Arthur C. Clarke.
2061 Odissea tre.
Titolo originale: 2061: Odyssey Three .
Traduzione di Marco e Dida Paggi.
1987 by Serendib BV.
1990 RCS Libri S.p.A., Milano.
Alla memoria di Judy Lynn Del Rey, editor straordinaria, che acquist
questo libro per un dollaro ma non seppe mai se spese bene i suoi
soldi.
PREMESSA.
Cos come 2010: Odissea due non era esattamente il seguito di 2001:
Odissea nello spazio, allo stesso modo questo libro non propriamente
il seguito di 2010. Questi tre lavori vanno considerati alla stregua di
variazioni sullo stesso tema: essi hanno s molti personaggi e situazioni
in comune, ma non detto che avvengano nello stesso universo.
Dal 1964, quando Stanley Kubrick mi propose (cinque anni prima
che l'uomo mettesse piede sulla Luna!) di fare "un buon film di
fantascienza", l'idea originaria ha conosciuto sviluppi successivi: e
una coerenza perfetta impossibile, perch nelle mie cose pi recenti
si fa riferimento ad avvenimenti e scoperte che erano ancora di l da
venire quando scrissi i miei primi libri.
Ho potuto scrivere 2010 grazie al successo della missione Voyager, che
nel 1979 ha effettuato un passaggio ravvicinato intorno a Giove; ed era
mia intenzione ritornare sull'argomento solo quando si fossero avuti i
risultati di una missione ancora pi ambiziosa, la missione Galileo.
La missione Galileo contemplava l'invio di una sonda nell'atmosfera
di Giove e, per un periodo di due anni, lo studio di tutti i principali
satelliti del pianeta. Il lancio sarebbe dovuto avvenire nel maggio del
1986 per mezzo dello Shuttle; l'obiettivo si sarebbe dovuto
raggiungere nel dicembre del 1988. Cosicch io contavo di poter
disporre di nuove informazioni su Giove e le sue lune verso il 1990...
Purtroppo la tragedia del Challenger ha vanificato questo
programma; Galileo che ora in attesa nel Jet Propulsion Laboratory
di Pasadena dovr trovarsi un altro vettore di lancio. E potr
ritenersi fortunato se arriver su Giove con soli sette anni di ritardo.
Io ho deciso di non aspettare tanto.
ARTHUR C. CLARKE.
Colombo, Sri Lanka.
aprile 1987.
PARTE I, LA MONTAGNA MAGICA.
1. GLI ANNI DEL GELO.
Per un uomo di settant'anni, sei in ottima forma comment il dottor
Glazunov alzando gli occhi dall'ultimo tabulato stampato dal
Medcom. Io non te ne darei pi di sessantacinque.
Mi fa davvero piacere, Oleg. Tanto pi che ho centotr anni, come
tu sai benissimo.
Ecco che ci risiamo! Come se tu non avessi letto il libro della
Rudenko!
Povera Katerina! Avevamo deciso di vederci in occasione del suo
centesimo compleanno. Mi spiaciuto molto che non ci sia arrivata...
Ecco che cosa succede a passare troppo tempo sulla Terra.
E, ironia della sorte, era stata lei a inventare lo slogan famoso " la
gravit che porta la vecchiaia".
Il dottor Heywood Floyd osserv pensieroso il mutevole panorama
del bel pianeta, solo seimila chilometri lontano, su cui non avrebbe
mai pi potuto rimettere piede. Per un'altra e pi vistosa ironia della
sorte, a causa di uno stupidissimo incidente, lui stava benissimo quando
invece praticamente tutti gli amici suoi coetanei erano morti.
Era tornato sulla Terra da nemmeno una settimana quando, malgrado
tutti gli avvertimenti e l'assoluta convinzione che a lui mai sarebbe
potuta accadere una cosa del genere, era cascato da un balcone al
secondo piano. (S, si stava dando ai bagordi: per se l'era meritato...
era un eroe sul nuovo mondo dove la Leonov aveva fatto ritorno.)
Aveva riportato numerose fratture multiple ed erano insorte
complicazioni, cos che era stato ricoverato all'ospedale orbitale
Pasteur.
Era l'anno 2015. E ora era incredibile, ma c'era il calendario
appeso alla parete a confermarlo era il 2061.
Nel caso di Heywood Floyd, l'orologio biologico non era stato solo
rallentato a opera della gravit ridotta dell'ospedale, pari a un sesto di
quella terrestre, ma per ben due volte nel corso della sua vita l'orologio
biologico si era mosso a ritroso. Era ormai convinzione comune
sebbene alcuni autorevoli scienziati non fossero d'accordo che
l'ibernazione non si limitasse a fermare il processo dell'invecchiamento,
ma innescasse un processo di ringiovanimento. Il viaggio fino a Giove
e ritorno aveva fatto diventare Floyd pi giovane.
Allora, secondo te non corro rischi se vado?
Nell'universo si corrono sempre rischi, Heywood. Posso dire solo
che non ci sono controindicazioni di carattere fisiologico. In fondo, a
bordo della Universe troverai esattamente le stesse condizioni
ambientali cui sei abituato qui. Dal punto di vista medico non vi
saranno le attrezzature sofisticate che abbiamo qui all'ospedale Pasteur,
ma il dottor Mahindran un bravo medico. Se dovesse insorgere
qualche problema che non in grado di affrontare ti pu sempre
mettere in ibernazione e rispedire qui da noi come un pacco postale.
Era quanto Floyd aveva sperato di sentirsi dire, eppure la sua
soddisfazione era venata di tristezza. Fare il viaggio significava restare
assente per molte settimane da casa da quella che da mezzo secolo era
la sua casa e dagli amici che si era fatto negli ultimi anni. E sebbene
la Universe fosse una lussuosa nave passeggeri in confronto alla
rozza Leonov (ora, in orbita sopra l'altra faccia della Luna, entrata a
far parte del Museo Lagrange), ogni viaggio spaziale di una certa
lunghezza comportava pur sempre un elemento di rischio. E tanto
pi trattandosi di un viaggio lungo una rotta mai prima percorsa...
Eppure era forse questo ci di cui aveva bisogno nonostante i suoi
103 anni (o essendo, secondo i complessi calcoli geriatrici della
defunta professoressa Rudenko, un sano e robusto
sessantacinquenne). Da dieci anni ormai provava un'irrequietezza
crescente e una vaga insoddisfazione nei confronti del suo modo di
vivere, troppo comodo e troppo ben regolato.
Malgrado le numerose ed esaltanti iniziative in corso nel sistema
solare la Rigenerazione di Marte, la fondazione di una base su
Mercurio, il Piano Verde di Ganimede non era riuscito a trovare
un obiettivo sul quale concentrare i suoi interessi e le sue energie
ancora considerevoli. Due secoli prima, uno dei primi poeti
dell'era della scienza dava voce ai suoi sentimenti facendo cos parlare
Ulisse:
...vita su vita
poco sarebbe, ed a me d'una, ora, un attimo resta. Pure, un
attimo tolto all'eterno silenzio, ed ancora porta con s nuove
opere, ed indegno sarebbe, per qualche due o tre anni,
riporre me stesso con l'anima esperta, ch'arde e desia di seguir
conoscenza: la stella che cade oltre il confine del cielo, di l
dell'umano pensiero.
Due o tre anni davvero! Ne erano passati pi di quaranta: Ulisse
se ne sarebbe vergognato. Ma i versi successivi che conosceva cos
bene erano ancora pi appropriati:
Forse destino che i gorghi del mare ci affondino; forse,
nostro destino toccare quelle isole della fortuna, dove
vedremo l'a noi gi noto, magnanimo Achille. Molto
perdemmo, ma molto ci resta: noi siamo la forza pi che n
giorni lontani moveva la terra ed il cielo: noi, s' quello che
s': una tempra d'eroici cuori, sempre la stessa: affraliti dal
tempo e dal fato, ma duri sempre in lottare e cercare e trovare
n cedere mai.*
E cercare e trovare... Bene, ora sapeva che cosa cercare e anche
che cosa avrebbe trovato perch sapeva esattamente dove l'avrebbe
trovato. Solo un incidente imprevedibile, una catastrofe, gli avrebbe
potuto impedire di trovarlo.
Non era una mta, quella, che si fosse proposto consapevolmente, e
nemmeno ora sapeva spiegarsi come mai avesse a un tratto assunto
tanta importanza. Si era creduto immune dalla febbre che ancora una
volta per la seconda volta nel corso della sua vita! aveva preso
l'umanit, ma forse si sbagliava. O forse era stato l'invito a far parte
dello scelto gruppo che doveva imbarcarsi sulla Universe che gli
aveva acceso l'immaginazione, risvegliando in lui un entusiasmo che
non sapeva di possedere.
C'era anche un'altra possibilit. Anche dopo tanti anni ricordava
benissimo la delusione dell'uomo della strada per il passaggio a
distanza ravvicinata del 198586. Si presentava ora l'occasione
l'ultima, per lui, e la prima per l'umanit di rimediare alle delusioni
del passato.
Nel XX secolo erano possibili solo i passaggi orbitali a distanza
ravvicinata. Questa volta, invece, vi sarebbe stato un atterraggio
vero e proprio un'impresa nuova e rivoluzionaria, a suo modo,
quanto la passeggiata lunare di Aldrin.
Il dottor Heywood Floyd, veterano della missione su Giove del
201015, vide con gli occhi della mente il remoto corpo astrale che
ancora una volta ritornava dalle profondit dello spazio
accelerando sempre di pi mentre si accingeva a girare attorno al Sole.
E tra le orbite della Terra e di Venere la cometa pi famosa della storia
avrebbe incontrato l'astronave Universe, attualmente ancora in
preparazione, nel suo viaggio inaugurale.
Il punto esatto del rendezvous non era ancora stabilito, ma la deci
* La traduzione dei versi di Tennyson di Giovanni Pascoli. [N.d.T.]
sione del dottor Floyd era irrevocabile. Cometa di Halley,
arrivo... bisbigli Heywood Floyd.
2. PRIMO AVVISTAMENTO.
Non vero che bisogna lasciare la Terra per poter apprezzare tutto lo
splendore del cielo. Il cielo stellato visto dallo spazio non pi bello di
quello che si vede dalla cima di un'alta montagna in una notte limpida,
lontano da ogni sorgente di luce artificiale. Le stelle appaiono pi
luminose se viste fuori dall'atmosfera, ma l'occhio non in grado di
cogliere la differenza; e poi il colpo d'occhio offerto da tutto un emisfero
celeste ben altra cosa della fettina di cielo che si pu vedere da un
obl.
Ma Heywood Floyd era pi che contento di come gli appariva
l'universo, e soprattutto quando la zona residenziale si trovava nel
cono d'ombra proiettato dall'ospedale in lenta rotazione. Allora nel
suo campo visivo rettangolare non si vedevano altro che stelle, pianeti,
nebulose e talvolta, pi luminosa di tutti, la luce ferma e splendente di
Lucifero, in gara con quella del Sole.
Dieci minuti prima che iniziasse la sua notte artificiale spegneva tutte
le luci della cabina anche la lucina rossa d'emergenza in modo da
avere il tempo di abituarsi al buio assoluto. Aveva scoperto tardi, per
essere un tecnico spaziale, i piaceri dell'astronomia a occhio nudo;
ora per sapeva riconoscere praticamente tutte le costellazioni
anche solo scorgendone una piccola parte.
Quasi ogni notte, in maggio, quando la cometa passava
internamente all'orbita di Marte, egli ne aveva rilevato la posizione
sulle carte astrali. Anche se sarebbe stato facile trovarla con l'aiuto
del binocolo, Floyd non ne aveva voluto sapere; era, il suo, un gioco:
voleva vedere fino a che punto poteva ancora fidarsi dei suoi occhi
di vecchio. Due astronomi di Mauna Kea avevano gi affermato di
aver scorto la cometa a occhio nudo, ma nessuno aveva prestato loro
fede, e analoghe affermazioni da parte di pazienti dell'ospedale
Pasteur avevano suscitato ancora maggior scetticismo.
Ma per quella notte era prevista come minimo una magnitudine sei,
e forse avrebbe avuto fortuna. Tracci una linea immaginaria da
Gamma a Epsilon Eridani e cerc al vertice del triangolo equilatero
che aveva quella linea come base aguzzando gli occhi come se
potesse attraversare con lo sguardo tutto quanto 3 sistema solare
semplicemente con uno sforzo di volont.
Ed eccola l! Proprio dove l'aveva avvistata la prima volta, settanta
sei anni prima, appena percettibile ma inequivocabile. Se non avesse
saputo esattamente dove guardare, non avrebbe visto nulla, o
l'avrebbe scambiata per una nebulosa lontanissima.
Vista cos a occhio nudo la cometa appariva un punto luminoso un
p sfocato e perfettamente sferico; per quanto si sforzasse, non
riusciva a distinguere traccia alcuna di coda. Ma le sonde che da mesi
la seguivano avevano gi rilevato le prime tracce di gas e polveri che
di l a poco avrebbero formato la coda, orientata in direzione opposta
al Sole, dal quale prendeva origine.
Come tutti, anche Heywood Floyd aveva seguito la trasformazione
del nucleo, freddo e scuro no, pi che scuro, quasi nero via via che si
addentrava nel sistema solare. Dopo settant'anni di zero assoluto o
quasi, l'acqua, l'ammoniaca e le altre sostanze congelate cominciavano
a riscaldarsi e a evaporare. Un asteroide grande quanto l'isola di
Manhattan e anche pressappoco della stessa forma roteava su se
stesso con un periodo di cinquantatr ore; e via via che il calore del Sole
penetrava attraverso la crosta isolante, le sostanze ghiacciate
evaporavano e la Cometa di Halley si comportava come una caldaia a
vapore bucata. Getti di vapore acqueo mescolato a polveri e a chiss
quali composti organici fuoriuscivano da cinque o sei piccoli crateri; il
maggiore era grande all'incirca quanto un campo da football e
prendeva regolarmente a eruttare due ore dopo che il Sole si era levato
sopra l'orizzonte della cometa. Era identico a un famoso geyser
terrestre, e infatti subito l'avevano battezzato Old Faithful, il Vecchio
Fedele.
Gi Heywood Floyd s'immaginava ritto sull'orlo di quel cratere in
attesa che il Sole sorgesse sul buio e contorto paesaggio che gi
conosceva per averlo visto nelle fotografie prese dallo spazio.
Purtroppo, quando l'astronave sarebbe atterrata sulla Cometa di
Halley, non era previsto che i passeggeri sbarcassero, come
avrebbero fatto invece il personale scientifico e l'equipaggio.
D'altra parte, nell'accordo che aveva sottoscritto non si vietava
esplicitamente lo sbarco dei passeggeri.
Avranno il loro daffare a impedirmelo... pens Heywood Floyd, so
usare ancora una tuta spaziale. E se invece non ne sono pi capace...
Gli torn alla mente una cosa che aveva letto. Vedendo il Taj Mahal,
un turista aveva detto: Sono pronto a morire anche domani per un
monumento cos.
Lui si sarebbe accontentato della Cometa di Halley.
3. RIENTRO.
Anche a prescindere dall'incidente, il ritorno sulla Terra non era stato
facile.
Il primo trauma era venuto subito dopo che la dottoressa Rudenko
l'aveva risvegliato dal suo lungo sonno. Accanto a lei c'era Walter
Curnow, e sebbene Floyd non fosse ancora pienamente cosciente si era
accorto subito che qualcosa non andava. I due l'avevano salutato con
un calore esagerato che non riusciva a nascondere la tensione. Solo
quando si fu del tutto ripreso gli dissero che il dottor Chandra era
morto.
Oltre l'orbita di Marte il suo corpo aveva cessato di vivere e la morte
era avvenuta cos gradualmente che gli strumenti di controllo non
avevano potuto individuarne il momento esatto. Il cadavere, alla
deriva nello spazio, aveva continuato a seguire l'orbita della Leonov e
gi da lungo tempo era stato distrutto dai fuochi del Sole.
La causa della morte non si era potuta determinare, ma Max
Brailovsky aveva una sua idea pochissimo scientifica, d'accordo, ma
che nemmeno la dottoressa Rudenko si sentiva di respingere.
Non poteva pi vivere senza Hal.
E Walter Curnow aveva aggiunto anche: Chiss Hal come la
prender. da qualche parte nello spazio, e ascolta tutte le nostre
trasmissioni. Prima o poi lo verr a sapere.
E ora anche Curnow non c'era pi come tutti quanti, del resto,
tranne la piccola Zenia. Erano vent'anni che non la vedeva, ma
puntualmente ogni Natale lei gli mandava una cartolina. L'ultima era
ancora fissata alla parete vicino alla scrivania: c'era una troika carica
di doni che correva tra le nevi dell'inverno russo, mentre un branco
di lupi dall'aria molto affamata la seguiva con lo sguardo.
Quarantacinque anni! Certe volte gli sembrava che il ritorno della
Leonov sulla Terra tra gli applausi di tutta l'umanit fosse avvenuto
soltanto ieri. Applausi, s, ma stranamente freddi; rispetto, certo, ma
senza vero entusiasmo. La missione su Giove aveva avuto fin troppo
successo; aveva aperto un vaso di Pandora di cui si doveva ancora
finire di scoprire tutto il contenuto.
Soltanto un pugno di uomini sapeva dell'esistenza della cosiddetta
Anomalia Magnetica Tycho Uno (TMA1), e cio del monolito nero
trovato sepolto sulla Luna. Solo dopo lo sfortunato volo su Giove della
Discovery il mondo apprese che quattro milioni di anni prima
un'intelligenza non umana era passata per il sistema aolarc lasciando il
suo biglietto da visita. La scoperta dest stupore, ma non giunse del
tutto inaspettata: erano decenni che ci si attendeva qualcosa del genere.
Questa visita era avvenuta quando la specie umana ancora non
esisteva. E sebbene la Discovery avesse subito un misterioso
incidente nei pressi di Giove, non vi era prova alcuna che si fosse
trattato di qualche guasto meccanico. Per quanto il TMA1 avesse
importantissime implicazioni sul piano filosofico, dal punto di vista
pratico l'umanit continuava a essere sola nell'universo.
Ma ora non era pi cos. A soli pochi minutiluce di distanza a un
passo, dunque, secondo il metro cosmico vi era un'intelligenza in
grado di creare una stella e, per scopi misteriosi, in grado di
distruggere un pianeta mille volte pi grande della Terra. E, cosa
ancora pi preoccupante, questa intelligenza sapeva dell'esistenza
degli uomini, a giudicare dall'ultimo messaggio che la Discovery aveva
inviato dalle lune di Giove prima di venir distrutta dalla nascita di una
nuova stella, Lucifero:
TUTTI QUESTI MONDI SONO VOSTRI TRANNE EUROPA. NON
METTETE PIEDE SU EUROPA.
La nuova stella che, luminosissima com'era, rischiarava a giorno le
notti tranne quei pochi mesi all'anno in cui si trovava dietro il Sole
aveva portato all'umanit speranza e paura. Paura, perch l'ignoto,
soprattutto quando appare dotato d'immensi poteri, suscita sempre
questa emozione primordiale. Speranza, per via di come si era
trasformata, per causa sua, la scena politica mondiale.
Pi volte si era detto che solo una minaccia dallo spazio avrebbe
potuto unire l'umanit. Se la nascita di Lucifero fosse una minaccia,
non era certo; ma di sicuro era una sfida. E questo, come si vide, fu
sufficiente.
Heywood Floyd aveva osservato i mutamenti geopolitici
dall'ospedale orbitale Pasteur, da lontano, quasi fosse anche lui
un'intelligenza aliena. Dapprima non aveva nessuna intenzione di
restare nello spazio, una volta guarito perfettamente. Ma con
sconcertata seccatura dei medici guar solo dopo un tempo
lunghissimo.
Ripensando a quel periodo con la serenit degli anni successivi,
Floyd aveva capito perch allora le sue ossa stentavano a saldarsi. Il
motivo era che non aveva nessuna voglia di tornare sulla Terra: non
c'era nulla che l'aspettasse sulla grande sfera azzurra e bianca che
riempiva il suo cielo. C'erano momenti in cui capiva bene come mai
Chandra avesse potuto perdere la voglia di vivere.
Solo per caso non era con la sua prima moglie durante quel viaggio
su Europa. Ora Marion era morta, e il ricordo di lei pareva far parte
di un'altra vita, della vita di un altro. Le due figlie avute da lei erano
diventate due cortesi estranee, ciascuna con una famiglia propria.
Ma Caroline l'aveva persa per sua colpa, sebbene in pratica non
avesse avuto nessuna possibilit di scelta. Sua moglie non era riuscita a
capire (del resto, l'aveva davvero capito, lui?) perch mai avesse
preferito lasciare la bella casa che avevano per esiliarsi per anni e anni
nei gelidi spazi lontani dal Sole.
Floyd aveva capito, nemmeno a met della missione, che Caroline
non l'avrebbe aspettato; per aveva sperato che Chris l'avrebbe capito e
perdonato. Ma nemmeno quella consolazione gli era stata concessa;
troppo a lungo suo figlio era rimasto senza un padre. Quando infine
Floyd era ritornato, Chris aveva gi trovato un altro padre nell'uomo
che aveva preso il suo posto nella vita di Caroline. Il distacco era
ormai assoluto e irrimediabile; Floyd credette che non se ne sarebbe
mai dato pace; invece, naturalmente, aveva superato la cosa in un
modo o nell'altro.
Il suo corpo aveva subdolamente appoggiato i suoi desideri
inconsci. Quando, dopo la lunga convalescenza all'ospedale Pasteur,
aveva infine fatto ritorno sulla Terra, subito aveva presentato sintomi
cos allarmanti tra cui un sospetto di necrosi ossea che l'avevano
immediatamente rimandato all'ospedale orbitale. E l poi era rimasto,
a parte qualche breve escursione sulla Luna, adattandosi perfettamente
alla bassissima gravit da zero g a un sesto della gravit terrestre
determinata dalla lenta rotazione dell'ospedale spaziale.
Non conduceva una vita da eremita tutt'altro. Anche durante la
convalescenza dettava rapporti, testimoniava davanti a innumerevoli
commissioni parlamentari, rilasciava interviste. Era un uomo famoso, e
gli piaceva esserlo finch dur. La fama lo compensava in parte
delle profonde ferite intcriori.
Gli anni tra il 2020 e il 2030 erano passati cos in fretta che ora solo a
fatica riusciva a richiamarli alla mente. C'erano state le solite crisi, i soliti
scandali, i soliti disastri soprattutto il gran terremoto in California, di
cui aveva osservato con orrore le conseguenze attraverso gli schermi di
rilevamento della stazione. Al massimo ingrandimento, in condizioni
ottimali, erano in grado di mostrare anche i singoli individui; ma da quel
suo osservatorio oltremondano non era possibile identificarsi con quei
puntolini che formicolando fuggivano dalle citt in fiamme. Soltanto le
telecamere a terra mostravano l'autentico orrore della catastrofe.
Durante quel decennio, per quanto i risultati si sarebbero
manifestati soltanto in seguito, le grandi zolle tettoniche della politica
continuarono a muoversi inesorabili come i continenti ma in senso
op
posto, quasi che il Tempo stesse scorrendo alla rovescia. Infatti,
all'inizio dei tempi sulla Terra vi era stato un unico supercontinente,
Pangea, che con il trascorrere degli coni si era spaccato e suddiviso.
Allo stesso modo la specie umana si era divisa in trib e nazioni
innumerevoli; e ora si stava ricomponendo in unit via via che le
diversit linguistiche e culturali di un tempo si attenuavano.
Era un processo che Lucifero aveva s accelerato, ma che era iniziato
gi da alcuni decenni, quando l'avvento dell'et dei jet aveva messo in
movimento il turismo planetario. Quasi contemporaneamente non si
trattava, com' naturale, di una semplice coincidenza i satelliti e le
fibre ottiche avevano rivoluzionato le comunicazioni. Il 31 dicembre
dell'anno 2000 si giunse all'unificazione delle tariffe telefoniche, e una
telefonata intercontinentale venne a costare quanto una chiamata
urbana: la specie umana accolse il nuovo millennio trasformandosi in
un'unica, grande famiglia loquace.
Come in tutte le famiglie, i rapporti tra i membri non erano sempre
pacifici, ma si trattava di dispute che non minacciavano pi l'esistenza
dell'intero pianeta. Quando per la seconda e ultima volta si fece
ricorso all'arma atomica, vennero sganciate tante bombe quante la prima
volta, e cio due. E sebbene i kiloton fossero di pi, il numero delle
vittime fu molto minore perch vennero bombardati campi
petroliferi quasi disabitati. A questo punto i Tre Grandi la Cina, gli
Stati Uniti e l'URSS si mossero con lodevole rapidit e saggezza
isolando i Paesi in guerra fin quando i sopravvissuti non ebbero ripreso
a ragionare.
Nel decennio 20202030 una guerra tra le grandi potenze era
impensabile quanto lo sarebbe stata, nel secolo precedente, una
guerra tra Stati Uniti e Canada. La causa di ci non era da ricercarsi
in un miglioramento di fondo della natura umana e nemmeno in un
unico fattore determinante se non forse nella preferenza che
normalmente si ha verso la vita rispetto alla morte. Inoltre la pace
non era stata in larga misura nemmeno costruita consapevolmente:
prima che gli uomini politici si rendessero conto di quello che era
successo, invece della macchina della guerra si era messa a
funzionare, e a funzionare bene, la macchina della pace...
Non fu uno statista o un ideologo a inventare il movimento degli
Ostaggi per la pace; esso nacque parecchio tempo dopo che qualcuno si
accorse che c'erano sempre circa centomila turisti russi negli Stati Uniti e
mezzo milione di americani nell'Unione Sovietica, la maggior parte dei
quali intenti al loro tradizionale passatempo, e cio quello di lamentarsi
dei servizi igienici. E, cosa forse pi importante, in questi due gruppi vi
era una percentuale molto elevata di individui che non si potevano
assolutamente sacrificare i figli dei ricchi, dei privilegiati, dei potenti.
Inoltre, anche volendo, non sarebbe pi stato possibile preparare
una guerra su vasta scala. Negli anni Novanta era nata l'et della
trasparenza quando intraprendenti agenzie giornalistiche avevano
cominciato a mettere in orbita satelliti di osservazione dotati di
obiettivi paragonabili a quelli che i militari impiegavano da
trent'anni. Il Pentagono e il Cremlino impazzirono di rabbia, tra
l'indifferenza della Reuter, dell'Associated Press e delle telecamere,
funzionanti ventiquattro ore su ventiquattro, dell'Agenzia
Giornalistica Orbitale.
Nel 2060 il disarmo non era ancora totale, ma il mondo poteva dirsi
pacificato, e le ultime cinquanta bombe nucleari erano sotto stretto
controllo internazionale. Vi fu una scarsissima opposizione a che un
monarca molto amato, Edoardo Vili, venisse eletto primo Presidente
Planetario: solo una decina di Stati si opposero. Si andava dalla
Svizzera, sempre ostinatamente neutrale (ma i cui ristoranti e
alberghi accoglievano a braccia aperte il nuovo personale
amministrativo), alle Malvine, i cui abitanti, attaccati
all'indipendenza con un amore che rasentava il fanatismo, si
opponevano a ogni tentativo compiuto dagli inglesi e dagli argentini
di attribuirsi quelle isole.
Lo smantellamento dell'industria degli armamenti di proporzioni
vastissime e in larga misura parassitaria aveva dato una spinta
incredibile, e in qualche caso anche pericolosa, all'economia
mondiale. Le materie prime e le intelligenze di prim'ordine non
sparivano pi come inghiottite da un buco nero n, peggio ancora,
venivano utilizzate a scopi distruttivi. Potevano venir usate per
riparare i danni e la trascuratezza di secoli, per ricostruire il mondo.
E per costruire nuovi mondi. L'umanit aveva davvero trovato
l'equivalente morale della guerra, nonch una sfida in grado di
assorbire l'eccesso di energia della specie umana e per millenni e
millenni.
4. NABABBO.
Quando nacque, William Tsung fu definito il bambino pi caro del
mondo; detenne questo titolo per due anni soltanto, e quindi dovette
cederlo alla sorellina. Costei lo detiene ancora, e ora che le Leggi
sulla Famiglia sono state abrogate, nessuno potr pi toglierglielo.
Erano figli del leggendario sir Lawrence, il quale era nato nel periodo
in cui in Cina vigeva la ferrea norma di un solo figlio per famiglia; la
generazione nata in quegli anni forn a psicologi e sociologi un
immenso materiale di studio. Fu una generazione unica in tutta la
storia
dell'umanit senza fratelli n sorelle, e spesso anche senza zii e zie.
Se poi il merito sia stato della capacit di resistenza della specie umana
o del concetto di famiglia estesa, radicatissimo nei cinesi, non
chiaro: resta il fatto che coloro che nacquero in quel periodo non
subirono traumi particolari, ma certamente in qualche modo
furono toccati dalla loro bizzarra situazione; e sir Lawrence fece del
suo meglio, anche a costo di una certa spettacolarit, per compensare
l'isolamento in cui aveva vissuto da bambino.
Quando, nel 2022, gli nacque il secondo figlio, vigeva un sistema di
licenze a pagamento. Era consentito avere quanti figli si volesse, a patto
per di pagare l'imposta prevista. (I comunisti della vecchia guardia
non erano i soli a reputare iniquo questo sistema, ma si erano trovati in
minoranza nel rinnovato e pragmatico parlamento della Repubblica
Popolare Democratica Cinese.)
In quel tempo i primi due figli erano gratis. Un terzo figlio costava
un milione di sol. Il quarto, due milioni, il quinto quattro e cos via
raddoppiando. Il fatto che nella Repubblica Popolare Cinese non
dovessero esistere i capitalisti veniva tranquillamente ignorato.
Il signor Tsung (solo dopo molti anni re Edoardo l'avrebbe nominato
Cavaliere dell'Ordine dell'Impero britannico) non diede a vedere di
avere in mente un programma particolare; era ancora un milionario
qualsiasi quando gli nacque il quinto figlio. Ma aveva solo
quarant'anni, e quando l'acquisto di Hong Kong non gli cost
tanto quanto aveva temuto si trov ad avere per le mani una notevole
quantit di denaro liquido.
Cos si diceva ma, qui come in altre storie riguardanti sir Lawrence,
non facile distinguere la verit dalla leggenda. Di certo non ha alcun
fondamento di verit la diceria secondo cui egli avrebbe fatto fortuna
con la famosa edizione pirata della Biblioteca del Congresso
miniaturizzata a tal punto da non occupare pi spazio di una
scatola da scarpe. Tutto quanto l'affare del Modulo di memoria
molecolare fu una faccenda condotta fuori dalla Terra, e resa possibile
dalla mancata adesione degli Stati Uniti al Trattato lunare.
Sebbene sir Lawrence non fosse multitrilionario, l'impero industriale
che aveva costruito faceva di lui la massima potenza finanziaria della
Terra risultato non di poco conto per il figlio di un umile venditore
ambulante di videocassette che si aggirava per i Nuovi Territori,
come ancora a quel tempo venivano chiamati. Probabilmente non si
accorse nemmeno degli otto milioni che gli cost il sesto figlio, e
nemmeno dei trentadue pagati per l'ottavo. I sessantaquattro milioni
pagati per il nono figlio lo resero famoso in tutto il mondo, e dopo il de
cimo figlio l'ammontare delle scommesse che ovunque si fecero sui
suoi programmi per il futuro super largamente i
duecentocinquantasei milioni che gli sarebbe costato l'undicesimo.
Ma a questo punto la signora Tsung, Jasmine, in cui l'acciaio si
combinava con la seta secondo una proporzione perfetta, decise che la
dinastia Tsung poteva ormai guardare con tranquillit al futuro.
Fu solo per caso (se questa espressione, per caso, ha un senso) che
sir Lawrence si trov a occuparsi personalmente dell'industria
aerospaziale. Egli era naturalmente presente nell'industria aeronavale,
ma di essa si occupavano i suoi cinque figli maschi. A sir Lawrence
stavano a cuore soprattutto i media i giornali (quei pochi quotidiani
rimasti), i libri, le riviste (sia su carta sia elettroniche) e soprattutto
le grandi reti televisive planetarie.
Poi a un certo punto acquist l'antico e bellissimo Hotel Peninsula,
che agli occhi del ragazzetto cinese di un tempo era sembrato il
simbolo stesso della ricchezza e del potere, e ne fece la sua residenza
privata. Lo circond di un bel parco, ricorrendo al semplice
espediente di spostare nel sottosuolo alcuni grandi centri commerciali
(e cos facendo guadagn una fortuna con una sua societ di recente
costituzione, la Scavi e Movimenti Terra a Mezzo Laser, e stabil un
precedente subito imitato da molte altre grandi citt).
Un giorno, mentre ammirava il panorama della citt in fondo alla
baia, stabil che si rendeva necessaria un'ulteriore modifica. Da
decenni ormai ai piani pi bassi del Peninsula la visuale era impedita
da un grande edificio rotondo che sembrava una palla da golf
schiacciata a met. Quell'edificio, stabil sir Lawrence, doveva
scomparire.
Ma il direttore del Planetario di Hong Kong che veniva
considerato tra i cinque planetari pi belli del mondo era di diverso
avviso, e molto presto sir Lawrence scopr con piacere che esisteva
qualcuno che non era disposto a lasciarsi comprare a nessun prezzo.
Tra i due nacque una bella amicizia, ma quando il dottor
Hessenstein prepar una proiezione particolare in occasione del
sessantesimo compleanno di sir Lawrence, non sapeva che cos facendo
avrebbe cambiato la storia del sistema solare.
5. FUORI DAL GHIACCIO.
Pi di cent'anni dopo che, nel 1924 a Jcna, la Zciss ne aveva
costruito il prototipo, restava ancora qualche proiettore ottico da
planetario che torreggiava maestoso sopra le teste del pubblico. Ma
a
Hong Kong il proiettore ottico era stato mandato in pensione gi da
decenni, e lo si era sostituito con un sistema elettronico di gran lunga
pi versatile. La grande cupola era in pratica un solo gigantesco
schermo televisivo costituito da migliaia di schermi pi piccoli che
potevano mostrare qualsiasi immagine si volesse.
La proiezione inizi, inevitabilmente, con un omaggio all'ignoto
inventore del razzo, apparso in Cina nel XIII secolo. Per cinque
minuti si procedette poi a una rapidissima cavalcata attraverso i secoli,
durante la quale non si tenne forse nella debita considerazione
l'apporto dei russi, dei tedeschi e degli americani, per dare peso
soprattutto alla figura del dottor HsueShen Tsien. Era comprensibile
che i suoi conterranei, data l'occasione, gli attribuissero
un'importanza, nella storia del viaggio aerospaziale, pari a quella di
un Goddard, di un von Braun o di un Korolyev. E potevano a buon
diritto mostrarsi indignati per la vicenda del suo arresto in seguito
ad accuse palesemente infondate avvenuto negli Stati Uniti
quando, dopo aver contribuito alla fondazione del famoso Jet
Propulsion Laboratory ed essere stato nominato docente al CalTech al
posto di Goddard, aveva deciso di ritornare in patria.
Si fece solo un rapido accenno al lancio del primo satellite cinese,
avvenuto nel 1970 mediante il vettore Lunga Marcia 1, forse perch
nello stesso periodo gli americani erano gi sbarcati sulla Luna. E
si sbrig in pochi minuti la storia dell'ultimo scorcio del XX secolo
per arrivare rapidamente al 2007, l'anno in cui era cominciata
segretamente seppure sotto gli occhi di tutto il mondo la costruzione
dell'astronave Tsien.
Il narratore non indugi con eccessivo compiacimento sulla
costernazione provata dalle grandi potenze quando un presunto
satellite artificiale cinese lasci all'improvviso la sua orbita
dirigendosi verso Giove, precedendo cos la missione
russoamericana a bordo del Cosmonauta Alexei Leonov. Era,
quella, una storia cos ricca di colpi di scena e cos tragica nel finale
che non abbisognava di ulteriori abbellimenti.
Purtroppo c'era ben poco materiale visivo originale che la
illustrasse: si doveva far affidamento soprattutto su effetti speciali e
sulle ricostruzioni effettuate in seguito sulla base di ricognizioni
fotografche eseguite a distanza. Durante la breve permanenza sulla
gelata superficie di Europa, l'equipaggio della Tsien aveva avuto ben
altro da fare che pensare a girare documentati televisivi o anche
solo a montare una telecamera automatica.
Comunque, le registrazioni audio permettevano di ricostruire il
dramma di quel primo atterraggio sulle lune di Giove. I commenti
trasmessi da Heywood Floyd da bordo della Leonov in fase di
avvicinamento servivano benissimo a ricreare l'atmosfera, ed
esistevano moltissime fotografe di repertorio di Europa con cui
illustrare visivamente la scena:
In questo momento sto osservando Europa per mezzo del telescopio
pi potente che abbiamo a bordo: con questo ingrandimento appare
dieci volte pi grande della Luna cos come la vediamo a occhio nudo.
Ed una visione davvero strana e inquietante.
La superficie di un coler rosa uniforme, con qualche chiazza bruna.
Essa tutta ricoperta di un intricato intreccio di linee sottili che si
estendono ovunque. Direi che assomiglia molto a una di quelle
fotografe che si vedono nei libri di medicina e che mostrano la rete
delle vene e delle arterie.
Alcune di queste linee sono lunghe centinaia, o forse migliaia, di
chilometri, e ricordano i canali immaginari che a Percival Lowell e agli
altri astronomi dell'inizio del secolo scorso pareva di scorgere su Marte.
Ma i canali di Europa non sono illusori, sebbene ovviamente non
siano artificiali. Inoltre, sono davvero pieni d'acqua o, per lo meno, di
ghiaccio. Infatti questo satellite di Giove completamente ricoperto
da un oceano profondo in media una cinquantina di chilometri.
Europa molto lontana dal Sole, e quindi la temperatura alla
superfcie molto bassa diciamo centocinquanta gradi sotto zero.
Dunque ci saremmo aspettati di trovarla tutta ricoperta da un
immenso strato di ghiaccio.
Invece non cos per via dell'intenso calore generato all'interno del
satellite dal gioco delle attrazioni gravitazionali. questa l'origine dei
grandi vulcani che troviamo su un altro satellite di Giove, Io.
Ecco quindi che il ghiaccio si scioglie, si rompe, si ricongela in
continuazione, formando spaccature e crepacci simili a quelli che
vediamo nel pack dei poli terrestri. questa intricata rete di crepacci
che ora sto guardando; per la maggior parte si sono formati molto
tempo fa, forse milioni di anni fa, e questi appaiono pi scuri. Ma altri
sono di un bianco purissimo: sono quelli che si sono aperti
recentemente, e questi sono ricoperti da una crosta di ghiaccio spessa
solo qualche centimetro.
La Tsien atterrata proprio accanto a uno di questi crepacci di
recente formazione quello lungo millecinquecento chilometri che
abbiamo battezzato Grande Canale. Immagino che i cinesi
intendano rifornire d'acqua i serbatoi di propellente, in modo da poter
esplorare i satelliti di Giove e quindi ripartire per la Terra.
L'operazione potrebbe non essere facile, ma sicuramente avranno
studiato con gran
de cura il luogo scelto per l'atterraggio e sanno quello che fanno.
chiaro, adesso, perch hanno voluto correre un simile rischio e
perch avanzano pretese su Europa. Europa un ottimo punto di
rifornimento, e potrebbe rappresentare la chiave di tutto il sistema
solare...
Ma era andata in tutt'altro modo, pens sir Lawrence sistemandosi
pi comodamente nella poltrona sotto il gran disco pieno di macchie
scure e di linee che riempiva tutto il cielo artificiale del planetario. Gli
oceani di Europa erano ancora inaccessibili all'umanit, e per motivi
che continuavano a restare misteriosi. E non solo inaccessibili, ma
invisibili; da quando Giove si era trasformato in sole, entrambi i
satelliti interni erano scomparsi dietro una coltre di vapori che
salivano ribollendo dalle loro viscere. L'Europa che stava
guardando in quel momento era come appariva nel 2010. Ora era
tutta diversa.
A quel tempo lui era ancora un bambino o quasi, ma ricordava bene
con che orgoglio malgrado egli non approvasse affatto le scelte
politiche della Cina aveva saputo che i suoi compatrioti stavano per
mettere piede per la prima volta su un mondo inesplorato.
Su Europa non c'erano telecamere, naturalmente, a riprendere
l'atterraggio; ma ne era stata fatta una ricostruzione veramente
eccellente. La scena sembrava vera: l'astronave condannata
scendeva silenziosa dal cielo nero verso la ghiacciata superficie di
Europa, e si posava accanto alla striscia biancastra di ghiaccio fresco
cui era stato imposto il nome di Grande Canale.
Tutti sapevano quanto era successo in seguito; e forse saggiamente
si era deciso di non ricostruire gli avvenimenti successivi. Invece
l'immagine di Europa svan in dissolvenza, e fu sostituita da un volto
che ai cinesi era familiare quanto quello di Jurij Gagarin ai russi.
La prima fotografia mostrava Rupert Chang il giorno in cui, nel
1989, si era laureato: un giovanotto pieno di vita uguale a milioni di
altri giovanotti identici a lui, del tutto inconsapevole
dell'appuntamento con la storia che gli riserbava il futuro.
Il commentatore riassunse brevemente, con un sommesso sottofondo
musicale, la carriera del dottor Chang fino a quando s'imbarc sulla
Tsien come ufficiale scientifico. Le fotografie mostrarono un volto
sempre meno giovane fino all'ultima, quella scattata prima della
partenza.
Sir Lawrence era contento che il planetario fosse buio perch
altrimenti amici e nemici avrebbero visto con sorpresa che aveva gli
occhi pieni di lacrime mentre ascoltava le ultime parole che il dottor
Chang aveva trasmesso alla Leonov, e senza nemmeno sapere se
qualcuno le avrebbe mai captate.
... a bordo della Leonov... non ho molto tempo... oriente l'antenna
della tuta dove mi sembra che...
Il segnale diminu e scomparve per qualche terribile secondo; quindi
ritorn molto pi chiaro, ma non pi forte.
... comunicare queste informazioni alla Terra. La Tsien andata
distrutta tre ore fa. Io sono l'unico sopravvissuto. Sto usando la
radio della tuta, non so se sia abbastanza potente, ma non ho altro.
Prego ascoltare attentamente. C' VITA SU EUROPA. Ripeto: C' VITA
su EUROPA...
Il segnale scomparve, ritorn...
... poco dopo la mezzanotte, ora locale. Stavamo pompando l'acqua e
i serbatoi erano pieni quasi a met. H ddttor Li e io siamo usciti per
controllare l'isolamento dei tubi. La Tsien era a una trentina di metri
dal Grande Canale. I tubi collegano l'astronave all'acqua, passando
attraverso lo strato di ghiaccio. Il ghiaccio molto sottile non ci si pu
nemmeno camminare sopra. L'acqua pi calda che sale...
Ancora un lungo silenzio...
... nessun problema l'astronave era illuminata con cinquemila
watt. Come un albero di Natale molto bella, vista cos sul ghiaccio.
Colori stupendi. stato Li a vedere per primo la cosa, una gran
massa scura che saliva dal fondo. In un primo momento abbiamo
creduto che fosse un banco di pesci era troppo grande per essere
un unico organismo ma poi ha cominciato a uscire rompendo il
ghiaccio...
... come enormi ciuffi di alghe bagnate che strisciavano sul terreno.
Li tornato di corsa sull'astronave per prendere una macchina
fotografica io sono rimasto l a guardare, mantenendo il contatto
radio. La cosa si muoveva molto piano, era molto pi lenta di un
uomo. Ero eccitatissimo, ma non avevo nessuna paura. Credevo di
sapere di che cosa si trattasse ho visto le foto delle foreste di alghe
che ci sono al largo della California ma mi sbagliavo di grosso.
... aveva dei problemi, si vedeva benissimo. Non poteva resistere a
una temperatura di centocinquanta gradi pi bassa di quella del suo
ambiente naturale. Congelava a vista d'occhio man mano che veniva
avanti se ne staccavano schegge, come vetro che si rompe ma
continuava ad avanzare in direzione dell'astronave come una nera
onda di marea, e rallentando sempre di pi.
Io, per via della sorpresa, non riuscivo a pensare chiaramente, e
non ho indovinato che intenzioni avesse...
... avvicinandosi all'astronave, scavando una specie di tunnel di
ghiaccio via via che avanzava. Forse per proteggersi dal freddo, come
fanno le termiti che si riparano dal sole scavando corridoi di fango.
... tonnellate di ghiaccio addosso all'astronave. Per prima si rotta
l'antenna della radio. Poi ho visto il treppiede di atterraggio che
s'inclinava da una parte lentamente, come in sogno.
Solo quando l'astronave ha cominciato a cadere mi sono reso conto
di che cosa stava facendo quella cosa uscita dalle acque, e ormai era
troppo tardi. Ci saremmo potuti salvare, certo. Sarebbe bastato
spegnere le luci.
Forse un riflesso fototropico. Il suo cielo biologico si attiva quando
la luce del sole penetra attraverso il ghiaccio. O magari la luce l'attrae
come una candela le falene. I nostri proiettori davano la luce pi forte
che si fosse mai vista su Europa...
L'astronave caduta e si sfasciata. Ho visto lo scafo spaccarsi, e il
vapore acqueo che ne usciva formare una nube di fiocchi di neve. Tutte
le luci si sono spente tranne una, e questa oscillava sospesa a un cavo a
un paio di metri da terra.
Non so che cosa sia successo subito dopo. So solo che mi sono
trovato sotto quell'unica luce, accanto all'astronave fracassata, con
una sottile spolverata di neve fresca tutto intorno su cui si vedevano
molto bene le mie orme. Devo essere corso l appena l'astronave
caduta. Non credo fossero passati pi di due minuti da quando...
La pianta s, perch ancora quando ci penso la chiamo cos, "la
pianta" era ferma. Forse l'urto l'aveva danneggiata; grosse schegge
grosse quanto un braccio si erano staccate come ramoscelli rotti.
Poi la massa principale ha ripreso a muoversi. Si allontanava dallo
scafo e veniva nella mia direzione. Fu allora che mi resi conto che
reagiva alla luce: io stavo proprio sotto un proiettore da mille watt,
che ormai non oscillava pi.
Immaginatevi il tronco di una quercia o, meglio, di un banano,
con tronchi e radici multiple che, schiacciato dalla gravit, cerca di
strisciare per terra. Quando arrivata a cinque metri dalla luce si
fermata e ha cominciato ad allargarsi fino a formare un cerchio intorno
a me. Forse era quello il limite di soglia il punto in cui l'attrazione
verso la luce diventa repulsione. Dopo di che, non successo niente
per parecchi minuti. Ho pensato che forse era morta o congelata,
come minimo.
Poi mi sono accorto che su molte delle sue appendici, o rami, si
stavano formando grosse escrescenze, specie di gemme. Pareva un
film accelerato, di quelli in cui si vede un fiore che sboccia. E
sembravano proprio fiori fiori grossi quanto la testa di un uomo.
C'erano membrane sottili, dai bei colori delicati, che si spiegavano.
Ho pensato che nessuno nulla, anzi poteva aver visto prima quei
colori; non esistevano prima che noi portassimo la luce, la nostra luce
fatale, su questo mondo.
Viticci, stami, che oscillavano lievemente... Mi sono avvicinato al
muro vivente che mi circondava per vedere meglio. Mai ho avuto paura,
nemmeno in quel momento, di quell'essere. Sono sicuro che non ce
l'aveva con noi se poi in qualche modo consapevole.
C'erano decine e decine di quei grandi fiori, quale pi e quale meno
aperto. Visti cos da vicino mi ricordavano farfalle che stanno
uscendo dalla crsalide le ali tutte piegate e ancora deboli. Mi stavo
avvicinando alla verit.
Ma il freddo era terribile, e i fiori morivano appena sbocciati. Poi,
l'uno dopo l'altro si sono staccati dalle escrescenze, o gemme, e sono
caduti a terra. L, per terra, per qualche secondo si dibattevano come
pesci in secca e allora ho capito che cosa erano in realt. Quelle
membrane non erano petali erano larve, o i loro equivalenti. Gli
pseudofiori erano le larve mobili di quell'essere. Probabilmente
sessile, e trascorre gran parte della vita solidamente fissato al fondo
del mare, e manda quelle sue gemmazioni mobili in cerca di nuovi
tenitori. Cos fanno i coralli degli oceani terrestri.
Mi sono messo in ginocchio per dare un'occhiata pi da vicino a una
di quelle larve. I bei colori sbiadivano a vista d'occhio: gli organismi
mobili erano ora di un brutto color brunastro. Le membrane si erano
indurite per via del freddo e qualcuna si era rotta come in tante
schegge. Per la larva si muoveva ancora debolmente, e quando mi sono
avvicinato ha cercato di ritrarsi. Chiss come faceva a sentire la mia
presenza.
Poi mi sono accorto che gli stami, come li chiamavo, avevano tutti
dei punti color azzurro molto vivo sulla cima. Sembravano minuscole
stelle di zaffiro o gli occhi azzurri sul mantello di certi molluschi
sensibili alla luce, ma incapaci di formare immagini. Sotto i miei occhi
quell'azzurro sbiad e si spense, e gli zaffiri divennero pietre qualsiasi,
senza vita...
Dottor Floyd... o chiunque mi stia ascoltando. Mi resta poco
tempo: tra poco Giove bloccher il mio segnale. Ma ho quasi finito.
Sapevo bene che cosa dovevo fare. Il cavo elettrico del proiettore
da mille watt era l accanto a me. Gli ho dato qualche strattone e la
luce si spenta in una pioggia di scintille.
Mi sono chiesto se non fosse ormai troppo tardi. Per qualche
minuto non successo niente. Allora mi sono avvicinato alla parete
di rami intrecciati che mi circondava e l'ho presa a calci.
Lentamente l'essere ha incominciato a muoversi e si avviato verso
il canale. La luce era pi che sufficiente, e potevo vedere benissimo
ogni cosa. Ganimede e Callisto erano alti nel cielo Giove era
un'ampia mezzaluna sottile e inoltre una grande aurora polare
illuminava l'emisfero notturno del pianeta, l dove il campo magnetico
di
10 si incrociava con quello di Giove.
Ho seguito l'essere fino all'acqua, prendendolo a calci quando
rallentava, e ogni volta sentivo i frammenti di tessuti ghiacciati che
si rompevano sotto i piedi... Una volta vicino al canale ha cominciato
a muoversi con pi vigore, quasi rendendosi conto che si stava
avvicinando al suo habitat naturale. Mi sono chiesto se sarebbe
sopravvissuto, se avrebbe prodotto ancora larve mobili...
Si immerso nell'acqua lasciando sul terreno qualche larva morta.
L'acqua si messa a ribollire per qualche minuto, fin quando non si
formata una crosta di ghiaccio che l'ha isolata dal vuoto. Allora sono
tornato all'astronave per vedere se si poteva salvare qualcosa ma di
questo non voglio parlare.
Ho solo due richieste da fare, dottore. Quando i tassonomisti
classificheranno questo essere, vorrei che gli venisse dato il mio
nome.
La seconda che vorrei che le nostre ossa venissero riportate in Cina.
Giove bloccher il segnale tra qualche minuto. Mi piacerebbe
sapere se qualcuno mi sta ascoltando. Comunque, ripeter il
messaggio quando Giove sar passato se l'ossigeno e le batterie della
tuta dureranno fino ad allora.
Qui il professor Chang, su Europa. L'astronave Tsien andata
distrutta. Abbiamo preso terra vicino al Grande Canale e abbiamo
messo in moto le pompe...
Il segnale s'interruppe di colpo, ritorn per un attimo e poi
scomparve definitivamente, soffocato dal rumore di fondo. Il
professor Chang non avrebbe comunicato altro; ma quanto aveva
potuto dire aveva gi orientato le ambizioni di Lawrence Tsung verso
lo spazio.
6. GANIMEDE.
Rolf van der Berg era l'uomo giusto al posto giusto nel momento
giusto; se cos non fosse stato, non sarebbe accaduto nulla. cos,
naturalmente, che si fa la storia quasi sempre.
Era l'uomo giusto in quanto profugo afrikaner della seconda
generazione, e in quanto geologo di professione; le due cose ebbero
eguale importanza. Era nel posto giusto, perch il posto giusto era la
pi
grande delle lune di Giove la terza a partire dal pianeta, dopo Io ed
Europa, e prima di Callisto.
Forse il fattore tempo era meno critico degli altri, perch le
informazioni si erano andate accumulando nelle banche dati,
ticchettando come una bomba a esplosione ritardata, da almeno
dieci anni. Van der Berg s'imbatt nelle informazioni cruciali solo
nel 2057; dopo di che gli ci volle un altro anno per convincersi di
non essere pazzo e bisogn aspettare il 2059 perch zitto zitto
distruggesse i dati originali cos che nessuno potesse riscoprire quello
che aveva scoperto lui. Soltanto allora pot applicarsi serenamente al
problema pi importante: che cosa fare.
Tutto aveva avuto inizio, come spesso avviene, con un'osservazione
apparentemente insignificante, e per di pi in un campo che esulava
dalle competenze specifiche di van der Berg. Egli faceva parte del
Gruppo d'Intervento d'Ingegneria Planetaria, e il suo compito
consisteva nel censire le risorse naturali di Ganimede; non era affar suo
ficcare il naso in ci che avveniva sul satellite vicino, quello proibito.
Ma Europa rappresentava un enigma che nessuno e tanto pi chi vi
stava vicino poteva permettersi di ignorare. Ogni sette giorni passava
tra Ganimede e l'accecante minisole che un tempo era stato Giove,
dando luogo a eclissi della durata massima di dodici minuti.
Quando era vicina appariva un poco pi piccola della Luna vista dalla
Terra, ma nel punto pi lontano dell'orbita le sue dimensioni
apparenti si riducevano di tre quarti.
Le eclissi erano spesso molto spettacolari. Poco prima di frapporsi
tra Ganimede e Lucifero, Europa era un sinistro disco nero tutto
circondato da un anello di fuoco purpureo era la luce del nuovo
sole che si rifrangeva attraverso l'atmosfera che il suo stesso calore
aveva creato.
Nel giro di soli trenta o quarant'anni, Europa si era trasformata.
Sull'emisfero perennemente volto a Lucifero, la spessa crosta di
ghiaccio si era fusa divenendo un grande oceano il secondo in
grandezza dell'intero sistema solare. Per un decennio le acque
ribollirono schiumose, evaporando nel vuoto che le circondava, fino
a raggiungere un equilibrio. Ora Europa possedeva un'atmosfera,
rarefatta ma utile non certamente agli esseri umani fatta di vapore
acqueo, acido solfidrico, anidridi di carbonio e di zolfo, azoto e gas
rari. La faccia notturna del satellite restava sempre coperta dai ghiacci,
ma un'estensione di territorio grande quanto l'Africa possedeva ora un
clima temperato, acqua allo stato liquido e qualche isola qua e l.
Tutto ci, e poco altro, era stato osservato dai telescopi posti in orbi
ta attorno alla Terra. Quando la prima grande spedizione part alla volta
delle lune di Giove, nel 2028, Europa era gi ricoperta da una
perenne coltre di nuvole. Caute osservazioni a mezzo radar
mostrarono poco pi che un oceano ininterrotto su una faccia e un
mare di ghiaccio altrettanto ininterrotto sull'altra; Europa continuava a
mantenere il suo primato di corpo astrale pi piatto dell'intero sistema
solare.
Dieci anni dopo non fu pi cos: su Europa era accaduto un grande
cambiamento. Ora il satellite possedeva una solitria montagna alta
quasi quanto l'Everest che svettava nella zona del perenne crepuscolo.
Presumibilmente un fenomeno vulcanico simile a quelli che
accadevano spessissimo sul vicino Io aveva spinto quella massa di
roccia fuori dalle viscere del satellite. Forse la causa dell'attivit
vulcanica andava ricercata anche nell'aumentato calore proveniente da
Lucifero.
Tuttavia questa spiegazione cos banale era poco convincente. Il
Monte Zeus era a forma di piramide irregolare, e non di cono com'
tipico delle montagne di origine vulcanica; e inoltre le osservazioni
radar non mostravano traccia alcuna di colate di lava. Da alcune
fotografie non troppo chiare, scattate da Ganimede in occasione di
una breve schiarita su Europa, parve di capire che la montagna era
fatta di ghiaccio come tutta la gelata superficie che la circondava.
Comunque fosse, la nascita del Monte Zeus era stata un'esperienza
traumatica per il mondo che quella montagna dominava, perch
l'assetto dei lastroni di ghiaccio galleggianti sulla faccia notturna di
Europa era cambiato completamente.
Un eccentrico scienziato aveva avanzato l'ipotesi che il Monte Zeus
fosse una sorta di iceberg cosmico, e cio un frammento di cometa
caduto su Europa dallo spazio; la tormentata superfcie di Callisto
dimostrava che bombardamenti del genere erano gi avvenuti nel
remoto passato. Questa teoria era pochissimo apprezzata su Ganimede,
i cui coloni avevano gi problemi a sufficienza. Quindi la
confutazione di questa teoria da parte di van der Berg fu accolta con
sollievo: una massa di ghiaccio di quelle dimensioni sarebbe andata in
frantumi al momento dell'urto e anche se ci non fosse avvenuto, la
gravit di Europa, per quanto modesta, ne avrebbe rapidamente
determinato il collasso. Invece dalle rilevazioni compiute a mezzo radar
risultava che, per quanto il Monte Zeus stesse costantemente
affondando, la sua struttura complessiva non cambiava. Quindi non era
fatto di ghiaccio.
H problema si sarebbe potuto risolvere con facilit inviando una sonda
attraverso le nubi di Europa. Purtroppo ci che stava sotto quella
coltre perenne, qualunque cosa fosse, non stimolava la curiosit.
TUTTI QUESTI MONDI SONO VOSTRI TRANNE EUROPA. NON
METTETE PIEDE SU EUROPA.
L'ultimo messaggio trasmesso dalla Discovery poco prima che
l'astronave venisse distrutta non era stato dimenticato, ma la sua
interpretazione aveva dato origine a discussioni interminabili. Che cosa
significava esattamente mettere piede? Si applicava anche
all'atterraggio di sonde robot o solo ad astronavi con equipaggio? E a
un passaggio a volo radente avesse o meno il veicolo un equipaggio?
E a palloni aerostatici nella stratosfera?
Gli scienziati sarebbero stati ansiosi di scoprirlo, ma l'opinione
pubblica era parecchio inquieta. Un'entit in grado di trasformare in
sole il pianeta pi grande del sistema solare non andava presa alla
leggera. E poi ci sarebbero voluti secoli per esplorare e sfruttare Io,
Ganimede, Callisto e le decine e decine di satelliti pi piccoli;
Europa poteva aspettare.
Pi di una volta, dunque, van der Berg si era sentito dire di non
sprecare il suo tempo effettuando ricerche senza alcuna utilit pratica
quando c'era tanto da fare su Ganimede. (Dove possiamo trovare il
carbonio, il fosforo, i nitrati per le coltivazioni idroponiche?
Quanto stabile la Scarpata Barnard? C' rischio di altre frane in
Frigia? e cos via...) Ma van der Berg aveva ereditato la ben nota
ostinazione dei suoi antenati boeri; e mentre lavorava ad altro,
continuava a tener d'occhio Europa.
Fu cos anche il giorno in cui una tempesta proveniente dall'emisfero
notturno spazz via le nubi, per poche ore, intorno al Monte Zeus.
7. PASSAGGIO.
Anch'io mi congedo da ogni mia cosa...
Da quali profondit della memoria proprio quel verso era uscito?
Heywood Floyd chiuse gli occhi e ripens al passato. Era un verso,
certamente e non leggeva pi poesie da quando aveva lasciato la
scuola. E aveva letto poco anche allora, perch aveva frequentato
soltanto un breve seminario sulla poesia inglese.
Senza altri indizi, il computer della stazione orbitale ci avrebbe
impiegato un bel p magari addirittura dieci minuti per individuare
quel verso tra tutte le opere della letteratura inglese. Ma ricorrere al
computer avrebbe voluto dire barare e gli sarebbe inoltre costato un
bel p cos che Floyd prefer accettare la sfida intellettuale.
Poteva essere una poesia che parlava di guerra ma quale guerra?
C'erano state tante guerre nel XX secolo...
Stava ancora aggirandosi tra le nebbie del ricordo quando arrivarono
gli ospiti, muovendosi con quei movimenti al rallentatore, aggraziati e
senza sforzo, che aveva chi era abituato da un pezzo a una gravit pari
a un sesto di quella terrestre. La societ dell'ospedale orbitale Pasteur
era fortemente influenzata dalla cosiddetta stratificazione
centrifuga; alcuni non lasciavano mai la zona a gravit zero del
Nocciolo, mentre coloro che speravano di poter un giorno far ritorno
sulla Terra preferivano il regime gravitazionale pressoch normale che
vigeva alla periferia del grande disco in lenta rotazione.
George e Jerry erano ormai vecchi amici, e molto cari a Floyd il che
era abbastanza strano, perch i punti in comune erano, a prima vista,
molto pochi. Ripensando alla sua vita sentimentale, nel complesso
abbastanza movimentata - due matrimoni, tre contratti di
convivenza formali e due informali, tre figli egli spesso invidiava la
stabilit del loro legame, che apparentemente non risentiva affatto delle
visite, dalla Terra o da Marte, di certi nipoti che venivano a trovarli.
Ma non vi mai venuto in mente di divorziare? aveva
provocatoriamente chiesto loro una volta.
Come al solito George un direttore d'orchestra al cui modo di
condurre, acrobatico e al tempo stesso profondamente serio,
andava il merito di aver rivitalizzato la musica sinfonica classica
ebbe la risposta pronta.
Di divorziare, mai... rispose immediatamente. Di commettere un
assassinio, s.
Naturalmente si sarebbe fatto beccare subito intervenne Jerry.
Sebastian avrebbe immediatamente cantato.
Sebastian era un bel pappagallo molto chiacchierone che i due erano
riusciti a tenere dopo una lunga guerra con la direzione dell'ospedale.
Sebastian sapeva non solo parlare, ma anche riprodurre le battute
d'apertura del concerto per violino di Sibelius, con il quale Jerry
considerevolmente aiutato da Antonio Stradivari aveva costruito la
sua reputazione di violinista mezzo secolo prima.
Era arrivato il momento di salutare George, Jerry e Sebastian di
dir loro arnvederci a tra poche settimane, o addio per sempre.
Floyd aveva gi salutato tutti gli altri dando una serie di party che
avevano gravemente inciso sulla cantina della stazione orbitale, e gli
pareva di aver ormai sistemato tutto quanto.
Archie, il segretario elettronico di vecchio modello ma ancora
perfettamente funzionante , era stato programmato affinch desse l'ap
propriet risposta a tutti i messaggi che sarebbero arrivati o, nel caso
di messaggi personali e urgenti, affinch glieli recapitasse a bordo della
Universe. Era strano, dopo tanti anni, non poter pi comunicare
con tutte le persone che voleva d'altra parte, in compenso, avrebbe in
questo modo evitato i seccatori. Dopo qualche giorno di viaggio,
l'astronave sarebbe gi stata cos lontana dalla Terra da rendere
impossibili le comunicazioni in tempo reale, e si sarebbe potuto
rimanere in contatto solo con registrazioni audio o per teletext.
E noi che credevamo di essere tuoi amici! si lament George. Ci
hai fatto un brutto scherzo nominandoci tuoi esecutori testamentari...
visto soprattutto che a noi non lasci nulla.
Pu essere che la vita vi riserbi ancora delle sorprese disse Floyd,
sogghignando. Comunque, Archie penser ai particolari. Vorrei solo
che deste un'occhiata alla posta, nel caso in cui vi fosse qualcosa che
lui non possa capire.
Se non ci capisce lui, figuriamoci noi. Che ne sappiamo delle tue
associazioni scientifiche e delle altre stupidaggini?
Le associazioni scientifiche sanno badare a se stesse. Vi prego di stare
attenti affinch quelli delle pulizie non facciano troppi disastri mentre
sono via. Inoltre, nel caso in cui non dovessi tornare, ci sono alcuni
oggetti personali che vorrei venissero consegnati alla mia famiglia...
La mia famiglia! Vivere tanto a lungo aveva le sue sofferenze ma i
suoi vantaggi...
Erano trascorsi sessantatr anni sessantatr! da quando Marion
era morta in quell'incidente aereo. E ora ebbe una fitta di rimorso
perch non riusciva nemmeno a ricordare il dolore che ci gli aveva
allora provocato. E comunque era una ricostruzione sintetica, e non
un ricordo vero e proprio.
Che cosa sarebbero stati ora l'uno per l'altra, se lei fosse stata ancora
viva? Marion ora avrebbe avuto cent'anni giusti...
E le due bambine cui egli aveva voluto tanto bene erano adesso
signore di mezz'et, anzi vicine alla settantina, con figli e nipoti. L'ultima
volta che li aveva contati, erano nove tra nipoti e pronipoti, da quella
parte soltanto della famiglia; senza l'aiuto di Archie non sarebbe
nemmeno riuscito a ricordare tutti i nomi. Loro per si ricordavano di
lui a Natale: per un certo senso del dovere, magari, se non per affetto.
Il secondo matrimonio, naturalmente, aveva fatto sbiadire i ricordi
del primo: era stato come scrivere su un palinsesto dal quale era stato
cancellato uno scritto precedente. Anche quello era finito, una
cinquantina d'anni prima, in qualche punto tra la Terra e Giove. Lui
aveva sperato di riconciliarsi con la moglie e con il figlio, ma aveva
fatto
in tempo a vederli una volta soltanto, tra una cerimonia di benvenuto
e l'altra, prima che l'incidente lo costringesse a cercare rifugio
all'ospedale orbitale Pasteur.
Quel primo incontro non era andato troppo bene; e nemmeno il
secondo, predisposto con infinite difficolt e spese all'ospedale orbitale
anzi, in quella stessa stanza. Chris aveva vent'anni, allora, e si era appena
sposato; se c'era qualcosa che Floyd e Caroline potevano avere in
comune, era che entrambi disapprovavano il matrimonio del figlio.
E invece Helena si era dimostrata una buona moglie, e una buona
madre di Chris II, nato meno di un mese dopo il matrimonio. Inoltre,
quando come tante altre era rimasta vedova in seguito al Disastro di
Copernico, non aveva perso la testa.
Era strano che entrambi i Chris, I e II, avessero perso il padre nello
spazio, seppure in circostanze molto diverse. Floyd era tornato, ma il
figlio di otto anni si era trovato di fronte un estraneo; Chris II aveva avuto
un padre per i primi dieci anni di vita, e poi l'aveva perso per sempre.
E dov'era Chris adesso? N Caroline n Helena, che erano ormai
molto attaccate l'una all'altra, sapevano se si trovasse sulla Terra o nello
spazio. Ma era cos che andavano le cose; in precedenza, solo una
cartolina postale con la dicitura BASE CLAVTUS li aveva informati del
suo primo viaggio sulla Luna.
Floyd teneva una sua cartolina fissata al piano della scrivania col
nastro adesivo. Chris II aveva il senso dell'umorismo e della storia.
Aveva mandato al nonno la famosa fotografia del monolito
torreggiante sopra gli uomini in tuta spaziale radunati intorno a esso
nello scavo effettuato nel cratere di Tycho, pi di mezzo secolo prima.
Tutti gli altri del gruppo erano morti, e ora il monolito non era pi
sulla Luna. Nel 2006, dopo accese controversie, era stato portato sulla
Terra e posto davanti al palazzo delle Nazioni Unite a far da eco
inquietante del palazzo stesso. Con ci si era voluto rammentare alla
specie umana che non era pi sola; e cinque anni dopo, quando
Lucifero si accese all'improvviso nel cielo, tale memento non fu pi
necessario.
A Floyd tremavano un poco le mani certe volte la mano destra
pareva avere addirittura una vita propria mentre toglieva la cartolina dal
piano della scrivania e se la metteva in tasca. A bordo della Universe
non avrebbe praticamente portato altri effetti personali, o quasi.
Venticinque giorni... Sarai di ritorno prima che avremo fatto in
tempo ad accorgerci della tua assenza disse Jerry. E, a proposito,
vero che a bordo vi sar anche Dimitri?
Quel piccolo cosacco! esclam George con uno sbuffo sprezzante.
Ho diretto la sua Seconda Sinfonia nel 2022.
Non fu allora che il primo violino vomit durante il Largo?
No... Era Mahler, non Mihailovic" . E poi a vomitare non fu il
primo violino, ma la tuba, cos che nessuno se ne accorse... tranne
lo sfortunato musicista, naturalmente, che si affrett a vendere la tuba
il giorno dopo.
Non vero! Ti stai inventando tutto quanto!
Proprio cos. Comunque, saluta da parte mia quel vecchio farabutto,
e chiedigli se si ricorda della sera che passammo insieme a Vienna. Chi
altri ci sar a bordo?
In giro si dice che sar pieno di raccomandati disse Jerry
meditabondo.
Le solite esagerazioni, ti assicuro. Noi siamo stati personalmente
scelti da sir Lawrence per la nostra intelligenza, il nostro spirito, la
nostra bellezza, il nostro carisma o per qualche altra virt.
Ma non per lo spirito di sacrificio, immagino.
B, ora che mi viene in mente, abbiamo dovuto firmare tutti un
documento legale parecchio deprimente con cui liberiamo le Linee
Spaziali Tsung da ogni e qualsivoglia responsabilit eccetera. Il mio
in quella cartelletta, a proposito.
Non che a noi potrebbe venirne qualche vantaggio? chiese
George speranzoso.
No... Il mio avvocato dice che a prova di bomba. Tsung
acconsente a portarmi fino alla Cometa di Halley e ritorno, a darmi
cibo, acqua, aria e una cabina con vista; nient'altro.
E in cambio che cosa vuole?
Che una volta ritornato faccia un p di pubblicit ad altri viaggi.
Che appaia un paio di volte alla televisione, che scriva qualche
articolo... Una pretesa molto ragionevole, direi, per un viaggio cos
eccezionale. Ah, s, anche che intrattenga gli altri passeggeri.
L'obbligo reciproco, naturalmente.
E come? Cantando e ballando?
B, io spero di poter propinare qualche brano accuratamente
selezionato delle mie memorie a un pubblico che non pu andare da
nessuna altra parte. Ma non credo di poter competere con dei
professionisti. Lo sapete che ci sar anche Yva Merlin?
Che cosa? Come hanno fatto a convincerla a uscire da quel
cubicolo in Park Avenue?
Ma se avr almeno cent'anni... oh, scusa, Heywood.
Avr scttant'anni, cinque anni in pi o in meno.
In meno un accidenti. Ero un ragazzine quando usc Napoleone.
Vi fu una lunga pausa mentre tutti e tre frugavano tra i ricordi. Seb
bene a parere di alcuni critici la sua parte migliore fosse stata quella
di Rossella O'Hara, per l'uomo della strada Yva Merlin (da ragazza
Evelyn Miles, nata a Cardiff, nel Galles) restava Giuseppina. Quasi
mezzo secolo prima, la controversa opera di David Griffin era
piaciuta moltissimo ai francesi e pochissimo agli inglesi sebbene tutti
si dichiarassero d'accordo nel ritenere che Griffin si era preso delle
licenze poetiche con la verit storica, soprattutto nel gran finale, in cui
l'imperatore viene incoronato nell'abbazia di Westminster.
Bel colpo, per sir Lawrence disse George meditabondo.
Direi che il merito in parte anche mio. Il padre di lei era
astronomo, sapete... una volta ha lavorato anche per me. Yva ha sempre
avuto grande interesse per la scienza, e cos ho fatto qualche
videofonata.
Heywood Floyd non trov necessario aggiungere che, come del resto
gran parte della popolazione mondiale, si era follemente innamorato
di Yva fin dalla comparsa del GWTW Mark II.
Naturalmente continu sir Lawrence ne stato molto contento...
per ho dovuto persuaderlo che Yva ha pi di qualche curiosit nei
confronti dell'astronomia. Altrimenti il" viaggio sarebbe potuto essere,
da un punto di vista sociale, un disastro.
Questo mi fa venire in mente una cosa disse George, mostrando un
pacchetto che aveva fino ad allora tenuto nascosto, a dire il vero senza
molto successo, dietro la schiena. Ti abbiamo portato un regalo.
Lo posso aprire adesso?
Credi che sia il caso? chiese incerto Jerry.
Quand' cos, lo apro subito tagli corto Floyd, slegando il nastro
color verde e togliendo la carta.
Era un quadro. Anche la cornice era molto bella. Floyd non sapeva
gran che di storia dell'arte, ma quel quadro l'aveva gi visto; e una
volta visto, come lo si sarebbe potuto dimenticare?
La zattera sballottata dalle onde era gremita di naufraghi seminudi,
alcuni gi moribondi, altri che facevano gesti disperati all'indirizzo di
una nave che s'intravedeva all'orizzonte. La targhetta recava la scritta:
LA ZATTERA DELLA MEDUSA
(Thodore Gricault, 17911824)
E sotto la targhetta vi era un biglietto firmato da George e Jerry:
a questo punto che comincia il bello.
Siete due gran bastardi, e io vi voglio molto bene disse Floyd
abbracciandoli entrambi. Sulla tastiera di Archie una luce rossa
stava lampeggiando; era tempo di andare.
I suoi amici si congedarono in un silenzio pi eloquente di ogni
parola. Per l'ultima volta Heywood Floyd guard la stanzetta che
era stata tutto il suo universo per met della vita.
E a un tratto gli venne in mente la fine della poesia:
Felice san stato, felice ora parto.
8. ASTROFLOTTA.
Sir Lawrence Tsung non era un sentimentale ed era troppo
cosmopolita per prendere sul serio il patriottismo per quanto da
studente avesse portato per breve tempo uno di quei codini artificiali
che andavano di moda durante la Terza Rivoluzione Culturale. Eppure
la ricostruzione del disastro della Tsien vista al planetario lo aveva
profondamente commosso, e lo aveva spinto a orientare gran parte
della sua grandissima influenza e delle sue notevolissime energie verso
lo spazio.
Di l a poco cominci a recarsi ogni settimana sulla Luna, avendo
affidato al figlio secondogenito, Charles, la presidenza delle
Astrolinee Tsung. Questa nuova societ disponeva soltanto di due
razzi a idrogeno, da lanciarsi con catapulta, pesanti meno di mille
tonnellate; destinati a divenire obsoleti in breve tempo, ma in grado
di fornire a Charles quell'esperienza che, sir Lawrence ne era certo,
sarebbe stata indispensabile di l a qualche decennio. Perch,
finalmente, l'et dello spazio stava cominciando per davvero.
Poco meno di mezzo secolo separava i fratelli Wright dal trasporto
aereo di massa, veloce ed economico; c'era voluto il doppio per poter
accettare le sfide, di gran lunga pi serie, del sistema solare.
Eppure, quando Luis Alvarez e la sua quipe avevano scoperto la
fusione a catalizzazione muonica verso la met del Novecento, la
scoperta era stata giudicata nient'altro che una curiosit di laboratorio
d'interesse esclusivamente teorico. Cos come il grande Rutherford
aveva preso sottogamba le possibilit dell'energia atomica, allo stesso
modo Alvarez dubitava che la fusione nucleare fredda potesse
avere una qualche importanza pratica. Bisogn aspettare fino al 2040
prima che la formazione, imprevista e accidentale, di composti
stabili muoniidrogeno aprisse un nuovo capitolo della storia umana
esattamente come la scoperta del neutrone aveva dato inizio all'ra
atomica.
Si rendeva cos possibile la costruzione di centrali atomiche piccole e
mobili, che necessitavano solo di un minimo di schermatura. Erano stati
fatti enormi investimenti nella fusione nucleare ordinaria, e dunque la
nuova tecnologia non ebbe in un primo momento ripercussioni
sulla produzione di energia elettrica; ma l'impatto sull'industria
aerospaziale fu immediato, e paragonabile soltanto alla rivoluzione
determinata dalla propulsione a reazione nei trasporti aerei cent'anni
prima.
Non pi limitate dal problema dell'energia, le astronavi potevano
raggiungere velocit di gran lunga pi elevate; la durata dei viaggi nel
sistema solare non si misurava pi n in anni n in mesi, ma in
settimane. Ma il propulsore a muoni restava pur sempre un motore a
reazione una sorta di razzo estremamente sofisticato ma
sostanzialmente non diverso dai razzi chimici suoi antenati: infatti
aveva bisogno di un fluido che desse la spinta. E il pi puro e il pi
economico di tutti i fluidi l'acqua.
Molto difficilmente lo spazioporto del Pacifico avrebbe potuto
trovarsi privo di questa utile sostanza. Ma le cose stavano ben
diversamente l dov'era la destinazione pi vicina, e cio la Luna.
Nessuna delle varie missioni Surveyor, Apollo e Luna aveva scoperto
la minima traccia d'acqua. Se mai sulla Luna vi era stata dell'acqua, i
milioni di anni di bombardamento meteoritico l'avevano fatta
vaporizzare e fuggire nello spazio.
O cos ritenevano i selenologi; ma che la situazione potesse anche stare
altrimenti lo si sospettava fin da quando Galileo aveva puntato il suo
telescopio sulla Luna. Certe montagne lunari, fino a poche ore dopo
l'alba, scintillano come se fossero incappucciate di neve. Il caso pi
famoso il bordo del meraviglioso cratere Aristarco, che a William
Herschel, il padre dell'astronomia moderna, apparve una volta cos
luminoso, durante la notte lunare, che questi ritenne dovesse trattarsi
di un vulcano in piena attivit. Sbagliava, perch quello che vide
altro non era che la luce della Terra riflessa da un sottile straterello di
ghiaccio formatesi durante le trecento ore della gelida notte lunare.
La scoperta di grandi giacimenti di ghiaccio nella Valle di Schroter, un
tortuoso canyon che si diparte dal cratere Aristarco, fu l'ultimo fattore
dell'equazione destinata a rivoluzionare l'economia del volo spaziale.
La Luna costituiva una stazione di rifornimento proprio l dove pi era
necessaria, e cio ai limiti estremi del campo gravitazionale terrestre,
dove cominciava a farsi sentire l'attrazione dei pianeti pi lontani.
La Cosmos, l'ammiraglia della flotta di Tsung, era stata progettata
per trasportare merci e passeggeri lungo la rotta TerraLunaMarte; e
anche per sperimentare, a seguito di complesse trattative con decine
di governi e organizzazioni varie, la nuova propulsione a muoni.
Costruita nei cantieri del Mare Imbrium, disponeva solo della spinta
sufficiente per staccarsi dalla Luna senza carico; dopo di che
avrebbe viaggiato da un pianeta all'altro ma sempre restando in
orbita, senza
atterrare mai pi. Con il suo solito fiuto per la pubblicit, sir
Lawrence dispose che il primo volo sarebbe iniziato il 4 ottobre del
2057, il centesimo anniversario del lancio dello Sputnik.
Due anni dopo, alla Cosmos si affianc un'altra astronave gemella, la
Galaxy. Questa avrebbe dovuto percorrere la rotta TerraGiove, ed
era in grado di raggiungere un'accelerazione sufficiente per atterrare
sulle lune di Giove, sebbene ci ne avesse di molto sacrificato la
capacit di carico. Se necessario, la Galaxy sarebbe anche potuta
ritornare ai cantieri lunari per essere riarmata. Era di gran lunga il
veicolo pi veloce mai costruito dall'uomo: bruciando tutto il
propellente in un'unica grande ventata di accelerazione, avrebbe
potuto sfiorare i mille chilometri al secondo raggiungendo cos Giove
dalla Terra in una settimana, e la stella pi vicina in diecimila anni o
poco pi.
La terza astronave della flotta orgoglio e gioia di sir Lawrence
comprendeva in s tutta l'esperienza accumulata con la costruzione
delle due navi precedenti. Ma la Universe, a differenza delle altre due,
non era stata progettata soprattutto per il trasporto merci: doveva
essere la prima astronave di linea adibita al trasporto passeggeri in
grado di arrivare fino a Saturno, il gioiello del sistema solare.
Sir Lawrence aveva in mente qualcosa di veramente spettacolare per
il viaggio inaugurale, ma certe controversie con il Capitolo Lunare
dell'Unione Capisquadra Riformati determinarono un ritardo nella
consegna dell'astronave. Negli ultimi mesi del 2060 ci sarebbe stato
solo il tempo necessario per compiere i primi brevi viaggi di prova e
per il collaudo da parte dei Lloyd's prima che la Universe lasciasse
l'orbita terrestre per il rendezvous.
Bisognava fare in fretta: la Cometa di Halley non avrebbe aspettato
nemmeno un grand'uomo come sir Lawrence Tsung.
9. MONTE ZEUS.
II satellite per la ricognizione geografica Europa VI era in orbita da
quasi quindici anni e aveva superato di gran lunga la vita media
prevista; si discuteva molto, nel ristretto mondo scientifico di
Ganimede, se sostituirlo o meno.
Il satellite disponeva dei consueti strumenti per la rilevazione dei dati,
e anche di un apparato di rilevamento ottico ormai del tutto superato o
quasi. Sebbene ogni cosa funzionasse ancora alla perfezione, tutto
ci che normalmente mostrava di Europa era un panorama di
nuvole ininterrotte. Un'indaffarata quipe scientifica dava una rapida
occhiata ai rilevamenti una volta alla settimana e quindi trasmetteva i
dati non elaborati alla Terra. Nel complesso, avrebbero accolto con
sollievo il momento in cui quel torrente di gigabyte privo d'interesse
si sarebbe prosciugato.
Ma ecco che un giorno, per la prima volta dopo anni e anni, arriv
qualcosa di interessante.
Orbita 71934 disse l'astronomo in seconda, che si era affrettato a
chiamare van der Berg non appena esaminati gli ultimi dati. Arriva
dalla faccia notturna... e dirige dritto su Monte Zeus. Non si vede
niente ancora per dieci secondi, credo.
Lo schermo era completamente nero, ma van der Berg immaginava
benissimo i ghiacci ininterrotti che si stendevano sotto la coltre di
nuvole mille chilometri pi in basso. Di l a poche ore quella zona
del pianeta sarebbe stata illuminata dal Sole, perch la rivoluzione di
Europa aveva un periodo di sette giorni terrestri. Veramente non si
sarebbe dovuto dire faccia notturna, ma faccia crepuscolare,
perch per met del periodo c'era luce a sufficienza ma non calore.
Ma il nome, poco esatto, si era diffuso perch in un certo senso era
corretto: l'altra faccia di Europa conosceva s la luce del Sole, ma
non quella di Lucifero.
E la luce del Sole si stava ora avvicinando, accelerata migliaia di volte
dalla velocit alla quale procedeva il satellite. Un filo di luce divise in
due lo schermo mentre l'orizzonte usciva dall'oscurit.
L'esplosione di luce fu cos improvvisa che a van der Berg parve di
assistere a un'esplosione atomica. In una frazione di secondo la luce
pass attraverso tutti i colori dello spettro, poi divenne di un bianco
purissimo quando il Sole balz sopra la montagna, e scomparve quando
i filtri automatici entrarono in funzione.
Questo tutto. Peccato che in quel momento non vi fosse un
operatore alla telecamera, perch avrebbe potuto tenere inquadrata la
montagna mentre il satellite vi passava sopra. Comunque ho pensato
che avreste voluto vederlo lo stesso, anche se questo confuta la sua
teoria.
E come? chiese van der Berg, pi perplesso che seccato.
Lo riguardi al rallentatore. Quella specie di arcobaleno non
dovuto all'atmosfera. lo stesso Monte Zeus che lo provoca. E
questo sarebbe possibile solo se la montagna fosse fatta di ghiaccio. O
di vetro, cosa che non mi sembra molto probabile.
Non impossibile, per. I vulcani producono una sostanza vetrosa,
che normalmente nera... Ma certo!
S?
Ehm... Preferisco non sbilanciarmi adesso. Prima voglio controlla
re i dati. Ma cos a occhio direi che si tratta di cristallo di
roccaquarzo trasparente. Materiale adattissimo per ricavarne prismi
ottici e lenti. possibile compiere altre osservazioni?
Temo di no... stato un vero colpo di fortuna. H Sole, la montagna e
la telecamera disposti in linea. Capita una volta sola ogni mille anni.
Molte grazie, comunque... Senta, me ne pu far avere una copia?
Non c' fretta, sto partendo ora per Ferrine, e fino a quando non sar
di ritorno non potr far nulla van der Berg se ne usc con una breve
risata quasi di scusa. Sa, se davvero cristallo di rocca, vale un
patrimonio. Magari potrebbe anche aiutarci a risolvere i nostri
problemi di bilancio...
Ma, naturalmente, si trattava solo di sogni privi di fondamento.
Quali che fossero le meraviglie o i tesori nascosti su Europa, la
razza umana non avrebbe potuto goderne per via di quell'ultimo
messaggio ritrasmesso dalla Discovery. Cinquant'anni dopo nulla
era cambiato, e nulla faceva pensare che la zona proibita potesse mai
diventare accessibile.
10. LA NAVE DEI FOLLI.
Per le prime quarantotto ore di viaggio, Heywood Floyd rimase
stupefatto dal comfort, dai grandi spazi, dal lusso addirittura delle
cabine e dei saloni della Universe. Eppure gran parte degli altri
passeggeri non batterono ciglio: non avendo mai lasciato la Terra,
pensavano che tutte le astronavi fossero cos.
Egli doveva ripercorrere con la mente la storia del volo umano per
vedere le cose nella giusta luce. Heywood Floyd aveva direttamente
assistito anzi, partecipato alla rivoluzione accaduta nei cicli del
pianeta che ora si stava rimpicciolendo sempre pi. Tra la vecchia e
goffa Leonov e la sofisticata Universe correvano esattamente
cinquant'anni. (L'istinto gli diceva che era impossibile, ma la
matematica non un'opinione.)
E cinquant'anni separavano anche i fratelli Wright dai primi aerei
passeggeri a reazione. All'inizio di quel mezzo secolo, i primi intrepidi
aviatori saltellavano da un campo all'altro, inzuppati dalla pioggia e
frustati dal vento; e cinquant'anni dopo, le vecchiette sonnecchiavano
pacificamente volando da un continente all'altro a mille chilometri
all'ora.
Quindi lui non avrebbe dovuto stupirsi del lusso e dell'eleganza della
sua cabina, e nemmeno del fatto che vi fosse uno steward che la
mantenesse pulita e in ordine. Soprattutto era rimasto colpito dal
grande obl, e in un primo momento non aveva potuto non sentirsi a
disagio pensando alle tonnellate di pressione atmosferica che l'obl
doveva ogni momento reggere contro il risucchio implacabile e
incessante del vuoto dello spazio.
Ma la sorpresa pi grande, anche se non imprevista dopo quanto ne
aveva letto, era la presenza della gravit. La Universe era la prima
astronave costruita per viaggiare sotto accelerazione continua, tranne
per le poche ore necessarie al capovolgimento a met del viaggio.
Quando i grandi serbatoi del propellente erano colmi potevano
contenere cinquemila tonnellate d'acqua l'accelerazione era in grado
di esercitare una forza gravitazionale pari a un decimo di g, non
molto, ma sufficiente per impedire agli oggetti di galleggiare a
mezz'aria. Ci era particolarmente comodo a tavola, anche se ci
vollero alcuni giorni prima che i passeggeri imparassero a non
mescolare con eccessivo vigore la minestra.
Quarantotto ore dopo la partenza dalla Terra, le persone a bordo
della Universe si erano gi suddivise in quattro classi distinte.
L'aristocrazia era composta dal capitano Smith e dai suoi ufficiali.
Quindi venivano i passeggeri; poi l'equipaggio; e, infine, i passeggeri
di terza classe.
Cos infatti si definivano i cinque giovani scienziati imbarcati sulla
Universe; dapprima per scherzo, ma poi con una certa amarezza.
Quando Floyd paragonava la sua lussuosa cabina alle loro, anguste e
rimediate com'erano, capiva benissimo il loro stato d'animo, e presto
divenne il portavoce delle lamentele degli scienziati presso il capitano.
Eppure, tutto sommato, non avevano di che lamentarsi; vista la fretta
con cui si era ultimata l'astronave, potevano ritenersi fortunati di
avervi trovato posto, loro e le loro apparecchiature. In un modo o
nell'altro avrebbero ora potuto disporre i loro strumenti nelle
immediate vicinanze della cometa e alcuni addirittura sulla cometa
stessa proprio nel momento culminante, quando la Halley si
apprestava a girare attorno al Sole per poi allontanarsi di nuovo verso i
limiti estremi del sistema solare. I cinque scienziati si sarebbero fatti
un nome grazie a quel viaggio, ed essi se ne rendevano conto
benissimo. Solo nei momenti di estrema stanchezza o di rabbia,
quando qualche strumento si rifiutava di funzionare come doveva si
lamentavano del sistema di ventilazione, che era rumoroso, o delle
cabine, cos strette da far venire la clau8trofobia, o anche di cattivi
odori d'ignota provenienza.
Ma non si lamentavano mai del vitto, che tutti trovavano eccellente.
molto meglio assicur loro il capitano Smith di quanto Darwin
abbia mai mangiato a bordo del Beagle.
Ah s? aveva subito ribattuto Victor Willis. E come fa lei a
saperlo? E poi ricordiamoci che il capitano del Beagle si tagli la
gola appena fatto ritorno in Inghilterra.
Era, quel tipo di battuta, tipico di Victor, forse il pi famoso
divulgatore scientifico del mondo (secondo i suoi estimatori), o il pi
famigerato orecchiante di scienza (secondo i suoi detrattori
ugualmente numerosi detrattori, ma non nemici, perch tutti
indiscriminatamente ammiravano il suo talento, sebbene alcuni a
malincuore). Molti ne scimmiottavano il largo accento della costa
occidentale e i gesti espansivi; inoltre andava a suo merito (o demerito,
a seconda dei punti di vista) che fosse tornato di moda farsi crescere
la barba incolta. Uno che si fa crescere una barba cos dicevano i
suoi critici deve avere parecchio da nascondere.
Victor era certamente il pi conosciuto dei sei VIP di bordo sei,
malgrado Floyd, che non si considerava pi una celebrit, parlasse
sempre dei cinque grandi. Yva Merlin poteva spesso passeggiare
per Park Avenue, le rare volte in cui usciva di casa, senza che nessuno
la riconoscesse. Dimitri Mihailovic era, con suo dispiacere, pi
basso di dieci centimetri buoni della statura media; ci forse spiegava
in parte il suo amore per le orchestre reali o al computer di mille
elementi, ma non migliorava la sua immagine pubblica.
Anche Clifford Greenberg e Margaret M'Bala rientravano nella
categoria degli illustri sconosciuti sebbene non sarebbe certamente
pi stato cos quando avessero fatto ritorno sulla Terra. Il primo
uomo che aveva messo piede su Mercurio aveva una di quelle facce
simpatiche ma anonime che sono cos difficili da ricordare; e poi
erano trascorsi trent'anni da quando la sua fotografia campeggiava
sulle prime pagine dei giornali. E, come succede alla gran parte degli
autori che non si fanno vedere in televisione e non firmano le copie dei
loro libri nelle librerie, ben pochi dei suoi lettori avrebbero
riconosciuto la signorina M'Bala.
Aveva raggiunto la fama letteraria, in modo del tutto imprevisto, negli
anni Quaranta. Un saggio erudito sulle divinit greche non ha di
solito grandi possibilit di diventare un bestseller, ma la signorina
M'Bala era stata capace di porre i miti eterni della Grecia nel contesto
della societ spaziale contemporanea. Nomi che cent'anni prima
erano noti solo agli astronomi e agli studiosi di lettere classiche, ora
facevano pane della visione del mondo di ogni persona con un
minimo d'istruzione; quasi ogni giorno si dava notizia di quanto
avveniva su Ganimede, Callisto, Io, Titano, Giapeto o su mondi
anche pi
oscuri quali Carme, Pasife, Iperione, Febo...
D suo libro avrebbe comunque avuto solo un mediocre successo se
la M'Bala non si fosse occupata soprattutto della complicata vita
familiare di Zeus, il padre degli di (e di parecchi altri che di non
erano). E, per un colpo di fortuna, un redattore di genio aveva
cambiato il titolo da Guardando dall'Olimpo a Le passioni degli di. Gli
invidiosi chiamavano l'opera Libidini olimpiche, ma non cessavano di
desiderare di esserne loro l'autore.
Non sorprende dunque che fosse proprio Maggie M come gli altri
passeggeri soprannominarono subito la signorina M'Bala a usare
l'espressione la nave dei folli. Victor Willis l'adott subito, e trov
anche un'inquietante coincidenza nella storia. Quasi un secolo
prima, Katherine Anne Porter si era imbarcata con un gruppo di
scienziati e di scrittori a bordo di un transatlantico per assistere al
lancio dell'^4pollo 17, alla fine della prima fase dell'esplorazione
lunare.
Ci penser su aveva ribattuto pensierosa la signorina M'Bala
quando glielo riferirono. Forse il momento di stendere una terza
versione. Ma, naturalmente, questo lo sapr soltanto quando avremo
fatto ritorno sulla Terra...
Il. LA MENZOGNA.
Passarono molti mesi prima che Rolf van der Berg potesse rivolgere
ancora una volta i suoi pensieri e le sue energie al Monte Zeus. Per
domare Ganimede bisognava lavorare a tempo pieno, e spesso lui
doveva allontanarsi dal suo ufficio alla Base Dardano per settimane di
fila per tracciare il percorso della monorotaia che avrebbe
collegato Gilgamesh con Osiride.
La geografia della pi grande delle lune galileiane la terza da Giove
era mutata drasticamente con la trasformazione in sole del pianeta e
ancora stava cambiando. Il nuovo sole che aveva fuso i ghiacci di
Europa era, quattrocentomila chilometri pi lontano, molto meno
caldo, ma pur sempre caldo a sufficienza per determinare un clima
temperato al centro della faccia volta perennemente verso di esso. Vi
erano mari dalle acque basse uno era grande quanto il Mediterraneo
terrestre che si spingevano fino a una latitudine di quaranta gradi, a
nord e a sud. Non era rimasto molto della superficie del satellite cos
come l'avevano fotografata le missioni Voyager del XX secolo. La
fusione del permafrost e qualche movimento tettonico, provocato
dalle stesse forze gravitazionali che avevano agito sulle due lune pi
interne, avevano fatto di Ganimede l'incubo dei cartografi.
Ma al tempo stesso ne avevano fatto il paradiso degli ingegneri
planetari. Ganimede era l'unico mondo, fatta eccezione per l'arido
Marte, molto pi inospitale, sul quale gli uomini potevano sperare di
camminare un giorno liberamente. Ganimede aveva molta acqua, tutte
le sostanze chimiche necessarie al sostentamento della vita e fin
quando almeno Lucifero avesse dato luce e calore un clima pi caldo
di gran parte della Terra.
Ma, soprattutto, le tute spaziali non erano pi necessarie; l'atmosfera,
sebbene ancora irrespirabile, era per abbastanza densa da
consentire l'impiego di semplici respiratori a ossigeno. Nel giro di
qualche decennio cos almeno promettevano i microbiologi, che per
lasciavano nel vago la data precisa si sarebbe potuto fare a meno
anche dei respiratori. Gi si erano disseminati su Ganimede ceppi
di batteri produttori di ossigeno; molti erano morti ma alcuni si
erano adattati, e prosperavano; e la curva in lenta ascesa del grafico
relativo alla composizione dell'atmosfera veniva mostrata
orgogliosamente per prima cosa ai visitatori della Base Bardano.
A lungo van der Berg tenne attentamente d'occhio i dati che
giungevano da Europa VI, sperando che un giorno la coltre di nuvole
si sarebbe aperta proprio quando il satellite avesse sorvolato il Monte
Zeus. Si rendeva conto che ci era poco probabile, ma restava pur
sempre possibile; quindi non intendeva imboccare altre linee di
ricerca. Non aveva fretta: aveva altre cose ben pi importanti da fare e,
comunque, la spiegazione sarebbe potuta essere banale, poco
interessante.
Poi Europa VI a un tratto smise di funzionare quasi sicuramente
perch colpita da un meteorite. Sulla Terra, Victor Willis aveva fatto
la figura del cretino cos almeno ritenevano molti intervistando i
patiti di Europa, che avevano preso il posto degli ufologi del secolo
precedente. Alcuni di costoro dissero che la sonda aveva smesso di
funzionare a causa di un atto ostile: che avesse funzionato per
quindici anni e cio per un periodo di tempo quasi doppio
rispetto a quello previsto dai progettisti era cosa che non li toccava
minimamente. Va detto, a credito di Victor, che diede gran peso a
quest'ultima argomentazione e ridicolizz i fanatici: ma molti
restarono dell'opinione che aveva sbagliato a far loro tanta
pubblicit.
Per van der Berg, che con soddisfazione si sentiva chiamare quella
testa dura di un olandese, e che faceva di tutto per essere all'altezza
della sua reputazione, il silenzio di Europa VI fu una sfida irresistibile.
Non c'era la minima speranza che il satellite venisse sostituito: anzi, il
guasto definitivo della sonda troppo garrula e troppo longeva era
stato accolto con grande soddisfazione.
C'era qualche alternativa? Van der Berg si mise a pensarci su.
Poich era geologo e non astrotisico, gli ci vollero alcuni giorni per
capire che la risposta l'aveva l sotto gli occhi dal giorno in cui aveva
messo piede su Ganimede.
L'afrikaans forse, tra le lingue del mondo, la pi adatta per
imprecare; anche quando lo si parla in tutta cortesia, pu ferire la
sensibilit degli incolpevoli presenti. Van der Berg disse tutto
quello che pensava per qualche minuto; dopo di che chiam
l'Osservatorio Tiamat, posto esattamente sull'equatore, sotto il
minuscolo e accecante disco di Lucifero perennemente a
perpendicolo nel cielo.
Gli astrotisici, che si occupano degli oggetti pi grandi e vistosi
dell'universo, tendono a guardare con sufficienza i semplici geologi,
che dedicano la vita a studiare cosucce fangose quali i pianeti. Ma l
alla frontiera aiutarsi l'un l'altro era indispensabile, e il dottor
Wilkins si mostr comprensivo e sollecito.
L'Osservatorio Tiamat era stato costruito per un unico scopo, quello
stesso in vista del quale si era stabilita una base su Ganimede. Lo
studio di Lucifero era importantissimo non solo per la scienza pura,
ma anche per gli ingegneri nucleari, i meteorologi, gli oceanografi e,
non ultimi, i filosofi e gli statisti. Che esistessero entit in grado di
trasformare un pianeta in sole era un pensiero che faceva vacillare
la mente, e che aveva tolto il sonno a molti. Era consigliabile che
l'umanit imparasse tutto il possibile su questa trasformazione; un
giorno avrebbe forse avuto bisogno di imitarla o di impedirla...
E cos per pi di un decennio l'Osservatorio Ttamat aveva tenuto
Lucifero sotto controllo con ogni strumento possibile, registrandone
in continuazione lo spettro per tutta la banda elettromagnetica e
anche sondandolo con impulsi radar inviati da una modesta antenna di
cento metri di diametro costruita sopra un piccolo cratere
meteoritico.
S disse il dottor Wilkins abbiamo spesso osservato Europa e Io.
Ma il nostro radar fisso su Lucifero, e cos possiamo solo scorgerli
quando transitano, per pochi minuti. E il Monte Zeus sulla faccia
diurna... che da qui non si vede. Me ne rendo perfettamente
conto disse van der Berg con una certa impazienza. Ma non
potreste spostare il raggio solo di poco, cos da poter dare
un'occhiata a Europa prima che sia allineata con Lucifero? Dieci o
venti gradi basterebbero per vedere una parte della faccia diurna.
17 solo grado basterebbe per far uscire completamente Lucifero
dal campo di osservazione e captare tutta quanta la faccia diurna di
Europa all'altra estremit dell'orbita. Per sarebbe tre volte pi
lontana, e quindi capteremmo solo un centesimo dei raggi radar
riflessi dalla superficie. Ma potrebbe valer la pena di fare un
tentativo. Mi faccia avere le frequenze, le forme d'onda, i dati di
polarizzazione: insomma, tutto quanto lei pensa possa esserci
d'aiuto. Non ci vorr molto a mettere insieme qualcosa per deviare
il raggio di un paio di gradi. Di pi non saprei... un problema che
non abbiamo mai preso in considerazione. Comunque, che cosa si
aspetta di trovare su Europa tranne ghiaccio e acqua?
Se lo sapessi rispose cordialmente van der Berg non sarei qui a
chiederle una mano, non le pare?
E io non le chiederei di veder riconosciuti i miei meriti nel saggio
che scriver sull'argomento. Purtroppo il mio nome comincia per W, e
quindi dovr seguire il suo.
Questo era accaduto un anno prima: le osservazioni a lunga distanza
avevano dato risultati non soddisfacenti, e spostare il raggio in modo da
poter osservare la faccia diurna di Europa poco prima della
congiunzione si era rivelato pi difficile del previsto. Ma se non altro
qualche dato era arrivato; i computer li elaborarono e van der Berg fu il
primo essere umano a poter dare un'occhiata alla mappa mineralogica
di Europa dopo la nascita di Lucifero.
Era un mondo, come aveva supposto il dottor Wilkins, fatto di
acqua e di ghiaccio, con qualche affioramento di basalto intervallato
a depositi di zolfo. Ma c'erano due anomalie.
Una era probabilmente dovuta al processo di elaborazione
dell'immagine; si vedeva una linea perfettamente retta lunga due
chilometri che non rimandava nessuna eco radar. Van der Berg lasci
che vi si arrovellasse il dottor Wilkins: a lui interessava soltanto il
Monte Zeus.
Gli ci volle parecchio per arrivare alla conclusione, perch solo un
pazzo o uno scienziato spinto dalla disperazione avrebbe mai pensato
che una cosa del genere fosse possibile. Anche ora, con tutti i parametri
controllati e ricontrollati pi volte, stentava a crederci. E non aveva
neppure cercato di immaginare quale potesse essere il passo
successivo.
Quando gli telefon il dottor Wilkins, ansioso di vedere il suo nome e
la sua reputazione diffondersi attraverso le banche dati, van der
Berg borbott cne stava ancora analizzando i risultati. Ma alla fine
non pot pi rimandare ancora. Niente di particolarmente esaltante
disse al collega. Solo una for
ma rara di quarzo... sto ancora cercando di confrontarla con i vari tipi
di quarzo terrestri.
Era la prima volta che aveva mentito a un altro scienziato, a un suo
collega, e la coscienza gli rimordeva moltissimo.
Ma che alternativa aveva?
12. OOM PAUL.
Rolf van der Berg non vedeva suo zio Paul da dieci anni, e molto
probabilmente non l'avrebbe rivisto mai pi di persona. Per il
vecchio scienziato gli era molto caro essendo l'ultimo della sua
generazione, era l'ultimo che ancora ricordasse (quando ne aveva
voglia, il che avveniva di rado) i tempi andati.
il dottor Paul Kreuger Oom Paul, come lo chiamavano i
familiari e gli amici era sempre a disposizione ogni volta che c'era
bisogno di lui, pronto a fornire informazioni e consigli, di persona o
al, l'altra estremit di un ponte radio lungo mezzo miliardo di
chilometri. Correva voce che solo pressioni politiche estremamente
energiche avevano persuaso il Comitato del Nobel a trascurare il
contributo che il dottor Kreuger aveva dato alla fisica delle particelle,
ancora una volta in disperato disordine dopo la pulizia generale
compiuta verso la fine del XX secolo.
Forse era vero, ma comunque il dottor Kreuger non portava rancore
a nessuno. Modesto, alla mano, non aveva nemici personali
nemmeno tra le iraconde fazioni dei suoi compagni d'esilio. Era anzi
cos universalmente rispettato che aveva ricevuto pi volte l'invito a
ritornare in visita negli Stati Uniti del Sudafrica (USSA). Egli aveva
sempre declinato questi inviti, non perch, si affrettava a spiegare,
temesse di correre dei rischi rimettendovi piede, ma perch aveva
paura di provare una nostalgia intollerabile.
Anche con il vantaggio di poter usare una lingua ora compresa da
meno di un milione di individui, van der Berg era stato molto discreto
e aveva impiegato circonlocuzioni e riferimenti comprensibili solo a
un parente stretto. Paul non ebbe difficolt a capire il messaggio del
nipote, anche se in un primo momento non riusc a prenderlo sul
serio. Temendo che il giovane Rolf si fosse grossolanamente
ingannato, si ripromise di chiarire la cosa al pi presto possibile.
Meno male che non si era precipitato a rendere pubblica la sua
cosiddetta scoperta, e che aveva avuto il buon senso di starsene
zittoMa se se non si fosse ingannato? Il solo pensiero bastava a
fargli
rizzare i pochi capelli che gli erano rimasti in testa. Un'infinita gamma
di possibilit scientifiche, economiche, politiche si apriva sotto i suoi
occhi; e pi ci pensava, pi la cosa gli appariva stupefacente.
A differenza dei suoi antenati, gente devota, il dottor Kreuger non
aveva un Dio cui ricorrere nei momenti di crisi. Ora quasi quasi
avrebbe voluto averlo: ma anche se fosse stato capace di pregare, non
sarebbe servito a niente. Sedendosi al computer per accedere alle
banche dati, non sapeva se sperare che suo nipote avesse fatto una
scoperta incredibile, o che stesse dicendo incredibili sciocchezze.
Poteva davvero il Vecchio giocare uno scherzo simile all'umanit?
A Paul torn alla mente quanto diceva Einstein, e cio che Egli
poteva essere sottile, ma mai malizioso.
Basta con le fantasie, si disse il dottor Kreuger. Quello che a te piace
o dispiace, le tue speranze e i tuoi timori, non hanno nulla a che fare
con la questione...
Dall'altro capo del sistema solare gli era stata gettata una sfida; non
si sarebbe dato pace finch non avesse scoperto la verit.
13. NESSUNO CI HA DETTO DI PORTARE IL
COSTUME DA BAGNO...
Il capitano Smith si tenne per s la sorpresa fino al quinto giorno,
poche ore prima del capovolgimento. Il suo annuncio fu ricevuto, come
si era immaginato, con stupefatta incredulit.
Victor Willis fu il primo a riprendersi.
Una piscina] Su un'astronave! Ma lei sta scherzando!
Il capitano si accomod per bene sulla sedia e cominci a divertirsi.
Sorrise a Heywood Floyd, che era gi stato messo a parte del segreto.
B, immagino che Cristoforo Colombo si sarebbe stupito vedendo
che cosa c'era a bordo delle navi di qualche secolo dopo.
C' anche un trampolino? chiese speranzoso Greenberg. Ero
campione di tuffi, all'universit.
S, c'. alto solo cinque metri, ma sono possibili tre secondi di
caduta libera, con il nostro decimo di g. E se vuole un tempo pi lungo,
il nostro signor Curtis sar lietissimo di ridurre la spinta, immagino.
Davvero? esclam l'ingegnere capo. E sballare cos tutti i miei
calcoli? Per non parlare poi del rischio che l'acqua esca dalla vascaLa
tensione superficiale, sapete...
Non c'era una stazione spaziale, una volta, che aveva una piscina di
forma sferica? chiese qualcuno.
Ci hanno provato al centro di Pasteur, prima di far ruotare il
satellite, rispose Floyd ma era poco pratica. A gravit zero, l'acqua
doveva essere completamente racchiusa da tutte le parti. E si fa in
fretta ad affogare dentro una sfera d'acqua, se ci si fa prendere dal
panico.
Ecco un primato originale: la prima persona ad annegare dentro
una piscina spaziale...
Nessuno ci ha detto di portare il costume da bagno si lament
Maggie M'Bala.
Chiunque deve mettersi il costume da bagno meglio che se lo
metta sussurr Mihailovic a Floyd.
D capitano Smith batt con le nocche sul tavolo per riportare l'ordine.
Avviso importante. Attenzione, prego. Come sapete, a mezzanotte
avremo raggiunto la velocit massima e cominceremo a decelerare.
Quindi il propulsore verr spento alle 23.00, e l'astronave verr
capovolta. Avremo due ore di assenza di peso prima che il
propulsore venga riacceso alla 1.00.
Come potete immaginare, l'equipaggio avr parecchio da fare...
Approfitteremo dell'assenza di peso per controllare le macchine e
ispezionare lo scafo. Vi chiedo di rimanere per queste due ore in
cuccetta, con le cinture di sicurezza agganciate anche se non tese al
massimo. Gli steward passeranno a controllare che non vi siano
oggetti sospesi a mezz'aria che possano dar noia quando ritorner la
gravit. Domande?
Vi fu un profondo silenzio, come se i passeggeri fossero rimasti
sorpresi dall'annuncio e stessero decidendo che cosa fare.
Speravo mi chiedeste quanto costato il lusso della piscina, ma non
l'avete fatto. Ve lo dir ugualmente. Non affatto un lusso, e non
costato nulla, anche se noi speriamo che si riveler un motivo di
attrazione per i viaggi futuri.
Vedete, l'astronave deve portarsi dietro cinquemila tonnellate
d'acqua come massa di reazione, e allora tanto vale approfittarne. Il
serbatoio numero Uno ora vuoto per tre quarti, e lo terremo cos
fino alla fine del viaggio. Dunque, ci vediamo domattina in
spiaggia...
Considerando la fretta con cui si era allestita la Universe,
sorprendeva che si fosse lavorato tanto bene su un dettaglio non
essenziale.
La spiaggia era una piattaforma di metallo larga cinque metri circa
che correva per un terzo della circonferenza del grande serbatoio.
Sebbene la paratia di fronte non distasse pi di una ventina di metri,
l'abile impiego di immaginiproiettate la faceva apparire a una di
stanza infinita. Si vedevano bagnanti cavalcare le onde sopra tavole da
surf verso una costa che non avrebbero mai raggiunto. Sullo sfondo,
un bel clipper che ogni agente di viaggio avrebbe subito riconosciuto
il TaiPan delle Linee Spaziali Tsung navigava all'orizzonte con
tutte le vele spiegate.
A rendere pi completa l'illusione, la piattaforma era ricoperta di
sabbia (magnetizzata, cos che non si spostasse troppo facilmente) e
chiusa alle due estremit da palme molto convincenti, a patto per di
non esaminarle troppo da vicino. Nel cielo splendeva un caldo sole
tropicale che completava quel quadro idilliaco; era difficile rendersi
conto che fuori di quell'ambiente artificiale splendeva il Sole vero,
ora due volte pi caldo e pi luminoso di quanto non fosse su
qualsiasi spiaggia terrestre.
I progettisti avevano fatto meraviglie in quel piccolo spazio, e il
commento di Greenberg (Peccato non ci siano onde) parve poco
gentile.
14. RICERCA.
Nella scienza buona norma non prestar fede a un fatto non
importa quanto bene comprovato fin quando non si inserisca in
questo o quel contesto universalmente accettato. Di quando in
quando, naturalmente, un'osservazione pu demolire un contesto e
costringere a crearne un altro del tutto nuovo, ma ci avviene molto
raramente. Di Galileo e di Einstein ne appaiono non pi di uno ogni
secolo, il che va benissimo per la pace dello spirito.
Il dottor Kreuger accettava in pieno questo principio: quindi avrebbe
creduto alla scoperta fatta dal nipote solo quando questi avesse potuto
spiegarla, e a suo parere ci sarebbe stato possibile solo ricorrendo a
un intervento diretto di Dio. Utilizzando il rasoio di Occam,
strumento ancora perfettamente funzionante, preferiva pensare che
Rolf avesse commesso qualche errore; in tal ceso, sarebbe stato facile
accorgersene.
Ma, con grande sorpresa dello zio Paul, si rivel molto difficile.
L'analisi degli echi radar era ormai un'arte perfettamente
padroneggiata, e tutti gli esperti che Paul consult gli diedero, dopo
matura riflessione, la stessa risposta. Inoltre, tutti gli chiesero: Ma
da dove vengono questi rilevamenti?.
Spiacente, aveva risposto lui ma non sono autorizzato a rivelarlo.
Il passo successivo, dunque, consisteva nell'ipotizzare che la
spiegazione impossibile fosse quella esatta, e cominciare a passare al
va
glio la letteratura scientifica. Sarebbe stato un lavoro immenso,
giacch non sapeva nemmeno da che parte cominciare. Per una cosa
era certa: un approccio brutale e diretto era destinato a fallire.
Sarebbe stato come se Roentgen, il giorno stesso in cui scopr i raggi
X, si fosse messo in caccia della spiegazione cercandola nelle riviste
di fisica dei suoi tempi. L'informazione di cui egli aveva bisogno si
trovava nel futuro.
C'era per una remota possibilit che ci che stava cercando fosse
nascosto da qualche parte nell'immenso corpo delle conoscenze
scientifiche esistenti. Lentamente e attentamente, il dottor Kreuger
elabor un programma di ricerca automatica pensato pi per ci che
andava escluso che non per quanto andava cercato. Tanto per
cominciare escludeva tutto ci che era relativo alla Terra il che
significava milioni e milioni di riferimenti per concentrarsi solo sulle
informazioni relative all'ambiente extraterrestre.
Uno dei vantaggi che venivano al dottor Kreuger dalla sua fama era
di poter disporre del computer senza limitazione alcuna: era, questo,
parte del compenso che richiedeva alle varie organizzazioni che
avevano bisogno della sua sapienza. La ricerca poteva essere
costosa quanto si voleva, ma lui non doveva preoccuparsi di pagare il
conto.
Invece non ci volle poi molto. Ebbe fortuna, e la ricerca dur
soltanto due ore e trentasette minuti, dopo soli 21.456 registrazioni
prese in esame.
Gli bast leggere il titolo dello scritto. Paul era cos emozionato che
il suo computer non ne riconobbe la voce, e dovette ripetere il
comando per mandare il file alla stampante.
Era uno scritto apparso su Nature nel 1981 cinque anni prima che
lui nascesse! e mentre scorreva rapidamente l'unico foglio cap non
solo che suo nipote aveva perfettamente ragione, ma anche, cosa
altrettanto importante, come un simile miracolo fosse potuto accadere.
Il redattore di ottant'anni prima doveva avere avuto un certo senso
dell'umorismo. Uno scritto sul nucleo dei pianeti esterni non era
fatto per attirare l'interesse del lettore casuale; questo per aveva un
titolo insolitamente pittoresco. Il suo computer avrebbe potuto dirgli
in un tempo ragionevole che si trattava di un riferimento a una
canzone allora famosa, ma ci naturalmente non aveva nessuna
importanza.
Comunque, il dottor Paul Kreuger non aveva mai sentito nominare i
Beatles e le loro fantasie psichedeliche.
PARTE II, LA VALLE DELLA NEVE NERA.
15. RENDEZVOUS.
Ed ecco che ora la Cometa di Halley era troppo vicina per poterla
vedere; per una strana ironia, gli osservatori della Terra avrebbero
avuto una vista di gran lunga migliore della coda, che gi si stendeva
per cinquanta milioni di chilometri ad angolo retto rispetto all'orbita
della cometa, simile a una bandiera che sventolasse sotto la pressione
invisibile del vento solare.
La mattina del rendezvous, Heywood Floyd si svegli presto da un
sonno inquieto. Di rado sognava o ricordava ci che aveva sognato
e senza dubbio la brutta notte andava attribuita all'eccitazione per
ci che sarebbe accaduto di l a poche ore. Inoltre era anche un p
preoccupato per un messaggio di Caroline in cui lei gli chiedeva se
aveva notizie di Chris. Aveva risposto, forse un p troppo
laconicamente, che Chris non si era mai preoccupato di dirgli grazie
per averlo aiutato a trovare un imbarco a bordo della Costnos,
l'astronave gemella della Universe; forse si era gi stancato della rotta
TerraLuna ed era andato a cercare avventure da qualche altra parte.
Come al solito aveva aggiunto Floyd ci far avere notizie quando
ne avr voglia.
Subito dopo la prima colazione, il capitano Smith aveva radunato
passeggeri ed quipe scientifica per le ultime istruzioni. Gli scienziati
non ne avevano nessun bisogno, ma nemmeno si offesero, perch una
reazione cos infantile sarebbe stata impossibile davanti al maestoso
spettacolo offerto dallo schermo principale.
Si sarebbe detto che la Universe stesse avvicinandosi a una nebulosa
invece che a una cometa, Tutto il cielo a prua era avvolto da una specie
di densa nebbia bianca, non uniforme, ma chiazzata da macchie pi
scure e attraversata da bande luminose e propaggini scintillanti che si
irraggiavano da un punto centrale. Con quell'ingrandimento il nucleo
era a malapena visibile e appariva come un corpuscolo scuro; eppure
era evidente che proprio da l aveva origine quella fantasmagoria.
Spegneremo il propulsore tra tre ore disse il capitano. Ci
troveremo allora a soli mille chilometri dal nucleo, e la velocit sar
praticamente zero. Faremo alcune osservazioni e rileveremo per
l'ultima volta il punto d'atterraggio.
La gravit verr meno esattamente alle 12.00. Prima di allora gli
steward avranno controllato che nelle cabine tutto sia assicurato. Sar
come quando abbiamo effettuato il capovolgimento, con la differenza
che l'assenza di peso questa volta durer tre giorni e non due ore.
La gravit sulla Cometa di Halley? Del tutto trascurabile... Meno di
un centimetro per secondo quadrato: un millesimo della gravit
terrestre. Si potr percepirla solo rimanendo immobili a lungo, ma
nulla di pi. Lasciando cadere un oggetto sospeso a un metro dal
suolo, toccherebbe terra dopo quindici secondi.
Per maggiore sicurezza desidero che vi troviate tutti qui
nell'osservatorio, con le cinture allacciate, durante il rendezvous e
l'atterraggio. Da qui si gode di una vista eccellente, e comunque la
manovra non durer pi di un'ora. Applicheremo solo spinte molto
deboli, per correggere la traiettoria, ma siccome verranno applicate in
ogni direzione, pu darsi che provochino qualche disturbo.
Il capitano intendeva il mal di spazio, naturalmente, ma per consenso
generale quel termine era stato messo al bando sulla Universe. Tuttavia
molte mani si abbassarono a tastare sotto i sedili, come per controllare
che i famigerati sacchetti di plastica fossero a portata di mano in caso
di bisogno.
L'immagine sullo schermo prese a zoomare. Per un attimo Floyd ebbe
la sensazione di trovarsi a bordo di un aeroplano che si abbassava tra
le nuvole, e non a bordo di un'astronave che stava avvicinandosi alla
pi famosa tra le comete. Il nucleo si faceva pi grande e pi distinto;
ora non era pi un punto scuro, ma un'ellisse irregolare e poi un
isolotto corrugato sperso nell'oceano cosmico e infine un piccolo
mondo, un mondo come tanti altri.
Non si aveva nessun senso delle proporzioni. Floyd sapeva che
quanto vedeva sullo schermo non aveva un diametro superiore ai dieci
chilometri, ma l'impressione era che il nucleo potesse benissimo essere
grande quanto la Luna. Per la Luna non aveva nebbie, n getti di
vapore due dei quali piuttosto grandi che scaturivano dalla
superfcie.
Gran Dio! grid Mihailovic. E quello che cos'?
Indicava la periferia estrema del nucleo, in basso. C'era
inequivocabilmente una luce, laggi; una luce sulla faccia oscura
della cometa che lampeggiava con un ritmo perfettamente regolare:
acceso, spento, acceso, spento, ogni due o tre secondi.
Il dottor Willis se ne usc con quella sua tossettina che voleva dire
Ora te lo spiego in due parole, ma arriv prima il capitano Smirfi,
Mi spiace deluderla, signor Mihailovic. solo il segnale della Son
da Due. l da un mese circa, in attesa che noi scendiamo a
recuperarla.
Che peccato! Avrei preferito che ci fosse laggi qualcuno, o
qualcosa, in attesa di darci il benvenuto.
Niente da fare, ho paura; siamo completamente soli. Quel segnale
luminoso indica solo il punto dell'atterraggio... vicino al Polo Sud
della cometa, e per qualche tempo rimarr al buio. L'impianto di
climatizzazione avr meno da faticare. Sulla faccia illuminata la
temperatura raggiunge i 120 gradi: ben sopra il punto di ebollizione
dell'acqua, dunque.
Non mi stupisce che la cometa abbia un aspetto cos scostante disse
Dimitri. Quei getti di vapore hanno un'aria che non mi piace affatto.
Siamo sicuri che non c' pericolo?
Questa un'altra ragione per prendere terra sulla faccia non
illuminata: l non c' nessuna attivit. Ora, se mi vogliono scusare,
devo tornare in plancia. la prima volta che mi capita di scendere su un
altro mondo... E non credo che avr un'altra occasione.
L'uditorio del capitano Smith si disperse lentamente, mantenendo
un insolito silenzio. L'immagine sullo schermo torn normale, e
ancora una volta il nucleo torn a essere una macchiolina a malapena
visibile. Eppure anche durante quei pochi minuti parve essersi fatto un
poco pi grande, e probabilmente non era un'illusione ottica. A meno
di quattro ore dal rendezvous, l'astronave filava ancora verso la
cometa a una velocit di cinquantamila chilometri all'ora.
Se a questo punto fosse capitato qualcosa al propulsore principale,
si sarebbe formato un cratere ben pi grande di quelli che ornavano
il nucleo della Cometa di Halley.
16. ATTERRAGGIO.
L'atterraggio fu privo di emozioni e di sorprese cos come il capitano
Smith aveva sperato. Fu impossibile riconoscere il momento esatto in
cui la Universe prese contatto con il nucleo; pass un minuto intero
prima che i passeggeri si rendessero conto che l'atterraggio era
avvenuto, e che levassero, in ritardo, un applauso.
L'astronave aveva preso terra all'estremit di una bassa valle
circondata da rilievi alti non pi di un centinaio di metri. Chi si fosse
aspettalo di trovarsi di fronte a un paesaggio lunare sarebbe rimasto
deluso; quelle formazioni non assomigliavano in nulla alle dolci pendici
lunari, levigate da miliardi di anni dal bombardamento delle
micrometeoriti.
L invece nulla era pi vecchio di un migliaio di anni; le piramidi erano
molto pi antiche di quel paesaggio. Ogni volta che girava attorno al
Sole, la Cometa di Halley veniva fusa, rimodellata e diminuita dal
calore solare. Il nucleo era cambiato un poco anche rispetto al
passaggio del 1986. Manipolando spudoratamente le metafore,
Victor Willis aveva colto nel segno dicendo ai suoi ascoltatori:
All'arachide sta venendola vita di vespa!. Infatti tutto faceva
pensare che, dopo qualche altra rivoluzione attorno al Sole, la
Cometa di Halley si sarebbe divisa in due parti uguali, come era
avvenuto con la Cometa di Biela, con grande stupore degli astronomi
del 1846.
Anche la bassissima gravit contribuiva a rendere il paesaggio
estremamente bizzarro. L'astronave infatti era circondata da
formazioni tutte ad angoli acuti che parevano scaturite dalla fantasia
di un pittore surrealista, e da cumuli di rocce di forma grottesca che
non sarebbero riusciti a stare in piedi per pi di pochi minuti
nemmeno sulla Luna.
Sebbene il capitano Smith avesse deciso di far posare la Universe nel
pi profondo della notte polare e cio a cinque chilometri dalla
rovente luce del Sole c'era luce pi che a sufficienza. Il vasto
involucro di gas e di polveri che circondava la cometa formava un
alone risplendente perfettamente appropriato al punto scelto per
l'atterraggio; era facile immaginare che fosse l'aurora boreale che
splendeva sopra i ghiacci dell'Antartico. E come se non bastasse,
Lucifero faceva la sua parte emettendo la luce di un centinaio di
Lune piene.
Bench fosse stata prevista, l'assenza di colore fu un p una
delusione; era come se la Universe avesse preso terra in una miniera di
carbone a cielo aperto: e l'analogia calzava perfettamente, perch il
nero paesaggio che la circondava era per lo pi costituito da carbonio
e da suoi composti intimamente mescolati a ghiaccio e neve.
Il capitano Smith, come voleva l'usanza, fu il primo a scendere
dall'astronave saltando dal portello stagno principale della
Universe. Parve gli ci volesse un'eternit perch toccasse il suolo due
metri pi sotto; quindi si chin, raccolse con la mano guantata una
manciata di polvere e la esamin.
A bordo dell'astronave, tutti aspettavano le parole che sarebbero poi
entrate nei libri di storia.
Sembra sale e pepe disse il capitano Smith. Una volta sciolta,
potrebbe far crescere un bel raccolto.
II programma prevedeva di fermarsi per tutto un giorno di Halley
cinquantacinque ore al Polo Sud, e quindi, se tutto fosse andato
regolarmente, di spostarsi sull'equatore, ancora mal definito e una
decina di chilometri lontano, per studiare il comportamento di un
geyser durante un cielo completo nottegiorno.
Lo scienziato capo, Pendrill, non perse tempo. Immediatamente sal
insieme al collega su una piattaforma a reazione a due posti e si
diresse verso il segnale luminoso della sonda. Ritornarono un'ora
dopo portando campioni del nucleo che misero subito nel surgelatore.
Nel frattempo altre squadre tesero tutto intorno all'astronave una
ragnatela di cavi sospesi a pali conficcati nel suolo friabile. Essi
servivano non solo a collegare vari strumenti all'astronave, ma anche
ad agevolare lo spostamento degli uomini. In questo modo si
poteva esplorare quella parte della Cometa di Halley senza dover
ricorrere alle ingombranti Unit di Manovra Esterna; bastava attaccare
un moschettone a un cavo e quindi spostarsi a forza di braccia. Era un
modo di muoversi molto pi divertente che manovrare le UME, che
praticamente erano navi spaziali monoposto, e quindi molto
complicate.
I passeggeri guardavano interessati tutto quel movimento, ascoltavano
le conversazioni via radio e cercavano di partecipare anch'essi
all'eccitazione della scoperta. Dopo dodici ore circa, molto meno
nel caso dell'ex astronauta Clifford Greenberg, cominciarono ad
averne abbastanza di far solo da spettatori. Si cominci a parlare
sempre pi spesso di andar fuori, con l'eccezione di Victor Willis,
il quale si mostrava stranamente silenzioso.
Avr paura disse con sprezzo Dimitri. Da quando aveva scoperto
che Victor era completamente sordo alla musica, lo aveva preso in
antipatia. E sebbene ci fosse molto ingiusto nei confronti di Victor
(che si era prestato a far da cavia in occasione di vari studi compiuti sul
suo curioso disturbo), Dimitri ripet come al solito: Uno che non ha
musica dentro di s portato al tradimento, agli inganni e alla frode.
Floyd aveva deciso ancora prima di lasciare l'orbita della Terra. Maggie
M aveva un temperamento sportivo che non si tirava indietro davanti a
nulla, e non aveva bisogno di incoraggiamenti (la sua vita sentimentale,
come tutti sapevano, aveva tenuto fede al suo motto: Mai uno scrittore
deve rifiutare l'opportunit di una nuova esperienza).
Yva Merlin, come al solito, aveva tenuto tutti in sospeso, ma Floyd
era deciso a farle fare il giro turistico della cometa in sua compagnia.
Era il minimo che potesse fare per restare all'altezza della sua
reputazione; tutti sapevano che era stato anche merito suo se il famoso
personaggio aveva accettato d'imbarcarsi, e ora si mormorava, non si
sa
quanto sul serio, che tra loro due c'era del tenero. Ogni loro parola,
anche la pi innocente, veniva malignamente e allegramente male
interpretata da Dimitri e dal medico di bordo, il dottor Mahindran, che
fngeva di provare nei loro confronti stupore e invidia.
Floyd si era in un primo momento seccato perch la situazione
richiamava troppo bene le emozioni della giovent ma poi era stato al
gioco. Per non sapeva come la prendesse Yva, e fino a quel momento
non aveva avuto il coraggio di chiederglielo. Anche in quel gruppo
estremamente ristretto, in cui ogni segreto durava al massimo sei ore,
Yva continuava a circondarsi del suo famoso velo di riserbo, quell'aura
di mistero che aveva affascinato il pubblico per tre generazioni.
In quanto a Victor Willis, aveva appena scoperto uno di quei piccoli
particolari dagli effetti devastanti che possono mandare all'aria i
piani meglio costruiti.
La Universe aveva in dotazione le tute spaziali Mark XX ultimo
modello, fornite di visori antiappannamento e antiriflesso, garantiti
per la miglior visione possibile nello spazio. E sebbene i caschi fossero
di dimensioni diverse, Victor Willis avrebbe potuto infilarsene uno
solo a patto di un grosso intervento chirurgico.
Gli erano occorsi quindici anni per portare alla perfezione la sua
immagine pubblica (Un trionfo dell'arte della potatura l'aveva
definita qualcuno, forse non senza ammirazione).
Ora tra Victor Willis e la Cometa di Halley si frapponeva un unico
ostacolo: la sua barba. Presto avrebbe dovuto scegliere tra l'una e l'altra.
17. LA VALLE DELLA NEVE NERA.
II capitano Smith non aveva praticamente sollevato obiezioni a che i
passeggeri si dessero all'EVA (Extra Vehicular Activity). Non aveva
potuto fare a meno di ammettere che essere arrivati fin l e non posare
piede sul nucleo era assurdo.
Se seguirete le istruzioni non vi saranno problemi, disse dopo aver
come al solito convocato i passeggeri anche se la prima volta che
indossate la tuta spaziale... e credo che solo il comandante Greenberg e
il dottor Floyd abbiano esperienza al riguardo. Sono molto comode, e
completamente automatiche. Non c' bisogno di regolazioni o altro,
dopo il controllo nella camera stagna.
Ma c' una regola che assolutamente va rispettata: non pi di due
passeggeri per volta possono trovarsi in VA. Avrete ciascuno un
accompagnatore, naturalmente, che sar collegato a voi con un cavo
di
da Due. l da un mese circa, in attesa che noi scendiamo a
recuperarla.
Che peccato! Avrei preferito che ci fosse laggi qualcuno, o
qualcosa, in attesa di darci il benvenuto.
Niente da fare, ho paura; siamo completamente soli. Quel segnale
luminoso indica solo il punto dell'atterraggio... vicino al Polo Sud
della cometa, e per qualche tempo rimarr al buio. L'impianto di
climatizzazione avr meno da faticare. Sulla faccia illuminata la
temperatura raggiunge i 120 gradi: ben sopra il punto di ebollizione
dell'acqua, dunque.
Non mi stupisce che la cometa abbia un aspetto cos scostante disse
Dimitri. Quei getti di vapore hanno un'aria che non mi piace affatto.
Siamo sicuri che non c' pericolo?
Questa un'altra ragione per prendere terra sulla faccia non
illuminata: l non c' nessuna attivit. Ora, se mi vogliono scusare,
devo tornare in plancia. la prima volta che mi capita di scendere su
un altro mondo... E non credo che avr un'altra occasione.
L'uditorio del capitano Smith si disperse lentamente, mantenendo
un insolito silenzio. L'immagine sullo schermo torn normale, e
ancora una volta il nucleo torn a essere una macchiolina a malapena
visibile. Eppure anche durante quei pochi minuti parve essersi fatto un
poco pi grande, e probabilmente non era un'illusione ottica. A meno
di quattro ore dal rendezvous, l'astronave filava ancora verso la
cometa a una velocit di cinquantamila chilometri all'ora.
Se a questo punto fosse capitato qualcosa al propulsore principale,
si sarebbe formato un cratere ben pi grande di quelli che ornavano il
nucleo della Cometa di Halley.
16. ATTERRAGGIO.
L'atterraggio fu privo di emozioni e di sorprese cos come il capitano
Smith aveva sperato. Fu impossibile riconoscere il momento esatto in
cui la Universe prese contatto con il nucleo; pass un minuto intero
prima che i passeggeri si rendessero conto che l'atterraggio era
avvenuto, e che levassero, in ritardo, un applauso.
L'astronave aveva preso terra all'estremit di una bassa valle
circondata da rilievi alti non pi di un centinaio di metri. Chi si fosse
aspettato di trovarsi di fronte a un paesaggio lunare sarebbe rimasto
deluso; quelle formazioni non assomigliavano in nulla alle dolci pendici
lunari, levigate da miliardi di anni dal bombardamento delle
micrometeoriti.
L invece nulla era pi vecchio di un migliaio di anni; le piramidi erano
molto pi antiche di quel paesaggio. Ogni volta che girava attorno al
Sole, la Cometa di Halley veniva fusa, rimodellata e diminuita dal
calore solare, il nucleo era cambiato un poco anche rispetto al
passaggio del 1986. Manipolando spudoratamente le metafore,
Victor Willis aveva colto nel segno dicendo ai suoi ascoltatori:
All'arachide sta venendo la vita di vespa!. Infatti tutto faceva
pensare che, dopo qualche altra rivoluzione attorno al Sole, la
Cometa di Halley si sarebbe divisa in due parti uguali, come era
avvenuto con la Cometa di Biela, con grande stupore degli astronomi
del 1846.
Anche la bassissima gravit contribuiva a rendere il paesaggio
estremamente bizzarro. L'astronave infatti era circondata da
formazioni tutte ad angoli acuti che parevano scaturite dalla fantasia
di un pittore surrealista, e da cumuli di rocce di forma grottesca che
non sarebbero riusciti a stare in piedi per pi di pochi minuti
nemmeno sulla Luna.
Sebbene il capitano Smith avesse deciso di far posare la Universe nel
pi profondo della notte polare e cio a cinque chilometri dalla
rovente luce del Sole c'era luce pi che a sufficienza. Il vasto
involucro di gas e di polveri che circondava la cometa formava un
alone risplendente perfettamente appropriato al punto scelto per
l'atterraggio; era facile immaginare che fosse l'aurora boreale che
splendeva sopra i ghiacci dell'Antartico. E come se non bastasse,
Lucifero faceva la sua parte emettendo la luce di un centinaio di
Lune piene.
Bench fosse stata prevista, l'assenza di colore fu un p una
delusione; era come se la Universe avesse preso terra in una miniera di
carbone a cielo aperto: e l'analogia calzava perfettamente, perch il
nero paesaggio che la circondava era per lo pi costituito da carbonio
e da suoi composti intimamente mescolati a ghiaccio e neve.
Il capitano Smith, come voleva l'usanza, fu il primo a scendere
dall'astronave saltando dal portello stagno principale della
Universe. Parve gli ci volesse un'eternit perch toccasse il suolo
due metri pi sotto; quindi si chin, raccolse con la mano guantata
una manciata di polvere e la esamin.
A bordo dell'astronave, tutti aspettavano le parole che sarebbero poi
entrate nei libri di storia.
Sembra sale e pepe disse il capitano Smith. Una volta sciolta,
potrebbe far crescere un bel raccolto.
II programma prevedeva di fermarsi per tutto un giorno di Halley
cinquantacinque ore al Polo Sud, e quindi, se tutto fosse andato
regolarmente, di spostarsi sull'equatore, ancora mal definito e una
decina di chilometri lontano, per studiare il comportamento di un
geyser durante un cielo completo nottegiorno.
Lo scienziato capo, Pendrill, non perse tempo. Immediatamente sal
insieme al collega su una piattaforma a reazione a due posti e si
diresse verso il segnale luminoso della sonda. Ritornarono un'ora
dopo portando campioni del nucleo che misero subito nel surgelatore.
Nel frattempo altre squadre tesero tutto intorno all'astronave una
ragnatela di cavi sospesi a pali conficcati nel suolo friabile. Essi
servivano non solo a collegare vari strumenti all'astronave, ma anche
ad agevolare lo spostamento degli uomini. In questo modo si
poteva esplorare quella parte della Cometa di Halley senza dover
ricorrere alle ingombranti Unit di Manovra Esterna; bastava attaccare
un moschettone a un cavo e quindi spostarsi a forza di braccia. Era un
modo di muoversi molto pi divertente che manovrare le UME, che
praticamente erano navi spaziali monoposto, e quindi molto
complicate.
I passeggeri guardavano interessati tutto quel movimento, ascoltavano
le conversazioni via radio e cercavano di partecipare anch'essi
all'eccitazione della scoperta. Dopo dodici ore circa, molto meno
nel caso dell'ex astronauta Clifford Greenberg, cominciarono ad
averne abbastanza di far solo da spettatori. Si cominci a parlare
sempre pi spesso di andar fuori, con l'eccezione di Victor Willis,
il quale si mostrava stranamente silenzioso.
Avr paura disse con sprezzo Dimitri. Da quando aveva scoperto
che Victor era completamente sordo alla musica, lo aveva preso in
antipatia. E sebbene ci fosse molto ingiusto nei confronti di Victor
(che si era prestato a far da cavia in occasione di vari studi compiuti sul
suo curioso disturbo), Dimitri ripet come al solito: Uno che non ha
musica dentro di s portato al tradimento, agli inganni e alla frode.
Floyd aveva deciso ancora prima di lasciare l'orbita della Terra. Maggie
M aveva un temperamento sportivo che non si tirava indietro davanti a
nulla, e non aveva bisogno di incoraggiamenti (la sua vita sentimentale,
come tutti sapevano, aveva tenuto fede al suo motto: Mai uno scrittore
deve rifiutare l'opportunit di una nuova esperienza).
Yva Merlin, come al solito, aveva tenuto tutti in sospeso, ma Floyd
era deciso a farle fare il giro turistico della cometa in sua compagnia.
Era il minimo che potesse fare per restare all'altezza della sua
reputazione; tutti sapevano che era stato anche merito suo se il famoso
personaggio aveva accettato d'imbarcarsi, e ora si mormorava, non si
sa
quanto sul serio, che tra loro due c'era del tenero. Ogni loro parola,
anche la pi innocente, veniva malignamente e allegramente male
interpretata da Dimitri e dal medico di bordo, il dottor Mahindran,
che fngeva di provare nei loro confronti stupore e invidia.
Floyd si era in un primo momento seccato perch la situazione
richiamava troppo bene le emozioni della giovent ma poi era stato al
gioco. Per non sapeva come la prendesse Yva, e fino a quel momento
non aveva avuto il coraggio di chiederglielo. Anche in quel gruppo
estremamente ristretto, in cui ogni segreto durava al massimo sei ore,
Yva continuava a circondarsi del suo famoso velo di riserbo, quell'aura
di mistero che aveva affascinato il pubblico per tre generazioni.
In quanto a Victor Willis, aveva appena scoperto uno di quei piccoli
particolari dagli effetti devastanti che possono mandare all'aria i
piani meglio costruiti.
La Universe aveva in dotazione le tute spaziali Mark XX ultimo
modello, fornite di visori antiappannamento e antiriflesso, garantiti
per la miglior visione possibile nello spazio. E sebbene i caschi fossero
di dimensioni diverse, Victor Willis avrebbe potuto infilarsene uno
solo a patto di un grosso intervento chirurgico.
Gli erano occorsi quindici anni per portare alla perfezione la sua
immagine pubblica (Un trionfo dell'arte della potatura l'aveva
definita qualcuno, forse non senza ammirazione).
Ora tra Victor Willis e la Cometa di Halley si frapponeva un unico
ostacolo: la sua barba. Presto avrebbe dovuto scegliere tra l'una e l'altra.
17. LA VALLE DELLA NEVE NERA.
II capitano Smith non aveva praticamente sollevato obiezioni a che i
passeggeri si dessero all'EVA (Extra Vehicular Activity). Non aveva
potuto fare a meno di ammettere che essere arrivati fin l e non posare
piede sul nucleo era assurdo.
Se seguirete le istruzioni non vi saranno problemi, disse dopo aver
come al solito convocato i passeggeri anche se la prima volta che
indossate la tuta spaziale... e credo che solo il comandante Greenberg e
il dottor Floyd abbiano esperienza al riguardo. Sono molto comode, e
completamente automatiche. Non c' bisogno di regolazioni o altro,
dopo il controllo nella camera stagna.
Ma c' una regola che assolutamente va rispettata: non pi di due
passeggeri per volta possono trovarsi in VA. Avrete ciascuno un
accompagnatore, naturalmente, che sar collegato a voi con un cavo
di
sicurezza lungo cinque metri... ma che pu venir svolto fino a una
lunghezza di venti metri, se necessario. Oltre a ci, voi e il vostro
accompagnatore sarete agganciati ai due cavi guida che abbiamo
teso per tutta la lunghezza della valle. Ricordate che qui vige la stessa
norma di circolazione della Terra: tenere la destra! Se volete
superare qualcuno che vi precede, basta staccare il moschettone dal
cavo... ma uno dei due dovr sempre restare agganciato. In questo
modo non correrete il rischio di andare alla deriva nello spazio.
Domande?
Per quanto tempo possiamo restare fuori?
Quanto vi pare, signorina M'Bala. Ma io vi consiglio di tornare non
appena avvertite il minimo disturbo. Forse per la prima volta sar meglio
non superare l'ora, anche se vi sembrer lunga soltanto dieci minuti...
Il capitano Smith aveva visto giusto. Mentre Heywood Floyd
guardava il piccolo schermo che riportava il tempo che gli restava, gli
pareva impossibile che fossero gi passati quaranta minuti. Eppure
non era tanto strano, visto che l'astronave si trovava a un chilometro
buono alle sue spalle.
Essendo il passeggero pi anziano in tutti i sensi era toccato a lui il
privilegio di compiere la prima VA. E la scelta di chi sarebbe andato
con lui era fuori questione.
VA con Yva! esclam ridacchiando Mihailovic. Come si pu
resistere a una tentazione del genere? Anche se aggiunse con un
sorriso carico di sottintesi queste tute maledette non ti lasciano fare
tutta l'attivit extraveicolare che vorresti.
Yva aveva acconsentito, senza esitazione ma senza entusiasmo. Tipico
di lei, aveva pensato un p cinicamente Floyd. Non che ci fosse per
lui il crollo di un mito alla sua et, di miti gliene restavano ben
pochi ma una delusione s. E Floyd era rimasto deluso di se stesso
pi che di Yva, che era al di sopra di ogni critica e di ogni elogio
come la Monna Lisa, alla quale era stata cos spesso paragonata.
Era, naturalmente, un paragone ridicolo; la Gioconda era s
misteriosa, ma niente affatto erotica. Il fascino di Yva consisteva invece
nell'essere l'una e l'altra, e anche innocente, per buona misura.
Mezzo secolo dopo, le tracce di questi tre ingredienti erano ancora
visibili, almeno agli occhi di chi l'aveva amata.
Ci che a Yva mancava era stato costretto a confessare, pur con
riluttanza, Floyd era una vera personalit. Quando pensava a lei,
ritrovava solo le varie parti che Yva aveva recitato. E tristemente gli
tornava alla mente ci che aveva detto una volta un critico: Yva
Merlin il riflesso dei desideri di tutti gli uomini; ma uno specchio
non ha carattere.
E ora questo essere eccezionale e misterioso fluttuava al suo fianco
sul nucleo della Cometa di Halley mentre insieme alla guida si
spostavano lungo i due cavi che attraversavano la Valle della Neve
Nera. Cos l'aveva chiamata lui, Floyd; e lui era infantilmente
orgoglioso di questo nome, anche se non sarebbe mai comparso su
nessuna carta geografica. Non si poteva cartografare un mondo la cui
geografia era mutevole quanto il tempo atmosferico della Terra.
Egli assapor la consapevolezza che mai occhio umano aveva visto la
scena che lo circondava, n l'avrebbe vista in futuro.
Su Marte, o sulla Luna, si poteva certe volte con un minimo sforzo
d'immaginazione, e a patto di ignorare il cielo alieno far finta di
trovarsi sulla Terra. L era impossibile, perch le torreggiami e spesso
opprimenti sculture di neve tenevano in scarsissimo conto la forza di
gravit. Bisognava guardarsi in giro molto attentamente per stabilire
dov'era l'alto e dove il basso.
La Valle della Neve Nera era un caso molto particolare, perch era
ben solida e definita, una cresta rocciosa incastonata in mutevoli
formazioni d'acqua e di idrocarburi ghiacciati. I geologi non si erano
ancora messi d'accordo sull'origine della valle, e alcuni sostenevano
che si trattasse del frammento di un asteroide venuto a collisione
con la cometa in un lontano passato. Da perforazioni compiute in
profondit era stata riscontrata la presenza di complessi composti
organici simili a catrame congelato, anche se era certo che tali
sostanze non avevano avuto origine da forme di vita.
La neve che ricopriva il suolo della valle non era completamente
nera; quando Floyd la illuminava con il raggio della torcia elettrica
brillava come se in essa fossero contenuti milioni di minuscoli
diamanti. Floyd si chiese se sulla Cometa di Halley ci potessero
essere diamanti: di carbonio ce n'era in abbondanza. Per quasi
certamente l'astro non aveva mai conosciuto le pressioni e le
temperature necessarie per la formazione del diamante.
Mosso da un subitaneo impulso Floyd si chin per raccogliere una
manciata di neve: per far questo dovette far pressione con i piedi
contro il cavo guida, e pens che doveva sembrare un acrobata che
cammina sul filo, ma a testa in gi. La fragile crosta non offr nessuna
resistenza mentre vi affondava la testa e le spalle; quindi Floyd si tir
su lentamente, tendendo il cavo di sicurezza, con la sua manciata di
Cometa di Halley.
Schiacciando la leggera sostanza cristallina fino a formare una palla
grossa quanto il cavo di una mano, Floyd avrebbe voluto sentirla
attraverso lo spessore dei guanti isolanti. E poi infine eccola l, una sfe
ra nera come l'ebano ma che gettava piccoli lampi di luce mentre egli
la rigirava prima da una parte e poi dall'altra.
E a un tratto, nella sua immaginazione, la sfera si fece bianca, ed
eccolo tornato bambino a giocare con la neve, circondato dai
fantasmi della sua infanzia. Risentiva perfino le grida dei suoi
compagni di gioco che lo provocavano e lo minacciavano con le loro
palle di neve...
Questa visione del passato fu brevissima ma molto intensa, perch
portava con s un'infinita malinconia. Un secolo dopo, non ricordava
pi nemmeno uno di quei fantasmi che lo circondavano, sebbene
alcuni, lo sapeva, li avesse molto amati.
Gli vennero le lacrime agli occhi mentre stringeva in mano quella
palla di neve aliena. Poi quello stato d'animo pass, e fu di nuovo se
stesso. Non era occasione di malinconia, quella, ma di trionfo.
Dio mio! grid Heywood Floyd, e il grido risuon nel minuscolo
ed echeggiante mondo della tuta spaziale. Eccomi qui a passeggiare
sulla Cometa di Halley... che cos'altro potrei desiderare? Se una
meteora mi colpisse in questo momento, morirei felice!
Tese il braccio e scagli la palla di neve verso il cielo. Era cos
piccola, cos scura, che scomparve alla vista quasi subito; lui per
continu a tenere gli occhi fissi verso il cielo.
E poi, a un tratto, senza preavviso, la palla di neve nera
ricomparve con un'improvvisa esplosione di luce, colpita dai raggi
del Sole nascosto. Era nera come fuliggine, ma rifletteva luce a
sufficienza perch la si potesse distinguere sullo sfondo del cielo
debolmente luminoso.
Floyd attese finch non scomparve, disintegratasi durante il tragitto,
o giunta ormai troppo lontano per essere vista. Non sarebbe
comunque durata a lungo nell'ardente torrente di radiazioni che
inondava lo spazio; ma quanti uomini potevano vantarsi di aver
creato una loro cometa personale?
18. IL VECCHIO FEDELE.
La cauta esplorazione della cometa era gi iniziata mentre la Universe
rimaneva ancora nelle tenebre polari. Dapprima alcune UME
monoposto sorvolarono sia la faccia diurna, sia quella notturna
riprendendo tutto ci che sarebbe potuto risultare interessante.
Completata l'esplorazione preliminare, gli scienziati s'imbarcarono
sulla navetta di bordo per collocare attrezzature e strumenti nei punti
strategici.
La Ladyjasmine assomigliava pochissimo alle rozze piattaforme spa
ziali dei tempi della Discovery, in grado di funzionare solo a zero g. La
navetta era praticamente una piccola astronave progettata per
trasportare personale e carico tra l'astronave madre in orbita e la
superficie di Marte, della Luna o dei satelliti di Giove. Il primo
pilota, che la trattava come la gran dama che era, si lamentava con
scherzoso risentimento che girare attorno a una miserabile cometa era
un compito che mal si addiceva alla dignit della sua nave.
Quando il capitano Smith fu certo che la Cometa di Halley non
nascondeva almeno in superficie sorpresa alcuna, si alz dal polo
antartico. Uno spostamento di dieci o dodici chilometri port la
Universe in un mondo tutto diverso: da un crepuscolo scintillante che
sarebbe durato per mesi a un ambiente che conosceva il passaggio
dalla notte al giorno. E, con l'alba, la cometa torn lentamente alla vita.
Quando il Sole saliva sopra l'angusto orizzonte, assurdamente
vicino, i suoi raggi illuminavano obliqui gli innumerevoli piccoli
crateri che segnavano il nucleo. La maggior parte restavano inattivi,
giacch gli stretti sfiatatoi erano bloccati da incrostazioni di sali
minerali. In nessun altro punto della Cometa di Halley si vedevano
colori cos spiccati; tanto che in un primo momento i biologi avevano
creduto, a torto, che anche qui, come sulla Terra, la vita stesse
iniziando in forma di alghe microscopiche. E molti non avevano
ancora abbandonato questa speranza, sebbene fossero molto riluttanti
ad ammetterlo.
Da altri crateri sbuffi di vapore s'innalzavano verso il cielo secondo
traiettorie innaturalmente rettilinee perch non esisteva vento. Di
solito null'altro accadeva per un paio d'ore; poi, via via che il calore
del Sole scaldava l'interno congelato del nucleo, la Cometa di Halley
cominciava, come diceva Victor Willis, a soffiare come un branco
di balene.
La metafora era pittoresca, ma non molto accurata. Gli sbuffi di
vapore che salivano dalla faccia diurna della cometa non erano
intermittenti, ma continuavano per ore e ore senza smettere mai. E
poi non ricadevano sulla superficie, ma salivano dritti verso il cielo
fin quando non si dissipavano nella nebbia luminosa che essi stessi
contribuivano a creare.
In un primo momento, l'equipe scientifica si accost ai geyser con la
stessa cautela di un gruppo di vulcanologi che si affacci sul cratere
dell'Etna in un periodo di grande attivit. Ma presto tutti si resero
conto che sulla Cometa di Halley le eruzioni, per quanto spaventevoli
a vedersi, erano innocue; l'acqua usciva dagli sfiatatoi con la stessa
pressione di un normalissimo idrante, ed era appena appena tiepida.
Pochi secondi dopo essere sfuggita dai bacini sotterranei si trasfor
mava di colpo in vapore acqueo e cristalli di ghiaccio; la Cometa di
Halley era perpetuamente investita da una tempesta di neve che
cadeva verso l'alto. Ma anche a quella modestissima velocit,
l'acqua non tornava mai l da dove era venuta. Ogni volta che girava
attorno al Sole, la cometa perdeva nell'insaziabile vuoto dello spazio
altra insostituibile linfa vitale.
Dopo un'insistente opera di persuasione, il capitano Smith
acconsent a far scendere la Universe a cento metri dal Vecchio
Fedele, il geyser pi grande che vi fosse sulla faccia diurna. Era una
vista davvero notevole: una colonna biancogrigiastra di vapore
acqueo che sorgeva come un albero gigantesco da uno sfiatatoio
sorprendentemente piccolo posto nel mezzo di un cratere di trecento
metri di diametro probabilmente una delle formazioni pi antiche
della cometa. Non pass molto tempo che gli scienziati presero ad
aggirarsi dentro il cratere, raccogliendo campioni di minerali
multicolori (purtroppo completamente sterili) e immergendo con
indifferenza termometri e sonde dentro la torreggiarne colonna fatta di
vapore, di ghiaccio e di nebbia. Se vi scaraventa nello spazio,
ammon il capitano non vi aspettate che venga a salvarvi tanto presto.
Anzi, ci limiteremo ad attendere che ricaschiate gi.
Come sarebbe? aveva chiesto Dimitri Mihailovic perplesso. Come
al solito, Victor Willis fu il primo a rispondergli.
Nella meccanica celeste, le cose non succedono sempre come ci si
aspetta. Sulla Cometa di Halley, un oggetto che venga scagliato a
moderata velocit nello spazio continuer a muoversi
sostanzialmente lungo la stessa orbita della cometa... ci vorrebbe
una bella velocit perch le cose andassero altrimenti. Quindi, dopo
una rivoluzione le due orbite s'intersecheranno un'altra volta, ed ecco
che vi ritrovereste l dove siete partiti. Settantasei anni dopo,
naturalmente.
Non lontano dal Vecchio Fedele vi era anche un'altra cosa che nessuno
avrebbe potuto prevedere. Quando lo videro per la prima volta, gli
scienziati non riuscivano a credere ai loro occhi. Grande parecchi ettari,
esposto al vuoto dello spazio, si stendeva un lago, un normalissimo
lago, all'apparenza, tranne per il fatto che era completamente nero.
Ovviamente non poteva essere acqua; gli unici liquidi in grado di
esistere in quell'ambiente potevano essere olii organici molto pesanti o
catrame. In realt il lago Tuonela era fatto di una sostanza simile alla
pece, perfettamente solida tranne per un sottilissimo straterello
superficiale di meno di un millimetro di spessore, che era vischioso.
In quella gravit minima, ci dovevano essere voluti anni e forse
molti giri attorno ai caldi fuochi solari perch l'ammasso di pece
divenis
se piatto come una lastra di vetro.
Fin quando il capitano Smith non lo proib, il lago di pece fu una
delle attrazioni turistiche pi popolari della Cometa di Halley.
Qualcuno (ma nessuno si fece avanti a reclamare per s quel dubbio
onore) aveva scoperto che era possibile camminare sul lago quasi
come sulla Terra; la superfcie infatti era vischiosa quel tanto da tenere i
piedi al loro posto. In breve tempo, quasi tutto l'equipaggio si fece
filmare mentre camminava si sarebbe detto sull'acqua.
Poi il capitano Smith fece un'ispezione alla camera stagna, vide le
paratie abbondantemente spalmate di catrame e and su tutte le furie.
Gi abbastanza brutto disse a denti stretti che l'esterno
dell'astronave sia tutto sporco di questa... di questa fuliggine. La
Cometa di Halley il posto pi lurido che abbia mai visto.
Dopo di che, non si fecero altre passeggiate sul lago Tuonela.
19. ALLA FINE DEL TUNNEL.
In un piccolo universo chiuso in cui tutti si conoscono non vi pu
essere shock pi notevole che trovarsi faccia a faccia con un perfetto
sconosciuto.
Heywood Floyd stava fluttuando nel corridoio che portava al salone
quando ebbe questa sgradevole esperienza. Fiss stupefatto l'intruso,
chiedendosi come avesse potuto un clandestino rimanere nascosto
per tanto tempo. L'altro reag fissandolo a sua volta tra l'imbarazzato
e lo spavaldo, in attesa che Floyd parlasse per primo.
Victor! disse infine Floyd. Scusa, ma proprio non ti ho
riconosciuto. Dunque hai fatto il supremo sacrificio per la causa della
scienza... o dovrei dire per la causa del tuo pubblico?
S rispose cupamente Victor Willis. Ero riuscito a infilarmi uno
di quei maledetti caschi, ma i peli della barba grattavano con un
rumore tale che non si sarebbe sentita una parola di quello che
avrei detto.
Quando esci?
Non appena ritorna Cliff... andato a esplorare una caverna con
Bill Chant.
Dai dati inviati dalle prime sonde che si erano avvicinate alla cometa,
nel 1986, si era capito che il nucleo era parecchio meno pesante
dell'acqua, il che poteva significare soltanto che o era fatto di
materiale molto poroso o che vi erano nel suo interno molte cavit.
Entrambe le spiegazioni si rivelarono corrette.
In un primo momento il capitano Smith, prudente come al solito,
non ne volle assolutamente sapere di esplorazioni speleologiche. Dopo
qualche tempo, per, cedette quando il dottor Pendoli gli ricord che
il suo primo assistente, il dottor Chant, era un esperto speleologo, e
che anzi proprio per questo era stato prescelto per la missione.
Con la gravit cos bassa aveva detto Pendrill al capitano una frana
impossibile. Dunque non vi nessun pericolo di rimanere
intrappolati.
Ma rimane il rischio di perdersi.
Chant lo considererebbe un insulto alle sue capacit professionali.
Si inoltrato per venti chilometri nella Grotta del Mammut.
Comunque, pu restare collegato con un cavo.
E per le comunicazioni?
Il cavo contiene anche delle fibre ottiche. E la radio della tuta
probabilmente funzioner benissimo per un bel pezzo.
Uhm. E dove vorrebbe scendere?
Il punto migliore quel geyser estinto alla base di Etna Junior.
inattivo da almeno mille anni.
E cos dovrebbe restare inattivo ancora per un paio di giorni,
immagino. Molto bene. C' qualcun altro disposto ad
accompagnarlo?
S, Cliff Greenberg... ha fatto parecchia speleologia subacquea alle
Bahamas.
Io ci ho provato una volta... E mi bastato. Dica a Cliff che un
elemento troppo prezioso per rischiare di perderlo. Pu scendere fino
a quando continua a vedere l'entrata, non oltre. E se il contatto con
Chant si interrompe, non deve cercare di seguirlo se non dietro mio
esplicito ordine.
Ordine che, aggiunse il capitano dentro di s, darei con estrema
riluttanza.
*
*
II dottor Chant conosceva tutte le solite battute sugli speleologi
desiderosi di ritornare nel grembo materno, ed era convinto di poter
dimostrare che erano prive di fondamento.
Dev'essere un posto maledettamente rumoroso l dentro, pieno di
gorgogli e di tonfi diceva. A me piacciono le grotte perch sono
silenziose e immobili, ed eterne. In centomila anni non cambia nulla...
Le stalattiti si fanno un poco pi grandi, ecco tutto.
Ma ora, mentre galleggiando si addentrava sempre di pi nelle
viscere della Cometa di Halley, lasciandosi alle spalle il cavo sottile
ma resistentissimo che lo collegava a Clifford Greenberg, si rendeva
conto che l le cose stavano diversamente. Non ne aveva la prova
scientifica, ma l'istinto del geologo gli diceva che quel mondo
sotterraneo era nato soltanto ieri, nella scala temporale dell'universo.
Era pi giovane di certe citt costruite dall'uomo.
il tunnel dentro il quale stava scendendo con lunghi balzi fluttuanti
aveva circa quattro metri di diametro, e l'assenza di peso gli riportava
alla memoria l'esplorazione delle caverne subacquee sulla Terra. La
bassa gravit rafforzava l'illusione; era proprio come se si fosse
appesantito un p troppo, e cos continuasse a scendere lentamente
verso il fondo. Solo l'assenza di ogni resistenza gli diceva che si
stava spostando nel vuoto, e non nell'acqua.
Ora comincio a non vederti pi disse Greenberg, a cinquanta
metri dall'entrata. La radio continua a funzionare benissimo.
Com' laggi?
Difficile a dirsi... non mi riesce di identificare nessuna formazione,
e cos non trovo le parole giuste per poter descrivere quello che vedo.
Non roccia... si sgretola appena la tocco. Mi pare di essere dentro
una gigantesca forma di groviera...
Vuoi dire che roba organica?
S. Non ha nulla a che fare con organismi viventi, naturalmente, ma
sarebbe una materia prima adattissima per la nascita della vita. Ogni
sorta di idrocarburi... i chimici si divertiranno parecchio con questi
campioni. Mi vedi?
Vedo solo la luce della torcia, e sta diventando sempre pi debole.
Ah... Ecco qui della vera roccia. Probabilmente un'intrusione,
qualcosa venuto dallo spazio... Ehi, ho trovato l'oro! '
Dici sul serio?
Ci sono cascati in molti, nel Far West... pirite. Comune sui
satelliti esterni, naturalmente, ma non mi chiedere che cosa ci fa
qui.,.
Adesso non vedo pi niente. Sei sceso di duecento metri.
C' come uno strato geologico ben definito, qui... Si direbbero
detriti meteoritici. Dev'essere successo qualcosa di divertente,
tempo fa... speriamo di riuscire a datarlo. Accidenti!
Ehi, non fare scherzi!
Scusa... ci sono un p rimasto. C' una grande caverna, qui...
proprio non me l'aspettavo. Aspetta che giro la torcia... quasi
sferica... Trenta, quaranta metri di diametro. E... incredibile quante
sorprese
sulla Cometa di Halley... ci sono stalattiti e stalagmiti.
B, e che c' di strano?
Non c' acqua allo stato libero, qui, e non c' calcare... E con
questa gravit cos bassa. Sembrano fatte di una specie di cera. Un
momento mentre le riprendo. Forme fantastiche... Un p come le
sgocciolature di una candela. Strano, per...
Adesso che c'?
Greenberg aveva percepito una nota di eccitazione nella voce del
dottor Chant.
Qualcuna di queste colonne stata spezzata. Si vedono i pezzi l per
terra. Quasi come se...
V avanti!
... come se qualcosa ci fosse finito addosso.
Sciocchezze. Potrebbe averle rotte un terremoto.
Non ci sono terremoti, qui. Solo microsismi, per via dei geyser. Ci
sar stata magari qualche soffiata pi robusta, chiss quando.
Comunque, successo secoli fa. Anche sulle colonne spezzate c'
uno strato di cera... spesso parecchi millimetri.
D dottor Chant stava gradualmente recuperando il suo sangue
freddo. Non era un individuo particolarmente incline alle fantasie
la speleologia elimina molto in fretta questo tipo di persone ma
l'atmosfera di quel luogo aveva fatto scattare in lui uno strano stato
d'animo. E poi quelle colonne spezzate sembravano proprio le sbarre
di una gabbia, rotte da chiss quale mostro per fuggire...
Naturalmente era una cosa del tutto assurda ma il dottor Chant
aveva imparato a non trascurare le premonizioni e ogni segnale di
pericolo finch non vi avesse visto chiaro. Ci gli aveva salvato la
vita pi di una volta; e non sarebbe andato oltre quella caverna fin
quando non avesse capito perch provava quella sensazione di
paura. Ed era onesto con se stesso quanto basta per riconoscere che
paura era proprio il termine giusto.
Bill! Tutto a posto? Che succede?
Sto ancora riprendendo. Queste forme mi ricordano le sculture di
certi templi indiani. Sono quasi erotiche.
Il dottor Chant stava deliberatamente pensando ad altro, ignorando
il senso di paura che provava e sperando cos di coglierlo di sorpresa,
per cos dire con la coda dell'occhio della mente. Nel frattempo le
azioni puramente meccaniche di riprendere co*1 la telecamera e di
raccogliere campioni occupavano gran parte della sua attenzione.
Non c'era nulla da temere, si disse, da una salutare paura; solo quando
la paura diventava panico poteva uccidere. Era stato preso dal pa
nico solo due volte in vita sua (una volta in montagna, e un'altra
sott'acqua) e ancora rabbrividiva ripensandoci. Ma, fortunatamente,
era ben lontano dal panico in quel momento, e per una strana ragione:
sebbene non capisse perch aveva paura, trovava la paura stessa
stranamente rassicurante. C'era, in quella situazione, un elemento
comico.
E a un tratto scoppi a ridere, non una risata isterica, ma di sollievo.
Hal mai visto quel vecchio film, Guerre stellari? chiese a Greenberg.
Certo. L'ho visto cinque o sei volte.
Bene, adesso ho capito perch ero preoccupato. Ti ricordi quando
l'astronave di Luke entra nell'interno di un asteroide... e si scopre che
finita dentro una specie di rettile gigantesco che si nasconde nelle
caverne?
Guarda che non l'astronave di Luke... la Millennium Falco di
Han Solo. E io mi sono sempre chiesto come facesse quella povera
bestia a tirare avanti. Doveva avere sempre fame, l ad aspettare che
le arrivasse qualche boccone dallo spazio. E comunque la principessa
Leia sarebbe stata non pi di uno stuzzichino.
Rischio che io certamente non corro disse il dottor Chant, ora
perfettamente a proprio agio. Anche se, cosa incredibilmente
improbabile, qui esistessero forile di vita, la catena alimentare
sarebbe troppo breve. Quindi difficilmente potrei trovare qualcosa
pi grosso di un topolino. O, pi probabilmente, di un fungo...
Vediamo un p dove si pu andare da qui. Ci sono due uscite,
dall'altra parte della grotta. Quella di destra la pi grande. Allora
prender quella...
Quanto cavo ti resta?
Oh, mezzo chilometro buono. Ora mi muovo. Sono in mezzo alla
grotta... Dannazione, sono rimbalzato contro la parete. Ora ho trovato
un appiglio... entro a testa avanti. Le pareti sono lisce, vera roccia
tanto per cambiare. Peccato, per...
Qua! il problema?
Non posso andare pi avanti. Ci sono altre stalattiti. Troppo fitte
perch ci possa passare attraverso... e troppo grosse per poterle
rompere senza ricorrere all'esplosivo. Peccato davvero... I colori sono
bellissimi. la prima volta che vedo il verde e il blu sulla Cometa di
Halley. Un momento che faccio una ripresa...
dottor Chant riusc ad appoggiarsi alla parete dello stretto tunnel
e punt la telecamera. Con le dita guantate cerc l'interruttore
dell'alta intensit, ma sbagli e invece spense il faro che illuminava
la scena.
Questa macchina progettata male brontol. la terza volta che
mi succede.
Non riaccese subito il faro perch gli era sempre piaciuto l'assoluto
silenzio e la totale oscurit delle caverne pi profonde. D lieve ronzo del
respiratore e del condizionatore lo privava del silenzio, ma almeno...
... Ma che cos'era quello"? Oltre la barriera di stalattiti che gli
impediva di procedere filtrava un lieve chiarore simile alla prima luce
dell'alba. E via via che gli occhi si abituavano all'oscurit, quella luce
si faceva pi intensa, e con una sfumatura verdastra. Ora riusciva
anche a vedere la sagoma delle stalattiti che gli stavano di fronte...
Che succede? chiese Greenberg preoccupato.
Nulla. Sto solo guardando.
E pensando, avrebbe potuto aggiungere. C'erano quattro spiegazioni
possibili.
Poteva essere la luce del Sole che filtrava attraverso un materiale
trasparente... ghiaccio, cristallo, qualsiasi cosa. Ma a quella
profondit? Improbabile...
Radioattivit, allora? Non si era dato cura di portare con s un
contatore Geiger: su quel mondo non esistevano elementi pesanti.
Per forse valeva la pena di tornare un'altra volta e di controllare.
Oppure qualche minerale fosforescente questa era l'ipotesi su cui
avrebbe scommesso. Ma c'era la quarta possibilit la pi
improbabile, e la pi eccitante di tutte.
Il dottor Chant non aveva mai dimenticato una notte senza Luna e
senza Lucifero in riva all'Oceano Indiano. Era andato a camminare
sulla spiaggia, sotto le stelle. Il mare era calmissimo, ma di quando in
quando un'onda s'infrangeva languidamente ai suoi piedi, e
scoppiava in un'esplosione di luce.
Allora era entrato nell'acqua bassa (ancora ricordava com'era calda
quell'acqua), e a ogni passo era un'esplosione di luce. La luce
scaturiva anche solo battendo le mani vicino alla superficie dell'acqua.
Era possibile che organismi bioluminescenti si fossero evoluti anche
l, nel cuore della Cometa di Halley? Gli sarebbe piaciuto crederlo.
Gli pareva un peccato danneggiare tanta bellezza, quel capolavoro
della natura in controluce, davanti a quel debole bagliore, la barriera
di stalattiti gli ricordava ora certe grate di ferro battuto che aveva
visto in qualche cattedrale e invece sarebbe dovuto ritornare con
Pesplosivo. Nel frattempo, c'era anche l'altra galleria...
Di qui non si va pi avanti disse a Greenberg. Ora provo dall'altra
parte. Adesso torno indietro riawolgendo il cavo. Non disse nulla del
misterioso bagliore, che naturalmente era scomparso non appena
aveva riacceso il faro.
Greenberg non rispose subito. Strano: probabilmente stava parlan
do con l'astronave. Chant non se ne preoccup: avrebbe ripetuto il
messaggio di li a poco.
Infatti, di l a poco Greenberg diede il segnale di ricevuto.
Ah, Cliff rispose il dottor Chant. Ti ho perso per un minuto. Sto
tornando indietro per provare con l'altro tunnel. Speriamo che quello
sia libero.
Questa volta, Greenberg rispose subito. Spiacente, Bill. Dobbiamo
tornare immediatamente all'astronave. C' un'emergenza... No, non
riguarda noi, sulla Universe tutto a posto. Ma forse dobbiamo far
ritorno immediatamente sulla Terra.
* * *J*
Bast/solo qualche settimana perch il dottor Chant trovasse una
spiegazione molto plausibile delle colonne spezzate. Poich la cometa
perdeva la sua massa nello spazio a ogni perielio, la distribuzione
della massa stessa cambiava in continuazione. E cos, dopo qualche
migliaio di anni, la rotazione si faceva instabile e l'orientamento
dell'asse cambiava, e con violenza, come l'asse di una trottola che si
sta fermando. Ogni volta che ci avveniva si aveva un terremoto
d'intensit 5 della scala Richter, piuttosto violento, dunque.
Ma il mistero della lieve luminescenza non lo risolse mai. Sebbene il
problema fosse subito passato in secondo piano per via della tragedia
occorsa, per tutto il resto della sua vita il dottor Chant avrebbe avuto
l'impressione di aver perso un'occasione d'oro.
Non ne parl mai con i colleghi, sebbene qualche volta ne provasse
la tentazione. Per il dottor Chant lasci una busta sigillata per la
successiva spedizione, da aprirsi nel 2133.
20. RICHIAMO.
Hal visto Victor? gli grid allegramente Mihailovic, mentre Floyd
correva dal capitano. un uomo distrutto.
Se la far ricrescere durante il viaggio di ritorno rispose un p
bruscamente Floyd, che in quel momento non aveva tempo per simili
sciocchezze. Sto cercando di sapere che cos' successo.
Il capitano Smith era ancora seduto inebetito nella sua cabina quando
arriv Floyd. Se si fosse trattato di un'emergenza relativa alla sua
astronave, egli sarebbe stato un vero vulcano d'energia, gridando
ordini a destra e a sinistra. Ma non c'era nulla che potesse fare in una si
.
mile situazione, se non attendere un nuovo messaggio dalla Terra.
Il capitano Laplace era un suo vecchio amico: come aveva potuto
ficcarsi in un tale pasticcio? Nulla, n errore di manovra, n guasto
meccanico, poteva spiegare la situazione in cui era andato a mettersi.
N Smith riusciva a immaginare in che modo la Universe avrebbe
potuto aiutarlo a togliersi dai guai. Il Centro Operativo, impotente,
non sapeva che fare. Era una di quelle emergenze, fin troppo comuni
nello spazio, in cui tutto quello che si poteva fare era mandar
condoglianze e ascoltare le ultime volont. Parlando con Floyd evit,
per, accuratamente di dar voce ai dubbi e alle riserve che aveva.
C' stato un incidente disse. Abbiamo ordine di ritornare
immediatamente sulla Terra, per un'eventuale missione di
salvataggio.
Che tipo di incidente?
Si tratta della nostra astronave gemella, la Galaxy. Stava
effettuando una ricognizione dei satelliti di Giove. precipitata.
La faccia del dottor Floyd espresse una stupefatta incredulit. S, so
che impossibile. Ma c' di peggio. precipitata... su Europa.
Europa?
Temo di s. L'astronave danneggiata, ma pare non vi siano state
perdite di vite umane. Stiamo ancora aspettando di sapere i particolari.
Quando successo?
Dodici ore fa. L'astronave non ha potuto comunicare subito con
Ganimede.
Ma che cosa possiamo fare, noi? Siamo all'altra estremit del sistema
solare. Per ritornare, metterci in orbita attorno alla Luna, rifornirci
di propellente e dirigerei in tutta fretta verso Giove ci vorranno... oh,
almeno un paio di mesi! (E ai tempi della Leonov, aggiunse Floyd
dentro di s, ci sarebbero voluti un paio d'anni...)
Lo so. Ma non esiste nessun'altra astronave in grado di fare
qualcosa.
E le navette intersatellite di Ganimede?
Quelle sono progettate solo per operazioni orbitali.
Per sono scese su Callisto.
In missioni molto meno impegnative sul piano energetico. Forse
potrebbero farcela a scendere su Europa, ma avrebbero poi una
capacit di carico minima. Ci hanno pensato, naturalmente.
Floyd sent a malapena la risposta del capitano; ancora non era
riuscito ad accettare quella straordinaria notizia. Per la prima volta
in mezzo secolo e solo per la seconda in tutta la storia dell'umanit!
un'astronave era scesa sulla luna proibita. E da questa considerazione
nasceva un'idea preoccupante.
Lei crede disse che ci che vi su Europa sia... sia un essere
ragionevole?
Me lo sono gi chiesto rispose tetramente il capitano. Va detto
che sono anni che ficchiamo il naso in quei paraggi senza che sia
successo niente.
E, soprattutto... che cosa potrebbe capitare a noi se tentassimo un
salvataggio?
Mi sono gi chiesto anche questo, e per prima cosa. Ma non
possiamo far altro che congetture... bisogner aspettare di avere altri
dati di fatto. Nel frattempo, e per questo l'ho fatta chiamare, ho
appena ricevuto i nominativi dell'equipaggio della Galaxy, e mi sono
detto...
Esitando gli porse l'elenco. Ma ancor prima di aver scorso la lista
Floyd sapeva gi quale nome vi avrebbe trovato.
Mio nipote disse amaramente.
, aggiunse dentro di s, l'unica persona in grado di portare il mio
nome quando sar morto.
PARTE III, LA ROULETTE D'EUROPA.
21. LA POLITICA DELL'ESILIO.
Malgrado le cupe previsioni, la rivoluzione sudafricana era stata
relativamente incruenta per quanto pu essere incruenta una
rivoluzione. Merito di ci and anche alla televisione, che era stata
accusata di tante nequizie. Vi era stato il precedente, una generazione
prima, delle Filippine; quando sa di avere addosso gli occhi di tutto il
mondo, la gente cerca per lo pi di comportarsi bene. Tranne alcune
vergognose eccezioni, sono pochi i massacri perpetrati davanti alle
telecamere.
La maggior parte degli afrikaner, accettato l'inevitabile, se n'erano
andati parecchio prima della rivoluzione. E come faceva amaramente
osservare il nuovo regime non se n'erano andati a mani vuote. Miliardi
di rand erano stati esportati presso banche svizzere e olandesi; negli
ultimi tempi, aerei misteriosi si erano levati continuamente in volo da
Citt del Capo e da Johannesburg diretti a Zurigo e ad Amsterdam. Si
disse che il Giorno della Liberazione non si sarebbe potuto trovare
un'oncia d'oro o un diamante da un carato in tutto il Sudafrica e le
miniere erano state sabotate con grande efficienza. Un ricco profugo
cos si vantava nel suo lussuoso appartamento di Le Havre: Ci
vorranno almeno cinque anni prima che i cafri possano riaprire le
miniere di Kimberley... se poi ci riusciranno. Ma con sua grande
sorpresa la De Beers era di nuovo in attivit, cambiati il nome e la
direzione, nel giro di cinque settimane, e in brevissimo tempo i
diamanti tornarono al primo posto nell'economia della nuova nazione.
Nel giro di una generazione, gli esuli pi giovani erano
completamente inseriti malgrado le disperate battaglie di
retroguardia dei pi anziani nella sofisticata cultura del XXI secolo.
Costoro ricordavano, con orgoglio ma senza boria, il coraggio e la
determinazione dei loro antenati, ma ne condannavano l'ottusit.
Praticamente nessuno di essi parlava pi l'afrikaans, nemmeno in casa
propria.
Eppure, cos come era avvenuto con la rivoluzione russa del secolo
precedente, vi erano molti che sognavano di riportare indietro le
lancette dell'orologio o, almeno, di sabotare gli sforzi di coloro che
avevano preso il loro posto e i loro privilegi. Di solito costoro
incanalavano le loro frustrazioni e la loro amarezza nella
propaganda, in di
mostrazioni, boicottaggi di questo o quel prodotto e in petizioni al
Consiglio Mondiale e, raramente, in qualche opera d'arte. Tutti
ritenevano The Voortrekkers di Wilhelm Smuts un capolavoro della
letteratura inglese (per colmo d'ironia!); anche coloro che non erano
assolutamente d'accordo con le posizioni dell'autore.
Ma c'erano anche dei gruppi secondo cui l'azione politica era inutile,
e convinti che solo la violenza poteva restaurare i bei vecchi tempi.
Sebbene non fossero molti quelli davvero convinti di poter riscrivere
le pagine della storia, non erano pochi coloro che, se la vittoria era
impossibile, si sarebbero volentieri accontentati della vendetta.
Tra questi due estremi, gli integrati totali e gli intransigenti assoluti, si
stendeva tutta una gamma di partiti, politici e apolitici. Il Bund non era il
pi numeroso ma era forse il pi potente, e senz'altro il pi ricco,
giacch controllava gran parte delle ricchezze fatte uscire dalla ex
Repubblica Sudafricana mediante una rete di societ e di finanziarie.
La maggior parte erano ora perfettamente legali e, anzi, rispettabilissime.
Nella Societ Aerospaziale Tsung c'era un mezzo miliardo del Bund,
che veniva debitamente riportato nel bilancio annuale. Nel 2059, sir
Lawrence fu lieto di accettare un altro mezzo miliardo, che gli permise
di accelerare l'armamento della sua piccola flotta.
Ma neppure la sua grande intelligenza riusc a trovare un
collegamento tra il Bund e la rotta predisposta per la Galaxy.
Comunque, la Cometa di Hafley si stava allora avvicinando a Marte, e
sir Lawrence era cos indaffarato a preparare la Universe per la
partenza che non bad molto ai programmi della sua astronave
gemella.
I Lloyd's di Londra sollevarono qualche obiezione a proposito
dell'itinerario della Galaxy, ma si fecero convincere con grande
facilit. Il Bund aveva suoi uomini ovunque; il che rappresent una
disgrazia per le assicurazioni, ma una vera fortuna per gli avvocati che
si occupavano di diritto spaziale.
22. CARICO PERICOLOSO.
Non facile condurre un'astronave di linea a destinazioni che non
solo cambiano la loro posizione di milioni di chilometri ogni pochi
giorni, ma la cui velocit, inoltre, si misura a decine di chilometri al
secondo. Un orario regolare assolutamente fuori questione; vi sono
volte in cui non possibile partire e allora bisogna stare in porto
cio, in orbita ad aspettare che il sistema solare si ridisponga a maggior
vantaggio dell'umanit.
x\
Fortunatamente, questi periodi di inattivit si conoscono eoa anni e
anni d'anticipo, e cos possibile approfittarne per le operazioni di
carico e scarico e di manutenzione e per mandare in licenza
l'equipaggio. E qualche volta, se si ha fortuna e se si in gamba, si pu
fare un viaggio in pi, per portare un carico a breve distanza e
subito rientrare.
Il capitano Eric Laplace era molto soddisfatto: i tre mesi da
trascorrere in orbita intorno a Ganimede non sarebbero stati del
tutto infruttuosi. Una imprevista e anonima sovvenzione giunta alla
Fondazione di Scienze Planetarie era stata utilizzata per finanziare una
ricognizione dei satelliti di Giove (ora Lucifero), con particolare
attenzione alle decine e decine di lune minori, molto trascurate.
Alcune di queste lune non erano mai state cartografate a fondo, e
nessuno vi era sceso mai.
Appena seppe della missione, Rolf van der Berg chiam l'agente di
navigazione Tsung e fece qualche discreta indagine.
S, prima faremo rotta verso Io, poi effettueremo un passaggio
ravvicinato intorno a Europa...
Uno solo? E quanto ravvicinato?
Un momento... Strano, il piano di volo non da i particolari. Ma
naturalmente l'astronave non entrer nella Zona d'Interdizione.
Che inizia a diecimila chilometri da Europa, secondo gli ultimi
calcoli... che risalgono a quindici anni fa. Comunque, mi offro di
partecipare alla missione in qualit di planetologo. Vi far avere il mio
curriculum...
Non ce n' bisogno, dottor van der Berg. Stavamo per chiamarla
per offrirle un posto a bordo.
Del senno di poi sono piene le fosse, e ripensando a quanto era
avvenuto (perch dopo ebbe tutto il tempo di farlo) il capitano
Laplace si rese conto che quella missione aveva presentato fin
dall'inizio alcuni curiosi particolari. Due membri dell'equipaggio si
erano ammalati improvvisamente ed egli era stato costretto a
sostituirli in fretta e furia; ed era stato cos contento di aver trovato
dei sostituti che forse non aveva controllato i loro documenti con
tutta l'accuratezza necessaria. (Ma anche se l'avesse fatto, avrebbe
trovato ogni cosa perfettamente in ordine.)
Aveva avuto noie con il carico. Il capitano aveva il diritto di
ispezionare ogni cosa che saliva a bordo dell'astronave. Ovviamente
era im
possibile controllare proprio tutto, ma il capitano Laplace non esitava
mai a compiere un'ispezione se aveva delle buone ragioni. Gli equipaggi
erano, in genere, composti da persone molto responsabili; ma le
missioni di lunga durata finivano per essere noiose, ed esistevano
sostanze il cui consumo, per quanto perfettamente legale sulla Terra,
non andava incoraggiato a bordo di un'astronave.
Quando il secondo ufficiale, Chris Floyd, gli rifer i suoi sospetti, il
capitano pens che il cromatografo atmosferico di bordo avesse
individuato un'altra partita di quell'oppio che il suo equipaggio, in
massima parte cinese, talvolta consumava. Ma questa volta la faccenda
era seria molto seria.
Stiva Tre, collo 2/456, capitano. La nota di carico dice "strumenti
scientifici". Invece contiene esplosivi.
Che cosa!?
cos, signore. Ecco l'elettrogramma.
Mi basta la sua parola, signor Floyd. Ha ispezionato il collo?
Nossignore. un contenitore sigillato di circa mezzo metro per
uno per cinque. il collo pi voluminoso che l'equipe scientifica abbia
portato a bordo. C' la scritta FRAGILEMANEGGIARE CON CURA. Ma
questo non vuoi dire nulla, naturalmente.
Il capitano Laplace tamburell meditabondo sul piano della scrivania
di finto legno. (Non gli piaceva assolutamente, e se ne sarebbe
sbarazzato appena possibile.) Anche quel minimo movimento lo fece
sollevare dalla sedia, ed egli si ancor automaticamente con il piede
alla gamba della sedia stessa.
Il capitano Laplace non aveva nessun dubbio sul rapporto fattogli
da Floyd il suo nuovo secondo ufficiale era molto competente, e il
capitano apprezzava che non avesse mai fatto il minimo accenno a suo
nonno, il famoso Heywood Floyd ma poteva comunque esserci una
spiegazione del tutto innocente. L'analizzatore dell'atmosfera poteva
aver sbagliato, forse confuso da altre molecole.
Avrebbero potuto scendere nella stiva e aprire d'autorit il collo. No
questo poteva essere pericoloso, e anche metterli nei guai da un punto
di vista legale. Meglio sollevare subito la questione con chi di dovere:
tanto avrebbe dovuto farlo lo stesso, prima o poi.
Vada a chiamare il dottor Anderson, per piacere... e non ne faccia
parola con nessun altro, mi raccomando.
Molto bene, signore. Chris Floyd salut un saluto impeccabile,
ma superfluo e usc fluttuando a mezz'aria.
Lo scienziato capo non era abituato alla gravit zero, ed entr nella
cabina del capitano molto goffamente. N miglior il suo portamen
to quando ebbe saputo la novit, perch per l'indignazione dovette
pi volte afferrarsi alla scrivania del capitano in maniera pochissimo
dignitosa.
Esplosivi! Assolutamente no, naturalmente! Mi faccia vedere la nota
di carico... 2/456...
Il dottor Anderson controll il codice sul suo computer individuale
e lesse lentamente: Penetrometro Mark V, quantit tre. Come vede,
il problema non esiste.
E che cos' un penetrometro? chiese il capitano. Malgrado la
gravit della situazione, fece fatica a nascondere un sorriso; il nome
aveva qualcosa di vagamente osceno.
Un normale strumento per la campionatura planetariarLo si lascia
cadere su un corpo celeste, e se tutto fila liscio compie un sondaggio
fino alla profondit di dieci metri... anche nella roccia pi dura. Quindi
trasmette un'analisi chimica completa. il solo modo sicuro per
studiare posti come la faccia esposta al Sole di Mercurio... o di Io, dove
lasceremo cadere il primo.
Dottor Anderson, disse il capitano trattenendosi a fatica lei sar
un ottimo geologo, ma di meccanica celeste non sa nulla. Non si pu
lasciar cadere un oggetto stando in orbita...
Ma questa accusa di ignoranza era chiaramente infondata, come
dimostr la reazione dello scienziato.
Idioti! esclam. Ma certo, avrebbero dovuto comunicarvelo!
Gi. I razzi a carburante solido sono considerati carico
pericoloso. Voglio l'assenso delle assicurazioni, e la sua personale
garanzia che i sistemi di sicurezza sono affidabili. Altrimenti li
far scaricare. Ora, ha qualche altra sorpresina in serbo? Ha per
caso in programma di compiere analisi sismiche? Immagino che
occorra dell'esplosivo...
Qualche ora dopo lo scienziato, colto in fallo, dovette ammettere di
aver trovato anche due bottiglie di fluoro allo stato elementare, usato
per potenziare i laser in grado di colpire corpi celesti lontani migliaia
di chilometri per farne l'analisi spettrografica. Il fluoro puro, per la
sua estrema reattivit, una delle sostanze pi pericolose e, come tale,
era ai primi posti nella lista delle sostanze proibite ma, come i
razzi che trasportano i penetrometri sui loro bersagli, era essenziale
per la riuscita della missione.
Quando si fu assicurato che tutte le necessarie precauzioni erano state
prese, il capitano Laplace accett le scuse dello scienziato e le sue
assicurazioni che la svista era stata causata unicamente dalla fretta con
cui la spedizione era stata organizzata.
Bench fosse ora convinto della buona fede del dottor Anderson,
il capitano Laplace sentiva che in quella missione c'era qualcosa di
strano. Quanto strano, per, non lo immaginava neppure.
23. INFERNO.
Prima della trasformazione in sole di Giove, Io era quanto di pi
vicino all'inferno secondo solo a Venere esistesse nel sistema solare.
Ora che Lucifero aveva fatto aumentare la temperatura alla superficie
di Io di altri duecento gradi, Venere veniva secondo in graduatoria.
I vulcani e geyser sulfurei avevano enormemente accresciuto la loro
attivit, modificando radicalmente l'aspetto del tormentato satellite
nello spazio di pochi decenni, se non di qualche anno soltanto. I
planetologi avevano ormai rinunciato a ogni tentativo di
cartografarlo, accontentandosi di prenderne fotografie orbitali ogni
pochi giorni. Montando queste fotografie e facendone un film, si
aveva una chiara idea di che cos'era l'inferno.
I Lloyd's di Londra avevano preteso cifre altissime per la copertura
assicurativa di questa parte della missione, ma Io non rappresentava
un gran rischio per un'astronave che effettuasse un passaggio
ravvicinato a una distanza di diecimila chilometri, passando
oltretutto sulla faccia non illuminata, relativamente tranquilla.
Mentre osservava la sfera giallo arancio che si faceva sempre pi
vicina l'astro forse pi vistoso e improbabile di tutto il sistema
solare il secondo ufficiale Chris Floyd non pot fare a meno di
pensare che anche suo nonno, gi mezzo secolo prima, era stato in
quella zona dello spazio. Qui la Leonov aveva accostato la Discovery
abbandonata, e qui il dottor Chandra aveva risvegliato il computer
disattivato, Hal. Quindi le due navi avevano proseguito il viaggio
per esaminare l'enorme monolito nero fermo in LI, il Punto di
Lagrange interno tra Io e Giove.
Ora il monolito non c'era pi e non c'era pi nemmeno Giove. Il
minisole che era nato come la fenice dall'implosione del gigantesco
pianeta ne aveva trasformato i satelliti praticamente in un altro
sistema solare, sebbene solo su Ganimede ed Europa si trovassero
zone con temperature di tipo terrestre. Per quanto tempo sarebbe
durata questa situazione, nessuno lo sapeva. Le stime della vita di
Lucifero andavano da mille a un milione di anni.
L'equipe scientifica imbarcata sulla Galaxy fissava con occhi bramosi
il punto Li, cui ora per era troppo pericoloso accostarsi. Vi era
sempre stato un fiume di energia elettrica il tubo di flusso di Io
che scorreva tra Giove e i satelliti interni, e la nasciti di Lucifero ne
aveva centuplicato l'intensit. Certe volte questo fiume di elettricit
era visibile a occhio nudo; acceso di una luce gialla che rivelava la
presenza di ioni di sodio. Alcuni scienziati di Ganimede avevano
prospettato l'opportunit di attingere a tutti quei gigawatt che
andavano sprecati; ma nessuno aveva la minima idea di come farlo.
Venne lanciato il primo penetrometro, tra i lazzi dell'equipaggio, e
due ore dopo la macchina cacci un ago ipodermico nel satellite
ribollente. Continu a funzionare per quasi cinque secondi e cio
dieci volte la durata media prevista in progetto trasmettendo migliaia di
misurazioni chimiche, fisiche e reologiche, prima che Io la distruggesse.
Gli scienziati erano in estasi; van der Berg mostr solo una moderata
soddisfazione. Sapeva che la sonda avrebbe compiuto il suo lavoro: Io
era un bersaglio facilissimo. Ma se aveva visto giusto sul conto di
Europa, il secondo penetrometro non avrebbe sicuramente funzionato.
Ma ci non avrebbe provato nulla; c'erano decine di ottimi motivi
per cui la macchina avrebbe potuto non funzionare. E in tal caso non
ci sarebbe stata altra alternativa che l'atterraggio diretto.
Il che, naturalmente, era proibito e non solo dalle leggi umane.
24. CHAKA IL GRANDE.
L'ASTROPOL che, malgrado il nome altisonante, lavorava ben
poco fuori dalla Terra non era disposta ad ammettere neppure che il
Chaka esistesse. Questa era anche la politica ufficiale degli USSA, e i
diplomatici si mostravano imbarazzati o indignati ogni volta che
qualcuno commetteva la gaffe di pronunciare questo nome.
Ma la terza legge di Newton si applica anche alla politica. Il Bund
aveva i suoi estremisti per quanto cercasse, certe volte senza molta
convinzione, di sconfessarli che complottavano in continuazione
contro gli USSA. Di solito costoro si limitavano a operazioni di
sabotaggio commerciale, ma di quando in quando c'era anche
qualche esplosione, qualche rapimento, perfino qualche omicidio.
Inutile dire che i sudafricani non avevano preso queste attivit alla
leggera. E infatti avevano reagito istituendo servizi di
controspionaggio, i quali a loro volta si davano da fare parecchio e che
sostenevano anch'essi di non saper nulla del Chaka. Forse utilizzavano
quell'utile invenzione della GI che la negabilit plausibile. Forse
dicevano addirittura la verit.
Secondo una teoria, Chaka all'inizio non era altro che una parola in
codice, e poi un p come il tenente Kije di Prokofiev aveva
acquistato vita propria perch era risultato utile a diverse
burocrazie clandestine. Ci spiegava perch nessun membro del
Chaka era mai stato individuato o arrestato.
Ma vi era un'altra e pi audace spiegazione secondo coloro che
credevano che il Chaka esistesse per davvero. Tutti i suoi agenti
avevano subito un condizionamento psicologico, cos che si
suicidavano quando si profilava la possibilit di un interrogatorio.
Qualunque fosse la verit, nessuno poteva seriamente pensare che,
pi di due secoli dopo la sua morte, la leggenda del grande capo zul
potesse gettare la sua ombra su mondi di cui mai egli aveva sospettato
l'esistenza.
25. IL MONDO VELATO.
Durante il decennio che segu all'ignizione di Giove e al
riscaldamento dei satelliti galileiani, nessuno si occup di Europa.
Poi i cinesi fecero un rapido passaggio ravvicinato sondando la coltre
di nuvole col radar nel tentativo di individuare il relitto della Tsien.
La missione non ebbe successo, ma le mappe che essi elaborarono
dell'emisfero diurno furono le prime a mostrare i nuovi continenti
che emergevano via via che i ghiacci si scioglievano.
I cinesi scoprirono anche che sulla superfcie del satellite vi era
qualcosa che si stendeva per due chilometri secondo una linea
perfettamente retta: aveva un aspetto cos artificiale che la
battezzarono la Grande Muraglia. Per via della forma & delle
dimensioni si pens che fosse il monolito o un monolito, giacch il
monolito originario si era replicato milioni di volte nelle ore
immediatamente precedenti la nascita di Lucifero.
Comunque non vi era stata reazione alcuna, n qualsiasi segno di vita
intelligente, che venisse da sotto la coltre di nuvole che si infittiva
sempre di pi. Quindi, qualche anno pi tardi alcuni satelliti da
ricognizione vennero posti in orbite permanenti intorno a Europa, e
palloni meteorologici vennero introdotti nell'alta atmosfera per
studiare l'andamento dei venti. I meteorologi terrestri trovarono
questi dati di estremo interesse, perch Europa con un unico oceano
centrale e un sole che non tramontava mai costituiva un modello
eccezionale per ogni studio teorico.
Era cominciato cos il gioco della roulette d'Europa, come lo chia
mavano gli amministratori quando gli scienziati proponevano di
avvicinarsi maggiormente al satellite. Dopo che per cinquant^anni non
era accaduto assolutamente nulla, il gioco cominciava a farsi noioso. Il
capitano Laplace sperava che sarebbe continuato cos, e per questo
aveva chiesto ogni sorta di garanzie al dottor Anderson.
Personalmente aveva detto allo scienziato considererei un atto
poco amichevole vedermi scaraventare addosso a mille chilometri
all'ora una macchina del peso di una tonnellata in grado di perforare
qualsiasi corazza. Mi sorprende che il Consiglio Mondiale l'abbia
autorizzata.
Anche il dottor Anderson era rimasto un poco sorpreso, per quanto
10 sarebbe stato di meno se avesse saputo che il progetto era stato
approvato dalla Sottocommissione alla Scienza un venerd sera alla fine
di una lunga giornata di lavoro. di queste banalit che fatta la storia.
Concordo con lei, capitano. Ma noi agiremo entro limiti molto
rigorosi, e non interferiremo affatto con... con gli abitanti di Europa,
chiunque essi siano. Il nostro bersaglio si trova a cinque chilometri sopra
il livello del mare.
S, ho visto. Che cos'ha di tanto interessante il Monte Zeus?
Non ne sappiamo assolutamente nulla. Fino a qualche anno fa non
esisteva nemmeno. Capisce perch i geologi ci impazziscono?
E la vostra macchina far delle analisi.
Proprio cos. E... glielo dico in confidenza, perch un segreto...
mi stato chiesto di non comunicare a nessuno i risultati delle analisi,
ma di trasmetterli alla Terra in cifra. Evidentemente c' qualcuno
sulla soglia di una grande scoperta che non desidera venir preceduto
da altri. Come sono meschini certe volte gli scienziati, non trova?
Il capitano Laplace lo sapeva perfettamente, ma non intendeva far
crollare le illusioni del suo interlocutore. Il dottor Anderson mostrava
un'ingenuit commovente; qualsiasi cosa ci fosse in ballo e il capitano
era ora sicuro che la missione fosse molto pi importante di quanto
non apparisse a prima vista Anderson non ne sapeva nulla.
Spero solo, dottore, che presso gli abitanti di Europa l'alpinismo
non sia uno sport molto praticato. Non vorrei interrompere
bruscamente una spedizione intesa a piantare la bandiera sulla vetta
del loro Everest.
C'era un'insolita atmosfera di eccitazione a bordo della Galaxy
quando venne lanciato il penetrometro e anche gli inevitabili lazzi
furono molto pi contenuti del solito. Nel corso delle due ore
successive, praticamente tutti i membri dell'equipaggio trovarono
una scusa o l'altra per far capolino sul ponte di comando e assistere
alle
operazioni di guida. Quindici minuti prima dell'impatto, il capitano
Laplace ordin che nessuno entrasse con l'unica eccezione di Rosie, la
nuova steward; senza l'ininterrotta fornitura di ottimo caff
l'operazione non sarebbe potuta continuare.
Tutto and alla perfezione. Appena la sonda entr nell'atmosfera, si
misero in azione i freni aerodinamici, e la velocit del penetrometro
scese a un livello accettabile. L'immagine radar del bersaglio senza
indicazione della scala s'ingrand progressivamente sullo schermo.
A un secondo dall'impatto, tutti i registratori scattarono
automaticamente sull'alta velocit...
... Ma non vi fu nulla da registrare. Ora so disse tristemente il
dottor Anderson come si sono dovuti sentire al Jet Propulsion Lab
di Pasadena quando i primi Ranger andavano a schiantarsi sulla
Luna con le telecamere che non trasmettevano niente.
26. GUARDIA DI NOTTE.
Solo il Tempo universale; la Notte e il Giorno sono solamente delle
curiose usanze locali che si riscontrano su quei pianeti che il gioco
delle attrazioni gravitazionali reciproche non ha ancora privato del
moto di rotazione. Ma per quanto possano allontanarsi dal loro mondo
nato, gli esseri umani non potranno mai sfuggire al cielo del giorno e
della notte, che hanno interiorizzato da moltissimo tempo con il
succedersi della luce e del buio.
Quindi alle 01.05, Tempo universale, il secondo ufficiale Chang era
solo sul ponte di comando, l'astronave addormentata intorno a lui.
Veramente non ci sarebbe stato bisogno che fosse sveglio, dato che i
sensori elettronici della Galaxy avrebbero rilevato ogni disfunzione
molto prima di quanto lui avrebbe umanamente potuto fare. Ma un
secolo di cibernetica aveva dimostrato che gli esseri umani riuscivano
ancora ad affrontare l'imprevisto un p meglio delle macchine; e prima
o poi l'imprevisto succede sempre.
Dov' il mio caff, si disse cupamente Chang. Strano che Rosie
ritardi. Si chiese se anche la steward fosse caduta nella depressione che
aveva colpito scienziati ed equipaggio dopo i disastri delle ultime
ventiquattro ore. Fallito il lancio del primo penetrometro, vi era stata
una breve discussione sul passo successivo. Ne rimaneva un altro: era
destinato a venir lanciato su Callisto, ma lo si sarebbe potuto
benissimo utilizzare per Europa.
E comunque aveva detto il dottor Anderson su Callisto siamo
scesi... non c' niente tranne crepacci di ghiaccio per tutti i gusti.
Nessuno si era opposto. Dodici ore dopo, impiegate per
modificare e testare la macchina, il penetrometro numero due
venne lanciato verso Europa seguendo l'invisibile traccia lasciata
dal suo predecessore.
Questa volta i registratori dell'astronave ricevettero dati... per circa
un millisecondo. L'accelerometro installato sulla sonda, calibrato per
funzionare fino a 20.000 g, fece in tempo a emettere un unico breve
impulso prima di finire a fondo scala. Tutta l'apparecchiatura doveva
essere andata distrutta in molto meno di un batter d'occhio.
Dopo questo secondo requiem, anche pi funereo del primo, si
decise di mettersi in contatto con la Terra e di attendere in un'orbita
di parcheggio eventuali istruzioni prima di procedere per Callisto e
le lune esterne.
Scusi il ritardo, signore disse Rose McMahon (mai si sarebbe
potuto indovinare dal nome soltanto che era pi nera del caff che
portava). Ho sbagliato a mettere la sveglia.
Meno male ribatt ridendo l'ufficiale che non sei tu a dover far
andare l'astronave.
Ah, io non so proprio come qualcuno possa riuscirci! rispose Rose.
tutto cos complicato.
Meno di quel che sembra disse Chang. E non hai studiato un p
di astronautica teorica durante il corso d'addestramento?
B, s. Per non ci ho capito molto. Le orbite e tutte quelle altre
cose...
Il secondo ufficiale Chang moriva di noia, e pens che sarebbe stato
meritorio illuminare Pinterlocutrice. E sebbene Rose non fosse
esattamente il suo tipo, era indubbiamente una ragazza attraente; un p
d'iniziativa da parte sua avrebbe potuto rappresentare un
investimento fruttuoso. Non gli pass per la mente che, terminato il
suo compito, Rose avrebbe potuto anche avere voglia di tornare a
dormire.
Venti minuti dopo, il secondo ufficiale Chang concluse con aria
protettiva, indicando la consolle di navigazione: Cos, come vedi
quasi tutto automatico. Basta solo premere qualche tasto e poi al
resto pensa l'astronave.
Forse Rose era stanca: continuava a guardare l'ora.
Oh, mi spiace esclam a un tratto Chang, che finalmente aveva
capito. Ti sto tenendo alzata.
Ma no... tutto molto interessante. Continui, la prego.
Proprio no. Un'altra volta, magari. Buonanotte, Rosie... e grazie
per il caff.
Buonanotte, signore.
La steward di terza classe Rose McMahon si diresse verso il portello
lasciato aperto, galleggiando (un p goffamente) a mezz'aria.
Chang non si gir a guardare quando sent il portello richiudersi.
Fu quindi con un sobbalzo che, pochi secondi dopo, ud una voce
di donna che gli era del tutto sconosciuta.
Signor Chang, lasci stare l'allarme. I fili sono staccati. Queste sono
le coordinate del punto d'atterraggio. Faccia atterrare l'astronave.
Lentamente, chiedendosi se per caso si fosse addormentato e stesse
avendo un incubo, Chang si volt sulla poltroncina girevole.
La ragazza che conosceva con il nome di Rose McMahon galleggiava
a mezz'aria accanto al portello ovale tenendosi alla leva di chiusura.
Tutto in lei era cambiato; e in un attimo i ruoli si erano invertiti. La
timida steward che prima non osava guardarlo negli occhi stava ora
fissando Chang con uno sguardo gelido e spietato che gli dava
l'impressione di essere un coniglio ipnotizzato da un serpente.
L'arma, piccola ma mortale, che teneva con la mano libera, pareva un
accessorio del tutto superfluo; Chang non aveva il minimo dubbio
che quella donna avrebbe saputo ucciderlo anche senza.
Tuttavia, sia il rispetto di se stesso sia l'etica professionale gli
impedivano di arrendersi senza una qualche opposizione. Come
minimo avrebbe guadagnato tempo.
Rose disse, e le sue labbra fecero fatica a pronunciare un nome
che a un tratto era diventato cos poco appropriato ci
assolutamente ridicolo. Quello che ti ho detto poco fa... non era
vero. Non posso fare atterrare l'astronave da solo. Ci vorrebbero ore
per calcolare l'orbita corretta, e avrei bisogno di qualcuno che mi
aiutasse. Di un secondo pilota, almeno.
La pistola non si mosse.
Non sono una stupida, signor Chang. Questa astronave non ha le
limitazioni dei razzi di una volta. La velocit di fuga di Europa solo
di tre chilometri al secondo. Lei stato addestrato anche a compiere
un atterraggio di fortuna senza computer. Ora pu mettere in pratica
il suo addestramento: la finestra per un atterraggio ottimale nel punto
di cui le ho dato le coordinate si apre tra cinque minuti.
Ma un atterraggio di questo tipo obiett Chang, che ora cominciava
a sudare copiosamente fallisce il venticinque per cento delle volte,
dicono i manuali. In realt il manuale diceva il dieci per cento, ma
Chang ritenne che in quella situazione esagerare un p non avrebbe
fatto male. Inoltre sono anni che non ho riprovato la manovra.
In questo caso ribatt Rose McMahon sar costretta a eliminar
la e a chiedere al capitano di mandarmi qualcuno pi qualificato di
lei. Seccante, perch in questo modo pefderemo la finestra e
bisogner aspettare un paio d'ore che se ne apra un'altra. Restano
quattro minuti.
Il secondo ufficiale Chang seppe di aver perso; ma almeno aveva
tentato.
Mi dia queste coordinate disse.
27. ROSIE.
Il capitano Laplace si svegli di colpo al rumore minimo, simile al
battere di un picchio lontano, dei jet di controllo dell'assetto. Per un
attimo rimase in dubbio: forse stava sognando. Ma subito cap che
l'astronave si stava davvero girando nello spazio.
Forse un lato dell'astronave si stava riscaldando troppo e il sistema
di controllo termico era entrato in azione modificando lievemente
l'assetto. Qualche volta succedeva, e ci andava a demerito
dell'ufficiale di guardia, che avrebbe dovuto accorgersi
dell'innalzamento della temperatura.
Tese la mano per premere il pulsante dell'intercom e chiamare chi
c'era in plancia? Ah, s, il secondo ufficiale Chang. Ma la mano non
port a termine il movimento.
Dopo giorni e giorni di assenza di peso, anche un decimo di gravit
uno shock. Al capitano parve di impiegare minuti interi, sebbene in
realt non si trattasse che di pochi secondi, per liberarsi dalle cinture e
saltare dalla cuccetta. Questa volta trov il pulsante e lo premette
con violenza. Non vi fu risposta.
Cerc di non badare agli urti e ai tonfi causati dagli oggetti
malamente assicurati colti di sorpresa dall'imprevisto ritorno della
gravit. Tonfi e urti continuarono per molto tempo, e quando infine
cessarono si ud un suono soltanto, e cio l'urlo lontano del reattore a
pieno regime.
Scost con uno strattone la tendina del piccolo obl e guard le stelle.
Il capitano sapeva grosso modo quale sarebbe dovuto essere
l'orientamento dell'asse dell'astronave, anche se con
un'approssimazione di trenta o quaranta gradi, ed era dunque in grado
di rendersi conto di che cosa stesse succedendo.
Sotto propulsione, la Galaxy poteva o aumentare o diminuire la
velocit orbitale. Il capitano cap che la velocit stava diminuendo e
che l'astronave si stava dunque avvicinando a Europa.
Presero a bussare con insistenza alla porta, e il capitano si rese conto
che doveva essere trascorso appena un minuto o poco pi. Il
secondo ufficiale Floyd e due uomini dell'equipaggio si
accalcavano nello stretto corridoio.
Il ponte di comando chiuso a chiave, signore! disse Floyd con il
fiato mozzo. Non si pu entrare, e Chang non risponde. Non so che
cosa sia successo, signore.
Io s... Ho paura. rispose il capitano Laplace infilandosi i calzoni
corti. Qualche matto doveva ben provarcisi, prima o poi. Questo
un dirottamento, e riesco anche a immaginare benissimo la
destinazione. Ma perch, che io sia dannato se lo capisco.
Guard l'ora e fece qualche rapido calcolo mentale.
Con questa accelerazione, usciremo dall'orbita nel giro di quindici
minuti. Diciamo dieci, per sicurezza. Possiamo interrompere la
propulsione senza mettere in pericolo l'astronave?
Il secondo ufficiale di macchina Yu, che aveva l'aria pochissimo
allegra, rispose con riluttanza.
Possiamo togliere energia alle pompe e interrompere l'afflusso di
propellente.
Le pompe sono accessibili?
S... sono sul Ponte Tre.
Allora andiamo.
Ehm... per interverrebbe il sistema di riserva. del tutto
indipendente, e per sicurezza alloggiato in un compartimento
sigillato sul Ponte Cinque. Bisogner usare la fiamma ossidrica... No,
non faremmo in tempo.
Il capitano l'aveva temuto fin dal principio. I bravissimi ingegneri
che avevano progettato la Galaxy avevano cercato di proteggerla da
ogni incidente possibile, ma non dalle cattive intenzioni degli esseri
umani.
C' qualche altra soluzione?
Temo che non ci sia tempo.
Allora andiamo su in plancia e vediamo se possiamo parlare con
Chang... e con chi con lui.
Chi poteva mai essere? Si chiese il capitano. Non certo qualcuno
dell'equipaggio, di questo era sicurissimo. Allora doveva trattarsi...
ma certo, non poteva essere altrimenti! Tornava tutto: uno scienziato
monomaniaco cerca di dimostrare una sua teoria, gli esperimenti non
vanno in porto; allora lo scienziato in questione decide che la ricerca
della conoscenza viene prima di ogni altra cosa...
Era un'ipotesi melodrammatica e a buon mercato, ma i fatti torna
vano perfettamente. Forse il dottor Anderson aveva deciso che quello
era l'unico modo per arrivare al Nobel.
Ma la teoria del capitano croll di l a poco, quando arriv di corsa,
spettinato e ansimante, il dottor Anderson in persona. Per l'amor del
cielo, capitano... che cosa sta succedendo? Siamo sotto spinta! Stiamo
salendo... o scendendo?
Scendendo rispose il capitano Laplace. Tra dieci minuti saremo
in un'orbita che ci porter dritti su Europa. Speriamo che chiunque
sia ai comandi sappia il fatto suo.
Erano giunti davanti alla porta chiusa che dava sul ponte di comando.
Dall'interno non veniva il minimo rumore.
Il capitano buss pi forte che pot cercando di non sbucciarsi le
nocche.
Sono il capitano! Fateci entrare!
Si rendeva conto di far la figura dello stupido a dare ordini che non
sarebbero certamente stati rispettati, ma sperava in una qualche
reazione. E, con sua sorpresa, una reazione ci fu.
Con un sibilo l'altoparlante esterno entr in funzione e una voce disse:
Non fate sciocchezze, capitano. Sono armata, e il signor Chang mio
prigioniero.
Che cosa? sussurr un ufficiale. Ma una donna!
Proprio cos rispose sarcasticamente il capitano. Ci riduceva le
alternative a una sola, ma non risolveva nulla.
Ma che cosa credi di fare? Lo sai che non pu andarti liscia! grid
cercando di sembrare sicuro di s.
Scendiamo su Europa. E se volete ripartire, non cercate di
fermarmi.
Nella sua cabina non c' nulla rifer il secondo ufficiale Chris Floyd
mezz'ora dopo, quando l'accelerazione era ormai cessata e la Galaxy
procedeva in caduta libera lungo un'ellisse che l'avrebbe portata di l a
poco a sfiorare l'atmosfera di Europa. Ormai era fatta; ora sarebbe
stato possibile fermare le macchine, ma farlo sarebbe stato*un suicidio.
Ci sarebbe stato bisogno del propulsore per l'atterraggio anche se
atterrare poteva essere solo una forma di suicidio meno immediata.
Rosie McMahon! Chi l'avrebbe mai detto! Che sia una drogata?
No fece Floyd. Non questo. Il dirottamento stato
attentamente programmato. Deve avere una radio nascosta da qualche
parte. Bisogna perquisire l'astronave.
Parli proprio come un poliziotto...
Basta cos, signori! li interruppe il capitano. Gli animi si
riscaldavano soprattutto per il senso d'impotenza e per l'impossibilit
di stabilire altri contatti con il ponte di comando, sempre
inaccessibile. Guard l'ora.
Tra meno di due ore entreremo nell'atmosfera di Europa... quella
poca che c'. Io scendo in cabina... pu darsi che mi cerchino l.
Signor Yu, la prego di rimanere di guardia al portello del ponte di
comando, e di chiamarmi immediatamente se succede qualcosa.
Mai si era sentito cos impotente in vita sua, ma nella vita in certi casi
l'unica cosa che si pu fare non fare nulla. Uscendo dal quadrato
ufficiali, sent qualcuno dire malinconicamente: Avrei proprio voglia
di caff. Rosie faceva il miglior caff che abbia mai assaggiato.
Gi, disse cupamente il capitano dentro di s, una donna
sicuramente molto in gamba. Tutto quello che fa, lo fa davvero bene.
28. DIALOGO.
C'era un solo uomo a bordo della Galaxy per cui la situazione non
era del tutto disastrosa.
Star rischiando la morte, si diceva Rolf van der Berg, ma se non altro
questa l'occasione di raggiungere l'immortalit nella storia della
scienza.
Magra consolazione, ma era pi di quanto chiunque altro a bordo
dell'astronave potesse sperare. Che la Galaxy stesse dirigendosi verso
il Monte Zeus non c'era il minimo dubbio; su Europa non vi era altro
luogo significativo. Inoltre, su nessun pianeta vi era qualcosa di anche
lontanamente paragonabile al Monte Zeus.
Dunque la sua teoria perch doveva ammettere che non era ancora
altro che una teoria non era pi un segreto. Chi e come ne era venuto a
conoscenza?
Aveva la massima fiducia nello zio Paul; per poteva forse essersi
scoperto troppo senza rendersene conto. Pi probabilmente qualcuno
teneva i suoi computer sotto controllo. In tal caso, il vecchio scienziato
poteva essere in pericolo; Rolf si chiese se avrebbe potuto o dovuto
avvertirlo di stare attento. Sapeva che l'ufficiale addetto alle
comunicazioni stava cercando di mettersi in contatto con Ganimede
con un trasmettitore d'emergenza; gi era partito il segnale d'allarme
automatico, e la notizia si sarebbe saputa sulla Terra da un momento
all'altro. Era in viaggio da quasi un'ora.
Bussarono piano alla porta. Avanti! disse. Oh, salve, Chris. Che
cosa posso fare per lei?
Fiss con una certa sorpresa il secondo ufficiale Chris Floyd, che
conosceva molto poco, come i suoi colleghi. Se fossero scesi sani e
salvi su Europa, pens malinconicamente, si sarebbero tutti quanti
conosciuti pi a fondo di quanto avrebbero voluto.
Salve, dottore. Ho pensato che forse lei pu aiutarmi.
Davvero non saprei. Novit dal ponte di comando?
Nessuna. Yu e Gillings stanno cercando di fissare un microfono al
portello. Ma dentro non parlano, e non mi sorprende. Chang avr il
suo daffare.
in grado di portarci gi tutti d'un pezzo?
Chang bravissimo. Se c' qualcuno che ci pu far atterrare, lui.
Mi preoccupa di pi la prospettiva del decollo.
Oh Dio, a questo non avevo davvero pensato. Credevo non ci
sarebbero stati problemi.
Tenga presente che l'astronave stata progettata per compiere solo
operazioni orbitali. Non avevamo in programma di atterrare su
nessuna delle lune maggiori, ma solo un passaggio ravvicinato con
Ananke e con Carme. Quindi non improbabile che non potremo
ripartire da Europa... soprattutto se Chang consuma troppo propellente
per atterrare.
Si sa dove intende atterrare? chiese Rolf, cercando di non tradire
un eccessivo interesse. Probabilmente non ci riusc, perch Chris lo
guard fisso.
Non ne abbiamo la minima idea. Ne sapremo qualcosa di pi quando
comincer a frenare. Ma lei conosce molto bene le lune galileiane: che
cosa ne pensa, dottore?
Su Europa c' una sola cosa interessante: il Monte Zeus.
Ma perch qualcuno dovrebbe voler atterrare sul Monte Zeus?
Rolf si strinse nelle spalle. Questa era una delle cose che speravamo
di scoprire. E ci costata parecchio: due penetrometri.
Ho paura che ci coster molto di pi. Lei non ne sa proprio nulla?
Lei parla come un poliziotto disse van der Berg con un sorriso,
per far capire che stava scherzando.
Strano... la seconda volta che me lo dicono nel giro di un'ora.
A un tratto qualcosa mut nella qualit dell'aria come se
l'impianto di controllo dell'atmosfera funzionasse ora in modo
lievemente diverso.
Oh, io scherzavo... e lei?
Non mi ha risposto, pens van der Berg. E invece mi ha risposto col
suo silenzio, si disse un attimo dopo.
Guard fsso il giovane ufficiale, notando non per la prima volta la
straordinaria somiglianz con suo nonno. Qualcuno gli aveva detto che
Chris Floyd, imbarcato su un'altra nave della flotta Tsung, aveva
ottenuto il trasferimento sulla Galaxy proprio in occasione di quel
viaggio aggiungendo sarcasticamente che sempre utile avere entrature.
Per nessuno aveva mai messo in dubbio la competenza di Floyd, che
era un eccellente ufficiale spaziale. Questa sua competenza avrebbe
anche potuto qualificarlo per altri compiti parttime: tenere d'occhio
Rosie McMahon, per esempio che, a ripensarci, si era imbarcata anche
lei sulla Galaxy proprio in occasione di quel viaggio.
Rolf van der Befg ebbe l'impressione di essere finito in qualche vasta e
sottile rete di intrighi interplanetari; e in quanto scienziato, abituato ad
avere il pi delle volte risposte dirette ai quesiti che poneva alla
natura, non si trovava affatto a suo agio in quella situazione.
Tuttavia non poteva dire di essere una vittima innocente. Aveva
cercato di nascondere la verit, o almeno quella che lui riteneva fosse
la verit. E ora le conseguenze di quell'inganno si erano moltiplicate
come neutroni in una reazione a catena, e con risultati che potevano
essere altrettanto disastrasi.
Da che parte stava Chris Floyd? Anzi: quante parti c'erano? Il Bund
senz'altro, una volta che il segreto fosse venuto meno. Ma all'interno
del Bund vi erano gruppi e gruppuscoli, e altri che vi si opponevano;
era come una sala tutta rivestita di specchi.
Di una cosa per era ragionevolmente sicuro. Di Chris Floyd, se non
altro per la famiglia da cui proveniva, poteva fidarsi. Scommetterei,
disse van der Berg dentro di s, che l'hanno assegnato
all'ASTROPOL per la durata di questa missione lunga o breve che
sia.
Vorrei aiutarla, Chris disse lentamente. Come lei avr immaginato,
qualche teoria ce l'ho. Ma a questo punto possono rivelarsi del tutto
prive di fondamento... Tra meno di mezz'ora forse sapremo. Fino ad
allora preferisco mantenere il silenzio.
E questa non , si disse, solo la cocciutaggine tipica dei boeri. Se si
sbagliava, non avrebbe voluto dover morire tra uomini che sapevano
di dovere alla sua stupidit il loro destino.
29. DISCESA.
Il secondo ufficiale Chang si arrovellava col suo problema fin da
quando la Galaxy era entrata con sua sorpresa e sollievo nell'or
bita di trasferimento. Per il paio d'ore successive l'astronave sarebbe
stata nelle mani di Dio, o, meglio, in quelle di sir Isaac Newton; non
vi era nulla da fare se non aspettare la frenata finale e la manovra di
atterraggio.
Per un attimo aveva pensato di ingannare Rosie dando all'astronave
un vettore inverso nel punto di massimo avvicinamento, e riportarla
cos nello spazio. L'astronave sarebbe allora venuta a trovarsi in
un'orbita stabile, e i soccorsi sarebbero potuti arrivare facilmente da
Ganimede. Per il progetto presentava una pecca fondamentale: lui
non l'avrebbe soccorso nessuno, perch sarebblp morto prima. Chang
non era certo un codardo, ma non aveva nessuna intenzione di
diventare un eroe morto.
Comunque le probabilit di uscire vivo dalle prossime ore sembravano
molto poche. Gli era stato imposto di far atterrare, da solo,
un'astronave da tremila tonnellate in un territorio del tutto sconosciuto.
Era un'impresa che non avrebbe tentato nemmeno sulla familiare Luna.
Quanti minuti mancano all'inizio della frenata? chiese Rosie. Forse
era pi un ordine che una domanda; la ragazza evidentemente
conosceva i princpi fondamentali dell'astronautica, e Chang rinunci
a ogni proposito di ingannarla.
Cinque rispose a malincuore. Posso avvertire equipaggio e
passeggeri di tenersi pronti?
Lo far io. Mi dia il microfono... Qui IL PONTE Di COMANDO. TRA
CINQUE MINUTI INIZIA LA FRENATA. RIPETO, TRA CINQUE MINUTI. FlNE.
Il messaggio non giunse imprevisto agli scienziati e agli ufficiali
riuniti nel quadrato. La situazione presentava un solo lato positivo,
e cio che le telecamere esterne non erano state disattivate. Forse
Rosie se n'era dimenticata; ma pi probabilmente non si era curata
di disinserirle. E dunque, spettatori impotenti pubblico
manipolato nel vero senso della parola potevano assistere allo
svolgersi del loro destino.
La mezzaluna velata di Europa ora riempiva il campo visivo della
telecamera di poppa. La coltre di vapore acqueo che tornava a
condensarsi sulla faccia oscura si stendeva ininterrotta. Ma questo
non aveva importanza, giacch la manovra di discesa sarebbe stata
controllata a mezzo radar fino all'ultimo momento. Ci, per,
avrebbe prolungato l'angoscia degli spettatori, che potevano
contare solo sulla luce visibile.
Nessuno guardava quel mondo che si avvicinava con maggiore
interesse dell'uomo che per quasi un decennio ne aveva fatto l'oggetto
dei suoi studi, spesso cos frustranti. Rolf van der Berg, assicurato
salda
mente dalla cintura di sicurezza al seggiolino a bassa gravit, a
malapena si accorse che il peso era ritornato con l'inizio della frenata.
Nel giro di cinque secondi l'accelerazione raggiunse il massimo. Tutti
gli ufficiali facevano rapidi calcoli sui computer individuali; senza
l'accesso alla navigazione, bisognava fare un mucchio di congetture, e
il capitano Laplace attese che confrontassero i loro calcoli.
Undici minuti, annunci a un certo punto ammesso che non
diminuisca la potenza... che ora al massimo. Pi altri cinque minuti,
ammesso che l'effetto frenante dell'atmosfera cominci a dieci
chilometri dalla superficie, appena sopra la coltre di nuvole, e che poi
l'astronave scenda verticalmente.
Il capitano pens che non fosse il caso di aggiungere che il maggior
pericolo si sarebbe corso nell'ultimo secondo di quei cinque minuti.
Europa pareva decisa a conservare i suoi segreti fino all'ultimo. A
dieci chilometri dalla superficie, appena sopra la coltre di nuvole,
ancora non si vedeva segno n di terra n di mare. Quindi, per
qualche terribile secondo sugli schermi non si vide pi nulla, tranne
qualche particolare confuso dell'incastellatura d'atterraggio,
pochissimo usata e ora pronta per il touchdown.
Il rumore dell'incastellatura che usciva dallo scafo aveva provocato,
qualche minuto prima, un attimo di panico tra i passeggeri; adesso
potevano solo sperare che l'incastellatura facesse il suo dovere.
Ma quanto spessa questa dannata coltre di nuvole? si chiese van
der Berg. Magari arriva gi fino alla superficie...
No, ora era meno fitta, e si diradava in banchi... Ed ecco Nuova
Europa che si stendeva a poche migliaia di metri pi sotto.
Era nuova davvero; non bisognava essere geologi per accorgersene.
Quattro miliardi di anni prima, forse la Terra, allora giovanissima,
avrebbe potuto avere quell'aspetto, quando terra e mare si accingevano
a porre termine al loro eterno conflitto.
Su Europa appena cinquant'anni prima non esistevano n terra n
mare solo ghiaccio. Ma adesso il ghiaccio si era sciolto sull'emisfero
rivolto a Lucifero, l'acqua cos ottenuta era evaporata e si era
depositata, di nuovo in forma di ghiaccio, sulla faccia non
illuminata. Lo spostamento di milioni di tonnellate di liquido da un
emisfero all'altro aveva lasciato esposti antichi fondali marini che non
avevano mai visto nemmeno la fioca luce del sole lontano.
Un giorno, forse, quel paesaggio rotto e contorto sarebbe stato
addolcito e domato da un manto di vegetazione; per ora si vedevano
nude colate di lava e bassifondi fangosi che fumavano sotto i raggi di
Lucifero, interrotti qua e l da rocce affioranti che mostravano
strati
stranamente obliqui. Anche il profano capiva che in quei luoghi erano
avvenuti imponenti fenomeni tettonici; e questa conclusione non
stupiva affatto, dato che quel mondo aveva visto di recente la nascita
di una montagna alta quanto l'Everest.
E infatti eccolo l, il Monte Zeus, torreggiante su un orizzonte
innaturalmente angusto. Rolf van der Berg ebbe un tuffo al cuore e un
brivido. Stava guardando la montagna dei suoi sogni non pi per
mezzo dei sensi remoti e impersonali degli strumenti, ma con i suoi
occhi.
Come ben sapeva, la montagna aveva grosso modo la forma di un
tetraedro inclinato da una par^e cos che una faccia era pressoch
verticale. (Quella s che sarebbe stata una ben dura scalata, anche
con la bassa gravit di Europa, tanto pi che non era roccia da poterci
piantare i chiodi...) La vetta era nascosta dalle nuvole, e gran parte del
versante meno ripido era coperto di neve.
Tutto qui? brontol qualcuno, deluso. A me sembra una
montagna come tutte le altre. Quando se ne vista una... Gli altri
gli dissero irosamente di stare zitto.
La Galaxy dirigeva ora lentamente verso il Monte Zeus mentre
Chang cercava un luogo adatto all'atterraggio. L'astronave aveva uno
scarso controllo laterale, perch il novanta per cento della potenza
doveva essere impiegato solo per sostenerla. Vi era propellente per
circa cinque minuti; dopo di che sarebbe ancora potuta atterrare
normalmente, ma non avrebbe pi potuto decollare.
Neil Armstrong si era trovato di fronte allo stesso dilemma, cent'anni
prima. Ma lui non stava ai comandi con una pistola puntata alla
terapia.
Eppure fino all'ultimo minuto Chang si era praticamente dimenticato
e della pistola e di Rosie. Badava alla manovra con tutto se stesso; era
quasi entrato a far parte della grande macchina che stava pilotando.
L'unica emozione che era in grado di provare non era di paura, ma
di esaltazione. Quello era il compito che era stato preparato a
svolgere; quello era il culmine della sua carriera, anche se avrebbe
potuto esserne l'atto conclusivo.
E quest'ultima ipotesi diveniva via via pi probabile. La montagna
distava ormai meno di un chilometro, e lui non aveva ancora trovato
un punto adatto all'atterraggio. Il terreno era incredibilmente
accidentato, rotto da canyon e cosparso di giganteschi macigni. Non
aveva visto uno spiazzo in qualche modo orizzontale pi grande di
un campo da tennis e la linea rossa sull'indicatore del propellente
era lontana solo trenta secondi.
Ma infine ecco una superficie pianeggiante di gran lunga la pi
pianeggiante che avesse visto fino a quel momento. Era la sua unica
possibilit di farcela.
Delicatamente spost il gigantesco e instabile cilindro verso lo
spiazzo pareva fosse coperto di neve s, proprio cos il getto del
propulsore stava spazzando via la neve ma che cosa c'era sotto?
ghiaccio, si direbbe dev'essere un lago gelato ma spesso quanto
SPESSO QUANTO...
Le cinquecento tonnellate di spinta del propulsore principale della
Galaxy colpirono la superficie ingannevolmente invitante. Subito
linee sottili si sprigionarono dal punto d'impatto; il ghiaccio si ruppe,
e grandi lastroni presero a capovolgersi. Onde concentriche di acqua
bollente corsero via verso le rive mentre tutta la potenza dei
propulsori investiva le acque a un tratto libere.
Chang era un ufficiale ben addestrato, e quindi reag
automaticamente, senza esitazioni che sarebbero state fatali. Con la
mano sinistra strapp la copertura di sicurezza; con la mano destra
afferr la leva rossa che stava sotto di essa e la tir.
H programma ANNULLA, che aveva pacificamente dormito nei
sistemi dell'astronave fin dal giorno del lancio, entr in funzione e
riport la Galaxy nello spazio dal quale era venuta.
30. LA GALAXY SCENDE.
Nel quadrato, l'improvvisa pressione dell'accelerazione a piena
potenza fu come una condanna a morte improvvisamente
rimandata. Gli ufficiali avevano visto con orrore il ghiaccio rompersi,
e sapevano che c'era un'unica via d'uscita. Ora che Chang l'aveva
presa, potevano concedersi ancora una volta il lusso di respirare.
Ma quanto a lungo avrebbero potuto godere di quell'esperienza,
nessuno poteva immaginarlo. Solo Chang sapeva se all'astronave
restava propellente a sufficienza per inserirsi in un'orbita stabile; e
anche in questo caso, pens cupamente il capitano Laplace, quella
pazza con la pistola l'avrebbe magari costretto a tentare un altro
atterraggio. Pazza, si era detto; ma il capitano sapeva che la donna non
era affatto pazza e che era pienamente consapevole di quello che
faceva.
A un tratto l'accelerazione diminu.
Si spento il motore numero quattro annunci l'ufficiale di
macchina. Non mi sorprende... probabilmente si surriscaldato.
Queste macchine non sono state progettate per funzionare cos a lungo
a pieno regime.
L'astronave non aveva cambiato rotta la spinta, ora ridotta, era ancora
orientata lungo il suo asse ma gli schermi mostravano una vista
completamente mutata. La Galaxy continuava a salire, ma non pi in
verticale. Era diventata un missile balistico diretto verso chiss quale
bersaglio su Europa.
L'accelerazione diminu bruscamente ancora; e sugli schermi
l'orizzonte si raddrizz.
Ha spento il motore diametralmente opposto... l'unico modo per
non farci fare le capriole, ma riuscir a mantenere l'altitudine? Ecco,
bravo, cos!
Gli scienziati l presenti non riuscivano a comprendere il motivo di
tanto compiacimento; sugli schermi non si vedeva pi niente, solo una
nebbia bianca impenetrabile.
Ha scaricato il propellente in eccesso per alleggerire l'astronave.
L'accelerazione diminu fino a zero; l'astronave era in caduta libera.
In pochi secondi aveva attraversato la grande nube di cristalli di
ghiaccio formatasi quando il propellente scaricato si era espanso nello
spazio. E proprio sotto l'astronave si avvicinava, con la comoda
accelerazione di un ottavo di g, il mare centrale di Europa. Ora
Chang non avrebbe pi dovuto scegliere un punto d'atterraggio; da
quel momento in poi sarebbe stata una manovra standard, familiare
sui videogame a milioni di persone che non erano mai state nello
spazio e che mai vi sarebbero andate.
Non bisognava fare altro che regolare la spinta dei propulsori in modo
esattamente contrario alla forza di gravit cos che l'astronave
raggiungesse velocit zero ad altitudine zero. La manovra presentava
un certo margine d'errore, ma non grande, anche negli splashdown
dei primi astronauti americani che ora Chang era suo malgrado
costretto a imitare. Tuttavia, se Chang avesse commesso un errore e
non lo si sarebbe potuto biasimare, dato il modo in cui aveva trascorso
le ultime ore nessun computer da gioco avrebbe scritto sullo
schermo: Spiacente... sei precipitato. Vuoi giocare ancora?
(SN)....
* *
Al secondo ufficiale Yu e ai due uomini che, armatisi in qualche modo,
erano con lui in attesa davanti al portello del ponte di comando, era
sicuramente toccato il compito pi difficile. Essi infatti non
disponevano di uno schermo su cui seguire quanto stava succedendo, e
dovevano accontentarsi delle poche notizie che arrivavano dal
quadrato. Anche dal microfono fissato al portello non veniva alcun
suo
no. Ci non sorprendeva, visto che Chang e la McMahon dovevano
avere ben poco tempo e voglia per fare conversazione.
L'atterraggio fu splendido, praticamente senza un sussulto. La
Galaxy sprofond ancora di qualche metro e quindi risal a galla.
Grazie al peso dei motori a poppa rimase in posizione verticale.
Fu allora che gli uomini di guardia udirono i primi suoni intelligibili
provenire dal microfono applicato al portello.
Tu sei pazza, Rosie disse la voce di Chang pi con rassegnata
stanchezza che con rabbia. Sarai contenta, adesso. Ci hai
condannati a morte tutti quanti.
Segu una detonazione, e poi un lungo silenzio.
Yu e i due uomini continuarono ad aspettare con pazienza, sapendo
che prima o poi qualcosa sarebbe dovuto succedere. Poco dopo
infatti sentirono scattare le leve di chiusura, e strinsero pi forte
le spranghe di ferro e le chiavi inglesi di cui si erano frettolosamente
armati. Rosie avrebbe potuto sparare a uno, ma non a tutti.
Il portello si apr lentamente.
Scusate... disse il secondo ufficiale Chang. Devo aver perso i sensi
per qualche minuto.
Dopo di che, come avrebbe fatto qualsiasi uomo ragionevole, svenne
di nuovo.
31. IL MARE DI GALILEO.
Proprio non riesco a capire come uno possa scegliere di fare il
medico, disse il capitano Laplace dentro di s. O anche l'impresario
di pompe funebri, se per questo. Certe volte hanno da fare dei
lavoracci...
Bene, ha trovato qualcosa?
No, comandante. Naturalmente non ho con me gli strumenti
necessari. Nel corpo umano si possono impiantare apparecchiature
microscopiche... o cos mi dicono. La portata molto limitata,
ovviamente.
Pu darsi che vi sia un ripetitore nascosto da qualche parte...
Secondo Floyd bisognerebbe perquisire l'astronave. Lei ha preso le
impronte digitali e... e il resto?
S... Quando entreremo in contatto con Ganimede trasmetteremo
il tutto insieme ai documenti di Rosie. Ma non credo che sapremo mai
chi fosse Rosie in realt, n per conto di chi lavorasse. E nemmeno
perch l'abbia fatto, se per questo.
Se non altro ha dimostrato di possedere certi istinti umani disse
meditabondo il capitano. Ha capito di aver perduto quando Chang
ha messo in funzione il programma di annullamento. Avrebbe potuto
sparargli invece di lasciarlo atterrare.
E noi ci avremmo guadagnato, purtroppo. successa una cosa,
quando Jenkins e io abbiamo gettato il cadavere fuori dalla camera
stagna dei rifiuti.
Il dottore sporse le labbra in una smorfia di disgusto.
Naturalmente aveva ragione lei, capitano. Non si poteva fare altro.
B, non ci siamo preoccupati di appesantire il cadavere, che rimasto
a galla per qualche minuto. Noi siamo rimasti a vedere se si sarebbe
allontanato dall'astronave, quando...
Pareva che il dottore facesse fatica a trovare le parole.
Quando che cosa, maledizione?
Qualcosa uscito dall'acqua. Era una specie di becco di pappagallo,
ma cento volte pi grosso. L'ha presa... ha preso Rosie, voglio dire, di
colpo, ed scomparso. Credo che abbiamo compagnia su questo
mondo, comandante; e anche se l'atmosfera fosse respirabile non
raccomanderei i bagni di mare...
Ponte di comando a capitano... disse l'ufficiale di giornata.
Qualcosa si muove nell'acqua, signore. Qualcosa di grosso.
Telecamera tre... le passo l'inquadratura.
la bestia che ho visto io! grid il dottore. Ebbe un brivido quando
inevitabilmente gli venne da pensare: speriamo che non sia venuta a
cercare altra roba da mangiare.
A un tratto una mole colossale emerse dall'acqua e s'inarc nel cielo.
Per un attimo tutta la mostruosa creatura rimase sospesa a mezz'aria.
Ci che ci familiare pu risultare pi sconvolgente di ci che non
conosciamo, quando si trova nel posto sbagliato. Il capitano e il
dottore esclamarono insieme: Ma un pescecane!.
Vi fu appena il tempo di scorgere qualche piccola differenza a parte il
mostruoso becco da pappagallo prima che l'essere gigantesco
ripiombasse in mare. Aveva un paio di pinne in pi e non si vedevano
branchie. Non aveva nemmeno gli occhi, ma ai lati del becco
sporgevano due bizzarre protuberanze forse qualche altro organo
sensoriale.
Evoluzione parallela, naturalmente disse il dottore. Stessi
problemi, stesse soluzioni su tutti i pianeti. Guardi la Terra. Squali,
delfini, ittiosauri... tutti i predatori oceanici devono essere fatti pi o
meno allo stesso modo. Per quel becco mi lascia perplesso.
E ora che cosa sta facendo?
L'essere era riemerso un'altra volta, ma ora si muoveva pi
lentamente, come se il balzo gigantesco di poco prima l'avesse
stancato. Pareva anzi che soffrisse, o che addirittura fosse in agonia;
batteva la coda nell'acqua senza spostarsi in nessuna direzione
precisa.
All'improvviso vomit il suo ultimo pasto, si gir nell'acqua a pancia
in su e rimase immobile, ondulando appena.
Oh, mio Dio! esclam il capitano con raccapriccio. Ho paura di
sapere che cos' successo.
Biochimiche completamente aliene... disse il dottore; anche lui era
piuttosto scosso dallo spettacolo. Rosie una vittima l'ha fatta, dopo
tutto.
D Mare di Galileo era stato cos chiamato in onore dello scopritore
di Europa, il quale a sua volta aveva tratto il suo nome da un altro mare,
molto pi piccolo, sito su un altro mondo.
Era un mare giovanissimo, vecchio non pi di cinquant'anni; e,
come spesso succede con i neonati, certe volte era molto
turbolento. L'atmosfera di Europa era ancora troppo rarefatta perch
si producessero veri e propri uragani, per soffiava un vento costante
dal continente verso la zona tropicale, l dove Lucifero restava
perennemente alto nel cielo. Qui, in un perpetuo mezzogiorno, l'acqua
era in continua ebollizione, sebbene la temperatura, in
quell'atmosfera sottile, non fosse nemmeno quella del t caldo.
Fortunatamente, la regione turbolenta immediatamente sotto
Lucifero era lontana un migliaio di chilometri; la Galaxy era ammarata
in una zona relativamente calma, a un centinaio di chilometri dalla
terra pi vicina. Procedendo alla massima velocit di cui era capace,
avrebbe potuto coprire quella distanza in una frazione di secondo; ma
ora, galleggiando alla deriva sotto le nuvole basse del cielo
perennemente coperto di Europa, la terra pareva pi remota della
quasar pi lontana. A peggiorare ulteriormente la situazione, il
perenne vento di terra la spingeva sempre pi al largo. E anche se in
un modo o nell'altro avesse potuto approdare su qualche spiaggia di
quel mondo nuovo, ci non avrebbe migliorato in nulla la situazione
dell'equipaggio.
Ma per l'astronave sarebbe stato meglio: le navi spaziali sono s
assolutamente stagne, ma non reggono bene il mare. La Galaxy
galleggiava in posizione verticale, beccheggiando senza violenza ma in
modo molto fastidioso; met dell'equipaggio aveva gi il mal di mare.
Per prima cosa il capitano Laplace, dopo aver ascoltato i vari rap
porti sui danni subiti dall'astronave, aveva fatto appello a chiunque
sapesse qualcosa di imbarcazioni, grandi o piccole che fossero. Era
ragionevole supporre che tra la trentina di ingegneri astronautici e
di scienziati spaziali vi fosse parecchia predisposizione per la
navigazione oceanica, e infatti il capitano individu
immediatamente cinque marinai dilettanti pi un navigatore
professionista il commissario di bordo Frank Lee, che aveva
iniziato la sua carriera sulle navi della flotta Tsung per poi passare
allo spazio.
Sebbene i commissari di bordo fossero pi avvezzi a maneggiare la
calcolatrice (nel caso di Frank Lee, era un abaco d'avorio vecchio di
due secoli) che gli strumenti di navigazione, ancora dovevano supera
re l'esame di teoria della navigazione. Lee non aveva mai avuto l'op
portunit di mettere alla prova le sue capacit marinare; ma ora, a
quasi un miliardo di chilometri dal Mar Cinese Meridionale, era ve
nuto il momento. '
Bisogna riempire d'acqua i serbatoi del propellente disse al
capitano. Allora pescheremmo di pi e beccheggeremmo di meno.
Pareva assurdo fare entrare altra acqua nell'astronave, e il capitano
esit.
E se ci capovolgiamo?
Nessuno diede la risposta pi ovvia: Che differenza farebbe?. Tutti
davano per scontato, senza averci riflettuto seriamente, che sulla
terraferma la loro situazione sarebbe stata di gran lunga migliore.
Possiamo svuotare i serbatoi quando vogliamo. Bisogner farlo
comunque, una volta arrivati a riva, per portare l'astronave in
posizione orizzontale. Grazie a Dio abbiamo ancora energia.
Non termin la frase, ma tutti capirono che cosa intendeva. Senza il
reattore ausiliario che forniva l'energia per la rigenerazione dell'aria,
sarebbero morti tutti nel giro di poche ore. Cos invece se il reattore
non si fosse guastato l'astronave poteva continuare a funzionare a
tempo indeterminato.
Alla fine, naturalmente, sarebbero morti di fame; avevano avuto la
prova inconfutabile che nei mari di Europa non vi era nutrimento, ma
solo veleno.
Se non altro erano riusciti a mettersi in contatto con Ganimede, e
ora tutta l'umanit sapeva del rischio che correvano. I migliori cervelli
del sistema solare avrebbero cercato di salvarli. E se non ci fossero
riusciti, i passeggeri e l'equipaggio della Galaxy avrebbero avuto la
consolazione di morire sotto gli occhi del mondo.
PARTE IV, IN ACQUA.
32. DEVIAZIONE.
Secondo le ultime notizie disse il capitano Smith ai passeggeri
riuniti nel salone la Galaxy galleggia ed in buone condizioni.
Un membro dell'equipaggio, una donna, morta. Non sappiamo
ancora i particolari. Tutti gli altri stanno bene.
Tutti i sistemi dell'astronave funzionano ancora; c' qualche
infiltrazione d'acqua, ma tenuta sotto controllo. Il capitano Laplace
dice che non corrono pericoli immediati, ma che il vento li sta
spingendo al largo, verso il centro dell'emisfero illuminato. Non
un gran problema... in quella direzione vi sono molte grandi isole su
cui sono praticamente certi di approdare. Attualmente l'isola pi
vicina dista una novantina di chilometri. Hanno avvistato forme di
vita marina, che per non si sono mostrate ostili.
Dovrebbero, salvo incidenti, poter sopravvivere per parecchi mesi,
fin quando non finiranno i viveri... che naturalmente ora sono gi
rigorosamente razionati. Ma, a quanto riferisce il capitano Laplace, il
morale ancora alto.
a questo punto che interveniamo noi. Se facciamo
immediatamente ritorno sulla Terra, imbarchiamo il propellente e
ripartiamo subito, possiamo raggiungere Europa con un'orbita
retrograda in ottantacinque giorni. La Universe praticamente l'unica
astronave esistente in grado di posarsi su Europa e di ripartire con
un carico ragionevole. Le navette di Ganimede potranno forse
lanciare qualche carico di viveri, ma nulla pi... anche se questi
rifornimenti sono una questione di vita o di morte.
Mi spiace molto, signore e signori, che il nostro viaggio sia stato
interrotto prima del tempo... ma penso che abbiate visto quanto vi
era stato promesso. E credo anche che capirete la necessit di questa
nuova missione, sebbene le probabilit di successo sono, in tutta
franchezza, piuttosto scarse. Per il momento questo tutto. Dottor
Floyd, vorrei scambiare due parole con lei.
Mentre gli altri uscivano pensierosi dal salone scena di tante altre
riunioni molto meno importanti di quella il capitano incominci a
leggere gli ultimi messaggi. Ancora vi erano occasioni in cui il mezzo
pi conveniente di comunicazione era rappresentato da parole scritte
su un foglio di carta, ma anche in questo campo la tecnologia non era
rimasta inoperosa. I fogli che il capitano stava leggendo erano fatti di
quel materiale infinitamente riutilizzabile che tanto aveva contribuito
a ridurre il compito dell'umile cestino della carta straccia.
Heywood disse, come avr immaginato, i circuiti di
comunicazione sono sovraccarichi. E stanno succedendo un
mucchio di cose che non capisco bene.
Nemmeno io rispose Floyd. Notizie di Chris?
No, ma Ganimede ha trasmesso il messaggio che lei gli ha inviato,
e a quest'ora deve averlo ricevuto. Come potr immaginare, le
comunicazioni private vengono inoltrate dopo tutte le altre, ma credo
che, con il nome che porta, questo inconveniente sia stato superato.
La ringrazio, comandante. Posso esserle utile in qualcosa?
Per ora no... nel caso, glielo far sapere.
Fu quella praticamente l'ultima volta in cui, per un bel pezzo, si
rivolsero la parola. Di l a poche ore il dottor Heywood Floyd
sarebbe diventato quel vecchio pazzo e sarebbe iniziato il
brevissimo ammutinamento della Universe, capeggiato dal capitano
in persona.
** j
L'idea non fu di Heywood Floyd, anche se a lui sarebbe piaciuto che
cos fosse...
Il secondo ufficiale Roy Jolson era soprannominato Stars perch
era addetto alla navigazione; Floyd lo conosceva solo di vista, e mai
gli aveva detto pi che buongiorno. Floyd fu quindi molto sorpreso
quando l'ufficiale addetto alla navigazione venne a bussare con
qualche diffidenza alla porta della sua cabina.
L'astrogatore aveva con s alcune mappe e pareva un poco a disagio.
Di certo non era Floyd che lo metteva in soggezione tutti si erano
ormai abituati alla sua presenza a bordo; doveva quindi trattarsi di
qualcosa d'altro.
Dottor Floyd, cominci, e con un'ansia tale nella voce che a
Floyd parve un venditore il cui futuro dipende dal fatto che riesca o
meno a combinare l'affare ho bisogno del suo consiglio... e della
sua assistenza.
Ma certo. In che cosa posso esserle utile?
Jolson srotol una mappa che mostrava la posizione di tutti i corpi
celesti all'interno dell'orbita di Lucifero.
L'idea mi venuta pensando al suo trucco di utilizzare la Leonov e la
Discovery per allontanarsi da Giove prima che si trasformasse in sole.
Veramente, l'idea era di Walter Curnow.
Oh... non lo sapevo. Ovviamente non abbiamo un'altra astronave,
qui... per abbiamo di meglio.
Di meglio? ripet Floyd senza capire.
Ora non si metta a ridere. Perch tornare sulla Terra a prendere il
propellente quando c' il Vecchio Fedele a duecento metri da qui che
ne butta via tonnellate e tonnellate al secondo? Se facessimo il pieno
qui, potremmo arrivare su Europa non in tre mesi, ma in tre settimane.
L'idea era cos semplice, e al tempo stesso cos audace, da togliere il
fiato. C'erano una decina di obiezioni che si potevano avanzare, ma
nessuna insormontabile.
E il capitano che cosa ne pensa?
Ancora non gli ho detto niente, ed per questo che mi serve il suo
aiuto. Vorrei che lei controllasse i miei calcoli... e che poi ne parlasse
al capitano. A me non darebbe retta, ne sono sicuro. E non gli d torto.
Se fossi al suo posto, credo che anch'io...
Segu un lungo silenzio. Quindi Heywood Floyd disse lentamente:
Ora le faccio l'elenco di tutti i motivi per cui quello che propone
impossibile. Poi lei mi dir dove sbaglio.
*
II secondo ufficiale Jolson conosceva bene il suo comandante; il
capitano Smith non aveva mai sentito una proposta pi assurda in
tutta l sua vita...
Le sue obiezioni erano fondate e non mostravano traccia di gelosia
professionale.
Oh, in teoria funziona! concesse il capitano. Ma pensi ai
problemi pratici, mio caro! Come faremmo a riempire i serbatoi?
Ho parlato con i tecnici. Potremmo spostare l'astronave fin sull'orlo
del cratere... a una distanza di cinquanta metri non si correrebbe
nessun rischio. I tubi potremmo ricavarli dall'astronave stessa,
togliendoli dalle parti che in cantiere non hanno terminato. Basta
portare il tubo fino al Vecchio Fedele, e aspettare che erutti. Lei sa
che il geyser perfettamente regolare e affidabile.
Ma le pompe non possono funzionare nel vuoto!
Non abbiamo bisogno di pompe; baster la spinta stessa del geyser
a fornirci almeno cento chili di liquido al secondo. Sar il Vecchio
Fedele a fare tutto quanto il lavoro.
Ci darebbe solo cristalli di ghiaccio e vapore, non acqua allo stato
liquido.
50
Ghiaccio e vapore diventeranno acqua a bordo.
Ha pensato proprio a tutto, non vero? disse il capitano con
riluttante ammirazione. Per io continuo a non essere convinto. E se
per esempio l'acqua non fosse abbastanza pura? Se contenesse
scorie? Particelle carboniose, poniamo.
Floyd non riusc a trattenere un sorriso. D capitano Smith era
ossessionato dalla fuliggine.
Per le particelle pi grosse, baster un filtro. Le altre non daranno
nessuna noia. Ah, s... la percentuale di isotopi d'idrogeno qui pi
favorevole che sulla Terra. Forse ci potr dare un p di potenza in pi.
E gli altri passeggeri che cosa ne pensano? Se facciamo rotta su
Lucifero, passeranno mesi prima di poter far ritorno sulla Terra...
Ancora non ho detto nulla a nessuno. Ma crede che abbiano
importanza i comodi dei passeggeri quando sono in gioco tante
vite? Siamo in grado di raggiungere la Galaxy con settanta giorni
d'anticipo! Settanta giorni\ Pensi che cosa potrebbe succedere su
Europa in settanta giorni!
Mi rendo perfettamente conto che il fattore tempo essenziale
ribatt seccamente il capitano. Anche per noi, per. Pu darsi che non
abbiamo viveri a sufficienza per un viaggio lungo.
Adesso si sta arrampicando sui vetri, pens Floyd, e sa che io lo so.
Meglio usare un p di tatto...
Per due settimane in pi? Non credo che abbiamo un margine cos
ristretto. Comunque, lei ci sta trattando troppo bene, capitano.
Qualcuno di noi avrebbe bisogno di restare un p a dieta...
Il capitano sorrise a labbra strette. Provi a dirlo a Willis e a
Mihailovic. Resto del parere che la sua un'idea folle.
Proviamo almeno a farla presente all'armatore. Vorrei mettermi in
contatto con sir Lawrence.
Non posso impedirglielo, naturalmente... disse il capitano Smith
in un tono da cui si capiva che se avesse potuto l'avrebbe fatto ma
gi so che cosa le risponder.
Qui il capitano si sbagliava di grosso.
Sir Lawrence Tsung non faceva scommesse da trent'anni; non si
addicevano all'alta posizione che ricopriva nel mondo finanziario.
In giovent, per, non aveva disdegnato qualche emozionante
scommessa alle corse dei cavalli all'ippodromo di Hong Kong, prima
che questo venisse chiuso da un'amministrazione puritana presa da
scru
poli di pubblica moralit. Era un tipico scherzo della vita, rifletteva
talvolta sir Lawrence, che quando avrebbe potuto scommettere gli
mancavano i soldi, mentre ora che li aveva non poteva lo stesso,
perch l'uomo pi ricco del mondo doveva dare il buon esempio.
Eppure, e nessuno poteva saperlo meglio di lui, tutta la sua carriera
non era stata che un lungo gioco d'azzardo. Egli aveva fatto del suo
meglio per tenere sotto controllo i rischi raccogliendo ogni
informazione e consultando gli esperti che, secondo il suo fiuto, erano
di volta in volta i pi adatti. In genere era sempre riuscito a evitare il
peggio; ma un elemento di rischio restava sempre.
Ora, leggendo il memorandum di Heywood Floyd, speriment
ancora una volta l'antica emozione mai pi provata dal tempo in cui
assisteva allo scatto finale dei cavalli sulla dirittura d'arrivo. Anche
ora si trattava di gioco d'azzardo, forse l'ultimo e il pi grande di tutta
la sua carriera, per quanto mai l'avrebbe riconosciuto davanti al
Consiglio d'Amministrazione per non parlare di lady Jasmine.
Bill, chiese tu che ne pensi?
Il figlio (persona solida e affidabile, ma priva di una certa scintilla
vitale, che forse non serviva pi alla sua generazione) gli diede la
risposta che lui si aspettava.
In teoria va benissimo. La Universe pu farcela... sulla carta. Per
noi abbiamo perso una nave, e ne stiamo mettendo a rischio un'altra.
Deve andare su Giove... su Lucifero, cio, comunque.
S, ma dopo un controllo completo in orbita terrestre. E ti rendi
conto di che cosa comporterebbe una missione del genere? Batterebbe
tutti i record di velocit... supererebbe i mille chilometri al secondo al
capovolgimento.
Fu questa la cosa peggiore che avrebbe potuto dire; ancora una volta
suo padre risent uno scalpito di zoccoli.
Ma sir Lawrence si limit a rispondere: Non far male a nessuno fare
qualche test, anche se il capitano Smith assolutamente contrario al
progetto. Minaccia persino di dare le dimissioni. Nel frattempo,
riesaminiamo la nostra posizione con i Lloyd's... dovremo forse
rivedere il risarcimento chiesto per la Galaxy.
Soprattutto, avrebbe potuto aggiungere, se intendiamo fare una
scommessa ancora pi azzardata con la Universe.
Lo preoccupava anche la posizione assunta dal capitano Smith. Ora
che Laplace aveva fatto naufragio su Europa, Smith era il miglior
comandante che gli fosse rimasto.
50
33. RIFORNIMENTO.
il lavoro peggio eseguito che abbia visto da quando ho smesso di
andare a scuola borbott l'ingegnere capo. Ma il massimo che
abbiamo potuto fare, cos in fretta.
La condotta messa assieme alla bell'e meglio si stendeva per
cinquanta metri sulle rocce scintillanti, incrostate di sostanze
chimiche, fino all'orifizio, ora inattivo, del Vecchio Fedele, dove
terminava in una sorta di imbuto rivolto verso il basso. Il Sole era
appena sorto sopra le alture e gi il suolo cominciava a tremare
lievemente mentre i serbatoi sotterranei del geyser reagivano al calore.
Guardando dall'osservatorio, Heywood Floyd non riusciva a credere
che tutto ci fosse accaduto nel giro di sole ventiquattro ore. In primo
luogo, l'astronave si era divisa in due fazioni una capeggiata dal
capitano, e l'altra, suo malgrado, da lui stesso. I suoi rapporti col
capitano erano rimasti cortesi ma freddissimi, e fino a quel
momento ancora non erano arrivatLafle vie di fatto: tuttavia Floyd
aveva scoperto che in certi ambienti l'avevano soprannominato Floyd
il suicida. Non era un onore che apprezzasse particolarmente.
Eppure nessuno era riuscito a trovare qualcosa di veramente
sbagliato nella manovra di FloydJolson (anche questa attribuzione
era ingiusta: Floyd aveva insistito perch tutto il merito andasse a
Jolson, ma nessuno gli aveva dato retta. E Mihailovic aveva detto:
Non ti va di prenderti la responsabilit?).
La prima prova sarebbe avvenuta entro venti minuti, quando il
Vecchio Fedele avrebbe salutato a modo suo e con un certo ritardo
l'avvento del giorno. Ma anche se tutto avesse funzionato, e i serbatoi
si fossero riempiti dell'acqua pi pura e non della fanghiglia
puzzolente che si aspettava il capitano Smith, la strada per Europa
non era ancora aperta.
Una difficolt marginale, ma di qualche importanza, erano i desideri
dei signori passeggeri. Costoro avevano previsto di ritornare a casa nel
giro di due settimane; e adesso, sorpresi e, in qualche caso, costernati, si
trovavano di fronte alla prospettiva di una missione pericolosa dall'altra
parte del sistema solare e, anche se questa missione avesse avuto
successo, senza sapere bene quando avrebbero fatto ritorno sulla Terra.
Willis era sconvolto; tutti i suoi programmi sarebbero andati a monte.
Si aggirava per i corridoi minacciando azioni legali, ma nessuno gli
espresse mai un minimo di solidariet.
Greenberg, d'altra parte, era felicissimo; adesso s che sarebbe per
davvero ritornato nello spazio! E Mihailovic, che passava la maggior
parte del tempo a comporre nella sua cabina, tutt'altro che
insonorizzata, era anche lui contentissimo. Era convinto che
l'inaspettata deviazione sarebbe stata per lui fonte d'ispirazione.
Maggie M la prese con grande filosofia: Se in questo modo si
potranno salvare delle vite umane, disse guardando fisso Willis
come possiamo dire di no?.
In quanto a Yva Merlin, Floyd cerc di spiegarle la situazione, e scopr
che lei l'aveva gi capita benissimo. E fu proprio Yva a porre, con
grande stupore di Floyd, la domanda alla quale gli altri non avevano
dato molta importanza: E se gli abitanti di Europa non ci
permettessero di atterrare... nemmeno per salvare i nostri amici?.
Floyd la fiss con evidente stupore; anche adesso gli riusciva difficile
considerarla un essere umano come tutti gli altri, e non sapeva mai se
sarebbe uscita con qualche profondo concetto o con una stupidaggine
qualsiasi.
un'ottima domanda, Yva. Ci ho pensato parecchio, credimi.
Diceva la verit; mai avrebbe potuto mentire a Yva Merlin. Non
sapeva perch, ma sarebbe stato qualcosa di molto simile a un
sacrilegio.
Le prime tracce di vapore cominciavano a essere visibili sopra la
bocca del geyser. Nel vuoto il vapore saliva rapidissimo secondo una
traiettoria innaturale e scompariva subito sotto i raggi del Sole.
Il Vecchio Fedele toss e si raschi la gola. Una colonna di cristalli di
ghiaccio e di goccioline d'acqua bianca come la neve e compatta in
modo sorprendente sal verso il cielo. Per istinto i terrestri si
aspettavano che a un certo punto si fermasse e ricadesse; e invece no,
naturalmente. La colonna sal sempre pi in alto, allargandosi solo
lievemente, fin quando si confuse con la chioma risplendente della
cometa che avvolgeva il nucleo. Floyd not con soddisfazione che la
condotta cominciava a vibrare per il liquido che vi scorreva.
Dieci minuti dopo si tenne un consiglio di guerra sul ponte di
comando. Il capitano Smith, ancora freddissimo, diede segno di
accorgersi della presenza di Floyd solo con un lieve cenno del capo;
fu il suo Numero Due che, con qualche imbarazzo, prese la parola.
B... bisogna ammettere che funziona, e sorprendentemente bene.
Di questo passo, tra venti ore i serbatoi saranno pieni. Per dovremo
uscire e assicurare meglio la condotta.
E le impurit? chiese qualcuno.
Il secondo ufficiale mostr una provetta piena di liquido incolore.
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I filtri fermano tutte le particelle pi grosse di qualche micron. Per
maggiore sicurezza filtreremo l'acqua due volte, facendola passare da
un serbatoio all'altro. Niente tuffi in piscina, ho paura, fin quando
saremo oltre l'orbita di Marte.
La battuta provoc una risata molto necessaria e anche il capitano
parve rilassarsi un poco.
Faremo andare le macchine al regime minimo per assicurarci che
l'acqua della Cometa di Halley non provochi nessun inconveniente.
Se cos fosse, lasceremo perdere tutto e faremo rotta verso casa. Verso
l'acqua della Luna, cio, alla base di Aristarco.
Segu uno di quei silenzi in cui ciascuno aspetta che sia qualcun altro
a parlare. Quindi il capitano Smith intervenne a rompere quel mutismo
imbarazzante.
Come tutti sanno, disse io non sono d'accordo su questo
esperimento. Anzi... Non termin la frase, ma tutti sapevano che aveva
minacciato di dare le dimissioni, sebbene in quelle circostanze
sarebbe stato un gesto senza senso.
Ma nelle ultime ore sono accadute due cose. L'armatore acconsente
alla nuova missione... se le prove che faremo non daranno adito a
gravi perplessit. Inoltre... e questa la sorpresa, di cui non so molto
pi di voi... il Consiglio Spaziale Mondiale non solo permette, ma
chiede che la Universe compia la deviazione in programma,
impegnandosi a sostenere tutte le spese connesse. Le vostre congetture
valgono quanto le mie.
Mi resta un'unica preoccupazione... guard dubbioso la provetta
colma d'acqua che ora Heywood Floydteneva controluce scuotendola
piano. Io m'intendo di macchine, e non di chimica. Questa roba
sembra pulita... ma che cosa far al rivestimento dei serbatoi?
Floyd non cap mai bene perch fece quello che fece; un
comportamento cos avventato non era assolutamente da lui. Forse si era
stancato di tutte quelle chiacchiere e voleva passare all'azione. O forse
pens che il capitano avesse bisogno di un esempio. Di scatto apr la
provetta e si schizz una ventina di centimetri cubici di acqua di Halley in
bocca.
Ecco la risposta che volevate, capitano! esclam, quando ebbe
deglutito.
Questa disse il medico di bordo mezz'ora dopo stata una delle
cose pi sciocche che abbia mai visto in vita mia. Lo sa che in quella
roba ci sono cianati e cianuri e Dio sa che cos'altro?
Certo che lo so rispose ridendo Floyd. Ho visto le analisi... tracce
di cianuri, una parte su un milione. Nulla di cui preoccuparsi. Per ho
una sorpresa per lei... aggiunse in tono lamentoso.
E quale sarebbe?
Se riportasse un p di quella roba sulla Terra, potrebbe ricavarne
una fortuna vendendolo nelle farmacie. Il Purgante Brevettato di
Halley, sa?
34. LAVAGGIO MACCHINA.
Ora che la decisione era stata presa, l'atmosfera a bordo della
Universe era completamente cambiata. Non vi erano pi discussioni;
tutti collaboravano in pieno, e ben poca gente riusc a dormire
qualche ora durante le due successive rotazioni del nucleo, e cio
durante cento ore di tempo terrestre.
Il primo giorno fu tutto dedicato a prelevare cautamente liquido
dal Vecchio Fedele, ma quando, verso il tramonto, il geyser divenne
inattivo, la tecnica era ormai perfettamente acquisita. Erano state
imbarcate pi di mille tonnellate d'acqua; il giorno successivo
sarebbe stato pi che sufficiente per caricare il resto.
Heywood Floyd era attento a stare alla larga dal capitano, per non
mettere troppo alla prova la sua buona stella; comunque, il capitano
Smith aveva mille cose cui badare. Non, per, ai calcoli della nuova
orbita, che erano stati elaborati e controllati sulla Terra.
Nessuno pi dubitava, adesso, della bont dell'idea di Jolson; inoltre,
il risparmio di tempo si era rivelato anche maggiore di quanto calcolato
da Jolson. Imbarcando il propellente sulla Cometa di Halley, la
Universe aveva eliminato i due cambiamenti di orbita necessari per il
rendezvous con la Terra; l'astronave poteva ora procedere
direttamente verso la sua destinazione con la massima accelerazione,
risparmiando cos parecchie settimane. Malgrado i rischi possibili, tutti
ora erano entusiasti del programma.
Quasi tutti.
Sulla Terra, un'associazione subito sorta, il cui motto era Gi le
mani dalla Cometa di Halley!, ribolliva d'indignazione. Per i suoi
aderenti (erano soltanto 236, ma sapevano come farsi pubblicit)
saccheggiare le risorse di un corpo celeste era assolutamente fuori
questione, anche al fine di salvare vite umane. Costoro non
rinunciarono alle loro posizioni nemmeno quando fu loro fatto notare
che il liquido preso dalla Universe era materiale che la cometa avrebbe
perso co
50
munque. Si trattava, ribatterono, di una questione di principio. Gli
irosi comunicati dell'associazione furono un gradito diversivo a bordo
della Universe.
Prudente come sempre, il capitano Smith fece fare una prova a bassa
potenza utilizzando uno dei propulsori per il controllo dell'assetto; se il
propulsore si fosse rovinato, l'astronave avrebbe potuto farne a meno.
Ma tutto and benissimo; il propulsore funzion esattamente come se
stesse utilizzando la migliore acqua distillata ricavata dal sottosuolo
lunare.
Fece quindi una prova con il propulsore principale, il Numero Uno;
se fosse divenuto inservibile, l'astronave avrebbe conservato tutta la
sua manovrabilit, ma avrebbe perso di potenza. L'astronave sarebbe
stata perfettamente governabile, ma con i quattro propulsori
secondari in azione avrebbe potuto raggiungere un'accelerazione
inferiore del venti per cento a quella massim^.
Anche in questo caso non vi furono problemi; e anche i pi scettici
cominciarono a mostrarsi cordiali nei confronti di Heywood Floyd, e
il secondo ufficiale Jolson non fu pi messo al bando.
Il decollo venne fissato per il tardo pomeriggio, poco prima che il
Vecchio Fedele diventasse inattivo. (Floyd si chiese se i prossimi
visitatori l'avrebbero ritrovato di l a settantasei anni. Forse s;
esisteva gi nel 1910, a giudicare dalle fotografie scattate allora.)
Non vi fu conteggio alla rovescia, come si usava un tempo a Cape
Canaveral. Quando si fu accertato che tutto era in ordine, il capitano
Smith applic solo cinque tonnellate di spinta al Numero Uno, e la
Universe si sollev lentamente dal nucleo della cometa.
L'accelerazione era modesta, ma visivamente l'effetto fu
stupefacente, e, per i pi, del tutto imprevisto. Fino ad allora, lo
scarico dei propulsori era stato quasi del tutto invisibile, formato
com'era da ossigeno e idrogeno altamente ionizzati. Anche quando, a
centinaia di chilometri di distanza, i gas si erano raffreddati cos da
potersi combinare chimicamente tra loro, non vi era nulla da
vedere, perch la reazione non emetteva luce nello spettro visibile.
Ma adesso la Universe si sta/va allontanando dalla Cometa di Halley
sulla sommit di una colonna cos abbagliante da risultare
insostenibile alla vista; un pilastro di fiamma che pareva quasi solido.
L dove la fiamma colpiva il suolo, la roccia esplodeva; mentre se ne
andava per sempre, la Universe lasciava il suo segno, quasi un graffito
cosmico, sul nucleo della Cometa di Halley.
La maggior parte dei passeggeri, abituati a muoversi nello spazio
senza alcun sostegno visibile, rimasero stupefatti. Floyd attese le
inevitabili spiegazioni; si divertiva a cogliere Willis in qualche ine
sattezza scientifica, ma ci avveniva molto raramente. E, le rare volte
in cui ci capitava, Willis aveva sempre qualche giustificazione
molto plausibile.
Carbonio... disse Willis ... particelle carboniose incandescenti...
esattamente come avviene nella fiamma di una candela. Questa pi
calda, per.
Un p di pi mormor Floyd.
Non bruciamo pi, se mi passate il termine, e qui Floyd alz le
spalle acqua pura. Anche se l'abbiamo accuratamente filtrata,
contiene sempre parecchio carbonio allo stato colloidale. Nonch
altre sostanze disciolte che si possono eliminare solo con la
distillazione.
molto pittoresco, ma io sono un p preoccupato disse
Greenberg. Le radiazioni non faranno male alle macchine? E
l'astronave non si riscalder troppo?
Era un interrogativo non privo di fondamento, che aveva suscitato
qualche preoccupazione. Floyd attese che Willis rispondesse, ma
l'astuto divulgatore scientifico se la sbrig con eleganza.
Preferirei che rispondesse il dottor Floyd... dopo tutto, l'idea stata
sua.
Non mia, ma di Jolson. Comunque, la sua perplessit fondata, ma
non vi nessun problema. Quando avremo raggiunto la massima
accelerazione, quei fuochi d'artificio si troveranno ad alcune migliaia
di chilometri dietro di noi. Non c' nulla di cui preoccuparsi.
L'astronave si trovava ora a due chilometri circa dal nucleo; se non
fosse stato per la scia abbagliante dei propulsori, tutto l'emisfero
illuminato del piccolo corpo celeste si sarebbe steso sotto di loro. A
quell'altezza o, meglio, distanza la colonna del Vecchio Fedele si era
allargata un poco. A un tratto Floyd si rese conto che assomigliava a
una di quelle gigantesche fontane che ornano il lago di Ginevra. Le
aveva viste cinquant'anni prima, e si chiese se fossero ancora in
funzione.
D capitano Smith stava provando i comandi. Prima fece ruotare
lentamente l'astronave, poi la mise in picchiata e la fece imbardare
lungo gli assi Y e Z. Tutto pareva funzionare alla perfezione.
La Missione Tempo Zero inizia tra dieci minuti annunci. Zero
virgola uno g per cinquanta ore; quindi zero virgola due fino al
capovolgimento... tra centocinquanta ore. Fece una pausa per dare
maggior enfasi al concetto; mai nessuna astronave aveva mantenuto
un'accelerazione continua per tanto tempo. Se per un motivo o per
l'altro la Universe non avesse potuto frenare correttamente, sarebbe
passata alla storia come la prima astronave con equipaggio umano
lanciata in un volo interstellare.
L'astronave si rimise orizzontale se il termine aveva senso in
quell'ambiente di pressoch totale assenza di gravit e oriente la
prua verso la bianca colonna di nebbia e di cristalli di ghiaccio che
continuava a salire dal nucleo della cometa. La Universe prese ad
avanzare verso di essa...
Ma che cosa diavolo sta facendo? chiese Mihailovic preoccupato.
Di nuovo il capitano, che evidentemente si attendeva la domanda,
prese la parola. Pareva che il capitano Smith avesse ritrovato tutto il
suo buonumore, e in tono lievemente divertito spieg: Abbiamo
un'ultima cosa da fare prima della partenza. Non preoccupatevi... so
esattamente quello che faccio. E il Numero Due d'accordo con me...
non vero?.
Sissignore... per quanto in un primo momento ho creduto che stes
se scherzando. \
Ma che diavolo sta succedendo in plancia? domand Willis, che
una volta tanto non sapeva che cosa pensare.
L'astronave prese a rollare dolcemente, sempre muovendosi a passo
d'uomo o poco pi in direzione del geyser. Visto cos da vicino ora
distava non pi di cento metri assomigliava ancora di pi a una di
quelle fontane di Ginevra, pens Floyd.
Ma no vorr portarci dentro...
... e invece s. La Universe prese a vibrare appena appena,
inoltrandosi nella colonna di schiuma. Continuava a rollare molto
lentamente, come se stesse scavandosi un buco nel geyser gigantesco. I
monitor e gli schermi di osservazione mostravano soltanto un biancore
latteo.
La manovra non pot durare pi di dieci secondi in tutto; gi erano
usciti dall'altra parte. Tra gli ufficiali in plancia vi fu un breve e
spontaneo applauso; ma i passeggeri, Floyd compreso, erano
disorientati.
Siamo pronti a partire! esclam il capitano in tono di grande
soddisfazione. Abbiamo di nuovo un'astronave bella pulita.
Nel corso della mezz'ora successiva, pi di diecimila astronomi
dilettanti sulla Terra e sulla Luna riferirono che la cometa appariva due
volte pi luminosa. La Rete d'Osservazione della Cometa non resse al
sovraccarico, e gli astronomi di professione s'infuriarono.
Per all'opinione pubblica la cosa piacque molto, e qualche giorno
dopo, poche ore prima dell'alba, la Universe offr uno spettacolo
ancora pi pittoresco.
Acquistando una velocit di pi di diecimila chilometri all'ora ogni
ora, la Universe era adesso all'interno dell'orbita di Venere. Si sarebbe
avvicinata ancora di pi al Sole per il passaggio al perielio a una
velocit di gran lunga superiore a quella di qualsiasi corpo celeste
per fare quindi rotta verso Lucifero.
Quando l'astronave pass tra la Terra e il Sole, la sua scia di particelle
carboniose incandescenti appariva agli osservatori terrestri come
una stella di quarta grandezza che si muoveva quasi a vista d'occhio tra
le costellazioni. All'inizio della sua missione di soccorso, la Universe fu
cos vista nello stesso momento da un gran numero di esseri umani: in
tutte le storie del Creato, nessun'altra costruzione dell'uomo aveva
mai avuto un pubblico cos numeroso.
35. ALLA DERIVA.
L'inattesa notizia che l'astronave gemella Universe era gi in viaggio
e che sarebbe arrivata molto prima di quanto chiunque avrebbe osato
sperare ebbe, sul morale dell'equipaggio della Galaxy, un effetto che
si pu soltanto definire euforico. Il fatto stesso che stessero andando
impotenti alla deriva su un oceano alieno, circondati da mostri
sconosciuti, apparve a un tratto meno preoccupante.
Anche i mostri, che di quando in quando facevano qualche
comparsa, sembravano meno minacciosi. Vennero avvistati alcuni
squali giganteschi, che per non si avvicinarono all'astronave
nemmeno quando venivano gettati in mare i rifiuti. Questo
comportamento era sorprendente; veniva da pensare che quei
giganteschi animali a differenza dei loro omologhi terrestri
disponessero di un ottimo sistema di comunicazione. Forse erano pi
simili ai delfini che agli squali.
Vi erano anche moltissimi pesci pi piccoli, che su un mercato della
Terra nessuno avrebbe degnato pi che di un'occhiata distratta. Dopo
parecchi tentativi, un ufficiale, che era anche un abile pescatore,
riusc a prenderne uno con un amo privo di esca. Non lo port dentro
l'astronave il capitano non l'avrebbe mai permesso ma lo misur e
lo fotograf per bene prima di rigettarlo in acqua.
Tuttavia questo prode sportivo dovette pagare un caro prezzo per il
suo trofeo. Quando rientr nell'astronave, la tuta spaziale a pressione
parziale che aveva indossato puzzava di acido solfidrico aveva cio il
caratteristico odore delle uova marce e l'ufficiale divenne l'oggetto di
interminabili scherzi. Anche questo era il segno di una biochimica
aliena e implacabilmente ostile.
Malgrado le richieste degli scienziati, non furono consentite altre
partite di pesca. Potevano osservare e registrare a volont, ma non
raccogliere esemplari. E comunque, fu fatto loro notare, essi erano
planetologi, e non naturalisti. A nessuno era venuto in mente di
portare della formalina, che, injogni modo, non sarebbe
probabilmente servita a nulla.
Una volta l'astronave si trov a galleggiare per parecchie ore in
mezzo a masse, o a strati, di una sostanza di un vivido color verde.
La sostanza verde formava una sorta di isolotti ovali di una decina di
metri di diametro, tutti delle stesse dimensioni. La Galaxy li
attraversava senza incontrare nessuna resistenza, e gli isolotti
subito si riformavano dopo il passaggio dell'astronave. Si pens
fossero colonie di organismi viventi.
Una mattina, l'ufficiale di guardia ebbe un sussulto quando un
periscopio usc dall'acqua ed egli si trov a fissare un occhio azzurro
dall'espressione mite che, rifer in seguito, gli ricordava quello di
una mucca malata. L'occhio lo guard malinconicamente per qualche
secondo senza mostrare grande interesse, e poi torn a immergersi
lentamente nell'oceano.
Nulla si muoveva rapidamente laggi, e per ovvi motivi. Quello era
un mondo ancora a bassa energia non vi era l'ossigeno libero che
consente agli esseri terrestri di vivere come con una serie di esplosioni
continue, dal momento in cui cominciano a respirare fino alla morte.
Solo lo squalo visto la prima volta aveva mostrato segni di un'attivit
violenta, negli ultimi spasmi dell'agonia.
Forse ci tornava di vantaggio agli uomini. Anche se le tute spaziali
li rendevano lenti e goffi, probabilmente su Europa non esisteva
una forma di vita in grado di raggiungerli anche se avesse voluto
prenderli.
Con sarcastica amarezza il capitano Laplace si diceva che aveva
affidato il governo dell'astronave al commissario di bordo; e si
chiedeva se ci fosse mai accaduto nella lunga storia della navigazione
sui mari e nello spazio.
Non che il signor Lee avesse gran che da fare. La Galaxy galleggiava
in posizione verticale, per un terzo fuori dall'acqua, lievemente
inclinata per il vento che le faceva fare cinque nodi abbondanti. Le
infiltrazioni d'acqua erano minime, e tutte sotto controllo. Inoltre, cosa
forse pi importante, lo scafo era ancora a tenuta d'aria.
_
Sebbene gran parte degli strumenti di navigazione fosse
inutilizzabile, la posizione era perfettamente nota. Ogni ora
Ganimede trasmetteva loro la posizione sul canale d'emergenza, e se
la Galaxy avesse continuato a seguire quella rotta sarebbe andata ad
arenarsi sulle rive di una grande isola di l a tre giorni. Se avesse
mancato l'isola, avrebbe continuato ad andare alla deriva sul mare
aperto fin quando avrebbe raggiunto la zona di acqua in ebollizione,
ma tiepida, immediatamente sotto Lucifero. Questa prospettiva,
sebbene non necessariamente catastrofica, era pur sempre sgradevole; e
il signor Lee, in quanto facente funzione di capitano, meditava ore e
ore sul modo di evitarla.
Avrebbero potuto innalzare vele di fortuna, se avessero trovato il
materiale adatto; ma ci sarebbe servito a ben poco. Aveva
scandagliato l'oceano fino alla profondit di cinquecento metri alla
ricerca di correnti di cui approfittare, ma non ne aveva trovata alcuna.
Lo scandaglio non aveva toccato il fondo; quel mare era profondo
chiss quanti chilometri.
Forse anche questo era loro di vantaggio, perch la gran massa
d'acqua li proteggeva dai terremoti sottomarini che squassavano in
continuazione quel giovanissimo oceano. Certe volte la Galaxy si
scuoteva tutta sotto l'onda d'urto, come colpita da un martello
gigantesco. Nel giro di poche ore un'ondata di marea alta decine di
metri si sarebbe abbattuta su qualche costa di Europa; ma con un
mare cos profondo, l'ondata mortale era s e no un'increspatura
sull'acqua.
Molte volte videro vortici improvvisi che si formavano lontano
dall'astronave, gorghi pericolosi, maelstrom che avrebbero potuto
risucchiare la Galaxy nell'abisso; ma per fortuna erano cos lontani
che non sortivano altro effetto che quello di far ruotare l'astronave su
se stessa per qualche tempo.
Una volta sola una gran bolla di gas sal dal profondo, scoppiando a
un centinaio di metri di distanza. Fu un fenomeno impressionante, e
tutti condivisero il commento del medico di bordo: Grazie al cielo
non possiamo sentirne l'odore.
buffo con quanta facilit la situazione pi inconsueta diventi tran
tran di tutti i giorni. In breve tempo la vita a bordo della Galaxy prese
a scorrere secondo una routine senza scosse e il problema principale
del capitano Laplace fu di tenere occupato l'equipaggio. Non c' nulla
che danneggi il morale di un equipaggio quanto l'ozio, e il capitano
Laplace si chiedeva come facessero i comandanti delle navi a vela di un
tempo a tenere occupati gli uomini durante le lunghissime
traversate. Non potevano passare tutto il tempo ad arrampicarsi sul
l'alberatura e a pulire il ponte.
Gli scienziati costituivano un problema opposto. Costoro non
facevano che chiedergli di fare test ed esperimenti, che bisognava
valutare accuratamente prima di concedere il permesso. E se il
capitano l'avesse consentito, gli scienziati avrebbero monopolizzato
tutti i canali di comunicazione dell'astronave, ora molto limitati.
L'antenna principale si trovava proprio sulla linea di galleggiamento,
ed era rimasta danneggiata. La Galaxy non poteva pi comunicare
direttamente con la Terra. Tutte le comunicazioni dovevano venire
ritrasmesse da Ganimede, e su una gamma d'onda di pochi
miserabili megahertz. Un solo canale video l'avrebbe occupata tutta
quanta, e bisognava tagliar fuori accuratamente il clamore delle reti
televisive terrestri. Non che la Galaxy avrebbe avuto qualcosa di
meglio da mostrare al pubblico del mare aperto, gli angusti quartieri
dell'astronave e un equipaggio che, malgrado il morale fosse
ancora alto, stava diventando sempre pi irsuto
Un numero insolitamente elevato di messaggi pareva diretto al
secondo ufficiale Floyd, le cui risposte erano cos laconiche che
sicuramente non potevano contenere molte informazioni. Alla fine
Laplace decise di dire due parole a quel giovanotto.
Signor Floyd, gli disse nell'intimit della sua cabina le sarei molto
grato se mi volesse illuminare sul suo secondo lavoro.
Floyd apparve piuttosto imbarazzato, e si aggrapp al tavolo mentre
l'astronave ondeggiava lievemente sotto una raffica improvvisa.
Mi scusi, signore, ma non mi consentito.
E da chi, se lecito?
In tutta franchezza, non ne sono sicuro nemmeno io.
Diceva la verit. Floyd sospettava che si trattasse dell'ASTROPOL,
ma i due distinti signori da cui aveva ricevuto le istruzioni su
Ganimede non avevano voluto dargli questa informazione.
In quanto capitano di questa astronave, e tanto pi in queste
circostanze, desidero essere al corrente di ci che succede a bordo.
Se riusciamo a cavarcela, dovr passare qualche anno a rispondere
alle varie commissioni d'inchiesta. E lei lo stesso, probabilmente.
Floyd sorrise a labbra strette. Non vai tanto la pena di cavarcela,
allora. Tutto quello che so che qualche agenzia ad alto livello
prevedeva che vi sarebbero stati guai, senza per sapere
esattamente che cosa sarebbe successo. A me hanno detto soltanto di
tenere gli occhi aperti. Ho paura di non aver combinato gran che, ma
credo che non abbiano fatto in tempo a contattare qualcuno pi in
gamba.
Non stata colpa sua. Chi avrebbe immaginato che Rosie...
II capitano s'interruppe, colto da un'idea improvvisa. Forse ha dei
sospetti su qualcun altro? Fu sul punto di aggiungere: su di me, per
esempio?, ma fece in tempo a trattenersi. La situazione era gi
abbastanza paranoica.
Floyd parve pensarci su; quindi si decise. Forse avrei dovuto
parlargliene prima, signore, ma lei aveva molte cose da fare. Sono
sicuro che il dottor van der Berg c'entra in qualche modo. uno di
Ganimede, naturalmente; strana gente, quelli di Ganimede, che
non mi riesce di capire. N di farmeli piacere, aggiunse dentro di s.
Troppo legati tra di loro, e troppo poco aperti verso gli altri. Per
non si pu biasimarli; tutti i pionieri che hanno colonizzato una terra
disabitata sono probabilmente fatti allo stesso modo.
Van der Berg... hmmm. E gli altri scienziati?
Sono stati tutti controllati, naturalmente. Sono perfettamente a
posto.
Ci non era del tutto vero. Il dottor Simpson aveva avuto, in passato,
pi mogli di quante ne consentisse la legge, e il dottor Higgins
possedeva una vasta collezione di libri molto particolari. Il secondo
ufficiale Floyd non sapeva bene perch gli avessero detto questo;
forse i suoi mentori volevano solo impressionarlo con l'accuratezza
delle loro informazioni. Si era detto che lavorare per l'ASTROPOL, o
chi per esso, poteva anche essere divertente.
Molto bene disse il capitano, congedando il poliziotto dilettante.
Ma la prego di informarmi nel caso in cui scoprisse qualcosa...
qualsiasi cosa, badi bene... che possa mettere a repentaglio la
sicurezza dell'astronave.
In quelle circostanze, era difficile immaginare di che cosa potesse
trattarsi. Per correre altri rischi era del tutto superfluo.
36. UNA TERRA ALIENA.
Ancora ventiquattro ore prima che l'isola fosse in vista, non era
possibile sapere se la Galaxy l'avrebbe mancata e sarebbe stata spinta
dal vento in mare aperto. La posizione dell'astronave, calcolata da
Ganimede, venne riportata su una grande mappa che tutto
l'equipaggio osservava con ansia parecchie volte al giorno.
Anche se l'astronave fosse riuscita ad approdare, i guai non
sarebbero di certo finiti. Poteva per esempio venire fatta a pezzi
dalla risacca contro gli scogli, invece che essere delicatamente
depositata su una spiaggia sabbiosa in lieve pendo.
D signor Lee era acutamente consapevole di tutte queste possibilit.
Aveva gi fatto naufragio una volta, con un cabinato il cui motore si
era guastato in un momento critico al largo dell'isola di Bali. In realt
non aveva corso nessun pericolo, anche se l'avvenimento era stato fin
troppo emozionante, e non aveva nessuna intenzione di ripetere
quell'esperienza, tanto pi che su quel mondo non vi era nessuna
nave guardacoste che sarebbe venuta in loro soccorso.
La loro situazione non era davvero priva d'ironia. Eccoli l, a bordo
del mezzo di trasporto pi avanzato mai costruito dall'uomo in grado
di attraversare tutto il sistema solare! e incapaci di modificarne la
rotta anche di pochi metri. Tuttavia non erano del tutto impotenti;
infatti Lee aveva ancora qualche carta in mano.
Su quel mondo piccolo, dall'orizzonte troppo vicino, avvistarono
l'isola quando distava sol1 cinque chilometri. Lee not con grande
sollievo che non si vedevano gli scogli che aveva temuto; d'altra
parte non vi era nessun segno nemmeno della spiaggia sabbiosa che
aveva sperato. I geologi gli avevano detto che, perch su quel mondo
si formasse la sabbia, si sarebbe dovuto aspettare qualche milione di
anni; i mulini di Europa macinavano piano, e non avevano ancora
avuto il tempo di fare il Joro lavoro.
Non appena fu certo che avrebbero toccato terra, Lee diede ordine
di svuotare i serbatoi principali, che erano stati colmati d'acqua subito
dopo l'ammaraggio. Le ore successive furono molto scomode, e un
quarto dell'equipaggio dovette disinteressarsi alla manovra.
La Galaxy si alz sempre di pi sull'acqua, oscillando sempre pi
violentemente, e quindi si rovesci su un fianco con un grande tonfo,
galleggiando sulle acque come una balena morta nei brutti giorni in cui
i balenieri pompavano l'aria nelle carcasse per impedir loro di
affondare. Lee studi il nuovo assetto dell'astronave e lo corresse cos
che la poppa fosse un poco pi immersa e la prua quasi fuori dall'acqua.
Come aveva previsto, la Galaxy offriva il fianco al vento. Un altro
venticinque per cento dell'equipaggio era a quel punto fuori
combattimento, ma restavano uomini a sufficienza per dare una
mano a Lee a gettare fuori bordo l'ancora galleggiante che aveva
preparato in precedenza. Si trattava solo di una zattera improvvisata
fatta di latte vuote legate assieme, ma fu sufficiente perch l'astronave
si girasse, puntando la prua verso la terraferma che si avvicinava.
Lee vide che l'astronave si dirigeva con lentezza spasmodica verso
una stretta striscia di spiaggia coperta da piccoli massi. In mancanza
di sabbia, non ci si poteva lamentare...
La prua sporgeva sopra la spiaggia quando la Galaxy tocc il fondo,
e Lee gioc la sua ultima carta. Aveva fatto una prova soltanto, nel
timore di rovinare le macchine.
Per l'ultima volta, dalla Galaxy fuoriusc l'incastellatura di
atterraggio. A scosse, stridendo, l'incastellatura fece presa in quella
terra aliena. Ora l'astronave era saldamente ancorata contro i venti e
le onde di quell'oceano privo di maree.
Non vi era dubbio che la Galaxy avesse trovato il luogo dell'ultimo
riposo, e, forse, anche il suo equipaggio.
PARTE V, ATTRAVERSO GLI ASTEROIDI.
37. LA STELLA.
E ora la Universe si muoveva cos velocemente che la sua orbita non
assomigliava pi nemmeno lontanamente a quella di qualsiasi altro
corpo celeste del sistema solare. Mercurio, l'astro pi vicino al Sole,
al perielio supera di poco una velocit di cinquanta chilometri al
secondo; la Universe aveva toccato i cento chilometri al secondo il
primo giorno e con solo met dell'accelerazione che avrebbe potuto
raggiungere se non fosse stata appesantita da parecchie migliaia di
tonnellate d'acqua.
Per poche ore fu Venere, quando passarono all'interno della sua
orbita, l'oggetto pi luminoso di tutto il cielo dopo il Sole e Lucifero.
Il suo minuscolo disco era appena visibile a occhio nudo, ma anche il
telescopio pi potente non avrebbe potuto scorgere molto di pi.
Venere custodiva i suoi segreti gelosamente quanto Europa.
La Universe si avvicinava tanto al Sole passando all'interno
dell'orbita di Mercurio non per prendere una scorciatoia, ma per
approfittare dell'attrazione gravitazionale dell'astro per aumentare
di velocit. Siccome la natura ama mantenere l'equilibrio, il Sole
avrebbe perso la velocit guadagnata dalla Universe; ma le
conseguenze di questa diminuzione non sarebbero state misurabili
per alcune migliaia di anni.
Il capitano Smith approfitt del passaggio al perielio dell'astronave
per recuperare un p di quel prestigio che aveva perduto con la sua
opposizione.
Ora capite disse perch ho fatto passare l'astronave attraverso il
Vecchio Fedele. Se non avessimo tolto tutta quella sporcizia dallo
scafo, in questo momento ci staremmo surriscaldando pericolosamente.
Infatti dubito che i controlli automatici avrebbero potuto reggere al
sovraccarico... gi ora dieci volte il normale irraggiamento terrestre.
Osservando attraverso filtri quasi completamente neri il Sole,
enorme e rigonfio, i passeggeri erano pi che disposti a credergli.
Furono ben felici quando il Sole riacquist le sue normali dimensioni
e continu poi a rimpicciolire di poppa mentre la Universe attraversava
l'orbita di Marte, diretta verso l'obiettivo della sua missione.
I cinque grandi si erano tutti riconciliati, ciascuno a suo modo,
con l'imprevisto mutamento di programma. Mihailovic continuava a
comporre, copiosamente e rumorosamente, e lo si vedeva soltanto
quando usciva dalla cabina per prendere i pasti, quando raccontava
storielle audaci e tormentava tutti, con particolare predilezione per
Willis. Greenberg si era nominato, senza incontrare opposizione,
membro onorario dell'equipaggio, e passava gran parte del tempo in
plancia.
Maggie M vedeva la situazione con malinconico divertimento.
Gli scrittori faceva notare dicono sempre che lavorerebbero molto
di pi se solo si trovassero in qualche posto senza distrazioni. Per
esempio a fare il guardiano di un faro, o in prigione. Dunque io non
mi posso lamentare di nulla... tranne del fatto che le mie richieste di
documentazione non vengono esaudite, dato che prima vengono i
messaggi con diritto di precedenza.
Anche Victor Willis era giunto alla stessa conclusione, e stava
lavorando sodo a parecchi progetti a lunga scadenza. Egli aveva
anche un altro motivo per starsene chiuso nella sua cabina;
sarebbero dovute passare alcune settimane prima che si potesse
presentare con l'aspetto di uno che ha dimenticato di radersi.
Yva Merlin passava ore e ore nella saletta di proiezione a rivedere i
suoi classici favoriti. Per fortuna si era fatto in tempo a provvedere la
Universe di una biblioteca e di una cineteca prima della partenza;
l'una e l'altra non erano particolarmente ben fornite, ma c'era
comunque materiale sufficiente per pi di una vita.
C'erano tutte le opere cinematografiche pi importanti, a partire dai
primordi del cinema. Yva Merlin le conosceva quasi tutte, ed era ben
lieta di dividere con altri le sue conoscenze.
A Floyd, naturalmente, piaceva moltissimo starla ad ascoltare,
perch in quei momenti lei diventava ai suoi occhi un vero essere
umano, e non pi un'immagine simbolica. Era triste e affascinante al
tempo stesso che solo attraverso un universo artificiale di immagini
Yva riuscisse a stabilire un contatto con il mondo reale.
Una delle esperienze pi strane della vita piuttosto ricca di
avvenimenti di Heywood Floyd fu proprio quella di starsene seduto
nella semioscurit a fianco di Yva, da qualche parte oltre l'orbita di
Marte, a guardare la versione originale di Via col vento. C'erano dei
momenti in cui poteva vedere il famoso profilo di lei stagliarsi contro
quello di Vivien Leigh, e poteva metterli a confronto sebbene fosse
impossibile affermare che una delle due attrici fosse migliore
dell'altra; entrambe erano sui generis.
Quando si riaccese la luce, vide con stupore che Yva stava piangen
do. Le prese la mano e le disse teneramente: Anch'io ho pianto,
quando morta Diletta.
Yva ebbe un lieve sorriso.
Io piangevo per Vivien disse. Quando ho girato il remake, ho letto
molto su di lei. Ha avuto una vita cos tragica. E parlare di lei, qui in
mezzo ai pianeti, mi fa venire in mente quello che Laurence Olivier disse
quando la riport da Ceylon in pieno esaurimento nervoso. Larry
disse ai suoi amici: "Ho sposato una donna venuta dallo spazio".
Qui Yva s'interruppe, e un'altra lacrima le scese (in un modo piuttosto
teatrale, non pot fare a meno di pensare Floyd) lungo la guancia.
E vuoi sapere una cosa ancora pi strana? Vivien Leigh gir il suo
ultimo film esattamente cent'anni fa. Sai com'era intitolato?
No... Avanti, prendimi ancora di sorpresa.
Pi sorpresa sarebbe Maggjte... se davvero sta scrivendo quel libro
con cui continua a minacciarti. L'ultimo film di Vivien Leigh s'intitola
La nave dei folli.
38. ICEBERG DELLO SPAZIO.
Ora che si trovavano tutti senza pi nulla da fare, il capitano Smith
acconsenti finalmente a rilasciare a Victor Willis l'intervista cui era
tenuto per contratto. D'altra parte anche Willis non aveva fatto che
rimandarla, per via di ci che Mihailovic si ostinava a chiamare la sua
mulilazione. E poich sarebbero dovuti passare molti mesi prima che
potesse riacquistare la sua immagine pubblica, Willis aveva finalmente
deciso di fare l'intervista senza video; ci avrebbe poi pensato lo studio
sulla Terra a fornire qualche suo filmato di repertorio.
Si sedettero nella cabina del capitano ancora solo parzialmente
arredata, sorseggiando uno degli eccellenti vini che, a quanto pareva,
costituivano il grosso del bagaglio di Victor. Dato che la Universe
avrebbe spento i motori nelle prossime ore, questa sarebbe stata
l'ultima opportunit per parecchio tempo. Il vino in assenza di peso,
sosteneva Victor, era un abominio, e si rifiutava decisamente di bere i
suoi vini d'annata in volgari contenitori di plastica.
Qui Victor Willis, che vi parla dall'astronave spaziale Universe alle
ore diciotto e trenta di venerd 15 luglio 2061. Anche se non siamo
ancora giunti a met del nostro viaggio, siamo gi ben oltre l'orbita di
Marte e abbiamo pressoch raggiunto la nostra velocit massima. Vale a
dire, capitano?
Mille e cinquanta chilometri al secondo.
Pi di mille chilometri al secondo... Quasi quattro milioni di
chilometri all'ora!
La sorpresa di Victor Willis sembr perfettamente autentica; nessuno
avrebbe potuto immaginare che conosceva i parametri orbitali
quanto lo stesso capitano. Ma la sua bravura consisteva proprio nel
mettersi nei panni degli spettatori, non solo anticipando le loro
domande, ma anche stimolando il loro interesse.
Proprio cos rispose compiaciuto il capitano. Stiamo viaggiando
al doppio della velocit mai raggiunta dall'uomo dall'inizio dei tempi.
Questo avrei dovuto dirlo io, pens Victor; non gli piaceva che gli
rubassero le battute. Ma, da quel professionista che era, fece buon viso
a cattiva sorte.
Fece una pausa come consultando il suo famoso memotaccuino
fornito di un piccolo schermo direzionale che poteva vedere lui solo.
Ogni dodici secondi copriamo una distanza uguale al diametro della
Terra. Eppure ci vorranno ancora dieci giorni di viaggio per
raggiungere Giove... pardon, Lucifero. Ci ci da un'idea delle
dimensioni del sistema solare...
Ora, capitano, questo un argomento delicato, ma se ne parlato
molto per tutta la settimana scorsa.
Oh no! gemette Smith dentro di s. Non di nuovo la faccenda dei
gabinetti a zero g
In questo momento stiamo attraversando il cuore della fascia degli
asteroidi...
Avrei preferito i gabinetti, pens Smith.
... e per quanto mai una nave spaziale sia rimasta seriamente
danneggiata, le chiedo se non stiamo correndo dei rischi. Dopo tutto,
qui fuori ci sono milioni e milioni di corpi celesti di tutte le
dimensioni, e si conosce la posizione solo di poche migliaia di essi.
Non poche: pi di diecimila.
Ma ce ne sono milioni di cui non sappiamo nulla.
vero; ma anche se ne sapessimo di pi, non farebbe differenza.
In che senso?
Nel senso che non potremmo farci nulla lo stesso.
E come mai?
Il capitano Smith non rispose subito per raccogliere le idee. Willis
aveva ragione: si trattava di un argomento delicato; ai suoi datori di
lavoro non sarebbe piaciuto che lui scoraggiasse eventuali clienti.
In primo luogo, lo spazio cos enorme che anche qui, nel cuore
della fascia degli asteroidi, come lei ha detto, le probabilit di una
collisione sono infinitesimali. Avremmo voluto mostrare ai passeggeri
un
asteroide, ma il meglio che abbiamo trovato Hanuman, un
planetoide di soli trecento metri di diametro, cui ci avvicineremo al
massimo a duecentocinquantamila chilometri.
Ma Hanuman un gigante, rispetto agli asteroidi sconosciuti in
orbita tutto intorno a noi. Questo non la preoccupa?
Mi preoccupa quanto l'eventualit di venir colpito da un fulmine
sulla Terra.
Veramente, io una volta me la sono vista brutta, sul Piks Peak in
Colorado... il lampo e il tuono sono stati simultanei. Per, come lei
stesso ha ammesso, un minimo di rischio esiste. E non corriamo un
rischio maggiore, vista l'enorme velocit alla quale ci muoviamo?
Willis, naturalmente, conosceva gi la risposta; ma ancora una volta
si metteva nei panni del suo pubblico sul pianeta dal quale si andavano
allontanando di migliaia di chilometri a ogni secondo.
Non facile dare una spiegazione senza ricorrere alla matematica,
rispose il capitano (quante/volte aveva detto la stessa cosa, anche
quando non era affatto verbi) ma la velocit non direttamente
proporzionale al rischio. Venire a collisione con qualsiasi cosa a
velocit interplanetarie avrebbe effetti ugualmente disastrasi; se lei si
trova vicino a una bomba atomica al momento dell'esplosione, non fa
differenza se una bomba da un chiloton o da un megaton.
Non era una risposta particolarmente rassicurante, ma era il meglio
che potesse dire. Per evitare che Willis lo facesse notare, si affrett ad
aggiungere:
E le ricordo che un eventuale... ehm... minimo rischio in pi che
noi si possa correre comunque giustificato dal fatto che vi sono delle
vite in pericolo. Anche una sola ora pu essere essenziale.
Certo, ce ne rendiamo conto. Willis esit; avrebbe voluto
aggiungere: sono sulla stessa barca anch'io, ma poi prefer evitare.
Sarebbe potuta sembrare mancanza di modestia da parte sua non che
la modestia fosse mai stata il suo forte. E, comunque, si era trattato di
fare di necessit virt, non aveva avuto alternative, a meno di non
volersene tornare a casa a piedi.
Ci prosegu mi fa pensare a un'altra cosa. Lei sa che cosa accadde
esattamente centocinquant'anni fa nell'Atlantico settentrionale?
Cio nel 1911?
B, veramente nel 1912...
Il capitano Smith immaginava dove Willis volesse andare a parare e
si rifiut di collaborare fingendo di non capire.
Si riferisce al Titanio, immagino disse.
Esattamente fece Willis, nascondendo sportivamente la sua delu
sione. Una ventina di persone, ciascuna delle quali era convinta di
essere l'unica, mi ha fatto presente l'analogia.
Analogia? Quale analogia? Il Titanio correva rischi inaccettabili solo
per battere un record.
Fu sul punto di aggiungere: e poi non avevano scialuppe di
salvataggio in numero sufficiente, ma fortunatamente si trattenne in
tempo, ricordando che l'astronave disponeva di un'unica navetta in
cui avrebbero potuto prendere posto cinque persone. Se Willis
avesse affrontato l'argomento, sarebbero state necessarie troppe
spiegazioni.
Bene, riconosco che questa analogia solo superficiale disse Willis.
Per ce n' un'altra che tutti, ma proprio tutti, hanno notato. Lei sa
come si chiamava il primo e ultimo capitano del Titanici
Non ne ho la minima... cominci il capitano Smith. Quindi
spalanc la bocca per lo stupore.
Proprio cos disse Victor Willis con un sorriso che sarebbe stato
caritatevole definire di soddisfazione.
Il capitano Smith avrebbe strangolato volentieri tutti quei ricercatori
dilettanti. Ma non poteva certo dar la colpa ai suoi genitori di essersi
chiamati con il pi comune dei nomi inglesi.
39. ALLA TAVOLA DEL CAPITANO.
Era un peccato che nessuno sulla Terra (n altrove) potesse ascoltare
le conversazioni meno formali che si svolgevano sulla Universe. La
vita di bordo scorreva ora monotona, scandita da pochi punti di
riferimento regolari di cui il pi importante, e certamente quello di
pi antica tradizione, era la tavola del capitano.
Alle 18.00 in punto, i sei passeggeri e i cinque ufficiali non in
servizio cenavano con il capitano Smith. Non si chiedeva,
naturalmente, l'abito da sera che era stato obbligatorio sui palazzi
galleggianti che attraversavano l'Atlantico, ma ugualmente tutti
cercavano di rinnovare in qualche modo il proprio abbigliamento. Si
poteva per esempio essere sicuri che Yva MerUn si sarebbe presentata
con una nuova spilla, o anello, o collana, o profumo, di cui sembrava
avere una provvista inesauribile.
Se i motori erano in funzione, la cena iniziava con una minestra in
brodo; in assenza di peso, la prima portata era costituita dagli
antipasti. In un caso o nell'altro, prima che arrivasse il piatto forte, il
capitano Smith riferiva ai suoi commensali le ultime notizie o smen
tiva le ultime voci, di solito diffuse a seguito delle trasmissioni dalla
Terra o da Ganimede.
Accuse e controaccuse volavano in ogni direzione, e le teorie pi
fantastiche erano state avanzate per spiegare il dirottamento della
Galaxy. Si era puntato il dito contro tutte le organizzazioni segrete di
cui si conosceva l'esistenza e anche contro molte altre del tutto
immaginarie. Tutte queste teorie avevano un unico punto in comune:
nessuna riusciva a fornire un movente plausibile.
Una cosa sola si era saputa per certo, e ci non aveva fatto altro che
rendere ancora pi fitto il mistero. Dalle frenetiche indagini
dell'ASTROPOL risultava che la sedicente Rosie McMahon non era
altri che Ruth Mason, nata a Londra, gi facente parte della Polizia
Metropolitana, dalla quale era stata allontanata, dopo un inizio
promettente, a seguito di attivit razziste. La donna era quindi
emigrata in Africa, e di lei non si era saputo pi nulla. Evidentemente
era entrata a far parte di qualche organizzazione segreta di quello
sfortunato continente. Del Chaka, congetturavano gli USSA per
subito smentire ufficialmente l'ipotesi.
Ma che cosa c'entrasse Europa in tutto questo, i convitati alla tavola
del capitano proprio non sapevano tanto pi che Maggie M confess
di aver preso in considerazione un tempo un romanzo su Chaka,
adottando il punto di vista di una delle sventurate mogli del despota.
Ma pi si addentrava nelle ricerche, pi l'idea le ripugnava. Quando
alla fine lasciai perdere concluse mi rendevo perfettamente conto
di quali possono essere i sentimenti di un tedesco del giorno d'oggi
nei confronti di Hitler.
Queste confidenze personali si facevano sempre pi frequenti man
mano che il viaggio procedeva. Terminato di mangiare, uno dei
convitati, a turno, prendeva la parola e cominciava a raccontare.
Avevano tutti vissuto vite molto piene, e su molti mondi, cos che
diffcilmente si sarebbe potuto trovare una compagnia pi adatta a
raccontare storie.
Il narratore meno interessante era, stranamente, Victor Willis. Lui lo
riconosceva onestamente, e spiegava il fatto dicendo:
Sono cos abituato a parlare di fronte a milioni di ascoltatori che mi
riesce difficile abituarmi a un piccolo gruppo di amici come questo.
Si sentirebbe pi a suo agio in un gruppo di nemici? chiese
Mihailovic, sempre desideroso di rendersi utile. In tal caso potrei
accontentarla facilmente.
Al contrario, Yva Merlin era bravissima, anche se i suoi ricordi
riguardavano esclusivamente il mondo dello spettacolo. Era divertente
soprattutto quando parlava dei registi, pi o meno famosi, con cui
aveva lavorato, e soprattutto quando raccontava di David Griffin.
vero, chiese Maggie M, senza dubbio pensando a Chaka che
odiava le donne?
Assolutamente no rispose Yva Merlin. Lui odiava solo le attrici.
Non le considerava esseri umani.
Anche le reminiscenze di Mihailovic erano molto settoriali, e
riguardavano solo le grandi orchestre e le grandi compagnie di ballo, i
compositori e i direttori famosi, e i loro innumerevoli satelliti. Ma
erano cos divertenti i suoi aneddoti e i suoi pettegolezzi, le sue storie
di fiaschi e di dispetti tra prime donne, che anche chi non s'intendeva
affatto di musica si teneva la pancia dal gran ridere e lo pregava di
continuare.
Completamente diversi erano i racconti scarni e pochissimo ornati
che il colonnello Greenberg faceva di avvenimenti straordinari. Aveva
descritto con tanta precisione il primo atterraggio su Mercurio al
Polo Sud, relativamente temperato che restava ben poco da
aggiungere; ma sorgeva inevitabilmente la domanda: Quando ci
ritorneremo?, seguita altrettanto inevitabilmente dall'altra: Le
piacerebbe ritornarci?.
Se me lo chiedessero, ci tornerei, naturalmente rispose
Greenberg. Ma ho l'impressione che con Mercurio sar un p
come con la Luna. Non dimentichiamo che l'uomo mise piede sulla
Luna nel 1969, e che non ci ritorn se non dopo trenta o
quarant'anni. Comunque, Mercurio non utile come la Luna... per
quanto un giorno non sar forse cos. Non c' acqua, su Mercurio;
naturalmente, nessuno si aspettava di trovare acqua sulla Luna. O,
meglio, nella Luna...
Ho fatto anche un'altra cosa, meno famosa dell'atterraggio su
Mercurio, ma forse pi importante: la mulattiera di Aristarco.
La mulattiera?
Gi. Quando ancora non c'era l'impianto di lancio del ghiaccio posto
sull'equatore lunare, il ghiaccio andava trasportato dalla miniera allo
spazioporto del Mare Imbrium. Bisogn costruire una strada che
attraversava le pianure laviche e che superava non pochi crepacci. La
Strada del Ghiaccio, la chiamavano, e anche se era lunga solo trecento
chilometri ci volle pi di una vita umana per costruirla...
I "muli" erano trattori a otto ruote con gomme grandissime e
sospensioni indipendenti: trainavano una decina di rimorchi,
ciascuno dei quali conteneva cento tonnellate di ghiaccio. Si
viaggiava per lo pi di notte, perch era necessario proteggere il
ghiaccio dal calore del sole...
Io l'ho percorsa parecchie volte. Ci mettevamo sei ore circa. Molto,
vero, ma non eravamo l per battere i record di velocit. Quindi il
ghiaccio veniva messo in grandi serbatoi stagni e si aspettava il giorno.
Quando si era tutto sciolto, l'acqua veniva pompata nelle astronavi.
La Strada del Ghiaccio c' ancora, naturalmente, ma oggi ci vanno
solo i turisti, per lo pi di notte, come facevamo noi. Era bellissimo,
con la Terra alta nel cielo che dava tanta luce che i fari erano inutili.
E malgrado potessimo parlare per radio con i nostri amici ogni volta
che ne avevamo voglia, spesso spegnevamo la radio e la mettevamo
sull'automatico perch trasmettesse il segnale di okay. Volevamo star
soli, in quel gran deserto risplendente... finch il deserto c'era, voglio
dire, perch sapevamo che non sarebbe durato.
Adesso stanno costruendo iKferavolt, l'acceleratore di quark, tutto
intorno all'equatore, e il Mare Imbrium e il Mare Serenitatis si stanno
riempiendo di cupole. Ma noi l'abbiamo conosciuta l'autentica
desolazione lunare, proprio come la videro Armstrong e Aldrin...
quando ancora non si potevano comprare le cartoline all'ufficio postale
del Mare Serenitatis.
40. MOSTRI DELLA TERRA.
... meno male che ti sei perso il ballo annuale: non ci crederai, ma
riuscito peggio di quello dell'anno scorso. E ancora una volta il nostro
mastodonte, l'ottima signora Wilkinson, riuscita a spappolare i piedi
del suo compagno anche se il ballo si teneva nel salone a mezzo g.
Parliamo di cose serie. Visto che tu tornerai tra qualche mese, e non
tra qualche settimana, Admin ha messo gli occhi sul tuo appartamento
vicini simpatici, centro acquisti a poca distanza, vista splendida della
Terra eccetera e ti chiede di subaffittarglielo fino al tuo ritorno. A me
pare una proposta interessante, che ti farebbe risparmiare un sacco
di soldi. Ci penseremo noi a prelevare i tuoi effetti personali...
Passando a questa storia di Chaka... Lo so che ti piace stupire la
gente, ma francamente Jerry e io siamo rimasti esterrefatti. Capisco
benissimo perch Maggie M l'abbia lasciato perdere certo che
abbiamo letto il suo Libidini olimpicbe, molto interessante ma
troppo femminista per i nostri gusti...
Che mostro... Capisco anche perch gli abbiano preferito una banda
di terroristi. Bella la trovata di far ammazzare i suoi guerrieri che si
sposavano! E quella poi di far ammazzare tutte le mucche presenti nei
suoi domini solo perch erano femmine! E ancora peggio, quelle
orribili lance da lui inventate. E che maleducazione, passare a fil di
spada gente cui non si stati presentati...
E poi, che gran brutta pubblicit per noi! Vien quasi voglia di
tornare tra i normali. Abbiamo sempre sostenuto di essere miti e
gentili (nonch di grandissimo talento, naturalmente, e di
temperamento artistico), ma adesso che ci hai fatto conoscere i
cosiddetti Grandi Guerrieri (che cosa ci sia di grande, poi,
nell'ammazzare la gente, proprio non si sa!) ci vergogniamo un p
della compagnia in cui ci siamo venuti a trovare...
S, di Adriano e di Alessandro lo sapevamo, per non eravamo al
corrente n di Riccardo Cuor di Leone n del Saladino. Giulio Cesare
era ogni cosa: bisognerebbe chiederlo sia ad Antonio sia a Cleopatra.
Anche Federico il Grande, il quale evidentemente aveva almeno un
lato positivo: pensa in che modo ha trattato il vecchio Bach.
Quando ho detto a Jerry che Napoleone un'eccezione, che
almeno lui non c'entra, sai che cosa mi ha risposto? "Scommetto che
Giuseppina era un ragazzo." Prova un p a ridirlo a Yva.
Ci hai buttato gi di morale, vecchio farabutto, con questa storia.
Avresti dovuto lasciarci nella nostra felice ignoranza...
Ma ti abbracciamo ugualmente con affetto, e lo stesso fa Sebastian.
Saluta per conto nostro tutti gli abitanti di Europa che incontrerai. A
giudicare da quanto riferisce la Galaxy, ce n' qualcuno che farebbe
un'ottima coppia con la signora Wilkinson.
41. MEMORIE DI UN CENTENARIO.
II dottor Heywood Floyd preferiva non parlare della prima
missione su Giove e della seconda su Lucifero dieci anni dopo. Era
passato tanto tempo, e non c'era nulla che non avesse ripetuto un
centinaio di volte davanti alle commissioni parlamentari, ai delegati
del Consiglio Spaziale e ai giornalisti come Victor Willis.
Tuttavia, aveva nei confronti degli altri passeggeri un dovere cui non
poteva sottrarsi. Essendo l'unico uomo vivente che avesse visto la
nascita di un sole e di un sistema solare tutti si aspettavano che lui
conoscesse pi a fondo degli altri i mondi ai quali si stavano
avvicinando cos rapidamente. Era una convinzione priva di
fondamento; lui ne sapeva, sui satelliti galileiani, molto meno degli
scienziati e dei tecnici che li studiavano da pi di una generazione.
Quando qualcuno gli chiedeva Ma com' su Europa (o
Ganimede, o Io, o Callisto...)?, il pi delle volte Floyd rimandava il
curioso, e anche un p
bruscamente, alle voluminose relazioni di cui la biblioteca
dell'astronave era provvista.
Eppure in certe cose la sua esperienza era davvero unica. Trascorso
ormai mezzo scolo, certe volte si chiedeva se era successo davvero o
se se l'era sognata l'apparizione di David Bowman a bordo della
Discovery. Era pi facile credere che un'astronave fosse stregata...
Ma non stava sognando quando il pulviscolo sospeso nell'aria si era
raccolto e condensato a formare l'immagine di un uomo morto da
dieci o dodici anni. Senza l'avvertimento di quel fantasma (e ricordava
con chiarezza che le labbra erano immobili, e che la voce usciva
dall'altoparlante del quadro comandi), la Leonov sarebbe stata
vaporizzata con tutto l'equipaggio da Giove che si trasformava in sole.
Perch l'ha fatto? disse una volta Floyd alla tavola del capitano.
Sono cinquant'anni che ci penso. Non so che cosa sia diventato dopo
che usc con la scialuppa della Discovery a investigare il monolito; per
deve aver conservato qualche legame con la specie umana, non deve
essere diventato del tutto alieno. Sappiamo che ha fatto ritorno sulla
Terra, per breve tempo, per via di quell'incidente con la bomba
orbitale. E ci sono prove secondo cui ha fatto visita a sua madre e alla
sua fidanzata di un tempo; queste non sono le azioni di... di un'entit
che non conosca le emozioni umane.
Ma che cosa crede che sia adesso? chiese Victor Willis. E poi:
dov'?
Forse quest'ultima domanda priva di significato... anche per gli
esseri umani. Lei sa dov' la sua coscienza?
Lasciamo perdere la metafisica. Da qualche parte nel mio cervello,
comunque.
Quando ero pi giovane, intervenne Mihailovic, che era bravissimo
a gettare nel ridicolo la discussione pi seria la mia coscienza si
trovava a circa un metro pi in basso.
Supponiamo che sia su Europa; sappiamo che c' un monolito su
Europa, e Bowman in un modo o nell'altro associato al monolito...
Pensate come ha fatto ad avvertire Floyd.
Che sia stato lui anche ad ammonirci di stare alla larga da Europa?
Ammonimento che noi stiamo per ignorare...
... per una buona causa...
Il capitano Smith, che di solito se ne stava in silenzio, fece uno dei
suoi rari interventi.
Dottor Floyd, disse meditabondo lei si trova in una posizione
eccezionale, e forse ci torner anche a nostro vantaggio. Bowman
gi intervenuto una volta per aiutarla. Pu essere che sia disposto a
farlo
una seconda. Mi preoccupa molto la proibizione di scendere su
Europa. Se Bowman potesse darci assicurazione che la proibizione
... temporaneamente sospesa, per cos dire, io mi sentirei molto
pi tranquillo.
Senti senti... sussurr pi d'uno prima che Floyd rispondesse.
S, ci ho pensato anch'io. Ho gi detto alla Galaxy di stare attenti a
ogni eventuale... manifestazione, nel caso in cui lui cerchi di mettersi
in contatto.
Naturalmente potrebbe anche essere morto a quest'ora disse Yva
Merlin. Se i fantasmi possono morire, cio.
Nemmeno Mihailovic seppe che cosa rispondere, e Yva cap che il
suo intervento non era apparso particolarmente interessante.
Tuttavia volle insistere.
Ma caro Woody, continu perch non lo chiami semplicemente
con la radio? A questo serve la radio, non vero?
Floyd in realt ci aveva gi pensato, ma l'idea gli era sembrata troppo
sciocca e non l'aveva presa sul serio.
Lo far disse. Non pu far danno, comunque.
42. MONOLITO.
Questa volta, Floyd era consapevole di stare sognando...
Non era mai riuscito a dormire bene a gravit zero, e la Universe stava
procedendo in caduta libera alla massima velocit. Di l a due giorni
sarebbe cominciata la decelerazione, che sarebbe continuata poi per
due settimane fino al rendezvous con Europa.
Le cinture di sicurezza erano sempre o troppo larghe o troppo strette,
comunque lui le regolasse. O faceva fatica a respirare o si svegliava
fuori dalla cuccetta.
Una volta si era svegliato a mezz'aria e si era dibattuto impotente per
parecchi minuti finch, esausto, era riuscito a raggiungere la parete pi
vicina nuotando nell'aria. Solo allora si era ricordato di quello che
avrebbe dovuto fare, e cio limitarsi ad attendere; l'impianto di
ventilazione lo avrebbe sospinto in breve tempo contro la griglia di
uscita dell'aria senza sforzo alcuno da parte sua. Era una cosa che, con
la sua esperienza, sapeva benissimo, ma si era lasciato prendere dal
panico.
Ma quella notte aveva regolato le cinture alla perfezione, e quando
sarebbe ritornato il peso, probabilmente avrebbe fatto fatica a
riabituarsi. Era rimasto sveglio per pochi minuti soltanto,
ripensando a quanto si era detto a cena, e poi si era addormentato.
In sogno la conversazione era continuata. C'era qualche cosa di
diverso, ma che lui aveva accettato senza sorpresa. Victor Willis,
per esempio, aveva ancora la barba o, meglio, mezza barba, da una
parte soltanto della faccia. Ci serviva a delle ricerche in corso, si
disse Floyd nel sogno, sebbene non avesse la minima idea di quale
potesse essere l'obiettivo di queste ricerche.
Comunque, Floyd aveva altro cui pensare. Doveva difendersi dalle
accuse dell'Amministratore Spaziale Millson, che stranamente ora
faceva parte del gruppo. Floyd si chiese come avesse fatto a salire a
bordo della Universe (che si fosse imbarcato clandestinamente?).
Che Millson fosse morto da quaranjt'anni aveva scarsa importanza.
Heywood disse il suo vecchio avversario, la Casa Bianca
furibonda.
Davvero? E perch?
Quel messaggio radio che ha inviato a Europa. Aveva
l'autorizzazione del Dipartimento di Stato?
Non mi sembrata necessaria. Ho chiesto solo il permesso di
atterrare.
Appunto. A c&zTha chiesto? A uno Stato legalmente riconosciuto?
Ho paura che sia tutto molto irregolare.
D volto di Millson sbiad gradualmente, sempre blaterando. Meno
male che solo un sogno, pens Floyd. E adesso che che cosa succede?
B, dovevo immaginarmelo. Salve, vecchio amico. Grande o
piccolo a volont, eh? Ovviamente nemmeno il TMA1 potrebbe
stare nella mia cabina, e il suo Grande Fratello potrebbe ingoiarsi
tutta quanta la Universe in un boccone.
H monolito nero era l, forse galleggiando nell'aria, a due metri dalla
cuccetta. Con un sussulto Floyd si accorse a un tratto che aveva la stessa
forma e le stesse dimensioni di una pietra tombale. Sebbene
gliel'avessero fatto notare pi volte, fino a quel momento la diversit
delle dimensioni aveva attutito l'impatto psicologico. Ora, per la prima
volta, quella somiglianz lo turbava... gli pareva sinistra. Lo so che
soltanto un sogno, ma alla mia et non mi piace che mi si ricordi...
Comunque, che ci fai qui? Sei venuto a portare un messaggio di
Dave Bowman? Sei tu Dave Bowman?
B, non che mi aspettassi una risposta; non sei mai stato un gran
chiacchierone, non vero? Per ogni volta che ti sei fatto vivo sono
successe delle cose. A Tycho, sessant'anni fa, hai mandato quel segnale
su Giove, per comunicare che ti avevamo trovato. E guarda che cosa
hai combinato a Giove quando ci siamo andati dieci o dodici anni
dopo!
Che intenzioni hai adesso?
PARTE VI, HAVEN.
43. SALVATAGGIO.
Il primo problema che si trovarono a dover affrontare il capitano
Laplace e il suo equipaggio, appena toccata la terraferma, fu di
riorientarsi. Ogni cosa a bordo della Galaxy aveva cambiato di posto.
Le astronavi vengono progettate avendo in mente due diverse
modalit di funzionamento: o in assenza di gravit o, quando i
propulsori sono in funzione, con il peso perpendicolare all'asse
dell'astronave stessa. Adesso invece la Galaxy era disposta
pressoch orizzontalmente, e quindi il pavimento era divenuto parete.
Era esattamente come stare dentro un faro caduto sul fianco;
bisognava dunque risistemare ogni cosa e il cinquanta per cento
delle apparecchiature non funzionava a dovere.
Eppure la situazione aveva i suoi vantaggi, e il capitano Laplace ne
approfitt. L'equipaggio aveva tanto da fare per risistemare
l'astronave dando la priorit ai servizi igienici che il morale degli
uomini non lo preoccupava pi. Fin quando lo scafo fosse rimasto
stagno e i generatori a muoni avessero continuato a produrre
energia, non correvano nessun pericolo immediato; bastava solo
sopravvivere per venti giorni, dopo di che la salvezza sarebbe scesa dal
cielo con la Universe. Nessuno ventil la possibilit che le ignote entit
di Europa potessero opporsi a un altro atterraggio. Al primo come
tutti sapevano non si erano opposte; e di certo non avrebbero
impedito una spedizione di salvataggio...
Europa, per, rappresentava ora un ambiente meno favorevole.
Mentre la Galaxy andava alla deriva sul mare aperto, non aveva
risentito dei terremoti che continuamente squassavano il piccolo
mondo. Ma ora che l'astronave aveva trovato una sede fin troppo
permanente sulla terraferma, ogni poche ore era scossa da fenomeni
sismici. Se fosse atterrata normalmente, e cio in posizione verticale, si
sarebbe di certo rovesciata.
I terremoti erano pi sgradevoli che pericolosi, ma terribili per
coloro che avevano sperimentato i terremoti famosi di Tokio nel 2033
o di Los Angeles nel 2045. N consolava molto sapere che i fenomeni
sismici avevano un andamento del tutto prevedibile, diventando pi
violenti ogni tre giorni e mezzo, quando Io si faceva pi vicino. E nep
pure era di conforto sapere che l'attrazione gravitazionale di Europa
provocava danni analoghi su Io.
Dopo sei giorni di lavoro indefesso, il capitano Laplace riconobbe
che le condizioni dell'astronave non erano ulteriormente migliorabili.
Concesse quindi un giorno di riposo che la maggior parte
dell'equipaggio trascorse dormendo e stese un programma di
massima per la seconda settimana da trascorrere sul satellite.
Gli scienziati, com' naturale, desideravano esplorare il nuovo mondo
sul quale erano involontariamente finiti. Secondo le mappe radar
trasmesse da Ganimede, l'isola era lunga quindici chilometri e larga
cinque; il punto pi alto sul livello del mare era a soli cento metri
non abbastanza, aveva fatto cupamente rilevare qualcuno, per
metterli al riparo da un'ondata di marea davvero brutta.
Era difficile immaginare un luogo pi tetro e desolato; mezzo secolo
di esposizione ai deboli venti e alle piogge di Europa non aveva
neppure scalfito la lava che ricopriva met dell'isola, n aveva
ammorbidilo i contorni dei massi di granito che fuoriuscivano dai letti
di lava solidificata. Ma quel luogo era divenuto la loro casa, e
bisognava quindi trovargli un nome.
Il capitano respinse con fermezza certi nomi: Ade, Inferno,
Purgatorio... Ci voleva qualcosa di pi allegro. Si prese in seria
considerazione l'idea di battezzare l'isola Roseland, e la proposta
venne respinta con trentadue voti negativi contro dieci, pi cinque
astenuti.
Alla fine, all'unanimit, pass il semplice nome Haven.
44. LA ENDURANCE.
La storia non si ripete, ma le situazioni storiche ricorrono.
Facendo il suo rapporto giornaliero a Ganimede, il capitano Laplace
non faceva che ripetersi questa frase. L'aveva pronunciata Margaret
M'Bala che si stava avvicinando a una velocit di mille chilometri al
secondo in un messaggio d'incoraggiamento trasmesso dalla
Universe che egli era stato ben felice di comunicare all'equipaggio.
Riferite alla signorina M'Bala che la sua lezione di storia stata
utilissima per il morale degli uomini; nulla avrebbe potuto farci tanto
bene...
Malgrado l'inconveniente di avere pavimenti e pareti scambiati, noi
viviamo nel lusso a paragone degli esploratori polari d'un tempo.
Qualcuno di noi aveva sentito parlare di Ernest Shackleton, ma nulla
sapevamo della storia della Endurance. Restare intrappolati tra i
ghiacci per pi di un anno... e poi passare l'inverno antartico in una
grotta... e poi navigare per mille chilometri su un canotto, e scalare
una catena di montagne non riportate su nessuna carta geografica per
raggiungere il primo insediamento umano!
E quello fu solo il principio. Ci che ci riesce incredibile, e che ci
commuove, che Shackleton per quattro volte torn in quell'isoletta
per salvare i suoi uomini... e li salv tutti quanti! Potete immaginare come
questa storia ci ha consolati. Spero che possiate mandarci il libro per
telefax la prossima trasmissione... Desideriamo moltissimo leggerlo.
E che cosa avrebbe pensato Shackleton della nostra situazione! S,
noi stiamo infinitamente meglio degli esploratori di una volta. Riesce
difficile credere che, ancora alla met del secolo scorso o quasi, si fosse
tagliati fuori dal consorzio umano appena al di l dell'orizzonte.
Dovremmo vergognarci: ci lamentiamo perch la luce troppo lenta
e non possiamo parlare con i nostri amici in tempo reale... o perch ci
vogliono un paio d'ore prima di avere la risposta dalla Terra... E loro
che restavano isolati per mesi e mesi, per anni! Ancora grazie,
signorina M'Bala.
Ovviamente, per, gli esploratori terrestri avevano un grande
vantaggio rispetto a noi: se non altro potevano respirare liberamente.
L'equipe scientifica ha chiesto con insistenza di poter uscire, e noi
abbiamo modificato quattro tute spaziali per l'EVA in modo che si
possa stare all'esterno fino a sei ore. Con questa pressione atmosferica
la tuta completa non necessaria, basta la parte superiore, ben
sigillata in vita. Intendo lasciar uscire due uomini per volta, a patto
che restino sempre in vista dell'astronave.
Infine, ecco il bollettino meteorologico odierno. Pressione 250 bar,
temperatura venticinque gradi senza notevoli variazioni, vento a
raffiche fino ai trenta chilometri orari da ovest, cielo completamente
coperto come al solito, terremoti d'intensit tra uno e tre gradi della
scala Richter, e Io che sta ritornando in congiunzione...
45. MISSIONE.
Quando chiedevano di vederlo in pi di uno per volta, ci di solito
significava guai, o come minimo una decisione diffcile da prendere,
fl capitano Laplace si era accorto che Floyd e van der Berg passavano
molto tempo a discutere animatamente, spesso in compagnia anche
del secondo ufficiale Chang, e non era difficile indovinare di che cosa
stessero parlando. Eppure la loro proposta lo colse ugualmente di
sorpresa.
Vorreste andare sul Monte Zeus! E come? Con un canotto? Il libro
di Shackleton vi ha dato alla testa?
Floyd appariva un poco imbarazzato; il capitano aveva colto nel
segno. Il libro di Shaclcleton, South, c'entrava per davvero.
Anchje se potessimo costruire un canotto, signore, ci vorrebbe troppo
temp'o... Tanto pi che la Universe dovrebbe arrivare tra dieci giorni.
E poi, aggiunse van der Berg io non sono tanto sicuro di voler
navigare su questo mare. Pu darsi che non tutti i suoi abitanti
abbiano ricevuto il messaggio che noi siamo immangiabili.
Allora resta un'unica alternativa, non vero? Io sono scettico, ma
sono disposto ad ascoltarvi. Avanti.
Ne abbiamo parlato con il signor Chang, il quale conferma che
fattibile. Monte Zeus si trova a trecento chilometri; la navetta pu
portarci fin l in un'ora.
E per atterrare? Come senza dubbio ricorderete, il signor Chang
non ha avuto molto successo con la Galaxy.
A questo proposito non c' problema, signore. La William Tsung
pesa solo un centesimo della Galaxy; anche quel lago ghiacciato
potrebbe sostenerla. Inoltre abbiamo studiato le registrazioni video,
e abbiamo trovato una decina di punti adatti all'atterraggio.
E poi, intervenne van der Berg il pilota non avr una pistola alla
nuca. Anche questo render le cose pi facili.
Ne sono convinto. Ma il problema pi grave la partenza, non
l'atterraggio. Come fate a tirar fuori la navetta dall'hangar? Con una
gru? Anche con questa bassa gravit sempre un bel peso.
Non c' bisogno di gru, signore. Il signor Chang dice che pu uscire
direttamente in volo.
Segu un prolungato silenzio mentre il capitano Laplace considerava,
ovviamente senza grande entusiasmo, l'idea di un motore a reazione
in funzione dentro l'astronave. La navetta da cento tonnellate
William Tsung, popolarmente chiamata Bill Tee, era stata concepita
esclusivamente per operazioni orbitali; di norma, sarebbe stata fatta
uscire pian piano dal suo hangar, e i motori sarebbero stati accesi solo a
distanza di sicurezza dall'astronave.
Ovviamente avrete riflettuto sul problema, disse a malincuore il
capitano ma... e l'angolo di decollo? Non mi direte che avete
intenzione di far girare la Galaxy in modo da permettere l'uscita della
Bill Tee. L'hangar si trova su un fianco, a pochi metri dal suolo.
Il decollo avverr a sessanta gradi dall'orizzontale; i propulsori
laterali possono farcela.
Se cos sostiene il signor Chang, vi credo. Ma il motore a reazione
dannegger l'astronave.
B, dannegger l'interno dell'hangar, signore... che comunque non
verr usato mai pi. Inoltre le paratie sono antincendio, per cui non
c' pericolo di danneggiare il resto dell'astronave. E poi terremo
pronte le squadre antincendio, signore, per maggiore precauzione.
L'idea era buona, senza dubbio. Se il piano avesse funzionato, la
missione non sarebbe stata un fallimento completo. Nel corso della
settimana precedente, il capitano aveva pensato solo di sfuggita al
mistero del Monte Zeus, per cui alla fin dei conti avevano fatto
naufragio. Ma ora che i soccorsi erano vicini si poteva anche pensare
a qualcosa d'altro oltre alla sopravvivenza. Forse valeva la pena di
correre qualche rischio per scoprire perch mai quel piccolo mondo
era il centro di tanti intrighi.
46. NAVETTA.
Mi pare di ricordare disse il dottor Anderson che il primo razzo
di Goddard percorse circa cinquanta metri. Chiss se Chang batter
quel record.
Speriamo di s... altrimenti siamo tutti quanti nei guai.
Gli scienziati si erano radunati nell'osservatorio, e tutti stavano fissando
con ansia la fiancata dell'astronave. L'ingresso dell'hangar non era
visibile, ma avrebbero visto la Bill Tee quando e se fosse uscita.
Non vi fu conto alla rovescia; Chang voleva prendersi tutto il tempo
necessario per fare ogni controllo possibile, e partire quando se la
sarebbe sentita. La navetta era stata liberata del peso superfluo, e
imbarcava propellente a sufficienza per cento secondi di volo. Se
tutto fosse andato bene, sarebbe stato pi che sufficiente; altrimenti,
una maggiore quantit sarebbe stata non solo superflua, ma
pericolosa.
Vado annunci Chang senza enfasi.
Fu come un trucco da prestigiatore; tutto successe cos rapidamente
che l'occhio ne fu ingannato. Nessuno vide la Bill Tee uscire
dall'hangar, perch rimase nascosta da una nuvola di vapore. Quando
la nube si dissip, la navetta stava gi atterrando duecento metri pi in
l.
Un gran grido di sollievo echeggi nell'osservatorio.
Ce l'ha fatta! grid l'ex facente funzione di capitano Lee. Ha
battuto il record di Goddard... e come niente fosse!
Ferma sulle sue quattro tozze zampe nel desolato paesaggio di
Europa, la Bill Tee sembrava una versione pi grande e meno
elegante
del modulo lunare dell'Apollo. Ma al capitano Laplace, che la
osservava dal ponte di comando, venne in mente un altro paragone.
La sua astronave era come una balena finita in secca che con grande
difficolt era riuscita a partorire un piccolo in un ambiente alieno. Il
capitano sper che il piccolo sarebbe riuscito a sopravvivere.
/ j *
j
Quarantotto ore pi tardi, la Bill Tee era stata caricata, aveva
compiuto un volo di prova di una decina di chilometri ed era pronta a
partire. C'era tempo pi che a sufficienza per l'esplorazione: secondo
i calcoli pi ottimistici, la Universe non sarebbe arrivata che di l a tre
giorni, e il viaggio di andata e ritorno al Monte Zeus, anche tenendo
conto del tempo necessario per piazzare i numerosi strumenti fatti
imbarcare dal dottor van der Berg, non sarebbe durato che sei ore.
Non appena il secondo ufficiale Chang ebbe terminato il giro di prova,
il capitano Laplace lo mand a chiamare nella sua cabina. Chang ebbe
subito l'impressione che il capitano fosse un p imbarazzato.
Buon lavoro, Walter... questo quanto ci aspettavamo da lei.
Grazie, signore. Qual il problema?
Il capitano sorrise. Non ci sono segreti per un buon equipaggio.
Notizie dall'armatore. Mi spiace darle una delusione, ma ho
ricevuto ordini secondo cui solo il dottor van der Berg e il secondo
ufficiale Floyd possono fare il viaggio fino al Monte Zeus.
Capisco rispose Chang con una traccia di amarezza nella voce.
Lei che cos'ha risposto?
Nulla, per il momento; prima volevo parlarle. Sono pronto a dire
che lei l'unico pilota al quale si possa affidare la missione.
Capirebbero subito che non vero; Floyd bravo quanto me. E
poi il viaggio non presenta il minimo rischio... tranne nell'ipotesi di
un guasto, che potrebbe capitare a chiunque.
Comunque io sono disposto a prendere posizione, se lei me lo
chiede. In fin dei conti, nessuno pu impedirmelo... e quando saremo
di ritorno sulla Terra saremo tutti quanti eroi.
Si capiva che Chang stava facendo complicati calcoli dentro di s. Il
risultato parve soddisfarlo.
Circa duecento chili di carburante in pi ci aprono una
interessante possibilit; l'avrei fatto presente anche prima, ma la Bill
Tee non avrebbe potuto farcela cos a pieno carico...
Ho capito. La Grande Muraglia.
Certo. Basterebbero un paio di passaggi per compiere una ricogni
zione completa e scoprire quello che in realt.
Non so se sia una buona idea. Non vorrei tirar troppo la corda.
Forse ha ragione, ma una deviazione sarebbe giustificata anche per
un altro motivo, che per alcuni di noi sarebbe il pi importante.
Dica.
La Tsien. a solo dieci chilometri dalla Muraglia. Vorremmo
lanciare una corona di fiori.
Era questo dunque ci di cui i suoi ufficiali discutevano con tanta
solennit; e non per la prima volta il capitano Laplace si trov a
desiderare di conoscere un p meglio il cinese mandarino.
Capisco mormor. Ci penser su,., e ne parler con Floyd e van
der Berg, per sentire se sono d'accordo.
E l'armatore?
Qui l'armatore non c'entra. La decisione spetta a me.
47. SCHEGGE.
Meglio che facciate in fretta aveva ammonito Ganimede. La
prossima congiunzione sar parecchio brutta... ci saremo anche noi a
scatenare terremoti, e non solo Io. E non per spaventarvi, ma o il
nostro radar impazzito o il Monte Zeus sprofondato di altri
cento metri dall'ultimo rilevamento.
Di questo passo, pens van der Berg, Europa torner a essere piatta
come una tavola nel giro di dieci anni. Qui le cose avvengono a un ritmo
infinitamente pi rapido che sulla Terra. Per questo Europa piace
tanto ai geologi.
In quel momento, assicurato al seggiolino del secondo pilota subito
dietro Floyd e circondato dalle sue apparecchiature, van der Berg
provava una strana combinazione di eccitazione e rimpianto. Nel giro
di poche ore, la grande avventura della sua vita sarebbe giunta alla
conclusione, in un modo o nell'altro. Nulla di quanto gli riservava il
futuro sarebbe potuto essere altrettanto esaltante.
Non aveva affatto paura: aveva piena fiducia sia nell'uomo sia nella
macchina. Provava un curioso senso di gratitudine nei confronti della
defunta Rose McMahon: senza di lei mai gli sarebbe stata offerta
questa opportunit e lui sarebbe morto senza aver soddisfatto la sua
curiosit.
La Bill Tee, sovraccarica com'era, poteva a malapena sopportare un
decimo di g al decollo; non era stata progettata per questo tipo
d'impiego, ma se la sarebbe cavata molto meglio sulla via del ritorno,
una
volta scaricati gli apparecchi di rilevamento. Sembr loro di
allontanarsi dalla Galaxy con estrema lentezza, ed ebbero tutto il
tempo di osservare i danni allo scafo e i sqgnt^i corrosione dovuti
alle piogge leggermente acide. Mentre Floyd si occupava della
manovra, van der Berg fece un rapido rapporto sulle condizioni
dell'astronave dal suo osservatorio privilegiato. Pareva fosse la cosa
giusta da fare... Anche se, con un p di fortuna, tra poco
l'affidabilit della Galaxy non sarebbe pi stato un problema per
nessuno.
Davanti a loro, ora, era ben visibile Haven e van der Berg si rese conto
dell'ottima scelta effettuata da Lee quando vi era approdato. Erano
pochi i luoghi in cui si sarebbe potuto prendere terra senza danno, e
Lee aveva manovrato come meglio non si poteva.
Erano completamente circondati dalla nebbia; la Bill Tee stava
effettuando una traiettoria semibalistica per ridurre lo sforzo dei
motori, e per una ventina di minuti circa non ci sarebbe stato da vedere
altro che nebbia. Un vero peccato, pens van der Berg, perch
sicuramente l sotto dovevano nuotare strane e interessanti creature, e
forse nessun altro tranne loro avrebbe avuto mai pi l'occasione di
vederle...
Pronto per disattivare i propulsori annunci Floyd. Tutto okay.
Molto bene, Bill Tee. Niente traffico alla vostra altitudine. Avete la
precedenza su tutti per l'atterraggio.
Chi quel mattacchione? chiese van der Berg.
Ronnie Lim. Non ci creder, ma questo scherzo della pista
d'atterraggio vecchio quanto l'Apollo.
Van der Berg ne capiva anche il motivo. Una battuta di spirito se
davvero spiritosa un mezzo eccellente per alleviare la tensione di
uomini intenti a un compito complesso e forse anche pericoloso.
Quindici minuti prima della decelerazione disse Floyd. Sentiamo
se c' qualcuno che trasmette.
Attiv la ricerca automatica delle frequenze e una successione di
beep e di fischi, separati da brevi silenzi via via che il sintonizzatore li
scartava l'uno dopo l'altro man mano che saliva rapidamente lungo la
gamma delle onde radio, riemp la piccola cabina.
Radiofari e trasmissioni dati disse Floyd. Speravo di... Ah, eccola!
Era un suono solo vagamente musicale, che passava rapidamente dagli
acuti ai bassi come un soprano impazzito. Floyd guard la
frequenza.
Effetto Doppler quasi mollo... Sta rallentando in fretta.
Che cos'? Testo?
Video a bassa scansione, credo. Stanno trasmettendo un mucchio
di materiale alla Terra per mezzo del ripetitore di Ganimede, quando
nella posizione giusta. Le reti televisive sono assetate di notizie.
Ascoltarono il suono ipnotico ma incomprensibile per alcuni minuti;
poi Floyd spense la radio. Le trasmissioni della Universe erano
incomprensibili, ma comunicavano l'unico messaggio che importasse. I
soccorsi stavano arrivando e sarebbero giunti di l a poco.
Sia per rompere il silenzio, sia perch la cosa lo interessava per
davvero, van der Berg chiese: Ha parlato con suo nonno,
recentemente?
Naturalmente non si trattava mai di parlare in senso stretto, date
le distanze astronomiche, ma nessuno aveva ancora trovato un termine
migliore. Vocegramma, audioposta, vocard erano tutti termini
che avevano avuto un breve periodo di fioritura ed erano subito stati
dimenticati. Anche ora, la maggior parte degli esseri umani
probabilmente non era convinta che le conversazioni in tempo reale
fossero impossibili nei vasti spazi del sistema solare, e di quando in
quando qualcuno protestava indignato: Perch gli scienziati non
fanno qualcosa?.
S rispose Floyd. Sta bene, e ho molta voglia di rivederlo.
Aveva parlato con uno strano tono, cos che van der Berg si chiese
quando si fossero visti l'ultima volta; si rese conto per che sarebbe
stato indelicato fargli una domanda del genere. Invece, nei dieci
minuti successivi pass un'altra volta in rassegna le procedure di
montaggio e installazione dei rilevatori, cos da poter cominciare
subito dopo l'atterraggio.
L'allarme dell'inizio di frenata scatt una frazione di secondo dopo
che Floyd aveva gi attivato il programma relativo. Sono in buone mani,
pens van der Berg. Posso stare tranquillo e pensare a quello che
devo fare. Dov' la macchina fotografica? Non si sar messa a
galleggiare un'altra volta...
Le nubi si facevano meno fitte. Anche se l'immagineradar di ci che si
stendeva sotto di loro era perfetta sullo schermo, fu sempre un colpo
trovarsi a faccia a faccia con la montagna, ora distante solo pochi
chilometri.
Guardi! grid all'improvviso Floyd. L sulla sinistra, vicino a
quei due picchi... Indovini un p che cos' quel rottame?
Lo vedo anch'io... Non credo che abbiamo fatto danni, col
penetrometro. Si semplicemente spiaccicato. Chiss dov' finito
l'altro...
Altitudine mille. Dove atterriamo? Il punto Alfa non sembra tanto
buono, visto da qui.
vero... Proviamo Gamma. Pi vicino alla montagna, comunque.
Cinquecento. Ecco l Gamma. Rimango immobile per venti secon
di... Se non le piace Gamma, passiamo a Beta. Quattrocento...
Trecento... Duecento...
Buona fortuna, Bill Tee comunic laconicamente la Galaxy.
Grazie, Ronnie... Centocinquant... Cento... Cinquanta... Come le
sembra? Solo poche rocce, e piccole. Strano, si vedono come tante
schegge di vetro. Qualcuno ha dato una festa particolarmente
chiassosa, qui... Cinquanta... Cinquanta... Va bene?
perfetto. Scenda.
Quaranta... Trenta... Venti... Dieci... Sicuro che non cambier
idea?... Dieci... Si solleva un p di polvere, come diceva Neil... o era
Buzz? Cinque... Contatto! stato facile, vero? E pensare che mi
pagano anche!
48. LUCY.
Ehi, Ganimede Centrale. Abbiamo fatto un atterraggio perfetto...
cio, Chris ha fatto un atterraggio perfetto, su una superficie piana.
roccia metamorfica, si direbbe, probabilmente quello stesso
pseudogranito che abbiamo chiamato havenite. La base della montagna
solo a un paio di chilometri di distanza, ma gi posso dire che non
c' bisogno di avvicinarci di pi...
Ci stiamo infilando le tute e cominceremo a scaricare tra pochi
minuti. Lasceremo i rilevatori in funzione, naturalmente, e
chiameremo tra un quarto d'ora. Qui van der Berg. Chiudo.
Perch ha detto che non c' bisogno di avvicinarci di pi? chiese
Floyd.
Van der Berg se ne usc con un sogghigno. Negli ultimi minuti pareva
ringiovanito di quarant'anni.
Circumspce disse allegramente. latino, e vuoi dire "guardati
intorno". Sbarchiamo per prima cosa la telecamera grande. Ehi!
La EHI Tee ebbe un sussulto, e per qualche secondo beccheggi sugli
ammortizzatori con una violenza tale che, se il movimento non fosse
cessato subito, avrebbe fatto venire a chiunque il mal di mare.
Ganimede aveva ragione a proposito dell'attivit sismica disse
Floyd quando si furono ripresi. C' pericolo, secondo lei?
Credo di no. Mancano ancora trenta ore alla congiunzione, e noi
siamo scesi su un solido lastrone di roccia. Ma non perdiamo altro
tempo... a posto la mia maschera a ossigeno? Mi sembra di no.
Aspetti che le stringo le cinghie. Cos va meglio. Inspiri forte... S,
ora va bene. Scendo io per primo.
Van der Berg avrebbe voluto essere lui a compiere il famoso piccolo
passo, ma il comandante era Floyd ed era suo dovere accertarsi che la
Bill Tee fosse in ordine e pronta a un immediato decollo.
Floyd fece un giro attorno alla navetta esaminando il carrello
d'atterraggio, quindi fece un segno a van der Berg, che si affrett a
discendere dalla scaletta. Sebbene avesse gi indossato la tuta e la
maschera ad Haven, van der Berg si sentiva un poco impacciato, e
appena messo piede a terra si ferm per sistemare meglio
l'equipaggiamento. Poi rialz gli occhi e vide quello che Floyd stava
facendo.
Non lo tocchi! grid. pericoloso!
Con un salto di un metro buono Floyd si allontan dalle schegge
vetrose che stava esaminando. Ai suoi occhi non addestrati,
parevano fatte di vetro di pessima qualit.
Mica sono radioattive, eh? chiese preoccupato.
No. Ma stia lontano fin quando non le ho esaminate.
Floyd si accorse con sorpresa che van der Berg si era messo un paio
di guanti. Floyd, ufficiale spaziale, ci aveva impiegato parecchio ad
abituarsi all'idea che su Europa si potesse esporre la pelle
all'atmosfera senza protezione alcuna. Su nessun altro pianeta del
sistema solare neppure su Marte ci era possibile.
Con grande cautela van der Berg si chin e raccolse una lunga
scheggia di quel materiale vetroso. Anche con quella luce indiretta
brillava stranamente, e Floyd vide che aveva un bordo tagliente
dall'aspetto poco rassicurante.
fl coltello pi affilato di tutto l'universo conosciuto disse van der
Berg allegramente.
Siamo venuti fin qui per trovare un coltello*.
Van der Berg si mise a ridere, ma smise subito perch non facile
ridere dentro una maschera a ossigeno.
Ancora non ha capito?
Comincio ad avere l'impressione di essere l'unico a non aver capito
niente.
Van der Berg prese il suo compagno per la spalla e lo fece girare fin
quando ebbe di fronte la massa incombente del Monte Zeus. Vista cos
da vicino, la montagna riempiva met del cielo era non solo la
montagna pi grande, ma Vunica montagna di quel mondo.
Ammiri il panorama per un momento. Nel frattempo io ho da fare
una chiamata importante.
Premette alcuni tasti del computer individuale, attese che si
accendesse la scritta lampeggiante PRONTO e disse:
Ganimede Centrale, qui van der Berg. Mi sentite?.
Dopo una brevissima attesa, una voce chiaramente elettronica
rispose:
Salve, van der Berg. Qui Ganimede Centrale. Pronti a ricevere.
Van der Berg attese un attimo, assaporando il momento che avrebbe
ricordato per tutta la vita.
Contatto Terra Isola Zio/Sette Tre Sette. Trasmettete il seguente
messaggio: LUCY QUI. LUCY QUI. Fine messaggio. Prego ripetere.
Forse avrei dovuto impedirgli di comunicare, disse Floyd dentro di
s, mentre Ganimede ripeteva il messaggio. Ma ormai troppo tardi.
Arriver sulla Terra nel giro di un'ora.
Mi spiace, Chris... disse van der Berg con un sogghigno. Volevo
che le priorit fossero chiare... tra le altre cose.
Se non si sbriga a parlare, credo che la tagliere a fette con uno di
questi coltelli di vetro.
Vetro, proprio! B, le spiegazioni possono aspettare... sono
affascinanti, ma complicate. Le dar i fatti nudi e crudi. Il Monte Zeus
un unico immenso diamante di un milione, dico un milione, di
tonnellate. O, se preferisce, di circa due per dieci alla diciassettesima
carati. Ma non le garantisco che sia tutto dell'acqua pi pura.
PARTE VII, LA GRANDE MURAGLIA.
49. CENOTAFIO.
Scaricando gli strumenti dalla Bill Tee e posandoli sul lastrone di
granito, Chris Floyd non riusciva a distogliere gli occhi dalla
montagna che torreggiava su di loro. Un unico immenso diamante
pi grande dell'Everest! E le poche schegge intorno alla navetta
dovevano valere non milioni, ma miliardi di dollari...
D'altra parte, potevano anche valere quanto... schegge di vetro. Il
valore dei diamanti sempre stato controllato da chi li commercia e
da chi li produce, ma se improvvisamente comparisse sul mercato una
montagna di diamante, i prezzi naturalmente crollerebbero. Ora
Floyd cominciava a capire perch tanta gente era interessata a Europa;
le implicazioni politiche ed economiche di quanto c'era su Europa
erano enormi.
Van der Berg, ora che aveva dimostrato la sua teoria, era tornato a
essere lo scienziato tutto preso dal suo lavoro, ansioso di portare a
termine il suo esperimento senza ulteriori indugi. Con l'aiuto di Floyd
non era facile scaricare le apparecchiature pi voluminose dall'angusta
cabina fece un carotaggio profondo un metro con una perforatrice
portatile e insieme trasportarono delicatamente la carota in cabina.
Floyd avrebbe dato la priorit ad altre cose, ma si rese conto che era
meglio sbrigare prima i compiti pi faticosi. Solo quando ebbero
piazzato il sismografo e la telecamera panoramica fu posta sul suo
treppiede basso e pesante, van der Berg gli permise di raccogliere un
p di quelle ricchezze incalcolabili che li circondavano.
Se non altro disse van der Berg mentre prendeva alcuni dei
frammenti meno taglienti potremo tenerli per ricordo.
A meno che gli amici di Rosie non ci ammazzino per
impossessarsene.
Van der Berg guard fissamente il suo compagno; si chiese quanto
Floyd sapesse veramente e quanto invece, come tutti loro, tirasse a
indovinare.
Non ne vale la pena, ora che il segreto svelato. Tra un'ora i
computer di tutte le borse impazziranno.
Che figlio di cane! disse Floyd pi con ammirazione che con
rancore. Ecco che cos'era il messaggio che ha trasmesso!
La legge non proibisce che uno scienziato faccia anche i suoi
interessi... Ma a questi sordidi dettagli penseranno i miei amici sulla
Terra. Francamente m'interessa molto di pi il lavoro che stiamo
facendo qui. Mi passi quella chiave inglese, per piacere.
Per tre volte prima che avessero terminato di attrezzare la Stazione
Zeus le scosse sismiche li buttarono quasi per terra. Il terremoto
cominciava con una vibrazione lontana che si avvertiva nelle gambe,
poi tutto quanto cominciava a sobbalzare e a scuotersi e si sentiva
uno spaventoso rumore, come di gmito, che pareva provenire da
tutte le direzioni. La cosa alla quale Floyd riusciva pi difficilmente
ad abituarsi era appunto il rumore: continuava a ricordare che erano
immersi in un'atmosfera abbastanza densa da consentire
conversazioni a breve distanza senza dover fare uso della radio.
Van der Berg gli andava ripetendo che per ora i terremoti non erano
pericolosi, ma Floyd aveva imparato a non prestare mai troppa fede agli
esperti. Era vero che il geologo aveva dimostrato di aver visto giusto;
ma guardando la Bill Tee sussultare sugli ammortizzatori come una
nave scossa dalla tempesta, Floyd sperava che la fortuna di van der
Berg durasse ancora qualche minuto.
Ecco fatto disse infine lo scienziato con grande sollievo di Floyd.
Ganimede sta ricevendo dati su tutti i canali. Le batterie dureranno
molti anni, con il pannello solare che le ricarica.
Non credo che rimarr ancora in piedi qualcosa di tutta questa roba
di qui a una settimana. Comunque, sono sicuro che la montagna si
spostata da quando siamo atterrati... filiamocela prima che ci caschi
addosso.
Mi preoccupa di pi disse van der Berg ridendo la possibilit
che lo spostamento d'aria della partenza renda inutile tutto il nostro
lavoro.
Impossibile... Le apparecchiature sono molto distanti, e ora che
abbiamo scaricato tutta questa roba siamo pi leggeri. Decolleremo
a mezza potenza. Non sar il caso di imbarcare qualche altro miliardo?
Non sia cos avido. Comunque, non ho idea di quanto potranno valere
sulla Terra. La maggior parte se la prenderanno i musei, naturalmente.
Dopo di che... chiss?
Floyd cominci a manovrare i comandi mentre stava ancora
comunicando con la Galaxy.
Prima fase della missione completata. Siamo pronti per il decollo.
Piano di volo come concordato.
Non li sorprese che fosse il capitano Laplace in persona a rispondere.
Siete sicuri di voler proseguire? Tenete presente che sta a voi deci
dere. A me sta bene qualunque cosa.
Sissignore, vogliamo andare avanti. Capiamo molto bene i
sentimenti dell'equipaggio. Inoltre l'importanza scientifica
grandissima. Ci andiamo.
Un momento! Siamo ancora in attesa di sentire il vostro rapporto
sul Monte Zeus!
Floyd gett un'occhiata a van der Berg, che alz le spalle e prese il
microfono.
Se lo facessimo adesso, capitano, pensereste che siamo diventati
matti... o che vi prendiamo in giro. Aspetti un paio d'ore, quando
saremo tornati... con le prove.
Uhm. Inutile che provi a ordinarcelo, vero? Comunque, buona
fortuna. Anche da parte dell'armatore. Gli piaciuta molto l'idea di
andare a dare un'occhiata alla Tsien.
Lo sapevo che sir Lawrence avrebbe approvato disse Floyd al suo
compagno. E comunque, visto che la Galaxy andata perduta, la Bill
Tee non farebbe una gran differenza...
Van der Berg lo capiva perfettamente, anche se non condivideva
questo punto di vista. Si era fatto una reputazione di grande scienziato,
e aveva tutte le intenzioni di godersela.
Ah, a proposito continu Floyd. Chi quella Lucy che ha citato
nel suo messaggio? Qualche personaggio famoso?
Non che io sappia. Il nome l'abbiamo trovato facendo una ricerca
col computer, e ci sembrato un buon nome in codice,., tutti
l'avrebbero messo in collegamento con Lucifero, indovinando solo
a met e venendo condotti del tutto fuori strada.
Io non li avevo mai sentiti nominare, ma pare che un centinaio
d'anni fa ci fosse un complesso dal nome molto strano, i Beatles... si
scrive BEATLES, e non mi chieda perch. E costoro scrissero una
canzone dal titolo altrettanto strano: Lucy in th Sky with Diamond*.
Buffo, non vero? Come se gi sapessero...
*
Secondo la stazione radar di Ganimede, la carcassa della Tsien si
trovava trecento chilometri a ovest del Monte Zeus, verso la
cosiddetta Zona del Crepuscolo e le regioni fredde che si
stendevano al di l. Erano regioni sempre fredde ma non buie, perch
illuminate dal Sole lontano. Era per un Sole che non scaldava,
perch anche alla fine della lunga giornata di Europa la temperatura
restava sempre parecchio sotto lo zero. Poich l'acqua allo stato
liquido poteva esistere sol
tanto sull'emisfero illuminato da Lucifero, nella zona intermedia
imperversavano continue tempeste dove pioggia e grandine, neve e
nevischio lottavano tra di loro per la supremazia.
Durante il mezzo secolo trascorso dal disastroso atterraggio della
Tsien, l'astronave si era spostata di circa mille chilometri.
Probabilmente era andata alla deriva come la Galaxy per parecchi
anni sul Mar di Galileo di recente formazione, prima di arenarsi
definitivamente su quella triste spiaggia inospitale.
Floyd capt l'eco radar quasi alla fine del secondo balzo della Bill
Tee. Il segnale era sorprendentemente debole, trattandosi di un
oggetto di quelle dimensioni; non appena uscirono dalla cortina di
nubi, ne compresero la ragione.
I resti dell'astronave Tsien, la prima ad atterrare con uomini a
bordo su un satellite di Giove, si trovavano al centro di un piccolo
lago circolare, evidentemente artificiale e collegato al mare, distante
meno di tre chilometri, mediante un canale. Della Tsien rimaneva
soltanto lo scheletro, e neanche tutto; il relitto era stato quasi
completamente demolito.
Ma da che cosa? si chiese van der Berg. Non vi era alcun segno di vita;
il luogo era completamente deserto. Eppure non vi era il minimo
dubbio che qualcosa avesse spogliato il relitto con intento deliberato
e con precisione quasi chirurgica.
L'atterraggio non presenta problemi disse Floyd, gettando uno
sguardo a van der Berg in attesa della sua approvazione.
Lo scienziato assent distrattamente, tutto preso dal panorama
circostante.
La Bill Tee si pos senza sforzo in riva al lago, ed entrambi
guardarono quel monumento all'audacia dell'uomo che sorgeva dalle
acque nere e fredde. Non vi era modo di raggiungere facilmente il
relitto, ma ci non aveva vera importanza.
Quindi si misero le tute, portarono la corona in riva al lago, la
alzarono cerimoniosamente per un istante davanti alla telecamera e la
gettarono in acqua, solenne tributo dell'equipaggio della Galaxy.
Era una bella corona anche se gli unici materiali impiegati erano
metallo, plastica e carta, pareva davvero fatta di fiori e di foglie. Alla
corona erano assicurati molti biglietti, alcuni dei quali scritti con i
caratteri tradizionali, che ufficialmente erano stati abbandonati a
favore dell'alfabeto occidentale.
Ritornando alla Bill Tee, Floyd disse meditabondo: Ha notato che
praticamente non rimasto nulla che sia fatto di metallo? Solo vetro,
plastica, materiali sintetici....
E le centine? Le travi?
Non sono fatte di metallo, ma soprattutto di carbonio e di boro.
Qui c' qualcuno che ha molto bisogno di metallo... e che capace di
riconoscerlo. Interessante...
Gi, si disse van der Berg. In un mondo in cui non esisteva
ossigeno, era praticamente impossibile disporre di metalli, che erano
dunque preziosi quanto... quanto i diamanti.
Floyd fece rapporto alla Galaxy e ricevette i ringraziamenti a nome
dell'equipaggio dal secondo ufficiale Chang. Quindi decoll, si alz
fino a mille metri di quota e fece rotta verso ovest.
Abbiamo ancora una visita da fare disse. Inutile salire di pi... tra
dieci minuti saremo l. Ma non intendo atterrare, perch se la Grande
Muraglia quello che penso... Mi limiter a sorvolarla e poi faremo
rotta verso casa. Prepari telecamere e macchine fotografiche;
potremmo scoprire qualcosa anche pi importante del Monte Zeus.
E, aggiunse dentro di s, forse potr anche sapere quel che ha
provato cinquant'anni fa nonno Heywood non lontano da qui.
Avremo parecchie cose da dirci quando ci rivedremo... tra meno di
una settimana, se tutto va bene.
50. CITT APERTA.
Che posto spaventoso pens Chris Floyd. Niente tranne che neve e
nevischio, e solo qualche volta la visione fuggevole di un paesaggio
coperto di ghiaccio. Haven era un paradiso tropicale al confronto!
Eppure sapeva che l'emisfero notturno, distante solo poche centinaia
di chilometri, era peggio ancora.
Con sua sorpresa, il tempo miglior all'improvviso poco prima di
giungere sull'obiettivo. Le nubi si dissiparono ed ecco stendersi sotto
di loro, a dritta, un'immensa muraglia nera alta quasi un chilometro.
Era cos grande che creava una sorta di microclima: infatti deviava il
vento, cos che sottovento di essa vi era una zona in cui l'aria era ferma
e immobile.
Era si capiva subito il monolito, ai piedi del quale vi erano
centinaia di strutture emisferiche di un bianco spettrale, rilucenti ai
raggi della palla infuocata bassa sull'orizzonte che un tempo era
stata Giove. A Floyd ricordavano le cellette degli alveari, ma fatte di
neve; avevano qualcosa che evocava antichi ricordi della Terra. Ma ci
arriv prima van der Berg.
Sono degli igloo disse. Stesso problema, stessa soluzione. Non vi
nessun altro materiale da costruzione disponibile, tranne la roccia,
che sarebbe molto pi difficile lavorare. Inoltre la bassa gravit di
vantaggio: alcune di quelle cupole sono molto grandi. Chiss chi ci
abita...
Erano ancora troppo lontani per vedere qualcosa muoversi nelle
strade della piccola citt ai confini del mondo. E quando furono pi
vicini notarono che non vi erano strade.
una Venezia fatta di ghiaccio disse Floyd. Solo igloo e canali.
Sono anfibi rispose van der Berg Avremmo dovuto aspettarcelo.
Chiss dove sono.
Forse gli abbiamo fatto paura. La Bill Tee molto pi rumorosa di
quanto non sembri a noi qui dentro.
Van der Berg stava filmando e contemporaneamente riferendo alla
Galaxy, cos che non rispose subito. Poi disse: Non possiamo
andarcene senza cercare di stabilire un contatto. Aveva ragione...
qui c' qualcosa di molto pi importante del Monte Zeus.
E di molto pi pericoloso, forse.
Non vedo alcun segno di tecnologie avanzate... No, mi sbagliavo,
ecco l qualcosa che sembra un'antenna parabolica del XX secolo!
Pu avvicinarsi di pi?
E farmi sparare addosso? No di certo. Inoltre cominciamo a essere
a corto di carburante. Ne abbiamo per altri dieci minuti soltanto, se
vogliamo tornare a casa.
Non potremmo atterrare e dare un'occhiata? Laggi c' una roccia
larga e piatta. Ma dove diavolo saranno tutti quanti?
Sono spaventati a morte, come me. Ancora nove minuti. Far un
passaggio sulla citt. Lei filmi tutto quello che pu... OK, Galaxy, qui
tutto a posto, solo che abbiamo parecchio da fare. Chiamo io tra poco.
Ho capito... Quella non un'antenna radar, ma qualcosa di
altrettanto interessante. puntata dritta su Lucifero... una fornace
solare! Molto ragionevole, in un posto in cui il sole non si sposta mai
nel cielo... e dove non si pu accendere un fuoco.
Otto minuti. Peccato che tutti siano corsi a chiudersi in casa.
O a tuffarsi nell'acqua. Diamo un'occhiata a quel grande edificio
laggi in mezzo a quello spiazzo. Si direbbe un edificio pubblico.
Van der Berg indic una costruzione molto pi grande delle altre, e
di forma diversa; era una serie di cilindri verticali simili a enormi canne
d'organo. Inoltre non era bianca in modo uniforme come gli altri
igloo, ma era tutta ricoperta di segni multiformi e complessi.
Arte di Europa! grid van der Berg. una specie di murale! Pi
vicino! Pi vicino! Bisogna riprenderla!
Floyd si abbass... ancora... e ancora di pi. Pareva essersi del tutto
dimenticato che il carburante era appena sufficiente per far ritorno alla
Galaxy; e a un tratto van der Berg si rese conto, incredulo e stupito,
che stava per atterrare.
Lo scienziato distolse gli occhi dal suolo che si avvicinava
rapidamente e guard il pilota. Sebbene continuasse a pilotare la
Bill Tee con ovvia competenza, Floyd pareva come ipnotizzato, e
fissava con sguardo assente davanti a s.
Che cosa succede, Chris? grid van der Berg. Si rende conto di
che cosa sta facendo?
Certamente. Non lo vede?
Vedere che cosa?
Lui, quell'uomo in piedi sul cilindro pi grande. E non ha la
maschera a ossigenai
Non faccia l'idiota, Chris! Non c' nessuno lass!
Ci sta guardando. E ci sta facendo dei gesti. Mi sembra di cono...
Oh, mio Dio!
Non c' nessuno! Nessuno! Riprenda quota!
Floyd non gli bad. Era perfettamente calmo, e stava atterrando con
la stessa abilit di quando, ai piedi del Monte Zeus, aveva spento il
motore, esattamente nell'istante in cui toccava il suolo.
Floyd controll gli strumenti di bordo e impost gli interruttori di
sicurezza. Solo quando ebbe completata la prescritta sequenza di
atterraggio torn a guardar fuori con un'espressione perplessa ma
felice sul volto.
Salve, nonno! disse sottovoce, rivolgendosi a qualcuno che van
der Berg non poteva vedere.
51. FANTASMA.
Nemmeno nei suoi incubi pi spaventosi il dottor van der Berg aveva
mai immaginato di perdersi su un mondo alieno rinchiuso in un
minuscolo abitacolo e con un pazzo come unico compagno. Ma se
non altro Chris Floyd non era violento, o almeno cos sembrava; e forse
lo si poteva convincere a decollare e a far ritorno alla Galaxy...
Floyd aveva sempre lo sguardo fsso nel vuoto, e di quando in quando
muoveva le labbra come impegnato in una conversazione silenziosa. La
citt aliena era sempre completamente deserta, e pareva quasi che
fosse stata abbandonata da secoli. Tuttavia a un certo punto van der
Berg not segni di occupazione recente. Sebbene i retrorazzi del
la Bill Tee avessero spazzato via la sottile coltre di neve
immediatamente intorno a loro, poco pi lontano lo spiazzo era
rimasto innevato. Era come una pagina strappata da un libro:
coperta di segni e di geroglifici di cui riusciva a leggere soltanto
alcuni.
Qualcosa di pesante era stato trascinato o si era mosso con i suoi
mezzi attraverso lo spiazzo. Infatti dall'ingresso, ora chiuso, di un
igloo si dipartiva la traccia inequivocabile di un veicolo provvisto di
ruote. Troppo lontano per capire bene che cosa fosse, si vedeva un
piccolo oggetto: forse un contenitore buttato via. Forse gli abitanti di
Europa erano maleducati come gli esseri umani...
Questi segni di vita erano inequivocabili, e preoccupanti. Van der
Berg ebbe l'impressione di essere sorvegliato da migliaia di occhi o di
altri organi di senso senza sapere se gli invisibili osservatori fossero
amichevoli od ostili. Magari erano solo indifferenti, e non facevano
altro che aspettare che gli intrusi se ne andassero in modo da poter
riprendere le loro misteriose attivit.
Chris parl rivolgendosi a un interlocutore invisibile.
Arnvederci, nonno mormor con un lieve accento di tristezza. E
rivolgendosi a van der Berg aggiunse in tono del tutto normale: Dice
che ora dobbiamo andarcene. Lei penser che io sia impazzito, non
vero?
Meglio non rispondere niente, disse van der Berg dentro di s.
Comunque, un attimo dopo ebbe altro a cui pensare.
Floyd infatti stava studiando con ansia i dati che il computer di bordo
gli forniva. A un certo punto disse con un inequivocabile tono di
scusa: Atterrando ho consumato pi carburante di quello che
pensavo. Dobbiamo cambiare itinerario.
Era, non pot fare a meno di pensare van der Berg, un eufemismo
per dire: non possiamo far ritorno alla Galaxy. A malapena si trattenne
dall'esclamare: All'inferno tuo nonno! e chiese invece: E allora che
cosa facciamo?.
Floyd studiava la mappa battendo i tasti del computer.
Restare qui non possiamo... (E perch no? pens van der Berg. Visto
che dobbiamo morire, perch non impiegare il poco tempo che ci
rimane per capire quanto pi possiamo?) ... quindi bisogna trovare
un punto dove la navetta della Universe ci possa venire a prendere
facilmente.
Van der Berg tir dentro di s un gran sospiro di sollievo. Che
stupido non averci pensato; si sentiva come un condannato a morte
graziato mentre sta salendo sul patibolo. La Universe sarebbe arrivata
di l a quattro giorni, forse anche meno; la Bill Tee non offriva di
certo
grandi comodit, ma era comunque preferibile a qualsiasi altra cosa
immaginabile.
Dobbiamo trovare un clima pi mite e una bella superficie piana e
stabile. Vicino alla Galaxy, anche, sebbene non credo che questo sia
indispensabile. Abbiamo carburante a sufficienza per percorrere
cinquecento chilometri... Non possiamo correre il rischio di
attraversare l'oceano.
Per un attimo van der Berg pens al Monte Zeus: ci sarebbero state
tante cose da fare. Ma l'attivit sismica, che diventava sempre pi
pericolosa man mano che Io entrava in congiunzione con Lucifero,
rendeva sconsigliabile quella scelta. Si chiese se i suoi apparecchi
funzionassero ancora. Avrebbe controllato non appena risolto il
problema immediato.
Meglio seguire la costa fino all'equatore, che comunque il luogo
pi adatto per l'atterraggio della navetta. Dalla mappa radar mi parso
di vedere una zona pianeggiante poco lontano dalla costa a circa
sessanta gradi ovest.
S, l'altopiano Masada. (Inoltre, disse van der Berg dentro di s,
avremo forse l'occasione di fare qualche altra esplorazione. Mai
trascurare anche le minime opportunit...)
Va bene, allora. L'altopiano Masada. Ciao, Venezia. Ciao, nonno...
* * *
Quando il rombo sommesso dei retrorazzi tacque, Chris Floyd
disattiv il circuito d'accensione, slacci la cintura di sicurezza e si
stir per quanto lo permetteva l'angusto abitacolo della Bill Tee.
Mica male come panorama., per essere su Europa disse
allegramente. Abbiamo quattro giorni per vedere se le razioni
d'emergenza sono davvero cos cattive come dicono. Dunque... di che
cosa vogliamo parlare?
52. SUL DIVANO.
Perch non ho studiato psicologia?, disse van der Berg dentro di s.
In tal caso potrei capire meglio fino a che punto matto. Eppure si
direbbe perfettamente sano di mente in tutto, salvo che per quel
particolare.
Sebbene con un sesto di g praticamente ogni sorta di posizione fosse
molto comoda, Floyd aveva abbassato lo schienale della sua poi
troncina e ora se ne stava sdraiato con le dita intrecciate sotto la nuca.
All'improvviso van der Berg si rese conto che era la classica posizione
che assumeva il soggetto ai tempi in cui andava di moda l'analisi
freudiana, ancora adesso non del tutto caduta in disuso.
Che Floyd si mettesse a parlare gli andava benissimo: in parte per
pura e semplice curiosit, ma soprattutto perch, se Floyd avesse
affrontato apertamente il problema, la sua salute mentale ne avrebbe
tratto giovamento o cos sperava. Per van der Berg non era molto
ottimista a questo proposito: chiss quali nevrosi profondamente
sepolte dovevano aver messo in moto un'allucinazione tanto potente.
Van der Berg fu quindi molto sconcertato quando si accorse che
Floyd era perfettamente d'accordo con lui; non solo, ma che aveva
anche fatto la sua diagnosi.
La mia classificazione psicologica A. 1 Plus, disse il che significa
che mi hanno anche consentito di dare un'occhiata al mio fascicolo... cosa
che permettono solo al dieci per cento circa dei soggetti. Quindi io sono
perplesso quanto lei. Per il nonno l'ho visto, e lui mi ha parlato. Non
credo ai fantasmi, come tutti: per questo vuoi dire che morto,
immagino. Mi spiace di non averlo conosciuto meglio: l'avrei tanto
desiderato. Se non altro adesso, per, herqualcos'altro da ricordare.
Van der Berg lo interruppe: Mi racconti esattamente che cosa ha
detto.
Chris ebbe un lieve sorriso e rispose: Non sono uno di quelli che
hanno la memoria fotografica, ed ero cos stupefatto che non ricordo
le parole precise. S'interruppe e cerc di concentrarsi.
Strano. Ora che ci penso, non credo nemmeno che abbiamo
comunicato con parole.
Di male in peggio, si disse van der Berg. Prima i fantasmi, e ora la
telepatia. Per si limit a dire:
Allora mi spieghi qual stato il senso generale della vostra, ehm,
conversazione. Tenga presente che io non ho sentito nulla.
Va bene. Lui ha detto: "Volevo vederti, e ora sono molto contento.
Sono sicuro che tutto andr a finir bene, e che la Universe verr a
riprendervi".
Tipica comunicazione da trapassato... pens van der Berg, generica e
poco significativa. I cosiddetti spiriti non dicono mai nulla di utile o
di imprevisto non fanno altro che riflettere le paure e le speranze
dell'ascoltatore. Informazioni prive di valore che salgono dal
subconscio...
Vada avanti.
Allora io gli ho chiesto dov'erano finiti tutti quanti... perch la citt
era deserta. Lui si messo a ridere e mi ha dato una risposta che
ancora non capisco, del tipo: "Lo so che non avete cattive intenzioni,
ma quando vi abbiamo avvistato abbiamo avuto appena il tempo di
avvertire tutti. I..." e qui ha usato una parola che non potrei
pronunciare nemmeno se me la ricordassi "sono tutti entrati in acqua:
sanno muoversi in fretta quando necessario! Usciranno soltanto
quando ve ne sarete andati, e il vento avr spazzato via il veleno." Che
cosa avr voluto dire? Lo scarico dei razzi costituito solo da vapore
acqueo, che presente in abbondanza nell'atmosfera di Europa.
Bene, pens van der Berg, non c' nessuna legge per cui
un'allucinazione, come i sogni, debba avere un senso logico. Forse
quel veleno nasconde chiss quale paura profondamente sepolta
che Chris, malgrado la sua eccellente classificazione psicologica,
incapace di affrontare. Comunque sia, non credo che la cosa mi
riguardi. Veleno, proprio! Il propellente della Bill Tee costituito da
acqua purissima, distillata su Ganimede e quindi mandata in orbita...
Ma, un momento... A che temperatura usciva quest'acqua dagli
ugelli? Mi pare di aver letto da qualche parte...
Chris disse esitando van der Berg. L'acqua passa nel reattore e
quindi esce dagli ugelli in forma di vapore?
Certo, e che altro? Oh, quando si scalda davvero molto, allora un
dieci o quindici per cento della massa di reazione si scinde in idrogeno
e ossigeno.
Ossigeno! Van der Berg ebbe un brivido improvviso anche se
l'abitacolo era a una temperatura ideale. Era molto improbabile che
Floyd capisse le implicazioni di quanto aveva appena detto; si trattava
di cose al di fuori delle sue competenze specifiche.
Lo sa, Chris, che per i primi organismi terrestri, e certamente per
gli esseri che vivono nell'atmosfera di Europa, l'ossigeno un veleno
mortale?
Sta scherzando?
Assolutamente no. L'ossigeno velenoso anche per noi, ad alta
pressione.
Non lo sapevo. Non ce l'hanno detto al corso di addestramento.
Suo... suo nonno aveva ragione. Quando siamo scesi, stato come
se avessimo gassato la citt con l'iprite. B, non proprio: il vento avr
disperso l'ossigeno molto in fretta.
Allora lei mi crede.
Non ho detto questo.
Gi. Solo un pazzo potrebbe credermi!
La battuta riscald l'atmosfera, ed entrambi si fecero una bella risata.
Non mi ha detto com'era vestito.
Aveva una vestaglia di quelle che usavano una volta. L'ho visto cos
da ragazzo. Un indumento molto comodo.
Altri particolari?
Adesso che ci penso, mi parso molto pi giovane di quando l'ho
visto per l'ultima volta. Aveva anche pi capelli. Io non credo che
fosse... come dire?... reale. Forse un'immagine generata da computer,
o un ologramma sintetico.
Il monolito!
Gi... questo ho pensato. Si ricorda di quella volta che Dave
Bowman apparve a mio nonno? Adesso tocca a lui fare il fantasma.
Ma perch? Non mi ha detto nulla di particolare. Mi ha salutato
soltanto...
Per qualche istante parve, con grande imbarazzo di entrambi, che
Chris stesse per mettersi a piangere; ma egli riusc a trattenersi e
sorrise a van der Berg.
Ho parlato fin troppo. Ora tocca a lei spiegarmi che cosa ci fa un
diamante da un milione di tonnellate su un mondo fatto di ghiaccio e
di zolfo. E la spiegazione dovr essere molto convincente.
Credo che lo sar rispose van der Berg.
53. PENTOLA A PRESSIONE.
Quando ero studente a Flagstaff, cominci van der Berg mi
capit di leggere su un vecchio libro di astronomia questa frase: "II
sistema solare comprende il Sole, Giove e detriti vari". Questo dire
pane al pane, non vero? Specialmente per quel che riguarda la
Terra. Per non tanto facile da mandar gi se si pensa a Saturno,
Urano e Nettuno, gli altri tre giganti grandi quasi quanto la met di
Giove.
Ma meglio partire da Europa. Come lei sa, la superficie di Europa
era una piatta superficie di ghiaccio prima che Lucifero cominciasse
a irraggiare calore. La massima elevazione arrivava s e no a un
centinaio di metri. La situazione rimase la stessa anche dopo che i
ghiacci si sciolsero e l'acqua allo stato liquido si spost in gran parte
nell'emisfero notturno, congelando di nuovo. Dal 2015, quando
cominciammo a tenere sistematicamente Europa sotto osservazione,
fino al 2038, la superficie di Europa presentava un solo tratto
distintivo... e noi due adesso sappiamo benissimo di che cosa si
tratta.
Gi, il monolito. Ma anche se l'ho visto con i miei occhi, faccio
ancora fatica a pensare al monolito come a una muraglial Io me lo
sono
sempre immaginato in posizione eretta... o che fluttua liberamente
nello spazio.
Ormai sappiamo che pu fare tutto quello che vuole... tutto quello
che riusciamo a immaginare, e anche molto di pi.
Bene, qualcosa avvenne su Europa nel 2037, tra una osservazione e
la successiva. Il Monte Zeus, una montagna alta dieci chilometri,
apparve all'improvviso.
Vulcani cos alti non crescono in un paio di settimane; inoltre, da
un punto di vista tellurico Europa non attiva quanto Io.
Per me attiva pi che a sufficienza bofonchi Floyd.
Non si ricorda quella scossa?
Inoltre, se si fosse trattato di un fenomeno vulcanico avrebbe
scaricato enormi quantit di gas nell'atmosfera; noi rilevammo
qualche cambiamento, ma non tanto da poter pensare a un vulcano. La
nascita del Monte Zeus rimase insomma un mistero, e poich
avevamo paura di ficcare troppo il naso e avevamo anche altri
progetti, non facemmo altro che proporre qualche teoria del tutto
priva di fondamento, qualche ipotesi fantastica. Meno fantastica,
per, della realt...
A me i primi sospetti vennero a seguito di qualche osservazione che
feci per caso nel 2057, ma non li presi sul serio per un altro paio d'anni.
Poi ebbi prove pi significative; prove che, se si fosse trattato di
qualcosa meno fuori dell'ordinario, sarebbero state del tutto
convincenti.
Ma prima di poter affermare per certo che il Monte Zeus era un
unico immenso diamante, dovevo trovare una spiegazione. Per il vero
scienziato, e io credo di essere un vero scienziato, i dati di fatto
diventano veramente degni di rispetto solo quando c' una teoria
che ne pu dar conto. La teoria pu essere sbagliata... come di solito
avviene, almeno per qualche particolare... ma bisogna che fornisca
un'ipotesi di lavoro.
E, come lei ha detto, la presenza di un diamante di un paio di
milioni di tonnellate su un mondo fatto di ghiaccio e di zolfo
richiede una spiegazione. Naturalmente, ora la spiegazione mi sembra
ovvia, e io sono un cretino a non averci pensato anni fa. Forse ci
saremmo risparmiati un mucchio di guai, e almeno una vita umana...
se ci avessi pensato allora.
Rimase per qualche tempo in silenzio, pensieroso; poi a un tratto chiese
a Floyd: Nessuno le ha fatto il nome del dottor Paul Kreuger?.
No: e perch mai? Ma un nome che conosco, naturalmente.
Me lo chiedevo, cos. Sono successe molte cose strane, e non so se
riusciremo a spiegarle tutte.
Comunque, ora che il segreto svelato, non ha pi importanza.
Due anni fa mandai a Paul un messaggio confidenziale... oh, mi scusi,
dimenticavo di dirle che mio zio... riassumendogli quanto avevo
scoperto e chiedendogli se poteva trovare una spiegazione... o
qualche errore logico nel mio modo di ragionare.
Non gli ci voluto molto, con tutta la potenza di calcolo di cui
dispone. Purtroppo non stato abbastanza prudente, o qualcuno
teneva sotto controllo il suo computer... sono sicuro che quei suoi
amici, Chris, chiunque essi siano, ora sappiano molte cose.
Nel giro di un paio di giorni riusc a trovare un saggio apparso
ottanta anni fa su Nature, una rivista scientifica di allora... s, allora
queste cose si stampavano ancora su carta... che spiegava tutto. B,
quasi tutto.
L'autore era uno scienziato che lavorava in un grande laboratorio
degli Stati Uniti. Stati Uniti d'America, naturalmente... gli USSA non
esistevano ancora. In quel laboratorio si progettavano armi nucleari,
cos che ne sapevano di cose sulle temperature e le pressioni elevate...
Io non so se il dottor Ross... il nome di battesimo non lo conosco...
lavorasse alle bombe nucleari: ma qualunque fosse la sua attivit, prese
a riflettere sulle condizioni che presumibilmente esistevano all'interno
dei pianeti giganti. Il suo scritto del 1984, pardon, del 1981, lungo
meno di una pagina, ma in esso avanza ipotesi molto interessanti.
Faceva notare, infatti, che all'interno dei giganti gassosi esistono enormi
quantit di carbonio sotto forma di metano. Fino al diciassette per
cento della massa totale! Calcolava che alle pressioni e alle temperature
esistenti nel nucleo... pressioni dell'ordine di milioni di atmosfere... il
carbonio si sarebbe separato scendendo per gravit fino al centro del
pianeta dove, come avr gi immaginato, si cristallizza. Era una bella
teoria: non credo pensasse che un giorno sarebbe stata messa alla prova...
Questa la prima parte della storia. La seconda parte da un certo
punto di vista ancora pi interessante. Mi passa ancora un p di
caff?
Eccolo; la seconda parte l'ho gi indovinata. C'entra l'esplosione di
Giove, immagino.
Non l'esplosione, ma l'implosione. Giove esploso verso l'interno;
dopo di che vi stata l'ignizione. stata in un certo senso come
l'esplosione di una bomba nucleare, con la differenza che il nuovo
stato era stabile. Era nato, in pratica, un minisole.
Ora, durante le implosioni succedono cose molto strane; come se
dei pezzi si attraversino l'un l'altro ed escano dall'altra parte.
Qualunque sia il meccanismo, sta di fatto che un frammento di
diamante
grosso quanto una montagna venne scagliato in orbita.
Deve aver percorso quell'orbita... un'orbita instabile, perturbata dai
campi gravitazionali di tutti i satelliti... prima di cadere su Europa. E le
condizioni dell'incontro devono essere state molto particolari, cos che
l'impatto avvenuto a una velocit di non pi di un paio di chilometri
al secondo. Se vi fosse stato uno scontro frontale, ora non vi sarebbero
n il Monte Zeus n Europa. E certe volte ho gli incubi pensando a che
cosa sarebbe potuto succedere se fosse finito su Ganimede...
Inoltre, l'atmosfera di recente formazione deve aver attutilo
l'impatto. Comunque, l'urto deve essere stato terribile. Chiss come
hanno reagito i nostri amici di Europa... Certamente deve aver
scatenato tutta una serie di fenomeni sismici... che continuano
ancora.
E lo interruppe Floyd ha dato origine a tutta una serie di
terremoti politici. Solo ora comincio a intravederne qualcuno. Non mi
sorprende che gli USSA fossero preoccupati.
Gli USSA e altri.
Ma come si pu pensare che qualcuno sia in grado di mettere le
mani su questi diamanti?
B, noi non ce la siamo cavata mica male rispose van der Berg,
indicando con un cenno del capo la parte posteriore della navetta.
Comunque, solo l'effetto psicologico sull'industria del diamante
sarebbe enorme. Per questo tanta gente era ansiosa di sapere se la
mia teoria era fondata o no.
E adesso che lo sanno, che cosa succeder?
Questo non mi riguarda, grazie a Dio. Per spero di aver dato un
bel contributo al budget per le attivit scientifiche di Ganimede.
Nonch al budget mio personale, aggiunse dentro di s.
54. RIUNIONE.
Ma che cosa diavolo ti venuto in mente? Io morto? Ma se non mi
sento cos bene da anni! grid Heywood Floyd.
Chris Floyd fissava l'altoparlante paralizzato dallo stupore. Provava,
oltre a un gran sollievo, una sorta di indignazione. Qualcuno o
qualcosa gli aveva giocato uno scherzo atroce; e perch mai?
A cinquanta milioni di chilometri di distanza avvicinandosi di
parecchie centinaia di chilometri al secondo anche Heywood
Floyd era indignato. Per la sua voce suonava vigorosa e allegra,
oltre che felice di sapere che suo nipote Chris era sano e salvo.
Ho buone notizie da darti; la navetta verr a prelevarvi per prima
cosa. Paracaduter materiale sanitario alla Galaxy e quindi verr a
prendervi per portarvi al rendezvous in orbita con la Universe.
Percorse altre cinque orbite, l'astronave atterrer; tu potrai salutare i
tuoi amici quando saliranno a bordo.
Non ho altro da dirti per ora... tranne che non vedo l'ora di rifarmi
del tempo perduto. Aspetto la tua risposta tra... diciamo tre minuti.
Per qualche istante vi fu assoluto silenzio a bordo della Bill Tee; van
der Berg non osava guardare il suo compagno. Quindi Floyd attiv il
microfono e disse lentamente: Nonno... che bellissima sorpresa. Sono
ancora sconvolto. Ma io ti ho visto su Europa; ti ho sentito parlare. Ne
sono certo cos come sono certo di aver sentito la tua voce poco fa...
Bene, avremo tutto il tempo di parlarne pi tardi. Ma ricordi di
quando Dave Bowman apparso a bordo della Discovery? Forse
stato qualcosa del genere...
Ora noi staremo qui tranquilli ad aspettare che la navetta venga a
riprenderci. Stiamo benissimo... qualche scossa sismica di quando in
quando, ma nulla di pericoloso. In attesa di rincontrarti, ti abbraccio.
Floyd non ricordava di essersi mai espresso in termini tanto
affettuosi con il nonno.
*
Dopo il primo giorno, l'abitacolo cominci a puzzare. Trascorso il
secondo non sentivano pi l'odore, ma entrambi erano d'accordo che
il cibo non era particolarmente appetitoso. Facevano fatica ad
addormentarsi, e si accusarono l'un l'altro di russare.
Il terzo giorno, malgrado le notizie che giungevano frequentemente
dalla Universe, dalla Galaxy e anche dalla Terra, cominci a prenderli
una noia mortale. Inoltre avevano entrambi esaurito la loro scorta di
barzellette sporche.
Ma quello fu l'ultimo giorno. Prima del tramonto venne la Lady
Jasmine alla ricerca dei suoi figli sperduti.
55. MAGMA.
Baas, disse il computer principale della casa ho registrato il
programma speciale da Ganimede mentre tu dormivi. Vuoi vederlo
ora? S rispose il dottor Paul Kreuger. Accelerato e senza
sonoro. Sapeva che molte cose avrebbe potuto rivederle in seguito
con calma. Per il momento voleva arrivare subito al sodo.
Passarono rapidissimi i titoli ed ecco sullo schermo Victor Willis
che, da qualche parte su Ganimede, gesticolava freneticamente nel
silenzio pi assoluto. Il dottor Paul Kreuger, come molti scienziati
seri, non aveva una buona opinione di Victor Willis, sebbene
riconoscesse che la sua funzione aveva una certa utilit.
Victor Willis scomparve e venne sostituito da un altro soggetto molto
meno agitato il Monte Zeus. Tuttavia anche lui era molto pi attivo
di qualsiasi normale montagna; il dottor Kreuger not con stupore
che era cambiato moltissimo dall'ultima trasmissione da Europa.
Tempo reale ordin. Il sonoro.
... quasi cento metri al giorno, e l'inclinazione aumentata di
quindici gradi. L'attivit tettonica ora molto violenta... ci sono grandi
colate di lava ai piedi della montagna. Ho qui accanto a me il dottor
van der Berg. Dottor van der Berg, qual il suo parere?
Mio nipote pare in ottima forma, pens il dottor Kreuger, malgrado
tutto quel che ha passato. di buona razza, naturalmente...
evidente che la crosta non si mai ripresa del tutto dall'impatto,
e ora sta cedendo sotto il peso. Il Monte Zeus sta sprofondando fin
da quando l'abbiamo scoperto, ma a una velocit che enormemente
aumentata da qualche settimana in qua. Ci si accorge del
movimento da un giorno all'altro.
Quanto ci vorr prima che scompaia del tutto?
Non credo che questo avverr mai...
Vi fu un rapido stacco e torn a venir inquadrata la montagna. La
voce fuori campo di Victor Willis continu: Questo quanto il
dottor van der Berg ha detto due giorni fa. Ha qualche altro
commento da fare ora, dottor van der Berg?.
Si direbbe che, ehm, mi sia sbagliato. Sta sprofondando alla
velocit di un ascensore. incredibile! Ora alto cinquecento metri
soltanto. Mi rifiuto di fare qualsivoglia previsione...
Molto saggio da parte sua, dottor van der Berg. Bene, questo
accadeva ieri. Ora trasmetteremo una sequenza accelerata fino al
momento in cui abbiamo perso la telecamera...
Il dottor Paul Kreuger si sporse in avanti osservando l'ultimo atto del lungo
dramma in cui egli aveva ricoperto un ruolo marginale ma essenziale.
Non c'era bisogno di accelerare ulteriormente: stava gi vedendo gli
avvenimenti svolgersi a una velocit di cento volte superiore a quella
normale. Un'ora veniva compressa in un minuto era la vita di un uomo
compressa in quella di una farfalla.
Il Monte Zeus sprofondava sotto i suoi occhi. Schizzi di zolfo fuso
s'innalzavano verso il cielo a enorme velocit, formando parabo
le di un blu elettrico scintillante. Era come una nave che sprofonda
in un mare in tempesta circondata dai fuochi di Sant'Elmo.
Nemmeno gli spettacolari vulcani di Io potevano paragonarsi a
quella scena di violenza.
Il pi grande tesoro mai scoperto... scomparso per sempre disse
Victor Willis in tono reverenziale. Purtroppo non possiamo
mostrarvi il finale. Tra poco vedrete perch.
Lo scorrere delle immagini rallent fino al tempo reale. Il Monte
Zeus emergeva ora per poche centinaia di metri soltanto, e le eruzioni
di zolfo che lo circondavano avvenivano a una velocit pi moderata.
All'improvviso l'inquadratura s'inclin; gli stabilizzatori d'immagine
della telecamera, che per giorni e giorni avevano lottato contro le
scosse continue, a un tratto cedettero. Per un istante parve che la
montagna avesse preso a risalire ma era il treppiede della telecamera
che cadeva. L'ultima scena da Europa fu un primo piano di un'onda
rovente di zolfo fuso che si abbatteva sull'obiettivo.
Perdute per sempre! gemette Victor Willis. Ricchezze
immensamente pi grandi di quelle che Golconda o Kimberley
abbiano mai prodotto! Che perdita enorme e irreparabile!
Idiota! brontol il dottor Kreuger. Ma non si rende conto...
Era giunto il momento di scrivere un'altra lettera a Nature. Questo
segreto era troppo grande per poterlo tenere nascosto.
56. LA TEORIA DELLA PERTURBAZIONE.
Da: professor Paul Kreuger, F.R.S. etc. A:
banca dati di Nature (accesso pubblico)
Oggetto: MONTE ZEUS E i DIAMANTI DI GIOVE
Come oggi sappiamo, la formazione di Europa nota col nome di
Monte Zeus faceva originariamente parte di Giove. L'ipotesi che i
giganti gassosi abbiano un nucleo di diamante venne
originariamente avanzata da Marvin Ross, del Lawrence Livermore
National Laboratory delTUniversity of California, nel suo scritto ormai
classico dal titolo Lo strato di ghiaccio di Urano e Nettuno diamanti nel
cielo? (Nature, Voi. 292, No. 5.822, pp. 435436, 30 luglio 1981.)
Stranamente, Ross non estende i suoi calcoli a Giove.
Lo sprofondamento di Monte Zeus ha suscitato un coro di lamenti;
ci assolutamente ridicolo per i seguenti motivi.
Senza entrare in particolari, di cui mi occuper in una successiva
comunicazione, si pu ritenere che Giove avesse originariamente un
nucleo di diamante di almeno IO28 grammi, vale a dire dieci miliardi
di volte la massa di Monte Zeus.
Sebbene gran parte di questo materiale sia senza dubbio andata
distrutta nell'implosione del pianeta con la susseguente formazione a
quanto pare artificiale del sole Lucifero, non pensabile che l'unico
frammento sopravvissuto sia quello di Monte Zeus. Per quanto tali
frammenti siano in parte ricaduti su Lucifero, una notevole percentuale
di essi deve essere entrata in orbita e deve essere ancora l. Secondo la
teoria della perturbazione, tali frammenti devono ritornare
periodicamente al loro punto di origine. Non ovviamente possibile
fare calcoli esatti, ma credo di poter affermare che una massa almeno
un milione di volte superiore a quella di Monte Zeus deve orbitare in
prossimit di Lucifero. La perdita di un piccolo frammento, per di
pi situato in un luogo di difficile accesso quale Europa, non ha in
pratica importanza alcuna. Suggerisco di procedere il pi rapidamente
possibile alla costruzione di impianti radar allo scopo di localizzare tali
oggetti.
Sebbene fin dal 1987 sia possibile ottenere una pellicola di diamante
estremamente sottile, non si mai potuto produrre diamante su larga
scala. Se questa sostanza fosse disponibile in quantit dell'ordine di
alcuni milioni di tonnellate, il diamante potrebbe trasformare
radicalmente alcune industrie e crearne altre del tutto nuove. Nella
fattispecie, come veniva fatto notare da Isaacs e colleghi quasi un
secolo fa (v. Science, Voi. 151, pp. 682683, 1966), il diamante l'unico
materiale con cui sarebbe possibile realizzare il cosiddetto ascensore
spaziale, che permetterebbe di abbattere enormemente i costi di
trasporto dalla Terra a un'orbita stabile. Le montagne di diamante che
orbitano tra i satelliti di Giove possono aprirci l'intero sistema solare;
come ci appare trascurabile, al confronto, l'impiego che
tradizionalmente si sempre fatto di questa sostanza!
Per amor di completezza voglio qui far menzione di un'altra
possibile localizzazione di grandi quantit di diamante; purtroppo
essa ancor pi difficilmente raggiungibile del nucleo dei giganti
gassosi...
Si avanzata l'ipotesi che la crosta delle stelle a neutroni possa essere
costituita di diamante. Giacch la stella a neutroni pi vicina si tro
va a una distanza di quindici anniluce e ha una gravit settantamila
milioni di volte superiore a quella della Terra, questa non si pu
considerare una fonte di materia prima utilizzabile.
Ma chi avrebbe mai immaginato che avremmo potuto un giorno
toccare con mano il cuore stesso di Giove?
57. INTERLUDIO SU GANIMEDE.
Questi poveri, rozzi coloni! si lamentava Mihailovic. Sono
esterrefatto... Non c' un solo pianoforte a coda su tutta Ganimede!
Ovviamente con il mio sintetizzatore posso riprodurre il suono di
qualsiasi strumento musicale, ma uno Steinway sempre uno
Steinway... proprio come uno Stradivario sempre uno Stradivario.
Le sue lamentele, sebbene in parte scherzose, avevano gi provocato
reazioni da parte della intellighenzia locale. Un programma del
mattino molto seguito, il Mattino di Ganimede, aveva perfino
commentato con malizia: Onorandoci con la loro presenza, i nostri
illustri ospiti hanno contribuito a elevare, sebbene per breve tempo
soltanto, il livello culturale di entrambi i mondi....
Oggetto di sarcastici commenti erano soprattutto Victor Willis,
Mihailovic e M'Bala, che avevano voluto illuminare quei rozzi coloni
con un p troppo entusiasmoXMaggie M'Bala diede scandalo
raccontando senza veli le passioni d Zeus per Io, Europa, Ganimede
e Callisto. Gi apparire in forma di toro bianco alla ninfa Europa era
pi che sufficiente, e i tentativi del dio di proteggere Io e Callisto
dall'ira della consorte apparivano pi che altro patetici. Ma ci che
turb maggiormente gli indigeni fu di apprendere che Ganimede era di
sesso maschile.
Va detto che le intenzioni di questi portatori di cultura erano degne
di lode, per quanto non del tutto disinteressate. Sapendo di dover
rimanere su Ganimede per mesi e mesi, essi temevano, una volta
trascorso l'entusiasmo per la novit della situazione, di venir
sopraffatti dalla noia. Inoltre volevano far uso delle loro capacit a
vantaggio del prossimo. Non tutti per, laggi all'ultima frontiera del
sistema solare, desideravano o avevano il tempo di venir cos
beneficati.
Yva Merlin, al contrario, trov l'ambiente perfettamente congeniale.
Malgrado la fama che aveva sulla Terra, erano ben pochi gli abitanti
di Ganimede che avevano sentito parlare di lei: poteva quindi
aggirarsi per i corridoi pubblici e le cupole pressurizzate di
Ganimede
Centrale senza che la gente si girasse a guardarla. S, la riconoscevano
ma solo come uno dei visitatori venuti dalla Terra.
Greenberg, con la sua solita modestia ed efficienza, si era inserito
nella struttura amministrativa e scientifica del satellite e faceva gi
parte di una mezza dozzina di comitati di consulenza. Svolgeva i suoi
compiti tanto bene che pi di una volta gli avevano detto che
probabilmente non gli avrebbero permesso di ripartire.
Heywood Floyd osservava divertito le attivit dei suoi compagni ma
non vi prendeva parte direttamente. Soprattutto si occupava di Chris
e del futuro del nipote. Ora che la Universe con meno di cento
tonnellate di propellente nei serbatoi era al sicuro su Ganimede,
c'erano molte cose da fare.
La gratitudine che tutti a bordo della Galaxy provavano per i loro
salvatori aveva molto contribuito a far s che i due equipaggi si
integrassero; una volta terminati i controlli e riempiti i serbatoi di
propellente, sarebbero ritornati sulla Terra insieme. Aveva fatto molto
bene al morale degli uomini la notizia che sir Lawrence aveva
intenzione di costruire una nuova nave, grandemente migliorata, la
Galaxy II, anche se la costruzione sarebbe iniziata solo quando gli
avvocati avessero raggiunto un compromesso con i Lloyd's. Gli
assicuratori infatti sostenevano la tesi che il dirottamento spaziale non
era previsto dalla polizza.
In quanto al dirottamento, le indagini non erano ancora giunte a
nessuna conclusione. Evidentemente l'azione era stata programmata,
e per pi anni, da un'organizzazione efficiente e ben provvista di fondi.
Gli USSA protestarono la propria innocenza e si dissero disposti a
sottostare a un'inchiesta ufficiale. Anche il Bund espresse tutta la sua
indignazione, e naturalmente accus il Chaka.
Il dottor Kreuger trov senza sorpresa nella sua posta lettere
anonime in cui lo si accusava di essere un traditore. Queste lettere
erano per Io pi scritte in afrikaans, ma certe volte contenevano lievi
errori grammaticali o lessicali che davano adito al sospetto che
facessero parte di una campagna di disinformazione.
Dopo averci riflettuto, le pass all'ASTROPOL che probabilmente le
ha gi, aggiunse dentro di s. L'ASTROPOL lo ringrazi ma, come
prevedeva, non fece altro.
Varie volte Floyd, Chang e altri membri dell'equipaggio della Galaxy
vennero invitati a pranzo dai due misteriosi signori che Floyd aveva gi
conosciuto. Floyd, Chang e gli altri giunsero alla conclusione che i due
signori stavano indagando sul Chaka, ma senza combinare gran che.
Il dottor van der Berg, che aveva messo in movimento tutta la storia
e che se l'era cavata molto bene da un punto di vista sia professio
naie sia finanziario , si chiedeva ora come muoversi di fronte alle
nuove opportunit che gli si offrivano. Aveva ricevuto molte offerte
interessanti da parte di universit e organizzazioni scientifiche
terrestri, ma gli era impossibile approfittarne. Era vissuto troppo a
lungo su Ganimede con un sesto della gravit terrestre, e aveva ormai
oltrepassato il punto clinico di non ritorno.
Rimaneva la Luna; e anche la Stazione Pasteur, come gli fece
presente Heywood Floyd.
Stiamo cercando di creare un'universit nello spazio, gli disse in
modo che chi non pu pi sopportare un g di gravit possa continuare
a rimanere in contatto con la Terra. Avremo aule, sale da conferenza,
laboratori... alcuni solo simulati a mezzo computer, ma per il resto cos
reali da non riuscire a cogliere la differenza. E lei potrebbe far
videocompere sulla Terra e spendere cos il suo malguadagnato
denaro.
E cos Floyd si trov non solo ad aver recuperato un nipote, ma
anche ad averne adottato/uno nuovo di qualche anno pi vecchio,
vero; ma era unito a Cr^ris e a van der Berg da esperienze
eccezionali che solo loro tre avevano in comune. C'era soprattutto il
mistero dell'apparizione nella citt deserta di Europa, ai piedi del
monolito.
Chris non aveva dubbi. Io ti ho visto e ti ho sentito cos come ti vedo
e ti sento adesso disse al nonno. Con la differenza che le tue labbra
non si muovevano, e la cosa strana era che ci non mi sembrava
affatto strano, ma del tutto naturale. stata un'esperienza... b,
serena, tranquillizzante. Con un'atmosfera un p triste, forse... o,
meglio, malinconica, rassegnata.
Ci subito venuta in mente l'apparizione di Bowman a bordo della
Discovery aggiunse van der Berg.
Gli ho fatto mandare un messaggio radio prima di atterrare su
Europa. Sar stato ingenuo, ma non mi venuto in mente nulla di
meglio. Sono sicuro che c'era, sotto qualche forma.
E non c' stata risposta di alcun genere?
Heywood Floyd esit. All'improvviso gli era tornata alla mente la
notte in cui il monolito gli era apparso, in dimensioni ridotte, nella
sua cabina.
Non era accaduto nulla, eppure da quel momento aveva avuto la
certezza che Chris era sano e salvo e che l'avrebbe rivisto di l a poco.
No disse piano. Non c' stata risposta.
Dopo tutto, forse era stato solo un sogno.
PARTE VIII, IL REGNO DELLO ZOLFO.
58. FUOCO E GHIACCIO.
Prima che, nella seconda met del XX secolo, si aprisse l'ra
dell'esplorazione planetaria, pochi scienziati sarebbero stati disposti a
credere che vi sarebbe potuta essere la vita su un mondo cos lontano
dal Sole. Eppure per mezzo miliardo di anni i mari di Europa erano
stati prolifici quanto quelli della Terra.
Prima dell'ignizione di Giove, una crosta di ghiaccio aveva protetto
quegli oceani dal vuoto dello spazio. In molti punti quel ghiaccio era
spesso molti chilometri, ma era pi sottile l dove si era spezzato e
ricongiunto di nuovo. Vi era stata una breve battaglia tra due elementi
implacabilmente ostili che su nessun altro pianeta del sistema solare
venivano direttamente a contatto. La guerra tra il mare e lo spazio
finiva sempre con uno stallo: l'acqua esposta al vuoto bolliva e
congelava simultaneamente, riparando cos l'armatura di ghiaccio.
Senza l'influsso del vicino Giove, i mari di Europa si sarebbero
completamente solidificati gi da lungo tempo. Ma la gravit di Giove
torceva continuamente il nucleo di quel piccolo mondo; le forze
che sconvolgevano Io erano presenti anche su Europa, seppure con
minore violenza. Questo tiro alla fune tra pianeta e satellite
provocava continui terremoti e frane sottomarini che percorrevano a
grande velocit le pianure abissali.
Qua e l in queste pianure vi erano innumerevoli oasi, ciascuna delle
quali circondava per poche centinaia di metri una cornucopia di sali
minerali che fuoriuscivano dal sottosuolo. Attraverso un intrico di
condotti e di camini sotterranei, queste sostanze chimiche si
depositavano in forme bizzarre castelli in rovina o cattedrali gotiche
da cui liquidi neri e caldi uscivano pulsando a ritmo lento, come
spinti dal battito di un cuore gigantesco. E, proprio come sangue,
anch'essi erano portatori di vita.
Quei fluidi bollenti ricacciavano il gelo che veniva dall'esterno e
formavano isole tiepide sul fondo marino. Inoltre essi portavano
dalle viscere di Europa le sostanze chimiche necessarie alla vita.
Qui, in un ambiente che altrove era terribilmente ostile, vi erano
energia e cibo in abbondanza. L'esistenza di simili punti geotermici
era stata scoperta negli oceani terrestri nello stesso decennio in cui
l'umanit vide per la prima volta i satelliti galileiani.
Nelle immediate vicinanze di questi sfiatatoi caldi vivevano miriadi
di delicati organismi simili a ragni che erano l'equivalente delle piante
terrestri, anche se, a differenza di queste, erano in grado di spostarsi.
Tra di essi strisciavano molluschi e vermi bizzarri, alcuni che si
nutrivano delle piante, altri che si alimentavano direttamente dei
sali minerali disciolti nell'acqua. A maggiore distanza dalla sorgente
di calore il fuoco sottomarino attorno al quale tutti questi esseri si
scaldavano vi erano organismi pi grandi e robusti non dissimili da
granchi o ragni terrestri.
Un esercito di biologi avrebbe potuto dedicare la vita allo studio di
un'unica oasi. A differenza dei mari terrestri del Paleozoico, gli oceani
nascosti di Europa non costituivano un ambiente stabile: e cos
l'evoluzione si era mossa in fretta producendo una moltitudine di
forme fantastiche. Inoltre, tutti quegli organismi erano sotto una
continua minaccia di morte; presto o tardi, infatti, ogni sorgente di
vita si sarebbe inaridita e le forze che le davano vigore si sarebbero
spostate altrove. Gli abissi erano tutti cosparsi da innumerevoli
testimonianze di queste tragedie cimiteri che racchiudevano scheletri
e incrostazioni di sali minerali, dove interi capitoli erano stati cancellati
dal libro della vita.
Vi erano gusci simili a trombe pi grandi di un uomo. Vi erano
conchiglie di molte forme bivalvi e anche trivalvi. E vi erano
conchiglie dal disegno a spirale del diametro di molti metri che erano
molto simili alle belle ammoniti che disparvero misteriosamente dagli
oceani della Terra alla fine del Cretaceo.
In molti luoghi i fuochi bruciavano nell'abisso e fiumi di lava
incandescente scorrevano per decine di chilometri lungo le valli
sottomarine. A quelle profondit la pressione era tale per cui l'acqua a
contatto con il magma incandescente non diventava vapore, e i due
liquidi coesistevano in una tregua inquieta. Laggi, su un altro mondo
e con attori alieni, si era svolta una storia in qualche modo simile a
quella dell'Egitto molto tenipo prima dell'arrivo dell'uomo. Come il
Nilo aveva portato la vita a una stretta fascia di deserto, allo stesso
modo questi fiumi caldi avevano vivificato le profondit di Europa.
Lungo le loro rive, in strisce raramente pi larghe di un chilometro,
una specie dopo l'altra si era evoluta e si era estinta. E certe avevano
lasciato testimonianze del loro passaggio: sassi disposti l'uno sull'altro
o trincee scavate nel fondo del mare a formare uno strano disegno.
Lungo quelle strisce fertili, circondate dai deserti degli abissi, culture
e civilt erano sorte e decadute. E ciascuna non aveva mai cono
sciuto altra parte di quel mondo, poich ogni isola di calore era
separata dall'altra come pianeti nello spazio. Gli esseri che si
riscaldavanoal calore del fiume di lava, e che si nutrivano dei caldi
fluidi sotterranei, non erano in grado di attraversare gli ostili deserti
che circondavano le loro isole solitrie. E se mai queste culture
avevano dato origine a storici e a filosofi, ciascuna di esse era convinta
di essere sola in tutto l'universo.
E ciascuna di esse era destinata a morte certa. Non solo le fonti
d'energia erano sporadiche e continuamente mutevoli, ma il gioco
delle forze che le alimentava si indeboliva in continuazione. Anche se
avessero raggiunto l'intelligenza, gli abitanti di Europa erano
destinati a perire quando il loro mondo sarebbe stato stretto tutto e
per sempre dal gelo.
Erano chiusi in trappola tra fuoco e ghiaccio finch Lucifero non
esplose nel cielo, aprendo loro le porte dell'universo.
E una grande forma rettangolare, nera come la notte, si era
materializzata presso la costa del nuovo continente.
59. TRINIT.
Bene: cos non vorranno mai pi ritornare.
Io sto imparando molto; per sono triste perch tutta la mia vita
d'un tempo sta passando per sempre.
Anche la tristezza passer; anch'io ho fatto ritorno alla Terra per
vedere coloro che un tempo avevo amato. Ora so che esistono cose
pi grandi anche dell'amore.
E quali sono?
La compassione. La giustizia. La verit. E ce ne sono anche delle
altre.
Posso capire. Ero molto vecchio, per uno della mia specie. Le
passioni della mia giovent si erano spente gi da molto tempo. Che
cosa sar de... del vero Heywood Floyd?
Siete entrambi veri. Ma lui morir presto, e non sapr mai di essere
diventato immortale.
Un paradosso... che capisco. Se sar ancora in grado di provare
questa emozione, forse un giorno ti sar riconoscente. Devo
ringraziare te... o il monolito? Il David Bowman che conobbi molto
tempo fa non aveva questi poteri.
No; molte cose sono accadute nel frattempo. Hal e io abbiamo
imparato molte cose.
Hal! qui?
Ci sono io, dottor Floyd. Non immaginavo che ci saremmo
incontrati ancora... e non in questo modo. Entrare in eco con te
stato un problema interessante.
Entrare in eco? Ah, capisco. Perch l'hai fatto?
Quando abbiamo ricevuto il tuo messaggio, Hal e io abbiamo
pensato che avresti potuto esserci d aiuto.
Io aiutare te?
S, per quanto possa sembrarti strano. Tu sai molte cose che noi
non sappiamo; hai avuto molte esperienze che noi ignoriamo. Diciamo
che sei saggio.
Grazie. Sono stato saggio ad apparire a mio nipote?
No: ci ha causato molti inconvenienti. Per eri mosso dalla
compassione. Questo aspetto positivo controbilancia gli aspetti
negativi.
Dici che ti serve il mio aiuto. Per che cosa?
Abbiamo imparato molto, ma molte cose ci sfuggono ancora. Hal
ha mappato i sistemi interni del monolito, e siamo in grado di
controllarne alcuni dei pi semplici. uno strumento che serve a
molti scopi. La sua funzione pi importante di far da catalizzatore
dell'intelligenza.
S, lo si pensato. Ma non c'erano prove.
Ora ci sono, visto che possiamo attingere ai suoi ricordi... o ad
alcuni di essi. In Africa, quattro milioni di anni fa, ha dato a una trib
di scimmie vicine a morire di fame la spinta necessaria affinch
diventassero esseri umani. Ora ha ripetuto l'esperimento su questo
mondo, ma a un costo terribile.
Quando Giove venne trasformato in sole cos che questo mondo
potesse realizzare il suo potenziale, un'altra biosfera venne distrutta.
Lascia che ti mostri quello che ho visto...
Anche mentre cadeva attraverso il cuore ruggente della Grande
Macchia Rossa, con i fulmini delle tempeste grandi quanto continenti
che saettavano tutto intorno a lui, sapeva per quale motivo essa era
rimasta intatta per secoli anche se era formata di gas molto meno densi di
quelli che costituiscono gli uragani della Terra. Il sibilo acuto dei venti
d'idrogeno tacque mentre egli sprofondava in strati pi calmi e un
nevischio di fiocchi cerei taluni dei quali gi si aggregavano a
formare montagne appena palpabili di schiuma d'idrocarburi
discendeva dall'alto, faceva gi abbastanza caldo perch l'acqua potesse
esistere allo stato liquido, ma non vi erano oceani; quell'ambiente
gassoso era troppo tenue per sostenerli.
Continu a discendere attraverso strati e strati di vapori finch non entr
in una regione cos limpida che anche l'occhio umano avrebbe potuto
spaziare per mille chilometri. Era solo una bolla presa nel vasto vortice
detta Grande Macchia Rossa; e nascondeva un segreto che l'uomo
aveva da lungo tempo indovinato, ma la cui esistenza mai aveva potuto
provare.
Ai piedi delle montagne di schiuma galleggianti vi erano miriadi di
nuvole pi piccole, dai contorni ben definiti, tutte di eguali dimensioni
e tutte chiazzate allo stesso modo di rosso e marrone. Potevano dirsi
piccole solo rispetto all'immensit di ci che le circondava; la pi
piccola era grande quanto una metropoli.
Erano vive, poich si muovevano con lenta deliberazione lungo i fianchi
delle montagne galleggianti, brucando su quei pendi come pecore
colossali. E si chiamavano l'un l'altra sulla lunghezza d'onda di un metro
con voci elettriche deboli ma chiare sullo sfondo dei crepiti e dei
rombi di Giove.
Queste bolle d'aria viventi fluttuavano nella ristretta regione che
s'interponeva tra il gelo delle altezze e il caldo torrido delle profondit.
Ristretta, s, ma molto pi grande della biosfera terrestre.
Quegli esseri non erano soli. Tra di loro si muovevano rapide altre
creature, cos piccole che a prima vista non si notavano. Certe
assomigliavano incredibilmente a un aereo terrestre, di cui avevano
anche le dimensioni. Ma anch'esse erano vive forse predatori, forse
parassiti se non pastori...
...evi erano torpedini a reazione simili a calamari terrestri che
cacciavano e divoravano i grandi organismi gassosi. Questi per non
erano privi di difese; taluni reagivano scagliando folgori ed emettendo
tentacoli muniti di artigli simili a seghe lunghe un chilometro.
Vi erano forme ancora pi strane che sfruttavano ogni possibilit
offerta dalla geometria bizzarri aquiloni traslucidi, tetraedri, sfere,
poliedri, intrichi di nastri intrecciati... Erano il gigantesco plancton
dell'atmosfera gioviana, fatti per sostenersi sulle correnti ascensionali
fino al momento della riproduzione; dopo di che cadevano nette
profondit dove venivano carbonizzate e riciclate per una nuova
generazione.
Egli stava perlustrando un mondo grande pi di cento volte la Terra, e
sebbene vedesse molte cose meravigliose non scorse il minimo barlume
d'intelligenza. Le voci elettriche delle grandi bolle gassose trasmettevano
semplici messaggi di avvertimento e di paura. Anche i predatori, da cui
ci si poteva attendere un pi elevato livello di organizzazione, erano
come gli squali degli oceani terrestri automi privi di pensiero.
E malgrado le dimensioni enormi e la variet delle forme, la biosfera
di Giove era un mondo fragile, un luogo fatto di nebbie e di schiume,
di fili delicati e tessuti sottilissimi intrecciati dalla perenne nevicata di
idrocarburi provocata dai fulmini che squarciavano gli strati alti
dell'atmosfera. Pochi di quegli organismi erano pi solidi di bolle di
sapone; e i suoi pi temibili predatori sarebbero stati fatti a brandelli
dal pi debole dei carnivori terrestri...
E tutte queste meraviglie furono distrutte... per creare Lucifero?
S. Gli abitanti di Giove vennero confrontati con gli abitanti di
Europa... e trovati in difetto. Forse, in quell'ambiente gassoso,
non avrebbero potuto raggiungere mai la vera intelligenza. stato
questo a condannarli? Hal e io stiamo ancora cercando di rispondere a
questo interrogativo; questo uno dei motivi per cui abbiamo
cercato il tuo aiuto.
Ma che cosa possiamo noi in confronto al monolito... il divoratore
di Giove?
Il monolito solo uno strumento: ha grande intelligenza, ma non
consapevolezza. Malgrado tutti i suoi poteri, tu, Hal e io gli siamo
superiori.
Questo mi riesce incredibile. Comunque, qualcosa deve aver creato
il monolito.
S. Io l'ho incontrata una volta... quel tanto che ne potei sostenere...
quando la Discovery venne su Giove. Mi ha rimandato indietro nella
forma in cui sono ora, affinch servissi ai suoi scopi su questi mondi. Da
allora non l'ho rivista mai pi; siamo soli... almeno per il momento.
Ci mi rassicura. Il monolito basta e avanza.
Ma ora ci si pone un problema pi grave. stato fatto uno sbaglio.
Non credevo di poter avere paura anche cos...
Quando Monte Zeus cadde su Europa, avrebbe potuto distruggere
tutto questo mondo. La collisione non era prevista... n prevedibile.
Nessun calcolo avrebbe potuto prevedere un evento del genere. Ha
sconvolto grandi tratti del fondale marino, sterminando specie
intere... tra cui alcune per cui nutrivamo grandi speranze. Perfino il
monolito ne fu rovesciato. Pu essere che sia stato danneggiato, e
che i suoi programmi si siano alterati. Di sicuro essi non hanno potuto
coprire tutte le eventualit; e come sarebbe possibile, in un universo
che quasi infinito, e in cui il Caso pu mandare a monte i calcoli pi
accurati?
Questo vero sia per gli uomini sia per il monolito.
Noi tre dobbiamo diventare gli amministratori dell'imprevisto e i
guardiani di questo mondo. Tu hai gi conosciuto gli Anfibi; ancora
devi incontrare le Corazze di Silicio che si scaldano ai fiumi di lava e i
Fluttuanti che raccolgono le messi nel mare. Il nostro compito di
aiutarli a sviluppare il massimo delle loro potenzialit... forse qui, forse
altrove.
E gli uomini?
Vi sono stati momenti in cui ho avuto la tentazione di intervenire
nelle cose degli uomini... ma l'avvertimento che stato dato all'umanit
vale anche per me.
Noi non l'abbiamo rispettato molto.
Molto no, ma abbastanza. Nel frattempo c' parecchio da fare prima
che la breve estate di Europa finisca e ritorni il lungo inverno.
Quanto tempo abbiamo?
Poco; meno di mille anni. E non dobbiamo mai dimenticare gli
abitanti di Giove.
EPILOGO. 3001.
60. MEZZANOTTE NELLA PIAZZA.
L'edifcio famoso che torreggiava in solitario splendore sopra i boschi
di Manhattan non era cambiato molto in mille anni. Era parte della storia,
ed era stato conservato con riverenza. Come tutti i monumenti storici, da
lungo tempo era stato rivestito di una pellicola micrometrica di
diamante, e da allora resisteva immune al trascorrere del tempo.
Chi fosse stato presente alla prima Assemblea Generale non avrebbe
mai immaginato che erano trascorsi nove secoli. Tuttavia una cosa lo
avrebbe lasciato perplesso, e cio il lastrone nero eretto in mezzo alla
piazza che ripeteva quasi la forma del Palazzo delle Nazioni Unite. Se
lo avesse toccato, avrebbe notato con sorpresa che le dita scivolavano
stranamente sulla sua superficie nera come l'ebano.
Ma pi stupito sarebbe stato anzi, sopraffatto dallo stupore
vedendo la trasformazione subita dal cielo...
Gli ultimi turisti se n'erano andati gi da un'ora, e la piazza era
deserta. Il deh era sereno, e s'incominciava a scorgere qualcuno tra le
stelle pi luminose; le pi deboli erano state cancellate dal minuscolo
sole che poteva splendere anche a mezzanotte.
La luce di Lucifero si rifletteva non solo sul vetro nero dell'antico edificio
ma anche sul sottile arcobaleno argenteo che attraversava il deh a sud. Altre
luci si spostavano lentamente lungo di esso: erano i traffici commerciali
del sistema solare che collegavano tutti i mondi dei due soli.
E se si fosse guardato molto attentamente si sarebbe potuta scorgere la
Torre di Panama: uno dei sei cordoni ombelicali di diamante che
collegavano la Terra ai suoi figli dispersi nel deh e che s'innalzavano
per ventiseimila chilometri sopra l'equatore fino a raggiungere l'Anello
che Cingeva il Mondo.
A un tratto, improvvisamente com'era nata, la luce di Lucifero prese a
sbiadire. La notte che l'uomo non conosceva pi da trenta generazioni
torn a occupare il deh. Le stelle cancellate ritornarono.
E per la seconda volta in quattro milioni di anni il monalito si risvegli.
RINGRAZIAMENTI.
Ringrazio Larry Sessions e Gerry Snyder, che mi hanno fornito la
traiettoria che percorrer la Cometa di Halley quando far la sua
ricomparsa. Essi non hanno responsabilit alcuna delle notevoli
perturbazioni orbitali che io ho introdotto.
Sono riconoscente a Melvin Ross, del Lawrence Livermore National
Laboratory, non solo per l'idea eccezionale dei pianeti con il nucleo
di diamante, ma anche per avermi fatto avere copia del suo storico
scritto (o cos spero) sull'argomento.
Confido che al mio vecchio amico dottor Luis Alvarez non
dispiaceranno le forsennate estrapolazioni che mi sono permesso sulle
sue ricerche, e lo ringrazio per l'aiuto e le idee che mi da da
trentacinque anni a questa parte. Ringrazio anche Gentry Lee, della
NASA, con cui ho scritto a quattro mani Culla, per aver trasportato
personalmente da Los Angeles a Colombo il Kaypro 2000 portatile
che mi ha permesso di scrivere questo libro in vari luoghi - tutti
esotici e isolati.
I capitoli 5, 58 e 59 si basano in parte su materiale tratto da 2010;
Odissea due. (Se un autore non pu plagiare se stesso, chi potr
plagiare?) Infine, confido che il cosmonauta Alexei Leonov mi
abbia perdonato di avere unito il suo nome a quello di Andrei
Sakharov (che era ancora in esilio a Gorki quando dedicai 2010 a
entrambi). E mi scuso con il mio editore moscovita, Vassili
Zharchenko, per avergli fatto passare dei guai facendomi dire il nome
di vari dissidenti - la maggior parte dei quali, sono lieto di poterlo
dire, non pi in carcere. Un giorno, spero, gli abbonati di Tekhnika
Molodezhy potranno leggere le puntate di 2010 cos misteriosamente
scomparse...
ARTHUR C. CLARKE
Colombo, Sri Lanka
25 aprile 1987
ADDENDUM
Da quando ho terminato il manoscritto, sono successe alcune cose
strane. Credevo di aver scritto un romanzo di fantascienza: pu darsi
che mi sia sbagliato. Si considerino i seguenti avvenimenti:
1. In 2010: Odissea due l'astronave Leonov era mossa dal "motore
Sakharov".
2. Mezzo secolo dopo, in 2061: Odissea tre, capitolo 8, le astronavi
si spostano in virt della reazione a catalizzazione muonica, la fusione
fredda scoperta da Luis Alvarez et al. negli anni Cinquanta (se ne
veda l'autobiografia: Alvarez, Basic Books, New York, 1987).
3. Secondo il numero di Scientific American del luglio 1987, il
dottor Sakharov sta ora lavorando alla produzione di energia
nucleare fondata sulla ... fusione a catalizzazione muonica, o fusione
fredda che sfrutta le propriet di una strana particella elementare
dalla vita brevissima collegata all'elettrone... I sostenitori della
fusione fredda fanno rilevare che tutte le reazioni fondamentali
avvengono a soli 900 gradi centigradi... (dal Times di Londra del 17
agosto 1987).
Resto ora in attesa, con grande interesse, dei commenti
dell'accademico Sakharov e del dottor Alvarez...
ARTHUR C. CLARKE 10
settembre 1987
FINE.
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