quello stadio
di gravit che precede la ridarella, Sean disse: Capitano Curtis... .
Tenente, e non dimenticarlo , lo corresse Tim.
俊enente Curtis, qual il nostro lavoro, e quando lo fac-
ciamo?
Tim guard torvo il bicchiere vuoto, poi fece un cenno a Saul.
Diglielo tu , ordin.
青ome ho accennato prima, noi siamo la legione dei dannati.
Gli altri ci guardano con un misto di piet e imbarazzo. Passano
dall'altra parte della strada quando c'incontrano, facendosi il segno
della croce e borbottando scongiuri contro il malocchio. Ce ne stia-
mo qui nel nostro piccolo lebbrosario.
Perch?
Be', innanzi tutto, dipendiamo dal pi miserabile omuncolo
dell'intera armata del Natal. Un tipo che, nonostante una formida-
bile serie di medaglie, non ispirerebbe fiducia a un coro di giovinet-
te. E' l'ufficiale capo dei collegamenti fra le truppe coloniali e lo sta-
to maggiore. Il tenente colonnello Garrick Courteney. Saul fece
una pausa e la sua espressione cambi. 俏essuna parentela con te,
spero?
No, ment Sean, senza la minima esitazione.
亮razie a Dio , riprese Saul. 青omunque, per questo che gli
altri hanno piet di noi. Il guaio che nessuno ci riconosce un'esi-
stenza ufficiale. Anche per ritirare le razioni Tim deve sostenere col
quartiermastro un dialogo da opera buffa. Ma siccome ci chiamia-
mo 'guide', tutti si aspettano che ci diamo una mossa e guidiamo un
p di gente da qualche parte... Cos, in qualche modo strambo, il
fatto che il generale Buller non sia avanzato di cento metri in tre me-
si viene imputato a noi. Saul si riemp il bicchiere. 隹 ogni modo,
non siamo ancora rimasti senza brandy.
侮uoi dire che non combiniamo niente? chiese Sean, incre-
dulo.
Mangiamo, dormiamo e beviamo.
保ccasionalmente facciamo qualche visita, aggiunse Tim. 亟
questo un momento buono come un altro.
Chi andiamo a trovare?
C' una signora molto intraprendente nella zona, a pochi chilo-
metri da qui. Possiede una specie di circo viaggiante... Quaranta car-
ri e quaranta ragazze. Seguono il grosso dell'esercito per confortarlo
e incoraggiarlo. Perch non andiamo a ricevere un p di conforto e
incoraggiamento? Se partiamo adesso, saremo tra i primi della fi-
la... Chi presto arriva ben alloggia.
Io ci rinuncio, disse Saul, alzandosi.
E' un bravo ragazzo, fece Tim, guardandolo allontanarsi.
Perch non viene? E' contro la sua religione?
No, ma sposato e prende la cosa molto sul serio. Che mi dici
di te?
Non sono sposato.
Allora andiamo.
Parecchie ore dopo cavalcavano verso il campo alla luce della lu-
na, entrambi piacevolmente malinconici per l'alcool e l'amore. La
ragazza che aveva portato Sean nel suo carro era cordiale, con un
paio di grosse tette materne.
Mi piaci , gli aveva detto, dopo.
Anche tu , aveva risposto sinceramente Sean.
Bench non provasse pi vergogna o senso di colpa che dopo
aver soddisfatto un qualsiasi altro bisogno fisico, Sean sapeva che
mezz'ora con una sconosciuta era un ben misero surrogato.
Cominci a mugolare la melodia che Ruth aveva cantato la sera
del temporale.

12.

I tenente colonnello Garrick Courteney s tolse la giubba dell'u-
niforme e l'appese con cura all'attaccapanni dietro la sua scri-
vania. Come una massaia fiera della propria casa raddrizza un
quadro sulla parete, cos Garry spost lievemente il nastro di seta
purpurea dal quale pendeva la pesante croce di bronzo. Muovendo
le labbra rilesse per l'ermesima volta l'iscrizione: 隹l valore, e
sorrise.
Grazie allo champagne che aveva bevuto a cena, si sentiva il cer-
vello come un enorme diamante incastonato nel cranio, duro, acu-
to, nitido.
Si sedette, gir la sedia di sbieco e allung le gambe sulla scri-
vania.
Fa' entrare, attendente! grid, e abbass lo sguardo sugli sti-
vali. Assolutamente uguali, si disse. Nessuno avrebbe potuto dire,
osservando le gambe, quale era di carne e ossa sotto il cuoio luci-
do... E quale invece di legno, con una caviglia ingegnosamente arti-
colata.
Signore... La voce lo fece sussultare, e subito ritir le gambe
con aria colpevole, nascondendole sotto la sedia.
Curtis! Alz lo sguardo sull'uomo in piedi davanti alla sua
scrivania. Tim stava rigidamente sull'attenti, fissando con aria ine-
spressiva un punto al di sopra della testa di Garry, il quale si guard
bene dal dargli il riposo. Traeva un'enorme soddisfazione dal fatto
che quel grosso e impacciato bastardo dovesse usare quelle sue gam-
be poderose per mostrare rispetto a Garrick Courteney. Lasciamolo
sull'attenti. Aspett finch Tim non mosse nervosamente i piedi e si
schiar la gola.
Riposo! Ora non potevano pi sussistere dubbi su chi dete-
nesse il potere. Garry prese il tagliacarte dal piano della scrivania e
lo rigir tra le dita mentre parlava. 俟 star chiedendo perch l'ho
mandato a chiamare, disse, sorridendo con aria affabile. Bene,
la ragione che ho un lavoro per voi, finalmente. Oggi ho fatto co-
lazione col generale Buller. Tacque un momento, per dar modo a
Tim di assimilare la notizia. Abbiamo parlato dell'offensiva. Desi-
derava la mia opinione circa certi piani che... Ma questo non c'en-
tra. Voglio che lei vada in ricognizione con i suoi uomini lungo en-
trambe le sponde dei fiume, a Colenso. Guardi, continu, sten-
dendo una mappa. Ci sono guadi qui e qui. Pugnal la mappa
col tagliacarte. 俊rovateli e segnateli con precisione. Controllate i
ponti... Tutt'e due, quello stradale e quello ferroviario, e assicurate-
vi che siano intatti. Fatelo stanotte. Voglio un rapporto completo
domattina. Pu andare.
Sissignore.
隹h, Curtis... Garry lo ferm, mentre stava per uscire dalla
tenda. Non fallite. Trovatemi quei guadi. Il telo della tenda si ri-
chiuse dietro l'americano. Garry apr il cassetto della scrivania e ti-
r fuori una fiaschetta d'argento adorna di cornaline. Svit il tappo
e annus il contenuto prima di bere.

Con la prima luce, a due a due, le guide tornarono al campo.
Sean e Saul furono gli ultimi a rientrare. Scesero di sella, consegna-
rono i cavalli agli inservienti e raggiunsero il gruppo intorno al
fuoco.
Allora? chiese Tim, che se ne stava accoccolato con una tazza
di caff bollente tra le mani. I suoi vestiti erano fradici e fumavano
asciugandosi al calore delle fiamme.
信anno distrutto il ponte della ferrovia... Ma quello stradale
intatto.
Sei sicuro?
L'abbiamo attraversato.
E' gi qualcosa , brontol Tim.
Sean inarc le sopracciglia con aria scettica. Credi? Non ti
passato per la mente che l'abbiano lasciato in piedi perch vogliono
che noi passiamo di l?
Nessuno rispose e Sean continu: 侶uando abbiamo controllato
i ponti, Saul e io siamo andati un p in esplorazione sull'altra riva.
Proprio al di l del ponte ferroviario c' una fila di piccoli kopjes.
Molto cautamente, li abbiamo aggirati strisciando .
E ... ?
Ci sono pi boeri su quei kopjes che aculei sulla schiena di un
porcospino. Chiunque tenti di attraversare il ponte alla luce del
giorno si ritrover sforacchiato come un colabrodo.
Delizioso pensiero! grugn Tim.
亮i. Di una dolcezza da vomitare. E tu cos'hai scoperto?
Acqua , rispose Tim, abbassando gli occhi sulla sua uniforme
fradicia. Acqua profonda.
Nessun guado , anticip cupamente Sean.
Nessuno. Ma abbiamo trovato una chiatta sfondata sulla riva.
Forse per questo che hanno segnato un passaggio sulla carta.
青os adesso puoi andare dal nostro amato colonnello a dargli
la buona notizia , disse Saul. Ma scommetto cinque a uno che
non servir a niente. Secondo me, Buller attaccher Colenso entro i
prossimi due giorni. Chi lo sa, potrebbe anche riuscire a portare un
paio di migliaia d'uomini oltre il fiume, allora avremmo qualche
possibilit.
Tim lo guard torvo. 亟 le guide saranno le prime ad attraver-
sare. Tutto bene per te. Il rabbino ha ridotto considerevolmente il
bersaglio... Ma noialtri?

Eppure segnato sulla mappa , protest il tenente colonnello
Garrick Courteney. Era a capo chino, cos che Tim poteva vedere la
cute rosa attraverso i solchi lasciati dal pettine tra i capelli color
sabbia.
Io ho visto draghi e mostri marini segnati sulle carte, signore,
rispose Tim, e Garry lo guard freddamente coi suoi pallidi occhi
azzurri.
Non pagato per fare dello spirito, Curtis.
Mi scusi, signore, disse Tim, e Garry si accigli. Curtis sape-
va far suonare la parola 哀ignore come un insulto.
Chi ha mandato a controllare?
Ci sono andato personalmente.
促u esserle sfuggito a causa del buio.
Se ci fosse un guado, ci sarebbe una strada o almeno un sentie-
ro che porta alla riva. E quello non mi sarebbe sfuggito, signore.
Ma di notte chiunque si pu sbaghare, insistette Garry. Ma-
gari non si vede qualcosa che, alla luce del giorno, salterebbe agli
occhi.
Be', signore...
Ottimo , lo interruppe bruscamente Garry. Adesso, i ponti.
Lei dice che sono intatti.
俟oltanto quello stradale, ma...
Ma cosa?
Gli uomini che ho mandato in ricognizione hanno riferito che
le colline oltre il fiume sono fortemente difese. Quasi come se il
ponte fosse stato lasciato in piedi per attirarci in una trappola.
青urtis. Con gesto studiato Garry pos il tagliacarte sulla
mappa spiegata davanti a s. Il suo naso era troppo grande per lo
spazio tra gli occhi, e quando increspava le labbra in quel modo
sembrava un uccello... Un passero, si disse Tim, un passerotto mar-
rone.
青urtis, ripet Garry a voce bassa. 俑i sembra che lei abbia
ben poco entusiasmo per questo lavoro. Io le ho affidato un incari-
co e lei ritorna con un lungo elenco di scuse. Non credo che lei si
renda conto di quanto sia importante...
Cip, cip... Passerotto, sogghign Tim in cuor suo. Garry con-
tinu:
亭ra l'altro... Chi ha mandato a controllare i ponti? Tipi atten-
dibili, spero!
Molto attendibili, signore.
Chi?
Friedman.
Ah, quell'avvocatucolo ebreo. Bella scelta, Curtis, proprio una
bella scelta , disse Garry, sbuffando col naso e riprendendo il ta-
gliacarte.
Mio Dio? si stup Curtis, anche antisemita! li nostro passerotto
ha tutte le virt!
Chi altri ha mandato?
Una nuova recluta.
Una nuova recluta!... Una nuova recluta! esclam Garry, la-
sciando cadere il tagliacarte e alzando le mani in un gesto d'incredu-
lit.
Ho lavorato per lui prima della guerra. Lo conosco bene, si-
gnore. E' un tipo molto in gamba. Mi fido di lui pi di chiunque al-
tro. In realt, stavo per chiederle di approvare la sua promozione a
sergente.
E come si chiama questo campione?
促er uno strano caso, signore, ha il suo stesso cognome. Bench
affermi che non siete parenti. Si chiama Courteney. Sean Cour-
teney.
Lentamente, molto lentamente, il volto di Garry cambi espres-
sione. Divenne piatto, scialbo. Pallido anche, il traslucido, inanima-
to pallore di un cadavere. Anche dai suoi occhi scomparve ogni vi-
ta... Guardavano all'interno, nei recessi segreti di un lontano passa-
to. I luoghi bui. E vedevano un bambino che si arrampicava su una
scarpata.
Saliva l'erta tra la fitta boscaglia, le sue gambe erano giovani e
forti. Ombra intorno, nelle narici l'odore del terriccio, nelle orec-
chie il ronzio degli insetti, mattino d'estate nel Natal, caldo, sudore,
gli occhi fissi davanti a s, cercando nel folto il bushbuck cui stava-
no dando la caccia, con Tinker che tirava bramosamente il guinza-
glio e lo stesso desiderio impaziente che pulsava nella gola di Garry.
Tinker abbai una sola volta, e subito si ud il fruscio di un
grosso corpo che si muoveva davanti a loro, il rumore di uno zocco-
lo contro un sasso, poi il bushbuck irruppe dal folto.
Il colpo secco di uno sparo, e il bushbuck ferito comincia a bela-
re come un agnello nell'erba, mentre la voce di Sean si leva alta e
ferma: L'ho preso! L'ho preso al primo colpo! Garrick, Garrick!
L'ho preso, l'ho preso! .
Il cane trascina Garry nel sole. Sean, fuori di s dall'eccitazione,
corre gi per la scarpata verso di loro, con la carabina in mano. A
un tratto cade, l'arma gli sfugge, risuona un secondo sparo che met-
te fuori uso la gamba di Garry.
Ora seduto sull'erba e si fissa la gamba. Le piccole schegge
d'osso nella carne a brandelli e il sangue che sgorga scuro, forte e
denso, quasi cremoso.
Non volevo... Oh Dio, Garry, non volevo. Sono scivolato.
Davvero, sono scivolato.
Garry rabbrivid, uno spasmo violento, quasi sensuale di tutto il
corpo. Anche la gamba sotto la scrivania si contrasse.
Si sente bene, signore? C'era una punta di preoccupazione
nella voce di Tim.
Benissimo, grazie, Curtis. Si lisci i capelli sulle tempie, dove
c'erano due ampi semicerchi di calvizie. 青ontinui, prego.
Be', come stavo dicendo... Sembrerebbe una trappola. Hanno
lasciato quel ponte perch...
侵l suo compito raccogliere informazioni, Curtis. Valutarle
spetta allo stato maggiore. Mi pare che, con questo, il suo rapporto
sia finito. Bene, pu andare.
Doveva bere adesso, le sue dita erano gi sulla maniglia del cas-
setto. Ah, Curtis. La voce gli usc gracchiante dalla gola riarsa.
侶uella promozione di cui parlava approvata. Faccia di quell'uo-
mo un sergente.
Molto bene, signore.
俏aturalmente, nel caso di un attacco frontale sui ponti, sar
lui a condurre il primo assalto.
Signore ... ?
Capisce che necessario, vero? Tim non l'aveva mai sentito
parlare con un tono cos colmo di lusinga. Pareva che volesse la sua
approvazione. Come se cercasse di giustificare la propria decisione.
Voglio dire, lui conosce quel ponte. Lo ha attraversato. E' l'unico
che l'ha fatto, vero?
S, signore.
E, dopotutto, un sergente. Intendo dire che bisogna mandare
un graduato... Non uno qualsiasi.
Potrei andare io, signore.
No. No. Avremo bisogno di lei al guado.
Come vuole.
Non se ne dimenticher, vero? Mander lui, eh? Ora il suo
tono era quasi supplichevole.
Mander lui, assent Tim, e usc dalla tenda. Garry tir con
violenza la maniglia. Graffi il legno nella furia di afferrare la fia-
schetta.

13.

Al generale Sir Redvers Buller,
comandante in capo,
Corpo di spedizione britannico nel Natal.
A Chievely
19 dicembre 1899.

Signor generale,
ho l'onore di riferire che, in osservanza degli ordini ricevuti, gli
ufficiali e gli uomini del Corpo delle guide dei Natal hanno effettua-
to una ricognizione nella notte del 18 dicembre, con i seguenti risul-
tati:
Guado contrassegnato A sulla mappa allegata: Sebbene il guado
permetta il passaggio, difficile da localizzare al buio e se ne scon-
siglia l'uso durante la notte.
Ponte contrassegnato 雨: E un ponte stradale in metallo. Al pre-
sente intatto, probabilmente grazie alla sua solidit, che non ha
consentito la demolizione da parte del nemico.
Ponte contrassegnato 青: E un ponte ferroviario, anche questo in
metallo, ma il nemico lo ha demolito.
Osservazioni generali: Una limitata penetrazione della zona al di l
del Tugela da parte di elementi dei Corpo delle guide dei Natal ha
rivelato la presenza del nemico sulle alture contrassegnate 非 ed
E . Non vi sono prove, per, circa la presenza di artiglieria o di
forte concentrazione di truppe.
Tenente colonnello G. Courteney,
comandante del Corpo delle guide del Natal,
sul campo.

Estratto dagli ordini di battaglia emanati e firmati dal generale Sir
Redvers Buller nella notte del 19 dicembre 1899.

... Le truppe comandate dal generale di brigata Lyttelton avan-
zeranno e cattureranno il villaggio di Colenso; quindi s'impossesse-
ranno del ponte metallico e lo attraverseranno, scacciando il nemico
dalle alture sulla riva opposta (vedere mappa allegata).

14.

Stavano sdraiati sull'erba, a fianco a fianco, e la rugiada aveva
inzuppato la parte posteriore delle giubbe. La notte era tran-
quilla e silenziosa. Nel cielo sereno brillavano stelle enormi.
Le alture del Tugela, profilandosi sullo sfondo della Via Lattea,
avevano assunto un'aria minacciosa.
Saul sbadigli rumorosamente e subito Sean fu costretto a imi-
tarlo. Non si trattava di stanchezza, bench non avessero chiuso oc-
chio per tutta la notte, ma della tensione nervosa alla prospettiva di
lanciarsi contro i fucili boeri...
Manca un'ora e mezzo all'alba, bisbigli Saul, e Sean grugn.
Era inutile contare le ore. Alle sei e quarantasette minuti il sole sa-
rebbe spuntato e, alle loro spalle, l'esercito inglese sarebbe avanzato
nella pianura coperta d'erba scura.
Ancora una volta Sean si sollev sulle ginocchia ed esamin il
terreno davanti a s, seguendo lentamente la riva con lo sguardo,
scrutando il ponte che non distava pi d'un centinaio di passi, con-
trollando che i cespugli sulla sponda non si fossero mossi o moltipli-
cati. Poi, soddisfatto, torn a sdraiarsi.
Buon Dio, che freddo! Sentiva Saul tremare accanto a s.
Presto far anche troppo caldo , replic Sean, sogghignando
nel buio. Il limpido cielo notturno aveva assorbito tutto il calore del
giorno passato, l'erba e i loro indumenti erano bagnati, perfino l'ac-
ciaio dei fucili era sgradevolmente freddo al tatto... Ma Sean aveva
imparato da un pezzo a ignorare il disagio fisico. Poteva, se necessa-
rio, restare disteso completamente immobile mentre le mosche
tse-tse gli si posavano sul collo e affondavano gli aculei brucianti
nella pelle tenera dietro le orecchie. Tuttavia prov sollievo quando
il cielo cominci a schiarire e fu tempo di muoversi.
Io vado , bisbigli.
Buona fortuna... Troverai pronta la colazione al tuo ritorno.
Era lavoro per un uomo solo. Un lavoro che a Sean non piaceva
affatto. Si erano accertati che non ci fossero nemici da questa parte
del fiume e, all'ultimo minuto, quando fosse stato troppo tardi per-
ch i boeri potessero cambiare le proprie disposizioni, qualcuno do-
veva attraversare il ponte e rilevare la consistenza della difesa nemi-
ca. Un paio di mitragliatrici Maxim a breve distanza dallo sbocco, o
magari delle cariche pronte a esplodere, e le possibilit di successo,
anzich esigue, sarebbero state nulle.
Buttatosi il fucile di traverso sulla schiena, Sean avanz carponi
nell'erba. Due volte si ferm, tendendo l'orecchio per qualche istan-
te, ma non aveva molto tempo... Il sole sarebbe spuntato in meno di
un'ora. Raggiunse il ponte e rimase disteso nella sua ombra, scru-
tando la riva opposta. Niente si muoveva. Alla luce delle stelle, i ko-
pjes sembravano scuri dorsi di balena in un mare d'erba. Sean attese
cinque minuti... Abbastanza perch un'eventuale sentinella inquieta
producesse qualche rumore... Ancora nulla.
Andiamo , bisbigli a se stesso, e improvvisamente ebbe pau-
ra. Per un momento non riconobbe la sensazione, perch l'aveva
provata soltanto tre o quattro volte in vita sua, e mai per cos poco.
Si accovacci accanto alle travi d'acciaio del ponte, con le gambe
deboli e una sostanza vischiosa che premeva nel suo ventre. Fu sol-
tanto quando sent quel gusto in gola... Olio di pesce misto al fetore
d'una carcassa putrida... Che cap di che cosa si trattava.
Ho paura. La sua prima reazione fu di sorpresa, che si mut pre-
sto in allarme.
Era cos che accadeva. Cos era accaduto ad altri. Aveva sentito
molti uomini che ne parlavano intorno ai fuochi di bivacco, ricorda-
va le parole e la pena che si celava dietro quelle.
S, fu il suo portatore a ricondurlo al campo. Tremava come se
avesse la febbre e si lamentava. Pensai che fosse ferito. 'Daniel'. Gli
dissi, 'Daniel, cos' successo?'
'Si rotto', rispose, con le lacrime che gli colavano sulla barba.
'Mi si rotto qualcosa qui, nella testa, l'ho sentito rompersi. Allora
ho gettato il fucile e mi sono messo a correre.'
'L'elefante ha caricato, Daniel?'gli chiesi.
'No' amico. Non l'ho nemmeno visto, l'ho soltanto sentito che
brucava nella boscaglia. Poi qualcosa si rotto e io stavo scap-
pando.'
Non era un codardo. Eravamo andati a caccia insieme una infi-
nit di volte e l'avevo visto affrontare a pi fermo la carica di un ele-
fante, facendolo stramazzare cos vicino da poterlo toccare con la
canna del fucile. Era in gamba, ma aveva tirato troppo la corda. Al-
l'improvviso qualcosa si ruppe nella sua testa e la caccia ebbe fine
per lui.
Ho accumulato paura come una vecchia nave ammassa alghe e
molluschi sotto la linea di galleggiamento, pens... Ora quel 叛ual-
cosa era pronto a spezzarsi anche in lui, se ne rendeva conto con
estrema lucidit. Come si rendeva conto che, se fosse fuggito, non
avrebbe cacciato mai pi.
Accoccolato al buio, sudando nel freddo dell'alba, Sean fu assa-
lito dalla nausea. Stava male, respirava pesantemente dalla bocca,
quella roba molle nel ventre era prossima a cercare uno sfogo, si
sentiva cos debole che le gambe presero a tremargli, e dovette soste-
nersi a un traliccio.
Rimase cos per un minuto che parve un'eternit. Poi cominci a
lottare, irrigidendo le gambe e costringendole a muoversi in avanti.
Con forza di volont controll il rilassamento dello sfintere... Tanto
vicino era arrivato all'estrema umiliazione.
Ora sapeva che la vecchia storiella sui codardi era vera. E appli-
cabile anche a lui.
Sal sul ponte; ogni volta sollevando il piede con un atto della
volont, spingendolo avanti, posandolo e spostandovi sopra il peso
del corpo. Anche la respirazione era premeditata, Sean inspirava ed
espirava a comando del cervello. Non poteva pi fidarsi dei proprio
corpo nemmeno per assolvere la pi semplice delle funzioni... Non
dopo essere stato tradito da esso in modo cos atroce.
Se fossero stati in attesa, i boeri l'avrebbero ucciso quel mattino.
Senza la minima cautela, Sean raggiunse lentamente il centro del
ponte. Il suo corpo era un grosso, vistoso bersaglio alla luce delle
stelle, e ogni suo passo risuonava sul metallo.
Sotto i suoi piedi l'acciaio lasci il posto alla ghiaia. Era sull'al-
tra sponda. Continu a camminare, quasi al centro della strada, se-
guendone l'ampia curva verso i colli scuri.
Camminava con il suo terrore, che gli riccheggiava nella testa co-
me il fragore del mare. La cinghia del fucile gli scivol dalla spalla e
l'arma cadde con fragore al suolo. Sean rimase immobile per un mi-
nuto buono prima di chinarsi a raccoglierla. Poi si volt e torn in-
dietro. Camminando lentamente, contando i passi, misurandoli...
uno al secondo... Ritmandoli con la massima attenzione per impedire
a se stesso di mettersi a correre. Perch se avesse cominciato a corre-
re, sarebbe stata la fine. Anche lui non avrebbe cacciato mai pi.
Tutto a posto? Saul lo stava aspettando.
Sean gli si lasci cadere accanto. S.
Visto qualcosa?
No.
Saul lo fiss. Sei sicuro di star bene? chiese.
Sean sospir. Gli era gi successo una volta. La paura lo aveva
colto in un pozzo di miniera crollato. In seguito si era imposto di
tornarvi e l'aveva lasciata l, nel pozzo, uscendo da solo alla luce del
giorno. Anche adesso aveva sperato di lasciare la paura sull'altra ri-
va del fiume, ma questa volta essa l'aveva seguito. Ormai sapeva
con assoluta certezza che non se ne sarebbe pi liberato. Gli avrebbe
sempre ansimato sul collo.
Dovr domarla, si disse. Dovr metterle barbazzale e cavezza.
S, sto bene , rispose a Saul. Che ore sono?
Le cinque e mezzo.
Mando indietro Mbejane.
Si alz e raggiunse il luogo in cui lo zulu aspettava con i cavalli.
Gli diede un piccolo quadrato di stoffa verde: il segnale convenuto
indicante che n il ponte n il villaggio erano difesi in forze. Il qua-
drato rosso lo ripose nel taschino sul petto.
俊orner subito, gli disse Mbejane.
Sean scosse la testa. No. Non hai pi nulla da fare qui.
Mbejane sleg i cavalli. 俟ta' tranquillo.
侮a' in pace. Sean era contento che Mbejane non fosse l a ve-
dere, qualora la paura l'avesse colto di nuovo.
Ma non deve succedere, si disse cupamente. Oggi sar la giorna-
ta decisiva. Se riesco a superare questo giorno, allora forse l'avr
domata.
Torn nel punto in cui Saul l'aspettava nel buio e, sdraiati l'uno
accanto all'altro, attesero il sorgere del sole.

15.

L'oscurit si ritirava, ampliando sempre pi il loro campo visivo.
Ora si scorgevano anche le strutture superiori del ponte, un ni-
tido disegno geometrico contro la mole scura delle colline.
Poi divennero visibili i cespugli, sullo sfondo chiaro della roccia e
dell'erba.
La prima luce falsava le distanze, facendo apparire i colli lonta-
ni e non pi ostili. Uno stormo di aironi volava in formazione al-
lungata sopra il letto del fiume, abbastanza in alto per catturare i
raggi del sole e risplendere del suo fulgore, uccelli d'oro in un mon-
do d'ombra. E con l'alba si alz un venticello freddo la cui voce tra
l'erba si fuse col mormorio dei fiume.
Poi il sole raggiunse i kopjes, come per benedire l'esercito della
Repubblica. Al suo calore, la nebbia in fondo alle gole si contorse
in spasimi d'agonia, si sollev nel vento e svan.
L'orlo infuocato spunt dall'orizzonte e la luce divenne brillante
e chiara sulla terra lavata dalla rugiada.
Sean studi col binocolo la cresta delle colline. A un centinaio di
passi c'erano tracce di fumo, come se l'esercito boero stesse prepa-
rando il caff.
Credi che possano vederci? domand Saul.
Senza abbassare il binocolo, Sean scosse la testa. Due piccoli ce-
spugli e il sottile schermo d'erba che avevano preparato durante la
notte li nascondevano perfettamente.
Sei sicuro di sentirti bene? domand ancora una volta Saul.
Dalla faccia sembrava che Courteney fosse preda di un tormentoso
dolore fisico.
Ho dei crampi allo stomaco, grugn Sean. Fa' che cominci
presto, li prego, fa' che cominci. Aspettare la cosa peggiore.
Poi il terreno trem sotto il suo petto, una vibrazione leggerissi-
ma, e Sean si sent invadere dal sollievo. 亟cco i cannoni, disse.
Tenendosi al coperto di uno dei cespugli, si alz e guard dietro di
s.
In un'unica colonna, a breve distanza l'uno dall'altro, i cannoni
stavano entrando in scena. Avanzavano rapidamente, ancora minu-
scoli per la distanza; gli uomini in arcione ai cavalli di testa solleci-
tavano i poderosi tiri, e presto furono abbastanza vicini perch Sean
potesse scorgere le braccia con le fruste che si alzavano e si abbassa-
vano, e sentire le grida dei serventi miste allo stridore delle ruote.
Sedici pezzi d'artiglieria, centocinquanta cavalli per trainarli e un
centinaio d'uomini per servirli. Ma, nella vastit della pianura da-
vanti a Colenso, la colonna sembrava piccola e insignificante. Sean
guard oltre di essa e vide i fanti che la seguivano, una fila accanto
all'altra, come pertiche di una palizzata, migliaia di uomini che
avanzavano lentamente nella pianura. Sean sent ridestarsi la vec-
chia, selvaggia esaltazione. Sapeva che lo spiegamento seguiva la li-
nea di segnali lasciati da lui e da Saul durante la notte e che loro
due sarebbero stati i primi ad attraversare il ponte... I primi di tutte
quelle migliaia di uomini.
Ma era un'esaltazione di tipo diverso da quelle sperimentate in
precedenza. Pi acuta e intensa, insaporita dal peperoncino della
paura. Cos, per la prima volta, Sean apprese che la paura poteva
essere una sensazione piacevole.
Guard le schiere di uomini e di cannoni spiegate sul tavolo da
gioco color ocra... Gettoni buttati a caso, per essere vinti o perduti
senza rimedio nel lancio di dadi della battaglia. E anch'io sono uno
di quei gettoni, pens, spaventato e insieme stranamente euforico
per tale consapevolezza.
I cannoni erano vicini ora. Sean poteva percepire il significato
delle grida, vedere i volti dei soldati e perfino leggervi le sue stesse
emozioni.
Vicini, troppo vicini forse. Preoccupato, Sean si volt a guarda-
re le alture oltre il fiume e valut la distanza. All'incirca milleotto-
cento metri, la portata di un buon fucile a canna lunga. E i cannoni
continuavano ad avanzare.
Cristo! Ma sono matti? chiese a voce alta.
Devono attaccare, adesso. Anche Saul intuiva il pericolo.
Non possono avvicinarsi di pi.
Ma si avvicinavano. Il rumore della loro avanzata era simile al
brontolio del tuono; dalla terra impregnata di rugiada la polvere si
alzava con riluttanza sotto le ruote; i cavalli schiumavano facendo
forza sulle tirelle.
俟ono a tiro ormai. Devono fermarsi. Devono! ringhi Sean.
E infine la colonna si apr, i cannoni girarono rispettivamente
uno a destra e uno a sinistra, spiegandosi di fronte ai fucili boeri
in attesa.
青risto! imprec Sean, osservando quella folle manovra. 俠i
massacreranno!
Uomini in piedi sulle staffe, voltati indietro per controllare gli
affusti... Altri - i capocannonieri - che balzavano dai cavalli, la-
sciandoli liberi, mentre loro correvano ai pezzi per cominciare a
staccarli e puntarli...
In quel momento di completa inermit, mentre gli artiglieri scia-
mavano verso le bocche da fuoco, i cavalli correvano da tutte le
parti, nitrendo in preda a un'eccitazione isterica, quando ancora le
munizioni dovevano essere scaricate e ammucchiate accanto ai can-
noni... Proprio allora la fucileria boera apr il fuoco. Fu un suono
che mancava di violenza, stranamente poco guerresco, ridotto dalla
distanza al crepitio d'un centinaio di petardi, e dapprima non si vi-
de alcun effetto. L'erba era abbastanza fitta per nascondere la sfer-
zata delle pallottole e la terra era troppo appesantita dalla rugiada
per sollevarsi l dove cadevano i proiettili.
Poi uno dei cavalli attaccati a un affusto fu colpito e cadde, tra-
scinando con s il compagno. Due uomini accorsero per liberare
quest'ultimo, ma uno non lo raggiunse: a un tratto si sedette nell'er-
ba, con la testa reclinata. Altri due cavalli caddero, un terzo s'im-
penn e scalci selvaggiamente, con una delle zampe anteriori che
dondolava come un batacchio, spappolata da un proiettile al di so-
pra del ginocchio.
Indietro! rugg Sean. Portatevi fuori tiro finch siete in
tempo , ma la sua voce non raggiunse gli uomini ai pezzi, sovrasta-
ta dalle loro grida e dai nitriti dei cavalli feriti.
Quindi si ud un suono inconsueto, che Sean non riusc a identi-
ficare, una specie di crepitio di grandine su un tetto sottile, dappri-
ma isolato, poi pi frequente, finch divenne simile al rumore di
cento tamburi che rullassero insieme... E Sean cap: erano i proiettili
che colpivano l'acciaio dei cannoni.
Allora, un cannoniere si rivers in avanti e blocc la culatta fin-
che i compagni lo trascinarono via; un soldato lasci cadere il
proiettile che trasportava e avanz barcollando, con le gambe che
gli si piegavano sotto, finch cedette e giacque immobile; un cavallo
si liber da un affusto e galopp per la pianura trascinandosi dietro
un ammasso aggrovigliato di finimenti.
Uno stormo di fagiani selvatici si lev dall'erba nei pressi delle
batterie e tracci un'ampia curva lungo il fiume prima di rituffarsi
al coperto.
Dietro i cannoni, in file regolari, la fanteria avanzava placida-
mente verso quel gruppetto di casupole abbandonate che era Co-
lenso.
Poi, con un fragore che fece sussultare la terra e con sedici lun-
ghi sbuffi di fumo azzurro, l'artiglieria entr in azione.
Sean punt il binocolo sulla cresta delle colline, in tempo per ve-
der esplodere le prime granate. Le fumate giallo-verdastre della lid-
dite salirono verso il sole, poi fluttuarono dense nel vento.
I cannoni tuonarono ancora, ancora... A colpi sempre pi ravvi-
cinati, che si trasformarono presto in un rombo continuo, mentre la
nitida cresta della collina era offuscata dalla polvere e dalle fumate
della liddite. C'era anche altro fumo, una sottile bruma grigiastra
lungo i pendii... Il fumo di migliaia di fucili.
Rapidamente Sean regol l'alzo del suo Lee-Metford a mille me-
tri e, sistematosi bocconi, cominci a sparare alla cieca nel fumo.
Accanto a lui Saul stava facendo lo stesso.
Sean vuot due caricatori, prima di voltarsi a guardare i canno-
ni. Il ritmo di fuoco era rallentato. La maggior parte dei cavalli era
stesa tra l'erba. Molti cadaveri giacevano riversi sugli affusti; feriti
gravi stavano acquattati al riparo dei carrelli, e, mentre prima ogni
pezzo era servito da sei uomini, adesso erano in tre o quattro a
prendere i proiettili, caricare e far fuoco.
Idioti, maledetti idioti, bisbigli Sean, girandosi di nuovo
verso il nemico e concentrando tutta la sua attenzione nell'atto mec-
canico di tirare indietro l'otturatore, farlo scivolare in avanti, pun-
tare nel fumo e sparare. Non contava i colpi. Quando l'arma faceva
cilecca, prendeva a tentoni un altro caricatore dalla bandoliera e ri-
caricava. Stava sudando adesso, sentiva le gocce scivolare sotto le
ascelle; le orecchie gli ronzavano per il rimbombo del fucile e la
spalla cominciava a pulsare.
A poco a poco un senso d'irrealt prodotto dal tuonare dei can-
noni e dall'odore della polvere bruciata s'impadron di lui. Gli sem-
brava che non dovesse mai pi fare altro che starsene sdraiato sul
ventre e sparare, sparare al fumo. Poi il mondo si ridusse a un miri-
no, unica cosa concreta in un'informe distesa di nebbia. Nelle sue
orecchie, un vasto silenzio ronzante copriva tutti i suoni della batta-
glia. Era solo e sereno, intontito dal vorticare ipnotico della nebbia
e dall'atto ripetitivo di caricare e sparare.
Bruscamente l'incanto si ruppe. Qualcosa pass sopra le loro te-
ste con un fruscio come di ali gigantesche, poi vi fu un gran botto,
quasi che Satana avesse sbattuto la porta dell'inferno. Sbigottito,
Sean si volt a guardare e vide una sfera di fumo bianco librata so-
pra i cannoni, che ruotava vorticosamente e si allargava nel cielo
come un fiore.
Che diavolo...
Shrapnel , grugn Saul. Ora sono fottuti.
Ancora un botto e un altro e un altro, mentre i Nordenfelt boeri
piazzavano i loro fiori di fumo bianco sopra la pianura, sferzando i
cannoni e gli uomini che ancora li servivano con una sibilante piog-
gia d'acciaio.
Poi si udirono delle voci. Confuse e attutite dal rombo dei can-
noni: Sean impieg un minuto a localizzarle. Aveva dimenticato la
fanteria.
Serrate laggi!
Serrate sulla destra! Mantenete lo schieramento!
Non correte. Calma, ragazzi. Non correte.
Lunghe file di uomini, file che s'allungavano o s'accorciavano,
si riordinavano subito alle esortazioni degli ufficiali. Regolarmente
spaziati, avanzando in silenzio coi fucili tenuti di traverso sul petto,
i soldati superarono i cannoni. Nell'erba, dietro di loro, rimaneva-
no fagotti color cachi, alcuni immobili, altri che si contorcevano e
urlavano. Appena nelle file si formavano dei vuoti, venivano subito
riempiti al grido di Serrate! Serrate laggi sul fianco .
Stanno andando verso il ponte della ferrovia. Sean ebbe una
prima intuizione del disastro. Non sanno che stato distrutto?
Bisogna fermarli , disse Saul, balzando in piedi.
Perch mai non hanno seguito i nostri segnali? grid Sean,
sapendo che la sua domanda non avrebbe avuto risposta. L'aveva
formulata soltanto per guadagnare tempo, per ritardare il momento
in cui avrebbe dovuto lasciare il suo inconsistente riparo d'erba e
uscire allo scoperto.
Andiamo, Sean. Dobbiamo fermarli. Saul cominci a corre-
re. Sembrava una piccola scimmia ossuta, mentre saltellava verso le
ondate avanzanti di fantaccini. Sean inspir profondamente e trat-
tenne un attimo il fiato prima di seguirlo.
Una ventina di metri davanti alla prima fila, stringendo in pu-
gno una spada e camminando svelto su gambe da trampoliere, c'era
un ufficiale.
Ehi, lei! grid Sean, agitando il cappello per attirarne l'atten-
zione. L'ufficiale lo fiss con un paio d'occhi azzurri penetranti co-
me baionette, e le punte impomatate dei suoi baffi vibrarono. Si av-
vi a grandi passi verso Sean e Saul.
State andando verso il ponte sbagliato , gli grid Sean, con
voce stridula per l'agitazione. Quello ferroviario l'hanno fatto sal-
tare, non passerete mai di l.
L'ufficiale li raggiunse e si ferm di fronte a loro.
Ma voi chi diavolo siete, se lecito?
Siamo gli esploratori... cominci Sean, e fece un balzo men-
tre la pallottola di un Mauser colpiva il terreno fra le sue gambe.
亟 metta via quella maledetta spada... Tutti i boeri sul Tugela fa-
ranno a gara per sforacchiarla.
Il tizio un colonnello, stando alle spalline - aggrott le soprac-
ciglia.
Non cos che ci si rivolge a un ufficiale, sergente...
Al diavolo queste sciocchezze! lo invest Sean. 亭accia una
conversione verso il ponte stradale. Indic la sovrastruttura metal-
lica che si scorgeva a sinistra, attraverso gli alberi. Se proseguite
verso quello ferroviario, vi faranno a pezzi.
Il colonnello fiss ancora un momento Sean con il suo sguardo a
baionetta, poi port alle labbra un fischietto e soffi, traendone un
suono lacerante.
A terra! grid. A terra!
Subito la prima fila si butt tra l'erba. Le altre perdettero la lo-
ro rigidit, esitanti.
Raggiungete il villaggio , strill Sean. 俘iparatevi negli edifi-
ci. I ranghi si ruppero e un migliaio d'uomini corse verso Colenso,
riversandosi nell'unica strada e tuffandosi dentro porte e finestre.
Nel giro di trenta secondi erano tutti al coperto.
非unque, di che si tratta? domand il colonnello, voltandosi
di nuovo verso Sean. Con impazienza, Sean ripet le proprie spiega-
zioni, spiacevolmente conscio del fatto che, in mancanza di altri
bersagli, l'attenzione dei boeri si stava concentrando su di loro.
Ne sicuro?
Maledizione! Certo che sono sicuro. Il ponte distrutto, non
solo, ma hanno strappato tutti i recinti di filo spinato e li hanno
gettati in acqua. Non riuscirete mai ad attraversare il fiume.
Venga, disse il colonnello, avviandosi verso la casetta pi vi-
cina. Sean gli cammin al fianco. In seguito non cap mai come fos-
se riuscito a superare quel centinaio di metri senza mettersi a cor-
rere.
Per l'amor dei cielo, metta via quella spada, ripet rabbiosa-
mente al colonnello, mentre procedevano tra i sibili e i tonfi delle
pallottole.
Nervoso, sergente? domand l'ufficiale, sorridendo per la
prima volta.
Pu giurarci che lo sono, maledizione!
Anch'io. Ma non bisogna darlo a vedere agli uomini, le pare?
Infil la spada nel fodero. 青ome si chiama, sergente?
俟ean Courteney, Corpo delle guide del Natal. E lei? fece
Sean, abbassandosi istintivamente mentre una pallottola fischiava
sopra la sua testa. Il colonnello sorrise di nuovo per la confidenza
di quel graduato.
隹cheson. John Acheson. Secondo Battaglione fucilieri scoz-
zesi.
Raggiunsero la casupola. Non riuscendo pi a trattenersi, Sean
infil di botto e con sollievo la porta della cucina. Saul era gi l.
Porse un sigaro a Sean e glielo accese.
侶uesti scozzesi sono tutti matti, comment. 亟 tu non sei
migliore... Camminare come se andassi a spasso nel bel mezzo di
una battaglia!
Il colonnello entr in quel momento. Bene, Courteney. Esami-
niamo la situazione.
Ascolt in silenzio, mentre Sean gliela esponeva nei particolari.
Doveva gridare per sovrastare il frastuono dell'artiglieria boera e il
crepitio di mille fucili Lee-Metford che rispondevano al fuoco dalle
finestre e dalle porte del villaggio. La cucina in cui si trovavano era
stata adibita a posto di pronto soccorso, e i gemiti dei feriti si ag-
giungevano al fracasso della battaglia.
Quando Sean ebbe finito, Acheson gli volt le spalle e raggiunse
la finestra. Guard oltre i binari della ferrovia, dove si trovavano i
cannoni. Erano spiegati in formazione perfetta, da piazza d'armi.
Ma non sparavano pi. I cannonieri superstiti correvano a zigzag
verso un profondo crepaccio alle spalle delle batterie, trascinandosi
dietro i feriti.
Poveri disgraziati , mormor Sean, guardando uno degli uo-
mini in ritirata stramazzare colpito alla testa, mentre il suo casco
balzava in aria roteando e il sangue si sprigionava sotto forma di
fugace nuvoletta rosa.
Quella vista parve scuotere anche Acheson. 非'accordo, disse.
隹vanzeremo sul ponte stradale. Forza, Courteney, andiamo.
Dietro di lui qualcuno grid e Sean ud un tonfo, ma non si vol-
t a guardare. Teneva lo sguardo inchiodato sul ponte. Sebbene le
gambe si muovessero meccanicamente sotto di lui, l'alta struttura
metallica sembrava sempre alla stessa distanza. I biancospini erano
pi fitti vicino al fiume e fornivano un certo riparo contro i cecchini
appostati sull'altra sponda. Tuttavia gli uomini continuavano a ca-
dere, mentre gli shrapnel sibilavano ed esplodevano sopra le loro
teste.
隹ttraversiamo. Occuperemo i posti migliori sull'altra riva,
grid Saul accanto a lui.
亭orza, allora, disse Sean, e corsero insieme. Furono i primi
sul ponte, con Acheson subito dietro di loro. Le pallottole lasciava-
no cicatrici chiare sul metallo verniciato di grigio... E a un tratto,
miracolosamente, si trovarono dall'altra parte. Avevano attraversa-
to il Tugela.
C'era un fosso di drenaggio di fianco alla strada, e i due vi si
tuffarono, ansimanti. Sean guard indietro. Sul ponte si riversava
una massa color cachi; perduta anche la minima parvenza d'ordine,
i fanti si affollavano in quel collo di bottiglia, con le palle che pio-
vevano su di loro.
Appena attraversato il ponte, i primi s sparpagliavano lungo il
fiume, acquattandosi sotto la bassa scarpata, mentre dietro di loro
continuava il massacro. Una massa d'uomini furiosi e spaventati
che correvano, imprecavano, morivano.
E un macello , disse Sean sbigottito per ci che vedeva. Fanti
morti e feriti cadevano oltre il basso parapetto, piombando nelle ac-
que brune del Tugela per poi affondare o raggiungere goffamente le
rive. Ma un flusso costante di uomini riusciva ad attraversare
ponte e a mettersi al coperto.
Era chiaro che l'attacco stava perdendo il suo impeto. Quando
gli uomini saltavano nei fossati, Sean vedeva dalle loro facce e dal
modo in cui si appiattivano al suolo che non avevano pi il fegato
per continuare. La terribile prova del ponte aveva distrutto quella
disciplina che li aveva fatti avanzare in file ordinate verso un obiet-
tivo impossibile. Ufficiali e truppa erano inestricabilmente mischiati
in una ressa spaventata ed esausta. Non esistevano pi contatti tra i
vari gruppi appostati nei fossi o sulla riva... E il gi poco spazio al
coperto per gli uomini che continuavano ad attraversare il ponte
s'era notevolmente ridotto. Il fuoco, dalle posizioni boere, non di-
minuiva, e adesso il ponte era ostruito dai corpi dei caduti, cos che
ogni nuova ondata doveva passarvi sopra: i soldati calpestando
morti e feriti senza distinzione, mentre la tempesta del fuoco nemi-
co li sferzava come pioggia spinta dal vento.
Rivoli di sangue scorrevano lungo i sostegni del ponte in orren-
do contrasto con la vernice grigia, e chiazze color cioccolato si allar-
gavano sulla superficie del fiume, andando lentamente alla deriva.
Qua e l la voce di un ufficiale si levava sopra il baccano di gemiti e
grida, nel disperato tentativo di radunare gli uomini.
Qui il Ventunesimo. Riformare intorno a me il Ventunesimo.
Fuoco isolato. Sulle alture. Dieci colpi in rapida successione.
Barellieri!
Bili! Dove sei, Bili?
Ges! Ges Cristo!
Alzarsi, ragazzi! In posizione!
Avanti il Ventunesimo. Innestare le baionette.
Alcuni stavano con la testa e le spalle fuori del fosso, risponden-
do al fuoco boero, altri bevevano dalle borracce. Un sergente lotta-
va con un fucile inceppato e imprecava a bassa voce senza alzare gli
occhi, mentre accanto a lui un soldato semplice sedeva con la schie-
na contro la parete del fossato, a gambe larghe, e guardava il pro-
prio sangue che colava da una ferita al ventre.
Sean si alz e avvert lo spostamento d'aria d'una pallottola in
prossimit di una guancia. Il rettile ripugnante della paura lo avvin-
se pi forte allo stomaco. Tuttavia si arrampic sulla parete del
fosso.
Avanti! grid, cominciando a correre verso le colline.
Ora si trovava allo scoperto, in una distesa d'erba, e davanti a
lui una vecchia cinta di filo spinato si reggeva a stento su pali marci-
ti. Sean la raggiunse, sollev un piede e la colp col tallone. I paletti
si piegarono a livello del suolo, la cinta si abbatt e Sean la super
con un salto.
亮li altri non arrivano, grid Saul accanto a lui. Sean si fer-
m. Erano soli in mezzo alla radura... E i fucili boeri li cercavano
con bramosia.
Corri, Saul! grid Sean . Poi, strappatosi di testa il cappello,
lo agit verso gli uomini dietro di lui. 隹vanti, bastardi!
Un proiettile lo manc per cos poco che lo spostamento d'aria
lo fece barcollare.
Da questa parte! Seguiteci! Venite! Saul non lo aveva abban-
donato. Saltellava per l'eccitazione, agitando le braccia.
俊ornate indietro. La voce di Acheson vol fino a loro. Era
nel fosso di drenaggio, e ne emergeva con tutto il busto. 侵ndietro,
Courteney!
L'attacco era finito. Sean se ne rese conto in quell'istante e cap
che Acheson aveva preso la decisione giusta. Avanzare ancora nella
prateria sottostante le alture era un suicidio. La risolutezza che l'a-
veva sostenuto fin l si afflosci, e la paura spezz la frusta con cui
Sean l'aveva tenuta sotto controllo. Corse indietro alla cieca, ge-
mendo, piegato in avanti, i gomiti che si muovevano al ritmo dei
piedi sospinti dal terrore.
Poi, accanto a lui, Saul fu colpito al capo. L'impatto del proiet-
tile lo gett in avanti, mentre il fucile gli schizzava di mano. Emise
un gemito di dolore e di sorpresa, quindi cadde piegandosi sul ven-
tre. Sean continu a correre.
Sean! La voce di Saul dietro di lui.
Sean! Una disperata invocazione d'aiuto. Ma Sean chiuse la
sua mente a quella e corse verso la sicurezza del fossato.
Sean. Ti prego!
Si ferm e rimase incerto, con i Mauser che abbaiavano sulle al-
ture e le pallottole che falciavano l'erba intorno a lui.
Lascialo, urlava a Sean il suo terrore. Lascialo. Corri! Corri!
Saul strisciava verso di lui, con la faccia coperta di sangue e gli
occhi fissi sul suo volto. Sean!
Lascialo. Lascialo.
Ma c'era speranza su quel pietoso viso insanguinato, e le dita di
Saul artigliavano l'erba fino alle radici, mentre si trascinava in
avanti.
Era al di l di ogni ragionevolezza. Ma Sean torn indietro.
Spronato dal terrore, trov la forza di sollevare Saul e di correre
con lui.
Odiandolo come non aveva mai odiato prima, Sean trasport
barcollando il compagno verso il fosso di drenaggio. La tensione
nervosa rallentava il ritmo del tempo e gli parve di correre per un'e-
ternit. Maledetto! disse a Saul, odiandolo. Che tu possa finire
all'inferno! Le parole gli venivano facilmente alla bocca, espres-
sione immediata del suo terrore.
Poi il terreno gli manc sotto i piedi. Caddero insieme nel fossa-
to, e Sean rotol lontano dal compagno. Giacque sullo stomaco,
premendo il viso contro il suolo e tremando come se avesse la feb-
bre alta.
Lentamente torn dal luogo remoto in cui la paura l'aveva so-
spinto e sollev la testa.
Saul sedeva appoggiato alla parete del fosso. La sua faccia era
rigata di sangue misto a sporcizia.
Come va? gracchi Sean, e Saul lo guard con aria assente.
Faceva molto caldo al sole e la luce era accecante. Sean svit il tap-
po della borraccia e l'avvicin alle labbra di Saul, che inghiott pe-
nosamente. L'acqua fuorusciva dall'angolo della bocca e correva
sul mento e sulla giubba.
Dopo bevve Sean. Quando si fu dissetato, emise un sospiro di
sollievo. Diamo un'occhiata alla tua testa.
Tolse il cappello a Saul, e il sangue che si era accumulato intor-
no alla fascia interna col a fiotti lungo il collo del ferito. Sparten-
do i neri capelli impastati, Sean trov il solco prodotto dalla palla.
俗n colpo di striscio , grugn, cercando le bende nella tasca della
giubba di Saul. Mentre gli avvolgeva una specie di turbante intorno
alla testa, not che uno strano silenzio era caduto sul campo di bat-
taglia, un silenzio accentuato, anzich rotto, dal mormorio degli uo-
mini intorno a lui e da qualche colpo di fucile dalle alture.
La battaglia era finita. Almeno abbiamo attraversato il fiume,
pens amaramente Sean. L'unico problema che ci rimane ora
quello di tornare indietro.
Ti fa male? Aveva bagnato il fazzoletto e aveva tolto un p
di sangue e di polvere dalla faccia di Saul.
Grazie, Sean. Improvvisamente Courteney si accorse che gli
occhi del compagno erano pieni di lacrime, e la cosa lo imbarazz.
Distolse lo sguardo.
Grazie... Per essere tornato a prendermi.
Dimenticalo.
Non lo dimenticher mai. Finch avr vita.
Tu avresti fatto lo stesso.
No, non credo. Non ne sarei stato capace. Ero cos spaventato,
cos terrorizzato, Sean. Tu non puoi sapere. Tu non saprai mai cosa
significhi avere tanta paura.
Dimenticalo, Saul. Lascia perdere.
Dovevo dirtelo. Sono in debito... D'ora in poi sar in debito
verso di te. Se non fossi tornato a prendermi, sarei... Sarei ancora l
fuori. Ti devo la vita.
Chiudi il becco, maledizione! Sean vide che gli occhi di Saul
erano mutati, le pupille si erano ridotte a due minuscoli punti neri e
il ferito muoveva la testa in modo idiota. La pallottola lo aveva
scosso. Ma Sean non riusc a trattenere la propria rabbia. Cos, io
non saprei cos' la paura! Ero talmente terrorizzato l fuori che... Ti
odiavo. Mi sent? Ti odiavo!
Poi la sua voce si raddolc. Doveva spiegarlo a Saul e a se stesso.
Doveva parlarne, giustificarlo e sistemarlo saldamente nell'ordine
delle cose.
A un tratto si sent molto vecchio e saggio. Teneva nelle sue ma-
ni la chiave dei grande mistero della vita. Era tutto cos chiaro, per
la prima volta lo capiva e poteva spiegarlo.
Sedevano vicini nel sole, isolati dagli uomini intorno a loro e la
voce di Sean si abbass fino a diventare un precipitoso bisbiglio,
mentre tentava di parlare a Saul, di trasmettergli quella conoscenza
che abbracciava tutta la verit.
Di fianco a loro giaceva un caporale dei fucilieri. Era disteso sul
dorso, morto; le mosche sciamavano sui suoi occhi per deporvi le
uova, piccolissimi grani di riso attaccati alle ciglia.
Saul si appoggiava pesantemente a una spalla di Sean e lo ascol-
tava, scuotendo di tanto in tanto il capo, confuso. Ascoltava la vo-
ce di Sean, dapprima smozzicata, incerta, poi sempre pi rapida
man mano che le idee emergevano e si affollavano nella sua mente;
ud la disperazione in essa, mentre Sean lottava per conservare qual-
che granello della conoscenza che era stata sua fino a pochi istanti
prima. La sent trasformarsi in silenzio e in pena quando Sean si ac-
corse di averla perduta.
Non so , ammise Courteney alla fine.
Allora parl Saul, la sua voce era atona e, da sotto il turbante di
bende macchiate di sangue, gli occhi non riuscivano a mettere bene
a fuoco il volto di Sean.
Ruth , disse. Parli proprio come Ruth. A volte di notte,
quando non riesce a dormire, cerca di dirmi qualcosa. Io sono sul
punto di capire, lei sul punto di esprimerla, poi s'interrompe.
'Non so', finisce col dire. 'Proprio non so'.
Sean si stacc bruscamente da Saul e lo guard in faccia.
Ruth? chiese con calma.
Mia moglie. Ti piacerebbe, Sean... E tu piaceresti a lei. Cos
coraggiosa... Mi ha raggiunto attraversando le linee boere. Tutta la
strada da Pretoria... A cavallo, da sola. E venuta da me. Non riusci-
vo a crederci. Tutta quella strada. Un giorno te la vedo entrare nel
campo: 'Ciao, Saul'... Cos! Ti piacer quando la conoscerai, Sean.
- E' cos bella, cos serena... .
Come quando, in una tranquilla giornata d'ottobre, il forte ven-
to comincia a soffiare... Il tempo stato caldo e secco per forse un
mese, poi lo sent arrivare da lontano: un ruggito sommesso che au-
menta rapidamente, la polvere vola rossiccia nell'aria e gli alberi si
piegano, agitando i rami. Lo vedi arrivare, ma ogni tuo preparativo
risulta vano, quando colpisce. L'immenso ruggito e la polvere ti av-
volgono, rendendoti sordo e cieco con la loro violenza...
Allo stesso modo Sean vide arrivare, riconobbe la furia assassi-
na con la quale aveva gi quasi ucciso un uomo, ma non pot nulla
contro di essa. A un tratto essa fu sopra di lui, il suo ruggito gli
riemp la testa e gli restrinse il campo visivo, limitandolo al volto di
Saul Friedman. Questo volto era di profilo, perch Saul stava guar-
dando indietro, verso le linee inglesi al di l della pianura di Co-
lenso.
Sean prese il fucile del caporale morto e se lo pos in grembo.
Col pollice tolse la sicura, senza che Saul notasse il movimento.
隹desso a Pieterrnaritzburg, ho ricevuto una lettera la scorsa
settimana, mormor Saul, e Sean sollev il fucile in modo che la
canna puntasse contro un lato del petto di Saul, sotto l'ascella.
L'ho mandata a Pietermaritzburg perch ha uno zio l. Saul
alz una mano e si tocc la testa. Sean pieg l'indice sul grilletto.
Vorrei che la conoscessi, Sean. Le piaceresti molto. Ora Saul
guardava Sean in faccia e i suoi occhi erano colmi di patetica fidu-
cia. 侶uando le scriver, le racconter di oggi.. Di quello che hai
fatto.
Sean continu a premere il grilletto finch avvert l'ultima resi-
stenza.
Siamo entrambi in debito verso di te... Saul s'interruppe e
sorrise timidamente. 侮oglio soltanto che tu sappia che non lo di-
menticher mai.
Uccidilo, rugg una voce nella testa di Sean. Uccidilo ora... Subi-
to. Non lasciarlo parlare.
Era il primo ordine articolato che il suo istinto gli avesse impar-
tito.
Ora! Fallo ora! Ma il dito si rilass sul grilletto.
Quest'uomo l'unico ostacolo che si frappone fra te e Ruth.
Fallo, fallo adesso. Il ruggito nella sua testa diminu. Il forte vento
era passato, e Sean lo sent recedere. Abbass il fucile e lentamente
rimise la sicura.
Nella quiete che segu il forte vento, Sean seppe a un tratto che
da quel momento egli era responsabile di Saul Friedman. Essendo
arrivato cos vicino a togliergliela, la vita di Saul era diventata un
debito d'onore.
Mise da parte il fucile e chiuse stancamente gli occhi. Sar me-
glio pensare a come tirarci fuori da qui, disse calmo. Altrimenti
non riuscir mai a conoscere la tua bella.

16.

Hart si messo in un bel pasticcio laggi! La voce del ge-
nerale Sir Redvers Buller s'intonava alla pomposa protube-
ranza del ventre, mentre si piegava all'indietro per bilan-
ciare il peso del grosso cannocchiale da campo. Che ne pensa lei,
Courteney?
Be', certo non ha raggiunto il guado, signore. Devono averlo
inchiodato all'ansa del fiume , assent Garrick.
Maledizione a lui! Eppure i miei ordini erano chiari, grugn
Buller. E che ne dei cannoni?... Riuscite a vedere qualcosa?
Immediatamente tutti i cannocchiali dello stato maggiore ruota-
rono verso il centro, dove i tetti di lamiera ondulata di Colenso
spuntavano dai biancospini, offuscati dalla polvere e dal fumo.
Non riesco a... cominci Garry, ma sussult violentemente
quando un 4,7 da marina fece fuoco dalla postazione accanto a lo-
ro. Ogni volta che aveva sparato, quel mattino, Garrick aveva fatto
un salto. Se soltanto lo sapessi in anticipo, si disse, e di nuovo sus-
sult mentre il cannone tuonava.
I pezzi non vengono pi serviti, intervenne un altro ufficiale,
e Garrick lo invidi per la compostezza e la calma della voce. Le sue
mani tremavano tanto che doveva usarle entrambe con tutta la for-
za per tenere il cannocchiale puntato sul villaggio. Ogni volta che il
cannone da marina sparava, la polvere sollevata dal rinculo fluttua-
va sopra di loro; anche il sole picchiava forte e Garrick aveva sete.
Pens alla fiaschetta in una borsa della sella, e lo sparo successivo
lo colse completamente impreparato. Questa volta entrambi i suoi
piedi si staccarono dal suolo.
... E' d'accordo, Courteney? chiese la voce del generale. Ma
Garry non aveva udito l'inizio della domanda.
Completamente, signore.
Bene. Buller si rivolse al proprio aiutante di campo. Mandi
una staffetta da Hart con l'ordine di togliersi di l prima che accada
il peggio. Il pi presto possibile, Clery.
In quel momento Garry fece un'importante scoperta. Dietro la
maschera imperscrutabile del volto, dietro i magnifici baffi argenta-
ti, dietro gli occhi sporgenti e inespressivi... Il generale Sir Redvers
Buller era agitato e indeciso al pari di Garrick Courteney. I suoi
continui appelli al parere di Garry lo confermavano. S'intende che
Garry non prendeva in considerazione la possibilit che il generale
si rivolgesse a lui, piuttosto che agli altri ufficiali dei proprio stato
maggiore, perch soltanto da Courteney poteva aspettarsi un incon-
dizionato e completo consenso.
Questo sistema il fianco sinistro. Buller apparve chiaramente
sollevato dalla propria decisione, mentre spostava il cannocchiale
verso destra, puntandolo sulla mole bassa e rotonda di Hlangwane
Kopje. Sembra che Dundonald abbia fatto piazza pulita. Prima,
dal fianco destro, erano partite raffiche disordinate di fucileria e
colpi di cannone. Ora regnava il silenzio.
Ma il centro... Come se avesse voluto rimandare quel mo-
mento, Buller rivolse infine la propria attenzione all'inferno di pol-
vere, fiamme e shrapnel che avvolgeva Colenso. Andiamo , disse,
chiudendo il cannocchiale con un colpo secco. Sar meglio dare
un'occhiata pi da vicino a quelli laggi. Si avvi verso i cavalli,
seguito dallo stato maggiore. Badando che nessuno usurpasse il suo
posto alla destra del generale, Garry zoppic accanto a lui.
Al quartier generale di Lyttelton, sistemato in un profondo av-
vallamento a un chilometro dalle prime case di Colenso, Buller im-
pieg mezzo minuto a scoprire cosa era successo. Ne rimase sgo-
mento.
俊eniamo il villaggio, signore. Tre compagnie sono avanzate sul
ponte stradale e lo hanno preso. Ma non possiamo sperare di tener-
lo. Ho mandato una staffetta con l'ordine di ripiegare su Colenso.
Ma perch i cannoni non sparano? Che ne del colonnello
Long?
Le batterie sono state ridotte al silenzio. Long gravemente fe-
rito.
Mentre Buller sedeva a cavallo, assimilando lentamente queste
informazioni, un sergente dell'artiglieria del Transvaal diede uno
strappo alla cordicella del suo Nordenfelt a tiro rapido e lasci par-
tire il proiettile che doveva trasformare un rovescio inglese in una
disfatta la cui eco si sarebbe propagata nel mondo intero.
Dalle accidentate e rocciose colline sulla riva settentrionale del
Tugela il proiettile vol verso l'alto, sopra il fiume battuto e offu-
scato dagli shrapnel e dal sangue, sopra le batterie servite soltanto
da cadaveri, sopra le teste dei cannonieri acquattati nelle retrovie
con i loro feriti, costringendoli ad abbassare il capo come gi mille
volte prima, iniziando poi la sua discesa verso il villaggio di Colen-
so, dove uomini esausti attendevano, verso i biancospini, le mimose
e l'erba bruna dei veld disseminato di cadaveri, per cadere infine
con un'alta colonna di polvere e fumo nel bel mezzo dello stato
maggiore del generale Buller.
Il cavallo di Garry, ucciso sul colpo, stramazz sotto di lui, im-
mobilizzandogli una gamba che, se fosse stata di carne e ossa, inve-
ce che di legno di quercia, si sarebbe immediatamente spappolata.
Garry sent il sangue che gli intrideva la giubba e gli schizzava sul
viso e sulla bocca. Mi hanno colpito. Aiutatemi, Signore aiutami,
sono ferito , strill, contorcendosi nell'erba e asciugandosi il san-
gue dal volto.
Mani sgarbate lo liberarono, trascinandolo lontano dal cavallo.
Non sangue suo, signore. Lei a posto. Il sangue di quel pove-
ro diavolo.
Carponi sulle mani e sulle ginocchia, Garry fiss inorridito il
maggiore medico che poco prima si trovava al suo fianco e che gli
aveva fatto da scudo. Lo shrapnel lo aveva decapitato, e il sangue
fiottava dal collo come da un tubo tagliato.
Tutt'intorno gli uomini lottavano coi cavalli che s'impennavano
e nitrivano in preda al panico. Buller stava piegato in due sulla sel-
la, e si comprimeva un lato del torace.
Signore, signore! E' ferito? Un aiutante di campo afferr le
redini del suo cavallo e lo calm. Due ufficiali accorsero per aiutare
il generale a scendere. Buller rimase in piedi tra di loro, il viso con-
torto dal dolore, e la sua voce, quando parl, era rauca e tremante.
Disimpegnarsi, Lyttelton! Disimpegnarsi su tutto il fronte.
Signore , protest il generale di brigata, 青olenso nelle no-
stre mani. Se mi lascia coprire i cannoni fino al tramonto, possiamo
riportarli nel nostro...
俑aledizione, Lyttelton. Mi ha sentito? Faccia indietreggiare
immediatamente la sua brigata. L'attacco fallito. Il respiro gli si-
bilava in gola ed egli continuava a comprimersi il petto con entram-
be le mani.
俘itirarci adesso significa dover subire perdite pi pesanti di
quelle attuali. L'artiglieria nemica schierata molto accurata-
mente...
Porti indietro i suoi uomini, mi ha capito? La voce di Buller
divenne un grido.
I cannoni... tent ancora Lyttelton, ma Buller si era gi rivoI-
to al proprio aiutante di campo.
Mandi delle staffette a Lord Dundonald. Deve ritirarsi imme-
diatamente. Non gli lascio alcun margine di discrezione, deve disim-
pegnare subito i suoi uomini e ritirarsi. Gli dica... Gli dica che l'at-
tacco fallito sulla sinistra e al centro, che i cannoni sono perduti e
che corre il rischio d'essere circondato. Vada. Ventre a terra.
Ci fu un mormorio tra gli ufficiali, inorriditi all'udire quegli or-
dini. Tutti gli sguardi puntarono su Lyttelton, appellandosi silenzio-
samente a lui, come al pi alto in grado.
Generale Buller. Lyttelton parl in tono calmo, ma con
un'insistenza che riusc a catturare l'attenzione dell'ormai sconvolto
generale. Mi lasci almeno tentare di recuperare i cannoni. Non
possiamo abbandonarli. Cercher dei volontari...
Nell'ansia di farsi avanti, un giovane subalterno spinse da parte
Garry col gomito. Vado io, signore. Per piacere, mi lasci pro-
vare.
Garry lo conosceva, come tutti, poich oltre a essere il giovane
ufficiale pi promettente e popolare del comando di Buller, era an-
che l'unico figlio del leggendario Lord Roberts.
Sorretto dall'aiutante di campo, Buller raggiunse l'ombra d'un
albero di mimosa e si sedette pesantemente, con la schiena appog-
giata alla ruvida corteccia dei tronco. Poi alz uno sguardo ine-
spressivo sul giovane Roberts. Va bene, Bobbie, Lyttelton ti dar
degli uomini. Va' pure. Cos Buller pronunci la sua sentenza di
morte. Il giovane Roberts rise, eccitato, e corse verso il proprio ca-
vallo.
Credo che abbiamo tutti bisogno di rifocillarci. Volete unirvi a
me per un sandwich e una coppa di champagne, signori? Buller fe-
ce un cenno all'aiutante di campo, che corse a prendere quanto ri-
chiesto nelle sacche della sua sella. Un proiettile vagante esplose a
venti metri di distanza, facendo piovere zolle sul gruppo di ufficiali.
Imperturbabile, Buller si tolse un filo d'erba secca dai baffi e scelse
un sandwich al salmone affumicato.

17.

Sean scese carponi lungo il fossato verso la riva del fiume. Un
proiettile esplose sul bordo, facendo piovere zolle sulla sua
schiena. Si ferm per togliersi dai baffi un ciuffo di radici, poi
prosegu fino al punto in cui il colonnello Acheson se ne stava sdraia-
to su un fianco, in serio colloquio con un capitano dei fucilieri.
俟alve, colonnello Acheson. Credo che non abbia pi bisogno
di me, vero? Il capitano parve sconcertato da quello strano modo
di rivolgersi a un ufficiale, ma il volto di Acheson s'illumin di un
repentino e largo sorriso.
亟' appena arrivata una staffetta. Ci stato ordinato di riti-
rarci.
俗n vero peccato! grugn Sean in tono sarcastico. 促roprio
quando stavamo per far vedere i sorci verdi ai nostri vecchi fratelli
boeri , e tutt'e tre abbassarono la testa, mentre una mitragliatrice
spazzava l'orlo del fosso. Sean riprese dal punto in cui era stato in-
terrotto. Bene, in questo caso... Io me ne vado per i fatti miei.
Dove? chiese sospettosamente il capitano.
俏on attraverso il ponte. Sean si tolse il mezzo sigaro spento
dalla bocca e lo punt verso l'alta struttura grigia, ora con nuove
strisce di colore rosso. Ho un ferito con me. Non ce la farebbe
mai. Ha un fiammifero?
Automaticamente il capitano ne estrasse dal taschino una scato-
la. 亮razie. Lo porter a nuoto gi per il fiume, finch troveremo
un posto migliore per raggiungere l'altra riva. Sean riaccese il siga-
ro, sbuff una nuvoletta di fumo e restitu i fiammiferi al capitano.
Colonnello Acheson, stato un piacere conoscerla.
Ha il mio permesso di abbandonare le file, Courteney.
Si guardarono ancora un istante negli occhi, e Sean prov un
forte desiderio di stringere la mano a quell'uomo, ma si volt e ri-
prese a muoversi carponi lungo il fosso.
Courteney! Sean si ferm e guard il colonnello da sopra la
spalla. Come si chiama l'altra guida?
Friedman. Saul Friedman.
Acheson scribacchi qualcosa su un taccuino, poi lo rimise in ta-
sca. Sentir parlare ancora di questa giornata... buona fortuna.
Anche a lei, signore.
Arrivato nel punto in cui l'attendeva Saul, stacc con la baionet-
ta un ramo verde e frondoso da un albero che si protendeva sul
fiume.
隹ndiamo, disse, e Saul si lasci scivolare accanto a lui sulla
scarpata argillosa della riva, finendo in piedi con l'acqua alla vita.
Lascia il fucile. Obbediente, Saul lo lasci cadere nel fiume.
A che serve il ramo?
A coprirci la testa.
Cosa stiamo aspettando?
Che Acheson crei una diversione, quando tenter di riattraver-
sare il ponte.
In quel momento un fischio acuto si lev sulla riva sovrastante.
Subito ebbe inizio un violento fuoco di copertura, e un gruppo
d'uomini in cachi si lanci tumultuosamente sul ponte.
Ora , grugn Sean. Si buttarono insieme nell'acqua tiepida, te-
nendo fuori soltanto le teste nascoste dal fogliame. Aiutando il
compagno, Sean nuot dolcemente verso il centro del fiume, e la
corrente li cattur. Nessuno dei due si volt a guardare la straziante
carneficina sul ponte, mentre scivolavano alla deriva.
Venti minuti pi tardi e circa un chilometro pi a valle, Sean
nuot verso i resti del ponte ferroviario, che offriva un ottimo ac-
cesso alla riva sud, mentre il terrapieno su cui passavano i binari li
avrebbe coperti nella ritirata attraverso la pianura.
I piedi di Sean toccarono un fondo melmoso, e pochi istanti do-
po erano sotto uno spezzone di ponte inclinato, come pulcini sotto
l'ala di una chioccia. Sean abbandon il ramo e trascin Saul sulla
riva, in mezzo alle travi d'acciaio.
Cinque minuti di riposo, disse, e si accoccol accanto a Saul
per sistemare la fasciatura che gli era scivolata sulle orecchie. Le
uniformi grondavano acqua fangosa e Sean pens con rimpianto ai
sigari nella tasca della giubba.
C'era un altro fosso di drenaggio lungo l'alto terrapieno ghiaio-
so della ferrovia. Lo percorsero camminando accosciati, Saul da-
vant e Sean che lo pungolava da dietro e urlava ogni volta che quel-
lo tentava di raddrizzarsi per dare sollievo alla schiena dolorante. A
un certo momento un cecchino appostato sui kopjes alle loro spalle
piazz una pallottola nella ghiaia, vicino alla testa di Sean, il quale
imprec debolmente e prosegu toccando quasi le ginocchia col na-
so. Saul non se ne accorse nemmeno. Con le gambe che gli cedeva-
no, si trascinava davanti a Sean, finch cadde e si abbandon sul
fondo del fosso, come un fagotto sporco e scomposto.
Sean gli allung una pedata. 隹lzati, maledizione!
俏o, Ruth. Lasciami dormire ancora un p. E' domenica. Non
devo andare al lavoro stamattina. Parlando molto chiaramente e
in tono persuasivo, Saul alz lo sguardo verso Sean, ma i suoi occhi
erano opachi e le pupille ridotte a capocchie di spillo.
隹lzati. Alzati! Il nome di Ruth infiammava Sean. Prese Saul
per una spalla e lo scosse. La testa del giovane sobbalz selvaggia-
mente e del sangue fresco filtr attraverso la fasciatura. Subito pen-
tito, Sean lo riadagi al suolo con dolcezza.
Saul, ti prego. Devi tentare. Solo un altro piccolo sforzo.
Opaco , mormor Saul. Non brilla. Non lo voglio. E chiu-
se gli occhi, mentre le labbra si aprivano e il respiro formava bollici-
ne di saliva.
Una disperazione soffocante si abbatt su Sean, mentre studiava
la faccia di Saul. Gli occhi erano sprofondati in cavit color pru-
gna, stirando la pelle degli zigomi e del grande naso adunco.
Non perch l'ho quasi ucciso, non perch glielo devo. Ma per-
ch... Ma perch? Come si possono definire i propri sentimenti per
un altro uomo? Tutto quello che puoi dire ... Perch un mio ami-
co. Dunque, siccome mio amico, non posso lasciarlo qui.
Esausto, Sean si sedette accanto a Saul, si pass un braccio del-
l'altro intorno alle spalle e si alz. Saul rimase appeso al suo fianco,
la testa ciondoloni sul petto, e Sean guard avanti. Poteva vedere i
sopravvissuti al massacro sul ponte che attraversavano il villaggio,
trascinandosi dietro i feriti.
Per quanto era vasta la pianura, da soli o in due o in tre, incal-
zati dagli shrapnel, gli uomini in cachi si allontanavano dal Tugela;
battuto, spezzato, il potente esercito di Buller era in ritirata. E l, a
meno di cento metri da dove stava acquattato Sean, ordinatamente
schierati sull'erba, abbandonati, c'erano i cannoni.
Rapidamente Sean ne distolse lo sguardo e cominci ad arranca-
re in direzione opposta al fiume. Sopra una spalla teneva un polso
di Saul e coi braccio libero lo sorreggeva alla vita.
A un tratto si rese conto che il fuoco boero stava di nuovo au-
mentando d'intensit. I proiettili che erano caduti a casaccio tra gli
uomini in ritirata cominciavano a concentrarsi su un'area precisa,
proprio davanti a Sean, e alle sue spalle il fuoco di fucileria, che
aveva scoppiettato irregolarmente sulle alture, si trasformava in un
forte, continuo crepitio, simile a quello di un incendio nella foresta.
Appoggiato alla parete dei fosso, Sean scrut attraverso gli albe-
ri di mimosa e la tempesta di polvere sollevata dalle esplosioni. Vide
dei cavalli, due tiri bardati, e uomini che correvano attraverso i
biancospini, alzando altra polvere che si confondeva con quella de-
gli shrapnel. Molto innanzi a loro, guidandoli verso i cannoni ab-
bandonati, galoppava una figura su un gran cavallo baio.
Sta ridendo. Sbalordito, Sean osserv il cavaliere che spariva
oltre la colonna di polvere prodotta da un'esplosione, soltanto per
riemergere di li a poco facendo ruotare il cavallo con la grazia di un
giocatore di polo. La sua bocca era aperta e Sean vide un balenio di
denti bianchi. Quel pazzo sta ridendo a crepapelle!
E a un tratto Sean si accorse che stava applaudendo frenetica-
mente. Cavalca, uomo, cavalca! grid tra i sibili e gli scoppi de-
gli shrapnel. Sono venuti a prendere i cannoni. Saul, sono venuti
per i cannoni!
Ed ecco che, senza sapere come, Sean era uscito dal fosso e cor-
reva, correva con Saul privo di sensi appeso a una spalla, correva
sull'erba verso i cannoni.
Quando raggiunse la batteria, il primo tiro di cavalli vi era gi
arrivato, e gli uomini stavano lottando per farlo arretrare verso l'af-
fusto del cannone numero uno. Sean si lasci scivolare dalla spalla
il corpo inerte di Saul e lo depose sull'erba. Due soldati cercavano
di sollevare la coda d'affusto, ma era un lavoro per quattro uomini.
Scostatevi! grid Sean, poi, messosi a cavalcioni della lunga
coda a forma di cuneo, agguant le impugnature e lentamente, con
uno sforzo immane, la sollev.
Portate il carrello. In un lampo i soldati infilarono l'asse
staccabile e le ruote sotto la coda e li collegarono. Sean fece qualche
passo indietro, ansimando.
Bravo! grid il giovane ufficiale, chinandosi in avanti sulla
sella. Sali sul carrello.
Ma Sean corse da Saul, se lo caric in spalla e torn indietro.
Prendetelo! disse ai due soldati che erano gi a bordo. Gli arti-
glieri sollevarono il ferito e lo sistemarono sul sedile del carrello.
Non c' pi spazio per te, amico. Perch non prendi il posto di
Taffy su uno dei cavalli di testa? grid uno dei soldati. In effetti i
conducenti stavano montando, ma una delle selle era vuota.
Bada a lui , disse Sean all'uomo che sorreggeva Saul.
俏on preoccuparti, lo tengo stretto, gli assicur l'altro. Poi,
con precipitazione: 俟brigati a trovarti un posto... Ce ne stiamo an-
dando .
Bada a lui , ripet Sean, e si avvi verso i cavalli di testa.
In quel momento la fortuna che l'aveva protetto per tutta la
mattinata lo piant in asso. Un proiettile esplose accanto a lui. Non
sent dolore, ma la gamba destra gli cedette e Sean cadde sulle gi-
nocchia.
Tent di alzarsi... Il suo corpo non voleva saperne di obbedire.
Avanti! grid il giovane ufficiale, e il cannone si mosse, gua-
dagnando velocit tra grandi scosse e sobbalzi, mentre i conducenti
frustavano i cavalli. Sean vide che il cannoniere che sosteneva Saul
si voltava a guardarlo, con la faccia contratta in una smorfia d'im-
potenza.
Bada a lui! gli grid. Promettimi che baderai a lui!
Il cannoniere apr la bocca per rispondere, ma un altro proiettile
esplose tra di loro, alzando una cortina di polvere che nascose l'af-
fusto. Questa volta Sean sent lo shrapnel lacerargli la carne. Sent
le schegge affondare come lame di rasoi e si pieg su un fianco.
Mentre cadeva not che anche il giovane ufficiale era stato colpito.
Lo vide alzare la braccia, abbattersi all'indietro sulla groppa dei ca-
vallo, poi scivolare di lato e colpire il terreno con una spalla. Ma un
piede gli era rimasto impigliato nella staffa, e il giovane fu trascina-
to sul terreno finch il cuoio non si ruppe. Poi giacque inerte. Il ca-
vallo continu a galoppare all'inseguimento del cannone.
Anche Sean si trascin nella stessa direzione. 雨ada a lui! url
ancora una volta. Per l'amor di Dio, bada a Saul. Ma nessuno
ud il suo grido. Erano gi spariti tra gli alberi, spariti nella polvere
con gli shrapnel che facevano loro da scorta, come un drappello di
fragorosi demoni.
Sean continuava a trascinarsi. Steso sul ventre, portava una ma-
no avanti e artigliava il suolo, spostandosi centimetro per centime-
tro. L'altro braccio strisciava lungo il fianco, e Sean sentiva la gam-
ba destra scivolare dietro di s, finch rimase impigliato in qualcosa
che arrest la sua avanzata. Sean lott per liberarsi, ma la punta dei
piede era affondata in un grosso ciuffo d'erba e non riusciva a di-
stricarla. Si volt su un fianco, il braccio spezzato sotto di s, e si
curv per osservare la gamba.
C'era molto sangue, una lunga scia, viscida e rossa, sull'erba ap-
piattita... E altro ne sgorgava. Ma nessun dolore, soltanto una gran-
de sonnolenza, una specie di nebbia nella testa.
La gamba era piegata e formava un angolo con il tronco; lo spe-
rone attaccato allo stivale puntava bellicosamente verso l'alto. A
Sean venne da ridere, ma lo sforzo era troppo grande, e abbass le
palpebre per proteggersi dal fulgore del sole.
Sentiva qualcuno gemere accanto a s, e per un p credette che
fosse Saul. Poi ricord che l'amico era in salvo e che si trattava del
giovane ufficiale. A occhi chiusi, Sean lo ascolt morire. Fu un sus-
seguirsi di lamenti orribili.

18.

Sulla cima di una delle alture sovrastanti il Tugela, il coman-
dante in capo Jan Paulus Leroux si tolse il cappello Terai. La
sua testa era calva alla sommit, con un bordo di capelli fulvi
al di sopra delle orecchie e pi fitti sulla nuca. Il cuoio capelluto era
liscio e di un bianco cremoso l dove il cappello l'aveva protetto dal
sole, ma il volto era cos abbronzato e segnato dagli elementi che
sembrava una rupe di pietra rossa.
Portami il mio pony, Hennie , disse al ragazzo che gli stava al
fianco.
Ja, Oom Paul , rispose questi, e corse gi per il pendio oppo-
sto al fronte, fino a raggiungere il laager dei cavalli.
Nella trincea ai piedi di Jan Paulus uno dei suoi burghers alz
gli occhi e lo guard. Il Signore ha ascoltato le nostre preghiere,
Oom Paul. Ci ha concesso una grande vittoria.
Jan Paulus annu gravemente, e la sua voce, quando rispose, era
bassa e umile, senza la minima traccia di esultanza. 侯a, Frederik.
Nel nome di Dio, una grande vittoria.
Ma non cos grande come avevo previsto, aggiunse fra s.
Cos distante da esser quasi invisibile a occhio nudo, un cannone
tuon; gli ultimi disgregati resti dell'esercito britannico rimpiccioli-
vano nella lontananza color ocra.
Se soltanto avessero aspettato, pens con amarezza. Avevo spie-
gato tutto cos chiaramente, ma loro non mi hanno dato ascolto.
La sua intera strategia era imperniata sul ponte. Se solo i suoi
ragazzi appostati sul kopje sotto le alture avessero aspettato ad
aprire il fuoco, lasciando che gli inglesi lo attraversassero... Allora
Dio avrebbe concesso loro nemici a migliaia anzich a centinaia.
Chiusi nell'anfiteatro delle alture, con il fiume alle spalle, nessuno
di essi sarebbe scampato allorch l'artiglieria avesse distrutto il pon-
te. Tristemente guard la trappola che aveva preparato con infinita
cura. Da lass poteva vedere tutte le trincee, mimetizzate e abilmen-
te sovrapposte, dalle quali un fuoco insostenibile avrebbe spazzato
la conca erbosa in cui egli aveva sperato di attirare il centro dell'e-
sercito britannico. La trappola che non poteva pi scattare perch
sapeva che i nemici non sarebbero tornati.
Hennie arriv con il pony, e Jan Paulus balz in sella.
Con i suoi quarantadue anni, Leroux era molto giovane per quel
comando. A Pretoria c'era stata una certa opposizione alla sua no-
mina, quando il vecchio Jubert si era dimesso, ma il presidente Kru-
gher aveva sparato a zero, costringendo il Volkraad ad accettarla.
Dieci minuti prima, Jan Paulus gli aveva spedito un messaggio tele-
grafico che giustificava quella fiducia.
Ora, sciolto e rilassato sulla sella dalle lunghe staffe, sjambok
appeso al polso, cappello a larga tesa che gli ombreggiava il viso,
Jan Paulus scendeva a raccogliere i frutti della battaglia.
Quando raggiunse i kopjes e cavalc tra essi, tutti i suoi bur-
ghers emersero dalle trincee per acclamarlo. Le loro grida si fusero
in un tremendo ruggito, che echeggi sotto il cielo africano, simile
alla voce del leone che ha ucciso una nuova preda. Imperturbabile,
Jan Paulus scrutava i volti degli uomini, mentre passava. Erano co-
perti di polvere rossa e di pirite bruciata, sulle quali il sudore era co-
lato in rivoletti scuri. Un tale usava il fucile come gruccia, e c'erano
profondi solchi di dolore intorno alla sua bocca mentre acclamava il
comandante in capo. Jan Paulus ferm il pony. 俟draiati, amico,
non fare lo sciocco!
L'uomo sorrise e scosse la testa. 俏ee, Oom Paul, vengo con te
a prendere i cannoni.
Bruscamente, Jan Paulus fece un cenno agli uomini che stavano
accanto al ferito. Portatelo via. Al posto di soccorso, e si allon-
tan al trotto, raggiungendo il punto in cui l'aspettava il comandan-
te Van Wyk.
Avevo detto che i nostri uomini non dovevano aprire il fuoco
finch gli inglesi non avessero attraversato il ponte , disse a mo' di
saluto.
Il sorriso di Van Wyk svan. Ja, Oom Paul. Lo so. Ma non ho
potuto tenerli a freno. Sono stati i giovani a cominciare. Quando si
sono visti i cannoni proprio sotto il naso... Non ho potuto fermar-
li. Van Wyk si volt per indicare l'area al di l del fiume. Guar-
da com'erano vicini!
Jan Paulus guard oltre il Tugela. Le batterie erano schierate
nella pianura, vicinissime, e cos lievemente schermate dai bianco-
spini che Oom Paul poteva contare i raggi delle ruote e vedere il luc-
cichio degli anelli di rame delle culatte.
亟ra una tentazione troppo forte, concluse Van Wyk, balbet-
tando.
Ah! Comunque ormai fatta, e non si pu disfare con le paro-
le. Severamente, Jan Paulus decise che quell'uomo non avrebbe
mai pi avuto un posto di comando. 亭orza, andiamo a pren-
derli.
Al ponte, Jan Paulus fece arrestare la lunga colonna di cavalieri
che lo seguivano. Bench nulla trasparisse dal suo volto, l'orrore
della scena gli dava la nausea.
俟postateli, ordin. Trenta uomini smontarono da cavallo per
andare avanti a sgombrare il ponte. Maneggiateli con garbo, ag-
giunse Jan Paulus. Sollevateli... Non trascinateli come sacchi di
granturco. Erano uomini. Uomini valorosi. Accanto a lui, il ra-
gazzo, Hennie, piangeva senza ritegno. Le lacrime cadevano sulla
sua giacca di tweed con le toppe di pelle.
Calmati, Jong, mormor gentilmente Jan Paulus. 俠e lacri-
me sono cose da donne. E spinse il suo pony nello stretto passag-
gio tra i cadaveri. Sono la polvere, il sole e il fumo della pirite a irri-
tare i miei occhi, si disse con rabbia.
In silenzio, senza l'atteggiamento trionfante dei vincitori, boeri
raggiunsero le batterie e si sparpagliarono tra i pezzi. In quel mo-
mento risuon un colpo di fucile, un burgher vacill e si aggrapp
alla ruota di un affusto.
Facendo voltare di scatto il pony e appiattendosi contro il suo
collo, Jan Paulus parti alla carica verso il cratere dietro i cannoni
dal quale era partito il colpo. Un'altra pallottola sibil sopra la sua
testa, ma ormai Jan Paulus aveva raggiunto il cratere. Arrestato di
colpo il cavallo, balz di sella e fece saltar via con un calcio il fucile
dalle mani del soldato inglese, prima di afferrarlo per la giubba. Si
gi ucciso anche troppo, pezzo d'idiota. Inciampando nelle pa-
role inglesi, la lingua ostacolata dalla rabbia, rugg in faccia al sol-
dato: E' finita. Arrenditi. Poi, rivolgendosi ai cannonieri soprav-
vissuti ammassati nel cratere: Arrendetevi, arrendetevi tutti! Per
un minuto buono nessuno si mosse, quindi, lentamente, a uno a
uno, i soldati si alzarono e uscirono dal cratere.
Mentre una parte dei burghers conduceva via i prigionieri e gli
altri cominciavano ad attaccare ai cavalli i pezzi d'artiglieria e il car-
ro delle munizioni, i barellieri inglesi emersero alla spicciolata dagli
alberi di mimosa. Ben presto figure in cachi si mescolarono dovun-
que ai boeri, cercando i feriti come segugi.
Due di essi, scuri indiani della Sanit, avevano trovato un uomo
disteso sul fianco sinistro, che stava dando loro filo da torcere. Jan
Paulus tese le redini del pony a Hennie e si avvi verso il gruppetto.
俠asciatemi stare, bastardi, e una secca sventola fece stramaz-
zare uno degli indiani. Jan Paulus, riconoscendo la voce e il pugno,
affrett il passo.
Calmati, o te ne arriva uno sul naso , brontol, appena li rag-
giunse.
Intontito, Sean gir la testa e cerc di mettere a fuoco il nuovo
arrivato. Chi sei? Va' all'inferno!
Jan Paulus non rispose. Stava guardando le ferite e aveva voglia
di vomitare. Date qua , disse, prendendo le stecche dalle mani dei
barellieri. Si accoccol accanto al cognato.
Vattene! grid Sean. So che cosa vuoi fare. Vuoi tagliar-
mela!
Sean! Jan Paulus gli afferr il polso e lo tenne fermo, mentre
Sean imprecava e si agitava.
Ti uccider, sporco bastardo. Ti uccider, se me la tocchi!
Sean! Sono io. Guardami!
Lentamente, il corpo di Sean si rilass, i suoi occhi lo fissarono.
Sei tu? Sei davvero tu? mormor. Non lasciare che... Non la-
sciare che mi prendano la gamba. Come hanno fatto con Garry.
俟ta' calmo o ti spacco quella stupida testa, grugn Jan Pau-
lus. Come la faccia, le sue mani erano rosse, vigorose, grosse mani
con dita simili a salsicce callose, ma adesso si muovevano con deli-
catezza, come quelle di una madre sul corpo del suo bambino. Infi-
ne, toccando la caviglia, guard Sean. 亭atti forza, adesso. Devo
raddrizzarla.
Sean tent di sorridere. La sua faccia era grigia sotto lo strato di
sudiciume della battaglia, e sulla sua fronte apparvero minuscole
gocce di sudore. Non blaterare tanto, maledetto olandese. Fallo!
Le due estremit dell'osso spezzato scricchiolarono dentro la
carne lacerata di Sean, che boccheggi. Tutti i muscoli del suo cor-
po si contrassero, poi si rilassarono, mentre Sean perdeva i sensi.
Ja , bofonchi Jan Paulus. Meglio cos , e per la prima vol-
ta i suoi lineamenti tradirono la compassione. Finita rapidamente la
fasciatura, egli rimase ancora per qualche secondo accoccolato ac-
canto a Sean svenuto. Poi mormor a voce cos bassa che i barellie-
ri non distinsero nemmeno una parola: Dormi bene, fratello mio.
E che il Signore possa risparmiarti la gamba .
Si alz. Ogni traccia di piet e di dolore era scomparsa dietro la
pietra rossa dei volto. 促ortatelo via , disse, e attese che i due in-
diani stendessero Sean sulla barella e la sollevassero.
Tornando l dove aveva lasciato il pony, strascicava un p i
piedi sull'erba. Dalla sella guard ancora una volta verso sud, ma i
due barellieri erano scomparsi col loro carico tra gli alberi di mimo-
sa. Allora tocc con gli speroni i fianchi dei suo cavallo e segu il
lungo corteo di carri, di prigionieri e di cannoni che tornava verso il
Tugela. Gli unici suoni erano il tintinnio dei finimenti e il malinco-
nico rotolare delle ruote.

19.

Garrick Courteney guardava lo champagne che veniva versa-
to nella coppa di cristallo. Le bollicine vorticavano in ara-
beschi dorati, catturando la luce della lanterna. Il caporale
addetto alla mensa sollev la bottiglia, raccolse destramente una
goccia di vino col tovagliolo e pass dietro a Garry per riempire il
bicchiere di Lyttelton.
No , rifiut il generale, posando una mano sulla propria
coppa.
Avanti, avanti, Lyttelton , lo incit Sir Redvers Buller.
un'annata eccellente.
Grazie, signore, ma lo champagne va bene per le vittorie...
Forse dovremmo mandarne una cassa al di l del Tugela.
Buller arross pian piano e affond lo sguardo nella coppa. An-
cora una volta un pesante silenzio grav sulla tavolata. Garry cerc
di romperlo. Per la ritirata si svolta in buon ordine.
Oh, concordo pienamente, disse ancora Lord Dundonald con
gelido sarcasmo. Ma, in tutta onest, colonnello, bisogna dire che
viaggiavamo alquanto leggeri al ritorno.
Questo indiretto riferimento ai cannoni concentr tutti gli sguar-
di sul volto di Buller. Dundonald mostrava una certa noncuranza
nei confronti dei ben noto temperamento del generale comandante.
Ma, come Pari del Regno, poteva permetterselo. Con cortese inso-
lenza incroci lo sguardo fiammeggiante di Buller e lo sostenne fin-
che i pallidi occhi sporgenti si spensero e si abbassarono.
俟ignori, disse Buller, 怨 stata una giornata dura per tutti e
abbiamo ancora parecchio lavoro da fare. Lanci un'occhiata al-
l'aiutante di campo. 青lery, vuol essere cos gentile da proporre il
brindisi alla Regina?
Dopo quest'ultimo bicchiere, Garry usc dal padiglione della
mensa. Le tende pi piccole, con le lanterne accese all'interno, for-
mavano una grande schiera di coni luminosi, e sopra di essi la notte
era un drappo di raso nero punteggiato d'argento. Il vino bevuto
durante la cena gli tambureggiava in testa, cos che non si accorse
del cupo silenzio che avvolgeva il campo, mentre zoppicava verso il
proprio quartier generale.
Quando vi entr, un uomo si alz dalla sedia accanto alla scriva-
nia. Alla luce della lanterna la sua faccia appariva tirata e la stan-
chezza trapelava da ogni suo lineamento. 隹h! Curtis.
Buonasera, signore.
E' venuto a fare il suo rapporto?
Sissignore. Per quello che vale.
Parli, Curtis... Quante perdite? C'era una bramosia, dietro
questa domanda, che Tim trov mostruosa. Osserv con aria pen-
sierosa il volto di Garry prima di rispondere.
Molto gravi, signore; su venti uomini abbiamo avuto quattro
morti, due dispersi e cinque feriti ... Tre dei quali gravi.
Ha fatto una lista?
Non ancora.
Be', me la faccia a voce.
I caduti sono Booth, Amery ...
Ormai incapace di controllare la propria impazienza, Garry do-
mand: E quel sergente?.
Intende... Courteney?
S. S. Ora, all'impazienza si univa un terrore che gli provo-
cava un senso di vuoto allo stomaco.
Ferito, signore.
Il sollievo di Garry fu cos intenso che dovette chiudere gli occhi
e tirare un respiro profondo.
Sean era vivo! Grazie a Dio. Grazie a Dio per questo.
Dove si trova adesso?
俏ell'ospedaletto vicino alla ferrovia. Sar mandato indietro
col primo convoglio di feriti gravi.
Gravi? Il sollievo si mut in preoccupazione, e Garry chiese
con voce rauca: E' ferito grave? Quanto grave? .
E' tutto quello che mi hanno detto. Sono andato all'ospedale
ma non mi hanno permesso di vederlo.
Garry si lasci cadere sulla sedia e istintivamente tese la mano
verso il cassetto, ma si trattenne. Molto bene, Curtis. Pu an-
dare.
Il seguito del rapporto, signore?
Domani. Me lo far domani.
Con l'alcool che gli ardeva nel ventre, Garry s'incammin nella
notte per raggiungere l'ospedale. Ora non importava pi ch'egli
avesse sperato e progettato la morte di Sean. Non ci pensava, si af-
frettava attraverso l'immenso accampamento spinto da un disperato
bisogno. Misconosciuta ma intensa, in lui c'era la speranza di poter
ancora attingere da quella fonte conforto e forza, come tanto tem-
po prima. Cominci a correre, rigidamente; la punta di uno degli
stivali strisciava, a ogni falcata, nella polvere.
Cerc disperatamente per tutto l'ospedale. Si affrett lungo file
di barelle, esaminando i volti dei feriti; vide il dolore, la mutilazio-
ne, la strisciante morte lenta che filtrava come inchiostro rosso at-
traverso le bende. Ud il gemito, il borbottio, il riso isterico dei deli-
ranti, sent il puzzo del sudore dell'agonia misto alla pesante dolcez-
za della putrefazione e del disinfettante... Ma quasi non se ne accor-
se. Cercava un volto, uno solo. E non lo trovava.
Courteney. L'inserviente esamin la lista, tenendola inclinata
verso la lanterna. Ah, si! Eccolo. Vediamo... Se n' gi andato,
partito con il primo treno un'ora fa... Non saprei, signore, forse a
Pietermaritzburg. Hanno appena costruito un grande ospedale lag-
gi... Non posso dirle nemmeno questo, temo, ma qui c' scritto
pericolosa... Sempre meglio che critica, comunque.
Avvolto nella propria solitudine come in un mantello, Garry tor-
n all'accampamento.
Buonasera, signore , lo salut il suo attendente. Garry li face-
va sempre aspettare alzati. Un tipo nuovo, questo. Cambiavano co-
si in fretta. Mai che riuscisse a tenerne uno per pi di un mese.
Garry lo spinse da parte e si lasci cadere sulla branda.
Resti l, signore. Lasci che la metta a letto. La voce dell'at-
tendente era subdolamente servile, il tono che si usa in genere con
gli ubriachi. Il contatto delle sue mani infuri Garry.
Vattene. Colp con il pugno una guancia dell'uomo. Fuori
di qui. Fila!
L'attendente si strofiu la guancia ammaccata, arretrando con
aria incerta.
Fuori! sibil Garry.
Ma, signore...
Vattene, dannazione. Esci di qui!
L'uomo ubbid, chiudendo piano il telo della tenda. Garry and
a bloccarlo con le cinghiette. Solo. Non possono vedermi ora. Non
possono ridere di me. Non possono. Oh Dio, Sean!
Si volt verso l'interno della tenda. Il piede di legno inciamp
sul fondo ruvido e Garry cadde. Una delle cinghie si ruppe e la
gamba si pieg al di sotto del moncone. Muovendosi su mani e gi-
nocchia, con la gamba che ballonzolava e ruotava in modo grotte-
sco dietro di lui, Garry raggiunse il lavabo, sollev il bacile di por-
cellana e prese la bottiglia. Le sue dita erano troppo maldestre per
riuscire a togliere il turacciolo. Lo strapp coi denti e lo sput sul
pavimento. Poi si port la bottiglia alla bocca e il pomo d'Adamo
sussult ritmicamente mentre egli tracannava. Un p di brandy si
vers sulla giubba, macchiando il nastro della Victoria Cross.
Abbass la bottiglia, ansimando per il morso dei liquore. Poi
bevve ancora, pi lentamente. Il tremito alle mani cess. La respira-
zione divenne regolare. Alz un braccio e prese il bicchiere da sopra
il lavabo, lo riemp, pos la bottiglia sul pavimento e si volt in po-
sizione pi comoda, con la schiena appoggiata al mobile.
Davanti a lui si stendeva la gamba di legno, piegata in modo in-
naturale. Garry la contempl, sorseggiando lentamente il brandy e
sentendo le papille della lingua che s'intorpidivano.
La gamba era il perno della sua esistenza. Insensato, immobile,
era l'occhio del ciclone intorno al quale ruotava tutto il disordine
della sua vita. La gamba... Sempre la gamba. Sempre e soltanto la
gamba.
Sotto il cullante incantesimo del liquore che aveva bevuto, dal
centro immobile costituito dalla sua gamba, Garry and con la
mente alle gigantesche ombre del passato, e le trov perfettamente
conservate, non distorte n offuscate dal tempo, intere e complete
in ogni dettaglio.
Mentre sfilavano davanti a lui, la notte si ritir in se stessa come
le parti di un cannocchiale, e il tempo non ebbe pi significato. Le
ore sembravano minuti, mentre il livello del liquore calava nella
bottiglia e Garry sedeva appoggiato al lavabo e sorseggiava dal
grosso bicchiere, osservando le ombre del passato. All'alba, l'ulti-
mo atto si stava svolgendo davanti a lui.
Lui che cavalca nell'oscurit sotto la pioggia leggera e fredda
verso Theunis Kraal. In una finestra l'alone giallo di una lanterna;
buio il resto nell'ancor pi buia massa della fattoria.
L'inspiegabile premonizione di un orrore incombente che lo av-
volge, leggero e freddo come la pioggia, il silenzio rotto soltanto dal
calpestio degli zoccoli del suo cavallo sulla ghiaia del viale d'acces-
so. I tonfi della sua gamba di legno mentre sale la scala esterna e il
freddo del pomo d'ottone nella sua mano mentre lo gira e apre la
porta su quel silenzio.
La sua voce impastata dall'alcool e venata di preoccupazione:
Salve. Dove siete tutti quanti? Anna! Anna! Sono tornato!.
La fiammella azzurra del fiammifero e l'odore di zolfo e paraf-
fina bruciati mentre accende la lampada, poi lo scalpiccio frettoloso
della sua gamba di legno lungo il corridoio.
隹nna, Anna, dove sei?
Anna, sua moglie, stesa sul letto nella camera buia, seminuda,
sposta rapidamente il corpo dal fascio di luce, ma lui ha veduto il
pallore, le labbra gonfie e insanguinate.
Dal tavolino da toilette la lampada getta grandi ombre sulle pa-
reti, mentre Garry si avvicina al letto, copre con le gonne le sue nu-
dit e poi la volta verso di s. Tesoro, Anna, tesoro, cos' succes-
so? Dalla camicia strappata sbucano le mammelle di donna incin-
ta, turgide e coi capezzolo scuro. Sei ferita? Chi stato? Dimme-
lo. Ma lei si copre il viso e le labbra spaccate con le mani.
Tesoro, mio povero tesoro. Chi stato... Uno dei servi? Ti pre-
go, Anna, dimmi cosa successo.
A un tratto le braccia di Anna sono intorno al suo collo e le sue
labbra contro il suo orecchio. Lo sai, Garry. Lo sai chi stato.
No, ti giuro di no. Dimmelo, te ne prego.
Infine la voce di lei, dura e arrochita dall'odio, che bisbiglia
quella parola, quell'unica incredibile e orrenda parola: Sean! .
Sean! esclam nella sua desolazione. Sean. Oh, Dio! Poi,
selvaggiamente: Lo odio. Lo odio! Che muoia pure... Ti prego,
Signore, fallo morire.
Chiuse gli occhi, perdendo il senso della realt, e avvert una pri-
ma, lenta sensazione di capogiro, mentre l'alcool aveva la meglio su
di lui.
Troppo tardi, ormai, per aprire gli occhi e metterli a fuoco sul
letto dall'altra parte della tenda, la vertigine era cominciata... Non
poteva pi respingerla. Il gusto caldo, agrodolce dei brandy gli sal
alla gola, alla bocca, al naso.

20.

I suo attendente lo trov a met mattinata. Garry giaceva
completamente vestito sul letto, con i radi capelli arruffati,
l'uniforme macchiata e sgualcita, la gamba di legno abbando-
nata in mezzo al pavimento.
L'attendente la prese, usc, rientr dopo qualche minuto ed
esamin il suo superiore, fiutando l'odore acidulo di brandy stan-
tio e di vomito.
Te la sei presa brutta stavolta, eh? mormor con indulgen-
za. Raccolse la bottiglia ed esamin i tre centimetri di liquore ri-
masto. Alla tua fottuta salute, amico , disse, accennando a
Garry, e scol la bottiglia, poi si pass la mano sulle labbra e ag-
giunse: 雨ene! Vediamo un p di dare una ripulita a questo tuo
porcile .
Lasciami in pace , grugn Garry.
Sono le undici, signore.
Vattene. Va' via.
Beva un p di caff, signore.
Non lo voglio. Via!
Il suo bagno pronto, signore, e le ho preparato un'uniforme
pulita.
Garrv si alz a sedere. Vacillando. Che ore sono?
Le undici, signore , ripet con pazienza l'attendente.
La mia gamba? Si sentiva nudo, senza.
Il sellaio sta sistemando le cinghie, signore. Sar pronta quan-
do lei uscir dal bagno.
Anche in posizione di riposo, stese sul piano della scrivania, le
mani di Garry tremavano lievemente, e le palpebre gli bruciavano.
La pelle dei volto era tesa come quella di un tamburo sul dolore
sordo che pulsava dentro il suo cranio.
Infine, egli sospir e prese il rapporto del tenente Curtis dall'e-
sile fascio di documenti che attendevano di essere esaminati. Ne
lesse qualche riga qua e l. Pochi dei nomi menzionati significava-
no qualcosa per lui. Sean stava in testa alla lista dei feriti, seguito
dal piccolo avvocato ebreo. Dopo aver accertato che il rapporto
non conteneva nulla che potesse andare a discredito del colonnello
Garrick Courteney, lo sigl e lo mise da parte.
Prese il documento successivo: una lettera indirizzata a lui,
quale ufficiale comandante del Corpo delle guide del Natal, da un
certo colonnello John Acheson dei fucilieri scozzesi. Due pagine di
nitida, appuntita calligrafia. Stava per scartarla e per riporla tra le
pratiche per il suo aiutante, quando un nome nel testo attir la sua
attenzione. Si chin in avanti, aggrottando la fronte, e lesse rapi-
damente dal principio.
... Piacere di sottoporre alla sua attenzione ... Condotta al di
l di ogni lode... Sotto un intenso fuoco nemico ... Per la seconda
volta inizi l'avanzata... Sebbene ferito... Sprezzo del pericolo per-
sonale... Due membri del suo Corpo delle guide: sergente Sean
Courteney e soldato Saul Friedman... Caldamente si raccoman-
da... Distinguished Conduct Medal... Grande valore e capacit di
comando.
Garry lasci cadere la lettera e si appoggi allo schienale, fis-
sando il foglio come se si trattasse della sua sentenza di morte. Per
alcuni minuti rimase immobile, mentre il dolore gli pulsava alle
tempie. Poi riprese la lettera. Ora le sue mani tremavano cos vio-
lentemente che il foglio sbatteva come l'ala di un uccello ferito.
俊utto quello che era mio, qualsiasi cosa io abbia mai posse-
duto... Lui me l'ha presa. Abbass lo sguardo sui nastri delle de-
corazioni. 亟 adesso questa... Anche questa.
Una goccia cadde sulla lettera, sbavando l'inchiostro.
俠o odio, mormor, strannando i fogli in due. 俟pero che
muoia , e li strapp ancora e poi ancora, riducendoli in minuscoli
frammenti che strinse rabbiosamente nel pugno.
俏o. Non l'avrai. E' mia... l'unica cosa che abbia mai avu-
to! Lanci la pallottola di carta contro la parete della tenda e po-
s la testa sulle braccia. Le sue spalle sussultavano mentre sin-
ghiozzava: 俏on morire. Ti prego, Sean, non morire.

21.

Semplicemente puntandole contro una spalla e sospingendo
una bambina da parte, Dirk Courteney liber la soglia e fu il
primo a scendere la scala nel sole. Senza voltarsi a guardare
la scuola, corse verso il buco nel recinto posteriore, pensando che
gli altri l'avrebbero seguito.
Lo raggiunsero mentre stava scegliendo un klei-lat dal salice.
Sbrigatevi, ordin. 非obbiamo arrivare al fiume per primi,
altrimenti ci prenderanno i posti migliori.
Chiacchierando come un branco di scimmie eccitate, i ragazzi si
sparpagliarono lungo la cinta di piante.
Prestami il tuo coltello, Dirkie.
Ehi, guarda il mio klei-lat , disse Nick Peterson, brandendo la
corta bacchetta di salice che aveva tagliato e scortecciato. Sferz
l'aria. Il sibilo era soddisfacente.
俏on un klei-lat , l'inform Dirk, 怨 un Lee-Metford. Lan-
ci un'occhiata circolare al resto della banda. 保ra ricordatevi... Io
sono Lord Kitchener e voi dovete chiamarmi 'My Lord'.
E io sono il generale French, annunci Nick. Era giusto, in
fondo, considerato che Nick era il luogotenente di Dirk. A quest'ul-
timo erano occorse soltanto due settimane e cinque sanguinose scaz-
zottate per raggiungere la posizione di capo indiscusso.
Io il generale Methuen! strill uno dei membri pi giovani.
Io il generale Buller!
Io il generale Gatacre!
Non potete essere tutti generali, disse Dirk. Soltanto Nick e
io siamo generali. Voi siete tutti soldati semplici.
Accidenti, Dirkie! Perch devi sempre rovinare le cose?
Tu chiudi la bocca, Brian. Dirk fiut l'insubordinazione e si
affrett a distrarli. Forza, andiamo a cercare le munizioni.
Dirk prese quella che per loro era la via igienica , cio il sen-
tiero in cui era improbabile incontrare degli adulti ed essere inviati
altrove a tagliar legna o a curare il giardino sotto il controllo di
qualche genitore.
Le pesche sono quasi mature , osserv Nick, mentre passava-
no accanto a un frutteto.
Ancora una settimana , assent Dirk, e s'infil carponi attra-
verso la siepe nella piantagione dei Van Essen, che si estendeva fino
alla riva del Baboon Stroom.
Eccoli! grid qualcuno, mentre emergevano dagli alberi.
Boeri, generale!
Sulla destra, lungo la riva, c'era un'altra banda di ragazzi, ap-
partenenti alle famiglie olandesi del distretto.
Io andr a parlare con loro , disse Dirk. Voi raccogliete mu-
nizioni. I compagni trottarono verso la riva e Dirk grid loro die-
tro: Ehi, Nick, preparami della buona argilla .
Agli ordini, My Lord.
Con la dignit di un generale o di un Pari dei Regno, Dirk si av-
vi verso il nemico, fermandosi a qualche passo di distanza.
Salve, Piet, siete pronti? chiese in tono altero. Piet Van Essen
era suo secondo cugino. Un ragazzo robusto, ma meno alto di Dirk.
侯a.
Stesse regole? domand Dirk.
Ja, stesse regole.
Niente vestiti , avvert Dirk.
E niente sassi , ribatt Piet.
Quanti siete? domand Dirk, cominciando a contare sospet-
tosamente il nemico.
Quindici... Come voi.
Tutto bene, allora , annu Dirk.
Tutto bene.
Nick lo stava aspettando nell'acqua bassa. Dirk salt accanto a
lui e prese la grossa sfera d'argilla che l'altro gli porgeva.
E' perfetta, Dirkie, non troppo bagnata.
Bene... Prepariamoci.
Rapidamente, Dirk si tolse i vestiti, sfil la cintura dai passanti
dei calzoni e se l'affibbi alla vita, per infilarvi le bacchette di ri-
serva.
Nascondi i vestiti, Brian , disse, e controll i suoi ignudi guer-
rieri. Quasi tutti avevano ancora le forme femminee della fanciul-
lezza, torace stretto, stomaco sporgente, natiche grasse e bianche.
Verranno gi lungo il fiume, come sempre, disse Dirk. Que-
sta volta tenderemo loro un'imboscata. Parlando, trasformava
manciate di creta in palle e le infilava sulle estremit delle bacchette.
Io e Nick aspetteremo qui. Voi lass, tra quei cespugli.
Stava cercando un bersaglio per esercitarsi e lo trov in una tar-
taruga acquatica che risaliva faticosamente la riva opposta.
S'interruppe: Guardate! disse, indicando l'animale; fece un
passo avanti, alz la mano armata di klei-lat ben dietro la testa, poi
sferz l'aria. La palla di creta sfugg sibilando dall'estremit della
bacchetta e si abbatt sul lucido carapace nero con tanta forza da
lasciarvi un segno bianco a forma di stella. La tartaruga ritrasse la
testa e le zampe, ruzzolando indietro, nel fiume.
Bel colpo!
Ora provo io.
Dirk l ferm: Basta cos. Fra poco potrete tirare quanto vorre-
te. Adesso state a sentire! Quando verranno, io e Nick li tratterre-
mo qui per un p, poi correremo indietro lungo il fiume e loro
c'inseguiranno. Aspettate finch saranno proprio sotto di voi... Poi
dategli addosso .
Dirk e Nick si accoccolarono l'uno accanto all'altro, con l'acqua
fin sotto il naso. Un ciuffo di canne nascondeva la parte superiore
della testa e, a portata di mano, su terreno asciutto, c'erano i klei-
lats.
Sott'acqua, Dirk sent Nick che gli dava di gomito e annu. An-
che lui aveva udito un mormorio di voci dietro l'ansa del fiume e il
rotolare di una zolla smossa da piedi incauti. Gir la testa e rispose
al sorriso di Nick con un altro non meno assetato di sangue, poi
sbirci da dietro le canne.
A una ventina di passi davanti a lui, una testa spunt cautamen-
te da dietro la sponda; l'espressione del viso era tesa, nervosa...
Dirk si ritrasse svelto dietro il ciuffo di canne.
Un lungo silenzio, rotto improvvisamente da un: 侶ui non ci
sono. Una voce stridula, tipica dell'adolescenza e della tensione.
Era Boetie, un ragazzo delicato, piccolo per la sua et, che insisteva
a unirsi agli altri in giochi che andavano oltre le sue forze.
Un altro lungo silenzio, poi il rumore di molti piedi che avanza-
vano furtivamente. Dirk strinse un braccio al compagno - adesso il
nemico era allo scoperto - e trasse la bocca fuori dell'acqua.
Ora! bisbigli, ed entrambi afferrarono i klei-lats. La sorpre-
sa fu completa ed ebbe un effetto devastante. Quando Dirk e Nick
emersero gocciolanti dal fiume, pronti a lanciare, gli assalitori si
ammassarono in grappolo e non poterono n fuggire n difendersi.
I proiettili d'argilla volarono nel mucchio, abbattendosi con for-
ti schiocchi sulla carne nuda.
非iamogli il fatto loro, grid Dirk, tirando senza scegliere il
bersaglio, alla cieca, nella massa di gambe, braccia e schiene rosa.
Accanto a lui, Nick caricava e lanciava con frenesia, in silenzio.
La confusione dur forse quindici secondi, poi gli urli di dolore
si trasformarono in grida di rabbia.
Sono soltanto Dirk e Nick.
Prendiamoli... Sono soltanto due.
Il primo proiettile sfior un orecchio di Dirk, il secondo lo colp
in pieno petto.
青orri! boccheggi tra una fitta e l'altra di dolore, e si lanci
verso la sponda. Chinato in avanti per risalire dall'acqua, era terri-
bilmente vulnerabile, e un proiettile lanciato con un forte tiro raso-
terra lo colp in quella parte anatomica che egli presentava al nemi-
co. Il dolore lo fece letteralmente schizzare sulla sponda, mentre le
lacrime gli annebbiavano la vista.
侵nseguiamoli!
Bombardiamoli!
La muta latrava dietro Dirk e Nick, i proiettili sibilavano intor-
no a loro e li colpivano, mentre fuggivano lungo il fiume. Prima
che raggiungessero la curva successiva, le schiene e le natiche erano
pomellate di chiazze rosse, che il giorno dopo si sarebbero trasfor-
mate in lividi.
Senza precauzione alcuna, infiammati dalla caccia, gridando e
ridendo, gli assalitori si riversarono nella trappola che, non appena
furono alla svolta del fiume, si chiuse spietatamente su di loro.
Dirk e Nick si fermarono per fronteggiarli, e nello stesso mo-
mento la riva sopra le loro teste si orl d'ignudi selvaggi urlanti e
danzanti, che li bombardarono di proiettili.
Per un minuto resistettero, poi, in rotta completa, si arrampica-
rono sulla sponda e corsero in preda al panico verso il rifugio della
piantagione.
Uno solo rimase indietro, inginocchiato nel fango, singhiozzan-
do piano. Ma, in obbedienza alle tacite leggi che li governavano, era
l'unico su cui non si dovesse infierire.
E' soltanto Boetie , url Nick. Lasciatelo stare. Venite! Inse-
guiamo gli altri! Si arrampic sulla sponda e guid i compagni
dietro il nemico in fuga. Gridando per l'eccitazione, corsero sull'er-
ba verso il punto in cui Piet Van Essen stava disperatamente cercan-
do di arrestare la fuga e di radunare i propri uomini per far fronte
alla carica sull'orlo della piantagione.
Ma un altro ragazzo era rimasto al fiume: Dirk Courteney.
Adesso erano soltanto loro due, nascosti dalla sponda. Boetie
sollev lo sguardo e, attraverso le lacrime, vide Dirk che avanzava
lentamente verso di lui. Osserv la bacchetta di salice nella sua ma-
no e l'espressione sul suo volto. Sapeva di essere rimasto solo.
俊i prego, Dirk, mormor. 俑i arrendo. Ti prego. Mi ar-
rendo.
Dirk sogghign. Con studiata lentezza modell una palla di cre-
ta e caric la bacchetta.
俊i dar tutto il mio pranzo, domani, supplic Boetie. 俊ut-
to, non soltanto il dolce.
Dirk lanci il proiettile. L'urlo di Boetie gli fece correre un bri-
vido lungo tutto il corpo. Cominci a tremare per il piacere.
Ti dar il mio temperino nuovo. La voce di Boetie era sotto-
cata dai singhiozzi e dalle braccia incrociate sul volto.
Dirk caric di nuovo l'arma, lentamente, per assaporare quel
senso di potere.
Ti prego, Dirkie, ti prego. Ti dar qualsiasi cosa... e url di
nuovo.
Togliti le mani dalla faccia, Boetie. La voce di Dirk era stri-
dula per il piacere.
No, Dirkie. Ti prego, no.
俊ogliti le mani dalla faccia e ti lascer stare.
促romettilo, Dirkie. Prometti che mi lascerai stare.
促rometto, bisbigli Dirk.
Lentamente Boetie abbass le braccia, che erano sottili e molto
bianche: portava sempre maniche lunghe per proteggerle dal sole.
Hai promesso. Io ho fatto quello che... e la palla di creta lo colp
in pieno naso, facendogli scattare la testa all'indietro. Subito il san-
gue cominci a scorrere da entrambe le narici.
Boetie si port le mani al volto, diffondendo il sangue sulle
guance.
Avevi promesso , gua. Avevi promesso. Ma Dirk stava gi
modellando un altro proiettile.

Dirkie torn a casa da solo. Camminava piano, sorridendo lie-
vemente, coi morbidi capelli che gli ricadevano sulla fronte e uno
sbaffo d'argilla su una guancia.
Mary lo aspettava nella cucina del cottage di Protea Street. Lo
guard dalla finestra che sgusciava attraverso la siepe e attraversava
il cortile. Mentre si avvicinava alla porta, not il sorriso sulle sue
labbra. Il petto della ragazza riusciva a contenere a stento l'emozio-
ne che provava contemplando l'innocente bellezza di quel volto. Gli
apri la porta.
Ciao, caro.
Ciao, Mary , la salut Dirk, e il suo sorriso divenne cos lumi-
noso che Mary dovette abbracciarlo.
Santo cielo, sei coperto di fango. Sar meglio che ti faccia un
bel bagno prima che torni la nonna.
Dirk si svincol dall'abbraccio e si avvicin alla scatola dei bi-
scotti. Ho fame.
俗no solo, acconsent Mary, e Dirk ne prese una manciata.
Poi ho una sorpresa per te.
Che cosa? Dirk pareva pi interessato ai biscotti.
Mary aveva sempre una sorpresa per lui, quando tornava da
scuola, e il pi delle volte si trattava di qualcosa di stupido, tipo un
paio di calze sferruzzate con le sue mani.
Te lo dir quando sarai nella vasca.
Oh, va bene. Masticando, Dirk s'avvi verso la stanza da ba-
gno. Cominci a svestirsi lungo il corridoio, lasciando cadere prima
la camicia, poi i pantaloni, perch Mary li raccogliesse mentre lo se-
guiva. Qual la sorpresa?
Oh, Dirk, hai giocato di nuovo a quell'orribile gioco. Mary
s'inginocchi accanto alla vasca e pass dolcemente un piccolo pan-
no insaponato sulla schiena e le natiche contuse. 俊i prego, pro-
mettimi che non lo farai pi.
Va bene. Non era difficile ottenere una promessa da Dirk;
quella, in particolare, l'aveva gi fatta parecchie volte. 俑a adesso
dimmi qual la sorpresa.
Indovina. Mary sorrideva ora, un sorriso misterioso e allusi-
vo che cattur l'attenzione di Dirk. Il ragazzo studi la sua faccia
butterata, la sua brutta faccia piena d'affetto.
Dolci? azzard.
Mary scosse la testa, accarezzando il suo corpo nudo con il
panno.
Non saranno altre calze!
No. La ragazza immerse il panno nell'acqua saponata e co-
minci a strofinargli il petto. 俏o, non sono calze, bisbigli.
Allora Dirk cap. E'... E' ...
俟, Dirkie, si tratta di tuo padre.
Il ragazzo cominci immediatamente a dibattersi. 非ov',
Mary? Dov'?
Prima infila la camicia da notte.
E' qui? E' tornato a casa?
俏o, Dirk. Non ancora. E' a Pietermaritzburg. Ma lo vedrai
presto. Prestissimo. La nonna appena andata a prenotare i posti
sul treno. Partirete domani.
Pieno d'eccitazione, il corpo caldo e bagnato del ragazzo comin-
ci a tremare fra le braccia di Mary.

22.

Il un certo senso, signora Courteney, forse stato un bene che
non siamo riusciti a metterci in contatto con lei prima. Il
maggiore medico pigi il tabacco nella pipa e cominci a fruga-
re metodicamente in tutte le tasche.
Ada gli venne in aiuto: I fiammiferi sono sulla scrivania .
Oh, grazie! L'uomo accese la pipa e continu. Capisce, suo
figlio era aggregato a un'unit irregolare... Non esistevano registra-
zioni riguardo al parente pi prossimo, e quando arrivato qui da
Colenso, sei settimane fa, non era - diciamo cos - in condizione di
fornirci il suo indirizzo.
Possiamo andare da pap ora? Dirk, che da cinque minuti si
agitava sul divano accanto ad Ada, non riusciva pi a trattenersi.
侮edrai tuo padre fra qualche minuto, giovanotto, disse il me-
dico, e si rivolse di nuovo ad Ada. Stando cos le cose, signora
Courteney, si risparmiata parecchia angoscia. In principio dubita-
varno di poter salvare la vita di suo figlio, per non parlare della
gamba. Per quattro settimane stato in bilico, diciamo. Ma ora...
e sorrise con legittimo orgoglio, be', lo vedr lei stessa.
Sta bene? chiese ansiosamente Ada.
Che costituzione formidabile ha il suo figliolo, tutto muscoli e
forza di volont! Annu, sempre sorridendo. S, in via di guari-
gione. Forse la gamba destra rester un p rigida, ma non niente
in confronto a quello che sarebbe potuto capitare... Scosse le mani
in un gesto eloquente. Ora l'infermiera vi accompagner da lui.
Quando potr tornare a casa? chiese Ada dalla soglia.
Presto... Fra un mesetto, forse.

Una profonda e ombrosa veranda, rinfrescata dalla brezza che
soffiava dai prati dell'ospedale. Cento alti letti di metallo lungo la
parete, cento uomini in camicia da notte di flanella grigia appoggia-
ti a cuscini bianchi. Alcuni dormivano, pochi leggevano, altri chiac-
chieravano a bassa voce o giocavano a scacchi e a carte sulle assi si-
stemate tra i letti. Uno solo se ne stava per conto proprio, fissando,
senza poterle vedere, il punto in cui una coppia di averle lanciava
strida rauche, forse disputandosi una rana sul prato.
La barba era sparita, rasata quando egli era troppo debole per
protestare, su ordine della caposala, che la considerava antigienica,
e il risultato era un deciso miglioramento che perfino Sean, in cuor
proprio, ammetteva. Protetta per tanto tempo, la pelle della parte
inferiore del viso era liscia e bianca come quella di un ragazzo;
quindici anni erano stati rasati assieme a quell'ispido groviglio nero.
Adesso erano le folte sopracciglia che risaltavano e, a loro volta, di-
rigevano l'attenzione sui suoi occhi, di un azzurro cupo, come l'om-
bra di una nuvola su un lago di montagna. Ancora pi cupo in quel
momento, mentre egli rifletteva sul contenuto della lettera che tene-
va nella mano destra.
Era arrivata tre settimane prima e gi la carta scadente si stava
lacerando lungo le pieghe. Era una lunga lettera, dedicata in gran
parte a una minuta descrizione dell'infruttuosa guerra di logora-
mento in cui l'esercito di Buller era impegnato lungo il fiume Tuge-
la. Non mancavano accenni alle emicranie periodiche di cui lo scri-
vente soffriva, come risultato della ferita che esternamente si era or-
mai rimarginata, e molti riferimenti alla profonda gratitudine che
Saul provava per Sean. Questi imbarazzavano talmente Sean che
egli li saltava sempre, quando rileggeva la lettera.
Ma c'era un paragrafo sul quale tornava ogni volta e che leggeva
lentamente, bisbigliando, in modo da assimilare ogni parola:
Ricordo di averti parlato di Ruth, mia moglie. Come sai, fug-
gita da Pretoria e ora si trova a Pietermaritzburg, presso uno zio.
Ieri ho ricevuto da lei una lettera con splendide notizie. Il prossimo
giugno saremo sposati da quattro anni e ora, finalmente, come ri-
sultato del nostro breve incontro al suo arrivo nel Natal... Sto per
diventare padre! Ruth mi scrive che certa che sar una bambina
(bench io sia sicuro che sar un maschio) e che sa gi come chia-
marla. E' un nome piuttosto insolito, a dir poco... So che mi ci vor-
r parecchia diplomazia per farle cambiare idea (tra le sue molte
virt c' un'ostinazione da et della pietra). Vuole chiamare la po-
vera piccina Storm - Storm Friedman - e la prospettiva mi atter-
risce!
Bench tu e io siamo di religioni diverse, ho scritto a Ruth chie-
dendole di acconsentire a scegliere te come sandek... Che l'equiva-
lente del vostro padrino. Non riesco a immaginare nessuna obiezio-
ne da parte di Ruth (soprattutto considerando il debito che entram-
bi abbiamo nei tuoi confronti) e ora occorre soltanto il tuo s. Ce lo
darai?
Nella stessa lettera le ho spiegato la tua attuale situazione e le ho
dato il tuo indirizzo (presso Greys Hospital), chiedendole di venirti
a trovare per ringraziarti personalmente. Ti avverto che sa sul tuo
conto tutto quanto so io... Non sono tipo da nascondere i miei entu-
siasmi!

Disteso con la lettera stretta in mano, Sean guardava oltre i pra-
ti, nel sole. La gabbia di vimini che sosteneva la sua gamba gonfia-
va le coperte come il ventre di una donna incinta. Storm! bisbi-
gli, ricordando la luce dei lampi che fluttuava azzurra e bianca sul
corpo di Ruth. Perch non viene? L'aveva aspettata per tre setti-
mane. Sa che sono qui, perch non viene da me?

Visite per lei. L'infermiera si ferm accanto al suo letto e si-
stem le coperte.
Chi? chiese Sean, facendo uno sforzo per sollevarsi su un go-
mito. L'altro braccio era ancora fasciato e appeso al collo.
Una signora. Sean sent che il cuore gli balzava in gola. E
un bambino. Il gelido riflusso della delusione, quando si rese con-
to che non era lei. Poi un immediato senso di colpa... Ada e Dirk,
come poteva sperare che si trattasse di qualcun altro?
Senza la barba, Dirk non lo riconobbe finch non fu a una deci-
na di passi. Allora part alla carica, il berretto vol via e i capelli ne-
ri, nonostante la brillantina, si arruffarono mentre correva. Urlan-
do parole prive di senso, raggiunse il letto, si arrampic addosso al
padre e gli si avvinghi al collo.
Pass un p di tempo prima che Sean potesse liberarsi e guar-
darlo. Bene, ragazzo , disse, e poi di nuovo, bene, ragazzo.
Non volendo esibire il proprio amore per il figlio sotto gli occhi di
tutti - c'erano almeno cento uomini che li osservavano sorridendo -
Sean cerc un diversivo rivolgendosi ad Ada.
La donna aspettava pazientemente, come aveva aspettato per
met della propria vita, ma, quando Sean si gir verso di lei, il suo
sorriso era colmo di tenerezza. Sean. Si chin per baciarlo. Co-
sa ne stato della tua barba? Sembri cos giovane!
La donna e il ragazzo rimasero accanto al letto per un'ora, la
maggior parte della quale fu occupata da un monologo di Dirk. Ne-
gli intervalli, mentre il ragazzo riprendeva fiato, Ada e Sean potero-
no scambiarsi le notizie. Infine Ada si alz. Il treno parte fra mez-
z'ora, e Dirk ha scuola domani. Verremo a trovarti ogni settimana,
finch non potrai tornare a casa.
Portar fuori Dirk dall'ospedale fu come strappare un ubriaco da
un bar. Da sola, Ada non poteva farcela e dovette chiedere aiuto a
un portantino. Scalciando e lottando in preda a una collera cieca,
Dirk fu portato fuori della veranda, e le sue grida giunsero fino a
Sean anche parecchio tempo dopo che il ragazzo era scomparso dal-
la sua vista.
Voglio mio padre! Voglio restare con mio padre!

23.

Beniamin Goldberg era il curatore del patrimonio del fratello.
Tale patrimonio era costituito dal quaranta per cento delle
azioni della Goldberg Bros., Ltd., una compagnia che posse-
deva una fabbrica di birra, quattro piccoli alberghi (e un quinto
molto pi grande sulla Marina Parade di Durban), sedici macellerie
e una ditta produttrice di salsicce di maiale, pancetta e prosciutto
affumicato. Questi ultimi beni di consumo procuravano a Benjamin
un certo imbarazzo, ma la loro produzione era troppo proficua per
essere abbandonata. Benjamin era anche presidente del consiglio
d'amministrazione della Goldberg Bros., con il sessanta per cento
delle azioni. La presenza di un esercito di venticinquemila uomini
affamati e assetati nel Natal aveva aumentato il consumo di birra e
pancetta aggravando il disagio di Benjamin, perch egli era un uo-
mo che amava la pace. I grossi profitti procuratigli dalle ostilit lo
turbavano e deliziavano insieme.
Questa stessa duplice emozione era suscitata dalla presenza in
casa sua della nipote Ruth. Benjamin aveva quattro figli maschi e
nessuna femmina, mentre suo fratello Aaron aveva lasciato una fi-
glia con la quale Benjamin avrebbe scambiato volentieri tutti e
quattro i suoi ragazzi. Non perch fossero dei buoni a nulla: tutti si
erano sistemati molto bene negli affari. Uno dirigeva il Port Natal
Hotel, il maggiore si occupava della fabbrica di birra e gli altri due
gestivano il settore carni. Ma... E qui Benjamin sospirava... Ma
Ruth! Quella era la ragazza che ci voleva per la vecchiaia di un uo-
mo! Benjamin la guard al di l del legno lucido della tavola appa-
recchiata per la prima colazione con l'elegante apparato d'argenti e
porcellane, e sospir di nuovo.
隹desso, zio Ben, non ricominciare. Per piacere, disse Ruth,
imburrando una fetta di pane tostato.
Ci che voglio dirti che abbiamo bisogno di lui qui. E' una
cosa tanto terribile?
Saul un avvocato.
俏u? E allora? E' un avvocato, e a noi occorre un uomo di leg-
ge. Sapessi gli onorari che pago a quegli altri schmoks!
Saul non vuole entrare nella compagnia.
D'accordo. Sappiamo che non vuole la carit di nessuno. Sap-
piamo che non vuole servirsi del tuo denaro. Sappiamo tutto del
suo orgoglio... Ma adesso ha delle responsabilit. Dovrebbe pensare
a te... E al piccolo... Non solo a quello che lui vuole o non vuole.
Sentendo menzionare il bambino, Ruth si accigli un poco. Be-
njamin se ne accorse; erano poche le cose che egli non notava. Gio-
vani! Se soltanto si riuscisse a far capire loro... Benjamin Goldberg
sospir di nuovo. Bene. Lasceremo perdere finch Saul non torna
in licenza, disse stancamente.
Ruth, che non aveva mai parlato a Saul delle offerte d'impiego
di suo zio, prov per un momento a immaginare la sua vita a Pie-
termaritzburg... Abbastanza vicina per affogare nella marca d'affet-
to emanata dallo zio Benjamin, presa come una mosca nella ragna-
tela vischiosa dei vincoli e dei doveri familiari. La prospettiva la fe-
ce rabbrividire. 俟e accenni la cosa a Saul, non ti parler mai pi in
vita mia! Le guance le s'infiammarono e gli occhi mandarono
lampi. Perfino la pesante treccia di capelli neri parve prender vita,
come la coda di una leonessa infuriata, frustando l'aria mentre la
ragazza scuoteva il capo.
Oi Yoi Yoi! Benjamin cerc di mascherare il proprio piacere
chiudendo le palpebre. Che temperamento! Che donna! Potrebbe
mantenere giovane un uomo per sempre!
Ruth balz in piedi. Solo allora Beniamin not che indossava un
abito da cavallerizza.
Dove stai andando? Non intenderai cavalcare anche oggi?
Proprio cos
Il bambino!
Zio Ben, quando imparerai a badare ai fatti tuoi? E si avvi
verso la porta. Il suo ventre non era ancora ingrossato e la ragazza
si muoveva con una grazia che sconcert Benjamin.
Non dovresti permetterle di trattarti cos. Mitemente, com'e-
ra suo solito, sua moglie gli parl dall'altro capo della tavola.
Quella ragazza ha qualcosa che la tormenta. Il vecchio si ri-
pul con cura i baffi imbrattati di tuorlo d'uovo, pos il tovagliolo,
consult l'orologio d'oro da taschino e scost la sedia. 侶ualcosa
di grosso. Non dimenticare le mie parole.
Era venerd: strano come questo giorno fosse diventato il perno
intorno al quale ruotava l'intera settimana. Ruth spron lo stallone
sauro e l'animale allung l'andatura sotto di lei, balzando in avanti
con tanto vigore che Ruth dovette frenarlo un poco, riportandolo al
piccolo galoppo.
Era in anticipo e dovette aspettare dieci interminabili minuti nel
viale di querce dietro il Greys Hospital prima che, come una cospi-
ratrice, la piccola infermiera sgusciasse attraverso la siepe.
Ce l'ha? chiese Ruth. La ragazza annu, si guard furtiva-
mente intorno ed estrasse una busta dal grembiule grigio da infer-
miera. Ruth la scambi con una sterlina d'oro. Stringendo la mone-
ta nel pugno, la ragazza si avvi verso la siepe.
Aspetti, la ferm Ruth. Era il suo unico contatto materiale
con Sean ed ella era riluttante a spezzarlo cos presto. Come sta?
E' tutto scritto l, signora.
俠o so... Ma mi dica che aspetto ha. Cosa fa, cosa dice , insi-
stette Ruth.
保h, l'aspetto splendido adesso. Ha gironzolato coi suoi ba-
stoni per tutta la settimana, aiutato da quel suo grosso selvaggio ne-
ro. Il primo giorno caduto, e avreste dovuto sentirlo imprecare.
Signore! Le due donne risero insieme. E' proprio un bel tipo. Ieri
ha avuto un altro bisticcio con la sua infermiera, quando si pre-
sentata per lavarlo. Le ha dato della baldracca spudorata. Lei gli ha
risposto per le rime. Ma si vedeva che era tutta contenta e non face-
va che raccontarlo a chiunque fosse disposto ad ascoltarla.
La ragazza esultava e Ruth l'ascoltava incantata, finch: 亟 sa-
pete cos'ha fatto ieri, mentre gli cambiavo le bende? arross lieve-
mente. Mi ha pizzicato il didietro!
Ruth sent un'ondata di collera salirle alla testa. A un tratto no-
t che la ragazza era graziosa, bench un p insipida.
E poi ha detto...
Grazie! Ruth dovette trattenere la mano che impugnava il
frustino. Devo andare ora. Di solito la lunga gonna da amazzone
l'ostacolava nel montare in sella, ma ora si trov in groppa senza il
minimo sforzo.
Venerd prossimo, signora?
S e colp lo stallone sul collo. L'animale balz in avanti con
tanta violenza da costringerla ad afferrarsi al pomo della sella. Ruth
lo strapazz come non aveva mai fatto con un cavallo, usando gli
speroni e il frustino finch scure chiazze di sudore e schizzi di schiu-
ma apparvero sui fianchi e sul collo dell'animale. Quando Ruth rag-
giunse un punto isolato sulla riva del fiume Umgeni, molto fuori
citt, la sua gelosia si era placata ed ella si vergogn di se stessa. Al-
lent il sottopancia dello stallone e lo vezzeggi un poco prima di
legarlo a un salice piangente. Quindi scese al suo tronco favorito,
sul bordo dell'acqua.
Qui si sedette e apr la busta. Se soltanto Sean avesse saputo che
il grafico della sua temperatura, i segni di miglioramento, le prescri-
zioni dei medico e il contenuto di saccarosio della sua urina erano
studiati cos avidamente, con ogni probabilit avrebbe aggiunto agli
altri suoi mali un travaso di bile.
Infine Ruth pieg i fogli, li infil nella busta e ripose quest'ulti-
ma nella tasca della giacca. Doveva sembrare cos diverso, senza
barba! Fiss il gorgo sotto di s: il volto di Sean si form nell'acqua
verde e le restitu lo sguardo. Ruth tocc la superficie con la punta
di uno stivale, le increspature si allargarono e l'immagine si fran-
tum.
A Ruth non rimase che il proprio senso di solitudine. Non de-
vo andare da lui , mormor a se stessa, temprando la determina-
zione che l'aveva tenuta fuori dal Greys Hospital fin da quando
aveva saputo che Sean era l. Cos vicino... Cos terribilmente vi-
cino.
Con uno sforzo di volont fiss di nuovo l'acqua e tent di evo-
care il volto del marito. Tutto ci che vide fu un pesce giallo, con
un disegno a denti di lima sui fianchi, che scivolava tranquillo sul
fondo melmoso. Ruth gett un sasso nel fiume e il pesce sfrecci
via.
Saul. Il piccolo allegro Saul con la sua faccia da scimmia, che la
faceva ridere come una madre ride dei proprio bambino. Io lo amo,
si disse. Ed era vero, lo amava. Ma l'amore ha molte forme: alcune
sono le forme delle montagne, alte e grosse e accidentate; mentre al-
tre sono come nuvole, senza contorni netti, si muovono dolcemente
attorno alla montagna, l'avvolgono e fuggono via, ma la montagna
non ne modificata. La montagna rimane per sempre.
俠a mia montagna, mormor, e vide di nuovo Sean con estre-
ma chiarezza, come quando egli la sovrastava nella tempesta.
Storm , bisbigli, e prem le mani aperte sul ventre, ancora piatto
e duro. 俟torm, ripet, e avvert una sensazione di calore. Si dif-
fondeva dal suo utero, e il desiderio di rivedere Sean crebbe con es-
sa fino a diventare incontrollabile. Con la gonna svolazzante, corse
verso lo stallone: le sue mani tremarono sulle cinghie del sotto-
pancia.
Solo una volta , promise a se stessa. Solo un'altra volta.
Con frenesia si iss sulla sella. Solo questa volta, lo giuro! e poi,
con voce rotta, non posso farne a meno. Ho tentato... Oh Dio, se
ho tentato!
Un mormorio di apprezzamento la segui dai letti lungo la pare-
te, mentre Ruth percorreva la veranda dell'ospedale. C'erano grazia
e ansia insieme nel modo in cui teneva raccolta la gonna con una
mano, nel rapido e regolare ticchettio degli stivali appuntiti sull'im-
piantito di cemento, nel dondolio appena accennato dei fianchi.
C'era un'aperta impazienza nello scintillio degli occhi e nel proten-
dersi del seno sotto la giacca rosso-vino. La furiosa cavalcata che
l'aveva condotta fin li le aveva acceso le guance e arruffato i capelli
sulle tempie e sulla fronte.
Quegli uomini malati e soli reagirono come se davanti a loro
fosse passata una dea, eccitati dalla sua bellezza, ma anche rattrista-
ti per la sua irraggiungibilit. Ruth non li not, non avvert i loro
occhi avidi su di s, non ud il dolente bisbiglio delle loro voci...
perch aveva visto Sean.
Veniva avanti piano attraverso il prato, usando maldestramente
il bastone per compensare la rigidit della gamba destra. Teneva gli
occhi bassi e aggrottava la fronte, assorto in qualche pensiero. A
Ruth si mozz in gola il respiro. Com'era cambiato! Non lo ricor-
dava cos alto, con le spalle ossute e larghe come la traversa di una
forca. Non aveva mai visto prima la linea prominente della mascel-
la, n la pallida levigatezza della pelle, con l'ombra azzurrina della
rasatura. Ma rammentava gli occhi appesantiti dalle sopracciglia ne-
re e il gran naso adunco sopra la larga bocca sensuale.
Sull'orlo del prato Sean si ferm, punt il bastone tra le gambe
divaricate, stringendo l'impugnatura con entrambe le mani, alz lo
sguardo e la vide.
Per parecchi secondi nessuno dei due si mosse. Sean rimase ap-
poggiato al bastone, con le spalle curve e il mento sollevato, e la fis-
s. Ruth, nell'ombra della veranda, sorreggeva ancora la gonna con
una mano... Ma l'altra era intorno alla gola, nel tentativo di placare
le emozioni che vi si agitavano.
Gradualmente le spalle di Sean si raddrizzarono, finch egli si
erse in tutta la sua statura. Butt da parte il bastone e tese le braccia
verso di lei.
E all'improvviso Ruth si trov a correre sul prato verde e li-
scio... Si trov sul suo petto, tremando in silenzio, mentre egli la
stringeva.
Con le braccia intorno alla vita di Sean e il viso premuto sul suo
torace, Ruth poteva sentire il suo odore d'uomo e i muscoli duri che
la cingevano... E sapersi al sicuro. Finch fossero restati cos, nulla,
nessuno avrebbe mai potuto toccarla.

24.

Sul pendio della montagna con la cima piatta che sovrasta la
citt di Pietermaritzburg c' una radura circondata da acacie
australiane. E' un luogo segreto, dove perfino il piccolo e ti-
mido blue buck esce a pascolare alla luce del sole. Nelle giornate
calme si pu sentire molto debolmente lo schiocco delle fruste dei
carrettieri sulla strada sottostante o, ancora p檡 lontano, il fischio
di un treno. Ma sono le uniche intrusioni della civilt in quel luogo
selvaggio.
Una farfalla attravers il prato col suo incerto volo oscillante,
pass dal sole alle mobili chiazze d'ombra sul bordo della radura e
si pos.
Porta fortuna , mormor pigramente Sean, e Ruth sollev la
testa dalla coperta su cui stavano distesi. Mentre la farfalla muove-
va le ali, spiegandole con garbo, i disegni gialli e verdi splendevano
nel raggio sottile che filtrava attraverso il tetto di foglie, cadendo su
di essa come la luce di un riflettore.
Fa il solletico , disse Ruth, mentre l'insetto si muoveva come
un gioiello vivente sul liscio candore del suo ventre. Raggiunto
l'ombelico, si ferm. Poi la sua minuscola lingua a viticcio si sroto-
l e lambi il velo di umidore che l'amplesso aveva lasciato sulla pel-
le di Ruth.
E' venuta a benedire la piccola.
La farfalla evit la profonda e piccola cavit delicatamente ce-
sellata e si mosse verso il basso.
Non ti pare che si stia spingendo un p troppo oltre? Non do-
vr benedire anche quella, spero, disse Ruth.
青erto sembra che sappia bene dove andare, ammise Sean,
perplesso.
La farfalla trov la strada verso il sud bloccata da una foresta di
riccioli scuri, allora fece laboriosamente dietro front e torn sui
propri passi. Ancora una volta gir intorno all'ombelico, poi punt
verso l'avvallamento del seno.
Prosegu dritta, amica, l'ammon Sean, ma all'improvviso la
farfalla fece una svolta e risal l'erto pendio, finch si ferm trion-
fante sulla vetta.
Sean la osserv agitare lievemente le ali e risplendere sul capez-
zolo di lei, e si sent di nuovo eccitato. Ruth , mormor con voce
roca.
La donna volt la testa per guardarlo negli occhi. Vattene, far-
fallina, disse, e scacci con la mano l'insetto dal seno.

Pi tardi, dopo che ebbero dormito un poco, Ruth svegli Sean
e i due sedettero l'uno di fronte all'altra sulla coperta con un panie-
re da picnic aperto tra loro.
Mentre Sean stappava il vino, Ruth armeggiava sulla cesta con
la concentrazione di una sacerdotessa intenta a preparare un sacrifi-
cio. Sean la guard tagliare i panini e spalmarli di burro giallo e sa-
lato, poi svitare i coperchi dei barattoli. Fagioli marinati, barbabie-
tole e cipolle sott'aceto. Un cuore di giovane lattuga frusci, mentre
Ruth ne strappava le foglie, ponendole in una ciotola di legno e ver-
sandovi sopra il condimento. I capelli sciolti ricadevano come
un'onda nera sul candore marmoreo delle spalle. Con il dorso della
mano Ruth li allontan dalla fronte, poi alz gli occhi e sorrise.
Non fissarmi cos. Mi metti in imbarazzo. Prese il bicchiere
che Sean le porgeva e sorseggi il fresco vino bianco, poi lo mise da
parte e continu il suo lavoro, trinciando un bel pollo dal petto
grasso. Gli occhi di Sean non si staccavano dal suo corpo, ma Ruth
finse di ignorarlo e cominci a cantare sottovoce la stessa canzone
d'amore della notte del temporale, mentre il seno occhieggiava timi-
damente attraverso la cortina nera dei capelli.
Infine si ripul accuratamente le dita con un tovagliolo di lino,
riprese il bicchiere e, chinata un poco in avanti con i gomiti sulle gi-
nocchia, ricambi lo sguardo con pari baldanza. Mangia , disse.
亟 tu?
Fra poco. Voglio guardarti.
Sean era affamato.
Mangi nello stesso modo in cui fai l'amore... Come se dovessi
morire domani.
In questi giorni non c' pericolo.
Sei coperto di cicatrici, come un vecchio gattaccio che combat-
te troppo. Si curv e gli tocc il petto con un dito. 青osa ti suc-
cesso qui?
Un leopardo.
E qui? , toccandogli un braccio.
Un coltello.
E qui? , indicando un polso.
La vampata di un fucile.
Ruth abbass la mano e accarezz la cicatrice fresca che girava
intorno alla gamba come un grottesco rampicante purpureo. Que-
sta so cos'頠, mormor, e i suoi occhi divennero tristi.
Per farle cambiare umore, Sean si affrett a parlare. Ora sta a
me fare domande. Allung un braccio e pos la mano aperta sul
ventre di Ruth, avvertendo il primo lieve rigonfiamento che preme-
va, caldo, contro il suo palmo. 青osa successo qui? chiese, e
Ruth fece una risatina prima di rispondere:
俠a vampata di un fucile... O era un cannone? Quindi ripose
ogni cosa nel cesto e s'inginocchi accanto a Sean, che stava sdraia-
to sul dorso con un lungo sigaro nero tra i denti. 俟ei sazio? gli
chiese.
Mio Dio, s e sospir, beato.
Io no, invece! Si chin su di lui, gli tolse il sigaro dalla bocca
e lo gett tra i rovi.
Con il primo debole rossore della sera nel cielo, una lieve brezza
scese dalla montagna, facendo frusciare il fogliame sopra di loro. I
piccoli peli degli avambracci di Ruth si rizzarono sotto l'effetto del-
la pelle d'oca, e i capezzoli puntarono in fuori, bruni e duri.
Non devi tornare in ritardo all'ospedale proprio il primo gior-
no che ti lasciano uscire , disse, allontanandosi da Sean e racco-
gliendo i propri indumenti. La capoinfermiera mi farebbe impic-
care, trascinare da un cavallo e squartare. Sean annu. Si rivestiro-
no in fretta, Ruth era gi lontana da lui. Ogni allegria era scompar-
sa dalla sua voce e il suo viso era freddo, inespressivo.
Sean si piazz dietro di lei per allacciarle il busto. Odiava impri-
gionare quel bel corpo in una gabbia di stecche di balena, e stava
per dirlo, quando Ruth gli annunci: Domani arriva Saul. Un me-
se di licenza . La sua voce era dura. Le mani di Sean si arrestarono
e i due rimasero cos, senza muoversi. Era la prima volta che uno di
loro menzionava Saul da quel mattino di un mese prima, quando
Ruth era andata all'ospedale.
Perch me lo dici soltanto adesso? Anche la sua voce era
dura.
Non volevo rovinare la giornata. Ora gli stava di fronte, ma
teneva gli occhi fissi sulle alture oltre la citt.
Dobbiamo decidere che cosa dirgli.
Non c' niente da dirgli, replic Ruth in tono calmo.
Ma cosa faremo? Ora nella voce di Sean c'era paura mista a
senso di colpa.
亭aremo, Sean? Ruth si volt lentamente. Il suo viso era sem-
pre freddo e inespressivo. Non faremo nulla... Assolutamente
nulla.
俑a tu appartieni a me! protest Sean.
No , rispose Ruth.
Il bambino... mio!
A queste parole gli occhi di Ruth si restrinsero e la linea morbi-
da delle sue labbra s'indur per la collera.
No, accidenti, non lo ! Non tuo... Anche se l'hai generato.
Lo guardava con occhi fiammeggianti. Era la prima volta che si ar-
rabbiava con lui, e Sean ne rimase sgomento. Il bambino appartie-
ne a Saul... E io appartengo a Saul. Non ti dobbiamo niente.
Sean la fiss: Non parli sul serio, disse a voce bassa, e la col-
lera di Ruth svan. Lui cerc di approfittarne.
Ce ne andremo insieme.
Scapperemo... Vuoi dire! Ce la svigneremo come una coppia di
ladri! E cosa porteremmo via con noi, Sean? La felicit di un uomo
che ci ama e si fida di entrambi... Questo, e il nostro senso di colpa.
Non mi perdoneresti mai, n io perdonerei te. Gi adesso eviti di
guardarmi. Cominci gi a odiarmi un poco.
No! No!
亟 io odierei te, mormor Ruth. 亭a' portare il mio cavallo,
per piacere.
Tu non lo ami. Questa accusa disperata gli era stata strappa-
ta dal petto, ma fu come se Sean non avesse parlato.
Ruth continuava a vestirsi. Vorr vederti. Met di ogni sua let-
tera riguarda te. Gli ho scritto che sono venuta a trovarti all'ospe-
dale.
Glielo dir , grid Sean. Gli dir tutto.
Non lo farai , ribatt Ruth con calma. Non l'hai salvato a
Colenso per distruggerlo adesso. Perch lo distruggeresti... E noi
con lui. Per piacere, fa' portare il cavallo.
Sean fischi e rimasero l'uno accanto all'altra, senza toccarsi,
senza parlarsi, perfino senza guardarsi. Finch Mbejane usc dalla
macchia sotto la radura tenendo i cavalli per le briglie.
Sean aiut Ruth a montare. 侶uando? domand piano.
Forse mai pi , rispose Ruth, avviandosi. Non si volt indie-
tro, cos Sean non vide le lacrime che scorrevano sul suo volto. Lo
scalpitio soffocato degli zoccoli copr i suoi singhiozzi e Ruth irrigi-
di la schiena e le spalle, affinch Sean non capisse che stava pian-
gendo.

25.

I Consiglio di guerra fin molto dopo che si era fatto buio, e
quando i comandanti furono partiti a cavallo per i loro laagers
tra le colline, Jan Paulus sedette da solo accanto al fuoco.
Era stanco, come se il suo cervello fosse il flaccido, freddo cor-
po di una piovra i cui tentacoli gli avvinghiavano tutte le membra.
Ed era solo. Ora che comandava cinquemila uomini, si sentiva pi
solo di quanto gli fosse mai accaduto nella vasta solitudine dei veld.
Per questo i suoi pensieri andarono a Henrietta, la donna che da
vent'anni era la sua compagna, e sorrise nel buio, mentre la nostal-
gia smussava il filo della sua determinazione.
Vorrei tornare alla fattoria, magari soltanto per una settimana.
Giusto per assicurarmi che stiano tutti bene. Vorrei legger loro la
Bibbia e guardare i volti dei bambini alla luce della lampada. Vorrei
sedere con i miei figli sulla veranda e sentire le voci di Henrietta e
delle ragazze che lavorano in cucina. Vorrei...
Bruscamente si alz, scostandosi dal fuoco. Ja, tu vorresti que-
sto e vorresti quello! Va' allora! Concediti la licenza che hai rifiu-
tato a tanti altri. Contrasse le mascelle, mordendo il cannello della
pipa. Oppure siediti qui a sognare come una donnicciola, mentre
venticinquemila inglesi si riversano oltre il Tugela.
Usc a grandi passi dal laager; il terriccio rotolava sotto i suoi
piedi, mentre risaliva il pendio verso la cresta. Domani, si disse.
Domani. Dio stato misericordioso, facendo si che gli inglesi non
attaccassero le alture due giorni fa, quando avevo solo trecento uo-
mini per difenderle. Ma adesso ne ho cinque migliaia contro le loro
venticinque... E dunque che vengano!
Quando raggiunse la cresta, la vallata del Tugela apparve all'im-
provviso ai suoi piedi. Morbidamente illuminata dalla luna, cos che
il fiume sembrava un nero squarcio nel terreno. Jan Paulus esplor
con lo sguardo il suo corso, finch vide i fuochi di bivacco ai due la-
ti del guado della fattoria Trichardts.
Erano passati. Dio mi perdoni per averlo permesso, ma non po-
tevo affrontarli con trecento uomini. Per due giorni ho atteso come
in agonia che le mie colonne coprissero le venti miglia da Colenso.
Per due giorni ho guardato la loro cavalleria, i loro fanti e i loro
carri attraversare il guado, senza poterli fermare. Adesso sono
pronti. Domani verranno su. E questo il punto in cui attaccheran-
no: tentare altrove sarebbe una follia, una sciocchezza troppo gran-
de anche per gli inglesi. Non possono salire sulla destra, perch per
raggiungere la cresta devono passare attraverso il nostro fronte.
Con poca copertura e chiusi tutt'intorno dal fiume, esporrebbero il
fianco ai nostri fucili, da soli duecento metri. No, non possono ten-
tare sulla destra... Nemmeno Buller lo farebbe.
Lentamente gir il capo e guard a sinistra, dove alti picchi
emergevano dalle colline. La conformazione dei terreno somigliava
al dorso di un gigantesco pesce. Jan Paulus si trovava sulla testa,
sul pendio relativamente dolce dei Tabanyama... Ma sulla sua sini-
stra s'innalzava la pinna dorsale. Questa era formata da una serie di
picchi: Vaalkrans, Brakfontein, Twin Peaks, Conical Hill e, pi al-
to e pi imponente di tutti, lo Spion Kop. Ancora una volta, avvert
il tormentoso aculeo del dubbio. Ma no, certamente nessuno, nem-
meno Buller, avrebbe scagliato un esercito contro quella linea di ba-
luardi naturali. Sarebbe stata un'azione senza effetto: un'onda che
si frange contro una scogliera di granito. Eppure il dubbio perma-
neva.
Forse Buller, quell'uomo pedestre e dei tutto prevedibile, che
pareva eternamente legato alla strategia dell'attacco frontale, forse
questa volta avrebbe capito che i pendii del Tabanyama erano in
maniera troppo logica l'unico punto in cui poteva sfondare. Forse
avrebbe sospettato che l'intero esercito nemico sarebbe stato l ad
attenderlo con tutti i suoi cannoni. Forse avrebbe immaginato che
soltanto venti burghers guardavano ognuno dei picchi sul fianco si-
nistro, perch Jan Paulus non aveva osato assottigliare il fronte e
aveva rischiato tutto sul Tabanyama.
Sospir. Ormai non c'era pi tempo per i dubbi. Egli aveva fat-
to la sua scelta e domani avrebbe saputo. Domani, van more.
Pesantemente si volt e cominci a scendere il pendio verso il
laager. La luna stava calando dietro il massiccio nero dello Spion
Kop, la cui ombra nascondeva il sentiero. Pietre sparse rotolavano
sotto i suoi piedi. Jan Pafflus inciamp e quasi cadde.
Wies Daar? grid qualcuno da una sporgenza di granito di
fianco al sentiero.
Un amico , rispose Jan Paulus. Ora vedeva l'uomo: stava ac-
covacciato con la schiena appoggiata alla roccia, il Mauser tenuto
basso all'altezza dei fianchi.
Di che commando sei?
Wynbergers, sotto Leroux.
Dunque conosci Oom Paul? domand la sentinella.
S.
Di che colore ha la barba?
Rossa... Rossa come le fiamme dell'inferno.
La sentinella rise. Digli da parte mia che gliel'annoder la
prossima volta che lo vedo.
Sar meglio che ti radi prima di provarci... Potrebbe fare lo
stesso con te , l'ammon Jan Paulus.
Sei un suo amico?
E anche suo parente.
All'inferno anche te, allora, rise la sentinella. 侮uoi bere un
caff con noi?
Era un'ottima occasione per mischiarsi ai suoi uomini e saggiar-
ne il morale in vista dell'imminente battaglia. Jan Paulus accett
l'invito: 非ankie.
Bene. La sentinella si alz e Jan Paulus vide che si trattava di
un omaccione, reso ancora pi alto dal tipico cappello di feltro nero
con la tesa rialzata ai lati. 便arl, c' rimasto del caff? grid nel
buio dietro le rocce, ricevendo immediatamente risposta.
促erdio, dovete proprio urlare cos? Questo un campo di bat-
taglia, non un comizio.
Gli inglesi non sono da meno. Li abbiamo sentiti per tutta la
notte.
Gli inglesi sono stupidi. Dovete esserlo anche voi?
Proprio perch sei tu... La sentinella abbass la voce, ridu-
cendola a un bisbiglio sepolcrale, poi rugg di nuovo: Allora, arri-
va questo maledetto caff? .
Non si pu dire che manchi di fegato, sogghign Jan Paulus fra
s, mentre la sentinella, sempre ridacchiando, gli metteva un brac-
cio intorno alle spalle e lo conduceva verso il fuoco nascosto dietro
le rocce. Tre burghers stavano accoccolati intorno a esso, con le co-
perte sulle spalle. Discorrevano tra loro, mentre la sentinella e Jan
Paulus si avvicinavano.
亭ra mezz'ora la luna sar calata, disse uno di loro. 侯a... E
io non sar contento di vederla sparire. Se gli inglesi hanno in men-
te un attacco notturno, verranno quando il buio sar pi pro-
fondo.
Chi c' con te? chiese Karl alla sentinella.
Un amico.
Di quale commando?
俐ynbergers, rispose Jan Paulus, e Karl annu, mentre pren-
deva dal fuoco la caffettiera di metallo smaltato.
Dunque, stai con Oom Paul. Quali probabilit pensa che ab-
biamo domani?
Quelle di un uomo in una macchia fitta, con un solo proiettile
in canna e un bufalo che lo sta caricando.
E la cosa lo preoccupa?
Solo un pazzo non sarebbe preoccupato. Oom Paul ha paura.
Ma cerca di non mostrarlo, perch la paura pi contagiosa della
difterite, rispose Jan Paulus, accettando la tazza di caffe seden-
dosi contro una roccia non raggiunta dalla luce delle fiamme, affin-
ch gli uomini non lo riconoscessero.
La mostri o no, poco importa , grugn la sentinella, riempien-
do la propria tazza. Ma scommetto che darebbe un occhio per tro-
varsi nella sua fattoria a Wynberg, con la moglie accanto nel letto a
due piazze.
Jan Paulus si sent avvampare di collera e ribatt con voce
aspra: Lo credi un codardo? .
Quello che credo che piacerebbe anche a me starmene sulla
vetta di una collina ben lontana dal fuoco nemico e mandare gli al-
tri a farsi ammazzare , ridacchi la sentinella.
L'ho sentito giurare che domani si trover l dove il combatti-
mento sar pi aspro , brontol Jan Paulus.
Oh, ha detto cos? Perch noi si combatta pi di buon animo?
Ma quando i Lee-Metford ti aprono la pancia... Come fai a sapere
dove si trova Oom Paul?
Ti ho detto che mio parente. Quando insulti lui, insulti me.
L'ira aveva serrato la gola a Jan Paulus, e la sua voce suon stroz-
zata.
Bene! La sentinella balz in piedi Sistemiamo la faccenda
subito!
青alma, imbecilli, intervenne Karl, irritato. 青onservate la
vostra rabbia per gli inglesi. Poi, con voce pi bassa: 俟iamo tutti
un p nervosi, in vista di ci che ci aspetta domani. Lasciate per-
dere .
Ha ragione , assenti Jan Paulus, ancora rauco per la collera.
Ma quando ti rincontrer...
Come mi riconoscerai? chiese la sentinella.
Ecco! Jan Paulus si strapp dal capo il cappello Terai e lo
butt ai piedi dell'altro. Porta questo e dammi in cambio il tuo.
Perch? La sentinella era perplessa.
Se un uomo verr da me e mi dir: 'Tu porti il mio cappello',
sar come se dicesse: 'Jan Paulus Leroux un codardo!'
Con un sogghign che gli fece brillare i denti alla luce delle
fiamme, la sentinella lanci il proprio feltro nero contro il petto di
Jan Paulus e raccolse il Terai. In quell'istante, portato dal vento,
lieve come un crepitio di ramoscelli secchi, si ud il fuoco di molti
fucili.
Mauser! grid Karl e balz in piedi facendo volare la caffet-
tiera.
Sulla sinistra , gemette Jan PauIus con angoscia. Oh, Dio ci
aiuti! Hanno attaccato sulla sinistra!
Il coro dei fucili crebbe d'intensit; ora, misti al rapido crepitio
dei Mauser, si udivano i botti pi cupi dei Lee-Metford.
Lo Spion Kop! Sono sullo Spion Kop , e Jan Paulus si preci-
pit gi dal sentiero, con l'ampio feltro calcato sulle orecchie.

26.

La nebibia era fitta sullo Spion Kop quel mattino, e l'aurora si
annunci con una luce fluida, perlacea. Un qualcosa d'incerto
e morbido che vortic intorno a loro, condensandosi in minu-
scole gocce sul metallo dei fucili.
Il colonnello John Acheson stava facendo colazione con panini al
prosciutto abbondantemente spalmati di Gentleman's Relish. Sedeva
sopra un masso, coi cappotto dell'uniforme sulle spalle, e masticava
col volto imbronciato.
Ancora nessun segno dei vecchi, cari boeri , annunci allegra-
mente il capitano.
Questa trincea non abbastanza profonda , borbott Acheson,
osservando il fosso scavato durante la notte nel terreno pietroso e ora
pieno d'uomini nei pi svariati atteggiamenti di riposo.
Lo so, signore. Ma non possiamo fare di pi. Siamo arrivati alla
roccia e ci vorrebbe una carica di dinamite per andar gi di altri trenta
centimetri. Il capitano scelse un panino e vi capovolse sopra la botti-
glia di Relish. Dei resto, tutto il fuoco nemico proverr dal basso e i
parapetti lo copriranno.
Infatti, sul ciglio frontale dei fosso erano state ammassate terra e
pietre per un'altezza di sessanta centimetri. Un misero riparo per due-
mila uomini.
E mai stato su questo monte prima? chiese con garbo Acheson.
No, signor colonnello. Naturalmente no.
隹llora come pu essere cos sicuro che il fuoco proverr dal bas-
so? Non si vede niente in questa maledetta nebbia.
Be', signore, noi siamo sulla cresta, e questo il picco pi al-
to... cominci il capitano. Ma Acheson lo interruppe in tono irri-
tato.
Dove sono quei dannati esploratori? Come mai non sono ancora
tornati? Balz in piedi e, col cappotto che gli si gonfiava dietro,
cammin a grandi passi lungo la trincea. Ehi, voi. Alzate il parapet-
to qui.
Ai suoi piedi alcuni uomini si scossero e cominciarono di malavo-
glia ad ammucchiare pietre. Erano esausti per la lunga arrampicata
notturna e la scaramuccia che aveva scacciato la guarnigione boera
dalla montagna, e Acheson li sent borbottare scontrosamente alle
sue spalle mentre proseguiva.
Acheson! Nella nebbia davanti a lui si profil la figura del ge-
nerale Woodgate, seguito dal proprio stato maggiore.
Signore!
I suoi uomini sono trincerati?
Come meglio stato possibile.
Bene. E il nemico? I suoi esploratori sono tornati?
No, sono ancora fuori. Acheson indic il mare di nebbia che
riduceva la visibilit a meno di cento metri.
Mhm... Comunque dovremmo essere in grado di resistere finch
arrivano i rinforzi. Mi faccia sapere quando... Si udirono rumori
nella nebbia alle loro spalle e Woodgate s'interruppe. Che succede?
I miei esploratori, signor generale.
Saul Friedman cominci a fare il proprio rapporto mentre era an-
cora a sei metri di distanza. Emergendo dalla nebbia, il suo viso ap-
parve stravolto dall'eccitazione.
Falsa cresta! Siamo sulla falsa cresta. La vera sommit si trova a
duecento metri pi avanti e c' un rialzo del terreno sul nostro fianco
destro, una specie di montagnola coperta di aloe, che prende d'infila-
ta tutta la nostra posizione... E ci sono boeri dovunque. L'intera ma-
ledetta montagna formicola di nemici.
Buon Dio, soldato! Ne sei sicuro?
青olonnello Acheson, ordin seccamente Woodgate, 剋iri il
fianco destro per fronteggiare la montagnola e, mentre Acheson si
allontanava, aggiunse sottovoce: 哀e ne ha il tempo! perch il turbi-
nare della nebbia annunciava l'alzarsi del vento.

27.

Jan Paulus era in piedi accanto al suo pony. La nebbia si era
condensata sulla sua barba in goccioline di rugiada, che brilla-
vano come minuscole perle incastonate nel rosso-oro. Due pe-
santi cartucciere s'incrociavano sul suo petto e il Mauser sembrava
un giocattolo nelle sue enormi mani pelose. Mascella protesa in
avanti, egli passava in rassegna gli schieramenti. Per tutta la notte
Jan Paulus aveva lanciato il proprio cavallo di Iaager in laager, per
tutta la notte aveva ruggito e sbraitato e spinto gli uomini su per i
pendii dello Spion Kop. Ora la montagna formicolava di cinquemila
burghers in attesa, e dietro di lui, in un arco di centoventi gradi,
erano piazzati i cannoni. Dalla Green Hill a nord-ovest fino al pen-
dio opposto dei Twin Peaks a est, i suoi artiglieri stavano acquattati
accanto ai Nordenfelt e ai Creusot, pronti ad aprire il fuoco sulla
cresta dello Spion Kop.
Tutto pronto, e ora devo guadagnarmi il diritto di portare que-
sto cappello. Sogghign fra s e si calc pi saldamente il feltro ne-
ro sulle orecchie.
Hennie, riporta il mio cavallo al laager.
Il ragazzo condusse via l'animale e Jan Paulus attacc l'ultima
salita verso la cima. La luce stava aumentando e i burghers apposta-
ti tra le rocce riconobbero l'insegna fiammeggiante della sua barba.
Goeie Jag, Oom Paul , dicevano, e Kom saam om die Rooi
Nekke le skiet.
Due uomini scesero di corsa verso di lui. 保om Paul, siamo ap-
pena andati all'Aloe Knoli. Non ci sono inglesi sulla montagnola!
Siete sicuri? Sembrava un dono troppo generoso della for-
tuna.
侯a, Oom Paul. Sono tutti sul retro della montagna. Li abbia-
mo sentiti scavare e parlare.
Di che commando siete? chiese Oom Paul agli uomini am-
massati intorno a lui nella nebbia.
青arolina, risposero pi voci.
隹vanti, ordin Jan Paulus. 侮enite tutti con me. Andiamo
all'Aloe Knoll.
Gli uomini lo seguirono. Costeggiando la vetta, centinaia di pie-
di frusciavano tra l'erba, i fiati si condensavano nell'aria, finch da-
vanti a loro si erse la sagoma scura dell'Aloe Knoll. I burghers scia-
marono sulla montagnola, scomparendo tra le rocce e i crepacci co-
me una colonna di formiche che rientra nel nido.
Steso sul ventre, Jan Paulus accese la pipa, pigi il tabacco con
un pollice cos calloso da essere insensibile al fuoco, tir una lunga
boccata e scrut la bianca cortina di nebbia. Nel silenzio incantato
che era caduto sulla montagna il suo stomaco gorgogli forte, ricor-
dandogli che non mangiava dal mezzod dei giorno precedente. Nel-
la tasca del cappotto aveva una striscia di carne secca. Il leone cac-
cia meglio a stomaco vuoto, pens, e si riemp la bocca di fumo.
Ecco che si alza il vento, bisbigli una voce accanto a lui, e
Jan Paulus ne ud il sibilo tra la vegetazione sopra la sua testa: aloe
alti quanto un uomo, simili a candelabri dalle molte braccia, verdi
con le punte color oro e cremisi che ondeggiavano lievemente nella
brezza mattutina.
Ja. Jan Paulus sent che nel proprio petto si agitava quel mi-
sto di paura ed esaltazione che spazzava via ogni stanchezza. Sta
arrivando. Vuot la pipa, se la ficc, ancora bruciante, in tasca e
sollev il fucile dalla roccia davanti a lui.
Teatralmente, cos come si scopre un monumento, il vento spaz-
z via la nebbia. Di un morbido marrone dorato, nella prima luce
del sole, sotto un cielo blu-cobalto, apparve il picco tondeggiante
dello Spion Kop. Era attraversato da una ferita rossa, lunga circa
mezzo chilometro.
隹lmagtig! boccheggi Jan Paulus. Li abbiamo in pugno!
Sopra il rozzo parapetto della trincea, simili a uccelli sulla tra-
versa di uno steccato, cos vicini che egli poteva distinguere ogni
singolo bottone e sottogola, i caschi chiari contrastavano nettamen-
te con i toni pi scuri della terra e dell'erba. Pi indietro, completa-
mente esposti dalla testa ai piedi, fermi allo scoperto o impegnati a
trasportare acqua e munizioni, c'erano centinaia di soldati inglesi.
Per alcuni interminabili secondi il silenzio si protrasse, come se i
burghers, che fissavano al di sopra dei fucili quell'incredibile bersa-
glio, non riuscissero a premere i grilletti. Gli inglesi erano troppo vi-
cini, troppo vulnerabili. Un'universale riluttanza mantenne i Mau-
ser silenziosi.
Fuoco! rugg Jan Paulus. Skiet, Kerels, Skiet , e la sua vo-
ce arriv fino agli inglesi dietro la trincea. Jan Paulus vide che ogni
movimento cessava di colpo, facce bianche che si voltavano a guar-
dare nella sua direzione... Ed egli mir con cura sotto una di esse. Il
fucile sobbalz contro la sua spalla e l'inglese cadde nell'erba.
Quell'unico sparo ruppe l'incanto. I fucili crepitarono isterica-
mente all'unisono e il fregio di sagome cachi lungo la trincea si con-
trasse in movimenti convulsi, mentre le pallottole piovevano su di
esso. Da quella distanza qualunque burgher di Jan Paulus poteva
abbattere quattro antilopi in corsa con cinque colpi. Nei pochi se-
condi che occorsero agli inglesi per tuffarsi nella trincea, almeno
cinquanta uomini rimasero sul terreno, morti o feriti.
Ora c'erano soltanto caschi e teste al di sopra del parapetto, e
questi bersagli non stavano mai fermi. Si abbassavano, si piegavano
di lato e sobbalzavano, mentre gli uomini di Woodgate sparavano e
ricaricavano, e settecento Lee-Metford univano le loro voci al pan-
demonio.
Poi la prima bomba, sparata da un cannone dei pendio opposto
della Conical Hill, sibil sopra le teste dei burghers ed esplose in
una nuvola di fumo e polvere a una quindicina di metri davanti alla
trincea inglese. Una pausa, mentre, sotto la cresta, i segnalatori di
Jan Paulus, muniti di eliografo, indicavano alla batteria come dove-
va correggere il tiro, poi un secondo proiettile scoppi al di l della
trincea; un'altra pausa e la terza bomba colp il bersaglio. Un corpo
umano fu sbalzato in aria, braccia e gambe roteavano come i raggi
della ruota d'un carro. Quando la polvere si dissip, c'era uno
squarcio nel parapetto e una mezza dozzina di uomini cercavano
freneticamente di colmarlo.
Tutti i cannoni boeri aprirono il fuoco. Al rombo costante dei
grossi proiettili faceva da contrappunto il crepitio delle mitragliatri-
ci. E di nuovo la nebbia avvolse il picco: questa volta era una sottile
e stagnante cortina di polvere e fumo di liddite, che offuscava il sole
e irritava i nasi, le gole e gli occhi degli uomini per i quali era co-
minciato un lungo, lunghissimo giorno.

28.

Il tenente colonnello Garrick Courteney stava maledettamente
scomodo. Al sole si moriva dal caldo. Il sudore scorreva in rivo-
letti sotto la giubba e inumidiva il moncone, che era gi alquan-
to irritato. Il binocolo da campagna aumentava il bagliore luminoso,
mentre Garry scrutava la grande gobba della montagna circa otto
chilometri al di l del Tugela. La luce che colpiva i suoi occhi acuiva
il dolore alla testa, effetto della sbornia della sera precedente.
Sembra che Woodgate resista benissimo. I rinforzi dovrebbero
arrivargli abbastanza presto. Sir Redvers Buller appariva soddi-
sfatto, e nessuno del suo stato maggiore ebbe niente da aggiungere.
Impassibili, guardavano coi cannocchiali il picco, ora lievemente of-
fuscato dalla polvere e dal fumo della battaglia.
Garrick stava di nuovo rimuginando sul sistema indiretto di re-
sponsabilit che Buller aveva stabilito per l'attacco allo Spion Kop.
Al comando dell'attacco vero e proprio c'era il generale Woodgate,
che ora stava 咬esistendo benissimo sul picco; tuttavia Woodgate
non rispondeva a Buller, ma al generale Charles Warren, il quale
aveva il proprio quartier generale oltre il guado Trichardts, dove la
colonna aveva attraversato il fiume. A sua volta Warren rispondeva
a Buller, che si trovava molto al di qua del fiume, su una graziosa
collinetta chiamata Mount Alice.
Tutti allo stato maggiore sapevano che Buller odiava Warren.
Perci, secondo Garrick, il generale comandante aveva affidato a
Warren la responsabilit di un'operazione che considerava molto ri-
schiosa, cos che, se fosse fallita, il suo nemico sarebbe stato scredi-
tato e costretto a dimettersi; mentre, se avesse avuto successo, Sir
Redvers Buller, essendo comunque il comandante supremo, ne
avrebbe avuto tutto il merito.
Era una logica che Garrick non aveva difficolt a seguire, per-
ch, qualora si fosse trovato nella posizione di Buller, avrebbe fatto
esattamente lo stesso. Questa segreta consapevolezza gli dava molta
soddisfazione e, stando accanto a Buller sulle pendici di Mount Ali-
ce, si sentiva in perfetta sintonia con lui. Anche Garry sperava che
lo Spion Kop si trasformasse presto in un sanguinoso macello e che
Warren riattraversasse il Tugela in disgrazia. Non dimenticava quel
giorno in cui, a mensa, Sir Charles l'aveva definito un irregolare,
e un dannato irregolare coloniale... Oltre tutto! Le sue dita si con-
trassero mentre fissava con ira la montagna. Era cos immerso nel
proprio risentimento, da non accorgersi quasi dell'uomo che arriva-
va correndo dal carro in cui si trovava il telegrafo da campo che
collegava il quartier generale di Buller con quello di Warren al di l
del fiume.
Signore! Signore! Un messaggio dal generale Warren. La pre-
cipitazione del tono attir l'attenzione di tutti. Contemporaneamen-
te, tutti gli ufficiali dello stato maggiore abbassarono i binocoli e si
voltarono verso il nuovo arrivato.
Da' qua! sibil Buller, strappando il foglietto dalle mani del
telegrafista. Lo lesse lentamente, poi guard il colonnello Courte-
ney. C'era qualcosa in quei pallidi occhi sporgenti, un piacere, una
luce di complicit, che fece quasi sorridere Garry. Che ne dice di
questo, Courteney? Porse il foglio a Garry e aspett che l'avesse
letto.
Messaggio del colonnello Crofton dallo Spion Kop. Inviate
rinforzi subito o tutto perduto. Generale Woodgate morto. Chie-
do istruzioni. Warren.
Mi sembra, signore , Garry parl lentamente, tentando di ma-
scherare la propria esultanza, che Sir Charles Warren sia sull'orlo
del panico.
S, pare anche a me. Ora BuIler gongolava apertamente.
Suggerirei di mandargli un messaggio che gli risollevi il morale,
signore.
Gi, sono d'accordo. Buller si rivolse al telegrafista e comin-
ci a dettare: Il monte deve essere tenuto a tutti i costi. Non riti-
rarsi. Ripeto non ritirarsi. Rinforzare coi reggimenti Middlesex e
Dorset. Esit, lanciando un'occhiata circolare al proprio stato
maggiore. 青osa sapete di quel Crofton? E' l'uomo giusto per co-
mandare sul picco?
Si udirono vaghi borbottii di diniego, finch A'Court, aiutante
di campo di Buller, dichiar: Signore, c' un uomo eccellente las-
s... Acheson... Il colonnello John Acheson. Ricorda come si
comportato a Colenso? .
Buller annu pensosamente e, voltatosi di nuovo verso il telegra-
fista, complet il messaggio. Mettere al comando sul picco un uf-
ficiale abile e valoroso. Suggerisco promuovere Acheson maggior-
generale.

29.

Davanti alla trincea l'erba era schiacciata dai ripetuti con-
trattacchi, macchiata dal sangue degli inglesi che erano riu-
sciti a tornare, trascinandosi, dalle posizioni boere lungo la
cresta, e cosparsa dei corpi contorti di quanti non avevano potuto
farlo. A intervalli di pochi secondi, i proiettili d'artiglieria esplode-
vano lungo la linea britannica, trasformata in una selva mobile di
scoppi, e gli shrapnel sibilavano come sferze azionate da giganti.
John Acheson si costrinse ad alzarsi, si arrampic sul parapetto
e grid: 隹vanti, ragazzi. Questa volta non ci fermeranno! Nella
trincea ai suoi piedi i morti e i feriti giacevano l'uno sull'altro, in
cumuli di due o tre, tutti rivestiti da uno strato di polvere rossa. La
medesima polvere copriva i volti che si alzarono a guardarlo, quan
do egli riprese a gridare: 俊rombettiere, suona la carica. Forza, ra-
gazzi, avanti. Facciamogli assaggiare le nostre baionette! .
La tromba squill, acuta, incalzante. Acheson salt fuori dal
parapetto come una vecchia, ossuta cicogna e agit la spada. Dietro
di s ud la risata di una dozzina di persone, non il riso di gente nor-
male, ma quello agghiacciante della follia.
Seguitemi, soldati dei Lancashire! Seguitemi! La sua voce
proruppe in un urlo acutissimo e gli uomini cominciarono a emerge-
re dalla trincea. Rossi spettri con gli occhi iniettati di sangue, lordi
di polvere e sudore. Il loro riso e le loro bestemmie si mescolarono
al balbettio dei feriti, lo sovrastarono e divennero un coro di selvag-
ge acclamazioni. Senza ordine, dilagando a macchia d'olio, la cari-
ca cominci a procedere in direzione della cresta.
Quattrocento uomini avanzarono barcollando sotto un fuoco
d'inferno.
Acheson inciamp in un cadavere e cadde. Si torse una caviglia
e la fitta di dolore che prov frust i suoi sensi intorpiditi. Recupe-
r la spada, si rizz in piedi e prosegu zoppicando verso il bastione
di massi che segnava la cresta. Ma stavolta non la raggiunsero per
esserne ricacciati indietro, come in precedenza. La carica si estinse
prima di aver coperto met della distanza. Invano Acheson agit la
spada, urlando finch la sua voce divenne un rauco gracidio. Gli in-
glesi rallentarono, ondeggiarono e infine corsero di nuovo gi per il
pendio spazzato dalle pallottole, buttandosi nella trincea. Con lacri-
me di rabbia e di frustrazione che gli scorrevano sulle guance, Ache-
son zoppic dietro di loro. Cadde oltre il parapetto e giacque a fac-
cia in gi sui cadaveri che ormai coprivano il fondo della trincea.
Qualcuno gli scosse una spalla e Acheson balz a sedere, tentan-
do di controllare il respiro. Confusamente riconobbe l'uomo accoc-
colato accanto a lui. Cosa c', Friedman? ansim. La risposta fu
coperta dall'arrivo di un altro shrapnel e dalle urla folli di un uomo
ferito al ventre. Parla!
Un messaggio eliografico da Sir Charles Warren , url Saul.
L'hanno promossa generale. Ora ha lei il comando del picco.
Poi, facendo brillare un sorriso nella faccia coperta di polvere e
striata di sudore: Complimenti, signore .
Acheson lo fiss sbalordito. Cosa ne del generale Wood-
gate?
E' morto due ore fa. Una palla in testa.
Non lo sapevo. In tutte quelle ore Acheson non aveva saputo
nulla di ci che succedeva al di fuori del suo piccolo settore. La sua
intera esistenza si era chiusa in un centinaio di metri di terra spazza-
ta dalle pallottole e dagli shrapnel. Guard la carneficina che lo at-
torniava e mormor: Il comando! Nessun uomo comanda qui. E' il
diavolo che dirige questa battaglia .
Sir Charles ci manda altri tre battaglioni di rinforzo , gli url
Saul in un orecchio.
Sapremo certo come impiegarli , grugn Acheson, poi:
亭riedman, ho preso una storta alla caviglia. Tira pi che puoi i
lacci dello stivale... Avr ancora bisogno di questo piede prima che
la giornata sia finita .
Senza discutere, Saul s'inginocchi e si mise all'opera. Uno degli
uomini che sparavano dal parapetto fu scagliato di lato. Cadde in
grembo ad Acheson e, da una ferita alla tempia, il contenuto dei
cranio schizz su entrambi. Con un'esclamazione di sorpresa e di-
sgusto, Saul si ritrasse e si freg la faccia, poi allung le mani per
spostare il cadavere del soldato dalle gambe di Acheson.
L'altro lo ferm: Lascialo , disse seccamente. Occupati dello
stivale. Mentre Saul obbediva, Acheson sciolse il fazzoletto di seta
che portava al collo e avvolse la testa mutilata. Era una ferita che
aveva visto centinaia di volte quel giorno, sempre sul lato destro del
capo.
隹loe Knoll, bisbigli con ferocia. Se solo avessimo occupa-
to l'Aloe Knoll. Poi, in tono pi dolce: Poveri ragazzi . E con
delicatezza scost la testa fracassata dal proprio petto.

30.

Ora sono cotti a puntino, andiamo a prenderli! Con cin-
quecento dei suoi burghers Jan Paulus aveva lasciato il ri-
paro dell'Aloe Knoll, strisciando ventre a terra attraverso
le rocce fino a una specie di canalone che si trovava in un angolo
morto appena sotto la falsa cresta. A una ventina di metri davanti a
loro c'era l'estremit destra della trincea inglese. Non potevano ve-
derla, ma udivano distintamente le grida incoerenti dei feriti, i ri-
chiami - Barellieri! Barellieri! Qua altre munizioni - e, oltre
al crepitio dei fucili, anche gli scatti degli otturatori.
Dobbiamo dare il segnale all'artiglieria, Oom Paul , gli ricor-
d il burgher che gli stava accanto.
侯a, Jan Paulus si tolse il cappello e lo agit verso l'Aloe
Knoll. Di l fecero altrettanto, e Jan Paulus seppe cos che l'ordine
di cessare il fuoco sarebbe stato trasmesso con l'eliografo alle bat-
terie.
Una lunga fila di uomini era in attesa, pronta alla carica. Jan
Paulus fece scorrere lo sguardo su di loro e vide che ognuno teneva
gli occhi fissi davanti a s. Per lo pi volti mascherati da lunghe
barbe di cinquanta sfumature diverse, ma qua e l anche ragazzi
troppo giovani per quel lavoro, troppo giovani per nascondere la
paura. Grazie a Dio mio figlio maggiore non ha ancora dodici anni,
altrimenti sarebbe qui. Con un senso di colpa ferm il corso di quei
pensieri e concentr la propria attenzione sul fuoco d'artiglieria che
infuriava sulla trincea inglese. Bruscamente le esplosioni cessarono
e, nel relativo silenzio, il crepitio dei fucili parve stranamente som-
messo. Jan Paulus lasci passare alcuni interminabili secondi, con-
tando silenziosamente fino a dieci, poi si riemp i polmoni e rugg:
Vrystaat! Avanti, uomini dello Stato libero! .
Facendo eco al suo grido, i burghers si lanciarono oltre la falsa
cresta, contro il fianco destro della linea nemica. Emersero cos vici-
ni, sbucando come una solida muraglia da sotto il parapetto inglese,
che l'impeto della carica li port istantaneamente tra i resti del trau-
matizzato, assetato e intontito reggimento del Lancashire. Furono
sparati soltanto pochi colpi e, bench alcune scaramucce rallentasse-
ro il fluire della carica, quasi tutti gli inglesi risposero al grido di
mani in alto! gettando il fucile e alzandosi lentamente in piedi
con le braccia tese sopra la testa. Giubilanti, i burghers li circonda-
rono e li spinsero oltre il parapetto, verso l'Aloe Knoli. Una ressa
confusa di burghers e soldati inglesi copriva circa cinquanta metri di
trincea.
Presto! grid Jan Paulus sovrastando il baccano. Catturate-
li e portateli via. Si rendeva conto ch'era soltanto una vittoria
molto parziale, che riguardava forse la decima parte del nemico.
Gi grida di il Lancashire si arrende! Dove sono gli ufficiali?
Indietro, ragazzi si stavano propagando lungo la linea. Egli ave-
va lanciato tra gli inglesi il germe della disfatta, ora occorreva dif-
fonderlo, per poter conquistare l'intera posizione. Freneticamente
fece richiedere tramite i segnali dei rinforzi alle posizioni boere lun-
go la cresta, e due secondi dopo centinaia di burghers si precipitava-
no gi dall'Aloe Knoll. Altri cinque minuti e dal caos sarebbe affio-
rata la vittoria totale.
Dannazione a lei, signore! Cosa crede di fare? La voce alle
sue spalle era piena d'autorit, inequivocabilmente quella di un alto
ufficiale. Jan Paulus gir sui tacchi e si trov di fronte un vecchio
gentiluomo furibondo, i cui grigi baffi appuntiti fremevano di rab-
bia. Il colorito scarlatto, quasi congestionato, del volto stonava or-
ribilmente con la polvere rossastra che lo ricopriva.
促orto via i suoi uomini che si sono arresi , rispose Jan Paulus
incespicando nelle parole straniere.
Che io sia dannato se lo farete, signore. Pesantemente appog-
giato alla spalla di un ometto ossuto coi capelli neri, l'ufficiale stese
un braccio e agit l'indice davanti al naso di Jan Paulus. Non ci
sar nessuna resa su questo picco. Abbia la cortesia di rimuovere la
sua marmaglia dalla mia trincea!
隹h, marmaglia, cos! rugg Jan Paulus. Intorno a loro boe-
ri e inglesi avevano cessato ogni attivit e osservavano con interesse
la scena. Jan Paulus si rivolse al burgher pi vicino: Vat hulle
weg! Portateli via! accompagnando l'ordine con un gesto inequi-
vocabile.
俏oi non lo permetteremo, signore! E Acheson lo fulmin con
gli occhi, prima di ordinare: 俟oldati, tornate in trincea e riformate
i ranghi col reggimento Devonshire. Indietro. Indietro .
亟hi! grid Jan Paulus, alzando una mano. 侶uesti sono
mia... annasp cercando le parole: mia preda!
Signore. Acheson lasci la presa sulla spalla di Saul, si eresse
in tutta la sua statura e piant gli occhi in quelli di Jan Paulus. Le
do cinque minuti per evacuare la trincea... Altrimenti lei sar mio
prigioniero. E si allontan zoppicando. Jan Paulus lo segu con lo
sguardo, incredulo, finch, fatti una cinquantina di passi, Acheson
si volt e incroci le braccia, aspettando che scadessero i cinque mi-
nuti. Aveva raccolto intorno a s una manciata di uomini esausti ed
era chiaro che intendeva mettere in atto la sua minaccia con quel
pietoso drappello. A Jan Paulus venne da ridere... Quel vecchio ca-
prone ossuto. Ma si rese conto con sgomento che molti prigionieri
stavano gi sgattaiolando indietro per unirsi ad Acheson. Doveva
fare qualcosa, ma cosa? L'intera faccenda stava degenerando in
una farsa.
亭ermateli! grid ai suoi burghers. 俊rattenete quegli uomi-
ni... Sono usciti con le mani alzate. Ora non possono cambiare
idea.
Poi, di colpo, le posizioni si rovesciarono. Alle spalle di Ache-
son e del suo misero drappello apparve una massiccia falange di uo-
mini freschi in uniforme cachi. I tre battaglioni inviati da Sir Char-
les Warren erano infine arrivati. Acheson guard al di sopra della
spalla e li vide avanzare. La scura cartapecora della sua faccia si
contorse lateralmente in un largo maligno sorriso. 侵nnestare le
baionette! grido, sguainando la spada. 俊rombettieri, suonate la
carica. Carica, ragazzi! Carica!
Saltellando e inciampando come una cicogna con una gamba
rotta, guid i propri uomini al contrattacco. Dietro di lui, come la
cresta scintillante di un'onda, una fila di baionette irruppe fuori
dalla trincea. Gli uomini di Jan Paulus odiavano l'arma bianca, e
poi erano in cinquecento contro duemila. Girarono sui tacchi e spa-
rirono come fumo nel vento. I prigionieri corsero con loro.
Jan Paulus raggiunse la cresta e si butt dietro un masso che ri-
parava gi tre uomini. 亭ermiamoli! Arrivano! ansim.
Mentre l'ondata inglese rallentava, frangendosi contro la barrie-
ra dei Mauser nascosti, e rifluiva di nuovo flagellata dagli shrapnel,
Jan Paulus cap che per quel giorno non sarebbe pi entrato nella
trincea inglese.
Lo scoraggiamento s'impadroniva dei suoi uomini. Sapeva che i
pi pusillanimi stavano gi scappando per raggiungere i loro pony
ai piedi della montagna. Aveva perduto lo Spion Kop. Certo, gli in-
glesi avevano pagato un prezzo altissimo - dovevano essercene mil-
lecinquecento tra morti e feriti sparsi sul picco - ma si erano aperti
un varco. Per egli aveva perduto lo Spion Kop e attraverso quella
breccia venticinquemila uomini si sarebbero riversati su Ladyburg
per liberare la citt dall'assedio e ricacciare i boeri fuori dal Natal,
nel Transvaal. Avevano perduto. Era finita.

Nella trincea, John Acheson stava tentando disperatamente d'i-
gnorare il dolore alla caviglia e il coro dei feriti che chiedevano ac-
qua. Non c'era acqua sul picco. Distolse lo sguardo da quel tragico
fossato dove gli uomini, istupiditi dalla stanchezza, incuranti del
bombardamento che ancora infuriava su di loro, dormivano stesi
sui corpi dei loro compagni morti o morenti.
Guard invece il sole, quel grande globo sanguigno, appena ve-
lato da lunghe strisce di nubi. Tra un'ora sarebbe stato buio... Ed
egli sapeva di aver perduto. Il messaggio che teneva in mano ne era
l'ammissione, i grotteschi cumuli di morti che ostruivano la trincea
ne erano la prova. Rilesse il messaggio, con difficolt perch i suoi
occhi non riuscivano a metterlo a fuoco: 俟e non pu resistere fino
a domani, si ritiri a sua discrezione. Buller .
Domani. Cosa avrebbe portato l'indomani, se non una ripetizio-
ne dell'orrore di oggi? Avevano perduto. Sarebbero scesi da quella
montagna. Avevano perduto. Chiuse gli occhi e appoggi la testa
alle ruvide pietre del parapetto. Il nervo di una palpebra cominci a
contrarsi insistentemente. Acheson non riusc a controllarlo.

31.

In quanti sono rimasti? pensava. La met, forse. Non so. Met
dei miei uomini se ne sono andati, per tutta la notte ho udito i
loro pony che galoppavano, il fracasso e il cigolio dei loro car-
ri, senza poterli fermare.
Jan Paulus alz gli occhi e osserv la montagna alla luce dell'al-
ba. Spion Kop. Pronunci il nome con disgusto. I contorni del
picco erano confusi perch egli non riusciva a metterlo a fuoco: i
suoi occhi erano cerchiati di un rosso intenso e agli angoli avevano
accumulato grumi di muco giallo. Jan Paulus si abbandon stanca-
mente sulla sella, mentre ogni muscolo e ogni nervo del suo corpo
reclamavano il riposo. Poter dormire. Oh Dio, poter dormire un
p.
Per tutta la notte, con una dozzina dei suoi leali comandanti,
aveva tentato di fermare l'esodo che stava dissanguando a morte il
suo esercito. Aveva cavalcato di laager in laager, infuriandosi, sup-
plicando, cercando di far vergognare chi intendeva fuggire. Con
molti aveva avuto successo, con molti altri no... E una volta era sta-
to egli stesso a provare vergogna. Ricord il vecchio con la lunga
barba bianca che gl'invadeva la gialla faccia rugosa, i suoi occhi
luccicanti di lacrime alla luce delle fiamme.
俊re figli ti ho dato oggi, Jan Paulus Leroux. I miei fratelli so-
no saliti sulla tua maledetta montagna per supplicare gli inglesi af-
finch restituiscano i loro corpi. Tre figli! Tre forti e bravi figlioli!
Che altro vuoi da me? Dal luogo in cui sedeva, con la schiena con-
tro una ruota del proprio carro, si era alzato faticosamente in piedi,
avvolgendosi la coperta attorno alle spalle. Mi chiami vigliacco,
Leroux. Dici che ho paura. Si era interrotto, con il respiro affan-
noso, e quando aveva ripreso a parlare la sua voce era roca. Ho
settantotto anni e tu sei il primo che mi ha chiamato cosi... Ma, se
Dio misericordioso, sarai anche l'ultimo. Aveva fatto un'altra
pausa. 俟ettantotto anni. Settantotto anni! E tu mi chiami vigliac-
co! Guarda, Leroux. Guarda bene! Aveva lasciato cadere la co-
perta e Jan Paulus si era irrigidito sulla sella vedendo il groviglio in-
sanguinato di bende che attraversavano il petto del vecchio. 非o-
mattina sar con i miei figli. Li sto aspettando. Scrivi sulle nostre
tombe, Leroux! Scrivi VIGLIACCHI sulle nostre tombe! E dalle vec-
chie labbra era uscita una schiuma di bollicine rosa. Ora, con gli oc-
chi arrossati, Jan Paulus fissava la montagna. Rughe di fatica, di
vergogna e di sconfitta erano profondamente incavate ai lati delle
narici e intorno alla bocca. Quando le brume si fossero dissipate,
egli avrebbe visto gli inglesi sulla cresta e, con la met degli uomini,
sarebbe tornato indietro. Tocc il pony con gli speroni e cominci a
salire il pendio.
Il sole indor la nebbia, che fluttu e cominci a diradarsi. De-
bolmente, nel vento dei mattino, Jan Paulus ud delle acclamazioni
e aggrott la fronte. Gli inglesi si rallegrano troppo presto, pens.
Credono forse che non torneremo? Spron il cavallo, ma, poich
l'animale si stava arrampicando sul pietrisco, egli barcoll come un
ubriaco sulla sella e dovette afferrarsi al pomo.
L'intensit delle acclamazioni aumentava e Jan Paulus scrut la
cresta, senza capire. Contro il cielo si profilavano figure che saltel-
lavano e agitavano i cappelli, e improvvisamente ud delle voci tut-
t'intorno a lui: 俟e ne sono andati. 俠a montagna nostra.
隹bbiamo vinto! Sia lode al Signore, abbiamo vinto. Gli inglesi se
ne sono andati .
Uomini si affollarono intorno al suo pony e lo strapparono dalla
sella. Jan Paulus sent che le gambe gli venivano meno, ma c'erano
delle rozze mani pronte a sostenerlo e, met trascinandolo, met
portandolo di peso, lo condussero sul picco.
Ora Jan Paulus sedeva su un masso e li guardava raccogliere i
frutti della battaglia. Non poteva andare a dormire, almeno non
prima che quel triste lavoro fosse stato compiuto. Aveva permesso
ai barellieri inglesi di salire sulla sua montagna e ora li vedeva all'o-
pera lungo la trincea, mentre i suoi burghers raccoglievano i loro
morti tra le rocce della cresta.
Quattro di essi si accostarono a Jan Paulus, reggendo ciascuno
un angolo di una coperta di lana grigia, come fosse un'amaca. Bar-
collando sotto il peso, raggiunsero l'ordinata fila di cadaveri gi di-
stesi sull'erba. Chi conosce quest'uomo? domand uno di loro,
ma non venne risposta dal gruppo di burghers silenziosi che atten-
devano insieme con Jan Paulus.
I quattro sollevarono il corpo dalla coperta e lo stesero accanto
agli altri. Uno di loro tolse dalle dita contratte del cadavere un largo
cappello Terai e glielo pos sul volto. Poi si raddrizz e chiese:
Qualcuno lo reclama? . A meno che un parente o un amico non
ne richiedesse il cadavere, esso sarebbe stato sepolto in una fossa
comune.
Jan Paulus si alz e li raggiunse. Raccolse il cappello e lo sosti-
tui con il feltro nero che portava in capo. 侯a. Io lo reclamo , disse
gravemente.
E' un parente o un amico, Oom Paul?
Un amico.
Come si chiama?
Non so come si chiama. E' soltanto un amico.

32.

Saul Friedman agit nervosamente i piedi. Nella sua impazien-
za era arrivato con mezz'ora di anticipo sull'orario di visita e
adesso ne stava scontando le conseguenze nella squallida sa-
letta d'attesa del Greys Hospital. Sedeva sul bordo di una sedia dal-
lo schienale dritto, rigirando il casco tra le dita e fissando il grosso
cartello sulla parete opposta: I SIGNORI SONO PREGATI DI NON FUMA-
RE. Ruth non aveva voluto accompagnarlo, adducendo a pretesto
un'emicrania. Senza confessarselo, Saul ne era contento. Sapeva
che la presenza della moglie avrebbe disturbato il suo incontro con
Sean Courteney. Non voleva un'educata conversazione sul tempo,
sul come si sente ora , per finire col deve venire a cena una se-
ra . Sarebbe stato seccante non poter imprecare se ne avessero avu-
to voglia... E ancora pi seccante, considerato l'atteggiamento di
Ruth.
Il giorno precedente, il primo della sua licenza, egli aveva parla-
to di Sean con entusiasmo. Quante volte era andata a trovarlo? Co-
me stava? Zoppicava molto? Non pensava che fosse una persona
meravigliosa? 非ue volte, aveva risposto Ruth e 剎ene, 南o,
non molto, 哀, molto simpatico. Ma Saul aveva intuito la veri-
t. Sean non piaceva a Ruth. Dapprima non era riuscito a crederci,
aveva tentato di continuare la conversazione. Ma ognuna delle mo-
nosillabiche risposte di lei aveva confermato il suo primo sospetto.
S'intende, lei non l'aveva dichiarato, ma era evidente. Per qualche
ragione, Ruth aveva concepito nei confronti di Sean un'antipatia
che rasentava la ripugnanza.
Ora Saul, seduto nella sala d'aspetto, si spremeva il cervello per
scoprirne il motivo. Elimin la possibilit che Sean l'avesse offesa.
In questo caso, Sean avrebbe avuto il fatto suo, e poi Ruth gli
avrebbe raccontato l'intera faccenda con gusto e allegria.
No, si disse Saul, doveva trattarsi di qualcos'altro. Come un
nuotatore che sta per tuffarsi nell'acqua gelida, Saul tir metafori-
camente un lungo respiro e s'immerse nell'ignoto oceano della psi-
che femminile. La mascolinit di Sean era cos strapotente da risul-
tare offensiva? La sua attenzione per Ruth era stata inferiore alla
media? (Ruth era abituata a reazioni esagerate alla sua bellezza.)
Poteva essere questo? Oppure, al contrario, Sean aveva ... ? Saul
sprofondava in un mare d'incertezza quando, improvvisamente, co-
me la vittima di un naufragio che emergendo alla superficie per l'ul-
tima volta, scorga una grande nave che sta calando scialuppe da tut-
ti i ponti, trov la soluzione: Ruth era gelosa!
Saul si appoggi allo schienale, stupito per la profondit della
propria intuizione. La sua bella, focosa moglie era gelosa dell'ami-
cizia tra lui e Sean!
Ridacchiando teneramente, Saul cominci a far progetti per pla-
carla. Doveva essere meno caloroso nelle sue lodi per Sean. Doveva
farli incontrare e, in presenza di Sean, prestare una speciale atten-
zione a Ruth. Doveva...
I suoi pensieri rimbalzarono in un'altra direzione. Come sempre
quando pensava troppo intensamente a Ruth, egli provava un senso
di stupefazione, simile a quello di un uomo senza un soldo che vin-
ca un grosso premio alla lotteria.
Aveva incontrato Ruth all'ippodromo di Johannesburg il giorno
del Gran Premio d'Estate e se n'era innamorato da cinquanta passi
di distanza, cos che, quando le era stato presentato, la sua lingua,
di solito sciolta, gli era rimasta come inchiodata al palato. Il cordia-
le sorriso che lei gli aveva rivolto lo aveva fatto avvampare.
Quella notte, solo nel proprio alloggio, aveva predisposto il pia-
no d'attacco. Per realizzarlo aveva stanziato la somma di cinque-
cento ghinee, la met esatta dei suoi risparmi. Il mattino dopo ave-
va cominciato a indagare e in capo a una settimana aveva raccolto
una quantit enorme di notizie.
La ragazza aveva diciotto anni e si trovava a Johannesburg in
visita presso certi parenti, una visita che sarebbe durata ancora sei
settimane. Apparteneva a una ricca famiglia di fabbricanti di birra e
proprietari di alberghi del Natal, ma era orfana e uno zio le faceva
da tutore. A Johannesburg andava a cavallo tutti i giorni, mentre
ogni sera si recava a teatro o a ballare con un assortimento di ac-
compagnatori, salvo il venerd, dedicato alla sinagoga in Jeppe
Street.
La prima mossa di Saul fu quella di noleggiare un pony e aspet-
tarla al varco mentre faceva la quotidiana cavalcata con il cugino.
Ruth non si ricordava di lui e avrebbe proseguito per la propria
strada, ma finalmente la lingua di Saul, affilata da tre anni di prati-
ca al tribunale di Johannesburg, si mise all'opera. Nel giro di due
minuti Ruth stava gi ridendo e un'ora dopo lo invitava a casa dei
suoi parenti per il t.
La sera seguente Saul and a prenderla con una splendida car-
rozza, la port a pranzo al Candy's Hotel e poi al balletto, in com-
pagnia d'un gruppo di amici.
Due sere dopo Ruth si rec con lui al ballo dell'Ordine degli Av-
vocati e scopr che Saul era un ballerino superbo. Elegantissimo, in
un abito da sera nuovo di zecca, con un volto non bello, ma vivace
ed espressivo, di circa tre centimetri pi alto del metro e sessantaset-
te di lei, con uno spirito e un'intelligenza che gli avevano guadagna-
to una larga cerchia di amici, Saul faceva da contrasto perfetto alla
sua bellezza.
La mattina successiva Ruth si rec in tribunale e lo ascolt di-
fendere con successo un gentiluomo accusato di aggressione. Ne ri-
mase molto impressionata e si convinse che col tempo Saul avrebbe
raggiunto i vertici della professione.
Una settimana dopo Saul aveva nuovamente dato prova della
sua padronanza dell'espressione verbale con un'appassionata di-
chiarazione d'amore. La sua istanza fu accolta favorevolmente, e a
questo punto non restava pi che informare le famiglie e spedire gli
inviti.
Ora, finalmente, dopo quattro anni di matrimonio, stavano per
avere il loro primo figlio. Saul sorrise felice a quel pensiero. La
mattina successiva avrebbe iniziato l'opera di dissuasione riguardo
alla scelta del nome Storm. Sarebbe stato un caso difficile, un'im-
presa degna della sua abilit. In quei quattro anni di matrimonio
Saul aveva imparato che, quando Ruth piantava i suoi dentini cari-
didi in qualcosa, aveva una presa da bulldog. Occorreva molta sot-
tigliezza per fargliela allentare, senza suscitare la sua collera. E Saul
nutriva un sacrosanto rispetto per la collera di sua moglie.
Sono le quattro. La piccola infermiera bionda sporse la testa
oltre il battente della porta e gli sorrise. Ora pu andare. Lo trove-
r sulla veranda.
La sua impazienza si ridest, e Saul dovette contenersi per non
lanciarsi troppo impetuosamente lungo la corsia.
Scorse subito la mole di Sean, in uniforme cachi, seduto su una
poltroncina di bamb e occupato a chiacchierare con gli uomini
sdraiati sui letti davanti a lui. Saul si piazz dietro lo schienale.
Comodo, sergente. Ti permetto di salutarmi restando seduto.
Saul! Sollevandosi dalla poltrona e ruotando agilmente sulla
gamba sana, Sean afferr Saul per le spalle nella vecchia dimostra-
zione d'affetto. Il piacere che illuminava il suo volto era sincero, e
questo era sufficiente per Saul.
E' bello rivederti, vecchio bastardo! Ricambi la stretta di
Sean, sorridendo gioiosamente. Non si accorse con quanta rapidit
svaniva il piacere dell'altro, lasciando il posto a un falso, nervoso
sorriso.
Beviamo qualcosa. Furono le prime parole che vennero in
mente a Sean. Doveva avere il tempo di raccapezzarsi. Ruth gli ave-
va parlato? Saul nutriva qualche sospetto?
Acqua? chiese Saul con una smorfia.
Gin , bisbigli Sean, e poich il senso di colpa lo rendeva ciar-
liero, continu in un goffo tentativo umoristico: La caraffa del-
l'acqua piena di gin. Per l'amor di Dio, non dirlo alla caposala.
L'ho portato dentro di straforo. Devo litigare con l'infermiera ogni
volta che tenta di cambiarla... 'Anche l'acqua si guasta', brontola,
e io: 'Mi piace l'acqua guasta, sono cresciuto con acqua guasta,
un'acqua molto indicata in tutti i casi di ferite alle gambe!'
Danne un p anche a me, allora , rise Saul.
Mentre gli riempiva un bicchiere, Sean present Saul all'occu-
pante dei letto vicino, uno scozzese il quale fu d'accordo con loro
nel ritenere l'acqua guasta il rimedio sovrano per le ferite di shrap-
nel al petto... E il terzetto si apprest a iniziare un trattamento in-
tensivo.
Incitato da Sean, Saul cominci un lungo resoconto sulla batta-
glia dello Spion Kop. La trasform in qualcosa di molto divertente.
Poi descrisse lo sfondamento finale a Hlangwane, la liberazione di
Ladyburg da parte di Buller e il suo prudente inseguimento dell'e-
sercito boero, che era adesso in piena ritirata all'interno del Tran-
svaal.
Parlarono dell'offensiva di Lord Roberts, che era risalito dal
Capo, aveva liberato Kimberley, conquistato Bloenifontein e ora si
stava preparando per l'assalto finale attraverso il Transvaal, fino a
Pretoria, che ne era il cuore.
Nel giro di tre mesi sar tutto finito , disse lo scozzese.
Credi? Il tono beffardo di Sean provoc un'animata discus-
sione, resa ancora pi fervida dal gin.
Col diminuire del liquido nella caraffa, il tempo dei discorsi seri
pass e i tre divennero sentimentali. Saul s'inform affettuosamente
delle loro ferite. Lo scozzese stava per essere rimpatriato e l'idea
della separazione li rattristava.
Sean sarebbe ritornato l'indomani a Ladyburg in permesso di
convalescenza. Al termine, se i medici avessero deciso che le schegge
di shrapnel nella sua gamba erano soddisfacentemente incistate (due
parole che egli pronunci con qualche difficolt), sarebbe tornato a
combattere.
Il verbo 剃ombattere risvegli il loro patriottismo. Sean e
Saul, ciascuno con le braccia sulle spalle dell'altro, giurarono solen-
nemente di arrivare insieme, come compagni d'armi e fratelli di san-
gue, al termine di quella guerra. Incuranti d'ogni fatica e pericolo,
avrebbero cavalcato a fianco a fianco contro il nemico. Il loro stato
d'animo richiedeva un adeguato accompagnamento canoro, e lo
scozzese attacc Il giovane selvaggio coloniale. I suoi occhi erano
umidi e la voce gli tremava per l'emozione. Sean e Saul eseguirono
in duetto Cuori di quercia, una canzone molto commovente, ma
non del tutto appropriata all'occasione, poi tutt'e tre si lanciarono
in una vivace interpretazione di Sei sveglio, Johnny Cope?
La caposala arriv nel bel mezzo del terzo coro, quando ormai
non solo Johnny Cope, ma nessun altro nel giro di cento metri sa-
rebbe stato in grado di dormire. Signori, l'orario di visita termina
alle cinque. Era una donna terribile, con una voce che rimbomba-
va come una carica di cavalleria, ma Saul, che aveva tenuto testa a
giudici terribili, si lev intrepido in difesa dei compagni.
Signora. E accompagn quell'esordio con un inchino. Que-
sti uomini - anzi, diciamo meglio - questi eroi hanno compiuto
grandi sacrifici in nome della libert. Il loro sangue scorso come
gin in difesa di questo glorioso ideale... La libert! Tutto ci che
chiedo che un p di quel bene prezioso sia loro concesso. Signo-
ra. Io mi appello a lei in nome dell'onore, della giustizia e della gra-
titudine, concluse, con un pugno premuto sul cuore e la testa tra-
gicamente china.
Accidenti, che tirata!
Bravo! Bravissimo!
I due eroi esplosero in uno spontaneo e caloroso applauso, ma
sul volto della caposala scese un gelido velo di sospetto. Sollev lie-
vemente il naso e fiut. Lei ubriaco! accus.
Oh, assurda calunnia! Oh, mostruosa falsit! esclam Saul,
facendo tre passi indietro per mettersi fuori portata.
Bene, sergente , disse lei, rivolgendosi a Sean. Dov'?
Cosa? Il tono di Sean era quello della pi pura innocenza.
La bottiglia! rispose la donna, e sollev le coperte, dando ini-
zio alla perquisizione. Saul prese il casco, salut gli altri da dietro le
spalle della caposala e si allontan in punta di piedi lungo la ve-
randa.

33.

La licenza di Sean a Ladyburg pass presto, troppo presto.
Mbejane era scomparso per un misterioso viaggio nello Zulu-
land, che Sean immaginava collegato alle due mogli e ai figli
che lo zulu aveva volentieri spedito dai suoceri, quando lui e Sean
erano partiti da Ladyburg tanti anni prima.
Dirk era costretto a scuola tutte le mattine, cos Sean era libero
di vagabondare da solo sulle colline e nel veld intorno alla citt.
Trascorreva la maggior parte del tempo esplorando il grande ranch
in abbandono chiamato Lion Kop, proprio sopra la scarpata. Dopo
un mese conosceva ogni piega dei terreno e il corso di ogni ruscello.
La sua gamba si rinforz con l'esercizio. Non gli faceva pi male, e
la cicatrice pass dal rosso violaceo a un colore pi simile a quello
della sua pelle.
Via via che la forza ritornava e che la carne rifioriva sulle spalle
e sul viso, si risvegliava in lui anche l'inquietudine. Il suo pellegri-
naggio quotidiano al Lion Kop divenne un'ossessione. Vagava per
le stanze vuote della vecchia casa, immaginando come sarebbero
state con un nuovo tetto di paglia che le riparasse dalla pioggia e
con l'intonaco rinnovato e ridipinto. Davanti al caminetto vuoto e
annerito dal fumo immaginava la luce e il calore che avrebbe potuto
diffondere. Battendo i piedi sui pavimenti polverosi, giudicava che i
parquet erano altrettanto sani quanto le travi massicce che sostene-
vano il soffitto. Poi tornava a esplorare la tenuta, fermandosi di
tanto in tanto per raccogliere una manciata di terra e saggiarne la
consistenza argillosa.
Nel maggio del 1900 si rec all'ufficio del catasto ed esamin di
straforo il diritto di propriet. Scopr che i quindicimila acri del
Lion Kop Ranch facevano parte del patrimonio del defunto Stepha-
nus Johannes Erasmus ed erano stati acquistati dalla Ladyburg
Banking & Trust Co. Ldt. Il passaggio di propriet era stato firma-
to dall'egregio signor Ronald Pye, nella sua qualit di presidente
della banca. Sean sogghign. Ronny Pye era il suo pi caro nemico
d'infanzia. La cosa prometteva d'essere alquanto divertente.

Sean sprofond nella morbida poltrona di cuoio ed esamin con
interesse l'ufficio tappezzato di pannelli di legno.
侶ualche cambiamento dall'ultima volta che sei stato qui, eh,
Sean? disse Ronny Pye, interpretando correttamente i suoi pen-
sieri.
Qualcuno. Gli affari della Ladyburg Banking & Trust dove-
vano andare piuttosto bene, a giudicare dall'arredamento. E la sua
prosperit risultava anche dall'aspetto del suo presidente. Carne in
abbondanza sotto la massiccia catena d'oro dell'orologio, una giac-
ca costosa e scura per equilibrare il panciotto stravagante, stivali
fatti a mano da quindici ghinee. Tutto molto bello, finch non si
guardava la faccia: cos pallida che le efelidi risaltavano come mo-
netine d'oro, occhi avidi, orecchie come i manici di una brocca... In
questo Ronny non era cambiato. Ma, sebbene avesse soltanto due
anni pi di Sean, c'era molto grigio nelle basette rossicce, e gli occhi
erano circondati da rughe causate dalle preoccupazioni.
Sei gi stato a Theunis Kraal a trovare tua cognata? C'era
un'espressione maligna sul suo volto, mentre faceva questa do-
manda.
No.
Appunto, come immaginavo. Ronny annu con aria com-
prensiva, facendogli capire che lo scandalo, per quanto vecchio,
non era ancora morto. Sean prov un moto di ripugnanza che lo
costrinse a cambiare posizione. I baffetti rossicci accentuavano la
somiglianza di Ronny con un topo campagnolo. Ora Sean desidera-
va soltanto concludere l'affare e uscire di nuovo all'aria aperta.
俟enti, Ronny. Mi sono informato sulla propriet del Lion
Kop. E' vostro , esord bruscamente.
俠ion Kop? Il mattino precedente l'impiegato del catasto era
corso dal signor Pye con una notizia che gli era valsa una sterlina
d'oro. E gi molti altri l'avevano informato che Sean visitava la fat-
toria ogni giorno, da un mese. Ma ora Ronny finse di dover frugare
nella memoria per ritrovare quel nome. 俠ion Kop? Ah, s! Il vec-
chio ranch degli Erasmus. Gi, l'abbiamo comprato noi dall'asse
ereditario. Pagandolo troppo, temo. Sospir con rassegnazione.
俑a possiamo tenerlo per un'altra decina d'anni in modo da recu-
perare i nostri quattrini. Non abbiamo alcuna fretta di vendere.
俠o voglio, dichiar Sean, tagliando corto con i preamboli, e
Ronny scoppi in una risatina.
俟ei in buona compagnia. Met degli agricoltori del Natal lo vo-
gliono... Ma non abbastanza per accettare il nostro prezzo.
Quanto chiedete?
Il prezzo standard per il terreno da pascolo nella zona di Lady-
burg era di uno scellino e sei penee per acro. Dieci minuti prima
Ronny aveva deciso di chiedere due scellini. Ma ora, guardando ne-
gli occhi Sean, ricordava un pugno che gli aveva spaccato il naso, il
sapore del proprio sangue, la risata arrogante che respingeva i suoi
approcci amichevoli. No, pens con odio. No, grosso bastardo pre-
suntuoso, ora pagherai per tutto. 俊re scellini , disse.
Sean annu pensosamente. Sapeva benissimo che cosa stava pas-
sando per la testa di Pye. A un tratto sorrise. Mio Dio, Ronny,
avevo sentito dire che sei un duro in affari. Ma devo aver capito
male. Se hai pagato tre scellini per il Lion Kop, ti hanno fatto pro-
prio calare le braghe. Ronny arross. Sean lo aveva ferito profon-
damente nel suo orgoglio.
Ho pagato nove pence , ringhi. E vendo a tre scellini.
Stendi un contratto di vendita per 2.250 sterline. Compro.
Maledizione! Maledetto l'inferno! imprec Ronny dentro di s.
Avrebbe pagato anche cinque scellini. 侶ueste soltanto per il terre-
no. Poi ci sono mille sterline per le migliorie.
Nient'altro?
No.
Sean calcol rapidamente: poteva pagare il prezzo richiesto,
compresa la tassa sul passaggio di propriet, e gli sarebbero anche
rimaste alcune centinaia di sterline. Ci sto.
Ronny lo fiss, mentre il suo cervello si torceva come un serpen-
te. Non mi ero reso conto che ci tenesse tanto... Avrei potuto pren-
dergli anche la camicia. Naturalmente, il consiglio dovr approva-
re la vendita. In realt dipende tutto da loro. Il consiglio d'ammi-
nistrazione di Ronny era formato da lui stesso, da sua sorella mino-
re Audrey e dal cognato, Dennis Petersen. Ronny possedeva l'ot-
tanta per cento delle azioni, e Sean lo sapeva benissimo. Il giorno
prima aveva esaminato anche lo statuto della Compagnia.
隹scoltami bene, caro amico d'infanzia, disse, chinandosi sul-
la scrivania e afferrando un pesante portasigari d'argento. 俊u mi
hai fatto un'offerta. Io l'ho accettata. Oggi pomeriggio alle quattro
sar qui con il denaro. Fammi trovare i documenti pronti. Strinse
il portasigari nel pugno e cominci a schiacciarlo. I muscoli dell'a-
vambraccio si contraevano come pitoni in amore, e la scatola si ac-
cartocci, aprendosi in corrispondenza delle giunture. Sean pos
quel pezzo di metallo contorto sulla carta assorbente davanti a
Ronny.
Non fraintendermi, Sean. Ronny sorrise nervosamente e di-
stolse gli occhi da quella che era stata una scatola. Sono certo di
poter convincere il consiglio.

34.

I giorno seguente era un sabato. Dirk non doveva andare a
scuola e Sean lo port con s nella sua cavalcata quotidiana al
ranch. Felice di trovarsi solo con il suo dio, Dirkie spron il
pony, sorpass il padre, poi fece ruotare il cavallo in pieno galoppo
e ritorn a fianco di Sean. Ridendo eccitato, chiacchier come se
fosse in estasi per qualche minuto, poi non riusc pi a controllare
la propria euforia e galopp avanti. Prima di arrivare all'incrocio
sotto la scarpata, Sean incontr una piccola carovana di viaggiatori
che provenivano dalla direzione opposta.
Salut solennemente l'uomo alla testa. Ti vedo, Mbejane. Lo
zulu aveva l'aria stanca e un p imbarazzata di un gatto che sia ri-
masto fuori tutta la notte. Anch'io ti vedo, Nkosi.
Ci fu un lungo, impacciato silenzio, mentre Mbejane prendeva
un pizzico di tabacco da fiuto e fissava il cielo al di sopra della testa
di Sean. Questi stava esaminando le compagne di viaggio di Mbeja-
ne. Due avevano raggiunto la mezza et, che si aggira intorno ai
trentacinque anni, per le donne zulu. Entrambe portavano l'alta ac-
conciatura di capelli impastati con argilla che denota la condizione
di matrona. Bench mantenessero un portamento eretto, orgoglio-
so, le mammelle erano flosce e pendule, e la pelle del ventre era se-
gnata dalla gravidanza. Poi c'erano due ragazze che avevano appe-
na superato la pubert, con le facce rotonde e la pelle splendente di
giovent, dritte e ben fatte, natiche come meloni maturi e seni sodi
e rotondi. Tenevano la testa bassa e ridacchiavano timidamente.
Forse piover stasera , osserv Mbejane.
Forse.
Sar un bene per i pascoli , continu lo zulu.
Chi diavolo sono queste donne? Sean non riusc pi a conte-
nere la curiosit, e Mbejane si accigli per quella mancanza d'eti-
chetta. Le osservazioni sul tempo e sui pascoli sarebbero dovute
continuare per almeno cinque minuti.
俏kosi, queste due sono mie mogli. Indic le matrone.
E le altre sono tue figlie?
俏o. Mbejane fece una pausa, poi continu gravemente.
Non opportuno che un uomo della mia et abbia soltanto due
consorti, troppo vecchie per lavorare e generare. Cos ho comprato
due mogli pi giovani.
青apisco, disse Sean, sforzandosi di restare serio. Mbejane
doveva aver investito in quell'acquisto buona parte del proprio ca-
pitale. E cosa ti proponi di fare con tutte le tue mogli? Sai che pre-
sto dobbiamo tornare a combattere?
Quando arriver il momento, torneranno al kraalk dei loro pa-
dri e mi aspetteranno l. Mbejane esit con discrezione. Le por-
ter con me finch non sar sicuro di aver camminato sulla luna di
entrambe.
Camminare sulla luna di una donna era l'espressione zulu che si-
gnificava 勇nterrompere il suo ciclo mestruale. Mbejane si stava
assicurando che il suo investimento rendesse.
C' una fattoria sulle colline lass. Sembrava che Sean voles-
se cambiare argomento. Ma Mbejane cap, e una luce di attesa bril-
l nei suoi occhi.
Gi molte volte, Nkosi, tu e io ne abbiamo parlato. E' una buo-
na fattoria?
Sean lo tenne ancora un poco in sospeso. Poi disse: Una fatto-
ria eccellente e molto bella. L'acqua pi dolce del succo della can-
na da zucchero, la terra pi ricca della carne di un giovane bue, l'er-
ba pi fitta e piena di promesse del pelo sul pube di una donna.
Ora gli occhi di Mbejane splendevano di felicit. Nel suo vocabola-
rio, fattoria era un posto in cui un uomo se ne stava seduto al
sole con una brocca di birra accanto a s e ascoltava le mogli canta-
re nei campi. Significava bestiame, l'unica vera ricchezza, e molti
piccoli figli maschi per guidarlo. Significava la fine di una lunga e
faticosa strada.
Prendi con te le tue mogli e scegli il posto in cui desideri co-
struire il tuo kraal.
俏kosi. Nella lingua zulu non esiste un termine equivalente a
剋razie. Avrebbe potuto dire 勇o ti lodo, ma la formula non
avrebbe espresso ci che sentiva Mbejane. Finalmente trov le paro-
le: Bayete! Nkosi, Bayete! Il saluto al re.
Il pony di Dirk era legato davanti alla casa, e il ragazzo stava
usando un bastone con la punta bruciacchiata per scrivere il proprio
nome a grandi lettere maiuscole sul muretto della veranda.
Bench tutta la casa dovesse essere intonacata e ridipinta a nuo-
vo, Sean si sent vibrare di collera. Balz da cavallo, urlando e
brandendo lo sjambok, e Dirk scomparve dietro l'angolo dell'edifi-
cio. Sean aveva ritrovato ben presto la calma e sedeva sul muretto
della veranda, abbandonandosi all'orgoglio del proprietario, quan-
do arriv Mbejane. Chiacchierarono un poco, poi lo zulu condusse
via le sue donne. Sean poteva star certo che Mbejane avrebbe co-
struito le capanne del suo kraal sulla terra pi ricca di Lion Kop.
L'ultima ragazza della fila era la moglie pi giovane e graziosa
di Mbejane. Tenendo un grosso involto in equilibrio sul capo, la
schiena dritta, le natiche nude a parte la striscia di stoffa sulla fen-
ditura, camminava con una grazia cos inconsciamente regale che il
pensiero di Sean corse, suo malgrado, a Ruth.
La sua esultanza svan. Si alz e si allontan dalla vecchia co-
struzione. Senza Ruth, quella dimora non sarebbe mai stata una
casa.
Si sedette da solo sul pendio di una collina. Di nuovo gli torn
in mente Ruth. Quel luogo somigliava molto alla loro radura segre-
ta. Salvo che, naturalmente, non c'erano acacie a Lion Kop.

35.

Acacie! esclam Ronny Pye, fissando con ira la sorella e il
cognato. Sta piantando acacie.
A che scopo? chiese Dennis Petersen.
Per la corteccia, mio caro! C' una fortuna nella corteccia.
Venti sterline la tonnellata!
E a che serve?
L'estratto viene usato per conciare il cuoio.
Se vale tanto, perch nessun altro... cominci Dennis, ma
Ronny l'interruppe con un gesto impaziente.
Mi sono informato bene. Lion Kop il terreno ideale per le
acacie, alto e nebbioso. L'unico altro posto veramente buono del
distretto la fattoria di Mahoba Kloof, a Theunis Kraal. Grazie a
Dio, sei tu il proprietario! Perch l che noi pianteremo le nostre
acacie. Guard Dennis, ma senza osservarne il volto, mentre con-
tinuava. Ho parlato con Jackson alla Natal Wattle Company. Ci
fornir gli alberelli alle stesse condizioni di vendita che ha stabilito
con quel bastardo di Courteney e comprer la nostra corteccia...
Tutta la nostra corteccia al prezzo garantito di venti sterline la ton-
nellata. Ho assunto due uomini per dirigere la piantagione. La ma-
nodopera sar il problema pi grosso; Sean si accaparrato tutti gli
indigeni nel giro di cinquanta chilometri. Ne ha un esercito lass...
S'interruppe di colpo. Aveva visto l'espressione di Dennis. 青osa
c' che non va?
Mahoba Kloof! gemette Dennis. Oh Dio! Oh mio Dio!
Spiegati.
Sean venuto da me la settimana scorsa... Voleva un'opzione
per l'acquisto della fattoria. Un'opzione di cinque anni.
Non gliel'avrai data? grid Ronny.
Mi ha offerto tre scellini l'acro... Sei volte quello che l'ho pa-
gata! Come potevo rifiutare?
Idiota! Maledetto idiota chiacchierone! Fra cinque anni quella
terra varr... Ronny inghiott a vuoto, varr almeno cinque ster-
line!
Nessuno me l'aveva detto! piagnucol Dennis, esprimendo il
lamento dell'eterno fallito su ci che sarebbe potuto essere e non
stato.
E nessuno l'ha detto a Sean. Era la prima volta che Audrey
apriva bocca, e c'era qualcosa nella sua voce che fece voltare di
scatto Ronny verso l'attraente sorella.
Ma si, ma si... Tutti sappiamo di te e Sean. Per lui, allora,
non rimasto nei paraggi abbastanza a lungo perch tu potessi ac-
calappiarlo, vero? Ronny s'interruppe e guard Dennis con aria
colpevole. C'erano voluti anni perch Audrey perdesse ogni speran-
za nel ritorno di Sean a Ladyburg e accettasse la corte discreta ma
insistente di Dennis. Ora questi toss imbarazzato e si guard le ma-
ni posate sulla scrivania.
In ogni modo , mormor, Sean ha avuto l'opzione e non c'
pi niente da fare.
Credi?... All'inferno! Ronny spinse un taccuino verso il co-
gnato e lo apr. Ecco come la vedo io. Sean ha preso in prestito
diecimila sterline dalla madre... Sai, quei quattrini che abbiamo ten-
tato di farle investire nell'affare Burley. Tutt'e tre ricordavano be-
ne l'affare Burley e parvero vergognarsi un poco. Ronny si affrett
a continuare. E altre cinquemila se le fatte prestare dalla Natal
Wattie... Jackson se le lasciate scucire. Ronny prosegu con i
propri calcoli. Quando ebbe finito era di nuovo sorridente. 侵l si-
gnor Sean Courteney cammina sul filo del rasoio. Uno scivolone,
soltanto uno e... zac! Fece un movimento di taglio con la mano
aperta. 俏oi possiamo aspettare!
Scelse un sigaro dalla scatola di cuoio che aveva sostituito quella
d'argento e lo accese prima di continuare: Del resto... Non stato
ancora congedato dall'esercito. Visto come sta andando la guerra,
avranno certo bisogno di buoni combattenti. Quella sua gamba mi
sembra a posto. Forse una parolina nell'orecchio giusto, una picco-
la pressione... . Ora Ronny sogghignava compiaciuto. Il suo sigaro
aveva un sapore delizioso.

36.

I medici del Greys Hospital fecero l'ultima visita a Sean prima di
Natale, stimando la sua inabilit intorno all'uno per cento: zop-
picava un poco solo quando era fisicamente stanco. Questo gli
toglieva il diritto a una pensione per ferita di guerra e lo rendeva di-
sponibile per il ritorno immediato in servizio.
Una settimana dopo il capodanno del 1901 arriv la prima lettera
dall'esercito. Sean doveva presentarsi subito al comandante dei Fuci-
lieri a cavallo dei Natal: il reggimento che aveva assorbito il Corpo
delle guide.
La guerra era entrata in una nuova fase. In tutto il Transvaal e
nello Stato libero d'Orange i boeri avevano dato inizio a una campa-
gna di guerriglia davvero allarmante per le dimensioni che aveva as-
sunto. Il conflitto era ben lontano dall'essere finito, e la presenza di
Sean era urgentemente richiesta per ingrossare le file di un esercito
che contava gi 250.000 uomini.
Sean scrisse chiedendo una proroga della licenza ed ebbe in rispo-
sta la minaccia d'accusa di diserzione, qualora non si fosse trovato a
Johannesburg il primo febbraio.
Le ultime due settimane furono d'intensa attivit. Sean riusc a
portare a termine l'impresa, iniziata il maggio precedente, di pianta-
re ad aceri diecimila acri di terra. Ottenne un nuovo grosso prestito
dalla Natal Wattle Company per pagare la manodopera necessaria
alla cura dei suoi alberi. Le riparazioni e gli ammodernamenti del
ranch Lion Kop furono completati, e Ada vi si trasfer dal suo villino
in Protea Street per occuparsi delle faccende domestiche e per dirige-
re la tenuta durante l'assenza di Sean.
Ora, mentre vagava da solo sulla propria terra in una sorta di ca-
valcata di commiato, Sean aveva la possibilit di pensare ad altre co-
se. La pi importante di queste era sua figlia. La sua prima e unica
figlia. Ora aveva due mesi. Si chiamava Thunder ed egli non l'aveva
mai vista. Saul Friedman gli aveva scritto una lunga, gioiosa lettera
dal fronte, dove egli l'avrebbe presto raggiunto. Sean gli aveva invia-
to le pi calorose congratulazioni e poi aveva tentato ancora una vol-
ta di mettersi in contatto con Ruth. Le aveva scritto senza ricevere ri-
sposta e, alla fine, aveva abbandonato il lavoro al Lion Kop per an-
dare a Pietermaritzburg. Quattro giorni aveva aspettato, recandosi
mattina e pomeriggio a casa Goldberg... Ma ogni volta Ruth era fuo-
ri o era indisposta. Le aveva lasciato un biglietto molto amaro ed era
tornato a casa.
Profondamente triste, cavalcava tra le sue piantagioni. Grandi ri-
quadri di giovani alberi, una fila dopo l'altra, coprivano le alture dei
Lion Kop. Gli esemplari pi vecchi, piantati dieci mesi prima, erano
gi alti fino alla cintola, con cime verdi e rigonfie. Era stata un'im-
presa di proporzioni quasi sovrumane, costata dieci mesi di durissi-
mo e incessante lavoro da parte di duemila indigeni. Adesso era fini-
ta. Sean aveva trattenuto un gruppo di cinquanta zulu, che avrebbe-
ro lavorato sotto la supervisione di Ada, tenendo pulito il terreno tra
i filari e badando che non scoppiassero incendi. Non c'era altro da
fare; quattro anni di attesa, finch gli alberi avessero raggiunto la
maturit, poi si sarebbe cominciato a scortecciarli.
Immerso nei suoi pensieri, varc senza accorgersene il confine del
Lion Kop e prosegu lungo il piede della scarpata. Attravers la stra-
da e la linea ferroviaria. Davanti a lui il mormorio delle Cascate
Bianche si fondeva coi soffio del vento tra l'erba, ed egli colse l'im-
provvisa visione dell'acqua che precipitava da un'alta roccia nello
splendore dei sole. La chioma delle acacie in fiore sembrava una
nebbia dorata e sovrastava tristi ombre segrete.
Attravers il fiume sotto la pozza delle cascate. La scarpata gli si
par davanti, ripida, striata di fitti cespugli e alta oltre trecento me-
tri, cos da nascondere la luce del sole. La pozza era il regno delle fel-
ci e del muschio; le rocce erano nere e scivolose per gli spruzzi. Un
luogo freddo, senza sole... E l'acqua ruggiva precipitando in un
bianco, mobile velo simile a fumo.
Sean rabbrivid e spron il cavallo, salendo all'ambio la scarpata.
Allora seppe che era stato l'istinto a guidarlo. Nella sua angoscia,
egli era tornato alla prima casa che aveva conosciuto. Era terra dei
Courteney, quella sotto i suoi piedi, terra dei Courteney fino al Tu-
gela. La nostalgia s'impadron di lui mentre saliva, finch raggiunse
il bordo della scarpata e pot contemplare l'intera estensione di
Theunis Kraal.
Cerc i luoghi familiari: la casa con le stalle e gli alloggi della ser-
vit dietro di essa; i recinti coi cavalli che pascolavano a testa bassa,
agitando di tanto in tanto la coda; le cisterne tra gli alberi... A ogni
cosa era legato qualche ricordo particolare.
Smont, sedette sull'erba e accese un sigaro, mentre la sua mente
rovistava tra i frammenti del passato. Pass un'ora, poi un'altra pri-
ma che egli tornasse al presente e sfilasse l'orologio dal taschino del
panciotto.
L'una passata! esclam, balzando in piedi.
Si ripul il didietro dei pantaloni e si calc il cappello in testa pri-
ma di iniziare la discesa. Invece di guadare il fiume alla pozza, rima-
se su Theunis Kraal, con l'intenzione di incrociare la strada da quella
parte dei fiume. Di tanto in tanto vedeva dei bovini che pascolavano
in mandrie di meno di dodici capi; erano tutti in buone condizioni,
ingrassati dall'erba fresca, ma i pascoli non erano certamente sfrut-
tati al pieno della loro capacit. Mentre passava, gli animali solleva-
vano la testa e lo guardavano con quella loro vacua, bovina espres-
sione d'impassibilit.
La foresta s'infitti, poi cess di colpo e davanti a lui si stese una
di quelle piccole depressioni paludose prodotte dal fiume. Guardan-
do dall'alto della scarpata, quell'area restava nascosta dagli alberi,
quindi Sean non aveva veduto il cavallo sellato e legato sul lato op-
posto dell'acquitrino. Ne cerc con gli occhi il proprietario e lo scor-
se in mezzo alla vegetazione palustre... Ma subito scomparve, le cime
dei papiri si agitarono e si ud il grido terrorizzato di un animale.
Sean gir rapidamente intorno all'acquitrino, finch raggiunse il
cavallo. La testa e le spalle dell'uomo riapparvero e Sean si accorse
che erano coperte di fango. Ehi, cosa succede? grid.
La faccia dell'uomo si volt verso di lui. C' una bestia impan-
tanata.
Tenga duro, vengo a darle una mano. Si strapp di dosso
giacca, panciotto e camicia, li appese a un ramo assieme al cappello
ed entr nel pantano. Affondando fino alle ginocchia nell'acqua
melmosa, che ribolliva ed eruttava gas, e scostando il groviglio di
canne con entrambe le braccia, Sean riusc a raggiungerli.
L'animale era una vecchia vacca nera: le sue zampe di dietro era-
no sprofondate in una buca e quelle davanti si agitavano a vuoto al
di sotto del petto.
亟' allo stremo , disse l'uomo. Sean lo guard e si accorse che
era ancora un ragazzo. Alto per la sua et, ma di struttura esile, con
i capelli neri tagliati corti... E il grande naso dei Courteney.
Con una tensione innaturale alle viscere e col fiato corto, Sean
cap che stava guardando suo figlio.
Non stia l impalato , disse il ragazzo in tono aspro. Era coper-
to dalla cintola in gi da un lucente e fetido strato di melma, il sullo-
re gli colava sulla faccia, sciogliendo i grumi di fango sulla fronte e
sulle guance, e respirava affannosamente, mentre stava piegato sul-
l'animale per tenerne il muso sollevato al di sopra della superficie.
Dobbiamo rovesciarla , disse Sean. Tienile su la testa. Si
port dietro le zampe posteriori della vacca e la melma gli gorgogli
intorno alla cintola. Poi affond le braccia nel fango, cercando a
tentoni le zampe intrappolate.
Le sue mani riuscirono a circondare l'osso e il tendine del garret-
to. Aggiust la stretta, si pieg all'indietro e tir verso l'alto, impe-
gnando gradualmente tutta la forza che possedeva, finch sent che
qualcosa nel suo inguine era sul punto di lacerarsi. Rimase cos, con
la faccia contorta, la bocca spalancata e il respiro che saliva rauco al-
la gola, i grossi muscoli del petto e delle braccia inchiodati in una
contrazione ferrea. Per due minuti mantenne quella posizione, men-
tre il ragazzo lo guardava con un misto di spavento e di meraviglia.
Poi una gorgogliante fuga di gas si sprigion intorno al petto di
Sean, e l'animale cominci a muoversi. Dapprima piano, con diffi-
colt, dall'acqua melmosa emerse la parte posteriore della groppa...
poi si sollev sempre pi rapidamente, via via che il fango allentava
la sua presa, finch, con un ultimo gorgoglio, la morsa della melma
cedette: Sean si raddrizz, tenendo le zampe dell'animale al di sopra
della superficie, e la vacca stramazz esausta su un fianco.
Sangue di Giuda! mormor il ragazzo con ammirazione. Per
qualche istante la mucca giacque immobile, poi, rendendosi conto
che le sue gambe erano libere, cominci a dibattersi per sollevarsi.
Tienile la testa , grid Sean, e si mosse faticosamente di lato
per afferrarIe la coda e impedirle di alzarsi. Quando l'animale fu di
nuovo tranquillo, Sean cominci a trascinarlo, camminando all'in-
dietro, verso la terra ferma. Il grosso corpo scivol facilmente sul
fango e sulle canne schiacciate, finch s'aren. Allora Sean si spo-
st, mentre la vacca cominciava a scalciare per sollevarsi; poi l'ani-
male stette un attimo immobile e infine si allontan traballando fra
gli alberi.
Ansimanti, sfiniti, ancora nel fango fino alle caviglie, Sean e suo
figlio la guardarono sparire.
Grazie. Non ci sarei mai riuscito da solo, signore. La forma e
il tono con cui il ragazzo gli si era rivolto toccarono Sean nel pro-
fondo.
Era un lavoro per due uomini , assent. Come ti chiami?
Courteney, signore. Michael Courteney. Gli tese la mano.
Sean la strinse. 俑olto piacere, Mike.
Io la conosco, vero, signore? Sono sicuro di averla gi vista...
un p che mi sto lambiccando il cervello.
No, non credo. Con uno sforzo, Sean evit che la sua emozio-
ne trasparisse dal volto o dalla voce.
Sarebbe... Sarebbe un onore per me conoscere il suo nome.
Mentre Michael pronunciava queste parole, una strana timidezza
s'impadron di entrambi.
Cosa posso dirgli? pensava Sean. Non debbo mentirgli... Ma non
posso nemmeno confessargli la verit. 俑io Dio, come siamo con-
ciati , rise. Puzziamo come se fossimo morti da dieci giorni.
Michael parve notare per la prima volta le loro condizioni. An-
che lui rise. A mia madre verr un colpo, quando mi vedr! Poi
aggiunse: Venga a casa nostra. Non lontana da qui. Pranzer con
noi e potr ripulirsi... I servi le laveranno i vestiti .
No. Sean scosse la testa. Devo tornare a Ladyburg.
Per piacere. Vorrei che conoscesse mia madre. Pap non
qui... in guerra. Ma, per favore, venga a casa con me.
Lo desidera davvero. Guardando il figlio negli occhi, il sentimen-
to affettuoso che si era sforzato di reprimere gli gonfi il petto, e
Sean si sent arrossire di gioia.
俑ike, scand lentamente, cercando le parole giuste. 保ggi
non posso proprio accettare il tuo invito. Ma mi piacerebbe riveder-
ti, e uno di questi giorni verr a trovarti. Va bene?
Oh! Michael non nascose la sua delusione. Comunque, l'ac-
compagner fino al ponte.
Bene. Sean prese la camicia e la us per togliersi di dosso un
p di fango, mentre Michael slegava i cavalli.
Cavalcarono lentamente, dapprima in silenzio, ancora impacciati
dalla timidezza. Poi cominciarono a discorrere e ben presto venne
meno ogni reticenza. Con un senso d'orgoglio piuttosto ridicolo, da-
te le circostanze, Sean si rese conto che Michael aveva un'intelligen-
za pronta, una facilit d'espressione eccezionale per un ragazzo della
sua et e una visione delle cose molto matura.
Parlarono di Theunis Kraal. E' una buona fattoria. C'era del-
l'orgoglio nella voce di Michael. La mia famiglia la possiede dal
1867.
Il bestiame per non molto , borbott Sean.
Pap ha avuto un periodo sfortunato. La peste bovina ha deci-
mato le mandrie, ma le ricostituiremo... Aspetti e vedr. Tacque
per un momento, poi disse: In realt mio padre non un allevato-
re; invece di comprare bestiame, preferisce spendere i quattrini in ca-
valli... Come Beauty. Diede qualche colpetto sul collo della sua
splendida giumenta color oro. Ho tentato di discutere con lui,
ma... A questo punto si accorse che stava diventando sleale e si ri-
prese: Non mi fraintenda, pap un uomo eccezionale. Ora presta
servizio nell'esercito... colonnello, uno degli uomini pi vicini al
generale Buller. Ha la Victoria Cross per il valore dimostrato nella
guerra zulu e gli hanno anche dato il Distinguished Service Order per
quello che sta facendo ora .
Gi, pensava Sean, anch'io ho difeso Garry; molte volte, tanto
spesso quanto lo farai tu prima di arrivare alla mia et. Pieno di
comprensione, cambi argomento.
Parlarono del futuro. Cos vuoi fare l'allevatore?
Amo questo posto. Sono nato qui. Per me non si tratta soltanto
di un pezzo di terra e di una casa. Fa parte della tradizione alla quale
appartengo... Modellata da uomini di cui sono orgoglioso. Dopo pa-
p, ci sar io solo a continuarla. Non voglio mancare a questo dove-
re. Ma...
Erano arrivati sul bordo della scarpata che costeggiava la strada,
e Michael si ferm per guardare Sean, come se cercasse di decidere se
doveva confidarsi con quell'estraneo.
Ma? lo incit Sean. Michael lo fiss ancora per un momento,
chiedendosi perch quell'uomo gl'ispirava tanta sicurezza... Addirit-
tura l'assoluta convinzione di potersi fidare di lui pi che di ogni al-
tro uomo sulla terra. Gli pareva di averlo conosciuto da sempre e fra
loro c'era qualcosa di cos forte... Di cos buono e forte da essere
quasi tangibile.
Ma, si decise, questo non tutto. Voglio qualcosa di pi del-
la terra e del bestiame. E cos difficile da spiegare. Mio nonno era un
grand'uomo; lavorava con la gente, oltre che con gli animali. Ave-
va... Lei mi capisce, vero?
Credo di s儢, annu Sean. Vorresti trovare un tuo posto nel
mondo.
Gi. Vorrei prendere decisioni che non siano soltanto quando
marchiare e mettere aIl'ingrasso le bestie, o dove costruire una nuo-
va cisterna.
E cosa pensi di fare in proposito?
Be', frequento l'universit di Cape Town, Sono al terzo anno...
il prossimo Natale avr la laurea.
E dopo?
Non so, ma trover qualcosa. Sorrise. Ho ancora molto da
imparare prima. Quando penso a quante cose ancora devo imparare,
provo un p di paura.
Scesero da cavallo e proseguirono a piedi verso la strada, talmen-
te assorti nella conversazione che nessuno dei due si accorse del ca-
lessino che stava arrivando dalla parte di Ladyburg finch questo
non li ebbe quasi raggiunti.
Allora Michael si volt a guardarlo. Ehi! Ecco mia madre! Ora
potr conoscerla.
Con terrore, Sean cap di essere in trappola. Non aveva scam-
po... Il calessino era a meno di cinquanta metri ed egli vedeva Anna
che allungava il collo dietro il cocchiere negro e li fissava.
Il ragazzo grid: Ciao, Ma'! .
Michael! Cos'hai fatto? Guarda come sei conciato! La sua vo-
ce era stizzosa. Gli anni l'avevano trattata come meritava, indurendo
i suoi lineamenti e marcando il taglio felino degli occhi. Punt lo
sguardo su Sean e si accigli. Questa espressione le scav rughe pro-
fonde sulla fronte e mise in risalto le grinze sotto il mento.
Chi c' con te? chiese a Michael.
俗n amico. Mi ha aiutato a liberare una vacca impantanata.
Avresti dovuto vederlo, Ma'. L'ha completamente sollevata dalla
melma.
Sean not che Anna era vestita lussuosamente, in modo addirit-
tura eccessivo per la moglie di un allevatore in un giorno feriale. Vel-
luto e piume di struzzo... Quelle rarit dovevano esser costate a
Garry una piccola fortuna. Il calessino era nuovo, laccato di nero
con filetti scarlatti e finiture d'ottone... Qualche altro centinaio di
sterline. Sean and con lo sguardo ai cavalli: una coppia di bai, trot-
tatori di razza... Ges! pens.
Anna lo stava ancora guardando con le sopracciglia aggrottate,
ancora incerta della sua identit. Poi cominci ad arrossire, le sue
labbra tremarono.
Salve, Anna.
Sean! La parola fu come uno sputo.
E' passato molto tempo. Come stai?
Gli occhi di lei si strinsero rabbiosamente. Mosse appena le lab-
bra, mentre diceva a Michael: Allontanati da quell'uomo! .
俑a... L'espressione sconcertata sul viso del ragazzo fer Sean
come un colpo di lancia.
Fa' come dice tua madre, Michael.
Lei ... Tu sei mio zio Sean?
S.
Allontanati da lui , strill ancora Anna. Non rivolgergli mai
pi la parola. Mi sent, Michael? E' il diavolo... Il diavolo! Non la-
sciare che ti si avvicini. Ti distrugger. Ansimava, tremando per
l'odio e la rabbia, e farfugliava come una pazza. Vattene dalla no-
stra terra, Sean Courteney. Vattene da Theunis Kraal e non rimetter-
ci pi piede.
D'accordo, Anna. Me ne vado.
Michael, monta a cavallo , grid la donna al ragazzo. Presto.
Allontanati da lui Michael balz in sella. Via. Via, presto , ordi-
n Anna al cocchiere. Al primo schiocco di frusta, i due bai balzaro-
no in avanti e Anna ricadde contro lo schienale imbottito. Andia-
mo, Michael. A casa, immediatamente.
Michael guard Sean. Era sconcertato, indeciso. Io non... Non
credo che tu...
Ne parleremo un'altra volta, Mike.
Ma a un tratto l'espressione del ragazzo cambi, gli angoli della
bocca s'incurvarono e i suoi occhi s'incupirono per il rammarico
d'aver trovato e subito perduto... No , disse, alzando la mano in
un gesto di commiato, e volt la giumenta. Chino sul collo dell'ani-
male, insegu a spron battuto il calessino.
Michael! chiam Sean, ma il giovane parve non sentirlo.

37.

Cos Sean torn in guerra. L'addio fu una dura prova. Ada si
mostr cos coraggiosa che Sean avrebbe voluto scuoterla e
gridarle: Piangi, accidenti! Sfogati! . Dirk si lanci in
una delle sue esibizioni pi teatrali. Si aggrapp al padre e url fin
quasi a soffocare. Quando il treno part, Sean era fuori di s dalla
rabbia e rimase di quell'umore fino al suo arrivo a Pietermaritz-
burg, quattro ore dopo.
Plac la sua collera al bar della stazione con una dozzina di
brandy. Poi, assieme a Mbejane, che portava il bagaglio, s fece Iar-
go tra la folla che gremiva il marciapiede, cercando un posto libero
sull'espresso per il nord. Siccome il treno era riservato ai militari, i
suoi compagni di viaggio erano tutti in uniforme cachi. Una vasta
moltitudine giallastra picchiettata dei colori vivaci delle donne che
vedevano partire i loro uomini per la guerra e non ne erano certo
contente. I loro gemiti si mischiavano al brusio delle voci, alle risate
degli uomini e a qualche strillo di bambino. A un tratto Sean sent
che qualcuno lo stava chiamando. Si guard intorno e vide un brac-
cio che si agitava freneticamente al di sopra della folla.
Sean! Ehi, Sean! La faccia di Saul appariva e scompariva,
mentre il giovane saltava su e gi. Sean si fece largo fino a lui e i
due si strinsero la mano.
Che diavolo ci fai qui? chiese Saul.
Torno in servizio... E tu?
Ho appena finito una licenza di una settimana. Vieni a vedere
la piccola. Dio, che fortuna averti scorto in questa ressa!
Ruth qui? non pot trattenersi dal domandare Sean.
隹spetta fuori in carrozza.
Mi piacerebbe dare un'occhiata alla bambina.
Certo! Prima troviamo un paio di posti sul treno e sistemiamo
il bagaglio. Mancano ancora venti minuti alla partenza.
Sean la scorse appena uscirono sulla scalinata davanti alla sta-
zione. Sedeva in una carrozza aperta, e un ragazzo negro le faceva
ombra con un parasole. Era vestita di grigio e rosa: l'abito era gri-
gio-tortora, mentre rosa erano gli sbuffi che uscivano dagli spacchi
delle maniche e i fiori che coprivano il largo cappello. Il volto era di
profilo, lievemente chino sul fagotto di pizzo bianco che sorreggeva
in grembo. Sean si sent balzare il cuore in gola, guardando i linea-
menti calmi di quel viso. Si ferm mormorando: Dio, com' bel-
la! e al suo fianco Saul rise di contentezza.
Aspetta di vedere mia figlia!
Troppo assorta nella contemplazione della piccola, Ruth non li
vide avvicinarsi alla carrozza.
Cara, ho una sorpresa per te , disse Saul. Ruth alz gli occhi e
vide Sean che la guardava. S'irrigid per lo shock, fissandolo, men-
tre il colorito svaniva dal suo volto.
Salve, Ruth.
Lei non rispose immediatamente. Sean la vide mascherarsi die-
tro una pallida impassibilit. Salve, Sean. Che sorpresa.
Tutte quelle emozioni erano sfuggite a Saul, che si stava sedendo
accanto alla moglie. Vieni a dare un'occhiata. Ora, chino sulla
piccola, stava scostando lo scialle di pizzo, con il viso splendente
d'orgoglio.
In silenzio, Sean sal in carrozza e si sedette di fronte alla
coppia.
Dagliela in braccio, Ruth , sorrise Saul. Che possa vedere
bene la bambina pi bella dei mondo. E non not come Ruth s'ir-
rigidisse di nuovo, stringendo la piccola con aria protettiva.
Prendila, Sean. Ti prometto che non ti bagner... Non troppo,
almeno , continu gioiosamente Saul.
Sean tese le braccia, fissando Ruth negli occhi che lo guardava-
no con aria di sfida, ma anche con paura. Per piacere , disse. Le
iridi grigio-azzurre divennero pi scure, le linee severe intorno alla
bocca si ammorbidirono e le labbra tremarono, rosee e umide. Ruth
si chin in avanti e depose la figlia nelle braccia di Sean.

38.

Fu un lungo, lento viaggio verso Johannesburg; un viaggio in-
terrotto da interminabili soste. A ogni raccordo c'era una fer-
mata, talvolta di mezz'ora, ma in genere molto pi lunga. Di
tanto in tanto, senza ragione apparente, il treno si bloccava in mez-
zo al veld.
Cosa diavolo c' adesso?
Hanno sparato al macchinista.
No, di nuovo!
Facce rabbiose si sporgevano dai finestrini, urlando proteste e
commenti. Quando il capotreno trotterellava lungo il terrapieno ri-
coperto di ghiaia verso la testa del convoglio, era inseguito da un
coro di fischi e ululati.
Per piacere, signori, un p di pazienza. Dobbiamo controllare
i tunnel e i ponti.
俑a la guerra finita!
Di cosa avete paura.
I vecchi, buoni boeri stanno correndo cos in fretta che non
hanno certo il tempo di occuparsi dei ponti.
Gli uomini scendevano sul terrapieno e sostavano in impazienti
gruppetti finch risuonava il fischio di partenza. Allora risalivano in
vettura, mentre il treno sobbalzava e riprendeva ad avanzare.
Sean e Saul sedevano in un angolo d'uno scompartimento affol-
lato e giocavano a klabrias. Poich la maggioranza considerava l'a-
ria fredda e pulita dell'alto veld con lo stesso orrore che si riserva ai
gas di cianuro, i finestrini erano tenuti ermeticamente chiusi. Lo
scompartimento era azzurro per il fumo di pipa e fetido per l'odore
d'una dozzina di corpi non lavati. Conversare era inevitabile. Con-
finate un gruppo di uomini in un piccolo spazio ed entro dieci mi-
nuti staranno chiacchierando.
Nel caso particolare, i compagni di viaggio di Sean e Saul aveva-
no una vasta esperienza in materia di pornografia. Un sergente che
aveva prestato servizio per tre anni a Bangkok conquist il suo udi-
torio dopo una spedizione in corridoio, dalla quale torn con un
vecchio compagno di avventure in Oriente. Questo esperto mostr
fotografie che furono studiate minuziosamente.
Esse servirono anche a ricordare a un caporale, che aveva tra-
scorso un periodo di servizio in India, la sua visita al Tempio di Ko-
narak. Quest'argomento fece loro trascorrere un'altra ora e apr la
strada a una discussione sulla famosa Casa dell'Elefante di Shan-
ghai, che li tenne occupati da mezzogiorno al tramonto.
Intanto Saul si era stancato di guardare le fotografie e, preso un
libro dal suo sacco, cominci a leggere. Sean si annoiava. Pul il fu-
cile. Si stuzzic i denti con un fiammifero, guardando fuori del fi-
nestrino i piccoli branchi di gazzelle che pascolavano lungo la ferro-
via. Ascolt un resoconto dettagliato delle prestazioni fornite dalle
signore della Casa dell'Elefante e decise di starne alla larga qualora
gli fosse capitato di andare a Shanghai. Infine chiese all'amico:
Cosa stai leggendo? .
Mhm? Saul sollev gli occhi con aria vaga e Sean ripet la
domanda.
Il sistema di governo di Westminster.
亮es! Come mai ti rimpinzi di quella roba?
M'interessa la politica , disse Saul mettendosi sulle difensive,
e riprese la sua lettura.
Sean continu a osservarlo per un p, poi chiese: Hai qualche
altro libro con te? .
Saul riapr la sacca. Leggi questo.
La ricchezza delle nazioni. Il tono di Sean era dubbioso. Di
cosa tratta? Ma Saul era di nuovo immerso nel suo libro.
Sean apr il pesante volume e guard pigramente la prima pagi-
na, sospirando di rassegnazione. Era passato molto tempo da quan-
do aveva letto qualcosa di diverso da una lettera o da un rendiconto
bancario. Poi i suoi occhi cominciarono a scorrere avanti e indietro
sulle righe come la spola di un telaio. Senza saperlo, stava tessendo
i primi fili di una stoffa destinata a coprire una parte della sua ani-
ma che fino a quel momento era rimasta nuda.
Dopo un'oretta Saul lo guard. Cosa te ne pare? chiese.
Sean borbott qualcosa senza alzare gli occhi. Era completa-
mente assorto nel libro. Verano cose importanti. Il linguaggio di
Adam Smith aveva una sua maestosa chiarezza. Con alcune di quel-
le conclusioni Sean non era d'accordo, tuttavia il ragionamento su-
scitava un corso di pensieri nel suo cervello, stimolandolo a correre
avanti e ad anticipare, a volte con esattezza, ma spesso giungendo a
conclusioni molto distanti da quelle cui mirava l'autore.
Procedeva rapidamente, sapendo che l'avrebbe riletto, perch
quella era soltanto una prima esplorazione nel territorio sconosciuto
della scienza economica. Senza staccare gli occhi dalla pagina, fru-
g nelle tasche della giubba, trov un mozzicone di matita e sottoli-
ne un passo su cui voleva ritornare. Poi prosegu la lettura. Ora
usava spesso la matita. No! scrisse in margine a una frase. E'
Giusto , vicino a un'altra.
Saul alz di nuovo gli occhi e aggrott la fronte, vedendo che
Sean stava sciupando il libro. Poi not l'espressione di Sean, cos
concentrata, e la sua faccia si distese. Osserv l'amico di sottecchi.
Il suo sentimento per quell'uomo muscoloso, dagli umori violenti e
dalle dolcezze inattese, aveva superato l'affetto e ora rasentava l'a-
dorazione. Non sapeva perch Sean avesse steso su di lui le sue ali
protettive, n gl'interessava. Ma era bello starsene seduto in silen-
zio, senza pi leggere, a guardare il volto di quel colosso che era
ben pi di un amico.
Soli in mezzo a una moltitudine, sedevano l'uno di fronte all'al-
tro. Il treno serpeggiava verso nord attraverso la prateria, lascian-
dosi dietro un pennacchio di fumo grigio-argento, mentre il sole af-
fondava stancamente dietro l'orizzonte, imporporando le nubi.
Quando fu scomparso, l'oscurit cal rapidamente.
Mangiarono carne in scatola stesa sul pane nero con la lama del-
le baionette. Non c'era luce nello scompartimento, cos, dopo che
ebbero mangiato, si avvolsero nelle coperte e chiacchierarono al
buio. Intorno a loro ogni conversazione cess e fu sostituita dai ru-
mori del sonno. Sean apr uno dei finestrini e l'aria fredda rischiar
e risvegli le loro menti, cosicch continuarono a discutere con
un'eccitazione che erano di tanto in tanto costretti a reprimere.
Parlarono degli uomini, della terra e degli Stati come unione di
entrambi; e di come tali Stati dovevano essere governati. Discussero
un poco della guerra e molto della pace che l'avrebbe seguita; della
ricostruzione di ci che era stato distrutto da qualcosa di molto pi
forte. Previdero l'odio che sarebbe cresciuto come un'erbaccia ma-
lefica sul sangue e sui cadaveri, ed esaminarono i mezzi con cui si
sarebbe dovuto sradicarlo prima che strangolasse il tenero virgulto
di un paese che poteva diventare grande.
Non avevano mai parlato cos. Saul si stringeva le coperte intor-
no alle spalle e ascoltava la voce di Sean nell'oscurit. Come in qua-
si tutti gli ebrei, la sua sensibilit era estremamente acuita, cos che
poteva cogliere in quell'uomo una nuova dimensione, un nuovo
orientamento.
Io ho contribuito a questo, pens, con un moto d'orgoglio: Sean
un toro, un toro selvaggio, che carica qualunque cosa si muova;
carica senza scopo, poi si ferma e devia verso un altro bersaglio; usa
la sua forza per distruggere perch non ha mai imparato a servirse-
ne altrimenti; confuso e rabbioso, muggisce per le picche conficcate
nelle sue spalle; d la caccia a tutto e perci non cattura nulla. For-
se posso aiutarlo, mostrargli uno scopo e una via d'uscita dall'a-
rena.
Parlarono fino a notte inoltrata. L'oscurit aggiungeva una
nuova dimensione alla loro esistenza. Invisibili, le loro forme fisiche
non li limitavano pi e pareva che le menti fossero libere di incon-
trarsi nel buio, di fondersi in un intreccio di parole che alimentava
nuove idee. Finch, di colpo, quella delicata struttura si infranse e si
dissolse con l'esplosione della dinamite e coi fischio dei vapore che
fuoriusciva dalla caldaia, col fracasso del legno e del vetro che si
spezzavano, con la confusione dei bagagli e dei corpi gettati violen-
temente gli uni sugli altri, mentre il treno s'impennava, ondeggiava
e usciva dai binari. Quasi contemporaneamente un altro suono si
uni al fragore: colpi di fucile a distanza ravvicinata e il continuo
tambureggiare di una mitragliatrice Maxim.
Sean, al buio, rimase inchiodato sotto un peso immane, incapa-
ce di respirare. Lott selvaggiamente, per liberarsi dei corpi e dei
bagagli che lo sommergevano, con le gambe ancora avvolte nelle co-
perte. Il peso diminu abbastanza da permettergli di respirare, ma
un ginocchio lo colp in faccia con tanta violenza che le sue labbra
si spaccarono e la bocca gli si riemp di sangue. Men un colpo alla
cieca e conficc il braccio in uno spezzone di vetro.
Nell'oscurit, uomini urlavano di paura e di dolore, mescolando
le loro grida all'orrendo coro di lamenti, di imprecazioni e di spari.
Sean riusc a liberarsi e sent dei corpi che si dibattevano sotto di
lui, mentre si alzava in piedi. Ora il tonfo sordo delle pallottole con-
tro il legno delle vetture risuonava molto pi forte ai suoi orecchi di
quello degli spari.
Qualcuno barcoll contro di lui e Sean lo afferr. Saul!
Lasciami, lasciami andare. Era uno sconosciuto.
Saul. Saul. Dove sei?
Sean.
Sei ferito?
俏o.
Tiriamoci fuori da qui.
Il mio fucile.
All'inferno il fucile.
Dov' il finestrino?
雨loccato.
Infine Sean riusc a farsi un'idea della situazione. Il vagone era
rovesciato su un fianco coi finestrini contro il suolo e con tutti i lo-
ro compagni morti o feriti ammucchiati sopra. Lo sportello era so-
pra le loro teste, probabilmente inceppato. Dovremo uscire dal
tetto. Tast davanti a s alla cieca, poi imprec e ritir di scatto la
mano - una scheggia di legno gli si era conficcata sotto un'unghia -
ma sent sul viso un soffio d'aria fresca.
C' un buco. Tast di nuovo ansiosamente e trov quello che
cercava. Una delle assi si spaccata. Subito ci fu un protendersi
di corpi in avanti, alcune mani lo avvinghiarono, mentre una mezza
dozzina d'uomini lottavano per guadagnare l'apertura.
Indietro, bastardi. Sean sferr pugni alla cieca e sent che an-
davano a segno. Stava ansimando, e il sudore gli colava lungo la
schiena. L'aria era pesante per il calore dei corpi e il respiro di tutti
quegli uomini in preda al terrore. Indietro. Lasciate fare a me.
Infil le mani nella fessura e divelse l'asse sfondata. Per un momen-
to lott con la tentazione di premere il viso contro la stretta feritoia
e aspirare l'aria fresca. Poi afferr l'asse vicina, punt i piedi con-
tro il tetto e tir con tutte le sue forze. L'asse non si spost di un
millimetro. Sent che il panico si stava di nuovo impadronendo di
lui. Qualcuno mi trovi un fucile , grid sovrastando il frastuono.
亟ccolo, rispose Saul, e l'arma fu spinta nelle sue mani. Sean
inser la canna nell'apertura e fece leva con tutto il suo peso. Sent il
legno spezzarsi, spost la canna e spinse di nuovo. Funzion. Sean
tolse la seconda asse e attacc la terza.
Bene. Uno alla volta ora. Prima tu, Saul. Dominando a sten-
to il panico Sean spinse rudemente ciascun uomo attraverso l'aper-
tura dai bordi irti di schegge. Un grassone vi rimase incastrato.
Sean gli punt uno stivale nel fondoschiena e spinse. L'uomo url e
schizz fuori come il tappo d'una bottiglia di champagne. 青'
qualcun altro? grid nell'oscurit.
Sean , Saul lo chiamava da fuori, esci di l!
Tu mettiti al coperto , replic Sean.
Il fuoco boero batteva ancora il treno distrutto. Sean ripet la
domanda: C' qualcun altro? e un uomo gemette accanto ai suoi
piedi. Lo trov in fretta. Era ferito gravemente, la sua testa ciondo-
lava. Gli tolse di dosso un cumulo di bagagli e lo distese. Impossibi-
le muoverlo, si disse, pi sicuro qui, finch non arriva un medico.
Si stacc da lui e inciamp in un altro corpo. 俑aledetti, sin-
ghiozz nella sua terribile ansia di uscire. Costui era morto; Sean se
ne accorse dalla pelle, vischiosa e fredda come quella di un serpen-
te. Lo lasci e dal buio completo dello scompartimento emerse sotto
il cielo notturno. Le stelle illuminavano la terra di una luce perla-
cea, e Sean vide il vapore sospeso sopra la locomotiva come un alto,
vorticante banco di nebbia, i vagoni di testa incastrati come parti di
un cannocchiale, gli altri rovesciati e contorti in forme bizzarre.
Qua e l pochi fucili rispondevano debolmente al fuoco boero.
Sean! chiam Saul, dal punto in cui stava accovacciato.
Sean corse da lui e alz la voce, sovrastando il frastuono. 俊u
resta qui. Io vado in coda a cercare Mbejane.
Non lo troverai mai in questo caos. Era con i cavalli... li
senti?
Dagli ultimi vagoni arrivava un suono che Sean si augur di non
dover sentire mai pi. Duecento cavalli intrappolati e in preda al
terrore... ben peggiore delle grida e dei gemiti degli uomini ancora
imprigionati tra i rottami. Mio Dio! bisbigli Sean. Poi la rabbia
super la paura. Quei bastardi , disse con voce rabbiosa, e solle-
v gli occhi verso il rialzo dei terreno su cui era appostato il nemico.
I boeri avevano scelto un punto in cui la ferrovia curvava lungo
la riva di un fiume. Il corso d'acqua impediva la fuga da un lato,
mentre dall'altro il terreno saliva ripidamente in due gobbe sovrap-
poste che dominavano completamente i binari.
Lungo la pi bassa erano schierati i fucilieri, almeno duecento, a
giudicare dall'intensit del fuoco, mentre su quella superiore era
piazzata la Maxim. Sean la guard con rabbia per un minuto, poi
alz il fucile, che non aveva abbandonato, e vuot il caricatore con-
tro la mitragliatrice. Immediatamente le fiammate della Maxiin di-
vennero pi nitide, man mano che l'arma ruotava nella sua direzio-
ne per scovarlo. L'aria intorno alla testa di Sean si riemp degli
schiocchi di cento fruste.
Sean si abbass per ricaricare, poi si alz e riprese a far fuoco.
Bastardi , gridava, e la sua voce dovette arrivare fino al nemico,
perch subito anche i fucili aiutarono la Maxim a scovarlo. Ed era-
no maledettamente prossimi a riuscirci.
Sean si accosci di nuovo. Accanto a lui, anche Saul stava spa-
rando.
Dove hai trovato quel fucile?
Sono tornato dentro a prenderlo , rispose Saul, senza smettere
di far fuoco, e sogghign mentre le sue dita armeggiavano coi cari-
catore.
Un giorno o l'altro ci lascerai la pelle , borbott Sean.
Sent chi parla, lo rimbecc Saul.
Ancora una volta Sean spar tutti i suoi colpi senza alcun risul-
tato, ma il rinculo dell'arma risvegli in lui la collera. Mancava solo
la voce di Mbejane per scatenarlo completamente. Nkosi.
Dove diavolo ti eri cacciato? chiese.
Avevo perduto le lance. Ho impiegato molto tempo a trovarle
al buio.
Sean tacque per un momento, studiando il terreno. Sulla sinistra
c'era un vuoto nella schiera dei tiratori boeri, l dove si apriva uno
stretto crepaccio che scendeva verso la ferrovia. Non era impresa da
poco risalire quel canalone e passare dietro la linea di fuoco nemica.
Ma da quel punto la solitaria mitragliatrice sulla cresta sarebbe sta-
ta molto vulnerabile.
Prendi le lance, Mbejane.
Dove andate? chiese Saul.
Voglio tentare di raggiungere la Maxim. Tu resta qui e tieni oc-
cupati quei signori coi fucili.
Cominci i muoversi lungo il treno verso l'imbocco del crepac-
cio. Percorse una cinquantina di metri. Prima di accorgersi che Saul
li aveva seguiti.
Dove credi di andare?
青on te.
Un accidenti!
Davvero? Nella voce di Saul c'era quella particolare nota di
ostinazione che Sean aveva imparato a riconoscere, e non c'era tem-
po per discutere. Riprese a correre finch fu di fronte al crepaccio.
Li si ripar dietro un vagone rovesciato per esaminare un'ultima
volta il terreno.
La spaccatura appariva stretta ma profonda, e i cespugli che la
colmavano li avrebbero nascosti alla vista dei boeri.
Si pu fare , decise a voce alta, poi disse agli altri due: Io
andr avanti per primo, tu seguimi, Saul, e bada a dove metti i pie-
di. Aveva l'impressione che tra i sopravvissuti al disastro si stesse
organizzando una specie di resistenza. Sentiva gli ufficiali che radu-
navano gli uomini, e ora un centinaio di fucili rispondevano al fuo-
co nemico.
Bene... Io vado. Si alz. Seguitemi appena avr attraver-
sato.
In quel momento risuon un'altra voce. Ehi, cosa fate l?
Che t'importa? ribatt Sean con impazienza.
Sono un ufficiale.
Allora Sean riconobbe la voce e la figura allampanata che impu-
gnava una sciabola. Acheson!
Un attimo di esitazione, poi anche Acheson lo riconobbe.
Courteney! Cosa sta facendo?
Voglio risalire quel crepaccio per attaccare la Maxim.
E crede di arrivarci?
Ci posso provare.
Bene... Vada allora. Noi saremo pronti a darle man forte, se ce
la far.
青i vediamo in cima, disse Sean, correndo verso l'imbocco dei
canalone.
Salirono silenziosamente in fila indiana; gli spari e le grida co-
privano i deboli rumori della loro avanzata. Sean poteva sentire
sempre pi distintamente le voci dei burghers via via che saliva,
adesso erano vicinissime... Proprio di fianco a loro, dall'altra parte
del crepaccio... Infine alle loro spalle, e... Ecco, erano passati.
Il canalone in quel punto era meno profondo, e continuava ad
appiattirsi man mano che s'approssimava alla cresta. Sean lanci
un'occhiata oltre il bordo. Sotto di lui, le sagome dei boeri distesi
tra l'erba erano appena visibili, ma i loro fucili eruttavano lunghe
fiammate color arancione, mentre le risposte inglesi erano semplici
puntini di luce dietro le forme scure dei vagoni.
Sean concentr la propria attenzione sulla Maxim e cap perch i
colpi del suo fucile fossero stati cos inefficaci. Piazzata su una
sporgenza del pendio appena sotto la cresta, era protetta da un mu-
retto arrotondato di pietra e terra. La grossa canna col manicotto
d'acqua sporgeva da una stretta feritoia, e i tre uomini che la mano-
vravano stavano accovacciati dietro il muretto.
隹ndiamo, bisbigli Sean, e usc dal crepaccio strisciando sul
ventre.
Uno dei mitraglieri lo scorse quando si trov a pochi metri da
loro. 俑agtig! Pasop, daars'n... Sean balz in avanti impugnan-
do il fucile a due mani, e l'uomo non riusc a terminare il suo avver-
timento. Per qualche secondo la piazzola fu invasa da un groviglio
di corpi, poi tutto fin e si ud soltanto l'ansimare dei tre.
Sai come funziona questo arnese, Saul?
No.
Nemmeno io.
Sean si piazz dietro la mitragliatrice, strinse le due impugnature
e automaticamente i suoi pollici si posarono sul pulsante di sparo.
Wat makeer julle daar bo? Skiet, man, skiet! grid un boero
da sotto, e Sean di rimando: Wag maarn oomblik... dan skiet ek
bedonderd.
Wie's daar? Chi sei? domand il boero, e Sean abbass la
bocca della Maxim.
Era troppo buio per usare il traguardo di puntamento, quindi
Sean mir approssimativamente e premette i pollici sul pulsante.
Immediatamente le sue spalle sussultarono come quelle di chi stia
usando un martello pneumatico, ma Sean riusc a mantenere bassa
la bocca dell'arma.
Un uragano di grida e di proteste scoppi tra le linee boere, e
Sean rise con gioia selvaggia. Il fuoco nemico sul treno cess come
per miracolo, mentre gli uomini balzavano in piedi e si sparpaglia-
vano sotto la pioggia di proiettili. I pi corsero dove avevano lascia-
to i cavalli, dietro la cresta, girando ben al largo dalla Maxim, men-
tre una schiera esultante di fanti inglesi cominciava a risalire il pen-
dio. Dando a Sean quel sostegno che Acheson gli aveva promesso.
Solo un esiguo ma deciso gruppetto di boeri si diresse verso
Sean, urlando rabbiosamente e facendo fuoco mentre avanzava.
Proprio sotto la piazzola c'era un angolo morto, dove Sean non po-
teva raggiungerli con il fuoco della Maxim.
隹ndatevene da qui. Correte ai lati, grid Sean a Saul e a
Mbejane, mentre sollevava la pesante mitragliatrice sul bordo del
muretto per ampliare il settore di tiro. Ma il movimento fece aggro-
vigliare il nastro alimentatore e, dopo la prima raffica, l'arma s'in-
cepp senza rimedio. Sean la sollev al di sopra della testa, rimase
per un attimo in quella posizione e infine la scagli tra gli uomini
sotto di lui. Due furono colpiti e restarono immobili sull'erba. Sean
afferr dal bordo dei muretto una pietra grossa come una zucca e la
lanci dietro alla Maxim... Quindi ne scagli un'altra, e un'altra an-
cora. Con un ghigno che tradiva la paura e l'eccitazione, egli conti-
nu a tempestare di pietre i nemici. E costoro cedettero. La maggior
parte devi lateralmente, unendosi a coloro che gi fuggivano verso
i cavalli.
Soltanto un uomo continu ad avanzare, un colosso che si ar-
rampicava rapido e silenzioso. Le due ultime pietre di Sean avevano
fallito il bersaglio e, improvvisamente, l'uomo fu troppo vicino...
non pi di tre metri. Sean lo vide fermarsi e alzare il fucile. Anche
al buio, da quella distanza non poteva mancarlo: si lanci dal mu-
retto. Un istante di caduta libera, poi, con un urto che mozz il fia-
to a entrambi, Sean si abbatt sul petto del burgher. Rotolarono gi
per il pendio, scalciando e tentando di afferrarsi a vicenda, finch
un piccolo cespuglio li ferm.
E' finita per te, maledetto olandese! ringhi Sean. Non aveva
dubbi sull'esito di quel corpo a corpo. Confidando nella propria su-
periorit, allung una mano verso la gola dell'uomo, ma con stupo-
re si sent afferrare il polso da una stretta che gli fece scricchiolare
le ossa.
Kom, ons slaat aan! La bocca del burgher era a due centime-
tri dall'orecchio di Sean: quella voce era inconfondibile.
Jan Paulus!
Sean! La sorpresa gli fece allentare la stretta per un attimo, e
Sean riusc a liberare la mano.
Solo una volta nella sua vita Sean aveva incontrato un uomo
forte quanto lui... E ora si trovavano di nuovo l'uno contro l'altro.
Punt il palmo della destra sotto il mento di Jan Paulus, spingendo-
gli la testa indietro, contro il proprio braccio sinistro: gli avrebbe
spezzato il collo. Ma Jan Paulus circond con le braccia il petto di
Sean, appena sotto le ascelle, e strinse. Nel giro di pochi secondi,
Sean sent che la sua faccia si gonfiava, che la bocca si spalancava e
che la lingua sporgeva tra i denti.
Non poteva respirare, ma riusc ugualmente a mantenere la pres-
sione sul collo di Jan Paulus... Stava per farcela, ancora un paio di
centimetri e gli avrebbe spezzato le vertebre.
La terra pareva sussultare e girare sotto di lui, Sean sapeva d'es-
sere agli estremi perch macchie pi oscure del buio circostante gli
annebbiavano la vista: tale consapevolezza gli diede un p pi di
forza. La concentr tutta sul collo dell'avversario. Jan Paulus emise
un grido selvaggio e strozzato, e la sua stretta sul petto di Sean si al-
lent lievemente.
Di nuovo, si disse Sean, di nuovo. E raccolse tutte le energie che
gli restavano per lo sforzo finale. Prima che potesse esercitarlo, Jan
Paulus si mosse rapidamente, cambiando presa. Punt le ginocchia
sotto il bacino dell'avversario e con uno sforzo convulso ne spinse
in alto e in avanti la parte inferiore del corpo, facendola ruotare:
Sean dovette lasciare la presa sul collo di Jan Paulus e usare le mani
per ammortizzare la propria caduta.
Una pietra aguzza lo colp all'osso sacro, e il dolore scaturi in
lui come un lampo in un cielo estivo. Confusamente ud le grida
della fanteria inglese, molto vicina ora, e vide che Jan Paulus si al-
zava carponi e guardava gi per la scarpata, dove le baionette scin-
tillavano alla luce delle stelle, e cominciava ad arrampicarsi verso la
cresta.
Sean si sollev in piedi a fatica e tent d'inseguirlo, ma il dolore
alla schiena glielo imped; Jan Paulus raggiunse con una decina di
passi la cresta davanti a lui. Ma, mentre correva, un'altra forma
scura gli si accost di fianco, nel modo in cui un buon cane attacca
un rybuck in corsa. Era Mbejane, e Sean lo vide alzare la lancia.
俏o! grid. 俏o, Mbejane! Lascialo! Lascialo andare!
Mbejane esit, rallent la corsa, si ferm e si volt a guardare Sean.
Questi lo raggiunse e gli si affianc, le mani sulla schiena e il re-
spiro che gli usciva come un rantolo dalla gola. Dal fondo della
scarpata dall'altra parte del colle giunse alle loro orecchie lo scalpi-
tio di un unico cavallo. Poi, l'eco della fuga di Jan Paulus svan in
lontananza, e i due furono raggiunti dai fanti inglesi che avanzava-
no. Sean si volt e ridiscese la china attraversando le loro file.

39.

Arrivarono a Johannesburg due giorni dopo, con un treno sus-
sidiario.
俟uppongo che dovremmo presentarci a qualcuno,
sugger Saul, in piedi con Sean e Mbejane sul marciapiede della sta-
zione, accanto al poco bagaglio che erano riusciti a salvare dal disa-
stro.
Tu va' pure, se ne hai voglia , ribatt Sean. Io preferisco da-
re un'occhiata in giro.
Ma non abbiamo i permessi , protest Saul.
Segui lo zio Sean.
Johannesburg era una citt corrotta, nata dal connubio tra l'O-
ro e l'Ingordigia; tuttavia vi regnava un'atmosfera di gaiezza, d'ec-
citazione e di frenetica attivit. Essendone lontani, la si poteva an-
che odiare, ma bastava rimettervi piede per restarne di nuovo conta-
giati. Proprio come Sean in quel momento.
Condusse i suoi compagni fuori della stazione e sorrise riveden-
do la via principale, quella Eloff Street che ricordava cos bene. Era
molto affollata. Tra la doppia fila di case a tre o quattro piani, le
carrozze si contendevano il passo coi tram a cavalli. Lungo i mar-
ciapiedi, le uniformi d'una dozzina di reggimenti facevano risaltare
i colori sgargianti degli abiti femminili.
Sean si ferm sulla scalinata della stazione e accese un sigaro. In
quello stesso momento, i rumori delle ruote e delle voci umane fu-
rono sovrastate dal lamentoso ululato della sirena di una miniera, e
a esso se ne aggiunsero immediatamente altri. Mezzogiorno. Con
gesto meccanico, Sean estrasse il proprio orologio da taschino per
controllarlo e sorrise di nuovo, notando lo stesso movimento da
parte di tutti i passanti.
Johannesburg non era cambiata gran che: sempre le vecchie abi-
tudini, la vecchia atmosfera. I mucchi di scorie delle miniere un p
pi alti di quanto Sean li ricordasse, qualche edificio nuovo, un p
pi di eleganza, ma, sotto sotto, sempre la stessa spietata puttana...
E l, all'angolo di Commissioner Street, adorno come una torta
nuziale, con le sue fantastiche decorazioni in ferro battuto e il tetto
a cornicione, c'era il Candy's Hotel.
Con il fucile su una spalla e lo zaino sull'altra, Sean si apr un
varco tra la folla che gremiva il marciapiede, seguito da Saul e
Mbejane. Raggiunse l'albergo ed entr per la porta girevole di ve-
tro. 非avvero imponente, disse, guardandosi intorno e lasciando
cadere lo zaino sullo spesso pelo del tappeto. Lampadari di cristal-
lo, tende di velluto trattenute da cordoni d'argento, tavoli di mar-
mo, grandi poltrone di felpa, palme e urne di bronzo. Che ne dici,
Saul? Vogliamo provare questo dormitorio? La sua voce riemp
l'atrio, zittendo il mormorio delle conversazioni educate.
Non parlare cos forte , lo ammon Saul.
Un generale seduto in una delle poltrone di felpa s'irrigid e vol-
t la testa per fissarli attraverso il monocolo, mentre il suo aiutante
di campo si chinava verso di lui bisbigliando: Coloniali .
Sean gli fece l'occhiolino e si avvicin al banco della ricezione.
Buongiorno, signore. Lo sguardo dell'impiegato era gelido.
Avete le prenotazioni per me e per il mio capo di stato mag-
giore.
Il nome, signore?
Spiacente, non posso rispondere a questa domanda. Stiamo
viaggiando in incognito , disse Sean, serissimo, e sul volto dell'im-
piegato apparve un'espressione stranita. Sean abbass la voce fino
ad assumere un tono da cospiratore. Ha visto entrare un uomo
con una bomba?
No. Gli occhi dell'altro divennero vitrei. 俏ossignore. No,
non l'ho visto.
雨ene. Sean parve sollevato. In questo caso prenderemo la
Suite Victoria. Ci faccia portare il bagaglio di sopra.
Il generale Caithness occupa la Suite Victoria, signore. Ora
l'uomo dall'altra parte del banco pareva disperato.
Cosa? rugg Sean. Come osate!
Io non... Noi non abbiamo avuto alcuna... Balbettando,
l'impiegato arretr di due passi.
Chiami il proprietario , ordin Sean.
Sissignore. E l'impiegato scomparve dietro una porta con la
scritta PRIVATO.
俟ei impazzito? Saul, al colmo dell'imbarazzo, scalpitava.
Non possiamo permetterci un posto simile. Andiamocene da qui.
Sotto lo sguardo interrogativo degli ospiti presenti nell'atrio, egli
era molto conscio delle loro uniformi stazzonate e sudicie.
Prima che Sean potesse rispondere, una donna usc dalla porta
contrassegnata PRIVATO, una donna molto bella ma anche molto ar-
rabbiata, con occhi che sprizzavano lampi azzurri come gli zaffiri
che portava al collo. 俟ono la signora Rautenbach... La proprieta-
ria. Lei ha chiesto di vedermi?
Per tutta risposta Sean sorrise, e la collera della donna svan len-
tamente mentre cominciava a riconoscerlo, nonostante la giubba lu-
rida e la mancanza della barba.
Mi vuoi sempre bene, Candy?
Sean? La donna era ancora incerta.
Chi altri?
俟ean! E corse ad abbracciarlo. Mezz'ora dopo il generale
Caitimess era stato sfrattato, e nella Suite Victoria si erano comoda-
mente installati Sean e Saul.
Rinfrescato dal bagno, con solo un asciugamano intorno ai fian-
chi, Sean sedeva in poltrona con la testa piegata all'indietro, mentre
il barbiere gli radeva l'ispida stoppia di tre giorni.
Vuoi dell'altro champagne? Candy non gli staccava gli occhi
di dosso da dieci minuti.
Grazie.
Candy riemp il bicchiere, glielo rimise in mano, poi gli tocc i
grossi muscoli dei braccio. Sempre di ferro , mormor. Hai
sconfitto il tempo. Le sue dita si spostarono sul petto. Solo un
p di grigio qua e l... Ma ti dona. Poi, al barbiere: Non ha an-
cora finito? .
Ancora un minuto, signora. Diede qualche'ulteriore sforbi-
ciata lungo la linea di una tempia, fece due passi indietro e ammir
la propria opera; poi, con modesto orgoglio, sollev lo specchio da-
vanti al volto di Sean, chiedendone silenziosamente l'approvazione.
Molto bene. Grazie.
Pu andare ora. Si occupi dei signore nell'altra camera.
Candy aveva atteso abbastanza. Appena la porta si chiuse dietro il
barbiere, la donna diede un giro di chiave. Sean si alz e i due si fis-
sarono attraverso la stanza.
Mio Dio, come sei grande. La sua voce era roca, spudorata-
mente avida.
Mio Dio, come sei bella , replic Sean, e avanzarono lenta-
mente l'uno verso l'altra.
Dopo, giacquero per un p in silenzio, mentre l'oscurit si ad-
densava nella camera col calar della sera. Poi Candy sfior con le
labbra una spalla di Sean e, come una gatta che pulisce i propri pic-
coli, gli pass delicatamente la lingua sui lunghi graffi rossi nel
collo.
Quando la stanza fu completamente buia, la donna accese una
delle lampade a gas e fece portare biscotti e champagne. Infine, se-
duti sul letto disfatto, cominciarono a parlare.
Dapprima ci fu un certo imbarazzo, a causa di ci che era appe-
na accaduto tra loro, ma presto pass, e i due rimasero svegli fino a
notte inoltrata.
E' raro che un uomo trovi nella stessa donna un'amante e un'a-
mica, ma con Candy questo era possibile. E Sean si liber con lei di
tutto quanto urgeva e fermentava nel suo animo.
Le parl di Michael e dello strano legame che li univa.
Le parl di Dirk, accennando alle apprensioni che nutriva a suo
riguardo.
Le parl della guerra e di ci che avrebbe fatto quando fosse fi-
nita.
Le parl dei Lion Kop e della piantagione di acacie.
Una sola cosa non le confid. Non poteva parlare di Ruth n
dell'uomo che era suo marito.

40.

I giorno seguente Sean e Saul si presentarono al quartier gene-
rale del comandante di zona, ma non ricevettero n permessi n
ordini di servizio. Adesso che erano arrivati, nessuno sembrava
interessarsi di loro. Dovevano presentarsi a rapporto ogni giorno e,
per il resto, facessero pure quel che volevano. I due tornarono al
Candy's Hotel, dove passavano la maggior parte della giornata gio-
cando a biliardo o a carte e la maggior parte della serata mangian-
do, bevendo e chiacchierando.
Una settimana con questo andazzo, e Sean era annoiato a mor-
te. Cominciava a sentirsi come uno stallone da monta. Anche una
dieta di manna celeste viene a noia, dopo un p ... Cos, quando
Candy gli chiese di accompagnarla al pranzo con cui Lord Kitche-
ner intendeva festeggiare la propria promozione a comandante su-
premo dell'esercito in Sudafrica, Sean accett con piacere.
俟ei bello come un dio, disse Candy, allorch Sean entr nel
suo appartamento attraverso la porticina segreta che lo univa alla
camera da letto di lui nella Suite Victoria. Quando la donna gli ave-
va mostrato come, toccando una certa molla, il piccolo, discreto
pannello scivolava silenziosamente di lato, Sean aveva respinto la
tentazione di chiederle quanti altri uomini se ne erano serviti. Era
assurdo risentirsi per gli ospiti senza nome che avevano varcato
quella stessa porticina per insegnare a Candy quei giochetti con i
quali adesso lo deliziava.
Anche tu non sei niente male. Candy era vestita di seta azzur-
ra, la stessa sfumatura dei suoi occhi, e portava una splendida colla-
na di diamanti.
Come sei elegante! Lo raggiunse e accarezz i risvolti di seta
della sua nuova giacca da sera. Ma vorrei che ti fossi messo le tue
medaglie.
Non ho medaglie.
保h, Sean! Devi averne! Con tutte quelle cicatrici di pallottole,
devi avere delle medaglie.
Spiacente, Candy. Sean sorrise. A volte la sua amica era cos
lontana dalla brillante, sofisticata donna di mondo. Bench avesse
un anno pi di lui, il tempo non aveva compromesso quella fragile
qualit di pelle e di capelli che nella maggior parte delle donne va
cos presto perduta. Il corpo era snello come un tempo e i lineamen-
ti non si erano appesantiti.
Non importa... Anche senza medaglie, sarai l'uomo pi bello
della serata.
E tu la pi bella ragazza.
Mentre la carrozza procedeva lungo Commissioner Street, verso
l'Hotel Grand National, Sean se ne stava seduto a proprio agio, con
le spalle appoggiate al morbido schienale di cuoio. Il suo sigaro tira-
va bene, l'unico brandy che aveva bevuto prima di uscire ardeva
piacevolmente sotto il rigido sparato della camicia, un lieve aroma
di liquore aleggiava intorno a lui, e la mano di Candy era posata
morbidamente sulla sua gamba.
Tutte queste cose gli davano un senso di serena e profonda con-
tentezza. Rideva con facilit alle chiacchiere di Candy e lasciava che
il fumo indugiasse tra le sue labbra, gustandolo con un piacere qua-
si infantile. Quando la carrozza si ferm davanti all'ingresso dell'al-
bergo, dondolando lievemente sul suo superbo molleggio, Sean bal-
z a terra e rimase accanto alla ruota posteriore per controllare che
Candy non inciampasse nella gonna mentre scendeva.
Poi, con le dita di lei sul suo avambraccio, la condusse su per la
scalinata esterna e oltre le porte a vetri. Lo splendore dell'atrio non
era pari a quello del Candy's Hotel. Ma era lo stesso abbastanza
imponente... Al pari della fila di persone che attendevano di acco-
gliere gli ospiti. Mentre aspettavano il loro turno per essere presen-
tati al comandante in capo, Sean parlottava con un aiutante di cam-
po. Infine:
俑ylord, mi permetta di presentarle il signor Courteney e la si-
gnora Rautenbach .
Lord Kitchener aveva un aspetto davvero formidabile. La sua
mano era fredda e dura, ed era alto quanto Courteney. Gli occhi,
che fissarono per un istante quelli di Sean, esprimevano un'inquie-
tante forza di volont. Poi si volsero verso Candy, e la loro espres-
sione si addolc mentre egli si chinava sulla sua mano. E' stata mol-
to gentile a venire, signora.
Quindi si ritrovarono tra lo sfarzo dei velluti, delle sete e delle
alte uniformi. L'insieme era dominato dallo scarlatto delle guardie e
dei fucilieri, ma c'erano anche il turchino con alamari d'oro degli
ussari, il verde dei forestali, i kilt d'una mezza dozzina di reggimen-
ti delle HighIands, cos che l'abito da sera nero di Sean appariva vi-
stosamente tradizionale. Tra il luccichio delle medaglie e delle deco-
razioni, splendevano i gioielli e la pelle delle donne.
In quel salone erano riuniti i fiori pi preziosi di quell'immenso
albero che era l'Impero Britannico. Un gigante che si innalzava su
tutti gli altri alberi della foresta. Due secoli di vittorie in guerra l'a-
vevano nutrito, duecento milioni di uomini erano le sue radici, che
succhiavano i tesori di mezzo mondo e li inviavano attraverso gli
oceani in quella citt grigia a cavalcioni del Tamigi che ne era il
cuore. E l questa ricca linfa veniva assimilata e trasformata in uno
speciale tipo di uomini. Erano quei gentlemen il cui pigro eloquio e
la cui studiata noncuranza riflettevano la mediocrit soddisfatta di
s e l'arroganza che li avevano fatti odiare e temere anche dal tron-
co del grande albero di cui essi erano il fiore. Mentre le piante pi
basse gli si stringevano attorno, allungando le loro radici per sot-
trargli parte della sua sostanza, la malattia aveva gi rosicchiato il
legno al di sotto della corteccia del gigante. America, India, Afgha-
nistan e Sudafrica avevano iniziato quel processo d'inaridimento
che un giorno lo avrebbe fatto crollare e spaccato in mille pezzi,
mostrando cos che non era un albero di teak, ma un molle pino.
Guardando gli uomini che lo circondavano, Sean si sentiva di-
verso da loro, pi vicino in spirito a quei barbuti guerriglieri i cui
Mauser ruggivano ancora come sfida disperata, dalla selvaggia im-
mensit del veld.
Ma questi pensieri minacciavano di guastargli l'umore, quindi li
scacci, scambi il suo bicchiere vuoto con un altro pieno di dorato
vino frizzante e tent di unirsi alla conversazione scherzosa dei gio-
vani ufficiali che attorniavano Candy. Riusc soltanto a concepire
un ardente desiderio di sferrare un diretto tra i baffi ben curati d'un
tenentino. Stava assaporando quest'idea, quando qualcuno gli toc-
c un braccio.
俟alve, Courteney. A quanto pare, la si trova dovunque ci sia
da combattere o da bere gratis. Stupito, Sean si volt per guardare
la faccia austera, ma con occhi incongruamente ammiccanti, del
maggior-generale Acheson.
Salve, generale. Noto che anche lei frequenta gli stessi ambien-
ti, sogghign Sean.
Lo champagne pessimo. Il vecchio K. Deve essere in vena di
economie. Fece scorrere lo sguardo sull'impeccabile abito da sera
di Sean. E' difficile intuire se ha ricevuto le ricompense per le quali
l'ho raccornandata.
Sean scosse la testa. Sono ancora un sergente. Non ho voluto
mettere in imbarazzo i pezzi grossi con i miei miseri galloni.
Ah! Gli occhi di Acheson si strinsero un poco. Deve esserci
stato qualche intoppo. Cercher di scoprirlo.
Le assicuro che sono contento cos.
Acheson annu e cambi argomento. Lei non conosce mia mo-
glie, vero? Questo era un segno di grande benevolenza. Sean non
poteva sapere che Acheson lo considerava un p come il suo porta-
fortuna personale. La sua rapida ascesa datava dal loro primo in-
contro. Sean sbatt le palpebre per la sorpresa prima di rispondere:
Non ho avuto questo onore .
Venga, allora.
Sean si scus con Candy, che lo conged con un colpetto di ven-
taglio, e Acheson lo guid attraverso la folla verso un gruppo in
fondo alla sala. Quando furono a una dozzina di passi, Sean si arre-
st di colpo.
Qualcosa non va? domand Acheson.
No. Nulla , rispose Sean, riprendendo a camminare, ma ora
fissava come affascinato uno degli uomini che facevano parte dei
gruppo verso il quale si stavano dirigendo.
Una figura sottile nell'uniforme blu dei Fucilieri a cavallo del
Natal. Capelli color sabbia pettinati all'indietro, in modo da lasciar
libera una fronte alta, un naso troppo grande rispetto alla bocca e
al mento, le spalle un p curve, e, sul petto, la porpora e il bronzo
della pi alta ricompensa al valore, accanto al nastrino a strisce del
Distinguished Service Order, mentre il cordone e le spalline indica-
vano il grado di colonnello.
Lentamente, il senso di colpa si risvegli in lui, e Sean abbass
lo sguardo sulle gambe dell'uomo. Un p interdetto, le vide perfet-
tamente uguali, ciascuna col suo lucido stivale nero. Solo quando
l'altro si mosse lievemente, egli not la pesantezza della destra e
comprese.
Mia cara, desidero presentarti il signor Courteney. Credo d'a-
verti parlato di lui. Era con me a Colenso e poi sul treno, qualche
settimana fa.
Ma certo. Signor Courteney, un vero piacere conoscerla. La
signora Acheson era una donna rotondetta e cordiale, ma Sean
stent a mormorare la risposta di prammatica, tanto era conscio
dell'altro sguardo fisso sul suo volto.
E questo il maggiore Peterson, del mio stato maggiore.
Sean fece un cenno col capo.
Probabilmente conosce il colonnello Courteney, dato che por-
tate lo stesso nome... Per non parlare dei fatto che il suo coman-
dante.
Per la prima volta, dopo diciannove anni, Sean guard in faccia
l'uomo che aveva mutilato. Salve, Garry, disse, e tese la mano.
Rest cos, in attesa.
Le labbra di Garry Courteney si mossero. Curv un poco le
spalle e la sua testa oscill lievemente da una parte all'altra.
Prendila, Garry. Per piacere, prendi la mia mano, lo incit si-
lenziosamente Sean. Rendendosi conto della propria espressione te-
sa, si costrinse a sorridere. Era una povera cosa incerta, quel sorri-
so, con la bocca che tremava lievemente agli angoli.
In risposta, le labbra di Garry si rilassarono, e per un attimo
Sean lesse negli occhi del fratello un tremendo desiderio di aggrap-
parsi alla sua mano.
Quanto tempo, Garry. Troppo davvero. Spinse un p pi
avanti la mano. Prendila. Oh Dio, ti prego, fa' che la prenda.
Poi Garry raddrizz la schiena. In questo movimento, la punta
dello stivale destro raschi lievemente il pavimento di marmo. Quel
lampo di desiderio scomparve dai suoi occhi, e gli angoli della sua
bocca si sollevarono in qualcosa di simile a un ghigno. Sergente,
il tono della sua voce era troppo alto, quasi stridulo. Sergente, lei
non indossa la tenuta regolamentare! Poi si volt, facendo perno
sulla gamba artificiale, e si allontan lentamente tra la folla.
Sean rest con la mano tesa e il sorriso che gli si gelava sul
volto.
Non avresti dovuto farlo, Garry. Tutt'e due lo volevamo... Tu
lo desideravi quanto me, lo so.
Abbass la mano lungo il fianco e la strinse a pugno.
Lo conosce? chiese Acheson a voce bassa.
E' mio fratello.
Capisco , mormor l'altro. S, capiva molte cose... E una di
esse era la ragione per cui Sean Courteney era ancora un sergente.
Il maggiore Peterson tossicchi e accese un sigaro. La signora
Acheson tocc il braccio del marito. Caro, Dapline Langford ar-
rivata ieri. Eccola l con John... Dobbiamo invitarli a pranzo.
Certo, cara. Lo far stasera.
Parlavano tra loro per dare a Sean il tempo di riprendersi.
Il suo bicchiere vuoto, Courteney, e anche il mio. Suggerisco
di passare a qualcosa di pi sostanzioso dello champagne da cucina
di Kitchener.
Brandy, infuocato brandy del Capo, ben diverso da quel vinello
frizzante che facevano in Francia. Un liquore pericoloso da bere,
nel suo stato d'animo, poich un solo impulso restava a Sean dopo
quello che Garry gli aveva fatto: una fredda rabbia omicida.
Il suo viso era impassibile, egli rispondeva con garbo alle genti-
lezze della signora Acheson, una volta sorrise a Candy attraverso la
sala, ma sentiva che il brandy, un bicchierino dopo l'altro, scendeva
a nutrire la collera che gli ribolliva nelle viscere: i suoi occhi segui-
vano la figura in blu che zoppicava da un gruppo all'altro.
L'aiutante di campo incaricato dei posti a tavola non poteva sa-
pere che Sean era soltanto un graduato. Come accompagnatore del-
la signora Rautenbach, lo credette un civile influente e lo sistem
tra Candy e la signora Acheson, con il maggiore Peterson un posto
pi in gi e un generale di brigata e due colonnelli di fronte. Uno
dei colonnelli era Garrick Courteney.
Sotto gli sguardi quasi ininterrotti di Sean, Garry divenne nervo-
samente loquace. Evitando con cura gli occhi del fratello, si rivolge-
va ai commensali pi importanti, e quella croce di bronzo sospesa al
nastro purpureo, che ballonzolava sul petto ogni volta che egli si
curvava in avanti, dava un peso alle sue parole, come risultava evi-
dente dall'attenzione accordatagli dagli ufficiali di grado superiore.
Il cibo era eccellente. Aragoste di scoglio sfuggite al controllo
del blocco boero tra Johannesburg e il Capo, grassi fagianotti e al-
tra cacciagione, quattro salse assortite... Anche lo champagne era di
qualit superiore. Ma Sean mangi pochissimo, facendo invece la-
vorare a pieno ritmo il cameriere addetto al vino, che volteggiava
dietro la sua sedia.
促ertanto, stava dicendo Garry, mentre sceglieva un sigaro
dalla scatola in legno di cedro che gli veniva offerta, sono convin-
to che le ostilit cesseranno entro tre mesi al, massimo.
俟ono d'accordo con lei, annu il maggiore Peterson. 俟are-
mo di ritorno a Londra per la season.
Bubbole! Sean diede il suo primo contributo alla conversa-
zione. Era una parola che aveva imparato da poco, ma che gli pia-
ceva. D'altronde, c'erano delle signore presenti.
La faccia di Peterson assunse lo stesso colore scarlatto della
giubba, Acheson cominci a sorridere ma poi cambi idea, Candy
fremette di eccitazione perch era arrivata al limite della noia, e un
gelido silenzio cadde su quel settore della tavola.
Prego? Garry guard per la prima volta il fratello.
Bubbole , ripet Sean.
Il cameriere fece un passo avanti e riemp di champagne la sua
coppa di cristallo, operazione che aveva ripetuto almeno una dozzi-
na di volte dall'inizio del pranzo, ma che in quel momento attir
l'attenzione di tutti.
Devo forse presumere che non sei d'accordo con me? lo sfid
Garrick.
No.
Perch, se lecito?
Perch ci sono ancora diciottomila boeri in campo, perch
hanno ancora un esercito ben organizzato, perch non hanno subito
una sola sconfitta decisiva... Ma soprattutto per il carattere di quei
diciottomila combattenti.
Tu non... cominci Garry in tono arrogante, ma Acheson lo
interruppe..
Mi scusi, colonnello Courteney. Poi, rivolgendosi a Sean:
Pare che lei conosca bene quella gente... esit e aggiunse: Se
non sbaglio, si anche imparentato con loro per matrimonio .
俑io cognato a capo del commando Wynberg, afferm
Sean. Il vecchio era pi informato sul suo passato di quanto egli
non sospettasse... Doveva aver fatto qualche indagine. Ne fu lusin-
gato, e l'asprezza scomparve dalla sua voce.
Secondo lei, quale sar la loro linea di condotta d'ora in poi?
Acheson intendeva approfondire l'argomento.
Sean bevve un sorso di champagne mentre ponderava la rispo-
sta: Si sparpaglieranno, dividendosi nelle loro unit di combatti-
mento tradizionali: i commando .
Acheson annu. Data la sua posizione nello stato maggiore, egli
sapeva che era gi accaduto.
In questo modo eviteranno di doversi trascinare dietro una co-
lonna di rifornimenti. Una volta arrivata la stagione delle piogge,
quelle piccole unit non avranno problemi a foraggiare i cavalli.
Sean s'avvide che ora tutti lo stavano ascoltando. Riflett rapida-
mente, maledicendo il vino che gli aveva intorpidito il cervello.
Eviteranno lo scontro aperto, indietreggeranno, poi faranno die-
tro front per colpirci ai fianchi e fuggiranno di nuovo.
俑a... I rifornimenti? chiese il generale di brigata.
Il veld la loro dispensa, e ogni fattoria nel veld un rifugio.
Munizioni, armi, indumenti? insistette il generale.
Ogni soldato inglese che cattureranno o uccideranno fornir
loro un Lee-Metford nuovo di zecca e proiettili a sufficienza per
riempire cento volte il caricatore.
Ma per quanto tempo possono vivere cosi? chiese Garry in
tono indulgente, come se parlasse a un bambino. 亟 fin dove pos-
sono fuggire? Lanci un'occhiata agli altri, cercando il loro soste-
gno, ma tutti stavano guardando Sean.
Per quanto grande il veld... Ecco fin dove possono fuggire ,
ringhi Sean, irritato dal suo tono. 俑io Dio, eppure li conosci. Le
privazioni sono il loro modo di vita. E l'orgoglio la forza che l fa-
r resistere fino all'ultimo uomo.
Proprio un bel quadro , disse Garry, con un sorriso ironico.
A raro trovare una simile comprensione dell'alta strategia tra la
bassa forza. E si rivolse ai superiori, con un'enfasi che escludeva
Sean dalla conversazione. Come stavo dicendo, generale Acheson,
io credo...
Un momento, prego, colonnello Courteney. A propria volta
Acheson escluse Garry e si rivolse a Sean: Se stesse a lei decidere,
quale linea d'azione adotterebbe? .
Dall'altra parte del tavolo, Garrick Courteney tossicchi in mo-
do tale da lasciar intendere che suo fratello stava per fare la figura
dello stupido.
La cosa non sfugg a Sean. La questione s'impernia su un uni-
co fatto: la mobilit del nemico , disse in tono deciso.
俗n'intuizione davvero profonda , borbott Garry.
Il problema pi urgente contenerlo, e poi logorarne la resi-
stenza , continu Sean, cercando di ignorare le interruzioni beffar-
de del fratello.
Contenerlo? chiese il generale di brigata.
Costringerlo in un'area limitata , spieg Sean.
Come?
Per esempio, con un sistema di fortificazioni , sugger Sean.
Correggimi se sbaglio... Proporresti di dividere il veld in recinti
e rinchiudervi i boeri come se fossero mucche da latte? Garry con-
tinuava a sorridere.
Le nuove linee di fortini lungo la ferrovia si sono dimostrate
efficaci. Si potrebbero estendere nel veld... Cos, ogni volta che il
nemico dovr attraversarle, sar tartassato dalle guarnigioni, e noi
sapremo sempre esattamente dove si trova.
I costi sarebbero enormi , osserv Acheson.
俟empre inferiori a quelli necessari a mantenere in campo un
esercito di un quarto di milione di uomini per altri cinque anni , ri-
batt Sean, tutto preso dal proprio piano. 促oi, entro queste aree
definite, piccoli corpi di uomini con buoni cavalli, senza l'impedi-
mento di artiglieria e carriaggi, potrebbero combattere efficacemen-
te i commando... Infierendo con continue incursioni e imboscate,
spingendoli verso le linee di fortini, logorando i loro cavalli, non
dando loro la possibilit di riposare, insomma, usando le loro stesse
tattiche. Combattere i commando con dei gruppi anticommando.
Acheson annu pensosamente. Continui.
侵nfine, evacuare le fattorie, prosegu incautamente Sean.
Portare via le donne e i vecchi, i cui raccolti nutrono i commando.
Costringerli a operare nel vuoto.
Negli anni a venire Sean si sarebbe rammaricato per l'impulso
che l'aveva spinto a parlate in quel modo. Forse Kitchener avrebbe
fatto comunque terra bruciata, forse Sean non ebbe alcuna parte
nella creazione di quei campi di concentramento dai quali si sarebbe
sprigionato un odio per mitigare il quale Sean si sarebbe dovuto im-
pegnare per il resto della propria vita. Ma non avrebbe mai potuto
esserne certo. D'accordo, era ubriaco e furioso... Ma in seguito non
avrebbe considerato ci una giustificazione.
A un tratto si sent come svuotato, quasi per una premonizione
del seme mostruoso che aveva gettato, e cadde in un meditabondo
silenzio, mentre gli altri si palleggiavano le sue idee, ricamandovi
sopra e gi cominciando a far piani.
Quando tutti si alzarono per prendere il caff, fece un ulteriore
tentativo di abbattere la barriera che lo divideva dal fratello. And
da Garry col suo orgoglio in mano e gliel'offri. Il mese scorso ero
a Ladyburg. Va tutto bene. Ada mi scrive che...
Ricevo una lettera alla settimana non solo da mia moglie e da
mio figlio, ma anche dalla mia matrigna. Sono perfettamente al
corrente delle ultime notizie da casa. Grazie , rispose Garrick,
guardando oltre una spalla di Sean.
Garry...
Scusami. Con un rapido cenno di saluto, Garry si allontan
per andare a parlare con un suo parigrado. La sua schiena era ine-
sorabilmente volta verso il fratello.
Andiamo a casa, Candy.
Ma, caro...
Andiamo.
Quella notte Sean dormi pochissimo.

41.

Il comando del settore orientale era molto opportunamente si-
tuato negli uffici di una fabbrica di birra in Plein Street. Il
maggiore Peterson stava aspettando Garry da un pezzo, quan-
do finalmente questi arriv.
L'ho mandata a chiamare due ore fa, signore.
Ero indisposto , disse Garry.
Il vecchio Acheson non molto di buon umore stamane... Me-
glio non farlo attendere oltre. Venga.
Lo condusse fino a una porta in fondo a un corridoio, buss
una sola volta ed entr. Acheson sollev gli occhi dagli incarta-
menti.
Il colonnello Courteney arrivato, signore.
Grazie, Peterson. Entri, Courteney.
Peterson si chiuse la porta alle spalle, lasciando Garry in piedi
sullo stesso tappeto persiano davanti alla scrivania di Acheson.
L'ho mandata a chiamare due ore fa, Courteney. Acheson
us le stesse parole del maggiore, e Garry, a disagio, spost goffa-
mente la gamba finta.
Non stavo troppo bene stamane, signore. Ho dovuto chiamare
il medico.
Acheson port le dita ai baffi bianchi, mentre esaminava i cerchi
neri sotto gli occhi di Garry e il colore terreo della sua faccia. Si
sieda , ordin.
In silenzio, Acheson continu a osservarlo, ma Garry evit il
suo sguardo. Si sentiva debole a causa dell'alcool ingurgitato la sera
prima, la sua pelle era secca e sensibile, non riusciva a star fermo
sulla sedia. La sua mano destra si contraeva nervosamente sul cap-
pello che teneva in grembo.
Infine Acheson parl: Voglio uno dei suoi uomini .
Certo, signore , annu Garry.
Quel sergente... Courteney. Voglio affidargli un comando in-
dipendente.
Garry impietr.
Sa di chi parlo? insistette Acheson.
Sissignore.
Lo credo bene , mormor seccamente Acheson. L'ho perso-
nalmente raccomandato due volte per la promozione e per una me-
daglia. Diede un colpetto al fascio di documenti davanti a s.
Sissignore. La mano destra di Garry continuava ad aprirsi e a
chiudersi.
Vedo che lei non ne ha tenuto conto in nessuna delle due occa-
sioni.
Nossignore.
Posso chiedere perch?
Io non... Non ho ritenuto che le circostanze lo rendessero op-
portuno.
Cio ha pensato che il mio giudizio fosse errato? chiese gar-
batamente Acheson.
俏ossignore. No, naturalmente, si affrett a rispondere
Garry.
Bene, allora? Gli occhi azzurri di Acheson erano due punte-
ruoli di ghiaccio.
Ho parlato col sergente. Mi sono congratulato con lui. Dopo
Colenso gli ho concesso una licenza.
Molto gentile da parte sua... Considerate le ferite che aveva ri-
portato.
Non volevo... Capisce, mio fratello. Era difficile... Non vole-
vo essere accusato di favoritismo , farfugli Garry, contorcendosi
sulla sedia e agitando le mani in aria, come per cercarvi le parole.
Suo fratello? chiese Acheson.
俟. Mio fratello. Io lo conosco, lo conosco bene... Lei no. Non
pu sapere. Sent che la struttura dei suoi pensieri si disintegrava,
e la sua voce suon stridula ai suoi stessi orecchi. Doveva spiegare,
far capire ad Acheson. 俠a mia gamba, strill, 勁a mia gamba.
La vede? Guardi! E' stato lui a farlo. Lei non sa. E' malvagio! Le as-
sicuro che malvagio!
L'espressione di Acheson non era cambiata, ma i suoi occhi era-
no pi freddi, pi vigili. Garry doveva fargli capire.
Anna. Le labbra di Garry erano bagnate e tumide. 俑ia mo-
glie Anna. E' stato lui a farle... Qualunque cosa tocchi... Lei non
pu sapere com'. Io s. E' malvagio. Io ho tentato, ho sperato che a
Colenso... Ma non si pu distruggerlo. E' lui il distruttore!
青olonnello Courteney! La voce di Acheson interruppe la sua
invettiva, e Garry sussult violentemente. Si port una mano alla
bocca e pian piano si afflosci sulla sedia.
Volevo soltanto spiegarle. Lei non capisce.
Credo di s , sibil Acheson. Le concedo una licenza a tem-
po indeterminato per motivi di salute.
Non pu farlo... Io non rinuncer al mio grado.
Non glielo chiedo , ringhi Acheson. Le mander i docu-
menti in albergo nel pomeriggio. Pu prendere il treno di domani
per il sud.
俑a... Ma, signore...
E' tutto, Courteney. Grazie.
Acheson si concentr di nuovo sui propri incartamenti.

42.

Quel pomeriggio Sean trascorse due ore con Acheson, poi
torn al Candy's Hotel e trov Saul nella sala del biliardo.
Scelse una stecca. Saul dispose due palle contro la sponda
di fondo e si raddrizz.
Be? chiese, mentre Sean ingessava la stecca.
Non ci crederai mai.
Tu parla, e lascia giudicare a me.
Sorridendo misteriosamente, Sean fece due carambole e mand
in buca la rossa.
Da sergente senza portafoglio a maggiore con un comando in-
dipendente , annunci.
俊u?
Io. Sean ridacchi e sbagli una carambola.
Devono essere matti.
Matti o no, d'ora in poi dovrai alzarti in mia presenza, assu-
mere un tono rispettoso... E sbagliare questo tiro.
Saul lo sbagli.
Se sei un ufficiale e un gentiluomo, perch non ti comporti di
conseguenza e non tieni la bocca chiusa quando devo tirare?
Anche tu hai cambiato condizione.
Cosa?
Ora sei tenente , lo inform Sean.
No!
Con in pi una patacca.
Una patacca?
Una medaglia, sciocco.
Sono sopraffatto. Non ho parole. Quindi Saul si abbatt sul
biliardo e cominci a ridere. A Sean piaceva quella risata. Che
specie di patacca?... E per cosa?
Distinguished Conduct Medal, per la notte del treno.
Ma sei stato tu a...
L'hanno data anche a me , lo interruppe Sean. Il vecchio
Acheson si lasciato prendere la mano. Ha cominciato ad appicci-
care medaglie e promozioni a qualunque cosa si muovesse, con lo
stesso fervore con cui un attacchino incolla manifesti ai muri. C'
mancato poco che desse una medaglia anche all'attendente che ha
portato il caff.
Ti ha offerto il caff?
E un sigaro , aggiunse Sean. Non ha badato a spese. Erava-
mo come due innamorati a un appuntamento. Mi ha chiamato pi
d'una volta 'mio caro ragazzo'.
E che genere di comando ti ha dato?
Sean smise di ridere. Tu e io dobbiamo dirigere il primo grup-
po anticommando. Piccole unit con equipaggiamento leggero per
dare la caccia ai boeri, tormentarli, logorarli, spompare i loro cavaI-
li e tenerli in movimento finch non incoccino in una delle nostre
colonne.
Il mattino seguente andarono col maggiore Peterson a ispeziona-
re i volontari raccolti per loro.
俗na specie di fritto misto, temo, Courteney. Ne abbiamo mes-
si insieme trecentoquindici. Il tono era pi gongolante che di scu-
sa. Peterson non aveva scordato quel bubbole! .
亮i鉬, assent Sean, 勇mmagino che non sia stato facile. Ave-
vate soltanto 250.000 uomini fra i quali scegliere. E per quel che ri-
guarda gli ufficiali?
Mi spiace. Soltanto il tenente Friedman. Ma le ho procurato
una vera perla. Un sergente-maggiore. L'ho sgraffignato al reggi-
mento del Dorset, si chiama Eccles. Di prim'ordine, assolutamente
di prim'ordine.
E Tim Curtis... Colui che avevo chiesto?
Spiacente di nuovo. Hanno riaperto i giacimenti auriferi. Tutti
gli ingegneri sono stati congedati e rispediti al lavoro.
Maledizione... Mitragliatrici?
Quattro Maxim. Maledettamente fortunato ad averle.
Cavalli?
Non stato facile... Ma pu andare alla rimonta e sceglier-
seli.
Sean continu a interrogare Peterson durante tutta la cavalcata
fino a Randfontein. La sua eccitazione per quel comando aumenta-
va sempre pi. Lo stava prendendo davvero sul serio. L'ultima e
pi importante domanda la pose mentre passavano oltre le sentinel-
le del grande accampamento ai margini di Johannesburg.
Acheson ha deciso in quale area opereremo?
S. Peterson abbass la voce. Il sud-est del Transvaal.
Dove c' Leroux!
Esatto. Il tipo che ha fatto saltare il suo treno.
Di nuovo Jan Paulus!
Siamo arrivati, Courteney.
Un p discoste dall'accampamento principale c'erano tre file di
tende bianche. A un'estremit fumava una cucina da campo, e in-
torno a essa erano radunati gli uomini di Sean.
Mio Dio, Peterson. Altro che fritto misto! Ha razziato tutti i
cuochi e gli attendenti dell'esercito. E quelli cosa sono?... Ges,
marinai!
Peterson fece un sorrisetto e si agit sulla sella. Arruolati con
la forza , ammise. Erano artiglieri sulla Repulse. Ah, ecco il suo
sergente-maggiore.
Eccles si avvicin: baffi neri, la struttura di un toro, era alto
quasi un metro e novanta e si teneva rigidamente eretto. Peterson li
present e i due si piacquero.
Un bel mucchio di spazzatura, signore.
Avremo parecchio lavoro da fare, Eceles.
L'ha detto, signore.
Allora sar meglio cominciare subito. E si guardarono con
mutuo rispetto e simpatia.

Una settimana dopo erano pronti a partire. Saul aveva ideato il
nome Guide combattenti di Courteney. Avevano tutti buoni ca-
valli, bench alcuni montassero in modo piuttosto curioso... Spe-
cialmente i delegati della Marina Reale. Intimidendo il quartierma-
stro, Sean era riuscito a ottenere un'uniforme standard simile a
quella dei cavalleggeri imperiali: cappello a tesa, giubba cachi, pan-
taloni da cavallerizzo, bandoliere, mollettiere e stivali stringati.
Avevano quaranta muli sani e ben nutriti e quattro mitragliatrici
Maxim. Eccles aveva addestrato gli uomini addetti a servirle.
Acheson aveva approvato la richiesta di Sean di usare Charles-
town come base. Organizz il trasporto ferroviario fino a quel mi-
nuscolo villaggio vicino al confine del Natal, ottenne una promessa
di aiuto da parte dei grossi distaccamenti che operavano in quell'a-
rea e inform Sean che si aspettava 剋randi cose da lui. Suon co-
me una minaccia.

43.

Ma, tesoro, non ti hanno dato una vera uniforme. Hai
un'aria cos... Scialba? Candy, che lo guardava vestirsi
dal letto a due piazze, aveva idee molto precise su come
doveva essere una vera uniforme. Galloni e alamari d'oro con, met-
tiamo, una Stella dell'Ordine della Giarrettiera su campo scarlat-
to... Guarda quei bottoni... Non luccicano nemmeno!
Le cose che luccicano piacciono ai boeri. Sono un buon bersa-
glio nel sole, rispose Sean, lanciandole un'occhiata al di sopra di
una spalla. I capelli arruffati di Candy parevano una nuvola dorata
e la vestaglia azzurra era sistemata in modo da provocare pi che
nascondere. Sean si affrett a riportare gli occhi sulla propria im-
magine riflessa nello specchio a tutta altezza e si spazzol indietro i
capelli. C'era un p di grigio ora. Ma mi d un'aria distinta, pen-
s. Peccato il naso. Lo strinse tra due dita e lo raddrizz... Ecco,
cos sarebbe stato un signor naso... Ma, quando lo lasci, esso ri-
prese subito la propria inclinazione originale. Bene, ora ti devo la-
sciare , disse.
Candy si alz in fretta, e il riso si spense sulle sue labbra, che
tremarono un poco. Ti accompagno gi. Sistem rapidamente la
vestaglia.
No.
S. Ho un regalo d'addio per te.
Nel cortile dell'albergo c'era un carretto tirato da quattro muli.
Candy lo raggiunse e sollev la copertura di tela cerata. 亟cco, qui
ci sono alcune cose che forse potranno esserti utili.
Contro il freddo, Candy gli aveva procurato un cappotto di
montone, sei belle coperte di lana, una trapunta di seta, un materas-
so, due cuscini di piume, una cassa di brandy Courvoisier e una di
champagne Veuve Clicquot. Contro la fame, c'erano salmone in
scatola, marmellata di fragole, caviale in vasetti e altre ghiottonerie,
il tutto accuratamente chiuso in cassette di legno. Per la salute, una
cassetta di pronto soccorso completa e una serie di strumenti chirur-
gici. Contro i boeri, una sciabola d'acciaio di Toledo in un fodero
di cuoio con decorazioni d'argento e una coppia di Colt in una sca-
tola di mogano.
Candy... balbett Sean. Sono senza parole.
La donna sorrise lievemente e si appese al suo braccio. C' an-
che qualcos'altro. Fece un cenno a un uomo della scuderia, che
scomparve nelle stalle e torn recando uno stallone arabo con una
sella inglese da caccia.
Mio Dio! esclam Sean.
Lo stallone si spost lateralmente e il sole splendette sul velluto
del suo mantello. Poi soffi dalle narici rosa, rote gli occhi e s'im-
penn, facendo ruzzolare lo stalliere.
Candy, mia cara , disse ancora Sean.
Arrivederci, Sean. Gli porse le labbra, poi si stacc da lui e
rientr quasi correndo in albergo.
Mentre Sean lanciava osceni incoraggiamenti, Mbejane e lo stal-
liere afferrarono la testa del cavallo. Sean mont, gli altri lasciaro-
no libero l'animale e Courteney lott per calmarlo. Pian piano riu-
sci a persuaderlo a muoversi in direzione della ferrovia.
Eccles li guard avvicinarsi con aria impassibile.
Perch cavolo ride, sergente-maggiore?
Non stavo ridendo, signore.
Sean smont e affid con sollievo lo stallone alle cure di due sol-
Un bel pezzo di carne equina, signore.
Quanto crede che possa valere?
Intende venderlo, signore? Eccles non pot fare a meno di
mostrarsi sollevato.
Ci pu scommettere. Ma un regalo, quindi non posso farlo
qui a Johannesburg.
Bene, a Charlestown c' il colonnello Jordan che sempre di-
sposto a comprare un bel cavallo. Credo di poter ottenere un buon
prezzo, signore. Vedr che cosa posso fare.
Il colonnello Jordan acquist non solo lo stallone, ma anche le
pistole e la sciabola. All'addetto alla mensa ufficiali della guarnigio-
ne di Charlestown venne l'acquolina in bocca quando Eccles tolse
l'incerata che copriva i doni mangerecci di Candy.
Quando la colonna di Sean s'inoltr nella bruna prateria inver-
nale, verso il massiccio frastagliato del Drakensberg, il carretto ro-
tolava alla retroguardia portando le Maxirn e una dozzina di casse
di munizioni.

44.

Faceva freddo quella prima notte, e le stelle erano chiare, bril-
lanti e lontane. La mattina dopo, la terra era bianca e friabile
nella morsa del gelo; ogni filo d'erba, ogni ramoscello o foglia
caduta si erano trasformati in capolavori d'arte araba. Una sottile
crosta di ghiaccio copriva la pozza presso la quale si erano accam-
pati.
Mbejane e Sean erano seduti a gambe incrociate l'uno di fronte
all'altro, lo zulu avvolto nel suo kaross di scimmia e Sean col cap-
potto di montone abbottonato fino al mento.
俟tasera ci accamperemo sotto quella montagna, disse Sean,
indicando il cono blu che si stagliava contro il turchino pi chiaro
del cielo a occidente. Ci troverai l.
俏kosi, assent Mbejane, chinando il capo sulla sua scatola di
tabacco da fiuto.
亟 quelli, continu Sean, indicando col mento i quattro indi-
geni armati di lance che attendevano pazientemente sul bordo della
pozza, sono uomini?
Mbejane si strinse nelle spalle. 俟o poco di loro. Erano i miglio-
ri tra coloro con i quali ho parlato, credo. Ma lavorano per il gua-
dagno... E dei loro cuori non so nulla. Prima di continuare, osser-
v i loro indumenti; portavano quegli abiti smessi europei che sta-
vano rimpiazzando dappertutto il costume tribale. Vestono senza
dignit. Ma, forse, sotto gli stracci ci sono degli uomini.
Non ne abbiamo altri, e dovremo accontentarci di loro. Ma
vorrei che fossero con noi quelli che adesso stanno ingrassando ac-
canto alle loro mogli.
Mbejane sorrise. Una settimana prima aveva consegnato il mes-
saggio al telegrafo del veld e sapeva che tanto Hlubi quanto
Nonga stavano smaltendo gli accumuli di grasso trottando verso
nord dai loro kraals lungo il fiume Umfolozi. Sarebbero arrivati
presto.
Questo il modo in cui cacceremo , gli disse Sean. I tuoi uo-
mini si sparpaglieranno davanti a noi e cercheranno le tracce. I ca-
valli degli uomini che cerchiamo non hanno ferri agli zoccoli. Se
scoprite una pista fresca, seguitela finch non saranno chiare la ve-
locit e la direzione. Poi tornate di corsa da me.
Mbejane annu e fiut un pizzico di tabacco.
Mentre cercate, fermatevi ai kraals che incontrate lungo la
strada. Parlate con la gente che li abita; se i Mabunu sono qui, essa
lo sapr di certo.
Far come dici, Nkosi.
Ecco il sole. Sean lo guard risplendere sulle cime, mentre le
valli restavano in ombra. Va' in pace, Mbejane.
Lo zulu ripieg il kaross e lo leg con una striscia di cuoio, poi
raccolse la lancia e si butt su una spalla il grande scudo ovale da
guerra. Va' in pace, Nkosi.
Sean lo osserv mentre parlava con gli altri cacciatori, ascoltan-
do il sonoro alzarsi e abbassarsi della sua voce. Poi gli indigeni si
sparpagliarono, avanzarono al trotto nel veld, rimpicciolirono e
scomparvero.
Eccles.
Signore.
Finita la colazione?
Sissignore.
Gli uomini erano in piedi accanto ai loro cavalli, con le coperte
arrotolate e le carabine sulle selle, i cappelli ben calcati sulla fronte
e i baveri dei cappotti rialzati contro il freddo.
Andiamo.
La colonna si serr in fila per quattro, con muli e carro al cen-
tro, e le avanguardie davanti per controllare il terreno. Era un pie-
colo distaccamento. Che non superava i centocinquanta passi di lun-
ghezza inclusi gli animali da soma, e Saul sorrise ricordando la mas-
siccia colonna lunga trenta chilometri che aveva marciato da Colen-
so allo Spion Kop.
Per bastava a solleticare il suo orgoglio. Guide combattenti di
Courteney. Ora si trattava di giustificare la seconda parola della de-
nominazione.
Ripieg una gamba sulla sella, vi pos sopra il taccuino e, men-
tre cavalcavano, egli e Sean progettarono l'organizzazione della co-
lonna.
Quando fecero sosta, a mezzogiorno, la misero in atto. Un
gruppo di dieci uomini fu incaricato dei muli. Per questa mansione
Sean scelse i tipi grassi, vecchi o inabili a cavalcare. Questi soldati si
sarebbero anche occupati dei cavalli, quando l'unit avesse combat-
tuto a piedi.
Tra i marinai scelse i capisquadra destinati alle Maxim. I fucilie-
ri furono divisi in gruppi di dieci, e gli uomini pi in gamba vennero
promossi sergenti capipattuglia.
Era passato da un pezzo il tramonto, quando si fermarono sotto
la mole scura della montagna. Mbejane stava aspettando coi suoi
uomini accanto a un piccolo fuoco ben schermato.
Ti vedo, Mbejane.
Ti vedo, Nkosi.
Alla luce del fuoco, Sean not che le gambe dello zulu erano co-
perte di polvere fino alle ginocchia e che la faccia era grigia per la
stanchezza.
Che notizie mi porti?
侮ecchie tracce. Forse di una settimana fa, molti uomini accam-
pati laggi oltre il fiume. Venti fuochi, non allineati come quelli de-
gli accampamenti militari, e non hanno lasciato scatolette, come
fanno invece i soldati dopo averle vuotate della carne. Niente tende,
ma giacigli d'erba tagliata... Molti giacigli.
Quanti? Era una domanda oziosa, perch Mbejane non sape-
va contare come un bianco. Lo zulu si strinse nelle spalle.
Tanti quanti gli uomini che sono con noi? domand Sean,
cercando un paragone.
Mbejane riflett attentamente prima di rispondere: Di pi .
Quanti di pi? insistette Sean.
Forse il doppio... Ma non di pi.
Probabilmente cinquecento uomini, si disse Sean. In che dire-
zione si muovevano?
Mbejane indic il sud-ovest.
Dietro di loro, verso Vryheid e la protezione del Drakensberg.
S, senza dubbio facevano parte del commando Wynberg.
Che notizie dai kraals?
C' molta paura. La gente parla poco e soltanto di cose senza
importanza. Mbejane non fece alcun tentativo per nascondere il
disgusto, il disprezzo che lo zulu prova per ogni altra trib dell'A-
frica.
Hai fatto un buon lavoro, Mbejane. Ora riposa, perch riparti-
remo prima dell'alba.
Per quattro giorni si mossero verso sud-ovest, con le avanguar-
die che esploravano il terreno fino a una ventina di chilometri ai lati
della colonna, senza trovare nulla.
Il Drakensberg s'innalzava come il dorso dentellato di un mo-
stro preistorico lungo l'orizzonte meridionale. Sui picchi c'era la
neve.
Sean addestr i suoi uomini alle manovre da eseguire in caso di
attacco a sorpresa. I fucilieri dovevano fare una conversione, smon-
tare da cavallo e schierarsi in modo da coprire il trasferimento delle
Maxim sull'altura pi vicina. Gli addetti ai muli dovevano radunare
i cavalli e portarli al coperto. Ripeterono queste manovre innumere-
voli volte.
Sean li faceva lavorare finch non li vedeva piegarsi in avanti
sulle selle per massaggiarsi il fondoschiena, maledicendolo a denti
stretti. Li condusse sull'orlo dell'esaurimento e quindi a una nuova
forma fisica. Le loro barbe crebbero; le facce si arrossarono e si
spellarono, prima di diventare brune di sole; anche le loro uniformi
si scurirono, ma di sporcizia. Ora non maledicevano pi Sean. C'e-
ra una nuova corrispondenza tra loro, ridevano di pi e sedevano
saldi in sella, dormivano sodo tutta la notte nonostante il freddo e
si svegliavano pieni di zelo.
Sean era abbastanza soddisfatto.
La mattina dei decimo giorno Sean and in avanscoperta con
due soldati. Si erano appena fermati a riposare tra un affioramento
di rocce, quando Sean not un movimento nella pianura. Pregu-
stando la gioia di avvistare il nemico, balz gi dal masso su cui sta-
va seduto e corse al cavallo per afferrare il binocolo.
Maledizione! esclam, deluso, quando scorse le punte delle
lance scintillare nel campo rotondo delle lenti. E' la nostra caval-
leria.
Mezz'ora dopo incontrarono una piccola pattuglia di lancieri,
appartenente a una delle grosse colonne partite dalla linea dei forti-
ni e dirette a sud. Il giovane ufficiale subalterno al comando offr a
Sean un sigaro e gli forn le ultime notizie sulla guerra.
De la Rey e Smuts infuriavano a nord di Johannesburg, nel Ma-
galiesberg, e quarantamila uomini davano la caccia ai loro tremila.
A sud, nello Stato libero, era in atto un'altra grande caccia a De
Wet. Ma questa volta lo avrebbero catturato, assicur a Sean il gio-
vane subalterno. Cinquantamila fanti e cavalieri avevano spinto il
suo commando nel cuneo tra la linea di fortini e il fiume Riet in pie-
na. All'est la situazione era pi tranquilla. I commando di quella
zona mancavano di un vero capo e se ne stavano rintanati sulle
montagne intorno a Komatipoort.
Finora c' stata calma anche qui, signore. Ma una quiete che
non mi piace. Quel Leroux un brutto tipo, intelligente anche. Per
il momento ha limitato la sua attivit a poche incursioni. Dieci gior-
ni or sono cinquecento dei suoi uomini hanno assalito una delle no-
stre colonne di rifornimenti vicino a Charlestown. Hanno fatto fuo-
ri le guardie e si sono impossessati di parecchie munizioni, poi sono
fuggiti verso le montagne.
亮i鉬, annu cupamente Sean. 隹bbiamo rintracciato uno dei
suoi campi.
Da allora nessun segno di lui, signore. Abbiamo perlustrato la
zona, ma senza fortuna.
Di quanti uomini dispone? chiese Sean.
Pu radunarne, diciamo, un tremila. La mia idea che si stia
preparando per qualcosa di veramente grosso.

Quella sera Mbejane torn al campo dopo mezzanotte. And da
Sean, che dormiva sotto il carro delle Maxim; con lui c'erano due
uomini. Nkosi.
Sean si gir su un fianco, istantaneamente sveglio al lieve tocco
dello zulu. Mbejane? Usc carponi da sotto il carro e si alz in
piedi.
C'era la luna, alta, rotonda e lucente. Alla sua luce, riconobbe
gli altri due indigeni ed esclam con gioia: Perdio! Hlubi! Non-
ga! . Poi, ricordando le buone maniere: Vi ved羃.
Avanz con un largo sorriso per afferrare le loro spalle, prima
di Hlubi, poi di Nonga. E ognuno di essi rispose gravemente, men-
tre restituiva l'abbraccio: Ti vedo, Nkosi.
Stai bene?
Io sto bene. E tu?
Il protocollo del saluto zulu pu essere prolungato per tutto il
tempo che si ha a disposizione. Era passato pi di un anno da quan-
do Sean li aveva congedati, fuori Pretoria, perci doveva chiedere a
ciascuno notizie del padre, dei fratelli, delle mandrie e del viaggio,
prima di poter porre una domanda che interessasse a lui.
Siete passati per Ladyburg?
S, Nkosi, abbiamo fatto quella via , assent Hlubi.
Avete visto lo Nkosizana Dirk?
Per la prima volta entrambi sorrisero, un balenio candido nella
luce della luna.
青i siamo seduti a consiglio con lo Nkosizana, ridacchi Hlu-
bi. Cresce come un torello. Porta gi cicatrici di battaglia e aveva
un occhio onorevolmente annerito.
Cresce anche in saggezza , aggiunse Nonga. Ci ha detto ad
alta voce le cose che sono scritte nei libri.
Manda i suoi saluti allo Nkosi suo padre , continu Hlubi, e
chiede che gli sia permesso di lasciare la scuola e unirsi di nuovo a
lui. Ormai ben istruito in materia di libri e di numeri.
Sean rise. E la Nkosikazi mia madre? domand.
Sta bene. Ti manda questo libro. Hlubi tir fuori dal perizo-
ma una busta insudiciata dal viaggio. Sean la ripose nella giubba
per leggerla dopo con comodo.
保ra, poich la cerimonia del saluto era finita, Sean poteva
tornare al presente. 青osa mi dite dei Mabunu? Avete trovato
tracce?
Mbejane si accosci, posando accanto a s la lancia e lo scudo.
Gli altri seguirono il suo esempio. Ora si sedeva a consiglio.
Parla , ordin Mbejane a Hlubi.
Siamo venuti per la via pi corta, che quella attraverso le
montagne , spieg Hlubi. Sulle colline sottostanti abbiamo trova-
to una strada fatta da molti cavalli e, seguendola, siamo arrivati a
un luogo pianeggiante circondato da rocce. I Mabunu sono l, con
buoi e carri.
Quanto lontano questo posto? chiese con ansia Sean.
Una giornata di viaggio.
Quanti sono i Mabunu? domand ancora Sean, e Mbejane ri-
spose:
Tanti quanti erano accampati nel luogo di cui ti ho parlato .
Era logico, pens Sean, che Jan Paulus dividesse le proprie for-
ze in unit pi piccole, per ragioni di sussistenza e occultamento, fi-
no al momento in cui non avesse avuto bisogno di tutti i suoi uomi-
ni per un'azione importante. Allora ci andremo subito , disse,
balzando in piedi.
Eccles si svegli all'istante.
俟ergente-maggiore, le guide hanno trovato il laager di un pic-
colo commando boero sotto le montagne. Faccia montare gli uomi-
ni in sella.
Sissignore! I baffi di Eccles, arruffati dal sonno, fremettero
come quelli di un cane da caccia.
Mentre intorno a lui cominciava l'agitazione della partenza,
Sean ravviv a calci il fuoco e, alla sua gialla luce guizzante, strap-
p una pagina dal suo taccuino e lecc la punta di una matita.

A tutte le truppe inglesi nella zona:

Sono in contatto con un commando boero di cinquecento uomi-
ni. Tenter d'impedire loro la fuga fino al vostro arrivo. Il latore
della presente vi far da guida.
5 agosto 1900, ore 0,46.
Maggiore S. Courteney

信lubi, chiam.
Nkosi.
Sean gli porse il messaggio. 促rendi questo. Ci sono dei soldati
laggi. Alz il braccio verso il nord. Consegnalo a loro.

45.

Raggruppati in colonna compatta, con l'elegante carretto di
Candy, che avanzava sobbalzando alla retroguardia, le Gui-
de combattenti di Courteney procedevano verso nord al pic-
colo galoppo, tra la bruna erba invernale che sfiorava le loro staffe.
Con Saul al fianco e i due zulu davanti che perlustravano come
cani da caccia, Sean cavalcava in testa. Sedeva un p di sghembo
sulla sella, tentando con entrambe le mani di tener ferma la lettera
di Ada, agitata dal vento della corsa. Era strano leggere parole gen-
tili e rassicuranti, mentre galoppava verso la battaglia.
Tutto andava bene a Lion Kop. Gli alberi crescevano in fretta...
niente incendi, siccit o malattie. Ada aveva assunto un assistente
che lavorava soltanto il pomeriggio, perch il mattino era occupato
nella scuola di Ladyburg. Dirk si guadagnava il suo principesco sala-
rio di due scellini e mezzo la settimana e sembrava che il lavoro gli
piacesse. La pagella del secondo trimestre aveva destato qualche
preoccupazione. I voti erano buoni, ma tutti erano seguiti dall'anno-
tazione Potrebbe fare molto meglio o Non si concentra abba-
stanza . Il giudizio generale era riassunto dal direttore con le parole:
Dirk un bambino molto vivace e molto popolare tra i compagni.
Ma bisogna che impari a controllare il proprio carattere e ad appli-
carsi con pi diligenza in quelle materie che non sono di suo gusto .
Di recente aveva avuto un'epica scazzottata con il ragazzo dei
Petersen, di due anni pi grande di lui, e ne era uscito insanguinato
e ammaccato, ma vittorioso... E Sean avvert una nota d'orgoglio
dietro la formale riprovazione di Ada. Seguiva mezza pagina di
messaggi dettati da Dirk, il quale, fra mille dichiarazioni di ubbi-
dienza e amore filiale, chiedeva un pony, un fucile e il permesso di
porre fine alla propria carriera scolastica.
Ada continuava informandolo concisamente che Garry era tor-
nato a Ladyburg, ma non si era ancora fatto vivo con lei.
Infine, lo esortava a prendersi cura della propria salute, invoca-
va su di lui la protezione dell'Onnipotente, si augurava che tornasse
presto al Lion Kop... E terminava salutandolo con tutto il suo
amore.
Sean pieg con cura la lettera e l'infil in una tasca dei cappot-
to, poi si abbandon ai propri pensieri, mentre i chilometri scorre-
vano regolarmente sotto gli zoccoli del cavallo. C'erano tanti fili
sciolti o aggrovigliati da seguire: Dirk e Ada, Ruth e Saul, Garrick e
Michael... E ciascuno di essi gli dava pena.
A un tratto lanci un'occhiata a Saul e si raddrizz sulla sella.
Non era il momento di rimuginare. Erano entrati in una delle valli
che salivano verso i contrafforti innevati del Drakensberg, seguendo
un fiume le cui rive strapiombavano per tre metri sull'acqua che
gorgogliava e ribolliva tra i massi del fondo.
Quanto manca, Nonga? grid.
Poco, Nkosi, molto poco.

In un'altra valle che correva parallela a quella percorsa da Sean,
al di l di due frastagliate creste rocciose, un giovane boero poneva
la stessa domanda. Quanto manca, Oom Paul?
Prima di rispondere, il Vecht-Generaal Jan Paulus Leroux si
volt a guardare il commando di mille burghers che stava condu-
cendo al laager tra le montagne. Cavalcavano in una compatta mas-
sa che copriva completamente il fondovalle: uomini barbuti in una
variet di scuri indumenti fatti in casa, su cavalli ispidi nei loro
mantelli invernali... Eppure, guardandoli, Jan Paulus sent l'orgo-
glio gonfiargli il petto. Quelli erano i duri a morire, veterani di cen-
to combattimenti, uomini forgiati e temprati nella fornace della bat-
taglia, affilati come rasoi e resistenti come il miglior acciaio. Poi
guard il ragazzo al suo fianco... Ragazzo soltanto per gli anni. Per-
che i suoi occhi erano gi vecchi e saggi.
Poco, Hennie, molto poco.

Eccles, ci fermiamo qui. Abbeverate i cavalli. Allentate i sotto-
pancia senza togliere le selle. Niente fuochi, ma gli uomini possono
mangiare e riposarsi.
Bene, signore.
Io andr avanti a dare un'occhiata al laager. Mentre sono via,
distribuisca cento colpi supplementari a ciascun uomo. Controlli le
Maxim. Dovrei essere di ritorno fra un paio d'ore.
Quando ci muoveremo, signore?
隹l tramonto. Voglio essere in posizione per attaccare appena
sorge la luna. Pu dirlo fin d'ora agli uomini.

Mentre Sean e Nonga lasciavano la colonna e proseguivano a
piedi su per la vallata, due uomini l osservavano dalla cresta. Era-
no sdraiati bocconi tra le rocce. Entrambi avevano lunghe barbe.
Uno portava un cinturone da ufficiale inglese sulla giacca di pelle
rattoppata, ma il fucile posato sulla roccia davanti a lui era un
Mauser.
俑andano spie al laager, bisbigli, e il suo compagno rispose
in Taal:
Ja, lo hanno trovato .
Va'! Corri da Oom Paul e avvertilo che ci sono trecento cachi
maturi, pronti per essere colti.
L'altro sogghign e strisci indietro, per non farsi scorgere.
Quando fu sotto la cresta corse al suo cavallo e prima di montarvi
lo condusse l dove cominciava l'erba, che avrebbe soffocato lo
scalpitio.
Un'ora dopo, Sean torn dalla ricognizione. Sono in trappola,
Eccles, disse, sorridendo con ferocia a Saul e al sergente-maggio-
re. Sono circa due miglia pi avanti, in una conca nascosta tra le
colline. Si accost e lisci il terreno col palmo della mano. Ora,
ecco come faremo. Prese un ramoscello e tracci rapidamente dei
segni. Questa la nostra valle. Noi siamo qui. Il laager in questo
punto, con colline qui, qui e qui. Questo l'ingresso della conca.
Ora, noi piazzeremo due Maxim qui, con un centinaio d'uomini da-
vanti a loro, a un livello pi basso, cos. Voglio che...
A un tratto la sua mappa salt in aria, proiettandogli terra negli
occhi e in bocca. Che diavolo... cominci, portandosi le mani al
volto, ma il resto della frase si perse nel frastuono dei Mauser.
Attraverso le lacrime, Sean guard la cresta. Oh, mio Dio! Il
fumo dei fucili vi aleggiava sopra come una fitta nebbia. Nel fiu-
me. Portate i cavalli nel fiume! La sua voce sovrast gli spari, il
sibilo acuto dei rimbalzi, i continui tonfi dei proiettili che si abbat-
tevano al suolo e sulle carni. Nel fiume. Entrate nel fiume! Corse
lungo la colonna, gridando quest'ordine agli uomini che cercavano
di estrarre i fucili dai foderi, lottando con i cavalli atterriti. Le palle
boere piovevano su di loro, bestie e uomini gemevano nell'erba. Ca-
valli sciolti si sparpagliavano nella vallata, le redini sul collo e le
staffe vuote che rimbalzavano contro i fianchi.
Lasciateli! Lasciateli andare! Saltate nel fiume! Due muli fe-
riti erano a terra e scalciavano, impigliati nelle tirelle dei carro.
Sean tagli i lacci del telone e sollev una Maxim. Un proiettile
scheggi il legno sotto le sue mani. Tu! grid a uno dei marinai.
Prendi questa! Gli pass l'arma. L'uomo corse via, tenendola
fra le braccia come un bambino, verso l'argine dei fiume. Con una
cassa di munizioni sotto ciascun braccio, Sean lo segu. Gli sembra-
va di correre con l'acqua fino alla vita, ogni falcata gli costava un
penoso sforzo di volont, la paura lo avvinghiava alla schiena. Un
proiettile gli cal il cappello sugli occhi e, in preda al panico, le gi-
nocchia piegate dalle casse, prosegu alla cieca verso il fiume. A un
tratto la terra gli manc sotto i piedi e cadde, un breve volo, poi un
tonfo che si ripercosse nella spina dorsale, mentre egli precipitava a
faccia in gi nell'acqua gelida.
Subito si rialz e, continuando a stringere le munizioni della
Maxim, si butt al riparo della ripida sponda. Sopra di lui infuriava
il fuoco boero, ma molti dei suoi uomini avevano trovato scampo
nel letto del fiume, e altri vi stavano saltando.
Ansimando e grondando acqua, Sean si appoggi con la schiena
alla sponda, mentre riprendeva il controllo di s. L'afflusso dei so-
pravvissuti al fiume diminu, quindi cess. Anche il fuoco boero si
ridusse a un balbettio, poi nella valle cadde un improvviso silenzio,
rotto soltanto dai gemiti e dalle imprecazioni dei feriti.
Il primo pensiero coerente di Sean fu per Saul. Lo scorse che te-
neva una coppia di muli carichi sotto la sponda. Altri due animali
erano stati portati al riparo da Nonga e Mbejane. Sean grid a Saul
di portarsi all'altra estremit della linea. Poi url: 俟ergente-mag-
giore! e con sollievo ud non lontana la voce di Eccles:
Qui, signore.
Disponga gli uomini lungo la riva e faccia scavare delle
buche.
俟issignore, e immediatamente cominci: Qui, voialtri! Ave-
te sentito il maggiore? Muovete le chiappe!
Nel giro di dieci minuti c'erano duecento fucili allineati lungo la
riva e la Maxim era piazzata dietro un muretto di pietre e terra. Gli
uomini che avevano perduto le armi si stavano occupando dei feriti,
che erano stati radunati al centro della linea. Con le schiene appog-
giate contro la sponda, sedevano nella melma fino alla vita e il loro
sangue si spandeva nell'acqua in rivoletti color rosa cupo.
Sean si arrampic accanto a Eccles e alz cautamente la testa
per guardare oltre il ciglio. Davanti a lui, lo spettacolo era pietoso.
Cavalli e muli morti, some spaccate, coperte e provviste sparse sul-
l'erba. Animali feriti stavano in piedi a testa bassa o si dibattevano
impotenti al suolo. C' ancora qualcuno vivo l fuori? grid, ma
dai corpi distesi non ricevette risposta. Un cecchino sulla cresta fic-
c un proiettile nel terreno proprio davanti alla sua faccia, e Sean si
affrett ad abbassare la testa.
侶uasi tutti sono riusciti a trascinarsi fino al fiume, signore.
Quelli che non ce l'hanno fatta stanno meglio l fuori che in questo
fango.
Quanti ne abbiamo perduti, Eccles?
Una dozzina, signore, e circa il doppio sono feriti. Ce la siamo
cavata con poco.
Gi , annu Sean. Il loro fuoco iniziale era troppo alto. E un
errore che fanno anche i tiratori pi in gamba, quando devono spa-
rare in discesa.
Ci hanno proprio colti con le braghe calate , borbott Eccles,
e a Sean non sfugg la lieve nota di rimprovero.
Lo so. Avrei dovuto mettere delle sentinelle sulla cresta. Non
sei Napoleone, si disse, e quei cadaveri ne sono la prova.
侶uante armi abbiamo perduto? chiese ancora.
Ci restano duecentodieci fucili e una Maxim, signore, e avevo
distribuito le munizioni extra, secondo i suoi ordini, poco prima
dell'attacco.
Dovrebbero bastare , decise Sean. Ora si tratta soltanto di
tener duro finch la mia guida indigena non ci porta i rinforzi.
Per mezz'ora non accadde nulla, a parte qualche sporadico spa-
ro, dalla cresta. Sean percorse la linea parlando agli uomini. 青ome
va, marinaio?
Alla mia vecchia verrebbe un colpo, signore. 'George,' mi di-
rebbe, 'star seduto nel fango non pu far bene alle tue emorroidi',
cos direbbe, signore. L'uomo aveva una pallottola nello stomaco,
e Sean si sforz di sorridere. Non mi spiacerebbe una fumatina,
per.
Sean si frug in tasca, gli porse un sigaro umido e pass oltre.
Un ragazzo, uno dei coloniali, piangeva silenziosamente, tenendo
contro il petto l'ammasso di bende inzuppate di sangue che era la
sua mano. Ti fa male? chiese Sean con dolcezza.
Il ragazzo alz verso di lui la faccia imbrattata di fango e di la-
crime. Se ne vada , mormor. Per piacere, vada via.
Sean prosegu. Avrei dovuto mettere delle sentinelle, si ripet.
Avrei dovuto...
Bandiera bianca sulla cresta, signore , grid un uomo in tono
eccitato, e Sean si arrampic al suo fianco.
Immediatamente un brusio di commenti percorse la linea.
Stendono il bucato.
I bastardi vogliono arrendersi.
Sanno che li abbiamo fregati.
Sean sal sulla sponda e agit il cappello. Subito un uomo a ca-
vallo scese al trotto verso di lui.
俑iddag, Menheer, lo salut Sean. L'altro rispose soltanto
con un cenno e gli porse un biglietto.

Menheer,
attendo da un momento all'altro l'arrivo dei mio cannone Hotch-
kiss. La vostra situazione molto precaria. Suggerisco che deponia-
te le armi per evitare ulteriori spargimenti di sangue.
Vecht-Generaal J. P. Leroux.

Il messaggio era scritto in olandese antico su un brandello irre-
golare di carta da pacchi.
I miei saluti al generale, Menheer, ma noi resisteremo qui an-
cora un poco.
Come vuole , disse il boero, prima per dovete controllare
se qualcuno di quegli uomini , e indic le figure cachi sparse tra i
muli e i cavalli morti, ancora vivo. E dovete uccidere gli animali
feriti.
Molto gentile da parte vostra, Menheer.
S'intende che non farete alcun tentativo di raccogliere armi o
inunizioni.
S'intende.
Il boero rimase con loro, mentre Eccles e mezza dozzina d'uomi-
ni perlustravano il campo, uccidendo gli animali storpiati ed esami-
nando i soldati caduti. Ne trovarono uno ancora vivo. L'aria usciva
sibilando dalla trachea recisa, assieme a una schiuma di bollicine
rosse. Lo deposero su una coperta e lo portarono nel letto del
fiume.
Undici morti, signore , rifer Eccles a Sean.
亟ccles, appena la tregua sar finita verremo a recuperare
un'altra Maxim e due cassette di munizioni.
Erano accanto al carro, e Sean accenn col capo alla grossa mi-
tragliatrice che spuntava da sotto l'incerata.
Sissignore.
Voglio quattro volontari pronti sotto l'orlo della sponda. Si as-
sicuri che ogni uomo abbia un coltello per tagliare le corde.
Sissignore. Eccles sorrise come un allegro tricheco e torn
verso il fiume, mentre Sean si avvicinava al boero.
Abbiamo finito, Menheer.
Bene. Appena io sar scomparso dietro la cresta, riprenderemo
a sparare.
D'accordo. Sean si avvi verso il fiume, passando tra i cada-
veri. Gi le mosche li ricoprivano, verdi e metalliche, sollevandosi al
suo passaggio come uno sciame migrante di api, per poi tornare a
posarsi.
Sean raggiunse la riva e vide Saul accoccolato sotto di essa, alla
testa d'un quartetto di uomini senza fucili. In piedi dietro di loro
c'era un Eccles molto immusonito, coi baffi spioventi per il disap-
punto. Sean cap all'istante cos'era successo: Saul era ricorso al
proprio grado per assumere il comando dei volontari. Cosa diavo-
lo credi di fare? domand a Saul, che lo fiss con quella sua
espressione cocciuta. Tu rimarrai dove sei. E' un ordine! Si rivol-
se a Eccles: Assuma lei il comando, sergente-maggiore , ed Eccles
sorrise.
Non era il momento di discutere. Gi il boero era a met della
salita. Sean alz la voce per gridare alla lunga fila di uomini sotto la
sponda: 隹scoltate tutti. Nessuno spari finch non lo far il nemi-
co. Cos forse riusciremo a guadagnare un p di tempo. Poi, a
voce pi bassa, rivolgendosi a Eccles: 俏on correte, uscite cammi-
nando con aria indifferente.
Salt nel letto del fiume restando in piedi tra Saul ed Eccles.
Tutti e tre fissarono il pendio e videro il boero raggiungere la cresta,
agitare il cappello e sparire.
Andate! disse Sean, e tutti scattarono. Eccles, i quattro vo-
lontari... E Saul. Sbalordito, Sean guard i sei uomini camminare
verso il carretto. Poi la sua rabbia esplose. Quello stupido, piccolo
bastardo, e anch'egli usc dal letto del fiume.
Raggiunse gli altri nei pressi del carretto. Nel teso silenzio della
sfuriata incombente, ringhi a Saul: Te la far pagare! e l'amico
sorrise con aria di trionfo.
Sulla cresta c'era ancora un silenzio perplesso... Ma non poteva
durare molto.
Insieme, Saul ed Eccles tagliarono le corde che trattenevano l'in-
cerata, Sean la sollev e prese la mitragliatrice. Tieni , disse, pas-
sandola all'uomo dietro di lui. In quel momento un colpo d'avverti-
mento sibil sopra le loro teste. Prendete una cassa ciascuno e cor-
rete!
Dalla cresta e dal fiume il fuoco di fucileria esplose come un
lungo rullo di tamburi, e i sette corsero a zigzag verso la riva, piega-
ti in due sotto i loro fardelli.
L'uomo che portava la Maxim cadde a testa in avanti. Sean lan-
ci la sua cassetta di munizioni, che si abbatt vicino alla sponda,
rotol in avanti e precipit oltre l'orlo. Rallentando a stento la sua
corsa, fece dietro front, raccolse la Maxim e galopp di nuovo ver-
so il fiume. Davanti a lui, prima Eccles, poi Saul saltarono al sicuro
e Sean l segui coi tre soldati sopravvissuti.
Era finita, Sean sedeva immerso fino alla cintola nell'acqua ge-
lata, stringendo al petto la mitragliatrice, e tutto ci che gli passava
per la mente erano insulti per Saul. Gli lanci un'occhiata fulmi-
nante, ma Saul ed Eccles stavano inginocchiati l'uno di fronte al-
l'altro, ridendo e dandosi manate sulle cosce.
Sean porse l'arma al soldato pi vicino e si avvicin a Saul. La
sua mano gli afferr brutalmente una spalla e lo sollev. 俊u...
Non riusciva a trovare parole abbastanza dure. Se Saul fosse rima-
sto ucciso l fuori, Ruth non avrebbe mai creduto che era uscito di
propria iniziativa. Maledetto idiota sibil, e forse l'avrebbe col-
pito, se non l'avessero distratto le grida dalla piazzola di tiro dietro
di lui.
Povero disgraziato!
S alzato.
Sta' gi, per l'amor di Dio, sta' gi.
Sean lasci andare Saul, balz sulla piazzola e guard attraverso
la feritoia del muretto.
Allo scoperto, il soldato che aveva portato la Maxim si era alza-
to in piedi. Si muoveva parallelamente alla riva, con le mani cion-
doloni lungo i fianchi e una strana andatura dinoccolata. I boeri gli
sparavano addosso dalla cresta.
Nessuno degli inglesi, paralizzati dall'orrore, and ad aiutarlo.
L'uomo fu colpito e barcoll, ma continu a camminare sotto il
fuoco boero, tracciando una curva in direzione opposta al fiume.
Fu colpito di nuovo e stramazz in avanti.
Il fuoco nemico cess e, nel silenzio, gli uomini di Sean comin-
ciarono ad agitarsi e a parlare di banalit, evitando gli uni gli occhi
degli altri, vergognosi d'aver osservato una cosa cos intima e nuda
come la morte di quell'uomo.
La collera di Sean era svanita, rimpiazzata da un senso di colpe-
vole gratitudine per il fatto che, l fuori, non era rimasto Saul.

46.

Nel lungo periodo di stasi che segu, Sean e Saul rimasero se-
duti l'uno accanto all'altro con la schiena appoggiata alla
sponda. Bench non parlassero, il vecchio senso di camera-
tismo si era ristabilito tra loro.
Con uno scoppio e un fischio, il primo proiettile d'artiglieria la-
cer l'aria e, come tutti gli altri, Sean abbass istintivamente la te-
sta. La bomba esplose con un alto spruzzo brunogiallastro sul pen-
dio opposto. La costernazione si diffuse lungo il fiume.
Cristo, hanno avuto il cannone!
Prenotami un posto sul primo treno, amico!
Ragazzi, non c' motivo di preoccuparsi , grid Sean in tono
rassicurante. Non possono raggiungerci con quel pezzo...
E il secondo proiettile esplose proprio sull'orlo della sponda, ro-
vesciando su di loro una grandinata di zolle e sassi. Per un secondo
rimasero storditi, tossendo per la polvere, ma nell'attimo successivo
gi scavavano nella parete di terra come una banda di becchini in
gara tra loro. La polvere form sul fiume una specie di nebbia color
ocra, che fece sgranare gli occhi ai boeri sulla cresta. Poco prima
che arrivasse la terza bomba, ciascun uomo si era scavato una pic-
cola nicchia nella quale appiattirsi.
I tiri boeri erano stranamente irregolari. Due o tre volavano al-
tissimi ed esplodevano in pieno veld. Il successivo colpiva in pieno il
fiume, sollevando una colonna di acqua e fango. Allorch avveniva
questo, l'eco di lunghe acclamazioni giungeva debolmente dalla cre-
sta, seguito da una pausa, durante la quale era presumibile che i
cannonieri ricevessero le congratulazioni dei compagni. Poi il bom-
bardamento ricominciava con rinnovato entusiasmo, declinante a
poco a poco verso un'altra lunga pausa, di cui tutti approfittavano
per riposare.
Durante uno, di questi intervalli, Sean scrut la cresta attraverso
la feritoia del muretto. Da una dozzina di punti salivano pallide co-
lonne di fumo.
Pausa per il caff, lass, Eceles.
Da come stanno conducendo l'azione, non mi meraviglierei se
comparisse un'altra bandiera bianca e se un paio dei loro ragazzi
venisse gi a offrirlo anche a noi.
Ne dubito , sogghign Sean. Ma che vengano gi pi che
certo. Sean guard l'orologio. Le quattro e mezzo.
Due ore al tramonto. Leroux deve prendere una decisione prima che
faccia buio.
Se vengono, ci attaccheranno alle spalle , annunci Saul, indi-
cando un pendio che minacciava la loro retroguardia. Per fronteg-
giare una carica da quella parte, dovremmo allinearci lungo la spon-
da opposta e offrire la schiena ai cecchini rimasti sulla cresta.
Sean consider il problema per un minuto, poi esclam: Ci so-
no! Il fumo! .
Scusi, signore?
亟ccles, faccia preparare dei fuochi lungo questa sponda, con
erba e rami pronti a essere accesi , ordin Sean.
Se arrivano da dietro ci nasconderemo con il fumo.
Dopo quindici minuti di frenetica attivit il lavoro era finito. A
intervalli di dieci passi, lungo il letto del fiume gli uomini di Sean
avevano preparato cumuli di pietre con la sommit piatta che s'in-
nalzavano al di sopra del livello dell'acqua. Su ogni cumulo era
pronto un grosso fascio d'erba e di cespugli strappati dalla sponda.
Un p prima del tramonto, quando le ombre si addensano e la
luce ingannevole, complice la nebbia che si alzava nell'aria immo-
bile e fredda nascondendoli, Leroux mand all'attacco i suoi cava-
lieri.
Sean ud un sordo tambureggiare di zoccoli, simile al passaggio
di un treno in lontananza, e balz in piedi.
Eccoli che arrivano! grid qualcuno. Quei bastardi ci attac-
cano alle spalle!
Col sole basso che proiettava ombre enormi e distorte davanti a
loro, i cavalieri caricavano in lunga fila da occidente.
Accendete i fuochi! rugg Sean. I boeri, un mezzo migliaio,
stavano appiattiti sui cavalli e avanzavano al gran galoppo, spa-
rando.
Le Maxim! url Sean. Portate le Maxim dall'altra parte dei
fiume! Le squadre di mitraglieri tolsero le pesanti e poco maneg-
gevoli armi dalle piazzole e arrancarono attraverso la corrente. Da
ogni fuoco saliva una nuvola di fumo azzurro. Tossendo e impre-
cando, gli uomini raggiunsero l'altra sponda. Dalla cresta un furio-
so fuoco di copertura batteva il fiume, e il cannone aveva ripreso il
bombardamento, ora molto pi intenso e preciso.
Fuoco a volont! url Sean. Colpite quei bastardi. Colpite-
li. Fategliela pagare.
Il frastuono era spaventoso: la fucileria e le bombe, il tambureg-
giare delle Maxim, le urla d'incitamento e di dolore, il tuono degli
zoccoli, il crepitio delle fiamme. Sopra tutto questo, una densa col-
tre di fumo e polvere.
Coi gomiti sulla ruvida argilla della sponda, Sean punt, spar e
un cavallo cadde, lanciando in aria cavaliere e fucile. Senza togliere
il calcio dalla spalla, azion l'otturatore e spar di nuovo. Preso!
ecco che si piega e ondeggia sulla sella. Va' gi, bastardo! Opl...
scivola in avanti e cade. Spara ancora, ancora. Vuota il caricatore.
Ogni colpo a segno.
Accanto a lui, il marinaio spostava a destra e a sinistra la bocca
della Maxim. Mentre ricaricava, Sean la guard tracciare il suo arco
di distruzione, massacrando uomini e cavalli, finch tacque di colpo
e il mitragliere si chin su di essa per inserire un nuovo caricatore.
Un colpo dalla cresta, sparato alla cieca nel fumo, lo colp nella
parte posteriore del collo. L'uomo cadde riverso sull'arma, e il suo
sangue fiott dalla bocca aperta sul manicotto della canna, mentre
gli arti sussultavano e si contorcevano negli spasimi della morte.
Sean lasci il fucile, allontan il corpo dalla Maxim, sistem il
caricatore e prem i pollici sul pulsante.
I boeri erano vicini, adesso. Sean spinse verso il basso le impu-
gnature per alzare il tiro, mirando al petto dei cavalli. Il sangue del
marinaio friggeva sulla canna rovente e l'erba davanti alla bocca si
appiattiva e tremava sotto le continue raffiche.
Davanti a lui, una schiera di cavalli in corsa si stagliava contro il
cielo sempre pi scuro; gli uomini in groppa facevano piovere
proiettili sul gremito letto del fiume. Cavalli feriti cadevano oltre la
sponda, rotolando e scalciando nel fango.
Smontate! Smontate! Dentro anche noi, nel fiume! grid un
vecchio boero dalla bella barba bionda.
Sean ruot la Maxim per colpirlo. L'uomo lo scorse attraverso il
fumo, ma era inerme nell'atto di scendere di sella, con la gamba de-
stra gi fuori della staffa e il fucile nella mano sinistra. Sean vide
che i suoi occhi erano grigi e impassibili mentre fissavano la bocca
della Maxim. La raffica lo colse in pieno petto, cadde all'indietro
sollevando le braccia e il cavallo lo trascin via.
L'attacco s'interruppe. Il fuoco boero diminu, i cavalli fecero
dietro front e galopparono verso il rifugio delle colline. Il vecchio
burgher ucciso da Sean and con loro, trascinato sulla schiena. La
sua testa rimbalzava sulle irregolarit del terreno, lasciandosi dietro
una lunga scia di erba schiacciata.
Intorno a Sean, gli uomini acclamavano, ridevano e chiacchiera-
vano al colmo della gioia. Ma nel fango ce n'erano molti che non
esultavano e, con un moto di stupore colpevole, Sean si accorse che
i suoi piedi poggiavano sul cadavere del marinaio.
Questo round nostro! disse Eccles con un sorriso raggiante.
Insensibile tra i morti come pu esserlo solo un vecchio soldato.
Gi , assent Sean.
Oltre la sponda un cavallo si alz e rimase immobile, il corpo
scosso da brividi, una gamba spezzata. Un burgher ferito cominci
a tossire nell'erba, rantolando e boccheggiando, soffocato dal pro-
prio sangue.
S, questo round nostro, Eccles. Alzi la bandiera. Devono
scendere a raccogliere i feriti.
I burghers dovettero usare le lanterne per cercare nell'oscurit i
compagni ancora vivi e uccidere i cavalli.

俏kosi, nel punto in cui il fiume gira e le sponde sono basse
hanno piazzato molti uomini, rifer Mbejane, di ritorno da una ri-
cognizione. Non possiamo andarcene da quella parte.
Lo immaginavo, annu Sean, e porse a Mbejane una scatolet-
ta di carne. Mangia.
Cos'ha detto, signore? chiese Eccles.
Che il fiume a valle presidiato. Sean accese uno dei sigari
che aveva recuperato dalla sella del proprio cavallo abbattuto.
E' maledettamente scomodo starsene qui seduti nel fango, in-
sinu Eccles.
促azienza, sergente-maggiore, sorrise Sean. 非aremo loro
tempo fino a mezzanotte. Per quell'ora la maggior parte dei bur-
ghers sar scesa dall'altra parte della cresta, a bere caff intorno ai
fuochi.
Vuole attaccare, signore? Era evidente che Eccles approvava.
俟. Lo dica agli uomini. Tre ore di riposo, poi prenderemo
d'assalto la cresta.
Bene, signore.
Sean appoggi la schiena alla sponda e abbass le palpebre. Era
stanchissimo, gli occhi gli bruciavano per la polvere e il fumo, la
parte inferiore del corpo era bagnata e fredda, gli stivali appesantiti
dal fango. I vapori di liddite gli avevano provocato un mal di testa
lancinante.
Avrei dovuto mettere una sentinella sulla cresta, pens ancora
una volta. Mio Dio! Che casino ho combinato! Il mio primo co-
mando, e ho gi perduto met degli uomini e tutti i cavalli. Avrei
dovuto mettere una sentinella sulla cresta.

47.

Presero la cresta pochi minuti dopo la mezzanotte, quasi senza
incontrare resistenza. Le poche sentinelle boere si precipita-
rono gi per il pendio e Sean osserv dall'alto i laagers nemici.
I fuochi splendevano in fila irregolare lungo la valle, circondati da
uomini in piedi che guardavano verso la cresta. Sean li disperse con
una dozzina di raffiche, poi grid: Cessate il fuoco. Eccles, sistemi
gli uomini in posizione. Presto avremo visite .
I boeri avevano innalzato lungo la cresta dei muriccioli che ri-
sparmiarono molto lavoro ai soldati di Sean. In dieci minuti le Ma-
xim erano piazzate, e i duecento uomini rimasti illesi aspettavano
dietro le scabre pareti di roccia il contrattacco nemico. Ci volle un
p di tempo perch questo avesse luogo, poich la situazione ren-
deva necessario un rapido consiglio di guerra. Infine gli inglesi udi-
rono il primo furtivo accostarsi degli attaccanti.
Eccoli che arrivano, sergente-maggiore. Aspettate a sparare.
I burghers avanzavano con cautela, e quando Sean riusc a per-
cepire i loro bisbigli tra le rocce decise che erano abbastanza vicini e
scoraggi una maggior intimit con un fitto fuoco di fucileria e di
tutte le Maxim. I boeri risposero con ardore e, nel pieno dello scon-
tro, il cannone Hotchkiss fece udire la propria voce dalla vallata. Il
primo proiettile pass ad appena un metro dalla testa di Sean ed
esplose nella valle dietro di lui. Il secondo e il terzo colpirono in pie-
no gli attaccanti, suscitando un tale ululato di imprecazioni che i
cannonieri, non vedendo apprezzati i loro sforzi, mantennero un di-
staccato e offeso silenzio per il resto della notte.
Sean si aspettava un attacco deciso, ma presto fu chiaro che Le-
roux era ben consapevole del rischio che comporta impegnarsi da
vicino nel buio. Quindi si accontent di tener sveglio Sean per tutta
la notte, mandando a turno i suoi burghers a continuare il duello di
fucileria a distanza ravvicinata... E Sean cominci a nutrire qualche
dubbio circa la buona impostazione della propria offensiva. L'alba
l'avrebbe trovato su una cresta rocciosa, di fronte a un nemico nu-
mericamente superiore, con una linea esposta a entrambe le estremi-
t e abbastanza corta per essere facilmente circondata o colpita
d'infilata. Ricord lo Spion Kop... E la cosa non gli diede conforto.
L'altra possibilit era quella di ritirarsi di nuovo sul fiume, e questo
pensiero gli fece rizzare i capelli in testa. A meno che non arrivasse-
ro presto i rinforzi, la sconfitta era certa... Meglio lass che nel fan-
go. Resteremo, decise.
All'alba ci fu una pausa, rotta soltanto da qualche colpo di fuci-
le, ma Sean avvert un aumento di attivit tra i boeri. Sinistri fruscii
e rumori attutiti di uno spostamento sui fianchi confermarono i
suoi timori. Ormai era troppo tardi per ritirarsi sul fiume, i boeri
erano gi appostati sulle colline. Sembravano molto vicini; vicini
quanto l'invisibile e ostile moltitudine acquattata sul pendio, in at-
tesa che la luce aumentasse.
Sean si alz. Prendi il mio posto , bisbigli all'uomo accanto
a lui, indicandogli la Maxim.
L'aveva usata per tutta la notte: le sue mani erano artigli con-
tratti nella posizione di sparo e le spalle gli dolevano in modo intol-
lerabile. Le flett, mentre percorreva la linea, fermandosi per scam-
biare qualche frase con gli uomini stesi bocconi dietro i muretti e
tentando di dare un tono convincente alle sue parole d'incoraggia-
mento.
Nelle loro risposte avvertiva il rispetto che essi cominciavano a
nutrire per lui come combattente. Pi che rispetto, era qualcosa di
simile a un affetto tollerante. Lo stesso sentimento che il generale
Buller suscitava nei propri soldati. Il vecchio commetteva errori,
molti uomini morivano quando era Buller a guidarli, ma la truppa
lo amava e lo seguiva volentieri. Sean raggiunse l'estremit della li-
nea. Come va, Saul? chiese a bassa voce.
Abbastanza bene.
Qualche segno del nemico?
Sono vicini... Un paio di minuti fa li abbiamo sentiti parlare.
Se vuoi la mia opinione, sono pronti ad attaccare.
Come state a munizioni?
Ne abbiamo a sufficienza per arrivare alla fine.
Arrivare alla fine! Questo sarebbe spettato a lui deciderlo. Una
volta cominciato il massacro, quanto doveva farlo durare, prima di
chiedere quartiere e uscire dai ripari con le mani vergognosamente
alzate?
E' meglio che tu ti metta al coperto, Sean. La luce aumenta ra-
pidamente.
Ehi, chi la bambinaia qui? ridacchi Sean. Bada, non vo-
glio altri atti d'eroismo da parte tua , e s'incammin verso il pro-
prio posto.
Il mattino giunse di colpo, come avviene soltanto in Africa. I
laagers boeri erano spariti. E cos pure l'Hotchkiss. Sean sapeva che
il cannone e i cavalli erano stati spostati dietro la cresta che ora
fronteggiava la posizione inglese. Sapeva inoltre che il torrente roc-
cioso sotto di lui brulicava di nemici, che altri erano appostati ai
suoi fianchi e probabilmente anche alle sue spalle.
Lentamente, come un uomo che si osservi attorno prima di co-
minciare un lungo viaggio, Sean contempl i monti, il cielo e la val-
le. In quella luce morbida, lo spettacolo era splendido.
Poi i suoi occhi si volsero all'imbocco della valle, verso le prate-
rie dell'alto veld. La sua testa ebbe uno scatto per la sorpresa. Sean
sent che l'eccitazione gli faceva rizzare i peli degli avambracci.
L'ingresso della valle era ostruito da una massa scura.
In quella luce incerta sarebbe potuta sembrare una piantagione
di acacie: oblunga, regolare e nera contro l'erba pallida. Ma una
piantagione che si muoveva, si allungava, cambiava forma.
I primi raggi dei sole scivolarono gi dalla cresta e illuminarono
le punte delle lance, traendone un migliaio di piccole scintille.
La cavalleria! rugg Sean. Perdio, guardate!
Il suo grido fu ripreso e rilanciato lungo la linea; urlando e ac-
clamando selvaggiamente, gli inglesi cominciarono a sparare sulle
minuscole figure brune che fuggivano a rotta di collo, incontro agli
uomini lasciati a guardia dei cavalli che si precipitavano gi dalla
cresta opposta, ognuno tirandosi dietro una dozzina di animali.
Poi, sopra le acclamazioni, gli spari, il rumore degli zoccoli e le
grida di panico, risuonarono le note di Bonnie Dundee: chiara, pe-
netrante, incalzante la tromba suon la carica.
I fucili di Sean tacquero. Le acclamazioni s'acquietarono e si
spensero. A uno a uno, i suoi uomini si alzarono per guardare i lan-
cieri. Passo. Trotto. Piccolo galoppo. Galoppo. Le punte delle lan-
ce scattarono in basso. Tenute all'altezza dei ventre, volavano come
lucciole dinanzi alle file serrate di cavalieri, e quella cosa terribile si
stava precipitando verso il groviglio di uomini e di animali in preda
al panico, che si rifiutavano di essere montati.
Ora alcuni boeri erano in sella, voltavano i cavalli, scappavano
come selvaggina davanti ai battitori.
Mio Dio! alit Sean, irrigidendosi nell'attesa del rumore tre-
mendo che avrebbe riempito l'aria quando la carica si fosse abbat-
tuta sul bersaglio. Ma vi fu soltanto il tambureggiare degli zoccoli...
nessun arresto, nessuna mutazione dello schieramento, mentre gli
squadroni cavalcavano attraverso i boeri. Poi voltarono e tornaro-
no indietro. A terra le lance spezzate, in pugno le sciabole, lunghe e
lucenti.
Sean not un burgher che correva disperatamente a zigzag, inse-
guito da un lanciere. Lo vide mentre, all'ultimo momento, si girava
e si abbassava coprendosi la testa con le mani. Il lanciere si alz sul-
le staffe e sferr una sciabolata di rovescio. Il burgher cadde. Come
un giocatore di polo, il lanciere fece ruotare il cavallo e torn indie-
tro, sporgendosi di nuovo per colpirlo mentre ancora stava inginoc-
chiato sull'erba. Quartiere! ringhi Sean, poi la sua voce divenne
un grido di orrore e di disgusto. Date loro quartiere! Per l'amor di
Dio, date loro quartiere!
Ma non lo fecero. Continuarono il massacro con fredda metodi-
cit da parata. Fendi e taglia, urta e calpesta, finch le lame gronda-
rono sangue e la valle fu disseminata di corpi straziati da decine di
ferite.
Sean distolse gli occhi e guard i resti del commando di Leroux
che si sparpagliavano su per le creste, dove i grossi cavalli dei lan-
cieri non potevano seguirli.
Poi si sedette su una roccia e strapp coi denti la punta di un siga-
ro. Il fumo aspro lo aiut a ripulirsi la bocca dal sapore della vittoria.

Due giorni dopo le Guide combattenti di Courteney entravano a
Charlestown. La guarnigione le applaud e Sean sorrise osservando
la reazione dei propri uomini.
Mezz'ora prima sembravano fantocci di pezza, tristemente af-
fiosciati sulle loro cavalcature prese in prestito. Ora sedevano eretti
e spavaldi, assaporando l'applauso e trovandolo di loro gusto.
Poi il sorriso svan dal volto di Sean, mentre egli osservava come
le sue file si erano assottigliate e si voltava a guardare i quindici af-
follati carri che trasportavano i feriti.
Se solo avessi messo delle sentinelle sulla cresta...

48.

Un'urgente convocazione di Acheson attendeva Sean, che,
venti minuti dopo essere arrivato a Charlestown, saliva sul-
l'espresso del nord, odiando Saul per il bagno bollente in
cui l'aveva lasciato, per l'uniforme che Mbejane gli aveva fatto la-
vare e stirare da una paffuta ragazza zulu, e ancor pi ferocemente
per l'invito a partecipare in qualit di ospite d'onore, quella sera,
alla mensa ufficiali... Dove l'amico si sarebbe goduto il Veuve Cli-
cquot e il Courvoisier che una volta erano appartenuti a lui.
Quando arriv a Johannesburg, la mattina dopo, con la fuliggi-
ne della locomotiva che aggiungeva un ulteriore e sottile tocco alla
fragranza accumulata durante due sozze settimane nel veld, Sean
trov ad aspettarlo un attendente, che lo condusse nell'appartamen-
to di Acheson all'Hotel Grand National.
Il maggiore Peterson rimase educatamente allibito per la tenuta
di Sean. Sbirci le macchie, gli strappi e il fango secco con aristo-
cratico orrore, per il contrasto che facevano con la linda tovaglia di
lino e la splendida argenteria della tavola apparecchiata per la pri-
ma colazione. L'odore gli guast l'appetito, e continuava a portarsi
al naso un fazzoletto di seta. Ma Acheson parve non accorgersi di
nulla, il suo umore era a dir poco festoso.
雨ella impresa, Courteney. Oh s, maledettamente bella. Ha
convalidato in pieno la sua teoria. Per un p non avremo molti
guai da quel Leroux, pu starne certo. Gradisce un altro uovo? Pe-
terson, gli passi il bacon.
Sean fin di mangiare e si riemp la tazza di caff prima di avan-
zare la propria richiesta. Voglio essere esonerato da questo co-
mando, ho combinato un maledetto pasticcio.
Sia Acheson sia Peterson lo fissarono inorriditi. Buon Dio, ha
ottenuto un successo ragguardevole... Il pi grosso da parecchi mesi
a questa parte.
亭ortuna , lo interruppe bruscamente Sean. 隹ltre due ore e ci
avrebbero annientati.
Gli ufficiali fortunati, a mio avviso, sono pi preziosi di quelli
intelligenti. La sua richiesta respinta, colonnello Courteney.
Cos adesso sono colonnello, pens, un leccalecca per tenermi
inchiodato sulla poltrona del dentista. Sean era quasi divertito.
Dei colpetti alla porta gli impedirono di protestare. Un atten-
dente entr e tese un messaggio ad Acheson. Dispaccio urgente da
Charlestown , mormor.
Acheson prese il foglio e lo us come se fosse la bacchetta di un
direttore d'orchestra, mentre continuava il proprio discorso. Ho
tre ufficiali subalterni, per lei, e gli uomini necessari a rimpiazzare
le perdite. Mi trovi i boeri e li tenga impegnati fino all'arrivo della
mia cavalleria. Non le chiedo altro. Mentre lei far la sua parte, le
nostre colonne inizieranno una nuova serie di battute. Questa volta
rastrelleremo ogni palmo di terreno tra le linee di fortini. Distrugge-
remo i raccolti e il bestiame, bruceremo le fattorie, prenderemo
ogni uomo, donna o bambino e li chiuderemo in campi di prigionia.
Quando avremo finito, non sar restato che il nudo veld. Costringe-
remo i commando a operare nel vuoto e intanto li perseguiteremo
con incessanti battute e incursioni. Diede una manata sul tavolo,
facendo tintinnare il vasellame. Logoramento, Courteney. D'ora
in poi sar una guerra di logoramento!
Quelle parole suonarono sgradevolmente familiari alle orecchie
di Sean. E, a un tratto, un quadro di desolazione si form nella sua
mente. Vide la terra - la sua terra - annerita dal fuoco e scheletri di
fattorie nell'immensit dei campi incolti. Il suono del vento sul veld
era il pianto degli orfani e il lamento di un popolo disperso.
Generale... cominci, ma Acheson stava leggendo il di-
spaccio.
Dannazione! ringhi. Ancora Leroux - Ha fatto dietro front
e ha chiuso in trappola la colonna di rifornimenti di quegli stessi
lancieri che avevano tagliato a fettine i suoi uomini. L'ha annienta-
ta ed scomparso tra le montagne. Pos il messaggio sul tavolo.
青ourteney, disse, senza staccare gli occhi dal foglietto, 咨orni
laggi e, questa volta, catturi quel bastardo!

49.

La colazione pronta, Nkosi. Michael Courteney alz gli occhi
dal libro per sorridere al servo indigeno. Grazie, Joseph, ven-
go subito.
Quelle due ore di studio mattutino passavano cos presto. Guar-
d l'orologio sul ripiano sopra il suo letto. Gi le sei e mezzo. Chiu-
se il libro e si alz.
Mentre si spazzolava i capelli, guardava la propria immagine
senza prestarvi attenzione. La sua mente era tutta presa dagli eventi
che avrebbero riempito quella nuova giornata. C'era molto lavoro
da fare.
Il suo riflesso gli restituiva lo sguardo con seri occhi grigi da una
faccia i cui contorni eleganti erano guastati dal grande naso dei
Courteney. I capelli erano neri e ribelli.
Pos la spazzola e, mentre infilava la giacca di pelle, sfogli il li-
bro per controllare un certo passo. Lo lesse attentamente, poi si vol-
t e usc nel corridoio.
Anna e Garrick Courteney sedevano ai capi opposti della lunga
tavola da pranzo di Theunis Kraal, ed entrambi alzarono gli occhi
quando il figlio entr.
Buongiorno, mamma. La donna porse la guancia per ricevere
suo bacio.
Buongiorno, Pa'.
Salve, figliolo. Garry era in alta uniforme, completa di deco-
razioni, e Michael prov un senso di fastidio. Era cos maledetta-
mente pomposo. Inoltre gli ricordava che aveva diciannove anni e
che c'era una guerra in corso, mentre egli se ne stava seduto a tavo-
la nella fattoria di famiglia.
Vai in citt, Pa? chiese.
No, voglio lavorare un p alle mie memorie.
Ah. Michael guard di nuovo l'uniforme, e Garry, arrossen-
do lievemente, si concentr sul proprio piatto.
Anna ruppe il silenzio. Come va lo studio, caro?
Abbastanza bene, grazie, mamma.
Sono certa che supererai gli esami finali con la stessa facilit
degli altri. Anna gli sorrise con aria possessiva e allung un brac-
cio per toccargli una mano. Michael la ritrasse e pos la forchetta.
Mamma, voglio parlarti del mio arruolamento. Il sorriso di
Anna si gel.
All'altro capo del tavolo Garry si raddrizz sulla sedia. No ,
disse con insolita violenza. Ne abbiamo gi parlato. Sei ancora mi-
norenne e devi fare come ti si dice.
La guerra quasi finita, caro. Ti prego, pensa a tuo padre e a
me.
E cominci. Un'altra di quelle lunghe discussioni, piene di sup-
pliche e di lusinghe, che disgust e frustr Michael al punto che si
alz di scatto e usc dalla stanza. Il suo cavallo era gi sellato, in
cortile. Il giovane gli balz in groppa, lo spron verso il cancello,
glielo fece saltare, atterrando fra i polli che scapparono da tutte le
parti, e galopp verso la cisterna principale.
Nella sala da pranzo Anna e Garry ascoltarono quel furioso
scalpitio svanire in lontananza. Poi Garry si alz.
Dove stai andando? chiese Anna in tono aspro.
Nel mio studio.
Dalla bottiglia di brandy nel tuo studio , lo corresse sprezzan-
temente la moglie.
Ti prego, Anna.
Ti prego, Anna , ripet lei, facendogli il verso. Non fare co-
s, Anna. E' tutto quello che sai dire? La sua voce aveva perduto
l'intonazione aristocratica coltivata con tanta cura. Ora vi risuona-
va tutta l'amarezza accumulata in vent'anni.
Per piacere, Anna. Gli impedir di partire. Te lo prometto.
Gli impedirai di partire! rise Anna. In che modo? Facendo
tintinnare le tue medaglie? Come glielo impedirai... Tu, che non hai
mai fatto una sola cosa utile in tutta la tua vita? Rise di nuovo, in
maniera stridula. Perch non gli mostri la tua gamba e dici: 'Ti
prego, non abbandonare il tuo povero babbo mutilato'.
Garry s'irrigid. La sua faccia era pallidissima. Mi dar ascol-
to. E' mio figlio.
Tuo figlio!
Anna, per piacere...
Tuo figlio! Ah, questa buona! Non tuo figlio. E' figlio di
Sean.
Anna! Garry tent di farla smettere.
Come potresti fare un figlio, tu? Stava ridendo di nuovo, e
Garry non riusc a sopportarlo. Si slanci verso la porta, ma la voce
di lei lo segu, ferendolo nei due punti pi sensibili della sua anima:
la sua menomazione e la sua impotenza.
Entr barcollando nello studio, sbatt la porta e dette un giro di
chiave. Poi raggiunse in fretta il solito mobiletto che stava di fianco
alla scrivania.
Riemp per met il grosso bicchiere cilindrico e bevve fino all'ul-
tima goccia. Poi si lasci cadere sulla sedia a braccioli, chiuse gli oc-
chi e tese di nuovo la mano verso la bottiglia. Si vers con cura
un'altra dose di brandy e riavvit il tappo. Questa l'avrebbe sorseg-
giata lentamente, facendola durare anche un'ora. Aveva imparato a
mantener viva la fiamma.
Si sbotton la giubba e se la tolse, si alz, l'appese allo schienale
della sedia, si risedette, bevve un sorso e infine trasse a s una pila
di fogli manoscritti.
Colenso: un resoconto della campagna nel Natal sotto il genera-
le Buller. Del colonnello Garrick Courteney.
Sollev il primo foglio, lo mise da parte e si concentr sul suc-
cessivo. Lo aveva letto tante volte che aveva finito col crederci. Era
buono. Sapeva che era buono. E lo sapevano anche i signori Heine-
mann di Londra, ai quali aveva mandato un abbozzo dei primi due
capitoli e che erano ansiosi di pubblicarlo al pi presto.
Lavor tranquillamente e con gioia per tutta la mattina. A mez-
zogiorno il vecchio Joseph gli port il desinare nello studio. Pollo
freddo e insalata in stoviglie di porcellana di Delft e una bottiglia di
vino bianco del Capo avvolta in un tovagliolo candido. Garrick
continu a lavorare mangiando.
Verso sera, quando ebbe corretto l'ultimo paragrafo dell'ultima
pagina e deposto la penna nel calamaio, sorrise per alcuni istanti,
poi infil la giubba e disse a voce alta: Ora andr a trovare il mio
tesoro .
Theunis Kraal s'innalzava su un rialzo del terreno sotto la scar-
pata: un grande edificio coi muri imbiancati a calce, il tetto di pa-
glia e un timpano all'olandese. Davanti si stendeva un prato a ter-
razze, con aiuole di azalee e rododendri tutt'intorno, limitato sulla
destra dai recinti dei cavalli: due grandi recinti per le fattrici e i pu-
ledri. Garry si ferm davanti al basso cancello a guardare i puledri
che alzavano il muso sotto il ventre delle madri, strofinandolo con-
tro le poppe. Poi zoppic lungo lo steccato fino a un recinto pi
piccolo, chiuso da pali alti due metri e imbottiti di tela, che ospitava
il suo stallone da razza.
Gipsy, che lo stava aspettando, agit la testa, cos che il pelo ri-
splendette con riflessi dorati nel sole dei tardo pomeriggio, abbass
le orecchie e poi le raddrizz, danzando un poco per l'impazienza.
亟hi, amico. Qui, Gipsy, chiam Garry, e lo stallone infil la
testa tra i pali per mordicchiargli una manica.
俠o so cosa vai cercando tu... lo zucchero, ridacchi Garry, e
gliel'offr nel palmo della mano.
俚uccherino, tesoro, mormor Garry, provando un piacere
sensuale al contatto di quelle labbra soffici sulla sua pelle, e Gipsy
drizz le orecchie per ascoltare la sua voce.
Basta. Non ce n' pi. Lo stallone sfreg il muso contro il
suo petto e Garry lo accarezz sul collo con entrambe le mani.
俏on ce n' pi, tesoro. Adesso corri per me. Fammi vedere come
sai correre. Fece un passo indietro e batt forte le mani. 青orri,
bello, corri.
Lo stallone ritrasse la testa e s'impenn, nitrendo e fendendo
l'aria con gli zoccoli anteriori. Grosse vene spiccavano lungo il ven-
tre e sopra la doppia borsa dello scroto teso. Rapido, maschio e po-
tente, ruot sulle zampe posteriori.
Corri per me! incit Garrick.
Lo stallone part al galoppo lungo il solco tracciato dai propri
zoccoli e sfrecci intorno allo steccato, col terriccio che gli volava
intorno e la luce che danzava sul suo mantello al guizzo dei grossi
muscoli rigonfi.
Corri! Addossato alla palizzata, Garrick lo guardava con
un'espressione di ardente bramosia.
Quando l'animale si ferm, con le prime chiazze scure di sudore
sulle spalle, Garrick si volt e grid in direzione della stalla: 俚a-
ma, porta la giumenta! .
Con una lunga corda, due stallieri condussero la cavalla verso il
recinto. Le narici di Gipsy si dilatarono e divennero due ardenti ca-
verne color rosa cupo; gli occhi si rovesciarono fino a mostrare il
bianco.
促azienza, tesoro, bisbigli Garry, con voce arrochita dall'ec-
citazione.

50.

Michael Courteney smont da cavallo tra le rocce sul punto
pi alto della scarpata. Per una settimana aveva resistito
all'impulso di tornare in quel luogo. Gli sembrava un tra-
dimento, in certo modo... Una slealt verso i suoi genitori.
Molto pi in basso, nella foresta, c'era la macchiolina bianca di
Theunis Kraal. Ai margini della tenuta la ferrovia piegava ad ango-
lo verso quello sparso e irregolare raggruppamento di tetti che era
Ladyburg.
Ma Michael non guardava da quella parte. Stava in piedi dietro
la sua giumenta e fissava, oltre le prime colline nude, la gigantesca
coltre d'alberi che copriva quelle pi a nord.
Le acacie erano alte ora, tanto che i viottoli intersecanti la pian-
tagione non si vedevano pi. Era un'unica distesa verde scuro, on-
dulata come i flutti di un mare ghiacciato.
Non si era mai avvicinato di pi a Lion Kop. Era un territorio
proibito, come la foresta incantata delle favole. Prese il binocolo
dalla borsa appesa alla sella e osserv attentamente, finch giunse al
tetto del ranch. La paglia nuova, dorata e ancora indenne dalle in-
temperie, spiccava sul verde delle acacie.
La nonna vive l ora, pens. Potrei andarla a trovare, non ci sa-
rebbe niente di male in questo. Lui non c'. Lui alla guerra.
Lentamente ripose il binocolo nella borsa e seppe che non sareb-
be andato a Lion Kop. Era incatenato dalla promessa che aveva fat-
to a sua madre. Come da tante altre che si era lasciato strappare.
Con cupa rassegnazione ricord la discussione del mattino e si
rese conto che anche quella volta avevano vinto loro. Non poteva
lasciarli; sapeva che senza di lui sarebbero languiti nell'angoscia.
Non poteva seguire l'altro in guerra.
Sorrise ironicamente, pensando alle fantasie cui si era abbando-
nato. Caricare con lui in battaglia, parlare con lui la sera accanto al
fuoco di bivacco, gettarsi davanti a una baionetta rivolta contro il
suo petto.
Durante le ultime vacanze di Natale, egli aveva trascorso intere
ore, ogni giorno, nel proprio osservatorio sulla scarpata, attenden-
do di cogliere qualche fugace immagine di Sean Courteney. Con un
senso di colpa ricord il piacere che provava quando la sua alta fi-
gura appariva nel campo visivo del binocolo ed egli la seguiva nei
suoi movimenti tra i filari appena piantati.
Ma ora non c'. Non ci sarebbe niente di male, se andassi a tro-
vare la nonna...
Sal sulla sua superba giumenta dorata e riflett profondamente.
Infine, con un sorriso, gir la testa dell'animale verso Theunis
Kraal.
Non devo pi salire quass, pens risolutamente, soprattutto
quando lui sar tornato a casa.

51.

Sono stanchi, stanchi fino al midollo delle ossa, pens Jean
Paulus, osservando lo stato letargico dei suoi burghers men-
tre toglievano le selle e impastoiavano i cavalli. Sono spossati
da tre anni di cavalcate e di combattimenti, dalla certezza della
sconfitta, dalla pena per gli uomini che hanno sepolto, dalla com-
passione per le donne e i bambini. Non ne possono pi della vista
dei veld disseminato di case bruciate e di scheletri di pecore.
Forse finita, pens ancora; togliendosi il vecchio cappello Te-
rai. Forse dovremmo ammettere che finita e scendere in campo
per l'ultima battaglia. Si strofin il volto col fazzoletto da collo, che
ritrasse sporco di sudore e di polvere della terra arida. Lo ripieg e
se lo infil in tasca, guardando i resti anneriti dal fuoco di una fat-
toria costruita su uno sperone roccioso sovrastante il fiume. Le
fiamme erano arrivate fino agli alberi della gomma e le foglie erano
secche, gialle, morte.
No , disse ad alta voce. Non finita... Non prima d'aver fat-
to quest'ultimo tentativo , e s'incammin verso il gruppo di bur-
ghers pi vicino. Ja, Hennie. Come va? chiese.
Non troppo male, Oom Paul. Il ragazzo era pelle e ossa: co-
me tutti, del resto. Aveva steso sull'erba la coperta che usava come
sottosella e ci si era sdraiato sopra.
Bene. Jan Paulus annu e si sedette accanto a lui. Tir fuori
la pipa e cominci a succhiare. Dal fornello vuoto arrivava ancora il
gusto del tabacco.
Vuoi fumare, Oom Paul? Uno dei burghers si alz e gli tese
un sacchetto in pelle di antilope.
俏ee, dankie. Distolse gli occhi dal sacchetto, respingendo la
tentazione. Conservalo per festeggiare quando attraverseremo il
Vaal.
O quando entreremo a Cape Town, scherz Hennie, e Jean
Paulus gli sorrise. Cape Town distava duemila chilometri a sud, ma
era l che stavano andando.
侯a, conservalo per Cape Town, assent, e il sorriso sul suo
volto divenne amaro. Le pallottole e le malattie gli avevano lasciato
seicento uomini malridotti su cavalli mezzi morti di fatica per con-
quistare una provincia grande quanto la Francia. Ma era l'ultimo
tentativo. Riprese a parlare.
侯annie Smuts gi nel territorio del Capo con un grosso com-
mando. Anche Pretorius ha attraversato l'Orange; De la Rey e De
Wet lo seguiranno... E Zietsmann sta aspettando che ci uniamo a lui
sul Vaal. Questa volta i burghers del Capo si solleveranno. Questa
volta...
Parlava lentamente, chino in avanti con i gomiti sulle ginocchia,
uno scarno gigante d'uomo con l'irsuta barba color zenzero impa-
stata di polvere e striata di un bianco giallastro sotto la bocca. I ri-
svolti delle sue maniche erano macchiati dal vomito dei compagni
malati. Molti burghers si fecero avanti dagli altri gruppi, accocco-
landosi in cerchio intorno a lui per ascoltarlo e trarne conforto.
Hennie, vai a prendere la mia Bibbia nella borsa della sella.
Leggeremo qualche pagina.

Il sole stava calando, quando Jan Paulus chiuse la Bibbia e
guard i suoi uomini. Avevano trascorso un'ora in preghiera, un'o-
ra che si sarebbe forse potuta impiegare in modo pi proficuo; ma,
quando guard i volti dei burghers, Jan Paulus cap che non era
stato tempo sprecato.
Dormite adesso, Kerels. Domani all'alba dobbiamo ripartire.
Ma egli non riusc ad addormentarsi. Seduto con la schiena ap-
poggiata alla sella, rilesse per la centesima volta la lettera di Hen-
rietta. Portava una data di quattro mesi prima e aveva impiegato sei
settimane a raggiungerlo tramite la catena di spie e di commando
che recapitavano la posta ai guerriglieri. Henrietta era malata di dis-
senteria e i due figli pi piccoli, Stephanus e Paulus, erano morti di
witseerkeel. Questa malattia infuriava nel campo di concentramento
ed Henrietta temeva anche per i figli pi grandi.
Anche l'ultimo barlume di luce svan e Jan Paulus non pot pi
leggere. Rimase seduto, stringendo la lettera tra le mani. Col prezzo
che abbiamo pagato, avremmo dovuto ottenere qualcosa.
Forse c' ancora una possibilit. Forse.

In sella! In sella! Arrivano i cachi! L'allarme fu gridato dalla
cresta oltre il fiume, dove Jan Paulus aveva piazzato le sentinelle.
Risuon chiaramente nella quiete della sera.
In sella! Arrivano i cachi!i Il grido rimbalz da un capo all'al-
tro del campo.
Jan Paulus si chin sul ragazzo, steso accanto a lui, che la stan-
chezza aveva sprofondato in un sonno di piombo, e lo scosse. Sve-
glia, Hennie. Dobbiamo andarcene da qui. Cinque minuti dopo
conduceva il proprio commando sulla cresta e poi a sud, nell'im-
mensit notturna.

52.

Vanno ancora a sud , osserv Sean. Sono tre giorni che ca-
valcano senza cambiare direzione.
Si direbbe che Leroux abbia in mente qualcosa , annu
Saul.
Fermiamoci una mezz'ora per far riprendere fiato ai cavalli.
Sean alz un braccio e, dietro di lui, la colonna si disgreg, gli uo-
mini scesero di sella e portarono le bestie all'ombra. Bench l'intera
unit avesse avuto nuovi cavalli una settimana prima, i poveri ani-
mali stavano gi perdendo la loro freschezza a causa delle lunghe
ore di fatica quotidiana. Gli uomini invece erano in forma, coi cor-
po asciutto e l'aria decisa. Sean li ascolt punzecchiarsi bonaria-
mente e osserv il modo in cui si muovevano e ridevano. Li aveva
trasformati in una forte unit combattente, rotta a ogni fatica, e
avevano dato buona prova di s una dozzina di volte dopo il fiasco
di un anno prima, quando Leroux l aveva colti di sorpresa sulle
montagne. Sean sorrise. Si erano guadagnati la loro fama. Poi por-
se il cavallo a Mbejane e s'incammin verso l'ombra di un piccolo
albero di mimosa.
Hai idea di che cosa ha in mente Leroux? chiese a Saul, of-
frendogli un sigaro.
Forse un assalto alla ferrovia del Capo.
Forse , assent Sean, sedendosi con sollievo su una pietra piat-
ta e allungando le gambe davanti a s. Buon Dio, sono stufo di
questa guerra... Perch diavolo non vogliono ammettere che fini-
ta... Perch devono continuare?
La roccia non si piega , disse Saul con un sorriso amaro. Ma
credo che ormai sia molto vicino il momento in cui dovr spez-
zarsi.
Lo dicevamo anche sei mesi fa , ribatt Sean, poi guard alle
spalle di Saul. S, Mbejane, che cosa c'?
Lo zulu stava dando inizio al rituale che precedeva un discorso
serio. Si era accosciato a una dozzina di passi dal punto in cui sede-
va Sean, aveva posato con cura le proprie lance accanto a s sull'er-
ba e ora si accingeva a fiutare un pizzico di tabacco. Nkosi.
俟? lo incoraggi Sean, e attese che Mbejane raccogliesse un
p di polvere bruna con l'unghia.
俏kosi, questa zuppa ha un sapore strano. Fiut e starnut.
S?
Mi sembra che l'odore sia cambiato. Spazz via il residuo di
tabacco dalle narici con il palmo rosa della mano.
Parli per enigmi, Mbejane.
Gli uomini che seguiamo cavalcano in modo diverso da
prima.
Sean riflett per qualche secondo, poi cap. Sicuro! Mbejane
aveva ragione. Mentre prima il commando di Leroux aveva lasciato
una pista d'erba schiacciata larga una quindicina di metri, da quel
mattino cavalcava in doppia fila, come se si trattasse di cavalleria
regolare.
Cavalcano come noi, Nkosi, cos che gli zoccoli di ogni cavallo
si posino sulle tracce dell'animale che precede. In questo modo
difficile dire quanti uomini stiamo seguendo.
Sappiamo che sono circa seicento... Un momento! Credo di
capire quello che...
俏kosi, dico che forse non sono pi seicento gli uomini davanti
a noi.
Mio Dio! Potresti avere ragione. Sean balz in piedi e comin-
ci a camminare avanti e indietro. Sta spezzettando il suo com-
mando. Abbiamo incrociato almeno una dozzina di luoghi rocciosi
in cui pu aver distaccato piccoli gruppi di burghers. Da qui a stase-
ra non avremo davanti a noi pi di cinquanta uomini... E stanotte
ci metteranno nel sacco: dopo essersi sparpagliati, si dirigeranno in
gruppetti isolati verso un punto di ritrovo prefissato. Picchi il
pugno contro il palmo dell'altra mano. E' cos, perdio! Si rivolse
a Saul: 俘icordi il torrente che abbiamo attraversato a circa due
chilometri da qui.... Quello sarebbe potuto essere un posto ideale .
青orr un grosso rischio, lo avvert Saul. 俟e torniamo indie-
tro e poi risulta che ti sei sbagliato, non riacchiapperai pi Le-
roux.
Ho ragione , disse Sean. Ne sono sicuro. Ordina agli uomini
di risalire in sella. Torniamo indietro.

Sean arrest il cavallo sulla sponda del torrente e guard gi nel-
l'acqua chiara che scintillava sui piccoli massi tondi e sulla ghiaia
del fondo.
非evono essere andati a valle, altrimenti vedremmo le tracce di
fango sollevato dagli zoccoli. Si rivolse a Saul. Prender con me
cinquanta uomini, in modo da non alzare troppa polvere. Dammi
un'ora di vantaggio, poi seguimi con il resto della colonna.
Mazeltov , gli augur Saul sorridendo.
Con un battitore zulu su ciascuna riva, Sean, Eccles e cinquanta
uomini seguirono il torrente in direzione nord-ovest. Dietro di loro
il Drakensberg era un'irregolare sagoma azzurra contro il cielo e,
intorno, il secco veld invernale si estendeva nella sua accidentata
complessit di alture e valli. Sul terreno roccioso lungo le creste l'a-
loe innalzava i suoi fiori multipli, simili a candelabri rosso cremisi,
e, nella valle, i rovi si ammassavano lungo il corso dei torrente. Al-
te, fredde nubi oscuravano il cielo. Non faceva caldo alla pallida lu-
ce del sole, e il vento tagliava come un coltello.
Qualche chilometro a valle rispetto al guado Sean cominci a
dar segni d'ansiet, chinando di continuo il capo per controllare il
terreno gi esaminato da Mbejane. Infine lo chiam: 俑bejane, sei
sicuro di non essertele lasciate sfuggire? .
Mbejane si raddrizz dalla sua posizione accosciata e si volt
lentamente, lanciando a Sean un'occhiata austera. Poi spost lo
scudo da guerra sull'altra spalla e, senza degnarsi di rispondere, ri-
prese la propria ricerca.
Cinquanta metri pi a valle si raddrizz di nuovo e disse: 俏o,
Nkosi. Non me le sono lasciate sfuggire. Quindi indic con l'asse-
gai i segni profondi lasciati dai cavalli nel punto in cui avevano risa-
lito la sponda e il fango che l'erba, ora appiattita, aveva asportato
dalle loro zampe.
Li teniamo! esult Sean, enormemente sollevato; dietro di
lui, l'eccitazione si diffuse tra gli uomini.
Bel colpo, signore. I baffi di Eccles fremettero, mentre egli
sorrideva.
Quanti, Mbejane?
Venti, non di pi.
Quando?
Il fango secco. Mbejane consider il problema, chinandosi
per toccare la terra e determinarne la composizione. Sono passati
di qui quando il sole era a met del suo corso mattutino.
Met mattina: avevano un vantaggio di cinque ore.
La pista abbastanza chiara da permettere di seguirla cor-
rendo?
Lo , Nkosi.
Allora corri, Mbejane.
Con la colonna che lo seguiva al piccolo galoppo, lo zulu punt
a ovest, poi svolt e prosegu in direzione sud.
A sud, sempre a sud. Sean esamin la situazione... Che cosa
sperava di fare Jan Paulus con soli seicento uomini? A meno che!...
Il cervello di Sean cominci a lavorare febbrilmente su una vaga
idea. A meno che non intendesse sgusciare attraverso le colonne di
fanteria e cavalleria che aveva davanti, per puntare su una preda
pi ricca.
La ferrovia, come aveva suggerito Saul? No, Sean elimin rapi-
damente questa ipotesi. Jan Paulus non avrebbe rischiato il suo in-
tero commando per una posta cos bassa.
Allora cosa? Il Capo? Perdio, sicuro... Il Capo! Quel ricco e in-
cantevole paese di vigneti e campi di grano. Quella terra serena, che
impigriva nella sicurezza d'un secolo di dominio inglese... E tuttavia
popolata da uomini che avevano lo stesso sangue di Leroux, di De
Wet, di Jan Smuts.
Smuts aveva gi condotto il proprio commando oltre il fiume
Orange. Se Leroux l'avesse seguito, se De Wet l'avesse seguito, se i
burghers del Capo avessero rotto la loro inquieta neutralit, unen-
dosi ai commando... La mente di Sean si rifiut di andare oltre. La-
sci perdere i grandi se per tornare al presente.
Dunque, Jan Paulus intendeva entrare nel Capo con soltanto
seicento uomini? No, doveva averne di pi. Certo si stava recando a
un luogo d'appuntamento con uno degli altri commando. Ma qua-
le? De la Rey? No, De la Rey era nel Magaliesburg. De Wet? No,
De Wet era molto pi a sud, impegnato a giostrare con le colonne
inglesi che gli davano la caccia. Zietsmann? Ecco, Zietsmann! Ziet-
smann coi suoi millecinquecento uomini. Sicuro!
Ma dove si sarebbero incontrati? Su un fiume, evidentemente,
considerato che dovevano avere acqua a sufficienza per duemila ca-
valli. L'Orange era troppo pericoloso... Quindi non poteva essere
che il Vaal; ma in quale punto del Vaal? Occorreva un posto facil-
mente riconoscibile. Uno dei guadi? No, questi erano usati dalla ca-
valleria inglese. Nel punto d'incontro con uno degli affluenti? Cer-
to, doveva essere cos.
Apr in fretta la borsa appesa alla sella e tir fuori l'astuccio del-
le mappe. Tenendo la pesante carta di tela impermeabile piegata su
una coscia, si mise di traverso sulla sella per studiarla.
俟iamo in questo punto, borbott tra s, e mosse l'indice ver-
so sud. Poi: 亟 chiaro! esclam. Il Padda!
Diceva, signore?
Il Padda, Eccles, il Padda!
俟issignore, assent Eceles, nascondendo la propria perplessit
sotto la maschera impassibile del volto.

Nella buia vallata sottostante l'unico fuoco sfolgor brevemen-
te, poi si ridusse a un tenue barlume.
Tutto pronto, Eccles? mormor Sean.
Signore. Senza alzare la voce, Eccles confer alla parola
un'enfasi affermativa.
Io scendo. Resistette all'impulso di ripetere gli ordini dati in
precedenza. Avrebbe voluto spiegargli di nuovo quanto fosse im-
portante che nessuno riuscisse a fuggire, ma aveva imparato che,
con Eccles, una sola volta bastava. Invece bisbigli: Restate in at-
tesa del mio segnale .
I boeri avevano messo soltanto una sentinella. Sicuri che il loro
stratagemma avesse ingannato il nemico, dormivano intorno a un
fuoco malamente schermato. Sean e Mbejane scesero silenziosa-
mente il pendio e si accoccolarono a venti passi dall'alta roccia su
cui sedeva la sentinella. La sua sagoma scura si stagliava nettamente
contro il cielo stellato e Sean l'osserv per un minuto buono prima
di decidere: 非orme. Mbejane borbott qualcosa. 隹gisci in si-
lenzio, bisbigli Sean. 雨ada che il fucile non scivoli a terra.
Mbejane si mosse, ma Sean lo trattenne ancora, posandogli una
mano sulla spalla. 俏on ucciderlo, non necessario. Poi sollev
la mano e Mbejane scatt silenzioso come un leoparlo.
Sean attese, aguzzando gli occhi nel buio. I secondi passavano
lenti... A un tratto il boero scomparve dalla roccia. Un anelito, il
suono soffocato di un corpo che scivola, poi il silenzio.
Senza far rumore, cos com'era partito, Mbejane torn. Fatto,
Nkosi.
Sean pos il fucile, sollev le mani a coppa sulle labbra, prese
fiato ed emise il lungo fischio modulato di uccello notturno. Accan-
to al fuoco uno dei dormienti si agit, borbottando. Pi lontano un
cavallo scalpit e sbuff dalle narici. Poi Sean ud un sasso rotola-
re, un cauto fruscio di piedi tra l'erba, piccoli rumori che si perde-
vano nel vento. Eccles? mormor.
Signore.
Sean si alz, mentre i suoi uomini circondavano il campo. Sve-
glia, signori. La colazione pronta , url Sean in Taal, e ogni bur-
gher, destandosi, trov un uomo torreggiante su di lui e la bocca di
un Lee-Metford. Premuta sul petto. Ravvivate quel fuoco ordin
poi. Disarmateli. Parlava bruscamente, irritato per la delusione.
Era stato troppo facile. Mbejane, va' a prendere la sentinella...
voglio vedere come l'hai trattata.
Mbejane trascin il corpo alla luce del fuoco e le labbra di Sean
si contrassero di fronte al corpo del tutto inerte. E' morto , rin-
ghi in tono di accusa.
Dorme, Nkosi , lo contraddisse Mbejane.
Sean s'inginocchi accanto al boero, esponendone il volto alla
luce. Non era un uomo, ma un ragazzino con un volto magro e af-
flitto e le guance cosparse di lanugine chiara e rada. Nell'angolo di
un occhio un orzaiolo era scoppiato, impregnandogli le ciglia di
pus. Il ragazzo respirava.
Sean guard gli altri prigionieri. Li stavano radunando all'estre-
mit opposta del campo, affinch non potessero ascoltare.
Dell'acqua, Mbejane. Lo zulu and a prendere una borrac-
cia, mentre Sean esaminava il gonfiore sopra la tempia del ragazzo.
青i cascher鉬, borbott, arricciando le labbra per il disgusto in
previsione di ci che avrebbe dovuto fare appena il ragazzo si fosse
ripreso. Occorreva farlo mentre era ancora confuso e intontito dal
colpo. Con la mano a coppa gli butt acqua fredda sul volto e il ra-
gazzo boccheggi, volgendo il capo.
俟veglia, lo incit Sean pacatamente, in Taal. 俟veglia, ra-
gazzo.
Oom Paul? farfugli il boero.
Su, svegliati.
Il ragazzo si sollev faticosamente a sedere. Dove? ... Poi ri-
conobbe l'uniforme: Un inglese! .
俟儢, disse Sean in tono duro. 俟iamo inglesi. Sei stato cattu-
rato.
Oom Paul? Il ragazzo si guard intorno smarrito.
Non preoccuparti di lui. Lo ritroverai sulla nave per Saint He-
lena. Leroux e Zietsmann sono stati catturati ieri sul Vaal. Li aspet-
tavamo alla confluenza del Padda e sono caduti dritti in trappola.
保om Paul catturato! Gli occhi del ragazzo, ancora stordito e
incapace di concentrarsi, erano sgranati per lo shock. Ma... Come
avete saputo? Qualcuno deve aver tradito. Come potevate conosce-
re il luogo d'incontro? S'interruppe di colpo, cominciando a riflet-
tere su quanto aveva appena detto. Ma cosa... Oom Paul non po-
teva ancora essere al Vaal, l'abbiamo lasciato soltanto ieri. Poi,
inorridito, si rese conto di ci che aveva fatto. 亟ra un trucco, bi-
sbigli. Mi avete imbrogliato.
俟cusami, disse soltanto Sean. Si alz e and da Eccles, che
stava legando i prigionieri. 侶uando arriva il capitano Friedman,
gli dica di portare la colonna alla guarnigione di Vereeniging e di
aspettarmi l. Io vado avanti col mio servo , disse bruscamente,
poi chiam Mbejane. Vammi a prendere il cavallo. Non si fidava
di nessuno per portare la notizia ad Acheson.
Il pomeriggio seguente raggiunse la linea ferroviaria, ben guar-
data dai fortini, e prese al volo un treno diretto a nord. Il mattino
dopo, con gli occhi infiammati dalla fuliggine, stanco e sporco,
scendeva alla stazione di Johannesburg.

53.

Jan Paulus Leroux ferm il suo cavallo, e i pochi burghers che
lo seguivano urtarono gli uni contro gli altri, guardando an-
siosamente davanti a s.
Il Vaal un fiume largo, color ocra, con banchi di sabbia attra-
verso i quali scorrono i suoi canali. Le sponde sono ripide, e lungo
di esse crescono radi e brutti rovi che non possono fornire la mini-
ma copertura a un esercito di tremila uomini a cavallo. Ma Leroux
aveva scelto con giudizio il punto d'incontro. Qui il Padda scendeva
serpeggiando tra un complesso di piccoli kopj鋊 per unirsi al Vaal, e
tra quelle collinette un esercito si sarebbe potuto nascondere... Se
solo avesse fatto un p d'attenzione. Ma questo non era il caso di
Zietsmann.
Il fumo di una dozzina di fuochi formava un lungo banco chiaro
sul veld, i cavalli erano stati portati ad abbeverarsi su una secca in
mezzo al fiume, un centinaio di uomini stavano facendo chiassosa-
mente il bagno lungo una sponda, mentre il bucato pavesava i ce-
spugli di rovo.
侵diota, ringhi Leroux, colpendo il cavallo con i calcagni.
Pochi secondi dopo irrompeva nel laager, balzava di sella e ruggiva
A Zietsmann: Menheer, devo protestare .
Zietsmann aveva quasi settant'anni. La sua barba era bianca co-
me la neve e scendeva fino al quinto bottone del panciotto. Era un
ecclesiastico, non un generale, e il suo commando era sopravvissuto
tanto a lungo perch era cos inefficiente da non causare agli inglesi
alcun serio fastidio. Soltanto la forte pressione di De la Rey e di Le-
roux l'aveva costretto a partecipare a quel piano temerario. Negli
ultimi tre giorni, mentre aspettava Leroux, era stato tormentato
dalle apprensioni e dai dubbi... Dubbi condivisi anche dalla consor-
te, poich Zietsmann era il solo generale boero che tenesse ancora la
moglie con s al campo.
Costui si alz dal proprio posto accanto al fuoco e fiss torva-
mente quel gigante dalla barba rossa, che procedeva verso di lui con
la faccia chiazzata per la rabbia. Menheer , sibil, ti prego di ri-
cordare che stai parlando non solo a un uomo pi anziano di te, ma
anche a un pastore della Chiesa.
Cos fu fissato il tono della lunga discussione che avrebbe riem-
pito i successivi quattro giorni, durante i quali Leroux vide il pro-
prio audace disegno affondare in un pantano di futilit. Non si ri-
sent per la perdita dei primo giorno, che fu speso in preghiera: an-
zi, si rese conto che era essenziale. Senza la benedizione e il positivo
intervento di Dio, l'impresa era destinata al fallimento, perci quel
pomeriggio tenne un sermone di oltre due ore su un passo scelto dal
libro dei Giudici: 非ebbo di nuovo uscire in battaglia contro i figli
di Beniamino, mio fratello, o devo desistere. E il Signore rispose:
'Va' pure, che domani li dar nelle tue mani'.
Zietsmann lo super di quaranta minuti. Ma, come fecero nota-
re gli uomini di Leroux, Zietsmann era un professionista, mentre
Oom Paul era soltanto un predicatore laico.
Poi si tratt di eleggere il comandante supremo dell'operazione
combinata. Zietsmann era pi anziano di trent'anni, un fattore im-
portante che andava a suo vantaggio. Inoltre, egli aveva portato
milleseicento uomini al Vaal, contro i seicento di Leroux. D'altra
parte, quest'ultimo era il trionfatore di Colenso e dello Spion Kop,
e, dopo quelle battaglie, non aveva mai cessato di combattere e di
mietere successi, fra i quali erano da annoverarsi la distruzione di
otto treni e l'annientamento di quattro colonne di rifornimenti.
Zietsinann era stato comandante in seconda al fiume Modder, ma
da allora la sua unica preoccupazione era stata quella di conservare
intatto il proprio commando.
La diatriba continu per tre giorni; Zietsmann si rifiutava osti-
natamente di porre la questione ai voti finch non avesse avuto la
certezza di un risultato a lui favorevole. Leroux, dal canto suo, vo-
leva assolutamente il comando; non solo per soddisfazione persona-
le, ma anche perch sapeva che, sotto quel vecchio prudente e te-
stardo, sarebbero stati fortunati se avessero anche soltanto raggiun-
to il fiume Orange... Non parliamo poi di forzare l'ingresso al
Capo.
La carta vincente, per, l'aveva in mano Zietsmann, e, per iro-
nia della sorte, la possedeva proprio grazie alla sua inattivit negli
ultimi diciotto mesi.
Quando Lord Roberts aveva occupato Pretoria, due anni prima,
gli era stata opposta soltanto una resistenza simbolica, perch il Go-
verno della Repubblica del Sudafrica si era ritirato a Komatipoort.
Con esso se n'era andato l'intero contenuto della tesoreria di Preto-
ria, che ammontava a due milioni di sterline in sovrane d'oro di
Kruger. Pi tardi, quando il vecchio presidente Kruger era partito
per l'Europa, ne aveva portato con s una parte, ma il resto era sta-
to diviso tra i capi dei commando per continuare la guerra.
Mesi prima, gran parte della fetta di Leroux era stata spesa per
acquistare provviste dalle trib e munizioni dai mercanti d'armi
portoghesi, oltre che per pagare gli uomini. Il resto, assieme al suo
Hotchkiss, a venti uomini e a un centinaio di preziosissimi cavalli,
era andato perduto durante una disperata azione notturna contro
una colonna inglese.
Zietsmann, invece, era venuto all'appuntamento con un mulo
che trasportava trentamila sovrane. Il successo dell'invasione sareb-
be dipeso in larga misura da quell'oro. Quindi, la sera del quarto
giorno, il vecchio pastore era stato eletto comandante con una mag-
gioranza di duecento voti e, nel giro di dodici ore, aveva dimostrato
quanto fosse adatto al compito.

隹llora ci muoveremo in mattinata, borbott uno dei bur-
ghers seduti accanto a Leroux.
Era ora , comment un altro. Stavano facendo una colazione
a base di biltong - strisce di carne secca - perch Leroux era riuscito
a convincere Zietsmann che i fuochi erano pericolosi.
Nessun segno degli uomini di Van der Bergh? chiese Jan
Paulus.
Non ancora, Oom Paul.
Dev'essere capitato qualcosa, altrimenti sarebbero arrivati
giorni fa , continu Leroux. Devono aver incontrato una delle
colonne. Venti uomini in gamba, ed Hennie con loro. Voleva bene
a quel ragazzo, tutti gliene volevano. Era diventato la mascotte del
commando.
Almeno loro ne sono fuori, adesso... Maledetti imboscati.
L'uomo aveva parlato senza riflettere e Leroux ribatt subito:
Puoi buttare il fucile e andare incontro agli inglesi con le mani
alzate, nessuno te lo impedisce . La mitezza della voce non dissi-
mul la ferocia dello sguardo.
Non dicevo sul serio, Oom Paul.
Be', allora sta' zitto , ringhi Leroux, e avrebbe continuato,
ma un grido dell'uomo di guardia sul kopje davanti a loro li fece
balzare tutti in piedi.
Arriva uno degli esploratori!
Da che parte? grid Leroux rivolto alla sentinella.
Lungo il fiume. Galoppa ventre a terra!
Il silenzio e l'immobilit improvvisi furono gli unici segni este-
riori della paura che s'impadron di loro. In quei giorni un cavaliere
che arrivasse a spron battuto poteva portare soltanto cattive notizie.
Lo guardarono mentre correva sollevando spruzzi nelle acque
basse e mentre scivolava di sella per nuotare accanto al cavallo at-
traverso il canale pi profondo. Poi pony e cavaliere, entrambi
grondanti acqua, si arrampicarono sulla sponda e irruppero nel
campo.
Cachi , grid l'uomo. Arrivano i cachi!
Leroux corse a bloccare il cavallo afferrandolo per il morso e
domand: Quanti? .
Una grossa colonna.
Mille?
Di pi. Molti di pi... Sei, settemila.
Magtig! imprec Leroux. Cavalleria?
Fanteria e cannoni.
A che distanza?
Saranno qui prima di mezzogiorno.
Leroux tronc la conversazione e corse gi per il pendio verso il
carro di Zietsmann. Hai sentito, Menheer?
Ja, ho sentito , rispose il vecchio, annuendo lentamente.
Dobbiamo andarcene , lo sollecit Leroux.
Forse non ci troveranno. Forse ci passeranno accanto senza ve-
derci. Parlava in tono esitante.
Leroux lo fiss con occhi sgranati. Sei pazzo? bisbigli, e
Zietsmann scosse la testa: era visibilmente confuso. Dobbiamo
montare a cavallo e scappare a sud. Nella sua agitazione, Leroux
afferr Zietsmann per i risvolti della giubba e cominci a scuoterlo.
No, a sud no... E' finita. Dobbiamo tornare indietro , farfu-
gli il vecchio; poi di colpo la sua insicurezza scomparve. Dobbia-
mo pregare. Il Signore ci liberer dei Filistei.
俑enheer, io esigo... cominci Leroux, ma un altro grido dal
kopj lo interruppe.
Cavalleria! A sud!
Leroux corse al cavallo pi vicino, lo mont a pelo, afferrandosi
a un ciuffo di criniera, lo diresse verso il kopje e lo spron coi cal-
cagni su per il ripido pendio roccioso, scivolando sul pietrisco, fin-
ch raggiunse la vetta e salt a terra accanto alla sentinella.
L! indic il burgher.
Come una formazione di formiche, piccoli e insignificanti nel-
l'immensit delle colline e del cielo, ancora a una decina di chilome-
tri di distanza, gli squadroni avanzavano da meridione.
侵mpossibile andare da quella parte. Dobbiamo tornare indie-
tro. Si volt di scatto verso sud. Di l.
Poi vide la polvere e si sent rivoltare lo stomaco. Si muoveva
lentamente, cos sottile che sarebbe potuta sembrare foschia provo-
cata dal calore... Ma Jan Paulus sapeva che non lo era.
Vengono anche da nord , mormor. Acheson li stava circon-
dando. Non c'era via di scampo. Van der Bergh , bisbigli ama-
ramente Leroux. Si consegnato agli inglesi e ci ha traditi! An-
cora per un momento fiss la polvere, poi si concentr rapidamente
sul problema della difesa.
侵l fiume la nostra unica linea difensiva, borbott. 青oi
fianchi ancorati su questo kopje e su quell'altro laggi. Percorse
con lo sguardo la piccola valle del Padda, memorizzando le partico-
larit del terreno, gi piazzando le Maxim, scegliendo un luogo ri-
parato per i cavalli, decidendo dove avrebbe tenuto le riserve. Cin-
quecento uomini possono difendere il kopje a nord, ma ce ne vor-
ranno un migliaio sul fiume. Con un volteggio salt sul pony e disse
alla sentinella: Resta qui. Mander su degli uomini per costruire
un paio di muretti... l e l儢.
Poi spinse l'animale gi per la discesa. Dov' Zietsmann? do-
mand, appena arrivato in fondo.
Nel suo carro.
Leroux lo raggiunse al galoppo e apr di scatto il telo d'ingresso.
俑enheer... cominci, ma s'interruppe. Zietsrnann era seduto sul
letto accanto alla moglie. Una Bibbia era aperta sul suo grembo.
俑enheer, c' poco tempo. Il nemico si avvicina da tutte le parti.
Fra due ore ci sar addosso.
Zietsmann lo guard e dall'espressione vacua dei suoi occhi, Le-
roux cap che non l'aveva sentito.
'Tu non temerai la freccia che vola di giorno, n la paura che
cammina di notte', mormor il vecchio.
隹ssumo il comando, Menheer, disse Leroux. Zietsmann riab-
bass lo sguardo sulla Bibbia e sua moglie gli mise un braccio intor-
no alle spalle.
Possiamo resistere per oggi, e forse domani, si disse Leroux,
sdraiato bocconi sul kopje pi alto. La loro cavalleria non pu sali-
re su queste alture, quindi dovranno caricare alla baionetta. Dob-
biamo temere prima i cannoni, poi le baionette.
Martinus Van der Bergh , disse a voce alta quando ci incon-
treremo, io ti uccider per questo. E guard le batterie che, piaz-
zate fuori portata dei fucili, al di l dei fiume, formavano un preci-
so disegno geometrico sulla prateria color ocra.
俏ou skiet hulle, borbott un burgher accanto a lui.
侯a, assent Leroux. 保ra apriranno il fuoco, e uno sbuffo
di fumo usc dalla bocca di uno dei cannoni nella pianura. Il proiet-
tile esplose fragorosamente alla base dei kopje e per un attimo il fu-
mo della liddite danz come uno spettro giallo, gonfiandosi e giran-
do su se stesso, prima che il vento lo sollevasse fino a loro, facendo-
li tossire con il suo lezzo acre.
Il secondo proiettile colp la cresta, sollevando in aria terra e
roccia; immediatamente tutte le batterie aprirono il fuoco.
I boeri giacevano dietro i ripari di terra costruiti in fretta e furia,
mentre l'artiglieria batteva il crinale. Gli shrapnel sibilavano e face-
vano sprizzare scintille dalle rocce, la terra sussultava sotto i loro
ventri, le loro orecchie erano cos assordate dalle esplosioni che per-
cepivano a stento le grida dei feriti. Lentamente, una grande nube
di polvere e fumo sal nel cielo sopra le loro teste. Una nube cos al-
ta che Sean Courteney poteva vederla dal luogo in cui stava in atte-
sa, una trentina di chilometri a nord del Vaal.
Sembra che Acheson li abbia beccati , mormor Saul.
亮i, sono in trappola, assent Sean; poi, senza asprezza:
Poveri disgraziati .
促otevano almeno farci partecipare alla festa, grugn Eccles.
Il rombo lontano dell'artiglieria aveva risvegliato i suoi istinti belli-
cosi, e i suoi baffi fremevano per la delusione. Non mi sembra
giusto. E' un anno e mezzo che diamo la caccia a quel vecchio boe-
ro... Il meno che potevano concederci era di essere presenti alla sua
fine.
Noi facciamo da copertura, Eccles. Il generale Acheson sta
tentando di spingerli a sud, verso la cavalleria, ma se parte della sel-
vaggina sfuggisse ai battitori, allora sar nostra , disse Sean.
Non mi sembra giusto lo stesso, ripet Eccles; poi, ricordan-
do a un tratto le buone maniere: ... Se mi consente, signore .

54.

Esultante, il generale Acheson stava seguendo col binocolo la
linea delle colline. Attraverso il fumo e la polvere, riusciva a
scorgerne vagamente le creste.
Una bella retata, signore! osserv Peterson con un largo sor-
riso.
Pu ben dirlo , assent Acheson. Dovevano urlare per riuscire
a sovrastare il boato dei cannoni e lo scalpitare dei cavalli. Una
staffetta arriv al galoppo, salut e porse un messaggio a Peterson.
Cosa c'? chiese Acheson, senza abbassare il binocolo.
Sia Nichols sia Simpson sono pronti ad attaccare. Sembrano
impazienti di entrare in azione, signore , lo inform Peterson. Poi,
guardando l'inferno di fiamme e di polvere sulle cime delle colline:
Potranno dirsi fortunati se troveranno ancora qualcuno con cui
combattere .
Lo troveranno , gli assicur Acheson. Non si lasciava incanta-
re dalla furia ingannevole del bombardamento. Sullo Spion Kop era
stata anche peggiore, eppure erano sopravvissuti.
Passiamo all'attacco, signore? insistette gentilmente Peter-
son. Acheson studi le colline per un altro minuto, poi abbass il
binocolo ed estrasse l'orologio dal taschino sul petto: le quattro, an-
cora tre ore di luce.
S! disse. E Peterson scribacchi l'ordine, porgendolo poi ad
Acheson per la firma.

信ier Kom Hulle! Nell'incessante ruggito delle bombe, Le-
roux sent il grido passare di bocca in bocca lungo la linea. 隹rri-
vano!
促asop! Vengono su.
Leroux si alz e si sent lo stomaco sottosopra. Intossicato dalle
esalazioni di liddite, lott contro la nausea e, quando l'ebbe con-
trollata, osserv il fiume. Per un secondo il velo di polvere si squar-
ci ed egli pot scorgere le minuscole schiere cachi che avanzavano
verso le colline. S, stavano arrivando. Corse lungo la linea, conti-
nuando a gridare: Aspettate che siano a tiro! Non sparate finch
non sono arrivati ai segni! .
Da quell'angolo del kopje egli dominava tutto il campo di batta-
glia. Ja, proprio come pensavo! mormor. Arrivano da due di-
rezioni per dividerci. Avanzanti sul fronte del fiume c'erano quelle
piccole linee cachi che s'incurvavano, si raddrizzavano e tornavano
a incurvarsi, ma si avvicinavano sempre pi. La prima fila stava gi
oltrepassando i segni dei mille metri, fra cinque minuti sarebbe stata
a tiro.
俟piccano distintamente, borbott Leroux, spostando lo
sguardo da un segno all'altro. Mentre la maggior parte dei suoi uo-
mini costruiva i ripari di terra lungo i kopjes e il fiume, altri aveva-
no misurato a passi le distanze dalle opere di difesa. Ogni duecento-
cinquanta metri avevano eretto quei piccoli cumuli di pietre, spal-
mandoli poi di fango grigiastro. Era un trucco che gli inglesi sem-
bravano non aver mai capito e che permetteva ai boeri di sapere con
esattezza quando il nemico era a tiro.
Il fiume sicuro , decise Leroux. Da quella parte non posso-
no sfondare, e si concesse un sorriso. 俏on impareranno mai.
Ogni volta arrivano dalla parte peggiore. Poi spost la sua atten-
zione sul fianco sinistro. L stava il pericolo, e l doveva intervenire
di persona; quindi torn di corsa alla sua posizione originale, men-
tre la tempesta di proiettili e liddite continuava a infuriare.
Si butt bocconi tra due dei suoi burghers, si contorse per slac-
ciare la bandoliera, poi la stese su un masso, a portata di mano.
Buona fortuna, Oom Paul , grid una voce.
Anche a te, Hendrik , rispose Leroux, mentre regolava l'alzo
del Mauser a mille metri.
Sono vicini adesso , mormor il burgher alla sua destra.
Molto vicini. Mira giusto e buona fortuna.
A un tratto la tempesta cess e ci fu silenzio. Un vasto, ango-
scioso silenzio, pi impressionante dei sibili e dei tuoni delle canno-
nate. La polvere e il fumo scivolarono via dalle creste e, dopo tutta
quella bruma, la luce del sole splendette di nuovo sui colli e sulla
pianura dorata, accendendo migliaia di scintille sulle acque del Vaal
e illuminando spietatamente ogni minuscola figura cachi.
Leroux punt il fucile. C'era un uomo che aveva continuato a
tenere d'occhio, un uomo che camminava un p avanti rispetto alla
propria fila. Per due volte Leroux l'aveva visto fermarsi come per
gridare un ordine a coloro che lo seguivano.
Prima tu, amico e inquadr l'ufficiale nella tacca di mira, fa-
cendo collimare perfettamente il mirino col tronco dell'uomo. Con
dolcezza premette il grilletto e il calcio scatt contro la sua spalla.
Al violento e caratteristico scoppio del Mauser che pareva rompesse
i timpani ogni volta, Leroux guard l'uomo cadere sull'erba. Ja!
disse, accingendosi a ricaricare.
Questa volta non si ebbe il continuo e selvaggio crepitio di Co-
lenso, ma un insieme di colpi distinti: segno che ogni bersaglio veni-
va attentamente mirato.
信anno imparato, mormor tra s Leroux, mentre tirava in-
dietro l'otturatore e il bossolo saltava tra le rocce. Hanno impara-
to bene , e colp un altro uomo. Da due punti della cresta le Maxim
cominciarono a tambureggiare.
Prima di raggiungere la seconda serie di segnali, la prima fila di
fanteria non esisteva pi, era sparpagliata sull'erba, completamente
annientata dalla terribile precisione del fuoco boero. La seconda fi-
la continu ad avanzare scavalcando i corpi.
Ma guardateli! esclam un burgher. Bench non fosse per lo-
ro un fatto nuovo, quei rozzi allevatori restavano sempre impressio-
nati dalla passiva, meccanica avanzata della fanteria inglese.
侶uelli non combattono per vincere, ma per morire, borbott
l'uomo alla destra di Leroux.
Allora aiutiamoli! grid Leroux, mentre sotto di lui, nella
pianura, le lente, inesorabili figure cachi avanzavano verso la terza
serie di segnali.
亭uoco, Kerels. Mirate giusto, rugg Leroux; adesso poteva
scorgere le baionette. Sostitu il caricatore e, con il dorso della ma-
no, si asciug le goccioline di sudore attaccate alle sopracciglia;
punt il fucile e, coi successivi sei colpi, abbatt quattro uomini.
Poi avvert il mutamento. Nel punto centrale la fila s'incurvava,
poich gli uomini acceleravano l'andatura, ma si sgretolava ai fian-
chi l dove i soldati tornavano indietro o si accoccolavano dietro
miseri ripari.
Sono in rotta! url Leroux, eccitato. Non raggiungeranno i
pendii.
Il movimento in avanti esit; incapaci di sopportare oltre il trat-
tamento che stavano ricevendo, gli uomini voltarono le spalle o si
buttarono a terra, mentre i loro superiori correvano lungo le file in-
citandoli. In tal modo proclamavano ai tiratori boeri il proprio ran-
go di ufficiali e, a quella distanza, non sopravvissero a lungo.
Sono finiti! grid Leroux, e un debole scoppio di acclamazio-
ni percorse la cresta, mentre l'intensit del fuoco boero aumentava,
fiagellando la fanteria in rotta.
Colpiteli, Kerels! Continuate a colpirli! Le ultime file sorpas-
sarono le prime, ma a loro volta esitarono e si ruppero sotto il fuo-
co dei Mauser e delle Maxim.
Nella pianura una tromba cominci a gemere e, a quel suono
luttuoso, l'ultimo spasmodico movimento in avanti cess e gli ingle-
si si ritirarono oltre i corpi dei morti e dei feriti.
Un proiettile d'artiglieria fischi sopra le teste dei boeri esplo-
dendo nella vallata sottostante e subito, come in un accesso di rab-
bia provocato dallo smacco, ricominci il bombardamento. Ma, tra
i sibili e le esplosioni degli shrapnel, i burghers acclamavano e ride-
vano, agitando i fucili, di fronte alla ritirata della fanteria.
Com' andata sul fiume? grid Leroux nel tumulto, e dopo
un p gli pervenne la risposta.
Non lo hanno raggiunto. Anche l si sono ritirati.
Leroux si tolse il cappello e si ripul la faccia dal sudore e dalla
polvere. Poi contempl il tramonto. Dio onnipotente, ti ringrazia-
mo per questa giornata. Concedici la tua misericordia e la tua guida
nei giorni a venire.
L'artiglieria sferz le colline con l'impeto di un mare in burrasca
fino al calar della notte. Poi i boeri videro i fuochi dei bivacchi in-
glesi sbocciare come fiori gialli nella pianura.

55.

Dobbiamo aprirci un varco stanotte , disse Leroux, fissando
Zietsmann al di l del fuoco.
俏o, rispose il vecchio a bassa voce, senza neppure
guardarlo.
Perch? domand Leroux.
Possiamo tenere queste colline. Non riusciranno a scacciarci da
qui.
Ja! Possiamo tenerle domani... Due giorni, una settimana...
ma poi sar la fine. Oggi l'artiglieria ha ucciso cinquanta dei nostri
uomini.
Loro ne hanno perdute molte centinaia. Il Signore li ha casti-
gati, essi sono periti. Zietsmann alz gli occhi su Leroux e la sua
voce acquist forza. Resteremo qui e riporremo la nostra fiducia
in Lui? Un mormorio di approvazione si lev dall'uditorio.
俑enheer. Leroux si copr gli occhi, premendoli con le dita
per calmare il dolore. Gli dolevano a causa della liddite, ed era stan-
co... Stanco fino in fondo all'anima. Sarebbe pi facile rimanere,
pens. E non sarebbe stato disonorevole, perch avevano combattu-
to come nessun altro prima di loro. Altri due giorni e sarebbe finita
senza vergogna. Si tolse le mani dal volto. 俑enheer, se non ce ne
andiamo stanotte, non lo faremo pi. Domani sera non ne avremo
la forza. Si ferm, perch le parole venivano lente e un p indi-
stinte dal suo cervello intorpidito dal martellamento dei grossi can-
noni. Non sarebbe stato disonorevole. Un ultimo combattimento,
poi sarebbe stata finita.
Ma non una questione d'onore , mormor fra s. Poi si alz
e gli altri lo guardarono in silenzio, in attesa di ci che avrebbe det-
to. Tese le mani aperte, in una specie di muto appello, e il fuoco il-
lumin il suo viso dal basso lasciando in ombra gli occhi, buchi scu-
ri come le orbite cave di un teschio. Rimase cos per qualche istante,
con gli indumenti che pendevano sul grande corpo smagrito.
Burghers... cominci. Ma non c'erano parole. Non c'era nul-
la, salvo il bisogno di continuare a combattere. Abbandon le mani
lungo i fianchi. Io vado , disse soltanto, appena la luna sar ca-
lata, me ne andr da qui, e si allontan dal fuoco. Una dopo l'al-
tra, altre figure si alzarono per seguirlo: tutti gli uomini del suo
commando.

Sei burghers stavano seduti in cerchio e guardavano la luna sfio-
rare la cresta delle colline. Dietro di loro i cavalli erano sellati, coi
fucili che spuntavano dai foderi. Accanto a ognuno dei seicento ani-
mali stava sdraiato un uomo completamente vestito, avvolto nella
coperta, nel vano tentativo di dormire. Bench i pony scalpitassero
e si muovessero di continuo, non si udiva alcun tintinnio, perch i
morsi erano stati fasciati con cura.
Ripetiamo di nuovo tutto, per essere certi che ciascuno di noi
conosca bene la propria parte , disse Leroux. Io mi muover per
primo con un centinaio di uomini e seguir il fiume verso est. Qual
la tua direzione, Hendrik?
Sud, attraverso la cavalleria, fino all'alba, poi diriger per le
montagne.
Leroux annu e chiese all'uomo accanto a Hendrik: La tua? .
Ovest, lungo il fiume.
Ja, e la tua?
Interrog a turno ciascuno dei presenti e, quando tutti ebbero ri-
sposto, concluse: Il punto d'incontro il vecchio laager al Colle di
Inhlozana. Siamo intesi?
Quindi attesero, guardando la luna e ascoltando gli sciacalli che
si contendevano i cadaveri degli inglesi sparsi nella pianura. Poi la
luna cal dietro le colline e Leroux si alz rigidamente.
Totsiens, Kerels. Buona fortuna a tutti. Prese le redini del
suo pony e cominci a scendere verso il Vaal, con cento uomini che
conducevano in silenzio i loro cavalli dietro di lui. Quando arrivaro-
no al carro isolato sulla riva del Padda, il vecchio Zietsmann, che li
stava aspettando, si fece avanti con un mulo carico.
Ve ne andate? domand.
Ja, Menheer. Dobbiamo , rispose Leroux.
Il Signore vi accompagni. Zietsmann tese la mano e i due si
scambiarono una rapida stretta. Il denaro sul mulo. Prendetelo
voi. Noi non ne avremo bisogno qui.
Grazie, Menheer , disse Leroux, facendo cenno a uno dei suoi
uomini affinch prendesse il mulo. Buona fortuna.
Buona fortuna, generale , rispose Zietsmann, attribuendogli il
suo titolo per la prima volta.
Leroux raggiunse il perimetro delle difese boere e usc nel veld,
dove gli inglesi aspettavano. Con la prima, pallida promessa dell'al-
ba nel cielo, erano passati. Nonostante che per due volte, durante la
notte, un crepitio di spari nell'oscurit dietro di loro avesse indicato
che non tutte le bande in fuga erano state altrettanto fortunate.

56.

Sean e Saul erano in piedi accanto al carretto, quando Mbeja-
ne port loro il caff.
Buon Dio, fa cos freddo che si potrebbe congelare il
batacchio anche a una scimmia d'ottone, brontol Sean. Strinse
le mani a coppa intorno alla tazza e bevve un sorso rumorosa-
mente.
雨e', per lo meno il tuo al coperto, di batacchio , scherz
Saul. Ma, sul serio, faremmo meglio a muoverci prima che le suo-
le ci s'incollino al terreno per il gelo.
Manca solo un'ora all'alba , annu Sean. E' tempo di iniziare
il nostro giro , e si volt per gridare a Mbejane: Spegni il fuoco e
portami il cavallo .
In doppia fila, col carretto che sobbalzava in coda, le Guide
combattenti di Courteney partirono in perlustrazione. Negli ultimi
quattro giorni non avevano fatto altro che percorrere avanti e indie-
tro il settore assegnato loro da Acheson. L'erba, resa friabile dal ge-
lo, scricchiolava sotto gli zoccoli dei cavalli.
Coi battitori zulu che correvano davanti ai soldati tristemente
ingobbiti nei loro cappotti, Sean e Saul ripresero la loro intermina-
bile discussione dal punto in cui l'avevano lasciata la sera prima.
Gi si erano spinti tanto avanti nel futuro da parlare di una federa-
zione sotto un governo degno di fiducia che comprendesse tutti i
territori a sud dello Zambesi.
E' quello che Rhodes va proponendo da dieci anni a questa par-
te, osserv Saul.
俏on parlarmi di quell'astuto bastardo, protest Sean. 青i
terrebbe legati per sempre alle gonne di Sua Maest britannica...
no, da' retta a me, pi presto ci libereremo di lui e di Milner, me-
glio sar.
Vorresti svincolarti dal dominio imperiale? chiese Saul.
Naturalmente; finiamo questa guerra e rimandiamoli tutti ol-
tremare. Dei nostri affari ci occuperemo noi.
青olonnello, ho l'impressione che tu stia combattendo dalla
parte sbagliata , osserv Saul, e Sean ridacchi.
俏o, davvero, Saul... ma non riusc a finire. Mbejane emerse
dal buio, correndo in un modo talmente silenzioso che Sean arrest
il cavallo e si sent accapponare la pelle degli avambracci.
Mbejane?
Mabunu!
Dove? Quanti?
Ascolt l'affrettata spiegazione di Mbejane, poi si rivolse al ser-
gente-maggiore, che stava respirando pesantemente dietro di lui.
La sua selvaggina, Eccles. Sono un centinaio, a circa due chilo-
metri, e vengono dritti nella nostra direzione. Parlava con la gola
stretta dalla stessa eccitazione che faceva contorcere come bruchi i
baffi di Eccles sull'ovale impassibile del volto. Disponga gli uomi-
ni su una sola linea. Ci stanno venendo in braccio.
Li dispongo a terra, signore?
No , rispose Sean. Caricheremo appena si mostreranno. Ma,
per l'amor di Dio, non fate rumore.
Mentre Sean restava fermo sul proprio cavallo con Saul al fian-
co, le due file si aprirono ai loro lati. Non si udirono voci; solo i
suoni prodotti dagli zoccoli ferrati sulla roccia, dagli uomini che si
toglievano i pesanti cappotti, dagli otturatori aperti e richiusi.
Di nuovo sulla breccia, amici , bisbigli Saul, ma Sean non ri-
spose perch stava lottando con la propria paura. Nonostante il
freddo dell'alba, le sue mani erano sudate. Se le asciug sulle cosce
e sfil il fucile dal fodero.
Le Maxim? chiese Saul.
Non c' tempo per piazzarle. Sean si accorse che la sua voce
era roca e si schiar la gola prima di continuare. Dei resto non ne
avremo bisogno, siamo sei contro uno.
Guard la fila silenziosa dei suoi uomini. Una linea scura contro
l'erba che impallidiva nell'alba. Tutti stavano curvi in avanti sulla
sella con il fucile di traverso sul grembo. La tensione si poteva quasi
toccare con mano nella semioscurit; perfino i cavalli ne erano con-
tagiati, scartavano, muovevano la testa dall'alto in basso. Ti prego,
mio Dio, f che nessun animale nitrisca proprio adesso.
Poi scrut nel buio davanti a s. Aspettando. La sua paura unita
a quella dei suoi uomini era cos forte che i boeri dovevano certa-
mente percepirla, in qualche modo.
Una chiazza pi scura nell'alba, di fronte alla loro linea, un p
a sinistra rispetto al centro. Sean la fiss per qualche secondo e la
vide muoversi, lentamente, come l'ombra che un albero proietta sul
veld in una notte di plenilunio.
Sei sicuro che siano boeri? bisbigli Saul, e Sean fu colto dal
dubbio. Mentre esitava, l'ombra si allung verso di loro e Sean pot
udire il suono degli zoccoli.
Sono boeri? Disperatamente attese qualche segno che gli permet-
tesse di ordinare l'attacco. Sono boeri? Ma non ci furono segni: sol-
tanto la scura avanzata e i suoi deboli suoni, i tonfi attutiti e gli
scricchiolii nell'alba.
Erano vicini ora, a meno di cento metri, sebbene non si potesse
averne la certezza, con quella massa scura in movimento che pareva
galleggiare e fluttuare.
Sean... il bisbiglio di Saul fu interrotto dal forte, nervoso ni-
trito del suo cavallo. Il suono fu cos inatteso che Sean ud sussulta-
re l'uomo al suo fianco. Quasi immediatamente giunse il segno che
aspettava.
Wie's daar? chiese una voce aspra in Taal.
Carica! url Sean, colpendo il proprio cavallo con i talloni.
Istantaneamente l'intera fila balz in avanti, lanciandosi sui boeri.
Tra il tambureggiare degli zoccoli, urlando, col continuo crepi-
tio dei fucili che sputavano fuoco e lasciandosi la paura alle spalle,
Sean si butt contro il nemico. Col calcio dei fucile stretto sotto l'a-
scella destra, sparando alla cieca, unendo la sua voce alle urla di al-
tre seicento gole, un p pi avanti rispetto agli altri, al centro della
fila, Sean guid il commando verso i boeri.
Costoro volsero le spalle alla carica. Dovettero, farlo, perch non
potevano sperare di reggerne l'urto. Fecero compiere un dietro
front ai loro cavalli esausti e li spinsero di nuovo a sud.
Serrate! rugg Sean. Serrate su me! E la sua linea si strinse
a un punto tale che i soldati caricavano ginocchio contro ginocchio:
una compatta muraglia d'uomini, cavalli e fiammate di fucili, da-
vanti alla quale i boeri fuggirono disperatamente.
Proprio sul cammino di Sean c'era un pony ferito che lottava
per rialzarsi, col cavaliere inchiodato sotto di lui. Incastrato tra gli
altri, Sean non poteva scartarlo.
Su, bello! incit.
Il suo cavallo salt l'ostacolo, inciamp nell'atto di posare di
nuovo le zampe a terra, ma continu a galoppare nel crescente cla-
more della carica.
Stiamo guadagnando terreno! url Saul. Questa volta non
ci sfuggiranno.
Il cavallo accanto a lui fin con uno zoccolo in una buca, cadde
e una zampa si spezz con un rumore simile a una pistolettata. Il
soldato fu scagliato in alto, capriolando in aria mentre cadeva. La
fila si serr per riempire il vuoto, continuando a spingersi avanti
nella prateria.
C' un kopje laggi , url Sean, scorgendo una cresta frasta-
gliata contro il cielo schiarito dall'alba. Non devono raggiunger-
lo! e fece scorrere gli speroni sulle costole del cavallo.
Non riusciremo a prenderli , disse Saul. Si rifugeranno tra le
rocce.
Dannazione! Dannazione! ringhi Sean. Negli ultimi minuti
la luce era aumentata. Il giorno nasce in fretta in Africa. Cos Sean
vide chiaramente gli uomini in testa al gruppo boero spingersi tra le
rocce, balzare di sella e buttarsi al coperto.
Pi presto! grid disperato. Pi presto! , rendendosi conto
che la possibilit di un rapido successo gli stava sfuggendo di mano.
Ma gi i Mauser rispondevano dalle pendici inferiori del kopje e gli
ultimi burghers si stavano acquattando tra le rocce. Pony sciolti ga-
loppavano selvaggiamente contro gli uomini di Sean, le staffe vuote
che ballonzolavano contro i fianchi, gli occhi spalancati dal terrore,
costringendo i loro cavalli a scartare gli uni contro gli altri e disper-
dendo l'impeto della carica. Un mulo con una piccola soma sul dor-
so si arrampic fra le rocce finch una pallottola vagante lo uccise e
lo fece rotolare in un profondo crepaccio.
Nello stesso momento, Sean sent il cavallo sobbalzare tra le sue
gambe, e fu disarcionato con una tale violenza che le cinghie delle
staffe si spezzarono come fossero di cotone. Fu sospinto in alto, ri-
mase sospeso a mezz'aria per un attimo terribile, poi precipit col-
pendo il suolo con il petto, una spalla e un lato del volto.
Mentre giaceva sull'erba, la carica s'infranse come un'ondata
sul kopje, poi si disintegr e deflu nel pi completo disordine. Stor-
dito dalla caduta, Sean sentiva vagamente il trepestio degli zoccoli
accanto alla sua testa, gli spari dei Mauser e le grida dei propri uo-
mini colpiti.
A terra! Smontate! Avanti, avanti! La voce di Saul e il suo
tono scossero Sean. Puntando le mani sotto il petto si sollev a se-
dere. La parte scorticata della faccia gli bruciava, aveva un'emorra-
gia al naso e il sangue trasformava il terriccio che gli riempiva la
bocca in un impasto granuloso. Il suo braccio sinistro era intorpidi-
to fino alla spalla e aveva perduto il fucile.
Meccanicamente sput quella pasta dalla bocca e intanto guar-
dava il caos che lo attorniava, tentando di riordinare le idee. Scosse
la testa, per riprendersi dallo stordimento, mentre tutt'intorno i
suoi uomini venivano abbattuti dal fuoco dei Mauser.
Smontate! Smontate! L'urgenza espressa dalla voce di Saul
lo indusse ad alzarsi in piedi.
Scendete di sella, bastardi! grid a propria volta. Smontate
e attaccateli. Il lieve urto di un cavallo lo fece barcollare, ma riusc
a mantenere l'equilibrio. Il soldato balz di sella e gli scivol ac-
canto.
Tutto bene, colonnello? Allung una mano per sorreggerlo,
ma un proiettile lo colp al torace al di sotto del braccio teso, ucci-
dendolo all'istante. Sean fiss il corpo e il suo cervello si schiar di
colpo.
Ringhiando: Bastardi! afferr il fucile del caduto, poi:
Avanti! rugg di nuovo. Seguitemi! e condusse gli uomini al
di l del caos dei cavalli feriti o terrorizzati, verso le rocce.
Nella mezz'ora successiva, con spietatezza e determinazione, essi
sfruttarono la superiorit numerica per spingere i boeri verso la ci-
ma dei kopje. Ogni affioramento di roccia era una linea difensiva
da conquistare col sangue. Su un fronte di forse duecento metri,
l'attacco si trasform in una serie di scaramucce isolate, sulle quali
Sean non poteva esercitare il controllo. Radun gli uomini pi vici-
ni a lui e, masso per masso, si aprirono la strada verso la vetta,
mentre i burghers cercavano di mantenere le posizioni il pi a lungo
possibile, rifugiandosi pi in alto di volta in volta.
La cima del kopje era piatta, con circa quindici metri di terreno
ripido e scoperto tutt'intorno e, alla fine, sessanta burghers rag-
giunsero quella fortezza naturale, difendendola con la determina-
zione di chi sa che sta combattendo l'ultima battaglia. Per due volte
costrinsero gli inglesi a ritirarsi dall'orlo della cima e a scivolare al
riparo delle rocce sottostanti. Dopo il secondo tentativo, un profon-
do, innaturale silenzio si stabil sul kopje.
Sean si sedette con la schiena appoggiata a un masso e prese la
borraccia d'acqua che un caporale gli offriva. Si sciacqu la polti-
glia di sangue e saliva dalla bocca, sputandola, poi bevve due sorsa-
te assaporandole con gli occhi chiusi.
亮razie, disse, restituendo la borraccia.
Ne vuole ancora? chiese il caporale.
No. Sean scosse la testa e guard gi per il pendio. Il sole,
adesso, era gi alto e gettava lunghe ombre dietro i cavalli che pa-
scolavano lontano, nel veld. Ma ai piedi del kopje giacevano gli ani-
mali morti, per lo pi su un fianco, con le gambe stese e rigide come
pezzi di legno. I rotoli di coperta si erano aperti, sparpagliando sul-
l'erba i miseri oggetti personali dei caduti che, nei loro indumenti
cachi, erano tanto poco vistosi quanto inucchi di foglie morte sul-
l'erba. Per lo pi erano inglesi, ma qua e l un burgher giaceva in
mezzo a loro, nella fratellanza imposta dalla morte.
俑bejane, disse Sean al grosso zulu accoccolato vicino a lui,
trova lo Nkosi Saul e portamelo qui.
Lo guard mentre si allontanava carponi. Mbejane era rimasto
indietro all'inizio di quella selvaggia galoppata, ma, prima di arri-
vare a met salita, Sean, voltando la testa, lo aveva visto inginoc-
chiarsi a due passi da lui, pronto a porgergli una cartucciera non
appena ne avesse avuto bisogno. Nessuno dei due aveva rivolto la
parola all'altro fino a quel momento. Tra loro le parole erano di ra-
do necessarie.
Tastandosi la parte escoriata del viso, Sean ascoltava le conver-
sazioni a bassa voce degli uomini che gli stavano attorno. Per due
volte ud distintamente le voci dei boeri sulla cima piatta e una volta
sent anche un burgher ridere. Erano molto vicini; Sean si mosse
con un senso di disagio contro il masso.
Pochi minuti dopo Mbejane era di ritorno con Saul, che lo se-
guiva procedendo a quattro zampe. Quando vide Sean, la sua
espressione cambi.
Cos'hai sulla faccia? Sei sicuro di star bene?
Mi sono tagliato radendomi , sogghign Sean. Siediti. Metti-
ti comodo.
Saul percorse carponi gli ultimi metri e si sistem accanto all'a-
mico. Ora cosa si fa? chiese.
Dieci minuti di riposo, poi saliremo di nuovo , rispose Sean,
匍a questa volta in un modo un p pi intelligente. Voglio che tu
ti porti dall'altra parte del kopje con met degli uomini. Prendi Ec-
cles con te. Attaccheremo sull'intero perimetro nello stesso momen-
to. Quando sei in posizione, spara tre colpi in rapida successione,
poi conta lentamente fino a venti. Io ti sosterr da questo lato.
Bene , annu Saul. Ci metter un p di tempo a girare in-
torno alla vetta, non essere impaziente. Sorridendo, si alz in gi-
nocchio e si sporse in avanti per battere sulla spalla dell'amico.
Sean lo avrebbe sempre ricordato cos: una grande bocca con
due pieghe agli angoli, denti bianchi tra la barba di tre giorni, cap-
pello spinto sulla nuca e capelli che gli ricadevano sulla fronte, pun-
ta del naso spellata dal sole.
Il masso dietro di loro era spaccato. Se Saul non si fosse piegato
in avanti per fare quel gesto d'affetto, non si sarebbe esposto.
Il cecchino sulla vetta aveva visto la cupola del suo cappello
sporgere dalla roccia e teneva il fucile puntato sulla spaccatura. Nel
momento in cui le dita di Saul avevano toccato la spalla di Sean, la
sua testa era apparsa nella fenditura e il boero aveva sparato.
La pallottola era penetrata nella tempia destra, aveva attraversa-
to diagonalmente il cervello ed era uscita dietro l'orecchio sinistro.
Le loro facce distavano soltanto una quarantina di centimetri, e
Sean sorrideva guardando l'amico negli occhi, quando il proiettile
colp Saul. La sua testa fu deformata dall'impatto, gonfiandosi e
scoppiando come un pallone. Le labbra si stirarono al punto che,
per un istante, il sorriso si trasform in un'orribile cosa di gomma,
poi il corpo si abbatt di lato, scivolando lungo il pendio e ferman-
dosi con la testa e le spalle misericordiosamente nascoste da un ciuf-
fo d'erba grigia che cresceva tra le rocce; ma il torso sussultava e le
gambe scalciavano convulsamente.
Per una decina di secondi, Sean non si mosse, n cambi espres-
sione. Tanto gli ci volle, per credere a ci che aveva visto. Poi il suo
volto si corrug. Saul! La sua voce era un gracidio. Saul! Pi
alta adesso, resa acuta dalla coscienza della perdita.
Si alz lentamente in ginocchio. Ora il corpo di Saul era immo-
bile, immobile e rilassato.
Di nuovo Sean apr la bocca, ma questa volta il suono che ne
usc era inarticolato. Come muggisce un vecchio bufalo colpito al
cuore: cos Sean diede espressione al proprio dolore. Un grido bas-
so, raccapricciante, che giunse non solo agli uomini intorno a lui tra
le rocce, ma anche ai boeri sulla vetta dei kopje.
Non tent di raggiungere Saul. Continu a fissarlo.
俏kosi, supplic Mbejane, atterrito dall'espressione del suo
padrone. La giubba di Sean era rigida, impregnata di sangue secco.
L'escoriazione sulla guancia era gonfia e trasudava un umore chia-
ro. Ma era il suo sguardo che preoccupava Mbejane.
俏kosi, ripet lo zulu, tentando di calmarlo, ma Sean non lo
ud. I suoi occhi erano appannati da una cieca follia succeduta al
dolore. Teneva la testa incassata nelle spalle e ringhiava come un
animale.
Addosso! Addosso a quei bastardi! E con un volteggio Sean
balz oltre la roccia, tenendo contro il petto il fucile con la baionet-
ta inastata.
Avanti! rugg, e si lanci su per il tratto scoperto cos veloce-
mente che soltanto un proiettile lo colp. Ma non si ferm e, dopo
un attimo, era sul bordo, urlando, roteando il fucile e affondando
la baionetta.
Dalle rocce, quattrocento uomini sciamarono dietro di lui e si
slanciarono verso la cima. Ma, prima che la raggiungessero, Sean si
trov a faccia a faccia con Jan Paulus Leroux.
Questa volta non erano alla pari. Jan Paulus era esausto e mala-
to. Era soltanto l'ombra dell'uomo di un tempo. Il suo fucile era
scarico e stava armeggiando con il caricatore. Alz lo sguardo e vi-
de Sean, enorme e coperto di sangue. Vide la baionetta nelle sue
mani e la follia nei suoi occhi.
Sean! disse, sollevando il fucile per sviare la baionetta. Ma
non resse al colpo. Con tutto il peso di Sean che premeva, la lama
sgusci sul calcio e si abbass. Jan Paulus sent l'acciaio penetrare
nella carne e cadde all'indietro.
Sean! grid di nuovo. L'altro, torreggiante su di lui, estrasse
la baionetta. Poi sollev di nuovo il fucile con entrambe le mani,
pronto a dargli il colpo di grazia.
Si fissarono l'un l'altro. L'assalto inglese li aveva superati ed
erano soli. Uno, ferito a terra, e l'altro, ferito ma in piedi, con la
baionetta alzata e lo sguardo folle.
Il vinto, che aveva combattuto e sofferto e sacrificato le vite di
coloro che amava, sull'erba.
Sopra di lui il vincitore, che aveva combattuto e sofferto e sacri-
ficato vite preziose per il suo cuore.
Il gioco era la guerra. Il premio era un paese. La pena per la
sconfitta era la morte.
俑aak dit klaar! Falla finita! disse pacatamente Leroux.
E la follia in Sean si spense come la fiamma di una candela. Ab-
bass il fucile e lo lasci cadere. Improvvisamente fu colto dalla de-
bolezza causata dalla ferita e barcoll. Con stupore, si guard il
ventre e strinse le mani sul foro del proiettile, poi cadde a sedere ac-
canto a Jan Paulus.
Sulla cima piatta dei kopje il combattimento era finito.

57.

Siamo pronti a muoverci, signore. Eccies stava in piedi ac-
canto al carro e guardava Sean dall'alto. Un duro cipiglio na-
scondeva la sua preoccupazione. Sta comodo?
Sean ignor la domanda. Chi ha l'incarico di seppellire i mor-
ti, Eccles?
Smith, signore.
Gli avete detto di Saul... Del capitano Friedman?
Sissignore. Lo seppellir separatamente.
Sean si sollev con pena su un gomito e per un minuto osserv
le due squadre di uomini che, nudi fino alla cintola, stavano scavan-
do le fosse comuni. Poco pi in l c'erano le file di cadaveri avvolti
in coperte. Una bella giornata di lavoro, pens amaramente.
Ci avviamo, signore? chiese Eccles.
信a trasmesso a Smith i miei ordini? Tutti i nostri uomini in
una fossa e i burghers nell'altra?
Sissignore.
Sean si distese sullo strato di coperte che rivestiva il fondo del
carro. Per favore, Eccles, mandi qui il mio servo.
Mentre aspettava Mbejane, cerc di evitare lo sguardo dell'uo-
mo sdraiato accanto a lui. Sapeva che Jan Paulus lo stava osser-
vando.
Sean... Menheer, chi pregher sulla tomba dei miei uomini?
Non abbiamo un cappellano , rispose Sean senza guardarlo.
Potrei dire io due parole.
Generale Leroux, ci vorr un altro paio d'ore prima che le fos-
se siano finite. Ci sono molti feriti ed mio dovere portarli a Veree-
niging il pi presto possibile. Quegli uomini seppelliranno i caduti e
poi ci raggiungeranno. Sean parlava sdraiato sul dorso e fissava il
cielo.
俑enheer, io chiedo ... cominci Jan Paulus, ma Sean si volt
rabbiosamente verso di lui.
Apri le orecchie, Leroux. Ti ho detto che cosa intendo fare. Le
fosse saranno debitamente segnalate e al termine delle ostilit la
commissione per le sepolture di guerra mander un cappellano.
C'era pochissimo spazio nel carretto ed entrambi erano piutto-
sto robusti. Ora, mentre si guardavano l'un l'altro in cagnesco, le
loro facce non erano pi di trenta centimetri di distanza. Sean
avrebbe voluto continuare il discorso, ma, quando apr bocca, la fe-
rita si fece sentire ed egli dovette stringere i denti, mentre grosse
gocce di sudore gli imperiavano la fronte.
Stai male? chiese Jan Paulus, mutando atteggiamento.
Mi sentir meglio quando arriveremo a Vereeniging.
侯a, hai ragione. Dobbiamo andare, assent Leroux.
Eccles torn con Mbejane.
俏kosi, mi hai mandato a chiamare?
俑bejane, voglio che tu rimanga qui e segni il posto in cui sep-
pelliranno lo Nkosi Saul. Ricordalo bene, perch dopo dovrai ripor-
tarmici, borbott Sean.
俏kosi, disse Mbejane, e si allontan.
Bene, Eccles. Possiamo partire.
Era una lunga colonna. Dietro il carro con le provviste e le mu-
nizioni cavalcavano i prigionieri, molti in coppia sullo stesso anima-
le. Seguivano i feriti, ognuno su una barella di pali e coperte traina-
ta da un cavallo; dietro di essi il carretto di Candy e, infine, Eccles
con duecento uomini. L'avanzata era lenta e triste.
Sean e Leroux non aprirono pi bocca. Le ferite dolevano ed es-
si se ne stavano distesi, cercando di attutire le scosse, sotto un sole
spietato.
Nello stato di dormiveglia causato dal dolore e dalla perdita di
sangue, Sean pensava a Saul. A volte si convinceva che nulla era ac-
caduto, e provava una sensazione di sollievo, come se si fosse appe-
na svegliato da un incubo, scoprendo che Saul era vivo. Poi la sua
mente si schiariva e Saul, di nuovo, era morto. Saul stava avvolto in
una coperta sottoterra e tutti i loro progetti erano sepolti con lui.
Allora Sean tornava a rifugiarsi nel delirio.
Ruth! grid una volta, e Jan Paulus sussult preoccupato.
Tutto bene, Sean?
Ma l'altro non lo ud. Adesso c'era Ruth. Ruth da sola. E Sean
prov gioia per la morte di Saul, una gioia subito schiacciata dal
senso di colpa. Per un momento era stato felice che Saul non ci fos-
se pi, e per quell'atto di slealt prov un dolore pari alla sofferen-
za causata dal proiettile nelle sue viscere. Ma Ruth c'era ancora, e
Saul era sottoterra. Non devo pensare a questo. Non devo pensare
affatto! E si alz penosamente a sedere, aggrappandosi alla sponda
del carro.
Sta' gi, Sean , gli disse dolcemente Jan Paulus. Ricomince-
rai a perdere sangue.
Tu! gli url Sean. Tu l'hai ucciso.
侯a, annu Leroux, premendo la barba rossa contro il petto.
Io ho ucciso, ma anche tu... Tutti noi. Ja, noi li abbiamo uccisi.
Alz una mano e, afferrato Sean per un braccio, lo costrinse a sten-
dersi di nuovo sulle coperte. E adesso sta' quieto, o seppelliremo
anche te.
Ma perch, Paul? Perch? domand Sean a bassa voce.
Ha importanza? Sono morti.
Sean si port una mano alla fronte per riparare gli occhi dal so-
le. E ora che cosa succeder?
Continueremo a vivere, ecco tutto. Tireremo avanti.
Ma la ragione, Jan Paulus? Perch abbiamo combattuto?
Non lo so. Una volta avevo idee chiare in proposito, ma ades-
so non so pi, rispose Jan Paulus.
Tacquero per parecchio tempo, poi ripresero a parlare: cercando
insieme, con fatica, la nuova realt che avrebbe dovuto sostituire
quella degli ultimi tre anni.
Per due volte, durante il pomeriggio, la colonna si ferm: uno
dei feriti era morto e occorreva seppellirlo. Questo e l'altro decesso
- un burgher - dettero nuovo impulso e nuovo senso alla conversa-
zione sul piccolo carro.
La sera incontrarono una pattuglia in ricognizione che precede-
va le grosse colonne di ritorno dal Padda. Un giovane tenente si ac-
cost al carretto e salut militarmente Sean.
Ho un messaggio per lei dal generale Acheson, signore.
Dica, tenente.
Quel Leroux ci sfuggito, al Padda. Zietsmann, l'altro capo
boero, stato ucciso, ma Leroux l'ha fatta franca.
E' questo il generale Leroux , disse Sean.
Buon Dio! Il tenente fiss Jan Paulus. 俠'avete preso! Vo-
glio dire... Le mie congratulazioni, signore. Le mie pi sentite con-
gratulazioni. Negli ultimi due anni Leroux era diventato un perso-
naggio leggendario per gli inglesi, e ora il giovane lo guardava con
visibile curiosit.
Qual il messaggio? tagli corto Sean.
Chiedo scusa, signore. Il tenente distolse a fatica gli occhi da
Jan Paulus. Tutti i capi boeri si riuniranno a Vereeniging. Daremo
loro un salvacondotto. Il generale Acheson voleva che lei tentasse di
contattare Leroux... Ma questo ormai non pi un problema. Di
nuovo mi congratulo, colonnello Courteney.
亮razie, tenente. Per favore, dica al generale Acheson che sare-
mo a, Vereeniging domani.
Guardarono la pattuglia allontanarsi e sparire dietro una piega
del terreno.
Dunque , mormor Leroux, la resa.
No , lo contraddisse Sean, la pace!

58.

Nella scuola elementare di Vereeniging, trasformata in ospe-
dale per gli ufficiali, Sean stava disteso sul lettino da cam-
po e guardava il ritratto del presidente Kruger appeso alla
parete di fronte. Lo faceva per rimandare il momento in cui avreb-
be dovuto continuare la lettera che stava scrivendo. Non era ancora
andato oltre l'indirizzo, la data e le parole: Mia cara Ruth .
Da dieci giorni la colonna era tornata dal veld, e i chirurghi gli
avevano aperto la pancia, ricucendo quelle parti dei suo intestino
che la pallottola aveva attraversato. Torn con lo sguardo al foglio
e scrisse:

sono ricoverato per una piccola ferita ricevuta due settimane fa
vicino al fiume Vaal, ma sto gi bene, quindi non ti preoccupare per
il mio attuale indirizzo.
Dio sa quanto vorrei che le circostanze in cui ti scrivo fossero
meno dolorose per entrambi. Ormai avrai ricevuto la notifica uffi-
ciale della morte di Saul, quindi non vi nulla che io possa aggiun-
gere, salvo che caduto da valoroso. Mentre guidava una carica al-
la baionetta, stato colpito da una pallottola ed morto all'istante.
So che vorrai rimanere sola col tuo dolore. I medici non mi per-
metteranno di viaggiare prima che siano trascorse alcune settimane,
ma, quando verr a Pietermaritzburg, mi auguro che ti sarai abba-
stanza ripresa da permettermi di vederti, nella speranza di poterti
dare un p di conforto.
Spero che la piccola Storm continui a crescere in peso e in bel-
lezza. Sono impaziente di rivederla.

Riflett a lungo sulla chiusa, poi si decise per 侵l tuo sincero
amico . Firm, pieg il foglio, lo infil nella busta e pos quest'ul-
tima sul comodino.
Infine si adagi sui cuscini, abbandonandosi alla solitudine e al
sordo dolore nel ventre.
Dopo un p il male fisico ebbe il sopravvento e Sean si guard
furtivamente intorno, assicurandosi che non ci fossero infermiere.
Poi scost il lenzuolo, sollev la camicia da notte e cominci ad ar-
meggiare con le bende, finch ebbe scoperto l'orlo rosso della feri-
ta, con i punti di nero crine di cavallo che sporgevano rigidi come i
nodi in un recinto di filo spinato. Un'espressione di comico disgusto
comparve sulle sue labbra. Sean odiava la malattia in genere... Ma
specialmente se interessava il suo corpo. Poi il disgusto cedette pian
piano il posto a una rabbia impotente, e Sean stava fissando la feri-
ta con aria torva, quando una voce disse:
Lascia perdere, vecchio mio. Non la farai guarire, guardan-
dola .
Sean era cos assorto su quel crudele taglio allo stomaco che non
l'aveva sentito avvicinarsi. Del resto, nonostante il bastone e la rigi-
dezza della gamba destra, Leroux si muoveva molto silenziosamente
per un uomo della sua mole. Ora stava accanto al letto di Sean e gli
sorrideva timidamente.
Paul! Con un'espressione colpevole Sean si ricopr.
Ja, Sean. Come va?
Non troppo male. E tu?
Leroux scroll le spalle. Dicono che avr bisogno di quest'ag-
geggio ancora per un bel pezzo. Batt il puntale del bastone sul
pavimento. Posso sedermi?
Certo. Sean si spost per liberare l'orlo del letto, e Leroux si
sedette, tenendo la gamba destra stesa davanti a s. I suoi abiti era-
no freschi di bucato, coi polsini della giacca rammendati e toppe
nuove ai gomiti; il lungo strappo su un ginocchio era stato ricucito
con rozzi punti da una mano maschile.
La sua barba era stata accorciata e pareggiata. Aveva bende
macchiate di iodio intorno ai polsi piagati, ma una lunga zazzera
rossa gli pendeva sul colletto, e le ossa della fronte e delle guance
spuntavano aguzze sotto la pelle secca e abbronzata.
Eccoci qua! disse Sean.
Eccoci qua! ripet Leroux, e abbass lo sguardo sulle proprie
mani. Poi tacquero, impacciati e incapaci di esprimersi, perch nes-
suno dei due aveva facilit di parola.
Vuoi fumare, Paul? chiese Sean, prendendo i sigari dal co-
modino.
Grazie , accett Leroux.
Entrambi si esibirono nell'operazione di scelta e di accensione,
poi il silenzio ricadde su di loro. Leroux guard accigliato la punta
del sigaro. Buon tabacco , grugn.
Gi , assent Sean, fissando il proprio sigaro con uguale cipi-
glio. Leroux toss e giocherell col bastone.
Toe maar, ho pensato di venire a trovarti , disse.
Mi fa piacere , replic Sean.
Cos, ora stai bene, eh?
Benissimo.
Ottimo Leroux annu con aria solenne. Be'... Allora , si al-
z lentamente, sar meglio che vada. C' un'altra riunione fra
un'ora. Jannie Smuts arrivato dal Capo.
Ho saputo. Anche in ospedale circolavano voci su ci che
stava accadendo nella grande tenda piantata sulla piazza d'armi vi-
cino alla stazione. Sotto la presidenza del vecchio Steyn i capi boeri
discutevano dei futuro. C'erano De Wet, Niemand e Leroux. C'era-
no Botha, Hertzog, Strauss e altri i cui nomi erano echeggiati nel
mondo durante quegli anni di guerra. E ora era arrivato anche Jan-
nie Smuts. Aveva lasciato il proprio commando ad assediare la pic-
cola citt di O'Kiep, nella parte settentrionale dei Capo, e aveva
raggiunto Vereeniging con la ferrovia controllata dagli inglesi.
Adesso c'erano tutti. Se non avevano ottenuto altro, in quei terribili
anni, almeno ora la Gran Bretagna li riconosceva come capi dei po-
polo boero. Quel piccolo gruppo di uomini stanchi e logorati dalla
guerra stava trattando con i rappresentanti della pi grande potenza
militare del mondo.
侯a, ho saputo, ripet Sean, e, impulsivamente, tese la mano.
Buona fortuna, Paul.
Leroux la strinse con forza e le sue labbra si mossero sotto la
spinta dell'emozione. 俟ean, dobbiamo parlare. E' necessario!
esplose.
Siedi , gli disse Sean. Leroux ritir la mano e si lasci cadere
di nuovo sul letto.
Cosa posso fare, Sean? chiese. 俟ei tu che devi consigliarmi.
Non quei... Quei tizi arrivati dall'Europa.
Hai visto Kitchener e Milner. Non era una domanda, perch
Sean sapeva di quell'incontro. Cosa pretendono?
Tutto , rispose amaramente Leroux. Vogliono la resa senza
condizioni.
Accetterai?
Leroux rimase in silenzio per un minuto, poi alz la testa e guar-
d Sean dritto negli occhi. Finora abbiamo combattuto per vive-
re , disse. Sean non avrebbe mai dimenticato ci che lesse nel suo
sguardo in quel momento. Ora combatteremo per morire.
E, in questo modo, che cosa otterrai?
La morte il male minore. Non possiamo vivere da schiavi.
La voce di Leroux si alz di tono. Questa la mia terra! grid.
No , disse Sean con durezza. E' anche la mia terra, e quella
di mio figlio , poi la sua voce si addolc: E il sangue di mio figlio
il tuo stesso sangue .
Ma gli altri... Quel Kitchener, quel perfido Milner...
Quelli non c'entrano , disse Sean.
Tu per hai combattuto con loro, lo accus Leroux.
Ho fatto una quantit di sciocchezze , ammise Sean. 俑a mi
hanno insegnato molto.
Cosa intendi dire? domand Leroux, e Sean vide balenare la
speranza nei suoi occhi. Devo scegliere bene le parole, pens Sean,
devo essere molto cauto. Tir un lungo respiro.
青os come stanno le cose ora, il tuo popolo disperso, ma vi-
ve. Se continuate a combattere, gli inglesi resteranno finch tutti
avrete trovato quella morte che andate cercando. Se invece smette-
te, presto se ne andranno.
Tu te ne andrai? chiese con rabbia Leroux.
No.
E tu non sei forse inglese? Gli inglesi resteranno... Resterete tu
e gli altri come te.
Allora Sean sorrise. Un sorriso cos inatteso. E irresistibile che
Leroux ne fu sconcertato.
Ti sembro un rooinek io, Paul? Parlo come un rooinek? chie-
se in Taal. Quale met di mio figlio burgher e quale inglese?
Confuso da quell'abile attacco, Leroux lo fiss a lungo, prima
di abbassare lo sguardo e di riprendere a giocherellare col bastone.
侮ia, Paul, riprese Sean. 俑etti fine a questa follia. Tu e io
abbiamo parecchio lavoro da fare.
Tu e io? chiese sospettosamente Leroux.
S.
Jan Paulus scoppi in una gran risata mugghiante.
俟ei uno slim Kerel, rugg. 非ovr riflettere su ci che hai
detto. Si alz. Adesso sembrava pi alto. Il riso gli riempiva le
guance scarne e gli arricciava il naso.
Dovr rifletterci su molto attentamente. Tese di nuovo la ma-
no e Sean la strinse. Torner e ne riparleremo. Poi, fatto un bru-
sco dietro front, si allontan zoppicando lungo la corsia, col basto-
ne che risuonava sul pavimento.
Jan Paulus mantenne la promessa. Torn a trovare Sean ogni
giorno, trattenendosi per un'oretta, e continuarono a discutere. Al-
l'indomani della resa boera, egli port con s un altro burgher.
Sean, questi Jan Christian Niemand.
Forse una fortuna per me non averla incontrata, prima, co-
lonnello Courteney. La sua voce, di timbro alto, era scattante e
autoritaria. Parlava l'inglese perfetto che aveva imparato a Oxford.
Non ti pare, Oubas? aggiunse, rivolgendosi a Leroux con un ti-
tolo scherzoso che con tutta evidenza apparteneva a un loro voca-
bolario privato.
Jan Paulus ridacchi. Molto fortunato. Altrimenti anche tu
potresti ritrovarti ad aver bisogno di un bastone.
Sean esamin Niemand con interesse. I duri anni di guerra gli
avevano sviluppato i muscoli delle spalle e la sua andatura era quel-
la di un vero soldato; tuttavia, sopra la bionda barba a punta, il vi-
so era quello di uno studioso. La pelle era di un pallore giovanile,
quasi femminea, ma gli occhi erano di un azzurro penetrante, l'az-
zurro spietato di una lama di Toledo. La sua mente aveva la flessi-
bilit di quello stesso acciaio e, nel giro di pochi minuti, Sean dovet-
te far appello a tutte le proprie capacit intellettuali per rispondere
alle domande di Niemand e mantenersi al suo livello. Era chiaro che
il boero lo stava sottoponendo a una specie di esame. In capo a
un'ora, Sean cap che l'aveva superato.
Ora che progetti ha? gli chiese Niemand.
非evo tornare a casa, rispose Sean. 信o una fattoria, un fi-
glio... E presto, forse, una moglie.
Le auguro ogni felicit.
Veramente... Non c' nulla di stabilito , confess Sean. Alla
donna devo ancora chiederlo.
Jannie Niemand sorrise. Bene, allora le auguro di aver fortuna
con la dama. E di avere la forza per costruirsi una nuova vita. Di
colpo divenne serio. Bisogna ricostruire ci che stato distrutto.
Imitato da Leroux, si alz dal letto. Ci sar bisogno di uomini in
gamba negli anni a venire. Tese la mano a Sean. Noi due ci in-
contreremo di nuovo. Pu contarci.

59.

Mentre il treno passava accanto ai grandi, bianchi depositi
di scorie minerarie, Sean si affacci al finestrino per os-
servare il profilo familiare di Johannesburg, e ancora una
volta si chiese come mai quella brutta citt avesse il potere di riatti-
rarlo sempre a s. Era come se fosse legato a essa da un elastico cor-
done ombelicale che gli lasciava un'ampia libert di movimento, ma
che era anche pronto a tirarlo inesorabilmente indietro, quando egli
ne raggiungeva il limite.
Due giorni , promise a se stesso. Rester soltanto due giorni.
Giusto il tempo di rassegnare al vecchio Acheson le mie dimissioni
formali e di salutare Candy. Poi torner a Ladyburg... E lascer
questa citt cuocere nel suo brodo velenoso.
L nei pressi si lev l'ululato della sirena di mezzogiorno da una
delle miniere e immediatamente il suo urlo fu ripreso dalle altre.
Sembrava che un branco di lupi affamati percorresse la valle in cer-
ca di preda... I lupi dell'avidit e dell'oro. Le miniere, che erano
state costrette a chiudere durante le ostilit, avevano ripreso la pro-
duzione, e il fumo delle loro ciminiere offuscava il cielo, trasfor-
mandosi in sudicia nebbia oltre le colline.
Il treno rallent, il sobbalzo sugli scambi ruppe il ritmo della sua
corsa. E subito scivol lungo il marciapiede di cemento della stazio-
ne di Johannesburg. Sean prese il bagaglio dalla reticella sovrastan-
te i sedili e lo pass a Mbejane attraverso il finestrino. Lo sforzo
non si ripercosse pi nelle sue viscere; a parte la brutta cicatrice nei
pressi dell'ombelico, egli era completamente guarito.
Una carrozza pubblica li deposit davanti al quartier generale di
Acheson. Sean lasci Mbejane a guardia del bagaglio e, fattosi stra-
da nell'atrio affollato, sal le scale fino al primo piano.
Buongiorno, colonnello. L'attendente lo riconobbe subito e
scatt sull'attenti con tanta foga da ribaltare lo sgabello su cui stava
seduto.
俟alve, Thompson, rispose Sean. I segni di rispetto dovuti al
suo grado continuavano a imbarazzarlo. Thompson si rilass e chie-
se con sincero interesse:
青ome sta, signor colonnello? Mi spiaciuto sapere della sua
ferita, signore .
Grazie, Thompson. Ora sto bene. C' il maggiore?
Peterson fu lietissimo di vederlo. S'inform affettuosamente sul
funzionamento del suo intestino, poich l'irregolarit era spesso
uno tra i postumi pi spiacevoli delle ferite al ventre. Sean lo rassi-
cur e Peterson continu:
促renda una tazza di t. Il vecchio occupato in questo mo-
mento, ma la ricever fra dieci minuti , e, prima di tornare a parla-
re della ferita, grid a Thompson di portare del t. Le sar rimasta
una bella cicatrice, eh, vecchio mio?
Sean slacci il cinturone, sbotton la giubba ed estrasse la cami-
cia dai calzoni. Peterson gir intorno alla scrivania per esaminare
da vicino il ventre di Sean. Poi diede la propria opinione di esperto.
俑olto pulita. Davvero un bel lavoro. Io sono stato ferito a Om-
durman... Uno di quei dannati selvaggi mi ha infilzato con la sua
sporca lancia. E, a sua volta, si svest parzialmente, esponendo il
pallido petto glabro. Per comune senso di cortesia, Sean dovette
schioccare la lingua e scuotere la testa alla vista della piccola cicatri-
ce triangolare, bench in cuor suo fosse assai poco impressionato.
Poi la sua attenzione si spost su un'altra parte del corpo di Pe-
terson.
E qui ne ho beccata una seconda... Maledettamente dolorosa,
anche! Si slacci la cintura e aveva i pantaloni a mezz'asta, quan-
do la porta di comunicazione si apr.
Spero di non disturbare, signori! disse garbatamente Ache-
son. Ci fu un attimo di confusione, mentre entrambi tentavano di
rivestirsi e di eseguire un corretto saluto militare. Peterson dovette
prendere una delicatissima decisione, non contemplata dal regola-
mento. Fu uno dei pochissimi casi della storia militare in cui un co-
mandante di divisione fu accolto da un ufficiale superiore in rigida
posizione d'attenti coi calzoni afflosciati intorno alle caviglie. Il
maggiore Peterson in mutande di flanella rossa era uno spettacolo
davvero degno di nota. Non appena Acheson ebbe capito la ragione
di quel poco conveniente abbigliamento fu molto tentato di unirsi
all'esibizione, perch anch'egli aveva qualche bella cicatrice da mo-
strare, ma si contenne in modo ammirevole. Condusse Sean nel pro-
prio ufficio e gli offr un sigaro.
雨ene, Courteney. Spero che non sia venuto a cercare un im-
piego.
Al contrario. Desidero tirarmi fuori da questo tipo di attivit,
signore.
Credo che possiamo sistemare la cosa. L'ufficiale pagatore sa-
r contento , annu Acheson. Dir a Peterson di preparare i do-
cumenti.
Voglio partire domani , insistette Sean, e Acheson sorrise.
侶uanta fretta! D'accordo. Peterson potr spedirglieli per la
firma. La sua unit gi stata sciolta, quindi non c' ragione perch
lei rimanga a gingillarsi qui intorno.
Bene! Sean si era aspettato una certa resistenza e sorrise di
sollievo.
青i sono soltanto tre cosucce ancora, continu Acheson, e
Sean si accigli, subito insospettito.
隹h!
Prima di tutto, un dono d'addio da parte di Sua Maest. Il Di-
stinguished Service Order per la cattura di Leroux. Ci sar una ceri-
monia la prossima settimana. Lord Kitchener ci terrebbe molto alla
sua presenza.
Accidenti, no! Se devo restare a Johannesburg... Ci rinuncio?
Acheson ridacchi. Che ingratitudine! E va bene, Peterson po-
tr spedirle per posta anche quella. Secondo punto: ho esercitato un
p della mia influenza sull'Ufficio Risarcimenti. Bench il Parla-
mento non abbia ancora approvato la legge, hanno anticipato i tem-
pi e riconosciuto il suo credito.
Buon Dio! Sean era sbalordito. Su consiglio di Acheson ave-
va inoltrato un reclamo per diecimila sterline, cio per l'ammontare
del suo deposito alla Volkskaas Bank, incamerato dai boeri all'ini-
zio della guerra. Non si aspettava di cavarne nulla e se n'era subito
dimenticato. Non mi rifonderanno l'intera cifra, immagino?
俏on sia ingenuo, Courteney, ridacchi di nuovo Acheson.
俟oltanto il venti per cento e forse qualcosa di pi quando la legge
sar passata. Comunque, duemila sterline sono sempre meglio di un
pugno in un occhio. Ecco l'assegno. Deve firmarmi una ricevuta.
Sean firm ed esamin il rettangolino di carta con crescente pia-
cere. Quel denaro l'avrebbe aiutato a pagare il debito con la Natal
Wattle. Alz rapidamente gli occhi. E la terza cosa? chiese.
Acheson spinse un cartoncino attraverso la scrivania. Il mio bi-
glietto da visita... E un invito permanente a essere mio ospite per
tutto il tempo che vorr ogni volta che si trover a Londra. Si alz
e gli tese la mano. Buona fortuna, Sean. Non voglio pensare che si
tratti di un addio.

Nello stato d'euforia prodotto dalla libert e dalla prospettiva di
un amoroso commiato da Candy Rautenbach, Sean fece prima fer-
mare la carrozza alla stazione ferroviaria per prenotare un posto sul
treno per il sud del giorno dopo e spedire un telegramma ad Ada.
Poi, dopo la breve corsa lungo Commissioner Street, giunse nell'a-
trio dei Candy's Hotel e chiese della proprietaria.
俠a signora Rautenbach sta riposando, signore, e non pu esse-
re assolutamente disturbata , lo inform l'impiegato.
亮razie, buon uomo. Sean gli allung mezza ghinea e, igno-
rando le sue proteste, sal lo scalone di marmo.
S'introdusse silenziosamente nell'appartamento di Candy e si di-
resse verso la camera da letto. Voleva farle una sorpresa... E, senza
dubbio alcuno, vi riusc al di l di ogni aspettativa. Candy Rauten-
bach non stava riposando. Al contrario, era impegnatissima nell'in-
trattenere un gentiluomo la cui giubba, appesa allo schienale di una
delle sedie di velluto rosso, lo qualificava come un ufficiale subal-
terno dell'esercito di Sua Maest.
Sean bas le proprie azioni successive sull'ipotesi che Candy fos-
se sua esclusiva propriet. Nell'ondata di virtuosa indignazione che
lo travolse, non tenne in alcun conto il fatto che la sua visita era un
gesto d'addio, che la sua relazione con Candy era stata, a dir tanto,
vaga e intermittente, che l'indomani mattina sarebbe partito per
chiedere in moglie un'altra donna. No, tutto ci che vide fu un cu-
culo nel proprio nido.
Per non far torto al coraggio del subalterno e all'onore del suo
reggimento, bisogna ricordare che la sua conoscenza della situazio-
ne familiare di Candy, come pure della sua anatomia, era incomple-
ta. Gli era stata presentata come la signora Rautenbach e, in quel
terribile ritorno alla realt, l'ufficiale suppose che il gigante infuria-
to che si stava precipitando sul letto non fosse altri che il signor
Rautenbach di ritorno dalla guerra. Cos fece i preparativi di par-
tenza, che iniziarono con una rapida discesa dall'alto letto a quattro
piazze dalla parte opposta a quella da cui stava arrivando Sean.
Grazie all'estrema lucidit mentale prodotta dalla sovrabbondanza
di adrenalina in circolo, il subalterno si rese subito conto che la pro-
pria nudit gli impediva la fuga verso un luogo pubblico come il
corridoio di un albergo, che la minacciosa avanzata dei signor Rau-
tenbach rendeva tale fuga imperativa e, infine, che lo stesso genti-
luorno indossava l'uniforme con i gradi di colonnello. Fu quest'ulti-
ma considerazione a influire in modo determinante sul giovane, poi-
ch, nonostante la sua et, proveniva da un'antica famiglia rispetto-
sa delle tradizioni militari ed egli ne teneva in gran conto le regole,
fra le quali una delle pi rigide era: non copulare con la moglie di
un superiore. Quindi:
Signore , disse, irrigidendosi con dignit, 厚osso spiegare...
Razza di stronzo , replic Sean, in un tono dal quale risultava
chiaro che la sua spiegazione avrebbe avuto un ben scarso effetto.
Prendendo la via pi corta, che era quella che attraversava il letto,
Sean gli si lanci addosso. Candy, che in quei pochi secondi era sta-
ta troppo occupata a coprirsi per prendere parte attiva agli avveni-
menti, strill e sollev di scatto il copriletto di seta in modo che ri-
manesse impigliato negli speroni di Courteney che, proprio in quel
momento, stava volando al di sopra dei letto. Sean cadde con uno
schianto che riecheggi in tutto l'edificio, facendo sussultare i clien-
ti nell'atrio, e rimase per qualche secondo stordito, con i piedi sul
letto e la testa e le spalle sul pavimento.
Scappa! grid Candy al subalterno, mentre Sean cominciava
a riprendersi. Poi la donna raccolse una bracciata di coperte e le
lanci addosso a Sean, avvolgendovelo fin quasi a soffocarlo. Pre-
sto, per l'amor di Dio, presto, supplic, mentre il suo giovane
amico saltellava su una gamba sola, con l'altra infilata nei pantalo-
ni. Esci di qui o ti far a pezzi. E si butt sull'ammasso impre-
cante e scalciante di lenzuola e coperte. Non preoccuparti degli sti-
vali!
Il giovane ufficiale se li ficc sotto un braccio, si butt la giubba
su una spalla e si calc il casco sulla nuca.
亮razie, signora, disse, e poi, con molta galanteria: 俟ono
davvero desolato per i fastidi che posso aver provocato. La prego di
porgere le mie scuse a suo marito .
Vattene, idiota, implor lei, aggrappandosi disperatamente a
Sean che sgroppava e bestemmiava. Dopo che il giovane fu uscito,
Candy si alz e attese che Sean affiorasse.
Dov'? Lo uccider. Far fuori quel piccolo bastardo! mug-
ghi Sean, balzando in piedi e guardandosi attorno con rabbia. Ma
la prima cosa che vide fu Candy, e Candy era scossa da una risata
irrefrenabile. C'era un bel p di roba che scuoteva in lei, e la mag-
gior parte era bianca, liscia e rotonda, cos che, sebbene il suo riso
fosse un p isterico, costituiva sempre uno spettacolo molto piace-
vole.
Perch mi hai fermato? chiese Sean, ma il suo interesse si sta-
va rapidamente trasferendo dal giovane ufficiale al petto di Candy.
Ha creduto che tu fossi mio marito , boccheggi lei.
Quel piccolo bastardo, ringhi ancora Sean.
Era simpatico , disse Candy. E improvvisamente smise di ri-
dere. Comunque, chi diavolo credi di essere per irrompere qui in
questo modo? Ti ritieni padrone del mondo?
Tu appartieni a me.
Col cavolo che ti appartengo! esplose Candy. Adesso esci
dalla mia camera, grosso bue fracassone che non sei altro.
Mettiti qualcosa addosso. Le cose stavano prendendo una
piega imprevista. Sean si era aspettato che Candy si mostrasse col-
pevole e contrita.
Fuori! url lei, sempre pi furibonda. Sean non l'aveva mai
vista in quello stato e riusc a malapena ad afferrare al volo il gros-
so vaso che Candy aveva lanciato contro la sua testa. Frustrata nel
suo desiderio di spaccare qualcosa, afferr un altro proiettile, uno
specchio ornamentale, che s'infranse con discreta violenza contro la
parete alle spalle di Sean. Il suo boudoir era arredato con fastoso
gusto vittoriano e costituiva una riserva quasi illimitata di munizio-
ni. Nonostante l'agile gioco di piedi, Sean non poteva restare illeso
per sempre e alla fine, fu colpito dal ritratto in cornice dorata d'un
qualche ignoto ufficiale. Candy aveva una predilezione particolare
per i guerrieri.
Stupida puttana , rugg Sean, sfregandosi la fronte, e si lanci
al contrattacco. Candy fugg, nuda e urlante, ma Sean l'agguant e
la ributt sul letto.
E adesso, ragazza mia , borbott, mettendosela bocconi sulle
ginocchia, t'insegner un p di buone maniere.
La prima sculacciata lasci una perfetta impronta rossa della
mano sulla natica, la seconda fu meno forte, la terza, soltanto un
colpetto affettuoso. Ma Candy singhiozzava da spezzare il cuore.
Con la mano a mezz'aria, Sean si rese conto con sgomento che,
per la prima volta in vita sua, stava picchiando una donna!
青andy, disse con voce incerta, ma, con suo enorme stupore, la
donna si volt, gli butt le braccia al collo e premette una guancia
bagnata contro la sua.
Un fiotto di parole gli urgeva in gola, voleva scusarsi, chiedere
perdono... Poi il buon senso prevalse ed egli domand seccamente:
Sei pentita della tua condotta? .
Candy inghiott a vuoto e annu vivacemente. Perdonami, ca-
ro. Me lo sono meritata. Le sue dita gli sfiorarono la gola, le lab-
bra. Ti prego, perdonami, Sean. Mi spiace terribilmente.

Quella sera cenarono a letto. Il mattino presto, mentre Sean si
crogiolava nella vasca da bagno incassata nel pavimento, immerso
nell'acqua calda che gli faceva bruciare i graffi sulla schiena, parla-
rono.
促rendo il treno dei mattino, Candy. Voglio essere a casa per
Natale.
Oh, Sean! Non puoi restare per qualche giorno?
No.
Quando tornerai?
Non so.
Vi fu un lungo silenzio, prima che Candy parlasse di nuovo.
Devo dedurre che non sono inclusa nei tuoi progetti per il fu-
turo?
Sei mia amica, Candy! protest Sean.
Be', questa proprio bella , disse lei, e si alz. Vado a ordi-
narti la colazione.
In camera da letto si ferm davanti allo specchio. I suoi occhi
avevano la stessa tonalit azzurra della vestaglia di seta ma, a quel-
l'ora, il collo era solcato da rughe sottili. Sono ricca, si disse, reste-
r sola soltanto se lo vorr. E si allontan.

60.

Sean risaliva lentamente il viale ghiaioso verso casa Goldberg.
Camminava tra due file d'alberi circondate da prati verdi che
si arrampicavano con una serie di terrazze verso la facciata
rococ della casa. Era una mattinata calda e i colombi sugli alberi
tubavano sonnacchiosi.
Da un boschetto ornamentale gli giunse il suono argentino di
una risata. Si ferm ad ascoltare e a un tratto perse ogni coraggio.
Come l'avrebbe accolto? Non aveva risposto alla sua lettera.
Facendosi animo lasci il viale e attravers il tappeto erboso fi-
no all'orlo di un anfiteatro. Nella conca sotto di lui c'era una copia
in miniatura dei Partenone. Terse, candide colonne di marmo, at-
torniate da una vasca circolare. Sean vide le forme delle carpe nuo-
tare lentamente nell'acqua verde, sotto le foglie delle ninfee, i cui
fiori si dispiegavano in petali bianchi, dorati e color porpora.
Ruth sedeva sull'orlo della vasca. Era vestita di bianco, dal collo
alla punta delle scarpette, ma le braccia erano nude e le tendeva in
avanti, dicendo a voce alta: 青ammina, Storm. Alzati e vieni dalla
mamma.
A dieci passi di distanza, col didietro saldamente incollato all'er-
ba, Storm Friedman osservava seria la madre da sotto una frangia
di capelli neri.
Vieni, piccola , la incit Ruth, e, con decisione, la bambina
appoggi le mani a terra. Lentamente alz il sederino grassoccio
finch questo fu puntato verso il cielo, esibendo un indumento tutto
pizzo e nastri sotto la corta gonnellina. Rest cos per alcuni secon-
di, poi, con sforzo, si alz in piedi e rimase in precario equilibrio
sulle gambette rosa. Ruth batt le mani e Storm sorrise, trionfante,
mostrando ben quattro denti bianchi.
俟u, vieni dalla mamma, rise Ruth, e la piccola fece una doz-
zina di passi, prima di abbandonare quell'assurda e scomoda forma
di locomozione. Quindi si lasci cadere sulle mani e sulle ginocchia,
completando il percorso a quattro zampe.
Hai barato! la accus Ruth, alzandosi per afferrarla sotto le
braccia e sollevarla di scatto al di sopra della sua testa. La bambina
strillava di gioia. Ancora! ordin. Ancora!
Sean avrebbe voluto ridere con loro. Correre gi e stringerle en-
trambe tra le braccia. Perch di colpo cap che l c'era il vero signi-
ficato della vita, la ragione dell'esistenza. Una donna e un bambi-
no. La sua donna e la sua bambina.
Ruth alz lo sguardo, vide Sean e impietr, con la piccola stretta
al petto. Il suo volto era privo d'espressione, mentre lo guardava
scendere i gradini dell'anfiteatro.
Salve , disse Sean, fermandosi di fronte a lei e rigirando gof-
famente il cappello tra le mani.
Salve, Sean , mormor lei, poi gli angoli della sua bocca si
sollevarono in un timido, incerto sorriso e il sangue le afflu alle go-
te. Ci hai messo cos tanto che credevo non venissi pi.
Sean s'illumin e fece un passo avanti, ma in quel momento
Storm, che aveva continuato a guardarlo con curiosit, cominci a
saltare tra le braccia della madre strillando: Uomo! Uomo! .
Con i piedi puntati contro lo stomaco di Ruth, si spingeva verso
l'alto. Poi si butt in fuori, in direzione di Sean, decisa a raggiun-
gerlo, e Ruth fu colta di sorpresa. Sean dovette lasciare il cappello e
afferrare la piccola prima che cadesse.
Ancora! Ancora! gridava Storm, continuando a saltare tra le
braccia di Sean. Una delle poche cose che Sean sapeva sui bambini
piccoli era che essi hanno sulla sommit della testa un punto molle
ed estremamente vulnerabile, quindi stringeva a s la figlia, con la
paura di lasciarla cadere e, nel contempo, di comprimerla troppo.
Finch Ruth smise di ridere e lo liber del suo fardello, dicendo:
Raggiungiamo gli zii sulla veranda. E' giusto l'ora del t .
Attraversarono pian piano il prato, tenendo ciascuno una mano
di Storm, cos che la piccola non doveva p檡 concentrarsi sull'equili-
brio e poteva dedicare tutta la sua attenzione al modo affascinante
in cui i suoi piedi apparivano e sparivano alternativamente sotto di
lei.
Sean. C' una cosa che devo sapere innanzi tutto. Ruth guar-
dava la figlia, non lui. Hai... Fece una pausa. Saul... Avresti
potuto impedire quello che accaduto? Voglio dire, tu non hai...
La sua voce trem e si spense.
No , rispose semplicemente Sean.
亮iuramelo. Per la tua speranza nella salvezza eterna, giura-
melo.
Te lo giuro, Ruth. Lo giuro su... Cerc qualcosa, non la pro-
pria vita, perch non era abbastanza importante. Lo giuro sulla vi-
ta di nostra figlia.
E Ruth sospir di sollievo. Per questo non ti ho scritto. Dove-
vo sapere, prima.
Sean moriva dalla voglia di dirle che ora l'avrebbe portata via
con s, di parlarle del Lion Kop e dell'immenso edificio vuoto che
aspettava lei per diventare una vera casa. Ma sapeva che non era il
momento... Non subito dopo aver parlato di Saul. Avrebbe aspet-
tato.
Aspett, mentre veniva presentato ai Goldberg e quindi lasciato
con loro quando Ruth entr in casa per affidare la piccola alla go-
vernante. Aspett, mentre sorseggiava una tazza di t e faceva con-
versazione con gli zii, cercando di evitare che potessero leggere nei
suoi occhi, quando guardava Ruth.

Aspett finch furono soli sul prato, e allora disse: Ruth, tu e
Storm verrete a casa con me .
Ruth si ferm davanti a una pianta di rose, colse un bocciolo
giallo chiaro e, con la fronte lievemente aggrottata, strapp tutte le
piccole spine rosse prima di guardare Sean.
Davvero, Sean? chiese con aria innocente, ma Sean si sarebbe
dovuto allarmare per lo scintillio di diamante degli occhi.
Certo. Nel giro di qualche giorno possiamo sposarci. Non ci
vorr di pi per ottenere un permesso speciale e preparare i tuoi ba-
gagli. Poi ti porter a Lion Kop. Ti ho parlato di ... ?
Accidenti , disse lei a voce bassa. Accidenti alla tua arrogan-
za. Accidenti alla tua presunzione. Sean la guard a bocca spalan-
cata.
Arrivi qui con la frusta in mano, la schiocchi una volta e ti
aspetti che io abbai e salti attraverso il cerchio. Ruth si stava infer-
vorando. Non so quali siano stati i tuoi rapporti con le donne fino
a oggi... Ma io non sono una di quelle che seguono le truppe, e non
intendo essere trattata come tale. Ti mai passato per la testa anche
solo per un secondo che potrei non essere disposta ad accettare il
gran favore che intendi accordarmi? Per caso hai dimenticato che
sono vedova da soli tre mesi? Quale suprema mancanza di sensibili-
t ti ha fatto credere che sarei corsa dalla tomba di un uomo alle
braccia amorevoli di un altro?
Ma, Ruth, io ti amo , disse Sean, cercando di arrestare quel
fiotto di parole. Ruth lo interruppe.
Allora provamelo, dannazione! Provalo con la gentilezza. Pro-
valo trattandomi come una donna e non come un oggetto. Provalo
con la comprensione!
La sorpresa in Sean cedette il posto a una collera non meno in-
tensa di quella di Ruth e, a propria volta, le parl con rabbia. Non
hai fatto tante dannate storie la sera del temporale... E neanche
dopo!
Come se l'avesse schiaffeggiata, Ruth fece un passo indietro e il
bocciolo di rosa le cadde di mano. Mascalzone , disse tra i denti.
Vattene, e non tornare mai pi.
Servo suo, signora. Sean si ficc il cappello in testa, gir sui
tacchi e si allontan. Arrivato sul viale, i suoi passi rallentarono; in-
fine si ferm, lottando con la rabbia e con l'orgoglio.
Lentamente, si volt. Il prato era vuoto. Lei se n'era andata.
Ruth corse su per lo scalone di marmo, ma, quando raggiunse la
finestra della sua camera, Sean era a met del viale. Dall'alto del se-
condo piano la sua figura, accorciata dalla prospettiva, appariva
massiccia, e il vestito scuro spiccava nettamente sulla ghiaia. Rag-
giunse il cancello e si ferm. Ruth si sporse dal davanzale della fine-
stra, cos che Sean potesse vederla pi facilmente, quando si fosse
voltato. Lo vide accendere con lenti gesti un lungo sigaro nero, but-
tare via il fiammifero, aggiustarsi il cappello sul capo, raddrizzare le
dietro la quale era scomparso. Poi, lentamente, si stacc dalla fine-
stra e and a sedersi sul letto.
Perch non ha capito? si chiese a bassa voce.
Sapeva che avrebbe pianto, dopo, durante la notte, quando sa-
rebbe cominciata la vera solitudine.

61.

Sean arriv a Ladyburg nel pieno di una giornata nebbiosa ti-
pica dell'inverno nel Natal. Mentre il treno sbuffava sull'orlo
della scarpata, Sean stava in piedi sulla piattaforma esterna in
fondo al vagone e guardava la grande macchia verde sulle colline di
Lion Kop. Quella vista lo emozionava, ma il suo orgoglio era vena-
to di tristezza.
Sono arrivato a met della corsa. Fra qualche mese compir
quarantun anni. Da tante lotte e assurdit dovr pure venir fuori
qualcosa. Tiriamo un p le somme.
In contanti ho poco pi di duemila sterline (omaggio dell'Uffi-
cio Risarcimenti di Guerra). Possiedo quindicimila acri di terra, pi
un'opzione sull'acquisto di altrettanti. Ho diecimila acri piantati ad
acacie che, fra un anno, saranno pronte per la scortecciatura. I pre-
stiti che ho ottenuto grazie a questa garanzia sono pesanti, ma non
opprimenti, per cui posso definirmi un uomo ricco.
Fisicamente, ho qualche capello grigio, una collezione di cicatri-
ci e il naso rotto. Ma sono ancora capace di sollevare e trasportare
un sacco di granturco da ottanta chili sotto ciascun braccio e di
mangiare mezzo agnello a pasto; senza binocolo posso contare le te-
ste di un branco di antilopi a tre chilometri di distanza; e Candy,
che se ne intende, non si mai lamentata della mia virilit. No, non
sono ancora vecchio.
A parte ci, ho un figlio che mi appartiene (e un figlio e una fi-
glia che non mi appartengono). Bench abbia perduto il migliore, ho
degli amici... Ho forse pi amici che nemici.
Ma altrettanto importante quanto tutto questo lo scopo, la di-
rezione che finalmente ho dato alla mia vita. Ora so che cosa voglio.
La mia rotta segnata e il vento in poppa.
Questo l'attivo. Ci che mio, da usare e da godere.
E il passivo? Denaro preso in prestito, l'odio di un fratello e di
un figlio, e Ruth.
Ruth non c'! Ruth non c'! sferragliavano le ruote sotto il vago-
ne. Ruth non c'! Ruth non c'! sembravano beffarlo.
Sean aggrott la fronte e cerc di sviare quel pensiero.
Vento in poppa! Vento in poppa! cominci a ripetersi mental-
mente.
Nei mesi che seguirono Sean dedic tutta la sua energia allo svi-
luppo di Lion Kop. Pianific il taglio della corteccia, decidendo di
scortecciare un terzo delle piante un anno prima che giungessero a
maturit e un altro terzo in ciascuno dei due anni successivi. Per
provvedere un avvicendamento, us le duemila sterline non per ri-
fondere i prestiti, ma per piantare ad acacie il resto della terra.
Quando ebbe finito, dovette cercarsi qualcos'altro da fare. Acqui-
stati un teodolite e un manuale di topografia, disegn la mappa della
sua tenuta, indicando ogni filare, e progett nuove strade di accesso
alle piantagioni per il momento in cui sarebbe iniziata la scorteccia-
tura.
Di nuovo si trov senza occupazione, quindi and a trovare Den-
nis Petersen e pass un'intera giornata a litigare per l'acquisto di
Mahoba Kloof, la tenuta su cui aveva l'opzione. Non aveva contan-
ti, e Jackson, della Natal Wattle, sobbalz sulla sedia, quando Sean
gli fece capire che avrebbe gradito un altro prestito. Quando Dennis
rifiut di prorogare i termini di scadenza dell'opzione, Sean and a
trovare Ronny Pye alla Ladyburg Banking & Trust. Era un tentativo
disperato, e Sean rimase molto sorpreso quando Ronny, offertigli un
sigaro e una tazza di caff, ascolt gentilmente le sue proposte.
Stai puntando tutto su un unico cavallo, Sean , lo ammon.
Ce n' uno solo in questa corsa. Non posso perdere.
Molto bene , disse Ronny, annuendo. Ecco ci che posso fa-
re per te. Ti anticiper l'intero prezzo d'acquisto di Mahoba Kloof,
pi altre diecimila sterline per svilupparlo. In cambio mi firmerai
una prima ipoteca su Mahoba Kloof, e una seconda su Lion Kop,
dopo che avrai rifuso il prestito alla Natal Wattle.
Sean accett. Una settimana dopo, Ronny Pye and a trovare
Jackson a Pietermaritzburg. Dopo le schermaglie preliminari,
Ronny chiese:
Mi dica, signor Jackson, tranquillo riguardo a quei prestiti
che ha fatto a Courteney?
L'altro esit. La garanzia buona... Per mi sembra che si stia
esponendo un p troppo.
Al che Ronny insinu con delicatezza: Forse potrei essere di-
sposto a rilevarli , e Jackson si freg pensosamente il naso per na-
scondere il sollievo.
Sean lanci con entusiasmo il suo esercito di zulu sulle terre ver-
gini di Mahoba Kloof. Si beava delle lunghe file di negri sudati che
cantavano aprendo la ricca terra rossa e mettendo a dimora i fragili
virgulti.
In quei giorni Dirk era il suo fedele compagno. Le sue presenze a
scuola divennero sempre pi sporadiche. Convinto che il figlio non
sarebbe mai diventato uno studioso, Sean faceva finta di credere ai
disturbi gastrici che la mattina impedivano al figlio di andare a scuo-
la, ma che sparivano come per miracolo pochi minuti dopo, permet-
tendogli di seguire il padre nelle piantagioni. Dirk imitava i gesti di
Sean, il suo modo di stare a cavallo, la sua lunga falcata. Ascoltava
attentamente le frasi del padre e poi le ripeteva, senza omettere le im-
precazioni. Nel tardo pomeriggio andavano a caccia di quaglie, fa-
giani e faraone sui pendii della scarpata. La domenica, quando Sean
si ritrovava coi vicini per cacciare il bushbuck, per giocare a poker o
semplicemente a bere brandy e a conversare, Dirk era sempre con
lui.
Nonostante le proteste di Sean, Ada era tornata con le sue ragaz-
ze nel villino di Protea Street. Cos la casa sul Lion Kop era un gran-
de guscio vuoto. Sean e Dirk usavano soltanto tre delle quindici
stanze, e anche quelle erano sommariamente arredate. Niente tappeti
sui pavimenti, n quadri alle pareti. Qualche sedia a braccioli di
cuoio, letti di ferro, tavoli fatti con assi d'abete, un paio di armadi a
muro. In un angolo erano ammucchiati i libri, in un altro le canne da
pesca. Due fucili e una carabina stavano nella rastrelliera di fianco al
caminetto. Sul pavimento di legno non lucidato c'era parecchia pol-
vere, con lanugine sotto le sedie e i letti, e macchie scure lasciate dai
cuccioli di pointer; la camera di Dirk, dove Sean non entrava mai,
era un caos di vecchi calzini, camicie sporche, quaderni di scuola e
trofei di caccia.
Sean non nutriva alcun interesse per la casa. Era un posto in cui
mangiare e dormire, con un tetto per ripararsi dalla pioggia, un ca-
mino per riscaldarsi e qualche lampada per coltivare la sua nuova
passione per i libri. Col naso sormontato da occhiali da lettura ac-
quistati da un commesso viaggiatore, Sean trascorreva le sue serate
immerso in volumi di politica e di viaggi, di economia e di topogra-
fia, di matematica e di medicina, mentre Dirk, apparentemente oc-
cupato nei suoi compiti di scuola, non gli staccava gli occhi di dosso.
Certe sere, quando si dedicava alla corrispondenza, Sean si dimenti-
cava di lui, e Dirk restava alzato fin dopo mezzanotte.
Sean era in rapporto epistolare tanto con Leroux quanto con
Jannie Niemand, che erano diventati un importante binomio politico
nel Transvaal e gi esercitavano su Sean una gentile pressione. Vole-
vano che organizzasse e dirigesse nel Natal l'equivalente del loro
Partito sudafricano. Ma Sean esitava. Non ancora, forse pi avanti,
diceva.
Una volta al mese riceveva una lunga lettera da John Acheson. Il
generale era tornato in Inghilterra e alla gratitudine della nazione.
Adesso era Lord Caisterbrook e, dal suo seggio alla Camera dei Pa-
ri, teneva informato Sean sugli affari di stato e sugli umori del popo-
lo britannico.
Ogni tanto, pi spesso di quanto fosse opportuno, Sean pensava
a Ruth. Allora diventava intrattabile e triste e si sentiva disperata-
mente solo. Il desiderio di una donna cresceva in lui, impedendogli
di dormire, finch si risolveva a recarsi da un'affettuosa vedova che
viveva in uno dei cottage vicini ai nuovi depositi ferroviari.
Tuttavia si considerava felice, fino a quel giorno dell'inizio di
settembre del 1903, quando ricevette un elegante cartoncino stampa-
to in rilievo. Esso diceva semplicemente:

La Signorina Storm Friedman ha il piacere di invitare il Colon-
nello Sean Courteney alla festa per il suo terzo compleanno.
26 Settembre, ore 16,00.
The Golds, Chase Valley,
Pietermaritzburg.
R.S.V.P.

Nell'angolo a destra in basso c'era l'impronta di un polpastrello
sporco d'inchiostro, grande all'incirca come una moneta da tre
penny.

62.

I giorno ventiquattro Sean prese il treno per Pietermaritzburg
e, dalla stazione, Dirk torn con Ada nel villino di Protea
Street.
Quella notte Mary era sveglia e lo sent piangere per la partenza
del padre. Soltanto un sottile tramezzo di legno li divideva. Il cotta-
ge della signora Courteney non era stato progettato come sartoria e
come alloggio per le lavoranti; quindi Ada aveva risolto il problema
chiudendo la grande veranda sul retro e dividendola in stanzette ab-
bastanza grandi da contenere un letto, un armadio e un lavabo. In
una di queste dormiva Mary, e quella notte Dirk occupava la stan-
zetta accanto alla sua.
Per un'ora Mary rimase distesa ad ascoltarlo, pregando silenzio-
samente che quel lungo pianto spossasse il ragazzo e Dirk finisse
con l'addormentarsi. Due volte sper che fosse accaduto, ma, dopo
un silenzio di pochi minuti, i singhiozzi ricominciavano. E ognuno
di essi era simile a un ago che le trafiggesse il petto, cos che se ne
stava immobile e rigida, stringendo i pugni fino a sentir male.
Dirk era diventato il centro della sua esistenza. Era l'unica torre
splendente in un deserto desolato. Lo amava con devozione ossessi-
va, perch era cos bello, cos giovane, pulito e franco. Amava la le-
vigatura della sua pelle e la seta dei suoi capelli indocili. Quando
guardava Dirk, non pensava pi al proprio volto. A quella faccia
butterata e rovinata.
I mesi durante i quali era stata separata da lui le erano parsi si-
mili a un'agonia, un periodo cupo e solitario. Ma ora egli era torna-
to e aveva di nuovo bisogno del suo conforto. Mary sgusci fuori
del letto e rimase in ascolto, tesa, in un atteggiamento che era l'im-
magine della compassione. E cos pietosa era nei suoi confronti la
luce della luna che, filtrand attraverso la zanzariera della finestra,
sfumava i segni delle cicatrici che le deturpavano il volto, mostran-
dolo come sarebbe potuto essere. Sotto la leggera camicia da notte,
il suo corpo ventenne era snello, ma col seno ben sviluppato, immu-
ne dai segni che le rovinavano il viso. Un corpo giovane e morbido,
avvolto in un bianco alone lunare, come quello di un angelo.
Il ragazzo singhiozz di nuovo e Mary gli si avvicin. 非irk,
bisbigli, inginocchiandosi accanto al suo letto. 非irk, ti prego,
non piangere, ti prego, caro.
Dirk soffoc un grosso singhiozzo e si volt dall'altra parte, in-
crociando le braccia sul viso.
俟st, tesoro. Va tutto bene adesso, disse Mary, accarezzando-
gli i capelli. Il suo gesto suscit una nuova effusione di dolore, un
dolore che lacrimava e sussultava nel buio. 保h, Dirk, ti prego...
E Mary s'infil nel suo letto. Le lenzuola erano calde e umide nel
posto gi occupato dal ragazzo. Mary lo abbracci, strinse il suo
corpo caldo contro il proprio petto e cominci a cullarlo. La sua so-
litudine la stava travolgendo. La sua voce divenne roca, mentre bi-
sbigliava parole di conforto. Si avvinghi a lui, spinta da un biso-
gno molto pi forte di quello del ragazzo.
Un ultimo singhiozzo convulso e Dirk tacque. Mary sent la ten-
sione sparire dalla schiena e dalle natiche dure e rotonde premute
contro il suo ventre. Lo strinse ancora pi forte, mentre le sue dita
scivolavano dalle guance alla gola di lui.
Dirk si volt verso di lei, girando nel cerchio delle sue braccia.
Mary sent il petto del ragazzo sollevarsi in un sospiro, poi la sua
voce soffocata dalla pena: Pap non mi vuole bene. E' andato via
e mi ha lasciato .
Io ti voglio bene, Dirk , mormor Mary. Ti voglio tanto be-
ne... Tutti te ne vogliamo, caro. E gli baci gli occhi, le guance, la
bocca. Le sue calde lacrime sapevano di sale.
Dirk sospir di nuovo e chin la testa sul petto di lei. Mary gli
pos una mano sulla nuca e lo trasse pi vicino.
Dirkie... La sua voce era come inaridita dallo strano, nuovo
calore che le cresceva dentro.
L'indomani Dirk si svegli lentamente, con un senso di meravi-
glia. Rimase un poco sdraiato a pensare, dapprima incapace di
identificare lo strano senso di benessere che lo possedeva. Poi sent
Mary muoversi dietro il tramezzo, lo scroscio dell'acqua versata
dalla brocca nel catino, il fruscio delle vesti. Infine il suono della
porta che si apriva e si richiudeva pian piano, i passi verso la cu-
cina.
Gli eventi della sera prima emersero nella coscienza di Dirk, niti-
di e precisi in ogni particolare. Non del tutto compresi, ma cos pre-
sent da oscurare qualsiasi altra cosa nella sua mente. Scost le co-
perte, si alz sui gomiti e, sollevata la camicia, contempl il proprio
corpo come se non l'avesse mai visto prima. Sent dei passi che si
avvicinavano. Si ricopr in fretta e finse di dormire.
Mary entr silenziosamente e pos sul comodino un piatto con
una tazza di caff e qualche biscotto. Dirk apr gli occhi e la
guard.
Sei sveglio , disse Mary.
S.
Dirk... cominci Mary, e il sangue le afflu al volto, chiaz-
zando la pelle butterata delle guance. La sua voce divenne un bisbi-
glio tremante per la vergogna. Non devi dirlo a nessuno. Devi di-
menticare... Quello che successo.
Dirk non rispose.
Promettimelo, Dirkie. Ti prego, promettimelo.
Dirk annu, senza parlare. Assaporava la sensazione di domi-
narla.
E' stato uno sbaglio, Dirkie. Una cosa terribile. Non dobbiamo
nemmeno pi pensarci. Raggiunse la porta.
Mary.
S. La ragazza si ferm senza voltarsi, il corpo teso come
quello di un uccello pronto a spiccare il volo.
Non lo dir a nessuno... Se ritorni stanotte.
No , sibil lei violentemente.
Allora lo dir alla nonna.
No! Oh, Dirkie. Non vorrai fare una cosa simile! Era tornata
accanto al letto e ora s'inginocchiava, gli prendeva una mano.
Non puoi, non devi. Me l'hai promesso.
Verrai? chiese Dirk con calma. Mary scrut il suo viso, la se-
rena perfezione della pelle abbronzata, gli occhi verdi, la seta nera
dei capelli che si arricciavano sulla fronte.
Non posso. E' una cosa terribile quella che abbiamo fatto.
Allora lo dir , concluse Dirk.
Mary si alz e usc lentamente dalla stanzetta, con le spalle cur-
ve, in atteggiamento di resa. Sapeva che quella sera sarebbe tornata.

63.

Il una carrozza presa a nolo Sean arriv puntualmente alla resi-
denza dei Goldberg. Giunse carico di doni, come il corteo dei
Re Magi, coi sedili della vettura coperti di pacchi. Tuttavia, la
sua scarsa conoscenza dei gusti d'una bambina di tre anni si riflette-
va nella scelta dei doni. Ogni singolo pacco conteneva una bambo-
la. Grandi bambole di porcellana che chiudevano gli occhi quando
si piegavano all'indietro, bambole di pezza con le trecce bionde,
una che faceva pipi, un'altra che piangeva quando le si schiacciava
il pancino, bambole in una dozzina di costumi nazionali e bambo-
lotti in fasce.
Mbejane seguiva la carrozza recando il dono che Sean conside-
rava un capolavoro d'originalit. Era un pony Shetland pezzato,
completo di martingala, redini e una sella inglese lavorata a
mano.
Il viale d'accesso era ingombro di vetture. Sean dovette fare a
piedi gli ultimi cento metri, con una pila di pacchi sulle braccia. In
quelle condizioni procedeva con difficolt. Prendendo come punto
di riferimento il tetto della casa sovraccarico di ornamenti, che po-
teva appena intravedere al di sopra della pila di pacchi, avanz alla
cieca attraverso il prato all'inglese. A un certo punto cominci a
sentire degli strilli continui e acuti, sempre pi forti via via che pro-
cedeva, e quindi avvert una mano che gli tirava con insistenza i
pantaloni. Si ferm.
Sono miei quei regali? chiese una voce da qualche parte, sot-
to il livello delle sue ginocchia. Sean pieg la testa di lato e abbass
lo sguardo su un faccino da madonna in miniatura, alzato verso di
lui: grandi occhi luminosi in un ovale d'innocente purezza incorni-
ciato di riccioli neri. Il cuore di Sean sussult.
Dipende da come ti chiami esit.
Sono la signorina Storm Friedman, della tenuta The Golds
Chase Valley, Pietermaritzburg. Adesso sono miei quei regali?
Sean si accoccol, cos che il suo volto fu quasi all'altezza di
quel faccino da madonna. Cento di questi giorni, signorina Fried-
man , disse.
Oh, bene! La piccola si butt sui pacchi, tremando per l'ecci-
tazione, mentre intorno a loro una cinquantina di altri bambini con-
tinuavano a strillare. Storm apr i pacchetti in rapidissima successio-
ne, usando i denti dove le dita non riuscivano. Uno dei suoi piccoli
invitati tent di aiutarla, ma lei gli balz addosso come un cucciolo
di pantera urlando: Sono i miei regali! e il marmocchio batt
prontamente in ritirata.
Infine, seduta tra una confusione di carte e di bambole, indic il
pacchetto rimasto nelle mani di Sean. E quello? domand.
Sean scosse la testa. No, questo per tua mamma. Ma, se
guardi dietro di te, forse troverai qualcos'altro.
Mbejane, con un largo sorriso, teneva per le briglie il cavallino
pezzato. Per qualche secondo Storm rest sopraffatta dall'emozio-
ne e fu incapace di parlare, poi, con un grido stridulo balz in pie-
di. Abbandonando l'esercito di bimbe appena adottate, corse dal
pony. Dietro di lei uno stormo di bambine cal sulle bambole, come
un branco di avvoltoi quando il leone abbandona una preda.
Mettimi su! Mettimi su! gridava Storm, saltando con freneti-
ca impazienza. Sean la prese in braccio e, al contatto di quel corpi-
cino caldo che si dibatteva, il suo cuore sussult di nuovo. Dolce-
mente la sistem sulla sella, le mise in mano le redini e, tenendo il
pony per il barbazzale, la condusse verso la casa.
Come una regina in parata, seguita da un esercito di attendenti,
Storm raggiunse la terrazza superiore.
Ruth era in piedi davanti a un lungo tavolo pieno di cibi preliba-
ti, insieme con i genitori dei piccoli ospiti di Storm. Sean cedette il
pony a Mbejane, raccomandandogli: Stalle bene attento , e attra-
vers l'ultima striscia di prato. Conscio delle decine di occhi puntati
su di lui, ringrazi il cielo per l'ora trascorsa quel mattino dal bar-
biere e per la cura dedicata al proprio abbigliamento: un completo
di costosa lana inglese, stivali lucidissimi, una bella catena da orolo-
gio d'oro massiccio sul panciotto e un garofano bianco all'oc-
chiello.
Si ferm davanti a Ruth e si tolse il cappello. La donna tese la
destra a palmo in gi. Sean sapeva che ci che si aspettavano da lui
non era una stretta di mano. Sean, grazie d'essere venuto.
Sean prese la mano. Fu una misura dei suoi sentimenti per lei il
fatto che si piegasse a sfiorarla con le labbra: un gesto che egli con-
siderava francese , cio fatuo e poco dignitoso. Grazie d'avermi
invitato, Ruth.
Sean tolse la scatola da sotto il braccio e gliela porse. Ruth l'apr
senza dire una parola e le sue guance arrossirono di piacere quando
vide il fascio di rose a gambo lungo che conteneva.
Oh, che gentile! E il cuore di Sean trasal ancora, mentre
Ruth sorrideva, guardandolo negli occhi. Poi la donna lo prese a
braccetto: Vieni, voglio farti conoscere i miei amici .
Quella sera, quando gli altri ospiti se ne furono andati e Storm,
prostrata dalla stanchezza fisica e nervosa, fu a letto, Sean si trat-
tenne a cena. Ormai sia mamma sia pap Goldberg avevano capito
che l'interesse del signor Courteney per la loro nipote non era dovu-
to soltanto ai suoi precedenti rapporti con Saul. Per tutto il pome-
riggio Sean aveva seguito Ruth in giro per il prato come un enorme
cane di San Bernardo appiccicato alla coda di una graziosa barbon-
cina.
Durante la cena Sean, che si sentiva piuttosto contento di se
stesso, di Ruth, dei Goldberg e della vita in generale, riusc a con-
vincere mamma Goldberg e perfino il vecchio e sospettoso Ben di
non essere un avventuriero senza un soldo. Rimasti soli con il
brandy e i sigari, i due uomini parlarono di Lion Kop e di Mahoba
Kloof. Sean fu estremamente sincero riguardo al rischio finanziario
che correva. Ben rimase impressionato dall'ammontare della posta
in gioco e dalla sua fredda valutazione delle probabilit. Era stato
grazie a un colpo del genere che Ben Goldberg era arrivato alla sua
posizione attuale. Questo ricordo gli dest un vago sentimento di
nostalgia dei bei tempi passati, cos che, quando raggiunsero le si-
gnore, il vecchio gli dava colpetti sulla spalla e lo chiamava ragaz-
zo mio .
Sulla scala esterna, quando fu sul punto di andarsene, Sean
chiese: Posso tornare, Ruth? e lei rispose: Ne sarei felice .
Allora cominci quella che per Sean fu una nuova forma di cor-
teggiamento. Con sua sorpresa, scopr che, in fondo, gli piaceva.
Ogni venerd sera prendeva il treno per Pietermaritzburg e s'instal-
lava al White Horse Hotel. Da questa base conduceva il suo attac-
co. Ci furono pranzi, a The Colds, in casa di amici di Ruth o nei ri-
storanti della citt, dove Sean fungeva da anfitrione. Ci furono bal-
li, pomeriggi all'ippodromo, picnic e cavalcate sulla collina, con
Storm sul suo pony che trotterellava in mezzo a loro. Durante le as-
senze del padre da Ladyburg, Dirk si trasferiva nel villino di Ada, e
Sean era molto sollevato, perch ora il ragazzo sembrava accettare
la cosa di buon grado.
Quindi arriv il momento in cui i primi lotti di acacie furono
pronti per l'ascia, e Sean decise di usare questo fatto come pretesto
per attirare Ruth a Ladyburg. I Goidberg divennero di ghiaccio non
appena Sean apr bocca, ma si sciolsero quando egli consegn loro
una lettera in cui Ada invitava Ruth a trattenersi come sua ospite
per una settimana. Sean continu spiegando che si trattava di una
specie di festa per la prima scortecciatura, che sarebbe iniziata al
termine di quella settimana, e aggiungendo che, in seguito, egli non
avrebbe potuto lasciare Ladyburg per alcuni mesi.
Mamma Goldberg, in cuor suo felicissima d'avere Storm tutta
per s per un'intera settimana, esercit una sottile influenza su Ben,
il quale, sebbene molto a malincuore, fin col dare il proprio con-
senso.
Sean decise che Ruth sarebbe stata trattata come un membro
della famiglia reale in visita... E che quel soggiorno avrebbe segnato
l'apice del suo corteggiamento.

64.

Come uno dei pi grossi proprietari terrieri dei distretto e in
qualit di colonnello insignito di due decorazioni, Sean oc-
cupava un posto molto elevato nella complessa struttura so-
ciale di Ladyburg. Perci i preparativi per la visita di Ruth produs-
sero un clima di eccitazione e di curiosit che contagi l'intero di-
stretto. Quando Sean cominci a distribuire gli inviti per la serie di
intrattenimenti che stava organizzando, tutte le donne fecero una
rapida ispezione ai propri guardaroba e misero mano ai cestini da
lavoro. Gli allevatori che vivevano ai limiti del distretto chiedevano
ospitalit ai parenti e agli amici pi vicini alla citt. Altri membri
importanti della comunit, temendo per il proprio prestigio, si reca-
rono a Lion Kop con offerte di svariati intrattenimenti per le tre
giornate che Sean aveva lasciato libere da impegni. Per non offen-
derli Sean dovette acconsentire, bench coltivasse certi suoi progetti
privati.
Ada e le sue ragazze furono sommerse da ordinazioni, ma trova-
rono ugualmente un pomeriggio libero per salire a Lion Kop armate
di piumini per la polvere, spazzoloni e barattoli di cera. Sean e Dirk
furono cacciati di casa e trascorsero il pomeriggio cavalcando per la
tenuta, in cerca del posto migliore per la grande battuta al bush-
buck che avrebbe costituito il clou della settimana.
Con i suoi zulu, Mbejane abbatt il fitto intrico di arbusti intor-
no alla casa e scav la buca per il barbecue.
Il Consiglio d'amministrazione della cittadina si riun in segreto
e i suoi membri, contagiati dall'eccitazione generale e forniti di ri-
gorose istruzioni da parte delle consorti, votarono all'unanimit
un'accoglienza civica alla stazione e un gran ballo per la sera stessa.
Dennis Petersen, che si era gi messo d'accordo con Sean per un
barbecue a casa sua proprio la sera dell'arrivo di Ruth, fu placato
con la promessa che sarebbe stato lui a tenere il discorso di benve-
nuto alla stazione.
Sean and a trovare Ronny Pye e fu di nuovo molto sorpreso
quando il banchiere gli concesse senza alcuna difficolt un altro
prestito di mille sterline. Ronny firm l'assegno con l'aria soddi-
sfatta di un ragno che sta tessendo l'ultimo filo della propria tela, e
Sean part immediatamente per Pietermaritzburg, in cerca di un
gioielliere. Torn a casa con cinquecento sterline di meno, ma, nella
tasca interna della giacca, aveva un minuscolo pacchetto con un
enorme diamante quadrato montato su platino. Dirk era venuto a
prenderlo alla stazione. Sean gli diede una rapida occhiata e lo sped
dal barbiere.
La sera precedente l'arrivo di Ruth, Sean e Mbejane piombaro-
no su Dirk di sorpresa e, nonostante le sue proteste, lo trascinarono
nella stanza da bagno. Sean rimase sbalordito dalla quantit di
sporcizia che rimosse dalle orecchie di Dirk e dal modo in cui la sua
abbronzatura si dissolse prontamente sotto l'effetto del sapone.

Il mattino dopo, quando il suo vagone si ferm con una brusca
scossa davanti alla stazione di Ladyburg, Ruth si trov davanti una
gran folla che circondava un'area delimitata da cordoni. Soltanto
una famiglia non era rappresentata nel comitato di ricevimento, che
includeva tutti gli allievi maschi e femmine della Ladyburg High
School vestiti a festa.
Rimase incerta sulla piattaforma esterna del vagone, mentre dal-
la folla si alzava un mormorio di apprezzamento. Ruth aveva atte-
nuato il lutto con un largo nastro rosa intorno al cappello, guanti
rosa e un velo diafano dello stesso colore, che conferiva al suo volto
un tocco di magico mistero. Faceva davvero colpo.
Convinta che ci fosse qualche equivoco, stava per ritirarsi nella
carrozza, quando vide avanzare una delegazione lungo il passaggio
delimitato dai cordoni. Era guidata da Sean, il quale aveva assunto
un'espressione accigliata per nascondere il suo acuto imbarazzo.
Ruth fu colta da un improvviso desiderio di ridere, ma riusc a trat-
tenersi, limitandosi a rivolgere un lieve sorriso a Sean, quando que-
sti sal accanto a lei e le prese una mano.
Ruth, mi spiace terribilmente. Non sono stato io a organizzare
questa idiozia... La situazione mi un p sfuggita di mano, le
spieg in un frettoloso bisbiglio, poi present Dennis Petersen, che
era pomposamente salito dietro di lui. Fu allora che Dennis si volt
verso la folla e allarg le braccia in un gesto probabilmente simile a
quello di Mos di ritorno dal monte Sinai.
Signore e signori, cittadini di Ladyburg, amici ... cominci, e
dall'esordio Sean cap che ne avrebbe avuto per una buona mezz'o-
ra. Lanci un'occhiata a Ruth e vide che sorrideva. Con sorpresa, si
rese conto che la donna si stava divertendo. Sollevato, si rilass un
poco.
E' per me un immenso piacere porgere il benvenuto della nostra
bella citt a questa incantevole signora, amica di uno dei nostri pi
eminenti ... Le dita di Ruth s'insinuarono furtivamente nella mano
di Sean. Che si rilass ancor pi. Poi egli scorse il cappello di Ada
tra la folla e le sorrise. Ada rispose lanciando un'occhiata a Ruth e
facendo un cenno di approvazione.
Per un curioso volo pindarico, Dennis stava parlando del nuovo
impianto di filtraggio dell'acqua e dei benefici che ne sarebbero de-
rivati alla comunit: ... Ma questa, amici miei, soltanto la prima
di una serie di migliorie progettate dal vostro Consiglio! e fece una
pausa.
Bravo! Bravo! disse Sean a voce molto alta, battendo le ma-
ni. L'applauso fu raccolto dalla folla e Sean fece un passo avanti,
mettendosi tra Dennis e la ringhiera della piattaforma. 非a parte
della signora Friedman e mia, vi ringrazio tutti per la vostra amici-
zia e per questa meravigliosa accoglienza. Poi, piantando Dennis
in asso, Sean fece scendere Ruth, la guid di volata attraverso un
profluvio di presentazioni e strette di mano, recuper Ada e Dirk e
spinse tutti quanti in carrozza.
Mentre Sean e Mbejane si occupavano dei bagagli, le due donne
si sistemarono gonne e cappelli prima di guardarsi negli occhi.
俟ean me lo aveva detto, ma non mi aspettavo che fosse cos bel-
la, disse Ada. Arrossendo per il piacere e il sollievo, Ruth si chin
istintivamente in avanti per posarle la mano su un braccio.
Desideravo moltissimo conoscerla, signora Courteney.
Se prometti di chiamarmi Ada, io ti chiamer Ruth.
Sean sal in carrozza, nervoso e sudato. Filiamocela di qui ,
disse.

Quella settimana sarebbe stata ricordata per molti anni. Gli
usuali festeggiamenti natalizi apparvero quasi insignificanti al con-
fronto. Le donne gareggiarono nel cucinare montagne di cibo, pre-
parato secondo ricette di cui conservavano gelosamente il segreto.
Negli intervalli tra le fatiche culinarie coltivavano vecchie faide, ne
cominciavano di nuove e si preoccupavano per le loro figliole.
I giovanotti gareggiarono allo stadio e sul campo di polo. Dirk
Courteney risult il pi abile e veloce dei suoi coetanei nel piantare
una tenda. Poi capitan la squadra di rugby della sua scuola contro
i ragazzi del Pietermaritzburg College, che stravinsero per trenta a
zero.
Le ragazze gareggiarono con uguale ferocia, dissimulata dietro
rossor e risatine, e il successo dei loro sforzi fu indicato dal numero
di fidanzamenti e di scandali collezionati durante quella settimana.
Gli uomini pi anziani sorridevano con indulgenza, finch, ani-
mati dall'alcool, mettevano da parte ogni dignit e saltellavano an-
simando intorno alla pista da ballo. Ci furono tre incontri di pugila-
to... Ma si svolsero tra vecchi nemici e nessuno di essi fu realmente
degno di nota.
Soltanto una famiglia non partecip ai festeggiamenti, e pi di
una ragazza sent la mancanza di Michael Courteney.
Durante uno dei rari momenti di calma, Sean riusc a staccare
Ruth da Ada e a portarla nella grande casa sul Lion Kop. Ruth pas-
s in silenzio da una stanza all'altra, studiandole con occhi attenti e
pensosi, mentre Sean le girava attorno sicuro che quel silenzio indi-
casse disapprovazione. Al contrario, Ruth era in estasi; un guscio,
un magnifico guscio vuoto, senza alcuna traccia di altre donne, che
aspettava soltanto lei, Ruth, per prendere vita. Ella sapeva gi con
precisione che tipo di tende occorreva; i suoi tappeti persiani, che lo
zio Isaae le aveva spedito da Pretoria e che ora erano in magazzino,
avrebbero fatto una splendida figura non appena i parquet fossero
stati lucidati. La cucina, naturalmente, doveva essere ricostruita...
con una nuova doppia stufa Agar. La camera da letto...
Incapace di trattenersi, Sean domand: Allora, ti piace? .
Ruth si volt lentamente, mentre le ombre dei pensieri svaniva-
no dai suoi grandi occhi grigi. Oh, Sean! E' la casa pi bella del
mondo.
In quel momento magico, Sean pronunci le parole che si era ri-
proposto di dirle quella sera. Ruth, vuoi sposarmi?
E Ruth, che aveva pensato di esitare e di chiedere un p di tem-
po per riflettere, rispose istantaneamente: Oh s, Sean, certo!
L'anello dest la sua pi viva meraviglia.

65.

I gran finale della settimana fu la caccia al bushbuck di Sean
Courteney.
Sean e Dirk arrivarono in Protea Street all'alba, su un car-
ro tirato da buoi. Indossavano rozzi abiti da caccia, e le custodie di
cuoio dei fucili giacevano sul fondo dei carro, dietro i piedi di Sean.
Ci volle quasi un quarto d'ora per trasferire Ruth, Ada e le sue ra-
gazze dal villino al carro. Era come spingere un gruppo di galline
verso la porta del pollaio. Sean riusciva a farle muovere lentamente
davanti a s, chioccianti e gesticolanti, in direzione del cancello;
quando erano in prossimit del recinto, all'improvviso una di esse
lanciava un gridolino: Oh, il mio parasole... Oh, il mio cestino da
lavoro , e tornava indietro, arrestando l'avanzata generale.
La terza volta che questo avvenne, Sean sent qualcosa scattare
dentro di s. Lanci un urlo rabbioso. Un profondo silenzio cadde
tra le signore e due di esse parvero sul punto di piangere.
Ora non farti prendere dalla collera, caro , disse Ada, tentan-
do di calmarlo.
Non mi sto facendo prendere dalla collera. A Sean tremava
la voce, nello sforzo di dominarsi. Conter fino a dieci, e se non
sarete tutte sul carro... Diventer una belva. Al cinque erano tutte
sedute, e Sean incit i buoi... Sembrava davvero un gallo arruffato.
L'intera popolazione dei distretto di Ladyburg li stava aspettan-
do, in un confuso groviglio di carrozze e di carri tirati da buoi, nel
campo vicino ai depositi ferroviari. Sean pass loro accanto, susci-
tando un mormorio di saluti e commenti. A una a una le vetture gi-
rarono, mettendosi in fila dietro di lui, e il lungo convoglio part al-
la volta di Mahoba Kloof. La grande caccia era cominciata.
Al centro della fila qualcuno cominci a suonare un organetto, e
piano piano un canto si propag da un carro all'altro, fondendosi
col rumore delle ruote, degli zoccoli e delle risate.
A poco a poco l'irritazione di Sean si calm. Sul sedile posterio-
re, le ragazze di Ada stavano cantando Boland Se Nooinentje. Dirk
era saltato gi dal carro e con alcuni amici correva davanti ai caval-
li. Con un gesto timido, la mano di Ruth sfior una gamba di Sean
che, infine, sorrise.
Che splendida giornata, Sean.
Mi spiace di averla quasi rovinata.
Oh, sciocchezze! Ruth gli si avvicin e a un tratto Sean si
sent felice. Era valsa la pena di fare tanti preparativi. Accanto a lui
Ruth rise piano.
Cosa stai meditando? chiese Sean, prendendole una mano.
Nulla. Ho solo voglia di ridere , rispose Ruth. Guarda come
tutto verde! aggiunse, per far distogliere lo sguardo di Sean dal
suo e poterne studiare il volto.
Il piccolo sotterfugio funzion.
La terra sembra cos giovane , disse Sean e, mentre osservava
la campagna, i suoi occhi assunsero quell'espressione dolce che era
tanto familiare a Ruth. Ormai la giovane donna sapeva riconoscere
molti dei suoi stati d'animo e stava imparando a suscitarli o a modi-
ficarli. Era un uomo semplice, e proprio in quella semplicit stava
la sua forza. L come una montagna, pens Ruth: sai come sar nel
sole del primo mattino. Sai che quando il vento soffia da sud ci sar
nebbia sulla cresta e che, la sera, le ombre cadranno seguendo un
preciso disegno lungo i pendii e le gole. Eppure sai anche che la for-
ma della montagna rimane sempre la stessa, che non cambier mai.
Ti amo, mia montagna , bisbigli, e immagin la sua espres-
sione di sorpresa prima ancora che gli balenasse sul volto.
Come?
Ti amo, mio uomo , si corresse Ruth.
Oh! Anch'io ti amo.
E adesso Sean pareva imbarazzato. Mio Dio, potrei mangiarlo!
E se ora mi stringessi a lui e lo baciassi davanti a tutti... Segreta-
mente assapor l'idea.
Cosa diavolo stai architettando? chiese Sean in tono burbero.
Non era possibile che egli leggesse nel suo pensiero con tanta preci-
sione. Ruth lo fiss sbalordita. Di colpo la montagna aveva mostra-
to di capire esattamente ci che Ruth sentiva quando lo guardava.
俏iente, neg, confusa. 侵o non... Prima che Ruth si ren-
desse conto di ci che stava accadendo si trov seduta sulle ginoc-
chia di Sean.
No, Sean, no! sussult, ma subito la sua protesta fu soffoca-
ta. Sent le risa delle ragazze di Ada, le grida d'incoraggiamento e
gli applausi dagli altri carri e cominci a dibattersi, puntando una
mano contro il petto di Sean e tentando di tenere a posto il cappello
con l'altra.
Quando Sean la ridepose sul sedile, Ruth era a testa nuda, coi
capelli sciolti, le guance e le orecchie in fiamme. Nessuno l'aveva
mai baciata in quel modo.
Bel colpo, Sean!
Bis! Bis! Le grida e le risate aumentarono la confusione di
Ruth.
Sei terribile! Usando il cappello per nascondersi, la donna
cerc di controllare il proprio rossore. 亟 davanti a tutta questa
gente, poi!
Cos imparerai a non stuzzicarmi, ragazzina!
E improvvisamenee Ruth non fu pi tanto sicura della forma
della sua montagna.
Il corteo lasci la strada principale per imboccare un sentiero ac-
cidentato, guad il fiume, risal la sponda opposta e si sparpagli
tra gli alberi. I servi, che aspettavano fin dalla sera precedente, cor-
sero ad afferrare per il morso i cavalli dei loro padroni. Da ogni
carro uscivano chiassose masnade di bambini e cani, seguite da pi
dignitosi drappelli di adulti. Le donne si avviavano senza esitazione
verso le due enormi tende montate tra gli alberi, mentre gli uomini
scaricavano i foderi e cominciavano a montare i fucili.
Senza muoversi dal carro, Sean apr la lunga custodia di cuoio e,
mentre le sue mani univano con gesti meccanici le canne al calcio,
osserv i preparativi con una certa dose di soddisfazione.
Aveva scelto quel luogo non solo per il boschetto di lill, che ad-
densava una fresca ombra su un morbido tappeto di foglie cadute,
o per la vicinanza del fiume, al quale buoi e cavalli si sarebbero po-
tuti abbeverare, ma anche perch era situato ad appena quindici mi-
nuti di cammino dal luogo in cui doveva iniziare la battuta.
Nei giorni precedenti, Mbejane e i suoi zulu avevano ripulito
dalla vegetazione tutto il terreno sotto gli alberi, avevano eretto le
tende e i tavoli, avevano scavato le buche per i fuochi e costruito
perfino due latrine protette da pareti d'erba, discretamente discoste
dall'area principale del campo.
Ora nelle buche divampavano grossi fuochi di legna, che per
mezzogiorno si sarebbero ridotti a strati di brace. I tavoli, intorno
ai quali le donne avevano gi cominciato ad affaccendarsi, erano
stracolmi di cibarie. Da quella parte ferveva davvero una grande at-
tivit... Svolta soprattutto dalle lingue.
Dagli altri carri gli uomini cominciavano a dirigersi verso quello
di Sean, allacciandosi i cinturoni, armeggiando coi fucili e chiac-
chierando con iridifferenza nel tentativo di mascherare l'eccitazione.
Istruito da Sean, Dirk aveva radunato i ragazzi troppo giovani per
usare i fucili, ma troppo grandi per restare con le donne. Costoro
non facevano sforzo alcuno per dissimulare l'eccitazione. Armati di
sikelas, i bastoni da combattimento zulu, davano segni di impazien-
za. Gi un ragazzino piangeva forte, massaggiandosi il punto in cui
aveva ricevuto una bastonata scherzosa.
Bene... Ehi, fate silenzio! url Sean. Dirk vi accompagner
dai battitori. Ma ricordate! Appena la caccia comincia, restate nella
fila e fate ci che vi sar detto. Se colgo uno di voi che se ne va in
giro per conto suo o precede la fila... Gliene far passare la voglia a
bastonate, di persona. Capito? Il discorso fu urlato a squarciagola
e, alla fine, Sean aveva il volto acceso.
Ci aggiunse ulteriore peso alle sue parole, e il risultato fu un ri-
spettoso coro di: S, signor Courteney .
Andate, allora.
Urlando e incitandosi reciprocamente a correre, i ragazzi spari-
rono tra gli alberi e un p di quiete cal sul campo.
Mio Dio, quegli scalmanati potrebbero spingere davanti a loro,
non dico i bushbuck, ma tutti gli elefanti, i bufali e i leoni dell'Afri-
ca , osserv Dennis Petersen. Bene, Sean... Quali sono le nostre
posizioni?
Sean attese, per rispondere, che tutti gli prestassero attenzione.
Poi annunci: 促rima andremo all'Elands' Kloof. Mbejane e due-
cento zulu aspettano il segnale all'imbocco della gola. Noi ci schie-
reremo all'estremit opposta .
In che ordine?
Calma, calma , ridacchi Sean. So che non sarebbe necessa-
rio ripetere le regole di sicurezza, ma... e pass a elencarle. Nien-
te carabine... Solo fucili. Sparerete soltanto in un arco di quaranta-
cinque gradi direttamente davanti a voi... Niente tiri laterali. Capi-
to, reverendo? aggiunse con enfasi, e l'ecclesiastico, che si lasciava
notoriamente trascinare dall'entusiasmo, assunse un'aria mortifica-
ta. 俗n mio fischio segnaler che i battitori sono troppo vicini: al-
zerete i fucili e scaricherete immediatamente.
S sta facendo tardi, Sean.
Passiamo alle posizioni.
D'accordo. Io sar il fucile di centro. Ci fu un mormorio
d'approvazione. Era abbastanza giusto che il posto migliore toccas-
se all'uomo che organizzava la caccia. Nessuno poteva trovarvi da
ridire. Alla mia sinistra, nell'ordine: il reverendo Smiley... Dato
che, senza dubbio, l'Onnipotente mander il grosso della selvaggina
dalla sua parte, forse ne potr approfittare. Tutti scoppiarono a
ridere, mentre il reverendo esitava tra l'orrore per la bestemmia e la
gioia per l'ottimo posto assegnatogli. Poi Ronny Pye, Dennis Pe-
tersen, Jan Vermaak, Gerald e Tony Erasmus - voi due accordatevi
da bravi fratelli -, Nick... e Sean continu a leggere l'elenco che
teneva in mano. Era, in senso stretto, il registro sociale di Lady-
burg, basato su un esatto e appropriato metro di ricchezza e in-
fluenza, popolarit e anzianit. A parte l'aver messo se stesso al
centro, Sean non aveva avuto molta parte nella compilazione della
lista... Giustamente, Ada non si era fidata dei suo senso delle diffe-
renze sociali.
E con questo abbiamo sistemato il fianco sinistro. Sean alz
gli occhi dal foglio. Era stato cos preso dalla lettura che non si era
accorto dell'atmosfera di tensione e d'attesa che si era creata nell'u-
ditorio. Un cavaliere su un magnifico purosangue aveva attraversa-
to il guado ed era entrato al passo nell'accampamento. Sceso di sel-
la, aveva consegnato l'animale a un paio di servi, che l'avevano
condotto via. Ora l'uomo avanzava verso il carro di Sean, fucile in
mano.
Sean guard da quella parte e lo vide. I suoi occhi si dilatarono,
mentre la gioia cresceva lentamente in lui e le labbra si atteggiavano
a un largo sorriso. 亮arrick, come sono contento che tu sia venu-
to! esclam con spontaneit, ma il viso di Garry rimase inespressi-
vo. Si limit a chinare seccamente il capo in un cenno di saluto.
Ma almeno qui, esult Sean; ha fatto il primo Passo. Ora toc-
ca a me. Puoi prendere la prima posizione alla mia destra, Gar-
rick.
Grazie. Ora Garry sorrideva, ma in modo strano e gelido, e
subito gli volt la schiena per parlare con l'uomo pi vicino. Un
piccolo moto di disappunto percorse la folla. Si erano aspettati
qualcosa di spettacolare. Tutti sapevano del cattivo sangue che cor-
reva tra i fratelli Courteney. Ora, con un senso di delusione rivolse-
ro di nuovo la loro attenzione a Sean. Questi fin di leggere la lista e
salt gi dal carro, mentre la folla si stava gi muovendo in direzio-
ne del terreno di caccia. Sean cerc Garrick e lo vide molto lontano,
quasi in testa alla lunga fila di uomini che aveva imboccato il sentie-
ro che conduceva all'Elands' Kloof.
Impazienti, i cacciatori camminavano svelti. Sean cap che non
sarebbe riuscito a sorpassare gli uomini davanti a lui per raggiunge-
re Garry. Aspetter finch arriveremo alla gola, si disse. Mio Dio,
che splendida conclusione per questa settimana. Ho Ruth; se solo
potessi riavere anche mio fratello e, con lui, Michael!
Dalla sommit della gola Sean guard l'Elands' Kloof. Era una
profonda spaccatura, lunga tre chilometri e larga circa cinquecento
metri a quell'estremit, ma che, salendo, si restringeva a cuneo, fi-
no a perdersi nell'altopiano. Il fondo era completamente coperto di
fitti arbusti verde scuro, una massa che sembrava impenetrabile, so-
pra la quale pochi alberi si tendevano verso l'alto, alla ricerca del
sole. Lass sulla cresta l'aria era secca e salubre, ma in basso si sa-
rebbe avvertito il tanfo di terra bagnata e di vegetazione marce-
scente.
Indugiando, come se all'improvviso fossero restii a scendere nel-
la sgradevole umidit della gola, i cacciatori si radunarono sulla cre-
sta. Facendo schermo agli occhi con la mano, guardavano verso la
punta del cuneo, dove i battitori apparivano simili a una fila di
macchioline scure contro il verde dell'erba primaverile.
Guardate i ragazzi , disse qualcuno, puntando l'indice. Dirk
stava guidando la propria banda verso la schiera di zulu.
Sean si avvicin al fratello gemello. Be', Garry, come vanno le
cose a Theunis Kraal?
Non male.
Ho letto il tuo libro... Lo trovo eccellente. Certo merita l'acco-
glienza che ha avuto a Londra. Lord Caisterbrook mi ha scritto che
il tuo capitolo conclusivo sta fornendo al Ministero della Guerra
materia di riflessione. Bel lavoro, Garrick.
Grazie. Ma c'era un tono evasivo nella risposta di Garry, che
pareva deciso a lasciar cadere la conversazione.
Michael non venuto con te oggi?
No.
Come mai? insistette Sean. Garry sorrise in modo freddo e
sprezzante.
Non ha voluto.
Oh' Per un attimo sul suo viso si lesse una pena cocente, poi
Sean si rivolse agli altri cacciatori. Bene, amici, scendiamo.
Ed eccoli in posizione, una fila di uomini silenziosi nell'ombra
fitta e nel calore stagnante. Ciascuno di loro pu vedere il vicino
soltanto come una forma indefinita tra le foglie, i rampicanti e gli
alberi caduti. Pochi particolari nitidi: la tesa di un cappello, lo scin-
tillio fugace di un raggio di sole sulle canne di un fucile, una mano
che sbuca dalle foglie verde scuro. E un silenzio greve quanto il ca-
lore... Rotto dal fruscio di un ramo, da un colpo di tosse rapidamen-
te soffocato, dallo scatto di un otturatore.
A un tratto, Sean tir indietro col pollice entrambi i cani del suo
fucile, punt le canne verso il tetto di foglie e spar due colpi in ra-
pida successione. I tonfi cupi dell'arma rimbombarono contro le
pareti della gola, echeggiando e frammentandosi mentre rimbalza-
vano indietro. Poi torn il silenzio.
Sean rimase immobile, tendendo l'orecchio, ma ud soltanto il
ronzio di un insetto e lo squittio di un piccolo roditore. Scroll le
spalle. Evidentemente la distanza e la massa di vegetazione soffoca-
vano le grida dei battitori e il fracasso dei loro bastoni che percuote-
vano gli arbusti. Ma stavano venendo, ne era sicuro, non potevano
non aver udito gli spari. Li immaginava mentre procedevano in fila,
duecento zulu inframezzati dai ragazzi bianchi, che salmodiavano la
domanda antica quanto la caccia: 亟' yapi? ripetuta instancabil-
mente, con l'accento sulla prima met della parola. E' yapi? Dove
vai?
E, fra lui e i battitori, nell'intrico della boscaglia, si diffondeva-
no i primi segni di allarme: corpi leggiadri, screziati di grigio, che si
alzano dai loro segreti giacigli di foglie cadute; zoccoli appuntiti che
affondano nel soffice terriccio sotto la spinta dei muscoli tesi; orec-
chie ritte; occhi neri e lucidi; narici umide che fremono e fiutano;
corna a spirale rivolte all'indietro. Tutti i segni d'una fuga immi-
nente.
Con l'odore della polvere che gli pizzicava il naso, Sean estrasse
i bossoli. Poi prese altre due cartucce dal cinturone, le inser, richiu-
se il fucile e arm i cani.
Ecco che si muovevano. Prima le femmine, screziate di bruno,
con accanto i piccoli dalle gambe affusolate. Poi i maschi, gli in-
konka, neri, grossi e silenziosi come ombre. Le ginocchia piegate, la
testa incassata fra le spalle, si allontanavano dalle deboli grida dei
battitori, spingendo le compagne e la prole lontano dal pericolo...
verso i fucili in attesa.
Ho sentito qualcosa! La voce del reverendo era roca, come se
qualcuno lo stesse strangolando col suo stesso colletto bianco che
spiccava nell'ombra fitta.
Zitto, deficiente! ringhi Sean, mettendo a repentaglio la
propria salvezza eterna. Ma non aveva di che preoccuparsi, perch
l'epiteto fu sommerso dalla doppia detonazione del fucile di Smiley:
cos forte e inattesa che Sean sobbalz.
Preso? chiese, con voce un p malferma per lo spavento.
Non ottenne risposta. Reverendo, lo ha preso? insistette. Non
aveva visto n sentito nulla che potesse far pensare alla presenza di
un bushbuck.
雨ont divina, quasi imprecavo... rispose Smiley, con un tono
di voce funereo. Credo di essermi ingannato.
Ci risiamo, pens Sean con rassegnazione. Se rimane senza
cartucce, me lo dica , sugger Sean, e sorrise al silenzio offeso del
reverendo. Gli spari dovevano aver indotto gli animali a tornare
verso i battitori; adesso avrebbero cominciato a girare in tondo alla
ricerca di una via di scampo. Forse si sarebbero spostati sui fianchi.
Quasi a conferma dei suoi pensieri, un fucile tuon sulla sinistra,
quindi un altro, poi altri due sulla destra.
Lo spasso era cominciato sul serio.
Nel breve silenzio che segu si sentirono le grida dei battitori, at-
tutite ma insistenti.
Un movimento confuso davanti a lui, oltre lo schermo dei rami,
soltanto un guizzo grigio scuro: Sean alz il fucile... Lo sparo, il rin-
culo sulla spalla, e qualcosa cadde, si rotol e scalci nella macchia.
Preso! esult Sean. Dall'intrico dei rami emersero la testa e le
spalle di un bushbuck ancora non completamente adulto. La bocca
aperta, sanguinante, si agitava al suolo, lasciando una larga striscia
tra le foglie morte. Un altro sparo, il colpo di grazia, e giacque im-
mobile, la testa picchiettata dalle minuscole ferite dei pallini, le pal-
pebre frementi, il subitaneo fiotto di sangue dalle narici.
Il fracasso degli spari si mescolava alla cantilena degli zulu, alle
urla dei cacciatori, alle corse e ai tonfi degli animali terrorizzati nel-
la macchia.
Un inkonka, grosso, nero come il demonio, con tre giri di corna
e occhi sgranati, balz allo scoperto e si ferm con la testa alta e le
zampe anteriori divaricate, ansimante, folle di terrore. Piegato in
avanti sul fucile, trattenendo il respiro, Sean fece fuoco. Il tempo di
assorbire il rinculo e vide l'inkonka piombare a terra, nettamente,
istantaneamente, senza scalciare. Preso!
Ed eccone un altro, dritto nella linea di tiro, accecato dal pani-
co, che balza fuori dalla macchia, quasi addosso a Sean. E' una fem-
mina con dietro i piccoli... Lasciamola andare.
L'animale guard l'uomo e si diresse sulla sinistra, per passare
tra Sean e Garrick. Mentre gli sfrecciava al fianco, Sean si volt a
guardarlo e scorse il fratello. Garrick aveva lasciato il proprio posto
e si era avvicinato a Sean. Stava un p chino in avanti, col fucile
stretto da entrambe le mani, i cani armati... E gli occhi fissi sul fra-
tello.

Garrick era rimasto in paziente attesa durante le fasi iniziali del-
la battuta. Il tronco d'albero su cui sedeva era marcio e soffice, co-
perto di muschio e delle lingue bianche e arancione dei funghi d'al-
bero. Dalla tasca interna della giacca aveva estratto la fiaschetta
d'argento intarsiato di cornaline. La prima sorsata gli aveva fatto
lacrimare gli occhi e gli aveva intorpidito la lingua.
Mi ha preso tutto quello che avevo di pi caro. La mia gamba:
Garry l'aveva guardata, stesa rigidamente davanti a lui, col tacco
affondato nel terriccio umido. Aveva ingollato in fretta un altro
sorso, chiudendo gli occhi per il bruciore provocato dal brandy.
Mia moglie: socchiudendo le palpebre l'aveva rivista cos come
Sean l'aveva lasciata, stesa sul letto con le vesti strappate, le labbra
tumefatte e sporche di sangue.
La mia virilit: perch a causa di ci che lui le fece quella notte,
Anna non mi ha pi permesso di toccare il suo corpo. Fino a quel
momento c'era speranza. Ma adesso ho quarantadue anni e sono
vergine. E' troppo tardi.
La mia posizione: quel porco di Acheson non mi avrebbe mai
estromesso, se non fosse stato per Sean.
E adesso mi toglier Michael.
Si era ricordato della sinistra premonizione che aveva avvertito
quando Anna gli aveva detto dell'incontro di Michael e Sean a
Theunis Kraal. Questo era stato l'inizio, seguito poi da tanti piccoli
incidenti. Il giorno in cui Michael aveva guardato le annotazioni
sbiadite ma precise sul registro dei conti. E' la calligrafia dello zio
Sean?
Quella sella malconcia che Michael aveva trovato nel fienile so-
pra la stalla; l'aveva amorosamente lucidata, rinforzando le cucitu-
re, applicando nuove cinghie per le staffe, e l'aveva usata per un an-
no, finch Garry aveva notato le rozze iniziali incise nel cuoio della
falda. S.C. Quella notte Garry l'aveva presa e gettata nella caldaia.
Otto mesi prima, quando Michael aveva compiuto ventun anni,
Garry l'aveva chiamato nel suo studio, dalle pareti rivestite di pan-
nelli di legno, e con riluttanza lo aveva messo a conoscenza della
donazione fattagli da Sean. Michael aveva letto il foglio ingiallito,
muovendo silenziosamente le labbra. Poi aveva alzato gli occhi,
chiedendo con voce esitante: Lo zio Sean mi ha ceduto la propria
met di Theunis Kraal ancor prima che fossi nato. Perch, pap?
Perch ha fatto una cosa simile? e Garry non aveva potuto rispon-
dergli.
Quell'ultima settimana, poi, aveva segnato il culmine della crisi.
C'era voluta tutta l'influenza combinata di Garrick e di Anna per
impedire a Michael di accettare gli inviti di Sean. Quindi il mandria-
no zulu che aveva l'incarico di seguire il giovane e di informare im-
mediatamente Garrick qualora avesse varcato i confini di Theunis
Kraal, gli aveva detto che ogni pomeriggio Michael saliva a cavallo
sulla scarpata e restava l seduto fin dopo il tramonto, guardando
nella direzione di Lion Kop.
Sto per perderlo. E' mio figlio, anche se Sean che lo ha genera-
to. A mio figlio, ma, a meno che non glielo impedisca, Sean me lo
porter via. A meno che non glielo impedisca. Aveva portato anco-
ra una volta la fiaschetta alle labbra e con sorpresa aveva scoperto
che era vuota.
Intorno a lui erano cominciati gli spari e le grida. Aveva preso il
fucile posato sul tronco accanto a s e lo aveva caricato. Poi, alza-
tosi, aveva armato i cani.
Sean lo vide: avanzava lentamente, zoppicando un poco, la
schiena curva, senza preoccuparsi di scostare i rami che gli si para-
vano dinanzi al viso. Non serrare su di me, Garry, rimani al tuo
posto. In quel modo lasci un vuoto nello schieramento.
Poi not l'espressione del fratello. Pareva che la pelle gli si fosse
ritirata sugli zigomi e sul naso, cos che le narici apparivano bian-
che, esangui. Le mascelle si contraevano nervosamente e un sottile
velo di sudore gli imperlava la fronte. Sembrava che stesse male o
che qualcosa l'avesse terrorizzato.
Garrick, ti sent bene? Allarmato, Sean fece qualche passo
verso di lui... Poi si arrest. Garry aveva alzato il fucile.
Mi spiace, Sean. Ma non posso permetterti di portarmelo via ,
disse. Le bocche delle canne erano tutto ci che Sean vedeva dei fu-
cile, e, sotto di esse, le nocche di Garry bianche per la tensione con
cui stringeva il calcio. L'indice era piegato sul grilletto.
In quel momento Sean ebbe paura. Non si mosse, perch le sue
gambe erano diventate pesanti, intorpidite.
Devo farlo. La voce di Garry era gracchiante. E' necessa-
rio... Altrimenti me lo prenderai. Distruggerai anche lui.
Con movimenti impacciati e lenti per la paura, Sean volt deli-
beratamente la schiena al fratello e cammin verso la sua postazio-
ne. I muscoli del dorso gli dolevano, tanto erano irrigiditi e contrat-
ti nell'attesa del piombo.
I battitori erano vicini adesso, li sentiva gridare e percuotere la
macchia coi bastoni. Si port il fischietto alle labbra e vi soffi tre
volte. Immediatamente le grida cessarono e, nel relativo silenzio che
s'impose, ud un suono dietro di s, a met tra un singhiozzo e un
grido di dolore.
Con esasperata lentezza, Sean gir la testa per guardare indie-
tro. Garrick non c'era pi.
Le sue gambe cominciarono a tremare, mentre il muscolo di una
coscia si contraeva spasmodicamente. Cadde a sedere sul morbido
tappeto di foglie umide. Accese un sigaro, ma dovette usare entram-
be le mani per tener fermo il fiammifero.
Pap! Pap! Disk balz fuori dal folto. Pap, quanti ne hai
presi?
Due , rispose Sean.
Soltanto? E la voce del ragazzo si affievol per la delusione e
la vergogna. Perfino il reverendo Smiley ti ha battuto. Ne ha presi
quattro.

66.

Ruth ripart per Pietermaritzburg il pomeriggio successivo al-
la battuta di caccia, e Sean insistette per accompagnarla.
Ada, Dirk e molte delle amiche che Ruth si era fatte in quel-
la settimana andarono a salutarli alla stazione.
Sean cercava di sottrarre Ruth all'animato e vivacissimo collo-
quio in cui tutte le donne sembrano impegnarsi nell'imminenza di
una separazione. I suoi ripetuti: Faremmo meglio a salire, Ruth ,
e hanno gi alzato la bandierina, cara , furono ignorati da tutte,
finch Sean ritenne necessario prendere Ruth per un braccio e spin-
gerla sul vagone. La sua testa riapparve immediatamente al finestri-
no, per riprendere il discorso nel punto esatto in cui Sean l'aveva in-
terrotto. Questi stava per seguirla, quando il suo sguardo cadde su
Dirk. Con un improvviso senso di colpa, si rese conto di quanto l'a-
vesse trascurato in quella settimana.
Ciao, Dirkie, disse in tono burbero. Il ragazzo corse da lui e
gli strinse forte le braccia intorno al collo. 俟uvvia, Dirk. Torner
domani mattina.
Voglio venire con te.
Domani hai la scuola , disse Sean, cercando di allentare la
stretta del ragazzo. Le donne li guardavano, in silenzio ora, e Sean
si sent arrossire per l'imbarazzo. Accidenti, non pi un bambi-
no... Ha quasi quindici anni. Ostentando un tono calmo, mormor:
Basta ora. Cosa penser la gente di te? .
Portami con te, pap. Ti prego, portami con te. Il suo corpo
tremava contro quello del padre.
Il treno fischi e le donne alzarono di nuovo il viso verso Ruth,
mettendosi a parlare tutte insieme.
Credi che sia orgoglioso di te, quando ti comporti in questo
modo? sibil Sean. Ora controllati e stringimi la mano come si
deve.
Dirk gliel'afferr, con gli occhi pieni di lacrime.
Basta cos! Sean si volt bruscamente e balz sul predellino
nell'attimo in cui il treno, con uno scossone, cominciava a muoversi
lungo la banchina.
Dirk fece qualche passo dietro il convoglio, poi si ferm, con le
spalle che gli tremavano convulsamente, gli occhi fissi sul volto del
padre affacciato al finestrino.
俊orner domani, Dirkie, disse Ada, posandogli una mano
consolatrice su una spalla.
Non mi vuol bene , mormor il ragazzo. Non me ne ha mai
voluto...
Ma certo che ti vuol bene , lo interruppe rapidamente Ada.
E' solo che questa settimana era... Ma Dirk non aspett che finis-
se. Sottraendosi alla mano della donna, salt gi dal marciapiede;
attravers i binari, sgusci sotto un recinto di filo spinato e corse
nei campi, per incrociare il treno mentre percorreva la prima lunga
curva sul pendio della scarpata.
Corse con espressione alterata tra l'erba alta che gli graffiava le
gambe; gli avambracci che scattavano avanti e indietro al ritmo dei
suo passo... E, a un tratto, il treno fischi lugubremente sbucando
da dietro la piantagione dei Van Essen.
Gli stava passando davanti, ancora a cinquanta metri di distan-
za, e guadagnava pian piano velocit per l'attacco alla scarpata.
Non l'avrebbe raggiunto... Anche se il vagone di Sean era uno degli
ultimi, non poteva raggiungerlo.
Si ferm, ansimante, cercando di cogliere una fugace immagine
dei padre... Ma il finestrino del suo scompartimento era vuoto.
Pap! grid, pur sapendo che la sua voce si sarebbe perduta nel-
lo sferragliare delle ruote e nel rauco sbuffare dei vapore. Pap!
insistette, agitando scompostamente le braccia sopra la testa. 促a-
p! Sono io! Io... Dirk!
Lo scompartimento di Sean sfil lentamente davanti a lui. Per
qualche secondo ne scorse l'interno. Sean era in piedi, di fianco al
finestrino, e stringeva Ruth tra le braccia. La testa buttata all'indie-
tro, la donna aveva perduto il cappello, e la folta chioma nera ap-
pariva in disordine. Rideva, i denti candidi e gli occhi radiosi. Chi-
nandosi in avanti, Sean le copr la bocca aperta con la sua. E l'im-
magine svan.
Dirk rest immobile, con le braccia alzate. Poi le abbass lenta-
mente lungo i fianchi. La tensione delle labbra e degli occhi si allen-
t. Ogni espressione scomparve dal suo sguardo, mentre osservava
il treno che risaliva il pendio finch, con un ultimo trionfante sbuf-
fo di vapore, spar all'orizzonte.
Dirk attravers i binari e imbocc un viottolo che si arrampica-
va sulle colline. Coi pollici si asciug le lacrime sulle guance. Poi si
ferm, con aria indolente, a guardare uno scarabeo stercorario.
Grosso come un pollice d'uomo, di un nero lucente, e cornuto come
un demonio, era alle prese con una palla di sterco di vacca tre volte
pi grande di lui. Ritto sulle zampe posteriori, spingeva la sfera con
quelle anteriori, intento unicamente a trasportarla in un posto se-
greto, per seppellirla e deporvi le uova.
Con la punta di uno stivale Dirk lanci lo sterco lontano, tra
l'erba. Privato dell'unico scopo della propria esistenza, lo scarabeo
rimase immobile. Poi cominci a cercare. Avanti e indietro, da una
parte e dall'altra, con la corazza lucida che, sfregando contro la du-
ra terra del sentiero, produceva un lieve crepitio.
Mentre osservava incurante quei frenetici andirivieni, il volto di
Dirk era sereno e bello. Alz un piede e pos pian piano il tacco
sullo scarabeo. Lo sent contorcersi sotto lo stivale, finch con uno
scricchiolio la corazza si ruppe, spruzzando un liquido scuro simile
a sugo di tabacco. Dirk vi cammin sopra e riprese a salire verso la
cima della collina.

Sedeva solo nella notte, le braccia strette intorno alle gambe e la
fronte posata sulle ginocchia. Attraverso il fogliame, i raggi lunari
erano bianchi e freddi, come il sentimento che irrigidiva il corpo di
Dirk. Alz la testa. La luna gli illumin il viso, accentuando la per-
fezione dei lineamenti: la fronte liscia e ampia, le scure linee delle
sopracciglia che quasi si congiungevano alla radice dei naso grande,
ma delicatamente modellato La bocca per era stretta dal dolore,
da una fredda pena.
Lo odio. Le labbra non mutarono la smorfia dolorosa, men-
tre bisbigliava queste parole. E odio anche lei. Non gl'importa pi
niente di me... Non pensa ad altro che a quella donna.
Il rabbioso sibilare del respiro attraverso le labbra era la voce
della sua disperazione. Ho sempre cercato di dimostrargli... Sol-
tanto a lui, ma non gliene importa niente. Perch non capisce...
Perch? Perch? Perch? Tremava come se avesse la febbre.
Non mi vuole. Non sono niente per lui.
Il tremito cess e la sua bocca pass dalla smorfia di pena a un
ghigno. 亮li far vedere. Se lui non mi vuole, allora gli far vede-
re. E le parole seguenti le sput come se fossero una cosa sporca.
Lo odio.
Intorno a lui i rami delle acacie stormivano al vento. Balz in
piedi e cominci a correre, seguendo il sentiero illuminato dalla lu-
na che costeggiava la piantagione.
Un meerkat che cacciava solitario lungo la strada lo scorse e si
rifugi tra gli alberi, simile a un piccolo furetto grigio. Ma Dirk
continu a correre, pi svelto ora, spinto dall'odio, respirando a
singhiozzi ogni volta che un piede toccava il suolo. Correva con l'a-
rido vento dell'ovest sulla faccia. Aveva bisogno del vento. La sua
vendetta avrebbe galoppato nel vento.
Ora la vedremo , grid, senza rallentare la corsa. Tu non mi
vuoi... Allora ecco cosa avrai! E gli alberi e il vento gli risposero
con un suono simile a quello di voci lontane.
Alla seconda stradina di accesso svolt, addentrandosi nel cuore
della piantagione. Corse per venti minuti e, quando si ferm, ansi-
mava come un animale braccato. Maledetto... Maledetti tutti.
La voce usc a scatti dalla bocca secca.
俟, maledetto , e abbandon la stradina, facendosi largo tra
gli alberi. Ormai avevano due anni, il fusto era ancora basso, e i ra-
mi intrecciati gli disputavano il passaggio: mani che tentavano di
trattenerlo, piccole mani disperate che lo afferravano, gli tiravano
le vesti, come dita supplichevoli di un mendicante. Ma Dirk le re-
spingeva e se le scrollava di dosso, finch fu ben lontano dalla
strada.
Qui! disse con voce rauca, e s'inginocchi sullo strato scric-
chiolante di ramoscelli e di foglie secche che ricopriva il terreno.
Col palmo delle mani ne rastrell un mucchietto, e intanto singhioz-
zava, cos che il suo borbottio era rotto e incoerente. Secco, sec-
co. Te la far vedere... Tu non mi vuoi... Tutto quello che ho fatto
non... Ti odio... Oh, pap! Perch? Perch non... Cosa ho fatto di
male?
E scosse la scatola che aveva estratto dalla tasca. Due volte sfre-
g il fiammifero e due volte gli si spezz tra le dita. Il terzo si acce-
se, sprigionando minuscole scintille di zolfo, un odore acre e una
fiamma azzurra, poi gialla, ondeggiante nelle mani a coppa.
Ecco cosa avrai! E spinse il fiammifero tra i fuscelli. La
fiamma vacill, parve sul punto di spegnersi, poi ader a un ciuffo
d'erba.
Consumatala in un baleno, il fuoco non aveva pi alimento e
mor... Quasi... Ma ecco una foglia, ecco che la fiamma si allunga,
appiccandosi alle punte di alcuni fuscelli. Dopo il primo, lieve scop-
piettio, la vampa si estese di lato, mentre una foglia incendiata vol-
teggiava nell'aria.
Dirk si ritrasse, mentre il fuoco si levava baldanzoso verso il suo
viso. Ora il ragazzo non singhiozzava pi. Pap , mormor. Le
fiamme avevano raggiunto le foglie vive di un ramo che si protende-
va sopra di esse. Una raffica di vento lo scosse, spargendo faville e
minuscole lingue arancione verso i rami vicini.
Pap. La voce di Dirk era incerta. Si alz e si ripul le mani
sulla camicia. No. Scosse la testa, smarrito, mentre la piccola
acacia s'incendiava con un lieve crepitio.
No, la voce di Dirk divenne pi acuta, non volevo... , ma
si perse nei rumori secchi del legno vivo attaccato dalle fiamme, ora
ruggenti. Basta , grid. Oh, Dio, non volevo. No! No! E si
butt avanti, nel calore, nel fulgore arancione, tirando calci a fu-
scelli in fiamme, che si sparpagliarono e appiccarono il fuoco tut-
t'attorno. No, per piacere. Fermo! E afferr l'alberello ardente,
tirandolo, spingendolo, finch il calore lo ricacci indietro. Corse a
strappare un ramo da un altro albero e lo batt sul fuoco, ripren-
dendo a singhiozzare.
Cavalcando gioiose il vento dell'ovest, ruggendo, rosse, arancio-
ne e nere, le fiamme si estesero tra gli alberi, lasciandolo solo tra il
fumo e il turbinio della cenere.
Oh, pap! Mi spiace, mi spiace... Non volevo!

67.

Una persiana sbatteva piano nel vento, ma non era questa la
sola ragione per cui Michael Courteney non riusciva a dor-
mire. Si sentiva in trappola, incatenato da obblighi di lealt
che non poteva spezzare. Intorno a lui, la casa era una mole scura e
oppressiva. Una prigione, un luogo in cui regnavano l'odio e l'ama-
rezza.
Si rivoltava inquieto nel letto, e la persiana continuava a sbatte-
re. All'improvviso, egli scost l'unico lenzuolo, e le assi del pavi-
mento scricchiolarono mentre si alzava dal letto.
Michael! La voce dalla stanza accanto era acuta e sospettosa.
S, mamma.
Dove stai andando, caro?
C' una persiana che sbatte. Vado a chiuderla.
Mettiti qualcosa addosso, tesoro. Non prendere freddo.
Con un senso di soffocamento e cominciando a sudare per il
profondo disagio fisico, Michael cap che doveva uscire da quella
casa, nella fredda libert del vento e della notte. Si vest rapidamen-
te, ma senza fare il minimo rumore; poi, con gli stivali in mano,
percorse il lungo corridoio e usc sull'ampia scalinata davanti alla
casa.
Trov la persiana e la chiuse, poi si sedett sui gradini e s'infil
gli stivali, prima di avviarsi attraverso i prati. Si ferm in fondo al
giardino. Intorno a lui il vento dell'ovest soffiava, scuotendo gli al-
beri, e la sua inquietudine fece crescere quella del giovane. Doveva
uscire dalla valle... Salire sulla scarpata. Costeggi in fretta i recinti
dei cavalli. Nel cortile davanti alle stalle si arrest di colpo. C'era
un bagliore, un tenue bagliore arancione sulle lontane colline di
Lion Kop.
Allora cominci a correre, urlando mentre passava davanti agli
alloggi degli stallieri. Spalanc la porta di un box e strapp la bri-
glia dal piolo, mentre balzava verso la sua cavalla. Con manovre
maldestre per la fretta, le infil il morso e allacci la fibbia sotto
l'orecchia. Quando usc nel cortile, trov due stallieri, ancora inton-
titi dal sonno.
Il fuoco! grid, indicando le colline. Svegliate tutti e correte
ad aiutare. Balz sulla groppa della cavalla non sellata e li guard.
Tutti, capito? Prendete il carro grande. Fate pi presto che pote-
te. Poi affond i calcagni nei fianchi della giumenta.
Venti minuti dopo si ferm sulla cresta della scarpata. La caval-
la ansimava sotto le sue ginocchia. A una decina di chilometri di di-
stanza, splendente anche nel chiarore del plenilunio, un cerchio di
fuoco aleggiava sulle piantagioni scure del Lion Kop; sopra di esso
una nube nera saliva e si allargava nel vento, nascondendo le stelle.
Oh Signore... Lo zio Sean! Fu come un grido per un dolore fi-
sico. Colp di nuovo coi talloni i fianchi della cavalla, spingendola
alla cieca attraverso il guado del Baboon Stroom, le cui acque schiz-
zarono in tutte le direzioni come vetro che si frantumi, e si arrampi-
c sulla riva opposta, galoppando lungo le colline.
La giumenta cominciava a incespicare quando Michael le fece
varcare il cancello del cortile di Lion Kop, ingombro di carri e gre-
mito di negri muniti di asce. Michael arrest l'animale tirando le re-
dini con tale violenza che la giumenta quasi stramazz.
Dov' lo Nkosi? grid a un grosso zulu in cui riconobbe il
servo personale di Sean.
E' andato a Pietermaritzburg.
Michael scivol gi dalla cavalla e la lasci libera.
Manda un uomo al villaggio a chiedere aiuto.
L'ho gi fatto , rispose lo zulu.
Bisogna portar via il bestiame dai recinti pi alti e far uscire i
cavalli dalle stalle. Il fuoco potrebbe estendersi da questa parte.
Ho gi mandato le mie mogli.
Sei stato bravo. Allora andiamo.
Gli zulu si stavano ammassando sui carri, stringendo le asce dal
lungo manico. Michael e Mbejane salirono sul primo. Il giovane
prese le redini. In quel momento due cavalieri entrarono al galoppo
nel cortile. Michael non poteva riconoscerne i volti nel buio.
Chi siete? grid.
Broster e Van Wyk. Erano i confinanti.
Meno male! Volete condurre gli altri carri?
I due smontarono di sella e corsero a cassetta.
In piedi, a gambe divaricate, Michael brand la frusta e la fece
schioccare a pochi centimetri dall'orecchio del mulo di testa. Gli
animali scattarono in avanti e il carro usc sobbalzando dal cortile.
Mentre galoppavano lungo la strada principale di accesso alle
piantagioni, incontrarono le donne e i bambini zulu che sfollavano
dall'accampamento dei lavoranti e, passando, incitavano gli uomini
sui carri. Ma Michael quasi non li ud. Sempre in piedi, con gli oc-
chi inchiodati alla colonna di fiamme e fumo che si alzava dal cuore
delle piantagioni di Sean.
亟' scoppiato tra gli alberi che abbiamo piantato due anni fa,
disse Mbejane. Ma ormai sar quasi arrivato alla piantagione pi
vecchia. Non possiamo pi fermarlo da quella parte.
Dove, allora?
Verso di noi ci sono gli alberi giovani e la strada pi larga.
Possiamo tentare l.
Come ti chiami? chiese Michael.
Mbejane.
Io sono Michael. Il nipote dello Nkosi.
Lo so , disse Mbejane, annuendo. Poi: Svolta alla prossima
strada che si addentra nelle piantagioni .
Arrivarono al punto indicato. Era il settore degli alberi giovani:
alti tre metri, col fusto grosso come un braccio. Una massa scura di
rami intrecciati. Oltre di essa, dove le acacie erano pi alte, il fuoco
divampava, una muraglia di fumo e faville che avanzava rapida-
mente nel vento. A quella velocit, in meno di un'ora l'avrebbero
avuta addosso.
Un incendio simile poteva scavalcare una strada di nove metri
senza arrestarsi... Occorreva abbattere gli alberi giovani e creare uno
spazio largo almeno tre volte tanto.
Michael port il carro fuori strada e ferm i muli. Poi balz a
terra, facendosi incontro agli altri che stavano arrivando. 促rose-
gua per duecento metri, poi cominci ad abbattere gli alberi dalla
parte del fuoco - Dobbiamo allargare la strada , grid a Van Wyk.
Bene.
Signor Broster, lei arrivi fino al margine opposto di questo set-
tore e lavori spostandosi nella nostra direzione. Bisogna tagliare gli
alberi per almeno diciotto metri.
Senza frapporre indugi, Broster s'avvi. Bench avessero il dop-
pio della sua et, quei due uomini gli riconoscevano senza discutere
il diritto al comando.
Prendendo un'ascia dalle mani dello zulu pi vicino, Michael
impart gli ordini correndo verso gli alberi. Poi ne scelse uno, si mi-
se in posizione e vibr un colpo in basso, su un lato del tronco.
L'albero vibr, facendo piovere foglie su di lui. Con un movimento
armonico, invert la presa sull'ascia e colp sull'altro lato. La lama
affond nel legno tenero e la giovane acacia si pieg lentamente al-
l'indietro e si schiant al suolo, stridendo. Michael pass a quella
vicina. Ai suoi fianchi gli zulu lavoravano in una lunga fila parallela
alla strada, e la notte risuonava dei colpi delle loro asce.
A quattro riprese, nella mezz'ora successiva, nuovi carri arriva-
rono, carichi di indigeni e guidati dai vicini di Sean, finch furono
quasi quattrocento uomini a lavorare di accetta sugli alberi che Sean
aveva amorosamente piantato e curato.
Spalla contro spalla, li abbattevano con muta frenesia, li scaval-
cavano, attaccavano la fila successiva. A un tratto un uomo url di
dolore. Michael alz gli occhi e vide due zulu che trascinavano ver-
so la strada un terzo indigeno, con una gamba quasi troncata di net-
to. Il sangue appariva scuro nell'azzurra luce lunare. Uno dei bian-
chi corse a occuparsi del ferito e Michael riprese la sua opera di di-
struzione.
Un colpo, cambio di mano, un altro colpo... E crac! l'albero al
suolo. Passarci sopra, districare i piedi dal groviglio dei rami, attac-
care il successivo. La lama affonda e le narici si riempiono dell'odo-
re dolciastro della linfa, mentre le spalle dolgono e i palmi delle ma-
ni si coprono di vesciche.
Poi all'improvviso quell'altro odore, acre, nel vento. Fumo. Mi-
chael si ferm e guard oltre le chiome delle giovani acacie. Gli uo-
mini ai suoi fianchi fecero lo stesso, e la luce delle fiamme balen
sui loro toraci nudi e madidi di sudore.
Su un fronte di quattrocento metri, l'incendio avanzava verso di
loro. Non era l'accecante fulgore bianco di una foresta di pini in
fiamme, bens la cupa maestosit dell'arancione e del rosso scuro,
assieme a un'onda di fumo nero e a sciami di faville.
Gradualmente il rumore delle asce cess, mentre gli uomini si
fermavano per osservare quella cosa tremenda che andava loro in-
contro. Ora il fuoco illuminava chiaramente i volti, rivelando il ter-
ror panico che li dominava. Gi si sentiva l'alitare dell'incendio,
forti zaffate di calore che facevano tremare i piccoli alberi davanti
alle fiamme. All'improvviso un capriccio del vento fece calare un
banco di fumo nero sull'immobile schiera di uomini, nascondendoli
gli uni agli occhi degli altri. Poi, rapida come era venuta, la nube
scivol via, lasciandoli a tossire e a boccheggiare.
Indietro! Tornate sulla strada! grid Michael, e il suo grido
fu raccolto e rilanciato lungo la fila. Muovendosi a stento tra l'intri-
co di rami alto fino alla vita, si riunirono in stanchi gruppetti lungo
la carreggiata, con le asce ormai inutili nelle mani nere, spaventati
da quella muraglia avanzante di fumo e di fuoco.
Tagliate dei rami per soffocare le fiamme! url Michael, cer-
cando di scuotere la loro apatia. Schieratevi lungo il bordo della
strada. Correva su e gi come un cane da pastore, allineandoli,
minacciandoli, imprecando contro la loro e la propria paura. For-
za, le fiamme si abbasseranno quando arriveranno agli alberi taglia-
ti. Copritevi le facce con le camicie. Ehi, tu... Non startene li impa-
lato!
Con rinnovata determinazione ogni uomo si mun di un ramo
verde, e tutti tornarono a schierarsi lungo la strada. Attesero silen-
ziosi nel fulgore da giorno fatto dell'incendio: volti neri impassibili,
volti bianchi ansiosi e congestionati dal calore.
Michael scorse quello di Broster. Crede che riusciremo a...
cominci, ma s'interruppe.
L'altro non poteva rispondere pi di lui alla domanda che stava
per fare. Invece disse: Sono gi andati perduti trecento acri, ma se
non riusciamo a fermarlo qui... .
Meccanicamente entrambi lanciarono un'occhiata agli alberi pi
alti che crescevano alle loro spalle. Lo fermeremo , dichiar Bro-
ster, ostentando una sicurezza che non possedeva.
Spero che abbia ragione , mormor Michael; poi all'improv-
viso Broster grid:
Cristo!... Guardi laggi!
Dapprima Michael non vide nulla, a causa del fumo e del ba-
gliore accecante del fuoco. L'incendio avanzava irregolarmente.
Qua e l si protendeva in grandi lingue tra strisce di alberi ancora in
piedi, che tremavano e annerivano nel calore. Da una di queste,
barcollante tra i rami aggrovigliati degli alberi abbattuti, era emersa
una figura umana.
Chi diavolo ... mormor Michael. L'uomo era irriconoscibile.
Con la camicia ridotta a brandelli dai rami, che gli avevano anche
sferzato la faccia fino a trasformarla in una maschera di sangue, va-
cill, fece ancora due passi, poi cadde e scomparve sotto le foglie.
俏kosizana! La voce di Mbejane sovrast il fragore delle
fiamme.
Dirk! E' Dirk Courteney! Michael si lanci avanti.
Il calore gli bruciava la pelle del viso. Quanto doveva essere pi
intenso laggi, dove giaceva Dirk! Come se sapessero che la loro
preda era inerme, le fiamme si precipitavano verso il ragazzo, trion-
fanti, ansiose di divorarlo. Chiunque avesse cercato di sottrarlo ai
loro morsi, avrebbe dovuto affrontare la loro furia.
Affondando tra i rami, Michael correva verso il punto in cui
Dirk si agitava debolmente, quasi accerchiato dal mortale abbraccio
del fuoco... E il calore gli veniva incontro, come per dargli il benve-
nuto. Accanto a lui correva Mbejane.
Torna indietro , grid lo zulu. Basta uno di noi. Michael
non gli rispose e i due continuarono a correre a fianco a fianco, lot-
tando con il fuoco per sottrargli Dirk.
Mbejane raggiunse per primo il ragazzo e lo sollev tra le brac-
cia. Fece un passo verso la strada, cadde, si rialz ondeggiando sul-
la massa di rami. Perfino la sua enorme forza fisica poteva poco in
quell'inferno. La sua bocca era spalancata, una voragine rosa nel
lucido ovale nero del viso; il petto si sollevava spasmodicamente in
cerca d'aria, ma nella gola entrava soltanto calore.
Calore... Michael si lanci in avanti, contro di esso, per raggiun-
gere lo zulu. Era quasi una cosa solida, una barriera rossastra e tre-
molante che gli gonfiava il viso, gli tirava la pelle, gli seccava gli
occhi.
Io lo prendo per le gambe. Tu tienilo sotto le ascelle , disse.
Una chiazza marrone apparve su una manica della sua camicia...
una strinatura, come quella che pu produrre un ferro da stiro. Sot-
to di essa, il calore affond nella carne come filo spinato.
Una dozzina di passi insieme, con Dirk tra loro, poi Michael in-
ciamp e cadde, trascinando con s Mbejane. Impiegarono molto
tempo a rialzarsi, intorpiditi dalla fatica, storditi dal fumo. Quando
furono in piedi, scoprirono d'essere accerchiati.
Due lingue di fuoco avevano raggiunto l'area degli alberelli ab-
battuti. Questa aveva rallentato la loro avanzata e diminuito la loro
furia; ma il gioco del vento le aveva fatte ritorcere l'una verso l'al-
tra, chiudendo Michael e Mbejane in un danzante recinto di
fiamme.
Dobbiamo passarci in mezzo! , sibil Michael, con la gola
gonfia e ustionata. E avanzarono verso il fuoco. Al di l di esso, in-
distinti e irreali, vedevano gli uomini che battevano i rami sulle
fiamme, tentando disperatamente di aprir loro un varco. Mbejane
indossava soltanto un perizoma, e non calzoni, giacca e stivali come
Michael. La sua resistenza era giunta al limite. Poi, guardando Mi-
chael al di sopra del corpo di Dirk, assist a uno strano spettacolo. I
capelli del giovane s'incresparono lentamente e cominciarono a fu-
mare... bruciando senza fiamma come un vecchio straccio.
Michael grid di dolore, un suono orrendo che sovrast il ruggi-
to e il crepit髺 dell'incendio. Ma la sofferenza fisica fu la molla che
liber le sue ultime riserve di energia. Il giovane strapp il corpo di
Dirk dalla stretta di Mbejane, come fosse una bambola di pezza, se
lo caric sulle spalle e si butt nel fuoco. Le fiamme lo avvolsero fi-
no alla vita, artigliandolo avidamente mentre il fumo gli turbinava
intorno... Ma pass.
Aiutate Mbejane! grid agli zulu, mentre raggiungeva l'altro
lato della strada. Lasci cadere Dirk e gli batt gli indumenti con le
mani nude. I suoi stivali erano carbonizzati e gli abiti bruciavano in
svariati punti. Infine si butt a terra e si rotol brutalmente nella
polvere.
Due zulu andarono in aiuto di Mbejane. Due negri senza nome,
braccianti dello Nkosi Sean... Uomini di nessuna importanza. Non
portavano stivali. Raggiunsero Mbejane, che barcollava verso di lo-
ro, e, sorreggendolo uno per parte, lo trascinarono verso la strada.
In quel momento Michael si alz in ginocchio, nonostante la
propria sofferenza, e li osserv con un misto di orrore e di ammira-
zione.
Conducendo Mbejane tra loro come fosse un cieco, camminava-
no a piedi nudi sulle fiamme, sollevando a ogni passo un nugolo di
faville. Poi il fumo si abbass su di loro, nascondendoli alla vista.
Mbejane! mugol Michael, e tent di alzarsi in piedi per cor-
rere in suo aiuto... Oh Dio... Oh, grazie Signore! Mbejane e uno
degli zulu emersero dal fumo e caddero tra le braccia degli uomini
che li aspettavano.
Nessuno si lanci nel fuoco per l'altro zulu. Nessuno and a cer-
carlo, fino a due ore pi tardi, quando gi l'alba rischiarava il cielo,
l'incendio era stato fermato sulla strada e gli alberi adulti erano sal-
vi. Allora Ken Broster guid un piccolo drappello d'indigeni in quel
nero deserto di ceneri ancora ardenti. Trovarono lo zulu steso boc-
coni. Le parti di lui che erano rimaste a contatto col suolo erano an-
cora riconoscibili come appartenenti a un essere umano.

68.

Saremo a Ladyburg fra venti minuti, signor Courteney, disse
il capotreno, infilando la testa nello scompartimento.
Sean alz gli occhi dal libro. Grazie, Jack.
Ho letto sul giornale di stamane che sta per sposarsi!
S.
Bene, allora fate una cosina pulita, niente colpi bassi e buona
fortuna a tutt'e due. Sean sorrise, mentre il capotreno si allonta-
nava lungo il corridoio. Quindi ripose il libro nella valigetta e lo
segu.
Uscito sulla piattaforma esterna del vagone, Sean accese uno dei
suoi lunghi sigari, poi si appoggi alla ringhiera e guard il veld,
aspettando di scorgere la prima fugace immagine di Lion Kop. Era
ormai il rituale di ogni suo ritorno a Ladyburg.
Quel mattino si sentiva soddisfatto come non lo era mai stato in
vita sua. La sera prima, dopo aver conferito con mamma e pap
Goldberg, Ruth aveva fissato a marzo la data delle nozze. Per quel
mese Sean avrebbe finito il primo taglio della corteccia e si sarebbe-
ro potuti concedere un mese di luna di miele al Capo.
Cosa pu desiderare di pi un uomo? pens sorridendo e in quel
momento vide il fumo. Si raddrizz e gett il sigaro.
Il treno serpeggiava verso l'orlo della scarpata, rallentando via
via che la salita diventava pi ripida. Quando raggiunse la cresta,
che dominava l'intera vallata di Ladyburg, Sean vide la grande
macchia irregolare tra il verde dei suoi alberi, dalla quale si alzava-
no innumerevoli fili di fumo grigio.
Scavalc la ringhiera della piattaforma e balz gi dal treno.
Tocc terra, scivol e rotol gi per la scarpata, sbucciandosi le gi-
nocchia e i palmi delle mani sulla ghiaia. Mezzo secondo dopo stava
gi correndo.
Lungo la strada sulla quale era stato fermato il fuoco, gli uomi-
ni aspettavano, seduti in silenzio o immersi nel sonno, tutti coperti
di cenere e di fuliggine. Avevano gli occhi arrossati dal fumo e i
corpi indolenziti. Ma aspettavano, mentre la distesa nera fumava e
ardeva senza fiamma. Se il vento avesse ripreso a soffiare, avrebbe
ravvivato il fuoco che ancora covava sotto la cenere...
Ken Broster sollev la testa dal braccio e subito balz in piedi.
C' Sean! disse.
Gli uomini intorno a lui si agitarono, poi si alzarono lentamen-
te. Guardarono Sean che si avvicinava con le gambe molli e incerte
di chi ha corso a piedi per parecchi chilometri.
Sean si ferm a qualche passo di distanza, ansimando. Co-
me... Com' successo?
Non lo sappiamo, Sean , rispose Ken Broster. E subito distol-
se gli occhi dal volto di Courteney. Non si guarda in faccia un uo-
mo che soffre. Sean si appoggi a uno dei carri. Non poteva indursi
a guardare di nuovo l'enorme distesa di ceneri fumanti, con i mon-
coni dei tronchi che spuntavano da essa come dita contorte e anne-
rite di una mano artritica.
俗no dei tuoi uomini morto, prosegu Ken a bassa voce.
Uno zulu. Esit un istante, poi riprese con decisione: Altri so-
no rimasti feriti, gravemente ustionati .
Sean non rispose, sembrava che non capisse.
Tuo nipote e il tuo ragazzo... Dirkie. Sean continuava a fis-
sarlo ottusamente.
Anche Mbejane. Questa volta Sean fece un movimento, come
se volesse allontanarsi da lui.
Li ho fatti portare a casa... Il medico si sta occupando di
loro.
Ancora nessuna risposta da parte di Sean, che ora si passava il
palmo della mano sulla bocca e sugli occhi.
Mike e Dirk stanno abbastanza bene, ustioni superficiali... Ma
i piedi di Mbejane sono proprio conciati male, continu rapida-
mente Ken Broster. 侵l tuo ragazzo rimasto intrappolato davanti
al fronte dell'incendio. Mike e Mbejane sono andati a prenderlo...
accerchiati... Gi ... Sulle spalle... Cercato di aiutare... Inutile... Gra-
vemente ustionato ... I piedi...
Sean udiva soltanto parole sconnesse, senza significato. Torn
ad appoggiarsi al carro. Si sentiva debole, privo di volont. A trop-
po. Lascia perdere. Lascia perdere tutto.
Sean, stai bene? Le mani di Broster sulle sue spalle. Sean si
raddrizz e si guard intorno.
Devo andare da loro. Prestami un cavallo.
Certo, va' pure. Resteremo noi qui. Non preoccuparti, faremo
buona guardia.
Grazie, Ken. Guard le altre facce ansiose e compassionevoli.
Grazie , ripet.
Quando arriv alla fattoria, Sean entr al passo nel cortile da-
vanti alle stalle. C'erano molti carri e servi, donne e bambini negri,
ma si fece un gran silenzio quando lo riconobbero. Vicino al muro
opposto al cancello c'era una rozza barella circondata da donne.
Sean scese da cavallo e la raggiunse.
Ti vedo, Mbejane.
俏kosi. Le sue palpebre erano bruciacchiate, cosa che conferi-
va al suo viso un'espressione mite e un p perplessa. Le mani e i
piedi erano avvolti da bende di un bianco candido, con macchie
gialle l dove era filtrato l'unguento. Sean si accoccol dietro di lui.
Non riusciva a parlare. Allung una mano, quasi con esitazione, e
gli tocc una spalla.
E' grave? chiese.
No, Nkosi. Non troppo. Le mie mogli sono venute a prender-
mi. Torner quando sar guarito.
Parlarono ancora un poco. Mbejane gli disse di Dirk e di come
Michael l'avesse salvato. Poi mormor: Quella donna la moglie
dell'uomo che morto .
Sean non l'aveva notata prima. Sedeva solitaria su una coperta
stesa a ridosso dei muro. In piedi accanto a lei e proteso in avanti,
un bimbetto nudo stringeva con entrambe le mani una delle sue
grosse mammelle e succhiava. La donna sedeva impassibile, con le
gambe ripiegate sotto di s, un mantello di pelle color giallo ocra
posato sulle spalle. Sean le si accost. Il piccolo alz verso di lui
grandi occhi scuri, ma non stacc dal capezzolo la bocca con gli an-
goli bianchi di latte.
Era un uomo , fu il saluto di Sean alla vedova.
La donna chin gravemente il capo. Era un uomo! assent.
Dove andrai ora? domand Sean.
Al kraal di mio padre. L'alta acconciatura di creta confer di-
gnit alla pacatezza della risposta.
Sceglierai venti capi di bestiame dalle mie mandrie e li porterai
con te.
俏gi Yabonga... Ti lodo, Nkosi.
Va' in pace.
Rimani in pace. Si alz, sollev il bambino su un fianco e
usc lentamente dal cortile, senza voltarsi indietro.
Ora vado, Nkosi , disse Mbejane. Aveva la faccia grigia per la
sofferenza. Quando torner, pianteremo altri alberi. E' stato sol-
tanto un piccolo incendio.
Certo, un piccolo incendio , annu Sean. Va' in pace, amico
mio. Bevi molta birra e diventa grasso. Verr a trovarti.
Mbejane ridacchi piano e fece segno alle proprie mogli di met-
tersi ai quattro angoli della barella. Esse ubbidirono e lo sollevaro-
no, giovani donne rese forti dal lavoro nei campi.
Rimani in pace, Nkosi. Mbejane si sdrai completamente sul-
la morbida coltre di pelliccia e le quattro mogli lo trasportarono
fuori del cortile. Appena varcato il cancello, cominciarono a canta-
re, erette e maestose, i dorsi nudi lucenti d'olio, le natiche che on-
deggiavano all'unisono sotto i corti perizoma; unirono le loro voci
alte e orgogliose nell'antico canto di benvenuto al guerriero che tor-
na dalla battaglia.
Radunati sulla veranda c'erano molti vicini di Sean con le rispet-
tive mogli, venuti per dimostrargli la loro amicizia e per offrire
aiuto.
Ada lo aspettava in cima ai gradini.
Dirk?
Sta bene, dorme ora. Laudano.
Michael?
Ti sta aspettando. Non ha voluto prendere il calmante. L'ho
messo nella tua camera.
Percorrendo il corridoio, Sean si ferm davanti alla porta di
Dirk e guard all'interno. Il ragazzo era steso sul dorso con le mani
bendate incrociate sul petto. La faccia era gonfia e striata da brutte
righe rosse l dove i rami delle acacie lo avevano graffiato. Sulla se-
dia accanto al letto Mary sedeva in paziente veglia. La ragazza
guard Sean e fece l'atto di alzarsi. Sean scosse la testa.
No. Torner quando sveglio. Prosegu lungo il corridoio fi-
no alla propria camera.
Tre delle ragazze di Ada svolazzavano e cinguettavano intorno
al letto di Michael, simili a uccelli i cui nidi siano minacciati. Videro
Sean e ammutolirono di colpo. Tutte le lavoranti di Ada nutrivano
nei suoi confronti un misto di terrore e di ammirazione.
Oh, signor Courteney. Le sue povere mani... cominci una
piccola bionda, poi divent rossa come un papavero, fece una fret-
tolosa riverenza e fugg dalla stanza. Le altre la seguirono di volata.
Sean si accost al letto.
Salve, Mike , disse con voce roca. Su una guancia di Michael
c'era una grossa vescica.
Ciao, zio Sean. Le altre scottature sul viso e sulle labbra era-
no coperte di unguento giallo. Sean si sedette cautamente sull'orlo
del letto.
Grazie, Michael , disse.

69.

Ronny Pye si present il mattino seguente, di buon'ora. Era
accompagnato da Dennis Petersen ed entrambi indossavano
abiti da citt.
青he eleganza, disse Sean a mo' di saluto. 隹ffari o visita di
cortesia?
Be', entrambe le cose. Ronny si ferm sull'ultimo gradino.
Possiamo entrare?
Sean li condusse in fondo alla veranda, e non aprirono bocca fin-
che non furono seduti. Ho saputo dell'incendio, Sean. Brutta fac-
cenda. Mi hanno detto che un indigeno rimasto ucciso e che sia
Dirk sia Michael hanno riportato ustioni. Brutta faccenda, ripet
Ronny, scuotendo la testa.
俟aprai anche che ho perso quattromila acri di alberi, ribatt
Sean.
Gi, gi , annu con solennit Ronny. Brutta faccenda.
Ronny e Dennis si scambiarono un'occhiata furtiva, poi abbassa-
rono lo sguardo sulle proprie mani. Molto brutta , ripet Ronny.
Segu un lungo silenzio.
C' qualcos'altro che ti preoccupa? chiese con garbo Sean.
Be', visto che hai sollevato la questione... Infil una mano
nella giacca ed estrasse dalla tasca interna un grosso fascio di carte
piegate e legate con un nastro rosso. Bada, non necessario discu-
terne oggi. Vuoi rimandare a quando ti sentirai un p meglio?
Parla! brontol Sean.
Clausola otto. Ronny spieg i fogli sul tavolo fra le tazze di
caff. Nel caso che detta garanzia, vale a dire la piantagione di aca-
cie nota come settore numero 2 della tenuta di Lion Kop, dell'esten-
sione approssimativa di... Ronny esit. Immagino non ci sia biso-
gno di leggerla tutta. Sai cosa dice. Quegli alberi facevano parte del-
la garanzia per il prestito.
Quanto tempo mi dai per trovare il denaro? chiese Sean.
雨e', Sean, tu capisci che il contratto non prevede alcuna dila-
zione. Credo che dovrai darcelo subito.
Voglio un mese , disse Sean.
Un mese! Ronny fu colpito e irritato da una simile pretesa.
Vediamo un p, Sean. In tutta onest non... Cio, sono certo che
hai il denaro. Quindi perch hai bisogno di un mese? Basta che tu ci
firmi un assegno.
Sai benissimo che non ho denaro.
隹llora... replic Ronny delicatamente, credo che, se non hai
il denaro adesso, piuttosto improbabile che tu lo abbia fra un me-
se. Senza offesa, Sean, ma dobbiamo considerare la cosa da uomini
d'affari. Mi segui?
Ti seguo , annu Sean. E voglio un mese.
Daglielo , interloqu Dennis Petersen. Era il suo primo contri-
buto alla discussione, e Ronny si gir verso di lui con la faccia con-
tratta in una smorfia rabbiosa. La lotta che sostenne dentro di s per
distendere i lineamenti e ritrovare un tono di voce normale dur al-
meno cinque secondi.
Scusa, Dennis , mormor, ma questo un modo alquanto in-
solito di vedere le cose. Io credo che...
Ho parlato con Audrey prima di venire qui. Le ho promesso...
comunque, io e lei siamo d'accordo. Incapace di sostenere lo
sguardo del socio, Dennis guardava fuori della veranda.
A un tratto Ronny Pye ridacchi. Ma s, perdio! E' molto meglio
cosi, vedr quel grosso bastardo arrogante andare in giro a chiedere
l'elemosina, con il cappello in mano. Si sarebbe dapprima rivolto a
Jackson, e Ronny gli aveva telegrafato il pomeriggio precedente. Lo
stesso aveva fatto con Nichols della Standard Bank. Ormai la notizia
si stava diffondendo in tutta la rete bancaria dei Sudafrica. Sean
Courteney non sarebbe riuscito a farsi prestare nemmeno i soldi per
pagarsi un pasto.
E va bene, Sean. Come concessione speciale avrai un mese.
Poi il sorriso scomparve dalla sua faccia e Ronny si chin in avanti
sulla sedia. 信ai esattamente trenta giorni. Dopo di che, perdio, ti
mander in rovina.

Dopo che se ne furono andati, Sean rimase seduto sulla veranda.
Il sole sulle colline era caldo, ma all'ombra faceva freddo. Sentiva le
ragazze di Ada chiacchierare da qualche parte nella casa, poi una di
esse fece una risatina stridula. Quel suono irrit Sean, che assunse
un'aria ancora pi cupa; tir fuori da una tasca della giacca una vec-
chia busta stropicciata e la spian su un bracciolo della poltroncina.
Riflett un momento, mordicchiando un mozzicone di matita.
Poi scrisse: 侯ackson. Natal Wattle. E ancora: 俟tandard
Bank . Infine: Ben Goldberg . Si ferm a considerare quest'ulti-
mo nominativo. Poi borbott qualcosa e lo cancell con due tratti
energici di matita. Non dai Goldberg. Lasciamoli fuori da questa
faccenda.
Scarabocchi ancora un nome: 青andy e, sotto, 俊im Cur-
tis. Nessun altro. John Acheson era in Inghilterra. Ci sarebbero
voluti due mesi per ricevere la sua risposta.
Nessun altro. Sospir piano e infil la busta in tasca. Poi accese
un sigaro, si appoggi allo schienale e pos i piedi sul muretto della
veranda. Partir domattina, decise.
Le finestre alle sue spalle erano aperte. Dalla camera da letto,
Michael Courteney aveva sentito ogni parola del colloquio preceden-
te. Si alz a fatica e cominci a vestirsi. Usc dal retro e nessuno lo
vide andarsene. La sua giumenta era nella scuderia e, presa a prestito
una sella, torn a Theunis Kraal.
Anna lo vide arrivare e usc di corsa nel cortile. 俑ichael! Oh,
Michael. Grazie a Dio sei salvo. Abbiamo saputo... Poi vide le
ustioni sul viso del figlio e s'irrigid. Michael smont lentamente di
sella e uno stalliere port via la giumenta. Michael, tesoro. La tua
povera faccia. E gli si appese al collo.
Non niente, mamma.
Niente! Si stacc bruscamente dal figlio, con le labbra tese in
un'espressione dura. Scappi nel cuore della notte per andare da
quel... Quel ... Ti ripresenti dopo giorni con la faccia e le mani ridotte
da far piet ... E dici che non niente!
Mi spiace, mamma. La nonna mi ha curato.
Sapevi che sarei morta di preoccupazione, seduta qui a immagi-
nare le cose pi terribili. Ma non mi hai fatto sapere niente, mi hai
lasciata a...
Saresti potuta venire a Lion Kop , disse Michael a bassa voce.
A casa di quel mostro? Mai!
Il giovane distolse gli occhi dalla madre. Dov' pap?
Nel suo studio, come al solito. Oh, caro, non sai quanto mi sei
mancato. Dimmi che mi vuoi bene, tesoro.
Ti voglio bene , ripet automaticamente Michael, e di nuovo
avvert quel senso di soffocamento. Devo vedere pap. E' molto ur-
gente.
Sei appena arrivato. Lascia che ti prepari qualcosa da mangia-
re... E che dia un'occhiata alla tua povera faccia.
Devo vedere pap subito. Scusami. Michael le pass a fianco
e si avvi verso la casa.
Garry era seduto alla scrivania, quando il figlio entr nello stu-
dio. Michael detestava quella stanza. Odiava l'alto soffitto macchia-
to di fumo, l'opprimente colore scuro delle pareti rivestite di pannel-
li, i grossi trofei di caccia, perfino i tappeti e l'odore di polvere e di
carta vecchia. Di l erano usciti i decreti e le decisioni che avevano li-
mitato e predeterminato la sua vita. Quella stanza era il simbolo di
tutto ci da cui desiderava fuggire. Entrando, si guard intorno con
aria di sfida, come se fosse davanti a un essere vivente: sono tornato
per riprendere ci che mi devi, hai avuto molto da me, ora mi ripa-
gherai!
Michael! Lo stivale di Garrick gratt il parquet, quando egli si
alz per salutarlo, e il giovane trasal a quel suono.
Ciao, pap.
Tua madre e io siamo stati cos in pena. Perch non ci hai fatto
sapere qualcosa? La voce era ferita, offesa.
Automaticamente Michael apr la bocca per scusarsi, ma gli usci-
rono parole diverse da quelle che intendeva dire. Ho avuto da fare.
Non mi stato possibile.
Siediti, ragazzo mio , disse Garrick, indicando una delle lucide
poltrone di cuoio. Si tolse gli occhiali con la montatura di metallo,
ma non guard di nuovo la faccia ustionata dei figlio. Non voleva
pensare a Sean e Michael insieme. Sono felice che tu sia tornato.
Sai, stavo lavorando ai primi capitoli del mio nuovo libro. E' la storia
della nostra famiglia fin dall'arrivo del tuo trisavolo al Capo. Ci ter-
rei ad avere la tua opinione. Sai che ha un grande valore per me. Il
ponderato giudizio di un laureato dell'Universit del Sudafrica.
La trappola si stava chiudendo. Era cos evidente che Michael si
agit. Poteva quasi sentire le pareti rivestite di legno stringersi intor-
no a lui. Pap, devo parlarti , cominci a controbattere. Ma gi
Garrick si rimetteva gli occhiali e rimestava le carte sulla sua scriva-
nia, parlando rapidamente.
Credo che ti piacer. Dovrebbe interessarti. Lo guard al di
sopra delle lenti, sorridendogli con l'ansia di un bambino che porta
un dono alla mamma. Ecco qui. Comincer dall'inizio. Tieni conto
che la prima stesura. C' ancora da fare tutto il lavoro di lima. E
cominci a leggere. Alla fine di ogni paragrafo cercava l'approvazio-
ne dei figlio, con un sorriso colmo di aspettativa.
Finch Michael non pot pi sopportarlo e grid, a met di una
frase: Voglio che tu mi dia l'equivalente in denaro della mia parte
di Theunis Kraal .
Ci fu una momentanea pausa nella lettura di Garrick, appena
una sospensione della voce per indicare che aveva sentito poi conti-
nu, ma il suo tono ora era spento, senza vita. Fin il paragrafo, mi-
se il foglio da parte, si tolse gli occhiali e li ripose nel loro astuccio. Il
coperchio scatt con un rumore secco, e Garry alz lentamente la
testa.
Perch?
Mi occorre il denaro.
Per farne che?
Mi occorre.
Garry si alz e and alla finestra. Con le mani strette dietro la
schiena, osserv i prati digradanti fino allo steccato che delimitava il
giardino, una distesa verde sulla quale le poinsezie si stagliavano con
vivide macchie scarlatte. Poi il terreno riprendeva a salire, tra pasco-
li dorati e lembi di foresta, sopra i quali si stavano addensando nu-
vole argentee e bluastre.
Stasera piover , mormor Garrick, ma Michael rimase in si-
lenzio. Ne abbiamo bisogno. Tre settimane senza una goccia d'ac-
qua... I pascoli si stanno inaridendo. Ancora nessun commento.
Garrick torn alla scrivania. Ho saputo che scoppiato un incen-
dio l'altra notte sul Lion Kop.
Gi.
Dicono che sia la fine per tuo zio. Che quest'incendio lo ha ro-
vinato.
No! neg rapidamente Michael. Non vero!
E' per questo che vuoi il denaro?
S.
Intendi darlo a Sean?
Voglio comprare una parte della piantagione. Non si tratta di
un regalo... Una semplice proposta d'affari.
E Theunis Kraal? E' casa tua. Sei nato qui.
Ti prego, Pa'. Ho preso la mia decisione.
E' stato Sean a suggerirtela?
No! Lui non ne sa nulla.
Dunque una tua idea. Tutta farina del tuo sacco. Sei pronto a
rovinare tuo padre e tua madre per lui. Mio Dio, che ascendente ha
su di te, perch tu possa fare una cosa simile? Scuro in volto, Mi-
chael calci indietro la sedia e balz in piedi. Lo fai sembrare un...
un tradimento.
E lo ! grid Garrick. E' un'azione da Giuda! Tua madre e io
ti abbiamo dato tutto. Ci siamo sacrificati per mandarti all'universi-
t, abbiamo costruito la nostra intera esistenza intorno a te, lavoran-
do per il giorno in cui saresti tornato a Theunis Kraal, e... S'inter-
ruppe, ansimante, e si asciug dal mento gli schizzi di saliva. Inve-
ce tu scappi di casa in piena notte per andare da quel... Quel porco.
Come credi che ci siamo sentiti? Non capisci che ci hai quasi spezza-
to il cuore? Fra tutte le persone, proprio da lui! E ora, ora vuoi met
di Theunis Kraal per regalarla a quell'individuo, per comprare il
suo.. .
Basta cos! lo ammon seccamente Michael. E prima di con-
tinuare ricordati da dove proviene la mia parte di Theunis Kraal;
pensa a chi me l'ha donata in origine. Quindi, raccolti cappello e
frustino, s'avvi verso la porta.
Michael. Il tono di Garry lo blocc.
Che c'?
La tua parte... Non gran cosa, sai. Non te l'ho mai detto, ma
ci fu un periodo, quando eri molto piccolo... La peste bovina. Fui co-
stretto a... Non pot continuare.
Cosa stai cercando di dirmi?
Siediti, Michael. Siediti e capirai. Con riluttanza, temendo ci
che stava per sentire, Michael torn indietro e si appoggi a un brac-
ciolo della poltrona.
Garry scelse una chiave dal mazzo appeso alla catena dell'orolo-
gio e apr il primo cassetto della scrivania. Prese un documento arro-
tolato, lo sfil dal nastro che lo avvolgeva e, senza una parola, lo
porse al figlio.
Michael lo stese e lesse le parole sul primo foglio. Atto di ipote-
ca . Con un senso di nausea, volt pagina. Non lo lesse tutto. Certe
parole e gruppi di parole, stampati in grassetto, furono sufficienti:
La Ladyburg Trust & Banking Co. ... Un terreno dell'estensione
approssimativa di 25.000 morgen situato nel distretto di Ladyburg,
Divisione giudiziaria di Pietermaritzburg, noto come fattoria di
Theunis Kraal... Nonch tutte le costruzioni, i fabbricati e le miglio-
rie... All'interesse dell'otto e mezzo per cento .
Capisco. Michael restitu il documento al padre e si alz.
Dove vai?
Torno a Lion Kop.
No! bisbigli Garry. No, Michael. Ti prego, figlio mio.
No... Oh Dio... No! Michael usc dalla stanza chiudendo delicata-
mente la porta dietro di s.
Quando Anna irruppe nello studio, Garry era seduto dietro la
scrivania, con le spalle curve. Lo hai lasciato andare! sibil la
donna. Garry non si mosse, sembrava che non avesse sentito. Ci ha
lasciato. E' andato da tuo fratello... E tu gliel'hai permesso. La sua
voce divenne acuta, stridula. Maledetto ubriacone buono a nulla.
Sempre seduto li a giocare coi tuoi libercoli. Non eri abbastanza uo-
mo per generarlo... Tuo fratello ha dovuto farlo per te! E ora non sei
abbastanza uomo per tenerlo, di nuovo ti lasci soppiantare da tuo
fratello! Lo hai lasciato andare. Mi hai tolto mio figlio.
Garry sedeva immobile. Non vedeva nulla. Non sentiva nulla.
Nella sua testa c'era una nebbia grigia che soffocava ogni suono e
cancellava ogni immagine. Era qualcosa di caldo... Di caldo e sicuro.
Nessuno poteva raggiungerlo, finch essa l'avvolgeva, proteggendo-
lo. Era in salvo.
Ecco tutto ci che sai fare , continu Anna, afferrando una
manciata di fogli manoscritti sulla scrivania. I tuoi foglietti di car-
ta. Sogni e storie di altri uomini... Veri uomini!
Lacer i fogli e gli鋩i butt addosso. I frammenti di carta ondeg-
giarono e si posarono come foglie morte sulla sua testa e sulle sue
spalle. Garry non si mosse. Ansimando per l'ira e il dolore, Anna
prese il resto dei manoscritto e lo stracci, sparpagliandolo poi per la
stanza.

70.

Michael e Sean erano sotto la pensilina della stazione. Non
parlavano. L'avevano fatto per gran parte del giorno e
della notte precedente e non c'era pi nulla da dire. Sta-
vano semplicemente insieme... E chiunque, guardandoli, avrebbe ca-
pito subito che erano padre e figlio. Bench Michael non fosse alto
come Sean, e apparisse molto esile al suo confronto, la carnagione e
il colore dei capelli erano gli stessi. Entrambi avevano il grande na-
so dei Courteney e la bocca larga e carnosa.
Ti telegrafer appena avr i quattrini. Sean aveva spiegato
particolareggiatamente a Michael la situazione finanziaria di Lion
Kop. Gli aveva anche detto come intendeva procurarsi il denaro che
l'avrebbe salvato dalla rovina.
Intanto io mi occuper di tutto qui. Michael doveva comin-
ciare la scortecciatura degli alberi scampati all'incendio. Il pomerig-
gio precedente avevano cavalcato attraverso le piantagioni e segnato
i lotti di piante da abbattere. Buona fortuna, zio Sean.
Dato che ora lavoriamo insieme, Mike, suggerirei di lasciar
perdere lo 'zio'. E' troppo scomodo.
Michael sorrise. Buona fortuna, Sean.
Grazie, Mike. Si scambiarono una forte stretta di mano, poi
Sean sal sul vagone.
Jackson fu cordiale, ma irremovibile, come pure Nichols della
Standard Bank. Cos Sean and a Johannesburg per sparare le sue
due ultime cartucce.
Colonnello Courteney, che piacere rivederla! L'impiegato del
Candy's Hotel usc da dietro il banco della ricezione per salutare
Sean. 促arlavamo di lei proprio la settimana scorsa, Bentornato a
Johannesburg.
Salve, Frank. Stiamo mettendo su pancia, eh? disse Sean,
puntandogli l'indice contro il gil. L'altro ridacchi. Dimmi,
Frank, Candy... La signora Rautenbach in albergo?
Ah! Ci sono stati alcuni cambiamenti dopo la sua partenza, si-
gnore , sorrise l'impiegato, con un'ombra di malizia. Non c' pi
alcuna signora Rautenbach. Adesso la signora Heyns... La moglie
del signor Jock Heyns!
Buon Dio! Ha sposato Jock!
Proprio cos. Due settimane fa: il pi grosso matrimonio che si
sia visto a Johannesburg dopo la guerra. Duecento invitati.
E ora dov'?
In mare. Passeranno sei mesi di luna di miele in Inghilterra e in
Europa.
Spero che sia molto felice , mormor Sean, ricordando la soli-
tudine che aveva letto negli occhi di Candy quando era partito.
Con tutto il denaro del signor Heyns? Come potrebbe non es-
serlo? chiese l'impiegato con vera sorpresa. Si trattiene da noi,
colonnello?
Se avete una camera.
Ce n' sempre una per gli amici. Per quanto tempo, signore?
Due giorni, Frank.

Tim Curtis era ingegnere capo alla City Deep. Quando Sean gli
parl di un prestito, scoppi a ridere. Cristo, Sean, io sono soltan-
to un dipendente... Non il proprietario di quella maledetta mi-
niera.
Anche Tim si era sposato da due anni e Sean fu costretto a pran-
zare con lui e la moglie. Dietro le loro insistenze, dovette anche ve-
dere il loro beb e complimentarsi, ma in cuor suo si disse che il pu-
po somigliava a un cucciolo di bulldog non ancora svezzato.
Prolungando il proprio soggiorno a Johannesburg, fece il giro
delle banche. Molto tempo prima aveva trattato affari con la mag-
gior parte di esse, ma il personale era cambiato da allora, per cui
Sean si stup notando che tutti i direttori sembravano aver sentito
parlare di lui.
青olonnello Courteney. Dunque lei sarebbe il colonnello Sean
Courteney, titolare delle Lion Kop Wattle Estates, gi nel Natal.
E, quando Sean annuiva, vedeva i loro occhi serrarsi come imposte
sprangate contro i ladri da un prudente padrone di casa.
L'ottava sera si fece portare del brandy in camera: due intere
bottiglie. Bevve senza sosta e disperatamente. Invece di calmare il
violento conflitto che aveva luogo nel suo cervello, il brandy parve
stimolarlo, distorcendo i problemi e accrescendo la sua malinconia.
Continu a bere finch l'alba fece impallidire la luce gialla delle
lampade a gas. Il liquore gli ronzava nella testa e Sean desiderava
ardentemente un p di pace: la pace che aveva trovato soltanto nel-
l'immenso silenzio e nello spazio sconfinato del veld. A un tratto
nella sua mente si form l'immagine di una tomba solitaria ai piedi
di una piccola collina. Ud il vento gemere su di essa e vide ondeg-
giare l'erba giallastra. Quella era la pace.
Si lev a sedere sul letto. Saul , disse. Provava un immenso ri-
morso per quel pellegrinaggio che si era ripromesso di fare e che
non aveva compiuto. 青i andr adesso. Qui ho finito, decise.
Quando si alz in piedi, ebbe un capogiro e dovette sostenersi alla
testiera del letto per ritrovare l'equilibrio.

71.

Riconobbe il kopje quando si trovava ancora a otto chilome-
tri di distanza. La sua forma gli era impressa indelebilmente
nella memoria: la pendenza simmetrica dei fianchi irti di
massi e la cima piatta, circondata da un tratto di terreno roccioso e
scoperto: l'altare su cui si era compiuto il sacrificio alla stoltezza e
all'avidit umane.
Arrivato pi vicino, distinse le piante di aloe, corone di foglie
carnose ingioiellate di fiori rossi. Sulla pianura sotto il kopje, tra
l'erba bassa color ocra, si scorgeva una fila di macchioline bianche.
Sean cavalc verso di esse e, col diminuire della distanza, ogni mac-
chia divenne un tumulo di pietre biancastre, su cui si ergeva una
croce di metallo.
Intorpidito dalla lunga giornata in sella, Sean smont lentamen-
te. Impastoi i cavalli, tolse loro la sella e gli altri fardelli e li lasci
liberi di pascolare. Restio ad avvicinarsi subito alle tombe, accese
un sigaro.
Il silenzio del veld l'avvolgeva dolcemente, non rotto, anzi, in-
tensificato dal fruscio del vento sulla pianura. Il rumore che pro-
dusse il suo cavallo, cominciando a brucare l'erba secca, sembrava
sacrilego in quel luogo, ma riscosse Sean dai suoi pensieri. Raggiun-
se la doppia fila di tombe e si ferm davanti a una di esse. Incise
rozzamente sul metallo c'erano le parole: QUI GIACE UN VALOROSO
BURGHER.
Si mosse lungo la fila di croci e su ognuna lesse la medesima
scritta. Qua e l le lettere erano irregolari; su una, al posto della
咬 di burgher, c'era una 剋. Sean si ferm a fissarla, odiando
l'uomo che per la fretta e l'indifferenza aveva trasformato l'epitaf-
fio in un insulto.
Mi spiace , disse a voce alta, come scusandosi con il boero che
giaceva sotto quella croce. Poi si sent imbarazzato, in collera con
se stesso per quella debolezza. Solo un pazzo pu parlare ad alta
voce a un morto. Si spost verso la seconda fila di tombe. MARINAIO
SCELTO W. CARTER, R.N. Il grassone. CAPORALE HENDERSON C.F.S.
Colpito due volte al petto e una al ventre.
Cammin lungo la fila, leggendo. Alcuni restavano soltanto no-
mi, di altri, invece, ravvisava i volti. Rivedeva le loro facce ridenti o
spaventate, il modo in cui cavalcavano, udiva il suono delle loro vo-
ci. Questo mi deve ancora una ghinea, pens, rammentando la
scommessa. Puoi tenertela , disse a voce alta, e di nuovo si rim-
prover.
Percorse tutta la fila rallentando via via che si avvicinava al tu-
mulo eretto un p discosto dagli altri, secondo i suoi ordini.
Lesse l'iscrizione. Poi si sedette sui talloni e rimase l finch il
sole cal dietro l'orizzonte e il vento divenne freddo e lamentoso.
Soltanto allora torn dove aveva lasciato la sella e srotol le coper-
te. Non c'era legna per accendere il fuoco e cos dorm soltanto a
tratti nel freddo della notte. Di un gelo ancora pi intenso erano i
suoi pensieri, nei momenti di veglia.
Il mattino torn alla tomba di Saul. Not per la prima volta che
l'erba cresceva tra le pietre del tumulo e che la croce s'era un p in-
clinata di lato. Si tolse la giacca e, inginocchiatosi, lavor come un
giardiniere, estirpando le erbacce con il coltello da caccia, fino alle
radici. Poi rimosse le pietre intorno alla croce, la estrasse dal suolo,
scav un nuovo buco e ve la conficc, assicurandone la base con
sassi e terra, prima di ammucchiare di nuovo saldamente le pietre
bianche.
Fece due passi indietro, ripulendosi le mani, ed esamin il lavo-
ro compiuto. Non era ancora perfetto: mancava qualcosa. Ci pens
un p, con la fronte aggrottata, finch trov la risposta.
Fiori , biascic, alzando la testa verso le piante di aloe. Co-
minci ad arrampicarsi tra i massi. Il suo coltello affond facilmen-
te nei grossi steli teneri e la linfa sgorg in abbondanza dalle ferite.
Quando ne ebbe raccolto un mazzo inizi la discesa. A un tratto,
una macchia di colore attir il suo sguardo: una spruzzata di bianco
e rosa tra i massi. Erano bignonie: ognuna di esse una piccola, per-
fetta tromba con una gola rosa e una fragile lingua gialla. Deliziato
da quella scoperta, Sean pos a terra i fiori di aloe e, chino come
una spigolatrice, cominci a raccogliere le bignonie, procedendo in
direzione di un crepaccio. Quando l'ebbe raggiunto, si raddrizz
per riposarsi la schiena. Era abbastanza stretto da poterlo saltare
senza sforzo, ma molto profondo. Vi guard dentro senza grande
interesse. Semisepolte nella sabbia c'erano le ossa di un grande ani-
male. Ma non furono queste a indurlo a calarsi nella spaccatura,
bens un voluminoso oggetto di cuoio che s'intravedeva in mezzo a
esse.
Scivolando sul didietro nell'ultimo tratto della discesa, raggiunse
il fondo ed esamin ci che aveva scorto. Era la bisaccia di un mu-
lo, con due borse di cuoio dalle fibbie quasi completamente arruggi-
nite. Le sollev dalla sabbia e si stup per il loro peso. Il cuoio era
secco e screpolato. Sean tagli il risvolto di una borsa con il coltello
e ne usc una cascatella di sovrane. Caddero sulla sabbia l'una dopo
l'altra, formando un allegro mucchietto d'oro.
Sean le fiss, incredulo. Lasci cadere le borse e si accosci. Ti-
midamente, raccolse una moneta ed esamin il ritratto del vecchio
Presidente, prima di portarla alla bocca e di morderla. I suoi denti
intaccarono il metallo tenero.
Be', che io sia dannato , disse, e rise forte. Appoggiandosi sui
talloni e alzando la faccia al cielo, grid tutta la sua esultanza e il
suo sollievo. Ma a un tratto la risata si spense e Sean ridivenne se-
rio. Riempiendosi d'oro le mani si domand: Da dove diavolo sal-
ti fuori? . La risposta stava nell'effigie arcigna modellata in rilievo
su ogni moneta. Oro boero. E a chi diavolo appartieni? La ri-
sposta era ancora la stessa, e Sean si lasci scivolare le sovrane tra
le dita. Oro boero.
Nient'affatto! esplose con ira. Da questo momento oro di
Courteney. E cominci a contarlo.
Il cervello lavorava altrettanto rapidamente quanto le dita, pre-
parando la difesa di Sean contro le accuse della propria coscienza. I
boeri gli dovevano i quattrini che aveva perduto vendendo sottoco-
sto i suoi carri pieni d'avorio; gli dovevano i suoi depositi alla Volks-
kaas Bank, una ferita di shrapnel a una gamba e una pallottola nel
ventre; gli dovevano tre anni di fatiche e di pericoli; e infine gli do-
vevano un amico. Mentre ammucchiava le sovrane in pile di venti,
esamin il proprio caso, si sent giustificato ed emise una sentenza
in favore.
L'appellante ha ragione , annunci, e concentr tutta l'atten-
zione sul denaro. Un'ora e mezzo dopo aveva finito di contarlo.
C'era un enorme cumulo di monete sulla pietra piatta che aveva
usato come tavolo. Accese un sigaro e il fumo che gli riemp i pol-
moni lo rese euforico. La sua coscienza si era arresa senza condizio-
ni e ora egli provava un gran senso di benessere: tanto pi intenso,
quanto pi terribile era stato il periodo di depressione che l'aveva
preceduto.
俟ean Courteney accetta dal Governo dell'ex Repubblica del
Transvaal la somma di 29.200 sterline, quale saldo totale di tutti i
crediti e risarcimenti dovuti al suddetto. Di nuovo ridacchi e co-
minci a riporre l'oro nelle borse di cuoio.
Con la pesante bisaccia buttata su una spalla e le mani piene di
fiori selvatici, Sean scese dal kopje. Sell il cavallo e caric l'altro
prima di andare a deporre i fiori sulla tomba di Saul. Creavano una
bella macchia di colore sull'erba bruna.
Si attard un'altra ora, aggiustando di quando in quando la sua
composizione floreale e resistendo alla tentazione di ringraziare
Saul a voce alta. Poich adesso pensava che l'oro non fosse un do-
no del Governo repubblicano, ma di Saul Friedman... Cosa che gli
rendeva ancora pi facile accettarlo.
Infine sal in sella e se ne and. Mentre l'uomo e i suoi cavalli si
riducevano a due punti pi scuri nell'immensa pianura color ocra,
un turbine di polvere avanz danzando dal sud. Un'altra, roteante
colonna d'aria calda, di polvere e di frammenti d'erba secca, che
fluttu ondeggiando verso il cimitero al di sotto dei kopje. Dappri-
ma pareva che dovesse evitarlo, ma all'improvviso cambi direzione
e invest la doppia fila di croci. Afferr i fiori sulla tomba di Saul, li
sollev, strappandone i petali, e li sparpagli nella pianura.

72.

Con Michael al suo fianco, che portava una pesante sacca da
viaggio, Sean scese dal calessino ed entr negli uffici della
Ladyburg Banking & Trust Co.
Oh, colonnello Courteney! esclam la giovane signora incari-
cata di accogliere i clienti. 隹vverto subito il signor Pye che lei
qui.
Non si dia pensiero, cara. Gli porter io stesso la bella no-
tizia.
Ronny Pye alz lo sguardo con aria allarmata, quando la porta
del suo ufficio si spalanc e i due uomini entrarono nella stanza.
雨uongiorno, Ronny, lo salut allegramente Sean. Come te la
passi? Hai gi cavato il sangue a qualcuno oggi, o ancora troppo
presto?
Sulle difensive, Ronny si alz, borbottando una risposta inintel-
ligibile. Sean scelse un sigaro dalla scatola di cuoio sulla scrivania e
lo fiut. Hai qui una buona marca di sterco di cavallo , osserv,
asportandone la punta con i denti. Fiammifero, prego. Sono un
cliente, Ronny; dove sono finite le tue buone maniere?
Con riluttanza, pieno di sospetto, Ronny gli accese il sigaro.
Sean si sedette e piazz i piedi sulla scrivania, incrociando le cavi-
glie. Dunque, quanto ti devo? chiese. La domanda rafforz i so-
spetti di Ronny, i cui occhi si posarono sulla sacca da viaggio nelle
mani di Michael.
Vuoi dire tutto insieme? Capitale e interessi?
Capitale e interessi , conferm Sean.
Be', dovrei fare qualche calcolo.
Dimmelo in cifra tonda.
Ecco, molto approssimativamente, dovrebbero essere circa...
oh, non so... Diciamo... Fece una pausa. L'aspetto pesante di quel-
la sacca lo confondeva. Appariva rigonfia, e i muscoli del braccio di
Michael erano tesi. Diciamo, 22.860 sterline e quindici scellini.
Mentre enunciava la cifra esatta, la sua voce si abbass ossequiente,
simile a quella di un indigeno che invochi il nome del proprio dio.
Sean abbass i piedi e, chinatosi in avanti, spinse di lato le carte
che coprivano il piano della scrivania. Molto bene. Pagalo, Mi-
chael.
Con fare solenne il giovane pos la sacca nello spazio liberato da
Sean. Ma quando questi gli strizz l'occhio, la sua solennit and a
farsi benedire e Michael fece un largo sorriso.
Senza tentare di nascondere la propria agitazione, Ronny affon-
d entrambe le mani nella sacca e tir fuori due borse di tela greg-
gia. Ne apr una e rovesci l'oro sulla scrivania. Dove l'hai pre-
so? domand con disappunto.
Dove finisce l'arcobaleno.
C' una fortuna qui , dichiar Ronny, frugando di nuovo nel-
la sacca.
Una bella somma, lo ammetto.
Ma, ma... Annaspava tra le monete, cercando di scoprire il
segreto della loro provenienza, come una gallina a caccia di vermi.
Sean, per, aveva passato una settimana a Johannesburg e due gior-
ni a Pietermaritzburg, facendo il giro di tutte le banche per cambia-
re piccole quantit di sovrane di Kruger in valuta inglese, portoghese
e d'una mezza dozzina di altri paesi. Per un minuto osserv gli sfor-
zi di Ronny con un sorriso di compiaciuto disprezzo. Poi si con-
ged.
Ora ce ne torniamo a casa. Mise un braccio intorno alle spalle
di Michael e si diresse verso la porta. Deposita il resto sul mio con-
to, Ronny, da bravo.
Con un'altra frase che gli mor sulle labbra e con un misto di di-
sperazione e frustrazione nell'animo, Ronny Pye guard dalla fine-
stra la Lion Kop Wattle Estates che saliva sul calessino, si calcava
con decisione il cappello in testa, agitava la frusta in segno di cortese
saluto e trottava serenamente lontano dalle sue grinfie.

Per tutta l'estate le colline di Lion Kop echeggiarono dei colpi
secchi delle asce e del canto di centinaia di zulu. Via via che gli altre-
ri vacillavano e cadevano con un fluttuare di rami frondosi, uomini
armati di machete si facevano avanti per strappare la ricca corteccia
e legarla in fasci. Ogni treno che partiva per Pietermaritzburg ne
trasportava interi vagoni fino allo stabilimento di estrazione dei tan-
nino.
Di giorno in giorno, i vincoli tra Sean e Michael si rafforzavano.
Elaborarono un linguaggio tutto loro, caratterizzato dalla massima
economia di parole. Senza lunghe discussioni ciascuno s'incaric
d'una sfera distinta dell'attivit di Lion Kop.
Compito di Michael erano la manutenzione dell'attrezzatura, il
carico e la spedizione, tutto il lavoro d'ufficio e le ordinaiioni di
materiale. Dapprima Sean lo tenne d'occhio, poi, vedendo che se la
cavava benissimo, non se ne preoccup pi. Si separavano soltanto
nei fine settimana, quando Sean andava, per ovvie ragioni, a Pieter-
maritzburg e Michael, per dovere, a Theunis Kraal. Il giovane odia-
va quei ritorni a casa, odiava le interminabili accuse di slealt da
parte di Anna e i suoi occasionali accessi di pianto. Ma ancor pi in-
sopportabile era il muto rimprovero stampato sulla faccia di Garry.
Ogni luned mattina di buon'ora, con la gioia di un galeotto libera-
to, Michael riprendeva la strada di Lion Kop, dove Sean l'accoglie-
va con frasi del tipo: Che ne di quei dannati manici d'ascia che
abbiamo ordinato la settimana scorsa, Mike? .
Soltanto la sera Sean e Michael chiacchieravano liberamente, se-
duti sui gradini della veranda. Discorrevano di denaro, di guerra, di
politica, di donne, di alberi... E parlavano da pari a pari, senza riser-
ve, da uomini che lavorano insieme per uno scopo comune.
Dirk sedeva in silenzio nell'ombra e li ascoltava. Aveva quindici
anni, ma una capacit di odio assolutamente sproporzionata alla sua
et e tutta rivolta contro Michael. Sean lo trattava sempre allo stes-
so modo; la frequenza scolastica di Dirk restava sporadica, il ragaz-
zo seguiva Sean nelle piantagioni e riceveva la sua parte di rude af-
fetto e di ancora pi rude disciplina... Ci nondimeno avvertiva nel
rapporto tra Sean e Michael una tremenda minaccia alla propria si-
curezza. Solo per ragioni di et e per la sua scarsa esperienza egli era
escluso dalle conversazioni serali sulla veranda. I suoi rari contributi
erano accolti con indulgente attenzione, poi il discorso riprendeva
come se lui non avesse parlato. Allora Dirk sedeva in silenzio, pro-
gettando fin nei particolari pi perversi l'assassinio di Michael.
Quell'estate a Lion Kop si verificarono molti piccoli furti e atti di
vandalismo, tutti aventi Michael come oggetto. I suoi migliori stivali
da equitazione sparirono; quando volle indossare la sua unica cami-
cia da sera per il ballo mensile nella scuola, la trov strappata sulla
schiena; la sua cagna partor quattro cuccioli che dopo una settima-
na morirono misteriosamente.
Ada e le sue ragazze cominciarono i preparativi per il Natale dei
1904 a met dicembre. Ruth e Storm arrivarono da Pietermaritzburg
il venti, e con le sue frequenti assenze da Lion Kop, Sean scaricava
una gran parte di responsabilit sulle spalle di Michael. Nel villino
di Protea Street regnava un'atmosfera di mistero. Sean era rigorosa-
mente escluso da certe lunghe sedute nelle stanze private di Ada, do-
ve costei e Ruth si ritiravano per preparare l'abito da sposa, ma non
era questo l'unico segreto. Doveva esserci anche qualcos'altro, che
teneva le donne in uno stato di costante euforia. Spiandole, Sean ca-
p che la cosa doveva avere a che fare coi suo regalo di Natale da
parte di Ruth. Comunque egli aveva altre preoccupazioni, prima fra
tutte mantenere il proprio posto nella feroce competizione per gua-
dagnarsi i favori della signorina Storm Friedman. Ci comportava
grosse spese in dolciumi, regalati all'insaputa di Ruth. Il pony She-
tland era stato lasciato a Pietermaritzburg e a Sean veniva richiesto
di sostituirlo, a prezzo della propria dignit e di grandi macchie
d'erba sulle ginocchia dei pantaloni. Come ricompensa era invitato
a prendere il t ogni pomeriggio con la signorina e le sue bambole.
Favorita fra tutte era una pupattola con capelli veri e un'espres-
sione insulsa sulla larga faccia di porcellana. Storm pianse come una
fontana il giorno in cui la trov rotta in mille pezzi. Con l'aiuto di
Sean, seppell la bambola nel cortile sul retro, saccheggiando il giar-
dino di Ada per ornare di fiori la tomba. Un p in disparte, Dirk
osservava con espressione torva il funerale. Ormai del tutto consola-
ta della perdita, Storm si divert tanto alla cerimonia da insistere
perch Sean esumasse il cadavere e si ricominciasse tutto da capo. In
totale la bambola venne sepolta quattro volte e, alla fine, sembrava
che sul giardino di Ada fosse calato uno sciame di locuste.

73.

La giornata di Natale cominci presto per Sean. Insieme a Mi-
hael sovrintese alla macellazione di dieci grossi buoi per i lavo-
ti, ranti zulu, poi distribuirono le paghe e i doni: a ogni uomo
una camicia e un paio di pantaloni corti color cachi, a ognuna delle
loro mogli due manciate di perline colorate. Gli indigeni cantavano
e ridevano. Mbejane, alzatosi da letto per l'occasione, fece un di-
scorso di alto contenuto drammatico. Incapace di reggersi sui piedi
appena rimarginati, scosse le lance, allarg le braccia e grid una
serie di domande ai suoi compagni zulu.
Vi ha picchiato?
隹i-bho! fu la tonante risposta negativa.
Vi ha nutrito?
Yhe-bho!
C' oro nelle vostre tasche?
Ye-bho!
il vostro padre?
il nostro padre!
Bench non tutto andasse preso troppo alla lettera, Sean sorrise.
Poi fece qualche passo avanti per accettare la grande ciotola colma
di birra di miglio che la prima moglie di Mbejane gli offriva. Era un
punto d'onore vuotarla senza staccare le labbra dall'orlo, un'impre-
sa che Sean prima e Michael poi compirono senza sforzo. Infine sa-
lirono sul calessino; Mbejane prese le redini e, con Dirk al fianco,
imbocc la via di Ladyburg.
Dopo la prima ondata di saluti e di auguri, Ruth condusse Sean
nel cortile sul retro. Tutti gli altri li seguirono e si trovarono davanti
a un grosso oggetto coperto da un'incerata. Quando questa venne
cerimoniosamente rimossa, Sean rest a bocca aperta alla vista dei
dono di Ruth.
Scintillante nel sole, tutto vernice lucida, metallo e cuoio ros-
so... C'era un veicolo a motore!
Impresse sui mozzi delle ruote e sotto la statuina d'argento che
ornava il radiatore c'erano le parole ROLLS-ROYCE.
Sean aveva visto quelle stupende macchine a Johannesburg, e fu
sopraffatto dal medesimo senso di disagio che gli avevano ispirato
allora. Mia cara Ruth, non ho parole per ringraziarti. E la baci
con trasporto, per ritardare il momento in cui si sarebbe dovuto av-
vicinare a quel mostro.
Ti piace davvero?
Se mi piace? E' la cosa pi bella che io abbia mai visto. Da
sopra la spalla di Ruth not con sollievo che Michael stava prenden-
do le redini della situazione. Come unico ingegnere presente, si era
seduto al volante e parlava autorevolmente alla folla che lo attor-
niava.
Sali! ordin Ruth.
Prima lascia che la guardi. Porgendo il braccio a Ruth, Sean
gir intorno alla Rolls, tenendosi sempre a una mezza dozzina di
passi. I grossi fari lo fissavano con malignit e Sean storn gli oc-
chi. Il suo disagio si stava lentamente trasformando in autentica
paura al pensiero che avrebbe dovuto non solo salire su quell'aggeg-
gio, ma anche controllarne la direzione e la velocit.
Non potendo rimandare oltre, si avvicin all'auto e diede qual-
che colpetto sul cofano.
Ehil! disse severamente. Quando si ha a che fare con un ani-
male selvaggio, bisogna stabilire fin dal primo contatto chi il pa-
drone.
Sali! Michael era sempre al volante e Sean fece accomodare
Ruth al centro del sedile anteriore, sistemandosi a propria volta vi-
cino alla portiera. Seduta in grembo alla madre, Storm ballonzolava
e strillava per l'eccitazione. Il tempo che Michael impieg a consul-
tare il libretto d'istruzioni non bast certo a rassicurare Sean.
俘uth, non credi che sarebbe meglio lasciare a terra la piccola
per questa volta?
Oh, a lei piace! Ruth lo guard con aria interrogativa, poi
sorrise. Non c' davvero alcun pericolo, caro. Nonostante queste
parole, Sean s'irrigid, quando il motore romb; e rimase in quella
posizione, con gli occhi fissi davanti a s, durante la trionfale avan-
zata lungo le vie di Ladyburg. Riversandosi fuori delle case, bianchi
e negri si assieparono ai lati delle vie, lanciando esclamazioni di pia-
cere e di meraviglia.
Quindi tornarono in Protea Street e, quando Michael arrest la
vettura davanti al villino, Sean balz fuori come un uomo che si de-
sti da un incubo. Bocci con fermezza la proposta di andare in chie-
sa in auto, definendola una cosa irriverente e di cattivo gusto. Il re-
verendo Smiley fu molto lusingato dal fatto che Sean restasse sve-
glio per tutta la durata del sermone e, dalla sua aria preoccupata,
suppose che quel satanasso di Courteney cominciasse finalmente a
temere per la propria anima. Dopo la funzione Michael and a
Theunis Kraal per consumare il pranzo di Natale con i suoi genitori,
ma nel primo pomeriggio torn per cominciare a dare lezioni a
Sean. L'intera popolazione di Ladyburg usc per osservare Sean e
Michael che giravano a passo d'uomo intorno all'isolato. Verso sera
Michael reput che Sean fosse pronto per un a solo e scese dal-
l'auto.
Seduto al volante, con la fronte madida di sudore, Sean scrut il
mare di volti intorno a s e vide Mbejane che sorrideva sullo sfon-
do. Mbejane! grid.
Nkosi!
Vieni con me. Il sorriso scomparve dalla faccia dello zulu, il
quale arretr un poco. Non era naturale che un veicolo si muovesse
da solo... E Mbejane non voleva averci niente a che fare.
俏kosi, le gambe mi fanno ancora molto male.
Tra la folla c'erano molti lavoranti zulu di Lion Kop, scesi dalla
collina quando la notizia dei miracolo li aveva raggiunti, e uno di
essi rise in un modo che pareva mettere in dubbio il coraggio di
Mbejane. Ergendosi in tutta la sua statura, Mbejane lo fulmin con
lo sguardo, poi s'avvi con fierezza verso la Rolls, vi sal, sedette al
fianco di Sean e incroci le braccia sul petto.
Sean trasse un lungo respiro e strinse il volante con entrambe le
mani, un p chino in avanti, con gli occhi socchiusi e le sopracci-
glia aggrottate.
Abbassare la frizione! borbott fra s. Inserire la marcia!
Via il freno! Gi l'acceleratore! Su la frizione! .
La Rolls balz in avanti cos violentemente che tanto Sean quan-
to Mbejane furono quasi scagliati oltre lo schienale. Cinquanta me-
tri pi avanti l'auto si blocc per mancanza di carburante: un vero
colpo di fortuna, perch non era probabile che Sean ricordasse le
manovre per arrestarla.
Cupo in volto e malfermo sulle gambe Mbejane scese dalla Rolls
per l'ultima volta. Non ci sal mai pi... E in segreto Sean lo invidi
per la sua libert. Comunque, fu molto sollevato nell'apprendere
che sarebbero decorse alcune settimane per far arrivare altro carbu-
rante da Cape Town.

74.

Tre settimane prima del matrimonio di Sean, un mattino pre-
sto, Ada Courteney usc a raccogliere un p di frutta per la
prima colazione. Nel frutteto, coperta soltanto dalla camicia
da notte bianca, trov Mary appesa per il collo al grande albero di
avocado. Ada tir gi il corpo della ragazza e mand una serva a
chiamare il dottor Fraser.
Insieme trasportarono il cadavere di Mary nella sua stanzetta e
lo deposero sul letto. Mentre il dottor Fraser eseguiva un rapido
esame, Ada fissava quel volto che la morte aveva reso ancora pi
pietoso. 侶uale abisso di solitudine pu averla indotta a compiere
un gesto simile, mormor. Il dottor Fraser copr il cadavere con il
lenzuolo e guard Ada.
Non stato quello il motivo... Al contrario, forse sarebbe stato
meglio se avesse avuto meno compagnia. Trasse di tasca la borsa
del tabacco e cominci a caricare la pipa. 青hi era il suo ragazzo,
zia Ada?
Il suo ragazzo? Nessuno.
Eppure doveva averlo.
Come fai a dirlo?
Zia Ada, Mary era incinta di quattro mesi.
Fu un piccolo funerale, solo la famiglia Courteney e le lavoranti
di Ada. Mary era orfana e non aveva altri amici.
Due settimane prima delle nozze, Sean e Michael portarono a
compimento la scortecciatura e fecero ripiantare dagli zulu gli alberi
distrutti dall'incendio. Insieme valutarono profitti e perdite. Unen-
do le loro rudimentali nozioni di contabilit e discutendo fino alle
ore piccole, giunsero infine alla conclusione che da 1500 acri di aca-
cie avevano ricavato 1480 tonnellate di corteccia, con un profitto
lordo lievemente superiore alle 28.000 sterline d'oro.
Ma a questo punto i loro calcoli differivano. Michael insisteva
nell'affermare che le spese per le scorte di materiale e per piantare
nuovi alberi non andavano detratte, cosa che portava a un profitto
netto per quell'anno di novemila sterline. Sean, invece, voleva inse-
rire tutte le spese nella colonna delle perdite, ottenendo in tal modo
un profitto di appena un migliaio di sterline. Per trarsi d'impaccio,
spedirono tutti i registri a un esperto contabile di Pietermaritzburg,
il quale diede ragione a Michael.
Considerarono quindi le prospettive per la stagione a venire e
provarono quasi un senso di turbamento quando si resero conto che
ci sarebbero stati quattromila acri di alberi da scortecciare, per un
profitto lordo valutato intorno alle ottantamila sterline d'oro...
sempre che non scoppiassero altri incendi. Quella sera, all'insaputa
di Sean, Michael scrisse due lettere. Una a un produttore di macchi-
ne industriali di Birmingham, il cui nome e indirizzo il giovane ave-
va furtivamente copiato da una delle i enormi caldaie usate nello sta-
bilimento della Natal Wattie Company. L'altra alla libreria Foyle di
Charing Cross Road, Londra, richiedendo l'immediata spedizione
di tutta la letteratura esistente sulla lavorazione della corteccia d'a-
cacia. Michael Courteney aveva preso da Sean non solo l'abitudine
ai grandi sogni, ma anche quella di impegnarsi subito a trasformare
i sogni in realt.

Tre giorni prima delle nozze Ada e le sue ragazze presero il treno
per Pietermaritzburg, mentre Sean, Michael e Dirk le seguirono con
la Rolls.
Il terzetto arriv impolverato e furibondo davanti allo White
Horse Hotel. Era stato un viaggio snervante. Sean non aveva fatto
altro che lanciare avvertimenti, istruzioni e bestemmie a Michael,
che fungeva da autista. Rallenta, accidenti, rallenta! Vuoi ammaz-
zarci tutti? Attento! Guarda quella vacca! Non andare cos
vicino al bordo della strada!
Dirk aveva fatto la propria parte chiedendo di fermarsi per ori-
nare, sporgendosi dalle fiancate, arrampicandosi instancabilmente
sullo schienale per passare da un sedile all'altro e incitando Michael
a superare il limite di velocit stabilito dal padre. Alla fine, furibon-
do, Sean aveva fatto fermare l'auto per somministrargli una severa
punizione con un flessibile ramo di Melkbos tagliato sul bordo della
strada.
All'arrivo Ada port via Dirk, che frignava a gola spiegata. Mi-
chael prese la Rolls e scomparve in direzione dello stabilimento del-
la Natal Wattie, dove intendeva trascorrere la maggior parte dei tre
giorni successivi ficcando il naso dappertutto e facendo domande, e
Sean and a trovare Jan Paulus Leroux, arrivato da Pretoria per le
nozze. Il giorno del matrimonio Michael aveva riempito un quader-
netto di appunti sulla lavorazione della corteccia e Jan Paulus aveva
fornito a Sean un minuzioso resoconto degli scopi e delle attivit del
Partito sudafricano. Ma, in risposta alle sue sollecitazioni, Sean si
era limitato a promettere che ci avrebbe riflettuto sopra .
La cerimonia aveva destato viva preoccupazione in tutti. Bench
Sean non avesse niente da ridire circa lo sposarsi in una sinagoga, si
rifiutava assolutamente di sottoporsi alla piccola, dolorosa opera-
zione che gli avrebbe permesso di farlo. La sua non troppo convinta
proposta che Ruth si convertisse al cristianesimo incontr un reciso
rifiuto. Infine ci si accord su un compromesso, e Ben Goldberg
convinse il giudice di pace a celebrare un matrimonio civile nella sa-
la da pranzo di The Golds.
Ben Goldberg diede il braccio alla sposa e mamma Goldberg
vers qualche lacrimuccia. Ruth era magnifica nel modello creato
da Ada: raso verde con applicazioni di perle. Storm indossava un'e-
satta copia in miniatura dell'abito di Ruth e litig con le altre picco-
le damigelle durante la cerimonia. Michael, in qualit di testimone,
si comport con estrema padronanza di s. Sed il tumulto tra le
bambine, porse l'anello al momento giusto e fece da suggeritore allo
sposo quando questi si confuse con le battute.
Al ricevimento nel parco parteciparono un'immensa folla di
amici e soci d'affari dei Goldberg e una buona met della popola-
zione di Ladyburg, inclusi Ronny Pye, Dennis Petersen e le loro fa-
miglie. Garrick e Anna Courteney non c'erano e non avevano rispo-
sto all'invito n con un dono n con un semplice biglietto di auguri.
Un sole splendido benedisse la giornata, i prati erano verdi e li-
sci come tappeti preziosi. Su lunghi tavoli facevano bella mostra di
s i prodotti della cucina di mamma Goldberg e della fabbrica di
birra del vecchio Ben.
Storm pass di gruppo in gruppo, alzando la sottana per mo-
strare i nastri rosa alle mutandine, finch Ruth l'acchiapp.
Dirk assaggi lo champagne per la prima volta e gli piacque tan-
to che ne scol sei coppe nascosto dietro i cespugli di rose. Natural-
mente si sent malissimo. Per fortuna Michael lo trov prima di
Sean e lo ficc in una delle camere per gli ospiti, lasciandovelo a
soffrire in solitudine.
Con Ruth al braccio, Sean pass in rassegna i regali di nozze, re-
standone davvero impressionato, poi circol tra la folla degli invita-
ti finch raggiunse Jan Paulus e s'impegn in una vivace discussione
politica. Ruth lo lasci per andare a cambiarsi.
La pi bionda e pi graziosa delle ragazze di Ada afferr al volo
il bouquet. Subito dopo incroci lo sguardo di Michael e divenne
rossa come i garofani che aveva in mano.
Tra un brusio di commenti elogiativi e una nevicata di confetti,
Ruth riapparve in abito da viaggio e, come una regina che ascende
al trono, prese posto sulla Rolls. Accanto a lei Sean, in spolverino e
grossi occhiali tondi, fece appello a tutto il suo coraggio, borbott i
soliti scongiuri e mise in moto. Nelle sue mani l'auto parve impen-
narsi sulle ruote posteriori come un cavallo selvaggio, quindi balz
in avanti sul viale d'accesso, facendo schizzare via ghiaia e ospiti.
Ruth, che si teneva disperatamente il cappello guarnito di piume di
struzzo, e Sean, che urlava alla Rolls: Yaaa! Buona, buona! im-
boccarono la strada che, attraverso la Valle delle Mille Colline, con-
duceva a Durban e al mare, scomparendo in un'alta colonna di pol-
vere.

75.

Tre mesi pi tardi, dopo essere passati da mamma Goldberg.
per prendere la piccola Storm, Sean e Ruth tornarono a Lion
Kop. Sean era ingrassato ed entrambi avevano quell'espres-
sione beata che si vede soltanto sui visi delle coppie di ritorno da
una luna di miele perfettamente riuscita.
Sulla veranda e nelle dipendenze della fattoria c'erano un'infinit
di casse di ogni dimensione, contenenti i regali di nozze, il mobilio e i
tappeti di Ruth, nonch i pezzi d'arredamento e i tendaggi che la nuo-
va signora Courteney aveva acquistato a Durban. Abilmente assistita
da Ada, Ruth cominci con entusiasmo a togliere gli imballaggi e por-
tar dentro ogni cosa. Sean inizi un giro d'ispezione nella tenuta, per
determinare quanto avesse sofferto durante la sua assenza, e si sent
vagamente deluso quando scopr che Michael se l'era cavata benissi-
mo anche senza di lui. Le piantagioni erano in perfetto ordine e ripuli-
te dal sottobosco, la grande cicatrice nera lasciata dall'incendio era
quasi scomparsa sotto i nitidi filari di virgulti, la mano d'opera aveva
aumentato la produttivit grazie al nuovo sistema di pagamento (una
forma molto semplificata di cottimo) introdotto da Michael d'accor-
do con il contabile. Sean impart al giovane una lezioncina sul come
non diventare troppo intelligente e sul come imparare a cammi-
nare prima di correre , che si concluse con poche parole di lode.
Cos incoraggiato, una sera Micliael raggiunse Sean nel suo stu-
dio. Sean si trovava nello stato di piacevole benessere prodotto dal-
l'enorme lombata che stava digerendo; dal fatto che Ruth aveva fi-
nalmente acconsentito a fargli adottare Storm, la quale, in tal mo-
do, si sarebbe chiamata Courteney e non pi Friedman; e dalla pro-
spettiva di raggiungere la moglie nel gigantesco letto matrimoniale,
non appena avesse finito il brandy e il grosso sigaro avana confezio-
nato a mano.
Entra, Michael. Siedi. Versati un bicchierino , lo salut Sean.
Quasi con aria di sfida, Michael attravers il tappeto persiano e
pos un voluminoso incartamento sulla scrivania, davanti a lui.
Cos' questo malloppo? chiese Sean, sorridendogli.
Leggilo e vedrai.
Michael and a sedersi all'altro capo della stanza. Senza smette-
re di sorridere, Sean guard l'intestazione sul primo foglio. Lion
Kop Estates. Progetti e preventivi per un impianto di estrazione del
tannino.
Il sorriso svan. Sean volt pagina e, via via che leggeva, il suo
viso diventava sempre pi accigliato. Quando ebbe finito, riaccese il
sigaro e rimase in silenzio per cinque minuti, cercando di superare
lo shock. Chi ti ha messo in testa quest'idea?
Nessuno.
Dove venderesti il tannino?
Pagina cinque. Gli sbocchi sono elencati l... Insieme con i
prezzi degli ultimi dieci anni.
Per questo impianto occorrono ventimila tonnellate di cortec-
cia l'anno... Anche se piantassimo ad acacie ogni metro quadrato di
Lion Kop e di Mahoba Kloof, noi potremmo fornirne soltanto la
met.
Compreremmo il resto dalle nuove piantagioni lungo la valle...
noi potremmo fare un prezzo migliore di Jackson, perch risparmie-
remmo il trasporto fino a Pietermaritzburg.
E chi dirigerebbe lo stabilimento?
Io sono ingegnere.
Sulla carta , mormor Sean. Come ti procureresti l'acqua?
Con una diga sul, Baboon Stroom, sopra la cascata.
Per un'ora Sean tent di attaccare qua e l il progetto, cercando
un punto debole. E, man mano che Michael rispondeva con calma a
tutte le sue domande, l'agitazione di Sean cresceva. 保kay, bor-
bott alla fine. Hai fatto un bel compitino. Adesso rispondi sol-
tanto a questo: come pensi di procurarti le settantamila sterline ne-
cessarie per finanziare il tuo piccolo progetto?
Michael chiuse gli occhi, come se pregasse, le mascelle contratte
e un'espressione dura e vigorosa. E a un tratto Sean si chiese come
mai non avesse notato prima la forza di quel volto, la sua ostinata,
quasi fanatica determinazione. Michael riapr gli occhi e disse a bas-
sa voce: Con un prestito di venticinquemila sterline su Lion Kop e
Mahoba Kloof, un'ipoteca sullo stabilimento per altrettanto... E
un'emissione di azioni per il resto .
Sean balz in piedi e rugg: No! .
Perch no? chiese Michael, ancora calmo e ragionevole.
Perch per met della mia vita sono stato nei debiti fin qui!
esclam Sean, portandosi una mano alla gola. Perch adesso fi-
nalmente me ne sono liberato e non voglio impantanarmici di nuo-
vo. Perch so che cosa significa avere pi denaro di quanto me ne
occorra, e non mi piace. Perch sono contento di come stanno an-
dando le cose e non voglio afferrare un altro leone per la coda, col
rischio di vedermelo rivoltare contro. S'interruppe, ansimando,
poi riprese: Perch, fino a una certa quantit, il denaro ti appar-
tiene; ma, oltre quella, sei tu che appartieni al denaro. E io non vo-
glio pi essere cos ricco! .
Con l'agilit di un giovane leopardo, Michael raggiunse la scri-
vania e vi picchi sopra coi pugno. Vibrante come una freccia e ros-
so di collera sotto l'abbronzatura, il giovane fiss Sean. Ma io s!
Io voglio diventarlo! E la tua sola obiezione al mio progetto che
pu renderci un mucchio di quattrini! esplose.
Sean sbatt le palpebre per la sorpresa, poi sostenne il suo sguar-
do con altrettanta durezza. 俟e lo diventerai, non ti piacer!
grid.
E il giovane, con la stessa intensit di voce: Questo sar io a
giudicarlo! .
In quel momento la porta dello studio si apr e Ruth li guard
dalla soglia. Sembravano due galli da combattimento con le penne
del collo arruffate. Cosa succede qui? domand. Sia Michael sia
Sean la sbirciarono con aria colpevole, poi, lentamente, si rilassaro-
no. Michael si sedette e Sean toss, imbarazzato.
Solo una piccola discussione, mia cara.
雨e', avete svegliato la piccola e c' mancato poco che faceste
crollare il tetto. Sorrise e attravers la stanza per infilare il braccio
sotto quello di Sean. Che ne direste di lasciar perdere fino a doma-
ni? Poi potrete riprendere la vostra 'piccola discussione' a venti pas-
si di distanza con un paio di pistole.
I pigmei delle foreste dell'Ituri cacciano l'elefante con minuscoli
dardi. Quando la punta affondata nella carne, seguono paziente-
mente l'animale, accampandosi notte dopo notte sulla sua pista,
finch il veleno arriva al cuore e lo uccide. La freccia di Michael si
era piantata a fondo nella carne di Sean.

76.

A Lion Kop Ruth and incontro a una felicit che non si era
mai aspettata, che non credeva esistesse.
Fino ad allora la sua esistenza era stata ordinata e de-
terminata da un padre adorante ma severo, e poi, alla stessa manie-
ra, da Ben Goldberg. I pochi anni con Saul Friedman erano stati fe-
lici, ma ora apparivano irreali come ricordi d'infanzia. Ruth era
sempre stata avvolta in un bozzolo di ricchezza, circondata da tabil
sociali e dagli obblighi imposti dal decoro della famiglia. Perfino
Saul l'aveva trattata come una bambina, per la quale egli doveva
prendere tutte le decisioni. La vita era stata tranquilla e ordinata,
ma mortalmente piatta. In due sole occasioni Ruth si era ribellata,
quando era fuggita da Pretoria e, di nuovo, quando era andata a
trovare Sean all'ospedale. La noia era stata la sua costante com-
pagna.
Ora, all'improvviso, si trovava a capo di una complessa comuni-
t. In principio la sensazione l'aveva un p sopraffatta e, per abi-
tudine, si era rivolta a Sean, delegandogli le cento decisioni che ogni
giornata comportava.
Far un patto con te , aveva risposto lui. Tu non dirmi come
devo far crescere le mie acacie e io non ti dir come devi dirigere la
casa... Mettila dove ti pare quella dannata credenza!
Esitante dapprima, poi con crescente fiducia e infine con orgo-
glio e sicurezza Ruth fece di Lion Kop una casa bella e confortevo-
le. Gli arbusti e le erbacce intorno alla fattoria lasciarono il posto a
prati verdi e aiuole di fiori, i muri esterni sorrisero sotto un nuovo
rivestimento di intonaco. All'interno, i parquet diventarono brillan-
ti come ambra, facendo risaltare i tappeti Buchara e le tende di vel-
luto drappeggiato.
Dopo alcuni disastrosi esperimenti, dalla cucina cominciarono a
uscire pasti che mandavano in estasi Michael e che perfino Sean giu-
dic commestibili.
Tuttavia, con una dozzina di domestici, Ruth aveva tempo an-
che per altre cose. Per leggere, giocare con la figlia e cavalcare. Il
regalo di nozze di Sean alla moglie era stato un equipaggio di quat-
tro cavalli palomino. C'era tempo anche per fare lunghe visite ad
Ada Courteney e per riceverne. Tra le due donne si era stabilita
un'armonia pi forte che tra madre e figlia.
C'era tempo per i balli e i barbecue, c'era tempo per i diverti-
menti e per le lunghe, quiete serate, quando Sean e Ruth sedevano
da soli nella veranda o nello studio, a chiacchierare.
C'era tempo per amare.
Il corpo di Ruth, invigorito dalle passeggiate e dalle cavalcate,
era sano e ardente. Una scultura rivestita di velluto e fatta per l'a-
more.
C'era soltanto un'ombra nella sua felicit: Dirk Courteney.
Quando i suoi approcci caddero nel vuoto e i piccoli doni ga-
stronomici ch'ella gli aveva confezionato furono respinti, Ruth cap
la causa della sua avversione. Sotto i begli occhi e la faccia appas-
sionata del ragazzo, vide l'amara gelosia che lo rodeva come un
cancro. Per lungo tempo prepar il suo discorso e infine le si pre-
sent l'occasione di farlo, il giorno in cui Dirk capit in cucina
mentre ella vi si trovava da sola. Vedendola, il ragazzo si volt per
andarsene, ma Ruth lo ferm. Dirk, ti prego, rimani. C' qualco-
sa di cui vorrei parlarti. Il ragazzo torn lentamente sui propri
passi e si appoggi al tavolo. Allora Ruth si accorse di quanto fosse
cresciuto in quell'ultimo anno: le spalle erano robuste come quelle
di un uomo e le gambe sbocciavano forti e affusolate dai fianchi
stretti, che Dirk protendeva con calcolata insolenza.
Dirk... cominci e fece una pausa. A un tratto non si sentiva
pi cos sicura di s. Quello non era un bambino, come aveva im-
maginato; nel suo bel viso c'era una sensualit che la turbava... Si
muoveva come un felino, consapevole della propria bellezza. Ruth
prov un moto di paura e deglut nervosamente prima di continua-
re: Mi rendo conto che stato difficile per te... Da quando io e
Storm siamo venute a vivere in questa casa. So quanto ami tuo pa-
dre, quanto lui significhi per te. Ma... . Parlava lentamente. Il di-
scorso preparato con tanta cura era svanito dalla sua memoria ed
ella brancolava alla ricerca delle parole giuste. Voleva spiegargli che
non erano in competizione per l'amore di Sean; che tutti loro -
Ruth, Michael, Storm e Dirk - formavano un insieme, che loro in-
teressi erano di tipo diverso, ma che ognuno di loro dava a Sean e
riceveva da lui una forma diversa d'amore. Quando, dopo un ulti-
mo balbettio, la sua voce si spense, Ruth cap che il ragazzo non l'a-
veva ascoltata e non aveva nemmeno tentato di capire. Dirk, tu mi
piaci e anch'io vorrei piacerti un poco.
Con una spinta delle natiche contro il tavolo, Dirk si raddrizz.
Poi sorrise e fece scorrere il proprio sguardo lungo il corpo di lei,
lentamente. Posso andare adesso? chiese.
Ruth s'irrigid. Ora si rendeva conto che non ci sarebbe stato al-
cun compromesso, che avrebbe dovuto lottare con lui. S, Dirk.
Puoi andare. Era malvagio, adesso Ruth lo sapeva con assoluta
certezza. Se non avesse vinto quella lotta, Dirk avrebbe distrutto lei
e sua figlia. E Ruth, ora, non aveva pi paura.
Con la sensibilit di un gatto, Dirk parve avvertire il mutamen-
to. Per un attimo la donna credette di scorgere un'ombra di dubbio,
d'incertezza nei suoi occhi... Poi lui le volse le spalle e usc indolen-
temente dalla cucina.
La crisi scoppi prima di quanto Ruth immaginasse.
Ogni pomeriggio la giovane donna usciva a cavallo nella pianta-
gione, tenendo per la cavezza il pony di Storm. Si divertivano a cer-
care Sean e Michael nel labirinto di strade che s'incrociavano tra i
filari di acacie, guidate dalle vaghe indicazioni delle squadre zulu,
finch li trovavano e consegnavano loro le borracce di caff e il ce-
sto coi panini imbottiti. Poi tutti e quattro facevano uno spuntino
sul soffice tappeto di foglie cadute sotto gli alberi.
Un pomeriggio, in tenuta da amazzone e col cesto in mano,
Ruth usc nel cortile delle cucine. La giovane bambinaia zulu se ne
stava seduta all'ombra del muro e scherzava con uno stalliere. La
piccola non si vedeva, e Ruth chiese in tono aspro: Dov' la signo-
rina Storm? .
E' andata con lo Nkosizana Dirk , rispose la donna.
Ruth avvert un'acuta premonizione di pericolo. Dove sono?
La donna fece un cenno vago in direzione delle stalle e di altre
dipendenze costruite sul versante posteriore della collina.
Gridando: Vieni con me! Ruth lasci cadere il cesto e corse
verso la prima fila di stalle. Si precipit dentro, guardando in ogni
box; poi pass alle mangiatoie, tra l'odore di avena, melassa ed er-
ba medica misto al lezzo di letame e di cuoio ammorbidito col sego;
quindi di nuovo fuori, nel sole, e di corsa verso i granai.
Storm url di terrore, una sola volta, ma cos forte che il silen-
zio che segu pareva conservarne le vibrazioni.
La selleria. Senza rallentare la corsa, Ruth gir su se stessa. Dio,
ti prego, no! Fa' che non accada. Ti prego! Ti prego!
Raggiunse la porta spalancata. C'era oscurit e freddo tra gli
spessi muri di pietra, e in un primo momento la scena che le si par
davanti non ebbe senso per Ruth.
Incastrata nell'angolo pi lontano, Storm si copriva il volto con
le mani - piccole dita rigide, aperte a ventaglio, come le penne di
un'ala d'uccello - il corpo scosso da muti singhiozzi.
Accoccolato davanti a lei, Dirk chino in avanti con una mano
tesa, come se offrisse un dono. Rideva.
Poi Ruth vide muoversi la cosa che Dirk aveva in mano e si sent
agghiacciare. Attorcigliata al polso, si snodava allungandosi lenta-
mente verso la piccola, la testa ritratta all'indietro a semicerchio, la
minuscola lingua nera vibrante tra le fauci rosa.
Ruth grid e Dirk balz in piedi, volgendosi verso di lei e na-
scondendo la destra dietro la schiena.
Dall'angolo Storm si precipit verso la madre e nascose la faccia
nella sua gonna, piangendo. Ruth la prese in braccio e la strinse for-
te contro una spalla, senza staccare gli occhi dal volto di Dirk.
E' solo un rooi-slang. Il ragazzo rise, ma nervosamente. So-
no innocui... Stavo solo scherzando. Trasse il serpente da dietro la
schiena, lo lasci cadere sul pavimento di pietra, gli schiacci la te-
sta col tacco di uno stivale e lo calci contro la parete. Poi, con un
gesto irritato, si scost i riccioli neri dalla fronte e si mosse per usci-
re. Ruth gli blocc il passo.
Tata, porta a casa la signorina Storm.
Dolcemente porse la piccola alla bambinaia zulu, poi chiuse la
porta alle sue spalle e tir il catenaccio.
Adesso era ancora pi buio nel locale, due strali di sole pieni di
atomi danzanti di Pulviscolo cadevano dai due alti finestrini, e il si-
lenzio era rotto soltanto dal respiro alterato di Ruth.
Era solo uno scherzo , ripet Dirk, sorridendo con aria di sfi-
da. Immagino che ora correrai a dirlo a mio padre.
Da decine di pioli, tutt'intorno alle pareti, pendevano selle e fi-
nimenti. Accanto alla porta era appeso il temibile sjambok di Sean,
due metri e mezzo di pelle intrecciata che, dal grosso manico, fini-
vano in nulla. Ruth l'afferr e, con un colpetto, stese la lunga fru-
sta sul pavimento, tra s e il ragazzo. No, Dirk. Non lo dir a tuo
padre. Questa una faccenda fra te e me.
Cosa intendi fare?
Sistemarla una volta per tutte.
Come? Sogghignando, Dirk si pos le mani sui fianchi. Sotto
le maniche arrotolate, i bicipiti sporgevano bruni e levigati come se
fossero appena stati unti d'olio.
Cos. Ruth scost la gonna di lato e fece un passo avanti.
Con uno scatto repentino mand la punta della frusta ad arrotolarsi
intorno a una caviglia di Dirk, quindi diede uno strattone. Il ragaz-
zo cadde all'indietro, battendo la testa contro la parete.
Per avere l'opportunit di muovere la frusta all'indietro, si spo-
st al centro del locale. Era in preda a una rabbia gelida che dava
forza alle sue braccia, gi irrobustite dalle lunghe cavalcate quoti-
diane, e che spegneva in lei ogni misericordia. Ora era soltanto un
animale femmina che difende la propria vita e quella della sua
prole.
Il primo colpo lacer la camicia di Dirk dalla spalla alla cintola.
Il ragazzo strill di rabbia e si sollev sulle ginocchia. Il secondo lo
sfregi alla base del collo e lungo tutta la spina dorsale, paralizzan-
dolo nell'atto di alzarsi. Il terzo lo artigli alle ginocchia, ricaccian-
dolo a terra.
Steso sul ventre, Dirk allung una mano verso un forcone ap-
poggiato alla parete, ma la frusta gli si attorcigli intorno al polso.
Il ragazzo strill di nuovo e rotol su se stesso, stringendosi la ma-
no contro il petto.
Ruth colp ancora e Dirk strisci, contorcendosi, verso di lei, co-
me un leopardo con le zampe posteriori sfracellate dalle pallottole.
Un passo dopo l'altro, Ruth arretrava davanti a lui, mentre la fru-
sta continuava a sibilare e a schioccare.
Senza piet, lo colp finch la camicia gli pendette a brandelli
dalla cintola e dalle spalle, scoprendo la liscia pelle bianca orribil-
mente striata di rosso;
Lo colp finch i suoi strilli divennero urla e infine singhiozzi.
Lo colp finch giacque tremante, gemendo e muovendosi debol-
mente, col sangue che si spargeva in nere chiazze sul pavimento di
pietra.
Solo allora arrotol la frusta e apr la porta. Radunati nel corti-
le, muti e curiosi, c'erano tutti gli stallieri e i servi di casa.
Ruth ne scelse quattro. Portate lo Nkosizana nella sua came-
ra. Poi, a uno stalliere: Prendi un cavallo e corri dallo Nkosi.
Digli di venire subito a casa .
Sean arriv, adirato e ansioso, e quasi scardin la porta della ca-
mera di Dirk nella fretta di aprirla. Ma rimase impietrito sulla so-
glia, guardando con orrore la schiena del ragazzo.
Nudo fino alla cintola, Dirk giaceva bocconi sul letto e Ruth gli
puliva le ferite con una spugna. Sul comodino c'era una bacinella
che fumava, e un odore acuto di disinfettante riempiva la stanza.
Buon Dio! Cosa gli successo?
L'ho frustato con lo sjambok , rispose Ruth con calma.
Sean la fiss a bocca spalancata, poi guard di nuovo la schiena
del figlio. Tu hai fatto questo?
S.
La collera fece serrare le labbra di Sean. Cristo! L'hai fatto a
pezzi. Me l'hai mezzo ammazzato., E la guard. Perch?
Era necessario. L'assoluta sicurezza e l'assenza di rimorso
che trapelavano dalla risposta confusero Sean, che sent vacillare la
propria collera.
Cosa aveva fatto?
Questo non posso dirtelo. E' una faccenda privata tra noi due.
Devi chiederlo a lui.
Sean attravers rapidamente la stanza e s'inginocchi accanto al
letto. Dirk. Dirkie, figliolo, cos' successo? Cos'hai fatto?
Il ragazzo sollev la testa dal guanciale e guard il padre. Ho
fatto uno sbaglio. Non importa. Dopo affond di nuovo il viso
nel guanciale e la sua voce ne fu soffocata, cos che Sean pot finge-
re di non aver capito.
Cos'hai detto? domand.
Una breve pausa, poi Dirk rispose molto distintamente: Ho
detto che stata colpa mia .
Ah, allora avevo sentito bene. Sean si alz, con un'espressio-
ne perplessa, poi si rivolse a Ruth. Non capisco perch mi hai
mandato a chiamare. Mi sembra che tu abbia perfettamente in ma-
no la situazione. Si mosse verso la porta, si volt come per aggiun-
gere qualcosa, cambi idea, scosse la testa e usc.
Quella sera, nei quieti, esausti minuti prima del sonno, Sean
mormor contro la guancia di Ruth: Credo che oggi tu abbia fatto
ci che io avrei dovuto fare molti anni fa. Poi, con una risatina
assonnata: Be', per lo meno nessuno potr pi aver dubbi su chi
la padrona a Lion Kop .

77.

Sean aveva un modo di affrontare la vita che era di una sem-
plicit quasi ingenua: nella sua mente qualsiasi problema si
dissolveva al contatto con l'azione diretta.
Se sei ossessionato da una donna, fanne la tua amante. Se non ci
sente da quell'orecchio, sposala.
Se vuoi un pezzo di terra o un cavallo o una casa o una miniera
d'oro, tira fuori i quattrini e comprali. Se non hai soldi, va' fuori e
procurateli.
Se ti piace un uomo, bevi con lui, va' a caccia con lui, ridete in-
sieme. Se non ti piace, prendilo a pugni in faccia o schiaccialo col
sarcasmo e con l'ironia. In entrambi i casi, non avr dubbi sui tuoi
sentimenti.
Se un figlio ti d del filo da torcere, cavagli la pelle a frustate,
poi fagli un regalo costoso per dimostrargli il tuo affetto.
Sean, riguardo a questo, ammetteva di non essere stato abba-
stanza tempestivo con Dirk; ma Ruth aveva fatto un ottimo lavoro.
Ora a lui non restava che chiamare il ragazzo nel proprio studio e
sbraitare un p. E cos fece. Una settimana dopo torn da un viag-
getto a Pietermaritzburg e, con un cipiglio imbarazzato, present a
Dirk le sue offerte di pace. La prima era una cassetta in cuoio con
rinforzi in rame, contenente un fucile fatto a mano dal famoso
Greener di Londra: calcio in noce, intarsi in argento, canne dama-
schinate intercambiabili. La seconda era una puledra di due anni al-
levata nella scuderia Huguenot di Worcester, al Capo. Figlia di Sun
Lord e di Harvest Dance, Sun Dancer aveva il miglior sangue del-
l'Africa ed era velocissima, oltre che stupenda. Sean l'aveva pagata
mille ghinee e pensava d'aver fatto un affare.
Per quel che lo riguardava, non c'erano pi problemi con Dirk e
poteva dedicare tutte le sue energie alle tre grandi imprese in cui era
impegnato.
La prima consisteva nel mettere incinta Ruth. Qui Sean aveva
tutta la collaborazione che poteva desiderare. Ma gli sforzi dei due
coniugi, a parte il fornir loro una buona dose di sano esercizio fisi-
co e di piacere, furono singolarmente improduttivi. Rammentando
il risultato dei loro primo incontro, Sean era alquanto perplesso, e
Ruth, che aveva sviluppato una fiducia superstiziosa nella potenza
del tuono, sugger di tenere il ritmo fino alla stagione delle piogge.
Durante uno dei suoi viaggi a Pietermaritzburg Sean vide una sta-
tuetta in legno del dio Thor nella vetrina di un rigattiere. La com-
pr per Ruth e da allora il dio fece bella mostra di s sul comodino
accanto al loro letto, stringendo tra le mani il martello e contem-
plando i loro amplessi con un sorriso cos malizioso, che Ruth fini-
va col voltargli la testa verso la parete.
Poi c'era lo stabilimento di estrazione del tannino di Michael.
Questi era ricorso a un tiro mancino che aveva colto di sorpresa
Sean, togliendogli, a suo dire, ogni fiducia nell'umanit. Di nasco-
sto dallo 哇io, Mike era andato a trovare tutti i nuovi piantatori
della vallata, uomini che avevano seguito l'esempio di Sean, e, im-
pegnandoli al segreto, aveva offerto loro una partecipazione aziona-
ria alla Societ. Costoro si erano mostrati entusiasti e, con Michael
alla testa, si recarono a Lion Kop in deputazione formale. L'incon-
tro si svolse in una tale tempesta di tuoni e fulmini verbali che il
grande dio Thor in persona avrebbe potuto presiederlo. Ma alla fine
Sean, che in tutti quei mesi aveva rimuginato sul progetto e ora ne
era entusiasta quanto gli altri, acconsent a lasciarsi convincere.
Tenne per s il settanta per cento delle azioni, e il resto fu diviso tra
gli altri piantatori. Si elesse un consiglio di amministrazione, con
Sean come presidente, e il contabile fu incaricato di procedere alla
registrazione della Ladyburg Wattle Cooperative Ltd. Sean esercit
per la prima volta il suo diritto maggioritario per mettere a tacere
gli altri azionisti e nominare ingegnere capo il signor Michael Cour-
teney. Dopo di che, insieme con un membro pi anziano del consi-
glio di amministrazione in qualit di moderatore, Michael fu imbar-
cato sul primo postale della Union Castle in partenza per l'Inghil-
terra, con una delega in tasca e molti avvertimenti e sagge parole di
Sean in testa. Infatti, ricordando se stesso a ventitr anni, Sean ave-
va ritenuto necessario precisargli che veniva mandato a Londra per
acquistare macchinari e migliorare la sua conoscenza dei medesimi,
non per incrementare le nascite nelle Isole Britanniche o per fare il
giro delle osterie e delle case da gioco.
Il signor Jackson della Natal Wattle reag prontamente, invian-
do una lettera circolare in cui deprecava che i contratti tra i pianta-
tori della vallata del Tugela e la sua compagnia non fossero stati
rinnovati e informava che, data la crescente domanda da altre parti,
non poteva pi fornire semi o virgulti. Ma a quel punto i vivai di
Sean erano abbastanza progrediti per soddisfare le necessit dell'in-
tera vallata... E, con un p di fortuna, il loro stabilimento sarebbe
entrato in funzione all'inizio della stagione successiva.
Prima che Michael e il suo accompagnatore tornassero, tronfi
per il successo della loro missione, Sean ricevette un'altra visita. Jan
Paulus Leroux, stanco della discussione che egli e Sean stavano tra-
scinando da ormai tre anni con l'ausilio delle Poste Imperiali, venne
a Ladyburg e dichiar che non sarebbe ripartito finch Sean non
avesse accettato di capeggiare la sezione dei Natal del Partito suda-
fricano e di presentarsi come candidato alle prossime elezioni per
l'Assemblea Legislativa. Due settimane pi tardi, dopo che lui e
Sean ebbero fatto strage di antilopi, fagiani e faraone; dopo aver
consumato quantit enormi di caff e dosi appena un p moderate
di brandy; dopo che ebbero discusso fino a perdere la voce, Jan
Paulus sal sul treno per Johannesburg con queste parole di com-
miato: Toe Maar! Allora siamo d'accordo .
Il programma di base dei Partito sudafricano prevedeva una Fe-
derazione che riunisse il Capo, il Transvaal, il Natal e lo Stato libe-
ro d'Orange sotto un governo approvato da Whitehall. A esso si
opponevano gli estremisti inglesi e olandesi: i jingoes che gridavano
Dio salvi il Re e i repubblicani i quali desideravano che l'Onni-
potente riservasse a detto Re un trattamento ben diverso.
Dopo una riunione con gli uomini iscritti in un elenco che Jan
Paulus gli aveva consegnato, Sean diede inizio alla propria campa-
gna. Il suo primo proselito fu Ruth Courteney, conquistata pi dal-
la prospettiva dell'eccitazione connessa a una battaglia elettorale
che dall'oratoria del marito. Ogni mese, adesso, passavano una set-
timana o pi viaggiando da un capo all'altro del Natal, per parteci-
pare a raduni politici. Ruth faceva provare a Sean i suoi discorsi -
in realt ne fece soltanto uno - finch la sua dizione era perfetta;
baciava i bambini e intratteneva le mogli, compiti per i quali il can-
didato non aveva una particolare attitudine; sedeva accanto a lui sul
podio e gli impediva di scendere tra la folla a zittire gli oppositori
con un pugno sui denti. Il suo sorriso e il modo in cui camminava
non fecero certo perdere voti al Partito sudafricano. Da Londra
Lord Caisterbrook promise il proprio sostegno e pareva che Sean
potesse contare su ventidue dei trenta seggi dell'Assemblea.
Sul terreno pianeggiante ai piedi della scarpata, vicino al Ba-
boon Stroom, lo stabilimento della Ladyburg Wattie Cooperative
stava prendendo forma. Gli impianti coprivano ben dieci acri di ter-
reno e sotto di essi, in bell'ordine, sorsero i villini dei dipendenti.
Nonostante le veementi proteste di Michael, Sean s'inchin alla
volont degli altri membri del consiglio d'amministrazione e assunse
un ingegnere in qualit di consulente, finch lo stabilimento non
fosse entrato in funzione. In effetti senza di lui avrebbero perso il
raccolto di un anno, perch, sebbene instancabile e pieno di buona
volont, Michael era ancora del tutto privo di esperienza pratica.
Anche con l'aiuto dell'ingegnere anziano, lo stabilimento era ben
lungi dall'essere pronto poco prima che iniziasse l'epoca del taglio.
Quando finalmente l'alta ciminiera argentea cominci a sputare fu-
mo e le fornaci rischiararono la notte con barbagli infernali, c'era-
no migliaia di tonnellate di materia prima sotto le tettoie dello stabi-
limento.
Fu una stagione stupenda. Abbondanti piogge avevano reso la
corteccia ricca di linfa, e, quando l'anno fin, la cooperativa aveva
guadagnato diecimila sterline. Il profitto della Lion Kop Estates fu
quattro volte superiore. Sean si era indebitato e sdebitato con la ra-
pidit con cui un ragazzo visita la stanza da bagno quando lo si spe-
disce a lavarsi la faccia.
Nonostante le abbondanti piogge, ci furono soltanto tre grossi
temporali quell'estate. E ogni volta Sean era assente da Lion Kop
per affari. Mentre il fulmine guizzava attraverso le colline e il tuono
esplodeva sulla valle, Ruth stava dietro la finestra della camera da
letto, rimpiangendo l'occasione perduta. Mbejane fu molto pi for-
tunato: tutti i suoi semi diedero frutto e il suo raccolto stagionale fu
di quattro grassi figli maschi.

77.

Fu un anno molto intenso anche per Dirk Courteney. Dopo la
sua clamorosa sconfitta a spese dello sjambok, il ragazzo e
Ruth vivevano in uno stato di diffidente neutralit... Anche per-
ch Dirk non si opponeva pi al dominio della donna su Lion Kop.
Ignorava Storm, salvo quando la bambina stava in braccio a
Sean o a cavalluccio sulle sue spalle. Allora li osservava di nascosto,
finch trovava un pretesto per interrompere i loro giochi o andarse-
ne da Lion Kop. Le sue assenze diventavano sempre pi frequenti.
C'erano viaggi a Pietermaritzburg e nei distretti vicini per giocare a
polo o a rugby, e c'erano misteriose escursioni notturne a Lady-
burg. Ogni giorno partiva a cavallo all'alba. Sean credeva che an-
dasse a scuola, finch ricevette un biglietto con cui il preside lo con-
vocava nel proprio ufficio.
Dopo avergli mostrato il registro delle presenze e i voti riportati
da Dirk in quell'ultimo periodo, il signor Besant si appoggi allo
schienale e attese i commenti di Sean.
Non troppo bene, eh?
Giusto, signor Courteney. Tutt'altro che bene.
Non si potrebbe mandarlo in qualche collegio, signor Besant?
Certo, si potrebbe , assent dubbiosamente Besant, ma a che
cosa servirebbe... Se non a fornirgli un miglior istruttore di rugby?
Ma in quale altro modo potrebbe ottenere l'ammissione all'u-
niversit? Sean era rimasto impressionato da ci che l'istruzione
superiore aveva fatto per Michael e la considerava una panacea per
tutti i mali di giovent.
Signor Courteney... Il preside ebbe un attimo di esitazione.
Aveva sentito parlare dei caratteraccio di Sean e non ci teneva ad
averne una dimostrazione pratica. Alcuni giovani non sono taglia-
ti per l'universit.
Io voglio che Dirk ci vada , ribatt Sean.
亟bbene, dubito che le universit di Stellenbosch o di Cape
Town condividano le sue aspirazioni. Le maniere da aula scolasti-
ca avevano ripreso il sopravvento, e il direttore parl con secco sar-
casmo.
Intende dire che stupido? ringhi Sean.
俏o, no, si affrett a blandirlo il signor Besant. A solo che,
diciamo... Non ha inclinazione per lo studio.
Sean ci pens un p sopra: la distinzione gli pareva molto sotti-
le, ma lasci perdere e chiese: Lei cosa suggerisce? .
Il suggerimento del signor Besant era che Dirk se ne andasse al
diavolo fuori della sua scuola... Ma lo formul pi gentilmente.
Bench Dirk abbia soltanto sedici anni, molto maturo per la sua
et. Non crede che, se lo avviasse nella Wattle Company?...
Dunque mi consiglia di toglierlo da scuola? chiese pensierosa-
mente Sean. Il signor Besant soffoc un sospiro di sollievo.
Dirk Courteney fu assegnato come apprendista al capocalderaio
della fabbrica. La prima cosa che fece fu di mettere l'uomo al cor-
rente del fatto che, un giorno, sarebbe stato lui il padrone l dentro:
Dunque come la mettiamo? . L'operaio che conosceva la reputa-
zione di Dirk, lo guard con aria di commiserazione, poi sput un
lungo schizzo di sugo di tabacco a pochi centimetri dalla punta di
uno dei suoi scintillanti stivali e gli rispose per le rime. Infine, indi-
cando un bollitore sulla forgia dell'officina, ordin a Dirk di prepa-
rargli una tazza di caff e, gi che c'era, di non rompere i coglioni.
Nel giro di una settimana i due erano amiconi, e l'operaio, il cui no-
me era Archibald Frederick Longworthy, cominci a istruire il ra-
gazzo su tutto fuorch sull'arte di fabbricare lastre d'acciaio. Archy
aveva trentasei anni. Era venuto in Africa dopo aver trascorso un
lustro nella prigione di Leavenworth per l'oscuro reato di Crimen
Iniuriae... E quando spieg a Dirk che cosa significava, il ragazzo fu
deliziato.
Archy present Dirk a una delle sue amiche, Hazel, una paffuta
e cordiale donzella che lavorava come barista al Ladyburg Hotel e
dispensava i propri favori nella stessa allegra maniera con cui distri-
buiva i boccali di birra. Dirk divenne ben presto il suo favorito e
impar da lei parecchi giochetti spassosi.
Archibald Longworthy aveva accortamente esaminato la situa-
zione e si era detto che, dall'amicizia con l'erede di Sean Courteney,
non potevano venirgli che vantaggi. Fra l'altro il ragazzo era un
simpaticone. Sapeva far la festa a una pollastra e tracannare gin co-
me pochi altri... E le sue tasche erano sempre piene di sovrane.
Da parte sua Dirk considerava Archy una specie di eroe e dirot-
tava su quel suo primo vero amico gran parte dei sentimenti che nu-
triva per il padre. Non curandosi dei polsi e dei collo grigiastri, che
rivelavano l'antipatia di Archy per l'acqua e il sapone, dei sottili ca-
pelli biondicci attraverso i quali si intravedeva la cute rosa, dei denti
neri, Dirk gli attribuiva il fascino esaltante di un pirata dei bei tem-
pi andati.
Quando Dirk si scopr affetto da un disturbo che non faceva
male ma puzzava assai, fu Archy ad assicurargli che si trattava di
un semplice scolo e ad accompagnarlo da un medico a Pietermaritz-
burg. Al ritorno, sul treno, tra grandi risate e amichevoli prese in
giro, progettarono la loro vendetta.
Hazel, sorpresa di vederli entrare nella sua camera a met d'un
pomeriggio di domenica, si alz svelta a sedere sul letto. Dirkie,
non dovresti venire qui di giorno. Tuo padre potrebbe scoprirlo.
Faceva caldo in quella squallida stanzetta. L'odore di profumo a
buon mercato e di un vaso da notte mezzo pieno si mischiava sgra-
devolmente con quello della traspirazione femminile. La sottile e
umidiccia camicia di Hazel aderiva ai seni pesanti e al cuscinetto di
ciccia attorno alla vita. Aveva gli occhi cerchiati e un ricciolo impa-
stato di sudore attaccato alla guancia, la cui pelle appariva segnata
dal guanciale. I due erano rimasti in piedi appena oltre la soglia,
sorridendole, e, grazie alla propria esperienza, Hazel ravvis la cru-
delt da lupi che si celava sotto quei sorrisi.
Cosa volete? Ora aveva paura e istintivamente si copr con
una mano il profondo solco tra le mammelle.
Dirkie vuol fare due chiacchiere con te.
Archy chiuse con cura la porta e gir la chiave nella serratura,
poi si avvicin al letto. Le sue braccia avevano muscoli di ferro e le
mani che pendevano lungo i fianchi erano sproporzionatamente
grandi e coperte di ispidi peli biondi.
Tu sta' lontano da me, Archy Longworthy. Hazel tir gi le
gambe dal letto, scoprendo le cosce bianche e grasse. Io non vo-
glio guai, lasciatemi in pace.
俊u hai fatto a Dirkie un regalino. Ora, Dirkie mio amico e
non gli piace quello che gli hai dato.
Non sono stata io! Non posso esser stata io! Sono sana... Lo
giuro! Si alz, continuando a tener chiusa la scollatura della cami-
cia, e arretr. Tu sta' lontano da me. Poi, mentre Archy balzava
verso di lei: No... Non lo fate! Io ... . E apr la bocca per gridare,
ma la mano di Archy gliela copr come un grosso ragno peloso. Ha-
zel vi affond le unghie, lottando disperatamente.
Vieni, Dirk, ridacchi Archy, serrando col braccio libero la
vita di Hazel. Esitante, vicino alla porta, Dirk non sorrideva pi.
Avanti, amico. Io te la terr ferma. Con un rapido movimento
dei braccio butt la ragazza bocconi sul letto, comprimendole il vol-
to sul cuscino. Poi, con la mano libera, si sfil la larga cintura di
cuoio guarnita di borchie metalliche. 亭orza, Dirk, usa questa.
Mettila doppia.
Accidenti, Arch... Credi che dobbiamo? Dirk esitava ancora,
la cintura pendeva fiaccamente dalle sue mani.
Che cos'hai... Paura? lo sfid l'altro.
La bocca di Dirk s'indur. Fece due passi avanti e, sollevando il
braccio al di sopra della testa, colp quel corpo sussultante. Hazel
s'irrigid per il dolore e lanci un urlo soffocato dal cuscino.
Cos si fa... Ancora! Archy infil il pollice nello scollo della
camicia e la strapp da cima a fondo, mettendo a nudo le grasse na-
tiche bianche e tonde. Ora dacci dentro!
Di nuovo Dirk alz la pesante cintura e rest un attimo in quella
posizione, assaporando una sensazione d'immensa potenza che lo
innalzava al livello degli dei, dandogli le vertigini. Quindi impieg
tutta la sua forza per sferrare il secondo colpo.

79.

Non ha avversari , mormor Ronny Pye e, accanto a lui,
Garrick Courteney si agit nervosamente. Hai sentito che
cosa dice? insist Ronny.
No.
Vuole consegnare il Natal a quella masnada di olandesi dello
Stato libero e del Transvaal.
S, lo so.
Tu sei d'accordo?
Garry non rispose subito, apparentemente assorto nelle esibizio-
ni di un piccolo branco di puledri dai mantelli ancora lanuginosi, i
quali s'inseguivano l'un l'altro su zampe che sembravano avere
troppe giunture. Mander venti puledri di un anno alla mostra-
mercato di Pietermaritzburg. Dovrei ricavarne quattro, cinquecento
sterline a testa, perch sono tutti animali di prima classe. Allora po-
tr pagarti buona parte degli interessi.
Non preoccuparti di questo ora, Garry. Non sono venuto a
chiederti quattrini. Gli porse l'astuccio dei sigari e, quando Garry
ebbe rifiutato, ne scelse uno per s, cominciando a prepararlo con
cura. Sei d'accordo con questa idea di un'Unione?
No.
Perch? chiese Ronny, senza sollevare gli occhi dal sigaro.
Non voleva scoprire troppo presto il proprio gioco.
Ho combattuto contro di loro: Leroux, Niemand, Botha,
Smuts. Abbiamo lottato e abbiamo vinto. Adesso loro se ne stanno
tranquilli a Pretoria e complottano per impadronirsi di tutto il pae-
se... Non solo dello Stato libero e dei Transvaal, ma anche del Natal
e del Capo. Qualunque inglese che li aiuti un traditore dei Re e
della patria. Dovrebbe essere messo al muro e fucilato.
俟ono molti qui intorno a pensarla cos... Molti. Eppure Sean
Courteney non ha oppositori. Sar una passeggiata per lui entrare
all'Assemblea.
Garry si volt e si mosse zoppicando lungo il recinto, in direzio-
ne delle stalle, seguito da Ronny.
Io e gli altri pensiamo che occorra mettergli contro un tipo in
gamba... Uno con molto prestigio. Che si sia distinto in guerra, ab-
bia scritto dei libri e, oltre che intendersi di politica, sappia usare le
parole. Se riuscissimo a trovare un uomo simile, noi saremmo feli-
cissimi di fornire il denaro per le spese. Accese un fiammifero e
aspett che lo zolfo si fosse consumato prima di accostarlo alla
punta dei sigaro. Poi riprese, parlando tra sbuffi di fumo: Manca-
no solo tre mesi alle elezioni, dobbiamo organizzarci subito. Sean
terr un discorso nella scuola la settimana prossima .

La campagna politica di Sean, che era proceduta tranquillamen-
te senza suscitare eccessivo interesse, assunse all'improvviso un ca-
rattere nuovo e drammatico.
Al suo primo convegno a Ladyburg partecip la maggior parte
della popolazione locale. Erano tutti cos desiderosi di svago da es-
ser disposti ad ascoltare il discorso di Sean pur avendolo gi letto,
riportato parola per parola, sulla maggior parte dei giornali del Na-
tal. Con ferreo ottimismo, speravano nel dibattito che sarebbe se-
guito... E alcuni avevano preparato domande su questioni di grande
attualit quali il costo delle licenze di caccia, il sistema delle biblio-
teche pubbliche e il controllo delle malattie dei piedi e della bocca.
Alla peggio, era un'opportunit per incontrare gli amici che viveva-
no ai margini dei distretto.
Ma, a parte queste persone, che Sean conosceva bene, ne arriva-
rono altre, sconosciute, che occupavano le prime due file di banchi.
Erano tutti giovani che Sean non aveva mai visto e che osserv con
pesante disapprovazione quando cominciarono a ridere e a scherza-
re chiassosamente, durante i preliminari.
Da dove viene quella masnada? chiese al presidente.
俠i hanno visti arrivare col treno del pomeriggio, tutti in com-
briccola.
Mi sembra gente in cerca di guai , borbott Sean, notando in
loro l'eccitazione lievemente febbrile di uomini che si preparano alla
violenza. La maggior parte ci ha dato dentro con la bottiglia.
Per piacere, Sean. Ruth si chin verso di lui e gli pos una
mano su un ginocchio. Devi promettermi di restare calmo. Non
accettare provocazioni.
Sean apr la bocca per rispondere... E cos rimase, mentre Garry
Courteney attraversava il gruppo di uomini in piedi davanti all'in-
gresso e si sedeva accanto a Ronny Pye nell'ultima fila.
Chiudi la bocca, caro , mormor Ruth. Sean obbed, poi sor-
rise e agit una mano in direzione del fratello. Garry rispose con un
cenno del capo, e subito s'immerse in una profonda discussione con
Ronny Pye.
Tra colpi di tosse e scalpiccii, il presidente si alz per presentare
Sean agli uomini che erano stati suoi compagni di scuola, avevano
bevuto il suo brandy e avevano cacciato con lui. Spieg come Sean
avesse vinto la guerra anglo-boera praticamente da solo, come aves-
se portato la prosperit al distretto con le sue piantagioni e il suo
stabilimento, concludendo con alcune osservazioni che indussero
l'eroe in questione ad agitarsi sulla sedia e a infilarsi nervosamente
due dita nel colletto. E dunque, signore e signori dei nostro bel di-
stretto... Vi presento un uomo di grande sagacia e preveggenza, un
uomo dal cuore grande come i suoi pugni... Il vostro e mio candida-
to, colonnello Sean Courteney!
Sean si alz sorridendo, subito investito da una salva di fischi e
versacci sparata dalle prime file. Il suo sorriso svan e le sue mani,
sul tavolo, diventarono magli nocchieruti. Guard con ferocia la
masnada di giovinastri, cominciando a sudare per la collera. Una ti-
ratina a un lembo della giacca moder la sua rabbia, e i suoi pugni
allentarono un poco. Cominci a parlare, cercando di sovrastare gli
A sedere! Lasciatelo parlare! Diamogli un'opportunit e il
frastuono dei piedi battuti all'unisono sul pavimento di legno.
Per tre volte, in quel bailamme, perdette il filo del discorso e do-
vette far appello a Ruth, scarlatto per la rabbia e la mortificazione,
tra una tempesta di risate. La seconda parte la lesse dal proprio tac-
cuino... E fece poca differenza che inciampasse e si perdesse tra le
righe, perch, oltre il metro di distanza, nessimo poteva sentire una
parola. Infine si sedette e un improvviso silenzio cal sulla sala,
un'aria di aspettativa che gli fece comprendere come la cosa dovesse
esser stata accuratamente preordinata... E che il bello doveva ancora
venire.
Signor Courteney. In fondo alla sala Garry si era alzato e tut-
te le teste si erano girate verso di lui. Posso farle alcune do-
mande?
Sean annu lentamente. Dunque era cos. Era stato Garry a pre-
parare quell'accoglienza.
La mia prima domanda : pu dirci qual il nome adatto a un
uomo che vende il proprio paese ai nemici dei suo Re?
Traditore! ulul la banda di giovinastri. Boero! Tutti in
piedi, gridavano contro di lui. Il pandemonio dur circa cinque mi-
nuti.
Ti porto fuori di qui , bisbigli Sean a Ruth, e fece per pren-
derle un braccio, ma Ruth si ritrasse.
No, rimango.
Ti prego, fa' come ti dico. Qui si sta mettendo male.
Ruth lo fulmin con lo sguardo: Dovrai portarmi fuori di pe-
so , sibil, furiosa e bellissima.
Sean stava per ribattere alla provocazione, quando il fracasso
cess di colpo. Di nuovo, tutte le teste si voltarono verso suo fratel-
lo, che si accingeva a porre la seconda domanda. Nel silenzio,
Garry sorrise maliziosamente. 俗n'altra cosa: le spiace dirci quali
sono la nazionalit e la fede religiosa di sua moglie?
La testa di Sean scatt all'indietro. Con lo stomaco che gli si
contorceva, fece per alzarsi. Ma Ruth era gi in piedi e gli posava
una mano su una spalla. Credo di poter rispondere personalmente
a questa domanda, Garry. La voce di Ruth era chiara, con appena
una traccia di asprezza. Io sono ebrea.
Il silenzio si prolung. Continuando a tenere la mano sulla spal-
la di Sean, eretta e orgogliosa al suo fianco, Ruth sostenne lo sguar-
do di Garry attraverso la sala. L'uomo fu il primo a cedere. Col
rossore che gli affluiva dal collo, abbass gli occhi e spost goffa-
mente la gamba di legno. Tra i giovani delle prime file la stessa rea-
zione colpevole segu le parole di Ruth. Si guardarono l'un l'altro e
poi stornarono gli occhi, dimenandosi sulle sedie per la vergogna.
Uno di loro si alz e si avvi lungo il passaggio verso la porta. A
met strada si volt. 俟piacente, signora. Non sapevo che si sareb-
be arrivati a questo, e prosegu verso l'uscita. Passando accanto a
Ronny Pye, gli butt in grembo una sovrana. Un secondo si alz,
sorrise imbarazzato a Ruth e sgattaiol fuori.
In coppia o isolati altri lo seguirono.
Gli ultimi uscirono in gruppo, e Sean not con piacere che non
tutti restituirono la sovrana a Ronny.
In fondo all'aula Garry esitava, incerto se andarsene o rimanere
a cercare di rabberciare alla meglio una situazione che aveva cos se-
riamente compromesso.
Alzandosi lentamente, Sean mise un braccio intorno alla vita di
Ruth e si schiar la gola, stretta dall'orgoglio che provava per lei.
Non solo , grid, ma anche una delle migliori cuoche di que-
sto dannato distretto! Tra le risate e gli applausi che seguirono,
Garry zoppic fuori della sala.

80.

Il giorno successivo Garrick Courteney annunci la sua inten-
zione di entrare in lizza per il seggio di Ladyburg come indi-
pendente, ma nemmeno i giornali lealisti gli davano la minima
probabilit di vittoria... Fino a sei settimane prima delle elezioni.

Quella sera molto dopo il tramonto, Dirk leg Sun Dancer al-
l'abbeveratoio davanti all'albergo e, dopo averle allentato il sotto-
pancia e sfilato il morso dalla bocca, s'incammin lungo il marcia-
piede. Arrivato all'altezza del bar, guard attraverso il vetro della
grande finestra su cui campeggiava lo slogan in lettere rosse e oro:
SE AVETE SETE, BEVETE BIRRA GOLDBERG! ed esamin rapidamente la
clientela. Non c'era nessuno dei capisquadra di suo padre - che co-
stituivano sempre un rischio - n il signor Petersen o il signor Pye o
il signor Erasmus. Riconobbe due o tre meccanici dello stabilimen-
to, un paio di ferrovieri, un impiegato di banca e un altro mezzema-
niche della Compagnia tra una dozzina di sconosciuti... E decise che
non c'era pericolo. Nessuno di loro stava abbastanza in alto nella
gerarchia di Ladyburg per poter riferire a Sean che suo figlio be-
veva.
Arriv in fondo all'isolato, rimase fermo per qualche secondo,
poi torn sui propri passi con aria indifferente: in realt scrutando
le ombre alla ricerca di qualche spione. Ma quella sera la strada
principale era deserta, cos, quando arriv all'altezza della porta gi-
revole, fece una rapidissima svolta e si trov nella calda luce gialla
del saloon. Amava quell'atmosfera... Amava l'odore di segatura, di
liquore, di fumo di tabacco, di maschio. Era un posto da uomini.
Un posto di voci rozze e di sghignazzate, di battute grossolane e di
cameratismo.
Alcuni degli uomini seduti lungo il banco lo salutarono. 亟hi,
Dirk.
Abbiamo sentito la tua mancanza... Dove sei stato tutta la set-
timana?
Dirk ricambi il saluto di Archy e, mentre procedeva lungo il
banco per sedersi sullo sgabello accanto al suo, si tenne eretto, con
aria baldanzosa... Perch quello era un posto da uomini.
Il barista si affrett a servirlo. Buonasera, Dirk. Cosa ti do?
Salve, Henry... Niente da segnalare stasera? chiese Dirk, ab-
bassando la voce.
Niente. Nessun ficcanaso in vista , lo rassicur Henry. 青o-
munque la porta dietro di te non chiusa a chiave.
Il posto di Dirk, nell'angolo, era stato scelto con cura. Di l il
ragazzo poteva scorgere chiunque entrasse nel locale, restando na-
scosto dalla fila di avventori seduti al banco. Dietro di lui una porta
conduceva, attraverso il lavatoio, nel cortile sul retro: una precau-
zione necessaria quando si hanno diciassette anni e tanto la legge
quanto il padre proibiscono gli alcolici.
Bene , annu Dirk. Allora dammi il solito.
Sei uscito tardi stasera , osserv Henry, mentre gli versava
una dose di gin e colmava poi il bicchiere con una bibita allo zenze-
ro. Sei stato di nuovo a caccia? Henry era un piccoletto sulla cin-
quantina, con la faccia pallida e un paio di occhietti azzurri, e in
quel momento, mentre poneva la domanda, ne strizz uno ad Ar-
chibald Longworthy.
Hai preso qualcosa? chiese subito Archy, raccogliendo l'im-
beccata.
Dirk port un indice a lato del naso. Tu che dici? sogghign,
e tutti gli altri risero, deliziati.
Chi era? Madame? domand Archy, facendo la commedia
per gli altri clienti, che ridevano chini sul banco.
Oh, quella! Dirk scroll le spalle con aria sprezzante. Mada-
me era il nome in codice della moglie di un ferroviere. Suo marito
guidava il treno notturno per Pietermaritzburg a giorni alterni. Non
era considerata una gran conquista.
Chi allora? chiese Henry.
侮e lo far sapere quando mi sar piazzato stabilmente, pro-
mise Dirk.
carina? insistettero gli altri. Giovane, eh?
A posto... Non male. Dirk assaggi il suo gin.
Amico, hai tanta roba buona che non l'apprezzi nemmeno
pi , lo rimprover Archy, sorridendo al pubblico, e Dirk cerc di
nascondere il proprio piacere. D跬, Dirk, raccontaci tutto, amico.
E un tipetto caldo?
Per tutta risposta, Dirk tese cautamente un indice, tocc il pro-
prio bicchiere e subito lo ritir, sibilando, come se se lo fosse scot-
tato. Gli altri scoppiarono in una risata e Dirk sghignazz con loro,
arrossendo, felice di essere apprezzato.
Racconta... insistette Henry. Non c' bisogno che tu ci dica
il nome, bastano i particolari. Dove l'hai portata?
Be'... esit Dirk.
D跬, ragazzo. Raccontaci.
E, naturalmente, Dirk lo fece, dilungandosi nei dettagli, cos che
il tono indulgente delle loro risate cambi e tutti si protesero verso
di lui ascoltando avidamente.
Ges! Ha detto questo?
Allora cosa hai fatto? lo incitavano.
E Dirk lo disse. Sapeva raccontare, e tenne viva la suspense fin-
che intorno a lui si cre una piccola isola di silenzio attento. Ma nel
resto del locale le risa e il chiasso erano pi forti di quando era en-
trato. Un gruppo, in particolare, stava subendo gli effetti dell'al-
cool.
... Cos le ho preso la mano , stava dicendo Dirk. 'Ho una
sorpresa per te', le faccio. E lei: 'Cos'?' 'Chiudi gli occhi e te la
faccio toccare' ... A quel punto, una voce si lev dalla parte oppo-
sta del locale:
... Prendete per esempio quel grosso bastardo di Courteney.
Non sa fare altro che scorrazzare con la sua dannata Rolls e tenere
discorsi .
Dirk s'interruppe a met della frase. Il suo volto era diventato
pallido. L'uomo che aveva parlato era uno del gruppo all'altra
estremit dei banco. Indossava una tuta di tela blu e non era pi
tanto giovane, coi segni di una vita dura intorno agli occhi e alla
bocca.
E sapete chi gli d il suo denaro? Ve lo dico io... Noi glielo dia-
mo. Senza di queste , e alz le mani callose, dalle unghie sporche e
spezzate, sarebbe finito... Non durerebbe un mese. Ecco da dove
prende il suo denaro. Colonnello Sanguisuga Courteney.
Dirk lo fissava, con le mani serrate sul banco. Ora nel locale era
scesa una gran calma, cos che le successive parole dell'uomo risuo-
narono ancora pi forti.
Sapete quanto paga un caposquadra? Trentadue sterline al me-
se! Trentadue sterline!
Il minimo del salario venticinque , osserv seccamente uno
dei suoi compagni. Nessuno t'impedisce di metterti a fare un lavo-
ro migliore... Se lo trovi. Quanto a me, non mi muovo.
Non questo il punto. Quel grosso bastardo si sta facendo una
fortuna col nostro lavoro. Io penso che possa permettersi di pagarci
di pi. Io penso...
Tu pensi di valere pi di trentadue sterline? Dirk scese dallo
sgabello e fiss l'uomo. Ci fu un moto di eccitazione, e tutte le teste
si voltarono verso di lui.
俠ascia perdere, Dirk, ubriaco, bisbigli Henry, inquieto,
poi, alzando la voce e rivolgendosi all'altro: Hai bevuto abbastan-
za, Norman. L ora che te ne torni a casa. La tua vecchia ti star
aspettando per la cena .
Perdio! Norman stava scrutando in direzione di Dirk, con gli
occhi annebbiati. Perdio! E' il ragazzo di Courteney.
La faccia di Dirk s'irrigid. Cominci a camminare lentamente
verso l'uomo.
Lascialo perdere, Dirk. Archy cerc di fermarlo, afferrando-
gli un braccio, ma il ragazzo si liber con uno strattone.
Hai insultato mio padre. Lo hai chiamato bastardo.
亮iusto, fece l'altro. 俊uo padre un bastardo, sicuro. Un
grosso bastardo fortunato che non ha mai fatto un giorno intero di
lavoro in vita sua. Una grossa, fortunata sanguisuga. E ha messo al
mondo un cucciolo altrettanto fannullone, che passa il suo
tempo...
Dirk lo colp sulla bocca e l'uomo cadde all'indietro, precipitan-
do dallo sgabello e colpendo il pavimento con le spalle. Lentamente
si alz in ginocchio, sputando un dente spezzato.
Piccolo bastardo... mormor con la bocca piena di sangue.
Dirk fece un passo avanti col piede sinistro e gli sferr un calcio, ac-
compagnandolo con tutto il peso del corpo. La punta dello stivale
colp l'uomo al petto, facendolo tornare con le spalle a terra.
Cristo, fermatelo, grid Henry da dietro il banco. Ma tutti
erano come paralizzati, mentre Dirk prendeva lo sgabello su cui era
stato seduto l'uomo, lo sollevava al di sopra della propria testa e
poi lo abbassava, piegando tutto il corpo come se stesse tagliando
un ceppo. Il pesante sedile colp l'uomo al centro della, fronte.
Avendo la nuca a contatto del pavimento, egli non pot attutire il
colpo spostandosi all'indietro. Il cranio si spacc di netto e due
grossi grumi di sangue schizzarono dalle narici sulla segatura sparsa
a terra.
Una sola frase ruppe il lungo silenzio che segu. Lo hai uc-
ciso.
S , disse Dirk. L'ho ucciso, ho ucciso un uomo, cantava una
voce dentro di lui. Un'intensa emozione gli riemp il petto, cos che
riusciva a stento a respirare. Guardava il cadavere come se non vo-
lesse perdere un solo istante di quell'esperienza. Si sentiva tremare
le gambe, e i muscoli delle sue guance erano tanto tesi dall'eccita-
zione che parevano sul punto di lacerarsi.
俟, l'ho ucciso, ripet con voce soffocata dal piacere. La sua
visuale si restrinse fino a contenere soltanto il volto del morto. La
fronte era profondamente ammaccata e gli occhi sporgevano dalle
orbite.
All'improvviso, intorno a lui, tutti cominciarono a muoversi e a
parlare. Bisogna mandare a chiamare suo padre.
Io me la batto!
Resta dove sei! Nessuno deve andarsene.
Perdio, chiamate il dottor Fraser.
Non serve il dottore... Ci vuole la polizia.
E' stato cos veloce... Un dannato leopardo...
Cristo, io me la filo.
Due uomini si chinarono sul cadavere.
Fermi! ringhi Dirk. Non toccatelo. Sembrava un giovane
leone geloso della propria preda. Istintivamente, i due uomini obbe-
dirono. Si rialzarono e si scostarono dal corpo. Lo stesso fecero gli
altri, lasciando Dirk isolato.
Bisogna chiamare suo padre , ripet Henry. Qualcuno monti
in sella e vada a Lion Kop.
Un'ora dopo Sean irrompeva nel locale. Indossava un soprabito
sopra la camicia da notte, e gli stivali erano calzati sui piedi nudi. Si
ferm appena varcata la soglia e si guard intorno, coi capelli
scompigliati dal sonno... E, al suo ingresso, l'atmosfera nella stanza
cambi. Il silenzio divenne meno teso e tutte le facce si voltarono
ansiose. Verso di lui.
Signor Courteney, grazie a Dio arrivato , esclam il giovane
poliziotto che stava in piedi accanto al dottor Fraser.
E' molto grave, dottore? chiese Sean.
E' morto, Courteney.
Pa', lui ti ha insul... cominci Dirk.
Chiudi il becco! gli ordin Sean. Poi si rivolse al poliziotto:
Chi ? .
Norman Van Eek, uno dei suoi operai: un aggiustatore mecca-
nico.
Quanti testimoni?
Quattordici, signore. Hanno visto tutti.
Okay, porti il corpo al posto di polizia , ordin Sean. Le de-
posizioni pu prenderle domattina.
E riguardo all'accusato... Voglio dire, a suo figlio, signore? si
corresse il poliziotto.
Risponder io di lui.
Non so se... L'agente scrut l'espressione sul volto di Sean.
Be', immagino che vada bene , assent con riluttanza.
Pa'... riattacc Dirk.
Ti ho detto di tenere la bocca chiusa. Hai combinato abbastan-
za guai per una sola sera , ringhi Sean senza guardarlo; poi si ri-
volse al barista: Vada a prendere una coperta . E al poliziotto:
Si faccia aiutare da qualcuno di quelli , disse, indicando la grande
finestra, dietro la quale si vedevano quattro file di facce curiose.
Bene, signor Courteney.
Quando furono usciti con il cadavere avvolto nella coperta,
Sean guard significativamente il dottor Fraser.
Sar meglio che io vada con loro... Per completare gli esami.
Bene. Poi ti raggiungo , disse Sean. Il medico raccatt la bor-
sa e usc. Sean chiuse la porta dietro di lui e serr le imposte della
finestra. Poi si rivolse agli uomini in piedi davanti al banco.
Allora, com' andata? Gli uomini si mossero con inquietudi-
ne, guardandosi l'un l'altro.
Parla tu, George , disse Sean a uno dei propri meccanici.
雨e', signor Courteney, il suo ragazzo ha fatto cadere Norman
dallo sgabello con un pugno. Poi gli ha tirato un calcio mentre cer-
cava di alzarsi e per finire lo ha colpito in testa con lo sgabello.
Quel Norman l'aveva provocato? chiese Sean.
Ecco, aveva detto che lei... Mi scusi, signor Courteney... L'ha
chiamata 'grosso bastardo' e 'sanguisuga'.
Sean aggrott la fronte. Ah, mi ha chiamato cos! E che altro
ha detto?
Che lei uno schiavista, che affama i suoi uomini e che uno di
questi giorni gliel'avrebbe fatta pagare. Era stato Archy Longwor-
thy a prendere la parola. C'era una nota interrogativa nella sua vo-
ce, mentre guardava gli altri in cerca di sostegno. Dopo alcuni istan-
ti tutti annuirono, anche se con aria un p colpevole, e alcuni bor-
bottarono qualche parola di assenso. Archy si sent incoraggiato.
Ha accennato qualcosa circa la sua intenzione di farle la posta,
una di queste sere.
Ha detto proprio cos? La presenza di Sean dominava la
stanza con una cos palese autorit che quando Archy si guard di
nuovo attorno in cerca di assenso, lo lesse sui volti di tutti.
Ha detto: 'Una di queste sere far la posta a quel grosso ba-
stardo... E gl'insegner un paio di cosette'. Archy cit a Sean le
parole precise. Nessuno. Protest.
Be', ha cominciato a prendersela con Dirk. 'Ecco qua il lazza-
rone di Courteney', fa. 'Un verme come suo padre, ci scom-
metto!'
E Dirk?
Be', signor Courteney, si solo messo a ridere... Da vero si-
gnore che non se la prende. 'Falla finita', ha detto, 'mi sa che hai
bevuto un p tropp.
Un pensiero improvviso attravers la mente di Sean. A propo-
sito, cosa ci faceva Dirk qui?
Ecco, andata cos, signor Courteney... Qualche settimana fa
il suo ragazzo mi ha prestato un paio di sterline e io gli ho detto che
se fosse passato di qui stasera gliele avrei restituite... ecco tutto.
Allora non stava bevendo? domand sospettosamente.
Buon Dio, no! Archy sembrava cos sconcertato alla sola
idea che Sean annu.
Va bene... E poi cos' successo?
Be', Norman ha continuato a stuzzicarlo, dandogli del vigliac-
co e via discorrendo... Non ricordo le parole esatte. Cos che alla fi-
ne Dirk ha perso le staffe: l'ha raggiunto all'altro capo del banco e
gli ha mollato un pugno. Be, Norman se lo meritava, secondo
me... Voi che ne dite, ragazzi?
E' vero... Mi ribolliva il sangue a sentirlo punzecchiare Dirk in
quel modo , dichiar il meccanico, e gli altri lo sostennero con
mormorii di assenso.
A quel punto , riprese Archy, 俏orman si ritrova sul pavi-
mento e, a un tratto, tira fuori il coltello. Ci fu un moto di stupo-
re lungo il banco. Un tizio apr la bocca e sollev una mano in se-
gno di protesta, ma, subito colto da un improvviso imbarazzo, por-
t a compimento il gesto fingendo di massaggiarsi il collo.
Un coltello? Che coltello? Dov' adesso? chiese Sean, proten-
dendosi con ansia. Ritto accanto a lui, Dirk cominci a sorridere.
Quando sorrideva, il suo volto era bellissimo.
Eccolo. Henry, il barista, allung un braccio sotto il banco e
tir fuori un grosso coltello a serramanico. Tutti gli uomini presenti
nel locale lo guardarono con aria attonita.
Com' finito l? chiese Sean, e per la prima volta si accorse
dell'espressione colpevole stampata su tutti i volti. Allora seppe con
certezza che si trattava di una menzogna.
L'ho tolto io a Norman, dopo. Abbiamo pensato che lei do-
vesse essere il primo a sapere la verit... Visto che il padre, e via
discorrendo, disse Archy, scuotendo le spalle con aria ingraziante
e sorridendo agli altri testimoni.
Lentamente Sean si volt verso l'uomo che gli era pi vicino,
l'impiegato di banca. E' questo il coltello con cui Norman Van Eek
ha minacciato mio figlio?
S, signor Courteney , rispose l'altro, con voce innaturalmente
stridula.
Sean guard l'uomo accanto all'impiegato e ripet la domanda.
S, questo, signore.
Nessun dubbio... questo?
Sissignore.
Interrog a turno tutti i presenti e ricevette la stessa risposta.
Dirk. Per ultimo si rivolse al ragazzo. Pose la sua domanda
con lentezza e in tono grave, guardando nei chiari occhi innocenti
dei figlio: Com' vero che Dio ti vede: Norman Van Eek ti ha mi-
nacciato con questo coltello? .
Ti prego, figliolo, di' di no. Dillo ora, in modo che tutti possano
sentirti. Se ti caro il mio amore, dimmi la verit adesso. Per piace-
re Dirk, per piacere, supplicava dentro di s, cercando di trasmette-
re quei pensieri al ragazzo con la pura forza dello sguardo.
青om' vero che Dio mi vede, Pa', disse Dirk, senza aggiun-
gere altro.
Non hai risposto , insistette Sean. Ti prego, figliolo.
Ha tirato fuori quel coltello dalla tasca posteriore della tuta.
Era chiuso e l'ha aperto col pollice della mano sinistra, Pa', spie-
g Dirk con calma. Ho tentato di farglielo saltare di mano con un
calcio, invece l'ho colpito al petto. Lui caduto sulla schiena e l'ho
visto alzare il coltello come se volesse lanciarlo. Allora ho afferrato
lo sgabello. Non avevo altro modo per fermarlo.
Ogni emozione era scomparsa dal volto di Sean. Era di nuovo
freddo e duro.
Molto bene , disse. Ora sar meglio tornare a casa. Quin-
di, rivolgendosi a tutti i presenti: Grazie, signori . E usc in stra-
da, dove l'aspettava la Rolls. Mite come un agnello, Dirk lo segu.
Il pomeriggio seguente Dirk Courteney fu affidato dal giudice
legale alla custodia del padre su cauzione di cinquanta sterline, in
attesa che la Corte distrettuale si riunisse a Ladyburg, due settimane
dopo, e giudicasse Dirk per l'accusa di omicidio.
Il caso del giovane Courteney fu messo in testa alla lista. L'inte-
ra popolazione del distretto assistette al processo, stipandosi nel mi-
nuscolo tribunale e premendo in fitti grappoli davanti a ogni fine-
stra.
Dopo sette minuti di camera di consiglio, la giuria rientr col
verdetto, e Dirk, uscendo dal banco degli accusati, fu subito circon-
dato da una folla che, ridendo e congratulandosi, lo port quasi di
peso fuori dei tribunale.
Sean, seduto nella prima fila di sedie, rimase nell'aula semide-
serta. Peter Aaronson, l'avvocato difensore che egli aveva fatto ve-
nire da Pietermaritzburg, ripose le carte nella borsa, scambi qual-
che battuta con il cancelliere e si avvicin a Sean. Dentro e fuori
in sette minuti. Un vero record! disse. Quando sorrideva somiglia-
va a un koala. Prenda un sigaro, signor Courteney. Sean fece
cenno di no con la testa. Aaronson ne scelse uno per s e lo accese.
Per, le dico la verit: ero preoccupato per quella faccenda del
coltello. Mi aspettavo dei guai. Non mi piaceva affatto.
Nemmeno a me , convenne Sean, e Aaronson pieg la testa di
lato, esaminando il volto di Sean coi suoi brillanti occhi da uccello.
Ma mi sono piaciuti quei testimoni. Una bella compagnia di
foche ammaestrate. Bastava dire: 'Sbraitate!' e loro: 'Ark Ark!'
Come per magia. Qualcuno li ha addestrati molto bene.
Non credo di capirla , disse Sean in tono truce, e Aaronson si
strinse nelle spalle.
Le spedir la mia parcella. Ma l'avverto che sar piuttosto sa-
lata. Diciamo... Cinquecento ghinee?
Sean si appoggi allo schienale e fiss il piccolo avvocato. 非i-
ciamolo pure , assent.
La prossima volta che le occorrer un legale, le raccomando un
giovane molto in gamba che si chiama Rolfe. Humphrey Rolfe,
continu Aaronson.
Lei crede che avr ancora bisogno di un avvocato?
Col suo ragazzo, penso proprio di s , gli disse Aaronson sen-
za esitazione.
E lei rifiuterebbe l'incarico? chiese Sean, protendendosi con
improvviso interesse. Anche per cinquecento ghinee a botta?
Il denaro non un problema per me , rispose Aaronson, to-
gliendosi il sigaro di bocca e osservando la cenere accumulata sulla
punta. Ricordi il nome, signor Courteney: Humphrey Rolfe. E' un
ragazzo brillante... E non guarda troppo per il sottile.
Si avvi lungo lo stretto corridoio dondolando la sua pesante
cartella. Sean si alz e lo segu lentamente. Arrivato sulla scalinata
esterna, si ferm a guardare la piazza. Al centro d'un gruppetto
d'uomini, Dirk rideva, con un braccio di Archy Longworthy intor-
no alle spalle. La voce dell'operaio arriv fino a Sean.
Che a nessuno di voi venga in mente di poter stuzzicare il no-
stro Dirkie... Vi farebbe schizzare i denti dalla nuca! berciava Ar-
chy. E sorrideva, mostrando la propria dentatura annerita. Lo di-
co perch tutti possiate sentirlo. Dirkie mio amico... E io sono or-
goglioso di lui.
Sei il solo, pens Sean. Guard il figlio e not quanto fosse alto.
Formato come un uomo: spalle larghe, braccia muscolose, ventre
piatto e gambe lunghe che sbocciavano dai fianchi sottili.
Ma ha soltanto diciassette anni. E' un bambino... Forse c' anco-
ra tempo di raddrizzarlo, si disse. Poi seppe con certezza che stava
ingannando se stesso, e ramment ci che un amico gli aveva detto
tanto tempo prima:
Alcune viti crescono nel terreno sbagliato, altre si ammalano
prima della vendemmia e altre ancora sono rovinate da un cattivo
viticoltore. Non tutta l'uva fa il vino buono.
E io sono il cattivo viticoltore, ammise.
Attravers lentamente la piazza. Vieni a casa , disse a Dirk in
tono brusco, rendendosi conto, mentre guardava quel volto cos at-
traente, che non amava pi suo figlio. Questa consapevolezza gli
diede un senso di nausea.
Congratulazioni, colonnello. Sapevo che avremmo vinto,
esult Archy Longworthy. Sean gli lanci una rapida occhiata.
Venga nel mio ufficio domattina alle dieci. Voglio parlarle.
俟issignore, disse Archy, sorridendo beatamente. Ma non sor-
rideva pi la sera dopo, quando part da Ladyburg con un mese di
paga e il foglio di licenziamento in tasca.

81.

Con la tempesta di articoli provocata dal processo di Dirk, le
prospettive elettorali di Garrick Courteney migliorarono
sensibilmente. La stampa lealista parl di un 咬isultato a
sorpresa, che l'opinione pubblica saluter come una corretta stima
del valore dei due candidati al seggio di Ladyburg. Solo i giornali
liberali parlarono della generosa pensione che la Ladyburg Wattle
Cooperative Ltd. Assegn alla vedova e all'orfano di Norman Van
Eek.
Ma tutti sapevano che Sean Courteney aveva ancora molte lun-
ghezze di vantaggio. Egli poteva contare sui voti dei duecento uomi-
ni impiegati nelle sue piantagioni e nel suo stabilimento, su quelli
degli altri piantatori e dei loro dipendenti, nonch su un buon cin-
quanta per cento degli allevatori e degli abitanti della citt... Questo
finch il Pietermaritzburg Farmer & Trader non dedic tutta la pri-
ma pagina a un'intervista esclusiva concessa da un certo Archibald
Frederick Longworthy.
Il signor Longworthy raccontava come, minacciato di violenza
fisica e di perdita del posto di lavoro, fosse stato costretto a testi-
moniare il falso in tribunale e poi, dopo il processo, fosse stato li-
cenziato in tronco. La natura esatta del suo spergiuro non era rive-
lata.
Sean telegraf ai propri legali di Pietermaritzburg affinch in-
tentassero immediatamente causa al Farmer & Trader per calunnia,
diffamazione a mezzo stampa, congiura, tradimento e qualunque
altro reato riuscissero a immaginare. Poi salt sulla Rolls e, incu-
rante della propria incolumit, corse a cinquanta chilometri l'ora
dietro il suo telegramma. Arriv a Pietermaritzburg per scoprire che
il signor Longworthy, dopo aver firmato una dichiarazione e accet-
tato benevolmente un compenso di cinquanta ghinee, era partito
senza lasciare indirizzo. Gli avvocati sconsigliarono Sean di andare
a trovare il direttore del Farmer & Trader, col rischio di provocare
una controdenuncia per aggressione e percosse. La causa per diffa-
mazione non si sarebbe svolta prima di un paio di mesi, mentre alle
elezioni mancavano soltanto dieci giorni.
Tutto ci che Sean pot fare fu pubblicare una smentita a piena
pagina sui giornali liberali e tornarsene a velocit pi moderata a
Ladyburg. Qui l'aspettava un telegramma da Pretoria.
Jan Paulus e Niemand gli suggerivano, date le circostanze, di ri-
tirare la candidatura. La risposta di Sean fece quasi fondere i fili del
telegrafo.
A testa a testa, come due cavalli attaccati in pariglia, Garry e
Sean Courteney si lanciarono verso la dirittura d'arrivo.

Le votazioni dovevano aver luogo negli uffici amministrativi di
Ladyburg, sotto lo sguardo attento di due funzionari governativi.
Poi le urne sarebbero state portate nel municipio di Pietermaritz-
burg, dove, il giorno seguente, si sarebbe svolto lo scrutinio.
Ai lati opposti della piazza, i due candidati alzarono le grandi
tende a padiglione in cui sarebbero stati serviti gratis cibo e bevande
agli elettori. Tradizionalmente, il candidato la cui tenda era pi fre-
quentata sarebbe stato sconfitto. Nessuno voleva far spendere altri
quattrini al proprio uomo, quindi preferiva il chiosco dell'avversa-
rio. Quel giorno, per, l'affluenza fu pressoch identica.
Il tempo era quello tipico dell'avvicinarsi delle piogge: un caldo
umido intrappolato sotto una cappa di nubi grigie e, ogni tanto,
uno sprazzo di sole. Sean, in giacca e panciotto, sudava per l'ansia,
accogliendo ogni visitatore con chiassosa, falsa camaraderie. Ac-
canto a lui, Ruth sembrava un petalo di rosa: ne emanava anche il
profumo. Storm, molto contegnosa per l'occasione, stava in mezzo
a loro. Dirk non c'era... Il padre gli aveva trovato qualcosa da fare
all'altro capo di Lion Kop. Molti occhi attenti e molte malelingue
rimarcarono la sua assenza.
Ronny Pye aveva persuaso Garry a non indossare l'uniforme.
C'era anche Anna, piuttosto attraente in un abito mauve guarnito
di fiori artificiali. Soltanto da vicino si vedevano le rughe intorno
agli occhi e alla bocca e si scorgevano i fili bianchi nella lucente
massa nera dei capelli. Sia lei sia Garry evitavano con cura di guar-
dare verso il lato opposto della piazza.
Michael arriv e parl prima con il padre. Baci rispettosamente
la madre, poi raggiunse l'altra tenda per riprendere una discussione
con la quale Sean aveva tagliato corto la sera prima. Michael voleva
che lo 哇io comprasse diecimila acri nella pianura intorno al Ton-
gaat per piantarvi canna da zucchero. Gli occorsero soltanto pochi
minuti per rendersi conto che non era il momento migliore per so-
stenere la propria idea: Sean rispondeva alle sue argomentazioni
con forti risate e con offerte di sigari. Scoraggiato ma non sconfit-
to, Michael entr nel seggio e risolse il conflitto di lealt che lo af-
fliggeva annullando la scheda. Poi torn nel proprio ufficio allo
stabilimento per controllare i preventivi della piantagione di canna
da zucchero, in vista dei suo prossimo attacco a Sean.
Ada Courteney non lasci il villino di Protea Street per tutta la
giornata. La matrigna dei due candidati aveva costantemente rifiu-
tato di unirsi all'uno o all'altro campo e aveva impedito alle proprie
ragazze di dare una mano durante i preparativi. Aveva severamente
vietato qualsiasi discussione politica in casa sua... E buttato fuori
Sean quando il figliastro aveva trasgredito questa regola. Soltanto
dietro intercessione di Ruth e dopo che ebbe fatto le proprie scuse,
Sean ebbe il permesso di ritornare. Ada disapprovava l'intera fac-
cenda, considerando volgare e poco dignitoso che due membri della
sua famiglia non solo si candidassero per una carica pubblica, ma
fossero addirittura in competizione tra loro. La sua profonda sfidu-
cia e il suo disprezzo per l'amministrazione pubblica risalivano al
tempo in cui il Consiglio cittadino aveva deciso di mettere dei lam-
pioni lungo Protea Street. La signora Courteney aveva partecipato
alla riunione successiva armata di ombrellino e nessuno era riuscito
a convincerla che i lampioni non attirano le zanzare.
Comunque, Ada fu l'unica persona del distretto che non presen-
zi all'avvenimento. Dal tardo mattino fino alla chiusura delle ur-
ne, alle cinque del pomeriggio, la piazza fu gremita di folla, e quan-
do le cassette sigillate furono trasportate solennemente alla stazio-
ne, molti salirono sullo stesso treno e si recarono a Pietermaritzburg
per lo scrutinio ufficiale.
Era stata una giornata di continua tensione nervosa, cos che,
pochi minuti dopo essere entrati nel loro appartamento al White
Horse Hotel, Ruth e Sean si addormentarono l'una nelle braccia
dell'altro. Quando, di primo mattino, un violento temporale si sca-
ten sulla citt, Ruth si agit inquieta nel sonno e riprendendo len-
tamente coscienza si rese conto che lei e Sean erano tuttora impe-
gnati in quell'operazione che era stata rimandata cos a lungo. Sean
si svegli nello stesso momento e, superati i primi istanti di confu-
sione, si mise all'opera di buona lena. Al sorgere del sole Ruth era
certa che avrebbe avuto un figlio, sebbene Sean ritenesse che fosse
un p presto per dirlo.
Dopo il bagno, fecero colazione a letto con un senso di rinnova-
ta intimit. Ruth, in camicia da notte di seta bianca, coi capelli
sciolti sulle spalle e la pelle rilucente, costitu un'ulteriore provoca-
zione per il marito. Come risultato, arrivarono in ritardo al munici-
pio, cosa che accrebbe l'agitazione nei sostenitori di Sean.
Lo scrutinio era gi a buon punto. Entro un'area delimitata da
corde, i funzionari addetti al conteggio sedevano in silenzio a tavoli
coperti da pile di schede rosa. Sopra ciascun tavolo c'era un cartello
recante i nomi del distretto e dei candidati, e gli scrutatori passava-
no senza posa da un tavolo all'altro.
Il resto della sala era gremito da uno sciame inquieto e ronzante
di uomini e donne. Prima di esserne inghiottito, Sean ebbe una fu-
gace visione di Garry e Anna che rispondevano alle domande dei
giornalisti, poi fu travolto da un'ondata di strette di mano, di pac-
che sulla schiena e di auguri... Interrotta dal suono di una campa-
nella e da un completo silenzio.
俘isultati delle votazioni per l'assemblea legislativa ... annun-
ci una voce acuta. Seggio di Newcastle: Signor Robert Sampson,
voti 986; signor Edward Sutton, voti 423... Il resto si disperse in
un'esplosione di applausi e di proteste. Sampson era il candidato
del Partito sudafricano, quindi Sean si apr un varco tra la ressa che
lo circondava.
Bel colpo, vecchio figlio di un cannone , grid, affibbiandogli
una manata tra le scapole.
亮razie, Sean. Sembra che le cose si stiano mettendo bene...
non mi aspettavo una maggioranza cos schiacciante! e si strinsero
la mano con entusiasmo.
La mattinata prosegu con intervalli di eccitata, vibrante tensio-
ne, che esplodevano in applausi al momento dell'annuncio dei risul-
tati. La fiducia di Sean aument, perch il suo partito aveva con-
quistato tutti i seggi previsti, nonch uno che erano rassegnati a per-
dere... Finch si ud di nuovo il trillo della campanella e la stessa vo-
ce impersonale annunci:
Risultati delle votazioni per l'assemblea legislativa. Seggio di
Ladyburg e del Tugela inferiore... L'emozione attanagli lo sto-
maco di Sean e gli mozz il respiro, mentre, accanto a lui, Ruth
s'irrigidiva e gli afferrava una mano.
青olonnello Garrick Courteney, voti 638; colonnello Sean
Courteney, voti 631.
La mano di Ruth strinse quella di Sean, ma egli non rispose alla
pressione. Entrambi rimasero perfettamente immobili, una minu-
scola isola tranquilla nella tempesta di esclamazioni trionfanti o de-
luse; finch Sean disse pacatamente: Credo che sia meglio tornare
in albergo, cara .
S , replic Ruth nelIo stesso tono; e insieme si avviarono ver-
so l'uscita, mentre la folla si apriva davanti a loro: un passaggio
fiancheggiato da volti che esprimevano delusione, gioia, curiosit,
indifferenza e trionfante malizia.
Poi camminarono fuori, nel sole e al di l della strada, fino a
raggiungere la fila di vetture pubbliche in attesa, mentre il chiasso si
attutiva alle loro spalle. Da quella distanza, sembrava un coro di
belve.
Sean aiut Ruth a salire in carrozza e stava per mettersi al suo
fianco, quando gli venne in mente che aveva ancora qualcosa da fa-
re. Parl al cocchiere e gli diede dei denaro, poi si rivolse a Ruth:
隹spettami in albergo, cara, per favore.
Dove vai?
Devo fare le congratulazioni a Garry.

Attraverso la barriera di corpi che lo circondava Garry vide
Sean avvicinarsi e, suo malgrado, s'irrigid, investito dal conflitto di
amore e odio che lo tormentava.
Sean si ferm di fronte a lui e sorrise. Bel colpo, Garry! dis-
se, tendendogli la destra. Mi hai battuto in una dura lotta... E vor-
rei stringerti la mano.
Garry soppes quelle parole, vi riflett e si disse che erano vere.
Aveva lottato con Sean e l'aveva battuto. Questo era qualcosa che
non si poteva annullare, qualcosa che Sean non avrebbe mai potuto
togliergli. L'ho battuto. Per la prima... La primissima volta in vita
mia!
Fu un'emozione cos intensa che, per un p, Garry non riusc a
muoversi n a parlare.
Poi disse con voce soffocata: Sean... e, afferrata quella mano
tesa con le proprie, la strinse quasi con disperazione. 俟ean, forse
ora... mormor, mi piacerebbe di... Voglio dire, quando tornere-
mo a Ladyburg... S'interruppe e divenne scarlatto per l'imbaraz-
zo. Rapidamente lasci la mano di Sean e fece un passo indietro.
促ensavo che forse ti farebbe piacere venire a Theunis Kraal, uno
di questi giorni, quando non sarai troppo occupato. Potresti dare
un'occhiata alla vecchia casa. E' passato tanto tempo. Ho ancora la
vecchia...
Mai! sibil Anna Courteney. Nessuno dei due l'aveva vista
attraversare la sala, e adesso era al fianco di Garry. I suoi occhi era-
no gemme luccicanti di odio incastonate tra le rughe, e il suo volto,
che fissava Sean, era mortalmente pallido. 俑ai, sibil di nuovo,
prendendo il braccio di Garry. 侮ieni via, ordin, e il marito la
segu docilmente. Ma, mentre si allontanava, si volt a guardare
Sean, e nei suoi occhi si leggeva una supplica disperata. La preghie-
ra di comprendere e perdonare quella sua debolezza.

82.

Come chi vive in una zona d'uragani riconosce la forma delle
nubi e l'immoto silenzio che precede la prima violenta raffi-
ca di vento, cos Ruth sapeva di dover far fronte alla cupa
rabbia con cui Sean avrebbe reagito al fallimento dei propri proget-
ti. Le sue collere erano rare e non duravano a lungo, ma Ruth aveva
imparato a temerle e, come una prudente padrona di casa nell'im-
minenza dell'uragano, prese le proprie precauzioni.
Appena arrivata in albergo mand a chiamare d'urgenza il diret-
tore. Voglio che ci sia servito il pranzo fra mezz'ora nel nostro ap-
partamento... Ma non il vostro menu ordinario. Qualcosa di vera-
mente speciale.
Il direttore riflett un momento. 保striche! Ce n' appena arri-
vato un barile dalla scogliera di Umhlanga.
Ottimo. Ruth apprezz la prontezza con cui l'uomo affronta-
va la circostanza imprevista.
Poi. -. Che ne direbbe di prosciutto affumicato, cacciagione
fredda, aragosta e insalata?
Eccellente. Che formaggi avete?
Gruy鋨e, Danish Blue, Camembert.
Vino?
Champagne?
S , assent prontamente Ruth. Sean aveva un debole per lo
champagne e lei l'avrebbe sfruttato senza vergogna. Una bottiglia
di Veuve Clicquot... No, a pensarci bene, meglio tre bottiglie.
Le mando su prima del pranzo?
Subito... Coi vostri pi bei bicchieri e in un secchiello d'argen-
to , disse Ruth.
Quindi si occup della propria toilette. Ti ringrazio, Signore,
per il profumo francese e per questo abito da mattina in seta grigia
che ho conservato per un'occasione speciale. Lavor rapidamente,
ma con abilit, su viso e capelli, e, quando ebbe finito, rest seduta
davanti allo specchio e atteggi il viso a un'espressione di pace.
L'effetto era molto soddisfacente, decise, dopo un esame critico.
Era pettinata allo stesso modo la prima volta che Sean l'aveva vista,
ed egli la trovava irresistibile con le trecce. In effetti, la facevano
sembrare una ragazzina.
Devo aprire il vino, signora? domand un cameriere dal sa-
lotto.
Ruth rispose di s, poi usc dalla camera da letto e si dispose ad
affrontare la furia dell'uragano, che arriv dieci minuti dopo, spi-
rando come un dolce zefiro, con un sigaro stretto fra i denti, le ma-
ni affondate nelle tasche dei calzoni e un'espressione divertita sul
volto.
Quando la vide: Ehi! esclam, bloccandosi di colpo e toglien-
dosi il sigaro di bocca. Come siamo belle!
Il fatto che Sean avesse notato il mutamento d'aspetto dimostra-
va come le previsioni meteorologiche di Ruth fossero completamen-
te sbagliate, e la donna scoppi a ridere.
Cosa c' di tanto buffo? chiese Sean.
Niente e tutto. Te e me. Bevi un bicchiere di champagne.
Pazza , disse Sean, baciandola. Mi piaci pettinata cos.
Non sei deluso?
Per il risultato delle elezioni, dici? S, suppongo di esserlo.
And al tavolo e vers lo champagne nelle coppe di cristallo, por-
gendone una a Ruth. Facciamo un brindisi: alla tanto eccitante
quanto breve carriera politica di Sean Courteney.
Desideravi tanto vincere, e ora?...
Sean annu. Gi, io voglio sempre vincere. Ma adesso che la
partita perduta... Sean scroll le spalle. Vuoi che ti dica una
cosa? Cominciavo a essere un p stufo di tutto quel concionare e
stringere mani. Anche quando dormo, devo avere un sorriso idiota
sulla faccia. Raggiunse una delle grandi poltrone di cuoio e vi
sprofond con soddisfazione. Poi c' anche un'altra ragione. Se
vieni qui, te ne parler.
Ruth si sedette sulle sue ginocchia e infil una mano nell'apertu-
ra della camicia, cos da sentire i muscoli sodi e il folto pelo del pet-
to. Dimmi , lo incit, e Sean le raccont di Garry. Parl lenta-
mente, rivelandole tutto: della gamba, dei loro rapporti quando era-
no ragazzi, di Michael. Quando ebbe finito, Ruth rimase silenziosa
per un p, ma dai suoi occhi si capiva che era ferita dal fatto che
Sean fosse stato l'amante di un'altra donna. Infine chiese:
亮arry sa che Michael tuo figlio?
俟. Anna glielo disse la sera in cui partii da Ladyburg... Garry
voleva uccidermi.
Perch te ne andasti?
Non potevo rimanere. Garry mi odiava per via del bambino, e
Anna perch la respingevo.
Ti voleva ancora, dunque?
俟. Quella sera... La sera in cui me ne andai, Anna venne da me
e mi chiese... Fece una pausa. Be', puoi immaginarlo.
Gi , annu Ruth, ancora punta dalla gelosia, ma sforzandosi
di comprendere.
Io rifiutai... Cos lei and da Garry e, per vendetta, gli disse del
bambino. Ges, che perfida sgualdrina!
Ma se voleva te, perch spos Garry?
Era incinta e credeva che io fossi stato ucciso nella guerra con-
tro gli zulu. Lo spos per dare un padre al piccolo.
Capisco , mormor Ruth. Ma perch mi racconti tutto que-
sto adesso?
Per farti capire quello che provo nei riguardi di Garry. Dopo il
modo in cui ti ha trattata a quella riunione, non posso aspettarmi
che tu abbia molta simpatia per lui... Ma non voleva ferire te, ero
io il bersaglio. Gli devo tanto che non credo di poterlo mai ripaga-
re. Perci...
Perci sei contento che oggi abbia vinto? fin per lui Ruth.
S , rispose con foga Sean. Capisci, vero, quanto deve essere
stato importante per lui. Per la prima volta riuscito... riusci-
to... Agit le mani, cercando le parole.
A competere con te da pari a pari , sugger Ruth.
亟sattamente! esclam Sean, picchiando un pugno sul brac-
ciolo della poltrona. 侶uando sono andato a congratularmi con
lui, era pronto a rappacificarsi. Mi ha invitato a Theunis Kraal...
ma proprio allora quella dannata donna intervenuta e l'ha portato
via. Comunque, sono sicuro che le cose si sistemeranno, in qualche
modo.
Alcuni colpi alla porta lo interruppero, e Ruth si affrett ad al-
zarsi. Sar il cameriere con il pranzo , disse, ma, prima che aves-
se coperto met del percorso dalla poltrona alla porta, i colpi si ri-
peterono con tale insistenza da mettere a repentaglio l'integrit degli
stucchi sul soffitto.
Vengo , esclam Ruth, irritata, e apr.
Guidata da Bob Sampson, una marea di uomini irruppe nella
stanza, gesticolando e parlando in tono eccitato.
Che diavolo succede? domand Sean.
Hai vinto! grid Bob. Si fatto un nuovo conteggio e tu hai
vinto... Per dieci voti!
Mio Dio! mormor Sean, e poi, a voce cos bassa che solo
Ruth lo sent: Garry. Povero Garry! .
隹pr quelle altre bottiglie di champagne... Anzi, mandiamo a
prenderne una cassetta. Abbiamo vinto... Tutti! esult Bob Sam-
pson. Perci, amici, brindiamo all'Unione sudafricana!

83.

Nemmeno questa volta. Tra tante volte e per tante cose...
nemmeno questa. Garry Courteney era gi ubriaco. Stava
sprofondato in una poltrona, stringeva il bicchiere con en-
trambe le mani e agitava il liquido dorato con un movimento circo-
lare, cos che alcune gocce traboccarono dall'orlo e macchiarono la
stoffa dei pantaloni.
No , convenne Anna. Nemmeno questa volta. Era in piedi
e volgeva la schiena al marito, guardando dalla finestra la strada il-
luminata dai lampioni a gas, perch non voleva che Garry vedesse il
suo volto. Ma non pot controllare il tono aspro, maligno della sua
voce. Ora puoi tornartene a scrivere i tuoi libercoli. Hai dimostra-
to a te stesso e al resto del mondo che razza di uomo sei.
Muovendo lentamente le mani, cominci a massaggiarsi la parte
superiore delle braccia, provando un intenso piacere sensuale. Un
piccolo brivido la percorse, ebbe un movimento nervoso e le gonne
frusciarono come foglie nel vento. Dio, quanto ci era andato vici-
no... E lei aveva avuto paura. Sei un perdente, Garry Courteney.
Lo sei sempre stato e sempre lo sarai.
Di nuovo rabbrivid al ricordo dello spavento provato. Garry ci
era andato cos vicino. Anna aveva visto un inizio di mutamento
nell'attimo stesso in cui avevano comunicato l'esito delle votazioni,
ed esso si era fatto pi visibile di minuto in minuto. Perfino la sua
voce era cambiata, era diventata pi profonda, con un primo accen-
no di fiducia in se stesso. Garry l'aveva guardata in modo strano,
senza sottomissione, e poi c'era stata la fiammata di rivolta, quan-
do aveva parlato a Sean. Allora aveva avuto davvero paura.
Sei un perdente , ripet, e Garry emise un suono che era a me-
t tra l'inghiottire a vuoto e il sospirare. Anna attese e quando ud il
sordo gorgoglio del brandy versato dalla bottiglia nel bicchiere si
strinse pi forte le braccia e sorrise, ricordando l'annuncio del se-
condo conteggio, il modo in cui Garry si era rattrappito e rivolto a
lei, senza pi un'ombra di sicurezza o di disprezzo. Spariti! Spariti
per sempre. Sean Courteney non avrebbe mai avuto Garrick. Anna
l'aveva giurato e ora avrebbe onorato la propria parola.
Come gi aveva fatto tante volte in precedenza, rievoc con la
mente i particolari di quella sera. Quella in cui aveva fatto il giura-
mento.
Pioveva. Lei era sull'ampia veranda di Theunis Kraal e Sean sta-
va portando il cavallo verso la stalla. La bianca camicia di lino gli si
era incollata alle spalle e al petto e la pioggia gli aveva fatto arric-
ciare la barba, dandogli l'aspetto di un pirata maligno.
非ov' Garry? aveva chiesto lei, e Sean aveva risposto:
俏on preoccuparti. E' andato in citt a trovare Ada. Torner
per l'ora di cena .
Poi l'aveva raggiunta e aveva posato una mano fredda di piog-
gia sulla parte superiore dei suo braccio. Devi prenderti pi cura
di te, adesso, aveva detto. Non puoi pi stare in giro al freddo.
E l'aveva condotta oltre la porta a vetri. Anna teneva lo sguardo
sollevato verso di lui. La sua testa gli arrivava alle spalle. Quando
Sean aveva abbassato il proprio su di lei, era raddolcito dal riveren-
te timore del maschio per la gravidanza.
Sei una donna maledettamente in gamba, Anna, e sono sicuro
che farai un bel bambino.
俟ean! Ricordava che il nome gli era uscito dalla gola come
un'involontaria esclamazione di dolore. Selvaggiamente aveva pre-
muto il proprio corpo contro quello di Sean, tenendo il dorso ar-
cuato e premendogli le cosce contro le gambe. Poi le sue mani erano
salite ad afferrargli i capelli folti sulla nuca e gli aveva tirato il volto
verso il basso, aprendo la bocca calda e umida sulle sue labbra.
Sei pazza? Sean aveva cercato di allontanarla da s, ma lei si
era divincolata e gli aveva allacciato le braccia sul dorso, premendo
il volto contro il suo torace.
Io ti amo. Ti prego, ti prego. Io ti amo. Lascia che ti stringa,
niente altro. Voglio solo stringerti.
Stammi lontana. E Anna si era sentita gettare bruscamente
sul divano accanto al camino.
Adesso sei la moglie di Garrick, e presto sarai madre di suo fi-
glio. Il tuo corpo caldo tienilo per lui. Poi si era diretto verso di lei
a passi impetuosi: Io non ti voglio. Non ti ho mai amata, ma ades-
so non potrei toccarti pi di quanto non potrei andare con mia ma-
dre. Sei la moglie di Garry: se mai dovessi guardare un altro uomo,
io ti ammazzerei. Ti ammazzerei con le mie mani nude .
L'amore si era raggelato all'istante, trasformato in odio dalle
parole di Sean. Gli si era avventata con le unghie, che avevano trac-
ciato delle strisce sulla guancia, cos che il sangue era scivolato sulla
barba. Sean le aveva afferrato il polso. E lei si era divincolata stril-
lando: 促orco, porco schifoso. La moglie di Garry, dici. Il bambi-
no di Garry. Adesso ti dico la verita. Quello che ho dentro, me lo
hai dato tu. E' tuo! Non di Garry! .
Allora Sean le aveva lasciato il polso ed era arretrato. Non pu
essere. Tu menti.
Anna lo aveva seguito: Non ti ricordi come mi hai salutato pri-
ma di partire per la guerra? Non ti ricordi quella sera sul carro? .
Lasciami, lasciami in pace. Ho bisogno di riflettere. Non lo sa-
pevo. E se n'era andato. Lei aveva sentito sbattere la porta dello
studio ed era rimasta in piedi in mezzo alla stanza, mentre la tempe-
sta della sua ira si placava per lasciare emergere gli scogli neri del-
l'odio che giacevano sotto la superficie.
Allora era andata nella sua camera da letto e, guardandosi nello
specchio, aveva fatto il giuramento.
Lo odio. C' una cosa che posso portargli via. Adesso Garry
mio, non suo. Glielo toglier. Gli toglier suo fratello.
Si era tolta le mollette dal capo e le sue mani avevano scompi-
gliato i capelli. Aveva serrato i denti sulle labbra, mordendo finch
aveva sentito il sapore del sangue.
Oh, Dio, lo odio , aveva mormorato nel dolore. E si era
strappata il vestito sul davanti, guardando nello specchio i capezzoli
rosa che andavano gi scurendosi come promessa di una gravidanza
felice.
俠o odio. Si era allentata le mutande le aveva tolte, aveva
spazzato con un braccio la superficie del tavolino da toilette, rove-
sciando cipria e rompendo una boccetta di profumo, il cui odore
pungente aveva riempito la stanza.
Infine si era lasciata cadere sul letto. Aspettando il ritorno di
Garry.
Volt le spalle alla finestra e lo guard, trionfante, sapendo che
non poteva pi sfuggirle.
Ho mantenuto il mio giuramento, pens, avvicinandosi a lui.
Povero Garry , disse, forzando la sua voce a tubare dolcemente e
scostandogli i capelli dalla fronte. Garry alz gli occhi verso di lei,
sorpreso, ma affamato d'affetto. 促overo Garry. Domani tornere-
mo a Theunis Kraal.
Spost la bottiglia sul tavolino, avvicinandola alla sua mano.
Poi lo baci lievemente su una guancia e and in camera da letto...
sorridendo, in salvo, al sicuro nella debolezza di lui.

84.

Trascorsero rapidamente quattro mesi. Sean, distratto dalle
responsabilit della sua carica, dalle riunioni di partito, dalle
sedute all'Assemblea, da montagne di corrispondenza, da po-
stulanti e intriganti d'ogni sorta, oppose soltanto una resistenza for-
male ai progetti di Michael circa la canna da zucchero. Il giovane si
rec sulla costa, acquist la terra e intrecci una relazione con la fi-
glia dell'uomo che gliel'aveva venduta. Questa giovane signora ave-
va la dubbia reputazione d'essere una delle poche divorziate del Na-
tal. Quando lo scandalo arriv ai suoi orecchi, Sean, segretamente
compiaciuto che la castit di Michael fosse finalmente naufragata,
sal sulla Rolls e part in missione di salvataggio. Torn a Ladyburg
con un Michael penitente sulla sua scia. Due settimane dopo la gio-
vane signora spos un viaggiatore di commercio e si trasfer a Dur-
ban, cos che Michael ebbe il permesso di tornare a Tongaat e di ini-
ziare lo sviluppo della piantagione.
Ruth non accompagnava pi Sean quando egli si assentava da
Ladyburg. La crescente circonferenza della vita e i malesseri mattu-
tini la trattennero a Lion Kop, dove lei e Ada passavano molto tem-
po a disegnare e confezionare indumenti da beb. Anche Storm
contribu. Il golfino per il quale sferruzz durante tre mesi sarebbe
certo stato meravigliosamente al piccolo... Purch fosse gobbo e
avesse un braccio lungo il doppio dell'altro.
Occupato dall'alba al tramonto nel suo nuovo incarico di so-
vrintendente di Mahoba Kloof, Dirk aveva poco tempo per le di-
strazioni. Comunque, Ladyburg era adesso ben coperta dalla rete di
spionaggio di Sean e ogni visita di Dirk in citt gli veniva minuta-
mente riferita.
Ma dall'altra parte di Ladyburg, derelitta e squallida per l'assen-
za d'amore, c'era la grande casa di Theunis Kraal. La sera una sola
finestra si accendeva di una pallida luce gialla, quando Garry Cour-
teney sedeva solo alla propria scrivania. Davanti a lui giaceva un
mucchietto di fogli pateticamente sottile. Un'ora dopo l'altra Garry
lo fissava, ma senza pi vederlo. Era inaridito dentro, privato d'o-
gni linfa vitale, e cercava un surrogato nella bottiglia che teneva
sempre a portata di mano.
Il tempo andava alla deriva, i giorni diventando settimane, le
settimane mesi... E Garry andava alla deriva con esso.
Ogni pomeriggio scendeva ai recinti e, appoggiato allo steccato,
guardava i suoi soggetti da riproduzione. Per ore restava immobile,
finch gli pareva di uscire dal proprio corpo per vivere dentro quei
bei mantelli lucidi; di essere lui ad affondare gli zoccoli nel terreno
molle, lanciandosi nella corsa; che fosse la sua voce a nitrire e che
fossero suoi i muscoli che si tendevano e si contraevano nell'atto
dell'accoppiamento.
Ronny Pye lo trov l un dopopranzo; senza che Garry si ren-
desse conto della sua presenza, lo raggiunse in silenzio e gli si mise
al fianco, studiando quel volto pallido e intenso per i segni del dolo-
re, del dubbio e di un terribile desiderio scolpiti intorno alla bocca e
sotto gli occhi di un azzurro velato.
Salve, Garry , disse gentilmente, ma, ravvisando la nota di
piet nella propria voce, si affrett a soffocarla. Non c'era posto
per la mollezza ora.
Ronny. Con aria vaga, Garry si volt verso di lui e sorrise ti-
midamente. Affari o visita di cortesia?
Affari, Garry.
L'ipoteca?
S.
Cosa vuoi che faccia?
Che ne diresti di venire in citt per esaminare a dovere la situa-
zione nel mio ufficio?
Ora?
S, se non ti dispiace.
Va bene , disse Garry, raddrizzandosi lentamente. Verr con
te.
Cavalcarono insieme oltre la cresta e gi per il pendio, verso il
ponte di cemento sul Baboon Stroom. Entrambi tacevano: Garry
perch non aveva niente dentro, niente cui dare voce; Ronny Pye
perch si vergognava di ci che stava per fare: togliere a un uomo la
sua casa e lasciarlo allo sbaraglio in un mondo in cui non aveva al-
cuna probabilit di sopravvivenza.
Al ponte si fermarono meccanicamente per far riposare i cavalli
e si sedettero, sempre senza parlare, una coppia dei tutto incongrua:
uno immobile, a testa bassa, magro e sciupato, con gli abiti un p
logori, il volto austero per la sofferenza; l'altro grassoccio, con la
faccia rubiconda sotto i capelli color zenzero, vestito con abiti co-
stosi e incapace di tener ferme le dita delle mani.
Al di l del fiume c'erano scarsi segni di vita. Dalla ciminiera
dello stabilimento di Sean uno stanco pennacchio di fumo si alzava
dritto nell'aria afosa; un ragazzo negro portava alcune vacche ad
abbeverarsi; una locomotiva sbuffava in direzione dei magazzini...
a parte questo, Ladyburg dormiva nella calura di un pomeriggio
estivo.
Poi lo sguardo di Ronny fu attirato da un rapido movimento
nella pianura erbosa, sotto la scarpata. Con sollievo, il banchiere vi
concentr la propria attenzione. E' il giovane Dirk , disse, e Garry
alz la testa per guardare al di l dei fiume. Come fossero una cosa
sola, cavallo e cavaliere sembravano toccare terra cos lievemente,
da essere uniti a essa soltanto dalla nuvoletta di polvere che si allun-
gava sotto di loro.
促erdio, non si pu dire che quel piccolo bastardo non sappia
cavalcare, riprese Ronny, con riluttante ammirazione, e scosse
gravemente la testa, cos che una goccia di sudore si stacc dall'at-
taccatura dei capelli scivolando lungo una guancia. Il cavallo rag-
giunse la strada e ruot perfettamente sulle zampe posteriori, per
poi appiattarsi nell'aumentata velocit della sua corsa: un movi-
mento di tale ritmica grazia e potenza che i due spettatori ne furono
eccitati.
Ma guardalo! esclam Ronny. Non c' un cavallo simile in
tutto il Natal!
Tu credi? disse Garry vivacemente, facendo una piccola
smorfia di stizza.
Ne sono sicuro al cento per cento.
Il mio stallone, Grey Weather. In una corsa a pari peso, la
spunterebbe su qualsivoglia cavallo di Sean.
E allora Ronny ebbe l'idea. La ponder mentre, con gli occhi
lievemente socchiusi, guardava Dirk spingere Sun Dancer verso lo
stabilimento. Quando cavallo e cavaliere furono scomparsi oltre
l'alto cancello, disse pacatamente: Ci scommetteresti sopra dei
quattrini? .
Ci scommetterei la vita! rispose Garry, con una nota acuta
nella voce.
S, pens Ronny, in questo modo, almeno, gli do una possibili-
t. Sar la sorte a decidere... E nessuno potr incolparmi di niente.
Ci scommetteresti Theunis Kraal?
Segu un lungo silenzio.
Poi Garry bisbigli: Cosa intendi dire? .
Se vinci, l'ipoteca sar estinta.
E se perdo?
Perderai la fattoria.
No , sibil Garry. Cristo, no! E' troppo.
Ronny si strinse nelle spalle con aria indifferente. 亟ra solo
un'idea... Probabilmente hai ragione. Non avresti molte probabilit
contro Sean.
Fu come se gli affondassero una lancia nel petto. Una gara tra
lui e Sean: rifiutarla era lo stesso che ammettere di non poter vin-
cere.
Ci sto.
Accetti la scommessa? Coprirai il mio denaro con quel che ti
resta della fattoria?
S, maledetto. S. Ti far vedere quante, probabilit ho contro
Sean.
Sar meglio mettere la cosa per iscritto , sugger gentilmente
Ronny. Poi cercher di organizzare la cosa con Sean. Tocc il
proprio cavallo con gli speroni e, a fianco a fianco, attraversarono
il ponte. A proposito, sar meglio che nessuno sappia della nostra
piccola scommessa. Fingeremo che sia soltanto per la gloria.
Garry annu in segno di assenso. Ma quella sera stessa scrisse a
Michael, rivelandogli ogni cosa e supplicandolo di montare Grey
Weather per lui.
Due giorni prima della corsa Michael si confid con la nonna.
Ada and a Theunis Kraal per tentare di dissuadere il figliastro, ma
non ebbe successo. La determinazione di Garry era quasi fanatica.
La posta in palio non significava niente per lui... Vedeva soltanto la
prospettiva della vittoria.
E Michael aveva accettato di montare Grey Weather. Questa
volta non poteva perdere. Questa volta avrebbe avuto la meglio!

85.

Era ancora buio quando Sean e Dirk si diressero verso le stal-
le. Il lungo banco di nubi sopra la scarpata era arrossato dal
sole nascente e il vento soffiava sugli alberi della piantagio-
ne, che si agitavano e gemevano.
Vento del nord , grugn Sean. Piover prima di sera.
A Sun Dancer piace la pioggia , rispose eccitato Dirk, e Sean
gli lanci un'occhiata.
Dirk, se oggi dovessi perdere... cominci, ma Dirk lo inter-
ruppe.
俏on perder羃, e poi ancora, come se si trattasse di un voto,
non perder!
Se solo mostrassi altrettanta determinazione in cose pi impor-
tanti...
Importanti! Pa', questa corsa importante. E' la cosa pi im-
portante che abbia mai fatto. Dirk si ferm e afferr Sean per la
manica. Pa', lo faccio per te... Per te, Pa'!
Sean abbass lo sguardo sul bel viso di suo figlio e ci che vi les-
se gli ricacci in gola le parole che stava per dire. Dove ho sbagliato
con te? si chiese, con un misto di amore e di disgusto. Dove hai pre-
so il sangue che ti scorre nelle vene, perch sei fatto in questo mo-
do? domandarono il suo orgoglio e il suo disprezzo.
亮razie, disse in tono secco e, liberato il braccio, riprese a
camminare.
Preoccupato per Dirk, Sean si accorse di Mbejane solo quando
fu nel cortile delle stalle.
Ti vedo, Nkosi , disse lo zulu, alzandosi solennemente dallo
sgabello di legno intagliato su cui stava seduto.
隹nch'io li vedo, esclam Sean con gioia. Ma subito si con-
troll: una dimostrazione di affetto davanti a persone pi giovani
avrebbe imbarazzato Mbejane. Stai bene? domand con gravit,
e si trattenne dall'affondare un dito nell'accresciuta dignit dei suo
ventre, ricordando che quell'abbondanza di carne e grasso era stata
attentamente coltivata da Mbejane come prova della sua prosperit
agli occhi del mondo.
Sto bene , gli assicur Mbejane.
Sono contento che tu sia venuto.
俏kosi, in un giorno importante come questo giusto essere in-
sieme... Come un tempo. E si permise per la prima volta di sorri-
dere, un sorriso che nel giro di qualche secondo divenne un ghigno
malizioso, che Sean ricambi. Avrebbe dovuto sapere che Mbejane
non avrebbe mai perduto un combattimento, o una caccia, o una
gara.
Poi lo zulu si rivolse a Dirk.
Tieni alto il nostro onore oggi , ordin, come se parlasse a
uno dei propri figli. Tuo padre e io saremo l a guardarti. Pos
un'enorme mano nera su una spalla di Dirk, come in atto di benedi-
zione, quindi si rivolse ai mozzi di stalla che erano in attesa.
Portate la giumenta!
Due stallieri la condussero fuori, e i suoi zoccoli risuonarono sul
selciato del cortile, mentre scartava un poco, la testa alta, snella co-
me quella di un levriero, le orecchie che si agitavano avanti e indie-
tro. Vide Dirk e arricci il morbido velluto delle narici.
Ehi, ragazza! la salut Dirk. Al suo avvicinarsi, Sun Dancer
rovesci gli occhi fino a mostrare il bianco, e le sue piccole orecchie
si appiattirono contro il collo.
Piantala di fare la stupida , l'ammon Dirk, e la cavalla scopr
i grossi denti gialli, allungando il collo. Dirk le porse una mano e
Sun Dancer prese le dita tra quei terribili denti, mordicchiandole te-
neramente. Poi, mettendo fine alla commedia, sbuff dal naso, riz-
z le orecchie e gonfi il petto.
Dov' la sua coperta? Ha mangiato? Mettete la sella e le briglie
nell'auto. Dirk spar domande e istruzioni agli stallieri, accarez-
zando il muso di Sun Dancer con la tenerezza di un amante.
Quante contraddizioni in una sola persona, pens Sean, guar-
dando il ragazzo, e un'immensa tristezza piomb su di lui, oppri-
mente come quell'alba rossa. Dove ho sbagliato?
Mbejane avvert il suo stato d'animo e cerc di distrarlo. 俏ko-
si, io andr avanti a piedi con la cavalla.
俗n uomo della tua stazza starebbe meglio in auto con me,
obbiett Sean, sorridendo alla rapida occhiata obliqua che lo zulu
lanci all'enorine scintillante Rolls parcheggiata in fondo al cortile.
Ha gli occhi di un mostro, pens Mbejane, e subito distolse lo
sguardo. Io andr a piedi con la giumenta, per assicurarmi che
non le accada nulla , annunci.
Come desideri , assent Sean. E il piccolo corteo si avvi in di-
rezione di Ladyburg. Davanti, due mozzi di stalla che conducevano
Sun Dancer sormontata dalla coperta scozzese a fondo rosso, poi
Mbejane, calmo e solenne, e infine i suoi quattro figli piccoli, che
portavano le lance e lo sgabello intagliato.
Due ore dopo Sean entrava con la Rolls nel campo, dietro i de-
positi ferroviari. Con gli occhi fissi davanti a s e le mani talmente
strette sul volante che si scorgeva il biancheggiare delle nocche, non
sent le grida di saluto n vide la folla vestita a festa finch non ebbe
fermato l'auto. Allora lasci il volante e sbuff piano, mentre i mu-
scoli del viso si rilassavano in un sorriso di dubbio trionfo.
Bene, ce l'abbiamo fatta! disse, come se non ne fosse del tut-
to sicuro.
Sei stato bravissimo, caro. Anche la voce di Ruth era un p
rauca, mentre la donna allentava l'abbraccio protettivo in cui aveva
stretto Storm.
隹vresti dovuto lasciar guidare me, ridacchi Dirk dal sedile
posteriore. Sean si volt stizzito, ma il ragazzo fu pi rapido di lui.
Spalanc la portiera e, prima che Sean riuscisse a mettere insieme due
parole, era stato assorbito dalla folla radunata intorno alla Rolls.
Sean lo segu con uno sguardo torvo.
Salve, Sean. Felice di vederti. Dennis Petersen aveva aperto
la portiera di fianco a Sean, il quale si affrett a ricomporre il volto
in un sorriso.
Salve, Dennis. Un bel raduno!
C' tutto il distretto , conferm Dennis, mentre si stringevano
la mano, e si guard attorno con soddisfazione. C'erano almeno
cinquanta carrozze parcheggiate a casaccio lungo lo steccato del
grande recinto per il bestiame; un carro scoperto era stato adibito a
chiosco ed esibiva enormi caffettiere d'argento e montagne di torte.
Due cani si stavano azzuffando vicino al cancello e un nugolo di ra-
gazzini in abiti della festa gi spiegazzati strillavano e ululavano,
rincorrendosi tra la folla.
Chi ha pensato agli addobbi? chiese Sean, osservando le ban-
dierine sventolanti in cima ai pali che segnavano la linea del tra-
guardo e lungo il percorso segnato da corde.
Il Consiglio... L'abbiamo votato la settimana scorsa.
Molto carino. Ora Sean stava guardando il piccolo recinto in
cui si trovavano i cavalli. Lungo lo steccato c'era una compatta bar-
ricata di gente, ma riusc a scorgere Dirk che la scavalcava e poi sal-
tava gi, accanto a Sun Dancer, tra uno scroscio di applausi.
Un bel fisico , disse Dennis, che, come Sean stava osservando
Dirk; per qualcosa, nel tono della sua voce, sottintendeva: ma so-
no felice che non sia mio figlio.
Grazie. L'intonazione sprezzante di Sean non sfugg a Den-
nis, che sorrise con sarcasmo.
Sar meglio raggiungere la giuria, Garrick gi arrivato.
Dennis indic col capo il carro in fondo alla fila e, bench ne avesse
penosamente avvertito la presenza, Sean lo guard per la prima
volta.
Insieme con Ronny Pye, Erasmus e suo padre, Michael li stava
osservando. Alto e sottile negli stretti pantaloni da cavallerizzo, gli
stivali neri e la camicia di seta bianca aperta sul petto, era appoggia-
to contro una delle ruote. Sopra di lui, Ada e Anna occupavano il
sedile posteriore, e improvvisamente Sean prov una fitta di collera:
perch la matrigna aveva scelto loro?
Mamma , salut senza sorridere.
Ciao, Sean. Il tono e l'espressione erano strani. Cosa signifi-
cavano? Rammarico, rifiuto? Per un minuto buono sostennero l'u-
no lo sguardo dell'altra... Poi Sean cedette, perch ora, anzich col-
lera, provava un senso di colpa. Ma non ne comprendeva il moti-
vo... Era solo la dolente accusa negli occhi di Ada a ispirarglielo.
Anna , disse, e ricevette in cambio un rigido cenno del capo.
Garry. Sean tent di sorridere. Fece l'atto di tendere la de-
stra, ma si, rese subito conto che sarebbe stata rifiutata, perch la
stessa accusa che aveva letto negli occhi di Ada la vedeva ora in
quelli di Garry. Si rivolse con sollievo a Michael.
青iao, Mike. Lo sai, vero, che stanno per farti calare le
brache?
Ti dovrai rimangiare queste parole, e senza sale! ribatt il
giovane, e risero insieme, cos evidentemente compiaciuti l'uno del-
l'altro che Anna si agit sul sedile e disse in tono secco:
Vogliamo toglierci il pensiero, Ronny?
青erto, assent in fretta Ronny Pye. 雨ene, allora... Dov'
Dirk? Sar meglio andare a cercarlo.
In gruppo lasciarono le signore e s'incamminarono attraverso la
folla verso il piccolo recinto, dove Dirk stava ridendo con due ra-
gazze nelle quali Sean riconobbe le figlie di uno dei suoi capisqua-
dra. Entrambe lo guardavano con tale scoperta adorazione che Sean
prov un empito di benevolo orgoglio. Con noncuranza, Dirk le la-
sci e and incontro al padre.
Tutto a posto, Pa'.
Lo vedo , bofonchi Sean, e aspett che Dirk salutasse gli uo-
mini che erano con lui, ma il ragazzo li ignor e si rivolse solo a
Ronny Pye.
Sentiamo.
Bene, allora... Una gara tra lo stallone di Garry Courteney,
Grey Weather, e la puledra di Sean Courteney, Sun Dancer. Una
corsa d'onore, senza puntate da parte dei proprietari. D'accordo?
Garry apr la bocca, poi la richiuse con fermezza e annu. Suda-
va un poco. Spieg il fazzoletto e si asciug la fronte.
Distanza, circa otto chilometri intorno a quattro punti. Primo
punto, i pali piantati in questo campo; secondo, il segnaconfine
nordorientale di Theunis Kraal , Ronny indic un punto sulla scar-
pata, terzo, la cisterna numero 3 di Mahoba Kloof, che non si pu
vedere da qui perch dietro quegli alberi , il braccio di Ronny
tracci un arco lungo la cresta, fino a una macchia verde tra l'ocra
dell'erba. La conoscete tutti e due?
Certo , rispose Dirk, e Michael annu.
Il quarto e ultimo punto quello di partenza... L. Il pollice di
Ronny indic i due pali adorni di bandiere. Dei commissari sono
stati collocati al confine di Theunis Kraal e alla cisterna, per assicu-
rarsi che li aggiriate, senza tagliare all'interno. I giudici sono il si-
gnor Petersen, il signor Erasmus e io stesso. Qualunque disputa ri-
guardo alla corsa o all'interpretazione delle regole sar decisa da
noi... Mentre Ronny continuava a parlare, Sean sent l'eccitazione
rizzargli i peli degli avambracci. Stava accadendo a tutti ormai, per-
fino la voce di Ronny era pi tesa, bench Sean non sapesse che
l'impazienza volpina della sua faccia derivava dalla speranza di po-
ter vincere pi di chiunque altro in quella gara. Garry, che sapeva,
guardava le labbra di Ronny con fissit ipnotica. 亟' tutto, con-
cluse Ronny, e aggiunse, rivolto ai due giovani: 俟ellate i cavalli e
conduceteli alla linea di partenza.
I giudici se ne andarono, lasciando i quattro Courteney soli.
Sean... Garry parl per primo, e i suoi occhi parevano spa-
ventati. 青redo che dovresti sapere... ma non fin la frase.
Cosa? chiese Sean in tono secco, e Garry s'irrigid. L'espres-
sione dei suoi occhi mut, e Sean vi lesse ci che non si sarebbe mai
aspettato di scorgere nello sguardo dei fratello: orgoglio.
Non importa. Garry si volt e si avvicin al cavallo, con an-
datura scattante.
Buona fortuna, Mike, disse Sean, dandogli un pugno scher-
zoso su un braccio.
Anche a te , replic Michael, avviandosi dietro Garry, poi si
ferm e aggiunse: Qualunque cosa possano dire gli altri, Sean, io
so che non sei stato tu ad architettare questa faccenda .
Cosa diavolo intende dire? si chiese Sean, perplesso, ma Dirk in-
terruppe le sue riflessioni.
Perch l'hai fatto, Pa? protest.
Cosa? chiese Sean, senza capire.
Augurargli buona fortuna. Perch l'hai fatto? Sono io che cor-
ro per te... Non lui! Sono io tuo figlio... Non lui!
I due cavalieri si mossero insieme verso la linea di partenza e,
ronzando per l'eccitazione, la folla l segu.
Sean si mise accanto a Sun Dancer e impart le ultime istruzioni
a Dirk, che si chin sulla sella, ascoltandolo attentamente. Portala
con moderatezza fino alla palude, non forzarla perch avr bisogno
di tutte le sue energie nel fango. Michael guadagner terreno in quel
tratto, quello stallone forte di zampe, ma pesante. Seguilo e fatti
aprire la strada da lui. Una volta fuori della palude, puoi raggiun-
gerlo e superarlo sul pendio, spingi forte l. Devi arrivare per primo
sulla vetta e mantenere il vantaggio lungo tutta la cresta fino alla ci-
sterna.
D'accordo, Pa'.
Poi, quando cominci a scendere, tienti bene al largo dietro la
piantagione di Van Essen, sul terreno duro... Cos potrai toglierle
dalle zampe la stanchezza della palude. Credo che Mike verr gi
dritto e attraverser il terreno molle... Ma tu devi fare la via pi
lunga... E sfruttare la velocit di Sun Dancer contro la forza di Grey
Weather.
Intanto avevano raggiunto i pali di partenza e la folla si era di-
stribuita lungo le corde. Davanti ai due cavalieri si apriva un tratto
di terreno scoperto, poi veniva la palude con l'ingannevole verde dei
papiri che nascondevano buche fangose. Infine l'erta scarpata. Una
lunga corsa. Lunga e dura.
Siete pronti? chiese Ronny, in piedi accanto a uno dei pali.
Esci di pista, Sean, per favore.
Sean pos una mano sul ginocchio di Dirk. Facci vedere cosa
sai fare, ragazzo. Poi raggiunse la corda e vi sgusci sotto.
Sun Dancer era nervosa. Si alzava sulle zampe posteriori e agita-
va la testa, facendo lampeggiare al sole la criniera rossodorata. Scu-
re chiazze di sudore le macchiavano le spalle. Michael stava facendo
girare in cerchio Grey Weather, tenendolo dolcemente in movimen-
to, dandogli colpetti sul collo e parlandogli, e il cavallo rizzava le
orecchie e le tendeva all'indietro, come per ascoltare.
Silenzio, prego! grid Dennis attraverso un megafono, e il
chiasso della folla si plac fino a diventare soltanto un brusio colmo
d'attesa.
俟iete agli ordini dello starter, ora, disse ai cavalieri. 隹llar-
gatevi e avanzate al passo insieme.
I due giovani obbedirono. Dirk tocc Sun Dancer con uno spe-
rone e la cavalla fece un brusco movimento all'indietro urtando una
gamba di Michael.
俊ieni la tua dannata bestia sotto controllo, ringhi Dirk.
Non starmi addosso.
Conciliante, Michael scost Grey Weather. Sei nervoso,
Dirkie?
隹l diavolo! Ti far vedere io chi nervoso, replic Dirk,
dando uno strattone al barbazzale, cos che Sun Dancer agit il ca-
po in segno di protesta.
Al posto! tuon la voce di Dennis, distorta dal megafono.
I due cavalli avanzarono al passo verso la linea di partenza, oro
pallido accanto a rosso scuro, e la folla sussurr dolcemente, come
il vento sull'erba del veld.
Dieci passi dai pali, e Sun Dancer gi si spingeva avanti, irre-
quieta.
In linea! ammon Dennis. Restate affiancati! Dirk tir
bruscamente le redini. Le sue narici erano dilatate e bianche per la
tensione.
Michael avanz accanto a lui, tenendo le mani basse. Grey Wea-
ther sollevava le zampe in modo esagerato, tipico dell'animale tenu-
to a freno.
Pronti?... Via! url Dennis, e: Via! ruggirono centinaia di
voci. Sempre affiancati, i cavalli passarono a uno sciolto, libero,
danzante piccolo galoppo. Sia Dirk sia Michael si sollevarono un
poco sulle staffe, per impedire agli animali di allungare troppo l'an-
datura. A ottocento metri li aspettava la palude, quindi circa sette
chilometri di montagna, con terreno roccioso, crepacci e macchioni.
La folla si stacc dalle corde, sparpagliandosi in vari punti d'os-
servazione, e Sean corse con gli altri, togliendo il binocolo dalla cu-
stodia e sorridendo nella confusione generale di grida e risate.
Ruth lo aspettava accanto alla Rolls. Sean la prese per la vita e
la sollev sul cofano.
Sean, cos si graffia la vernice , protest lei, tenendosi il cap-
pello e vacillando pericolosamente.
Al diavolo la vernice , rise Sean, mentre si arrampicava accan-
to a Ruth, che si appese al suo braccio. Eccoli!
All'estremit del campo, i due cavalieri galoppavano verso la
macchia verde chiaro della palude. Sean mise a fuoco il binocolo e
all'improvviso li vide cos vicini che si stup di non sentire il tambu-
reggiare degli zoccoli. Grey Weather correva in testa, forzando po-
derosamente l'andatura... E Sun Dancer galoppava sulla sua scia,
con il collo inarcato dalla pressione del morso. Semisollevato sulle
staffe, Dirk stringeva i gomiti contro i fianchi, trattenendo l'ani-
male.
Quel birbante sta seguendo i miei consigli , grugn Sean. Mi
aspettavo che l'avesse gi messa alla frusta.
Attraverso la distanza che li separava, Sean percep, come se po-
tesse toccarla con mano, la determinazione di Dirk a vincere, la ve-
deva nel modo in cui teneva le spalle e nella rigidit delle braccia.
Ma ci che non vedeva erano le aspre linee dell'odio sul volto del
ragazzo, che fissava la schiena di Michael.
Il battito degli zoccoli si attut, quando i due cavalieri raggiunse-
ro la palude. Da sotto i ferri di Grey Weather, adesso, volavano
piccole zolle di argilla umida e una colp Dirk al petto, schiaccian-
dosi sulla seta bianca della camicia. L'andatura di Sun Dancer cam-
bi, quando avvert il terreno molle.
Calma, bella, calma , bisbigli Dirk, stringendola saldamente
tra le ginocchia per incuterle sicurezza. L'erba strisciava contro le
sue staffe e, davanti a lui, Grey Weather aveva raggiunto l'acqua.
Sollevando schizzi, era entrato nel pantano, e gli alti papiri l'aveva-
no inghiottito.
Il vecchio aveva ragione , si disse Dirk, sorridendo per la pri-
ma volta. Michael si stava aprendo un varco tra le piante acquati-
che, e le appiattiva favorendo Sun Dancer. Per due volte Grey Wea-
ther sprofond fino al ventre in una buca e dovette lottare per usci-
re dal fango, indicando a Dirk il pericolo.
Cavalli e cavalieri erano coperti di melma. La palude puzzava
come la gabbia di una belva ed eruttava grosse bolle di gas. Nugoli
d'insetti si alzavano intorno a esse, un uccello sakabula fugg stri-
dendo. L'orlo tagliente d'una foglia sfregi una guancia di Michael
e un rivoletto di sangue prese a scorrere sulla sua mascella, lav gli
schizzi di fango e gocciol sulla camicia.
Poi, a un tratto, il terreno s'indur sotto di loro, la fitta macchia
di papiri si divise in ciuffi, si assottigli e rimase alle loro spalle,
mentre Grey Weather prima e Sun Dancer poi attaccavano la scar-
pata.
Sei finito! grid Dirk a Michael, affiancandolo. Vado ad
aspettarti al traguardo , e si curv sulla sella, colpendo contempo-
raneamente Sun Dancer con gli speroni e la frusta.
Senza forzare il cavallo, Michael lo fece voltare verso destra e,
allentate le redini, lo lasci libero di scegliere la propria strada, sa-
lendo a zigzag.
Nel tratto pi ripido, sotto la cresta, Dirk us incessantemente
la frusta e Sun Dancer sal con una serie di balzi. Pietre sciolte roto-
lavano sotto i suoi zoccoli e il sudore le aveva lavato il fango dalle
spalle. Ad ogni balzo, la puledra perdeva un p di controllo. For-
za, puttana, forza! grid Dirk, voltandosi a guardare la calma
ascesa di Michael. Era circa duecento metri pi sotto e procedeva
con regolarit. Il movimento di Dirk fece perdere l'equilibrio a Sun
Dancer che atterr male, scivol e accenn a cadere. Dirk sfil i
piedi dalle staffe e salt gi di sella, senza lasciare le redini. Nell'at-
timo in cui tocc terra, si pieg all'indietro cercando di trattenere la
puledra, che era gi in ginocchio e scivol, trascinando Dirk, fino a
una specie di piazzuola parecchio pi in basso.
Lottarono entrambi e, quando infine Dirk riusc a rimetterla in
piedi, Sun Dancer tremava di terrore. Maledetta! Sporca puttana
maledetta! borbottava Dirk, passando le mani sui garretti per con-
trollare che non vi fossero danni. Si volt per guardare dove fosse
Michael e lo vide molto vicino. Oh, Dio! esclam e, afferrate le
redini, trascin Sun Dancer su per l'erta. Quando arriv sulla cre-
sta, il sudore gli inondava il viso e gli infradiciava la camicia. La sa-
liva si era trasformata in una spessa schiuma gommosa e il respiro
gli raschiava i polmoni... Ma era ancora in testa e Sun Dancer aveva
superato l'accesso di tremito e si era ripresa, tanto che scart lieve-
mente quando Dirk risal in sella.
Di qua, Dirkie! In piedi sul cumulo di pietre che segnava il
confine di Theunis Kraal, i due commissari gridavano e agitavano le
braccia. Dirk affond gli speroni nei fianchi della puledra e si lan-
ci al galoppo lungo la cresta, sfrecciando davanti ai due uomini in
direzione del boschetto a cinque chilometri pi avanti.
Raggiungilo, Mike! Forza! Forza! Fioche grida alle sue spal-
le... E Dirk seppe senza doversi voltare che Mike aveva raggiunto la
cresta e lo inseguiva. Fece schioccare le briglie sul collo della pule-
dra, rimpiangendo amaramente il tempo perso sulla salita e odiando
per questo sia Sun Dancer sia Michael. A quel punto si sarebbe do-
vuto trovare in vantaggio di almeno quattrocento metri, non di cin-
quanta!
Direttamente davanti a lui, adesso, c'era la gola attraverso la
quale il Baboon Stroom scendeva dalla scarpata, tra due fitte ali di
cespugli. Dirk trov il sentiero che portava al guado e gli zoccoli di
Sun Dancer tambureggiarono con rapida sincronia sulla terra battu-
ta, ma dietro di lui, come un'eco, ud un altro battito... Michael era
sul viottolo. Dirk guard indietro da sotto il braccio. Michael era
cos vicino che Dirk pot scorgere gli angoli della sua bocca incre-
sparsi in un sorriso. La cosa lo infuri. Bastardo! ringhi, e ri-
prese a usare la frusta sui fianchi e sulle spalle di Sun Dancer, che
allung l'andatura: gi per la ripida sponda dei fiume e quindi sul
banco di sabbia, con Grey Weather ormai a ridosso. Infine si trova-
rono affiancati nell'acqua verde scuro, e scivolarono dalle selle per
nuotare, nel punto pi profondo, con la corrente che li portava ver-
so le cascate. Poi di nuovo in groppa, neli'attimo in cui gli zoccoli
dei cavalli trovarono il fondo, e furono sulla sabbia della riva, gri-
dando d'eccitazione mentre si lanciavano verso il sentiero che risali-
va la sponda coperta di cespugli. Chi l'avesse imboccato per primo
sarebbe stato in vantaggio.
Fa' strada! Sono io in testa... Fa' strada! grid furiosamente
Dirk.
Fattela tu la strada! rispose Michael ridendo.
Bastardo , ringhi Dirk, e us le ginocchia e le redini per spin-
gere il fianco di Sun Dancer contro Michael.
Ehi! Niente gioco sporco! lo ammon l'altro.
Ora cavalcavano ginocchio contro ginocchio. Rapido come il
baleno, Dirk piazz la punta dello stivale sotto il piede di Michael,
poi con un subdolo colpo verso l'alto lo sfil dalla staffa e, contem-
poraneamente, diede a Michael una spallata. Sentendosi cadere, Mi-
chael si afferr al pomo della sella, facendola scivolare di lato, e lo
spostamento di peso costrinse. Grey Weather a uscire dal sentiero.
Michael cadde a terra battendo di spalle e rotol con le ginocchia
premute sul petto.
Beccati questo! url Dirk in tono di sfida, mentre lasciava la
sponda e spronava Sun Dancer sul terreno scoperto. Dietro di lui,
nel letto dei fiume, Michael si rialz e corse verso Grey Weather,
che stava trottando verso l'acqua, con la sella penzolante sotto il
petto.
Sporco maiale. Mio Dio, se lo sapesse Sean! Afferr il caval-
lo prima che cominciasse a bere e sistem la sella. 保ra non devo
lasciarlo vincere! si disse, risalendo in groppa. Non devo!
Duecento metri pi avanti, la camicia di Dirk era una piccola
macchia bianca sull'ocra dell'erba. Mentre girava intorno alla ci-
sterna, uno dei commissari gli grid: Cos' successo a Michael? .
E' caduto nel fiume , rispose Dirk, trionfante. E' finito!
E' in testa... Dirk in testa!
Sean, in piedi sul cofano della Rolls col binocolo puntato sul bo-
schetto, fu il primo a scorgerlo.
E Michael? domand Ruth.
Non pu essere molto indietro , mormor Sean, attendendo
ansiosamente di vederlo apparire. Si era infuriato, vedendo il modo
in cui Dirk attaccava la scarpata, brutalizzando la povera Sun Dan-
cer. Poi l'aveva esortato a darsi una maledetta mossa durante la
corsa lungo la cresta, quando Michael aveva cominciato a guada-
gnare terreno. Infine i due cavalieri erano scomparsi alla vista. Il
piccolo idiota sta allargando troppo. Gli ho detto di tagliare sull'or-
lo della palude... Non di girarvi attorno!
Ma dov' Michael? ripet Ruth. Sean alz un poco il binoco-
lo e ispezion la cresta, con un primo moto di preoccupazione.
Non si vede ancora... Deve aver avuto qualche guaio.
Credi che sia caduto? Si sar fatto male?
Come faccio a saperlo! L'ansia lo rendeva irritabile, ma subi-
to si pent del proprio scatto e cinse Ruth alla vita. E' assurdo
preoccuparsi. Michael sa badare a se stesso.
Scivolando per quasi tutto il tempo sulle zampe posteriori, Sun
Dancer aveva percorso un buon tratto della discesa, lasciandosi die-
tro una scia di polvere.
Ancora nessun segno di Michael? insistette Ruth, muovendo-
si inquieta contro Sean.
No , grugn lui. Dirk pu permettersi di aggirare la palude.
Ha un vantaggio di almeno quattrocento metri.
Infine dalla folla si lev un sospiro di sollievo, simile a una fola-
ta di vento su un campo di grano. Eccolo!
Viene gi dritto verso la palude.
Ma non pu farcela, a meno che non si metta a volare!
Sean spost il binocolo da Dirk a Michael, poi di nuovo su
Dirk, valutando le velocit e le posizioni: Michael avrebbe perduto
tempo nella palude, ma Dirk, aggirandola, doveva percorrere una
distanza maggiore.
Sar un bel finale... disse. Dirk in vantaggio, ma sar un
bel finale.
Ada non la pensava allo stesso modo. Dirk era in testa, quindi
avrebbe vinto. Guard Garryck. Era vicino a uno dei pali del tra-
guardo, a un centinaio di metri, ma perfino da quella distanza non
si poteva equivocare circa la curva delle spalle e l'infelicit che lo
circondava come un'aura di disfatta. Gli zoccoli di Sun Dancer sta-
vano facendo a pezzi la sua vita.
Non potendo pi resistere, Ada scese dalla carrozza e corse at-
traverso la folla verso la Rolls, sul cui cofano Sean si ergeva come
un trionfante colosso. Sean , disse, toccandogli una gamba. Ma il
figliastro era cos preso dalla corsa che non sent n la voce n il
tocco della sua mano.
Sean , grid Ada, tirandogli i pantaloni.
Mamma , fece lui, lanciandole un'occhiata distratta.
Devo parlarti , url la donna sovrastando il chiasso crescente
della folla.
Non ora. Siamo al finale. Sali quass, cos potrai vederlo
Ora. Devo parlarti ora. Scendi immediatamente! Colpito dal
suo tono, Sean ebbe ancora un attimo di esitazione, mentre lanciava
un'occhiata furtiva alla corsa. Poi si strinse nelle spalle, rassegnato,
e salt gi dal cofano.
Che cosa c'? Per piacere, fa' presto, non voglio perdere...
Far prestissimo. Sean non l'aveva mai vista in preda a una
cos fredda collera. Voglio soltanto dirti che non avrei mai creduto
che sarebbe giunto il giorno in cui avrei provato per te soltanto di-
sprezzo. Sconsiderato lo sei stato spesso... Ma spietato mai.
Mamma, cosa... Sean era sbalordito.
Ascoltami bene. Hai deciso di distruggere tuo fratello e ci sei
riuscito. Bene, spero che tu ne goda. Theunis Kraal tuo ora. Godi-
ne, Sean. E dormi bene la notte.
Theunis Kraal! Di che diavolo stai parlando? grid Sean,
sconcertato. Non ho mica scommesso Theunis Kraal!
Ah, no , lo schern Ada. Certo che non hai scommesso...
l'hai fatto fare a Ronny Pye!
Pye? Cos'ha a che fare Ronny Pye con questa faccenda?
Tutto ha a che fare! Pye ti ha aiutato a organizzarla... A indur-
re Garry a commettere una simile follia. Ronny ha un'ipoteca su
Theunis Kraal!
俑a ... Pian piano Sean cominci a intravedere la mostruosit
del raggiro che si stava compiendo.
Prima gli hai preso la gamba... Ora Theunis Kraal, ma questo
ti coster il mio affetto. Guard Sean negli occhi. I suoi erano ac-
cecati dal dolore. 隹ddio, Sean. Non voglio parlarti mai pi, e si
allontan. Camminava come una vecchia, una vecchia stanca, sfi-
nita.
Sean cap e cominci a correre verso il traguardo, fendendo la
folla come uno squalo che attraversi un banco di sardine. Al di so-
pra delle teste vedeva i due cavalieri galoppare verso la dirittura
d'arrivo.
Conduceva Dirk, sollevato sulla sella, con la frusta in azione. Il
vento gli agitava i capelli e gli gonfiava la camicia sporca di fango.
Sotto di lui la puledra pareva volare, e il battito degli zoccoli sovra-
stava il crescente ruggito della folla. Il corpo dell'animale era scuro
e lucido di sudore, e la bava schizzava dalla sua bocca aperta, rica-
mandogli un pizzo bianco sul petto e sui fianchi.
A cinquanta incolmabili metri di distanza galoppava lo stallone:
Michael lo colpiva furiosamente coi calcagni. Il volto del giovane
era contorto da una smorfia di disperazione. Grey Weather era allo
stremo, con le zampe pesanti e il respiro ridotto a un raschio affan-
noso.
Sean si fece largo tra i corpi accalcati lungo la corda. Arrivato
dietro la prima fila pass tra due donne con una spallata e, curvato-
si, sgusci in pista.
Sun Dancer era quasi su di lui, gli zoccoli che tambureggiavano
in crescendo, la testa che si alzava e si abbassava a ogni falcata.
Dirk! Fermala! rugg Sean.
促a'! Pa'! Togliti di mezzo... grid il ragazzo, ma Sean balz
proprio davanti all'animale.
Pa'!
Sean era di fronte a lui, accoccolato a braccia larghe. Troppo vi-
cino perch Dirk riuscisse a far svoltare Sun Dancer, troppo tardi
per arrestarne la carica.
Salta, bella, salta , grid Dirk, e strinse le ginocchia, sentendo
che la puledra rispondeva ritraendo le zampe anteriori contro il pet-
to e balzando in avanti in un'alta parabola; ma cap anche che era
troppo esausta per superare la testa di Sean.
Un momento angoscioso, mentre Sun Dancer si staccava da ter-
ra; poi il gemito inorridito del pubblico, quando le zampe anteriori
colpirono Sean e la cavalla rote in aria, cadendo. Le cinghie delle
staffe si spezzarono con due colpi secchi e Dirk precipit al suolo.
Grida stridule di donne si levarono dalla folla.
Sun Dancer si rialz con una zampa anteriore che penzolava dal
ginocchio, nitrendo per il dolore provocato dall'osso spezzato.
Sean era steso sulla schiena con la testa reclinata su una spalla e
dalla tempia lacerata il sangue gli colava sulle narici e sulla bocca.
Dirk, con una guancia ferita e i gomiti spellati, lo raggiunse pro-
cedendo carponi, poi, in ginocchio accanto a lui, alz entrambe le
mani strette a pugno e cominci a colpire selvaggiamente il petto e il
viso del padre privo di sensi. Perch l'hai fatto? Ti odio! grid,
in preda allo shock, alla rabbia e alla disperazione. Io correvo per
te! E tu mi hai fermato, mi hai fermato!
Michael arrest Grey Weather, salt gi di sella e corse dal ra-
gazzo, gli afferr le braccia, lottando con lui per trascinarlo lontano
da Sean.
Lascialo stare, carogna!
Non voleva che vincessi. Mi ha fermato, lo odio. Lo ucci-
der!
La folla avanz ondeggiando, travolgendo la corda, e due uomi-
ni aiutarono Michael a trattenere Dirk, mentre gli altri facevano
cerchio intorno a Sean.
Dov' il dottor Fraser?
Cristo, conciato male!
Prendete quel cavallo. Bisogna sparargli.
Come la mettiamo con le scommesse?
Non toccatelo. Aspettate...
Sparate a quel cavallo! Per l'amor di Dio, qualcuno spari a
quella povera bestia.
Poi si fece un gran silenzio, mentre la folla si apriva per lasciar
passare Ruth che correva verso Sean seguita da Mbejane.
Sean. S'inginocchi accanto al marito, goffa per il suo stato
di gravidanza. Sean , ripet, e gli uomini intorno a lei si sentirono
costretti a distogliere lo sguardo dal suo volto. Mbejane , bisbi-
gli Ruth, portalo all'auto.
Lo zulu si lasci scivolare dalle spalle il mantello di pelo di scim-
mia e, chinatosi, sollev Sean. I grossi muscoli del petto e delle
braccia si tesero e Mbejane rimase per un attimo cos, a gambe lar-
ghe. Il braccio, Nkosikazi.
Ruth sollev il braccio penzolante di Sean e lo sistem sul tora-
ce. Portalo all'auto , ripet e insieme attraversarono la folla. La
testa di Sean posava sulla spalla di Mbejane come quella di un bam-
bino addormentato. Poi lo zulu lo dispose dolcemente sul sedile po-
steriore della Rolls, col capo sul grembo di Ruth.
Pap, pap , ripeteva Storm, con la faccia stravolta dall'orro-
re alla vista del sangue, tremante come un coniglietto spaventato.
Vuoi guidare tu, Michael, per favore? chiese Ruth al giovane
che si era portato accanto alla Rolls. Andiamo in Protea Street.
Con Mbejane che correva di lato, la grossa auto usc dal campo
tra due ali di facce ansiose e imbocc la strada principale.

86.

Mmentre la folla intorno a lui si sparpagliava lentamente, di-
rigendosi verso le carrozze, Dirk Courteney guard la
Rolls sparire in una nuvola di polvere.
Per la reazione gli tremavano le gambe e aveva un senso di nau-
sea. L'escoriazione sulla guancia bruciava come se vi fosse caduto
sopra dell'acido.
Tornando dalla propria carrozza con un pesante revolver dell'e-
sercito in mano, Dennis Petersen gli si accost. 俟ar meglio che tu
vada a farti medicare dal dottor Fraser. Bisogna mettere qualcosa
su quella faccia, disse.
S , rispose distrattamente Dirk, mentre Dennis si avvicinava a
Sun Dancer. Instabile su tre zampe, ma tranquilla, ora la puledra
stava a testa bassa tra due stallieri indigeni.
Dennis pos la canna dei revolver sulla sua fronte. Allo sparo,
l'animale arretr violentemente e cadde, tremando. Le zampe s'irri-
gidirono in un'ultima convulsione, poi la cavalla giacque immobile.
Guardandola, Dirk fu percorso da un brivido e si volt di scatto
per vomitare sull'erba. Un rigurgito caldo e acido. Si asciug la
bocca con il palmo della mano e s'incammin: senza una direzione
precisa, alla cieca, fuori del campo.
Nella sua testa, tenendo il ritmo con le gambe come se si trattas-
se dei ritornello d'un canto di marcia: Non mi vuole. Non mi
vuole.
E poi, con rabbia: Spero che muoia. Ti prego, fa' che muoia.
俊i prego, fa' che muoia, disse Anna Courteney, cos piano
che Garry, in piedi accanto al calessino, non sent. Stava con le
spalle curve e la testa china in avanti e rifletteva: le mani lungo i
fianchi si aprivano e si chiudevano meccanicamente. Con gran len-
tezza ne sollev una e si freg le palpebre.
Vado da lui , disse. Dio mi aiuti, ma devo andare da lui.
No! Te lo proibisco. Lascia... Lascia che soffra come ho soffer-
to io.
Garry scosse la testa. Devo. Questa folli dura da troppo tem-
po. Devo. E prego il Signore che non sia troppo tardi.
Lascia che muoia. E, improvvisamente, fu come se qualcosa
si rompesse nella testa di Anna, schiantata sotto il peso dell'odio
tanto a lungo coltivato. Si alz urlando dal sedile del calesse.
Muori, maledetto! Muori!
Garry la guard allarmato. Controllati, cara.
Muori! Muori! Il suo volto era coperto di chiazze rosse e la
voce le usciva rauca dalla gola, come se qualcuno la stesse strango-
lando. Garry balz accanto a lei e l'avvolse con un abbraccio pro-
tettivo.
Sta' lontano da me. Non toccarmi , strill Anna, cercando di
divincolarsi. Per colpa tua l'ho perduto. Lui cos grande, cos for-
te. Era mio, e a causa tua...
Anna, Anna, ti prego , supplic Garry, tentando di calmarla.
Smettila, cara, non gridare.
Per te, brutto storpio. Per colpa tua. E in quel momento ven-
ne fuori, dovette sgorgare, come pus da un ascesso: Ma ti ho ripa-
gato. L'ho tolto anche a te... E adesso morto. Non lo avrai mai .
E rise, gongolante, fuori di senno.
Anna. Smettila.
Quella sera... Ricordi quella sera? Ma certo!... N tu n lui po-
trete mai dimenticarla. Lo volevo, lo volevo grosso come un toro
sopra di me, lo volevo dentro forte e a fondo, come una volta... Lo
supplicai. Lo implorai. Ma a causa tua, a causa dei suo piccolo e
debole fratello storpio... Cristo, come l'ho odiato! Rise di nuovo,
il suono stridulo del dolore e dell'odio. Mi strappai i vestiti e mi
morsi le labbra, come avevo desiderato che facesse lui. Quando tu
arrivasti, volevo... Ma avevo dimenticato che sei solo un mezzo uo-
mo! Volevo che lo uccidessi... Che lo uccidessi!
Cos pallido che il sudore sul suo volto luccicava come acqua sul
marmo, Garry si stacc da lei con un moto di ribrezzo.
E io che ti ho creduto. Per tutto questo tempo ho creduto che
lui... Quasi cadde dal calessino e si appoggi alla ruota per mante-
nersi in equilibrio. Quanti anni sprecati! E cominci a correre,
arrancando con la gamba di legno.
Vuoi un passaggio, Garry? chiese Dennis Petersen, affian-
candolo con la carrozza.
S. S, grazie! Garry afferr il corrimano e si tir su, accanto
Dennis. Portami da Sean, ti prego. Pi presto che puoi.

87.

Silenziosa, deserta, la grande casa l'avvolgeva come un bozzo-
lo. Buia, con le persiane chiuse, malinconica e immensa, odo-
rava di muffa, come se vecchie passioni fossero morte tra le
sue pareti.
In piedi al centro del salone, Anna grid il suo nome: Theunis
Kraal! .
E le mura spesse attutirono la voce della sua follia.
E' morto! Mi senti? L'ho tolto anche a te. Rise, trionfante,
con le guance inondate di lacrime. Ho vinto! Mi senti? Ho vinto!
La pena distorceva il suo riso.
Raccolse una pesante lampada di vetro e la lanci attraverso la
stanza, fracassandola. Il petrolio si sparse sulla parete e impregn il
tappeto. Theunis Kraal! Mi sent? Ti odio! Odio te, lui... Tutti!
La sua furia esplose; Anna strapp i quadri dalle pareti e li sca-
ravent a terra, cos che i frammenti di vetro scintillarono nella fitta
penombra come gioielli, con una sedia fracass la vetrina e tutte le
vecchie porcellane che conteneva; spazz via i libri dagli scaffali e
ne lacer le pagine.
Ti odio! urlava. Ti odio! E la grande casa attendeva in si-
lenzio. Stanca di emozioni: vecchia, triste e saggia.
Vi odio... Vi odio tutti! Attravers di corsa il corridoio e la
cucina, fino alla dispensa. Sullo scaffale pi basso c'era un conteni-
tore pieno di alcool metilico e la donna lott ansimando con il tap-
po. Quando riusc a toglierlo, il liquido chiaro trabocc e scorse
lungo i lati metallici. Anna afferr il bidone stringendolo con en-
trambe le braccia contro il petto, e torn in cucina. L'alcool si ver-
sava sulla gonna, imbevendola, e si allargava in una striscia sempre
pi estesa sul pavimento di pietra.
Ti odio! Rise, inciamp e, continuando a stringere il bidone,
urt contro il fornello. Il metallo rovente le ustion un fianco, ma
Anna non sent dolore. La gonna impregnata d'alcool strisci con-
tro lo sportello dietro il quale ardevano le braci, una scintilla colp
la stoffa e l'incendi, cos che, quando Anna riattravers il corri-
doio, si lasciava dietro una scia di fumo.
Tornata nel salone, vers l'alcool sui libri e sul tappeto; strapp
le lunghe tende di velluto, ridendo.
Non si accorse delle fiamme, finch non si appiccarono alla sua
sottoveste. Allora ricominci a gridare per il supplizio dei corpo e
della mente straziati. Lasci cadere il bidone, che esplose e l'inond
di un'azzurra fiamma liquida, trasformando il suo viso, i capelli e
tutto il suo corpo in una torcia vivente, una torcia che stramazz e
si contorse e spir prima che il fuoco raggiungesse la paglia dei tetto
di Theunis Kraal.

88.

Stavano l'uno di fronte all'altro nella parte centrale del dhow,
e il sole gettava le loro ombre sul ponte sudicio. Due giovani
alti, entrambi molto abbronzati e coi capelli neri, entrambi
col grande naso dei Courteney... Ed entrambi infuriati. Da poppa,
tre uomini dell'equipaggio arabo li osservavano incuriositi, ma con
discrezione.
Dunque non vuoi tornare a casa? chiese Michael. Ti sei in-
testardito in questa puerilit?
Perch vuoi che torni?
Io? Cristo, se non ti vedessi pi sarei l'uomo pi felice del
mondo. Ladyburg sar una citt pi pulita senza di te.
Allora perch sei venuto?
Perch me l'ha chiesto tuo padre.
Non poteva venire lui stesso? chiese con amarezza Dirk.
Non sta ancora bene. La ferita alla testa era piuttosto grave.
Se mi volesse davvero, sarebbe venuto.
Ha mandato me, no?
Ma perch ha voluto che vincessi tu? Perch mi ha fermato?
Sta' a sentire, Dirk. Tu sei ancora un ragazzo. Ci sono molte
cose che non capisci.
Ma davvero?! esclam Dirk, gettando indietro la testa e
scoppiando in una risata sprezzante. 隹h no, io capisco tutto! E
adesso farai meglio a scendere. Stiamo per salpare.
Ascolta, Dirk...
Vattene. Torna da lui... Puoi prenderti anche la mia parte.
Stammi a sentire, Dirk. Sean mi ha detto che, se ti fossi rifiu-
tato di tornare, avrei dovuto darti questa , e Michael estrasse una
busta dalla tasca interna della giacca, tendendola a Dirk.
Cos'?
Non so... Immagino che sia denaro.
Dirk si avvicin lentamente e prese la busta.
Vuoi che gli dica qualcosa?
Dirk scosse la testa e Michael, voltatosi, scese con un balzo sul
pontile di legno. Nello stesso istante si ud un tramestio: gli arabi
stavano mollando le cime.
In piedi sull'estremit del molo, Michael guard la piccola, toz-
za imbarcazione scivolare sulle acque della baia di Durban. Poteva
sentire ancora il puzzo della sua sentina; le fiancate erano striate di
escrementi umani; l'unica vela che saliva lentamente, mentre l'equi-
paggio inalberava la lunga antenna di teak, era macchiata e rattop-
pata come una vecchia trapunta.
Il vento la invest e l'imbarcazione si mosse sulla sporca acqua
verde, puntando verso la diga, dove le onde si frangevano languida-
mente in schiuma.
I due fratellastri si fissarono, mentre la distanza tra loro aumen-
tava sempre pi. Nessuno dei due fece cenni di saluto o sorrise. Il
dhow prese il largo. Il volto di Dirk era una macchiolina bruna sul
bianco dell'abito tropicale. Poi, improvvisamente, si ud la sua vo-
ce. Digli... Flebile, lontana. Digli...
Il resto si perse nel vento e nel debole sciabordio dell'acqua sot-
to il molo.

89.

Dall'orlo della scarpata, dove erano seduti, i muri di Theunis
Kraal sembravano pietre tombali annerite dal fumo indi-
canti un cimitero dell'odio.
亟' ora che cominci a ricostruire , brontol Sean. Non puoi
restare per sempre in Protea Street.
No. Garry fece una pausa prima di continuare: Ho gi scel-
to il punto in cui sorger la nuova casa... Laggi, dietro la cisterna
numero due .
Entrambi distolsero gli occhi dalle rovine e rimasero in silenzio,
finch Garry chiese timidamente: Vorrei che tu dessi un'occhiata
al progetto. Non sar grande come la vecchia casa, ora che siamo
solo io e Michael. Non potresti... .
青erto, disse in fretta Sean. 促erch non lo porti a Lion Kop
domani sera? Ruth vorrebbe averti a cena.
Mi piacerebbe.
侮ieni presto, disse Sean, e cominci a sollevarsi dalla roccia
su cui stava seduto. Si muoveva lentamente, in modo goffo... E
Garry balz in piedi per aiutarlo. Contrariato dalla debolezza del
proprio corpo che guariva con tanta lentezza, Sean si sarebbe volen-
tieri scrollato di dosso le mani zelanti di Garry. Ma l'espressione sul
viso del fratello lo trattenne. 隹iutami finch non siamo sul terreno
liscio, per piacere, disse in tono burbero. A fianco a fianco, Sean
col braccio intorno alle spalle di Garry, si diressero verso il punto in
cui avevano lasciato il calessino.
Con cautela Sean vi sal e si sistem sul sedile di cuoio imbotti-
to. Grazie. Raccolse le redini e sorrise a Garry, il quale arross di
piacere e spost lo sguardo sui filari di giovani acacie che si estende-
vano all'infinito sulle colline di Theunis Kraal.
Sembra che vengano su bene, vero? chiese.
Tu e Michael avete fatto miracoli quass , assent Sean.
Fratelli Courteney e Figlio. Garry pronunci a bassa voce il
nome della nuova societ che aveva fuso le propriet di Lion Kop e
di Theunis Kraal in un'unica immensa tenuta. Alla fine, tutto si
sistemato, cos come sarebbe dovuto accadere molto tempo fa.
A domani, Garry. Sean fece schioccare le redini e il calessino
si mosse, sobbalzando dolcemente sulla superficie irregolare della
nuova strada.
隹 domani, Sean, gli grid dietro Garry, e segu con lo sguar-
do il calesse finch scomparve tra gli alberi. Poi raggiunse il proprio
cavallo e mont in sella. Si ferm ancora un momento a guardare le
file lontane di braccianti zulu che lavoravano cantando e scorse Mi-
chael che cavalcava tra loro, arrestandosi di tanto in tanto per esor-
tarli.
Garry cominci a sorridere, e quel sorriso attenuava le rughe in-
torno ai suoi occhi. Tocc il cavallo con gli speroni e scese al trotto
per unirsi a Michael.

Questo volume stato impresso
nel mese difebbraio dell'anno 1995
presso Arnoldo Mondadori Ed鮅ore S.p.A.
Stabilimento Nuova Stampa di Mondadori
Cles (TN).







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