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Bandel Dragone Francesca (a cura di).
IL CINEMA DEI FRATELLI MARX.







INTRODUZIONE di Enrico Montesano.



Salve ragazzi, sono Groucho e ringraziatemi. Subito. Fatto?
Bene, prego. Vi ho risparmiato un dolore! Una fatica inutile. So
che una giornalista che risponde al nome di Matilde e al cognome
di Passa (ma non vero perch continua ancora a scrivere) su
incarico di uno di quei giornalisti che non scrivono pi (buon
per noi), un direttore o un suo vice, un certo giorno telefona
ad un (non ridete) mio collega, un tale Enrico Montesano, per
chiedergli di scrivere un pezzo di presentazione su alcune
sceneggiature tratte da nostri film. S, questo giornale ha
deciso di pubblicarle per tentare un suo rilancio! Sono
fortunatamente riuscito a mettere le mani sul pezzo, bene per il
nostro autore, che se gliel'avessero pubblicato le avrei messe
su di lui, e bloccarlo onde evitare inutili sofferenze.

Dopo uno sproloquio degno dei peggiori monologhi fuori sinc di
Enrico Ghezzi, "il collega" scrive un cumulo di vaghezze e
futilit roba che neanche Kezich e Cosulich, eletti presidenti
di giuria di un festival, direbbero mai (sembrano un duo
d'attacco della nazionale croata di basket). Poi si dilunga con
le solite battute trite e ritrite sul nome Marx. "Morto Karl si
fa un Groucho o Harpo o Chico o Zeppo" o roba del genere. S
perch noi, i tre fratelli Marx, eravamo quattro, anzi cinque...
Ma chi pu dirlo, forse di pi. Ho sempre avuto molti sospetti
sulla seriet di mio padre, ed anche la mamma! Vi risparmio le
ovviet sulla modernit dei nostri film, sulla follia, il
nonsense e tutto il resto di bla bla sulla nostra comicit di
pionieri. Vi risparmio altres le tipiche frasi fatte - stile
prefazione - sull'invenzione, sulla creativit del nostro modo
di fare cinema, e sulla nostra fantasia allo stato puro. Ho
letto, orripilato, frasi come: "Ci nonostante il tutto poggia
su una solida tecnica, una sana preparazione sia teatrale che
cinematografica...". Roba che neanche un Miccich nel peggior
stato confusionale, dopo sei ore di sala Pasinetti, oserebbe
scrivere. Ad un certo rigo, uno in alto a sinistra mi pare, s,
ho letto: "... una girandola impressionante di trovate, un fuoco
di fila di battute, un'esplosione di funambolica bravura...".
Cose da pazzi! Neanche Rondi in stato di ebbrezza estasiato
davanti ad un autentico Kurosawa del periodo Mifune riuscirebbe
a scrivere. Roba da far venire il mal di testa ai denti, avete
presente? Ma una frase soprattutto mi batte nel cervello: "... e
che dire poi di quei deliziosi duetti musicali, di quei
virtuosismi di Chico o Harpo? Delle strampalate filastrocche di
Groucho?". Strampalato a me non lo ha detto neanche mia moglie
quando ero sul punto di sposarla... eppure ne avrebbe avuto
motivo... poi l'ho fatto! Insomma un pezzo osceno, il peggiore
dei modi per presentare questa iniziativa che "l'Unit" a corto
di idee evidentemente, ha deciso di lanciare. Tra l'altro, con
la pubblicazione di queste nostre sceneggiature non becchiamo
neanche un verdone (non Carlo, per carit stiamo parlando di
dollari roba seria) di diritti d'autore. Le nostre sceneggiature
non vanno presentate, vanno lette. Poi avete due possibilit: o
buttarle dalla finestra o rileggerle. La seconda volta sono
sicuro non avrete dubbi! Lasciate la finestra aperta! Ah! Ah!
Ah! Parola di Groucho.







THE COCOANUTS.

Testo raccolto e tradotto da Francesca Bandel Dragone.



CURIOSITA' DI TRADUZIONE di Francesca Bandel Dragone.



Difficile riprendere in mano qualcosa a cui si lavorato con
tanta, forse troppa, passione molto tempo prima. Qui siamo al
decennio, e passa, da quando iniziai "l'avventura Fratelli Marx"
ovviamente, con risate folli, durante una visione in originale
al mitico Obraz. Smisi di ridere, e spesso rasentai la
disperazione, quando iniziata l'opera di "cattura" e
trascrizione dei dialoghi il sonoro appiattito non mi faceva
capire subito e a fondo quel cocktail geniale di inglese,
plattdeutsch, yiddish, ricordi d'Alsazia e conii pseudo
italo-americani. Il fuoco d'artificio compreso e apprezzato in
sala divenne incubo quando si tratt di tramutare "audio" in
"lemmi". Poi venne la traduzione, o meglio, UNA traduzione, la
mia interpretazione, il tentativo di riprodurre la mitragliata
di giochi di parole di Groucho, quelli meno logorroici ma
altrettanto tremendi di Chico. Per mantenere un filo, a volte
dovetti lasciarne perdere un altro: forse la decisione finale
non parr la migliore, ma solo quella che al momento mi
convinceva di pi. Un esempio per cominciare, il pi arduo, il
celebre "Why a duck?" tratto da "Cocoanuts", il primo film che i
Marx girarono nel 1929, dopo il grande successo ottenuto in
teatro.



HAMMER (Groucho)...: All along here, is the river front, and
all along the river, those are all levees.

HAMMER (Groucho)...: Poi, lungo le rive del fiume, la levit
degli argini...



CHICO: That's the Jewish neighborhood?

CHICO: Levit? Ah, Levta: il ghetto ebraico?



HAMMER: Well, we'll Pass-over that! You are a peach, boy! Now,
here is a little peninsula and here is the viaduct leading over
to the mainland.

HAMMER: Non ri-Levi-amo! Sei impagabile, tu. Vedi, qui c' una
penisoletta collegata alla terraferma da un viadotto.



CHICO: Why a duck?

CHICO: Perch il dotto?



HAMMER: I'm all right, how are you? I say, here is a little
peninsula and here is a viaduct leading over to the mainland.

HAMMER: Io sto bene, e tu? Dicevo, una penisoletta collegata da
un viadotto.



CHICO: All right, why a duck?

CHICO: Ho capito, ma perch un dotto?



HAMMER: I'm not playing "Ask-me-Another", I say that's a viaduct.

HAMMER: E che, giochiamo a "Botta e Risposta"? Ho detto viadotto.



CHICO: All right, why a duck? Why a, why a duck,
why-a-no-chicken?

CHICO: E perch proprio un dotto? Perch non un pollo?



HAMMER: I don't know why-a-no-chicken, I'm a stranger here
myself. All I know is that it's a viaduct. You try to cross over
there on a chicken, and you'll find out why a duck.

HAMMER Non lo so, neanch'io sono di queste parti. So soltanto
del viadotto: prova a passare con un pollo e scoprirai perch
c' il viadotto.



CHICO: I no go some place.

CHICO: Io non vado in nessun posto.



HAMMER: It's deep water, that's a viaduct. It's deep water.

HAMMER: Ci sono acque profonde, l, ed eccoti il viadotto.



CHICO: That's why a duck!

CHICO: Per questo via il dotto?



HAMMER: Look. Suppose you were horseback riding and you came to
that stream and wanted to ford over: you couldn't make it, it's
too deep!

HAMMER: Ti faccio un esempio. Immaginiamo che tu sia a cavallo e
voglia passare dall'altra parte in un "fiat": non potresti
guadare, troppo profondo!



CHICO: But what do vou want with a Ford when you gotta a horse?

CHICO: Ma perch dovrei passare in una Fiat, se sono a cavallo?



HAMMER: Well, I'm sorry the matter ever came up. All I know, is
that's a viaduct.

HAMMER Mi dispiace aver tirato fuori questa faccenda. Quel che
so, che c' un viadotto.



CHICO: Now look... All righta... I catcha on to why-a-horse,
why-a-chicken, why-a-this, why-a-that. I no catch on to
why-a-duck.

CHICO: Senti, d'accordo su tutto, capisco il cavallo, la Fiat,
il questo e il quello, ma proprio non capisco perch il dotto!



HAMMER: Well, I was only fooling. I was only fooling: they are
going to build a tunnel in the morning. Now, is that clear to
you?

HAMMER: Ti dir, stavo scherzando: domattina costruiranno un
tunnel. Tutto chiaro, adesso?



CHICO: Yes, everything, except why-a-duck.

CHICO: S, tutto, tranne perch il dotto!



HAMMER: Well, that's fine. Now I can go ahead with this thing.
Now, look. I'm going to take take you down and show you our
cemetery. I've got a waiting list of fifty people at that
cemetery just dying to get in. But I like you...

HAMMER: Va bene cos: ora posso... portare avanti il discorso.
Voglio farti visitare il nostro cimitero. Abbiamo una
cinquantina di persone in lista d'attesa, che muoiono dalla
voglia d'entrarci, per tu mi piaci...



CHICO: Ah, you're-a-my-friend...

CHICO: Ah, sei un amico!



HAMMER: I like you and I'm going...

HAMMER: ... tu mi piaci e cercher d'infilartici dentro prima di
tutti gli altri. Voglio assicurarmi che tu abbia una buona
posizione...



CHICO: I know you like a...

CHICO: Sono contento!



HAMMER: ... to shove you in ahead of all of them. I'm going to
see that you get a steady position...



CHICO: That's good...

CHICO: Bravo, grazie!



HAMMER: ... and if I can arrange it, it will be horizontal!

HAMMER: ... orizzontale!



CHICO: Yeah, that's it!



HAMMER: Now, remember, when the auction starts, if somebody says
"One hundred dollars"...

HAMMER: Ricordati, adesso, non appena comincia l'asta, se
qualcuno dice "Cento dollari"...



CHICO: I a-say "Two hundred".

CHICO: Dico "E duecento".



HAMMER: That's grand. Now if somebody says "Two hundred"...

HAMMER: Benissimo. E se qualcuno dice "Duecento"...



CHICO: I a-say "Three hundred".

CHICO: Dico "E trecento".



HAMMER: That's great. And now, you know how to get down there?

HAMMER: Perfetto. Sai come andarci?



CHICO: No, I don't.

CHICO: No.



HAMMER: Now, look. You go down there, down to that narrow path
there, until you come to that little jungle there. You see it?
Where those thatch palms are?

HAMMER: Allora stammi attento: prendi quel sentierino fino alla
piccola giungla laggi, la vedi? Con quelle palme.



CHICO: Yes, I see.

CHICO: Siii!



HAMMER: And then, there's a little clearing there, a little
clearing with a wire fence around it. You see that wire fence
there?

HAMMER: Poi c' una breve radura e un vialetto. Lo vedi il
vialetto?



CHICO: All right: why a fence?

CHICO: Bene, ma perch il letto?



HAMMER: Oh no, we're not going to go all through that again! You
come along with me and I'll fix you up!

HAMMER: Oh no, non ricomincerai da capo! Su, vieni che ti
sistemo io!



Se questa scena senz'altro la pi bella e divertente del film,
per me queste battute sono state le pi difficili da rendere.
Spero che la loro importanza non si perda nella traduzione:
lungo il fiume ci sono i "levees", "argini" ma pure "case di
tolleranza"; questo "pun" Chico ce lo risparmia, anche se resta
nell'aria: capisce "Levis": si tratta del ghetto?, chiede. E
Groucho invita "Let's pass over" che come dire "Sorvoliamo" e
insieme "Festeggiamo la Pasqua ebraica", il "Passover": nella
trascrizione ho messo una maiuscola per lasciare il lato
israelita della battuta, limitando il gioco di parole a Levit
Levta-ri/Levi/amo. Molti altri accenni nel film a cultura e
riti ebraici: la festa di fidanzamento finale, con maschere e
musiche spagnoleggianti, riecheggia tanto il Purim, festivit in
ricordo della liberazione degli ebrei dalla cattivit persiana a
opera di Mardocheo; poi Chico, presentato prima con un roboante
nome spagnolo, diventa il Signor Pastrami (ottimo piatto della
cucina "kosher" mitteleuropea): a un certo punto si sente anche
uno "shalom"!

In "Cocoanuts" c' la famosa "anatra", il "Why a duck?" di
Chico, che mescola all'accento "wop" dei nostri primi e poveri
immigrati meridionali la pronuncia della "w" come consonante "v"
tipica di vari dialetti germanici. E' la sua battuta pi
celebre, e l'anatra divenne una specie di portafortuna
ricorrente per loro, presente dal film "Duck Soup" alla
trasmissione televisiva "You bet your life". Mi spiaciuto
farla scomparire qui, ma dovevo lasciare nella traduzione la
parola "viadotto" in quanto fondamentale per il proseguimento
della scena.

Bench sia strenuamente contro la caccia, ho dovuto sacrificare
l'anatra, e non per farla all'arancia... L'ho sacrificata per un
"dotto" che mi ha permesso di continuare il bisticcio fino a
quando Chico non riprende, stolido, con "Why a fence?" che nella
mia traduzione diviene un "vialetto" invece d'una recinzione: ho
spostato cio il gioco delle assonanze dalla parte finale a
quella iniziale. Il "pun" si spezza tra "via" e "dotto" prima e
"via" e "letto" alla fine. Non eccezionale, ma ognuno ha i
suoi limiti.

Ho rispettato il resto del bestiario: il pollo (senza tramutarlo
in "coniglio" e perdendo forse il riferimento alla fifa
sottinteso da Groucho), il cavallo, sostituendo la Fiat alla
Ford non per bieco nazionalismo ma perch il "fiat" latino,
anche se un po' chiesastico, mi concedeva un insperato
gemellaggio automobilistico. Che "to ford" significasse "passare
a guado" per me come per Chico rimane assolutamente marginale.

"Why a fence?" conclude quel che "Why a duck?" aveva cominciato,
dopo le caustiche ironie cimiteriali, in un perfetto equilibrio
di battute demenzialsottili.

Secondo me, la parte del leone in questo come in tutti gli altri
film la fa Harpo, con il suo viso arguto e simpatico, la mimica
espressiva, quel mutismo pi eloquente dello straparlare di
Groucho o degli strafalcioni di Chico. Aveva visto bene Al
Shean, il grande attore di vaudeville (fratello della madre),
che glielo aveva suggerito. L'ineffabile mutismo, l'assurda
parrucca rossa, le espressioni alla "Gookie" (il buffo tabaccaio
sulla Lexington Avenue che lui imitava alla perfezione), la sua
palandrana da cleptomane - o da strambo collezionista
strappavano sempre una risata. Anche la sua indubbia bravura
all'arpa aveva un tocco umoristico: completamente autodidatta,
non s'era accorto di suonare appoggiando l'arpa alla spalla
sbagliata e lo scopr per caso vedendo in una vetrina la
riproduzione d'un angelo arpista!







THE COCOANUTS.



Regia di Joseph Stanley e Robert Florey.

Da una commedia musicale di George S. Kaufman, adattata per il
cinema da Morrie Ryskind.

Fotografia di George Folsey.

Musica e testi delle canzoni di Irving Berlin ( "Why my dreams
come true", "Florida", "Monkey doodle doo" e balletti).

Brani musicali da il Trovatore e la Carmen.

Direzione musicale di Frank Tours.

Produttore Monta Bell.

Produttore Associato James R. Cowan.

Girato negli studi di Long Island per la Paramount Pictures.

Durata: 96'.

Prima rappresentazione: 3 agosto 1929.

Porta la dicitura "Passed by the National Board of Review".

Primo film girato dai Fratelli Marx, ma ricavato da un successo
teatrale dallo stesso titolo.





PERSONAGGI E INTERPRETI.

Mister Hammer: Groucho.

Jamison: Zeppo.

Harpo: Harpo.

Chico: Chico.

Polly Potter: Mary Eaton.

Mrs Potter: Margaret Dumont.

Penelope: Kay Francis.

Harvey Yates: Cyril Ring.

Bob Adams: Oscar Shaw.

Hennessy, detective: Basil Ruysdael.





Ragazza con ombrellino cinese da spiaggia. Musica "The Monkey
Doodle Doo" e poi il balletto "Life in Florida". Ballo sulla
spiaggia: bellezze sulle sdraio, in abiti da spiaggia o in
castigati costumi dell'epoca; vigoroso bagnino con biondona
accanto. T a tavolino. Esterno dell'Hotel De Cocoanut. Atrio
dell'albergo: dalla scalinata scende Mister Hammer,
proprietario-manager dell'albergo, infilandosi la marsina. Lo
accosta e apostrofa una schiera di valletti: in realt un solo
valletto e tante ragazze.



VALLETTO: Vorremmo parlarle, Mister Hammer.

HAMMER (interpretato da Groucho): Cosa c', qualcuno ha pagato
il conto?

TUTTI: Vorremmo i nostri soldi!

VALLETTO: Gi, soldi.

HAMMER: Volete i vostri soldi?

VALLETTO: Vorremmo che pagasse.

HAMMER: Ah, volete i MIEI soldi: e lo ritenete giusto? Forse che
io voglio i vostri soldi? Se i soldati di George Washington
avessero chiesto soldi, dove mai sarebbe oggi il nostro paese?
VALLETTO: Ma li chiesero.

HAMMER: E dov' finito Washington? No, amici, no, il denaro non
vi far mai felici, e la felicit non vi far mai ricchi: sembra
una battuta, ma ne dubito!

VALLETTO: Vogliamo i nostri soldi.

HAMMER: E io voglio promettere una cosa a tutti: se rimanete con
me e lavorate sodo, dimenticherete i quattrini. Restiamo
insieme, e trasformeremo questo posto in un albergo come si
deve. Metter la carta da lettere nelle camere e, l'anno
prossimo, se vi comporterete bene, metter anche le buste. Nelle
vostre stanze metter delle coperte in pi, gratis, senza farvi
pagare per i coperti: pensate un po'!

TUTTI: Ooooohhhhhh!

HAMMER: Pensate alle opportunit che vi si offrono in Florida.
Tre anni fa sono venuto qui senza neanche un soldo in tasca. Ora
ce l'ho, un soldo in tasca.

VALLETTO: Va tutto benissimo, Mister Hammer, ma ci deve due
settimane di paga e vorremmo i soldi.

HAMMER: Volete essere schiavi della paga? Ditemelo!

TUTTI: No.

HAMMER: Certo che no. Sapete cosa rende schiavi della paga? La
paga: e io voglio che siate liberi! E ricordate che non c'
nulla come "Libert" - eccetto Collier's e il Saturday Evening
Post. Siate liberi, amici miei. Uno per tutti e tutti per me -
e io per voi e tre per cinque e sei per un quarto di dollaro.

JAMISON: Mi scusi, Mister Hammer, ci sono due telegrammi per lei.

HAMMER: Vedete, qualcosa comincia gi a muoversi. ora, ragazzi,
state calmi un momentino. (leggendo) Ah, ah: "Arriviamo questo
pomeriggio alle quattro e trenta. Pregasi cortesemente riservare
due piani e tre soffitte". Devono essere topi! "Se vostra
propriet sar di nostro gradimento, provvederemo immediato
acquisto". Vedete? Il vento spira gi in nostro favore.

JAMISON: Chi lo manda?

HAMMER: La Societ dei telegrafi: e loro hanno un mare di soldi.
Cos, alle quattro e quindici, andr gi io col pulmino.

JAMISON: Ce n' un altro, Mister Hammer.

HAMMER: Vedete, saremo al completo gi stasera. L'albergo sar
cos pieno che dovremo mandar via migliaia di persone. (legge)
"Se c' un altro albergo sulla spiaggia di Cocoanut annulli
nostra prenotazione". Era troppo bello. Aspettate un attimo.
"Ps. Zia Fanny ha avuto un bimbo di quattro chili. Siete
invitati alla cerimonia nuziale". Vedete, tutto a posto,
ragazzi, tutto sistemato. Siete invitati al matrimonio del bimbo
di quattro chili di zia Fanny!

TUTTI: Evviva!

HAMMER: Pu darsi che ci voglia ancora qualche anno. Nel
frattempo, su, datevi da fare, tutti al lavoro, rimandiamo ogni
discussione. Ma, soprattutto, dimenticate il denaro: non
pensateci, dimenticatelo proprio, tanto non lo avrete comunque.

TUTTI: Ma no! (protesta e ballo dei valletti-vallette. Quando
escono di scena, Groucho al banco della ricezione con Jamison)

HAMMER: Visto? Questo ballare sul quattrino!

JAMISON: Gi.

HAMMER: Jamison, sar alla stazione all'arrivo del treno delle
quattro e quindici.

JAMISON: Bene.

HAMMER: Se non tornassi, sappia che sto ancora aspettando il
treno.

JAMISON: D'accordo.

HAMMER: In mia assenza, le raccomando, badi lei a tutto.

JAMISON: Si fidi di me.

HAMMER: Certamente. E, se arrivasse qualche cliente, ne abbia
buona cura!

JAMISON: Sicuro.

HAMMER: E pensi a me, Jamison!

JAMISON: Non dubiti.

HAMMER: Un giorno torner.

JAMISON: Benissimo.

HAMMER: Lasci sempre un lume acceso alla finestra.

JAMISON: S.

HAMMER: Se le riesce di trovare una finestra.

JAMISON: Cercher.

HAMMER: Addio, Jamison.

JAMISON: Addio.





Yates triste, seduto a un tavolino. Arriva Penelope, con un
elegante tailleur bordato di pelliccia. Gli si avvicina, e poi
si siede a tavolino anche lei.



PENELOPE: Ciao, Harvey! Perch sei cos gi? Quel Bob Adams ti
sta soffiando Polly Potter, vero?

YATES: Non mi preoccupo certo di un impiegatuccio!

PENELOPE: No, ma forse ti preoccupi dei miliardi dei Potter. Ai
vecchi tempi sapevi come usare il denaro, tu!

YATES: Oh, piantala.

PENELOPE: Sai che sposare Polly l'unica soluzione per saldare
tutti i debiti che hai?

YATES: So cavarmela da solo.

PENELOPE: Ne dubito. (si siede) Fa conto che io escogiti
qualcosa che ci sistemi tutti e due. YATES: Che vuoi dire?

PENELOPE: Hai mai notato il collier di brillanti di Mrs Potter?

YATES: Figurati! Ma che c'entra? (le accende una sigaretta)

PENELOPE: Abbiamo le camere attigue, lei la 318, io la 320 e la
porta di comunicazione tra le due non chiusa a chiave.

YATES: E allora?

PENELOPE: Tutti i gioielli sono in un portagioie chiuso nel
cassettone. Ha sempre la chiave in borsetta e quella dovrai
prendergliela tu.

YATES: E' un compito difficile, ma vedr di farcela. Se stasera
invitassi Mrs Potter e Polly a cena...

PENELOPE: S?

YATES: Nel corso della serata potrei tentare di prenderle la
chiave dalla borsa.

PENELOPE: Adesso s che ragioni! Mi sembra di tornare ai vecchi
tempi. Io cercher di liberarti da Bob Adams.





Sulla spiaggia dell'Hotel, Bob Adams seduto su uno sgabellino
ai piedi di Polly Potter, a sua volta su una poltroncina di
vimini. Lui vestito di tutto punto, lei in abito da mattina e
cappellino a cloche chiaro, con ombrellino da sole a portata di
mano. Lui ha sulle ginocchia una grande mappa della
lottizzazione di Cocoanut. Musica di fondo "When my dreams come
true" che poi canteranno insieme.



ADAMS: Cos, questa Cocoanut Manor. La conosci, quella collina?

POLLY: Che domanda, se conosco quella collina cos ridente!

ADAMS: Deliziosa, magari, ma d'intralcio alla costruzione, qui.

POLLY: Non potrebbero spianarla?

ADAMS: Troppo costoso. Senti cos' successo. John W. Berryman
stato qui il mese scorso. Sai, Berryman praticamente ha
costruito Palm Beach e Miami, per ha detto che non si fida,
qui. E quando un uomo come lui rifiuta una zona edificabile, non
la vuole pi nessuno. T'intendi di architettura, tu?

POLLY: No, ma mi piacerebbe tanto imparare.

ADAMS: Guarda, ho fatto un progetto per tutta quest'area,
inclusa la collina. Il mio piano lascia intatto lo scenario
naturale e la collina non disturba perch nella progettazione ho
tenuto conto del paesaggio. La settimana scorsa ho spedito una
copia del mio progetto a Berryman e la segretaria mi ha
gentilmente informato che adesso lo stanno studiando.

POLLY: Emozionante! Sa nulla di questo Mister Hammer?

ADAMS: Non ancora, ma se Berryman l'approva sar io a occuparmi
di tutta la costruzione. (ride) Vedi, forse riuscir a fare
l'architetto, dopo tutto!

POLLY: Oh, sono sicura che sar il pi meraviglioso posto del
mondo.

ADAMS: Lo diventer se ci sarai tu. Vedi cosa ho scritto qui?
"Il Paradiso, per Polly e per me".

POLLY: Com' bello! Quando andremo ad abitarci?

ADAMS: Uno di questi giorni.

POLLY: E' un sogno meraviglioso. Bob, ti prego, facciamo che si
avveri!

ADAMS: "Il cielo sar tutto azzurro

All'avverarsi dei miei sogni

E io sorrider sempre

All'avverarsi dei miei sogni.

Quei castelli in aria

Ch'io continuo a costruire

Saranno un rifugio d'amore per noi

E noi ci andremo insieme

All'avverarsi dei nostri sogni

Da quando t'ho conosciuta

Non so fare altro che sognare"

POLLY: "Sogni meravigliosi!"

ADAMS: "Avr il Paradiso dinanzi agli occhi quando s'avvereranno
i miei sogni."

POLLY: "Sogni meravigliosi!

Il cielo sar tutto azzurro

All'avverarsi dei miei sogni

E io sorrider sempre

All'avverarsi dei miei sogni

Quei castelli in aria

Ch'io continuo a costruire

Saranno un rifugio d'amore per noi

E noi ci andremo insieme

All'avverarsi dei nostri sogni" (dopo il finale a due,
l'ombrellino cinese da spiaggia nasconde il bacetto finale.
Arrivano Yates e Penelope)

YATES (a Penelope): Guarda quei due!

PENELOPE: Li sto guardando!

YATES: Proprio carini. Chiss chi sono!

PENELOPE: Scopriamolo, dai.

ADAMS (sollevando l'ombrellino): ... e Cappuccetto Rosso disse
al Lupo: ma che grandi occhi hai! (lui e Polly ridono)

PENELOPE: Salve!

YATES: Come va?

PENELOPE: Buon giorno.

YATES: Polly, la mamma ti cerca. (Adams s'alza dallo sgabellino)

POLLY: Di solito mi cerca e di solito mi trova: la conosci, no?
(ad Adams ) Grazie infinite, Mister Adams, mi tanto piaciuta
la sua favola. Vorrei sentire la fine, un'altra volta.
Arrivederla. (s'allontana)

PENELOPE: Lei pensa che potrei sentirla anch'io, un'altra volta?

ADAMS (raggiante): Ma certo! Anche lei, Yates?

YATES (sarcastico): No, grazie. Sa come vanno a finire i ragazzi
che raccontano favole?

ADAMS: Sicuro: sposano la bella principessa. A pi tardi

"E io sar insieme a te

all'avverarsi dei miei sogni" (se ne va)

PENELOPE (ironica): Bravo ragazzo: il tipo che in genere ottiene
ci che vuole!

YATES: Non sempre: potrei spuntarla io!

PENELOPE: Mah, se credi nei miracoli!





Nella hall dell'albergo. Polly va incontro a Mrs Potter che
l'aspetta furiosa.



MRS POTTER: Allora, Polly, sei uscita di nuovo con Mister Adams!

POLLY: Solo un momentino, mamma!

MRS POTTER: Perch mia figlia perda tempo con un impiegatuccio
quando potrebbe sposare uno degli Yates di Boston, supera ogni
mia capacit di comprensione

POLLY: Ma che m'importa degli Yates di Boston! (s'allontana con
uno scatto, ma poi torna e riprende) Comunque, Bob non un
impiegatuccio, un architetto. Lavora qui in albergo finch non
s'avvia con la professione.

MRS POTTER: Chi fa l'impiegato, Polly, resta un impiegato, si
sa. E desidero farti presente che nessun Potter mai stato
coinvolto in scandali di nessun genere!

POLLY: E zio Dick, allora?

MRS POTTER: Mia cara Polly, notorio che quella volta Zio Dick
era ubriaco (entrando in ascensore), e inoltre, mia cara, ne ho
abbastanza della tua indisponenza.





Mister Hammer s avvicina al banco del portiere dov' appoggiato
Jamison, mezzo addormentato. Scuotendolo:



HAMMER: Ehi, ehi, perch non prende qualcosa contro l'insonnia?
Dovrebbe smetterla di bere tanto caff.

JAMISON: Mi scusi tanto. Le ha portato fortuna il treno delle
quattro e trenta?

HAMMER: S: non mi ha investito, questa stata l'unica fortuna.

JAMISON: Mister Hammer, penso di sapere quel che non va in
albergo.

HAMMER: Anch'io: si consideri licenziato. Si prenda cappello e
cappotto e se ne vada!

JAMISON: Forse la stagione non ancora cominciata.

HAMMER: Forse l'albergo non ancora aperto.

JAMISON: Non si preoccupi, Mister Hammer, tra poche settimane
riuscir a realizzare...

HAMMER: S, che dovr fare da me anche i letti. Fuori di qua,
adesso! Basto io a questo rudere! (Jamison se ne va) Seicento
camere in albergo, e deve dormire proprio qui! (Si avvicina Mrs
Potter: Hammer di spalle, non la vede, sobbalza)

MRS POTTER: Buon giorno, Mister Hammer.

HAMMER: Perch non fischia, agli incroci? Cercavo proprio lei, e
ora, le piaccia o no, le dir tutto sulle propriet immobiliari
in Florida. E la prima volta che ne parlo qui, oggi.

MRS POTTER: Mi spiace, Mister Hammer, ma temo...

HAMMER: Sa che il valore degli immobili aumentato solo
quest'anno del mille per cento? Sa che il nostro lo sviluppo
pi corposo dopo quello di... Giunone? Sa che la Florida il
punto focale dell'America e Cocoanut Beach il punto nero della
Florida?

MRS POTTER: Me ne ha parlato ieri.

HAMMER: Certo, ma ho tralasciato una virgola. Senta, tra poco
terr un'asta a Cocoanut Manor, un quartiere tremendo, cio,
tremendamente bello. Lei deve prendervi parte. Ci sar uno
spettacolo, rinfreschi e l'asta. Se non le piace l'asta,
potremmo provare agli ostacoli. Guardi qui: Cocoanut Manor, 42
ore di treno da Times Square, New York 1600 miglia a volo
d'uccello e 1800 miglia a... vol di cavallo. Ed ecco a lei
Cocoanut Manor, gloria delle fogne americane e dei babbei di
Florida. Oserei dire che il pi esclusivo quartiere
residenziale dello stato: non ci abita nessuno! E il clima, mi
chieda un po' del clima, provi.

MRS POTTER: D'accordo: com' il...

HAMMER: Lieto che me l'abbia chiesto. Il nostro motto
"Cocoanut Beach, niente neve, niente ghiaccio"... niente affari.
Lo sa che la Florida il pi favoloso stato dell'Unione?

MRS POTTER: Davvero?

HAMMER: Prenda il clima, per esempio. No, l'abbiamo gi preso in
considerazione. Prenda i frutti della Florida: l'avocado, che
qui chiamano "pera del coccodrillo". Per me, possono prenderli e
portarli via tutti: non faccio neanche una piega. Lo sa come si
producono le "pere del coccodrillo"?

MRS POTTER: Non ne ho la pi pallida idea.

HAMMER: Lo immaginavo. Questo perch lei non mai stata un
coccodrillo, e vediamo che il fatto non si ripeta. Non sa che a
volte ci vogliono anni per mettere insieme pera e coccodrillo?
Tra loro non corre molto buon sangue.

MRS POTTER: No?

HAMMER: No. Sa quante "pere del coccodrillo" sono spedite fuori
dello stato e non tornano pi indietro?

MRS POTTER: Direi di no!

HAMMER: Quante pi possibile. La Florida nutre tutto il paese,
ma nessuno nutre me, ed di questo che volevo parlarle.

MRS POTTER: Mister Hammer...

HAMMER: E inoltre, prendiamo l'allevamento del bestiame... (una
guardatina) Oh, non intendevo nulla di personale, ma questa la
zona ideale per gli allevamenti. Abbiamo animali a corna lunghe,
corna corte e... corni da scarpe.

MRS POTTER: Mister Hammer, mi permette di dire qualcosa, per
favore...

HAMMER: Non lo ritengo affatto opportuno, e c' qualcos'altro
che voglio sottoporre alla sua attenzione: dove sar quando avr
65 anni, e cio da qui ad appena tre mesi?

MRS POTTER (sussiegosa): Se volessi acquistare, sceglierei un
posto come Palm Beach.

HAMMER: Palm Beach? L'Atlantic City di ieri, la baraccopoli di
domani? Non sa che la popolazione di Cocoanut Beach s'
raddoppiata la scorsa settimana?

MRS POTTER: Davvero?

HAMMER: Sono nati tre bulldog e per domattina siamo in attesa di
una capra che faccia da balia.

MRS POTTER: Spiacente, ma temo di dover proprio andare.

HAMMER: Oh, non adesso: prima lasci che le mostri un campione
del tubo della fognatura che metteremo in opera. Una donna come
lei non si lascia certo gabbare su uno scarico, no? Questo il
tipo da 20 cm di diametro. Ma naturalmente i proprietari dei
lotti avranno facolt di scegliere le dimensioni dei propri
tubi. In caso di parit, se ne discute alla Corte Suprema: e io
posso gi anticiparle qualche informazione riservata. Il Primo
Presidente va matto per questo tipo di fogna. Prenda, lo metta
in tasca. Ci vediamo pi tardi. (esce)

MRS POTTER: Ma Mister Hammer, non so cosa farmene. Non lo voglio!





Groucho al banco. Squilla il telefono.



HAMMER: Pronto? S! Acqua con ghiaccio nella 318? Davvero? E
dove l'ha trovato? Ah, ne vorrebbe un po'? Ma allora diverso:
ha gi il ghiaccio? No, qui non ne abbiamo. Siamo a Cocoanut
Beach, "Niente neve, niente ghiaccio". Si procuri qualche
cipolla, quelle s che sono fonti d'acqua. Cosa? Lo stesso a
lei. (entra Zeppo, ossequioso, mai licenziato)

JAMISON: Mister Hammer, Mrs Thompson vorrebbe sapere se lei
potr riservarle un tavolo per la cena di stasera in un bel
posticino tranquillo.

HAMMER: Un bel posticino tranquillo?

JAMISON: Gi.

HAMMER: Le dica che pu cenare nella hall. (cambiando argomento
e tono) Senta, dovremmo rimettere un po' in ordine questo posto:
in uno stato deplorevole. (suona) Banco! Banco, banco!
(continuando a suonare) Qui, banco, banco, banco! (quasi
chiamando un cane, carponi, di sotto al banco) Jamison,
possibile che il banco resti cos sguarnito?

JAMISON: Non vedo nessun valletto in giro.

HAMMER: Voglio dare gli otto giorni a qualcuno: mi passi il
calendario. (ne arriva uno, il solito) Perch non c' nessuno
qui al banco? Ascolta, se entra qualcuno che rassomiglia a un
cliente, legalo e marchialo.

JAMISON: Sissignore. (s'allontana)

HAMMER (a Jamison): Ma lo guardi un po': vestito meglio di me!





Entrano Chico, Harpo e una bella ragazza con un tailleur bordato
di pelliccia che si siede sul divanetto centrale, frugando nella
borsetta. I due le si siedono ai lati, Harpo col solito u-u



CHICO: Su, dai, piantala. (Harpo folleggia come al solito dietro
le gonnelle) Vieni un po' qua. (Groucho e Jamison vanno incontro
ai clienti)

HAMMER: Signori, buon giorno. Accomodatevi, accomodatevi!!! (si
incrociano nel mezzo della hall, facendo una specie di
quadriglia) Perch mi girate intorno? Venite al dunque, cio al
banco. Allora, cosa volete? Ditemi quel che desiderate.

CHICO: (truce) Abbiamo telegrafato.

HAMMER: Cos, voi siete quelli dei telegrammi!

CHICO: Buon giorno! (strette di mano)

HAMMER: Che coincidenza: anch'io mandavo telegrammi.

JAMISON: Buon giorno! (si stringono la mano: Groucho stringe il
clackson di Harpo: spavento e corsa di Groucho e Zeppo dietro al
banco, sentito l'u-u)

CHICO: Buon giorno a voi. Non preoccupatevi, tutto sotto
controllo. (Harpo stacca un bottone al solito valletto, se lo
pulisce sui calzoni e lo mangia; felice, strabuzza gli occhi, si
pulisce la bocca sul foulard del valletto e gli da la gamba da
tenere. Chico sorveglia, benevolo)

HAMMER: Senta (a Chico) lei pu restare, ma deve portar via
quella specie di porcospino! Allora, mi dica quel che desidera.

CHICO: Abbiamo la pre-natazione.

HAMMER: Pre-natazione?

CHICO: S, la camera senza la natazione del bagno.

HAMMER: Capisco. Vi fermate solo l'inverno. Bene, accomodatevi,
vedr quel che posso fare per voi.

CHICO: D'accordo, resteremo anche l'estate.

HAMMER: Mi spiace, ma non abbiamo vacanze.

CHICO: Oh, niente vacanze! (coinvolge Harpo nel dialogo, a cenni)

HAMMER: Per abbiamo molte stanze.

CHICO: Per noi va bene, prendiamo una stanza. (ad Harpo) Vuoi
una stanza, tu? (u-u di assenso) Cos faremo una vacanza.

HAMMER: (al valletto) Boy, il bagaglio dei signori!
(colluttazione dei due col valletto: la loro unica valigia si
apre ed vuota) Ehi voi, sapete che quella valigia vuota?

CHICO: Certo, la riempiremo prima di andarcene.

HAMMER: Ah, davvero? E la svuoterete prima che me ne vada io.
Ora venite qua e lasciatemi nome, cognome e soprannome, cos
saremo a posto. (Harpo deposita sul banco il clackson, e scaglia
una penna verso un bersaglio, dietro il banco)

CHICO: Bel colpo!

HAMMER (intervenendo): Non lo faccia! (poi guarda e ci ripensa.
Cambia tono di voce, imitando in tutto l'addetto a un baraccone
da fiera) Vieni avanti, ragazzo! Tre palle, cinque centesimi,
avanti! ll ragazzo vince un sigaro d'oro. Non c' nessun altro?
Avanti, signori! (ad Harpo, che si preparava, esaurite penne e
matite, a scagliare il telefono) No, quello no, serve solo per
un tiro di voce!

CHICO: Bene, bene, dai: smettila!

HAMMER: Tornando a noi, che sistemazione desiderate? Una suite
al terzo piano?

CHICO: No, una polacca al primo violino.

HAMMER: Allora dovrete parlarne al direttore musicale, su un
piano completamente diverso, e io posso... (s'interrompe per
aiutare Harpo che, seduto sul banco, si e messo a strappare
tutta la corrispondenza, estraendola dal casellario a muro)
Ecco, tenga, se posso rendermi utile... Mi spiace molto che non
sia ancora arrivata la posta del pomeriggio. Lei mi sarebbe
prezioso a fine mese, per i conti.

VALLETTO: Telegramma per lei, Mister Hammer. (Harpo glielo
strappa di mano, prima che Groucho l'abbia potuto leggere)

HAMMER: Telegramma? Gli risponda che spedir il denaro
domattina. Allora (ai due) cosa volete, una singola?

CHICO: No, una doppio-zero.

HAMMER: Allora, mangiate tante mele acerbe. (Chico ride) Un
momento. (rispondendo al telefono) Deve parlare pi forte, non
sento nulla. Se togliesse il naso dal ricevitore, andrebbe a
posto tutto. (in realt l'aveva Harpo, e lui glielo toglie di
mano) Che buffo personaggio! Pronto! Vorrebbe sapere come
prendere Mrs Potter? Non saprei, soffre molto il solletico!
(tornando ai due, dopo aver riattaccato) Signori, nella mia
posizione non... (ammutolisce guardando Harpo che infilza una
gomma da masticare, la cosparge di probabile coccoina e la
mangia)...

CHICO: Ha fame.

HAMMER: (mentre Harpo beve l'inchiostro del calamaio) Ecco,
prenda questi, sono piselli odorosi, (porgendogli il portafiori)
scelga i migliori, non vorrei fosse svanito il profumo. Eccola
servita, sono molto lieto. Ora, gente, dovrete scusarmi un
momentino. Un importante affare mi chiama altrove: devo infatti
andare al piano di sopra (confida a Chico) a prendere il
necessario per una lavanda gastrica al suo amico.

CHICO: Ne ha proprio bisogno!

HAMMER: Sar di ritorno tra poco. E, in mia assenza, non
dimenticate le registrazioni! (esce)

CHICO (ad Harpo): Ehi, tu, non dimenticare le registrazioni
(ride) di cassa! D'accordo? (Harpo scavalca il banco, apre il
registratore di cassa, intasca il denaro e poi continua a far
andare avanti e indietro il cassetto accompagnato da Chico che
canterella "Chi del Gitano i giorni abbella - la Zingarella, la
Zingarella" dal "Trovatore". Sono interrotti dal trillo del
telefono, risponde Chico) Pronto, pronto? No, non ci sono
camere. Non c' niente. Non c' automobile. Non c' niente.
D'accordo, mandi lei qualcosa. Addio! (schiaccia il campanello
sul banco, arrivano le vallette, una dopo l'altra)

VALLETTO: Ha suonato signore? Ha suonato, signore? Ha suonato,
signore?... (Harpo, capito il meccanismo, continua a suonare,
mentre Chico afferra un campanello sulla cassa e suona anche
lui: poi Harpo insegue le ragazze e Chico lui, fin sulle scale)

CHICO: Vieni qua, avanti, dai, sbrigati! (Harpo ubbidisce;
entrano nella hall Yates e Penelope, continuando un discorso)

YATES: D'accordo, allora, ma dobbiamo stare molto attenti.

PENELOPE: Certo. (Chico fa segno ad Harpo di stare zitto e si
avvicinano ai due)

YATES: Ma dimmi, come mai la porta di comunicazione fra la tua
camera e quella di Mrs Potter non chiusa a chiave?

PENELOPE: Vedi, le ho detto che mi fidavo di lei!

YATES: Tu, fidarti di lei? Ah, ah!! (ridono: Chico e Harpo si
avvicinano, ridendo anche loro; Harpo d la gamba a Yates e fa
il gioco dell'ombrello con Penelope, finch lei non gli d un
buffetto sulla mano. Poi Chico e Harpo strattonano Yates, fino a
un balletto)

PENELOPE: Ehi, voi, smettetela.

CHICO: Su, balliamo (afferrando Yates, mentre Harpo balla con
Penelope)

PENELOPE: Ma insomma! (indignata)

YATES: Andiamo via, Penelope. Via da questo... "bamba"! (Chico e
Harpo ripetono "bum" cio "bam". Groucho, appena tornato dietro
al banco, si unisce a loro, con un fazzoletto sulla fronte e,
mimando un'immagine tratta da un celebre quadro, ripetono un
episodio della Guerra d'Indipendenza uscendo da destra, mentre
sulla sinistra la camera torna a inquadrare Yates e Penelope,
fermi vicino all'ascensore) Li farei fuori volentieri, quei
barboni.

PENELOPE: Aspetta a farli fuori, m' venuta un'idea.

YATES: Riguarda loro?

PENELOPE: Gi. Pensa, quando si scoprir che la collana stata
rubata, daranno la colpa a qualcuno: perch non a loro?

YATES: Non male, come idea. Hai qualcosa di definito?

PENELOPE: Immagina ch'io flirti un po' con loro e li faccia
salire in camera. Dopo protester con la direzione. Infine, la
notte della scomparsa della collana mi far vedere insieme a Mrs
Cullers. Capito?

YATES: Certo che ho capito. E' un'idea geniale!

PENELOPE: Grazie, gentil signore. Ora sar meglio che vada: a
pi tardi! (esce)

YATES: Arrivederci. (va verso l'ascensore; Harpo va al banco:
squilla il telefono. Harpo lo solleva senza staccare la cornetta
e lo mangiucchia. Poi beve ancora inchiostro, e rutta. Arriva
Chico)

CHICO: Ehi, cosa fai, mangi sempre? Cos non va. Dobbiamo
prendere il grano. Farei qualunque cosa per soldi, ammazzerei
perfino qualcuno, per soldi. Perfino te. (ride) No, no: (Harpo
ride, rassicurato) tu sei un amico, ti farei fuori gratis. Ma
perch ridi, sei gi da tre ore in albergo e non hai ancora
rimediato niente. (Harpo tira fuori di tasca ,un orologio con
catena, da panciotto) Che hai? Fa' vedere. Bene, una bella
cipolla pesante. T'ha visto che gliela fregavi?





Entra l'altissimo detective Hennessy: si avvicina ai due.
Balletto silenzioso, poi Harpo gli rifila la solita gamba.
Hennessy, truce, apre la giacca, mostra il distintivo. Harpo lo
imita, svelando cos una fiaschetta di liquore.



HENNESSY: Io ho gi vista la tua faccia, sai!

CHICO: Io no: di chi ?

HENNESSY: Te lo dico subito, mi son portato qualche foto
segnaletica dal comando. (tira fuori qualcosa dalla tasca
interna della giacca) Vediamo il tuo muso. E il tuo!

CHICO: Va beh, va beh, la faccia mia. (Harpo fa le boccacce e
lo spintona) Che c', perch spingi! Ehi, tu, non spingere! Ah,
vuoi fare a pugni? In guardia, allora preparati. Andiamo, fatti
sotto. (se le danno)

HENNESSY: Ehi, voi due brutti ceffi: che avete da litigare?

CHICO: Non litighiamo mica, lui il mio socio: noi giochiamo,
cos!

HENNESSY: E tu, che fai da queste parti? (ad Harpo, che per
tutta risposta gli si appoggia contro, schiacciando cos
l'u-u) Le tue generalit? (Harpo gli prende con i denti il
fazzoletto) Ho molti sospetti su tipi come voi. Ora aprite bene
le orecchie: non ho ancora prove sul vostro conto, ma siete tra
gli schedati e io ho tutto in tasca. Appena fate qualcosa vi
sbatto dentro, capito? (esce)

CHICO: Quanto sei scemo, ti metti a fare a cazzotti proprio
sotto il naso del poliziotto, non potevi aspettare? Che hai
preso? Gli hai preso il distintivo? Bravo! (Harpo s'appunta il
distintivo al risvolto) Adesso non pi lui il detective, sei
tu!





Dall'ascensore esce un signore in pastrano e paglietta seguito
da una signora e preceduto da un valletto con i bagagli. Lui
parla a tutti e due, poi si dirige al banco dov' Chico con
Harpo.



SIGNORE (alla signora): Fa presto, tesoro! (al valletto) Porti
le valigie al taxi. Mancano pochi minuti alla partenza. (a
Chico, al banco) Mi scusi, pu dirmi l'orario del prossimo treno
per Filadelfia?

CHICO: Treno? Una volta alla settimana. Ma talora due volte al
giorno. (Harpo gli sfila la giacca di sotto al pastrano)

SIGNORE: Grazie. (esce)

CHICO: Complimenti. (Harpo lo aiuta a infilarsi la giacca). Un
po' stretta. Bisogner tirar fuori qualcosa. (Harpo gli toglie
di tasca il portafoglio) Bene, tienilo pure. Ne avevo proprio
bisogno, io, di una giacca cos. E' magnifica. Sta proprio bene.
(Harpo va via con l'ascensore, affidando la gamba al lift. La
maliarda Penelope si accosta a Chico)

PENELOPE: Salve!

CHICO: Buon giorno.

PENELOPE: Che splendida giacca ha su!

CHICO: Le piace, ah?

PENELOPE: Sa che sembra il principe di Galles?

CHICO: Meglio ancora.

PENELOPE: Dove l'ha presa una giacca cos?

CHICO: E' mia.

PENELOPE: Sua?

CHICO: Proprio.

PENELOPE: Ma non la sua taglia.

CHICO: Lo so, fu tagliata in fretta.

PENELOPE: Mi dica, come passer la serata?

CHICO: Mi propone qualcosa lei?

PENELOPE :Non si sogni di venire al 320 alle undici!

CHICO: Benissimo, ci verr alle sette e mezzo. (Harpo esce
dall'ascensore suonando al clarino "When my dreams come true".
Penelope gli si avvicina e lascia cadere un fazzoletto. Harpo lo
raccoglie e intasca)

PENELOPE:, Ha forse visto un fazzoletto? (fa un cenno di no)
Credevo di averlo perso. (fa cenno di no) Ma non ha importanza,
in fondo, perch quel che veramente mi interessa lei. (Harpo
le d la gamba) Le ha mai detto nessuno che lei assomiglia al
principe di Galles? (lui annuisce) Strano, pensavo fosse una mia
idea. (fa cenno di no) Mi dica, lei mi conosce? (fa cenno di no)
Sa il numero della mia camera? (annuisce) Allora, venga in
camera mia alle undici. (Harpo le sfila con i denti un altro
foulard dalla scollatura. Poi lei va e lui la segue imitandone
l'ancheggiare, ma finisce contro la porta dell'ascensore in cui
lei salita. Vi si appoggia, rimette in bocca il clarino che ha
sempre tenuto nella destra, riprendendo con "When my dreams come
true". Poi la porta si apre d'improvviso e lui finisce
all'indietro nell'ascensore)





Arrivano Mrs Potter e Mister Hammer, sottobraccio. Lei gli d la
destra, ed di una buona spanna pi alta.

HAMMER: Le ha mai detto nessuno che lei ricorda il principe di
Galles? Non l'attuale principe gallese, ma un gallese pi
gallinaceo. Lei sa che di gallismo me ne intendo, io e pur
ignorando se nato prima l'uovo o la gallina, so che gallina
vecchia fa buon brodo. Mi diceva che la sua camera la 318?Io,
come proprietario dell'albergo, ho il passepartout per tutte le
camere.

MRS POTTER: Passepartout?

HAMMER: Gi, francese: passo dovunque e spesso me la spasso.
Vuole mettersi gi? (e sul divano si siede lui per primo) oh, se
potessimo trovare un piccolo bungalow, eh? Forse potremmo
trovarne uno, ma chi c' dentro non vuol mai andarsene. Per,
potremmo trovare un bungalow vuoto, solo per noi due, dove
potremmo tubare, cio buttarci...

MRS POTTER: Ma si rende conto di quel che sta dicendo?

HAMMER: S, e non corrisponde a quel che sto pensando. Volevo
dire che, se avessimo un bel bungalow e lei fosse dentro e io
fuori, cercando d'entrare, o dentro cercando d'uscire - no, se
invece io fossi dentro e lei su, no, lei di traverso, io a testa
in gi... guardi, se non mi sente per venerd prossimo, non se
ne fa nulla.

MRS POTTER: Credo proprio di non capire.

HAMMER: Voglio dire: oh, i suoi occhi, quegli occhi brillano
come il fondo dei calzoni d'un abito di saia blu.

MRS POTTER: Ma che dice, un insulto!

HAMMER: Non si riflette su di lei, ma sui calzoni. Quel che
volevo dire veramente era che, se avessimo un bel bungalow, e io
tornassi dal lavoro e trovassi lei ad attendermi al cancelletto,
o meglio, se fosse lei a tornare dal lavoro e trovasse me vicino
al cancello - cosi pi realistico - e percorressimo insieme
il sentiero fino a casa, e poi entrassimo, e gli scuri fossero
accostati e solo poche luci discrete e allora... E' proprio
certa che suo marito sia morto?

MRS POTTER (sorpresa, esita): Ma, perch, s...

HAMMER: Mi sembra di sentire un'ombra di esitazione in quel s.
Sa, un s come quello mi fece saltar gi da una finestra e, devo
ammettere, non salto pi come una volta. Volevo dire, visto che
lei si fermer tutto l'inverno e io sono comunque bloccato qui
con l'albergo, ecco, insomma, perch non mi prende e tiene da
parte, finch non si sar organizzata?

MRS POTTER: Mio caro Mister Hammer, non mi sposer mai prima di
mia figlia.

HAMMER: L'ha gi fatto una volta. (abbracciandola e scuotendola)
Ah, ma io l'amo, io l'amo. Non vede come mi tormento per lei?

MRS POTTER: Ma che mai le prende?

HAMMER: stasera sono fuori di me Mi sento un altro. Una mossa
falsa e sono suo. Oh, io l'amo, io l'amo. Io l'amo comunque.

MRS POTTER: Non penso che mi amerebbe se fossi povera!

HAMMER: Forse, ma terrei la bocca chiusa.

MRS POTTER (alzandosi): Non rester qui ancora a farmi insultare
in questo modo.

HAMMER: No, non se ne vada lasciandomi qui da solo. Stia qui
lei, andr via io.

MRS POTTER: Non so cosa dire.

HAMMER: Oh, dica che sar sinceramente mia o sinceramente sua o
sua sinceramente. Non sa quel che io...

MRS POTTER: Tenga le mani a posto...

HAMMER (fingendo di boxare): Avanti, sotto, proviamo un'altra
volta, tutti quanti. (abbracciandola) Oh, potresti venir gi un
pochino? Pensa: stanotte, stanotte, quando la luna s'insinua tra
le nuvole, io sgattaioler da te: c'incontreremo stanotte al
chiar di luna. Ti vedo gi da ora, sotto la luna. Mettiti un
foulard, cos ti riconoscer.





Harpo s'avvicina a un'arpa. Suona "When my dreams come true",
finisce e va.





Camera 320. Penelope apre la porta di comunicazione con la 318,
che vuota. E' in abito da sera di seta leggera e chiara,
scollatissimo, corto davanti al ginocchio e lungo dietro. Entra
Harpo dalla porta sul corridoio. Carponi, la spia. Lei telefona
dopo essersi accesa una sigaretta.



PENELOPE: Mi mandi subito dell'acqua con ghiaccio. Benissimo.
(bussano, va ad aprire, entra Yates) Finalmente! Entra, presto.

YATES: Chiudi la porta.

PENELOPE: Hai preso la chiave?

YATES: S, una di queste.

PENELOPE: Perfetto. Ascolta, non possiamo correre rischi, con
questa storia.

YATES: Che vuoi dire?

PENELOPE: Ci sar una certa maretta quando salter fuori il
furto della collana.

YATES: E allora?

PENELOPE: Vuoi che la trovino in camera mia?

YATES: Certo che no!

PENELOPE: Per nostra sicurezza, dovremmo nasconderla per un po'.

YATES: Nasconderla?

PENELOPE: Solo per qualche giorno.

YATES: S, ma dove?

PENELOPE: Dovunque, ma non qui.

YATES: Lo so io un nascondiglio adatto, un tronco d'albero cavo
a circa un miglio da qui. Andrebbe bene?

PENELOPE: Direi di s, ma come faccio ad arrivarci?

YATES: E' a Cocoanut Manor, ci sei stata, no?

PENELOPE: Non ne sono sicura, Harvey.

YATES: Guarda, ora ti faccio vedere dov'. (tira fuori di tasca
un foglio e fa una mappa) Vai diritto per Cocoanut Road, poi c'
Augustine Road, ma tu prendi invece Granada Road. Dopo un po'
c' una radura circondata da alberi: Cocoanut Manor. Il tronco
cavo l, a circa venti piedi dal limitare della radura, e tu
ci depositi i gioielli. Non puoi sbagliare. Ora prendi la
collana e portala subito l, io devo tornar gi o Mrs Potter
potrebbe insospettirsi. Mi raccomando, sta attenta.

PENELOPE: Figurati. (guarda la mappa, poi l'appallottola e la
butta via. Harpo, da sotto al letto, sporge il cappello e la
raccoglie) Cocoanut Manor, Granada Road, venti piedi dalla
radura. Siamo sulla cresta dell'onda! (Harpo attraversa la
stanza battendo il crawl sulla moquette e spruzzando acqua dalla
bocca. Lei sceglie la chiave ma, mentre spia dalla porta di
comunicazione, dalla sua entra Chico e nella 318 Groucho)

CHICO: Si ricorda di me? Il principe di Galles...

PENELOPE: S, certo, ma... (nel frattempo entra Groucho dalla
porta interna) Mister Hammer, come osa entrare nella mia camera?

HAMMER: Senta, se ci saranno due occupanti in questa stanza, c'
un extra da pagare. (entra Harpo nella 318, Hammer lo insegue:
da ora in poi un continuo alternarsi nella 318 e nella 320.
Rientra Chico)

CHICO: E' andato?

PENELOPE: Chi?

CHICO: Chiunque fosse (sarabanda, entra Harpo)

PENELOPE: Fuori! (Harpo fa u-u) Oh, mi ha fatto paura.

HAMMER (nella 318, dopo una giravolta su se stesso):
Quest'albergo non ha solo l'acqua corrente: corrono anche gli
ospiti!

CHICO (nella 320): Si ricorda di me, il principe di Galles?

PENELOPE (bussano): Chi ?

HAMMER (nella 318): Il re d'Inghilterra!

CHICO (nella 320): Mio padre! (si rifugia sotto il letto,
Groucho entra nella 320 mentre nella 318 entra Harpo, che sente
squillare il telefono e risponde con il suo u-u, lasciando gi
il ricevitore)

PENELOPE (bussano): Avanti! (esce Chico da sotto il letto, resta
Groucho; entra il valletto con un thermos d'acqua ghiacciata)

VALLETTO: Acqua e ghiaccio.

PENELOPE: Mettila l, grazie (il valletto esce)

HAMMER (da sotto al letto): Grazie? Perch non gli ha dato la
mancia? (nella 318 entra Mrs Potter, in ghingheri, collane e
abito da sera in velluto, dal bordo pi volte asimmetrico.
Bussano)

MRS POTTER: Avanti. Lasci pure l. (entra Harpo, con un grosso
thermos di acqua ghiacciata, e si sdraia sul letto, invitando
Mrs Potter con gesti inequivocabili a metterglisi accanto) Ma,
dico... Non ho mai visto niente di simile... Fuori! Presto!
(bussano) Avanti. (di nuovo Harpo, giulivo) Ma cos'ha questo
tipo! (entra Groucho) Mister Hammer, che fa in camera mia? Come
osa (Groucho aveva messo i catenacci alle due porte e
s'accingeva a togliersi la giacca) togliersi la giacca qui!
Fuori, se ne vada pi veloce che pu!

HAMMER: Stavo solo scherzando! (e mentre lei, sconvolta, va al
telefono, lui s'infila nell'armadio a muro)

MRS POTTER: Scoprir certo qualcosa in proposito. Grazie al
cielo se n' andato. Non importa, centralino. (bussano) Avanti!
(entra il detective) E lei, chi ?

HENNESSY: Tutto sotto controllo. Avr finito in un minuto. Bene
(guardandosi intorno), direi che qui non c' nessuno.

HAMMER (sporgendo la testa dall'armadio): Lei non sa dove
guardare!

HENNESSY: Come ha detto? (rivolgendosi a Mrs Potter, credendo
sia stata lei a parlare)

MRS POTTER: E' terribile! Quando ha finito tutto, me lo faccia
sapere. (esce. Hennessy entra nella 320, e Groucho dietro di
lui, gli gira intorno e rientra nella 318)

HENNESSY: Bene, tutto sembra a posto qui.

PENELOPE: Non ne sarei cos sicura! (il detective esce, entra
Groucho che l'abbraccia. Bussano)

HAMMER: D'accordo: so dove andare. (s'infila sotto il letto.
Entra il detective e si trattiene nella 320 mentre Penelope,
finalmente, pu rubare la collana nella 318. Poi, lui passa
nella 318 dalla porta interna e Penelope torna nella propria
camera passando dal corridoio. Si siede sul letto)

PENELOPE: Uffa! Finalmente sola! (da sotto al letto sbuca Harpo,
e ci dovrebbe essere anche Groucho)





Veranda dell'albergo. Tavolino e poltroncine di vimini. Mister
Hammer chiama Chico.



HAMMER: Venga qui, devo parlarle. Mi stia a sentire: non posso
permettere oltre che quell'individuo dai capelli rossi scorrazzi
a suo piacimento nella hall. Se vuole, lo tenga su in camera e
lo metta sotto chiave.

CHICO: Non si riesce a prenderlo.

HAMMER: Ma chi ?

CHICO: E' il mio socio, ma non parla.

HAMMER: Ah, socio accomodante e non accomandante! Comunque, nel
suo telegramma lei si mostrava interessato ad acquisti
immobiliari: cos, ho riflettuto, le potrei offrire tre lotti
sul lungomare niente male o tre lotti lunghi e niente mare.
Questi lotti sono costati a me novemila dollari e glieli lascio
a quindici proprio perch lei mi piace

CHICO: Io non compro niente.

HAMMER: Cosa?

CHICO: Non ho soldi

HAMMER: Non hai soldi?

CHICO: Neanche un centesimo.

HAMMER: E come pagherai le spese d'albergo?

CHICO: Son problemi tuoi.

HAMMER: Cos, tanto rumore per nulla!

CHICO: Vedi, noi siamo venuti qui per far soldi. C' su tutti i
giornali: "Grande boom in Florida". Cos, bim, bum, bam, noi
bamba eccoci qua.

HAMMER: Adesso ti far vedere io come fare soldi davvero. Tra
poco far un'asta a Cocoanut Manor. Sai cos' un'asta, vero?

CHICO: Certo, in Italia ho fatto il salto con l'asta...

HAMMER: Beh, sorvoliamo. Ti dicevo che far un'asta a Cocoanut
Manor. E quando mi si sar raccolta intorno un po' di gente,
voglio che ti confonda tra loro. Non che li borseggi, solo che
ti unisca a loro.

CHICO: Trover tempo per l'uno e l'altro.

HAMMER: Sai, forse potremmo gonfiare l'asta. Mi spiego. Se
qualcuno dice cento dollari, tu dici duecento. Se qualcuno dice
duecento, tu dici trecento.

CHICO: Ad alta voce?

HAMMER: Esatto. Poi, se nessuno dice niente, allora cominci tu.

CHICO: E come faccio a sapere se nessuno dice niente?

HAMMER: Forse ti scriveranno. Oh bamba, se nessuno dice niente
lo sentirai, no?

CHICO: Mah, e se non sto a sentire?

HAMMER: Non farglielo sapere. Per, se piazzi bene questi lotti,
ti far avere una buona commissione

CHICO: E perch non un po' di soldi?

HAMMER: Potrai scegliere come vuoi. Per la divisione dei lotti
useremo una mappa. Sai cos' una mappa, vero?

CHICO: Sicuro: mappa e mondo.

HAMMER: Com' che non hai mai preso una polmonite doppia?

CHICO: Viaggio sempre da solo.

HAMMER: Sai cos un lotto?

CHICO: S, tanto terreno.

HAMMER: Non un grande lotto, solo un tantino di terreno, senza
niente sopra.

CHICO: Ogni volta che si ha un tanto, si ha troppo. Ecco, ti
spiego. A volte non si ha abbastanza, a volte troppo, altre
tanto. Qualche volta si ha un tantino: a te non sembra
abbastanza, a qualcun altro sembra troppo. E tanto anche quello.
Allora: tanto troppo, troppo tanto, stessa cosa.

HAMMER: Ehi, la prima volta che t'incontro, ricordami di non
rivolgerti la parola, intesi?

CHICO: Allora forse...

HAMMER: Vieni un po' qua, genio dell'imprenditoria, e cercher
di chiarirti le idee. Guarda, questa una mappa con il
diagramma di tutta la zona che va sotto il nome di Cocoanut e ha
un raggio di circa 3/4 di miglio. C' una pur remota possibilit
che tu sappia cosa vuol dire "radio"?

CHICO: Rete uno, due e tre e le private.

HAMMER: Beh, me la son voluta io, questa. Sar una risata
spiegarti il resto, vedo.

CHICO: Ho una buona presa, io.

HAMMER: Tu pensi al rodeo! Senti, Einstein, guarda, qui c'
Cocoanut Manor. Qualsiasi cosa tu dica, Cocoanut Manor.
D'accordo, non un maniero, uno spiazzo. Poi c' Cocoanut
Heights, non sull'altura ma gi in palude, e proprio qui, alla
biforcazione, c' Cocoanut Junction.

CHICO: C' anche la Cocoanut Custard?

HAMMER: Mostarda? Alla biforcazione non ci sono forchette:
d'accordo che tu mangi col coltello e non te ne accorgi neanche!
Guarda, questa la strada principale in uscita da Cocoanut
Manor: vorrei tu fossi su quella strada adesso! Poi, ecco, qui
costruiremo un ospedale per le malattie della vista e
dell'udito. Proprio l dove ho il dito ci sar una bella vista.
Hai capito?

CHICO: S, tutto.

HAMMER: Qui, vedi, la zona residenziale.

CHICO: E ci sono le abitazioni?

HAMMER: No, i recinti del bestiame per il mattatoio. Poi, lungo
le rive del fiume, la levit degli argini...

CHICO: Levit? Ah, Levta: il ghetto ebraico?

HAMMER: Non ri-Levi-amo! Sei impagabile, tu. Vedi, qui c' una
penisoletta collegata alla terraferma da un viadotto.

CHICO: Perch il dotto?

HAMMER: Io sto bene, e tu? Dicevo, una penisoletta collegata
alla terraferma da un viadotto.

CHICO: Ho capito, ma perch un dotto?

HAMMER: E che, giochiamo a "Botta e Risposta"? Ho detto viadotto.

CHICO: E perch proprio un dotto? Perch non un pollo?

HAMMER: Non lo so, neanch'io sono di queste parti. So soltanto
del viadotto: prova a passare con un pollo e scoprirai perch
c' il viadotto.

CHICO: Io non vado in nessun posto.

HAMMER: Ci sono acque profonde, l, ed ecco il viadotto.

CHICO: Per questo via il dotto?

HAMMER: Ti faccio un esempio. Immaginiamo che tu sia a cavallo e
voglia passare dall'altra parte in un "fiat", non potresti
guadare, troppo profondo!

CHICO: Ma perch dovrei passare in una Fiat se sono a cavallo?

HAMMER: Mi dispiace aver tirato fuori questa faccenda. Quel che
so, che c' un viadotto.

CHICO: Senti, d'accordo su tutto, capisco il cavallo, la Fiat,
il questo e il quello, ma proprio non capisco perch il dotto!

HAMMER: Ti dir, stavo scherzando: domattina costruiranno un
tunnel. Tutto chiaro, adesso?

CHICO: S, tutto, tranne perch il dotto!

HAMMER: Va bene cos: ora posso... portare avanti il discorso.
Voglio farti visitare il nostro cimitero. Abbiamo una lista
d'attesa di una cinquantina di persone, che muoiono dalla voglia
di entrarci, per, tu mi piaci...

CHICO: Ah, sei un amico!

HAMMER: ...tu mi piaci, e io cercher d'infilartici dentro prima
di tutti gli altri. Voglio assicurarmi che tu abbia una buona
posizione...

CHICO: Son contento!

HAMMER: ...orizzontale!

CHICO: Bravo, grazie!

HAMMER: Ricordati adesso, non appena comincia l'asta, se
qualcuno dice "cento dollari"...

CHICO: Dico "E duecento".

HAMMER: Benissimo. E se qualcuno dice duecento.

CHICO: Io dico "E trecento"...

HAMMER: Perfetto! Sai come andarci?

CHICO: No.

HAMMER: Allora, stammi attento, prendi quel sentierino fino a
quella piccola giungla laggi, la vedi? Con quelle palme...

CHICO: Siii!

HAMMER: Poi c' una breve radura e un vialetto. Lo vedi il
vialetto?

CHICO: Benissimo, ma perch il letto?

HAMMER: Oh no, non ricomincerai mica da capo! Su, vieni che ti
sistemo io!





Riappaiono tra gli alberi. Hammer ha il martelletto da asta in
mano.



CHICO: D'accordo, ho capito cosa devo fare: radunare la gente,
far salire i prezzi. E quando qualcuno dice cento, dico
duecento, quando dicono due, dico trecento.

HAMMER: Esatto. Qualcuno dice cento dollari, tu dici duecento, e
quando qualcuno dice duecento, trecento, e mi aiuti a far
digerire questo affare, cos potrai avere tutto quel che hai.

CHICO: Ma io non ho niente!

HAMMER: Viaggi leggero e veloce come la luce: ecco, un lampo,
sii un lampo, ma non esaurirti mai! (si allontana per accostarsi
alla predella del banditore)

CHICO: (perplesso) D'accordo, sar un lampo: non mi molto
chiaro, ma sar un lampo lo stesso. (salendo sulla pedana,
Hammer si rivolge al pubblico: al suo fianco Jamison lo assiste)

HAMMER: Avanti, avanti, bamba, babbei, beduini e barboni, venite
a questo grande bidone! Signore e signori prima di passare
all'impegno maggiore della serata ci sar una piccola
esibizione, molto piccola: permettete che vi presenti Miss Polly
Potter, la miglior ospite pagante dell'albergo. L'unica a dire
il vero. Canter per voi, ma anche per me. Miss Potter. (arriva
Polly senza cappello, abito di chiffon, molto scollato e con
l'orlo irregolare. Canta, seguita poi da un folto balletto
formato da tre gruppi di ballerine, un primo gruppo con
gonnellino e copricapo in pelo di scimmia, un secondo e terzo in
abiti da spiaggia e da pomeriggio, con cappellini a cloche. La
canzone "The monkey doodle doo")

HAMMER: Eccovi la Florida, signori: canti, danze, divertimenti.
Dopo lo spettacolo ci sar un rinfresco, ma se non si vende
niente, niente rinfreschi. Gente, eccovi la Florida: sole
splendente per tutto l'anno: facciamo presto a iniziare l'asta
prima che arrivi un tornado. Prego, signori, fatevi avanti.
Amici vi trovate ora a Cocoanut Manor, una delle pi belle
cittadine della Florida: d'accordo, manca ancora qualche
rifinitura qua e l, ma nessuno perfetto. Siete nel cuore del
centro residenziale: ogni lotto a un tiro di sasso dalla
stazione. Non appena avran tirato abbastanza sassi, costruiremo
la stazione. Saranno edificate qui 800 villette, anzi, come
fossero gi su. Forse ancora meglio cos, perch si pu
scegliere lo stile che si desidera. Ci sono perfino le
decorazioni di stucco: e oh, come si resta di stucco! Ora il
momento giusto per comprare, con un nuovo scopo: e scopa nuova,
si sa, scopa meglio! E non dimenticate la garanzia, la mia
garanzia personale: se questi lotti non raddoppiano di valore in
un anno... non potrete farci proprio niente. Allora, per
cominciare, prenderemo il lotto numero venti, proprio all'angolo
con la De Soto Avenue. Voi tutti sapete chi era De Soto, no?
Scopr un grande corso d'acqua. Naturalmente, voi tutti
conoscete l'acqua cui De Soto diede il nome, l'acqua De Soda!
Questo lotto ha una metratura di 20 piedi, una cubatura di 14
piedi e una spazzatura molto ricca. Qual l'offerta base per
questo lotto? Qual e la prima offerta?

CHICO: 200 dollari.

HAMMER: Ah, un signore offre 200 dollari. Chi offre 300?

CHICO: 300 dollari.

HAMMER: Ah, ah, un altro signore offre 300 dollari. Chi offe 400?

CHICO: 400 dollari.

HAMMER: Cos l'asta si praticamente conclusa: manca la
martellata, ma ci penser dopo.

CHICO: 500 dollari.

HAMMER: Chi offre 600?

CHICO: 600 dollari.

HAMMER: Aggiudicato per 600 dollari. (a Jamison) Lo incarti e lo
riempia d'ortiche.

JAMISON: Certo, Mister Hammer.

HAMMER: Beh, me la son cavata, con questo lotto! E stato un
grande successo. Un altro cos e dovr vendere il mio cadavere a
qualche gruppo di ricerche scientifiche. Ora passeremo al lotto
n. 21. Quello l in fondo, vedete, dov' quell'albero di cocco.
Una prima offerta per il lotto 21?

CHICO: 200 dollari.

HAMMER: Amico mio, solo il latte di quei cocchi va ben oltre i
200 dollari! Che latte! Latte di cocchidimamma felici. Chi offre
300?

SIGNORE (alzando la mano): 300 dollari.

CHICO: 400 dollari, 500 dollari, 600 dollari, 700 dollari, 800
dollari, che diavolo m'importa!

HAMMER: Che diavolo t'importa? E io? Aggiudicato a "Chediavolo"
per 800 dollari. Spero che ti vengano tutti i denti cariati e,
non dimenticare, l'ascesso porta all'eccesso e il troppo
stroppia! Quando diceva "via il dotto" avrei dovuto mangiare la
foglia! Cio, ho sentito puzza di bruciato, ma non pensavo fosse
lui. Prendiamo il lotto 22. Qual la prima offerta per il lotto
22?

SIGNORE: 100 dollari.

HAMMER (rapidissimo): Aggiudicato per 100 dollari! (si
congratula con Zeppo)

CHICO: 200 dollari.

HAMMER: Credimi, devi proprio alzarti presto, se vuoi uscire dal
letto. Prendiamo ora il lotto 23.

CHICO: 200 dollari.

HAMMER: Mi dici che ci fai con tutti questi lotti, una lotteria?
Chi offre 300?

SIGNORE: 400.

HAMMER: Quattrocento dollari. Chi offre 500 dollari?

SIGNORE: 500 dollari.

HAMMER: Aggiudicato al signore per 500...

CHICO: 600 dollari.

SIGNORE: 700 dollari.

HAMMER: Aggiudicato al signore per 700...

CHICO: 800 dollari.

HAMMER: Chi offre 900? Qualcuno offre 900?

CHICO: Qualcuno offre 900, qualcuno offre 1000.

HAMMER: Se sento 1000, ne sentirai tante! Qualcuno offre 90()?
Il signore che ha offerto 700 vuole offrire 900? Vuole offrire
di nuovo 700? Vuole offrire 600? (in ginocchio)

CHICO: Se offre 600, io offrir 700, se offre 700, offrir 800,
se offre 800 offrir 900: d i numeri, io! Quando comincio, non
mi ferma nessuno. Io parlo forte e chiaro. E vado in alto, in
alto, in alto...

HAMMER: ... e andrai ancora pi in alto quando faremo i conti.
Aggiudicato a "Piinalto" per 800 dollari. (Jamison prende nota
nel suo taccuino) Togliti da quell'albero prima che si secchi!
(s'infila sotto il tavolo, cercando di parlare al signore di
prima; ridacchia, imbarazzato, a Chico che s'avvicina, ma il
signore, di scatto)

SIGNORE: 50 dollari!

HAMMER: Aggiudicato per 50 dollari!

CHICO (in ritardo): 200 dollari.

HAMMER (in falsetto): Troppo tardi, troppo tardi!

CHICHO: Gi, troppo tardi...

HAMMER: Ora prendiamo il lotto numero 25, proprio quello su cui
ci troviamo ora. Per favore, togliete i piedi da terra,
altrimenti lo sporcate tutto. Allora, gente, ecco il lotto 25.
Non sembra molto grande, ma in profondit tutto vostro fino al
centro della Terra e per un prezzo molto ragionevole. Nessuna
offerta per il lotto 25? Chi offre per primo, proprio nessuno?
(s'interrompe, rivolto a Jamison) Vedi dov' andato Peter
Rabbit! Cosa offrite per il lotto 25? Su, gente, questo un
paese libero, sapete, tutti possono prender parte a un'asta e
fare la propria offerta. Allora, cosa offrite per il lotto 25?
Per il lotto 25 e un abbonamento annuo al "Corriere dei
Giovani"? Nessuno vuole abbonarsi per un anno? Sto cercando di
far soldi per pagarmi l'universit. Nessuno vuole abbonarsi per
sei mesi, potrei andare al liceo. C' qualcuno che vuol comprare
una matita copiativa? Andiamo, per cinque dollari faccio a pugni
con chiunque. (fa per togliersi la giacca, Zeppo gliela fa
rimettere) Se non ci sono pi offerte e contrattazioni, far
bene a smettere. Ma non capisco, signori, non avete il senso
degli affari, non volete far quattrini? Prover a vendere un
ultimo lotto e se non riuscir a piazzarlo incrocer le braccia,
capito? Allora, prendo il lotto 26, la gemma di tutta la
lottizzazione. Guardate, li dov' quel tronco cavo, proprio
lungo il mare, una delle migliori posizioni di tutta la Florida.
Signori, aspetto le vostre offerte.

ADAMS: 200 dollari.

YATES: 300 dollari.

HAMMER: Chi offre 400? (Yates fa un passo avanti)

YATES: 400 dollari.

HAMMER (a Zeppo a parte): Senta, bisogna tener lontano Winnie
The Pooh o mi roviner. ADAMS: 500 dollari.

HAMMER: Forza, 600 dollari.

YATES: 800 dollari.

HAMMER: 800 dollari! Ecco un gentiluomo lungimirante
(carezzandogli i capelli) e con un bel taglio di capelli. Ecco
un gentiluomo lungimirante. Chi offre 1000 dollari?

ADAMS: 1000 dollari!

HAMMER: Ecco un gentiluomo ancor pi lungimirante e con un
taglio di capelli migliore. Chi offre 1100?

YATES: 1100 dollari.

HAMMER: 1100 dollari: ecco un caso di astigmatismo. Andiamo, chi
offre 1200 dollari?

ADAMS: 1200.

HAMMER: Grandine e vento sopra il convento. Chi offre 1300,
andiamo, 1300?

YATES: Offro... ( colpito al capo da una provvidenziale noce di
cocco: s'inquadra Harpo su un albero con una scimmietta in
braccio, Yates sviene)

HAMMER: Allora 1200 e uno, 1200 e due, aggiudicato a Mister
Adams per 1200 dollari. Amico, lei s' assicurato una splendida
propriet.

PENELOPE: Oh, Bob, ce l'hai fatta!

YATES (rinvenendo, stordito): Cos' successo? Protesto. Non ho
avuto la possibilit di fare la mia offerta.

HAMMER: Che vuole insinuare, giovanotto? Qui non ci sono
discriminazioni. Lei ha avuto le stesse possibilit degli altri.

MRS POTTER (irrompendo trafelata da sinistra): Mister Hammer, mi
hanno derubata! La collana, in albergo!

POLLY: Oh, mamma!

MRS POTTER: Vale 100.000dollari! (mormorio generale)

HAMMER: Una cosetta di valore!

MRS POTTER: Di valore? Offro 1000 dollari di ricompensa a chi la
ritrova.

HAMMER: Sentito? Codesta piccola signora ha perduto una collana
del valore di 100.000 dollari e offre una ricompensa di 1000
dollari a chi la riporta.

CHICO: 2000 dollari!

HAMMER: Aggiudicata per 2000 dollari. (a Jamison) Prenda nota!
(arriva Hennessy)

HENNESSY: Quest'inchiesta la prendo in mano io. Voi, andate
tutti indietro, lasciateci spazio e non disturbate. (ad Harpo,
che insultava Yates) Piantala, tu. Ehi, smettila! (Harpo lo
spinge e si fa male alla mano contro una probabile rivoltella)
State indietro, state indietro.

CHICO (intervenendo): Cosa c', ti ha fatto male? Non spingere.
E va bene. (lottano: il detective tira su Harpo per la
collottola, ma Harpo ritorna da Mrs Potter, facendole gesti
"collana" e invitandola a seguirlo. Lei esita, non si fida)

MRS POTTER: Mister Hammer, cos'ha questo individuo?

HAMMER: Non so neanche da dove v iene: senza targa!

MRS POTTER (Harpo insiste: lei cede): Che c'... cosa... (lo
segue) Oh, ecco perch... oh caro il mio uomo. (lo abbraccia e
lo bacia) Oh, sono cos felice che devo darle un altro bacio!
(Harpo si scosta, minacciando pugni)

HENNESSY: Ah, dunque, era questo l'inghippo. Vi ho visto ieri
sera in quella stanza: prendevate la roba contando sulla
ricompensa. Forza, seguitemi. (lottano col detective: Harpo gli
morde un dito)

CHICO: Dai, lascialo. (Harpo infine molla la presa: s'avvicina
Yates)

YATES (a Hennessy): Potrei avanzare un suggerimento?

HENNESSY: Quale?

YATES: Pu darsi che l'acquirente di questo lotto sappia
qualcosa del furto. Perch mai voleva comprarlo a tutti i costi?

HENNESSY (a Adams) Che ne dice, lei? Perch ha comprato questo
lotto?

ADAMS (guardando Polly) Non la riguarda.

MRS POTTER: E' una persona allucinante.

POLLY: Oh no, mamma.

HENNESSY: Ogni volta che un giovanotto se ne sta zitto e non
apre pi bocca, c' sotto una donna: chi ?

ADAMS: La cosa non la riguarda. Non dir neanche una parola.
(coccolando Polly, che approva)

HENNESSY: Bell'affare: lei non vuol dire nulla, questo tipo
(indicando Harpo) si scopre che muto (Harpo fa u-u col
clackson e s'allontana... remando) e quest'altra sagoma
(indicando Chico) parla, ma in modo incomprensibile!

CHICO: Oh, chiudi il becco, beccaccia!

HENNESSY: C' nessuno disposto a parlare?

HAMMER: Io son sempre disposto, ma non ho argomenti.

HENNESSY (volgendosi a Bob): Allora, se non ne vuol parlare qui,
dovr farlo altrove!

ADAMS: Ma come, un momento, vuol forse dire che..

HENNESSY: Adesso basta: mi segua.

PENELOPE: Oh, la prego, non lo arresti.

HENNESSY: Che c ?

PENELOPE: Bob, io non volevo che tu rubassi. Non pensavo tu lo
facessi veramente. Mi sento un verme.

ADAMS: Ma di che diamine parla?

POLLY: Bob, che sta dicendo?

MRS POTTER: Polly!

HENNESSY: Ah, cos!

PENELOPE: Tutta colpa mia. Non pensavo proprio che mi prendesse
sul serio. Bob, non volevo mica che tu rubassi. Dicevo solo che
avresti potuto regalarmene una cosi.

ADAMS: Un momento: mi sta forse accusando di aver rubato la
collana di Mrs Potter?

PENELOPE: Mi sto addossando io tutta la colpa. Io scherzavo e tu
non l'hai capito. Ma Bob, quando ieri sera mi hai detto che
l'avevi presa, io non ti ho creduto affatto.

ADAMS: Io le avrei detto di aver preso cosa? Ma, Polly, questa
matta!

MRS POTTER: A me sembra plausibile.

POLLY: Mamma!

PENELOPE: Non sapeva quel che faceva! L'ho supplicato di
restituirla.

ADAMS: Senta, non sopporter oltre queste fandonie. Andiamo,
tutta la storia semplicemente ridicola - assurda. Voi pensate
davvero (si rivolge agli astanti, ma tutti si girano di spalle)
che io... Oh, non m'importa quello che tutti voi pensate: Polly,
tu sai che una pura invenzione, vero?

PENELOPE: E' stato un piccolo flirt senza importanza e lui ha
perso la testa!

ADAMS (a Polly): Lo sai che mente?

POLLY: Certo che lo so. (poco convinta, per) Non crederai mica
che possa prestar fede a una storia simile?

MRS POTTER: Polly!

POLLY: Mamma, non ci credo!

MRS POTTER: Mister Adams, spero che non rivolger mai pi la
parola a mia figlia!

ADAMS: Ma, Mrs Potter...

HENNESSY: Andiamo, bel tomo!

POLLY: Bob, vengo con te! (lo abbraccia)

MRS POTTER: Tu resti qui.

ADAMS: Certo, Polly, tu resti qui. E' solo per poco: tutta la
faccenda semplicemente ridicola.

HENNESSY: Siamo pronti? (Bob s'avvia)

ADAMS: Eccomi.

PENELOPE: Oh Bob, son cosi spiacente.

ADAMS: Pu anche smettere la commedia, ormai. (al detective)
Andiamo.

HENNESSY: Lo far confessare in una mezz'oretta. Su, andiamo.

POLLY: Bob! (gli andrebbe dietro, ma Mrs Potter l'afferra)

MRS POTTER: Vuoi tornartene qui?

HAMMER (riprendendo l'asta, come nulla fosse accaduto) Ora
prenderemo il lotto 27. Sono stato cos sfortunato nella vendita
di questi lotti che da ora in poi regaler mezzo chilo di t per
ogni lotto che vendo.

MRS POTTER (lo ferma con la mano alzata): C' solo una cosa che
posso fare per cancellare questa vergogna. (a Polly) Tu devi
dimenticare d'aver conosciuto quell'uomo.

POLLY: Ma che dici mamma?

MRS POTTER: Visto, a fare a modo tuo? Ora faremo a modo mio.
Mister Yates?

YATES: S, Mrs Potter.

MRS POTTER: Mia figlia ha avuto un ripensamento sulla sua
proposta di matrimonio.

POLLY: Mamma!

MRS POTTER: Stasera daremo l'annuncio ufficiale del vostro
fidanzamento.

YATES: Ma fantastico, Polly!

MRS POTTER: Dar un grande pranzo, in albergo.

HAMMER (tutto eccitato): Un pranzo? Un pranzo? (balzato gi
dalla predella, s'accosta a Mrs Potter) Quello da trenta o da
quaranta centesimi?

MRS POTTER: Siete tutti invitati.

HAMMER: Per cinquanta centesimi avr anche la torta; per non
farle torto!

MRS POTTER: Dobbiamo festeggiare il fidanzamento...

HAMMER: Ah, s?

MRS POTTER: ... di mia figlia con Mister Harvey Yates.

HAMMER: Sar l'ultimo a congratularmi con lei (a Yates) e anche
con lei. (a Polly) Son certo che il matrimonio con questo
galantuomo sar deprimente! (andirivieni di congratulazioni. Poi
tutti escono di scena, tranne Polly e Yates)

YATES: Vieni Polly?

POLLY: Non ancora. Ti prego, va avanti tu.

YATES: Ma cara, qualcosa non va?

POLLY: Nulla. Lasciami sola, per favore.

YATES: D'accordo. T'aspetto in albergo. (Sullo sfondo "When my
dreams come true". Polly piange. Arriva Harpo, tenera scena con
il lecca-lecca gigante)





Chico e Harpo fuori del portone del carcere. Esce il detective
Hennessy, giacca sul braccio. I due gli trafugano la chiave
facendogliela semplicemente mettere nella tasca dei calzoni di
Harpo.



CHICO: La chiave, ce l'hai la chiave? Aspetta, aspetta. Io ho la
sega. Tu devi prendere qualcos'altro per far uscire Bob?
Sbrigati! (entrano. Poi Chico, avvicinatosi alle sbarre della
cella di Bob lo chiama, gli stringe la mano tra le sbarre)

CHICO: Bob, ehi Bob! Ah, ah, ah! (ride soddisfatto) Come va,
come va?

ADAMS: Cosa fate qui? Pensavo che non facessero entrare
visitatori.

CHICO: Non siamo in visita noi; siamo venuti a liberarti. E
dobbiamo far presto.

ADAMS: Vi ringrazio, ma non avreste dovuto disturbarvi. Star qui
o altrove, per me lo stesso.

CHICO: Devi uscire. Lei, ehm, Polly ha bisogno di te.

ADAMS: Polly ha bisogno di me?

CHICO: Devi starle vicino perch stasera la fanno fidanzare.

ADAMS: Fidanzare?

CHICO: S, e poi deve sposarsi. Mrs Potter d un gran pranzo per
il fidanzamento.

ADAMS: Con chi?

CHICO: Con Polly, fidanzamento con Polly. Ha invitato tutti.

ADAMS: Polly sposer Yates?

CHICO: Proprio cos.

ADAMS: Presto, fatemi uscire di qua, veloci!

CHICO: Certo che ti facciamo uscire. Ehi, pais, vieno qua. [in
italiano nel testo, ndt] Presto, dai: shhh! (dito sulle labbra.
Harpo arriva, carico di pesanti attrezzi che lascia cadere
rumorosamente davanti alle sbarre) Lui ti far uscire. (Poi
Harpo passa una mela di tra le sbarre a Adams)

ADAMS: Tante grazie, ma non voglio nulla da mangiare, non in un
simile frangente. Dai, sbrigati, tirami fuori di qua. (con un
grosso martello di gomma Harpo si pesta un dito)

CHICO: Che c', cosa stai facendo, eh? Dai, spacca la serratura,
fa presto. (i due, come al solito, finiscono col pestarsi per
gioco)

ADAMS: Smettetela di picchiarvi, non il momento. Forza, fate
in fretta, tiratemi fuori di qui. Oh! (Harpo tira fuori la
chiave di tasca) Dai, sbrigati, sbrigati. (apre la cella ed esce)

CHICO: Eh, eh. Dai, vieni. (esce con Bob: Harpo entra in cella,
chiude la porta, non riesce pi a uscire. Panico, u-u di
disperazione. Poi stacca una sbarra gi segata e scappa, tutto
sorridente)





Hall dell'albergo. Hammer al telefono, dietro il banco...



HAMMER: Ma davvero? Me ne occuper personalmente. Boy! (arriva
un valletto) M'informano che nella 420 si gioca forte a poker.
Va di sopra, bussa e vedi di prendermi un posto. (arrivano da
fuori Harpo, Chico e Adams. Harpo fischia per far uscire Hammer)

HAMMER (pi che altro a gesti, solo formando le parole con le
labbra): Chi, io? Vengo subito.

CHICO: Avanti, Bob. Tutto bene: via libera. Non c' nessuno. (ad
Hammer) Eccolo qua, l'abbiamo tirato fuori senza problemi.

HAMMER: Salve! Libero sulla parola?

ADAMS: No, questi due galantuomini mi hanno aiutato a venir
fuori. Le sono molto obbligato, Mister Hammer, perch mi hanno
detto che l'idea stata sua. (a Chico) Mi gradito
ringraziarti. (gli stringe la mano)

CHICO: Non c' di che, forse avrai occasione di ricambiare.
Bene, arrivederci. [in italiano nel testo, ndt] (esce)

HAMMER (stringendo la mano ad Harpo) Ti sono molto riconoscente
e voglio ringraziarti. (ridendo, gli riprende l'orologio.
Groucho cambia tasca ai soldi. Harpo gli restituisce la cravatta)

HAMMER: Ma una polisportiva!

ADAMS: Mi creda, non divertente finire in carcere.

HAMMER: Non il luogo pi adatto per un giovane, non c' futuro.

ADAMS: Mister Hammer, lei sa che quel che racconta Penelope
una finzione, no?

HAMMER: Che vale preoccuparsi? Un giorno siamo l, domani siamo
qui...

ADAMS: Lei sa che una frottola: ma come potr dimostrarlo?
(Harpo fischia e gli d un foglietto) Cos'? (legge) "Rosso muto
ricercato dalla polizia". (Harpo gli strappa il foglio e si
cerca addosso. (Gli cade fuori mezzo albergo, e i due raccolgono
sveglie, posate, sigari ecc...)

HAMMER: Che succede qui? Spero non m'abbia preso anche le
mutande. (a braccia cariche) Sa... (Harpo lo interrompe
estraendo di tasca un paio di mutande e dandogliele) Ma guarda,
infatti sentivo un po' d'aria!!! Bob!

ADAMS (continuando a sorridere) S, signore?

HAMMER: Vada di sopra e conti le camere. Mi sembra manchi il
terzo piano. Metter questa roba qui (nel vaso) finch non andr
di sopra. Un momento: (legge la stampigliatura di due sigari)
Black Stone Hotel, Chicago, Statler Hotel, Cleveland: ma questi
sono miei! (se li infila nel taschino) Ma immagina un po'! Ma
che roba! (Harpo rifischia e d ad Adams un altro foglietto.
Hammer legge anche lui e bofonchia)

HAMMER: Guarda guarda: l'uomo che pensavo'

ADAMS: Granada Road; Cocoanut Road (Harpo gli sfila con i denti
il fazzoletto dal taschino. Adams, sempre ridendo, glielo toglie
e se lo mette in tasca) Granada Road, Cocoanut Road (glielo
riprende) Granada Road... (di nuovo)...

HAMMER: Senta, se lo prende altre due volte (pausa)... pu
tenerselo. (Harpo porge l'orologio di Adams. Hammer sghignazza,
ma Harpo gli porge la cravatta). Andiamo, smettila, (e se
l'annoda) la puoi disfare ma non riannodare. (Si mette la mano
in bocca, cerca dappertutto: poi Harpo gli porge la dentiera.
Hammer si gira e se la rinfila. Adams ride e riprende a leggere)

ADAMS: Granada Road; Cocoanut Road, tronco cavo, gioielli. Dimmi
un po', dove l'hai trovato?

HAMMER: Proprio a lui va a chiedere!

ADAMS (insistendo): Dove l'hai trovato? (Harpo gli parla
all'orecchio con il u-u) Mister Hammer, chi ha fatto questa
mappa sapeva tutto sul furto, guardi.





Balletto. Valzer lento. Sono tutti in costume spagnolo, le
mantiglie, i pettini, i completini da "torero" o da "Zorro" si
sprecano. La scena ricostruisce un patio spagnolo, con la
balconata tutt'intorno, in alto. Si affaccia Polly, splendido
abito da danzatrice di flamenco, con una buffa paglietta piena
di lustrini e l'abissale scollatura. Con aria da funerale canta
il ritornello di "When my dreams come true"; a fine canto arriva
Penelope, con una mantiglia molto chic e un altissimo pettine.
Si ferma a porgere i suoi omaggi a Mrs Potter che fa gli onori
di casa con a fianco Harvey Yates.



MRS POTTER: Gentile a venire.

PENELOPE: Grazie dell'invito. Polly splendida. Sei proprio un
uomo fortunato, Harvey!

YATES (ridendo melenso): Oh, s!

PENELOPE: La festa sar un grande successo.

MRS POTTER: Lo spero.

UN GIOVANOTTO: Salve, Penelope!

PENELOPE: Oh, ciao. Non sapevo ci fossi anche tu.

GIOVANOTTO: Io sono dovunque ci sia tu. Ti seguo come un'ombra.
(se ne vanno sottobraccio; arriva Zeppo con buffo cappello)

MRS POTTER: Ah, ah!

JAMISON: Buona sera, signora (a Mrs Potter)

MRS POTTER: Viene Mister Hammer?

JAMISON: S, certo. Sar qui a momenti (arriva Groucho, buffo
costume, da due lati del cappello pendono lunghissime trecce
scure. Lei lo scruta con l'occhialino e poi scoppia in una
risata fragorosa e prolungata. Lui resta serio e le offre le
spalle, fumando imperterrito il solito sigaro)

MRS POTTER: Mister Hammer, il suo costume incredibile.

HAMMER: Questo costume stato sconsigliato dall'Unione
Consumatori.

MRS POTTER: Mi piace l'armonia dei colori.

HAMMER: Non armonia, ma discordanza (arriva un maestoso
maggiordomo e annuncia con voce tonante)

MAGGIORDOMO: Signor Chico Joseph Malava di Ajulia, Conte di
Eresno!

HAMMER: Al binario venticinque! (entra Chico, con mantellina)

CHICO: Ah, ah: "Signorina gentile"! Bellissima! In una magnifica
festa, "una fanciulla m'appar"...

HAMMER: Senti, conte, appena saranno andati via gli ospiti,
svuota i portaceneri!

CHICO: Ah, Shalom!

MAGGIORDOMO: Sua Eccellenza l'ambasciatore di San Raffaello,
Signor di Harpeno. (arriva Harpo, con grande sombrero, sigaro e
u-u. Yates gli si inchina, Harpo fa un giochetto con
l'elastico e il sombrero. Mrs Potter gli d la mano: Harpo, dopo
un buffo baciamano, le d la gamba. Yates interviene e, dandogli
la mano, lo allontana. Harpo s'avvicina a Groucho e gli d la
gamba)

HAMMER: Senti, piantala con questa gamba. (Harpo gli soffia il
fumo in faccia) Ah, un soffio della cara Irlanda: vedo la mia
vecchia madre uscire dalla casa nella torbiera. (Harpo comincia
a fischiettare e i quattro partono in una specie di quadriglia)
Bu doodle-du. (passa un cameriere con un vassoio colmo di
bicchieri: Harpo ne prende uno al volo, e sar il primo di una
lunga serie) Pop: anche il lupo! (Harpo esce a passo ritmato)
Chiss dove andr il lupo adesso? (entra Hennessy, sempre pi
alto... con un'andatura rollante da marinaio)

MRS POTTER: Son lieta di vederla, signor Hennessy!

HENNESSY: Grazie, signora. A una festa cos non pu mancare
l'occhio vigile della legge. Una bella donna come lei ha bisogno
di protezione e io sono qui a garantirgliela. Ci sono un paio di
brutti ceffi qua intorno, ma li terr sotto controllo io! (a
Chico) Che gli hai passato?

CHICO: Non gli ho passato un bel niente!

HENNESSY: Cosa... datemi quella chiave. (breve colluttazione a
tre: quando si separano il detective costernato) Chi m'ha
preso la camicia? Dov' finita la mia camicia? Ridatemi la
camicia!

HAMMER: Ehi, ha perso la camicia!

HENNESSY (desolato): Gi.

HAMMER: Pu farci un identikit?

HENNESSY: Cosa?

HAMMER: Stia attento, venga qui. Questa croce (tracciandogli
sulla canottiera lo schema per il gioco "tris", che poi
continuer a giocare con Chico) segna il luogo dove stata vista
l'ultima volta.

HENNESSY (irritato, anche perch soffre il solletico): Piantala!
(Chico intanto fa un'altra croce)

HAMMER: Non si muova, per favore! (gioca a "tris" con Chico,
fino a pasticciare tutta la canottiera e a fargli bene il
solletico)

HENNESSY: Come pensavo, siete tutti complici del misfatto e
state cercando d'impedirmi di trovare la mia camicia.

HAMMER: E' una menzogna! Detective da strapazzo! (arriva Harpo,
portandosi dietro la camicia)

HENNESSY: Voglio la mia camicia!

HAMMER: Rivuole la camicia!

HENNESSY: Rivoglio la camicia! (quasi in lacrime)

TUTTI (dall'alto, con il dito puntato sul detective) Rivuole la
camicia! (e con queste parole cantano una parodia sulla musica
della "Carmen" - Toreador in guardia - "Voglio la mia camicia,
non potr essere mai pi felice senza la mia camicia". Alla fine
del coro, Harpo gli consegna la camicia: il detective contento
e va a rivestirsi)

HAMMER: Amici, ora che s' ritrovata la camicia di Hennessy, vi
spiacerebbe cercare un bottone del colletto che ho perso qui,
misura 13 e mezzo? (tutti cercano)

MRS POTTER: Signore e signori, vorreste gentilmente prendere
posto a tavola? La cena sar preceduta da un breve spettacolo.
(Chico e Harpo alla parola "tavola" si precipitano fuori)

HAMMER: Che ne direbbe se dessimo una slargatina alla cintura di
castit?

MRS POTTER: Come osa! (ma vanno a tavola come se lui non avesse
pronunciato verbo. Hammer siede a capotavola, Mrs Potter alla
sua sinistra, Chico alla destra. Mrs Potter prende la parola)
Signore e signori, Mister Hammer sar il nostro cerimoniere. (lo
applaude. Lui s'era gi versato da bere, in barba all'etichetta.
Poi sale sulla sedia. Alla sua sinistra accanto a Mrs Potter,
sono seduti Yates e Polly; alla sua destra Chico, Harpo e
Penelope)

HAMMER: Signore e signori...

CHICO: Duecento dollari!

HAMMER: A nome del Rotary Club di Minneapolis ho il piacere di
darvi il benvenuto a Walk Eden, il paradiso delle passeggiate.
Cio, volevo dire, in riconoscimento dei molti anni di servizio
da me prestati nelle Ferrovie, mi avete fatto dono di queste
cravatte e, logico, mi torna in mente la barzelletta di
quell'irlandese... ah, ah! (tutti ridono) E' cos divertente!
Vorrei ricordarmela tutta...

"Nella calma della sera

Trema una foglia frale

Morendo tra gli alberi

E il ruscelletto si snoda mormorando mormorando"

(Harpo s'alza, rigido e ormai sbronzo, e s'allontana digrignando
i denti). Bene, uno in meno. E uno cos vale tre normali.
Dov'eravamo rimasti? Gi, sulla sedia, da buon banditore: ed
ecco a voi il catalogo generale per quindici e venticinque, il
manzo e il vitello non mostrano un calo di tono, mentre le uova
rischiano molto in un mercato in discesa. Allora, mia madre e
mio padre ne discussero un po' e infine si trasferirono a New
York. Presero una casetta nel Bronx e fu l che, con grande
sorpresa di mio padre, vide la luce Abraham Lincoln. Quello fu,
ragazzi miei, l'inizio della Superstrada Lincoln. E ora, amici,
visto che qui stasera si festeggia, per cos dire, il
fidanzamento di Miss Potter, alcune parole vi saranno
rivoltanti, cio rivolte, dalla madre. Ho il grande onore di
presentarvi la ben conservata e parzialmente in cimbali Mrs
Potter. Su, una grande ovazione per la piccola signora! (tutti
applaudono)

CHICO: Discorso, discorso!!

MRS POTTER: Oh, cari, cari amici, se solo potessi dirvi come
tutto stasera mi appaia dolcemente colorato in rosa... (Harpo
s'alza di nuovo e va a bere; Groucho s'accartoccia sulla sedia)
Guardo i vostri volti e mi paiono tutti illuminati da lieti
sorrisi. Il mondo intero e ogni sua cosa sembrano come soffusi
d'un morbido alone splendente.

HAMMER: La poverina piena fino agli occhi...

MRS POTTER: Desidero augurare a tutti una piacevole serata.
Quanto a me, non riesco ad andare oltre.

CHICO: Scender anch'io qui con lei.

HAMMER: Amici, ora ho il grande piacere di presentare lo sposo,
Mister Yates, Mister Harvey Yates. (Yates si alza, Groucho
applaude un po', poi prosegue) Buona sera, cari
radioascoltatori. Siamo tornati in studio, pronti alla lettura
degli annunci pubblicitari.

YATES: Miei cari, cari amici. (Harpo s'alza e va a bere: ormai
barcolla visibilmente) Io, io, io... (Hammer gli f segno di
smettere) non so davvero cosa dire.

CHICO: Stia zitto, allora!

HAMMER: Che proposta amichevole! (si stringono la mano)

YATES: Mi sento molto onorato, ma temo di non essere un grande
oratore. Ciononostante, Mister Hammer, stato gentile da parte
sua invitarmi...

HAMMER: Dovr ricambiare la cortesia, qualche volta...

YATES: Stavo per dire...

HAMMER: ... e ammirare i miei fiori...

YATES: Quel che tentavo di dire...

HAMMER: Ho delle stupende pans...

YATES: Bene...

HAMMER: Ho pans piccoline e pans grandi...

YATES: Ero sul punto di dire che...

HAMMER: ... a primavera metter le pans precoci. (torna Harpo,
che si siede accanto a Penelope)

YATES: Come stavo per dire. .. (Harpo se ne va ancora)

HAMMER: Sembra che ci sia un flusso costante, l in fondo.

YATES: Non intendo portarvi via altro tempo, voglio solo
ringraziarvi tutti!

HAMMER: Per forza!

YATES: Come avevo detto prima, non volevo fare nessun discorso!

HAMMER: Ed riuscito nel suo intento. (Yates siede) Amici,
vedremo adesso! (Harpo ritorna, del tutto brillo: ondeggia,
rutta)

MRS POTTER: Che gli prende, adesso? (Harpo si agita)

HAMMER: E' la sana Corrente del Golfo! (Harpo batte sulla gamba
di Penelope, provocando un riflesso per cui lei gliela poggia
sulle ginocchia)

MRS POTTER: Mio Dio! (a Penelope) Son proprio spiacente!

CHICO: Ehi, che fai? Smettila, su... (i due s'intrecciano gambe,
braccia, teste)

MRS POTTER: Mister Hammer! (Harpo cerca d'intrecciarsi con
Penelope) Faccia lei qualcosa! (intanto Harpo, a gesti, induce
Polly ad alzarsi e a seguirlo fuori)

HAMMER: Ora, signore e signori, il primo numero musicale che
verr eseguito rappresenter l'inizio e la fine di un molto...
(battendo sulla spalla di Harpo) Ci sar musica... musica...
(Harpo si alza e va di nuovo a bere) Allora: il primo numero del
programma un a solo di ottavino, ma lo sposteremo di
un'ottava; il secondo sar eseguito dal Signor Pastrami,
pianista lituano. (applausi) Il primo brano da lui scelto sar
"Una tazza di caff, un panino e te", dall'opera "Aida". Signor
Pastrami, permetta che l'accompagni al podio.

MRS POTTER (cinguetta con voce flautata): Signor Pastrami, qual
il primo numero?

CHICO: Il numero uno! (suona - applausi anche a lui)

HAMMER: E ora, amici, voglio presentarvi (torna Polly, tutta
contenta e sorridente) un'affascinante personcina; (Harpo
s'alza) gi, l avanti!

CHICO: Dai (ad Harpo) siediti!

HAMMER: La signorinella che diventer la signora Yates (tutti
applaudono) sul mio cadavere. (Polly si alza, ha in mano due
foglietti)

POLLY: So di avere l'augurio sincero di tutti i miei amici e
posso solo dirvi quanto mi senta grata di questo. Penso di poter
proprio dire che oggi il giorno pi felice della mia vita:
guardate cosa ho qui! (guarda anche Yates e subito incrocia
sguardi tragici con Penelope, del tipo "sono perduto") E' un
dono di fidanzamento, un biglietto che ho appena ricevuto da
Mister Yates. (che si alza e se ne va via alla chetichella) L'ha
scritto appena adesso, ma ne aveva scritto un altro ieri, quando
avevano rubato la collana. La calligrafia la stessa. Voglio
leggervelo: mostra come arrivare a Cocoanut Manor e a un albero
cavo, e indica un nascondiglio di gioielli.

MRS POTTER: Non ci credo!

POLLY (finalmente sgarbata, le d i fogli): Guarda da te!

INVITATO: Yates se n' andato!

HAMMER: Yates se n' andato! E io gli ho dato un assegno di
mille dollari proprio stamattina! Per fortuna era un mio assegno
personale! (arriva Adams in smoking)

ADAMS: Mister Hammer, c' un signore fuori che vuol vederla, con
dei baffi neri.

HAMMER: Gli dica che li ho gi.

ADAMS: Penso che vorr parlargli: si chiama John W. Berryman. Ha
accettato il mio progetto per lo sviluppo urbanistico di
Cocoanut Manor.

HAMMER: Bene, felicitazioni, ragazzo mio!

ADAMS (raggiante) Grazie, grazie!

CHICO: Bravo veneziano! [in italiano nel testo, ndt]

ADAMS: Mister Berryman vorrebbe anche sapere se lei pu
sistemare nel suo albergo 400 persone questo week end! (Chico,
Groucho e Harpo escono correndo a queste parole: Harpo
sgraffigna una corona di fiori dalla tavola)

HAMMER: 400 persone...

CHICO: 400 persone...

MRS POTTER: Ma insomma, cos'ha quel tipo?

POLLY: Mamma, adesso dovrai ammettere di esserti sbagliata

MRS POTTER: Mister Adams, come potr mai perdonarmi?

ADAMS (signorilissimo, le fa il baciamano) Prego Mrs Potter!
(poi si dedica a Penelope: questa, intanto, se ne restata
seduta imperterrita per tutta la scena, ogni tanto un primo
piano)

MRS POTTER: Signore e signori, siete tutti invitati alla
cerimonia nuziale di mia figlia Polly, che si svolger
esattamente come annunciato, con l'eccezione di un leggero
cambiamento: lo sposo sar l'architetto Roberto Adams! (hurrah
di tutte le ballerine dall'alto del patio spagnolo. Giungono
intanto le note di "When my dreams come true", ma il ritornello
lo canta solo Polly. La musica continua fino ai titoli, anche
quando, cambiata la scena, si scorge Hennessy che garbatamente
accende una sigaretta a Penelope. Ammanettata a Yates, molto
seccato della situazione, Penelope gli manda il fumo negli
occhi. I quattro Marx, in un'inquadratura finale, fanno "ciao
ciao".



(fine).





UNA STORIA DA RIDERE.

Postfazione di Enrico Livraghi.



A met degli anni Settanta curavo, insieme con altri, la
programmazione dell'Obraz Cinestudio di Milano, uno di quei
cinque o sei avventurosi luoghi italiani di cinefilia
"militante" che sparavano non meno di duecento film all'anno sui
propri schermi. I Fratelli Marx, naturalmente, erano un cavallo
di battaglia. Ma a parte i due o tre film reperibili in versione
italiana (i soliti: "Una notte a Casablanca", "Una notte sui
tetti" e "La guerra lampo dei Fratelli Marx"), doppiati chiss
con quale approssimazione, ne avevamo a disposizione non pi di
tre o quattro in lingua originale che, appunto, circolavano nei
cosiddetti "nuovi" cineclub della penisola.

Vederli era un sommo divertimento e, insieme, una sofferenza
tanto per noi che li infilavamo continuamente nei programmi,
quanto per gli spettatori che non mancavano di riempire la sala.
Ci si rotolava dalle risate nel vedere le esilaranti esibizioni
mute di Harpo, e si cadeva subito dopo nello sconforto di fronte
alle indecifrabili (per noi) follie linguistiche sparate a
raffica da Groucho e Chico. Ovviamente sugli incredibili
Fratelli avevo letto quasi tutto: cio quel poco pubblicato in
italiano e quel non molto scovato nelle librerie parigine o
commissionato a qualche amico "americano" di ritorno in Italia.

In verit la letteratura sui Marx, malgrado la loro fama
planetaria, era ed tuttora piuttosto scarna. I copioni dei
film, poi, non sono pi di quattro, e naturalmente pubblicati in
inglese. Un inglese, ahim, di difficile decodificazione per gli
anglofoni sperimentati, figuriamoci per i comuni "orecchianti".
Il che spiega la difficolt di indagare il cinema "marxiano",
resa ancora pi ardua dalla "invisibilit" di molte copie,
pressoch assoluta fino alla met degli anni Settanta. Come
rendere, del resto, l'inestricabile "nonsense" di quella parlata
fulminante, per esempio (ma leggetevi la nota del traduttore),
come sciogliere il celebre "Viaduct" (viadotto) di Groucho,
preso da Chico per "Why a duck?" (perch un'anatra?)? Insomma,
avevamo voglia - noi "marxisti" irriducibili - non solo di
VEDERE tutti i film dei Marx, ma anche di PENETRARE nel loro
pianeta surreale, tanto famoso quanto ormai conosciuto a pochi e
non solo in Italia, ma anche negli Usa, dove i loro film erano
quasi del tutto scomparsi dagli schermi. Mi era capitato di
vedere, tra l'altro, "Horse Feathers" e "At the Circus", in una
saletta parigina, con sottotitoli in francese, ed era stata una
conferma folgorante: i Fratelli Marx si potevano sottotitolare,
non era solo l'idea folle di un cinefilo ubriaco.

Per chi? Chi era in grado di farlo? Certo qualcuno nelle
universit italiane avrebbe potuto, ma come individuarlo e,
soprattutto, pagarlo? Nel frattempo erano arrivate dagli Usa le
copie in 16 mm dei film mancanti, compresi i mitici "The
Cocoanuts", "Animal Crackers" e "Horse Feathers", che venivano
mandati in proiezione con il loro immenso potenziale comico e la
loro raffinatezza intellettuale dimezzati dalla barriera
linguistica.

Una sera di oltre dieci anni fa, all'Obraz sta passando "Animal
Crackers", che ho finalmente visto con il solito doppio umore
alla proiezione precedente. Sto andandomene, quando esce dalla
sala un amico. Dice: "C' una dentro che ride come una matta ad
ogni battuta". Mi incuriosisco e aspetto la fine della
proiezione. Possibile mai? Quando la signora esce, la blocco.
Sta ancora sganasciandosi e mi ripete subito met delle battute.
Vado un po' pi a fondo e scopro che mastica l'inglese, anzi,
l'americano, neanche fosse la sua lingua madre. Si laureata ed
ha insegnato a Yale, ed un nome piuttosto conosciuto tra gli
ambienti anglofoni. Butto l la frase: sarebbe disposta a
tradurre questi film per i sottotitoli? Ma certo, con piacere.

Per farla breve, otteniamo un patrocinio pubblico (dalla
Provincia di Milano) e cominciamo da quel momento ( l'inizio
del 1982) un'avventura complicata, faticosa e del tutto
entusiasmante. Dei tre mitici film di cui sopra non stato
pubblicato che qualche frammento, cio quasi nulla (e
naturalmente in inglese). Occorre trascrivere il testo
direttamente dalla pellicola. Settimane, anzi, mesi alla
moviola. Di "Monkey Business" e di "A day at the races" esiste
(sempre in inglese, va da se) una pubblicazione dei dialoghi, ma
vengono controllati fotogramma per fotogramma, parola per
parola, scoprendo anche qualche sorprendente differenza. Quando
si passa alla stesura dei sottotitoli, cio al testo ridotto che
verr impresso sulla pellicola (e che non possiamo affidare a
NESSUN tecnico), crediamo quasi di non farcela.

Ma alla fine il risultato sta in questi cinque film, che hanno
girato a lungo nei cineclub italiani schiudendo per migliaia di
spettatori, soprattutto giovani, l'ubriacante universo dei Marx,
la loro finezza linguistica e intellettuale non inferiore alla
loro devastante "potenza" comica. E sta anche in questi copioni,
ricostruiti con tenacia e con colta intelligenza da Francesca
Bandel Dragone, che malgrado le difficolt, molto spesso
colossali, ha continuato a ridere come una matta durante tutto
il lavoro di traduzione.

A dieci anni di distanza quattro copioni dei film degli
irresistibili Fratelli - tre dei quali inediti - vengono
pubblicati per la prima volta in Italia (escluso, per ora, "A
day at the races"). Per tutti i "marxisti" irriducibili sar un
evento. L'allucinante, surreale, esplosiva vena dei Marx, la
loro geniale assurdit, la loro loro LOGICA insensatezza, la
distruzione del senso comune, l'anticonformismo, i loro
sberleffi alle tronfie figure dei potere, anche "costretti" nei
confini della carta stampata non cessano di produrre
deflagrazioni comiche irrefrenabili.







NOTA BIOGRAFICA.



I Fratelli Marx nascono a New York, da una famiglia di ebrei
tedeschi immigrati, non propriamente benestanti: Leonard (Chico)
nel 1887, Arthur (Harpo) nel 1888, Julius Henry (Groucho) nel
1890, Milton (Gummo) nel 1897, Herbert (Zeppo) nel 1901. Il
padre, Sam, era un sarto e un ballerino a tempo perso, la madre,
Minnie Schoenberg, una figlia d'arte (padre prestigiatore, madre
suonatrice d'arpa in Germania). E' lei che spinge sulla scena i
figli ancora giovanissimi. Lo aveva gi fatto, del resto, con il
fratello Al Shean, divenuto un attore piuttosto celebre (di lui
si parla nel film "Zigfeld Girl" del 1941). Minnie organizza le
prime esibizioni dei figli. I Minnie's Boys iniziano la loro
carriera nel vaudeville e, aiutati anche dallo zio, cominciano a
girare per la provincia americana e si fanno conoscere. Cambiano
spesso il nome della loro formazione, e ottengono un discreto
successo. Vengono presto ingaggiati per vere e proprie tourne.

Pian piano cambiano anche il loro stile. Cominciano sempre pi
spesso a interrompere i copioni delle commedie (per lo pi
musicali) per introdurre numeri improvvisati. Intanto Gummo, non
attratto dalle scene, lascia il gruppo. Da un certo periodo in
avanti il mutamento radicale. I fratelli stessi raccontano
come nel 1913, in una citt del Texas, infastiditi dalla
rozzezza del pubblico, abbiano cominciato a rovesciare sberleffi
alla scena frantumando la struttura unitaria del testo che
stavano recitando. Da quel momento le loro esibizioni assumono
progressivamente quella carica di nonsenso e di surreale
assurdit che li render celebri.

Celebri lo sono gi, appunto, quando portano sullo schermo le
commedie di grande successo "The Cocoanuts", nel 1929 (che tra
l'altro uno dei primissimi film sonori), e "Animal Crackers"
nel 1930. Il successo dilaga. La loro comicit delirante,
illogica, irrefrenabile coinvolge il pubblico e intriga il mondo
della cultura e dell'arte (i surrealisti francesi, ad esempio,
il poeta Thomas S. Eliot, ecc.).

"Monkey Business", del 1931, gi un film strutturalmente molto
maturo ed forse uno dei loro migliori, inferiore solo a "Duck
Soup (La guerra lampo dei Fratelli Marx)" del 1933, considerato
il loro capolavoro. Tra questi due film, nel 1932, girano
l'esilarante "Horse Feathers". A partire da "Duck Soup" anche
Zeppo lascia i fratelli, e i Marx diventano tre. "Una notte
all'opera", del 1935, reca gi qualche segno di decadenza. Nel
frattempo Groucho e Chico (Harpo no, il suo personaggio essendo
muto) conducono una famosa trasmissione radiofonica ("Beagle,
Shyster & Beagle", poi mutata in "Flywheel, Shyster & Flywheel")
in cui il primo uno sgangherato avvocato e il secondo un
assistente scroccone e semi analfabeta.

Nei film successivi i Marx perdono molto della loro carica
distruttiva. C' sempre qualche cosa di comicamente corrosivo,
ma la loro delirante aggressivit originaria sembra in declino.
Comunque "Un giorno alle corse", del 1937, malgrado il glamour
squisitamente hollywoodiano imposto dal famoso produttore Irving
Thalberg, recupera buona parte della loro vis comica, come anche
"At the Circus (Tre pazzi a zonzo)", del 1939. Dopo la guerra i
tre fratelli tentano di nuovo il colpo con "Una notte a
Casablanca" (1946), ma ormai avanti con gli anni sembrano del
tutto spompati. "Una notte sui tetti", del 1950), un film
voluto esclusivamente da Harpo (per pagare i debiti) al quale
Groucho e Chico contribuiscono con piccole parti.

Singolarmente i fratelli, soprattutto Groucho, hanno partecipato
a film vari. Groucho stato anche titolare di trasmissioni
televisive di successo.

Chico scomparso nel 1961, Harpo nel 1964, Groucho nel 1977,
Gummo nel 1978 e Zeppo nel 1979.







FILMOGRAFIA.





1929 THE COCOANUTS.



Regia: Robert Florey e Joseph Stanley. Sceneggiatura: Morrie
Ryskind. Fotografia: George Folsey. Interpreti: Groucho, Harpo,
Chico, Zeppo Marx, Margaret Dumont, Mary Eaton. Produzione:
Paramount. Durata: 96'.





1930 ANIMAL CRACKERS.



Regia: Victor Heerman; Sceneggiatura: Morrie Ryskind in
collaborazione con Pierre Collings. Fotografia: George Folsey.
Interpreti: Groucho, Harpo, Chico, Zeppo Marx, Margaret Dumont,
Lillian Roth. Produzione: Paramount. Durata: 98'





1931 MONKEY BUSINESS.



Regia: Norman McLeod. Sceneggiatura: S. J. Perelman, Will B.
Johnstone. Fotografia: Arthur L. Todd. Interpreti: Groucho,
Harpo, Chico, Zeppo Marx, Thelma Todd. Produzione: Paramount.
Durata: 77'.





1932 HORSE FEATHERS.



Regia: Norman McLeod. Sceneggiatura: Bert Kalmar, Harry Ruby,
S.J. Perelman. Fotografia: Ray June. Interpreti: Groucho, Harpo,
Chico, Zeppo Marx, Thelma Todd. Produzione: Paramount. Durata:
68'.





1933 DUCK SOUP (La guerra lampo dei Fratelli Marx).



Regia: Leo McCarey. Sceneggiatura: Bert Kalmar, Harry Ruby.
Fotografia: Henry Sharp. Interpreti: Groucho, Harpo, Chico,
Zeppo Marx, Margaret Dumont. Produzione: Paramount. Durata: 70'.





1935 A NIGHT AT THE OPERA (Una notte all'opera).



Regia: Sam Wood. Sceneggiatura: George Kaufman, Morrie Ryskind.
Fotografia: Merritt B. Gerstad. Interpreti: Groucho, Harpo,
Chico Marx, Margaret Dumont. Durata: 92'.





1937 A DAY AT THE RACES (Un giorno alle corse).



Regia: Sam Wood. Sceneggiatura: George Seaton, Robert Pirosh,
George S. Oppenheimer. Fotografia: Joseph Ruttenberg.
Interpreti: Groucho, Harpo, Chico Marx, Allan Jones, Margaret
Dumont. Produzione: M.G.M. Durata: 111'.





1938 ROOM SERVICE.



Regia: William A. Seiter. Sceneggiatura: Morrie Ryskind.
Fotografia: J. Roy Hunt. Interpreti: Groucho, Harpo, Chico Marx,
Lucille Ball, Ann Miller; Produzione: R.K.O. Durata: 78'.





1939 AT THE CIRCUS (Tre pazzi a zonzo).



Regia: Edward Buzzel. Sceneggiatura: Irving Brecher. Fotografia:
Leonard M. Smith. Interpreti: Groucho, Harpo, Chico Marx,
Margaret Dumont. Produzione: M.G.M. Durata: 87'.





1940 GO WEST (I cowboys del deserto).



Regia: Edward Buzzel. Sceneggiatura: Irving Brecher. Fotografia:
Leonard Smith. Interpreti: Groucho, Harpo, Chico Marx, John
Carrol, Diana Lewis. Produzione: M.G.M. Durata: 80'.





1941 THE BIG STORE (Il Bazar delle follie).



Regia: Charles Reisner. Sceneggiatura: Sid Kuller, Hal Fimberg,
Ray Golden. Fotografia: Charles Lawton. Interpreti: Groucho,
Harpo, Chico Marx, Margaret Dumont, Margaret Eaton. Produzione:
M.G.M. Durata: 83'.





1946 A NIGHT IN CASABLANCA (Una notte a Casablanca).



Regia: Archie L. Mayo. Sceneggiatura: Joseph Fields, Roland
Kibbee. Fotografia: James Van Trees. Interpreti: Groucho, Harpo,
Chico Marx, Sig Rumann. Produzione: United Artists. Durata: 85'.



1950 LOVE HAPPY (Una notte sui tetti).



Regia: David Miller. Sceneggiatura: Frank Tashlin, Mac Benoff.
Fotografia: William C. Mellor. Interpreti: Harpo, Groucho, Chico
Marx, Vera Ellen. Produzione: United Artists. Durata: 85'.







Di tutti i film dei Fratelli Marx sono stati pubblicati solo i
copioni di "Monkey Business", "Duck Soup", "A night at the
Opera", "A day at the Races" (edizioni Simon & Schuster, i primi
due, edizioni A Wiking Film Book gli altri).



"The Cocoanuts", "Animal Crackers" e "Horse Feathers" risultano
inediti anche negli Stati Uniti (ne sono stati pubblicati solo
scarsi frammenti). Nessun copione naturalmente mai stato
pubblicato in Italia.





ANIMAL CRACKERS.



CURIOSITA' DI TRADUZIONE, di Francesca Bandel Dragone.



"Animal Crackers" fu girato nel 1930, dopo il trionfo
dell'omonima commedia musicale sulle scene di Broadway.
L'America si stordiva e cercava di dimenticare il "Grande
Crollo" nella risata: un po' quello che si sta verificando
adesso qui da noi, con il grande successo della satira scritta o
recitata, politicizzata o solo demenziale. Il personaggio del
Capitano Spaulding, interpretato da un Groucho pi frizzante che
mai, spara un fuoco di fila di battute da lasciar senza fiato.
Splendida la canzone "Hallo! I must be going" con quel (per lui)
normale controsenso: "Salve! Devo proprio andare".

La scena che vi propongo a tre, Groucho e due donne: Mrs
Whitehead, (interpretata da Margaret Irving) e Mrs Rittenhouse,
cio l'attrice Margaret Dumont, celebre spalla dei Marx. Nella
realt costei si chiamava Daisy Baker, era una vedova "bene"
bella e statuaria ma un po' sciocca, tornata sulle scene contro
il volere della famiglia. Groucho le ha sempre bistrattate, le
donne, sulle scene e nella vita, e qui ce ne d un esempio, da
par suo. Dal canto loro, le donne americane, cos implacabili
nei loro giudizi, si vendicarono misurando la propria antipatia
per i fratelli Marx in un sondaggio: Groucho batt i fratelli
con il 65%!



WHITEHEAD I beg your pardon, am I intruding?

WHITEHEAD (insistente) Scusino, disturbo, forse?



SPAULDING Are you intruding! Just when I had here on the five
yard line! I shoud say you Are intruding! Pardon me, I was using
the subjunctive instead of the past tense. Yes, we're away past
tents, we're living in bungalows now. This is a mechanical age,
of course!

SPAULDING (guardandola furibondo) Se disturba? Proprio quando
l'avevo in zona gol! Certo che disturba! Eccome, direi! (dopo
una seconda occhiata) Oh, scusi, m'imbroglio con i tempi del
congiuntivo e del condizionale, ma ora i tempi delle tende sono
passati e abitiamo in bungalows. Sa, dopo la rivoluzione
industriale, l'et delle macchine...



RlTTENHOUSE Mrs Whitehead, you haven't met Captain Spaulding,
have you?

RITTENHOUSE (padrona di casa perfetta) Mrs. Whitehead, lei non
conosce il Capltano Spaulding, vero?



WHITEHEAD Why, no, I haven't. How are you?

WHITEHEAD No. Piacere. Come sta?



SPAULDING How are you?

SPAULDlNG Come sta?



WHITEHEAD I'm fine, thank you. And how are You?

WHlTEHEAD Io sto bene, grazie, e lei?



SPAULDING And how are you? That leaves you one up. Did anyone
ever tell you you had beautiful eyes?

SPAULDING Lei, come sta? Il vantaggio suo. Le ha mai detto
nessuno che ha occhi splendidi?



WHITEHEAD No.



SPAULDlNG Well, you have. And so have you. He shot her a glance,
and a smile played around his lips. Yes, I don't think I have
seen four more beautiful eyes in my life. Well, pretty, anyway.
You know, you two girls have everything: you're tall and short,
slim and stout, blond and brunette and that's just the kind of
girl I crave... We three would make an ideal couple. Why, you
have got heauty, charm, money... you have got money, haven't
you? Because if you havn't we can quit right now.

SPAULDING Beh, glielo dico io. (alla Rittenhouse) E sono belli
anche i suoi. S, credo proprio di non aver mai visto quattro
pi begli occhi in vita mia. Diciamo graziosi, almeno. Voi due,
sapete, avete tutto: siete alte e piccoline, minute e robuste,
bionde e brune, siete la ragazza che bramo. Noi tre faremmo la
coppia ideale. Avete bellezza, fascino, denaro... avete denaro,
vero? Perch, se non l'avete, smettiamo subito.



WHITEHEAD The Captain is charming, isn't he?

WHITEHEAD Il Capitano ha fascino, vero?



RITTENHOUSE I'm fascinated.

RITTENHOUSE Ne sono affascinata anch'io!



SPAULDING I m fascinated (= vaccinated) too, right on the arm.
Fascinated! Whim! Wham! If I were Eugene O'Neill I could tell
you what I really think of you two. You know, you are really
fortunate the Theatre Guild isn't putting this on. And so is the
Guild. Pardon me, while I have a "Strange Interlude". Why, you
couple of baboons, what makes you think I'd marry either one of
you? Strange how the wind blows tonight. It has a thin, eerie
voice, reminds me of poor old Marsden. How happy I could be with
either of these two if both of them just went away. Well, what
do you say, girls, what do you say, will you marry me?

SPAULDING Io invece sono vaccinato, qui al braccio. Pum! Pam! Se
fossi Eugene O'Neill potrei dirvi quel che veramente penso di
voi: sapete, siete fortunate che la Theatre Guild non metta su
questo spettacolo. E lo sono anche loro. Scusate se mi dedico a
uno "Strano Interludio" (fa un passo avanti, faccia ispirata).
Bel paio di babbuine, cosa vi fa credere ch'io sposerei una di
voi? Strano come soffi il vento, stanotte. Ha una sottile voce
spettrale e mi ricorda il povero vecchio Marsden. Oh, come
potrei essere felice con ciascuna di queste donne se... entrambe
andassero via! (torna da loro) Allora, che ne dite, ragazze, che
ne dite, mi volete sposare?



RITTENHOUSE But Captain, which one of us?

RITTENHOUSE Ma Capitano, quale di noi?



SPAULDING Both of you. Let s all get married. This is my party.
Party. Party. Here I am, talking of parties. I came down here
for a party: what happens? Nothing, not even ice cream. The Gods
look down and laugh. This would be a better world for children
if the parents had to eat the spinach. Well, what do you say,
girls, what do you say, are we all going to get married?

SPAULDING Tutte e due. Sposiamoci tutti. Questa la mia festa,
no? Festa. (cambiando tono) Festa. (avanza lugubre) Eccomi qui a
parlare di feste. Son venuto a una festa e cosa trovo? Nulla,
nemmeno il gelato. Gli Dei guardano quaggi e ridono. Il nostro
sarebbe un mondo migliore per i ragazzi se gli spinaci li
mangiassero i genitori! (torna indietro) Bene, che ne dite,
ragazze, chc ne dite? Ci sposiamo tutti?



WHITEHEAD All of us?

WHITEHEAD Tutti?



SPAULDlNG All of us.

SPAULDING Tutti.



WHITEHEAD But that's bigamy!

WHITEHEAD Ma si tratta di bigamia!



SPAULDING Yes, and it s big o me, too It's big of all of us
Let's be big, for a change. I'm sick of these conventional
marriages. One woman and one man was good enough for your
grandmother, but who wants to marry your grandmother? Nobody,
not even your grandfather. Think, think of the honeymoon,
strictly private. I wouldn't let another woman in on it. Well,
may be one or two, but no men! I may not go myself.

SPAULDING S, una bigamia anche per me, e una tratta per tutti:
e tutto in grande, tanto per cambiare! Sono stanco di questi
matrimoni convenzionali. Un uomo e una donna poteva andare bene
per la nonna, ma chi vuole sposare sua nonna? Nessuno, neanche
il nonno. Pensate, pensate alla luna di miele, rigorosamente
privata. Non vorrei farci entrare un'altra donna. Beh, un paio
magari, ma niente uomini. Potrei non presentarmi neanch'io.



RITTENHOUSE Are you suggesting companionate marriage?

RITTENHOUSE Propone forse un matrimonio di gruppo?



SPAULDING Well, it s got its advantages. You could live with
your folks and I could live with... you folks. And you... you
could sell Fuller brushes, living with you folks. Living with
your folks, the beginning of the end. Drab, dead yesterdays,
shutting out beautiful tomorrows. Hideous, stumbling footsteps,
creaking along the misty corridors of time. And in those
corridors I see figures, strange figures, weird figures. Steel
186, Anaconda 74, American Can 138... Well, let's see, where
were we? Oh, yes, we were about to get married. Well, what do
you think, you think we really ought to get married?

SPAULDING Ha i suoi vantaggi. Lei potrebbe stare con i suoi e io
potrei stare... con i suoi. E lei (alla Whitehead) potrebbe
vendere spazzole e stare con i suoi (a parte, stile O'Neill).
Stare con i suoi, l'inizio della fine. Ieri monotoni e morti che
bloccano splendidi domani. Spaventosi passi vacillanti
riecheggiano lungo i nebbiosi corridoi del tempo. E io in quei
corridoi scorgo segni strani, misteriosi: Acciai 186, Anaconda
74, Americana Conserviera 138... (torna indietro) Vediamo un
po', dov'eravamo rimasti? Ah, s, eravamo sul punto di sposarci.
Allora, che ne pensate? Pensate che potremmo farlo davvero?



RITTENHOUSE I think marriage is a very noble institution.

RITTENHOUSE Ritengo che il matrimonio sia una nobile istituzione.



SPAULDING Ha, ha, ha, ha!

SPAULDING (nitrisce) Ih, ih, ih!



WHITEHEAD It s the foundation of the American Home!

WHITEHEAD E' la base della famiglia americana!



SPAULDING Yes, but the trouble is you can't enforce it. It was
put over on the American people while our boys were over there
and while our girl were over there You know, I've been waiting
at the bottom of these stairs for years for just such a moment
as this.

SPAULDING Certo: il guaio che non si pu renderlo
obbligatorio. E' stato accettato dalla nazione americana quando
i nostri ragazzi erano oltre oceano e... le nostre ragazze tutte
l (guarda verso il primo piano, affollato da ragazze in costume
da bagno, pronte a scendere, e perde la bussola)... Sapete, da
anni attendevo quaggi un momento simile. (s'avvia con loro).



RITTENHOUSE But, Captain, where are you going?

RITTENHOUSE Ma, Capitano, dove va?



SPAULDING I'm sorry, ladies, I'm sorry, but I'm afraid we're
gonna have to postpone the wedding for a few days... maybe for a
few yars. Before I get married, I'm going to sow a couple of
wild oats...

SPAULDING Spiacente, signore mie, ma penso che dovremo rinviare
gli sponsali di qualche giorno, o di qualche anno, forse. Prima
di sposarmi, devo ancora correre... un paio di cavalline!!!
(esce con le ragazze).



RITTENHOUSE Ha, ha! The Captain is so amusing!

RITTENHOUSE Ah, ah! ll Capitano cos divertente!



WHITEHAD Isn't he charming!

WHITEHAD Tanto simpatico!



La battuta sulla bellezza degli occhi usata spesso da Groucho,
che non si spreca in complimenti C' sempre l'accenno al
quattrino: donne calde, belle, giovani, dice la famosa canzone
"Hooray for Captain Spaulding", RICCHE, l'aggettivo pi
importante, finora era rimasto sottinteso. Sempre chiaro il
messaggio di Groucho: farsi mantenere dalle donne. Ma,
nonostante il suo sogno pi grande fosse quello di fare lo
scrittore e sposare una miliardaria, impalm sempre donne
piuttosto spiantate e tocc a lui mantenerle. In seguito, quasi
per una Nemesi, alle ex mogli si aggiunsero figlie e
sfruttatrici varie - che abbondarono nella lunga vecchiaia.

Ho tradotto la "five yard line", quella che nel football
americano la pi vicina alla meta, come "zona gol": la
situazione la stessa. La schermaglia dell'"How are you?" si
perde un po' nei meandri dell'etichetta della lingua inglese,
che a questa domanda prevede una risposta articolata, e non la
semplice ripetizione come per l'"How do you do?"

Poi ci sono delle perle grouchiane d'epoca: il riferimento alla
"Theatre Guild" fondata da Eugene O'Neill dopo il "Greenwich
Village Theatre", e al suo "Strange Interlude", Premio Pulitzer
nel 1928, che tenne il cartellone per 17 mesi consecutivi
nonostante costringesse per la prima volta il pubblico a una
maratona teatrale di nove atti in cinque ore, con un solo
intervallo a met, giusto per un rapido spuntino. Dramma molto
complesso, presentava diversi tipi d'amore, dal paterno, al
coniugale e all'extra-coniugale, e diversi tipi di egoismi e
frustrazioni. Auspicando un matrimonio ideale con pi
sfaccettature, alterna fino al parossismo il "recitato", l'"a
parte" e il "flusso della coscienza". L'esperimento teatrale
indubbiamente interessante attrae Groucho, che se ne appropria
interpretandolo in ben tre riuscitissime parodie di stile e
ritmi. Nel primo "a parte" c', pari pari, il protagonista di
"Strano Interludio", Marsden, un romanziere gentiluomo del New
England. Il secondo "a parte", acidamente ironico, ricorda
l'incubo dei bambini americani, e ci fa tornare in mente che
Popeye-Braccio di Ferro nacque proprio in quegli anni per
reclamizzare gli spinaci in scatola! Nel terzo "a parte" la
tragedia non pi solo quella di O'Neill, anche se c' una
citazione quasi letterale, "spaventosi passi vacillanti
riecheggiano lungo i nebbiosi corridoi del tempo": la tragedia
quella di tutta l'America del 1929. Acciai, Mineraria Anaconda,
Americana Conserviera, sono alcuni dei titoli che divorarono nel
crollo di Wall Street tutti i 240000 sudatissimi dollari di
Groucho, lasciandogli solo la propriet della casa in cui
abitava. Anche Harpo perse tutto: Chico invece aveva gi perso
ogni suo avere al gioco! Per loro fortuna, per, i Marx caddero
in piedi, perch di sera recitavano "Animal Crackers" a Broadway
e al mattino giravano "Cocoanuts" ad Astoria, Long Island: tutto
molto ben retribuito. Tornando ad esaminare la traduzione,
concludo con un giochino divertente: "correr la cavallina"
traduce l'inglese "to sow wild oats" "seminare avena": nella
scena le "cavalline" in costume da bagno sono pi d'una e
Groucho cede, anche se "vaccinato", per sua stessa ammissione!
Le scene pi divertenti rimangono per quelle in cui presente
Harpo: la rimozione notturna del quadro, con tutti quegli
oggetti assolutamente inutili all'impresa, che il Principe di
Galles (tante volte citato dai Marx nei loro giochi di parole)
suo ammiratore e amico, fece riprodurre in argento
omaggiandoglieli durante una visita di Harpo a Londra.

Limpido clown, Harpo fu anche il primo artista americano a
recarsi in Unione Sovietica, appena riconosciuta da Roosevelt, e
a tenervi una serie di spettacoli che suscitarono grandi
entusiasmi, a Mosca come a Leningrado, e videro addirittura
Litvinov, ministro degli Esteri e braccio destro di Stalin, poi
ambasciatore in Usa, fargli da spalla in teatro proprio nella
scena dei coltelli inclusa in questo film.





ANIMAL CRACKERS.

Regia di Victor Heerman.

Tratto dalla commedia musicale omonima di George S. Kaufman,
Morrie Ryskind, Bert Kalmar e Harry Ruby.

Sceneggiatura di Morrie Ryskind.

Fotografia di George Folsey.

Durata: 98'.

Prima rappresentazione: 6 settembre 1930.



Personaggi e interpreti.

Il Capitano.

Jeffrey Spaulding: Groucho.

Il Professore: Harpo.

Emanuel Ravelli: Chico.

Horatio W. Jamison: Zeppo.

Mrs Rittenhouse: Margaret Dumont.

Arabella Rittenhouse: Lilian Roth.

Roscoe W. Chandler: Louis Sorin.

John Parker: Hal Thompson.

Mrs Whitehead: Margaret Irving.

Grace Carpenter: Kathryn Reece.

Hives, maggiordomo: Robert Grieg.

Ispettore Hennessey: Edward Metcalf.

I sei valletti: The Mucie Masters.





Pagina di giornale: Cronaca Mondana. Titolo: "La stagione
mondana si apre con un grande ricevimento offerto dalla Signora
Rittenhouse nella sua magione. Ospite d'onore il Capitano
Jeffrey T. Spaulding, celebre esploratore tornato di recente
dall'Africa. Alla festa il mecenate miliardario Roscoe W.
Chandler esporr il celebre dipinto di Beaugarde, 'Dopo la
Caccia'". Foto della casa con la didascalia: "Casa Rittenhouse,
una delle pi sontuose dimore di Long Island". Arriva un
maestoso maggiordomo, Hives, e sei valletti quasi altrettanto
imponenti. Cantando raccontano, quasi come un coro greco, che si
prepara una gran festa.



HIVES Stasera dovete essere il massimo, gente, ben attenti e in
gamba! C' un ospite speciale, stasera, oggetto d'adorazione
dello "smart set".

VALLETTI Ricever da noi l'attenzione che merita.

HIVES Trattatelo in maniera regale, siate leali come un suddito
al proprio sovrano. Dovete dedicarvi anima e corpo a questo
scopo!

VALLETTI Non faremo nulla che possa irritarlo.

HIVES Vi raccomando ancora di essere in gamba, ragazzi: uno di
quelli che han bisogno di mille attenzioni.

VALLETTI Sissignore, gli daremo quel che merita!!! (i sette
fanno dietro-front e si avviano verso lo scalone dell'atrio, da
cui sta scendendo Mrs Rittenhouse, molto elegante, in lungo, con
occhialino attaccato a una lunghissima catena d'oro).

MRS RITTENHOUSE Oh, Hives!

HIVES Oh, s, Mrs Rittenhouse? (andandole incontro).

MRS RITTENHOUSE Vorrei fare alcuni cambiamenti nella
sistemazione degli ospiti. HIVES Benissimo, signora.

MRS RITTENHOUSE Metteremo Mister Chandler nell'appartamento blu
e il Capitano Spaulding di sopra, nella nuova suite verde, con i
due bagni.

HIVES Due, signora?

MRS RITTENHOUSE Penso che al capitano far piacere avere due
bagni, non crede?

HIVES Beh, se arriva direttamente dall'Africa, avr magari
bisogno di due bagni! (lei ride e si gira. Un valletto annuncia).

VALLETTO Mister Roscoe W. Chandler.

CHANDLER Oh, Mrs Rittenhouse, che piacere! (lo seguono due
domestici con il quadro imballato).

MRS RITTENHOUSE Mister Chandler! (baciamano) Son tanto felice di
vederla!

CHANDLER (indicando dietro di s) Il famoso Beaugarde, come
promesso.

MRS RITTENHOUSE Mister Chandler, come potr mai esprimerle la
mia gratitudine...

CHANDLER Oh, ma nulla...

MRS RITTENHOUSE Nulla? Lei torna dall'Europa con un capolavoro
stimato 100000 dollari e invece di esibirlo a casa sua mi
concede di mostrarlo per la prima volta qui da me, durante la
festa in onore del Capitano Spaulding: e questo lo chiama nulla?

CHANDLER Oh, Mrs Rittenhouse, sa... (imbarazzato, si interrompe
e si rivolge ai domestici, fermi e ossequiosi alle spalle) Per
favore, volete portare il quadro nella sala dove sar esposto?

VALLETTI Benissimo, signore. (escono)

CHANDLER E fate molta attenzione, mi raccomando! (di nuovo
volgendosi alla signora) Mrs Rittenhouse, lei pensa ch'io abbia
fatto molto, ma nulla in confronto a quel che vorrei fare per
lei. E' una donna stupenda!

MRS RITTENHOUSE (sorridente) No, no, Mister Chandler!

CHANDLER Forse mi sbaglio.

MRS RITTENHOUSE (indignata) Che dice? (si allontana)

CHANDLER (seguendola) La prego, Mrs Rittenhouse, non se ne vada.
Io l'amo.

MRS RITTENHOUSE Capisco, ma... la prego, guardi, mi lasci la
mano...

CHANDLER Le dico che l'amo: mi conceda la sua mano...

MRS RITTENHOUSE Per favore, si controlli, mi lasci... (arriva
Arabella Rittenhouse)

ARABELLA Un momento, mamma: siete venuti alle mani?

CHANDLER Vorr perdonarmi. (se ne va)

ARABELLA (avvicinandosi a sua madre, un po' bamboleggiante) Hai
visto Johnny Parker?

MRS RITTENHOUSE Vorrei che ti togliessi di testa Johnny Parker e
fossi pi rispettosa con Mister Chandler. Il guaio che tu non
prendi affatto sul serio i tuoi doveri mondani.

ARABELLA Hai tu qualcosa da suggerirmi?

MRS RITTENHOUSE Io ti proporrei... (torna Chandler, tutto
eccitato)

CHANDLER Mrs Rittenhouse, arrivato il Capitano Spaulding.
(arrivano ospiti a frotte)

MRS RITTENHOUSE Oh, sono cos felice: amici miei, il Capitano
Spaulding qui!

OSPlTI Infin conosceremo

il grande Captain Spaulding:

dai climi pi tremendi

lui giunge fino a noi.

Di cuor lo salutiamo

gran feste gli facciamo

e quasi lo assordiamo

ora che qui tra noi.

Infine qui tra noi.

MAGGIORDOMO (annuncia pomposo) Mister Horatio W. Jamison,
Segretario di Campo del Capitano Spaulding. (entra Zeppo, pi
guitto che mai)

JAMISON Rappresento il Capitano

che mi manda qui a informarvi

quali son le condizioni

perch lui possa sostarvi.

Il suo gusto ben preciso:

donne giovani e attraenti

lui sol vuole e non sopporta

vagabondi n pezzenti.

TUTTI Tra gli uomini non vuole vagabondi n pezzenti.

JAMISON Champagne ben freddo e a secchi; donne calde; uomini e
vecchi: queste le condizioni per fermarsi.

MAGGIORDOMO Ho l'onore di annunciare il Capitano Jeffrey
Spaulding!

TUTTI Ha l'onore di annunciare il Capitano Jeffrey Spaulding!
Ecco, arriva: infine qui! (Groucho arriva in pompa magna,
brache bianche da cavallerizzo-esploratore, giacca scura,
cappello bianco da ufficiale coloniale. E' sdraiato in una
portantina sorretta da 4 uomini di colore; altri due portano una
specie di panoplia, con tre pistole e tre carabine. Groucho
scende e si rivolge a un portatore)

SPAULDING Allora, quanto le devo?

PORTATORE Un po' cos, un po' per Chita, qualche bella estate,
Samlasha. (con accento "negro")

SPAULDING (scioccato) Cosa? Dall'Africa fin qui, un dollaro e
ottantacinque? Ma uno scandalo! Vi avevo detto di non
attraversare l'Australia, tutta dissestata. Avreste dovuto
fare il Lincoln Boulevard. Giratevi: voglio prendervi il numero
di targa. E non mi importa se girate in tondo!

MRS RITTENHOUSE (avvicinandosi timidamente) Capitano Spaulding...

SPAULDING A lei bader dopo. (ai portatori) Non cercate...

MRS RITTENHOUSE (insiste) Capitano Spaulding!

SPAULDING Sa che lei una delle pi belle donne che io abbia
mai visto? Il che dir proprio poco.

MRS RITTENHOUSE Capitano Spaulding, casa Rittenhouse tutta a
sua disposizione.

SPAULDING Le sono davvero grato per questo magnifico fallimento,
cio ricevimento, e vorrei dire due parole:

Hallo, io devo andare!

Non posso stare

e vengo a dir

che devo andare.

Lieto di esser qui,

ma in questo stesso d

io devo andare. Tra-l!

MRS RITTENHOUSE Per amor mio rimanga

se non vuole che pianga

e la festa in suo onor

pi non si svolga!

SPAULDING Star due settimane

e tutto il solleone

per, ancor le ripeto,

io devo andare.

TUTTI Prima d'andare

vorr narrarci

qualche sua impresa

per deliziarci?

SPAULDING Far quel che chiedete

se voi m'ospiterete.

TUTTI Bene!

SPAULDING Per, io devo andare.

JAMISON C' qualcosa che io vorrei dire

e lui troppo modesto per riferire:

il Capitano un uomo di coscienza

e trova estenuante enfatizzare...

SPAULDING Il fatto ch'io non beva...

senza farmel pagare!

TUTTI Il Capitano un uomo di coscienza!

JAMISON Quando sente qualcosa di osceno

lo condanna in un battibaleno

SPAULDING Detesto quelle sconce barzellette...

se non son dette come vanno dette!

TUTTI Il Capitano un uomo di coscienza!

Urr pel Captain Spaulding

il grande esploratore.

SPAULDING Chi dice russatore???

TUTTI Urr, urr, urr!

JAMISON Penetr nella giungla,

tra scimmie deliranti...

SPAULDING Qui son pazzi tutti quanti...

TUTTI Urr, urr, urr!

Il mondo pi selvaggio

sfid con gran coraggio:

la scienza trae vantaggio!

SPAULDING Ehi, ehi!

MRS RITTENHOUSE E' stato il primo bianco

a scoprire gli Eritrei.

SPAULDING Ma lei la coprirei... [tagliato dalla censura, nota
del traduttore]

TUTTI Urr, urr, urr!

Il mondo pi selvaggio

sfid con gran coraggio:

la scienza trae vantaggio!

SPAULDING Ehi, Ehi! Iuh - l-l!

TUTTI Urr pel Captain Spaulding

il grande esploratore

vogliamo fargli onore per l'eternit

perci diciam urr, urr, urr!

SPAULDING Amici, mi sento oltremodo gratificato da questa grande
prova d'affetto e voglio che sappiate... (lo interrompono)

TUTTI Urr pel Captain Spaulding

il grande esploratore

vogliamo fargli onore per l'eternit

perci diciam urr, urr, urr!

SPAULDING Amici, mi sento oltremodo gratificato da questa grande
prova d'affetto e voglio che sappiate... (di nuovo interrotto)

TUTTI Urr pel Captain Spaulding

il grande esploratore

vogliamo fargli onore per l'eternit

perci diciam urr, urr, urr!

SPAULDING Amici, mi sento oltremodo gratificato da questa grande
prova d'affetto e voglio che sappiate (canta unendosi al coro)

"urr pel Captain Spaulding

il grande esploratore"... beh, qualcuno doveva pur farlo!!!

MRS RITTENHOUSE Capitano Spaulding, per me davvero un grande
onore accoglierla nella mia povera casa...

SPAULDING Non poi tanto male... (guardandosi intorno)

MRS RITTENHOUSE Inutile dirle che io...

SPAULDING Aspetti un minuto: aveva ragione lei, proprio
conciata! A dire il vero, uno dei posti pi fatiscenti ch'io
abbia mai visto!

MRS RITTENHOUSE Ma, Capitano!

SPAULDING Dove ha preso questa carta da parati?

MRS RITTENHOUSE Vede, io...

SPAULDING Lei sta lasciando andare tutto e qual il risultato?
Qui non c' pi gente di classe, come prima. Si guardi intorno,
quelli che sono qui sono simili a lei. Senta che faremo:
metteremo fuori un cartello, "Locale con nuova gestione".
Offriremo un men a 75 centesimi che far uscire gli occhi
dall'orbita: e quando gli occhi saranno fuori, faremo pagare
quel che vorremo noi. E ora, (porgendole un foglio) firmi qui e
mi dia un assegno di 1500 dollari. Le dico, signora, che con
questa polizza assicurativa lei ha protetto il futuro dei suoi
piccoli e la sua vecchiaia... che ormai dietro l'angolo, ed io
m'intendo di carne equina!!! Ora, signora, giunto il momento,
come disse il tricheco...

MRS RITTENHOUSE Capitano Spaulding!

SPAULDING ... di parlare...

MRS RITTENHOUSE Capitano Spaulding, (voce d'occasione) qui di
fronte a me, lei rappresenta uno degli uomini pi coraggiosi del
nostro tempo!

SPAULDING Bene, ci prover!

MRS RITTENHOUSE Nelle oscure foreste africane non v' stato
pericolo che lei non abbia sfidato.

SPAULDING Le do noia se non fumo?

MRS RITTENHOUSE Impavido, ha esplorato nuove vie, sprezzando il
ruggito del leone e il tam-tam dei cannibali...

SPAULDING Nientemeno!

MRS RITTENHOUSE Mai una volta, in quei lunghi mesi tediosi, il
suo passo ha vacillato. La codardia le sconosciuta e in lei
non alberga la paura...

CHANDLER (s'avvicina e stacca qualcosa dal risvolto della giacca
di Groucho) Scusi, Capitano, un bruco. (Groucho sviene con un
urletto)

SPAULDING Aaahhhh!

MRS RITTENHOUSE (sconvolta) Oh, Capitano! Mettetelo qui.
Dev'essere stato il bruco, a spaventarlo! Oh, Mister Chandler,
non stia l a far niente: prenda il whiskey, il whiskey!

CHANDLER (senza troppo scomporsi, ordina) Il whiskey, il
whiskey, portate il whiskey!

SPAULDING (rinvenendo) E' nella mia valigetta nera, nell'angolo
a destra.

MAGGIORDOMO Il signor Emanuel Ravelli. (musica: "Chi mi frena in
tal momento" dalla "Lucia di Lammermoor" di Donizetti. Arriva
Chico, con una tromba sotto il braccio)

RAVELLI (alla padrona di casa) Come sta?

MRS RITTENHOUSE E lei?

RAVELLI Dov' la sala da pranzo?

MRS RITTENHOUSE Lei mi sorprende.

SPAULDING Una volta conobbi un tipo che le assomigliava e si
chiamava Emanuel Ravelli. E' suo fratello?

RAVELLI Emanuel Ravelli sono io.

SPAULDING Lei?

RAVELLI Sono Emanuel Ravelli.

SPAULDING Allora non c' da sorprendersi se si assomiglia.
Perch, insisto, la somiglianza c'.

RAVELLI Ah, ah, ah, dice che mi assomiglio!

SPAULDING Beh, un'occasione d'oro per tutti e due.

MRS RITTENHOUSE Lei uno degli orchestrali? Non vi aspettavamo
fino a domani.

RAVELLI Non potevo venire domani: troppo presto!

SPAULDING E' fortunata che non siano venuti ieri!

RAVELLI Ieri eravamo altrove, ma la tariffa non cambia.

SPAULDING Si guadagna di pi che a far l'esploratore! Quanto
prendete all'ora?

RAVELLI Quando suoniamo, prendiamo dieci dollari.

SPAULDING Ah! E quando non suonate?

RAVELLI Dodici.

SPAULDING Mi prenoto per una non-suonata.

RAVELLI Quando proviamo, facciamo un prezzo speciale: quindici
dollari.

SPAULDING Per le prove.

RAVELLI Gi.

SPAULDING E quanto prendete per non farle?

RAVELLI Ah, non pu permetterselo. Vede, se non facciamo le
prove non suoniamo e se non suoniamo il prezzo sale.

SPAULDING Quanto vorreste per precipitarvi in un tombino
scoperto?

RAVELLI Solo il prezzo del coperto.

SPAULDING Beh, fate un salto qualche volta!

RAVELLI Come no!

SPAULDING Abbiamo chiarito tutto, direi!

RAVELLI Allora, come stiamo?

SPAULDING A piedi.

RAVELLI Ieri non siamo venuti. Si ricorda che ieri non c'eravamo?

SPAULDING Certo che ricordo!

RAVELLI E sono 300 dollari.

SPAULDING Ieri non siete venuti e sono 300 dollari?.

RAVELLI Giusto, 300 dollari.

SPAULDING Mi pare ragionevole: lo capisco benissimo!

RAVELLI Oggi invece siamo venuti e sono...

SPAULDING ... e sono 100 dollari che lei deve a noi.

RAVELLI Mi sa che qui ci rimetto. Domani ce ne andiamo, e sono
almeno...

SPAULDING Un milione di dollari.

RAVELLI Per me va bene, ma ho un socio.

SPAULDING Come?

MRS RITTENHOUSE Che?

MAGGIORDOMO Il Professore! (musica: "Licche, bricche" [forse
connessa alla rclame dei "Fig Newton", nota del traduttore])

SPAULDING Si spalancano i cancelli ed entra "lui".

MRS RITTENHOUSE (ad Harpo, in tuba e mantello nero) Come sta?
(lui porge il clacson: u-u) Giusto cielo!!! (Harpo fuma e fa
palloncini di fumo, bianchi: Groucho l'apostrofa)

SPAULDING Li fa anche al cioccolato? (Harpo gliene fa uno)

RAVELLI Ah, ah, ah: ha tutto, lui!

MRS RITTENHOUSE (al maggiordomo) Hives, prenda cappello e
mantella del Professore.

SPAULDING ...e chiami la disinfestazione. (Harpo in costume da
bagno, molto scollato per l'epoca)

MRS RITTENHOUSE (scandalizzata, come gli altri, tra gridolini e
fuggi fuggi generale) Oh, buon dio!

SPAULDING Bonjour, bonjour, mon dieu, j'ai mal au dent! Ehi, non
vede che ci sono delle signore? Dove crede di essere?

RAVELLI (ad Harpo) Ma perch fai cos? Va', togliti il cappello.
(Harpo prende una pistola dal trofeo di Groucho e comincia a
sparare. Urletti vari, tutti scappano. Si spara a un piede.
Zoppicando lascia la pistola e prende un fucile, spara ad un
orologio mirando al pendolo. Lo colpisce due volte, la prima il
pendolo si ferma, la seconda gira su se stesso. Si sente un
cinguettio: altri due colpi e smette. Poi da sinistra entrano
due ragazze: altri due colpi e saltano i cappelli a larga tesa.
Da destra entra Hives con vassoio: colpito il vassoio, ritirata
del maggiordomo. Harpo mira poi a una statua di due lottatori e
spara: questi si animano, rispondono al fuoco e poi riprendono
la loro immobilit. Harpo, azzoppato, fucile in spalla,
s'allontana. Arriva una biondina: lascia cadere il fucile, e
l'insegue di corsa)





Maggiordomo e camerieri con scala stanno sistemando il quadro.



MAGGIORDOMO Un tantino pi a destra: bene, cos va meglio.
(s'avvicina al camino, il cameriere scende dalla scaletta) Ora
vanno bene anche le tende: la signora verr a controllare prima
della cerimonia. (entrano due signore, una alta, l'altra pi
piccolina: sono la signora Whitehead e la signorina Grace
Carpenter)

MRS WHITEHEAD Salve, Hives!

MAGGIORDOMO Mrs Whitehead, che bella sorpresa!

GRACE E di me, cosa dice?

MAGGIORDOMO Miss Grace! Com' cresciuta, in quest'anno!

GRACE Anche lei: non dimagrito affatto!

MAGGIORDOMO) Ah, ah, ah! No, sfortunatamente no.

MRS WHITEHEAD Sa, Hives, mi sembra strano che lei lavori qui
invece che da noi.

MAGGIORDOMO Quando lei and in Europa, Mrs Rittenhouse fu cos
gentile da farmi un'offerta...

MRS WHITEHEAD Son contenta. A proposito, Hives, qual il
segreto del quadro?

MAGGIORDOMO Pi che originale. (si gira verso i domestici)
Attenzione! (e s'allontana)

GRACE Dove credi che l'abbia scovato, quella l?

MRS WHITEHEAD Vale molto?

GRACE Molto? Una fortuna! Un grande avvenimento mondano sotto
gli auspici di Mrs Rittenhouse.

MRS WHITEHEAD E noi, che facciamo?

GRACE Potremmo spararci.

MRS WHITEHEAD Preferirei sparare Mrs Rittenhouse!

GRACE Senti, ho un'idea. L'anno scorso io ho copiato quel quadro
a scuola d'arte.

MRS WHITEHEAD E allora? (Grace le mormora qualcosa all'orecchio)
Non afferro ancora!

GRACE Vado a casa a prendere quella copia: poi la sostituiamo
all'originale e, alla cerimonia dello scoprimento, lei si
ritrover con un'imitazione e, mi duole ammetterlo, piuttosto
scadente!

MRS WHITEHEAD Grace, sei favolosa!

GRACE Ma se continuo a dirtelo! Far in un attimo...

MRS WHITEHEAD D'accordo. Ci vediamo dopo. (Grace va. I camerieri
rimuovono le scale e si preparano ad andar via con il
maggiordomo) Oh, Hives! (lo chiama: lui si ferma) Sente anche
lei che tra noi c' un forte legame?

MAGGIORDOMO Indubbiamente, Mrs Whitehead.

MRS WHITEHEAD Abbastanza forte da farmi un grosso favore?

MAGGIORDOMO) Ma certo, qualsiasi cosa.

MRS WHITEHEAD Beh, supponiamo ch'io le chiedessi di portar via
il Beaugarde.

MAGGIORDOMO Come, vuol dire... (indicando il quadro)

MRS WHITEHEAD Oh, solo per un po', sostituendolo con un quadro
mio.

MAGGIORDOMO Mi sembrerebbe una richiesta piuttosto insolita.

WHITEHEAD E' strano, ma io la considero ancora come uno di noi
Whitehead...

MAGGIORDOMO (conquistato) Ah... pu contare su di me. La mia
anima sua, anche se il mio corpo appartiene a Mrs Rittenhouse!
(s'allontana per aprire la porta)

MRS WHITEHEAD Ma Hives! Ah, ah, ah! (entrano Arabella
Rittenhouse e John Parker)

ARABELLA Ah, Mrs Whitehead!

MRS WHITEHEAD Arabella!

ARABELLA Posso presentarle Mister Parker?

MRS WHITEHEAD Parente dei Parker del Massachusetts?

PARKER No.

MRS WHITEHEAD Allora dei Parker del sud?

ARABELLA Oh no: del Central Park. Sa, alberi, panchine...

MRS WHITEHEAD Capisco! (e se ne va)

ARABELLA Miaoooo! Quella felina non mi piace proprio.

PARKER Lascia stare. Vieni qui, siediti e dimmi chi ti piace.

ARABELLA (si siedono su un divanetto) Ah, questo il tuo gioco!

PARKER Dimmi: mi ami davvero?

ARABELLA Sposami e lo scoprirai.

PARKER Sposarti? E con cosa? L'anno scorso ho venduto due
quadri, uno a 100 e l'altro a 50 dollari. Pensi che riusciremmo
a vivere con 150 dollari l'anno?

ARABELLA Ma non avremo bisogno di soldi: ho il conto aperto in
ogni negozio di 5th Avenue!

PARKER Sai, se avessi sale in zucca rinuncerei alla pittura e mi
cercherei un impiego. Mio cugino l'anno scorso ha guadagnato
50000 dollari a Wall Street.

ARABELLA Ah: io per non voglio sposare tuo cugino, ma te, la
sciocca che sono. Perch non convinciamo quel vecchio stupido di
Chandler a comprarti un quadro?

PARKER Chandler? E che ne sa lui di arte!

ARABELLA Meno sa e pi facile sar vendergli qualcosa.





Mrs Rittenhouse e due ospiti piuttosto belline.



MRS RITTENHOUSE Gli spogliatoi sono di sopra, appena passato il
tavolino, a destra. (arriva Groucho)

SPAULDING Mrs Rittenhouse! Uh-Uh!

MRS RITTENHOUSE Oh, Capitano Spaulding, come sta?

SPAULDING Mi dica, sola?

MRS RITTENHOUSE Ma Capitano, non capisco.

SPAULDING Come, non capisce se sola? Non mi faccia
l'innocentina o rester davvero sola.

MRS RITTENHOUSE (imbarazzata) Vede...

SPAULDING Una stupidona come lei, che fa la svenevole... Mrs
Rittenhouse!

MRS RITTENHOUSE S?

SPAULDING Oh, scusi. Ha provato anche lei queste emozioni
qualche volta, no?

MRS RITTENHOUSE Oh, no, Capitano!

SPAULDING Allora le prover adesso. Mrs Rittenhouse, dal primo
momento che l'ho vista, io... l'ho entusiasmata. Qualcosa ha
continuato a pulsare dentro di me con l'incessante ritmo del
tam-tam nella giungla selvaggia. Qualcosa che devo chiederle.
MRS RITTENHOUSE Cos', Capitano? (sdilinquita)

SPAULDING Mi laverebbe un paio di calzini?

MRS RITTENHOUSE (di stucco) Capitano, lei mi sorprende!

SPAULDING Per lei sar una sorpresa, ma io ci penso da tanto. E'
il mio modo di dirle che l'amo, ecco tutto. Io l'amo.

MRS RITTENHOUSE Ma, capitano... (si alza)

SPAULDING Io l'amo, non c' mai stata...

MRS RITTENHOUSE Capitano c' Mrs Whitehead...

WHITEHEAD Mi scusino, disturbo forse?

SPAULDING Se disturba? Proprio quando l'avevo in zona gol! Certo
che disturba! Eccome, direi! oh, scusi, m'imbroglio con i tempi
del congiuntivo e del condizionale, ma ora i tempi delle tende
sono passati e abitiamo in bungalows. Sa, dopo la rivoluzione
industriale, l'et delle macchine...

MRS RITTENHOUSE Mrs Whitehead, lei non conosce il Capitano
Spaulding, vero?

WHITEHEAD No. Piacere. Come sta?

SPAULDING Come sta?

WHITEHEAD Io bene, grazie, e lei?

SPAULDING Lei, come sta? Il vantaggio suo. Le ha mai detto
nessuno che ha occhi splendidi?

MRS WHITEHEAD No.

SPAULDING Beh, glielo dico io. (alla Rittenhouse) E sono belli
anche i suoi.. S, credo proprio di non aver mai visto quattro
pi begli occhi in tutta la mia vita. Diciamo graziosi, almeno.
Voi due, sapete, avete tutto: siete alte e piccoline, minute e
robuste, bionde e brune, siete la ragazza che bramo. Noi tre
faremmo la coppia ideale. Avete bellezza, fascino, denaro...
avete denaro, vero? Perch, se non l'avete, smettiamo subito.

WHITEHEAD Il capitano ha fascino, vero?

MRS RITTENHOUSE Ne sono affascinata anch'io!

SPAULDING Affascinata: io invece sono vaccinato, qui al braccio.
Se fossi Eugene O'Neill potrei dirvi quel che veramente penso di
voi: sapete, siete fortunate che il Theatre Guild non metta su
questo spettacolo. Ed anche loro lo sono! Scusatemi se mi dedico
a uno "Strano Interludio". (fa un passo avanti, faccia ispirata)
Bel paio di babbuine, cosa vi fa credere ch'io sposerei una di
voi? Strano come soffi il vento, stanotte. Ha una sottile voce
spettrale e mi ricorda il povero vecchio Marsden. Oh, come
potrei esser felice con ciascuna di queste donne se... entrambe
andassero via! (torna da loro) Allora, che ne dite, ragazze, che
ne dite, mi volete sposare?

MRS RITTENHOUSE Ma, Capitano, quale di noi?

SPAULDING; Tutt'e due. Sposiamoci tutti. Questa la mia festa,
no? Festa. (cambiando tono) Festa. (avanza lugubre) Eccomi qui,
a parlar di feste. Sono venuto a una festa e cosa trovo? Nulla,
nemmeno il gelato. Gli Dei guardano quaggi e ridono. Il nostro
sarebbe un mondo migliore per i ragazzi se gli spinaci li
mangiassero i genitori! (ritorna indietro) Bene, che ne dite,
ragazze, che ne dite? Ci sposiamo tutti?

WHITEHEAD Tutti?

SPAULDING Tutti.

WHITEHEAD Ma si tratta di bigamia!

SPAULDING S, una bigamia anche per me. E una tratta per tutti,
e tutto in grande, tanto per cambiare! Sono stanco di questi
matrimoni convenzionali. Un uomo e una donna poteva andar bene
per la nonna, ma chi vuole sposare sua nonna? Nessuno, neanche
il nonno. Pensi alla luna di miele, strettamente privata. Non
vorrei farci entrare un'altra donna. Beh, un paio, magari, ma
niente uomini. Potrei non presentarmi neanch'io.

MRS RITTENHOUSE Propone forse un matrimonio di gruppo?

SPAULDING Ha i suoi vantaggi. Lei potrebbe stare con i suoi e io
potrei stare con i suoi. E lei (alla Whitehead) potrebbe vendere
spazzole e stare con i suoi. (a parte stile O'Neill) Stare con i
suoi, l'inizio della fine. Ieri monotoni e morti che bloccano
splendidi domani. Spaventosi passi vacillanti riecheggiano lungo
i nebbiosi corridoi del tempo. E io in quei corridoi scorgo
segni strani, misteriosi: Acciai 186, Anaconda 74, Americana
Conserviera 138 (torna indietro). Vediamo un po', dove eravamo
rimasti? Ah, s, eravamo sul punto di sposarci. Allora, che ne
pensate, pensate che davvero dovremmo farlo?

MRS RITTENHOUSE Io ritengo che il matrimonio sia una nobile
istituzione.

SPAULDING (nitrisce) Ih! Ih! Ih!

WHITEHEAD E' la base della famiglia americana!

SPAULDING Certo, il guaio che non si pu renderlo
obbligatorio! E' stato accettato dalla nazione americana quando
i nostri ragazzi erano oltre oceano e le nostre ragazze tutte l
(guarda verso il primo piano affollato da ragazze in costume da
bagno, e perde la bussola) Sapete, da anni attendevo quaggi un
momento simile. (s'avvia con loro)

MRS RITTENHOUSE Ma, Capitano, dove va? ( in mezzo alle ragazze)

SPAULDING Spiacente, signore mie, ma penso che dovremo rinviare
gli sponsali di qualche giorno, o di qualche anno, forse. Prima
di sposarmi, devo correre... un paio di cavalline! (esce con le
ragazze)

MRS RITTENHOUSE Ah, ah, ah, il Capitano cos divertente!

MRS WHITEHEAD Tanto simpatico!





In biblioteca, di fronte al Beaugarde. Arabella e Parker.



PARKER Cos, questo il famoso Beaugarde, eh? E' un grande
quadro, vero?

ARABELLA L'avevi visto prima?

PARKER Visto??? Ho passato tre giorni a Parigi, copiandolo.

ARABELLA Davvero?

PARKER Io e un mare d'altri aspiranti pittori.

ARABELLA Scommetto che la tua copia riusc meglio di tutte le
altre.

PARKER Beh, non era male: te la far vedere, qualche volta.

ARABELLA (come ispirata) Senti...

PARKER Cosa?

ARABELLA Mamma presenter il quadro stasera...

PARKER S?

ARABELLA Supponiamo che all'apertura dei tendaggi non ci sia
affatto il Beaugarde ma il tuo.

PARKER Vuoi dire, mettere la mia copia al posto del Beaugarde?

ARABELLA Proprio cos.

PARKER Arabella, sei pazza: a che pro?

ARABELLA Ascolta: alla cerimonia, Chandler ne decanter la
bellezza, gli ospiti applaudiranno fino a spellarsi le mani, poi
noi sveleremo il vero autore. Diranno tutti che sei un grande
artista, ti ordineranno almeno sei quadri e noi potremo sposarci
e divorziare in un baleno.

PARKER Come piano magnifico, ma se il mio quadro non piace,
che si fa?

ARABELLA Non ti pare che il gioco valga la candela? (arrivano
Chandler e Chico)

CHANDLER Vedo che state ammirando il mio quadro!

PARKER (entusiasta) S, s!

RAVELLI Il SUO quadro?

CHANDLER Mio, certo.

RAVELLI Ma non le assomiglia! (i due giovani vanno: Chandler fa
per andarsene anche lui) Aspetti, lei: io l'ho gi vista da
qualche parte, perch la sua faccia mi sembra familiare.

CHANDLER Non mi meraviglia. Sono uno degli uomini pi in vista
d'America e i giornali pubblicano spesso mie fotografie.

RAVELLI Non Age il Fischio?

CHANDLER Che sciocchezze! (attraversano mezza casa, in questa
scena, Chico sempre dietro, insistente)

RAVELLI Va bene, aspetti. Allora (battendogli sulla spalla) se
non Age il Fischio, chi ?

CHANDLER Per favore, il mio nome Chandler, Roscoe W.
Chandler...

RAVELLI S, ma vede, i nomi non mi dicono nulla. Noi ci siamo
conosciuti, perch il suo viso mi familiare. Aspetti, vediamo
un po': mai stato a Sing-Sing?

CHANDLER La prego... (fa per andarsene, sale le scale a sinistra)

RAVELLI Oh, nulla. (Chandler scende e risale a destra) Ecco
dove: a Joliet?

CHANDLER Oh, mi lasci in pace!

RAVELLI Va bene, ma non se ne vada: nel primo braccio?

CHANDLER Mi ascolti: non sono mai stato in questi posti. Vivo
per lo pi in Europa.

RAVELLI Europa? Allora ci sono: in Cecoslovacchia! (da sinistra
scende di corsa le scale una biondina e le risale a destra,
inseguita da Harpo)

CHANDLER Le dico che si sbaglia: non ci sono mai stato!

RAVELLI Ah, ah, ah! Lei ... (passa Harpo e Chico lo chiama)
Ehi, paisano [in italiano nel film, nota del traduttore] vieni
qua. (Harpo si abbarbica a Chandler, salendogli in groppa)

CHANDLER Le dico che da tre generazioni...

RAVELLI (ad Harpo) Non te lo ricordi, come si chiamava... in
Cecoslovacchia. (Harpo scuote la testa)

CHANDLER Si sbaglia, le dico. Le ripeto che non cos.

RAVELLI (finalmente sicuro) Era in Cecoslovacchia e so anche chi
: Abe il Pescivendolo!

CHANDLER Ma ridicolo, si sbaglia di grosso!

RAVELLI Ridicolo un corno. Aspetta che te lo provo. Lui aveva
una voglia, ricordi? (ad Harpo che lo blocca, mentre Chico
cerca: lo sbattono a terra senza complimenti)

CHANDLER Per favore, ma cosa cercate di dimostrare?

RAVELLI Andiamo, andiamo. [in italiano nel film, N.d.t.] Sulla
gamba (ad Harpo) sul piede, qui, sulla coscia, ah, ah, ah,
eccola: Abe il Pescivendolo!

CHANDLER Va bene, lo ammetto, sono Abe. (senza l'accento
pseudo-mitteleuropeo)

RAVELLI E com' che sei diventato Roscoe W. Chandler?

CHANDLER E tu, com' che sei diventato italiano?

RAVELLI Lascia perdere, la tua confessione, no?

CHANDLER Ora, mi raccomando, ragazzi, acqua in bocca con tutti.
Noi ci accorderemo, con soddisfazione reciproca.

RAVELLI Tanta grana, s!!!

CHANDLER Diciamo (tirando fuori di tasca una banconota)
cinquecento dollari?

RAVELLI Vergognati, cinquecento dollari. (Chandler fa per
rimettersi in tasca i soldi, ma Harpo si apposta e finiscono nei
suoi calzoni)

CHANDLER E' tutto il liquido che ho.

RAVELLI Cinquecento dollari! Sai che ti dico? Puoi firmarci una
cambiale!

CHANDLER La mia offerta ve l'ho fatta e di pi non sgancio.

RAVELLI Ah no?

CHANDLER Gi.

RAVELLI Abe il Pescivendolo! (urla: arriva una coppia e sulle
due rampe Harpo fischia e Chico ripete a squarciagola) Abe il
Pescivendolo! (Proteste di Chandler che poi li richiama)

CHANDLER Per favore, state zitti. Venite qua, sentite. Ho un
assegno da 5000 dollari: lo giro a voi.

RAVELLI E' buono?

CHANDLER Ma certo: chi vuoi che mi rifili un assegno scoperto?

RAVELLI Io. (ad Harpo) Ehi, vedi com'. (Harpo lo getta a terra,
l'assegno ritorna su. Lo restituiscono, scuotendo la testa)

CHANDLER Beh, se non volete l'assegno, io non sgancio altro.

RAVELLI Davvero?

CHANDLER S.

RAVELLI E' Abe il Pescivendolo, Abe il Pescivendolo!

CHANDLER Vi prego, state zitti, zitti! (si terge la fronte con
il fazzoletto) Qui. (Harpo glielo ruba) Restituiscimi il
fazzoletto. (si tocca il collo) La cravatta, dov' la cravatta?
(la riprende) Siete una bella coppia di ladri, ecco cosa siete !
(Chico gliela risfila e Chandler esce da destra)

RAVELLI Ah, ah, ah! Io mi ritrovo una cravatta, e tu? (Harpo gli
mostra il braccio, gli campeggia la voglia nera) Ah, ah, la
voglia, ah, ah! (escono da sinistra)





Da destra arriva Chandler, spazzolandosi. Da sinistra arriva
Groucho.



SPAULDING Dove ha messo la cravatta?

CHANDLER Oh, io...

SPAULDING Bel modo di vestire, un milionario come lei! Ha le
giarrettiere, almeno?

CHANDLER Certo che le ho, guardi: oh, m'han preso anche quelle!

SPAULDING Poco credibile: che vuol fare il liceale con me? Le
calze, ce le ha?

CHANDLER S'immagini: eccole!

SPAULDING E va bene, le calze ce le ha, sembrano un po'
conciate: di chi sono? Mezza-calza, se permette, io sono
Spaulding, il Capitano Spaulding.

CHANDLER Ed io sono Roscoe W. Chandler.

SPAULDING Oh, ma questo un onore! Tutto suo.

CHANDLER Ha sentito parlare di me?

SPAULDING Oh s, da molti anni, Mister Chandler, e ora mi sto
anche stufando!

CHANDLER Eh, naturalmente anch'io so del grande Capitano
Spaulding!

SPAULDING Benissimo: io so di lei, lei sa di me. E quella dei
due irlandesi, la sa?

CHANDLER Oh s, ah, ah, ah!

SPAULDING Ora che le ho provocato un attacco isterico, parliamo
d'affari. Io sono Spaulding, il Capitano Spaulding.

CHANDLER E io Roscoe W. Chandler.

SPAULDING Io Jeffrey T. Chandler: scommetto che non sa quel che
si cela dopo la T?

CHANDLER Ah... Thomas?

SPAULDING Edgar. Per, c' andato vicino, e c' ancora. Volevo
parlarle appunto di questo, Mister Chandler. Sarebbe disposto a
finanziare una spedizione scientifica?

CHANDLER Me lo domanda?

SPAULDING S che glielo domando: certo, lei riconosce una
domanda a prima vista. Congratulazioni, Mister Chandler! E, per
tornare al punto di prima, sarebbe disposto a finanziare una
spedizione scientifica?

CHANDLER Ha in mente un particolare genere di spedizione?

SPAULDING Le dir, andando in l con gli anni, c' una co sa che
mi attira pi di ogni altra, prima di smettere.

CHANDLER Ed ?

SPAULDING Il pensionamento. Allora, sarebbe interessato a una
proposta del genere? Sa, ho sempre creduto che, andandomene in
pensione, avrei portato il pi grosso contributo alla scienza
mai registrato finora. Le si offre questa occasione, Mister
Chandler, quando penso a ci che lei ha gi fatto per il nostro
paese... a proposito, cos'ha fatto?

CHANDLER Beh, ho sempre cercato di far quel che potevo,
specialmente a favore dell'arte.

SPAULDING L'arte!! Non so come ci siamo arrivati, ma che ne
pensa dell'arte?

CHANDLER Sa, sono molto lieto che me l'abbia chiesto. Io...

SPAULDING Ritiro la domanda. Questo tipo mi prende sul serio
non consigliabile chiedergli nulla. Mi dica, Mister Chandler,
dove pensa di costruire il nuovo teatro d'opera?

CHANDLER Sceglierei volentieri la zona intorno a Central Park .

SPAULDING E perch non proprio in Central Park?

CHANDLER Si potrebbe?

SPAULDING Figurarsi: basta farlo di notte, quando nessuno
guarda! Lo potrebbe perfino mettere nel lago artificiale e non
pensarci pi, ma forse interferirebbe con l'approvvigionamento
idrico. Per, dopo tutto, l'Arte Arte, non possiamo
dimenticarlo, anche se d'altro canto, l'acqua acqua, e l'est
est mentre l'ovest ovest, e se prende il mirtillo rosso e lo
cuoce come se preparasse la salsa di mele, al gusto ricorda pi
le prugne che non il rabarbaro. Ora, mi dica quel che sa.

CHANDLER (perplesso) Sarei molto lieto di dirle le mie
opinioni...

SPAULDING Perfetto, gliele chieder, un giorno o l'altro. Me ne
ricordi, d'accordo? Anzi, venga nel mio ufficio domattina alle
dieci, e se non ci sono chieda di Mister Jamison. E' il mio
segretario, e se la riceve lo sbatto fuori. Bene, allora ci
vediamo sabato alle 3. No, meglio fare marted, sa, luned parto
per l'Europa. Mi scusi, mi chiamo Spaulding. Ho sempre
desiderato conoscerla, Mister Chandler. Vuol dirmi quel che
pensa del problema del traffico? E del matrimonio? E che pensa,
di notte, quando se ne va a letto, animalone!!!

CHANDLER Le dir, mio caro...

SPAULDING Preferirei non discuterne oltre. Si ricordi che i
bambini ci guardano...

CHANDLER E allora? Vede, Capitano, sempre una questione di
quattrini. Un nichelino oggi non ha lo stesso valore che aveva
dieci anni fa.

SPAULDING Io andr ancora pi in l: scender al capolinea. Il
nichelino non ha pi il valore che aveva quindici anni fa. Sa di
che cosa ha bisogno questo paese?

CHANDLER No.

SPAULDING Di un nickel da sette centesimi. Sissignori: dal
1492 che usiamo un nichelino da cinque centesimi. Con l'ora
legale, come dire da cent'anni. Allora, perch non proviamo un
nickel da sette? Se funziona, l'anno venturo potremmo provare un
nichelino da otto centesimi. Pensate, con un nickel si potrebbe
andare all'edicola a comprare un giornale da tre centesimi e
avere lo stesso nickel di resto, intatto. Usato oculatamente, un
nichelino potrebbe durare una vita!

CHANDLER Capitano Spaulding, la sua un'idea magnifica!

SPAULDING Lei crede?

CHANDLER Oh, s!!!

SPAULDING Allora non sta in piedi. Non parliamone pi.

CHANDLER Mi dica, Capitano Chandler, no, scusi Spaulding...

SPAULDING S, Spaulding corretto. Io sono Spaulding e lei
Chandler. E lasciamo stare anche questo.

CHANDLER D'accordo.

SPAULDING E' gi un guaio essere Spaulding...

CHANDLER Mi dica dunque, Capitano Spaulding... Spaulding, vero?
(esitando)

SPAULDING Giusto, giusto: io sono Chan... Spaulding. Scusi, mi
fa dare un'occhiata al programma? Per lui potrei essere il
"Cinegiornale" o il "Prossimamente su questo schermo", per quel
che ne sa!

CHANDLER Capitano Spaulding, mi racconti un po', lei che un
grande viaggiatore, che ne pensa del Sudamerica? Ci andr
presto, sa.

SPAULDING Davvero? E dove, esattamente?

CHANDLER In Paraguay.

SPAULDING Bene, lei pari i suoi che io paro i miei. Ma da quando
va cos? Cambiamo argomento, parliamo di politica
internazionale, prendiamo l'Abissinia, per esempio. Le dir, lei
prenda l'Abissinia che io prendo una granita di caff con panna
e brioche, e chiediamo cosa prendono i ragazzi nel retro.

CHANDLER Buona idea! (escono)





Ritornano Arabella e Parker, furtivi, con la copia del Beaugarde
infilata in un portamazze da golf.



ARABELLA Vediamo com' il tuo, paragonato all'originale!

PARKER Se vuoi.

ARABELLA Ma non c' differenza!

PARKER Guarda meglio, forse ti piace di pi il mio!!!

ARABELLA Oh, sei terribile! (entra Harpo, inseguendo una bionda
in corsa, e Chico dietro di lui. Chico si ferma)

RAVELLI Ha visto il mio socio?

ARABELLA (imbarazzata) Beh, noooo. (sorrisi dei due, Parker se
ne va. Arabella si avvicina a Chico, col dipinto in mano)

ARABELLA Ah! Uh-uh! (richiamo timido)

RAVELLI Bellissima ragazza, avete la faccia d'una madonna. [in
italiano nel film, N.d.t.]

ARABELLA Oh, Mister Ra-vio-la!!!

RAVELLI Ravelli, Ravelli!

ARABELLA Oh, Mister Ravelli, vorrei che mi facesse un favore.

RAVELLI Per lei farei qualsiasi cosa: mi dica.

ARABELLA Vede quel quadro?

RAVELLI Dice questa pittura?

ARABELLA Vorrei che la togliesse dalla cornice e vi mettesse
quest'altra.

RAVELLI Dovrei portar gi una e su un'altra?

ARABELLA Proprio cos.

RAVELLI Devo rubare?

ARABELLA Oh noooo, non un furto!

RAVELLI Allora non ci sto. (se ne va)

ARABELLA Mi ascolti, oh, scusi... (gli corre dietro)





Entra una biondina e si nasconde. Arriva Harpo con u-u. La
cerca sotto il tappeto, infilandoci la testa. Entra Chico.



RAVELLI Dai, alzati, vieni qua. L'unica tua attivit dar la
caccia alle donne. (scena con la gamba) Senti... dai,
piantala!!! Qua tutti giocano a carte, ma nessuno si sogna
d'invitarci e noi perdiamo tempo. (gamba) Siamo qui da
stamattina e che ne abbiamo ricavato? Un bel niente. Mi sa che
presto dovremo ricorrere alle Dame di Carit, ti piacerebbe?
(Harpo fa s, felice e sorridente) Non va mica bene, sai? Questa
gente qui ha un sacco di soldi. Dobbiamo convincere qualcuno a
giocare con noi. A qualsiasi gioco, poker, pinnacolo... (arriva
Mrs Rittenhouse)

MRS RITTENHOUSE Oh, signor Ravelli, vorrei parlarle un momento
del programma musicale...

RAVELLI Ehi, come sta? (arriva Harpo con la gamba)

MRS RITTENHOUSE (ad Harpo) Ma che le prende? (rivolgendosi a
Chico) Pensavo sarebbe bello se... Giusto Cielo! (gamba di
Harpo) E adesso! (gamba di Chico) oh, Signore! Non so cosa...
(arriva Mrs Whitehead)

MRS WHITEHEAD (disinvolta) Salve, professore! (gamba) Santo
cielo! Ma cos'ha ai piedi? Ma imbarazzante!

RAVELLI Ah, ah, ah, vedr che non nulla! Vede, noi facciamo
ogni tipo di giochi, con le mani e con i piedi. (Harpo tira
fuori un manganello - blackjack-peppatencia): Calcio,
peppatencia... Che c'?

MRS RITTENHOUSE Oh, Mrs Whitehead! (scena sul divano:
diavolerie, intrecci Chico e Harpo)

MRS WHITEHEAD Gi i piedi! Per l'amor di dio, che c'...

MRS RITTENHOUSE Oh, non so cosa darei per evitare tutto
questo... Oh, mio dio, ma terribile! (corpo a corpo) Mi lasci,
mi lasci! (si divincola: Harpo finisce al tappeto, Chico lo
conta)

RAVELLI Uno, due, tre! (Harpo si rialza) Cos va meglio.
(riprende fiato su una seggiola, Chico lo massaggia
incoraggiandolo)

MRS WHITEHEAD (fuori campo) Giusto Cielo! Oh! Devo mandarli via!
Che posso fare! Quel professore mi terrorizza: sono cos nervosa!

MRS WHITEHEAD Non so che dire! Farebbe meglio a chiamare Hives!

MRS RITTENHOUSE Certo che chiamo Hives, appena riesco a
sgattaiolare fuori faccio venire Hives! (Harpo l'abbranca) Oh,
ma terribile! Non mi tocchi! (urla per i tre assalti)

RAVELLI L'hai colpita nel punto debole!

MRS RITTENHOUSE Basta! E' vergognoso! (si rassetta gli abiti)

RAVELLI Perch non lo lascia in pace? Ora che il vostro incontro
si concluso, che ne direbbe di una partitina? Gioca a bridge,
lei?

MRS RITTENHOUSE (sostenuta) Un po'.

RAVELLI Cosa gioca?

MRS RITTENHOUSE Solo "cip" nominali.

RAVELLI Io preferisco le "chips" con la bistecca. [gioco di
parole tra il termine pokeristico "cip" e "chips", patatine
fritte, N.d.t.] (arriva Hives con un tavolo pieghevole)

MRS RITTENHOUSE Lo metta l, Hives!

MAGGIORDOMO Benissimo, signora. (comincia un gioco con Harpo e
finisce andandosene con il tavolo infilato al collo)

MRS RITTENHOUSE Oh, Hives, lo porti via!

MAGGIORDOMO Che creatura infernale! (mugugnando)

MRS RITTENHOUSE Ne prepari un altro, l in fondo.





I quattro seduti a tavolino.



RAVELLI Come volete giocare, pulito?

MRS RITTENHOUSE Spererei di s! (Harpo mette il manganello sul
tavolo) E quello lo metta via. (colpo sulla mano: piagnistei)
Chi ha colpa del suo mal... ora, tagliamo il mazzo per formare
le coppie.

RAVELLI No, il mio socio lui: noi giochiamo solo cos.

MRS RITTENHOUSE Mi spiace, ma contro le regole del gioco. Le
coppie si formano tagliando le carte.

RAVELLI E va bene, faremo cos. (tira una carta) Ho l'asso di
picche. (tira Harpo) Anche lui ha l'asso di picche! Questa la
chiamerei coincidenza!

MRS RITTENHOUSE Due assi di picche?

RAVELLI Ah, lui ne ha migliaia!

MRS RITTENHOUSE Vi spetta la scelta del posto.

MRS WHITEHEAD (ad Harpo) Pu scegliersi il posto! (Harpo le si
siede in grembo)

MRS RITTENHOUSE Oh, Signore, non in grembo!

RAVELLI (ad Harpo) Dai, piantala!

MRS RITTENHOUSE Ma cos'ha, questo tipo?

MRS WHITEHEAD Non so proprio.

RAVELLI Pensava di giocare un bridge contatto, non contratto .

MRS WHITEHEAD Un attimo: mescoli le carte.

RAVELLI (ad Harpo) Ehi, devi dividerle un po'. (fa il gesto)
Cos! (Harpo non le mischia e guarda truce la Whitehead mentre
la Rittenhouse sorride)

MRS RITTENHOUSE Scusi, vorrei tagliare il mazzo. (le divide, e
Harpo le rimette com'erano. Per distribuirle, sempre truce, si
lecca il pollice della sinistra e le d con la destra. Sceglie
quelle per Chico e per s)

RAVELLI (ridacchia vedendo le carte) Eh, eh! Che dichiari,
socio? Le hai date male!

MRS WHITEHEAD Lei passa? (Harpo fa s) Uno picche.

RAVELLI Io passo.

MRS RITTENHOUSE Tre picche. (Harpo passa, battendo le nocche sul
tavolo)

MRS WHITEHEAD Quattro picche.

RAVELLI Uno fiori.

MRS RITTENHOUSE Non riesco a capire questo modo di dichiarare.
(e sbatte le carte sul tavolo)

RAVELLI Ecco, vede. . . (Harpo scambia carte con la Rittenhouse)
Avete dichiarato quattro picche, vero?

MRS RITTENHOUSE (riprende le carte in mano e controlla) Ma non
ho neanche un picche, in mano!

RAVELLI Bene, noi "contre"!

MRS WHITEHEAD Qui c' qualcosa che non quadra! Vorrei che si
ripetessero le dichiarazioni!

RAVELLI (ad Harpo) Lei vuol cominciare da capo, a dichiarare!
(lui fa uno) Il mio socio dichiara uno.

MRS WHITEHEAD Uno? Di che seme?

RAVELLI Vedr che poi lo scopre.

MRS RITTENHOUSE Ma dobbiamo sapere quel che dichiara!

RAVELLI Ve lo diremo dopo. Io dichiaro due

MRS RITTENHOUSE Due di che?

RAVELLI Del seme dichiarato da lui. E ora le dichiarazioni son
chiuse: abbiamo detto abbastanza. (alla Whitehead) Inizia lei.
(la Whitehead mette gi una carta, Chico la prende e gliela
rid) O no, quella l non la pu giocare!

MRS WHITEHEAD E perch no?

RAVELLI Perch io non l'accetto.

MRS WHITEHEAD Cos, quale dovrei giocare? (Harpo le tira gi le
carte e ne sceglie una. Chico il morto) Asso di picche,
ottimo. Tre di picche. Quattro di picche. Prendi tu? Bravo: che
impasse! Basta picche, socio. Niente picche. Asso di cuori. Asso
di fiori. Tocca al morto.

MRS RITTENHOUSE Non sono io, il morto!

RAVELLI Potrebbe benissimo. Asso di quadri. (ad Harpo) Hai cento
assi, eh? Duecento? Meglio ancora? Asso di cuori. Che ganzo! Fai
un grande slam, fai un grandissimo slam. Asso di picche. (e
prende) Asso di picche. (e prende) Complimenti! Come gioca bene!
Asso di picche. Che mano benedetta! Asso di picche!

MRS RITTENHOUSE Mi rifiuto di continuare a giocare! (si alza e
si alzano tutti) Siete una coppia di bari!

RAVELLI Chi sarebbe un baro?

MRS WHITEHEAD Oh, mio dio! (allibita e scalza)

MRS RITTENHOUSE Che c', cara?

MRS WHITEHEAD Le mie scarpe sono andate.

MRS RITTENHOUSE Per fortuna ha le pantofole! Andiamocene, via!
(escono)

RAVELLI (ad Harpo) Ti sei preso le scarpe della signora, eh?
(Harpo si alza e, ridendo, cammina sui tacchi alti a gambe
storte)





Diluvio e tuoni e fulmini. Entrano Chico e Harpo da una delle
porte a lato del camino su cui esposto il quadro. Hanno scala,
catene, attrezzi vari e il dipinto da sostituire. Harpo batte le
mani dinanzi al quadro.



RAVELLI Shhh!!! (Harpo sale la scala dalla parte sbagliata)
Zitto, zitto, nasconditi, arriva qualcuno! (Harpo si mette a
testa in gi) Tutto a posto, mi ero sbagliato. Vieni su,
sbrigati. Dai, sai quel che dobbiamo fare, no? Dobbiamo portar
gi quel quadro e metter questo al suo posto, lass, per conto
della signora. Aspetta, non toccare. Sei pronto? Hai preso
tutto? La pala, il piccone, la dinamite, le bombe a mano? Dov'
la pila? (Harpo si prende la guancia tra due dita) Quella non
la pila, la pelle. La pila voglio. (e fa con le mani un gesto:
Harpo fraintende e prende un pesce) Ma quello un pesce: non
voglio una pinna di pesce, voglio una pila. Oh, ma sei fuori di
zucca? Piantala! Quando giri di notte ti serve una pila. (Harpo
estrae una fiaschetta. Chico sbatte gi il dipinto e scuote
Harpo) Quella una pinta, una fiaschetta da una pinta, non una
pila! Quando vuoi vedere qualcuno, devi avere una pila! (Harpo
estrae maxicarte da gioco, un colore) Non "vedere" a pinnacolo,
ma con la pila! A che ti serve un colore? ( Harpo si cerca
ancora in tasca) Uno spruzzatore per il flit? E che me ne faccio
del flit? Che altro hai? (Harpo si fruga in tasca: estrae un
flauto) Ah, come si chiama, un flauto ecco tutto: e flit e
flauto e flit e flauto. (Harpo suona) Piantala! Dov' la pila?
Guarda, quando tutto tutto chiaro e vuoi renderlo oscuro, che
prendi? (tira fuori il blackjack) Ma sei pazzo? Io non voglio
manganelli! E' stato mio l'errore, penso. Quando tutto oscuro
e vuoi renderlo chiaro, che prendi? (finalmente Harpo estrae dai
meandri della palandrana una pila) Ahhhh, eccola la pila!!! (si
fa buio: partita la corrente) Che fortuna, la tempesta, cos
nessuno ci vede! A fagiolo! Ma dov' la pila, adesso? Non voglio
il pesce, la pila; non il flauto, ma che ti prende, eh? La pila!
Prima che arrivi qualcuno, passami la pila. Che c', l'hai
persa? E te la ritrovi: cercala! Pazienza, lavoriamo senza,
vieni qua. (lavorano al buio) Sbrigati, che meglio.
Nasconditi, su, arriva qualcuno! Zitto, non fiatare! (Harpo
fischia, allarmato: rimasto appeso alle tendine e Chico ha
tolto la scala) Sta zitto e quieto, non muoverti. Io so dove
sei. Sta calmo.



Arriva Mrs Rittenhouse, al buio, con Groucho.



MRS RITTENHOUSE Capitano Spaulding, Capitano, dov'?

SPAULDING Qui.

MRS RITTENHOUSE Oh, Capitano!

SPAULDING Qualcosa non va?

MRS RITTENHOUSE La tempesta ha provocato un guasto e cos al
buio non ci si vede a un palmo dal naso!

SPAULDING Non sarebbe una bella vista comunque. Mrs Rittenhouse,
ignoro le sue intenzioni, ma, quanto a me, far un pisolino. Mi
svegli alle tre.

RAVELLI Cuc, cuc, cuc.

SPAULDING No, faccia le tre e mezzo.

RAVELLI Cu.

SPAULDING Non ci si pu certo lamentare del personale di
servizio, qui! Mrs Rittenhouse, scusi, ha perso un pesce?

MRS RITTENHOUSE Come?

SPAULDING L'avr perso qualcun altro. Le dispiacerebbe portarlo
in cucina e farlo friggere? (rumori di martelli e di picconi)

MRS RITTENHOUSE Ha sentito? C' qualcuno; l in fondo. Le dico
che c' qualcuno.

SPAULDING Non faccia la sciocchina! E' la casa che respira. C'
qualcuno?

RAVELLI Non vedo nessuno!

SPAULDING Se ci fosse qualcuno lo si vedrebbe, le pare? (gran
rumore di martelli)

MRS RITTENHOUSE Oh, Capitano, cosa sar mai?

SPAULDING Sa che le dico? Ci sono gli scarafaggi. (rumori pi
forti. Temporale, con fulmini e saette. Alla luce dei Lampi
s'intravedono i due al lavoro sul camino)

MRS RITTENHOUSE Ascolti, Capitano... Capitano, andiamo via da
qui...

SPAULDING Mi d noia fare il beneducato!!! (Gran confusione.
Escono)

RAVELLI Appena abbiamo sistemato il quadro, facciamo smettere i
rumori. (Harpo ancora su che d gli ultimi tocchi al quadro
gi sostituito quando torna la corrente) Ehi, qualcuno ha messo
a posto la luce. (scende dalla scala) Bene, abbiamo piazzato il
quadro, ora andiamocene. Dai, sbrigati: cosa cerchi? (Harpo
aveva perso il pesce: poi fischia, l'ha ritrovato) Ah, il pesce!
Vieni, andiamo (apre la finestra a destra: diluvia) Eh, dico,
che tempesta! Sembra un vero e proprio tornado! Vieni da
quest'altra parte, credo sia una scorciatoia. (spalancano la
portafinestra, sull'altro lato del camino. C' il sole) Ahhh,
California!





Riunione di ospiti. Presentazione del conferenziere
Spaulding-Groucho da parte di Mrs Rittenhouse.



MRS RITTENHOUSE Amici cari, prima di iniziare il programma
musicale, il Capitano Spaulding ha gentilmente acconsentito a
dirci qualcosa del suo viaggio in Africa. Il Capitano Spaulding!

SPAULDING Amici, voglio raccontarvi del grande, misterioso e
fantastico continente chiamato Africa. Africa, paese di Dio: e
pu tenerselo!!! Partimmo da New York sbronzi di buon'ora la
mattina del due febbraio e dopo quindici giorni in mare e sei in
nave toccammo finalmente le coste africane. Procedemmo subito
per trecento miglia fin nel cuore della giungla, dove io
atterrai un orso polare. Quest'orso era alto quasi due metri
scalzo, ma aveva le scarpe.

MRS RITTENHOUSE Scusi un momento, Capitano, solo un momento.
Avevo sempre creduto che l'orso polare abitasse tra i ghiacci
del nord!

SPAULDING Ma davvero? Quest'orso era anemico e mal sopportava i
climi freddi. Era ricco e poteva permettersi di svernare al sud.
Lei si occupi dei suoi animali, che ai miei ci penso io! I
ghiacci del nord, figurarsi! Dal momento stesso del nostro
arrivo, conducemmo una vita molto attiva. La prima mattina
eravamo gi su alle sei e per le sette, finito di far colazione,
di nuovo a letto. E questa fu la nostra routine per i primi tre
mesi. Alla fine, riuscivamo a tornare a letto addirittura alle
sei e mezzo! Un giorno, mentre ero seduto dinanzi alla mia
capanna a fumare un po' di carne...

MRS RITTENHOUSE A fumare un po' di carne?

SPAULDING S, non c'era tabacco nei paraggi. Dicevo, ero seduto
dinanzi alla capanna quando presi sei tigri...

MRS RITTENHOUSE Oh, Capitano, ha catturato sei tigri?

SPAULDING Le presi in disparte, cercando di convincerle ad
andare via. Ma loro, niente, l tutto il pomeriggio! Mai viste
tigri cos insistenti! Gli animali pi importanti che vivono
nella giungla sono la pantegana, l'alce e i Cavalieri di Pizia.
Noi tutti sappiamo cos' una pantegana: caccia grossa! Il primo
giorno ho perso due dollari sparando a due cervi, il mio colpo
pi importante! Come dicevo, tutti sapete cos' una pantegana:
corre lungo i muri, mangia formaggio ed nemica giurata dei
gatti. Gli alci, d'altro canto, vivono sulle colline e a
primavera scendono a congresso in pianura. E' molto interessante
osservarne i costumi: mandrie di alci si precipitano a valle non
per bere acqua ma alc-oli vari... Una mattina, ho sparato a un
elefante in pigiama. Come ci fosse entrato, non so! Poi cercammo
di togliergli le zanne. Zanne: gi la parola strana, provi un
po' a dirla!

CHANDLER Semplice: zanne!

SPAULDING; Scusi, il mio nome Spaulding. E' da tanto che
volevo conoscerla, Mister Chandler. Come stavo dicendo, cercammo
poi di cavargli le zanne, ma queste erano conficcate cos bene
che non riuscimmo a smuoverle. Naturalmente in Alabama, a
Zannalibera, il problema non esiste, ma ci irr-ilefante
all'argomento di cui sopra. Prendemmo persino delle foto di
ragazze indigene, non ancora sviluppate. Ci torniamo, per, tra
un paio di settimane. E adesso...

MRS RITTENHOUSE Che discorso interessante, Capitano! Getta nuova
luce...

CHANDLER RAFFICHE di urrah per il Capitano Spaulding!

SPAULDING Ma no, veramente... (arriva Harpo, con tre sedie)

MRS RITTENHOUSE Nessuno ha chiesto sedie di raffia: le rimetta a
posto!

CHANDLER Su veloce, si sbrighi! (Harpo va)

MRS RITTENHOUSE Ed ora, cari amici, il pianista Ravelli suoner
gentilmente per noi. Il signor Ravelli! (applausi)

SPAULDING Il primo brano che il signor Ravelli eseguir
s'intitola "Il mio amore dorme in qualche luogo" con un coro
maschile. (Chico suona "Sugar in the morning, con variazioni e
pause. Imita un principiante e conta "1,2,3,4," a occhi storti e
senza "sonoro", giusto per seguire il tempo. Groucho segue, dal
divano dov' seduto accanto alla Rittenhouse, con interesse e
una certa impazienza, sbattendo in aria le code della
finanziera) Senti, se passi vicino a una canzone, suonala!

RAVELLI Non mi riesce di pensare al finale!

SPAULDING A me non riesce di pensare ad altro!

RAVELLI Sai cosa penso, che forse l'ho gi passato!

SPAULDING Beh, quando fai l'altro giro, salta gi.

RAVELLI Una volta sono andato avanti cos per tre giorni.

SPAULDING Non accetteresti una bustarella che ti mettesse a
tacere?

RAVELLI Non adesso. Devo aspettare l'ispirazione.

SPAULDING Era ora! Suona la canzone su Montreal!

RAVELLI Montreal? Sogno sempre Montreal? Non la so. Guarda,
suoner una delle mie composizioni, di Victor Herbert.

SPAULDING Sii breve . (suona al solito "sparando" ai tasti.
Applausi. Arriva Harpo da sinistra e si siede al piano di spalle
e contemporaneamente a Chico. Ci fa cenno di andare. Si toglie
la palandrana. Chandler lo sorveglia alle spalle. Harpo spolvera
il piano, schifato. Suona imitando il tip-tap), poi si alza e
continua il ritmo sui fianchi) Ah, li suona bene tutti e due!
(poi, a tre, improvvisano, con un cuscino, un passaggio di foot
ball e scaraventano Harpo sul divano, tra Mrs Rittenhouse Mrs
Whitehead)

RAVELLI Bene, bene!

SPAULDING Se la squadra ha segnato, lo deve a te. (Harpo fa il
giochino del riflesso sul ginocchio della Whitehead, poi lo fa
Groucho e il piedino della signora calcia Harpo) Questo lascia
il segno!

RAVELLI (ridendo) Perch mi spingi, eh? (i due lottano come al
solito)

MRS RITTENHOUSE Oh, Capitano, la prego, li fermi!

SPAULDING Stan facendo il miglior tentativo per togliersi dai
piedi a vicenda, una volta per tutte. (Chico si rimette al
piano. Riprende "Sugar in the morning". Facce tragiche. Harpo fa
un Gookie e va) Proprio quel che temevo!

RAVELLI Mi pareva di ricordare la fine.

SPAULDING Magari fosse la tua! Suona quella canzone irlandese .

RAVELLI Quella del callista?

SPAULDING "Sono nelle tue mani"... (Chico suona: arriva Harpo
con due grossi ferri di cavallo che usa come piatti) "Chi del
gitano, i giorni abbella..." (Groucho si toglie la giacca, la
lega a mo' di grembiule e prende il piede di Mrs Whitehead
agitandolo in su e in gi come per azionare un organetto, e
canta. Le due signore sono perplesse) C' un cavallo in casa!
(Chico si alza e se ne va) Per il resto, non manca altro. Ed ora
Mrs Rittenrotten...

MRS RITTENHOUSE Mrs Rittenhouse.

SPAULDING Un lieve errore, mi scusi. Ho qui una sorpresa per
lei: giusto una cosetta. C' l'uomo del piano.

MRS RITTENHOUSE Oh, Capitano!

SPAULDING No, scherzavo. Quel che volevo dire che, lasciando
gli aborigeni, in Africa, ebbi in dono qualcosa che ora vorrei
dare a lei, per una cifra nominale.

MRS RITTENHOUSE Ma, Capitano, meraviglioso.

SPAULDING Non credo lei immagini quanto, ma ora vedr!
(confusione) E' tutto dipinto a mano, e con un solo bianco
d'uovo!

MRS RITTENHOUSE Capitano, ma che cos'?

SPAULDING Lei mi chiede cos': la cassa dotale d'un porcellino
d'India, ecco cos'. E adesso ho l'onore di offrirle questa
magnifica cassa (indicando la propria cassa toracica) questa
mag... questa magnifica cassa, con tutti i miei complimenti!

MRS RITTENHOUSE Capitano, non ho parole...

SPAULDING Cerchi di restare a lungo cos...

CHANDLER Signore e signori!

SPAULDING Era ora che qualcuno lo dicesse.

CHANDLER Se ci trasferiamo tutti in biblioteca, Mrs Rittenhouse
ci mostrer un'altra sorpresa, una ancora pi grande, che ha in
serbo per noi. Prego, di qua, Capitano. (si avvia)

SPAULDING Mrs Rittenhouse, come paga Hives, (che entra in quel
momento, dopo aver sostituito il dipinto "Parker" con quello
"Carpenter") a settimana o all'etto? (escono)





Biblioteca. Sono tutti seduti dinanzi al quadro, ancora velato.



MRS RITTENHOUSE Ho l'onore e il privilegio di mostrarvi il
capolavoro di Franois Just du Bois du Vere Beaugarde.

SPAULDING (con accento "ferroviario") I treni non saranno pi in
vendita dopo che le riviste saranno partite dalla stazione.

MRS RITTENHOUSE "Dopo la Caccia". (Hives tira le tendine e tutti
applaudono; Arabella parla a Parker)

ARABELLA Vedi che avevo ragione di dire che sei un grande
artista? Glielo diciamo adesso?

PARKER Non ancora, vediamo che succede.

MRS RITTENHOUSE Saremo tutti molto grati a Mister Chandler se
vorr dirci qualcosa sulla vita e le opere dell'artista
Beaugarde .

SPAULDING Niente battute spinte.

MRS RITTENHOUSE Mister Chandler! (applausi)

CHANDLER Amici, sono certo che voi tutti sapete chi Beaugarde,
e questo senza dubbio il suo capolavoro. Egli ha raggiunto
infatti una tale padronanza del mezzo espressivo, nel tratto e
nella coloritura, che, come vedete, (girandosi verso il quadro,
urla) ma un momento: questo non quel che dovrebbe essere! Non
il mio quadro, questa una povera imitazione!

MRS RITTENHOUSE (indignata) Che dice, Mister Chandler!

CHANDLER (furente) Guardi un po lei!

MRS RITTENHOUSE (s' avvicinata con l'occhialino e con lei
Groucho) Ha ragione, non il Beaugarde!

SPAULDING Certo che no: manca un cane!

MRS RITTENHOUSE oh, capitano Spaulding, che posso fare?

SPAULDING Telefoni subito all'accalappiacani.

CHANDLER Si son presi l'originale e hanno lasciato questo.

SPAULDING Lasci fare a me, e far luce su tutta la faccenda. (fa
per togliersi la giacca ma va via la luce. Confusione generale)

MRS RITTENHOUSE Hives, Hives, dov'? Riaccenda le luci.

SPAULDING Mrs Rittenhouse, ha perso ancora quel pesce?

MRS RITTENHOUSE Capitano, son cos preoccupata! (torna la luce)

CHANDLER Dio mio, sparito il quadro!

MRS RITTENHOUSE Oh, terribile!

SPAULDING Polizia, polizia, i ladri scappano! Signori,
seguitemi! No, meglio se mi seguono solo le signore.

MRS RITTENHOUSE Giusto Cielo!!! (entrano da una porta a vetri in
un altro ambiente, guidati da Groucho, che guarda sotto i fiori)

SPAULDING Sono usciti di qua.





Mrs Whitehead e Grace Carpenter arrivano ridendo.



GRACE Che divertente! La scena pi buffa che io abbia mai visto!

MRS WHITEHEAD E' stato grande: pensare che l'idea stata mia!
(arriva Hives, cupo)

GRACE Il buon vecchio Hives: vero che ci siam divertiti?

MAGGIORDOMO (tremando visibilmente) M-m-m-m-olto!

GRACE Non avr mica paura, Hives?

MAGGIORDOMO Oh, no, non ho paura, ma vede, quando son venuto
via, loro avevano chiamato la polizia, e... io non vorrei che la
polizia sospettasse di me.

GRACE Oh, ma come potrebbero?

MAGGIORDOMO Facile! Vede, l'ultima volta che mi sospettarono mi
beccai quattro anni.

GRACE Oh, Hives! (delusa)

MRS WHITEHEAD Hives, mi dia il dipinto e me ne occuper io.

MAGGIORDOMO Oh! (sospiro di sollievo: vanno tutti e tre verso
l'armadio-nascondiglio; Hives lo apre) Dio mio, non c' pi!

MRS WHITEHEAD Come?

MAGGIORDOMO Io l'avevo lasciato l.

MRS WHITEHEAD L?

GRACE Ci dev'essere un ladro a questa festa.

MRS WHITEHEAD Se l'avessi saputo, non ci sarei venuta. Un
attimo: (ad Hives) quel professore...

MAGGIORDOMO Il professore? Ah, capisco...

MRS WHITEHEAD E' proprio il tipo che ci proverebbe. Sentite, ora
noi dobbiamo portar via quel quadro.

MAGGIORDOMO (estrae una bottiglietta) Potrei suggerire un po' di
questo? Sa, d ottimi risultati in simili frangenti... qualche
goccia su un fazzoletto e il professore non dar pi fastidio.

MRS WHITEHEAD E' sicuro che funziona?

MAGGIORDOMO Garantito. Vuol provare?

MRS WHITEHEAD No, grazie, Hives, cerchiamo il professore.





In giardino, Arabella e Parker.



PARKER Come sar riuscito a svignarsela, il ladro? E chi sar
mai?

ARABELLA Per fortuna avevamo sostituito l'originale col tuo.
Pensa se avessero preso il Beaugarde!

PARKER Invece, rubare il mio va bene, no?

ARABELLA Tesoro, non volevo dire questo. Pensavo alla mamma:
sai, quel quadro vale 100000 dollari, e come potrebbe
ricomprarlo?

PARKER Certo che capisco, eh!

ARABELLA Per, non trovi eccitante l'idea dell'avventura: i
ladri, due sconosciuti, nella stessa stanza... Oh, cos
romantico!

(La canzone s'intitola "Perch son cos romantica/romantico)

ARABELLA I ragazzi che ho conosciuto

dicevano che ero fatta di pietra

perch li lasciavo presto

e tutti mi erano indifferenti.

Sono stata molto criticata

mi hanno perfino soprannominata

"ventilatore elettrico", perch ero fredda

freddissima, ancor pi di un

frigorifero.

Cominciavo a chiedermi

se fossi proprio tutta giusta

e ho continuato a dubitare

finch non sei arrivato tu.

Caro, dimmi perch son cosi romantica,

se mi stai vicino son cos romantica.

E' tanto meraviglioso

quando le tue labbra incontrano le mie.

Provo "quel certo non so che"

che mi d i brividi per la schiena.

Non so cosa dimostri tutto questo,

tu non sai le emozioni che mi dai.

Gli approcci degli altri ragazzi

mi lasciano indifferente, ma perch

son cos romantica con te.

PARKER Cara, dimmi perch son cos romantico

se mi stai vicina, son cos romantico!

E' tanto meraviglioso

quando le tue labbra toccano le mie,

Provo "quel certo non so che"

che mi d i brividi per la schiena.

ARABELLA Quando ci baciamo

l'amore quel che dici tu.

Io dimentico

tutto quel che m'ha raccomandato la mamma

PARKER Gli approcci delle altre ragazze

mi lasciano indifferente, ma perch

son cos romantico con te! (bacino e vanno, mentre Harpo ripete
il motivo all'arpa, con fischio)





Scale. Chico scende. Fuori campo Arabella 1o chiama.



ARABELLA Signor Ravelli!

RAVELLI Come sta?

ARABELLA E' tutta la mattina che la cerco.

RAVELLI Son stato occupato tutta mattina.

ARABELLA Signor Ravelli, lei deve rimettere a posto il quadro.

RAVELLI Quadro, quadro, ma quale quadro, di che parla?

ARABELLA Quello che ha scambiato ieri sera, ricorda?

RAVELLI Ah, la pittura!

ARABELLA Esatto.

RAVELLI Ehi, ma cos'ha, prima lo vuole gi, poi su, poi gi di
nuovo, si decida una buona volta!

ARABELLA La ringrazio per l'aiuto, ma deve rimettere a posto il
quadro prima che arrivi la polizia.

RAVELLI Polizia?

ARABELLA S.

RAVELLI Viene qui?

ARABELLA S.

RAVELLI Guardi, glielo rid e se lo rimetta a posto lei. Venga,
su. (vanno. Altrove, vicino a un cassettone Chico esplora,
invano, i tre cassetti: il quadro non c') Dove finito?

ARABELLA Che vuol dire?

RAVELLI Io l'ho messo qua. E' sparito. Qualcuno l'ha preso, l'ha
preso lei.

ARABELLA Io?

RAVELLI No, il pescivendolo, ecco, dev'essere stato il
pescivendolo.

ARABELLA (scandalizzata) Mia madre ha invitato qui un
pescivendolo?

RAVELLI Non so se l'ha invitato, ma c'. (la prende per mano)
Venga, lo troveremo. (escono)





Sulla veranda approntata per la colazione, Jamison e Mrs
Rittenhouse.



JAMISON Buon giorno, Mrs Rittenhouse!

MRS RITTENHOUSE Buon giorno, Mister Jamison, e come sta il
capitano Spaulding stamattina?

JAMISON Ha passato una notte tremenda. Non ha chiuso occhio e se
ne andato a cavallo nel cuore della notte.

MRS RITTENHOUSE Quanto mi dispiace.

JAMISON E' proprio un guaio.

MRS RITTENHOUSE Siamo tutti sottosopra ma... (arriva Groucho e
si mette a cercare qualcosa sotto i tavoli) Buon giorno,
Capitano, le piaciuta la cavalcata? Che mai sta cercando?

SPAULDING Ho perso il cavallo.

MRS RITTENHOUSE Ah, ah, ah!

SPAULDING Mi scivolato via di sotto. E non riesco a capire
come, perch avevo i piedi nelle staffe. Non so, non so proprio
come abbia fatto. Non m'importa per il cavallo, ma per il morso
che lei mi aveva prestato.

MRS RITTENHOUSE Non fa nulla, gliene dar un altro.

SPAULDING Cos le dovr restituire due morsi.

MRS RITTENHOUSE Spero, Capitano, che lo sfortunato episodio di
ieri sera non l'abbia sconvolta troppo.

SPAULDING Si riferisce al pranzo?

MRS RITTENHOUSE No, al quadro rubato.

SPAULDING Oh, hanno rubato un quadro? Non vedo un giornale da
tre settimane. Jamison, quale mio segretario come mai non mi ha
informato del furto? Perch crede che la paghi, io?

JAMISON Ma, Capitano, non sapevo nulla.

SPAULDING Avrebbe dovuto chiederlo a me: io non lo sapevo!

JAMISON Mi spiace.

SPAULDING Ah, le spiace! Lei un vile marrano! Lo ripeto:
signore, lei un vile marrano! Oh, se fossi un uomo, lei
s'offenderebbe! (a Mrs Rittenhouse) Quanto a lei, non apra
bocca, intesi! (a Jamison) Me la caverei benissimo senza di lei,
sa? Me la son cavata senza suo padre, no? Gi, e senza suo nonno
e suo zio. (a Mrs Rittenhouse) Ed anche senza il suo.

MRS RITTENHOUSE Capitano...

SPAULDING E anche senza il mio. Non son certo qui per essere
discolpato. (arriva Hives)

MAGGIORDOMO Mi scusi, Mrs Rittenhouse...

SPAULDING Davvero? Mi piacerebbe vederla districarsi da un
sedile ribaltabile d'un'auto!

MAGGIORDOMO Signore, la polizia qui.

MRS RITTENHOUSE Faccia entrare.

SPAULDING Ah, questo il suo gioco? Per non le riuscir di
farmi prendere.

MRS RITTENHOUSE Ma, Capitano!

SPAULDING No, no, pu rivolgersi ai miei avvocati. Jamison,
butti gi questa lettera per i miei avvocati. (a Mrs
Rittenhouse) Le far vedere due o tre cosette... o quattro. Le
mostrer tre cosette o quattro... Chiamare la polizia!

MRS RITTENHOUSE Oh, Capitano!

SPAULDING Jamison, scriva una lettera ai miei avvocati. Chiamare
la polizia, eh? Scriva un lettera ai miei avvocati.

JAMISON Sto scrivendo.

SPAULDING Bene, mi legga quel che ha gi scritto. Onorevole
Charles H. Hungerdunger, presso Hungerdunger, Hungerdunger,
Hungerdunger e McCormick. Punte virgola.

JAMISON Come scrive punteee...

SPAULDING Va beh, faccia virgola... Onorevole Charles H.
Hungerdunger, presso Hungerdunger... e McCormick. Signori, punto
interrogativo. Huhhh!

JAMISON Vuole che metta quell'"huhhh" nella lettera?

SPAULDING No, lo metta in una busta. Allora, in ref. alla Vs.
del 5 c.m., la pregiatissima vostra R.S.P.V., parentesi, abbiamo
attentamente esaminato il contenuto e, p.e. riteniamo exempli
gratia, in luogo di, nonostante le precauzioni con cui si porta
avanti il discorso, nella misura in cui ci sembra supportare
l'azione a meno che non pervenga un ipso facto da non
sottovalutare al momento, virgolette, chiuda e apra le
virgolette. Sperando che la presente la trovi... la prego di
restare...

JAMISON Sperando che la presente la trovi dove?

SPAULDING Lasci che se ne preoccupi lui. Non faccia tanto il
fioccanaso, Jamison! Spione! Sperando che la presente la trovi,
la prego di restare, il 9 giugno, suo cordialmente, rispettosi
omaggi. E' tutto, Jamison. (alla Rittenhouse) Le far vedere io.
Chiamare la polizia! Eh, eh, eh! Adesso mi rilegga la lettera.

JAMISON Onorevole Charles H. Hungerdunger.

SPAULDING (correggendo la pronuncia) Hunga...

JAMISON Hunga...

SPAULDING Esatto: Hungerdunger.

JAMISON Presso Hungerdunger, Hungerdunger, Hungerdunger e
McCormick.

SPAULDING Ha omesso un Hungerdunger e per giunta il pi
importante. Pensava di potermela fare, eh? Beh, ne lasci fuori
uno e mi sostituisca un tergicristallo. Anzi, Jamison, sa cosa,
faccia tre tergicristalli e un Hungerdunger. Non saranno mica
tutti in ufficio quando arriva la lettera, no?

JAMISON Hungerdunger, Hungerdunger, Hungerdunger e McCormick.

SPAULDING E McCormick.

JAMISON Signori, punto interrogativo.

SPAULDING Signori, punto interrogativo? L'accento sulla
penultima, non sul dittongo. Dovrebbe dare una ripassata al
greco, Jamison. Si prenda un greco e gli dia una ripassata.

JAMISON In Rif. Vs. 5 u.s.

SPAULDING Vedo.

JAMISON Qui lei ha detto molte cose che io non ho ritenuto
importanti e cos le ho saltate. (Groucho fa manovre col
frustino, barcolla e scivola)

MRS RITTENHOUSE Oh, giusto cielo, Capitano, oh no!

SPAULDING Cos lei le ha saltate? Ha saltato il corpo della
lettera. Solo questo, ha lasciato fuori il corpo della lettera.
E senza un motivo. Jamison! Ha lasciato fuori il corpo della
lettera. Allora, la mandi cos com' e dica "segue corpo".

JAMISON Vuole che metta il corpo tra parentesi?

SPAULDING No, non arriverebbe mai: lo metta in una scatola. Lo
metta in una scatola e ci scriva su fraghilly.

JAMISON Scrivo su cosa?

SPAULDING Fraghilly. F.r.a.g. (esita), Jamison, lo controlli lei
sul dizionario. Guardi sotto fragile. Guardi sotto il tavolo, se
non lo trova l.

JAMISON Virgolette, chiudo e apro le virgolette.

SPAULDING Sono tre virgolette.

JAMISON S.

SPAULDING Ne aggiunga un'altra, che con quattro quarti facciamo
un gallone. Quant' un gallone, Jamison?

JAMISON Rispettosi omaggi.

SPAULDING Rispettosi omaggi. Bella lettera, Jamison. Epica.
Raffinata. Ne faccia due copie carbone e butti via l'originale.
E quando ha finito, butti via anche le copie. Mandi solo un
francobollo, posta aerea. E' tutto. Pu andare, Jamison. Anch'io
posso. (arrivano i poliziotti, con l'ispettore Hennessey)

HENNESSEY Mrs Rittenhouse?

MRS RITTENHOUSE S?

HENNESSEY Sono l'ispettore Hennessey, della Centrale.

MRS RITTENHOUSE Buon giorno, ispettore.

SPAULDING (avvicinandosi anche lui) Permetta che mi presenti,
sono il Capitano Scotland, di Spaulding Yard. No, sono il
capitano Spaulding, di Scotland Yard. La prego di non sbagliare
ancora.

HENNESSEY Piacere di conoscerla, Capitano!

SPAULDING S, pensavo che le avrebbe fatto piacere. Allora,
ispettore, ritengo che fra noi due dovremmo chiarire il mistero
del quadro scomparso. Specie se lei se ne va.

MRS RITTENHOUSE Ispettore, non sia affrettato nel compiere
arresti: non vorrei turbare i miei ospiti.

HENNESSEY Non si preoccupi, non arresteremo nessuno.

MRS RITTENHOUSE Mister Jamison, le spiacerebbe condurre
l'ispettore e i suoi uomini in biblioteca e mostrare loro la
scena del delitto?

JAMISON Ma s'immagini, Mrs Rittenhouse. Da questa parte,
Ispettore.

HENNESSEY Venite, ragazzi. (sono sei)

SPAULDING E, Jamison... conti i cucchiai! (escono)

MRS RITTENHOUSE Capitano, non sapevo che lei fosse anche
detective!

SPAULDING Sono tante le cose che non sa!

MRS RITTENHOUSE Forse.

SPAULDING Niente forse: dov'era la notte del 5 giugno 1774?

MRS RITTENHOUSE Temo di non saperlo.

SPAULDlNG Ma certo che non lo sa. Dov'ero io?

MRS RITTENHOUSE Non lo so.

SPAULDING Beh, non lo so neanch'io. E se lo sapessi non glielo
direi. Se lo metta bene in testa e ci pensi su. Prenda un numero
da uno a dieci.

MRS RITTENHOUSE D'accordo.

SPAULDING Bene, qual il numero?

MRS RITTENHOUSE Sette.

SPAULDING Giusto. Sette giusto. L'avrei potuto fare con una
mano sola, se avessi voluto. Non affatto un mistero: avrei
potuto risolverlo in cinque minuti, se avessi voluto
preoccuparmene.

MRS RITTENHOUSE Capitano, non voglio che lei si preoccupi. Non
voglio che nulla interferisca con il suo weekend.

SPAULDING Mrs Rittenhouse, nulla interferisce mai con i miei
weekend e la pregherei di non fare allusioni personali

MRS RITTENHOUSE Oh, Capitano!

SPAULDING Dov' il mio segretario?

MRS RITTENHOUSE La prego di credermi, non avevo alcuna
intenzione di offenderla.

SPAULDING No, no: dov' il mio segretario? Jamison, Jamison!

MRS RITTENHOUSE La supplico, lei mi ha frainteso, non intendevo
affatto...

SPAULDING Non avevo mai inteso insinuazione pi bassa...

MRS RITTENHOUSE Ma, Capitano...

SPAULDING Quanto vorrei essere di nuovo nella giungla, dove gli
uomini sono scimmie!

MRS RITTENHOUSE Capitano, sono tanto spiacente.

SPAULDING Jamison, Jamison, Jamison! No, no! (va)

MRS RITTENHOUSE Capitano! Che disastro!





Arriva ridendo Mrs Whitehead.



MRS WHITEHEAD Ah, ah! Buongiorno, Mrs Rittenhouse!

MRS RITTENHOUSE Buon giorno. (lugubre)

MRS WHITEHEAD Una festa riuscitissima: non avrei voluto
perdermela per tutto l'oro del mondo! Cos piena di sorprese!

MRS RITTENHOUSE Son lieta che si stia divertendo. (se ne va)

MRS WHITEHEAD Oh, Hives, Hives! (arriva il maggiordomo)

MAGGIORDOMO Buon giorno, le porto la colazione?

MRS WHITEHEAD Colazione un corno: ha trovato il quadro?

MAGGIORDOMO No. Il professore non ha dormito nella sua stanza:
ho tenuto gli occhi aperti tutta la notte.

MRS WHITEHEAD Ehmmm!

MAGGIORDOMO Strano, molto strano.

MRS WHITEHEAD Cielo, Hives, ma che possiamo fare?

MAGGIORDOMO Non so, finch non troviamo il professore. (indica
pi in l, dove Harpo dorme su una panchina, con il dipinto come
coperta. Lo sveglia un uccellino. Lui impreca "Oh, shut up!".
Sbadiglia, si stiracchia. Quello smette di cantare, lui fa per
ricoricarsi, ma l'uccello riprende. Si sveglia del tutto, nero)

MAGGIORDOMO Non lo perda d'occhio, finch non torno con la
boccetta. (va)

MRS WHITEHEAD Non si preoccupi, non me lo lascio sfuggire,
stavolta. (Harpo intanto si ripiega la "coperta", prende il
"cuscino" - sono due tele dei quadri - e se li mette sotto il
braccio. Torna Hives) Preso tutto?

MAGGIORDOMO S, signora.

MRS WHITEHEAD Perfetto. Andr avanti io e lo far parlare. Lei
mi venga dietro e, al momento opportuno, agisca.

MAGGIORDOMO Benissimo, signora. (lei si avvicina ad Harpo)

MRS WHITEHEAD Oh, salve! L'ho cercata dappertutto. Dov'era
fini... (Harpo le d la gamba) Ma perch... Cos'ha l, i
giornali di oggi? (indica la tela, ma lui le porge un giornale)
No, non quello che voglio: faccia un po' vedere gli altri.
(lui si ritrae) No, non ancora quello che voglio io (lui
scappa, fa un giro, le scivola ai piedi, come al baseball)
Fuori! Ho detto che fuori! (lui le indica l'uccello
rompiscatole) Lasci stare gli uccelli, venga qui e si sieda,
voglio parlarle (vanno verso la panchina. Lui mette gi i
dipinti e ci si siede sopra) Non le piaccio? (No) Davvero? (No)
Lei invece mi piace. Mi piacciono i ragazzi come lei. (sorriso)
A proposito, quanti anni ha? (con la mano, cinque) Cinque? Ma
allora sei proprio un bimbo piccino, eh? Ah, ah, ah. (sghignazzo
poco signorile: lei, mano sul ginocchio di lui: lui botta sulla
mano di lei) Oh! (di dolore; Harpo, contrito, le fa il
baciamano) Oh, ma che carino! Mi piace! (lui le si siede in
grembo) No, no, no! (fa un Gookie, ma si risiede composto)
Adesso, scherzi a parte, non c' proprio nessuno che ti piaccia?
(No) Non vuoi bene a nessuno? (schifo) Pensaci un attimo,
proprio a nessuno? (serio concentrato: s) Dimmi chi . (tira
fuori una foto, la bacia, la mostra) Ma un cavallo! (s,
beato) Tu, ami un cavallo? (s) Ah, ah, ah! (lei ride: lui le fa
un segno che svitata. Gli arriva Hives alle spalle e lo
cloroformizza. Harpo s'addormenta) E questa fatta! Venga, lo
sollevi. (Gli sfila la tela di sotto)

MAGGIORDOMO Ha perso conoscenza.

MRS WHITEHEAD Andiamocene. (vanno; arriva una biondina.
Miracolo, Harpo si sveglia e le corre dietro pimpante)





All'interno della casa, la biondina si rifugia in un armadio a
muro, lui l'aspetta fuori con un lollipop. Poi, sentendo
arrivare qualcuno, s'infila sotto un cassettone. Entra Arabella,
che parla con John Parker, in alto su un pianerottolo.



PARKER Arabella?

ARABELLA John, tanto che ti cerco. Quel tipo ha perso il
quadro.

PARKER Anch'io ti cercavo dappertutto: ne ho trovato uno sul
terrazzo.

ARABELLA Quale, l'originale?

PARKER No.

ARABELLA Ah, il tuo?

PARKER No. (scende, e Harpo esce di sotto al cassettone, molto
interessato)

ARABELLA Ma allora, se non il tuo e non il Beaugarde, di chi
? Da dove viene?

PARKER Non capisci, qualcun altro lo ha messo al posto del mio,
pensando di avere tra le mani l'originale. (Harpo ascolta e
scappa, folgorato)

ARABELLA Dunque, qualcuno mi ha rubato l'idea. Cos, Chandler
non ha visto il tuo quadro!

PARKER No.

ARABELLA Per quel che ne so io, potresti ancora essere un grande
artista! Dov' il quadro?

PARKER In camera mia.

ARABELLA Vallo a prendere, io andr a chiamare il Capitano
Spaulding: lui s che ci spiegher tutto. (va; anche lui va, ma
in direzione opposta e incontra Harpo che scende dalle scale)





Spaulding e Arabella.



ARABELLA ... e poi John ha trovato un terzo dipinto.

SPAULDING Bene, molto interessante, no, diciamo abbastanza. Ma
dobbiamo continuare a tenere gli occhi bene aperti.

ARABELLA Devo ritrovarlo, o mamma ci rimetter centomila dollari!

SPAULDING Oh, non si preoccupi. Mi faccia lavorare a questo caso
24 ore e ... poi lo affidi a qualcun altro. Lei pensa che sia un
mistero ADESSO? Aspetti fino a domani, e vedr. Ricorda la
scomparsa di Charlie Wrath? Mi dedicai 24 ore a quel caso e
Wrath non fu mai pi ritrovato. E per cinque anni non trovarono
neanche me! Me, il Capitano Yard di Scotland Spaulding! Trovo
sempre le mie donne, cio, i miei quadri, io! (arriva Parker,
trafelato)

PARKER Arabella, non t'immagini neanche quel che successo. Sai
che avevo trovato un dipinto?

ARABELLA S.

PARKER L'hanno rubato dalla mia camera.

ARABELLA John!

SPAULDING Che le dicevo? Mi occupo del caso da neanche cinque
minuti, ed scomparso un altro quadro. Ma che dico cinque, non
sono pi di tre minuti. (si cerca in tasca, non ha pi
l'orologio) Ora si son presi il mio orologio. Qui si passa ogni
limite. Non andava, ed andato!

PARKER La porta della mia camera era chiusa a chiave!

ARABELLA Come hanno fatto a entrare? Chi pu essere stato?

SPAULDING Un momento, penso di aver scoperto un indizio. (prende
un capello dalla giacca di Parker) Un capello, un capello rosso.

ARABELLA Il professore? Ah, no, non pu essere.

SPAULDING Sa, non si pu dire, stato appena scelto come
"L'ebbro del mese", ma far indagini e accertamenti. (Groucho
soffia in un fischietto; arriva Hennessey) Conoscete il
conduttore Hennessey?

HENNESSEY Ispettore, prego.

SPAULDING Ispettore, grazie. Ascolti, sa quell'ometto con i
capelli rossi, il professore?

HENNESSEY S.

SPAULDING Allora, raduni la sua gang di piedipiatti e veda se
non le riesce di trovarlo.

HENNESSEY Signors, Capitano. Andiamo, ragazzi. (vanno)

SPAULDING Troveremo presto la soluzione. Vedrete come questi
ragazzi faranno presto a... (l'ultimo della fila Harpo, che si
lascia cadere il dipinto dalle mani) Ehi, attenti al testa
rossa! Per, la polizia ha fatto in fretta a trovarlo. (tirando
su il quadro)

PARKER Proprio cos, eccolo!

SPAULDING Gi, eccolo, ma QUALE?

PARKER Quello che stato rubato dalla mia camera.

SPAULDING Beh, visto che ce l'hanno restituito, forse mi
vorranno restituire l'orologio. (si cerca nel taschino) Oh, mi
han preso anche la catena: fortuna che ho il taschino! Mi resta
poco a finanze, tranne la giacca che una finanziera; non tutte
le battute riescono bene... bisogna aspettarselo, una volta ogni
tanto.

PARKER Sa che le dico, se trovassimo chi ha dipinto questa copia
avremmo un indizio non male.

SPAULDING Che ha detto?

PARKER Ho detto che se trovassimo chi l'ha dipinto, avremmo un
indizio.

SPAULDING Ma se l'ha appena detto! Che conversazione noiosa, la
sua. Mi fa vedere per piacere. (prendendo in mano il dipinto)
Questo firmato Beaugarde, Beaugarde criminale!

ARABELLA No, Beaugarde morto.

SPAULDING (allarmato) Beaugarde morto? Ma allora omicidio.
Ora s che abbiamo qualcosa. (arriva Chico, alle spalle di
Spaulding)

RAVELLI Che cos hai, fante?

SPAULDING Due fanti e qualche asso. E tu?

RAVELLI Io me li giocherei.

SPAULDING Ravelli, guarda un po' qua: trovi qualcosa di strano
in questo dipinto?

RAVELLI Ah, ah, ah!

SPAULDING Non ho detto "comico" ma "strano": mai visto alberi
cos?

RAVELLI Alberi? Ma se sono spinaci...

SPAULDING Non pu essere: non ci sono le vitamine!

RAVELLI Ma s, guarda la sabbia che c'!

SPAULDING Vuoi dire che per tradizione non c' sabbia senza
spinaci... Non possibile!

RAVELLI Ha ragione, Capitano, non sono spinaci ma cavolfiori.

SPAULDING Cavolfiori?

RAVELLI S, proprio.

SPAULDING Cos spiaccicati?

RAVELLI Pi spiaccicato di questo. (gli mostra il labbro)

SPAULDING Senti, non m'interessa chi te l'abbia fatto, ma s'
mai vista una cosa simile? Sai cos' questo? Un quadro dipinto
da un mancino.

PARKER Guardi, c' la firma!

RAVELLI Ha ragione, nell'angolo a destra.

SPAULDING Esatto, o il quadro di un mancino o la cena d'un
vegetariano. Se non potremo trovare il mancino che l'ha dipinto,
dovremo cercare una forcella da rabdomante sonora!

RAVELLI L'ho capito: arrivederci.

SPAULDING Invece tu te ne resti qua: me ne andr io. (Volgendosi
a Parker) Non lo perda, una prova importante. Se lo porti in
camera e questa volta lasci la porta aperta. Proviamo! E non ne
parli a nessuno, neanche a me. (i due vanno, Chico si siede,
Groucho resta in piedi)

SPAULDING Ravelli, dobbiamo trovare quel pittore mancino.

RAVELLI Gi.

SPAULDING In un caso come questo, la prima cosa da scoprire il
movente.

RAVELLI Gi.

SPAULDING Quale pu essere stato il movente di chi ha preso il
Beaugarde?

RAVELLI Lo so: il furto! (lunga pausa)

SPAULDING Non ti spiacerebbe uscire e attraversare il viale col
rosso?

RAVELLI Capitano, siediti un attimo. Io, capisci, ho un'idea su
come trovare questa pittura. In un caso cos misterioso occorre
trovare indizi. Si deve usare il metodo di Sherlock Holmes, che
come dire, cos: tu ti chiedi che successo, e ti rispondi
che qualcosa stato rubato. Poi ti chiedi cosa stato rubato,
e ti rispondi un quadro.

SPAULDING Sei ventriloquo?

RAVELLI Dopo, ti chiedi dove sia accaduto il furto, e la
risposta in questa casa. Finora ho ragione, neh?

SPAULDING Difficile che tu possa sbagliare, se le domande le fai
sempre tu.

RAVELLI Ma spingiamoci un po' oltre e chiediamoci chi abbia
rubato il quadro. Domanda cruciale questa, Capitano, e con la
risposta c' la soluzione di tutto il problema.

SPAULDING Specialmente se si ritrova il quadro!

RAVELLI Ora, se si prendono tutte le briciole di quel che
sappiamo e le si mettono insieme, avremo...

SPAULDING La "sbrisolona".

RAVELLI Ecco quel che sappiamo: stato rubato qualcosa. Rubato
dove? In questa casa. Da chi? Da qualcuno della casa. Ora, per
trovare il quadro, necessario andare da ognuno dei presenti e
chiedere se l'hanno preso loro.

SPAULDING Lo sai che potrei darti a nolo come richiamo per
cacciatori d'anatre? Dici di voler andare a chiedere a tutti gli
ospiti della casa se hanno preso il quadro. E se non l'avesse
nessuno di loro?

RAVELLI Andrei a chiedere nella casa accanto.

SPAULDING Che idea! E se non ci fosse una casa accanto?

RAVELLI Allora saremmo costretti a costruirne una.

SPAULDING Questo si chiama parlare! E che genere di casa
dovremmo far su?

RAVELLI Ti dir, la mia idea di casa una costruzione piccola,
graziosa, con tutte le comodit.

SPAULDING Anch'io la penso cos. Non voglio nulla d'elaborato.
Quattro mura, un angolino tutto mio cos da poter dire a mia
moglie che non cener a casa.

RAVELLI Tu in fondo vorresti una cabina telefonica.

SPAULDING No, ma nel caso mi metterei in contatto con la
Compagnia per eventuali svendite.

RAVELLI Allora, Capitano, che ne diresti di costruire qui?

SPAULDING Qui?

RAVELLI Gi, proprio qui.

SPAULDING Preferirei qui, se possibile. Non mi piace che mio
figlio attraversi i binari al mattino, per andare al
riformatorio. Non mi piace neanche mio figlio, devo ammettere.

RAVELLI D'accordo, d'accordo, abbiamo qualcosa qui, e, mi creda,
un vero affare. Guardi, deve solo aprire la porta, ed subito
fuori.

SPAULDING Subito fuori?

RAVELLI S.

SPAULDING Dove?

RAVELLI L.

SPAULDING Senta, supponiamo di voler rientrare in casa.

RAVELLI Non doveva andar fuori, per cominciare.

SPAULDING Non si muova finch... non ho sue notizie, d'accordo?
Forse quel che si vede in cantina il quadro?

RAVELLI Ma quella non la cantina, il tetto.

SPAULDING Il tetto, laggi?

RAVELLI Certo. Vede, teniamo il tetto in cantina altrimenti, con
la pioggia, si bagnerebbero i camini.

SPAULDING Senti, vado a farmi fare una lastra, torno fra poco.
(si alza) Io sar meraviglioso, ma penso che tu abbia torto,
Ravelli!

RAVELLI Non farti saltar la mosca al naso, vieni qua! (si
risiede) Guarda le camere da letto!

SPAULDING Ah, son quelle l?

RAVELLI S, questa la tua, questa la mia e questa quella della
domestica.

SPAULDING Per entrare, devo passare dalla tua?

RAVELLI Ah, ah, ah, non c' problema, io sar fuori.

SPAULDING Senti, Ravelli, perch non ci metti la cameriera al
posto tuo?

RAVELLI Pensi che non lo farei?

SPAULDING Si pu facilmente prevedere che ci sar un
bell'andirivieni!

RAVELLI Allora, che dice, pronto a firmare il contratto?

SPAULDING (dandosi arie da donnina di casa) Lo trovo un po'
prematuro. Vorrei discuterne prima con mio marito. Non potrebbe
tornare stasera, quando c' anche lui?

RAVELLI Ah, sposata?

SPAULDING Certo, ho una ragazza pi alta di lei!

RAVELLI Ne trovi una anche a me!

SPAULDING (smettendo il gioco) Ravelli, non diventar volgare! E
che ne del quadro, Ravelli?

RAVELLI Ce ne stiamo occupando. Tornando a noi, le dir il mio
progetto: la cucina bianca, le pareti esterne verdi, quelle
interne rosse e blu...

SPAULDING Il quadro, Ravelli, che ne del quadro?

RAVELLI D'accordo, pensa che parli soltanto? Il progetto prevede
la cucina bianca, l'esterno verde e l'interno rosso...

SPAULDING Il quadro, quello che stato rubato...

RAVELLI Rubato?

SPAULDING Non ti ricordi che a Mrs Rittenhouse hanno rubato un
dipinto a olio di grande valore, centomila dollari circa, opera
di Beaugarde? Non te lo ricordi?

RAVELLI No, son nuovo di queste parti e non me lo ricordo.

SPAULDING Che mi hai preso, per uno dei Padri Pellegrini?
Ravelli, non ti ricordi che stato rubato a Mrs Beaugarde un
importante Rittenhouse a olio del valore di centomila dollari?
Non te lo ricordi?

RAVELLI No, ma noi ci siam gi visti da qualche parte.

SPAULDING Non so dove, ma me ne star lontano per l'avvenire.

RAVELLI Capitano, mi venuto come un lampo. Il quadro non
stato rubato, sai cos' successo? E' scomparso. E sai cosa l'ha
fatto scomparire? Non indovinerai mai cosa l'ha fatto
scomparire: le tarme! Le tarme se lo son mangiato, tarme
mancine. (Groucho quasi sviene sul tavolo)

SPAULDING Via, stammi lontano, star meglio tra un po'. Tarme
mancine se lo son mangiato, ah?

RAVELLI E' la mia soluzione.

SPAULDING Vorrei tu ci fossi gi, a bagno. Tarme mancine se lo
son mangiato! Sai, ti comprerei volentieri un paracadute a patto
che non s'aprisse!

RAVELLI Ah, ah, ah! "Para la cute" come puoi! (Groucho piroetta
sul tavolo)

SPAULDING Andiamo dalla padrona di casa a ritirare la
ricompensa: abbiamo risolto il caso! Anzi, l'hai risolto tu. Il
merito tutto tuo. I dipinti son stati mangiati da una tarma
mancina!

RAVELLI Sai, abbiamo fatto un buon lavoro.

SPAULDING Ti senti stanco? Dovresti stenderti per un paio
d'anni. Perch non ti sdrai e aspetti che sopraggiunga il rigor
mortis? Su, Ravelli, ti dico come faremo a recuperare il quadro.
Andremo dal giudice e ci faremo dare un "Habeas Corpus".

RAVELLI Ti farai dare cosa?

SPAULDING Oh, non avrei voluto cominciare cos, me ne accorgo
ora. Ecco, guarda, andremo dal giudice e gli chiederemo un
mandato, un "Habeas Corpus".

RAVELLI Corpus, Scorpus...

SPAULDING Non hai mai visto un "Habeas Corpus"?

RAVELLI No, ma conosco "Habeas Irish Rose"!

SPAULDING Uh, uh, uh! (ululando: escono)





Chandler e Mrs Rittenhouse. Lui, agitato, va su e gi. Passano
delle ragazze in accappatoio, ridendo, tutte allegre.



RAGAZZE Buon giorno, buon giorno!

MRS RITTENHOUSE (perfetta padrona di casa) Mister Chandler,
perch non va in spiaggia con gli altri? E' certo di star meglio?

CHANDLER Se avessi il mio Beaugarde sarei certo di star meglio.

MRS RITTENHOUSE Ma la polizia sta facendo tutto il possibile!

HENNESSEY (sopraggiungendo, tutto eccitato) Mrs Rittenhouse, Mrs
Rittenhouse, l'ho trovato!

MRS RITTENHOUSE Il Beaugarde... Sono cos... Giusto Cielo!

CHANDLER (guarda) Non il mio Beaugarde, questo, ma una pessima
imitazione! Dove l'avete trovato?

AGENTE Nella camera di Mister.. er... (interviene Hives)

MAGGIORDOMO Mister Parker, signora.

CHANDLER Parker! Una cosa certa: chi ha fatto questo, ha
rubato il Beaugarde!

MRS RITTENHOUSE Hives, cerchi Mister Parker e gli chieda di
venir qui.

HENNESSEY Un momento, l'andranno a prendere i miei uomini.
(Hives continua a mordersi le labbra)

CHANDLER Ma questo tremendo!

HENNESSEY Cosa c ?

CHANDLER Guardi qui: basta darci un occhiata e subito si vede
che non vale niente, niente!



Harpo mette il cloroformio in uno spruzzatore e ci gioca come se
spruzzasse profumo.



Arrivano dalla spiaggia Arabella e Parker, in accappatoio
entrambi.



ARABELLA Mamma, cosa c' che non va?

MRS RITTENHOUSE Mister Parker, accaduto un qualcosa di molto
misterioso, e temo che lei sia l'unico in grado di spiegarci
l'arcano.

PARKER Ne sarei pi che lieto, potendo.

HENNESSEY Non c' nulla di misterioso. Abbiamo trovato questo in
camera sua e ora desidero esaminare il Beaugarde originale,
intatto. Forza, lo tiri fuori!

MRS RITTENHOUSE Secondo me, penso che sarebbe opportuno...
(Hives visibilmente su carboni accesi)

PARKER Non ho nulla da dire, tranne che ignoro dove sia il
Beaugarde!

HENNESSEY E allora come mai abbiamo trovato questo in camera
sua? Su, far meglio a venire con noi.

ARABELLA (frapponendosi) Non potete arrestarlo. (si sente un
canto: arrivano Groucho Zeppo e Chico che cantano "My Old
Kentucky Home")

SPAULDING (in accappatoio, come gli altri due) Questo programma
vi viene offerto dalla Casa di Davide. (arriva Harpo, con un
divertente costume a un pezzo, bordato di chiaro e stile
pagliaccetto: Groucho lo squadra, lui si pavoneggia) O s' messo
il costume a rovescio, o non esiste la legge di gravit.

CHANDLER La mia cravatta! (e la strappa dal collo di Harpo.
Arabella si precipita da Groucho)

ARABELLA Oh, Capitano, che devo fare? Stanno per arrestare John!

SPAULDlNG Chi vuole arrestarlo?

HENNESSEY Io.

SPAULDING Ah, s? Lasci che le ricordi allora che la prima cosa
che le insegnano a Scotland Yard di non arrestare un innocente.

HENNESSEY Lui non innocente: io lo arresto lo stesso.

CHANDLER Deve, o nessuno si sentir pi sicuro, qui.

ARABELLA Non potete arrestare lui: l'ho rubato io!

MRS RITTENHOUSE Arabella!

PARKER Non vero: sono stato io!

SPAULDING Diciamo che sono stato io: con la mia manina!

RAVELLI Boh, pazzo lui (e indica Groucho) e anche lui: (e
indica Parker) confesso, sono stato io! (tutti stupefatti i
circostanti ospiti)

CHANDLER Va a finire che non l'ha rubato nessuno, che non c'
mai stato un quadro!

SPAULDING E gi, che forse il quadro non c' mai stato!

HENNESSEY Bando alle vane ciance: chi ha rubato il quadro?

ARABELLA, PARKER, RAVELLI, SPAULDING (in coro) Io. (Harpo si fa
strada fra loro: s' infilata l'amata palandrana sul costume e
s'accusa, battendosi il petto con fragorosi mea culpa)

MRS RITTENHOUSE Giusto Cielo!

HENNESSEY Cosa... lei? (s di Harpo) L'ha preso lei? (s) Dov'?
(gli porge la foto del cavallo) Ma questa la fotografia di un
cavallo! (estrae un rotolo)

CHANDLER Il Beaugarde, il mio Beaugarde! (Parker butta
l'occhio e interviene)

PARKER Oh no, quello non il SUO Beaugarde!

CHANDLER Non sia ridicolo: l'ho pagato centomila dollari, vuole
che non lo riconosca? (Harpo si avvicina)

PARKER Dia uno sguardo alla firma.

CHANDLER John Parker. Qualcuno l'ha scambiato. (Harpo, sempre
picchiandosi il petto, estrae un altro rotolo) Ecco il mio
Beaugarde, eccolo! Ve lo dico io, lui! (pausa) Ah, ah, ma
quell'altro ha il tono, la profondit, l'anima stessa del
Beaugarde. Solo un maestro poteva creare un dipinto cos.

ARABELLA (abbracci commossi) Oh, John!

CHANDLER Non mi dica, l'ha veramente dipinto lei?

PARKER Certamente, signore.

CHANDLER Giovanotto, lei un genio, proprio un genio. Le chiedo
di farmi un ritratto, su due piedi!

PARKER Dovr attendere fino a domani: oggi sono occupato tutto
il giorno! (guarda Arabella)

ARABELLA S. (e se ne vanno sotto braccio)

HENNESSEY (ad Harpo) Sar meglio che lei, giovanotto, venga con
me.

SPAULDING Ispettore, lo lasci: in fondo ha restituito tutto. (ad
Harpo) Mi scusi, il mio nome Spaulding, Capitano Spaulding.
Volevo conoscerla da tempo (stretta di mano, sorrisi)

HENNESSEY D'accordo, per questa volta 1o lascer libero, (Harpo
d la mano anche a lui) ma voglio (ad Harpo) darle un consiglio.
Lei frequenta cattive compagnie. Vuole fare il delinquente?
(sorrisi) Perch non se ne torna a casa?

RAVELLI Non ce l'ha, una casa!

HENNESSEY Se ne vada a casa per un po' di giorni e ci resti. Non
sa che la sua povera vecchia madre se ne sta l seduta,
(l'ispettore gli agita il braccio e poco alla volta cade tutta
l'argenteria nascosta nella palandrana. Harpo guarda per aria.
L'altro prosegue, stolido, continuando a stringere la mano di
Harpo e ad agitargli il braccio) seduta, una notte dopo l'altra,
aspettando di sentire il suo passo sulle scale.

RAVELLI Non ce le ha, le scale.

HENNESSEY Ed io scorgo un fievole lume che occhieggia...
occhieggia alla finestra...

SPAULDING Non pi: gli hanno tagliato i fili...

HENNESSEY Glielo dico per il suo bene, e se mi ascolta non
finir certo male. (e gi una caterva di coltelli e posate varie)

SPAULDING Potrebbe andare avanti per anni!

HENNESSEY C' solo una cosa... (cade altra argenteria)

SPAULDING Non capisco come mai non venga gi la caffettiera...
(e infatti cade e rotola) Dov' la panna?

HENNESSEY Devo dire che lei mi sorprende...

SPAULDlNG Anche me: pensavo avesse molto di pi.

HENNESSEY A questo punto non pu pi consigliarla nessuno.
Capitano, (a Spaulding) temo che stavolta dovr proprio portarlo
con me. (ad Harpo) Andiamo, non faccia storie, mi segua. (Harpo
gli spruzza il cloroformio in faccia: Hennessey cade)

MRS RITTENHOUSE Oh, giusto Cielo!

RAVELLI Cosa ti salta in mente? (panico e urletti in giro)

SPAULDING Porti una lettera al mio avvocato... oh, no, no... Oh,
pensare che devo andare... cos giovane! (cade e Harpo indugia a
spruzzare un piede che resisteva)

RAVELLI (rimasto l'unico sveglio insieme ad Harpo) Bene! Adesso,
andiamocene via, veloci, prima che tutti si sveglino! Sbrigati,
su! (Harpo si gira e spruzza anche lui. Poi fa per andarsene, ma
vede per terra distesa la bella biondina: la musica attacca "Why
Am I so Romantic". Harpo le prende la mano, le si sdraia accanto
e si spruzza cloroformio includendosi nel mucchio)



(fine)







MONKEY BUSINESS.





CURIOSITA' DI TRADUZIONE di Francesca Bandel Dragone.



Monkey Business il primo film dei Marx a non derivare da un
precedente successo teatrale. Il fuoco di fila di battute si fa,
se possibile, ancora pi intenso: i riferimenti, le citazioni
sempre pi frequenti. Qui si va dagli "empty overcoats", cio i
cappotti vuoti (era l'anno degli "Hollow men", gli "uomini
vuoti" di T. S. Eliot), alla parodia di Von Stroheim con la
musica che pulsa nelle tempie, il Kapellmeister che fa
singhiozzare i violini e il reggimento che parte all'alba!

I Marx si sono imbarcati clandestinamente su una nave, in
quattro barili di "Kippered Herrings" (le aringhe affumicate
della tradizione ebraica), e dalla stiva comincia l'inseguimento
di commissari e equipaggio che sar causa di tante risate. E non
solo per le gag dello scatenatissimo Groucho e del solito Chico,
che sar a lungo anche al piano in un cocktail musicale niente
male: ma per quelle mute di Harpo, qui pi simpatico che mai, e
anche qui ottimo arpista con qualcosa in pi. Davvero spassoso
lo scherzo "grafico" provocato all'ingresso della toilette, dove
un WOMEN (Signore), che Harpo copre in parte senza accorgersene
(!!!), diventa MEN (Signori) con le immaginabili conseguenze.

Eccovi un assaggio della mia cruenta lotta con "pun", le follie
verbali marxiane.

GROUCHO: Well, whats the matter with you?

GROUCHO (rivolgendosi a Chico): Beh, che c' adesso?



CHICO: What's the matter with me? I'm a-hungry. I didn't eat in
three days.

CHICO (preoccupato): Che c' adesso. C' che ho fame, adesso.
Non mangio da tre giorni!



GROUCHO: Three days? We've only been on the boat two days.

GROUCHO: Tre giorni? Ma se siamo a bordo da due!



CHICO: Well, I didn't eat yesterday, I didn't eat today and I'm
not gonna eat tomorrow, that makes three days.

CHICO: Per non ho mangiato ieri, non ho mangiato oggi e non
manger domani, cos fanno tre giorni.



GROUCHO: Well, state your business, I've got to shiver my
timbers. Tararata-tatarararata!

GROUCHO (imperturbabile): Allora, dimmi cos'hai in programma.
Io, caspiterina, devo stare all'erta. Tararatata-rararata! (mano
alla visiera, va su e gi per il ponte)



CHICO: I got no business, I've come up to see the Captain's
bridge.

CHICCO: Non ho nessun programma, io. Ero venuto su per vedere il
ponte del Capitano.



GROUCHO: The Captain's bridge? I'm sorry, he always keeps it in
a glass of water while he's eating. Would you like to see where
he sleeps?

GROUCHO: Il ponte del Capitano? Mi spiace, lo tien sempre in un
bicchier d'acqua mentre mangia. Vuoi vedere dove dorme?



CHICO: Aw, I saw that. That's a bunk.

CHICO: Oh, l'ho gi visto. Un bidone!



GROUCHO: You're just wasting your breath, and that's no great
loss either. A fine sailor you are!

GROUCHO: Sprechi il fiato, anche se non una gran perdita: bel
marinaio sei!



CHICO: Hmm, you bet I'm a fine sailor. You know, my whole family
was a-sailors. My father was a-partners with Columbus

CHICO (tronfio): Certo che sono un bel marinaio. Tutti marinai
in famiglia. Mio padre era socio di Colombo.



GROUCHO: Well, what do you think of that, eh? Your father and
Columbus were partners?

GROUCHO: Ma senti un po', questa s che bella! Cos Colombo e
tuo padre erano soci?



CHICO: You bet!

CHICO: Sicuro!



GROUCHO: Columbus has been dead four hundred years!

GROUCHO: Ma se Colombo morto da quattro secoli!



CHICO: Well, they told me was my father.

CHICO (dubbioso): Sar, m'avevano detto che era mio padre.



GROUCHO: Well, just hop up there, little Johnny, and I'll show
you a few things you don't know about history. Now, look, now
there's Columbus...

GROUCHO (ripetendo una vecchia gag del vaudeville "School
Days"): Vieni, salta qui, Giovannino, cos ti spiego alcune cose
della nostra storia che ancora non conosci. (tira verso di s un
mappamondo) Ecco, guarda, qui c' Colombo... (e traccia due
semicerchi)



CHICO: That's a-Columbus Circle!

CHICO (con l'aria di chi ha capito tutto): Ma quello l'uovo di
Colombo!



GROUCHO: Would you mind getting up off that fly-paper and giving
the filies a chance?

GROUCHO: (come se niente fosse): Ti spiace alzarti? Sei seduto
sull'ammazzamosche e le soffochi, le poverine!



CHICO: Aw, you are crazy: flies can't read papers!

CHICO: Sei fuori di testa: siamo sempre andati d'accordo, noi.



GROUCHO: Now, Columbus sailed from Spain to India looking for a
shortcut.

GROUCHO (riprendendo la lezione): Allora Colombo salp dalla
Spagna diretto alle Indie, cercando una scorciatoia.



CHICO: Now, you mean a strawberry shortcake?

CHICO (curioso): Parente della pappa Toia?



GROUCHO: I don't know. When I woke up there was a nurse taking
care of me!

GROUCHO: Non so. (distratto e sognante) Al mio risveglio,
un'infermiera stava badando a me.



CHICO: What's the matter, could'n the nurse take care of herself?

CHICO: Perch, non sapeva badare a se stessa?



GROUCHO: You bet she could, but I found that out too late. Well,
enough of this. Let's get back to Columbus.

GROUCHO: Figurati, ma l'ho scoperto troppo tardi!!! Per adesso
basta, torniamo a Colombo.



CHICO: I'd rather get back to the nurse.

CHICO: Io preferirei tornare all'infermiera.



GROUCHO: So would I. But Columbus was sailing on his vessel...

GROUCHO: Anch'io. Colombo veleggiava tranquillo quando
avvistarono il vischio.

CHICO: On his what?

CHICO: Il che?



GROUCHO: Not on his what. On his vessel. Don't you know what a
vessel is?

GROUCHO: Non il che, il vischio. Non sai cos' il vischio?



CHICO: Sure. I can whistle.

CHICO: Certo, senti che vischio (fischietta "Sugar in the
morning")



GROUCHO: You suppose I can buy back my introduction to tou? Now
one night Columbus' sailors started a munny.

GROUCHO: Cosa pagherei per non averti mai conosciuto! Tornando a
bomba, una notte i marinai di Colombo iniziarono un
ammutinamento.



CHICO: Naw, no mutinies (matines) at night, they're in the
afternoon. You know, mutinies Wednesdays and Saturdays.

CHICO (sapiente): No, mai di notte gli ammattinamenti, le
matine sono di pomeriggio. Sai, "Mercoled e Sabato matine".



GROUCHO: There's my argument, restrict immigration!

GROUCHO (sconsolato): Lo dico sempre io: riducete
l'immigrazione! (Entra "Occhiali" Gibson: i due s'accovacciano
sotto un tavolo e non sono notati. Entra poi un cameriere con il
vassoio del pranzo del Capitano, e prosegue per la cabina
attigua. I due lo seguono. Il Capitano si sta mettendo a tavola,
e vede entrare il cameriere)



CAPTAIN: Well... Well, of all the colossal impudence...

CAPITANO: Bene. (poi scorge i due, appena entrati, e s'indigna)
Ma che inaudita faccia di bronzo!



GROUCHO: Why don't you stand up? Can't you see he has got no
chair?

GROUCHO (scortesemente imperioso): Perch non si alza? Non vede
che lui senza sedia? (Groucho s' seduto subito, mentre Chico
ha dovuto recuperare una sedia che era vicino alla parete; poi
si mette a tarola anche lui)



CAPTAIN: What... you...

CAPITANO (bofonchiando): Cosa... Voi...



CHICO: You better keep quiet. Don't forget we're a couple a-big
stockholders in this company.

CHICO (perentorio): Far bene a darsi una calmata. Ricordi che
siamo due grossi azionisti di questa Compagnia.



CAPTAIN: Stockholders, huh? Welle, you look like a couple of
stowaways to me.

CAPITANO: Azionisti, eh? Per me, siete solo un paio di
clandestini.



GROUCHO: Don't forget, my fine fellow, that a stockholder of
yesteryear is the stowaway of today.

GROUCHO (dall'alto della sua esperienza): Non dimentichi, buon
uomo, che l'azionista di ieri il clandestino di oggi!



CAPTAIN: Well, you look exactly like them.

CAPITANO: Sar, ma assomigliate proprio a due di quelli.



CHICO: Yeah? What do they look like?

CHICO: Ah, s? E come sono?



CAPTAIN: One of them goes around with a black moustache.

CAPITANO: Uno va in giro con dei baffetti neri.



GROUCHO: So di I, but if I had my choice, I'd go around with a
little blonde.

GROUCHO: Anch'io, ma se potessi scegliere me ne andrei in giro
con una biondina!



CAPTAIN: I said, one goes around with a black moustache.

CAPITANO: Ripeto, uno va in giro con dei baffetti neri.



GROUCHO: Well, you couldn't expect the moustache to go around by
itself. Don't you think the moustache ever gets lonely, Captain?

GROUCHO: S'aspetta che i baffi vadano in giro da soli? Non pensa
che a volte soffrano di solitudine?



CHICO: Hey, sure it gets a-lonely. Hey, when my grandfather's
beard gets here, I'd like it to meet your moustache.

CHICO (impietosito): Ma certo che soffrono di solitudine! Ehi,
quando arriva la barba di mio nonno, voglio farle conoscere i
tuoi baffi.



GROUCHO: Well, I'll think it over. I'll talk it over with my
moustache. Tell me, has your grandfather's beard got any money?

GROUCHO (facendo il prezioso): Devo pensarci su un momentino: ne
parler ai miei baffi. Come sta, a soldi, la barba di tuo nonno?



CHICO: Well, he fell hair (= heir) to a fortune!

CHICO: Direi che ha quattrini a.... pelate.





Un brano davvero succulento: i giochi pirotecnici vanno dal
ponte (odontoiatrico e no) del Capitano, passando per Columbus
Circle (con quel gesto delle mani, potevo solo trasformare la
piazza di New York in un... uovo di Colombo), toccando la "fly
paper", carta moschicida che io ho tradotto "ammazzamosche" e
che una delle fisse dei Marx. Il gioco tra "fly", mosca, e
"paper", carta, ma anche giornale, quindi "carta moschicida" e
"giornale per mosche". Ma come si fa a parlare di "giornale"
quando Chico si solleva e sbircia sotto di s, suggerendo
l'immagine di uno spiaccicamento possibile e per fortuna
evitato? Se avessi tradotto "Ti spiace alzarti da quella carta
moschicida e lasciarle vivere?" l'unica possibile risposta
sarebbe stata: "Sei matto? Le mosche non giocano a carte", ma ho
preferito l'altra. Chico prosegue e anch'io non demordo: lui
confonde fischi con vascelli, io utilizzo il vischio - un
rametto fresco che segnalava a Colombo la vicinanza della terra-
giocando in fondo con le stesse consonanti.

"Shortcut" per "shortcake", Chico la tira un po' per i capelli,
ma tocca un punto debole e dovevo restare nelle cibarie, in
quanto a Yorkville, il quartiere prevalentemente tedesco dove,
prima di me, avevano abitato i Marx, facevano le migliori
"shortcake" alle fragole di tutta New York! Quindi, "pappa-Toia".

Gli "ammattinamenti" sono un mio conio audace, fra
"ammutinamenti" e "matine": ma, come mi diceva Norman H.
Pearson, perch no?

Qui Groucho fa anche due battute "serie": nel 1931 in Europa non
tira aria buona, i governi son quello che sono, l'antisemitismo
diventa pi pesante, chi pu va in America, magari
clandestinamente. Le leggi sulle restrizioni all'immigrazione si
preparano anche cos, con una frase ironica: o le si bloccano,
costringendo a un esame pi attento. E Groucho era maestro nel
doppio taglio. Eccolo a rincarare la dose: azionisti ieri,
clandestini oggi. Non solo i derelitti di Wall Street, anche chi
lasciava tutto in Europa per ricostruirsi una vita in un paese
allora pi civile e pi libero. Ma Groucho non rimane serio per
molto, cos si parla di barba e di baffi. La barba ("beard") del
nonno di Chico altrove viaggia per "hair mail" (posta per peli)
e qui "heir" (erede) d'una gran fortuna, quindi ha quattrini a
palate (che io ho fatto diventare "pelate"): pu essere quindi
un buon partito per i baffi di Groucho, eliminando allo stesso
tempo una malinconica solitudine. I mustacchi di Groucho sono un
particolare importantissimo della sua maschera: nei primissimi
anni del vaudeville quando faceva tre, quattro spettacoli al
giorno, usava dei baffoni posticci, ma una volta, in ritardo
alle prove e con il labbro superiore indolenzito, prefer
"farseli" ancora pi marcatamente finti, con il nerofumo.
L'impresario sulle prime voleva licenziarlo, ma il pubblico
accolse il cambiamento con risate tali che da allora Groucho
pot fare a suo modo.





MONKEY BUSINESS.



Regia di Norman Z. McLeod.

Sceneggiatura di S. J. Perelman, Will B. Johnstone [assieme a
Nat Perrin (Chico), J. Carver Pusey (Harpo) e Solly Violinskv,
non accreditati]..

Collaborazione ai dialoghi di Arthur Sheekman (Groucho).

Fotografia di Arthur L. Todd.

Canzoni incluse nel film: "I'm daffy over you" di Chico Marx e
Solly Violinsky; "You brought a new kind of love to me" di
Irving Kahal e Sammy Fain; "Blue Blazes" di Leo Robbins e
Richard Whiting; "When I take my sugar to tea" di Irving Kahal e
Sammy Fain; "Ho hum" di Edward Heyman e Dona Suesse; "'O sole
mio" di Eduardo Di Capua.

Produttore Benjamin P. Schulberg.

Casa Cinematografica Paramount Pictures.

Durata: 77'.

Prima rappresentazione: 19 settembre 1931.

Primo film originale dei Marx, che non derivava da un precedente
successo teatrale. "Monkey business" in gergo pu voler dire:
tiro birbone; manovre sottobanco; frivolezze; roba da matti;
sporca impresa di baro; fare delle avances al sesso opposto.



PERSONAGGI E INTERPRETI.



I quattro clandestini: Groucho, Harpo, Chico e Zeppo.

Lucille Briggs: Thelma Todd.

Alky Briggs: Harry Woods.

Joe Helton: Rockcliffe Fellowes.

Mary Helton: Ruth Hall.

Capitano: Ben Taggart.

Primo Ufficiale Gibson: Tom Kennedy.

Manicure bionda: Evelyn Pierce.

Secondo Ufficiale (Baffo) e poi Butch: Douglas Dumbrille.

Frenchie, la cantante: Maxine Castle.





Un piroscafo salpato dall'Europa. Ponte; il Comandante, armato
di binocolo. Gli si avvicina il Primo Ufficiale, Gibson.
Entrambi sono alti e corpulenti.



GIBSON: (mano alla visiera): Primo Ufficiale a rapporto. Devo
purtroppo segnalare la presenza a bordo di quattro clandestini
nella stiva di prua.

CAPITANO: Come pu essere cos certo del numero?

GIBSON: Sa, cantavano a quattro voci "Sweet Adeline".

CAPITANO: Li sbatta subito fuori dalla stiva, capito?

GIBSON: Non riusciamo a stanarli, e abbiamo inoltre trovato
questo biglietto di insulti! (porge un biglietto)

CAPITANO (legge): Cos, per loro sono un vecchio Zul! Mi stia
ben a sentire: li scovi, a costo di sbaraccare tutta la stiva.

GIBSON: Signors. (Gibson si allontana; arriva una bionda
minuta, in cappellino)

BIONDA: Capitano, quando arriveremo a ...

CAPITANO (abbaia, sopra pensiero): Mercoled! (poi, vedendo di
chi si tratta, si corregge, confuso) Oh, mi scusi. Mercoled.

BIONDA: Oh, grazie. (va via in fretta)





La stiva. Quattro barili di "kippered herring", cio aringhe
affumicate. "Barber Shop Singing" a quattro voci.

In all my dreams

Your fair face beams

You're the idol of my life

Remember mine - for ever mine!

(In tutti i miei sogni / brilla il tuo dolce volto / Sei l'idolo
della mia vita / Mia, ricorda - mia per sempre!)





I barili si scoperchiano, i quattro ringraziano un inesistente
pubblico. Harpo si specchia in un coperchio e si spazzola i
capelli, Groucho si spazzola i denti, Chico si spazzola le
unghie.



GROUCHO: Questo il modo migliore di viaggiare, ragazzi! Mi
sarei portato volentieri moglie e figli, ma il droghiere non
aveva un altro barile disponibile!

CHICO: Io mi sarei portato il nonno, ma non c'era spazio
abbastanza per la barba!

GROUCHO: Perch non l'hai mandato a prendere, quel vecchio
porco? La barba poteva venir dopo.

CHICO: Ho mandato a prendere la barba, io.

GROUCHO: Davvero?

CHICO: S, spero superi le... barbiere doganali!

ZEPPO: Ssshhh! Ragazzi, mi pare arrivi qualcuno!

GROUCHO: Bene! Vorrei fosse il Capitano, avrei giusto due parole
da dirgli. Da tre giorni mi manca l'acqua calda e son qui
pigiato come una sardina. Per non ho neanche una sardina, qui.

CHICO: Mio nonno potrebbe pigiar sardine!

GROUCHO: S?

CHICO: Sarebbe il lavoro ideale per lui! (richiudono, chi prima,
chi dopo, i barili. Scendono il Primo Ufficiale, il Secondo
Ufficiale - Baffo - e alcuni marinai, tutti alti)

ZEPPO: Ehi! Sta arrivando qualcuno!

GIBSON: Forza, ragazzi! Su, finiamola una buona volta. Sentite,
gente, dobbiamo proprio scovare quei clandestini cos poi li
sbattiamo in cella!

MARINAIO: signorsi.

GIBSON: Guardate dietro quei contenitori. Voialtri, guardate
dietro quelle scatole.

GROUCHO (mentre un marinaio osserva un barile): Lasciate stare i
barili.

MARINAIO: Signors.

GIBSON: Dicevi?

MARINAIO: Ho detto solo "Signors".

GIBSON: Lascia stare. Pensa a trovarli.

MARINAIO: Signors. (Harpo s'erge fuori dal barile, finge di
grattarsi - o sbarbarsi - con il famoso bastone che ha un
clackson a un'estremit; fa u-u) Qui non ci sono.

GIBSON: Figurati se non ci sono! Voi, issate tutto il carico sul
ponte; togliete di mezzo questi barili.

MARINAI: Signors.

GIBSON (Fischia, comandando di sollevare i barili e guardando in
alto): Tirate, lass! Dateci sotto con quell'imbracatura!

BAFFO (SECONDO UFFICIALE) (ad altri marinai del gruppo): Non li
troverete certo se continuate a ciondolare cos.

MARINAI: Signors.

BAFFO: Su, controllate quelle balle e voi quelle casse.

GIBSON (controllando l'operazione): Bene, ragazzi. Sbrigatevi,
lass! (guarda in su. I marinai, legati i barili con una cima,
li agganciano a un cavo calato dall'alto per issarli: i barili
vanno, i quattro restano seduti per terra, chi intento a
spazzolare la paglietta, chi a pulire la caffettiera. Gibson,
mentre si accinge a salire la scaletta, si volta e li vede) Ehi,
ecco dove sono! (inizia l'inseguimento: prima nella stiva, poi
su per le scalette, sul ponte, lungo la passeggiata coperta,
dove Harpo lancia un salvagente a ciambella al collo di un
passeggero. Giungono poi nel salone delle feste, ovviamente di
prima classe, e i quattro si fermano sul palco dell'orchestra,
Chico al piano, gli altri con sassofoni di vario formato.
Incredibilmente stonati: i presenti li applaudono comunque, tra
grandi risate. Poi l'inseguimento riprende sul ponte per
Groucho, Chico e Harpo, mentre Zeppo fuggito altrove. I tre si
rifugiano sotto dei plaid, sulle sdraio: per colmo dell'ironia,
Gibson si ferma proprio davanti a loro per smistare l'equipaggio)

GIBSON: Voi, andate di l (e due vanno a sinistra) e voi
controllate dietro quei pilastri bianchi. (Riconosce Chico,
mentre questi si alza dalla sdraio e si allontana, inseguendolo:
ma ecco lo strillo di una passeggera, che si alza scostando un
plaid. Sotto di lei c'era Harpo e sotto Harpo un buffo ometto in
paglietta, esterrefatto. Intanto, sul ponte, il Capitano con
alcune passeggere incuriosite)

PASSEGGERA: Oh, Capitano, ci parli dei clandestini!

CAPITANO (pomposo): Saranno quanto prima in cella!

PASSEGGERA (sognante): E' tutto cos romantico! Mi piacerebbe
tanto incontrare un clandestino! (arriva Groucho, lupus in
fabula, scivolando mani e piedi sul corrimano d'una scaletta)

GROUCHO (al Capitano): Ehi, lei! Sono suoi i guanti che ho
trovato nel suo baule? (alle belle passeggere) Meglio che
torniate gi in cabina: sar da voi al pi presto.

CAPITANO E chi sarebbe, lei?

GROUCHO (sprezzante): Lei sarebbe il capintesta della nave? Se
lo ...

CAPITANO (bofonchia): Capin...

GROUCHO: .... dovrei farle le mie lamentele.

CAPITANO (abboccando): A quale proposito?

GROUCHO: Sproposito, direi piuttosto. Sa chi s' intrufolato
nella mia cabina alle tre di stanotte?

CAPITANO (indignato:) Chi mai?

GROUCHO: Proprio nessuno, motivo di lamentela, quindi. Sono
giovane, io, voglio bagordi, allegria, cha-cha-cha. Voglio
ballare, ballare "trullallero trullall".

CAPITANO (allibito): Non la capisco!

GROUCHO: E non ho finito. Non mi piace come porta la nave.
Perch non si siede dietro e lascia guidare sua moglie?

CAPITANO (indignato): Desidero informarla che sono Capitano di
questa nave da ventidue anni!

GROUCHO (stupito): Ventidue anni? Com' che non s' messo in
proprio? Conosco un tizio che ha cominciato l'anno scorso con
una canoa, e quest'anno ha pi donne lui di quante non riesca a
picchiarne, se questo per lei divertimento!

CAPITANO (minaccioso): Se dice un'altra parola, la metto ai
ferri.

GROUCHO (superiore): Lei coi ferri non ci sa fare, forse se la
cava appena all'uncinetto. Ma anche con l'uncino ci andrei
cauto, siamo mica pirati, no? E che mi dice di quei barili gi
nella stiva?

CAPITANO: Barili?

GROUCHO: Gi, non ci metterei dentro un maiale, io!

CAPITANO (bofonchia): Senta, lei...

GROUCHO (imperterrito): No, neanche se me lo chiede in
ginocchio. E rieccole i suoi guanti. (fa la mossa di darglieli,
poi ci ripensa e se li mette in tasca) Sarebbe anche capace di
riprenderseli, eh!

CAPITANO (sempre bofonchiando): ... lei...

GROUCHO (dalla soglia della cabina di comando): E stia alla
larga dal mio ufficio! (chiude la porta. All'esterno arriva
Chico, anche lui scivolando su una scala, s'intrufola tra il
Capitano e la porta ed entra. Dopo di lui entra l'accigliato
Capitano che, accecato dall'ira, attraversa il ponte di comando
senza vedere i due, ed entra nella sua cabina)





Nella cabina di comando. Groucho, con cappello da capitano, e
Chico.



GROUCHO (icastico): Come osa penetrare nel sancta-sanctorum del
Capitano?

CHICO (senza prenderlo sul serio, ride): T'avevo preso per il
Capitano. U, ci ho fame. Ci sta 'na cosa da mangiare?

GROUCHO: Me ne occupo io. (al telefono) Pronto? Mandi su il
pranzo del Capitano.

CHICO (famelico): U, due!

GROUCHO: Mandi su anche la cena. Chi parla? (si guarda il
cappello, dopo esserselo tolto) Il Capitano. Vuol forse
scegliere da che parte stare? (prende il tubo di comunicazione
con la sala macchine) Oh, macchinista, darebbe l'ordine di non
far rollare la nave? Devo andare a tavola. (volgendosi a Chico)
Beh, che c' adesso?

CHICO (preoccupato): Che c' adesso. C' che ho fame, adesso.
Non mangio da tre giorni!

GROUCHO: Tre giorni? Ma se siamo a bordo da due!

CHICO: Per, non ho mangiato ieri, non ho mangiato oggi e non
manger domani, cos fanno tre giorni.

GROUCHO (imperturbabile): Allora, dimmi cos'hai in programma.
Io, caspiterina, devo stare all'erta - tatarata-tarararata!
(mano a visiera, va su e gi per il ponte)

CHICO: Non ho nessun programma, io. Ero venuto su per vedere il
ponte del Capitano.

GROUCHO: Il ponte del Capitano? Mi spiace, lo tiene sempre in un
bicchier d'acqua mentre mangia. Vuoi vedere dove dorme?

CHICO: L'ho gi visto. E' un bidone.

GROUCHO: Sei qui a sprecar fiato, anche se non una gran
perdita: bel marinaio!

CHICO (tronfio): Certo che sono un bel marinaio. Tutti marinai
in famiglia. Mio padre era socio di Colombo.

GROUCHO: Ma senti un po', questa s che bella! Cos, tuo padre
e Colombo erano soci!

CHICO: Sicuro!

GROUCHO: Ma se Colombo morto da quattro secoli!

CHICO (dubbioso): Sar, m'avevano detto ch'era mio padre.

GROUCHO (ripetendo una vecchia gag del vaudeville "School
Days"): Vieni, salta qui, Giovannino, cos ti spiego alcune cose
della nostra storia che non conosci ancora. (tira a s un
mappamondo) Ecco, guarda, qua c' Colombo... (e traccia due
semicerchi)

CHICO (con l'aria di chi ha capito tutto): Ma quello l'uovo di
Colombo!

GROUCHO (come niente fosse): Ti spiace alzarti? Sei seduto
sull'ammazzamosche e le soffochi, le poverine!

CHICO: Sei fuori di testa: siamo sempre andati d'accordo, noi!

GROUCHO (riprendendo la lezione): Allora Colombo salp dalla
Spagna diretto alle Indie, e cercando una scorciatoia.

CHICO (curioso): Parente della pappa Toia?

GROUCHO: Non so. (distratto e sognante) Al mio risveglio,
un'infermiera stava badando a me.

CHICO: Perch, non sapeva badare a se stessa?

GROUCHO: Figurati, ma l'ho scoperto troppo tardi! Per adesso
basta, torniamo a Colombo!

CHICO: Io preferirei tornare all'infermiera.

GROUCHO: Anch'io. Ma Colombo veleggiava tranquillo quando
avvistarono il vischio.

CHICO: Il che?

GROUCHO: Non il che, il vischio. Non sai cos' il vischio?

CHICO: Certo, senti che vischio. (fischietta "Sugar in the
morning")

GROUCHO: Cosa pagherei per non averti mai conosciuto! Tornando a
bomba, una notte i marinai di Colombo iniziarono un
ammutinamento...

CHICO (sapiente): No, mai di notte gli ammattinamenti, le
matine sono di pomeriggio. Sai, "Mercoled e sabato matine".

GROUCHO (sconsolato): Lo dico sempre io, riducete
l'immigrazione! (entra Gibson: i due s'accovacciano sotto un
tavolo e non sono notati. Entra poi un cameriere con il vassoio
del pranzo del Capitano, e prosegue per la cabina attigua. I due
lo seguono. Il Capitano si sta mettendo a tavola, e vede entrare
il cameriere)

CAPITANO: Bene. (poi scorge i due, appena entrati, e s'indigna)
Ma che inaudita faccia di bronzo!

GROUCHO (scortesemente imperioso): Perch non si alza? Non vede
che lui senza sedia? (Groucho s' subito seduto, mentre Chico
ha dovuto recuperare una sedia che era vicino alla parete; poi
siede a tavola anche lui)

CAPITANO (bofonchiando): Cosa... voi...

CHICO (perentorio): Far bene a darsi una calmata. Ricordi che
siamo due grossi azionisti di questa compagnia.

CAPITANO: Azionisti, ah? Per me, siete solo un paio di
clandestini.

GROUCHO (dall'alto della sua esperienza) Non dimentichi buon
uomo, che l'azionista di ieri il clandestino di oggi!

CAPITANO: Sar, ma assomigliate proprio a due di quelli.

CHICO: Ah s? E come sono?

CAPITANO: Uno va in giro con dei baffetti neri.

GROUCHO: Anch'io, ma se potessi scegliere me ne andrei in giro
con una biondina!

CAPITANO: Ripeto, uno va in giro con dei baffetti neri.

GROUCHO: S'aspetta che i baffi vadano in giro da soli? Non pensa
che a volte soffrano di solitudine?

CHICO (impietosito): Ma certo che soffrono di solitudine. Ehi,
quando arriva la barba di mio nonno, voglio farle conoscere i
tuoi baffi.

GROUCHO (facendo il prezioso): Devo pensarci su un momentino: ne
parler ai miei baffi. Come sta, a soldi, la barba di tuo nonno?

CHICO: Direi che ha quattrini a... pelate!

CAPITANO: Sentite, azionisti o non azionisti, levate le tende!
(bussano)

CHICO: Forse c' qualcuno in quella cabina.

GROUCHO: Qualcuno in quell'armadio a muro... (il Capitano,
alzatosi, apre l'armadio e vi entra: Groucho lo chiude dentro a
chiave) e credo sia lei, Capitano. (ridendo, tornano a sedersi a
tavola, dopo essersi congratulati a vicenda, stringendosi la
mano) Bene, ora potremo mangiare in pace per un pezzo.

CHICO: D'accordo, eccoti il primo pezzo! (egli porge un boccone.
Entra Gibson: evidentemente era lui che bussava!)

GIBSON: Mi scusi, Capitano.

GROUCHO (in piedi, di spalle, corrucciato): Come osa entrare nei
miei appartamenti, mentre sono a tavola?

GIBSON: Mi perdoni, Capitano. (poi guarda meglio, scostando gli
occhiali: i due si sono risieduti e sghignazzano, mentre il
Capitano pesta i pugni contro la porta dell'armadio. Li
riconosce e urla) Ah, vi ho acciuffati alla fine! (inseguimento
intorno al tavolo)

CHICO (arraffando tutto quel che pu): Non dimenticare il burro!
(e riescono a sfuggirgli)





Corridoio. Harpo, appoggiato alla porta di una toilette, copre
parte della scritta, per cui Women, Signore, diventa Men,
Signori. Un omettino con berretto e calzoni alla zuava che era
entrato tranquillamente, sbattuto fuori di brutto. Passa una
biondina - che rivedremo come manicure - e Harpo le corre
dietro. Si scopre cos l'arcano della scritta. Porta a vetri che
d sulla passeggiata coperta. Zeppo, inseguito da Gibson, gli
sfugge prendendo sottobraccio una bella brunetta - che poi
scopriremo chiamarsi Mary Helton. Musica di sottofondo: "Just
one more chance".



ZEPPO: Sa che la campagna qui intorno particolarmente
gradevole? Io...

MARY (scostante): Con il suo permesso...

ZEPPO (lasciando cadere e poi raccogliendo il proprio
maxi-fazzoletto): Scusi, suo?

MARY: Beh, no. (esitando)

ZEPPO: Ne sicura?

MARY: Sicurissima. (poi ci ripensa, si ferma, lascia cadere il
proprio fazzoletto, minuscolo quanto l'altro era enorme; lo
raccoglie, glielo porge) Questo suo?

ZEPPO (mangiando la foglia): S, proprio mio. (e se lo infila
nel taschino; poi la prende sottobraccio e continua) Come le
dicevo prima, la campagna qua intorno davvero gradevole

MARY: Gli alberi sono bellissimi!

ZEPPO: Come no! Mi piacciono tanto! (si allontanano sorridendo)





Teatrino delle marionette. Harpo s'intrufola tra i bimbi del
pubblico. Spettacolo con due grossi testoni in scena. Entra
Gibson, torvo, e si piazza, braccia sui fianchi, proprio davanti
al palco, spintonando un bambino.



GIBSON: Toglimiti di torno! (Harpo, per sfuggirgli, s' infilato
nel teatrino, e ora in scena tra le due marionette-testoni:
ride, fa boccacce e riceve botte dall'una e dall'altra. Gibson
continua a scrutare, feroce, il pubblico. Harpo sporgendosi
riesce a dargli uno schiaffo. Insospettito, Gibson va dietro il
teatrino e nota il didietro di Harpo: lo punge con un grosso
spillone; poi, presa una mazza da cricket che era l per caso
(!), colpisce Harpo, che caccia fuori una "lingua di Menelik".
Poi i due lottano in scena al posto delle marionette, tra
l'ilarit del mini-pubblico. Entra il Capitano, tenendo per mano
una bimbetta; s'accorge di quanto sta accadendo, e interviene
adirato)

CAPITANO: Gibson, venga fuori!

GIBSON: Sissignore. Intendo farle rapporto poich ho trovato...
(intanto ha mollato la presa ed uscito; resta Harpo, lingua di
fuori, occhi strabuzzati)

CAPITANO: Gibson, lei ha bevuto ancora! Nonostante i miei
ordini...

GIBSON: Ho trovato un clandestino. L'ho preso proprio qui...

CAPITANO: Ah, un clandestino!

GIBSON: S, davvero. (nel frattempo Harpo s' ritirato e, usando
una maschera, continuer a rigirarsi per tutto il resto della
scena, tra il gaudio dei bambini, provocando una "commedia degli
errori")

CAPITANO (osservando bene la maschera-marionetta): Lo
immaginavo. Si ritiri in cabina!

GIBSON (insistendo, forte della sua certezza): Ma lui.
(schiaffeggiando le guance di Harpo)

CAPITANO (battendo con le nocche sulla zucca di Harpo): E' una
marionetta! Mi segua. (Harpo sbeffeggia Gibson con la "lingua di
Menelik") Che razza di Primo ufficiale!

GIBSON: Se le dico che lui!

CAPITANO: Tutto questo durato abbastanza. Si ritiri in cabina.





Chico dal barbiere: seduto a un tavolino, di fronte a una
bionda manicure, la solita biondina gi incontrata, che gli sta
facendo le mani. Gli si avvicina un compto barbiere di accento
francese, tutto chic.



BARBIERE: Gradirebbe qualcosa prima di pranzo?

CHICO: S. La colazione.

BARBIERE (sorpreso, guarda la manicure per aiuto morale): Ma
nessuno mangia qui!

CHICO: Io s. (tira fuori di tasca due sottobicchieri di
cartone, tipici di tutti i bar, ne fa un sandwich, li addenta.
Espressione schifata) Puah, la senape non sa di nulla senza il
roast-beef.

MANICURE: Quanto le vuole lunghe, le unghie?

CHICO: Diciamo un'ora e mezza, all'incirca. Non ho nulla da
fare. (guardandola meglio) Eh, lei proprio una festa per gli
occhi. Ha quel certo non so che...

MANICURE (gongolante): Oh, grazie...

CHICO: E se lo tenga. (Entra Harpo, su un carrettino-giocattolo,
sempre inseguito da Gibson che non demorde. Inciampa, nasconde
la testa sotto il tappeto della barberia. Ovvio, basta questo
perch Gibson non lo veda e tiri diritto per il corridoio. Harpo
ha con s il fischietto e la maschera di una marionetta. La
manicure scappa, con il solito urletto: la stessa da lui
incontrata davanti alle toilettes. Gli si avvicina Chico)

CHICO: Bella ragazza, vero? (orecchie tese) Arriva qualcuno.
(infatti arriva Baffo con due marinai. Nel frattempo Chico e
Harpo si sono infilati un camice bianco ciascuno)

BAFFO: Su, ragazzi!

CHICO: Barba e capelli?

BAFFO: Sto cercando due teppe. (Harpo gli porge due boccali) Non
due coppe, due teppe. (ai marinai) Ecco, voi date uno sguardo al
Ponte B.

MARINAI: Signors. (escono)

CHICO (tornando alla carica, speranzoso): Allora, una ripassata?

BAFFO: Certo, pelo e contropelo.

CHICO (immedesimandosi subito con un acrobata da circo, si mette
in posizione per una "catapulta") Andiamo, socio, contropelo e
catapulta!

BAFFO: Ma no, una ripassata. (e si siede nella poltrona del
barbiere, sbadigliando e stirandosi)

CHICO: Ah, sulla faccia!!! (Harpo imita tutti i movimenti di
Baffo. Poi i due lo legano alla sedia con un asciugamano)

BAFFO: Svegliatemi quando avrete finito. (e chiude gli occhi,
fiducioso)

CHICO (togliendogli il berretto): Le faremo un bel servizio
(poi, misurandogli i baffi, farfuglia) Le tonsille per ultimo.
(Harpo si arma di forbici) Cominciamo dai baffi. Dagli una
spuntatina. (Harpo esegue) Questo lato troppo lungo: dagli una
spuntatina. Ora qui troppo corto: troppo corto. (Harpo
continua a tagliare, prima a destra, poi a sinistra) E' l'altro
lato che troppo lungo, per ora. Cos va meglio. Per il lato
che era troppo corto ora troppo lungo, e quello che era troppo
lungo troppo corto. Penso che dovresti dargli un'altra
spuntatina. Faremmo meglio a misurare: (e misurano con un metro
a nastro partendo delle estremit dei baffi, da punti diversi e
ciascuno in direzioni diverse) c' un piede di troppo. (Harpo
prende un martello e, sempre sorridendo servizievole, si accinge
a staccare un piede di Baffo) Ma no: piede, misura lineare,
trenta centimetri. (Harpo taglia il nastro-metro, con
approssimazione) Ora sembra molto meglio Per... ci vorrebbe
un'altra spuntatina in mezzo credo. Proprio in mezzo, un'altra
spuntatina. (Harpo esegue) Ah, cosi va bene! (Harpo felice)
Eccezionale! Tuttavia... tuttavia... un po' ruvido qui. Ci
penso io. (ma Harpo che fa il filo a un enorme rasoio. Chico,
fuori campo, continua) Sai, non ci voglio pi tornare su 'sta
nave, non si mangia bene. D'accordo, non ci ho mangiato ancora,
io, ma anche quando non mangio, mi piace la buona tavola. (Harpo
fischia) Un'altra spuntatina. (Harpo sbatte gi rumorosamente la
schiuma di due rasoiate, poi Chico asciuga il labbro ormai del
tutto privo di baffi) Ah, ma fantastico! Ecco un'opera d'arte.
(poi lo riguarda, e ci ripensa) Beh, credo tu abbia dato una
spuntatina di troppo!





Cabina di Lucille e Alky Briggs: lei, bionda, alta e molto
elegante in pigiama-palazzo di raso con giacchina trasparente,
cammina in su e in gi per la cabina a lunghi passi nervosi.
Lui, alto, cappello in testa e faccia da contrabbandiere
d'alcool qual .



LUCILLE (continuando a litigare): ...e desidero informarti che
io sono stufa dei tuoi alibi. ALKY: Calma! Ti stai scaldando
troppo...

LUCILLE: Dove credi di andare, adesso?

ALKY: Piantala, sono io a fissare le regole del gioco; stattene
qui e non farti vedere in giro, come t'ho detto!

LUCILLE: Oh, non te la cavi mica cos! Ascolta, signor Alky
Briggs, non puoi continuare a tenermi rinchiusa. Ti ho gi
tenuto abbastanza bordone su questa nave...

ALKY: Adesso ascolta tu. Non corro dietro alle gonnelle, ma a
Joe Helton, ti ripeto. E' a bordo, e non pu scapparmi. O sta al
mio gioco o si becca questa. (e batte la mano sulla tasca in cui
ha la pistola)





Passeggiata coperta. Groucho, inseguito da Gibson, gli fa lo
sgambetto. Poi, scorgendo un ufficiale che poco lontano
controlla due passeggeri, per fermarsi scivola; prende a volo un
abito che un cameriere stava consegnando insieme ad altri e vi
si nasconde dietro. Gibson, sempre pi tonto, lo apostrofa.



GIBSON: E lei, chi sarebbe?

GROUCHO (celandosi dietro il vestito): Sono il sarto. (e bussa
alla porta della cabina dei Briggs)

GIBSON: Oh, a proposito: dove sono i miei calzoni?

GROUCHO: Ce li ha addosso. (Gibson si guarda le braghe
perplesso. Groucho apre la porta ed entra) Scusate un attimo
(passando tra i due, con il vestito) mentre m'infilo
nell'armadio. (ed entra nella porta a destra di un armadio a
muro a quattro ante)

LUCILLE: E ricordati: se torni ancora alle tre di notte...

ALKY: Oh, piantala di rompere. Dillo a un altro! (esce)

LUCILLE: Alky! Alky! (scaglia qualcosa contro la porta, pensa di
buttarsi sul letto e piangere, ma, vedendo l'armadio, ci
ripensa. Si avvicina, parlando alla porta chiusa) D un po',
cosa fai l dentro?

GROUCHO: Nulla. (sussurra, invitante) Vieni dentro tu!

LUCILLE: Non puoi restare in quell'armadio!

GROUCHO: Ah, cos, non posso? Proprio come dissero a Thomas
Edison, grande inventore, a Thomas Lindberg, grande
trasvolatore, a Thomachevski (?), grande come una rosa. Ricorda,
bel tesorino, che se non ci fossero armadi non ci sarebbero
ganci, se non ci fossero ganci non ci sarebbero pesci e la cosa
non mi sconvolgerebbe affatto! (rientra)

LUCILLE: Non cercare di nasconderti. So che sei l dentro.

GROUCHO (uscendo dall'anta opposta): Mi hai visto entrare
nell'armadio?

LUCILLE: No.

GROUCHO: Sono nell'armadio adesso?

LUCILLE: Beh, no.

GROUCHO: Allora, come pu sapere che io ero nell'armadio? Vostro
Onore, il caso chiuso (lasciandosi cadere sul letto) e io
riposo sugli allori.

LUCILLE: Vieni qui, occhi neri. (flirtando)

GROUCHO: No che non ci riesci, a farmi alzare di qua!

LUCILLE: Non sapevo che facessi l'avvocato. Ci vai coi piedi di
piombo, per.

GROUCHO: Certo, col piombo non si scherza. Io sono l'avvocato
della mala.

LUCILLE (furibonda) Che mi dici allora d'un tipaccio che...
(indicando la porta)

GROUCHO: Come ti capisco! Sei stata bistrattata finora, ma per
un trattamento completo devi restare al bistrot tutta la notte.
[Letteralmente: e noi possiamo pulire e mettere a posto i freni,
ma devi restare tutta la notte in garage; gioco tra breaks e
brakers, ndt]

LUCILLE: Voglio divertirmi, io! Voglio cha-cha-cha. (balla.
Groucho afferra una chitarra, l per caso (!) al capezzale del
letto, e l'accompagna) Ma ti rendi conto che, dal giorno in cui
Alky pag la tassa matrimoniale, io ho fatto una vita da cani?

GROUCHO: Sei sicura che lui non abbia pagato invece la tassa per
cani?

LUCILLE: Alky non pu farsi gioco di me. Voglio girare il mondo,
far tante cose. Voglio libert, indipendenza, giustizia!

GROUCHO: Ehi! (accenna "Yankee Doodle") Signora mia, stai
facendo la storia! Ma in realt, ti stai facendo me. E vorrei
che serbassi per te le mie mani.

LUCILLE: Tu sai ci che voglio: divertimenti, vita, allegria,
cha-cha-cha!

GROUCHO: Signora mia, prima di separarci tu avrai prove evidenti
per un divorzio, e le avr anche mia moglie In questo caso, sar
importante raggiungere un accordo: tu prendi i bambini, tuo
marito si prende la casa, tuo figlio te la incendia, tu ti
prendi l'assicurazione e io mi prendo te!

LUCILLE: Ma io non ho figli!

GROUCHO: Ecco il guaio di questo paese: niente bambini! Quanto a
me, me ne torner nell'armadio, dove gli uomini non sono altro
che cappotti vuoti.

LUCILLE: Oh, occhi neri

GROUCHO: Uiiiii! (ballando un'habanera figurata. Rientra Briggs,
nel bel mezzo di una giravolta, e Groucho gli finisce tra le
braccia) Signore, questo un vero insulto, introdursi cos in
un'abitazione privata! Non mio costume profferire minacce, ma
a questo proposito Ci sar una lettera sul "Times" di domattina.

BRIGGS (truce): Ma tu non la vedrai neanche, perch ti far
secco prima.

GROUCHO: Ah, cos mi far secco prima? E questo il
ringraziamento che ricevo per aver liberato una figliola
innocente, la quale, bench al momento si nasconda nell'armadio,
ha promesso di diventare la madre dei nostri figli? E con
questo, signore, le porgo i miei pi sentiti ossequi. Addio, mio
signore, addio. (entra nell'armadio)

BRIGGS (sempre pi truce): Esci da l dentro, devo parlarti.

GROUCHO: Dolente, signore, ma stiamo usando il vecchio fornitore
di ghiaccio, e 1o troviamo ottimo per tener caldi gli ambienti.
(esce, nascondendosi dietro l'abito appeso a una gruccia che gli
era servito per entrare. Briggs lo agguanta sulla porta)

BRIGGS: Proprio come pensavo, sei un vigliacco, t'attacchi alle
gonnelle. Io so tutto, so tutto.

GROUCHO: Sai tutto, eh? Allora, qual la capitale del Nebraska?
E il capitale della Chase National Bank? Vedi che non lo sai?

BRIGGS (furente) Tu...

GROUCHO: Proviamo con una pi facile: quanti francesi possono
avere torto?

BRIGGS: Lo so...

GROUCHO: Tutti, anche lei. Per non scoraggiarti, studiando un
po' farai molta strada. E sarebbe ora di avviarsi. (fa per
uscire)

BRIGGS (minaccioso): Vedi questa pistola?

GROUCHO (sbirciandogli in tasca): Carina, vero? Te l'ha portata
Babbo Natale? Io ho avuto (facendo il beb) il carro dei
pompieri.

BRIGGS: Ehi, brutto ceffo, sai chi sono, io?

GROUCHO (si gira di spalle, come chi sta sotto a nascondino) No
non dirmelo. Sei animale o vegetale? (Briggs ruggisce) Animale.

BRIGGS: Cerca di capire: sono Alky Briggs.

GROUCHO: E io sono quello che parla troppo. Curioso incontrarci
qui, dopo tutte quelle bevute!

LUCILLE (dall'armadio gli fa cenno di tacere. Groucho le manda
un bacio Briggs vede, si gira)

BRIGGS: Aspetta un momento.

GROUCHO: Scusa, ma non posso fermarmi, il Capitano m'aspetta sul
ponte per corrermi dietro.

BRIGGS (deciso): Ti devi fermare per forza, finch non avr
finito.

LUCILLE: (uscita dall'armadio, gli si avvicina, aggrappandoglisi
a un braccio): Alky, tesoro, per favore!

BRIGGS (scostante): Non chiamarmi tesoro: va nell'altra stanza e
restaci! Va nell'altra stanza!

GROUCHO: Ah, cos, io non sono abbastanza per lei!

BRIGGS: Vuoi dire qualcosa, prima ch'io ti riduca un colabrodo?

GROUCHO: S, signore. (serio) Vorrei farle una domanda.

BRIGGS: Fa pure.

GROUCHO: Lei pensa che le ragazze non abbiano molta stima per un
ragazzo che si fa baciare? Cio, non crede che, nonostante le
ragazze escano con ragazzi come me, alla fine sposino sempre
l'altro tipo? E va bene, (stufo, aprendosi la giacca sul petto)
se mi vuol far fuori si sbrighi, perch alle due devo prendere
un digestivo.

BRIGGS (quasi ammirato) Per, mi servirebbe un tipo di fegato
come te. Penso che ci intenderemmo benissimo.

GROUCHO: Ma certo: qui, potremo litigare ogni tanto un pochino,
ma inevitabile, no? (entra Zeppo, tutto ansante, anche lui
cercando di evitare Gibson)

BRIGGS: E tu, che ci fai qui?

ZEPPO: Ecco, cercavo... (imbarazzato) cercavo proprio lui.
(scorto Groucho, lo indica, tutto sollevato)

BRIGGS (a Groucho): Conosci questo tizio?

GROUCHO: Certo, lo conosco da anni. Abitava nel barile accanto a
me.

BRIGGS (folgorato): Ah, ci sono! I clandestini. Vi dar una mano
io, barboni.

GROUCHO (prendendo le distanze): Signor Barbone, per lei.

BRIGGS (condiscendente): E va bene, signor Barbone. Vi dar una
mano se voi la darete a me. Sono a corto di uomini e devo dare
una lezione a un tipo, qui a bordo.

GROUCHO: Troppo tardi per farlo salire, ora. Doveva dirlo prima
di partire.

BRIGGS: Statemi attenti: (mostrando la piantina della nave)
questo il ponte B, e questa la cabina di Joe Helton; un
duro, e voi mi guarderete le spalle mentre me la sbrigo con lui.

ZEPPO (allarmato, in disparte a Groucho) Ma tu lo sai, chi Joe
Helton?

GROUCHO (avviandosi alla porta) Mi conviene lasciare la nave
finch le acque non si saran calmate.

BRIGGS (bloccandoli): Nel vostro interesse, vi conviene restare
con me. (d loro due pistole) Dovrete badare alle finestre,
quando io entro da lui. Ora, muovetevi. (i due escono e appena
in corridoio lasciano cadere a terra le due pistole. Un marinaio
li segue con gli occhi, Briggs camminando)





Fontana con statua, nel salone. Harpo vede che tre bambini vi
giocano intorno, sente i loro discorsi e si avvicina. I tre si
allontanano ridendo. Lui, a suon di u-u, invita una rana a
saltargli nel cappello, e poi se lo rimette in testa; contenta,
la rana gracida e fa muovere il cappello.



Passeggiata coperta. Arriva Chico, correndo all'indietro, e va a
sbattere contro un tizio, facendolo cadere. Si scusa, l'altro si
tira su, si spazzola e... viene subito travolto da Gibson che,
in perenne inseguimento, corre anche lui guardando indietro.



Due anziani signori, distinti, giocano a scacchi, in assoluto
silenzio. Harpo si avvicina fischiettando "Sugar in the
morning". Si siede al loro tavolo e li osserva. I due sono
compassati e lentissimi. S'avvicina anche Chico, ma resta in
piedi, a fianco di Harpo. Finalmente il giocatore di destra fa
per afferrare un pezzo, ma Harpo lo dissuade, scuotendo la testa
e tirandogli su la mano - dopo aver aspirato un paio di boccate
dal sigaro del signore).



GIOCATORE DI SINISTRA: Signore, cosa le salta in mente?

CHICO (rassicurante): Non importa, la prossima mossa la far io!
(esegue; Harpo ruba un pezzo)

GIOCATORE DI DESTRA: Ma questo troppo!

GIOCATORE DI SINISTRA: Chiamo il Capitano.

CHICO: Il Capitano non gioca a scacchi!

GIOCATORE DI SINISTRA: Cameriere, cameriere!

GIOCATORE DI SINISTRA: Commissario, Commissario, venga! (i due
Marx se la battono con la scacchiera mentre i due giocatori si
alzano per andare a protestare meglio)

CHICO: Qui c' troppo chiasso per noi, andiamocene in un posto
pi tranquillo. Su, dove non so.





Cabina di Joe Helton; Helton, in vestaglia di raso a fiori sta
finendo di far colazione. Entra un cameriere, portandogli il
conto su un vassoio; poi rimuove il tavolinetto della colazione.



CAMERIERE (bussa dal di fuori).

HELTON: Avanti.

CAMERIERE: Ecco i sigari, signore.

HELTON: Grazie. (il cameriere fa per uscire) Attenda un momento.
[sgancia una banconota; almeno un dollaro, quindi, il 1931!
ndt]

CAMERIERE: Oh, grazie. (il cameriere esce. Helton si siede e
spiega il giornale. Titolo "Boss del contrabbando di alcool
milionario - ritorna in America - sua figlia s' appena
diplomata in una scuola di perfezionamento europea - si
stabiliranno in una lussuosa residenza dei quartieri alti". Lui
legge tutto soddisfatto. Entra la figlia, che altri non che la
brunetta di Zeppo, Mary)

MARY (delusa): Oh pap, insomma, non sei ancora vestito!

HELTON (bonario): L'importante che sia vestita tu, Mary, basta
una in famiglia! (baciandola) Il vecchio Joe Helton da ora in
poi se la prende comoda. Siamo importanti, sai, bimba! (bussano)
Avanti. (entra Briggs)

BRIGGS (sprezzante): Salve, Joe

HELTON: Salve, Briggs. (gelido e sbrigativo, tenendo le
distanze) Cosa vuoi?

BRIGGS: Volevo solo fare due chiacchiere amichevoli. Sai, sono
un po' preoccupato per i miei affari. (adocchiando Mary,
l'osserva con insistenza)

HELTON (alla figlia) Va nell'altra stanza, cara.

MARY: Ma pap!

HELTON: Su, tesoro! (la figlia esce)

BRIGGS (interessato): Tua figlia? Un bel tipino, eh?

HELTON (abbandonate le buone maniere, lo prende per la spalla,
rigirandolo: sono alti uguali) Non abbiamo nulla da discutere:
fuori!

BRIGGS: Non prima di aver avuto il tuo ok al mio piano.

HELTON: Non intendo farti alcun favore.

BRIGGS: Oh s, invece. Dovrai firmare questo. (tirando fuori un
foglio e glielo porge. Nel frattempo fuori della porta della
cabina arrivano Chico e Harpo con la scacchiera, inseguiti da un
cane che abbaia. I due aprono la porta senza bussare e si
sistemano ai piedi del letto, continuando a giocare e senza che
i due litiganti s'accorgano di loro) Mi prendo il tuo
territorio, o altrimenti saranno grane!

HELTON: Io non prendo la parte di nessuno. Te la dovrai vedere
con Butch e gli altri. BRIGGS: E prender anche il tuo posto a
capo della banda.

HELTON: Non sono disposto a spalleggiare un avventuriero da
quattro soldi!

BRIGGS: Non darti arie da nababbo con me.

HELTON: E tu, non alzar la cresta, Briggs. (intento com' al
gioco con Chico, Harpo, seccato, si gira e fa "shut up" con le
labbra)

BRIGGS: Guarda che faccio sul serio. Non credere di ramazzare il
grano e lasciare tutti a secco.

HELTON: Non prendo ordini da un pari tuo! (strappa il biglietto)
Sparisci!

BRIGGS: Questa la tua risposta? Allora, questa la mia. (fa
per tirar fuori la pistola, ma interviene Harpo con il suo
bastone u-u, e glielo suona in testa. Briggs alza le mani e
Harpo allora comincia infantilmente a giocare a "manine rosse".
Briggs con uno spintone lo manda gambe all'aria sul letto, al di
l della scacchiera) Hai il tuo giro al seguito, eh? Ma ti
beccher un'altra volta. (minaccioso, esce sbattendo la porta)

HELTON (burbero, s'avvicina a Chico e Harpo): E voi, chi siete?
Che ci fate qua, nella mia cabina? (Harpo, bocconi sul letto, e
Chico, seduto compostamente ,gli fanno cenno di tacere)

CHICO: Lui mio socio (indicando Harpo) ma non parla. E' muto e
sordo. (Helton prende il bastone u-u di Harpo e scoppia a
ridere)

HELTON (sempre ridendo): Voi non lo sapete, ma a quel tipaccio
gli avete messo una fifa del diavolo!

CHICO: Certo, siamo dei duri, noi! (compiaciuto)

HELTON: Volete fare un po di soldi!

CHICO: Soldi? (lui e Harpo eccitatissimi) Ha detto soldi? (si
fregano le mani) Senta che muscoli. (offre il bicipite) Senta i
suoi muscoli. (Harpo porge la solita gamba) Bene, bene: quanto
paga?

HELTON: E voi, quanto siete duri?

CHICO: Dipende, se ci paga poco, siamo poco duri. Se ci paga
molto, siamo molto duri. Se ci paga troppo, siamo troppo duri.
Quanto ci paga?

HELTON: Io pago parecchio.

CHICO: Allora saremo parecchio duri. E glielo dimostriamo.
Forza, socio: mostragli che duro sei. (Harpo gli d un pugno in
faccia) E questo niente, un assaggio gratis. Ora le facciamo
vedere veramente ci che sappiamo fare. (ad Harpo) Forza,
metticela tutta. L'uppercut in due tempi, sai, sul bottone. No,
non su quello basso, (Harpo stava mirando a quello sullo
stomaco) quello qui in alto. (indicando il mento. Harpo lo
colpisce, Chico crolla piatto di spalle, steso. Helton guarda,
annuendo. Chico si rialza) Beh, questo andava bene? (ad Harpo)
Ma come, gli dico che sei un duro e tu sembri un fiorellino,
cosa c' che non va? Vuoi che perdiamo il posto? Pesta duro,
stavolta. (poi, rivolto a Helton) Mi scusi, capo. Non ci ha
messo abbastanza pepe. Ma se non lavora bene oggi, non prende la
paga. Quando ha la paga lo guardi, che merita. (ad Harpo) Sotto,
dacci dentro, adesso. Forza, sbrigati, un bel cazzotto sul
bottone. Dai, te lo ripeto, sul bottone, forza, picchia duro,
su, su, dai! (Harpo, faccia feroce, occhi storti, lo sbatte gi
a catapulta. La rana gli gracida nel cappello: lui sorride,
Chico torna in s, ancora un po' intontito. Helton si
congratula, sorridendo. Harpo si arma di bastone, e torna ad
avvicinarglisi) Ehi, no, piantala, adesso basta! (a Helton) Beh,
che gliene pare, capo?

HELTON: Siete super! (entusiasta)

CHICO: Non cos forte: vuole che si monti la testa?

HELTON: Siete veramente dei duri. (va a vestirsi nello
spogliatoio)

GROUCHO (affacciandosi a una finestra che d sul ponte) Vi sto
tenendo d'occhio, io! (Chico e Harpo gli fanno cenno di tacere)

HELTON (rientrando): Fate proprio al caso mio. Siete assunti. (i
due, ridendo, si stringono la mano e il bastone u-u. Chico
segue Helton, rientrato nello spogliatoio)

CHICO: Siamo fantastici, ah?

HELTON: Fantastici: bis, bis!

CHICO: Anche il mio socio bislacco.

HELTON: Fantastico: bis, bis!

CHICO: Anche mio nonno: un nonno-bis!





Fuori, sotto una scaletta, Groucho, Zeppo e Briggs, vicino alla
cabina di Helton.



BRIGGS: Appena Helton esce di cabina, beccatelo.

ZEPPO: S? E con che lo becchiamo?

BRIGGS: Ma non vi avevo dato una berta ciascuno?

GROUCHO: S, ma la Berta filava e abbiam perso il filo.

BRIGGS (prendendo dalla cintura dei calzoni altre due pistole):
Prendete queste altre due, allora, e state attenti!





Nella cabina di Helton, Joe d a Chico e Harpo due pistole, e le
ultime raccomandazioni.



HELTON: Non lasciatemi un secondo, e tenete d'occhio quel tipo
che appena uscito di qua.

CHICO (ad Harpo): Capito tu, chiunque s'avvicina al capo, tu,
gi, gliele suoni (e fa il gesto di colpire. Poi, volgendosi a
Helton) Tutto a posto, capo. Chiunque le si avvicini (Harpo lo
colpisce col bastone) ... Ehi (ad Harpo) domani che cominci a
fare il gorilla!!! (poi, volgendosi a Helton, per rassicurarlo)
Tutto bene, ci stavamo allenando. (ad Harpo) Buono tu, non
colpirmi!!!

HELTON (ai due): Ora posso andarmene a passeggio sul ponte e
sentirmi sicuro. Su, andiamo! (esce. Anche i due lo seguono e
Harpo, passando, ruba un pezzo dalla scacchiera e l'intasca)





Sul ponte. Briggs, Zeppo e Groucho in agguato.



BRIGGS: (perentorio) Eccolo che arriva: beccatelo.

GROUCHO: Non preoccuparti, lo becchiamo certo. Ho il dito sui
grilletto! (nel frattempo, Chico e Harpo hanno perso di vista
Helton, continuando a girarsi. Seguono prima - con bell'ironia
Gibson e poi tre passeggeri dispersi. Seminano il panico
generale tra i passeggeri, anche se Harpo tiene la propria
pistola puntata verso di s, prendendola per la canna)

CHICO (ad Harpo): Ehi, mi raccomando, non dimenticartene:
chiunque s'avvicini al capo, tu gliele suoni. (s'accorgono della
strana faccia dell'ometto seguito, che di Helton ha solo gli
stessi calzoni alla zuava: ridono) Guardalo un po' il capo: s'
travestito. (indicando la barba bianca del malcapitato) Capo,
gi la barba, l'abbiamo riconosciuta! (Harpo fa per staccargli
la barba, ma inutilmente. L'altro grida)

PASSEGGERO: Ahi! Ma che volete da me? Commissario, Commissario!
(arriva Gibson)





Passeggiata coperta. Briggs, di spalle, fa cenno a Groucho e
Zeppo di seguirlo.



BRIGGS: Allora, come mai non l'avete beccato? Fifa, eh?

GROUCHO: Fifa, io? Un uomo che scampato strisciando ai bruchi
selvaggi? Certo che ho fifa! (arriva Lucille, elegantissima, e
si mette tra Briggs e Zeppo)

LUCILLE (avvicinandosi a Groucho) Dunque...

GROUCHO: Salve, come stanno le cose nell'armadio? Io, sai, puzzo
ancora di naftalina.

LUCILLE: Non ho alcuna intenzione di rivolgerti la parola. (e
batte il piede, stizzita: Groucho ne approfitta, e riprende a
ballare con lei l'habanera, canterellando) Dunque (rivolgendosi
al marito) te ne vai in giro a perder tempo con questi vagabondi!

BRIGGS: Ti ripeto che sono andato a vedere Joe Helton!

ZEPPO (a Groucho): Non credi che faremmo meglio ad andarcene?

GROUCHO: Cosa? Lasciando questa poverina sola con il marito?
Pensa se entrasse l'amante...

LUCILLE: Ti dico questo, Alky Briggs: se credi di potermi tenere
ancora confinata in quella cabina, sei pazzo.

BRIGGS: E invece te ne starai da basso come t'ho detto senza
impicciarti degli affari miei, capito? Senza impicciarti degli
affari miei! (Groucho prende la direzione dell'incontro tra
marito e moglie, e mettendosi in mezzo d a turno la parola a
lui o a lei)

GROUCHO: Tocca a te! (a Lucille)

LUCILLE: Dunque, questo tutto il divertimento che mi avevi
promesso: bel divertimento! Avrei fatto meglio a restarmene a
casa a farmi un solitario.

GROUCHO (a Briggs): Tocca a te.

BRIGGS: Sono stufo di te. Ho cose pi importanti di cui
occuparmi, io.

GROUCHO (a Lucille): Tocca a te.

LUCILLE (tirando fuori le unghie): Ripeti quello che hai detto e
ti cavo gli occhi!

GROUCHO (a Briggs, lanciandogli la pistola): Su, bel ragazzone,
eccoti la berta; ne avrai bisogno pi tu di me. (Zeppo e Groucho
escono)

LUCILLE (al marito): Oh, tu! (se ne va, e Briggs la segue,
preoccupato)





Atrio del salone. Harpo insegue correndo la solita manicure
bionda. Girando intorno alla fontana incrociano una passeggera
che urla: Harpo allora prende a inseguire lei.



Ponte. Groucho vede Joe Helton intento a leggere il giornale,
seduto su una sedia a sdraio. Lo prende per un piede,
spostandoglielo.



GROUCHO: Cercavo proprio lei. Le interesserebbe se le facessi
vedere come risparmiare un venti per cento? Certo. Prima di
tutto le spese generali sono troppo alte e poi lei non
all'altezza. Le interessa gi, vero? Ora mi dia il tempo di
finire.

HELTON (impaziente) Io non ho tempo...

GROUCHO (senza starlo a sentire): Allora, ci sono due tipi che
cercano di pestarla, vero? E due che cercano di difenderla. Si
verifica cos uno spreco del cinquanta per cento. Allora, perch
non si fa attaccare dalla sua stessa guardia del corpo? Ne
avrebbe salva la vita, anche se ci rappresenterebbe uno spreco
al cento per cento. Cosa le resta allora? Le resto io, e io
l'attaccherei gratis.

HELTON: Non capisco a cosa voglia mirare.

GROUCHO: Immaginavo che me l'avrebbe chiesto. Come viaggia un
esercito? A stomaco pieno. E lei, come viaggia? A bordo d'una
nave. Naturalmente, lei risparmia lo stomaco. E questo puro
buonsenso.

HELTON: Non penso che lei realizzi...

GROUCHO: Oh s che realizzo, un soldo qui, un soldo l. Mi
guardi un po', sono riuscito ad arrivare - partendo da zero -
a uno stato di estrema indigenza: che ne dice?

HELTON: Le dir: dico...

GROUCHO: D'accordo, allora tutto sistemato. Sar io la nuova
guardia del corpo. In caso dovessi attaccarla, sar l a
difenderla. Cos, mi faccia sapere quando vuol essere attaccato
e sar l un minuto dopo a difenderla.

HELTON: Ho gi due guardie del corpo, ma ci penser. (alzandosi
per andarsene)





Harpo va fischiettando per un corridoio; scivola, e perde la
rana dal cappello. Fischiando fischiando alla sua ricerca, entra
dal barbiere.



BARBIERE (ricevendo e intascando la mancia da un cliente appena
servito): Grazie.

CLIENTE (rauco): Non c' di che.

BARBIERE (al cliente): Cosa le successo?

CLIENTE (con un fil di voce): Ho un rospo in gola.

BARBIERE: Cosa? (Harpo, interessatissimo, si mette tra i due.
Ascolta, tutt'orecchi)

CLIENTE: Un rospo, un rospo in gola.

BARBIERE: Ah, ha un rospo in gola. (Harpo afferra il
malcapitato, gli apre la bocca e lo capolvolge scuotendolo pi
volte) Lei, lasci il mio cliente! Se ne vada! Ma che le prende,
pazzo, o roba del genere? (in quella, dal di fuori, la rana
gracida: Harpo afferra il cappello che s'era tolto per meglio
operare, e esce. Convince a fischi la rana a saltargli di nuovo
nel cappello. E' contento, per la sgrida; poi si rimette il
cappello in testa)





Si entra in porto, tra sibili di sirene. Arriva Gibson.



GIBSON: I passeggeri sono pregati di preparare i passaporti e le
carte di sbarco. (arriva una bionda alta e chic, volpi al collo
e chinchilla sul braccio. Le vanno incontro due giornalisti)

PRIMO GIORNALISTA (molto ossequioso): Buon giorno, signora
Frenchie.

SECONDO GIORNALISTA: Buon giorno.

FRENCHIE (voce impostata): Oh, salve, ragazzi!

PRIMO GIORNALISTA: Ha qualche novit per il "Progressive Time"?

FRENCHIE: No, mi spiace. Nulla d'interessante in quest'ultima
tourne.

PRIMO GIORNALISTA: E' vero che nell'Europa Centrale la lirica
in declino?

FRENCHIE: Assurdo! Ritengo che il prossimo anno sar il pi
importante che mai si sia registrato per la lirica.

SECONDO GIORNALISTA: Mi scusi, ma vero che lei si sposer di
nuovo nel corso della prossima tourne?

FRENCHIE: Ma, signori... (risolino imbarazzato. Arriva Groucho
che, al solito, s'intrufola fra i giornalisti e la signora)
...non so cosa dirvi...

GROUCHO (in piedi): Signori, io posso dirvi solo questo: la
bicicletta non rimpianger mai il cavallo. D'altro canto, il
cavallo non rimpianger mai la bicicletta. Un cavallo in
bicicletta? Non credo proprio d'averlo mai visto: e vi sfido a
scriverlo, voi, sollevatori di scandali! (a Frenchie, con
tutt'altro tono) Prendi un sigaro, bimba?

FRENCHIE (tutta offesa): Ooohhh!

PRIMO GIORNALISTA (al fotografo): Vai con la foto, Joe!

GROUCHO: Foto? (Si siede, accavallando le gambe e, tirandosi su
un calzone, mostra uno stinco striminzito) Ecco qualcosa per la
prima pagina.

FOTOGRAFO: Fermi in posa, per favore! (di sotto il panno nero
u-u - sbuca Harpo, al posto del treppiedi e della macchina
fotografica: si dilegua ridendo come al solito. Groucho non
ancora soddisfatto continua il suo dialogo con la stampa)

GROUCHO: Potete scrivere che si tratta di un vero matrimonio
d'amore: ci ha uniti l'interesse. (a Frenchie, mettendole un
braccio intorno alla vita) Su, mia ritrosa violetta, non ti
farebbe male ritrarti d'una dozzina di chili!

FRENCHIE (altera): Che gran villano! Far rapporto al giornale.

GROUCHO: Grazie, ma il reporter lo faccio io. E' vero che
divorzier non appena suo marito avr riacquistato la vista? Ed
vero che si lava i capelli col sugo di vongole? Ed vero che
prima faceva un numero con le pulci in un circo da quattro soldi?

FRENCHIE: Ma questo il colmo! Se non la smette, chiamo il
Capitano!

GROUCHO: Ah, cos, dunque: infatuata della bell'uniforme! Noi
con contiamo, dopo che t'abbiamo dato i migliori anni della
nostra vita! Devi avere a ogni costo un ufficiale!

FRENCHIE (sta per scoppiare, anche se sempre con molta classe):
Non mi piacciono codeste insinuazioni.

GROUCHO: Io lo dico sempre: l'amore esce dalla porta, quando il
denaro si insinua dalla finestra! Addio, allora: stato bello
incontrarti, ma la colpa stata solo mia. (esce)

PRIMO GIORNALISTA: Ora forse potrebbe dirmi...

FRENCHIE: Per favore...





Mary e Zeppo su un divanetto. Solito sottofondo musicale, "One
more chance".



MARY: Sei molto triste!

ZEPPO: Stavo solo pensando! Forse, dopo che saremo sbarcati, non
ti vedr pi!

MARY: T'importa proprio tanto rivedermi ancora?

ZEPPO: Non c' null'altro al mondo che m'importi di pi. Mary,
non ti lascer mai! (ma, vedendo arrivare Gibson, s'alza e
scappa, lasciando Mary costernata)





Chico, Groucho ed Harpo sono al ritiro del bagaglio, sul ponte.
L'addetto distribuisce etichette e cartellini.



ADDETTO: Cartellino! Scontrini! (i nostri tiran su una valigia
per uno e Chico e Groucho si fanno consegnare uno scontrino per
uno, mentre Harpo d solo un'amichevole scoppola all'addetto.
Proseguono, ma arrivati alla passerella sono fermati da un
ufficiale)

UFFICIALE: Un momento, un momento.

GROUCHO: Suvvia, stavo solo cercando di battermela dalla nave,
tutto qui!

CHICO: Io cerco il padrone del vapore. (arriva Zeppo)

UFFICIALE: Dove sono i passaporti? (i quattro fanno capannello
per decidere, come nel calcio americano)

GROUCHO: Un attimo di pazienza. Lasciate fare a me. (spocchioso,
all'ufficiale) Non mi piace toccare questo argomento,
commissario, ma per una coincidenza sono amico intimo del
fornitore di carne della nave.

UFFICIALE: Davvero? (indifferente)

GROUCHO: S. (con la mano sullo stomaco dell'ufficiale) Le
piacciono le cotolette d'agnello?

UFFICIALE: S, perch? (sempre pi indifferente)

GROUCHO: Costui non importa cotolette d'agnello, ma il
roast-beef di oggi molto buono.

UFFICIALE: Sentite, ragazzi, non potete lasciare la nave...

GROUCHO: Invece, io dico...

UFFICIALE: Andiamo indietro... (i quattro si ritirano dal ponte)

GROUCHO: Che pallone gonfiato! Sapete, quando mi ha detto cos,
avrebbe potuto stendermi con una piuma. (Harpo sente ed esegue,
ma con una gran piuma di struzzo che nasconde una mazza di
ferro: poi la lascia cadere in terra. Groucho cade su Chico, che
lo raccoglie)

CHICO: T'ha fatto il servizio!

GROUCHO (rinvenendo rapido): Beh, (ad Harpo) stavolta siamo in
crisi e tocca a te procurarci un passaporto. (Harpo cerca subito
di rubarlo dalla tasca di un passeggero, ma questo se ne accorge)

PASSEGGERO (prendendo Harpo per il braccio): Ah, t'ho pescato!
Sai, occorre essere ben svegli per farla a me.

GROUCHO (intervenendo come al solito): Quando lui era ben
sveglio, stamattina, lei non era ancora alzato. Meglio rivederci
domani, in diverso orario.

PASSEGGERO: Ah! (se ne va schifato)

GROUCHO: Su, forza, proviamo con un altro, via. (ci prova Chico.
Alza la giacca di un signore e gli infila la mano nella tasca
dei calzoni)

SIGNORE: Come le salta d'infilarmi una mano in tasca?

CHICO: Una piccola svista. Avevo un vestito proprio uguale al
suo e per un attimo ho pensato che fossero i miei calzoni.

SIGNORE: Come potevano essere i suoi, se li ho su io?

CHICO: Sa, il mio vestito aveva due paia di calzoni.

SIGNORE: Far bene a tenere le mani a posto! (se ne va,
indignato)

ZEPPO (arrivando trafelato): Sapete chi c', a bordo? Maurice
Chevalier, l'attore del cinema. Ci siamo appena scontrati.

GROUCHO: Gli hai fatto male?

CHICO: Come lo sai, che proprio Chevalier?

ZEPPO (semplicemente): Gli ho preso il passaporto.

CHICO: Ah, cos.

GROUCHO: Adesso sar lui a non poter sbarcare.

CHICO (guardando Harpo e poi la foto sul passaporto): Guardalo,
somiglia a Chevalier, no? E io?

GROUCHO (mettendosi in posa): Io gli assomiglio di certo.

ZEPPO: Ma non basta somigliargli, per sbarcare dovrebbe cantare
una delle sue canzoni. (intona una canzone di Chevalier stonando
e storpiando le parole)

GROUCHO: Che forza! Canta cos e ci sbarcheranno con la forza.

CHICO: Dai, proviamo, su. (si presentano al controllo
passaporti: i passeggeri riformano una coda lungo un piano
rialzato simile a una passerella, che termina in un tavolo
intorno a cui sono seduti tre ufficiali con pile di documenti,
timbri, fogli ecc... Un ufficiale in piedi, e parla)

UFFICIALE: Passaporti alla mano, prego. Sempre avanti, prego.
Troverete i bagagli sul ponte. Ok, preparate i passaporti.
Rispettate la fila. Numero 45. Rispettate la fila. 1092 (i
quattro fanno follie per scavalcare la coda e passare) Ehi!
(grande confusione) Se volete sbarcare, mettetevi in coda dietro.

GROUCHO: Io non sbarco da dietro, sbarco davanti! (l'ufficiale
rimanda indietro Chico e Groucho, ma Zeppo, d'aspetto quasi
civile, gliela fa in barba e resta)

ZEPPO: Lei ha perfettamente ragione, commissario. Conosco quei
tipi che non stanno in fila!

UFFICIALE: Gi. Mi faccia vedere il passaporto.

ZEPPO: Certo, eccoglielo.

UFFICIALE: Maurice Chevalier, eh?

ZEPPO: S, mi chiamo cos.

UFFICIALE Questa foto non le assomiglia.

ZEPPO: Ma io sono veramente Maurice Chevalier: canter per lei.
(intona la canzone di prima)

UFFICIALE (lo interrompe, sornione): Non importa, si rimetta in
coda al suo posto. (arrivano ora Groucho e Chico. A
quest'ultimo:) Il passaporto, prego. Guardi, questa foto non le
assomiglia affatto.

CHICO (convinto): So che non m'assomiglia davanti, ma didietro
siamo tali e quali.

UFFICIALE: Senta, lei non Maurice Chevalier.

CHICO: E' lei Maurice Chevalier?

UFFICIALE (abboccando): No.

CHICO: Ecco, vede? Aspetti che glielo dimostro. (canta sempre la
stessa canzone di prima, colluttazione: risbattuto indietro)
Oh, niente spintoni!

UFFICIALE: Indietro, torni indietro in coda. (arriva Groucho,
paglietta sulle ventitr): Al suo posto, in fondo! Passaporto!
(lo esamina: sempre quello di Chevalier) Ma questa foto non le
somiglia!

GROUCHO: Per non somiglia neanche a lei.

UFFICIALE: Poi, l'uomo della foto non ha i baffi.

GROUCHO: Beh, il barbiere non era aperto, stamattina.

UFFICIALE (schifato): E guardi un po' quella faccia.

GROUCHO (indicando Frenchie) Guardi un po' QUELLA faccia.
(Frenchie sbuffa, seccata)

UFFICIALE: Pu farsi identificare bene?

GROUCHO: Certo, certo. (canta ancora la stessa canzone;
accennando passi di danza, cappello in mano, tenta un'imitazione
di Chevalier)

UFFICIALE: Fuori! Indietro, torni in coda, al suo posto, in
fondo! (arriva Harpo, facendo la "passerella". Giunto al tavolo
del controllo passaporti manda per aria tutti i moduli, incrocia
le stilografiche da tavolo, ecc. L'ufficiale abbaia) Passaporto!
(Harpo gli porge un pezzo di cartone) Ho detto passaporto non
passepartout! (Harpo, sempre sorridendo, gli offre la solita
gamba) Sbrighiamoci, con quel passaporto! (Harpo estrae un
"washboard", piccolo strumento musicale, riproduzione in
miniatura di un'asse da lavare) Non "washboard", passaporto! (e
batte due volte i pugni sul tavolo. Harpo finalmente tira fuori
il passaporto di tasca e se lo timbra due volte) Cos,
Chevalier, eh? (Harpo canta, con la voce di Chevalier, mani sul
cuore; ad un certo punto purtroppo il grammofono a manovella che
Harpo s'era legato alla vita si scarica e cos anche lui
scaraventato indietro, dopo un notevole caos di timbri e carte.
L'ufficiale furibondo) Sbattetelo fuori, rimandatelo indietro,
in fondo alla coda, al suo posto. (intanto Gibson controlla che
l'operazione di sbarco si svolga nel pi ordinato dei modi)

GIBSON: Piano signori. State a sinistra, prego, per lo
scalandrone. Non spingete, non spingete. (un passeggero anziano,
alto, arriva d'impeto, travolgendo Frenchie) Aspetti il suo
turno! Ceda il passo alla signora.

PASSEGGERO: Mi faccia scendere dalla nave. Sto male. Mi sento
svenire.

GIBSON: Non importa, aspetti il suo turno.

PASSEGGERO: Le dico che mi sento male. Sto... Sto per svenire!
(sviene, accasciandosi su Gibson)

FRENCHIE: Oh! Presto, chiamate un dottore. Dov' un dottore? Un
dottore! Voglio un dottore! (si allontana lungo il ponte, in
cerca d'un medico; incontra Chico e Harpo che l'afferrano, senza
darle tempo per spiegazioni, e la distendono su una sedia a
sdraio)

CHICO: Bene, ci occuperemo noi di lei. Perbacco, un colpo di
freddo. (ad Harpo) Coprila! (Harpo le si sdraia sopra, ubbidendo
alla lettera come sempre) Ma no, alzati, alzati, prendile il
polso. (Harpo le prende la borsa dal grembo) Il polso, non la
borsa: ridagliela. (Harpo esegue) Penso che dovresti misurarle
la temperatura. (Harpo estrae un termometro) Tutto bene, ci
occuperemo noi di lei, signora, non si preoccupi.

FRENCHIE (riuscendo a liberarsi, si alza): Stupidi che siete,
non sono io la paziente!

CHICO (senza scomporsi): Se per questo, noi non siamo dottori!
(ad Harpo) Andiamocene. (escono)





Altrove, sempre sul ponte. Un passeggero e poi un altro cercano
un medico.



PRIMO PASSEGGERO: C' un medico a bordo? Dottore!

SECONDO PASSEGGERO: Dottore, dottore! (a Groucho): E' un
dottore, lei?

GROUCHO: Certo che son dottore: dov' il cavallo?

PASSEGGERO: Guardi, laggi svenuto un uomo.

GROUCHO: Uomo svenuto, con me s' riavuto. (Passando, prende a
volo gli occhiali scuri d'un passeggero assopito su una sdraio)
Con la mia jella non poteva essere una donna. (passando vicino
alla pila dei bagagli, sempre al volo s'impossessa d'una
"valigetta del dottore"; arriva accanto al paziente, ancora a
terra svenuto, coperto da un plaid, afferra il polso di un altro
passeggero) Proprio come pensavo: qui si fuma troppo!

GIBSON: Eccolo qui, dottore.

GROUCHO (sprezzante): Non c' bisogno che me lo dica: lo trovo
da me. (lo ausculta, usando lo stetoscopio al contrario) Non
posso far nulla per quest'uomo: svenuto! Quello di cui ha
bisogno una bella crociera. Nel frattempo, portatelo a terra
ed esaminategli il bagaglio. (voce fuori campo: scalandrone!)

GROUCHO: Volete avvicinarvi tutti a lui, in modo che non
rinvenga? Ecco, proprio cos. Mettetevi qui intorno. (la barella
coperta da un plaid portata a terra da quattro marinai)

GIBSON (urla dall'alto della nave): Fate arrivare l'ambulanza,
laggi!

MARINAIO (dalla banchina, tiene indietro i curiosi e dice
all'autista): Ehi, vieni in retromarcia con l'ambulanza! (si
solleva il plaid e ne escono i quattro Marx: il malato
ovviamente rimasto a bordo. Gibson, in alto sulla passerella,
perplesso)

GIBSON: Ehi!!! (Groucho gli fa ciao-ciao con la mano)





L'ufficio-quartier generale del contrabbandiere Briggs. Due
uomini seduti a tavolino, un altro s'intravvede pi in l.
Ingrandimento d'un giornale che titola "Joe Helton, tornato da
un lungo viaggio all'estero, offre un grande ricevimento per
presentare la figlia in societ". Briggs riepiloga il piano, a
beneficio dei compari.



BRIGGS: Helton d la festa stasera e questa volta gli faremo
vedere i sorci verdi. Dunque, voi due v'introdurrete in casa con
quelli dell'orchestra e resterete finch non vi dar il segnale.

PRIMO COMPARE: E che ne di quei quattro che sono a casa di
Helton, che ci hai detto erano a bordo con voi?

BRIGGS (sicuro di s): Oh, di quelli non c' da preoccuparsi: mi
mangiano in mano! Ci di cui dovete occuparvi la ragazza.
Tenetele gli occhi addosso, intesi?

SECONDO COMPARE: Oh, sar un compito facile.

BRIGGS: Ok. Non fatevi scoprire e aspettate il mio segnale.





Casa di Joe Helton; esterno: terrazzo d'accesso. Palazzina molto
elegante: continuano ad arrivare auto con invitati. Chico e
Harpo scroccano il viaggio sul predellino di una limousine. Alla
porta ci sono due gorilla, biechi e torvi, in marsina, che si
avvicinano.



GORILLA: Voi, ce l'avete l'invitazione?

CHICO: Vi diamo l'imitazione di Chevalier. (Chico canta e Harpo
fischia)

GORILLA: Piantatela e.... alla larga da 'sta porta. Chiaro? (gli
d uno spintone; intanto Zeppo, in smoking, s'aggira impeccabile
per il salone. Vede Mary che sta scendendo dalle scale e le va
incontro)

ZEPPO: Mary! (si prendono per mano) Cominciavo a stare in
pensiero. Temevo che avessi dimenticato la festa!

MARY: Anch'io ero preoccupata, non solo tu. Pensavo che non
saresti venuto. (ballano, entrando nel salone. Tra l'orchestra,
in primo piano, si notano i due compari di Briggs, alle prese
con due strumenti a fiato) Cielo! (guardando attorno con aria
sperduta) Quanta strana gente qui in sala! (arriva Groucho;
attraversa a ginocchia flesse tutto il salone da ballo,
fermandosi vicino a un divano in fondo a concionare)

GROUCHO: Signore e signori! Silenzio tutti, silenzio! E' stato
smarrito un orecchino di diamanti identico a questo. A dire il
vero proprio questo! (scavalca la spalliera del divano cui si
appoggiava e si siede. La signora che vi seduta, prendendo le
distanze, si scosta)

SIGNORA (schifata): Oh, scusi tanto!

GROUCHO (tentando): Che ne diresti se passassimo sulla veranda?
O preferiresti che ce la spassassimo qui? (ormai lanciatissimo)

SIGNORA (scattata in piedi: abito nero lungo molto sexy, con
generose scollature dovunque): Signore, lei approfitta di me!

GROUCHO: Non ancora, aspetta che t'abbia portata fuori!

SIGNORA: Ha proprio il sangue caldo, lei. (Groucho accenna a
togliersi la giacca)

GROUCHO: Eh, eh, eh! (arriva il marito della signora, vestito da
capo pellerossa)

INDIANO: La signora mia moglie, e non mi piace affatto il suo
comportamento in questo luogo.

GROUCHO: Beh, se questi nostri luoghi non le vanno perch non se
ne torna dove venuto?

INDIANO: Dovrei spaccarle la testa con questa. (e mostra una
bella scure)

GROUCHO (gli sfugge e avvisa correndo un altro ospite): Gambe in
spalla, se ti preme la vita: arrivano gli indiani!

OSPITE (sorpreso): Cosa? (Groucho gli strappa di testa il
toupet): Oh, oh!

GROUCHO: Mettiti lo scalpo in tasca. (e scappa ululando mentre
il distinto signore, un po' imbarazzato, si rimette a posto il
posticcio). Eccoli, gli indiani!

INDIANO (determinato): Devo acciuffarlo, quello l!





Groucho, uscito dal salone da ballo, ululando, incontra Joe
Helton contento di vedere allegria intorno.



HELTON: Divertiti, ragazzo mio, direi che la festa sta riuscendo
davvero bene.

GROUCHO: E la chiama festa, questa? La birra calda, le donne
sono fredde e io sono tutto sudato! A dire il vero non sono mai
stato a un barbecue pi noioso di questo!

HELTON: Sei un tipo ben strano, tu, ma mi sei simpatico. Tu mi
sei fedele e io ti dar una mano.

GROUCHO (parlando con l'accento forte e strascicato del Sud,
gambe arcuate come i cow-boy): Capo, devo rivelare i miei
sentimenti, c' qualcosa che non posso fare a meno di dirle. A
dire il vero, non sono stato altro che qualcosa di ripugnante,
indegno di sfiorare l'orlo dei tuoi calzoni. Tu invece mi hai
sempre trattato con giustizia, con grande giustizia.
(andandosene, strappa uno Stetson [cappello da cow-boy, ndt]
dalla testa di un invitato e se lo calca) E non lo dimentico!
Gi, non lo dimentico. (esce a gambe arcuate, dondolando e
nitrendo; poi imita il battito degli zoccoli d'un cavallo che
s'allontana). Su Bucky, su andiamo! (tutti ridono. Poi arriva
una grande corbeille che due camerieri depositano vicino a
Helton)

HELTON: Amici miei, questa una vera sorpresa. Non avreste
potuto farmi piacere pi grande; e ora voglio presentarvi la pi
tenera e dolce creatura che ci sia in tutto il nostro vasto
mondo. (dalla corbeille esce Harpo, sorridente e con un fiore in
bocca; tra l'ilarit generale, portato via di peso dai gorilla
mentre fa u-u con il famoso bastone. Intanto Groucho adocchia
un cameriere con un vassoio contenente una bottiglia di
champagne e alcuni bicchieri e lo chiama)

GROUCHO: Ehi!

CAMERIERE: Sissignore. (Groucho fa per prendere una coppa): Oh,
no, signore, questo riservato a Mister Helton, signore!

GROUCHO: Vedi questa? (sbandiera una banconota; il cameriere
sorride e prima guarda altrove; poi sorveglia attentamente
Groucho, mentre prende una coppa, la riempie e beve) Torna tra
mezz'ora e te la far vedere un'altra volta. (il cameriere
beffato se ne va)





Veranda scoperta. Groucho si distende sulla balaustra. Arriva
Briggs, furtivo, dal giardino. E' vestito di chiaro, col
cappello, ancora pi alto.



BRIGGS (concitato): Senti, tieni d'occhio Helton. Stiamo per
prendergli la figlia e portarla al vecchio granaio.

GROUCHO (sprezzante): Al vecchio granaio! Che bel cavaliere
spaccacentesimo sei, portare una ragazza in un vecchio granaio,
con tutti gli spettacoli interessanti che ci sono in giro! Puah!

BRIGGS: Quando avremo preso la ragazza, aspetta ordini da me e
vedrai che non meniamo il can per l'aia.

GROUCHO: Dove hai confinato tua moglie?

BRIGGS: Tu... sta arrivando qualcuno. Torno dopo. (esce dal
giardino)

GROUCHO: Bene, torni gioved prossimo e porti un saggio della
sua scrittura e, soprattutto, non si preoccupi. (intanto dal
giardino arriva Lucille Briggs; cappa di ermellino avvolta
intorno al corpo, abito nero lungo, scollato, fatale. Groucho la
vede e, accucciato sulla balaustra, comincia a miagolare. Lei lo
vede; gli si avvicina salendo sulla veranda)

GROUCHO: Miaoo! Miaoo!

LUCILLE: Come mai sei qui?

GROUCHO: Ah, follia di mezz'estate. La musica mi pulsa nelle
tempie, l'ardente sangue della giovent. Deh, Maestro di
Cappella, lasci che i violini singhiozzino: il mio reggimento
parte all'alba! (tromba militare: poi ballano un valzer
figurato. Finita la musica, cadono entrambi sul divano) Far
partire il reggimento senza di me. (suona un'altra tromba
militare. Seduti sul divano i due si ricompongono. Poi Groucho
si tuffa su Lucille e tenta d'abbracciarla)

LUCILLE: Oh, no, non farlo. Mio marito potrebbe essere nel
salone, e se mi scoprisse qui allungherebbe le mani.

GROUCHO (geloso): Pensi sempre a tuo marito. Non potrei
allungarle io?

LUCILLE: Oh, Alky parlava tanto di questa festa.

GROUCHO: E io sognavo una notte come questa, sai. Dimmi ora cosa
sognavi tu.

LUCILLE: Sognare? Ma se non riesco neanche pi a dormire,
pensando a chi star mai correndo dietro lui.

GROUCHO: Perch non possiamo staccarci da tutto questo, noi due
soli, e alloggiare tra le pulci in collina; cio volevo dire
nella mia Loggia tra le felci, in collina?

LUCILLE: Oh no, non potrei neanche pensarci.

GROUCHO: Non aver paura. Potresti entrare in questa Loggia per
poco e non ti chiederebbero neanche la visita medica, a meno che
tu non insistessi.

LUCILLE: Bella vita coniugale, la mia! Guarda; quasi quasi
sposerei te pur di far dispetto a quello sporco doppiogiochista!
(lo bacia)

GROUCHO (serio): Signora Briggs, conosco e rispetto suo marito
Alky da molti anni (carezzandola) e quel che va bene a lui, va
bene anche a me!

LUCILLE: Ugh (Groucho l'abbraccia, attirandola gi sul divano.
Sulla veranda arrivano, furtivi, altri due ospiti con intenzioni
amatorie)

LUI: Oh, Emily! (abbracciandola)

LEI: Oh, Henry, sta attento, potrebbero vederci (Groucho
all'erta)

LUI: Sono stato attento fin troppo.

GROUCHO (sale in piedi sul divano) Mi compiaccio con lei per
averne accennato: ma da quando sta attento, lei?

LEI (allarmante): Lasciami, ci hanno visto. (Lucille s'
rincantucciata in un angolo del divano)

LUI (rassicurandola): Sta calma, Emily, con loro parlo io. (a
Groucho) Lei non dir nulla di questo, vero?

GROUCHO: Signore, sta cercando di comprare il mio silenzio? A
quanto?

LEI (a Groucho): Oh, lei non comprende. Vede, non sono felice
con mio marito; io. Avrebbe dovuto sposare una qualsiasi
casalinga, lui...

GROUCHO: Signora, quanto ha detto mi offende. Alcune delle mie
migliori amiche sono casalinghe! (fa l'occhietto a Lucille)

LUCILLE (tossisce): Ahem!

LUI: Guardi, se ha intenzione di parlare cos...

GROUCHO: Mi ascolti: lei nel paradiso degli sciocchi. Vuol
forse spendere dieci dollari per comprare un anello alla
signora? Guardi questo, puro ottone, con un dollaro e mezzo se
lo porta a casa. Che ne dice? So che della misura giusta, l'ho
preso dal naso di un selvaggio.

LUI: Cosa... (scandalizzati, i due fuggono)

GROUCHO (prosegue imperterrito): Allora? Un dollaro e mezzo.
Glielo lascio per un dollaro. Cinquanta centesimi, neanche un
nichelino di meno. (continuando l'asta immaginaria) Dunque,
amici, cosa mi offrite per questo bel pezzo di paccottiglia
francese?

LUCILLE: Oh, so io che vuol dire essere infelici!

GROUCHO: E come pensi che mi senta io, con quest'anello sul
gobbo!

LUCILLE: Sono sposata da quattro anni: quattro anni d'abbandono,
quattro anni di litigi, quattro anni di crepacuore!

GROUCHO: Fa dodici anni in tutto Devi esserti sposata in fasce.
Che sfascio, vero? E pensi che vorresti tornare indietro? Vieni
qui, bimba, tu mi piaci!

LUCILLE: Oh, non dovrei. E mio marito?

GROUCHO: D'accordo, (coccolandola) gli troveremo una ragazza.

LUCILLE: Ah! (ha intravisto qualcosa, o qualcuno; spaventata,
afferra la pelliccia e scappa. Arriva Briggs dal giardino.
Groucho, vedendolo avvicinare, si nasconde tra i cuscini del
divano. Briggs lo scopre e gli chiede)

BRIGGS: E quella chi era, mia moglie?

GROUCHO (beffardo): Sposato da dodici anni e lo chiedi a me?

BRIGGS: E cosa fai qui, tu? Mi pareva d'averti detto di spiare
Helton.

GROUCHO: L'ho spiato s.

BRIGGS: E che faceva?

GROUCHO: Stava spiando me.

BRIGGS: Ti ha veduto?

GROUCHO: No. Sono pi avveduto io. Lui ha potuto solo spiarmi.

BRIGGS: Beh, tornatene dentro. Stiamo per prendere la ragazza.

GROUCHO: Ok capo. (Briggs esce. Groucho s'accende un sigaro con
uno strano aggeggio che poi butta via, ma rimane sdraiato sul
divano, senza sognarsi di ubbidirgli; una ragazza in calzoni,
urlante, passa di corsa in giardino, inseguita da Harpo in bici)





Chico entra dalla portafinestra del salone da ballo, durante
l'intervallo dell'orchestra. Si avvicina al pianista.



CHICO: Ehi, tu. Hanno della buona roba l fuori. Vuoi bere
qualcosa? (il pianista esce: immediatamente lui prende il suo
posto) Pronti ragazzi? Ok, riprendiamo. (batte la mano sul
piano) Ah, ah, vi ho battuti stavolta! (suona istrionicamente:
applausi finali. Dalla porta del salone entra Helton al braccio
di una signora alta seguita da Harpo drappeggiato in un
mantello, a mo' di batticulo)

HELTON: Permetta che le prenda qualcosa da bere

SIGNORA: Gliene sarei molto grata (bevono due coppe di punch)
Proprio quel che ci voleva!

HELTON: Ah! (soddisfatto. Harpo si accoda a un'altra signora.
Gridolini. Follie. Chico si accosta sorridendo a Helton, ospite
gioviale)

HELTON: Allora come va, ragazzo?

CHICO: Bene.

HELTON Hai tutto quel che desideri?

CHICO: Certo, ma che ne direbbe di trovar lavoro anche a mio
nonno?

HELTON: Tuo nonno? E cosa sa fare?

CHICO: Sa mettere il formaggio nelle trappole per topi.

HELTON: Ma non ci sono topi, qui!

CHICO: Non importa, va bene lo stesso, quelli se li porta da
casa.

HELTON (divertito): Ah, ah, ah! (Harpo scaglia via il
travestimento e corre dietro a una ragazza)





Zeppo e Mary, sulla soglia dell'atrio Li accosta un maggiordomo.



ZEPPO: Sai, Mary, sembra che tutti si stiano divertendo quasi
quanto me!

MAGGIORDOMO: Mi scusi, Miss Helton, ma c' qualcuno che la
desidera.

MARY: Scusa un momento, mi sbrigher in fretta.





Harpo nell'atrio con una ragazza dall'elaborata crinolina e
buffo copricapo a jolly. Saltandole letteralmente addosso le
abbassa la crinolina e le schiaccia l'acconciatura; follie come
al solito, poi va, ridendo.



Nel salone, Groucho circondato da giovani donne adoranti.



GROUCHO (falsamente modesto): No, vi sbagliate davvero, ragazze.
Tanto per cominciare, Gary Cooper e molto pi alto di me.
(sopraggiunge Helton, che gli porge un foglio)

HELTON: Vorrei che presentassi tu questa cantante. Io non riesco
a pronunciare il nome.

GROUCHO (prende il foglio e legge: o fa finta): Signore e
Signori! Desidero informarvi che tra cinque minuti sar servita
una cena fredda nella sala accanto. Per agevolare un pi rapido
afflusso di l, il soprano Mrs. Schmalhausen canter "'O Sole
Mio" qui. (il soprano alta e bruna - canta accompagnata
all'arpa da un'altra anima gentile; costei per viene spaventata
da Harpo, che la sostituisce allo strumento. Si svita una mano
posticcia e finge di mangiare una scarpa: poi s'arrotola le
maniche e suona. Terminato il canto gli si avvicina Chico,
scontento, nonostante gli applausi)

CHICO: Ehi, cos non va. Vuoi essere cacciato di nuovo? Suona
una bella cosa. Ti dico io quel che devi suonare, suona
"tarararatanta". ("Sugar in the morning". Harpo afferra il
motivo, lo fischietta e poi l'esegue all'arpa). S, proprio
quella. Ah, che bello! Ah, magnifico! Come mi piace!
(applausi. La ranocchia nel cappello gracida, contenta)





Soglia del salone. Il maggiordomo, sconvolto, perso ogni
self-control, gesticola e chiama Helton: gli farfuglia qualcosa
all'orecchio in barba a ogni galateo.



HELTON: Oh! Oh! (gesticolando anche lui) Mary! Me l'hanno rapita!

ZEPPO (accostandosi a precipizio) Chi stato rapito?

HELTON: Quell'Alky Briggs! (al maggiordomo) Hai visto che la
trascinavano in macchina? Dove l'avranno portata, dove?

MAGGIORDOMO: Sa, prima mi hanno bendato e poi...

GROUCHO: Ma naturale, l'hanno portata al granaio, certo!
Sentite, gente, prepariamoci una bella colazione al sacco e
andiamo a fare un picnic al vecchio granaio, dai? (gran
confusione intorno a Helton che, molto concitato, d ordini a
tutti i suoi)

HELTON: Fred, va gi alla North Road e tu, Jack, dirigiti verso
Front Street. Io prendo con me un paio di ragazzi.

GROUCHO: Io prender un paio d uomini: non c' tempo per le
donne, ora. Al granaio, al granaio! (nella confusione generale,
tutti s'accalcano all'uscita: Harpo salta in groppa a una
signora, Chico resta in coda e commenta, invidioso)

CHICO: Diavolo, non so cosa darei per avere un cavallo!





Alky Briggs pi tre energumeni e Mary prigioniera arrivano in
auto scoperta al vecchio cascinale, granaio o stalla che dir si
voglia. Entrano. La macchina riparte.



BRIGGS: Portatela qui, su, sbrigatevi!

MARY (strillando): Lasciatemi, lasciatemi, lasciatemi!

BRIGGS: Inutile urlare, ragazzina. Qua non ti sente nessuno

MARY: Aspetta che lo sappia mio padre!

BRIGGS: Lo sapr presto e sar io stesso a dirglielo. (vedendo
che si agita troppo) Sta calma, tanto non puoi andare da nessuna
parte. Non ti agitare cos!

MARY: Toglietemi le mani di dosso, vi dico! (sempre isterica,
urla)

BRIGGS: Senti, ragazzina, non ti torcer un capello nessuno. Se
tuo padre si comporta bene, sarai fuori di qui tra un'ora.
Butch, occupati di lei finch io vado da Joe. (agli altri due)
Andiamo ragazzi! (Mary strilla. Il gorilla la solleva senza far
complimenti, portandola su di peso. E' uno dei suonatori di sax)

MARY: Toglimi le mani di dosso.

BUTCH (depositandola su una poltroncina di vimini): Mettiti
comoda ma chiudi il becco!





Arrivano in taxi Groucho e Chico, fermandosi davanti al
cascinale.



TASSISTA: Un dollaro e dieci.

GROUCHO: Ecco un dollaro, tenga il resto.

TASSISTA: Veramente, ho detto un dollaro e dieci.

GROUCHO: Va bene, allora mi ridia il dollaro, terr io il resto.
(il taxi riparte)

CHICO: E' pi di mezzo dollaro! (Groucho e Chico s'avvicinano al
cascinale e si fermano davanti alla porta. Groucho ha in mano un
cestino da picnic)

CHICO: E tu questo lo chiami granaio? Sembra una stalla!

GROUCHO: Beh, se lo guardi sembra un granaio, se annusi un po'
sembra una stalla.

CHICO: Allora guardiamo soltanto.

BUTCH (dall'alto d'una finestrella): Ehi, voi; via di l!

GROUCHO: Senti, tu, hai una ragazza in quel fienile?

BUTCH: No.

GROUCHO: Allora sei ancora pi stupido di quanto pensassi!

BUTCH (irritato): Squagliatevela, vi dico!

GROUCHO: Che hai detto?

BUTCH: Ho detto "Squagliatevela" (furibondo, scaglia un sacco
che sembra piuttosto pesante)

GROUCHO: Scusa, non ho capito: cosa hai detto?

BUTCH (esasperato): Ho detto squagliatevela!!!

GROUCHO (a Chico): Ha detto "squagliatevela", perbacco, l'avessi
detto io! Lo senti ripetere da tutti al club!

BUTCH: Adesso scendo a suonarvele!

GROUCHO: Non incomodarti, veniamo su noi! (poi a Chico) Vieni,
adesso entro e gliele suono io. (entrano nel cascinale e si
siedono su un mucchio di fieno, sconvolgendo galline
starnazzanti, con grandi muggiti in sottofondo) Eccoci nel
vecchio granaio, pronti a farci un bel picnic. Oh, dio, addio
picnic. Non ci sono formiche rosse!

CHICO: Io conosco un pellerossa che ha due galline rosse. Ma non
credi che faremmo meglio a cercare la ragazza?

GROUCHO: Aspettiamo d'aver finito di mangiare. Quel che abbiamo
basta solo per due.

CHICO: Non capisco perch non si sia fatta rapire vicino a un
ristorante!

GROUCHO: Vieni gi stanotte, credo che far io l'uovo se le
galline non si decidono. Prendi (porgendogli un bicchiere) va a
quella stazione di servizio (indicandogli una mucca) a fare il
pieno. Pastorizzato mi raccomando. (Chico esita) Su, sbrigati:
dov' il latte?

CHICO (indicandogli il vitellino) C' un cliente prima di me.
(arriva dall'alto il gorilla Butch, urlante)

BUTCH: Ehi! (i due si alzano) Cosa fate qui, voi?

GROUCHO: Che facciamo noi? E tu, che vai in giro a rapir
ragazze! Bel melodramma all'antica, rapire una ragazza! Hai
letto troppi romanzucoli da quattro soldi!

CHICO: Su, sbrigati a dargli una lezione, io t'aspetto fuori.
(Groucho fa per salire)

BUTCH: Se vieni su, sei perduto.

CHICO: Meglio aver amato e perduto che non aver amato mai!

GROUCHO: Belle parole!

BUTCH: Squagliatevela, o vi sbatto fuori io! (inizia un
inseguimento a tre per la cascina, mentre su nel fienile Mary
cerca di liberarsi. Poi arriva Harpo con un forcone, che per
viene spezzettato dal gorilla infuriato dopo le parole di Chico)

CHICO: Cos, pensavi di essere un grand'uomo, pensavi di...

BUTCH (fumigando): Ora mi sbarazzer di voi... (entra Zeppo che
gli da un pugno, sbattendolo gi. Poi Zeppo sente l'urlo di Mary
dall'alto e si precipita di sopra. Entra Briggs con gli altri
due ceffi, che soccorrono il gorilla svenuto)

BRIGGS: Butch! (Chico e Harpo si nascondono dietro la porta.
Briggs vede Zeppo e lo apostrofa) Ehi, tu, vieni gi da quel
fienile! (Zeppo gli si lancia addosso dall'alto della scala: i
due s'azzuffano, Mary urla. Chico e Harpo danno una botta per
uno in testa ai due ceffi, che cadono. Zeppo scaraventa Briggs
nel fieno e cos ritroviamo Groucho che, coraggiosamente, si si
era nascosto. Ora declama)

GROUCHO: Dove son mai finite quelle ragazze di fattoria di cui
avevo tanto sentito parlare? (torna a nascondersi nel mucchio di
fieno. Poi Briggs e Zeppo lottano proprio in quel mucchio e
Groucho riemerge) Ragazzi, perch non andate a picchiarvi un po'
pi in l, volete rompermi gli occhiali? (si alza ed esce dal
fieno. Nel frattempo Chico, davanti ai tre figuri stesi per
terra svenuti, s'improvvisa imbonitore di un gioco, la ruota
della fortuna)

CHICO: Venite, gente, avvicinatevi pure. Solo dieci centesimi al
tiro. (ad Harpo) Bravo ragazzo, ecco a te, dieci centesimi.
Guarda qui, paparino, l'unico divertimento della stalla,
vediamo; vince il numero sedici ecco un numero fortunato a te,
giovanotto. (Harpo vince una bacchetta, con cui assesta un colpo
a uno dei "cattivi" che si stava riavendo) Mi spiace non sia un
premio migliore. Il gioco riprende. (e si riprende la bacchetta)
Vediamo cosa esce. Bene, bene, ragazzo baciato dalla Fortuna:
doppio zero, due tiri al prezzo di uno. (altra botta in testa)
Gente, questo il pi bel gioco del mo... (Harpo d una botta
in testa anche a Chico, che cade sugli altri tre. Briggs intanto
continua la lotta con Zeppo. Groucho s'avvicina alla mucca,
melodrammatico)

GROUCHO: Tu sei madre, tu comprendi. Come ti sentiresti se ti
rapissero il vitellino, met di te stessa? Riconosco che mezza
mucca meglio di niente, ma non pi il momento per i giochi
di parole: affronta la battaglia laggi. (brandendo un fanale da
carrozza, come fosse un microfono, s'improvvisa radiocronista
sportivo) Eccoci di nuovo ai bordi del ring, e, signori miei, si
profila un grande match. I contendenti sono avvinghiati al
centro del ring. Ragazzi, che scontro! Dai, dai, dai! (passando
con disinvoltura al baseball) Dopo tre "dai", arriva alla prima
base. Fine del primo inning: nessun run, niente errori, ma tante
botte: Uhiiii! (Harpo a cavallo - rivolto verso la coda - un
incrocio tra Nelson e Napoleone. Groucho fa una pausa e cambia
da radiocronista ad annunciatore di caroselli pubblicitari)
Questo programma vi gentilmente offerto dalla Ditta
Arredamenti Oca d'Oro, con tre negozi sulla 125esima, 125esima e
125esima: voi fornite la ragazza, loro forniscono piume e
catrame per il vostro nido! Leggete i nostri annunci nella
pattumiera di oggi. (riprende la radiocronaca dell'incontro di
boxe con un microfono diverso: sembra un innaffiatoio)!. Ora i
ragazzi si sono spostati su questo lato del ring: su! Benissimo!
Forza, gente, non andate in stalla, pardon, in stallo. Mamma
mia, se fossi ancora giovane! Uhiii!!!

CHICO (serio, con un campanaccio): Secondo round!

GROUCHO (dall'alto): I due si suonano al centro del ring: ma
una musica che non mi piace. Briggs si muove a scatti e a zig
zag: buon lavoro, se uno lo sa fare! Ora ce la stanno mettendo
tutta, e che roba! Quella l'ho ritagliata da un calendario. Ora
sono al centro del ring e la folla inneggia. (muggito di fondo.
Entra Helton e si precipita alla ricerca della figlia. Briggs
cade rovinosamente sotto un poderoso (!) pugno di Zeppo. Mary
vede il padre e scende)

MARY: Pap !

HELTON: Stai bene tesoro? (a Zeppo riconoscente) Bravo ragazzo,
il vecchio Joe Helton non dimentica mai gli amici, sai! (Harpo
abbraccia felice il vitellino, sbucando dal fieno)

ZEPPO (andandosene felice anche lui a braccetto di Mary):
Quest'impresa stata un vero piacere!

HELTON (prima d'uscire, vedendo Groucho ancora affaccendato, gli
chiede): E tu? Cosa stai facendo?

GROUCHO: Io cerco l'ago nel pagliaio!



(fine)







HORSE FEATHERS.





CURIOSITA' DI TRADUZIONE di Francesca Bandel Dragone.



Con "Horse Feathers", del 1932, si concluse la mia fatica di
trascrizione ma non quella di traduzione che prosegu con un
altro delizioso film, "A Day at the Races" del 1937. I Marx a
quella data erano passati dalla Paramount alla Metro e forse
l'autore dei testi non mormorava pi al grande critico: "Zitto,
m' sembrato di sentire una delle mie battute originali!",
durante le riprese.

Qui ci troviamo in un college, ambiente insolito per i Marx. Nei
College dell'"Ivy League", la "Lega dell'Edera", che comprende
le pi belle e prestigiose universit americane - fra le quali
Harvard, Yale, Princeton e Dartmouth - dalle mura spesso
ricoperte di rampicanti, non si d molto peso allo sport,
d'altro canto sono molte le Universit che si specializzano in
attivit sportive, specie in Florida e negli stati del Mid-West.
Huxley College appartiene senz'altro a questa categoria, e
Groucho - pardon, il Prof Quincy Adams Wagstaff, un nome che
tutto un programma - ne appena divenuto Rettore. Il film
inizia con un balletto "accademico" che a me ricorda molto le
coreografie di Busby Berkeley. Il brano che ho scelto mi pare
piuttosto rappresentativo, sia per gli argomenti, sia per i
"calembour" che vi troviamo.



WAGSTAFF: And I say to you, gentlemen, that this college is a
failure. The trouble is we are neglecting football for education.

WAGSTAFF: Signori, vi dico che il College in uno stato
deplorevole. Il problema che si trascurato il football dando
pi importanza alla cultura.



PROF: Exactly. The Professor is right.

I DUE PROFESSORI (insieme): Proprio cos, il Professore ha
ragione.



WAGSTAFF: Oh, I'm right, am I? I am not right, I am wrong. Just
said that to test you. Now I know what I'm at. I'm dealing with
a couple of snakes. What I meant to say was: there's too much
football and not enough education.

WAGSTAFF (con aria furba): Ah, voi dite che ho ragione? Non ho
ragione, ho torto, ho detto cos per vedere le vostre reazioni.
Ora so come la pensate: nutrivo due serpi in seno! Intendevo
dire che c' troppo football e poca cultura.



PROF: That's what I think.

I DUE PROFESSORI (insieme): Gi, quel che penso anch'io!



WAGSTAFF: Oh, tou do, do you? Well, you're wrong again. If there
was a snake, you ought to apologize. Where would this college be
without football? Have we got a stadium?

WAGSTAFF: Davvero? Avete di nuovo torto. Chiedete scusa alle
serpi, se le incontrate. Dove sarebbe mai il college, senza il
football? Abbiamo uno stadio?



PROF: Yes.

I DUE PROFESSORI (insieme): S.



WAGSTAFF: Have we got a college?

WAGSTAFF: Abbiamo un college?



PROF: Yes.

I DUE PROFESSORI (insieme): S.



WAGSTAFF: Well, we can't support both: tomorrow we start tearing
down the college.

WAGSTAFF (con piglio deciso): Non siamo in grado di mantenerli
tutti e due: cominceremo a buttare gi il college, domani.



PROF: But, Professor, where will the students sleep?

I DUE PROFESSORI (esterrefatti): Ma Professore, dove dormiranno
i ragazzi?



WAGSTAFF: Where they always sleep: in the classroom.

WAGSTAFF: Dove hanno sempre dormito: in classe.



SECRETARY: Oh, Professor, the Dean of Science wants to know how
soon you can see him. He says he's tired of cooling his eels out
here.

SEGRETARIA Il Preside di Scienze desidererebbe sapere quando lo
ricever. Dice che stufo di fare anticamera.



WAGSTAFF: Tell him I m cooling a couple of heels (= eels) in
here. Where were we? Oh, yes: how much am I payng you fellows?

WAGSTAFF: Gli dica che, con questi due, son stufo anch'io.
Dov'eravamo rimasti? Oh, s, (schiacciando una noce nel
registro) quanto vi pago all'anno?



PROF: Five thousands a year: but we've never been paid!

I DUE PROFESSORI: Cinquemila dollari, ma non li abbiamo mai
avuti!



WAGSTAFF: Well, in that case I'll raise it to eight thousands
and a bonus. Bring your daughter and I'll give her a bonus, too.

WAGSTAFF: Allora ve li porter a ottomila, pi una gratifica.
Portatemi le vostre figlie, gratificher anche loro!



SECRETARY: The Dean is furious: he's waxing wrath!

SEGRETARIA: Il Preside proprio incavolato: una furia!



WAGSTAFF: Is Wrath (= Ralph) out there, too? Tell Ralph to wax
the Dean for a while. This is bad, eh?

WAGSTAFF: C' Furia di l? Gli faccia scavallare un po' il
Preside, e i cavoli suoi. Cattiva questa, eh?



PROF: One more thing, Professor; it'a about your son. I'm afraid
he's paying too little attention to his studies and too much to
Connie Bailey, the college widow!

PROFESSORE A SINISTRA: Un'altra cosa ancora, Professore:
riguarda suo figlio. Temo si dedichi troppo poco allo studio e
troppo a Connie Bailey, una piacente vedovella.



WAGSTAFF: He is, hey? I'll soon put a stop to that. I'll call
her up right now. Is either of you weasels got her phone number?

WAGSTAFF: Ah s? Provveder subito. Le telefono immediatamente.
Uno di voi furbastri sa il numero?



PROF: Nooooooo.

I DUE PROFESSORI (scandalizzati): Nooo!



WAGSTAFF: Well, it s a good thing I have. Operator, get me Main
49970, reverse the charges. You may go now. Drop this in the
next mail (= male) box on the way out. Hallo? May I speak to
Miss Bailey? Is this Miss Bailey?

WAGSTAFF: Io s, per fortuna. (consulta un suo calepino: poi al
telefono) Centralino, vorrei Main 49970, chiamo in R. (ai due)
Potete andare. (a quello a sinistra) Infilalo nella prima buca
che trovi. (al telefono) Pronto? Vorrei parlare con Miss Bailey.
E' Miss Bailey all'apparecchio?



CONNIE: Huh, huh, of course I know your son. Why, that's silly.
We are just very good friends. But. Professor. I don't
understand...

CONNIE ( ancora a letto. La cameriera le sta portando via il
vassoio): Ehm, certo che conosco suo figlio. Ma no, che
sciocchezze! Siamo solo buoni amici. Ma, Professore, non
capisco...



WAGSTAFF: You don't, eh? Well, I want to see you. Come right
over to my office. You can't? You're still in bed? In that case,
I'll come over to your office. That's a nice way to carry ice!
Where are your tongs (= tongues)! It looks like a tongue war!

WAGSTAFF: No eh? Beh, voglio vederla. Pu venire subito nel mio
ufficio? Non pu? E' ancora a letto? In questo caso, vengo io.
Bel modo di trasportare il ghiaccio! Dove avete lasciato le
apposite pinze? (entrano Chico e Harpo) Mi fate anche la
linguaccia? Oh, la confusione delle lingue!



BARAVELLI: Well, that's the last time we deliver ice, unless you
pay the bill.

BARAVELLI: Senti, l'ultima volta che ti serviamo a domicilio:
se non paghi il conto, niente pi ghiaccio.



WAGSTAFF: How much do we owe you?

WAGSTAFF: Quant' che vi devo?



BARAVELLI: Two thousand dollars.

BARAVELLI: Duemila dollari.



WAGSTAFF: Two thousand dollars for ice? I can get an Eskimo for
two hundred dollars, and make my own ice.

WAGSTAFF: Duemila dollari di ghiaccio? Per duecento posso
procurarmi un eschimese e farmelo in casa! (Harpo va alla
libreria, prende un libro, ride e lo getta nel fuoco)



BARAVELLI: I tell you what we do. I make you a proposition. You
owe us two hundred dollars. We take two thousands and call it
square.

BARAVELLI (accomodante): Sai che ti dico, voglio farti una
proposta: tu ci devi duecento dollari, ce ne dai duemila e noi
ci dichiariamo soddisfatti. (Harpo continua a scaraventare libri
nel camino)



WAGSTAFF: That's not a bad idea. I tell you, I'll consult my
lawyer and if he advices me to do it, I'll get a new lawyer. Why
don't you forget about the money? Go to college, meet all the
beautiful girls get yourself a co-ed.

WAGSTAFF (quasi convinto): Non un'idea malvagia. Sai che ti
dico io? Chieder al mio avvocato e se mi consiglia in questo
senso, beh, cambier avvocato. Perch non te li scordi, i soldi?
Va al college ci sono dei pezzi di figliole!



BARAVELLI: Uah! I go a co-ed (coat). Last week, for 18 dollars
I got a coat with two pair of pant!

BARAVELLI: Mah, la settimana scorsa ho preso un due pezzi per
diciotto dollari, e con due paia di calzoni!



WAGSTAFF: Since when has a co-ed got two pair of pants?

WAGSTAFF: Due paia di calzoni? Le ragazze? E da quando?



BARAVELLI: Since I joined the college.

BARAVELLI: Da quando frequento il college io.



WAGSTAFF: Baravelli, you've got the brain of a four year old
boy, and I bet he was glad to get rid of it. Well, now that you
are a college boy, here's your hat, here's your pennant, here's
your coat. All right, report for football practice in the
morning. Now, I want you to sign this agreement.

WAGSTAFF: Baravelli, hai il cervello d'un moccioso appena
svezzato che dev'essere stato ben felice di sbarazzarsene. Beh,
visto che ormai al college ci sei (Harpo ha ammucchiato tutti i
libri sul pavimento e li spala nel camino, con costanza) eccoti
il berretto, lo stendardo e il pelliccione (tre caratteristiche
dello studente che va a vedere le partite di football del
campionato interuniversitario) e presentati domattina allo
stadio per l'allenamento. Ora devi firmare questo contratto (gli
porge un foglio)



BARAVELLI: Hey, there's nothing on this paper!

BARAVELLI: Ma qui non c' scritto niente!



WAGSTAFF: That's all right, we'll fill in something later. Here,
put your name on there, eh? Gee, I didn't know you could write!
Wait a minute, wait a minute! This isn't legal. There's no seal
on it. Where's the seal, the seal!

WAGSTAFF: Non preoccuparti, butteremo gi qualcosa pi tardi.
(ad Harpo) Qua, scrivi il tuo nome. (Harpo fa una gran croce)
Perdiana, non pensavo che sapessi scrivere! Ma un attimo, un
attimo, il documento non legale, manca il sigillo a fuoco.
Dov'? (arriva Harpo con una foca, la mette sulla scrivania, lei
salta gi, tutti le si precipitano dietro) A fuoco, non a foca!
(la seguono strisciando, anche partendo dal piano della
scrivania)



Anche qui, qualche "pun" risultato intraducibile, qualche
doppio o triplo senso s' perso per strada: peccato, ma vi
assicuro che ho fatto del mio meglio. Quel "Wrath" (ira, furia)
che Groucho fa diventare Ralph l'ho spostato alla fine per farlo
diventare Furia: ho messo un cavallo al posto di un uomo, quasi
a vendicare l'anatra fatta fuori in "Cocoanuts" (a proposito, ce
n' una anche in questo film, e in canoa con Groucho prende il
posto di Thelma Todd finita in acqua): Furia, cavallo del West,
da noi piuttosto noto. Mettendo un cavallo ho fatto anche felice
Harpo che se ne porta spesso dietro una foto! I "cavoli suoi" si
ricollegano all'eufemismo vegetale di prima e lo "scavallare",
conoscendo le impennate di Furia, sostituisce ben un "picchiare"
("to wax").

La "foca" rimasta, ma l'ho assonanzata con il "fuoco" del
sigillo, arrampicandomi un po' sui vetri. La "co-ed" colei che
studia in una scuola mista, frequentata cio da ragazzi e
ragazze. I college pi esclusivi in quegli anni erano
"separati": quelli dell'"Ivy League" erano riservati agli uomini
sin dalla fondazione e si aprirono alle donne solo dopo gli anni
Sessanta. Ne esistevano per di altrettanto prestigiosi
riservati alle ragazze, come Vassar, Bryn Mawr o Mount Holyoke,
oggi "co-ed" anch'essi. Il nostro stolido Chico capisce "coat",
cio "giacca, cappotto": "due pezzi", ho tradotto io, per
continuare il gioco secondo le intenzioni sessuofone di Groucho
(che, tra l'altro, parla di "mail box" intendendo "male box":
cio non cassetta "postale" ma "per uomini"!).

Nel film spesso appare "l'uomo del ghiaccio", figura cardine
durante il proibizionismo, e presenza costante nei lavori dei
Marx. Non solo un riferimento a O'Neill, ma anche il vivo
ricordo della loro infanzia povera per le strade di Yorkville.

In "Horse Feathers", oltre al solito Chico "shooting the keys"
(che "spara alla tastiera" con quella sua particolare
diteggiatura) e allo svagato Harpo all'arpa, abbiamo Groucho
alla chitarra: la stessa canzone viene cantata a Connie Bailey
(la biondissima Thelma Todd) da tutti gli spasimanti, che
s'accompagnano con strumenti diversi; intenerita, la povera non
trova di meglio che sposarli tutti e tre, lasciando a bocca
asciutta solo il giovane Zeppo. Triste che la fulgida Thelma
Todd sia finita tragicamente e in modo ancora pi misterioso di
Marilyn Monroe (fugacemente apparsa nell'ultimo film dei Marx,
"Love Happy", del 1949): qui la sua bellezza sigla la
conclusione del film con un matrimonio disincantato e, a dir
poco, anticonvenzionale.





HORSE FEATHERS.



Regia di Norman Z. McLeod.

Soggetto di Bert Kalmar, Harry Ruby, S. J. Perelman e Will B.
Johnstone.

Musica e testi delle canzoni di Bert Kalmar e Harry Ruby.

Fotografia di Ray June.

Produttore Benjamin P. Schulberg.

Durata: 68'.

Prima rappresentazione: 19 agosto 1932.









PERSONAGGI E INTERPRETI.



Prof. Quincy Adams Wagstaff: Groucho.

Pinky: Harpo.

Baravelli: Chico.

Frank Wagstaff: Zeppo.

Connie Bailey: Thelma Todd.

Jennings: David Landau.

Professore di anatomia: Robert Craig.

McCarthy: Nat Pendleton.

Mullen: James Pierce.

ex Presidente: Reginald Borrow.

Peggy Carrington: Florine McKinney.





Huxley College. Aula Magna. Sul palco, plenum dei professori in
tocco e toga. Gi in sala, allievi e allieve. Al centro del
palco un tavolo dinanzi al quale, in piedi, parla il presidente
- Rettore - uscente.



PRESIDENTE: Cos, lasciando l'incarico di presidente di questa
universit, mi doloroso invero accomiatarmi da voi. Con il pi
grande piacere, invece, vi presento colui che guider d'ora
innanzi i destini di questa grande istituzione, il Professor
Quincy Adams Wagstaff. (Wagstaff, interpretato da Groucho, si
sta sbarbando in fondo al palco, guardandosi in uno specchietto
appeso a una finestra; ha le bretelle gi ed in maniche di
camicia) Professor Wagstaff, un grande onore per me porgerle
il benvenuto ad Huxley College.

WAGSTAFF: Bando alle vane ciance: mi tenga la toga. (gli d la
toga da reggere, sbuffandogli in faccia il fumo del sigaro; se
la infila)

PRESIDENTE: A proposito, professore, qui non si fuma.

WAGSTAFF: Questo lo dice lei. (abbottonandosi la toga)

PRESIDENTE: Il corpo accademico le sarebbe grato se volesse
buttar via il sigaro.

WAGSTAFF: Il corpo accademico far bene a restare seduto:
inutile tuffarsi per il mio sigaro. Ehm! (l'ex presidente va a
sedersi: Groucho tossicchia, batte sul tavolo col martelletto)
Illustri colleghi e studenti di Huxley: beh, pensavo che fosse
la lama del mio rasoio ad aver perso il filo finch non ho
sentito il suo discorso! Mi torna in mente a questo proposito
una storiella, cos sconcia che mi vergogno perfino a pensarla.
E guardando questi volti vogliosi comprendo l'attuale posizione
del College: orizzontale! Dov'ero presidente prima, le cose
erano diverse. S'andava di male in peggio, ma un giorno ci
mettemmo di buona lena e con Lena fui di nuovo in posizione
anch'io. Ci sono domande? Risposte? "Any rags, any bones, any
bottles today?..." (canticchia) Non c' movimento qui. Chi dice
Quarantotto? Chi dice Sessantotto? Su, un po' di spirito, un po'
d'aria! Senza dubbio vi chiederete perch sono qui: son venuto a
prendere mio figlio. Ricordo il giorno che ci lasci per venir
qui, ragazzo appena e giovane imberbe - li salutai entrambi! A
proposito, dov' il mio unico e solo figlio? (esplora
l'emiciclo: c' una ragazza in prima fila, seduta in grembo a
Zeppo) Signorina, se si alzasse vedrei il levar del solo, cio,
del sole. (a Zeppo) Cos, te le lavori a scuola anzich a casa,
eh?

FRANK: Salve, vecchio mio!

PRESIDENTE: Caro professore, agli studenti piacerebbe sapere
quel che lei ha in mente per il futuro.

WAGSTAFF: Come?

PRESIDENTE: Dicevo che agli studenti piacerebbe sapere il suo
programma.

WAGSTAFF: Ma lo aveva gi detto. Ecco qual il problema qui,
troppe chiacchiere! A volte (mani nei capelli) mi pare
d'impazzire. Dove finir tutto questo? Che gliene viene in
tasca? Perch non se ne va a casa da sua moglie? Anzi, ci andr
io da sua moglie e lei non se ne accorger, differenze a parte!
Si accosti al marciapiede e mi mostri patente e certificato di
matrimonio!

PRESIDENTE: Presidente Wagstaff, ora che lei veste i miei
panni...

WAGSTAFF: Ah, ecco di chi erano, me lo stavo giusto chiedendo.
Per poteva almeno pulirsi le scarpe...

PRESIDENTE: Il consiglio d'amministrazione avrebbe delle
proposte da sottoporle.

WAGSTAFF: Lei sapr certo che pu farsene, il consiglio di
quelle proposte... (d il la con il fischietto, e canta)

"Non so quel che mi voglian

dire ma comunque non mi importa

perch, in ogni caso, io sono contrario.

Chiunque sia il promotore, io sono contrario.

La proposta potrebbe anche essere vantaggiosa,

ma vorrei fosse ben chiaro

che, in ogni caso, io sono contrario,

ed anche se fosse modificata,

io sono contrario.

Io mi oppongo: per principio, mi oppongo.

CORO: Si oppone: il fatto

che per principio si oppone.

WAGSTAFF: Prima che mio figlio nascesse

urlavo da mane a sera

di essere contrario a tutto

e ho continuato a urlare,

visto che avevo cominciato, perch io sono contrario

(balletto di Groucho)

FRANK: Conoscendo mio padre (come lo conosco io)

non vi consiglio di contrariarlo,

o di prenderlo in giro,

no, no!

Non bidonatelo,

non strapazzatelo!

Quando il mio caro babbo perde le staffe

ehm, sono guai!

WAGSTAFF: Mio figlio ha ragione,

io mi accendo subito.

Appartengo a un clan battagliero.

Se mi offendono

o mi fanno un torto

io non perdono, combatto

e becco sempre il colpevole".

(balletto dei Professori)

WAGSTAFF: Pesco sempre il colpevole. (Groucho siede in grembo ai
Professori passando da uno all'altro. Poi, nel giro di ritorno,
tira loro la barba, ripetendo il gesto dei barbari nel Senato
romano)

CORO: Lui pesca sempre il colpevole!

WAGSTAFF: E' quel che ho detto!

CORO: Lui pesca sempre il colpevole!

WAGSTAFF: Proprio cos!

CORO: Lui pesca sempre il colpevole!

WAGSTAFF: E lo dite a me?

CORO: Lui pesca sempre il colpevole!

WAGSTAFF: Oh, sentite adesso.

CORO: Lui pesca sempre il colpevole, il colpevole!

WAGSTAFF: Io becco sempre il colpevole! (termina con un acuto,
in piedi sul tavolo. Tutti i Prof intorno gli stringono la mano)

PROFESSORI: Congratulazioni, professore! Splendido, professore!
Eccezionale, professore!

WAGSTAFF: O.K., filate ora, ci si vede dal barbiere. (tutti
escono; Zeppo scavalca la barriera e va incontro al padre)

FRANK: Babbo, congratulazioni! Sono orgoglioso di essere tuo
figlio! (e gli stringe la mano)

WAGSTAFF: Figliolo, m'hai tolto le parole di bocca: mi vergogno
di essere tuo padre. Tu stai disonorando i Wagstaff, se questo
fosse mai possibile. Cos' questa storia, che te la spassi con
una vedovella qui al college? Per questo non finisci
l'universit! Dodici anni nello stesso college! Io frequentai
tre college in dodici anni e me la spassai con tre vedovelle!
Alla tua et, andavo a letto subito dopo cena; o anche prima di
cena; qualche volta saltavo la cena e non andavo a letto per
niente. A quei tempi una vedovella nel college voleva dire
qualcosa: anzi, voleva dire molto!!!

FRANK: Non c' nulla di male, tra lei e me...

WAGSTAFF: Ah, no? Allora sei matto a perder tempo.

FRANK: Oh, ma tu non....

WAGSTAFF: Basta discutere, snob che non sei altro! Se avessi un
cavallo, te le darei col frustino. Puoi andare, ora. Lascia nome
e indirizzo alla segretaria e se ci saranno novit ci metteremo
in contatto. (Zeppo fa per andare) Dove vai?

FRANK: Mi hai appena detto di andarmene!!!

WAGSTAFF: E' questo che t'insegnano al college? Proprio mentre
ti dico di andartene, tu mi lasci? Non sai che non puoi uscire
dal college senza alzare la mano?

FRANK: Babbo, dal 1888 il College cambia presidente ogni anno.

WAGSTAFF: Ah s?

FRANK: Fu in quell'anno che vincemmo l'ultima partita di
football. Io sono per l'istruzione come chiunque altro...

WAGSTAFF: Spostati, cos parler a chiunque altro...

FRANK: Ma un college ha bisogno di qualcosa di pi, e questo ha
bisogno di una buona squadra di football, e non avr una buona
squadra se non avr buoni giocatori.

WAGSTAFF: Ragazzo mio, penso che tu abbia visto giusto.
Aspetter il risultato dei controlli oculistici. So di rischiare
molto, ma devo farti un'altra domanda: dove si trovano buoni
giocatori di football?

FRANK: In un bar clandestino gi...

WAGSTAFF: In uno "speakeasy"? Ma non illegale vendere
giocatori in un posto cos?

FRANK: Babbo, due dei migliori campioni di football bazzicano
sempre in un locale gi in citt.

WAGSTAFF: Vorresti forse dire a me, presidente di Huxley
College, di andare in uno "speakeasy", e senza neanche darmene
l'indirizzo?

FRANK: E' al 42 di Elm Street, ma non ci devi andare: immorale
e scorretto che un college acquisti giocatori!

WAGSTAFF: Rischio un cicchetto, dici? Perch non vieni con me e
ci facciamo un cicchetto insieme? O, meglio, aspettami qui.

FRANK: Altro, padre?

WAGSTAFF: Altro, padre? Non mi pare corretto: non meglio
"null'altro, padre"? Che roba! E pensare che sposai tua madre
perch volevo aver figli. Immagina che delusione quando
arrivasti tu! (estrae il fischietto, d il la) E continuai a
urlare, visto che avevo cominciato: sono contrario! (esce
ballando)





In uno "speakeasy" al 42 di Elm Street. Al banco tre brutti
ceffi incappellati: quello al centro Jennings, quello a
sinistra, pi alto, Mullen, quello a destra McCarthy. Questi
ultimi sono i due famosi giocatori di football.



JENNINGS: Allora, ragazzi, che ne dite della mia proposta?

McCARTHY: Per noi va bene, Mister Jennings, ma come far con la
squadra?

JENNINGS: Non preoccupatevi, gi tutto sistemato. Sarete
regolarmente iscritti all'universit di Darwin, giusto per
giocare contro Huxley il giorno del Thanksgiving.

MULLEN: Gi, e la grana, quando?

JENNINGS (estraendo due pacchetti di banconote dalla tasca):
Ecco un piccolo assaggio, tanto per cominciare. Il saldo dopo la
partita. Se giocate per Darwin, Huxley perder.

McCARTHY: Ah, ah, parole sante!

JENNINGS: Alla salute della mia cara Darwin! (bevono) Su
ragazzi, andiamo. (alla porta, prima di uscire, Mullen saluta il
custode)

MULLEN: Arrivederci, Henry.

CUSTODE: Arrivederci, Mullen. (e richiude la porta. Poi,
guardando l'orologio, chiama) Baravelli! Baravelli! Ehi,
Baravelli!





Retro dello "speakeasy". Squilla il telefono: Chico risponde.



BARAVELLI: S, signora. S, sono Baravelli, l'uomo del ghiaccio.
Desidera? Un quarto di scotch e uno di rye. Benissimo. Riempio i
recipienti. Certo, signora. Glieli mando subito. (riempie due
bottiglie con etichette diverse, con due imbuti di colore
diverso, ma dallo stesso bottiglione. Nel frattempo il custode
continua a chiamarlo)

CUSTODE: Baravelli! (Baravelli-Chico esce dal retro, cupo, come
al solito)

BARAVELLI: Che vuoi?

CUSTODE: Bada tu alla porta. Non far entrare nessuno senza la
parola d'ordine.

BARAVELLI: Va bene: qual ?

CUSTODE: Pescespada: PESCESPADA la parola, capito?

BARAVELLI: Ok, ho capito.

CUSTODE: Allora, qual , ripetimela.

BARAVELLI: Parola d'ordine.

CUSTODE (urlando) Pescespada, pescespada!

BARAVELLI (seccato): Uh, che roba, pescespada, pescespada!!
(bofonchia tra i denti) Ma chi ti credi, "per la faccia che ti
fai!" [in italiano nel film, ndt]





Groucho bussa dall'esterno. Chico apre lo spioncino.



BARAVELLI: Chi sei?

WAGSTAFF: Io bene, grazie. Chi sei tu?

BARAVELLI: Anch'io bene: ma non puoi entrare se non dici la
parola d'ordine.

WAGSTAFF: Allora, qual questa parola?

BARAVELLI Eh no, sei tu che la devi dire a me. Guarda, ti d tre
possibilit. Prova a indovinare. E' il nome d'un pesce.

WAGSTAFF: E' Mary?

BARAVELLI: Ah, ah! Mary non un pesce.

WAGSTAFF: Davvero? Da come boccheggia lo sembra proprio. Ci
riprovo: il pesce chirurgo?

BARAVELLI: Ma sei pazzo? Chirurgo un medico che ti taglia se
stai male. Fai l'ultimo tentativo.

WAGSTAFF: Ce l'ho: cefalo!

BARAVELLI: Strano, ho la cefalea anch'io.

WAGSTAFF: Che fa, con la cefalea?

BARAVELLI: O prendo un'aspirina o un calomelano.

WAGSTAFF: Faccio certe corse, io, per il calomelano!

BARAVELLI: Col cioccolato piace anche a me. Per non ha
indovinato. (e richiude lo spioncino. Groucho ribussa: lui
riapre) Ehi, cos'hai, non capisci quando parlo? Non si pu
entrare se non dici PESCESPADA. Avanti, provaci ancora.

WAGSTAFF (fa lo svampito, guardando per aria) Pescespada, (a
mezza bocca: Chico annuisce subito, stolido e contento) forse ce
l'ho fatta. E' pescespada?

BARAVELLI: Gi, proprio cos. Hai indovinato.

WAGSTAFF: Sono stato bravo, eh?

BARAVELLI: S, ce l'hai fatta. Entra. (Groucho entra e lascia
fuori Chico, che bussa) WAGSTAFF: Che vuoi? (aprendo lo
spioncino)

BARAVELLI: Voglio entrare.

WAGSTAFF: Qual la parola d'ordine?

BARAVELLI: Oh, sono mica scemo, io: pescespada!

WAGSTAFF: No: ero stufo di quella e l'ho cambiata. (richiude:
Chico ribussa. Groucho riapre)

BARAVELLI: E qual ora?

WAGSTAFF: Perbacco, non me la ricordo pi. Farei meglio a uscire
anch'io. (esce. La porta si richiude: i due cominciano a bussare)





Harpo accalappiacani, con carro a un solo cavallo e tanti cani
randagi ingabbiati. Gli si avvicina un vagabondo.



VAGABONDO: Ehi, amico, mi dai qualcosa? Vorrei prendermi un
caff. (e voil: Harpo ne estrae una tazza, completa di piattino
e fumo, da una tasca dei calzoni; l'ometto allibito. La tenuta
di Harpo in questo film pi colorata: l'impermeabile manca di
una manica ed vistosamente scucito su un fianco, il sinistro,
dove invece la manica c'. La camicia a disegni chiassosi; a
volte un calzone arrotolato, spesso si aggiungono delle grosse
bretelle supplementari, oltre la cintura a met stomaco)





Harpo s'avvicina con andatura molto disinvolta allo "speakeasy".
Chico e Groucho, sempre col tocco in testa, sono seduti per
terra ai due lati della porta.



BARAVELLI: Ecco che arriva il mio socio! Ciao, Pinky. Sai la
parola d'ordine? (lui fa s con la testa. Bussa e all'Henry che
apre lo spioncino mostra un grosso pesce che ha estratto dalla
tasca interna della palandrana e a cui infila in bocca uno
spadino. La porta gli viene aperta e dietro di lui entrano
carponi i due)

WAGSTAFF (a Chico): Su, alzati: questo il modo di uscire da un
bar, non d'entrarvi! (e si dirigono al bancone)





Harpo vicino a una "slot-machine", con Jennings distinto in
giacca e cappello, che sta giocando e perdendo. Harpo infila un
bottone e fa "jack-pot". A Jennings allibito restituisce una
monetina, dopo essersi riempito cappello, camicia e bocca. Va al
banco di mescita.

BARISTA (ad Harpo): Cosa prende? (Harpo accenna un passo di
danza scozzese)

BARAVELLI: Dice un whiskey scozzese.

BARISTA: Subito.

BARAVELLI: Ho capito: pescespada! (il barista porta ad Harpo un
bicchiere e una bottiglia. Harpo scaglia via il bicchiere e lo
sostituisce con un mini-imbuto, riempiendo una sua bottiglia e
svuotando cos tutta quella postagli difronte. Si avvicina poi a
due che giocano. Uno di loro dice)

GIOCATORE: Taglia le carte! (Harpo esegue, estraendo una scure
che poi lascia sul tavolo andandosene. I due ammutoliscono)

WAGSTAFF (a Chico, mentre bevono birra e un whiskey): Ora
pensiamo agli affari. Cerco due giocatori di football che
bazzicano sempre qui.

BARAVELLI: Noi due bazzichiamo sempre qui, ma non...

WAGSTAFF: Benissimo, mi basta sapere questo. Sono (e finge di
tirar fuori un biglietto da visita) il professor Wagstaff, di
Huxley College.

BARAVELLI: Non mi dice niente!

WAGSTAFF: Neanche a me. Aspetta che provo un'altra volta: sono
il professor Huxley, di Wagstaff College.

(sempre facendo la mossa di estrarre e mostrare un inesistente
biglietto da visita)

BARAVELLI: Beh, non ci sei rimasto molto in quell'altro college.

WAGSTAFF: Sembri sull'orlo di un collasso: perch non ti tiri
gi?

BARAVELLI: Ne parler al mio socio. (Harpo s' fermato a fare i
suoi omaggi a una pin-up in poster-calendario, le d un bacio e
la invita a bere con lui, mettendole sul tavolo difronte la
bottiglia. Raffigura una celebre vedette del vaudeville, una
delle prime a mostrare le gambe in pubblico. Poi Harpo
s'avvicina a un tizio che fa un solitario, e gli sposta una
carta, poi a un altro tipo in uniforme - forse un conduttore di
omnibus - con la macchinetta per gli spiccioli alla vita: col
solito trucco del bottone gliela svuota nel cappello. Quindi va
a un telefono, dove ritroviamo lo Jennings del "jack-pot", ora
spettinato e in gil e maniche di camicia, e che non ammette
interferenze)

JENNINGS: Ehi, ehi!! (Harpo passa allora a un altro apparecchio
e, sollevata la cornetta, gli viene gi un fiotto d'un liquido
che sembra whiskey e che lui prende nel cappello rimettendoselo
in testa subito dopo, tutto sorridente. Jennings a momenti
sviene)

WAGSTAFF (a Chico): In caso non vi vedessi pi - e ci
guadagnerei dieci anni di vita! - che vorreste, voi due, per
giocare a football?

BARAVELLI: Beh, prima di tutto, un pallone.

WAGSTAFF: Non so se ne abbiamo, ma se riusciamo a trovarne uno,
vi interesserebbe? Non voglio che mi rispondiate subito,
dormiteci sopra.

BARAVELLI: Io non riesco a dormire su un pallone!

BARISTA: Chi paga le consumazioni? (Chico fa subito a testa e
croce: logico, tocca a Groucho)

BARAVELLI: Tutto tuo!

WAGSTAFF (al barista): Pu cambiare un assegno di 15 dollari e
22 centesimi?

BARISTA: Certo: 5, 10, 15 e 22.

WAGSTAFF (intascando serio, dopo essersi scolato il bicchiere):
Grazie: appena avr un assegno per 15 dollari e 22 centesimi
glielo mander. Pescespada! (scappano, invano inseguiti dal
barista)





Scala interna di una casa signorile. Una inappuntabile
camerierina di colore, in grembiulino e crestina, sale con il
vassoio della prima colazione. La raggiunge Zeppo.



FRANK: Oh, Laura!

CAMERIERA (fermandosi di fronte a una porta chiusa): Buon
giorno, Mister Wagstaff.

FRANK: E' troppo presto per le visite?

CAMERIERA: No: devo annunciarla a Miss Bailey?

FRANK (prendendole il vassoio di mano): Lasci, glielo porto io.
Mi apre la porta? (entra. Connie a letto, perfettamente
truccata e con una mise di pizzo nero ampiamente scollata, che
si riveler in seguito un pigiama molto sexy)

CONNIE: Oh! (moderatamente sorpresa)

FRANK: Signora, la colazione servita. Comanda altro?

CONNIE: S: versami la panna nel caff e racconta dove sei stato
questi ultimi giorni.

FRANK: Non ho fatto che litigare con babbo per te.

CONNIE: Ooohhh!

FRANK: Quanto zucchero?

CONNIE: Due. E che dicevate, di me?

FRANK: Babbo vuole ch'io non ti veda pi. Sai, dice che mi
distrai dallo studio.

CONNIE: Ah! (risata argentina) Mi creder terribile!

FRANK: Invece io penso che tu sia meravigliosa: sei cos bella!

CONNIE: Cos', una dichiarazione d'amore?

FRANK: Perch no?

"Tutti dicono ch'io ti amo:

il poliziotto sull'angolo

ma anche il ladro

il predicatore sul pulpito

e il fedele nel banco

dicon ch'io ti amo.

Tutti, senza distinzione,

quelli sopra gli ottanta

e il bimbetto d'un paio d'anni

il capitano, il marinaio

e tutto l'equipaggio

dicono ch'io ti amo. (Le imburra il toast e la imbocca)

In quella frase ci sono soltanto sette lettere, ma per me

hanno pi importanza di tutte le altre parole messe insieme.

Dappertutto, in ogni angolo del mondo,

il re nella reggia e anche il contadino,

la tigre nella giungla e le scimmiette allo zoo

dicono ch'io ti amo".





Harpo, seduto sul marciapiede, fischia il motivetto precedente,
accarezzando un mazzo di fiori: poi li d da mangiare al cavallo
del suo carro d'accalappiacani. Fa altre follie con l'avena e lo
zucchero: il cavallo rifiuta garbatamente, mentre dietro al
carro si forma una lunga coda di macchine. Clacson impazziti.
Arriva un vigile.



VIGILE (furente: alto e grosso): Ehi, sposta il tuo
trabiccolo: che fai, un picnic? (Harpo annuisce, sorridendo. Il
vigile allora estrae il blocchetto delle contravvenzioni e
comincia a scrivere, imitato da Harpo in tutto e per tutto)
Figurarsi se puoi farti un picnic: sei qui che blocchi il
traffico, crei un ingorgo, ma chi credi di essere? (gli d la
contravvenzione e Harpo gli porge il suo scarabocchio, che il
vigile strappa infuriato, sempre imitato in ogni suo gesto da
Harpo) Tu non sai cosa t'aspetta... fai il furbo, eh? Lascia
stare il manganello, lascialo, ti dico... Lo vedi, questo
distintivo? (Harpo apre la palandrana: ne ha a dozzine! Arriva
un cane randagio, abbaiando, e Harpo scatta con la reticella.
Inseguimento a tre, anche scavalcando le macchine. Infine il
poliziotto entra nel carro e Harpo cala gi il cartello "Police
Dog for Sale" [cane poliziotto in vendita, ndt]. Ridendo mostra
il suo maxidistintivo)





Groucho seduto a una scrivania sta usando il telefono come
schiaccianoci. Ai fianchi ha due Prof in toga e tocco, in piedi.



WAGSTAFF: Signori, vi dico che il college in uno stato
deplorevole. Il problema che si trascurato il football dando
pi importanza alla cultura.

PROFESSORI (insieme): Proprio cos: il professore ha ragione.

WAGSTAFF (con aria furba): Ah, dite che ho ragione? Non ho
ragione, ho torto, ho detto cos per sapere come la pensate:
nutrivo due serpi in seno! Io intendevo dire che c' troppo
football e poca cultura.

PROFESSORI (insieme): Gi, quel che penso anch'io.

WAGSTAFF: Davvero? Avete di nuovo torto. Chiedete scusa alle
serpi, se le incontrate. Dove sarebbe mai il college senza
football? Abbiamo uno stadio?

PROFESSORI (insieme): S.

WAGSTAFF: Abbiamo un college?

PROFESSORI (insieme): S.

WAGSTAFF: Non possiamo permetterceli tutti e due: cominceremo a
buttare gi il college, domani.

PROFESSORI (esterrefatti): E dove dormiranno i ragazzi?

WAGSTAFF: Dove hanno sempre dormito: in classe! (s'infila un
sigaro in bocca: apre la porta una segretaria squallida e
meccanica)

SEGRETARIA: Il preside di scienze desidererebbe sapere quando lo
ricever: stufo di fare anticamera.

WAGSTAFF: Gli dica che, con questi due, sono stufo anch'io.
Dov'eravamo rimasti? Oh, s, (schiaccia una noce nel registro)
quanto vi pago all'anno?

PROFESSORI: 5000 dollari, ma non li abbiamo mai avuti!

WAGSTAFF: Bene, allora ve li porter a 8000, pi una gratifica.
Portatemi le vostre figlie, gratificher anche loro! (rientra la
segretaria)

SEGRETARIA: Il preside proprio incavolato: una furia...

WAGSTAFF: C' Furia di l? Gli faccia scavallare un po' il
preside, e i cavoli suoi! Cattiva questa, eh? (dando di gomito
al Professore di sinistra)

PROFESSORE DI SINISTRA: Un'altra cosa ancora, professore:
riguarda suo figlio. Temo si dedichi troppo poco allo studio e
troppo a una piacente vedovella, Connie Bailey.

WAGSTAFF: Ah s? Provveder subito. Le telefono immediatamente.
Uno di voi furbastri sa il suo numero?

PROFESSORI (scandalizzati): Nooo.

WAGSTAFF: Io s, per fortuna. (al telefono) Centralino, vorrei
Main 49970, chiamo in R. (ai due) Potete andare. (a quello di
sinistra) Infilalo nella prima buca che trovi! (al telefono)
Pronto? Vorrei parlare con Miss Bailey. E' Miss Bailey
all'apparecchio?

CONNIE ( ancora a letto. La cameriera le sta portando via il
vassoio): Certo che conosco suo figlio. Ma no, che sciocchezze!
Siamo solo buoni amici. Ma, professore, non capisco...

WAGSTAFF: Nooo, eh? Bene, voglio vederla. Pu venire nel mio
ufficio? Non pu? E' a letto? In questo caso, vengo io.
(riaggancia. Entrano Harpo e Chico con due blocchi di ghiaccio.
Salgono su poltrone e scrivania per proseguire in linea retta
verso il muro: spostano un quadro rivelando una cassaforte nella
quale posano il ghiaccio) Bel modo di trasportare il ghiaccio!
Dove avete lasciato le molle? [gioco di parole tra "tongs",
molle, e "tongues", lingue, ndt] (i due tirano fuori le lingue)
Mi fate anche la linguaccia? Oh, la confusione delle lingue!!!

BARAVELLI: Senti, l'ultima volta che ti serviamo a domicilio:
se non paghi il conto, niente pi ghiaccio.

WAGSTAFF: Quant' che vi devo?

BARAVELLI: 2000 dollari.

WAGSTAFF: 2000 dollari di ghiaccio? Per duecento posso
procurarmi un eschimese e farlo in casa! (Harpo va alla
libreria, prende un libro, ride e lo getta nel fuoco)

BARAVELLI: Sai che ti dico, voglio farti una proposta. Tu ci
devi 200 dollari: ce ne dai 2.000 e noi ci dichiariamo
soddisfatti. (Harpo continua a scagliare libri nel camino)

WAGSTAFF: Non un'idea malvagia. Sai che ti dico io? Chieder
al mio avvocato e se mi consiglia in questo senso, beh, cambier
avvocato. Perch non te li scordi, i soldi? Va al college, ci
sono dei pezzi di figliole!

BARAVELLI: Mah, la settimana scorsa ho comprato un due pezzi per
18 dollari, e con due paia di calzoni.

WAGSTAFF: Due paia di calzoni? Le ragazze? Ma da quando?

BARAVELLI: Da quando frequento il college io.

WAGSTAFF: Baravelli, hai il cervello d'un bambino di 4 anni, che
dev'essere stato ben felice di liberarsene. Beh, visto che ormai
sei al college, (Harpo ha ammucchiato tutti i libri sul
pavimento e li spala nel camino, con costanza) eccoti il
berretto, la bandierina e il pelliccione e presentati domattina
allo stadio per l'allenamento. Ora devi firmare questo accordo.
(gli porge un foglio)

BARAVELLI: Ma qui non c' scritto niente!

WAGSTAFF: Non preoccuparti, butteremo gi qualcosa pi tardi.
(ad Harpo) Qua, scrivi il tuo nome. (Harpo fa una gran croce)
Perdiana, non pensavo che sapessi scrivere! Ma un momento, un
momento, il documento non legale, manca il sigillo a fuoco.
Dov'? (arriva Harpo con una foca, la mette sulla scrivania,
tutti le si precipitano dietro) A fuoco, non a foca! (la seguono
strisciando, anche partendo dal piano della scrivania)





Un'aula. Scrivania molto ampia con microscopio in evidenza.
Grande lavagna alle spalle. Un professore maestoso e barbuto, in
tocco e toga, sta facendo lezione di anatomia.



PROFESSORE: Vediamo cos che la funzione del sistema
respiratorio trasmettere ossigeno nel sangue. Questo processo
si chiama osmosi... (Groucho apre la porta e fa capolino)

WAGSTAFF: Ha gi deciso quando segher una donna a met?

PROFESSORE: Oh, signor presidente, quale onore! Cosa la porta
qui?

WAGSTAFF: Una bicicletta, ma l'ho lasciata in corridoio. Ha due
zolle vuote qui? Le ho portato due zucche vuote. Avanti,
entrate: (apre la porta a Chico e Harpo) ecco qua, dieci
centesimi alla dozzina. (Chico ha in mano una mela, Harpo
un'anguria: le danno al Professore) Le manca solo lo sherry, per
il punch!

PROFESSORE: Andate pure a sedervi. (i due si siedono in prima
fila tra due ragazze: baci, urletti e poi la solita lotta: tutti
guardano senza intervenire) Ora andiamo avanti con la lezione.

WAGSTAFF (sta osservando qualcosa al microscopio): Noi andremmo
avanti senza la lezione.

PROFESSORE (interessato): Che pensa di quel vetrino?

WAGSTAFF: Si piazzerebbe buon secondo a un concorso per vetrine.

PROFESSORE: Prendiamo in esame l'apparato circolatorio. Questo
(e lo disegna) il fegato.

WAGSTAFF: Come, solo fegato e niente pancetta? Al suo posto
protesterei col cuoco.

PROFESSORE (imperturbabile): Il fegato, se trascurato, degenera
in cirrosi. Voi tutti conoscete bene i sintomi della cirrosi....

BARAVELLI: Certo: ci-rose sono rosse, ci-cieli sono blu,
ci-liege sono dolci, ci-dolci come tu!

WAGSTAFF (scrutando dinanzi a s): Non riesco a vederlo, ma
scommetto che so chi ha parlato.

PROFESSORE (tranquillo): A protezione del cuore, madre natura ha
posto una membrana sierosa chiamata pericardio. Ci sono domande?

BARAVELLI (radioso e sorridente): S. Quando apre l'anguria?

PROFESSORE: Esaminando la cavit addominale, notiamo l'ansa del
duodeno nella quale si inserisce orizzontalmente il pancreas.

WAGSTAFF: Ma sta dicendo sul serio o inventa cos come le viene?
Sa, a furia di seguirla mi fanno male i piedi. (vanno su e gi
parecchie volte, Groucho a ginocchia flesse)

PROFESSORE: Tutto quel che ho detto facilmente verificabile in
un elementare trattato di anatomia. Sono sicuro che i miei
studenti mi porteranno fuori da...

BARAVELLI (e Harpo gli si unisce nel trasporto): La portiamo
fuori noi! (si precipitano a spingerlo fuori: Groucho apre e
richiude la porta)

WAGSTAFF: E che questo serva da lezione: questa scuola esisteva
prima che arrivaste e continuer a esistere prima che ve ne
andrete. Anche tu, zucca vuota! (sbatte gi dalla cattedra un
teschio. Rientrano i due, Harpo con parrucca e toga, nonch
barba finta a imitazione del Professore trascinato fuori;
sulle spalle di Chico, che lo deposita sulla cattedra. Harpo la
percorre, poi finisce a terra in capriola e torna infine a
sedersi in grembo a una ragazza. Follie varie)

RAGAZZA: La vuoi piantare? Lasciami in pace. (s'aggiusta i
capelli. Groucho tira gi un cartellone del corpo umano, con il
sistema circolatorio)

WAGSTAFF: Seguiamo gli spostamenti dei corpuscoli. (si mette il
berretto, prende la borsa, fa per andare, poi si ferma) Oh,
pardon, credevo d'essere un corpuscolo. Come voi ben sapete, c'
guerra aperta tra rossi e bianchi. Allora sentiamo, babbei, qual
secondo voi la definizione di corp...

BARAVELLI: E' facile: c' prima il capitano, poi il sergente,
poi il corporale.

WAGSTAFF: Complimenti. Perch non ti fai un buco nel fianco e
lasci sgocciolare fino in fondo? Passiamo ora alla circolazione
sanguigna; il sangue scende dalla testa ai piedi, d uno sguardo
a quei piedi e si riprecipita alla testa, conosciuta anche come
Pinnacolo... (corre a prendere la mela e la morde) Studiando il
metabolismo di base, ascoltiamo prima il battito del cuore,
(Harpo s'alza ridendo e con le scarpe in mano) e se a cuori ti
battono spade e bastoni, o ti tradisce il tuo compagno o tua
moglie. (Harpo ha tirato gi il cartellone d'un cavallo ed
tornato a sedersi) Ad esempio, prendiamo questo punto (e poggia
il dito sul posteriore del cavallo) e cos mi sovviene di non
aver visto mio figlio da ieri. Bene, il corpo umano presenta
molte meraviglie, (tira su il cartellone del cavallo, resta
quello della circolazione) ed ecco l'organo pi insolito.
Quest'organo suoner un assolo subito dopo il film. Gli
scienziati fanno le loro deduzioni sui ratti, per conto del
vostro padrone di casa che non pensa a detrazioni: per lui sono
simpatici topini da cartone animato. E, a un esame pi
ravvicinato... (Harpo ha appeso la sua pin-up) e questa merita
certo un esame pi ravvicinato, anzi approfondito. Baravelli,
sei stato tu? E' tuo questo ritratto?

BARAVELLI: Non direi. Non m'assomiglia per niente.

WAGSTAFF: Portalo via immediatamente e... appendimelo in camera.
Allora, chi stato? (Harpo, tremante e piagnucoloso, si alza e
fa cenno a s con la mano) Ah, se tu il colpevole? (s, in
lacrime) Giovanotto, con gli anni ti accorgerai che
impossibile accendere la candela sui due lati. (Harpo, tutto
soddisfatto, estrae dalla giacca una candela accesa alle due
estremit e tenuta orizzontale) E va bene, mi sono sbagliato,
forse le parole del vecchio adagio erano diverse, ma comunque
devi essere castigato. E perci (indicando una ragazza in prima
fila) lei sospesa dalle lezioni.

RAGAZZA: Ma professore, io non ho fatto nulla!

WAGSTAFF: Lo so, ma non c' gusto a sospendere lui! Ora non
tollero pi interruzioni. Secondo Van Steimer, l'eminente
fisiologo, un numero di fagociti bianchi sempre presente...
(Harpo e Chico usano le cerbottane contro Groucho e lo
colpiscono all'orecchio destro: lui s'interrompe. Poi riprende)
Secondo l'eminente fisiologo Van Steimer, un numero di fagociti
bianchi sempre presente... (Harpo e Chico usano di nuovo le
cerbottane. Colpito ancora, comincia a dubitare. Si gira di
spalle, e dalla giacca gli spunta una cerbottana) Secondo Van
Steimer... (lo colpiscono al sedere: lui si gira, tira fuori la
propria cerbottana e colpisce Harpo in un occhio. Infuria la
battaglia: i due avanzano, coperti da una seggiola, Groucho si
rifugia sotto la cattedra. Gridolini femminili. Groucho usa il
coperchio a cerniera d'un calamaio sulla cattedra come fosse il
telegrafo)... le comunicazioni nelle retrovie sono interrotte,
ma resister fino all'ultimo. Oh, Dio, mi hanno colpito! (cade,
dopo un colpo sul berretto)





Salotto della casa di Connie Bailey. Squilla il telefono. Lei
arriva, elegantissima in un diafano abito bianco con mantellina,
e solleva la cornetta.



CONNIE: Pronto? Oh, sei tu, Frank. Certo che mi fa piacere se
vieni a trovarmi! (entra Jennings) D'accordo, t'aspetto. Ciao,
tesoro! (riaggancia)

JENNINGS: Chi chiamavi tesoro?

CONNIE: Frank Wagstaff, il figlio del presidente. (un po'
imbarazzata)

JENNINGS: Non t'avevo mica detto di prenderti una cotta per lui,
ma solo di farlo parlare della squadra di football.

CONNIE: Beh, lui dice che Huxley vince facile!

JENNINGS: Ascolta un po': ho scommesso tutto su Darwin e non
voglio correre rischi. Gi prima che cominci la partita voglio
avere in mano la sconfitta di Huxley. Ora butto gi questo e me
ne vado. (beve e prende la pelliccia dall'attaccapanni) A pi
tardi. (ma l'attaccapanni altri non era che Harpo; libero dalla
pelliccia, s'avvicina a Connie, sdraiata su un divano a leggere
un libro, e le d un bacio rulla nuca. Poi infila una calla nel
collo della pelliccia di Jennings e esce con lui. Dall'altra
porta entra Zeppo che s'avvicina a Connie e le d un bacio sulla
nuca. come Harpo)

CONNIE: Sei ancora qui? (tranquilla)

FRANK: Sono appena entrato! (lei trasale e chiude il libro
mettendosi a sedere) Che vuoi dire, ancora qui?

CONNIE: Scusa, volevo dire GIA' qui.

FRANK: Sai, non dovrei proprio. Mio padre mi ha fatto una lavata
di testa, per te!

CONNIE: Oh, non badarci: tanto non sapr mai che sei qui. Che ne
diresti di un bicchierino?

FRANK: D'accordo, vado di l a prendertelo.

CONNIE: Per favore. (entra Groucho, tocco e ombrello. Si toglie
le galosce. Connie balza in piedi. Lui apre l'ombrello e
comincia ad andare su e gi)

WAGSTAFF: E' lei, Miss Bailey? Su, sbrighiamoci, uno di noi due
Miss Bailey e non sono certo io.

CONNIE: Sono io Miss Bailey, e lei chi ?

WAGSTAFF: Sono il professor Wagstaff, (fa il gesto di presentare
il biglietto da visita) e lei?

CONNIE: Miss Bailey.

WAGSTAFF: Allora proprio lei. Credeva di potermi ingannare,
vero? Mi ascolti, madame, lei deve rinunciare a mio figlio.

CONNIE: Rinunciare a lui?

WAGSTAFF: Non me lo pu strappare: tutto ci che possiedo al
mondo, oltre a un quadro di George Washington che attraversa il
Delaware.

CONNIE: Ma, professore, io...

WAGSTAFF: Qualunque cosa mi dir, una menzogna. Oggi Frank
solo la vuota immagine di se stesso: nessuno pu negarlo!
Wu-pi-ti!

CONNIE: Ooohhh!

WAGSTAFF: Le ripeto, lei sta rovinando quel ragazzo, me lo sta
rovinando! Perch non fa altrettanto per me? Mio figlio le ha
detto che lei ha occhi stupendi?

CONNIE: Oh s.

WAGSTAFF: Vede, l'ha detto anche a me. Lo dice a tutti quelli
che conosce. (le salta in grembo) Oh, quanto mi piace, sederle
in grembo! Ci starei volentieri tutto il giorno, se lei non
s'alzasse! (bussano: Connie spaventata)

CONNIE: Presto, su, vada via. Da quella porta! (lui si rimette
galosce e tocco, prende l'ombrello, lo richiude e va. Dall'altra
porta, la stessa da cui era entrato Zeppo, entra Harpo con un
grosso pezzo di ghiaccio e glielo appoggia sullo stomaco. Lei,
irritata, reagisce) Non voglio ghiaccio, oh! (e glielo rid:
lui, con breve corsa, lo butta gi dalla finestra, poi
camminando in linea retta e scavalcando poltrona e divano esce.
Dall'altra porta rientra Groucho: riapre l'ombrello, si toglie
tocco e galosce e si risiede)

WAGSTAFF: Chi era, quello?

CONNIE: L'uomo del ghiaccio.

WAGSTAFF: Davvero? Agghiacciante, ma non ci casco.

CONNIE: Oh! (di rincrescimento, toccandosi il vestito bagnato)

WAGSTAFF: Questa storia del ghiaccio mi lascia freddo: ma se la
lascio fredda io, non sono pi l'uomo d'una volta! (rientra
Zeppo col drink, ma Groucho s'era gi ripiazzato in grembo a
Connie)

FRANK: Eccoti servita!

WAGSTAFF: E' cos... ti ho trovato, finalmente! Allora vero
che te la spassi con questa qui! (mani nei capelli) Oh, che
vergogna! Mio figlio cerca di strappare la donna a suo padre!

FRANK: Babbo, io...

WAGSTAFF: Basta! Esci immediatamente! Io resto a sistemare la
faccenda: e non appena ci saremo sistemati ti inviteremo a
pranzo. Ripensandoci, vengo con te. Su, seguimi. (lo accompagna
alla porta, poi lo sbatte fuori a calci e la richiude. Si
precipita a prendere una lampada e la mette su un tavolo,
davanti alla finestra) Che ci sia un lume alla finestra per il
mio figliolo errante! (si risiede accanto a Connie) Vediamo un
po', dov'eravamo? Ah, io le ero in grembo e... me la cavavo
piuttosto bene, se non erro! (bussano)

CONNIE: Veloce, esca! Si sbrighi! E badi a restar nascosto!

WAGSTAFF (dopo aver raccattato le sue cose): Ci sono pi
studenti qui che al college! (esce. Entra Chico, con il ghiaccio
sbattuto gi da Harpo)

BARAVELLI: Signora, le era caduto il ghiaccio!

CONNIE (seccata): Ma non lo voglio!

BARAVELLI: Neanch'io! (lo getta dalla finestra: poi si butta a
tuffo su Connie e la bacia e strapazza) E adesso lo vuole un po'
di ghiaccio?

CONNIE (raddrizzandosi): No.

BARAVELLI: Oh, lei stupenda, cos dolce. Una bellissima
ragazza con la faccia d'una madonna. [in italiano nel film, ndt]

CONNIE: Baravelli, mi sta prendendo la...

BARAVELLI: Bene, e ricordi che stata un'idea sua!

CONNIE: Oh, no!

BARAVELLI: Signora, lei mi piace. Ha un certo non so che e io
non so cos'...

WAGSTAFF (che sta origliando dall'uscio socchiuso): Se crede che
glielo dica io, matto.





Connie apre la porta a Groucho. Solita pantomima con tocco,
ombrello e galosce. Chico sbuca di dietro al divano e si siede
accanto a Connie abbracciandola.



BARAVELLI: Ah, professore: non riesco a vederti, ma cosa fai qui?

WAGSTAFF: Nulla al momento, ma andavo forte finch non sei
arrivato tu.

CONNIE: Ah, lei conosce il professore?

BARAVELLI: Certo, abbiamo affari insieme, e poi mi ha fatto
entrare nella squadra di football.

WAGSTAFF: Quel che mi resta da fare, adesso, tenerlo fuori dai
piedi. (a Connie) Ha letto qualche buon libro di recente?
(mentre lui l'abbraccia nonostante ci sia Chico di mezzo, entra
Harpo, con altro ghiaccio: o forse lo stesso sbattuto gi da
Chico. Passa sul divano, butta il ghiaccio dalla finestra,
ritorna sui suoi passi ed esce tra uno svolazzar di palandrana)
Sembra d'essere sulla strada maestra! (bussano: Groucho si
prepara) Seguimi: tutt'oggi che non faccio altro! (ma Chico si
nasconde dietro Connie sul divano. Entra Jennings e Groucho non
fa in tempo a uscire; si scontrano quasi sulla soglia e tornano
indietro insieme. Jennings ha sempre la vistosa calla infilata
nel collo della pelliccia)

JENNINGS: Posto molto frequentato, non le pare?

WAGSTAFF: Ci vorrebbe un chiosco per i panini!

JENNINGS (a Chico): Lei cosa fa qui?

BARAVELLI: Chi, io? Sono il maestro di musica, faccio lezioni di
canto. (Groucho annusa la calla infilata nella pelliccia)

JENNINGS (a Connie): Da quando prendi lezioni di canto?

BARAVELLI: Da quando entrato lei.

JENNINGS (a Groucho): E lei, cosa fa qui?

WAGSTAFF: Sono il tecnico, per eventuali riparazioni a corde
vocali o del pianoforte. (facendo un passo avanti) Erano
vent'anni che non usavo pi questa battuta!

BARAVELLI (a Connie): Respiri profondamente e mi segua. (la
prende per mano e la porta al pianoforte. Groucho risistema
l'ombrello, aiuta Jennings a togliersi la pelliccia e si siede
accanto a lui. Gli toglie di tasca due sigari, uno se l'accende,
l'altro se lo infila nel taschino)

WAGSTAFF: Che bel posticino accogliente qui, vero? (Connie
esegue un vocalizzo con Chico al piano)

BARAVELLI: Ha una voce con toni alti!

CONNIE: S, e mi piace cantare in falsetto.

BARAVELLI: Che buffo: Madame Stupor invece preferisce cantare in
"farsetto". Forse per la prima lezione meglio che lei non
canti. E se lei non canta, penso sia ancora meglio che canti io.

"Tutti dicon ch'io ti amo

l'enorme zanzara quando ti punge

e la mosca quando resta sulla carta moschicida

dice ch'io ti amo.

Ogni volta che la mucca vede la luna

ne molto felice

e quando il gallo fa chicchirich

dice ch'io ti amo.

Colombo scrisse una bella letterina

alla Regina di Spagna

dicendole 'Baby ti amo'

e cos si procur una bella nave, quel dritto!

Cosa credi che facesse Colombo

quando sbarc nel 1492?

Disse a Pocahontas 'catci-catci-catci-cu'

che in pura lingua indiana vuol dire 'Diavolo d'una donna,

ti amo.'"

BARAVELLLI: Direi che ancora meglio se non canto neanche io,
eh?

CONNIE: S .

BARAVELLI: Benissimo: allora suono.

JENNINGS: Mi piace la buona musica.

WAGSTAFF: Anche a me. (alzandosi) Andiamocene.

JENNINGS: Si sieda. (Groucho viene avanti)

WAGSTAFF: Devo proprio dirvelo. Nessuno v'impedisce di andarvene
nell'atrio finch dura questa storia. (Chico suona uno dei suoi
cocktails)

BARAVELLI (dopo che ha finito): Questo tutto, per la prima
lezione. Torner la settimana prossima e le insegner a
respirare. Trattenga il fiato finch non torno. (baci e
carezzine reciproche)

JENNINGS: Se questa una lezione di canto, io sono una scimmia
culastrisce.

WAGSTAFF: Questa una lezione di canto e non indaghi sulle sue
origini. Baravelli?

BARAVELLI: Che vuoi?

WAGSTAFF: Vai dalla mia parte?

BARAVELLI: Certo.

WAGSTAFF: Allora, tu vai dalla mia parte e io resto qua.

JENNINGS: Oh, no, ve ne andrete insieme e se vi ritrovo qui per
voi finita. E adesso, fuori!!

WAGSTAFF (a Connie): Se tornasse mio figlio, gli dica di
togliere la lampada dalla finestra.





Dopo l'allenamento in campo, i giocatori di Huxley rientrano
negli spogliatoi. Groucho in giacca e mutande: gli si avvicina
Zeppo.



FRANK: Babbo, hai i giocatori sbagliati!

WAGSTAFF: Vuoi dire che la squadra non va?

FRANK: No: Baravelli e l'accalappiacani non sanno giocare a
football!

WAGSTAFF: Ma figurati: li ho trovati in quel bar clandestino!

FRANK: Non sono quelli di cui t'avevo parlato io: quelli giocano
per Darwin!

WAGSTAFF: Cerca quel verme di Baravelli: guarda anche sotto i
sassi. (s'infila i calzoni e va in giro a cercare Chico)
Baravelli! Baravelli! (si sente la voce di Chico da un
armadietto-spogliatoio, in un crescendo di numeri)

BARAVELLI: 14-57-71-Zero-doppio zero-2000-84.

WAGSTAFF (apre lo sportello dell'armadietto. Chico ha tra le
braccia un pallone): Che fai qua dentro?

BARAVELLI: Ssshhh! Mi sto allenando con i segnali d'attacco.
(richiude) 57-66.

WAGSTAFF: Vieni fuori.

BARAVELLI: Che vuoi?

WAGSTAFF: Baravelli, metti su un combino per far vincere la
nostra squadra!

BARAVELLI: Oh no, io voglio giocare!

WAGSTAFF: D'accordo, giocherai. Per ci sono due giocatori della
squadra di Darwin che dovrai togliere di mezzo. Sei pratico di
rapimenti?

BARAVELLI: Figurati! Sai come faccio quando rapisco la gente?
Prima telefono, poi gli mando l'autista.

WAGSTAFF: Oh, hai l'autista?

BARAVELLI: Gi.

WAGSTAFF: E che tipo di macchina hai?

BARAVELLI: Non ce l'ho la macchina. Ho solo l'autista.

WAGSTAFF: Sar, forse sono matto io, ma quando uno ha l'autista,
in genere non ha la macchina?

BARAVELLI: Vedi, io ce l'avevo, per costa troppo tenere
macchina e autista cos ho venduto la macchina.

WAGSTAFF: Ci dimostra la mia limitata conoscenza delle cose del
mondo: io avrei tenuto la macchina e venduto l'autista.

BARAVELLI: Eh no! Io devo avere l'autista per portarmi in
ufficio, la mattina.

WAGSTAFF: Ma se non hai la macchina, come fa a portarti in
ufficio?

BARAVELLI: Non mi ci porta affatto, ora sono disoccupato.

WAGSTAFF: Baravelli, questo il colmo. Quanto chiederesti per
fare da bersaglio in un tiro a segno? (vede arrivare qualcuno e
si toglie la giacca per fare a pugni: Jennings)

JENNINGS: No, no, un momento, ragazzi, dimentichiamo l'episodio
di ieri. Non sono venuto per fare a botte.

WAGSTAFF: Deve: mi sono gi tolto la giacca.

JENNINGS: Vorrei parlare con Baravelli. Le dispiacerebbe andar
fuori?

WAGSTAFF: Io adoro andar fuori, ma vorrei vedere la ragazza,
prima.

JENNINGS: Baravelli, ho da farle una proposta.

WAGSTAFF: Occhio Baravelli! E' disonesto quasi quanto te!

JENNINGS (a Chico): Andiamo di l. (entrano in un locale pi
piccolo) Baravelli, lei deve farmi un piacere.

BARAVELLI: Sono molto preso. Con il mio socio devo rapire due
giocatori della squadra di Darwin.

JENNINGS: Davvero? Sono per caso McCarthy e Mullen?

BARAVELLI: Qualcosa di simile: quelli che dico io si chiamano
Mullen e McCarthy.

JENNINGS: Ho un'informazione per lei. I due che la interessano
abitano al 39 di Hanley Street.

BARAVELLI (sorridendo): Bene, grazie.

JENNINGS: Ora vorrei che lei facesse qualcosa per me.

BARAVELLI: Che vuole?

JENNINGS: Mi passi i segnali e questi 500 dollari sono suoi.

BARAVELLI: D'accordo, eccoglieli. (prende i soldi e gli d un
foglietto)

JENNINGS: Ehi, un momento, questi sono i segnali sbagliati, sono
quelli di Darwin. Crede che le darei 500 dollari per i segnali
di Darwin?

BARAVELLI: Perch no? Mi sono costati 200 dollari e ho diritto a
un certo guadagno.





Harpo sotto le finestre di Connie, le manda bacini e suona "They
say I love you" sull'arpa. Lei gli manda baci "volanti" dalla
finestra. Poi entra Jennings e lei scende dal divanetto dov'era
sdraiata, nel suo bel pigiama nero.



JENNINGS: Senti, datti un po' da fare con quei segnali del
football!

CONNIE: Ma credevo ci pensassi tu.

JENNINGS: Se cos fosse, non ti chiederei di occupartene, no?
Guarda, tutto quel che devi fare chiederli al professor
Wagstaff. I segnali di Huxley li ha lui, e conto su di te per
averli prima della partita.

CONNIE: S, e come? (scettica)

JENNINGS: Figurati se non lo sai: flirtando, baby! E ricordati:
devi solo prendere i segnali!





Canoa su un laghetto. Groucho con ombrellino parasole e
chitarra, Connie ai remi. Groucho-Wagstaff canta.



Tutti dicono ch'io ti amo

ma non so perch lo dicano;

provocano solo pasticci per quegli sciocchi

che dicono ch'io ti amo.

Prendi una coppietta di conigli

quando fanno capriole nella stagione degli amori

e quanto prima ti ritrovi

un altro milione di conigli

che dicono ch'io ti amo.

Quando un leone si sente l'argento vivo addosso

e comincia a ruggire,

c' un altro leone che sa esattamente

perch ruggisce.

Tutto il mondo che ci circonda,

il papero, la papera e Paperino

e l'anatra sull'acqua

quando si sente cos, dice..."

ANATRA: Qua, qua, qua!

WAGSTAFF: Ehi, chiudi il becco, tu! Ti piacerebbe che
m'impicciassi degli affari tuoi e ti facessi l'uovo? (butta in
acqua la chitarra, chiude l'ombrellino e si sdraia) Sa, la
prima volta che vado in canoa, da quando ho visto "Una Tragedia
Americana".

CONNIE: Oh, professore, lei pu stare pi che tranquillo in
questa.

WAGSTAFF: Mah, non so. Avrei voluto una a fondo piatto, ma la
ragazza del noleggio non l'aveva.

CONNIE: Sa, professore, potrei continuare cos per sempre,
facendomi portare dalla corrente e dai sogni! Che giornata! La
primavera nell'aria: che salti di gioia!

WAGSTAFF: E io dovrei saltar per poi finire nel lago?

CONNIE: Oh, professore, lei cos spiritoso.

WAGSTAFF: Lo sente da quella distanza? Mi succede sempre quando
mangio il rafano. (gli cade qualcosa in acqua)

CONNIE: Oh, era importante?

WAGSTAFF: Importante? Erano i segnali d'attacco per la partita
di football, ma li lasci andare. (l'anatra che segue la canoa
becchetta il foglio in acqua) Per fortuna ne ho un'altra copia
in tasca. Ho sempre dietro un duplicato di tutto. E' la prima
volta, sa, che esco con una ragazza sola.

CONNIE: Vuol dire che lei esce con due ragazze alla volta?

WAGSTAFF: Specie se sono in macchina. Non mi piace che un uomo
torni a casa da solo.

CONNIE: Professore, sa che io non ho mai visto i segnali del
football? Pensa che una ragazzina come me sarebbe in grado di
capirli?

WAGSTAFF: Credo che una ragazzina come lei sia in grado di
capire qualsiasi cosa.

CONNIE (miagolando): Quincy Piccolino dir a Connie Baby tutti i
segretucci di quei brutti segnali?

WAGSTAFF (perplesso): E' lei o l'anatra? Guardi che se lei il
giro lo finisco con l'anatra.

CONNIE: Se Connie Baby non impara tutti i segnali, Connie Baby
piange!

WAGSTAFF: Se quella ragazzina l non la pianta di frignare,
quest'orco cattivo le fa ingoiare i denti con un bel calcione!
(accompagnandosi con un gesto eloquente)

CONNIE: L'orco cattivo proprio uno sciocco: adesso (alzandosi)
vengo a mangiarmelo di baci!

WAGSTAFF: E se invece mangiasse cipolle, eh? (Connie si sposta
nella barca e cerca di prendere la copia dei segnali) Ah,
questo il tuo gioco, allora! (e la spinge in acqua)

CONNIE: Oh, professor Wagstaff, professor Wagstaff!

WAGSTAFF (disinvolto): Chiamami pure Quincy. A dire il vero, se
fossimo intimi, potresti anche chiamarmi Quin. (nella barca si
vede ranatra, che scodinzola contenta)

CONNIE: Mi butti una ciambella, una ciambella! (primo piano d'un
pacchetto pi che dimezzato di Life Savers: Groucho ne stacca
uno e glielo butta) Oh, professor Wagstaff, per favore!





Strada. Scala davanti a una "cheap brownstone", tipica per
monolocali per studenti. Chico e Harpo, con grande borsa.



BARAVELLLI: 39! E' questa! (dinanzi alla casa c' una specie di
biga per l'immondezzaio. I due salgono i pochi gradini esterni
ed entrano nel portone)





Interno di una stanza. I due giocatori con "letter sweaters" di
Darwin. Squilla il telefono, risponde McCarthy.



McCARTHY: Pronto? S, parla McCarthy. (ride) Ah, stanno venendo
qui, eh? (l'altro, in piedi, si sta pulendo le unghie) Ok,
Mister Jennings, ci pensiamo noi. (riaggancia) Che forza!
Jennings dice che Baravelli e l'accalappiacani verranno a
rapirci per tenerci fuori dalla partita. (sghignazzate e grande
ilarit)





Le scale interne. Chico e Harpo. Harpo ha in mano un grande
foglio di carta moschicida. Si fermano davanti alla porta, sul
pianerottolo del primo piano.



BARAVELLI: Il posto questo. Ma come faremo a prenderli? (Harpo
gli mostra la carta moschicida) Quella va bene per le mosche in
volo: i giocatori di baseball prendono le battute a volo, ma
questi sono giocatori di football! Hai portato gli attrezzi?
(s) La pala, il martello, il piede di porco? Dov' il piede di
porco? (dalla borsa Harpo fa uscire un maialino) Ma quello un
porcellino! Non sai cos' un porcellino? (Harpo sorride e
l'abbraccia) Su, diamoci da fare, dobbiamo rapire un paio di
giocatori! (entrano nella stanza) Cerchiamo Mullen e McCarthy.

McCARTHY: Siamo noi. Che c', vi serve qualcosa?

BARAVELLI: Hai un fratello?

McCARTHY: No.

BARAVELLI: Una sorella?

McCARTHY S.

BARAVELLI: Beh, tua sorella sta molto male. Meglio che veniate
con noi.

McCARTHY: Davvero? Che le successo?

BARAVELLI: Ha avuto un incidente di macchina.

MULLEN: Ma se non ce l'ha!

BARAVELLI: Forse caduta da cavallo, non ho guardato molto
bene. Andiamo, vi portiamo l in macchina.

McCARTHY: Sicuro! Ma, vedi, io non ho sorelle!

BARAVELLI: Tutto a posto, neanche noi abbiamo la macchina.
Andiamo. (Harpo tenta di tirare i due: gli era gi cascato il
cappello e proprio non ce la fa)

MULLEN: Per me sei matto se credi di farcela!

BARAVELLI (vedendo gli inutili sforzi di Harpo): La faccenda si
mette per le lunghe. (si siede e consiglia Harpo) Prova uno alla
volta. (Harpo tenta, ma lo scaraventano subito sul divano) Non
ha funzionato, eh? Fa' il duro! (Harpo fa un Gookie) Anche con
quell'altro! (i due restano impassibili e inamovibili) Con tutti
e due! (dopo i Gookie, Harpo d un buffetto sulla guancia a
tutti e due, mostrandogli anche la lingua: i due come risposta
lo scazzottano sul pavimento) Adesso almeno hai raggiunto
qualcosa! (Harpo si rialza, strabico e con la mascella spostata.
I due lo afferrano per i piedi e lo strapazzano) Senti, Pinky,
meglio trovare un'altra soluzione. (lo capovolgono) Son tutto
sottosopra anch'io. Non riesco a pensar niente. Forse voi due
avete un'idea!

McCARTHY: Figurati se non ce l'abbiamo! Dov' la corda? (Harpo
gli d una martellata in testa e corre al piano di sopra, ma
l'altro non cade, anzi gli corre dietro) Prendilo! (Baravelli e
Pinky entrano nella stanza del 2 piano: gli altri li chiudono
dentro) Ehi, gente, vi faremo sapere come andata la partita!
Ah, ah!!! (se ne vanno)





Nella stanza del secondo piano.



BARAVELLI: Eravamo venuti a rapire loro e finiamo rapiti noi.
Che bidone! Come ne usciremo? Aspetta, ho un'idea. Hai una
corda? (Harpo la tira fuori dalla borsa) Benissimo, perfetto.
(nella stanza c' un letto a colonnine) Getteremo la corda dalla
finestra e l'annoderemo a cravatta sul letto. Butta gi la corda
dalla finestra. (Harpo esegue: mette una cravatta sul letto e
butta gi la corda) Ma che hai fatto! Hai messo la cravatta sul
letto e buttato gi la corda (mostrandogli la cravatta) Dovevi
annodare la corda al letto come una cravatta!!! E adesso, che si
fa? (Harpo appende la sua pin-up) Tu sei matto. E' inutile, non
riusciremo mai a uscire da qui. (Harpo fa per scavalcare il
davanzale della finestra) Ma che, non avrai mica intenzione di
romperti il collo? (Harpo fa per strozzarlo. Intanto i due da
basso si stanno preparando a uscire. McCarthy al telefono)

McCARTHY: Stia tranquillo, Mister Jennings, filato tutto
liscio come l'olio. Tutto a posto, ormai. La partita nostra.
Ci vediamo. (riattacca) Chiss cosa faranno quei due tizi di
sopra! (I due di sopra stanno segando un cerchio nel parquet,
che faccia da botola. Finiscono da basso, con tutti gli
attrezzi. I giocatori tirano su Harpo, che subito riappende la
sua pin-up. Poi tiran su Chico)

MULLEN: Bene, bene, il mio piccolo compagno di giochi! Proprio
in tempo per una tazza di t.

BARAVELLI (cupo): Noi non prendiamo il t, ci vedremo dopo la
partita. Andiamo, Pinky, su! (i due li bloccano e sbattono Harpo
istupidito sul divano)

MULLEN: No che non ci andrete: togliti la giacca, via, la
camicia pure. Non mi far perder tempo, togliti i calzoni.

BARAVELLI: Ma ho un appuntamento: nulla da fare! (lo capovolgono
e lo spogliano a forza: di sotto, ha una specie di tuta. Harpo
segue le operazioni dal divano, con un binocolo, divertendosi
molto. Quando Chico resta in mutande, gira la pin-up verso il
muro)

McCARTHY: E questo vale anche per te: togliti la giacca. (Harpo,
togliendosi la palandrana, resta in mutande e canottiera) Fatti
in l, tu. (a Chico) Su, Ed, prendiamogli i vestiti. (li
raccattano per portarli via) E ora, se voi ragazzi vorrete
scusarci (sulla soglia, gi col cappello in testa) noi dovremmo
andare subito a giocare un po' di football. Fate come foste a
casa vostra. Accendete la radio, se volete seguire la partita.
Ah, ah, ah! (escono e rientrano, sempre ridendo) Mander mia
sorella a farvi compagnia. Ah, ah, ah! (li chiudono dentro, per
la seconda volta. Harpo piange)

BARAVELLI (controllando la porta): E' proprio chiusa!





Campo di football. La partita gi iniziata. Poi la cabina del
radiocronista; gli accanto un giornalista sportivo - forse
che batte a macchina.

RADIOCRONISTA: Completata l'azione nel campo di Huxley, la
squadra di Darwin segna il primo touchdown e la folla
impazzisce! Nessuno riesce a fermare Mullen e McCarthy, oggi.
Mancano due minuti di gioco alla fine del primo quarto e... oh
che batosta sta prendendo Huxley! McCarthy ha la palla e riesce
a passare.





Chico e Harpo, armati di seghe, stanno ripetendo al primo piano
quello che hanno fatto di sopra, mentre ascoltano la
radiocronaca della partita. Da basso alcune signore giocano a
bridge. I due cadono proprio su uno dei tavolini pieghevoli, tra
urletti vari. Scandalo perch sono in mutande.

SIGNORE: Ah! Oh! Uh! (i due si rialzano e si avviano verso la
porta: Harpo strappa un lungo velo a una signora, Chico prende
un cappotto dal collo di pelliccia che era su una sedia, e se lo
infila)

BARAVELLI: Ehi, socio, abbiamo fatto un grande slam! (escono fra
gridolini generali: vedono la biga dell'immondizia e una
bicicletta abbandonata sui gradini. Chico balza in sella e Harpo
salta sulla biga e, velo al vento, corre allo stadio prima
dell'altro)





Allo stadio. Harpo arriva in stile, ma Chico arrivato prima di
lui e gli urla dalla panchina, mentre si veste.



BARAVELLI: Pinky, dai, sbrigati, che facciamo ancora in tempo a
giocare. (e il gioco riprende con loro due che giocano a carte
sulla panchina. Arriva Groucho)

WAGSTAFF: Che bella coppia di rapitori! Lo sapete che quelli che
avete rapito sono arrivati qua prima di voi? Guardate i
risultati: dodici a zero! Ma tanto, voi ve ne fregate! Vi
rendete conto di quel che vuol dire la sconfitta di Huxley? Vuol
dire vergogna, umiliazione, disgrazia e inoltre (ad Harpo) sei
pazzo se non giochi l'asso. (strappandoglielo di mano) Andiamo,
datevi da fare. (i due si picchiano) No, no, in campo. (vanno.
Groucho, in campo, durante la pausa di gioco si avvicina ai
giocatori) Sentite, voi, rammolliti dalle mani di ricotta, come
giocate non riuscireste neanche a battere una squadra di basket
femminile. Dovete vincerlo questo incontro, capito? Anche se
dovremo usare il prezioso n. 37, ricordate il piano d'attacco:
il terzino prende la palla e la passa a sinistra, poi si attacca
in profondit e si cerca di sfondare la difesa sulla destra.
(arriva Zeppo)

FRANK: Ehi, babbo.

WAGSTAFF: Un momento: ragazzi, se non riuscite a battere quella
massa di pecore rincretinite...

FRANK: Ma babbo...

WAGSTAFF: Che vuoi?

FRANK: Stai parlando alla squadra sbagliata.

WAGSTAFF: Lo so, ma i nostri non volevano darmi ascolto...
(tutti ridono. Zeppo lo riporta via. Arrivano due barellieri.
Chico li ferma)

BARAVELLI: In che direzione andate?

BARELLIERI: In l.

BARAVELLI: Perfetto, lasciatemi a met campo. (si sdraia in
barella e si fa portare. Arriva Harpo alla panchina, quasi in
tenuta da football. Prende un pallone)

ALLENATORE: Dove ce l'hai il numero? (Harpo indica le spalle:
l'altro si alza e comincia a tirargli la maglia... lunga
operazione!)

WAGSTAFF (a Frank): Figliolo mio, va a giocare e gioca come
nell'ultima partita. Ho scommesso cinque dollari sull'altra
squadra! (l'allenatore continua a tirare la maglia di Harpo, che
ormai si estende per circa 10 metri. Poi mostra, di sotto, la
maglia con la Y di Yale. Fine della pausa. Ripreso il gioco,
dopo il capannello per i segnali, restano sul campo Chico e
Harpo a giocare a carte)





Cabina del radiocronista.



RADIOCRONISTA: Ah, ecco il professor Wagstaff: ha qualche
dichiarazione per noi, professore?

WAGSTAFF: Certamente, se lei mi cede il posto.

RADIOCRONISTA: Il professor Wagstaff vi dir tutto sulla partita.

WAGSTAFF: E' uno splendido football: vorrei che foste qui. A
dire il vero, vorrei che foste qui al mio posto. La settimana
scorsa alla stessa ora vi avevo informato che la signora
Moskowitz era in attesa di un lieto evento. Posso ora dirvi che
ieri notte la signora Moskowitz ha avuto due gemelli.
Complimenti, signor Moskowitz! (fischia)

RADIOCRONISTA: Grazie, professore!

WAGSTAFF: Di nulla. (se ne va)

RADIOCRONISTA: I ragazzi sono tornati in campo. (la banda sta
ritirandosi) Si stanno preparando per il calcio d'inizio. Il
tiro spetta ad Huxley, ed ecco che cominciano. Fischio
dell'arbitro)

WAGSTAFF (a Connie, seduta dietro di lui, in tribuna, a fianco
di Jennings): Mi scusi. (si precipita in campo, blocca
l'attacco, poi raccoglie qualcosa da terra e esce. Parla di
nuovo a Connie) Cos impara a passare davanti a una signora
senza salutare!





In campo ci sono Harpo e Chico.



BARAVELLI: Condurre al centro? Sta' attento, mai farti male!
Dobbiamo passare un allungo in avanti. Segnale d'attacco:
8.2.72. allungo in avanti. Singapore Amba-rabci-ci co-co, tre
civette sul com, qui si passa, pronti o no. (Harpo si ferma a
fare boccacce a Mullen)

MULLEN: Pinky! (sorpreso) Che fai qui? (Harpo gli d una testata
nello stomaco e lo scaraventa a terra. Arriva l'arbitro)

ARBITRO: Quel tuo colpo di testa fa arretrare la tua squadra di
15 yarde. (Mullen ride e se ne va) Devi colpire solo chi ha la
palla, capito? (e se ne va col pallone: Harpo lo attacca di
dietro, buttandolo per terra. Poi gli prende il pallone e se lo
infila sotto la maglia, sullo stomaco. Arriva Chico) Molla quel
pallone!

BARAVELLI: Guarda: ha gli orecchioni o incinto?

ARBITRO: Su, dammi quel pallone, dammelo! (glielo strappa,
facendogli il solletico: Harpo si contorce. L'arbitro s'avvia
per riprendere il gioco)

BARAVELLI (dando nuovi segnali d'attacco): 8.6.42.56: e va, pi
veloce. (lo passa ad Harpo: mentre gli altri s'azzuffano, lui si
ferma da un ometto che vende hot-dogs ai bordi del campo e ne
ruba uno con un vasetto di senape)

VENDITORE: Ehi, ridammi la mia roba! (Harpo corre fino a che
incontra tre difensori, tra cui McCarthy, il 44. Faccia
spaventata, gli consegna il pallone con una mano, mentre con
l'altra tiene senape e hot-dog. Poi lo colpisce nello stomaco,
facendolo cadere. Mischia. Poi l'arbitro prende il pallone. Si
sente Chico che chiama il nuovo schema d'attacco)

ARBITRO: Segnale!

BARAVELLI: 85.29.78. Via! (Harpo prende il panino, v'infila un
dito di McCarthy pi la senape e lo morde. L'altro, ancora a
terra, urla)

McCARTHY: Aaaaahhhhh! (interruzione. Un infortunato a terra.
L'allenatore e il medico in campo)

DOTTORE: Forza, venite ragazzi. (ai barellieri)

WAGSTAFF: C' un dottore in tribuna?

UN DOTTORE (alzandosi): Io sono medico.

WAGSTAFF: Le piace la partita, dottore? (grida d'incoraggiamento
dalle tribune: rah, rah, rah; poi, incrociando i barellieri che
portano via l'infortunato) Tornate a prendere me tra cinque
minuti. (entrando in campo e rivolgendosi a un sedere) Buffo
incontrarsi a posteriori! Il mondo proprio piccolo!

ARBITRO (a Groucho, sdraiato a terra a fumare): Perch non hai
preso parte all'ultima mischia?

WAGSTAFF: Sono in turno di riposo.

ARBITRO: E cosa fai con quel sigaro in bocca?

WAGSTAFF: Conosci un altro modo per fumarlo?

ARBITRO: In piedi! ( Wagstaff si alza e si avvicina alla sua
squadra)

WAGSTAFF (col tono di fare una grande confidenza): Non
lasciatevelo scappare, ragazzi, ma son sicuro di vedere, sugli
spalti, il professore di chimica assieme alla moglie del
bidello. Qua, prendete un sigaro. (li distribuisce ai giocatori)

ARBITRO: Segnale d'attacco.

BARAVELLI: Sopra la panca la capra campa, col professor Wagstaff
la palla scampa. (gliela lancia come giocasse a baseball. Poi si
vede Harpo che se n' impossessato e vi attacca un elastico
mentre Groucho, sdraiato, legge il giornale. Harpo palleggia)

ARBITRO: Sei pronto, ragazzo? (Harpo scaglia la palla: la prende
Chico, molto distanziato; tutti si precipitano a bloccarlo, ma
con l'elastico Harpo la riprende e corre verso la meta. Chico
riemerge)

GIOCATORE: Guarda dov' la palla!

BARAVELLI: Bravo Pinky, cos si fa, segna!!! Dai, forza! (Harpo,
saltellando con quella sua buffa andatura, arriva alla linea di
meta e mette gi la palla in touch-down. 6 punti. Gli arriva
Zeppo alle spalle, dopo che l'arbitro gi ha ritirato il pallone)

FRANK: Cavoli, che forza, Pinky! Hai segnato!! Sei stanco? (gli
stringe la mano. Harpo sbanda ma fa nooohhh!) Ah, sei grande!
(gli d una pacca sulla schiena e Harpo crolla)





Il tabellone indica Huxley 6 - Darwin 12. Per il calcio
supplementare oltre la porta, cos si allineano i Marx: Chico d
un calcio ad Harpo che lo d a Groucho che lo d a Zeppo che lo
d al pallone mandandolo al di sopra della porta: 7 a 12. Altra
azione: Groucho prende la palla, la passa ad Harpo ma continua a
fingere di averla lui e corre verso le tribune. McCarthy lo
segue. Groucho arriva da Connie e le chiede.



WAGSTAFF: Ho dimenticato il tuo numero di telefono, me lo ridai?

McCARTHY (furente): Dov' il pallone?





Al centro del campo, Harpo, seduto sopra il pallone, mangia una
banana.



ARBITRO: Ecco dov'e! Andiamo, tu, togliti di l che blocchi la
partita! (si riprende il gioco) Segnale d'attacco!

BARAVELLI: Trentatr trentini tutti e trentatr di Trento
stavolta andiamo a sinistra trottando! (la palla la prende
Zeppo: Harpo corre dietro di lui, precedendo per tutti gli
altri. Semina bucce di banana e fa scivolare tutti. Per ultimo
fa scivolare anche Zeppo)

ARBITRO: Segnale d'attacco!

BARAVELLI: Se l'arcivescovo si
disarcivescoviscostantinopolizzasse - sarebbe meglio che la
palla al centro passasse! (Harpo prende la palla, ma vede un
cane che entra in campo abbaiando: tira fuori la sua rete
d'accalappiacani e inverte la rotta. I tre lo inseguono)

TUTTI E TRE: Ehi, stai correndo nella direzione sbagliata!

(saltano tutti sulla biga dell'immondezzaio. Arrivano alla meta
distanziando gli altri e Harpo allinea tanti palloni: il
tabellone segna 31 a 12)





Scena finale. Sulle note della Marcia Nuziale di Mendelssohn
vediamo Connie in abito da sposa e i tre in abito da cerimonia,
per la prima volta non mascherati nei soliti paludamenti. Harpo
ha comunque la parrucca. Tutti e tre in tuba, perfino Chico. Un
pastore legge la formula di rito.



PASTORE: Siamo qui convenuti per unire quest'uomo e questa donna
con i vincoli del matrimonio, e ci commendevole invero. Vuoi
tu prendere quest'uomo come tuo legittimo sposo?

CONNIE: S.

PASTORE: E voi, prendete questa donna come vostra legittima
sposa?

TUTTI E TRE: S. (caduta a 4 sul morbido)



(fine)










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