Isaac Asimov.
IL SOLE NUDO.
Titolo originale: The Naked Sun.
Traduzione di Giuseppe Lippi.
Copvright 1957 by Isaac Asimov.
Copvright 1989 mONDADORI.
1. Isaac Asimov.
5. Il sole nudo.
11. 1. Viene posta una domanda.
26. 2. Incontro con un amico.
40. 3. Si d il nome a una vittima.
54. 4. Appare una donna.
64. 5. Si discute un crimine.
75. 6. Si confuta una teoria.
90. 7. Un dottore viene strapazzato.
102. 8. Viene sfidato uno spaziale.
115. 9. Viene scoraggiato un robot.
125. 10. Si delinea una cultura.
138. 11. Viene ispezionata una fattoria.
151. 12. Viene mancato un bersaglio.
165. 13. Viene affrontato un robotista.
176. 14. Viene rivelato un movente.
187. 15. Si colora un ritratto.
201. 16. Viene offerta una soluzione.
213. 17. Si tiene una riunione.
227. 18. Si risponde a una domanda.
ISAAC ASIMOV.
Isaac Asimov nato nel 1920 da famiglia ebrea a Petro-
vic, un vilIaggio alla periferia della citt russa di Smo-
lensk. In russo il nome Asimov significa ~che fa crescere
il grano d'inverno' e gli Asimov erano legati al grano: il
nonno era proprietario di un mulino al tempo degli zar
e suo padre vi lavorava come contabile dopo la rivoluzio-
ne La grande carestia del 1923 costrinse la famiglia Asi-
mov a emigrare negli Stati Uniti. Una volta a New York,
il padre di Isaac acquist a Brooklyn un negozio di ali-
mentari, il primo di una lunga serie. Durante il periodo
delle elementari a Isaac capit per le mani una rivista di
fantascienza. Il disegno raffigurava due uomini ipnotiz-
zati da una sfera di fuoco sospesa su una provetta. Si
trattava della copertina di una notissima rivista di fanta-
scienza, ~~Amazing Stories", per la precisione quella del-
I'agosto 1929. Il giovane Asimov ne fu completamente
conquistato e decise da allora innanzi di dedicarsi con
passione a quel tipo di lettura. La sua straordinaria capa-
cit di mandare a memoria praticamente tutto senza fati-
ca gli permise di terminare la scuola dell'obbligo a undici
anni e mezzo. Quattro anni pi tardi aveva finito le supe-
riori. In quel periodo Isaac era un ragazzo egocentrico e
introverso. A differenza di molti suoi coetanei detestava
qualsiasi tipo di sport: almeno tanto quanto gli erano
odiose le commissioni che doveva sbrigare in negozio,
per conto del padre, dopo l'orario scolastico. La massima
ambizione di Isaac e dei suoi genitori era quella di diven-
tare medico, ma non fu possibile trovare posto nei corsi
di medicina in alcuna universit. Il ri~ie~o fu la facolt
l'universit si trovava all'interno del perimetro cittadino:
a forza di vivere in una grande metropoli, gli risultava
pressoch impossibile vivere lontano dal traffico e dal ce-
mento di New York. Mentre ancora studiava alla Colum-
bia cominci a scrivere qualche racconto di fantascienza
e strinse amicizia con un gruppo di aspiranti scrittori. Il
18 settembre 1938 fond insieme ad alcuni di questi ami-
ci la Futurian Science Literary Society di New York: i
suoi membri si impegnavano a darsi aiuto reciprocamen-
te nella scalata al successo come scrittori. Nel marzo
1939 Asimov riusc a vendere alla rivista "Amazing Sto-
ries" il suo primo racconto Marooned of Vesta, il cui in-
treccio gli era stato suggerito dagli studi di chimica. I su-
perstiti del naufragio di una nave spaziale che posseggo-
no riserve d'acqua per un anno, ma d'aria per tre soli
giorni, si salvano grazie al principio scientifico dell'ebol-
lizione dell'acqua a basse pressioni: nel vuoto occorre un
piccolo innalzamento di temperatura perch l'acqua si
trasformi in vapore e possa venire usata per la propul-
sione.
Questo racconto piacque molto a John W. Campbell, il
direttore di un'altra grande rivista di fantascienza,
"Astounding Science-Fiction", che gi aveva giudicato
benevolmente alcuni degli sforzi letterari del giovane
Asimov. Campbell acquist per la sua rivista il racconto
Ad Astra, che venne pubblicato nel luglio 1939 col titolo
di Trends (Tendenze). Asimov vi racconta di come, per
un atteggiamento di avversione alla scienza, ingenerato
dalla guerra, non si realizzassero viaggi spaziali per quan-
to scientificamente e tecnicamente ci fosse gi possibile.
Nel frattempo un'altra sua storia, The Weapon Too
Dreadful to Use apparve su "Amazing Stories". L'ipotesi
centrale che i terrestri, una volta esplorati gli altri pia-
neti, tenderanno a rendere schiave le razze giudicate in-
feriori. Gi in questo racconto Asimov dimostrava il
grande interesse per gli aspetti politici e sociologici del-
l'esplorazione spaziale che caratterizzer pi avanti tanta
parte della sua produzione. Mentre cominciava cos la
sua carriera letteraria ottenne la laurea di primo grado
(Bachelor) nel giugno 1939, a soli diciannove anni e mez-
zo, e, due anni dopo, consegu il Master. L'interesse per
le scienze fisiche fu sostituito pi avanti da quello per le
tematiche sociologiche, ma la dimestichezza con gli studi
scientifici contribu a dare sempre un tocco di autenticit
e di credibilit a tutte le sue storie.
Nel 1941 venne pubblicato Reason, un racconto che di-
venne celebre perch gett le basi per le famose 'Tre Leg-
gi della Robotica':
I) Un robot non pu recare danno a un essere umano, n,
astenendosi dall'intervenire, pu permettere che un esse-
re umano subisca un danno.
II) Un robot deve ubbidire agli ordini che gli sono dati
dagli esseri umani, eccetto i casi in cui tali ordini sono in
conflitto con la Prima Legge.
III) Un robot deve proteggere la propria esistenza, pur-
ch tale protezione non violi la Prima o la Seconda
Legge.
Asimov le adott nella stesura delle sue moltissime storie
sui robot. Le Tre Leggi riscossero uno straordinario suc-
cesso e furono utilizzate da numerosi altri scrittori di
fantascienza. Nel 1942 trov un posto come chimico nel
reparto analisi al Laboratorio aeronautico della Marina a
Filadelfia e si spos con Gertrude Blugerman. Proprio al-
lora cominci a scrivere le cosiddette 'storie della Fonda-
zione', forse le sue opere pi note. Esse si basano sulla
psico-storiografia, una scienza in grado di prevedere con
grande precisione le tendenze collettive anche con antici-
po di migliaia di anni. Hari Sheldon, inventore del meto-
do, d origine a due Fondazioni che hanno lo scopo di ac-
celerare la ricostruzione della civilt galattica dopo il suo
inevitabile co]lasso. Il ciclo costituito da nove racconti
raccolti in tre volumi: Cronache della Galassia, Il crollo
della Galassia centrale, L'altra faccia della spirale.
La sua caratteristica principale l'affermazione di Asi-
2 ~ 3
mov, primo tra gli scrittori di fantascienza, che tutte le
migliaia di mondi della Galassia sarebbero state coloniz-
zate unicamente dall'uomo e non da extraterrestri.
Arruolato dopo la seconda guerra mondiale, il caporale
Asimov fu inviato su un atollo del Pacifico per un'esplo-
sione atomica sperimentale, donde trasse nuove esperien-
ze per il suo lavoro.
Congedato, ritorn alla Columbia University, dove ot-
tenne la laurea di terzo grado, il dottorato, nel 1949.
Quello stesso anno entr come incaricato di biochimica
alla Scuola di medicina di Boston. Nel 1953 la rivista
"Galaxy" pubblic a puntate il primo romanzo lungo di
Asimov sui robot: Abissi d 'acciaio. Mai prima di lui si era
sposato il giallo con la fantascienza in modo cos brillan-
te. Tre anni pi tardi usc Il sole nudo, il secondo dei tre
romanzi della coppia investigativa Baley-Olivaw (la trilo-
gia si concluse con I robot dell'alba). Nel 1958 Asimov la-
sci l'Universit di Boston, conservando, per, il titolo
di professore, e si dedic alla divulgazione scientifica,
scrivendo articoli e libri. La sua capacit, rimasta memo-
rabile a]l'Universit di Boston, di esprimersi con chiarez-
za e in modo awincente fece di Asimov un divulgatore
di successo. La sua opera pi importante in questo campo
fu la Guida alla scienza per l'uomo intelligente, una sorta
di enciclopedia per il profano sull'intero campo delle
scienze fisiche e biologiche. Isaac Asimov si dimostrato
autore particolarmente fecondo: ha pubblicato pi di 150
opere per le quali ha ricevuto numerosi premi. Dal 1977
dirige una rivista di fantascienza che porta il suo nome
e che compete con le pi famose e quotate riviste del ge-
nere.
IL SOLE NUDO.
Il sole nudo il secondo romanzo in cui Asimov costrui-
sce una vicenda gialla all'interno di uno scenario di fanta-
scienza. John Campbell, l'amico editore, aveva spesso af-
fermato che un giallo fantascientifico sarebbe stato una
contraddizione in termini dal momento che la tecnologia
superiore avrebbe permesso al detective del futuro di ri-
solvere il mistero con mezzi al di fuori della portata dei
lettori e quindi sleali. Asimov scrisse invece tre romanzi
che rispettavano le regole classiche del giallo, non ingan-
navano i lettori e che, nel contempo, avevano una coe-
rente e altrettanto classica struttura fantascientifica. Il
sole nudo apparve a puntate sulla rivista "Astounding
Science-~iction" nel 1956 e l'anno seguente fu pubblica-
to in volume. Come gi era accaduto per Abissi d'acciaio,
il romanzo precedente, Asimov ottenne un grandissimo
successo, vendette molto e ricevette una valanga di lette-
re di ammiratori entusiasti, segno che il connubio giallo-
fantascienza continuava a funzionare e a riscuotere gra-
dimento. La strana coppia di investigatori costituita da
Elijah Baley, il detective umano, e da R. Daniel Olivaw
(R. sta per robot), il detective robotico. Come in tutte le
coppie gialle, a uno dei protagonisti tocca il ruolo di spal-
la, ma, in questo caso, Daniel Olivaw lo svolge a modo
tutto suo. alla fredda logica del robot aggiunge qualcosa
di misterioso e inafferrabile che lo rende molto meno
macchina e pi eroe. Snocciolando informazioni e dati,
costruendo soluzioni razionali, Daniel sembra talvolta
far tlasparire dal suo perfetto e bellissimo viso sentimen-
ti ed emozioni che non dovrebbero appartenergli. Baley
dal canto suo costruito sulla falsariga degli eroi hard-
boiled: cos amaro e malinconico, il detective terrestre
solo un altro degli mvestigatori dun dal cuore tenero. I
due sono costretti a operare in un mondo ostile, Solaria,
nel quale si verificato il primo delitto nella storia del
pianeta. E ostile per Baley, il terrestre straniero, conside-
rato inferiore e inopportuno dagli spaziali solariani che
non riconoscono pi nella Terra la loro madre patria. E
ostile per Olivaw, il robot di Aurora, che il pi antico,
il pi grande e il pi forte di tutti i cinquanta Mondi
Esterni. L'agente in borghese Baley, del Corpo di polizia
di New York City, viene ufficialmente inviato su Solaria
per risolvere un caso di omicidio, ma il suo compito an-
che quello di ottenere informazioni utili per la Terra. Or-
mai immiserite e sovraffollate, le citt terrestri giacciono
sepolte a un miglio di profondit e l'umanit che le abita
non risale da molto tempo in superficie e anzi teme il cie-
lo e gli spazi aperti. L'esplorazione galattica chiusa ai
Terrestri. Se ne occupano gli Spaziali, i cui antenati abi-
tavano la Terra secoli prima e che ora disprezzano lo stile
di vita e l'inferiore tecnologia terrestre. Su Solaria vivo-
no pochi uomini che hanno a disposizione un numero
enorme di robot, destinati a ogni tipo di mansione. I So-
lariani abitano immense tenute e non s'incontrano mai
tra di loro, sviluppando cos una violenta idiosincrasia
per qualsiasi genere di contatto fislco e quindi rendendo
impossibile un omicidio. Il matrimonio diventa un male
necessario e la procreazione un obbligo vergognoso. At-
traverso sofisticate apparecchiature si visionano, cio
parlano e interagiscono con le loro imnlagini. La situazio-
ne del governo terrestre assai pericolosa: da una parte,
uno dei cinquanta Mondi Esterni sott~,popolati, roboti-
cizzati, ricchi, potenti e con abitanti multo longevi, esi-
gono un aiuto dai Terrestri; da]l'altra la Terra affollata,
tecnologicamente in ritardo e la cui gente vive una vita
piuttosto breve, non pu permettersi di disilludere i po-
tenti Solariani e, d'altro canto, ha bisogno di questa oc-
casione per svolgere una pericolosa azione di spionaggio
altrimenti impossibile. Anche Daniel Olivaw compie una
missione di spionaggio per conto del suo pianeta, anche
se non ne ben chiaro Io scopo. Il robot si finge umano
per ragioni note solo a lui e ai suoi superiori e vi riesce
facilmente grazie alla perfezione del suo aspetto e alla
raffinata tecnologia dei suoi rel positronici. Il detective
terrestre deve lottare con un astuto assassino e nel con-
tempo superare l'avversione dei Solariani e le difficolt
tecniche di un'indagine condotta a distanza, attraverso i
visori. In principio tutto appare difficile, ma lentamente
Baley familiarizza con gli usi locali, fa breccia ne]l'ostilit
solariana e prende decisamente il soprawento, coadiuva-
to dall'impareggiabile collega robot. Persino il suo terro-
re per gli spazi aperti si smorza via via che l'indagine pro-
cede e il Terrestre prende sicurezza. Asimov ha costruito
un delitto classicissimo, quello che pu essere stato com-
piuto da una sola persona che pure non pu averlo com-
piuto. Lo scioglimento dell'enigma e lo smascheramento
dell'assassino avvengono, come in ogni giallo che si ri-
spetti, alla presenza di tutti i sospettati e l'epilogo, con
relativo colpo di scena, avrebbe sicuramente riscosso il
plauso di Agatha Christie, la signora del delitto.
OPERE.
I, Robot, 1950 (Io, Robot); Foundation, 1951 (Cronache
della Galassia); Foundation and Empire, 1952 (Il crollo
della Galassia centrale); Second Foundation, 1953 (L'altra
faccia della spirale); The Caves of Steel, 1953 (Abissi d'ac-
ciaio); The Naked Sun, 1957 (Il sole nudo); The Rest of the
Robots, 1964 (Il secondo libro dei robot); A Whiff of
Death, 1968 (Un soffio di morte); The God Themselves,
1972 (Gli dei in persona); The Tragedy of the Moon, 1974
ILa tragedia della luna); The Bicentennial Man, 1977
(L'uomo del bicentenario); Extraterrestrial Civilization,
1979 (Civilt extratewestri).
IL SOLE NUDO.
1. Viene posta una domanda.
Elijah Baley cQmbatteva con ostinazione il panico.
Era due settimane che montava Forse anche di pi.
Aveva incominciato a montare fin da quando lo aveva-
no chiamato a Washington per dirgli tranquillamente
che i suoi compiti erano cambiati.
La chiamata a Washington era stata di per s abba-
stanza sconvolgente. Era giunta senza particolari, una
pura e semplice convocazione, e cos era gi peggio.
Conteneva allegato un biglietto d'andata e ritorno per
via aerea, e questo era ulteriormente peggio.
In parte dipendeva dal senso d'urgenza implicito
nell'ordine di un viaggio aereo. E in parte era il
pensiero dell'aereo, semplicemente quello. Eppure
quello era solo l'inizio del disagio, ancora facile da
soffocare.
Dopo tutto Lije Baley era gi stato in aereo quattro
volte. Una volta aveva addirittura attraversato il conti-
nente. Cos, anche se il volo in aereo non mai
piacevole, almeno non sarebbe stato un completo salto
nel buio.
E poi il viaggio da New York a Washington sarebbe
durato soltanto un'ora. Avrebbero decollato dalla Pista
Numero 2 di New York che era, come tutte le piste
ufficiali, convenientemente recintata, con un'apertura
che si apriva nell'indifesa atmosfera solo quando era
stata raggiunta la velocit di decollo. L'atterraggio
sarebbe awenuto sulla Pista Numero 5 di Washington.
protetta nello stesso modo.
E poi, come Baley ben sapeva, sull'aereo non ci
sarebbero stati finestrini. Ci sarebbe stata una buona
illuminazione, cibo decente, tutte le comodit necessa-
rie. Il volo radiocomandato sarebbe stato regolare; e
una volta in aria ci sarebbe stata a malapena la sensa-
zione di movimento.
Spiegava tutto questo a se stesso e a Jessie, sua
moglie, che non era mai stata in aereo e affrontava
questo argomento con terrore.
Ma Lije, insisteva lei non mi piace che tu prenda
l'aereo. Non naturale. Perch non prendi le Linee
celeri?
Perch ci vorrebbero dieci ore la lunga faccia di
Baley aveva assunto tratti aspri <~ e perch sono mem-
bro della Polizia Municipale e devo seguire gli ordinl
dei miei superiori. Al limite lo faccio per mantenere il
mio inquadramento in C-6.
E su questo non c'era da discutere.
Baley prese l'aereo e tenne gli occhi fissi sulla bobina
del giornale che si srotolava con moto regolare e
continuo dal distributore a livello degli occhi. Le auto-
rit cittadine erano orgogliose di quel servizio: notizie,
programmi speciali, articoli umoristici, brani educativi,
o~ni tanto un po' di narrativa. Un giorno o I'altro la
bobina sarebbe stata convertita in film, si diceva, visto
che "catturare" gli occhi con un visore sarebbe ~lat-~
un modo ancor pi effici~nte di distrarre i passeggeri
dalla loro situazione.
Baley continuava a tenere gli occhi fissi sulla bobina
che si srotolava, non solo in cerca di distrazione, ma
anche perch lo richiedeva la bu~na educazione. Sul-
I'aereo c'erano altri cinque passeggeri (non aveva potu-
to fare a meno di notarlo) e ciascuno di loro aveva
diritto a qualunque grado di paura o di ansiet la sua
natura e la sua educazione gli facessero provare.
Baley si sarebbe certamente risentito per l'intrusio-
ne di chiunque altro nel suo disagio. ~;lon voleva che
occhi estranei presenziassero allo sporgere delle sue
Disse a se stesso: sono al chiuso. Questo aereo solo
una piccola Citt.
Ma non riusciva ad autoingannarsi. Alla sua sinistra
c'era un pollice d'acciaio. Dopo di che nulla
Be', aria! Ma in realt non era nulla.
Mille miglia in una direzione. Mille in un'altra Un
miglio di aria, forse due, di sotto.
Quasi quasi desiderava di poter dare un'occhiata in
basso, di sbirciare la punta delle Citt sepolte, mentre
ci passava sopra: New York, Filadelfia, Baltimora, Wa-
shington. Immaginava di veder scorrere le distese di
sciami di cupole che non aveva mai visto, ma che
sapeva esserci. Sotto di loro, per un miglio di profondi-
t e per dozzine di miglia in ogni direzione, c'erano le
Citt.
I corridoi senza fine, tipo alveare, delle Citt, pensa-
va, vivi di gente: appartamenti cucine comuni, fabbri-
che, Linee celeri: tutto comod e caldo della presenza
dell'uomo.
Mentre lui era isolato nella fredda aria informe,
dentro un piccolo proiettile di metallo che si muoveva
nel vuoto.
~,J Gli tremavano le mani, e forz gli occhi a rimettersi
a fuoco sulla striscia di carta e a leggere un po'.
~- Era un racconto che parlava di esplorazione galattica
ed era del tutto ovvio che l'eroe fosse un terrestre.
Baley bofonchi esasperato, poi trattenne un attimo
il fiato per lo sgomento di avere emesso maleducata-
mente un suono.
L Ma era del tutto ridicolo. Era una forma d'infantili-
~ smo, questa pretesa che i terrestri potessero invadere
CJ lo spazio. Esplorazione galattica! La galassia era chiusa
ai terrestri. Era gi stata occupata dagli spaziali, i cui
antenati erano stati terrestri secoli prima. Quegli ante-
~, nati avevano raggiunto per primi i Mondi Esterni, si
erano messi comodi e i loro discendenti avevano calato
le sbarre all'immigrazione. Avevano delimitato la Terra
e i loro cugini terrestri. E la civilt terrestre delle Citt
te dai robot, del loro stesso pianeta: anche da quelle.
Baley pens amaramente: Giosafatte! Se non ci piace,
almeno facciamo qualcosa in proposito. Non sciupiamo
tempo con le favole.
Ma non c'era nulla da fare in proposito, e lui lo
sapeva.
Poi l'aereo atterr. Lui e i suoi compagni di viaggio
ne uscirono e si sparpagliarono, senza mai guardarsi
l'un l'altro.
Baley diede un'occhiata all'orologio e decise che
c'era il tempo per rinfrescarsi un po'j prima di prende-
re la Linea celere per il Dipartimento della Giustizia
Era contento che ci fosse. Il suono e il clarnore della
vita, le enormi camere blindate dell'aeroporto, con i
corridoi della Citt che scendevano a numerosi piani,
qualunque altra cosa vedesse o udisse, gli davano la
sensazione di essere al sicuro, negli intestini caldi e
nell'utero della Citt. Lavava via l'ansiet, e mancava
solo una doccia a completare l'opera.
Gli occorreva un permesso di transito per adoperare
un bagno della comunit, ma l'esibizione dei suoi
ordini di viaggio eliminarono ogni difficolt. Ci fu
soltanto la punzonatura d'uso, con il diritto a un box
privato (la data accuratamente stampata per evitare
abusi) e un sottile nastro scorrevole per raggiungere il
punto assegnato.
Baley era grato per la sensazione dei nastri sotto i
piedi. Era una sensazione quasi di piacere, quella di
sentirsi accelerare spostandosi da nastro a nastro verso
la Linea celere a piena velocit. Con una piroetta sal
agilmente a bordo, occupando il posto a cui il suo
inquadramento gli dava diritto.
Non era l'ora di punta e alcuni sedili erano ancora
vuoti. Neanche il bagno, quando lo raggiunse, era
eccessivamente aEfollato. Il box assegnatogli era abba-
stanza in ordine, con una lavatrice che funzionava
bene.
Con la sua razione d'acqua consumata per un nobile
n sottosegretario Albert Minnim era un ometto rubi-
condo che si andava ingrigendo, con gli angoli del
corpo arrotondati e appesantiti. Trasudava pulizia e
odorava leggermente di dopobarba. Tutto in lui parla-
va delle buone cose della vita che accompagnano
sempre le razioni generose destinate a quelli che sono
in alto nel governo.
Al confronto Baley si sentiva scarno e smorto. Era
acutamente conscio delle sue grandi mani, degli occhi
infossati e della sensazione generale di essere ossuto.
Minnim parl con cordialit. Si sieda, Baley. Fu-
ma? "
Solo la pipa, signore rispose Baley.
Cos dicendo la tir fuori, e Minnim ricacci dentro
il sigaro che aveva estratto a met.
I~ Baley Eu subito dispiaciuto. Un sigaro era meglio che
L niente e l'altro avrebbe apprezzato il regalo. Anche con
le razioni di tabacco aumentate in seguito alla sua
promozione da C-5 a C-6 non era che poi potesse
permettersi tante pipate.
Accenda, accenda, prego disse Minnim e attese
con un'aria di pazienza paterna mentre Baley tirava
fuori con cura una porzione di tabacco e la cacciava
nel fornello della pipa.
Non mi stata comunicata disse Baley con gli
occhi fissi alla pipa la ragione della mia convocazione
a Washington, signore.
1 Lo so rispose Minnim. Sorrise. A questo rime-
diamo subito. Lei stato assegnato temporaneamente
~, a nuovi incarichi.
Fuori New York City?
Un bel po' lontano.
Baley aggrott le sopracciglia e alz gli occhi con
~ ~ aria preoccupata. Quanto temporaneamente, signo-
_ ~ re?
a Non sono sicuro.
Baley era consapevole dei vantaggi e degli svantaggi
,~ ut:ne rlassegnaZIom. ~,ome Irdn~lL;dllL~ m una ~ a m
sarebbe stato molto improbabile che avrebbero per-
messo a Jessie e al loro figlio Bentley di viaggiare con
lui. Poteva star certo che l a New York avrebbero
preso buona cura di loro, ma Baley era un essere
domestico e il pensiero della separazione non lo ralle-
grava.
Poi, una riassegnazione significava un lavoro specifi-
co, il che era un bene, e una responsabilit pi grande
di quella che in genere ci si aspetta da un singolo
detective, il che poteva essere scomodo. Non molti
mesi prima Baley era sopravvissuto alla responsabilit
di investigare sull'uccisione di uno spaziale poco fuori
New York. Non moriva da.la gioia alla prospettiva di
un'altra cosa del genere o di qua.cosa che le somigliasse.
Mi pu dire dove vado? chiese. a La natura del
nuovo incarico? Di che si tratta?
Cercava di soppesare l'a Un bel po' lontano del
sottosegretario e faceva scommesse con se stesso sulla
sua nuova base di operazioni. Quell'a Un bel po' lonta-
no aveva avuto un tono enfatico e Baley pens:
Calcutta? Sydney?
Poi not che Minnim dopo tutto tirava fuori un
sigaro e se lo accendeva con cura.
Baley pens: Giosafatte! E imbarazzato. Non vuole
dirmelo.
Minnim estrasse il sigaro da.le labbra. Osservava
pensieroso il fumo. a Il Dipartimento della Giustizia
disse a le assegna un nuovo temporaneo incarico su
Solaria.
Per un istante la mente di Baley cerc a tastoni
un'identificazione illusoria Solaria, Asia; Solaria, Au-
stralia...?
Poi scatt in piedi. Vuol dire sui Mondi Esterni?
esclam teso.
Minnim non guardava Baley negli occhi. a Proprio
cos.
Ma questo impossibile obiett Baley. Non
permetterebbero a un terrestre di entrare in un Mondo
Esterno.
Le circostanze mutano le situazioni, agente in bor-
ghese Baley. Su Solaria c' stato un omicidio.
Le labbra di Baley si contorsero in una specie di
sorriso di riflesso. E un po' fuori dalla nostra giurisdi-
zione, no?
a Hanno chiesto assistenza.
a A noi? Alla Terra? Baley era diviso tra la confusio-
ne e l'incredulit. Per un Mondo Esterno prendere un
atteggiamento diverso dal dis,r.rezzo verso il pianeta
madre o, al massimo, da un benevolo paternalismo
sociale era impensabile. Portare assistenza?
a Alla Terra? ripet.
Insolito, ammise Minnim a ma cos . Vogliono
che al caso sia assegnato un detective terrestre. .La cosa
passata per i canali diplomatici del livello pi alto.
Baley si rimise a sedere. Perch io? Non sono pi
tanto giovane. Ho quarantatr anni. Ho moglie e un
figlio. Non posso lasciare la Terra.
Non stata una nostra scelta. Hanno specificata-
mente chiesto di lei.
a Di me?
a Agente in borghese Elijah Baley, C-6, del Corpo di
Polizia di New York City. Sapevano quello che voleva-
no. E certo lei ha capito perch.
Baley prese un'aria cocciuta. a Non sono qualifica-
to.
a Loro pensano che lei lo sia. Sembra che li abbia
convinti il modo con cui ha condotto il caso dell'assas-
sinio dello spaziale.
Devono aver capito male. Devo essere sembrato
migliore di quello che sono.
Minnim scroll le spalle. a In ogni caso hanno chiesto
di lei, e noi abbiamo acconsentito a mandarla. Lei
riassegnatO. Tutta la parte burocratica stata sistemata
e lei deve andare. Durante la sua assenza ci si prender
cura di sua moglie e di suo figlio a livello C-7, perch
questo sar il suo inquadramento finch sar in forza
a questo incarico. Fece una pausa significativa. a Una
conclusione soddisfacente dell'incarico pu rendere
I'inquadramento definitivo.
Tutto stava accadendo troppo rapidamente per Ba-
ley. Nulla poteva andare in questo modo. Non poteva
lasciare la Terra. Non lo capivano?
Ud se stesso chiedere con un volume di voce che
sembrava poco naturale alle sue stesse orecchie: Che
tipo di omicidio? Quali sono le circostanze? Perch non
possono occuparsi loro del caso? .
Minnim stava rimettendo a posto con la massima
cura piccoli oggetti sulla sua scrivania. Scosse il capo.
Non so nulla dell'omicidio. Non conosco le circostanze.
~ E allora chi le conosce, signore? Non si aspetter
che vada l al buio, no? E ancora una disperata voce
interna: ma non posso lasciare la Terra.
Nessuno ne sa niente. Nessuno sulla Terra. I sola-
riani non ci hanno detto niente. Sar compito suo
scoprire che cosa c' di tanto particolare in quel delitto
da costringerli a chiamare un terrestre per risolverlo.
0, almeno, questo sar parte del suo compito.
Baley era abbastanza disperato da esclamare: E se
rifiutassi? . Naturalmente la risposta la sapeva. Sapeva
con esattezza che cosa avrebbe significato per lui e,
peggio, per la sua famiglia, la declassificazione.
Minnim non parl affatto della declassificazione.
Disse sommessamente: Non pu rifiutare, agente. Ha
un lavoro da fare .
Per Solaria? Che vadano all'inferno.
a Per noi, Baley. Per noi. ~ Minnim fece una pausa
Poi riprese: a Lei conosce la posizione della Terra
rispetto agli spaziali. Non occorre che glielo ricordi .
Baley conosceva la situazione, e cos ogni altro uomo
della Terra. Anche se i cinquanta Mondi Esterni aveva-
no tutti insieme una popolazione molto inferiore a
quella della Terra, nondimeno mantenevano un poten-
ziale militare forse cento volte maggiore. Con i loro
mondi sottopopolati basati su un'economia fatta da
robot positronici, la loro produzione di energia pro
capite era migliaia di volte pi grande di quella della
Terra. Ed era l'ammontare di energia pro capite che
definiva il potenziale militare, il tenore di vita, la
felicit e tutte le cose ad essi collegate.
Minnim prosegu: a Uno dei fattori che cospira a
mantenerci in questa posizione l'ignoranza. Solo
questo. L'ignoranza. Gli spaziali sanno tutto di noi. Dio
sa se non ci mandano qui sulla Terra abbastanza
missioni. Noi di loro non sappiamo nulla, se non quello
che ci raccontano loro. Finora nessun uomo della Terra
ha mai messo piede su un Mondo Esterno. Ma lei lo
&r .
Baley cominci: a Non posso... .
Lo far ripet Minnim. a La sua posizione sar
unica nel suo genere. Lei andr, su Solaria su loro
invito, a fare un lavoro che loro le hanno assegnato.
Quando torner, avF informazioni utili per la Terra.
Baley fiss il sottosegretario con occhi tetri. Vuol
E dire che devo fare la spia.
Non c' bisogno di spiare. Lei non deve far altro
che quello che le chiedono. Si limiti a tenere aperti
occhi e mente. Osservi! Quando torner sulla Terra, ci
saranno specialisti che analizeranno e interpreteran-
no le sue osservazioni.
Prendo atto che c' una crisi, signore disse Baley.
Perch dice questo?
Mandare un terrestre su un Mondo Esterno
rischioso. Gli spaziali ci odiano. Con la migliore volont
del mondo e anche se sono l su loro invito, potrei
provocare un incidente interstellare. n governo terre-
stre potrebbe con facilit evitare di mandarmi, se
volesse. Basterebbe dire che sono malato. Gli spaziali
hanno una paura patologica delle malattie. Non mi
vorrebbero per nessun motivo, se pensassero che sono
malato.
~ Suggerisce disse Minnim che dobbiamo tentare
F questo trucco?
a No. Se il governo non avesse nessun altro motivo
~` per mandarmi, ci avrebbe gi pensato, e avrebbe anche
pensato a qualcosa di meglio senza il mio aiuto. Ne
'=~ consegue che la cosa essenziale la questione dello
spionaggio. E se cos, ci dev'essere qualcosa di pi di
l~ un guarda-un-po'-quello-che-riesci-a-vedere per giusti-
l ficare il rischio.
Baley si aspettava quasi un'esplosione a cui avrebbe
quasi dato il benvenuto come sollievo alla pressione,
ma Minnim si limit a sorridere gelido e a dire:
~' Sembra che lei riesca a vedere al di l dei particolari
poco importanti. Ma non mi aspettavo di meno .
8 1 Is
Il sottosegretario si chin sopra la scrivania verso
Baley. Eccole una certa informazione che lei non
discuter con nessuno, nemmeno con altre autorit
governative. I nostri sociologi sono giunti a certe con-
clusioni concernenti la presente situazione galattica.
Cinquanta Mondi Esterni, sottopopolati, roboticizzati
potenti, con gente piena di salute e longeva. Noi, affol-
lati, tecnologicamente sottosviluppati, con vita breve,
sotto la loro egemonia. E una condizione instabile.
Tutto lo , alla lunga
Questa instabile in tempi brevi. Un centinaio
d'anni il massimo che ci viene concesso. La situazione
terr durante la nostra vita, questo certo, ma abbia-
mo dei figli. Alla fine diventeremo un pericolo troppo
grande per i Mondi Esterni perch ci permettano di
sopravvivere. Sulla Terra ci sono otto miliardi di indivi-
dui che odiano gli spaziali.
a Gli spaziali ci hanno escluso dalla galassia, maneg-
giano i nostri commerci a loro profitto, danno ordini
al nostro governo e ci minacciano con disprezzo. Che
cosa si aspettano, gratitudine?
Vero, eppure lo schema fissato. Rivolta, repressio-
ne, rivolta, repressione... Ed entro un secolo la Terra
sar spazzata via dai mondi abitati. Cos dicono i
sociologi.
Baley si agit a disagio. Uno non mette in discussione
i sociologi e i loro computer. Ma che cosa si aspetta
che riesca a fare, se questa la situazione? 1~
Portarci informazioni. La grave pecca in queste
previsioni sociologiche la nostra mancanza di dati
sugli spaziali. Abbiamo fatto delle supposizioni sulla
base dei pochi spaziali che hanno mandato qui. Abbia-
mo dovuto fidarci di quello che loro ci hanno racconta-
to di s, cos ne consegue che conosciamo la loro forza
e soltanto quella. Maledizione, hanno i loro robot, il
loro basso numero e le loro lunghe vite. Ma hanno
debolezze? Ci dev'essere qualche fattore che, se ne
fossimo a conoscenza, potrebbe alterare l'inevitabilit
sociologica della distruzione; qualcosa che potrebbe
guidare le nostre azioni e migliorare le possibilit di
sopravvivenza della Terra.
Non avrebbe fatto meglio a scegliere un sociologo,
signore?
Minnim scosse il capo. Se avessimo potuto manda-
re chi ci piaceva, lo avremmo fano dieci anni fa,
quando si era appena arrivati a queste conclusioni.
Questo il primo pretesto che ci si offre per mandare
qualcuno, loro ci chiedono un detective, e a noi sta
bene. Un detective anche un sociologo: un sociologo
praticone, orecchiante, altrimenti non sarebbe un
buon detective. Le sue note provano che lei lo .
a Grazie, signore rispose Baley meccanicamente.
a E se mi metto nei guai?
Minnim scroll le spalle. ~ il rischio del lavoro di
poliziotto. Lasci cadere l'argomento con un gesto
ondeggiante della mano e aggiunse: a In ogni caso lei
deve andare. n momento della sua partenza fissato.
La nave che deve portarla la sta aspettando .
Baley s'irrigid. Aspettando? Quando parto?
Tra due giorni.
Allora devo tornare a New York.'Mia moglie...
Vedremo noi, sua moglie. Non pu venire a cono-
scenza della natura del suo lavoro, lo sa. Le sar detto
di non aspettarsi notizie da lei.
a Ma questo disumano. Devo vederla. Pu darsi che
non la veda mai pi.
a Quello che sto per dirle potrebbe sembrarle anche
pi disumano, ribatt Minnim a ma non forse vero
che non c' giorno in cui, accingendosi a fare il suo
dovere, lei possa dire con sicurezza che la vedr anco-
ra? Agente Baley, noi tutti dobbiamo fare il nostro
dovere.
La pipa di Baley era spenta da un quarto d'ora Non
se n'era nemmeno accorto.
Non c'era nient'altro che qualcuno potesse dirgli. Sul
delitto nessuno sapeva niente. Un funzionario dopo
l'altro servirono semplicemente a portarlo al momento
in cui, ancora incredulo, si trov alla base di un'astro-
nave.
Era come un cannone gigantesco puntato al cielo, e
Baley rabbrividiva spasmodicamente nella fredda aria
aperta. La notte si chiudeva su di loro (e di questo
Baley era grato) come mura nere che si fondevano con
un nero soffitto. Era nuvoloso, ma una lucente stella,
attraverso uno squarcio tra le nbvole, gli colp gli occhi,
facendolo sobbalzare, anche se le stelle le aveva gi
viste nei planetari.
Una piccola scintilla, lontana, lontanissima. La fiss
con curiosit, quasi senza paura. Gli sembrava molto
vicina, molto insignificante, eppure in giro c'erano cose
simili circondate da pianeti su cui vivevano i signori
della galassia. Il sole era una cosa cos, pens, solo mol-
to pi vicina, e ora brillava sull'altro lato della Terra.
Pens improwisamente alla Terra come a una palla
di pietra, con su una pellicola di umidit e gas, esposta
al vuoto da ogni lato, con le citt scavate nel velo
esterno, attaccate precariamente tra roccia e aria Gli
venne la pelle d'oca.
Naturalmente la nave era un vascello degli spaziali.
n commercio interstellare era interamente nelle loro
mani. Egli ora era solo, appena fuori dalla periferia
della Citt. Gli avevano fatto il bagno, lo avevano
spazzolato e sterilizzato, finch lo avevano considerato
sufficientemente sicuro, in base agli standard degli
spaziali, da poter salire a bordo. Anche cos, avevano
mandato a incontrarlo solo un robot, comportandosi
come se lui si portasse dietro dall'afosa Citt centinaia
di specie di germi micidiali a cui lui era resistente,
mentre gli spaziali, cresciuti eugenicamente in labora-
torio, no.
Il robot giganteggiava vagamente nella notte, gli
occhi di un rosso opaco.
Agente in borghese Elijah Baley?
a Proprio cos rispose asciutto Baley, con i capelli
sulla nuca che gli si rizzavano un poco. Era abbastanza
terrestre da perdere il lume degli occhi nel vedere un
robot che faceva il lavoro di un uomo. C'era stato R
Daneel Olivaw, che gli aveva fatto da partner nel caso
dell'assassinio dello spaziale, ma quella era stata una
cosa diversa. Daneel era stato...
Mi segua, prego disse il robot, e una luce bianca
inond la rampa verso la nave.
Baley lo segu. Sal la scala ed entr nella nave, lungo
corridoi, fino a una stanza.
Questa sar la sua cabina, agente in borghese
Baley disse il robot. Si richiede che lei vi rimanga
dentro per tutta la durata del viaggio.
Baley pens: certo, chiudetemi a chiave. Tenetemi al
sicuro. Isolato.
I corridoi lungo cui era passato erano stati svuotati.
Probabilmente ora i robot li stavano disinfettando. Il
robot che aveva di fronte probabilmente sarebbe pas-
sato attraverso un bagno germicida, quando se ne fosse
andato.
C' una prowista d'acqua continu il robot e
servizi igienici. Si proweder al cibo. Avr materiale
di lettura. Gli obl sono controllati da questo pannello.
Ora sono chiusi, ma se vuole vedere lo spazio...
Con una certa agitazione Baley si affrett a dire: a Va
tutto bene cos, ragazzo. Lascia chiusi gli obl .
Lo aveva apostrofato con "ragazzo"*, come facevano
sempre i terrestri con i robot, ma il robot non ribatt.
Non poteva, naturalmente. Le sue risposte erano limi-
tate e controllate dalle Leggi della robotica.
Il robot pieg il suo largo corpo metallico nell'imita-
zione di un inchino e se ne and
Ora Baley era solo nella sua cabina e pot fare un
consuntivo. Almeno era meglio che sull'aereo. L'aereo
lo poteva vedere da cima a fondo. Poteva vederne i
limiti. L'astronave era grande. Aveva corridoi, piani,
stanze. Era di per s una piccola Citt. Baley poteva
quasi respirare liberamente.
Poi si accesero lampeggiando delle luci, e la voce
metallica di un robot suon nell'intercom a dare speci-
fiche istruzioni per le precauzioni da prendere contro
l'accelerazione del decollo.
Ci fu la spinta all'indietro contro la membrana pro-
dotta da un sistema idraulico, il distante rombo di
reattori scaldati fino alla furia dalla micropila a proto-
ni. Ci fu il sibilo dell'atmosfera lacerata, che diventava
~ "Boy" - ragazzo, il modo paternalistico con cui i bianchi del Sud
degli U.S.A. aDostrofano i neori. di qualunaue et siano. (N.d T.)
sempre pi sottile e acuto fino a sparire nel nulla
Erano nello spazio.
Era come se tutte le sensazioni si fossero ottuse,
come se nulla fosse reale. Continuava a ripetersi che
ogni secondo lo portava a migliaia di miglia dalle Citt,
da Jessie, ma la cosa non veniva registrata.
n secondo giomo (o il terzo?... Non c'era modo di
misurare il tempo se non dagli intervalli tra il mangiare
e il dormire) ci fu una strana sensazione momentanea
di essere stato voltato sottosopra Dur un istante e
Baley seppe che era un Balzo, quella stranamente
incomprensibile, quasi mistica, transizione momenta-
nea nell'iperspazio che trasferiva un'astronave con
tutto quello che conteneva da un punto dello spazio a
un altro, lontano anni luce. Un altro lasso di tempo e
un altro Balzo, ancora un altro lasso, ancora un altro
Balzo.
Baley si ripeteva che era lontano anni luce, decine
di anni luce, centinaia, migliaia.
Non sapeva quanti. Nessuno della Terra sapeva qual
era la collocazione nello spazio di Solaria Ci poteva
scommettere. Erano ignoranti, tutti quanti.
Si sentiva tremendamente solo.
Ci fu la sensazione di decelerazione ed entr il robot.
I suoi foschi occhi rotondi esaminarono ogni particola-
re della bardatura di Baley. Strinse con efficienza un
dado allentato; ispezion rapidamente tutti i particola-
ri del sistema idraulico.
Atterreremo fra tre ore ~ disse. Lei, per favore,
rimarr in questa cabina Verr un uomo a scortarla
fuori fino al suo luogo di residenza.
Aspetta disse teso Baley. Legato in quel modo si
sentiva inerme. Quando atterreremo, che ora sar?,
~1 robot rispose immediatamente: Secondo il Tem-
po Standard Galattico saranno... .
Il tempo locale, ragazzo. Il tempo locale! Giosafat-
te!
Il robot continu pianamente. Su Solaria il giorno
lungo ventotto virgola trentacinque ore standard. L'ora
solariana divisa in dieci decadi, ciascuna delle quali
si divide in cento centadi. Siamo programmati per
arrivare a un aeroporto in cui il giorno avr raggiunto
la dodicesima centade della quinta decade.
Baley odiava quel robot. Lo odiava per la sua ottusit
nel non capire, per il modo in cui lo costringeva a porre
direttamente la domanda, mettendo in mostra la sua
debolezza
Doveva farlo. Disse piatto: Sar giorno? .
E dopo tutto questo il robot rispose: a S, signore ~ e
se ne and.
Sarebbe stato giorno! Sarebbe uscito sulla superficie
non protetta di un pianeta alla luce del giorno.
Non era del tutto sicuro di come sarebbe stato. Aveva
visto scorci di superficie planetaria da certi punti della
Citt; per qualche momento era anche stato all'esterno.
Per era sempre stato circondato da mura o aveva un
muro a portata di mano. La salvezza a portata di mano.
E ora ci sarebbe stata la salvezza? Nemmeno il falso
muro dell~oscurit.
E per non mostrare debolezza davanti agli spa~iali
(che fosse dannato, se l'avrebbe fatto) irrigid il corpo
contro la membrana che lo proteggeva dalle forze della
decelerazione, chiuse gli occhi e combatt il panico con
cocciutaggine.
2. Incontro con un amico.
Baley stava perdendo la sua lotta. Da sola la ragione
non bastava
Baley continuava a ripetersi: gli uomini passano
tutta la vita negli spazi aperti. Gli spaziali lo fanno ora
Sulla Terra i nostri antenati lo facevano nel passato.
Non c' nessun vero pericolo nell'assenza di muri. E
solo la mia mente che mi dice diversamente, e si
sbaglia.
Ma tutto questo non serviva. Dentro di lui, qualcosa
al di l della ragione chiedeva piangendo dei muri e ne
aveva abbastanza dello spazio.
Mentre il tempo passava, pens che non ce l'avrebbe
fatta. Alla fine si sarebbe rannicchiato tremante e
impaurito. Lo spaziale mandato a prenderlo (con filtri
nelle narici per tenere lontani i germi e mani guantate
per evitare il contatto) onestamente non avrebbe potu-
to fare a meno di disprezzarlo. Lo spaziale avrebbe
provato soltanto disgusto.
Baley teneva duro, tetro.
Quando la nave si ferm e la bardatura per la
decelerazione si disinnest automaticamente, mentre
il sistema idraulico si ritirava nel muro, Baley rimase
seduto al suo posto. Era terrorizzato e deciso a non
farlo vedere.
Guard altrove al primo quieto suono della porta
che si apriva Con la coda dell'occhio percep un'alta
figura dai capelli color bronzo che entrava: uno spazia-
le, uno di quegli orgogliosi discendenti della Terra che
avevano ripudiato la loro eredit.
Lo spaziale parl. Collega Elijah!
Con un sobbalzo Baley gir la testa verso chi aveva
parlato.
Spalanc gli occhi e si alz quasi senza volerlo.
Lo fiss in faccia; fissava le larghe guance, gli zigomi
sporgenti, l'assoluta calma delle linee del volto, la
simmetria del corpo e soprattutto il levigato sguardo
di quei calmi occhi azurri.
a D... Daneel.
Mi fa piacere che tu ti ricordi di me, collega Elijah
disse lo spaziale.
Ricordarmi di te! Il sollievo inondava Baley. Quel-
l'essere era un pezo di Terra, un amico, un conforto
un salvatore. Aveva il desiderio quasi insopportabile di
correre ad abbracciare lo spaziale, di scuoterlo selvag-
giamente, di dargli pacche sulla schiena, di ridere e fare
tutte quelle stupide cose che fanno gli amici dopo una
separazione.
Ma non lo fece. Non poteva. Poteva solo fare un
passo avanti, stendere la mano e dire: Non facile
dimenticarti, Daneel .
Mi fa piacere disse Daneel, annuendo gravemen-
te. Come ben sai, per me completamente impossibi-
le dimenticarti, finch sono in servizio. E un bene,
vederti ancora
Daneel prese la mano di Baley e la strinse con calma
freddezza, le dita che si chiudevano in una presa
piacevole e non dolorosa, per poi rilasciarla.
Baley sperava onestamente che gli occhi inscrutabili
della creatura non potessero entrare nella sua mente
e vedere quel selvaggio momento appena passato, e
non del tutto cessato, in cui lui si era interamente
concentrato in un sentimento di intensa amicizia che
era quasi amore.
Dopo tutto uno non poteva amare un amico come
Daneel Olivaw, che non era affatto un uomo, ma solo
un robot.
n robot che somigliava tanto a un uomo disse: a Ho
chiesto che un veicolo da trasporto condotto da un
robot fosse collegato alla nave con un tubo ad aria... ~-.
Baley fremette. Un tubo ad aria?
S. E una tecnica comune, usata di frequente nello
spazio, per trasferire personale e materiale da un'astro-
nave all'altra senza la necessit di particolari equipag-
giamenti contro il vuoto. Si direbbe che tu non sia
pratico di questa tecnica.
No, rispose Baley ma ho afferrato l'idea.
Naturalmente piuttosto complicato collegare in
questo modo una nave spaziale con un veicolo a terra,
ma ho richiesto che venisse fatto lo stesso. Per fortuna
la missione in cui tu e io siamo impegnati di priorit
assoluta. Le difficolt sono state smussate subito. ~
Anche tu sei stato assegnato al caso di omicidio?
Non ne eri ancora stato informato? Mi dispiace di
non avertelo detto subito. Naturalmente non c'era
nessun segno di rincrescimento sul perfetto volto del
robot. E stato il dottor Han Fastolfe, che hai incontra-
to sulla Terra durante il nostro precedente lavoro di
squadra e che spero tu ricordi, a suggerire te come un
investigatore adatto per questo caso. E ha messo come
condizione che fossi assegnato a lavorare con te~ ancora
una volta.
Baley riusc a sorridere. ~ dottor Fastolfe era origi-
nario di Aurora e Aurora era il pi forte dei Mondi
Esterni. Sembrava che il consiglio di un aurorano
avesse il suo peso.
Squadra che vince non si cambia, eh? disse Baley.
(L'euforia iniziale per l'apparizione di Daneel stava
svanendo e gli stava ritornando quel peso nel petto.)
Non so quale preciso pensiero avesse in mente,
collega Elijah. Dalla natura dei suoi ordini tenderei a
pensare che fosse interessato ad assegnare a lavorare
con te uno che avesse esperienza del tuo mondo e che
conoscesse le tue conseguenti stranezze.
Stranezze! Baley fremette e si sent offeso. Non
era un termine che gli piacesse in rapporto a se stesso.
E per questo che ho potuto far portare il tubo ad
aria, per esempio. Sono ben consapevole della tua
awersione per gli spazi aperti come risultato della tua
educazione nelle Citt della Terra. 1~
Forse era l'effetto di essere stato definito "strano", la
sensazione di dover controbattere, pena la perdita di
prestigio con una macchina, che spinse Baley a cambia-
re bruscamente argomento. Forse era solo che l'adde-
stramento di tutta una vita gli impediva di lasciar
perdere una contraddizione logica.
A bordo di questa nave disse c'era un robot al mio
servizio; un robot (qui s'insinu per conto suo un toc-
co di malizia) a che sembrava un robot. Lo conosci?
Gli ho parlato prima di salire a bordo.
Qual la sua designazione? Come faccio a entrare
in contatto con lui?
E RX-2475. A Solaria per i robot si usano solo
numeri di serie. I calmi occhi di Daneel esaminavano
il pannello di controllo vicino alla porta. Questo
comando lo far venire.
Baley guard anch'egli il pannello di controllo e,
poich il comando che Daneel indicava era siglato RX,
la sua identificazione non era affatto misteriosa.
Baley vi premette il dito e in meno di un minuto il
robot, quello che sembrava un robot, entr.
Baley disse: Tu sei RX-2475 .
S, signore.
Prima mi hai detto che sarebbe venuto qualcuno a
scortarmi fuori dalla nave. Volevi dire lui? Baley
indic Daneel.
Gli occhi dei due robot s'incontrarono. Le sue carte
lo identificano disse RX-2475 come colui che dove-
va incontrarla.
Oltre che sui suoi documenti, ti stato detto nulla
in anticipo su di lui? Ti stato descritto?
No, signore. Comunque mi stato dato il suo
nome. ~
Chi ti ha dato l'informazione?
Il capitano della nave, signore.
E un solariano?
S, signore.
Baley si lecc le labbra. La domanda successiva
sarebbe stata decisiva.
Quale ti hanno detto che sarebbe stato chiese il
nome di colui che aspettavi?
Daneel Olivaw, signore rispose RX-2475.
Bravo ragazzo! Puoi andare, ora
Ci fu un inchino robotico e un rapido dietro-front.
RX-2475 se ne and.
Baley si gir verso il suo partner e disse pensieroso:
Non mi dici la verit, Daneel .
In che modo, collega Elijah? chiese Daneel.
Mentre prima ti parlavo, mi venuto in mente uno
strano particolare. RX-2475, quando mi ha comunicato
che avrei avuto una scorta, ha detto che sarebbe
venuto un uomo. Lo ricordo molto bene.
Daneel ascoltava tranquillo senza dire nulla.
Baley prosegu. a Pensavo che il robot poteva essersi
sbagliato. Ho pensato anche che forse mi era stato
dawero assegnato un uomo e che in seguito questi
fosse stato rimpiazzato da te, senza che RX-2475 fosse
stato inforrnato del cambiamento. Ma mi hai sentito
mentre controllavo la cosa. Gli sono stati descritti i tuoi
documenti e gli stato dato il tuo nome. Ma non gli
stato dato completamente, non vero, Daneel? ~
In effetti non gli stato dato il mio nome per
intero convenne Daneel.
Il tuo nome non Daneel Olivaw, ma R Daneel
Olivaw, no? 0, per intero, robot Daneel Olivaw.
Del tutto esatto, collega Elijah.
Dal che ne consegue che RX-2475 non mai stato
informato che sei un robot. Gli stato permesso di
pensare che tu fossi un uomo. Una simile mascherata
possibile, con il tuo aspetto umano.
~ Non posso contraddire il tuo ragionamento. I-
Allora procediamo. Baley sentiva nascere una
specie di selvaggia delizia Era sulle tracce di qualcosa.
Forse non era un granch, ma era il tipo di traccia che
poteva funzionare. Prosegu. Ora perch qualcuno
potrebbe voler ingannare un miserabile robot? A lui
non importa che tu sia uomo o robot. Lui esegue gli
ordini in ogni caso. Allora una ragionevole conclusione
che neanche il capitano solariano che ha informato
il robot, e nemmeno le autorit solariane che hanno
informato il capitano sapevano che tu sei un robot.
Come ho detto, questa una ragionevole conclusione,
ma forse non l'unica. ~ vero? ~
a Credo che lo sia.
a Va bene, allora. Intuizione azzeccata. Ora, perch?
Raccomandandoti come mio partner, il dottor Han
Fastolfe lascia intendere ai solariani che tu sei umano.
Non pericoloso? Se lo scoprono, i solariani potrebbe-
ro arrabbiarsi. Perch stato fatto?
Il robot umanoide rispose: a A me stato spiegato in
questo modo, collega Elijah: una tua associazione con
un umano dei Mondi Esterni potrebbe far salire il tuo
ceto sociale agli occhi dei solariani, come una tua
associazione con un robot potrebbe abbassarlo. Visto
che ero familiare ai tuoi metodi e che potevo facilmen-
te lavorare con te, stato considerato ragionevole
lasciare che i solariani mi accettassero come uomo,
senza veramente ingannarli con una dichiarazione in
questo senso .
Baley non ci credeva. Sembrava il tipo di attenta
considerazione per i sentimenti di un terrestre che non
avrebbe fatto naturalmente uno spaziale, nemmeno
uno illuminato come Fastolfe.
Consider un'alternativa e disse: a I solariani sono
ben conosciuti presso i Mondi Esterni per la riprodu-
zione di robot? .
Sono felice disse Daneel che tu sia stato raggua-
gliato sull'economia interna di Solaria. ~
a Nemmeno una parola precis Baley. a SO solo
come si scrive Solaria, e l finisce la mia conoscenza.
a Allora non vedo, collega Elijah, che cosa ti abbia
spinto a fare questa domanda, comunque molto
pertinente. Hai colpito il segno. Il mio magazzino
memoria include il fatto che di cinquanta Mondi Ester-
ni Solaria di gran lunga il pi conosciuto per la
variet e l'eccellenza di modelli di robot che mette in
vendita. Esporta modelli specializzati in tutti gli altri
Mondi Esterni.
Baley annu, pieno di torva soddisfazione. Natural-
mente Daneel non poteva seguire un intuitivo balzo
mentale che usasse come trampolino la debolezza
umana. E Baley non provava l'impulso di spiegare il
suo ragionamento: se saltava fuori che Solaria era un
mondo esperto in robotica, il dottor Han Fastolfe e i
suoi soci potevano semplicemente avere motivazioni
personali e molto umane per fare una dimostrazione
con il loro robot da primo premio. E allora questo non
aveva nulla a che fare con la sicurezza o i sentimenti
di un terrestre.
Avrebbero rivendicato la loro superiorit lasciando
che gli esperti solariani si ingannassero accettando un
robot di manifattura aurorana come un collega umano.
Baley si sentiva molto meglio. Strano che tutti i
pensieri, tutte le forze intellettuali che era in grado di
radunare non ce l'avessero fatta a sollevarlo dal panico;
mentre una lustrata alla sua vanagloria aveva funziona-
to al volo.
Aver individuato della vanagloria anche negli spazia-
li lo aiutava.
Pens: Giosafatte, siamo tutti umani: anche gli spa-
ziali.
Quasi con impertinenza disse ad alta voce: a Per
quanto tempo dobbiamo aspettare ancora quel veico-
lo? Sono pronto D.
Il tubo ad aria dava segno di non essere stato
adattato bene al nuovo uso. Uomini e umanoidi usciva-
no dall'astronave eretti, spostandosi lungo la trama
flessibile che sotto il loro peso si piegava e oscillava.
(Nello spazio, pens confusamente Baley, chi doveva
trasferirsi da nave a nave in caduta libera poteva
scorrere per il tubo teso in tutta la sua lunghezza.)
All'altra estremit il tubo si restringeva bruscamente,
con la trama che sembrava costretta da una mano
gigantesca. Con la torcia in mano I)aneel scese carponi,
e cos fece Baley. Fecero anche gli ultimi metri in quel
modo, entrando infine in quello che era ovviamente il
pianale di un veicolo.
Daneel chiuse la portiera attraverso cui erano entra-
ti, facendola scorrere con cura. Ci fu un forte rumore
ticchettante, che poteva anche essere quello del distac-
co del tubo ad aria.
Baley si guard curioso in giro. Nel veicolo non c'era
nulla di eccessivamente esotico. C'erano due sedili, uno
dietro l'altro, ciascuno dei quali avrebbe potuto conte-
nere tre persone. All'estremit dei sedili c'erano delle
portiere. Le sezioni lisce che avrebbero dovuto essere
finestrini erano nere e opache, come risultato, senza
dubbio, di un'adatta polarizzazione. Di questo Baley
era stato informato.
L'interno dell'auto era rischiarato da due zone circo-
lari d'illuminazione gialla nel soffitto e, per farla breve,
l'unica cosa che Baley trovava strana era il trasmettito-
re su un divisorio immediatamente di fronte al sedile
come, naturalmente, il fatto che non vi fossero coman-
di in vista.
a Immagino che l'autista sia dall'altra parte di questo
divisorio disse Baley.
Esattamente cos, collega Elijah conferm DaneeL
E possiamo dare ordini in questo modo. Si chin in
avanti ad azionare un interruttore che fece accendere
una luce rossa lampeggiante. Puoi incominciare, ora
aggiunse quietamente. Siamo pronti.
Ci fu un ronzio in sordina che svan quasi immediata-
mente, una pressione molto leggera e temporanea
contro lo schienale del sedile, e poi pi nulla.
Ci stiamo muovendo? chiese Baley sorpreso.
S -conferm Daneel. a L'auto non si muove su
ruote, ma slitta su un campo di forze diamagnetico.
Tranne le accelerazioni e le decelerazioni, non sentirai
nulla.
E per le curve?
L'auto s'inclina automaticamente per compensare.
E il suo assetto orizzontale viene mantenuto anche in
salita e in discesa.
I comandi devono essere complessi comment
Baley asciutto.
Completamente automatici. L'autista un robot.
Umm. Baley aveva saputo tutto quello che voleva
sul veicolo. Aggiunse: a Quanto ci metteremo? .
Circa un'ora. Un viaggio aereo sarebbe stato molto
pi veloce, ma mi preoccupavo di tenerti rinchiuso e
su Solaria gli aerei non sono in grado di assicurare una
chiusura completa come il veicolo su cui stiamo viag-
giando.
Baley si sentiva seccato per la "preoccupazione"
dell'altro. Si sentiva come un bambino affidato alla
bambinaia. Abbastanza stranamente si sentiva quasi
seccato per il modo di parlare di Daneel. Gli sembrava
che una struttura linguistica tanto poco necessaria-
mente formale avrebbe tradito la natura robotica di
quell'essere.
Per qualche istante Baley fiss con curiosit R Da-
neel Olivaw. Il robot guardava fisso davanti a s,
immobile e inconsapevole dell'esame dell'altro.
La trama della pelle di Daneel era perfetta, i capelli e
i peli del corpo splendidamente fabbricati e intricata-
mente inseriti al loro posto. I movimenti dei muscoli
sotto la pelle erano molto naturali. Nessun disturbo,
per quanto potesse sembrare stravagante, era stato
risparmiato. Eppure Baley sapeva, per esperienza per-
sonale, che il petto poteva aprirsi lungo invisibili giun-
ture in caso di riparazioni da farsi. Sapeva che sotto
quella pelle realistica c'erano metallo e silicone. Sape-
va che nella cavit del cranio si annidava un cervello
positronico, tecnologicamente pi evoluto, ma soltanto
positronico. Sapeva che i "pensieri" di Daneel erano
solo effimere correnti positroniche che correvano lun-
go i circuiti rigidamente progettati e preordinati dal
fabbricante.
Ma dov'erano i segni che l'avrebbero rivelato all'oc-
chio esperto dl chi non sapeva gi tutto? La mancanza
di naturalezza nell'insignificante modo di parlare di
Daneel? La seriosa gravit che risiedeva sempre in lui?
La perfetta perfezione della sua umanit?
Ma stava sciupando tempo. a Proseguiamo, Daneel
riprese. a Immagino che prima di venir qui ti abbiano
messo al corrente sulle caratteristiche di Solaria...
S, collega Elijah.
Bene. E molto pi di quello che hanno fatto con
me. Quant' grande il pianeta?
n suo diametro 15.000 chilometri. E il pi esterno
di tre pianeti, e l'unico abitato. Nel clima e nell'atmo-
sfera ricorda la Terra; la sua percentuale di terreno
fertile pi alta, il suo contenuto di minerali utili e
utilizzabili pi basso, ma naturalmente meno sfrutta-
to. E un mondo autosufficiente e, con l'aiuto dell'espor-
tazione dei suoi robot, pu mantenere un alto tenore
3 di vita per i suoi abitanti.
Quant' la popolazione?
a Ventimila abitanti, collega Elijah. ~
Baley lo accett per un momento, poi disse timida-
mente: a Volevi dire venti milioni, vero? . L'esigua sua
conoscenza dei Mondi Esterni era sufflciente a fargli
sapere che, anche se sottopopolate secondo gli stan-
dard della Terra, le popolazioni si calcolavano almeno
in milioni.
E a Ventimila abitanti, collega Elijah ripet il robot.
Intendi dire che il pianeta stato appena colonizza-
to?
~ Mente affatto. E indipendente da pi di due secoli,
e prima di allora era stato colonizzato da un secolo. La
popolazione sempre stata deliberatamente mantenu-
ta al livello di ventimila abitanti, il che considerato
un optimum dagli stessi solariani.
Quanta parte del pianeta occupano?
a Tutte le zone fertili.
Il che vuol dire, in chilometri quadrati?
Settantasette milioni di chilometri quadrati, com-
prendendo le zone marginali. ~-
Per ventimila abitanti?
Ci sono anche duecento milioni di robot positronici
che lavorano, collega Elijah.
Giosafatte! Cio... Cio diecimila robot per ogni
essere umano. ~
E la proporzione pi alta dei Mondi Esterni, collega
Elijah. La successiva, su Aurora, solo di cinquanta a
uno.
E che cosa se ne fanno di tanti robot? E perch
vogliono tanto cibo?
Il cibo una necessit relativamente minore. Le
miniere sono pi importanti e la produzione di energia
i pi importante di tutte.
Baley pensava a tutti quei robot, e quasi gli veni-
vano le vertigini. Duecento milioni di robot! Tanti
in mezzo a cos pochi umani. I robot dovevano esse-
re sparpagliati su tutto il paesaggio. Un osservatore
esternO avrebbe potuto pensare che Solaria era un
mondo di robot, senza notare il sottile lievito umano.
Sentiva la necessit di vedere. Ricordava la conversa-
zione con Minnim e le predizioni dei sociologi sul
pericolo per la Terra. Sembrava lontanissima e un po'
irreale, ma se la ricordava. Da quando aveva lasciato
la Terra, i rischi e le difficolt personali avevano
offuscato il ricordo della voce di Minnim, con le sue
fredde e precise dichiarazioni, ma non l'aveva mai
cancellato del tutto.
Baley aveva vissuto troppo tempo facendo il suo
dovere per permettere che anche l'opprimente fatto
dello spazio aperto potesse fermare la sua linea di
condotta. I dati ricavati dalle parole di uno spaziale, o
da quelle di un robot degli spaziali, in quanto a questo,
erano i tipi di cose che i sociologi della Terra potevano
gi procurarsi. Ci che serviva era l'osservazione diret-
ta, ed era lavoro suo, per quanto spiacevole, eseguirla.
Esamin il soffitto del veicolo. Questo aggeggio
decappottabile, Daneel?
Chiedo scusa, collega Elijah, ma non capisco che
cosa VUOi dire.
Si pu tirare gi il tetto della macchina? Si pu
aprire per vedere... Per vedere il cielo? (Per l'abitudi-
ne aveva quasi detto "la Cupola".)
S che si pu... ~-
E allora fallo, Daneel. Mi piacerebbe dare un'oc-
chiata. ~
Il robot rispose con gravit: Mi spiace, ma non
posso permetterlo .
Baley rimase attonito. Senti, R. Daneel riprese,
accentuando la R Riformuliamolo. Ti ordino di ab-
bassare il tetto.
La creatura era un robot, che assomigliasse all'uomo
o meno. Doveva eseguire gli ordini.
Ma Daneel non si mosse. Devo spiegare disse
che la mia prima preoccupazione risparmiarti qua-
lunque danno. Sulla base dei miei ordini come della
mia esperienza personale mi chiaro che se ti trovassi
in grandi spazi vuoti ne riceveresti danno. Per cui non
posso permettere che tu ti esponga a questo.
Baley poteva sentire la faccia che gli si scuriva per
l'afflusso di sangue e nello stesso tempo capiva l'assolu-
ta inutilit dell'ira. La creatura era un robot, e Baley
conosceva bene la Prima Legge della robotica.
Diceva: Un robot non pu recar danno a un essere
umano. o permettere che, per il suo mancato intervento,
un essere umano rtceva danno.
Chiunque avesse un cervello positronico, e cio qua-
lunque robot in qualunque parte della galassia, doveva
inchinarsi a quella considerazione primaria. Natural-
mente un robot doveva eseguire gli ordini, tranne che
per un'unica importantissima restrizione. L'esecuzione
degli ordini era soltanto la Seconda Legge della roboti-
ca.
Diceva: Un robot deve ubbidire agli ordini degli esseri
umani tranne quando tali ordini sono in conflitto con la
Prima Legge.
Baley si costrinse a parlare con tono tranquillo e
ragionevole. Credo di poter resistere per un breve
tempo, Daneel.
Non questa la mia sensazione, collega Elijah.
Lascia che sia io a giudicare.
Se questo un ordine, collega Elijah, non posso
eseguirlo.
Baley si lasci andare contro lo schienale morbida-
mente imbottito. Il robot, naturalmente, era fuori por-
tata di qualunque azione di forza. La forza di Daneel
se pienamente esercitata, sarebbe stata centinaia di
l volte maggiore di quella della carne e del sangue.
L Sarebbe stato perfettamente capace di immobilizzare
t Baley senza nemmeno fargli male.
Baley era armato. Avrebbe potuto puntare un fulmi-
~r natore contro Daneel, ma a parte forse una momenta-
r nea sensazione di padronanza, l'azione si sarebbe risol-
ta in una frustrazione anche maggiore. Contro un robot
r~ una minaccia di distruzione era inutile. L'autopreserva-
zione riguardava soltanto la Terza Legge.
Diceva: Un robot ~a il dovere di proteggere la sua
esistenZa~ a patto che tale difesa non contrasti con la
Prima o Con la Seconda Legge.
i; Se l'alternativa fosse stata l'infrazione della Prima
Legge, Daneel non ci avrebbe pensato due volte a farsi
distruggere. E Baley non voleva distruggere Daneel.
Assolutamente no.
Eppure voleva ad ogni costo guardare fuori dalla
macchina. Per lui stava diventando un'ossessione. Non
poteva permettere che quel rapporto di tipo bambinaia
si rafforzasse.
Per un istante pens di puntarsi il fulminatore alla
tempia Tira gi il tetto o mi uccider. Opponi un'appli-
cazione pi forte e pi immediata della Prima Legge a
un'altra.
Baley sapeva di non poterlo fare. Troppo poco digni-
toso. Il quadro evocato dal suo pensiero lo disgustava
Disse stancamente: a Vuoi chiedere all'autista quanti
chilometri mancano alla nostra destinazione? .
a Certo, collega Elijah.
Daneel si pieg in avanti ad azionare l'interruttore.
Ma, prima che potesse parlare, anche Baley si era
piegato in avanti gridando: Autista! Abbassa il tetto
della macchina! .
E fu la mano umana a muoversi rapidamente a
richiudere l'interruttore. Ed era la mano umana a
tenerlo poi fermamente chiuso.
Ansando un poco, Baley fissava Daneel.
Per un secondo Daneel rimase immobile, come se i
suoi circuiti positronici fossero momentaneamente in-
stabili per lo sforzo di adattarsi alla nuova situazione.
Ma questo pass rapidamente, dopodich fu la mano
del robot a cominciare a muoversi.
Questo Baley l'aveva previsto. Daneel avrebbe rimos-
so la mano umana dall'interruttore (gentilmente, senza
danneggiarla), riattivato la trasmittente e dato un con-
trordine.
Non potrai togliermi la mano senza farmi male
disse Baley. Ti awerto. Probabilmente dovrai rorn-
permi le dita.
Non era vero, Baley lo sapeva. Ma l'azione di Daneel
si ferm. Danno contro danno. Il cervello positronico
doveva soppesare le possibilit e tradurle in potenziali
opposti. Voleva dire un altro po' di esitazione.
a E troppo tardi disse Baley.
Aveva vinto la gara Il tetto stava scivolando all'indie-
tro e l'aspra luce bianca del sole di Solaria si riversava
nella macchina, ora aperta.
Per il terrore Baley voleva chiudere gli occhi, ma
combatt la sensazione. Si trovava in un'immersione di
azzurro e di verde, in quantit incredibili. Sentiva
l'indisciplinato flusso d'aria contro la faccia, ma non
riusciva a cogliere i particolari di nulla. Qualcosa gli
pass vicino in un lampo. Avrebbe potuto essere un
animale, o un robot, o qualcosa di inanimato, preso nel
vortice d'aria. Non sapeva. L'auto l'aveva sorpassato fin
troppo rapidamente.
Azzurro, verde, aria, rumore, moto... E soprattutto,
sopraffacendo ogni altra cosa, furiosa, spaventosa, sen-
za piet, c'era la bianca luce che scendeva da una palla
nel cielo.
Per un fuggevole e staccato momento Baley pieg il
capo all'indietro a fissare direttamente il sole di Sola-
ria. Lo fissava senza la protezione del vetro diffusorio
nei solarium del piano superiore nelle Citt. Fissava il
sole nudo.
Nello stesso istante sent le mani di Daneel che gli
stringevano le spalle come una morsa. In quell'istante
irreale e roteante la mente gli si affoll di pensieri.
Doveva vedere! Doveva vedere tutto quello che poteva.
E Daneel doveva essere l con lui per impedirgli di
vedere.
Ma certo un robot non avrebbe mai osato far violen-
za a un uomo. Quel pensiero era dominante. Daneel
non avrebbe potuto impedirgli nulla con la forza,
eppure Baley sentiva che le mani del robot lo tiravano
giu.
Baley alz le braccia a contrastare quelle mani senza
carne e perse ogni sensazione.
3. Si da it nome a una vittima.
Baley era di nuovo al sicuro al chiuso. Il volto di Daneel
gli ondeggiava davanti agli occhi, tutto chiazzato da
punti neri che diventavano rossi non appena lui li
chiudeva.
Che successo? disse.
Mi dispiace rispose Daneel che tu abbia ricevu-
to del danno, malgrado la mia presenza. I raggi diretti
del sole danneggiano l'occhio umano, ma non credo
che il danno che hai sofferto per questa breve esposi-
zione possa essere perrnanente. Quando hai guardato
in su ti ho forzato ad abbassarti, e tu hai perso i sensi.
Baley fece una smorfia. Questo lasciava aperta la
questione se fosse svenuto per sovreccitazione (o spa-
vento?) o per un colpo in testa. Si tast la mascella e
tutta la testa, senza provare dolore. Si astenne dal
porre una domanda diretta. In un certo senso non
voleva sapere.
Si limit a dire: Non era poi cos male .
Dalle tue reazioni, collega Elijah, dudicherei che tu
l'abbia trovato spiacevole.
Macch insistette Baley cocciuto. Le chiazze da-
vanti agli occhi stavano svanendo, e questi non lacrima-
vano poi tanto. a Mi spiace solo di aver visto tanto
poco. Andavamo troppo veloci. Era un robot, quello
che abbiamo sorpassato?
Ne abbiamo sorpassati un certo numero. Stiamo
viaggiando nella tenuta Kinbald, coltivata a frutteto.
Dovr riprovarci riprese Baley.
Non finch ci sono io ribatt Daneel. a Nel frat-
tempo far quello che mi hai chiesto.
a Quello che ho chiesto?
Ricorderai, collega Elijah, che prima di ordinare
all'autista di abbassare il tetto della macchina hai
ordinato a me di chiedergli quanti chilometri mancas-
sero alla nostra destinazione. Ora siamo lontani quindi-
ci chilometri e saremo l entro sei minuti.
Baley sent l'impulso di chiedere a Daneel se fosse
arrabbiato per essere stato ingannato cos, solo per
vedere se quella faccia perfetta sarebbe diventata im-
perfetta, ma represse l'impulso. Naturalmente Daneel
avrebbe risposto di no, senza rancore n ~io. Sarebbe
rimasto a sedere pi grave e pi calmo che mai,
imperturbato e imperturbabile.
a Sempre lo stesso disse Baley quietamente. a Do-
vr abituarmici, sai.
Il robot guard con attenzione il suo partner umano.
a A che cosa ti riferisci?
a Giosafatte! A... All'esterno. E tutto quello di cui
fatto il pianeta.
a Non ci sar nessuna necessit di affrontare l'ester-
no disse Daneel. Poi, come se ci fosse stata la
premessa adatta, aggiunse: a Stiamo rallentando, colle-
ga Elijah. Credo che siamo arrivati. Ora sar necessario
aspettare che venga connesso un altro tubo ad aria che
conduca alla residenza che sar la nostra base d'opera-
zioni .
a Non serve un tubo ad aria, Daneel. Se devo lavorare
all'esterno, non c' motivo di rimandare l'addestramen-
to.
a Non ci sar motivo di lavorare all'esterno, invece,
collega Elijah.
Il robot stava per spiegarsi meglio, ma Baley lo mise
a tacere con un perentorio cenno della mano.
Al momento non era dell'umore adatto ad ascoltare
le diligenti rassicurazioni di Daneel, le sue parole di
conforto, le dichiarazioni che tutto sarebbe andato
bene e che ci si sarebbe presi cura di lui.
s~ Quello che dawero voleva era una maggiore consa-
pevolezza di essere in grado di prendersi cura di s e
portare a termine la sua missione. La vista e la sensa-
zione dell'aperto erano state dure a sopportarsi. Avreb-
40 'I 41
be potuto anche darsi che, quando sarebbe venuto di
nuovo il momento, gli sarebbe mancato il coraggio di
sfidarlo ancora, a costo del rispetto di s e, com'era
immaginabile, della salYezza della Terra. Tutto quanto
per un po' di vuoto.
Il volto gli prese un'aria implacabile, solo al fuggevo-
le passaggio di quel pensiero. Aria, sole, spazio vuoto...
Li avrebbe affrontati ancora!
Elijah Baley si sentiva come l'abitante di una delle
pi piccole Citt, diciamo Helsinki, in visita a New
York e a bocca aperta a contare i piani. Aveva pensato
a una "residenza" come a un'unit abitativa, ma questo
non era nulla del genere. Continuavano a passare da
una stanza all'altra, senza fine. Le finestre panoramiche
erano ricoperte da pesanti tendaggi e non permetteva-
no l'ingresso di nemmeno il sospetto della luce del
giorno. L'illuminazione prendeva silenziosamente vita
da fonti nascoste quando entravano in una stanza, per
poi morire quietamente quando ne uscivano.
a Quante stanze disse Baley pieno di meraviglia
a Tante. Come una piecola Citt, Daneel.
Si direbbe proprio cos, collega Elijah rispose
Daneel con tranquillit.
Questo sembr strano al terrestre. Era proprio ne-
cessario raggruppare con lui tanti spaziali in ambienti
chiusi? a Quanti vivranno qui con me? chiese.
Naturalmente rispose Daneel a ci sar io con un
certo numero di robot.
Baley pens: avrebbe dovuto dire, con un certo
numero di altri robot.
Trovava ancora ovvio che Daneel avesse l'intenzione
di giocare all'uomo, perfino con nessun altro pubblico
che Baley, che conosceva tanto bene la verit.
E poi quel pensiero esplose in nulla sotto l'impatto
di un secondo pensiero pi urgente. a ~obot? grid.
Quanti uomini?
a Nessuno, collega Elijah.
Erano appena entrati in un locale pieno zeppo, dal
pavimento al soffitto, di librifilm. In tre angoli della
stanza c'erano tre visori, con schermo verticale da
ventiquattro pollici. Il quarto conteneva uno schermo
d'animazione.
Baley si guard in giro seccato. Hanno buttato fuori
tutti a calci chiese per permettermi di andare in
giro da solo in questo mausoleo?
E destinato soltanto a te. Su Solaria un'abitazione
di queste dimensioni per una persona la norma
Chiunque vive cos?
Chiunque.
a E che se ne fanno di tanti locali?
E uso adibire ogni locale a una sola funzione.
Questa la biblioteca. C' anche una sala musica, una
sala da pranzo, una cucina, un locale forno, un garage,
vari locali per revisionare e riparare i robot, due
camere da letto... ~
Basta! E come fai a sapere tutte queste cose?
a Fa parte del complesso di informazioni spieg
pianamente Daneel che mi hanno fornito prima che
lasciassi Aurora.
Giosafatte! E chi bada a tutto questo? ~- e indic
all'intorno con un ampio arco del braccio.
C' un certo numero di robot casalinghi. Ti sono
stati assegnati e baderanno loro che tu stia comodo. ~
Ma a me tutto questo non serve ~- protest Baley.
Provava la necessit urgente di mettersi a sedere,
rifiutando di muoversi ancora. Ne aveva abbastanza di
locali.
Possiamo rimanere in una sola stanza, se preferisci,
collega Elijah. Questo era stato ipotizzato come possibi-
le fin dall'inizio. Nondimeno, visto che gli usi solariani
sono quelli che sono, stato considerato pi saggio
lasciar costruire questa casa...
Costruire! Baley sgran gli occhi. Vuoi dire che
stata costruita per me? Tutta quanta? Solo per me?
Un'economia estremamente roboticizzata.. I-
S, capisco quel che stai per dire. Quando tutto
questo sar finito, che cosa ne faranno? ~-
Credo che l'abbatteranno. ~-
Baley fece schioccare le labbra. Naturale! Abbatterla
Costruire una gigantesca struttura per le necessit
speciali di un terrestre per poi distruggere tutto quello
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che avesse toccato. Sterilizzare il suolo su cui si ergeva!
Disinfettare l'aria che lui avrebbe respirato! Gli spaziali
potevano sembrare forti, ma anch'essi avevano le loro
stupide paure.
Sembrava che Daneel gli leggesse i pensieri, o per lo
meno che interpretasse le sue espressioni. a Potrebbe
sembrarti, collega Elijh, incominci che distrugge-
ranno la casa per sfuggire a un possibile contagio. Se
sono questi i tuoi pensieri, ti suggerisco di astenerti dal
sentirti a disagio per l'argomento. La paura delle malat-
tie degli spaziali non raggiunge punte cos estreme. E
solo che, per loro, lo sforzo di costruire questo edificio
stato trascurabile. N sembra loro maggiore quello
di abbatterlo. E per legge non permesso a questa
residenza di restare in piedi. Si trova sulla tenuta di
Hannis Gruer, e su ogni tenuta ci pu essere solo una
residenza legale: quella del proprietario. Questa casa
stata costruita per un uso specifico e su dispensa
speciale. Serve solo a ospitarci per uno specifico lasso
di tempo, finch la nostra missione non sar compiu-
ta.
E chi Hannis Gruer? chiese Baley.
Il capo della Sicurezza solariana E dall'arrivo che
dobbiamo vederlo.
Dobbiamo? Giosafatte, Daneel, quando incomincio
a sapere qualcosa su qualcosa? Sto lavorando nel
vuoto, e non mi piace. Tanto varrebbe che tornassi
sulla Terra. Tanto varrebbe...
Sentiva il risentimento crescergli e allora s'interrup-
pe. Daneel non aveva fatto una piega. Semplicemente
aspettava il suo turno per parlare. Mi dispiace disse
che tu sia seccato. Sembra che la mia conoscenza
generale di Solaria non sia maggiore della tua E
l'agente Gruer che ci dir quello che dobbiamo sapere.
Tutto questo stato organizzato dal governo solaria-
no. ~
Be', allora, andiamo da questo Gruer. Quanto ci
vorr? Baley fece una smorfia al pensiero di un altro
viaggio e risent l'ormai familiare senso di stringimento
nel petto.
.t Nf~n ~ n ~ ril~ alcun via~io. colle~a Elijah
rispose Daneel. L'agente Gruer ci aspetta nel parlato-
rio.
Anche un parlatorio? mormor con una smorfia
Baley. Poi, a voce pi alta: Ci aspetta ora? .
Credo di s.
E allora andiamoci!
Hannis Gruer era calvo in modo assoluto. Non aveva
neanche una frangia di capelli ai lati della testa. Questa
era completamente nuda.
Baley inghiott e cerc educatamente di tenere gli
occhi distanti da quella pelata, ma non ce la faceva.
Sulla Terra c'era un'accettazione continua degli spazia-
li secondo la loro stessa valutazione. Gli spaziali erano
gli indiscutibili signori della galassia: erano alti, brpn-
zei di pelle e di capelli, belli, atletici, freddi, aristocrati-
ci.
In breve, erano tutti come R Dneel Olivaw, con in
pi il fatto di essere umani.
E gli spaziali venuti sulla Terra sembravano spesso
cos: forse erano stati deliberamente scelti per quel
motivo.
Ma qui c'era uno spaziale che avrebbe potuto essere
un terrestre sotto ogni aspetto. Era calvo. E aveva
anche il naso malformato. Non molto~ ma su uno
spaziale anche una leggera asimmetria diventava note-
vole.
Buon giorno, signore disse Baley. Mi spiace se
1 abbiamo fatta aspettare.
Mente di male in un po' d'educazione. Forse con
questa gente avrebbe potuto funzionare.
Ebbe l'impulso immediatQ di attraversare tutto lo
spazio (ridicolmente esteso) del locale per andare a
stringergli la mano. Un impulso facile a reprimersi. Uno
spaziale non l~avrebbe certo gradito: una mano coperta
di germi terrestri?
Gruer stava seduto con gravit, il pi lontano possi-
bile da Baley, le mani nascoste n ampie maniche.
Probabilmente aveva dei filtri nelle narici, anche se
Baley non riusciva a vederli.
Gli sembr anche che Gruer scoccasse un'occhiata
di disapprovazione a Daneel, come se dicesse: sei uno
spaziale un po' strano, se stai tanto vicino a un terre-
stre.
Questo voleva dire che Gruer semplicemente non
sapeva la verit. Poi Baley not improvvisamente che
Daneel gli stava a una certa distanza, molto pi lontano
del solito.
Naturalmente! Troppo vicino, e Gruer avrebbe trova-
to incredibile questa promiscuit. Daneel cercava di
farsi accettare come essere umano.
Gruer parl con voce cordiale e piacevole, ma aveva
gli occhi che tendevano furtivamente a rimanere su
Daneel; si allontanavano per poi ritornare in continua-
zione. Non molto che aspetto ~ disse. Benvenuti a
Solaria, signori. La loro sistemazione comoda?
S, signore, del tutto rispose Baley. Si chiese se
l'etichetta non richiedesse che Daneel, in quanto "spa-
ziale", dovesse parlare per tutti e due, ma respinse
risentito l'idea. Giosafatte! Era lui, proprio lui, ad
essere stato richiesto per l'investigazione, Daneel era
stato aggiunto in un secondo tempo. In queste circo-
stanze Baley sentiva che non avrebbe dovuto fare da
secondo nemmeno a uno spaziale genuino; e la cosa
era fuori questione quando si trattava di un robot, sia
pure di un robot come Daneel.
Ma n Daneel fece alcun tentativo di passare avanti a
Baley, n Gruer sembr dispiaciuto di questo. Rivolse
invece immediatamente tutta la sua attenzione a Baley.
Non le stato detto nulla, agente in borghese
Baley, disse sul crimine per cui sono stati richiesti
i suoi servizi. Immagino che sia molto curioso su
questo. Scosse le braccia, in modo che le maniche
ricaddero all'indietro mettendo in vista le mani che
riposavano in grembo. Vogliono lorsignori sede~si?
Lo fecero. a Certo che siamo curiosi disse poi Baley.
Not che le mani di Gruer non erano protette da
guanti.
Gruer prosegu. E stato fatto di proposito, agente.
Volevamo che venisse preparato a recepire i dati. Tra
poco le sar fornito un rapporto completo dei partico-
lari del crimine e delle investigazioni che siamo stati
in grado di condurre. Temo che trover le nostre
investigazioni ridicolmente incomplete dal punto di
vista della sua esperienza. Non abbiamo forze di polizia
su Solaria.
Mente del tutto? chiese Baley.
Gruer sorrise e scroll le spalle. Niente delitti, vede.
La nostra popolazione scarsa e distribuita su ampie
zone. Non c' occasione di crimine, e quindi non c'
necessit di polizia.
Vedo. Ma in quanto a questo, ora un crimine
l'avete.
Vero. Ma il primo in due secoli di storia.
Una sfortuna, allora, che dobbiate incominciare
proprio con un omicidio.
S, una sfortuna. E, sfortuna anche maggiore, la
vittima era un uomo che non potevamo permetterci di
perdere. Una vittima molto inappropriata. E le circo-
stanze del delitto sono state particolarmente brutali.
Immagino continu Baley che l'identit dell'as-
sassino sia del tutto sconosciuta. (Se no perch sareb-
be stata necessaria l'importazione di un detective dalla
Terra?)
Gruer sembrava particolarrnente a disagio. Scoccava
occhiate di traverso a Daneel, che sedeva immobile, un
tranquillo meccanismo registratore. Baley sapeva che
Daneel, in qualunque momento del futuro, sarebbe
stato in grado di ripetere qualunque conversazione di
qualunque lunghezza avesse udito. Era un registratore
che camminava e parlava come un uomo.
Lo sapeva Gruer? Il suo sguardo aveva certo qualco-
sa di furtivo, ogni volta che si posava su Daneel.
No, rispose infine non posso dire che l'identit
dellassassino sia completamente sconosciuta. Infatti
c' solo una persona ad aver avuto la possibilit di
commettere il fatto.
E sicuro di non voler dire che probabile che solo
una persona possa aver commesso il fatto? Baley non
prestava fede alle dichiarazioni assolute e non aveva
nessuna simpatia per quei deduttori da tavolino che
SCOprivano certezze invece che probabilit nelle elabo-
~- razioni logiche.
Ma Gruer scosse la sua testa calva. No. Solo una
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persona pu averlo fatto. Per chiunque altro impossi-
bile. Completamente impossibile.
Completamente?
Glielo assicuro.
Allora non avete problemi.
Al contrario. Li abbiamo, i problemi. Neanche quel
la persona pu averlo fatto.
Allora non stato nessuno disse calmo Baley.
Eppure il fatto avvenuto. Rikaine Delmarre
morto.
E qualcosa, pens Baley. Giosafatte, ho qualcosa. Ho
il nome della vittima.
Tir fuori il taccuino e ne prese solennemente nota,
per il contorto desiderio di far vedere che alla fine era
riuscito a ottenere uno straccio di fatto, e per evitare
di rendere troppo owio il fatto di sedere di fianco a
un registratore che non aveva bisbgno di annotazioni.
Come si scrive il nome della vittima? chiese.
Gruer glielo disse.
La sua professione, signore?
Fetologo.
Baley lo scrisse come suonava e prosegu. Ora,
aggiunse chi pu essere in grado di farmi un resocon-
to personale delle circostanze riguardanti l'omicidio?
Di prima mano, se possibile.
Il sorriso di Gruer era tetro, e i suoi occhi continua-
vano a posarsi su Daneel per poi allontanarsene. Sua
moglie, agente.
Sua moglie...?
S. Si chiama Gladia. Gruer pronunci il nome in
tre sillabe, accentandolo sulla seconda.
Bambini? Baley teneva gli occhi fissi sul taccuino.
Poich non giungeva risposta, li alz. Bambini?
Ma Gruer aveva la bocca tutta increspata, come se
avesse assaggiato qualcosa di agro. Aveva l'aria di star
male. Infine disse: Sarebbe difficile che lo sapessi .
Cosa? esclam Baley.
Gruer si affrett ad aggiungere: In ogni caso, credo
che lei farebbe bene a rimandare a domani le operazio-
ni attuali. So che ha avuto un viaggio pesante, mister
Ba!ey, e che stanco e probabilmente affamato ~.
Baley stava per negarlo, quando si rese improvvisa-
mente conto che il pensiero del cibo in quel momento
esercitava su di lui una particolare attrazione. a Vuole
restare a mangiare con noi? chiese. Non credeva che
Gruer l'avrebbe fatto, visto che era uno spaziale. (Eppu-
re era stato portato al punto di dire "mister Baley",
invece che "agente in borghese Baley", il che era gi
qualcosa.)
Come si aspettava, Gruer declin. a Un appuntamen-
to d'affari lo rende impossibile. Devo andare, mi dispia-
ce.
Baley si alz. Sarebbe stato educato accompagnare
Gruer alla porta Lui, comunque, in primo luogo non
era tanto ansioso di avvicinarsi alla porta e agli spazi
non protetti. E, in secondo luogo, non era affatto sicuro
che la porta ci fosse.
Rimase in piedi con aria incerta.
Gruer sorrise e annui. a Ci vedremo ancora disse.
Se volesse parlare con me, i suoi robot sanno il mio
numero.
E svan.
Baley emise un'esclamazione acuta.
Gruer e la sua sedia semplicemente non erano pi
l. Il muro dietro Gruer e il pavimento sotto i suoi piedi
erano cambiati con immediatezza esplosiva.
Non mai stato l in carne e ossa ~ disse Daneel
calmo. Era un'immagine tridimensionale. Ero convin-
to che lo sapessi. Anche sulla Terra avete cose del
genere.
Non come questa borbott Baley.
Sulla Terra un'immagine tridimensionale era co-
stretta in un campo di forza cubico che si stagliava
scintillando contro lo sfondo. La stessa immagine sfar-
fallava un po'. Sulla Terra non era possibile scambiare
un'immagine con la realt. Qui...
Nessuna meraviglia che Gruer non portasse guanti. E
non aveva bisogno nemmeno di filtri nelle narici, in
quanto a questo.
Ora ti andrebbe di mangiare, collega Elijah? disse
Daneel.
Il pranzo fu un cimento inaspettato. Apparvero dei
robot. Uno apparecchiava la tavola. Uno port il cibo.
Quanti ce ne sono in casa? chiese Baley.
Circa cinquanta, collega Elijah.
Resteranno qui, mentre mangiamo? (Uno aveva
piantato la schiena in un angolo, con la sua liscia faccia
luminescente voltata verso Baley.~
E pratica usuale rispose Daneel per un robot
fare cos, nel caso siano richiesti i suoi servizi. Se non
vuoi questo, non devi far altro che ordinare loro di
andarsene.
Baley scroll le spalle. Che restino.
In condizioni normali Baley avrebbe potuto trovare
il cibo delizioso. Invece mangiava meccanicamente.
Not distratto che anche Daneel mangiava, con una
specie di compassata efficienza. Naturalmente pi tardi
avrebbe vuotato il sacco di fluorocarbonio in cui ora
immagazzinava il cibo "mangiato". Nel frattempo Da-
neel manteneva il suo travestimento.
E notte fuori? chiese Baley.
S rispose Daneel.
Baley fissava tetro il letto. Era troppo grande. Tutta
la camera era troppo grande. Non c'erano coperte da
rincalzare, solo lenzuola. Sarebbe stata una copertura
insufflciente.
Era tutto cos difficile! Era gi passato per l'esperien-
za snervante di fare la doccia in un locale adiacente
alla camera da letto. In un certo senso era il massimo
del lusso, ma, d'altra parte, gli sembrava una sistema-
zione poco igienica.
a Come si spegne la luce? disse all'improvviso. La
testata del letto emetteva una pallida luce. Forse servi-
va a facilitare la lettura, ma Baley non era certo
dell'umore adatto a leggere.
Se ne prenderanno cura quando sarai a letto, una
volta che ti sarai composto per il sonno.
~ I robot guardano, vero?
E il loro lavoro.
Giosafatte! Ma questi solariani non fanno nulla da
sol~ borbott Baley. Chiss come mai in bagno non
venuto un robot a strofinarmi la schiena.
Senza alcuna traccia di umorismo, Daneel rispose:
Se lo avessi chiesto, uno l'avrebbe fatto. I solariani
fanno quello che vogliono. Nessun robot fa il so
dovere se non gli viene ordinato, tranne, naturalmente,
quando l'azione necessaria per il bene degli esseri
umani .
Be', buona notte, Daneel.
Sar in un'altra camera, collega Elijah. Se, in qua-
lunque momento della notte, avessi bisogno di qualco-
sa...
Lo so. Verranno i robot.
C' un interruttore sul comodino. Devi solo toccar-
lo. Verr anch'io.
Il sonno sfuggiva Baley. Questi continuava a immagi-
narsi la casa in cui si trovava, in equilibrio precario
sulla superficie del pianeta, con il vuoto che aspettava
di fuori, come un mostro.
Nel suo appartamento sulla Terra (nel suo riparato,
comodo, affollato appartamento) se ne stava annidato
tra molti altri. C'erano dozzine di piani e migliaia di
persone tra lui e la superficie della Terra.
Anche sulla Terra, cercava di dirsi, c'era gente all'ulti-
mo piano. Erano immediatamente adiacenti all'ester-
no. Certo! Ma era proprio questo che rendeva quegli
appartamenti dei locali ad affitto infimo.
Poi si mise a pensare a Jessie, lontana migliaia di
anni luce.
Desiderava tremendamente uscire subito dal letto,
vestirsi e andare da lei. I pensieri gli si annebbiavano.
Se ci fosse stato un tunnel, un bel tunnel sicuro che
si faceva strada nella solida roccia e nel metallo, da
Solaria alla Terra, avrebbe camminato e camminato e
camminato...
Avrebbe camminato fino alla Terra, di nuovo da
Jessie, verso il conforto e la sicurezza...
Sicurezza.
Gli si aprirono gli occhi. Gli si irrigidirono le braccia
e si rizz sul gomito, cosciente a malapena di quello
che stava facendo.
Sicurezza! Quell'uomo, Hannis Gruer, era il capo
della Sicureza di Solaria. Cos aveva detto Daneel. Che
cosa voleva dire "Sicurezza"? Se voleva dire la stessa
cosa che voleva dire sulla Terra, e certo era cos, questo
Gruer era il responsabile della protezione di Solaria da
ogni invasione dall'esterno, come da ogni sovversione
all'interno.
Perch s'interessava a un caso d'omicidio? Forse
perch a Solaria non c'era polizia e il Dipartimento di
Sicurezza era quello pi vicino a sapere che cosa si fa
in caso d'omicidio?
Gruer era sembrato a disagio con Baley, e poi c'era-
no quelle furtive occhiate che continuava a scoccare
all'infinito in direzione di Daneel.
Forse sospettava le motivazioni di Daneel? A Baley
era stato ordinato di tenere gli occhi bene aperti, ed
era molto probabile che anche Daneel avesse ricevuto
istruzioni simili.
Sarebbe stato naturale per Gruer sospettare una
possibilit di spionaggio. Il suo lavoro rendeva necessa-
rio per lui sospettare tutto quello che in ogni caso fosse
concepibile. E non avrebbe eccessivamente temuto
Bley, un terrestre, rappresentante del mondo meno
formidabile della galassia.
Ma Daneel era nativo di Aurora, il pi antico, il pi
grande e il pi forte dei Mondi Esterni. E questo era
diverso.
Gruer, come ora Baley ricordava, non aveva rivolt-,
una parola a Daneel.
E in quanto a questo, perch Daneel faceva tan-
to meticolosamente finta di essere un uomo? La pri-
ma spiegazione che Baley si era data, che fosse un
gioco vanaglorioso degli aurorani che avevano pro-
gettato Daneel, gli sembrava banale. Ora gli sembra-
va ovvio che il travestimento fosse qualcosa di pi
serio.
Un uomo avrebbe potuto aspettarsi di usufruire di
immunit diplomatica; di essere trattato con un po' di
cortesia e di gentilezza Un robot no. Ma allora, perch
in primo luogo Aurora non aveva mandato un uomo?
Perch barare tanto disperatamente? La risposta gli
balen subito in mente. Un vero uomo di Aurora, un
vero spaziale, non avrebbe mai ~oluto mettersi in
coppia tanto intimamente e per tanto tempo con un
terrestre.
Ma se tutto questo era vero, perch Solaria avrebbe
dovuto considerare tanto importante un solo omicidio
da permettere a un terrestre e a un aurorano di venire
sul pianeta?
Baley si sentiva in trappola.
Era intrappolato su Solaria dalle necessit della sua
missione. Era intrappolato dal pericolo per la Terra,
intrappolato in un ambiente a cui riusciva a resistere
a malapena, intrappolato da una responsabilit che
non poteva evitare. E, per rincarare la dose, era in
qualche modo intrappolato in un conflitto tra spaziali,
la cui natura non riusciva a capire.
4. Appare una donna.
Finalmente riusc a dormire. Non ricordava quando era
avvenuta l'effettiva transizione al sonno. C'era stato un
periodo in cui i pensieri avevano incominciato a vagare
sempre di pi e poi la testiera del letto brillava e il
soffitto risplendeva di una luce simile a quella del
giorno. Guard il suo orologio.
Erano passate delle ore. I robot che gestivano la casa
avevano deciso che per lui era ora di svegliarsi e
avevano agito di conseguenza.
Si chiese se Daneel fosse sveglio e si rese immediata-
mente conto dell'illogicit di questa idea. Daneel non
poteva dormire. Baley si chiese se avesse finto il sonno
come parte del ruolo che stava giocando. Si era spoglia-
to e si era messo il pigiama?
Lupus in fabula, Daneel entr. Buon giorno, collega
Elijah.
Il robot era completamente vestito e aveva il volto
del tutto riposato. Hai dormito bene? continu.
S, rispose Baley asciutto e tu?
Usc dal letto per camminare pesantemente fino al
bagno, per farsi la barba e per il resto del rituale
mattutino. Se un robot viene a farmi la barba, grid
rimandalo via. Mi danno sui nervi. Mi danno sui nervi
anche quando non li vedo.
Mentre si radeva fissava il suo volto, meravigliandosi
un poco che assomigliasse a quello che vedeva nello
specchio di casa sua sulla Terra. Se solo l'immagine
fosse stata un altro terrestre con cui consultarsi, invece
di una sua imitazione luminosa... Se solo avesse potuto
andarsene con quello che aveva saputo, per quanto
fosse poco...
Troppo poco! Trova dell'altro! borbott rivolto
allo specchio.
Venne fuori asciugandosi la faccia e s'infil i pantalo-
ni sopra le mutande pulite. (I robot fornivano tutto,
maledetti.)
Vorresti rispondere a qualche domanda, Daneel?
chiese.
Come ben sai, collega Elijah, rispondo a tutte le
domande al meglio della mia conoscenza.
O alla lettera delle tue istruzioni, pens Baley. Per-
ch su Solaria ci sono solo ventimila persone? conti-
nu.
E solo un fatto rispose Daneel. Un dato. Una
cifra che il risultato di un conteggio.
S, ma tu stai cambiando discorso. Il pianeta pu
mantenerne milioni... E allora perch solo ventimila?
Hai detto che Solaria considera ventimila un optimum.
Perch?
E il loro modo di vivere.
Vuoi dire che controllano le nascite?
S.
E lasciano il pianeta vuoto? Baley non era sicuro
del perch continuasse a insistere su quel punto, ma la
popolazione del pianeta era uno dei pochi fatti obietti-
vi che era venuto a sapere e c'era poco altro su cui
potesse far domande.
Il pianeta non vuoto rispose Daneel. E suddivi-
so in tenute, ciascuna delle quali supervisionata da
un solariano.
Vuoi dire che ciascuno vive nella sua tenuta. Venti-
mila tenute, ciascuna con un solariano.
Di meno, collega Elijah. Dividono le tenute con le
mogli.
Niente Citt? Baley sentiva freddo.
Neanche una, collega Elijah. Vivono completamen-
te separati e non s'incontrano mai, se non in alcune
circostanze assolutamente straordinarie.
Eremiti?
In un certo senso s; in un altro, no.
~4 _ 1 55
Che cosa vuoi dire?
a Ieri l'agente Gruer ti ha visitato via immagine
tridimensionale. I solariani si visitano liberamente in
quel modo e in nessun altro.
Baley fissava Daneel. Questo include noi? chiese.
Si aspettano che anche ni viviamo in questo mo-
do?
a E l'uso di questo pianeta.
E come facciamo a investigare in questo caso? &
voglio vedere qualcuno...
Collega Elijah, da questa casa puoi ottenere l'imma-
gine tridimensionale di chiunque sul pianeta. Non ci
sar problema Anzi, ti sollever dalla seccatura di
lasciare questa casa. Ecco perch quando siamo arriva-
ti ti ho detto che non sarebbe stato necessario per te
affrontare l'esterno. E questo bene. Qualunque altra
sistemazione ti sarebbe riuscita sgradevole.
Lo giudico io, quello che sgradevole per me
dichiar Baley. Oggi, per prima cosa, entriamo in
contatto con quella Gladia, la moglie dell'ucciso. Se
questa faccenda tridimensionale fosse insoddisfacente,
andr a casa sua di persona. Dipende da quello che
decido.
Vedremo quello che meglio e quello che pi
fattibile, collega Elijah disse Daneel evasivo. Faccio
preparare la colazione. E si volt per andarsene.
Baley fissava l'ampia schiena robotica ed era quasi
divertito. Se le istruzioni impartite a Daneel erano
d'impedire che Baley ve~isse a conoscenza di pi di
quanto non fosse necessario, allora avevano messo un
jolly in mano a Baley.
L'altro era soltanto R. Daneel Olivaw, dopo tutto.
Tutto quello che era necessario era dire a Gruer o a
qualunque altro solariano che Daneel era un robot e
non un uomo.
D'altra parte la pseudoumanit di Daneel avrebbe
potuto essere molto utile. Un jolly non dev'essere
giocato necessariamente subito. Qualche volta pi
utile tenerselo in mano.
Aspettiamo e vediamo, pens, e segu Daneel a fare
colazione.
Come si fa a stabilire un contatto tridimensiona-
le? chiese Baley.
Presto fatto, collega Elijah. Le dita di Daneel
raggiunsero uno degli interruttori per chiamare i ro-
bot.
Un robot entr immediatamente.
Chiss da dove vengono, si chiese Baley. Quando uno
vagava senza meta per il labirinto disabitato che costi-
tuiva la casa, non se ne vedeva neppure uno. Si mette-
vano fuori tiro non appena si avvicinava un essere
umano? Si mandavano messaggi l'un l'altro per sgom-
brare il percorso?
Eppure, non appena si faceva una chiamata, uno
appariva senza indugio.
Baley fissava il nuovo venuto robotico. Era levigato
senza essere lucido. La superficie aveva una rifinitura
grigiastra, con uno schema a scacchiera sulla spalla
destra, unica nota di colore. I quadrati bianchi e gialli
(in realt oro e argento, per lo splendore metallico)
erano collocati secondo uno schema che sembrava
casuale.
Portaci al parlatorio disse Daneel.
Il robot si inchin e si volt, senza dir nulla.
Aspetta, ragazzo disse Baley. Come ti chiami?
Ora il robot stava di fronte a Baley. Parl con voce
chiara e senza esitazione. Non ho nome, padrone. Il
mio numero di serie e un dito metallico si sollev ad
appoggiarsi sulla decorazione della spalla ACX-
2745.
Daneel e Baley lo seguirono in una grande stanza,
che Baley riconobbe come quella che il giorno prima
aveva contenuto Gruer e la sua sedia.
Li aspettava un altro robot, con quella eterna e
paziente incapacit di annoiarsi propria della macchi-
na. Il primo fece un inchino e se and
Mentre questi s'inchinava, Baley aveva paragonato
le decorazioni sulle spalle dei due. Gli schemi oro e
argento erano diversi. La scacchiera era composta di
sei per sei quadrati. Il possibile numero di combinazio-
ne sarebbe stato 236, allora, cio settanta miliardi. Pi
che abbastanza.
Si direbbe che ci sia un robot per ogni cosa
comment Baley. Uno che ci porta fin qui. Uno che
aziona il trasmettitore.
~ C' molta specializzazione robotica su Solaria, col-
lega Elijah.
<~ Con tutti quelli che ci sono, riesco a capire anche
perch. Baley guard il secondo robot. Tranne che
per la decorazione sulla spalla e, presumibilmente, per
gli invisibili circuiti positronici all'interno dello spu-
gnoso cervello di platino-iridio, era la copia esatta del
primo~ E il tuo numero di serie? chiese.
ACC-1129, padrone.
Ti chiamer ragazzo. Ora voglio parlare alla signora
Gladia Delmarre, moglie del defunto Rikaine Delmar-
re... Daneel, c' un indirizzo, un modo qualsiasi d'indi-
care la localit?
Daneel disse gentilmente: Non credo che servano
altre informazioni. Se posso chiedere al robot... .
Lascia che lo faccia io lo interruppe Baley. Va
bene, ragazzo, sai come si pu raggiungere la signora?
S, padrone. Ho in memoria lo schema di connes-
sione con tutti i padroni. Questo venne detto senza
orgoglio di sorta. Era un semplice fatto, come se avesse
detto: sono fatto di metallo, padrone.
Daneel interloqu: Non poi cos sorprendente,
collega Elijah. Ci sono meno di diecimila connessioni
da fare nei circuiti della memoria, e questo un piccolo
numero .
Baley annu. E se per caso c' pi di una Gladia
Delmarre? Ci potrebbe essere possibilit di confusio-
ne.
Padrone? Dopo la domanda il robot rimase in
passivo silenzio.
Credo spieg Daneel che questo robot non capi-
sca la tua domanda. E mia convinzione che a Solaria
non vi siano nomi doppi. I nomi vengono registrati alla
nascita e nessun nome pu essere adottato finch non
vacante.
V bene disse Baley. Ogni minuto se ne impara
una. Ora vediamo, ragazzo, dimmi come funziona qua-
lunque cosa si supponga che io debba far funzionare;
dammi lo schema di connessione, o comunque tu lo
chiami, e poi esci.
Prima che il robot rispondesse, ci fu una percettibile
pausa. Poi disse: Vuole fare un contatto da solo,
signore? .
Esatto.
Daneel tir leggermente Baley per la manica. Un
momento, collega Elijah.
- Che c', ora?
E mia convinzione che il robot potrebbe stabilire
il contatto con la massima facilit. E la sua specializza-
zione.
Sono certo disse Baley sogghignando che pu
farlo molto meglio di me. Facendolo da solo potrei
anche combinare un bel pasticcio. Fissava negli occhi
l'impassibile Daneel. Preferisco lo stesso essere io a
fare il contatto. Li do io gli ordini o no?
Li dai tu, collega Elijah, e ai tuoi ordini si obbedir,
se lo permetter la Prima Legge. Comunque, con il tuo
permesso, vorrei darti qualche informazione che cono-
sco sui robot di Solaria. I robot solariani sono specializ-
zati pi che su qualsiasi altro mondo. Anche se sono
fisicamente capaci di molte cose, mentalmente sono
equipaggiati in modo massiccio.per un solo tipo di
lavoro. Per operare funzioni al di fuori della loro
specialit ci vuole l'alto potenziale prodotto dalla diret-
ta applicazione delle Tre Leggi. E per loro non eseguire
il dovere per cui sono equipaggiati richiede la diretta
applicazione delle Tre Leggi.
Bene, allora un mio ordine diretto mette in azione
la Seconda Legge, no?
Esatto. Per il potenziale rilasciato "spiacevole"
per il robot. Di solito la questione non si pone nemme-
no, perch un solariano non interferisce quasi mai con
il lavoro quotidiano dei robot. Intanto, al lavoro dei
robot non fa nemmeno caso, e poi non ne sentirebbe
la necessit.
Daneel, stai cercando di dirmi che se il lavoro lo
faccio io, questo fa male al robot?
Come ben sai, collega Elijah, il dolore in senso
umanO non applicabile alle reazioni robotiche.
Baley scroll le spalle. E allora?
Nondimeno, prosegu Daneel l'esperienza a cui
va incontro un robot per lui sconvolgente come il
dolore per un essere umano, per quel che posso giudi-
care.
Tuttavia, disse Baley io non sono solariano.
Sono terrestre. E non mi piace quando i robot fanno
qualcosa che vorrei fare io.
Considera anche ribatt Daneel a che causare di-
sagio a un robot potrebbe essere ritenuto un atto di ma-
leducazione da parte dei nostri ospiti, visto che in una
societ come questa ci dev'essere un certo numero di
convinzioni pi o meno rigide su quale sia la maniera
corretta di trattare un robot. Offendere i nostri ospi-
ti non renderebbe certo pi facile il nostro compito.
a Va bene si arrese Baley. a Lasciamo fare il suo
lavoro al robot.
Si era calmato. L'incidente non era stato senza co-
strutto. Era un esempio educativo di quanto spietata
potesse essere una societ robotica. Una volta creati, i
robot non si potevano escludere con tanta facilit, e un
essere umano che desiderasse farne a meno, sia pure
temporaneamente, non poteva.
Con gli occhi semichiusi osservava il robot che si
awicinava al muro. Che i sociologi della Terra esami-
nassero quello che era appena successo e ne traessero
le loro conclusioni. Lui cominciava ad avere idee per
conto suo.
Met muro scivol da una parte, rivelando un pan-
nello di controllo che avrebbe reso giustizia alla centra-
le di energia di zona di una Citt.
A Baley mancava enorrnemente la pipa. Era stato
avvertito che su Solaria, dove non si fumava, fumare
sarebbe stata una tremenda infrazione all'etichetta,
cos non gli era stato perrnesso di portare con s nulla
che lo ricordasse. Sospir. C'erano dei momenti in cui
la sensazione del cannello tra i denti e il forncllo caldo
nella mano sarebbero stati infinitamente confortanti.
Il robot lavorava con rapidit, adattando qua e l
resistenze variabili e intensificando, secondo uno sche-
ma adatto, i campi di forza con rapidi tocchi delle dita.
Daneel spieg: Prima necessario fare segnali alla
persona che si desidera incontrare. Questo messaggio,
naturalmente, lo ricever un robot. Se la persona
chiamata disponibile e desidera ricevere l'immagine,
allora viene stabilito il contatto pieno .
a Ma sono necessari tutti questi comandi? chiese
Baley. La maggior parte del pannello il robot non la
tocca nemmeno.
Le mie informazioni sull'argomento non sono com-
plete, collega Elijah. Comunque c' ogni tanto la neces-
sit, quando capita il caso, di realizzare immagini
multiple e immagini mobili. Le ultime, in particolare,
richiedono complicati e continui aggiustamenti.
Il robot disse: Padrone, i contatti sono stati stabiliti
e approvati. Quando lei pronto, saranno completati .
Pronto grugn Baley, e come se la parola fosse
stata un segnale, met della stanza si ravviv di luce.
Daneel si affrett a dire: Ho trascurato di far
specificare al robot che tutte le aperture visibili sul-
I'esterno fossero schermate. Me ne scuso e vedr di...
a Non importa fece Baley con una smorfia doloro-
sa. Mi arranger. Non interferire.
Era una stanza da bagno che stava fissando, o almeno
la giudic tale dai suoi accessori. A un'estremit c'era,
tir a indovinare, una specie di salone di bellezza e vide
con l'immaginazione un robot (o dei robot?) che si
occupava con infallibile prontezza dei particolari della
pettinatura e dei dettagli esteriori dell'immagine che
una donna presenta al mondo.
Su alcuni ammennicoli si limit ad arrendersi. Non
c'era modo di giudicarne l'uso, mancandogli ogni espe-
rienza. I muri erano ricoperti di uno schema complica-
to che prima di ricadere nell'astrazione induceva l'oc-
chio a credere che vi fosse rappresentato qualche
oggetto naturale. Il risultato era calmante, quasi ipnoti-
co nel modo con cui monopolizzava l'attenzione.
Quella che avrebbe potuto essere la doccia, molto
grande, non era schermata da nulla che potesse sem-
brare materiale, ma piuttosto da un trucco luminoso
che instaurava una specie di muro di opacit. Non c'era
in vista alcun essere umano.
Lo sguardo di Baley s'indirizz al pavimento. Dove
finiva il suo locale e dove cominciava l'altro? Era facile
a dirsi. C'era una linea in cui cambiava la qualit della
luce, e doveva essere l.
Cammin fino alla linea e, dopo un momento di
esitazione, fece passare la mano al di l
Non sent nulla, niente di pi che se avesse cacciato
la mano in una delle rozze immagini tridimensionali
della Terra. Ma l, almeno, la sua mano avrebbe conti-
nuato a vederla; forse un po' nebulosa e sovrapposta
all'immagine, ma l'avrebbe vista. Qui era sparita com-
pletamente. Per la sua vista il braccio gli finiva brusca-
mente al polso.
Se avesse attraversato la linea con tutto il corpo?
Probabilmente anche la vista avrebbe cessato di funzio-
nargli. Sarebbe stato in un mondo di completa oscuri-
t. L'idea di essere recluso in modo tanto efflciente era
quasi piacevole.
Una voce lo interruppe. Alz gli occhi e retrocedette,
quasi inciampando per la fretta.
A parlare era stata Gladia Delmarre. O almeno Baley
suppose che fosse lei. La parte superiore della copertu-
ra di luce sulla doccia era svanita ed era chiaramente
visibile una testa.
Sorrise a Baley. a Ho detto salve, e scusi se l'ho fatta
aspettare. Mi asciugo subito.
Aveva un volto triangolare che si allargava sugli
zigomi (che a loro volta diventavano sporgenti quando
lei sorrideva) per poi restringersi in una curva gentile
all'altezza delle labbra piene e del piccolo mento. La
testa non era situata molto in alto. Baley giudic che
dovesse essere alta uno e sessanta. (Questo non era
tipico. Almeno non per il modo di pensare di Baley. Si
supponeva che le donne spaziali tendessero a essere
alte e imponenti.) E la sua capigliatura non era bronzo-
spaziale. Era castano chiara con sfumature bionde, e di
lunghezza moderata. In quel momento era rialzata in
quello che Baley imrnagin essere una corrente d'aria
calda. Tutta l'immagine era molto piacevole.
Confuso, Baley esclam: a Se vuole interrompere il
contatto e aspettare di aver finito... .
a Oh, no. Ho quasi fatto, e frattanto possiamo parlare.
Hannis Gruer mi ha detto che si sarebbe fatto vivo. Lei
viene dalla Terra, ho saputo. Se lo beveva con gli
occhi.
Baley annu e sedette. a n mio compagno di Aurora.
Lei sorrise, continuando a fissarlo come se rimanesse
lut la curiosit, e naturalmente, pens Baley, era pro-
nno COSi.
La donna alz le braccia sulla testa, agitando le dita
nell'aria calda e allargandole come se volesse affrettare
l'operazione di asciugatura. Aveva braccia sottili e ben
fatte. Molto attraente, pens Baley.
Poi pens ancora, a disagio: a Jessie tutto questo non
piacerebbe.
La voce di Daneel s'intromise. Non sarebbe possibi-
le, signora Delmarre, fare polarizzare o schermare la
finestra? Il mio collega disturbato dalla luce del
giorno. Sulla Terra, come certo avr sentito...
La giovane donna (Baley stimava che fosse sui venti-
cinque, ma lo affliggeva il pensiero che l'et apparente
degli spaziali potesse essere molto ingannevole) port
le mani alle guance ed esclam: a Oddio, s, lo sapevo.
Che stupida. Mi perdoni, la prego, ci metter un mo-
mento. Faccio venire un robot... .
Usc dalla cabina, con la mano tesa verso l'interrutto-
re, ancora parlando. a Penso sempre che dovrei avere
pi di un interruttore di chiamata in questa stanza Una
casa non ben fatta se non hai un interruttore a
portata di mano dovunque tu sia... Diciamo non pi in
l di un metro. E proprio... Ma che le succede?
Fissava scioccata Baley che era scattato in piedi,
facendo cadere la sedia, era arrossito fino alla radice
dei capelli e si era affrettato a voltarsi.
Daneel parl calmo. a Sarebbe meglio, signora Del-
marre, se, dopo aver ottenuto il contatto con il robot,
ritornasse nella cabina o, in mancanza di questo, proce-
desse a indossare alcuni artico~i di vestiario.
Sorpresa Gladia abbass gli occhi a contemplare la
proDria nll~itA P ~lic ~ Be'. naturalmente .
5. Si discute un cnmine.
Era solo una visione, capisce? disse Gladia contrita.
Era avvolta in qualcosa che le lasciava libere braccia e
spalle. Si vedeva anche una gamba fino a mezza coscia
ma Baley, che si era completamente ripreso sentendosi
un perfetto idiota, la ignorava stoicamente.
E stata la sorpresa, signora Delmarre... disse.
Oh, la prego, mi chiami Gladia e diamoci del tu, a
meno che... A meno che questo non contrasti con i
costumi terrestri.
Gladia, allora Benissimo. Volevo solo rassicurarti
che non hai nulla di repulsivo, capisci? Solo la sorpre-
sa Era gi abbastanza male che si fosse comportato
da stupido, pensava, senza costringere quella povera
ragazza a pensare che lui la trovava disgustosa. In
quanto a questo, invece, era stata piuttosto... Piuttosto...
Be', la frase non gli veniva, ma sapeva di certo che
non era il modo in cui avrebbe descritto tutto questo
a Jessie.
So di averti offeso, disse Gladia ma non pensavo
di farlo. Non me n'ero accorta. Naturalmente mi rendo
conto che bisogna stare attenti con gli usi degli altri
pianeti, ma qualche volta questi usi sono cos strava-
ganti... Almeno non stravaganti, si affrett ad aggiun-
gere non volevo dire stravaganti. Volevo dire strani,
sai?, e cos facili a dimenticarsi. Come il fatto che ho
dimenticato di far oscurare le finestre. Y~
~ Va tutto bene borbott ancora Baley. Lei ora
stava in un'altra stanza con tutte le finestre schermate
e con la luce che aveva la sottiknente diversa e pi
comoda struttura dell'artifici~lit~
Ma per l'altra cosa prosegu lei con tono franco
solo una visione, capisci? Dopo tutto non t'importa-
va di parlarmi quando ero nell'asciugatoio, e anche l
non avevo nulla addosso.
Be', disse Baley dandole corda perch si scaricas-
se su quell'argomento sentirti una cosa, vederti
un'altra.
Ma proprio quello! Il vedere non c'entra. Arross
un poco, abbassando lo sguardo. Spero che tu non
pensi che farei una cosa del genere, voglio dire uscire
dall'asciugatoio con qualcuno che mi vede. Era solo una
visione.
E la stessa cosa, no? disse Baley.
Non esattamente la stessa cosa. In questo momento
mi stai visionando. Non puoi toccarmi, od odorarmi o
fare qualcosa del genere, vero? Lo potresti fare se mi
vedessi. In questo momento sono almeno a duecento
chilometri di distanza. Come pu essere la stessa co-
sa?
L'interesse di Baley cresceva Ma ti vedo con i miei
occhi.
No che non mi vedi. Vedi la mia immagine. Mi stai
visionando.
E questo fa differenza?
Tutta la differenza possibile.
Vedo. In un certo senso vedeva davvero. Non era
una distinzione che si potesse afferrare facilmente, ma
in essa c'era un certo tipo di logica
Lei disse, piegando un po' il capo da un lato: Vedi
davvero? .
a S.
Questo vuol dire che non t'importa se mi tolgo
l'accappatoio? Sorrideva.
Mi sta provocando, pens, e io dovrei stare al gioco.
Invece disse forte: No, mi distoglierebbe dal lavoro.
Parleremo di questo un'altra volta .
Non t'importa se sto dentro un accappatoio, invece
che in qualcosa di pi formale? Parlo sul serio.
Non m'importa.
Posso chiamarti per nome?
Se ne hai l'occasione...
Come ti chiami?
Elijah.
Bene. Si raggomitol su una sedia che sembrava
dura, quasi di ceramica, nella materia, ma che man
mano cedeva lentamente sotto di lei, fino ad abbrac-
ciarla gentilmente.
Agli affari, ora disse Baley.
Agli affari rispose lei.
Baley trovava tutto estremamente difflcile. Non c'era
modo di incominciare. Sulla Terra avrebbe chiesto
nome, classifica, Citt e zona di abitazione e avrebbe
fatto un milione di diverse domande di routine. Avreb-
be anche potuto conoscere gi le risposte, ma sarebbe
stato un mezzo per raggiungere la fase seria dell'inter-
rogatorio. Sarebbe servito a presentargli una persona,
a farsi un giudizio sulla tattica da seguire, invece che
tirare a casaccio.
Ma qui? Come poteva essere certo di nulla? Gi il
concetto di "vedere" aveva significati diversi per lui e
per la donna. Quante altre parole potevano essere
diverse? Quanto spesso avrebbero reciprocamente
equivocato senza neanche accorgersene?
a Da quanto tempo sei sposata? chiese.
Da dieci anni, Elijah.
Quanti anni hi?
Trentatr.
Baley si sent confusamente compiaciuto. Avrebbe
potuto benissimo averne centotrentatr.
a Eri sposata felicemente?
Gladia lo guard a disagio. Che cosa intendi con
questo?
a Be'... Per un istante Baley si sent smarrito. Come
si fa a definire un matrimonio felice? E, in quanto a
questo, che cosa consideravano i solariani un matrimo-
nio felice? Be', disse vi vedevate spesso?
Cosa? Certo che no! Non siamo mica animali, sai?
Baley trasal. a Vivevate nella stessa abitazione? Cre-
devo...
a Ma naturale: eravamo sposati. Ma io avevo le mie
stanze e lui le sue. Lui aveva un'importante carriera
che gli portava via buona parte del suo tempo e io
avevo il mio lavoro. Ci visionavamo l'un l'altro ogni
volta che era necessario.
a Lui ti vedeva, no?
a Non cosa di cui si parli, ma effettivamente mi
vedeva.
a Avete bambini?
Gladia balz in piedi agitatissima. a Questo troppo!
Di tutte le indecenti...
a Aspetta, ora. Aspetta.~ Baley picchi il pugno sul
bracciolo della sedia. a Non fare difflcolt. Questa
un'investigazione per omicidio. Capisci? Omicidio. Ed
era tuo marito, quello che stato assassinato. Vuoi che
l'assassino sia trovato e punito o no?
a Allora chiedimi dell'omicidio, non di... di...
a Devo chiedere di tutto. Intanto voglio sapere se ti
dispiace che tuo marito sia morto. Aggiunse, con
calcolata brutalit: Si direbbe di no .
Lei lo fissava altera. a Quando qualcuno muore mi
dispiace, specie se era giovane e utile.
Il fatto che si trattasse di tuo marito non un po'
pi di questo?
Mi era stato assegnato e, be', ci vedevamo l'un l'altro
secondo il programma e... e... cominci a parlare fitto
ae, se proprio vuoi saperlo, non abbiamo bambini
perch non ce n'era ancora stato assegnato nessuno.
Non vedo che cosa c'entri tutto questo con l'essere
spiacente per la morte di qualcuno.
Forse non c'entrava nulla, pens Baley. Dipendeva
dagli eventi sociali di questa vita a cui non aveva
ancora fatto l'abitudine.
Cambi argomento. Mi hanno detto che hai cono-
scenze dirette delle circostanze del delitto.
Sembr per un momento che diventasse tesa. Ho...
scoperto il corpo. E cos che dovrei dirlo?
Allora non hai personalmente assistito all'omici-
dio.
Oh, no disse lei debolmente.
Be', supponiamo che tu mi dica che cosa successo.
Mettici tutto il tempo che vuoi e racconta con parole
tue. Si rimise a sedere, accingendosi ad ascoltare.
Erano le tre-due del quinto... cominci lei.
Che ore erano in tempo standard? si affrett a
chiedere Baley.
Non ne sono sicura. Davvero, non lo so. Puoi
controllare, immagino.
Sembrava che la voce le tremasse e teneva gli occhi
spalancati. C'era dentro troppo grigio perch li si
potesse definire azzurri, not lui.
Lui era venuto nelle mie stanze continu Gladia.
Era il giorno che ci avevano assegnato per vederci e
io sapevo che sarebbe venuto.
E sempre venuto nel giorno assegnato?
Oh, s. Era un uomo molto coscienzioso, un buon
solariano. Non ha mai saltato un giorno assegnato, e
veniva sempre alla stessa ora Naturalmente non resta-
va a lungo. Ancora non ci hanno assegnato b...
Non riusciva a finire la parola, ma Baley annu.
Comunque, continu lei veniva sempre alla stes-
sa ora, sai, in modo che sarebbe stato tutto pi comodo.
Parlavamo qualche minuto; vedersi una bella prova
ma lui mi parlava del tutto normalmente. Era fatto
cos. Poi mi lasciava per lavorare a qualche progetto
che aveva in cantiere, non sono sicura quale. Nelle mie
stanze aveva uno speciale laboratorio in cui poteva
ritirarsi nei giorni di visita. Nelle sue, ne aveva uno
molto pi grande, naturalmente.
Baley si chiese che cosa facesse in quei laboratori.
Fetologia, forse, qualunque cosa fosse.
Chiese: a Sembrava poco naturale in qualcosa?
Preoccupato? .
a No. No. Non era mai preoccupato. Fu sul punto
di sorridere, ma si trattenne. Ha sempre avuto un
perfetto controllo, come quel tuo amico l. Per un
breve istante la sua piccola mano si stese a indicare
Daneel, che non mosse ciglio.
Vedo. Be', continua.
Gladia non lo fece. Invece sussurr: Non ti dispiace
se mi prendo un drink? .
Te ne prego.
La mano di lei scivol per un istante sul bracciolo.
kl meno di un minuto la raggiunse un robot con una
bevanda calda (Baley poteva vedere il vapore). Lei
bevette a piccoli sorsi per poi appoggiare il calice.
Cos va meglio disse. a Posso farti una domanda
personale?
Chiedi tutto quello che vuoi.
Be', ho letto un sacco di cose sulla Terra. Mi ha
sempre interessato, sai? E un mondo cos stravagan-
te... annasp e aggiunse immediatamente: Non vole-
vo dir questo .
Baley fremeva un poco. Qualunque mondo stra-
vagante per la gente che non ci vive.
Intendo dire che diverso. Lo sai. Comunque
voglio farti una domanda molto maleducata. Almeno
spero che non sembri troppo maleducata a un terre-
stre. Non la farei a un solariano, naturalmente. Per
nessuna cosa al mondo.
Che cosa vuoi chiedermi, Gladia?
Su te e sul tuo amico... Mister Olivaw, vero?
S.
Voi due non vi state visionando, vero?
Che cosa vuoi dire?
Voglio dire l'un l'altro. Vi state vedendo. Siete l,
tutti e due.
Siamo fisicamente insieme. S.
Tu potresti toccarlo, se lo volessi.
Esatto.
Lei continuava a guardare l'uno e l'altro, poi disse:
Ah .
Poteva significare qualunque cosa. Disgusto? Repul-
sione?
Baley si blocc con l'idea di alzarsi, andare da Daneel
e piazzargli una mano in mezzo alla faccia. Avrebbe
potuto essere interessante osservare la reazione di lei.
a Eri sul punto disse invece di proseguire con gli
eventi della giornata, quando venuto a visitarti tuo
marito. Era del tutto certo che quella digressione, per
quanto per lei intrinsecamente interessante, era moti-
vata soprattutto dalla voglia di evitare proprio questo.
Per un istante lei torn al suo drink. Poi: Non c'
molto da dire. Ho visto che era occupato, e sapevo che
lo sarebbe stato, comunque, perch era sempre occu-
pato con qualche lavoro costruttivo, cos sono tornata
alle mie occupazioni. Poi, forse quindici minuti dopo,
ho udito un grido .
Ci fu una pausa. Baley la incit: a Che tipo di grido? .
Rikaine rispose lei. Di mio marito. Solo un
grido. Niente parole. Un grido di paura. No! Di sorpre-
sa, per lo shock. Qualcosa del genere. Non l'avevo mai
sentito gridare prima.
Port le mani alle orecchie come per chiudere anche
alla memoria il ricordo di quel suono, e l'accappatoio
le scivol lentamente fino alla vita. Lei non ci fece caso
e Baley cominci a fissare fermamente il taccuino.
a E allora che cos'hai fatto? chiese.
a Ho corso. Ho corso. Non sapevo dov'era...
a Credevo avessi detto che era andato al laboratorio
che possedeva nelle tue stanze.
a Infatti, E... Elijah, ma io non sapevo dov'era. Non
con sicurezza, per lo meno. Non c'ero mai entrata. Era
il suo. Avevo una vaga idea della direzione. Sapevo che
si trovava in qualche parte della zona ovest, ma ero
tanto agitata che non ho neanche pensato a chiamare
un robot. Uno di loro mi avrebbe guidato con facilit,
ma naturalmente senza essere stato chiamato non ce
n' uno che venga. Quando finalmente sono giunta l
- in un modo o nell'altro l'avevo trovato - lui era
morto.
Smise di parlare e, con acuto disagio di Baley, chin
il capo e si mise a piangere. Non fece nessun tentativo
di coprirsi la faccia. Chiuse semplicemente gli occhi e
le lacrime cominciarono a rotolarle lentamente sulle
guance. Tutto accadeva in silenzio. Le spalle nude le
tremavano.
Poi apr gli occhi per guardarlo attraverso le lacrime.
a Non avevo mai visto un morto, prima. Era tutto
sanguinante e aveva la testa... proprio... tutta... In qual-
che modo ho chiamato un robot e lui ha chiamato gli
altri e immagino che si siano presi cura di me e di
Rikaine. Non ricordo. Non...
a Che cosa vuoi dire chiese Baley a con "si sono
presi cura di Rikaine"?
a L'hanno portato, via e hanno pulito. Nella sua
voce c'era una piccola.incrirlatura d'indignazione: la
signora della casa sensibile alle sue condizioni. a Era
tutto sporco.
a E che cosa successo al corpo?
Lei scosse la testa. a Non lo so. Cremato, immagino.
Come si fa per i morti.
a Non hai chiamato la polizia?
Lo guard inespressiva, e Baley pens: niente po-
lizia!
Allora disse: a L'avrai pur detto a qualcuno, immagi-
no. Qualcuno l'avr pur scoperta questa faccenda .
a I robot hanno chiamato un dottore. E io ho dovuto
chiamare il posto dove Rikaine lavorava. I robot di l
dovevano sapere che non sarebbe pi tornato.
a Il dottore era per te, immagino.
Lei annu. Per la prima volta sembr accorgersi che
l'accappatoio le era sceso ai fianchi. Lo ritir su al suo
posto, mormorando desolata: a Scusa, scusa .
Baley si sentiva a disagio, guardandola seduta l
inerme che rabbrividiva con il volto contorto per
l'assoluto terrore che le era tornato in mente.
Non aveva mai visto un morto, prima. Non aveva mai
visto prima il sangue e un cranio sfondato. E anche se
le relazioni matrimoniali su Solaria erano qualcosa di
frivolo e superficiale, era pur sempre il cadavere di un
essere umano di fronte a cui si era trovata.
Ora Baley non sapeva cosa dire n cosa fare. Provava
l'impulso a chiedere scusa, eppure, come poliziotto,
non stava facendo che il proprio dovere.
Ma su quel mondo la polizia non c'era. Lei avrebbe
capito che stava facendo il suo dovere?
Lentamente, pi gentilmente che pot, disse: Gla-
dia, proprio non hai sentito altro? Nient'altro, oltre il
grido di tuo marito? .
Alz gli occhi, pi carina che mai, nonostante la sua
pena, o forse proprio per questo. Nulla conferm.
Niente passi di corsa? Nessun'altra voce?
Scosse il capo. Non ho udito nulla.
Quando hai trovato tuo marito, era completamente
solo? Eravate presenti solo voi due?
aS.
a Nessun segno che ci fosse stato l qualcun altro?
70 :~1 71
Nessuno che potessi vedere. Comunque, non vedo
come qualcuno potrebbe essere stato l
Che cosa intendi dire con questo?
Per un istante sembr sorpresa Poi disse con tono
scoraggiato: a Tu vieni dalla Terra, continuo a dimenti-
carmelo. Be', solo che nessuno pu essere stato l.
Tranne me, mio marito non ha mai visto nessuno;
nessuno da quando era un ragazzo. E certo non era il
tipo da vedere qualcuno. Non Rikaine. Era molto
scrupoloso; molto conformista .
Potrebbe non essere stata una sua scelta. E se
qualcuno fosse venuto senza invito, senza che tuo
marito ne sapesse nulla? Non avrebbe potuto fare a
meno di vedere l'intruso, nonostante il suo conformi-
smo.
Pu darsi, disse lei ma allora avrebbe chiamato
immediatamente i robot e lo avrebbe fatto portare via
Accidenti se l'avrebbe fatto! E poi nessuno avrebbe
cercato di vedere mio marito senza un suo espresso
invito. Lo trovo inconcepibile. E certamente Rikaine
non avrebbe invitato nessuno a vederlo. E ridicolo solo
pensarci.
Tuo marito disse Baley sommesso stato ucciso
con un colpo in testa, no? Questo lo ammetterai.
Immagino di s. Era... tutto...
Non ti chiedo i particolari, per ora. Nel locale c'era
segno di qualche congegno meccanico che permettesse
a qualcuno di spaccargli la testa con comandi a distan-
za?
Naturalmente no. Almeno non ne ho visti.
Se ci fosse stato qualcosa del genere, immagino che
l'avresti visto. Ne consegue che una mano reggeva~
qualcosa capace di spaccare la testa a un uomo, e che
quella mano ha sferrato il colpo. Per far questo ci
dev'essere stata una persona nel raggio di un metro da
tuo marito. Cos qualcuno deve averlo visto.
Nessuno rispose lei con tono franco. Un solaria-
no non potrebbe vedere nessuno.
Un solariano che volesse commettere un omicidio
sopporterebbe di vedere un po', no?
(Anche a lui questa dichiarazione sembrava dubbia.
Sulla Terra aveva saputo del caso di un assassino senza
alcuna coscienza che era stato preso solo perch non
era riuscito a costringersi a violare l'abitudine di asso-
luto silenzio nel bagno comune.)
Gladia scosse il capo. Non capisci sul fatto del
vedere. I terrestri si vedono l'un l'altro in continuazio-
ne, cos non puoi capire...
Sembrava che combattesse la curiosit che le monta-
va dentro. Gli occhi le si accesero un poco. Il vedere
gli altri ti sembra perfettamente normale, non vero?
L'ho sempre dato per scontato rispose Baley.
E non ti disturba?
Perch dovrebbe?
Be', i film non lo dicono, e io ho sempre voluto
sapere... Posso farti una domanda?
Va' avanti rispose lui impassibile.
Ti stata assegnata una moglie?
Sono sposato. Non conosco la faccenda dell'asse-
gnazione.
E so che tu vedi tua moglie ogni volta che vuoi, e
lei vede te e nessuno dei due ci fa caso.
Baley annu.
Be', quando la vedi, immaginiamo che tu voglia...
Alz le mani all'altezza dei gomiti, come fermandosi
alla ricerca delle parole adatte. Riprov: Puoi pro-
prio... In qualunque momento... . Lasci il discorso in
sospeso.
Baley non cerc di aiutarla.
Be', non importa disse lei. Non so perch ora
dovrei seccarti per questo genere di cose. Hai finito,
con me? Lo guardava come se fosse sul punto di
scoppiare di nuovo a piangere.
Ancora un tentativo, Gladia disse Baley. Scorda-
ti il fatto che nessuno possa aver visto tuo marito.
Immagina che qualcuno l'abb~a fatto. Chi potrebbe
essere stato?
E inutile cercare d'indovinare. Non pu essere
stato nessuno.
Qualcuno dev'essere stato. L'agente Gruer dice che
c' motivo di sospettare una certa persona. Cos, pensa
a chi possa essere.
Sul volto della ragazza apparve un tremolante sorri-
so senza allegria. Lo so chi crede che sia stato.
Va bene. Chi?
Appoggi una piccola mano sul petto. Io.
6. Si confuta una teoria.
Avrei dovuto dirti, collega Elijah,
interloquendo improvvisamente che
conclusione ovvia.
Baley scocc un'occhiata sorpresa al suo partner
robot. Perch ovvia? chiese.
Anche la signora disse Daneel ha dichiarato di
essere l'unica persona che poteva vedere suo marito.
Su Solaria la situazione sociale tale che anche lei non
pu plausibilmente dichiarare nient'altro che la verit.
Certamente l'agente Gruer troverebbe ragionevole-
perfino una via obbligata- credere che un marito
solariano non possa essere visto che da sua rnoglie.
Poich c'era una sola persona con cui poteva vedersi,
solo questa persona pu essere l'assassino. O piuttosto
l'assassina. L'agente Gruer, lo ricorderai, ha detto che
solo una persona pu averlo fatto. Considerava impos-
sibile chiunque altro. Bene?
Ha anche detto, d'altronde, ribatt Baley che
quell'unica persona non pu essere stata neanche lei.
Con questo voleva probabilmente dire che non
stata trovata nessun'arma sulla scena del crimine. Pre-
sumibilmente la signora Delmarre potrebbe spiegare
questa anomalia.
Con fredda educazione robotica fece un gesto verso
dove sedeva Gladia, ancora a fuoco, con gli occhi bassi
e la bocca stretta.
Giosafatte, pens Baley, ci stiamo dimenticando del-
la signora
Forse era la sua irritazione che gliel'aveva fatta
disse Daneel,
questa una
dimenticare. Era stato Daneel a seccarlo, pens, con il
suo modo freddo di affrontare il problema. O forse era
stato lui stesso, con il suo modo emotivo. Non smetteva
di analizare i~ problema.
Questo tutto, disse per ora, Gladia. Comunque
si faccia, rompiamo il contatto. Ciao.
Lei disse sommessamente: Di solito si dice "Visione
terminata", ma mi piace di pi "Ciao". Sembri turbato,
Elijah. Mi spiace, perch sono abituata ad aver a che
fare con gente che la pensa come me, cos non
necessario che tu ti senta turbato.
E tu lo sei, Gladia?
No rispose lei con rabbia.
Ciao, allora.
Svan, con l'ira ancora dipinta in faccia. Per un
momento, per, Baley riusc ancora a sentire l'impatto
di quegli occhi straordinariamente grigi.
Lei poteva anche dire di essere abituata ad aver a
che fare con gente che pensava a lei come a un'assassi-
na, ma questa era un'evidente bugia. La sua ira parlava
molto pi sinceramente delle sue parole. Baley si
chiese di quali altre bugie fosse capace.
E ora Baley si trovava solo con Daneel. Va bene,
Daneel disse. Non sono completamente stupido.
Non ho mai pensato che tu lo fossi, collega Elijah.
E allora dimmi che cosa ti ha fatto dichiarare prima
che sul luogo del crimine non stata trovata l'arma del
delitto. Finora non c'era nessuna prova, nulla di quanto
ho udito poteva condurci a questa conclusione.
Hai ragione. Ho ulteriori informazioni che non ti
sono ancora state date.
Ne ero sicuro. Che genere d'informazioni?
L'agente Gruer disse che avrebbe mandato una
copia del rapporto sulla loro investigazione. Ho la
copia. E arrivata stamattina.
Perch non me l'hai fatta vedere?
Avevo la sensazione che forse sarebbe stato pi
fruttuoso per te condurre la tua investigazione, almeno
nelle tappe iniziali, conformemente alle tue idee, senza
essere influenzato da conclusioni di persone che per
loro stessa ammissione non hanno raggiunto conclu-
sioni soddisfacenti. Ecco perch anch'io, sentendo che
i miei processi logici avrebbero potuto essere influen-
zati da quelle conclusioni, non ho contribuito per nulla
alla discussione.
Processi logici! Balz spontaneo alla mente di Baley
il frammento di una conversazione che una volta aveva
avuto con un roboticista. Un robot, aveva detto quel-
l'uomo, logico, ma non ragionevole.
Alla fine sei entrato nella discussione disse.
Cos ho fatto, collega Elijah, ma solo perch in quel
momento avevo prove indipendenti che suffragavano
i sospetti dell'agente Gruer.
Che tipo di prove indipendenti?
Che si potrebbero dedurre dal comportamento
della signora Delmarre.
Sii pi specifico, Daneel.
Considera il fatto che se la signora fosse colpevole
e stesse cercando di provare di essere innocente, le
sarebbe stato utile che il detective del caso la conside-
rasse innocente.
Ebbene?
Se potesse deformargli il giudizio giocando sulla
propria debolezza, potrebbe fare cos, no?
Strettamente ipotetico.
Niente affatto fu la calma replica. Avrai notato,
credo, che aveva concentrato interamente su di te la
sua attenzione.
Ero io che parlavo disse Baley.
La sua attenzione era su di te fin dall'inizio, anche
prima che potesse immaginare che avresti retto tu le
fila del discorso. Infatti si sarebbe anche potuto pensa-
re che lei si sarebbe logicamente aspettata che come
aurorano avrei condotto io l'investigazione. Eppure si
concentrata su di te.
E che cosa ne deduci?
a Che su di te, collega Elijah, che ha appuntato la
speranza. Sei tu il terrestre.
E questo che cosa significa?
Lei la Terra l'ha studiata. L'ha lasciato capire pi
di una volta. Sapeva di che cosa stavo parlando quando
le ho chiesto di oscurare la luce esterna all'inizio del
colloquio. Non si sorpresa n ha mostrato di non capi-
re, come avrebbe certamente fatto se non avesse avuto
un'effettiva conoscenza delle condizioni della Terra.
Ebbene?
Visto che ha studiato la Terra, del tutto ragione-
vole supporre che abbia scoperto una debolezza dei
terrestri. Deve sapere del tab della nudit, e di come
un suo sfoggio possa impressionare un terrestre.
Ha... Ha spiegato il visionare...
Infatti. Eppure, ti sembrata interamente convin-
cente? Due volte si permessa di farsi vedere in quello
che si potrebbe deflnire un modo improprio di vestir-
si...
La tua conclusione disse Baley che sta cercan-
do di sedurmi. E cos?
Di distoglierti dalla tua professionale impersonali-
t. Almeno cos sembra a me. E anche se non condivido
le reazioni umane agli stimoli, da quello che stato
impresso nei miei circuiti di istruzione sarei portato a
giudicare che la signora soddisfa qualunque standard
di attributi fisici. Dal tuo comportamento, inoltre, mi
sembra che tu ne fossi consapevole e apprezzassi il suo
aspetto. Tenderei anche a pensare che la signora Del-
marre abbia agito in relazione diretta alla propria
convinzione che il suo modo di comportarsi ti avrebbe
predisposto in suo favore.
Senti, disse Baley a disagio al di l dell'effetto
che lei pu esercitare su di me, sono ancora un rappre-
sentante della legge in pieno possesso del mio senso di
etica professionale. Mettitelo in testa. E ora vediamo il
rapporto.
Baley scorse il rapporto in silenzio. Lo fln, torn
all'inizio e lo lesse una seconda volta.
Questo introduce un nuovo dettaglio disse. Il
robot.
Daneel Olivaw annu.
Lei non ne ha parlato disse Baley pensoso.
Le hai fatto la domanda sbagliata chiar Daneel.
a Le hai chiesto se era sola, quando ha trovato il corpo.
Le hai chiesto se qualcun altro era presente sulla scena
del delitto. Un robot non "qualcun altro".
Baley annu. Se fosse stato un sospettato e gli avesse-
ro chiesto se c'era qualcun altro sulla scena del crimi-
ne, sarebbe stato molto improbabile che rispondesse:
Nessuno, se si eccettua questo tavolo .
Immagino che avrei dovuto chiedere se era presen-
te qualche robot disse. (Maledizione, quali erano le
domande da fare su quello strano mondo?) Fino a che
punto valida una prova robotica, Daneel?
Che cosa vuoi dire?
Un robot pu testimoniare, su Solaria? Pu servire
da prova?
Perch dovresti dubitarne?
Un robot non umano, Daneel. Sulla Terra non pu
essere un testimone legale.
~< Eppure pu esserlo l'impronta di un piede, collega
EliJah, anche se meno umana di quanto lo sia un
robot. A questo proposito, la posizione del tuo pianeta
illogica. Su Solaria, quando attinente, una prova
robotica ammissibile.
Baley non discusse la cosa. Stava rimuginando que-
sta storia del robot, con il mento su una mano.
Al massimo del terrore, mentre stava davanti al
corpo del marito, Gladia Delmarre aveva chiamato i
robot. Ma quando questi erano venuti, lei aveva gi
perso conoscenza.
I robot avevano dichiarato di averla trovata l, di
flanco al cadavere. E c'era qualcosa di altrettanto
presente: un robot. Quel robot non era stato chiamato:
era gi l. Non faceva parte della servit. Nessun altro
robot l'aveva mai visto prima, n conosceva le sue
funzioni, n il suo incarico.
E nulla poteva essere stato scoperto dal robot in
questione. Non funzionava bene. Quando l'avevano
trovato, i suoi movimenti erano disorganizzati e sem-
brava che lo fosse anche il funzionamento del suo
cervello positronico. Non era in grado di dare le
risposte giuste, n verbali n meccaniche, e dopo un
esauriente esame di un esperto di robotica, era stato
dichiarato irrecuperabile.
L'unica sua attivit che avesse ancora tracce di
organizzazione era la sua costante ripetizione di: Mi
ucciderai... Mi ucciderai... Mi ucciderai... .
Non era stata ritrovata alcuna arma che avrebbe potu-
to essere stata usata per sfondare il cranio di un uomo.
Baley parl all'improwiso. Daneel, andiamo a man-
giare. E poi vedremo ancora l'agente Gruer... O meglio,
lo visioneremo.
Quando il contatto fu stabilito, Hannis Gruer stava
ancora mangiando. Mangiava lentamente, dando con
cura la caccia a ogni boccone su una gran variet di
piatti, sbirciando con ansia in ciascuno, quasi alla
ricerca di qualche combinazione nascosta da trovare
particolarmente soddisfacente.
Baley pens: magari ha un paio di secoli e il mangia-
re gli venuto a noia.
Gruer disse: Vi saluto, signori. Hanno ricevuto il
rapporto, immagino . Gli luccicava la testa calva, men-
tre si chinava sul tavolo a prendere un bocconcino.
S. E abbiamo anche avuto un'interessante seduta
con la signora Delmarre disse Baley.
Bene, bene. E a che conclusione, se ce n' una,
giunto?
a Che innocente, signore.
Gruer alz gli occhi di scatto. Dawero?
Baley annu.
Eppure lei era l'unica che potesse vederlo, obiett
Gruer I'unica che potesse essere in grado di...
Questo mi perfettamente chiaro lo interruppe
Baley. Non importa quanto saldi possano essere gli
usi sociali di Solaria, I'argomento non comunque
conclusivo. Posso spiegare?
Gruer torn al suo pranzo. Naturalmente.
L'omicidio riposa su tre gambe, cominci Baley
ciascuna di uguale importanza. Sono il movente, i
mezzi e l'opportunit In un buon caso, nei confronti
di un sospettato, ciascuna delle tre dev'essere presente.
Ora diamo per scontato che la signora Delmarre abbia
avuto l'opportunit. Quanto al movente, non ne ho
sentito parlare di alcuno.
Gruer scroll le spalle. Non ne conosciamo nessu-
no. Per un momento i suoi occhi si spostarono verso
il silenzioso Daneel.
Va bene. La sospettata non ha alcun movente
conosciuto, ma forse un'omicida psicopatica Svilup-
piamo un po' I'argomento. Lei nel laboratorio con lui,
e c' qualche ragione per cui lo vuole uccidere. Lei alza
un bastone, o qualcosa di ugualmente minaccioso. A
lui ci vuole un po' per rendersi conto che la moglie lo
vuole aggredire. Per il terrore grida "Mi ucciderai", e
lei cos fa: lui si gira per scappare, mentre il colpo cala
su di lui e gli sfonda il retro della testa. Un dottore ha
esaminato il corpo, comunque?
S e no. I robot hanno chiamato un dottore perch
curasse la signora Delmarre, ed ovvio che lui abbia
esaminato anche il cadavere.
Nel rapporto non se ne parla.
Era poco pertinente. L'uomo era morto. Infatti, nel
momento in cui il dottore pot visionare il corpo,
questo era stato spogliato, lavato e preparato per la
cremazione nel solito modo.
In altre parole, i robot hanno distrutto delle pro-
ve esclam Baley seccato. Poi: Ha detto che ha
visionato il corpo? Non l'ha visto? .
Grande Spazio, esclam Gruer a che idea morbo-
sa! Naturalmente l'ha visionato da tutti gli angoli neces-
sari e da vicino, ne sono sicuro. In particolari condizio-
ni i dottori non possono evitare di vedere i pazienti,
ma non riesco a concepire nessun motivo perch
debbano vedere anche i cadaveri. La medicina un
lavoro sporco, ma c' un punto che neanche i dottori
oltrepassano.
Be', quello che volevo sapere se il dottore ha fatto
qualche rapporto sulla natura della ferita che ha ucciso
il dottor Delmarre.
Vedo dove vuole arrivare. Lei crede che forse la
ferita fosse troppo profonda per essere stata causata
da una donna.
Una donna pi debole di un uomo, signore. E la
signora Delmarre una donna piccola. ~
Ma molto atletica, agente Baley. Data un'arma del
tipo adatto, la gravit e la leva farebbero la maggior
parte del lavoro. E anche tralasciando questo, una
donna furiosa pu fare cose sorprendenti.
Baley scroll le spalle. a Lei parla di un'arma. Do-
v'?
Gruer cambi posizione. Allung la mano verso un
bicchiere vuoto e un robot entr nel campo visivo per
riempirglielo con un liquido incolore che avrebbe
anche potuto essere acqua.
Per qualche istante Gruer tenne il bicchiere pieno in
mano, poi lo appoggi, come se avesse cambiato idea
sul voler bere. Infine disse: Come dichiarato nel
rapporto, non siamo stati in grado di localizzarla .
So quello che dice il rapporto. Voglio essere assolu-
tamente certo di alcune cose. L'arma stata cercata?
Fino in fondo.
Da lei?
Dai robot, ma in ogni momento sotto la mia super-
visione. Non abbiamo potuto localizzare nulla che
potesse essere l'arma.
Il che invalida l'accusa contro la signora Delmarre,
non cos?
S disse calmo Gruer. E una delle molte cose del
caso che non riusciamo a comprendere. E una delle
ragioni per cui non abbiamo agito contro la signora
Delmarre. E anche una delle ragioni per cui le ho detto
che la parte colpevole non poteva aver commesso il
crimine. Forse avrei dovuto dire che la donna apparen-
temente non pu aver commesso il crimine.
Apparentemente?
In qualche modo dev'essersi sbarazzata dell'arma.
Finora non abbiamo avuto l'abilit di trovarla.
Avete considerato tutte le possibilit? insistette
Baley cocciuto.
Credo di s.
Chiss. Vediamo. Per sfondare il cranio a un uomo
stata usata un'arma che poi non stata pi trovata
sulla scena del delitto. L'unica alternativa che sia
stata portata via. Non pu essere stata portata via da
Rikaine Delmarre: era morto. E possibile che l'abbia
portata via Gladia Delmarre?
Dev'essere stata lei disse Gruer.
Come? Quando i robot sono arrivati, era stesa
svenuta sul pavimento. O forse fingeva soltanto di
esserlo, ma comunque era l. Quanto tempo passato
tra l'omicidio e l'arrivo del primo robot?
Questo dipende dal momento esatto del delitto,
che non conosciamo disse Gruer a disagio.
Ho letto il rapporto, signore. Un robot ha dichiara-
to di aver sentito del trambusto e un grido, che ha
identificato come del dottor Delmarre. Era apparente-
mente il pi vicino alla scena del delitto. Il segnale di
richiamo ha incominciato a lampeggiare cinque minuti
dopo. Al robot ci voluto meno di un minuto per
entrare in scena. (Baley ricordava la propria espe-
rienza personale circa l'apparizione quasi istantanea
dei robot che chiamava.) Come avrebbe potuto la
signora Delmarre, in cinque minuti o anche in dieci,
portare via l'arma e tornare indietro a fingere lo
svenimento?
Potrebbe averla distrutta in un eliminatore di rifiu-
ti.
Secondo il rapporto stato esaminato anche l'eli-
minatore di rifiuti e l'attivit residua dei raggi gamma
era molto bassa. Nelle ultime ventiquattro ore non era
stato distrutto nulla di notevoli dimensioni.
Questo lo sapevo disse Gruer. Volevo semplice-
mente dare un esempio di quello che avrebbe potuto
aver fatto.
E vero, rispose Baley ma pu esserci una rispo-
sta semplicissima. Immagino che i robot di casa Del-
marre siano stati controllati e abbiano dato conto di
tutto.
Oh, s.
Ed erano tutti in ragionevole ordine?
S.
Qualcuno potrebbe aver portato via l'arma, forse
senza neanche rendersi conto che fosse tale?
Nessuno di loro ha rimosso alcunch dalla scena
del delitto. O toccato nulla, in quanto a questo.
Non esattamente cos. Certo hanno rimosso il
cadavere e lo hanno preparato per la cremazione.
~2 ~ 83
a Be', s, naturalmente, ma questo conta poco. Ci si
aspettava che lo facessero.
a Giosafatte! borbott Baley. Doveva lottare per
restar calmo.
Ora supponiamo continu che sulla scena ci
fosse qualcun altro.
Impossibile disse Gruer. Come avrebbe potuto
qualcuno invadere la presenza personale del dottor
Delmarre?
Supponiamolo! grid Baley. Ora nella mente dei
robot non c' mai stato il pensiero che potesse essere
presente un intruso. Non riesco a immaginare che
qualcuno di loro abbia intrapreso un'immediata ricer-
ca nei dintorni della casa. Non stato menzionato nel
rapporto.
Non c' stata altra ricerca se non per l'arma, ma
questa stata fatta dopo un considerevole periodo di
tempo.
Non sono state cercate tracce di qualche veicolo,
terrestre o aereo, nelle vicinanze?
No.
Cos se qualcuno avesse avuto il coraggio d'invade-
re la presenza personale del dottor Delmarre, come lei
definisce la cosa, avrebbe potuto ucciderlo e poi andar-
sene via indisturbato. Non lo avrebbe fermato nessuno.
~on lo avrebbero neppure visto. In seguito avrebbe
potuto fare affldamento sul fatto che tutti sarebbero
stati sicuri che nessuno era stato l.
E nessuno avrebbe potuto esserci afferm Gruer.
Ancora una cosa disse Baley. Solo una. C'entra
anche un robot. C'era un robot sulla scena del delitto.
Daneel s'intromise per la prima volta. Il robot non
era sulla scena. Se fosse stato l, il delitto non sarebbe
stato commesso.
Baley gir di scatto la testa. E Gruer, che aveva alzato
una seconda volta il bicchiere per bere, lo po~ per
fissare Daneel.
Non cos? chiese Daneel.
Certo che cos conferm Gruer. Un robot
avrebbe impedito a una persona di danneggiare un'al-
tra. Prima Legge.
a Va bene disse Baley. D'accordo. Ma dev'essere
stato vicino. Era sulla scena, quando sono arrivati gli
altri robot. Diciamo che era nella stanza attigua. L'as-
sassino avanza su Delmarre, e Delmarre grida: "Mi
ucciderai!". I robot di casa non sentono queste parole.
Al massimo hanno sentito un grido e, non chiamati,
non vengono. Ma questo particolare robot ha udito le
parole, e la Prima Legge lo costringe a venire, anche se
non stato chiamato. Era troppo tardi. Probabilmente
ha visto davvero compiere l'omicidio.
Deve aver assistito agli ultimi istanti del delitto
convenne Gruer. Ecco che cosa l'ha disorganizzato.
Assistere al danneggiamento di un essere umano senza
prevenirlo una violazione della Prima Legge e, a
seconda delle circostanze, il cervello positronico viene
pi o meno danneggiato. In questo caso stato un
danno totale.
Gruer si fissava le dita, mentre faceva girare il
liquido nel bicchiere avanti e indietro, avanti e indie-
tro.
Allora esclam Baley il robot era un testimone.
E stato interrogato?
E a che cosa serviva? Era disorganizzato. Poteva
dire solo "Mi ucciderai". Fin qui sono d'accordo con la
sua ricostruzione. Sono state probabilmente quelle
ultime parole di Delmarre che si sono marchiate a
fuoco nella coscienza del robot, dopo che ogni altra
cosa gli si era distrutta.
Ma mi stato detto che Solaria specializzata in
robot. Non c' modo di ripararlo? Nessuna possibilit
di rimettere insieme i suoi circuiti?
Nessuna disse asciutto Gruer.
E ora dov', quel robot?
Tra i rottami.
Baley alz le sopracciglia. Questo un caso piutto-
sto particolare. Niente movente, niente mezzi, niente
testimoni, niente prove. Quando c'era all'inizio qualche
~4; prova, questa stata distrutta. Abbiamo solo un sospet-
'~ tato e tutti sono convinti della sua colpevolezza. O
almeno tutti sono certi che il colpevole non possa
essere nessun altro. Il che anche la sua opinione,
~4 1 85
ovviamente. Allora la domanda : perch sono stato
chiamato?
Gruer fremette. Lei sembra sconvolto, mister Ba-
ley. Si volt improvvisamente verso Daneel. Mister
Olivaw.
S, agente Gruer.
Non le dispiacerebbe fare il giro della residenza e
controllare che le finestre siano tutte chiuse e scherma-
te? L'agente Baley sembra risentire gli effetti dello
spazio aperto.
L'affermazione stup Baley. Aveva l'impulso di nega-
re la dichiarazione di Gruer e di ordinare a Daneel di
restare al suo posto, ma all'ultimo momento colse del
panico nella voce di Gruer e un appello nei suoi occhi.
Si rimise a sedere e lasci che Daneel uscisse.
Era come se dal volto di Gruer fosse caduta una
maschera, lasciandolo nudo e spaventato. E stato pi
facile di quanto pensassi disse Gruer. Avevo proget-
tato molti modi per restar solo con lei. Non avrei mai
pensato che l'aurorano se ne sarebbe andato su sempli-
ce richiesta, eppure non ero riuscito a pensare a nulla
di meglio.
Be', ora sono solo.
In sua presenza non avrei potuto parlare libera-
mente. E un aurorano, ed qui perch ci stato
imposto come prezzo per aver lei. Il solariano si chin
in avanti. Qui abbiamo qualcosa di pi di ~n omicidio.
Non sono preoccupato solo su chi stato. Su Solaria
ci sono partiti, organizazioni segrete...
Baley lo fissava. In questo non posso aiutarla.
Certo, che pu. Senta: il dottor Delmarre era un
tradizionalista. Credeva nel vecchio e buon modo di
vivere. Ma tra di noi ci sono nuove forze, forze che
vogliono il cambiamento, e Delmarre stato ridotto al
silenzio.
E la signora Delmarre?
Dev'essere stata lei la mano. Ma questo irrilevan-
te. Quello che importa che dietro di lei c' un'organiz-
zazione.
Ne sicuro? Ne ha le prove?
Solo prove vaghe. Non posso farci nulla. Rikaine
Delmarre era sulle tracce di qualcosa Mi aveva assicu-
rato che la sua prova era buona, e gli credetti. Lo
conoscevo abbastanza bene per sapere che non era n
uno stupido n un bambino. Sfortunatamente mi aveva
detto molto poco. D'altra parte naturale che prima
di esporre il problema alle autorit nella sua interezza
egli volesse completare la sua investigazione. Doveva
essere anche molto vicino a completarla, altrimenti
non avrebbero corso il rischio di abbatterlo con la
violenza. Per il dottor Delmarre una cosa me l'aveva
detta: tutta la razza umana in pericolo.
Baley era scosso. Per un momento si sent come se
stesse ascoltando Minnim, ma su scala ancora maggio-
re. Come mai tutti si rivolgevano a lui con pericoli
cosmici?
Perch crede che io possa essere d'aiuto? chiese.
Perch lei un terrestre rispose Gruer. a Capisce?
Qui a Solaria non abbiamo esperienza di queste cose.
In un certo senso non comprendiamo la gente. Ce n'
troppo poca, qui.
Sembrava a disagio. Non mi piace dirle questo,
mister Baley. I miei colleghi ridono di me, e alcuni si
arrabbiano anche, ma la sensazione che ho precisa
Mi sembra che voi terrestri dobb~ate capire la gente
molto meglio di noi, solo per il fatto che vivete cos
affollati. E un detective anche di pi. Non cos? ~-
Baley annu, trattenendo la lingua
Gruer prosegu: In un certo senso questo omicidio
stato una fortuna. Non avrei mai osato parlare agli
altri dell'investigazione di Delmarre, visto che non
sapevo chi potesse essere coinvolto nella cospirazione
e che neanche Delmarre era pronto a fornire i partico-
lari finch la sua investigazione non fosse completa. E
anche se Delmarre avesse completato il suo lavoro,
dopo come avremmo affrontato il problema? Come si
affrontano degli esseri umani ostili? Non saprei. Fin
dall'inizio ho sentito che ci serviva un terrestre. Quan-
do ho saputo del suo lavoro in rapporto all'omicidio a
Spacetown sulla Terra, ho saputo anche che lei ci
serviva. Sono entrato in contatto con Aurora, con i cui
uomini lei ha lavorato fianco a fianco, e attraverso di
loro con il governo della Terra. Eppure non riuscivo a
persuadere i miei colleghi a giungere a questo tipo di
accordo. Poi venne l'omicidio e questo fu uno shock
sufficiente a farmi ottenere l'accordo che volevo. In
quel momento sarebbero stati d'accordo su qualunque
cosa .
Gruer esit, poi aggiunse: Non mi facile chiedere
aiuto a un terrestre, ma devo. Ricordi, qualunque cosa
sia la razza umana in pericolo. Anche la Terra .
Allora la Terra era senza dubbio in pericolo. Non si
poteva equivocare sulla disperata sincerit nella voce
di Gruer.
E se invece il fortunato delitto, pretesto per Gruer
per fare quello che disperatamente voleva fare, non
fosse stato tutta fortuna? Questo apriva nuove possibi-
lit d'ipotesi che non si riflettevano nel volto, negli
occhi, nella voce di Baley.
Sono stato mandato qui rispose Baley per esse-
re d'aiuto. E cos far, signore, al meglio della mia
abilit
Infine Gruer aveva sollevato il suo a lungo rimandato
drink e fissava Baley al di sopra dell'orlo del bicchiere.
Bene disse. Non una parola agli aurorani, la prego.
Qualunque cosa sia, Aurora potrebbe esserci coinvolta.
Certo che hanno dimostrato un insolito interesse al
caso. Per esempio, hanno insistito per includere come
suo partner Daneel Olivaw. Aurora potente, ne con-
verr. Dicono di aver incluso mister Olivaw solo perch
aveva lavorato con lei in precedenza, ma potrebbe
darsi che volessero sul posto qualcuno di loro di cui
potersi fidare, eh?
Cominci a sorseggiare lentamente, gli occhi fissi su
Baley.
Baley si strofin pensierosamente una guancia con
le nocche. Ora se questo...
Non fin, ma si pieg sulla sedia e quasi si lanci
verso l'altro, prima di ricordare che si trovava di fronte
a un'immagine.
Perch Gruer, fissando selvaggiamente il suo drink,
si era afferrato la gola, sussurrando rauco: Brucia...
Brucia... .
n bicchiere gli cadde di mano, mentre il contenuto
ne traboccava fuori. E insieme cadde anche Gruer, la
faccia distorta per il dolore.
7. Un dottore viene strapazzato.
In piedi sulla porta c'era Daneel. Che cosa successo,
collega Eli...
Ma non c'era bisogno di spiegazioni. La voce di
Daneel si cambi in un grido stentoreo: Robot di
Hannis Gruer! Il vostro padrone sta male! Robot! .
Immediatamente una figura metallica attravers a
grandi passi la stanza e dopo di quella, in un minuto o
due, ne entrarono una dozzina. Tre portarono via
Gruer con delicatezza. Gli altri si dedicarono indaffara-
tamente a rimettere a posto il disordine e a raccogliere
il contenuto della tavola sparso sul pavimento.
All'improwiso Daneel si rivolse a loro. a Voi l, robot,
lasciate perdere il vasellame. Organizzate una ricerca.
Cercate esseri umani per tutta la casa. Date l'allarme
ai robot all'esterno. Fategli controllare ogni acro della
tenuta. Se trovate un padrone, trattenetelo. Non fategli
del male (ordine non necessario) a ma non lasciatelo
allontanare. Se non trovate nessun padrone, fatemelo
sapere. Rimarr a questo numero di visione.
Poi, mentre i robot si sparpagliavano in giro, Elijah
borbott a Daneel: S'incomincia. Era veleno, natural-
mente .
S. Questo molto owio, collega Elijah. Daneel
sedette in modo strano, come se avesse le ginocchia
deboli. Baley non lo aveva mai visto, nemmeno per un
istante, abbandonarsi a un'azione che gli ricordasse
una cosa tanto umana come una debolezza nelle ginoc-
chia.
Non fa bene ai miei meccanismi disse Daneel
a vedere star male un uomo.
a Non c'era nulla che tu potessi fare.
a Questo lo capisco, eppure come se ci fossero dei
corto-circuiti nei miei pensieri. In termini umani quello
che provo potrebbe essere l'equivalente di uno shock.
a Se cos, finiscila. Baley non aveva n pazienza
n simpatia per un robot con la nausea. a Dobbiamo
considerare una piccola questione di responsabilit.
Non c' veleno senza awelenatore.
Potrebbe essere stato cibo guasto.
Avvelenamento accidentale da cibi guasti? In un
mondo tenuto cos pulito? Mai. E poi il veleno era in
un liquido, e i sintomi sono stati improvvisi e totali.
Era una dose di veleno, e anche bella grossa. Senti,
Daneel, io vado nell'altra stanza a pensarci su un po'.
Tu chiama la signora Delmarre. Assicurati che sia a
casa e controlla la distanza tra la sua tenuta e quella
di Gruer.
a Credi che lei...
Baley alz una mano. a Controlla e basta, vuoi?
Usc dal locale a grandi passi, in cerca di solitudine.
Certamente non potevano esserci due tentativi di omi-
cidio indipendenti l'uno dall'altro cos vicini nel tempo
su un mondo come Solaria. E se esisteva una connes-
sione, I'ipotesi pi facile da fare era che la storia di
Gruer a proposito di una congiura era vera.
Baley sent crescergli dentro una familiare eccitazio-
ne. Era venuto dalla Terra su questo mondo con in
mente la situazione critica del suo pianeta, e anche la
sua. L'assassinio in s era stata una cosa lontana, ma
non la caccia che stava cominciando. Gli si indurirono
i muscoli della mascella.
Dopo tutto l'assassino e gli assassini (o I'assassina)
avevano colpito in sua presenza, e questo lo stimolava
Lo tenevano in cos poco conto? Avevano ferito il suo
orgoglio professionale, Baley lo sapeva e diede il ben-
venuto al fatto. Almeno questo gli dava un motivo per
vedere tutto questo come un caso d'omicidio, semplice-
mente, senza riferirlo necessariamente al pericolo per
la Terra.
1 Daneel l'aveva trovato e stava venendo a grandi
~; passi. a Ho fatto come mi hai chiesto, collega Elijah. Ho
visionato la signora Delmarre. E a casa, il che significa
che si trova a circa mille e seicento chilor~etri dalla
tenuta dell'agente Gruer.
Pi tardi la vedr anch'io disse Baley. Voglio
dire, la visioner. Fiss Daneel pensieroso. Pensi
che abbia a che fare con il delitto?
Non direttamente, sembra, collega Elijah.
a Questo implica che potrebbe esserci un rapporto
indiretto?
Potrebbe aver persuaso qualcun altro a farlo.
Qualcun altro? chiese Baley. Chi?
Questo, collega Elijah, non saprei dirlo.
Se qualcuno agiva in sua vece, quel qualcuno avreb-
be dovuto essere sulla scena del delitto.
S, conferm Daneel qualcuno dev'essere stato
l a mettere il veleno nella bevanda.
Non possibile che il liquido avvelenato sia stato
preparato prima? Forse molto tempo prima?
Ci avevo pensato, collega Elijah, ecco perch ho
usato la parola "sembra" quando ho dichiarato che la
signora Delmarre non aveva rapporto con il delitto. E
per lei nel regno delle possibilit che sia stata sulla sce-
na prima. Sarebbe bene controllare i suoi movimenti.
Lo faremo. Controlleremo se in un momento qua-
lunque era fisicamente presente.
Baley torse le labbra. Aveva pensato che in qualche
modo la logica robotica dovesse fallire, e ora ne era
convinto. Come aveva detto il roboticista: logico, ma
non ragionevole.
Disse: Torniamo nel parlatorio e visioniamo la
tenuta di Gruer .
Il locale scintillava di freschezza e di ordine. Non
c'era affatto segno che meno di un'ora prima un uomo
agonizzava in collasso.
In piedi contro il muro stavano tre robot, nel solito
atteggiamento di sottomissione rispettosa.
Che novit ci sono a proposito del vostro padro-
ne? chiese Baley
Rispose il robot di mezzo. a Lo sta esaminando il
dottore, padrone.
Vedendo o visionando?
Visionando, padrone.
Che cosa dice il dottore? Vivr il vostro padrone?
Non ancora certo, padrone.
Avete frugato la casa?
Completamente, padrone.
C'era segno di qualche altro padrone, oltre il vo-
stro?
No, padrone.
C'erano segni di una tale presenza in un passato
recente?
Nessuno, padrone.
E avete frugato i dintorni?
S, padrone.
E i risultati, finora?
Nessuno, padrone.
Baley annu e prosegu: Vorrei parlare con il robot
che questa sera serviva a tavola .
E trattenuto per l'ispezione, padrone. Le sue reazio-
ni sono strane.
Pu parlare?
S, padrone.
Allora che venga qui senza indugio.
Ci fu indugio, invece, e Baley ricominci: Avevo
detto... .
Lo interruppe sommesso Daneel. Questi tipi sola-
riani comunicano tra di loro per interradio. Il robot
che desideri stato chiamato. Se lento a venire,
questo dipende dall'alterazione sopravvenutagli in se-
guito a quanto successo.
Baley annu. Avrebbe dovuto immaginarsi la faccen-
da dell'interradio. In un mondo tanto completamente
dipendente dai robot, doveva per forza essere necessa-
rio qualche tipo di comunicazione tra di loro, se si
voleva che il sistema non andasse a pezzi. Questo
spiegava come potessero venire anche una dozzina di
robot, quando un robot veniva chiamato, ma solo
quando erano necessari e non altrimenti.
Entr un robot. Zoppicava, trascinando una gamba.
Baley si chiese perch, poi scroll le spalle. Anche tra
i primitivi robot della Terra le reazioni a un danno ai
93
circuiti positronici non erano mai comprensibili per
l'uomo della strada. Un circuito interrotto poteva be-
nissimo colpire le funzioni di una gamba, e il fatto
sarebbe risultato molto significativo per un robotista
e completamente inspiegabile per chiunque altro.
Baley chiese con cautela: a Ti ricordi un liquido
incolore sulla tavola del tuo padrone, una parte del
quale hai versato per lui in una coppa? .
a Shi, padrone rispose il robot.
Anche un difetto nell'articolazione orale!
a Qual era la natura del liquido? chiese Baley.
a Acqua, padrone.
a Solo acqua? Nient'altro?
a Sholo acqua, padrone.
a Dove l'avevi presa?
a Dal rubinetto del sherbatoio, padrone.
a Ed era rimasta un po' in cucina, prima che la
portassi in tavola?
Il padrone non la deshiderava troppo fredda, pa-
drone. Era un ordine tashshativo che venishshe versha-
ta un'ora prima dei pashti.
Molto comodo, pens Baley, per chiunque lo sa-
pesse.
Che uno dei robot ordin mi metta in contatto
con il dottore che sta visionando il vostro padrone il
pi presto possibile. E mentre viene fatto questo,
voglio che un altro robot mi spieghi come funziona il
rubinetto del serbatoio. E voglio informazioni anche
sulla vostra riserva d'acqua.
Il dottore fu disponibile con un po' di ritardo. Era il
pi vecchio spaziale che Baley avesse mai visto, il che
voleva dire, pens Baley, che avrebbe potuto benissi-
mo passare i trecento anni. Le vene gli sporgevano
dalle mani e il cespuglio di capelli era candido. Aveva
l'abitudine di battere sugli incisivi con l'unghia del
pollice, producendo un rumore clicchettante che Baley
trovava seccante. Si chiamava Altim Thool.
Il dottore disse: Per fortuna ne ha vomitata una
buona parte. Tuttavia potrebbe non soprawivere. E un
tragico evento . Sospir pesantemente.
Che veleno era, dottore? chiese Baley.
Ho paura di non saperlo. (Clic-clic-clic.)
a Che cosa? esclam Baley. a E allora come lo
cura?
a Diretta stimolazione del sistema neuromuscolare
per prevenire la paralisi, ma, a parte questo, lascio che
la natura faccia il suo corso. Il suo volto, con la pelle
leggermente gialla, simile a pelletteria di qualit supe-
riore e ben conservata, aveva un'aria compresa. a Ab-
biamo pochissima esperienza di questo genere di cose.
Non ricordo un altro caso simile in pi di due secoli di
pratica.
Baley fissava l'altro con disprezzo. a Lo sa che esisto-
no cose come i veleni, no?
a Oh, s. (Clic-clic.) a Nozioni elementari.
a Avr senz'altro dei librifilm di consultazione in
grado di accrescere le sue cognizioni.
a Ci vorrebbero giorni. Esistono numerosi veleni
minerali. Nella nostra societ facciamo uso di insettici-
di e non impossibile ottenere tossine batteriche.
Anche con le descrizioni dei librofilm ci vorrebbe un
sacco di tempo per mettere insieme l'attrezzatura adat-
ta e sviluppare le tecniche per i test.
a Se su Solaria non lo sa nessuno, disse torvo Baley
a suggerirei di entrare in contatto con gli altri Mondi
e scoprirlo. Intanto farebbe meglio a esaminare il
rubinetto del serbatoio in casa di Gruer per vedere se
avvelenato. Ci vada di persona, se deve, e lo faccia.
Baley stava incitando rozzamente un venerabile spa-
ziale, dandogli ordini come a un robot, ed era comple-
tamente inconsapevole della sconvenienza. N lo spa-
ziale accenn a protestare.
a Come potrebbe essere avvelenato il rubinetto del
serbatoio? disse dubbioso il dottor Thool. a Sono
sicuro che non pu essere.
a Probabilmente no convenne Baley. a Comunque
lo esamini lo stesso, per sicureza.
Il rubinetto del serbatoio era proprio una possibilit
remota. La spiegazione che il robot gli aveva dato era
un tipico caso di autosufficienza solariana. L'acqua
poteva entrare da qualunque sorgente ed essere adat-
g~
tata. I microrganismi venivano rimossi e la materia or-
ganica non vivente eliminata. Veniva immesso il giusto
ammontare di aereazione e c'erano varie tracce di ioni,
nelle quantit pi adatte alle necessit del corpo uma-
no. Era molto improbabile che qualunque veleno potes-
se sopravvivere a uno o all'altro dei servizi di controllo.
Eppure, se la sicurezza del serbatoio fosse stabilita
una volta per tutte, allora sarebbe diventato chiaro
l'elemento tempo. Sarebbe stato in quell'ora prima del
pasto, quando la brocca d'acqua (esposta all'arza, pens
acidamente Baley) era l a scaldarsi lentamente, grazie
all'idiosincrasia di Gruer.
Intanto il dottor Thool stava dicendo fremente: Ma
come faccio a esaminare il rubinetto della riserva? .
Giosafatte! Porti un animale con s. Inietti dell'ac-
qua, che avr fatto scendere dal rubinetto, nelle sue
vene, oppure gliene faccia bere un po'. Usi la testa,
uomo. E faccia lo stesso con quella che rimasta nella
brocca, e se quella avvelenata, come dev'essere, faccia
qualcuno dei test che i film di consultazione descrivo-
no. Ne trovi qualcuno semplice. Faccia qualcosa.
Aspetti, aspetti. Che brocca?
La brocca in cui stava l'acqua. La brocca da cui il
robot ha versato l'acqua avvelenata.
Be', povero me... Suppongo che sia stata pulita.
Certo la servit non l'avr lasciata cos in giro.
Baley gemette. Naturalmente no. Era impossibile
mantenere delle prove con arzilli robot che le distrug-
gevano sempre in nome della pulizia casalinga. Avreb-
be dovuto ordinare loro di conservare la brocca, ma
naturalmente questa societ non era la sua e lui non
ave~la mai reagito in modo adatto.
Giosafatte!
Infine venne la comunicazione che la tenuta di Gruer
era pulita: nessun segno di esseri umani non autorizzati
da nessuna parte.
Con questo il mistero s'intensifica, disse Daneel
visto che non resta nessuno nel ruolo di avvelenatore,
collega Elijah.
Assorbito nei suoi pensieri Baley udiva a malapena.
Cosa?... chiese. Ah, niente affatto. No, niente affat-
to. La faccenda si chiarisce. Non si spieg, sapendo
bene che Daneel sarebbe stato capace di capire 'o di
credere quello che Baley era certo di essere la verit.
N Daneel chiese spiegazioni. Una tale intrusione nei
pensieri umani sarebbe stata molto poco robotica.
Baley camminava incessantemente avanti e indietro,
temendo l'approssimarsi del periodo di sonno quando
sarebbero sorte le sue paure dell'aperto e cresciuta la
nostalgia della Terra. Sentiva il desiderio quasi febbrile
di far accadere le cose.
Disse a Daneel: Tanto vale richiamare la signora
Delmarre. Fai prendere contatto ai robot .
Andarono nel parlatorio e Baley guard operare un
robot con le sue abili dita metalliche. Guardava immer-
so in una confusione di oscuri pensieri che svanirono
trasformandosi in sorpresa attonita quando un tavolo,
elaboratamente apparecchiato per la cena, riemp im-
provvisamente una met della stanza.
Salve disse la voce di Gladia. Un momento dopo
entr in campo e si sedette. Non prendere quell'aria
sorpresa, Elijah. E solo ora di cena E sono vestita con
molta cura. Vedi?
Era vero. Il colore dominante del suo abito era un
blu luminoso e scintillava per tutta la sua lunghezza
fino ai polsi e alle caviglie. Un collare pieghettato giallo
le copriva collo e spalle, leggermente pi chiaro della
capigliatura, ora composta in onde disciplinate.
Non volevo interromperti il pranzo disse Baley.
Non ho ancora iniziato. Perch non ceni con me?
La guard sospettoso. Cenare con te?
Lei rise. Voi terrestri siete proprio buffl. Non inten-
devo cenare insieme di persona. Come si potrebbe?
Intendevo dire che tu andassi nella tua sala da pranzo
in modo che tu e quell'altro possiate cenare con me.
Ma se me ne vado...
I tuoi tecnici della visione possono mantenere il
contatto.
Daneel annu gravemente e Baley si volt un po'
incerto per andare alla porta. Con il suo tavolo, i suoi
~ ornamenti, le sue stoviglie, Gladia si muoveva con lui.
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Gladia lo incoraggi con un sorriso. a Vedi? I nostri
tecnici ci tengono in contatto.
Baley e Daneel viaggiavano su una rampa mobile che
Baley non ricordava di avere usato prima. Sembrava
che in questa impossibile dimora ci fosse pi di un
percorso tra due stanze; e lui ne conosceva solo alcuni.
Naturalmente Daneel li sapeva tutti.
E passando attraverso i muri, qualche volta un po'
sopra il pavimento, qualche volta un po' sotto, c'era
Gladia con il suo tavolo da pranzo.
Baley si ferm a borbottare: Bisogna farci l'abitudi-
ne .
Ti fa venire le vertigini? chiese lei subito.
Un po'.
Allora ti dico io che cosa fare. Ordina ai tuoi tecnici
di congelarmi qui. Poi, quando siete nella sala da
pranzo e tutto pronto, potr unirmi a voi.
Ordiner che sia fatto, collega Elijah disse Daneel.
Quando arrivarono il tavolo da pranzo era apparec-
chiato, i piatti fumanti di una zuppa scura in cui
ribollivano pezzi di carne, e al centro un grosso pollo
arrosto aspettava di essere spolpato. Daneel disse po-
che parole al robot cameriere e con calma efficienza i
due posti vennero spostati sullo stesso lato del tavolo.
Come se fosse stato dato un segnale, sembr che il
muro opposto si allontanasse e che il tavolo si allungas-
se, con Gladia seduta sul lato opposto. Una sala si
congiungeva all'altra, e cos pure i tavoli, tanto netta-
mente che, se non fosse stato per la diversa tappezzeria
dei muri, per la differenza tra i pavimenti e per il
diverso gusto delle tovaglie e del vasellame, sarebbe
stato facile credere che stavano mangiando dawero
tutti insieme.
L disse soddisfatta Gladia. Non vero che
comodo?
Molto disse Baley. Assaggi cautamente la zuppa,
la trov deliziosa e si serv con maggiore generosit.
Hai saputo dell'agente Gruer?
Le si oscur il volto e appoggi il cucchiaio. Non
tremendo? Povero Hannis.
a Lo chiami per nome. Lo conoscevi?
a Conosco quasi tutte le persone importanti di Sola-
ria. La maggior parte dei solariani si conosce l'un
l'altro, naturale.
Davvero naturale, pens Baley. Quanti erano, dopo
tutto?
aAllora forse riprese conosci il dottor Altim
Thool. Si prende cura di Gruer.
Gladia fece una piccola risata. Il suo robot cameriere
serviva pezzi di carne a cui aveva aggiunto piccole
patate brune e carote affettate. E naturale che lo
conosca. Mi ha curato.
a Curato quando?
Dopo il... guaio. Di mio marito, voglio dire.
Attonito, Baley chiese: Ma l'unico dottore del
pianeta? .
Oh, no. Per un momento le labbra le si mossero
come se stesse contando per calmarsi. Ce ne sono
almeno dieci. E c' un giovane che so che studia
medicina. Ma il dottor Thool uno dei migliori. Ha pi
esperienza. Povero dottor Thool...
a Perch povero?
a Be', sai che cosa voglio dire: un lavoro talmente
sgradevole, fare il dottore. Quando fai il dottore, a volte
devi vedere delle persone, addirittura toccarle. Ma il
dottor~Thool sembra rassegnato e fa sempre qualche
visita, quando pensa di doverlo fare. Mi ha sempre
curato fin da quando ero bambina, ed sempre stato
cos amichevole e gentile che onestamente penso che
non mi sarebbe importato se mi avesse visto. E poi, per
esempio, mi ha visto l'ultima volta.
Dopo la morte di tuo marito, vuoi dire?
S. Puoi immaginare come si sar sentito quando
ha visto il cadavere di mio marito con me svenuta l
vicino.
Mi avevano detto che il cadavere l'ha visionato
disse Baley.
Il cadavere s. Ma dopo essersi assicurato che ero
viva e non in vero pericolo, ha ordinato ai robot di
mettermi un cuscino sotto la testa, di farmi un'iniezio-
ne o qualcosa del genere, e poi uscito. E venuto con
il jet. Dawero! Con il jet. Ci ha messo meno di un'ora
e si preso cura di me per assicurarsi che stavo bene.
Quando venuto ero tanto intontita che ero sicura di
visionarlo solamente, sai com', ed stato solo quando
mi ha toccato che ho capito che ci vedevamo, e allora
ho gridato. Povero dottor Thool. Era imbarazzatissimo,
ma io sapevo che le sue intenzioni erano buone.
Baley annu. Immagino che su Solaria non ci sia
molto da fare per i medici.
Spererei proprio di no.
a Lo so che non ci sono malattie batteriche. Ma le
disfunzioni metaboliche? L'arteriosclerosi? Il diabete?
Cose di questo genere?
Qualche volta succede, e allora un bel pasticcio.
Dal punto di vista fisico i medici possono rendere la
vita molto vivibile per gente cos, ma questo il
meno.
Eh?
Naturalmente. Vuol dire che le analisi dei geni
erano imperfette. Non crederai mica che lasciamo
sviluppare di proposito difetti come il diabete, no?
Chiunque sviluppi cose del genere deve sottostare a
una nuova analisi.pi particolareggiata. L'assegnazione
di coppia viene ritirata, il che molto imbarazzante
per l'altro o per l'altra. E questo significa niente...
Niente... la voce si ridusse a un sospiro bambini.
Niente bambini? disse Baley con voce normale.
Gladia arross. E una cosa tremenda da dire. Una
tale parola! B... Bambini!
A furia di dirla ci si abitua disse Baley asciutto.
S, ma se ci faccio l'abitudine, una volta o l'altra la
dir davanti a un solariano, e allora vorr sprofondare
sotto terra... Comunque, se una coppia ha gi dei
bambini (vedi, l'ho detto ancora), questi devono essere
localizzati ed esaminati (tra l'altro era questo il lavoro
di Rikaine... Era uno dei lavori di Rikaine, comunque)
e, be', proprio un pasticcio.
Questo spiegava Thool, pens Baley. L'incompetenza
del dottore era una naturale conseguenza di quella so-
ciet, e non aveva nulla di sinistro. Nulla di necessana-
mente sinistro. Stagli dietro, pens, ma con leggerezza.
Guardava Gladia mangiare. Era precisa e delicata nei
movimenti e il suo appetito sembrava normale. (Il suo
pollo era delizioso. Comunque c'era un aspetto del cibo
che avrebbe potuto renderglielo disgustoso sui Mondi
Esterni.)
Disse: Qual la tua opinione sull'awelenamento,
Gladia? .
Lei alz gli occhi. Sto cercando di non pensarci. I)i
recente c' stato fin troppo orrore. Forse non stato
un avvelenamento.
S, invece.
Ma se nella zona non c'era nessuno!
E tu come fai a saperlo?
Non avrebbe potuto esserci. Lui in questo periodo
non ha moglie, perch ha finito la sua quota di bam...
Di tu sai cosa. Cos, se non c'era nessuno a mettere il
veleno in qualcosa, come pu essere stato avvelena-
to?
Ma stato avvelenato. E un fatto e dev'essere
accettato.
Gli occhi le si offuscarono. Supponi disse che
l'abbia fatto lui stesso.
Ne dubito. Perch avrebbe dovuto farlo? E poi cos
pubblicamente?
Allora non pu essere stato fatto, Elijah. Semplice-
mente non possibile.
Al contrario, Gladia. Pu essere stato fatto con
molta facilit. E sono anche sicuro di sapere esatta-
mente come.
8. Viene sfidato uno spaziale.
Sembr che Gladia avesse trattenuto il fiato per un
istante. Fu emesso attraverso labbra tanto serrate da
sembrare un fischio. a Sono sicura di non capire co-
me disse. a Tu sai chi stato?
Baley annu. Lo stesso che ha ucciso tuo marito.
Ne sei sicuro?
a E tu no? L'omicidio di tuo marito stato il primo
nella storia di Solaria. Un mese dopo c' un altro
omicidio. Pu essere una coincidenza? Due diversi
assassini che colpiscono nel giro di un mese su un
mondo dove non awengono crimini? Tieni poi conto
che la seconda vittima stava investigando sul primo
delitto e che quindi rappresentava un grosso pericolo
per l'assassino.
Bene! Gladia si dedic al dessert parlando tra un
boccone e l'altro. Se la metti in questo modo, allora
io sono innocente.
E questo perch?
Ma Elijah, io non sono mai stata nella tenuta di
Gruer, mai in vita mia. Cos certo non posso aver
avvelenato l'agente Gruer. E se non l'ho fatto... Be', non
ho ucciso nemmeno mio marito.
Poi, visto che Baley manteneva un austero silenzio,
la verve sembr sparirle e le si abbassarono gli angoli
della bocca. a Non lo pensi anche tu, Elijah?
Non si pu dire rispose Baley. Ti ho detto che
conosco il metodo usato per avvelenare Gruer. E
ingegnoso, e chiunque su Solaria potrebbe averlo usa-
to, che fosse nella tenuta di Gruer o meno.
Gladia serr le mani a pugno. Intendi dire che sono
stata io?
Non ho detto questo.
a Era implicito. Per la rabbia le si erano assottiglia-
te le labbra e le guance erano tutte chiazzate. E tutto
qua il tuo interesse per visionarmi? Farrni domande
astute? Intrappolarmi?
Aspetta...
Sembravi tanto solidale. Cos comprensivo. Brut-
to... Terrestre!
Con l'ultima parola la sua voce di contralto era
diventata uno stridio torturato.
Daneel si chin verso Gladia per dire: Voglia scu-
sarmi, signora Delmarre, ma sta stringendo troppo il
coltello e potrebbe tagliarsi. Per favore, stia attenta .
Gladia fiss il corto, arrotondato e indubbiamente
innocuo coltello che teneva in mano. Lo sollev con
uno spasmodico movimento.
Non puoi raggiungermi, Gladia disse Baley.
Lei annasp. E chi vuole raggiungerti? Puah! Rab-
brivid per l'esagerato disgusto per poi ordinare:
Rompi immediatamente il contatto! .
La conclusione doveva essere rivolta a un robot fuori
campo. Gladia e la sua parte di sala sparirono e
riapparvero i muri originali.
Sono corretto disse Daneel se ritengo che ora
tu consideri quella donna colpevole?
a No rispose piatto Baley. Chiunque abbia com-
messo tutto questo, aveva molto pi bisogno di certe
caratteristiche di quante ne possieda quella povera-
ragazza.
Ha un caratteraccio.
E allora? Ce l'ha la maggior parte della gente.
Ricorda anche che stata sottoposta a una considere-
vole tensione per un tempo considerevole. Se fossi
stato sotto una tensione simile e qualcuno mi si fosse
rivolto con ostilit, come lei ha immaginato che io mi
fossi rivolto a lei, avrei potuto fare molto di pi che
agitare uno stupido coltellino.
Daneel riprese: Non sono stato capace di dedurre
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la tecnica di awelenamento a distanza, cui hai accenna-
to .
Lo so che non ne sei stato capace. Baley trovava
piacevole poterlo dire. a Ti manca la capacit di deci-
frare questo particolare indovinello. ~
Lo disse con tono conclusivo e Daneel accett la
dichiarazione pi calmo e grave che mai.
Baley riprese: Ho due lavori per te, Daneel .
E quali sono, collega Elijah?
Primo, entra in contatto con il dottor Thool e fatti
dire le condizioni della signora Delmarre subito dopo
l'omicidio del marito. Quanto tempo ha richiesto la
cura e cos via.
Vuoi che determini qualcosa di particolare?
No. Sto solo cercando di accumulare dati. Non
facile, su questo mondo. Secondo, scopri chi prender
il posto di Gruer come capo della Sicurezza e prenota
una visione con lui per prima cosa domattina. In
quanto a me, disse senza piacere nella mente n nella
voce vado a letto e alla fine, spero, dormir. Poi,
quasi petulante: Pensi che ci sia un decente librofilm
in questa casa? .
Suggerirei rispose Daneel di chiamare il robot
addetto alla biblioteca.
All'idea di aver a che fare con un robot Baley provava
solo irritazione. Piuttosto avrebbe preferito di gran
lunga leggiucchiare qua e l.
No, rispose non un classico: solo narrativa co-
mune che parli della vita di tutti i giorni su Solaria.
Una mezza dozzina di librifilm.
Il robot si sottomise (doveva), ma anche mentre
manipolava i comandi, che estraevano i libri dalle loro
nicchie e li trasferivano prima a una fessura d'uscita e
poi nella mano di Baley, cicalava rispettoso su tutte le
altre categorie della biblioteca.
Al padrone sarebbe piaciuto un romanzo d'awenture
sui tempi dell'esplorazione, suggeriva, o un'eccellente
divurgazione chimica, forse, con modelli animati degli
atomi, o della fantasy, o una galactografia? L'elenco era
senza fine.
Baley aspett tetro la sua mezza dozzina, poi disse:
Vanno bene questi , prese con le sue mani (con le
sue mani) un visore e si awi
Quando il robot lo segu dicendo: Le serve aiuto
per la regolazione, padrone? si volt e scatt: No.
Resta dove sei .
n robot si inchin e rimase dov'era.
A letto, con la testiera accesa, Baley si pent quasi
della sua decisione. n visore non era del modello che
era abituato a usare e cominci senza avere la minima
idea sul modo di far scorrere la pellicola. Ma ci traffic
su ostinatamente e infine, dopo averlo aperto e lavo-
randoci passo dopo passo, riusc a capirci qualcosa
Infine fu in grado di visionare il film e, anche se la
messa a fuoco lasciava un po' a desiderare, era un
pedaggio piccolo per un momento d'indipendenza dai
robot.
Nell'ora e mezza successiva aveva letto qua e l
quattro dei sei film ed era pieno di disappunto.
Aveva avuto una teoria. Non c'era maniera migliore,
aveva pensato, di entrare nel modo di vita interire dei
solariani che leggere i loro romanzi. Aveva bisogno di
questo tipo di comprensione, se voleva condurre in
modo adatto l'investigazione.
Ma ora doveva abbandonare questa teoria. Aveva
visionato dei romanzi ed era riuscito soltanto a sapere
di gente con ridicoli problemi che si comportava da
stupida e aveva delle reazioni misteriose. Perch una
donna avrebbe dovuto abbandonare il suo impiego
scoprendo che suo figlio entrato nella stessa profes-
sione e rifiutare di spiegarne i motivi finch non ne
fossero sopravvenute ridicole e insopportabili compli-
cazioni? Perch un dottore e un'artista avrebbero do-
vuto sentirsi umiliati di essere assegnati l'uno all'altra e
che cosa c'era di tanto nobile nell'insistenza del dottore
di entrare nelle ricerche robotiche~
Infil il quinto romanzo nel visore e lo mise a fuoco.
Era stanco morto.
1 ~ In effetti cos stanco che dopo non avrebbe ricordato
l~ nulla del quinto`romanzo (che gli era sembrato una
b~ storia di suspense) se non l'inizio, in cui il nuovo
proprietario di una tenuta entrava nella casa a scorrere
la contabilit del passato sottopostagli da un rispettoso
robot.
Presumibilmente si era addormentato con il visore
in testa e le luci accese. Presumibilmente un robot era
entrato con cautela a togliere con gentilezza il visore e
a spegnere le luci.
In ogni caso aveva dormito e sognato di Jessie. Tutto
era come prima. Non aveva mai lasciato la Terra. Erano
sul punto di dirigersi alla cucina comune per poi
andare a vedere uno spettacolo subeterico con gli
amici. Viaggiavano sulla Linea celere, vedevano gente e
nessuno di loro aveva una preoccupazione al mondo.
Era felice.
E Jessie era bella Aveva perso il peso. Perch era
cos sottile? E cosi bella?
E c'era anche un'altra cosa sbagliata: c'era il sole che
brillava su di loro. Lui guardava in su e si vedeva solo
la base degli ultimi piani, riparati dalla cupola, eppure
il sole brillava, illu~minando allegramente ogni cosa, e
lui non aveva paura
Baley si svegli sottosopra. Si lasci servire la cola-
zione dai robot e non parl a Daneel. Non disse nulla,
non chiese nulla, ingurgit dell'ottimo caff senza sen-
tirne il sapore.
Perch aveva sognato il sole visibile-invisibile? Pote-
va capire di aver sognato la Terra e Jessie, ma il sole
che cosa c'entrava? E comunque, perch quest'idea
avrebbe dovuto disturbarlo?
Collega Elijah disse Daneel con tono gentile.
Cosa?
Tra mezz'ora Corwin Attlebish sar in contatto
visivo con te. L'ho interpellato io.
E chi diavolo Corwin comecavolosichiama?
chiese Baley secco, riempiendo di nuovo la tazza di
caff.
Era l'assistente dell'agente Gruer, collega Elijah, e
ora il Facente Funzioni del capo della Si~urezza. I-
Allora chiamalo.
L'appuntamento, come ti ho spiegato, fra mez-
z~ora
Non m'importa per quand'. Chiamalo subito: un
ordine.
Far un tentativo, collega Elijah. Comunque po-
trebbe non essere d'accordo e rifiutare la chiamata.
Correremo il rischio. Muoviti, Daneel.
Il nuovo Facente Funzioni del capo della Sicurezza
accett la chiamata e, per la prima volta su Solaria,
Baley vide uno spaziale corrispondente all'idea che ne
avevano i terrestri. Attlebish era alto, magro, bronzeo.
Aveva gli occhi castano chiari e un mento largo e
prominente.
Assomigliava un po' a Daneel. Ma mentre Daneel era
idealizzato, quasi con l'aspetto di un dio, sul suo volto
Corwin Attlebish aveva stigmate dell'umanit.
Attlebish si stava radendo. La piccola penna abrasiva
emetteva un getto di fini particelle che si spargevano
su guance e mento, consumando i peli fino a trasfor-
marli in polvere impalpabile.
Baley conosceva lo strumento per sentito dire, ma
prima d'ora non l'aveva mai visto usare.
E lei il terrestre? chiese sprezzante Attlebish,
attraverso le labbra semichiuse, mentre la polvere
abrasiva gli passava sotto il naso.
Sono Elijah Baley, agente in borghese C-7. Vengo
dalla Terra.
E in anticipo. Attlebish chiuse il rasoio con uno
scatto e lo gett da qualche parte fuori campo. Che
le frulla in mente, terrestre?
A Baley il tono dell'altro non sarebbe piaciuto nem-
meno in momenti migliori. Ora bruciava. Come sta
l'agente Gruer? chiese.
E ancora vivo. Forse soprawiver.
Baley annu. Qui su Solaria i vostri awelenatori
non conoscono le dosi. Mancanza d'esperienza. Ne
hanno dato troppo a Gruer, e lui l'ha rigettato. Met
della dose l'avrebbe ucciso.
Avvelenatori? Non ci sono prove di veleno.
Baley lo fiss. Giosafatte! Che cos'altro crede che
sia?
Un certo numero di cose. Molte possono reagire
tO6 ~ 107
male in una persona. Si fregava la faccia con le dita,
per far reazione. Lei non deve saperne un granch sui
problemi metabolici che insorgono dopo che sono
passati duecentocinquant'anni d'et.
Se questo il caso, ha ottenuto un parere medico
competente?
Il rapporto del dottor Thool... ~
Il vaso trabocc. L'ira che ribolliva in Baley fin dal
risveglio, esplose. Grid con tutta la sua voce: Non
me ne importa nulla del dottor Thool. Ho detto un
parere medico competente. I vostri dottori non sanno
niente di pi di quello che saprebbero i vostri detecti-
ve, se ne aveste. Avete fatto venire un detective dalla
Terra. Tanto vale che facciate venire anche un dotto-
re .
Il solariano lo guardava freddamente. Vuoi dirmi
che cosa debbo fare?
S, e gratis. Offro io. Gruer stato awelenato
dawero. Ero presente. Ha bevuto, ha avuto conati di
vomito e ha gridato che la gola gli bruciava. Come lo
chiamerebbe, considerando che stava investigando...
Baley si ferm di botto.
Investigando cosa? Attlebish era freddo.
A disagio Baley era consapevole di Daneel al suo
posto, una decina di metri dietro di lui. Gruer non
aveva voluto che Daneel, in quanto aurorano, sapesse
dell'investigazione. Disse debolmente: C'erano impli-
cazioni politiche .
Attlebish incroci le braccia e sembrava distante,
annoiato e vagamente ostile. Non abbiamo politica
su Solaria, nel significato che sento darle su altri
mondi. Hannis Gruer sempre stato un buon cittadino,
ma ha molta fantasia. E stato lui che, dopo aver sentito
quella storia su di lei, ha insistito che la importassimo.
E arrivato al punto di accettare la condizione che lei
avesse come compagno un aurorano. Io non lo ritenevo
necessario. Non c'e nessun giallo. Rikaine Delmarre
stato ucciso da sua moglie e scopriremo come e perch.
E se no, lei sar analizzata geneticamente e verranno
prese le misure adatte. Per quel che riguarda Gruer, la
sua favola sul veleno non ha importanza
Baley disse incredulo: Sembra che lei sottintenda
che io non sono pi necessario qui .
Credo proprio di no. Se vuol ritornare sulla Terra,
pu farlo. Potrei dire addirittura che la invitiamo a
farlo.
Baley fu sorpreso della propria reazione. Grid:
Nossignore, io non mi muovo! .
Noi l'abbiamo assunta, agente, noi possiamo conge-
darla. Torner al suo pianeta nativo.
No! Mi ascolti. Lei un grande spaziale e io sono
solo un terrestre, ma con tutto il rispetto, con le mie
pi profonde e umili scuse, lei spa~entato.
Ritiri quello che ha detto! Attlebish si erse in tutto
il suo metro e ottanta e passa, fissando altezzosamente
il terrestre.
Lei ha una paura matta. Lei pensa di essere il
prossimo, se manda avanti questa cosa. Lei si arrende
in modo che la lascino stare: in modo che lascino stare
la sua miserabile vita. Baley non aveva idea di chi
potessero essere "loro" o se questi "loro" esistessero
veramente. Stava sfogandosi alla cieca contro un arro-
gante spaziale, sbattendogli le frasi in faccia come se
colpissero l'autocontrollo dell'altro.
Lei se ne andr disse Attlebish, puntando il dito
con ira gelida, entro un'ora. Su questo non ci saranno
considerazioni diplomatiche, glielo assicuro.
Risparmi le sue minacce, spaziale. Ammetto che
per lei la Terra non significa nulla, ma io qui non sono
solo. Le presento il mio collega Daneel Olivaw. Viene
da Aurora. Non parla molto: quello compito mio. Ma
ascolta dannatamente bene. Non perde una parola. Per
dirla franca, Attlebish, Baley us con gusto il nome
senza titoli quali che siano le porcate che accadono
su Solaria, vi sono interessati Aurora e altri quaranta
Mondi Esterni. Se ci manda via a calci, la prossima
deputazione che visiter Solaria sar composta di navi
da guerra. Vengo dalla Terra, e so fin troppo bene come
funziona il sistema. Ferire i sentimenti vuol dire avere
le navi da guerra come ricevuta di ritorno.
Attlebish trasfer la sua attenzione su Daneel e sem-
br ripensarci. La voce gli divenne pi gentile. Qui
108 ,~ 109
non succede nulla che richieda l'attenzione degli altri
Mondi. >)
a Gruer pensava altrimenti, e il mio collega l'ha
udito. Non c'era il tempo di cavillare su una bugia.
All'affermazione di Baley, Daneel si volt a guardar-
lo, ma il terrestre non gli prest attenzione. Prosegu:
a Intendo portare a fondo questa investigazione. Non
c' nulla che non farei pur di tornare sulla Terra. Anche
sognarla mi mette in agitazione. Se possedessi questo
palazzo infestato dai robot in cui vivo ora, lo darei
indietro con tutti i robot, e anche lei con tutta la sua
puzza sotto il naso in cambio di un biglietto per casa
mia.
a Ma non me ne andr per ordine suo. Non mentre
c' ancora aperto un caso a cui sono stato assegnato.
Cerchi di sbarazzarsi di me contro la mia volont e s`i
trover a guardare dentro le canne dell'artiglieria spa-
ziale.
a E non finita. D'ora in avanti questa inchiesta sar
fatta a modo mio. Sono io il responsabile. Io vedo la
gente che voglio vedere. Li vedo. Non li visiono. Sono
abituato a vedere, e questo il modo con cui andranno
le cose. Voglio l'approvazione ufficiale del suo diparti-
mento per tutto questo.
a Questo impossibile, intollerabile...
a Daneel, diglielo.
La voce dell'umanoide cominci tranquilla: Come
l'ha informata il mio collega, agente Attlebish, siamo
stati inviati qui per condurre un'inchiesta su un omici-
dio. E essenziale che ci sia permesso di farlo. Natural-
mente non nostra intenzione turbare i vostri usi, e
forse non sar proprio necessario che "vediamo", an-
che se sarebbe utile che lei desse l'approvazione per
tali visite quando fossero necessarie, come l'agente
Baley ha richiesto. Per quel che riguarda un'eventuale
partenza dal pianeta contro la nostra volont, la rite-
niamo poco consigliabile, anche se ci rincresce che
sulla nostra permanenza ci siano sentimenti ostili da
parte sua o di qualunque altro solariano .
Baley ascoltava la ricercata struttura del discorso
con un aspro stiramento di labbra che non era certo
un sorriso. Per uno che sapesse che Daneel era un
robot, quello era il tentativo di fare un lavoro senza
offendere nessun essere umano, n Baley n Attlebish.
All'altro, che credeva Daneel un aurorano, e cio un
nativo di uno dei pi vecchi e dei militarmente pi
potenti Mondi Esterni, questo suonava come una serie
di minacce elaboratamente cortesi
Attlebish appoggi la punta delie dita sulla fronte.
a Ci penser.
Non troppo a lungo, lo avvert Baley perch ho
delle visite da fare entro l'ora, e non per visione.
Visione terminata!
Dopo che il robot ebbe interrotto il contatto, rimase
a fissare piacevolmente sorpreso il posto dov'era stato
Attlebish. Nulla di tutto questo era stato premeditato:
era nato d'impulso dai suoi sogni e dall'arroganza di
Attlebish. Ora che era successo, ne era contento. Era
quello che in realt voleva: prendere il controllo.
Pens: gliene ho dette quattro, allo sporco spaziale!
Desiderava che tutta la popolazione della Terra fosse
tata presente. Quell'uomo sembrava tanto lo spaziale
tipo, e questo rendeva la cosa perfetta, naturalmente.
Perfetta.
Solo, perch questa sensazione di veemenza sull'ar-
gomento delle visite? Baley non riusciva proprio a
capirla. Sapeva che cosa aveva intenzione di fare, e il
vedere (non il visionare) ne era parte integrante. D'ac-
cordo. Eppure, quando aveva parlato di visite, l'altro si
era fatto tesissimo, come se fosse stato pronto a buttare
gi i muri di casa sua, anche se questo non sarebbe
servito a nulla.
Perch?
C'era qualcosa che lo spingeva oltre il caso, qualcosa
che non aveva nulla a che fare con la salvezza della
Terra. Ma cosa?
Stranamente gli torn a mente il sogno: il sole che
brillava per tutti i marciapiedi opachi nel gigantesco
sottosuolo delle Citt terrestri.
Daneel disse pensieroso (per quanto la sua voce
potesse esprimere un'emozione riconoscibile): Chis-
s, collega Elijah, se questo interamente sicuro .
a Bluffare con quel tipo? Ha funzionato. E poi non
era proprio un bluff. Io credo dawero che per Aurora
sia importante sapere che cosa succede su Solaria, e
che Aurora lo sappia. Comunque, grazie per non aver-
mi sbugiardato.
E stata una decisione naturale. Averti sostenuto ha
procurato un danno piuttosto piccolo all'agente Attle-
bish. Far notare la tua bugia avrebbe portato a te un
danno molto pi grande e pi diretto.
~I Contrapposizione di potenziali, e il pi alto ha
vinto, eh, Daneel?
Cos stato, collega Elijah. So che questo procedi-
mento, in modo molto meno definibile, avviene anche
nella mente umana. Comunque, ripeto che questo tuo
proponimento non sicuro.
Quale nuovo proponimento?
Non approvo la tua intenzione di visitare gente.
Intendendo vedere come opposto di visionare.
~ Capisco. Non cerco la tua approvazione.
Ho le mie istruzioni, collega Elijah. Quello che ti ha
detto l'agente Gruer ieri sera, durante la mia assenza,
non posso saperlo. Che ti abbia detto qualcosa owio,
per come cambiato il tuo atteggiamento verso il
problema. Comunque, alla luce delle mie istruzioni,
posso indovinarlo. Deve averti messo in guardia sulla
possibilit che dalla situazione di Solaria nasca un
pericolo per gli altri pianeti.
Lentamente Baley cerc la pipa. L'aveva fatto di
quando in quando e aveva sempre provato dell'irrita-
zione quando non aveva trovato nulla e si era ricordato
di non poter fumare. Ci sono ventimila solariani
disse. Che pericolo possono rappresentare?
Su Aurora i miei padroni sono a disagio da molto
tempo, a proposito di Solaria Non mi hanno detto
tutte le informazioni in loro possesso...
E quel poco che ti hanno detto, ti hanno detto di
non ripetermelo. E cos? chiese Baley.
C' moltissimo da scoprire, rispose Daneel pri-
ma di poter discutere liberamente di questo.
~ Be', ma che cosa fanno i solariani? Nuove armi?
Finanziano sovversioni? Una campagna di omicidi indi-
viduali? Che cosa possono fare ventimila persone con-
tro centinaia di milioni di spaziali?
Daneel rimase in silenzio.
Intendo scoprirlo, lo sai disse Baley.
Ma non nel modo che ti sei proposto, collega Elijah.
Sono stato istruito con molta cura di proteggere la tua
incolumit.
L'avresti fatto comunque. Prima Legge!
Anche al di sopra di quella. In un conflitto tra la
tua salvezza e quella di un altro, devo scegliere la tua.
Naturale. Si capisce. Se mi succede qualcosa, non
c' pi modo di farti restare su Solaria senza complica-
zioni che Aurora non ancora pronta ad affrontare.
Finch sono vivo, sono qui per la richiesta originale di
Solaria e, se necessario, possiamo far pesare la cosa
per restare. Se sar morto, tutta la situazione cambier.
Cos i tuoi ordini sono di mantenere Baley vivo. Ho
ragione?
Non posso presumere di poter interpretare le ra-
gioni che stanno dietro ai miei ordini rispose Daneel.
Va bene, non preoccuparti. Lo spazio aperto non
mi uccider, se trovassi necessario vedere qualcuno.
Sopravviver. Potrei anche abituarmici.
Non solo questione di spazio aperto, collega
Elijah disse Daneel. E questione di vedere i solaria-
ni. E questo che non approvo.
Vuoi dire che agli spaziali non piacer. Peggio per
loro. Che mettano filtri al naso e indossino guanti. Che
disinfettino l'aria. E se vedermi in carne e ossa offende
la loro morale pulitina, che chiudano gli occhi e arros-
siscano pure. Ma ho intenzione di vederli. Considero
necessario farlo, e lo far.
Ma io non posso permettertelo.
Tu non puoi permettermelo?
Certo capisci perch, collega Elijah.
E invece no.
Tieni presente, allora, che l'agente Gruer, la figura
chiave solariana dell'investigazione in questo caso,
stato avvelenato. Ne pu conseguire che, se ti permetto
di prose~uire nel tuo piano di esPorti indiscriminata-
mente in prima persona, la vittima successiva dovresti
essere per forza tu. Come posso dunque permetterti di
lasciare la sicurezza di questa casa?
a E come vorresti fermarmi, Daneel?
a Con la forza, se necessario, collega Elijah rispose
calmo Daneel. a Anche se dovessi farti male. Se non lo
faccio, morirai sicuramente.
9. Viene scoraggiato un robot.
a Cos vince ancora il potenziale pi alto comment
Baley. Pur di mantenermi vivo, mi faresti del male.
a Non credo che sar necessario farti del male, colle-
ga Elijah. Sai che ti sono superiore in forza e non
tenterai un'inutile resistenza. Comunque, se diventasse
necessario, sarei spinto a farti del male.
a Potrei disintegrarti l dove sei disse Baley. a Ades-
so! Nel mio potenziale non c' nulla che mi trattenga.
Mi era venuto in mente che avresti potuto prende-
re questo atteggiamento a un certo punto della nostra
relazione, collega ElUah. Con pi precisione, il pensiero
mi venuto durante il viaggio verso questa casa,
quando in macchina sei diventato temporaneamente
violento. In relazione alla tua salvezza, la mia distruzio-
ne poco importante, ma tale distruzione alla fine ti
causerebbe dei fastidi e disturberebbe i piani dei miei
padroni. Quindi, durante il tuo primo periodo di sonno,
stata mia cura immediata togliere la carica al tuo
fulminatore.
Baley serr le labbra. Era rimasto senza un fulmina-
tore carico! La mano gli corse istantaneamente alla
fondina. Estrasse l'arma ed esamin il contatore delle
cariche. Segnava zero.
Per un istante soppes l'inutile massa di metallo,
come se pensasse di tirarla direttamente in faccia a
Daneel. Ma a che sarebbe servito? Il robot si sarebbe
scansato con efficienza.
Rimise l'arma nella fondina. Avrebbe potuto ricari-
carla in seguito.
] ls
Lentamente e pensosamente disse: a Non `m'imbro-
gli, Daneel .
In che modo, collega Elijah?
Sei troppo il padrone. Sono completamente blocca-
to da te. Sei dawero un robot?
Hai gi dubitato di questo precedentemente.
L'anno scorso sulla Terra dubitavo che R Daneel
Olivaw fosse un robot. Ed saltato fuori che invece lo
era. Credo che lo sia ancora. Comunque la mia doman-
da : sei R. Daneel Olivaw?
a S.
S? Daneel era stato progettato imitando uno spa-
ziale in tutti i particolari. Perch non dovrebbe uno
spaziale imitare Daneel?
Per quale motivo?
Per venire qui a condurre un'investigazione con
maggiore iniziativa e capacit di quelle di un robot. E
poi, assumendo il ruolo di Daneel, avresti potuto tran-
quillamente tenermi sotto controllo lasciandomi la
falsa consapevolezza che ero io il padrone. Dopo tutto
lavori attraverso di me, e io devo essere considerato
malleabile.
Questo non vero, collega Elijah.
Provalo disse Baley, spostandosi lentamente a
un'estremit del tavolo e sollevando un eliminatore di
rifiuti. Puoi farlo abbastanza facilmente, se sei dawe-
ro un robot. Fa' vedere il metallo sotto la pelle.
a Ti assicuro... incominci Daneel.
a Mostra il metallo disse vivace Baley. a E un ordi-
ne! O non provi l'impulso di obbedire agli ordini?
Daneel si sbotton la camicia. La liscia pelle bronzea
del suo petto era coperta di una leggera peluria. Le dita
di Daneel esercitarono una ferma pressione proprio
sotto il capezzolo destro e pelle e carne si divisero
incruentemente per tutta la lunghezza del petto, rive-
lando sotto lo scintillio del metallo.
E, mentre accadeva questo, le dita di Baley cessaro-
no la loro inerzia per azionare di colpo un interruttore.
Quasi immediatamente entr un robot.
Non ti muovere, Daneel grid Baley. E un ordi-
ne! Congelati!
Daneel rimase immobile, come se la vita, o la sua
imitazione robotica, lo avesse abbandonato.
Baley grid al robot: Puoi far venire altri due della
servit senza andartene? Se puoi, fallo .
S, padrone rispose il robot.
Chiamati con l'interradio, entrarono altri due robot.
I tre si allinearono fianco a fianco.
Ragazzi! grid Baley. La vedete questa creatura
che pensavate fosse un padrone?
Sei occhi rossastri si appuntarono solennemente su
Daneel. Dissero all'unisono: La vediamo, padrone .
Allora vedete anche prosegu Baley che questo
cosiddetto padrone, visto che dentro ha del metallo, e
un robot come voi. E stato solo progettato simile a un
uomo.
S, padrone.
Non siete costretti a obbedire a ogni ordine che vi
d. Lo capite questo?
S, padrone.
Invece io continu sono un uomo.
Per un istante i robot esitarono. Baley si chiese se,
avendo mostrato loro che una cosa pu sembrare un
uomo ed essere un robot, avrebbero accettato come
uomo qualunque cosa in apparenza umana.
Ma poi un robot disse: Tu sei un uomo, padrone
e Baley ricominci a respirare.
Molto bene, Daneel disse. Ora puoi rilassarti.
Daneel assunse una posizione pi naturale e disse,
sempre calmo: Comprendo che tu abbia espresso
dubbi sulla mia identit, allora, solamente per esibire
la mia natura a questi altri .
E cos stato disse Baley, guardando altrove.
Pens: quella cosa una macchina, non un uomo. Non
c' nulla di male nell'imbrogliare una macchina.
Eppure non riusciva a reprimere completamente
una sensazione di vergogna. Anche stando l col petto
aperto, Daneel gli sembrava ancora qualcosa di umano,
qualcosa capace di subire un tradimento.
Chiuditi il petto, Daneel, ordin e ascoltami.
Fisicamente non ti puoi misurare con tre robot. Lo vedi
da solo, no?
E chiaro, collega Elijah.
a Bravo!... Ora, ragazzi, e si gir di nuovo verso gli
altri robot non dite a nessuno, neanche a un padrone,
che questa creatura un robot. In nessun momento,
senza ulteriori istruzioni mie e mie soltanto.
Ti ringrazio intervenne sommesso Daneel.
Comunque, prosegu Baley a questo robot simi-
le a un uomo non permesso interferire in alcun modo
con le mie azioni. Se tenta una tale interferenza, glielo
impedirete con la forza, badando di non danneggiarlo,
a meno che non sia assolutamente necessario. Non
permettetegli di entrare in contatto con altri esseri
umani se non con me, n con altri robot, se non con
voi, sia vedendo che visionando. E non lasciatelo mai
solo. Le vostre attuali mansioni sono sospese fino a
nuovo ordine. E tutto chiaro?
S, padrone risposero in coro.
Baley torn a voltarsi verso Daneel. Ora non c'
nulla che tu possa fare, quindi non cercare di fermar-
mi.
Le braccia di Daneel gli pendevano inerti lungo i
fianchi. Non posso permettere che tu riceva danno
per la mia inazione, collega Elijah. Eppure in queste
circostanze solo l'inazione possibile. Una logica inat-
taccabile. Non far nulla. Ho fiducia che rimarrai
incolume e in buona salute.
Ci siamo, pens Baley. La logica era la logica e i
robot non avevano altro. La logica aveva detto a Daneel
che aveva le mani completamente legate. La ragione
avrebbe potuto dirgli che raramente si possono predi-
re tutti i fattori e che l'opposizione avrebbe potuto
essere un errore.
Nulla di tutto questo. Un robot soltanto logico, non
ragionevole.
Di nuovo Baley sent una punta di vergogna e non
pot evitare un tentativo di consolazione. Senti, Da-
neel, disse anche se camminassi in mezzo a pericoli
di ogni sorta, il che non , si affrett ad aggiungere
dopo una rapida occhiata agli altri robot sarebbe solo
il mio lavoro. E quello per cui sono pagato. Il mio
lavoro prevenire che tutta l'umanit riceva danno,
come il tuo prevenire che lo ricevano gli individui.
Capisci?
No, collega Elijah.
a Questo perch non sei fatto per capire queste
cose. Se tu fossi un uomo, capiresti, credimi sulla
parola.
Daneel chin il capo in segno d'acquiescenza e rima-
se in piedi immobile, mentre Baley andava lentamente
alla porta. I tre robot si divisero per farlo passare,
continuando a tenere gli occhi fotoelettrici puntati su
Daneel.
Baley camminava verso una specie di libert, e il
cuore gli batteva mentre pregustava il fatto; poi perse
un battito: dall'altra parte della porta stava arrivando
un robot.
Forse qualcosa era andato storto?
a Che c', ragazzo? scatt.
a E stato consegnato un messaggio per lei, padrone,
dall'ufficio del Facente F ~n7ioni del capo della Sicurez-
za Attlebish.
Baley prese in mano la capsula personale e questa
si apr immediatamente. Ne usc srotolandosi una stri-
scia di carta finemente scritta. (Non era meravigliato.
Solaria aveva in archivio le sue impronte digitali e la
capsula era predisposta ad aprirsi al tocco di particola-
ri circonvoluzioni.)
Lesse il messaggio, con la faccia che rispecchiava la
soddisfazione. Era il permesso ufficiale di combinare
interviste "visive", previo assenso degli intervistati, che
nondimeno erano invitati a dare la massima coopera-
zione agli "agenti Baley e Olivaw".
Attlebish aveva capitolato, fino al limite di mettere
il nome di Baley per primo. Era un eccellente auspicio
per cominciare, finalmente, un'investigazione condotta
come avrebbe dovuto esserlo.
Baley era ancora su un veicolo aereo, come in quel
viaggio da New York a Washington. Questa volta per
c'era una differenza: il veicolo non era ermeticamente
chiuso. I finestrini erano stati lasciati trasparenti.
Era un giorno chiaro e luminoso e da dove Baley
lls ~ ll9
sedeva i finestrini apparivano come tanti riquadri blu.
Spietatamente senza particolari. Cerc di non aggomi-
tolarsi. Seppell il capo tra le ginocchia solo quando
non pot pi assolutamente farne a meno.
La sfida era stato lui a sceglierla. Quasi lo pretende-
vano il suo stato di trionfo, I'insolito senso di libert
per aver battuto prima Attlebish e poi Daneel e l'aver
sostenuto la dignit della Terra contro gli spaziali.
Aveva incominciato attraversando uno spazio aperto
fino a un aereo in attesa, con la testa leggera che gli
girava in modo quasi piacevole, e aveva ordinato di non
schermare le finestre in una specie di maniacale sicu-
rezza di se.
Devo abituarmici, aveva pensato, e aveva continuato
a fissare il blu finch il cuore non gli si era messo a
battere rapidamente e il groppo in gola non gli si era
gonfiato oltremisura
Dovette chiudere gli occhi e seppellire il capo sotto
la protezione delle braccia a intervalli sempre pi
brevi. Lentamente la sua sicurezza svan e neppure il
contatto con la fondina del fulminatore appena ricari-
cato pot invertire la corrente.
Tent di tenere la mente applicata al suo piano di
attacco. Per prima cosa imparare gli usi del pianeta.
Disegnare il sottofondo contro cui ogni cosa doveva
essere collocata, pena il continuare a non capirci nulla.
Vedere un sociologo!
Aveva chiesto a un robot il nome del sociologo pi
eminente di Solaria. E c'era stato il conforto che i robot
non fanno domande.
Il robot aveva dato nome e curriculum e si era
fermato a far notare che probabilmente il sociologo
sarebbe stato a pranzo e che quindi sarebbe stato
possibile che chiedesse di ritardare l'incontro.
A pranzo! aveva esclamato Baley. Non essere
ridicolo. Non sar mezzogiorno prima di due ore.
Sto usando il tempo locale, padrone aveva chiari-
to il robot.
Baley era rimasto un istante a fissarlo, poi aveva
capito. Sulla Terra, con le sue Citt sepolte, giorno e
notte, dormendo e svegliandosi, c'erano periodi a misu-
ra d'uomo, adatti alle necessit delle comunit e del
pianeta. Su un pianeta come questo, esposto al sole
senza riparo, giorno e notte non erano affatto una
questione di scelta, ma un'imposizione all'uomo, volen-
te o nolente.
Baley aveva cercato di rappresentarsi un mondo
come una sfera accesa e spenta man mano che girava.
Vi era riuscito a malapena, disprezzando i cosiddetti
superiori spaziali che lasciavano che una cosa essenzia-
le come il tempo fosse imposta loro dalle bizzarrie dei
movimenti planetari.
Chiamalo lo stesso aveva detto infine.
Quando l'aereo atterr c'erano dei robot ad aspettar-
lo e, uscendo di nuovo all'aperto, Baley si trov a
tremare come una foglia.
Fammi appoggiare al tuo braccio, ragazzo borbot-
t al robot pi vicino.
n sociologo lo aspettava all'altra estremit di una lun-
ga sala, sorridendo teso. Buon giorno, mister Baley.
Baley annu senza fiato. Buon giorno, signore. Le
dispiacerebbe schermare le finestre?
Sono gi schermate rispose il sociologo. Cono-
sco un po' degli usi della Terra. Vuole seguirmi?
Baley si costrinse a farlo senza aiuto dei robot,
attraversando un labirinto di saloni. Quando finalmen-
te pot sedere in una grande ed elaborata sala, fu felice
dell'opportunit di riposare.
I muri della sala erano pieni di alcove curve e
profonde. Ogni nicchia era occupata da una statua in
rosa e oro: figure astratte che compiacevano l'occhio
senza rendere un significato immediato. Un grosso
aggeggio a forma di scatola con bianchi oggetti cilindri-
ci che tintinnavano e numerosi pedali dava l'impressio-
ne di essere uno strumento musicale.
Baley guard il sociologo che stava in piedi davanti a
lui. Lo spaziale aveva lo stesso aspetto di quando Baley
l'aveva visionato qualche tempo prima. Era alto e
sottile, con i capelli completamente bianchi. Aveva un
sorprendente volto triangolare, col naso prominente e
gli occhi vivi e infossati.
120 ~ 121
Si chiamava Anselmo Quemot.
Continuarono a fissarsi l'un l'altro, finch Baley non
fu certo che la voce gli era tornata ragionevolmente
norrnale. E le sue prime parole non avevano nulla a
che fare con l'investigazione. ~n effetti non erano quelle
che aveva intenzione di dire.
Disse: Potrei avere un drink? .
a Un drink? La voce del sociologo era un po' trop-
po acuta per risultare piacevole. Desidera dell'ac-
qua?
a Preferirei qualcosa di alcolico.
Lo sguardo del sociologo era sempre pi infelice,_
come se gli obblighi dell'ospitalit fossero qualcosa cui
non era abituato.
E questo, pens Baley, era vero alla lettera. In un
mondo in cui ci si visionava, non esistevano divisioni
di cibo e di bevande.
Un robot gli port una piccola e delicata tazzina
smaltata. Il drink era leggermente rosaceo. Baley lo
odor con cautela, poi lo assaggi con una cautela
anche maggiore. Il piccolo sorso di liquido gli evapor
caldo in bocca e gli mand un piacevole messaggio per
tutta la lunghezza dell'esofago. Il sorso successivo fu
pi sostanzioso.
Se ne vuole un altro... disse Quemot.
No, grazie, non ora. E stato gentile, signore, ad
accettare di vedermi.
Quemot tent di sorridere, senza visibilmente riu-
scirci. E passato un sacco di tempo, da quando ho
fatto una cosa del genere. S.
Quasi si contorceva mentre parlava.
Immagino che lo trover piuttosto duro.
a Completamente. Quemot si volt di scatto e and
a rifugiarsi nel lato opposto del salone. Gir una sedia
in modo da essere pi voltato altrove che verso Baley
e sedette. Intrecci le mani guantate, con le narici che
sembravano fremergli.
Baley fin il suo drink. Sentiva calore sulle labbra e
anche tornargli la fiducia in se stesso.
a Che cosa prova esattamente disse con me qui,
dottor Quemot?
Questa una domanda molto personale borbott
il sociolo~o.
Lo so. Ma credo di averle spiegato, quando l'ho
visionata prima, che sono stato incaricato di investiga-
re su un omicidio, e che vorrei farle molte domande
alcune delle quali sono necessariamente personali.
L'aiuter se posso disse Quemot. a Spero solo che
le domande siano decenti. Mentre parlava continuava
a guardare altrove. Quando gli occhi gli si posavano sul
volto di Baley, non indugiavano, ma scivolavano subito
via.
Non voglio parlare delle sue sensazioni disse
Baley per curiosit. E essenziale ai fini investigativi.
Non vedo come.
Su questo mondo devo sapere pi che posso. Devo
capire come si sentono i solariani relativamente alle
questioni di tutti i giorni. Capisce?
Ora Quemot non guardava pi Baley, nemmeno per
sbaglio. Disse lentamente: a Dieci anni fa morta mia
moglie. Vederla non era mai stata una cosa facile, ma
col tempo uno impara a sopportare certe cose e lei non
era invadente. Non me n' stata assegnata un'altra,
poich ormai avevo passato l'et del... del... guardava
Baley come se gli chiedesse di completare la frase e,
poich Baley non lo faceva, prosegu con voce pi
bassa a generare. Senza nemmeno una moglie ho perso
sempre di pi l'abitudine a questo fenomeno del vede-
re .
a Ma come ci si sente? insistette Baley. a Le viene
il panico? Pensava a se stesso nell'aereo.
a No. Niente panico. Quemot gir leggermente il
capo per dare un'occhiata a Baley e lo ritir quasi
all'istante. Ma sar franco, mister Baley. Ho l'impres-
sione di sentire il suo odore.
Automaticamente Baley si ritrasse sulla sedia, con
un senso di penosa autocoscienza. a n mio odore?
a Del tutto immaginario, naturalmente disse Que-
mot. a Non posso dire se lei ha un odore n quanto
possa essere pungente ma, anche se l'avesse pungente,
i filtri che ho nel naso non me lo farebbero percepire.
Eppure l'immaginazione... Scroll le spalle.
122 ~ 123
Capisco. T
E c' di peggio. Lei mi perdoner, mister Baley, ma
con l'effettiva presenza di un essere umano io mi sento
fortemente come se qualcosa di melmoso stesse per
toccarmi. Continuo a ritirarmi per il disgusto. E molto
spiacevole.
Baley si freg l'orecchio pensierosamente e lott per
non seccarsi. Dopo tutto era la nevrotica reazione
dell'altro a un semplice stato d'affari.
a Ma se cos, obiett sono sorpreso che lei abbia
acconsentito tanto prontamente a vedermi. Certo ave-
va previsto questa spiacevolezza.
a Infatti. Ma, sa, ero curioso. Lei .un terrestre.
Baley pens sardonicamente che quello avrebbe
potuto essere un altro argomento contro il fatto di
vedersi, ma si limit a dire: E come mai? .
Nella voce di Quemot apparve una specie di scattan- -
te entusiasmo. a Non cosa che possa spiegare facil-
mente. Neanche a me stesso, in realt. Ma sono dieci
anni che esercito la sociologia. E ha funzionato. Ho
sviluppato proposizioni del tutto nuove e sorprendenti,
pur restando vere alla base. E una di quelle proposizio-
ni che mi fa provare il massimo interesse per la Terra
e per i terrestri. Vede, se considerasse con attenzione
la societ di Solaria con i suoi usi e costumi, le
diventerebbe ovvio che detti costumi e societ si sono
modellati in modo diretto e immediato su quelli della
Terra stessa. ~
10. Si delinea una cultura.
Baley non pot fare a meno di gridare: Cosa? .
Per qualche momento Quemot lo fiss in silenzio al
di sopra della spalla. Infine disse: a Non l'attuale cultu-
ra della Terra. No .
a Oh disse Baley.
a Ma nel passato s. L storia antica della Terra.
Come terrestre la conosce, naturalmente.
Ho visionato dei libri disse cauto Baley.
Ah. Allora capisce.
Baley, che non capiva, cominci: Mi lasci spiegare
quello che voglio con esattezza, dottor Quemot. Voglio
che mi dica quello che pu sul perch Solaria sia tanto
diversa dagli altri Mondi Esterni, perch ci sono tanti
robot, perch vi comportate come fate. Mi scusi se
sembra che voglia cambiare discorso .
In effetti Baley il discorso voleva decisamente cam-
biarlo per dawero. Qualunque discussione su una
somiglianza o una dissimiglianza tra la cultura di
Solaria e quella della Terra avrebbe potuto diventare
troppo coinvolgente. Avrebbe potuto passare l tutta
la giornata senza ottenere nessuna delle utili informa-
zioni che andava cercando.
Quemot sorrise. a Lei vuole paragonare Solaria con
gli altri Mondi Esterni e non con la Terra. ~-
La Terra la conosco, signore.
a Come vuole. Il solariano diede un leggero colpo
di tosse. Non le importa se le volto del tutto la
schiena? Sarebbe pi... Pi comodo.
Come vuole, dottor Quemot rispose Baley rigido.
Bene. A un ordine dato a voce bassa da Quemot
un robot gli volt completamente la sedia e il sociologo
vi risedette, in pratica nascosto dallo schienale agli
occhi di Baley. La voce prese pi vita e perfino si
rafforz e si approfond nel timbro.
Solaria cominci Quemot stata colonizzata
circa trecento anni fa. I coloni originari erano nexonia
ni. Ha presente Nexon?
Temo di no.
~ E vicino a Solaria, solo a due parsec di distanza
Infatti Solaria e Nexon rappresentavano il paio di
pianeti disabitati pi vicini della galassia. Anche quan-
do non era abitata dall'uomo Solaria ospitava la vita
ed era particolarmente adatta per l'occupazione uma-
na. Rappresentava un'owia attrazione per gli agiati di
Nexon, che trovavano difficile mantenere un tenore di
vita adatto, man mano che il pianeta si riempiva.
Baley lo interruppe: Si riempiva? Credevo che gli
spaziali praticassero il controllo delle nascite ~-.
Lo fa Solaria, ma negli altri Mondi Esterni in
genere stato piuttosto trascurato. Nel periodo di cui
sto parlando, Nexon aveva raggiunto il secondo milio-
ne di abitanti. C'era gi sufficiente affollamento per
rendere necessaria la regolamentazione di quanti ro-
bot potesse possedere una certa famiglia Cos quei
nexoniani che lo potevano, stabilirono la loro seconda
casa su Solaria, che era fertile, dal clima temperato e
senza una fauna pericolosa.
a I residenti di Solaria potevano raggiungere Nexon
senza particolari problemi, e intanto potevano vivere
su questo pianeta come pi piaceva loro. Potevano
usare tutti i robot che erano in grado di permettersi o
di cui sentivano la necessit. Le tenute potevano essere
grandi quanto si voleva, visto che con un pianeta vuoto
lo spazio non era un problema e che, con un numero
illimitato di robot, anche lo sfruttamento non era un
problema
a I robot divennero tanto numerosi da rendere ne-
cessario dotarli di un'interradio, e questo fu l'inizio
delle nostre famose industrie. Cominciammo a svilup-
pare nuovi modelli, nuovi accessori, nuove capacit La
cultura detta l'invenzione: una frase che credo di aver
inventato io. ~ Quemot ridacchi.
Rispondendo a qualche stimolo che Baley non pote-
va vedere a causa dello schienale della sedia, un robot
port a Quemot un drink simile a quello che Baley
aveva avuto prima. A Baley non ne venne portato
nessuno ed egli decise di non chiederne.
Quemot prosegu: I vantaggi della vita su Solaria
erano ovvii per qualunque osservatore. Solaria divenne
di moda. Vi costruirono case altri nexoniani e Solaria
divenne quello che mi piace chiamare "il pianeta della
villeggiatura". Sempre pi coloni rimanevano su Sola-
ria tutto l'anno, mandando avanti i loro affari su Nexon
servendosi di procuratori. Sul pianeta vennero impian-
tate le fabbriche di robot. Fattorie e miniere comincia-
rono ad essere tanto sfruttate da rendere possibile
l'esportazione.
a In breve, mister Baley, divenne ovvio che Solaria,
nello spazio di un secolo o anche meno, sarebbe
diventata affollata quanto Nexon. ~iembrava ridicolo e
dispendioso scoprire un nuovo mo~ndo con quelle qua-
lit e poi perderlo per imprevidenza.
a Per risparmiarle un sacco di politica complicata,
baster dire che Solaria riusc a conquistare e a mante-
nere la propria indipendenza senza bisogno di guerre.
La nostra utilit per i Mondi Esterni come fonte pro-
duttiva di robot specializzati ci procur naturalmente
amici e aiuti.
a Una volta indipendenti, la prima cura che ci pren-
demmo fu di assicurarci che la popolazione non sareb-
be cresciuta al di l dei limiti ragionevoli. Regolammo
sia l'immigrazione che le nascite e sopperimmo a ogni
necessit aumentando e diversificando i robot che
usavamo. "
a Perch i solariani sono contrari all'idea di veder-
si? chiese Baley che si irritava sempre pi per il modo
in cui Quemot aveva scelto di divulgare la sua sociolo-
gia.
Quemot si volt un istante a sbirciare oltre l'angolo
dello schienale per ritrarsi immediatamente. a E una
conseguenza inevitabile. Abbiamo tenute enormi. Una
tenuta con un'area di quattromila chilometri quadrati
non eccezionale, anche se le pi grandi comprendono
considerevoli zone improduttive. La mia tenuta, per
esempio, di trecentosettanta chilometri quadrati, ma
tutta costituita da buona terra.
In ogni caso la dimensione di una tenuta, pi di
ogni altra cosa, a determinare la posizione di un uomo
nella societ. E la propriet di una grande tenuta
significa questo: che si pu vagare quasi senza meta,
senza pericolo di entrare nel territorio del vicino e cos
d'incontrare il proprio vicino. Capisce?
Baley scroll le spalle. a Suppongo di s.
In breve, un solariano trae il suo orgoglio dal fat-
to di non incontrare il suo vicino. Nello stesso tempo
la sua tenuta tanto autosufflciente e cos ben con-
dotta dai robot che non c' ragione perch debba in-
contrare il suo vicino. Il desiderio di non farlo con-
dusse allo sviluppo di perfetti sistemi di visione, e
con l'aumento dei sistemi di visione c'era sempre mi-
nore necessit di vedere il proprio vicino. Era un ci-
clo rinforzato, una specie di autoalimentazione. Ca-
pisce?
Senta, dottor Quemot interloqu Baley. Non
necessario che cerchi di rendermi tutto questo cos
semplice. Non sono un sociologo, ma nel college ho
fatto a suo tempo i corsi elementari. Era solo un college
della Terra, naturalmente, aggiunse con una sorta di
riluttante modestia tendente a schivare lo stesso com-
mento, ma in termini pi insultanti, da parte dell'altro,
ma la matematica so seguirla.
a Matematica? chiese Quemot, con la voce che
prese un tono acuto sulla "i".
Be', non la roba che usano in robotica, che non
sarei in grado di seguire, ma le rela~ioni sociologiche,
che invece so usare. Per esempio la Relazione Terami-
nale mi familiare.
a Prego?
a Forse qui la chiamate con un altro nome. Il diffe-
renziale tra scomodit sopportate e privilegi garantiti-
"di" sotto "i lungo" elevato alla nona..
Ma di che cosa parla? Il tono dello spaziale era
tanto tagliente e perentorio da far tacere Baley per lo
sbalordimento.
Certo la rela~ione tra scomodit sopportate e privile-
gi garantiti faceva parte delle cose essenziali da sapere
per controllare la gente senza esplosioni. Un box priva-
to assegnato per validi motivi a una sola persona in un
bagno comune avrebbe tenuto x persone in paziente
attesa che la cosa capitasse anche a loro, con il valore
di x che variava secondo un rapporto conosciuto rispet-
to a date variazioni dell'ambiente e del carattere uma-
no, come descritto quantitativamente nella Relazione
Teraminale.
D'altra parte, in un mondo in cui tutto era privilegio
e nulla scomodit, la Relazione Teraminale avrebbe
potuto ridursi a una semplice banalit. Forse aveva
scelto l'esempio sbagliato.
Prov ancora. Guardi, molto interessante ricevere
informazioni qualitativamente complete sulla crescita
dei pregiudizi contro il vedersi, ma per il mio scopo
non affatto utile. Quello che voglio conoscere
un'analisi esatta dei pregiudizi, in modo che possa
combatterli con efficacia Voglio persuadere la gente a
vedermi come lei fa ora.
a Mistr Baley, rispose Quemot non pu trattare
le emozioni umane come se fossero state costruite
dentro un cervello positronico.
Non dico che si possa. La robotica una scienza
deduttiva e la sociologia una scienza induttiva. Ma in
entrambi i casi si pu applicare la matematica. ~>
Per un istante vi fu silenzio. Poi il dottor Quemot
parl con voce tremante. a Lei ha ammesso di non
essere un sociologo.
Lo so. Ma mi avevano detto che lo era lei. Il
migliore del pianeta.
a Sono l'unico. Si potrebbe quasi dire che questa
disciplina l'abbia inventata io.
Ah. Baley esitava a porre la domanda successiva:
sembrava impertinente anche a lui. Ha mai visionato
libri sul soggetto?
a Ho guardato alcuni libri di Aurora
a Non ha guardato libri della Terra?
128 1 129
Della Terra? Quemot rise a disagio. Non mi
stato necessario leggere nulla della produzione scienti-
fica terrestre. Senza offesa. ~
Be', mi dispiace. Avevo pensato di poter avere dati
specifici che mi avrebbero reso possibile parlare con
gli altri faccia a faccia, senza dover...
Quemot aveva emesso uno strano e raschiante suono
inarticolato e la sua grande sedia si pieg all'indietro
per poi cadere con fracasso.
Baley colse un attutito Le mie scuse .
Ebbe una momentanea immagine di Quemot che a
notevole andatura guadagnava la porta e spariva.
Baley alz le sopracciglia. Che diavolo aveva detto
questa volta? Giosafatte! Quale pulsante sbagliato ave-
va premuto?
Cominci ad alzarsi per tastare il terreno, ma si
ferm a met, mentre entrava un robot.
Padrone disse il robot. Mi stato dato l'ordine
di informarla che tra qualche momento la visioner il
mio padrone.
Mi visioner, ragazzo?
S, padrone. Nel frattempo pu chiedere altri rin-
freschi.
Di fianco al gomito di Baley era apparsa un'altra
tazza con il liquido rosa, e questa volta era stato
aggiunto un piatto di pasticcini freschi e fragranti.
Baley si risedette, assaggi il liquore con cautela e
lo rimise gi. I pasticcini erano al tocco duri e caldi
ma la crosta si rompeva con facilit in bocca e la parte
interna era considerevolmente pi calda e pi morbi-
da. Non riusc a identificare i componenti dal sapore e
si chiese se non fossero un prodotto delle spezie e dei
condimenti nativi di Solaria.
Poi pens all'alimentazione limitata e derivata da
lieviti della Terra e si chiese se non ci sarebbe stato un
mercato per pasticceria che imitasse i gusti dei prodot-
ti dei Mondi Esterni.
Ma questo filo di pensieri si ruppe di botto con
sociologo Quemot che dal nulla appariva davanti a lui.
Davanti a lui, questa volta! Sedeva in una sedia pi
piccola in un locale i cui muri e pavimento stonavano
clamorosamente con quelli che circondavano Baley. E
ora stava sorridendo, cos che le rughe del volto gli si ap-
profondivano e gli davano paradossalmente un aspet-
to pi giovanile, accentuandone la vivacit degli occhi.
a Mille scuse, mister Baley disse. Credevo che
avrei resistito bene alla sua presenza personale, ma
stata una delusione. Ero al limite e la sua frase me l'ha
fatto oltrepassare, per cos dire.
Di che frase parla, signore?
Lei ha detto qualcosa a proposito di intervistare la
gente faccia a... Scosse il capo, con la lingua che gli
inumidiva rapidamente le labbra. Preferirei non dir-
lo. Credo che lei sappia che cosa intendo. La frase ha
evocato l'immagine scioccante di noi due che respira-
vamo... respiravamo ciascuno il fiato dell'altro. Il
solariano rabbrivid. Non lo trova repellente?
Non credo di averci mai pensato.
Sembra un'abitudine cos antigienica... E quando
lei l~ha detto e l'immagine mi balzata in mente, mi
sono reso conto che dopo tutto eravamo davvero nello
stesso locale, e, anche se non eravamo uno di fronte
all'altro, sbuffi d'aria che erano stati nei suoi polmoni
mi raggiungevano ed entravano nei miei. Con la natura
sensibile della mia mente...
Nell'atmosfera di Solaria disse Baley ci sono
molecole che sono state in migliaia di polmoni. Giosa-
fatte! Sono state anche nei polmoni di animali e nelle
branchie di pesci.
Questo vero, disse Quemot con un soprassalto
della guancia e neanch'io ci avevo mai pensato. Co-
munque c'era un senso d'immediatezza nella situazio-
ne, con lei che era effettivamente presente e con noi
due che inspiravamo ed espiravamo. E meraviglioso il
sollievo che provo nel visionarla.
Sono ancora nella stessa casa, dottor Quemot.
E questo precisamente che rende tanto meraviglio-
so il sollievo. Lei ancora nella stessa casa eppure
basta l'uso del tridimensionale per fare la differenza.
Almeno so come ci si sente a vedere uno straniero
come lei. Non ci prover mai pi.
a Sembra che lei stesse sperimentando il vedere.
In un certo senso rispose Quemot a immagino di
s. Era una motivazione minore. E i risultati sono stati
interessanti, anche se altrettanto sconvolgenti. E stata
una buona prova e potr registrarla.
a Registrare che cosa? chiese Baley incuriosito.
a Le mie sensazioni! Lo spaziale contraccambi
sguardo incuriosito a sguardo incuriosito.
Baley sospir. Fraintendimenti. Sempre fraintendi-
menti. Lo chiedevo solo perch in un certo senso
davo per scontato che lei avesse strumenti di qualche
tipo per misurare le reazioni emotive. Forse un elet-
troencefalogramma. Si guard in giro senza risultato.
a Ma immagino che lei possa averne una versione
tascabile che funzioni senza dirette connessioni elettri-
che. Non abbiamo nulla del genere sulla Terra.
Ritengo disse con sussiego il solariano di essere
in grado di stimare la natura dei miei sentimenti senza
ausilio di uno strumento. Sono pronunciati a sufficien-
za.
S, naturalmente, ma per le analisi quantitative...
cominci Baley.
Non so quale sia il suo scopo lo interruppe
querulo il sociologo. E poi sto cercando di dirle
qualcos'altro, la mia teoria personale, infatti, qualcosa
che non ho mai visionato nei libri, qualcosa di cui sono
molto orgoglioso di...
a Di che si tratta, in pratica?
Be', del modo in cui la cultura di Solaria si basa su
una che esisteva nel passato della Terra.
Baley sospir. Se non permetteva all'altro di liberar-
si da quel peso, poi ci sarebbe stata pochissima collabo-
razione. Quindi disse: E cio? .
Sparta! esclam Quemot, alzando il capo in modo
tale che per un istante i capelli bianchi gli luccicarono
nella luce fin quasi a sembrare un alone. Certo avr
udito parlare di Sparta!
Baley si sent sollevato. Da giovane si era interessato
moltissimo al passato della Terra (era uno studio
attraente per molti terrestri: una Terra suprema, per-
ch c'era solo la Terra; con i terrestri che erano i
padroni, perch non c'erano spaziali), ma il passato
della Terra era esteso. Quemot avrebbe potuto riferirsi
a qualche fase con cui Baley non avesse avuto dimesti-
chezza, e questo sarebbe stato imbarazzante.
Cos come stavano le cose, pot azzardarsi a dire:
a S, ho visionato dei libri sull'argomento .
Bene. Bene. Ora Sparta nel suo fulgore consisteva
in un numero relativamente piccolo di spartiati, gli
unici cittadini a tutti gli effetti, pi un numero maggio-
re di cittadini di seconda classe, i perieci, e un numero
veramente grande di schiavi, gli iloti. Gli iloti superava-
no gli spartiati in numero di venti a uno, e gli iloti
erano uomini, con sentimenti umani e debolezze uma-
~ Per essere sicuri che una rivolta degli iloti non
avrebbe mai avuto successo, malgrado il loro numero
preponderante, gli spartani divennero degli specialisti
militari. Ciascuno era parte di una grande macchina
bellica e la loro societ realizzava questo proposito.
Non ci fu mai una rivolta riuscita degli iloti.
a Ebbene, in un certo senso noi, esseri umani di
Solaria, siamo gli equivalenti degli spartiati. Abbiamo
i nostri iloti, per i nostri iloti non sono uomini, bens
macchine. Non possono rivoltarsi n necessario che
ci facciano paura anche se per numero ci sono mille
volte superiori pi di quanto gli iloti superassero gli
spartiati. Cos abbiamo il vantaggio dell'esclusivit
degli spartiati senza bisogno di sacrificarci a una rigida
disciplina. Invece possiamo modellarci sul modo arti-
stico e culturale di vivere degli ateniesi, che erano
contemporanei degli spartani e che...
Ho visionato anche dei film sugli ateniesi disse
Baley.
Man mano che parlava Quemot andava scaldandosi.
Le civilt hanno sempre avuto una struttura pirami-
dale. Quando uno si arrampica verso la cima dell'edifi-
cio sociale, aumentano i suoi agi, come aumentano le
opportunit per una sua ricerca della felicit. Man
mano che egli sale, trova sempre meno gente che gode
sempre pi di tutto questo. Invariabilmente c' una
preponderanza dei defraudati. E ricordi questo: non
1~2 1 133
importa quanto lontano dal fondo si trovino gli scalato-
ri della piramide, in rapporto alla cima saranno sempre
defraudati. Per esempio, gli uomini pi poveri di Auro-
ra staranno sempre meglio degli aristocratici della
Terra, ma saranno sempre defraudati rispetto agli
aristocratici di Aurora, ed con i signori del loro
mondo che devono paragonarsi.
Ecco che quindi nelle societ umane c' sempre
attrito sociale. L'azione della rivoluzione sociale e la
reazione della prevenzione o della sua repressione
sono le cause di tutta la miseria umana di cui
permeata la storia.
Ora, qui su Solaria, per la prima volta, c' solo la
cima della piramide. Al posto dei defraudati ci sono i
robot. Siamo la prima nuova societ, la prima davvero
nuova, la prima grande invenzione sociale da quando
i contadini sumeri ed egiziani inventarono le citt.
Si rilasci sul sedile, sorridente.
Baley annui. a Ha mai pubblicato tutto questo? ~
a Un giorno rispose Quemot con affettata noncu-
ranza a forse lo far. Ancora non l'ho fatto. Questo il
mio terzo contributo.
a E gli altri due erano vasti come questo?
a Non riguardavano la sociologia. Prima sono stato
uno scultore. I lavori che vede intorno a s indic le
statue a sono miei. E sono stato anche un compositore.
Ma sto avanzando nell'et e Rikaine Delmarre ha
sempre spezzato una lancia contro le belle arti in
favore delle arti applicate, cos ho deciso di dedicarmi
alla sociologia.
a Ne arguisco che Delmarre fosse un suo buon amico.
a Ci conoscevamo. Quando uno ha un'et come la
mia, conosce tutti i solariani adulti. Ma non c' motivo
di negare che io e Rikaine Delmarre fossimo buoni
conoscenti.
a Che tipo d'uomo era Delmarre? (Piuttosto strana-
mente, il nome dell'uomo port alla mente di Baley
un'immagine di Gladia, ed egli fu aggredito da un
improvviso e acuto ricordo di lei come l'aveva vista
l'ultima volta, furiosa, con la faccia distorta dall'ira
contro di lui.)
Quemot sembrava un po' pensieroso. a Era un uomo
degno, devoto a Solaria e al suo modo di vivere.
Un idealista, in altre parole.
S, decisamente. Lo si pu capire dal fatto che
aveva scelto di sua volont il lavoro che faceva di...
ingegnere fetale. Era un'arte applicata, vede, e le ho gi
detto come la pensava in merito.
E insolito essere volontari?
Non lo direbbe se... Ma dimenticavo che lei un
terrestre. S, insolito. E uno di quei lavori che debbo-
no essere eseguiti, anche se non si trovano volontari.
Di solito qualcuno vi dev'essere assegnato per un
periodo di molti anni, e non piacevole essere scelto.
Delmarre si era presentato come'volontario, e per tutta
la vita. Sentiva che la posizione era troppo importante
per essere affidata ad arruolati riluttanti e aveva con-
vinto anche me. Eppure io non mi sarei mai presentato
come volontario. Non avrei potuto compiere un tale
sacrificio personale. E per lui era pi che un sacrificio,
visto che quanto all'igiene personale era quasi un
fanatico. ,>
Non sono ancora certo di aver capito la natura del
suo lavoro.
Le vecchie guance di Quemot si arrossarono un poco.
Non sarebbe stato meglio se ne avesse discusso con
l'assistente?
Lo avrei gi fatto senz'altro, signore, esclam
Baley se qualcuno prima d'ora si fosse degnato di
dirmi che lui aveva un assistente.
a Mi dispiace per questo si dolse Quemot. a L'esi-
stenza di un assistente un'altra misura della sua
responsabilit sociale. Chi aveva il suo posto prima di
lui non ne aveva. Invece Delmarre sentiva la necessit
di trovare una persona giovane adatta e impartirle
personalmente l'addestramento necessario per lasciar-
si dietro un erede professionale quando per lui sarebbe
venuto il momento di ritirarsi o, be', di morire. Il
vecchio solariano sospir pesantemente. Gli sono
sopravvissuto, e lui era molto pi giovane. Spesso
giocavamo a scacchi. Molto spesso.
a E come facevate?
Le sopracciglia di Quemot si sollevarono. Nel solito
modo.
Vi vedevate?
Quemot sembr inorridito. Che razza d'idea! Anche
se avessi avuto lo stomaco per sopportarlo, Delmarre
non lo avrebbe permesso nemmeno per un istante.
L'essere ingegnere fetale non aveva ottuso la sua sensi-
bilit. Era pedante.
Allora come...
a Con due scacchiere, come qualunque coppia che
giochi a scacchi. Il solariano scroll le spalle con un
improwiso gesto di tolleranza. Be', lei terrestre. Lui
rifaceva le mie mosse sulla sua scacchiera, io le sue
sulla mia. E semplice.
a Conosce la signora Delmarre? Baley chiese.
Ci siamo visionati qualche volta. Come sa, lei una
colorista di campo, e ho visto qualcuno delle sue
esposizioni. Bei lavori, in un certo senso, ma pi
interessanti come curiosit che come creazioni. Per
sono divertenti, frutto di una mente percettiva.
a I,a considererebbe capace di uccidere suo marito?
Non saprei. Le donne sono creature sorprendenti.
Ma dopo tutto non c' molto spazio per una discussio-
ne, no? Solo la signora Delmarre poteva essere abba-
stanza vicina a Rikaine per ucciderlo. Rikaine non
avrebbe mai permesso a nessun altro, in nessuna
circostanza, di vederlo per un motivo qualsiasi. Estre-
mamente pedante. Forse pedante nel mondo sbagliato.
Solo che gli mancava qualunque traccia di anormalit
o di perversione. Era un buon solariano.
Definirebbe perverso il permesso che lei mi ha dato
di vederla? chiese Baley.
S, rispose il sociologo credo di s. Direi che c'
una base di scatofilia.
Delmar~e non potrebbe essere stato ucciso per
motivi politici?
Cosa?
Ho sentito che lo chiarnavano "tradizionalista". ~-
Oh, tutti lo siamo.
Vuol dire che non c' nessun gruppo di solariani
che non sia tradizionalista?
Oserei dire che c' qualcuno disse pensierosa-
mente Quemot che considera pericoloso essere trop-
po tradizionalista. Sono estremamente consapevoli
della nostra scarsa popolazione, del modo in cui gli
altri ci superano di numero. Pensano che siamo senza
difesa di fronte a un'eventuale aggressione degli altri
Mondi Esterni. Sono stupidi a pensarla cos, comunque
non ce ne sono molti. Non credo che possano rappre-
sentare una forza.
a Perch li definisce stupidi? C' nulla su Solaria che
possa influenzare l'equilibrio dei poteri malgrado il
grande svantaggio numerico? Qualche nuovo tipo di
arma?
Un'arma, certo. Ma non nuova. La gente di cui parlo
pi cieca che stupida nel non rendersi conto che una
tale arma opera in continuazione e che non vi si pu
resistere.
Gli occhi di Baley si restrinsero. Parla sul serio?
a Certo.
Conosce la natura dell'arma?
a Tutti la conosciamo. Anche lei, se smette di pensar-
ci. Io vedo un po' pi in l della maggior parte, forse,
perch sono un sociologo. Non usata come di solito
si usa un'arma. Non uccide n ferisce, ma anche cos
irresistibile. E la rende anche pi irresistibile il fatto
che nessuno la nota.
a E qual quest'arma non letale? chiese Baley con
irritazione.
Il robot positronico.
11. Viene ispezionata una fattoria.
Per un istante Baley si sent gelare. Il robot positronico
era il simbolo della superiorit degli spaziali sui terre-
stri. Era gi un'arma.
Mantenne la voce ferma. E un'arma economica. Per
gli altri Mondi Esterni Solaria importante come fonte
di modelli avanzati, e quindi non sar mai minacciata
da loro.
Questo un punto ovvio disse con indifferenza
Quemot. Ci hanno aiutato a conseguire la nostra
indipendenza Quello che ho in mente qualcosa
d'altro, qualcosa di pi sottile e di pi cosmico.
Quemot aveva appuntato lo sguardo sui polpastrelli e
ovviamente la sua mente era concentrata su idee
astratte.
E un'altra delle sue teorie sociologiche?
Quemot fatic a sopprimere uno sguardo d'orgoglio,
ma si costrinse a sorridere al terrestre.
I E proprio mia conferm. Originale, per quel che
ne so, eppure ovvia, se si studiano i dati sulla popola-
zione dei Mondi Esterni. Per incominciare, da quando
il robot positronico stato inventato, stato usato
ovunque sempre pi intensamente.
Non sulla Terra obiett Baley.
Andiamo, andiamo, agente. Non so molto della
Terra, ma ne so abbastanza per sapere che i robot
fanno parte della vostra economia. Vivete in grandi
Citt sotterranee e lasciate disabitata la maggior parte
della vostra superficie planetaria E allora, chi manda
avanti le vostre fattorie e le vostre miniere?
I robot ammise Baley. Ma, visto che ci siamo,
dottore, i terrestri sono stati i primi a inventare il robot
positronico.
Dice dawero? E sicuro?
Pu controllare. E vero.
Interessante. Eppure l i robot hanno fatto meno
progressi disse pensoso il sociologo. a Forse a causa
della popolazione numerosa della Terra. Ci vorrebbe
molto pi tempo. S... Voi avete dei robot nelle vostre
Citt.
a S.
a Pi che, diciamo, cinquant'anni fa.
Baley annu con impazienza. S.
E allora funziona. La differenza sta solo nel tempo.
I robot tendono a soppiantare il lavoro umano. L'eco-
nomia dei robot si muove in una sola direzione. Pi
robot e meno esseri umani. Ho studiato i dati sulla
popolazione con molta cura, li ho messi in relazione e
ho fatto qualche estrapolazione. Si ferm per l'im-
prowisa sorpresa. Ma questa si direbbe un'applica-
zione della matematica alla sociologia, no?
a Infatti conferm Baley.
Dopo tutto ci pu essere qualcosa. Dovr pensarci
su. In ogni caso, ecco le conclusioni a cui sono giunto,
e sono convinto che non ci siano dubbi sulla loro
correttezza In ogni economia che abbia accettato il
lavoro robotico il rapporto robot-umani tende conti-
nuamente ad aumentare, malgrado le leggi che possa-
no essere state approvate per prevenire ci. L'incre-
mento pu essere rallentato, ma non si ferma mai.
All'inizio aumenta la popolazione umana, ma quella
robotica aumenta sempre pi velocemente. Poi, dopo
che stato raggiunto un certo punto critico...
Quemot s'interruppe ancora, poi disse: Ora vedia-
mo. Chiss se il punto critico possa essere determinato
con esattezza, se ci si pu mettere su una cifra. Ecco
che rispunta la sua matematica .
Baley era tutto agitato. a Che cosa accade, dopo che
stato raggiunto il punto critico, dottor Quemot?
Eh? In effetti la popolazione umana comincia a
declinare. Un pianeta tende alla vera stabilit sociale.
L'avr anche Aurora. Persino la sua Terra l'avr La
Terra ci metter qualche secolo in pi, ma inevitabi-
le.
a Che cosa intende con stabilit sociale?
La situazione che c' qui. A Solaria Un mondo in
cui tutti gli uomini costituiscono la classe oziosa Cos
non c' motivo di temere gli altri mondi. Baster
aspettare un secolo o due, e saranno tutti solariani.
Suppongo che in un certo senso questa sar la fine
della storia umana: quanto meno la sua realizzazione.
Finalmente, finalmente, tutti gli uomini avranno tutto
quello di cui hanno necessit e tutto quello che deside-
rano. Sa, c' una frase che una volta ho annotato, non
so da dove venga qualcosa a proposito della ricerca
della felicit
Pensieroso Baley cit: Tutti gli uomini sono "dotati
dal loro Creatore di certi inalienabili diritti... tra questi
ci sono la vita, la libert e la ricerca della felicit" ~.
a Proprio quella Da dove tratta? ~
Da qualche vecchio documento * rispose Baley.
Vede come le cose sono cambiate qui a Solaria, e
come cambieranno in tutta la galassia? La ricerca
finir. I diritti che l'umanit erediter saranno la vita,
la libert e la felicit. Proprio questa. La felicit
Pu darsi comment asciutto Baley. Ma sulla
sua Solaria un uomo stato ucciso e un altro potrebbe
morire.
Si pent di queste parole mentre le pronunciava,
perch il volto di Quemot aveva un'espressione come
se fosse appena stato schiaffeggiato. Il vecchio chin il
capo. Senza alzare gli occhi disse: Ho risposto meglio
che potevo alle sue domande. C' qualcos'altro che
desidera? .
No, basta cos. La ringrazio, signore. Mi scusi se ho
disturbato il suo dolore per la morte di un amico. ~-
Lentamente Quemot alz gli occhi. Sar difficile
trovare un altro compagno di scacchi. Era molto pun-
* 11 preambolo alla Dichiarazione dlndipendenza degli Stati Uniti.
(N.d T.)
tuale agli appuntamenti e giocava molto bene. Era un
buon solariano.
Capisco disse Baley sommessamente. Posso ave-
re il permesso di usare il suo parlatorio per entrare in
contatto con la prossima persona che intendo vede-
re?
a Naturalmente disse Quemot. a I miei robot sono
i suoi. E ora la lascio. Visione terminata.
Dopo appena trenta secondi dalla sparizione di Que-
mot, Baley aveva un robot al suo fianco; si chiese
ancora una volta come venivano controllate queste
creature. Aveva visto le dita di Quemot muoversi verso
un interruttore mentre toglieva la comunicazione, e
questo era stato tutto.
Forse il segnale era completamente generico e dice-
va solo: a Fa' il tuo dovere! . Forse i robot ascoltavano
tutto quello che succedeva ed erano sempre consape-
voli di quello che a un dato momento un uomo avrebbe
potuto desiderare, e se un particolare robot non era
destinato in quel momento a quel particolare lavoro,
la rete radio ch univa tutti i robot entrava in azione
stimolando a muoversi il robot pi adatto.
Per un istante Baley s'immagin Solaria come una
rete robotica con piccole maglie che diventavano sem-
pre pi piccole, con ogni essere umano messo esatta-
mente al suo posto. Pens alla teoria di Quemot di
mondi che si trasformavano tutti in Solaria: di reti che
si formavano e si restringevano sulla Terra, finch...
I suoi pensieri vennero meno alla voce del robot, che
parlava con la tranquillit e il rispetto della macchina
Sono pronto ad aiutarla, padrone.
a Sai come raggiungere il posto dove una volta lavo-
rava Rikaine Delmarre?,
S, padrone.
Baley scroll le spalle. Non avrebbe mai imparato a
evitare di fare domande inutili. Il robot lo sapeva.
Punto e basta. Gli venne in mente che per controllare
i robot con vera efficienza uno doveva essere un
esperto, quasi un robotista. Quanto bene ci riusciva il
solariano medio? Probabilmente soltanto cos cos.
140 ~ 141
Allora chiama questo posto ordin ed entra in
contatto con liassistente di Delmarre. Se l'assistente
non c', trovalo dovunque sia
S, padrone.
Mentre il robot si voltava, Baley lo richiam. Aspet-
ta! Che ora al posto di lavoro di Delmarre?
Circa le 0630, padrone.
Del mattino?
S, padrone.
Di nuovo Baley sent l'irritazione per un mondo che
si era reso vittima dell'andare e venire del sole. Era
quello che succedeva a vivere sulla nuda superficie del
pianeta.
Pens di sfuggita alla Terra e ne distolse la mente a
fatica. Finch teneva fermamente la questione in mano,
si era comportato bene. Scivolare nella nostalgia
l'avrebbe rovinato.
Disse: a Chiama comunque l'assistente, ragazzo, e di'
che si tratta di una faccenda del governo... E fa' portare
da uno degli altri ragazzi qualcosa da mangiare. Un
sandwich e un bicchiere di latte andranno benissimo .
Masticava pensieroso un sandwich che conteneva
della carne affumicata, con in mente il pensiero che
Daneel Olivaw, dopo quello che era successo a Gruer,
avrebbe considerato sospetto ogni tipo di cibo. E
Daneel avrebbe anche potuto aver ragione.
Comunque fin il sandwich senza malessere (per lo
meno senza malessere immediato) e sorb il latte. Non
aveva saputo da Quemot quello che avrebbe voluto
sapere, ma qualcosa aveva saputo. Quando gli si pre-
sent quest'idea alla mente, gli sembr di aver saputo
un sacco di cose.
Poco sull'omicidio, certo, ma molto di pi sulla
situazione generale.
Torn il robot. L'assistente accetter il contatto,
padrone.
Bene. C' stato qualche problema?
L'assistente dormiva, padrone.
Per ora sveglio?
S, padrone.
L'assistente gli fu improvvisamente di fronte, a letto
e con in volto un'espressione d'imbronciato risenti-
mento.
Baley rincul come se gli avessero eretto davanti una
barriera senza awertirlo. Ancora una volta gli era stata
celata un'informazione vitale. Ancora una volta lui non
aveva fatto le domande giuste.
Nessuno aveva pensato di dirgli che l'assistente di
Rikaine Delmarre era una donna.
Aveva i capelli un po' pi scuri del solito color
bronzo degli spaziali, e ne aveva una grande quantit,
in quel momento piuttosto in disordine. n suo volto
era ovale, il naso un po' bulboso, il mento largo. Si
stava lentamente grattando il fianco poco sopra la vita
e Baley sper che il lenzuolo sarebbe rimasto al suo
posto. Si ricord il libero atteggiamento di Gladia su
quello che era permesso quando si visionava.
Baley provava un divertimento sardonico per la sua
delusione. In un modo o nell'altro i terrestri davano
per scontato che tutte le donne spaziali fossero belle,
e certo Gladia aveva rafforzato in lui questa convinzio-
ne. Per quest'altra era comune anche secondo il
metro terrestre.
Quindi sorprese Baley, che trov attraente la sua
voce di contralto, quando disse: Senta, lo sa che ore
sono? .
Lo so, disse Baley a ma, visto che sto per venire
a vederla, mi sembrato corretto avvisarla.
a Vederm2? Cieli azzurri... Spalanc gli occhi e ap-
poggi una mano sul mento. (Su un dito aveva un
anello, il primo esempio di ornamento personale che
Baley vedeva su Solaria.) Aspetti, lei non il mio
nuovo assistente, vero?
No. Nulla del genere. Sono qui per investigare sulla
morte di Rikaine Delmarre.
Ah s? Be', investighi, allora.
Come si chiama?
Klorissa Cantoro.
E da quanto lavorava per il dottor Delmarre?
Da tre anni.
Suppongo che abbia rilevato lei il posto di lvoro.
142 1 143
(Baley si sentiva a disagio con quella definizione gene-
rica, ma non sapeva proprio come definire il posto in
cui lavorasse un ingegnere fetale.)
Vuol dire se sono alla fattoria? disse con tono
scontento Klorissa. Certo che ci sono. Non l'ho pi
lasciata da quando il vecchio se n' andato e non ho
intenzione di lasciarla finch non mi viene assegnato
un assistente. A proposito, non potrebbe sistemarla lei
la cosa?
Mi dispiace, signora. Qui non ho nessuna influenza
su nessuno.
Be', io ci ho provato.
Klorissa tir via il lenzuolo e usc dal letto, senza'
ombra di consapevolezza di quel che faceva Portava
un pi~iama a un pezzo e la mano le corse allo zip,
proprio dove finiva il collo.
Baley si affrett a dire: Solo un momento. Se lei
accetta di vedermi, questo pone fine al colloquio, per
ora, e lei potr vestirsi in privato .
In privato? Sporse il labbro inferiore e fiss Baley
con curiosit. Lei un pedante, vero? Come il capo.
Allora, vuole vedermi? Mi piacerebbe dare un'oc-
chiata alla fattoria.
Non afferro questa faccenda del vedersi, ma se
vuole visionare la fattoria le far da cicerone. Se mi
lascia modo di lavarmi, di badare ad alcune cose e di
svegliarmi un po', sar un piacere rompere la routine.
Io non voglio visionare niente. Voglio vcdcre.
La donna pieg il capo da un lato e il suo sguardo
perspicace aveva un'ombra di curiosit professionale.
Lei un pervertito o qualcosa del genere? Quando
stata l'ultima volta che si sottoposto a un'analisi
genetica?
Giosafatte borbott Baley. Senta, sono Elijah
Baley. Vengo dalla Terra.
Dalla Terra? grid lei con veemenza. Cieli azzur-
ri! E che diavolo ci fa qui? O questo uno scherzo
particolarmente complicato?
Non scherzo affatto. Sono stato chiamato per inve-
stigare sulla morte di Delmarre. Sono un agente in
borghese. Un detective. ~-
Ah, lei intende quel tipo di investigazione. Ma
credevo che tutti sapessero che stata sua moglie.
a No, signora, a questo proposito ho qualche doman-
da in mente. Le chiedo il permesso di vedere la fattoria
e lei. Come terrestre, capisce, non sono abituato a
visionare. Mi fa sentire a disagio. Ho il permesso del
capo della Sicurezza di vedere la gente che mi potrebbe
aiutare. Le mostrer il documento, se lo desidera
Vediamolo.
Baley tenne il rotolo fermo davanti ai suoi occhi
sgranati.
Lei scosse il capo. Vedere! E sporco. D'altra parte,
cieli azzurri, che cosa c' di pi sporco di un lavoro
sporco? Senta, per non mi venga vicino. Mi star un
bel po' distante. Possiamo gridare o mandarci messaggi
con un robot, se dobbiamo. Capito?
a Capito.
Apr il pigiama proprio mentre il contatto se ne
andava e l'ultima parola che Baley riusc a udire fu un
Terrestre! borbottato.
Cos abbastanza vicino esclam Klorissa.
Baley, che era a sette o otto metri dalla donna, disse
a sua volta a Va bene questa distanza, per vorrei
entrare dentro alla svelta .
Questa volta non era stato tanto male. Aveva fatto
poco caso al volo in aereo, ma era inutile strafare.
Continuava ad allargarsi il colletto per poter respirare
pi liberamente.
Che c' che non va? chiese bruscamente Klorissa.
Mi sembra malconcio.
Non sono abituato all'esterno.
E vero! Terrestre! Dovete stare dentro i pollai, o
qualcosa del genere. Cieli azzurri! Pass la lingua
sulle labbra, come se assaggiasse qualcosa di poco
appetitoso. a Be', allora entriamo, allora, ma prima
aspetti che mi tolga di mezzo. Va bene. Entri.
Aveva i capelli composti in due trecce che le girava-
no intorno al capo con uno schema complicato. Baley
si chiese quanto tempo ci voleva per sistemare una
simile acconciatura, per poi ricordarsi che con ogni
probabilit il lavoro l'avevano fatto le dita instancabili
di un robot.
I capelli mettevano in risalto il suo volto ovale e gli
davano una specie di simmetria che lo rendeva piace-
vole, se non carino. Sul volto non portava trucco n, in
quanto a questo, i suoi abiti servivano ad altro che a
coprirla funzionalmente. Erano di uno spento blu scu-
ro, tranne i guanti, lunghi fino al gomito, di un clamoro-
so lilla. Si sarebbe detto che questi ultimi non facessero
parte del suo modo ordinario di vestire. Baley not il
rigonfiamento di un dito, che denunciava la presenza
dell'anello sotto il guanto.
Si fermarono ai lati opposti di una sala, uno di fronte
all'altro.
Non le piace questo, disse Baley non vero,
signora?
Klorissa scroll le spalle. E perch dovrebbe pia-
cermi? Non sono un animale. Per posso sopportarlo.
Si diventa duri, quando si ha a che fare con... con...
fece una pausa, poi alz ii mento come se si fosse decisa
a dire quello che doveva dire senza eufemismi, con
bambini. Pronunci la parola con attenta precisione.
Si direbbe che non le piaccia il suo lavoro.
E un lavoro importante. Dev'essere fatto. Comun-
que non mi piace.
E a Rikaine Delmarre piaceva?
Immagino di no, ma non lo faceva mai intendere.
Era un buon solariano.
Ed era pedante.
Klorissa sembr sorpresa
L'ha detto lei disse Baley. Quando prima ci
visionavamo e io ho detto che avrebbe potuto rivestirsi
in privato, lei ha detto che ero pedante come il capo.
Ah. Be', certo che era pedante. Anche visionando
non si prendeva mai libert Sempre educato.
E questo era insolito?
Non dovrebbe esserlo. In teoria chiunque dovrebbe
essere corretto, ma nessuno lo mai. Non quando si
visiona Non implicata nessuna presenza personale,
cos perch prendersi tanta pena? & una cosa? Io non
mi prendevo mai pena quando visionavo, tranne che
con il capo. Con lui bisognava essere formali.
Ammirava il dottor Delmarre?
Era un buon solariano.
Ha chiamato fattoria questo posto e ha menzionato
bambini. Allevate i bambini, qui?
Da quando hanno un mese. Tutti i feti di Solaria
vengono qui. I>
Feti?
S. Rabbrivid. ff Li prendiamo un mese dopo il
concepimento. La imbarazza questo?
No si limit a dire Baley. Mi fa vedere in giro?
Certo, per mantenga la distanza.
Il lungo volto di Baley sembrava di pietra, tanto era
arcigno, mentre guardava dall'alto per tutta la lunghez-
za della sala. Tra il locale e loro c'era una vetrata.
Dall'altra parte, ne era sicuro, c'era una temperatura
perfettamente controllata, un'umidit perfettamente
controllata, un'asepsi perfettamente controllata. Quei
serbatoi in fila gli uni dietro gli altri contenevano
ciascuno una piccola creatura che fluttuava in un
liquido acquoso di precisa composizione, infuso di una
miscela nutriente di proporzioni ideali. Ne conseguiva-
no vita e crescita.
Piccole cose, alcune pi piccole del suo pugno, si
arrotolavano su se stesse, con crani sporgenti e micro-
scopiche labbra che germogliavano e code in via di
sparizione.
Dalla sua posizione a molti metri di distanza, Kloris-
sa disse: Le piace, agente? .
Quanti ne avete?
Fino a questa mattina, centocinquantadue. Ne rice-
viamo da quindici a venti al mese e ne dichiariamo
indipendenti altrettanti.
Questa l'unica istituzione del genere sul piane-
ta? ,,
Esatto. E sufficiente a mantenere la popolazione
stabile, considerando una spettanza di vita di trecento
anni e una popolazione di ventimila. Questo edificio
completamente nuovo. Il dottor Delmarre ne aveva
supervisionato la costruzione e aveva apportato molti
cambiamenti nelle nostre procedure. Il nostro tasso di
mortalit perinatale ora praticamente zero.
Dei robot camminavano intorno ai serbatoi. Ad ognu-
no si fermavano a controllare instancabilmente e meti-
colosamente, guardando il piccolo embrione all'in-
terno.
Chi opera la madre? chiese Baley. a Voglio dire,
per prelevare le piccole cose.
a Dottori rispose Klorissa
a Il dottor Delmarre?
a Naturalmente no. Dottori in medicina. Non avr
mica pensato che il dottor Delmarre si abbassasse a...
Be', non importa.
a Perch non si possono usare i robot?
a Robot in chirurgia? La Prima Legge lo rende molto
difficile, agente. Un robot potrebbe operare un'appen-
dicectomia e salvare una vita umana, se sapesse come,
ma dubito che poi potrebbe essere pi usato senza
riparazioni sostanziali. Per un cervello positronico ta-
gliare della carne umana sarebbe un'esperienza trau-
matica. I dottori umani possono allenarsi a indurirsi.
Anche alla richiesta di presenza personale.
Noto che per i robot badano ai feti osserv
Baley. a Lei e il dottor Delmarre non interferivate
mai?
a Qualche volta dovevamo, quando le cose non anda-
vano per il loro verso. Per esempio quando un feto
aveva difflcolt di sviluppo. Non si pu chiedere ai
robot di giudicare con accuratezza una situazione in
cui implicata una vita umana.
Baley annu. Troppo rischio di un giudizio sbagliato
e di una vita persa, suppongo.
Niente affatto. Troppo rischio di soprawalutare
una vita e di salvarla, sbagliando. Sembrava che la
donna si fosse irrigidita. a Come ingegneri fetali, Baley,
badiamo che nascano bambini in piena salute: solo
quelli in piena salute. Anche la migliore analisi genetica
dei genitori non pu garantire che tutte le permutazio-
ni e le combinazioni dei geni saranno favorevoli, per
non parlare della possibilit di mutazioni. E quella la
nostra preoccupazione principale, la mutazione inatte-
sa Di queste abbiamo una proporzione di meno di una
per mille, ma ci significa che in media abbiamo il
guaio ogni decade.
Si mosse lungo la veranda e Baley la segu.
a Le mostrer i nidi dei bambini annunci a e i
dormitori dei giovani. Sono un problema molto mag-
giore dei feti. Con loro possiamo fare solo un limitato
affidamento sul lavoro dei robot.
a E questo perch?
a Lo saprebbe se solo avesse mai cercato di insegna-
re a un robot l'importanza della disciplina. A questo la
Prima Legge li rende quasi refrattari. E non pensi che
i bambini non lo imparino non appena cominciano a
parlare. Ne ho visto uno di tre anni che teneva immobi-
lizzati una decina di robot continuando a gridare: "Mi
farai male, sto male, sto male". Ci vuole un robot
estremamente sofisticato per essere in grado di capire
quando un bambino mente deliberatamente.
a Il dottor Delmarre sapeva controllare i bambini?
a Di solito.
a E come faceva? Andava tra loro e cercava di fargli
entrare un po' di sale in zucca?
a Il dottor Delmarre? Toccarli? Cieli azzurri! Certo
che no! Ma sapeva parlare loro. E sapeva dare particola-
ri ordini a un robot. L'ho visto visionare un bambino
per quindici minuti, mantenendo un robot in posizione
di sculacciamento per tutto questo tempo, facendolo
sculacciare... sculacciare... sculacciare. Un po' di questa
cura e il bambino non avrebbe pi corso il rischio di
cercare d'imbrogliare il capo. E il capo era abbastanza
abile, tanto che dopo al robot non necessitava che una
riparazione di routine.
a E lei? Lei va mai in mezzo ai bambini?
a Temo di doverlo fare ogni tanto. Io non sono come
il capo. Forse un giorno riuscir a padroneggiare bene
la faccenda a distanzaj ma ora come ora, se provassi,
rovinerei i robot. C' un'arte nel controllare veramente
bene i robot, lo sa. Per, quando ci penso... Andare in
mezzo ai bambini. Piccole bestie!
Alz improvvisamente gli occhi a guardarlo. a Imma-
gino che non le importi di vederli.
a Non mi disturberebbe.
Lei scroll le spalle e lo fiss divertita. Terrestre! ~
Riprese a camminare. Comunque, a che serve tutto
questo? Deve concludere che Gladia Delmarre l'assas-
sina. De1~e.
Non ne sono del tutto sicuro. D
Com' possibile che non ne sia sicuro? Chi altri pu
essere stato?
Ci sono delle possibilit, signora.
a Chi, per esempio?
Be', per esempio, lei!
E la reazione di Klorissa sorprese Baley completa-
mente.
12. Viene mancato un bersaglio.
Rideva.
La risata cresceva e si nutriva di se stessa finch la
donna si trov ad annaspare per respirare, con la faccia
paffuta che era diventata paonazza. Si appoggi a un
muro cercando di respirare.
a No, non venga... vicino implor. a Sto bene.
Bal<~y disse grave: E tanto divertente questa possi-
bilit? .
Lei cerc di rispondergli e si rimise a ridere. Poi, con
un sospiro, disse: Ah, ma lei proprio un terrestre!
Come avrei mai potuto essere stata io? .
Lo conosceva bene ribatt Bal~y. Conosceva le
sue abitudini. Potrebbe averlo premeditato.
E lei pensa che l'avrei visto? Che gli sarei andata
abbastanza vicino per sbattergli qualcosa in testa? Ma
proprio non sa nulla, Baley.
Baley si sentiva arrossire. Perch non avrebbe
potuto avvicinarlo, signora? Lei ha fatto pratica di...
ehm... mescolanza.
Con i bambini.
Una cosa tira l'altra. Mi sembra capace di sopporta-
re la mia presenza.
A sei o sette metri di distanza precis lei con
disprezzo.
Ho appena visitato uno che ha quasi avuto un
collasso perch ha dovuto sopportare per un po' la mia
presenza.
E~lorissa si fece seria. Una differenza di grado.
Tenderei a dire che una differenza di grado tutto
quello che serve. L'abitudine a vedere bambini rendeva
possibile il sopportare la presenza di Delmarre abba-
stanza a lungo.
a Vorrei farle notare, mister Baley, disse Klorissa
che aveva del tutto smesso di apparire divertita che
non importa un fico per quanto tempo potessi soppor-
tare eccetera. Il pedante era il dottor Delmarre. Era
quasi come Leebig. Quasi. Anche se avessi resistito nel
vederlo, non avrebbe resistito lui nel vedere me. L'uni-
ca che avesse il permesso di presentarsi a tiro di vista
era la signora Delmarre.
a Chi questo Leebig che ha nominato?
Klorissa scroll le spalle. a Uno di quei tipi di scien-
ziato pazzo, se capisce quello che voglio dire. Ha
lavorato con il capo sui robot.
Baley lo archivi mentalmente, per poi tornare all'ar-
gomento principale. a Si potrebbe anche dire che lei
un movente ce l'aveva.
a Quale movente?
a La sua morte la metteva alla direzione di questo
istituto, dandole una posizione.
a E questo lo chiama un movente? Cieli azzurri, e chi
la vuole questa posizione? Chi potrebbe volerla su tutta
Solaria? Questo semmai era un movente per tenerlo in
vita. Era un movente per fluttuare sopra di lui e
proteggerlo in continuazione. Deve fare meglio di cos,
terrestre.
Incerto Baley si gratt il collo con un dito. Trovava
giusto quello che lei aveva detto.
a Ha notato il mio anello, mister Baley? riprese
Klorissa.
Per un istante sembr che stesse per tirarsi gi il
guanto destro, ma si trattenne.
L'ho notato.
Immagino che non sappia il suo significato.
No. (Non avrebbe mai finito con le prove d'igno-
ranza, pens amaramente.)
Non la secca una piccola lezione, allora?
Se mi aiuter a capire qualcosa di questo dannato
mondo, esplose Baley a ben venga. ~-
a Cieli azzurri! Klorissa sorrise. a Immagino che
sembriamo a lei come la Terra sembra a noi. Figurarsi.
Dico, qui c' una camera vuota. Entriamo e sediamoci...
No, non grande abbastanza. Guardi che cosa faccia-
mo: lei vada a sedersi dentro e io star in piedi qua
fuori.
Si allontan per il corridoio, dandogli spazio per
entrare nella stanza, per poi tornare e prendere posi-
zione contro il muro opposto, in un punto dove potesse
vederlo.
Baley si sedette, con a frenarlo solo un leggerissimo
attacco di cavalleria. Pens rivoltandosi: perch no?
Che stia in piedi la spaziale.
Klorissa incroci sul petto le braccia muscolose e
incominci: a La chiave della nostra societ l'analisi
dei geni. Non li analizziamo direttamente, naturale.
Comunque ogni gene governa un enzima, e gli enzimi
possiamo analizzarli. Se si conoscono gli enzimi, si
conosce la chimica del corpo. Se si conosce la chimica
del corpo, si conosce l'essere umano. Le chiaro tutto
questo? .
a La teoria la conosco disse Baley. a Non so come
venga applicata.
a Questo lo si fa qui. Vengono presi campioni del
sangue, quando l'infante si trova nell'ultima posizione
fetale. Questo ci d una prima rozza approssimazione.
In teoria a questo punto si dovrebbero poter cogliere
tutte le eventuali mutazioni e giudicare se si possa
rischiare una nascita. In pratica non ne sappiamo
abbastanza da poter eliminare ogni possibilit di erro-
re. Un giorno, forse. Comunque continuiamo a far test
dopo la nascita: biopsie e fluidi corporei. In ogni caso,
molto prima dell'et adulta, sappiamo esattamente di
che cosa son fatti i nostri ragazzi e le nostre ragazze.
(Zucchero e spezie... Una frase assurda balz alla
mente di Baley.)
a Portiamo anelli cQdificati per indicare la nostra
costituzione genetica continu Klorissa. a E un vec-
chio uso, un residuo primitivo dei giorni in cui i
solariani non erano stati ripuliti eugenicamente. Oggi
siamo tutti sani.
a Ma lei porta ancora il suo osserv Baley. a Per-
che?
I S2
Perch sono eccezionale disse senza imbarazzo e
senza arrossire la donna, con genuino orgoglio. Il
dottor Delmarre ha passato molto tempo in cerca di
un assistente. Aveva bisogno di qualcuno di ecceziona-
le. Cervello, ingegnosit, industriosit, stabilit. Soprat-
tutto stabilit. Qualcuno che potesse imparare a convi-
vere con i bambini senza andare a pezzi.
Lui non ci riusciva, no? Questo non era una prova
di instabilit?
In un certo senso s, concesse lei ma almeno
nella maggior parte delle circostanze era un'instabilit
desiderabile. Lei si lava le mani, no?
Lo sguardo di Baley cadde sulle sue mani. Erano
pulite come dovevano essere. S disse.
Va bene. Immagino che sia una prova di instabilit
avere tanta repulsione per le mani sporche da essere
incapace, in caso di emergenza, di pulire a mano un
meccanismo unto d'olio. Eppure nell'ordinano corso
della vita la repulsione ci mantiene puliti, il che
bene.
Vedo. Prosegua
Non c' molto altro da dire. La mia salute genica
la terza tra le pi alte registrate su Solaria, cos porto
il mio anello. E un record che mi piace portarmi
dietro.
a Mi congratulo con lei.
a Non occorre che sogghigni. Non sar qualcosa che
ho fatto io, sar solo la cieca permutazione tra geni
parentali, ma comunque sempre qualcosa di cui
essere orgogliosi. E nessuno mi crederebbe capace di
un atto cos seriamente psicotico come l'omicidio. Non
con il mio patrimonio genetico. Cos non perda tempo
a farmi accuse.
Baley scroll le spalle e non disse nulla. Sembrava
che la donna confondesse il patrimonio genetico con
le prove e presumibilmente il resto di Solaria avrebbe
fatto lo stesso.
a Non vuole vedere i ragazzi, ora? disse Klorissa.
a S, grazie.
Sembrava che i corridoi continuassero per sempre.
Owiamente il palazzo era gigantesco. Non enorme
come i banchi di appartamenti nelle Citt della Terra,
naturalmente, ma per essere un solo Sdificio aggrappa-
to alla superficie del pianeta, doveva essere una strut-
tura simile a una montagna.
C'erano centinaia di lettini pieni di bambini che
strillavano o dormivano o si nutrivano. C'erano sale
giochi per quelli che cominciavano ad andare a quattro
zampe.
Neanche a questa et sono tanto male, disse con
astio Klorissa anche se tengono occupato un enorme
numero di robot. Finch non arrivano a camminare ci
vuole praticamente un robot per bambino.
E questo perch?
Se non ricevono attenzione individuale, si ammala-
no.
Baley annu. S, immagino che non si possa passare
sopra alla necessit di affetto.
Klorissa fremette. a I bambini richiedono attenzio-
ne disse brusca.
a Sono un po' sorpreso che dei robot riesCanQ a
soddisfare la necessit di affetto.
Lei rote verso Baley, con la distanza tra loro che
non era sufficiente a nascondere la sua contrariet.
a Ora senta, Baley, se cerca di scioccarmi usando termi-
ni spiacevoli, non ce la far. Cieli azzurri, non sia
infantile.
a Scioccarla?
a Anch'io posso usare quella parola. Affetto! Se vuole
c' anche una parola di cinque lettere. So dire anche
quella. Amore! Amore! Ora, anche se non rientra nelle
sue abitudini, si comporti bene.
Baley non s'ingolf in una discussione sull'oscenit.
Allora, disse i robot possono dare l'attenzione
necessaria?
Owiamente, se no questa fattoria non sarebbe il
successo che . Giocano con il bambino. Si sdraiano
vicino a lui e lo coccolano. Al bambino non importa
nulla che si tratti di un robot. Ma poi le cose diventano
pi difficili tra i tre e i dieci.
a Oh?
154. 1 155
Durante questo periodo i bambini insistono nel
giocare gli uni con gli altri. Del tutto indiscriminata-
mente.
E li lasciate fare.
a Dobbiamo, ma non dimentichiamo mai l'obbligo
che abbiamo di insegnar loro i requisiti dell'et adulta.
Ciascuno ha una camera separata che pu essere
chiusa~ Fin dall'inizio devono dormire soli. Su questo
siamo irremovibili. E poi hanno tutti i giorni un perio-
do di isolamento che cresce con gli anni. Quando un
bambino ha raggiunto i dieci anni, in grado di
limitarsi alla visione per una settimana di fila. Natural-
mente le visioni sono organizzate con complessit.
Possono visionare all'esterno, in movimento e per tutto
il giorno.
a Sono sorpreso comment Baley a che riusciate a
neutralizzare un istinto tanto profondo. Che lo neutra-
lizziate lo vedo. Eppure mi meraviglia.
a Quale istinto? domando Klorissa con impeto.
a L'istinto gregario. C': l'ha detto lei che i bambini
insistono per giocare insieme.
Klorissa scroll le spalle. a Quello lo chiama istinto?
E poi, anche se lo fosse? Cieli azzurri, un bambino ha
la paura istintiva di cadere, ma gli adulti possono
essere addestrati a lavorare in posti elevati, anche dove
c' il continuo pericolo di cadere. Non ha mai visto
esibizioni ginnastiche sulla fune? Ci sono mondi in cui
la gente vive in palazzi altissimi. E poi i bambini hanno
anche la paura istintiva dei rumori forti, ma lei ne ha
paura?
a Non senza ragione.
a Sarei pronta a scommettere che la gente della
Terra non capace di dormire, quando c' veramente
il silenzio. Cieli azzurri, non c' istinto che non si possa
arrendere a una buona e persistente educazione. Certo
non negli esseri umani i cui istinti sono comunque
deboli. Infatti, se la portte a fondo, ad ogni generazio-
ne l'educazione diventa pi facile. Questione di evolu-
zione.
a E questo come mai?
Non capisce? Ogni individuo durante il suo svilup-
po ripete la sua storia evolutiva. Quei feti, che ha visto,
pr un certo tempo hanno coda e branchie. Non
possono saltare questi stadi. E nello stesso modo i pi
giovani devono passare per lo stadio sociale-animale-
sco. Ma come un feto pu oltrepassare in un mese uno
stadio che l'evoluzione ci ha messo cento milioni d'anni
a esaurire cos i nostri bambini possono uscire in fretta
dallo stadio sociale-animalesco. Il dottor Delmarre era
dell'opinione che, col passare delle generazioni, ne
sarebbero usciti sempre pi in fretta.
Ed cos?
a Stimava che in tremila anni, al presente ritmo di
progresso, avremo bambini che accetteranno immedia-
tamente la visione. Il capo aveva anche altri progetti.
Era interessato a migliorare i robot al punto di renderli
capaci di mantenere la disciplina tra i bambini senza
per questo diventare mentalmente instabili. Perch
no? Disciplina oggi per una miglior vita domani
un'autentica espressione della Prima Legge, se solo i
robot fossero in grado di capirlo.
E questo tipo di robot non stato ancora prodot-
to?
EClorissa scosse il capo. Temo di no. Il dottor
Delmarre e Leebig lavoravano intensamente su model
li sperimentali.
Il dottor Delmarre non aveva mandato dei modelli
alla sua tenuta? Era un robotista abbastanza buono da
condurre dei test per conto suo?
Oh, s. Faceva dei test sui robot molto spesso.
Sa che quando stato ucciso c'era un robot con
lui?
Me l'hanno detto.
Sa che tipo di modello fosse?
Dovrebbe chiedere a Leebig. Come le ho detto, il
robotista che lavorava col dottor Delmarre.
Lei ne sa niente?
Niente di niente.
Se le viene in mente qualcosa, me lo faccia sapere.
Certo. E non credo che nuovi modelli di robot
esaurissero gli interessi del dottor Delmarre. Era solito
dire che verr il tempo in cui delle uova non fertilizzate
156 1 ~ 157
saranno immagazzinate in banche alla temperatura
dell'aria liquida per essere poi usate per la fecondazio-
ne artificiale. In questo modo i principi eugenici po-
trebbero essere veramente applicati e potremmo sba-
razzarci delle ultime vestigia di ogni necessit di veder-
ci. Non sono sicura che avrei potuto seguirlo tanto
lontano, ma era un uomo di cultura avanzata: un
buonissimo solariano.
Si affrett ad aggiungere~ ff Vuole venire fuori? I
gruppi tra i cinque e gli otto sono incoraggiati a giocare
all'esterno, e cos potrebbe vederli in azione .
Tenter disse Baley con cautela. Potrei dover
rientrare a breve scadenza.
a Ah, s, dimenticavo. Forse preferirebbe non andar
fuori affatto?
No. Baley si costrinse a sorridere. Sto cercando
di abituarmi all'esterno.
Ci che era pesante da sopportare era il vento.
Rendeva difficile la respirazione. Non che fosse freddo,
in senso fisico immediato, ma la sua sensazione, la
sensazione degli abiti che gli si agitavano sul corpo,
davano a Baley una specie di brivido.
Quando cercava di parlare gli battevano i denti e
doveva forzare le parole a uscire di bocca. Gli facevano
male gli occhi a guardare tanto lontano verso un
orizzonte cos pieno di un nebuloso verde e azzurro
che provava un limitato sollievo fissando il sentiero
immediatamente daYanti ai suoi piedi. Soprattutto
evita~a di alzare gli occhi a quel vuoto azzurro, vuoto,
cio, se si eccettuavano i bianchi cumuli di nuvole
sparse qua e l e il fulgore del sole nudo.
Eppure riusciva a combattere l'impulso di scappare,
di tornare al chiuso.
Seguendo Klorissa ai soliti dieci passi di distanza,
oltrepass un albero e allung una mano per toccarlo.
Al tatto era duro e rugoso. Sopra di lui si muovevano
le fronde fruscianti, ma non alz gli occhi a guardarle.
Un albero vivo!
Come si sente? grid Klorissa
Bene. ~
Da qui pu vedere un gruppo di ragazzi continu
lei. Sono occupati in qualche gioco. I robot organizza-
no i giochi e stanno attenti che i piccoli animali non si
facciano saltar fuori gli occhi a calci l'un l'altro. Con la
presenza personale questo si pu fare, lo sa
Baley alz lentamente gli occhi, facendo scorrere lo
sguardo lungo il sentiero di cemento fino all'erba, e poi
gi per la scarpata, sempre pi lontano (molto cauta-
mente), pronto a girarsi di scatto se si fosse spaventa-
to... Provando con gli occhi...
C'erano piccole figure di bambini e bambine che
correvano pazzamente in giro, incuranti di essere sulla
buccia esterna di un mondo con sopra di loro niente
altro che aria e spazio. Lo scintillo di qualche robot si
muoveva agilmente qua e l tra di loro. Il chiasso dei
bambini era qualcosa di incoerentemente gracidante
nell'aria.
Amano tutto ci disse Klorissa. Spingersi e
tirarsi e bisticciare e cadere e rialzarsi e comunque
toccarsi. Cieli azzurri! Come fanno i bambini a riuscire
a crescere?
Che cosa fanno quei bambini pi grandi? chiese
Baley. Indic un gruppo di raga7zi isolati che stavano
da una parte.
Visionano. Non sono in stato di presenza personale.
Visionando possono camminare insieme, parlare insie-
me, correre insieme, giocare insieme. Tutto tranne il
contatto fisico.
Dove vanno i bambini, quando lasciano questo
posto?
Alle loro tenute. In media il numero delle morti
pari al numero dei rilasciati.
Alle tenute dei loro genitori?
Cieli azzurri, no! Sarebbe una sorprendente coinci-
denza, non le pare?, che un genitore morisse proprio
durante l'et del rilascio di suo figlio. No, i bambini
prendono le tenute diventate vacanti. Comunque non
saprei se qualcuno di loro sarebbe particolarmente
felice a vivere in una casa che una volta era appartenu-
ta ai suoi genitori, naturalmente supponendo che sa-
pessero chi sono i loro genitori.
Non lo sanno?
Lei alz le sopracciglia E perch dovrebbero?
I genitori non vengono a visitare i figli, qui?
Che razza di mente ha, lei! Perch dovrebbero
desiderarlo?
Non le dispiace chiese Baley se chiarisco una
cosa per mia conoscenza? E maleducazione chiedere a
una persona se ha bambini?
E una domanda intima, non le sembra?
In un certo senso.
Io sono indurita. I bambini sono il mio lavoro.
L'altra gente non lo .
Lei ha bambini?
Il pomo d'Adamo di Norissa le fece in gola un
leggero ma chiaramente percettibile movimento men-
tre inghiottiva. Me lo merito, immagino. E lei si
merita una risposta. No, non ne ho.
E sposata?
S, e ho una mia tenuta, e sarei l, se non fosse per
questa emergenza. Non sono sicura di poter controlla-
re tutti i robot, se non sono qui di persona
Si gir con aria infelice, per poi fare un segno. Ora
uno caduto, e naturalmente sta piangendo.
Un robot correva verso di lui, divorando lo spazio a
grandi passi.
Sar raccolto, comment Klorissa abbracciato
e, se ci fosse un danno effettivo, mi chiamerebbero.
Spero di non doverlo fare aggiunse nervosamente.
Baley inspir profondamente. Not, a una ventina di
metri sulla sua sinistra, tre alberi che forrnavano un
piccolo triangolo. Cammin in quella direzione, I'erba
morbida e repellente sotto i piedi, disgustosa nella sua
sofficit (come camminare su carne in putrefazione, e
al pensiero quasi vomit).
Infine vi fu in mezo con la schiena contro un tronco.
Era quasi come essere circondato da muri imperfetti.
Il sole era solo un'ondeggiante serie di barbagli attra-
verso le fronde, cos frammentato da perdere quasi
tutto l'orrore.
Klorissa lo guardava dal sentiero, poi lentamente
dimezz la distanza.
Le dispiace se resto un po' qui? chiese Baley.
Prosegua disse Norissa.
Una volta che i giovani sono usciti di qui, come
fanno a corteggiarsi?
Corteggiarsi?
Conoscersi l'un l'altro chiar Baley, chiedendosi
vagamente come si potesse esprimere l'idea con sicu-
rezza, in modo da potersi sposare.
Non un problema loro rispose Klorissa. Ven-
gono accoppiati in base all'analisi dei geni, di solito
quando sono molto giovani. E un modo ragionevole,
no?
E loro sono d'accordo?
Di sposarsi? Mai! E un processo molto traumatico.
Fin dall'inizio devono abituarsi l'uno all'altra e il veder-
si un po' tutti i giomi, una volta passata la nausea
iniziale, fa miracoli.
E se a loro il partner non piace?
Cosa? Se l'analisi dei geni indica compatibilit, che
differenza fa se...
Capisco si affrett a dire Baley. Pensava alla Terra
e sospir.
C' qualcosa d'altro che vorrebbe sapere? chiese
Norissa
Baley si chiese se fosse profittevole prolungare la
visita. Non gli sarebbe dispiaciuto farla finita con
Norissa e l'ingegneria fetale, in modo di passare alla
mossa successiva.
Apr la bocca per esprimersi in questo senso, quando
Norissa si mise a chiamare qualcosa lontano. Ragaz-
zo! Tu, laggi! Che cosa fai? Poi, girandosi sulla spalla
Terrestre! Baley! Attento! Attento! .
Baley quasi non la cap. Reag al tono d'urgenza della
sua voce. Lo sforzo nervoso che teneva tese le sue
emozioni si allarg di scatto per fiammeggiare nel
panico. Tutto il terrore dell'aria aperta e della cupola
senza fine del cielo gli irruppe addosso.
Baley parl inarticolatamente. Ud la sua bocca
emettere suoni senza significato e si sent cadere sulle
ginocchia e lentamente rotolare di fianco come se
osservasse l'azione da lontano.
160 ~ 161
Ancora da lontano ud il ronzio sospirante che fende-
va l'aria sopra di lui e terminava con un suono secco.
Baley chiuse gli occhi e le sue dita afferrarono una
piccola radice affiorante, con le unghie affondate nello
sporco.
Riapr gli occhi (doveva essere stato solo qualche
momento dopo). Klorissa stava rimproverando brusca-
mente un ragazzo che rimaneva a distanza. Un robot
stava silenzioso vicino a Klorissa Baley ebbe solo il
tempo di notare che il giovane aveva in mano un
oggetto teso con una corda prima che gli occhi gli
deviassero altrove.
Respirando pesantemente Baley lott per alzarsi in
piedi. Fissava l'a~ticella di metallo lucido infissa nel
tronco contro cui era stato appoggiato. La tir e venne
fuori con facilit. Non era penetrata profondamente.
Guard la punta senza toccarla. Era smussata, ma
sarebbe stata sufficiente a lacerargli la pelle, se non si
fosse lasciato cadere.
Gli ci vollero due tentativi, prima di riuscire a muo-
vere le gambe. Fece un passo verso Klorissa e chiam.
a Tu. Ragazzo.
Klorissa si volt, con la faccia rossa. E stato un
incidente disse. Si fatto male?
a No! E questa cos'?
E una freccia E stata lanciata da un arco, che fa
fare il lavoro a una corda tesa.
Cos grid impudentemente il ragazzo, e tir
un'altra freccia in aria per poi scoppiare a ridere. Aveva
i capelli chiari e il corpo flessuoso.
Sarai punito disse Klorissa. E ora vattene!
Aspetta, aspetta grid Baley. Si sfregava un ginoc-
chio, spellato da un sasso nella caduta. Ho qualche
domanda da farti. Come ti chiami?
Bik disse il ragazzo con noncuranza
~ L'hai tirata a me la freccia, Bik?
Esatto.
t~ Ti rendi conto che avresti potuto colpirmi, se non
mi avessero awisato in tempo di abbassarmi?
Bik scroll le spalle. Ho tirato per colpire.
Klorissa si affrett a parlare. a Lasci che le spieghi.
Il tiro con l'arco uno sport incoraggiato. E competiti-
vo senza richiedere contatti. Facciamo delle gare tra i
ragazi usando la sola visione. Ora temo che qualche
ragazzo tiri contro i robot. Lo diverte e ai robot non fa
male. Io sono l'unico adulto della tenuta, e quando il
ragazzo l'ha vista deve aver pensato che lei fosse un
robot.
Baley ascoltava. La mente gli si stava schiarendo e
la naturale aria cocciuta del suo volto s'intensific.
Bik, disse a pensavi che io fossi un robot?
No disse il ragazo. Tu sei un terrestre.
c~Vabene.Va',ora.
Bik si gir e si allontan fischiettando. Baley si
rivolse al robot. a Tu! Come ha fatto il ragazzo a sapere
che ero un terrestre? Oppure non eri con lui quando
ha tirato?
Ero con lui, padrone. Gliel'ho detto io che lei era
terrestre.
Gli hai detto che cos'era un terrestre?
S, padrone.
E che cos' un terrestre?
Un tipo umano inferiore a cui non dovrebbe essere
permesso di mettere piede su Solaria, perch porta
malattie, padrone.
E chi ti ha detto questo, ragazzo?
Il robot rimase in silenzio.
Baley insistette Non sai chi te l'ha detto?
No, padrone. E nel mio magazzino memorie.
Cos hai detto al ragazzo che io ero un essere
inferiore che spargeva malattie, e lui mi ha tirato
immediatamente. Perch non l'hai fermato?
Avrei voluto, padrone. Non avrei permesso che un
umano patisse danno, nemmeno un terrestre, ma lui si
mosso troppo rapidamente e io non sono stato
abbastanza veloce.
Forse hai pensato che io ero solo un terrestre, non
completamente umano, e hai esitato un poco.
No, padrone.
Lo disse con quieta calma, ma le labbra di Baley
ebbero un guizzo tetro. Il robot poteva negare tutto in
162 1. 163
buona fede, ma Baley sentiva che era proprio quello il
fattore implicito.
a Che cosa facevi con il ragazzo? chiese.
a Gli stavo portando le frecce, padrone.
a Posso vederle?
Alz la mano. Il robot si awicin a consegnargliene
una decina. Baley mise ai suoi piedi la freccia originale,
quella che aveva colpito l'albero, e si mise a guardare
le altre una per una. Le restitu e riprese la freccia
originale.
a Perch hai dato questa particolare freccia al ragaz
zo?
a Per nessun motivo, padrone. Qualche istante prima
aveva chiesto una freccia, e quella stata la prima che
le mie dita hanno raggiunto. Lui era in cerca di un
bersaglio, poi ha notato lei e ha chiesto che razza di
essere umano fosse. Ho spiegato che...
a Lo so che cos'hai spiegato. Questa freccia che gli
hai passato l'unica con le piume grigie. Le altre le
hanno nere.
Il robot si limit a fissarlo.
a L'hai guidato tu qui il ragazzo?
a Camminavamo a casaccio, padrone.
Il terrestre guardava attraverso il varco tra i due
alberi per il quale era passata la freccia diretta al suo
bersaglio. Disse: a Per caso, non che questo Bik sia il
migliore aFciere che avete qui? .
Il robot pieg la testa. a E il migliore, padrone. ~
Klorissa era a bocca aperta. a Come ha fatto a indovi-
narlo?
E logico disse Baley asciutto. a Ora la prego di
osservare questa freccia e le altre. La freccia con le
piume grigie l'unica che sembra unta in punta.
Signora, dicendole che mi ha salvato la vita, rischio il
melodramma, ma questa freccia avvelenata. ~
13. Viene atfrontato un robotista.
a Impossibile! disse Klorissa. a Cieli azzurri, assoluta-
mente impossibile.`
a Comunque la si metta, cos. C' un animale
sacrificabile, nella fattoria? Lo prenda, lo graffi con la
freccia e vedr che cosa accade.
a Ma perch qualcuno vorrebbe...
Il perch lo so la interruppe Baley rauco. La
domanda : chi?
Nessuno.
Baley sentiva tornare le vertigini e divent villano.
Gett la freccia verso la donna che rimase a fissare a
occhi spalancati il punto dov'era caduta.
La raccolga, grid Baley e se non vuole farci su
un test, la distrugga. La lasci qui e prima o poi i
bambini avranno un brutto incidente, se riescono a
metterci sopra le mani.
Lei si affrett a raccoglierla, reggendola tra pollice e
indice.
Baley corse alla pi vicina entrata del palazzo, con
Klorissa che lo segu fin nell'interno reggendo cauta-
mente la freccia.
Al conforto del chiuso Baley sent ritornargli una
certa misura d'equanimit. Chi ha avvelenato la frec-
cia? chiese.
Non riesco a immaginarlo.
Ritengo improbabile che sia stato il ragazzo. Avreb-
be modo di dirmi chi sono i suoi genitori?
Possiamo controllare negli archivi disse lei tetra.
Allora tenete la registrazione delle parentele?
Dobbiamo farlo per l'analisi dei geni. ~>
a Il ragazzo non potrebbe sapere chi sono i suoi
genitori?
In nessun caso esclam energicamente Klorissa.
E non avrebbe modo di scoprirlo?
Dovrebbe aver accesso alla sala archivi. Impossibi-
le.
Supponiamo che un adulto visiti la tenuta e voglia
sapere chi sia suo figlio...
Klorissa arross. Molto improbabile.
Supponiamolo lo stesso. Gli sarebbe detto, se lo
chiedesse?
Non saprei. Non sarebbe proprio illegale per lui
venirlo a sapere. Certo che non consueto.
~ei glielo direbbe?
Cercherei di non farlo. So che il dottor Delmarre
non lo avrebbe fatto. Pensava che la conoscenza delle
parentele fosse riservata solo all'analisi dei geni. Prima
di lui le cose erano pi libere... Comunque, perch me
lo chiede?
Non vedo come il ragazzo possa avere un proprio
movente. Pensavo che forse avrebbe potuto averne uno
per mezzo dei genitori.
Tutto questo orribile. Nel suo sconvolgimento
Klorissa si avvicin molto pi del solito. Tese anche le
braccia verso di lui. Come pu succedere? Il capo
ucciso; lei quasi ucciso. Su Solaria non c' ragione di
violenza. Abbiamo tutto quello che vogliamo e non ci
sono ambizioni personali. Non conosciamo le parente-
le familiari e quindi nemmeno le ambizioni familiari.
Siamo tutti in buona salute genetica.
All'improvviso le si rischiar il volto. Aspetti. Que-
sta freccia non pu essere avvelenata. Non avrei dovu-
to lasciarmi convincere da lei.
Perch lo ha deciso cos all'improwiso?
Il robot con Bik. Non avrebbe mai permesso il
veleno. E inconcepibile che possa aver fatto qualcosa
in grado di recar danno a un essere umano. La Prima
Legge della Robotica ci d questa sicurezza.
Ah s? disse Baley. Mi chiedo che cosa sia la
Pnma Legge.
Klorissa lo fissava vacua. Che cosa vuol dire? ~
Nulla. Faccia un test sulla freccia e vedr che
awelenata. Anche Baley era poco interessato all'argo-
mento. Al di l di qualunque discussione, sapeva che si
trattava di veleno.
Crede ancora domand che la signora Delmarre
sia colpevole della morte di suo marito?
Era l'unica presente.
Vedo. E lei l'unico altro essere umano adulto
presente in questa tenuta, quando mi hanno tirato una
freccia avvelenata.
Non ci ho nulla a che fare! esclam lei con
energia.
Forse no. E forse la signora Delmarre altrettanto
innocente. Posso usare il suo parlatorio?
S, naturalmente.
Baley sapeva esattamente chi intendeva visionare, e
non era Gladia. Fu una sorpresa per lui udire la propria
voce che diceva: Chiama Gladia Delmarre .
Il robot ubbid senza commenti e Baley osserv
attonito le manipolazioni, chiedendosi perch aveva
dato l'ordine.
Era perch la ragazza era appena stata argomento di
discussione, o perch era rimasto scosso dal modo con
cui era finito l'ultimo colloquio, o pi semplicemente
perch la vista della vigorosa e quasi eccessivamente
pratica figura di Klorissa aveva infine fatto sentire la
necessit di un'occhiata a Gladia come antidoto?
Pens difensivo: Giosafatte! Qualche volta uno deve
suonare a orecchio.
Improvvisamente lei era l davanti a lui, seduta in
una grande poltrona che la faceva apparire pi piccola
e pi indifesa che mai. Aveva i capelli pettinati all'indie-
tro in una grande coda. Portava orecchini con gemme
che luccicavano come diamanti. L'abito era semplice e
le aderiva in vita.
Lei parl a bassa voce. Sono felice che tu abbia
visionato, Elijah. Stavo cercando di raggiungerti.
Buon giorno, Gladia. (Pomeriggio, sera? Non sa-
peva l'ora di Gladia, n era in grado di desumerla da
come lei era vestita.) a Perch cercavi di raggiungermi?
Per dirti che mi dispiaceva di aver perso la calma,
I'ultima volta che ci siamo visionati. Mister Olivaw non
ha saputo dirmi dove ti si potesse trovare.
Per un istante Baley ebbe la visione di Daneel ancora
confinato tra gli occhiuti robot e quasi sorrise. D'ac-
cordo, disse tra qualche ora verr a vederti.
Naturalmente se... Ve~ermi?
Presenza personale conferm lui grave.
Gli occhi le si spalancarono mentre scavava con le
dita nella plastica morbida dei braccioli. C' qualche
motivo per questo?
E necessario.
Non credo...
Me lo permetti?
Lei guard altrove. E proprio assolutamente neces-
sario?
S. Prima per devo vedere qualcun altro. Tuo
marito si interessava ai robot. Me l'hai detto tu, e l'ho
sentito anche da altre fonti. Ma non era un robotista,
no?
Non era il suo campo, Elijah. Evitava ancora i suoi
occhi.
Ma lavorava con un robotista, no?
Jothan Leebig conferm lei. Un buon amico mio.
Davvero? chiese Baley con energia.
Gladia sembr sorpresa. Non avrei dovuto dirlo?
Perch no, se la verit?
Ho sempre paura di dire cose che mi facciano
sembrare come se... Tu non sai com', quando tutti
sono convinti che tu hai fatto qualcosa.
Rilssati. Come mai quel Leebig amico tuo?
Oh, non saprei. Sta nella tenuta vicina, per incomin-
ciare. L'energia necessaria a visionare quindi ridotta
praticamente a zero, sicch possiamo visionarci in
continuazione in moto libero, senza inconvenienti. Fac-
ciamo un sacco di passeggiate insieme; o comunque le
facevamo.
Non capisco come tu possa andare a far passeggiate
con qualcuno.
Gladia arross. Ho detto visionarci. Oh be', continuo
16~
a dimenticarmi che sei un terrestre. Visionarci in moto
libero significa che veniamo messi a fuoco in modo da
andare dove vogliamo senza perdere il contatto. Io
passeggio nella mia tenuta, lui nella sua, e cos stiamo
insieme. Alz il mento. Pu essere piacevole.
Poi ridacchi improvvisamente. Povero Jothan.
Perch dici cos?
Pensavo a te che credevi che passeggiassimo insie-
me senza visionarci. Morirebbe, se pensasse che qual-
cuno possa crederlo.
Perch?
Da questo punto di vista tremendo. Mi ha detto
che quando aveva cinque anni ha smesso di vedere
gente. Insisteva per visionare soltanto. Ci sono dei
bambini cos. Rikaine, si ferm un istante confusa per
poi riprendere Rikaine, mio marito una volta che
parlavo di Jothan, mi ha detto che in fturo ci sarebbe-
ro stati sempre pi bambini cos. Diceva che era una
specie di evoluzione sociale che favoriva la sopravvi-
venza di coloro pi portati a visionare. Lo pensi anche
tu?
Non ho l'autorevolezza rispose Baley.
Jothan non si nemmeno sposato. Rikaine era
seccato con lui, gli diceva che era antisociale e che lui
possedeva dei geni che erano necessari al patrimonio
comune, ma Jothan si limitava a rifiutarsi di considera-
re la cosa.
Aveva il diritto di rifiutarsi?
No-o, disse esitando Gladia ma un robotista
molto brillante, sai, e su Solaria i robotisti sono consi-
derati di valore. Immagino che abbiano chiuso un
occhio. Soltanto, credo che Rikaine stesse per smettere
di lavorare con Jothan. Una volta mi ha detto che
Jothan era un cattivo solariano.
L'ha detto anche a Jothan?
Non lo so. Ha lavorato con Jothan fino alla fine.
a Ma pensava che Jothan fosse un cattivo solariano
perch rifiutava di sposarsi?
a Rikaine una volta ha detto che il matrimonio la
cosa pi dura della vita, ma che doveva essere soppor-
tata.
169
a Che cosa ne pensi?
A proposito di che, Elijah?
a Sul matrimonio. Pensi anche tu che sia la cosa pi
dura della vita?
Lentamente il volto le divenne inespressivo come se
lei ne lavasse via meticolosamente le emozioni. a Non
ci ho mai pensato >~ rispose.
Hai detto che vai continuamente a far passeggiate
con Jothan Leebig, poi ti sei corretta e ti sei espressa
al passato. Vai ancora a far passeggiate con lui, eh?
Gladia scosse il capo. Il volto torn ad essere espres-
sivo. Tristezza. a No. Sembra di no. L'ho visionato una
volta o due. Sembrava sempre occupato e non mi
piaceva di... Sai com'.
E questo accaduto dopo la morte di tuo marito?
No, anche un po' di tempo prima Parecchi mesi
prima.
Pensi che il dottor Delmarre gli abbia ordinato di
non prestarti pi attenzione?
Gladia sembr sorpresa. a E perch avrebbe dovuto?
Jothan non un robot, e neanch'io. Come possiamo
ricevere ordini, e perch Rikaine avrebbe dovuto dar-
li?
Baley non si diede la pena di cercare di spiegare.
Avrebbe potuto farlo solo in termini terrestri e questo
non avrebbe reso le cose pi chiare alla ragazza. E se
avesse cercato di chiarirle, il risultato avrebbe potuto
risultarle disgustoso.
Ancora una domanda prosegu. Quando avr
finito con Leebig ti visioner ancora. Che ore sono l?
Gli dispiacque immediatamente di aver posto questa
domanda. I robot avrebbero risposto con equivalenti
terrestri, ma Gladia avrebbe potuto rispondere in unit
solariane e Baley era stanco di sfoggiare la sua igno-
ranza.
Ma Gladia rispose in semplici termini qualitativi. E
pomeriggio inoltrato disse.
Allora cos anche nella tenuta di Leebig?
Oh, s.
Bene. Ti visioner ancora, cos potremo metterci
d'accordo per vederci.
Lei torn ad essere esitante. Ma proprio assoluta-
mente necessario?
S.
Molto bene disse lei a voce bassa.
Ci fu un po' di ritardo nell'entrare in contatto con
Leebig, e Baley lo utiliz mangiando un altro sandwi-
ch, che gli era stato portato nella confezione originale.
Ma lui aveva incominciato a stare pi attento. Prima
di romperlo ispezion accuratamente il sigillo, e poi
esamin meticolosamente il contenuto.
Accett anche un contenitore plastico di latte, non
molto gelato. Pratic un'apertura con i denti e bevve
direttamente da questa. Pens tetro che ci sono cose
come lenti veleni inodori e insapori che si possono
introdurre delicatamente con una siringa ipodermica o
con getti ad alta pressione, ma mise da parte come
infantile questa idea.
Fino a quel momento omicidi e tentati omicidi erano
stati commessi nel modo pi diretto possibile. Non
c'era nulla di delicato o sottile nel dare un colpo su
una testa, nel mettere in un bicchiere un veleno capace
di uccidere uomini a decine o nell'avvelenare una
freccia tirata apertamente sulla vittima.
E poi pens, un po' meno tetramente, ma solo un po',
che finch saltava in questo modo da un fuso orario
all'altro, sarebbe stato piuttosto improbabile che faces-
se pasti regolari. 0, se avesse continuato cos, dei sonni
regolari.
Gli si avvicin il robot. Il dottor Leebig le ordina
di chiamarlo domani mattina. E occupato in un lavoro
importante.
Baley balz in piedi e rugg: Di' a quel... .
Si blocc. Era inutile urlare a un robot. Cio uno
poteva anche urlare, se gli girava, ma avrebbe ottenuto
gli stessi risultati con un sospiro.
Disse in tono colloquiale: Di' al dottor Leebig, o al
suo robot, se questo soltanto che hai raggiunto finora,
che sto investigando sull'omicidio di un suo conoscen-
te intimo, buon solariano. Digli che non posso aspetta-
re il suo lavoro. Digli che, se non lo visiono entro
~=~
cinque minuti, salgo in aereo ed entro un'ora piombo
nella sua tenuta a vederlo. Usa proprio questa parola,
vederlo, in modo che non ci siano errori .
Ritorn al suo sandwich.
I cinque minuti non erano ancora passati che Leebig,
o almeno un solariano che Baley presumette essere
Leebig, lo stava fissando.
Baley ricambi lo sguardo. Leebig era un uomo
magro che si teneva rigidamente eretto. I suoi occhi,
scuri e sporgenti, avevano uno sguardo d'intensa astra-
zione che ora si combinava con l'ira. Una delle palpe-
bre era un po' cadente.
E lei il terrestre? disse.
Elijah Baley, disse Baley agente in borghese C-7,
incaricato del caso di omicidio del dottor Rikaine
Delmarre. Lei come si chiama?
Sono il dottor Jothan Leebig. Cosa le fa pensare di
potersi intromettere nella mia attivit?
E semplice rispose quieto il terrestre. E il mio
lavoro.
Allora porti il suo lavoro da un'altra parte.
~ Prima devo farle qualche domanda, dottore. Ho
ragione di credere che lei fosse un conoscente intimo
del dottor Delmarre. Giusto?
Una delle mani di Leebig si serr improvvisamente
a pugno ed egli and a grandi passi verso un camino
su cui piccoli aggeggi a orologeria facevano complicati
movimenti periodici che catturavano ipnoticamente
l'occhio.
n visore continuava a restare focalizzato su Leebig
in modo che la sua figura, mentre lui camminava,
rimaneva al centro della proiezione. Era piuttosto la
stanza che sembrava muoversi all'indietro andando
leggermente su e gi, mentre lui si muoveva.
Leebig disse: Lei lo straniero che Gruer minaccia-
va di far venire... .
S.
Allora lei qui contro il mio consiglio. Visione
terminata.
Non ancora. Non rompa il contatto. Baley alz
contemporaneamente un dito e la voce. Punt il dito
verso il robotista, che si rannicchi visibilmente, le
labbra tese in un'espressione di disgusto.
Baley prosegu: Non bluffavo mica sul fatto di
vederla, sa? .
Nessuna volgarit terrestre, prego.
Una dichiarazione esplicita quella che intende
essere. La vedr, se non posso farmi ascoltare in altro
modo. La prender per il bavero e la costringer ad
ascoltare.
Lei uno sporco animale.
Si sfoghi pure, ma faccia quello che dico.
Se lei cerca d'invadere la mia tenuta, io la... la...
Baley alz le sopracciglia. Mi uccider? Fa spesso
di queste minacce?
Non ho fatto nessuna minaccia.
E allora si decida a parlare. In tutto il tempo che
ha sciupato avremmo potuto sbrigare un sacco di cose.
Lei era un conoscente intimo del dottor Delmarre.
Giusto?
Il robotista abbass il capo. Le spalle cominciarono a
muoversi leggermente in sincronia con un respiro
regolare. Quando il solariano rialz il capo, era padro-
ne di se stesso. Riusc anche a mettere insieme un
insipido sorriso.
S.
So che Delmarre s'interessava a nuovi tipi di ro-
bot.
Infatti.
Di che genere? )t
Lei un robotista?
No. Mi dia una spiegazione terra-terra.
Dubito di poterlo fare.
Provi! Per esempio, credo che volesse dei robot
capaci di mantenere la disciplina tra i bambini. Questo
che cosa implica?
Leebig alz le sopracciglia per qualche istante, poi
disse: Per metterla in parole povere, tralasciando i
particolari complessi, significa rafforzare l'integrale C
che governa la risposta nel percorso a tandem di
Sikorovich al livello W-65 .
Frase senza senso disse Baley.
E la verit.
Per me senza senso. In che altro modo la si pu
mettere?
Vuol dire un certo indebolimento della Prima Leg-
ge.
Perch? tJn bambino sottoposto a disciplina per
il suo bene futuro. Non questa la teria?
Ah, il bene futuro! Gli occhi di Leebig brillavano
appassionatamente ed egli sembr essere sempre me-
no consapevole del suo interlocutore, e quindi sempre
pi loquace. Un concetto semplice, si potrebbe pensa-
re. Quanti esseri umani sono disposti ad accettare
qualche piccolo inconveniente in vista di un bene
futuro pi grande? Quanto tempo ci vuole per adde-
strare un bambino a capire che quello che ha un buon
sapore significa un mal di stomaco pi tardi e che
quello che ha ora cattivo sapore far in seguito sparire
lo stesso mal di stomaco? Eppure si vuol far capire
questo a un robot.
Il dolore inflitto a un bambino da un robot innesca
un potente potenziale dissociante nel cervello positro-
nico. Controbilanciare questo mediante un antipoten-
ziale attivato da una consapevolezza di futuro migliore
richiede tanti di quei passaggi e di nuove scorciatoie
da far aumentare la massa del cervello positronico del
cinquanta per cento, a meno di non sacrificare altri
circuiti.
Allora, comment Baley non siete riusciti a
costruire un robot del genere.
No. N probabile che si possa aver successo in
un'impresa del genere. Non ancora.
Il dottor Delmarre stava provando un modello
sperimentale di questo tipo, nel momento della sua
morte?
Non di questo tipo. Eravamo interessati anche a-
cose pi pratiche.
Baley disse quietamente: Dottor Leebig, dovr im-
parare un po' pi sulla robotica e dovr chiederle di
insegnarmela .
Leebig scosse il capo violentemente, con la palpebra
sempre pi cascante, in una disgustosa imitazione di
un ammiccamento. a Dovrebbe essere owio che un
corso di robotica prende pi di un momento. Non ho
tempo.
Eppure mi deve insegnare. L'odore dei robot
qualcosa che pervade tutta Solaria. Se tempo che ci
vuole, a maggior ragione la devo vedere. Sono un
terrestre, e non so lavorare o pensare comodamente
quando visiono.
Baley non avrebbe giudicato possibile che Leebig
potesse irrigidire ulteriormente il suo portamento,
eppure lo fece. Disse: Le sue fobie di terrestre non mi
riguardano. Vederci impossibile .
Credo che cambier idea quando le dir su che
cosa principalmente la voglio consultare.
Non far differenza. Nulla pu farla.
a No? Allora ascolti. E mia opinione che in tutta la
storia del robot positronico, la Prima Legge della
Robotica sia stata deliberatamente formulata in modo
scorretto.
Leebig sobbalz spasmodico. In modo scorretto?
Idiota! Pazzo! Perch?
Per nascondere il fatto disse Baley del tutto
composto che i robot possono commettere omici-
dio.
14. Viene rivelato un movente.
La bocca di Leebig si apr lentamente. All'inizio Baley
la prese per una smorfia di disprezo e poi, con consi-
derevole sorpresa, decise che era il meno riuscito
tentativo di sorriso che avesse mai visto.
Non parli cos disse Leebig. Non parli mai cos.
Pe~ch no?
Perch qualunque cosa che incoraggi la diffidenza
nei robot dannosa. Diffldare dei robot una malattia
umana! "
Era il tono di chi fa lezione a un bambino piccolo.
Era il tono di chi parla con gentilezza, mentre avrebbe
voglia di urlare. Era il tono di chi cerca di persuadere,
mentre in realt quello che vuole davvero l'applica-
zione della pena di morte.
Leebig disse: Conosce la storia della robotica? .
Unpo'.~-
Dovrebbe, visto che terrestre. Sa che i robot
hanno incominciato con un complesso di Frankenstein
contro di loro? Erano sospetti. Gli uomini diffidavano
dei robot e li temevano. Come risultato, la robotica era
una scienza quasi clandestina. Nei robot si inserirono
le Tre Leggi nello sforzo di vincere la diffidenza, e
perfino cos la Terra non permise mai che si sviluppas-
se una societ robotica Una delle ragioni per cui i
primi pionieri lasciarono la Terra per colonizzare il
resto della galassia fu che potevano formare societ
che avrebbero permesso ai robot di liberare l'uomo
dalla povert e dalla fatica. Anche allora rimasto un
sospetto latente poco sotto la superficie, pronto a
saltar fuori alla minima. scusa
Lei ha dovuto combattere la sfiducia nei robot?
chiese Baley.
Molte volte rispose Leebig tetro.
E per questo motivo che voi robotisti cercate di
distorcere un po' i fatti, per evitare il pi possibile i
sospetti?
Non c' nessuna distorsione!
Per esempio, non vero che le Tre Leggi sono male
enunciate?
No!
Posso dimostrare che lo sono e, a meno che lei non
mi convinca altrimenti, lo dimostrer a tutta la galas-
sia, se posso.
Lei pazzo. Qualunque idea possa avere, sbaglia-
ta, glielo assicuro.
Vogliamo discuterne?
Se non porter via troppo tempo.
Faccia a faccia? Vedendoci?
Il volto sottile di Leebig si contorse. No!
Addio, dottor Leebig. Mi ascolteranno altri.
Aspetti. Grande galassia, uomo, aspetti!
a Ci vediamo?
Le mani del robotista cominciarono a sollevarsi erran-
do verso l'alto per rimanere alzate all'altezza del mento
Lentamente un pollice s'insinu nella bocca e rimase l
Il solariano fissava Baley del tutto privo d'espressione.
Baley pens: che stia regredendo a uno stadio ante-
riore ai suoi cinque anni per legittimare con se stesso
il fatto di vedermi?
Ci vediamo? ripet.
Ma Leebig scosse lentamente il capo. Non posso,
non posso si lament, con le parole ancora confuse
dal pollice che le bloccava. Faccia quello che vuole.
Baley lo fissava e lo osserv voltarsi con la faccia
contro il muro. Osservava la schiena dritta del solaria-
no che si curvava e il suo volto che veniva nascosto da
mani tremanti.
Va bene, allora concesse Baley. D'accordo per
visionarci.
Ancora voltato Leebig disse: Mi scusi un istante.
Torno subito .
Baley approfitt dell'intervallo per risistemarsi un
po'. Fissava il suo volto lavato di fresco nello specchio
del bagno. Stava entrando nello spirito di Solaria e dei
solariani? Non ne era affatto sicuro.
Sospir, premette un interruttore e apparve un ro-
bot. Non si volt a guardarlo. a Qui alla fattoria c' un
altro parlatorio, oltre a quello che sto usando io? ~-
chiese.
Ce ne sono altri tre, padrone.
Allora di' a Klorissa Cantoro... Di' alla tua padrona
che io user questo fino a nuovo ordine e che non
voglio essere disturbato.
S, padrone.
Baley torn al punto in cui la visione rimaneva
focalizzata sulla porzione vuota di stanza in cui era
stato Leebig. Era ancora vuota ed egli si accinse ad
aspettare.
Non ci volle molto. Leebig entr nella stanza, che
ancora una volta cominci a spostarsi ondeggiando
leggermente man mano che il solariano camminava.
Evidentemente la focalizzazione era predisposta per
passare senza indugio dal centro della stanza all'uomo.
Baley ricord la complessit dei comandi della visione
e cominci a provare un certo apprezzamento per
quello che sottintendeva
Ora Leebig era del tutto padrone di s, si sarebbe
detto. Si era pettinato e cambiato d'abito. Ne indossava
uno largo, fatto di un materiale che scintillava e man-
dava barbagli. Sedette su una sedia leggera che aveva
accostato al muro.
Disse calmo: Allora, che cos' questa sua storia sulla
Prima Legge? .
Ci possono sentire?
No, me ne sono preso cura.
Baley annu. a Lasci che le citi la Prima Legge disse.
Non ne ho un gran bisogno.
Lo so, ma lasci comunque che gliela citi lo stesso:
un robot non pu recar danno a un essere umano, o
permettere che, per il suo mancato intervento, un
essere umano riceva danno.
Be'?
Ora, quando sono atterrato su Solaria sono stato
portato alla tenuta assegnatami con un veicolo chiuso,
in modo da proteggermi dall'esposizione allo spazio
aperto. Come terrestre...
a Lo so, lo so tagli corto Leebig con impazienza.
a E questo che cosa ha a che fare con l'argomento? 1~
a Il robot che guidava l'auto non lo sapeva. Chiesi
che aprisse la macchina e lui mi ubbid subito. Seconda
Legge. Devono eseguire gli ordini. Io ero molto a
disagio, naturalmente, e prima che la macchina fosse
richiusa ho quasi avuto un collasso. Non mi hanno
forse danneggiato, i robot?
Dietro suo ordine scatt Leebig.
a Allora le cito la Seconda Legge: un robot deve
ubbidire agli ordini degli esseri umani, tranne quando
tali ordini siano in conflitto con la Prima Legge. Cos,
come vede, i miei ordini avrebbero dovuto essere
ignorati.
a Questa un'assurdit. Al robot mancava la cono-
scenza... ~
Baley si chin in avanti. a Ah-ah, ecco il punto. Ora
recitiamo la Prima Legge come avrebbe dovuto essere
formulata: un robot non pu far nulla che, a sua
conoscenza, p~ssa arrecar danno a un essere umano,
n pu consapevolmente permettere, a causa del pro-
prio mancato intervento, che un essere umano riceva
danno.
Tutto questo sottinteso.
Non dall'uomo comune. Altrimenti l'uomo comune
si renderebbe conto che un robot potrebbe commette-
re un omicidio.
Leebig era bianco. a Pazzia! Follia!
Baley si fissava i polpastrelli. a Un robot pu esegui-
re un compito innocente, immagino; uno che non abbia
effetti dannosi su un essere umano?
a Se gli stato ordinato cos disse Leebig.
a S, naturalmente. Se gli stato ordinato cos. E
anche un secondo robot pu eseguire un compito
innocente, immagino: uno che anch'esso non abbia
effetti dannosi su un essere umano? Se gli stato
ordinato cos? J~
S.
E se i due compiti innocenti, ciascuno dei quali
completamente innocente, completamente, portano a
un omicidio quando sono sommati insieme?
Cosa? Il volto di Leebig si restrinse in un cipiglio
unico.
Sulla questione voglio la sua opinione di esperto
prosegu Baley. Le sottopongo un caso ipotetico.
Supponiamo che un uomo dica a un robot: "Metti una
piccola quantit di questo liquido nel bicchiere di latte
che troverai nel tale posto. Il liquido innocuo. Voglio
solo sapere che effetto fa nel latte. Una volta saputo
l'effetto, la miscela sar gettata via. Quando avrai
eseguito questa azione, ti dimenticherai di averla ese-
guita".
Ancora corrucciato, Leebig non disse nulla.
Se avessi detto al robot prosegu il terrestre a di
aggiungere al latte un misterioso liquido e di offrirlo a
un uomo, la Prima Legge lo avrebbe spinto a chiedersi:
"Qual la natura del liquido? Pu danneggiare un
essere umano?" e se anche gli venisse assicurato che il
liquido innocuo la Prima Legge potrebbe far esitare
ancora il robot e fargli rifiutare di offrire il latte.
Invece, se gli viene detto che il latte verr gettato via,
la Prima Legge non entra in azione. Non far forse il
robot come gli stato detto?
Leebig continuava a fissarlo.
Ora, ~ disse Baley un secondo robot ha versato il
latte, senza sapere che questo stato adulterato. In
tutta innocenza offre il latte a un uomo e l'uomo
muore.
Leebig grid: No! .
Perch no? Di per se stesse tutte e due le azioni
sono innocenti. Soltanto abbinate diventano un omici-
dio. Lei nega che questo tipo di cosa possa accadere?
L'assassino sarebbe l'uomo che ha dato l'ordine
grid Leebig.
Se vuol essere filosofico, s. Per i robot sarebbero
stati gli omicidi diretti, gli strumenti del delitto.
Nessun uomo darebbe simili ordini.
Un uomo s. E l'ha fatto. E stato esattamente in
questo modo che stato effettuato il tentato omicidio
del dottor Gruer. Ne ha sentito parlare, immagino. ~-
Su Solaria borbott Leebig uno viene a sapere
tutto.
Allora sa che Gruer stato awelenato alla propria
tavola, davanti agli occhi miei e del mio collega, mister
Olivaw di Aurora. Pu suggerire un altro modo in cui
il veleno possa essere giunto fino a lui? Nella tenuta
non c'era nessun altro essere umano. Come solariano
dovrebbe dare molto peso a questo particolare. ~-
Non sono un detective e non ho teorie.
Gliene ho appena presentata una Voglio sapere se
possibile. Voglio sapere se due robot non possono
eseguire due azioni separate, ciascuna delle quali inno-
centi di per se stessa, ma che messe insieme determini-
no un omicidio. L'esperto lei, dottor Leebig. E possibi-
le?
E, ossessionato e tormentato, Leebig rispose: S
con una voce cos bassa che Baley quasi non la ud.
Molto bene, allora concluse Baley. E la Prima
Legge sistemata.
Leebig lo fissava con la palpebra cadente che ogni
tanto batteva in un lento tic. Le sue mani, awinghiate
l'una all'altra, si separarono, anche se le dita mantene-
vano la forma artigliata come se fossero ancora ripiega-
te dentro una mano fantasma fatta d'aria. Appoggi le
-mani con le palme in su sulle ginocchia, e solo allora
le dita cominciarono a rilassarsi.
Baley lo osservava distaccato.
In teoria s. In teoria! disse Leebig. Ma non pu
sbarazzarsi della Prima Legge tanto facilmente, terre-
stre. Per poter aggirare la Prima Legge i robot dovrcb-
bero ricevere ordini molto astuti.
D'accordo concesse Baley. Io sono solo un terre-
stre. Non so quasi nulla sui robot e pu esserne un
esempio il modo come do gli ordini. Un solariano
sarebbe molto migliore e molto pi sottile. Di questo
sono sicuro. ~-
Era come se Leebig non avesse nemmeno ascoltato.
Se un robot prosegu a voce aka pu essere
manipolato in modo da danneggiare un uomo, questo
180 1l 181
vuol solo dire che dobbiamo potenziare ulteriormente
il cervello positronico. Si potrebbe dire che dovremmo
migliorare l'uomo. Ma questo impossibile, cos rende-
remo il robot a prova di stupido.
Avanziamo continuamente. I nostri robot sono pi
vari, pi specializzati, pi capaci e pi innocui di quelli
di un secolo fa. Da qui a un secolo avremo fatto
progressi anche maggiori. Perch dobbiamo far mani-
polare i controlli ai robot, quando si pu costruire un
cervello positronico direttamente nei controlli? Questa
specializzazione, ma potremmo anche generalizzare.
Perch non un robot con membra sostituibili e inter-
cambiabili, eh~ Perch no? Se noi...
Baley lo interruppe. Lei l'unico robotista su
Solaria? ~
Non sia idiota
Chiedevo soltanto. Il dottor Delmarre era l'unico...
ehm... ingegnere fetale, eccettuata l'assistente.
Solaria ha pi di venti robotisti.
a E lei il migliore?
S disse Leebig quasi senza rendersene conto.
Delmarre lavorava con lei.
S.
So che verso la fine aveva l'intenzione di rompere
la collaborazione. ~
Non ne ha dato segno. Chi le ha dato quest'idea?
So che disapprovava il suo celibato. ~-
Pu darsi. Era profondamente solariano. Comun-
que, questo non influenzava le nostre relazioni di
lavoro.
Cambiamo discorso. Oltre a creare nuovi modelli
di robot, lei fabbrica e ripara anche tipi gi esistenti?
La fabbricazione e la riparazione spieg Leebig
sono gestite principalmente dai robot. Qui sulla mia
tenuta c' una grande fabbrica e un'officina di ripara-
zioni.
I robot richiedono molto per la riparazione, co-
munque? ~
Molto poco.
Questo significa che la riparazione dei robot una
tecnica poco sviluppata? ~
Niente affatto rispose rigido Leebig.
Che ne dice del robot che era sulla scena del delitto
del dottor Delmarre?
Leebig guard altrove, con le sopracciglia unite co-
me a tentare d'impedire a un pensiero doloroso di
entrare nella sua mente. E stata una perdita totale. ~
a Proprio totale? Non poteva affatto rispondere alle
domande?
a Per niente. Era del tutto fuori uso. Aveva tutto il
cervello positronico completamente in corto circuito.
Non c'era circuito che fosse rimasto intatto. Immagini!
Se fosse stato testimone dell'omicidio, avrebbe potuto
fermare...
a Perch non stato in grado d'impedire l'omicidio,
comunque?
a E chi pu dirlo? Il dottor Delmarre faceva esperi-
menti con i robot. Non so in che condizioni mentali
potesse averlo lasciato. Per esempio, potrebbe avergli
ordinato di sospendere tutte le operazioni mentre lui
controllava un particolare elemento del circuito. Se
qualcuno, che n il robot n il dottor Delmarre sospet-
tavano capace di violenza, si fosse lanciato in un
attacco omicida, ci sarebbe stato un intervallo percetti-
bile prima che il robot potesse usare il potenziale della
Prima Legge per contrastare l'ordine di congelamento
del dottor Delmarre. La lungheza dell'intervallo sareb-
be dipesa dalla natura dell'attacco e da quella dell'ordi-
ne di congelamento- del dottor Delmarre. Potrei im-
prowisare un'altra decina di spiegazioni sul perch il
robot non stato in grado di prevenire l'omicidio.
Essere incapace di farlo, comunque, era una violazione ,~
alla Prima Legge, e questo era sufficiente per far saltare _
ogni circuito positronico nella mente del robot. ~ ~
Ma se il robot era fisicamente incapace di preveni- ~ _
re il delitto, era responsabile? Non chiede cose impossi-
bili la Prima Legge?
Leebig scroll le spalle. La Prima Legge, nonostan- _
te i suoi tentativi di sminuirla, protegge l'umanit con _
ogni atomo di forza possibile. Non permette scuse. Se
la Prima Legge viene infranta, il robot rovinato.
Questa una regola universale, signore? " _~
182 ~ 183
Come universali sono i robot.
a Allora ho imparato qualcosa.
Allora ne impari un'altra. La sua teoria di un
omicidio mediante una serie di azioni robotiche, cia-
scuna di per s innocente, non l'aiuter nel caso della
morte del dottor Delmarre.
Perch no?
La morte non awenuta per awelenamento, ma
per tramortimento. Qualcosa doveva tenere l'arma, e
questa doveva essere una mano umana. Non c' robot
che possa far vibrare un bastone e spaccare una testa.
Supponiamo obiett Baley che un robot abbia
premuto un innocente pulsante che ha lasciato cadere
un peso sulla testa del dottor Delmarre.
Leebig sorrise acido. a Terrestre, ho visionato la
scena del crimine. Ho sentito tutti i notiziari. Qui a
Solaria un assassinio una cosa grossa, lo sa Cos io
so che sulla scena del delitto non c'era traccia di
meccanismi n di pesi caduti.
a E neanche di un corpo contundente disse Baley.
E lei il detective. Lo trovi disse seccato Leebig.
Dando per scontato che un robot non pu essere
responsabile della morte del dottor Delmarre, allora
chi stato?
Lo sanno tutti chi stato! grid Leebig. Sua
moglie Gladia!
Baley pens: almeno c' unanimit d'opinione.
E chi era prosegu la mente dietro i robot che
hanno avvelenato Gruer?
Immagino... la voce del robotista si smorz.
Non penser che ci siano due assassini, vero? Se
Gladia responsabile di un delitto, dev'esserlo anche
dell'altro.
S. Deve aver ragione. La voce gli si rinforz
Senza dubbio.
Senza dubbio?
Nessun altro ayrebbe potuto giungere tanto vicino al
dottor Deknarre da poterlo uccidere. Non permetteva pi
di me presenze personali, tranne che lui aveva fatto un'ec-
cezione in favore di sua moglie, mentre io non ho fatto ec-
cezioni. Non sono mica stupido. Il robotista rise rauco.
Credevo che la conoscesse esclam Baley.
Chi?
Lei. Stiamo discutendo di una sola "lei": Gladia!
Chi le ha detto che la conoscessi pi di quanto non
conosca chiunque altro? chicse con veemenza Leebig.
Port la mano alla gola. Le dita gli si mossero rapide
e aprirono di un centimetro lo scollo, permettendogli
di respirare meglio.
E stata Gladia. Facevate passeggiate insieme.
E allora? Siamo vicini. E una cosa che si fa. Sembra-
va una persona piacevole.
Allora le era favorevole?
Leebig scroll le spalle. Parlarle era rilassante.
E di che cosa parlava?
Di robotica. C'era un accenno di sorpresa nella
risposta, come se il solariano si meravigliasse che la
domanda fosse posta.
E anche Gladia parlava di robotica?
Lei non sa nulla di robotica. Ignorante! Ma ascolta-
va. Lei gioca con una specie di tiritera coi campi di
forza: colorismo di campo, lo chiama. Non ho la pazien-
za per cose del genere ma, insomma, ascoltavo an-
ch'io.
Tutto questo senza presenza personale?
Leebig sembr disgustato e non rispose.
Baley ritent. Era attratto da lei?
Come?
La trovava fisicamente attraente?
Leebig spalanc talmente gli occhi che anche la
palpebra cadente risal. Le labbra gli tremavano.
Sporco animale borbott.
tAllora mettiamola in questo modo: quando ha
smesso di trovarla piacevole? Questa definizione l'ha
usata lei, ricorda?
Che cosa vuol dire?
Lei ha detto che trovava Gladia piacevole. Ora
pensa che abbia assassinato suo marito. Non certo
questa la caratteristica di una persona piacevole.
Mi sbagliavo su di lei.
Ma lei ha deciso di essersi sbagliato prima che
Gladia uccidesse suo marito, se l'ha fatto. Lei ha smesso
1~4 1 185
di fare queste passeggiate un po' di tempo prima del
delitto. Perch?
E importante? chiese Leebig.
Ogni cosa importante, finch non viene provato
altrimenti.
Senta, se vuole da me un'informazione come robo-
tista, la chieda. Non voglio rispondere a domande
personali.
Lei era conoscente intimo sia dell'uomo assassina-
to che del principale sospettato. Non capisce che le
domande personali sono inevitabili? Perch ha smesso
di fare passeggiate con Gladia?
Leebig scatt: a Era venuto il momento in cui non
avevo pi cosa da dire; in cui ero troppo occupato; in
cui non avevo pi ragioni per continuare le passeggia-
te .
Insomma non la trovava pi piacevole, in altre
parole.
a Va bene. Mettiamola cos.
Perch non la trovava pi piacevole?
Leebig grid: a Non ne avevo motivo .
Baley ignor l'eccitazione dell'altro. Lei tuttavia
qualcuno che ha conosciuto bene Gladia. Quale avreb-
be potuto essere il suo movente?
Il suo movente?
Nessuno ha suggerito un movente pe~ l'omicidio.
Certo Gladia non potrebbe avere ucciso senza un
movente.
Grande galassia! Leebig pieg il capo all'indietro
come per ridere, ma non lo fece. Non glielo ha detto
nessuno? Be', forse nessuno lo sapeva. Io lo sapevo,
per. Lei me lo diceva. Me lo diceva spesso.
a Le diceva che cosa, dottor Leebig?
a Ma che litigava con suo marito. Litigava molto e
parecchio. Lo odiava, terrestre. Non glielo ha detto
nessuno? Lei non glielo ha detto?
15. Si colora un ritratto.
Per Baley era un brutto colpo. Cerc di non farlo
vedere.
Vivendo come vivevano, era presumibile che i sola-
riani considerassero sacrosanta la vita privata altrui.
Domande riguardanti i bambini e il matrimonio erano
di cattivo gusto. Suppose allora che potesse esistere
benissimo un litigio permanente tra marito e moglie e
che questa fosse una questione in cui fosse egualmente
proibita la curiosit.
Ma anche quando fosse stato commesso un omici-
dio? Nessuno avrebbe mai commesso il crimine sociale
di chiedere alla persona sospettata se aveva mai litiga-
to con suo marito? O di parlare della faccenda, se fosse
accaduto loro di saperlo gi?
Be', Leebig l'aveva fatto.
Su che cosa vertevano le liti? chiese Baley.
Far meglio a chiederlo a lei, penso.
S, sarebbe stato meglio, pens Baley. Si alz rigido.
a Dottor Leebig, la ringrazio per la collaborazione. E
possibile che anche in seguito possa aver bisogno del
suo aiuto. Spero che continuer ad essere disponibi-
le.
Visione terminata disse Leebig, e la sezione della
sua stanza svan all'improwiso.
Per la prima volta Baley si trov a non badare a un
aereo che viaggiava nello spazio aperto. A non badarci
affatto. Era come se fosse quasi nel proprio elemento.
Non pensava nemmeno alla Terra n a Jessie. Era
r/ ~c
~<
partito dalla Terra solo da poche settimane, eppure gli
sembravano anni. Non era su Solaria neanche da tre
giorni e gli sembrava di esserci da sempre.
Quanto alla svelta un uomo poteva adattarsi a un
incubo?
O era Gladia? Presto l'avrebbe vista, non visionata.
Era questo che gli dava sicurezza e questa strana
sensazione di apprensione e attesa insieme?
Avrebbe resistito lei?, si chiese. 0, dopo qualche
minuto, se ne sarebbe fuggita implorando, come aveva
fatto il dottor Quemot?
Quando entr, lei stava all'altra estremit di una
lunga sala. Sembrava quasi che avesse voluto dare
un'immagine impressionistica di se stessa, tanto si era
ridotta all'essenziale.
Aveva le labbra leggermente rosse, gli occhi appena
ritoccati, i lobi delle orecchie blu pastello e, a parte
questo, il volto non truccato. Sembrava pallida, un po'
spaventata e molto giovane.
I capelli castano chiari erano pettinati all'indietro e
gli occhi grigio-a~7urri avevano uno sguardo timido.
L'abito era di un blu tanto scuro da sembrare nero, con
un piccolo bordo bianco che si arricciava ai lati. Aveva
maniche lunghe, guanti bianchi e babbucce senza tac-
co. L'unica zona di pelle scoperta era il volto. Anche il
collo era coperto da una specie di risvolto dell'abito.
Baley si ferm dov'era. E troppo vicino, Gladia?
Lei respirava con un po' di affanno. Disse: Avevo
dimenticato che cosa aspettarmi. E un po' come visio-
nare, no? Voglio dire, se uno non pensa che sta veden-
do .
a Per me del tutto normale disse Baley.
S, sulla Terra Lei chiuse gli occhi. a Qualche
volta cerco di immaginarmelo. Solo folla, dovunque.
Cammini per una strada e ci sono altri che camminano
al tuo fianco e altri che camminano in direzione oppo-
sta. Decine...
Centinaia corresse Baley. a Non hai mai visto
scene della Terra in qualche librofilm? O visionato un
romanzo ambientato sulla Terra?
a Non ne abbiamo molti, ma ho visionato romanzi
ambientati sugli altri Mondi Esterni, dove tutti si
vedono in continuazione. E diverso in un romanzo.
Sembra solo una multivisione.
a Si bacia mai la gente nei romanzi?
Lei arross molto a disagio. a Non leggo quella roba
Mai?
a Be'... C' sempre in giro qualche film sporco, lo sai,
e qualche volta, cos, per curiosit... E disgustoso.
a Dawero?
Parl con improwisa animazione. a Ma la Terra
tanto diversa. Tanta gente. Quando cammini, Elijah,
immagino che t... tocchi la gente. Per caso, voglio dire.
Baley fece un mezzo sorriso. a Puoi arrivare a sten-
derle a terra, per caso. Pensava alla folla sulla Linea
celere che si dava strattoni e spintoni, balzando su e
gi dai nastri mobili, e per un istante sent l'inevitabile
morso della nostalgia.
a Non c' bisogno che tu stia laggi disse Gladia.
Allora posso avvicinarmi un poco?
a Credo di s. Ti dir io quando devi fermarti.
Un passo dopo l'altro Baley cominci ad avvicinarsi,
mentre Gladia lo fissava con gli occhi spalancati.
Non ti piacerebbe disse lei all'improwiso a vede-
re un po' delle mie coloriture di campo?
Baley era arrivato a un paio di metri. Si ferm a
guardarla. Aveva un'aria piccola e fragile. Cerc d'im-
maginarsela con qualcosa in mano (che cosa?) che
abbatteva furiosamente sulla testa del marito. Cerc
d'immaginarsela pazza d'ira, omicida per odio e per
rabbia.
Dovette ammettere che avrebbe potuto essere. An-
che una donna di cinquanta chili avrebbe potuto rom-
pere un cranio, se avesse avuto l'arma adatta e fosse
abbastanza infuriata. Baley aveva conosciuto assassine
(sulla Terra, naturalmente) che, rilassate, erano dei
coniglietti.
a Che cosa sono le coloriture di campo, Gladia?
a Una forma d'arte disse lei.
Baley ricord quello che aveva detto Leebig a propo-
sito dell'arte di Gladia Annu. a Mi piacerebbe veder-
le.
188 1 189
Allora vieni.
Baley continu a mantenere una distanza prudenzia-
le di due metri tra loro. Almeno era un terzo della
distanza che aveva preteso Klorissa.
Entrarono in una stanza fiammeggiante di luce. Bril-
lava in ogni angolo di ogni colore.
Gladia aveva l'aria compiaciuta, padrona. Alz gli
occhi, pieni di attesa, su Baley.
La risposta di Baley doveva essere quella che lei si
aspettava, anche se non disse nulla: si girava lentamen-
te, cercando di capire quello che vedeva, perch c'era
solo luce, non un oggetto materiale.
Le masse di luce riposavano su piedistalli awolgenti.
Erano geometria vivente, linee e curve di colore che si
fondevano in un insieme unico, pur mantenendo iden-
tit distinte. Non ce n'erano due nemmeno remotamen-
te uguali.
Baley annaspava in cerca delle parole appropriate,
infine disse: Dovrebbe significare qualcosa?
Gladia rise con la sua piacevole voce di contralto.
a Significa qualunque cosa ti piace che significhi. Sono
solo forme-luce che potrebbero farti sentire adirato, o
curioso, o felice, o qualunque altra cosa provavo io
quando le ho costruite. Potrei farne una per te, una
specie di ritratto. Per potrebbe anche non venire
tanto bene, perch dovrei improwisare.
Lo faresti? Mi interesserebbe molto.
Va bene disse lei e fece una piccola corsa fino a
una figura in un angolo, passandogli vicina qualche
centimetro. Sembr che non lo notasse.
Tocc qualcosa sul piedistallo della figura-luce e lo
splendore al di sopra mor senza un tremolio.
Baley annasp e disse: a Non farlo .
Va tutto bene. Comunque mi aveva stancato. Ab-
basser temporaneamente le altre, in modo che non
mi distraggano. Apr un pannello su un muro liscio e
spost un reostato. I colori svanirono in qualcosa di
scarsamente visibile.
Non hai un robot per fare questo? chiese Baley.
Che chiuda i contatti?
a Zitto, ora disse lei con impazienza. a Non tengo
robot, qui. Tutto questo sono io. Lo guard fremendo.
a Non ti conosco abbastanza, questo il guaio.
Non guardava il piedistallo, ma le dita posavano
leggere sul ripiano, tutte e dieci curve, tese, in attesa.
Un dito si mosse, descrivendo una mezza curva sulla
superficie liscia. Una sbarra di luce giallo cadmio
sciabol obliquamente nell'aria al di sopra. Il dito
s'inclin un po' indietro e la luce divent meno profon-
da nell'ombra.
Lei lo guard un istante. a Immagino che sia cos.
Una specie di forza senza peso.
a Giosafatte.
a Ti sei offeso? Sollev le dita e la linea obliqua di
luce rimase stazionaria in alto.
a No, niente affatto. Ma che cos'? Come fai?
a E difficile a spiegarsi, )) disse Gladia, mentre guar-
dava pensierosamente il piedistallo, tenendo conto
che in realt non lo capisco neanch'io. E una specie di
illusione ottica, mi hanno detto. Componiamo campi
di forza a diversi livelli di energia. In realt sono
espulsioni dell'iperspazio e non hanno affatto le pro-
priet dello spazio ordinario. A seconda del livello
d'energia, l'occhio umano vede luci di tonalit diverse.
Le forme e i colori sono controllati dal calore delle mie
dita contro punti adatti del piedistallo. Dentro ogni
piedistallo ci sono tutti i tipi di controlli.
Vuoi dire che se ci mettessi su un dito... Baley avan-
z e Gladia gli lasci il posto. Mise esitando un polpa-
strello sulla superficie e avvert una leggera pulsazione.
Va' avanti. Muovi il dito, Elijah disse lei.
Baley lo fece e una frastagliatura di luce grigio
sporco apparve nell'aria ad attraversare la luce gialla.
Baley ritir il dito di scatto e Gladia rise per poi
prendere subito un'aria contrita.
Non avrei dovuto ridere disse. E proprio diffici-
le a farsi, perfino per gente che ci ha provato per lungo
-tempo. Mosse la mano leggermente e troppo in fretta
perch Baley potesse seguire il movimento e la mo-
struosit che lui aveva fatto spar, lasciando la sola luce
gialla.
'9 1 191
Come kai imparato a farlo? chiese Baley.
Continuando a provare. E una nuova forma d'arte,
sai, e solo uno o due sanno dawero come... )-
E tu sei la migliore concluse Baley tetro. Su
Solaria tutti sono i migliori o gli unici in qualche
campo. ~
Non mi prendere in giro. Ho fatto mostre dei miei
piedistalli. Ho dato spettacoli. Alz il mento. Il suo
orgoglio era inequivocabile.
Fammi andare avanti con il tuo ritratto continu
lei. Mosse ancora le dita.
Nella forma-luce apparvero alcune curve che crebbe-
ro e si modificarono alle sue direttive. Ora era tutta
angoli acuti. E il colore dominante era il blu.
Quella la Terra, in un certo senso comment lei
mordendosi il labbro inferiore. Ho sempre pensato
alla Terra come blu. Tutta quella gente che vede, vede,
vede. Visionare pi rosa Come ti sembra? ~
Giosafatte, non riesco a immaginarmi le cose come
se fossero dei colori.
Ah, no? disse lei distratta Ora, tu ogni tanto dici
"Giosafatte" e questo vuol dire una pallina viola Una
piccola pallina netta, perch di solito lo esclami all'im-
prowiso, cos. E la pallina viola apparve brillando da
un lato.
E poi, disse lei posso finire cos. E un grande
cubo grigio-ardesia, liscio e opaco, sal a rinchiudere
ogni cosa. Le luci all'interno vi brillavano attraverso,
ma attenuate, imprigionate, in un certo senso.
Nel vederlo Baley prov tristezza, come se ci fosse
qualcosa che lo tenesse rinchiuso e lontano da quello
che voleva. E quest'ultima cosa, cos'? I- chiese.
Be', spieg Gladia i muri intorno a te. E quello
che c' di pi in te, il modo in cui non riesci ad andar
fuori, il modo in cui devi a tutti i costi stare dentro. L
dentro ci sei dawero. Non vedi?
Baley vedeva e in un certo senso disapprovava
Quei muri disse non sono permanenti. Oggi sono
stato fuori.
Dawero? E ti dava fastidio?
Non riusc a reprimere una ritorsione. Come a te
d fastidio vedere me. Non ti piace, ma riesci a soppor-
tarlo. 1~
Lei lo guardava pensierosa Vuoi venire fuori, ora?
Con me? A fare una passeggiata?
Baley ebbe l'impulso di esclamare: Giosafatte, no.
Lei prose~u: Non ho mai camminato con qualcuno,
vedendoci. E ancora giorno, e il tempo piacevole .
Baley guard il suo ritratto astratto e disse: Se
vengo, toglierai il grigio? .
Lei sorrise. Dipende da come ti comporterai.
La struttura di luce rimase cos, mentre lasciavano
la stanza. Restava l, tenendo l'anima di Baley imprigio-
nata nel grigio delle Citt.
Baley rabbrivid leggermente. L'aria si spostava con-
tro di lui portandogli un brivido.
Hai freddo? chiese Gladia.
Prima non era cosi D borbott lui.
Ora pomeriggio inoltrato, ma non fa dawero
freddo. Vorresti un cappotto? Un robot pu portartene
uno in un minuto. ~-
No, va tutto bene. Camminavano lungo uno stret-
to sentiero pavimentato. E qui che facevi le passeggia-
te col dottor Leebig?
Oh, no. Andavamo per i campi, dove puoi vedere
solo qualche robot che lavora, ogni tanto, e udire i
rumori degli animali. Noi invece staremo vicino alla
casa, non si sa mai.,
Non si sa mai cosa? "
Che tu desideri rientrare.
O che tu ti stanchi di vedermi?
Non mi d fastidio disse lei con aria leggera
Sopra di loro c'era il vago stormire delle foglie e una
tonalit giallo-verde permeava ogni cosa. Nell'aria
c'erano delle grida lontane e un ronzio stridente. E
c'erano le ombre.
Era particolarmente consapevole delle ombre. Una
di queste gli stava attaccata sotto, a forma d'uomo, e si
muoveva come lui con mimica orribile. Baley aveva
sentito parlare delle ombre, naturalmente, e sapeva
che cos'erano, ma nella indiretta luce diffusa delle Citt
192 ~ 193
non ne era mai stato particolarmente conscio.
Sapeva di avere il sole solariano dietro di lui. Stava
attento a non guardarlo, ma sapeva che c'era.
Lo spazio era grande, lo spazio era solitario, eppure
scopr che lo attirava. Con la mente immaginava se
stesso che camminava a grandi passi sulla superficie di
un mondo con migliaia di chilometri e anni luce di
spazio tutt'intorno a lui.
Perch avrebbe dovuto provare attrazione per que-
sta sensazione di solitudine? Non voleva la solitudine.
Voleva la Terra, e il calore e la compagnia delle Citt
piene zeppe di uomini.
L'immagine l'abbandon. Cerc di rimettere insieme
New York nella sua mente, tutto il suo rumore e la sua
pieneza, e scopr di rimanere solo conscio del quieto
brivido dell'aria che si muoveva sulla superficie di
Solaria.
Senza volerlo veramente, Baley si spost pi vicino a
Gladia fino ad essere a mezzo metro, per poi accorgersi
del volto sorpreso di lei.
a Domando scusa disse immediatamente, ritirando-
si.
Lei annasp. a Tutto bene. Passiamo di qua? Abbia-
mo delle aiuole di fiori che dovrebbero piacerti.
La direzione che indicava portava lontano dal sole.
La segu in silenzio.
a In seguito sar meraviglioso spieg Gladia. Col
tempo caldo posso correre gi al lago a nuotare, o solo
correre per i campi pi veloce che posso finch sono
felice di cadere e restare immobile.
Si guard addosso. a Ma questo non il costume
adatto. Con su tutto questo, devo camminare per forza.
Tranquillamente.
a Come preferiresti vestirti? chiese Baley.
a Prendisole e shorts, al massimo grid lei, sollevan-
do le braccia come se percepisse fisicamente la libert
nella sua immaginazione. Qualche volta di meno.
Qualche volta solo sandali, in modo da sentire l'aria su
ogni centimetro di... Oh, scusa, ti ho offeso. ~-
a No, va tutto bene. Era quello il tuo costume, quan-
do facevi le passeggiate con il dottor Leebig?
a Variava Dipendeva dal tempo. Qualche volta in-
dossavo ben poco, ma era solo visione, sai. Capisci,
spero. ~
Capisco. Ma il dottor Leebig? Anche lui si vestiva
poco?
Jothan che si veste poco? Gladia ebbe un lampo
di sorriso. Oh, no. E molto solenne, sempre. Torse
il volto in un'espressione grave, con una palpebra
mezzo abbassata, cogliendo l'essenza di Leebig e strap-
pando a Baley un grugnito di apprezzamento.
E parla cos aggiunse. Mia cara Gladia, conside-
rando gli effetti di un potenziale di prim'ordine su una
corrente positronica...
E questo di cui ti parlava? Robotica?
Quasi sempre. Oh, la prende molto seriamente, sai.
Cercava sempre d'insegnarmela Non si mai arreso.
Hai imparato nulla?
Nulla di nulla Nulla. Per me solo un gran pastic-
cio. Qualche volta si arrabbiava con me ma, quando mi
sgridava, mi tuffavo nell'acqua, se eravamo vicini al
lago, e lo schizzavo tutto.
Lo schizzavi? Credevo che vi visionaste.
Lei rise. Sei proprio un terrestre. Io facevo gli
spruzzi verso di lui, ma lui stava nella sua stanza o nella
sua tenuta Solo che lui cercava di schivarli lo stesso..
Guarda.
Baley guard. Avevano aggirato una zona alberata
per giungere a una radura con al centro un laghetto
ornamentale. Sentieri pavimentati entravano nella ra-
dura e vi si disperdevano. I fiori crescevano a profusio-
ne e in ordine. Baley li riconobbe come fiori per i
librifilm che aveva visionato. -
In un certo senso i fiori erano come gli schemi
luminosi che Gladia costruiva e Baley immagin che li
costruisse secondo lo spirito dei fiori. Ne tocc uno con
cautel?, poi si guard in giro. Predominavano i rossi e
i glalh.
Nel voltarsi per guardare in giro intravide il sole.
Il sole basso nel cielo disse a disagio.
E tardo pomeriggio gli grid Gladia da dietro. Era
corsa verso il laghetto e si era seduta su un sedile di
194 1 195
pietra in riva ad esso. Vieni qui grid ancora agitan-
do la mano. Puoi stare in piedi, se non ti piace sederti
sulla pietra.
Baley avam lentamente. Arriva cos in basso tutti
i giorni? chiese, e fu immediatamente dispiaciuto di`
averlo chiesto. Se il pianeta ruotava, il sole doveva
essere basso sull'orizzonte, sia di prima mattina che di
tardo pomeriggio. Solo a met giornata poteva essere
alto.
Dire questo a se stesso non poteva cambiare tutta
una vita di pensieri basati sul sentito dire. Sapeva che
c'erano cose come la notte, e l'aveva anche sperimenta-
ta, con tutto lo spessore di un pianeta che s'interpone-
va rassicurante tra un uomo e il sole. Sapeva anche che
c'erano nuvole e un grigiore protettivo che nascondeva
il peggio dell'esterno. Eppure, quando pensava a super-
fici planetarie, aveva sempre in mente l'immagine di
uno splendore di luce con un sole alto nel cielo.
Volt il capo a guardare sopra la spalla, molto
rapidamente per avere solo una rapida immagine del
sole e si chiese quanto fosse lontana la casa, nel caso
che avesse deciso di tornare.
Gladia indicava l'altra estremit del sedile di pietra
E piuttosto vicino a te, no? chiese Baley.
Lei tese le piccole mani a palme in su. Mi ci sto
abituando. Davvero. J~
Sedette, guardando lei per evitare il sole.
Lei si chin verso l'acqua e colse un piccolo fiore a
forma di coppa, giallo fuori e screziato di bianco
dentro, tutt'altro che appariscente. Questa una
pianta locale disse. La maggior parte dei fiori di qui
originaria della Terra.
Dal gambo spezzato sgocciolava l'acqua, mentre lei
lo tendeva cautamente a Baley.
Baley si allung a prenderlo, altrettanto cautamente.
L'hai ucciso disse.
E solo un fiore. Ce ne sono altre migliaia Improv-
visamente, prima che le dita di lui giungessero a
toccare la coppa gialla, la ritrasse con gli occhi fiam-
meggianti. O vuoi implicare che potrei uccidere un
essere umano, solo perch ho colto un fiore? ~
a Non volevo implicare nulla disse Baley concilian-
te. Posso vederlo?
In realt Baley non desiderava affatto toccarlo. Era
cresciuto nella terra umida e aveva ancora gli effluvi
del fango. Come poteva questa gente, tanto schizzinosa
nei contatti con i terrestri e perfino tra di loro, essere
co~s noncurante nei contatti con lo sporco comune?
Ma tenne lo stelo saldo tra pollice e indice e lo
guard. La corolla era formata di tanti piccoli pezzi
simili a carta che s'incurvavano, partendo da un centro
comune. In mezzo c'era un gonfiore bianco convesso,
umido e orlato di peli neri che tremavano leggermente
alla brezza.
Annusalo disse lei.
Improvvisamente Baley fu consapevole dell'odore
che emanava. Vi si chin sopra e disse: Odora come
il profumo di una donna ~>.
Deliziata Gladia batt le mani. Quant' terrestre!
Quello che in realt avresti dovuto dire era che il
profumo di una donna odora come questo.
Baley annu triste. Era sempre pi stanco dell'esterno.
Le ombre diventavano sempre pi lunghe e il terreno
sempre pi scuro. Eppure era deciso a non arrendersi.
Voleva che fossero tolte quelle mura grigie che offusca-
vano il suo ritratto. Era donchisciottesco, ma era cos.
Gladia prese il fiore di Baley, che lo lasci andare
senza riluttanza. Gli strapp lentamente i petali. S~p-
pongo disse che ogni donna abbia un profumo
diverso.
Dipende dal profumo disse Baley indifferente.
Immaginarsi l'essere tanto vicino da poterlo dire.
Io non porto profumi, perch nessuno abbastanza
vicino. Tranne ora. Ma immagino che tu percepisca
profumi spesso, in continuazione. Sulla Terra tua mo-
glie sta sempre con te, non vero? Era completamen-
te concentrata sul fiore, fremendo mentre lo faceva
accuratamente a pezzi.
Non sempre con me chiar lui. Non ogni
minuto.
Ma la maggior parte del tempo. E ogni volta che tu
voglia...
196 1 197
Baley disse improvvisamente: Puoi immaginarti
perch il dottor Leebig cercava tanto di insegnarti la
robotica? .
Ormai il fiore smembrato si era ridotto allo stelo e
al gonfiore centrale. Gladia lo fece roteare tra le dita
per poi gettarlo a galleggiare per qualche istante nel
laghetto. a Credo che mi volesse come sua assistente
rispose.
a Te lo ha detto lui?
a Verso la fine, Elijah. Credo che cominciasse a
diventare impaziente. Comunque mi chiese se non
pensassi che sarebbe stato eccitante lavorare nella
robotica. Naturalmente gli risposi che non riuscivo a
immaginare nulla di pi noioso. Si arrabbi molto.
a E dopo quella volta non avete pi fatto passeggiate
insieme.
a Sai, disse lei a credo che sia andata proprio cos.
Immagino di aver ferito i suoi sentimenti. Tuttavia, che
cosa avrei potuto fare?
Per stato prima di allora che gli hai raccontato
dei tuoi litigi con il dottor Delmarre.
Le mani le si serrarono a pugno e lei continu a
tenerle cos, in uno stretto spasmo. Il corpo si era
irrigidito nella sua posizione, con il capo un po' piegato
da un lato. La sua voce era innaturalmente acuta. a Che
litigi?
a I litigi con tuo marito. So che l'odiavi.
Lo fissava con il volto distorto e chiazzato. Chi te
l'ha detto? Jothan? ,~
S, ne ha accennato il dottor Leebig Credo che sia
vero.
Era scossa. a Stai ancora cercando di provare che
l'ho ucciso io. Continuo a pensare che tu sia mio amico,
e invece sei solo... solo un detective. ~-
Alz i pugni con Baley che aspettava.
Sai che puoi toccarmi disse lui
Le mani le caddero e incominci a piangere in
silenzio. Volt il capo da un'altra parte.
Anche Baley pieg il capo e serr gli occhi chiuden-
do fuori le disturbanti ombre lunghe. Disse: a Il dottor
Delmarre non era un uomo molto affettuoso, vero? .
Era sempre molto occupato disse lei con voce
soffocata.
D'altra parte tu sei affettuosa prosegu Baley. Tu
trovi interessante un uomo. Capisci?
Non p... posso farci nulla. Lo so che disgustoso,
ma non posso farci nulla. E disgustoso perfino p...
parlarne.
Per ne hai parlato con il dottor Leebig.
Dovevo fare qualcosa, e Jothan era disponibile, e
sembrava che non gliene importasse, e mi faceva star
meglio.
Era questo il motivo per cui litigavi con tuo marito?
Perch era freddo e poco affettuoso e tu te ne risenti-
vi?
A volte lo odiavo. Scroll impotente le spalle.
Era proprio un buon solariano e`non eravamo pro-
grammati per ... per... S'interruppe.
Baley aspettava. Aveva lo stomaco freddo e l'aria
aperta gli premeva pesantemente addosso. Quando i
singhiozzi di Gladia si acquietarono, le chiese, pi
gentilmente che pot: L'hai ucciso tu, Gladia? ~.
No... No. Poi, improwisamente, come se la resi-
stenza in lei fosse dissolta: Non ti ho detto tutto .
Be', allora fallo ora. 1~
Stavamo litigando quella volta, quella volta che
morto. Il solito litigio. Io gridavo contro di lui, ma lui
non mi rispondeva nemmeno. Diceva a malapena qual
cosa, e cos era anche peggio. Ero furiosa, furiosissima
E poi non ricordo pi nulla.
Giosafatte! Baley barcoll lievemente, con gli
occhi fissi sulla neutrale pietra del sedile. Come
sarebbe, non ricordi? ~
- Voglio dire che lui era morto, e io gridavo, e i robot
sono venuti...
L'hai ucciso tu?
Non ricordo, Elijah, lo ricorderei se potessi, no?
Solo che invece non ricordo nient'altro ed ero spaven-
tata, tanto spaventata. Aiutami, ti prego, Elijah.
a Non ti preoccupare, Gladia Ti aiuter. La mente
di Baley continuava a tornare all'arma del delitto. Che
cosa ne era successo? Doveva essere stata portata via
198 i 199
Se era cos, solo l'assassino poteva averlo fatto. Poich
Gladia era stata trovata immediatamente dopo sulla
scena del delitto, non poteva essere stata lei. L'assassi-
no doveva essere qualcun altro. Non importava come
tutti la pensassero su Solaria, doveva essere qualcun
altro.
Riflett nauseato: devo tornare alla casa.
Gladia.. cominci.
E si trov a fissare il sole. Era vicino all'orizzonte.
Aveva dovuto voltare il capo per guardarlo, con gli
occhi incatenati da un fascino morboso. Non l'aveva
mai visto cos. Largo, rosso, in un certo senso sbiadito,
cos che uno poteva guardarlo senza restare accecato
e vedere in linee sottili nuvole sanguinanti sopra di lui,
con una che lo attraversava diventando nera
Com' rosso il sole borbott.
Ud la voce scossa e desolata di Gladia: E sempre
rosso al tramonto. Rosso e morente ~
Baley ebbe una visione. n sole scendeva in basso
verso l'orizonte perch la superficie del pianeta si
allontanava da lui, a migliaia di chilometri all'ora,
roteando sotto quel sole nudo, roteando senza proteg-
gere i microbi chiamati uomini che si agitavano sulla
sua superficie roteante, pazzamente roteante per sem-
pre, roteando... roteando...
Era la sua testa che stava girando e il sedile di pietra
s'inclinava verso di lui, e sopra il ciclo era pesante, blu,
blu scuro, e il sole se n'era andato~ e le cime dcgli
alberi, e il terreno s'innalzava e Gladia gridava lontana
e un altro suono.........................I
16. Viene offerta una soluzione.
Baley fu dapprima consapevole del rinchiuso, dell'as-
senza di spazio aperto, e poi di un volto piegato sopra
d~ lui.
Lo fiss un istante senza riconoscerlo. Poi: Da-
neel! .
n volto del robot non mostrava n sollievo n al-
cun'altra emozione riconoscibile. a E bene che tu abbia
ripreso conoscenza, collega Elijah disse. Non credo
che tu abbia sofferto ingiurie fisiche.
Sto benissimo esclam Baley petulante, tirandosi
su sui gomiti. a Giosafatte, sono a letto! Come mai?
Oggi ti sei esposto all'aperto un certo numero di
volte. Gli effetti su di te sono stati cumulativi, e ora hai
bisogno di riposo.
Prima mi servono delle risposte. Baley si guard
in giro, cercando di non ammettere che la testa gli
girava ancora un poco. Non riconosceva la camera. Le
tende erano tirate. Le luci confortevolmente artficiali.
Si sentiva molto meglio. Per esempio, dove sono?
In una stanza della casa della signora Delmarre.
La domanda successiva : che ci fai tu qui? Come
sei riuscito a scappare dai robot che ti avevo lasciato
di guardia?
A questo punto di sviluppo incominci Daneel
mi sembrato che ti sarebbe dispiaciuto, e anche
nell'interesse della tua sicurezza e dei miei ordini ho
sentito che non avevo altra scelta che...
Che cos'hai fatto? Giosafatte!
Sembra che qualche ora fa la signora Delmarre
abbia cercato di visionarti.
201
S. Baley ricord che Gladia glielo aveva detto.
Lo sapevo.
Il tuo ordine di tenermi prigioniero era espresso
con queste parole: "Non permettetegli (cio a me) di
entrare in contatto con altri esseri umani se non con
me, n con altri robot, se non con voi, sia vedendo che
visionando". Per, collega Elijah, ti sei dimenticato di
proibire ad altri esseri umani o ad altri robot di entrare
in contatto con me. Ti chiara la differenza?
Baley gemette.
a E inutile affliggersi, collega Elijah lo consol il
robot. La falla nei tuoi ordini stata strumentale per
il tuo salvataggio, visto che mi ha portato sulla scena.
Vedi, quando la signora Delmarre mi ha visionato, col
permesso dei miei guardiani, ha chiesto di te, e io le
ho detto, in tutta onest, che non sapevo dove tu fossi,
ma che avrei cercato di trovarti. Lei sembrava ansiosa
che lo facessi. Le ho detto che ritenevo possibile che
tu avessi lasciato temporaneamente la casa e che avrei
controllato in quel senso, mentre lei avrebbe potuto
ordinare ai robot nella stanza con me di frugare la casa
cercandoti. ~
E non si sorpresa che tu non abbia impartito
personalmente questo ordine ai robot? ~
Le ho dato l'impressione, credo, che come aurora-
no non ero tanto abituato ai robot quanto lei e che lei
avrebbe potuto impartire gli ordini con maggiore auto-
rit, ottenendo un'esecuzione pi veloce. E ben risapu-
to che i solariani sono molto orgogliosi della loro
abilit con i robot e disprezzano la capacit di control
larli dei nativi di altri pianeti. Non e anche la tua
opinione, collega Elijah?
E lei allora ha ordinato lo,~o di andarsene? ~-
Con una certa difflcolt. Loro hanno accampato
ordini precedenti, ma naturalmente non potevano
enunciarne la natura, poich tu avevi ordinato loro di
non rivelare a nessuno la mia vera identit. Cos lei li
ha sopraffatti, anche se alla fine gli ordini hanno
dovuto essere stati strillati furiosamente.
E poi te ne sei andato. "
Infatti, collega Elijah.
Peccato, pens Baley, che Gladia non avesse conside-
rato quell'episodio abbastanza importante da riferir-
glielo, quando lui l'aveva visionata Ci hai messo
molto a trovarmi, Daneel.
I robot di Solaria hanno una rete di comunicazione
subeterica. Un solariano esperto pu ottenere informa-
zioni con prontezza, ma uno come me, senza alcuna
esperienza in proposito, passando per milioni di mac-
chine individuali, ci mette molto tempo a isolare un
solo dato. E stato solo poco pi di un'ora fa che mi
giunta l'informazione di dove ti trovavi. Ha perso
ulteriore tempo a visitare il posto di lavoro del dottor
Delmarre dopo che tu te n'eri andato.
E che cosa facevi, l?
Ricerche per conto mio. Mi rammarico che questo
abbia dovuto essere fatto in tua assenza, ma le esigenze
dell'investigazione non mi hanno lasciato scelta.
Hai visionato o visto Klorissa Cantoro? chiese
Baley.
L'ho visionata, ma da un'altra parte del suo palazzo,
non dalla nostra tenuta Alla fattoria c'erano registra-
zioni che dovevo vedere. Di solito visionare sarebbe
sufficiente, ma sarebbe stato sconsigliabile rimanere
nella tenuta con quei tre robot che conoscevano la mia
vera natura e che avrebbero potuto ancora imprigio-
narmi con facilit. ~-
Ormai Baley stava quasi bene. Tir gi le gambe dal
letto e si trov dentro una specie di camicia da notte.
La fiss disgustato. Dammi i miei abiti.
Daneel lo fece.
Mentre si vestiva, Baley chiese: a Dov' la signora
Delmarre? .
Agli arresti domiciliari, collega Elijah.
Cosa? Per ordine di chi?
Per ordine mio. E confinata nella sua camera da
letto sotto guardia robotica ed stato neutralizzato il
suo diritto di dare ordini che esulino dalle sue necessi-
t personali.
Neutralizzato da te?
I robot di questa tenuta ignorano la mia identit.
Baley fin di vestirsi. Conosco gli indizi contro
202 - 1 203
Gladia disse. a Aveva l'opportunit: molto di pi, in
effetti, di quanto pensassimo all'inizio. Non corsa
sulla scena del delitto per un grido del marito, come
aveva detto. Era sempre stata l.
Dichiara di aver assistito all'omicidio e di aver visto
l'assassino?
No. Non ricorda nulla dei momenti cruciali. A volte
accade. E poi saltato fuori che aveva un movente.
E qual era, collega Elijah?
Uno di cui ho sospettato la possibilit fin dall'inizio.
Avevo detto a me stesso che se questa fosse stata la
Terra e il dottor Delmarre fosse stato come l'avevano
descritto e Gladia Delmarre come sembrava che fosse,
avrei detto che lei era innamorata di lui, o che lo era
stata, e che lui era innamorato solo di se stesso. La
difficolt era dire se i solariani provavano amore e
reagivano all'amore nel senso terrestre. Il mio giudizio
sulle loro emozioni e reazioni non era attendibile. Ecco
perch dovevo vederne qualcuno. Non visionarli, ve-
derli.
Non ti seguo, collega Elijah.
Non so se riuscir a spiegartelo. Questa gente ha
tutte le possibilit genetiche programmate con cura
prima della nascita e l'effettiva distribmione genetica
controllata dopo.
Loso.
Ma i geni non sono tutto. Anche l'ambiente conta,
e l'ambiente pu orientare verso un'effettiva psicosi
dove il gene indica soltanto una potenzialit per una
~articolare psicosi. Hai notato l'interesse di Gladia per
la Terra?
L'ho fatto notare, collega Elijah, considerandolo un
interesse voluto, designato a influenzare le tue opinio-
ni.
Supponi che provi un vero interesse, perfino un
certo fascino. Supponi che nelle folle terrestri ci sia
qualcosa che la ecciti. Supponi che venga attratta,
contro la sua volont, da qualcosa che le hanno inse-
~nato a considerare sporco. Era un'anormalit possibi-
re. Dovevo controllare vedendo solariani e notando
come lei reagiva a questo. Ecco perch dovevo allonta-
204
narmi da te ad ogni costo, Daneel. Ecco perch dovevo
abbandonare il visionare come metodo d'investigazio-
ne.
Questo non me lo avevi spiegato, collega Elijah.
Sarebbe servita la spiegazione contro quello che
consideravi tuo dovere sulla base della Prima Legge? ,>
Daneel rimase in silenzio.
L'esperimento ha funzionato prosegu Baley. ff Ho
visto o cercato di vedere parecchia gente. Un vecchio
sociologo ha provato a vedermi e si arreso a met
strada. Un robotista si rifiutato di vedermi, perfino
sottoposto a pressioni tremende. La semplice possibili-
t l'ha ricacciato allo stato infantile. Si succhiava il
pollice e piangeva. L'assistente del dottor Delmarre era
abituata professionalmente alla presenza personale e
cos mi ha tollerato, ma solo a sei o sette metri di di-
stanza. D'altra parte, Gladia...
S, collega Elijah?
Gladia ha acconsentito a vedermi senza la pi
leggera esitazione. Tollerava la mia presenza con disin-
voltura e ha mostrato segni di diminuzione della ten-
sione, man mano che il tempo passava. Non le dispiace-
va di vedermi; era interessata alla Terra; pu darsi che
abbia avuto un anormale interesse per suo marito.
Tutto ci si pu spiegare con un forte e, per questo
mondo, psicotico interesse per la presenza personale
di rappresentanti del sesso opposto. Mentre il dottor
Delmarre non era certo tipo da incoraggiare questa
tendenza o da cooperarvici. Dev'essere stato molto
frustrante per lei.
Daneel assent. In un momento di passione la
frustrazione una spinta sufficiente per un omici-
dio.
a Malgrado tutto, io non la penso cos, Daneel.
a Sei forse influenzato da motivi estranei, collega
Elijah? La signora Delmarre una donna attraente e
tu sei un terrestre per il quale una preferenza per la
presenza personale di una donna attraente non un
fatto psicotico.
a Ho motivi migliori rispose Baley a disagio. (La
fredda occhiata di Daneel era troppo penetrante e
spaccava un'anima in quattro. Giosafatte! Quella cosa
era soltanto una macchina.) Disse: a Se fosse stata l'as-
sassina di suo marito, avrebbe anche dovuto compie-
re il tentato omicidio di Gruer . Ebbe quasi l'impulso
di spiegare il modo con cui quel delitto poteva essere
stato manipolato mediante robot, ma si trattenne. Non
era sicuro di come Daneel avrebbe reagito alla teoria
che faceva dei robot degli assassini inconsapevoli.
E anche il tuo tentato omicidio precis Daneel.
Baley fremette. Non aveva voluto dire a Daneel della
freccia avvelenata per non rafforzare nell'altro il fin
troppo forte sentimento protettivo verso di lui.
a Te l'ha detto Klorissa? chiese con rabbia. Avrebbe
dovuto dirle di tenersi la cosa per s, ma come faceva
a sapere che poi sarebbe piombato l Daneel a fare
domande?
La signora Cantoro non ha nulla a che fare con la
faccenda precis Daneel. a Ho assistito al tentato
omicidio.
Baley era profondamente confuso. a Ma non c'eri da
nessuna parte.
a Ti ho raccolto io stesso e ti ho portato qui non pi
di un'ora fa rispose Daneel.
Ma di che cosa stai parlando?
a Non ti ricordi, collega Elijah? E stato quasi un
delitto perfetto. Non stata la signora Delmarre a
suggerirti di andare all'aperto? A questo non ho assisti-
to, ma sono sicuro che stata lei.
L'ha suggerito lei, s. ~
Pu anche averti indotto a lasciare la casa.
Baley pens al suo "ritratto" rinchiuso tra mura
grigie. Che fosse stata abile psicologia? Poteva un
solariano avere tanta comprensione intuitiva della psi-
cologia di un terrestre?
No disse.
Non stata lei ~ prosegu il robot a suggerire di
scendere fino al laghetto ornamentale e di accomodar-
si sul sedile?
Be', s. ~
Non ti passato per la mente che ti tenesse d'oc-
chio e avesse notato la tua nausea? ~
a Mi ha chiesto una volta o due se volevo tornare
indietro.
a Pu non averlo detto seriamente. Pu avere osser-
vato che su quel sedile stavi sempre peggio. Pu anche
averti spinto, o forse una spinta non era nemmeno
necessaria. Nell'istante in cui ti ho raggiunto e preso
tra le mie braccia stavi cadendo all'indietro in un
metro d'acqua in cui saresti sicuramente annegato.
Per la prima volta Baley ricord quelle ultime fuggi-
tive sensazioni. a Giosafatte!
- a Inoltre, continu Daneel e~n calma implacabilit
la signora Delmarre ti sedeva accanto, guardandoti
cadere senza fare una mossa per ferrnarti. N ha
tentato di tirarti fuori dall'acqua. Ti avrebbe lasciato
annegare. Avrebbe potuto chiamare i robot, ma certo
i robot sarebbero arrivati troppo tardi. E dopo si
sarebbe limitata a spiegare che, naturalmente, per lei
era impossibile toccarti, anche per salvarti la vita.
Abbastanza vero, pens Baley. Nessuno avrebbe mes-
so in dubbio la sua incapacit di toccare un essere
umano. La sorpresa, se ce ne fosse stata una, sarebbe
stata per la sua abilit di stargli tanto vicino.
a Vedi quindi, collega Elijah, concluse Daneel che
la sua colpevolezza in pratica fuori questione. Hai
dichiarato che avrebbe dovuto tentare lei l'omicidio di
Gruer, come se questo fosse un argomento contro la
sua colpevolezza. Ora vedi che dev'essere stata proprio
lei. L'unico movente per ucciderti era lo stesso identico
movente per il tentato omicidio di Gruer la necessit
di sbarazzarsi di un imbarazzante e tenace investigato-
re del primo delitto.
a Tutta la sequenza potrebbe essere stata innocente
obiett Baley. Lei potrebbe non essersi ben resa
conto di come l'esterno avrebbe potuto danneggiar-
mi.
a Aveva studiato la Terra. Conosceva le particolarit
dei terrestri.
Le ho assicurato che nella giornata ero gi stato
fuori e che mi ci stavo abituando.
a Forse ne sapeva pi di te.
Baley si diede un pugno sul palmo della mano. La
201i 1 207
l
.:
fai troppo furba. Non le si adatta e non ci credo. In ogni
caso non pu essere fatta alcuna accusa di omicidio
finch non viene spiegata l'assenza dell'arma del delit-
to.
Daneel fiss fermamente il terrestre. Posso fare
anche questo, collega Elijah.
Baley guard il robot con espressione stordita. Co-
me?
a Collega Elijah, ricorderai che il tuo ragionamento
stato questo: se la signora Delmarre fosse l'assassina,
allora l'arma, qualunque fosse, dev'essere rimasta sulla
scena del delitto. I robot, apparsi quasi immediatamen-
te, non hanno visto traccia di tale arma, ne consegue
che dev'essere stata rimossa dalla scena, per cui deve
averla rimossa l'assassino, quindi l'assassino non pu
essere la signora Delmarre. E tutto corretto?
a S.
a Eppure, continu il robot c' un posto dove i
robot non hanno cercato l'arma.
a Dove?
a Sotto la signora Delmarre. Giaceva svenuta, trasci-
nata dall'eccitazione e dalla passione del momento, che
fosse l'assassina o meno, e l'arma, qualunque fosse,
stava sotto di lei, fuori dalla vista.
a Ma allora, obiett Baley a l'arma dev'essere stata
scoperta non appena lei stata spostata.
Esatto, conferm Daneel a ma lei non stata
spostata dai robot. Lei stessa ieri a pranzo ci ha detto
che il dottor Thool aveva ordinato ai robot di metterle
un cuscino sotto la testa e di lasciarla dov'era- stata
spostata per la prima volta dal dottor Altim Thool in
persona, quando arrivato per esaminarla.
a E allora?
a Ne consegue quindi. collega Elijah, che sorge una
nuova possibilit: la signora Delmarre stata l'assassi-
na, I'arma era sulla scena del delitto, ma il dottor Thool
l'ha portata via e l'ha distrutta per proteggere la signo-
ra Delmarre.
Baley divenne sprezzante. Era quasi stato indotto ad
aspettarsi qualcosa di ragionevole. Completamente
208
immotivato comment. a Perch il dottor Thool
avrebbe dovuto fare una cosa del genere?
a Per un ottimo motivo. Ricorderai che cos'ha detto
di lui la signora Delmarre: "Mi ha sempre curato fin da
quando ero bambina, ed sempre stato cos amichevo-
le e gentile". Mi sono chiesto se potesse avere qualche
motivo particolare di occuparsi tanto di lei. E per
questa ragione che ho visitato la fattoria dei bambini,
per ispezionare le registrazioni. E saltato fuori che
quello che avevo semplicemente immaginato come
possibile era invece la verit.
a E cio?
a Il dottor Altim Thool il padre di Gladia Delmarre,
e per di pi lo sapeva.
Baley non aveva motivo di non credere al robot.
Provava solo un profondo cruccio perch era stato
robot Daneel Olivaw e non lui a portare il necessario
pezzo logico. Ma anche cos, non era completo.
Chiese: a Hai parlato con il dottor Thool? .
S. Ho messo agli arresti anche lui.
E lui che cosa dice?
Ammette di essere il padre della signora Delmarre.
L'ho messo a confronto con le registrazioni del fatto e
con le registrazioni delle sue richieste d'informazioni
sulla salute di lei, quando era piccola. Come dottore gli
veniva concesso a questo proposito molto pi margine
di quanto non fosse concesso agli altri solariani. ~
Perch avrebbe dovuto informarsi sulla sua salu-
te?
a Me l'ero chiesto anch'io, collega Elijah. Quando gli
era stato dato il permesso di avere un ulteriore figlio,
lui era gi vecchio, e per di pi riusc lo stesso a
produrne uno. Considera ci un tributo ai suoi geni e
alla sua forma fisica. Forse molto pi orgoglioso del
risultato di quanto non sia usuale su questo mondo.
Per di pi la sua posizione di medico, una professione
molto rispettata su Solaria perch implica un lavoro di
presenza personale, rendeva molto pi importante per
lui alimentare il suo senso dell'orgoglio. Per questo
motivo ha mantenuto un discreto contatto con la sua
progenie. 1~
209
l
i .:
~1
Gladia ne al corrente?
a Per quel che ne sa il dottor Thool, collega Elijah,
no.
E il dottor Thool ammette di aver portato via
l'arrna?
No. Dice di non essere stato lui.
Allora non hai in mano nulla, Daneel.
Nulla?
A meno che tu non trovi l'arma e non provi che
l'aveva presa lui, inducendolo infine a confessare, non
hai prove. Una concatenazione di deduzioni bella, ma
non una prova.
E molto improbabile che l'uomo confessi senza un
vero e proprio interrogatorio che io non sarei in grado
di portare fino in fondo. Sua figlia gli cara. )~
Niente affatto lo contraddisse Baley. a I suoi sen-
timenti verso la figlia non sono quelli a cui siamo
abituati io e te. Solaria diversa!
Per calmarsi cominci a camminare a grandi passi
su e gi per la camera. Daneel, disse hai compiuto
un perfetto esercizio di logica, tuttavia nulla di tutto
questo ragionevole. (Logico ma non ragionevole:
non era questa la definizione di un robot?)
Prosegu: Il dottor Thool un vecchio e ha dietro
le spalle i suoi anni migliori, indipendentemente dal
fatto che sia stato capace di generare una figlia trenta e
passa anni fa. Anche gli spaziali diventano senili. Imma-
ginatelo che esamina sua figlia svenuta e suo genero
morto di morte violenta. Riesci a immaginare l'insolita
natura della situazione per lui? Puoi supporre che sia
rimasto del tutto padrone di s? Tanto padrone di s,
in effetti, da portare a compimento una serie di azioni
sorprendenti?
Guarda: per prima cosa avrebbe dovuto notare
un'arma sotto sua figlia, una che avrebbe dovuto essere
stata tanto ben coperta dal suo corpo da non essere
stata nemmeno notata dai robot. Secondo, qualunque
specie di oggetto avesse notato, avrebbe dovuto dedur-
ne che era un'arma e capire immediatamente che se
l'avesse portata via sarebbe stato molto difficile mette-
re in piedi un'accusa contro sua figlia. Il che un modo
di pensare molto sottile per un vecchio in preda al
panico. Terzo, avrebbe dovuto realizzare un piano per
farlo, e anche questo molto duro per un vecchio
terrorizzato. E infine avrebbe dovuto avere il coraggio
di aggiungere al crimine il fatto di sostenere a oltranza
la sua bugia. Pu essere tutto il risultato di un pensiero
logico, ma non ragionevole. ~-
Hai una soluzione alternativa al crimine, collega
Elijah?
Nel corso del suo discorso Baley aveva dovuto seder-
si e ora cerc di rialzarsi, ma un misto di debolezza e
di profondit della sedia lo sconfissero. Si limit a
ondeggiare petulantemente la mano. Dammi una
mano, vuoi, Daneel?
Daneel si guard la mano. Prego, collega Elijah?
Baley i_mprec silenziosamente contro la mente let-
terale dell'altro e disse: Aiutami a uscire dalla sedia .
Il forte braccio del robot lo sollev dalla sedia senza
sforzo.
Grazie disse Baley. No, non ho una soluzione
alternativa. Veramente ce l'avrei, ma tutto s'impernia
su dove si trova l'arma.
And con impazienza verso le pesanti tende che
coprivano la maggior parte di un muro e ne sollev un
angolo, senza ben realizzare cosa stesse facendo. Rima-
se a fissare il riquadro nero di vetro, finch non si rese
conto che stava guardando nella notte e allora lasci
cadere la tenda proprio mentre Daneel, che si era
quietamente awicinato, gliela toglieva dalle mani.
L'agguant ancora, strappandola alla presa del robot.
Gettandoci dentro tutto il suo peso, la strapp dalla
finestra lasciandoci solo dei brandelli penzoloni.
Col;ega Elijah! esclam Daneel, sempre con genti-
lezza. Certo ora sai che cosa ti pu fare lo spazio
aperto.
So rispose Baley che cosa far per me. ~
Guardava fisso fuori dalla finestra. Non c'era nulla
da vedere, solo oscurit, ma quell'oscurit era aria
aperta. Era spazio ininterrotto senza limiti, anch~ se
senza luce, e lui vi stava di fronte.
E per la prima volta gli stava di fronte liberamente.
210 1 21t
Non era pi per bravata, o per curiosit perversa, o
come via obbligatoria per la soluzione di un omicidio.
Gli stava di fronte perch sapeva di volerlo e perch
ne aveva bisogno. La differenza era tutta l.
Le mura erano stampelle! L'oscurit e la folla erano
stampelle! Nel suo inconscio doveva averle sempre
considerate cos e averle odiate perfino quando crede-
va di amarle e di averne bisogno. Perch altrimenti si
era risentito tanto della prigione grigia che Gladia
aveva posto sul suo ritratto?
Si sent pervaso da un senso di vittoria e, come se la
vittoria fosse contagiosa, sorse un nuovo pensiero,
bruciante come un grido interno.
Con il capo che gli girava Baley si rivolse a Daneel.
Lo so sussurr. Giosafatte! Lo so!
Sai cosa, col~ega Elijah?
So che cosa successo all'arma: so chi il responsa-
bile. AlI'improwiso ogni cosa andata al suo posto.
17. Si tiene una riunione.
Daneel non aveva permesso nessuna azione imme-
diata
Domani! aveva detto con fermezza rispettosa E
questo il mio suggerimento, collega Elijah. E tardi, e tu
hai bisogno di riposo.
Baley aveva dovuto ammetterne la verit e poi c'era
bisogno di preparazione: una considerevole dose di
preparazione. Aveva la soluzione dell'omicidio, di que-
sto ne era sicuro, ma si basava sulla deduzione, come
la teoria di Daneel, e quanto a prova era altrettanto
debole. Avrebbero dovuto aiutarlo i solariani.
E se avesse dovuto affrontarli, un terrestre contro
cinque o sei spaziali, avrebbe dovuto essere pienamen-
te controllato. Il che voleva dire riposo e preparazione.
Eppure non sarebbe riuscito a dormire. Era certo
che non avrebbe dormito. Non sarebbero servite affat-
to la morbidezza del letto speciale approntato per lui
da robot che funzionavano quietamente, n il dolce
profumo ne la pi dolce musica della camera speciale
nella casa di Gladia. Ne era sicuro.
Daneel sedeva discreto in un angolo scuro.
Baley disse: Hai ancora paura di Gladia? n.
Non credo che sia saggio rispose il robot a lasciar-
ti dormire solo e senza protezione.
a Be', fa' come vuoi. Ti chiaro quello che voglio che
tu faccia, Daneel?
a S, collega Elijah.
a Non hai delle riserve a causa delle Prima Legge,
spero.
Ne ho alcune sulla riunione che hai preparato.
Sarai armato e attento alla tua sicurezza?,
Ti assicuro di s. J-
Daneel si concesse un sospiro che in un certo senso
era tanto umano che per un momento Baley si sorpre-
se a cercare di penetrare l'oscurit in modo da poter
studiare la perfezione meccanica del volto dell'altro.
Non ho trovato sempre logico ~ disse Daneel
comportamento umano.
Servono anche a noi Tre Leggi, rispose Baley
ma sono contento che non le abbiamo. ~
Fissava il soffitto. Moltissimo dipendeva da Daneel,
eppure poteva dirgli molto poco di tutta la verit.
C'entravano troppo i robot. Aurora aveva le sue ragioni
per mandare un robot come rappresentante dei suoi
interessi, ma era un errore. I robot hanno le loro
limitazioni.
Eppure, se tutto andava bene, tutto avrebbe potuto
aver termine entro dodici ore. Avrebbe potuto ripartire
per la Terra entro ventiquattro, portando speranza.
Uno strano tipo di speranza. Un ti,po a cui poteva
credere a malapena lui stesso, eppure era la via d'uscita
della Terra. Doveva essere la via d'uscita della Terra.
La Terra! New York! Jessie e Ben! Il conforto, la
familiarit e l'affetto di casa!
Si cull con questo pensiero, mezzo addormentato,
e pensare alla Terra non gli port poi tanto quel
conforto che si era aspettato. Tra lui e le Citt c'era
uno straniamento.
E, in qualche punto sconosciuto del tempo, tutto
svan nel sonno.
Dopo un buon sonno, Baley si svegli, fece una
doccia e si vest. Fisicamente era del tutto preparato.
Eppure era ancora insicuro. Non era tanto perch al
pallore del mattino il suo ragionamento gli sembrasse
meno persuasivo. Era piuttosto per la necessit di
affrontare i solariani.
Poteva dopo tutto essere sicuro delle loro reazioni?
O avrebbe ancora una volta dovuto lavorare alla cieca?
Gladia fu la prima a farsi viva. Era semplice per lei,
naturalmente. Era su un circuito intramurale, visto che
anche lei era nella casa Era pallida e senza espressio-
ne, con una tunica bianca drappeggiata che la trasfor-
mava in una fredda statua
Fissava inerme Baley. Baley le sorrise con gentilezza
e lei sembr trarre conforto da questo.
Uno per volta, apparvero. Attlebish, il Facente Fun-
zioni del capo della Sicurezza, apparve subito dopo
Gladia, magro e arrogante, con il largo mento disposto
per un'aria di disapprovazione. Poi Leebig, il robotista,
impaziente e rancoroso, con la palpebra cadente che
batteva a intervalli regolari. Quemot, il sociologo, un
po' stanco, che sorrise a Baley dal profondo degli occhi
infossati, come a dire: noi due ci siamo visti, siamo stati
intimi.
Quando apparve, Norissa Cantoro sembr a disagio
per la presenza degli altri. Diede per un istante un'oc-
chiata a Gladia, con un percettibile sbuffo, poi si mise a
fissare il pavimento. Apparve per ultimo il dottor
Thool. Sembrava smunto, quasi malato.
C'erano tutti tranne Gruer, che si stava riprendendo
lentamente e la cui partecipazione era fisicamente
impossibile. (Oh be', pens Baley, ne faremo a meno.)
Erano tutti vestiti con forrnalit e tutti sedevano in
camere con le tende tirate.
Daneel aveva organizzato tutto piuttosto bene. Baley
sperava fervidamente che andasse altrettanto bene
quello che a Daneel restava da fare.
Baley guard gli spaziali uno dopo l'altro. Il cuore
gli batteva forte. Ogni immagine visionava da una
stanza diversa e l'accostamento casuale tra luci mobili
e decorazioni murali faceva venire le vertigini.
Voglio discutere cominci Baley I'argomento
dell'uccisione del dottor Delmarre sotto il profilo del
movente, dell'opportunit e dei mezzi, in quest'ordi-
ne...
Sar una cosa lunga? lo interruppe Attlebish.
Pu darsi fu la risposta tagliente. Sono stato
convocato qui a investigare su un omicidio, e questo
lavoro la mia specialit e la mia professione. So ben
io come bisogna procedere. (Non accettare nulla da
215
loro, pens, o tutta la cosa non funzioner. Dominali!
Dominali!)
Prosegu, cercando di rendere le sue parole quanto
pi possibile taglienti e incisive: a Anzitutto il movente.
In un certo senso il movente la meno soddisfacente
delle tre voci. L'opportunit e i mezzi sono fatti obietti-
vi. Su di essi si pu investigare in concreto. Il movente
un fatto soggettivo. Pu essere qualcosa che gli altri
sono in grado di riscontrare: la vendetta per un'umilia-
zione pubblica~ per esempio. Ma pu essere anche
qualcosa di completamente inosservabile: un irraziona-
le odio omicida in una persona dal forte autocontrollo,
che non l'ha mai lasciato trapelare.
Ora tutti voi prima o poi mi avete detto di credere
che sia stata Gladia Delmarre a commettere il delitto.
Per certo nessuno ha suggerito un altro individuo
sospetto. Gladia aveva un movente? Il dottor Leebig ne
ha suggerito uno. Ha detto che Gladia litigava spesso
con il marito e in seguito anche Gladia l'ha ammesso.
La furia che pu nascere da un litigio pu verosimil-
mente portare una persona al delitto. Molto bene.
Rimane per la domanda se fosse lei l'unica ad
avere un movente. Mi chiedo se proprio il dottor
Leebig non...
Il robotista fece quasi un salto. Tese rigidamente la
mano in direzione di Baley. Attento a quel che dice,
terrestre.
Faccio solo della teoria replic lui freddo. Lei,
dottor Leebig, lavorava su nuovi modelli di robot con
il dottor Delmarre. Per quel che riguarda la robotica,
lei il migliore di Solaria. L'ha detto lei, e ci credo.
Leebig sorrise con aperta accondiscendenza.
Ma ho sentito prosegu il terrestre che il dottor
Delmarre stava per rompere ogni rapporto con lei, per
motivi che la riguardavano e che disapprovava.
a Falso! Falso!
Forse. Ma se fosse vero? Non avrebbe avuto un
movente per sbarazzarsi di lui, prima che la umiliasse
pubblicamente con una rottura? Ho la sensazione che
un'umiliazione del genere non l'avrebbe digerita con
tanta facilit
Baley prosegu senza soluzione di continuit per non
dare a Leebig la possibilit di ribattere. Anche lei,
signora Cantoro. La morte del dottor Delmarre la
lascia alla direzione dell'ingegneria fetale, una posizio-
ne di responsabilit.
Cieli azzurri, ne abbiamo gi parlato! grid Kloris-
sa angosciata
Lo so, ma un punto che dev'essere comunque
tenuto presente. Come per il dottor Quemot, che gioca-
va regolarmente a scacchi con il dottor Delmarre.
Forse non ne poteva pi di perdere tante partite.
Il sociologo entr quietamente nella discussione.
Certo perdere una partita a scacchi un movente
insufficiente, agente. ~>
Dipende da quanto seriamente prende gli scacchi.
Un movente pu essere tutto il mondo per un assassino
e non significare quasi nulla per chiunque altro. Be',
non importa. Quello che volevo dimostrare che il
movente da solo insufficiente. Chiunque pu avere
un movente, in particolare per l'omicidio di un uomo
come il dottor Delmarre. ~
Che cosa intende con questa osservazione? do-
mand indignato Quemot.
Be', solo che il dottor Delmarre era un "buon
solariano". Tutti quanti l'avete descritto cos. Soddisfa-
ceva rigidamente ogni esigenza degli usi solariani. Era
un uomo ideale, quasi un'astrazione. Chi avrebbe potu-
to provare amore, o anche solo simpatia, per un uomo
del genere? Un uomo senza debolezze serve solo a
rendere chiunque altro consapevole delle sue imperfe-
zioni. Un poeta primitivo, di nome Tennyson, una volta
scrisse: "Egli un unico grande difetto, che non ha
affatto difetti".
Nessuno ucciderebbe un uomo perch troppo
buono disse fremente Klorissa
Lei ne sa molto poco comment Baley, e prosegu
senza approfondire. Il dottor Delmarre era al corren-
te, o pensava di esserlo, di una cospirazione su Solaria
una cospirazione che si preparava ad aggredire il resto
della galassia con propositi di conquista. Era suo inte-
resse prevenirla. Per questo motivo chi era compro-
messo con la cospirazione avrebbe potuto ritenere
necessario farlo fuori. Chiunque qui dentro potrebbe
essere membro della congiura, inclusa, per buona
misura, la signora Delmarre, ma incluso anche il Facen-
te Funzioni della Sicurezza Attlebish.
Io? ~ disse Attlebish freddo.
Certo lei ha tentato di mettere fine all'investigazio-
ne, quando l'incidente di Gruer l'ha messo al suo
posto. ~
Baley diede qualche sorsata al suo drink (provenien-
te direttamente dal contenitore originale, mai toccato
da altre mani umane che non fossero le sue, n da mani
robotiche, in quanto a questo) e raccolse tutta la sua
forza. Finora questo era stato un gioco di rimessa, ed
era grato al fatto che i solariani fossero ancora l a
sedere. Non avevano l'esperienza del terrestre per il
combattimento rawicinato. Non sapevano venire alle
mani.
Passiamo all'opportunit ricominci. E opinio-
ne generale che solo la signora Delmarre abbia avuto
l'opportunit, visto che solo lei poteva accostare suo
marito in effettiva presenza personale.
Ma ne siamo sicuri? Supponiamo che qualcun altro
che non fosse la signora Delmarre si fosse risolto a
uccidere il dottor Delmarre: una risoluzione tanto
disperata non avrebbe reso secondario il disagio di una
presenza personale? Se uno di voi si fosse imbarcato
in un omicidio, non sopporterebbe la presenza perso-
nale giusto il tempo di fare il lavoro? Non avrebbe
potuto introdursi nella casa del dottor Delmarre... ~-
Attlebish s'interpose sempre pi freddo. Lei non
conosce l'argomento, terrestre. Non il punto se noi
avremmo o non avremmo voluto. Il fatto che proprio
il dottor Delmarre non avrebbe permesso che ci si
vedesse, g.ielo dico io. Se qualcuno si fosse fatto vivo
di persona, per quanto potesse essere stimato e per
quanta amicizia ci potesse essere tra loro, il dottor
Delmarre gli avrebbe detto di andarsene e, se necessa-
rio, avrebbe chiamato i robot per farsi aiutare nel
l'espulsione.
Vero, concesse Baley se il dottor Delmarre fosse
stato consapevole che c'era presenza personale.
Che cosa vuol dire? domand sorpreso il dottor
Thool con voce tremolante.
Quando lei ha visitato la signora Delmarre sulla
scena del delitto ~- replic Baley rivolgendosi a lui lei
dava per scontato che stesse visionando, finch non
l'ha toccata effettivamente. Cos mi ha detto e cos
credo. Io, per esempio, sono abituato a vedere. Quando
sono arrivato su Solaria e ho incontrato il capo della
Sicureza Gruer, ho dato per scontato che lo stavo
vedendo. Quando alla fine del nostro colloquio Gruer
sparito, sono stato del tutto preso di sorpresa.
Ora supponiamo il contrario. Supponiamo che per
tutta la vita adulta un uomo abbia soltanto visionato,
senza mai vedere nessuno se non sua moglie in qualche
rara occasione. Supponiamo anche che qualcun a~tro,
che non fosse sua moglie, entrasse in presenza persona-
le. Non avrebbe automaticamente dato per scontato di
visionarlo, specia.mente se un robot fosse stato istruito
di avvisare il dottor Delmarre che stava per essere
stabilito un contatto?
Nemmeno per un momento interloqu Quemot.
L'uniformit dello sfondo avrebbe rovinato tutto.
Forse, ma quanti di voi sono consapevoli dello
sfondo in questo momento? Ci sarebbe voluto un
minuto o due, almeno, prima che il- dottor Delmarre si
rendesse conto che c'era qualcosa di sbagliato, e nel
frattempo il suo amico, chiunque fosse, poteva awici-
narsi, brandendo un bastone, e abbatterlo.
Impossibile disse cocciuto il dottor Quemot.
Credo di no ribatt Baley. Credo che l'opportu-
nit debba essere cancellata come prova assoluta della
colpevoleza della signora Delmarre. Aveva l'opportu-
nit, e cos tanti altri.
Baley aspett ancora. Sentiva il sudore sulla fronte,
ma detergerselo lo avrebbe fatto sembrare debole.
Doveva assolutamente mantenere la direzione del pro-
cedimento. La persona a cui mirava doveva essere
messa in posizione di convinta inferiorit. Era difficile
per un terrestre fare questo a uno spaziale.
Baley pass lo sguardo da una faccia all'a.tra e decise
che almeno la faccenda progrediva soddisfacentemen-
te. Perfino Attlebish sembrava umanamente preoccu-
pato.
a E cos giungiamo ) riprese ai mezi, e questo il
fatto pi misterioso di tutti. L'arma con cui stato
commesso il delitto non mai stata trovata.
Lo sappiamo disse Attlebish. Se non fosse per
questo punto, avremmo considerato conclusiva l'accu-
sa contro la signora Delmarre. Non avremmo neppure
richiesta un'investigazione. 1~
Forse ammise Baley. Allora analizziamo la que-
stione dei mezzi. Ci sono due possibilit. O I'omicidio
l'ha commesso la signora Delmarre, o stato qualcun
altro. Se il delitto l'ha commesso la signora Delmarre,
I'arma sarebbe dovuta rimanere sulla scena, a meno
che non fosse stata portata via in seguito. E stato
suggerito dal mio partner, mister Olivaw di Aurora, che
in questo momento non presente, che il dottor Thool
aveva l'opportunit di portar via l'arma. Chiedo ora al
dottor ThooL in presenza di tutti voi, se lo ha fatto, se
cio ha rimosso un'arma mentre esaminava la signora
Delmarre svenuta.
n dottor Thool tremava tutto. No, no. Lo giuro.
Sono disposto a sottopormi a qualunque interrogato-
rio. Giuro di non aver portato via nulla
C' qualcuno che a questo punto desideri suggerire
che il dottor Thool mente?
Ci fu silenzio, durante il quale Leebig guard un
oggetto fuori campo e borbott qualcosa sul tempo.
Baley riprese: La seconda possibilit che qualcun
altro abbia commesso il delitto per poi portar via
l'arma con s. Ma se fosse andata cos, uno dovrebbe
chiedersi perch. La rimozione dell'arrna voleva dire
pubblicizzare il fatto che la signora Delmarre non era
l'assassina Se l'assassino fosse stato uno venuto da
fuori, sarebbe stato un completo idiota a non lasciare
I'arma accanto al cadavere ad accusare la signora
Delmarre. D'altra parte, allora. I'arma doveva essen l!
Eppure non stata vista .
Ci ha preso per stupidi o per ciechi? ~ disse Attle-
bish.
Vi prendo per solariani replic calmo Baley e
quindi incapaci di riconoscere come tale la particolare
arma che stata lasciata sulla scena del delitto.
Non capisco una parola borbott Klorissa con
aria addolorata.
Perfino Gladia, che a malapena aveva mosso un
muscolo fino a quel momento, fissava Baley sorpresa.
Baley riprese: Marito morto e moglie svenuta non
erano gli unici individui sulla scena. C'era anche un
robot disorganizzato .
Be'? disse iroso Leebig.
Allora owio che, dopo aver eliminato l'impossibi-
le, quello che resta, per quanto improbabile possa
essere, dev'essere la verit*. Il robot sulla scena del
delitto era l'arma del crimine, un'arma che nessuno di
voi stato in grado di riconoscere a causa dell'educa-
zione ricevuta.
Parlavano tutti insieme; tutti tranne Gladia, che
continuava a fissarlo.
Baley alz le braccia. Aspettate. Calma! Lasciate
che vi spieghi! E ancora una volta raccont la storia
del tentativo di uccidere Gruer e del metodo con cui
poteva essere stato eseguito. Questa volta aggiunse
anche il tentativo di uccidere lui alla fattoria dei
bambini.
Leebig s'intromise con impazienza: Immagino che
la cosa sia stata organizzata facendo avvelenare una
freccia da un robot, senza che sapesse che si trattava
di un veleno, per poi far porgere da un secondo robot
la freccia al ragazzo, dopo avergli detto che lei era un
terrestre, senza che neanche questi sapesse che la
freccia era awelenata .
Qualcosa del genere. Ambedue i robot avrebbero
potuto essere stati istruiti.
a Proprio tirato per i capelli comment Leebig.
Quemot era pallido e sembrava che da un momento
all'altro si sarebbe sentito male. Non possibile che
~ Frase ricorrente di Sherlock Holmes. (N.d.T.)
220 1 221
un solariano usi i robot per danneggiare un essere
umano.
Pu darsi, disse Baley scrollando le spalle ma il
punto se i robot possano essere manipolati. Chiedia-
molo al dottor Leebig: il robotista lu.
Questo non si pu applicare al caso del dottor
Delmarre, gliel'ho gi detto ieri. Come si pu fare in
modo che un robot sfondi il cranio di un uomo?
Lo spiego io, come?
Lo faccia, se le riesce.
Baley spieg: Era un robot di nuovo modello che
il dottor Delmarre stava esaminando. Il significato di
tutto questo non mi stato chiaro fino a ieri sera,
quando ho avuto occasione di chiedere a un robot,
perch mi aiutasse ad alzarmi, "Dammi una mano". Il
robot stava per staccarsi il braccio e darmelo. Un
braccio di robot sarebbe stata una splendida arma. E
dopo la morte del dottor Delmarre, avrebbe potut
essere rimesso a posto .
Lo sbalordito orrore aveva dato il via a una babele
di obiezioni, mentre Baley parlava. Dovette gridare
l'ultima frase, e anche cos si perse.
Attlebish, con il volto paonazzo, si alz dalla sua
sedia e venne avanti. Se dice cos, allora la signora
Delmarre l'assassina. Lei era l, lei ha litigato con il
marito, lei avrebbe potuto guardare il marito che
lavorava con il robot e avrebbe potuto venire a cono-
scenza del braccio smontabile... il che non credo, co-
munque. Non importa che cosa lei faccia, terrestre,
ogni cosa indica la signora Delmarre.
Gladia cominci a piangere sommessamente.
Baley non la guard. Al contrario, disse facile
dimostrare che, chiunque abbia commesso il delitto, la
signora Delmarre non stata.
Improvvisamente Leebig incroci le braccia mentre
il suo volto assunse un'espressione sprezzante.
Baley se ne accorse e disse: Mi aiuter a farlo,
dottor Leebig. Come robotista lei sa che per manovrare
i robot in un'azione tale da conseguire indirettamente
un omicidio ci vuole un'abilit enorme. Ieri ho avuto
occasione di mettere un individuo agli arresti domici-
liari. Ho dato particolareggiate istruzioni a tre robot
per tenere al sicuro questo individuo. Era una cosa
semplice, ma con i robot sono sempre stato goffo. Nelle
mie istruzioni c'erano delle falle e il mio prigioniero
scappato .
Chi era il prigioniero? domand Attlebish.
Non questo il punto ribatt Baley impaziente.
Il punto che i dilettanti non sono in grado di
maneggiare bene i robot. E alcuni solariani possono
essere dei bei dilettanti, per quanto possano esserlo i
solariani. Per esempio, quanto ne sapeva di robotica
Gladia Delmarre?... Be', dottor Leebig?
Cosa? Il robotista lo guardava con gli occhi sgra-
nati.
Lei ha tentato d'insegnare la robotica alla signora
Delmarre. Che razza di scolara era? Ha imparato qual-
cosa?
Leebig si guard in giro a disagio. Lei non... e si
ferm.
Era completamente senza speranza, no? O preferi-
rebbe non rispondere?
Potrebbe aver simulato l'ignoranza disse Leebig
tutto impettito.
E pronto a dire, come robotista, che considera la
signora Delmarre sufficientemente abile da indurre i
robot a un omicidio indiretto?
E come posso rispondere?
Mettiamola in un altro modo. Chiunque abbia cer-
cato di uccidermi alla fattoria dei bambini, deve prima
avermi localizzato usando le comunicazioni interne dei
robot. Dopo tutto, non avevo detto a nessun essere
umano dove andavo, e solo i robot che comunicavano
con me, una zona dopo l'altra, sapevano dove fossi. Il
mio collega, Daneel Olivaw, quel giorno riusc in segui-
to a rintracciarmi, ma solo con considerevole difficolt.
Invece l'assassino deve averlo fatto facilmente, visto
che, oltre a localizzarmi, doveva organizzare l'avvelena-
mento e il tiro della freccia, il tutto prima che lasciassi
la fattoria per proseguire il mio giro. Avrebbe forse
223
avuto la signora Delmarre l'abilit di far tutto questo?
Corv~in Attlebish si chin in avanti. Chi suggerisce
che abbia l'abilit necessaria, terrestre?
a Il dottor Jothan Leebig rispose Baley a ha ammes-
so prima di essere il migliore robotista del pianeta
a E un'accusa? grid Leebig.
a S! url Baley di rimando.
La furia negli occhi di Leebig svan lentamente. Non
fu sostituita dalla calma, per l'esattezza, ma da una
specie di tensione controllata. Disse: Dopo il delitto
ho studiato il robot di Delmarre. Non aveva membra
smontabili. Almeno, erano smontabili nel solito senso
che richiedevano speciali utensili e la mano di un
esperto. Cos il robot non stata l'arma usata nell'ucci-
sione di Delmarre e lei non ha argomenti .
Chi altri pu garantire chiese Baley a la verit
della sua affermazione?
a La mia parola non pu essere messa in dubbio.
Lo qui. La sto accusando, e la sua parola sui robot,
senza nessuno che la sostenga, senza valore. Se ci sar
qualcuno a sostenerla, allora sar diverso. A proposito,
lei si sbarato del robot con molta rapidit Per-
ch?
Non c'era nessuna ragione di tenerlo. Era comple-
tamente disorganizzato. Era inutile.
Perch?
Leebig punt un dito tremante contro Baley, ed
esclam con violenza: Me l'ha gi chiesto una volta,
terrestre, e io lo ho detto perch. Ha dovuto essere
testimone di un omicidio che non stato in grado
d'impedire .
E mi ha detto anche che ci li porta a un collasso
completo, e che questa una regola universale. Eppu-
re, quando Gruer stato avvelenato, il robot che si
presentato a lui con il drink awelenato, rimasto solo
danneggiato nella deambulazione e nella pronuncia.
Era stato addirittura l'agente di quello che fin dal
primo momento sembrava un assassinio, non un testi-
mone, eppure gli rimasta sufficiente sanit mentale
da poter essere interrogato.
Questo robot invece, il robot del caso Delmarre,
deve quindi essere stato molto pi implicato nel delitto
che non il robot di Gruer. Questo robot di Delmarre
deve aver avuto il proprio braccio usato come arma
dell'omicidio.
Tutte assurdit annasp Leebig. Lei non sa nulla
di robotica.
Questo pu essere concesse Baley. Ma suggeri-
rei che il capo della Sicurezza Attlebish requisisca le
registrazioni della sua fabbrica di robot e della sua
officina di riparazioni. Forse scopriremo se ha costrui-
to robot con membra staccabili e, in caso affermativo,
se ne sono stati mandati al dottor Delmarre e, se cos,
quando.
Nessuno manometter le mie registrazioni grid
Leebig.
Perch? Se non ha nulla da nascondere, perch?
Ma perch, in nome di Solaria, avrei desiderato
uccidere il dottor Delmarre? Mi dica questo. Qual era
il mio movente?
Posso pensarne due disse Baley. Lei era amiche-
vole con la signora Delmarre. Eccessivamente amiche-
vole. I solariani sono umani, in qualche modo. Lei non
si mai sposato, ma questo non l'ha tenuta immune
da, diciamo, certe necessit animalesche. Lei vedeva la
signora Delmarre, pardon, la visionava, quando era
vestita in modo piuttosto informale e...
No grid Leebig in agonia.
E Gladia sospir energicamente: No! .
Forse neanche lei ha riconosciuto la natura dei suoi
sentimenti prosegu Baley o, se ne aveva una vaga
idea, disprezzava se stesso per la sua debolezza e
odiava la signora Delmarre per averla ispirata. E pu
darsi che odiasse anche Delmarre, perch stava con lei.
Aveva chiesto alla signora Delmarre di diventare sua
assistente. Si era compromesso con la sua libidine fino
a quel punto. Lei aveva rifiutato e perci il suo odio
era diventato anche pi acuto. Uccidendo in questo
modo il dottor Delmarre e gettandone la colpa sulla
moglie si sarebbe vendicato di tutti e due in una volta
sola
224 1 225
a Non vorrete credere a questo sudiciume melo-
drammatico da quattro soldi? domand Leebig in un
sordo sospiro. Un altro terrestre, un altro animale,
forse. Non un solariano.
Non faccio affldamento su quel movente disse
Baley. Sono convinto che ci fosse, inconsciamente,
ma lei aveva un movente pi chiaro: il dottor Delmarre
era un ostacolo ai suoi piani e doveva essere rimosso.
Quali piani?
<~ I suoi piani che miravano alla conquista della
galassia, dottor Leebig disse Baley.
18. Si risponde a una domanda.
Il terrestre pazzo grid Leebig, voltandosi verso
gli altri. Non ovvio?
Alcuni fissavano Leebig in silemio, altri Baley.
Baley non diede loro modo di prendere decisioni.
Continu: Lo sa benissimo, dottor Leebig. Il dottor
Delmarre stava per rompere i suoi rapporti con lei. La
signora Delmarre pensava che fosse perch non si
voleva sposare. Non credo: proprio il dottor Delmarre
stava progettando un futuro in cui sarebbe stata possi-
bile l'ectogenesi e quindi il matrimonio non sarebbe
stato pi necessario. Ma il dottor Delmarre lavorava
con lei: poteva essere informato e capire sul suo lavoro
pi di chiunque altro. Aveva scoperto che lei stava
tentando pericolosi esperimenti e avrebbe cercato di
fermarla. Raccont qualcosa di tutto questo all'agente
Gruer, ma non diede i particolari, perch dei particola-
ri non era certo. Ovviamente lei ha scoperto che
sospettava e l'ha ucciso .
Pazzo! ripet Leebig. Io non ho nulla a che fare
con questo.
Ma Attlebish lo interruppe. Ci lasci ascoltare, Lee-
bigl
Baley si morse un labbro per impedirsi un prematu-
ro sfoggio di soddisfazione per l'ovvia~mancama di
simpatia nella voce del- capo della Sicureza. Nella
stessa discussione prosegu a in cui lei ha memionato
robot con membra distaccabili, dottor Leebig, ha anche
parlato di astronavi con cervello positronico incorpo-
rato. Quella volta ha proprio parlato troppo. Era per-
ch sono solo un terrestre incapace di capire le impli-
cazioni della robotica? O era perch l'avevo minacciata
di presenza personale e poi avevo ritirato la minaccia
e c'era un po' di delirio nel sollievo? In ogni caso ii
dottor Quemot mi aveva gi detto che l'arma segreta
di Solaria contro i Mondi Esterni era il robot positroni-
co.
Quemot, cos inaspettatamente tirato in ballo, sob-
balz violentemente e grid: a Io intendevo dire... .
Intendeva dire sociologicamente, lo so. Ma ha dato
l'avvio a certi pensieri. Consideriamo un'astronave con
cervello positronico incorporato e paragoniamola con
una fornita di equipaggio umano. In una guerra opera-
tiva un equipaggio umano non potrebbe usare i robot.
Un robot non potrebbe distruggere esseri umani di una
nave nemica o di mondi nemici. Non afferrerebbe la
distinzione tra esseri umani amici e nemici.
Naturalmente a un robot si pu dire che la nave
nemica non ha esseri umani a bordo. Gli si pu dire
che c' un pianeta disabitato che dev'essere bombarda-
to. Ma questo sarebbe difficile farglielo ingoiare. Un
robot vedrebbe che la sua nave porta esseri umani;
saprebbe che il suo mondo pieno di esseri umani.
Darebbe per scontato che la stessa cosa vera per le
navi nemiche e per i mondi nemici. Ci vorrebbe un
vero esperto di robotica, come lei, dottor Leebig, per
controllarlo in un caso del genere, e di esperti come
lei ce ne sono pochi.
a Ma mi sembra che un'astronave con un proprio
cervello positronico attaccherebbe allegramente qua-
lunque nave dovesse attaccare. Darebbe naturalmente
per scontato che tutte le altre navi sono senza uomini.
Una nave con cervello positronico potrebbe essere
facilmente resa incapace di ricevere messaggi dalle
navi nemiche, che potrebbero ingannarla. Con le armi
e le difese sotto l'immediato controllo di un cervello
positronico sarebbe molto pi manovrabile di qualsiasi
equipaggio umano. Senza locali per l'equipaggio, per le
provviste, per l'acqua, per i purificatori d'aria, potreb-
be portare pi corazzatura, pi armi ed essere pi
invulnerabile di qualunque altra nave. Una nave con
cervello positronico potrebbe distruggere flotte di navi
ordinarie. Sbaglio?
L'ultima domanda era stata sparata al dottor Leebig,
che si era alzato e stava dritto, rigido, quasi catalettico
per... cosa? Ira? Orrore?
Non ci fu risposta. Nessuna risposta poteva essere
data. Si era spezzato qualcosa e ora gli altri gridavano
come pazzi. Klorissa aveva il volto di una Furia, e anche
Gladia era in piedi, agitando minacciosamente nell'aria
il piccolo pugno.
E tutti erano rivolti a Leebig.
Baley si rilass e chiuse gli occhi. Cerc per qualche
istante di sciogliere i muscoli, di scongelare i tendini.
Aveva funzionato. Finalmente aveva premuto il pul-
sante giusto. Quemot aveva fatto un'analogia tra i robot
solariani e gli iloti spartani. Aveva detto che i robot
non si sarebbero mai ribellati per cui i solariani poteva-
no rilassarsi.
Ma che cosa sarebbe successo se degli uomini minac-
ciavano d'insegnare ai robot come far del male agli
esseri umani, di renderli, in altre parole, capaci di
ribellarsi?
Non sarebbe stato l'estremo delitto? A quest'idea
ogni solariano non si sarebbe rivoltato ferocemente
contro chiunque fosse anche solo sospettato di rendere
un robot capace di far del male a un essere umano? Su
Solaria, dove i robot sopravanzavano in numero gli
esseri umani nella proporzione di ventimila a uno?
Attlebish grid: Lei in arresto. Le assolutamente
proibito toccare i suoi libri e le sue registrazioni finch
il governo non abbia modo di ispezionarli... . Conti-
nuava a parlare quasi incoerentemente, appena udibile
nel pandemonio.
Un robot si avvicin a Baley. Un messaggio, padro-
ne, da padron Olivaw.
Baley prese con gravit il messaggio, lo srotol per
poi gridare: <~ Un momento! .
La sua voce ebbe quasi un effetto magico. Tutti si vol-
tarono a guardarlo solennemente e in nessun volto (a
parte lo sguardo fisso di Leebig) c'era segno di nulla che
non fosse una spasmodica attenzione per il terrestre.
Baley disse: a E stupido aspettarsi che il dottor
Leebig non tocchi le sue registrazioni in attesa che
giunga ad esaminarle un funzionario governativo. Cos,
prima che incominciasse questa riunione, il mio colle-
ga, Daneel Olivaw, partito per la tenuta del dottor
Leebig. E appena atterrato e tra un momento sar con
il dottor Leebig per poterlo mettere in detenzione .
Detenzione! ulul Leebig, quasi con terrore anima-
lesco. Gli occhi gli si spalancarono fino all'inverosimile.
~ Viene qui qualcuno? Presenza personale? No! No! Il
secondo "No" fu un grido acuto.
Non le verr fatto del male disse freddo Baley se
cooperer.
Ma io non voglio vederlo. Non posso vederlo. Il
robotista cadde sulle ginocchia senza neanche sembra-
re conscio del movimento. Un le mani in un disperato
gesto di appello. a Che cosa vuole? Vuole una confes-
sione? Il robot di Delmarre aveva le braccia distaccabi-
li. S. S. S. Ho organizzato io l'avvelenamento di Gruer.
Ho organizzato anche la faccenda della freccia. Ho
anche progettato le astronavi che ha detto. Non ho
avuto successo ma, s, le ho progettate. Solo, tenga
lontano quell'uomo. Non lo faccia venire. Lo tenga
lontano!
Stava farfugliando.
Baley annu. Un altro pulsante giusto. La minaccia di
una presenza personale avrebbe funzionato meglio di
una tortura fisica per indurlo a confessare.
Ma poi, a qualche rumore o movimento fuori campo,
Leebig torse il capo e spalanc la bocca. Alz le mani,
come per tenere a distanza qualcosa.
Via implorava. Va' via. Non ti avvicinare. Ti
prego, non ti avvicinare. Ti prego...
Arrancava sulle mani e sulle ginocchia, poi la mano
gli corse improvvisamente alla tasca della giacca. Ne
tir fuori qualcosa che port rapidamente alla bocca
Inghiott due volte, poi cadde prono.
Baley avrebbe voluto gridare: idiota, non un essere
umano quello che sta arrivando; soltanto uno dei
robot che ami tanto.
Daneel Olivaw entr in campo e per un istante fiss
la figura accartocciata a terra.
Baley trattenne il fiato. Se Daneel si fosse reso conto
che era stata la sua pseudoumanit a uccidere Leebig,
I'effetto sul suo cervello, schiavo della Prima Legge,
avrebbe potuto essere drastico.
Ma Daneel si limit a inginocchiarsi, con le dita
delicate che toccavano qua e l. Poi sollev il capo di
Leebig come se fosse infinitamente prezioso per lui,
cullandolo accarezzandolo.
Il suo be; volto scolpito fissava gli altri. Sussurr: E
morto un essere umano! .
Lei aveva chiesto un ultimo colloquio e Baley la
stava aspettando. Ma quando lei apparve gli si spalan-
carono gli occhi.
Ti vedo disse.
a S disse lei. Come hai fatto a capirlo?
Hai i guanti.
Oh. Si guard confusa le mani. Poi, a voce bassa:
Ti dispiace? .
No, naturalmente no. Ma perch hai deciso di
vedermi, invece di visionarmi?
Be' lei sorrise debolmente. Dovr abituarmici,
no, Elijah? Voglio dire, se vado su Aurora. ~>
Allora tutto sistemato?
Sembra che mister Olivaw abbia dell'influenza. E
tutto sistemato. Non torner mai pi indietro.
Bene. Sarai pi felice, Gladia. So che lo sarai.
Ho un po' di paura.
Lo so. Vuol dire che dovrai vedere in continuazio-
ne, e poi non avrai tutte le comodit che avevi su
Solaria. Ma ci farai l'abitudine e, quel che pi conta,
dimenticherai tutto il terrore attraverso cui sei passa-
ta.
Non voglio dimenticare nulla disse Gladia a bassa
voce.
Lo farai. Baley guard la sottile ragazza che gli
stava davanti e disse, non senza una punta di sofferen-
za: E un giorno ti sposerai, anche. Ti sposerai davvero,
voglio dire .
In un certo senso, disse lei con tono addolorato
230 1 231
non mi sembra tanto attraente... in questo momento.
Cambierai idea.
E rimasero in piedi a guardarsi per un lungo momen-
to senza parole.
Non ti ho mai ringraziato disse Gladia.
Era solo il mio lavoro.
Ora tornerai sulla Terra, vero?
S.
Non ti vedr mai pi.
Probabilmente no. Ma non sentirti triste per que-
sto. Tra quarant'anni al massimo sar morto e tu non
sarai carnbiata neanche un po' da come sei ora.
Il volto di lei si contrasse. Non parlare cos.
E vero.
Gladia parl velocemente, come se si sentisse forzata
a cambiare argomento: Era tutto vero su Jothan
Leebig, sai? .
a Lo so. Altri robotisti hanno scorso le sue registra-
zioni e hanno scoperto esperimenti su astronavi intelli-
genti senza equipaggio umano. Hanno trovato anche
altri robot con le braccia smontabili.
Gladia rabbrivid. Ma perch pensi che abbia fatto
una cosa tanto tremenda?
Aveva paura della gente. Si ucciso per evitare una
presenza personale ed era pronto a distruggere altri
mondi per assicurarsi che Solaria e il suo tab per la
presenza personale non sarebbero mai stati toccati.
Come poteva essere cos, mormor lei quando
la presenza personale pu essere tanto...
Ancora un momento di silenzio, mentre si fronteggia-
vano a dieci passi di distanza.
Poi Gladia grid all'improvviso: Oh, Elijah, penserai
che sono una dissoluta! .
Come sarebbe?
Posso toccarti? Non ti vedr mai pi, Elijah.
Sevuoi.
Passo dopo passo venne pi vicina, con gli occhi che
le brillavano, pur sempre apprensiva. Venne avanti
fino a un metro di distanza e si ferm. Poi lentamente,
come in trance, cominci a sfilarsi il guanto dalla mano
destra.
Baley accenn a un gesto di moderazione. Non fare
stupidaggini, Gladia.
Non ho paura disse lei.
La mano adesso era nuda. Tremava, mentre lei la
tendeva.
E cos faceva Baley, mentre la prendeva nella sua.
Rimasero cos per un momento, la mano di lei una
piccola timida cosa spaventata che sembrava cercasse
rifugio in quella di lui. Lui apr la sua mano e quella di
lei fugg, saett improvvisamente verso il volto del
terrestre e i polpastrelli riposarono leggeri come piu-
me sulle sue guance in un momento rivelatore.
Grazie, Elijah. Addio.
Addio, Gladia disse Baley, e la guard andarsene.
Anche il pensiero che una nave lo aspettava per
riportarlo sulla Terra non cancell via il senso di
perdita che provava in quel momento.
Lo sguardo del sottosegretario Minnim aveva un'aria
di affettato benvenuto. Sono contento di rivederla
sulla Terra. Naturalmente il SuQ rapporto arrivato
prima di lei ed allo studio. Ha fatto un buon lavoro.
La cosa risalter bene nelle sue note personali.
Grazie rispose Baley. In lui non c'era pi posto
per altra euforia. Tornare sulla Terra; essere al sicuro
negli Abissi; avere ascoltato la voce di Jessie (le aveva
gi parlato): tutto lo lasciava stranamente vuoto.
Comunque, disse Minnim il suo rapporto riguar-
dava soltanto l'investigazione sull'omicidio. C' anche
un'altra faccenda che ci interessa. Di quella posso avere
un rapporto verbale?
Baley esit e la mano gli corse automaticamente alla
tasca interna dove avrebbe di nuovo potuto trovare il
caldo conforto della pipa.
Pu fumare, Baley disse Minnim immediatamen-
te.
Baley fece del procedimento di accensione un com-
plicato rituale. Poi disse: Non sono un sociologo .
Ah, no? Minnim sorrise brevemente. Mi sembra
che questo l'abbiamo gi discusso una volta. Un detecti-
ve di successo dev'essere un sociologo dilettante, anche
E
_ _
se non ha mai sentito parlare dell'equazione di Ha-
ckett. Dal suo presente disagio direi che ha informazio-
ni sui Mondi Esterni, ma non sicuro di come le
trover.
a Se la mette in questo modo, signore... Quando mi
ha ordinato di andare su Solaria, mi ha posto un
quesito: mi ha chiesto di scoprire quale fosse la debo-
lezza dei Mondi Esterni. La loro forza erano i loro
robot, la loro scarsa popolazione, le loro lunghe vite,
ma quali erano le loro debolezze?
Be'?
a Credo di conoscere le debolezze dei solariani, si-
gnore.
Pu rispondere al mio quesito? Bene, prosegua.
Le loro deboleze, signore, sono i loro robot, la loro
scarsa popolazione, le loro lunghe vite.
Minnim rimase a fissare Baley senza alcun cambia-
mento d'espressione. Le mani gli lavoravano con le dita
che facevano scattanti disegni invisibili sulle carte
della scrivania.
Perch dice questo?
Durante il viaggio di ritorno Baley aveva passato ore
a organizzare i propri pensieri; nell'immaginazione si
era misurato con le autorit con argomenti equilibrati
e bene esposti. Ora non sapeva che pesci pigliare.
Non sono sicuro di saperlo esporre con chiarezza
disse.
Non importa. Mi faccia sentire. Questa solo la
prima approssimazione.
Baley incominci: I solariani hanno rinunciato a
qualcosa che l'umanit ha avuto per milioni di anni:
qualcosa di pi valido dell'energia atomica, della Citt,
dell'agricoltura, degli utensili, del fuoco, di tutto. Per-
ch qualcosa che ha reso possibile tutto il resto .
Non voglio tirare a indovinare, Baley. Che cos'?
La trib, signore. La cooperazione tra individui.
Solaria vi ha rinunciato completamente. E un mondo
di individui isolati, e l'unico sociologo del pianeta
deliziato che le cose stiano cos. Comunque, quel socio-
logo non ha mai sentito parlare di sociomatematica,
perch la sua scienza l'ha inventata lui. Non c' nessuno
che gli insegni, nessuno che lo aiuti, nessuno a pensare
qualcosa che lui potrebbe omettere. L'unica scienza
che fiorisce su Solaria la robotica e ci ha a che fare
solo un pugno di uomini, e quando sono giunti a dover
analizzare un caso di interazione tra robot e uomini,
hanno dovuto chiedere l'aiuto di un terrestre.
L'arte solariana, signore, astratta. Qui sulla Terra
abbiamo l'arte astratta come una forrna di arte, ma su
Solaria l'unica forma. Il tocco umano se n' andato.
Il futuro previsto basato sull'ectogenesi e sul comple-
to isolamento fin dalla nascita.
a Tutto questo sembra orribile comment Minnim.
a Ma dannoso?
Io credo di s. Senza l'intergioco tra uomo e uomo
se ne andato il principale interesse per la vita; se ne
andata la maggior parte dei valori intellettuali; se ne
andata la ragione di vita. Il visionare non un
sostituto del vedere. Gli stessi solariani sono consape-
voli che il visionare un senso a lunga distanza.
a E se l'isolamento non fosse sufficiente a indurre il
ristagno, c' la questione delle loro lunghe vite. Sulla
Terra abbiamo un continuo afflusso di giovani che
vogliono cambiare le cose, perch non hanno avuto il
tempo di fossilizzarsi in sentieri stabiliti. Suppongo che
ci sia un optimum: una vita abbastanza lunga per un
compimento effettivo e abbastanza breve per far posto
ai giovani a un ritmo che non sia troppo lento. Su
Solaria il ritmo troppo lento.
Minnim disegnava ancora schemi con le dita. a Inte-
ressante! Interessante! Alz gli occhi ed era come se
gli avessero tolto una maschera. Aveva della gaiezza
negli occhi. a Agente, lei ha una mente penetrante.
Grazie rispose Baley tutto impettito.
a Sa perch l'ho incoraggiata a descrivermi i suoi
punti di vista? Era quasi come un piccolo ragazzo che
abbraccia la sua soddisfazione. Prosegu senza aspetta-
re una risposta. a Il suo rapporto gi sotto l'analisi
preliminare dei nostri sociologi e mi chiedevo se aves-
se anche qualche sua idea personale, oltre alle eccel-
lenti notizie per la Terra che ha portato con s. Vedo
che ne ha.
234 1 235
r
r
L
a Ma aspetti disse Baley. C' molto di pi.
Certo, esattamente convenne giubilante Minnim.
a Solaria non pi in grado di correggere il suo
ristagno. Ha passato un punto critico e la sua dipenden-
za dai robot andata troppo lontano. Robot individuali
non possono disciplinare bambini individuali, anche se
la disciplina possibile che faccia del bene a un
bambino. Il robot non pu vedere al di l dell'immedia-
to dolore. E collettivamente i robot non possono disci-
plinare un pianeta, permettendo alle sue istituzioni di
crollare, quando le istituzioni sono diventate dannose.
Non possono vedere al di l del caos immediato. Cos
l'unica fine per i Mondi Esterni il perpetuo ristagno
e la Terra sar libera dalla loro dominazione. Questi
nuovi dati cambiano tutto. Non sar nemmeno neces-
saria una rivolta fisica. La libert verr da sola.
Aspetti ~, disse ancora ~aley, pi forte. E solo di
Solaria che discutiamo, non degli altri Mondi Esterni.
E la stessa cosa. Il suo sociologo di Solaria... Ki-
mot...
Quemot signore:
Quemot allora. Ha detto che anche gli altri Mondi
Esterni si muovono nella direzione di Solaria, no?
S, ma non sapeva nulla di prima mano sugli altri
Mondi Esterni e non era un sociologo. Dawero. Crede-
vo di averlo spiegato.
I nostri uomini controlleranno.
Anche loro non hanno dati. Non sappiamo nulla dei
Mondi Esterni veramente grandi. Aurora, per esempio:
il mondo di Daneel. A me non sembra ragionevole
aspettarci che siano qualcosa di simile a Solaria. Infatti
c' un solo mondo nella galassia che assomiglia a
~iolaria...
Minnim si sbarazz dell'argomento con un piccolo
gesto felice della sua mano pulita. I nostri uomini
controlleranno. Sono sicuro che si troveranno d'accor-
do con Quemot.
Lo sguardo di Baley divenne tetro. Se i sociologi
della Terra erano tanto ansiosi di buone notizie, avreb-
bero senz'altro finito col trovarsi d'accordo con Que-
mot. Nelle cifre si pu trovare di tutto, se si cerca
abbastanza a lungo e abbastanza a fondo e si ignorano
o ci si lascia sfuggire le adatte informazioni.
Esit. Era meglio parlare ora, che disponeva del-
I'orecchio di un pezzo grosso del governo o...
Aveva esitato troppo a lungo. Minnim aveva ripreso a
parlare, mescolando delle carte e tirando fuori sempre
pi luoghi comuni. a Ancora qualche questione minore
riguardante il caso Delmarre e poi potr andare, agen-
te. Ha cercato di costringere Leebig a suicidarsi?
Intendevo forzare la sua confessione, signore. Non
avevo previsto che si suicidasse all'arrivo, ironicamen-
te, di qualcuno che era solo un robot e che in realt
non aveva n avrebbe mai violato il suo tab sulla
presenza personale. Ma francamente la sua morte non
mi dispiaciuta. Era un uomo pericoloso. Passer
molto tempo prima che ci sia un altro uomo in grado
di provocare tanto malessere con tanta intelligenza.
Sono d'accordo convenne Minnim asciutto e
considero la sua morte una fortuna, ma lei non ha
tenuto presente il pericolo che i solariani si rendessero
conto che Leebig non poteva assolutamente avere
ucciso il dottor Delmarre?
Baley si tolse la pipa di bocca e non disse nulla.
Andiamo, agente, esclam Minnim lei lo sa che
non pu essere stato. L'omicidio richiedeva presenza
personale e Leebig avrebbe preferito morire piuttosto
che permetterla. E morto piuttosto che permetterla.
Ha ragione, signore rispose Baley. a Contavo sul
fatto che i solariani fossero troppo orripilati dell'abuso
dei robot per fermarsi a riflettere su questo.
Allora chi ha ucciso Delmarre?
Baley disse lentamente: Se vuol dire chi ha sferrato
effettivamente il colpo, stata la persona che tutti
sapevano essere stata: Gladia Delmarre, la moglie del
l'ucciso .
E l'ha lasciata andare?
Moralmente la responsabilit non era sua Leebig
sapeva che Gladia litigava aspramente e spesso col
marito. Sapeva come potesse diventare furiosa nei
momenti di rabbia. Leebig voleva la morte del marito
in circostanze che avrebbero incriminato la moglie.
236 1 237
Cos riforn Delmarre di un robot che, immagino, istrui
con tutta l'abilit di cui era capace a porgere una delle
sue braccia staccabili a Gladia nel momento della sua
furia massima. Con un'arma in mano nel momento
cruciale, lei ag temporaneamente accecata, prima che
il robot o Delmarre potessero fermarla. Gladia stata
un inconsapevole strumento di Leebig quanto il ro-
bot.
a Il braccio del robot disse Minnim a doveva essere
cosparso di sangue e cuoio capelluto.
a E probabilmente lo era, ma stato Leebig a pren-
dere in custodia il robot. Poteva istruire con facilit gli
altri robot che avessero notato il fatto, a dimenticarlo.
Avrebbe potuto notarlo il dottor Thool, ma lui esamin
soltanto il cadavere e la donna svenuta. L'errore di
Leebig stato di pensare che la colpevolezza di Gladia
sarebbe stata tanto evidente che l'assenza di un'arma
sulla scena del delitto non l'avrebbe salvata. N avreb-
be potuto prevedere che per l'indagine avrebbero
chiesto aiuto a un terrestre.
a Cos, con Leebig morto, lei ha fatto in modo che
Gladia potesse lasciare Solaria. L'ha fatto per salvarla,
nel caso che qualche solariano ci avesse ripensato?
Baley scroll le spalle. a Ha sofferto abbastanza. E
stata una vittima di tutti: del marito, di Leebig, del
mondo di Solaria.
a E non crede disse Minnim a di costringere la
legge ad adattarsi a un suo capriccio personale?
Il volto simile a una rupe di Baley s'indur anche di
pi. Non stato un capriccio. Io non ero limitato dalla
legge solariana. Erano superiori gli interessi della Ter-
ra e per salvaguardare questi interessi ho dovuto
neutralizzare Leebig, che era pericoloso. Per quanto
riguarda la signora Delmarre... Ora si trovava di
fronte a Minnim e sentiva di compiere un passo crucia-
le. Questo doveva dirlo. Per quanto riguarda la signo-
ra Delmarre, l'ho usata come base per un esperimen-
to.
a Che esperimento? ~>
a Volevo sapere se avrebbe acconsentito ad affronta-
re un mondo in cui si permette e si richiede la presenza
personale. Ero curioso di sapere se avrebbe avuto il
coraggio di affrontare lo smantellamento delle abitudi-
ni in lei tanto radicate. Temevo che avrebbe rifiutato
di andare, che avrebbe insistito per restare su Solaria
che per lei era un purgatorio, piuttosto che risolversi
ad abbandonare il suo distorto modo di vita solariano.
Invece ha scelto di cambiare, e sono stato felice che
l'abbia fatto, perch mi sembrato simbolico. Mi
sembrato che ci aprisse le porte della salvezza.
Ci? chiese energicamente Minnim. Che cosa
diavolo vuol dire?
Non in particolare a lei o a me, chiar Baley
gravemente ma a tutta l'umanit. Lei si sbaglia sugli
altri Mondi Esterni. Hanno pochi robot; permettono la
presenza personale e hanno investigato su Solaria. Con
me c'era R. Daneel Olivaw, lo sa, e anche lui far un
rapporto. C' pericolo che un giorno possano diventare
come Solaria, ma probabilmente riconosceranno il
pericolo, lavoreranno per mantenersi in un equilibrio
ragionevole e in questo modo rimarranno i leader
dell'umanit.
Questa la sua opinione sbott Minnim stizzito.
a E c' di pi. C' un solo mondo come Solaria, ed
la Terra.
Agente Baley!
E cos, signore. Siamo Solaria alla rovescia. Loro si
sono ritirati in isolamento uno dall'altro. Noi ci siamo
ritirati in isolamento dalla galassia. Loro sono giunti al
vicolo cieco delle loro tenute inviolabili. Noi siamo
giunti al vicolo cieco delle nostre Citt sotterranee.
Loro sono leader senza seguaci, hanno solo i robot che
non possono ribattere. Noi siamo seguaci senza leader
rinserrati nelle Citt per sentirci sicuri. Baley aveva
serrato i pugni.
Minnim disapprovava. Agente, lei passato per una
dura prova. Ha bisogno di riposo, e ne avr. IJn mese
di vacanza, a paga piena, e una promozione subito
dopo.
La ringrazio, ma questo non tutto ci che voglio:
voglio che mi ascolti. In un vicolo cieco c' solo una
direzione per uscirne, ed verso l'alto, verso lo spazio.
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Lass ci sono milioni di mondi, e gli spaziali ne possie-
dono solo cinquanta Loro sono pochi e hanno una
lunga vita. Noi siamo molti e abbiamo una vita breve.
Siamo pi adatti per l'esplorazione e la colonizzazione.
Abbiamo la pressione demografica che ci sollecita e un
rapido ricambio generazionale ci mantiene giovani e
avventati. Dopo tutto sono stati i nostri antenati a
colonizzare i Mondi Esterni.
S, capisco... Ma temo che il nostro tempo sia
scaduto.
Baley percepiva l'ansiet dell'altro di sbarazzarsi di
lui e rimase stolidamente al suo posto. Prosegu:
Quando la prima colonizzazione realizz mondi con
tecnologia superiore alla nostra, siamo scappati dentro
degli uteri che abbiamo costruito sotto terra. Gli spa-
ziali ci hanno fatto sentire inferiori, e noi ci siarno
andati a nascondere. Questa non una risposta. Per
evitare il ritmo distruttivo di ribellione e repressione,
dobbiamo competere con loro, seguirli, se dobbiamo,
guidarli, se possiamo. Per far questo dobbiamo affron-
tare l'aperto: dobbiamo insegnare a noi stessi ad affron-
tare l'aperto. Se troppo tardi per insegnare a noi
stessi, allora dobbiamo insegnarlo ai nostri figli. E
vitale! .
Agente, lei ha bisogno di riposo.
Mi ascolti, signore! esclam Baley con violenza.
Se gli spaziali sono forti e noi rimaniamo come siamo,
la Terra sar distrutta entro un secolo. Questo gi
stato calcolato, me l'ha detto lei. Se gli spaziali sono
davvero deboli e stanno diventando sempre pi deboli,
allora possiamo scamparla, ma chi ha detto che gli
spaziali sono deboli? Lo sono i solariani, s, ma tutto
ci che sappiarno.
Ma...
Non ho finito. C' una cosa che possiamo cambiare,
che gli spaziali siano deboli o forti: possiamo cambiare
quello che siamo. Affrontiamo lo spazio aperto e non
avremo bisogno di ribellarci. Possiamo disseminarci in
altri mondi e diventare spaziali anche noi. Se restiamo
ammassati sulla Terra, allora non si potr evitare
un'inutile e fatale ribellione. E sar peggio se la gente
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avr costruito delle false speranze su una supposta
debolezza degli spaziali. Lo chieda, lo chieda ai sociolo-
gi. Riferisca le mie argomentazioni. E se fossero ancora
in dubbio, che trovino un modo di mandarmi su
Aurora. Lasciatemi fare un rapporto sugli spaziali veri,
pOi deciderete che cosa fare.
Minnim annu. Sl, s. Ora buon giorno, agente
Baley.
Baley usc con una sensazione esaltante. Non si era
aspettato un'aperta vittoria contro Minnim. Vittorie su
modi di pensare radicati non si ottengono in un giorno
o in un anno. Ma aveva visto dell'incertezza pensosa
attraversare il volto di Minnim, offuscando, almeno per
un po', I'iniziale gioia acritica.
Sentiva di poter vedere nel futuro. Minnim avrebbe
chiesto ai sociologi, e uno o due di loro sarebbero stati
incerti. Si sarebbero posti domande. Avrebbero consul-
tato Baley.
Diamogli un anno, pens Baley, un anno, e sar
partito per Aurora. Una generazione, e saremo di
nuovo fuori nello spazio.
Baley camminava sulla Linea celere diretta a nord.
Presto avrebbe rivisto Jessie. Avrebbe capito? E poi
c'era suo figlio, Bentley, di sette anni. Quando Ben ne
avrebbe avuti diciassette, sarebbe stato su un mondo
vuoto a costruirsi una vita da spaziale?
Era un pensiero spaventoso. Baley temeva ancora
l'aperto. Ma non temeva pi la paura*! Non era qualco-
sa da cui fuggire, la paura, ma qualcosa da combattere.
Baley sentiva come se una ventata di follia lo perva-
desse. Fin dallinizio aveva avuto una sconvolgente
attrazione per l'aperto: fin da quando aveva indotto
Daneel con l'inganno ad aprire il tetto del veicolo per
poter stare all'aria aperta.
Allora non aveva capito. Daneel pensava che la sua
fosse una perversione. Anche Baley pensava di affron-
tare l'aperto per una necessit professionale, per risol-
vere un delitto. Soltanto quell'ultima sera su Solaria,
~ Concetto ribadito da Roosevelt subito dopo Pearl Harbour. (N.d T.)
con quelle tende strappate dalla finestra, si era reso
conto del suo bisogno di affrontare l'aperto in quanto
tale: per l'attrazione che esercitava e per la promessa
di libert che conteneva.
Sulla Terra c'erano milioni di individui pronti ad
awertire lo stesso impulso, se l'aperto fosse stato
portato alla loro attenzione, se avessero potuto fare il
primo passo.
Si guard intorno.
La Linea celere andava veloce. Intorno a lui c'era
luce artificiale ed enormi strati di appartamenti che
scorrevano all'indietro e insegne luminose e vetrine di
negozi e rumore e folla e altro rumore e gente e gente
e gente...
Tutto quello che aveva amato, tutto quello che aveva
temuto di abbandonare, tutto quello a cui aveva tanto
pensato su Solaria.
E ora gli era tutto estraneo.
Non riusciva pi ad adattarcisi.
Se n'era andato a risolvere un delitto e gli era
successo qualcosa.
Aveva detto a Minnim che le Citt erano uteri, e lo
erano. E qual era la prima cosa che un uomo deve fare
per essere un uomo? Deve nascere. Deve lasciare
l'utero. E una volta uscitone, non ci pu pi rientrare.
Baley aveva lasciato la Citt e non poteva pi rien-
trarci. La Citt non era pi sua: gli Abissi d'acciaio
erano alieni. Doveva essere cos. E sarebbe stato cos
anche per gli altri e la Terra sarebbe rinata e avrebbe
raggiunto lo spazio.
Il cuore gli batteva pazzamente e il rumore della vita
intorno a lui si attut in un mormorio inaudibile.
Ricord il sogno che aveva fatto su Solaria e final-
mente lo cap. Alz il capo e pot vedere attraverso
tutto l'acciaio, il cemento e l'umanit sopra di lui.
Poteva vedere il faro posto nello spazio per attirare
all'esterno gli uomini. Poteva vederlo brillare. Il sole
nudo!
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