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Riccardo Bocca

Maurizio Costanzo
Shock

Kaos Edizioni
Propriet letteraria riservata
Copyright (~1996 Kaos Edizioni
Prima edizione settembre 1996

T.SBN xx-79 ~ n_~7_7

Fa impressione che uno come il piduista
Costanzo sia diventato un punto di rifen-
mento della Sinistra, il simbolo della lotta
contro la mafia. E evidente che lui sta reci-
tando, cos evidente... Come fanno a non
accorgersene?

Costanzo diventato un intoccabile. Lui
assegna i ruoli, decide il gioco, pu fare do-
mande di qualsiasi tipo, e tutti stanno l e ri-
spondono. Non possono fare domande, gli
altri, sul suo passato, niente. L'importante
che lui non venga giudicato.

NANNI MORE~rl
AFFARI CHIACCHIERATI
I tre moschettieri

Nonostante passi la vita in televisione, Maurizio Costanzo
adora la riservatezza. Anzi, quando si tratta di certi suoi affa-
ri diventa persino reticente. Come gli capitato nel 1982, po-
co tempo dopo essere stato scoperto tra gli affiliati alla Log-
gia massonica segreta P2.

Il 14 ottobre 1982, il quotidiano milanese "La Notte" titola
a caratteri cubitali: Costanzo assunto all'Alfa: 170 milioni
lordi all'anno! [circa 400 milioni di lire ai valori odierni,
NdA]. L'articolo, firmato da Antonio Scialoja, informa che il
senatore missino Michele Marchio ha rivolto un'interpellan-
za parlamentare al ministro delle Partecipazioni statali, il so-
cialista Gianni De Michelis: poche ruvide righe per chiede-
re se veramente l'Alfa Romeo - azienda automobilistica del
gruppo Iri - abbia affidato a Costanzo l'incarico di consulen-
te superpagato per salvaguardare l'immagine della societ.
Una circostanza che, nel caso venisse confermata, avrebbe
tutte le caratteristiche dello scandalo. Afflitta da un colossale
deficit di bilancio, l'Alfa ha infatti posto in cassa integrazio-
ne un esercito di 5.700 operai. E questo mentre Romano Pro-
di, il novello presidente dell'Iri, predica austerit, austerit e
ancora austerit. Alla grave crisi dell' azienda va aggiunta poi
la pessima reputazione che ha Costanzo, coinvolto appena
l'anno prima nello scandalo della banda P2 di Licio Gelli l:

I L'epopea piduista di Costanzo - il giornalista pi amato dal Venerabi-
le maestro Licio ('elli - ricostruita nei capitoli III e IV.
MAUR~O COSTANZO SHOCK

quanto basta per renderlo il consulente meno adatto a curare
l'immagine di una grande industria, perdipi pubblica.

Anticipando la risposta del ministro De Michelis all'inter-
pellanza parlamentare, la direzione dell' Alfa Romeo diffonde
un secco comunicato di "precisazione" (riportato dai quoti-
diani del 15 ottobre): L' Alfa ha conferito un incarico di con-
sulenza alla Editoriale Studio 80 srl allo scopo di migliorare
la propria immagine commerciale. L' Alfa Romeo pertanto in-
trattiene rapporti anche per gli aspetti economici soltanto con
tale societ attraverso la persona del signor Luciano Fasoli.
La Editoriale Studio 80 srl, per la sua prestazione, si avval-
sa dell' opera di un suo collaboratore, il dottor Costanzo.

Posta in questi temlini, la faccenda sembrerebbe risolta: tra
l'azienda di Stato e il giomalista della P2 non c' stato in ap-
parenza alcun rapporto diretto. Anche se l'Alfa Romeo non
spiega per quale ragione abbia affidato la sontuosa consulen-
za per migliorare la propria immagine commerciale a una
minuscola societ ufficialmente posseduta e gestita dall' ano-
nimo signor Luciano Fasoli, un egregio sconosciuto nel
mondo della pubblicit. E certo non contribuisce a fare chia-
rezza Costanzo, che si affretta a confemmare la versione uffi-
ciale della casa automobilistica: Da anni collaboro con la
Editoriale Studio 80 e percepisco ~per la consulenza all 'Alfa,
NdA] un compenso con regolare fattura Iva ben lontano dal-
la cifra indicata: meno di un terzo 2. Il Telereticente, per,
evita di precisare che il committente ufficiale dell'Alfa Ro-
meo - il signor Luciano Fasoli - non ricopre soltanto la cari-
ca di amministratore unico della societ Editoriale Studio 80
srl: anche, e da molti anni, il suo commercialista 3, nonch
suo prossimo socio in affari.

Esperto in operazioni dietro le quinte, Fasoli pu infatti
essere considerato il pemo della "Ditta Costanzo", l'uomo-

2 Giorgio Lonardi, Quanto paga l'Alfa a Costanzo? I sindacati accusa-
no Massacesi, in "la Repubblica", 15 ottobre 1982.

3 In un articolo dedicato ai soci di Costanzo, il giornalista Marco Fini
definir Fasoli il commercialista che lo segue da 18 anni (Un affare da
leccarsi i baffi, in "Epoca", 22 ottobre 1989).

AFFARI CHL~CCH~RATI

chiave che gestisce gli interessi miliardari e amministra le va-
rie societ del Telegiomalista. I collaboratori di Costanzo lo
incontrano quando dal suo studio di viale Mazzini 114/A (gi
abitazione di Costanzo) arriva in via Borsi n 20, sede del
Teatro Parioli di Roma (dove ogni pomeriggio viene registra-
to 11 Maurizio Costanzo Show), per occuparsi di conti e bilan-
ci. Dopodich - testimonia chi lavora con lui - gli piace rac-
contare barzellette non sempre irresistibili. Oppure si perde
in nostalgici aneddoti legati ai primi anni Settanta, con prota-
gonista un Costanzo in versione snella.

Le attivit di Fasoli restano comunque nell'ombra. Anche
perch, come assistente in ufficio, si scelto l'altrettanto ri-
servata figlia Barbara. Mentre con la moglie Joho Inge, di ori-
gini tedesche, ha preso casa nel quartiere residenziale del-
l' Olgiata: alle porte di Roma, e lontano dai curiosi.

Meno discreta, ma non per questo pi trasparente, la figura
del secondo moschettiere del clan Costanzo, un avvocato che
nel tempo libero si esibisce sotto mentite spoglie davanti alle
telecamere di Canale 5. Lo ha fatto, per esempio, il 28 feb-
braio 1996.

Quella sera si registra la puntata quotidiana del Maurizio
Costanzo Show. Sul palco del Parioli l' atmosfera pi che in-
tima: tra gli ospiti ci sono infatti l'attore-regista Ricky To-
gnazzi, amico di Costanzo oltre che marito della sua ex com-
pagna Simona Izzo, e la giomalista Fininvest Cristina Parodi,
sposa del direttore di Canale 5 Giorgio Gori (con Costanzo
loro testimone di nozze). Noi non vogliamo farci mancare
questa sera un discorso importante, esordisce il Telegioma-
lista. E uscito un libro che si intitola Codice del diritto d'au-
tore e dello spettacolo. E lo ha preparato il professor Giusep-
pe Corasaniti con Giorgio Assumma, [il quale Assumma]
l'anima di questo codice. Un avvocato [Assumma] che forse,
anzi, certamente, il maggior esperto in Italia di diritto d'au-
tore. Poi, rivolto alla platea, Costanzo affemla: Io credo
che lo spettacolo italiano, nella sua interezza, transiti e abbia
transitato per il suo studio, aggiungendo quasi tra s: Que-
sti avvocati importanti... Questi sono testi sacri che devono
leggere re~isti, attori.... E infine. con la dovuta enfasi~ chia-
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

ma in scena l'illustrissimo personaggio: L'avvocato Giorgio
Assumma!. Accolto, com' routine nel programma, da un
bell'applauso del pubblico in sala.

In effetti, I' avvocato Assumma davvero un navigato esper-
to del diritto d'autore. Lo dimostra il fatto che gente scaltra
come Pippo Baudo, e altri papaveri di cinema, canzonette e
Tv, affidino ad Assumma le loro faccende legali; e che per-
sino la presidenza del Consiglio - parola di Costanzo - in
caso di dubbi in materia lo faccia cercare in ogni angolo d'I-
talia per consultarlo. Peccato che il Telereticente - come gi
era accaduto quattordici anni prima per la vicenda della con-
sulenza Alfa Romeo - ometta di precisare ai telespettatori un
particolare fondamentale: che Assumma anche il suo avvo-
cato. Di pi: che anche suo socio. E che non si occupa solo
di diritto d'autore, ma anche di questioni un po' meno alate.

In passato, per esempio, Assumma stato socio della srl Il
Nababbo, una ditta con oggetto sociale l'acquisto di terreni
per costruirvi case popolari ed economiche 4. Ma lo si pu
definire un episodio isolato, perch il resto della sua carriera
si sempre svolto nel mondo dello spettacolo e della stampa.
Non a caso, I'avvocato legatissimo alla famiglia Rusconi
(padrona dell'omonima casa editrice), per la quale svolge un
doppio incarico: quello ufficiale di legale, e quello informale
di ascoltato consigliere. Mentre sul versante politico, Assum-
ma vanta una parentela di riguardo: sua moglie, Maretta Sco-
ca, pure lei avvocato, stata eletta in Parlamento alle elezio-
ni del marzo 1994 (Polo di centro-destra, in lista per il Centro
cristiano democratico).

Con Fasoli e Assumma, a completare il trio dei fedelissimi di
Costanzo c' Alberto Silvestri, testa pensante e vero motore
del Costanzo Show. E Silvestri che al Teatro Parioli coordina
le quotidiane riunioni di redazione, ed lui che, con il bene-
placito del Telegiomalista, decide gli ospiti di ogni puntata.
Va da s che anche il suo nome compare, insieme con quelli

4 La societ Il Nababbo srl, costituita il 18 febbraio 1970, ha cessato la
attivit in data 26 maggio 1982.

AEFARI CHIACCHIERATI

di Fasoli e Assumma, nelle numerose iniziative e societ del-
l'amico Costanzo.

Autore e sceneggiatore dal curriculum chilometrico, Silve-
stri stato negli anni Sessanta tra gli autori del programma te-
levisivo Settevoci presentato da Pippo Baudo, nel 1970 ha cu-
rato l'edizione di Canzonissima condotta da Corrado e Raf-
faella Carr. E ha inoltre sceneggiato film come Yuppi Du con
Adriano Celentano e il telefilm Sandokan con Kabir Bedi. Fu
proprio questo suo gusto per il kitsch che nel 1982 lo port fra
le braccia di Costanzo, al quale legato da un rapporto tutto
speciale.

Entrambi sono ben consapevoli di avere bisogno uno del-
l'altro, dice un loro stretto collaboratore. Silvestri sa benis-
simo che davanti alle telecamere non sarebbe mai stato abile
quanto Costanzo, e a Costanzo non sfugge che senza il con-
tributo creativo e organizzativo di Alberto sarebbe costretto a
chiudere baracca. Una santa alleanza basata quindi sul mu-
tuo soccorso. Durante le lunghe registrazioni del Costanzo
Show, capita perfino che Silvestri agiti tra le quinte cartelli
che indicano all' amico Teleconduttore cosa dire o cosa fare in
quel momento. Una dedizione che Costanzo ripaga appena
pu: come quando ha ospitato nel suo salotto catodico Danie-
le Silvestri, figlio di Alberto, per lanciame alla grande la car-
riera di cantautore.

Gi nel maggio del 1991, il critico televisivo Sergio Saviane
si era occupato, alla sua schietta maniera, del crescente pote-
re di Costanzo e dei suoi tre sodali Fasoli-Assumma-Silvestri.
Costanzo... ha messo su un'industria quasi pi grande della
Fiat di Gianni Agnelli, scriveva nella sua rubrica sul "Gior-
nale nuovo" di Indro Montanelli. Un'industria che non ha
bisogno di bulloni, macchinari, frese, tomi, catene di mon-
taggio, e non mette in moto migliaia di operai, ma sempre
un'industria che rovescia ogni giomo sul mercato gi saturo
tonnellate di parole e chiacchiere.

Nell'ottobre del 1995, Aldo Grasso (docente di Teoria e tec-
nica dell'informazione all'Universit Cattolica di Milano)
rincarava la dose: Costanzo ommai il Cuccia del mondo te-
levisivo, le sue prestazioni andrebbero recensite non pi nel-
MAU~ZIO COSTANZO SHOCK I AFFARI CHIACCHIERAII

le pagine degli spettacoli ma in quelle politiche, il suo talk
show... un vero centro di potere. E come tutti i poteri non co-
nosce altro meccanismo che la moltiplicazione di s, l'occu-
pazione di nuovi spazi S.

Un elemento parziale ma utile alla comprensione del cre-
scente potere di Costanzo si trova nelle sue dichiarazioni dei
redditi. Anche perch l'argomento da sempre una delle ri-
correnti lagnanze pubbliche del Telegiomalista. Gi nel 1977
infatti, dichiar: Sto pagando tasse arretrate con grande fati-
ca. Ho un condono fiscale che mi impegna pesantemente... 6.
Nel 1978, alla domanda del "fratello P2" Roberto Gervaso
Tu non hai mai evaso?, Costanzo rispose ammiccando:
No, in passato sono stato un po' evasivo. Ma chi senza pec-
cato scagli la prima pietra. Pardon, la prima cartella 7 Nel
1985, annunci alla stampa di avere pagato tasse per 319 mi-
lioni, e due anni dopo per 400 milioni. Nel novembre 1995
ha sostenuto di avere aderito all'ennesimo condono fiscale
convinto dal ministro Fantozzi quando venne in trasmissio-
ne a parlarne, e ha precisato: Pago un miliardo e mezzo di
tasse all'anno, e questa volta sono risultato tra i primi venti
contribuenti di Roma 8.

Nella sua cartella dei redditi relativa all'anno 1993, Costan-
zo ha dichiarato entrate per 3 miliardi 719 milioni 165 mila li-
re, con un imponibile Irpef di 3 miliardi 613 rnilioni (contro i
3 miliardi 664 milioni del 1992, e i 3 miliardi 233 milioni nel
1991). In totale, ha pagato tasse per 1 miliardo 50 milioni Il
dettaglio delle entrate articolato cos: 3 miliardi 80 milioni
906 mila incassati con le attivit radio-televisive (a quanto si

5 Cristina Mariotti, Senza Maurizio non c' pi sfizio, in "L'Espresso"
22 ottobre 1995 .

6 Antonietta Garzia, L'inquisitore si confessa, in "Epoca", 23 novembre
1977.

7 Cfr. "Annabella", 4 gennaio 1978.

8 Stefania Miretti, Costanzo: per il Fisco sono una miniera d 'oro, in "La
Stampa", 9 novembre 1995.

sa, produzione per la Fininvest del Costanzo Show e del pro-
gramma Agenzia Matrimoniale presentato dalla sua terza ex
moglie Marta Flavi; conduzione quotidiana della rubrica ra-
diofonica 11 taccuino di Maurizio Costanzo, in onda dal 1988
sull'emittente romana Dimensione Suono Network); 435 mi-
lioni 237 mila lire ricevuti per collaborazioni con vari giorna-
li e diritti d'autore. Mentre 202 milioni 865 mila lire sono in-
dicati genericamente nella categoria "lavoro dipendente", e
157 mila lire sono i proventi di una minuscola rendita immo-
biliare.
AFFARI CHL~CCHIERATI

In cielo, in terra e in ogni luogo

Costanzo, gliene va dato atto, un lavoratore instancabile, di-
vorato dalla bramosia di riuscire a coprire tutti i campi della
comunicazione: dalla radio alla Tv, dai quotidiani ai settima-
nali, dai libri alla pubblicit.

Sul quotidiano romano "Il Messaggero" (che nel 1992 gli
ha versato poco meno di 50 milioni) tiene ogni marted la ru-
brica paratelevisiva Sussurri e grida 9. E sulle pagine del pi
diffuso quotidiano della Capitale scrive anche commenti le-
gati all' attualit. Nell'estate del 1995, ad esempio, ha preso le
difese delle iniziative culturali del sindaco di Roma France-
sco Rutelli. Piccolo particolare: per la giunta Rutelli, Costan-
zo ricopre l'incarico di consulente proprio nel settore della
cultura nonch quello di responsabile della comunicazione
per il Giubileo - ma questo non bastato a suggerirgli il buon
gusto di tacere. Nel marzo 1996, invece, ha utilizzato la sua
rubrica per coprire di elogi Michele Santoro, suo amico e so-
dale nel progetto - poi sfumato - di un terzo polo televisivo
("Telesogno " ) .

Insieme con Santoro, Costanzo tiene la rubrica Ca~ Italia
sul settimanale della Mondadori "Epoca". Ma trova anche il
tempo per coltivare altre collaborazioni con riviste del grup-
po Rusconi (la casa editrice prediletta dal suo avvocato-socio
Assumma). Per il settimanale "Gente" arriva a improvvisarsi

9 Nell'estate del 1996, alla rubrica settimanale si aggiunge una rubrica
quotidiana (Diario d 'estate) in prima pagina.

critico cinematografico (rubrica ~ta culturale). Sul settima-
nale femminile "Gioia" cura, a quattro mani con la sua quar-
ta moglie Maria De Filippi, la rubrica Lui e lei: una pagina do-
ve la spettacolare coppia si confronta su temi alti e pseudo-fi-
losofici del tipo: "Abitudini: un vizio o una virt?". Non con-
tenti, i due per un certo periodo hanno ripetuto la stessa for-
mula all'intemo del programma Tv Forum (il "tribunale"
delle beghe condominiali presentato da Rita dalla Chiesa su
Canale 5).

Una simile valanga di impegni fiaccherebbe chiunque. Ma
non Costanzo. A detta di chi lo conosce bene, la voglia di ap-
parire sempre e comunque lo rende immune persino dal fisio-
logico logoramento da sovraesposizione. Sono ommai lontani
i tempi in cui prima di registrare una trasmissione televisiva
era costretto a ingerire "bombe" tranquillanti a base di Va-
lium e Optalidon 1. La consolidata popolarit e il potere gli
hanno conferito ben altra sicurezza. La sua immagine odiema
quella pingue e sorridente di uno spot pubblicitario dove au-
gura Buona camicia a tutti, o quella paciosa che mostra in
una campagna promozionale per invitare gli automobilisti al-
la "constatazione amichevole".

Tutti vogliono il Telegiomalista pi famoso d'Italia, e sono
disposti a pagarlo uno sproposito. Anche Emesto Pascale,
amministratore delegato della Stet (la finanziaria pubblica
delle telecomunicazioni), che nel 1995 ha arruolato Costanzo
come consigliere nella societ controllata Stream affidando-
gli fra l'altro il lancio di "Videomagic", il primo servizio di
televisione interattiva sperimentale partito con mille utenti
tra Roma e Milano. Un ingaggio coi fiocchi, se vero che per
l'insieme delle sue consulenze multimediali Costanzo ha ri-
cevuto uno stipendio di 100 milioni al mese. E che ha potuto
perfino nominare sul campo due suoi consulenti di comple-

10 Secondo Giovanni Salvi (ex vice direttore della Rai, e suo buon amico),
Costan~o almeno nei primi contatti col pubblico si sbriciolava in un'an-
sia smodata che gli faceva usare il Valium insieme con due compresse
di Optalidon (Cfr. G. Salvi, Chiuso per restauro, Editoriale Pantheon,
Roma 1995, pag. 19).
MAURIZIO COSTANZO SHOC~ I AFF~RI cHIAcc~ERAn

mento come Giovanni Minoli (capo della struttura "Fommat"
di Rai 2) e l'amico-direttore di Canale 5 Giorgio Gori ll.

Ma c' di pi. Dai primi mesi del 1996, Costanzo si mes-
so a lavorare in gran segreto a un nuovo straordinario mega-
business, e l'occasione gliel'ha fomita un altro illustre boiar-
do di Stato: il potente e discusso presidente delle Ferrovie Lo-
renzo Necci 12. Su mandato di Necci, il Telegiornalista lavora
allo sviluppo di un progetto tanto ambizioso quanto costoso:
la creazione di telegiomali da trasmettere in varie edizioni
nelle stazioni pi importanti d'Italia e sul treno "Pendolino"
che collega Roma e Milano. Il progetto stato appaltato dal-
le Ferrovie dello Stato alla Maurizio Costanzo Comunicazio-
ne Pi srl, una societ costituita nel 1988 da Costanzo (socio
di maggioranza) e dal suo commercialista Luciano Fasoli, il
quale ricopre, come ai tempi della Editoriale Studio 80, la ca-
rica di amministratore 13. Per le riprese dei "Tg ferroviari", la
societ Maurizio Costanzo Comunicazione Pi ha contattato
Teleroma 56, emittente Tv romana da sempre vicinissima al
Partito radicale. Proprio come lo era Costanzo nel 1976.

Fra miliardi, societ e business, Costanzo non ha tuttavia
smarrito il suo animo romantico. Nel 1988, per esempio, ha
dato vita alla societ Intemational Cerco System srl 14, pren-

l l Cfr. C. Mariotti, Senza Maurizio non c ' pi sfizio, cit.

12 Nell'entourage di Necci si muovono il faccendiere piduista Luigi Bisi-
gnani (coinvolto nello scandalo della maxitangente Enimont), e il banchie-
re Francesco Pacini Battaglia della Karfinco (il forziere svizzero dove con-
fluivano le tangenti al Psi provenienti da societ del gruppo Eni).

13 La societ nata il 18 gennaio 1988 col nome di Maurizio Costanzo
Comunicazione srl (partecipata per 4 milioni 800 mila lire da Costanzo, e
per 1 milione 200 mila lire da Fasoli). Il 16 ottobre 1990 la denominazione
sociale mutata in Mcc-Maurizio Costanzo Comunicazione Pi srl.

14 Costituita 1'8 novembre 1988, la societ stata posta in liquidazione il
5 gennaio 1994. Al momento della cessazione, Costanzo ne deteneva il 51
per cento, Alberto Silvestri il 24 per cento, Luciano Fasoli il 15 per cento, e
Gior~io Assumma il 10 Der cento.

dendo in prestito il nome dall'omonima favoletta Cerco scrit-
ta a quattro mani con la sua ex terza moglie Marta Flavi (pro-
tagonista di quella favola era un grazioso orsacchiotto di pe-
luche) 15. E c' da scommettere che il Teleaffarista si sia im-
malinconito due giomi prima del Natale 1994, quando ha de-
ciso di porre in liquidazione la prediletta Simco-Immagine e
Comunicazione srl, societ da lui fommata con i tre moschet-
tieri Silvestri-Fasoli-Assumma 16.

Costituita nell'ottobre del 1988, nelle intenzioni di Costan-
zo la Simco srl serviva a coronare un suo antico sogno: quel-
lo di creare una piccola scuola dove lui potesse essere non so-
lo il preside ma anche il professore. L'idea di partenza era
semplice: insegnare ai dirigenti d'azienda i trucchi della co-
municazione, come parlare con efficacia in pubblico e in Tv.
I corsi, della durata di tre giomi, si svolgevano negli studi ro-
mani di Telesia, in via Chiabrera 24 D, per l'occasione attrez-
zati con telecamere a circuito chiuso cos da riproporre agli
allievi le varie fasi della lezione. Il corpo insegnante, nel ci-
clo di lezioni inaugurato nel 1990, era stato selezionato per-
sonalmente da Costanzo: comprendeva le psicologhe Elena
Baratti (nuora della giomalista e ex deputata Pds Miriam Ma-
fai) ed Elisabetta Cattaneo (raccomandata da Maria De Filip-
pi), la giomalista Lucia Castagna (ex direttrice di "Bolero" ),
e l'architetto Mario Catalano (presentato ai manager-studenti
con la qualifica di "lookologo" ).

Fin dal principio, per la scuola costanziana della Simco srl
gli affari andavano a gonfie vele. La supervisione del celebre
Telegiomalista era sembrata a fior di aziende di Stato, come
Alitalia e Enel, garanzia sufficiente ed equa contropartita per
la salata tariffa d'iscrizione (circa 25 milioni a corso), per cui
negli studi della Telesia affluivano numerosi i loro manager.

ls La favoletta dell'orsetto di peluche Cerco stata pubblicata nel libro
Favole per un anno di M. Costanzo e M. Flavi (Rizzoli, Milano 1989).

16 Al momento della liquidazione (23 dicembre 1994), la propriet della
Simco risultava cos ripartita: 51 per cento Maurizio Costanzo, 24 per cen-
to Alberto Silvestri, 15 per cento Luciano Fasoli, 10 per cento Giorgio As-
summa.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I AFFARI CHIACCHIERATI

Arrivavano ogni settimana a gruppi di cinque o sei, in tre-
no o in aereo, e venivano accolti dalle automobili dell'orga-
nizzazione che li scaricavano direttamente in albergo, rac-
conta un testimone che ha assistito ai corsi. La loro unica
preoccupazione era quella di conoscere di persona Maurizio
Costanzo: cominciavano a chiedere di lui alle 9 del mattino
seguente, quando si aprivano le lezioni, e la smettevano solo
quando Maurizio si presentava, quasi sempre verso le 3 del
pomeriggio, scortato da Maria De Filippi e dal cane pastore
Li, onnipresente al punto da essere soprannominato "il quin-
to socio". Prima dell'arrivo di Costanzo, gli allievi-mana-
ger venivano fatti sedere fianco a fianco su una pedana, e sot-
to l'occhio delle telecamere rispondevano alle domande delle
psicologhe. Erano ubbidienti, niente da dire, ma anche mol-
to spaesati: loro si aspettavano una lunga lezione del popola-
re giomalista, e invece si ritrovavano a rispondere a quiz sul-
la loro vita privata dei quali era difficile capire il senso,
ricorda il nostro testimone. Gi nella pausa caff, alle ore
11.30, si coglievano i primi malumori. E alle 13.30, nella pau-
sa del pranzo, in molti avrebbero voluto andarsene. Li tratte-
neva soltanto la curiosit dell'incontro con Costanzo, che ef-
fettivamente col suo arrivo rasserenava gli animi... Ricordo le
emozionate strette di mano, gli sguardi ammirati: una vera fe-
sta, che per durava al massimo una mezz'ora, giusto il tem-
po per Costanzo di coinvolgerli chiedendo a ciascuno: "Lei
come si chiama?... Che lavoro svolge?... Cosa mi racconta
della sua famiglia?". Dopodich Maurizio salutava tutti e to-
glieva il disturbo insieme con Maria e Li. A quel punto sa-
liva in cattedra l'attore Pierfrancesco Poggi, che faceva reci-
tare ai manager scenette di vita quotidiana per studiarne le
reazioni in situazioni simulate; quindi era la volta di Lucia
Castagna nei panni di una petulante giomalista che tentava di
mettere in difficolt gli allievi-manager...

Stando a quanto racconta il nostro testimone, verso la fine
del primo giomo di scuola la domanda ricorrente fra gli at-
tempati scolaretti era Tutto qui?!, altemata a invettive ri-
volte alle aziende che a cinquant'anni li avevano rispediti a
scuola. Anche perch alcuni di loro non avevano davvero bi-
sogno di imparare a comportarsi in pubblico. Come quel di-
pendente della sede Enel di Montalto di Castro, che continua-
va a ripetere allibito: "Mi mancano solo sei mesi per andare in
pensione!".... Situazioni imbarazzanti, non c' che dire. Ma
al temline della giomata un colpo di teatro rimetteva tutti gli
umori a posto: la comitiva dei manager veniva invitata ad as-
sistere, dalla platea del Parioli, alla registrazione del Mauri-
zio Costanzo Show. E allora, come d'incanto, sparivano i ma-
lumori e tomavano i sorrisi. Almeno fino alla mattina dopo.

Il "lookologo" della scuola costanziana, l'architetto Mario
Catalano, nel 1991 vender alla coppia Costanzo-De Filippi il
suo appartamento romano di via Poma 2 (nello stesso stabile
noto alle cronache per il misterioso omicidio di Simonetta
Cesaroni): un attico di 9 locali che verr eletto residenza uf-
ficiale dei due teledivi, con tanto di restauro e arredamento
sempre a cura del fedele Catalano. Il quale, nel frattempo, di-
verr anche collaboratore della Intemational Cerco System,
la citata societ dell'orsacchiotto di peluche.
AFFARI C~ACC~ERATI

Appalti pFivati, pubbliche virt

Tra le grandi passioni di Costanzo, spicca da sempre quella
per il teatro. In passato il Telegiomalista ha rincorso lo status
di commediografo di successo 17, e uno dei suoi maggiori
vanti quello di avere rilevato nel 1990 il Teatro Parioli, del
quale si poi autonominato "direttore artistico" e nel quale
registra ogni giomo il suo talk show per Canale 5.

A Costanzo piace unire passioni private e lavoro. Lo fa d' a-
bitudine con le sue fidanzate, che sposa solo dopo averle si-
stemate in qualche programma televisivo. E anche il suo sin-
cero amore per il palcoscenico si spesso tramutato in busi-
ness, come dimostra una vicenda che comincia a Roma all'i-
nizio del 1994, quando il neosindaco Francesco Rutelli nomi-
na Costanzo "consulente per le iniziative culturali e teatrali
della Capitale" a titolo gratuito (senza cio che per la "consu-
lenza" gli venga corrisposto alcun compenso). Qualcuno -
probabilmente a ragione - ha interpretato questa carica come
il tentativo di Rutelli di raccattare facile pubblicit per la sua
giunta; ma dietro alla scelta del sindaco ci sono anche altre ot-
time ragioni.

Rutelli e Costanzo si conoscono infatti dalla met degli an-
ni Settanta grazie alla militanza nel Partito radicale (il primo
era un delfino del guru Pannella, il secondo si era candidato
nelle liste del Pr), e il loro rapporto diventato un vero e pro-

17 Lui stesso dichiarer alla starnpa di avere scritto, tra il 1970 e il 1986
ben 6 commedie.

prio sodalizio nell'autunno del 1993. Allora Costanzo ha a-
pertamente sostenuto la candidatura di Rutelli a primo citta-
dino: non solo invitandolo nel salotto-Tv del Parioli, ma rila-
sciando addirittura una pubblica dichiarazione di voto in suo
favore. Nel marzo del 1995, poi, il sindaco ha organizzato la
prima edizione della "Roma city marathon", con il Teleruf-
fiano schierato alla partenza 18; i1 successivo 28 agosto, Ru-
telli ha celebrato in Campidoglio le quarte nozze di Costanzo
(con Maria De Filippi) I9. E come se non bastasse, quando il
palazzinaro romano Franco Caltagirone ha comprato "Il Mes-
saggero" allontanando il direttore in carica Giulio Anselmi,
tra i candidati alla guida del pi importante quotidiano della
Capitale spuntato Costanzo. Sostenuto - a quanto scrive la
stampa - dall'entourage del sindaco Rutelli.

Appena insignito dal sindaco-amico della carica di consulen-
te cultural-teatrale del Comune di Roma, malgrado il milione
di altri suoi assillanti impegni Costanzo lascia subito un in-
confondibile marchio sull' amministrazione capitolina.

Il 4 marzo 1994, "l'Unit" titola Tenda Comune di cultura,
un teatro per tutta la citt, e informa: Dal 16 marzo al 1
maggio, un tendone a strisce gialle e blu toccher a tumo tut-
ti i quartieri pi disagiati, per far conoscere ai giovani e alle
famiglie la magia della rappresentazione sul palcoscenico a

18 Alla "city marathon" all'amatriciana, organizzata dalla giunta comu-
nale a scopo politico-propagandistico (Canale 5 ha trasmesso l'evento in
diretta), si sono distinti, insieme con il sindaco in calzoncini e scarpette
ginniche, la "first lady" Barbara Palombelli (giornalista, oltre che signora
Rutelli, spesso ospite al Costanzo Show), I'avvocato-galantuomo Cesare
Previti (amicissimo dei coniugi Rutelli), I'onorevole kennediano Walter
Veltroni, molte star della Fininvest, e la coppia Costanzo-De Filippi. La
maratona non il mio sport, ha precisato il "consulente culturale" della
giunta. Comunque questa maratona stata un' idea superba, e l' organizza-
zione mi sembra perfetta. Cfr. "La Starnpa", 13 marzo 1995.

19 E dopo i fatidici "s", sposi, sindaco e un centinaio di illustri invitati si
sono trasferiti per la festa nuziale a Grotta Rossa, nella villa del noto esper-
to di diritti d' autore e avvocato (nonch socio in affari dello sposo) Giorgio
Assumma.
MAURIZIO COSTANZO SHOCIC

prezzo popolare (10 mila lire); l'articolo - firmato da Ma-
ristella Iervasi - precisa inoltre che Tenda Comune il no-
me dell'iniziativa del Campidoglio, ideata e voluta da Mauri-
zio Costanzo con la collaborazione dello staff dell'assessore
Gianni Borgna, e finanziata interamente dagli sponsor, le tre
banche tesoriere del Comune. Andr in scena con tre diversi
spettacoli tutti i giomi, da mercoled a domenica, ogni setti-
mana in una circostanza diversa. E a rendere il lodevole pro-
getto teatral-culturale ancora pi eclatante, vengono fatti i
nomi di Vittorio Gassman (protagonista dello spettacolo
inaugurale) e del comico Paolo Rossi (che aderisce all'inizia-
tiva con altri attori).

Sono certo che sar un amore a prima vista, gongola il
sindaco Rutelli. E Costanzo, in un soprassalto di demagogica
veemenza, tuona: La cultura continua a restare fuori dalle
borgate... Al posto delle librerie spuntano tanti McDonald's.
Ai nostri nipoti faremo leggere un hamburger?.

In effetti, l'iniziativa "Tenda Comune" si rivela un succes-
so di pubblico con considerevole afflusso di studenti al matti-
no e di pensionati al pomeriggio. Il 5 maggio, Rita Celi scrive
sul quotidiano "la Repubblica": Missione compiuta. L'espe-
rienza del Teatro tenda itinerante... ha ottenuto risultati mi-
gliori di quelli sperati. In totale, 66 appuntamenti, che hanno
raccolto 32.348 spettatori. E un euforico Costanzo dichiara:
Il Tenda Comune ha incassato oltre 270 milioni. E la prima
volta che in Campidoglio un'iniziativa del genere, che in pre-
ventivo doveva costare 655 milioni, ha invece abbassato il
budget, e coster solo tra i 400 e i 450 milioni di lire.

Il buon esito dell'iniziativa rende tutti felici: l'esordiente
sindaco Rutelli, l'assessore alla Cultura Gianni Borgna, e so-
prattutto Costanzo, il "consulente gratuito" che riuscito ad
aiutare l'amico sindaco e l'amata Roma in un colpo solo con
il suo impegno socio-civil-culturale.

Questo successo offuscato dalla delibera comunale che ri-
guarda la manifestazione, dalla quale emerge un particolare
inspiegabile. Con procedura del tutto anomala, nel corso del-
la seduta del 22 febbraio 1994 la giunta Rutelli ha deliberato
di affidare la realizzazione dell'iniziativa "Tenda Comune"
senza un preventivo bando di concorso alla societ Perrone

AF~ARI CHrACCHIERATI

srl, stanziando un robusto finanziamento di 655 milioni 200
mila lire 20. Nel testo della delibera viene precisato che la so-
ciet Perrone srl al momento l'unica in grado di assicurare
la disponibilit per gli spettacoli di artisti di grande prestigio
e notoriet, quali Vittorio Gassman, Paolo Rossi, Giobbe Co-
vatta, il gruppo Andalusia di Isabel Femandez Carrillo, la
compagnia Associazione del Balletto Mimma Testa. Ma la
stravagante affemmazione della delibera, secondo la quale so-
lo la fantomatica societ Perrone srl, emersa senza alcun pre-
ventivo bando, sarebbe in grado di assicurare alla manifesta-
zione artisti di grande prestigio e notoriet, viene plateal-
mente smentita dallo stesso Costanzo, il quale dichiara a
"l'Unit" (4 marzo 1994) di avere trattato lui stesso e in pri-
ma persona con la star Vittorio Gassman: Ha accettato im-
mediatamente [il mio] invito... Quasi non mi ha fatto finire di
illustrare il progetto. Si subito dichiarato entusiasta e dispo-
nibile a lavorare gratis. Certo, l'ha fatto per l'amicizia che ci
lega, ma anche per uno spirito di servizio nei confronti del
sindaco e della giunta. Che il "consulente gratuito" Costan-
zo abbia qualcosa a che fare con la Perrone srl?

La questione si ripresenta il successivo 5 agosto 1994. In bal-
lo c' di nuovo l'appalto-gestione della "Tenda Comune" per
un periodo di 6 settimane (5 ottobre-13 novembre 1994).

In questo secondo caso - chiss perch - la giunta Rutelli
provvede a pubblicare un regolare bando, al quale partecipa-
no due candidati: la solita Perrone srl, in competizione con
una certa Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia. Que-
st'ultima, come precisa il suo presidente Stefano Ribeca,
una cooperativa messa in liquidazione nel luglio 1991, ed
attiva esclusivamente come associazione culturale non a fine
di lucro. Ed comunque un ben strano "concorrente" per la
Perrone srl, dal momento che la Scuola Popolare di Musica
Donna Olimpia, perdipi, si occupa esclusivamente di atti-
vit didattica musicale, di lezioni di canto e di produzioni in

20 Da tale importo - precisa il testo della delibera - verr sottratto il tota-
le delle vendite dei biglietti al netto dei diritti Siae.
MAURmO COSTANZO SHOCK

generale nel settore musicale: niente a che vedere con l'im-
pegno teatrale oggetto dell' appalto. E tuttavia, bench la coo-
perativa sia stata posta in liquidazione tre anni prima e si sia
trasfommata in una associazione culturale di carattere musi-
cale, la giunta comunale arriva a stabilire che la sua offer-
ta presentava i requisiti di validit sebbene estremamente
scama e priva di dettagli tecnici.

Al temline di quella che piuttosto di una gara d'appalto
sembra essere una messinscena, viene accolta l'offerta della
Perrone srl, in quanto estremamente dettagliata ed articola-
ta, e soprattutto in quanto supportata dal parere del "consu-
lente-direttore artistico" della manifestazione Maurizio Co-
stanzo, il quale infatti ritiene la proposta della societ Perro-
ne srl migliore dell'altra. Cos, il Comune di Roma affida al-
la Perrone srl anche il secondo ciclo di spettacoli del "Tenda
Comune", stanziando 483 milioni 742 mila 140 lire, dei qua-
li 297 milioni e 500 mila erogati a titolo di sponsorizzazione
dagli Istituti [di credito] cogestori del servizio di Tesoreria,
e i rimanenti 186 milioni 242 mila 140 lire finanziati diretta-
mente dall'Amministrazione Capitolina.

E facile, a questo punto, immaginare cosa accade il succes-
sivo 21 febbraio 1995, quando il sindaco Rutelli, l'assessore
Borgna, e il "direttore artistico" Costanzo, affrontano il terzo
e quarto ciclo del "Tenda Comune" (8 marzo-16 aprile, e 20
settembre-29 ottobre 1995). A giudizio della giunta, il bando
toma a essere un dettaglio superfluo, dal momento che sus-
sistono ragioni di convenienza e di pubblico interesse ad affi-
dare alla medesima societ Perrone srl, prescelta lo scorso an-
no a seguito di gara, il proseguimento dell'iniziativa... rima-
nendo il costo di ogni singolo spettacolo pari a quello del-
l'anno precedente... e avendo l'iniziativa riscosso un indub-
bio successo di pubblico e di critica. Cos la Perrone srl ri-
ceve un nuovo finanziamento, stavolta pari a 1 miliardo 308
milioni 552 mila lire, Iva esclusa, di cui un miliardo oltre Iva
a carico degli Istituti di credito cogestori del servizio di Teso-
reria, 200 milioni oltre Iva a carico dell'Assitalia, e 108 mi-
lioni 552 mila lire oltre Iva con gli incassi della vendita di bi-
glietti al netto dei diritti Siae e/o con eventuale acquisizione
di altre sponsorizzazioni.

AFFARI CHIACCHIERATI

Ormai la macchina organizzativa del "Tenda Comune" ro-
data a dovere, e il 19 marzo 1996 viene varata la quinta edi-
zione. Se risulter appaltata, magari senza bando, alla Perro-
ne srl, nessuno avr di che stupirsi.

Una verifica presso la Camera di Commercio pemmette di ap-
purare come la societ Perrone srl sia stata costituita il 3 feb-
braio 1994, cio 19 giomi prima che il sindaco Rutelli e il
"consulente" e "direttore artistico" Costanzo gli affidassero
la gestione della prima edizione del "Tenda Comune". Tito-
lare e amministratore unico della societ risulta essere il ses-
santenne Giuliano Perrone.

Conosciuto negli ambienti teatrali romani per la sua plu-
riennale attivit organizzativa nel settore, si d il caso che
Giuliano Perrone sia un amico di Costanzo e un suo stretto
collaboratore: per conto del Telegiomalista, svolge infatti da
anni l'incarico di "consulente di gestione" del Teatro Parioli.
Ma non tutto: Perrone e Costanzo sono legati a doppio filo
anche per via di un'altra faccenda cultural-affaristica, che da
Roma porta a Benevento.

A Benevento, nel 1995, l'infaticabile Costanzo ha collezio-
nato una nuova carica prestigiosa: stato nominato direttore
artistico del Festival Citt Spettacolo di Benevento. Una ma-
nifestazione teatrale concepita e finanziata dal Comune cam-
pano, nata nel 1980 sotto l'autorevole direzione di Ugo Gre-
goretti (a dirigere la manifestazione era poi subentrato nel
1989 il presidente dell'Ente teatrale italiano Renzo Giacchie-
ri, e nel 1994 Mariano Rigillo). Costanzo entra in scena subi-
to dopo l'elezione a sindaco di Pasquale Viespoli, il solo can-
didato di Alleanza nazionale eletto primo cittadino col deter-
minante sostegno del Pds (che nel ballottaggio lo ha preferito
a Donato Del Mese, il candidato sostenuto dal Ccd Clemente
Mastella).

Con la benedizione del sindaco Viespoli, il nuovo direttore
Costanzo ha scelto la squadra per la gestione del Festival
Citt Spettacolo di Benevento. Alla direzione organizzativa
ha nominato Massimo Paniconi, che il direttore esecutivo
del Costanzo Show; all'Uffficio stampa ha collocato France-
MAURmO COSTANZO SHOCK

sca D'Alessandro, addetta all'Uffficio stampa del Costanzo
Show; e alla direzione amministrativa, ha piazzato il fido Giu-
liano Perrone. Il quale, tuttavia, in questa ambigua faccenda
riveste un ruolo ben pi importante del semplice direttore am-
ministrativo.

La giunta Viespoli ha infatti appaltato la realizzazione del
Festival alla Linea Teatro srl, societ costituita proprio da
Giuliano Perrone il 26 maggio 1995, cio due mesi prima di
ricevere l'incarico dal Comune di Benevento. E prendendo
esempio dalla giunta Rutelli, anche l'appalto alla societ Li-
nea Teatro srl di Perrone stato deliberato senza alcun pre-
ventivo bando pubblico: la delibera della giunta Viespoli del
4 agosto 1995 precisa infatti che d'intesa con il direttore ar-
tistico dottor Maurizio Costanzo... si ritiene possibile indivi-
duare nella societ Linea Tre srl... il soggetto che assicuri l'e-
spletamento delle attivit organizzative, logistiche e ammini-
strative per la realizzazione del programma. E il 31 agosto,
in una convenzione allegata a un'altra delibera, il Comune si
impegna a versare alla Linea Teatro srl la somma di lire 757
milioni 650 mila lire per il Festival che si sarebbe tenuto dal
9 al 17 settembre 1995.

Questa vicenda decisamente molto strana, commenta
un anonimo funzionario della segreteria generale del Comu-
ne di Benevento. Qui in municipio tutti quanti sapevamo che
la realizzazione del Festival era stata affidata direttamente a
Maurizio Costanzo.

In effetti, gli interessi intrecciati della coppia artistico-affa-
ristica Costanzo-Perrone si prestano a creare molta confusio-
ne. I fax inviati al sindaco del Comune di Benevento dalla so-
ciet Linea Teatro srl, per esempio, indicano come luogo di
partenza il Teatro Parioli di Roma. Di pi: la stessa sede lega-
le della Linea Teatro srl a Roma, in via Settembrini 28, do-
ve c' lo studio di Giorgio Assumma, il fedele avvocato e so-
cio in affari di Costanzo...

La sola cosa chiara che, tra un appalto e l' altro, l' animo ro-
mantico del Telegiomalista finisce sempre per emergere pre-
potente. Nella prima edizione del suo Festival Citt Spettaco-
lo di Benevento ha infatti messo in cartellone - fra la presti-
giosa "lezione" del comico Nino Frassica sul tema dell'im-

AFFARI CHIACCHIERATI

provvisazione, e quella non meno originale di Lino Banfi sul-
l'umorismo - un autentico evento culturale di quelli memo-
rabili: I giovani e la televisione, un incontro pomeridiano in
piazza Roma tra i giovani beneventani e la quarta signora Co-
stanzo, Maria De Filippi.

Tutto in famiglia, come in un vero clan.
IL TELESHOW DEL POTERE
Dal lettino al palcoscenico

La convivenza con se stessi spesso fa dannare. Soprattutto
quando si accarezzano sogni di gloria che per un motivo o per
l'altro vengono frustrati. Lo sapeva bene Costanzo nei primi
anni Sessanta, quando vagava inutilmente a caccia di scoop
brandendo il patentino di giomalista del settimanale femmi-
nile "Grazia" .

Aleardo Putti, che all'epoca era capo-servizio del settima-
nale mondadoriano, ricorda cos quel ragazzotto tondo e am-
bizioso: Era un tipo sveglio, uno di quelli che prendono la
nostra professione in senso lato, molto lato. Il suo scopo prin-
cipale era quello di fare carriera, e sembrava avere ben chiaro
il modo per riuscirci... Lo possono testimoniare tutti i colle-
ghi: quando qualcuno veniva promosso, Costanzo era subito
pronto a mandargli un telegramma di congratulazioni, o un
mazzo di fiori se si trattava di una signora... Con questo stra-
tagemma, lui si faceva notare e benvolere, vero, ma solo fi-
no a un certo punto: dopo un po', questa sua ruffianeria di-
vent troppo ripetitiva....

Fu cos che Costanzo si guadagn il soprannome di "Scala-
tore". E presto cominci a mettere in mostra un'altra sua pe-
culiarit professionale: quella di "inventare" o alterare le in-
terviste. Un vizietto non da poco, che a pi di un giomalista
risultato fatale in termini di carriera. Ma non allo Scalatore, il
quale molti anni dopo arriver anzi a vantarsene: Mio padre
morto all'ospedale Fatebenefratelli... Dovevo andare a fare
un'intervista ad Alberto Rabagliati, per il settimanale fem-
minile con il quale collaboravo l"Grazia". NdAl. Ci andai
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I IL lELESHOW DeL POTERE

comunque: saltare una collaborazione era finanziariamente
dannoso, e io venivo da un periodo di semi disoccupazione
con qualche arretrato da risolvere. Una strana intervista: Ra-
bagliati mi parl di suo padre e praticamente di niente altro.
Fu un guaio davanti alla macchina da scrivere. Forse in quel-
la occasione cominciai a colorare le interviste quando, guar-
dando il taccuino, m'accorgevo di non aver portato via ap-
punti di grande interesse. Non voglio dire con questo che si
debba necessariamente inventare, ma un po' di colore, qual-
che battuta in pi, qualcosa che consenta, a chi in redazione
deve titolare l'articolo, di trovare uno spunto giusto. I colla-
boratori dovrebbero sapere questo: se nelle prime righe inse-
riscono una frase un po' ad effetto che giustifichi il titolo, il
loro pezzo andr in pagina prima di altri I.

Ma i telegrammi ruffiani e l'abuso di disinvoltura non por-
tarono Costanzo molto lontano: fin infatti sui lettini di due
psicanalisti - uno freudiano, e uno junghiano. E per cinque
anni, a intervalli irregolari, mentre in Italia i giovani impazzi-
vano per i Beatles e si preparavano alla rivolta sessantottina,
lui tent di farsi riordinare le idee dai professionisti del cam-
po. Un'impresa vana, come confemmer lui stesso: L'espe-
rienza psicoanalitica stata di sostanziale inutilit 2.

La psiche dello Scalatore trov un primo sollievo nell'estate
del 1982, quando gi aveva assaporato, presentando il pro-
gramma Bont loro per mamma Rai, la libidine della popo-
larit televisiva, poi franata sotto il peso dello scandalo P2.

Nell'estate del 1982, il responsabile di produzione del net-
work Tv Retequattro Carlo Gregoretti, dietro consiglio di
Eugenio Scalfari 3, soccorse lo Scalatore confinato da mesi

I M. Costanzo, Smemorie, Rizzoli, Milano 1984, pag. 20-21.

2 Ibidem, pag. 105 .

3 Retequattro, network della Mondadori, aveva cominciato a trasmettere
pochi mesi prima, il 1 gennaio 1982. Eugenio Scalfari ha sempre avuto
Costanzo in simpatia: nel 1979, quando la P2 lo nomin direttore de "L' Oc-
chio", gli invi una lettera di complimenti.

nel purgatorio dei piduisti. Gregoretti affid a Costanzo non
una rubrichina in un angolo del palinsesto, bens una missio-
ne da gran privilegiato: trovare un'idea-forte per Retequattro,
da valorizzare in almeno due appuntamenti settimanali. Un
incarico che di fatto sanciva la precoce e inspiegabile resurre-
zione del giomalista gi al servizio di Licio Gelli. Costanzo
come un misirizzi, quei pupazzetti che pi li butti gi pi
tomano su, avrebbe commentato un giomale nell'ottobre di
quell' anno.

Cos, vittima della sua smodata grandeur e scopiazzando le
trasmissioni americane di Johnny Carson e Melvin Griffit 4,
lo Scalatore tom ad affacciarsi sul video con una casereccia
versione del talk show d'Oltreoceano. Al programma aveva
appioppato il solo nome al mondo capace di ripagare la sua
patologica ambizione: 11 Maurizio Costanzo Show. Ovvero,
I'ego elevato al rango di spettacolo nazionale. Dal lettino al
palcoscenico, alla faccia di Freud e Jung.

Il 14 settembre del 1982, nel corso della prima puntata del suo
show, Costanzo dichiar: Cosa sar, cosa vuol essere questo
programma? Una sorta di Orient Express, uno scompartimen-
to nel treno in cui ci si raduna o si incontra l'umanit pi di-
versa, oppure un minestrone dagli ingredienti pi contrastan-
ti e sorprendenti S.

La metafora ferroviario-gastronomica, certo un po' grezza,
corrisponder ai fatti in tutto e per tutto. Nel salotto Tv del
Costanzo Show transiter, nel corso degli anni, un incredibile
repertorio di varia umanit: apprendisti cabarettisti, bambini
di Dio e di Satana, politici ladri e politicanti di ogni colore,
malati di ogni virus ed et, naziskin in similpelle, gay a ripo-
so e in esercizio, attori decaduti, cantanti da balera, zingarel-
le fratturate, viaggiatori solitari, ninfette vogliose, poeti disa-
dattati, pennivendoli da classifica, magistrati d'assalto, mili-

4 Cfr. Umberto Piancatelli, Costanzo, cosa c' dietro i baffi, Nuova Eri,
Roma 1995, pag. 106.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I IL TELESHOW DEL POT~RE

tari a riposo, psicologi da strapazzo, peffino alcune persone
serie e quant'altro si riesca a immaginare. Un impressionante
catalogo antropologico che includer, in quasi quindici anni,
17.500 ospiti diluiti in oltre 2.500 puntate per 3.700 ore di tra-
smissione 6. Tutti accomunati da una divorante smania: con-
quistare un posto al sole nel baraccone del presenzialismo e
del commercio televisivo, tra chiacchiere in libert e merci in
esposizione. Scriver il cinemologo Enrico Ghezzi: Se pas-
si da Maurizio Costanzo a una televendita di padelle, orologi
o tappeti, ti accorgi bene... che anche Costanzo un grande
mercato in cui gli ospiti offrono il loro libro, il film, la propria
faccia e tutti se stessi, perfino, per diventare star della Tv 7.
Un vero e proprio suk via etere.

Nel 1984, quando anche Retequattro fin nelle mani del mo-
nopolista Silvio Berlusconi, Costanzo non fece una piega. Si
capisce: i due erano stati "fratelli" di Loggia P2; inoltre, il pa-
drone della Fininvest ha sempre avuto un debole per gli im-
bonitori-venditori di qualsivoglia prodotto, cos come per la
categoria dei maggiordomi. Il Costanzo Show, sotto le inse-
gne politico-affaristiche della Fininvest, trov insomma il
suo alveo naturale.

Alcuni dei "fratelli" P2 furono subito bene accetti nel sa-
lotto-bazar del "fratello" Costanzo, dove nel corso degli anni
hanno potuto propagandare a dovere le loro idee e la loro merce
avariata. Uno sconsolante esempio quello del piduista Ro-
berto Gervaso, il quale, tra il settembre 1987 e il gennaio
1996, ha presenziato coi suoi papillon allo show del "fratel-
lo" Maurizio per ben 30 volte, reclamizzando la bellezza di 8
libri e straparlando per un totale di 3 ore 8. Un secondo esem-
pio quello dell' editore piduista Angelo Rizzoli, gi datore di

6 Cfr. "Epoca", 21 aprile 1996.

7 Maria Simonetti, "L'Espresso", 9 febbraio 1996.

8 Tutti i dati qui pubblicati relativi al minutaggio del Costanzo Show so-
no stati forniti dal Centro d'ascolto dell'informazione televisiva di Roma
e riguardano il periodo compreso tra il 21-9-1987 e il 25-1 - 1996.

lavoro di Costanzo ("La Domenica del Corriere" e "L'Oc-
chio"): forse in ricordo della comune militanza nella Loggia
segreta, nel maggio del 1992 il Teleruffiano gli ha riservato
oltre mezz' ora del suo Show.

Perfino Pippo Baudo, che in comune con Costanzo ha l'av-
vocato tuttofare Giorgio Assumma e la paranoia da gladiato-
re catodico, parlando del Maurizio Costanzo Show non andr
per il sottile: E un supermercato dove trovi di tutto, e lui, Co-
stanzo, ne il padrone... capace di attirare l'attenzione su o-
gni pezzo di merce esposta 9. Un padrone ormai capace di
gestire il suo supermercato con grande accortezza e all'inse-
gna di una regola ferrea: Mettere al primo posto gli amici, a
patto che siano potenti e in grado di aiutarlo, come testimo-
nia l'ex vice presidente Rai Giovanni Salvi, storico amico di
Costanzo.

Nel suk televisivo del Teatro Parioli un doveroso rilievo mer-
ceologico verr sempre riservato al prodotto-libro. Del resto,
arcinota la sensibilit di Costanzo per la Cultura, e solo il
suo salotto ormai in grado di combattere la cronica ritrosa
degli italiani alla lettura.

Al primo posto tra gli scrittori pi presenti al Costanzo
Show c' il vate parmigiano Alberto Bevilacqua: 45 presenze,
per uno spot pubblicitario lungo 10 ore e 21 minuti. E chi
la fortunata casa editrice del fortunato Bevilacqua? Ma natu-
ralmente la Mondadori, comprata nel 1991 dal "fratello" P2
Berlusconi.

Anche il secondo posto della top-ten libraria al Costanzo
Show appannaggio della Mondadori, presente con il suo
autore Alfredo Todisco (specialista in romanzetti a base di
schermaglie amorose) per 26 seratine con un totale pubblici-
tario di quasi 5 ore. E tra i superpresenzialisti mondadoriani
meritano una citazione anche il filosofo usa-e-getta Stefano
Zecchi, premiato con oltre 4 ore di chiacchiere, e il filosofo-
comico Luciano De Crescenzo, con le sue 2 ore e passa di
sproloqui sul palco del Parioli.

9 Cfr. "La Stampa", 3 febbraio 1996.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

In effetti, Costanzo per la Mondadori berlusconiana ha un
debole culturale, e la Mondadori per Costanzo un debole mer-
cantile. Nel 1995, la casa di Segrate ha pubblicato il best sel-
ler Dove andiamo firmato Maurizio Costanzo; nel 1996, il li-
bro Amici scritto dalla quarta signora Costanzo Maria De Fi-
lippi, seguito dal romanzo L'uomo che ascolta di Alberto Sil-
vestri (socio-coautore di Costanzo) e dal volumetto De Ami-
citia curato dai ragazzi protagonisti della trasmissione Amici
della quarta signora Costanzo... Una vera catena di montag-
gio culturale !

Ma l'ex Scalatore ha un animo pluralista, e riserva un posto
adeguato anche alla seconda casa editrice libraria nazionale
la Rizzoli. L'ex inviato del "Corriere della Sera" Luca Gol-
doni, per esempio, ha potuto promuovere al Costanzo Show i
suoi libri rizzoliani per circa un'ora e mezza. Anche se il pri-
mattore della scuderia Rizzoli sul palco del Teatro Parioli re-
sta Romano Battaglia, pi noto per i suoi foulard da bolso
playboy versiliano che per le prodezze letterarie: all'attivo ha
34 partecipazioni allo Show, con una promozione di oltre 4
ore. Una forma di gratitudine retroattiva: la Rizzoli, per mol-
ti anni, ha pubblicato i numerosi e vacui libri dello "scrittore"
Costanzo.

Al mercato del potere

La merce pi preziosa che viene venduta dal palcoscenico del
Teatro Parioli non sono per i libri, n i dischi, n i film, n
tantomeno i giornali. Tra un saltimbanco emergente e una
contessa decaduta, tra un bambino di Satana e un tuttologo da
strapazzo, Costanzo vende al pubblico soprattutto la politica
italiana, e specialmente quella che detiene il potere. Con il
passare del tempo, il Costanzo Show diventato la vetrina te-
levisiva dei potenti, il luogo catodico dove il balletto dei po-
litici di governo ha via via rimpiazzato quello delle ballerine
professioniste.

A me sempre piaciuto molto essere contiguo al potere,
stare sullo stesso pianerottolo, ha scritto Costanzo in un sus-
sulto di vera autobiografia '. Peccando per di modestia, o
pi probabilmente, come suo solito, di reticenza. Perch i po-
tenti che lui solito adulare lo ritengono molto pi di un vici-
no di casa: piuttosto un coinquilino, talvolta persino ingom-
brante ll, un convivente sempre pronto a cambiare ballatoio.

Nel corso degli anni Ottanta e fino ai primissimi Novanta
pre-Tangentopoli, ad esempio, Costanzo riuscito attraverso
un accorto lavoro di bilancino a ingraziarsi il potere forte del

M. Costanzo, Smemorie, cit., pag. 15.

Il Alberto Dell'Utri, numero uno di Publitalia a Roma e gemello del
potentissimo Marcello, ha confidato a un amico: Costanzo troppo inva-
dente. Perfino Berlusconi stenta a sopportarlo (fonte dell'Autore).
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

Psi, compiacendo il Gran Garofano Craxi padrino della Fi-
ninvest. Per 136 volte, e per un totale di circa 25 ore, ha ospi-
tato sulle sue seggiole le autorevoli terga di esponenti craxia-
ni: come ad esempio il vicesegretario Claudio Martelli, inter-
vistato per pi di 3 ore, e il portavoce craxiano Ugo Intini, per
circa un'ora 12,

Ma in epoca di "Caf" (il patto di potere Craxi-Andreotti-
Forlani) anche la Dc ha avuto la sua parte di servigi dal Co-
stanzo Show. E stata infatti protagonista di 113 puntate, con
interventi per un totale di 24 ore, compresi quelli del grande
vecchio Giulio Andreotti. Ma un occhio di riguardo stato ri-
servato anche al presidente della Regione Sicilia, il Dc Rino
Nicolosi, ospite del salotto-Tv e ciarliero per circa un'ora e
un quarto.

All'opposizione, poco e niente. Negli anni Ottanta, Costan-
zo "i comunisti" non li amava ancora: 34 presenze di espo-
nenti del Pci, con interventi per un totale di 8 ore, lo testimo-
niano. Tutt'altro trattamento toccava agli alleati minori del
"Caf": 64 presenze, con chiacchiere per un totale di 14 ore,
venivano regalate per esempio al Pli, il micropartito del mini-
stro-ladrone Francesco De Lorenzo.

In questo clima da losco mercato politico spacciato per inno-
cuo talk show, un posto d'onore spetta al capoclan democri-
stiano Vincenzo Scotti. Tra il maggio 1989 e il febbraio 1993,
I' onorevole Scotti ha potuto comiziare nello Show del Parioli
per poco meno di 3 ore. Ed comprensibile: tra le molte qua-
lit del boss Dc capaci di avvincere il Telecerimoniere Co-
stanzo, alcune erano irresistibili. Il 16 ottobre 1990, Scotti era
diventato ministro dell'Interno (VI govemoAndreotti); inol-
tre, nei ranghi della Dc spadroneggiava con il boss Antonio
Gava alla guida della potente corrente dorotea, cio la destra

12 Il Psi risulter essere il partito politico col maggior numero di invitati
al Costanzo Show (bench Craxi si sia sempre astenuto dal parteciparvi).
Non a caso: il partito craxiano stato il pi strenuo difensore degli interes-
si della Fininvest, e il sodalizio di malaffare Craxi-Berlusconi sar uno dei
filoni portanti delle inchieste "Mani pulite".

k TELESHOW DEL POTEKE

Dc che nell'agosto del 1990 aveva consegnato a Berlusconi il
monopolio a norma di legge della Tv privata 13,

Ma il sodalizio Costanzo-Scotti aveva radici ben pi anti-
J, che. Si erano infatti conosciuti sul finire degli anni Settanta,
in piena epopea P2, e lo ricorda bene l'ex vice presidente Rai
Giovanni Salvi: In quel periodo, sia Scotti sia Costanzo si
facevano curare dallo stesso medico, il dottor Fabrizio Trifo-
ne Trecca, al quale erano legati - come d'altronde lo ero io -
da una forte amicizia. Ricordo, in particolare, che Scotti abi-
tava a Roma in via Marianna Dionigi, proprio nello stesso pa-
lazzo in cui abitava Trecca. E so, per il semplice fatto di aver-
celi visti, che nell' appartamento di Trecca erano ospiti molto
di frequente sia il ministro Scotti che Costanzo 14, Si d il ca-
so che Trifone Trecca fosse il capogruppo massone incarica-
to dal Venerabile Licio Gelli di reclutare nella banda P2 per-
sonaggi di spicco del settore mass media e spettacolo, e il tra-
mite per l'affiliazione dello stesso Costanzo alla Loggia se-
greta 15

Il 17 ottobre 1991, Costanzo soccorre il ministro dell'Inter-
no in difficolt. Da pi parti, infatti, si chiedono le dimissioni
di Scotti dal Viminale, e l'amico Maurizio si premura di dar-
gli spazio nel suo talk show. Il "Faccia a faccia" che ne segue
di quelli da antologia. Il ministro, come il suo sodale Tele-
giornalista, un maestro nel mascherare la smania di potere

13 La compiacente Legge Mamm venne infatti approvata solo grazie ai
voti della destra Dc: i parlamentari della sinistra del partito votarono con-
tro, e alcuni ministri democristiani arrivarono a dimettersi dal governo in
segno di dissenso verso una legge che di fatto ratificava un monopolio Tv
incostituzionale. L'attuazione della legge verr poi accompagnata da bu-
starelle, maneggi e corruttele.

14 Ricordo Scotti saltellare scherzoso nel salotto di Trecca, dichiara an-
cora Salvi, per mostrarsi in salute dopo avere subito una delicata opera-
zione chirurgica: un atteggiamento da amici, oltre che da paziente a dotto-
re... D'altronde Trecca per lui era sempre disponibile: una volta corse ad-
dirittura all'aeroporto di Ciampino in fretta e furia per salire sull'aereo
di Scotti in partenza e rimediare a un suo improvviso malessere.

15 Cfr. Capitolo III, pagg. 70-72.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

con la melassa della retorica, e i temi in discussione - crimi-
nalit organizzata e malaffare - sono un semplice pretesto per
fare breccia nella pubblica opinione scacciando l' aria malsa-
na delle dimissioni forzate. Cos, mentre Costanzo gli fa da
spalla, Scotti sfoggia la sua pi bell' aria penitenziale nel ruo-
lo della "vittima": parla di tormenti dell' animo e rivela la sua
"sconfinata solitudine", condizione comune a tutte le perso-
ne che debbono prendere decisioni difficili.

Un lungo soliloquio umanistico-metafisico di grande impat-
to teatrale: milioni di telespettatori hanno cos l'impressione
che il ministro dell'Intemo sia un politico dal volto umano e
dal piglio coraggioso, e l'indomani perfino "I'Unit", pur
criticando il ministro sotto l'aspetto politico, non manca di
evocame la dolente "umanit" . Uno show pi efficace di mil-
le pubblicit a pagamento. E meritevole di un sostanzioso rin-
graziamento.

Non a caso, quando all'inizio del 1992 il ministro Scotti riu-
nisce i responsabili delle principali Tv italiane (Rai, Fininve-
st e Telemontecarlo) per chiedere la loro collaborazione con-
tro la criminalit organizzata, Costanzo a fianco del mini-
stro dell'Intemo in un ruolo che la stampa definisce di con-
sulente o assistente di Scotti per i rapporti con i media.

Il 19 gennaio del 1992, il settimanale "L'Espresso" racconta-
va, in un articolo di Paolo Martini, i retroscena di un pastic-
ciaccio che aveva come protagonisti il melanconico ministro
Scotti e il suo Telecomplice 16. Si trattava di una vera e pro-
pria compravendita dietro le quinte del Costanzo Show. Dopo
la puntata del 17 ottobre 1991 il ministro Scotti, con il bene-
stare del suo capocorrente Andreotti, aveva deciso di affidare
a Costanzo una campagna pubblicitaria del ministero dell'In-
terno contro l'avanzare del crimine 17. Non solo il Viminale

16 La copertina del settimanale titolava un beffardo Mani in alto, arriva
Costanzo, con la faccia del Telegiornalista sormontata da un cappello da
poliziotto.

17 Beneficiaria della commessa ministeriale, infatti, era la societ di pro-
duzione Maurizio Costanzo Comunicazione Pi srl.

IL TELESHOW DEL POTERE

riteneva di combattere la criminalit con uno spot pubblicita-
rio sperperando cos pubblico denaro, ma pensava bene di af-
fidare tale campagna (e parte del finanziamento previsto) a un
ex "associato a delinquere" piduista, cio a uno dei pi noti
affiliati alla Loggia massonica segreta sciolta pochi anni pri-
ma a nomma di legge. Uno scandalo da brividi che i vertici isti-
tuzionali fingevano di non vedere.

Ogni giomo l' indifferenza uccide. L' onest difende il futu-
ro dei nostri figli, recitava lo slogan del filmino-spot a base
di bimbi in altalena e poliziotti-fotomodelli. Una grottesca
messinscena per giustificare un nuovo intrallazzo, a base di
denaro e potere, concepito e attuato dalla coppia Scotti-Co-
stanzo.

La tisana anti-mafia via etere rischia di finire travolta dal-
le polemiche, scriveva Martini. Se ne avuto un assaggio
al Viminale, il pomeriggio di gioved 12 dicembre [1991],
nella sala del Consiglio, quando il ministro ha voluto presen-
tare l'iniziativa ai responsabili delle Tv pubbliche e private e
dei giomali. Il piano mezzi, cos si chiama tecnicamente la
scelta dei canali e delle testate sulle quali distribuire una cam-
pagna pubblicitaria, fece subito storcere il naso a molti, per
l'evidente sbilanciamento a favore delle reti berlusconiane:
appena 800 milioni per la stampa quotidiana, 1 miliardo e 390
milioni per la Rai, e invece 3 miliardi e 595 milioni alle Tv Fi-
ninvest, e ancora 350 milioni per le radio commerciali, ma so-
lo per due circuiti amici.

Di fatto, I'intrallazzo dei due ex pazienti del capogruppo P2
Trifone Trecca, oltre a gonfiare le tasche di Costanzo con il
pubblico denaro del ministero dell'Intemo, rimpinguava an-
che le casse della Fininvest, attribuendo per giunta alle Tv
commerciali del piduista Berlusconi l'inedito ruolo di "mez-
zi istituzionali" equiparabili alla Rai. Vista la posta in palio,
tutta l'operazione era stata seguita nelle sue varie fasi dal-
I'andreottian-berlusconiano Gianni Letta (gi coinvolto nello
scandalo delle corruttele legate all'approvazione della Legge
Mamm).

Ho prediletto lasciare ad altri la gestione del potere, rita-
gliandomi, quando mi riuscito, il ruolo di consigliere, ha
MAURIZIO COSTANZO SHOCIC

scritto di s Costanzo 18. Un consigliere del potere molto ben
retribuito per i suoi preziosi servigi, e dotato di una sfacciata
impudenza.

Dopo il terremoto giudiziario di Mani pulite, arrivato a
scrivere: Alcuni esponenti politici hanno scelto di eclissarsi.
Faccio due nomi: Renato Altissimo e Gianni De Michelis.
Non se ne sa pi niente, eppure, nel loro percorso politico, al-
cune cose buone le avevano fatte. Ne faccio altri due: Enzo
Scotti e Claudio Martelli. Credetemi: le leggi dure, nei con-
fronti della mafia e del racket... portano la loro fimma. Eppu-
re, se provassi a fare questo discorso (ci ho provato per Scot-
ti, in un articolo sul "Messaggero"), riceverei lettere di pro-
testa I9.

18 M. Costanzo, Smemorie, cit., pag. 15.

19 M. Costanzo, Dove andiamo, Mondadori, Milano 1995, pag. 23.

Con le braghe in mano

Nello scintillante suk del potere sotto le insegne del Maurizio
Costanzo Show c' spazio anche per qualche miseria privata
dietro le quinte. Come quella che ha visto protagonista, suo
malgrado, I'attrice A.L.

Poco pi che trentenne, chioma bionda e forme generose,
A.L. ha vissuto un momento di notoriet per essere stata la
compagna del regista Federico Fellini nei suoi ultimi anni di
vita. E la decisione di raccontare il suo imbarazzante incontro
con Costanzo arriva dopo molte esitazioni: Ho paura di con-
fidarmi... So bene come vanno queste cose... Se parlo, rischio
di restare tagliata fuori dal mondo dello spettacolo 20.

La storia comincia nell'invemo del 1988, quando A.L. vie-
ne invitata a partecipare al Costanzo Show. Avevo appena
terminato uno spettacolo al Teatro Olimpico di Roma, e una
redattrice del programma mi telefon per concordare la mia
partecipazione nei giomi seguenti, ricorda. In breve tro-
vammo un accordo, cos con mia grande soddisfazione parte-
cipai allo show, e - se posso dirlo - in modo brillante... Tan-
to che, per le settimane successive, venne fatta l'ipotesi di un
mio ritomo al Parioli. Nel frattempo, a me sembr giusto rin-
graziare Costanzo. Perci gli inviai presso la societ Fortuna
audiovisivi 21 che produceva il programma, una bellissima

20 Il racconto di A.L. stato registrato dall'Autore il 26 febbraio 1996.

21 La societ stata posta in liquidazione in data 28 dicembre 1995.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I IL TELESHOW DEL POTERE

pianta, una gardenia se non sbaglio. Lo facevo, voglio chiari-
re, perch mi ritengo una signora e non certo per ricevere fa-
vori... Cos, quando il giomo dopo ricevetti una telefonata da
Costanzo in persona, rimasi piacevolmente colpita. "Non do-
vevi disturbarti", mi disse, "queste cose non succedono tutti i
giomi"... Io gli risposi che pensavo ricevesse talmente tanti
omaggi che il mio sarebbe passato inosservato. Ma lui, cor-
diale, continuava a ringraziammi. Finch, cambiando discor-
so, mi chiese se in quel periodo stessi lavorando a qualcosa, e
mi lanci una proposta: "Tu sei una persona intelligente e noi
due dobbiamo parlare di una cosa seria", disse. "Vienimi a
trovare in ufficio, che forse ho dei lavori da proporti"....

L'appuntamento tra A.L. e Costanzo per l'indomani, alle
ore 13.30, nella sede della Fortuna audiovisivi, al quarto pia-
no di via Silvio Pellico 16. L'attrice arriva puntuale, in taxi, e
suona il campanello della Fortuna. Mi apre la porta Costan-
zo in persona, e mi rendo conto che quella l'ora della pausa
pranzo e che negli uffici non c' nessuno. Lui mi accoglie con
cordialit e mi accompagna nel suo ufficio, dove ricordo che
c'erano appese alcune fotografie di lui con Kelly LeBrock e
altre attrici straniere. Si accomoda alla scrivania, io mi siedo
su una poltrona di fronte, e dopo qualche frase di circostan-
za mi chiede: "Hai portato il book?"; io gli dico di s e glielo
mostro. Erano tutte foto che mi ritraevano vestita, tranne una
in cui ero a mezzo busto in costume da bagno. Lui si sofferma
solo su questa: "Bella", dice. "Bella foto... tu devi avere un
gran bel seno"... Un complimento fuori luogo, data la nostra
quasi totale mancanza di confidenza. Per questo decido di fa-
re finta di niente, come se non avessi capito. Ma lui insiste:
"Scusa, lo porti o no il reggiseno?", mi domanda. "No, il reg-
giseno non lo porto quasi mai: mi d fastidio, mi stringe..." ri-
spondo io di getto. Mi chiedevo dove volesse arrivare, anche
perch quel giomo, combinazione, indossavo un abito nero a
dolcevita che per quanto aderente lasciava scoperte solo le
mani, la faccia e le gambe dalle ginocchia in gi... niente di
sexy, insomma. Ma Costanzo si alza in piedi, gira intomo al-
la scrivania, mi si avvicina e fissandomi i seni dice: "Scusa, si
possono vedere?". "Credo proprio di no", gli rispondo imba-
razzata, "sono molto accollata e non il caso...". "Peccato"
dice lui, tranquillo, ma intanto allunga una mano per toccarli,
come se niente fosse. Io d'istinto mi scosto, e lui a quel pun-
to se ne toma dall'altra parta della scrivania. "Ho capito, ho
capito", mi tranquillizza, e poi aggiunge: "Ma sai, devi capi-
re anche tu, per poter lavorare..." .

Il messaggio suona chiaro, e l'occasione, per un'attrice in
cerca di fortuna come A.L., allettante: Costanzo le parla di
altre partecipazioni al suo Show, e perfino di una situation co-
medy alla quale sta lavorando dove potrebbe esserci un ruolo
anche per lei...

Poi toma al punto di prima, racconta l'attrice. "Sai, per
fare certe cose di lavoro bisogna creare certi ponti...", mi di-
ce, "capisci?". E io, che ho capito benissimo, gli rispondo:
"So di quali ponti stai parlando, ma anche quelli non che si
possono realizzare cos...". Una risposta che non lo frena: in-
fatti si rialza, mi si avvicina di nuovo, mi afferra il dolcevita
dell'abito allargandolo, ci infila dentro una mano e mi ag-
guanta un seno... Io cerco di scostarmi, sono stranita, non so
che dire n che fare... "Scusa Maurizio, ma prima mi dici che
sono una donna intelligente, e poi mi tratti cos?!...", prote-
sto. "Mi hai preso per una sveltina da ufficio?!".

Ma il Telemarpione non si rassegna: Questa una risposta
paracula, bofonchia alla sua goffa maniera, e tornato dietro
la scrivania insiste: Almeno alzati un attimo, fatti guarda-
re.... Niente da fare: A.L. non ne vuole sapere. Capisce che
sono scocciata, che sto per alzammi dalla poltrona ma per an-
dammene, e allora batte in ritirata: "D'accordo, non ti piac-
cio...", biascica. E allora io, nervosissima, metto le cose in
chiaro: "Non questo il discorso... Sai, Maurizio, tu sei mol-
to intelligente, il tuo fascino sta in questo. Ma se ti proponi
cos, mi daresti fastidio anche se fossi Alain Delon" - un
messaggio che avrebbe dissuaso anche l'irresistibile Delon
ma non il tenace Telemandrillo, che sottopone la sua preda al-
I'ultimo, sgradevole assalto.

Mi si avvicina di nuovo, cerca di toccammi, e intanto si in-
fila una mano dentro i pantaloni sbottonati, facendomi capire
che avrebbe gradito un intervento da parte mia... A quel pun-
to gli ho gridato, quasi disperata: "Non mi va di prostituirmi
in questa maniera! ! ! ", e gliel'ho strillato in faccia afferrando-
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I IL TELESHOW DEL POTERE

gli la nuca... Mi rendo conto di averlo trattato quasi come un
maniaco, ma era l'unico modo per farlo ragionare. Lui infatti
rimasto l, immobile, con i pantaloni sbottonati, colpito dal-
la mia reazione... Dopo qualche attimo d'imbarazzo, guarda
l'orologio e mi dice: "Purtroppo non ho pi tempo, mi dispia-
ce"; poi, mentre mi accompagna alla porta, tenta ancora di
dammi un bacio sulla bocca....

Da quel giomo, per la ritrosa A.L. Ie porte del Maurizio Co-
stanzo Show risulteranno sbarrate, e le sue numerose telefo-
nate di protesta al Telemandrillo-con-le-braghe-in-mano ver-
ranno stoppate dalle segretarie.

Ascoltato il racconto di A.L., pare che Fellini abbia com-
mentato sarcastico: Sapevo che Costanzo un tipo piuttosto
sbrigativo. . ..

Nel giugno del 1996, quando la magistratura di Biella dispo-
ne l'arresto del presentatore-showman-imitatore Gigi Sabani
perch accusato di avere approfittato sessualmente di alcune
aspiranti show-girl minorenni, I'intrepido Costanzo subito
pronto a schierarsi in sua difesa. Lo fa con una "lettera aper-
ta" rivolta al magistrato inquirente, pubblicata sulla prima
pagina del quotidiano "Il Messaggero" sotto il titolo Signor
Giudice, venga in camerino 22.

Signor Sostituto Procuratore, se avr tempo e voglia di fre-
quentare per qualche giomo o per qualche ora il dietro le
quinte di quei programmi di variet che si avvalgono della
presenza di molte belle ragazze, scrive il Telemandrillo, si
accorgerebbe che i presentatori di quei programmi o gli orga-
nizzatori dei medesimi, non hanno alcun bisogno di pronun-
ciare la fatidica frase: "Piccola, far di te una stella". Al con-
trario, devono stare molto accorti nel chiudere a chiave i ca-
merini evitando di fomire a chicchessia l'indirizzo di casa,
poich diversamente si troverebbero assediati da figlie e
madri: "Guardi, Dottore, quant' bella mia figlia. E sapesse
quanto brava, in tutti i sensi. . . " - in pratica, uno sciame di
ragazzette pronte a offrirsi per uno spicchio di notoriet ai po-

22 23 giugno 1996.

veri presentatori dei programmi o organizzatori dei medesi-
mi. Non pago di questi sociologismi da bar, il prode Costan-
zo conclude la sua arringa in difesa di Sabani spingendosi nel
surreale: So che il magistrato guarda i fatti e non le psicolo-
gie, per mi pemmetto di darle una indicazione: gli imitatori
pi grandi sono anche i pi fragili dal momento che sono co-
stretti ad annientare la propria personalit per far spazio a
quella dei personaggi cos straordinariamente imitati - se-
condo lo psicologo del Parioli, dunque, se Sabani ha effetti-
vamente commesso i reati di cui lo si accusa, a causa del-
I'annientamento della propria personalit al quale lo costrin-
ge il lavoro di "imitatore"...

Il 4 luglio il Telemandrillo, che non lascia mai le cose a
met, invita Sabani al suo Show. E l'imitatore, tomato in li-
bert, non delude le attese: si protesta innocente, racconta la
sua vicenda, si commuove, piange, e conclude il suo show
con un signorile: Pensare che l'unica che ho aiutato nun me
la so' neppure fatta.... Il pubblico del Parioli, comprensivo,
ride.
Garante di malaffare

Il passato non mi viene quasi mai in mente e faccio una gran
fatica a cercare di riproporlo, ha scritto Costanzo in uno dei
suoi libri di lacunose memorie 23. E si capisce: la rimozione,
per certi recidivi maneggioni del potere, un esercizio op-
portuno e salutare.

Allo scopo di sollevare Costanzo dalla "gran fatica" mne-
monica di riproporre un passato che "non gli viene quasi mai
in mente", opportuno suggerirgli il nome dello spocchioso
gagarello napoletano Francesco De Lorenzo, corrotto mini-
stro della Repubblica del quale proprio lui stato il talent
scout, il cantore, lo sponsor - in una parola, il Telepadrino.

Nominato ministro della Sanit a partire dal luglio 1989 (VI
govemo Andreotti), il boss del Pli napoletano Francesco De
Lorenzo trova subito in Costanzo un entusiasta press-agent:
De Lorenzo una persona per bene... E diventato ministro
della Sanit perch vuole occuparsi degli interessi della gen-
te, tutelame la salute, giura il Telegiomalista del potere dal
palco del Parioli. E per chiarire meglio il concetto ai milioni
di poveracci davanti alla Tv, assicura: De Lorenzo non ha bi-
sogno di rubare: ricco di famiglia. Gi, la famiglia im-
portante: il padre del ministro, Ferruccio De Lorenzo, stato
infatti "fratello" di Costanzo nella Loggia P2.

Forte di queste credenziali, tra la fine del 1988 e il febbraio

23 M. Costanzo, Smemorie, cit., pag. 29.

IL TELESHOW DEL POrERE

del 1993 I'onorevole Francesco De Lorenzo partecipa a 21
puntate del Costanzo Show sugli schermi di Canale 5, parlan-
do per un totale di oltre quattro ore. Sono lunghe esibizioni di
piaggeria e menzogne, tra le compiacenti "domande" del Te-
leruffiano e le sfrontate mistificazioni del ministro. In questo
modo, De Lorenzo riesce ad accreditarsi presso i milioni di
telespettatori del Costanzo Show come un responsabile della
Sanit competente, autorevole e perfino "onesto".

Le apparizioni televisive dell'onorevole ladrone si fanno
cos frequenti da fargli guadagnare il soprannome di "Mini-
stro Zapping" 24, I network della Fininvest sono i suoi canali
privilegiati: oltre a imperversare su Canale 5, tra il 1989 e l'i-
nizio del 1993 partecipa 29 volte a trasmissioni di Retequat-
tro e 17 volte a trasmissioni di Italia 1. In politica, si sa, po-
polarit fa rima con potere, e De Lorenzo insaziabile, oltre
che di bustarelle, anche di Tv. La sera sermoneggia al Co-
stanzo Show, e di giomo manda con frequenza tachicardica i
Carabinieri da un ospedale all'altro per controllare che tutta
la Sanit funzioni a dovere. Dopo ogni ispezione i telegioma-
li sono tutti per lui, che intanto traffica con i prezzi dei famma-
ci incassando dalle industrie farmaceutiche una pioggia di bu-
starelle. Qualcuno ha da ridire: Dietro ai blitz dei Carabinie-
ri, insinuano i maligni, c' solo una gran voglia di fare spetta-
colo, scrive nell'estate del 1989 Bruna Bellonzi sul settima-
nale "Il Mondo". Ma sono critiche che nessuno raccoglie.
Tantomeno Costanzo: mentre il ministro incassa e smista tan-
genti di vario tipo e provenienza, lui lo esalta oltre che in Tv
anche sulla carta stampata. Per esempio, nella rubrica che cu-
ra col suo socio Alberto Silvestri sul settimanale "Epoca", il
Telepadrino arriva a scrivere del ministro-ladro: Francesco
De Lorenzo, detto Franco, medico ma anche ministro della
Sanit. Gli va riconosciuto che in questi anni ha fatto il possi-
bile per portare a compimento una riforma osteggiata dall' in-
tero Parlamento ma principalmente all'estemo da lobby e
corporazioni. I drastici interventi dell'indispensabile mano-
vra economica hanno reso il lavoro di De Lorenzo ancor pi

24 Cfr. Viviano Dominici, "Corriere della Sera", 4 dicembre 1991.
MAI ~ZIO COSTANZO SHOCK

arduo, ancor pi in salita. Per dobbiamo riconoscergli che
non si mai sottratto alle sue responsabilit, affrontando in
pi occasioni il non benevolo atteggiamento dei cittadini in ge-
nere ma, principalmente, di quanti operano nel settore 25.

Il gioioso legame Costanzo-De Lorenzo-Fininvest non solo
una questione di audience e vanit, e lo si capisce definitiva-
mente nel febbraio 1993, quando il ministro della Sanit co-
stretto alle dimissioni da una raffica di avvisi di garanzia con
imputazioni che vanno dalla corruzione, alla concussione, al-
la violazione delle norme che regolano il finanziamento ai
partiti, fino alla associazione a delinquere.

Nello stesso febbraio 1993, la magistratura romana dispone
l'arresto per concussione anche di Ferruccio De Lorenzo, pa-
dre del ministro 26. Affiliato alla P2 nel 1977 e subito dopo
nominato presidente dell'Enpam, dal vertice dell'Ente nazio-
nale previdenza e assistenza medici Ferruccio De Lorenzo ha
condotto numerose transazioni immobiliari multimiliardarie
con l'Edilnord del piduista Silvio Berlusconi.

Tale padre, tale figlio: anche Francesco De Lorenzo ha traf-
ficato col piduista Berlusconi, datore di lavoro del piduista
Costanzo. La Fininvest, infatti, ha alimentato per anni la Tv
privata campana Canale 8, controllata - tramite prestanome -
da De Lorenzo insieme con gli onorevoli Giulio Di Donato
(Psi) e Paolo Cirino Pomicino (Dc) 27. Non solo: I'ex ministro
della Sanit stato anche protagonista dello scandalo legato
alla campagna anti-Aids.

Nel 1990-91, il ministro De Lorenzo ha aumentato lo stan-

25 "Epoca". 28 ottobre 1992.

261125 novembre 1994, il Tribunale di Roma condanner l'ultraottanten-
ne De Lorenzo senior a 8 anni e 4 mesi, perch colpevole di avere intasca-
to tangenti e bustarelle in relazione agli acquisti di immobili effettuati dal-
I'Enpam di cui era presidente.

27 Cfr. Ordinanza di custodia in carcere emessa dal Gip di Napoli Marco
Occhiofino a carico del manager Fininvest Mauri. io Japicca; cit. in Le
mazzette della Fininvest, Kaos Edizioni, Milano 1996, pagg. 207-62.

IL TELESHOW OEL PO rERE

ziamento per una campagna ministeriale di informazione an-
ti-Aids dai previsti 20 miliardi a 64 miliardi, dei quali 30 de-
stinati a inserzioni sulla stampa e a spot televisivi. Guarda ca-
so, alle tre reti Fininvest andata la fetta di gran lunga pi
consistente: 10 miliardi e 200 milioni di spot anti-Aids (forse
comprensiva degli spot personali del ministro-ladrone al Co-
stanzo Show...). Miliardi che secondo Giovanni Marone, se-
gretario pentito del ministro De Lorenzo, sono stati accompa-
gnati da bustarelle: Aldo Brancher [faccendiere della Finin-
vest, NdA] e Valeria Licastro [segretaria del dirigente Finin-
vest Fedele Confalonieri, NdA], nell'approssimarsi delle de-
cisioni relative alla ripartizione del "piano mezzi" mi ricor-
davano di tenere presente la Fininvest al fine di riservargli
una maggiore fetta di pubblicit, ha raccontato ai giudici
Marone. A tangibile dimostrazione dei risultati ottenuti, la
Fininvest vers in due occasioni 150 milioni in contanti. Fu
Aldo Brancher in persona a consegnarmi quei soldi... Bran-
cher mi disse che si trattava di un riconoscimento al ministro
De Lorenzo per l' attenzione dimostrata. . . I due pagamenti av-
vennero in concomitanza con l'approvazione e l'attuazione
del "piano mezzi" della campagna ministeriale anti-Aids di
cui ha beneficiato la Fininvest con i cui vertici, in particolare
con Silvio e Paolo Berlusconi e con Fedele Confalonieri, il
ministro De Lorenzo era in ottimi rapporti 28.

Addirittura, durante una puntata del Costanzo Show, il Te-
lemaneggione aveva riservato al suo adorato De Lorenzo un
nuovo spot pubblicizzando la videocassettaAids, per saperne
di pi, prodotta dalla Commissione nazionale per la lotta al-
I'Aids e dal ministero della Sanit; videocassetta alla quale
Costanzo aveva collaborato in prima persona realizzando un
commento audio 29. Un episodio di cattivo gusto, dal momen-
to che le indagini della magistratura scopriranno un racket di
tangenti miliardarie pagate al clan De Lorenzo da industrie

28 Dai verbali degli interrogatori di Giovanni Marone, segretario del mi-
nistro De Lorenzo dal 1987 al 1992.

29 La circostanza viene riportata dal quotidiano "Il Messaggero" del 27
novembre 1990.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

farmaceutiche, imprese edili e agenzie pubblicitarie - e gli
stessi magistrati scriveranno di un raccapricciante sistema
di corruttele intorno all'ex ministro della Sanit.

La vergogna, si sa, un fatto privato. E infatti, nella vita pub-
blica di Costanzo - per quanto si possa cercare - non se ne
trova traccia.

Allo scoppio dello scandalo De Lorenzo, invece di andarsi a
nascondere il Telegiornalista sceglie di interpretare come in
passato la parte a lui pi familiare: quella del cretino 3. Con
De Lorenzo ci sono cascato in pieno, dichiara alla stampa,
la ritengo un' amicizia tradita. Non un rimorso, ma una del-
le pi brutte delusioni degli ultimi dieci anni, perch gli ho
messo al servizio la mia professionalit 31. E tempo dopo
scriver: I capi di imputazione che lo riguardano sono noti e
sono gravi. De Lorenzo ogni tanto mi scrive, e prima d'esse-
re arrestato mi venne a trovare in ufficio per dirmi che aveva
la coscienza a posto: aveva preso i soldi, vero, ma solo per
il bene del Partito 32.

Ma nell'agosto del 1994, Costanzo momentaneamente cam-
bia idea. Il clima gli congeniale: il governo Berlusconi ha da
poco tentato di varare il decreto salva-ladri, e il partito-Finin-
vest ha avviato una virulenta campagna televisiva contro la
magistratura e le inchieste di "Mani pulite". I vari Pannella,
Sgarbi e Maiolo chiedono a gran voce la scarcerazione del-
I'ex ministro De Lorenzo, e Costanzo, che in compagnia
prende coraggio, si unisce al coro dichiarando dagli schermi
di Italia 1: Ho il sospetto, anzi la certezza, che nei confronti
dell'ex ministro De Lorenzo ci sia un accanimento giudizia-
rio.... Si capisce: chiuso nell'inospitale carcere napoletano

3 L'appellativo di "cretino" Costanzo se l'era attribuito in seguito allo
scandalo P2, per tentare di giustificare, minimizzandola, la sua affiliazione
alla Loggia segreta. Cfr. Capitolo III.

31 Gualtiero Peirce, Costanzo: rifacciamo tutti l'esame, in "la Repubbli-
ca", 3 settembre 1993.

32 M. Costanzo, Dove andiamo, cit., pag. 28.

IL TELESHOW DEL POTERE

di Poggioreale, I'ex ministro corrotto potrebbe perdere la pa-
zienza e mettersi a raccontare cose poco simpatiche...

Presunto gabbato per anni dal ministro ladrone, responsabi-
le di avere oggettivamente imbrogliato milioni di telespetta-
tori costruendo e accreditando la falsa immagine di un De Lo-
renzo efficiente e onesto, Costanzo continua a mantenere un
occhio di riguardo per l'amico ex ministro associato alle pa-
trie galere. E la sera del 2 dicembre 1994 nel suo salotto tele-
VlSlVO ospita con tutti gli onori del caso la signora Marinella
D'Aniello, consorte di De Lorenzo. Il duetto memorabile.
Mentre la signora De Lorenzo lamenta le precarie condizioni
di salute del marito, detenuto ormai da alcuni mesi, il Tele-
complice indica ai telespettatori il numero di un fax corri-
spondente al "Comitato" sorto per la scarcerazione dell'ex
ministro; quindi rivolge alla signora patetiche domande del
tipo: Perch solo De Lorenzo in galera? Forse perch si op-
posto.... E lei pu rispondere: Mio marito stato uno dei
pochi ministri della Sanit che abbia fatto valere con tanta
forza un'attivit politica di cambiamento, il tentativo di mo-
dificare certe condizioni in cui il sistema sanitario veniva ge-
stito in quel momento. Poi, rivolgendosi direttamente all'a-
mico Telecomplice, aggiunge sibillina: E stato tante volte
anche qui da lei....

Gi, e Costanzo era stato garante in prima persona della sua
rettitudine: il ministro De Lorenzo una persona per bene, e
non ruba anche perch ricco di famiglia... Consigli per gli
acquisti.
"FRATELLO" NELLA BANDA P2
Il Burattino e il Burattinaio

Prima ancora che gli spuntassero i baffi, Costanzo ha svilup-
pato una smodata ambizione.

Da adolescente, un solo pensiero lo tormentava: scrollarsi di
dosso le sue anonime origini e il marchio della "normalit" I.
Pensava che non fosse cosa per lui abitare un appartamento in
affitto, al terzo piano di un edificio statale in una strada qual-
siasi del quartiere romano Italia; figurarsi vivere in una fami-
glia banalmente serena, col padre Ugo impiegato al ministero
dei Trasporti e la madre Iole casalinga. Una realt accettabile,
per chi sa accontentarsi; un vero incubo, per Costanzino, gi
tormentato da precoci smanie di gloria. A nove anni, forse so-
matizzando la frustrazione, non aveva trovato di meglio che
ingrassare 2. E solo in occasione del quattordicesimo com-
pleanno rivel appieno il suo vero, formidabile talento natu-
rale: quello di adulatore dei potenti che potessero tornargli
utili. Gi alle prese con la costruzione del proprio futuro, e
sognando di entrare nel leggendario mondo del giornalismo,
Costanzino rivolse la sua precocissima piaggeria al bersaglio
massimo disponibile su piazza: Indro Montanelli, il famoso
inviato speciale del "Corriere della Sera".

Sperando di accaparrarselo come pigmalione, il piccolo am-

I Lo racconta lui stesso nel primo capitolo del suo libro Smemorie, cit.

2 Ibidem, pag. 7. La sua pinguedine lo indurr poi, per un certo periodo,
a frequentare alcune cliniche della salute.
MAURIZIO COST~ZO SHOCK

bizioso invi a Montanelli una lettera scarna di concetti ma
zeppa di ossequi: Io non la conosco che professionalmente.
Ma non posso rinunciare al desiderio di ringraziarla dopo la
lettura dei suoi articoli, gli scrisse, e concluse: La ringrazio
per donare alimento alla mia passione e le chiedo di poterla
incontrare 3. Ricevuto il messaggio, tanto melenso da risul-
targli delizioso, Montanelli esaud il desiderio del giovane
mittente invitandolo nella redazione capitolina del "Corrie-
rone". E cos il precoce Costanzino mise a segno il primo
successo di quella che sar la sua lunga carriera di ruffiano
militante.

Quell'incontro [con Montanelli] gli fece prendere l'irrevo-
cabile decisione di voler fare a tutti i costi il giornalista. Nien-
te e nessuno poteva pi dissuaderlo, ricorda estatico il suo
biografo ufficiale 4. Un episodio di cui Costanzo andr sem-
pre fiero, trasformandolo in un ossessivo aneddoto per croni-
sti di bocca buona, forse allo scopo di accreditarsi "allievo"
del maestro Indro. Ma se nel 1952 il ruffianesco approccio col
"Corrierone" gli port fortuna, molti anni dopo Costanzo fir-
mer una pagina del "Corriere della Sera" che per poco non
gli risulter fatale.

Il 5 ottobre 1980, una domenica, il quotidiano di via Solferi-
no pubblica a tutta pagina 5 un' intervista a tale Licio Gelli fir-
mata Maurizio Costanzo.

L'articolo appare subito strano anche al lettore meno avve-
duto. Costanzo, infatti, non un giornalista del "Corriere":
dall'ottobre dell'anno prima dirige il quotidiano popolare
"L'Occhio". E l'intervistato Licio Gelli, al quale il pi diffu-
so quotidiano italiano dedica un'intera pagina, un misterio-

3 U. Piancatelli, Costanzo: chi c' dietro i baffi, cit., pag. 48.

4 Ibidem.

5 Precisamente, la prestigiosa "Terza pagina" di solito riservata agli elze-
viri e alla cultura.

FRA1ELLO h~LLA BANDA P2

so e losco capo massone, Venerabile maestro di una Loggia
supersegreta che si vocifera sia il crocevia di intrighi affari-
stici e di trame eversive 6

Sotto il titolo llfascino discreto del potere nascosto - Par-
la, per la prima volta, il "signor P2 ", Costanzo scrive: Nel-
la galleria dei personaggi inavvicinabili tra i pi inavvicina-
bili. Si chiama Licio Gelli, ha sessant'anni, di Arezzo e non
so cosa abbia scritto sulla carta di identit alla voce profes-
sione: industriale? Diplomatico? Politico? In realt il suo no-
me compare spesso come il capo indiscusso di una segreta e
potente loggia massonica, la "P2", e rimbalza di continuo in
questioni di non facile identificazione. Nel corso di questa in-
tervista ha espresso, credo per la prima volta, opinioni, pare-
ri, raccontato episodi. Ma non mi illudo: solo una delle sue
facce, le altre sono celate in qualche parte del mondo. L'in-
tervista che segue un'ambigua messinscena a base di do-
mande-farsa del tipo: Cos' la P2? 7, Quanti sono attual-
mente gli iscritti alla P2? 8, Dato il numero che, a quanto

6 Classe 1919, toscano, Licio Gelli in giovent era stato fervente fascista,
passando al servizio delle truppe di occupazione hitleriane nei giorni della
Repubblica di Sal. Nel 1944 aveva poi sviluppato ambigui rapporti con i
partigiani, divenendo un delatore di fascisti e un informatore dei servizi se-
greti italiani: una mossa che, dopo la Liberazione, gli aveva salvato la vita.
Nel 1965, Gelli era riemerso in veste di esponente della Massoneria, e nel
1970 era stato posto a capo della potente e segretissima Loggia segreta de-
nominata P2.

Fin dai primi anni Settanta, "L'Espresso" e "Panorama" avevano scritto
della Loggia massonica segreta P2 e dei suoi potenti affiliati (politici, mili-
tari, industriali, giornalisti, magistrati, ecc.) agli ordini di Licio Gelli, indi-
candola come il crocevia occulto di trame eversive e di loschi intrighi affa-
ristici. Cfr. S. Flamigni, Trame atlantiche. Storia della Loggia massonica
segreta P2, Kaos Edizioni, Milano 1996.

7 Venga una sera a farci visita e vedr che quando uscir si sentir in
spirito massone anche lei, risponde Gelli. La scanzonata risposta parte
della messinscena, in quanto Costanzo gi da quasi tre anni regolarmen-
te affiliato alla Loggia segreta.

8 Sono molti, ma non vedo la ragione per cui dovrei darle un numero de-
finito, risponde Gelli, e precisa: Vede, quando si ha a che fare con una
bella donna, non mi sembra di buon gusto chiederle... quanti anni ha.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

capisco, deve essere elevato, come fa a controllare e a incon-
trare gli aderenti? 9, Come mai "L'Espresso" e "Panora-
ma" sono cos accaniti contro di lei? ', Facciamo un po' di
fantapolitica: se lei fosse nominato presidente della Repub-
blica, manterrebbe la Costituzione? ll, Mi lasci indovinare:
lei a favore della pena di morte? 12, Al termine della grot-
tesca pseudo-intervista, Costanzo chiede a Gelli: Alla do-
manda "cosa vuoi fare da grande" cosa rispondeva?, e il Ve-
nerabile risponde: Il burattinaio.

Come emerger pochi mesi dopo, il Burattinaio Gelli il
padrone occulto del "Corriere della Sera" (la sua Loggia P2
controlla di fatto la Rizzoli Editore) 13, mentre il Burattino

9 Un amante di classe non rivela mai i suoi metodi per incontrarsi con la
sua donna, cos come un generale non svela mai i piani di difesa, risponde
il Venerabile.

111 tenore di questa domanda dimostra che: o si tratta di un'intervista
preconfezionata, o il "giomalista" Costanzo intervista il Venerabile da af-
filiato alla Loggia segreta. O entrambe le cose insieme. Non a caso, lo ze-
lante intervistatore-adepto a un certo punto dice a Gelli: Mi sembra per al-
tro singolare che ogni qualvolta in Italia capita qualcosa di inconsueto, si
faccia subito il suo nome e quello della sua Loggia.

Il Le domande pi direttamente politiche che Costanzo rivolge al capo
della P2 consentono al Venerabile di esporre una parte dei dissennati piani
para-eversivi della Loggia segreta, incentrati sul sovvertimento della Co-
stituzione per instaurare in Italia una Repubblica presidenziale e un "go-
vemo forte" . In pratica, I' intervista illustra ai lettori del "Corriere della Se-
ra" i punti salienti del segretissimo "Piano di rinascita" (cio l'eversivo
programma della banda massonica P2 per impadronirsi del potere).

12 Naturalmente, il Venerabile favorevole alla pena capitale, e nella sua
risposta si dilunga elencando a titolo di esempio i Paesi dove essa vigen-
te (Nella democraticissima Francia ancora in vigore la pena di morte).

13 Come previsto nel "Piano di rinascita", da met anni Settanta la P2 ha
mosso l'assalto alla stampa mediante l'infiltrazione e l'affiliazione di edi-
tori, direttori e giomalisti. Negli elenchi di piduisti scoperti a Castiglion Fi-
bocchi nel 1981, nsulteranno indicati una quarantina fra editori, dirigenti
editoriali e giomalisti: fra gli altri, il vertice della Rizzoli Editore (Angelo
Rizzoli e Bruno Tassan Din), il direttore del "Corriere della Sera" Franco
Di Bella, e Maurizio Costanzo, Paolo Mosca, Roberto Ciuni, Luigi Bisi-
gnani, Giorgio Zicari, Roberto Gervaso, Gustavo Selva, Massimo Donelli.

F~ATELLO NELLA BANDA P2

Costanzo affiliato alla P2 fin dal gennaio del 1978 (tessera
1819) ed un pupillo del Venerabile. Confezionando con la
copertura del "fratello" giomalista la pseudo-intervista pub-
blicata dal "Corriere", Gelli ha voluto uscire allo scoperto per
contrastare la crescente ridda di voci e sospetti che minaccia-
no la sua Loggia segreta, per incrementarne le affiliazioni,
e per ufficializzare il proprio potere all'interno e all'esterno
della Massoneria lanciando oscuri messaggi.

L'allarmante "intervista" al capo della P2 era stata prepara-
ta con cura e segretezza. Venerd 3 ottobre, due giorni prima
della pubblicazione, il direttore del "Corriere", il piduista
Franco Di Bella, aveva preannunciato al caposervizio Cesare
Medail l'arrivo del testo senza specificare il nome dell'inter-
vistato, ma comunicandogli che l'intervista doveva occupare
quasi interamente la terza pagina e che doveva essere evitato
qualunque taglio tipografico: il testo sarebbe pervenuto gi
comprensivo di titolo, occhiello e sommario, e perfino delle
illustrazioni 14 - un diktat che riduceva la redazione del quo-
tidiano a una buca delle lettere.

L'intervista all'oscuro capo massone firmata da Costanzo
suscita scalpore e polemiche. Il quotidiano "I'Unit", a firma
di Ugo Baduel, la definisce grottesca, cifrata, una pan-
tomima priva apparentemente di un qualche senso, e invita
a rileggerla prestando particolare attenzione alle "domande"
di Costanzo: forte il sospetto che Gelli le avesse fatte a se
stesso, e che in realt si sia trattato di un'auto-intervista del
Venerabile, col giornalista nel semplice ruolo di zelante "po-
stino" 15.

Con la sua pi intrepida facciatosta, il piduista occulto Co-

14 L intervista era corredata da una foto di Giuseppe Garibaldi, e da un
ntratto di Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro.

~S U. Baduel, "I'Unit", 13 novembre 1980. Costanzo negher sempre
che si sia trattato di una intervista preconfezionata, ma nel febbraio 1993,
davanti alla Seconda corte d'assise di Roma, ammetter che a chiedere l'in-
tervista era stato Gelli (Lui, lui medesimo, telefonandomi). Nel settem-
bre 1985, davanti al Tribunale di Milano (processo per il crac del Banco
Ambrosiano), invece, aveva sostenuto che l'intervista al Venerabile gli era
stata chiesta da Bruno Tassan Din.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

stanzo prende carta e penna e scrive a "I'Unit": Caro diret-
tore, leggo... un articolo di Ugo Baduel contenente argomen-
ti estremamente lesivi della mia dignit professionale. Riser-
vandomi di adire alle vie legali oltre che l'immediato ricorso
ai probiviri dell'Ordine dei giornalisti, intendo precisare che
n per l'intervista a Licio Gelli... n mai in altre interviste per
i giornali o per la televisione, alcuno mi ha mai suggerito le
domande, men che meno l'intervistato - un vero "Costanzo
Show" .

Pochi mesi dopo, il 17 marzo 1981, i magistrati milanesi
Gherardo Colombo e Giuliano Turone, indagando sul banca-
rottiere piduista Michele Sindona, dispongono alcune perqui-
sizioni nei recapiti noti di Licio Gelli (Arezzo, Castiglion Fi-
bocchi, Roma). E a Castiglion Fibocchi vengono rinvenuti,
insieme con molti altri documenti esplosivi, gli elenchi di una
parte degli affiliati alla Loggia segreta P2. Tra i nominativi,
c' anche quello del "fratello P2" Maurizio Costanzo, con
l'annotazione: Tessera 1819. Codice E.19.78. Data affilia-
zione 26 gennaio 197816. Gruppo 17. Fascicolo 0626. Quote
versate per il 1977-78 L. 100 mila. Grado 3 (maestro) 17.

Con la pubblicazione degli elenchi piduisti, il successivo 20
maggio scoppia il bubbone P2 e si configura subito come il
pi grave scandalo della storia repubblicana 18. Ma il piduista

16 E la stessa data di affiliazione alla Loggia segreta del piduista Silvio
Berlusconi .

17 Insieme con gli elenchi degli affiliati, nell'archivio P2 di Castiglion Fi-
bocchi viene scoperta una miniera di documenti scottanti: tra l'altro, sca-
brosi documenti bancari e societari relativi alla Rizzoli Editore e al Banco
Ambrosiano, appunti relativi allo scandalo Eni-Petromin e al conto banca-
rio svizzero "Protezione" (con indicati gli occulti beneficiari: Craxi e Mar-
telli), copie di atti giudiziari coperti dal segreto istruttorio, e copia di docu-
menti dei servizi segreti classificati "Riservato" e "Segreto". Cfr. S. Fla-
migni, Op. cit., pagg. 9-11.

l81126 maggio, il governo Forlani rassegna le dimissioni: negli elenchi
gelliani scoperti a Castiglion Fibocchi, vi sono i nomi dei ministri Enrico
Manca (Commercio Estero) e Franco Foschi (Lavoro), e perfino del prefet-
to Mario Semprini, capo di gabinetto del presidente del Consiglio. Coin-

FRArELLO NELLA BANDA P2

Costanzo, come molti altri "fratelli", subito pronto a menti-
re, negando di avere mai fatto parte della Loggia segreta.

Non ho mai appartenuto a nessuna loggia massonica, di-
chiara a "L'Espresso" il piduista tessera 1819, da vero profes-
sionista della menzogna, ma evidentemente ho un torto. Ve
lo racconto. Per due anni ho tampinato Licio Gelli per avere
un'intervista... Alla fine me l'ha data, ma non deve essere ri-
masto contento. Di quel colloquio, che poi riportai nell'inter-
vista, mi rimasta l'impressione che Gelli fosse molto abile
nell'intrecciare mezze verit a complete millanterie. Eccomi,
infatti, inserito d'ufficio in un elenco. Mi domando con cu-
riosit in quali altri elenchi, agende, o clubs sarei iscritto. E se
fossi anche in una lista di benemeriti dell'associazione italia-
na tiratori con l'arco della quale una volta intervistai un espo-
nente? I9.

Da perfetto piduista Costanzo si affretta a negare la sua affi-
liazione alla P2, proprio come prevede il giuramento di affi-
liazione alla Loggia segreta 20, e come ordina dalla latitanza il
Venerabile maestro, il quale invita inoltre i suoi adepti indica-
ti dalla stampa come piduisti a minacciare querele 21. Sono

volto nello scandalo anche il ministro di Grazia e giustizia Adolfo Sarti, il
quale aveva inoltrato domanda di affiliazione alla Loggia segreta. Negli
elenchi P2 figurano al gran completo anche i capi dei servizi segreti e della
Guardia di finanza.

19 Cfr. "L'Espresso", 24 maggio 1981.

20 Ecco il testo del giuramento: Liberamente, spontaneamente [...], sul
mio onore e sulla mia coscienza, solennemente giuro di non palesare per
qualsiasi motivo i segreti della iniziazione muratoria [...], e se avessi la
sventura e la vergogna di mancare al mio giuramento, di sottopormi a tutte
le pene che gli Statuti dell'Ordine minacciano agli spergiuri, all'incessante
rimorso della mia coscienza, al disprezzo ed alla esecrazione di tutta l'u-
manit. (Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia massonica
segreta P2 - in seguito CpiP2 - volume 3, tomo 1, pag. 890).

21 Mediante un'intervista pubblicata dal quotidiano romano "Il Tempo"
del 19 maggio a firma del giomalista P2 Franco Salomone, dal suo rifugio
estero il Venerabile Gelli invita i piduisti a negare chiedendo "le prove" a
chi li accusasse di essere affiliati alla P2, e a minacciare querele.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

pronto a querelare chiunque faccia illazioni, assolutamente
improprie, a danno della mia onorabilit 22, proclama infatti
l'adepto Costanzo. Ma la sua una fedelt provvisoria: op-
portunista e voltagabbana, di l a pochi giomi reciter la par-
te del "pentito" e sconfesser la Loggia segreta che gli ha da-
to fama e potere, arrivando a definire la P2 un gruppo di cial-
troni che ha fatto una serie di affari disonesti e malefatte 23
- concetti che si era ben guardato dall'esprimere nella sua
"intervista" con il Venerabile solo pochi mesi prima.

Giuramento o non giuramento, infatti, Costanzo capisce che
negare l'evidenza una strada senza sbocchi: troppi e troppo
evidenti sono i riscontri della sua affiliazione alla Loggia se-
greta di Gelli, per cui decide un repentino cambio di strategia
ammettendo ci che fino a quel momento si affannato a ne-
gare. Tantopi che, nell'Italia democristiana, il "pentimento"
sempre bene accetto, e come minimo porta con s il perdono.

La prima occasione per il "pubblico pentimento" viene of-
ferta a Costanzo alla fine di maggio, quando invitato al pro-
gramma Rai Mixer di Giovanni Minoli. Avevo accettato col-
tivando l'ipotesi... di dire la verit, ricorder lui stesso. Mi
recai, un luned mattina, negli studi della Rai con animo in-
cline alla confessione. I contatti preliminari con Minoli... non
furono dei pi felici. Leggevo nel suo sguardo il sottile piace-
re d'aver lui il privilegio di intervistare e di mettere in diffi-
colt chi, per anni, aveva fatto e con successo lo stesso me-
stiere... Gi alle prime domande mi convinsi che, per cos di-
re, non gli avrei dato questa soddisfazione... Rispondere lo ri-
tengo un obbligo, dire la verit un optional 24. Appunto.

22 ~Panorama~h 8 giugno 1981. Nel corso delPintervista, firmata da Chia-
ra Sottocorona, il piduista n 1819 ottempera in pieno alle direttive del Ve-
nerabile e chiede bellicoso: Fatemi vedere le prove. In quegli stessi gior-
ni Costanzo promette una querela al ~manifesto", per un articolo sulla P2
firrnato dall~allora intrepida cronista d~assalto Tiziana Maiolo, futura val-
etta del partito-azienda guidato dal piduista serlusconi.

23 "Panorama", 8 giugno 1981.

-4 M. Costanzo, Smemorie, cit., pag. 1 23.

Presunto cretino, sicuro bugiardo

Il 4 giugno 1981 Costanzo rompe gli indugi e mette in scena
il suo colpo di teatro. Telefona all'inviato di "la Repubblica"
Giampaolo Pansa: Voglio confessarmi, gli dice; quindi si
reca negli studi della Tv privata romana "Uomo Tv" 25, dove
registra la sua pubblica "confessione" rispondendo alle do-
mande di Pansa.

Pansa: Senti, Costanzo, anche tu compari nella lista della P2...
Ho letto le tue interviste di questi giorni: hai sempre smentito tutto.
Continui a smentire?.

Costanzo: No, non smentisco pi. Voglio compiere qui, con te
davanti alle telecamere, un rito liberatorio. Ammetto di essere ba-
nalmente scivolato in questa vicenda. Lo ammetto dicendo che ho
una colpa sola: di non averlo dichiarato subito... Stavo nella P2. E
sai perch non l'ho detto subito? Perch sono rimasto frastornato.
Perch sono stato preso in contropiede. Perch ho avuto paura.

Pansa: Paura di cosa?.

Costanzo: Di quelle cose ignobili che i giornali stavano rivelan-
do sulla P2. Vedi, sono proprio le cose che in cinque anni di tele-
visione io ho sempre combattuto. Bene, in questi giorni le vedevo
emergere e me le trovavo vicine, contigue. S, mi sono trovato af-
fratellato, la parola, a delle contiguit imbarazzanti, dalle quali ri-
fuggo, e che respingo. E cos, in questo momento, davanti a te, io mi
dimetto . . . .

Pansa: Da che cosa ti dimetti, Costanzo?.

25 Emittente privata di propriet del gruppo Caracciolo-Espresso-Repub-
blica.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

Costanzo: Dai 953 nomi di Gelli. Un gruppo di farabutti, ma an-
che di inconsapevoli e cretini. Cretini come me. S, questa un'am-
missione di cretinismo. E voglio dirlo ai telespettatori: ho fatto uno
sbaglio, da vero cretino.

Pansa: Quando stato?.

Costanzo: Era la fine del 1977. Da Roma ero salito a Milano, per
dirigere "La Domenica del Corriere". Allora ero convinto di avere
il senso della misura? E invece no, non ce l'avevo, proprio a causa
del troppo successo. Un amico comune cominci a parlarmi di quel
personaggio, s, di Gelli.

Pansa: Chi era questo tuo amico?.

Costanzo: Era il mio medico.

Pansa: Era Fabrizio Trecca, uno dei reclutatori della P2?.

Costanzo: Beh. .. era Trecca, s. Io avevo voglia di portare questo
Gelli a Bont loro. Su di lui avevo le idee molto confuse, ma mi
sembrava un personaggio. E poi mi incuriosiva molto la massone-
ria: tutti quei riti, quel segreto... Morale: ci fu un primo incontro fra
me e Gelli. Lui mi disse che a Bont loro non sarebbe mai venuto.
Lo vidi altre due volte, poi basta.

Pansa: Come ti sembr Gelli?.

Costanzo: Un uomo che millantava molto e diceva mezze verit.
Ma dava l'impressione di sapere tanto, di essere al centro di molte
conoscenze, e quando capii che non sarebbe venuto a Bont loro,
feci quell'atto di imbecillit.

Pansa: L'atto di iscriverti alla P2?.

Costanzo: S. Ma vorrei farti una premessa. Vedi, io sono uno
che ha comprato l'Enciclopedia Britannica senza sapere una paro-
la di inglese: solo perch quello che me la vendeva non se ne anda-
va da casa mia. Sono uno che si associa, che se gli mandano la tes-
sera della Canottieri piuttosto che di un altro club, si iscrive subito.
Insomma, sono un tipo che fa queste cose....

Pansa: Ma la P2 non la Canottieri....

Costanzo: E chi lo sapeva? Chi sapeva che firmavo una cosa gra-
ve, orrenda, della quale mi vergogno, della quale mi pento? S, mi
vergogno! La mattina sfoglio le pagine dei giornali ed come se
spillassi le carte da poker per vedere quali altre malefatte vengono
fuori da questa associazione....

Nel corso della sua pseudo-confessione a Pansa, il pidui-
sta pentito difende poi la sua "intervista" a Gelli pubblicata
dal "Corriere della Sera" (La ripubblicherei), nega di esse-
re stato a conoscenza che anche il vertice della Rizzoli - cio

FRATELLO NELLA BANDA P2

il presidente Angelo Rizzoli e 1 ' amministratore delegato Bru-
no Tassan Din - fossero affiliati alla P2, e conclude cos la pe-
nosa sceneggiata del pentimento via Tv:

Pansa: Parli di ricominciare il mestiere da capo. Se tu dovessi ri-
cominciare con una nuova intervista a Gelli, oggi che cosa gli chie-
deresti?.

Costanzo: Mah!... Gli chiederei: perch? Che senso aveva tutto
questo, oltre a incassare miliardi?, me lo dica, Gelli!.

Pansa: E se invece tu dovessi intervistare Angelo Rizzoli?.

Costanzo: Chiss... Ho letto da qualche parte che l'imprenditore
non deve domandarsi dove prende il denaro e da chi. Io non sono
mica tanto d'accordo su questo. E forse domanderei anche a lui: ma
perch? Angelo, perch .

La risposta dell'editore piduistaAngelo Rizzoli all'accorata
domanda rivoltagli dal "fratello" Costanzo, piduista pentito,
arriver qualche tempo dopo. Deponendo davanti alla Com-
missione parlamentare d'inchiesta P2, Rizzoli testimonier:
Posso dire che il giomalista Costanzo Maurizio entr nel
gruppo Rizzoli su precisa raccomandazione e segnalazione di
Licio Gelli, il quale era in stretti rapporti con il predetto e al-
la cui carriera mostrava di tenere particolarmente. Il Costan-
zo era un vero e proprio superprotetto del Gelli, [il quale Gel-
li] non faceva alcun mistero di ci e aveva per lui una grande
simpatia. Fu cos che il Costanzo divenne dapprima il diretto-
re della "Domenica del Corriere", poi dei servizi giomalisti-
ci della Tv privata della Rizzoli, poi ancora del quotidiano
"L' Occhio" . Devo dire, perch una verit che ancor oggi mi
pressa, che mi colp particolarmente in senso negativo una
affemmazione che il Costanzo fece in una intervista dopo lo
scoppio delle vicende della P2. A domanda dell' intervistatore
rispose che, ove avesse potuto rivolgemmi una domanda, mi
avrebbe chiesto perch mai mi ero legato a Gelli. L'affemma-
zione mi suon di una falsit inaudita, posto che se in Italia vi
era un uomo particolarmente legato a Gelli, questi era proprio
il menzionato Costanzo 26.

26 CpiP2, volume 3, tomo 6, pag. 733.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

Le parole dell' editore Rizzoli confermeranno una verit gi
palese: con la "confessione" a Pansa, Costanzo ammette solo
ci che di fatto non pu pi negare, cio la sua documentata
affiliazione alla Loggia segreta. Ma tace o nega tutto il resto,
dipingendosi come una specie di avventato cretino, di candi-
do giomalista ritrovatosi, per amor di professione, come Ali-
ce nel Paese delle Meraviglie all'intemo della P2. In realt, i
fatti si sono svolti nel modo raccontato da Rizzoli. Pupillo del
loschissimo Venerabile, organico alla Loggia segreta e ai suoi
disegni politico-affaristici, Costanzo deve la sua folgorante
carriera presso la Rizzoli ai voleri del Venerabile Gelli: nel
dicembre del 1977, la P2 che ha nominato il "fratello" Co-
stanzo direttore del settimanale popolare "La Domenica del
Corriere" 27; la P2 che ha regalato al "fratello" Costanzo
una rubrica settimanale sul "Corriere della Sera" (titolo: leri,
domenica); la P2 che ha affidato al P2 Costanzo la direzio-
ne del quotidiano piduista "L'Occhio"; la P2 che ha inse-
diato il piduista Costanzo alla direzione del telegiomale Con-
tatto trasmesso dall'emittente rizzoliana Pin 28.

Nella sua ambigua e reticente "confessione" a Pansa, Costan-
zo confessa che il suo iniziatore alla P2 stato Fabrizio Trifo-
ne Trecca.

Un personaggio multiforme, il Trifone. Medico chirurgo in
servizio presso la lussuosa clinica romana Mater Dei all'om-
bra del celebre chirurgo Paride Stefanini, fisico da lottatore,
fama di manesco e seduttore, a met degli anni Settanta Trec-

27 Durante la direzione di Costanzo, "La Domenica del Corriere" pubbli-
ca una rubrica medica curata dal capogruppo P2 Fabrizio Trifone Trecca.
Quando il piduista Costanzo assumer la direzione del quotidiano piduista
"L'Occhio", alla direzione della "Domenica del Corriere" gli subentrer il
piduista Paolo Mosca, reclutato nella P2 da Trifone Trecca.

28 "Prima rete indipendente": uno dei primi tentativi di Tv privata (inizio
trasmissioni: dicembre 1980) che, secondo il "Piano di rinascita" P2, do-
vrebbe rompere il monopolio Rai-Tv fino alla completa dissoluzione del-
I'ente di Stato. Un analogo tentativo in corso, con Canale 5, da parte del
piduista Silvio Berlusconi.

FRATELLO NELLA BA~DA P2

ca s'era intrufolato in Rai come soggettista e sceneggiatore di
due programmi di fantachirurgia, Gamma e Diagnosi. Nel pe-
riodo 1978-79, assunta l'improbabile qualifica di "esperto
di problemi militari", aveva scritto una quindicina di articoli
pubblicati dal "Corriere della Sera" (gi controllato dalla P2)
fimmandosi con lo pseudonimo "Fabrizio Carte" 29. Mentre
nell'ambito della Loggia segreta, Trecca ricopriva il nevral-
gico incarico di capo del Gruppo 17, il settore della P2 nel
quale venivano inquadrati gli affiliati che operavano nel
mondo dell'infommazione 3.

Il fatto che il "pentito" Costanzo lo abbia pubblicamente in-
dicato come il tramite per l' affiliazione alla P2, manda il san-
guigno "fratello" massone Trifone Trecca su tutte le furie.
Trecca and da Costanzo e gli diede un sacco di botte, so-
stiene un comune amico dei due piduisti. Almeno, questa
era la voce che mi venne riferita... Fatto sta che dopo quel di-
verbio non si sono pi parlati per un sacco di tempo. Un se-
condo testimone confemma: Anche a me venne riferito che
Trecca, dopo avere visto l'intervista in cui Costanzo lo accu-
sava, era corso a casa di Maurizio, in via Banchi Nuovi 24... e
lo aveva talmente menato che poi aveva dovuto correre alla
Mater Dei per farsi medicare le mani.

Certo che pochi giomi dopo l'intervista-ammissione di
Costanzo dagli schemmi di "Uomo Tv", il 9 giugno del 1981,
Trecca si presenta al magistrato Domenico Sica, della Procu-
ra di Roma, munito di un singolare e per lui prezioso docu-
mento: sette righe autografe, con le quali Costanzo ancora
una volta smentisce se stesso confemmandosi un bugiardo pa-
tentato: Dichiaro sotto la mia personale responsabilit che il
professor Fabrizio Trecca, che mio medico e amico da oltre
dieci anni, mi ha presentato Licio Gelli unicamente perch

29 Dalle pagine del "Corriere" piduista, il capogruppo P2 Trifone Trecca
si improvvisa interlocutore degli ambienti militari, ambienti che la Loggia
segreta ha molto a cuore. Trecca si fregia dei galloni di ufficiale medico di
Marina, bench non abbia frequentato l'Accademia n abbia svolto la car-
nera milltare.

3 Editori, dirigenti editoriali, giornalisti. Cfr. Nota n 13.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

dopo mia richiesta volevo avvicinare Gelli per portarlo ospi-
te a Bont loro, scrive con calligrafia tremolante il superbu-
giardo, pentito del proprio pentimento. E conclude: La mia
entrata nella massoneria ha avuto come garante lo stesso Gel-
li e nessun altro 31.

Ma la "fratellanza", si sa, come il matrimonio per Santa
Romana Chiesa: inscindibile. Cos, molti anni dopo, cio il 5
dicembre 1995, Costanzo scriver nella sua rubrica settima-
nale sul "Messaggero": Segnalo un programma di divulga-
zione scientifica in onda su Cinquestelle, Diagnosi, condotto
dal prof. Fabrizio Trecca. Gi segnalammo la sua capacit di
spiegare in termini di facile comprensione temi di medicina
altrimenti astrusi.

Da uno che teorizza: Rispondere lo ritengo un obbligo, dire
la verit un optional, non c' da aspettarsi molto, in termi-
ni di sincerit. Ma il cumulo di menzogne, reticenze, contrad-
dizioni affastellato da Costanzo riguardo alla sua affiliazione
alla P2 tale da eguagliare i patologici livelli del bugiardissi-
mo piduista Silvio Berlusconi (il quale infatti nel 1990 verr
riconosciuto colpevole di falsa testimonianza dalla Corte di
Appello di Venezia per avere mentito circa la data della sua
affiliazione alla P2).

Ne un esempio la deposizione di Costanzo davanti al con-
sigliere istruttore Ernesto Cudillo del Tribunale di Roma 32 in
data 16 novembre 1981 (cio sei mesi dopo lo scoppio dello
scandalo e il suo "pentimento" pubblico):

[...] Nel 1977, verso la fine, avevo gi ripreso il secondo ciclo del-
la trasmissione televisiva Bont loro, e parlando di personaggi dissi
al Trecca che avrei desiderato fare intervenire il Gelli come perso-
naggio della rubrica. Il Trecca mi rispose che si sarebbe interessato
trovando la strada per raggiungere il Gelli. Dopo 15 giorni mi disse
che aveva fissato un appuntamento presso l'Excelsior [lussuoso al-

31 CpiP2, Allegati alla relazione, Serie 2, volume 6, tomo 6, pag. 213.

32 Ibidem, volume 2, tomo 6, pag. 392.

FRAT~LLO NELLA BANDA P2

bergo romano dove il Venerabile disponeva di una suite, NdA], ed
io mi recai all'appuntamento, accompagnato dal Trecca. Il Gelli mi
rispose in modo decisamente negativo affermando di essere una
persona molto schiva che non desiderava una tale pubblicit. Co-
munque mi chiese il mio indirizzo e recapito telefonico.

Verso la fin dell~ anno ho ricevuto una telefonata del Gelli con cui
mi chiedeva di vedermi, ed io mi recai nuovamente all'Excelsior
pensando che avesse cambiato idea riguardo l'intervista. Invece, in
quella occasione, mi propose di entrare a far parte della Massoneria,
senza alcun riferimento alla Loggia di appartenenza. Io risposi che
non ne vedevo il motivo ed il Gelli replic che mi sarebbe stato mol-
to utile per portare personaggi nella mia trasmissione. Io firmai una
specie di domanda ed inviai in seguito per posta due foto, comun-
que, mi sembra di ricordare che non corrisposi alcuna cifra quale
quota di iscrizione.

Qualche tempo dopo ho ricevuto la tessera a firma del Gran
Maestro Salvini. Non sono mai stato convocato a riunioni o ad altri
lavori massonici...

In seguito, verso la fine di agosto-primi di settembre 1980, ho ri-
cevuto una telefonata del Gelli, il quale mi disse di essere a cono-
scenza che io stavo preparando un libro sul potere occulto in Italia
sotto forma di interviste. Infatti furono pubblicate sul "Corriere del-
la Sera"... tra cui quella del Gelli che io rividi... verso la fine di set-
tembre, nella sua villa nei pressi di Arezzo....

Mi sembra di ricordare che non corrisposi alcuna cifra
quale quota di iscrizione, sostiene il bugiardissimo Costan-
zo. Ma agli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta
c' la ricevuta, datata 26 gennaio 1978, del suo pagamento
per la quota di "iniziazione" alla koggia segreta (L. 100.000)
e la ricevuta di un suo ulteriore contributo di 100 mila lire, da-
tato 3 luglio: somme poi versate dal Venerabile sul conto in-
testato "Primavera" 300218 presso la Banca popolare dell'E-
truria (il conto bancario dove Gelli raccoglieva le quote asso-
ciative degli affiliati) 33.

Agli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta c'
inoltre la copia di due lettere-circolari datate 1 giugno e 1 lu-
glio 1979, con le quali il Venerabile informava l' affiliato Co-

33 Ibidem, volume 1, tomo 3, pag. 1175; volume 6, tomo 19, pag. 463.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

stanzo degli sviluppi della Loggia P2 34: una ulteriore prova
documentale di come il tesserato P2 n 1819 fosse organico in
tutto e per tutto all' attivit della Loggia segreta.

Nella sua deposizione del novembre 1981 presso il Tribunale
di Roma, Costanzo mente anche riguardo ai suoi rapporti per-
sonali e diretti con Licio Gelli, sostenendo di avere incontra-
to il Venerabile in tre sole occasioni di carattere "professiona-
le". Ma il piduista Ezio Giunchiglia (capogruppo P2) testi-
monier di avere preso parte, nella primavera del 1978, a
un pranzo nella villa aretina di Gelli con Costanzo fra i com-
mensali: Io presentai personalmente Emo Danesi [deputato
Dc a~iliato alla P2, segretario del ministro Dc Antonio Bisa-
glia, NdA] a Licio Gelli nella villa di Arezzo del Gelli ove ci
port l'autista del Danesi... L'incontro avvenne nella prima-
vera del 1978, prima che mi venisse rilasciata la tessera della
Loggia P2. Penso che fu Gelli a chiedermi di invitare presso
di lui il Danesi perch c'era un particolare che mi fa ricorda-
re l'iniziativa di Gelli: presso il Gelli trovammo infatti Mau-
rizio Costanzo che il Gelli volle presentare a Danesi. In quel-
la circostanza Gelli ci invit a colaz`ione a casa sua. Ricordo

34 Nella lettera-circolare del 1 giugno, il capo della P2 informa gli affi-
liati che per il sopraggiungere della "esigenza" di polTe in atto un sistema
decentrativo attraverso il quale si possa ottenere la massima tempestivit
nella evasione delle nchieste di solidariet, abbiamo allo studio un piano
che possa risolvere adeguatamente i vari problemi.

La successiva circolare del 1 luglio ancora dedicata ai problemi "orga-
nizzativi" dell'attivit della Loggia segreta, e all'inquadramento degli affi-
liati in vari gruppi omogenei: Ci riferiamo alla nostra precedente con la
quale abbiamo ritenuto di [informarti] che, a causa dell'esorbitante molti-
plicarsi delle richieste da parte di tutti gli amici e l'aumento del numero de-
gli aderenti che, specialmente in questi ultimi tempi, si accresciuto in pro-
porzioni eccezionali, non ci consentono pi di evadere con la dovuta cele-
rit le varie sollecitazioni che ci pervengono; all'affiliato Costanzo (cos
come a tutti i piduisti del settore informazione inquadrati nel Gruppo 17)
viene attribuito il capogruppo Trifone Trecca prof. Fabrizio, Via Marian-
na Dionigi 16, 00193 Roma, tel. 06/3604457, il quale provveder a svolge-
re tutto quell'interessamento di cui avrai necessit.

Cfr. CpiP2, Allegati alla relazione, Serie 2, volume 1, tomo 2, pagg.
590-92.

FRAT~LLO NELLA BAr~DA P2

che oltre a noi quattro... era presente anche Fabrizio Trecca...
Fu la prima volta che incontrai il Costanzo e potei notare una
cordiale amicizia tra il Costanzo e il Gelli, tant' vero che si
davano del tu 35.

La circostanza del pranzo con Gelli e Costanzo raccontata
da Giunchiglia viene riferita ai giudici anche da altri testimo-
ni. La conferma Fabrizio Trecca, il quale parla di un pran-
zo non combinato, sempre nell'ambito della frequentazione di
Gelli, che voleva rivedere Costanzo 36, E la conferma Dane-
si, il quale precisa che nell'accomiatarsi, il dottor Costanzo
[mi disse] "Onorevole, mi cerchi a Roma, io sto cambiando
trasmissione, pu darsi che ci sia un modo di invitarla"... 37.

Ma il 2 febbraio 1982, uno smemoratissimo Costanzo rin-
nova il suo repertorio di menzogne targate P2 anche davanti
alla Commissione parlamentare d'inchiesta, rispondendo alle
domande della presidente Tina Anselmi:

Anselmi: Lei ha mai conosciuto il signor Giunchiglia?.

Costanzo: Non so chi .

Anselmi: L'onorevole Danesi?.

Costanzo: L'onorevole Danesi l'ho visto in fotografia.

Anselmi: No, voglio dire se l'ha incontrato personalmente.

Costanzo: Quando io sono andato a fare l'intervista in casa di
Gelli c'erano due persone, non so se erano l'onorevole Danesi e il
signor.. ..

Anselmi: Giunchiglia.

Costanzo: Giunchiglia. Pu essere che fossero loro, per non
glielo garantisco.

Anselmi: Con loro lei stato a colazione, o li ha visti soltanto?.

Costanzo: Li ho visti.

Anselmi: Lei sicuro di quello che afferma in questo momen-
to?.

Costanzo: Sono assolutamente sicuro, io sono stato con Gelli a
colazione soltanto quando sono andato a fare l'intervista, insieme

35 CpiP2, Allegati alla relazione, Serie 2, volume 1, tomo 4, pag. 250.

36 Ibidem, volume 2, pag. 292.

37 Ibidem, volume 4, pag. 386.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

ad alcuni suoi familiari, in un ristorante di un albergo di Arezzo, e
mi sono molto stupito che mi avesse invitato a colazione fuori della
casa e non a casa.

Anselmi: Lei non si mai incontrato nella villa di Gelli con
Giunchiglia e il dottor Trecca?.

Costanzo: Senta, io nella villa con il dottor Trecca mi sono in-
contrato, non mi ricordo di nessun pranzo, per non mi ricordo di
aver mangiato con il dottor Giunchiglia. Le chiedo scusa, non una
reticenza da parte mia [...].

Anselmi: Lei non ha fatto colazione con queste persone nella vil-
la di Gelli, lo esclude in modo assoluto?.

Costanzo: Io non me lo ricordo, non mi ricordo di avere fatto co-
lazione con le persone che lei ha nominato, non ricordo di aver par-
lato con queste persone e vorrei dire, avendo io detto prestissimo
molte cose, credo che non avrei nessun motivo a non dire questo.

Anselmi: Io, signor Costanzo, devo ammonirla a dire la verit a
questa Commissione, perch a noi risulta che c' stata una colazio-
ne a villa Gelli, dove c'era lei, il dottor Trecca, l'onorevole Danesi,
il signor Giunchiglia, dove lei parl anche con l'onorevole Danesi
di un'intervista che gli avrebbe fatto.

Neppure l'ammonimento dell'onorevole Tina Anselmi in-
duce per Costanzo a ritrovare la memoria e a confessare tut-
ta la verit 38,

Pochi mesi dopo, nel corso della seduta della Commissione
parlamentare tenutasi il 15 giugno 1982 a porte chiuse, Co-
stanzo viene nuovamente interrogato, e il commissario Anto-
nio Calarco ritoma sulla questione: E vero o no che in un in-
contro con Gelli a quattro lei propose a Emo Danesi di parte-
cipare a Bont loro?, chiede. E Costanzo risponde: Guar-
di... L'ho letto sui giornali. D'altra parte l'onorevole Danesi
non ha mai partecipato ad una mia trasmissione televisiva.
Non posso escludere che in un colloquio.... Calarco: Que-
sto a casa di Gelli?. Costanzo: ... Questo non lo ricordo, ma
non lo escludo 39...

38 Cfr. Ibidem, volume 2, pagg. 203-04.

39 Ibidem, volume 4, pagg. 191-92.

FRA~ELLO NELLA BANDA P2

Anni dopo, il Venerabile maestro Licio Gelli commenter:
Quando la Loggia stata sciolta, non abbiamo avuto feno-
meni di pentitismo. Ne ricordo uno solo: Maurizio Costanzo
ma ho l'impressione che, in seguito, si sia pentito del suo pen-
timento 4.

4 Intervista rilasciata da Gelli al settimanale "Sette" (supplemento del
"Corriere della Sera") nelPaprile 1993. L'intervista, commissionata dal di-
rettore di "Sette" Claudio Sabelli Fioretti, non verr mai pubblicata: per de-
cisione del direttore del "Corriere", Paolo Mieli, 150 mila copie del setti-
manale-supplemento, gi stampate, verranno mandate al macero.
FRA~ELLO NELLA BANDA P2

Nel segno della fratellanza

Bench gi nel 1976 Costanzo vantasse una certa notoriet
grazie al talk show Rai Bont loro, il successo, l'agio e il po-
tere dei quali ha goduto nel periodo 1978-80 gli venivano dal-
l' affiliazione alla P2. Del resto, il suo dichiarato idolo giova-
nile non era stato un teledivo come Mike Bongiorno, bens il
nume della carta stampata Indro Montanelli; ed stato pro-
prio con l'insediamento alla direzione della "Domenica del
Corriere", a quella de "L'Occhio", e con la collaborazione
al "Corriere della Sera" - giomali controllati dalla P2 - che
l'ambizioso Costanzo ha potuto concretizzare i suoi adole-
scenziali sogni di gloria.

Da direttore dei giomali della piduista Rizzoli Editore, l' af-
filiato P2 1819 andava in giro, chiss perch, con l'auto blu
e con tanto di scorta... Quando entrava nei ristoranti, sembra-
va che arrivasse Elvis Presley, ricordano alcuni dei suoi ami-
ci di allora. Certo, Maurizio non sembrava pi lui, ci sem-
brava cambiato al punto da essere diventato insopportabile.

In cambio di prestigio e potere, la Loggia segreta pretende-
va dedizione e proselitismo. Costanzo garantiva la dedizione
per sua natura. Quanto al proselitismo, tentava di dare il me-
glio, come arriver ad ammettere lui stesso dopo lo scoppio
dello scandalo, sia pure nella sua maniera ambigua ed elusi-
va: Nell'aprile 1980, Gelli mi telefon e mi disse di essere a
conoscenza della mia amicizia con il ministro Manca e di far-
gli sapere, dopo aver fatto un sondaggio, se l'on. Manca era
disponibile per la Massoneria. Dopo qualche tempo incontrai
in Roma l' on. Manca e gli riferii cosa mi aveva chiesto Gelli,
dopo avergli premesso che io avevo fatto una "fesseria" iscri-
vendomi alla Massoneria, perci lo sconsigliavo a lui 41, L'on.
Manca mi rispose che non ci pensava proprio di iscriversi
perch la sua "Loggia" era il Consiglio dei ministri. Ci dis-
se naturalmente in modo molto scherzoso, intendendo che si
voleva interessare solo di politica. Io comunicai tale diniego
a Gelli, e questi mi rispose bruscamente 42,

Classe 1931, una carriera in Rai alle spalle, craxiano di fer-
ro nel Psi delle corruttele, Manca era in rapporti con Costan-
zo fin dal 1976. Io avevo dato una mano a Manca nel '76 e
nel '79, alla campagna elettorale che lui aveva fatto, andando
una volta in un paese vicino Roma, c'era anche Enrico Mon-
tesano, un' altra volta a Temi, perch era il suo collegio. . . a di-
re dieci parole, dichiarer Costanzo ai giudici. L'avevo in-
vitato... fine '79 - mi pare - a Grand'ltalia, che era un pro-
gramma che io facevo in televisione. E quando io diventai
direttore della "Domenica del Corriere"..., nell'assemblea di
presentazione, un redattore mi domand quali idee politiche
avevo, e io dissi, io mi trovo abbastanza vicino alle idee poli-
tiche dell'onorevole Manca 43.

Le "idee politiche" dell'onorevole Manca, alle quali Co-
stanzo si dichiarava abbastanza vicino, erano le idee del
potere cos come l'intendeva il padrone del Psi Bettino Craxi.
Ma dove Manca e Costanzo risultavano vicinissimi era all' in-
temo della Loggia segreta P2: negli elenchi degli affiliati sco-
perti a Castiglion Fibocchi compariva infatti anche il nome
del deputato craxiano, indicato con tessera n 2148, codice E.
15.80, data affiliazione 30 aprile 1980 - cio lo stesso mese
di aprile in cui Costanzo aveva ricevuto dal Venerabile l'in-
carico di tentame il reclutamento nella P2.

41 S; tratta di un'affermazione grottesca e implausibile, come sottolinea-
to dalla stessa Commissione parlamentare d'inchiesta: il piduista Costanzo
vorrebbe far credere di avere contattato Manca su incarico di Gelli per
"sconsigliarlo" di aderire alla P2...

42 CpiP2, volume 6, tomo 6, pag. 594.

43 Seconda Corte d'assise del Tribunale di Roma, 3 novembre 1993.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

Bench fossero numerosi i riscontri documentali che testi-
moniavano la sua effettiva iscrizione alla P2, allo scoppio del-
lo scandalo anche l'onorevole Manca (cos come Costanzo)
aveva negato di avere mai fatto parte della Loggia segreta 44,
e il ~'fratello" Costanzo lo aveva soccorso confermando la sua
presunta estraneit proprio mentre ammetteva di aveme tenta-
to l' arruolamento. Una spregiudicata strategia che permetteva
al piduista finto-pentito Costanzo di guadagnarsi la perenne
gratitudine del potente ministro craxiano (che qualche anno
dopo diventer presidente della Rai), e di mettere in ombra il
proprio ruolo di reclutatore nella P2 agli ordini di Gelli.

Il piduista Bruno Tassan Din, amministratore delegato della
Rizzoli Editore, testimonier: Manca mi fu portato a casa da
Costanzo di cui era amico. Trecca mi disse che [Manca] era
vicino a Gelli ed era a disposizione per tutto quello di cui il
gruppo [Rizzoli] avesse bisogno al ministero del Commercio
estero (mi pare che Manca fosse all'epoca ministro del Com-
mercio estero) 45.

Ma il sodalizio Costanzo-Manca, in relazione allo scandalo
P2, porter a un altro exploit: nel 1994, la Prima sezione civi-
le del Tribunale di Roma presieduta dal giudice-galantuomo

44 Nell'archivio gelliano di Castiglion Fibocchi, oltre che nell'elenco
generale il nome di Enrico Manca compare nell'elenco del Gruppo centra-
le posto alle dirette dipendenze del Venerabile, e in un terzo elenco dove gli
affiliati alla Loggia segreta sono suddivisi per funzioni (il deputato craxia-
no infatti indicato tra i ministri in carica); il nome di Manca compare poi
in una lista rinvenuta nell' archivio uruguaiano di Gelli, a Montevideo, con
a fianco del nome lo stesso numero di posizione (864) che compare nella li-
sta generale di Castiglion Fibocchi. Nella lista generale, le indicazioni re-
lative a Manca sono evidenziate in giallo e accompagnate dall'annotazione
"CO": secondo gli esperti che si sono occupati della veridicit delle liste,
la nota "CO" relativa agli affiliati ai quali la ricevuta di pagamento della
quota associativa stata consegnata a mano, mentre l'evidenziazione in
giallo segnala che il complesso della procedura di affiliazione stata ulti-
mata. Il nome di Manca inoltre presente - con indicati i relativi recapiti
telefonici - nell' agenda-rubrica del Venerabile. Cfr. S. Flamigni, op. cit.,
pagg. 413-14.

45 CpiP2, volume 3, tomo 13, pag. 573.

FRATELLO NELLA BANr)A P2

Filippo Verde 46 sentenzier la "estraneit" di Manca alla P2
e analogamente si pronuncer il Tribunale di Perugia 47. Per
l'occasione, legale dell'onorevole Manca sar l'avvocato-ga-
lantuomo Cesare Previti (intimo di Craxi, di Gelli e del pidui-
sta Berlusconi); e testimone-chiave in favore dell'onorevole
craxiano, l'amico piduista Costanzo. La sentenza spiegher
infatti che il sig. Maurizio Costanzo, pi volte inteso come
testimone, sotto il vincolo del giuramento, in sede di Com-
missione parlamentare, ha escluso in modo categorico e cir-
costanziato l'appartenenza [di Manca alla P2].

Nell'intento di giustificare, minimizzandola, la propria affi-
liazione alla Loggia segreta, Costanzo fornir un campiona-
rio di versioni menzognere e contraddittorie. Anche attingen-
do al suo miglior repertorio teatrale.

Il 19 settembre 1985, per esempio, interrogato dai giudici
milanesi nell'ambito del processo per il crac del Banco Am-
brosiano, arriver a sostenere: Non avevo bisogno di van-
taggi: attraversavo un momento difficile, e mi iscrissi alla P2
per stringere nuovi rapporti umani.

46 In contatto con affiliati alla Massoneria e col sospetto cassiere della
Banda della Magliana Enrico Nicoletti, nel 1996 Verde risulter coinvolto
nello scandalo Squillante, e verr arrestato con l'accusa di corruzione.

47 La sentenza del Tribunale perugino chiuder la causa intentata da Man-
ca per un articolo pubblicato dal settimanale "L'Europeo" a firma Ernesto
Galli della Loggia.
IV
L'OCCHIO DEL POTERE OCCULTO
Un bign gravido di potere

Tanti anni fa, Costanzo prese questo impegno solenne: Al
bign ritengo di poter rimanere fedele per sempre. Non ce-
der ad altre lusinghe, non addiverr ad altre passioni I. Una
promessa - forse la sola - mantenuta: mai che abbia flirtato
con un cannolo alla panna, o con un'invitante meringa. Solo
con il bign. Fritto.

Esaltato dalla sua privata libidine, il Teleingordo ne ha par-
lato anche in un libro. Un bign al fomo non uguale a un
bign fritto, ha scritto. Forse in proposito esistono diverse
scuole di pensiero, ma mi permetto di insistere: il bign fritto
ha una pasta pi morbida, pi plasmabile, accoglie con diver-
sa disponibilit l'iniezione di crema. La crema, d'altra parte,
l'anima del bign. Di conseguenza importante che la cre-
ma, entrando con minore o maggiore violenza, questo sta alla
mano del pasticcere~ esprima appieno la propria personalit...
E una inseminazione. I bign, una volta ingravidati, sono di-
sponibili ad essere rimirati... su un vassoio, in vetrina 2.

Logico che questa divorante passione provocasse nel giova-
ne Costanzo una mutazione fisica e psicologica: fisicamente,
assunse via via le sembianze di un gigantesco e malleabile bi-
gn (fritto, chiaro); psicologicamente, si predispose ad ac-
cogliere la crema del potere. I primi segnali si manifestarono

' M. Costanzo, Smemorie, cit., pag. 64.

2 Ibidem, pa~. 63.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I L OCCHIO DEL POTERE OCCULTO

all'inizio degli anni Settanta, con la trasmissione radiofonica
Buon pomeriggio.

In onda dagli studi Rai di Roma, Buon pomeriggio era una
trasmissione basata su uno schema elementare: un tema di at-
tualit, qualche ospite pi o meno autorevole in studio, e tan-
te telefonate degli ascoltatori. Conduttori: Costanzo e la gior-
nalista Dina Luce.

Fu un buon successo di ascolto, che fece subito lievitare il
bign-conduttore: alla redazione del programma pervenivano
centinaia di lettere indirizzate alla "voce maschile", scritte da
radioascoltatrici invaghite e complimentose... Costanzo non
stava pi nella pasta, anche perch i giomali cominciarono a
occuparsi di lui, pingue trentenne alto un metro e sessantasei,
tesserato giomalista e bramoso di successo.

Perse la testa per se stesso, dir il suo agiografo 3. A chi
scriveva per sapere com'ero, rispondevo che somigliavo a
Mal dei Primitives, racconter Costanzo 4. Ma siccome la
realt era un'altra, per piacersi di pi si sottopose a una dieta
crudele con cui smalt 26 chilogrammi. E per donare slancio
a quel suo corpo s snellito ma comunque bonsai rinnov tut-
to il guardaroba. Impreziosendolo con un capo da vero sedut-
tore: una tremenda pelliccia di montone, che conserver negli
anni come una reliquia, come prova di quell' eccezionale ex-
ploit S. In tutta la sua eleganza, il Radioseduttore scorrazza-
va per le vie di Roma a bordo di una fuoriserie Porsche sen-
za minimamente accorgersi di sprofondare nel ridicolo, anzi:
Mi mandava in estasi l'idea di me magro, seduto al volante
di una macchina sportiva 6, avrebbe ricordato anni dopo.

Quel progressivo lievitare del bign-Costanzo condizionava
anche la trasmissione. Ricorda Dina Luce: Maurizio prese

3 U. Piancatelli, op. cit., pag. 74.

4 M. Costanzo, Smemorie, cit., pag. 12.

5 U. Piancatelli, op. cit., pag. 75.

6 Ibidem.

l'abitudine di domlire con la testa sul microfono durante la
trasmissione... Non gli importava che fossimo in diretta:
"Fallo tu, questo collegamento", mi diceva, e si metteva co-
modo chiudendo gli occhi.... Tra una pennichella e l'altra, il
Radiomontato dava anche prova di egocentrismo e di invidia.
Guai se al pubblico risultava gradita una mia idea, per quan-
to piccola fosse, racconta Dina Luce. Diventava intrattabi-
le, seccato per il fatto di non essere lui al centro dell'attenzio-
ne. E l'ego del bign si vendicava prendendo di mira la po-
vera Luce con i pi astrusi pretesti: Non tollerava i miei zoc-
coli, e fin qui pazienza, ma non voleva neppure vederli. Ar-
riv a chiedemmi espressamente di non indossarli quando per
vari motivi di lavoro dovevamo apparire insieme.

Il bel gioco, purtroppo per lui, dur poco. Un giomo del
1972 il direttore generale della Rai Ettore Bemabei decise
di sopprimere Buon pomeriggio: basta radiodivi, basta pro-
grammi a lungo ciclo. Ma il bign-Costanzo era ommai lievi-
tato: pronto ad accogliere la crema del potere.

Nel novembre del 1976, dagli schemmi della Tv di Stato mar-
chiata Dc, Costanzo esord in video con il programma Bont
loro. I dirigenti Rai 7 gli avevano affidato una trasmissione
a basso costo; chiacchiere a ruota libera e una scenografia da
miseria: tre poltroncine color aragosta smunto, un orologio
a cuc in stile fondo di magazzino, una finta finestra chiusa
e aperta dal conduttore all'inizio e alla fine del programma.
Ogni puntata prevedeva tre ospiti, che venivano intervistati
dall'esordiente Telegiomalista pencolante su uno sgabello. Il
tutto mandato in onda ogni luned sera alle 22.40. Fu l'ap-
prendistato per il futuro Show dal Teatro Parioli: attori, scien-
ziati, divette, politici, cantanti, playboy, si ritrovavano faccia
a faccia con i temi pi insulsi. All'onorevole Tina Anselmi,
per esempio, veniva chiesto perch mai fosse ancora zitella;
all'attrice Monica Vitti perch fosse tirchia. E cos via.

Il successo di audience fu immediato: 5-6 milioni di tele-

7 Si trattava del direttore di Rai Uno Mimmo Scarano e del suo assisten-
te Angelo Guglielmi.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

spettatori fin dalle prime puntate. Perci Costanzo non perse
tempo: nel 1977 la Loggia segreta P2 stava allungando i suoi
occulti tentacoli sul Paese, e il futuro affiliato 1819 si sinto-
nizz subito utilizzando Bont loro per assicurarsi carriera e
potere. Invit in trasmissione il semi-sconosciuto giomalista
Roberto Gervaso e l' anonimo deputato Dc Publio Fiori, i qua-
li risulteranno entrambi negli elenchi della Loggia P2. E so-
prattutto, introdusse in redazione l'amico Fabrizio Trifone
Trecca (piduista legatissimo a Licio Gelli) presentandolo co-
me un superconsulente per le pubbliche relazioni.

Ricorda Pierita Adami, all'epoca collaboratrice di Costan-
zo: Si capiva che quel Trecca era un personaggio strano,
aveva un'aria ambigua, misteriosa... Un giomo osai doman-
dare a Maurizio perch frequentasse un tipo cos, e lui mi ri-
spose: "Lascia perdere... Per me Fabrizio come un fratel-
lo" - esatto: un "fratello" massone nella banda P2.

L'influenza di Trecca e della Loggia segreta emergeva chia-
ra dalle scelte del "fratello" Costanzo per il suo programma
Tv. Tra gli ospiti seduti sulle poltroncine salmonate si distin-
guevano infatti il chirurgo Paride Stefanini (primario della
clinica romana Mater Dei dove Trecca lavorava), il giomali-
sta piduista Paolo Mosca, e l'ammiraglio piduistaAchille Al-
fano. Invitati "speciali" che venivano contattati direttamen-
te da Costanzo , ricorda Pierita Adami. Anche perch que-
sto, insieme con la conduzione del programma, era l'unico
aspetto del lavoro che a Maurizio stesse veramente a cuore...
Degli ospiti "nommali", invece, lui non si occupava affatto:
nel senso che di prassi io me li facevo venire in mente, io li
contattavo, e ancora io li convincevo a partecipare. Costanzo
si limitava a dare un' approvazione finale.

Oltre al potere occulto, Costanzo cominci ad avvicinare gra-
zie a Bont loro anche i potenti del Palazzo, primo fra tutti il
potentissimo onorevole Giulio Andreotti, allora presidente
del Consiglio in carica.

Andreotti fu il prestigioso ospite che inaugur, nel settem-
bre 1977, il terzo ciclo di Bont loro, e quel giomo Costanzo
consacr il suo ruolo storico di Teleruffiano del potere. L' ar-
rivo e l'uscita di Sua Eccellenza Andreotti dallo studio Rai

L OCCHIO DEL POTERE OCCULTO

verr decantata dall' umile conduttore come l' avvento e la di-
partita di una Divinit: Si notava un'illuminazione diversa...
Nello studio, soltanto l'orologio a cuc non intendeva fun-
zionare, dimostrazione che questi volatili altoatesini non nu-
trono rispetto per l'autorit... Andreotti arrivato preceduto
dai fotografi, seguito dai poliziotti, salutato da chi ad atten-
derlo... Io l'attendevo sulla porta dello studio, come la sposa
all'altare. Temevo che non mi riconoscesse: c'eravamo parla-
ti in casa di una comune amica, quando, appunto, l' avevo in-
vitato. Ma i primi ministri in queste occasioni sono straordi-
nari: non mi ha confuso [con] un cameramen... M'ha porto la
mano e la cosa s' subito risolta. Dopo l'uscita, tra i flash dei
fotografi, il primo ministro ha dichiarato d'essersi divertito.
Bont sua, attestati che possono sempre venir buoni... Alla fi-
ne del giomo dopo, quando ommai dallo studio 11 l'autorit
era uscita per sempre, il pavimento riapparso opaco... 8.

Le domande rivolte nel corso della trasmissione alla "auto-
rit" Andreotti furono un capolavoro di adulazione. Doma-
ni, 20 settembre, ricominciano le scuole. Mi risulta che lei a
scuola aveva 10 in condotta, ma sotto il banco dava dei calci
ai compagni. E vero? esord il Teleruffiano in ginocchio. E
sarebbe stata la domanda pi maliziosa. La pi veemente fu:
Voleva dire qualche altra cosa?. Alla fine dell'amena sce-
neggiata, il Teleconduttore (nonch apprendista piduista) eb-
be un sussulto, impost uno dei suoi pi intensi sguardi bovi-
ni, e os chiedere a Sua Eccellenza: Per fare politica, presi-
dente, proprio necessario talvolta mettersi in conflitto con
la propria coscienza?; all'impertinente domanda, il pi tor-
bido uomo politico della storia repubblicana rispose che in
conflitto con la coscienza non ci si deve mettere mai, n in po-
litica n fuori.

Il duetto tra Costanzo e Andreotti classific Bont loro co-
me la pi tipica trasmissione di regime, fiore all'occhiello
della Rai lottizzata dai partiti. Quasi nessuno ebbe niente da
ridire, e chi tent di sollevare critiche venne zittito: come ca-
pit al giomalista Guido Gerosa.

8 M. Costanzo, Bont loro, cit., pag. 19.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

Ero alla Rizzoli, vicedirettore del settimanale "Annabel-
la", dopo dieci anni di buon servizio in quell'azienda, rac-
conter Gerosa. Tenevo una rubrica televisiva nella quale
cercavo di cogliere con una punta di umorismo gli spunti di
costume che le trasmissioni offrivano. Mi capit di recensire
Bont loro nella quale Maurizio Costanzo aveva intervistato
il presidente del Consiglio Andreotti. Con molto garbo, pren-
devo le distanze da quella trasmissione e insinuavo l'idea che,
nell'approccio di Costanzo al suo ospite, ci fosse una sorta di
autoritratto dell'Italia dei furbi, la presenza di una consorteria
inconfessabile e maliziosa, il ricamo televisivo di una conni-
venza di tipo vagamente mafioso... Venni a sapere da un col-
lega che il direttore di "Annabella", Luciana Omicini, si era
rifiutata di pubblicare quelle due cartelle televisive... Prote-
stai fortemente: non ci fu verso di otteneme la pubblicazio-
ne. Chiesi l'intervento del Comitato di redazione, ma non eb-
be pi fortuna di me... L'articolo non venne pubblicato, e nei
giomi seguenti si manifest l'azione che avrebbe portato in
tempi brevi al mio allontanamento dalla Rizzoli... Fui convo-
cato dal capo del personale [e] estromesso dai miei incarichi
e dal mio posto di lavoro all'intemo dell'azienda 9.

La Loggia massonica segreta di Licio Gelli, che dall'anno
prima controllava di fatto la Rizzoli Editore, pun Gerosa,
colpevole di avere criticato la trasmissione del "fratello" Co-
stanzo. E nel dicembre 1977 - due mesi dopo il teatrino Tv
con Andreotti - premi Costanzo insediandolo alla direzio-
ne del settimanale Rizzoli "La Domenica del Corriere". Rag-
giunta l' agognata poltrona di direttore, il Teleservo si arruol
volentieri in pianta stabile nella banda P2: non pi contiguo,
ma regolare affiliato.

Il bign-Costanzo, a quel punto, era stato ingravidato. Po-
polare grazie alla Rai-Tv democristiano-piduista 1 e direttore

9 Cfr. G. Gerosa, E allora mi viene il dubbio..., in "Prima comunicazio-
ne", n 89, luglio 1981.

10 Negli elenchi piduisti che verranno scoperti a Castiglion Fibocchi vi
saranno i nomi di alcuni dei massimi dirigenti Rai: Gian Piero Orsello (vi-

L OCC~TIO DEL POTERE OCCULTO

di un importante settimanale grazie al suo ingresso nella Log-
gia, il crescente potere del Telepiduista spaziava dal palazzo
romano della Rai fino agli uffici milanesi della Rizzoli Edito-
re. Seicento chilometri che il frenetico arrampicatore percor-
reva su e gi tutte le settimane. Da principio in treno, in va-
gone-letto, perch diceva che volare gli faceva paura, ricor-
da un suo collaboratore di allora. Poi pass all'aereo: quello
privato che gli mettevano a disposizione i Rizzoli. E quando
l'aeroporto di Milano era chiuso per nebbia, la banda P2 si
premurava di mettergli a disposizione un'automobile con au-
tista per non interrompere il suo indefesso pendolarismo di
potere Roma-Milano, Milano-Roma.

Nell'ottobre del 1978, Bont loro divent Acquario: nuovo
nome, stessa solfa. Con Costanzo riconfermato al centro del-
la scena, ancora pi tronfio per i successi ottenuti.

Ospite di riguardo della prima puntata di Acquario fu Su-
sanna Agnelli, forse perch al Telepiduista era stato riferito
come l'Avvocato seguisse con attenzione il suo programma
(in seguito inviter anche Umberto Agnelli, tanto per non sba-
gliare). Nella terza puntata, Costanzo intervist un altro no-
tissimo miliardario, l'industriale dell'acciaio Giorgio Falck.
E nelle puntate successive, in ordine sparso: l'amico e "fra-
tello" capogruppo P2 Trifone Trecca, il solito Paride Stefani-
ni, l'amico direttore di "la Repubblica" Eugenio Scalfari,
l'avvocato e consigliere della Rizzoli-P2 Giuseppe Prisco, e
politici vari - dalla Dc Rosa Russo Jervolino, al comunistone
Antonello Trombadori.

Un Acquario di regime, dove i potenti nuotavano di buon
grado tra le adulazioni e le coccole del compiaciuto Costan-
zo. Su di lui, il critico Sergio Saviane scriver: Non ha mai
dato la parola a uno studente proletario, a una voce del dis-

ce presidente), Gian Paolo Cresci (vice direttore generale), Pietro De Feo
e Giulio Bolacchi (consiglieri), Giuseppe Pieri (vice direttore centrale),
Ettore Brusco (direttore dell'lnformazione regionale). In loro compagnia,
anche i nomi di Gustavo Selva (direttore del "Gr 2") e di Luigi Nebiolo
(direttore del "Tg 1").
MAURmO COSTANZO SHOC~

senso... Non ha mai dato la parola alla voce pi controversa e
importante della societ italiana. Nel 1978-79, infatti, la so-
ciet italiana era scossa da gravi tensioni socio-politiche, ma
il Telegiomalista del potere e della P2 non se ne curava. Al
contrario: alla diciassettesima puntata di Acquario, offr il me-
glio del suo servilismo.

In studio erano presenti la scrittrice Dacia Maraini, il preto-
re-bacchettone Vincenzo Salmeri (noto per le sue crociate an-
tisesso), la pornodiva Ilona Staller, e soprattutto il deputato
Dc Mauro Bubbico, presidente della Commissione parlamen-
tare di vigilanza Rai. Lo show del Telepiduista-conduttore in-
dusse il giomalista Sandro Medici a scrivere sul "manifesto":
Costanzo ha preso il povero pretore complessato e l'ha mes-
so alla gogna, infierendo pi del dovuto su una persona che
si dimostrava il debole della serata... Tutt'altro trattamento
stato riservato invece al democristiano Bubbico, un uomo po-
tentissimo nella Rai perch coordina la politica Dc nel setto-
re, e in particolare la presenza fanfaniana. Bubbico ha potu-
to tenere un comizio vero e proprio. Una comparsata elettora-
le, durante la quale ci stato pure annunziato che sta comin-
ciando un altro trentennio di regime Dc. E Costanzo, sorri-
dente, lasciava fare, anzi interloquiva con battute di simpatia,
mentre le puntate polemiche colpivano soprattutto l'indifeso
Salmeri Il.

L'ottobre del 1979 fu un nuovo momento cruciale nella car-
riera di Costanzo: il mese in cui incass le cambiali di affilia-
to alla banda piduista e di telemaggiordomo del potere. Tra-
sfomm Acquario in Grand'Italia (un nuovo clone di Bont
loro), e sul versante giomalistico venne incaricato dalla P2 di
varare e dirigere il nuovo quotidiano "L'Occhio".

Il Il commento di Medici venne ripreso in un articolo di Sergio Saviane
dedicato a Costanzo e opportunamente intitolato n trombone che canta Dc;
il pezzo di Saviane, pubblicato da "L'Espresso" nel 1979, si chiudeva cos:
Ma che vale orrnai pi scrivere, denunciare, protestare, con un regime in
coma, puntellato da giornalisti, scrittori e editori volontariamente asser-
viti, tutti insieme e tutti felici, nella sagra campestre dell'ipocrisia?.

L OCCHIO DEL POTERE OCCULTO

Il solo che ebbe da ridire fu il parlamentare Giuliano Silve-
stri, il quale sollev pubblicamente un problema di compati-
bilit: era corretto che la Rai si trovasse nella condizione di
garantire a un direttore di giomale una vastissima platea te-
levisiva utilizzabile... per un grande lancio del proprio quoti-
diano? 12. No, non era n corretto n opportuno, e la questio-
ne venne discussa dal Consiglio di amministrazione della Tv
di Stato.

Alla fine, affollata dai tanti Bubbici lottizzati e dagli affilia-
ti P2, la Rai diede il via libera. Grand 'ltalia and in onda co-
me previsto (il conduttore invit, fra gli altri, gli onorevoli
deputati Enrico Manca, Publio Fiori e Pietro Longo, tutti e tre
negli elenchi P2), e "L'Occhio" della Loggia segreta approd
nelle edicole italiane. Pensato e diretto dall'affiliato P2 1819.

12 Cfr. "La Stampa", 9 ottobre 1979.
"L'Occhio" della P2

Nel segretissimo "Piano di rinascita" della Loggia massonica
segreta P2 - il programma elaborato per sovvertire la Costi-
tuzione repubblicana insediando in Italia un regime autorita-
rio di tipo presidenziale - grande spazio veniva riservato alla
conquista dei mezzi di comunicazione: in primo piano, gior-
nali e Tv.

Lo scopo della P2 era quello di arrivare a controllare la
pubblica opinione media nel vivo del Paese, infiltrando gli
affiliati nei principali quotidiani cos da conquistare le posi-
zioni-chiave necessarie al loro controllo. Un piano per cui
era previsto uno "stanziamento" di cifre non superiori a 30
o 40 miliardi, ingenti capitali utilizzati per l'arruolamento
dei giomalisti piduisti e l'asservimento delle varie testate.
Ai giomalisti acquisiti dovr essere affidato il compito di
"simpatizzare" per gli esponenti politici prescelti dalla Log-
gia segreta. E cio, fra gli altri: Craxi, Andreotti, Piccoli,
Forlani, Bisaglia 13.

Assunto dunque il pieno controllo della Rizzoli Editore e in-
sediato alla direzione del "Corriere della Sera" (il pi diffuso
quotidiano italiano) il piduista Franco Di Bella, la P2 decise
di varare un nuovo quotidiano popolare a grande tiratura: un
giomale capace di raggiungere vasti strati di non-lettori, in-
fluenzandoli politicamente. Nell'autunno 1978, l'importante
progetto venne affidato al piduista Costanzo.

13 Cfr. Licio Gelli, La Verit, Demetra, Lugano 1989, Pagg. 78-98.

Bench oberato dall'impegno del programma Grand'ltalia e
dalla direzione della "Domenica del Corriere", l'infaticabile
affiliato 1819 si mise subito al lavoro. Durante i suoi soggior-
ni milanesi la mattina lavorava in via Solferino, presso la re-
dazione della "Domenica del Corriere", e il pomeriggio cor-
reva in via Statuto nell'ufficio del piduista Bruno Tassan Din
(amministratore delegato della Rizzoli), dove studiava il nuo-
vo giomale.

I primi a essere contattati per fommare la redazione furono il
grafico Bruno Quattro, l'ex giomalista Rai Franco Di Salvo,
e la giovane cronista Laura Salza, tutti ignari dei piani pidui-
sti. Ci sentivamo gratificati dalla responsabilit di battezza-
re un quotidiano... Vedevamo Costanzo che si impegnava al-
lo spasimo, e noi lo seguivamo in questo suo sforzo, ricorda
uno di loro. Solo una cosa ci lasciava molto perplessi: il ma-
re di soldi che venivano investiti in questa avventura. Basti
dire che venne invitato in Italia un celebre grafico del quoti-
diano inglese "Daily Mirror". E quando ebbe finito di istruir-
ci, arriv dalla Gemmania uno strapagato psicologo tedesco
per illustrarci il quotidiano popolare "Bild Zeitung".

A un certo punto, Costanzo scelse come braccio destro Fa-
brizio Scaglia: un giomalista esperto di Massoneria 14 che,
sebbene fosse un semplice redattore ordinario, si occupava
addirittura dei colloqui preliminari per le assunzioni. Se vo-
levi che Costanzo sapesse qualcosa, bastava dirla in presenza
di Scaglia, ricordano i suoi ex colleghi. Lui era l'ombra del
direttore, il suo fidato consigliori. E prima ancora che il gior-
nale cominciasse a uscire, Scaglia venne addirittura promos-
so caporedattore.

Ma non fu il solo episodio curioso. Se durante il giomo fer-
vevano i preparativi per il lancio del nuovo quotidiano, la
sera Costanzo invitava i redattori a seguirlo nel suo residen-

L OCCHIO DEL POTERE OCCULTO

14 Il 2 aprile 1977, sul periodico "Oggi Illustrato", Scaglia aveva firmato
I'articolo I Fratelli non complottano pi; e su "Oggi", il 9 luglio, Scaglia
aveva curato l'inchiesta Fraternamente si scannano. Nella presentazione
dell'articolo, era scritto della convinzione che essere massoni, oggi, an-
cora importante.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I L OCCHIO DEL POTERE OCCULTO

ce milanese di via San Pietro all'Orto. Qui il direttore ci da-
va allegramente da mangiare e da bere, ricorda uno di loro.
Dopodich, come un vero agente segreto apriva il frigorife-
ro e con fare circospetto tirava fuori il menab del giomale...
Perch nel frigorifero? Perch, diceva lui, la segretezza in
questi casi non mai troppa.

E innegabile che il piduista Costanzo amasse la propria
creatura come una trepida mamma: oltre a conservare al fre-
sco il menab, si premurava anche di raccontare in giro un
cumulo di bugie. Questo giomale sar un veicolo di cultu-
ra, dichiar per esempio all'inviato di "la Repubblica" Paolo
Guzzanti. Non voglio copiare un modello straniero, arriv
perfino a precisare. Ma le migliori panzane furono riservate
alle pagine amiche del "Corriere della Sera": Sar un gior-
nale sanguigno e sapiente, disse. Sanguigno perch coin-
volto nei temi che tratta; sapiente perch, rispetto al modello
dei popolari inglesi, deve dimostrarsi pi rigoroso.

La testata del quotidiano targato P2 venne chiamata "L'Oc-
chio", a evocare la simbologia massonica. E perch non ci
fossero dubbi, fu scelto per i manifesti promozionali un logo
in linea disegnato dal pittore Enrico Baj: si trattava di un oc-
chio racchiuso in un triangolo, addirittura un doppio segno di
riconoscimento massonico. Quanto alla pubblicit, la Sipra
(concessionaria di pubblicit controllata dalla Rai, e lottizza-
ta dai partiti, Pci compreso) garantiva alla Rizzoli-P2 la mo-
dica somma di 15 miliardi di pubblico denaro pagabili nel-
l'arco di sette anni. E secondo il piduista Bruno Tassan Din, il
via libera della Dc venne da Mauro Bubbico: proprio l'onore-
vole coccolato in Tv da Costanzo (una mano lava l'altra).

"L'Occhio" esord nelle edicole il 10 ottobre 1979. Fommato
tabloid, 32 pagine, prezzo di vendita 200 lire 15, con una te-
stata in rosso di adeguata volgarit. All'intemo, c'erano arti-
coli brevi e brevissimi, sovrastati da foto giganti e titoloni a
effetto.

A pagina 16 del primo numero, c' era gi il primo scoop truf-

15 All'epoca, i quotidiani italiani costavano 300 lire.

faldino: Le clamorose rivelazioni del senatore Carollo - "Vi
dico nomi e cognomi della mafia", strillava il titolo. Ma nel-
l'intervista, firmata da Bruno Stoppani, non venivano affat-
to menzionati nomi e cognomi di mafiosi: in verit, era una
semplice pagina di pubblicit regalata al senatore Dc Vincen-
zo Carollo, per molti anni presidente della Regione Sicilia.
E la ragione di tanta cortesia che Carollo risulter presente
negli elenchi gelliani, codice P2 E.16.77.

In un simile clima, non stupisce che i rappresentanti sinda-
cali del nuovo quotidiano faticassero a impostare un rapporto
trasparente con la propriet. Dopo le prime settimane di la-
voro, ci giunse voce che il lancio de "L'Occhio", tra pubbli-
cit e tutto il resto, era costato 10 miliardi, racconta un mem-
bro del comitato di redazione. Una cifra pazzesca, di cui non
eravamo stati infommati. Cos, nel tentativo di chiarirci le idee,
andammo a parlare con l'amministratore delegato Bruno Tas-
san Din. Lui da principio sment, e ci disse a muso duro che
avevano speso non pi di 800 milioni. Ma poi, siccome insi-
stevamo, si spazient e per chiudere la discussione concluse:
"Sappiate solo che una cifra che sta tra gli 800 milioni e i 10
miliardi" .

Intanto il piduista Costanzo si sforzava con i colleghi di es-
sere un direttore autorevole. Voglio che qualcuno scopra se
l'orologio che porta al polso Nilde Jotti davvero quello del
suo amante Togliatti, cos montiamo un bel servizio!, ordi-
nava perentorio. E a intervalli regolari ripeteva: Qui dentro
voglio che Sl adoperino solo 600 vocaboli! Non uno di pi,
perch devono riuscire a leggerci tutti ! E questo il nostro pri-
mo obiettivo ! .

La redazione, fommata da 111 giomalisti, era suddivisa in
due categorie: quella "ordinaria", costituita dai redattori as-
sunti dopo avere presentato un regolare curriculum, e quella
"speciale" fommata da giomalisti con parentele illustri. Tra gli
altri, Filippo Scarano (figlio del dirigente Rai Mimmo Scara-
no, proprio colui che aveva affidato a Costanzo Bont loro),
Cecilia Bertoldi (figlia di Silvio Bertoldi, inviato del "Corrie-
re della Sera"), Cristina D'Amico (figlia del ben noto Nicola
D'Amico), MonicaAmari (figliola del prefetto di Milano), e
Marco Giovannini (rampollo di quel Sandro Giovannini che
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I L OCCHIO DEL POTER~ OCCUL~O

in teatro faceva coppia con Garinei) 16. Giomalisti con i quali
Costanzo intratteneva comunque rapporti saltuari: diviso tra i
suoi numerosi impegni e cariche, il Telepiduista al giomale
era infatti una presenza part-time. La mattina convocava la
riunione di redazione, buttava l qualche idea, si aggiomava
sugli ultimi pettegolezzi, dopodich si eclissava, ricorda uno
dei capi-servizio de "L'Occhio". Forse correva a scrivere gli
editoriali che tanto piacevano al Venerabile maestro della P2.

Il 15 ottobre 1979, "L' Occhio" pubblic per esempio un ar-
ticolo intitolato Di scandalo in scandalo: Ditemi, scriveva
Costanzo rivolgendosi direttamente ai lettori, che poco di
buono stato costruito da chi, negli ultimi trent'anni, ha con-
tinuato a vivere di clientele e per le clientele, dimenticando
gli interessi dei cittadini. Pensate: da trent'anni si parla di bu-
starelle e in trent'anni, per colpa dell'inflazione, cambia-
to soltanto l'importo delle bustarelle medesime. Il sistema
sempre lo stesso. Pessimo.

Il Telepiduista che la sera adulava dagli schermi Rai i boss
democristiani e la nomenklatura di govemo, la mattina dopo
era pronto a divulgare il verbo della Loggia attaccando il si-
stema dei partiti e denunciando le corruttele della Repubbli-
ca parlamentare - una versatilit ammirevole! E perch fosse
ancora pi chiara la linea politica de "L'Occhio", il direttore
double-face scriveva il 16 ottobre: Giacciono, ommai polve-
rose, le rifomme che, una volta attuate, avrebbero migliorato la
qualit della nostra vita. Giacciono, sepolte da crisi di gover-
no, da congressi dei partiti, da continui slittamenti.... Il 26
ottobre, con un misto di demagogia e populismo, aggiungeva:
Quarantun anni di esperienza come cittadino mi hanno vac-
cinato contro ogni fomma di ottimismo per quanto riguarda gli
interventi statali. Ma mi hanno insegnato anche a non stupir-
mi mai delle risorse, della generosit, della solidariet umana
degli italiani.... Classiche teorie di un piduista "doc" 17.

16 Costanzo e Marcello Marchesi, in passato, avevano collaborato con
la coppia Garinei-Giovannini per la commedia teatrale Cielo, mio marito!

17 I concetti che Costanzo esprimeva nei suoi "editoriali" - antistatali-

Costanzo indossa i panni del "cittadino che protesta" con-
tro una indistinta ammucchiata [di potenti], con una tendenza
a prendere come bersaglio pi l'alto burocrate che non i reali
vertici del mondo politico ed economico, comment Silve-
rio Corvisieri (la P2 era ancora nell'ombra). E evidente il
tentativo di piacere un po' a tutti, cosa che, del resto, si av-
vertiva nelle sue fortunate rubriche televisive 18.

L'influenza della P2 traspariva anche dalle pagine inteme de
"L'Occhio". Quando Francesca Selva (figlia di Gustavo Sel-
va, il giomalista Rai presente negli elenchi gelliani con tes-
sera 1814) si esib come apprendista ballerina durante la tra-
smissione Rai Domenica In, il quotidiano dedic all'evento
tre colonne sotto il titolo celebrativo Francesca Selva debut-
ta in Tv. Quando il giomalista piduista Roberto Gervaso pub-
blic uno dei suoi ameni libri, La mosca al naso, "L'Occhio"
gli dedic un'intervista. Quando il piduista Berlusconi, con la
sua Tv privata Canale 5, tent di incrinare il monopolio Rai
con il pretesto del tomeo calcistico "Mundialito", le pagine
sportive del quotidiano di Costanzo furono in prima linea nel
sostenere la losca manovra 19.

Tra la fine del 1979 e gli ultimi mesi del 1980, la Loggia se-
greta P2 tent l'attacco finale allo Stato repubblicano, soste-

smo, attacco al sistema dei partiti e al Parlamento, accenti populistici - ri-
prendevano pari pari alcuni degli assunti presenti nel "Piano di rinascita"
della P2. Cfr. L. Gelli, op. cit., pagg. 78-98.

18 Cfr. "Prima comunicazione", n 69, ottobre 1979.

19 L'attacco del piduista Berlusconi al monopolio della Tv di Stato av-
venne nel dicembre 1980. Dopo avere assicurato a Canale 5, mediante una
misteriosa transazione in Svizzera, i diritti esclusivi del torneo calcistico
"Mundialito" organizzato dalla giunta militare che insanguinava l'Uru-
guay (a Montevideo, Licio Gelli era di casa), la Loggia P2 scaten in Italia
un'offensiva propagandistica tesa a consentire alla Tv privata berlusconia-
na la teletrasmissione nazionale degli incontri calcistici, bench la legge
in vigore vietasse tale possibilit. La manovra trov il decisivo sostegno
di tutta la stampa controllata dai piduisti (in prima fila: "Il Giornale nuo-
vo", "Il Corriere della Sera", "La Gazzetta dello Sport", e naturalmente
"L'Occhio" ).
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

nuta dalla disinformazione dei "suoi" giomali e fiancheggia-
ta in particolare da "L' Occhio" .

In un costante crescendo, gli editoriali firmati da Costanzo
- invettive qualunquistiche contro il sistema dei partiti, de-
nunce generiche contro la corruzione, scorretti attacchi alle
strutture statali 20 - arrivarono al massimo della virulenza. Il
5 ottobre 1980, il "Corriere della Sera" pubblic la famosa in-
tervista al Venerabile firmata dal direttore de "L'Occhio", e
pochi giomi dopo il Telepiduista accresceva ancora il proprio
potere assumendo la direzione del telegiomale Contatto della
Tv rizzoliana Prima rete indipendente (senza peraltro lascia-
re quella de "L'Occhio") 21.

Il 12 dicembre 1980, a Roma, le Brigate rosse rapirono il
magistrato Giovanni D'Urso, provocando drammatiche ten-
sioni nel mondo politico. I brigatisti chiedevano agli organi di
stampa, in cambio della vita del magistrato rapito, la pubbli-
cazione dei loro comunicati. Come gi due anni prima, in oc-
casione del sequestro Moro, la P2 si mosse subito per deter-
minare l'uccisione dell'ostaggio da parte dei brigatisti, in mo-
do da creare i presupposti per una svolta autoritaria 22. CO-
s, mentre il "Corriere della Sera" diretto dal piduista Di Bel-

20 "L'Occhio" arTiv al punto di "sabotare" il funzionamento della strut-
tura statale amministrativa - una pesante scorrettezza poi rivendicata dal
prode direttore piduista: Su "L'Occhio" di ieri abbiamo pubblicato l'e-
sempio di come sia facile, in un ufficio romano, portare via alcuni moduli
delle tasse. Una piccola dimostrazione dell'incuria, spesso assai grave, nel-
la quale versano uffici delicati come appunto quello che raccoglie le de-
nunce dei redditi. Di dimostrazioni del genere ne attueremo ancora: pi ar-
dite, pi difficili... Ad ogni stazione vi faremo un resoconto (Cfr. "L'Oc-
chio", 10 novembre 1979).

21 Anche alla direzione del telegiornale Contatto, Costanzo non manc di
dimostrarsi uno zelante "fratello" P2: ebbe cura, ad esempio, di dedicare
una delle sue servili interviste all'onorevole Pietro Longo, segretario del
Psdi e soprattutto affiliato alla Loggia segreta.

22 Come scriver Massimo Teodori (membro della Commissione parla-
mentare P2), la P2... cercava di provocare, attraverso il cadavere di D'Ur-
so, l'occaslone scatenante per determinare una svolta autoritaria (Cfr.
M. Teodori, P2: la controstoria, SugarCo, Milano 1986, pag. 150).

L OCCHIO DEL POTERE OCCULTO

la decret il "silenzio stampa" nei riguardi delle Br, "L'Oc-
chio" si incaric di soffiare sul fuoco.

La sera del 4 gennaio 1981, le Br annunciarono in uno dei
loro comunicati la condanna a morte del magistrato prigio-
niero. "L'Occhio" titol a caratteri cubitali: Atroce sentenza
delle Brigate rosse - D'Urso condannato a morte. E Costan-
zo prepar un editoriale intitolato E guerra: Siamo in guer-
ra: tanto vale prenderne atto e agire di conseguenza. Il codice
di guerra va rimesso in vigore... Rendiamoci conto che abbia-
mo il nemico in casa; perci necessario rinunciare tempo-
raneamente ad alcune garanzie costituzionali per snidarlo e
neutralizzarlo. E un prezzo altissimo, addirittura mostruoso,
ma va pagato. In perfetta sintonia con la Loggia alla quale
era segretamente affiliato, Costanzo di fatto annunciava e sol-
lecitava la svolta autoritaria.

L' editoriale para-golpistico suscit tuttavia la pronta reazio-
ne degli organismi sindacali de "L'Occhio" e della Rizzoli, i
quali minacciarono il blocco del giornale; cos, il pavido Te-
ledirettore piduista venne costretto a modificare il testo del
suo editoriale, eliminandone gli accenti eversivi 23.

Poche settimane dopo, Costanzo fu esonerato dalla guida
de "L'Occhio". Quando non si dimostr all'altezza, venne al-
lontanato, dir alla Commissione parlamentare d'inchiesta
sulla Loggia segreta l'editore piduistaAngelo Rizzoli 24. For-
se la P2 lo pun per la sua retromarcia nell'episodio legato al-
l' editoriale E guerra. Forse pag l' ormai evidente fallimento

23 Ecco il esto dell'editoriale "riveduto e corTetto" pubblicato l'indoma-
ni da "L'Occhio" a firma del direttore: D'Urso stato condannato a mor-
te. Che ora la "sentenza" venga o meno eseguita, nulla toglie al nuovo ol-
traggio che lo Stato di diritto deve subire dal partito armato. Questa ennesi-
ma dichiarazione di guerra da parte delle Brigate rosse non pu essere igno-
rata o sottovalutata. Siamo in guerra: tanto vale prenderne atto e agire di
conseguenza, per consentire alle forze impegnate contro i brigatisti la mas-
sima libert di azione. Rendiamoci conto che abbiamo il nemico in casa;
perci il caso di rinunciare a un eccesso di garantismo per snidarlo e neu-
tralizzarlo. E una linea da seguire subito per allontanare la Repubblica dal
disfacimento, mai vicino come in questo momento.

24 CpiP2, volume 3, pag. 123.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

del quotidiano 25. 0 forse non era pi gradito per entrambe le
ragioni. Fu comunque un segno premonitore: due mesi dopo,
la magistratura milanese avrebbe scoperchiato la Loggia se-
greta.

Fatto sta che la pericolante Rizzoli Editore vers a Costan-
zo, come buonuscita, una liquidazione che i giomali indica-
rono attomo ai 900 milioni, decurtata di 300 milioni che gli
erano gi stati anticipati per l'acquisto di una casa. E al mo-
mento di riscuotere, si dice che Costanzo trov anche il co-
raggio-di obiettare: Ma come, quelli non me li regalate? 26.

25 Partito con l'ambiziosa tiratura di 600 mila copie, nel corso del 1980 il
guotidiano popolare della P2 si era assestato su una vendita media di 160
mila copie; nel marzo 1981, scender a 100 mila copie di vendita.

26 Manuela Grassi, "L'Europeo", 29 settembre 1984. Smentendo tali vo-
ci. Costanzo penser bene di definirle un atroce, delizioso pettegolezzo.

PENITENZA, ESCREMENTI
E CONSULENZE
La frenesia del penitente

Lo scoppio dello scandalo P2, nella tarda primavera del 1981
port allo smantellamento - parziale e momentaneo - della
Loggia segreta. E caus anche l'allontanamento - parziale e
momentaneo - dal potere dell'affiliato 1819. Via dalla Rai
via dalle direzioni di giomali e Tv Rizzoli.

Dopo aver recitato la parte del "pentito" con pubblica con-
fessione, Costanzo affront la penitenza in attesa di tempi mi-
gliori. Ricordo come se appartenesse ad altri, quel giugno e
quel luglio 1981, scriver in seguito. Venendo da dodici
ore di lavoro consecutive al giomo, mi ritrovai in due stan-
zette di un residence [nella romana via Po, NdA], senza ave-
re niente, dico niente da fare. Mi obbligai, come credo faccia-
no coloro i quali hanno lunghi anni di pena detentiva da scon-
tare, a dare un ordine alla giomata, a non lasciarmi acciuffare
dal barbonismo. Alzarsi, comunque, alla stessa ora, leggere
gli stessi giornali anche se suscitatori di nuove ferite o di nuo-
ve apprensioni, fare telefonate, riceveme e cercare di imba-
stire quei due o tre appuntamenti che avrebbero reso meno
angosciosa la giomata I. Una prosa depresso-carceraria che
non deve trarre in inganno.

Dire che Maurizio fosse mortificato e distrutto per la vi-
cenda P2 sarebbe una grande bestialit, ricorda uno dei suoi
amici dell' epoca. In realt, si disperava solo per il crollo del-
la sua immagine: "Sono finito!... Sono finito!", piagnucolava

I M. Costanzo, Smemorie, cit., pa~. 128.
MAURIZIO COSTANZO S~OCI~

come se stesse sgranando un rosario. Oppure ci tommentava
con continue domande sui movimenti di vertice in corso alla
Rai, voleva mantenersi al corrente della situazione, e chiede-
va continuamente consigli sul modo migliore, sulla strada pi
facile per ritomare al centro della scena nel minor tempo pos-
sibile. Tutte le energie che gli restavano erano concentrate
nella rabbiosa ricerca della riscossa, del riscatto. Non gli in-
teressava nient'altro....

Quando Enzo Biagi spese su "la Repubblica" qualche paro-
la buona per lui, Costanzo non seppe limitarsi a essergliene
grato: lo rintracci telefonicamente a Cortina e si premur
di fargli sapere quanto quelle frasi caritatevoli potessero si-
gnificare conforto e speranza 2.

L'atteggiamento era quello del disperato, ma di fatto la sua
penitenza fu brevissima. Gi all'inizio dell'autunno 1981,
quando ancora il bubbone P2 ammorbava 1' aria della Repub-
blica, il "pentito" Costanzo riemerse infatti dal purgatorio-
lampo, famelico di ribalta e potere. Da principio cominci a
scrivere sul giomale liberal-socialista "Pagina", un mensile
diretto da Aldo Canale e sostenuto dal segretario della Uil
Giorgio Benvenuto (gi habitu dei salotti Tv costanziani).
Ma era una collaborazione troppo elitaria e marginale per un
cultore del popolar-casereccio come l'ex direttore de "L'Oc-
chio". Cos approd anche al mensile sexy "Penthouse", do-
ve tra una sexy-foto e l'altra infilava le sue profonde rifles-
sioni sulla vita.

A un certo punto Costanzo o lo fucili, o lo lasci lavorare,
dichiar rassegnato Giorgio Bocca. O c' una legge che lo
condanna ai lavori forzati, o senn lui deve poter lavorare 3.
Il problema del "pentito" Costanzo, per, non era tanto di la-
vorare, quanto di farlo ai livelli pi alti: quelli raggiunti gra-
zie all'affiliazione alla banda P2. Intervistato dal quotidiano
"Il Giomo" nel settembre 1981, dichiar: Questa l'ultima
volta che parlo della P2. Da oggi capitolo chiuso... Ho gi

Ibidem, pagg. 129-30.

3 Intervista di Massimo Fini a Giorgio Bocca, in "Prima comunicazione",
novembre 1981.

PENITENZA, ESCREMENTI E CONSULENZE

espiato, conto di tomare in Tv 4. E a "L'Europeo": Rico-
mincio da zero... Adesso voglio essere fuori da tutto quello
che sa di ombrello protettivo, non voglio neppure l'Inpgi, la
mutua dei giomalisti S.

In effetti, di l a poche settimane Costanzo tom in Tv. Ma
dovette accontentarsi degli schermi di quindici emittenti lo-
cali, e della fotocopia della fotocopia di Bont loro: niente
poltroncine salmonate e cuc, solo una candela accesa e le so-
lite interviste ammiccanti, tra pubblico e privato, ai soliti per-
sonaggi pi o meno noti. In compenso, non si limitava a fare
il conduttore: era anche socio della societ Video parola srl
che produceva il programma.

Sul finire del 1981, l'ex piduista in castigo ricevette una pro-
posta televisiva dall'avvocato Vittorio Torino, amministrato-
re unico dell'emittente napoletana Canale 21.

Mi capit di incontrare Costanzo per caso, nella hall del-
l' Hotel Excelsior di Roma 6, ricorda 1' avvocato Torino. Era
il periodo appena dopo lo scandalo P2. Bastava dargli un'oc-
chiata per rendersi conto del suo stato di difficolt: aveva l' a-
ria abbacchiata, stranita, niente a che vedere con quella che
avevo imparato a conoscere dagli schemli Rai. Era la prima
volta che lo vedevo di persona, e mi faceva piacere perch ero
un suo estimatore per quello che sapeva fare davanti alle tele-
camere. Cos lo avvicinai, mi presentai, e gli dissi che lo avrei
ingaggiato molto volentieri per un talk show con artisti e po-
litici partenopei sulla mia emittente. Lui al momento mostr

4 Laura Laurenzi, Costanzo: "Ho gi espiato, conto di tornare in Tv", in
"Il Giorno", 27 settembre 1981.

5 Fiamma Nirenstein, Ricomincio da zero, firmato Costanzo, in "L'Euro-
peo", 5 ottobre 1981. Nel corso dell'intervista, il bugiardissimo piduista in
disgrazia avr l'ardire di dichiarare: Io, per quel che mi riguarda, non ho
mai scritto commenti direttamente politici, semmai ho scritto di costume.

6 All'Hotel Excelsior di Roma, in una suite, Licio Gelli trascorreva i suoi
frequentissimi soggiorni nella Capitale, ricevendo gli affiliati e intessendo
le sue occulte trame.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I PENm~NzA~ ESCREMENTI E CONSULENZE

una certa diffidenza; ma quando gli dissi che conoscevo bene
il produttore Jacopo Capanna, un suo caro amico, si dimostro
subito pi disponibile. Alla fine ci salutammo, io gli lasciai
un mio biglietto da visita, e lui mi disse: "Vedremo... Nel ca-
so, mi far vivo" .

Qualche settimana dopo, Costanzo ricontatt l'amministra-
tore di Canale 21. "Io sono a disposizione", mi disse duran-
te una cena nella sua casa romana in viale Mazzini 114/A. E
conferm l'intenzione di accettare la mia offerta anche da-
vanti al produttore Capanna, ricorda l' avvocato Torino. In
seguito discutemmo i particolari del contratto. La cifra del-
l'ingaggio era di molto inferiore ai cinque milioni a punta-
ta; quanto al titolo del programma, non ci furono problemi:
"Dott", buttai l, "negli Stati Uniti mi hanno mostrato una
rivista che si chiama Attenzione". E lui subito comment:
"Quanto bello questo nome. .. " .

L'accordo prevedeva la rapida registrazione di un certo nu-
mero di puntate, che Canale 21 avrebbe cominciato a tra-
smettere nei primi mesi del 1982 la domenica alle ore 20.40.
Costanzo arrivava a Napoli il venerd sera, racconta Tori-
no, si sistemava in albergo, e il giorno dopo registrava un
paio di puntate di Attenzione. A me sembrava proprio di so-
gnare: lui era bravissimo, e gli spot che Canale 21 trasmette-
va preannunciando il prossimo inizio del programma faceva-
no lievitare di giorno in giorno il numero dei nostri telespet-
tatori. Cosa potevo chiedere di meglio?

Ma all'improvviso Costanzo volt la gabbana. Mi mand
una lettera, breve ma chiara, in cui mi diceva che aveva appe-
na firmato un altro contratto con Retequattro, e quindi non
poteva onorare l'impegno con Canale 21: Attenzione, insom-
ma, doveva essere cancellato... Io restai di stucco. Mi dispia-
ceva fare la guerra a Costanzo, ma anche rimediare una gran
figura di merda con il pubblico della mia televisione non mi
garbava. Cos fui costretto a dirgli: "Se tu vai a Retequattro,
io ti porto in Tribunale e vediamo come va a finire". E lui,
spaventato dall'idea di tornare davanti ai giudici, rispose: "Se
mi denunci, mi rovini"....

Alla fine venne trovato un accordo. Canale 21 mand in on-
n puntate di Attenzione; e lo scorretto Costanzo fu li-
bero di tomare su uno schermo pi consono alla sua caratura:
quello del network nazionale mondadoriano Retequattro 7.

Il frenetico attivismo per risalire la china port Costanzo an-
che in Sardegna, dove si mise a lavorare al servizio dell'im-
prenditore Nicola Grauso, editore dell'emittente Videolina.

Sugli schermi della televisione sarda, il Telepenitente pre-
sent un "nuovo" programma dal nome suggestivo: Dopo ce-
na, il solito talk show in versione isolana a base di interviste
salottiere a "personalit" locali. Questa prima collaborazione
tra Costanzo e Grauso diventer poi un sodalizio affaristico
tra i due all'ombra del magnate Berlusconi 8.

Ma per quanto fosse costretto a ripiegare su network privati
e Tv locali pur di apparire in video, l'ex Telepiduista aveva
l'ossessione di riagganciare la Tv di Stato. Costanzo spera-
va di riuscire a intrufolarsi nella Rete Due, racconta un diri-
gente Rai oggi in pensione. E alla vigilia dell'estate del 1982
sembrava l l per farcela, mancava solo il benestare del nuo-
vo direttore generale Biagio Agnes 9.

7 Una duplice coincidenza. Nel 1979-80, il piduista Berlusconi, alle pre-
se col tentativo di incrinare il monopolio televisivo Rai attraverso il
network Canale 5, aveva tentato di rilevare la propriet dell'emittente na-
poletana Canale 21. E nel 1984, completer il suo monopolio della Tv pri-
vata comprando il network mondadoriano Retequattro.

8 Nel dicembre 1989, Costanzo e Grauso daranno vita alla societ Cap-
puccino spa. Nel 1992, oltre a curare una seconda serie del talk show Dopo
cena per la Tv di Grauso, Costanzo terr un rubrica settimanale su "L'U-
nione Sarda" (quotidiano controllato dall'imprenditore sardo).

Costanzo diventer una star delle Tv berlusconiane. Grauso si alleer con
la Fininvest per avviare alcune iniziative editoriali in Polonia. E quando,
nel 1994, "L'Unione Sarda" oser denunciare l'appoggio massonico al par-
tito-Fininvest "Forza Italia", Grauso provveder a licenziare il direttore del
quotidiano Arturo Clavuot, i vicedirettori Tarquinio Sini e Antonello Ma-
deddu, e il caporedattore Mauro Manunza.

9 Costanzo contava di tornare in Rai grazie al suo estimatore Willy De Lu-
ca, direttore generale della Tv di Stato, il quale si era detto favorevole al
"ritorno" del piduista pentito. Ma in seguito alla prematura morte di De Lu-
ca, alla direzione generale della Rai la Dc insedi Biagio Agnes (luglio
1982), e per Costanzo il ritorno alla Tv di Stato si fece pi problematico.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

Era il Psi di Craxi, padrone assoluto della Rete Due, a cal-
deggiare il ritomo in Rai del neo "liberal-socialista" ex pi-
duista. Tant' che il capostruttura garofanato Giovanni Mino-
li inoltr al Consiglio di amministrazione della Tv di Stato il
progetto di affidare al figliuol prodigo Costanzo una trasmis-
sione. E per evitare imbarazzi o resistenze, il programma (che
si sarebbe dovuto chiamare Fascination) prevedeva la totale
assenza di ospiti politici. A un anno dallo scandalo P2, tutta-
via, la sola voce di un possibile ritomo in Rai di Costanzo sca-
ten una selva di polemiche sulla stampa, e il progetto fin in
un cassetto. I tempi non erano ancora maturi, anche se lo sa-
rebbero stati presto.

In quei giomi, dalle pagine di "Paese Sera", Italo Moscati
diede al piduista "pentito" un pittoresco consiglio: quello di
fare un salto a Casablanca, la localit marocchina celebre per
i cambi di sesso, in modo da definire una volta per tutte la sua
identit: o quella di mordace giomalista che mette alla grati-
cola personaggi dello spettacolo e della politica, o quella del
giomalista faccendiere che per restare a galla, o meglio per
salire, si associa a faccendieri e potenti 1. Parole al vento:
anzich a Casablanca, Costanzo andr ad Arcore. Ma si defi-
nir ugualmente, associandosi al faccendiere piduista e po-
tente capo della Fininvest.

Sebbene riabilitato grazie alle Tv del "fratello" Berlusconi,
l'ombra della P2 accompagner comunque Costanzo ancora
per molti anni. Esponendolo a brucianti mortificazioni.

Nel settembre 1985, ad esempio, respingendo l'invito di in-
tervenire alla sua trasmissione Buona domenica (Canale 5),
l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Piaz-
za Fontana motiver cos il rifiuto: Non abbiamo ritenuto di
dover discutere di quella strage orrenda con il signor Mauri-
zio Costanzo, membro di quella Loggia P2 che dallo stesso
Parlamento viene indicata come il centro occulto che svolse
opera di istigazione agli attentati che hanno insanguinato il
Paese e che pu ritenersi in temlini storico-politici gravemen-

1 Cfr. "Paese sera", 29 settembre 1982.

PENITENZA, ESCREMENTI E CONSULENZE

te coinvolta anche nella stessa strage di Piazza Fontana a Mi-
lano, quale essenziale retroterra economico, organizzativo e
morale.

Nel 1993, l'ex deputato piduista del Psi Fabrizio Cicchitto
dir: La vicenda di Costanzo non l'ho mai digerita. Lui, nel-
la P2, contava: all'epoca, aveva una certa influenza sul "Cor-
riere della Sera", e gli affidarono anche un giomale come
'L'Occhio" . Io, invece, nella P2 non contavo niente. Eppure
a Costanzo bastato dichiarare che si era comportato da stu-
pido per salvarsi. Per me, invece, che davvero mi ero com-
portato da stupido, non c' stato scampo.
PENITENZA, ESCREMENTI E CONSULENZE

Democristiano pannellato

Costanzo attravers gli anni della sua giovinezza senza mai
essere minimamente sfiorato da ideologie di sorta. Quello che
per la sua generazione stato il periodo della contestazione e
delle lotte politiche, per lui fu il tempo della ricerca del suc-
cesso.

Solo intomo alla met degli anni Settanta, dopo avere assa-
porato i primi momenti di notoriet con la trasmissione ra-
diofonica Buon pomeriggio, cominci a interessarsi alla poli-
tica: non gi per l'improvvisa scoperta della dimensione so-
ciale, bens per le inevitabili connessioni della sua carriera
giomalistica in Rai con le segreterie dei partiti.

A ridosso degli appuntamenti elettorali, ricorda il suo amico
Giovanni Salvi, diceva di non sapere come votare. Nessuno
di noi gli credeva... Cos, avvicinandosi uno dei tanti tumi
elettorali, sfogliava la margherita... In occasione delle elezio-
ni regionali del 1975 vot - disse apertamente - per la Demo-
crazia cristiana, perch i sondaggi davano per sicuro il sor-
passo comunista di Berlinguer, e la sola eventualit gli faceva
perdere la fame e gli faceva sentire lo stesso dolore di chi di-
strattamente si sdraia su un letto di chiodi Il.

Elettore in chiave anti-Pci della Dc fanfaniana nel 1975,
l'anno dopo, alle elezioni politiche del giugno 1976, Costan-
zo si candid onorevole nelle liste del Partito radicale di Pan-
nella. Dall'antidivorzista e antiabortista Dc, moderata e rea-

ll G. Salvi, Chiuso per restauro, cit., pag. 24.

zionaria, passava all'abortista e divorzista Pr di "estrema si-
nistra". Nel giro di pochi mesi, senza pudore. Del resto, il
partito di Pannella era di gran moda, e lui intuiva la concreta
possibilit di conquistare una poltrona in Parlamento, con il
comprensibile ritomo di pubblicit.

Molti militanti radicali erano giovanissimi, e senza nessu-
na esperienza, ricorda la radicale Valeria Ferro, cognata di
Pannella e attuale direttrice del Centro d'ascolto infommazio-
ne radiotelevisiva. Per questo cercammo un personaggio no-
to come Costanzo che ci aiutasse a raccogliere consensi. An-
che se avevamo pi di un dubbio che lui potesse effettiva-
mente piacere ai nostri sostenitori: in sede lo si vedeva solo
ogni tanto, e lavoro di propaganda, a quanto mi risulta, non ne
svolse mai.

Il candidato Costanzo venne votato da 376 miseri elettori, e
la trombatura gli bruci da morire. La sua repentina infatua-
zione per il Partito radicale svan all'istante, insieme con la
mancata poltrona parlamentare. L'anno dopo, mentre i quat-
tro radicali eletti alla Camera svolgevano una dura e efficace
opposizione, il radicale pentito - gi alle prese col suo salot-
to di regime Bont loro - dichiar: Pannella non lo invito [in
trasmissione], perch non vedo per quale motivo dovrebbe
venire qui a fare un comizio. Non entrerebbe nella logica del-
la domanda e risposta, ma mi prenderebbe il microfono - lo
conosco bene - solo per dire certe cose... 12.

Costanzo aveva buone ragioni per tenere lontano quel sov-
versivo di Pannella dal suo salotto televisivo. La Rai demo-
cristiana aveva affidato all'ambizioso Telegiomalista un bel-
lo spazio in Tv, e lui ripagava tanta fiducia con le interviste in
ginocchio ai boss della Dc. Badava insomma ai propri inte-
ressi, come aveva sempre fatto e come avrebbe continuato a
fare. Basti dire che poco tempo dopo, in piena bufera P2, di-
chiarer da fommidabile saltafossi di riconoscersi nelle "idee
politiche" dell'amico-onorevole Manca, leader nel Psi della
corrente demartiniana e al momento opportuno "grande elet-
tore" di Bettino Craxi.

12 Intervista di Francesca Trapani, in "Gente", 22 giugno 1977.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

Nel gennaio del 1978, visto che i radicali cominciavano a de-
nunciare le trame occulte della Loggia massonica segreta di
Licio Gelli, il piduista Costanzo decise di fargliela pagare una
volta per tutte. Il settimanale che dirigeva, "La Domenica del
Corriere", pubblic un articolo nel quale si sosteneva che il
Partito radicale veniva finanziato dal bancarottiere Michele
Sindona tramite suo figlio Marco, militante del Pr. La notizia
era completamente inventata, e un Pannella furioso annunci
querela per diffamazione.

Ma la reazione dei pannelliani fu ancora pi radicale: un
gruppo di militanti si rec infatti nella sede milanese della
Rizzoli Editore, e individuato l'ufficio di Costanzo deposit
sulla sua scrivania direttoriale un infiocchettato sacchetto di
plastica: dentro c'erano qualche chilo di escrementi umani e
un biglietto con la scritta: Chi di merda ferisce, di merda pe-
risce 13.

Ci vollero due anni perch questo scambio di galanterie fi-
nisse nel dimenticatoio. Forse pentito di essersi pentito del
flirt radicale, alla fine del 1979 il Telepiduista invit il leader
del Pr nel suo programma Tv Grand'ltalia. Una bella intervi-
sta ruffiana, pensava, avrebbe potuto ricucire un rapporto uti-
le a entrambi, e infatti il logorroico leader radicale pot comi-
ziare a ruota libera sotto lo sguardo mansueto del suo ex can-
didato al Parlamento.

Ma la riappacificazione televisiva tra i due ex "compagni"
venne funestata da un grottesco incidente. A provocarlo fu un
altro ospite della trasmissione: la spumeggiante Marina Lan-
te-della-Rovere-Ripa-di-Meana, che sul finire della puntata
scagli in faccia a Costanzo una torta alla panna. Era una
bella torta di quattro chili, fatta preparare da uno dei miglio-
ri pasticceri di Roma, spieg poi l'intemperante Marina.
Quando ho visto come si metteva la serata, ho preferito sbat-
tere la torta in faccia a quell'arrogante, a quel vile di Costan-
zo, a quell'essere ripugnante che capace solo di adulare i
ministri e i politici. Tant' vero che ha lasciato parlare solo

13 Il pittoresco episodio verr raccontato da "Prima comunicazione" e
ripreso da "L'Espresso".

PENnENZA, ESC~EMEN~I E CONSULENZE

Pannella 14. Fu una scena tragicomica, ricorda Francesco
Bortolini, uno dei curatori della trasmissione. Costanzo se
ne stava seduto l, col faccione coperto dalla panna montata,
striata dal nero del sughero bruciato con cui Maurizio si dise-
gnava sulla testa i capelli che gi non aveva... Infuriato, stril-
l contro la signora Marina. Poi si mise a piagnucolare, dice-
va che era rovinato, che i giomali lo avrebbero distrutto... Si
calm solo qualche giomo dopo, quando gli indici di ascolto
del programma mostrarono che l'episodio si era tradotto in
una gran pubblicit.

Il rapporto tra Costanzo e Pannella proseguir portandosi ap-
presso l'inesistente etica politica del primo e lo smisurato
egocentrismo del secondo. Costanzo si iscriver al partito
pannelliano per l' anno 1986 e ancora per il 1993; mentre Pan-
nella - anche grazie alla sua senile e opportunistica alleanza
politica con la Destra berlusconiana - diventer un habitu
del Costanzo Show e delle reti Fininvest.

Ma nel 1995 l'ommai potente e inossidabile Teleruffiano
pubblicher in un suo libro un impietoso necrologio del vec-
chio leader radicale: L'impressione che il passaggio degli
anni sia accompagnato da una perdita costante di qualit... Il
progressivo impoverimento degrado della politica italiana:
lo si capisce guardando Marco Pannella 15.

14 Cfr. "Il Giorno", 21 dicembre 1979.

~S M. Costanzo, Dove andiamo, cit. pag. 26.
Sgarbi di Palazzo

A quanto si sa, l'unico uomo di cui Costanzo si sia invaghito
(a parte i superpotenti Gelli, Andreotti, Berlusconi e De Lo-
renzo) Vittorio Sgarbi. Quando nel 1989 lo ha portato per la
prima volta nel suo videosalotto era un anonimo critico d'ar-
te figlio di farmacisti: ma lui, come Teddy Reno con Rita Pa-
vone, ne ha fatto una stella dello Spettacolo.

La consacrazione di Sgarbi - brillante affabulatore dai ner-
vi scossi - avvenuta proprio a colpi di Costanzo Show, dove
stato ospite per 59 puntate sproloquiando per circa 15 ore 16.
Il tempo sufficiente per esibire un repertorio di vaniloqui, in-
sulti, invettive e attacchi collerici sotto lo sguardo gongolan-
te del suo talent scout. Il quale - forse nel disperato tentativo
di conferire allo Show di regime una qualche connotazione
colta - ha deciso a un certo punto di impiegare il suo pupillo
anche come critico d'arte.

Nel corso del 1991, Sgarbi si dunque esibito sul palco del
Parioli in una serie di minilezioni, illustrando vita e opere di
vari pittori. Un'iniziativa meritoria, niente da dire: si sa che
Costanzo ha sempre un occhio di riguardo per la divulgazio-
ne culturale, anche se non gli riesce di resistere alla tentazio-
ne di trasformarla in business. Infatti, insieme con le "lezio-
ni d'arte" sgarbiane su Canale 5, i telespettatori hanno visto
spuntare in edicola una serie di 25 videocassette intitolate

16 Dato al dicembre 1995, fornito dal Centro d'ascolto informazione ra-
diotelevisiva.

PENITENZA, ESCREMENTI E CONSULENZE

Dentro la pittura, dal contenuto analogo. Videocassette pro-
dotte dalla Intemational Cerco System srl, societ controllata
da Costanzo 17.

Colmo di gratitudine per il suo Telepigmalione, Sgarbi ha tro-
vato il modo di sdebitarsi nel 1994. Eletto parlamentare del
partito-Fininvest alle elezioni del 28 marzo, condannato per
falso e truffa ai danni dello Stato 18, nominato presidente del-
la Commissione cultura della Camera dal govemo Berlusco-
ni, assediato da un nugolo di querele per diffamazione, l'ono-
revole-polemista riuscito a coronare dal suo prestigioso
scranno istituzionale uno storico sogno proibito di Costanzo:
l'accesso a Montecitorio.

In discussione alla Commissione cultura c'era la questione
televisiva (cio il superamento del duopolio Rai-Fininvest),
e il 28 giugno 1994 il presidente Sgarbi ha convocato per
un'audizione l'amico Costanzo (con Michele Santoro e Gian-
franco Funari). E la prima volta che in Parlamento si accol-
gono non rappresentanti delle istituzioni o rappresentanti del
Govemo, si premurato di sottolineare l'onorevole Sgarbi,
ma tre uomini di televisione che fanno per con la televisio-
ne una attivit politica in senso lato, cio attivit di rappre-
sentanza di valori umani e sociali.

Nella solennit di Montecitorio, sembrava quasi una cosa
seria, ma incombeva - dati i protagonisti - un clima da com-
media all'italiana. Irritato dal fatto che alcuni deputati aves-
sero lasciato l'aula in segno di protesta per il ritardato inizio

17 Si gi visto come la societ (posta il liquidazione nel gennaio 1994)
risultasse al 51 per cento di Costanzo, e al 49 per cento suddivisa tra Silve-
stri, Fasoli e Assumma (rispettivamente il coautore, il commercialista e il
legale di Costanzo).

18 Sgarbi era stato rinviato a giudizio in seguito a una "aspettativa per mo-
tivi di salute" da lui richiesta e ottenuta nel 1989-90 (cio nel periodo del
suo lancio televisivo), quando era funzionario della Sovrintendenza ai Be-
ni artistici e storici del Veneto. Nel luglio 1994, il Tribunale di Venezia lo
ha riconosciuto colpevole di falso e truffa ai danni dello Stato, e lo ha con-
dannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione. La sentenza verr confermata
dai giudici della Corte d'appello nel gennaio 1996.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

dei lavori della Commissione, Costanzo prendeva la parola
per lesa Maest e dichiarava: Ci sembra che la nostra pre-
senza sostanzialmente non sia gradita: poich siamo dei pro-
fessionisti... e poich riteniamo che, dal momento che stata
prevista una nostra audizione, questa debba avvenire di fron-
te a tutte le rappresentanze del Parlamento... chiediamo al
presidente della Commissione di rinviarla... Preferiamo chia-
marci fuori! I9. Il presidente Sgarbi, in piena sintonia, com-
mentava: Condivido la richiesta di Costanzo... Che venga a
parlare quanto tutti sono disponibili - mentre il ruspante
Gianfranco Funari, pi diretto, diceva: Io ve saluto e ve rin-
grazzio pe' l'ospitalit. Me so seccato, grazzie... Buongiomo,
c'ho degl'impeggni, nun parlo e mo' me ne vado.... Chiude-
va la Trimurti Tv in formato istituzionale il sobrio Michele
Santoro: Il clima onestamente non mi sembra il pi adatto.
Noi siamo venuti in grande spirito.... Costanzo era furibon-
do: un peggiore epilogo per il suo prestigioso esordio in Par-
lamento non avrebbe potuto immaginarselo.

La nuova seduta del 30 giugno della Commissione cultura,
finalmente al gran completo, veniva aperta dal presidente
Sgarbi cos: Darei la parola a Maurizio Costanzo, forse il pi
maturo nei rapporti con me... Sono qui oggi a ospitarlo, e lo
ringrazio, dopo che lui fu uno dei primi a ospitare me in tele-
visione. Quindi... credo opportuno sia lui a raccontarci la sua
televisione, a dirci come vede la televisione del futuro. A
quel punto, il superesperto televisivo Costanzo, ommai del tut-
to ammansito, tromboneggiava: Credo corrisponda ad una
grande intelligenza politica e personale approcciarsi - come
credo voi stiate facendo - ad un discorso sulla televisione.
Poi infilava una sequela di ovviet delle sue a base di Teleso-
gni, azionariato diffuso, syndacation, eccetera, fino al travol-
gente culmine concettuale: Mi chiedo, da molto tempo, per-
ch non sia nata in Italia una Cnn; per quale motivo non si rie-
sca a mettere in piedi una "24 ore" di notizie per la quale - lo
dico ufficialmente in una sede autorevole - mi candiderei do-
mani....

19 Per l' audizione di Costanzo, cfr. resoconti stenografici del Parlamento.

PENITENZA. ESCREMENTI E CONSULENZE

Un intervento al di l del bene e del male. Ma il presidente
della Commissione cultura Sgarbi ne era entusiasta, come
folgorato dal suo Telepadrino. E mentre Funari e Santoro ve-
nivano cortesemente congedati, il Telepigmalione Costanzo
veniva riconvocato anche per la seduta del 12 luglio 20. Quan-
do si dice la gratitudine.

20 In occasione della nuova audizione, il Teletrombone, oltre alle consue-
te amenit, non mancher di sottolineare come con i talk show si possa
orientare l'opinione pubblica ancora meglio che attraverso i telegiornali.
PENnENzA~ ESCREMENrl E CONSULENZE

Il consulente fantasma

Una cosa fra le tante va riconosciuta a Costanzo: un fommi-
dabile scopritore di talenti. Possono testimoniarlo le pletore
di cantanti, attricette e scrittorelli che dopo essersi accomo-
dati nel salotto catodico di Canale 5 hanno visto decollare la
loro carriera. C' perfino una signorina impegnata in politi-
ca, che deve dire grazie al Telepigmalione.

All' inizio degli anni Novanta, infatti, si affacciata alle cro-
nache locali della Padania un'anonima deputata leghista, tale
Irene Pivetti: non ancora trentenne, il visino corrucciato in un
perenne broncio, ha per segno distintivo il fatto di essere una
cattolica integralista con accenti medievali 21. A prima vista
ispira tutto meno che simpatia, tanto presa da se stessa. Ma
il Telepigmalione capisce al volo che costei potrebbe ben fi-
gurare tra i mille mostri del suo talk show. Cos si affretta a
invitarla sul palco del Teatro Parioli, con risultati ottimi: il
broncio della casta Irene incuriosisce il pubblico. I telespetta-
tori si domandano come una ragazza tanto giovane possa ave-
re gi perso la voglia di vivere, e per la sconosciuta Pivetti
subito notoriet.

Il 16 aprile 1994, la showgirl Pivetti viene eletta a sorpre-
sa dalla maggioranza berlusconiana presidente della Camera.

21 Responsabile della "Consulta cattolica leghista", in accesa polemica
pubblicitaria con l'arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, I'onorevo-
le Pivetti si richiama nientemeno che al cattolicesimo vandeano, e ostenta
come monile la croce di Vandea.

Prima di lei, l'unica donna ad avere ricoperto la prestigiosis-
sima terza carica dello Stato stata Nilde Jotti: un mito della
Resistenza, e una figura di primo piano nella politica del Do-
poguerra. Molti osservatori esprimono dubbi sul fatto che l'i-
nesperta Irene, di modesta caratura politica e dal carattere
ombroso e autoritario, possa mostrarsi all'altezza di un cos
delicato incarico. Solo Costanzo, prontissimo a sostenere la
sua creatura ascesa al potere, si mostra entusiasta senza riser-
ve: E straordinario e positivo che a trentun anni una persona
possa ricoprire una carica del genere, dichiara prono. Tan-
to di cappello a una persona di forte temperamento, perch
c' bisogno di presenze catalizzanti.

La stampa ricorda che i due s'intendono da molto tempo,
e che Costanzo ha "lanciato" Pivetti in Tv quando lei era una
giovane deputata leghista 22. L'ascesa dell'imbronciata Irene
al vertice della Camera dei deputati rinvigorisce ancora di pi
l'intesa fra i due. Sembra quasi che, come per simbiosi, anche
il Telepigmalione si senta investito di qualche alta carica isti-
tuzionale, al punto che rivolge consigli sulla comunicazione
direttamente al Govemo (presieduto dal suo sodale Berlusco-
ni): Chi govema ha la necessit di far sapere cosa sta facen-
do... Fossi in Berlusconi e nel Govemo, inviterei seriamente
Rai e Fininvest a realizzare degli "speciali" televisivamente
appetibili. Alla Rai cambierei leri al Parlamento, la fommula
non regge pi... Mi inventerei anche un leri al Consiglio dei
ministri... E poi schede, interviste, dibattiti... 23 - un vero e-
sperto dalle pensate geniali.

Il 20 ottobre 1994, alla Camera, alcuni deputati della Destra
scatenano una delle loro classiche risse. La sera, il Costanzo
Show raccoglie i lamenti della presidente di Montecitorio. Sul
palco del Parioli, cullata dal padrone di casa, l'onorevole Pi-

22 Concita De Gregorio, Pivetti assume Costanzo, in "la Repubblica"
30 novembre 1994.

23 Cfr. "Corriere della Sera", 14 agosto 1994. Costanzo viene intervista-
to in seguito alle polemiche suscitate dagli spot pubblicitari pro-governa-
tivi imposti alla Rai dal presidente del Consiglio Berlusconi.
MAURIZIO COSTANZO 5110CK

vetti definisce gli incidenti una pagina nera della Camera.
E tanto per cambiare discorso, racconta la sua prima notte da
inquilina del Palazzo, affemmando che le sembrato di essere
rimasta chiusa in un museo. Saranno anche banalit, ma sca-
tenano al Parioli una selva di applausi, mentre lo share Tv
tocca l'inusuale vetta del 30 per cento.

Pochi giomi dopo, l' onorevole presidente Pivetti invita a co-
lazione il suo Telepigmalione, e gli fa questa offerta: Vorrei
che gli italiani sapessero cosa succede alla Camera, ogni gior-
no. Come si prendono le decisioni, come si lavora... Mi pu
aiutare, vorrebbe fammi da consigliere? 24. La risposta, va da
s, un entusiastico S!.

L'indomani, 30 novembre, tutti i quotidiani riportano la no-
tizia ufficiale: l'ex piduista Costanzo stato nominato amba-
sciatore personale della presidente della Camera nel mondo
dei mass media. Io vorrei partire gi da febbraio, dichiara
lui, gi calato nei panni del superconsulente. Penso a una
striscia quotidiana, ma anche a "speciali" di approfondimen-
to, programmi di 50 minuti su "cos' la Camera" da mandare
in onda una volta al mese su Rai e Fininvest, Telemontecarlo,
circuiti minori... Ma non li condurr io, naturalmente. Ne se-
guir la realizzazione la scaletta... Non desidero che per que-
sta mia collaborazione corra moneta, perch non porto casac-
che 25. Un'apoteosi, la vera rivincita finale per l'ex pupillo di
Licio Gelli. Un bel programma di regime da riversare in tutte
le Tv possibili, proprio come prevedevano i piani della P2.

La notizia del "prestigioso incarico" affidato a Costanzo
dalla presidente della Camera suscita per vivacissime rea-
zioni sia alla Rai sia alla Fininvest. Protesta e polemizza la
giomalista Donatella Raffai, che vede messo in pericolo il
suo nuovo programma Rai dedicato proprio ai lavori parla-
mentari. Protesta da Retequattro anche Gianfranco Funari,
durante il suo programma Fininvest Funari News: Sono
molto seccato, con la signora Pivetti... La Prima Repubblica

24 Cfr. "la Repubblica", 30 novembre 1994.

25 /bidem.

1 22

PEN~rENZA, ESCREMENTI E CONSULENZE

era fondata sul lavoro, sulla grande bugia e sulla grande truf-
fa; la seconda fondata sul lavoro, sulle piccole bugie e sulle
piccole mascalzonate 26.

Tanto rumore per nulla. Perch si trattato di una messin-
scena, di una semplice trovata pubblicitaria. Infatti, sebbene
alcuni giomali abbiano perfino scritto di un decreto con il
quale la presidenza della Camera avrebbe nominato Costanzo
"consulente per i problemi dell'infommazione" 27, il deputato
e questore della Camera Ugo Martinat preciser: La colla-
borazione di Costanzo stata una grande bufala... Quando sui
quotidiani usc la notizia rimasi molto perplesso, anche per-
ch la Pivetti aveva deciso di testa sua, senza consultarsi con
nessuno. Cos ho fatto un giro di telefonate nei vari uffici, e in
questo modo ho avuto la totale certezza che nessun contratto
di consulenza, n gratuito n a pagamento, stato stipulato
con Costanzo. Del resto, i fatti lo confemmano: dopo la sua no-
mina fasulla non successo niente....

Nel maggio del 1996, dopo la vittoria elettorale dell'Ulivo e
la fine del mandato presidenziale dell'onorevole Pivetti, il
Teleconsulente-fantasma, con la sua pi impudente facciato-
sta, arriver a dichiarare: Alla Pivetti ho dato solo qualche
consiglio gratuito... Che c'entra? 28.

26 Maria Volpe, Costanzo per la Camera. Raffai e Funari oJ~esi, in "Cor-
riere della Sera", I dicembre 1994.

27 Cfr. "la Repubblica", 30 novembre 1994.

28 Cfr. "La Stampa", 15 maggio 1996.

123
VI
AGENZIA MATRIMONIALE
Primi amori e tradimenti

Costanzo nutre da sempre una vera e propria venerazione per
se stesso. Al punto che accetta senza troppi problemi il suo di-
sastrato aspetto fisico. Mai che abbia pensato di frequentare
una palestra, mai che si sia fatto un cruccio sbirciando nello
specchio la sua testa orfana dei capelli. In fondo ha sempre
saputo che successo, potere e denaro sono elementi ben pi
erotici di una tonica muscolatura o di una criniera fluente. E
questo spiega, nel tempo, la sua travolgente carriera di sedut-
tore.

Circa le caratteristiche della sua donna ideale, Costanzo ha
idee molto chiare e originali, che il suo agiografo riassume
cos: Deve essergli devota, stimarlo, capirlo e non rincorre-
re l'ambizione, la vanit. Lo deve caricare, accentuare i suoi
entusiasmi. La donna per essergli moglie deve adattarsi a lui
e al suo ritmo di vita ricettivamente, completamente... Non
deve truccarsi pi di tanto, non deve indossare scollature da
capogiro, non deve vestire con minigonne mozzafiato... I.

Insomma, anche in amore Costanzo un tipo molto esigen-
te. Per cui nel tempo ha trasformato la sua vita coniugale in
una specie di agenzia matrimoniale: nel disperato tentativo di
trovare la compagna devota capace di adattarsi a lui ricet-
tivamente e completamente, si sposato per ben quattro vol-
te. E non detto che la quarta sia l'ultima.

I U. Piancatelli, op. cit., pag. 30.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

Come si conviene, le prime tracce dell'educazione sentimen-
tale di Costanzo si trovano negli anni scolari al Liceo classi-
co Giulio Cesare di Roma. Tempi di cotte platoniche e di ap-
procci respinti. Forse per via della sua ingenuit: Gli basta-
va uno sguardo, apparentemente diverso, per avere la certez-
za che una ragazza nutrisse qualche sentimento nei suoi con-
fronti 2. Fatto sta che, sottratto per molti anni ancora a mu-
golii, gemiti e urla strozzate - come annota con sobria ele-
ganza il suo agiografo - si ritrovava a collezionare miraggi,
infinite illusioni-delusioni amorose.

Un giomo gli amici del verginello Costanzo lo presero di
mira con uno scherzo crudele. Bastarono pochi ritocchi per
trasfommare il rispettabile ufficio del padre di un ragazzo in
una casa squillo con tanto di luci soffuse. Preparata l'alcova,
bisognava far cadere l'ignara vittima. Uno dei ragazzi, men-
tre si discuteva al bar della solita carenza di donne, profil a
Maurizio la possibilit di vivere una travolgente esperienza
con una prostituta e che tutto sarebbe avvenuto nella massima
discrezione. Maurizio accett senza fare domande, non cap
che gli avevano teso un tranello. L'inganno per dur poco.
Mentre si dirigevano verso quell'appuntamento tanto ago-
gnato, un altro amico lo avvert che si trattava di uno scherzo
e che volevano burlarsi di lui. Cominciarono a volare gli in-
sulti. Tutto si concluse... in una rissa generale 3.

Poi arriv la sospirata prima volta. Avevo 17 anni, quasi
18. E stato a Genova, con una prostituta... Non era facile, al-
lora, riuscire ad avere rapporti sessuali con le amiche, con le
compagne di scuola 4.

Superati gli esami di maturit, Costanzo riusc anche a procu-
rarsi una ragazza fissa. Era siciliana, aveva sette anni pi di
lui, e lavorava al Comune di Roma. Due cose li univano: il

2 Ibidem, pag. 46.

3 Ibidem.

4 Cristina Maza, Al mattino non posso fare I'amore, in "Eva Express",
1980.

AGENZIA MATRIMONIALE

difficile rapporto con la bilancia e la passione per la "Topoli-
no", l'auto utilitaria di lei nel cui angusto abitacolo i due tra-
scorrevano i loro momenti di intimit. Non credo che esista-
no sul mercato utilitarie [cos] resistenti, ricorder quel gen-
tiluomo di Costanzo molti anni dopo S.

Smaltiti i primi entusiasmi e qualche precoce progetto co-
niugale, la love story all'improvviso si incrin fra continui li-
tigi. E salt fuori l'amara verit: lei aveva un altro, un geo-
metra collega d'ufficio con il quale tradiva il povero Mauri-
zio al riparo della resistente "Topolino". Ero quasi arrivato
al matrimonio, si rammaricher Costanzo. Suo padre era
entrato in una cooperativa edilizia. Uno dei due appartamenti
sarebbe stato nostro. Ho fatto persino dei lavori in quell'ap-
partamento. Credo che lei da pi di vent' anni abiti l con ma-
rito e figli. Per civetteria dir che mettono la spina in prese di
corrente da me decise 6.

Sconfitto dal geometra comunale, il giovane Costanzo visse il
tradimento del suo primo amore come un trauma. Un'onta
che decise di lavare con la vendetta.

L'occasione gliela fom un'infemmiera di Pordenone, dispo-
nibile assistente del medico di casa Costanzo. Tutto nacque
tra ricette inutili, un complimento, occhiate d'intesa, rac-
conter il suo agiografo 7, e la relazione fra il giovane Co-
stanzo e l'infermiera friulana fu cosa fatta. Ma una sera lei
commise l'errore di dirgli: Sai che ti ho introvisto sull'auto-
bus?, storpiando il verbo "intravedere". E lui, per punirla di
questo innocente svarione la moll su due piedi. Fu una for-
ma di sciocco orgoglio intellettuale, dir Costanzo per giu-
stificarsi 8, tentando di attribuire una qualche "nobilt" a una
pretestuosa mascalzonata.

5 U. Piancatelli, op. cit., pag. 57.

6 M. Costanzo, Smemorie, cit., pag. 28.

7 U. Piancatelli, op. cit., pag. 57.

8 M. Costanzo, Smemorie, cit., pag. 29.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I AGENZIA MATRIMONIALE

L'll gennaio 1963, il giomalista venticinquenne Costanzo
spos nella chiesetta di Isola Famese (in provincia di Roma)
la sua prima moglie: una fotografa di trentasei anni che si
chiamava Lori Sammartino 9.

Non si tratt del coronamento di una passione, o del culmi-
ne di un amore travolgente. Direi che il matrimonio mi pia-
ceva come fatto in s, ricorder lo sposo molti anni dopo.
[Era un] pretesto per uscire di casa... Lori era contraria al
matrimonio per principio: l'aver dovuto faticare per convin-
cerla fu quasi una gara. Mi dicevo: no, te la devi spos. Per
la ragione vera credo fosse proprio il mio infantilismo, il mio
amore per la scenografia. C'era, per esempio, la mia curiosit
di avere la fede al dito. A me piaceva molto, devo dire, la ma-
no con la fede. Ricordo che guidavo e la guardavo [la fede al
dito, NdA] e mi dicevo: "Eh, per..." '.

Come lasciavano presagire questi episodi, si tratt di una
cerimonia un po' assurda. Ricorder un amico dello sposo:
Tutti noi gli chiedevamo che razza di matrimonio fosse, per-
ch lo trovavamo estremamente ridicolo Il. Ma questo non
imped comunque alla coppia di partire, come da copione, per
il viaggio di nozze alla volta del Marocco. Anche se lo sposo,
per sua stessa ammissione, affront la lieta vacanza come un
inutile tedio 12

9 Costanzo lavorava alla redazione romana del settimanale femminile
"Grazia". Lori Sammartino aveva molti amici nel giro degli intellettuali
romani: ad esempio lo scrittore Ennio Flaiano, col quale aveva realizzato il
libro fotografico La domenica degli italiani. La Sammartino morir nel
1971 in seguito a un aneurisma cerebrale.

10 Annarita Torsello, Sento un leggero rossore, in "La Domenica del Cor-
riere", 13 agosto 1983.

I l U. Piancatelli, op. cit., pag. 65 . Durante la cerimonia, il sacerdote si av-
vit in un lungo sermone celebrativo, al punto che il testimone Raimon-
do Vianello sussurr in un orecchio dello sposo: Deve essersi sbagliato...
mi pare che faccia un discorso per un altro tipo di cerimonia, e Costanzo:
S, per un funerale.

12 Anni dopo, il disinvolto sposo dir di quella luna di miele: Non ricor-
do quasi nulla (Cfr. A. Torsello, cit.).

Solo quando torn a Roma, Costanzo si ringalluzz. La nuo-
va abitazione della coppia di sposini era situata nel quartiere
Parioli (il regno della Roma borghese), e lo sposo si affrett
ad assumere un maggiordomo: il signor Remigio, che girava
per casa indossando un'austera divisa a righine. Poi, per ag-
giungere un tocco di classe, Costanzo fece arredare tutto l' ap-
partamento (tranne la cucina) in bamb. Infine il novello spo-
so, nella bella casa di bamb con maggiordomo, si accorse
che il suo carattere era incompatibile con quello di sua mo-
glie, anche perch Lori non solo non gli ubbidiva con devo-
zione, ma pretendeva di comandare. Maurizio non accettava
il piglio grintoso di lei, e la colonnella Lori non sopportava le
debolezze di lui, ricorda un amico della coppia. Cos il lo-
ro matrimonio and subito in crisi, e fin la pace.

Io ebbi un primo scatto di intolleranza alla convivenza,
ricorder Costanzo, e andai a vivere in albergo. Cominciavo
appena allora a collaborare con la Rai, e ricordo che avevo un
amico... che era separato mi pare per la terza volta. Cammi-
nando di sera con lui nel centro di Roma... mi accorsi che sa-
lutava, dandosi reciprocamente del tu, alcune ragazze che fa-
cevano la vita in piazza di Spagna. Ebbi una botta di tristezza,
mi dissi: se essere separato vuol dire conoscere solo queste
persone, me ne tomo a casa 13.

Ma il ritomo al talamo dur solo pochi giomi. Approfittan-
do della momentanea assenza da Roma della Colonnella Lo-
ri, lo sposo fugg di nuovo. Mi sono separato per manifesta
mia impreparazione alla convivenza, intraprendendo subito
dopo le pratiche per l'annullamento, ammetter lui 14. Il ma-
trimonio era durato meno di 6 mesi.

13 A. Torsello, cit.

14 U. Piancatelli, op. cit., pag. 65.
Sedotte e abbandonate

Nel 1971, Costanzo si incendi di passione. Il fal dei sensi
glielo appicc una giovane e avvenente giomalista, Flaminia
Morandi.

Io conducevo alla radio - con Dina Luce - una trasmissio-
ne che si chiamava Buon pomeriggio, racconter Costanzo.
Un giorno venne da me una giomalista a farmi un'intervista
per le schede che teneva l'Ufficio stampa della Rai. Ci fu su-
bito fra noi, come si pu dire, uno sbandamento, un colpo di
fulmine. Ci incontrammo ancora il giomo dopo e capimmo
che c'era un fatto d'emozione reciproca, un fatto vero, preoc-
cupante. Il mio precedente matrimonio era stato annullato,
ma lei era sposata ~S.

Pochi mesi dopo quel primo incontro palpitante ma platoni-
co, caso volle che alla ventiquattrenne Flaminia venisse affi-
data la cura dei temi religiosi all'intemo del programma ra-
diofonico Buon pomeriggio. Una situazione incendiaria: la
bella Flaminia nella stessa redazione, gomito a gomito con il
Radiodivo Costanzo, all'epoca non ancora baffuto e alle pre-
se con un'incombente calvizie e una volonterosa dieta. Furo-
no subito scintille.

Disturbato dall'umana debolezza dei sensi, e in preda alla
gelosia professionale, Costanzo da principio dichiar guerra
alla Flaminia Tentatrice. Maurizio cercava sistematicamen-

15 A. Torsello, cit. Il marito di Flaminia Morandi era il giornalista del Tgl
Rai Alberto Michelini.

132

AGENZLA MATRIMONIALE

te di boicottammi, ricorder lei, diceva che io gli rovinavo
l'organicit della trasmissione. Un bel giomo litigammo vio-
lentemente, e io gli dissi che a me non importava molto di
quei servizi religiosi, ma li difendevo per il semplice fatto che
erano il mio lavoro 16.

Sbollito l'ego professionale, i sensi del Radiodivo ebbero il
sopravvento. Ci fu un galeotto invito a cena, e l'adulterio di-
vamp. La settimana seguente ero gi andata a vivere con
lui, ricorda la Morandi. Senza pensarci, presi le poche cose
che avevo nella soffitta in cui vivevo col primo marito e, let-
to compreso, le trasferii da Maurizio. La cosa, appena venne
risaputa in Rai, ebbe sapore di scandalo... Per parecchio tem-
po fui bandita 17.

Seguirono ben due anni di passione, coronati nel luglio 1973
dalla nascita della primogenita Camilla. E ottenuto l'annulla-
mento del precedente matrimonio, nel gennaio del 1974 Fla-
minia e Maurizio si sposarono. Una cerimonia sobria e qua-
si clandestina in Campidoglio, senza invitati n brindisi, che
dur solo pochi minuti: dopo avere detto S, infatti, lo spo-
so scapp di corsa al lavoro. La carriera, per lui, veniva prima
di tutto.

Se ne accorse presto la neo-signora Costanzo, che si ritrov
al fianco l'ombra di un ambiziosissimo marito per il quale la
famiglia era un'incombenza da ritagli di tempo (quando an-
dava bene). Neppure la nascita del secondogenito Saverio,
nel 1975, modific lo stato delle cose. Costanzo i suoi due fi-
gli li ha desiderati, per, quando sono nati, i suoi interessi
erano concentrati altrove... Assente nel prendersi le responsa-
bilit, nel fare scelte, nel seguirli concretamente, ha delegato
a me la mansione [di padre] 18, racconter anni dopo Flami-
nia Morandi.

16 Gianfranco Micali, Maurizio per me un amante clandestino, in "Og-
gi", marzo 1980.

17 Ibidem.

18 U. Piancatelli, op. cit., pag. 83.
MAURIZIO COSTANZO SHOC~

La situazione peggior nell'autunno del 1976, quando co-
minci il programma Tv Bont loro. Il capofamiglia usciva
di casa alle 8 del mattino e tornava la sera tardi; talvolta, la-
sciati gli studi Rai di via Teulada, rientrava a casa in punta di
piedi per non svegliare nessuno, e si chiudeva in bagno a leg-
gere... le lettere che gli spediva il pubblico 19. Lo pseudo-
marito esasper la sua seconda moglie al punto che la trascu-
rata Flaminia arriv a scagliare dalla finestra un vaso di fiori.

Nel novembre 1977, mentre Costanzo si apprestava a entra-
re nella P2 e a trasferirsi a Milano per dirigere "La Domenica
del Corriere", i due decisero di separarsi. Flaminia Morandi
allever i due figli in solitudine, e non si lascer pi nemme-
no sfiorare dall'idea di un nuovo marito.

Per incontrare un altro "piccolo grande amore" nella vita di
Costanzo, dopo il fallimento del secondo matrimonio, occor-
re arrivare all'autunno del 1983, quando gi si era lasciato al-
le spalle l'epopea piduista e il conseguente purgatorio.

Tutto scatur dalla nuova trasmissione Fascination, in onda
dall'ottobre 1983 sul network Retequattro. A fianco del Tele-
piduista risorto c'era Simona Izzo, la figlia del doppiatore
Renato Izzo emersa l'anno prima nel programma di Emilio
Fede Test, e sprofondata in un matrimonio fallito con il can-
tautore Antonello Venditti.

Pu darsi che Costanzo, scegliendo di legarsi a una compa-
gna di lavoro, volesse evitare la penosa situazione creatasi nel
precedente matrimonio. Pu darsi che lei fosse in un momen-
to di scarsa lucidit. Sta di fatto che i due conduttori di Fasci-
nation vennero ben presto indicati dalla stampa rosa come la
nuova coppia amorosa dello spettacolo Tv. La conferma uffi-
ciale la diede il Teleseduttore in persona. Alla domanda se
fosse realmente innamorato, rispose: Io sono spesso inna-
morato, ma di Simona lo sono seriamente 20. I due teleco-

19 Ibidem, pag. 87.

20 Enrico Pugnaletto, Stavolta dietro l'angolo ho trovato l'amore vero,
in "Oggi", 30 maggio 1984.

AGENZIA MATRIMONIALE

lombi gi vivevano insieme, nell'appartamento di lui in via
Mazzlm.

Presto le foto della coppietta, teneramente abbracciata, in-
vasero i settimanali scandalistici e familiari, con relativo con-
tomo di indiscrezioni a preannunci di prole. Costanzo di-
chiar al settimanale "Oggi" di avere avviato le pratiche per
il suo divorzio dalla precedente moglie, visto che fino a quel
momento era solo separato 21. "Novella 2000" scrisse che i
due volevano un figlio al pi presto, e riport la testimonian-
za di un loro anonimo collega di lavoro: Guardarli, sempre
cos inseparabili, fa davvero bene al cuore... Lui, comunque,
quello che fa pi impressione: praticamente, pende dalle
labbra della Izzo - respira, parla e vive soltanto per lei 22.
Confemmer il sempre puntuale agiografo del Teleseduttore:
La loro storia sembrava una telenovela pubblicitaria a pun-
tate sui giomali... Costanzo si sent di nuovo felice, come non
succedeva da tanto tempo. La brutta stagione della P2 era or-
mai un ricordo 23.

Concluso Fascination, Costanzo decise di tenersi al fianco
la fidanzata Simona Izzo anche nel suo nuovo programma
Buona domenica, che cominci ad andare in onda nel gennaio
1985. Poi volle recitare insieme con lei nello sceneggiato a
puntate Orazio (ideato da lui e prodotto con il fido Silvestri)
nel quale interpretavano la parte di marito e moglie. Fra la Te-
lecoppia, tutto sembrava filare a meraviglia, d'amore e d'ac-
cordo in scena e nella vita.

Ma a un certo punto i due smisero di sorridere e di sorrider-
si davanti alle telecamere e ai fotografi. In una prima fase
sembr trattarsi di una crisi "artistica". La Izzo rimproverava
al compagno di farle ombra: Tu sei gi un giomalista affer-
mato, io invece devo ancora creamli un'identit. Perch, allo-

21 Ibidem.

22 Daniela Gherardi, Simona Izzo: dietro l'angolo c' un bambino per
Costanzo, in "Novella 2000", 4 settembre 1984.

23 U. Piancatelli, op. cit., pag. 112.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

ra, fai il mattatore? 24. E lui rispondeva: Simona pensa che
la convivenza lavorativa sia possibile. Io trovo che logora 25.
Detto e fatto: Simona Izzo fu subito allontanata da Buona do-
menica, e sul set di Orazio venne sostituita con l'attrice Ema-
nuela Giordano.

Nel dicembre del 1986 risult chiaro che, cessato il sodali-
zio artistico, anche la love story da rotocalco era finita. Co-
stanzo annunci infatti alla stampa: Vado a vivere da solo -
altro che matrimonio e bambini... E la Izzo, di quello che era
ormai il suo ex promesso sposo, disse: E prepotente, senti-
mentalmente pigro, solitario, narcisista, ambizioso, un uomo
che non sa cosa vuol dire corteggiare una donna, e che vive
tutto per il suo lavoro 26.

In realt, il Teleseduttore aveva dato il benservito alla fidan-
zata-partner perch aveva gi adocchiato una nuova conqui-
sta: la crocerossina Marta Flavi.

24 Eleonora Benincasa, Tradimento in Tv: Costanzo ha lasciato a casa la
Izzo, in "Eva Express", 11 luglio 1985 .

25 Luigi Bemardi, Ho divorziato da Simona per riuscire a sposarla, in
"Oggi", 27 novembre 1985.

26 U Piancatelli, op. cit., pag. 113 .

Dalla Crocerossina alla Camionista

Quando conobbe Costanzo, Marta Fiorentino - in arte Flavi -
galleggiava nell' anonimato. Trentaseienne, nubile (la stampa
le aveva attribuito un flirt con Gianni Morandi e col cantante
di un gruppo rock), nel curriculum professionale aveva una
conduzione televisiva passata inosservata. La storia d'amore
con il Teleseduttore far di lei una stellina e una sposa.

Il nostro primo incontro avvenne in fotografia, racconter
la fortunata. Maurizio vide, a casa di una mia amica, una fo-
to di me e lei assieme, e le chiese dove abitavo perch gli sa-
rebbe piaciuto incontrarmi. Dopo aver saputo questo, fui io a
chiamarlo al telefono. Gli dissi che ero lusingata che una per-
sona importante come lui fosse curiosa di conoscermi. Lui mi
invit ad andarlo a trovare nei suoi uffici in televisione, e poi-
ch, quando ci andai, non riuscimmo a scambiare una sola pa-
rola a causa della confusione e della gente che c'era intomo,
Maurizio mi propose: "Se non si scandalizza, la invito a ce-
na"... Andai a cena a casa sua. Aveva una cameriera nera con
un gran turbante, che ci serviva a tavola. Lui continuava a
darmi del lei, mi faceva un mucchio di domande, come se do-
vesse intervistarmi. Sembrava che avesse improvvisato un
Costanzo Show dei poveri. Alla fine mi regal un libro di poe-
sie, e io gli dissi: "Arrivederci e grazie". Mi chiese se poteva
telefonarmi ancora, ma io partii per l'America 27.

27 Lauretta Colonnelli, L'abito nuziale lo conservo per nostra figlia, in
"Amore", 1 febbraio 1990. Cfr. anche i successivi brani della Flavi citati.
MAoRIZIO COSTANZO SHOCK

L'incontro descritto dalla Flavi avvenne nel luglio del 1986,
quando Costanzo faceva ancora coppia con Simona Izzo. Ma
il Teleseduttore, per evitare uno scandalo rosa, dichiarer alla
stampa di avere conosciuto la Flavi nell'estate del 1987, po-
sticipando la data di un anno, cio a dopo la fine del suo rap-
porto con la Izzo - un vero mago della comunicazione...

Nel settembre del 1986, la Flavi tom dal suo viaggio in
Usa. Avevo visto alla televisione americana un programma
sugli animali, e decisi di rivenderlo in Italia. L'unica persona
importante che conoscevo era Maurizio. Gli telefonai e tomai
a cena una seconda volta. Gli raccontai il programma, e lui
tutto serio mi fa: "Questo programma fa schifo. Ma tu perch
non torni domani?". E io: "E perch dovrei tomare?". "Per-
ch mi piaci tanto, mi metti allegria". Improvvisamente lo vi-
di bello: era simpatico, rilassato, diverso dalla prima volta.
Cos tomai. E lui cominci una corte serrata che dur otto
giomi. Capii dopo il perch: doveva partire per l'America e
aveva solo otto giomi di tempo per farmi capitolare.

Il Teleseduttore fece breccia nel cuore della sua preda gi a
partire dal terzo giomo. Mi parlava per ore e ore, fissandomi
negli occhi... Io uscivo da casa sua stordita, ipnotizzata. E
quando lui vol in America, riusc anche da l a fare in modo
che a lei venissero quotidianamente recapitati mazzi di cento
rose rosse, e il sabato razione doppia, perch la domenica i
fiorai non lavorano. L'investimento di capitali in fiori port
buoni frutti: quando il Teleseduttore fece ritomo a Roma, lei
lo aspettava all' aeroporto a braccia spalancate.

Sei mesi dopo il loro primo incontro, la Flavi fece i bagagli
e si trasfer nell'appartamento di Costanzo in via Mazzini: lo
stesso in cui lui aveva appena trascorso i suoi giomi felici con
Simona Izzo. L'appartamento pi che un'abitazione sem-
brava un ufficio intasato dal fumo delle sigarette. Marta Flavi
si preoccup... di renderlo pi vivibile. Trasfer altrove scri-
vania e giomali, e cambi l'arredamento con mobili leggeri e
mettendo piante ovunque 28. In un momento di languore,
Costanzo si ricord dei suoi due figli, e pens bene di eserci-

28 U. Piancatelli, op. cit., pag. 116.

AGE~IA MATRIMONL~LE

tare per una volta il suo ruolo di padre sottoponendo loro la
nuova fidanzata di pap. A Camilla e Saverio lei risult mol-
to simpatica, e super la prova a pieni voti 29.

La nuova conquista del Teleseduttore si rivel subito come
la donna ideale, una fata provvista della dedizione e della so-
briet che lui aveva sempre sognato. Quotidianamente la dol-
ce Marta telefonava alla redazione del Costanzo Show e do-
mandava flautata: C' chicco d'oro mio?. Non solo: la pro-
messa sposa si recava anche in redazione di persona per sa-
lutare il promesso sposo, e a quel punto nascevano situazioni
piuttosto imbarazzanti. Avevano l'abitudine di rinchiudersi
nell'ufficio di lui per amoreggiare come se fossero in un bo-
schetto, racconta un collaboratore. A uno di noi capitato
di entrare nella stanza trovandoli avvinghiati come in quelle
tipiche scene da commedia sexy all'italiana.... Una redattri-
ce del talk show, ricordando quei giomi, dice: L'atteggia-
mento e il comportamento della Flavi era quello di una tipica
crocerossina. Per un paio d'anni, ogni giomo, ha costretto
Maurizio a una rigida dieta. Gli diceva che era importante per
la sua salute, e quindi controllava personalmente che dal ri-
storante sotto l'ufficio, al chicco d'oro suo venissero manda-
ti solo bocconcini di mozzarella e pesce lesso... Per uno come
lui, abituato a scofanarsi di tutto, stata una durissima prova.
Ma ubbidiva, eccome ! .

Il 1989 fu per la coppia un anno prodigioso. Il 16 gennaio la
stampa annunci l'avvio su Canale 5 di Agenzia matrimonia-
le, un programma per cuori solitari prodotto da Costanzo e
condotto dalla Flavi. E cinque mesi dopo, il 7 giugno, i due
convolarono a nozze. Alla Crocerossina Flavi sembrava di
sognare: un programma televisivo a sua disposizione, e un
marito ricco e famoso. Tutto in una volta, da non crederci.

Purtroppo, a causa degli impegni di lui, il viaggio di nozze
dovette essere spostato ad agosto. Andarono a Positano, e
alloggiarono in un lussuoso albergo frequentato da nababbi.
Tutte le sere mangiavamo a lume di candela, racconter poi

29 Ibidem, pag. 117.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

la Crocerossina. Un principe arabo ogni tanto ci invitava sul
suo panfilo, dove aveva una piscina con delfini che vi nuota-
vano dentro 3. Al ritomo dalla luna di miele, la sposina con-
vinse il marito ad acquistare il piano attico dell'edificio di via
Mazzini in cui gi abitavano, e la coppia ci si trasfer adattan-
do il precedente appartamento a studio di lui. Intanto, un lan-
guido Costanzo dichiarava alla stampa senza neppure arrossi-
re: Adesso ci manca soltanto un figlio, per completare la no-
stra felicit. Da un po' di tempo a questa parte, Marta e io av-
vertiamo il desiderio di mettere al mondo un bambino. Ne ab-
biamo parlato e ci stiamo pensando. Prima o poi prenderemo
questa importantissima decisione 31. Un quadretto davvero
idilliaco. Peccato solo che fosse fasullo.

Ancora fresco di luna di miele, nel corso di un convegno au-
tunnale organizzato a Venezia dai produttori di videocassette
(Univideo), il Teleseduttore cinquantenne aveva conosciuto
una certa Maria De Filippi, presentatagli dall'amico-socio
avvocato Assumma. Una ventottenne di virile bellezza, la De
Filippi, con un vocione degno di un basso lirico e un porta-
mento da vero maschiaccio: non a caso in quel di Pavia, dove
lei aveva vissuto fino al conseguimento della laurea in Giuri-
sprudenza, si era guadagnata il soprannome di Maria la Ca-
mionista.

Sul finire del 1989, la De Filippi si insedi negli uffici della
Simco (la societ di Costanzo preposta ai cosiddetti corsi di
comunicazione per manager). Dire che ci stava antipatica
sarebbe un eufemismo, racconta un collaboratore della Sim-
co. Ci aveva disturbato il fatto che questa ultima arrivata fos-
se diventata subito l'assistente personale di Costanzo, e che
si fosse piazzata in una stanza attaccata all'ufficio del capo.
Bench fosse tutto cos strano, nessuno arrivava a immagina-
re una tresca sentimentale: "il capo" si era appena sposato per
la terza volta, e non perdeva occasione per ribadire l'amore
per sua moglie e la voglia di patemit. Colmo del paradosso,

3 L. Colonnelli, cit.

31 Mimmo Paccifici, in "Oggi", 20 dicembre 1989.

AGENZIA MATRIMONIALE

nel frattempo la Flavi e la De Filippi erano diventate grandi
amiche: andavano sottobraccio al Foro italico per assistere
agli Intemazionali di tennis, e spesso il Teleseduttore le por-
tava insieme fuori a cena. Forse la moglie Crocerossina, dal-
l'alto della sua indubbia femminilit, non riusciva a vedere
nella virile Camionista una possibile rivale in amore.

Finch una mattina, all'anulare della "assistente del capo"
comparve una fascetta d'oro tempestata di brillanti. Le do-
mandammo chi le avesse fatto quel prezioso e impegnativo
regalo. Lei rispose che si trattava di un amico, ma era talmen-
te imbarazzata che qualcuno tra noi cominci a sospettare....
L'amante di Costanzo racconter poi cos il corteggiamento
del Teleadultero: Mi ricordo i primi tempi... Era ancora spo-
sato con Marta Flavi, e di sera riempiva la mia segreteria te-
lefonica di messaggi. Tutti uguali: "Speravo di trovarti, ma
non ci sei, mi dispiace", e metteva gi... Questo dimostra che
un mago, un genio. Non diceva mai "Dove sei? Con chi?",
per mi faceva sentire in colpa, e io non uscivo pi... La no-
stra relazione era clandestina, i colleghi non dovevano so-
spettare, cos lui mi faceva recapitare in ufficio anonime com-
posizioni floreali... 32.

La relazione segreta dur qualche mese, poi venne defini-
tivamente scoperta e innesc una guerra coniugale. La Fla-
vi, da brava moglie tradita, mont infatti su tutte le furie:
ironia della sorte, nel settembre 1990 avrebbe dovuto condur-
re il suo nuovo programma per coppiette in crisi intitolato Ti
amo, parliamone... Il Teleadultero, che un uomo tutto d'un
pezzo, lasci subito il tetto coniugale e si sistem all'Hotel
Byron. Dopodich diede mandato ai suoi legali di chiedere al
Tribunale la separazione giudiziale 33, e di inoltrare istanza
per sloggiare la moglie numero 3 dall'attico di via Mazzini.

Era l' inizio di una lotta senza esclusione di colpi. La Flavi
furibonda, tempestava la redazione del Costanzo Show di te-

32 Laura Carassai, "La mia vita, prigioniera di Maurizio Costanzo", in
"La Stampa", 29 aprile 1992.

33 E la separazione non consensuale, richiesto da uno solo dei coniugi.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK I AGENZIA MATRIMONIALE

lefonate chiedendo di parlare con il marito, ma lui si faceva
negare, racconta un testimone. Finch arriv a minacciare
un'irruzione sul palco del Parioli per gridargli in faccia, da-
vanti a tutti, le sue ragioni. Solo a questo punto, Costanzo si
decise a prendere in mano la cometta dandole retta per qual-
che minuto... Ma la situazione rimaneva esplosiva.

L'epicentro della battaglia, dati i protagonisti, si spost ben
presto sulla propriet del superattico di via Mazzini. E quan-
do la Crocerossina, a sua volta, ricorse alle vie legali perch
le fosse riconosciuta la propriet dell' abitazione, la Camioni-
sta scese in campo nel tentativo di aiutare il suo amante a tu-
telare i propri interessi. Insieme, i due fedifraghi architettaro-
no un diabolico piano: suggerirono un velenoso articolo con-
tro la Flavi, poi pubblicato dal settimanale scandalistico "Eva
Express" 34.

Peccato che quando una storia di coppia finisce, ci sia sem-
pre chi si vuole vendicare. Senza discrezione e senza dignit,
solo animato da una voglia di rivalsa che, spesso, non ha fon-
damento, si leggeva nell' articolo. Lei, Marta Fiorentino, in
arte Flavi, prima di sposare Maurizio Costanzo e diventare,
grazie a lui, reginetta del piccolo schermo e personaggio da
copertina... aveva cercato per anni il suo pezzetto di storia e
di gloria nelle varie emittenti private e anche alla Rai, non riu-
scendo ad arrivare mai oltre i programmi di basso ascolto...
Poi, il matrimonio e Agenzia matrimoniale l'hanno trasfor-
mata in una donna ricca e famosa: gioielli antichi, guardaro-
ba firmato, un cospicuo conto in banca.... L'intento del pez-
zo era chiaro: screditare pubblicamente la Flavi, ricordare che
doveva tutto al celebre marito, e delegittimare cos qualunque
sua ulteriore pretesa economica: come ad esempio il superat-
tico di via Mazzini.

Maria segu questa battaglia con grande partecipazione,
ricorda una persona a lei vicina in quel periodo. E non solo
per proteggere il patrimonio del fidanzato. Ci teneva a umi-

34 Il settimanale edito dalla Rusconi, casa editrice dove l'avvocato Gior-
gio Assumma (amico e socio di Costanzo) di casa. L'articolo "pilotato"
stato pubblicato il 20 dicembre 1990.

liare la Flavi, e voleva che sparisse per sempre dalla vita di
lui. Ma alla fine - contrariamente ai desideri della Camioni-
sta - Marta Flavi l'ha spuntata: rimasta nel superattico di
via Mazzini, e secondo alcune voci ha ottenuto anche una
congrua liquidazione.

Oggi alla terza ex signora Costanzo ed ex Crocerossina ba-
sta sentire il nome della De Filippi per uscire dai gangheri. E
del suo ex marito dice lapidaria: E un uomo terribile... Mi
domando come ho potuto perdere tempo con un individuo del
genere.

Come gi era capitato alla Flavi, anche Maria la Camionista
ha ricavato dall'unione amorosa con il Teleseduttore succes-
so e denari.

Nel 1992, Costanzo l'ha imposta sugli schermi di Canale 5
quale conduttrice del programma Amici, un talk show da lui
stesso prodotto e dedicato alle problematiche giovanili. Tre
anni dopo, la trasmissione stata promossa in prima serata e
trasformata in una telerissa fra genitori e figli. E a completa-
re il quadretto, il 28 agosto 1995 la Camionista diventata la
quarta signora Costanzo.

La toccante cerimonia nuziale si svolta in Campidoglio,
celebrata dall'amico-sindaco Rutelli. Poi seguita una gran
festa nella villa campestre dell' avvocato Assumma, con oltre
cento invitati di grido - fra gli altri, Michele Santoro, Fedele
Confalonieri, Gianni Letta, e perfino il divino Berlusconi. Un
concentrato di potenti e di potere che non ha affatto disturba-
to la sposa, la quale infatti confermer: Il potere mi piace,
quando pu servire 35 - nessuno, del resto, ha mai avuto il
minimo dubbio.

35 Alain Elkann, in "La Stampa", 25 marzo 1996.
PRONTO PER TUTTE LE STAGIONI
Il Teleciambellano

Enzo Biagi, Giorgio Bocca e Indro Montanelli devono rasse-
gnarsi. Secondo un autorevole sondaggio, a met degli anni
Novanta il giomalista pi popolare d'Italia Costanzo. Un
quindicennio di quotidiano bombardamento televisivo ha in-
fatti determinato questa situazione: il 97,8 per cento degli ita-
liani lo conosce; il 31 per cento ritiene che lui sia il personag-
gio televisivo pi intelligente, e il 52 per cento lo colloca al
primo posto tra gli opinionisti degni di maggior fiducia l. Se-
condo il giomalista Paolo Martini, Costanzo forse oggi
l'uomo pi potente d'Italia 2.

Non hanno pi alcun rilievo i suoi torbidi trascorsi piduisti,
il suo patologico opportunismo politico, il suo storico servili-
smo nei confronti del potere e dei potenti. Non ha alcuna im-
portanza che persino "Famiglia Cristiana" scriva di lui che
un predicatore laico un tanto al chilo. Deferente con i poten-
ti e impietoso con i deboli. Intoccabile, pemlaloso e vendica-
tivo. Un campione dell'Italia che non si vergogna. La popo-
larit di cui gode lo fa sentire al sicuro, e non un caso che se
la sia conquistata attraverso le Tv berlusconiane.

A un giomalista che gli domandava cosa lo accomunasse a
Berlusconi, Costanzo ha risposto: Un antico affetto, abbia-

I Dati di un sondaggio Abacus. Cfr. "Panorama", 20 giugno 1996, e "Il
Venerd di Repubblica", giugno 1996.

2 P. Martini, Maledetta Tv, Limina, Arezzo 1996, pag. 85.
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

mo vissuto insieme momenti clamorosi 3. Ed la pura verit,
perch il loro rapporto stato tutto un clamore. Gi a partire
dal 1978, quando il 26 gennaio entrambi si affiliarono alla P2
(inquadrati nello stesso Gruppo 17), cio la Loggia masso-
nica segreta definita dal Presidente della Repubblica Sandro
Pertini un'associazione a delinquere. Poi, nel 1984, supe-
rato lo scoppio dello scandalo P2, i due diventarono insepa-
rabili, e lo sono rimasti nel tempo.

Fu subito evidente lo stretto intreccio affaristico che li lega-
va. Quando il 16 ottobre 1984 i pretori di Torino, Roma e Pe-
scara decisero di oscurare i network Fininvest fuorilegge 4,
Costanzo fu tra i primi a salire sulle barricate. Organizz ad-
dirittura un memorabile "necro-show" che l'indomani venne
cos commentato dal critico Sergio Saviane: Alle dieci di se-
ra comincia la veglia al catafalco della defunta Retequattro.
Officiatore Costanzo, listato a lutto. E un Costanzo scolorito,
smunto, gli occhi segnati dal dolore, la lacrima in agguato 5,
un vero teatrante.

Promosso sul campo, il Teleciambellano, forte dell'appren-
distato nella villa aretina del Venerabile Gelli, cominci a
bazzicare nella villa di Arcore del venerabile Berlusconi: una
frequentazione col tempo sempre pi assidua e zelante, age-
volata dai trasferimenti a bordo dell'aereo personale del ma-
gnate della Fininvest, che per il fido Costanzo avr sempre
mille attenzioni.

Ad Arcore, nella villa San Martino strappata alla famiglia
Casati Stampa grazie all'avvocato-galantuomo Cesare Previ-
ti 6, il Teleciambellano si ritrovava in compagnia di molti suoi

3 Norma Rangeri, Nostra maestra televisione pensaci tu, in "il manife-
sto", 28 luglio 1995.

4 La legge vigente, infatti, vietava alle Tv locali di trasmettere in ambito
nazionale; ma i network della Fininvest, ncorrendo a un espediente forma-
le, irradiavano ugualmente i loro programmi in tutta Italia.

5 S. Saviane, Che notte quella notte, in "L'Espresso", 28 ottobre 1984.

6 Il colossale imbroglio grazie al quale, con la regia dell' avv. Previti, buo-

PRONTO P~R TUrrE LE STAGIONI

pari-grado: Andrea Monti (direttore di "Panorama"), Rober-
to Briglia (direttore di "Epoca"), Enrico Mentana (direttore
del TgS), Emilio Fede (direttore del Tg4), e Giuliano Ferrara
(megafono di Craxi). Al cospetto dell'Unto dal Signore, i cer-
velloni della Fininvest formavano quello che la stampa de-
finir un vero e proprio Soviet Supremo dell'impero del Bi-
scione.

Nel Soviet tenutosi a Arcore il 28 novembre 1992, per esem-
pio, Costanzo attacc l'amico Eugenio Scalfari 7. In uno dei
Soviet svoltisi nel 1993, il venerabile Berlusconi, riferendo-
si alla "ostilit" verso il gruppo Fininvest da parte di "la Re-
pubblica" e "L'Espresso", confid: Mi diceva ieri Costan-
zo: "Loro non sono abituati a essere attaccati. Se li attacchia-
mo, rientreranno nel guscio" 8. Nel corso del Soviet del 20
marzo 1993, il Teleciambellano super se stesso, scagliando-
si contro la direttiva Cee che limitava le sponsorizzazioni dei
programmi Tv: Costanzo dell'avviso che sull'argomento
bisogna battersi con decisione, "con la scimitarra", senza al-
cun timore reverenziale, scendendo in campo con tutte le for-
ze, con la televisione e con la carta stampata. E favorevole a
una comunicazione "incandescente", basata su espressioni...
del tipo: "Questa sera ci siamo, ma non sappiamo se ci sare-
mo ancora" 9.

na parte dell'eredit Casati (compresa la villa di Arcore) fin nella mani di
Berlusconi, raccontata nel libro di Giovanni Ruggeri Berlusconi. Gli af-
fari del Presidente, Kaos Edizioni, Milano 1995, pagg. 79-113.

7 Nel verbale della riunione si legge infatti: Costanzo non ritiene che Al-
leanza democratica abbia grandi prospettive: anche solo per il padrinaggio
di Scalfari, che a suo tempo non ha portato fortuna n a Berlinguer n a De
Mita. Ma "il padrinaggio di Scalfari" aveva portato fortuna all'ingrato
Costanzo, quando il direttore di "la Repubblica" si era prodigato per farlo
tornare sugli schermi di Retequattro dopo lo scandalo P2.

8 Cfr. Federico Orlando, n sabato andavamo ad Arcore, Larus, Bergamo
1995, pag. 98.

9 La "incandescente" detenninazione di Costanzo nel contrastare a colpi
di plateali teleshow la normativa Cee era motivata anche da interessi pub-
blicitari personali: quelli direttamente legati alle sponsorizzazioni del suo
MAURIZIO CosrANzo SHOCK I PRo~ro PER TUTrE LE STAGIONI

La direttiva della Cee cozzava contro la selvaggia politica
pubblicitaria delle Tv Fininvest, e Costanzo pens bene di co-
gliere l'occasione per sciorinare tutto il suo zelo. Cos il 7
aprile 1993 diede il via dal Teatro Parioli all ' operazione "Vie-
tato vietare": la rivolta berlusconiana contro le indicazioni
comunitarie. Molti dei divi Fininvest aderivano alla campa-
gna, ma il prode Teleciambellano superava tutti: invit perfi-
no i telespettatori a sommergere il ministero delle Poste di te-
legrammi con lo slogan "Vietato vietare".

Poi, quando sul finire del 1993 Berlusconi stava mettendo a
punto in gran segreto il partito-azienda Forza Italia, il Tele-
ciambellano fece del suo meglio perch la manovra restasse
riservata. Al punto da scontrarsi davanti a milioni di telespet-
tatori con la sua creatura Vittorio Sgarbi. Accadde al Costan-
zo Show del 3 novembre: si parlava delle voci relative a un
possibile partito berlusconiano, e improvvisamente l'intem-
perante Sgarbi sbott rivolto a Costanzo e a Enrico Mentana:
Siete due formidabili bugiardi... Da Berlusconi, quella sera,
c'eravamo tutti, io e anche voi, quando lui ci ha detto che far
il partito. Il craxiano Mentana disse: Ma che dici?!. E Co-
stanzo chios, rivolto a Sgarbi: Fai il festival del cialtrone.

Intanto, il Costanzo Show continuava a svolgere egregiamen-
te la sua storica funzione di salotto di regime, comprensivo di
pratiche censorie.

Nel gennaio del 1993, ad esempio, i cabarettisti torinesi Pier
Angelo e Giovanni Barolo denunciavano: Abbiamo avuto
un contatto per la trasmissione di Canale 5 Maurizio Costan-
zo Show: ma ci hanno detto che se fossimo stati ammessi alla
trasmissione non avremmo dovuto parlare affatto, n bene n
male, dei socialisti, e soprattutto di Craxi e Berlusconi... Che
credibilit pu avere un programma di questo tipo, quando
ogni giorno al suo interno si tengono piccoli comportamenti

talk show, prodotto a partire dal 1987 dalla Fortuna Audiovisivi srl (soci:
Costanzo di maggioranza, e i soliti Fasoli, Silvestri, Assumma). Liquidata
la societ nel dicembre 1995, la produzione del Costanzo Show verr poi
affidata alla Fascino Pgt srl (stessi soci).

mafiosi? Noi non siamo in cerca di pubblicit, n risentiti per
il mancato invito al Costanzo Show, siamo mezze tacche e
mezze tacche restiamo. Ma il nostro non un caso isolato: ab-
biamo chiesto a tutti quelli come noi di non eccelsa notoriet
se anche a loro era stato posto questo divieto: la risposta sta-
ta affermativa. Perch Costanzo furbo, e questo tipo di com-
portamento lo tiene solo con le mezze calzette come noi, che
non possono permettersi di rifiutare un ingaggio. A un Gior-
gio Bocca non censurer mai niente, chiaro. Costanzo usa
due pesi e due misure....

E il Teleciambellano, infastidito, replicava: Certo che uso
due pesi e due misure: quando voglio parlare di politica, e or-
ganizzo puntate speciali a questo scopo, chiamo anche perso-
ne che mi paiono adatte per la loro statura morale e la loro
preparazione. Specialmente la "statura morale"...
PRONTO PER TUl-rE LE STAGIONI

Il berlusconiano dell'Ulivo

Nella primavera del 1994, l'Italia politica si divisa in due
schieramenti contrapposti: Destra e Sinistra. Per Costanzo,
abituato da quasi un ventennio a stare a destra della Sinistra,
a sinistra della Destra, sopra e sotto il Centro (a seconda di
opportunit e convenienze), stata una brutta botta. Puntare
su uno dei due schieramenti gli sembrava un imbarazzante
temo al lotto. Ma alla fine si cavato d'impaccio come solo
lui sa fare.

Prima ha seguito in silenzio la pericolosa "discesa in cam-
po" del venerabile Berlusconi (oppresso da debiti e guai giu-
diziari). Poi si prostrato ai suoi piedi quando Lui, da leader
della Destra, ha vinto le elezioni del 28 marzo 1994, ma ha
sommessamente precisato di avere votato per la Sinistra. E
infine, quando il govemo Berlusconi caduto, si inventato
un ruolo di cemiera fra i due schieramenti, una specie di Te-
lemediatore pronto per tutte le stagioni. Ha in mano uno
strumento formidabile, per un Paese che finito... sotto la dit-
tatura del talk show. Dal Teatro Parioli distilla con sapienza e
spregiudicatezza la ricetta del nuovo regime, che in definitiva
il suo. Nulla pu resistergli, soprattutto le persone e le idee
peggiori lo.

Schierato a parole con la Sinistra, ma militante di punta delle
Tv della Destra, il Costanzo legato da antico affetto (e da

10 p. Martini, op. cit., pag. 86.

comuni affari3 all'onorevole Berlusconi si a un certo punto
infatuato dell'ex comunista Massimo D'Alema.

Il nuovo invaghimento del Teleciambellano cominciato
nell' autunno del 1995 . In quel periodo, il segretario del Pds si
stava affemmando come il nuovo "uomo forte" della politica
italiana, e lui gli corso subito incontro. Non a caso Costan-
zo ha presentato, al festival dell'Unit di Reggio Emilia il li-
bercolo di D'Alema Un paese normale pubblicato dalla ber-
lusconiana Mondadori. E Giorgio Bocca ricorder cos quel-
l'episodio: La presentazione era affidata a Maurizio Costan-
zo uomo di televisione che anche in quell'occasione faceva
televisione, una sorta di quiz, con dei giovani scelti... per por-
re dei quesiti politici al campionissimo di quel Lascia o rad-
doppia?: il segretario Massimo D'Alema. Il quale, altamente
compiaciuto, sorridente sotto le luci dei riflettori e sotto l'oc-
chio rispettoso delle telecamere, si parl addosso per oltre
due ore. Avrei dovuto capire allora che anche lui, il segretario
del partito che fu comunista, si considera ommai un uomo di
televisione ll

Quando nel dicembre 1995 la Sinistra si riunita nel con-
vento di Pontignano per trascorrere un week-end strategico-
propagandistico, il Teleciambellano era naturalmente tra gli
invitati di grido come "superesperto Tv" e "grande comuni-
catore", oltre che dispensatore di "consigli per l'immagine".
E il suo intervento stato di quelli davvero memorabili: Per
prima cosa bisogna avere presenti due cose, ha detto, una
cosa da dire e cercare di dirla meglio e pi velocemente che si
pu. Riflessioni che Corrado Augias, presente all'incontro,
ha definito due classiche uova di Colombo davanti alle qua-
li qualcuno [ha alzato] il sopracciglio 12. Al termine dell'im-
pegnativa adunata, un giomalista ha chiesto a Costanzo che
cosa ci facesse l un berlusconiano come lui. Berlusconiano

Il G. Bocca, Ma D'Alema lo sa che cinque tg su sette sono berlusconia-
ni?, in "L'Espresso", 7 gennaio 1996.

l~ C. Augias, Quelli che in convento..., in "Il Venerd di Repubblica",
gennaio 1996.
MA~IRIZIO COSTANZO SHOCK I PRONTO PE~ TUrrE LE STAGIONI

io?, ha risposto il Teleciambellano. Non ci crede proprio
nessuno... Io ho sempre votato a sinistra... Mi piaceva Nenni,
quel socialismo l 13.

Durante la campagna elettorale della primavera 1996, il Co-
stanzo Show stato una delle mete televisive pi ambite dal-
la nomenklatura di Destra e di Sinistra. Si capisce: il padrone
di casa un noto intervistatore al di sopra delle parti - anzi
al di sotto, essendo indifferentemente genuflesso al cospetto
dell'onorevole Fini o dell'onorevole Bertinotti, dell'onore-
vole Bossi o dell'onorevole Casini. E la sera che sul palco del
Parioli salito il suo sodale onorevole Berlusconi, si fatto
trovare pronto: non solo lo ha intervistato alla sua furbesca
maniera, ma ha pure recitato da spalla dandogli del "tu". Per-
ch l'amicizia e la "fratellanza" (soprattutto se cementate da-
gli affari) vengono prima di tutto.

Tutto questo non ha comunque impedito al "grande eletto-
re" Costanzo di essere subito indicato fra i "magnifici 100"
della nomenklatura dell'Ulivo 14 dopo la striminzita vittoria
alle elezioni del 21 aprile 1996. E per non sbilanciarsi troppo,
il Teleciambellano si anche affrettato a prestare il suo sorri-
so allo spot pubblicitario per il collocamento in Borsa delle
Tv del partito-Fininvest. Tanto dalla Sinistra nessuno lo rim-
provera. E pu perfino permettersi di non badare alla rivalit
che c' all'interno del Pds fra l'amico D'Alema e Walter Vel-
troni: lui ha un ottimo rapporto anche con il vicepresidente
del Consiglio. Veltroni uno dei primi, nel Pds, ad aver ca-
pito bene cos' la Tv, ha proclamato il Teleciambellano in-
vitando Veltroni al suo Show. Ma c' di pi. Da giovane, lui
conosceva sia Ivanka sia Vittorio Veltroni, i genitori del pic-
colo Walter. Per cui la stampa ha colto nel segno annuncian-
do che Costanzo arruolato effettivo nella cosiddetta "Arma-
ta Veltroni" 15.

13Cfr."LaStampa", 11 dicembre 1995.

14 Cfr. 1100 del nuovo potere, in "L'Espresso", 13 giugno 1996.

15 Paolo Conti, Costanzo: roba da pallottoliere, in "Corriere della Sera"
5 maggio 1995.

Nel giugno 1996, la casa editrice veltronian-berlusconiana
Baldini & Castoldi ha pubblicato il "saggio" La Tv piccola
firmato Maurizio Costanzo. Si tratta di un libretto nel quale
vengono banalmente riciclate una serie di lezioni tenute dal
Teletrombone agli incolpevoli studenti dell'Universit La Sa-
pienza di Roma. Ma per il quotidiano "l'Unit" (ex direttori:
D'Alema e Veltroni) merce rara, tanto da dedicare al liber-
colo poco meno di un'intera pagina 16. I tempi della lotta alla
P2, per il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, sono evi-
dentemente un lontano ricordo.

E pensare che il regista Nanni Moretti aveva gi suonato
l'allarme, dichiarando: Fa impressione che uno come il pi-
duista Costanzo sia diventato un punto di riferimento della
Sinistra, il simbolo della lotta contro la mafia. E evidente che
lui sta recitando, cos evidente... Come fanno a non accor-
gersene? Evidentemente hanno una tale voglia di parlare di se
stessi... Costanzo diventato un intoccabile. Lui assegna i
ruoli, decide il gioco, pu fare domande di qualsiasi tipo, e
tutti stanno l e rispondono. Non possono far domande, gli al-
tri, sul suo passato, niente. L'importante che lui non venga
gludicato.

16 Cfr. "I' Unit", Giancarlo Bosetti, Autobiografia del talk show, 26 giu-
~no 1996.
PRO~TO PER TUrrE LE STAGIONI

Tele-eroe per caso

Con il passare degli anni, il Costanzo Show diventato un sa-
lotto sempre pi ambizioso, proprio come il suo gestore. Ha
dichiarato lo scrittore Giovanni Mariotti: [Costanzo ha] un
potere tirannico [che esercita] intervenendo non solo nei de-
stini della politica o della letteratura, ma anche in quelli di
uomini e donne oscuri che, dopo aver passato uno o pi sere
su una ribalta illuminata, ne vengono irrimediabilmente cac-
ciati 17.

Tra le tante chiacchiere sugli argomenti pi disparati e sur-
reali, a un certo punto nel talk show di Canale 5 si anche co-
minciato a parlare di mafia, affrontando il tema nei modi pi
diversi (e innocui). Perfino con trasmissioni-staffetta assieme
al programma-Rai di Michele Santoro 18, 0 bruciando delle
magliette come protesta simbolica. Insomma, tutto quanto fa
spettacolo (e audience). Con Gianfranco Funari che commen-
ta: Costanzo un uomo di regime: uno che il luned ti invita

17 Paolo Di Stefano, Mariotti: il burattinaio Costanzo, in "Corriere della
Sera", 24 agosto 1995.

18 A proposito del pittoresco sodalizio Costanzo-Santoro, I'esperto Pippo
Baudo ha dichiarato (aggiungendo ai due Giovanni Minoli): Hanno mes-
so su una lobby. L'anno scorso volevano una rete in regalo dalla politica,
Telesogno. Comico, vero? Visto che gli andata male, ora si accontente-
rebbero delle direzioni di rete. La sera, a casa Costanzo, di fronte a una bel-
la fagiolata, si spartiscono l'etere (Cfr. Curzio Maltese, La rabbia di Pip-
po: la Rai muore, anzi la fanno fuori, in "la Repubblica", 2 marzo 1996).

in trasmissione Leoluca Orlando ~politico antimafia, NdA],
poi per tre settimane di fila di mette un ballerino, un nano,
uno scemo, e due scrittori che non vendono.

Gli happening antimafia porteranno allo sgradevole epilo-
go del 14 maggio 1993. Quella sera, dopo avere registrato la
nuova puntata del suo teleshow, Costanzo ha lasciato il Tea-
tro Parioli in compagnia della sua quarta promessa sposa Ma-
ria De Filippi per tomare a casa in Mercedes con tanto di au-
tista; seguiva a breve distanza la Lancia Thema degli uomini
della scorta. Ma appena superato l'angolo tra via Fauro e via
Boccioni, i vetri dell' auto con a bordo i due teledivi sono sta-
ti frantumati da un tremendo boato. Istintivamente mi sono
accucciato, racconter Costanzo, poi mi sono tirato su e ho
guardato Maria... seduta accanto a me. Lei stava bene. Anche
l'autista non era ferito... Ho subito pensato che si trattasse
dell'esplosione di una caldaia I9. Ma non era esplosa una
caldaia, bens 120 chili di tritolo. E la prima impressione
stata che si trattasse di un tipico attentato di mafia, fallito per
miracolo.

Superato lo shock, ma senza aspettare che le indagini por-
tassero a una qualche certezza, Costanzo si subito autocele-
brato Tele-eroe antimafia: ha ricordato la puntata dello Show
dedicata al problema del racket, il programma con Santoro
contro Cosa Nostra, e il dibattito all'indomani dell'uccisione
del magistrato Paolo Borsellino. Intanto i quotidiani scrive-
vano: Vogliono uccidere la Tv. E il Tele-eroe-per-caso di-
chiarava: La Tv cambiata, la mafia adesso ci teme... 20.
Mentre Santoro, l'amico generoso, sosteneva: Maurizio, la
mafia ti odia perch sei un simbolo 21. Belle parole, ma non
tali da incantare un navigato cronista come Enzo Biagi, che a

19 Marcella Ciarnelli, Via Fauro mi cambi la vita, in "I'Unit", 14 mag-
gio 1994.

~ Pierangelo Sapegno, Eroe per caso, ma non mi arrendo, in "La Stam-
pa", 16 maggio 1993 .

Cfr. "Epoca", 25 maggio 1993.

157
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

caldo commentava: Cerchiamo di non essere ridicoli. Biso-
gna decidere se vogliamo provare a essere obiettivi, oppure
fare spettacolo. No, non credo che la mafia abbia paura di cer-
ti programmi televisivi 22.

Nell'aprile del 1996, tre anni di indagini sull'attentato di via
Fauro (e su altri analoghi attentati nello stesso periodo, in al-
tre citt) hanno portato al rinvio a giudizio di 35 persone per
associazione mafiosa e strage.

Secondo uno dei magistrati fiorentini che hanno condotto le
indagini, Cosa Nostra non decise di colpire Costanzo perch
lo riteneva pericoloso. Pi semplicemente, volevano fargli
pagare la beffarda ironia con cui aveva affrontato certi temi
di mafia: i boss si erano sentiti presi per i fondelli. Lo dicono
dei pentiti attendibili come Gioacchino La Barbera e Filippo
Malvagna. I collaboratori di giustizia hanno anche indica-
to gli episodi che avrebbero irritato la cupola mafiosa. La se-
ra del 15 gennaio 1993, in particolare, Costanzo aveva cos
commentato durante il suo Show l ' arresto del numero uno di
Cosa Nostra Tot Riina: Questa notizia ci riconcilia con
questo inizio d'anno. E il 29 marzo, quando sul palco del
Teatro Parioli c'era Carla Cottone, moglie del potente boss
palermitano Aldo Madonia, il Telegiomalista l' aveva solleci-
tata a sconfessare pubblicamente Cosa Nostra (La mafia
un cancro che deve essere sconfitto, si era spinta ad ammet-
tere la donna).

Bench l'attentato di via Fauro sia stato ricostruito quasi in-
teramente grazie alle rivelazioni dei collaboratori di giustizia,
rimangono comunque da chiarire due aspetti a margine della
vicenda.

Il primo riguarda una telefonata pervenuta il 18 marzo 1996
alla redazione del quotidiano "la Repubblica" . L' anonimo te-
lefonista, parlando a nome del fantomatico gruppo terroristi-
co "Falange armata", ha detto riferendosi all'attentato di via

22 Cfr. "La Stampa", 16 maggio 1993.

PRON rO PER TU~E LE STAGIO~n

Fauro a Costanzo che dietro c'era la famiglia mafiosa dei
Graviano ispirata da Dell'Utri 23.

Il secondo episodio riguarda invece il passato di Costanzo
e risale al 1990. La notte del 25 novembre, lo studio romano
dell'avvocato Giorgio Assumma (amico, socio e legale del
Telegiornalista), in via Settembrini 28, venne devastato da un
incendio doloso. Quando gli agenti del 17 Commissariato ar-
rivarono sul posto, trovarono sulle pareti bruciacchiate del-
l'ufficio alcune scritte tracciate dagli attentatori. Da quelle
frasi, fu chiaro che si trattava di un attentato rivolto a Mau-
rizio, spiega l' avvocato Assumma. Una diceva: "Costanzo
mercante di morte", o qualcosa del genere... Questo mi ha da-
to una tale preoccupazione che ancora oggi evito di ripensar-
ci. Anche perch le indagini non hanno portato a nulla, e nes-
suno dei responsabili dell'attentato mai stato individuato.

Costanzo si premurato di tacere questo grave episodio ai
magistrati che hanno indagato sull' attentato di via Fauro. An-
che quando gli stato espressamente domandato se in prece-
denza avesse ricevuto minacce. Eppure di minacce ne aveva
ricevute. Per esempio nel febbraio del 1991, come informava
il "Corriere della Sera": Una bomba-carta stata trovata ie-
ri sera di fronte al teatro "Parioli", sotto un furgone targato
Napoli, di propriet della Fininvest. Intorno alle 22.30, men-
tre era in corso lo spettacolo del Maurizio Costanzo Show,
giunta una telefonata anonima alla cassiera del teatro che se-
gnalava la presenza della bomba [...]. I carabinieri... perlu-
strando all'esterno il palazzo hanno trovato la bomba sotto il
furgone. Questa, che era ad alto potenziale - secondo gli arti-
ficieri - si trovava in quel posto da diversi giorni.

Del resto, il Tele-eroe per caso, discreto fino alla reticenza,
lo ha detto e scritto a chiare lettere: Rispondere lo ritengo un
obbligo, dire la verit un optional.

23 Ettore Vittorini, Perch fall il primo attentato a Costanzo, in "Corrie-
re della Sera", 22 maggio 1996. Sulle frequentazioni mafiose del superma-
nager Fininvest Marcello Dell' Utri (inquisito dalla Procura della Repubbli-
ca di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa), cfr. G. Rug-
geri, Berlllsconi. Gli affari del Presidente, cit., pagg. I 5 I -213 .
INDICI
Indice dei nomi

Adami, Pierita 88
Agnelli, Gianni 13, 91
Agnelli, Susanna 91
Agnelli, Umberto 91
Agnes, Biagio 109
Alfano, Achille 88
Altissimo, Renato 44
Amari, Monica 97
Amari, prefetto 97
Andreotti, Giulio 40, 42, 50, 88-90,
94, 1 16
Anselmi, Giulio 23
Anselmi, Tina 75-76, 87
Assumma, Giorgio 11 - 13, 16, 18-19,
23, 28, 37, 117, 140, 142, 143, 150,
159
Augias, Corrado 153

Baduel, Ugo 63-64
Baj, Enrico 96
Balsamo conte di Cagliostro
Giuseppe 63
Banfi, Lino 29
Baratti, Elena 19
Barolo, Giovanni 150-51
Barolo,PierAngelo 150-51
Battaglia, Romano 38
Baudo, Pippo 12,13, 37,156
Bedi, Kabir 13
Bellonzi, Bruna 51
Benincasa, Eleonora 136
Benvenuto, Giorgio 106
Berlin~uer, Enrico 112,149

Berlusconi, Paolo 53
Berlusconi, Silvio 36, 37, 39-44, 52-
54,64,66,70,72,81,99, 109-10,
116, 117, 121, 143, 147-50, 154
Bernabei, Ettore 87
Bernardi, Luigi 136
Bertinotti, Fausto 154
Bertoldi, Cecilia 97
Bertoldi, Silvio 97
Bevilacqua, Alberto 37
Biagi, Enzo 106,147,157
Bisaglia, Antonio 74
Bisignani, Luigi 18, 62
Bocca, Giorgio 106,147,151,153
Bolacchi, Giulio 91
Bongiorno, Mike 78
Borgna, Gianni 24, 26
Borsellino, Paolo 157
Bortolini, Francesco 115
Bosetti, Giancarlo 155
Bossi, Umberto 154
Brancher, Aldo 53
Briglia, Roberto 149
Brusco, Ettore 91
Bubbico, Mauro 92, 96

Calarco, Antonio 76
Caltagirone, Franco 23
Canale,Aldo 106
Capanna, Jacopo 108
Caracciolo, Carlo 67
Carassai, Laura 141
Carollo, Vincenzo 97
Carr, Raffaella 13
Carson, Johnny 35
"Carte, Fabrizio" 71
Casati Stampa di Soncino, famiglia
148-49
Casini, Pier Ferdinando 154
Castagna, Lucia 19, 20
Catalano, Mario 19, 21
Cattaneo, Elisabetta 19
Celentano, Adriano 13
Celi, Rita 24
Cesaroni, Simonetta 21
Ciarnelli, Marcella 157
Cicchitto, Fabrizio 111
Cirino Pomicino, Paolo 52
Ciuni, Roberto 62
Clavuot,Arturo 109
Colombo, Gherardo 64
Colonnelli, Lauretta 137-40
Confalonieri, Fedele 53,143
Conti, Paolo 154
Corasaniti, Giuseppe 11
Corvisieri, Silverio 99
Costanzo, Camilla Ifiglia] 133, 138,
139
Costanzo, lole [madrel 59
Costanzo, Saverio ~figlio] 133, 138,
139
Costanzo, Ugo [padre] 33, 59
Cottone, Carla 158
Covatta, Giobbe 25
Craxi,Bettino40,64,79,81,94, 110,
113, 149, 150
Cresci, Gian Paolo 91
Cuccia, Enrico 13
Cudillo, Ernesto 72

D'Alema, Massimo 153-55
D'Alessandro, Francesca 28
dalla Chiesa, Rita 17
D'Amico, Cristina 97
D'Amico, Nicola 97
Danesi, Emo 74-76
D'Aniello De Lorenzo, Marinella 55
De Crescenzo, Luciano 37
De Feo, Pietro 91
De Filippi, Maria 17, 19-21, 23, 29,
38, 140-43, 157

MAURIZIO COSTA~ZO SHOCK

De Gregorio, Concita 121
Dell'Utri, Alberto 39
Dell'Utri, Marcello 39,159
Del Mese, Donato 27
Delon, Alain 47
De Lorenzo, Ferruccio 50, 52
De Lorenzo, Francesco 40, 50-55,
1 16
De Luca, Willy 109
De Michelis, Gianni 9-10, 44
De Mita, Ciriaco 149
Di Bella, Franco 62, 63, 94,100
Di Donato, Giulio 52
Di Salvo, Franco 95
Di Stefano, Paolo 156
Dominici, Viviano 51
Donelli, Massimo 62
D ' Urso, Giovanni 100-01

Elkann, Alain 143

Falck, Giorgio 91
Fanfani, Amintore 92
Fantozzi, Augusto 14
Fasoli, Barbara 11
Fasoli, Luciano 10-13, 18-19, 117,
150
Fede, Emilio 134,149
Fellini, Federico 45, 48
Fernandez Carrillo, Isabel 25
Ferrara, Giuliano 149
Ferro, Valeria 113
Fini, Gianfranco 154
Fini, Marco 10
Fini, Massimo 106
Fiori, Publio 88, 93
Flaiano, Ennio 130
Flamigni, Sergio 61, 64, 80
Flavi [Fiorentino], Marta 15,19,136,
1 37-43
Forlani, Arnaldo 40, 64, 94
Foschi, Franco 64
Frassica, Nino 29
Freud, Sigmund 35
Funari, Gianfranco 117 - 19, 122, 123,
156

Galli della Loggia, Ernesto 81

INDICE DEI NOMI

Garibaldi, Giuseppe 63
Garinei, Pietro 98
Garzia, Antonietta 14
Gassman, Vittorio 24, 25
Gava, Antonio 40
Gelli, Licio 9, 35, 41, 60-81, 88, 90
94, 98-100, 107, 114, 116, 122
148
Gerosa, Guido 89-90
Gervaso, Roberto 14, 36, 62, 88, 99
Gherardi, Daniela 135
Ghezzi, Enrico 36
Giacchieri, Renzo 27
Giordano, Emanuela 136
Giovannini, Marco 97
Giovannini, Sandro 97, 98
Giunchiglia, Ezio 74-76
Goldoni, Luca 38
Gori, Giorgio 11, 18
Gramsci,Antonio 155
Grassi, Manuela 102
Grasso,Aldo 13
Grauso, Nicola 109
Graviano,famiglia 159
Gregoretti, Carlo 34-35
Gregoretti, Ugo 27
Griffit, Melvin 35
Guglielmi, Angelo 87
Guzzanti, Paolo 96

lervasi, Maristella 24
Intini, Ugo 40
Izzo, Renato 134
Izzo, Simona 11,134-36,138

Japicca, Maurizio 52
Joho, Inge 11
Jotti, Nilde 97,121
Jung, Carl Gustav 35

T a Barhera (~i~ar~hinn

Longo, Pietro 93, 100
Luce, Dina 86-87,132

Madeddu, Antonello 109
Madonia,Aldo 158
Mafai, Miriam 19
Maiolo, Tiziana 54, 66
Maltese, Curzio 156
Malvagna, Filippo 158
Mamm, Oscar 41, 43
Manca, Enrico 64, 78-81, 93,113
Mantoni, Corrado 13
Manunza, Mauro 109
Maraini, Dacia 92
Marchesi, Marcello 98
Marchio, Michele 9
Mariotti, Cristina 14, 18
Mariotti, Giovanni 156
Marone, Giovanni 53
Martelli, Claudio 40, 44, 64
Martinat, Ugo 123
Martini, Carlo Maria 120
Martini, Paolo 42, 43, 147, 152
Massacesi, Ettore 10
Mastella, Clemente 27
Maza, Cristina 128
Medail, Cesare 63
Medici, Sandro 92
Mentana, Enrico 149,150
Micali, Gianfranco 133
Michelini,Alberto 132
Mieli, Paolo 77
Minoli, Giovanni 18, 66,110,156
Miretti, Stefania 14
Montanelli, Indro 13, 59-60, 78,147
Monti, Andrea 149
Morandi, Flaminia 132-35
Morandi, Gianni 137
Moretti, Nanni 155
Moro,Aldo 100
Mosca, Paolo 62, 70, 88
Lante della Rovere Ripa di Meana, Moscati, Italo 110
Marina 114-15
Laurenzi, Laura 107
LeBrock, Kelly 46
Letta, Gianni 43,143
Licastro, Valeria 53
Lonardi, Giorgio 10

Nebiolo, Luigi 91
Necci, Lorenzo 18
Nenni, Pietro 154
Nicoletti, Enrico 81
Nicolosi, Rino 40
MAURIZIO COSTANZO SHOCK

Nirenstein, Fiamma 107

Occhiofino, Marco 52
Omicini, Luciana 90
Orlando, Fedenco 149
Orlando, Leoluca 157
Orsello, Gian Piero 90

Paccifici, Mimmo 140
Pacini Battaglia, Francesco 18
Palombelli, Barbara 23
Paniconi, Massimo 27
Pannella, Marco 22, 54,112-15
Pansa, Giampaolo 67-70
Parodi, Cristina 11
Pascale, Ernesto 17
Pavone, Rita 116
Peirce, Gualtiero 54
Perrone, Giuliano 24-28
Pertini, Sandro 148
Piancatelli, Umberto 35, 60, 86,127-
1 38 passim
Piccoli, Flaminio 94
Pieri, Giuseppe 91
Pivetti, Irene 120-23
Poggi, Pierfrancesco 20
Presley, Elvis 78
Previti, Cesare 23, 81,148
Prisco, Giuseppe 91
Prodi, Romano 9
Pugnaletto, Enrico 134
Putti, Aleardo 33

Quattro, Bruno 95

Rabagliati, Alberto 33-34
Raffai, Donatella 122,123
Rangeri, Norma 148
Reno, Teddy 116
Ribeca, Stefano 25
Rigillo, Mariano 27
Riina, Salvatore ("Tot") 158
Rizzoli, Angelo 36, 62, 69, 70,101
Rossi, Paolo 24, 25
Ruggeri, Giovanni 149,159
Rusconi,famiglia 12, 16
Russo Jervolino, Rosa 91
Rutelli, Francesco 16, 22-29,143
Sabani, Gigi 48-49
Sabelli Fioretti, Claudio 77
Salmeri, Vincenzo 92
Salomone, Franco 65
Salvi, Giovanni 17, 37, 41, 112
Salvini, Lino 73
Salza, Laura 95
Sammartino, Lori 130-31
Santoro, Michele 16, 117-19, 143,
156, 157
Sapegno, Pierangelo 157
Sarti, Adolfo 65
Saviane, Sergio 13, 91, 92,148
Scaglia, Fabrizio 95
Scalfari, Eugenio 34, 91,149
Scarano, Filippo 97
Scarano, Mimmo 87, 97
Scialoja, Antonio 9
Scoca, Maretta 12
Scotti, Vincenzo 40-44
Selva, Francesca 99
Selva, Gustavo 62, 91, 99
Semprini, Mario 64
Sgarbi,VittorioS4, 116-19, 150
Sica, Domenico 71
Silvestri, Alberto 12-13, 18-19, 38,
5 1, 1 17, 135, 150
Silvestri, Daniele 13
Silvestri, Giuliano 93
Simonetti, Maria 36
Sindona, Marco 114
Sindona, Michele 64,114
Sini, Tarquinio 109
Sottocorona, Chiara 66
Squillante, Renato 81
Staller, llona 92
Stefanini, Paride 70, 88, 91
Stoppani, Bruno 97

Tassan Din, Bruno 62, 63, 69, 80, 95-
97
Teodori, Massimo 100
Testa, Mimma 25
Todisco, Alfredo 37
Togliatti, Palmiro 97
Tognazzi, Ricky 11
Torino, Vittorio 107-08
Torsello, Annarita 130-132

INDICE DEI NOMI

Trapani, Francesca 113 Verde, Filippo 81
Trecca Trifone, Fabrizio 41, 43, 68- Vianello, Raimondo 130
76, 80, 88, 91 Viespoli, Pasquale 27-28
Trombadori, Antonello 91 Vitti, Monica 87
Turone, Giuliano 64

Veltroni, Ivanka 154
Veltroni, Vittono 154
Veltroni, Walter 23,154-55
Venditti, Antonello 134

Vittorini, Ettore 159
Volpe, Maria 123

Zecchi, Stefano 37
Zicari, Giorgio 62
Indice generale

I - AFFARI CHIACCHIERATI
I tre moschettieri
In cielo, in terra e in ogni luogo
Appalti privati, pubbliche virt

11- IL TELESHOW DEL POTERE
Dal lettino al palcoscenico
Al mercato del potere
Con le braghe in mano
Garante di malaffare

111- "FRATELLO" NELLA BANDA P2
Il Burattino e il Burattinaio
Presunto cretino, sicuro bugiardo
Nel segno della fratellanza

IV - L'OCCHIO DEL POTERE OCCULTO
Un bign gravido di potere
"L'Occhio"della P2

V- PENITENZA, ESCREMENTI E CONSULENZE
La frenesia del penitente
Democristiano pannellato
Sgarbi di Palazzo
Il consulente fantasma

Fotocolor di ~openina: Stefano Casati (A~enia Gra Ja Neri)

Vl - AGENZIA MATRIMONIALE
Primi amori e tradimenti
Sedotte e abbandonate
Dalla Crocerossina alla Camionista

16
" 22

" 33
" 39
45
" 50

., 59
" 67
" 78

~ 85
,. 94

" 105
" 112
" 116
" 120

" 127
" 132
7
VII - PRONTO PER TUTTE LE STAGIONI
Il Teleciambellano
Il berlusconiano dell'Ulivo
Tele-eroe per caso

Indice dei nomi

Nota

L'Autore ringrazia: il Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva;
il Centro documentazione Rizzoli; Rosa Meloni e Cinzia Marcantonio,
della Cancelleria Commerciale di Roma; tutti coloro
che hanno contribuito con testimonianze chiedendo di non ~ .ort- ~ it~i

" 147
" 152
" 156
K~OS
EDIZIONI
CATALOGO 1 996
Giorgio Galll (Milano, 1928) docente di Storia delle dottrine politiche alruni-
versit statale di Milano. Politologo, commentatore e scrittore, autore di nu-
merosi e importanti saggi: tra gli altri, 11 bipartitismo imperfetto (1966), La cri-
si italiana e la Destra internazionale (1974), Hitler e il nazismo magico (1989),
Storia dei partib politici italiani (1995). Socialista libertario, da sempre estra-
neo a legami partitici e a consorterie di potere, studioso della "scandalosa"
cultura esoterica, negli ultimi anni Galli ha subito una progressiva emargina-
zione da parte dei mass media; opinionista di "Panorama" dal 1971, nel 1995
cessata anche la sua collaborazione col settimanale della Mondadori (ormai
trasformato nel newsmagazine del partito-Fininvest).

Giorgio Galli
STORIA DEL PCI
Il Partito comunista italiano: Livorno 1921, Rimini 1991
PaDg. 313 - L. 40.000

Dalla fondazione (Livorno 1921), alla mutazione in Pds-Partito demo-
craticodellasinistra(Riminil991):unariletturacriticadeisettant'an-
ni di storia del Partito comunista italiano. 5dedizione

Giorgio Galli
IL PARTITO ARMATO
Gli "anni di piombo" in Italia 1968-1986
Pagg. 388 - L. 38.000

La puntuale cronistoria e una circostanziata interpretazione politica
degli "anni di piombo" del "partito armato" (Brigate rosse, Prima li-
nea, Nap, ecc.), al di l e contro i luoghi comuni e le "verit di Stato".
3- edizione

Giorgio Galli
CROMWELL E AFRODITE
Democrazia e culture alternative
Pagg. 275 - L. 30. 000

Un'affascinante riflessione storico-culturale sul divenire della societ
occidentale, e su come le tensioni e i conflitti tra "femminile" e "ma-
schile" vi abbiano avuto un ruolo centrale. 2 ledizione [1 a edizione col
titolo Occidente misterioso]

Giorgio Galli
AFFARI Dl STATO
L'ltalia sotterranea 1943-1990: storia politica, partiti,
carruzione, misteri, scandali
Pagg. 302- L. 35 000

Il cinquantennio repubblicano di degenerazione del sistema dei parti-
ti, tra storia politica e economia della corruzione, nel libro che ha an-
nunciato "Tangentopoli". 4"edizione

Giorgio Galli
DIAR10 POLITICO 1 gg4
L'imbroglio del 28 marzo e il governo B
Pagg. 144-L. 15000

lllusionismi propagandistici e mistificazioni a mezzo mass media: il
grande imbroglio elettorale del 27-28 marzo 1994, e l'ingloriosa av-
ventura del governo Berlusconi, in una cronaca non retrospettiva ben-
s Previsionale. Fuori dal coro dei commentatori di regime.
Sergio Flamigni (Forl, 1925) ha aderito al Pci clandestino nel 1941, e durante
la Resistenza stato Commissario politico della 29a Brigata Garibaldi Gap ~Ga-
stone Sozi". Nel 1952 stato eleno segretario Cgil della Camera del Lavoro di
Forl, nel 1956 segretario della Federazione comunista di Forl, nel 1959 mem-
bro del Comitato centrale del Pci, nel 1960 Segretario regionale dell~Emilia Ro-
magna, nel 1963 nell~Ufficio di Segreteria nazionale del partito. Parlamentare
del Pci dal 1968 al 1987, ha fano parte delle Commissioni d'inchiesta sul caso
Moro, sulla Loggia P2 e Antimafia. Autodidanal coautore di Resistenzd in ~o-
mdgnd (1969), autore del best seller Ld teld del rdgno. Il delitto Moro, all~anivit
di studioso, scrinore e conferenziere alterna onni auella di coltivatore direno.
Sergio Flamigni
LA TELA DEL RAGNO
Il delitlo Moro
Pagg. 396 - L. 38 000

La ricostruzione della strage di via Fani (Roma, 16 marzo 1978), e dei
successivi 55 giorni del sequestro Moro. Gli affiliati alla Loggia P2 in-
sediati ai vertici dei Servizi e delle forze di sicurezza; le indagini ap-
prossimative e omissorie, e i depistaggi delle ricerche della "prigione"
brigatista; i reperti scomparsi e le ambiguit della magistratura roma-
na; le manovre occulte e le implicazioni internazionali; le "lettere" di
Moro, e i comunicati delle Br; il generale Dalla Chiesa e i documenti di
via Monte Nevoso; le gravi responsabilit e le reticenze del ministro
dell'lnterno Cossiga; il presidente del Consiglio Andreotti e il conflitto
fra il clan andreottiano e Carmine Pecorelli; le Brigate rosse e il "quar-
to uomo"... I misteri che ancora gravano sul delitto che ha segnato -
mutandola - la storia della Repubblica. 4aedizione

Sergio Flamigni
TRAME ATLANTICHE
Storia della Loggia massonica segreta P2
Pagg. 457- L. 39 000

Massoni e golpisti: I'operazione "Tora Tora". La P2 nella strategia del-
la tensione: la "Rosa dei Venti" e La Fenice di Ordine nuovo. Trame e
ricatti all'ombra del Grande Oriente d'ltalia. Il "Piano di rinascita" del-
la Loggia segreta. Il finanziere venuto dal nulla: Michele Sindona. L'as-
salto ai mass media: giornali e Tv. La trama piduista da Moro a Peco-
relli. I mercanti di San Pietro: Roberto Calvi e monsignor Paul Mar-
cinkus. Fiamme Gialle, petrolio e tangenti. Massoni e mafiosi: fratelli
a Montecarlo. La piramide superiore. La Loggia scoperchiata... Tra
politica e affari, intrighi e corruttele, le trame eversive della banda
massonica di Licio Gelli. In appendice, tutti gli elenchi degli iscritti.

f ~
Francesco Pecorelli
Roberto Sommella
IVELENIDI"OP"
Le "notizie riservate" di Mino Pecorelli
Pagg 318-L 30.000

Un'ampia antologia dei pi significativi articoii di Mino Pecorelli, I'am-
biguo giornalista che negli anni 1968-1979, con la sua agenzia "Op"
(alimentata da settori dei servizi segreti e dal sottobosco politico ro-
mano), denunciava gli intrighi del mondo politico e raccontava i re-
troscena delle faide di potere. In appendice, il testo integrale della Do-
manda di avtorizzazione a procedere contro Giulio Andreotti per l'o-
micidio Pecorelli.

UNABANDAPIUCHECRIMINALE

LABANDADELLA MAGLIANA
Storia di una holding politico-criminale
Pagg. 146-L.23.000

La storia della struttura illegale denominata "banda della Magliana",
cerniera tra il crimine organizzato e settori dell'eversione armata, dei
servizi segreti, della politica, del Vaticano, della finanza. Uno dei pi
torbidi capitoli dei misteri della ReDubblica.

Tribunale di Milano
111 Sezione penale
UBS-LUGAN0.63336g"PROTEZIONE"
Pagg. Z 10 - L. 25.000

I corruttivi rapporti tra il vertice del Psi craxiano, la Loggia massonica
segreta P2, e il bancarottiere piduista Roberto Calvi, ricostruiti dal Tri-
bunale di Milano nella sentenza relativa al conto bancario svizzero
"Protezione" (Unione Banche Svizzere di Lugano, n 633369). La sen-
tenza condanna Bettino Craxi, Licio Gelli, Claudio Martelli, Leonardo
Di Donna e Silvano Larini per concorso nella bancarotta fraudolenta
del Banco Ambrosiano.

UNFUTUROSCRITTO NELPASSATO

Corrado De Cesare
ILFASCISTADELDUEMILA
Le radici del camerata Gianfranco Fini
Pagg. 151-L.25.000

Breve antologia dei proclami ideologici e delle posizioni politiche
espressi dal neofascista Gianfranco Fini tra il 1987 al 1993, cio dal
suo insediamento alla segreteria del Msi fino ai preparativi dell'opera-
zione Alleanza nazionale. Una lettura che rivela l'intima e radicata es-
senza fascista dell'ex delfino di Almirante, e che testimonia come la
repentina mutazione del Msi nel "nuovo" partito An sia stata mossa
~alla ~nla hrama di Dotere. 2~e ~ nnp
Giovanni Ruggeri
Mario Guarino
BERLUSCONI. INCHIESTA SUL SIGNOR TV
Pagg. 235 - L. 30 000

Gli oscuri esordi e gli anonimi capitali svizzeri, I'affiliazione alla P2 e le
collusioni politiche con la destra Dc e col Psi craxiano, le ombre di Co-
sa Nostra e la Fininvest dei prestanome, I'occupazione dell'etere e il
monopolio pubblicitario, le mani sui giornali e nello sport, gli ingent.
debiti e il partito-azienda "Forza Italia": una inchiesta esemplare sui
torbidi trascorsi di Silvio Berlusconi. 53edizione

Giovanni Ruggeri
BERLUSCONI. GLI AFFARI DEL PRESIDENTE
Pagg 262-L.23.000

Gli scandali di Segrate-Milano 2 (licenze edilizie, rotte aeree, e il losco
prete don Verz). I capitali dalla Svizzera, le societ di prestanome, le
finanziarie-paravento e i flussi occulti del riciclaggio internazionale. La
grande truffa: I'eredit dei marchesi Casati Stampa, I'awocato Previti
e la villa di Arcore. Berlusconi-Dell'Utri-Mangano e le ombre di Cosa
Nostra. Le inchieste giudiziarie sulla Fininvest: mani sporche contro
Mani pulite... 33edizione

Tribunali di Milano e Napoli
LE MAZZETTE DELLA FININVEST
Pagg. 262 - L. 28 000

Tribunale di Milano: il testo della sentenza di rinvio a giudizio per cor-
ruzione del vertice Fininvest; gli interrogaton di Paolo e Silvio Berlu-
sconi (e altri); le "donazioni" miliardarie di Berlusconi, e gli accerta-
menti della Questura sugli spostamenti di Bettino Craxi. Tribunale di
Napoli: nel testo del mandato d'arresto a carico del manager Fininve-
st Maurizio Japicca, il racket televisivo berlusconiano in Campania
con la banda De Lorenzo-Di Donato-Pomicino, fra societ di presta-
nome, bilanci societari falsi, truffe contabili, evasione fiscale, tangen-
ti in denaro e "in natura".

Max Parisi
MALAFEDE
Cronache satiriche del meglio dell'Emiglio
Pagg. 125-L. 15000

Nel pi repellente libercolo che sia mai stato pubblicato, le disgustose
prodeze di Emiglio Fido, il pi grottesco servo che padrone abbia mai
avl Itn .~3 Rrli7innR
unAnuc r~nnA ~umun ~

Luigi Pintor, nato a Roma ma di origine sarda, ha lavorato a "I'Unit" dal 1946
al 1965. Radiato dal Pci nel 1969, ha dato vita al "manifesto", il quotidiano co-
munista sul quale scrive dal 1971. Deputato del Pci dal 1968 al 1972, stato
rieletto alla Camera nel 1987 come indipendente nelle liste comuniste. Cele-
berrimo corsivista, nel 1991 Pintor ha rivelato appieno il suo straordinario ta-
lento letterario pubblicando l'autobiografico Servabo (~Pochi resistono alla
tentazione di voltarsi indietro nel desiderio di restituire alle cose una durata che
di per s non hanno...").

Luigi Pintor
PAROLE AL VENTO
Brevi cronache degli anni otlanta
Pagg. 390 - L. 35 000

Una raccolta dei memorabili editoriali e corsivi, sui pi rilevanti temi e
accadimenti della politica italiana e estera degli anni Ottanta, pubbli-
cati sul "manifesto" nel decennio 1980-1989.1 muscoli di Reagan, e
la sfida rivoluzionaria di Gorbaciov; il terremoto dell'Europa orientale,
e il feroce massacro di Deng; il Pci dell'ultimo Berlinguer, e l'ultimo
Pci di Occhetto; I'irresistibile ascesa di Craxi e la modernit di An-
dreotti; I'ltalia dello strapotere Fiat e dell'evasione fiscale, e l'ltalia
sommersa che non vuole morire democristiana n craxiana... Glidn-
ni '80 sono stdti deprimenti, di miei occhi, e dd queste pagine lo si ca-
pisce. La politica italiana fatta di nulla - rabbrividisco al pensiero
delle sciocchezze e delle turpitudini di palazzo a cui uno deve star die-
tro. All'ombrd di questo nulld, per, successo qudsi di tutto, si di-
scretdmente sWotdtd Id democrdzid e se n' Voldtd Vid ogni idea di si-
nistra... 23edizione

~

- ~ ~ ~

Stefano Maria Bianchi
GEOMETRA CITO, SINDACO Dl TARANTO
Tv, politica, criminalit: una storia italiana
Pagg. 153 - L. 25.000

Negli anni Settanta squadrista neofascista, aspirante geometra e sin-
dacalista Cisnal. Negli anni Ottanta maldestro imprenditore edile con-
dannato per ricettazione, improvvisato editore televisivo e teletribuno
da caserma, politico da bar e aspirante primo cittadino. Sindaco di Ta-
ranto negli anni Novanta, rinviato a giudizio per concorso in associa-
zione mafiosa... Tra populismo e folklore, cronaca giudiziaria e televi-
sione, colpi bassi e querele, il degrado della politica nell'incredibile av-
ventura di Giancarlo Cito.

Pino Nicotri
MAFIOSO PER CASO
Pagg 150 - L. 25.000

La difficile storia del pentito di mafia Carmelo Mutoli: dalla "fuitina"
con la giovanissima figlia di un sospetto "uomo d'onore", allo spaccio
di stupefacenti nel cuore di Cosa Nostra, al carcere, alla decisione di
collaborare con la giustizia, alla perdita del figlio per "infamia".
Massimo Consoli (Roma, l94s), precursore e fondatore del movimento gay
italiano, ha organizzato e dirige il pi esteso archivio europeo di storia delPo-
mosessualit. Giornalista e scNnore, nel 1989 ha fondato l'agenzia di stampa
~Rome Gay NewsR con la quale svolge un costante e puntuale lavoro di con-
troinformazione sulle tematiche inerenti la diversit sessuale, denunciando le
perduranti discriminazioni sociali.

Massimo Consoli
HOMOCAUST
Il nazismo e la persecuzione degli omosessuali
Pagg. 280 - L. 40 000

Le varie fasi storiche che trasformarono il pregiudizio antiomoses-
suale in uno dei capisaldi dell'ideologia nazista. Le implicazioni di ca-
rattere omosessuale che in Germania segnarono l'avvento al potere
del Partito nazista e il tragico divenire del Terzo Reich, fino allo ster-
minio dei "Triangoli Rosa" nei lager hitleriani. 23edizione

Massimo Consoli
KILLER AIDS
Storia dell'aids anraverso le sue vittime
Pagg. 155 - L. 28 000

Dalle prime vittime "storiche" alla fine degli anni Sessanta, ai grandi
nomi dell'arte, della cultura, dello spettacolo, colpiti da quello che
stato definito "il male del Secolo". Un contributo di corretta informa-
zione attraverso il vissuto di coloro che di aids sono morti.

Elio Modugno
LA m~I Irll.ALlUn~ cI CnU;~C;~;~UALC
L'eterosessualit istituzionale come falsificazione
dell'eros e dell'uomo
Pagg.248-L 30.000

Una rilettura antropologica, genetica, psicanalitica, politico-sociale,
storica, della sessualit umana e dei suoi vari aspetti, e una denuncia
delle mistificazioni, delle contraddizioni, delle aberrazioni proprie del-
la sessualit istituzionale, I'eterosessualit.

UNDOPP10 DELITTO

Autori vari
OMICID10 NELLA PERSONA Dl PASOLINI PIER PAOLO
L'oscura morte di un intellettuale scandaloso
Pagg. 286 - L. 30.000

Questo libro ripercorre la vicenda istruttoria e processuale relativa al
misterioso omicidio Pasolini, con i testi delle sentenze di primo e se-
condo arado e della Corte di Cassazione.
Kate Millett (Saint Paul, Minnesota, 1934) una figura storica del
movimento femminista e una protagonista di primo piano della cultu-
ra contemporanea. Raggiunta la notoriet internazionale nel 1970 col
celeberrimo saggio La politica del sesso, Millett ha poi acquisito un
ruolo preminente nell'ambito del movimento delle donne e dei diritti
civili, sia come attivista, sia come scrittrice e scultrice, riuscendo a
trasporre nelle sue opere la dimensione intellettuale, I'identit socio-
Dolitica e la sua travaaliata rP~It~ PCiCtPn7i~lP

Kate Millett
IN VOLO
Amori e lotte: un'autobiografia
Pagg. 612 - L. 40 000

L'America degli anni Settanta, il movimento delle donne, il "pubblico"
e il "privato", le lotte e gli amori, la cultura e l'arte: un documento sto-
rico, in forma di autobiografia, awincente come un romanzo. ~libro la mia giovent... E il prodotto dello strenuo sforzo di vivere al-
la lettera le proprie convinzioni, di osservare e registrare... Ci eravamo
immaginati di poter ribaltare il mondo: non ci stato possibile perch
eravamo almeno altrettanto impegnati a cambiare noi stessi... Senti-
vamo di avere una visione del mondo particolarmente profonda, ed
eravamo altrettanto superficialh~.

Kate Millett
SITA
L'amore di una donna per una donna
Pagg. 292 - L. 30 000

La minuziosa, ossessiva, angosciosa cronaca interiore della fine di un
amore - I'amore di una donna per una donna. Gli ultimi afflati di una
passione ormai agonizzante, attraverso i tumultuosi sussulti dello
struggimento, dell'attesa, della gelosia, della disperazione, dell'eroti-
smo, del dolore, della finale rassegnazione. ~Chiss perch, Sita mi
era sempre sembrata solo una donna, una donna capace di amare
un'altra donna, che l'aveva fatto, che lo stava facendo, senza per que-
sto essere quella che di solito il mondo considera una lesbica~.

Kate Millett
IL TRIP DELLA FOLLIA
Cronaca di una sofferenza
Pagg 322-L.35.000

Il resoconto di un "viaggio" in quello stato allucinatorio che attribui-
to alla pazzia: la condizione sociale, la drammatica esperienza del ve-
nire estromessi e rinchiusi, I'imposizione dei farmaci, la realt fisica
dell'incarcerazione, la minaccia del manicomio per semprem~Un de-
stino che, alla fin fine, rimane davanti a tutti noi per l'intero arco delle
nostre vite, I'idea di "perdere la ragione". Un'eventualit che un tem-
po avrei considerata assurda e impossibile, cattiva sorte di qualcun
altro e non mia...~.
Giorgio Panizzari
LIBERO PER INTERPOSTO ERGASTOLO
Carcere minorile, riformatorio, manicomio criminale, carcere
speciale: nelle gabbie della Repubblica
Pagg. 165-L.20.000

Il carcere minorile, il riformatorio, e una condanna all'ergastolo. Le ri-
volte carcerarie dei primi anni Settanta, Volterra e Porto Azzurro, il
manicomio criminale di Aversa, la militanza nei Nap e nelle Br, I'Asi-
nara, il carcere speciale di Palmi. La cronaca, drammatica e feroce, di
una sconvolgente odissea detentiva.

Giorgio Panizzari
IL SESSO DEGLI ANGELI
Nei labirinti della sessualit carceraria
Pagg. 133 - L. 25 000

Tra mimetismo, sublimazione e dramma, dieci storie vere di ordinaria
follia carceraria, imperniate sulla grave deprivazione sessuo-affettiva
Datita dai detenuti.

Nando Minnella
FRECCE SPEZZATE
Gli indiani d'America oggi: voci e immagini di un popolo
in lotta contro l'estinzione
Pagg. 276 - L. 40 000

Le testimonianze di capi, leader spirituali, sciamani, studiosi, espo-
nenti dell'American Indian Movement (Ron Two Bulls, Leonarel Crow
Dog, Phillip Deere, David Monongwe, Aifonso Ortiz, Thomas Ba-
nyacya, Ted Means, Leon Shenandoah), in una corale denuncia della
drammatica realt odierna del superstite popolo e della cultura pelle-
rossa.

Ray Allen
Fernando Eros Caro
PRIGIONIERI DELL'UOMO BIANCO
Pagg 111- L 17 000

Lettere, poesie, disegni di due pellerossa- Ray "Orso-che-corre" Ai-
len e Fernando Eros Caro - condannati alla pena capitale e detenuti nel
braccio della morte del carcere Usa di San Quentin in attesa dell'ese-
cuzione. A cura di Marco Cinque.
Dario Fo
FABULAZZO
Il teatro, la cultura, la politica, la societ, i sentimenti: articoli,
interviste, testi teatrali, fogli sparsi, 1960-1991
Pagg. 384 - L. 40.000

Una "autobiografia" che ricostruisce nella sua interezza la complessa
figura di Dario Fo, ripercorrendone l'itinerario umano e artistico, a
partire dai lontani anni Sessanta e fino alla sua attuale dimensione di
commediografo vivente pi rappresentato nel mondo. ~Sono un timi-
do, un impacciato, faccio continuamente gaffe, mi dimentico di tut-
to... Poi guardo i difetti degli altri, li unisco ai miei, li ingrandisco, ci
aggiungo la commozione, la vigliaccheria, i pudori inutili, il cattolice-
simo che ho addosso e che in certe forme non vorrei (ma che mi tiro
dietro perch sono nato in Italia e anch'io andavo a fare il chierichet-
to), le paure, il non sapere cosa dire, il parlar troppo in certi momen-
ti, il vergognarmi d'aver detto certe cose. Ho il coraggio di vedermi, di
capire quando sbaglio e quando la finta modestia mi fa fare atti di pre-
sunzione... E poi m'ispiro alla storia, cerco di capire cos' l'ignavia, se
esiste oggi, dove si trova, perch gli uomini cercano di stordirsi con le
distrazioni o si buttano a capofitto nel lavoro...,~

Franca Rame
PARLIAMO Dl DONNE
Pagg. 160 - L. 30 000

I sentimenti e la solitudine, la droga e l'aids, la fede e il dolore, nel te-
sto di due atti unici: "L'eroina" e "La donna grassa", scritti e rappre-
sentati da Franca Rame col titolo Parliamo di donne. Tra comicit e
grottesco, satira e riflessione, una nuova tappa artistica della pi po-
polare attrice del teatro italiano. In appendice, le foto di scena e "11 tea-
tro di Fr~nr.~ R~mP"
Finito di stampare nel settembre 1996
presso Grafica Sipiel Milano
per conto della Kaos Edizioni
Fotocomposizione Photo Life Mil~7n~






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