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PHILIP K. DICK


BLADE RUNNER

















































Prima Edizione: 1996
Titolo originale: DO ANDROIDS DREAM OF ELECTRIC SHEEP? 1968 by Philip K. Dick
Traduzione di Riccardo Duranti 1996 by Fanucci Editore,
Via delle Fornaci 66, 00165 Roma
Propriet letteraria ed artistica riservata Stampato in Italia - Printed in ltaly
NOTA DEL TRADUTTORE
Nel tradurre un'opera come questa c' il rischio di identificarsi empaticamente con gli androidi, in quanto, al pari di loro, il traduttore si sente quasi come l'autore, senza per la minima speranza di diventarlo mai del tutto, perch la scintilla della creazione originale gli negata, per definizione, sin dall'inizio. Restano comunque i margini di autonomia e di in- ventivit artigianale nel tentare di surrogare il linguaggio e le emozioni che lo scrittore ha cercato di comunicare ai suoi lettori originari. E dati i caratteri di ambiguit e di anacroni- smo spiazzante che Dick semina a piene mani in questo come in altri suoi libri, l'ambiguo ruolo di mediazione del traduttore ne risulta in qualche modo rafforzato.
In attesa che sia sviluppato un equivalente del test di Voigt-Kampff per misurare il tasso di empatia di una traduzione (alla fine del quale spero di non essere sbrigativamente "riti- rato" da qualche cacciatore di taglie editoriali), d conto di alcune delle scelte operate nel corso di questa nuova versione del romanzo di Philip K. Dick.
Ho ritenuto di mantenere l'alternarsi terminologico dell'originale tra "android" e il pi familiare "andy", usando rispettivamente "androide" e il diminutivo "droide", ormai entrato nell'uso dei lettori di fantascienza e degli appassionati dicomputer-games italiani: certo, "Andy" ha il vantaggio, negato all'italiano,di suonare come il diminutivo di un nome pro- prio, aumentando il margine di confusione con la sfera umana. Quanto al personaggio di J.R. Isidore ho mantenuto la curiosa duplicit dei termini che si riferiscono a lui: quello po- polare e offensivo di "cervello di gallina" e quello ufficiale e equivocamente qualificante di "speciale", esempio profetico di nomenclatura "politically correct". A proposito di definizioni ufficiali, ho scelto di tradurre "World War Terminus", l'evento che ha dato inizio alla civilt spietatamente mite in cui agiscono i personaggi del romanzo, con "Ultima Guerra Mondia- le" sia per evitare spiacevoli rime, sia per sfruttare l'ambiguit, ordinale e apocalittica, del- l'evento italiano. Analogamente, "Mercerism" stato reso "Mercerianesimo" piuttosto che "Mercerismo", per sottolineare, attraverso la similitudine morfologica con Cristianesimo, il carattere religioso piuttosto che politico-ideologico di una delle pi geniali invenzioni di Dick.
Quanto ai neologismi, una delle sfide pi stimolanti per un traduttore, ho scelto "modu- latore di umore" piuttosto che "organo dell'umore" per il carattere tecnico e meno... orga- nico che il primo termine da a questo strumento, che ironicamente intende sottolineare l'e- quivoca dipendenza degli umani da una manipolazione tecnologica esterna, uno dei temi principali e pi interessanti del romanzo. La "hovercar" diventata una "aeromobile" per richiamare le analogie d'uso con l'automobile e il "videophone" un "videofono" piuttosto che un "videotelefono" per rispettare il carattere abbreviato dell'originale. Ho scelto di tra- durre "kipple", il termine coniato da Dick per indicare il trionfo di quei processi entropici che attraversano come una vera e propria filigrana tutti i suoi romanzi, con "palta", parola dialettale esistente, ma abbastanza insolita in italiano e quindi con efficaci connotazioni stranianti non lontane, dal punto di vista del significato, da quelle che l'autore ha affidato al suo neologismo che, peraltro, ricava solo dal contesto di tutta la sua forza.
Per finire, un'annotazione marginale: in questo romanzo Dick fa solo un rapido accenno agli "homeopapers", ovvero agli "omeogiornali", una delle sue straordinarie intuizioni me- diologiche, i giornali personalizzati dove cio ogni lettore trova stampate, e quindi legge, solo le notizie che vuole leggere: una preveggente anticipazione di un uso riduttivo e pa- radossale dell'enorme potenziale di informazioni reso disponibile da tecnologie avanzate tipo Internet.
Riccardo Duranti
A MAREN AUGUSTA BERGRUD 10 AGOSTO 1923-14 GIUGNO 1967
E ANCORA SOGNO I SUOI PASSI SUL PRATO; LA RUGIADA CALPESTA SPETTRALE,
TRAFITTO DAL MIO CANTO TRIONFALE. W.B. Yeats













AUCKLAND
UNA TESTUGGINE DONATA DALL'ESPLORATORE COOK AL RE DI TONGA NEL 1777
DECEDUTA IERI ALL'ET DI QUASI DUECENTO ANNI.
L'ANIMALE, IL CUI NOME TU'IMALILA, MORTO NEI GIARDINI DEL PALAZZO REALE
A NUKU, ALOFA, CAPITALE DI TONGA.
IL POPOLO DI TONGA CONSIDERAVA L'ANIMALE ALLA STREGUA DI UN MEMBRO
DELLA FAMIGLIA REALE E CUSTODI PARTICOLARI ERANO DESTINATI AD ACCUDIRLO. ERA DIVENUTO CIECO IN SEGUITO A UN INCENDIO ALCUNI ANNI PRIMA.
RADIO TONGA HA DICHIARATO CHE LA CARCASSA DI TU'IMALILA VERR INVIATA AL MUSEO DI AUCKLAND IN NUOVA ZELANDA.
Reuters, 1966
CAPITOLO PRIMO
Una gioviale scossetta elettrica, trasmessa dalla sveglia automatica incorporata nel modulatore d'umore che si trovava vicino al letto, dest Rick Deckard. Sorpreso - lo sorprendeva sempre il trovarsi sveglio senza alcun preavviso - si alz dal letto con indosso il pigiama multicolore e si stiracchi. Ora, nell'altro letto, anche Iran, sua moglie, schiuse gli occhi grigi, tutt'altro che gioviali, sbatt le palpebre, quindi gemette e li richiuse.
Hai programmato il tuo Penfield a volume troppo basso, le disse. Te lo alzo e ti sve- glierai come si deve e...
Gi le mani dai miei programmi. La voce della donna aveva un tono di tagliente ama- rezza. Non voglio svegliarmi. Le si sedette accanto, si chin su di lei, e le spieg con dolcezza. Se regoli la scossa su un livello abbastanza alto, sarai contenta di svegliarti, ca- pito? Al livello C supera la soglia che blocca lo stato di coscienza; con me, perlomeno, fun- ziona. Con premura e delicatezza, perch si sentiva ben disposto verso il mondo - lui a- veva scelto il livello D - la tocc sulla spalla nuda, pallida.
Toglimi di dosso quelle manacce da sbirro! esclam Iran.
Non sono uno sbirro. Si sent irritato, ora, senza che avesse digitato il codice
corrispondente.
Sei peggio di uno sbirro, disse la moglie, gli occhi ancora chiusi. Sei un assassino al
soldo degli sbirri.
In vita mia non ho mai ucciso un essere umano. L'irritazione si era intensificata, ades-
so; si era mutata in aperta ostilit.
Iran precis: Solo quei poveri droidi.
Per mi pare tu non abbia mai in alcun modo esitato a spendere il denaro delle taglie che porto a casa per una qualsiasi cosa che per un attimo riesce ad attrarre la tua atten- zione. Si alz e si port al quadro di comando del suo modulatore d'umore. Invece di ri- sparmiare, disse, cos da permetterci dicomprare una pecora vera, per rimpiazzare quella finta, quella elettrica, su di sopra. Ci possiamo permettere solo un animale elettrico. E pensare la fatica che ho fatto in tutti questi anni per farmi una posizione!. Alla tastiera si trov indeciso tra il codice di un inibitore talamico (che avrebbe bloccato lo stato d'ani- mo arrabbiato) o di uno stimolante talamico (che l'avrebbe reso sufficientemente stizzoso da prevalere nel battibecco).
Se digiti il codice, disse Iran, occhi aperti e vigili, per ottenere un astio maggiore, guarda che lo faccio anch'io. Chieder il massimo e allora vedrai un litigio che far impal- lidire qualsiasi discussione che abbiamo mai avuto finora. Fai quel numero e vedrai; met- timi alla prova. Si alz anche lei, lesta, si port al quadro di controllo del proprio modula- tore d'umore e gli rivolse uno sguardo di sfida. Aspettava.
Lui sospir, sconfitto dalla minaccia. Digito il codice di quello che c' sulla mia agenda per oggi. Consultando il programma del 3 gennaio 1992, vide che gli si richiedeva un at- teggiamento professionale, da uomo d'affari. Se io digito il codice secondo programma, disse cauto, sei d'accordo a farlo anche tu? Attese, astuto quanto basta da non impe- gnarsi prima che la moglie accondiscendesse a seguire il suo esempio.
La mia agenda per oggi prevede sei ore di depressione autoaccusatoria, disse Iran. Cosa? Perch hai messo in programma una cosa del genere? Andava contro la finalit
del modulatore d'umore. Nemmeno sapevo si potesse programmare a quel modo, disse cupo.
Me ne stavo qui seduta, un pomeriggio, disse Iran, come al solito ero sintonizzata su Buster Friendly e i suoi Simpatici Amichetti, e lui stava parlando di una grande notizia che era sul punto di dare quando si inserita quell'orribile pubblicit, quella che odio; quella
delle Braghette in Piombo Montibank. Cos perun minuto ho tolto l'audio. E cos ho sentito il palazzo, questo edificio; ho sentito gli... Fece un gesto per indicare tutto intorno a s.
Appartamenti vuoti, complet la frase Rick. A volte anche lui li sentiva la notte, quan- do avrebbe dovuto essere gi addormentato. Eppure, a quell'epoca, un condapp abitato a met si collocava nella parte alta della classifica di densit abitativa; fuori, in ci che prima della guerra era stata la fascia suburbana, si potevano trovare edifici completamente vuo- ti... almeno, cos aveva sentito dire. Aveva lasciato che quell'informazione rimanesse di se- conda mano; come la maggior parte della gente, non ci teneva a farne esperienza diretta.
In quell'istante, continu Iran, quando ho tolto l'audio, ero d'umore 382; avevo ap- pena composto il numero. Bench percepissi intellettualmente quel vuoto, non lo sentivo. La prima reazione stata quella di ringraziare il cielo che ci potevamo permettere un mo- dulatore d'umore Penfield. Ma poi mi sono resa conto di quanto fosse malsano percepire l'assenza di vita, non solo in questo palazzoma ovunque, e non reagire; capisci? Credo di no. Ma questo veniva una volta considerato segno di malattia mentale; la chiamavano "as- senza di affetto adeguato". Cos ho lasciato l'audio a zero e mi sono messa alla tastiera del modulatore d'umore per fare qualche esperimento. Alla fine ho trovato la combinazione della disperazione. Il volto scuro, spavaldo, mostrava soddisfazione come se avesse con- seguito un risultato di valore. E cos l'ho messa in agenda due volte al mese; ritengo sia un lasso di tempo ragionevole per disperarsi di tutto, di esser rimasti qui sulla Terra dopo che chiunque fosse sufficientemente svegli emigrato, non credi?
Ma in uno stato d'animo cos旎, obiett Rick, finisce che ci rimani dentro, non digiti pi un codice per uscirne. Una disperazione del genere, sulla realt globale, si autoperpetua.
Io programmo un codice automatico per tre ore dopo, ribatt melliflua la moglie. Un 481. Consapevolezza delle molteplici possibilit che mi si aprono davanti nel futuro; nuova speranza che...
Lo conosco il 481, la interruppe. Aveva composto molte volte quella combinazione, ci faceva molto affidamento. Senti, le disse, sedendosi sul letto e prendendole le mani per attirarla a s, anche con l'interruzione automatica pericoloso entrare in uno stato di de- pressione, di qualsiasi tipo. Lascia perdere quello che hai in agenda e io lascio perdere il mio programma. Facciamo insieme un 104, ci entriamo tutti e due, poi tu resti l mentre per me riprogrammo l'atteggiamento professionale. Cos riuscir a fare un salto in terrazza a dare un'occhiata alla pecora e poi andr in ufficio; e intanto sapr che tu non te ne stai qui immersa in pensieri tetri senza la TV. Lasci le lunghe dita sottili e attravers l'ampia camera verso il salotto che ancora tratteneva un leggero sentore delle sigarette della sera prima. Si chin ad accendere la TV.
Dalla camera giunse la voce di Iran. Non sopporto la TV prima di colazione. Fai l'888, disse Rick mentre l'apparecchio si riscaldava. Desiderio di guardare la TV,
qualsiasi cosa trasmetta.
Adesso non ho voglia di fare un bel niente, rispose Iran. Allora fai il 3, le disse.
Non posso digitare un numero che stimola nella corteccia cerebrale il desiderio di com- porre un codice! Se non voglio fare un numero, quello il numero che voglio fare meno di tutti, perch poi mi verrebbe voglia di comporre un altro numero, e aver voglia di compor- re un numero al momento la voglia che sento meno; me ne voglio solo star qui seduta sul letto a fissare il pavimento. La voce le si era fatta affilata, carica di toni freddi e de- primenti, e l'anima le si rapprendeva e cessava di muoversi, e come una specie di onnipre- sente e pesantissima pellicola istintiva, un'inerzia quasi assoluta, si depositava su di lei.
Rick alz il volume della TV e la voce di Buster Friendly rimbomb riempiendo la stanza. ...Oh-oh, gente! giunto il momento di un breve aggiornamento sul tempo di oggi. Il satellite Mangusta ci dice che la pioggia di polvere sar molto pronunciata intorno a mezzo-
giorno, ma poi tender a diminuire. Perci tutti voi, amici, che vorrete avventurarvi all'a- perto...
Iran apparve al suo fianco, con le frange della lunga camicia da notte che sfioravano il pavimento, e spense la TV. OK, cedo; faccio un numero. Quello che tu vuoi che io sia, qualsiasi cosa; estatica beatitudine sessuale... Mi sento talmente male che sopporterei per- fino quella. Che diamine! Tanto, che differenza fa?
Faccio io un numero per tutti e due, disse Rick, e la ricondusse in camera. Sulla ta- stiera di lei, Rick batt il 594: compiaciuto riconoscimento della superiore saggezza del marito in ogni campo. Sulla propria tastiera digit il codice di un atteggiamento creativo e senza preclusioni nei confronti del lavoro, anche se non ne aveva molto bisogno; in fondo, era il suo stato d'animo abituale e innato, anche senza ricorso alla stimolazione cerebrale artificiale del Penfield.
Dopo una colazione veloce - la discussione con la moglie gli aveva fatto perdere tempo - Rick, gi vestito per avventurarsi fuori casa, protetto anche dalla Braghetta in Piombo Montibank, modello Aiace, sal in terrazzo, alpascolo pensile coperto dove la sua pecora elettrica "brucava". Dove quel complesso marchingegno automatico ruminava ebbro di soddisfazione simulata, riuscendo a infinocchiare gli altri inquilini del palazzo.
Certo, anche alcuni dei loro animali erano surrogati animati da circuiti elettronici - ma naturalmente lui non aveva mai ficcato il naso in quelle faccende, non pi di quanto i suoi vicini avessero indagato sui veri meccanismi che animavano la sua pecora. Niente sarebbe potuto essere pi indiscreto. Chiedere: Ma la tua pecora autentica? sarebbe stata u- n'offesa al galateo, peggio che chiedere a unqualsiasi cittadino se i suoi denti, capelli o organi interni sarebbero risultati genuini a una verifica.
L'aria mattutina, traboccante di granelli di polvere radioattivi, tanto grigi da oscurare il sole, era come se gli ruttasse tutt'attorno,tormentandogli il naso con il suo cattivo odore; senza volerlo inspir il fetore della morte. Insomma, forse esagero un po' a definirlo cos, si disse nel dirigersi verso l'appezzamento erboso che, insieme al fin troppo grande ap- partamento di sotto, costituiva la sua propriet. L'eredit che l'Ultima Guerra Mondiale si era lasciata dietro aveva perso forza; coloro che non erano riusciti a sopravvivere alla pol- vere erano scivolati nell'oblio anni prima, e la polvere, ormai attenuata la sua virulenza, trovandosi ad affrontare i pi robusti sopravvissuti, si limitava a sconvolgerne le menti e le caratteristiche genetiche. Nonostante lo schermo protettivo di piombo, la polvere - senza alcun dubbio - gli filtrava addosso e addirittura dentro, gli portava ogni giorno, fino a quando non avrebbe trovato il coraggio di emigrare, un piccolo carico di sozzura contami- nante. Fino a quel punto, i controlli medici mensili lo avevano confermato come regolare: un maschio in grado di riprodursi entro i limiti di tolleranza stabiliti dalla legge. Per, da un mese all'altro, le analisi deimedici del Dipartimento di Polizia di San Francisco avrebbero potuto fornire risultanze diverse. Ogni giorno c'erano persone riclassificate come speciali: regolari ormai trasformati dall'onnipresente polvere. Lo slogan che a quel tempo i manife- sti, gli annunci TV, e i dpliant postali del governo sbandieravano recitava: Emigrate o degenerate! A voi la scelta! Verissimo, pensava Rick aprendo il cancello che immetteva nel piccolo pascolo e avvicinandosi alla pecora elettrica. Ma io non posso emigrare, disse tra s. Per via del mio lavoro.
Il proprietario dell'appezzamento adiacente,Bill Barbour, che era anche il suo vicino d'appartamento, lo salut; come Rick, era in abiti da lavoro e anche lui si era fermato a salutare il proprio animale.
La mia cavalla, dichiar Barbour raggiante, incinta. Indic la grossa percheron, ritta a fissare lo spazio vuoto con guardo assente. Allora, che ne dici?
Dico che tra non molto avrai due cavalli, rispose Rick. Aveva raggiunto la pecora, a-
desso; se ne stava distesa a ruminare, gli occhi guardinghi fissi su di lui per capire se le avesse portato dei fiocchi d'avena. La finta pecora era dotata di un circuito avenotropico; alla vista dei cereali si sarebbe alzata un po' fatica e si sarebbe avvicinata trotterellando in modo abbastanza convincente. E di chi incinta, chiese Rick a Barbour. Del vento?
Ho comprato del plasma fecondante della migliore qualit disponibile in California, lo inform Barbour. Grazie a delle conoscenze che ho nell'Amministrazione Agraria Statale. Non ti ricordi che la scorsa settimana un loro ispettore venuto a vedere Judy? Non vedo- no l'ora che partorisca; un animale di livello superiore, senza pari. Barbour batt orgo- glioso la mano sul collo della cavalla e lei volse la testa verso di lui.
Hai mai pensato di venderla? chiese Rick. Pregava il cielo che gli concedesse un caval- lo, anzi un animale qualsiasi, purch vero. Il possederne e il mantenerne uno fraudolento riusciva pian piano, non si sa come, a demoralizzare chiunque. Eppure, da un punto di vista "sociale" era una scelta obbligata, se mancava l'animale vero. Dunque non aveva altra scelta se non continuare. Anche se non gliene fosse importato pi nulla, c'era sempre sua moglie e Iran ci teneva, eccome. Moltissimo.
Sarebbe immorale vendere la cavalla, disse Barbour. Vendi il puledro, allora. Posse- dere due animali pi immorale che non averne affatto.
Interdetto, Barbour ribatt: Ma che dici? Un sacco di gente ha due animali, anche tre, quattro e perfino, prendi Fred Washborne, per esempio - sai, il proprietario dell'impianto di trattamento delle alghe, dove lavora mio fratello - cinque. Non hai visto il Chronicle di ieri, con quell'articolo sulla sua papera? Pare che sia la pi grossa, la pi pesanteMoscovy della Costa Occidentale. Gli occhi gli luccicarono, nell'immaginare un lusso del genere; scivol a poco a poco in uno stato di trance.
Frugando nelle tasche della giacca, Rick trov la copia - sgualcita per il lungo studio - del supplemento di gennaio del Catalogo Sidney degli Animali e degli Uccelli. Consult l'in- dice, trov puledri (vedasi "cavalli, riprod.") ed ebbe subito il prezzo corrente su scala na- zionale. Posso comprare un puledro percheron da Sidney per cinquemila dollari, disse ad alta voce.
Neanche per sogno, disse Barbour. Guarda bene il listino; il prezzo in corsivo. Vuoi dire che non ce n' nemmeno uno disponibile, ma che quello sarebbe il prezzo se ci fos- se.
Mettiamo che ti pago cinquecento dollari al mese per dieci mesi. Prezzo di listino pie- no.
In tono di compatimento, Barbour disse: Deckard, non capisci niente di cavalli; ci sar un motivo, no?, se Sidney non ha nemmeno un puledro percheron. I puledri percheron non cambiano di mano... nemmeno a prezzo di catalogo. Ce ne sono troppo pochi, anche considerando quelli di qualit inferiore. Si sporse dallo steccato che divideva i due appezzamenti, gesticolando. Judy ce l'ho da tre anni e in tutto questo tempo non ho mai visto una fattrice percheron che le stia alla pari. Per acquistarla sono volato fino in Canada e l'ho riportata qui io di persona con un furgone, per assicurarmi che non me la rubassero. Se porti un animale del genere in un angolo qualsiasi del Colorado o del Wyoming, ti dan- no una botta in testa e se lo rubano. E sai perch? Perch una volta, prima dell'Ultima Guerra Mondiale, ce n'erano letteralmente a centinaia...
Per蚧, lo interruppe Rick, il fatto che tu abbia due cavalli e io nemmeno uno contra- sta con l'intera struttura teologica e morale che sta alla base del Mercerianesimo.
Ma hai la pecora, diamine, puoi seguire l'Ascesa nella tua vita individuale, e quando af- ferri le due maniglie della scatola empatica, in fondo ti presenti in modo rispettabile. Se non avessi la tua vecchia pecora, allora troverei qualcosa di logico nel tuo ragionamento. Certo, se io avessi due animali e tu neanche uno, sarei colpevole di privarti di un'autentica fusione con Mercer. Ma ogni famiglia in questo palazzo... vediamo; sono cinquanta circa:
una ogni tre appartamenti, direi... ciascuno di noi ha un qualche tipo d'animale. Graveson ha quel pollo l嗷. Indic verso nord . Oakes e la moglie hanno quel cagnolone rosso che abbaia tutta la notte. Pens un attimo. Credo che Ed Smith abbia un gatto gi nell'ap- partamento; almeno, cosi dice lui, ma nessuno l'ha mai visto. possibile che menta.
Raggiunta la pecora, Rick si chin, cercando tastoni nel fitto vello bianco - la lana alme- no era autentica - finch non trov quello che cercava: il pannello di controllo nascosto con i comandi della macchina. Sotto lo sguardo di Barbour, apr di colpo il coperchio del pannello, rivelandone la presenza. Vedi? disse rivolto al vicino. Capisci adesso perch mi interessa tanto il tuo puledro?
Dopo un certo lasso di tempo Barbour disse, Oh, poverino! Ma sempre stata finta? No, rispose Rick, richiudendo il coperchio del pannello della pecora elettrica; si rad-
drizz e guard in faccia il vicino. Avevo una pecora vera, all'inizio. Ce la lasci mio suo- cero quando emigr. Poi, pi o meno un anno fa, ti ricordi quella volta che l'ho portata dal veterinario... eri quass quel mattino quando l'ho trovata coricata su un fianco senza che riuscisse ad alzarsi.
Ma la rimettesti in piedi, disse Barbour, annuendo nel ricordarsene. Certo, riuscisti a farla alzare, ma poi dopo un minuto o due che camminava ricadde a terra.
Rick disse, Le pecore prendono delle strane malattie. O per dirla in altre parole, le pe- core si prendono un sacco di malattie diverse ma i sintomi sono sempre gli stessi; l'anima- le non riesce ad alzarsi e non c' modo di stabilire quanto sia grave, se si tratta cio solo di una zampa slogata o se sta morendo di tetano. Cos morta la mia: tetano.
Quass? chiese Barbour. Sul tetto?
Il fieno, spieg Rick. Quella volta non avevo levato tutto il fil di ferro dalla balla, ne
lasciai un frammento e Groucho - allora la chiamavo cos - ci si graffi e cos contrasse il tetano. L'ho portata dal veterinario ed morta; io ci ho pensato un po' su e mi sono deci- so a chiamare una delle ditte che producono animali artificiali. Ho mostrato loro una fotografia di Groucho. Mi hanno costruito questa. Indic l'animale meccanico che accucciato continuava intento a ruminare, ancora all'erta per individuare un qualsiasi indizio della presenza dei fiocchi d'avena. Hanno fatto un gran bel lavoro, roba di qualit. E io ci ho messo tanto tempo e attenzione per accudirla; tanto quanto ne mettevo per Groucho. Per... Alz le spalle.
Non la stessa cosa, concluse Barbour.
Comunque, ci manca poco. Accudendola, si provano le stesse sensazioni; bisogna te-
nerla d'occhio proprio come quando era davvero viva. Perch potrebbe guastarsi e allora tutti nel palazzo capirebbero. L'ho portata inriparazione sei volte, per lo pi per piccole
disfunzioni, ma se qualcuno se ne fosse accorto - per esempio una volta si guastato il nastro-voce e non la smetteva pi di belare - avrebbe capito che si trattava di un guasto meccanico. Aggiunse: Naturalmente il furgone delle riparazioni porta la scritta "Ospeda- le degli Animali Tal dei Tali" e l'autista vestito come un veterinario, tutto in bianco. D'improvviso guard l'orologio, ricordandosidell'ora. Devo scappare al lavoro, disse a Barbour. A stasera.
Mentre si dirigeva alla macchina, Barbour gli grid dietro: Ehm, non ti preoccupare, non lo dir a nessuno qui nel palazzo.
Rick si ferm e stava per ringraziarlo. Ma poi qualcosa di simile alla disperazione di cui aveva parlato prima Iran venne come a toccarlo sulla spalla e allora rispose: Non so; for- se non fa nessuna differenza.
Ma ti guarderanno dall'alto in basso. Non tutti, ma qualcuno di sicuro. Lo sai cosa ne pensa la gente di chi non si prende cura di un animale; lo considerano immorale e anti- empatico. Cio, da un punto di vista tecnico non pi un crimine, com'era subito dopo l'Ultima Guerra Mondiale, ma di fatto la gente lo reputa ancora tale.
Perdio, disse adagio Rick, agitando le mani vuote. Io voglio un animale; cerco in continuazione di comprarne uno. Ma con il mio stipendio, con quello che guadagna un di- pendente comunale... Se, pens, tornassi ad avere fortuna nel lavoro. Come due anni fa quando riuscii a beccare quattro droidi in un mese. Se l'avessi saputo allora, pens, che Groucho mi moriva... ma fu prima del tetano. Prima di quei cinque centimetri di fil di ferro, acuminati come un ago ipodermico.
Potresti comprarti un gatto, propose Barbour. I gatti sono a buon mercato; guarda sul catalogo.
Rick disse calmo: Non voglio un animale da tenere in casa. Voglio quello che avevo, un animale di grande taglia. Una pecora o, se metto insieme i soldi, una mucca, un bue o uno come il tuo, un cavallo. Si rese conto che la ricompensa per l'eliminazione di cinque droidi sarebbe bastata. Mille dollari l'uno, oltre il mio stipendio. Allora, da qualche parte, potrei trovare da qualcuno quello che voglio. Anche se la voce nel Catalogo degli Animali e degli Uccelli era in corsivo. Cinquemila dollari - ma, pens, prima i cinque droidi devono venire sulla Terra da uno dei pianeti colonizzati; io non posso farci nulla, non posso mica costrin- gerne cinque a venire proprio qui, e anche se potessi, ci sono altri cacciatori di taglie ap- partenenti ad altre agenzie di polizia di tutto il mondo. I droidi dovrebbero proprio venire a stabilirsi nella California settentrionale, e il pi anziano e autorevole cacciatore di taglie della zona, Dave Holden, dovrebbe morire o andare in pensione.
Comprati un grillo, gli consigli per scherzo Barbour. O un topo. Ehi, con venticinque dollari ti compri un topo adulto!
Guarda che anche la tua cavalla potrebbe morire, come morto Groucho, senza alcun preavviso. Quando rientri dal lavoro stasera potresti trovarla sdraiata sulla schiena, zampe all'aria, come uno scarafaggio. O come hai detto tu, come un grillo. Se ne and, con le chiavi dell'auto gi in mano.
Scusa se ti ho offeso, disse Barbour, nervoso.
In silenzio Rick Deckard apr la portiera della sua aereomobile. Non aveva altro da dire al
vicino; la sua mente era gi rivolta al lavoro, alla giornata che lo attendeva.
CAPITOLO SECONDO
All'interno di un gigantesco edificio vuoto e cadente, in cui un tempo avevano abitato migliaia di persone, un unico apparecchio televisivo gracchiava dentro una stanza deserta. Prima dell'Ultima Guerra Mondiale, questo rudere ormai senza padroni aveva goduto di cure e lavori di manutenzione. Qui un tempo sorgeva la fascia suburbana di San Francisco; dal centro era un breve tragitto sulla monorotaia del sistema di trasporto rapido; l'intera penisola gorgheggiava come un uccello canterino, piena di vita e di opinioni e dispute, ma ormai gli accorti proprietari erano tutti morti oppure emigrati su un pianeta colonizzato. Per lo pi erano morti; era stata una guerra disastrosa nonostante le predizioni spavalde del Pentagono e del suo tronfio vassallo scientifico, la Rand Corporation - che, anzi, aveva sede proprio da queste parti. Come i proprietari degli appartamenti, anche quell'azienda se n'era andata, evidentemente senza intenzionedi tornare. Nessuno ne sentiva la mancan- za.
Inoltre, nessuno oggi si ricordava del perch ci si fosse trovati in guerra, n chi avesse vinto, ammesso che qualcuno avesse vinto. La polvere che aveva contaminato la maggior parte della superficie del pianeta non aveva avuto origine in una nazione particolare, e nessuno, nemmeno il nemico al tempo di quella guerra, l'aveva prevista. Dapprima, stra- namente, erano morte le civette. A quel tempo era stato quasi buffo: gli uccelli, imbottiti nella loro lanugine chiara, giacevano stecchiti qua e l, nei giardini e lungo le strade. Dato che uscivano dal nido solo dopo il crepuscolo, secondo quelle che erano le loro abitudini prima di estinguersi, di solito le civette sfuggivano all'osservazione. Le pestilenze medievali si erano manifestate in modi simili, con more di moltitudini di topi. Questa epidemia, inve- ce, era calata dall'alto.
Dopo le civette, naturalmente, caddero gli altri uccelli, ma a quel punto il mistero era stato compreso e svelato. Uno stentato programma di colonizzazione era gi stato avviato prima della guerra, ma ora che il Sole aveva cessato di splendere sulla Terra la colonizza- zione era entrata in una nuova fase, del tutto diversa. Contemporaneamente, un'arma da guerra - il Combattente per la Libert Sintetico - era stata modificata; in grado di funziona- re su un mondo alieno, il robot umanoide -in senso stretto, l'androide organico - era dive- nuto il fattore trainante del programma di colonizzazione. Ai sensi di una legge dell'ONU, ogni emigrante aveva diritto al possesso di una sottospecie di androide a sua scelta e nel 1990 l'assortimento dei modelli aveva superatoogni possibile immaginazione, pi o meno come nel caso delle automobili americane degli anni sessanta.
Si era trattato del massimo incentivo all'emigrazione: il servo androide era la carota, la pioggia radioattiva il bastone. L'ONU aveva incoraggiato l'emigrazione e reso difficile, se non impossibile, il rimanere. Attardarsi sulla Terra significava correre il rischio di trovarsi classificati come biologicamente inaccettabili, una minaccia per la purezza del retaggio ge- netico della razza. Una volta etichettato come speciale, un cittadino, anche se accettava la sterilizzazione, era espulso dalla storia. Cessava, in effetti, di far parte del genere umano. Eppure, c'era ancora, qui e l, chi si rifiutava di emigrare; e questa decisione rappresenta- va un atto di un'irrazionalit sconcertante perfino agli occhi delle persone coinvolte in prima persona. Da un punto di vista logico, ogni regolare sarebbe gi dovuto emigrare. For- se, per quanto devastata, la Terra rimaneva un posto familiare a cui restare attaccati. Op- pure, pu darsi che il non-emigrante immaginasse che la coltre di polvere si sarebbe a un certo punto esaurita. Ad ogni modo, migliaia di individui erano rimasti sulla Terra, per lo pi disseminati in aree urbane dove erano fisicamente in grado di vedersi, rincuorarsi con la loro reciproca presenza. Queste persone sembravano essere quelle relativamente a po- sto di cervello. Oltre a loro, c'era anche un altro residuo di umanit un po' dubbia: alcuni
strani esseri vagavano ancora nelle periferie praticamente abbandonate.
John Isidore, martellato dai suoni gracchianti provenienti dal televisore acceso in salotto
mentre si radeva nel bagno, era uno di quelli.
Era arrivato l mentre vagava senza meta, subito dopo la guerra. In realt, in quel perio-
do cos brutto nessuno sapeva pi cosa stesse mai facendo. Intere popolazioni, sfibrate dalla guerra, avevano preso a vagare sbandate, e si erano insediate prima in una regione e poi in un'altra. A quell'epoca la pioggia radioattiva era sporadica e assai variabile; alcune regioni ne erano stati quasi del tutto risparmiati, altri ne erano saturi. Le masse di profughi si spostavano con lo spostarsi della polvere. La penisola a sud di San Francisco dapprima era stata risparmiata dalla polvere, e una gran massa di persone aveva deciso di sistemar- si in quella zona. Quando la polvere arriv, alcuni erano morti, altri se n'erano andati. J. R. Isidore era rimasto.
Il televisore strillava: ...vi riporter ai bei tempi degli Stati del Sud prima della Guerra Civile! Sia esso collaboratore domestico o instancabile bracciante, un robot umanoide per- sonalizzato - progettato apposta PER VOI E SOLO PER VOI, per soddisfare qualsiasi esi- genza particolare - vi sar consegnato al vostro arrivo completamente gratis, accessoriato secondo quanto da voi richiesto prima della partenza dalla Terra; questo fedele compagno nella pi grande, pi audace avventura concepita dall'uomo nei tempi moderni, senza dar- vi alcun problema vi fornir... Andava avanti cos per ore, praticamente senza fermarsi mai.
Chiss se far tardi al lavoro, si chiese Isidore mentre si radeva. Non aveva un orologio che funzionasse; in genere si affidava al segnale orario della TV, ma oggi, evidentemente, era la Giornata degli Orizzonti Interspaziali. Ad ogni buon conto la TV sosteneva trattarsi del quinto (o sesto?) anniversario della fondazione della Nuova America, il maggiore inse- diamento degli USA su Marte. E il suo televisore, malfunzionante, riceveva solo il canale che era stato nazionalizzato durante la guerra e che tale era rimasto. Il governo di Wa- shington, e il suo programma di colonizzazione spaziale, era l'unico sponsor che Isidore si ritrovava ad ascoltare per forza.
Sentiamo la signora Maggie Klugman, sugger l'annunciatore TV a Isidore, cui interes- sava solo sapere l'ora. Da poco immigrata su Marte, ecco che cosa ci ha detto la signora Klugman in un'intervista registrata dal vivo a Nuova Nuova York. Signora Klugman, ci pu fare un paragone tra la sua vita sulla Terra contaminata e la sua nuova vita in questo mondo ricco di ogni immaginabile opportunit? Una pausa, e poi la voce, stanca, secca, di una donna di mezza et: Secondo me, la cosa che ha colpito pi me e la mia famiglia la dignit嗷. La dignit? chiese l'annunciatore. S旎, rispose la signora Klugman, ora cittadina di Nuova Nuova York, su Marte. difficile da spiegare. Avere un servo su cui contare, in questi tempi difficili... lo trovo rassicurante.
In passato, sulla Terra, signora Klugman, ai vecchi tempi, era anche preoccupata di trovarsi classificata, ehm... ehm, come speciale?
Oh, io e mio marito avevamo una paura folle. Naturalmente, una volta emigrati, la preoccupazione - per fortuna - svanita per sempre.
Tra s e s John Isidore pens acido: Quella svanita anche per me, senza dover emi- grare. Era uno speciale da pi di un anno, e non solo per quanto riguardava i geni deformi che portava in s. Pi grave ancora era il fatto che non avesse superato l'esame per il li- vello minimo consentito delle facolt mentali, il che lo rendeva - secondo il gergo popolare - un cervello di gallina. Su di lui era calato il disprezzo di tre pianeti. Comunque, nonostan- te tutto, sopravviveva. Aveva un lavoro - guidava il furgone che raccoglieva e consegnava gli animali finti per un'officina che li riparava:la Clinica per Animali Van Ness. Il suo princi- pale - Hannibal Sloat, perennemente corrucciato, cupo - lo trattava come un essere uma- no, cosa per cui gli era molto grato. Mors certa, vita incerta, declamava di tanto in tanto il
signor Sloat. Isidore, per quanto avesse sentito la citazione svariate volte, aveva solo una vaga idea di cosa significasse. Dopotutto, se un cervello di gallina avesse capito il latino non sarebbe pi stato un cervello di gallina. Quando la cosa gli venne fatta notare, il si- gnor Sloat ne riconobbe l'intrinseca verit. E poi esistevano dei cervelli di gallina infinita- mente pi stupidi di Isidore, che non erano in grado di svolgere alcun lavoro e rimanevano segregati in istituzioni pittorescamente denominate "Istituti Americani per le Attivit Pro- fessionali Speciali". Come al solito, la parola "speciale" doveva in qualche modo entrarci per forza.
...Suo marito non si sentiva in alcun modo protetto, stava dicendo l'annunciatore TV, dal possedere e dall'indossare sempre una costosa e goffa braghetta di piombo per ripa- rarsi dalle radiazioni, signora Klugman?
Mio marito... cominci la signora Klugman, ma a quel punto, avendo finito di radersi, Isidore entr in salotto e spense la TV.
Silenzio. Riverberava come un bagliore dalle pareti e dai pannelli di legno; lo percuoteva con una tremenda energia assoluta, come venisse generato da un'immensa turbina. Saliva dal pavimento, dalla consunta moquette grigia. Si sprigionava dagli elettrodomestici rotti o semiguasti della cucina, macchine morte che non avevano mai funzionato da quando Isi- dore era andato ad abitare in quella casa. Stillava dall'inutile lampadario in salotto e anda- va a mischiarsi a se stesso, ad altro silenzio che calava dal soffitto macchiato di mosche. Riusciva in effetti a emergere da qualsiasi oggetto vi fosse nel campo visivo di Isidore, come se il silenzio volesse sostituirsi a ogni cosa tangibile. Quindi assaliva non solo le o- recchie, ma anche gli occhi; in piedi davanti al televisore inerte, Isidore percep il silenzio visibile e, a modo suo, vivo. Vivo! Ne aveva spesso avvertito l'austero avvicinarsi in prece- denza; quando arrivava gli esplodeva in casa senza alcun rispetto, evidentemente incapace di attendere. Il silenzio del mondo non riusciva a tenere a freno la propria avidit. Non poteva aspettare ancora. Non quando aveva gi virtualmente vinto.
Si chiese, allora, se anche le altre persone rimaste sulla Terra percepissero il vuoto allo stesso modo. O la sua era una sensibilit particolare, propria della sua identit biologica deviata, una bizzarria generata dal suo inadeguato sistema sensoriale? Domanda interes- sante, pens Isidore. Ma con chi avrebbe potuto confrontarsi o scambiare qualche impres- sione? Abitava da solo, in questo palazzo cieco e sempre pi fatiscente, tra mille apparta- menti disabitati. Un edificio che, come tutti quelli simili, cadeva, di giorno in giorno, in uno stato sempre maggiore di rovinosa entropia. Con il tempo tutto ci che c'era nel palazzo si sarebbe fuso - una cosa nell'altra - avrebbe perso individualit sarebbe diventato identico a ogni altra cosa, un mero pasticcio di palta ammonticchiato dal pavimento al soffitto di ogni appartamento. E dopo di ci lo stesso palazzo, senza che nessuno ne curasse la ma- nutenzione, avrebbe raggiunto uno stadio di equilibrio informe, sepolto dall'ubiquit della polvere. Quando ci si sarebbe verificato, naturalmente, lui sarebbe gi morto da un pez- zo; ecco un altro interessante argomento su cui meditare l in piedi in quel salotto sfatto, solo con l'onnipervasiva assenza di respiro del possente silenzio del mondo.
Meglio, forse, riaccendere la TV. Ma gli annunci, rivolti ai normali che erano rimasti sulla Terra, lo atterrivano. Lo informavano in un'interminabile sequela di modi diversi che lui, uno speciale, non era gradito. Non era di alcuna utilit. Non poteva, nemmeno se l'avesse voluto, emigrare. E allora, perch ascoltarli? si chiedeva irritato. Si impicchino loro e la loro colonizzazione: spero che anche lass scoppi una guerra - dopo tutto, almeno in teoria, era possibile - e che si riducano come qui sulla Terra. E che tutti quelli che sono emigrati si ritrovino speciali.
E va bene, pens, andiamo al lavoro. Allung la mano verso la maniglia che apriva la porta sul pianerottolo non illuminato, poi si ritrasse nel percepire il grande vuoto del resto dell'edificio. Era l fuori e lo attendeva al varco, la forza che aveva prima sentito penetrare
irrequieta nel suo appartamento. Dio mio, pens, e richiuse la porta. Non era pronto per salire quelle scale che rimbombavano fino alla terrazza deserta, dove non aveva alcun a- nimale. L'eco di lui stesso che saliva: l'eco del nulla
ora di attaccarsi alle maniglie, disse tra s, e attravers il salotto portandosi presso la scatola empatica nera.
Quando l'accese, il solito vago odore di ioninegativi eman dall'impianto di alimentazio- ne; l'aspir avidamente, gi rincuorato. Poi iltubo a raggi catodici emise luce come imitas- se una flebile immagine televisiva; un collage andava componendosi, fatto di colori, tracce e vaghe configurazioni apparentemente casuali che, fino a che le maniglie non venivano strette, non rappresentavano nulla. Cos, respirando profondamente per calmarsi, afferr la doppia maniglia.
L'immagine si coagul; vide subito un paesaggio ben noto, l'antica e bruna erta nuda con i ciuffi di erba secca che come ossa si stagliavano obliqui sullo sfondo di un cielo spen- to e senza sole. Una figura solitaria, di forma pi o meno umana, arrancava lungo il fianco della collina: un uomo anziano vestito di una tunica informe e grigia che gli forniva una ben misera protezione come se fosse stato strappato all'ostile vacuit del cielo. L'uomo, Wilbur Mercer, continuava ad arrancare su per la salita. Sempre attaccato alle maniglie, John Isidore cominci pian piano a percepire lo svanire del cupo soggiorno in cui si trova- va. La mobilia sfatta e i muri scrostati sfumarono via e lui cess del tutto di avvertirli. Si trov invece, come sempre, a entrare nel paesaggio di quella squallida collina che si sta- gliava contro un cielo altrettanto squallido. Nello stesso momento smise di contemplare l'ascesa del vecchio. Ora erano i suoi piedi a lcare il familiare pietrisco, a cercare un ap- poggio sicuro; sent la stessa antica e dolorosa ruvidezza ineguale sotto i piedi e ancora una volta inal l'acrida bruma che aleggiava in quel cielo - non il cielo della Terra, ma quello di un luogo alieno e distante, eppure - grazie alla scatola empatica - immediatamen- te raggiungibile.
Era passato da una realt all'altra nel solito modo incomprensibile; la fusione fisica accompagnata dall'identificazione mentale e spirituale - con Wilbur Mercer aveva avuto di nuovo luogo. Ed era accaduto lo stesso a chiunque stava stringendo in quel momento le maniglie, sia qui sulla Terra che su uno dei pianeti colonizzati. Li sentiva in s, gli altri, ne incorporava il fitto e confuso brusio dei pensieri, sentiva nel proprio cervello il rumore delle loro innumerevoli esistenze individuali. A loro - e a lui - importava, solo una cosa; questa fusione delle loro menti focalizzava la loro attenzione sulla collina, sull'ascesa, sul bisogno di salire. Passo dopo passo si sviluppava, in modo talmente lento da essere quasi imper- cettibile. Eppure c'era.Pi in alto, pensava, mentre le pietre rotolavano a valle sotto il suo passo. Oggi siamo pi in alto di ieri, e domani... lui, la composita figura di Wilbur Mercer, guardava all'ins per scrutare il tratto di ascesa che ancora l'attendeva. Impossibile distin- guerne la fine. Troppo lontana. Ma sarebbe arrivata.
Una pietra, lanciatagli contro da qualcuno, lo colp al braccio. Prov dolore. Volse la testa e un'altra pietra lo sfior, mancandolo di poco. La pietra cadde a terra, e il rumore che fece lo sorprese. Chi ? si chiese, scrutando attorno, in cerca del suo persecutore. I vecchi antagonisti che si manifestavano alla periferia del campo visivo; esso o essi, l'avevano se- guito per tutta l'ascesa lungo la collina avrebbero continuato fino alla cima.
Si ricordava della sommit, dell'improvviso appianarsi del colle, quando finiva la salita e iniziava l'altra parte. Quante volte c'era giarrivato? Le svariate volte si confondevano; il futuro e il passato si confondevano; ci di cui aveva gi avuto esperienza e ci di cui a- vrebbe avuto esperienza si fondevano, cos che nulla restava tranne l'attimo, lo stare immobile e il riposo durante il quale si toccava il taglio lasciato dalla pietra sul braccio. Dio, pens, spossato. Come pu considerarsi giusto tutto questo? Perch mi trovo quass tutto solo, perseguitato da un nemico che non riesco nemmeno a vedere? Ma poi, dentro di lui, il confuso brusio di tutti gli altri che si erano fusi in quel momento ruppe l'illusione di soli-
tudine.
L'avete sentito anche voi?,pens. S,risposero le voci. Ci hanno colpito, al braccio sini-
stro; fa molto male. E va bene, disse. Sar meglio rimettersi in movimento. Riprese a camminare e tutti gli altri immediatamente l'accompagnarono.
Una volta, ricord, era diverso. Prima che la maledizione arrivasse, in un periodo prece- dente della sua vita, molto pi felice. I suoi genitori adottivi, Frank e Cora Mercer, l'aveva- no trovato in un canotto pneumatico che andava alla deriva dopo un incidente aereo al largo della costa del New England... o era la costa del Messico, vicino al porto di Tampico? Ora non ricordava pi le circostanze nei dettagli. L'infanzia era stata piacevole: amava ogni forma di vita, specie gli animali; per un certo tempo era stato persino in grado di resusci- tarli. Viveva insieme a conigli e insetti, dovunque si trovasse, sia sulla Terra che su un pia- neta colonizzato; ma ora se n'era dimenticato,anche di quello. Ma si ricordava gli assassi- ni, perch l'avevano arrestato in quanto diverso, pi speciale di qualsiasi altro speciale. E per questo tutto era cambiato.
La legge locale vietava di esercitare la facolt d'invertire il tempo grazie alla quale i morti tornavano alla vita; gliel'avevano spiegato chiaramente quando aveva sedici anni. Ma lui aveva continuato a esercitarla in segreto per un altro anno, nei boschi che erano stati ri- sparmiati; un giorno, per, un'anziana signora,che lui non aveva mai visto n sentito, fece la spia. Senza il consenso dei suoi genitori, loro - gli assassini - avevano bombardato lo strano nodulo che gli si era formato nel cervello, lo avevano attaccato con cobalto radioat- tivo, e ci l'aveva fatto precipitare in un mondo diverso, di cui non aveva mai sospettato l'esistenza. Era una fossa piena di cadaveri e di ossa consunte, e per anni aveva lottato per uscirne. L'asino e soprattutto il rospo, le sue creature preferite, erano svanite, estinte; qui una testa senza occhi, l una parte di zampa, rimanevano solo brandelli in putrefazio- ne. Infine, un uccello che era venuto fin l a morire gli disse dove si trovava. Era sprofon- dato gi nel mondo della tomba. Non poteva uscirne finch le ossa disseminate tutt'attor- no a lui non si fossero ricostituite in creature viventi; era stato congiunto al metabolismo di altre vite e fino a che queste non sarebbero risorte nemmeno lui poteva risorgere.
Quanto fosse durata quella parte del ciclo non lo sapeva; non era accaduto mai nulla di particolare, cos che il tempo era trascorso senza possibilit di misura. Ma alla fine le ossa avevano riacquistato carne; le orbite vuote si erano riempite e i nuovi occhi erano tornati a vedere, mentre le bocche e i becchi ricostituiti avevano ripreso a cicaleggiare, abbaiare, miagolare. Forse c'era riuscito; forse il nodulo extrasensoriale gli era ricresciuto nel cervel- lo. O forse non era stato lui a provocare la ricostituzione; molto probabilmente si era trat- tato di un processo naturale. Ad ogni modo non stava pi sprofondando; aveva cominciato a salire, insieme agli altri. Da molto tempo li aveva persi di vista. Si era trovato ad arram- picarsi da solo, ormai era chiaro. Ma gli altri c'erano, continuavano ad accompagnarlo; li sentiva, che strano, dentro di s.
Isidore continuava a stringere le due maniglie e a provare l'esperienza di un io che con- teneva ogni altro essere vivente, ma poi, sia pur riluttante, lasci la presa. Doveva finire, come sempre; e poi il braccio gli doleva e sanguinava dove la pietra l'aveva colpito.
Lasciando le maniglie controll il braccio, poi si diresse con passo malfermo verso il ba- gno dell'appartamento per lavarsi il taglio. Nonera la prima ferita che si procurava mentre era in quello stato di fusione con Mercer e probabilmente non sarebbe stata l'ultima. Alcu- ne persone, specie tra i pi anziani, erano morte, quasi tutte, per, pi avanti, verso la sommit del colle quando il tormento si intensificava. Chiss se sar in grado di affrontare di nuovo quella parte, disse tra s mentre tamponava la ferita. C' pericolo di un arresto cardiaco: sarebbe meglio, pens, se vivessi in una citt dove i palazzi hanno un dottore a disposizione con quelle macchine per lelettrorianimazione. Qui, da solo in questo posto, troppo rischioso.
Ma sapeva che si sarebbe esposto di nuovo al rischio. Prima l'aveva sempre fatto. Come lo faceva la maggior parte delle persone, anche quelle pi avanti negli anni, dal fisico fragile.
Si asciug con un Kleenex il braccio colpito. Sent, attutito e lontano, il suono di una TV.
C' qualcun altro nel palazzo,pens, tutto emozionato, stentando a crederci. Non la mia TV; questa lontana, sento la risonanza del pavimento. sotto, proprio a un altro piano!
Non sono pi solo qui, concluse. Un altro inquilino ha traslocato qui, s' preso uno degli appartamenti abbandonati, abbastanza vicino a me perch riesca a sentirlo. Dev'essere il secondo o il terzo piano, di sicuro non pi gi. Allora? pens rapidamente. Cosa si fa quando arriva un nuovo vicino? Si bussa a casa sua e gli si chiede qualcosa in prestito, si fa cos, no?Non riusciva a ricordarsi; non gli era mai successo prima, n qui n in nessun altro luogo: le persone emigravano, se ne andavano, nessuno immigrava. Gli s porta qualcosa, decise. Per esempio, una tazza d'acqua o meglio di latte; s, latte oppure farina o magari un uovo - o, per meglio dire, i loro surrogati.
Guardando nel frigorifero - il compressore aveva smesso di funzionare da un pezzo - trov un panetto di margarina dall'aspetto poco invitante. E, con la margarina in mano e il cuore in subbuglio, part tutto emozionato verso il piano sottostante.Devo star calmo, si disse. Non devo fargli sapere che sono un cervello di gallina. Se si accorge che sono un cervello di gallina nemmeno mi rivolge la parola; chiss come mai succede sempre cos. Perch, poi?
Si affrett lungo il corridoio.
CAPITOLO TERZO
Mentre si recava al lavoro Rick Deckard, come dio solo sa quanta altra gente, indugi davanti alla vetrina di uno dei pi grandi negozi di animali, nella via di San Francisco in cui erano concentrati. Al centro della vetrina che si estendeva per un intero isolato, uno struz- zo, in una gabbia riscaldata di plastica trasparente, ricambiava il suo sguardo. L'uccello, secondo la targhetta sulla gabbia, era appena arrivato da uno zoo di Cleveland. Si trattava dell'unico struzzo della costa occidentale. Dopo averlo fissato per un po', Rick pass qual- che altro minuto a guardare torvo il cartellino del prezzo. Poi continu verso il Palazzo di Giustizia di Lombard Street e arriv al lavoro con quasi un quarto d'ora di ritardo.
Mentre apriva la porta dell'ufficio, il suo superiore, l'ispettore di polizia Harry Bryant, dal- le grandi orecchie e la capigliatura rossa, trasandato, ma con uno sguardo intelligente cui non sfuggiva niente che potesse avere la sia pur minima importanza, lo salut. Ci vedia- mo alle nove e mezza nell'ufficio di Dave Holden. L'ispettore Bryant, mentre parlava, sfo- gli per un momento un blocco di fogli di carta velina scritti a macchina. Holden, conti- nu, allontanandosi, al Mount Zion Hospital con una ferita da laser alla schiena. Ne a- vr per almeno un mese. Fino a che non riescono a impiantargli con successo una di quelle nuove sezioni di plastica organica nella colonna vertebrale.
Cos' successo? chiese Rick, rabbrividendo. Il capo dei cacciatori di taglie del diparti- mento il giorno prima stava benone; a fine giornata se n'era andato tranquillo con la sua aereomobile verso l'appartamento nell'affollata e prestigiosa zona di Nob Hill.
Bryant ripet borbottando l'appuntamento delle nove e mezza nell'ufficio di Dave e se ne and, lasciando Rick solo.
Mentre entrava nel proprio ufficio, Rick udla voce della segretaria, Ann Marsten, dietro di lui. Signor Deckard, lo sa che cosa successo al signor Holden? Gli hanno sparato. Lo segu nell'aria viziata dell'ufficio chiuso e accese il filtro dell'aria.
S旎, rispose assente.
Dev'esser stato uno di quei nuovi droidi superintelligenti messi in circolazione dall'Asso-
ciazione Rosen, disse la signorina Marsten. Ha letto il dpliant della ditta e i fogli con le specifiche? L'unit cerebrale Nexus-6 che usanoadesso in grado di operare selezioni in un campo di due miliardi di miliardi di elementi, o su dieci milioni di sequenze neurologiche specifiche. Abbass la voce. S' perso la videofonata di stamattina. Me l'ha detto la si- gnorina Wild; passata per il centralino alle nove in punto.
Una chiamata da fuori? chiese Rick.
La Marsten rispose, No, stato Bryant a chiamare la sede della W.P.O. in Russia. Chie-
deva il loro parere sull'opportunit di inviareuna protesta formale scritta nei confronti del rappresentante per l'Est della Rosen.
Harry vuole ancora che l'unit cerebrale Nexus-6 sia ritirata dal mercato? Non ne fu sorpreso. Fin dalla prima comunicazione pubblica delle specifiche e dei grafici di presta- zione nell'agosto del 1991, si erano levate leproteste della maggior parte dei corpi di poli- zia che avevano a che fare con droidi in fuga. La polizia sovietica non pu fare pi di quanto possiamo fare noi, disse. Dal punto di vista legale, i produttori dell'unit cerebrale Nexus-6 agivano nell'ambito della legge coloniale, dato che l'auto-fabbrica madre era su Marte. Faremo meglio ad accettare la nuova unit come un dato di fatto della nostra vi- ta, disse. sempre stato cos: ogni voltache hanno migliorato le unit cerebrali il risul- tato stato questo. Mi vengono in mente le maledizioni che abbiamo lanciato quando la Sudermann ha tirato fuori il vecchio modello T-14 nel 1989. Tutti i corpi di polizia dell'Emi- sfero Occidentale protestarono vivacemente ritenendo che nessun test sarebbe stato in
grado di rivelarne la presenza, in caso di ingresso illegale da noi. In realt, per un po' eb- bero ragione. Ripens ai pi di cinquanta androidi T-14 che in un modo o nell'altro erano riusciti a sbarcare sulla Terra e non erano stati intercettati per un periodo che in qualche caso si era protratto anche per un anno intero. Ma poi l'Istituto Pavlov, in Unione Sovieti- ca, ide il Test per l'Empatia di Voigt. E nessun androide T-14 - fino a quel momento, al- meno per quanto era dato sapere - era riuscito a superare indenne quell'esame.
Vuoi sapere cos'ha detto la polizia russa?chiese la Marsten. So anche questo, ag- giunse. Il viso rossastro, lentigginoso, era raggiante.
Lo sapr da Harry Bryant. Era irritato; i pettegolezzi dell'ufficio lo urtavano perch si rivelavano sempre pi accurati della verit. Sedendosi alla scrivania si mise a rovistare con ostentazione in un cassetto fino a che la segretaria, capita l'antifona, se ne and.
Dal cassetto estrasse una busta marrone, vecchia e spiegazzata. Si appoggi allo schie- nale e sollev un poco all'indietro l'imponentesedia, quindi rovist tra il contenuto della busta finch non trov quello che cercava: i dati esistenti sul Nexus-6.
Un attimo di lettura corrobor le affermazioni della signorina Marsten; il Nexus-6 aveva davvero due miliardi di miliardi di elementi pi una scelta nell'ordine di dieci milioni di pos- sibili combinazioni di attivit cerebrale. In 45 centesimi di secondo un androide equipag- giato con quella struttura di cervello poteva assumere una qualsiasi delle quattordici posi- zioni fondamentali di reazione. Be', nessun test d'intelligenza avrebbe identificato un droi- de del genere. Ma in fondo, i test d'intelligenza erano anni che non identificavano pi un droide, dopo i successi ottenuti con i modelli primitivi e rozzi degli anni settanta.
I modelli di androide equipaggiati con il Nexus-6, riflette Rick, quanto a intelligenza su- peravano diverse classi di umani speciali. In altre parole, gli androidi dotati della nuova u- nit Nexus-6 erano pi evoluti - se si considerava la questione da un punto di vista gene- rale, distaccato e pragmatico - di una fetta consistente - ma inferiore - del genere umano. Che piacesse o meno, il servo era in alcuni casi divenuto pi abile e sagace del padrone. Ma ormai erano disponibili nuovi indici di rendimento, ad esempio quelli ricavati dal Test per lEmpatia di Voigt-Kampff, che fornivano criteri di giudizio sicuri. Un androide, non im- porta quanto ben dotato di mera capacit intellettuale, non riusciva in alcun modo a com- prendere la fusione che aveva sempre luogo tra i seguaci del Mercerianesimo - un'espe- rienza che lui, e praticamente chiunque altro, compresi i cervelli di gallina subnormali, riu- scivano a dominare senza difficolt.
Come la maggior parte delle persone, Rick si era spesso chiesto quale fosse il vero moti- vo per cui un androide girava a vuoto senza speranza quando veniva sottoposto a un test per la misurazione dell'empatia. L'empatia, evidentemente, esisteva solo nel contesto della comunit umana, mentre qualche grado di intelligenza si poteva trovare in qualsiasi specie e ordine animale, arachnida compresi. La facolt empatica, tanto per cominciare, richiede- va probabilmente un istinto di gruppo integro; un organismo solitario, per esempio un ra- gno, non saprebbe cosa farsene; anzi, l'empatia tenderebbe ad atrofizzare la capacit di sopravvivenza del ragno. Lo renderebbe conscio del desiderio di vivere insito nella preda. Di conseguenza tutti i predatori, compresi i mammiferi altamente evoluti, come i felini, morirebbero di fame.
L'empatia, aveva concluso una volta, deve limitarsi agli erbivori o comunque agli onnivo- ri, che possono astenersi da una dieta a base di carne. Perch, in fondo, il dono dell'empa- tia rendeva indistinti i confini tra vittima e carnefice, tra chi ha successo e chi sconfitto. Come anche nello stato di fusione con Mercer, tutti salivano insieme o, quando il ciclo a- veva raggiunto la sua conclusione, tutti precipitavano insieme nell'abisso del mondo della tomba. Era strano: sembrava una specie di assicurazione biologica, ma a doppio taglio. Fintantoch una creatura provava un po' di gioia, la condizione di tutte le altre creature comprendeva un frammento di gioia. Per, se un essere vivente soffriva, allora per tutti gli
altri quell'ombra non poteva essere completamente dissolta. Un animale di gruppo come l'uomo poteva conseguire un maggiore fattoredi sopravvivenza grazie a questo fenomeno; un gufo o un cobra ne sarebbero stati distrutti.
Evidentemente il robot umanoide apparteneva alla classe dei predatori solitari.
A Rick piaceva considerarli a questa stregua; rendeva il suo lavoro pi accettabile. Nel ri-
tirare - cio uccidere - un droide, lui cos nonviolava la fondamentale regola di vita dettata da Mercer: Uccidete solo gli assassini, aveva detto Mercer agli uomini l'anno in cui le sca- tole empatiche avevano fatto la loro prima apparizione sulla Terra. E nella dottrina Merce- riana, man mano che si evolveva in una completa teologia, il concetto di Assassini era cre- sciuto insidiosamente. Nel Mercerianesimo, un male assoluto si accaniva sul mantello con- sunto del vecchio malfermo impegnato nell'ascesa, ma non era mai chiaro chi o cosa fosse questa presenza maligna. Un Merceriano percepiva il male senza comprenderlo. Per dirla in un altro modo, un Merceriano era libero di localizzare la presenza nebulosa degli Assas- sini dovunque gli paresse opportuno. Per Rick Deckard un robot umanoide sfuggito a ogni controllo, che aveva ucciso il proprio padrone, che era stato dotato di un'intelligenza mag- giore di quella di molti esseri umani, che non aveva alcun rispetto per gli animali, che non aveva alcuna capacit di provare gioia empatica per il successo ottenuto da un'altra forma di vita o per il dolore da essa provato in seguito a una sconfitta - tutto questo, per lui, simbolizzava e incarnava gli Assassini.
Pensare agli animali gli fece ricordare lo struzzo che aveva visto al negozio. Mise per un attimo da parte le note con le specifiche dell'unit cerebrale Nexus-6, prese un pizzico del tabacco da fiuto di Mrs Siddons' numero 3 & 4 e si mise a riflettere. Poi consult l'orologio, vide che c'era tempo; alz il ricevitore del videofono e disse alla signorina Marsten: Per favore, mi chiami il Negozio di Animali Cane Contento di Sutter Street
Sissignore, rispose la Marsten, e apr la rubrica telefonica.
Non possono volere davvero tutti quei soldi per lo struzzo, disse tra s e s Rick. Magari
si aspettano che il cliente si metta a tirare sul prezzo, come ai vecchi tempi.
Cane Contento, prego, annunci una voce maschile, e sul videoschermo di Rick ap-
parve un faccino allegro. Sullo sfondo si sentivano vari versi d'animali.
Chiamo per quello struzzo che avete in vetrina, disse Rick giocherellando con un po-
sacenere di ceramica sulla scrivania. Che tipo di anticipo dovrei lasciarvi?
Un attimo, rispose il venditore cercando una penna e un blocco per appunti. Un an-
ticipo di un terzo. Riflette. Le posso chiedere, signore, se ha intenzione di permutare qualcosa?
Guardingo, Rick disse, no... non ho ancora deciso.
Diciamo che per lo struzzo possiamo stipulare un contratto di trenta mesi, disse il
venditore. A un tasso di interesse basso, veramente basso, del sei per cento al mese. A queste condizioni la sua rata mensile, dopo un ragionevole acconto, sarebbe...
Dovete ridurre le vostre richieste, disse Rick. Togliete duemila dollari e non permute- r nulla; tutto contante. Dave Holden, riflette, fuori gioco. Potrebbe voler dire molto a seconda di quanti incarichi ci saranno nel prossimo mese.
Signore, disse il venditore di animali, la nostra offerta gi mille dollari sotto il valore di listino. Controlli pure sul Sidney, io resto in linea. Voglio che veda con i suoi occhi, si- gnore, che il nostro un buon prezzo.
Cristo santo, pens Rick. Questi non mollano mica. Per, tanto per provare, estrasse il malconcio catalogo Sidney dalla tasca della giacca, cerc struzzo virgola maschio/femmina, vecchio/giovane, malato/sano, nuovo/usato, ed esamin i prezzi.
Nuovo, maschio, giovane, sano, lo inform il venditore. Trentamila dollari. Anche lui stava consultando il Sidney. Siamo proprio mille dollari sotto il prezzo di listino. Quindi, il suo anticipo...
Ci penso su, disse Rick, e vi richiamo. Fece per riattaccare. Il suo nome, signore? chiese pronto il venditore. Frank Merriwell, disse Rick.
E il suo indirizzo, signor Merriwell? Nel caso io non ci sia quando richiama.
Si invent un indirizzo e abbass il ricevitore. Tutti quei soldi, pens. Eppure la gente li
compra; c' gente che ha tutti quei soldi. Riprendendo il ricevitore, disse brusco, Mi dia una linea esterna, signorina Marsten. E non stia a origliare la conversazione; sono questio- ni riservate. La guard minaccioso.
Sissignore, disse la segretaria. Faccia pure il numero. Quindi si escluse dalla linea, lasciandolo ad affrontare da solo il mondo esterno.
Compose - a memoria - il numero del negozio di animali finti presso il quale aveva ac- quistato la sua simil-pecora. Sul piccolo videoschermo apparve un uomo vestito da veteri- nario. Qui il Dottor McRae, si present l'uomo.
Sono Deckard. Quanto viene uno struzzo elettrico?
Oh, direi che potremmo accontentarla per meno di ottocento dollari. Che urgenza ha
per la consegna? Dobbiamo farlo fare appositamente per lei; non c' molta richiesta per...
La richiamo dopo, lo interruppe Rick; sbirciando l'orologio aveva visto che s'erano fat- te le nove e mezza. La saluto. Riattacc in fretta, si alz e in un attimo si trov di fronte alla porta dell'ufficio dell'ispettore Bryant. Passdi fronte alla segretaria di Bryant - bella figliola, con trecce argentee lunghe fino alla vita- e quindi di fronte alla sua assistente, un mostro ancestrale uscito dagli acquitrini giurassici, gelida e subdola, come un'apparizione arcaica segregata nel mondo della tomba. Nessuna delle due donne gli rivolse la parola, n lo fece lui. Aprendo la porta interna fece un cenno al suo superiore, che era al telefono. Una volta seduto, riprese in mano le specifiche del Nexus-6 che si era portato dietro e le rilesse ancora una volta mentre l'ispettore continuava a parlare.
Si sentiva depresso. Eppure, secondo logica, a causa dell'improvvisa sparizione di Dave dal mondo del lavoro, avrebbe dovuto essere almeno cautamente compiaciuto.
CAPITOLO QUARTO
Forse ho paura, ipotizz Rick Deckard, che quel che accaduto a Dave possa succedere anche a me. Un droide cos furbo da beccarlui con il laser probabilmente potrebbe sor- prendere anche me. Ma no, non sembrava che fosse questo.
Vedo che ti sei portato il foglio illustrativo di quella nuova unit cerebrale, disse l'i- spettore Bryant riattaccando il videofono.
Gi, le voci corrono. Quanti droidi ci sono di mezzo e a che punto era arrivato Dave? Almeno otto, disse Bryant, consultando il taccuino. Dave ha beccato i primi due. E gli altri sei sono qui nella California settentrionale? Per quanto se ne sa. Comunque, quello che pensa Dave. con lui che stavo parlan-
do. Ho i suoi appunti: erano sulla sua scrivania. Dice che tutto quello che sa sta qui. Bryant dette un colpetto ai fogli. Per il momento, per, non sembrava intenzionato a con- segnare gli appunti a Rick; per chiss quale ragione continuava a sfogliarli, aggrottando le sopracciglia e muovendo la lingua da un angolo all'altro della bocca.
Non ho impegni, propose Rick. Sono pronto a prendere il posto di Dave.
Assorto in chiss quali pensieri, Bryant disse: Dave utilizzava la scala modificata Voigt-
Kampff per esaminare i sospetti. Tu sai bene - o almeno, dovresti saperlo - che questo test non specifico per le nuove unit cerebrali. Nessun test lo ; la scala Voigt, modifica- ta tre anni fa da Kampff, il meglio di cui disponiamo. Fece una pausa, pensieroso. Da- ve la reputava accurata. Forse lo . Ma ti do un suggerimento, prima che tu parta alla cac- cia di questi sei. Di nuovo dette un colpetto agli appunti. Vola a Seattle e fai quattro chiacchiere con qualcuno della Rosen. Fa' in modo che ti forniscano un campionario rap- presentativo dei modelli che impiegano la nuova unit Nexus-6.
E li sottopongo al test Voigt-Kampff, continu Rick.
Sarebbe troppo facile, mormor Bryant, come se parlasse a se stesso. Scusa?
Credo che parler io stesso con i dirigenti della Rosen, mentre sei in viaggio disse Bryant. Quindi guard Rick, in silenzio. Infine emise un rumoroso sospiro, si rosicchi u- n'unghia, e infine si decise adire quel che voleva dire. Ho intenzione di discutere con loro la possibilit di esaminare degli esseri umani insieme ai loro nuovi androidi. Ma tu non sa- prai quali sono. Sar una decisione presa da me d'accordo con i costruttori. Dovrebbe es- ser tutto pronto per quando arrivi. Punt l'indice all'improvviso verso Rick, con un'espres- sione molto seria. la prima volta che agisci nella veste di cacciatore capo. Dave sa un sacco di cose; ha anni di esperienza alle spalle.
Anch'io ne ho, disse Rick teso.
Hai assolto incarichi che ti venivano dal programma di Dave; lui ha sempre scelto con
cura quali passarti e quali non passarti. Ma ora ti toccano sei individui che aveva deciso di ritirare da solo - e uno di loro riuscito a beccarlo. Questo qui. Bryant fece ruotare gli appunti in modo che Rick potesse vedere.
Max Polokov, disse Bryant. Cos si fa chiamare, almeno. Presumendo che Dave non si sbagliasse. Tutto si basa su questa ipotesi, l'intera lista. Eppure la scala modificata Voigt-Kampff stata somministrata solo ai primi tre, i due che Dave ha ritirato e poi a Po- lokov. stato durante il test; allora che Polokov l'ha attaccato con il laser.
Il che comprova che Dave aveva ragione, disse Rick. Altrimenti non gli avrebbe sparato con il laser; Polokov non ne avrebbe avuto alcun motivo.
Comincia ad andare a Seattle, disse Bryant. All'inizio non devi dire niente; me ne oc- cupo io. Sta' bene a sentire. Si alz e guard Rick dritto negli occhi con aria molto seria.
Quando usi la scala Voigt-Kampff lass, se uno degli umani non supera l'esame...
impossibile, disse Rick. Un giorno, qualche settimana fa, discutevo proprio di questo con Dave. Aveva seguito
le stesse linee di pensiero. Io ho ricevuto una circolare dalla polizia sovietica, proprio dalla W.P.O., diffusa sulla Terra e sulle colonie. A Leningrado un gruppo di psichiatri ha contat- tato la W.P.O. con la seguente proposta: vogliono i pi recenti e pi accurati strumenti d'analisi per il profilo della personalit utilizzati nello stabilire la presenza di androidi - in altre parole, la scala di Voigt-Kampff -per applicarli a un gruppo specificamente selezionato di pazienti umani, schizoidi e schizofrenici. Quelli, in particolare, che manifestano il cosid- detto "appiattimento dell'affetto". Credo tu ne abbia sentito parlare.
Rick disse, specificamente quello che la scala misura. Quindi comprendi bene quello che li preoccupa.
Il problema sempre esistito. Fin da quando ci sono capitati gli androidi che si fanno passare per umani. L'opinione della polizia concorde, ti nota dall'articolo di Lurie Kampff, scritto otto anni fa. Blocco dell'Assunzione di Ruolo nello Schizofrenico non Com- promesso. Kampff confront la ridotta facolt empatica di alcuni pazienti psichiatrici umani con alcuni dati superficialmente simili, ma in realt...
Gli psichiatri di Leningrado, lo interruppe in modo brusco Bryant, ritengono che una esigua classe di esseri umani non sia in grado di superare il test di Voigt-Kampff. Se tu li sottoponessi al test nell'ambito di un'operazione
di polizia li classificheresti come dei robot umanoidi. Tu avresti commesso un errore... ma loro nel frattempo sarebbero morti. Ri- mase in silenzio, adesso, in attesa della risposta di Rick.
Ma questi individui, disse Rick, si dovrebbero trovare...
Sarebbero tutti rinchiusi in istituti , ne convenne Bryant. Non si pu concepire una
loro vita nel mondo esterno; certo non potrebbero non essere notati come psicotici in fase avanzata - a meno che il loro problema mentale non sia insorto da poco e all'improvviso, e nessuno se ne sia ancora accorto. E questo potrebbe accadere.
Una probabilit su un milione, disse Rick. Ma si rese conto del problema.
Quello che preoccupava Dave, continu Bryant, la comparsa di questo nuovo mo-
dello avanzato di Nexus-6. I dirigenti della Rosen ci hanno assicurato, come sai, che un Nexus-6 pu essere identificato da un test di profilo standard. Abbiamo preso per buona la loro parola. Adesso ci troviamo costretti, come in fondo ci aspettavamo sarebbe successo, a determinare da noi questi profili. questo che dovrai fare a Seattle. Capisci bene, no?, che ci si potrebbe sbagliare in un verso o nell'altro. Se non riesci a individuare tutti i robot umanoidi, allora significa che non disponiamo pi di uno strumento d'analisi affidabile e che non troveremo mai quelli che sono gi sfuggiti. Se invece la tua scala seleziona un soggetto umano e lo identifica come androide..., Bryant lo fiss gelido. Sarebbe scomo- do e pericoloso, anche se nessuno, certo non quelli della Rosen, renderebbe pubblica la notizia. Di fatto penso che la potremmo tenere sotto controllo finch vogliamo, anche se naturalmente dovremo informare la W.P.O. che a sua volta informerebbe Leningrado. A lungo andare ci salterebbe in faccia dalle pagine dei giornali. Ma a quell'epoca potremmo gi aver ideato un test migliore. Alz il telefono. Vuoi partire? Usa un'auto del Diparti- mento e fatti il pieno da solo ai nostri distributori.
Alzandosi, Rick chiese: Posso portare gli appunti di Dave Holden? Voglio leggerli duran- te il viaggio.
Bryant rispose: Aspettiamo che tu abbia sperimentato il test a Seattle. Aveva un inte- ressante tono spietato, e Rick Deckard lo not.
Quando parcheggi l'aereomobile del dipartimento di polizia sulla terrazza del Palazzo dell'Associazione Rosen a Seattle, vide una ragazza che lo aspettava. Era snella, con i ca-
pelli neri, e portava enormi occhiali di nuovo modello per filtrare la polvere: si avvicin alla macchina, le mani ficcate nelle tasche del lungo cappotto a strisce vivaci. Sul piccolo volto dai lineamenti molto marcati, aveva un'espressione di torva avversione.
Che c' che non va? le chiese Rick nello scendere dalla macchina.
La ragazza rispose, in modo evasivo: Oh, non so. Qualcosa nel tono con cui si sono ri-
volti a noi al telefono. Non importa. Senza preavviso protese la mano; lui gliela strinse pensoso. Sono Rachael Rosen. Il signor Deckard, suppongo.
Non stata un'idea mia, ribatt lui. S, l'ispettore Bryant ce l'ha detto. Ma lei
rappresenta ufficialmente il Dipartimento di Polizia di San Francisco, il quale non crede che l'unit da noi prodotta contribuisca al be- nessere pubblico. Lo squadr da sotto le lunghe ciglia, probabilmente finte.
Rick disse: Un robot umanoide come qualunque altra macchina; pu oscillare con molta facilit tra l'essere un beneficio o un pericolo. La parte benefica non ci riguarda.
Ma se costituisce un pericolo, disse Rachael Rosen, allora intervenite voi. E vero, si- gnor Deckard, che lei un cacciatore di taglie?
Per tutta risposta Rick alz le spalle, poi, con riluttanza, annu.
Per lei non c' niente di strano nel considerare un androide come una cosa inerte,
disse la ragazza. Cos lo pu "ritirare", come si suoi dire.
Avete preparato il gruppo selezionato per me? chiese Rick. Vorrei... Non fin la fra-
se. Perch, tutto d'un tratto, aveva visto i loro animali.
Un'azienda molto potente, si rese conto, certo in grado di permetterseli. A livello in-
conscio, evidentemente, s'era aspettato ditrovare una collezione del genere; non era sor- presa quella che provava quanto piuttosto una specie di struggimento. Si allontan adagio dalla ragazza, verso il recinto pi vicino. Li sentiva gi, gli odori diversi delle creature ritte o sedute o, come nel caso di quello che pareva essere un orsetto lavatore, addormentate.
Non aveva mai visto di persona, in vita sua, un orsetto lavatore. Conosceva l'animale solo attraverso i documentari tridimensionali della televisione. Non si sa per quale motivo, la polvere aveva colpito quella specie quasi con la stessa durezza con cui aveva preso gli uc- celli - dei quali non ne sopravviveva quasi nessuno, ormai. Con un riflesso automatico tir fuori il suo consunto catalogo Sidney e cerc orsetto lavatore, con tutte le voci specifiche. I prezzi, naturalmente, erano stampati in corsivo; come i cavalli percheron, non ne esiste- va nessuno sul mercato, per nessuna cifra. Il catalogo Sidney si limitava a riportare il prez- zo pagato quando aveva avuto luogo l'ultima transazione riguardante un orsetto lavatore. Una cifra astronomica.
Si chiama Bill, intervenne la ragazza alle sue spalle. Bill l'orsetto lavatore. L'abbiamo acquistato l'anno scorso da un'azienda affiliata. Fece un cenno oltre di lui, e Rick si rese allora conto della presenza di guardie giurate armate di mitragliette, quelle piccole e leggere a fuoco rapido prodotte dalla Skoda. Le guardie gli avevano tenuto gli occhi addosso fin dal momento che era atterrato. Eppure, pens, la mia macchina chiaramente identifi- cata come un veicolo della polizia.
Uno dei colossi tra i produttori di androidi, disse pensoso, investe il surplus di capita- le in animali vivi.
Guardi la civetta, disse Rachael Rosen. Ecco, la sveglio per lei. Si avvi verso una piccola gabbia distante, al centro della quale spiccavano i rami secchi di un albero.
Le civette non esistono pi, stava per dire. O cos ci dicono. Il Sidney,pens, nel catalo- go sono elencate come estinte: il piccolo simbolo, la E, si stagliava netto pagina dopo pa- gina per tutto il catalogo. Mentre la ragazza lo precedeva volle comunque controllare, e vi- de che aveva ragione. Il Sidney non sbaglia mai, disse tra s. Anche questo lo sappiamo bene. Di che altro possiamo fidarci?
artificiale, esclam, come se all'improvviso se ne fosse reso conto; il disappunto gli
sgorg dentro con acuta intensit.
No, sorrise lei, e Dick vide che aveva piccoli denti regolari, bianchi quanto gli occhi e i
capelli erano neri.
Ma il listino del Sidney... disse cercando di mostrarle il catalogo a mo' di prova. La ragazza rispose: Noi non compriamo mica dal Sidney, n da altri commercianti di a-
nimali. Tutti i nostri acquisti provengono da privati e le cifre che paghiamo non stanno in alcun listino. Aggiunse: Inoltre abbiamo i nostri naturalisti; adesso sono impegnati in Canada. C' rimasta ancora un bel po' di foresta lass, quantomeno in termini relativi. Quanto basta per gli animali di piccola taglia e di tanto in tanto un uccello.
Rick rimase a fissare per parecchio tempo la civetta che sonnecchiava sul trespolo. Gli vennero in mente mille pensieri, pensieri sulla guerra, sui giorni in cui le civette erano come piovute dal cielo; si ricord di quando durante la sua infanzia si era scoperto che una specie dopo l'altra era scomparsa e di come i giornali ne parlassero ogni giorno - le volpi un mattino, i tassi il seguente, finch la gente aveva smesso di leggere questi perpetui annunci mortuari degli animali.
Pens, anche, al suo bisogno di un animale vero; dentro di lui si manifest ancora una volta un vero e proprio risentimento nei confronti della pecora elettrica, che lui doveva te- nere e curare come se fosse viva. La tirannia di un oggetto, pens. Non sa neanche che io esisto. Come gli androidi, non in grado di rendersi conto dell'esistenza di un altro.Non aveva mai pensato in questi termini prima d'allora, non aveva mai considerato l'analogia che c'era tra un animale elettrico e un droide.L'animale elettrico,medit, potrebbe venire considerato una subspecie dell 'androide, un tipo di robot assai inferiore ad esso. O, al contrario, si poteva considerare l'androideuna versione altamente sviluppata ed evoluta dell'animale finto.Entrambi i punti di vista gli ripugnavano.
Se vendeste la civetta, chiese alla giovane Rachael Rosen, quanto vorreste, e che percentuale in anticipo?
Non venderemo mai la nostra civetta. Lo osservava con un misto di piacere e di commiserazione; o cos gli parve di leggerel'espressione apparsa sul volto della ragazza. E anche se lo vendessimo, lei non sarebbe mai in grado di pagare quel prezzo. Che ani- male ha a casa?
Una pecora, disse. Una pecora del Suffolk dal muso nero. Allora dovrebbe essere contento.
Sono contento, rispose. Solo che ho sempre voluto una civetta, anche prima che ca- dessero tutte morte stecchite. Si corresse. Tutte tranne la vostra.
Rachael disse: II nostro attuale programma intensivo come anche il piano globale pre- vede ora una ricerca per procurarci un'altracivetta che possa accoppiarsi con Scrappy. Indic la civetta che sonnecchiava sul trespolo; aveva per un istante aperto entrambi gli occhi, fessure gialle i cui margini si ricongiunsero allorch la civetta si riaccinse a continua- re il suo sonno. Il petto le si alz e riabbass in modo alquanto evidente, come se la civet- ta, in quello stato ipnagogico, avesse profondamente sospirato.
Staccandosi da quella vista - che fondeva un'amarezza assoluta con la sua precedente reazione di soggezione ammirata e di intenso desiderio - Rick disse: Vorrei sottoporre all'esame il gruppo selezionato, adesso. Possiamo scendere?
Mio zio ha risposto alla chiamata del suo superiore e ormai dovrebbe aver...
Siete una famiglia? l'interruppe Rick. Un'impresa di queste dimensioni a conduzio-
ne familiare?
Completando la frase, Rachael disse: Lo zio Eldon dovrebbe aver finito di preparare il
gruppo di androidi e il gruppo di controllo. Andiamo. S'incammin decisa verso l'ascenso- re, le mani di nuovo ficcate con forza nelle tasche del cappotto; non si volse a guardarlo, e lui esit un attimo, seccato, prima di cominciare finalmente a seguirla.
Che cos'ha contro di me? le chiese mentre scendevano insieme.
Lei ci riflette un po' su, come se fino adallora non l'avesse saputo. Insomma, disse
infine, lei, un semplice dipendente di un dipartimento di polizia, si trova in una posizione unica. Capisce cosa voglio dire? Gli lanci di traverso uno sguardo pieno di malizia.
Quanta della vostra produzione attuale, chiese Rick, costituita dai modelli equipag- giati con il Nexus-6?
Tutta, disse Rachael.
Sono sicuro che la scala Voigt-Kampff far il suo dovere con loro.
Altrimenti dovremo togliere dal mercato tutti i modelli con il Nexus-6. Gli occhi neri mandavano scintille; lo guardava in cagnesco mentre l'ascensore terminava la discesa e le porte scorrevoli si aprivano. Siccome i vostri dipartimenti di polizia non sono all'altezza del facile compito di intercettare l'insignificante numero di Nexus-6 che sfuggono al con- trollo...
Un uomo anziano, magro e azzimato, si avvicin loro con la mano protesa; sul volto a- veva un'espressione di fastidio, come se negliultimi tempi tutto avesse cominciato ad ac- cadere in modo troppo rapido. Eldon Rosen, si present a Rick mentre si stringevano la mano. Senta, Deckard; si rende conto che noi non produciamo nulla qui sulla Terra, no? Non possiamo, come se nulla fosse, telefonare in fabbrica e chiedere che ci mandino subi- to tutta una gamma di articoli; non che non vogliamo o non intendiamo cooperare con lei. Comunque ho fatto tutto il possibile. Si passava incerto la mano sinistra tra i radi ca- pelli.
Accennando alla valigetta del dipartimento, Rick disse, Sono pronto per cominciare. Il nervosismo del Rosen pi anziano era per lui un'iniezione di fiducia.Hanno paura di me; se ne rese conto con improvvisa sorpresa. Anche Rachael Rosen. Probabilmente, posso davvero costringerli ad abbandonare la produzione dei loro modelli Nexus-6; quel che far nella prossima ora influenzer l'intera struttura delle loro attivit. Si pu presumere che sia in grado di decidere il futuro dell'Associazione Rosen qui negli Stati Uniti, in Russia e su Marte.
I due membri della famiglia Rosen lo studiavano con apprensione e sent la vacuit delle loro buone maniere; venendo qui aveva portato a loro il nulla, aveva fatto loro presagire il vuoto e il silenzio della morte economica. Hanno un potere incalcolabile, pens. Questa impresa considerata uno dei fulcri industriali di tutto il sistema; la produzione di androidi, infatti, divenuta cos strettamente congiunta ai programmi di colonizzazione che se una delle due imprese cadesse in disgrazia, in breve tempo accadrebbe lo stesso anche all'al- tra. Ovviamente, l'Associazione Rosen questo lo sapeva benissimo. Eldon Rosen se n'era senz'altro reso conto sin dalla telefonata di Harry Bryant.
Se fossi in voi non mi preoccuperei troppo, disse Rick mentre i due Rosen gli facevano strada lungo un ampio corridoio ben illuminato. Lui si sentiva calmo e soddisfatto. Que- st'attimo, pi di qualsiasi altro che era in grado di ricordare, gli risult piacevole. Ben presto tutti avrebbero saputo cosa poteva fare - e cosa non poteva fare - il suo apparato per il test. Se non avete alcuna fiducia nel test Voigt-Kampff, comment, forse la vostra organizzazione avrebbe dovuto fare uno sforzo di ricerca per trovare un test alternativo. Si pu dire che in parte la responsabilit sia vostra. Oh, grazie. I Rosen l'avevano condotto dal corridoio in un elegante cubicolo arredato a mo' di salotto, con moquette, lampadari, divano e dei tavolini moderni sui quali c'erano riviste recenti... compreso, not, il supple- mento di febbraio del catalogo Sidney, che non aveva ancora visto. Anzi, il supplemento di febbraio non sarebbe stato ancora in vendita per altri tre giorni. Era evidente che l'Asso- ciazione Rosen aveva un rapporto particolare con la Sidney.
Urtato, prese in mano il supplemento. Questa una violazione dei diritti del pubblico. Nessuno dovrebbe avere informazioni anticipate sui cambiamenti di prezzo. Anzi, la si po-
teva considerare una violazione dello statuto federale; cerc di ricordarsi con esattezza quale fosse la legge, ma si rese conto che non ci riusciva. Questo lo sequestro io, disse e, aperta la valigetta, vi lasci cadere dentro il supplemento.
Dopo una pausa di silenzio, Eldon Rosen disse, in tono scocciato: Senta, agente, non fa mica parte della nostra politica aziendale indurre i fornitori a darci in anticipo...
Non sono un agente, disse Rick. Sono un cacciatore di taglie. Dalla valigetta aperta estrasse l'apparato Voigt-Kampff, si sedette a un tavolinetto da caff in palissandro, e co- minci a montare la relativamente semplice apparecchiatura poligrafica. Potete far entra- re il primo candidato, comunic a Eldon Rosen, che ora aveva un aspetto pi stravolto che mai.
Vorrei assistere, intervenne Rachael, sedendosi anche lei. Non ho mai visto un test per l'empatia. Cosa misurano quegli apparecchi?
Questo... disse Rick, mostrandole un disco adesivo piatto dal quale pendevano dei fili, misura la dilatazione dei capillari nell'area facciale. Sappiamo che si tratta di una risposta autonoma primaria, quel che comunemente viene definito "arrossire" o "vergognarsi", una reazione a uno stimolo che colpisce interiormente. Non la si pu controllare volontaria- mente, come invece si riesce a fare con la conduttivit della cute, la respirazione, la fre- quenza cardiaca. Le fece vedere l'altro strumento, una torcia elettrica sottile come una matita. Questo strumento, invece, registra le fluttuazioni di tensione dei muscoli oculari. Simultaneamente al fenomeno dell'arrossire ingenere si pu rilevare un minuscolo ma mi- surabile movimento dei...
Tutte cose che non si possono rilevare negli androidi, disse Rachael.
Perlomeno, non innescate dalle domande-stimolo; no. Anche se da un punto di vista
biologico ci sono. Potenzialmente. Rachael disse: Mi sottoponga al test. Perch? chiese Rick, perplesso.
Intervenendo con la sua voce rauca, Eldon Rosen spieg: L'abbiamo scelta come primo soggetto. Potrebbe anche essere un androide. Noi speriamo che lei sia in grado di dirlo con esattezza. Si sedette con una serie di movimenti impacciati, tir fuori una sigaretta, l'accese e si dispose ad assistere al test.
CAPITOLO QUINTO
Il sottile fascio di luce bianca rimaneva fisso nell'occhio sinistro di Rachael Rosen, men- tre la piastra con il fascio di fili le aderiva alla guancia per mezzo di una ventosa. La ragaz- za pareva calma.
Seduto in modo da poter vedere le misurazioni sui due quadranti dell'apparato per il test di Voigt-Kampff, Rick Deckard disse: Le descriver un certo numero di situazioni. Lei do- vr reagire nel modo pi veloce possibile. Naturalmente prender il tempo di reazione.
E naturalmente, disse Rachael con tono distaccato, le mie risposte verbali non con- tano nulla. Utilizzer come indici soltanto le reazioni dei muscoli oculari e dei capillari. Ma risponder lo stesso; voglio sottopormi a... S'interruppe. Proceda pure, signor De- ckard.
Rick, scelta la domanda numero tre, disse: Per il suo compleanno le regalano un portafoglio di cuoio. Entrambi i quadranti registrarono una risposta che superava il settore verde e arrivava nel rosso; gli aghi sventagliarono con violenza e poi si fermarono.
Non l'accetterei, disse Rachael. E poi denuncerei alla polizia la persona che me l'ha dato.
Dopo aver buttato gi un appunto Rick continu, passando all'ottava domanda del que- stionario di Voigt-Kampff. Suo figlio le mostra una collezione di farfalle, e anche il ba- rattolo che usa per ucciderle.
Lo porterei dal dottore. La voce di Rachael era bassa ma ferma. Di nuovo le due lan- cette registrarono una risposta, ma stavolta non andarono altrettanto lontano. Annot an- che questo.
Sta guardando la TV, continu, e all'improvviso s'accorge che una vespa le si po- sata sul polso.
L'ammazzerei subito, rispose pronta Rachael. Le lancette, stavolta, non registrarono quasi nulla: solo un debole tremore di un attimo. Lui l'annot e scelse con molta attenzio- ne la domanda successiva.
Su una rivista trova un fotocolor a piena pagina di una ragazza nuda. Fece una pausa. E un esame per scoprire se sono un androide, chiese Rachael, acida, o se sono o-
mosessuale? Le lancette non si mossero.
Rick continu: A suo marito la fotografia piace. Le lancette ancora non indicavano al-
cuna reazione. La ragazza, aggiunse, sdraiata a pancia sotto su una grande, bellis- sima pelle d'orso. Le lancetterimasero inerti, e Rick si disse: Tipica reazione da androide. Non coglie l'elemento pi importante, la pelliccia dell'animale morto. La mente della ragaz- za - o della cosa - si concentra su altri fattori. Suo marito appende la fotografia a un mu- ro dello studio, concluse, e stavolta gli aghi si mossero.
Di sicuro non glielo lascerei fare, disse Rachael.
OK, disse lui, annuendo. Vediamo quest'altra. Sta leggendo un romanzo scritto ai
vecchi tempi, prima della guerra. I personaggi sono al Fisherman's Wharf di San Francisco. Hanno fame e cos entrano in un ristorante famoso per il pesce. Uno di loro ordina un'ara- gosta, e lo chef tuffa il crostaceo in una pentola d'acqua bollente sotto gli occhi di tutti.
Oddio! esclam Rachael. Che orrore! Facevano davvero cos? Che perversi! Ma davvero, un'aragostaviva? Le lancette, per, non reagirono. Dal punto di vista formale, una risposta esatta. Ma simulata.
Affitta una casa in montagna, disse Rick, in una zona ancora verde. costruita in travi di pino rustiche e ha un enorme camino.
Va bene, disse Rachael, annuendo impaziente.
Alle pareti sono state appese delle vecchie carte geografiche, delle stampe di Currier e
Ives, e sopra al camino stata messa la testa di un cervo, un maschio adulto dalle corna ramificate. Alle persone che sono con lei l'arredamento piace e decidete...
Non con quella testa di cervo, interruppe Rachael. Le lancette, per, oscillarono solo nel settore verde.
Rimane incinta, continu Rick, di un uomo che le ha promesso di sposarla. Ma costui se ne va via con un'altra donna, la sua migliore amica; lei abortisce e...
Non abortirei mai, disse Rachael. E comunque non si pu. C' l'ergastolo e la polizia vigila continuamente. Stavolta entrambi gli aghi sventagliarono violentemente fino al ros- so.
Che ne sa? le chiese Rick, curioso. Di quanto difficile abortire? Lo sanno tutti, rispose Rachael.
Mi sembrava che lei parlasse per esperienza personale. Si concentr sulle lancette; di nuovo oscillarono per quasi tutta l'ampiezzadel quadrante. La prossima. Una sera esce con un uomo che le chiede di andare nel suo appartamento. Le offre da bere. Mentre gli porge il bicchiere coglie uno scorcio della camera da letto; abbellita da manifesti che an- nunciano una corrida, e lei entra nella stanza per vederli un po' pi da vicino. Lui la segue e chiude la porta. Le cinge le spalle e dice...
Rachael lo interruppe: Cos' il manifesto di una corrida?
Sono disegni, di solito a colori e molto grandi, di un torero con la cappa e di un toro
che tenta di incornarlo. Era sconcertato. Quanti anni ha? chiese; l'et poteva essere un fattore di rilievo.
Diciotto, disse Rachael. Va bene, allora il tipo chiude la porta e mi mette il braccio sulle spalle. Cosa dice?
Rick disse, Sa come andava a finire una corrida? Immagino che qualcuno finiva per farsi del male.
Il toro, alla fine, veniva sempre ammazzato. Attese, fissando i due aghi. Palpitavano senza posa, ma niente pi. Praticamente non segnavano nulla. L'ultima domanda, an- nunci. in due parti. Sta guardando un vecchio film alla TV, un film di prima della guer- ra. Siamo nel pieno di un banchetto e gli ospiti degustano ostriche crude.
Che schifo! esclam Rachael; gli aghi scattarono veloci.
Il piatto principale, continu Rick, era cane bollito con ripieno di riso. Gli aghi si
mossero di meno stavolta, meno di quanto s'erano mossi per le ostriche crude. Per lei le ostriche crude sono pi accettabili di una piatto di cane bollito? Evidentemente no. Ripo- se la matita, spense il fascio di luce, le tolse la ventosa dalla guancia. un androide, disse. L'esame finito: questa la conclusione del test, comunic alla ragazza - o, piut- tosto, alla cosa - e a Eldon Rosen, che lo guardava con estrema preoccupazione; la faccia del vecchio si deform, in preda all'ira e lla preoccupazione. Ho ragione, no? chiese Rick. Nessuno dei due Rosen rispose. Sentite, disse conciliante. Non c' conflitto d'in- teresse; per me che il Voigt-Kampff funzioni importante quasi quanto lo per voi.
Il maggiore dei Rosen disse, Non un androide. Non ci credo, ribatt Rick.
Perch dovrebbe mentire? intervenne Rachael. Caso mai mentirebbe nell'altro sen- so.
Voglio che su di lei venga effettuata un'analisi del midollo osseo, le disse Rick. Lo si pu determinare da un punto di vista organico se lei un androide o no; richiede tempo e provoca dolore, lo ammetto, ma...
Da un punto di vista legale, disse Rachael, non mi si pu costringere a sottoponili al- l'analisi del midollo osseo. gi stato stabilito in giudizio; costituirebbe un atto di auto- incriminazione. E comunque, su un soggetto vivente - non sul cadavere di un androide riti- rato - ci vuole troppo tempo. Lei ha la possibilit di somministrare il dannato test di Voigt-
Kampff per via degli speciali; quelli bisogna sottoporli di continuo a vari esami, e mentre il governo si occupava di questa faccenda, voi poliziotti siete riusciti a far passare l'uso del Voigt-Kampff anche per altri scopi. Ma sono d'accordo con quello che ha detto prima. L'e- same finito. Si alz, si allontan da lui, e rimase in piedi con le mani sui fianchi, volgen- dogli la schiena.
Il punto non riguarda la legalit dell'analisidel midollo osseo, disse roco Eldon Rosen. Il punto che il suo test per la determinazione dell'empatia con mia nipote ha fatto cilec- ca. Le posso spiegare perch il risultato simile a quello che avrebbe potuto ottenere un androide. Rachael cresciuta a bordo del Salander 3. Ci nata. Ha passato quattordici dei suoi diciott'anni nutrendosi della videoteca e di quello che gli altri nove membri dell'equi- paggio, tutti adulti, sapevano della Terra. Poi, come sapr, la nave ha invertito la rotta do- po aver percorso un sesto del tragitto verso Proxima. Altrimenti Rachael non avrebbe mai visto la Terra - comunque non fino a che sarebbe stata molto pi avanti con gli anni.
Mi avrebbe ritirato, disse Rachael volgendo solo il capo. A un controllo di polizia sa- rei stata ammazzata. Lo sapevo da quando sono arrivata qui quattro anni fa. Non la prima volta che mi fanno il Voigt-Kampff. Infatti non esco quasi mai da questo palazzo. Il ri- schio enorme. Per via dei blocchi stradali che voi poliziotti istituite, quella specie di imbu- ti a sorpresa disseminati qui e l per incastrare gli speciali non ancora classificati.
E gli androidi, aggiunse Eldon Rosen. Solo che naturalmente al pubblico non lo si dice: non si vuole che si sappia che gli androidi sono sulla Terra, tra di noi.
Non penso che ce ne siano, disse Rick. Credo che i vari corpi di polizia qui e nell'U- nione Sovietica li abbiano presi tutti. La popolazione si abbastanza ridotta adesso; tutti, prima o poi, incappano in un posto di blocco volante. Questa, comunque, era la filosofia di base.
Che istruzioni aveva, chiese Eldon Rosen, nel caso le fosse capitato di classificare come androide un essere umano?
Segreto professionale. Cominci a riporre l'apparato del test nella valigetta. I due Ro- sen l'osservavano in silenzio. ovvio, aggiunse, che mi stato ordinato di sospendere tutti i test, cosa che sto facendo. Se il test ha fallito una volta non proprio il caso di con- tinuare. Fece scattare la chiusura della valigetta.
Avremmo potuto imbrogliarla, disse Rachael. Nessuno ci ha costretto ad ammettere che con me lei ha sbagliato. E vale lo stesso per gli altri nove soggetti selezionati. Faceva ampi gesti decisi. Avremmo solo dovuto concordare con i risultati dei suoi test, in un sen- so o nell'altro.
Rick disse, Avrei insistito per avere una lista prima del test. I due gruppi separati, in una busta sigillata. E poi avrei controllato la congruit dei risultati del test. Ci sarebbe do- vuta essere completa concordanza. E mi rendo conto adesso, pens, che non sarei riusci- to a ottenerla. Bryant aveva ragione. Grazie al cielo non sono andato in giro a caccia di ta- glie sulla base di questo test.
S. Credo che sarebbe stato proprio cos旎,disse Eldon Rosen. Lanci un'occhiata a Ra- chael, che fece un cenno d'assenso. Avevamogi preso in considerazione quella possibi- lit嗷, disse poi Eldon, con riluttanza.
Il problema, disse Rick, deriva tutto dal vostro modo di operare, signor Rosen. Nes- suno ha costretto la vostra organizzazione a sviluppare la produzione di robot umanoidi fi- no al punto in cui
....
Abbiamo prodotto quello che volevano i colonizzatori, disse Eldon Rosen. Abbiamo
seguito il principio noto fin dalla notte dei tempi, che sta alla base di qualsiasi impresa commerciale. Se la nostra azienda non avesse prodotto questi tipi sempre pi simili al- l'uomo, li avrebbero prodotti altre aziende. Sapevamo a quali rischi ci esponevamo quando abbiamo sviluppato l'unit cerebrale Nexus-6.Ma il vostro test di Voigt-Kampff era fallito
gi prima che noi immettessimo sul mercato quel tipo di androide. Se lei avesse mancato nel classificare un Nexus-6 come androide, se lei avesse concluso che era un umano - ma non questo che successo. La voce gli era divenuta dura, mordace, penetrante. Il suo dipartimento di polizia - e anche altri - possono aver ritirato, molto probabilmente hanno ritirato, degli umani al cento percento ma con doti empatiche sottosviluppate, come que- sta mia nipote. La sua posizione, signor Deckard, estremamente antipatica da un punto di vista morale. La nostra no.
In altre parole, disse con acume Rick, non avr la possibilit di controllare nemmeno un Nexus-6. Mi avete messo d'acchitto tracapo e collo questa ragazza schizoide. E il mio test, si rese conto, distrutto. Non avrei dovuto accettare, si disse. Ad ogni modo, adesso troppo tardi.
La teniamo in pugno, signor Deckard, disse Rachael Rosen in tono calmo e ragionevo- le. Quindi, si volse verso di lui e sorrise.
Non riusciva ancora a capire, nemmeno adesso, come avesse fatto l'Associazione Rosen a incastrarlo cos facilmente.Sono dei professionisti, concluse. Una compagnia elefantiaca come quella accumula al proprio interno troppa esperienza. Di fatto dispone di una sorta di mente collettiva. Ed Eldon e Rachael Rosen sono i portavoce dell'entit azienda. L'errore compiuto, evidentemente, era stato il considerarli meri individui. Era un errore che non a- vrebbe ripetuto. L'ispettore Bryant, il suo superiore, disse Eldon Rosen, trover qual- che difficolt nel capire come ha fatto a lasciare che smontassimo l'apparato per il test prima ancora che l'esame iniziasse. Fece un cenno in direzione del soffitto e Rick vide l'o- biettivo di una telecamera. Il suo colossale errore nel gestire l'affare Rosen era stato regi- strato. Credo che la cosa migliore per tutti noi, concluse Eldon, sia sedersi e... Con un gesto affabile l'invit ad accomodarsi. Possiamo metterci d'accordo, signor Deckard. Non c' bisogno di farsi prendere dall'ansia. La va
riet di androidi Nexus-6 esiste, un dato di fatto. Noi qui all'Associazione Rosen ne prendiamo atto e credo che ora ne abbia preso at- to anche lei.
Rachael, chinandosi verso Rick, chiese: Le piacerebbe possedere una civetta? Dubito che sar mai in grado di possedere una civetta. Ma aveva capito di cosa stava
parlando; avevo capito il tipo di transazione che l'Associazione Rosen intendeva conclude- re. Una tensione come non aveva mai provato in precedenza si manifest dentro di lui; gli si diffondeva, adagio, in ogni parte del corpo. Sent che la tensione, la consapevolezza di quanto stava accadendo, stavano per avere il sopravvento.
Ma una civetta, disse Eldon Rosen, quello che lei vuole di pi. Lanci un'occhiata alla nipote con aria interrogativa. Non credo abbia la pi pallida idea...
Invece s旎, lo contraddisse Rachael. Sa esattamente dove si sta andando a parare. Vero, signor Deckard? Di nuovo si chin verso di lui, stavolta pi vicina; poteva percepir- ne una leggera fragranza, quasi un tepore. Praticamente ce l'ha fatta, signor Deckard. Praticamente ha in mano la sua civetta. Poi, rivolta a Eldon Rosen, disse: un cacciato- re di taglie, ricordi? Vive delle taglie che raccoglie, non dello stipendio. Non cos, signor Deckard?
Lui annu.
Quanti androidi sono fuggiti stavolta? si inform Rachael.
Prontamente rispose, Otto. All'inizio. Due sono gi stati ritirati, da un altro; non da me.
Quanto prende per ogni androide? chiese Rachael. Alzando le spalle, disse, Dipende.
Rachael disse, Se non ha a disposizione alcun test efficace, non c' alcun modo con cui possa identificare un androide. E se non c' alcun modo in cui lei possa identificare un an-
droide, non c' alcun modo in cui lei possa incassare una taglia. Quindi, se il test di Voigt- Kampff deve essere accantonato...
Una nuova scala, disse Rick, lo sostituir. gi avvenuto in passato. Tre volte, per la precisione. Ma di solito la nuova scala, lo strumento analitico pi aggiornato, era gi pronta al momento del bisogno; non c'erano stati periodi scoperti. Stavolta era diverso.
Col passare del tempo, certo, l'indice di Voigt-Kampff si dimostrer superato, ribad Rachael. Ma non oggi. Da parte nostra, abbiamo verificato che serve a individuare i mo- delli Nexus-6 e le saremmo grati se lei procedesse sulla base di queste considerazioni nel suo strano, stranissimo lavoro. Cullandosi avanti e indietro, le braccia strettamente con- serte, lo fissava con intensit. Cercava di sondarne le reazioni.
Digli che pu prendersi la civetta, gracchi Eldon Rosen.
Pu prendersi la civetta, disse Rachael, tenendolo ancora d'occhio. Quella che ha vi-
sto in terrazza. Scrappy. Ma vogliamo farla accoppiare se riusciamo a mettere le mani su un maschio. E tutta la prole sar nostra; su questo non ci devono essere equivoci.
Faremo a met della covata, propose Rick.
No, disse Rachael all'istante; alle sue spalle Eldon Rosen scuoteva il capo, d'accordo
con lei. In quel modo lei potrebbe accampare diritti sull'unica linea genealogica di civette per tutto il resto dell'eternit. E c' un'altra cond
izione. Non pu lasciare la civetta in eredi- t a nessuno; alla sua morte ritorner di propriet dell'associazione.
Mi sembra, comment Rck, una specie di invito perch veniate a farmi fuori. Per ri- prendervi immediatamente la civetta. Su questo punto non sono d'accordo; troppo perico- loso.
Lei un cacciatore di taglie, disse Rachael. Sa sparare con il laser - ne ha uno con s anche adesso. Se non sa proteggere se stesso, come far a ritirare i sei droidi Nexus-6 rimasti? Sono un bel po' pi svegli dei vecchi W-4 della Gozzi Corporation.
Ma sono io che do la caccia a loro, disse. Come dite voi, con una clausola di riappro- priazione della civetta, ci sarebbe qualcuno che darebbe la caccia a me. E l'idea di essere braccato non gli andava gi; aveva visto come reagivano gli androidi. Provocava dei mu- tamenti considerevoli, evidenti perfino in essi.
Rachael disse: Va bene; su questo cediamo. Potr lasciare la civetta ai suoi eredi. Ma insistiamo nell'avere l'intera covata. Se non vu
ole accordarsi su questo punto, torni pure a San Francisco e comunichi ai suoi superiori del dipartimento che il Voigt-Kampff, per lo meno somministrato da lei, non in grado di distinguere un droide da un umano. E poi si cerchi un altro lavoro.
Datemi un po' di tempo, chiese Rick.
E va bene, disse Rachael. La lasciamo qui, bello comodo. Guard l'orologio. Mezz'ora, disse Eldon Rosen. Lui e Rachael si diressero uno dietro l'altra verso la por-
ta, in silenzio. Avevano detto quello che dovevano dire, pens Rick. Adesso toccava a lui. Mentre Rachael si accingeva a chiudere la porta alle proprie spalle, Rick disse in modo
brusco: Siete riusciti a incastrarmi alla perfezione. Avete registrato il mio fiasco. Sapete che il mio lavoro dipende dall'impiego della scala di Voigt-Kampff e siete i proprietari di quella stramaledetta civetta.
Ormai suo, caro mio, disse Rachael. Non ricorda? Gli legheremo l'indirizzo di Rick Deckard alla zampa e lo spediremo gi a San Francisco. Esso l'aspetter a casa quando torna dal lavoro.
Esso, pens Rick. Ha usato il pronome neutro invece di quello femminile. Scusate un secondo, disse.
Ferma sulla porta, Rachael disse, Si deciso?
Voglio, le rispose, aprendo la valigetta, farle ancora una delle domande dal
questionario di Voigt-Kampff. Si risieda.
Rachael cerc lo zio con lo sguardo. Egli annu e lei rientr a malincuore, sedendosi al posto di prima. A che serve? domand, con le sopracciglia inarcate dal disgusto - e dalla circospezione. Lui colse la tensione muscolare, la not per esperienza professionale.
Ora Rick aveva il fascio di luce puntato sull'occhio destro della ragazza e le aveva di nuovo applicato la piastra a ventosa alla guancia. Rachael fissava irrigidita la luce, e l'e- spressione di estremo disgusto era tuttora ben visibile.
La mia valigetta, disse Rick nel rovistare al suo interno per estrarne i moduli del Voigt-Kampff. Bella, no? del dipartimento.
S, s旎, disse Rachael con tono distante.
Pelle di bambino, disse Rick. Carezz il rivestimento nero della valigetta. Cento per
cento pura pelle umana di bambino. Vide i due indicatori dei quadranti agitarsi frene- ticamente. Ma si erano mossi dopo una pausa.
La reazione aveva avuto luogo, ma troppo tardi. Sapeva quale doveva essere il tempo di reazione, senza sbagliarsi di una frazione di secondo, l'esatto tempo di reazione: non ci doveva essere nessun tempo di reazione. Grazie, signorina Rosen, disse e raccolse di nuovo tutta l'apparecchiatura: aveva concluso il supplemento d'esame. tutto.
Se ne va? chiese Rachael. S旎, rispose. Mi sono convinto.
Con circospezione Rachael chiese, E gli altri nove soggetti?
L'indice ha funzionato adeguatamente nel suo caso, rispose. Posso estrapolare da
quello che ho raccolto; chiaramente ancora efficace. Rivolto a Eldon Rosen, che si era appoggiato curvo e cupo allo stipite della porta, chiese: La ragazza lo sa? A volte essi non se ne rendevano conto; diverse volte erano state sperimentate delle false memorie, generalmente con la malposta intenzione che grazie ad esse le reazioni ai test sarebbero state modificate.
Eldon Rosen rispose: No. L'abbiamo programmata da cima a fondo. Ma penso che alla fine abbia sospettato qualcosa. Rivolto alla ragazza disse: Ci sei arrivata quando ti ha chiesto di fare altre domande, vero?
Pallida, Rachael annu con espressione assente.
Non aver paura di lui, la rassicur Eldon Rosen. Non sei un androide fuggito illegal-
mente sulla Terra; sei propriet dell'Associazione Rosen, utilizzato a scopi promozionali per gli aspiranti coloni. Si avvicin alla ragazza, le mise una mano sulla spalla per confortarla; nel sentirsi toccata la ragazza sobbalz.
Certo, disse Rick. Non ho alcuna intenzione di ritirarla, signorina Rosen. Buona giornata a tutti. Si mosse verso la porta, poi si ferm un attimo. Rivolto ai due chiese, La civetta vera?
Rachael lanci un rapido sguardo al vecchio Rosen.
Tanto se ne va in ogni caso, le disse Edon Rosen. Non ha nessuna importanza. La
civetta artificiale. Di civette non ce n' pi nemmeno una.
Mmm, mormor Rick, e usc come inebetito nel corridoio. I due lo guardarono allon-
tanarsi. Non c'era pi nulla da dire.Allora, cos che funzionano i pi grandi fabbricanti di androidi, disse Rick tra's e s. Sono subdoli, infidi; gente cos non ne aveva mai incontra- ta prima d'allora. Un nuovo tipo di personalit, strano e contorto; non c'era da sorprender- si se gli organismi di pubblica sicurezza si trovavano in difficolt con il Nexus-6.
Il Nexus-6. Ci si era finalmente scontrato. Rachael, si disse, deve essere un Nexus-6. Ho visto uno di loro per la prima volta. Me l'avevano quasi fatta, accidenti. Sono andati a un millimetro dal distruggere il Voigt-Kampff, l'unico metodo che abbiamo per identificarli. L'Associazione Rosen si da un bel da fare - o almeno, si impegna a fondo - per proteggere
i propri prodotti.
E devo affrontarne ancora sei, pens, per finire il lavoro.
Si sarebbe dovuto sudare i soldi della taglia. Fino all'ultimo centesimo. Sempre ammesso che sarebbe riuscito a scamparsela fino alla fine.
CAPITOLO SESTO
Il televisore urlava. Scendendo le grandi scale vuote ricoperte dalla polvere del condo- minio verso il piano di sotto, John Isidore distingueva adesso la voce familiare di Blister Friendly, che ciarlava allegro rivolta all'immensa audience interplanetaria.
...Oh-oh, gente! Zip click zip! E adesso due parole sul tempo di domani: cominciamo dalla costa orientale degli U.S.A. Il satellite Mangusta ci dice che la pioggia di polvere sar molto pronunciata intorno a mezzogiorno e poi tender a diminuire. Perci tutti voi, cari amici, che vorrete avventurarvi all'aperto dovreste aspettare il pomeriggio, eh? E a propo- sito di aspettare, adesso mancano solo dieci ore alla grande notizia, alla mia speciale rive- lazione! Dite a tutti i vostri amici di guardarci ! Vi sveler qualcosa di sorprendente. Ehi, non pensiate che sia solo la solita...
Appena Isidore buss alla porta dell'appartamento la televisione si spense all'improvviso, scomparve nel non-essere. Non s'era solo zittita; aveva smesso di esistere, si era rifugiata in una tomba terrorizzata dal suo bussare.
Percep, dietro la porta chiusa, la presenza di un'altra vita, oltre a quella della TV. I suoi sensi, tesi come una corda di violino, immaginavano o forse captavano un terrore spettrale e muto, di qualcuno che si ritraeva, qualcuno schiacciato con forza contro la parete pi lontana dell'appartamento nel tentativo di sfuggirgli.
Ehi, grid. Io abito di sopra. Ho sentito la TV. Presentiamoci, no? Aspett, con l'orecchio teso. Nessun suono e nessun movimento. Le sue parole non avevano incuriosito lo sconosciuto. Le ho portato un panetto di margarina, disse, avvicinandosi alla porta nel tentativo di superarne lo spessore con la voce. Mi chiamo J. R. Isidore e lavoro per il famoso veterinario Hannibal Sloat, ne avr sentito parlare. Sono una persona rispettabile, ho un lavoro. Guido il furgone del signor Sloat.
La porta si socchiuse appena e attraverso la fessura ebbe modo di vedere nell'apparta- mento una figura tutta storta e raggomitolata, una ragazza che si ritraeva, si faceva picco- la per la paura e cercava di non farsi vedere, eppure continuava a tenere la mano sulla porta, come se cercasse un sostegno fisico. La paura le dava un aspetto malaticcio; le de- formava i lineamenti: pareva che l'avessero fatta a pezzi e poi, con malizia, l'avessero ricu- cita insieme alla bell'e meglio. Gli occhi, enormi, le rilucevano fissi mentre cercava di sorri- dere.
Isidore prov un immediato moto di comprensione e le disse: Credeva che nel palazzo non abitasse nessun altro. Che fosse abbandonato.
Annuendo, la ragazza sussurr: S旎.
Ma, disse Isidore, avere dei vicini un bene. Accipicchia, finch non arrivata lei
non ne avevo neanche uno. E, lo sapeva il cielo, non c'era molto da divertirsi.
Lei l'unico qui? chiese la ragazza. Voglio dire, in questo condominio, a parte me?
Pareva meno timida, adesso; raddrizz il corpo, mentre si passava la mano tra i capelli scuri. Ora Isidore vide che aveva una bella figura, anche se era piccola, e dei bellissimi oc- chi molto marcati da lunghe ciglia nere. Colta di sorpresa, la ragazza indossava i calzoni del pigiama e nient'altro. E nel guardare oltre di lei scorse una stanza in disordine. Qui e l c'erano delle valigie aperte; il contenuto eramezzo sparso sul pavimento sporco. Ma era naturale; era appena arrivata.
Oltre a lei sono l'unico, disse Isidore. Enon la voglio certo disturbare. Si sent ab- battuto. La sua offerta, che possedeva la qualit di un vero e proprio rituale antico, d'ante- guerra, non era stata accettata. Anzi, pareva che la ragazza non se ne fosse nemmeno ac- corta. Oppure non aveva capito a cosa potesse servire un panetto di margarina. L'impres- sione che ne ricavava era quella; la ragazza sembrava pi che altro sconcertata. Come se
fosse uscita da un abisso tutto suo e galleggiasse disorientata su onde concentriche di paura che adesso andavano ritraendosi. Il buon vecchio Buster, disse Isidore, cercando di farle abbandonare quella rigidit. Le piace? Io lo guardo tutte le mattine e poi di nuovo la sera quando torno a casa. Lo guardo mentre ceno e assisto anche alla sua trasmissione della notte, fino a che non vado a letto. Cio, lo facevo prima che il mio televisore si rom- pesse.
Chi... cominci a dire la ragazza, ma si interruppe; si morse il labbro come se fosse terribilmente arrabbiata. Evidentemente con se stessa.
Buster Friendly, spieg lui. Gli pareva ben strano che la ragazza non sapesse nulla del pi buffo comico televisivo della Terra. Ma da dove viene? chiese curioso.
Non vedo cosa c'entri. Gli lanci dalbasso un veloce sguardo deciso. Aveva visto qualcosa che pareva stemperare la sua preoccupazione; si rilass in modo evidente. Mi far piacere avere compagnia, gli disse, magari pi avanti, quando mi sar sistemata. Adesso, mi pare ovvio, non se ne parla neanche.
Perch non se ne parla neanche? Era disorientato, tutto in lei lo disorientava. Forse, pens, ho abitato qui da solo per troppo tempo. Sono diventato strano. Dicono che ai cer- velli di gallina capita spesso. Il pensiero lo rese ancora pi abbattuto. La potrei aiutare a disfare le valigie, os proporre; la porta, adesso, gli si era quasi chiusa in faccia. A siste- mare i mobili.
La ragazza disse, Non ne ho di mobili. Tutta ' sta roba... e indic la stanza dietro di lei, era gi qui.
Ma non serve a nulla, disse Isidore. Bastava un'occhiata per capirlo. Le sedie, la mo- quette, i tavoli - s'era tutto guastato, erano sfiancati da una comune rovina, vittime della dispotica forza del tempo. E dell'abbandono.Per anni nessuno aveva abitato nell'apparta- mento, era in uno stato pressoch completo di rovina. Isidore non riusciva a immaginarsi come sarebbe riuscita a vivere in quelle condizioni. Senta, le disse serio. Se setacciamo tutto il palazzo, probabilmente possiamo trovare qualcosa di meno scassato. Una lampada in un appartamento, un tavolo in un altro.
E quel che far蚧, disse la ragazza. Da sola, se non le dispiace. S'infilerebbe in quegli appartamentida sola? Non ci credeva.
Perch no? di nuovo ebbe un brivido nervoso e fece una smorfia, rendendosi conto di aver detto qualcosa che non andava.
Isidore disse, Io ci ho provato. Una volta sola. Dopo di allora quando torno a casa en- tro dritto filato nel mio appartamento e me ne frego del resto... degli appartamenti dove non abita nessuno. Sono centinaia, pieni di cose, gli oggetti personali di chi ci abitava, come le foto di famiglia o i vestiti. Quelli che sono morti non si sono potuti portar via nulla e quelli che sono emigrati non hanno voluto. L'intero palazzo, escluso il mio appartamento, completamente andato in palta.
"In palta"? La ragazza non capiva.
S. La palta fatta di oggetti inutili, inservibili, come la pubblicit che arriva per posta,
o le scatole di fiammiferi dopo che hai usato l'ultimo, o gli involucri delle caramelle o l'o- meogiornale del giorno prima. Quando non c'pi nessuno a controllarla, la palta si ripro- duce. Ad esempio, se quando si va a letto si lascia un po' di palta in giro per l'apparta- mento, quando ci si alza il mattino dopo se ne ritrova il doppio. Cresce, continua a cresce- re, non smette mai.
Ho capito. La ragazza l'osservava incerta: non sapeva se credergli o meno. Non era sicura che stesse parlando sul serio.
C' la Prima Legge della Palta, disse Isidore. "La palta scaccia la nonpalta." Come la legge di Gresham sul denaro falso, ha presente? E in questi appartamenti non c' nessuno a contrastare la palta.
Cos ha preso il sopravvento, conclusela ragazza. Annu. Adesso ho capito.
La sua casa, qui, le disse, questo appartamento che ha scelto... troppo nella palta
per abitarci. Possiamo invertire il fattore-palta; possiamo fare come ho detto io, andare a cercare negli altri appartamenti. Per... Si interruppe.
Per cosa?
Isidore disse, Non possiamo vincere.
Perch no? La ragazza usc in corridoio, chiudendosi la porta alle spalle; le braccia pudicamente strette sul piccolo seno sodo, gli si mise di fronte, cercando di capire. O cos gli parve. Almeno lo stava ad ascoltare.
Nessuno pu battere la palta, disse, tranne che per un po' di tempo e forse in un posto solo, come nel mio appartamento ad esempio, dove ho creato una specie di equili- brio tra la pressione della palta e della nonpalta, finch dura. Ma poi morir o me ne an- dr, e allora la palta riprender il sopravvento. un principio universale valido in tutto l'u- niverso; l'intero universo diretto verso una stato finale di paltizzazione totale e assoluta. Poi aggiunse: Tranne naturalmente che per l'ascesa di Wilbur Mercer.
La ragazza lo guard attenta. Non vedo alcun nesso.
Ma il succo del Mercerianesimo. Di nuovo si trov spiazzato. Ma, scusi, lei non
partecipa alla fusione? Non ha una scatola empatica?
Dopo aver riflettuto un attimo la ragazza, circospetta, spieg: La mia non me la sono
portata. Ero sicura di trovarne una qui.
Ma la scatola empatica, disse balbettando per l'agitazione, l'oggetto pi personale
che si possa avere! una prolunga del proprio corpo; lo strumento che ci mette in con- tatto con gli altri umani, che ci fa smettere di essere soli. Ma lo sa, no? Lo sanno tutti. Mercer permette che perfino quelli come me... S'interruppe. Ma era troppo tardi; ormai gliel'aveva detto e dall'espressione che le eraapparsa sul volto, dalla scintilla di improvvisa repulsione, si rese conto che lei aveva capito. Ho quasi superato il test sul quoziente in- tellettivo, le disse con voce bassa e tremante. Non sono molto speciale, solo un po'; non come alcuni che si vedono in giro. Ma di questo a Mercer non importa niente.
Per quel che mi riguarda, disse la ragazza, questa la si pu ritenere una delle mag- giori pecche del Mercerianesmo. La voce era netta e neutra; Isidore si rese conto che la ragazza voleva solo enunciare un dato di fatto: e cio quello che pensava dei cervelli di gallina.
Allora io risalgo su, disse, e si allontan da lei, serrando il panetto di margarina che ormai si stava sciogliendo per la stretta della mano.
La ragazza lo guard mentre si allontanava, ancora con quell'espressione neutrale sul volto. Ma poi lo richiam: Aspetti.
Voltandosi, Isidore le chiese: Perch?
Mi servir. Per prendere dei mobili come si deve. Dagli altri appartamenti, come ha
detto prima. Si mosse verso di lui, il tronco nudo, morbido e florido, senza un grammo di grasso in eccesso. A che ora torna? Mi pu aiutare quando rientra dal lavoro.
Isidore disse: Non che potrebbe preparare la cena per tutti e due? Se le portassi gli ingredienti?
No, ho troppe cose da fare. La ragazza si liber della richiesta senza alcuno sforzo e lui lo not, lo percep senza capirlo.
Ora che le era passata la paura iniziale, cominciava a emergere qualcos'altro di lei. Qual- cosa di pi strano. E, gli venne da pensare, deplorevole. Freddezza. Come, pens, un alito dal vuoto interposto tra i mondi abitati, cio un alito dal nulla. Non si trattava di quello che diceva o faceva ma di quello che non diceva e non faceva. Un'altra volta, disse la ra- gazza, e si ritrasse verso la porta dell'appartamento.
Si ricorda come mi chiamo? chiese impaziente. John Isidore, e lavoro...
Me l'ha gi detto per chi lavora. Si era brevemente fermata alla porta; aprendola dis- se, Per qualche incredibile persona che si chiama Hannibal Sloat, che di sicuro non esiste fuori dalla sua immaginazione. Io mi chiamo... Gli lanci un ultimo sguardo senza calore mentre rientrava nell' appartamento, esit, poi disse, Mi chiamo Rachael Rosen.
Rosen dell'Associazione Rosen? chiese. Ilmaggiore produttore dell'intero sistema di robot umanoidi usati dal nostro programma di colonizzazione?
Un'espressione complessa le attravers il volto all'improvviso, fuggevolmente, per scom- parire poi subito. No, gli rispose. Non li ho mai sentiti nominare; non ne so nulla di queste cose. un'altra delle sue fantasie da cervello di gallina, mi sa. John Isidore e la sua scatola empatica personale. Povero signor Isidore.
Ma il suo nome fa pensare a... Il mio nome, disse la ragazza, Pris Stratton. il mio nome da sposata, uso sempre questo. Non uso mai altro nome, solo Pris. Pu chia- marmi Pris. Riflette un po', poi disse: Anzino, far meglio a rivolgersi a me come signo- rina Stratton. Perch non che noi due ci conosciamo bene. Perlomeno, io non la cono- sco. La porta si chiuse sulla ragazza e lui si ritrov di nuovo solo nel corridoio buio rico- perto di polvere.
CAPITOLO SETTIMO
Insomma, cos va il mondo,pensava J. R. Isidore che ancora stringeva il panetto di mar- garina in mano. Magari cambier idea e mi permetter di chiamarla Pris. E magari, se rie- sco a rimediare una scatoletta di verdura anteguerra, cambier idea anche sulla nostra ce- na.
Ma forse non sa cucinare, pens d'un tratto. E va bene, vorr dire che cucino io; prepa- rer la cena per tutti e due. E le faccio vedere come si fa, cos, se vuole, in futuro lo pu fare anche lei. Probabilmente le verr voglia di farlo, appena le far vedere come si fa; per quanto ne so, alla maggior parte delle donne, anche a quelle giovani come lei, piace cu- cinare; un istinto.
Salite le scale buie, ritorn al suo appartamento. Certo, non molto al corrente su un sacco di cose, pens mentre indossava l'uniforme bianca da lavoro. Anche se si fosse mes- so a correre ormai era in ritardo e il signor Sloat si sarebbe arrabbiato - e allora, chi se ne importa? Ad esempio, non ha mai sentito nominare Buster Friendly. Impossibile; Buster il pi importante uomo vivente, certo, se si eccettua Wilbur Mercer... ma Mercer, pens, non un essere umano; si tratta evidentemente di un'entit archetipica proveniente dalle stelle, sovrimposta alla nostra cultura attraverso una specie di matrice cosmica. Almeno, cos ho sentito dire in giro; quello che dice il signor Sloat, ad esempio. E Hannibal Sloat uno che sa quello che dice.
anche strano che si sia contraddetta sul suo stesso nome, riflette. Pu darsi che abbia bisogno di aiuto. Ma che aiuto posso darle, io? Non mi posso sposare e non posso emi- grare e col tempo la polvere mi uccider. Non ho proprio nulla da offrirle.
Vestito e pronto ad andare, lasci l'appartamento e sal sulla terrazza dov'era parcheg- giata la sua malconcia aereomobile di seconda mano.
Un'ora dopo, sul furgone dell'azienda, aveva ritirato il primo animale malfunzionante del giorno. Un gatto elettrico: sdraiato nella gabbia da trasporto in plastica impermeabile alla polvere, nel retro del furgone ansimava con strana irregolarit. Si potrebbe quasi dire che vero, osserv Isidore sulla via del ritorno alla Clinica per Animali Van Ness - quella pic- cola impresa dal nome cos accuratamente fuorviante che resisteva a stento nel duro mondo della concorrenza tra gli addetti alla riparazioni degli animali finti. Il gatto soffriva e gemeva.
Accidenti, si disse Isidore, sembra davvero che stia morendo. Forse la batteria vecchia di dieci anni andata in corto e tutti i circuiti stanno sistematicamente bruciando. Un lavoro di quelli grossi; Milt Borogrove, il meccanico della Clinica per Animali Van Ness, avrebbe avuto il suo bel da fare. E al proprietario non ho neanche fatto un preventivo, si rese con- to, rabbuiandosi. Il tizio mi ha buttato in braccio il gatto, ha detto che aveva cominciato a star male durante la notte, e poi mi sa che se n ' andato al lavoro.Ad ogni modo, d'un tratto il veloce scambio verbale s'era interrotto e il proprietario del gatto era sfrecciato rombando su nel cielo nella sua fantastica aereomobile, un nuovo modello personalizzato. Tra l'altro, l'uomo era un cliente nuovo.
Rivolto al gatto, Isidore disse: Ce la fai a resistere finch arriviamo in officina? Il gatto continuava a rantolare. Ti ricarico io qui al volo per strada, decise Isidore; fece scendere il furgone sulla prima terrazza disponibile dove parcheggi lasciando il motore acceso, en- tr carponi nel retro del furgone e apr la gabbia da trasporto in plastica impermeabile alla polvere che insieme al suo camice bianco e al nome sul furgone creava un'impressione as- solutamente credibile di un vero veterinario che si occupava di un vero animale.
Il meccanismo elettrico, sotto il pelo in apparenza autentico, gorgogliava ed emetteva
bolle d'aria, le videolenti erano vitree e opache, le mascelle di metallo serrate. Lo avevano sempre sorpreso questi circuiti di "malattia" inseriti negli animali finti; il marchingegno che si stava tenendo in grembo era stato messo insieme in modo tale che quando un compo- nente principale cominciava a guastarsi, tutto l'insieme pareva non tanto rotto quanto piuttosto organicamente malato. Io ci sarei cascato in pieno, si disse Isidore mentre tasta- va il pelo della finta pancia cercando il pannello di controllo nascosto (piuttosto piccolo per questo modello d'animale finto) e i terminalidelle batterie a ricarica rapida. Non riusc a trovare n l'uno n gli altri.N poteva permettersi di cercare a lungo; era chiaro che il meccanismo stava smettendo di funzionare. Se davvero si tratta di un corto che sta bru- ciando i circuiti, riflette, allora forse dovrei cercare di staccare uno dei cavetti delle batterie; il meccanismo si spegnerebbe, ma non ci dovrebbero essere danni. E poi, un volta in officina, Milt pu ricaricarlo. Con destrezza fece correre le dita lungo la pseudocolonna ver- tebrale. I cavi dovevano essere pi o meno l.Accidenti a quella meccanica evoluta; un'i- mitazione davvero assolutamente perfetta! I cavi non saltarono fuori nemmeno dopo un'i- spezione accurata. Dev'essere un prodotto della Wheelright & Carpenter- costano di pi, ma caspita che bel lavoro fanno!
Rinunci; il gatto finto aveva intanto smesso di funzionare, evidentemente il cortocircui- to - se era davvero quello il problema di quell'affare aveva scaricato le batterie e bloc- cato il motore centrale. Riparare questo coso coster un bel po',pens pessimisticamente. Be', si vede che il tizio non gli ha fatto fare la pulizia e la lubrificazione quadrimestrale pre- ventiva, perch a farla si vede davvero la differenza. Magari - ora che ci aveva sbattuto il muso - il proprietario avrebbe imparato qualcosa.
Ritorn carponi al sedile di guida e mise il volante in posizione di ascesa, quindi sibil di nuovo in aria e riprese il volo di ritorno verso l'officina.
Almeno cos non sentiva pi l'angosciante ansimare di quel coso; poteva rilassarsi. Che strano, pens; anche se da un punto di vista razionale so che tutto finto, il rumore di un animale meccanico a cui si stanno bruciando le batterie e il motore per me come un pu- gno nello stomaco. Mi piacerebbe, pens accorato, trovare un altro lavoro. Se non mi a- vessero bocciato a quel test per il quoziente intellettivo non mi troverei ridotto a svolgere questi compiti ignominios e a sopportarne anche gli strascichi emotivi.D'altro canto, il do- lore meccanico degli animali finti non dava fastidio n a Milt Borogrove, n al loro principa- le, Hannibal Sloat. Forse sono io, si disse John Isidore. Forse, pi si regredisce lungo la scala dell'evoluzione, come successo a me, pi si sprofonda nell'abietto abisso del mon- do della tomba... hmmm, meglio abbandonare questa linea di ricerca. Nulla lo deprimeva di pi dei momenti in cui confrontava le sue attuali facolt mentali con quelle di cui dispo- neva in passato. Ogni giorno la sagacia e il vigore diminuivano. Lui e le altre migliaia di speciali del pianeta Terra erano tutti destinati a confluire nel mucchio della spazzatura. A trasformarsi in palta vivente.
Per sentirsi un po' in compagnia accese l'autoradio e si sintonizz sul programma radio- fonico di Buster Friendly che, come la versione televisiva, andava in onda ventitr ininter- rotte roventi ore al giorno... mentre l'altra ora era occupata da una sigla di fine-delle- trasmissioni di carattere religioso, seguita da dieci minuti di silenzio e poi da una sigla di ripresa-delle-trasmissioni sempre di carattere religioso.
...contento d'avervi di nuovo all'ascolto e invisione, stava dicendo Buster Friendly. Allora, Amanda; sono due giorni interi che non veniamo a trovarti. Hai in programma qualche nuovo film, cara?
Eppene, io folevo antare a fare film ierri, ma penza, loro folere me partire a le zette... Le sette del mattino? la interruppe Buster Friendly. Ciusto, tel matino, Buuster; a le zette! Amanda Werner scoppi nella sua famosa risa-
ta, imitata quasi quanto quella di Buster. Amanda Werner e varie altre belle ed eleganti si-
gnore straniere dal bel seno conico, provenienti da vaghi paesi mai specificati, pi alcuni cosiddetti umoristi bucolici, costituivano il nocciolo duro delle perpetue repliche di Buster. Le donne come Amanda non facevano mai film, non avevano mai parti in teatro; vivevano le loro stravaganti belle vite come ospiti nello spettacolo senza fine di Buster, comparendo sullo schermo - Isidore una volta l'aveva calcolato - anche la bellezza di settanta ore a set- timana.
Come faceva Buster Friendly a trovare il tempo di registrare sia lo spettacolo radiofonico che quello televisivo? A Isidore sarebbe piaciuto saperlo. E come faceva Amanda Werner a trovare il tempo di fare l'ospite un giorno s e l'altro no, mese dopo mese, anno dopo an- no? Come facevano a parlare in continuazione? Non si ripetevano mai, per quanto poteva accorgersene lui. Le loro battute, sempre sagaci, sempre nuove, non le provavano. La chioma di Amanda risplendeva, gli occhi le luccicavano, i denti brillavano; non calava mai di tensione, non si stancava mai, non si trovava mai disorientata quando doveva escogita- re una battuta spiritosa in risposta alla continua raffica di frizzi e lazzi, facezie e arguzie di Buster. Il Buster Friendly Show, audioteletrasmesso via satellite su tutta la Terra, si river- sava anche sugli emigranti dei mondi colonizzati. Alcune trasmissioni sperimentali erano state lanciate anche verso Proxima, nel caso la colonizzazione umana fosse arrivata tanto lontana. Se il Salander 3 fosse giunto a destinazione, i membri dell'equipaggio avrebbero trovato il Buster Friendly Show ad attenderli. E loro ne sarebbero stati contenti.
Ma c'era qualcosa in Buster Friendly che indispettiva John Isidore, un particolare inquie- tante. In modo subdolo, quasi senza dare nell'occhio, Buster ridicolizzava le scatole empa- tiche. E non una volta sola, di continuo. Infatti, lo stava facendo proprio adesso.
...non troverai segni di sassate sul mio corpo, ciangottava Buster con Amanda Wer- ner. E se proprio devo scalare il fianco di una montagna, voglio portarmi dietro almeno un paio di bottiglie di birra Budweiser! Il pubblico in studio scoppi a ridere, e Isidore sent uno scroscio di applausi. E render pubblica la mia denuncia, minuziosamente do- cumentata, da lass la rivelazione che avr luogo esattamente tra dieci ore!
Fenco angh'io, tezoro! proruppe Amanda.Pottami con te! Io fenire con te, quanto loro tirare noi pietra io proteccere te! Il pubblico esplose un'altra volta, e John Isidore si sent deriso e prov una rabbia impotente salirgli nel petto fin quasi a sgorgare. Perch Buster Friendly continuava a prendere in giro il Mercerianesimo? La cosa non sembrava dar fastidio a nessun altro; perfino l'O.N.U.approvava. Eppure sia la polizia americana che quella sovietica avevano dichiarato pubblicamente che il Mercerianesimo riduceva il tasso di criminalit, rendendo i cittadini pi consapevoli delle condizioni del proprio prossimo. L'umanit ha bisogno di maggior empatia, aveva dichiarato pi volte Titus Corning, il Se- gretario Generale delle Nazioni Unite. Forse Buster geloso, ipotizz Isidore. Certo, po- trebbe essere una spiegazione; lui e Wilbur Mercer sono in concorrenza l'uno con l'altro. Ma in concorrenza per cosa?
Per le nostre menti, concluse. Litigano per il controllo della nostra psiche; la scatola em- patica da un lato, gli sberleffi e le allusioni maligne di Buster dall'altro. Devo dirlo a Hanni- bal Sloat, si disse risoluto. Devo chiedergli se vero; lui lo sapr senz'altro.
Parcheggiato il furgone sulla terrazza della Clinica per Animali Van Ness, Isidore port subito la gabbia di plastica con il finto gatto ormai esanime gi nell'ufficio di Hannibal Slo- at. Quando entr, il signor Sloat sollev lo sguardo da una pagina di un catalogo di com- ponenti e il volto grigio e segnato dall'et glisi incresp come acqua percorsa dal vento. Troppo vecchio per emigrare, Hannibal Sloat, anche se non era uno speciale, era destinato a guadagnarsi a fatica il resto della vita sulla Terra. La polvere, per anni, l'aveva logorato; gli aveva fatto divenire i lineamenti grigi, i pensieri grigi; l'aveva ingobbito, gli aveva inde- bolito le gambe rendendogli malfermo il passo. Hannibal vedeva il mondo attraverso lenti
letteralmente ispessite dalla polvere. Per chiss quale motivo, Sloat non si puliva mai gli occhiali. Era come se si fosse arreso; aveva accettato le scorie radioattive che avevano gi da molto tempo intrapreso l'impresa di seppellirlo. Intanto, gli avevano gi oscurato la vista. Nei pochi anni che gli restavano la polvere gli avrebbe degradato anche gli altri sensi fino a che alla fine gli sarebbe rimasta solo la voce stridula da uccello, e poi se ne sarebbe andata anche quella. Che cos'hai l?, chiese il signor Sloat.
Un gatto con un cortocircuito all'impianto di alimentazione. Isidore appoggi la gabbia sulla scrivania del capo, completamente coperta da fogli.
E perch lo porti a me?, domand Sloat. Portalo gi in officina da Milt. Eppure, pensieroso, apr la gabbia e ne estrasse l'animale. Un tempo anche lui aveva fatto ripara- zioni. Era stato un ottimo meccanico.
Isidore disse: Secondo me, Buster Friendly e il Mercerianesimo si combattono per ottenere il controllo delle nostre anime psichiche.
Se cos旎, disse Sloat, mentre esaminava il gatto, Buster sta vincendo. Sta vincendo adesso, disse Isidore, ma a lungo andare verr sconfitto. Sloat alz la testa, e lo guard. Perch?
Perch Wilbur Mercer si rinnova continuamente. eterno. In cima al colle viene abbattuto; sprofonda nel mondo della tomba, ma poi inevitabilmente risorge. E noi con lui. Cos, anche noi siamo eterni. Si sent soddisfatto, per aver parlato tanto bene; di solito quando aveva a che fare con il signor Sloat balbettava.
Sloat disse: Anche Buster immortale, come Mercer. Nessuna differenza. Ma come fa? Lui solo un uomo.
Non lo so, disse Sloat. Ma vero. Non l'hanno mai ammesso, ovviamente.
per questo che Buster Friendly riesce a fare quarantasei ore di spettacolo al giorno? Esatto, disse Sloat.
E allora Amanda Werner e quelle altre donne? Immortali anche loro.
Rappresentano forse una forma di vita superiore proveniente da un altro sistema? Questo non sono mai riuscito a stabilirlo per certo, disse il signor Sloat che intanto
stava ancora ispezionando il gatto. Adesso si era levato gli occhiali coperti dalla polvere e osservava da vicino la bocca socchiusa. Come invece ho stabilito con definitiva certezza nel caso di Wilbur Mercer, concluse, in tono quasi impercettibile. A quel punto cominci a imprecare: un rosario di insulti, parolacce e bestemmie che a Isidore parve durare un mi- nuto buono. Questo gatto, disse alla fine Sloat, non finto. Sapevo che un giorno o l'altro ci sarebbe capitato. morto. Riabbass lo sguardo e fiss il cadavere del gatto. E riprese a imprecare.
Con indosso il grembiule di tela per vele blu incrostato di sudiciume, il tarchiato Milt Borogrove dalla pelle ruvida e granulosa comparve sulla soglia dell'ufficio. Che cos' tutto 'sto baccano? borbott. Vedendo il gatto, entr nell'ufficio e prese in mano l'animale.
Guarda che cosa ci ha portato il cervello di gallina , disse Sloat. Non aveva mai usato prima d'allora quel termine in presenza di Isidore.
Fosse stato ancora vivo, intervenne Milt, l'avremmo potuto portare a un vero veterinario. Mi piacerebbe sapere quanto vale. Non c' in giro una copia del Sidney?
Ma la s-s-sua ass-sicurazione non c-c-copre...? chiese Isidore al signor Sloat. Le gam- be gli tremavano ormai senza controllo e si rese conto che la stanza si stava colorando di un marrone scuro screziato di macchie verdi.
S旎, disse finalmente Sloat, quasi ringhiando. Ma un peccato, lo spreco che mi fa imbestialire. La perdita di un'altra creatura vivente. Isidore, possibile che non sei capace di distinguere niente? Non hai notato la differenza?
Ho pensato, riusc a dire Isidore, cheera davvero un bel lavoro. Tanto ben fatto da
riuscire a mettermi nel sacco; cio, sembrava vivo e un lavoro cos ben fatto...
Non credo che Isidore sia in grado di notare la differenza, disse Milt conciliante. Per
lui sono tutti vivi, anche gli animali finti. Probabilmente ha anche provato a salvarlo. Ri- volto a Isidore, disse: Che hai fatto? Hai provato a ricaricargli le batterie? O hai cercato di individuare il corto circuito?
S-s-s旎, ammise Isidore.
Probabilmente il gatto era gi talmente partito che non ce l'avrebbe fatta comunque,
concluse Milt. Lascia in pace il cervello di gallina, Han. Non ha tutti i torti; gli animali finti cominciano a essere maledettamente vicini a quelli veri. Pensa ai circuiti di malattia che in- seriscono nei nuovi modelli. E poi, gli animali vivi muoiono; uno dei rischi inevitabili per i proprietari. che noi non ci siamo abituati perch vediamo solo animali finti.
uno spreco della malora, disse Sloat.
Secondo M-m-mercer, puntualizz Isidore, ogni v-v-vita ritorna. Il ciclo c-c-
completo anche p-p-per gli animali. Cio, t-t-tutti ascendiamo c-c-con lui, t-t-tutti moria- mo...
Vallo a raccontare al padrone del gatto, disse il signor Sloat.
Incerto se il suo principale stesse scherzando o dicesse sul serio, Isidore chiese: Vuoi
dire che devo dirglielo io? Ma lo sa che non sono in grado di fare le videofonate. Aveva una spiccata fobia nei confronti del videofono e per lui, specialmente se doveva contattare uno sconosciuto, era virtualmente impossibile fare una chiamata. Il signor Sloat, natural- mente, lo sapeva benissimo.
Non farlo chiamare, disse Milt. Chiamo io. Fece per prendere il ricevitore. Dimmi il numero.
Ce l'ho io da qualche parte, Isidore si mise a frugare nelle tasche del camice da lavo- ro.
Sloat insistette: Voglio che chiami il cervello di gallina.
N-n-non s-s-so usare il videofono, protest Isidore con il cuore in gola. Perch sono
brutto, sporco, peloso, curvo, grigio, e ho i denti storti. E poi mi sento male per le radia- zioni; mi sento di morire.
Milt sorrise e disse a Sloat: Mi sa che se mi sentissi cos, neanch'io vorrei usare il video- fono. Su, Isidore; se non mi dai il numero del proprietario non posso chiamare e dovrai chiamare tu per davvero. Tese verso di lui la mano in modo garbato.
Chiama il cervello di gallina, disse Sloat, altrimenti lo licenzio. Non guardava n Isidore n Milt, ma teneva lo sguardo fisso davanti a s.
Ma dai! protest Milt.
Isidore disse: N-n-non v-v-voglio che mi si c-c-chiami cervello di gallina, capito? La p-p-
polvere ha rovinato un bel po' anche v-v-voi.Nel c-c-corpo, anche se m-m-magari n-n-non vi ha p-p-preso il cervello, c-c-come nel mio c-c-caso. Sono licenziato, si disse. Non riesco a chiamare. E poi d'un tratto si ricord che il proprietario del gatto era filato via al lavoro. A casa non ci doveva essere nessuno. C-c-credo di riuscire a c-c-chiamare, disse, ripe- scando la targhetta con il numero.
Visto? disse a Milt il signor Sloat. Quando costretto, ci riesce. Seduto al videofono, con il ricevitore in mano, Isidore compose il numero.
Gi嗷, disse Milt, ma non dovrebbe esserci costretto. E poi ha ragione: la polvere si fatta sentire anche per te; sei a un pelo dal diventare cieco, e tra un paio d'anni sarai an- che sordo.
Si fatta sentire anche per te, Borogrove. Hai la pelle che sembra cacca di cane, ri- batt Sloat.
Sul videoschermo apparve una faccia, una donna dall'aspettomitteleuropische, circo- spetta, con i capelli raccolti in uno stretto chignon. S? disse.
S-s-signora Pilsen? chiese Isidore, improvvisamente inondato di paura; proprio non ci aveva pensato che il proprietario potesse avere una moglie e che naturalmente ella fosse a casa. V-v-volevo d-d-dirle d-d-del suo g-g-g-g-g-g-... Si interruppe, passandosi auto- maticamente pi volte la mano sul mento. Del gatto.
Oh, certo. venuto a prendere Orazio, disse la signora Pilsen. Allora era davvero polmonite come pensava mio marito?
Il gatto morto, annunci Isidore. Oh santo cielo, no!
Glielo sostituiremo, disse Isidore. Siamo assicurati. Lanci un'occhiata al signor Sloat che parve approvare. Il proprietario della nostra compagnia, il signor Hannibal Slo- at... Si impappin. Provveder personalmente...
No, disse Sloat, le daremo un assegno. Il prezzo di listino del Sidney. ...Provveder personalmente alla scelta di un gatto che possa sostituire il vostro, si
sorprese a dire Isidore. Iniziata una conversazione che non riusciva a sostenere, si scopr incapace di uscirne. Quel che diceva possedeva una logica intrinseca che non riusciva ad arginare; andava dritta verso le proprie conclusioni.
Il signor Sloat e Milt Borogrove lo fissavano stupiti mentre lui continuava a snocciolare: Ci dia le caratteristiche specifiche del gatto che desiderate. Colore, sesso, razza; ad e- sempio, Persiano, Abissino, dell'Isola di Man...
Orazio morto, disse la signora Pilsen.
Polmonite, disse Isidore. deceduto durante il trasporto in ospedale. Il nostro pri-
mario, il dottor Hannibal Sloat, ha espresso il parere che nulla e nessuno a quel punto sa- rebbe riuscito a salvarlo. Ma non una bella cosa, signora Pilsen, che gliene diamo un al- tro? Non ho ragione?
La signora Pilsen, con le lacrime che iniziavano ad apparirle sul volto, disse, Non c' un altro gatto come Orazio. Ci guardava - quando era ancora un micetto - da sotto in su come se ci stesse chiedendo qualcosa. Non abbiamo mai capito la domanda. Forse ora Ora- zio ha trovato la risposta. Nuove lacrime sgorgarono. Credo che tutti noi, prima o poi, la troveremo.
A Isidore venne un'ispirazione. Che ne pensa di un perfetto duplicato elettrico del vo- stro gatto? Possiamo fornirle un perfetto manufatto della Wheelright & Carpenter. Ogni minimo particolare dell'animale defunto sarfedelmente replicato in modo durevole...
Ma terribile! esclam la signora Pilsen. Ma cosa sta dicendo? Non si azzardi a dirlo a mio marito, non glielo accenni nemmeno o lo far andare su tutte le furie. Voleva bene a Orazio pi che a qualunque gatto abbia mai avuto fin dall'infanzia.
Togliendo il videoricevitore dalle mani di Isidore, Milt disse alla donna, Possiamo darle un assegno con l'importo stabilito dal listino Sidney oppure, come le ha suggerito il signor Isidore, possiamo scegliere noi un gatto nuovo che vi aggradi. Ci spiace molto che il vostro gatto sia morto, ma come le ha gi fatto notare il signor Isidore, il gatto aveva la polmoni- te, che quasi sempre inevitabilmente fatale. Sprizzava professionalit da tutti i pori; di loro tre, alla Clinica per Animali Van Ness, Milt era quello che faceva le migliori videofonate di lavoro.
Non posso dirlo a mio marito, disse la signora Pilsen.
Certo, signora, disse Milt accennando a una smorfia. Lo chiamiamo noi. Ci pu forni-
re il numero del suo posto di lavoro? Cerc una penna e un pezzo di carta; il signor Sloat glieli pass.
Senta, disse la signora Pilsen, che pareva stesse riavendosi. Forse il suo collega ha ragione. Forse dovrei commissionarvi una copia elettrica di Orazio, ma Ed non dovrebbe mai venire a saperlo. Si potrebbe realizzare una riproduzione tanto fedele che mio marito non riuscirebbe mai a capire la differenza?
Dubbioso, Milt disse: Se questo quello che vuole. Ma secondo la nostra esperienza, non si riesce mai a imbrogliare il proprietario dell'animale. Funziona con gli osservatori ca- suali, ad esempio con i vicini. Vede, quando si viene a contatto con un animale falso...
Ed non entrava mai in contatto fisico con Orazio, anche se gli voleva un sacco bene. Ero io a prendermi cura delle necessit personali di Orazio, ad esempio della sua scatola dei bisognini. Credo che valga la pena di provare un animale finto. Se poi non funzionasse, allora ci potreste trovare un sostituto vero. La cosa essenziale che mio marito non lo sappia. Non credo che riuscirebbe a sopravvivere. Per questo non si avvicinava mai a Ora- zio: aveva paura. E quando Orazio si ammalato - di polmonite, come mi avete conferma- to - Ed si fatto prendere dal panico e ha rifiutato di affrontare il problema. Ecco perch ha aspettato tanto a chiamarvi. Troppo... lo sapevo anche prima che mi chiamaste. Lo sapevo. Annu, riuscendo adesso a controllarele lacrime. Quanti giorni ci vogliono?
Milt fece un rapido calcolo. Possiamo averlo finito entro dieci giorni. Lo potremmo consegnare durante il giorno, mentre suo marito al lavoro. Chiuse la chiamata augurando il buongiorno e riattacc. Se ne accorger嗷, disse al signor Sloat. Entro cinque secondi. Ma se la moglie vuole cos旎.
I proprietari che amano i propri animali, disse solennemente Sloat, escono distrutti da un'esperienza del genere. Per fortuna noi bbiamo poco a che fare con gli animali veri. Vi rendete conto che i veterinari degli animali veri devono fare telefonate come questa tutti i giorni? Si mise a fissare John Isidore. Dopotutto non sei poi cos stupido, Isidore. Hai sbrigato la faccenda piuttosto bene. Anche se dovuto intervenire Milt.
Stava andando benone, disse Milt. Dio, stata dura. Prese in mano il defunto Ora- zio. Lo porto gi in officina; Han, tu intanto chiama la Wheelright & Carpenter e fai venir qui un loro tecnico a misurarlo e fotografarlo. Non voglio che se lo portino in fabbrica. Vo- glio confrontarlo io stesso con la copia.
Mi sa che ci faccio parlare Isidore con loro, decise Sloat. lui che ci ha ficcato in questo pasticcio; dovrebbe essere in grado di trattare con la Wheelright & Carpenter dopo aver avuto a che fare con la signora Pilsen.
Milt disse a Isidore: Ma non fargli prendere l'originale. Tir su Orazio. Vorranno prenderselo perch gli renderebbe il lavoro un bel po' pi facile. Cerca di essere irremovi- bile.
Hmmm, mormor Isidore, socchiudendo gli occhi. E va bene. Mi sa che meglio chiamarli subito, prima che cominci a decomporsi. vero che i cadaveri si decompongono, o qualcosa del genere? Si sentiva al settimo cielo.
CAPITOLO OTTAVO
Parcheggiata la veloce aereomobile del dipartimento, che aveva il motore truccato, sulla terrazza del Palazzo di Giustizia di San Francisco a Lombard Street, il cacciatore di taglie Rick Deckard, valigetta in mano, scese nell'ufficio di Harry Bryant.
Sei tornato prestissimo, gli disse il superiore, appoggiandosi allo schienale della sedia e prendendo un pizzico di tabacco da fiuto Specific numero 1.
Ho scoperto quello di cui avevamo bisogno. Rick si sedette di fronte alla scrivania. Appoggi la valigetta. Sono stanco, si rese conto. La stanchezza aveva cominciato a farsi sentire, adesso che era rientrato alla base; si chiese se sarebbe stato in grado di recupera- re quanto bastava per affrontare i compiti che Io attendevano. Come sta Dave? chiese. Sta abbastanza bene da poter andare a trovarlo? Vorrei parlargli prima di dedicarmi al primo droide.
Bryant disse, Prima devi fare un tentativo con Polokov, quello che ha beccato Dave. meglio levarselo subito di torno, visto che sa che l'abbiamo in lista.
Prima ancora che parli con Dave?
Bryant prese un foglio di carta velina, una terza o forse quarta copia carbone. Polokov
ha un lavoro comunale, fa lo spazzino.
Ma non un lavoro riservato agli speciali?
Polokov si finge uno speciale, un cervello di formica. Alquanto deteriorato - o almeno finge di esserlo. questo che ha tratto in inganno Dave; pare che Polokov si comporti pro- prio come un cervello di formica e ne abbia tutto l'aspetto, cos che Dave se n' dimentica- to. Sei sicuro del test di Voigt-Kampff adesso? Sei assolutamente certo, da quello che successo a Seattle, che...
Ne sono certo, tagli corto Rick, senza ulteriori spiegazioni.
Bryant disse, Mi fido della tua parola. Ma non possiamo permetterci nemmeno un erro-
re.
Quando si va a caccia di droidi non ci si pu permettere di farne comunque. Con questi
non quindi diverso che con gli altri. I Nexus-6 sono diversi.
Mi sono gi imbattuto nel mio primo Nexus-6, disse Rick. E Dave ne ha trovati due. Tre, se conti Polokov. Va bene, ritirer Polokov oggi stesso, e magari stasera o domani parler con Dave. Allung la mano verso la copia carbone sbiadita, il foglio informativo sull'androide Polokov.
Un'altra cosa, disse Bryant. Un poliziotto sovietico, della W.P.O., in viaggio per venire qui. Mentre eri a Seattle ho ricevuto una sua chiamata; a bordo di un razzo dell' Ae- ro-flot che atterrer alla base pubblica, qui, pi o meno tra un'ora. Si chiama Sandor Ka- dalyi.
Che cosa vuole? Raramente, anzi quasi mai, gli sbirri della W.P.O. si facevano vedere a San Francisco.
La W.P.O. cos interessata ai modelli Nexus-6 da volere che uno dei loro ti affianchi. Un osservatore, ma anche, se ne all'altezza, un aiuto. Sta a te decidere se e quando pu esserti utile. Comunque, il permesso di starti appiccicato gliel'ho gi accordato io.
E la taglia? chiese Rick.
Non devi dividerla, spieg Bryant, e si lasci sfuggire una risatina stridula.
Proprio non mi parrebbe giusto dal punto di vista economico. Non aveva la minima in- tenzione di spartire i propri profitti con un duro della W.P.O.. Rick studi attentamente il foglio informativo di Polokov: forniva una descrizione dell'uomo - anzi, del droide - e il suo indirizzo attuale e il luogo di lavoro: la Bay Area Scavenger Company, l'impresa di nettezza
urbana con gli uffici a Geary Street.
Vuoi aspettare che arrivi l'agente sovietico per aiutarti a ritirare Polokov? domand
Bryant.
Rick diede segno d'irritarsi. Ho sempre lavorato da solo. Certo, sta a te decidere - fac-
cio tutto quello che dici. Ma secondo me meglio dare addosso a Polokov immediatamen- te, senza stare ad aspettare che Kadalyi arrivi in citt嗷.
Allora procedi da solo, decise Bryant. E poi per il prossimo, e si tratter di Luba Luft - eccoti anche il suo foglio descrittivo - puoi tirati dietro Kadalyi.
Ficcate le veline nella valigetta, Rick usc dall'ufficio del superiore e sal un'altra volta sul- la terrazza dov'era parcheggiata Paereomobile. E adesso facciamo una visitina al signor Polokov, disse tra s, tastando la torcia laser che teneva sotto la giacca.
Come primo approccio all'androide Polokov,Rick si ferm agli uffici della Bay Area Scavenger Company.
Sto cercando un vostro impiegato, disse alla serissima signora dai capelli grigi che stava al centralino. Il palazzo della nettezza urbana lo impression: enorme e moderno, conteneva un gran numero di impiegati d'altolivello, esclusivamente impegnati in lavori d'ufficio. La spessa moquette, le costose scrivanie di legno massello, gli fecero ricordare che la raccolta dell'immondizia e la gestionedelle discariche, dopo la guerra, erano diven- tate uno degli affari pi importanti di tutta la Terra. L'intero pianeta aveva cominciato a di- sintegrarsi, trasformandosi in ciarpame, e per mantenere il pianeta abitabile da parte della popolazione superstite di tanto in tanto la spazzatura andava portata via... altrimenti, come piaceva dire a Buster Friendly, la Terra sarebbe morta sotto uno strato - non di polvere radioattiva - ma di palta.
Si rivolga al signor Ackers, gli disse la centralinista. lui il capo del personale. Gli indic una mastodontica scrivania di finto rovere occupata da un individuo occhialuto, ma- gro ed effeminato, sommerso da montagne di documenti.
Rick esib il suo tesserino di poliziotto. Dove si trova in questo momento il vostro di- pendente Polokov? Al lavoro o a casa?
Dopo aver consultato malvolentieri i registri, il signor Ackers disse: Polokov dovrebbe essere al lavoro: ha il compito di compattare le aereomobili in disuso nel nostro impianto di Daly City e poi gettarle nella baia. Per... Il capo del personale consult un altro do- cumento, poi si mise al video-fono e fece una chiamata interna. Insomma, non c'杌, dis- se, chiudendo la chiamata. Riattaccando, disse a Rick, Polokov oggi non si visto al lavo- ro. Nessuna spiegazione. Cosa ha combinato, agente?
Se dovesse farsi vivo, disse Rick, non gli dica che sono venuto qui a far domande su di lui. Ha capito?
Certo, ho capito, rispose Ackers imbronciato, come se il suo alto livello di conoscenza in questioni di polizia fosse stato messo in dubbio.
Con l'aereomobile truccata del dipartimento Rick quindi vol fino al condominio dove a- bitava Polokov, al Tenderloin. Quello non lo prendiamo pi, si disse. Quei due - Bryant e Holden - hanno aspettato troppo. Invece di spedirmi a Seattle, Bryant doveva sguinza- gliarmi dietro a Polokov meglio ancora se l'avesse fatto ieri sera, appena Dave Holden stato beccato.
Che schifo di posto squallido, osserv nell'attraversare la terrazza per arrivare all'ascen- sore. Gabbie di animali abbandonate, incrostate da mesi e mesi di polvere. E, in una gab- bia, un animale finto che aveva smesso di funzionare, un pollo. In ascensore scese fino al piano di Polokov; trov il corridoio al buio, come fosse una caverna sotterranea. Con la torcia a raggio ermetico in dotazione alla polizia illumin il corridoio e lanci un'altra oc- chiata alla velina. Il test di Voigt-Kampff era gi stato somministrato a Polokov: quella par-
te poteva saltarla, e passare direttamente a distruggere l'androide.
Meglio prenderlo da qui fuori, decise. Pos a terra la borsa delle armi, e l'apr. Ne trasse
un trasmettitore nondirezionale di onde Penfield; scelse il tasto "catalessi". Lui era protetto dall'emanazione per mezzo di una emissione di controonde dirette esclusivamente a lui dall'involucro in metallo del trasmettitore.
A questo punto dovrebbero essere tutti secchi come baccal, si disse, e spense il trasmettitore. Tutti quanti, umani e androidi indifferentemente, che si trovano nei dintorni. Nessun rschio per me; devo solo entrare l dentro e sparargli con il laser. Sempre che sia ancora nell'appartamento, ovviamente, il che improbabile.
Utilizzando una chiave infinita, in grado di analizzare e aprire ogni forma nota di serratu- ra, entr nell'appartamento di Polokov, laser alla mano.
Niente Polokov. Solo mobilia mezza sfatta, un luogo in bala della palta e del degrado. Non c'erano oggetti personali: lo accolserosolo dei resti abbandonati che Polokov aveva ereditato nell'occupare l'appartamento e che ne ll'abbandonarlo lasciava al prossimo inqui-
lino - se mai ce ne sarebbe stato un altro.
Lo sapevo, si disse. Bene, ecco andati in fumo i primi mille dollari di taglia; probabilmen-
te ormai fuggito fino al Circolo Polare Antartico. Fuori dalla mia giurisdizione: un altro cacciatore di taglie di un altro dipartimento di polizia ritirer Polokov e incasser la ricom- pensa. Avanti, allora, pensiamo ai droidi che non sono ancora stati messi sull'avviso come Polokov. Passiamo a Luba Luft.
Torn sulla terrazza, sal sull'aereomobile fece rapporto per telefono a Harry Bryant. Nessuna fortuna con Polokov. Probabilmente ha tagliato la corda subito dopo aver becca- to Dave. Consult l'orologio. Vuoi che vadaalla base a prendere Kadalyi? Risparmierei tempo: ho voglia di cominciare con Luba Luft. Aveva gi il foglio informativo che la ri- guardava aperto davanti a s e aveva iniziato a studiarlo approfonditamente.
Ottima idea, disse Bryant, se non fosse che Kadalyi gi arrivato; la navicella dell'A- eroflot - come al solito, dice lui - arrivata in anticipo. Aspetta un momento. Confabul con un interlocutore invisibile. in volo per venire dove sei tu adesso, disse Bryant, ri- tornato sullo schermo. Intanto aggiornami sulla signorina Luft.
Una cantante lirica. Secondo quanto si dice viene dalla Germania. Attualmente con la Compagnia del Teatro d'Opera di San Francisco. Rick fece un cenno d'intesa, concentrato sul foglio informativo. Deve avere una bella voce per crearsi dei contatti tanto in fretta. Va bene, Kadalyi l'aspetto qui. Spieg a Bryant dove si trovava e chiuse.
Mi far passare per un melomane, decise mentre proseguiva la lettura. Mi piacerebbe vederla interpretare Donna Anna nel Don Giovanni. Nella mia collezione personale ho al- cuni nastri delle grandi dei tempi andati come Elisabeth Schwartzkopf e Lotte Lehmann e Lisa Della Casa; questo ci fornir qualche argomento di conversazione mentre preparo l'apparecchiatura per il Voigt-Kampff.
Il telefono dell'aereomobile squill. Rick stacc il ricevitore.
La centralinista della polizia disse: Signor Deckard, una chiamata per lei da Seattle; l'i-
spettore Bryant ha detto di passargliela. Dall'Associazione Rosen.
Va bene, disse Rick, e si mise in attesa. Che vogliono, adesso? si chiese. Per quanto
aveva potuto vedere, per lui il nome Rosen era sinonimo di cattive notizie. E senza dubbio avrebbe continuato ad esserlo, qualsiasi fossero le loro intenzioni.
Il viso di Rachael Rosen apparve sul minuscolo schermo. Salve, agente Deckard. Ave- va un tono che pareva conciliante; ci risvegli la sua attenzione. occupato in questo momento o posso parlarle?
Prego, le disse.
Qui all'Associazione abbiamo discusso lasua situazione in rapporto ai modelli Nexus-6
sfuggiti al controllo, e siccome li conosciamo bene, crediamo che lei abbia pi probabilit
di cavarsela se uno di noi collabora con lei. In che senso?
Be', uno di noi potrebbe accompagnarla. Quando va in giro a cercarli. Perch? Che aiuto mi dareste?
Rachael disse, I Nexus-6 si mettono all'erta quando sono avvicinati da un umano. Ma se fosse un altro Nexus-6 a operare il contatto...
Lei si sta riferendo a se stessa. S旎. Annu, il volto serio.
C' gi troppa gente che mi aiuta.
Ma secondo me lei ha davvero bisogno del mio aiuto.
Ne dubito. Per, magari, ci penso un po' su e la richiamo.Tra un bel po', in un futuro indeterminato, aggiunse tra s e s. Anzi, pi probabilmente, mai. Ci manca solo questa: Rachael Rosen che mi salta fuori dalla polvere a ogni passo.
Lo dice tanto per dire, disse Rachael. Non ha alcuna intenzione di richiamarmi. Lei non si rende conto di quanto duttile possa essere un Nexus-6 di quelli sfuggiti illegalmen- te, di come sia impossibile il suo compito. Ci sembra di doverle qualcosa dopo... - be' - do- po quello che le abbiamo fatto.
Lo prender in considerazione. Fece per riattaccare.
Senza di me, disse Rachael, uno di loro prender lei prima che lei prenda lui. Arrivederci, disse lui, e riattacc. Che razza di mondo questo, si chiese, se un an-
droide telefona a un cacciatore di taglie e si offre di aiutarlo? Richiam il centralino della polizia. Non passatemi pi nessuna telefonata da Seattle, ordin.
Certo, signor Deckard. Il signor Kadalyi l'ha gi raggiunta?
Lo sto ancora aspettando. E farebbe meglio a sbrigarsi perch non ho intenzione di re-
stare qui a lungo. Di nuovo, riattacc.
Mentre riprendeva a leggere il foglio informativo su Luba Luft, un aereo-taxi atterr sulla
terrazza a pochi metri da lui. Dal taxi scese un uomo apparentemente intorno ai cinquan- tacinque anni, dal volto rubizzo, l'aspetto serafico, con indosso un impressionante cappotto pesante in chiaro stile russo. Sorridente, l'uomo si avvicin alla macchina di Rick porgen- dogli la mano.
Il signor Deckard? chiese l'uomo con un forte accento slavo. Il cacciatore di taglie del Dipartimento di Polizia di San Francisco? Il taxi vuoto decoll e il Russo lo segu con sguardo assente mentre scompariva. Mi chiamo Sandor Kadalyi, disse l'uomo, e apr la portiera della macchina per entrarvi insieme a Rick.
Nello stringere la mano a Kadalyi, Rick not che l'esponente della W.P.O. aveva un mo- dello insolito di torcia al laser, un tipo che lui non aveva mai visto.
Oh, questa? disse Kadalyi. Interessante, no? La estrasse dal cinturone. L'ho presa su Marte.
Credevo di conoscere tutti i tipi di pistola in produzione, disse Rick. Anche quelli co- struiti sulle colonie per loro uso esclusivo.
L'abbiamo costruita noi, disse Kadalyi, raggiante come un Babbo Natale slavo, il volto rubicondo pieno d'orgoglio. Le piace? Ha di diverso, dal punto di vista funzionale... ecco, la prenda. Pass l'arma a Rick che la ispezion con occhio esperto, allenato da anni di esperienza.
Che cos'ha di diverso dal punto di vistafunzionale? chiese Rick. Non vedeva nulla. Provi a tirare il grilletto.
Mirando in aria, fuori dal finestrino dell'aereomobile, Rick premette il grilletto dell'arma. Non accadde nulla; non part alcun raggio. Interdetto, si volse verso Kadalyi.
Il circuito di innesco, disse Kadalyi allegramente, non inserito. rimasto a me. Ve- de? Apr la mano, mostrando un minuscolo meccanismo. E posso anche direzionarlo,
entro certi limiti. Non importa dov' puntato. Lei non Polokov, Kadalyi, disse Rick.
Non voleva dire il contrario? La trovo un po' confuso.
Certo, voglio dire che lei Polokov, l'androide; non della polizia russa. Rick, con la
punta del piede, schiacci il pulsante di emergenza sul pavimento della macchina. Perch il mio laser non fa fuoco? disse Kadalyi-Polokov, accendendo e spegnendo
l'apparecchio miniaturizzato di puntamento e sparo che teneva sul palmo della mano. Un'onda sinusoidale, disse Rick. Sfasa l' emissione laser e trasforma il raggio in luce
convenzionale.
Allora dovr spezzarti quel tuo collo da grissino. L'androide lasci cadere l'arma, e
quasi ringhiando afferr con entrambe le mani la gola di Rick.
Mentre le mani dell'androide gli affondavano nella gola, Rick fece fuoco con la sua vec-
chia pistola d'ordinanza che teneva nel fodero dietro la schiena. La pallottola della 38 magnum colp l'androide alla testa facendogli scoppiare li scatola del cervello. L'unit Nexus-6 che lo faceva funzionare esplose in mille frammenti, una rabbiosa folle folata riemp tutta laereomobile. Delle minuscole schegge, come fossero pulviscolo radioattivo, andarono a deporsi su Rick. La carcassa dell'androide ritirato oscill all'indietro, andando! sbattere contro la portiera, rimbalz e venne a sbattergli addosso pesantemente. Dovette districarsi dai resti palpitanti dell'androide e spingerli via.
Ancora tremante, finalmente prese il telefono e chiam il Palazzo di Giustizia. Posso trasmettere il mio rapporto? disse. Dite a Harry Bryant che ho preso Polokov.
"Ha preso Polokov". Bryant sa di che si tratta, no? S旎, disse Rick, e riattacc.Cri- sto, per un pelo, si disse. Sono stato troppo impulsivo quando ho risposto all'avvertimento di Rachael Rosen; ho fatto il contrario di quello che mi ha proposto, ed stata quasi la mia fine. Ma ho preso Polokov, disse tra s. Gradualmente il surrene smise di pompargli adre- nalina e altre secrezioni nel sangue; il battito cardiaco stava ridiventando normale e il re- spiro era meno convulso. Ma Rick tremava ancora. Ad ogni modo mi sono appena guada- gnato mille dollari, si disse. Quindi ne valsa la pena. E so reagire pi velocemente di Da- ve Holden. Certo, vero, l'esperienza di Dave evidentemente mi ha messo sull'avviso; de- vo ammetterlo. Dave non aveva avuto avvertimenti del genere.
Riprese il telefono e chiam Iran. Intanto riusc ad accendersi una sigaretta; il tremito aveva cominciato a calmarsi.
Il volto della moglie, intorpidito dalle sei ore di depressione autoaccusatoria che lei stes- sa gli aveva annunciato, apparve sul videoschermo. Oh, ciao Rick.
Che successo al 594 che ti avevo programmato prima di uscire? Compiaciuto ricono- scimento...
L'ho riprogrammato. Appena te ne sei andato. Cosa vuoi? La voce le si abbass in un desolato mugugno di sconforto. Sono troppo stanca e non mi resta nessuna speranza, per nulla. N per il nostro matrimonio n per te che da un momento all'altro puoi essere ammazzato da uno di quei droidi: di questo che mi vuoi parlare, Rick? Devi dirmi che un droide ti ha beccato? Sullo sfondo, la voce di Buster Friendly strepitava a un volume im- possibile, cancellando le parole di Iran; vedeva che muoveva la bocca, ma sentiva solo la TV.
Ascolta, la interruppe. Mi senti? Sono impegnato in un affare importante. Un nuovo tipo di androide che pare nessuno sia in grado di affrontare, tranne me. Ne ho gi ritirato uno, e tanto per cominciare sono mille dollari. Sai quello che possiamo comprarci prima che abbia finito?
Iran lo fissava come se non lo vedesse. Oh, gli rispose facendo cenno di s.
Ma non te l'ho ancora detto! Rick adessoaveva capito; stavolta la depressione della
moglie era tale che non riusciva nemmeno ad ascoltarlo. Era come parlare nel vuoto. A
stasera, concluse amaramente, e sbatt gi il ricevitore.
Accidenti a lei, si disse. Rischio la vita, ma a che serve! Non le importa nulla se riuscia-
mo a comprarci uno struzzo meno, nulla la tocca. Vorrei averla lasciata due anni fa, quan- do stavamo pensando di separarci. Posso ancora farlo, per, ricord a se stesso.
Incupito, si abbass a raccogliere sul fondo della macchina le carte scompigliate, tra cui gli appunti su Luba Luft. Nessun aiuto, si disse. La maggior parte degli androidi che ho conosciuto hanno pi vitalit e desiderio di vivere d miti moglie. Non ha nulla da darmi.
Questo gli fece ritornare in mente Rachael Rosen. Il SUO parere sulla mentalit del Ne- xus-6, si rese conto, si rivelato esatto. Purch non mi chieda parte della taglia, forse mi potrebbe essere utile.
L'incontro con Kadalyi-Polokov aveva modificato radicalmente il suo modo di vedere. Sferzando deciso il motore dell'aereomobile sfrecci come se nulla fosse nel cielo, diretto
al War Memorial, il vecchio teatro dell'operadove, secondo gli appunti di Dave Holden, a quell'ora avrebbe trovato Luba Luft.
Cominci, allora, a fantasticare anche su di lei. Alcune androidi femmine gli erano sembrate carine; diverse di loro gli avevano fatto provare un'attrazione fisica che gli era parsa una ben strana sensazione, sapendo a mente fredda che si trattava di macchine, per quanto fossero in grado di avere delle reazioni emotive.
Rachael Rosen, ad esempio. No, concluse; troppo magra. Senza nulla di davvero inte- ressante, specialmente il busto. Una figura da bambina, scialba e piatta. Poteva chiedere di meglio. Quanti anni aveva Luba Luft, secondo le informazioni disponibili? Guidando ri- prese in mano gli appunti, ormai tutti stropicciati, e trov la cosiddetta "et" della Luft. Ventotto, dicevano le note. A giudicare dalle apparenze, che - con i droidi - era l'unico cri- terio di qualche utilit.
Meno male che me ne intendo abbastanza di lirica, pens Rick. E un altro vantaggio che ho rispetto a Dave, ho un po' pi di interessi culturali.
Prima di chiedere a Rachael di aiutarmi, ci provo con un altro drode,decise. Se la signo- rina Luft si rivela tremendamente difficile... - ma qualcosa gli diceva che non lo sarebbe stata. Polokov era il pi duro; gli altri, non sapendo che c'era qualcuno che dava loro la caccia, sarebbero caduti uno dopo l'altro, impallinati come anitre in volo.
Mentre scendeva di quota, calandosi verso l'ampia terrazza decorata del teatro dell'ope- ra, Rick cantava ad alta voce un pot-pourri di arie, con parole pseudoitaliane che si inven- tava al momento; anche senza il modulatore d'umore Penfield sottomano si sent lo spirito illuminarsi di ottimismo, e di una famelica e gioiosa sensazione di attesa.
CAPITOLO NONO
All'interno dell'enorme pancia della balena d'acciaio e pietra modellata a formare il teatro dell'opera costruito per resistere a lungo, Rick Deckard vide che avevano luogo delle prove rumorose che riecheggiavano piuttosto malcerte. Entrando riconobbe la musica: Il Flauto Magico di Mozart, le scene finali del primo atto. Gli schiavi del moro - in altre parole, il co- ro - avevano attaccato la loro parte con una battuta d'anticipo, rovinando completamente il ritmo semplice delle campanelle magiche.
Che piacere, Il Flauto Magico gli piaceva da morire. Si sedette in una poltrona della prima galleria (nessuno parve notarlo) e si mise comodo. Ora Papageno con il suo fantastico piumaggio si era unito a Pamina per cantare parole che riuscivano sempre a far salire la- crime agli occhi di Rick, quando e se gli accadeva di ricordarsele.
Knnte jeder brave Mann solche Glckchen finden,
seine Feinde wrden dann ohne Mhe schwinden.
Be',pens Rick, nella vita vera non esistono campanelle magiche del genere, che fanno scomparire i nemici sensi alcuno sforzo. Peccato. E Mozart, non molto tempo dopo aver fi- nito Il Flauto Magico, era morto - a soli trentacinque anni - di una malattia ai reni. Ed era stato sepolto in una fossa comune, come un povero senza nome.
Seguendo questi pensieri si chiese se Mozart avesse avuto qualche intuizione del fatto che il futuro non esisteva, che aveva gi usato tutto il poco tempo che gli spettava. Forse l'ho usato tutto, anch'io,
pens nel guardare le prove che procedevano. Queste prove fini- ranno, lo spettacolo finir, i cantanti moriranno, con il tempo anche l'ultimo spartito verr distrutto, in un modo o nell'altro; infine il nome "Mozart" scomparir e la polvere avr vin- to. Se non su questo pianeta, su un altro. Possiamo sfuggirle per un po'. Come i droidi rie- scono a sfuggirmi e a sopravvivere un po' pi a lungo, ma sempre per un tempo comun- que definito. Perch poi li prendo io, o li prende qualche altro cacciatore di taglie. In un certo senso, pens, faccio parte anch'io del processo dell 'entropia che distrugge tutto. Quelli dell'Associazione Rosen creano e io distruggo. O cos almeno loro devono vedere la questione.
Intanto, sul palcoscenico, Papageno e Pamina erano impegnati in un dialogo. Interruppe la riflessione introspettiva e si mise ad ascoltare.
Papageno: Figlia mia, cosa dovremmo dire ora? Pamina: La verit. Questo diremo.
Chinandosi in avanti e scrutando con attenzione, Rick studi Pamina agghindata in abiti pesanti ed elaborati, con il soggolo che le reggeva il velo sulle spalle e sul volto. Rilesse il foglio informativo e si appoggi allo schienale, soddisfatto. Ho visto il mio terzo androide Nexus-6, riflette. Luba Luft. Un po' ironico, il sentimento che suscita il suo ruolo. Per quan- to vitale, attivo e di bell'aspetto, un androide in fuga non potrebbe certo dire la verit; ri- guardo a se stesso, perlomeno.
Sul palcoscenico Luba Luft cantava, e Rick rimase sorpreso dalla qualit di quella voce; era al livello delle migliori, anche di quelle famose nella sua collezione di registrazioni sto- riche. L'Associazione Rosen l'aveva costruitabene, doveva ammetterlo. E di nuovo vide se stesso sub specie aeternitatis, il distruttore della forma evocato da ci che sentiva e vede- va l.Forse, quanto meglio funziona, quanto pi lei sa cantare bene, e tanto pi c' biso- gno di me. Se gli androidi fossero rimasti su standard inferiori, come i vecchi q-40 costruiti
dalla Derain Associates, il problema non esisterebbe e non ci sarebbe bisogno di quello che so fare io. Mi chiedo quando dovrei farlo, si disse. Il pi presto possibile, proba- bilmente. Appena finita la prova, quando rientra in camerino.
Alla fine dell'atto la provavenne temporaneamente sospesa. Sarebbe ripresa, disse il di- rettore d'orchestra in inglese, francese e tedesco, dopo un'ora e mezza. Il direttore d'or- chestra quindi usc di scena; gli orchestraliposarono gli strumenti e se ne andarono an- ch'essi. Alzatosi, Rick si diresse sul retro delpalcoscenico, verso i camerini; segu gli ultimi della compagnia che stavano uscendo, senza fretta, decidendo sul da farsi. meglio cos, meglio chiudere immediatamente la questione. Cercher di passare il minor tempo possibi- le a parlarle e a somministrarle il test. Appena ne sar sicuro... - ma tecnicamente non po- teva avere certezze prima della fine del test. Forse Dave si sbagliato sul suo conto, ipo- tizz. Spero di s.Ma in realt ne dubitava. Istintivamente, la sua professionalit aveva gi reagito. E finora non s'era mai sbagliato... in tutti gli anni passati al dipartimento.
Ferm una comparsa e gli chiese qual era il camerino della signorina Luft; la comparsa, truccato e vestito da soldato egiziano, gli fece un cenno. Rick arriv alla porta che gli era stata indicata, dove c'era affissa una nota scritta in inchiostro che diceva MISS LUFT NON DISTURBARE, e buss.
Avanti.
Entr. La donna era seduta alla toletta con una partitura rilegata, evidentemente al-
quanto usata, aperta sulle ginocchia annotava qua e l la partitura con una penna a sfera. Indossava ancora il costume, tranne il soggolo che aveva sistemato su una rastrelliera, e non si era ancora tolta il trucco.S? disse, alzando lo sguardo. Il trucco di scena le ren- deva gli occhi pii grandi: enormi, color nocciola, lo fissavano senza alcun tentennamento. Ho da fare, come pu vedere. La sua voce non tradiva alcun residuo d'accento stranie- ro.
Lei vince il confronto con la Schwarzkopf esord Rick.
Ma lei chi ? Il suo tono aveva in s un freddo riserbo e quell'altra freddezza, che lui
aveva gi riscontrato in tanti androidi. Sempre lo stesso: un grande intelletto, la capacit di conseguire traguardi importanti, ma anche questa freddezza. La deplorava. Eppure, senza di essa, non sarebbe riuscito a identificarli.
Sono del Dipartimento di Polizia di San Francisco, disse.
Davvero? I grandi occhi intensi non si mossero, non risposero in alcun modo. Che ci
viene a fare qui? Il suo tono, stranamente, pareva cortese.
Sedendosi su una sedia vicina apr la valigetta. Sono stato mandato a somministrarle
un normale test sul profilo della personalit. Ci vorranno solo alcuni minuti.
proprio necessario? Fece un cenno indicando la grossa partitura rilegata, Ho un
sacco da fare. Ora aveva iniziato a sembrare un po' in apprensione.
necessario. Estrasse gli strumenti per il Voigt-Kampff, e cominci a sistemarli. un test per il quoziente intellettuale?
No, per l'empatia.
Devo mettermi gli occhiali. Allung la mano per aprire una cassetto della toletta. Se in grado di annotare la partitura senza occhiali pu anche fare il test cos com'.
Le far vedere delle fotografie e le far alcune domande. Intanto... Si alz e le si avvicin e, chinatosi, le applic la ventosa con i sensori sulla guancia alquanto colorita. E poi que- sta luce, disse, regolando l'angolazione del sottile raggio, e siamo pronti.
Crede che io sia un androide? per questo, no? La voce le era quasi del tutto scomparsa. Non sono un androide. Non sono mai nemmeno stata su Marte; un androide non l'ho mai nemmenovisto! Le lunghe ciglia vibrarono involontariamente; Rick si rese conto che la cantante tentava di mantenere la calma. Vi hanno informato che c' un androide nella nostra compagnia? L'aiuterei con piacere, e le pare che se fossi un androide avrei piacere ad aiutarla?
piacere ad aiutarla?
A un androide, le disse, non importa nulla di quello che succede a un altro androide.
Questa una delle indicazioni che cerchiamo di identificare. Allora, disse Miss Luft, lei deve essere un androide. La battuta lo fece fermare all'istante; la guard.
Perch榛, continu, il suo compito quello di ucciderli, non vero? Lei uno di quei... Cercava di ricordarsi.
Cacciatori di taglie, disse Rick. Ma non sono un androide.
Il test a cui vuole sottopormi, la voce adesso aveva cominciato a tornarle, lei l'ha
superato?
S旎, annu Rick. Tanto tanto tempo fa; quando ho cominciato a lavorare con il dipar-
timento.
Forse un falso ricordo. Non vero che qualche volta gli androidi hanno dei falsi ricor-
di?
Rick disse, I miei superiori sanno tutto del test. obbligatorio.
Forse una volta esistito un umano che aveva il suo stesso aspetto, e a un certo punto lei l'ha ucciso e ne ha preso il posto. E i suoi superiori non lo sanno. Sorrise, come invi- tandolo a darle ragione.
Su, procediamo con il test, disse Rick prendendo in mano il questionario. Faccio il test, disse Luba Luft, se lo fa prima lei. Di nuovo la fiss stupito, preso in contropiede.
Non crede che sarebbe pi giusto? chiese. Allora sarei sicura di chi lei. Non so, lei sembra cos singolare, cos duro e strano.Ebbe un brivido, ma sorrise ancora, fiduciosa.
Lei non sarebbe in grado di sottopormi al Voigt-Kampff. Ci vuole parecchia esperienza. Adesso mi ascolti con attenzione. Le domande riguardano un certo numero di situazioni in cui lei potrebbe venirsi a trovare; da lei voglio una frase in risposta alla situazione, mi deve dire quello che farebbe. E voglio che lei risponda nel modo pi rapido possibile. Uno dei fattori che mi interessano il tempo di reazione. Scelse la prima domanda. Guarda la TV, e all'improvviso s'accorge che una vespa le
si posata sul polso. Controll l'orologio, contando i secondi. E controllava anche i due quadranti.
Cos' una vespa? chiese Luba Luft. Un insetto volante che punge.
Oh, che strano. Gli enormi occhioni le si dilatarono con fiducia infantile, come se le avesse rivelato il mistero centrale del creato. Ne esistono ancora? Non ne ho mai visto nemmeno una.
Sono morte per via della polvere. Davvero non sa cos' una vespa? Doveva essere al mondo quando c'erano ancora le vespe; era soltanto...
Mi dica la parola in tedesco.
Cerc di ricordarsi il vocabolo tedesco per "vespa", ma non ci riusc. Lei parla perfetta-
mente la mia lingua, le disse incollerito.
Il mio accento, lo corresse, perfetto. necessario che lo sia, per i ruoli in Purcell,
Walton, Vaughan Williams. Ma il mio vocabolario non molto ampio. Gli lanci una timi- da occhiata.
Wespe, disse Rick, rammentandosi della parola tedesca.
Ach, s;eine Wespe. Rise. E qual era la domanda? Me la sono gi dimenticata. Proviamone un'altra. A quel punto era impossibile registrare una risposta significativa.
Guarda un vecchio film alla TV, un film di prima della guerra. Siamo nel pieno di un ban- chetto; il piatto principale, aveva saltato la prima parte della domanda, era cane bollito con ripieno di riso.
Nessuno ucciderebbe un cane per mangiarselo, disse Luba Luft. Valgono un patri-
monio. Ma mi sa che era un cane finto, un surrogato. Giusto? Ma i surrogati sono fatti di cavi e motori; non li si pu mangiare.
Prima della guerra, gracchi irritato. Prima della guerra non ero al mondo.
Ma avr visto dei vecchi film in TV! Il film era ambientato nelle Filippine?
Perch?
Perch榛, disse Luba Luft, una volta nelle Filippine mangiavano il cane lesso con il ri-
pieno di riso. Ricordo di averlo letto.
Ma come risponde? le chiese. Mi dia la sua reazione emotiva, morale, sociale. Al film? Ci pens su. Cambierei canale e mi metterei a vedere Buster Friendly. Perch cambierebbe canale?
Be', disse vivace, chi mai se ne starebbe a guardare un vecchio film ambientato nelle Filippine? Cos' mai successo nelle Filippine a parte la Marcia della Morte Bataan, e chi la guarderebbe quella? Lo guard con furia, indignata. Sui quadranti le lancette sventaglia- vano in tutte le direzioni.
Dopo una pausa, Rick riprese a interrogarla, con la massima attenzione, Affitta una ca- sa in montagna...
Ja. Faceva cenno di s con la testa. Continui pure; sto aspettando. In una zona ancora verde.
Pardon? Si port la mano all'orecchio.Non ho mai sentito questo vocabolo. Vuoi dire che ci crescono ancora alberi e cespugli. La casa costruita in travi di pino
rustiche e ha un enorme carnino. Alle pareti sono state appese delle vecchie carte geogra- fiche, delle stampe di Currier e Ives, e sopra al camino stata messa la testa di un cervo, un maschio adulto dalle corna ramificate. Alle persone che sono con voi l'arredamento pia- ce e...
Non capisco Currier n Ives n arredamento, disse Luba Luft; sembrava, per, che si sforzasse di cogliere il significato dei termini. Aspetti. Alz la mano, tutta seria. Si mangia con il riso, come il cane. Il currier quello che serve per fare il riso al currier. In tedesco si dice Curry.
Rick non riusciva proprio a rendersi conto, con tutta la buona volont, se la fumosit semantica di Luba Luft aveva uno scopo preciso. Dopo un breve consulto con se stesso, decise di provare un'altra domanda; che altro poteva fare? La sera esce con un uomo che le chiede di andare nel suo appartamento. Una volta accettato...
O nein, lo interruppe Luba. L non ci andrei mai. Questa risposta facile. Ma la domanda non questa!
Ha sbagliato la domanda? Ma io l'avevo capita! Perch la prima domanda che capisco sbagliata? Forse io non devo capire? Palpitando agitata si pass pi volte la mano sulla guancia - staccando cos la ventosa. Cadde per terra e rotol fin sotto la toletta. Ach Gott, mormor, chinandosi per recuperarla. Il rumore di uno strappo, il rumore di tessuto che si lacera. Il suo complicato costume.
La prendo io, disse Rick, spostandola da un lato; si inginocchi, tast sotto la toletta fino a che le dita non trovarono la ventosa.
Quando si rialz si trov davanti a una torcia al laser.
Le sue domande, disse Luba Luft con voce chiara e formale, hanno cominciato ad
avere a che fare con il sesso. Me l'aspettavo, prima o poi. Lei non del dipartimento di po- lizia; lei un maniaco sessuale.
Pu controllare i miei documenti. Port la mano alla tasca della giacca. La mano, vide, gli aveva ripreso a tremare, come prima con Polokov.
Se mette la mano nella tasca, disse Luba Luft, l'ammazzo.
Lo far comunque. Si chiese come sarebbero andate le cose se avesse aspettato che Rachael Rosen fosse venuta a dargli una mano. Ma quel pensiero non serviva proprio a nulla.
Mi faccia vedere qualcun'altra delle sue domande. Allung la mano, e lui con riluttan- za le pass i fogli. "Su una rivista trova un fotocolor a piena pagina di una ragazza nuda." Bene, questa una. "Rimane incinta di un uomo che le ha promesso di sposarla. Ma costui se ne va via con un'altra donna, la sua migliore amica; lei abortisce". Lo schema delle sue domande chiaro. Chiamo la polizia. Sempre puntandogli contro la torcia laser, la can- tante attravers la stanza, prese il videofono e chiam il centralino. Mi metta in linea con il Dipartimento di Polizia di San Francisco, disse. Ho bisogno di un poliziotto.
Rick disse, con sollievo, la migliore idea che potesse avere. Eppure gli pareva strano che Luba si fosse decisa a fare quella chiamata; perch non l'aveva ammazzato? Quando l'agente sarebbe arrivato lei non avrebbe pi avuto alcuna possibilit, la situazione si sa- rebbe volta in favore di Rick.
Probabilmente convinta di far parte del genere umano, concluse. ovvio che non sa di essere un androide.
Dopo alcuni minuti, nel corso dei quali Luba l'aveva tenuto con molta attenzione sotto la mira del laser, un grosso poliziotto di pattuglia arriv indossando l'arcaica divisa blu con tanto di stella e pistola. Bene bene, disse subito a Luba. Metta via quell'arnese. Lei pos il laser e il poliziotto lo raccolse per esaminarlo, per vedere se era carico. Allora, co- s' successo qui? le chiese. Poi, senza darle il tempo di rispondere, si rivolse a Rick. E lei chi ? gli chiese.
Luba Luft disse: entrato nel mio camerino, non l'avevo mai visto in vita mia. Voleva fare un'inchiesta o qualcosa del genere, voleva farmi delle domande; ho pensato che non ci fosse niente di male e ho accettato, ma poi ha cominciato a farmi delle domande osce- ne.
Vediamo i documenti, disse il poliziotto a Rick aprendo la mano.
Mentre prendeva il tesserino di riconoscimento Rick disse, Sono un cacciatore di taglie
del dipartimento.
Conosco tutti i cacciatori di taglie, disse il poliziotto mentre controllava il portafoglio di
Rick. Appartiene al Dipartimento di Polizia di San Francisco?
Il mio superiore l'ispettore Harry Bryant,disse Rick. Ho preso in mano la lista di
Dave Holden, adesso che Dave all'ospedale.
Ho gi detto che conosco tutti i cacciatori di taglie, disse il poliziotto, e non l'ho mai
nemmeno sentita nominare. Restitu il tesserino a Rick.
Chiami l'ispettore Bryant, disse Rick. Non esiste nessun ispettore Bryant, ribatt il
poliziotto.
Rick si rese conto di cosa stava accadendo. Sei un androide anche tu, disse al poli-
ziotto. Come la signorina Luft. And al videofono e prese il ricevitore. Lo chiamo io il dipartimento. Si chiese fino a che punto sarebbe riuscito ad arrivare prima che i due an- droidi lo bloccassero. Il numero, disse il poliziotto, ... Lo so benissimo il numero. Rick compose il numero, adesso aveva in linea il centralino della polizia. Mi faccia parlare con l'ispettore Bryant, chiese. Scusi, chi lo vuole?
Rick Deckard. Rimase in attesa; intanto, da un lato il poliziotto in divisa stava racco- gliendo una dichiarazione di Luba Luft; nessuno dei due badava a lui.
Vi fu una pausa e poi la faccia di Harry Bryant apparve sul videoschermo. Cosa stai fa- cendo? chiese a Rick.
Ho dei problemi, disse Rick. Uno di quelli dell'elenco di Dave riuscito a chiamarvi e si fatto mandare una specie di poliziotto. A quanto pare non riesco a fargli capire chi so- no; dice che conosce tutti i cacciatori di taglie del dipartimento e che non ha mai sentito
parlare di me. Aggiunse: Non ha mai sentito parlare neanche di te. Bryant disse: Passamelo.
L'ispettore Bryant vuole parlarle. Rick glipass il ricevitore del videofono. Il poliziotto smise di interrogare la signorina Luft e venne all'apparecchio.
Agente Crams, disse brusco il poliziotto. Una pausa. Pronto? Rimase in ascolto, dis- se pronto diverse altre volte, aspett, e poi si rivolse a Rick. Non c' nessuno in linea. Nemmeno sullo schermo. Indic il videoschermo e Rick vide che era vuoto.
Togliendo il ricevitore dalle mani del poliziotto Rick disse, Ispettore Bryant? Rimase in ascolto, attese; nulla. Rifaccio il numero. Riattacc, attese un po', quindi rifece il nume- ro a lui ben noto. Il telefono squillava, ma non rispondeva nessuno. Il telefono continuava a squillare.
Faccia provare a me, disse l'agente Crams, togliendogli di mano il ricevitore. Avr sbagliato numero. Richiam. Il numero 842...
Lo so qual 杌, disse Rick.
Sono l'agente Crams, disse il poliziotto all'apparecchio. L'ispettore Bryant ha a che
fare con il dipartimento? Una breve pausa. Ah. Allora cosa mi sa dire di un cacciatore di taglie, Rick Deckard? Ancora una pausa. Sicuro? Non che magari da poco tempo... oh, ho capito; va bene, grazie. No, tutto sotto controllo. L'agente Crams chiuse la comunica- zione e si rivolse a Rick.
Ce l'avevo in linea, disse Rick. Ci ho parlato; mi ha chiesto di parlare con lei, agente. Ci deve essere un guasto; la comunicazione si deve essere interrotta per chiss quale mo- tivo. Non ha visto? La faccia di Bryant prima era sullo schermo e poi sparita. Era asso- lutamente sconcertato.
L'agente Crams disse, Ho raccolto la deposizione della signorina Luft, Deckard. Andia- mo al Palazzo di Giustizia, devo mettere a verbale il capo d'accusa.
E va bene, disse Rick. Rivolto a Luba Luft disse, torno subito. Non ho ancora finito il suo test.
un maniaco, disse Luba Luft all'agente Crams. Mi fa venire la pelle d'oca, e rab- brivid.
Che opera state provando? le chiese l'agente Crams. II Flauto Magico, disse Rick.
Non l'ho chiesto a lei; l'ho chiesto alla signorina. Il poliziotto gli lanci un'occhiata di disgusto.
Non vedo l'ora di arrivare al Palazzo di Giustizia, disse Rick. ora di sistemare que- sta faccenda una volta per tutte. Si avvi verso la porta del camerino, valigetta in mano.
Prima la devo perquisire. L'agente Crams lo perquis con destrezza e trov la pistola di servizio di Rick e il laser. Li sequestr entrambi, dopo aver annusato per un attimo la boc- ca della canna della pistola. Ha sparato da non molto, disse.
Ho appena ritirato un droide, disse Rick. Quel che ne resta ancora in macchina, qui sulla terrazza.
Va bene, disse l'agente Crams. Saliamo a dare un'occhiata.
Mentre loro due uscivano dal camerino, la signorina Luft li segu fin sulla porta. Non fa-
r tornare qui quel tipo, vero agente? Mi fa davvero paura; talmente strano.
Se ha il corpo di qualcuno che ha appena ammazzato su in macchina, disse Crams,
non torna di sicuro. Spinton Rick in avanti e, insieme, i due salirono in ascensore sulla terrazza del teatro dell'opera.
Aperta la portiera della macchina di Rick, l'agente Crams esamin in silenzio il cadavere di Polokov.
un androide, disse Rick. Avevo l'ordinedi prenderlo. Mi ha quasi beccato lui, fingendo di essere...
La sua deposizione la prenderanno gi al Palazzo di Giustizia, lo interruppe l'agente Crams. Spinse Rick fino alla macchina con i contrassegni della polizia e via radio chiam qualcuno avvertendo che venissero a prendere Polokov. OK, Deckard, disse riattaccan- do. Muoviamoci.
Con i due a bordo, la macchina di pattuglia si sollev rombando dal teatro diretta a sud. C'era qualcosa,not Rick, che non quadrava. L'agente Crams stava volando nella dire-
zione sbagliata.
Il Palazzo di Giustizia, disse Rick, a nord, su Lombard Street.
Il vecchio Palazzo di Giustizia, disse l'agente Crams. Quello nuovo sta a Mission Street. Quel vecchio palazzo sta cadendo a pezzi; in rovina. Non l'ha pi usato nessuno per anni e anni. passato tanto di quel tempo da quando non la portano dentro?
Mi accompagni l嗷, chiese Rick, a Lombard Street. Adesso capiva tutto; vide quello che gli androidi, lavorando di concerto, erano riusciti a fare. Non sarebbe sopravvissuto a quel viaggio; per lui era la fine, come lo era quasi stata per Dave - e se continuava cos lo sarebbe probabilmente stata anche per lui.
Mica male la ragazza, disse l'agente Crams. Certo, con quel costume non si pu dire molto del corpo. Ma direi che proprio tutto al posto giusto.
Ammetta di essere un androide, disse Rick.
Perch dovrei? Non sono un androide. Cosa fa nella vita? Va in giro a sparare alle
persone dicendo loro che sono androidi? Capisco perch la signorina Luft aveva tanta paura. Ha fatto benone a chiamarci.
Allora mi porti al Palazzo di Giustizia di Lombard Street. Le ho gi spiegato...
Ci vogliono tre minuti, disse Rick. Voglio vederlo. Tutte le mattine ci timbro il cartel- lino. Voglio vedere che abbandonato da anni e anni, come dice lei.
Forse l'androide lei, disse l'agente Crams.Con una falsa memoria, di quelle che gli costruiscono apposta. Ci ha mai pensato? Fece una smorfia d'indifferenza continuando a volare verso sud.
Conscio del fallimento e della sconfitta, Rick si lasci andare sul sedile. E, impotente, si mise in attesa degli eventi, di qualsiasi cosa avrebbero architettato gli androidi che adesso lo tenevano in pugno.
Per uno l'ho preso,si disse, Polokov lho preso. E altri due li ha presi Dave. Planando su Mission Street, la macchina dell'agente Crams si prepar all'atterraggio.
CAPITOLO DECIMO
Il Palazzo di Giustizia di Mission Street, sul cui terrazzo l'aereomobile stava scendendo, era irto di guglie ornamentali di gusto barocco; intricata e moderna, la struttura dell'edifi- cio colp Rick Deckard come molto attraente- tranne per un aspetto: non l'aveva mai vista prima.
L'aereomobile di pattuglia atterr. Qualche minuto dopo si ritrov a esser registrato tra i fermati.
304, disse l'agente Crams al sergente seduto al bancone. E anche 612.4, poi vedia- mo... Si spacciato per agente dell'ordine.
406.7, disse il sergente, riempiendo i moduli; scriveva con calma, con l'aria legger- mente annoiata. Questioni di routine, dichiaravano la sua espressione e il suo atteggia- mento. Niente di particolare importanza.
Da questa parte, disse l'agente Crams aRick, conducendolo a un piccolo tavolo bian- co dove un tecnico manovrava un'apparecchiatura familiare. Dobbiamo prenderle l'im- pronta cefalica, per l'identificazione.
In modo un po' brusco Rick rispose, lo so. Ai vecchi tempi, quando anche lui era un innocuo sbirro di pattuglia, aveva portato parecchi fermati a un tavolo simile. Simile, ma non proprio, a questo tavolo.
Dopo aver registrato l'impronta cefalica, si ritrov a esser condotto in una stanza anche questa familiare; istintivamente cominci a raccogliere i propri oggetti di valore per il de- posito. Tutto questo non ha senso, si disse. Chi questa gente. Se questo posto sempre esistito, come mai noi non lo sapevamo? E perch loro non sanno di noi? Due corpi di po- lizia paralleli, disse tra s e s: il nostro e questo qua. Ma che non sono mai venuti in con- tatto - per quanto ne so -fino a questo momento. O forse s,pens. Magari questa non la prima volta. Difficile credere, riflette, che una cosa del genere non sia gi successa. Sempre che questo sia veramente un apparato di polizia; sempre che questo sia veramen- te quello che dice di essere.
Un uomo in borghese si stacc dal punto dov'era e si avvicin a Rick Deckard con passo misurato, scrutandolo incuriosito. E questo perch qui? chiese all'agente Crams.
Sospetto omicidio, rispose Crams. Abbiamo un cadavere - glielo abbiamo trovato in macchina - ma lui sostiene che si tratta di un androide. Stiamo facendo dei controlli, il la- boratorio sta facendo le analisi del midollo spinale. Si spacciato per agente di polizia, un cacciatore di taglie. Al fine di introdursi nel camerino di una signora per farle delle do- mande allusive. Lei ha avuto dei dubbi che fosse quello che diceva di essere e ci ha chia- mato. Facendo un passo indietro, Crams aggiunse: Vuole finire lei, signore?
Va bene. Il funzionario di polizia, in borghese, dagli occhi azzurri, il naso sottile e re- golare e le labbra inespressive, esamin incuriosito Rick, poi allung la mano verso la sua borsa. E cosa ci tiene qui dentro, signor Deckard?
Materiale relativo all'analisi di personalit Voigt-Kampff. Stavo sottoponendo una persona sospetta al test quando l'agente Crams mi ha arrestato, rispose Rick, guardando il funzionario che rovistava tra gli oggetti contenuti nella borsa, esaminandoli uno a uno. Le domande cui sottoponevo la signorina Lutz sono quelle standard del V-K e sono stampate sul...
Lei conosce George Gleason e Phil Resch? chiese il funzionario. No, rispose Rick; nessuno dei due nomi gli diceva niente.
Sono due cacciatori di taglie della California settentrionale. Entrambi in forza al nostro dipartimento. Forse li incontrer mentre sar qui. Lei per caso un androide, signor De- ckard? Il motivo per cui glielo chiedo che in passato capitato diverse volte che droidi
evasi si siano spacciati per cacciatori di taglie provenienti da altri stati e arrivati qui sulle tracce di qualche sospetto.
Io non sono un androide. Mi pu sottoporre al Voigt-Kampff; l'ho gi fatto altre volte e non mi dispiace esser esaminato di nuovo. Ma so gi quali saranno i risultati. Posso chia- mare mia moglie?
Lei ha diritto a una sola telefonata. Preferisce chiamare lei piuttosto che un avvocato? Telefono a mia moglie. Penser lei a chiamare l'avvocato. Il poliziotto in borghese gli diede una moneta da cinquanta centesimi e gli indic un vi-
deofono: Si accomodi. Osserv Rick che attraversava la stanza per andare all'apparec- chio, quindi torn a esaminare il contenuto della sua borsa.
Dopo aver inserito la moneta, Rick fece il numero di casa e rimase in attesa per quella che gli sembr un'eternit.
Un volto femminile apparve sullo schermo e disse Pronto?
Ma non era Iran. Rick non aveva mai visto questa donna in vita sua. Riagganci e torn lentamente dal funzionario di polizia.
Non ha avuto fortuna? chiese il poliziotto. Be', pu riprovare pi tardi; da quel punto di vista siamo piuttosto generosi qui. Per non posso offrirle la possibilit di chiamare u- n'agenzia di cauzioni perch il crimine di cui accusato, per ora, non le da la possibilit di esser liberato su cauzione. Dopo che sar stato formalmente incriminato, comunque...
Lo so, Io interruppe acido Rick. Conosco benissimo la procedura giudiziaria. Ecco la sua borsa, disse il funzionario, porgendogliela. Venga nel mio ufficio... Vorrei
parlare ancora un po' con lei. Si avvi per un corridoio laterale; Rick lo segu. A un certo punto il funzionario si ferm e, voltandosi, si present: Mi chiamo Garland. Gli
porse la mano e Rick, rapidamente, gliela strinse. Si accomodi, disse Garland appena aperta la porta dell'ufficio; poi s'infildietro una grossa scrivania ordinatissima.
Rick si sedette davanti a lui.
Questa prova di Voigt-Kampff, cominci Garland, di cui mi stava parlando. Fece un
cenno della testa verso la borsa di Rick. Tutto quel materiale che si porta dietro. Si riemp la pipa, se l'accese e cominci a fumare. uno strumento analitico per smaschera- re i droidi?
la nostra arma fondamentale, disse Rick. L'unica che usiamo in questo momento. Perch l'unica in grado di smascherare ilnuovo modello Nexus-6. Non ne ha mai sentito parlare?
Ho sentito parlare di diverse scale per analisi di profilo che si usano con gli androidi. Ma non di questa. Continu a scrutare attentamente Rick, con la faccia sempre pi con- gestionata; Rick non riusciva a capire cosa passasse per la testa di Garland. Quelle veline tutte sbaffate, continu il funzionario, che ha nella borsa. Polokov, la signorina Luft, in- somma, le sue... prede. La prossima dovrei essere io.
Rick lo fiss sorpreso, poi apr subito la borsa.
Dopo un attimo le copie carbone erano sparse davanti a lui. Garland aveva detto la veri-
t; Rick lesse attentamente il foglio che lo riguardava. I due uomini - o meglio, Rick e l'al- tro - rimasero a lungo in silenzio; alla fine Garland si schiar la voce e toss nervosamente.
una sensazione molto spiacevole, disse. Scoprire all'improvviso di essere la preda assegnata a un cacciatore di taglie. O di qualsiasi cosa sia lei, Deckard. Premette un tasto dell'interfono e disse: Mandate qui uno dei nostri cacciatori di taglie: uno qualsiasi. Va bene, grazie. Lasci andare il tasto. Tra un minuto o poco pi arriva Phil Resch, disse a Rick. Prima di andare avanti voglio vedere l'elenco che ha lui.
Secondo lei, potrei essere su quell'elenco? chiese Rick. possibile. Lo sapremo presto. Meglio esser sicuri in queste questioni importanti. Meglio non affidarsi alla sorte. Que- sto bollettino che mi riguarda, indic la velina tutta sbaffata, non dice che sono un i-
spettore di polizia; con molta imprecisione sostiene che sono un agente di assicurazioni. Per il resto le indicazioni sono giuste: la descrizione fisica, l'et, le abitudini personali, l'in- dirizzo di casa. S, sono proprio io. Guardi pure. Spinse il foglio verso Rick, che lo prese in mano e lo rilesse.
La porta dell'ufficio si apr e apparve un uomo alto e scarno, dai lineamenti scavati, con gli occhiali e un pizzetto alla Vandyke. Garland si alz e indic Rick.
Phil Resch, Rick Deckard. Siete tutti e due cacciatori di taglie e forse ora che vi cono- sciate.
Stringendogli la mano, Phil Resch disse a Rick: In quale citt lavora?
Garland precedette Rick, San Francisco, proprio qui. Dia un'occhiata al suo programma.
Questa la prossima preda. Porse a Resch il foglio che Rick aveva appena riletto, quello contenente la sua descrizione.
Ehi, Garland, esclam Phil Resch. Ma questo lei!
E non finita qui, aggiunse Garland. Sul suo elenco di androidi da ritirare ha anche
Luba Luft, la cantante lirica e Polokov. Se lo ricorda Polokov? Be', ormai morto; questo cacciatore di taglie o androide o quello che l'ha beccato e ora stiamo facendo fare un'a- nalisi del midollo osseo gi al laboratorio. Per vedere se c' qualche minima base per...
Con Polokov ci ho parlato, disse Phil Resch. Non quella specie di grosso Babbo Natale della polizia sovietica? Ci pens su per un po', tirandosi la barbetta arruffata. Se- condo me una buona idea far fare l'analisi del midollo osseo.
E perch? chiese Garland, visibilmente contrariato: solo per eliminare qualsiasi base legale alle pretese di questo Deckard di non aver ammazzato nessuno; secondo lui "ha solo ritirato un androide".
Polokov mi ha dato l'impressione di un uomo molto freddo. Un essere estremamente cerebrale e calcolatore; molto distaccato.
Un sacco di poliziotti sovietici sono cos旎, disse Garland, sempre pi irritato.
Luba Luft non l'ho mai incontrata, continuPhil Resch. Per ho sentito dei dischi re-
gistrati da lei. Poi, rivolto a Rick, disse: L'ha sottoposta a qualche prova?
Avevo cominciato a farlo, ma non sono riuscito a ottenere un risultato chiaro e poi lei
ha chiamato un agente di pattuglia e cos non ho potuto portare a termine la prova.
E Polokov? chiese Phil Resch. Non sono riuscito a sottoporre alla prova neanche lui.
Quasi rivolto a se stesso, Phil Resch mormor: E presumo che non abbia avuto la possibi- lit di sottoporre alla prova neanche l'ispettore Garland, qui.
Certo che no! intervenne Garland, il volto alterato dall'indignazione; le sue parole prorruppero amare e taglienti.
Che prova adopera? chiese Phil Resch. La scala Voigt-Kampff.
Non la conosco. Sia Resch che Garland sembravano assorti in una profonda riflessione professionale, ma ognuno per conto suo. Ho sempre sostenuto, continu dopo qualche istante, che il miglior posto per nascondersi per un androide sarebbe una grande orga- nizzazione di polizia come la W.P.O. Dalla prima volta che l'ho incontrato, ho sempre avuto voglia di mettere alla prova Polokov, ma non si mai presentata l'occasione. N si sarebbe mai presentata... questo uno dei vantaggi che una copertura come questa avrebbe per un androide intraprendente.
Garland si alz lentamente in piedi e affront Phil Resch. E voleva sottoporre alla prova anche me?
Un sorriso timido attravers la faccia di Resch: fece per rispondere, ma poi si strinse nel- le spalle e non disse niente. Non sembrava avesse alcun timore del suo superiore, nono- stante l'ira di Garland, ormai palpabile.
Secondo me lei non si rende ben conto della situazione, disse Garland. Quest'uomo -
o questo androide - insomma, Rick Deckard ci arriva da un'organizzazione di polizia fanta- sma, frutto di allucinazioni, in quanto non esistente che, a suo dire, ha sede nel vecchio quartier generale del dipartimento su a Lombard Street. Sostiene di non aver mai sentito parlare di noi e noi non abbiamo mai sentito parlare di lui - eppure, a quanto pare, lavo- riamo entrambi dalla stessa parte. Per di pi, usa un test di cui non sappiamo niente. L'e- lenco che si porta dietro non composto da androidi, ma da esseri umani. Ha gi ucciso una volta - almeno una volta. E se la signorina Luft non fosse arrivata a un telefono, con ogni probabilit, sarebbe stata uccisa anche lei e alla fine si sarebbe messo sulla mia pista per braccarmi.
Uhmmm, mugol Phil Resch.
Uhmmm, lo canzon Garland, irritatissimo. Sembrava ormai sull'orlo di un colpo apo-
plettico. Questo tutto quel che ha da dire?
Si accese l'interfono e una voce femminile disse: Ispettore Garland, arrivato il rappor-
to del laboratorio sul cadavere del signor Polokov. Penso che dovremmo sentirlo, disse Phil Resch.
Garland gli lanci un'occhiata piena di furia a stento repressa. Poi si chin, tenne premu- to il pulsante dell'interfono e disse, sentiamolo, signorina French.
L'analisi del midollo osseo, disse la signorina French, rivela che il signor Polokov era un robot umanoide. Vuole anche gli altri particolari...
No, basta cos旎. Garland si lasci cadere sulla poltrona, scrutando con aria cupa la parete di fronte; non disse niente, n a Rick n a Phil Resch.
Fu quest'ultimo a rompere il silenzio. Su cosa si basa la sua prova di Voigt-Kampff, si- gnor Deckard?
Sul responso empatico. Misurato sulla base di diverse situazioni. La maggior parte delle quali hanno a che fare con gli animali.
Il nostro test molto probabilmente pi semplice, disse Resch. Il responso dell'arco di riflesso nei gangli superiori della colonna spinale dura diversi microsecondi di pi nei robot umanoidi rispetto al sistema nervoso umano. Allung una mano verso la scrivania dell'ispettore Garland e prese un blocchetto di carta; con una penna a sfera butt gi uno schizzo. Usiamo un segnale audio oppure un lampo di luce. Il soggetto deve spingere un pulsante e noi misuriamo l'intervallo tra lo stimolo e il responso. Naturalmente, facciamo diverse prove. Il tempo d'intervallo varia tra i droidi e gli umani. Una volta che abbiamo registrato dieci reazioni, riteniamo di avere un'indicazione affidabile. E poi, come nel caso di Polokov, l'analisi del midollo osseo ci da la conferma.
Ci fu una pausa di silenzio, poi Rick disse: Potete sottopormi a questa prova. Sono pronto. Ma ovvio che poi voglio sottoporre alla mia prova anche voi, se siete d'accordo.
Ma naturale, disse Resch, che per stava studiando l'ispettore Garland. Sono anni che vado dicendo, mormor, che il test dell'arco di riflesso di Bonelli dovrebbe essere somministrato come regola al personale di polizia, e soprattutto agli alti gradi in comando. Non vero ispettore?
S, vero, disse Garland. E io mi sonosempre opposto. Perch sono convinto che una cosa del genere minerebbe il morale del dipartimento.
Mi sa tanto che adesso dovr rassegnarsi a subirlo, visto il risultato delle analisi di labo- ratorio su Polokov.
CAPITOLO UNDICESIMO
Garland rispose, Immagino di s旎. Punt un dito verso il cacciatore di taglie Phil Resch. Per l'avverto: i risultati dell'analisi non le faranno piacere.
Perch, sa gi quali saranno? chiese Resch, visibilmente sorpreso; non sembrava che la cosa gli facesse piacere.
Li so fin quasi nei dettagli, disse l'ispettore Garland.
E va bene, annu Resch. Vado di sopraa prendere l'apparecchiatura Bonelli. S'avvi
verso la porta dell'ufficio, l'apr e scomparve nel corridoio. Mi ci vorranno tre o quattro minuti, disse a Rick. La porta si chiuse alle sue spalle.
L'ispettore Garland allung una mano versoil primo cassetto a destra della scrivania, rovist un po' e tir fuori una torcia laser, quindi la punt su Rick.
Guardi che non far poi molta differenza, disse Rick. Resch mi far fare un'autopsia, la stessa che il vostro laboratorio ha fatto su Polokov. E insister perch entrambi vi sottoponiate a un - come lo chiamate? - un test dell'arco di riflesso Bonelli.
La torcia laser non si mosse, poi l'ispettore Garland mormor: Oggi stata una giorna- taccia, specialmente quando ho visto l'agente Crams portarla dentro; ho avuto una specie di intuizione - ecco perch sono intervenuto. Gradualmente abbass il laser; rimase per un po' seduto stringendo la torcia tra le mani, poi alz le spalle e la rimise nel cassetto del- la scrivania, lo chiuse a chiave e si rimise quest'ultima in tasca.
Che risultati daranno le analisi di tutti e tre? chiese Rick. Garland esclam: Accidenti a quello scemo di Resch! Ma davvero non lo sa?
Non lo sa; non lo sospetta neanche; non ne ha la pi pallida idea. Altrimenti non potrebbe fare la vita del cacciatore di taglie, un mestiere da uomini, non certo da androidi. Garland indic la valigetta di Rick. Quelle altre veline, gli altri sospetti che deve testare e ritirare, io li conosco tutti. Fece una pausa, poi aggiunse: Siamo arrivati tutti insieme da Marte sulla stessa astronave. Resch invece no; si fermato un'altra settimana, per farsi installare il sistema di memoria sintetica. L'uomo tacque.
O meglio, l'androide tacque.
Rick disse, Che cosa far quando lo scoprir?
Non ne ho la pi pallida idea, disse Garland con distacco. Da un punto di vista intellettuale e astratto, dovrebbe essere molto interessante: potrebbe uccidere me e se stesso; magari anche lei. Potrebbe uccidere quante pi persone pu, senza far distinzione tra umani e androidi. So che cose del genere possono accadere quando stato installato un sistema di memoria sintetica. Quando uno convinto di essere umano.
Perci quando fate una cosa del genere, correte un grosso rischio.
Garland rispose: Il rischio c' in ogni casoquando si scappa e si viene qui sulla Terra,
dove non siamo considerati neanche alla stregua degli animali. Dove ogni verme e ogni tarlo viene tenuto in maggiore considerazione di tutti noi messi insieme. Garland si tor- mentava nervosamente il labbro inferiore. La sua posizione sarebbe migliore se Phil Resch superasse il test di Bonelli, se si trattasse solo di me. In quel modo i risultati sareb- bero prevedibili: per Resch io non sarei che un altro droide da ritirare al pi presto. Perci neanche lei sta tanto bene, Deckard. Anzi, nei guai almeno quanto me. Sa dove ho sba- gliato? Non sapevo di Polokov. Deve esser venuto qui prima di me; chiaro che arrivato prima di me. Con tutto un altro gruppo, senza alcun contatto con il nostro. Quando sono arrivato io, lui s'era ormai inserito nel W.P.O.Ho corso il rischio di fargli fare l'analisi e ho sbagliato. Naturalmente anche Crams ha corso lo stesso rischio.
Polokov a momenti faceva fuori anche me, disse Rick.
S, ma era un tipo strano. Non credo che avesse lo stesso tipo di unit cerebrale che abbiamo noi; deve esser stato truccato, potenziato - una struttura alterata, che non cono- sciamo neanche noi. Una gran bella struttura. Quasi perfetta.
Quando ho chiamato casa mia, chiese Rick, perch non ha risposto mia moglie? Tutte le nostre linee videofoniche sono truccate. Deviano le chiamate in altri uffici di
questo edificio. Qui stiamo all'interno diun'impresa omeostatica, Deckard. Siamo un cir- cuito chiuso, isolato dal resto di San Francisco. Noi sappiamo tutto di loro, ma loro non sanno niente di noi. A volte capita che una persona isolata come lei entri qui per sbaglio o, come nel suo caso, venga portata qui - per proteggere noi stessi. D'un tratto si mise a gesticolare nervosamente verso la porta dell'ufficio. Ecco che arriva quello zelota di Phil Resch con il suo comodissimo tester portatile del piffero. Non in gamba, il ragazzo? A- desso distrugger se stesso, me e forse anche lei.
Non si pu dire, osserv Rick, che voi androidi siate molto bravi a proteggervi a vicenda quando la situazione si fa critica.
Garland scatt: Mi sa tanto che ha ragione; a quanto pare manchiamo di un particolare talento che voi umani avete. Credo che si chiami empatia.
La porta dell'ufficio si apr; apparve la sagoma di Phil Resch, con in mano un'apparec- chiatura da cui pendevano dei cavetti. Eccoci qui, disse, chiudendosi la porta alle spalle; poi si sedette e colleg l'apparecchio a una presa della corrente.
Garland tir fuori la mano destra e la punt verso Resch. Immediatamente sia Resch che Rick Deckard si gettarono dalle sedie e rotolarono sul pavimento; allo stesso tempo Resch estrasse una torcia laser e spar un raggio a Garland prima ancora di toccare terra.
Il raggio laser, sparato con grande abilit, basata su anni di addestramento, spacc in due la testa dell'ispettore Garland che cadde in avanti. Dalla sua mano una torcia laser mi- niaturizzata rotol sul piano della scrivania. Il cadavere rimase un attimo in bilico sulla se- dia, poi scivol come un sacco di patate da una parte e s'accasci a terra.
Il coso qui s'era scordato, disse Resch, rialzandosi, che lo faccio per mestiere. Posso sempre predire la prossima mossa di un androide. Immagino anche tu. Ripose la sua tor- cia laser, si chin ed esamin con curiosit il corpo del suo ex superiore. Che cosa t'ha detto mentre ero via?
Che lui - esso - era un androide. E che anche tu... Rick s'interruppe, i circuiti del suo cervello vibravano, calcolavano, sceglievano; cambi la frase che aveva iniziato, ... te ne saresti accorto, la complet. Tra pochi minuti.
Nient'altro?
S, che l'intero edificio infestato di androidi.
Resch riflette a voce alta: Il che complicher la nostra fuga. Nominalmente, chiaro, io ho l'autorizzazione a uscire da qui quandovoglio. E anche di portare con me un prigionie- ro. Si mise in ascolto; dall'esterno dell'ufficio non giungeva alcun suono. Immagino non abbiano sentito niente. chiaro che non hanno microspie qui dentro, per controllare tut- to... come dovrebbero fare. Con cautela, tocc il cadavere dell'androide con la punta del piede. Certo che notevole l'abilit psionica che si sviluppa in questo mestiere; prima ancora di aprire la porta dell'ufficio sapevo gi che avrebbe provato a spararmi. A esser franchi, sono sorpreso che non t'abbia fatto fuori mentre ero di sopra.
Be', l'ha quasi fatto, disse Rick. Per un po' mi ha puntato addosso una grossa torcia laser. Ci stava pensando. Ma era di te che si preoccupava, non di me.
Quando il cacciatore lo bracca, osserv Resch senza un filo d'ironia, l'androide scap- pa. Spero ti renda conto che dovrai tornare al teatro dell'Opera per beccare Luba Luft prima che qualcuno riesca ad avvertire la ragazza di come andata a finire qui. Dovrei dire: avvertire la cosa. Anche tu li consideri cose?
Una volta s旎, rispose Rick. Quando ogni tanto mi rimordeva la coscienza per il lavoro
che dovevo fare; mi proteggevo considerandoli cose, ma non lo ritengo pi necessario. D'accordo, andr subito al teatro dell'Opera.
Sempre che tu riesca a farmi uscire di qui. E se rimettessimo Garland seduto al suo tavolo? propose Resch; iss il cadavere del-
l'androide sulla sedia, sistemandogli gambe e braccia in modo che la sua posizione sem- brasse abbastanza naturale - se non si guardava troppo da vicino, cio se nessuno entrava nell'ufficio. Premette un tasto sull'interfonoe disse: L'ispettore Garland ha chiesto che non gli si passino telefonate per la prossima mezz'ora. impegnato in un compito che non pu essere interrotto.
S, signor Resch.
Dopo aver rilasciato il tasto, Phil Resch disse a Rick: Finch resteremo nell'edificio do-
vr ammanettarti. Una volta che saremo in aria, naturalmente ti libero. Tir fuori un paio di manette, ne fece scattare una attorno al polso di Rick e l'altra attorno al proprio. An- diamo; cerchiamo di risolvere questa cosa. Raddrizz le spalle, tir un gran respiro e spa- lanc la porta dell'ufficio.
Da ogni parte c'erano agenti in uniforme, seduti o in piedi, che portavano avanti i loro compiti quotidiani; nessuno alz lo sguardo n prest loro attenzione mentre Phil Resch guidava Rick attraverso l'atrio fino all'ascensore.
Quel che mi preoccupa, disse Resch mentre aspettavano l'ascensore, che quel Garland avesse tra i suoi componenti un allarme automatico di morte. Comunque, alz le spalle, sarebbe gi scattato, ormai; altrimenti, non serve a un granch榛.
Arriv l'ascensore; diversi uomini e donne dall'aspetto generico di poliziotti sbarcarono dalla cabina e si avviarono ticchettando nell'atrio verso i propri incarichi. Nessuno fece ca- so a Rick o a Phil Resch.
Secondo te, il tuo dipartimento sarebbe disposto ad assumermi? s'inform Resch ap- pena le porte della cabina si richiusero su di loro. Spinse il pulsante della terrazza e l'a- scensore prese a salire silenzioso. Dopo tutto, da questo in momento in poi, sono disoc- cupato. Per non dire altro.
Con cautela, Rick disse, non vedo... perch no. L'unico problema che di cacciatori di taglie ne abbiamo gi due. Devo dirglielo, pens Rick. immorale e crudele non dirglielo. Signor Resch, lei un androide, disse tra s e s. Mi ha tirato fuori da questo posto ed ec- co la sua ricompensa: lei tutto quello che entrambi odiamo. L'essenza di quello che sia- mo impegnati a distruggere.
Non riesco a capacitarmene, disse Phil Resch. Non mi sembra possibile. Per tre anni ho lavorato al servizio di androidi. Perch non ho mai sospettato... voglio dire, abbastanza per fare qualcosa?
Forse non stato cos sin dal principio. Magari si sono infiltrati in questo edificio solo da poco.
No. Sono sempre stati qui. Garland stato il mio superiore sin dall'inizio, in tutti i miei tre anni di servizio.
Secondo quel che mi ha detto il coso, gli spieg Rick, il loro gruppo arrivato sulla Terra tutto insieme. E questo non certo successo tre anni fa; sono qui solo da pochi me- si.
Allora vuoi dire che una volta esisteva un Garland vero, concluse Resch. E che a un certo punto l'hanno sostituito. Il suo viso scarno, vagamente somigliante a uno squalo, si contorse in una smorfia mentre si sforzava di capire. Oppure, mi hanno impregnato con un sistema di memoria fasullo. Magari solo io mi ricordo di Garland per l'intero periodo. Per.... I suoi lineamenti, pervasi da un crescente tormento, continuavano a contorcersi in modo spasmodico. Solo gli androidi vanno in giro con sistemi di memoria fasulli; si visto che negli umani non funzionano.
L'ascensore smise di salire; le porte scorrevoli si aprirono e davanti a loro si present
l'ampia terrazza di volo della stazione di polizia, deserta a parte i veicoli parcheggiati vuoti. Ecco la mia macchina, disse Resch, aprendo la porta di un'aereomobile l vicina e
facendo segno a Rick di sbrigarsi a entrare; poi sal anche lui, si mise al volante e accese il motore. Dopo un attimo erano gi in aria e virarono verso nord, diretti di nuovo verso il Teatro dell'Opera costruito in ricordo dellaguerra. Preoccupato com'era, Phil Resch guida- va automaticamente; il corso dei suoi pensieri, che si faceva via via sempre pi cupo, assorbiva tutta la sua attenzione.
Senti una cosa, Deckard, disse a un tratto. Dopo aver ritirato Luba Luft, voglio che tu... La voce, rauca e tormentata, s'interruppe. Be', sai, voglio che tu mi sottoponga al test di Bonelli o a quella scala di empatia che hai tu. Per controllarmi.
A questo ci possiamo pensare dopo, rispose evasivamente Rick.
Non vuoi che faccia l'esame, vero? Phil Resch gli lanci un'occhiata piena di compren-
sione. Immagino tu gi sappia quale sar il risultato; Garland deve averti detto qualcosa. Dati che io ignoro.
Rick disse, sar gi difficile per tutti e due incastrare Luba Luft; un tipo tosto, pi di quanto io sia riuscito a gestire, in ogni caso. Cerchiamo di concentrarci su questo compi- to.
Non solo questione di strutture di memoria fasulle, riprese Phil Resch. A casa ho un animale; mica uno falso, uno autentico. Uno scoiattolo. Io adoro quello scoiattolo, De- ckard; tutte le mattine gli do da mangiare e gli cambio il giornale - sai che cosa intendo, gli pulisco la gabbia - e poi la sera, quando stacco da lavoro lo lascio libero nel mio ap- partamento e lui scorrazza dappertutto. Ha anche una ruota, nella gabbia: hai mai visto uno scoiattolo che corre dentro la sua ruota? Corre e corre e fa girare la ruota, ma lo scoiattolo rimane sempre allo stesso punto. Per a Buffy sembra piacergli un sacco.
Mi sa che gli scoiattoli non sono poi tanto intelligenti, comment Rick. Poi continuarono a volare in silenzio.
CAPITOLO DODICESIMO
Al teatro dell'Opera Rick Deckard e Phil Reschfurono informati che le prove erano finite e che la signorina Luft se n'era andata.
Ha detto mica dove era diretta? chiese Phil Resch a un macchinista, mostrandogli il tesserino di poliziotto.
Al museo qui vicino. Il macchinista esamin il documento d'identit. Ha detto che voleva vedere la mostra di Edvard Munch che si tiene l. Domani finisce.
Invece Luba Luft, pens tra s e s Rick, finisce oggi.
Mentre camminavano fianco a fianco sul marciapiede, diretti al museo, Phil Resch disse:
Quanto ci scommetti? Secondo me, ha gi preso il volo; non la troveremo di certo al mu- seo.
Forse, rispose Rick.
Arrivarono al museo, controllarono a che piano era la mostra di Munch e salirono. Ben
presto si trovarono a vagare tra quadri e incisioni. Molta gente era venuta a vedere la mo- stra, compresa una scolaresca; la voce acuta dell'insegnante attraversava tutte le stanze dedicate alla mostra e Rick pens: Ecco come ci si aspetta che un droide abbia la voce - e forse anche l'aspetto. Non come Rachael Rosen e Luba Luft. E non come il tizio che gli stava a fianco. O forse doveva dire il coso che gli stava a fianco.
Hai mai sentito parlare di un droide che teneva un animaletto qualsiasi? gli chiese Phil Resch.
Per qualche oscuro motivo Rick sent il bisogno di essere brutalmente franco; forse ave- va gi cominciato a prepararsi per quello che lo aspettava di l a poco. In ben due casi di cui sono al corrente, degli androidi possedevano animali e si prendevano cura di loro. Ma raro. Da quel che so, in genere non funziona; l'androide non riesce a tener viva una be- stiola. Gli animali hanno bisogno di un ambiente pieno di calore per star bene. Eccezion fatta per i rettili e gli insetti.
E uno scoiattolo? Anche lui ha bisogno di un'atmosfera d'amore? Perch guarda che Buffy sta benissimo, ha il pelo lucido come una lontra. Lo spazzolo e lo pettino un giorno s e uno no. Phil Resch si ferm davanti a un quadro a olio e si mise a guardarlo con atten- zione. Il quadro mostrava una creatura calva e angosciata, con la testa che pareva una pera rovesciata, le mani premute sulle orecchie e la bocca aperta in un immenso urlo mu- to. Onde contorte del tormento della creatura, echi del suo grido, fluttuavano nell'aria che la circondava; l'uomo, o la donna, qualunquecosa fosse, aveva finito per esser contenuta nel proprio urlo. Si era coperta le orecchie proprio per non sentirlo. La creatura era in piedi su un ponte e non c'era nessun altro presente;urlava nell'isolamento pi totale. Tagliata fuori dal suo sfogo - oppure, nonostante il suo sfogo.
Di questo ha fatto anche un'incisione, disse Rick, leggendo il cartellino affisso sotto il quadro.
Secondo me, disse Phil Resch, cos chedeve sentirsi un droide. Con un dito segu nell'aria le volute del grido della creatura che si vedevano nel quadro. Io non mi sento cos, perci forse non sono un... S'interruppeperch diverse persone si erano avvicinate per guardare il quadro.
Ecco l Luba Luft! Rick la indic e Phil Resch smise di colpo la sua mesta riflessione e autodifesa; entrambi si diressero a passi misurati verso di lei, prendendosela comoda, come se non avessero niente da affrontare; come sempre era essenziale mantenere un'at- mosfera di normalit. Le altre persone, non rendendosi conto della presenza di androidi tra loro, dovevano essere protette a qualsiasi costo... anche a costo di perdere la preda.
Luba Luft aveva tra le mani un catalogo e indossava calzoni a tubo lucidi e una specie di
gil ricamato in oro: era ferma davanti a un quadro e sembrava rapita. Era un disegno di una ragazza con le mani giunte, seduta sul bordo d'un letto, un'espressione di curiosit stupefatta e di incerto sgomento stampata sul volto.
Vuole che glielo compri? disse Rick a Luba Luft; le si era portato al fianco e le aveva afferrato, senza stringere, l'avambraccio, facendole capire proprio attraverso quella presa rilassata che era ormai in suo potere - non doveva neanche sforzarsi per trattenerla. Dal- l'altra parte, Phil Resch le mise una mano sullaspalla e Rick vide il rigonfio della torcia laser sotto la sua giacca. Phil Resch non voleva correre rischi, dopo il quasi fiasco con l'i- spettore Garland.
Non mica in vendita. Luba Luft gli diede dapprima un'occhiata distratta, poi ebbe un violento sussulto appena lo riconobbe; lo sguardo le si spense e il colorito svan dalla sua faccia, dandole un aspetto cadaverico, come se stesse gi in via di decomposizione. Come se in quell'istante tutta la vita si fosse ritratta in un punto profondo del suo essere, abban- donando il corpo alla sua automatica decadenza. Credevo l'avessero arrestata. Non mi dica che l'hanno rilasciata?
Signorina Luft, le disse, le presento il signor Resch. Phil, questa la famosissima cantante lirica Luba Luft. Poi, rivolto a Luba, aggiunse, il piedipiatti in divisa che mi ha arrestato un androide, come pure il suo superiore. Conosce -o, meglio - conosceva un certo ispettore Garland? Mi ha detto che siete arrivati tutti insieme sulla stessa astronave.
La polizia che ha chiamato prima, le disse Phil Resch,e che ha il quartier generale su a Mission, in realt l'organizzazione con cui a quanto pare il tuo gruppo si tiene in con- tatto. Si sentono tanto sicuri che si permettono anche di assumere un cacciatore di taglie umano; evidentemente...
Chi? Tu? disse Luba Luft. Tu non sei mica umano. Non pi di me: anche tu sei un
androide.
Ci fu una pausa di silenzio. Poi Phil Resch, a voce bassa ma controllata, disse: Be', di
questo ci occuperemo al momento opportuno. Quindi, rivolto a Rick, aggiunse, portia- mola nella mia macchina.
Uno per parte, la spinsero verso l'ascensore del museo. Luba Luft non li seguiva di sua spontanea volont, ma d'altronde non facevaneanche resistenza; apparentemente si era rassegnata. Rick l'aveva gi notato in altri androidi colti in una situazione cruciale come questa. La forza vitale artificiale che li animava pareva non funzionare sotto estrema pres- sione... almeno in alcuni di loro, ma non in tutti.
E poteva sempre riaccendersi di colpo e con violenza.
Ma gli androidi, lo sapeva bene, avevano anche un istinto innato per non farsi notare.
Nel museo, con tutte quelle persone che giravano, Luba Luft non avrebbe tentato niente. Il vero scontro - per lei, con ogni probabilit, l'ultimo - si sarebbe svolto in macchina, dove gli altri non avrebbero visto niente. Da sola, con sconvolgente rapidit, le sue inibizioni sa- rebbero sparite. Rick si prepar e cerc di non pensare a Phil Resch. Come aveva detto lui, di quello si sarebbe occupato al momento opportuno.
In fondo al corridoio, vicino alle cabine degli ascensori, c'era una specie di banchetto dove vendevano stampe e libri d'arte. Luba ci si ferm davanti, cercando di guadagnare tempo. Senta, disse a Rick. Un po' di colorito le era tornato sulle guance; ancora una volta, seppur per poco, sembrava viva. Mi compra una riproduzione del quadro che stavo guardando quando mi avete trovato? Quello della ragazza seduta sul letto.
Dopo una breve pausa, Rick chiese all'addetta, una signora di mezz'et, con la pappa- gorgia e i capelli grigi tenuti insieme da una retina, ha una riproduzione di Pubert di Munch?
Solo in questa raccolta delle sue opere, rispose l'addetta, tirando gi un bel volume patinato. Viene venticinque dollari.
Lo prendo. Fece per estrarre il portafogli.
Phil Resch intervenne: Il mio ufficio non lo rimborserebbe neanche in un milione d'an-
ni...
Sono soldi miei, tagli corto Rick; porse le banconote alla donna e a Luba il libro. E
adesso andiamo gi, disse alla ragazza e a Phil Resch.
E carino da parte sua, disse Luba, mentre entravano in ascensore. Gli esseri umani
sanno essere molto strani e commoventi. Un androide non l'avrebbe mai fatto. Lanci una gelida occhiata a Resch. A lui, per esempio, non gli sarebbe mai venuto in mente; come ha detto, appunto, neanche in un milione d'anni. Continu a fissare Resch con osti- lit e avversione crescenti. Gli androidi non li sopporto pi. Da quando sono arrivata qui da Marte ho dedicato la mia vita a imitare il comportamento umano, a fare quello che a- vrebbe fatto lei, ad agire come se avessi gli impulsi e i pensieri di un umano. Per quel che mi riguarda, cercavo d'imitare una forma di vita superiore. Poi, rivolta a Phil Resch, ag- giunse, non quello che hai fatto anche tu, Resch? Hai cercato di...
Non accetto pi certe insinuazioni! Phil Resch infil la mano sotto la giacca.
No! esclam Rick; afferr la mano di Resch che si ritrasse, cercando di evitarlo. Pri-
ma dobbiamo sottoporla al test di Bonelli, spieg Rick.
Ma ha ammesso di esser un androide. Non dobbiamo aspettare niente.
Neanche ritirarla solo perch ti prende in giro - dammela! Lott per strappargli di ma- no la torcia laser. Ma Phil mantenne il possesso dell'arma, sottraendosi alla presa di Rick, voltandosi nella piccola cabina dell'ascensore,l'attenzione tutta concentrata su Luba Luft. E va bene, disse Rick, esasperato. Ritirala, su; ammazzala subito. Dimostrale che ha ragione lei. Poi si accorse che era esattamente quello che Phil aveva intenzione di fare. No, aspetta...
Phil Resch fece fuoco e nello stesso momento Luba Luft, in uno spasimo di frenetica paura, si contorse e cerc di staccarsi dalla parete, gettandosi a terra. Il raggio manc il bersaglio, ma Resch lo abbass subito e lo mand a rintanarsi, silenzioso, nella pancia del- la ragazza. Luba cominci a strillare; era raggomitolata contro la parete dell'ascensore e continuava a urlare. Proprio come nel quadro, pens Rick, poi, con la sua torcia laser, la fin. Il corpo di Luba Luft cadde di colpo in avanti e rimase sul pavimento a faccia in gi. Neanche un tremito lo scosse.
Con la torcia laser Rick ridusse sistematicamente in cenere il volume che solo pochi at- timi prima aveva comprato per Luba. Si dedic meticolosamente a questo compito, senza dire una parola; Phil Resch lo osservava senza capire, un'espressione perplessa sul volto.
Be', almeno il libro te lo potevi tenere, disse Resch, alla fine. Dopo tutto, ti costa- to...
Secondo te, gli androidi ce l'hanno un'anima? l'interruppe Rick.
Con la testa inclinata da una parte, Phil Resch lo fiss con aria ancora pi perplessa. Il libro me lo posso permettere, disse Rick. Oggi ho guadagnato tremila dollari fino
ad adesso e non sono neanche a met嗷.
Perch, vuoi rivendicare anche Garland? chiese Resch. Ma se sono stato io a sten-
derlo, mica tu. Tu ti sei limitato a buttarti a terra. E anche Luba. Sono stato io a beccarla. Tu non puoi incassare i soldi. Non puoi chiederli n al tuo ufficio n al nostro. Appena
arriviamo in macchina ti sottoporr al test di Bonelli o a quello di Voigt-Kampff, poi vedre- mo. Anche se non sei nel mio elenco. Con mani tremanti apri la valigetta, rovist tra i fo- gli di carta velina sgualcita.
No, tu non ci sei. Perci legalmente non posso rivendicarti: per prendere qualcosa devo rivendicare Luba e Garland.
Ma allora sei sicuro che io sia un androide? questo che ti ha detto Garland? Cos ha detto Garland.
Magari mentiva, disse Phil Resch. Per tenerci divisi! Come adesso. Siamo matti a la- sciare che loro ci dividano; su Luba Luft hai ragione - non avrei dovuto lasciare che mi fa- cesse saltare i nervi in quel modo. Devo essere troppo sensibile. Per mi sa che in un cac- ciatore di taglie una reazione assolutamente naturale; probabilmente anche tu sei cos. Comunque, guarda, tanto Luba Luft dovevamo ritirarla in ogni caso, magari tra mezz'ora - solo tra mezz'ora. Non avrebbe avuto neancheil tempo di sfogliare quel libro che le hai comprato. E ad ogni modo penso ancora che non avresti dovuto distruggerlo; stato uno spreco. Non riesco a seguire i tuoi ragionamenti; non sono razionali, ecco che c'杌.
Rick annunci: Esco dal giro. E che ti metti a fare?
Qualsiasi cosa. Polizze d'assicurazione, come quelle che doveva fare Garland. Oppure, magari emigro. S旎, annu. Me ne andr su Marte.
Ma qualcuno dovr pur fare questo lavoro, gli fece notare Phil Resch.
Possono sempre usare degli androidi. Sarebbe meglio che lo facessero i droidi. Io non
ce la faccio pi; ne ho avuto abbastanza. Quella l era una magnifica cantante. Il pianeta avrebbe potuto goderne. tutta una pazzia.
S, ma necessario. Ricorda: per scappare hanno ucciso degli umani. E se non ti avessi tirato fuori da quella stazione di polizia, avrebbero ucciso anche te. Ecco perch Garland aveva bisogno di me; ecco perch mi ha mandato a chiamare. E Polokov? Non ha cercato anche lui di ammazzarti? E non ci ha quasi provato anche Luba Luft? Noi ci stiamo sempli- cemente difendendo; loro sono qui, sul nostro pianeta... non sono altro che degli alieni clandestini e omicidi che fingono li essere...
Poliziotti o cacciatori di taglie, complet la frase Rick.
E va bene; sottoponimi al test di Bonelli. Forse Garland mentiva. Secondo me, non c'
dubbio: le memorie fasulle non possono proprio essere cos perfette. E il mio scoiattoli- no?
Gi, lo scoiattolino. M'eroscordato dello scoiattolo.
Senti, se sono un droide e tu devi ammazzarmi, puoi tenertelo tu il mio scoiattolo. Qua,
te lo metto per iscritto, te lo lascio in eredit嗷.
I droidi non possono lasciare niente in eredit. Non possiedono niente da lasciare in
eredit嗷.
E allora prenditelo e basta, concluse Resch.
Forse, disse Rick. L'ascensore era ormai arrivato al primo piano; le porte si aprirono. Rimani qui con Luba; faccio venire una macchina della polizia per farla portare al palazzo giustizia. Per l'analisi del midollo osseo. Videuna cabina telefonica, vi s'infil, inser una monetina e con mani tremanti compose il numero. Nel frattempo un gruppo di persone che era in attesa dell'ascensore si era raccolto attorno a Phil Resch al corpo di Luba Luft.
Era davvero una cantante stupenda, si disse Rick, riappendendo la cornetta alla fine del- la telefonata. Non capisco: come fa un talento del genere a essere una minaccia per la nostra societ? Ma la minaccia non era il talento, si disse; Era lei stessa. Come lo anche Phil Resch, pens. Anche lui una minaccia, esattamente nello stesso modo, per gli stessi motivi. Perci non posso ancora smettere. Uscito dalla cabina si fece largo tra la folla e torn da Resch e dalla figura prona dell'androide. Qualcuno aveva steso una giacca sopra di lei. Non era quella di Resch.
Avvicinandosi a Phil - che se ne stava un po' in disparte fumando con veemenza un piccolo sigaro grigio - gli disse: Spero tanto che il risultato del test dimostri che sei un an- droide.
Ma mi vuoi proprio male, esclam meravigliato Phil Resch. Cos, di colpo; quand'era- vamo su a Mission Street non mi volevi mica cos male. Eh no, non mentre ti salvavo la vi- ta.
Comincio a vedere lo schema. Il modo in cui hai ammazzato Garland e poi il modo come hai ammazzato Luba. Tu non ammazzi come faccio io; non cerchi di... Diavolo! Adesso capisco. A te piace ammazzare. Tutto quel che ti serve un pretesto. Se avessi un prete- sto, ammazzeresti anche me. Ecco perch ti sei attaccato subito alla possibilit che Garland fosse un androide: lo rendeva disponibile come bersaglio. Mi chiedo che cosa farai quando non passerai il test di Bonelli. Ti ammazzerai da solo? A volte gli androidi lo fan- no. Ma in effetti era un'eventualit molto rara.
S, me ne occuper da solo, disse Phil Resch. Tu non dovrai far niente, a parte sot- topormi al test.
Arriv la macchina della polizia; due agenti saltarono fuori, si avvicinarono, videro la fol- la che si era radunata e si fecero largo tra di essa. Uno di loro riconobbe subito Rick e lo salut con un cenno del capo. E cos, adesso possiamo andare,si rese conto Rick. Il no- stro compito qui finito. Era ora.
Mentre si dirigevano a piedi verso il teatro dell'opera, sulla cui terrazza avevano lasciato l'auto, Resch gli disse: Ora ti consegno la miatorcia laser, cos non ti dovrai preoccupare di come reagir dopo il test. Riguardo alla tua sicurezza personale. Gli porse la torcia e Rick la prese.
Come farai ad ammazzarti senza un'arma? Voglio dire, se non dovessi passare il test, chiese Rick.
Tratterr il fiato.
Cristo santo! esclam Rick, Non possibile.
Non c' mica il passaggio automatico al nervo vago negli androidi, spieg Phil Resch. Non come negli umani. Non te l'hanno spiegato quando ti hanno addestrato? A me l'hanno insegnato anni fa.
S, per, morire in quel modo! protest Rick. Non si sente mica dolore. Che c' di strano?
che... fece un gesto. Non riusciva a trovare le parole giuste. Non credo proprio che sar costretto a farlo, disse Phil Resch.
Insieme salirono in ascensore sulla terrazza del teatro dell'Opera e raggiunsero l'aereomobile che vi era parcheggiata.
Scivolando dietro al volante e chiudendo la portiera, Phil Resch disse, preferirei che usassi il test di Bonelli.
Non posso. Non so come valutarlo. Dovrei fidarmi della tua interpretazione dei risulta- ti, si rese conto Rick. Ed una cosa da escludere a priori.
Per mi dirai la verit, vero? chiese Phil Resch. Se risulto essere un androide me lo dirai, vero?
Certo.
Perch lo voglio proprio sapere. Lo devo sapere. Phil Resch si riaccese il sigaro, si
spost nel sedile avvolgente della macchina per mettersi pi comodo. Evidentemente qualcosa, per, glielo impediva. Ma ti piaceva veramente quel quadro di Munch che Luba Luft guardava? chiese poi. A me non diceva niente. L'arte realista non mi interessa; a me piacciono Picasso e...
Pubert del 1894, tagli corto Rick. All'epocac'era solo il realismo; devi tener con- to di questo.
S, per, l'altro quadro, quello dell'uomo chesi tiene la testa tra le mani e grida... quel- lo non era mica tanto figurativo.
Rick apr la valigetta e tir fuori la sua apparecchiatura per fare il test. Complicato, osserv Phil. Quante domande devi fare prima di poter prendere una
decisione?
Sei o sette. Porse a Phil Resch il sensore adesivo. Attaccatelo sulla guancia. Spingi
bene. E questa lucetta... gliela punt nell'occhio, questa rimane a fuoco sulla tua pupil- la. Non ti muovere; tieni l'occhio pi fermo che puoi.
Fluttuazioni dei riflessi, disse acutamente Phil Resch. Ma non quelle determinate dal- lo stimolo fisico; non misuri l'intervallo, per esempio. Ma la reazione alle domande; quella che si chiama reazione d difesa.
Credi di poterla controllare?
No davvero. Con il tempo, forse. Ma non l'ampiezza iniziale; quella fuori dal controllo
conscio. Se non fosse per... s'interruppe. Spicciati. Sono un po' teso; scusa se parlo troppo.
Puoi parlare quanto ti pare, rispose Rick. Puoi pure parlare fino a seppellirti da solo, disse tra s e s. Se proprio ti va. A lui non gliene fregava niente.
Se risulto essere un androide, continu a dire Phil Resch, la tua fede nel genere u- mano subir un rafforzamento.
Ma siccome non credo che andr cos, ti suggerisco di cominciare a farti un quadro ideologico che giustifichi la...
Ecco la prima domanda, tagli corto Rick; l'apparecchiatura era ormai pronta e gli a- ghi dei due quadranti avevano cominciato a vibrare. Il tempo di reazione uno dei fattori di cui si tiene conto, perci cerca di rispondere il pi rapidamente possibile. Pesc dalla memoria la domanda iniziale. Il test era cominciato.
Alla fine, Rick rimase per un bel po' in silenzio. Poi cominci a raccogliere l'apparecchia- tura e a rimetterla nella valigetta.
Il risultato te lo leggo in faccia, disse Phil Resch; tir un sospiro di assoluto, imponderabile, quasi convulsivo sollievo. Okay; adesso mi puoi restituire la pistola. Allung una mano a palmo in su e rimase in attesa.
Evidentemente avevi ragione, ammise Rick. Riguardo le intenzioni di Garland, voglio dire. Sul fatto che ci volesse dividere, come hai detto prima. Si sentiva sia fisicamente che psicologicamente esausto.
Ti sei fatto un quadro ideologico di riferimento? chiese Phil Resch. Che giustifichi cio la mia appartenenza al genere umano?
C' qualcosa che non va nella tua capacit di assumere ruoli, troppo enfatica. Non abbiamo un test per misurarla. Voglio dire, i tuoi sentimenti nei riguardi degli androidi.
Ma certo che non la misuriamo.
Forse dovremmo. Non ci aveva mai pensato prima, non aveva mai provato empatia
personale nei confronti degli androidi che aveva ucciso. Era sempre stato sicuro che la sua psiche avrebbe continuato a considerare gli androidi come macchine molto evolute - al pa- ri della sua coscienza. Eppure, al contrario di Phil Resch, ora si era manifestata una diffe- renza. E istintivamente sentiva di aver ragione. Empatia verso una struttura artificiale? si chiese. Verso qualcosa che finge solo di essere viva? Per Luba Luft era sembrata davvero viva; non aveva indossato la maschera di una simulazione.
Ti rendi conto, mormor Phil Resch, cosa succederebbe? Cio se includessimo gli androidi nella nostra sfera di identificazione empatica, come facciamo con gli animali?
Non riusciremmo pi a proteggerci.
Assolutamente. Questi del modello Nexus-6... ci stritolerebbero subito, ci ridurrebbero
in poltiglia. Tu, io, tutti gli altri cacciatori di taglie - siamo l'unica difesa tra l'umanit e i Nexus-6, l'unica barriera che li tiene distinti e separati. Senza contare che... S'interruppe, vedendo che Rick stava ritirando fuori dalla valigetta il suo equipaggiamento. Credevo che il test fosse finito.
Voglio fare una domanda a me stesso, disse Rick. E voglio che tu mi dica quello che registrano gli aghi. Limitati a darmi il risultato; poi lo elaboro io. Si appiccic la ventosa
del sensore sulla guancia, poi sistem il raggio luminoso fino a farselo entrare dritto nel- l'occhio. Sei pronto? Guarda bene i due quadranti. Stavolta non terremo conto dell'inter- vallo di tempo; mi interessa solo la magnitudo.
D'accordo, Rick, lo rassicur Phil Resch, premuroso.
Ad alta voce Rick disse: Sto scendendo in ascensore con un androide che ho catturato.
All'improvviso qualcuno lo uccide.
Nessuna reazione particolare, annunci Phil Resch. Che cosa dicono gli aghi?
Quello di sinistra 2,8. Quello di destra 3,3. Rick disse: Un androide femmina.
Ora sono saliti a 4 e a 6, rispettivamente.
abbastanza alto, osserv Rick. Si stacc il sensore dalla guancia e spense il raggio
di luce. Quella chiaramente una reazione empatica, precis. All'incirca quella che si ottiene su soggetti umani con la maggior parte delle domande. Eccezion fatta per quelle estreme, come quelle che hanno a che fare con pelle umana usata in funzione decorati- va... cio quelle veramente patologiche.
Che vuoi dire?
Vuoi dire che sono capace di sentire empatia per almeno certi androidi particolari. Non
per tutti, bada bene, solo uno o due. Per esempio per Luba Luft, aggiunse tra s e s. Perci mi sbagliavo. Non c' niente di disumano o di innaturale nelle reazioni di Phil Resch:
il problema sono io.
Chiss, si chiese, se un umano abbia mai provato prima un sentimento del genere nei
confronti di un androide?
Certo, pu anche darsi che una situazione cos non si verificher mai pi nel corso del
mio lavoro; potrebbe essere una semplice anomalia momentanea, qualcosa connesso, per esempio, con il mio atteggiamento verso II Flauto magico. E verso la voce di Luba, o addi- rittura per tutta la sua carriera. Certo non mi era mai capitato prima; o, almeno, non
me ne ero mai accorto. Per esempio, non era successo con Polokov. N con Garland. E del resto, se Phil Resch si fosse rivelato un androide, avrei potuto ucciderlo senza provare alcunch, perlomeno dopo la morte di Luba.
E cos la distinzione tra essere umani autentici vivi e strutture umanoidi andava a farsi benedire. In quell'ascensore del museo,pens, sono sceso con due creature, una umana e l'altra androide... e ho provato dei sentimentiesattamente contrari a quelli che ci si aspet- tava. A quelli che sono abituato a provare... a quelli che mi si richiede di provare.
Ti sei messo in un bel guaio, Deckard, disse Phil Resch; la cosa pareva divertirlo. Che cosa dovrei... fare?
tutta una questione di sesso, sentenzi Resch Sesso?
Perch lei - la cosa - era fisicamente attraente. Possibile non ti sia mai successo pri- ma? Phil Resch scoppi in una sonora risata. A noi hanno insegnato che questo costitui- sce un grosso problema per i cacciatori di taglie. Ma non lo sapevi che nelle colonie si fan- no amanti androidi?
Ma illegale! esclam Rick, che conosceva bene la legge al riguardo.
Certo che illegale. Ma se ci pensi, la maggior parte delle varianti del sesso sono ille-
gali. Per la gente le pratica lo stesso. E se fosse - non sesso - ma amore? Amore solo un altro nome del sesso.
Come amor di patria, precis Rick, l'amore per la musica.
Se parliamo di amore verso una donna o una sua imitazione androide, si tratta di ses-
so. Svegliati e guarda in faccia il problema, Deckard. Volevi andare a letto con un androide
di tipo femminile - niente di pi, niente di meno. Anch'io ci sono passato, una volta. Quan- d'ero agli inizi della mia carriera di cacciatoredi taglie. Non farti demoralizzare troppo; ti passer. Quel che successo ti capitato tutto in ordine inverso. Non devi ammazzarla - o essere presente quando viene ammazzata - e poi sentirti fisicamente attratto. Devi fare esattamente il contrario.
Rick lo fiss incredulo. Cio, prima andarci a letto...
E poi ammazzarla, tagli corto Phil Resch. Il suo ghigno indurito e sgranato non se ne
andava.
Tu s che sei un buon cacciatore di taglie,si rese conto Rick. Il tuo atteggiamento lo
prova. Ma io ?
D'un tratto, per la prima volta in vita sua, aveva cominciato a dubitarne.
CAPITOLO TREDICESIMO
Di ritorno dal lavoro, John R. Isidore si libr nel cielo del tardo pomeriggio come un arco di fuoco puro. Chiss se ancora l,si chiese. Nel vecchio appartamento infestato dalla palta, che guarda Buster Friendly al televisore e trema di paura ogni volta che immagina che qualcuno passi nel corridoio. Compreso, mi sa, me.
S era gi fermato a un negozio di borsa nera.Nel sedile accanto al suo, una busta piena di leccornie, tipo tofu, pesche mature, dell'ottimo formaggio molle e dal malvagio odore, oscillava avanti e indietro ogni volta che J.R. accelerava o rallentava; siccome era un po' teso, stasera, guidava in modo un po' irregolare. E la sua macchina, che pure era stata dal meccanico, ogni tanto tossiva e perdeva colpi, proprio come aveva fatto per mesi prima di essere sottoposta a revisione. Accidenti, esclam Isidore tra s e s.
L'aroma delle pesche e del formaggio volteggiava nell'abitacolo, riempiendogli il naso di piacere. Erano tutte rarit per le quali aveva speso due settimane di paga - prese in presti- to in anticipo dal signor Sloat. Come se non bastasse, sotto il sedile, al sicuro da rotola- menti e rotture, una bottiglia d Chablis dondolava pian piano: la rarit pi rara di tutte. L'aveva tenuta in una cassetta di sicurezza dellaBank of America, resistendo alla tentazio- ne di venderla per quanto alti fossero i prezzi che gli offrivano, proprio nell'eventualit che alla fine, dopo tanta attesa, all'ultimo momento, fosse apparsa all'orizzonte una ragazza. Non era mai successo, fino a questo momento.
Come sempre, la terrazza del suo palazzo, cosparsa di rifiuti e deserta, lo depresse un po'. Passando dalla macchina all'ascensore, cercdi attenuare la sua visione periferica; si concentr sulle preziose cose che portava, la bottiglia e la busta, assicurandosi solo di non inciampare in qualche detrito e finire nella disperazione economica pi nera e ignominiosa con un ridicolo capitombolo. Quando la cigolante cabina dell'ascensore arriv vi sal e sce- se non al suo piano, ma a quello di sotto dove ora abitava Pris Stratton, la nuova inquilina. Dopo pochi secondi era gi davanti alla sua porta e bussava con la bottiglia, mentre in petto il cuore gli andava in pezzi.
Chi ? La voce della ragazza era attutita dalla porta eppure si sentiva chiaramente: aveva un tono spaventato, ma acuto come una lama.
Sono J.R. Isidore, disse allegramente, adottando il tono sicuro recentemente acquisito grazie al videofono del signor Sloat. Ho qui alcuni articoli allettanti e credo che potremmo mettere insieme una cenetta pi che ragionevole.
La porta s'apr, seppur di poco; Pris, con il buio alle spalle, scrut la penombra del corri- doio. Ha la voce un po' diversa, disse. Pi adulta.
Oggi al lavoro ho dovuto sistemare un paio dei soliti problemi. Niente di eccezionale. Se m-magari m-mi fa entrare...
Me li racconti. Comunque, la ragazza apr quel tanto la porta da lasciarlo passare. Poi, vedendo quello che portava, lanci un'esclamazione di sorpresa; il volto le s'illumin di una gioia esuberante, da folletto. Ma quasi subito, senza alcun preavviso, un'amarezza mortale le trasform i lineamenti e le si raggrum in faccia come cemento. La gioia era svanita.
Che c'? chiese lui; s'affrett a portare la busta e la bottiglia in cucina, pos tutto sul
tavolo e torn subito da lei.
Con voce atona Pris disse: roba sprecata per me. E perch?
Oh... Si strinse nelle spalle e si allontan, senza una vera meta, le mani sprofondate nelle tasche della pesante gonna di antica foggia che indossava. Magari una volta glielo spiego. Poi rialz lo sguardo. Ad ogni modo, stato molto carino da parte sua. Ora, pe- r, vorrei che se ne andasse. Non mi va di vedere gente. Senza molta convinzione si spo-
st verso la porta d'ingresso; trascinava i piedi e pareva svuotata d'ogni energia, come se le sue riserve s'andassero rapidamente esaurendo.
Ah, lo so perch si sente cos旎, disse lui.
Ah s? La sua voce, sterile e distratta, cadde ancor pi nello scoramento mentre ria-
priva la porta.
perch non ha amici. Sta molto peggio di quando l'ho vista stamattina; perch... Io ce li ho gli amici. Un improvviso tono d'autorit le irrigid la voce; il vigore le ritorn
in modo palpabile. O almeno, li avevo. Sette amici. Almeno all'inizio, ma ormai i cacciatori di taglie hanno avuto modo di mettersi al lavoro e perci alcuni di loro - forse tutti - sono morti. Si spost verso la finestra e fiss l'oscurit fuori, punteggiata qua e l da qualche luce. Pu darsi che sia l'ultima rimasta tra noi otto. Cos pu anche darsi che lei abbia ra- gione.
Che cosa sono i cacciatori di taglie?
Ah, gi. Voialtri non dovreste saperlo. Un cacciatore di taglie un professionista del-
l'omicidio a cui viene consegnato un elencodelle persone che deve ammazzare. Gli viene pagata una somma - mi pare che la tariffa attuale sia d mille dollari - per ognuna che rie- sce a far fuori. Di solito ha anche un contratto con il comune e perci riceve anche uno stipendio. Per glielo tengono basso, in modo che ha un incentivo in pi per mettersi in caccia.
Ne sicura? chiese Isidore
S旎, annu. Vuoi dire se sono sicura dell'incentivo? S, l'incentivoc'. E poi, ci sidiverte
pure.
Secondo me, si sbaglia, disse Isidore. Mai, in vita sua, aveva sentito una cosa del ge-
nere. Per esempio, Buster Friendly non ne aveva mai parlato. Non una cosa che s'ac- corda agli attuali principi etici del Mercerianesimo, le fece notare. La vita tutta uguale: "Nessun uomo un'isola" come disse Shakespeare, tanto tempo fa.
Veramente era John Donne.
Isidore era visibilmente agitato: la cosa pi brutta che abbia mai sentito. Ma non pu
rivolgersi alla polizia? No.
E danno la caccia anche a lei? Cio, possono venire anche qui ad ammazzarla? Ades- so capiva perch la ragazza si comportava in modo cos circospetto. Per forza che ha paura e non vuoi vedere nessuno. Ma intanto pensava: Senz'altro si sbaglia. Deve essere matta, soffre di manie di persecuzione. Forse una lesione cerebrale provocata dalla pol- vere; magari una speciale anche lei. Dovranno prima fare i conti con me.
E come? Sorrise, seppur debolmente; mise in mostra una dentatura bianchissima, minuta e regolare.
Far domanda per avere la licenza di portare una torcia laser. Non difficile ottenerla, da queste parti dove non gira quasi nessuno; la polizia non pattuglia il quartiere - ci si a- spetta che ognuno si difenda da solo.
E quando al lavoro?
Prender un periodo di aspettativa!
molto gentile da parte sua, J.R. Isidore. Ma se i cacciatori di taglie hanno beccato gli altri, se hanno beccato Max Polokov e Garland, Luba, Hasking e Roy Baty... S'interruppe. Roy e Irmgard Baty. Se sono morti anche loro, allora davvero non ne vale pi la pena. Sono i miei migliori amici. Chiss perch diavolo non si fanno vivi? Imprec dalla rabbia.
Isidore rientr in cucina e tir gi piatti, scodelle e bicchieri polverosi, da lungo inutiliz- zati; cominci a lavarli, lasciando scorrere l'acqua calda rugginosa finch non torn lim- pida. Ben presto arriv anche Pris e si sedette al tavolo di cucina. Lui stapp la bottiglia di Chablis e divise le pesche, il formaggio e il tofu.
Che cos' quella roba bianca vicino al formaggio? chiese lei, indicandola.
ricavata dal siero di soia. Vorrei tanto averne un po'... s'interruppe e arross. Una
volta si mangiava mischiata alla salsa d'arrosto.
Un androide, mormor Pris. Questo un tipico lapsus da androide. Ecco come ci si
tradisce. Gli si avvicin, rimase in piedi accanto a lui, poi, lasciandolo di stucco, gli cinse la vita con un braccio e per un istante si strinse a lui. Assagger una fetta di pesca, dis- se e con estrema cautela prese tra le lunghe dita una fettina rosa-arancio, liscia e velluta- ta. Poi, mentre la mangiava, si mise a piangere. Lacrime fredde le colarono sulle guance e andarono a infrangersi sul davanti del vestito. Accidenti! esclam, furiosa. Be'... Si stacc da lui e cominci a camminare avanti e indietro nella stanza con passi lenti e misu- rati. ...Vede, noi vivevamo su Marte. Ecco perch m'intendo di androidi. La voce le tre- mava, ma riusc a continuare: evidentemente, avere qualcuno con cui parlare voleva dire molto per lei.
E le uniche persone che conosce sulla Terra, intervenne Isidore, sono i suoi amici ex emigranti?
Ci conoscevamo anche prima del viaggio. Una colonia vicina a Nuova NuovaYork. Roy Baty e Irmgard avevano una farmacia: lui faceva il farmacista e lei si occupava dei cosme- tici, le creme e gli unguenti; su Marte si usano un sacco di prodotti dermatologici. Io... esit, io mi facevo dare diversi farmaci da Roy... Ne avevo bisogno, all'inizio perch... be', insomma, quel posto tremendo. Tutto questo... con un gesto violento indic la stanza, l'appartamento, questo niente, al confronto. Lei crede che io soffra perch mi sento sola. Diavolo! Su tutto Marte ci si sente soli. molto peggio di qui.
Ma gli androidi non vi tengono compagnia? Ho sentito la pubblicit che diceva... Isi- dore si sedette e cominci a mangiare. Dopo qualche istante anche lei prese il bicchiere del vino. Lo sorseggi senza cambiare espressione. Credevo che gli androidi fossero un po' d'aiuto.
Gli androidi, disse lei, soffrono la solitudine anche loro. Le piace il vino?
Lei pos il bicchiere sul tavolo. Buono.
l'unica bottiglia che ho visto negli ultimi tre anni.
Siamo tornati, riprese Pris, perch nessuno dovrebbe esser costretto a vivere lass. Non un posto concepito per viverci, almeno non nell'ultimo paio di miliardi d'anni. un pianeta cosvecchio. La si avverte persino nelle pietre, la tremenda vecchiaia di quel po- sto. Comunque, all'inizio prendevo farmaci da Roy; vivevo per prendere quel nuovo anal- gesico di sintesi, la silenizina. Poi ho conosciuto Horst Hartman, che all'epoca aveva un negozio di francobolli, francobolli rari; si ha tanto di quel tempo libero a diposizione che bisogna per forza avere un hobby, qualcosa a cui dedicarsi a lungo. E Horst mi ha fatto in- teressare alla narrativa pre-coloniale.
Vuoi dire libri antichi?
Storie scritte prima dei viaggi spaziali ma che parlano di viaggi spaziali. Ma come possibile che ci fossero storie sui viaggi spaziali prima che... Quegli scrittori, rispose Pris, se le inventavano. E su cosa si basavano?
Sull'immaginazione. Spesso s' scoperto che si sbagliavano. Per esempio, avevano de- scritto Venere come una giungla del paradiso, popolata da mostri enormi e da donne vesti- te di corazze lucenti. Gli lanci un'occhiata. Le interessa? Donnoni con lunghe trecce bionde e corazze scintillanti grosse come meloni.
No, rispose lui.
Irmgard bionda, disse Pris. Per lei piccolina. Ad ogni modo, si pu guadagnare
una fortuna a contrabbandare su Marte la narrativa pre-coloniale, le vecchie riviste, i libri, i
film. Non c' niente di pi emozionante. Leggere di citt e di vaste imprese industriali, di colonizzazioni ben riuscite e organizzate. Spu immaginare come avrebbe potuto essere. Come sarebbe dovuta essere la vita su Marte. I canali...
I canali? Ricordava vagamente di aver letto qualcosa in proposito; nell'antichit la gente credeva che ci fossero dei canali su Marte.
S, s'intersecavano in tutto il pianeta, precis Pris. E poi c'erano creature da altre stelle. Piene d'infinita saggezza. E storie sulla Terra ambientate nella nostra epoca e perfi- no nel futuro. Senza la polvere radioattiva.
Secondo me, storie del genere, per, alla fine fanno star peggio. Neanche per sogno, tagli corto Pris.
Si mica portata dietro qualcuno di questi libri pre-coloniali? Gli era passato per la mente il pensiero che magari avrebbe dovuto leggerne qualcuno.
Qui non valgono niente, perch qui, sulla Terra, la moda non ha mai veramente attec- chito. E comunque qui ce ne sono quanti ne vuole, nelle biblioteche; da l che ce li pro- curiamo noi - li rubiamo dalle biblioteche terrestri e li spariamo su Marte a bordo di razzi automatici. Di notte si vaga nei vasti spazi deserti e all'improvviso si vede una fiammata ed ecco l il razzo, spaccato a met e le riviste di narrativa pre-coloniale sono sparse tutt'in- torno. Valgono una fortuna. Ma naturalmente, prima di venderle, ce le leggiamo tutte. Cominciava a entusiasmarsi su questo argomento. Di tutte...
Si sent bussare alla porta d'ingresso.
Pallidissima, Pris mormor: Non posso andare ad aprire. Non faccia rumore. Rimanga
seduto. Si mise in ascolto, sforzandosi di cogliere il minimo fruscio. Chiss se ho chiuso a chiave la porta, disse in modo quasi impercettibile. Oddio, speriamo di s! Lo sguar- do, possente e agitato, si fisso supplichevole su di lui, come per pregarlo di far avverare le sue speranze.
Dal corridoio giunse una voce lontana: Pris, sei l dentro?
Era una voce maschile. Siamo noi, Roy e Irmgard. Abbiamo avuto il tuo biglietto. Pris si alz e and in camera da letto, da cui fece ritorno con una penna e un pezzo di
carta; si rimise a sedere e scarabocchi in fretta un messaggio: VADA ALLA PORTA. Isidore, innervosito, le tolse la penna di mano e scrisse: E CHE GLI DICO?
Infuriata, Priss scarabocchi: CONTROLLI SE SONO VERAMENTE LORO.
Isidore si alz e a malincuore s'avvi nel soggiorno.Come faccio a sapere se sono ve- ramente loro? si chiese. Apr la porta.
Nella penombra del corridoio c'erano duepersone: una donna minuta, d'una bellezza simile a quella di Greta Garbo, dagli occhi azzurri e i capelli biondo-chiari; l'uomo, invece, era robusto, dallo sguardo intelligente ma dai lineamenti piatti, quasi mongoli, che gli con- ferivano un'aria brutale. La donna era vestita lla moda, stivali alti e lucenti e pantaloni at- tillati; l'uomo aveva una camicia stazzonata epantaloni macchiati che davano l'impressione di una volgarit ricercata. Lanci un sorriso a Isidore, ma i suoi occhi piccoli e lucenti ri- manevano sfuggenti.
Stiamo cercando... cominci a dire la biondina, ma poi guard alle spalle di Isidore; un'espressione estasiata le illumin il volto e s'
insinu di corsa nell'appartamento gridando: Pris! Come stai? Isidore si volt. Le due donne erano abbracciate. Si tir da parte e Roy Baty, cupo e massiccio, fece il suo ingresso con sulle labbra ancora quel sorriso sghembo e stonato.
CAPITOLO QUATTORDICESIMO
Possiamo parlare? chiese Roy, indicando Isidore.
Pris, vibrante di gioia, rispose: Va bene, ma solo fino a un certo punto. Poi, rivolta a
Isidore, aggiunse: Ci scusi. Quindi trasse i due da una parte e cominci a confabulare sottovoce; alla fine, tutti e tre tornarono ad affrontare Isidore, che cominciava a sentirsi a disagio e di troppo. Vi presento il signor Isidore, disse Pris. Si sta prendendo cura di me. Le sue parole sembravano ombrate da un sarcasmo quasi malevolo; Isidore sbatt le palpebre. Vedete? Mi ha perfino portato roba da mangiare naturale.
Roba da mangiare, le fece eco Irmgard e a passo leggero and in cucina a controlla- re. Pesche! esclam e senza esitazioni prese una delle scodelle e un cucchiaio; lancian- do un gran sorriso a Isidore si mise subito a mangiare con rapidi morsi, come un animalet- to. Il suo sorriso emanava semplice cordialit; non aveva le velate allusioni di quello di Pris.
Isidore la segu - si sentiva attratto da lei - e le chiese: E cos venite da Marte.
S, ci siamo arresi. La sua voce saliva e scendeva di tono, mentre i suoi occhi azzurri,
acuti come quelli di un uccello, sembravano scintillare. Che brutto questo palazzo in cui abitate! Non ci abita nessun altro qui, vero? Non abbiamo visto altre luci.
Io abito al piano di sopra, precis Isidore.
Oh, e io che pensavo che magari Pris e lei vivevate insieme. Il tono di Irmgard Baty
non sembrava disapprovare la cosa; l'intenzione evidente era quella di una semplice con- statazione.
Con aria severa - nonostante lo strano sorriso che continuava a piegargli le labbra - Roy Baty annunci: Be', hanno beccato Polokov.
La gioia che s'era irradiata sul volto di Pris appena aveva rivisto i suoi amici si dissip di colpo. E chi altro?
Hanno beccato anche Garland, rispose Baty. Anders e Gitchel li avevano gi beccati, mentre Luba l'hanno beccata solo poco fa.Comunic queste notizie come se provasse una perversa soddisfazione a informarla dei fatti, come se l'evidente sgomento di Pris gli procurasse piacere. Non credevo che Luba si facesse beccare; ricordi che durante il viag- gio lo dicevo spesso?
E cos rimaniamo solo...
Noi tre, Irmgard s'affrett a completare la frase in tono apprensivo.
Ecco perch siamo venuti qui. La voce di Roy Baty riecheggi di nuovo e inaspettato calore; pi la situazione era peggiore, pi sembrava divertirsi. Isidore non riusciva proprio a capirlo.
Oddio! esclam Pris in preda a un attacco di panico. Be', c'era un investigatore, un cacciatore di
taglie, spieg Irmgard, agitata, un certo Dave Holden. Il nome usc dalle sue labbragrondante di veleno. E poco mancato che Polokov non lo facesse fuori.
mancato pochissimo, le fece eco Roy, con un sorriso ormai immenso.
E cos ora in ospedale, questo Holden, prosegu Irmgard. Ma evidentemente hanno
passato l'elenco a un altro cacciatore di taglie e per poco Polokov non fa fuori anche lui. Invece alla fine stato il cacciatore a ritirare Polokov. Dopodich si messo sulle tracce di Luba; lo sappiamo perch riuscita a mettersi in contatto con Garland e lui ha mandato qualcuno per arrestare il cacciatore di taglie e portarlo al palazzo di Mission Street. Capi- sci? Luba ci ha chiamati dopo che l'agente di Garland aveva prelevato il cacciatore. Era si- cura che sarebbe andato tutto bene; era sicura che Garland sarebbe riuscito a eliminarlo. Poi aggiunse: Ma evidentemente qualcosa andato storto su a Mission. Non lo sappiamo.
Forse non lo sapremo mai.
Pris chiese: E questo cacciatore di taglie ha anche i nostri nomi?
Eh s, cara, immagino di s旎, rispose Irmgard. Per non sa dove siamo. Roy e io non faremo ritorno al nostro appartamento; abbiamo infilato tutta la roba che potevamo nella macchina e abbiamo deciso di installarci in uno degli appartamenti abbandonati di questo vecchio palazzo dilapidato.
Ma una mossa saggia? intervenne Isidore, chiamando a raccolta tutto il suo corag- gio. C-c-cio, stare tutti nello stesso posto?
Tanto, hanno gi beccato tutti gli altri, si limit a constatare Irmgard. Anche lei, come il marito, pareva stranamente rassegnata, nonostante l'agitazione esteriore.Sono tutti uguali, pens Isidore; sono tutti strani. Aveva questa impressione, anche se non riusciva a precisare cos'era che non andava. Era come se una particolare e malevolaastrattezza per- vadesse tutti i loro processi mentali. Eccezion fatta, forse, per Pris; di sicuro lei era pro- fondamente spaventata. Pris pareva quasi normale, quasi naturale. Per...
Perch tu non vai a vivere con lui? disse Roy a Pris, indicando Isidore. Ti potrebbe offrire una certa protezione.
Con un cervello di gallina? esclam Pris. Non voglio certo andare a vivere con un cervello di gallina! Le narici le si dilatarono.
Irmgard s'affrett a intervenire: Secondo me, una sciocchezza mettersi a fare la snob in un momento come questo. I cacciatori di taglie non perdono mica tempo; forse cerche- r di chiudere la questione stasera stessa. Magari, gli danno un premio speciale se finisce entro...
Cribbio! Bisogna chiudere la porta d'ingresso! grid Roy, precipitandosi verso di essa; la chiuse sbattendola con una spinta perentoria e chiuse tutti i chiavistelli. Anche secondo me, Pris, faresti meglio a trasferirti a casa di Isidore, mentre sia io che Irm resteremo nello stesso edificio; cos potremmo darci una mano a vicenda. In macchina ho qualche compo- nente elettronico, roba che ho portato via dall'astronave. Posso installare una cimice rice- trasmittente, cos tu puoi sentire noi e noipossiamo sentire te e posso anche mettere in- sieme un sistema d'allarme che chiunque di noi quattro pu far scattare. Evidentemente le identit sintetiche non hanno funzionato, neanche quella di Garland. Certo lui ha infilato la testa nel cappio quando ha fatto portare il cacciatore di taglie nella sede di Mission Street; stato un grosso sbaglio. E Polokov, invece di tenersi il pi possibile alla larga dal caccia- tore, ha scelto di avvicinarlo. Noi, invece, ce ne guarderemo bene e ce ne staremo qui tranquilli. La sua voce non pareva minimamente preoccupata; la situazione sembrava stimolare in lui un'energia crepitante e quasi maniacale. Secondo me... Inspir rumoro- samente, sollecitando l'attenzione di tutti presenti, compreso Isidore. Secondo me, se noi tre siamo ancora vivi, un motivo c'. Secondo me, se il cacciatore avesse la minima in- dicazione di dove ci troviamo si sarebbe gi fatto vivo. La prima regola dei cacciatori di ta- glie : muoversi pi in fretta possibile. E solo cos che possono guadagnare qualcosa.
E se ritarda, concord Irmgard, noi ce la filiamo, come abbiamo gi fatto. Scommet- to che Roy ha ragione; scommetto che sa gi i nostri nomi, ma non dove siamo. Povera Luba; bloccata com'era al Teatro dell'Opera, era indifesa. Non era un problema localizzar-
la.
Be'... riprese Roy, con qualche esitazione.L'ha voluto lei; era convinta che, in quan-
to personaggio pubblico, fosse al sicuro.
Tu per l'avevi avvertita, fece notare Irmgard.
S, glielo avevo detto e avevo raccomandato anche a Polokov di non cercare di farsi passare per un uomo della W.P.O.. E a Garland avevo detto che prima o poi uno dei suoi cacciatori di taglie l'avrebbe beccato ed probabile, anzi del tutto plausibile, che sia acca- duto proprio questo. Si dondol avanti e indietro sui talloni e un'espressione di profonda
saggezza gli si diffuse sul volto.
Isidore decise di dire la sua: D-d-da quanto ho sentito, d-d-direi che il signor Baty il
v-v-vostro leader naturale.
Oh s. Roy un vero leader, disse Irmgard.
S, stato lui a organizzare il nostro... viaggio. Da Marte fino a qui.
Perci蚧, concluse Isidore, fareste meglio a f-f-fare come dice lui. La voce gli si spez-
z per la tensione carica di speranza che l'animava. S-s-secondome, sarebbe b-b-bellis- simo, Pris, se lei si t-trasferisse da me. Potrei prendere un paio di giorni di permesso dal lavoro - mi devono delle ferie. Cos, per assicurarmi che non le succeda n-n-niente. E magari Milt, che era molto ingegnoso, poteva progettare un'arma da fargli usare. Qualcosa di fantasioso per abbattere i cacciatori di taglie... qualsiasi cosa essi fossero. Ne aveva u- n'immagine vaga, appena intravista: un qualcosa di spietato che andava in giro con un e- lenco e una pistola, che si muoveva meccanicamente nel piatto, burocratico compito di ammazzare la gente. Una cosa senza emozioni, forse anche senza un volto; una cosa che.se veniva uccisa era subito rimpiazzata da un'altra del tutto simile e via di questo pas- so fino a che tutte le persone vere e vive non fossero state eliminate.
incredibile, pens, che la polizia non possa fare niente. Non riesco a crederlo. Questa gente deve aver fatto qualcosa. Forse sono tornati sulla Terra illegalmente. Ci dicono sem- pre - in televisione - che dobbiamo denunciare qualsiasi astronave che atterri fuori dalle rampe autorizzate. La polizia deve tenere gli occhi aperti per cose del genere.
Ma anche cos, nessuno era pi ucciso in maniera tanto deliberata. Era contrario ai prin- cipi del Mercerianesimo.
Il cervello di gallina, disse Pris, ha un debole per me.
Pris, non chiamarlo cos旎, la rimprover Irmgard; lanci a Isidore un'occhiata piena di
compassione. Pensa a come potrebbe chiamare te. Pris non rispose. La sua espressione si fece enigmatica.
Io vado a preparare la ricetrasmittente, annunci Roy. Allora, siamo intesi: Irmgard e io rimaniamo in questo appartamento; Pris, tu vai dal... signor Isidore. Si avvi verso la porta, con passo sorprendentemente agile per un uomo cos robusto. In un lampo spar dalla porta che sbatt con forza alla parete quando lui l'apr. In quell'attimo Isidore ebbe una strana allucinazione momentanea: gli parve di vedere una sagoma di metallo, una piattaforma piena di pulegge, circuiti, batterie, torrette e ingranaggi - poi la goffa sagoma di Ray Baty si sovrappose alla visione come una dissolvenza d'apertura. Isidore sent una risata sorgergli dal fondo dello stomaco; innervosito, cerc di soffocarla. Era tutto cos confuso!
Ecco un vero uomo d'azione, disse Priscon un certo distacco. Peccato per che non sia tanto capace di usare le mani, a fare cose meccaniche.
Se ci salveremo, la redargu Irmgard intono severo, sar tutto merito di Roy. Ma ne vale poi la pena? chiese Pris, pi che altro a se stessa. Poi alz le spalle e fece
un cenno a Isidore. E va bene, J.R., verr da lei, cos potr proteggermi. V-v-vi protegger tutti, s'affrett a precisare Isidore.
Con una strana vocetta solenne e formale, Irmgard Baty gli disse: Voglio che lei sappia che le siamo molto grati, signor Isidore. Lei il primo amico che abbiamo incontrato sulla Terra. molto gentile da parte sua e forse un giorno potremo ricompensarla. Gli scivol a fianco e gli diede un colpetto affettuoso sul braccio.
Non avreste dei libri pre-coloniali da farmi leggere? le chiese Isidore. Prego? Irmgard Baty rivolse un'occhiata perplessa a Pris.
Sai, quelle vecchie riviste... disse Pris; intanto aveva raccolto alcune delle sue cose e Isidore le tolse il fardello dalle mani, illuminandosi tutto per la soddisfazione di aver rag- giunto un suo scopo. No, J.R., non ce le siamo portate dietro, per i motivi che le ho spie-
gato.
Allora d-d-domani vado in biblioteca, le disse lui, uscendo. E ne p-p-prender in pre-
stito qualcuna per lei e per me, cos avr qualcosa da fare oltre che aspettare. Accompagn Pris di sopra, nel suo appartamento, scuro, vuoto, soffocante e tiepido co-
m'era; nell'atto di portare le cose della ragazza nella camera da letto, riusc ad accendere contemporaneamente le luci, il riscaldamento e l'unico canale del suo televisore.
carino qui, disse Pris, ma nello stesso tono distante e distaccato di poco prima. Va- g un po' nell'appartamento, con le mani sprofondate nelle tasche; sul volto le si fece strada un'espressione severa, quasi altera nelsuo livello di disapprovazione. In netto con- trasto con quello che aveva appena detto.
Che c'? chiese lui, posando i suoi averi sul divano.
Niente. Si ferm davanti alla finestra panoramica, scost di lato le tende e si mise a
fissare fuori con aria imbronciata.
Se ha paura che la cerchino... cominci a dire Isidore.
solo un sogno, disse Pris. Indotto dai farmaci che Roy mi ha dato. P-p-prego?
Ma crede davvero che esistano i cacciatori di taglie? Il signor Baty ha detto che hanno ucciso i vostri amici.
Roy Baty pazzo come me. Il nostro viaggio stato da un manicomio della costa o- rientale a qui. Siamo tutti schizofrenici, soffriamo di disfunzioni alla nostra vita emotiva - appiattimento di affetti, si chiama. E inoltre soffriamo di allucinazioni collettive.
Mi pareva che non potesse essere vero, disse lui con evidente sollievo.
E perch mai? Si volt di colpo per fissarlo negli occhi", il suo sguardo era cos intenso
che Isidore si sent arrossire.
P-p-perch cose del genere non possono accadere. Il g-g-governo non ammazza mai
nessuno, per nessun crimine. E il Mercerianesimo...
Ma vede, lo interruppe Pris, se uno non umano, allora tutta un'altra storia. Non mica vero. Perfino gli animali, perfino le anguille, le talpe, le serpi e i ragni... so-
no considerati sacri.
Pris, senza staccargli gli occhi di dosso, ripet: E cos, non possibile, eh? Come dice
lei, anche gli animali sono protetti dalla legge. Ogni forma di vita. Qualsiasi cosa organica che striscia, si agita, si rintana, vola, sciama o deposita uova o... S'interruppe, perch Roy Baty era apparso improvvisamente, spalancando la porta dell'appartamento e facendo il suo ingresso seguito da un lungo filo elettrico.
Gli insetti, disse, senza mostrare alcun imbarazzo per il fatto di aver ascoltato la loro conversazione, sono considerati particolarmente sacri. Stacc un quadro dalla parete del soggiorno e appese un minuscolo congegno elettronico al chiodo; quindi fece un passo in- dietro, lo scrut criticamente e rimise al suo posto il quadro. E ora il sistema d'allarme. Tir a s il filo elettrico, all'altro capo del quale c'era una complessa apparecchiatura. Con il suo solito sorriso stonato, lo mostr a Pris e Isidore. Questo il sistema d'allarme. I! fi- lo va sotto il tappeto. Fa da antenna. Capta i segnali di un... esit un attimo, di un'entit mentazionale, bofonchi ermeticamente, che non sia uno di noi quattro.
E allora che fa, si mette a suonare? chiese Pris. E poi, che succede? Sar armato. Non possiamo mica saltargli addosso e azzannarlo a morte.
Quest'apparecchiatura, continu Roy, contiene un'unit Penfield. Quando l'allarme scatta comincia a irradiare uno stato d'animodi panico verso... l'intruso. A meno che non sia rapidissimo, cosa peraltro possibile. Un panico massiccio; ho tarato il diffusore al mas- simo. Nessun essere umano pu rimanere nel suo raggio d'azione pi di qualche secondo. nella natura del panico indurre a movimenti circolari a casaccio, a fughe senza scopo e spasmi neuro-muscolari. Quindi concluse, il che ci dar la possibilit di sopraffarlo. For-
se. Dipende da quanto in gamba.
Ma l'allarme non influenzer anche noi? chiese Isidore.
Giusto, disse Pris, rivolta a Roy Baty. Influenzer anche Isidore.
E allora? disse Roy. Quindi si concentr di nuovo sull'installazione. Allora vorr dire
che si metteranno tutt'e due a scappare da qui in preda al panico. Ci dar lo stesso il tempo di reagire. E poi, a Isidore non faranno niente; non mica sul loro elenco. Ecco perch possiamo usarlo come facciata.
Non ti viene un'idea migliore, Roy? chiese brusca Pris. No. In questo momento no.
Domani sar in grado di p-p-procurarmi un'arma, disse Isidore.
Ma sei sicuro che la presenza di Isidore non far scattare l'allarme? chiese Pris. Do-
po tutto, lui ... sai?
Ho tarato l'apparecchio per compensare lesue emanazioni encefaliche, spieg Roy.
La loro somma non far scattare un bel niente; ci vorr un altro umano. Un'altra perso- na. Scuro in volto, lanci un'occhiata a Isidore, consapevole di quello che aveva appena detto.
Ma allora siete degli androidi, esclam Isidore. Per non gliene importava niente; per lui non faceva alcuna differenza. Adesso capisco perch vogliono uccidervi. In pratica, per, voi non siete vivi. Ora si spiegava tutto. Il cacciatore di taglie, l'eliminazione dei lo- ro amici, il viaggio verso la Terra, tutte queste precauzioni.
Quando ho usato il termine "umano", disse Roy Baty a Pris, ho usato il termine sba- gliato.
Proprio cos, signor Baty, disse Isidore.Ma a me che cosa importa? Voglio dire, io sono uno speciale; neanche a me mi trattano tanto bene, sa, per esempio, io non posso mica emigrare. Si sorprese a chiacchierare spedito come un folletto. Voi non potete venire qui. Io non posso... Di colpo si calm.
Dopo un istante Roy Baty, laconico, disse, Marte non le piacerebbe. Non si perde mica niente.
Mi chiedevo quanto ci avreste messo a scoprirlo, disse Pris a Isidore. Siamo diversi, non vero?
Con ogni probabilit ecco che cosa ha tradito Garland e Max Polokov, riflette Roy Baty. Erano cos maledettamente sicuri diriuscire a farsi passare per umani. Anche Lu- ba.
Voi siete degli intellettuali, disse Isidore; si sent di nuovo emozionato per aver capito. Emozionato e fiero. Voi pensate in modo astratto e non riuscite a... Gesticol, mentre le parole gli s'impigliavano in gola. Siamo allesolite. Vorrei tanto avere una personalit come la vostra; cos riuscirei a superare l'esame e non sarei un cervello di gallina. Secondo me voi siete molto superiori; potrei imparare molto da voi.
Dopo un po' Roy Baty annunci: Ora cerco difinire di collegare l'allarme. Riprese ad armeggiare con i fili.
Lui non ha ancora capito come abbiamo fatto a fuggire da Marte, disse Pris con un'acuta voce stentorea. E che cosa abbiamo fatto lass.
Quello che non potevamo evitare di fare, brontol Roy Baty.
Inquadrata nella porta aperta Irmgard Baty aveva assistito all'intera scena; se ne accor-
sero solo quando cominci a parlare. Secondo me non dovremmo preoccuparci del signor Isidore, disse con franchezza; gli si avvicin rapidamente e lo scrut in volto. Non trat- tano molto bene neanche lui, come ci ha fatto notare lui stesso. E quello che abbiamo fat- to su Marte a lui non interessa; lui ci conosce e ci apprezza e un'accettazione emotiva del genere... vuoi dire tutto per lui. Per noi pu essere difficile comprenderlo, ma vero. Poi, ancora una volta si avvicin a Isidore e alz lo sguardo sul suo volto. Lei si rende conto,
vero?, che guadagnerebbe un sacco di soldi se ci denuncia? Quindi si volt e disse al ma- rito: Vedi? Lo sa, ma non dir niente lo stesso.
Sei un grand'uomo, Isidore, dissePris. Fai onore al tuo genere.
Se fosse un androide, aggiunse Roy con entusiasmo, ci denuncerebbe prima delle
dieci di domani mattina. Uscirebbe per andare a lavorare e per noi sarebbe finita. Sono sopraffatto dall'ammirazione. Ma il suo tono era difficile da decifrare; per lo meno, Isido- re non riusciva a interpretarlo. E pensare che noi immaginavamo che questo mondo fosse ostile, un pianeta di facce nemiche, tutte contro di noi. Scoppi in una risata che sem- brava pi un latrato.
Io non mi preoccupo affatto, disse Irmgard.
Dovresti aver paura fin sotto i tacchi delle scarpe, le fece notare il marito.
Votiamo, propose Pris. Come facevamo sull'astronave, quando non eravamo d'ac- cordo.
Be', disse Irmgard. Non aggiungo altro. Ma se rinunciamo a lui, dubito troveremo un altro essere umano disposto accoglierci e ad aiutarci. Il signor Isidore un uomo... cerc la parola giusta.
Speciale, concluse Pris.
CAPITOLO QUINDICESIMO
La votazione si tenne con la dovuta solennit e cerimonia.
Restiamo qui, disse Irmgard con fermezza In questo appartamento, in questo edifi-
cio.
Roy Baty aggiunse: Io propongo di ammazzare il signor Isidore e di nasconderci da
qualche altra parte. Poi lui e sua moglie - e John Isidore si voltarono verso Pris.
A bassa voce la ragazza disse: Io sono per restare qui fino in fondo. Poi, a voce pi
alta, aggiunse: Secondo me il valore che J.R. rappresenta per noi sopravanza il rischio del suo essere al corrente della nostra identit. evidente che non possiamo vivere tra gli umani senza essere scoperti; questa quel che ha ucciso Polokov, Garland, Luba e An- ders. la cosa che li ha uccisi tutti.
Forse anche loro hanno fatto quel che stiamo facendo noi, intervenne Roy Baty. Si sono fidati, hanno riposto la foro fiducia in un essere umano che credevano fosse diverso dagli altri. Che era, come hai detto tu, speciale.
Questo non lo sappiamo, disse Irmgard. La tua solo una congettura. Secondo me, invece, loro... accenn a un gesto vago. Sono andati troppo in giro. Si sono messi a cantare su un palcoscenico, come Luba. Quello di cui ci fidiamo - te Io dico io di che cosa ci fidiamo troppo e che ci rovina, Roy; la nostra maledetta intelligenza superiore! Lan- ci un'occhiata furente al marito, con i piccoli seni tesi che si alzavano e s'abbassavano ra- pidamente. Noi siamo cosin gamba... Roy, stai facendo la stessa cosa in questo momen- to; accidenti a te, lo stai facendo proprio in questo momento!
Secondo me, Irm ha ragione, concord Pris.
E cos dovremmo mettere le nostre vitein mano a un subnormale, un disgraziato...
cominci a dire Roy, ma poi rinunci a continuare Sono stanco, si limit a dire. stato un viaggio lungo e faticoso, Isidore. Ma non ci fermeremo molto qui. Purtroppo.
Spero tanto, disse Isidore, tutto contento, di riuscire a contribuire a rendere piacevo- le il vostro soggiorno sulla Terra. Si sentiva certo di riuscirci. Gli pareva che questa potes- se essere un'impresa possibile, il culmine di tutta la sua vita- e della nuova autorevolezza che aveva dimostrato quel giorno al lavoro quando aveva parlato al videofono.
Appena stacc ufficialmente dal lavoro quella sera, Rick Deckard attravers al volo la cit- t per andare al mercato degli animali: c'eranodiversi isolati pieni d importanti negozi di animali con le loro enormi vetrine e le insegne vistose. Quell'orribile e inedita depressione che l'aveva assalito poco prima non era ancora svanita. Questo suo esser venuto qui a trattare animali con i negozianti pareva essere l'unico punto deboledella cappa di depres- sione che era calata su di lui, un difetto attraverso il quale magari sarebbe riuscito a far presa su di essa e a esorcizzarla. Ad ogni modo, in passato, la vista degli animali, il profu- mo di affari in cui erano in ballo cifre enormi, l'avevano aiutato parecchio. Forse anche questa volerebbero riusciti a compiere il miracolo. Dica pure, signore, lo abbord un commesso che non aveva mai visto prima, un tipo tutto azzimato, mentre Rick se ne stava a fissare le vetrine a bocca aperta, con un'ariastordita e mite di bisogno. Ha visto qual- cosa che la interessa?
Di cose che m'interessano ne ho viste parecchie, rispose Rick. Sono i prezzi che mi danno fastidio.
Ci dica lei che affare vuole fare, propose il commesso. Ci dica quel che vuole riporta- re a casa con s e come intende pagarlo. Porteremo la proposta al nostro direttore delle vendite per ottenere il suo nulla osta.
Ho tremila bigliettoni in contanti. Il dipartimento, alla fine della giornata, gli aveva
pagato le taglie. Quanto costa quella famigliola di conigli laggi?
Ma caro signore, se lei pu permettersi un anticipo di tremila bigliettoni, posso farla di-
ventare proprietario di qualcosa di meglio di una coppia di conigli. Che ne dice di una ca- pretta?
Veramente non ho mai preso in considerazione le capre, disse Rick.
Posso chiederle se questa somma rappresenta per lei un nuovo livello di spesa? Be', s, di solito non vado sempre in giro con tremila bigliettoni, ammise Rick. quel che ho pensato, signore, quando ha menzionato i conigli. Il guaio con i conigli,
mi creda, che ce l'hanno tutti. Mi farebbe piacere vederla fare un salto di classe con la capretta che, secondo me, la classe che le compete. Se devo esser franco, lei mi pare proprio un uomo da capretta.
Che vantaggi ci sono con le capre?
Il vantaggio principale di una capretta che si pu insegnarle a prendere a cornate
chiunque tenti di rubarla, disse il commesso.
Non se le sparano una ipnofreccia e poi si calano con una scaletta di corda da un'aere-
omobile che si libra sopra di loro, ribatt Rick.
Imperturbato, il commesso continu: La capretta fedele. E in pi ha un'anima libera e
naturale che nessuna gabbia pu contenere. Inoltre c' un'eccezionale caratteristica ag- giuntiva che le caprette posseggono, una di cui forse lei non a conoscenza. Spesso pu capitare che si investa un sacco di soldi in un animale, lo si porti a casa e una mattina si scopra che ha mangiato qualche schifezza radioattiva ed morto. Be', alle caprette la roba quasi commestibile contaminata non da alcun fastidio; mangia in maniera molto eclettica, anche articoli che stenderebbero una mucca o un cavallo, oppure, specialmente un gatto. Come investimento a lungo termine noi crediamo che la capretta - in particolare una fem- mina - offra dei vantaggi imbattibili a chi seriamente intenzionato a possedere un anima- le.
Quella l femmina? Rick aveva notato una grossa capra nera che se ne stava ben piantata sulle zampe nel bel mezzo della gabbia; cominci a spostarsi in quella direzione, seguito dal commesso. Quella capra gli sembrava bellissima.
S, questo un esemplare femmina. Una capra nubiana nera, molto massiccia, come pu notare. un superbo esemplare del mercato di quest'anno, signore. E la offriamo a un prezzo molto, molto basso che la tenter senz'altro.
Rick tir fuori il suo spiegazzato catalogo Sidney e consult i prezzi di listino per le capre nubiane nere.
Parliamo di acquisto in contanti o vuole far a cambio con un animale usato? chiese il commesso.
In contanti, rispose Rick.
Il commesso scribacchi una cifra su un foglietto di carta e poi la fece vedere a Rick per
un attimo, con fare quasi furtivo.
Troppo, disse Rick. Gli tolse di mano il foglietto e ci scrisse sopra una cifra molto pi
modesta.
A quel prezzo non potremmo mai venderle una capra, protest il commesso. Ma butt
gi un'altra cifra. Questa capra ha meno di un anno e sono animali che hanno una lunga aspettativa di vita. Mostr a Rick il nuovo prezzo.
Affare fatto, disse Rick.
Firm il contratto di rateizzazione, sbors i suoi tremila dollari di anticipo - in pratica,
tutti i soldi delle taglie che aveva incassato - e dopo poco si ritrov, un po' stordito, accan- to alla sua aereomobile mentre gli addetti vi caricavano la cassa con dentro la capra. A- desso posseggo un animale, disse tra s e s. Un animale vivo, mica elettrico. Per la se- conda volta in vita mia.
La spesa, l'indebitamento contrattuale in cuis'era messo, lo spaventava a morte; si sor- prese a tremare tutto. Ma dovevo farlo, si disse. L'esperienza che ho avuto con Phil Resch... devo assolutamente riconquistare la fiducia in me stesso, nel-, le mie capacit. O non potr pi continuare a fare il mio mestiere.
Con le mani intorpidite fece decollare laereomobile e si diresse a casa, da Iran. Vedrai che s'arrabbier,si disse. Perch la responsabilit le dar da pensare. E dato che lei sta sempre a casa, gran parte della manutenzione ricadr su di lei. Si risentiva un'altra volta depresso.
Dopo esser atterrato sulla propria terrazza, rimase a lungo seduto in macchina a intesse- re una storia densa di verosimiglianza. Il mio lavoro lo richiede, pens, raschiando il fondo per trovare una scusa. Sai, il prestigio. Non potevamo mica andare avanti con la pecora elettrica: una cosa che minava il mio morale. Magari posso dirle cos,decise.
Uscito dalla macchina, si diede da fare per scaricare la cassa dal sedile posteriore e dopo molti sforzi e molto ansimare riusc a calarla sulla terrazza. La capra, che nel corso del tra- sbordo era stata un po' sballottata di qua e di l, lo guardava con occhi lucidi e perspicaci, ma senza emettere neanche un gemito.
Rick scese al suo piano e segu il percorso familiare lungo il corridoio fino alla porta del suo appartamento.
Ciao, lo salut Iran, impegnata in cucina con la cena. Come mai cos tardi, stasera? Sali un attimo in terrazza, le disse. Voglio farti vedere una cosa. Hai comprato un animale! Iran si tolse il grembiule, si rassett i capelli come per ri-
flesso e lo segu fuori dall'appartamento; percorsero il corridoio a grandi passi impazienti. Non avresti dovuto comprarlo senza di me, disse Iran, quasi senza fiato. Ho il diritto di partecipare alla decisione, l'acquisto pi importante che abbiamo mai...
Volevo farti una sorpresa.
Oggi hai incassato qualche taglia, gli disse lei, in tono accusatorio.
S, ho ritirato tre droidi, disse Rick. Entrarono nell'ascensore e insieme salirono pi vi- cini a dio. Ho dovuto fare questo acquisto, spieg lui. Oggi, qualcosa andato storto; non so, qualcosa che riguarda i ritiri che ho fatto. Se non avessi comprato un animale non sarei riuscito ad andare avanti. L'ascensoreera arrivato in terrazza; guid la moglie nelle tenebre notturne fino alla gabbia; poi, accendendo i faretti - che erano l a disposizione di tutti gli inquilini - in silenzio le indic la capra e attese la sua reazione.
Oh mio dio! esclam sottovoce Iran. Si avvicin alla gabbia, fissando l'animale; poi fece il giro per osservare la capra da tutte le angolazioni. proprio vera? chiese. Non una di quelle finte?
Assolutamente vera, rispose lui. A meno che non mi abbiano dato una fregatura. Ma era una cosa che avveniva molto di rado; la multa per una truffa del genere era enorme: due volte e mezzo il valore di mercato dell'animale vivo. No, non mi hanno dato una fregatura.
una capra, disse Iran. Una capra nubiana nera.
Femmina, aggiunse Rick. Perci un domani possiamo perfino farla accoppiare. E
avremo anche del latte con cui fare il formaggio fresco.
Possiamo farla uscire di l? Possiamo metterla insieme alla pecora? Dovrebbe stare legata, almeno per i primi giorni.
Con una strana vocina, Iran canticchi: "La mia vita amore e gioia". una vecchissi- ma canzone di Josef Strauss. Te la ricordi? Quando ci siamo incontrati... Gli appoggi de- licatamente una mano sulla spalla, gli si accost e gli diede un bacio. Tanto amore. E tantissima gioia.
Grazie, sussurr Rick, abbracciandola.
Corriamo gi a ringraziare Mercer. Dopodich possiamo tornare quass e trovare subi-
to un nome per la capra; ha bisogno di un nome. E magari troverai anche un pezzo di cor- da per legarla. Cos dicendo, Iran si mosse.
Il loro vicino di casa, Bill Barbour, impegnato a strigliare la sua cavalla Judy, li chiam: Ehi, Deckard, ha proprio una gran bella capra. Congratulazioni. Buonasera, signora De- ckard. Forse adesso avrete anche dei piccoli; magari potremmo fare a scambio: un pule- drino per un paio di capretti.
Grazie, disse Rick. Segu Iran, diretta all'ascensore. Questa cosa fa bene alla tua de- pressione? le chiese. La mia sta gi meglio.
Certo che fa bene alla mia depressione. Adesso potremmo confessare agli altri che la pecora finta.
proprio necessario? rispose lui, prudente.
Ma s旎, insistette Iran. Capisci? Ora nonabbiamo pi niente da nascondere; quello
che abbiamo sempre voluto si avverato. Mi sembra un sogno! Ancora una volta si alz in punta di piedi, gli si accost e gli diede un rapido bacio; il suo fiato, ansimante ed entusiastico, gli solletic il collo. Poi Iran allung la mano per pigiare il pulsante dell'asc nsor .
Rick ebbe come un presentimento. Qualcosa che gli fece dire: Non andiamo ancora gi nell'appartamento. Restiamo un po' qui con la
capra. Sediamoci qui a guardarla e magari le possiamo dare qualcosa da mangiare. Mi hanno dato un sacchetto di avena per i primi giorni. E possiamo leggerci insieme il manuale di manutenzione della capra; hanno incluso anche quello nel prezzo. La capra la possiamo chiamare Eufemia. Ma l'ascensore era arri- vato e Iran, saltellando, vi era gi entrata. Iran, aspetta! le disse.
Sarebbe immorale non fonderci con Mercer in ringraziamento, rispose la moglie. Og- gi mi sono attaccata qualche secondo alle maniglie della scatola e la mia depressione passata per un po' - molto poco, non come ora. Comunque sono stata colpita da un sasso, qui. Gli mostr il polso; Rick vide un piccolo livido. E ricordo che ho pensato a quanto stiamo bene, a quanto stiamo davvero meglio, quando siamo con Mercer. Nonostante il dolore. Dolore fisico - ma fusione spirituale; ho sentito tutti gli altri, in tutto il mondo, che si erano fusi con lui nello stesso momento. Trattenne la porta dell'ascensore dal richiu- dersi. Coraggio, Rick, sali. Ci mettiamo un attimo. Tu non ti sottoponi quasi mai alla fusione; vorrei tanto che tu trasmettessi lo stato d'animo in cui ti trovi a tutti gli altri; glielo devi. Sarebbe immorale tenercelo tutto per noi.
Aveva ragione, naturalmente. Cos entr anche lui in lascensore e scesero di nuovo al loro piano.
Arrivati in soggiorno, Iran fece scattare subito l'interruttore della scatola empa- tica, il volto animato da una crescente esultanza che l'illuminava come una falce di luna nuova. Voglio che lo sappiano tutti, gli disse. Una volta capitato anche a me; mi so- no fusa e ho trovato qualcuno che aveva appena comprato un animale. Invece un altro giorno... I suoi lineamenti si incupirono per un attimo; il piacere era svanito. Un giorno mi sono collegata con qualcuno il cui animale era appena morto. Per altri di noi hanno condiviso con loro le nostre gioie diverse - be', sai, io non ne avevo alcuna in particolare - e questo ha tirato un po' su i poverini. Magari potremmo raggiungere un potenziale suici- da; quello che abbiamo, quel che proviamo, potrebbe perfino...
S, loro avranno la nostra gioia, disseRick, ma noi ci perderemo. Scambieremo le nostre sensazioni con le loro. La nostra gioia andr perduta.
Lo schermo della scatola empatica ora era percorso da veloci rivoli di colori brillanti e senza forma; sua moglie trattenne il fiato e si attacc con forza alle due maniglie. In real- t non perderemo affatto le nostre sensazioni, perlomeno non se le terremo bene in men- te. Tu non hai mai ben capito come funziona la fusione, vero Rick?
Mi sa di no, borbott lui. Ma ora, per la prima volta, cominciava a capire i benefici che gente come Iran ricavava dal Mercerianesimo. Forse l'esperienza che aveva avuto con il cacciatore di taglie Phil Resch aveva alterato qualche minuscola sinapsi in lui, aveva chiuso
qualche valvola neurale e ne aveva aperta un'altra. E forse questo aveva suscitato una re- azione a catena. Iran, le disse in fretta, tirandola via dalla scatola empatica. Sta' a sen- tire: voglio parlarti di quello che mi successo oggi. La trascin verso il divano e la fece sedere davanti a lui. Oggi ho conosciuto un altro cacciatore di taglie, uno che non avevo mai incontrato prima. Un tipo rapace che sembrava provare piacere nel distruggerli. Dopo essere stato con lui, per la prima volta, ho cominciato a considerarli in maniera diversa. Voglio dire, a modo mio, avevo cominciato a vederli come lui.
Rick continu: Mi sono sottoposto a un test, una sola domanda, e ho avuto conferma: ho cominciato a provare empatia verso gli androidi; capisci cosa significa? Anche tu sta- mattina hai detto: "Quei poveri droidi !" Perci sai benissimo di cosa sto parlando. Ecco perch poi ho comprato la capra. Non mi ero mai sentito cos. Magari solo un po' di de- pressione, come capita a te. Ora capisco quello che soffri quando sei depressa; ho sempre pensato che ci provassi gusto e che eri in grado di uscirne di colpo quando volevi, se non da sola, con l'aiuto del modulatore di stati d'animo. Ma quando ci si deprime fino a quel punto, non ce ne importa pi niente. Si precipita nell'apatia, perch si perso qualsiasi senso del proprio valore. Non importa sentirsi meglio perch ormai non si vale pi nien- te...
E il tuo lavoro? Il suo tono lo colp; sbatt le palpebre. Il tuolavoro, ripet Iran. A quanto ammontano le rate mensili sulla capra? Gli tese una mano aperta a palma in su; come per riflesso, lui tir fuori il contratto che aveva firmato e glielo diede. Cos tanto? disse lei con voce acuta. Guarda gli interessi! Buon dio... solo gli interessi... E hai fatto tutto questo solo perch eri depresso. Non per farmi una sorpresa, come hai detto prima. Gli restitu di scatto il contratto. Be', non importa. Sono contenta lo stesso che tu l'abbia comprata; adoro quella capra. Per una tale spesa! Iran sembrava improvvisamente ingrigita.
Magari posso farmi trasferire a un altro incarico. Il dipartimento svolge dieci o undici compiti diversi. Furto d'animali; magari potrei farmi trasferire l旎.
Ma i soldi delle taglie? Ne abbiamo bisogno, altrimenti ci sequestreranno la capra! Mi far estendere il contratto: da trentasei a quarantotto mesi. Tir fuori una biro e
fece rapidamente dei conti sul retro del contratto. In questo modo le rate si abbasseran- no di cinquantadue dollari e cinquanta centesimi ogni mese. Il videofono squill.
Se non fossimo scesi, disse Rick, se fossimo rimasti in terrazza, insieme alla capra, non ci sarebbe arrivata questa telefonata.
Andando verso il videofono, Iran disse: Perch hai tanta paura? Non vengono mica a sequestrarci la capra, non ancora, almeno. Fece per alzare il ricevitore.
il dipartimento, disse lui. Digli che non ci sono. Si diresse in camera da letto. Pronto? disse Iran alla cornetta. Altri tre droidi, pens Rick tra s e s, che avrei do-
vuto inseguire oggi, invece di tornarmene a casa. Sul video era gi apparso il volto di Harry Bryant, perci era ormai troppo tardi per nascondersi. Rick lentamente fece ritorno verso il videofono, con i muscoli delle gambe irrigiditi.
S, eccolo, stava dicendo Iran. Sa, abbiamo comprato una capra. Venga pure a vederla, signor Bryant, quando vuole. Ci fu una pausa, mentre ascoltava la risposta, poi pass la cornetta al marito. Ha qualcosa da dirti. Quindi torn verso la scatola empatica, vi si sedette davanti e afferr di nuovo la doppia maniglia. Fu quasi immediatamente as- sorbita dalle sue sensazioni. Rick era rimasto in piedi con la cornetta in mano, consapevole dell'abbandono mentale della moglie. Consapevole della propria solitudine.
Pronto, disse nel microfono.
Abbiamo una traccia su due degli androidi rimasti, disse Harry Bryant. Chiamava dal-
l'ufficio; Rick vide la scrivania che conosceva bene, piena di carte, documenti e palta. E- videntemente si sono messi in allarme... hanno abbandonato l'indirizzo che Dave ti ha dato
e ora si trovano al... aspetta un secondo. Bryant cerc qualcosa a tentoni sul piano della scrivania e alla fine riusc a individuare quel che voleva.
Automaticamente Rick cerc la propria penna; si appoggi il contratto di vendita della capra su un ginocchio e si prepar a prender nota.
Edificio Condapp 3967-C, dett l'ispettore Bryant. Recati sul posto appena possibile. Dobbiamo presumere che siano al corrente di quelli che hai fatto fuori, Garland, Luft e Po- lokov; ecco perch si sono dati a questa fuga illegale.
Illegale, gli fece eco Rick. Per salvarsi la pelle.
Iran mi ha detto che hai comprato una capra. Quando stato? Oggi? Dopo che hai
staccato da lavoro?
S, mentre tornavo a casa.
Dopo che avrai ritirato gli altri androidi verr a vedere la vostra capra. A proposito... ho appena parlato con Dave. Gli ho detto dei problemi che ti hanno dato; ti manda le sue congratulazioni e ti raccomanda di stare pi attento. Dice che questi modelli Nexus-6 sono pi in gamba di quanto pensava. Infatti, non riusciva a crederci che ne hai beccati tre in un giorno solo.
Tre bastano, rispose Rick. Non posso fare pi niente. Ho bisogno di riposare. Per domani saranno gi lontani, comment l'ispettore Bryant. Fuori dalla nostra giu-
risdizione.
Non cos presto. Saranno ancora qui in giro.
Vacci subito, stasera, in quel posto. Prima che si ambientino. Non si aspetteranno che tu sia sulle loro tracce cos in fretta.
Ma s che se lo aspettano. Saranno l ad aspettarmi. Cos'? Hai fifa? E per via di quello che Polokov ha... Non ho affatto fifa, protest Rick.
E allora che problema c'?
Va bene, disse Rick. Ci andr蚧. Fece per riappendere la cornetta. Se ottieni dei risultati, fammelo sapere subito. Sar qui in ufficio. Se li becco mi comprer una pecora.
Ma ce l'hai gi la pecora. da quando ti conosco che ce l'hai la pecora.
S, ma elettrica, disse Rick e riattacc.Questa volta mi faccio una pecora vera, si
disse. Devo assolutamente comprarmene una. Come risarcimento.
Sua moglie era china davanti alla scatola empatica nera, un'espressione rapita sul volto.
Lui rimase in piedi accanto a lei per qualche minuto e le appoggi una mano sul seno; la sentiva inspirare ed espirare, sentiva la vita, l'attivit che c'era in lei. Iran non si accorgeva di lui; l'esperienza con Mercer, come al solito, era diventata totale.
Sullo schermo la vaga figura del vecchio Mercer arrancava in salita con la sua tunica e d'un tratto un sasso vol accanto a lui. Mentre lo osservava, Rick pens:Dio mio; mi trovo in una situazione peggiore della sua. Almeno Mercer non costretto a fare una cosa aliena alla sua natura. S, soffre, ma almeno non glisi chiede di far violenza alla propria per- sonalit.
Si chin e con delicatezza stacc le dita della moglie dalla doppia maniglia, quindi ne prese il posto. Era la prima volta che lo faceva da parecchie settimane. Fu un impulso: non aveva in mente di farlo; era successo tutto cos, all'improvviso.
Un paesaggio pieno di erbacce si par davanti a lui, un luogo desolato. L'aria odorava di fiori acerbi; era il deserto e non c'era pioggia.
Aveva di fronte a s un uomo con lo sguardo colmo di dolre e stanco che emanava come una luce penosa.
Mercer, esclam Rick.
Io ti sono amico, disse il vecchio. Ma tu devi andare avanti come se non esistessi.
Riesci a capirlo? Spalanc le mani vuote.
No, rispose Rick. Non riesco a capirlo. Ho bisogno di aiuto.
Come faccio a salvarti? chiese il vecchio. Non riesco neanche a salvare me stesso. Gli sorrise. Non capisci?Non e c' salvezza!
E allora perch tutto questo? chiese Rick. Che ci stai a fare?
Per dimostrarti che non sei solo, rispose Wilbur Mercer. Io sono qui con te e ci ri-
marr sempre. Va' ed esegui il tuo compito, anche se sai che sbagliato.
Ma perch? Perch devo farlo proprio io? Lascer il lavoro ed emigrer, piuttosto. Dovunque andrai, ti si richieder di fare qualcosa di sbagliato. la condizione
fondamentale della vita essere costretti a far violenza alla propria personalit. Prima o poi, tutte le creature viventi devono farlo. l'ombra estrema, il difetto della creazione; la maledizione che si compie, la maledizione che si nutre della vita. In tutto l'universo.
Questo tutto quello che sai dirmi? disse Rick.
Un sasso gli venne addosso sibilando; tent di schivarlo, ma fu colpito di striscio a un
orecchio. Lasci subito andare le maniglie e si ritrov in piedi nel soggiorno di casa sua, accanto alla moglie e alla scatola empatica. Il colpo gli aveva fatto venire uno sconvolgen- te mal di testa; si tocc e sent che il sangue gli stava uscendo dall'orecchio e si spandeva in grandi gocce brillanti sulla guancia.
Iran gli tampon la ferita con un fazzoletto. Sono contenta che mi hai staccato dalla scatola. Proprio non sopporto di essere colpita. Grazie per esserti preso la sassata al posto mio.
Io esco, annunci Rick. Devi fare quel lavoro?
Ne devo fare tre. Le prese il fazzoletto dalle mani e si diresse verso la porta. Si senti- va ancora in preda a una leggera vertigine e ora anche di un principio di nausea. In boc- ca al lupo! gli augur Iran. Attaccarmi a quelle maniglie non mi servito a niente, dis- se Rick. Mercer mi ha parlato, ma non mi stato di alcun aiuto. Non ne sa mica tanto pi di me. solo un vecchio che arranca su per la collina per andare a morire.
E non questa la rivelazione?
Quella rivelazione la sapevo gi嗷, disse Rick, aprendo la porta. Ci vediamo pi tardi.
Usc nel corridoio e si chiuse la porta alle spalle.Condapp 3967-C, riflette, leggendo l'in- dirizzo sul retro del contratto. Dev'essere in perifera; laggi quasi tutto abbandonato. Un buon nascondiglio. Se non fosse per le luci di notte. Ecco la traccia che seguir, pens. Le luci. Sono fototropico, come la falena testa di morto. E poi, dopo questi, basta. Far qualche altra cosa, mi guadagner da vivere in un altro modo. Questi sono gli ultimi tre. Mercer ho ragione; devo portare a termine la missione. Per, pens, mi sa che non ce la faccio. Due droidi insieme - non tanto una questione morale, una questione pratica.
Con ogni probabilit non ce la faccio a ritirarli, si rese improvvisamente conto. Anche se ce la metto tutta; sono troppo stanco e troppe cose sono successe oggi. Forse Mercer se ne era reso conto, riflett. Magari ha previsto tutto quello a accadr.
Ma so dove posso trovare aiuto, mi stato gi offerto, ma ho rifiutato.
Arriv in terrazza e un attimo dopo era seduto nella penombra della sua aeromobile e
componeva un numero di telefono.
Qui l'Associazione Rosen , disse la centralinista. Rachael Rosen, disse Rick.
Scusi, signore?
Rick s'irrit, ma si trattenne. Mi passi Rachael Rosen La signorina Rosen si aspetta la sua...
Sono sicuro di s旎, disse Rick e si mise in attesa.
Dieci minuti pi tardi il visino scuro di Rachael Rosen comparve sul video. Salve, signor
Deckard.
impegnata in questo momento o possiamo fare due chiacchiere? chiese. Come ha
detto lei stamattina. Non sembrava la mattina dello stesso giorno; una generazione era nata ed era morta da quando le aveva parlato l'ultima volta. E tutto il suo peso, tutta la sua stanchezza, s era accumulata nel corpo di Rick; ne sentiva tutto il fardello fisico. Forse pens, tutta colpa di quel sasso. Con il fazzoletto si tampon l'orecchio che ancora san- guinava.
Ha un taglio sull'orecchio, osserv Rachael. Che peccato! Pensava davvero che non l'avrei richiamata? Me l'ha detto lei di farlo.
Io le ho detto che senza di me uno dei Nexus-6 l'avrebbe beccata prima che lo beccas- se lei.
Be', si sbagliava.
Per lei ha chiamato. Comunque. Vuole che venga gi a San Francisco? Stasera stessa.
Oh, ma troppo tardi. Verr domani; ci vuole un'ora di viaggio, sa?
Mi hanno dato ordine di prenderli entro stasera. Fece a pausa, poi continu. Degli
otto iniziali ne sono rimasti
Dalla sua voce pare proprio che abbia avuto una giornata terribile.
Se non viene gi stasera stessa, dar loro la caccia da solo e non ce la far a ritirarli tutti. Ho appena comprato una capra, aggiunse. Con i soldi delle taglie dei tre che sono riuscito a beccare.
Voi umani siete strani, disse Rachael ridendo. Le capre puzzano terribilmente. Solo i maschi. L'ho letto nel libretto d'istruzioni che mi tonno dato. Lei molto stanco, disse Rachael. Ha un aspetto storia dito. sicuro d sapere quel
che sta facendo? Voglio dire, cercare di beccare altri tre Nexus-6 nella stessa giornata non uno scherzo. Nessuno ha mai ritirato sei androidi in un giorno solo.
Franklin Power c' riuscito. Un anno fa, a Chicago. Ne ha ritirati sette.
S, ma erano del vecchio tipo McMillan Y-4, rispose pronta Rachael. Questo un al-
tro paio di maniche. Riflett un attimo. Rick, non posso proprio. Non ho neanche ancora cenato.
Ho bisogno di lei, disse Rick. Altrimenti ci rimango, disse a se stesso, lo so; anche Mercer lo sapeva; e mi sa che lo sai pure tu. E io sono qui che perdo tempo a chiederti aiuto, riflett. Non si pu chiedere aiuto a un androide; non c' niente a cui fare appello.
Mi spiace, Rick, ma stasera proprio non ce la faccio. Dobbiamo farlo domani. La vendetta degli androidi, disse Rick.
Cosa?
Per via che l'ho incastrata con la scala di Voigt-Kampff.
Ma ne davvero convinto? disse lei, spalancando gli occhi. Sul serio?
Addio, tagli corto Rick e fece per riattaccare. Stia a sentire, si affrett a dire Rachael. Non sta ragionando con la sua testa. Le pare cos perch voi Nexus-6 siete pi in gamba degli umani. No. Non riesco davvero a capirla, sospir Rachael. Lo vedo benissimo che non le va
di fare questo lavoro stasera -forse non le va di farlo per niente. sicuro di volere che io le renda possibile ritirare i tre androidi rimasti? O non vuole piuttosto che io la convinca a non provarci neanche?
Venga gi e prenderemo in affitto una stanza d'albergo. Perch?
Per via di una cosa che ho sentito dire oggi, disse con voce roca. Riguarda situazioni in cui sono coinvolti uomini umani e androidi donna. Vieni gi a San Francisco stasera e ri- nuncer ai tre droidi rimasti. Faremo un'altra cosa, invece.
Lei lo squadr, poi all'improvviso disse: Eva bene, verr gi. Dove ci incontriamo? Al St. Francis. l'unico albergo quasi decente che ancora funziona in tutta la Bay Are-
a.
E non prover a far niente fino a quando non arrivo io?
Me ne star seduto nella stanza d'albergo guardare Buster Friendly in TV. La sua o- spite per gli ultimi tre giorni stata Amanda Werner. Mi piace un sacco; potrei stare a guardarla per tutto il resto della mia vita. Ha due seni che sorridono. Riattacc e rimase l seduto per un po', con la testa svuotata. Alla fine il freddo che faceva in macchina lo ri- scosse; gir la chiave d'accensione e un momento dopo era diretto al centro di San Franci- sco. Verso il St. Francis Hotel.
CAPITOLO SEDICESIMO
Rick Deckard era seduto nell'enorme e sontuosa stanza d'albergo e leggeva le veline con le informazioni sulla coppia di androidi, Roy e Irmgard Baty. Nel loro caso erano accluse anche un paio di istantanee scattate con il teleobiettivo, stampe tridimensionali sfocate, appena distinguibili. La donna, decise, sembra attraente. Roy Baty, invece, tutta un 'altra cosa. Una brutta cosa.
Su Marte faceva il farmacista, lesse. O perlomeno, l'androide aveva usato quel lavoro come copertura. In realt probabilmente non era stato che un manovale, un bracciante, che magari aspirava a qualcosa di meglio. Chiss se gli androidi sognano, si chiese Rick. Pareva proprio di s; ecco perch ogni tantoammazzano i loro datori di lavoro e se ne scappano quaggi. In cerca di una vita migliore, senza schiavit. Come Luba Luft: cantare il Don Giovanni o Le Nozze di Figaro invece di faticare in un campo sterile e pieno di sassi. Su un pianeta colonizzato che fondamentalmente non era abitabile.
Roy Baty (diceva il bollettino) assume un atteggiamento sicuro e aggressivo di autorit surrogata. Incline a riflessioni msticheggianti, stato questo androide a proporre la fuga di gruppo, sostenendola ideologicamente con l'illusoria pretesa di una presunta sacralit della cosidetta "vita" degli androidi. Inoltre il suddetto androide ha rubato e fatto esperi- menti con diversi farmaci per la fusione mentale; quando stato scoperto ha sostenuto che sperava in quel modo di favorire tra gli androidi esperienze di gruppo analoghe a quel- la del Mercerianesimo, che, ha fatto notare, non accessibile agli androidi.
Il resoconto era in un certo senso patetico. Un freddo e incolto androide che spera di provare un'esperienza da cui escluso proprioin base a un difetto di fabbricazione delibe- ratamente indotto. Ma Rick. non riusciva a preoccuparsi pi di tanto per Roy Baty; negli appunti di Dave coglieva un senso di repulsione nei confronti di questo androide. Baty a- veva tentato di strappare un'esperienza di fusione per se stesso; poi, quando questa era fallita, aveva progettato l'uccisione di vari esseri umani... e in seguito la fuga sulla Terra. E ora, sopratutto in questa giornata, uno alla volta gli otto androidi dell'inizio si erano ridotti a solo tre. E anche loro, i membri superstiti della banda, erano condannati, dato che, an- che se gli fossero sfuggiti, qualcun altro li avrebbe prima o poi beccati. Il ciclo del tempo, pens. Il ciclo della vita. Finire cos, nell'ultimocrepuscolo. Prima del silenzio della morte. Gli sembrava di scorgere in tutto questo un micro-universo completo.
La porta della stanza si spalanc di colpo. Che volo! esclam ansante Rachael Rosen, facendo il suo ingresso avvolta in un lungo soprabito a squame di pesce sotto cui s'intra- vedeva una parure identica di calzoncini e reggiseno; oltre alla sua grossa borsa da posti- no ricamata, aveva in mano un sacchetto di carta. Carina questa stanza! Diede un'oc- chiata all'orologio che portava al polso. Meno di un'ora; sono stata veloce. Tieni, disse, porgendogli il sacchetto. Ho portato una bottiglia. Bourbon.
Il peggiore degli otto ancora vivo. Quello che li ha organizzati, disse Rick, mostran- dole il bollettino con le notizie su Roy Baty; Rachael pos il sacchetto e prese la velina.
L'hai localizzato? gli chiese, dopo averlo letto.
Ho un indirizzo. Un condapp di periferia dove forse circolano e portano avanti la loro
versione di vita un paio di speciali deteriorati, cervelli di formica o di gallina. Rachael allung la mano, Vediamo gli altri.
Sono entrambe femmine. Le pass i fogli, quello riguardante Irmgard Baty e quello su un altro androide che si faceva chiamare Pris Stratton.
Dopo aver scorso con gli occhi l'ultimo foglio, Rachael si lasci sfuggire un Oh... Quindi gett i fogli in terra, and alla finestra e si mise a guardare il centro di San Franci- sco. Credo che quest'ultima ti sorprender.O forse no; magari non te ne frega niente.
Era impallidita e la voce le tremava. Tutto d'un tratto era diventata stranamente nervosa. Si pu sapere cosa stai borbottando? Raccolse le veline e le studi un attimo, chie-
dendosi quale parte l'avesse sconvolta tanto.
Apriamo la bottiglia. Rachael port il sacchetto in bagno, prese due bicchieri, torn
nella stanza; sembrava ancora incerta e disorientata... qualcosa la preoccupava. Rick si rese conto che era fuggita in bagno e cercava di nascondere i suoi pensieri: i cambiamenti di umore le si leggevano chiaramente sulla faccia tesa e accigliata. Ci riesci ad aprirla? chiese. Capisci, vale una fortuna, Non mica sintetico; di prima della guerra, autentico distillato di mais fermentato.
Rick prese la bottiglia e l'apr, quindi vers il bourbon nei due bicchieri. Su, dimmi che hai.
Per telefono mi hai detto che se venivo gi stasera stessa avresti rinunciato ai tre droi- di rimasti. "Faremo un'altra cosa", hai detto. E invece, eccoci qui a...
Dimmi cos' che t'ha sconvolto tanto, insistette Rick.
Lei si volt verso di lui con aria di sfida e disse: Dimmi tu piuttosto che cosa hai
intenzione di fare invece di continuare a darti tanto da fare a proposito di quei tre droidi Nexus-6. Si tolse il soprabito e lo appese nell'armadio. Rick ebbe cos l'occasione di guardarla per bene.
Not di nuovo che c'era qualcosa di strano nelle proporzioni di Rachael: la testa sembra- va pi grande per via della gran massa di capelli scuri e, a causa dei minuscoli seni, il cor- po assumeva un aspetto snello, quasi da bambina. Ma quegli occhioni dalle lunghe ciglia potevano solo essere occhi di donna; le forme adolescenziali si fermavano l. Rachael pog- giava appena sulla punta dei piedi e teneva le braccia leggermente piegate ai gomiti: la posizione, riflette, di un attento cacciatore di tipo Cro-Magnon, forse. Una razza di caccia- tori longilinei, disse tra s e s. Niente muscoli superflui, ventre piatto, sedere piccolo e petto ancor pi piccolo. Rachael era stata modellata su un tipo di struttura celtica, una struttura anacronistica ma attraente. Le lunghe gambe che spuntavano dai calzoncini ave- vano un aspetto neutro, non sensuale, non erano ben tornite in morbide curve da signori- na. L'impressione complessiva, comunque, era buona anche se sembrava una ragazza, non certo una donna. Non fosse stato per quegli occhi furbi e mobilissimi.
Rick assaggi un sorso di bourbon; la potenza, l'autorit insita nel sapore e nell'aroma del liquore, gli erano diventati quasi sconosciuti ed ebbe qualche difficolt a mandarlo gi. Rachael, invece, sembrava non aver problemi con il suo.
Si sedette sul letto e si mise a lisciare le coperte con fare distratto; ora la sua espressio- ne pareva immalinconita. Rick pos il bicchiere sul comodino e le si accomod al fianco. Il letto cedette un po' sotto il suo peso e Rachael fu costretta a cambiare posizione.
Che hai? le chiese di nuovo. Allung un braccio e le prese una mano: era fredda, os- suta, un tantino sudata. Che cos' che t'ha sconvolto?
Quell'accidenti dell'ultima Nexus-6, disse Rachael, con qualche sforzo, dello stesso mio modello. Abbass lo sguardo sulla coperta, trov un filo lento e cominci ad appallot- tolarlo tra le dita. Non hai letto la sua descrizione? identica alla mia. Magari ha un altro taglio di capelli e indossa vestiti diversi - pu anche darsi che si sia comprata una parruc- ca. Ma quando la vedrai, capirai subito che cosa intendo. Scoppi in una risatina sardoni- ca. Meno male che l'Associazione ha ammesso che io sono una droide; altrimenti forse saresti uscito di testa appena messi gli occhi su Pris Stratton. O avresti pensato che fossi io.
E perch questa cosa ti sconvolge tanto? Diamine, ci sar anch'io quando la ritirerai! Forse no. Magari non la trovo.
Conosco bene la psicologia dei Nexus-6. Ecco perch sono qui e posso esserti d'aiuto.
Se ne stanno rintanati tutti insieme, quegli ultimi tre. Tutt'intorno a quel pazzo che si fa chiamare Roy Baty. Sar lui a dirigere la loro ultima, cruciale, disperata difesa. Le labbra le si contorsero in una smorfia. Ges! esclam.
Su con la vita! le disse Rick, prendendole il piccolo mento aguzzo in una mano e al- zandole la testa in modo che lo guardasse negli occhi. Chiss che effetto fa baciare un an- droide, si chiese. Poi, chinandosi un po', la bacisulle labbra asciutte. Non ci fu alcuna re- azione: Rachael rimase impassibile. Come se la cosa non la riguardasse. Eppure, Rick ebbe un'impressione diversa. Magari, per, stava solo proiettando i suoi desideri.
Mi sarebbe piaciuto saperlo prima di partire, disse Rachael. Cos non sarei venuta per niente. Mi sa che mi stai chiedendo un po' troppo. Lo sai che cosa provo verso questo androide Pris?
Empatia? chiese lui.
Qualcosa del genere. Un senso d'identificazione; ecco l me stessa che se ne va. Dio
mio! Pu anche darsi che finisca cos. Nella confusione ritirerai me invece di lei. E magari lei se ne torner a Seattle a vivere la mia vita. Non mi sono mai sentita cos. Dopo tutto, noi siamo davvero macchine, fatte con lo stampo, come i tappi delle bottiglie. Il fatto che io esista veramente - io come persona - non altro che un'illusione; non sono altro che un esemplare di un modello di androide. Rabbrivid.
Rick non pot fare a meno di essere un po' divertito; Rachael era diventata cos morbosamente tetra. Le formiche non provano mica la stessa cosa, le disse, eppure anche loro sono tutte identiche.
Le formiche non provano, punto e basta. I gemelli umani identici. Loro mica...
Per s'identificano l'uno nell'altro; mi risulta che abbiano un legame speciale di empa- tia. Si alz e si diresse verso la bottiglia di bourbon, barcollando leggermente; si riemp di nuovo il bicchiere e lo butt gi tutto d'un fiato. Per un po' gironzol per la stanza, la fronte cupamente accigliata, poi, come se capitasse vicino a lui per caso, si sedette di nuovo sul letto. Quindi tir sulle gambe e si sdrai, appoggiandosi ai grossi cuscini. Sospir. Di- mentica quei tre droidi. La voce le si era riempita di stanchezza. Mi sento esausta, im- magino sia per via del viaggio. E per tutte le cose che ho appreso oggi. Ho solo un gran voglia di dormire. Chiuse gli occhi. Se muoio, mormor, forse, chiss, rinascer ap- pena l'Associazione Rosen ristamper la prossima unit del mio sottotipo. Riapr gli occhi e gli rivolse un'occhiata inferocita. Ma lo saiperch sono venuta qui in realt? Perch El- don e gli altri Rosen - quelli umani, intendo - hanno voluto che ti accompagnassi?
Per osservare, rispose lui. Per riferire esattamente che cosa fanno i Nexus-6 per tra- dirsi con il test di Voigt-Kampff.
Non solo con il test. Qualsiasi cosa che gli dia una qualit di diversit. E quando far il mio rapporto, l'Associazione apporter qualche lieve modifica ai parametri dei suoi bagni di zigote DNS. E cos avremo i Nexus-7. E quando anche quelli saranno identificati, apporte- remo altre modifiche e alla fine l'Associazione avr un tipo di androidi che non possono es- sere identificati.
Conosci il test dell'arco diriflesso Bonelli? le chiese.
Anche noi stiamo lavorando sui gangli spinali. Un bel giorno il test di Bonelli scomparir
nel bianco sudario dell'oblio spirituale del passato. In contrasto con le sue parole, le lab- bra accennarono un sorriso innocente. A questo punto Rick non riusciva pi a capire fino a che punto parlava sul serio. Era un argomento che avrebbe fatto tremare il mondo, eppure lei lo trattava come una facezia. Forse una caratteristica tipica degli androidi, pens. Non ha alcuna consapevolezza emotiva, nessuna percezione sensibile del vero significato di quello che sta dicendo. Solo la vuota definizione formale e intellettuale dei singoli termini.
Quel che era pi importante era che Rachael aveva cominciato a prenderlo in giro. Im-
percettibilmente era passata dalle lamentele sulla propria condizione a una velata sfida nei suoi confronti.
Accidenti a te, le disse.
Rachael scoppi a ridere. Sono ubriaca. Non posso venire con te. Se tu te ne vai...
Fece un gesto di congedo. Io rimarr qui a dormire e magari dopo puoi venire a raccon- tarmi cos' successo.
Solo che non ci sar un dopo perch Roy Baty m'inchioder嗷.
Ma io non ti posso aiutare comunque perch sono ubriaca. E poi, tu ormai la sai la veri-
t, conosci bene la superficie scabra e scivolosa della verit, dura come un mattone. Io non sono altro che un'osservatrice e non interverr per salvarti la pelle; non me ne frega niente se Roy Baty t'inchioda o meno. Mi frega solo che non sia inchiodata io. D'un tratto spalanc gli occhi stupiti. Oh Cristo, sto provando empatia verso me stessa! Allora, capi- sci, se andassi in quel condapp di periferia semidistrutto... Allung una mano e si mise a giocherellare con un bottone della camicia di Rick; con lente e agili torsioni cominci a sbottonarlo. Non ho il coraggio di venire perch gli androidi non hanno alcun senso di so- lidariet tra loro e so che quella stramaledetta Pris Stratton mi distrugger e prender il mio posto. Hai capito? Togliti questa giacca.
Perch?
Cos possiamo andare a letto, disse Rachael.
Ho comprato una capra nubiana nera, spieg, perci sono costretto a ritirare gli altri tre droidi. Devo portare a termine il mio compito e tornare a casa da mia moglie. Si alz, fece il giro del letto e and a prendere la bottiglia di bourbon. Rimase in piedi a versare con cura il secondo bicchiere; not che le mani gli tremavano solo un tantino. Probabil- mente dalla fatica. Siamo tutti e due stanchi, si rese conto d'un tratto.Troppo stanchi per metterci a braccare tre droidi, per di pi con quello peggiore di tutti e otto che controlla il campo.
Si rese conto, d'un colpo, di aver sviluppato un aperto e incontrovertibile senso di paura verso il capo degli androidi. Dipendeva tutto da Baty - sin dall'inizio era dipeso tutto da lui. Fino a quel momento si era scontrato e aveva ritirato incarnazioni via via pi minacciose di Baty. Ora era arrivato il momento di affrontarlo in persona. Mentre lo pensava, sentiva la paura montare; lo avvolse del tutto nei suoi lacci, ora che l'aveva lasciata affiorare nella sua coscienza. Ormai non posso andare senza di te, disse a Rachael. Non posso nean- che muovermi di qui. Polokov mi ha attaccato; in pratica, anche Garland mi venuto a cercare.
Credi che Roy Baty si metter in cerca di te? Pos il bicchiere, si chin in avanti, port le mani dietro la schiena e si slacci il reggiseno. Se lo sfil con agilit, poi si alz, barcollando e ridacchiando perch barcollava. Nella mia borsa, farfugli, c' un apparecchio che la nostra autofabbrica di Marte produce per i casi di emergen... Fece una smorfia. Un aggeggio di sicurezza per le emergenze, finch non fanno tutti i controlli di routine per i droidi appena sfornati. Tiralo fuori. Ha la forma di un'ostrica. Lo trovi sub to.
Rick cominci a rovistare nella borsa della ragazza. Come una donna umana, Rachael aveva ogni concepibile tipo di cosa ammucchiata e nascosta nella borsa; gli parve di rovi- stare l dentro un secolo.
Intanto, Rachael si tolse le scarpe e tir gi la lampo dei calzoncini; tenendosi in equili- brio su un piede, prese l'indumento che si eratolto con la punta dell'altro piede e lo lanci dalla parte opposta della stanza. Poi si lasci ricadere sul letto, vi si rotol per raggiungere a tentoni il bicchiere, ma per sbaglio lo fece rovesciare sulla moquette. Accidenti! im- prec e di nuovo si alz barcollante; con indosso solo le mutandine si mise a osservare Rick ancora alle prese con la borsa; quindi con deliberata cura tir gi le coperte, entr nel letto e se le tir su fino al collo.
mica questo coso qui? chiese lui mostrando una sfera metallica da cui spuntava una specie di pulsante.
Quel coso l fa cadere un androide in catalessi, disse Rachael, chiudendo gli occhi. Lo cancella per qualche secondo; sospende la respirazione; anche la tua, ma gli umani rie- scono a funzionare senza respirare - o sospirare? - per un paio di minuti, mentre invece il nervo vago di un androide...
Lo so. Rick si raddrizz. Il sistema nervoso autonomo di un androide non altrettan- to flessibile del nostro ad andare in automatico. Ma, come hai detto tu stessa, questo non funziona per pi di cinque o sei secondi.
abbastanza, mormor Rachael, per salvarti la vita. Allora, hai capito... Si riscosse e si tir su a sedere sul letto. Se Roy Baty arriva qui puoi tenere quel coso in mano e puoi premere quel pulsante. E mentre Roy Baty se ne sta l raggelato senza aria nei pol- moni e nel sangue, e le sue cellule cerebrali vanno in malora una dopo l'altra, lo puoi am- mazzare con la tua torcia laser.
Anche tu hai una torcia laser nella borsa, disse lui.
finta. Agli androidi... sbadigli, chiudendo di nuovo gli occhi, ...non permesso
andare in giro armati. Lui si avvicin al letto.
A forza di agitarsi Rachael riusc a rigirarsi sulla pancia, seppellendo il viso nel bianco lenzuolo di sotto. Questo un nobile esemplare di letto pulito e vergine, afferm. Solo ragazze nobili e pulite che... S'interruppe, pensosa. Gli androidi non possono avere fi- gli, disse infine. Ci perdiamo qualche cosa?
Lui fin di spogliarla, mettendo a nudo i suoi lombi pallidi e freddi.
Ci perdiamo qualche cosa? ripet. Non lo so; non ho termini di confronto. Che si
sente ad avere un figlio? Anzi che si sente a essere nati? Noi non nasciamo mica; non cre- sciamo; invece di morire di malattia o di vecchiaia, ci consumiamo come formiche. Sempre le formiche: ecco che cosa siamo. Cio, non te. Voglio dire, io: macchine chitinose dotate di riflessi che non sono veramente vive. Gir la testa d'un lato e grid:Io non sono viva! Non stai per andare a letto con una donna. Cerca di non rimanerci male, va bene? Hai mai fatto l'amore con un androide prima d'ora?
No, rispose lui, togliendosi la cravatta e la camicia.
Mi risulta - a quanto mi hanno detto - che abbastanza convincente, se non ci stai su
a pensare troppo. Se invece ci pensi troppo, se ti metti a riflettere su quello che fai... be', non puoi andare avanti. Per, ehm..., ragioni puramente fisiologiche.
Chinandosi, Rick le baci una spalla.
Grazie, Rick, disse lei con voce fioca Ricordati, per: non ci pensare su, fallo e basta.
Non ti fermare a filosofeggiare, perch dal punto di vista filosofico un macello: per tutti e due.
Dopo, ho ancora intenzione di dare la caccia a Roy Baty. Avr ancora bisogno che ci sia anche tu. So benissimo che quella torcia laser che hai nella borsa ...
Credi davvero che ritirer uno di quei droidi al posto tuo?
Credo che nonostante tutto quello che hai detto, mi aiuterai il pi possibile. Altrimenti
non te ne staresti l stesa sul letto.
Ti amo, disse Rachael. Se entrassi in una stanza e trovassi un divano rivestito con la
tua pelle, registrerei un punteggio altissimo al test Voigt-Kampff.
Stanotte stessa, pens Rick mentre spegneva la luce sul comodino, ritirer un androide
Nexus-6 che somiglia tutto a questa ragazza nuda; sono finito esattamente dove Phil Resch aveva previsto. Prima vacci a letto, ricord. E poi ammazzala. Non ci riesco, disse ad alta voce e si allontan dal letto.
Vorrei tanto che ci riuscissi, sospir Rachael. La voce le tremava.
Non per te. per via di Pris Stratton; quello che devo fare a lei.
Non siamo mica la stessa cosa. A me non me ne frega niente di Pris Stratton. Sta a
sentire. Rachael si agit nel letto e si tir su a sedere; nella penombra Rick riusciva a in- travvedere la sua sagoma snella, quasi senza seno. Vieni a letto con me e Pris Stratton te la ritiro io. D'accordo? Perch non ce la faccio ad arrivare fino a questo punto e poi...
Grazie, disse lui; un senso di gratitudine - senza dubbio per effetto del bourbon - gli sal dal profondo e lo prese alla gola.Solo due, pens. Adesso ne devo ritirare solo due; solo i due Baty. Ma davvero Rachael avrebbe fatto questo per lui? Evidentemente s. Gli androidi la pensavano e funzionavano cos. Eppure non gli era mai capitata una cosa del genere.
Accidenti, vieni a letto, disse Rachael. Lui ubbid.
CAPITOLO DICIASSETTESIMO
Dopo si concessero un grande lusso: Rick si fece portare il caff in camera. Rest a lun- go seduto tra i braccioli di una poltrona verde, nera e oro, sorseggiando il caff e rifletten- do sulle prossime ore. Intanto, Rachael, in bagno lanciava gridolini, canticchiava e schizza- va dappertutto sotto una bella doccia calda.
Hai concluso un buon affare quando hai fatto quel patto, grid lei dal bagno, appena chiuse il rubinetto; ancora gocciolante, i capelli tirati su da un elastico, apparve nuda e ro- sea alla porta del bagno: Noi androidi non riusciamo a controllare le nostre passioni fisi- che e sensuali. Probabilmente lo sapevi gi; secondo me, ti sei approfittato di me. Per non sembrava veramente arrabbiata. Anzi, era allegra e certamente umana quanto qual- siasi ragazza che Rick avesse conosciuto. Devi proprio andare a caccia di quei droidi sta- notte?
S旎, rispose lui.Io ne devo ritirare due e tu uno, pens. Come aveva detto Rachael stessa, il patto era ormai fatto.
Avvolgendosi in un gigantesco asciugamano bianco, Rachael gli chiese: Ti piaciuto? S旎.
Andrai di nuovo a letto con un androide? Se una ragazza, s. Se ti somiglia.
Lo sai quanto vive in media un robot umanoide come me? Io sono in vita da due anni. Quanto pensi che mi rimanga?
Dopo aver esitato un momento, lui rispose: Altri due anni circa.
un problema che non sono mai riusciti a risolvere. Voglio dire, il ricambio delle cellu-
le. Un ricambio perpetuo, o almeno semiperpetuo. Be', cos la vita. Cominci ad asciu- garsi con energia. Il suo volto aveva perso qualsiasi espressione.
Mi dispiace, disse Rick.
Diavolo! Dispiace a me aver tirato in ballo questo argomento. Ad ogni modo la cosa
che impedisce agli umani di scappare e andare a viver con un androide. E questo vale anche per voi Nexus-6?
S. E una questione di metabolismo. Non dipende dal cervello. Usc di corsa dal ba- gno, raccolse al volo le mutandine e cominci a vestirsi.
Si rivest anche lui. Poi, insieme, parlandopoco, si diressero sulla terrazza, dove la sua aereomobile era stata parcheggiata da un simpatico addetto umano dall'uniforme bianca.
Mentre si dirigevano verso la periferia di San Francisco, Rachael disse: una bella nottata.
La mia capra ormai dorme, osserv lui. O magari, chiss, le capre hanno abitudini notturne. Certi animali non dormono mai. Le pecore, per esempio; o almeno non me ne sono mai accorto. Ogni volta che le guardi, ricambiano il tuo sguardo: e si aspettano che gli dai da mangiare.
Che tipo tua moglie? Lui non rispose.
Ma tu...
Se tu non fossi un androide, l'interruppe Rick, se ti potessi sposare legalmente, lo fa-
rei.
Oppure potremmo vivere nel peccato, solo che io non posso proprio vivere, disse Ra-
chael.
Legalmente no. Ma in realt sei viva. Biologicamente, voglio dire. Cio, non sei mica
fatta di circuiti a transistor come gli animali finti; sei un essere organico. E tra due anni, aggiunse tra s e s, ti consumerai e morirai. Perch, come hai fatto notare tu stessa, non
siamo riusciti a risolvere il problema del ricambio delle cellule. Perci, immagino, non im- porta poi tanto. Questa la fine, si disse. Della mia carriera di cacciatore di taglie. Dopo i Baty non ce ne saranno pi. Non dopo quello che successo stasera.
Hai una faccia molto triste, osserv Rachael. Lui allung una mano e le carezz una guancia.
Non sarai pi in grado di dare la caccia agli androidi, aggiunse lei con calma. Perci non essere triste, ti prego.
Lui la fiss.
Nessun cacciatore di taglie stato capace di continuare a fare questo mestiere, disse
Rachael, dopo esser stato con me. Tranne uno. Un uomo molto cinico. Phil Resch. un tipo matto; fa l'ala sinistra per conto suo.
Capisco, disse Rick. Si sentiva come paralizzato. Completamente. In tutto il corpo. Comunque, questo viaggio non andr del tutto sprecato, perch ti far conoscere un
uomo straordinario, molto spirituale.
Roy Baty, disse lui. Li conosci tutti, eh?
Li conoscevo tutti, quando esistevano ancora. Ora ne conosco solo tre. Abbiamo cerca- to di fermarti, stamattina. Ci ho provato di nuovo io, poco prima che Polokov venisse da te. Ma poi, dopo quello che successo, ho dovuto aspettare.
Che io cedessi e fossi costretto a chiamarti.
Luba Luft e io eravamo molto vicine, siamo state molto amiche per quasi due anni. Che
te n' parso di lei? Ti piaceva? S, mi piaceva.
Per l'hai ammazzata lo stesso. stato Phil Resch ad ammazzarla.
Ah, cos Phil ti ha riaccompagnato al teatro dell'Opera. Non lo sapevamo; le nostre co- municazioni si sono interrotte proprio a quel punto. Sapevamo solo che era stata ammaz- zata; naturalmente abbiamo pensato che fossi stato tu.
Con gli appunti di Dave, credo di essere ancora in grado di trovare Roy Baty e di ritirar- lo. Ma forse non Irmgard Baty. E certo non Pris Stratton, pens. Perfino dopo questo; perfino ora che so questo. E cos tutto quello che successo in albergo, riprese, face- va parte di...
L'Associazione, disse Rachael, voleva raggiungere tutti i cacciatori di taglie, sia qui che in Unione Sovietica. Questa tattica sembrava funzionare... per ragioni che non ab- biamo ben capito. Immagino sia un altro dei nostri limiti.
Ho i miei dubbi che funzioni tanto spesso e tanto bene quanto sostieni tu, disse lui con la voce impastata.
Be', con te ha funzionato. Lo vedremo.
Lo so gi嗷, disse Rachael. L'ho capito quando ho visto quell'espressione sul tuo volto, quella tristezza. quello che cerco.
Quante volte l'hai gi fatto?
Non ricordo. Sette, otto volte. No, mi sa che sono nove. La ragazza - o meglio, la cosa
- annu. S. Nove volte.
un'idea un po' vecchiotta, osserv Rick
. Sorpresa, Rachael balbett: C-cosa? Spingendo il volante dell'aereomobile, Rick cominci a planare verso terra. O, perlome-
no, questa l'impressione che ho io. Adesso ammazzo te e poi andr a prendere Roy e Irmgard Baty e Pris Stratton da solo.
per questo che vuoi atterrare? chiese lei, preoccupata. Guarda che c' una multa: legalmente io appartengo all'Associazione. Non sono mica un androide evaso qui da Marte; non sono nella stessa categoria degli altri.
S, ma se ammazzo te, poi posso ammazzare anche gli altri.
Le mani della ragazza si tuffarono nella borsa gonfia, stracolma di palta; per qualche
istante vi rovist dentro frenetica, poi lasci perdere. Accidenti a questa borsa! esclam con ferocia. Non riesco mai a mettere le mani su quello che cerco. Proverai ad ammaz- zarmi in modo da non farmi male? Voglio dire, ci starai attento? Se non mi ribello; va be- ne? Ti prometto che non mi ribeller. D'accordo?
Adesso capisco perch Phil Resch ha detto quello che ha detto. Il suo non era cinismo; era solo che ne sapeva fin troppo. Dopo aver passato un'esperienza come questa... lo ca- pisco. una cosa che l'ha sconvolto dentro.
S, ma nel modo sbagliato. Ora sembrava avere un aspetto pi composto. Ma dentro era ancora fondamentalmente tesa e agitata. Comunque, il cupo fuoco stava affievolendo- si; la forza vitale l'abbandonava rapidamente, come Rick aveva gi visto succedere spesso anche ad altri androidi. La loro classica rassegnazione. Un'accettazione meccanica, a livello intellettuale, di una cosa a cui un vero organismo - con alle spalle due miliardi di anni di pressione a vivere e a evolversi - non si sarebbe mai rassegnato.
Non sopporto il modo in cui voi androidi vi arrendete subito, disse con rabbia. L'aere- omobile stava ormai quasi per toccare terra; dovette sterzare bruscamente per evitare uno scontro. Poi, frenando, riusc a fermare conqualche sussulto la macchina. Spense il motore e tir fuori la torcia laser.
Puntamela all'osso occipitale, alla base posteriore del cranio, disse Rachael con voce implorante. Te ne prego. Si volt in modo da non guardare la torcia laser; il raggio l'a- vrebbe attraversata senza che lei se ne accorgesse.
Rick mise via la torcia e disse: Non posso fare come ha detto di fare Phil Resch. Riaccese di colpo il motore e un attimo dopo erano di nuovo in volo.
Se mai lo farai, disse Rachael, fallo subito. Non mi fare aspettare.
Non ho intenzione di ammazzarti. Vir con l'aereomobile e si diresse di nuovo verso il
centro di San Francisco. Hai lasciato la macchina in albergo, vero? Ti scarico l e te ne puoi tornare a Seattle. Aveva detto tutto quel che aveva da dire; continu a guidare in silenzio.
Grazie per non avermi ucciso, disse Rachael dopo un po'.
Diavolo! Come dici tu, in fondo non hai che un altro paio di anni da vivere. E io invece
ne ho altri cinquanta. Vivr venticinque volte pi di te.
Per mi disprezzi molto, vero?, disse Rachael. Per quello che ho fatto. Una certa
sicurezza era tornata nella sua voce; il tono cantilenante diventava sempre pi vivace. Hai finito per fare quello che hanno fatto gli altri, i cacciatori di taglie prima di te. Ogni volta vanno su tutte le furie e si mettono a gridare che vogliono ammazzarmi, ma quando arriva il momento non ci riescono. Proprio come te, poco fa. Si accese una sigaretta e ne inal il fumo con gran gusto. Ti rendi conto di cosa vuoi dire questo, vero? Vuoi dire che avevo ragione io; non sarai pi in grado di ritirare altri androidi; non si tratta solo di me, ma sar lo stesso per i due Baty e per la Stratton. Perci, tornatene pure a casa dalla tua capra. E cerca di riposarti un po'. D'un tratto si mise a spazzolare con forza il soprabito con la mano. Accidenti! Mi caduta un po' di brace dalla sigaretta - ecco fatto. Si appoggi allo schienale del sedile e si rilass.
Rick non disse niente.
La capra, riprese a dire Rachael. Vuoi pi bene alla capra che a me. Anche pi di
quanto vuoi bene a tua moglie, magari. Prima viene la capra, poi tua moglie e buon'ulti- ma... Scoppi in un'allegra risata. Che altro si pu fare, se non ridere?
Lui non reag. Continuarono a volare in silenzio per un po', quindi Rachael cominci ad armeggiare sul cruscotto, trov la radio e laccese.
Spegnila subito, le ordin Rick.
Ma come, spegnere Buster Friendly e i suoi Simpatici Amichetti? Spegnere Amanda Werner e Oscar Scruggs? ora di mettersi all'ascolto della sensazionale rivelazione di Buster, il momento tanto atteso quasi arrivato. Si chin per leggere il quadrante dell'oro- logio alla luce della radio. Manca pochissimo, ormai. Lo sapevi, no? Sono giorni che ne parla, che prepara questo momento...
La voce alla radio stava dicendo: ...voglio solo dirvi, gente, che sono qui spaparanzato vicino al mio grande amico Buster e ci stiamo divertendo un mondo a chiacchierare, men- tre aspettiamo che ogni scatto della lancetta ci porti pi vicini a quello che credo sia sen- z'altro l'annuncio pi importante che mai...
Rick la spense bruscamente. Oscar Scruggs, disse. La voce dell'uomo intelligente. Rachael allung subito la mano e riaccese la radio. Voglio sentirla. Devo sentirla. una
cosa molto importante quella che Buster Friendly deve annunciare stasera. La voce dell'i- diota ricominci a blaterare dall'altoparlante e Rachael Rosen si riappoggi allo schienale e si rimise comoda. Non lontano da lui, la brace della sigaretta brillava nella penombra come l'addome di una lucciola compiacente: un segnale costante e inequivocabile del successo di Rachael Rosen. La sua vittoria su di lui.
CAPITOLO DICIOTTESIMO
Porta qui tutta la mia roba, ordin Pris a J.R. Isidore. In particolare mi serve subito il televisore. Cos possiamo sentire l'annuncio di Buster.
S旎, concord Irmgard Baty, sfrecciarne e con gli occhi lucidi come un balestruccio. La televisione ci serve; tanto che aspettiamo questa serata e ora sta per cominciare.
Il mio televisore prende solo il canale del governo, disse Isidore.
In un angolo del salotto, sprofondato in una poltrona come se avesse intenzione di re-
starci per sempre, come se avesse preso residenza l, Roy Baty emise un rutto e poi, in to- no paziente, spieg: Quel che vogliamo vedere noi Buster Friendly e i suoi Simpatici Amichetti, Iz. O preferisci che ti chiami J.R.? Ad ogni modo, hai capita? Allora, lo vai a prendere o no questo apparecchio?
Isidore percorse da solo il corridoio vuoto e rimbombante che portava alle scale. La pos- sente fragranza della felicit sbocciava ancora in lui, la sensazione di essere - per la prima volta nella sua opaca vita - utile a qualcosa. Qualcun altro dipende da me ora, esult men- tre scendeva i gradini polverosi che portavano al piano di sotto.
E poi, pens, sar carino rivedere Buster Friendly in TV, invece di sentirlo solo per radio nel furgoncino del negozio.
Eh gi, si rese conto: Buster Friendly presenter la sua sensazionale rivelazione con tut- te le prove attentamente raccolte. E cos, grazie a Pris, Roy e Irmgard riuscir a vedere quello che probabilmente sar lannuncio pi importante che la televisione dar per anni e anni. Pensa un po',disse tra s e s.
Per J.R. Isidore, la vita aveva decisamente preso un'impennata.
Entr nel vecchio appartamento di Pris, stacc il televisore e smont l'antenna. Tutto
d'un tratto si rese conto del silenzio che locircondava; si sent come svanire le braccia. Senza i Baty e Pris, aveva l'impressione come di scomparire, diventare stranamente come il televisore inerte che aveva appena staccato. Bisogna stare con gli altri, pens, per vive- re. Voglio dire, prima che arrivassero loro, riuscivo a sopportarlo, di starmene tutto solo in questo palazzo. Adesso, per, diverso. Non si pu tornare indietro, pens. Non si pu andare dalla compagnia alla non-compagnia. In preda al panico, pens: sono io a dipende- re da loro. Grazie a dio si sono fermati qui.
Ci sarebbero voluti due viaggi per trasferire le cose di Pris all'appartamento di sopra. Sollev il televisore e decise che avrebbe portato prima quello, poi le valigie e gli altri ve- stiti.
In pochi minuti riusc a trasferire il televisoredi sopra; con le dita che gli dolevano per lo sforzo, lo sistem su un tavolinetto in salotto. I Baty e Pris osservarono l'operazione senza scomporsi.
In questo palazzo il segnale si riceve forte e chiaro, disse, ansando per lo sforzo, mentre ricollegava il televisore alla presa e risistemava l'antenna. Quando ero ancora in grado di ricevere Buster Friendly e i suoi...
Accendi quel televisore, tagli corto Roy Baty, e smettila di blaterare.
Obbed, poi si avvi di corsa alla porta.Devo fare un altro viaggio, annunci, e poi
ho finito. Indugi, per scaldarsi un po' al focolare della loro presenza. Bene, disse Pris, distante.
Isidore si rimise ancora una volta in cammino. Mi sa, riflette, che mi stanno un po' sfrut- tando. Ma non gliene importava niente. Sono sempre buoni amici da avere, si disse.
Una volta di sotto, mise insieme tutti i vestiti della ragazza, li ficc alla rinfusa nella vali- gia, poi la trascin a fatica lungo il corridoio e su per le scale.
Su un gradino davanti a lui qualcosa di minuscolo si mosse nella polvere.
Immediatamente, Isidore lasci cadere la valigia e tir fuori un flacone di medicinali vuoto che, come tutti del resto, si portava sempre dietro proprio per un'eventualit del genere. C'era un ragno, un ragno qualsiasi, mavivo. Con mani tremanti riusc a farlo en- trare nel flacone di plastica su cui mise subito il tappo - in cui aveva praticato dei forellini con un ago.
Una volta di sopra, sulla soglia del proprio appartamento, si ferm un attimo per ripren- der fiato.
... sissignore, amici; il grande momento arrivato! E Buster Friendly che vi parla e spe- ro tanto che siate ansiosi di apprendere la scoperta che ho fatto quanto lo sono io di rife- rirvela. una scoperta che stata verificata e documentata da una squadra superspecia- lizzata di investigatori che hanno fatto gli straordinari la settimana scorsa. Oh-oh, gente: ci siamo!
John Isidore annunci: Ho trovato un ragno!
I tre androidi alzarono lo sguardo, distraendo un attimo la loro attenzione dallo schermo
televisivo e rivolgendola a lui.
Faccelo vedere, disse Pris, porgendogli una mano.
Quando parla Buster, devi star zitto, lo rimprover Roy Baty.
Non ho mai visto un ragno, disse Pris. Strinse il flacone trasparente tra i palmi delle
mani, esaminando la creatura al suo interno. Guarda quante zampe! Perch ha bisogno di tutte quelle zampe, J.R.?
il modo in cui sono fatti i ragni, spieg J.R., il cuore che gli batteva come impazzito: non riusciva a respirare bene. Otto zampe.
Pris si alz e disse: Sai cosa penso, J.R.? Secondo me non ha mica bisogno di tutte quelle zampe.
Otto? esclam Irmagard Baty. Perch non se ne fa bastare quattro? Tagliagliene quattro e vediamo come se la cava. In preda a un impulso improvviso, apr la borsetta e tir fuori un paio di lucenti forbicine da unghie che pass subito a Pris.
J.R. Isidore fu assalito da uno strano terrore .
Pris port il flacone in cucina e si sedette al tavolo dove J.R. di solito faceva colazione.
Tolse il tappo e fece scivolare il ragno sul piano del tavolo. Probabilmente non sar in grado di correre alla stessa velocit嗷, disse, ma tanto qui intorno non c' comunque nien- te da prendere. Tanto, poi muore lo stesso. Impugn bene le forbicine.
Per favore, esclam Isidore.
Pris gli rivolse un'occhiata interrogativa. Vale qualcosa?
Non lo mutilare, mormor lo speciale in tono implorante e con un filo di voce.
Le forbici di Pris scattarono e troncarono di netto una delle zampette del ragno. In salotto, dallo schermo televisivo, Buster Friendly stava dicendo: Esaminate attenta-
mente questo ingrandimento di una sezione dello sfondo. Questo il cielo che di solito ve- dete. Un momento, chiamer Earl Parameter, il capo della mia squadra di investigatori, che vi spiegher questa scoperta che in pratica far tremare il mondo.
Pris stacc un'altra zampa del ragno, impedendogli di fuggire con il bordo della mano. Sorrideva soddisfatta.
Gli ingrandimenti dell'immagine, una nuovavoce dalla TV stava spiegando, sottopo- sti a una rigorosa analisi in laboratorio, rivelano che lo sfondo grigio del cielo e la luna diurna alle spalle di Mercer non solo non sono Terrestri... ma sono addirittura artificiali!
Te la stai perdendo! grid ansiosa Irmgard a Pris; poi corse alla porta della cucina e vide quel Pris stava facendo.
Oh, quello lo puoi fare anche dopo, le disse in tono invitante. cos importante quel- lo che stanno dicendo; prova che tutto quello che pensavamo...
Zitta un po' ! l'interruppe il marito.
... vero! concluse Irmgard.
La televisione prosegu: La "luna" in realt dipinta; negli ingrandimenti, uno dei quali
potete ora osservare sullo schermo, si vedono addirittura le pennellate. E ci sono anche prove che i ciuffi d'erba sparuta e il terreno arido e tetro - forse perfino le pietre che ven- gono lanciate contro Mercer da presunti e invisibili avversari - sono anch'essi tutti finti. possibile infatti che le "pietre" siano fatte di materiale plastico soffice e, pertanto, non possano causare vere e proprie ferite.
In altre parole, intervenne Buster Friendly, Wilbur Mercer non soffrirebbe affatto. Il capo investigatore rispose: Alla fine, signor Friendly, siamo riusciti anche a rintraccia-
re un ex esperto di effetti speciali di Hollywood, un certo Wade Cortot, che ha dichiarato, senza esitare, che, sulla base della sua lunga esperienza cinematografica, la figura di "Mercer" pu essere semplicemente una comparsa che avanza su uno sfondo riprodotto in studio. Cortot arrivato perfino a dichiarare che riconosce lo sfondo come quello usato da un regista di second'ordine, ormai fallito da un pezzo, con cui Cortot ha avuto a che fare diversi decenni fa.
E cos, secondo questo Cortot, concluseBuster Friendly, in pratica non ci possono essere pi dubbi.
Pris ormai aveva tagliato tre zampe al ragno, che si trascinava a fatica sul piano del ta- volo in cerca di una via di scampo, una strada verso la libert. Ma senza trovarla.
Con tutta franchezza, abbiamo creduto a Cortot, continu il capo investigatore, con il suo tono asciutto e pedante, e abbiamo passato parecchio tempo a esaminare migliaia di fotografie pubblicitarie di comparse impiegate dall'ormai estinta industria cinematografica hollywoodiana.
E avete scoperto...
Sentite questa, disse Roy Baty. Irmgard fissava affascinata lo schermo e Pris inter-
ruppe la sistematica mutilazione del ragno.
Dopo migliaia e migliaia di foto, abbiamo individuato un certo Al Jarry, ormai vecchis-
simo, che ha lavorato a lungo come comparsa nei film di prima della guerra. Cos dal no- stro laboratorio abbiamo inviato una squadra a casa di Jarry, a East Harmony, Indiana. La- scer a uno dei membri della squadra il compito di descrivervi quello che hanno scoperto. Ci fu una pausa di silenzio, poi una voce, altrettanto piatta, cominci a dire: La casa si- tuata in Lark Avenue, a East Harmony, sciatta e malridotta e si trova nella periferia del paese in una zona dove non abita pi nessuno, tranne Al Jarry. Dopo esser stati cordial- mente invitati a entrare e fatti accomodare in un soggiorno fetido, ammuffito e pieno di palta assortita, ho esaminato con mezzi telepatici la nebbiosa e sfocata mente di Al Jarry che sedeva di fronte a me con la testa piena di macerie.
State a sentire, disse Roy Baty, seduto all'estremit della sedia, come fosse pronto a fare un balzo.
Ho cos scoperto, continu il tecnico, chein effetti il vecchietto ha girato una serie di cortometraggi video, della durata di quindici minuti, per un produttore che lui non ha mai incontrato. E che, come avevamo previsto, le "pietre" erano fatte di gommapiuma. Il "san- gue" versato era in realt salsa di pomodoro e - a questo punto il tecnico si lasci sfuggi- re una risatina - l'unica sofferenza subita dal signor Jarry stata quella di aver passato un'intera giornata senza assaggiare neanche un goccio di whisky.
Al Jarry, riprese Buster Friendly, il cui volto era intanto ricomparso sullo schermo. Bene, bene. Un vecchietto che anche da giovane non ha mai combinato niente di impor- tante, niente che n lui stesso n noi possiamo ammirare. Al Jarry ha girato un filmetto noioso e ripetitivo, anzi tutta una serie di tali filmetti, per conto di chi non lo ha mai saputo e ancora non lo sa. stato spesso affermato da parte degli aderenti all'esperienza del Mercerianesimo che Wilbur Mercer non un essere umano, che addirittura un'entit su-
periore e archetipica proveniente forse da un altro pianeta. Be', in un certo senso questa affermazione si rivelata corretta. Wilbur Mercer non un essere umano, anzi addirittura non esiste neanche. Il mondo in cui arranca in realt un banale, sciatto sfondo di uno studio cinematografico, un vecchio residuato di Hollywood, ormai da anni finito in palta. E allora chi ha organizzato questa truffa ai danni dell'intero sistema solare? Pensateci un at- timo, amici.
Potremmo non riuscire mai a scoprirlo, mormor Irmgard.
Buster Friendly riprese: Potremmo non riuscire mai a scoprirlo. N possiamo sondare
quale bizzarro motivo si nasconde dietro questa truffa. S, amici, ho detto proprio truffa:Il Mercerianesimo una truffa!
Secondo me lo sappiamo benissimo, disse Roy Baty. evidente: il Mercerianesimo stato inventato...
Ma riflettete un attimo, amici, continu Buster Friendly. Chiedetevi un po' che cos' che fa il Mercerianesimo. Be', se si stanno asentire i suoi numerosi praticanti, l'esperienza fonde...
quell'empatia che hanno gli umani, disse Irmgard.
...uomini e donne in tutto il sistema solare in una singola entit. Per un'entit che
pu essere gestita dalla cosiddetta voce telepatica di "Mercer". Fate bene attenzione. Un aspirante Hitler ambizioso e politicamente preparato potrebbe...
No, quella roba l, l'empatia, disse Irmgard con veemenza. Serr i pugni e and in cucina da Isidore. Non forse un modo di provare che gli umani possono fare una cosa che noi non possiamo? Perch, senza l'esperienza di Mercer, vi possiamo credere solo sulla parola che siete in grado di provare questa faccenda dell'empatia, questa cosa di gruppo, condivisa da voialtri. Come va il ragno? Si chin sopra la spalla di Pris.
Con un colpo di forbicine Pris stacc un'altra zampa al ragno. Adesso siamo a quattro, annunci. Diede una spintarella al ragno. Non vuole camminare, anche se ne sarebbe capace.
Roy Baty apparve sulla soglia, respirando rumorosamente, un'aria di vittoria sul volto. fatta! Buster l'ha detto chiaro e tondo praticamente ogni essere umano del sistema l'ha sentito: "II Mercerianesimo una truffa!" L'intera esperienza empatica non altro che una truffa. Si avvicin e guard incuriosito il ragno.
Non vuole neanche provare a camminare, l'inform Irmgard.
Adesso lo faccio camminare io. Roy Baty tir fuori una scatola di fiammiferi e ne acce-
se uno: lo accost al ragno, sempre pi vicino, finch la bestiola si trascin a fatica lonta- no dalla fonte di calore..
Visto? Avevo ragione, esclam Irmgard. Ve l'avevo detto che sarebbe riuscito a cam- minare anche con quattro zampe sole. Scrut incuriosita il volto di Isidore. Be', che hai? Gli tocc un braccio, Dai, che non hai perso niente; ti pagheremo noi il prezzo se- gnato su quel coso - come si chiama? - il catalogo Sidney. Non fare quella faccia. Non straordinario quello che hanno scoperto a proposito di Mercer? Hanno fatto un sacco di ri- cerche! Ehi, rispondi! Ansiosa, cerc di smuoverlo.
C' rimasto male, disse Pris, perch anche lui ha una scatola empatica. Nell'altra stanza. Ma davvero la usi, J.R.?
Certo che la usa. La usano tutti - o almeno la usavano. Magari adesso cominceranno ad avere qualche dubbio.
Non credo che questo metter fine al culto di Mercer, disse Pris. Per, certo che in questo momento ci sono un sacco di esseri umani scontenti. Poi, rivolta a Isidore, ag- giunse: Sono mesi che l'aspettavamo; sapevamo che sarebbe arrivata, prima o poi, que- sta denuncia di Buster. Esit un attimo, poi sbott: Ma s, perch no? Buster uno di noi.
un androide, spieg Irmgard. E nessuno se ne accorto. Voglio dire, nessuno de- gli umani.
Con le forbicine Pris tagli un'altra zampa al ragno. All'improvviso, John Isidore la spinse da parte e prese la creatura mutilata. La port al lavello e l'anneg. Anche la sua mente, le sue speranze annegarono dentro di lui. Con la stessa rapidit del ragno.
C' rimasto proprio male, disse Irmgard, innervosita. Su, non fare quella faccia, J.R.. E perch non dici niente? Poi rivolta a Pris e a suo marito disse: Mi da un sacco fastidio il fatto che se ne stia l impalato vicino al lavello e non dica niente; non ha detto una paro- la da quando abbiamo acceso la TV.
Non dipende dalla TV, disse Pris. Dipende dal ragno. Non vero, Isidore? Gli passe- r嗷, disse a Irmgard, che era andata nell'altra stanza a spegnere il televisore.
Guardando Isidore con aria divertita, Roy Baty disse: Ormai finita, Iz. Voglio dire, per il Mercerianesimo. Con un'unghia riusc a recuperare il cadavere del ragno dallo scarico del lavello. Chiss, magari questo era l'ultimo ragno. L'ultimo ragno vivo sulla terra. Fece una pausa come per riflettere. In tal caso, ormai finita anche per i ragni.
Io... non mi sento bene, farfugli Isidore. Tir gi una tazza dalla credenza; rimase per un po' - neanche lui si rese conto per quanto tempo - fermo con la tazza in mano. Poi disse a Roy Baty: Davvero il cielo dietro a Mercer dipinto? Non autentico?
Li hai visti, no, gli ingrandimenti in TV? rispose Roy Baty. Si vedevano le pennellate, no?
Il Mercerianesimo non finito, disse Isidore. Quei tre androidi avevano qualcosa che non andava, qualcosa di terribile. Il ragno, pens. Forse era davvero lultimo ragno della Terra, come diceva Roy Baty. E adesso il ragno non e ' pi; Mercer non c' pi.
Vide la polvere e le macerie dell'appartamento che siespandevano a vista d'occhio - sentiva l'arri- vo della palta, il disordine finale di tutte le forme, l'assenza che avrebbe finito con il trion- fare. Cresceva attorno a lui mentre se ne stava l fermo a carezzare la tazza di porcellana; gli sportelli della cucina scricchiolavano e si spaccavano e sent il pavimento sotto i suoi piedi cominciare a cedere.
Allung una mano e tocc la parete. La superficie si ruppe al suo tocco; granelli grigi si staccarono e caddero via, frammenti d'intonaco che somigliavano alla polvere radioattiva che cadeva all'esterno. Si sedette al tavolo di cucina e le gambe della sedia si piegarono sotto di lui come tubi vuoti e consumati; si alz in fretta, pos la tazza sul tavolo e cerc di rimettere in sesto la sedia, di ripiegarla nella sua forma giusta. La sedia gli si smont in mano, le viti che fino allora avevano tenuto insieme le varie parti saltavano fuori o rimane- vano appese a un filo. Sul tavolo vide la tazza di porcellana incrinarsi; una ragnatela di sottili crepe si dipan sotto i suoi occhi come l'ombra di una pianta rampicante, poi una scheggia si stacc dall'orlo della tazza, mettendo a nudo l'interno poroso, non smaltato.
Ma che sta facendo? La voce di Irmgard Baty gli arriv da lontano. Sta sfasciando tutto! Isidore, smetti subito di...
Non sono io che lo faccio, disse. Si diresse barcollando verso il soggiorno, voleva stare da solo; rimase in piedi vicino al divano liso a fissare la parete macchiata di giallo e punteggiata dalle tracce lasciate da tutti gli insetti ormai morti che vi avevano strisciato sopra e di nuovo gli venne in mente la carcassa del ragno con le quattro zampe superstiti. Qui dentro tutto vecchio, riflette. Ha cominciato a decomporsi tanto tempo fa e non si fermer pi. La carcassa del ragno ha conquistato tutto.
Nella cavit creatasi per il cedimento del pavimento cominciarono a manifestarsi pezzi di animali, la testa di una cornacchia, mani mummificate che una volta potevano essere state parti di scimmie. Un asino era poco lontano. Non si muoveva, ma apparentemente era vi- vo; per lo meno non era in via di decomposizione. Isidore si avvicin all'animale, sentendo crocchiare sotto i propri passi ossa che sembravano stecchi, fragili come erba secca. Ma
prima ancora di raggiungere l'asino - una dellesue creature preferite - una cornacchia di un azzurro brunito piomb dall'alto e si pos sul muso paziente dell'animale.
No!, grid lui, ma in un attimo la cornacchia aveva cavato gli occhi all'asino con il becco.Un'altra volta, pens, mi sta succedendo un'altra volta. Rester quaggi a lungo, si rese conto d'un trat- to. Come l'altra volta. Dura sempre tanto perch qui non cambia mai niente; si arriva a un punto dove non c' pi neanche la decomposizione.
Si sentiva frusciare un vento secco e tutt'intorno a lui i mucchi d'ossa si sfasciavano. Si accorse che bastava il vento per distruggerli. A questo punto. Appena prima della fine del tempo. Vorrei tanto ricordarmi come si fa a uscire da qui, pens. Alz lo sguardo ma non vide alcun appiglio.
Mercer!, invoc a gran voce. Dove sei finito? Questo il mondo della tomba e io ci sono cascato dentro un 'altra volta, ma stavolta tu non sei qui con me.
Qualcosa gli strisci sopra un piede. S'inginocchi e si mise a cercare che cos'era stato - e lo trov, perch si muoveva molto lentamente. Era il ragno mutilato che si trascinava a fatica, esitando sulle zampe superstiti. Lo raccolse e se lo mise sul palmo della mano. Le ossa, si rese conto, si sono rovesciate; il ragno ritornato in vita. Mercer deve essere vici- no.
Il vento continuava a soffiare, facendo cadre e spezzando le ossa rimaste, ma egli or- mai avvertiva la presenza di Mercer. Vieni da me!, l'invoc.Strisciami sul piede o trova qualche altro modo di raggiungermi. Va bene? Mercer, pens. Poi, ad alta voce grid: Mercer!
L'erbaccia stava invadendo l'intero paesaggio;le sue radici s'insinuavano come punte di trapano nelle pareti accanto a lui e macinavano le pareti finch le erbacce stesse non si trasformavano nelle proprie spore che si espandevano, si dividevano per poi esplodere in schegge di acciaio corroso e di cemento, i materiali di cui erano fatte le pareti. Ma la deso- lazione rimaneva anche dopo che le pareti erano scomparse; la desolazione era sulla scia di tutte le cose. Tranne che nella vaga, fragile figura di Mercer; il vecchio ora gli stava da- vanti, con una placida espressione che gli illuminava il volto.
Ma davvero il cielo solo dipinto? chiese Isidore. Sono proprio pennellate quelle che si vedono sotto ingrandimento?
S旎, rispose Mercer.
Ma io non riesco a vederle.
Perch stai troppo vicino, gli spieg Mercer. Devi metterti molto pi lontano, proprio come fanno gli androidi. Loro hanno una prospettiva migliore.
Ed per questo che sostengono che tu sei una truffa?
Ma io sono una truffa, rispose Mercer. Loro dicono la verit; le ricerche che hanno
fatto sono vere. Dal loro punto di vista io non sono che una vecchia comparsa in pensione che si chiama Al Jarry. Tutta quella roba della denuncia vera. Mi hanno intervistato a ca- sa, proprio come hanno detto; ho detto loro tutto quel che volevano sapere, cio tutto.
Compresa quella storia del whisky?
Mercer sorrise. S, era vero. Hanno fatto unottimo lavoro e dal loro punto di vista la
rivelazione di Buster Friendly era molto convincente. Avranno molti problemi a capire come mai non cambiato nulla. Come mai tu sei ancora qui e anch'io sono ancora qui.. Con un ampio gesto del braccio Mercer indic l'ertaspoglia del monte, quel luogo cos familiare. Ti ho appena tirato fuori dal mondo della tomba e continuer a tirarti fuori finch non perderai interesse e vorrai smettere. Ma sarai tu a dover smettere di cercarmi, perch io non smetter mai di cercarti.
Quella storia del whisky non mi piaciuta mica, si lament Isidore. degradante. Solo perch tu sei una persona di elevati principi morali. Io, invece, no. Io non giudico
nessuno, neanche me stesso. Mercer gli porse una mano chiusa, con il palmo in alto.
Prima che mi dimentichi, ho qualcosa qui che ti appartiene. Dischiuse le dita. Sul palmo della mano c'era il ragno mutilato, solo cheora aveva di nuovo le zampe che gli erano state tagliate.
Grazie. Isidore prese il ragno. Fece per aggiungere qualcos'altro... Un campanello d'allarme si mise a suonare come impazzito.
Roy Baty ringhi: C' un cacciatore di taglienell'edificio! Spegnete tutte le luci. Stacca- te quel cretino dalla scatola empatica; deve essere pronto alla porta. Forza... levatelo di l!
CAPITOLO DICIANNOVESIMO
John Isidore abbass lo sguardo e vide le proprie mani: erano aggrappate alla doppia maniglia della scatola empatica. Rimase l a bocca aperta a contemplarle quando d'un trat- to le luci dell'appartamento si spensero. In cucina vide che Pris si stava affrettando a spe- gnere il lume che era sul tavolo.
J.R., sta' a sentire, gli bisbigli Irmgardcon forza in un orecchio; l'aveva afferrato per una spalla, con le unghie che gli affondavano nella carne animate da un'intensa frenesia. Sembrava non fosse pi conscia delle sue azioni; nella penombra appena illuminata dalla luce notturna della citt, il volto di Irmgard era diventato distorto, astigmatico. Si era tra- sformato in una scodella senza coraggio in cui galleggiavano due occhietti impauriti e privi di palpebre. Adesso, appena lui busser, se busser, devi andare alla porta, bisbigli, fagli vedere i documenti e dirgli che questo il tuo appartamento e non c' nessun altro. Se insiste, chiedigli di mostrarti il mandato.
Pris, in piedi dall'altra parte, tesa come unarco, mormor: Non farlo entrare, J.R.. Di' quello che ti pare; fa' qualsiasi cosa, basta che lo blocchi fuori. Lo sai cosa farebbe un cac- ciatore di taglie, lasciato libero qui dentro? Ti rendi conto di cosa ci farebbe?
Staccandosi dalle due androidi femmina, Isidore cerc a tentoni la via della porta; con le mani trov la maniglia e si ferm ad ascoltare. Sent il solito silenzio del corridoio esterno: nient'altro che vuoto, che riecheggiava senza vita.
Senti niente? chiese Roy Baty, chinandosi verso di lui. Isidore avvert il forte odore che emanava da quel corpo irrigidito; ne inal la paura, la paura che si sprigionava da Roy e formava come una nebbiolina attorno a lui. Esci fuori e da un'occhiata.
Aperta la porta, Isidore guard su e gi il corridoio in penombra. Almeno qui fuori l'aria sembrava limpida, nonostante il peso della polvere accumulata. Teneva ancora in mano il ragno che Mercer gli aveva dato. Ma era davvero lo stesso che Pris aveva mutilato con le forbicine di Irmgard? Probabilmente no. Non lo avrebbe mai saputo con certezza. Ad ogni modo, era vivo; lo sentiva strisciare all'interno della mano chiusa, non mordeva: come ac- cade nella maggior parte dei ragni, le sue mandibole non erano in grado di trapassare la pelle umana.
Isidore arriv in fondo al corridoio, poi scese le scale e usc fuori su quello che era stato un sentiero a gradoni, circondato dal giardino. Naturalmente il giardino era morto durante la guerra e il sentiero era andato in mille pezzi. Ma lui ne conosceva bene la superficie ir- regolare; faceva piacere avere sotto i piedi un terreno familiare e lui lo segu fino a costeg- giare tutto il lato pi lungo dell'edificio perarrivare all'unico punto verde della zona - un metro quadrato di erbacce patite, sature di polvere. Vi deposit il ragno. Sent l'esitante incedere della creatura sulla pelle della mano, poi pi niente. Be', ormai era fatta, pens, raddrizzandosi.
Il raggio di una torcia elettrica si materializz sull'erba; nella sua luce accecante, gli steli mezzi morti delle erbacce si stagliavano netti, minacciosi. Adesso riusciva a vederlo, il ra- gno: se ne stava fermo su una fogliolina seghettata. Dunque era riuscito a mettersi in salvo.
Che cosa ha fatto? gli chiese l'uomo che teneva in mano la torcia elettrica.
Ho liberato un ragno, rispose Isidore, che si chiedeva come mai l'uomo non se ne fos-
se accorto; nel raggio di luce gialla il ragno appariva ancor pi grande di quel che era. In modo che possa cavarsela per conto suo.
Perch non se lo porta su in casa? Lo dovrebbe tenere in un vasetto. Secondo il cata- logo Sidney di gennaio, il prezzo al minuto della maggior parte dei ragni aumentato del dieci per cento. Ne poteva ricavare un centinaio di dollari e rotti.
Se lo riportassi su, lo rifarebbero a pezzi. Un pezzetto alla volta, per vedere come rea- gisce.
Solo gli androidi farebbero una cosa del genere, disse l'uomo. Infil una mano sotto la giacca e tir fuori un oggetto che apr di scatto e mise sotto il naso di Isidore.
Nella luce incerta il cacciatore di taglie sembrava un uomo di statura media, non aveva niente di impressionante. Un viso tondo e lineamenti glabri e regolari; sembrava un impie- gato di un tranquillo ufficio. Metodico, ma informale. Come aspetto non ricordava certo un semidio; non era affatto come se lo era immaginato Isidore.
Sono un investigatore del dipartimento di polizia di San Francisco. Deckard, Rick De- ckard. L'uomo richiuse di scatto il tesserino se lo rinfil nella tasca interna della giacca. Sono ancora lass? Tutti e tre?
Be', sa com'杌, disse Isidore, io mi sto prendendo cura di loro. Due sono donne. Sono gli ultimi superstiti di un gruppo; gli altri sono tutti morti. Ho portato su nel mio apparta- mento il televisore di Pris in modo che potessero vedere Buster Friendly. Buster ha provato aldil d'ogni dubbio che Mercer non esiste.Isidore si sentiva emozionato, perch sapeva una cosa cos importante - una notizia che ilcacciatore di taglie evidentemente non aveva ancora sentito.
Saliamo di sopra, ordin Deckard. Improvvisamente aveva puntato una torcia laser contro Isidore; poi, dopo un attimo di incertezza, la mise via. Lei uno speciale, vero? Un cervello di gallina.
S, per lavoro. Guido il furgoncino di... Con un sussulto d'orrore si rese conto di aver dimenticato il nome. Di... una clinica per animali, disse. La Clinica per Animali Van
Ness... di p-p-propriet del signor Hannibal Sloat.
Mi accompagna di sopra e mi fa vedere in che appartamento stanno? chiese Deckard.
Qui ci sono oltre mille appartamenti; mi farebbe risparmiare un sacco di tempo. La stanchezza gli fece tremare un po' la voce.
Se li ammazza non sar pi in grado di fondersi con Mercer, lo avvert Isidore. Non vuole accompagnarmi di sopra? Farmi vedere a che piano stanno? Mi dica almeno
il piano. L'appartamento me lo trovo da solo. No, rispose deciso Isidore.
Secondo le leggi statali e federali... cominci a dire Deckard, ma poi lasci perdere. Rinunci a interrogarlo. Buona notte, tagli corto e si allontan lungo il sentiero fino a scomparire nell'edificio, con la torcia elettrica che spillava un raggio diffuso e gialliccio da- vanti ai suoi piedi.
Una volta dentro l'edificio del condapp, RickDeckard spense la torcia elettrica; guidato dalle fioche lampadine incassate a intervalli nelle pareti, avanz lungo il corridoio mentre la sua mente lavorava. Il cervello di gallina sa che sono androidi; lo sapeva gi, prima che gli dicessi qualcosa. Per non capisce. D'altraparte, chi lo capisce? Lo capisco forse io? L'ho mai capito? E uno di loro sar il doppione di Rachael, riflette. Magari lo speciale ha vissuto con lei. Chiss se gli piaciuto, si chiese. Forse era proprio quella che lui aveva paura gli facesse a pezzi il ragno. Potrei tornare indietro e prendermi quel ragno, pens. Non ho mai trovato un animale selvatico vivo. Deve essere un'esperienza fantastica, ab- bassare lo sguardo e vedere qualcosa di vivo che sgattaiola via. Magari un giorno succede- r anche a me quello che successo a lui.
Si era portato dietro un'apparecchiatura d'ascolto dalla macchina; la mont subito, un sensore rotante e un minischermo a bolla. Nel corridoio silenzioso lo schermo non indicava nulla Su questo piano non c' niente,Deckard disse tra s e s. Spinse il selettore della verticale. Su quell'asse il sensore capt un debole segnale. Sono di sopra. Raccolse l'appa- recchiatura e la ripose nella borsa, quindi cominci a salire le scale per andare al piano successivo.
Nell'ombra l'attendeva una sagoma.
Se fai una mossa ti ritiro, esclam Rick. Era il maschio, era l, in agguato, per lui. Il
cacciatore stringeva forte la torcia laser tra le dita contratte, ma non riusciva ad alzarla e puntarla. Era stato colto di sorpresa, colto troppo presto.
Non sono un androide, disse la sagoma. Mi chiamo Mercer. Usc in una zona illumi- nata. Vivo in questo edificio per via del signor Isidore. Lo speciale con il ragno; ci hai appena parlato, l fuori.
vero che ora sono al di fuori del Mercerianesimo? chiese Rick. Come ha detto quel cervello di gallina? A causa di quello che sto per fare nei prossimi minuti?
Il signor Isidore parlava per s, non per me, disse Mercer. Quello che fai deve esse- re fatto. Te l'ho gi detto. Alz una mano e indic con un dito le scale alle spalle di Rick. Sono venuto a dirti che uno di loro dietro di te, sulle scale che vanno di sotto, e non nell'appartamento. il pi difficile dei tre edevi ritirarlo per primo. La voce anziana e frusciarne assunse un improvviso fervore. Svelto, signor Deckard. Sulle scale!
Torcia laser pronta, Rick si volt di scatto e si accovacci per fronteggiare la rampa di scale. Una figura femminile stava salendo agilmente e lui la conosceva; la riconobbe e ab- bass la torcia laser. Rachael? mormor, perplesso. Possibile che l'avesse seguito con la sua aereomobile, che l'avesse pedinato fin qui? Perch poi? Tornatene a Seattle! Lascia- mi in pace; Mercer mi ha detto che devo farlo. Ma poi vide che non si trattava di Rachael.
Per quello che siamo stati l'uno per l'altra, disse l'androide avvicinandosi a lui con le braccia tese davanti a s, come per abbrancarlo. I vestiti, pens lui, c' qualcosa che non va. Per gli occhi, gli occhi sono gli stessi. E ce ne sono altri come questo; ce ne possono essere legioni come lei, ognuna con il proprio nome, ma tutte Rachael Rosen Rachael, il prototipo, usato dai fabbricanti per proteggere gli altri. Le spar mentre lei, con fare im- plorante, si stava per gettare su di lui. L'androide esplose e alcune parti schizzarono via; Rick si copr la faccia, ma poi guard ancorae vide la torcia laser che lei nascondeva roto- lar via verso le scale; l'involucro metallico cadde rimbalzando, gradino dopo gradino, e il rumore riecheggi sempre pi lento e lontano. Il pi difficile dei tre, aveva detto Mercer. Si volt a scrutare la penombra, in cerca di Mercer. Il vecchio era sparito. Possono persegui- tarmi con tante Rachael Rosen fino a che non muoio, pens, oppure finch questo modello non diventa sorpassato, qualsiasi cosa arrivi prima. E ora andiamo a sistemare gli altri due, si disse. Uno di loro non nell'appartamento,gli aveva detto Mercer. Si rese conto d'un tratto che Mercer lo aveva protetto. Si era manifestato e gli aveva portato aiuto. La donna cio, la cosa - mi avrebbe senz'altro beccato,si disse, se Mercer non mi avesse messo in guardia. Adesso posso fare il resto da solo, si rese conto. Questo era quello impossibile; lo sapeva che non sarei stato in grado di farlo. Ma ormai fatta. Tutto finito, in un attimo. Ho fatto quello che non potevo fare. Ora i Baty li posso stanare con il sistema standard; saranno un osso duro, ma mai duro come questo. Rimase in piedi da solo nel corridoio vuoto; Mercer lo aveva lasciato perch ormai aveva compiuto la sua missione, Rachael - o meglio, Pris Stratton - era stata fatta a pezzi e ora non restava che lui. Ma altrove nell'edi- ficio c'erano i Baty e loro sapevano. Avevanopercepito quello che lui aveva fatto qui. Pro- babilmente, a questo punto, cominciavano ad aver paura sul serio. Questa era stata la loro reazione alla sua presenza nell'edificio. Ci avevano provato. Senza Mercer, ci sarebbero riusciti. Ora, per loro, era arrivato l'inverno.
Questa faccenda la devo chiudere alla svelta, pens, la missione che devo compiere; si mise a correre lungo il corridoio e tutto a un tratto la sua apparecchiatura di allarme regi- str la presenza di attivit cefalica: aveva individuato l'appartamento. Ora non c'era pi bisogno di tutti quegli strumenti; se ne sbarazz e buss alla porta dell'appartamento.
Da dentro rimbomb una voce d'uomo: Chi ?
Sono il signor Isidore, disse Rick. Fammi entrare perch io mi sto prendendo cura di
voi e d-d-due di voi sono d-d-donne.
No, questa porta non la apriamo, disse una voce femminile.
Ma io voglio vedere Buster Friendly sul televisore di Pris, insistette Rick. Ora che riuscito a provare che Mercer non esiste importante seguire il suo programma. Io guido il furgoncino della Clinica per Animali Van Ness, di propriet del signor Hannibal S-s-sloat. Si sforz di balbettare. Allora, la v-v-volete aprire questa p-p-porta? L'appartamento mio! Rimase in attesa e pian piano la porta si apr. All'interno dell'appartamento buio in- travvide delle sagome indistinte, due.
Quella pi piccola, la donna, grid: Ci deve prima sottoporre ai test.
Troppo tardi, disse Rick. La sagoma pi alta prima cerc di richiudere la porta, poi
tent di mettere in funzione un qualche congegno elettronico. No, grid Rick, sono gi entrato. Lasci che Roy Baty facesse fuoco una volta; evit di sparare finch non sent il raggio laser sfiorarlo mentre si contorceva per schivarlo. Ora che mi avete sparato avete perso i vostri diritti legali. Avreste dovuto obbligarmi a sottoporvi alla prova Voigt-Kampff. Ormai non vale pi. Ancora una volta Roy Baty gli spar un raggio laser, ma lo manc di nuovo e gett la torcia, quindi si diede alla fuga all'interno dell'appartamento, forse in u- n'altra stanza, lasciandosi dietro il congegno elettronico.
Ma come mai Pris non ti ha beccato? chiese la signora Baty.
Pris non esiste, rispose lui, ci sono solo tante Rachael Rosen, una copia dopo l'al-
tra. Si accorse che nella mano appena visibile anche lei stringeva una torcia laser; Roy Baty doveva avergliela lanciata, voleva attirarlo sempre pi dentro l'appartamento in modo che Irmgard potesse poi prenderlo alle spalle, sparandogli alla schiena. Mi dispiace, si- gnora Baty, disse Rick e fece fuoco su di lei.
Nell'altra stanza, Roy Baty lanci un urlo angosciato.
E va bene, tu l'amavi, ma anch'io amavo Rachael. E perfino lo speciale amava l'altra
Rachael. Detto questo, Rick spar anche a Roy Baty; la grossa carcassa dell'uomo si get- t di scatto in avanti, poi croll a terra come una pila troppo alta di tanti oggetti fragili e separati. And a sbattere contro il tavolo di cucina e si trascin dietro piatti e stoviglie. I circuiti dei riflessi lo fecero fibrillare e contorcersi per un po', ma ormai era morto. Rick lo ignor: non vedeva quel corpo come non vedeva quello di Irmgard Baty vicino alla porta d'ingresso.Ho beccato anche l'ultimo,si rese conto a un tratto. E con questo, oggi, sono sei; quasi un record. E ora non ce ne sono pi e posso tornarmene a casa da Iran e dalla capra. E una volta tanto avremo abbastanza soldi.
Si lasci cadere sul divano e dopo un po'che se ne stava l, in mezzo al silenzio dell'appartamento, tra gli oggetti immobili, ilsignor Isidore, lo speciale, apparve sulla porta.
Meglio non guardare, gli disse Rick.
L'ho vista laggi, sulle scale. Pris. Lo speciale stava piangendo.
Non se la prenda tanto a cuore, gli consigli Rick. Si alz in piedi, ma fu colto da ver- tigini, si reggeva a fatica. Dove ha il telefono?
Lo speciale non disse niente, non si mosse, rimase l impalato. Perci Rick si mise a dar la caccia al telefono da solo, lo trov e fece il numero dell'ufficio di Harry Bryant.
CAPITOLO VENTESIMO
Bene, disse Harry Briant, appena Rick ebbe finito di fare rapporto. Be', Ora vatti a riposare un po'. Mandiamo subito una macchina a raccogliere i tre corpi.
Rick Deckard riagganci. Gli androidi sono stupidi, disse allo speciale, sfogando la sua rabbia. Roy Baty non riusciva a distinguere me da te; credeva fossi tu alla porta. La poli- zia ripulir questo posto; perch non ti trasferisci in un altro appartamento finch non fini- scono? Non vorrai mica stare qui con questi avanzi.
Me ne v-v-vado da questo palazzo, disse Isidore. Mi trasferisco in c-c-centro, dove c' pi g-g-gente.
Mi pare ci sia un appartamento libero dove abito io, l'inform Rick. Non mi v-v-va di abitare v-v-vicino a lei, balbett Isidore. Comunque, va' di sopra o esci. Non rimanere qui dentro.
Lo speciale, non sapendo che fare, vacill un po' ; tutta una serie di espressioni gli at- traversarono il volto, poi gir sui tacchi e usc dall'appartamento, lasciando Rick da solo.
Che razza di mestiere mi tocca fare, pens Rick. Sono un flagello, come la carestia o la peste. Dovunque vado l'antica maledizione misegue. Come ha detto Mercer, mi si chiede di fare quel che sbagliato. Tutto quel che ho fatto sbagliato, sin dall'inizio. Comunque, ora di andare a casa. Magari dopo un po' che me ne sar stato l insieme a Iran, riuscir a dimenticare.
Quando arriv al suo palazzo, Iran gli venne incontro sul terrazzo. Lo guardava con u- n'espressione strana, sembrava sconvolta; intanti anni che stavano insieme non l'aveva mai vista in quello stato.
Le mise un braccio attorno alle spalle e disse: Ad ogni modo finita. Sai, ci ho riflettuto su parecchio: forse Harry Bryant mi pu assegnare a un...
Rick, disse lei. Ti devo dire una cosa. Mi dispiace, ma la capra morta. Chiss perch la cosa non lo colse di sorpresa; lo fece solo sentire ancora peggio,
un'ulteriore aggiunta alla quantit di peso chel'opprimeva da ogni parte. Credo ci sia una clausola di garanzia nel contratto, disse. Se l'animale si ammala entro novanta giorni il venditore tenuto a...
Non era ammalata. Qualcuno... Iran si schiar la gola e prosegu con voce strozzata, qualcuno venuto qui, ha preso la capra dalla gabbia e l'ha trascinata sul bordo della terrazza.
E poi l'ha spinta di sotto? chiese lui. S旎, annu lei.
Hai visto chi stato?
L'ho visto benissimo, disse Iran. Barbour era ancora in terrazza a gingillarsi con il
cavallo; sceso gi a chiamarmi e abbiamo telefonato alla polizia, ma a quel punto l'ani- male era gi morto e lei se ne era andata. Una ragazza giovane, piccolina, magra, dai ca- pelli scuri e grandi occhi neri. Aveva un soprabito a squame di pesce e portava una specie di borsa da postino a tracolla. E non ha fatto niente per evitare di farsi vedere da noi. Sembrava che non le importasse niente.
No, non le importava niente. A Rachael non gliene fregava niente se la vedevi o meno; anzi, voleva che la vedessi, cos io avrei saputo chi era stato. Rick baci sua moglie. E tu sei rimasta qui ad aspettare tutto quel tempo?
No, solo da una mezz'ora. successo pocofa, mezz'ora fa. Delicatamente Iran ricam- bi il bacio. terribile e, oltretutto, non ha alcun senso.
Rick si volt verso la macchina che aveva appena parcheggiato, apr la portiera e si rimi- se al volante. No, un senso ce l'ha, eccome,mormor. Lei aveva o credeva di avere un
motivo per farlo. Un motivo da androide, pens.
Ma dove vai? Perch non vieni gi e... resti un po' con me? Alla televisione hanno dato
una notizia sconvolgente; Buster Friendly sostiene che Mercer una truffa. Tu che ne dici, Rick? Secondo te, vero?
tutto vero, rispose lui. Tutto quello che la gente ha mai pensato vero. Accese il motore dell'aereomobile.
Ma tu stai bene?
Sto bene, la rassicur, e sto per morire, aggiunse tra s e s. Anche entrambe queste
cose sono vere. Chiuse la portiera e lanci un saluto con la mano a Iran, quindi decoll e spar ben presto in cielo.
Una volta, pens, avrei visto le stelle. Anni fa. Ma ora non c' altro che polvere; sono anni che nessuno vede pi le stelle, perlomeno non dalla Terra. Magari me ne andr da qualche parte dove si vedono ancora le stelle, si disse, mentre la macchina guadagnava velocit e altitudine. Si allontan da San Francisco, verso i desolati deserti del nord. In un posto dove nessun essere vivente andrebbe. A meno che non sentisse che la sua fine fosse vicina.
CAPITOLO VENTUNESIMO
Alla luce dell'alba la terra sotto di lui sembrava estendersi per sempre, uniformemente grigia e cosparsa di rifiuti. Macigni grossi come case erano rotolati fino a fermarsi l'uno ac- canto all'altro e Rick pens: come un ufficio spedizioni dopo che tutta la merce stata mandata via. Rimangono solo pezzi di casse rotte, gli involucri che di per s non vogliono dir niente. Una volta, riflette, qui ci crescevano raccolti, gli animali ci pascolavano. Pensare che degli esseri viventi potessero aver brucato l'erba in questo posto aveva un che di stra- ordinario.
Che posto strano, riflett, e pensare che tutta quella vita sparita.
Fece planare verso il basso l'aereomobile e per un bel pezzo segu il profilo della superfi-
cie. Che direbbe di me Dave Holden, se mi vedesse adesso? si chiese. In un certo senso, ora sono il pi grande cacciatore di taglie che sia mai vissuto; nessuno mai riuscito a riti- rare sei modelli Nexus-6 nell'arco di ventiquattro ore e con ogni probabilit nessuno ci riu- scir pi. Dovrei telefonargli, disse tra s e s.
Una collina affollata gli si par dinanzi; si alz con l'aereomobile, mentre il mondo gli pa- reva avvicinarsi a lui a gran velocit. La stanchezza, pens; non dovrei continuare a guida- re. Spense i motori e veleggi per un po', prima di atterrare. L'aereomobile rotol e sob- balz sul pendio della collina, smuovendo le pietre; risal qualche metro e poi si ferm stri- dendo e traballando.
Deckard prese il ricevitore del telefono di bordo e chiam il centralino di San Francisco. Mi passi l'ospedale Mount Zion, le disse.
Ben presto apparve sullo schermo un'altra centralinista. Qui ospedale Mount Zion, prego.
Da voi c' un paziente che si chiama Dave Holden. possibile parlare con lui? in gra- do di rispondere al telefono?
Un momento che controllo, signore. Lo schermo si svuot. Il tempo passava. Rick ina- l un pizzico di miscela del dottor Johnson e rabbrivid; con i riscaldamenti di bordo spenti, la temperatura era precipitata. Il dottor Costa dice che il signor Holden non pu ricevere chiamate, gli disse la centralinista, riapparendo sullo schermo.
Sono questioni di servizio, rispose lui, mostrando allo schermo i suoi documenti d'i- dentit.
Un attimo. La centralinista spar di nuovoalla vista. Rick annus un altro pizzico di miscela del dottor Johnson; il sapore del mentolo gli diede un po' di nausea: era troppo presto di mattina. Tir gi il finestrino dell'abitacolo e gett la scatoletta di latta gialla tra i detriti. No, signore, disse la centralinista, riapparsa sullo schermo. Il dottor Costa non crede che le condizioni del signor Holden gli permettano di ricevere delle chiamate, anche se sono urgenti, per almeno...
Va bene, va bene, tagli corto Rick e riappese.
Anche nell'aria c'era qualcosa che gli dava la nausea; rialz il finestrino.
Dave fuori gioco, riflette. Chiss come mai a me non mi hanno beccato. Perch mi sono mosso in fretta, decise. Tutto in una giornata; non potevano aspettarselo. Harry Bryant aveva ragione.
Ormai faceva troppo freddo in macchina, cos spalanc la portiera e scese. Un vento fastidioso e inaspettato gli si insinu sotto i vestiti e allora cominci a camminale e a fregarsi le mani.
Sarebbe stato bello parlare con Dave, pens. Dave avrebbe approvato quel che ho fatto. Ma lui avrebbe capito anche l'altra parte, quella che secondo me neanche Mercer ha capi- to. Per Mercer tutto facile, pens, perch lui accetta tutto. Nulla gli alieno. Ma quello
che ho fatto io. riflette, ormai alieno anche a me stesso. Anzi, tutto quello che mi riguar- da diventato innaturale; sono diventato io stesso un essere innaturale.
S'inerpic su per la collina e a ogni passo il peso che l'opprimeva aumentava.Sono trop- po stanco, pens, per arrampicarmi quass. Si ferm e si asciug il sudore che gli bruciava gli occhi, lacrime salate prodotte dalla sua pelle, da tutto il suo corpo indolenzito. Poi ebbe un moto di rabbia verso se stesso e sput - sput sul terreno spoglio per rabbia e per di- sprezzo verso se stesso, con odio genuino. Poi riprese ad avanzare a passi pesanti su per il pendio, in quel posto solitario e strano, lontano da qualsiasi cosa; dove non c'era niente di vivo, a parte lui.
Il calore. Ora faceva caldo; evidentemente era passato del tempo. E poi aveva fame. Non aveva mangiato chiss da quanto tempo. La sensazione combinata di calore e fame gli fece venire in bocca un sapore velenoso che somigliava alla sconfitta. S,pens, ecco di che si tratta: in qualche misterioso modo sono stato sconfitto. per aver ucciso gli androi- di? O perch Rachael mi ha ammazzato la capra? Non lo sapeva, ma man mano che ar- rancava una coltre indistinta e quasi allucinatoria gli annebbi pian piano la vista; a un certo punto, senza sapere come, si ritrov a un passo dal precipitare in un burrone che quasi certamente gli sarebbe stato fatale - Una caduta cos umiliante e inevitabile,pens; una caduta senza fine e senza testimoni. Qui non c'era nessuno che potesse registrare la degradazione, sua o di chiunque altro, e anche qualsiasi reazione di coraggio o di orgoglio si fosse manifestata alla fine non sarebbe stata notata: le pietre morte, l'erbacce che la polvere aveva appassito e prosciugato non percepivano niente, non ricordavano niente, n di lui n d se stesse.
Fu allora che la prima pietra - e non era certo una morbida pietra di gommapiuma - lo colp vicino l'inguine. E il dolore, la primanozione della sofferenza e dell'isolamento as- soluto, gli si propag in tutto il corpo nella sua forma concreta e senza maschera.
Si ferm. Ma poi, pungolato - da un pungolo invisibile, ma reale e irresistibile - riprese la sua ascesa. Sto rotolando in salita, pens, come le pietre; faccio quel che fanno le pietre, rotolo senza l'intervento della volont. E senza alcun senso.
Mercer! grid, ansante; si ferm, rest immobile: davanti a s scorgeva una sagoma indistinta, immobile. Wilbur Mercer, sei tu? Dio mio, si rese a un tratto conto, la mia ombra. Devo andarmene di qui, devo scendere da questa montagna!
Cominci a scendere a precipizio. A un certo punto cadde; nuvole di polvere oscurarono tutto e lui scapp da quella polvere - correndo sempre pi veloce, scivolando, inciampando nelle pietre smosse. Davanti a s vide la propria macchina. Sono tornato al punto di par- tenza, si disse. Sono sceso dal pendio. Apr la portiera e s'infil nell'abitacolo.
Ma chi che me l'ha tirata la pietra?si chiese. Nessuno. Ma allora perch la cosa mi da tanto fastidio? M' gi successo una volta, durante la fusione. Mentre usavo la mia scatola empatica, come fanno tutti. Non certo un 'esperienza nuova. Per, questa lo era. Perch, pens, l'ho avuta da solo.
Con mani tremanti tir fuori dal cassetto del cruscotto una scatoletta nuova di miscela da fiuto. Tolse il nastro di protezione e ne annus un pizzico abbondante; si ripos un at- timo, seduto per met nella macchina e met fuori, con i piedi che ancora toccavano il suolo arido e polveroso. Questo era l'ultimo posto in cui dovevo venire,si rese conto. Non avrei dovuto volare fin qui. E ora era troppo stanco per intraprendere il viaggio di ritorno.
Se solo potessi fare quattro chiacchiere con Dave, pens, andrebbe tutto a posto; potrei andarmene da qui, tornare a casa e mettermi a letto. Dopo tutto ho ancora la mia pecora elettrica e ho ancora il mio lavoro. Ci saranno altri droidi da ritirare; la mia carriera non certo finita; non ho mica ritirato l'ultimo droide che c'era. Forse il problema tutto qui, pens, forse ho paura che non ce ne siano pi.
Guard l'orologio. Le nove e mezza.
Prese il ricevitore e fece il numero del palazzo di giustizia di Lombard Street. Mi faccia parlare con l'ispettore Bryant, disse alla signorina Wild, la centralinista della polizia.
L'ispettore Bryant non nel suo ufficio, signor Deckard, fuori in macchina, ma non riesco a contattarlo l. Deve essere uscito un momento dalla vettura.
Le ha detto dove sarebbe andato, per caso?
Qualcosa che aveva a che fare con gli androidi che lei ha ritirato la notte scorsa. Mi faccia parlare con la mia segretaria, allora. Un attimo dopo il volto triangolare e color arancio di Ann Marsten apparve sullo scher-
mo. Oh, signor Deckard -l'ispettore Bryant ha cercato di mettersi in contatto con lei. Cre- do che proporr il suo nome all'ispettore-capoCutter per farle dare una citazione. Per via dei sei...
So benissimo quel che ho fatto, l'interruppe lui.
una cosa mai successa prima. Ah, un'altra cosa, signor Deckard; ha chiamato anche
sua moglie. Vuole sapere se lei sta bene. Sta bene? Rick non rispose.
Ad ogni modo, prosegu la signorina Marsten, forse dovrebbe chiamarla e dirglielo. Ha lasciato detto che sarebbe rimasta in casa, in attesa di sue notizie.
Ha sentito cos' successo alla mia capra?
No, non sapevo neanche che lei avesse una capra. Be', me l'hanno fatta fuori.
Chi stato, signor Deckard? Ladri di animali? Abbiamo appena ricevuto un rapporto su una nuova grande banda, probabilmente composta di adolescenti, che agisce in...
No, ladri di vite... disse lui.
Non la capisco, signor Deckard. Ann Marsten lo scrut attentamente nello schermo.
Ma lei ha un aspetto terribile, signor Deckard. Sembra stanchissimo. Oddio, ha pure del sangue sulla guancia.
Si port una mano al viso e sent il sangue.Doveva essere stata un'altra pietra. Eviden- temente era stato colpito da pi di una.
Ha una faccia... riprese la signorina Marsten, sembra Wilbur Mercer.
vero, rispose lui. Io sono Wilbur Mercer; mi sono fuso con lui per sempre. Non rie-
sco pi staccarmi da lui. Sono qui che aspetto di staccarmi, seduto da qualche parte vicino al confine dell'Oregon.
Vuole che mandiamo qualcuno? Una macchina di servizio che venga a prenderla? No, disse lui. Io non sono pi in servizio. chiaro che lei ieri ha lavorato troppo, signor Deckard, disse la segretaria in tono di
rimprovero. Quello di cui ha bisogno ora un po' di riposo a letto. Signor Deckard, lei il nostro miglior cacciatore di taglie, il pi bravo che abbiamo mai avuto. Lo dir all'ispettore Bryant quando torna; intanto lei vada subito a casa e s'infili a letto. Chiami sua moglie, si- gnor Deckard, perch tanto, tanto in pensiero per lei. L'ho capito subito, appena l'ho vista. Siete entrambi ridotti maluccio.
per via della capra, disse lui. Non sono mica gli androidi; Rachael si sbagliava - non ho fatto nessuna fatica a ritirarli. E anche lo speciale si sbagliava sul fatto che non mi sarei potuto fondere pi con Mercer. L'unicoche non si sbagliato proprio Mercer.
Far meglio a tornarsene quaggi, signor Deckard. Dove c' gente. Lass vicino all'O- regon ormai non c' pi niente di vivo; non cos? solo, non vero?
strano, disse Rick, ma avevo una foltissima, assoluta sensazione, un'illusione concretissima, di essere diventato Mercer e che la gente mi tirava le pietre. Per, non era quello che si prova quando ci si attacca alle maniglie della scatola empatica. Quando si usa uno di quegli aggeggi si ha la sensazione di essere con Mercer. La differenza era che io non ero con nessuno; ero completamente solo.
Lo sa, adesso gira voce che Mercer sia una truffa.
Mercer non affatto una truffa, ribatt lui. A meno che tutta la realt non sia una
truffa. Come questa collina, pens. Questa polvere e tutte queste pietre, ognuna diversa dall'altra.Ho paura, continu, che non riuscir pi a smettere di essere Mercer. Una volta che si comincia troppo tardi per tornare indietro. Sar ancora costretto a inerpi- carmi lassa? si chiese. Per sempre, come Mercer... intrappolato dall'eternit!Arnvederci, disse alla segretaria e fece per appendere.
Chiamer sua moglie? Me lo promette?
S旎, annu. Grazie di tutto, Ann. Riappese.Riposo a letto, pens. L'ultima volta che
sono stato a letto ero con Rachael. Una violazione delle regole. Accoppiamento con androide. Assolutamente fuori legge, sia qui che sulle colonie. Lei deve essere ormai tornata a Seattle. Con gli altri Rosen, quelli in carne e ossa e quelli umanoidi. Vorrei tanto poterti fare il male che hai fatto a me, pens. Ma a un androide non gli si pu fare niente, perch se ne strafregano. Se t'avessi uccisa ieri sera, adesso la mia capra sarebbe ancora viva. l che ho preso la decisione sbagliata. S,pens, cominciato tutto da l e dal fatto che so- no venuto a letto con te. Comunque su una cosa avevi ragione; stata un 'esperienza che mi ha cambiato. Ma non certo come dicevi tu.
Mi ha cambiato molto in peggio, decise.
Eppure non me ne importa niente. Non me ne importa pi. Non dopo quello che mi
successo lass, pens, vicino alla cima di quella collina. Chiss che cosa sarebbe accaduto dopo, se avessi continuato a inerpicarmi fino a raggiungere la cima. Perch l che Mercer sembra morire. l che il trionfo di Mercer si manifesta in pieno, alla fine del grande ciclo siderale.
Ma se io sono Mercer, pens, non posso morire, neanche tra un migliaio d'anni. Mercer immortale!
Ancora una volta alz il ricevitore del telefono per chiamare sua moglie. Invece, rest come paralizzato.
CAPITOLO VENTIDUESIMO
Rimise a posto il ricevitore senza togliere gli occhi dal punto scuro che si era mosso appena fuori dalla macchina. Sul terreno, in mezzo alle pietre, c'era come un rigonfiamento. Un animale, disse tra s e s. E il suo cuore perse qualche colpo sotto il peso eccessivo, lo choc del riconoscimento. So che cos',si rese conto all'improvviso;non ne ho mai visto uno prima, ma lo riconosco da uno d quei vecchi documentali naturalistici che mandano in onda sulla rete del governo.
Ma sono estinti! esclam dentro di s; tir subito fuori la copia ormai consunta del Sid- ney e ne sfogli le pagine con dita tremanti.
ROSPO (Bufonidae), tutte le variet ...E
Erano ormai anni che era estinto. La bestiola pi cara a Wilbur Mercer, insieme all'asino.
Ma il rospo veniva prima di tutti.
Ho bisogno di una scatola. Si contorse tutto, ma sul retro della macchina non vide niente
che facesse al caso; salt gi, and al bagagliaio, ne fece scattare la serratura e lo apr. C'era un contenitore di cartone con dentro unapompetta di alimentazione di ricambio. Tir fuori la pompetta, trov dell'ispido spago di canapa, gir lentamente attorno alla macchina e si diresse al punto dove si trovava il rospo, senza togliergli gli occhi di dosso.
L'animale, not, si mimetizzava perfettamente con la grana e il colore dell'onnipresente polvere. Forse aveva subito un'evoluzione, adattandosi al nuovo clima come si era adat- tato a tutti i climi precedenti. Se non si fosse mosso, non l'avrebbe mai visto; eppure era stato seduto a non pi di due metri di distanza da lui. Che succedeva quando si trovava - se ci si riusciva - un animale considerato estinto? si chiese, sforzandosi di ricordare. Suc- cedeva cos di rado. Gli pareva che si riceveva una stella d'onore dall'ONU e un premio in denaro. Una ricompensa di milioni di dollari. E, tra le tante le possibilit che c'erano, anda- re a trovare proprio la bestiola pi sacra a Mercer. Ges, pens; non pu essere. Forse di- pende da qualche danno cerebrale che ho subito: sono rimasto troppo esposto alla radio- attivit. Sono diventato uno speciale, pens. Mi deve essere successo qualcosa. Come a quel cervello di gallina di Isidore con il suo ragno; quello che successo a lui sta succe- dendo anche a me. Oppure una cosa organizzata da Mercer? Ma Mercer sono io, no? L'ho organizzata io; sono stato io a trovare il rospo. L'ho trovato perch vedo attraverso gli occhi di Mercer.
Si accovacci vicino al rospo. L'animale aveva spinto da una parte la terra per farsi una tana, spostando la polvere con il didietro. Solo la testa piatta e gli occhi spuntavano dal terreno. Nel frattempo il suo metabolismo aveva rallentato fin quasi a fermarsi e l'animale era entrato in una specie di trance. Negli occhi non c'era una scintilla, nessuna consapevo- lezza della presenza di Rick, che terrorizzato pens: morto, magari di sete. Lo aveva vi- sto muoversi, per.
Pos a terra la scatola e cominci a spazzare via con grande cautela la terra smossa at- torno al rospo. L'animale non sembrava opporsi, ma naturalmente era perch non si ren- deva neanche conto della sua esistenza.
Quando sollev il rospo dalla tana avvert lastrana freddezza della pelle; nelle sue mani il corpo sembrava secco e rugoso - quasi flaccido - ed era freddo come fosse stato, fino a quel momento, in una grotta nelle viscere pi profonde della Terra, lontanissima dal sole. In quel momento il rospo si mosse: con le zampe posteriori fece un debole tentativo di staccarsi dalla sua presa, cercando istintivamente un modo per ricadere in terra. pure grosso, pens: adulto e saggio. Capace, a modo suo, di sopravvivere anche a quello a cui noi, in realt, non riusciamo a sopravvivere. Mi chiedo dove trovi l'acqua per le sue uova.
E cos questo che Mercer vede,pens, mentre con estrema cura legava la scatola di
cartone, girandole pi volte lo spago tutt'attorno.Vita che noi non riusciamo pi a vedere; vita sepolta con cura fin quasi alla fronte nella carcassa di un mondo morto. In ogni pi piccolo granello dell'universo probabilmente Mercer riesce a vedere la vita invisibile. Ades- so lo so, pens. E una volta che ho imparato a guardare attraverso gli occhi di Mercer, magari non smetter pi.
E nessun androide, pens, taglier le zampe al mio rospo. Come hanno fatto al ragno di quel cervello di gallina.
Depose con cautela la scatola di cartone tutta legata sul sedile dell'aereomobile e si mise al volante. come esser ridiventati bambini, pens. Ormai tutto il peso che sentiva prima, la stanchezza oppressiva e monumentale, lo aveva abbandonato. Aspetta che Iran senta questa novit; afferr il videoricevitore e cominci a fare il numero. Poi si ferm. No, le fa- r una sorpresa, decise. Ci vorranno solo trenta o quaranta minuti di volo per tornare a casa.
Riaccese il motore e dopo qualche secondo sfrecciava gi impaziente nel cielo in direzio- ne di San Francisco, settecento miglia pi a sud.
Iran Deckard era seduta alla tastiera del modulatore d'umore Penfield e con la punta dell'indice destro sfiorava i tasti numerati. Manon li premeva; si sentiva troppo depressa e svogliata per desiderare alcunch: si sentiva oppressa da un peso che la tagliava fuori dal futuro e le precludeva qualsiasi opportunit che avrebbe potuto in precedenza contenere. Se Rick fosse qui, pens, mi convincerebbe a premere il tre e cos mi ritroverei con la vo- glia di selezionare qualcosa d'importante, una gioia esuberante o se non proprio quella, magari un 888, il desiderio di guardare la TV qualsiasi cosa trasmetta. A proposito, chiss che cosa trasmettono a quest'ora,pens. Ma poi si domand ancora una volta che fine avesse fatto Rick. Pu darsi che stia tornando a casa o forse no, disse tra s e s, senten- dosi le ossa che con l'et le si ritiravano dentro.
Qualcuno buss alla porta dell'appartamento.Iran pos il manuale del Penfield e salt su dalla sedia, pensando: Non ho pi bisogno di selezionare, ora; se Rick, ho gi l'umore giusto. Corse alla porta d'ingresso e la spalanc.
Ciao, disse lui. Eccolo l, un taglio sulla guancia, i vestiti sgualciti e grigi, perfino i ca- pelli saturi di polvere. Anche le mani, la faccia - la polvere gli si era attaccata dappertutto tranne che sugli occhi, che brillavano spalancati dallo stupore, come gli occhi di un ragaz- zino; ha l'aspetto di un bambino che stato fuori a giocare e adesso ora di smettere e di tornare a casa. Per riposare e lavarsi e raccontare le meraviglie della sua giornata.
bello rivederti, gli disse Iran. Ho una sorpresa. Teneva davanti a s, con entram- be le mani, una scatola di cartone; entr in casa ma non la pos. Come se, pens la mo- glie, contenesse qualcosa di troppo fragile e troppo prezioso da lasciare andare; come se volesse tenerlo per sempre tra le mani.
Ti preparo una bella tazza di caff杌, gli disse. And in cucina e premette il pulsante per il caff; dopo un attimo depose una gran tazza fumante sul tavolo, al posto dove di solito sedeva lui. Sempre tenendo la scatola con ogni precauzione, lui si sedette, gli occhi ancora pieni di quello stupore infantile. In tutti gli anni che avevano passato insieme non gliela aveva mai vista questa espressione. Gli era successo qualcosa dall'ultima volta che l'aveva visto; da quando, la sera prima, se n'era andato all'improvviso in macchina. Ora era torna- to e si era portato dietro questa scatola: dentro ci doveva essere tutto quello che gli era accaduto nel frattempo.
Io me ne vado a dormire, annunci lui. Tutta la giornata. Ho chiamato l'ufficio e ho parlato con Harry Bryant; mi ha detto di prendermi la giornata libera e di riposare. Ed esattamente quello che ho intenzione di fare. Con estrema cautela pos la scatola sul ta- volo e prese la tazza di caff; obbediente, la scol perch lei voleva che prendesse il caff.
Iran si sedette di fronte a lui e gli chiese: Che cosa hai in quella scatola, Rick?
Un rospo.
Posso vederlo? Lo guard mentre scioglieva lo spago e toglieva il coperchio. Oh!
esclam Iran appena vide il rospo; chiss perch quella bestia la spaventava. Morde? gli chiese.
Prendilo pure. Non morde mica; i rospi non hanno denti. Rick tir fuori il rospo e glie- lo porse. Superando l'avversione che provava, lei lo accett. Credevo che i rospi fossero estinti, disse, mentre se lo rigirava tra le mani, curiosa di vedergli le zampe; sembravano quasi appendici superflue. Sanno saltare come le rane? Voglio dire, pu saltarmi all'im- provviso dalle mani?
I rospi hanno le zampe deboli, spieg Rick. la principale differenza tra loro e le rane, oltre al fatto che non vivono in acqua. Una rana deve stare vicino all'acqua, ma un ro- spo pu vivere anche in un deserto. Infatti questo l'ho trovato in un luogo deserto, vicino al confine con l'Oregon. Dove tutto il resto morto. Allung le mani per riprendere la be- stiola. Ma lei aveva scoperto una cosa; sempre tenendolo rovesciato, gli tast la pancia e poi, con un'unghia scopr il piccolo pannello di controllo e ne apr con uno scatto il coper- chio.
Oh! La delusione s'impossess pian piano della sua faccia. Ah, be', adesso capisco; hai ragione tu. Avvilito, scrut in silenzio l'animale finto; lo tolse dalle mani di lei e
giocherell perplesso con le zampe - sembrava non capire bene quel che era successo. Poi lo ripose con cura nella scatola. Chiss come andato a finire in quella parte desolata della California. Qualcuno deve avercelo per forza portato. Non c' modo di sapere come o perch榛.
Forse non avrei dovuto dirtelo - che era artificiale. Iran allung una mano e gli tocc il braccio; si sentiva un po' in colpa, vedendol'effetto, il cambiamento, che la rivelazione a- veva avuto su di lui.
No, rispose Rick. meglio che lo so. O piuttosto... Tacque per un attimo. Insom- ma, preferisco saperlo.
Vuoi usare un po' il modulatore d'umori? Cos, magari, ti senti meglio? Hai sempre sa- puto sfruttarlo al massimo, pi di quanto sappia fare io.
Non fa niente, adesso mi passa. Scosse la testa, come se, ancora sbigottito, cercasse di chiarirsi le idee. Il ragno che Mercer ha dato a Isidore, il cervello di gallina - probabil- mente era anche quello artificiale. Ma non importa. Anche questi cosi elettrici hanno una loro vita. Anche se non hanno poi un gran valore.
Sembra che tu abbia camminato per cento miglia, gli disse Iran. stata una giornata lunga, annu lui.
Mettiti a letto e dormi un po'.
Lui allora la fiss, come perplesso. finita, vero? Sembr affidarsi completamente a
lei, come se si aspettasse che lei fosse in grado di dirglielo, come se lei lo sapesse. Come se detta da lui la cosa non avesse significato niente; dubitava delle sue stesse parole; non sarebbero diventate reali, finch lei non fosse stata d'accordo.
finita disse lei.
Dio, che missione mi hanno affidato, peggio di una maratona, disse Rick. Una volta
cominciata non c' stato verso di interromperla;ha continuato a trascinarmisi dietro finch non sono arrivato ai Baty e poi, d'un tratto, non avevo pi niente da fare. E alla fine, quel- la... Esit, evidentemente stupito da quello che stava per dire. Quella stata la parte peggiore, disse infine, dopo aver finito. Non potevo fermarmi perch dopo essermi fer- mato non ci sarebbe stato pi niente. Avevi ragione tu, ieri mattina, quando mi hai detto che non ero altro che un rozzo sbirro con rozze mani da sbirro.
Non ho pi quell'impressione, disse lei. Sono solo contenta, accidenti, di averti di nuovo in casa dove dovresti essere. Lo baci e la cosa sembr fargli piacere; il volto gli
s'illumin, quasi quanto prima - prima di rivelargli che il rospo era artificiale. Secondo te ho sbagliato? chiese lui. Cio, a fare quel che ho fatto? No.
Mercer ha detto che era sbagliato, ma che dovevo farlo lo stesso. Per strano. A volte meglio fare la cosa sbagliata piuttosto che quella giusta.
la maledizione che incombe su di noi, spieg Iran. Quella di cui parla sempre Mer- cer.
Vuoi dire la polvere? chiese lui.
No, gli assassini che l'hanno trovato quando lui aveva solo sedici anni, quando gli dis-
sero che non poteva far tornare indietro il tempo e riportare in vita le cose. Perci ora non pu fare altro che lasciarsi trascinare dalla vita, e andare dove lo porta, cio verso la morte. E gli assassini gli tirano le pietre; sono loro che gliele tirano. Lo inseguono ancora. In realt, inseguono anche tutti noi. stato uno di loro a farti quel taglio sulla guancia, ve- ro?
S旎, rispose lui con un fil di voce.
Ti metti a letto, adesso? Se vuoi, ti regolo il modulatore sul 670. Che effetto ha? chiese Rick.
Tranquillit a lungo cercata, rispose Iran.
Lui si alz e rimase in piedi a fatica, la faccia assonnata e confusa, come se una miriade
di battaglie fossero montate e avanzate sulla sua pelle nel corso di molti anni. Poi, pian piano, riusc a farsi strada verso la camerada letto. Va bene, disse. Vada per la tran- quillit a lungo cercata. Si sdrai sul letto, con la polvere che dai vestiti gli cadeva sulle lenzuola immacolate.
Non c' neanche bisogno di mettere in funzione il modulatore di umori,si rese conto I- ran appena spinse il pulsante che oscurava le finestre. La luce grigiastra del giorno scom- parve.
Dopo un attimo, Rick s'era gi assopito.
Iran rimase con lui per un attimo, tenendolo d'occhio per controllare che non si sveglias-
se e non si tirasse di scatto su a sedere come a volte gli capitava di notte. Poi, dopo un po' ritorn in cucina e si risedette al tavolo.
Accanto a lei il rospo elettrico si agitava e frusciava dentro la scatola; Iran si chiese cosa "mangiasse" e quanto sarebbe costato farlo riparare. Decise che doveva nutrirsi di mosche artificiali.
Apr l'elenco telefonico e consult le pagine gialle sottoanimali elettrici, accessori; fece il numero e appena la commessa rispose, disse: Per favore, vorrei ordinare mezzo chilo di mosche artificiali, di quelle che volano e ronzano per davvero.
Servono per una tartaruga elettrica, signora? No, per un rospo.
Allora le suggerirei il nostro assortimento di insetti striscianti e volanti, ce ne sono di tutti i tipi, compresi...
Mi bastano le mosche, tagli corto Iran. Fate anche le consegne a domicilio? Sa, non voglio uscire di casa; mio marito dorme e voglio assicurarmi che stia bene.
La commessa aggiunse: Per il rospo le suggerirei anche una pozzanghera a ricambio automatico, a meno che non si tratti di un rospo cornuto, nel qual caso abbiamo un kit contenente sabbia, ciottoli colorati e pezzetti di residui organici. E se lei desidera abituarlo a un ciclo nutritivo regolare le consiglierei di rivolgersi al nostro reparto manutenzione per fargli registrare periodicamente la lingua. Per un rospo un controllo vitale.
Va bene, disse Iran. Lo voglio in perfetta efficienza. Mio marito gli molto affeziona- to. Le dett l'indirizzo e riappese.
Poi, sentendosi gi meglio, finalmente si prepar una bella tazza di caff nero e fuman-
te.
NOTA BIOGRAFICA
Questa uscita in pocket di "Biade Runner" (noto anche come "II Cacciatore di Androidi", o "Do Androids Dream of Electric Sheep?") e del suo seguito "Replicant Night" (a firma K.W. Jeter) si inquadra in un discorso armonico e coerente che la Casa Editrice Fanucci ha intrapreso, ormai da molti anni, sull'opera di questo grandissimo autore prematuramente scomparso nel 1982, quando ancora non aveva raggiunto il successo presso il grande pubblico.
Avvolto in un alone di tragico pessimismo, che si port appresso per tutta la vita e che intrise in maniera profonda tutti i suoi scritti, Dick rimane secondo me (e non sono il solo a condividere questa opinione) l'autore piimportante della fantascienza moderna.
Molti saggi e interi libri sono stati scritti sulla sua opera e sulla sua cupa visione della vita e di una ingannevole realt, visione che aveva radici molto profonde e soprattutto era dettata da una serie di travagliate esperienze umane che avevano segnato non poco il suo carattere e la sua psiche.
Nato il 16 dicembre del 1928 a Chicago, Philip Kindred Dick visse per gran parte della sua vita sfortunata in California, a Los Angeles e nella zona della Baia.
Cresciuto da una madre possessiva e nevrotica, che aveva presto divorziato dal padre, Dick svilupp una personalit contraddittoria, con atteggiamenti molto diffidenti e contra- stanti nei confronti del sesso femminile, e non quindi un caso che i suoi rapporti con le donne siano sempre stati particolarmente difficili.
Il suo maggiore interesse, oltre allo scrivere, era la musica. In giovent fece il commes- so in un negozio di dischi e cur un programma di musica classica alla stazione radio di San Matteo. Inizi l'universit, a Berkeley, manon riusc a terminare gli studi perch si op- poneva all'iniziativa bellica americana in Corea. Gi da allora Dick mostrava segni di una particolare insofferenza per la politica della destra americana e non pochi furono i suoi scontri con gli esponenti del "maccartismo": i suoi biografi raccontano con una certa ironia di come due agenti dell'FBI fossero tanto assidui nei controlli della vita intima e lavorativa di Dick da diventare alla fine suoi buoni amici. Un altro particolare significativo e curioso della personalit di Philip Dick, gi presente fin da allora, era il suo incredibile eloquio, la sua eccezionale facilit nel parlare e discutere con la gente: pare che proprio in un control- lo nei suoi confronti esercitato dai due agenti dell'FBI abbia mostrato al meglio questa sua facolt, riuscendo a convincere uno dei due, il pi simpatico e malleabile, della sua onest e soprattutto della cecit politica della destra americana e dell'FBI.
Il suo incontro con la fantascienza avvenne nel 1949, a dodici anni, quando compr per errore una copia di "Stirring Science Fiction" al posto di "Popular Science", rivista di divul- gazione scientifica. Da allora nacque in lui la passione per questo genere letterario, che non l'avrebbe pi abbandonato. Anche un corso di "composizione letteraria", tenuto dallo scrittore e critico di sf Anthony Boucher, contribu a fortificare questo interesse, e a spin- gerlo a tentare la strada della narrativa.
Il suo primo racconto pubblicato fu "Beyond Lies the Wub", che apparve nel numero di luglio del 1952 di "Planet Stories"; a dire il vero, Dick era riuscito a vendere in precedenza un altro racconto, "Little Movement", che per apparve soltanto nel novembre del 1952 su "Magazine of Fantasy & Science Fiction". Il suo primo romanzo, "Solar Lottery", usc tre anni dopo, nel 1955, quando Dick non aveva ancora trentanni.
Nel frattempo Dick, come accennavo in precedenza, si guadagnava da vivere lavorando in un negozio di dischi: era un giovane squattrinato ma pieno di grandi entusiasmi e spe- ranze, che campava in maniera alquanto disordinata cibandosi a volte con scatolette di ci- bo per cani. Nel negozio aveva conosciuto una ragazza simpatica e disponibile, anche lei
piuttosto vivace nel sostenere le proprie convinzioni politiche (di sinistra, ovviamente), con cui aveva subito iniziato una relazione sentimentale. In brevissimo tempo i due arrivarono al matrimonio, dando inizio cos a quella che per Dick fu la prima di una lunga serie di tra- giche esperienze con il genere femminile. Le sue vicende sentimentali furono tutte dram- matiche avventure che condussero soltanto a separazioni e divorzi (a dire il vero, quasi sempre per colpa sua).
In realt, la giovane fanciulla del suo primo matrimonio, da lui troppo frettolosamente abbandonata, era forse la compagna migliore che Dick avrebbe potuto trovare. Ma le sue scelte purtroppo non furono mai dettate dal buon senso: il periodo di spensieratezza legato ai primi tempi del primo matrimonio fu sicuramente il pi felice della sua vita sentimen- tale. La sua seconda moglie, una donna divorziata con tre figlie e abitudini borghesi, pur essendo una donna piuttosto intelligente era comunque abituata a un certo tenore di vita. Dick per un certo periodo abbandon l'attivitletteraria, nel tentativo di intraprendere la- vori pi remunerativi, come ad esempio il commercio di preziosi, ma questa decisione gli cre ancora pi scompensi mentali: il suo umore peggior sensibilmente e la sua mente pian piano scivol in uno stato di rancore verso la moglie che (in realt incolpevolmente) lo aveva spinto ad abbandonare la sua passione per la narrativa e la fantascienza. Presto il rapporto si deterior: Dick inizi a prendere degli esplosivi cocktail di medicinali che lo spinsero sull'orlo del baratro mentale. Tuttavia, nella sua contorta e lucida follia, riusc a convincere il suo psichiatra e le figliastre che era sua moglie ad essere malata, e non lui, e a farla rinchiudere, sia pure per un breve periodo, in una casa di cura per malattie mentali.
Questo fu comunque un periodo particolarmente valido e prolifico dal punto di vista del- la sua produzione letteraria: interrotta ben presto l'attivit di commerciante di preziosi, Dick produsse (scrivendo in un capanno vicino alla casa dove abitava con la moglie e le fi- gliastre) quello che alcuni considerano il suo capolavoro assoluto, e comunque l'opera che gli diede una certa fama nell'ambiente fantascientifico, "The Man in the High Castle", e cio "La Svastica sul Sole", che vinse meritatamente il premio Hugo come miglior romanzo pubblicato nel 1963.
Sull'onda di questo successo Dick produsse molti altri romanzi di alto livello letterario, tra cui alcuni anche non di fantascienza, come l'autobiografico "Confessions of a Crap Artist" che si rif abbastanza esplicitamente al periodo del secondo matrimonio.
Le sue esperienze con droghe e allucinogeni di vario tipo (anche se secondo i suoi bio- grafi non utilizz mai l'LSD), che permeanocompletamente tutte le sue opere pi impor- tanti, lo portarono spesso a comportamenti da folle visionario che ne minarono profonda- mente la credibilit presso amici e persone di rilievo. Non pochi furono i problemi che ebbe con la polizia e l'FBI appunto per le sue stranezze e le sue idee politiche e filosofiche.
Dopo aver militato nella "nuova sinistra" americana, Dick abbandon l'attivit politica, quando si accorse che anche la sinistra era diventata "violenta"; finito in una clinica psi- chiatrica, per uscire dal tunnel degli allucinogeni divenne poi membro convinto e attivissi- mo di un comitato anti-droga che lottava contro il diffondersi degli stupefacenti tra i gio- vani.
Un altro segno delle sue devastanti contraddizioni la sua travagliata esperienza religio- sa: ateo convinto, si convert dopo una crisimistica alla Chiesa Episcopale e abbracci una forma di spiritualismo piuttosto sconcertante per i suoi appassionati: le sue ultime opere furono permeate da una particolare forma di cristianesimo delle origini, quello "gnostico", come rivel lui stesso in uno straordinario e confuso discorso al Festival di Metz il 24 set- tembre 1977 che lasci completamente sbigottiti e increduli i presenti.
Dopo un'ulteriore esperienza matrimoniale, con una ragazza di ventisette anni pi gio- vane di lui, da cui ebbe anche un figlio (il terzo, in totale), conclusasi anche questa in ma- niera drammatica, Dick visse gli ultimi anni della sua vita come uno sbandato, girovagando
da una citt all'altra e tra amici di vario genere, che dovevano tollerare con pazienza le sue stramberie.
Mor nel 1982, a seguito di un infarto, quando proprio la fortuna stava voltando il viso dalla sua parte, quando cio il successo del film "Blade Runner" stava per portargli quella fama e quella ricchezza che avrebbe certo meritato.
Nonostante i molti splendidi romanzi prodotti, non si pu infatti dire che Dick si sia mai arricchito con la fantascienza, a differenza di molti altri suoi celebri (e spesso anche meno dotati) colleghi.
dunque tristemente curioso che dopo la sua morte (come per molti artisti del passato) sia assurto a fama mondiale e che oggi le case editrici si combattano a suon di milioni (parliamo dell'Italia, ovviamente) i dirittiper la pubblicazione dei suoi testi.
A dire il vero, personalmente posso vantarmi di essere sempre stato un grande estima- tore e appassionato di Dick, fin dai tempi dell'uscita su "Urania" de "L'uomo dei Giochi a Premio", uno dei primi romanzi in cui compariva, in maniera ancora abbastanza ingenua e lineare ma gi genialmente risolta da un punto di vista narrativo, il tema di una realt sog- gettiva del protagonista difforme rispetto a quella che lo circonda.
Ora, alla Fanucci, vogliamo continuare questo discorso. In tempi ormai lontani si era iniziato un discorso molto preciso ed approfondito sulla narrativa breve di Dick, con la pubblicazione delle sue tre raccolte originali pi complete e significative, "I Difensori della Terra", "Le Voci di Dopo" e "L'Uomo Variabile". Quest'ultima stata ristampata quest'anno in edizione economica in concomitanza con l'apparizione sugli schermi del film "Screamers: Urla dallo Spazio" (titolo al solito orrendo) tratto dal classicissimo "Modello Due" (Second Variety), presente appunto nella suddetta antologia. Il filone dei racconti dickiani si era poi arricchito con l'uscita, l'anno passato, delle du
e antologie sempre in edizione tascabile dedicate ai racconti ancora inediti nel nostro paese.
Per quanto riguarda i romanzi, credo di poter tranquillamente affermare che la Fanucci oggi la casa editrice che pi si occupa dell'opera di Dick. Gi da alcuni anni abbiamo co- minciato a ripubblicare suoi testi di grande rilievo, a partire da "Ubik" e "Follia per Sette Clan" (due tra i migliori in assoluto), per continuare con "Mr. Lars, Sognatore d'Armi", "Ri- torno dall'Aldil", "Labirinto di Morte", "NostriAmici di Frolix 8" e mettere a segno, giusto all'inizio di quest'anno, due colpi importanti co
n la presentazione al pubblico italiano di due inediti: "Radio Libera Albemuth", l'ultimo romanzo di fantascienza ancora inedito, e "Con- fessioni di un Artista di Merda", il pi riuscito e famoso tra i vari romanzi non di sf compo- sti da Dick.
Potrebbe forse gi bastare per accomunare il nome di Dick alla nostra casa editrice; tuttavia, abbiamo deciso di fare un ulteriore sforzo per acquisire i diritti di ristampa di cinque tra i romanzi pi importanti in assoluto: "Biade Runner" sar solo il primo ad uscire (in edizione tascabile, e sar la prima in Italia).
L'anno prossimo vedr la pubblicazione nellenostre collane "I Simulacri", il romanzo for- se a me pi caro, opera corale cardine nell'evoluzione stilistica di P.K. Dick, con la sua splendida galleria di personaggi e l'intreccio deipunti di vista narrativi alternati. E ancora "Noi Marziani", bellissimo e profondo ritratto di personaggi mentalmente alienati, e poi "Un Oscuro Scrutare", una cupa visione del mondo allucinato della droga, per finire con quello che molti ritengono il capolavoro assoluto di Dick, oltre che l'opera che lo consacr tra i grandi della fantascienza e gli valse un premio Hugo nel 1964, vale a dire "La Svastica sul Sole".
Sandro Pergameno
INDICE
CAPITOLO PRIMO .................................................................................................................................................... 5
CAPITOLO SECONDO ............................................................................................................................................. 11
CAPITOLO TERZO .................................................................................................................................................. 17
CAPITOLO QUARTO ............................................................................................................................................... 21
CAPITOLO QUINTO ................................................................................................................................................ 27
CAPITOLO SESTO ................................................................................................................................................... 34
CAPITOLO SETTIMO .............................................................................................................................................. 38
CAPITOLO OTTAVO ................................................................................................................................................ 45
CAPITOLO NONO .................................................................................................................................................... 51
CAPITOLO DECIMO ................................................................................................................................................ 58
CAPITOLO UNDICESIMO ....................................................................................................................................... 62
CAPITOLO DODICESIMO ....................................................................................................................................... 66
CAPITOLO TREDICESIMO ..................................................................................................................................... 74
CAPITOLO QUATTORDICESIMO .......................................................................................................................... 78
CAPITOLO QUINDICESIMO ................................................................................................................................... 84
CAPITOLO SEDICESIMO ........................................................................................................................................ 93
CAPITOLO DICIASSETTESIMO ............................................................................................................................. 99
CAPITOLO DICIOTTESIMO ................................................................................................................................. 103
CAPITOLO DICIANNOVESIMO ............................................................................................................................ 110
CAPITOLO VENTESIMO ....................................................................................................................................... 114
CAPITOLO VENTUNESIMO .................................................................................................................................. 116
CAPITOLO VENTIDUESIMO ................................................................................................................................ 120
NOTA BIOGRAFICA .............................................................................................................................................. 125






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